Seduta n.242 del 01/08/2017 

CCXLII Seduta

Martedì 1° Agosto 2017

Presidenza del Presidente GIANFRANCO GANAU

La seduta è aperta alle ore 10 e 57.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 28 giugno 2017 (238), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Mariano Contu, Luigi Crisponi e Ignazio Locci hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 1° agosto 2017.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Annunzio di presentazione di disegno di legge

PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il disegno di legge numero 445.

Annunzio di presentazione di proposta di legge

PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la proposta di legge numero 446.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria: Sono state presentate le interrogazioni numero: 1194, 1195, 1196, 1197, 1198, 1199, 1200, 1201.

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria: Sono state presentate le mozioni numero: 338, 339, 340.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Emilio Usula. Ne ha facoltà.

USULA EMILIO (Gruppo Misto). Presidente, voglio intervenire sull'ordine dei lavori per richiamare l'attenzione sua, l'attenzione di quest'Aula e l'attenzione dell'Assessore all'ambiente su un fatto, a mio parere, gravissimo: mi riferisco all'incendio che si è sviluppato all'interno della discarica di Coronas Bentosas a Bolotana, il 30 luglio ultimo, incendio che si è protratto per circa dieci ore ed è stato domato solo dopo l'intervento dei vigili del fuoco di Nuoro e personale del Comune di Bolotana. A seguito di questo incendio una nube nera, inquietante si è propagata in tutta la piana di Bolotana ed è durata per ore e ore, l'allarme è giustificato dall'interrogativo su cosa bruciava e come sia stato possibile che un incendio si sviluppasse all'interno di un'area controllata. Il fatto grave è che proprio nei giorni precedenti c'è stato l'accertamento di conferimenti, in quella discarica, di rifiuti polverulenti di carbone e alcuni carichi di rifiuti radioattivi, e proprio il 30 luglio, il giorno stesso dell'incendio, la provincia di Nuoro ha emesso una determinazione di diffida nei confronti del gestore della discarica, la società Barbagia Ambiente Srl. In questo provvedimento si denuncia un mancato adempimento di prescrizioni in merito al divieto di conferimento e di scarico di rifiuti polverulenti soggetti a dispersione eolica; nello stesso provvedimento della Provincia si denuncia ancora un inadeguato stoccaggio e protezione di quei rifiuti indebitamente conferiti, rifiuti dove, ripeto, è stata accertata la presenza di materiale radioattivo e polveri di carbone, la cui combustione determina una tossicità dei fumi facile da intuire.

Signor Presidente, questo intervento perché si faccia carico lei, in prima persona, per avere adeguate e spero rassicuranti risposte, in particolare in merito al rispetto dell'autorizzazione integrata ambientale che impone regole e norme rigide che sono state evidentemente disattese, altrimenti mai e poi mai un incendio si sarebbe potuto sviluppare con quei rifiuti e in quel sito. Chiedo a lei e all'Assessora di attivare tutte le procedure necessarie a far luce su questo fatto a mio parere gravissimo.

Elezione del Garante regionale per l'infanzia e l'adolescenza

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'elezione del Garante regionale per l'infanzia e l'adolescenza. Dobbiamo procedere con la terza votazione.

Terza votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la terza votazione a scrutinio segreto per schede per l'elezione del Garante regionale per l'infanzia e l'adolescenza.

(Seguono la chiama e lo spoglio delle schede)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 37

votanti 37

maggioranza 40

schede bianche 6

Hanno ottenuto voti: Donatella OLLA, 16; Giangiacomo PISOTTI, 14.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Agus - Anedda - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cossa - Cozzolino - Demontis - Deriu - Desini - Forma - Gaia - Gallus - Ganau - Lai - Lotto - Meloni - Moriconi - Perra - Pigliaru - Pinna Rossella - Piscedda - Pittalis - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Satta - Solinas Antonio - Tedde - Tendas - Truzzu - Unali - Usula - Zanchetta.

Non è stato raggiunto il quorum, per cui dovremo procedere ad una quarta votazione con un quorum ridotto alla maggioranza assoluta.

Quarta votazione a scrutinio segreto

Indico la quarta votazione a scrutinio segreto per schede per l'elezione del Garante regionale per l'infanzia e l'adolescenza.

(Seguono la chiama e lo spoglio delle schede)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 50

votanti 50

maggioranza 31

Hanno ottenuto voti: Donatella OLLA, 30; Giangiacomo PISOTTI, 17.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Agus - Anedda - Busia - Cappellacci - Carta Angelo - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cossa - Cozzolino - Dedoni - Demontis - Deriu - Desini - Forma - Fuoco - Gaia - Gallus - Ganau - Lai - Ledda - Lotto - Marras - Meloni - Moriconi - Orru' - Perra - Pigliaru - Pinna Giuseppino - Pinna Rossella - Piscedda - Pittalis - Pizzuto - Rubiu - Ruggeri - Sabatini - Satta - Solinas Antonio - Tedde - Tendas - Tocco - Truzzu - Tunis - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Alessandra.

Nessuno ha raggiunto il quorum, rinviamo la votazione ad una prossima seduta.

Discussione della proposta di legge Desini - Congiu - Cherchi Augusto - Manca Pier Mario - Cocco Pietro - Zanchetta - Pizzuto - Meloni - Unali: "Modifiche alla legge regionale 17 maggio 1999, n. 17 (Provvedimenti per lo sviluppo dello sport in Sardegna). Abbattimento dei costi per la partecipazione alle trasferte sportive nelle isole minori della Sardegna". (391/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca ora la discussione della proposta di legge numero 391/A.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Roberto Desini, relatore di maggioranza.

DESINI ROBERTO (Partito dei Sardi), relatore di maggioranza. Grazie, Presidente. Signor Presidente, colleghi consiglieri e signori Assessori, questa proposta di legge ha come scopo quello di cercare di abbattere, o quantomeno contenere, i costi delle trasferte nelle Isole minori e, soprattutto, per cercare di diminuire la disparità di trattamento tra coloro i quali beneficiano delle agevolazioni in continuità territoriale tra i residenti e i non residenti. Questa proposta di legge come finalità ha quella di affrontare il problema dell'insularità nell'insularità; è una proposta di legge, come si dice spesso, a costo zero. Perché dico questo? Perché noi, con questo provvedimento normativo, andremo a modificare l'articolo 38 della numero 17, perché abbiamo fortuna di avere una delle migliori leggi in Italia in materia di sport (la numero 17 del 1999) e l'articolo 38 che prevede il trasferimento del 6 per cento dei danari stanziati in finanziaria per lo sport in Sardegna vengono destinati per le attività del CONI. Allo stesso tempo nell'articolo 28 e nell'articolo 29 è consentito che la Regione autonoma della Sardegna possa sottoscrivere con il CONI e con le compagnie marittime e aeree delle convenzioni per cercare di agevolare il trasporto all'interno della nostra isola e nelle isole minori. Visto anche il mio ruolo in veste di dirigente federale, di vicepresidente della FIGC, in questi anni sono state numerose le società sportive - in particolare mi riferisco al calcio e al basket, in particolar modo al minibasket - che hanno preferito rinunciare alle trasferte nelle isole minori e quindi pagare l'ammenda alla Federazione di competenza, piuttosto che affrontare i costi della trasferta stessa. È evidente che queste conseguenze sono assolutamente negative sotto tutti i punti di vista, innanzitutto perché vi è una disparità di trattamento tra i cittadini che abitano nella stessa isola, ma vi è una disparità di trattamento tra gli sportivi e soprattutto non vi è la possibilità di esercitare la pratica sportiva per le associazioni dilettantistiche in maniera uniforme e omogenea in tutto il contesto regionale.

Ecco che, alla luce di queste considerazioni e soprattutto avendo fatto uno studio e una stima per affrontare questo problema (per questo devo ringraziare i collaboratori del Gruppo e soprattutto le federazioni sportive e il CONI che hanno messo a disposizione questi dati) abbiamo con una ricognizione un costo complessivo per tutte le trasferte che si svolgono nelle isole minori di circa 45.000 euro. Assieme agli altri proponenti abbiamo ritenuto opportuno, condividendo questo percorso con l'assessore Dessena, che ringrazio per la disponibilità e per l'approccio assolutamente propositivo nell'affrontare questo tema, e con il Presidente del CONI Gianfranco Fara, il quale ha dato la piena disponibilità, nulla osta per poter apportare questa modifica, e quindi da qui la proposta numero 391. Io colgo l'occasione per la presenza dell'assessore Dessena e anche del neoassessore dei trasporti Careddu, al quale porgo i miei migliori auguri, di affrontare il problema dell'insularità e del trasporto, soprattutto quello sportivo - questa è l'occasione discutendo questa proposta di legge - ma anche di un problema che vi è a carattere nazionale. Il sottoscritto aveva già sottoposto all'allora assessore Firino e l'allora assessore dei trasporti Deiana il problema della tariffa "Sport Light" e cioè vi è il paradosso in Italia che il Governo italiano ha fatto una convenzione con l'Alitalia per consentire a coloro i quali si recano in Sardegna per attività sportive, sia per le trasferte singole, ma anche per i campionati, di beneficiare di questa tariffa "Sport Light", il che significa che chi viene dal Continente verso la Sardegna paga circa 80 euro il biglietto andata e ritorno da Roma, mentre paradossalmente un residente sardo, un cittadino sardo, non può beneficiare della tariffa "Sport Light" in quanto siamo in regime di continuità territoriale e noi paghiamo la tariffa piena a 150 euro, la stessa tratta. Questa è una contraddizione in termini. Ancora, per mettere in evidenza la contraddizione e un atteggiamento da parte del Governo italiano nei confronti di noi sardi e di un'azione discriminatoria che si perpetua nel tempo, io ritengo, ci sono state anche delle interrogazioni parlamentari in merito, però colgo l'occasione, essendo presenti entrambi gli Assessori allo sport e ai trasporti e lo stesso presidente Pigliaru, di poter affrontare questo problema con una maggiore forza e con una certa veemenza e incisività nei confronti del Governo italiano, in particolar modo nei confronti del Ministro Delrio.

Vado a concludere facendo presente all'assessore Dessena che non so se sia necessario il fatto di rivedere la delibera che è stata adottata la settimana scorsa, la numero 36/41 del 25 luglio 2017, con il quale si approvava il programma annuale del CONI, così come di competenza della Giunta regionale. Siccome non vi è ancora questa proposta di legge e mi auguro che oggi l'Aula recepisca positivamente questa proposta, le chiedo se sia opportuno rivedere quella delibera alla luce dell'approvazione di questa proposta di legge o meno, per far sì che dal mese di settembre, quando inizieranno la nuova stagione agonistica 2017-2018, gli aventi diritti ne possano beneficiare. Soprattutto con questa proposta di legge cerchiamo di risolvere un problema perché negli studi che abbiamo affrontato coloro i quali rinunciavano alle trasferte e preferivano pagare la multa perché era meno onerosa rispetto alla trasferta, vi erano soprattutto i diversamente abili e i portatori di handicap i quali hanno soprattutto il problema degli accompagnatori e quindi un duplice costo ed è veramente assurdo che delle persone che hanno meno fortuna di noi normodotati… Presidente, chiedo scusa, l'Assessore non sente… dicevo che soprattutto con questa proposta di legge andiamo sicuramente a eliminare una disparità di trattamento per coloro i quali sono meno fortunati di noi normodotati che non possono partecipare a queste trasferte perché oltre ai loro costi ci sono anche quelli degli accompagnatori che soprattutto per quanto riguarda i minori e per quanto riguarda le disabilità molto gravi sono in rapporto di uno a uno. Con questa proposta di legge, tra gli scopi e le finalità, c'è anche eliminare questa disparità di trattamento. Ringrazio i colleghi per l'attenzione, chi l'ha prestata, gli Assessori e soprattutto ho apprezzato anche in Commissione bilancio la condivisione da parte della collega Zedda che chiedeva di sottoscrivere questa proposta di legge a nome di tutti i componenti della Commissione bilancio.

PRESIDENTE. Ricordo che i consiglieri che intendono prendere la parola devono iscriversi non oltre la conclusione del primo intervento.

E' iscritto a parlare il consigliere Pierfranco Zanchetta. Ne ha facoltà.

ZANCHETTA PIERFRANCO (Cristiano Popolari Socialisti). Presidente, io ho seguito l'onorevole Desini e ho apprezzato, sono anche firmatario, però vorrei fare una considerazione: la bontà di questa proposta a favore delle società sportive è molto importante, però noi non possiamo permetterci di far considerare le nostre isole minori come Alcatraz, cioè inaccessibili. Qui il richiamo va al neoassessore ai trasporti - benvenuto intanto e buon lavoro, assessore Careddu - il richiamo perché noi siamo ormai abbondantemente oltre l'anno di prova della gestione del nuovo servizio di cabotaggio marittimo con le isole minori, servizio pubblico garantito dalla Regione, e abbiamo necessità di conoscere lo stato dell'arte sia per aspetti inerenti la funzione del servizio, che il personale. Il richiamo che faccio è dovuto soprattutto al costo tariffario perché l'eredità che lei oggi assume è un'eredità pesante su questo fronte, perché è stata pessimamente gestita la questione che ci ha visto anche perdere 2 milioni e 200 in una gara al ribasso che poteva essere evitata e queste risorse potevano agevolare anche questo aspetto, non soltanto le società sportive e i giovani che devono fare trasferte non possono farle e preferiscono pagare le penalità delle società, delle associazioni a cui fanno riferimento, ma l'argomento riguarda tutti i sardi, i residenti in Sardegna. Quindi l'invito è quello di prendere in mano immediatamente questa partita delicata dei collegamenti con le isole minori e rivedere a distanza dell'anno di prova come siamo andati, come stiamo andando e come vorremmo soprattutto andare, fermo restando che io ritengo fermamente che l'estensione a tutti i sardi di una tariffa cosiddetta residenti debba essere garantita. Detto questo e concludo, apprezzo quanto esposto dall'onorevole Desini, partiamo da questo primo passo importante per poi andare a rivedere e a ritoccare quelli che sono i costi tariffari e il servizio in generale della nuova compagnia che gestisce il collegamento con le isole minori.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Luca Pizzuto. Ne ha facoltà.

PIZZUTO LUCA (SDP). Per dire anch'io che questa è una legge importante che sta dentro un'azione che il Consiglio ha fatto di cercare di isolare sempre meno le Comunità isolane. Questa legge dà un'opportunità di crescita, di sport e di vita sociale alle comunità locali ma anche a quelle regionali che vanno lì a giocare, a fare le varie attività sportive e si garantisce un diritto alla mobilità interna soprattutto verso i giovani che non era affatto scontato e che ancora oggi vede molto da fare. Poi mi associo anch'io sull'esigenza di fare un focus molto importante e netto su come sta andando il trasporto marittimo locale dopo un anno dalla privatizzazione su cui io sento di aver perso una battaglia importante e gli strascichi si stanno facendo sentire soprattutto per ciò che riguarda l'attività che avrebbe dovuto ricollocare i lavoratori su cui diremo nei prossimi giorni e annuncio il fatto che riporteremo in Aula il tema ex Saremar per fare il punto per capire esattamente cosa stia succedendo. Però per il resto oggi è un'ottima giornata perché si dà una garanzia di gioia, di sport e di vita ai nostri ragazzi e la possibilità di crescere dentro un'isola che cerca di abbattere sempre di più i propri confini dando a tutti la possibilità di muoversi liberamente.

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere Paolo Flavio Zedda è rientrato dal congedo.

E' iscritta a parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI).Sì, confermo come già cortesemente richiesto dal collega Desini la sottoscrizione di questa proposta di legge e devo anche dire che essere un'isola nell'isola è ancora più mortificante quando si parla di sport, spesso e volentieri come appunto anche anticipato dal collega Desini ci sono state delle rinunce sia per quanto riguarda le società che svolgono l'attività nella nostra Sardegna, ma in particolare questo diventa un problema doppio quando si tratta di società della penisola e purtroppo ahinoi questo è un problema che si manifesta anche quando abbiamo a che fare con dei campionati anche nazionali non solo per tutta l'attività giovanile che riguardano proprio attività agonistiche e quindi il venire in Sardegna diventa sempre un grande problema e spesso e volentieri le nostre squadre sono state sottoposte o a dei gironi massacranti oppure addirittura hanno dovuto rinunciare alla partecipazione ai campionati nazionali. Ecco credo che questa proposta di legge vada nella giusta direzione per incentivare e in particolar modo noi crediamo lo sport non agonistico e giovanile in particolare, credo anche che ringraziando la disponibilità del CONI perché di fatto di questo si tratta, vincola una parte delle risorse destinate appunto con il 6 per cento dalla legge numero 17, però credo che comunque queste risorse verranno a mancare per un'altra attività che il CONI magari aveva programmato. Ecco perché mi aggiungo alla richiesta del collega Desini per trovare delle formule alternative e quindi magari nei prossimi anni avere una disponibilità diversa sia per i collegamenti con le isole minori sia per rispolverare anche quelle buone iniziative che dovevano andare proprio ad abbattere i costi delle trasferte per i campionati nazionali e in particolare per quelli relativi, mi riferisco alle attività giovanili ovvero a quelle che proprio servono da qualifica particolare Assessore, mi riferisco quando le nostre squadre giovanili vincono i campionati nel girone sardo e devono andare alle finali interzonali o nazionali. Ecco quelle trasferte stanno diventando oramai impraticabili, ci rinunciano spesso e volentieri le nostre squadre. Allora troviamo delle soluzioni magari anche aggiungendo delle formule, una variazione nelle prossime norme con la "17" in modo tale che questo non sia più un limite per chi davvero riesce ad affermarsi in Sardegna ma anche la possibilità di avere dei riconoscimenti per i campionati giovanili nazionali.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Edoardo Tocco. Ne ha facoltà.

TOCCO EDOARDO (FI). Nessun dubbio sulla bontà della proposta del collega Desini al quale chiedo che la mia firma venga apposta chiaramente su questa proposta, ma credo che sarà quella di tutto il nostro gruppo. E' una proposta che ha ovviamente una giusta direzione che è quella di dare la possibilità alle società sarde finalmente di avere non delle priorità perché di priorità non si tratta, ma si tratta semplicemente di avere la possibilità di poter essere uguali a tutte le altre. E anche in Commissione la settimana scorsa con l'assessore Dessena e con la dottoressa Scano abbiamo avuto modo di portare avanti una lunga discussione dovuta anche e soprattutto ad una richiesta che è stata fatta da noi, da tutti quanti nell'ultima leggina che è quella di far sì che la Regione possa attraverso gli istituti di credito e credo che questo lo debba fare proprio l'Assessore della programmazione Raffaele Paci con gli istituti di credito si trovi un accordo affinché le società non debbano più emettere le loro fideiussioni personali, i dirigenti, i soci e finalmente possano avere la possibilità di poter attivare una linea di credito e quindi avere la possibilità anche di non anticipare più risorse proprie per poter accedere all'iscrizione ai campionati. Ma ben venga questa proposta soprattutto per le isole minori che hanno difficoltà non solo di trasporto ma hanno difficoltà ovviamente di costi maggiori rispetto a tutte le altre società e un occhio di riguardo a tutte quelle società che in Sardegna escono fuori, oltre Tirreno per dare un'immagine alla nostra isola che sta dando grandi soddisfazioni in termini proprio dei campionati federali in tutti gli sport. Quindi io credo che questo sia veramente un motivo di riconoscimento che questa proposta attraverso l'Assessorato possa in questo dare allo sport sardo.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.

DESSENA GIUSEPPE, Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Intanto per ribadire quello già detto in Commissione che convengo che la norma abbia una grande utilità e che aiuti lo sport, lo sport giovanile in particolare e quindi evidentemente la proposta di legge farà del bene a tutto il territorio e alle società che si misurano nel nostro contesto isolano. Per quanto riguarda la richiesta o l'osservazione fatta dall'onorevole Desini relativa all'emendamento e come si innesti sulla delibera già approvata la settimana precedente, le direi che la norma con la sua forza si impone di imperio sulla delibera per cui automaticamente la delibera si deve adattare. Forse non è nemmeno necessario riandare in delibera però questo lo appurerò in maniera scientifica anche in giornata per fare in modo che se la delibera dovesse contenere quanto previsto in norma, io riesco a portare da qui a brevissimo la delibera per fare in modo che dal prossimo programma sportivo cioè il 17 e 18 questa produca gli effetti giuridici che gli attori politici hanno voluto intendere con questa norma di legge.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Sabatini. Ne ha facoltà.

SABATINI FRANCESCO (PD). Presidente, solo per chiederle, così come mi era stato prospettato in Commissione, la sottoscrizione da parte di tutti i componenti della Commissione terza della legge presentata.

PRESIDENTE. Saranno aggiunti i nomi.

Dichiaro chiusa la discussione generale e metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 1.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1:

Articolo 1

Modifiche all'articolo 29 della legge regionale n. 17 del 1999 (Convenzioni con il CONI, le compagnie e le aziende di trasporto)

1. Al comma 1 dell'articolo 29 della legge regionale 17 maggio 1999, n. 17 (Provvedimenti per lo sviluppo dello sport in Sardegna), le parole "28, nonché per l'abbattimento dei costi delle trasferte effettuate all'interno del territorio regionale sostenuti dalle società dilettantistiche isolane" sono sostituite dalle seguenti: "28 e per l'abbattimento dei costi delle trasferte effettuate all'interno del territorio regionale sostenuti dalle società dilettantistiche sarde, fatta eccezione per i costi di trasporto marittimo sostenuti dalle società dilettantistiche sarde non aventi sede nelle isole minori per le trasferte nelle isole stesse".)

Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione l'articolo 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 2.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2:

Articolo 2

Modifiche all'articolo 38 della legge regionale n. 17 del 1999 (Contributi a favore delle iniziative promosse e organizzate dal CONI)

1. All'articolo 38 della legge regionale n. 17 del 1999, sono apportate le seguenti modifiche:

a) dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:
"1 bis. Tra gli interventi finanziati con il contributo di cui al comma 1 rientra, in ogni caso, l'abbattimento dei costi di trasporto marittimo di persone e autoveicoli sostenuti dalle associazioni e società sportive dilettantistiche con sede nel territorio regionale iscritte all'albo regionale delle società sportive di cui all'articolo 9 della presente legge per la partecipazione alle gare in trasferta nelle isole minori della Sardegna nell'esercizio di attività sportiva agonistica e non agonistica. Sono escluse dal beneficio le associazioni e società sportive aventi sede nelle isole minori della Sardegna.";

b) dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:
"2 bis. Il programma di cui al comma 2 include la descrizione dell'intervento indicato al comma 1 bis, che prevede la riduzione delle spese di trasporto marittimo degli atleti, tecnici, dirigenti e personale sanitario e del materiale e attrezzature sportive strettamente necessari per la partecipazione all'evento sportivo nonché, nel caso di atleti portatori di handicap o di età inferiore ai quattordici anni, dei loro accompagnatori.".)

Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione l'articolo 2. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 3.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3:

Articolo 3

Norma finanziaria

1. Agli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge, determinati complessivamente in euro 45.000 per ciascuno degli anni 2017, 2018 e 2019, si fa fronte mediante utilizzo di quota parte delle risorse già destinate agli interventi di cui all'articolo 38 della legge regionale n. 17 del 1999 iscritte in conto della missione 06 - programma 01 (Sport e tempo libero) - titolo 1 - capitolo SC05.5012, del bilancio della Regione per gli anni 2017-2019 e su quelle corrispondenti del bilancio per gli anni successivi.)

Non ho iscritti a parlare.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 3.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 4.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 4:

Articolo 4

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna (BURAS).)

Non ho iscritti a parlare.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 4.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo alla votazione finale del testo.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di legge numero 391.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Discussione del disegno di legge: "Disposizioni finanziarie e prima variazione al bilancio 2017-2019. Modifica alle leggi regionali 13 aprile 2017, n. 5, 13 aprile 2017, n. 6, 5 dicembre 2016, n. 32 e 31 ottobre 2007, n. 12". (442/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca ora la discussione del disegno di legge numero 442.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Sabatini, relatore di maggioranza.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Presidente, il provvedimento è stato portato all'esame in sede referente, sono state introdotte integrazioni, modifiche e miglioramenti in Commissione al testo originario, quali quelle concernenti i finanziamenti regionali alle Province, alla Città Metropolitana di Cagliari a titolo di concorso per la salvaguardia dei rispettivi equilibri di bilancio, nonché norme di manutenzione legislativa. Tra gli interventi approvati in Commissione si segnalano inoltre l'incremento di un milione degli stanziamenti a favore dei Comuni per fronteggiare le calamità naturali, l'aumento delle dotazioni di cassa delle poste in bilancio destinati al finanziamento delle scuole dell'infanzia non statali, al supporto organizzativo del servizio di istruzione per gli alunni con disabilità, al servizio del trasporto scolastico, alle borse di studio per gli studenti frequentanti la scuola pubblica primaria e secondaria, e al Fondo unico per l'Università diffusa nel territorio. Vorrei in ultimo ringraziare tutti i componenti della Commissione, in modo particolare tutta l'opposizione, per la celerità con cui si è proceduto all'approvazione del provvedimento, avendo anche rinunciato ai dieci giorni previsti dal Regolamento per le relazioni.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare la consigliera Alessandra Zedda, relatore di minoranza.

ZEDDA ALESSANDRA (FI), relatore di minoranza. Presidente, parto dall'ultima considerazione dell'onorevole Sabatini, e cioè che sarebbe stato come sparare sulla Croce Rossa fare questioni, insomma, di attesa ancora per questi provvedimenti, che se fossimo in un locale fra amici diremo magari che sono fatti da degli scappati da casa, cioè nel senso che è proprio un metodo che non possiamo condividere, si interviene per piccole manutenzioni, di fatto questi provvedimenti probabilmente danno un po' di respiro, ci auguriamo che possano chiudere i bilanci delle Province, come abbiamo detto, però ecco che si vada a fare un controllo sui conti accesi con la tesoreria, oppure con le banche in generale, ci risulta che queste operazioni debbano essere fatte in altri periodi dell'anno. Sicuramente ci si deve comportare diversamente, i provvedimenti che noi chiamiamo variazioni, o equilibri di bilancio in genere, per quanto mi riguarda, dovrebbero avere natura e contenuti completamente diversi. Ecco perché abbiamo scelto comunque di dare un via libera veloce, proprio perché abbiamo notato che c'erano delle manutenzioni urgenti. Tuttavia c'è anche qualche cifra che insomma ci fa un po' sorridere, tipo la riprogrammazione delle degli edifici di culto, insomma mi pare che siano programmazioni che si fanno con una finanziaria, con un bilancio, evidentemente il nuovo Assessore ha delle esigenze diverse. Però, ecco, ripeto, è un provvedimento molto minimo che sinceramente non cambierà il corso né di questo anno finanziario, tantomeno di questa legislatura che, ahinoi, è proprio malandata.

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Anch'io proprio brevi parole, per dire che appunto è un provvedimento che fa un po' di manutenzione a una serie di norme, variazioni interne ai capitoli di qualche Assessorato. Per esempio il discorso degli edifici di culto, ci si è resi conto che c'erano molte domande, c'è la di disponibilità in altri capitoli, e quindi fanno questa proposta all'interno dei loro fondi. Dopodiché con un'attenta operazione di spending review vengono recuperati questi 22 milioni dai conti correnti, e vengono date alcune delle risposte che si attendevano: quella del ristoro dei costi energetici dei Consorzi di bonifica per 10 milioni, per le Province 4 milioni, per la Protezione Civile e gli eventi calamitosi 1 milione, 800.000 euro per i campionati federali a squadre. Insomma una serie di interventi urgenti che danno alcune risposte parziali ad alcune situazioni di maggiore emergenza. Anch'io chiudo ringraziando sentitamente l'opposizione per aver permesso di superare i dieci giorni per le relazioni e quindi di poter discutere il provvedimento, che darà la possibilità agli Assessorati di mettere subito in spesa queste risorse.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale e metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 1. All'articolo 1 sono stati presentati gli emendamenti numero 7, 3 e 4.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1:

Articolo 1

Disposizioni finanziarie

1. Al fine dell'attuazione dell'articolo 17, comma 2, della direttiva concernente "Misure di tutela quali-quantitativa delle risorse idriche tramite il riutilizzo delle acque reflue depurate", approvata con la deliberazione della Giunta regionale n. 75/15 del 30 dicembre 2008, è autorizzata la spesa di euro 40.000, in termini di competenza e cassa per l'anno 2017, e di euro 60.000, per ciascuna della annualità 2018 e 2019 finalizzata alla concessione di contributi a favore di ENAS, AGRIS, LAORE e consorzi di bonifica e, in subordine, degli altri soggetti responsabili, come individuati all'articolo 3 della medesima direttiva per il sostenimento degli oneri derivanti dall'attuazione dei programmi annuali di monitoraggio e controllo dei parametri qualitativi delle acque reflue rigenerate distribuite e dei parametri pedologici e agronomici, oltre che delle matrici ambientali, finalizzati alla valutazione degli effetti del riutilizzo dei reflui depurati sui suoli, sulle colture e sull'ambiente (missione 09 - programma 06 - titolo 1). Alla copertura degli oneri di cui al presente comma si fa fronte mediante pari riduzione delle risorse iscritte in conto della missione 09 - programma 01 - titolo 1 del bilancio regionale per gli anni 2017-2019.

2. Per le attività propedeutiche alla revisione e aggiornamento del Piano stralcio sull'utilizzo delle risorse idriche (PSURI), del Nuovo piano regolatore generale degli acquedotti (NPRGA) e del Piano di tutela delle acque, e alla relativa raccolta di informazioni per la gestione, l'analisi, il reporting e l'editing attraverso strumenti GIS, è autorizzata la spesa, in termini di competenza e di cassa, di euro 110.000, per l'annualità 2017, e di euro 140.000 per ciascuna delle annualità 2018 e 2019 (missione 09 - programma 06 - titolo 1). Alla copertura degli oneri di cui al presente comma, si fa fronte, rispettivamente, per euro 110.000, in termini di competenza e cassa per l'anno 2017, mediante pari riduzione delle risorse iscritte in conto della missione 09 - programma 01 - titolo 1, e per euro 140.000 per ciascuno degli anni 2018 e 2019, mediante pari riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 2, comma 6, della legge regionale 13 aprile 2017, n. 5 (Legge di stabilità 2017), destinata agli interventi di cui alla legge regionale 15 dicembre 2014, n. 33 (Norma di semplificazione amministrativa in materia di difesa del suolo), iscritta in conto della medesima missione 09 - programma 01 - titolo 1 del bilancio regionale 2017-2019.

3. Al fine di consentire il completamento e la certificazione alla Commissione europea degli interventi della Scheda 2A del programma Garanzia giovani, le risorse iscritte, per le medesime finalità, nell'esercizio 2017 in conto della missione 15 - programma 04 - titolo 1, del bilancio regionale per gli anni 2017-2019, possono essere utilizzate fino ad euro 1.544.000 per far fronte ai progetti avviati negli anni 2015 e 2016.

4. Al fine di garantire copertura al fabbisogno prioritario di personale dell'Amministrazione regionale mediante attivazione delle procedure di cui all'articolo 40, comma 2, della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31 (Disciplina del personale regionale e dell'organizzazione degli uffici della Regione), e successive modifiche ed integrazioni, è autorizzata, per l'anno 2017, in termini di competenza e cassa, e per ciascuno degli anni 2018 e 2019, l'ulteriore somma di euro 300.000 (missione 01 - programma 10 - titolo 1). Agli oneri derivanti dal periodo precedente si fa fronte mediante corrispondente riduzione, per gli stessi anni, dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 3, tabella A, della legge regionale n. 5 del 2017, iscritta in conto della missione 08 - programma 02 - titolo 2, del bilancio regionale 2017-2019. Al fine di valorizzare le professionalità interne, la Giunta regionale, prima di procedere all'espletamento delle procedure concorsuali pubbliche, ai sensi dell'articolo 22, comma 15, del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75 (Modifiche e integrazioni al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ai sensi degli articoli 16, commi 1, lettera a), e 2, lettere b), c), d) ed e) e 17, comma 1, lettere a), c), e), f), g), h), l) m), n), o), q), r), s) e z), della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche), nei limiti delle vigenti facoltà assunzionali e delle risorse finanziarie disponibili in conto della missione 01 - programma 10 - titolo 1 del bilancio regionale, attiva procedure selettive per la progressione tra le aree riservate al personale di ruolo assunto con concorso pubblico, fermo restando il possesso dei titoli di studio richiesti per l'accesso dall'esterno e un'anzianità di servizio non inferiore a quella di cui all'articolo 56 della legge regionale n. 31 del 1998. Il numero di posti per tali procedure selettive riservate non può superare il 20 per cento di quelli previsti nei piani dei fabbisogni come nuove assunzioni consentite per la relativa area o categoria. In ogni caso, l'attivazione di dette procedure selettive riservate determina, in relazione al numero dei posti individuati, la corrispondente riduzione della percentuale di riserva dei posti destinata al personale interno, utilizzabile ai sensi del succitato articolo 56 della legge regionale n. 31 del 1998.

5. In attuazione delle disposizioni sulla tesoreria unica di cui all'articolo 35, commi da 8 a 13, del decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1 (Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività), la Direzione generale dell'Assessorato della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio competente in materia di servizi finanziari provvede alla chiusura dei conti correnti ancora aperti presso l'Istituto tesoriere, accesi ai sensi della legge regionale 7 gennaio 1975, n. 1 (Norme per la semplificazione delle procedure amministrative e l'acceleramento della spesa). Per gli interventi risultati non ancora conclusi la Giunta regionale autorizza le relative variazioni del documento tecnico di accompagnamento e del bilancio gestionale, ai sensi dell'articolo 51 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 (Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42), nel rispetto dell'originaria finalità della spesa. Le giacenze dei restanti conti correnti, riferiti ad interventi per i quali non è stata certificata la realizzazione o prosecuzione dei lavori o per i quali è stata certificata la conclusione, pari ad euro 22.000.000, sono riversate, in termini di competenza e di cassa, nell'esercizio 2017, nel titolo 3, tipologia 500, dell'entrata del bilancio della Regione per gli anni 2017-2019, per essere riassegnate nelle missioni, programmi e titoli della spesa secondo le variazioni di bilancio riportate nell'allegato 4 (tabella n. 1) e nell'allegato 6 (tabella n. 2) richiamati all'articolo 6 e annessi alla presente legge.

6. A seguito di maggiore accertamento di risorse diverse da quelle tributarie e per le quali non sono previsti vincoli di destinazione, la Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente in materia di bilancio, provvede alla correlata iscrizione in entrata nel titolo 3, tipologia 500 e in spesa prioritariamente nella missione 20 - programma 03 - titolo 1, in apposito fondo non impegnabile a garanzia degli equilibri di bilancio. La Giunta regionale è, altresì, autorizzata ad iscrivere, ai sensi dell'articolo 51, comma 2, lettera a), del decreto legislativo n. 118 del 2011, le risorse non necessarie alla finalità di cui al precedente periodo nella missione 14 - programma 01 - titolo 2, per essere destinate alla programmazione unitaria di politiche di sviluppo.

7. Al fine dell'assolvimento a carico dell'Amministrazione regionale dell'obbligo di cui all'articolo 5, comma 9, della legge regionale n. 5 del 2017, nell'elenco n. 13 allegato alla legge regionale 13 aprile 2017, n. 6 (Bilancio di previsione triennale 2017-2019), è inserito il capitolo SC08.6654 (missione 13 - programma 07 - titolo 2 - macroaggregato 204).

8. Il comma 29 dell'articolo 8 della legge regionale n. 5 del 2017, è così sostituito:
"29. È autorizzata, per l'anno 2017, la spesa di euro 35.000 a favore del Consiglio delle autonomie locali (CAL) quale contributo straordinario per l'organizzazione di un evento inerente alle tematiche delle zone interne (missione 18 - programma 01 - titolo 1)".

9. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 2, comma 8, della legge regionale n. 5 del 2017, relativa ad azioni di semplificazione in favore di comuni ed imprese, è riprogrammata in euro 100.000 per ciascuno degli anni 2017, 2018 e 2019 (missione 01 - programma 11 - titolo 1). Alla copertura degli oneri relativi all'annualità 2018, pari ad euro 100.000, si provvede mediante pari riduzione dell'autorizzazione legislativa di spesa di cui all'articolo 5, comma 39, della legge regionale 23 maggio 2013, n. 12 (legge finanziaria 2013), iscritta in conto della missione 09 - programma 02 - titolo 1, del bilancio regionale per gli anni 2017-2019.

10. È autorizzata, per l'anno 2017, l'ulteriore spesa di euro 800.000 quale contributo ai sodalizi sportivi per la partecipazione ai campionati nazionali di cui agli articoli 27 e 31 della legge regionale 17 maggio 1999, n. 17 (Provvedimenti per lo sviluppo dello sport in Sardegna) (missione 06 - programma 01 - titolo 1), di cui euro 400.000 per integrazione del contributo relativo al campionato 2016/2017 approvato con il programma 2016 ed euro 400.000 ad integrazione del contributo relativo al campionato 2017/2018 approvato con il programma 2017.

11. Per finalità di cui all'articolo 27, comma 6, della legge regionale 27 maggio 2006, n. 4 (Disposizioni varie in materia di entrate, riqualificazione della spesa, politiche sociali e di sviluppo), concernente il servizio di vigilanza per la sicurezza delle navi in porto e degli impianti portuali, è autorizzata, per l'anno 2017, l'ulteriore spesa di euro 40.000 (missione 10 - programma 03 - titolo 1).

12. Per le finalità di cui all'articolo 2, comma 18, della legge regionale n. 5 del 2017, è autorizzata l'ulteriore spesa di euro 3.000.000 (missione 05 - programma 01 - titolo 2). Alla copertura degli oneri di cui al presente comma, si fa fronte mediante pari riduzione delle risorse iscritte in conto della missione 09 - programma 01 - titolo 2 del bilancio regionale per gli anni 2017-2019.

13. Per le finalità di cui all'articolo 35 della legge regionale 12 novembre 1982, n. 38 (Finanziamenti a favore di diversi settori di intervento e disposizioni varie), è autorizzata, per l'anno 2017, l'ulteriore spesa di euro 10.000 (missione 01 - programma 11 - titolo 1).

14. Al fine di assicurare la salvaguardia degli equilibri di bilancio delle province e della città metropolitana di Cagliari, è autorizzata, per l'anno 2017, a favore delle medesime, l'ulteriore spesa di euro 4.000.000 (missione 18 - programma 01 - titolo 1). Gli enti di cui al periodo precedente, in considerazione del riordino delle circoscrizioni provinciali attuato ai sensi degli articoli 24 e 25 della legge regionale 4 febbraio 2016, n. 2 (Riordino del sistema delle autonomie locali della Sardegna), utilizzano le somme loro spettanti, prioritariamente, per contribuire all'alimentazione del Fondo risorse decentrate del personale dipendente, qualora esistano evidenti squilibri a causa delle intervenute modifiche circoscrizionali che hanno determinato la nuova configurazione territoriale. Il Fondo risorse decentrate del personale dipendente non può, in ogni caso, superare l'entità del fondo di un ente simile con riguardo alla pianta organica idonea alla gestione delle funzioni attribuite.

15. Alla copertura degli oneri derivanti dai commi 10, 11, 13 e 14 si provvede con quota parte delle risorse riversate alle entrate del bilancio regionale, di cui al comma 5 come risultante dalle variazioni di bilancio riportate nell'allegato 4 (tabella n. 1) e nell'allegato 6 (tabella n. 2) richiamati all'articolo 6 e annessi alla presente legge.

16. È autorizzata, per l'anno 2017, l'ulteriore spesa di euro 30.000 per le celebrazioni dell'Anno gramsciano 2016-2017 (missione 05 - programma 02 - titolo 1). Alla copertura dei relativi oneri si provvede mediante pari riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 3, tabella A, della legge regionale n. 5 del 2017, iscritte in conto della missione 05 - programma 02 - titolo 1 del bilancio regionale 2017-2019.

17. Il comma 26 dell'articolo 1 della legge regionale 14 maggio 2009, n. 1 (legge finanziaria 2009) è abrogato.

18. Nel comma 4 dell'articolo 6 della legge regionale 11 aprile 2016, n. 5 (legge di stabilità 2016), le parole "euro 1.500.000 annui" sono sostituite dalle seguenti: "euro 2.200.000 annui" (missione 13 - programma 02 - titolo 1).)

Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Sabatini, relatore di maggioranza.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Parere favorevole, Presidente.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Parere conforme al relatore.

PRESIDENTE. Apro la discussione sull'articolo e sugli emendamenti.

E' iscritto a parlare il consigliere Gianfranco Congiu. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Grazie Presidente, non è casuale che in questa variazione di bilancio il primo articolo sia dedicato alle politiche idriche, così come non è casuale che una delle manovre più significative sia quella di 10 milioni, finalizzata ad Enas, al ristoro dei costi per la bollettazione elettrica gravante sui Consorzi. Non è casuale, e questa anzi è la chiave di lettura di questa variazione di bilancio. Acqua in un momento in cui la Sardegna è attanagliata da una siccità senza precedenti. Vi rubo due secondi per dare lettura di una lettera aperta, inviata a noi consiglieri regionali, da alcune aziende agricole sarde.

Per decenni l'assenza di una politica pubblica nazionale e regionale dell'acqua ha lasciato il via libera all'ipersfruttamento delle risorse idriche, così si è giunti al 2015, traguardo fissato nel 2000 dalla direttiva europea sull'acqua, per il raggiungimento dell'obiettivo del buono stato ecologico delle acque, secondo il rapporto redatto dall'Istituto europeo per l'Ambiente dell'UE, sulla base dei dati forniti dall'Italia, lo stato ecologico supererà il buono ed è stato raggiunto solo al 25 per cento dei corpi idrici superficiali; mentre lo Stato chimico buono è raggiunto solo al 18 per cento. La percentuale dei corpi idrici superficiali, che riesce a soddisfare tutti i requisiti, è pari al 10 per cento. Avere sovvenzionato, con largo spreco di danaro pubblico della UE, la conversione delle coltivazioni tradizionali, quali l'olivo e gli agrumi, meno esigenti di acqua verso altre coltivazioni forti consumatrici d'acqua, come il mais per biomassa, è stata una scelta profondamente sbagliata. Puntare il dito principalmente sulle politiche di privatizzazione dei servizi idrici è inevitabile, ma insufficiente perché lascia credere che la gestione pubblica dei servizi idrici non abbia affatto inciso sui fattori che hanno condotto alla siccità odierna. Finalità fondamentale del Piano di tutela delle acque è quello di costituire uno strumento conoscitivo, programmatico, dinamico attraverso azioni di monitoraggio, programmazione, individuazioni di interventi, misure, vincoli finalizzati alla tutela integrata degli aspetti quantitativi dell'acqua. La piana della Nurra è una delle zone agricole più agricole di tutta la Sardegna ed è servita, per quanto riguarda l'approvvigionamento, dal Consorzio della Bonifica della Nurra. La Nurra e il suo consorzio sono investiti quest'anno da un'annata particolarmente siccitosa, il Consorzio di bonifica, con un comunicato agli oltre 3000 consorziati, aveva annunciato il 27 marzo 2017 che "la stagione irrigua avrà inizio il primo aprile e sarà assicurata sino al 31 agosto per tutte le aziende, con eventuale prolungamento in funzione dell'andamento delle scorte degli apporti idrici, le presenti limitazioni potranno essere ridotte o annullate a seguito di mutate condizioni". Mentre le precipitazioni registrate sul territorio regionale sono state ridotte e si è rivelato come il presente periodo sia uno dei più critici mai registrati in Sardegna a partire dal 22, il problema della siccità era noto molto prima del marzo del 2017, la grave crisi idrica che investe il nord-ovest ci obbliga ad accendere i riflettori su questa drammatica emergenza, ma siamo certi che sia realmente così o non è l'ennesima prova di incapacità gestionale di situazioni che si ripresentano ciclicamente e ancora oggi non si riesce a gestire? Il significato della parola emergenza è "difficoltà imprevista", ma siamo certi di applicare questa etichetta emergenziale alla Nurra? La pagina web del Consorzio mostra le restrizioni a cui devono sottostare gli utenti: al 15 maggio si stabilivano restrizioni sull'acqua a disposizione; successivamente, in riunioni tenutesi tra istituzioni, le disposizioni di restrizione passano dalla quantità dell'acqua ai giorni in cui se ne può usufruire. Da questo momento inizia il dramma per alcune aziende: non viene fornito nessun calendario per permettere alle stesse di organizzarsi, preparando un minimo di riserva affinché le culture non soffrano i tre o quattro giorni di chiusura, secondo le disposizioni verbali, se poi i tre giorni restrittivi giungono fino a due settimane, nella zona della Brunestica, ha come risultato di mettere in ginocchio le aziende agricole. La comunicazione tempestiva diventa prioritaria non si può gestire l'acqua con questi metodi empirici e via discorrendo.

Il tema che abbiamo voluto sottoporre all'attenzione di questo Consiglio è l'uso razionale e consapevole delle risorse idriche, approfitto della presenza del Presidente della Regione per rivolgere un accorato appello affinché della politica idrica noi ce ne riappropriamo immediatamente, non semplicemente votando una manovra di variazione di bilancio di 10 milioni, sulla quale siamo tutti favorevoli, ma capendo che quei 10 milioni sono in funzione di un contributo alle spese, soprattutto elettriche, che i Consorzi sostengono per mettere l'acqua in pressione. Queste bollette elettriche potrebbero essere sensibilmente ridotte se vi fosse un uso più razionale, ad esempio come? Cambiando i sistemi di bollettazione. È noto a tutti che oggi la bollettazione avviene per ettaraggio e non per consumo effettivo, perché non imporre ai Consorzi l'adozione dei contatori? Avremmo una gestione della risorsa idrica più oculata e l'agricoltore sarebbe incentivato a convertire i suoi impianti, da idrante a goccia. Perché non diamo attuazione alle normative europee, nazionali e anche regionali, mi richiamo alla "19" in base alla quale l'erogazione, nei momenti di siccità, viene data prioritariamente per il consumo umano, per il consumo animale e poi per l'agricoltura. Qui sull'agricoltura compete, con una sorta di concorrenza sleale, anche l'agroindustria ovverosia quelle coltivazioni finalizzate alla produzione di biomasse, in un momento come questo è necessario, presidente Pigliaru, che il Comitato istituzionale…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Seguo sulla falsariga dell'onorevole Congiu e sono convinto anch'io che un approccio diverso nell'utilizzo dell'acqua renderebbe meno dura la situazione di crisi idrica che stiamo vivendo. Ma questo non basta. E sono convinto anche che i contatori, per ciascuna utenza, siano la base e l'essenza: primo, per far pagare equamente chi utilizza l'acqua; due, perché non si creino sperperi; tre, perché c'è un fattore di educazione sull'utilizzo della stessa acqua. Ma, ripeto ancora una volta, il problema acqua è un problema che esubera una discussione come questa, la esubera perché la politica affronta e si approccia a questi problemi che sono problemi che affliggono, potranno affliggere, se non con certezza affliggeranno nel futuro non solo la nostra isola. Perché i mutamenti a cui stiamo assistendo ci portano a pensare non solo all'inaridimento dalle nostre terre, ma anche al fatto che abbiamo una capacità di sprecare risorse quanto non mai. Non tenendo a mente neanche quelle che sono le esperienze fatte altrove. Io mi chiedo se siamo indirizzati verso una saharizzazione, una desertificazione e in quei territori sopravvivono, se non nella fascia costiera, basti pensare a Israele che è in mezzo al deserto del Sinai, si può dire, e con un ruscello d'acqua, per chi che è stato tra la Giordania e Israele capisce bene che è un rivolo d'acqua che viene da Tiberiade, capisce bene quali sono i problemi e come viene utilizzata l'acqua e con quale attenzione quell'acqua viene utilizzata. Eppure si produce ortofrutta, si producono fattori necessitanti per tenere in piedi una nazione, utilizzando al meglio quelle acque. Noi non siamo capaci, perché questa politica non è capace di affrontare i problemi veri che sono a lunga distanza, sono i problemi per cui la vera politica non affronta il contingente, quello che è già successo. Perché quello è tamponare, a volte si tampona con qualcosa di ineffabile, soltanto magari distribuendo dei danari a pioggia, solo cercando di risolvere i problemi così in maniera non appropriata. Io credo che la politica farebbe bene a guardare per il futuro, e quindi attrezzarsi da oggi, ma se si riprendesse anche una politica vecchia ma che però poteva essere importante per modificare il microclima, per dare opportunità al nostro territorio, riprenderei il discorso dei laghetti collinari. Ma io faccio una considerazione: voi sapete che mediamente l'apporto del Rio Imbessu, il fiume che passa da Samugheo in giù porta al mare, senza essere utilizzati, circa 150 milioni di metri cubi l'anno, che vanno a mare e non vengono utilizzati! Esiste un progetto della diga che è stato realizzato, esistono problemi gravi perché non si è realizzata neanche una condotta che potesse addurre alla diga del lago Omodeo, ma ve lo dico io perché!

Come mai la diga del lago Omodeo, costruita per 800 milioni di metri cubi d'acqua, massimo ne invasa 450? Ci deve essere qualcosa che non torna! Come mai le dighe che gestiva prima l'EAF oggi non vengono riempite, come mai son tutte a basso regime? Vuol dire che c'è qualcosa che non torna! Perché non ci sono i collaudi, perché non vengono fatti i collaudi, perché non si verificano, quale delinquenza vi è dietro questi fatti?! Si esplori, si verifichi, e se vi sono delle responsabilità, che paghino, perché qui non solo stanno dando il male alla Sardegna assetandola, ma stanno distruggendo l'intero territorio!

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 7. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione il testo dell'articolo 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 3. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 4. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 2. All'articolo 2 è stato presentato l'emendamento aggiuntivo numero 2.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2:

Articolo 2

Modifiche alla legge regionale n. 5 del 2017
(Abrogazioni e norma finanziaria)

1. Alla legge regionale n. 5 del 2017 sono apportate le seguenti modifiche:

a) nell'articolo 2:

1) il comma 2 è abrogato;

2) nel comma 4 le parole "31 luglio 2017" sono sostituite dalle parole: "31 dicembre 2017";

b) al comma 1 dell'articolo 11 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Alla copertura finanziaria delle autorizzazioni di spesa di cui all'articolo 5, comma 4, relative agli anni 2020 e 2021, nonché alla copertura finanziaria delle autorizzazioni di spesa di cui all'articolo 5, comma 5, relative agli anni 2020, 2021 e 2023 si provvede, per i medesimi importi, mediante l'entrata già accertata e già imputata nei successivi bilanci pluriennali per le medesime annualità in conto del capitolo EC122.028 - titolo 1 - tipologia 103, eccedente rispetto alle spese impegnate ed esigibili nelle stesse annualità".).

Per esprimere il parere sull'emendamento, ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Sabatini, relatore di maggioranza.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 2, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'emendamento numero 2, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 3.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3:

Articolo 3

Modifiche alla legge regionale n. 6 del 2017 (Sostituzione di allegati)

1. Nella legge regionale n. 6 del 2017, ferma restando la numerazione originaria degli allegati, sono apportate le seguenti modifiche:

a) l'allegato 12 (Prospetto dimostrativo del rispetto dei vincoli di indebitamen-to delle regioni e delle province autonome), è sostituito dall'allegato 1 alla presente legge;

b) nell'allegato 15 (Nota integrativa) sono apportate le seguenti modifiche:

1) il prospetto della sezione J (Modalità di copertura dell'eventuale disavanzo applicato al bilancio distintamente per la quota derivante dal riaccertamento straordinario rispetto a quella derivante dalla gestione ordinaria e modalità di copertura contabile dell'eventuale disavanzo tecnico di cui all'articolo 3, comma 13, del decreto legislativo n. 118 del 2011) è sostituito dall'allegato 2 alla presente legge;

2) l'allegato 2 (Elenco delle entrate ricorrenti) è sostituito dall'allegato 2 bis alla presente legge.

3) l'allegato 5 (Elenco analitico delle quote accantonate del risultato di amministrazione presunto al 31 dicembre 2016), già oggetto di modifica con la legge regionale 1° giugno 2017, n. 10 (Modifiche alla legge regionale n. 3 del 2017, modifiche ed integrazioni alla legge regionale n. 32 del 2016 e alla legge regionale n. 36 del 2016 in conseguenza della sentenza della Corte costituzionale n. 6 del 2017, e modifiche alla legge regionale n. 6 del 2017), è sostituito dall'allegato 3 alla presente legge.).

Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 3, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 4.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 4:

Articolo 4

Modifiche all'articolo 1 della legge regionale n. 32 del 2016 (Diaria personale ARGEA)

1. Il comma 40 della legge regionale 5 dicembre 2016, n. 32 (Variazioni del bilancio per l'esercizio finanziario 2016 e del bilancio pluriennale 2016-2018 ai sensi dell'articolo 51 del decreto legislativo n. 118 del 2011, e successive modifiche ed integrazioni, e disposizioni varie), è abrogato.).

Metto in votazione l'articolo 4.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 4.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 5.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 5:

Articolo 5

Modifica degli articoli 2 e 5 della legge regionale n. 12 del 2007 (Normativa tecnica e norme sugli sbarramenti esistenti)

1. Alla legge regionale 31 ottobre 2007, n. 12 (Norme in materia di progettazione, costruzione, esercizio e vigilanza degli sbarramenti di ritenuta e dei relativi bacini di accumulo di competenza della Regione Sardegna), sono apportate le seguenti modifiche ed integrazioni:

a) dopo il comma 1 dell'articolo 2, è aggiunto il seguente:
"1 bis. L'Allegato A può essere modificato ed integrato con decreto dell'Assessore regionale dei lavori pubblici";

b) nell'articolo 5:

1) al comma 1, le parole "30 giugno 2017" sono sostituite con le parole "30 giugno 2018" ed è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Fino a tale data i procedimenti sanzionatori di cui agli articoli 4 e 5, per i quali non sono state irrogate le relative sanzioni, sono estinti";

2) il comma 2 è sostituito dal seguente:
"2. Fatti salvi gli effetti penali, ai proprietari o ai gestori degli sbarramenti esistenti che non abbiano presentato, entro la scadenza del termine di cui al comma 1, la domanda di autorizzazione alla prosecuzione dell'esercizio si applicano congiuntamente:
a) la sanzione pecuniaria di euro 5.000;
b) la sanzione della demolizione, a proprie spese e con le dovute cautele, dello sbarramento entro il termine fissato dall'autorità regionale competente al rilascio dell'autorizzazione alla prosecuzione dell'esercizio dello sbarramento.
L'applicazione della sanzione della demolizione è sospesa qualora, entro trenta giorni dalla notifica del verbale di accertamento della violazione, il gestore o il proprietario inoltri istanza di autorizzazione alla prosecuzione dell'esercizio secondo quanto previsto dall'Allegato A";

3) al comma 4, dopo la parola "diniego" sono aggiunte le parole "o decadenza" e l'ultimo periodo è soppresso;

4) dopo il comma 4 è aggiunto il seguente:
"4 bis. Il Corpo forestale e di vigilanza ambientale regionale accerta, previa comunicazione dei termini da parte dell'autorità regionale competente, l'avvenuta demolizione di cui al comma 2, lettera b), o al comma 4 del presente articolo; qualora ne accerti l'inottemperanza dà immediata comunicazione alle autorità di protezione civile che decidono sull'adeguamento del piano di protezione civile e sull'esecuzione d'ufficio della messa in sicurezza con spese a carico dei responsabili.".).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 5.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 5 bis. All'articolo 5 bis è stato presentato l'emendamento soppressivo totale numero 5

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 5 bis:

Articolo 5 bis

Integrazioni dell'articolo 4 della legge regionale n. 5 del 2016 (Estensione delle tutele)

1. Nel comma 29 dell'articolo 4 della legge regionale n. 5 del 2016, come da ultimo modificato dall'articolo 1, comma 1 della legge regionale 22 dicembre 2016, n. 34 (Modifica della legge regionale 30 novembre 2016, n. 30, per lo svolgimento temporaneo delle attività di cui alla convenzione RAS-ATI IFRAS, nelle more della procedura di scelta dell'aggiudicatario del nuovo Piano per i lavoratori del Parco geominerario storico e ambientale della Sardegna), è aggiunto in fine il seguente periodo: "Le medesime tutele si applicano, inoltre, al residuo personale assunto anche a tempo determinato, ai collaboratori e consulenti a contratto, quali aggiuntive professionalità, appositamente contrattualizzate, dell'ATI-IFRAS e anche di società del gruppo con situazioni di controllo impiegate nelle attività del progetto "Parco geominerario della Sardegna" e della convenzione, a condizione che il rapporto in essere si sia concluso nel 2016 e il cui reddito derivi in via prevalente da tali attività lavorative.".).

Per esprimere il parere sull'emendamento, ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Sabatini, relatore di maggioranza.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. C'è un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Parere conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Anna Maria Busia. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). Non C'è nessun ritiro. E' un emendamento che prevede l'abrogazione di questa norma, e un secondo emendamento che prevede l'abrogazione anche del 5 ter, la questione è sempre la solita, cioè legata alla questione di ATI-Ifras e tutta la partita che ha riguardato quella procedura annosa che abbiamo seguito fin dall'inizio della legislatura. Ricordo che la vicenda ATI-Ifras nasce per la stabilizzazione e la sistemazione dei lavoratori socialmente utili, che è cresciuta a dismisura nel tempo e che ha portato tutta una serie di questioni. Conosciamo benissimo che cosa è successo nel frattempo e io non ci voglio tornare, voglio tornare invece sul fatto che certamente queste due norme, sia il 5 bis che il 5 ter, sono perfettamente in linea con una politica che sta seguendo questa Giunta, e cioè il fatto che sostanzialmente ci sono, nel nostro sistema, figli e figliastri: si sceglie chi aiutare, si sceglie chi escludere. E allora tutta quella partita che riguardava ATI-Ifras, che doveva riguardare soltanto i lavoratori socialmente utili, guarda un po', ad un certo punto, esclusi quelli che lavoravano a contratto, i consulenti, gli avvocati che entrano in questo grande bailamme di ATI-Ifras, ad un certo punto entrano con queste due norme. Quando ho letto il testo ovviamente sono sobbalzata, perché per l'ennesima volta devo lamentare, non una disattenzione da parte di questa Giunta ma un gravissimo errore che continua costantemente e che mi porta a manifestare un grandissimo imbarazzo, imbarazzo perché io non so più che cosa rispondere ai disoccupati che scrivono a me, ma ho visto che nell'indirizzo ci sono anche altri colleghi, c'è il Presidente del Consiglio, c'è il Presidente della Giunta, persone che ci chiedono perché agli altri sì, perché ai dipendenti del San Giovanni Battista sì, perché ai consulenti, agli avvocati e a tutto quel giro di partite IVA che hanno fatto parte, assolutamente illegittimamente, della partita ATI-Ifras viene concessa questa possibilità e a noi no. Conosciamo perfettamente questa situazione, perché ancora adesso tutti i licenziati, a dicembre del 2016, continuano a lavorare con 900 euro al mese, nonostante i soldi per stabilizzarli ci siano, e abbiamo avuto quattro anni di tempo per fare una gara internazionale? Perché questa questione di ATI-Ifras è conosciuta dall'inizio della legislatura, e non perché l'ho raccontata io ma perché c'era la Guardia di Finanza negli uffici, Guardia di Finanza che frequenta altri uffici del sistema Regione. Scopro che Insar ha dato una consulenza ad un avvocato perché si occupasse di raccogliere la documentazione che deve essere consegnata alla Guardia di Finanza!

Questa è la situazione che stiamo vivendo, e questa è la situazione che mi provoca un grandissimo imbarazzo, perché io non so più cosa rispondere né a tutti coloro che stanno vivendo una situazione di grandissimo disagio, né ai pastori che verranno domani! Ecco perché ho presentato questi emendamenti, preoccupiamoci di chi sta vivendo dal 2001 in questa situazione e non di chi invece ha avuto dei regali da una gestione che è sotto l'attenzione di tante autorità!

Io mi auguro che un voto responsabile induca i miei colleghi a votare a favore degli emendamenti soppressivi e ad occuparci di tutto il resto. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Magari se avessi avuto la possibilità di intervenire prima della collega Busia avrei avuto modo di spiegare di cosa stiamo parlando, senza mettere in mezzo un sacco di roba che non c'entra assolutamente niente.

Noi abbiamo fatto una legge, la numero 34, dicembre 2016, attraverso la quale abbiamo detto che non potendo essere rinnovata la convenzione con l'Ifras, perché nel frattempo è entrata in vigore una norma nazionale che ci impediva di rifare le convenzioni ogni tre anni con l'assegnazione diretta nei confronti della società ATI-Ifras dal 2001, gestisce i lavoratori del Parco Geominerario nel progetto Parco Geominerario, la convenzione stipulata già dal 2001, per cui nelle more della gestione di un servizio di quel tipo stiamo parlando di 513, 520 lavoratori circa, complessivamente, nell'Ifras. Di questo noi abbiamo parlato e abbiamo detto: "Va bene, non si può fare il rinnovo della convenzione, quindi facciamo una legge, abbiamo fatto la numero 34 in base alla quale abbiamo affidato il servizio, nelle more della gara d'appalto che è in essere, quindi c'è una gara d'appalto che è stata bandita per affidare il servizio, che potrà essere vinta da chi avrà i requisiti per vincere, quindi non più un affidamento diretto, ma un affidamento attraverso gara d'appalto. Per cui nelle more della gara d'appalto abbiamo affidato, per garantire la continuità lavorativa di quei progetti e garantire a quei lavoratori di avere il posto di lavoro, la gestione ad un sistema, durante questo periodo con la cassa integrazione, la Naspi, e dopo quello un gruppo di lavoratori andrà a finire a lavorare con l'IGEA, c'è un bando pubblico che si sta svolgendo proprio in queste ore per affidare circa 118, non circa, 118 lavoratori, tutto fatto alla luce del sole con i bandi eseguiti. Dopodiché, un gruppo di lavoratori è stato incentivato ad andare in pensione, stiamo parlando di 120, 130 persone, per cui ci sono gli incentivi all'esodo; l'altra parte dei lavoratori, circa 200, dovranno continuare a lavorare presso gli enti locali, con cui vi era una convenzione fatta attraverso i lavori eseguiti dall'Ifras, naturalmente nelle more di un programma realizzato insieme alla Regione Sardegna, anch'esso tutto alla luce del sole, regolarmente. Chi lavorava oltre ai lavoratori dell'Ifras nei comuni soprattutto? Lavoravano gli archeologi, lavoravano dei professionisti che avevano un mestiere, senza di quelli i lavori non possono continuare. Ecco di cosa stiamo parlando oggi, di circa 20 lavoratori necessari per proseguire i lavori nei cantieri, e non l'apertura di chissà quale, lavoratori che lavoravano nelle società non direttamente con l'Ifras, ma magari proprietarie dell'Ifras del 95 per cento, il 5 per cento di altra società, per cui nella prima legge che abbiamo fatto non potevano rientrare. Per questa ragione questi professionisti, questi che hanno lavorato per tanti anni, da dieci, quindici anni, sempre con l'Ifras, ma magari con un'altra società ad esso collegato, stiamo parlando di venti lavoratori circa, non possono prestare i loro servizi necessari, assolutamente necessari, per proseguire il lavoro nei cantieri soprattutto archeologici, e non solo quelli. Per cui nessuna roba fuori dal mondo, una roba concordata a livello sindacale, per cui stavamo parlando di 520 lavoratori, ne sono entrati a lavorare 500, questi 20 erano rimasti fuori per le ragioni che io ho detto, che non erano contemplate nelle norme iniziali che abbiamo fatto. Oggi stiamo inserendo una norma che aggiunge, e nel rispetto degli accordi che avevamo siglato nel momento in cui abbiamo fatto nelle more della gara d'appalto internazionale per l'affidamento del servizio una gestione provvisoria, dovevamo fare questo tipo di intervento. Ecco, stiamo parlando di questi lavoratori, circa 20, che sono assolutamente necessari per la continuità dei progetti, per lavorare a servizio dello spirito originario con cui è sorto il Parco Geominerario. Per cui non entro in merito alle cose di cui parla la collega, la quale avrà le sue ragioni per intervenire con tanta veemenza rispetto a cose di questa natura, che secondo me non c'entrano assolutamente nulla su questa vicenda, che deve essere invece rispettata, e queste professionalità sono assolutamente necessarie. Questo è contemplato nell'articolo 5 bis e nell'articolo 5 ter, sono due articoli uguali che richiamano gli articoli della legge precedente, per cui intervenendo su uno si interviene anche sull'altro, perché gli articoli sono esattamente identici.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pietro Pttalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Noi votiamo contro questo emendamento per due ragioni, la prima è che se è vero che c'è un sistema fatto di precari, di disoccupati, di pastori che domani manifesteranno sotto il Consiglio regionale, ciò non toglie però che là dove si possa dare una risposta, non lo si debba fare, perché altrimenti così non si darebbe risposta a nessuno. E i lavoratori dell'ATI-Ifras meritano una risposta, e mi pare che almeno nel contesto di questo provvedimento, dal punto di vista nostro, che riteniamo sia una sorta di contenitore omnibus per certi versi davvero illeggibile e non condivisibile, però tutto ciò che va incontro a rafforzare le tutele, le garanzie, la stabilità dei lavoratori, da dovunque provengano, non mi pare che si faccia un torto ad altri. Si inizia, ed io raccolgo la denuncia che stamattina è venuta dai banchi della maggioranza che, vestendo i panni dell'oppositore interno, denuncia un sistema di immobilismo, e su questo siamo assolutamente d'accordo, immobilismo sulle politiche attive del lavoro, immobilismo sulle politiche degli investimenti, immobilismo per quanto riguarda settori importanti della nostra economia. Ciò non toglie però che là dove siano in gioco destini di padri e madri di famiglie, di giovani o meno giovani, cioè di persone che hanno il diritto di vedersi garantito il futuro e il benessere, così come è garantito ai sessanta consiglieri che sono seduti in questi banchi, ed è la ragione per la quale convintamente noi respingiamo questo emendamento.

PRESIDENTE. Poiché non ho altri iscritti a parlare nei termini, è possibile intervenire per dichiarazione di voto.

Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). È evidente che le denunce fatte della Busia, denunce forti, accorate nei confronti di una inadeguatezza straordinaria dell'azione di Governo noi le condividiamo, le condividiamo assolutamente, quindi del tutto. Siamo concordi con l'onorevole Busia, questo Governo regionale non ha obiettivi chiari e non ha neanche contezza degli strumenti per raggiungere gli obiettivi e per risolvere i problemi che in campagna elettorale avevano rappresentato in modo molto persuasivo, così come avevano rappresentato in modo persuasivo anche gli ipotetici strumenti per sciogliere i nodi di questa terra, di quest'isola. Però, detto questo, al di là della condivisione della denuncia generale fatta dalla Busia nei confronti del Governo regionale, noi stiamo necessariamente al fianco di chi lavora, di chi ha bisogno, stiamo necessariamente al fianco delle famiglie, che si chiamino ATI-Ifras, che si chiamino San Giovanni Battista, e che abbiano qualsiasi nome. Per noi l'importante è sostenere chi lavora o chi il lavoro sta per perderlo, per noi è importante stare al fianco dei sardi, soprattutto di quelli che hanno necessità, di quelli che hanno bisogno, di coloro che soffrono uno stato di disagio. Ecco quindi i motivi per cui voteremo contro convintamente questo emendamento, seppur noi condividiamo la denuncia fatta dall'onorevole Busia circa l'inadeguatezza di questo Governo regionale. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az-La Base). Anch'io voterò contro l'emendamento soppressivo, e sono i due articoli, il 5 bis e 5 ter, che avranno il mio voto favorevole, perché ritengo che con queste norme si sani un'ingiustizia che era stata fatta doppia contro chi era già vittima di un'ingiustizia, perché alcuni di questi, almeno quelli che a me risultano, che erano a convenzione con l'ATI-Ifras, di fatto svolgevano un lavoro dipendente, non facevano un lavoro autonomo, e quindi era una finzione giuridica rispetto a quello che effettivamente essi svolgevano. Io questo l'avevo già sollevato nella riunione dei Capigruppo insieme all'assessore Paci, se era possibile intervenire anche a favore di questi, ebbene se arriva il provvedimento attraverso il quale si riesce a sanare una situazione di circa 20 persone rispetto alle 513 per le quali, voglio ricordare, abbiamo votato la legge a novembre, si è fatto di tutto per cercare di salvare questo tipo di lavoro, credo che sia una giusta risposta verso chi ha necessità di lavorare e necessità di veder riconosciuta anche la sicurezza del proprio posto di lavoro. Ovviamente questo provvedimento è una goccia nel mare, ma credo che se anche una sola goccia si riesce a versarla per limitare la disoccupazione, la precarietà in Sardegna, vada sostenuta, e in questo caso io sosterrò il 5 bis e il 5 ter, e naturalmente annuncio il voto contrario all'emendamento soppressivo numero 5, e al numero 6.

PRESIDENTE. Metto in votazione il mantenimento del testo dell'articolo 5 bis.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 5 bis.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 5 ter.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 5 ter:

Articolo 5 ter

Integrazioni all'articolo 2 della legge regionale n. 30 del 2016 (Prosecuzione degli interventi previsti per la stabilizzazione del progetto denominato "Parco geominerario della Sardegna)

1. Nel comma 1 dell'articolo 2 della legge regionale n.30 del 2016, come modificato dall'articolo 2, comma 2, della legge regionale n. 34 del 2016, dopo la parola "NASPI" è introdotto il seguente periodo: "e del personale assunto anche a tempo determinato, ai collaboratori e consulenti a contratto, quali aggiuntive professionalità, appositamente contrattualizzate, dell'ATI-IFRAS e anche di società del gruppo con situazioni di controllo impiegate nelle attività del progetto "Parco geominerario della Sardegna" e della convenzione, a condizione che il rapporto in essere si sia concluso nel 2016 e il cui reddito derivi in via prevalente da tali attività lavorative.".

All'articolo 5 ter è stato presentato l'emendamento numero 6.

Per esprimere il parere sull'emendamento, ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Sabatini, relatore di maggioranza.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Sull'emendamento numero 6 c'è un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. .

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere è conforme.

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione il mantenimento dell'articolo, quindi l'articolo 5 ter.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 5 ter.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 6:

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 6:

Articolo 6

Stato di previsione delle entrate e delle spese

1. Nello stato di previsione delle entrate e delle spese sono introdotte, per l'esercizio finanziario 2017, in termini di competenza e di cassa, e per gli esercizi 2018 e 2019 le variazioni di cui all'allegato 4 (tabella n. 1 per le entrate) e all'allegato 6 (tabella n. 2 per le spese), annessi alla presente legge.

Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 7.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 7:

Articolo 7

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna (BURAS) e gli effetti finanziari delle modifiche introdotte dagli articoli 2 e 3 decorrono dal 1° gennaio 2017.

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'Allegato 1.

(Segue lettura)

Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'Allegato 1, lo metto in votazione.

Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'Allegato 2.

(Segue lettura)

Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'Allegato 2, lo metto in votazione

Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'Allegato 2 bis.

(Segue lettura)

Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'Allegato 2 bis, lo metto in votazione.

Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'Allegato 3.

(Segue lettura)

Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'Allegato 3, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'Allegato 4.

(Segue lettura)

Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'Allegato 4, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'Allegato 5.

(Segue lettura)

Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'Allegato 5, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'Allegato 6.

(Segue lettura)

All'allegato 6 è stato presentato un emendamento.

Per esprimere il parere sull'emendamento numero 1, ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Sabatini, relatore di maggioranza.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Sull'emendamento numero 1 c'è un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. .

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento sostitutivo numero 1.

Ha domandato di parlare la consigliera Anna Maria Busia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). Allora, si tratta di questo, era già presente nelle precedenti finanziarie una norma che prevedeva, per tutti i dipendenti regionali che volessero accedere al mutuo per l'acquisto della prima casa, che potessero ricevere l'anticipazione delle spese notarili. Naturalmente i denari dovevano essere restituiti al termine del pagamento del mutuo, e siccome ci sono State diverse sollecitazioni io doverosamente lo propongo, ricordando che è assolutamente una partita di giro, e quindi non ritiro l'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIETRO PITTALIS (FI). Noi siamo contrari a questo emendamento, perché pone una questione sul piano etico. In un momento nel quale la politica è presa di mira, si aboliscono a livello nazionale i vitalizi, si cerca di dare una stretta su tutto quello che riguarda la politica, però c'è un mondo, che non è quello dei dipendenti pubblici, per carità, ma c'è un mondo che gira attorno alla politica, comprese quelle consulenze che prima si richiamavano, rispetto alle quali noi siamo qui soltanto a fare da spettatori. Allora, mi si deve spiegare, mi si deve convincere che differenza c'è tra un dipendente regionale e un comune cittadino, per il quale valgono le ordinarie regole - va in banca, si contratta il prestito, si paga le spese notarili -, perché i privilegi devono continuare ad aleggiare nel sistema pubblico, questo io ancora non lo capisco, e davvero trovo anacronistico, in un momento di ristrettezze come questo, perché non è assolutamente niente contro il sistema dei dipendenti pubblici, ma in un momento nel quale bisogna cercare di non suscitare ancora di più quella rabbia, quella ira dei cittadini comuni, dei comuni mortali, che non si capisce perché devono anticipare di tasca loro le spese notarili, loro sì, e non lo deve fare il dipendente pubblico; perché? Perché sopravvivono privilegi? Perché c'è una legge che lo prevedeva? Bene! Mi sarei aspettato, e proporremo invece in una prossima occasione l'abrogazione di quella legge, perché se un'opera di moralizzazione bisogna farla, bisogna farla a 360 gradi, non ora nei confronti dei dipendenti dell'ATI Ifras, e lasciando invece il privilegio per i dipendenti regionali. Questo mi pare che contraddica davvero le finalità per le quali spesso noi ci attardiamo su argomenti sensibili come questo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Uno no fermo e risoluto a questo emendamento, un emendamento che paradossalmente arriva da una valente collega che pochi secondi fa si è schierata contro i lavoratori ATI-Ifras, un emendamento, questo, che va a sostenere le posizioni di dipendenti che comunque hanno un rapporto di lavoro non a rischio, dipendenti che hanno sicuramente meriti,titoli e diritti, ma che non possono avere più titoli, meriti e diritti di quanti ne abbiano gli altri lavoratori, di quanto abbiano gli altri lavoratori. Ecco perché riteniamo singolare che nel giro di cinque minuti si voti, o si cerchi di puntare il dito contro un emendamento che va a sostegno dei lavoratori ATI-Ifras, e poi invece si decide di proporre un emendamento che stanzia risorse a favore di un'altra categoria di lavoratori; c'è qualcosa sotto? C'è una motivazione? E' un contributo previdenziale che non vogliamo chiamare marchetta, ma è un contributo previdenziale per il futuro, evidentemente, di coloro o di colei che propone questo emendamento. E noi non ci stiamo, diciamo no e diciamo un no fermo, secco e risoluto. Grazie.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 1.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto ora in votazione l'Allegato 6. Chi Lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'Allegato 7.

(Segue lettura)

Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'Allegato 7, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'Allegato 8.

(Segue lettura)

Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'Allegato 8, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'Allegato 9.

(Segue lettura)

Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'Allegato 9, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'Allegato 10.

(Segue lettura)

Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'Allegato 10, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'Allegato 11.

(Segue lettura)

Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'Allegato 11, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo ora alla votazione finale del testo.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 442.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Discussione del disegno di legge: "Sostegno delle imprese del comparto ovino attive nella produzione agricola primaria per far fronte al deterioramento delle condizioni di produzione e di mercato del latte della campagna 2016/2017". (445/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca ora la discussione del disegno di legge numero 445/A.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Luigi Lotto, relatore.

LOTTO LUIGI (PD), relatore. Presidente, alcune brevi parole per illustrare il contesto in cui questo disegno di legge proposto dalla Giunta si inserisce. Noi abbiamo una situazione di significativa crisi del comparto agropastorale, che questo Consiglio regionale ha avuto modo di affrontare nello scorso mese di gennaio discutendo sia una mozione presentata al Consiglio regionale in quell'occasione, sia discutendo una risoluzione che a seguito di quella mozione e dopo una larghissima audizione di tutti i soggetti interessati a questo settore, ha proposto al Consiglio regionale la quinta Commissione, e il Consiglio regionale ha approvato in data 25 gennaio. La crisi delicata, che già allora appariva in tutta la sua dimensione, riguardava la sovraproduzione di formaggio romano, il crollo conseguente del prezzo del latte e quindi si ragionava su quali misure mettere in piedi per poter costruire le condizioni per un rilancio del settore ovicaprino. Poi ci sono stati altri fatti che durante l'inverno e la primavera e adesso in estate hanno contribuito ad aggravare non poco la situazione e su questo farò due passaggi dopo. Abbiamo in quell'occasione discusso a lungo su cosa era opportuno fare e passò un'idea che era quella di intervenire con tutte le disponibilità finanziarie messe in quel momento dal Consiglio regionale a disposizione, cioè 14 milioni, per finanziare l'acquisto di formaggio da destinare agli indigenti. La misura, che aveva i suoi lati positivi, si è rivelata però di difficile attuazione e siccome son passati diversi mesi, bene hanno pensato l'Assessore e la Giunta di proporre una soluzione alternativa che ci consentisse di mettere comunque questi fondi a disposizione del settore quanto prima. Si è quindi arrivati a decidere di suddividere questi 14 milioni in due tranche: 2 per confermarne la destinazione originaria, 12 per destinarli per il sostegno alle aziende agricole pastorali con finanziamenti in regime di de minimis legati alla consistenza dei capi. È una misura ovviamente tampone che non può pretendere di esaurire tutte le problematiche e di risolvere tutti i problemi, anzi la gran parte non può che lasciarli aperti, però diciamo che dà una mano ad affrontare la situazione alle diverse imprese. La Commissione quinta e terza (la quinta ha anche fatto delle audizioni di recente proprio assieme all'Assessore per mettere a punto tutta la situazione) hanno comunque fatto la scelta, con il concorso di tutti, maggioranza e minoranza, affinché una volta pervenuto il disegno di legge si creassero le condizioni affinché arrivasse in Consiglio regionale quanto prima. Io ringrazio ovviamente tutti i consiglieri - e non solo della mia Commissione, ma anche quelli della terza - e ringrazio la minoranza per aver agevolato, contribuito a rispettare i tempi più celeri possibili rinunciando ai dieci giorni per la relazione e noi dopo una settimana dall'arrivo del disegno di legge siamo qui in Consiglio ad approvarlo in via definitiva con due passaggi in Commissione quinta e un passaggio in Commissione terza. Significa che l'intero Consiglio regionale ha mostrato assolutamente sensibilità adeguata verso questo tema. Ovviamente non siamo alla risoluzione dei problemi che questa stessa legge evoca e mette in evidenza, siamo in una fase intermedia, servirà come già si sta facendo, un intervento più ampio a 360 gradi. L'Assessore avrà modo di illustrare ancor di più quelle che sono le misure che stanno già in cantiere, che si stanno già realizzando sull'anticipazione dei pagamenti e sull'accelerazione delle procedure, abbiamo messo in campo oggi con questo provvedimento 14 milioni e c'è un emendamento presentato dalla Giunta che ci consente di portarli a 17 e questo è un'ulteriore risposta di attenzione, ma ci sono anche 3 milioni e mezzo che erano stati già dalla Commissione indicati come destinabili fondi non regionali al rinnovo del bestiame, per le bestie di fine carriera. Quei fondi sono stati quasi raddoppiati e, pur se tra lo scetticismo di qualcuno, alla fine hanno dato un ottimo risultato tra gli operatori perché siamo riusciti a dare una mano su un fronte assolutamente importante. Poi ci sono tutti gli interventi che la Giunta sta mettendo in campo per quanto riguarda la scelta di rendere il settore agricolo quello che si può caratterizzare per la maggiore efficienza, a mio parere, in assoluto nella erogazione dei contributi e dei fondi da parte della Regione agli operatori economici. Certamente le nevicate a gennaio-febbraio, le gelate ad aprile e la siccità adesso non hanno consentito di conseguire risultati, anzi diciamo che la situazione si sta aggravando e non per colpa di nessuno qui dentro e nemmeno per colpa degli operatori, però anche su questo c'è la sensibilità del Consiglio regionale, della Commissione che ne ha discusso in più occasioni e della stessa Giunta che ha messo in campo tutto ciò che era in suo potere affinché si affrontasse la questione con la massima celerità ed efficienza. C'è molto da lavorare e credo che molto da lavorare ci sarà nei prossimi mesi, però credo che possiamo dire che questo Consiglio regionale, la Giunta regionale all'intero comparto agricolo - e qua mi permetto di sottolineare questo aspetto - intende dedicare la massima attenzione. Creare le condizioni per un intervento immediato affinché le imprese siano messe nella possibilità di sopravvivere e di affrontare la situazione particolarmente difficile però anche crea le condizioni affinché ci sia un rilancio vero, oltre che del comparto agropastorale che è il più importante in assoluto dell'isola, anche degli altri comparti del più ampio settore agro alimentare. Ci sarà molto da lavorare ma credo che abbiamo dimostrato in questa occasione e in precedenza che ne abbiamo la volontà e credo che dimostreremo anche di averne la capacità e di mettere in condizione i nostri agricoltori che sono una parte importantissima del nostro contesto socio economico in condizione di affrontare le difficoltà del momento e riuscire a creare le condizioni per migliorare insieme le loro condizioni. La proposta di legge la conoscete tutti, i dettagli tecnici sono riportati nella relazione scritta, invito il Consiglio regionale a proseguire in quello che hanno già fatto le due Commissioni e approvare celermente questo provvedimento.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Roberto Deriu. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (PD). In Sardegna due elementi storici, due fatti storici rilevantissimi hanno determinato l'attuale situazione e sono entrambi nel diciannovesimo secolo, la fine del sistema feudale che ha consentito la mobilità delle persone e quindi in questo caso delle greggi attraverso la Sardegna e negli anni 90 la guerra doganale con la Francia che ha causato la crisi della esportazione agricola sino ad allora intensa da parte degli agricoltori sardi. In quel momento questa crisi del sistema contadino determinò l'avvento degli industriali del pecorino romano in Sardegna che fornirono di improvvisa liquidità gli allevatori. La liquidità della quale i pastori hanno potuto disporre in quel momento ha causato una mutazione definitiva dell'assetto proprietario delle terre perché i contadini in crisi hanno dovuto cedere tutte le aree coltivate che sono state invece destinate da quel momento a pascolo, amplissime aree in tutta la Sardegna quindi a partire dalle zone interne espandendosi poi come ben sappiamo nel Campidano, nel Sulcis e in tutta la Sardegna. Questa dimensione quindi abnorme dell'allevamento rispetto agli altri settori agricoli ha da quel momento caratterizzato l'economia della Sardegna. Oggi noi viviamo però gli stessi problemi genetici fondamentali di questa categoria cioè gli industriali non sardi per lo più del latte, ma anche sardi, condizionano il prezzo del latte e hanno in pugno gli allevatori i quali dispongono di liquidità nella misura in cui questo è consentito dagli industriali, ma sono alla loro mercé per quanto riguarda il prezzo e quindi a seconda delle variazioni del mercato anche qui principalmente di esportazione questa volta verso gli Stati Uniti, determinano la loro situazione economica e finanziaria. Come intervenire è il cruccio di questa Regione, da quando è nata questa Regione ha avuto sempre un Assessorato intitolato alla riforma agropastorale alludendo appunto alla ricerca di un nuovo equilibrio dentro il settore primario. Probabilmente oggi questo provvedimento ha il pregio, come ha detto giustamente il presidente Lotto, di manifestare un intervento di grande dimensione e anche di grande tempestività, anzi correggendo alcuni problemi formali e procedurali che abbiamo riscontrato nel provvedimento precedente che come dire ha fornito la dimensione finanziaria e ha chiarito la strategia di questo intervento. Però bisogna anche riscontrare i limiti di questi nostri tentativi che non sono solo nostri, ripeto, sono di tutta la storia dell'autonomia, il tentativo continuo della istituzione regionale di, da un lato soccorrere nei momenti di difficoltà come questo è, il settore primario così come configurato dalla nostra storia e quindi soprattutto gli allevatori o come diciamo noi i pastori e dall'altro però anche la incapacità che fino adesso abbiamo manifestato nel proporre un nuovo equilibrio più avanzato magari di autonomia rispetto a un apparato industriale del formaggio che condiziona così pesantemente il segmento dell'allevamento. E' possibile individuare nel benessere animale e quindi nella qualità e quindi nella utilizzabilità dei finanziamenti e dei procedimenti e degli scopi proposti dalla Unione Europea e anche dalle opportunità che offre un mercato sempre più esigente rispetto all'alimentazione? E' possibile intravedere un cambiamento culturale che favorisca una nuova strategia? E' possibile quindi che noi oggi riusciamo a ipotizzare questa riforma agropastorale nel senso di un nuovo equilibrio tra componente agricola e componente zootecnica? Queste sono le domande forse che dovrebbe porsi un Consiglio regionale lungimirante e forse queste sono le proposte che dovrebbero provenire dalla nostra Giunta che voglia magari o riesca perché io capisco che non è semplice, ma riesca a distogliere lo sguardo dalle emergenze e invece lo concentri in questo settore così vitale, così importante e così strategico per la nostra economia, concentrarlo verso una nuova strategia che ci dia un equilibrio diverso, più avanzato. Questo viene richiesto dai nostri allevatori, io credo, dalla loro parte più avvertita ma anche forse da tutti quanti nel momento in cui non sono impegnati a invocare un aiuto per superare una fase congiunturale. Siccome queste fasi congiunturali sono continue, allora è molto difficile cogliere questa richiesta, cogliere queste voci propositive e che chiedono strategia anziché chiedere rimedio alla congiuntura. Però io credo che abbiamo gli strumenti oggi per una nuova definizione, abbiamo anche le condizioni come dire politiche e sociali e forse anche economiche in questo accenno di ripresa che abbiamo, di definire una nuova politica agricola che si incarichi di ristabilire sia l'equilibrio tra allevatori e industriali, sia l'equilibrio tra settore zootecnico e resto dell'agricoltura. Penso che questa debba essere la seria attività del Consiglio regionale, credo soprattutto naturalmente della quinta Commissione e possa essere un campo di attività della Giunta nella misura in cui si riesca a formulare una proposta in questo senso. Questa legge lo ribadisco è un intervento importante per la sua dimensione anche così come ha detto il presidente Lotto, ulteriormente accresciuta dall'emendamento della Giunta davvero rilevante, davvero cospicua, rischia però di essere strumento di polemica tra i vari settori economici se risulta essere soltanto un intervento a beneficio del comparto senza che a questo comparto sia data la possibilità di mutare il complesso del suo assetto. Quindi un appello, forse anche un auspicio affinché si possa operare in tal senso. La legge è assolutamente da approvare, è un provvedimento del quale tutto il Consiglio regionale si sta diciamo attribuendo un merito, e quindi speriamo che sia anche un'approvazione unanime. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Giovanni Satta. Ne ha facoltà.

SATTA GIOVANNI (PSd'Az-La Base). Presidente, io vorrei capire qual è l'obiettivo della Giunta. Faccio una piccola premessa. Apprezzo molto personalmente l'Assessore, la sua caparbietà e l'impegno che sta mettendo dal giorno che ricopre questo incarico per risolvere i mille problemi di questo settore. Ovviamente ho anche la consapevolezza che la politica non può risolvere tutti i problemi dell'agricoltura, in particolare del settore ovino. Alcuni aspetti sono stati ben indicati dal precedente intervento del Consigliere Deriu, però vorrei che non si perda quello che era il nostro obiettivo principale, che noi ci siamo dovuti occupare di questo comparto quando abbiamo saputo che il prezzo del latte era diminuito di oltre il 50 per cento lo scorso anno, siamo intervenuti in ritardo e questo non ve lo dovete dimenticare, perché a una mozione firmata da 21 Consiglieri, nel mese di settembre del 2016, si è data risposta soltanto nel mese di gennaio, e si è riusciti ad avere un provvedimento che non ha prodotto nessun frutto, io stesso lo sottolineai a febbraio, quando venne approvato, questi 14 milioni da spendere per il ritiro del formaggio, fatto quando la stagione agraria era finita, non avrebbe prodotto nessun risultato. Quindi ci troviamo dopo quattro mesi, o cinque mesi, a dire questi soldi non li abbiamo spesi, non li abbiamo potuti spendere, quindi avevamo ragione noi, che la misura era assolutamente intempestiva, assolutamente inadeguata e non ha prodotto niente. Oggi ci troviamo a voler intervenire per forza quasi, o facendo finta di voler risolvere i problemi dell'agricoltura, adottando una misura che molti allevatori che io ho sentito anche mentre venivo a Cagliari, ho chiamato una decina di allevatori, e ritengono questa misura senza mezzi termini una miseria, un'elemosina. Perché noi abbiamo le aziende agricole che sono mediamente di 300 capi. Quindi questo significa che queste aziende mediamente percepiranno 1000/1100 euro, che si compreranno sì e no qualche sacco di mangime. Quindi la ritengo inadeguata, perché non risolve nessun tipo di problema. Ovviamente mi si dirà, ma allora cosa ne faresti? Io riproporrei quella misura che è stata proposta ad aprile, quella di togliere dal mercato il prodotto, che sicuramente adottata adesso, con qualche correzione, potrebbe sortire quel risultato a cui mirava nel mese di marzo, cioè far risollevare il prezzo del latte. La situazione attuale qual è? La situazione è che, per colpa di tutte le calamità naturali, siccità, gelate, nevicate, piogge torrenziali, oggi la produzione del latte è calata di tantissimo, di oltre il 35 per cento, abbiamo quindi scorte di oltre il 50 per cento inferiori a quelle che si avevano lo scorso anno, e quindi il prezzo del latte risalirà sicuramente. Le cooperative che facevano i contratti lo scorso anno a 4 euro, 4 euro e 20, qualcuno anche a 3 euro e 80 per quanto riguarda il pecorino romano, stanno già facendo dei contratti a 5 euro e 20. Quindi ci sono già dei risultati che sono stati ottenuti soprattutto per il fatto che è calata la produzione. State anche cercando, quindi giustamente l'Assessore Caria sta cercando, come è giusto che sia, di avere anche dei dati, perché non si hanno dati, e questa è una cosa ancora vergognosa, dove con questa mancanza di dati si fa comunque male ai pastori perché tutto quello che gli si dice gli si fa ingoiare. Quindi cosa potrebbe sortire il riproporre, nel momento adatto, quella misura dell'anno scorso? Potrebbe sortire che se noi ci impegniamo a togliere dal mercato il controvalore di 14 milioni di euro in questo momento, noi sicuramente andremo ad ottenere un aumento del prezzo del latte di oltre 20 centesimi, noi ci troveremmo ad ottobre gli industriali che avranno fame di latte da trasformare, avranno fame di produrre formaggio, perché tanto sappiamo anche, è un dato statistico, almeno questo ce l'abbiamo, che il fabbisogno del pecorino romano è sempre di 250.000 quintali, quindi anche gli industriali devono raggiungere quell'obiettivo e saranno costretti a cercare latte e aumenterà il prezzo. Quindi io sono contrario a questa misura che gli stessi allevatori definiscono un'elemosina, sarei più del parere di far sì che questa misura che abbiamo adottato a marzo venga riproposta, e fare in modo che questo possa aumentare il prezzo del latte. Ovviamente viene male e dispiace che magari c'era qualche azienda, qualche imprenditore a cui gli si dirà "ma qualcuno in Consiglio regionale ha votato contro", io lo faccio per il bene loro. Io sono sempre stato obiettivo in quest'Aula, ho sempre votato secondo coscienza, vorrei continuare a farlo, apprezzo ripeto l'impegno dell'Assessore Caria, apprezzo l'impegno della Commissione. L'assessore Caria un anno fa non c'era, e probabilmente se si fosse intervenuti come ho detto, a settembre/ottobre dello scorso anno, oggi non saremmo a parlare di questo gravissimo problema, o comunque sarebbero stati attutiti tutti i risultati negativi che questa crisi ha prodotto. Quindi io fermamente vi chiedo di rivalutare questo intervento, perché secondo me stiamo sprecando questi 14 milioni di euro, li stiamo buttando, stiamo spegnendo un incendio con un bicchiere d'acqua, e questo non è giusto, è un prendere in giro ancora una volta quello che è il tessuto economico storico di quest'Isola, come lo ha definito Roberto Deriu, quindi io sono contrario all'adozione di questa misura.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Gaetano Ledda. Ne ha facoltà.

LEDDA GAETANO (PSd'Az-La Base). Presidente, ma mettiamo un po' di ordine come era nato quell'emendamento famoso nel marzo, o fine marzo 2017. Allora in Sardegna è successa una catastrofe, è successo un terremoto agricolo, come quello di Amatrice, come quello del Friuli e come quello di Avellino. Si è partiti dalla neve dicembre e gennaio, alle gelate di aprile, e alla siccità che è tuttora in atto. Quindi il mondo agricolo è veramente in una situazione non di crisi ma di più, è oltre la crisi. Qui si sta correggendo una legge presentata ad aprile 2017 che poteva essere la soluzione al problema latte, perché è nato proprio come risoluzione al prezzo del latte. Ricordo che il latte è stato pagato dai trasformatori e dalle cooperative, le cooperative sui 50 centesimi al litro, e i trasformatori sui 60 centesimi al litro. Quindi noi come Regione siamo intervenuti, ricordo che era un mio emendamento, affinché arrivasse il finanziamento regionale in tasca, diciamo, proprio in tasca, ai produttori primari che sono i pastori, che sono quelli, e lo ripeto, come ho detto altre volte in quest'Aula, quelli che mungono il latte. Perché loro sono quelli che sono in crisi, non sono mica gli industriali che sono in crisi. Quindi, facendo un po' di cronistoria passata, si è intervenuto con questi 14 milioni, perché il pecorino romano era sceso ai minimi storici, pagato a 4 euro e 20 al chilogrammo, ricordo che il pecorino romano adesso, i giorni scorsi, una settimana fa, dieci giorni fa, è stato pagato a 5 e 50. Quando è stato proposto a livello regionale che c'era la possibilità di andare a ritirare questo surplus di formaggio in eccesso, subito il prezzo è salito su 4.80/5 euro al chilo. Quello che vorrei ricordare è come è nato l'abbassamento del prezzo. Noi riusciamo a produrre, smaltire e a vendere 250/280 mila quintali di pecorino romano all'anno, il mercato principale che abbiamo è il mercato americano, che consuma quella quantità. Abbiamo prodotto in base ai dati, poi questi dati ci e sono non ci sono, comunque si è prodotto circa 363.000 quintali di pecorino romano. Visto che c'era il mercato florido nel 2016, e che il pecorino romano è salito a quasi 9 euro al chilo, quindi tutti, sia le cooperative, sia gli industriali, tutti hanno prodotto pecorino romano, perché si produce più in fretta degli altri formaggi. Quindi, come abbiamo detto in altre occasioni, si è presentato questo tappo che non siamo riusciti a togliere, quindi abbiamo prodotto un eccesso e il mercato si è abbassato. Per quanto riguarda il discorso, come diceva l'amico collega Satta, della contrarietà, anche io sono contrario a questo tipo di procedura, a questo disegno di legge, ma non perché non ne hanno bisogno i pastori, hanno bisogno di 500 volte di quello che gli stiamo dando, perché la situazione agricola è catastrofica, ripeto. Ricordo che siamo i migliori produttori di latte ovino al mondo, al mondo! E abbiamo le migliori pecore e qualità di latte ovino al mondo!

Per quanto riguarda il futuro. Quello che dobbiamo fare, ne avevo già parlato anche in Commissione e con altri consiglieri regionali, dobbiamo mettere le quote latte se no questo si ripresenta. Quindi, primo punto le quote latte. Seconda cosa e come stavo dicendo prima in quanto riguarda l'eccesso di formaggio. Non è vero che eravamo in ritardo, è stata presentata una mozione a settembre-ottobre, però c'erano tutte le condizioni ad aprile perché abbiamo audito in Commissione le varie cooperative e i vari industriali, è stato chiesto al sottoscritto, è anche registrato, se loro erano disponibili a pagare il latte almeno 80 centesimi, quindi differenza di 20 centesimi al litro o di 30 centesimi al litro, con l'intervento regionale di circa, io avevo detto, circa 15 milioni di euro, perché ancora non si sapeva quant'era l'importo preciso, adesso sono 14, e i tre produttori primari industriali sardi avevano detto che loro erano disposti a portare il prezzo del latte ad almeno 80. Il prezzo del latte ad almeno 80 non è un prezzo inventato è un prezzo che è remunerato in base al prezzo del formaggio, il formaggio pecorino romano è pagato 6 euro e 20, come adesso la Coldiretti ha fatto un accordo, non so se avete letto, il pecorino solidale. Quel pecorino, c'è scritto anche che nella busta, che va ad aiutare i pastori sardi col 6 e 20 di prezzo al chilo la remunerazione è 80 centesimi al litro. Quindi, ripeto non sono d'accordo perché facendo un ragionamento anche numerico e tecnico di litri di latte: un allevamento - io vado oltre quello che ha detto il collega Satta, anziché 300, 500 pecore - di 500 pecore - faccio un esempio latte e l'esempio assistenzialismo, come stiamo facendo nel dei minimi - vanno a incidere portando all'azienda facendo i conti dei milioni, dei capi e dei 12 milioni di euro - non sono 14 milioni di euro, nel disegno di legge 12 sono per il dei minimi e 2 sono dati all'acquisto di formaggio DOP - diviso per 3 milioni eccetera di capi, va a finire a 3,80 circa a pecora. Quindi per 500 capi siamo a meno di 2000 euro ad azienda, non si pagano nemmeno l'acqua. Invece, intervenendo con la differenza, che è stata proposta dal sottoscritto precedentemente, fra i 20 e 30 centesimi al litro con 500 pecore, le più scarse che esistono in Sardegna che producono 50.000 litri di latte all'anno, sono 5 per 3, 15 mila euro ad azienda su 50 centesimi al litro e 10 mila euro ad azienda su 60 centesimi al litro, su 500 pecore. Quindi, ecco perché io non sono d'accordo.

Infine, volevo dire che, come ha ricordato qualcuno che mi ha preceduto, il mondo agropastorale, quello diciamo che si aspettava questa agevolazione sul latte è deluso e amareggiato, domani saranno a Cagliari i pastori, ve ne accorgete domani quando arriveranno qua, il dolore quanto è forte.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pier Mario Manca. Ne ha facoltà.

MANCA PIER MARIO (Partito dei Sardi). Con questa piccola leggina oggi dobbiamo fare, secondo me, una cosa solo: ratificare. Siamo chiamati solamente per questo o bocciare oppure ratificare questa proposta. Ratificare questa proposta significa che finalmente si è trovata una soluzione per spendere 14 milioni, la soluzione è stata portata avanti non da noi, noi abbiamo messi i soldi, ma da OILOS. Quello che emerge però debbo dire che, al di là di tutto, io voterò favorevolmente, però cosa emerge? Che sta entrando in quest'Aula la decisione, la ratifica il primo agosto, è passato troppo tempo, quindi sicuramente ci sono delle cose da rivedere, lo stesso OILOS, questa organizzazione interprofessionale, forse è troppo elefantiaca, l'avevamo già detto a suo tempo almeno io nel mio intervento, sicuramente va riportata con un numero all'interno di persone minore, in modo da avere quindi più elasticità nei movimenti e nelle decisioni. La cosa principale però che emerge è, secondo me, che noi assistiamo comunque alla crisi del prezzo del latte mediamente ogni cinque anni, questa crisi ormai possiamo dire che a cadenza quinquennale noi abbiamo una crisi del prezzo del latte ovino. A questo si aggiunge però quest'anno, in modo particolare, una serie di eventi catastrofici tra cui a suo tempo le gelate, a cui ancora non abbiamo dato ristoro, le nevicate, e adesso anche la siccità. Quello che emerge, secondo me, è che noi riusciamo a dare qualche volta, come in questo caso perché pressati da una situazione drammatica del prezzo del latte, i soldi in ritardo e in altri casi, come quelli che ho detto, siamo invece ancora in affanno e non riusciamo a dare i soldi in tempi invece congrui, rispetto alle aspettative degli agricoltori. Sono convinto Assessore, senza voler dare colpe a lei che in questo momento arriva, che quindi bisogna aggredire, forse l'ha detto anche in altri interventi sia Deriu o altri interventi, questo problema. Aggredire questo problema significa lavorare però con una programmazione, la programmazione però non c'è da fare grandi cose, mi permetta di dirlo, guardi noi siamo, al di là di tutti i proclami che si fanno, in ritardo in tutti i pagamenti, a me dispiace dirlo, l'ho anche scritto sul giornale, siamo in ritardo sui pagamenti, e quando dico pagamenti, è vero che stiamo pagando nelle misure agro-ambientali, quelle cosiddette bandi a misura, può darsi che siamo all'80 per cento, io non ci credo però, questo non significa niente perché quello che vuole questo mondo, questo mondo che produce che è uguale alle altre categorie produttive, è avere i soldi per le infrastrutturazioni. Noi in questo momento abbiamo tutti i bandi principali, per oltre 150 milioni, fermi da due anni. Allora, basterebbe agire su questo: sulla misura 4.1, far arrivare i soldi; sulla 4.2; sulla 4.6. Per dare un minimo di respiro al settore.

Dare 14 milioni, 12 milioni significa dare 4 euro a capo, nella media dei nostri greggi sono 800 euro, 250 capi siamo a mille euro, non faranno molto però questo significa solamente che c'è un momento di attenzione da parte nostra. Questo momento di attenzione, Assessore, però, per quanto mi riguarda, deve essere coadiuvato da tutta un'altra serie di interventi per quanto riguarda i motivi contingenti di crisi e, in particolare, alla siccità. Adesso dire questo significa che è inutile aspettare, lo ribadisco in quest'Aula, i soldi del Governo italiano che forse arriveranno alle calende greche o chissà quando, e invece forse proporre una misura all'interno dell'Aula per dare immediatamente sollievo a quelle che sono le esigenze degli agricoltori, in particolare del comparto zootecnico. Dico questo perché? Quello che richiede in questo momento il settore è avere delle provviste alimentari oggi e non avere delle elemosine domani, perché si riduce se no il tutto a non risolvere il problema. Quindi, questa misura che noi andiamo a ratificare, Assessore, per me va bene, c'è stato il suo impegno, sicuramente abbiamo accelerato, ma arriva in ritardo, non salva la situazione perché 4 euro a capo sono quelli che sono, però se iniziamo a rivedere una serie di programmi all'interno dell'Assessorato, in particolare quello che dico da anni, di rivisitare il PSR e facendo un PSR più legato agli agricoltori e meno alla burocrazia, forse salviamo il comparto.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Luigi Lotto. Ne ha facoltà.

LOTTO LUIGI (PD). Rinuncio.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Non rinuncio, mi dispiace per voi. Siccome sono stati dati tutti i dati possibili e immaginabili, relativamente a quello che è il problema cosiddetto ciclico del prezzo del latte, e dell'aggravante delle situazioni che si sono create quest'anno per la produzione in agricoltura, ultima la siccità, hanno aggravato quello che è un sistema produttivo isolano nel peggiore dei modi. Vedete, ciascuno di noi può riempirsi la bocca come meglio vuole, quando si parla di pastorizia ci si esalta e si chiede anche all'Unesco di riconoscere la pastoralità, quando invece si va a investigare quali sono i problemi che attanagliano questo settore produttivo abbiamo modo di sentir discettare anche di problemi storici che si accavallano nel tempo e di cui effettivamente alcuni processi son più che reali. Ma resta tutto in piedi il problema che ancora una volta, come dicevo nell'altro mio intervento, la politica non si occupa nel giusto momento, in prospettiva anziché a tamponare, delle cose che è necessario tamponare. Se prevedo che c'è una situazione grave, seppure fosse riconosciuto che questa crisi è quinquennale, io devo cominciare a pensarci. Io non credo che sia un discorso di cinque anni ma che i pastori e le aziende agricole siano legate a quello che è il valore del latte, e da quello discende anche il valore delle pecore, ciò mi pare che sia ormai riconosciuto, e che l'accaparramento che le varie ditte, ivi comprese le cosiddette cooperative che a volte si manifestano peggio degli industriali sotto certi aspetti, è indubbio che legano il pastore perché è privo di liquidità. Voi pensate oggi quanta poca liquidità vi è in mano ai pastori, quale difficoltà vi è, allora io mi chiedo: è il caso di fare elemosine da parte di questo Consiglio regionale? Io le ributterei in faccia ai Consiglieri regionali, me compreso, perché è vergognoso, non è tollerabile! E allora io mi chiedo, se questi vengono domani, come faranno sicuramente, arrabbiati, perché non trovano neanche interelocutori seri davanti a loro come responsabili politici, posso colpevolizzare loro che stanno attraversando una situazione così grave? Io ho seri problemi ad accedere ai ragionamenti sin qui fatti in termini di elemosina. Intanto cambierei anche un altro ragionamento, e direi perché la politica, attraverso strumenti giusti… Pierfranco prima ha detto una cosa seria: facciamo le leggi giuste e che non solo per essere utilizzate, male, dai burocrati che spesso e volentieri popolano, distruggono, annientano quella produttività che vi è in agricoltura, basta vedere quello che succede in Argea, a Laore: vergognatevi, perché non ci sono neanche i pagamenti effettuati!

Allora io mi chiedo, è giusto dare questa elemosina? Perché la politica non interviene e cerca per esempio di dare, non la sovvenzione in lire, ma dare almeno 50 chili di mangime a pecora? Perché tanto a Laore lo sanno quelli che sono i numeri dei vari capi di bestiame? Perché la politica non fa uno sforzo attraverso questi burocrati, che spesso vengono premiati, e vi ho scritto un'interrogazione, attraverso movimenti strani con promozioni alla dirigenza? Perché non li utilizzate al meglio, per dare giuste sovvenzione al mondo della pastorizia? Come fate a non accettare che ci sia la necessità di rivedere questa proposta di legge che è vergognosa? Riportatela in Commissione, è l'unica soluzione per non dividere il Consiglio anche su queste cose! Rifletterci, perché avete fatto una cosa veloce pur di tampinare, anziché tamponare, una condizione grave che è quella che viene domani, pensando di risolvere il problema e di lavarvi la coscienza! Se una coscienza è sporca non si lava così, cari compagni, è charo?! Perché qui non ci sono compagni, c'è solo la voglia e la volontà di voler risolvere problemi di gente che ha bisogno, che vive in campagna, che fa un lavoro ingrato e che pure ha mantenuto in piedi famiglie dignitosamente. Con 150 pecore altri anni una famiglia campava e mandava anche a studiare uno o due figli, figli di pastore che si solo laureati e hanno avuto altre promozioni sociali, e noi oggi vorremmo dare l'elemosina? Fatelo, se lo avete in coscienza. Credo che sia più giusto tornare in Commissione, fare serie valutazioni e trovare una giusta ed equa risposta verso i pastori e il mondo dell'agricoltura.

Caro Lotto, io ti capisco e tu conosci i problemi dell'agricoltura, ma non essere al servizio solo ed esclusivamente di una maggioranza, lavora perché ci sia l'interesse di tutti e che quell'interesse sia la vera rappresentazione di quella che è l'esigenza del popolo sardo e in primis dei pastori. Se queste cose non si fanno, noi non stiamo risolvendo né i problemi per domani, nè i problemi per il futuro. E' nella vostra coscienza, io comunque non vi darò un sostegno in questa direzione.

PRESIDENTE. E' iscritto il consigliere Fabrizio Anedda. Ne ha facoltà.

ANEDDA FABRIZIO (Gruppo Misto). Secondo me era sbagliato il provvedimento di acquisto dell'invenduto del Pecorino romano per distribuirlo agli indigenti, lo avevo infatti già criticato nella finanziaria, tale finanziamento era anche offensivo per le imprese dell'allevamento in quanto ricadevano nel capitolo delle estreme povertà: trattavano gli allevatori non da imprese ma da poveracci che avevano bisogno di avere finanziamenti per le estreme povertà. Con questo provvedimento rischiamo ancora una volta di offendere con un'elemosina la categoria: 500-1000 euro per la categoria penso che non portino da nessuna parte. Io penso che la soluzione sia in un accesso al credito agevolato per i pastori, perché i pastori hanno bisogno di liquidità, con 500-1000 euro non pagano neanche la bolletta della corrente, hanno bisogno di avere liquidità per trattare loro per l'acquisto dei materiali, delle pasture e dei mangimi. Bisogna poi analizzare la criticità delle imprese della trasformazione, soprattutto quelle imprese in forma cooperativa che sono inadeguate alla gestione commerciale del prodotto, ce lo hanno dimostrato; noi dobbiamo vedere questa criticità delle imprese cooperative, e magari poi i presidenti li promuoviamo anche a presidente della gestione del settore.

Io penso che la soluzione oggi per la categoria dei pastori sia nel favorire il loro service, come fanno per l'olio d'oliva che lo portano al frantoio e gli viene dato il prodotto, e lo stesso dovrebbe essere per trasformare il formaggio: il pastore porta in un caseificio il suo prodotto, il caseificio glielo trasforma, glielo può eventualmente anche immagazzinare, poi servirebbe veramente qualcuno che gli organizzasse la commercializzazione, perché questo è il nostro punto debole, non riusciamo a commercializzare il prodotto. In questo modo potremmo valorizzare il prodotto di ogni singolo pastore e con una organizzazione fare la commercializzazione. In questo modo il pastore avrebbe a mio avviso il prodotto pagato il tanto giusto, non che produrre un litro di latte gli costa 70, 80 centesimi al litro e gli vengono riconosciuti 50. Per forza che è in perdita, così non si può andare avanti. Invece riconoscendogli, lui stesso diventa imprenditore di se stesso, e dovrebbe farlo anche la cooperativa, però la cooperativa, guarda caso, non lo fa, perché non lo fa. Allora in questo caso il pastore diventa anche trasformatore e partecipa alla commercializzazione. Quindi io penso che se vogliamo aiutare i pastori oggi dobbiamo aiutarli a commercializzare il prodotto e soprattutto agevolargli l'accesso al credito.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC-Sardegna). Il messaggio che passa, che stiamo dando stamattina qui alla società è un messaggio che per ottenere qualcosa è sufficiente indire uno sciopero, indire una manifestazione. Questo significa il fallimento della politica, perché non può essere che per discutere un argomento di un problema di una categoria si debba aspettare il giorno prima, esattamente il giorno prima, 24 ore prima della manifestazione. Manifestazione sacrosanta, giusta, perché il momento è sicuramente drammatico, indipendentemente da chi organizzi la manifestazione, che sia questo il Movimento Pastori, un movimento spontaneo, che sia la Coldiretti, tutte giuste, è il senso della carenza della politica, la carenza di programmazione. In realtà noi stiamo insegnando così ai sardi, qual è il comportamento, per ottenere qualcosa dovete protestare. È accaduto così con Forestas e subito ci siamo messi a correre e a scrivere una legge ancora in corso in Commissione, è accaduto così per ATI-Ifras, è accaduto così per la sanità, è accaduto così per tutte quelle categorie che hanno avuto la forza di reagire. È questo il ruolo del Consiglio regionale? È questo il ruolo di una politica lungimirante? Lascio a voi la risposta. Personalmente, credo assolutamente no. La politica ha un ruolo ben più importante, la politica deve volare alto, la politica deve costruire, deve prevenire quelle che sono anche le crisi di un settore. Però è chiaro che se la politica è distratta, ma soprattutto confusa, arriviamo a queste soluzioni, al paradosso. Dopo discussioni, dopo mozioni, approviamo il 13 di aprile una legge dove decidiamo, anche in modo animato, con un ordine del giorno, con un'ampia discussione, in alcuni casi condivisa tra maggioranza e minoranza, convergiamo verso una legge, cioè 14 milioni di euro da spendere immediatamente per cercare di dare sollievo ad una categoria in forte crisi economica. Bene, a distanza di cinque mesi, primo agosto, ci ritroviamo ancora qui a discutere delle stesse cose. Ma è da persone equilibrate, è da persone che hanno a cuore i problemi della categoria agricola della Sardegna? Siamo tutti bravi, dico tutti così non offendo nessuno, a riempirci la bocca: il settore primario della Sardegna è l'agricoltura, il settore primario della Sardegna è la pastorizia, dobbiamo farla crescere, farla sviluppare, dobbiamo dare quelle possibilità al settore di sviluppo. Tutto questo rimane però solo nei convegni, usciti dai convegni ci ritroviamo in Consiglio regionale a discutere delle solite cose senza realizzare assolutamente niente. Adesso dobbiamo decidere, stamattina, se approvare o no questa legge, il disegno di legge numero 445, come sostegno alle imprese zootecniche con una scelta ben precisa, imposta, ahimè, dall'Unione europea, che è quella di distribuire 12 milioni di euro a capo. Questo non può essere definito un sostegno alle imprese, questa la possiamo definire o la paghetta, come si fa con i bambini, alle imprese, oppure, come già preannunciato dai colleghi, è forse un'elemosina, perché un'impresa degna di questo nome, che vedrà ricevere magari mille euro, mille euro, per tamponare la crisi del prezzo del latte di un'annata disastrosa, dire che è umiliante, dire che è un'offesa e dire che siamo veramente poco sensibili ai problemi della categoria è riduttivo. Dai banchi, alle mie spalle, dicono: "Ma quando?" È chiaro, parliamo anche del quando, perché se oggi dovessimo approvare la legge, e preannuncio il mio voto favorevole per evitare incomprensioni, per quanto ritenga errato il sistema di distribuzione dei denari, però voterò a favore perché comunque sia dobbiamo dare un segnale, anche un segnale di speranza, un segnale di fiducia, domani poi ci diranno i pastori quanto hanno percepito della nostra attività, è possibile, caro Assessore, che noi ci ritroveremo qui il prossimo anno nel mese di agosto dove queste aziende tra dodici mesi non avranno ancora ricevuto un bel nulla, perché da qui a presentare le domande, a stabilire la modulistica, a dare la scadenza, ma soprattutto ad istruire le pratiche e liquidarle, tempi tecnici dodici mesi, dodici mesi con la spinta, con l'attenzione del Consiglio, perché se lasciamo agli uffici la possibilità di esaminare le pratiche con la solita calma, facciamo la fine della forestazione produttiva del 2016 che è ancora da liquidare. Perché? Perché non sono stati caricati gli applicativi ancora da parte dell'ARGEA. Quindi siamo al paradosso. Altra cosa che mi premeva evidenziare, chiedo all'Assessore, in legge, non leggo, parlano solo di ovini, mancano i caprini. La domanda è questa: o è una dimenticanza, oppure dal vostro punto di vista i caprini non hanno avuto danni, cosa che è inverosimile, oppure c'è un errore sui dati, perché già 3 milioni 166 mila pecore, se sono solo pecore, è un errore, perché le pecore in Sardegna, dato di stamattina della BDN dell'Assessorato della sanità, sono 2 milioni 967 mila. Quindi, non è esatto neanche questo dato, ma lasciamo stare. Quindi significa che mancano qui 200 e rotti mila capi caprini che hanno subito danni, quindi anche questi vanno inseriti. E non iniziamo da oggi sul balletto che aumenterà il prezzo del latte per merito della politica, il prezzo del latte è possibile che aumenti il prossimo anno per le disgrazie delle calamità naturali, per le disgrazie che hanno subito le aziende costrette magari a ridurre il numero dei capi, non aumenterà sicuramente per la tempestività e la celerità della politica. Così come, lo dico già da oggi per evitare che domani gli allevatori che verranno qui molto arrabbiati a manifestare le loro ragioni, non si potrà dire: "Sì, vi anticipiamo i premi comunitari", noi non anticipiamo un bel nulla, i premi comunitari sono premi dovuti, sono premi dove i produttori hanno già inoltrato le loro richieste e forse abbiamo chiesto la cortesia di anticiparli di un mese, ma non è questo l'aiuto visto che i premi comunitari sono dovuti. In ogni caso, in conclusione, confermo il mio voto favorevole a questa legge pur essendo completamente contrario sui metodi della distribuzione.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gianfranco Congiu. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). In questa girandola di informazioni che tutti i colleghi che sono intervenuti prima di me hanno sciorinato, andando dalle teorizzazioni sull'innalzamento del prezzo litro, passando poi al decalogo per la risoluzione dei problemi delle campagne, all'approdo verso la censura nei confronti di questa proposta di legge vista un po' come quelle medicine omeopatiche, che tanto non fanno male, d'accordo, ecco, in questa girandola di informazioni si manifesta una vivacità dialettica che fa urlare questo Consiglio tutto il suo, come dire, atteggiarsi variegato e variopinto nei confronti di un tassello, di un tassello di questa crisi del comparto agropastorale. Non ci ritorno, mi avrebbe magari fatto piacere invertire un po' l'ordine degli interventi e sentire l'Assessore Caria rispondere puntualmente sull'andamento dei lavori del tavolo OILOS, perché è lì che si gioca la partita, conoscere le ragioni per le quali noi abbiamo deciso di stanziare 14 milioni, ancorandolo ad una certificazione preventiva degli uffici responsabili sulle ricadute effettive nel settore primario, che non vi sono state, e che ci portano oggi a gestire i 12 milioni in maniera così variegata. Ecco, non interverrò su questo, aspetterò l'Assessore, però su una cosa voglio intervenire, la vivacità dialettica di quest'Aula, alla vivacità dialettica di quest'Aula si contrappone un silenzio terribile nei confronti di un tema, che questo sì, è la vera catastrofe, o sarà la vera catastrofe. Gaetano ha parlato di terremoto di Amatrice rapportato alla crisi che viviamo oggi nelle campagne, beh, questo è nulla rispetto a quello che potrà accadere se non interveniamo duramente su un tema rispetto al quale ho già chiesto a febbraio del 2016, a gennaio del 2017 in questo Consiglio, a febbraio del 2017, ho chiesto un intervento forte e autorevole delle nostre massime Istituzioni regionali contro il tentato scippo del marchio pecorino romano DOP. E' in atto una campagna di aggressione verso il nostro prodotto principe, quel prodotto che qui oggi tutti noi stiamo tutelando, la tutela delle campagne, del prezzo litro è rivolta alla tutela del marchio. E non è vero che abbiamo una struttura consortile gestita da imprenditori laziali che taglieggiano i poveri i sardi, no! Il Consorzio annovera al 90 per cento imprese sarde, e solo il 10 per cento sono imprese laziali, Il Consorzio è un fiore all'occhiello della nostra agricoltura, gestito da noi, siamo noi che gestiamo il Consorzio. E' di domenica la notizia dopo che dal novembre 2016 è iniziata un'aggressione del marchio da parte di alcuni allevatori laziali, che hanno tentato l'immissione nel mercato dei prodotti succedanei, come per esempio il cacio romano, tentando l'approdo in sede giudiziaria citando il Consorzio davanti al Tribunale di Roma, Sezione marchi e brevetti, nel quale peraltro la Regione Sardegna ha fatto molto bene a costituirsi ad adiuvandum. E' di domenica la notizia che stanno notificando alla UE la revoca del marchio DOP. Allora, su questo tema, che un po' rappresenta la cartina di tornasole di chi siamo noi e di qual è il livello di sensibilità che abbiamo verso quel prodotto, che qui tutti noi vogliamo tutelare, e passi anche la teorizzazione sulla diversificazione produttiva, saluto favorevolmente questa teorizzazione, così come il decalogo stilato dalla quinta Commissione al quale io mi ancoro ogni volta che discutiamo di agricoltura, ma alla base di tutto c'è la tutela di un marchio che rischiamo seriamente di perdere. La Regione Lazio è scesa in prima persona con il suo governatore Zingaretti a favorire, a patrocinare, a sponsorizzare questo tipo di aggressione, questo tipo di atteggiamento politico e economico. Coldiretti Lazio si è schierata apertamente con gli allevatori laziali, qui è calata una cappa di silenzio, silenzio della politica, silenzio delle Istituzioni, rinnovo al presidente Pigliaru, c'è in sala il vicepresidente Paci, rinnovo l'invito ad intervenire su questo argomento in maniera forte e decisa. Non ho dubbi, Assessore Paci, che ci sia l'intervento, occupiamo le pagine dei giornali, facciamo interventi duri nei confronti di quella che è, quello che vivo come uno scippo, un tentato scippo nei confronti di un qualcosa che abbiamo noi tutti creato, finanziato, tutelato, per il quale ci viene il mal di testa ogni volta che entriamo in quest'Aula, ci spremiamo le meningi, rischiamo l'infrazione (…) europea per che cosa? Per subire senza batter ciglio quasi in quest'Aula, senza batter ciglio subire una aggressione che grida vendetta. Io sono solidale con la crisi del mondo agropastorale, sono solidale con tutte le tensioni, voterò a favore di questo provvedimento perché 800 euro in questo momento per azienda è meglio di nulla, però alla fine chiedo anche che quest'Aula sia coraggiosa nel pronunciarsi a tutela di un marchio che non possiamo permetterci di perdere, né di vedere oltraggiato nel modo in cui stiamo vedendo.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Voglio dire, io credo che nessuno di noi pensi attraverso questo provvedimento di risolvere il problema del comparto di cui stiamo parlando, il problema dei pastori, un problema vecchio, noto, arcinoto, di cui quest'Aula naturalmente non può non farsi carico, e lo dovrà fare con appositi interventi. Così come l'Assessorato regionale sta facendo in questi mesi, per cercare di trovare una soluzione non solo ai problemi più stringenti, ma con lo sguardo volto più in là, per cercare di capire quali possano essere le strade migliori che noi dobbiamo cercare di seguire per dare una risposta, che vede ai pastori che vede ai trasformatori. E' stato creato un organismo, questo OILOS, proprio con lo sforzo di mettere assieme tutti coloro che hanno parte attiva nel dare un proprio parere, un proprio punto di vista su una storia che riguarda, abbraccia la nostra Isola da diverso da tantissimo tempo, e su cui ci sono trattati, libri, libretti, libroni, scritti proprio per cercare di capire che strada deve essere seguita. E anche, in ultimo, alcuni interventi in aula sono andati verso questa direzione, però io cercherei di stare sull'argomento all'ordine del giorno di oggi. La domanda è allora: votiamo contro per quale ragione? A me pare una roba un po' senza senso. Noi qualche tempo fa abbiamo approvato un provvedimento, in cui abbiamo messo 14 milioni di euro, perché se è vero che bisogna darci contro, però bisogna anche dire le cose che si fanno, 14 milioni di euro per dare formaggio e per comprare formaggio e darlo agli indigenti, e poi abbiamo dato mandato alla Giunta regionale affinché si occupasse di trovare l'accordo con le organizzazioni rappresentate nel famoso organismo chiamato OILOS. Da lì si è deciso, e poi la strada prevalente era quella, che quelle risorse dovessero essere utilizzate in gran parte per dare soldi attraverso il contributo de minimis, questo è quello che si è deciso, per cui 14 milioni, 12 milioni di euro attraverso il de minimis, e 2 milioni di euro per comprare formaggio per gli indigenti. Questi 12 milioni, quindi questi 14 milioni, la Giunta oggi, attraverso l'emendamento, propone di portarli, con altri 3 milioni, a 17 milioni di euro, e quindi stiamo parlando di 17 milioni di euro, 15 dei quali dati attraverso il contributo de minimis. Il calcolo da fare è presto fatto, è semplice semplice, basta dividere il numero delle pecore, 3 milioni in Sardegna, quanti litri di latte riesce a fare una pecca in un anno, 130 litri, 140 di litri di latte ogni capo ovino, e questa è la soluzione? Perché dagli interventi si dice: "ma questa non è la soluzione", ma certo che non è la soluzione, questo è un intervento tampone, che però va fatto, e va considerato, perché mettere in conto 17 milioni di euro non è mettere in conto nulla, è mettere in conto 17 milioni di euro, cioè si fa una scelta precisa. Questa Giunta regionale, questo Consiglio regionale, fra maggioranza e minoranza la volta precedente ha fatto una scelta precisa, che io credo che vada rispettata e vada anche sostenuta con forza. Poi ci sono anche altri interventi che si stanno portando avanti, ci sono questi 6 milioni di euro circa, 3 milioni e mezzo mi pare che siamo diventati 6 milioni di euro circa per le bestie a fine carriera, come diceva il collega Luigi Lotto prima, ci sono 4 milioni 100 mila euro per il bando per gli indigenti per l'acquisto di pecorino romano, sono stati sbloccati i fondi di 50 milioni di euro per quanto riguarda il bando per quanto riguarda i fondi che devono essere distribuiti da AGEA, attraverso 30 milioni di euro per il benessere animale e 20 milioni di euro per l'indennità compensativa, e poi la Giunta lo dirà, lo dirà l'Assessore, credo che ci saranno interventi per quanto riguarda il settore cerealicolo che dovranno entrare come provvedimento normativo in Giunta nella riunione di oggi. Per cui, stiamo ai 17 milioni di euro, i 14 più i 3 milioni di euro, 17 milioni di euro. Io credo che sia una cifra importante della quale questo Consiglio regionale deve poter dire anche domani durante la manifestazione, perché se è vero come è vero, come diceva il collega Gigi Rubiu, che è intervenuto precedentemente, diceva: "Non possiamo fare interventi spot tutte le volte che la piazza viene a manifestare", io condivido questo punto di vista, sono assolutamente d'accordo, tant'è vero che bisogna programmare soprattutto in un settore come questo e bisogna fare degli interventi capaci di guardare più in là e che siano forti e capaci di radicare un intervento sulla storia della pastorizia, e che prospettiva quest'Isola vuole dare a quel settore che io ritengo importante e fondamentale, necessario e quindi bisogna seguirlo dal punto di vista normativo nel migliore dei modi. Questo non è un provvedimento fatto per domani mattina, questo è un intervento che nasce da qualche mese, dobbiamo casomai prendercela perché ci sono ancora dei ritardi, ma i ritardi sono legati a noi? No, in questo caso sono legati al fatto che anche il 22 di giugno si è svolta una riunione di questo OILOS (il 22 giugno è l'altro giorno) proprio per modificare gli indirizzi che il Consiglio regionale aveva dato sulla base delle scelte che la gran parte di coloro che rappresentano i pastori e gli agricoltori hanno detto che dovessero essere portate avanti. Questa è la scelta per cui noi non facciamo altro che, come dire, siccome diamo importanza all'OILOS, riconosciamo anche il lavoro che fa e la strada che ha indicato è questa. Per cui un intervento che credo vada sostenuto con forza, 17 milioni non sono poca cosa, non è un intervento strutturale, è un intervento tampone - infatti si chiama de minimis proprio per questa ragione - ma credo che sia significativo e vada sostenuto.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde, che interviene come Capogruppo. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Presidente, è vero, è un problema vecchio, ha ragione il collega onorevole Cocco, è un problema vecchissimo, ma è un problema che deve essere posto all'interno del fallimento complessivo delle politiche agricole di questo Governo regionale e credo che l'emblema, il simbolo del complessivo fallimento delle politiche agricole regionali sia l'incedere stentato, ma per utilizzare un eufemismo, l'incedere stentato dei bandi PSR. Utilizziamo un eufemismo perché potremmo utilizzare anche altri aggettivi. Purtroppo fra qualche tempo dovremo fare i conti dei milioni, delle centinaia di milioni di euro che non riusciremo a spendere e dovremo restituire a chi effettivamente ha la possibilità di chiedere il rimborso di queste somme. Oggi parliamo del prezzo del latte. Il problema strutturale di cui si parla da anni, non è un problema che nasce oggi evidentemente, però è paradossale che la Sardegna, che comunque è il maggior produttore di formaggio ovino del pianeta e la regione è leader, il territorio è leader nell'export, sia soggetta a questa instabilità feroce del prezzo del latte. Un'instabilità che non è riscontrabile, non è rinvenibile in nessun altro Paese. Siamo una mosca bianca, siamo i maggior produttori e siamo la mosca bianca per quanto attiene l'instabilità del prezzo del latte. In Francia, in Spagna, in Grecia è difficile che il prezzo del latte scenda sotto gli 80 centesimi; in Sardegna è difficilissimo che stia vicino agli 80 centesimi, scende ai 45, ai 50, 55 però soffre, nonostante siamo i maggiori produttori. È evidente che c'è qualche problema strutturale da tanti anni, da troppi anni, però oggi governate voi e non avete affrontato il problema. Tra le altre cose, secondo quanto ci racconta la FAO, la congiuntura internazionale è favorevole alla produzione di latte. Si stima che al 2035 avremmo bisogno di 235 milioni di tonnellate in più di latte, occorreranno quindi circa 8 milioni di tonnellate di latte ovino perché il latte ovino è 3,5 per cento della produzione mondiale, più di due volte e mezzo ciò che produce la Sardegna. Ebbene, nonostante tutto, noi siamo in crisi, una crisi - ripeto - strutturale, solida, consolidata purtroppo nei confronti della quale bisogna agire non con pannicelli caldi, così come stiamo facendo in quest'Aula, ma con misure strutturali che sono di là da venire. Non abbiamo assolutamente la percezione che il Governo regionale abbia comunque contezza della gravità del problema, non abbiamo la percezione che il Governo regionale abbia la forza, la capacità e la competenza per tracciare un orizzonte diverso rispetto a quello che oggi vediamo. Non abbiamo assolutamente la possibilità di vedere all'orizzonte un minimo di soluzioni e questa è la verità. Oggi, con questo pannicello caldo, si dà un contentino ai nostri pastori perché domani c'è questa grande manifestazione, serve avere un piccolo strumento che possa far dire e pensare a qualcuno, ai più sprovveduti sicuramente, che il Governo regionale si è mosso, che il Consiglio regionale è presente, che ha in animo di superare questo scoglio, superare il problema, ma è evidente che non c'è strategia. Siamo, come dicevo poc'anzi, ai pannicelli caldi, siamo alla tattica più sfrenata e non riusciamo a superare questo problema neppure nelle previsioni degli anni futuri. Occorreva sicuramente più coraggio, occorreva la capacità di analizzare meglio il mercato e di intervenire sul mercato, occorreva la capacità di dare al latte sardo, che sicuramente è il migliore d'Europa, quella certificazione di qualità che avrebbe potuto comunque sostenere il prezzo. Nulla di tutto questo è stato fatto, probabilmente non è stato pensato, probabilmente io sono distratto, però non vedo all'orizzonte alcunché di buono. Quindi il nostro giudizio è sicuramente negativo su questo provvedimento, non si risolvono problemi strutturali di questa portata con pannicelli caldi che rischiano di essere considerati anche come una presa in giro di una categoria che peraltro, oltre che essere una categoria economicamente molto rilevante, è una categoria che integra le nostre radici, la nostra storia, le nostre tradizioni, che è parte preponderante della cultura sarda. Avrebbe meritato ben altro rispetto, avrebbe meritato sicuramente ben altra considerazione.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro iscritto a parlare, per la Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

CARIA PIERLUIGI, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Presidente, ringrazio tutti per la velocità con cui è arrivato questo provvedimento in Aula. Piuttosto che rispondere a tutte le considerazioni che sono state fatte, avendo poco tempo a disposizione, cercherò di dare la mia lettura rispetto alla questione che oggi stiamo trattando. Certamente il mondo agropastorale è in difficoltà, credo che sia sotto gli occhi di tutti e quindi ognuno di noi ha una percezione differente, ma comunque respira questa situazione di difficoltà. Quando parlo di mondo agropastorale mi riferisco a tutto tondo a quello che riguarda tutto il sistema dell'agricoltura, quindi non solo la parte dell'allevamento, ma anche tutta quella che può essere la parte dell'agricoltura. In Aula era passato l'emendamento a suo tempo dei 14 milioni affidando a OILOS la decisione di trovare una sorta di mediazione rispetto alle posizioni con un obiettivo, uno e uno solo, la tutela dei produttori primari: i pastori. Io ho portato quel mandato in tutte le riunioni che ci sono state di OILOS, ho ribadito che non si faceva accordo se non firmavano i pastori e non si sarebbe fatto accordo per comprare anche un solo chilo di formaggio se i pastori non sottoscrivevano quell'accordo. Ho detto anche agli industriali, di più, seppure noi non possiamo intervenire sul prezzo, se si acquistavano 14 milioni di pecorino romano l'incremento percentuale che ci sarebbe stato sul prezzo del pecorino romano doveva essere ribaltato come incremento percentuale del costo del latte ai pastori. La risposta non c'è stata, in tutte le interlocuzioni nessuno ha detto: "Se c'è un incremento percentuale lo ribaltiamo nei confronti dei produttori primari"

nessuno. Alla fine dopo cinque riunioni, ecco perché si è perso qualche mese, OILOS ha affrontato il tema con un'altra prospettiva, era passato del tempo dall'approvazione della finanziaria alla data di giugno che è stata ricordata poc'anzi, si poteva decidere di fare alcune cose di cui 14 milioni e la cosa innovativa di quella riunione è stata una decisione presa ad unanimità, cioè attorno al tavolo c'erano tutti gli attori principali, c'erano i pastori, c'erano i trasformatori, c'erano gli industriali. E' chiaro che questo non è un intervento strutturale, non ci nascondiamo dietro un dito, non è un intervento strutturale ma una componente che aiuta ad interventi di tipo strutturale che non è stata citata e cioè accanto all'erogazione dei quattro che poi con l'emendamento che presentiamo oggi diventano cinque euro a capo che verranno riconosciuti solo per gli ovini, non per le capre, e poi spiego se volete la ragione, non c'è il tempo purtroppo, comunque per gli ovini perché voi li avete destinati per quel comparto, quindi la spiegazione è questa, accanto a quella cifra lì sostanzialmente di 5 euro a capo si è arrivati con un ragionamento molto semplice. C'è un'emergenza, l'emergenza è quella data dalla siccità, c'è una carenza di foraggio, serve un provvedimento veloce per erogare le somme, non dodici mesi come ho sentito ma velocissimo, faremo di tutto per erogare nel giro di qualche mese. Il provvedimento è costruito così salvo prova contraria, tanto saremo qui e vedremo, faremo di tutto per fare il più veloce possibile, si è deciso di dare 12 milioni in questa fase nel disegno di legge che diventano 15 con la proposta di emendamento se passerà, per dare un contributo a capo con l'obbligo di comunicare le produzioni che è il dato determinante affinché OILOS possa effettivamente decollare e allo stesso tempo avere gli strumenti per fare quella programmazione che viene richiesta. Altrimenti l'andamento ciclico del prezzo del latte ogni tre anni, ogni cinque anni, ogni sette anni lo vedremo ancora e quindi se si parte da una base di riferimento certa di quelle che sono le produzioni, si può anche governare il mercato cercando di fare i tipi di prodotto che vengono richiesti dal mercato evitando gli eccessi di offerta che buttano giù il prezzo. Sul tema delle criticità, l'avete detto voi, siamo in questa situazione per alcuni eventi atmosferici, le nevicate, le gelate, la siccità di oggi. La Regione ha fatto tutti gli adempimenti che doveva fare, siamo stati i primi sulla delibera che riguarda lo stato di calamità delle sei città estesa a tutto il territorio regionale, siamo stati i primi, forse assieme a noi la Toscana, a portare questa delibera in approvazione e portarla al Ministero per chiedere tutte le procedure in deroga. Peraltro qualche giorno fa è stato fatto anche l'emendamento al Senato che fa rientrare la Sardegna nelle procedure che dovrebbero essere concluse nei prossimi giorni e quindi con l'arrivo dei provvedimenti per il riconoscimento di stato di calamità anche per siccità che vuol dire da una parte andare ad attingere sui danni dal Fondo nazionale seppure lo sappiamo tutti che ha poca capienza perché ad oggi ci sono 15 milioni forse integrati di altri 13, ma che per tutte le problematiche nazionali non sono nulla, ma allo stesso tempo apre a quelle procedure collaterali che sono state richieste da tutti che sono la sospensione dei mutui agrari e la sospensione dei contributi previdenziali. E' poco? E' molto? E' un aiuto, lo sappiamo che non è la risoluzione dei problemi, ma credo che anche questo tipo di intervento rappresenti un aiuto. Noi abbiamo fatto interventi con la Giunta di tipo emergenziale, quelli che ho detto prima, ma anche interventi di tipo strutturale. Si è intervenuti sul sistema delle acque con i finanziamenti ai fondi FSC, 30 milioni ai Consorzi di bonifica, 96 milioni da parte dei lavori pubblici per il sistema dighe che rappresentano chiaramente interventi che hanno bisogno di tempo, ma anche altri interventi strutturali che riguardano anche il mondo dell'agricoltura per quanto riguarda la banda ultra larga, per cui interventi ce ne sono stati. Quest'anno che è un anno di difficoltà, l'avete detto tutti, in questo comparto comunque ci sono a disposizione 24 milioni e 600 mila euro che non c'erano l'anno scorso, cioè i 14 milioni, i 4 milioni e 100 che sono stati citati del bando indigenti, 3 milioni e mezzo per il fine carriera pecore che in qualche misura ha dato un passaggio diverso perché il prezzo del fine carriera pecora era stabilito a gennaio a 15 euro, noi abbiamo fatto una richiesta al Ministero, è stato portato a 30 euro e quindi un aiuto ulteriore a quel mondo là e in più con l'inserimento di oggi dei 3 milioni questo fondo viene ulteriormente incrementato. Risolviamo tutti i problemi? No. Siamo in grado di dare risposta a tutte le esigenze? No, però c'è una risposta in qualche misura parziale perché anche questo contributo di 5 euro a capo consente comunque l'acquisto di foraggi per almeno due mesi più o meno, mi dicono i tecnici in questa fase qua sui consumi che hanno oggi le pecore. Poi certo se si avessero più risorse sarebbe più facile metterne di più e quindi dare risposte differenti. Il marchio, lo scippo del marchio. La Regione si è costituita, per la prima volta forse lo ha fatto, nel contenzioso che c'è stato per il cacio romano così come avete letto anche in questi giorni e porrà in essere tutte le azioni a tutela dei nostri produttori perché credo che sia il dovere minimo di una Regione in questa fase qui. I capi di bestiame sono circa 3 milioni per quanto riguarda le pecore e circa 300 mila per quanto riguarda le capre. Sul fronte pagamenti. Sul fronte pagamenti io voglio dire non siamo indietro a nessuno, non siamo indietro a nessuno, dal primo gennaio, i numeri lo dicono, non è che lo diciamo noi, dal primo gennaio 2016 ad oggi sono stati pagati dal PSR 215 milioni di euro e dal primo gennaio 2017 ad oggi sono stati pagati 84 milioni di euro. Poi le anticipazioni sono soldi che spettano? Sì però un conto è che arrivino a ottobre, per esempio quelle che abbiamo portato a casa nel mese di marzo sul benessere animale e sull'indennità compensativa, circa 26 milioni, e un conto è che siano arrivate a marzo nelle casse delle aziende con un anticipo di qualche mese. Io sono stato a Roma la settimana scorsa, in questi giorni, già oggi dovrebbero aver firmato, tra oggi, domani e dopodomani, il decreto per liberare altri 50 milioni, forse questa cifra che sembra così di quest'importo io non me la ricordo, i miei uffici mi dicono che sono anni che non capita una cifra di quell'importo tutta assieme, arriveranno 30 milioni sul benessere animale e 19 milioni e mezzo sull'indennità compensativa che entrano nelle casse delle aziende. Sono soldi loro, soldi che gli spettano, soldi per pratiche? Sì sono soldi a fronte di pratiche sulla base di due misure del PSR, però arrivano ora in un momento di difficoltà e rappresentano sicuramente un aiuto. Oggi porteremo in Giunta due delibere sul cerealicolo, ugualmente è da anni che si aspetta interventi anche in questo settore, porteremo una delibera per stanziare 500 mila euro per i cereali minori, i grani antichi e un milione e quattro per il grano duro. Il tema vero lo avete detto voi, l'avete accennato voi, ma è anche scaturito dall'incontro che è avvenuto qualche giorno fa con le organizzazioni agricole tanto che si è deciso ad ottobre di fare una sorta di Stati generali dell'agricoltura e ridiscutere di PSR e di discutere di PSR sull'impostazione che vogliamo dare a questo PSR, se vogliamo un PSR di sostegno o se vogliamo un PSR di sviluppo. Qua è la scommessa vera per quanto mi riguarda di quello che potrà accadere al mondo dell'agricoltura e su questo io mi sto spendendo e sto cercando di fare tutto quello che è nelle mie possibilità. Per cui programmare certamente, ritardo nei pagamenti non sono d'accordo, siamo quarti a livello nazionale, certo vorremmo essere primi, abbiamo lavorato alla riforma strutturale di ARGEA, è in corso di ultimazione l'iter procedurale per l'accreditamento entro il 31 dicembre, per cui stiamo continuando…

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale e metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli.

Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Gaia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GAIA ANTONIO (Cristiano Popolari Socialisti). Per annunciare il mio voto favorevole ma voglio dare il mio contributo all'iniziativa chiaramente che sta portando avanti l'Assessore e tutta la Giunta. Ritengo che i provvedimenti siano sicuramente positivi anche se come ha evidenziato l'Assessore non bastano. Voglio però solo precisare e ribadire quanto ho già sostenuto in Commissione che il problema è effettivamente sentito, lo sta dimostrando anche la discussione oggi in Aula e ritengo che qualunque tipo di provvedimento non sia sufficiente se non si incide sulla cultura di fare impresa di questo settore, se non decidiamo di verificare e valutare con attenzione che parlare solo di latte è riduttivo ma che bisogna parlare del prodotto carne, che bisogna parlare dell'abbattimento dei costi di gestione, che bisogna parlare dell'obbligo delle assicurazioni in tutte le imprese. Ribadisco allora il mio impegno, Assessore, io gliel'ho già detto in Commissione affinché si formi un tavolo permanente per fare un programma serio di rilancio del settore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Piermario Manca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANCA PIERMARIO (Partito dei Sardi). Per dire che personalmente ma anche tutto il Gruppo vota favorevolmente a questo provvedimento. In realtà però riprendo anche un po' quello che ci ha esposto l'Assessore, condivido la sostanza di quello che dice l'Assessore, e sono favorevole a rivedere, anche al rientro dalle ferie, comunque la situazione del PSR, e via dicendo. Una cosa comunque è certa, mi permetta di dirlo, senza fare polemiche, questo continuo a sostenerlo, quando si parla di spendite di soldi, ripeto per l'ennesima volta, si tratta di due tipi di spese: quella per i bandi, cosiddetti a misura, dove lei continua a insistere che siamo all'80 per cento, e io ho detto che può essere anche discutibile; dall'altra, che è la cosa principale, caro Assessore, lei ha bloccato tutti i fondi infrastrutturali (4.1, 4.2, 6.1, pacchetto giovani) siamo l'ultima Regione, sono passati quasi tre anni, e i bandi sono bloccati. E ma questi qui sono dati di fatto. Io non voglio fare polemiche, vi sto dicendo il voto è favorevole, le posso assicurare, molte delle cose che ha detto lei io le condivido, rimane un dato di fatto, che i fondi strutturali sono bloccati e si tratta di oltre 160 milioni, che fanno riparte il comparto agricolo e quelli collaterali, tra cui l'edilizia. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alessandro Collu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COLLU ALESSANDRO (PD). Annunciando il mio voto favorevole, volevo giusto dire una cosa che mi aiuta a capire una parte del problema quantomeno. In realtà si è parlato, il problema è sentito visti gli interventi dei colleghi, di siccità, di gelate, di tantissime cose, ritardi nei pagamenti. Tutto vero, assolutamente tutto vero, però vorrei ricordare che il problema nasce prima che ci fosse la nevicata, prima dalla gelata, e cioè con il crollo del prezzo del latte. Perché questo è il vero problema parlando di latte. Il vero problema è stato il crollo del prezzo, e cosa lo ha determinato? Lo abbiamo detto in quest'Aula, l'ha determinato questo crollo il fatto che si è passati da 250.000 quintali, che è la nostra vendita storica negli Stati Uniti, la nostra vendita del pecorino romano, a una produzione di 380.000 quintali. E' evidente che non si crea un mercato in una stagione, quasi raddoppiato il mercato, questo non si crea. Ma chi può stabilire che non si possa produrre così tanto pecorino romano? Non è la Regione. Cioè, prima ho sentito un collega che diceva "se dovesse aumentare il prezzo del pecorino, io spero che la politica non voglia prendersi tutti i meriti", ma io spero che la politica non si prenda neanche tutti i demeriti, nel senso che questo quantitativo di pecorino romano in più immesso sul mercato non è certamente dipeso da noi, ma esistono consorzi di tutela dei prodotti, esistono in tutt'Italia, dappertutto, anche di formaggi, formaggi famosi anche italiani, che prevedono che ci sia una penale per l'eccesso di produzione del prodotto. E lo possono fare i consorzi, non è certo la Regione che può stabilire quanto può essere la penale per eccesso di produzione. E' congrua la penale che abbiamo in Sardegna per il pecorino romano? Io ritengo che non sia congrua, magari bisogna far osservare questo ai produttori, perché ricordiamo il prezzo, il problema di quest'anno del latte, è stato l'eccesso di produzione di Romano. Quindi bisogna intanto intervenire su questo, evitare che ci sia un'inondazione del mercato di un prodotto, che non si vende, e ovviamente crolla. Questa è la legge del mercato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianmario Tendas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TENDAS GIANMARIO (PD). No, molto brevemente per alcune riflessioni ed alcune preoccupazioni che già sono state in buona parte evidenziate. In Commissione, anche con gli interventi che abbiamo avuto con le organizzazioni di categoria, ma con lo stesso Assessore, in più occasioni abbiamo posto l'accento su un problema che a mio avviso è fondamentale, ovvero sia quello legato alla pianificazione, alla strategia gestionale di un comparto che, inutile nasconderlo, attraversa soprattutto sotto l'aspetto strutturale e organizzativo notevoli ritardi. Cioè è impossibile concepire un settore così importante per l'economia del nostro territorio, laddove talvolta produttori, trasformatori e operatori commerciali sono visti come entità a se stanti, nella migliore delle ipotesi, quand'anche invece non capita che i produttori concepiscono i trasformatori non come elementi funzionali di un anello che li tiene insieme all'interno della stessa filiera, ma come controparte. Questo credo che non sia concepibile, e spesso tanti di noi, ma lo stesso Assessore ha posto a più riprese l'accento sul ruolo e l'importanza strategica che può ricoprire e deve rivestire l'organizzazione interprofessionale. Purtroppo su questo aspetto credo che ci sia molto da fare, e purtroppo stiamo registrando delle resistenze, è inutile nasconderlo, credo che su questo punto bisognerà fare una riflessione profonda e chiedere in che maniera e in che termini questa organizzazione, che abbiamo ritenuto fondamentale e strategica per questo comparto, deve necessariamente mettersi in carreggiata. Perché concordo anch'io con gli interventi che abbiamo fatto. Per gestire in maniera funzionale un settore così importante ci deve essere dialogo tra produttori, trasformatori e operatori commerciali, se questo dialogo, se questa sinergia (intesa come ottica di filiera integrata) non si crea, io credo che la politica non sarà in grado di gestire dinamiche che fanno riferimento a logiche di mercato. Dobbiamo mettere in condizioni i produttori di dire quanto devono produrre, i trasformatori quanto devono trasformare e gli operatori commerciali devono sapere qual è la domanda di riferimento del mercato. Quindi l'esortazione che io sento di fare all'Assessore è di porre particolare attenzione al discorso legato all'OILOS, e poi altra cosa fondamentale è ARGEA, perché la preoccupazione che io ho è che noi oggi…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Congiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Sì, il gruppo vota a favore, le ragioni le abbiamo espresse e non abbiamo fatto mancare neanche il nostro contributo. In questo senso leggo l'esortazione del collega Pier Mario Manca alla verifica puntuale di quelli che sono i dati in uscita per quanto riguarda i pagamenti. Io attendevo la sua risposta per quanto riguardava la vertenza pecorino romano - produttori laziali. Sì, ha ragione Assessore Carìa, il 27 di marzo la Regione si è costituita in un tema che riguarda una controversia radicata davanti al Tribunale di Roma per la compatibilità del marchio "pecorino romano" dop, con altro marchio a denominazione tutelata "cacio romano", è una vertenza assolutamente assessoriale, da qualche giorno abbiamo registrato una impennata nella richiesta, con un'audizione verso la UE, con una richiesta formale che arriverà nei prossimi giorni di revoca del marchio. Io su questo vorrei che la Regione, lei e il Presidente interveniste, prendendo atto non di ciò che è stato fatto, e lo saluto favorevolmente, ma di ciò che domani mattina farai per tutelare comunque un prodotto trainante della nostra economia, quel prodotto che ha occasionato la riunione di oggi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giovanni Satta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SATTA GIOVANNI (PSd'Az-La Base). Qualche mese fa, un anno fa forse, l'onorevole Pietro Cocco parlando di sanità disse: "Noi faremo la riforma sanitaria", io vi diedi anche credito perché mi sono astenuto su quella legge, perché pensavo che comunque ci fosse in quel momento, come c'è ancora oggi, perché i risultati non ci sono stati, l'esigenza che nella sanità cambiasse qualcosa, oggi mi pare di assistere allo stesso discorso. Qua abbiamo trasformato una discussione, come ha detto l'onorevole Congiu abbiamo scialacquato numeri, ci siamo fatti belli parlando di questo argomento, non capisco perché sembra che stiamo processando la Giunta, l'Assessore, niente di tutto questo. Io ritengo che tre mesi fa avete adottato un provvedimento per il quale io dissi "è inopportuno, e intempestivo", adottato a ottobre dello scorso anno avrebbe prodotto i suoi effetti, avrebbe dato respiro al mercato. Oggi avete la stessa misura che voi ritenevate importante, fondamentale, che come ho detto io cinque mesi fa non ha prodotto nessun risultato, la state trasformando in un'elemosina. I pastori che verranno qua domani hanno la loro dignità. "Meglio questo che niente", ma di cosa stiamo parlando? Ottocento euro a un'azienda? Ve li tirano appresso, non risolvono nessun problema. State sprecando dei soldi pubblici, per niente! Io preferiscono, è questo che voglio ribadire, io non voterò a favore, voterò contro, perché preferirei che voi riproponiate con dei correttivi, che si possono sicuramente trovare in Commissione tra persone serie, in primis l'Assessore che si sta impegnando tantissimo, e che potranno produrre gli effetti nella prossima annata agraria, che sta per iniziare. L'anno scorso avete fatto un provvedimento alla fine dell'annata agraria.

L'avete studiato quando inizia l'annata agraria? Inizia a settembre e finisce a maggio-giugno, o me lo sono inventato in questo momento? Voi avete portato un provvedimento alla fine dell'annata agraria, ad aprile. Ecco, perché non ha prodotto effetti, solo di questo parliamo il resto è tutto aria fritta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Lotto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOTTO LUIGI (PD). Io non rinuncio, adesso due considerazioni le voglio fare. Perché si è sviluppato un dibattito che ha la sua importanza, a cui non è che io pretenda di dare risposte, sulle quali però ritengo che sia doveroso che mi pronunci e faccia almeno alcune considerazioni. Posto che sono d'accordissimo con quello che dice il collega Congiu sulla questione del difendere il marchio, in tutte le sedi, del pecorino romano e io aggiungo valorizzare gli altri due marchi DOP, perché se non facciamo questo, difendere il solo romano non ci aiuta a risolvere il problema. Secondo, pagamenti puntuali. Forse io sono da questo punto di vista una voce fuori dal coro, io sono convinto, poi qualcuno vada a verificarsi le situazioni, che è vero non siamo puntualissimi, ma siamo senz'altro il settore agricolo quello dove nella erogazione dei contributi pubblici siamo più puntuali, di tutti. Non c'è nessun artigiano o commerciante che può vantare la stessa attenzione di questo Consiglio regionale, della Commissione e della Giunta nel monitorare l'erogazione di questi soldi. Ci sono problemi, nessuno lo deve negare, però l'attenzione che mette questo Consiglio ai problemi dell'agricoltura va riconosciuto, e se noi stessi ce lo disconosciamo facciamo un errore. Non è un'accusa a nessuno quello che sto dicendo, è giusto prestare la massima attenzione.

Un'ultima considerazione, parlare di questi fondi come di uno spreco io vi suggerirei di utilizzare questa affermazione con molta più ponderatezza, perché quando noi abbiamo fatto, con il concorso di tutta l'opposizione e la maggioranza, la nostra risoluzione in Commissione e abbiamo ragionato sulla mozione in Consiglio il mondo agricolo ci ha chiesto e, alla fine, se questo Consiglio ha fatto questo provvedimento lo ha fatto su pressioni fortissime del mondo agricolo, che si mettessero in campo risorse meno complesse rispetto a quelle a cui abbiamo pensato noi. Però dobbiamo essere consapevoli che o si ha la capacità di affrontare, nei termini della complessità che hanno, i problemi di questo settore o noi non ne usciremo. Ma, oggi, dire che stiamo sprecando questi quattrini è sbagliato, perché è l'unico provvedimento che in questo momento all'Assessore è stato chiesto dal mondo agricolo: portiamolo avanti, chiudiamo questa partita, e apriamo un'altra molto più seria, impegnativa. Sulla quale io credo che l'Assessore sia impegnato fino in fondo, saremo impegnati noi, e da questa prossima Conferenza agraria, che faremo tra settembre e ottobre, iniziamo davvero a ragionare sul comparto agropastorale e su tutta l'agricoltura sarda, che ha bisogno della nostra attenzione, a 360 gradi. Costruendo un percorso che porti davvero a risolvere una volta per tutte i problemi e soltanto le calamità…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SDP). Molto brevemente per dire che io e il mio Gruppo voteremo a favore di questo provvedimento e per dire che oggi non sto capendo le posizioni di alcuni colleghi, perché noi quando approvammo quel provvedimento in Aula, e devo dare atto all'Assessore che forse è l'unica persona che era perplessa su quel provvedimento il giorno era proprio lui, noi accogliendo quelle che erano le istanze forti, che provenivano da fuori, che provenivano da questa platea decidemmo insieme di approvare quel provvedimento e dicemmo anche che si era raggiunto un traguardo storico nella composizione, finalmente, dell'organismo interprofessionale. Però, io voglio capire questo se oggi l'organismo interprofessionale ci dice che non va bene utilizzare i 14 milioni, o 15 milioni per l'acquisto dell'ammasso e ci chiede all'unanimità, l'Assessore qui ha detto che all'unanimità è stato deciso di utilizzare i 13 più 2 milioni che diventano 15 per una sorta di de minimis, che non risolve sicuramente il problema, ma in questo momento è una boccata di ossigeno per un settore che è in gravissima crisi, com'era in gravissima crisi, ricordiamocelo nel 2011, perché chi sedeva in questi banchi nel 2011 abbiamo vissuto la stessa situazione. Io dico dobbiamo anche capirci, allora l'OILOS ci va bene o non ci va bene, l'OILOS può decidere o non può decidere, noi dobbiamo andare dietro a quelle che sono le istanze che loro ci pongono, se questi 15 milioni non li spendiamo oggi sicuramente non li spenderemo in tutto l'anno. Io dico che stiamo andando a sprecare, perché il collega Satta ha detto che lui è stato chiamato da diversi pastori e allevatori che gli hanno detto, e ci credo eh, ci credo, io sono stato chiamato da altri invece che mi hanno detto il contrario. Perché la verità è che noi quando abbiamo fatto tutte le audizioni, ve lo ricordate bene, abbiamo audito tutte le associazioni di categoria e se vi ricordate bene le posizioni fra di loro erano totalmente distanti, cioè chi ti diceva una cosa e chi ne diceva un'altra. Io credo che sia giusto quello che ha appena detto il presidente della Commissione Lotto e chiedo anche all'Assessore di fare chiarezza su quello che ha detto l'onorevole Manca, perché se è vero che noi abbiamo 160 milioni fermi sulle misure che dovrebbero dare delle risposte strutturali, Assessore è importante quello che le voglio chiedere, io credo che occorra che lei faccia chiarezza su quello che ha detto l'onorevole Manca che sarebbe molto grave. Come è importante quello che ha detto l'onorevole Congiu, perché lui lo disse, lo dissi anch'io allora sullo cacio romano e su quello che sta succedendo nel Lazio, che andrà sicuramente a nocumento di quella che sarà la filiera della Sardegna.

PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 1, al quale è stato presentato un emendamento.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1:

Articolo 1

Aiuti agli allevatori del comparto ovino

1. La somma di euro 14.000.000, disposta per l'anno 2017 dall'articolo 5, comma 31, della legge regionale 13 aprile 2017, n. 5 (legge di stabilità 2017), tenuto conto delle difficoltà di attuazione dei programmi di distribuzione gratuita di formaggi ovini DOP prodotti in Sardegna a favore di soggetti a rischio povertà ed esclusione sociale presenti nel territorio regionale, è riprogrammata destinando rispettivamente:

a) euro 2.000.000 per il finanziamento di un programma di distribuzione alle persone indigenti di formaggi ovini DOP prodotti in Sardegna; il programma degli interventi e le relative modalità attuative sono approvati con deliberazione della Giunta regionale, su proposta degli Assessori competenti in materia di politiche sociali e di agricoltura, entro quindici giorni dall'entrata in vigore della presente legge (missione 12 - programma 04 - titolo 1);

b) euro 12.000.000 per il finanziamento di un programma di sostegno delle imprese del comparto ovino, attive nella produzione agricola primaria, per far fronte al deterioramento delle condizioni di produzione e di mercato del latte della campagna 2016/2017; le direttive di attuazione del programma sono approvate con deliberazione della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente in materia di agricoltura, entro quindici giorni dall'entrata in vigore della presente legge (missione 16 - programma 01 - titolo 1).)

Per esprimere il parere sull'emendamento, ha facoltà di parlare il consigliere Luigi Lotto, relatore.

LOTTO LUIGI (PD), relatore. Favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

CARIA PIERLUIGI, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 1.

Ha domandato di parlare il consigliere Giovanni Satta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SATTA GIOVANNI (PSd'Az-La Base). Per dire, ancora una volta, che secondo me è tutto sbagliato, perché forse non mi sono spiegato bene, cioè è inutile che stiamo a discutere su questo. L'inopportunità di dare questo contributo di quattro soldi agli allevatori e ovviamente poi i discorsi partono da lontano: la mancata programmazione decennale, ventennale. Ribadisco state sbagliando ad approvare l'articolo 1, tutto qui. Solo perché ritengo che sia sbagliato spostare quei fondi che oggi potrebbero produrre gli effetti che si sperava potessero produrre ad aprile.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gaetano Ledda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LEDDA GAETANO (PSd'Az-La Base). Anch'io per ribadire sull'articolo 1 lo spostamento di 2 milioni di euro per quanto riguarda il formaggio è ok, invece sul dei minimi contrarissimo, anche motivandolo, sempre come ha detto qualche collega prima, questi soldi quando arriveranno? Abbiamo la dimostrazione, ed è la legge 15 del 2010, la prima tranche è stata data in capo ad ARGEA, come si vuole fare adesso, è stata pagata nel 2015, la seconda tranche un mese e mezzo fa. Quindi, è motivato quando qualche collega dice quando arriveranno questi soldi, prima cosa. Seconda cosa, quando sento parlare i vari colleghi e anche l'Assessore mi sembra che io vivo in un altro pianeta, in un'altra regione, o addirittura non ci sono proprio; perché sentendo i numeri dei pagamenti che sono arrivati in parte, sono arrivati quasi tutti, ma da come si attiva il mio territorio si era parlato due mesi fa del mio territorio, del Goceano, dove paesi di circa 12 mila abitanti e non so quante aziende agricole ci sono, ma penso almeno mille minimo, si dice: tutto a posto arriveranno i pagamenti entro il mese di maggio. Ad oggi hanno pagato, 2015 e 2016, sei aziende, sei aziende! E questo è documentato non è un'invenzione, quindi non sono tutti questi numeri i pagamenti arrivati eccetera eccetera. Per quanto riguarda il discorso delle pecore a fine carriera, che qualcuno ha detto, è stata una misura è andata in porto, bene, è tutto ok? Non è che sono bastati i soldi. Allora, è stato chiesto di spostare la misura di abbattimento anziché al 30 giugno, al 31 luglio o addirittura 31 agosto, perché molte di queste pecore, che sono ancora in produzione, anche se hanno quattro anni, è per il fatto che producono ancora latte. Hanno risposto dal Ministero, così mi hanno detto gli Uffici, che i soldi erano finiti. Quindi una misura che è andata bene.

Per quanto riguarda il discorso invece del PSR, a quello che mi risulta dalle aziende che hanno fatto le richieste, il Pacchetto giovani è in alto mare, il Primo insediamento è in alto mare, le misure 4.1 e 4.2 non so dove siano; per quanto riguarda il discorso dei vari pagamenti, benessere animale, eccetera, la maggior parte, io parlo del mio territorio dove conosco le persone una per una e so dove sono arrivati i premi, non è arrivato niente. Quindi quando si dice che siamo la quarta Regione a spendere i soldi in Italia, forse siamo la quarta Regione su quattro. Mi sembra una cosa veramente ridicola, non sono questi i numeri che mi risultano, ecco perché voglio dichiarare il mio voto contrario e volevo esortare anche a riportare nuovamente in Commissione, perché questa è un'elemosina per i pastori, non è che non la vogliono, è un'elemosina, non stiamo dando niente, li stiamo portando alla morte. Quando arriveranno questi soldi…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ledda, il tempo a sua disposizione è terminato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). A capudanne, forse, i pagamenti, Assessore, e sappia che noi non stiamo criticando lei, e neanche la Giunta in questo caso, ma solo alcune iniziative che probabilmente la maggioranza, in un eccesso di velocità, ha posto in campo senza rendersi conto di quello che faceva, quindi si tratta semplicemente di andare a riverificare le cose in Commissione, perché probabilmente si trovano giuste risorse, e guardi che i danari che possono arrivare da questo provvedimento se arrivano, come arriveranno, molto tardi…. Io non ce l'ho con lei e so che sicuramente lei combatte contro un sistema agenziale che non è certo dei migliori nel gestire le cose, il problema è che comunque sia i pastori non avranno quello che devono avere, e se quelli non hanno quello che debbono avere non possono iniziare a dare mangimi, ecco perché parlavo di mangimi. Per portarle a frutto le pecore bisogna che abbiano da mangiare sostanziosamente, e quei pochi danari non risolvono i problemi, se invece si fosse ipotizzato di andare a dare, ho detto una miseria, 50 chili, mezzo quintale a pecora, probabilmente avremmo risolto anche quel problema emergenziale.

La fretta spesso fa i gattini ciechi, e allora fatevi qualche volta guidare dalla buona volontà di voler collaborare a fare politiche serie, di sviluppo anche per il futuro, perché sono sicuro e certo che neanche con la sola difesa dei marchi risolveremo il problema, ed è una cosa importantissima e sono in perfetta sintonia con Lotto e con Congiu, per carità. Probabilmente Ledda la dice giusta con la proposta di calmierare, con le quote latte, anche perché seleziona il sistema produttivo, rende le imprese, imprese, non sistemi assistenziali. Ci vorrebbe molto tempo per poter dire tutto quello che serve e quello che c'è in mezzo, però stiamo attenti, non facciamo le cose che poi non sono le migliori per i pastori, per l'agricoltura e per il popolo sardo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS ANTONIO (PD). Per annunciare il mio voto favorevole, ma, sarà l'ora tarda, forse la fame, non riesco a capire molto bene. Mi sembra di aver capito che alcuni colleghi sono contrari a questa proposta di legge per due ordini di motivi, il primo è che sono pochi e l'altro perché i pastori incasserebbero quanto dovuto troppo tardi. Credo che sul primo punto, sul fatto che siano poche risorse, possiamo essere tutti d'accordo, meglio poco che niente, è uno sforzo notevole che si sta facendo per dare una risposta non definitiva ad un mondo così importante come quello della pastorizia, però venire a dire che sono contrario perché tanto i soldi verranno incassati in capudanni o l'anno prossimo mi sembra una scusa, mi sembra quasi un timore da parte di alcuni colleghi che il provvedimento arrivi alla fine e i pastori finalmente possano avere un segnale concreto, di poco conto ma comunque un segnale concreto.

Quindi bene ha fatto la Giunta a proporre la modifica di quanto avevamo stabilito sui 14 milioni di euro, perché lo avevamo detto anche in quel dibattito che il rischio era che non si potessero spendere. Qui non si tratta di primogenitura di alcuni consiglieri o meno, si tratta di porre rimedio innanzitutto alla possibilità di spendere e l'altra cercare di fare in modo di spendere i soldi nel più breve tempo possibile. Ecco, su una battaglia come questa, Assessore, io credo che il Consiglio regionale abbia dato più di un segnale forte, si era deliberato sia in Consiglio che in Giunta l'istituzione di Argea come ente pagatore, io la inviterei, credo di poterlo dire anche a nome di tutta la maggioranza, ad accelerare quello che è previsto per istituire l'ente pagatore in Sardegna, perché il problema oggi del settore agropastorale in generale non è un problema di risorse, è il problema di riuscire a far arrivare le risorse programmate e previste in tempi ragionevolmente utili.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Ne ha facoltà.

CARIA PIERLUIGI, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Ricordava bene l'onorevole Cocco il mio intervento quando proprio si discuteva la fase conclusiva dell'emendamento dei 14 milioni.

Misure 4.1, 4.2 e 6.1: i bandi sono bloccati? No, non sono bloccati, i bandi sono stati fatti e, in attesa degli applicativi, ho dato disposizione alle agenzie per fare un lavoro manuale, il lavoro sta andando avanti, sono stati fatti i primi decreti. E' emerso un altro problema su quei bandi, perché per l'80 per cento delle pratiche non erano complete o non avevano tutti gli elementi essenziali. Avevamo due scenari: bocciarle o trovare una soluzione, abbiamo optato per trovare una soluzione, quindi su quelle misure stanno andando avanti e la settimana scorsa è stato anche pubblicato l'elenco di arrivo delle domande, per cui soprattutto per quelle del primo insediamento si sa già più o meno chi può esserci rientrato.

Tre anni in ritardo? No, la programmazione è iniziata nel 2016, siamo al primo anno, il primo anno della nuova programmazione è sempre quello più difficile perché vanno fatti i nuovi applicativi, quindi Argea è in ritardo perché si stanno costruendo gli applicativi sulla base delle nuove norme.

Argea ente pagatore. Ci stiamo lavorando, acceleriamo il prima possibile e comunque vuol dire ottobre del 2018, perché ci sono una serie di adempimenti normativi che ci portano a quella data là.

Il fine carriera delle pecore non è stato prorogato oltre agosto perché se non si pagava entro quella data (settembre era il termine ultimo per pagare) si dovevano restituire i soldi e si perdevano tutti i soldi: non è un problema di fine dei denari, è un problema di tempistica rispetto alla misura di pagamento.

Siamo la quarta Regione? Sì, dopo Trento, Bolzano e Veneto, in realtà siamo la seconda Regione nei pagamenti. Non lo dico, lo dicono i numeri, e con i 50 milioni che arrivano in questi giorni abbiamo raggiunto il budget di spesa fino al 2018. Questi sono numeri non sono racconti, sono numeri che non scrivo io ma che sono pubblicati.

Infine, i 50 chili. Cinquanta chili vuol dire una manovra da 40 milioni, è questo il numero: ammesso che si possano anche trovare i 40 milioni, vuol dire regime de minimis e il massimo che possono prendere sono 5000 euro. Quindi ci sono delle difficoltà anche sotto questo profilo.

Per cui l'intervento che si fa è vero che può essere considerato da qualcuno una miseria ma io credo che sia l'unica cosa che, in questa fase e con i numeri che avevamo a disposizione… abbiamo raschiato tutti i capitoli di bilancio per trovare quei 3 milioni all'interno dell'agricoltura, facendo anche dei sacrifici e delle scelte, questa decisione è stata condivisa da OILOS prima all'unanimità e da tutte le organizzazioni agricole nell'incontro che abbiamo avuto qualche giorno fa. Questo è quello che abbiamo a disposizione e abbiamo fatto questo passo, credo che sia un aiuto. Ci siamo presi un impegno a ridiscutere il PSR, ci siamo presi un impegno a trovare risorse nell'ambito del PSR per fare fronte in parte alle calamità che ci sono state e ai danni causati, ci siamo presi un impegno a trovare risorse, l'Assessore al bilancio, con il Presidente della Commissione bilancio e il Presidente della Commissione agricoltura presenti, ha preso un impegno nella prossima finanziaria a individuare delle risorse specifiche per il comparto. Stiamo monitorando che cosa accadrà, cercando di fare in modo che nessuna delle nostre aziende chiuda, cercando di sostenerle tutte. Abbiamo messo in piedi, non ne abbiamo parlato per ragioni di tempo, tutta una serie di strumenti finanziari a sostegno del sistema; c'è un contributo per i ritardi che paga gli interessi fino a 5.000 euro in un anno, il che vuol dire che, sulle spese di funzionamento di una qualsiasi azienda, se ricorrono al credito gli costa zero, perché per un anno gli interessi li paga la Regione. Abbiamo fatto il pegno rotativo per quanto riguarda i magazzini delle cooperative in modo tale da andare incontro a quelle esigenze. I pegni rotativi sono stati definiti, sono stati messi accanto una serie di strumenti a sostegno del comparto. È poco, è molto? Questo lo giudicano gli altri, ognuno poi ha il suo parametro di riferimento. Però credo che la Giunta, chi mi ha preceduto, perché bisogna anche ricordare chi mi ha preceduto, ha posto in essere una serie di condizioni. La Giunta ha cercato di sostenere il più possibile questo comparto, è subentrata tutta una serie di eventi terzi che ha dato una spinta in negativo, e li abbiamo citati, però la nostra attenzione c'è tutta, comprendiamo le difficoltà del mondo agropastorale, sappiamo che domani ci sarà la manifestazione, incontreremo, se Dio vuole, domani mattina con i Capigruppo il Movimento dei pastori, e vediamo tutti assieme come parte dirigente rispetto anche alla piattaforma delle loro richieste, io l'ho letta con attenzione. Potrei dire che il 90 per cento delle cose sono fatte, per non dire quasi il 100 per cento. Arrivano anche i fondi della PAC che sono richiesti del PSR in anticipo, arriveranno tra fine settembre e i primi di ottobre in una percentuale maggiore, perché i fondi della PAC passano dal 50 al 70 per cento, che vuol dire tradotto per il mondo più 35 milioni, cioè anziché 87 milioni circa ne arrivano 122 milioni tra settembre e ottobre, e arrivano anche le anticipazioni del fondo del PSR, benessere animale, indennità compensativa, tra settembre e ottobre. È poco, è molto? Intanto piano piano e anche in misura consistente le risorse stanno entrando. Chiaramente ci sono alcune situazioni di difficoltà che però non sono, bisogna anche essere chiari, figlie di un momento solo di contingenza, evidentemente c'è uno storico dietro, non sono figlie solo di un momento della siccità, come ha detto qualcuno, delle nevicate o delle gelate, sono figlie di una situazione strutturale anche aziendale. Ecco, noi dobbiamo spingere, sì per tutelare il Pecorino Romano su tutte le sedi, sì per rilanciare la diversificazione sulle altre due DOP, sì per tirar fuori dai cassetti dodici formaggi studiati da Agris e non prodotti da nessuno dei nostri trasformatori. Perché? Allora, questo non lo stiamo facendo e stiamo cercando di stimolare tutto il sistema ad andare in quella direzione. Per cui il mio impegno ci sarà tutto e cercheremo di salvare il più possibile tutto il comparto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Sabatini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SABATINI FRANCESCO (PD). Non sarei voluto intervenire, ma questa discussione davvero è incomprensibile. Io ricordo bene quando discutemmo dei 14 milioni da destinare ai pastori, quando qui negli spalti erano presenti tutte le rappresentanze, i pastori stessi, e quelli che oggi si dichiarano contrari a dare risorse direttamente ai pastori erano quelli che più si accesero a favore di questo provvedimento, e ricordo che quando il Presidente della Commissione agricoltura provò a dire che forse era bene differenziare la spendita di quelle risorse fu attaccato pesantemente dagli stessi banchi di questa maggioranza. Ci si dimentica troppo presto, abbiamo la memoria corta dei provvedimenti che vengono assunti da questo Consiglio. Oggi c'è un problema sociale grave, l'ho detto e lo ripeto, anche 500 euro in una famiglia di un pastore che ha difficoltà a far campare la famiglia oggi è un provvedimento importante. Certo che non si risolve il problema, lo sappiamo tutti, è un intervento che prende atto di una situazione difficilissima per queste famiglie. Allora diamo una risposta immediata, poi c'è un tema più generale. E poi perché non riconoscere l'accelerazione della spesa? Vogliamo parlare a sentimento o vogliamo dare atto dei dati? Se c'è una graduatoria nazionale che ci dice che siamo tra i primi, tra le prime regioni per la spesa nel settore agricolo, quelli sono i dati, o ci siamo dimenticati che ad esempio sul benessere animale noi siamo andati in anticipazione perché non si sarebbe potuto pagare prima di settembre, e abbiamo ottenuto l'anticipazione, e che in quei pagamenti siamo al 70 per cento. Poi c'è un 30 per cento che non è stato pagato, è grave, ma un 70 per cento è stato erogato ed è stato erogato in anticipo, e su tutti i bandi c'e un'accelerazione, c'è un impegno massimo su questo, è stato riconosciuto anche dalle organizzazioni che rappresentano gli agricoltori, qui vogliamo negare l'evidenza. Poi ci sono delle difficoltà e sono il primo io a denunciarle, e credo che l'Assessore stia facendo il massimo sforzo per superare questi problemi, ma davvero non capisco dove si vuole andare a parare e quali sono le proposte operative per rispondere a questo mondo. Io non le ho sentite, certo se si fanno delle proposte su cui poi non si sa come dare copertura a quelle proposte che si fanno, va bene, le proposte le possiamo fare tutti, ma noi vogliamo fatti e i fatti ci sono e sono evidenti, sono insufficienti, ma si sta lavorando, e se si disconosce il lavoro che si sta facendo, veramente, non riesco a capire dove si vuole andare a parare.

PRESIDENTE. Metto in votazione all'articolo 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 2.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2:

Articolo 2

Attuazione degli aiuti

1. All'erogazione degli aiuti previsti dall'articolo 1, comma 1, lettera b), secondo le relative direttive di attuazione approvate con deliberazione della Giunta regionale, provvede l'Agenzia regionale per la gestione e l'erogazione degli aiuti in agricoltura (ARGEA Sardegna) ai sensi del capo IV della legge regionale 8 agosto 2006, n. 13 (Riforma degli enti agricoli e riordino delle funzioni in agricoltura. Istituzione delle Agenzie AGRIS Sardegna, LAORE Sardegna e ARGEA Sardegna).).

Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 2, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 3.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3:

Articolo 3

Normativa applicabile

1. Gli aiuti previsti dalla presente legge sono erogati in conformità al regolamento (UE) n. 1408/2013 della Commissione del 18 dicembre 2013 relativo all'applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea agli aiuti «de minimis» nel settore agricolo.).

Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 3, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 4.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 4:

Articolo 4

Abrogazioni

1. Il comma 31 dell'articolo 5 della legge regionale n. 5 del 2017 è abrogato.).

Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 4, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 5.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 5:

Articolo 5

Norma finanziaria

1. Gli oneri derivanti dalla presente legge sono quantificati, per l'anno 2017, in euro 14.000.000 (missione12 - programma 04 - titolo 1; missione 16 - programma 01 - titolo 1).

2. L'Amministrazione regionale attua la presente legge senza far derivare, per l'anno 2017, ulteriori oneri a carico della finanza regionale, mediante l'impiego delle risorse relative all'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 5, comma 31, della legge regionale n. 5 del 2017, abrogato dall'articolo 4 della presente legge, iscritta, per lo stesso anno, in conto della missione 12 - programma 04 - titolo 1, del bilancio regionale 2017-2019 e, specificamente:

a) per euro 2.000.000 relativi all'articolo 1, comma 1, lettera a), mediante utilizzo di pari quota delle risorse relative all'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 5, comma 31, della legge regionale n. 5 del 2017, abrogato dall'articolo 4 della presente legge, iscritte in conto della missione 12 - programma 04 - titolo 1 (capitolo SC08.6908) del bilancio regionale per gli anni 2017-2019;

b) per euro 12.000.000 mediante la variazione di bilancio di cui al comma 3.

3. Nel bilancio della Regione per gli anni 2017-2019 sono introdotte le seguenti variazioni:

SPESA

in diminuzione

missione 12 - programma 04 - titolo 1
capitolo SC08.6908
2017 euro 12.000.000

in aumento

missione 16 - programma 01 - titolo 1
capitolo NI
2017 euro 12.000.000.).

Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 5, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 5 bis.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 5 bis:

Articolo 5 bis

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna (BURAS).).

Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 5 bis, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo alla votazione finale del testo.

Ha domandato di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Ne ha facoltà.

CARIA PIER LUIGI, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Solo per chiedere all'Aula, ai sensi del Regolamento, che gli Uffici siano autorizzati a modificare richiami e riferimenti normativi contenuti negli articoli successivi all'articolo 1, 1 bis.

PRESIDENTE. Sì, sarà fatto in sede di coordinamento finale.

Ha domandato di parlare il consigliere Gaetano Ledda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LEDDA GAETANO (PSd'Az-La Base). Io la memoria ce l'ho abbastanza lunga, e riepilogando quello che ha detto il collega Sabatini, che stimo, però oggi mi ha un po' deluso, è arrivata la Coldiretti il primo febbraio, le cose bisogna dirle come sono andate, non inventare, quest'aula era stracolma. Si è parlato di prezzo del latte, abbiamo parlato tutti del prezzo del latte. Siamo andati in Commissione, in Commissione agricoltura, e abbiamo fatto una risoluzione, che il sottoscritto non ha votato. Perché? Perché c'erano 14 punti fra cui pegno rotativo, Pecorino Bond, flop, conduzione flop. Perché flop? Conduzione di 200, si aspettavano 5 o 6 mila domande, sono arrivate 174, di cui 100 bocciate. Perché è stato dato incarico alla banca e la banca fa i suoi interessi. La Regione doveva intervenire sull'abbattimento di interessi sul prestito e più controllo delle domande. La banca controllava certe aziende con anomalie, bocciate le domande, prima cosa. Quindi abbiamo portato in Commissione la risoluzione, e non si parlava del prezzo del latte. Perché, ripeto per l'ennesima volta, io non sono favorevole a questa elemosina? Perché lo dicono i pastori che è un'elemosina. Domani ve ne accorgerete, i pastori domani non se ne andranno da qua, ve ne accorgerete quanto rimarranno qua. L'altra volta sono andati via con delle promesse poi non mantenute, domani non lo faranno, è questo quello che so. Quindi non si parlava del prezzo del latte. Perché noi eravamo convinti e siamo ancora convinti che era quella la soluzione? Perché l'intervento con i pastori è immediato. Quindi, se uno ha prodotto tot litri di latte al mese, immediatamente un'azione arriva il mese successivo, invece con questo nuovo disegno di legge, questa nuova programmazione, quando vedranno questi soldi? Lo ripeto, quando? Giustamente, il collega Antonio Solinas dice meglio tardi che mai. Ma quando arrivano? Quando non ci saranno più, quando saranno morti.

PRESIDENTE. Metto in votazione il testo del disegno di legge numero 445.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 445/A.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

La seduta è tolta, il Consiglio sarà convocato a domicilio. Ricordo ai Capigruppo che domani, a mezzogiorno e mezzo, è convocata la Conferenza dei Capigruppo.

La seduta è tolta alle ore 14 e 53.