Seduta n.239 del 25/07/2017 

CCXXXIX Seduta

(ANTIMERIDIANA)

Martedì 25 luglio 2017

Presidenza del Presidente Gianfranco GANAU

indi

del Vicepresidente Eugenio LAI

indi

del Presidente Gianfranco GANAU

La seduta è aperta alle ore 10 e 39.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta del 21 giugno 2017 (235), che è approvato.

Congedo

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Giuseppino Pinna ha chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 25 luglio 2017.

Poiché non vi sono opposizioni, il congedo si intende accordato.

Annunzio di petizione

PRESIDENTE. Comunico che, in data 7 luglio 2017, è pervenuta a questa Presidenza una petizione su: "Modifica della circoscrizione del Comune di Selargius e conseguente annessione del quartiere di Su Planu al Comune di Cagliari".

Ricordo che, a norma dell'articolo 103 del Regolamento interno, il fascicolo relativo a detta petizione è a disposizione dei consiglieri presso la prima Commissione.

Comunicazioni del Presidente

Comunico che il consigliere regionale Gennaro Fuoco ha dichiarato, con nota del 6 luglio 2017, di aver aderito al Gruppo consiliare "Partito Sardo d'Azione-La Base"; la consigliera regionale Daniela Forma ha dichiarato, con nota del 18 luglio 2017, di aver aderito al Gruppo Misto.

Comunico che il Presidente della Regione, con nota del 3 luglio 2017, ha fatto pervenire al Consiglio il ricorso proposto dal Presidente del Consiglio dei Ministri contro la Regione autonoma della Sardegna per dichiarata illegittimità costituzionale degli articoli 2, comma 2 e 11 della legge regionale 13 aprile 2017, numero 5, concernente "Legge di stabilità 2017".

Annunzio di presentazione di disegni di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i disegni di legge numero 436, 439, 440, 442.

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le proposte di legge numero 435, 437, 438, 441.

Risposta scritta a interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle interrogazioni numero 508, 984, 1016, 1051, 1076, 1109, 1110, 1116 (in data 29 giugno 2017).

Comunico che è stata data risposta scritta alle interrogazioni numero 652, 621, 670, 691, 716, 966, 1042, 1102, 1114, 1140 (in data 3 luglio 2017).

Comunico che è stata data risposta scritta alle interrogazioni numero 612, 969, 1043, 1094, 1105, 1124, 1141, 1152 ( in data 17 luglio 2017).

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria. Sono state presentate le interrogazioni numero: 1158, 1159, 1160, 1161, 1162, 1163, 1164, 1165, 1166, 1167, 1168, 1169, 1170, 1171, 1172, 1173, 1174, 1175, 1176, 1177, 1178, 1179, 1180, 1181, 1182, 1183, 1184, 1185, 1186, 1187, 1188, 1189, 1190, 1191, 1192.

PRESIDENTE. Comunico che abbiamo aderito alla campagna per la donazione del sangue, che è fortemente carente come provvista in questo momento nella nostra Regione, che è possibile donare il sangue tutta la mattina presso l'autoemoteca che è posteggiata qua all'ingresso del Consiglio. Quindi invito tutti i Consiglieri a recarsi presso l'autoemoteca per fare una donazione.

Giuramento di Assessore

PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione, con nota pervenuta il 18 luglio 2017, ha informato di aver accolto con il decreto numero 65 del 18 luglio 2017 le dimissioni dell'Assessore ai trasporti, Massimo Deiana, e di aver provveduto a nominare in sua sostituzione il signor Carlo Careddu.

Gli Assessori che non sono consiglieri regionali, nominati dal Presidente della Regione, devono prestare giuramento prescritto dall'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 19 maggio 1949, numero 250.

Do, della pertanto, lettura della formula del giuramento prevista dall'articolo 3 del citato decreto del Presidente della Repubblica, al termine l'Assessore Careddu, alzandosi, risponderà: "Giuro":

"Giuro di essere fedele alla Repubblica di esercitare il mio ufficio al solo scopo del bene inseparabile dello Stato e della Regione".

Bene, ben arrivato e buon lavoro.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giovanni Satta. Ne ha facoltà.

SATTA GIOVANNI (PSd'Az-La Base). Sull'ordine dei lavori. Esiste una mozione, la numero 312, che riguarda la gestione di Abbanoa. Siccome Abbanoa è un problema che riguarda tutti e non possiamo continuare a tapparci gli occhi e le orecchie di fronte a quello che succede: staccano le bollette quotidianamente alle persone che hanno la pensione sociale e che si ritrovano con bollette da 2000 euro da pagare, fanno la richieste di rateizzazione e queste non vengono neanche prese in considerazione. Quindi penso che sia un problema davanti al quale questa Assemblea ha delle responsabilità, dobbiamo iniziare ad assumercele, quindi chiedo con urgenza che la Conferenza dei Capigruppo porti quanto prima questa mozione in Aula. Grazie.

Comunicazione della Giunta delle Elezioni sulla incompatibilità del consigliere Locci

PRESIDENTE. E' pervenuta dalla Giunta delle elezioni la seguente comunicazione:

"Comunico alla signoria vostra onorevole che la Giunta delle elezioni si è riunita in data 25 luglio 2017 per esaminare la situazione determinatasi a seguito delle ultime consultazioni amministrative svoltesi in Sardegna l'11 giugno ultimo scorso, a seguito delle quali per l'onorevole Ignazio Locci si è venuta a creare una condizione di incompatibilità con la carica di consigliere regionale, in quanto eletto Sindaco di un Comune con più di 10.000 abitanti, che per espressa previsione dello Statuto sardo, l'articolo 17, lo rende incompatibile. La Giunta delle elezioni riunitasi in data odierna, preso atto dell'invito del Presidente del Consiglio regionale a valutare tale condizione di incompatibilità, nonché delle segnalazioni sopravvenute a tal proposito da parte del signor Paolo Dessì, primo dei non eletti dello stesso Collegio dell'onorevole Locci, e del signor Massimo Melis consigliere comunale di Sant'Antioco, che ne denunciavano l'esistenza e l'invito a provvedere di conseguenza, preso atto dell'esistenza dell'incompatibilità sopravvenuta, propone all'Assemblea di contestare la suddetta incompatibilità all'onorevole Locci, invitandolo a rimuoverla entro dieci giorni, ex articolo 7, commi 3 e 4, legge 154 del 1981".

Chiedo al Consiglio di votare la ratifica della proposta della Giunta delle elezioni. Procediamo alla votazione con scrutinio segreto, trattandosi di una votazione su una persona.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico della proposta della Giunta delle Elezioni di contestare l'incompatibilità del consigliere LOCCI, a seguito della sua elezione a sindaco, invitandolo a rimuoverla entro 10 giorni, ai sensi dell'articolo 7, commi 3 e 4, della legge numero 154/1981.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

Il PRESIDENTE proclama il risultato della votazione:

Presenti 49

Votanti 47

Astenuti 2

Maggioranza 24

Favorevoli 26

Contrari 21

(Il Consiglio approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Agus - Anedda - Cappellacci - Carta Angelo - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Contu - Cozzolino - Crisponi - Demontis - Desini - Fasolino - Forma - Fuoco - Gallus - Ganau - Lai - Locci - Manca Pier Mario - Marras - Meloni - Moriconi - Oppi - Perra - Peru - Pigliaru - Pinna Rossella - Piscedda - Pittalis - Pizzuto - Rubiu - Ruggeri - Sabatini - Satta - Solinas Antonio - Tedde - Tendas - Tocco - Truzzu - Tunis - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Alessandra - Zedda Paolo.

Si sono astenuti: Gallus - Satta.)

Elezione del difensore civico

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca ora la designazione del difensore civico, in ottemperanza a quanto stabilito dall'articolo 12 della legge regionale 17 gennaio 1989, numero 4, così come modificata dalla legge regionale 13 ottobre 2005, numero 14. Il difensore civico deve essere scelto fra i cittadini che per preparazione ed esperienza diano la massima garanzia di indipendenza, obiettività, serenità di giudizio e competenza giuridico-amministrativa.

Per quanto concerne le modalità di votazione, ai sensi del comma 2 dell'articolo 12 della legge regionale numero 4 del 1989, il difensore civico risulterà eletto se ottiene il voto dei due terzi dei consiglieri assegnati alla Regione, cioè 40 voti.

Votazione a scrutinio segreto per l'elezione del difensore civico

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto per schede per l'elezione del difensore civico.

(Seguono la chiama e lo spoglio delle schede)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 56

Votanti 56

Maggioranza 40

Schede bianche 9

Schede nulle 7

Hanno ottenuto voti: Contu Felice 39, Deliperi 1.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Agus - Anedda - Busia - Cappellacci - Carta Angelo - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Contu - Cozzolino - Crisponi - Dedoni - Demontis - Deriu - Desini - Fasolino - Forma - Fuoco - Gaia - Gallus - Ganau - Lai - Ledda - Locci - Lotto - Manca Pier Mario - Marras - Meloni - Moriconi - Oppi - Orru' - Perra - Peru - Pigliaru - Pinna Rossella - Piscedda - Pittalis - Pizzuto - Rubiu - Ruggeri - Sabatini - Satta - Solinas Antonio - Tedde - Tendas - Tocco - Truzzu - Tunis - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Alessandra - Zedda Paolo.)

La votazione non ha raggiunto il quorum, quindi ripetiamo la votazione. Procediamo nuovamente alla seconda chiama.

Seconda votazione a scrutinio segreto per l'elezione del difensore civico

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto per schede per l'elezione del difensore civico.

(Seguono la chiama e lo spoglio delle schede)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 58

Votanti 58

Maggioranza 40

Schede bianche 10

Schede nulle 4

Hanno ottenuto voti: Contu Felice 42, Dettori Filippo 1, Deliperi Stefano 1.

Viene proclamato eletto: Contu Felice.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Agus - Anedda - Busia - Cappellacci - Carta Angelo - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Contu - Cossa - Cozzolino - Crisponi - Dedoni - Demontis - Deriu - Desini - Fasolino - Forma - Fuoco - Gaia - Gallus - Ganau - Lai - Ledda - Locci - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Marras - Meloni - Moriconi - Oppi - Orru' - Perra - Peru - Pigliaru - Pinna Rossella - Piscedda - Pittalis - Pizzuto - Rubiu - Ruggeri - Sabatini - Satta - Solinas Antonio - Tedde - Tendas - Tocco - Truzzu - Tunis - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Alessandra - Zedda Paolo.)

Elezione del Garante regionale per l'infanzia e adolescenza

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca ora la designazione del Garante regionale per l'infanzia e l'adolescenza, in ottemperanza a quanto stabilito dall'articolo 1 della legge regionale 7 febbraio 2011, numero 8.

Ricordo che può essere nominato Garante chi è in possesso di documentata esperienza maturata nell'ambito delle politiche educative e sociosanitarie, con particolare riferimento alle materie concernenti l'età evolutiva e le relazioni familiari, e che la carica è incompatibile con la carica di parlamentare, Ministro, consigliere e Assessore regionale, provinciale e comunale, con le cariche di Direttore generale, sanitario e amministrativo delle Aziende sanitarie locali e delle Aziende ospedaliere regionali, con le funzioni di amministratore di ente pubblico, azienda pubblica o società a partecipazione pubblica nonché di amministratore di ente, impresa o associazione che riceva a qualsiasi titolo sovvenzioni o contributi dalla Regione, l'esercizio durante il mandato di qualsiasi attività di lavoro autonomo o subordinato.

Per quanto concerne le modalità di votazione, il Garante risulterà eletto se ottiene la maggioranza dei due terzi dei componenti del Consiglio, cioè 40 voti; se nelle prime tre votazioni non viene raggiunto il quorum dei due terzi, il Garante è eletto a maggioranza assoluta dei componenti, 31 voti.

Prego i consiglieri Segretari di procedere alla chiama.

Votazione a scrutinio segreto per l'elezione del Garante regionale per l'infanzia e l'adolescenza

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto per schede per l'elezione del Garante regionale per l'infanzia e l'adolescenza.

(Seguono la chiama e lo spoglio delle schede)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 56

Votanti 56

Maggioranza 40

Schede bianche 5

Hanno ottenuto voti: Olla 20, Pisotti 20, Dettori 7, Palomba 2, De Matteis 2.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Agus - Anedda - Busia - Cappellacci - Carta Angelo - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Contu - Cossa - Cozzolino - Crisponi - Dedoni - Demontis - Desini - Fasolino - Forma - Fuoco - Gaia - Gallus - Ganau - Lai - Ledda - Locci - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Marras - Meloni - Moriconi - Oppi - Orru' - Perra - Peru - Pinna Rossella - Piscedda - Pittalis - Pizzuto - Rubiu - Ruggeri - Sabatini - Satta - Solinas Antonio - Solinas Christian - Tedde - Tendas - Tocco - Truzzu - Tunis - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Alessandra - Zedda Paolo.)

Nessuno ha raggiunto il quorum, rinvio la seconda votazione a questo pomeriggio per dare tempo ai Gruppi di trovare un accordo.

Svolgimento di interpellanza

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento dell'interpellanza numero 253.

Ha facoltà di parlare il consigliere Oppi per illustrare la sua interpellanza.

OPPI GIORGIO (UDC Sardegna). Sull'interpellanza, signor Presidente, colleghi, che oggi il Consiglio discute, ho davvero poco da aggiungere e niente da illustrare; l'atto è chiarissimo, e spero che la collega Spano ne colga il senso. Ma è proprio su questo senso politico che aggiungo alcune considerazioni. E' tempo, Assessore Spano, che lei dica all'Aula e all'opinione pubblica qual è il suo giudizio tecnico e politico sul taglio degli alberi del Marganai, cioè sul ceduo. Il Piano di gestione delle Marganai è intricato e i pareri dei vari uffici hanno posizioni inconciliabili, senza parlare delle richieste di qualche decreto penale di condanna, com'è accaduto negli scorsi mesi. Proprio questi provvedimenti della magistratura ordinaria hanno di fatto ampiamente sconfessato la linea politica del taglio, dando ragione al Sovrintendente dei beni paesaggistici; non si possono tagliare gli alberi in un bosco secolare, e lei questo lo sa bene, Assessore Spano. Come lei sa, Assessore, e come ben ricordano tutti i colleghi, il sottoscritto è stato fatto oggetto di attacchi sulla stampa locale e nazionale, anche Giacomo Stella si è praticamente disturbato, oltre a qualche collega anche qui del Consiglio che ha voluto seguire una interpellanza fatta a livello nazionale, e dai quali mi è stata attribuita una qualche responsabilità sulla scriteriata scelta sul Marganai. Ho evidentemente risposte se aveva sbagliato a ricostruire le vicende nel suo articolo, e ha sbagliato nella replica, ma lo stesso errore non è stato concesso. All'Assessore Spano per questo formalmente chiedo che in quest'Aula, a lettere finalmente chiare, l'Assessore all'Ambiente ribadisca che non ho mai autorizzato, consentito, agevolato o sottaciuto qualsiasi atto volto a portare tagli più o meno controllati all'interno della foresta del Marganai, come peraltro assolutamente evidente dagli atti. E le chiedo di dire, come risulta sempre dagli atti, che lei e Pulina, che nell'articolo fatto il 30 di settembre dal La Nuova Sardegna, che appunto dice che voi eravate favorevoli, ma anche questo… al taglio, ma questo è legittimo, sono posizioni che si assumono, che sono anche differenziate all'interno dello stesso assessorato Ente Foreste. Ho l'esigenza però di precisare che alcuni uffici nel 2009 avevano scambiato lettere fra di loro, cioè un direttore di un servizio dell'ente Foreste con il responsabile del Savi, la dottoressa Leuzzi, ed esclusivamente tra di loro, contenenti pareri e determinazioni amministrative di cui io non ero minimamente al corrente, ne dovevo esserlo, ho sempre detto in tutte le sedi che io sono contrario al taglio e al Piano così come approvato; lei ha una visione diversa, ma è assolutamente legittimo. Vorrei approfondire, col poco tempo a disposizione che non lo concede, ma prima di concludere voglio puntualizzare due questioni, Assessore Spano. Lei, in alcune sedi pubbliche, parlando di Protezione Civile, e mi permetto di dirlo, ha detto di aver ereditato una scatola vuota e un sistema che non esisteva; niente di più falso! E considerato che la responsabilità politica e personale di gestione apparteneva a me e al mio Gruppo, voglio precisare. La Protezione civile regionale è stata istituita nel 2009 ed è stata organizzata negli anni successivi, Abbiamo individuato noi la sede di via Veneto allontanando la Protezione civile da un locale a dir poco inadeguato, e li abbiamo previsto di realizzare la sala operativa. Lei ha trovato questo già realizzarlo, Assessore. Sempre nel 2013, con deliberazione di Giunta, abbiamo esitato il progetto del Centro funzionale approvato dal Dipartimento nazionale. Con la stessa legge numero 36 del 2013 abbiamo istituito le strutture territoriali della Protezione civile, e credo che sarebbe bene per la politica interna riconoscere le cose buone fatte da altri, Assessore, così magari quando si mette a parlare come in questi giorni dei parchi regionali, può riconoscere che sono stati istituiti solo grazie alla mia azione di coinvolgimento dei sindaci del territorio durante la mia gestione, cosa che non era mai riuscita a nessuno. Potrei citare Gutturu Mannu, Tepilora, il argento Gennargentu; vede, Assessore, io cerco di valorizzare le competenze e non mi curo delle appartenenze politiche, ho mantenuto un ottimo direttore generale che era dalla parte politica a me avversa, così ho fatto con l'Agenzia delle coste, e voi al contrario vi preoccupate troppo spesso di sostituire le persone a causa della loro fede, ma non vi curate dalle competenze. Non voglio parlare del fuoco di queste settimane, né del modo con cui è stata gestita l'emergenza in molti luoghi tra cui la mia città, Iglesias, invasa dalle fiamme e con soccorsi aerei che arrivano a incendio praticamente spento e a danni fatti, ma non chiedo altro. Credo che sia necessario qualcosa, e gliel'ho detto personalmente, che a me sarebbe bastato, così com'è avvenuto, ricevere le scuse, per essere stato ingiustamente accusato dalla stampa di aver fatto qualcosa che non esiste, e del resto, come lei sa bene, gliene ho dato una coppia, esiste invece che il giornale, La Nuova Sardegna pubblica che in effetti la responsabilità… il GIP aveva già individuato con decreto… per il Direttore di Forestas e per altri tre dipendenti. Dice anche che la sua posizione…

PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'Assessore della difesa dell'ambiente.

SPANO DONATELLA, Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Grazie Presidente e grazie onorevole Oppi perché abbiamo l'occasione per chiarire e per definire alcuni aspetti che sono prevalentemente tecnici, di istruttoria di istruttoria tecnica, e non di indirizzo politico, evidentemente, e in questo senso credo che entrambi ci ritroviamo nella stessa posizione. E tecnicamente ha perfettamente ragione sul fatto che tutte le informazioni che mi sono state fornite e che ho raccolto dall'Agenzia Forestas e dalla Direzione del Corpo Forestale di vigilanza ambientale ci danno piena ragione in questo senso. Vale la pena soltanto ricordare il fatto che per quanto riguarda il compendio della foresta di Marganai sappiamo che è presente un bosco ceduo abbandonato, che era stato abbondantemente sfruttato per la produzione dei pali per le gallerie minerarie, e quindi la gestione era a ceduo. L'abbandono dell'attività mineraria ha chiaramente lasciato andare l'attività di questo bosco, negli anni quindi si è venuto a creare, questo lo dice la storia, un accumulo di massa legnosa peraltro utilizzabile, che ha destato l'interesse anche dal punto di vista della valorizzazione. Ora l'indirizzo di bosco ceduo è un indirizzo anche europeo sotto questo profilo, quindi sempre strettamente tecnico, e era stato nel 2007 presentato il Piano forestale ambientale regionale, e gli indirizzi del Piano forestale regionale sono stati recepiti anche dal Consiglio di Amministrazione dell'ente Foreste. Allora in questo contesto l'ente Foreste della Sardegna oggi agenzia Forestas nell'ambito delle attività del proprio istituto nel 2009 ha redatto il piano di gestione del complesso del Marganai riguardante appunto il ripristino del Governo a ceduo su aree demaniali. Il piano è stato approvato a dicembre 2010 e fa bene l'onorevole Oppi a ricordare perché sono determinazioni di tipo tecnico quella che riguarda l'ente Foreste, la numero 95 del dicembre 2010 e poi però questa determinazione è stata assunta in seguito ai pareri della provincia di Carbonia-Iglesias e ai pareri del Corpo Forestale di vigilanza ambientale e dello stesso parere dell'Assessorato regionale per la difesa ambiente che si era espresso con la non assoggettabilità a valutazione di incidenza del Piano. Come d'altra parte da consolidata prassi il piano non era stata inviato agli Uffici per la tutela del paesaggio poiché inerente ad attività di carattere silvicolturale quindi ascrivibile alla fattispecie dell'articolo 149 riguardante gli interventi non soggetti ad autorizzazione. Della immensa superficie di 5560 ettari in realtà i tagli si dovevano attestare su 305 ettari, questo diceva il piano, e di questa per ora la realizzazione aveva apportato tagli a ceduo per 34 ettari, i tagli che sono stati effettuati nell'annata 2011-2012 per 5 ettari, 2012 -2013 per 13 ettari, 2013-2014 per 16 ettari. Nessuna attività di taglio è stato invece effettuata nel 2015, d'altra parte sempre tecnicamente la forma di governo a ceduo è una forma che ricade nella fattispecie del governo del bosco e sfrutta la capacità di rigenerazione degli alberi che sono tagliati alla base quindi non disboscati e per quanto riguarda la posizione in merito al Governo sul piano della gestione Marganai, l'Ufficio legislativo del Ministero dei beni e delle attività culturali ha fornito l'interpretazione autentica della norma riguardando il regime di esonero dall'autorizzazione del previsto citato articolo 149. Come suggerito dall'Ufficio legislativo del Ministero la copianificazione paesaggistica è il luogo deputato per concordare un'adeguata disciplina di tutela che preveda i limiti della trasformazione dei beni tutelati assicurando al contempo la conservazione del valore paesaggistico. A tal fine e nell'ambito della più ampia priorità della Giunta di garantire la certezza e la celerità dei procedimenti amministrativi nel disegno di legge approvato il 4 aprile dalla Giunta sull'ordinamento e funzionamento del Corpo forestale è stato previsto che il servizio territoriale del Corpo forestale formuli un parere sulla sussistenza delle fattispecie previste dall'articolo 149 supportando l'autorità competente al rilascio dell'autorizzazione paesaggistica e tra l'altro semplificando l'iter procedurale. Pertanto dal punto di vista autorizzativo, credo che sia stata fatta chiarezza sull'istruttoria tecnica e anche rispetto al concetto di ceduo si tratta anche questo di un aspetto tecnico che peraltro era conforme col piano forestale regionale. Pertanto credo che non ci siano questioni di rilevanza politica tra l'Assessore precedente e l'Assessore attuale e anche per quanto riguarda gli altri punti sollevati per esempio il discorso relativo ai parchi, io ho detto che sono state riprese delle proposte che non erano andate a buon fine nella legislatura precedente, abbiamo ripreso dal basso questo discorso e il Consiglio in modo assolutamente celere l'ha portato a termine. Per quanto riguarda la protezione civile gran lavoro è stato fatto in termini di centro funzionale decentrato mentre…

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Giorgio Oppi per dichiarare se è soddisfatto.

OPPI GIORGIO (UDC Sardegna). Non sono assolutamente soddisfatto perché ci sono dei dati che non sono puntuali. Io ho ricevuto il direttore generale di Forestas il quale è venuto a chiedermi cosa potevo fare per evitare le denunce interne che ci sono, qui ho un carteggio che è tutto del 2015, 100 pratiche che sono le posizioni assunte e questo articolo dell'Unione dice testualmente che la procura ha chiesto al GIP il decreto penale per il Direttore di Forestas e altri tre ritenuti colpevoli del taglio illegale degi alberi perché hanno dato ragione al Sovrintendente ai Beni Paesaggistici Fausto Martino che aveva fermato le seghe elettriche con un provvedimento del proprio ufficio, non si possono tagliare gli alberi eccetera eccetera quindi non si può fare legna e pellet senza il nulla osta del Ministero al contrario di quanto hanno sostenuto a lungo l'amministratore di Forestas Giuseppe Pulina e l'Assessore regionale dell'ambiente Donatella Spano. Sarà suo compito contestare questo articolo (…)cosa che non ha fatto. Io ho semplicemente detto che nel 2007 non c'eravamo noi, cominciamo a chiarire questo, nel 2009 io sono stato lì due mesi, è una lettera fatta dai due uffici ai quali il secondo ufficio ha risposto, cioè la dottoressa Leuzzi ha risposto che potevano evidentemente dare un'interpretazione diversa nel senso che non c'era assolutamente necessità di andare al SAVI. Son fatti tecnici, lo capisco, però vi sono scelte che sono scelte precise e infatti si è bloccato il tutto riguardo soprattutto agli oltre 300 ettari che dovevano essere disboscati. Siccome sono nato e cresciuto in quella città, sono stato onorato di quanto quella città ha fatto come non potevo essere d'accordo. Nei due mesi che sono stato nel 2009 non potevo io non essendo di mia competenza e non essendo stato informato negli ultimi dieci giorni di questo aspetto che riguardava due uffici, ho dato la mia disponibilità al direttore Cadoni che mi diceva: evita che ci succeda qualcosa di anomalo e ho detto che se avessi ricevuto non attraverso gli androni dell'Assessorato dove i due Direttori dicevano cosa c'entra Giorgio Oppi, sta di fatto che questo non è avvenuto. Quindi sarebbe bastata una sua frase, una sua telefonata che avrei evitato anche questo ma ritenevo doveroso farlo perché non intendo essere accusato di cose che sono contrarie alla mia forma mentis e sono soprattutto offensive per l'attività che ho svolto. Ultima cosa, mi consenta di dirle che i parchi che non esistevano li abbiamo realizzati noi e addirittura per quanto riguarda quello del Gennargentu dei quattro Comuni che sono Dorgali, che sono Oliena, che sono Esterzili e Orgosolo noi abbiamo fatto una cosa diversa dalla legge numero 31 dandogli 2 milioni e dandoglieli per due anni cosa che non era mai riuscita nessuna parte politica a fare e quindi qualche merito ce l'abbiamo. Se poi lei integra le cose fatte…

Inserimento all'ordine del giorno della proposta di legge numero 420/A

PRESIDENTE. C'è una richiesta di inversione dell'ordine del giorno con messa in discussione della proposta di legge numero 420.

Discussione e approvazione della proposta di legge Cocco Daniele Secondo: "Disposizioni in materia di Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza (IPAB)" (420/A)

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Daniele Cocco, relatore.

COCCO DANIELE (SDP), relatore. Sarò brevissimo, la presente proposta di legge è finalizzata esclusivamente ad eliminare ogni dubbio circa l'applicazione dell'articolo 4 comma 1 della legge regionale 3 dicembre 2015 numero 32 e in particolare la proposta si inserisce all'articolo 44 comma 8 bis precisando che il personale in ruolo e a tempo indeterminato al 31 dicembre 2007 viene trasferito insieme alle funzioni e alla ASL territorialmente competente.

PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Anna Maria Busia. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). Presidente, colleghi, io ho assunto una posizione in relazione a questa vicenda che in conferenza di capigruppo ultimamente, ma prima ancora in Aula quando è stata proposta la legge per la quale viene proposta la interpretazione autentica, dicevo una posizione che è chiara. La chiarezza deriva da una questione, dalla impossibilità dal punto di vista giuridico che avvenga quanto viene proposto in quella che è definita "interpretazione autentica", e che invece interpretazione autentica non è evidentemente, perché si propone sostanzialmente un elemento nuovo, che era stato volutamente tenuto equivoco nella legge che si intende interpretare. Volutamente equivoco perché le difficoltà erano state evidenziate anche allora, e le difficoltà sono, mantenendo fermo il rispetto che si deve ai lavoratori che si trovano in una condizione di incertezza da decenni, dicevo una equivocità nella formulazione che deriva da un'impossibilità che personale che appartiene ad un istituto, ad una fondazione privata, possano passare ad un ente pubblico. Sul punto ci sono state diverse pronunce, io a questo devo fare riferimento, perché non posso non tener conto di quella che è l'impostazione data dai diversi giudici, che a diversi livelli si sono pronunciati su questioni di questo tipo, quindi dicevo non posso non tener conto di quello che è un orientamento non soltanto costante, assolutamente inevitabile, posto che nel nostro sistema le leggi devono essere sempre interpretate in un senso che è costituzionalmente compatibile. E allora mi duole, perché capisco, ripeto, e ci tengo a sottolinearlo, la grandissima difficoltà e il grandissimo disagio che deriva, e che vivono questi lavoratori, e per i quali la sottoscritta e il proprio partito aveva fatto una proposta alternativa, dicevo mi duole ricordare anche un'ultima pronuncia della Corte dei Conti, Sezione delle autonomie, del gennaio 2016 che si pronuncia proprio sul punto. Intanto chiarisce e spiega per quale ragione è necessario ribadire alcuni concetti che sono scontati, ma che evidentemente richiedono un costante ripasso. Spiega la Corte che in questo caso la sezione è chiamata a indicare una soluzione idonea a costituire un orientamento generale in materia, perché diversi sono stati i tentativi da parte di varie Regioni per cercare di produrre gli effetti di questo assorbimento di personale delle IPAB negli enti locali, per lo più nei Comuni. E' chiaro che la questione è la medesima e l'impostazione è la stessa, trattandosi di un assorbimento che in questo caso va a incidere sulla organizzazione regionale. Dicevo, la sentenza, che è quella appunto del 19 gennaio 2016, chiarisce una volta per tutte che qualsiasi legge che preveda un assorbimento del personale che non passi attraverso le forche caudine, possiamo dire così, dei concorsi pubblici non produce effetto a carico dell'amministrazione. Non solo, la legge che viene votata e che viene promulgata produce una invalidità improduttiva di effetti giuridici, che è imprescrittibile, insanabile e rilevabile d'ufficio. E non è semplicemente un mero vizio di violazione di legge.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE EUGENIO LAI

(Segue ANNA MARIA BUSIA.) Ovviamente questo orientamento, ripeto, che non fa che ribadire gli orientamenti costanti che vengono indicati nella sentenza, ovviamente porta ad una impossibilità di voto di questa disposizione, perché viola l'articolo 97 della Costituzione e quindi è impossibile che si possa procedere a un assorbimento. La Corte dei conti valuta, in relazione a una legge che è stata emanata dal Consiglio regionale siciliano, valuta anche gli altri aspetti, e cioè quelli relativi alle questioni della finanza pubblica, nel senso che ritiene essere insuperabili anche i limiti, che ben conosciamo, riguardo appunto ai tetti di assorbimento di personale. Naturalmente queste considerazioni che sottoscrivo e che purtroppo, o meglio, a cui ritengo di dovermi adeguare, e che credo siano assolutamente insuperabili, sono comunque assorbite dalle considerazioni che riguardano l'improduttività degli effetti della legge, o meglio dell'interpretazione autentica che ci riporta alla legge che avete già votato, porta dicevo ad una insuperabilità delle questioni che sono poste, e quindi esattamente come farò, e come spiegherò anche nella dichiarazione di voto, il mio voto sarà contrario.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Salvatore Demontis. Ne ha facoltà.

DEMONTIS SALVATORE (PD). Presidente, io credo invece che sia una misura come che vada a colmare una lacuna nella legge approvata da questo Consiglio regionale mesi addietro, perché è vero che quella legge trasferiva i beni dell'ex IPAB, ed è anche vero che questo Consiglio regionale intendeva anche il trasferimento del personale, ma nella formulazione approvata tutto ciò non era chiarissimo. Nel frattempo che cosa è avvenuto? E' avvenuto che l'ex IPAB è stata sciolta, i beni sono stati trasferiti alla ASL unica di competenza, e non invece il personale che è stato però licenziato dall'ente di provenienza, l'ex IPAB è comunque un ente pubblico, e si trova assunto a tempo determinato, quindi non più a tempo indeterminato, unità nella ASL unica. E' evidente che questi lavoratori sarebbero oltremodo danneggiati dalla misura che questo Consiglio ha assunto, se non si riuscisse a porre rimedio come invece stiamo cercando di fare. E il dubbio qual è? Non è la tanto la violazione dell'articolo 97 della Costituzione, quanto invece che nel passaggio da un ente pubblico a un altro ente pubblico ormai la linea prevalente è che l'ente pubblico di arrivo chieda all'ente pubblico di provenienza la verifica dell'accesso mediante pubblico concorso. Questo è il nodo, aspetto che si sta evidenziando in tanti procedimenti e non solamente in questo. Però è la linea certamente prevalente, ma non l'unica, si può anche intendere diversamente, ossia che i requisiti di accesso alla Pubblica amministrazione vengano verificati una volta in accesso a quella alla pubblica amministrazione, che poi al muoversi all'interno del comparto della pubblica amministrazione questo non sia più necessario. In ogni caso l'interpretazione autentica che oggi diamo è, anche a prescindere da queste ultime considerazioni, indispensabile per non danneggiare dei lavoratori che sono rimasti, per la nostra decisione, per la nostra legge, senza posto di lavoro, perché hanno perso quello a tempo indeterminato e sono invece a tempo determinato. Io credo che sia doveroso approvarla e il mio voto sarà evidentemente favorevole.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Presidente, ma mi sento di non condividere assolutamente nulla di ciò che la collega Busia ha rappresentato a quest'Aula. Io parto dal presupposto che le ex IPAB sono enti pubblici, sono assimilabili agli enti strumentali regionali e locali, questo non lo dico io, ma lo dice la Corte dei conti, lo dice l'ANAC, l'anticorruzione, lo dice la Corte dei Conti, lo dice l'ANAC, l'anticorruzione lo dice a più riprese. Per il resto è vero ciò che sostiene la collega cioè se si parla di rapporti di lavoro di dipendenti di enti pubblici, debbono fare i concorsi ma non è questo il caso perché diversamente argomentando in caso di riassorbimento o di mobilità meglio ancora in caso di mobilità l'ente recipiente o accipiente dovrebbe verificare e controllare se nell'ente che invia il lavoratore si son svolte procedure pubbliche concorsuali nei modi di legge come quando chi ha vinto o chi non ha vinto il punteggio è stato esatto? No! Non accade così, l'Ente recipiente o accipiente prende atto che c'è un ente pubblico che invia un lavoratore e decide se accettarlo o meno, questo lo dice la Corte dei conti, lo dice l'ANAC a più riprese, questo è quanto anche se per il vero Presidente, signor Presidente, io riterrei che questa leggina debba avere una piccola integrazione perché prevedere che tre ragioni attive e passive sono da ricomprendersi anche i dipendenti probabilmente è una dizione lessicale poco corretta io credo e propongo in tal senso un emendamento verbale, credo che dopo da ricomprendersi ci sia da aggiungere questa locuzione, quindi da compensi anche quelle dipendenti dal rapporto di lavoro dei dipendenti di ruolo, quindi occorre aggiungere anche quelle dipendenti da rapporti di lavoro, detto questo credo che stiamo andando e spero vivamente che stiamo andando verso la soluzione verso la conclusione di quella che è stata per i lavoratori della ex IPAB una vera e propria via crucis perché di via crucis si tratta. Credo che si potesse evitare questa via crucis, credo che avremmo potuto evitare queste forche caudine quei lavoratori della ex IPAB se il Presidente e l'Assessore avessero fatto valere con forza le ragioni del legislatore regionale le ragioni della legge numero 32, cosa che non hanno fatto, assolutamente non hanno fatto! L'atteggiamento dell'Assessore è apparso prostrato ai voleri dell'ASL prima e dell'ATS dopo, l'ATS aveva deciso che la legge numero 32 era inapplicabile, cioè un apparato della Regione una longa manus della Regione decide che il Consiglio regionale ha fatto una legge sbagliata, ha fatto una legge inapplicabile e noi siamo qui per dire il contrario perché nel momento in cui noi interpretiamo in modo autentico questa leggina diciamo che l'ATS ha detto delle corbellerie e non era da accettare quella soluzione interpretativa dell'ATS da parte della Giunta regionale perché non è da accettare, perché è risaputo che l'ex IPAB, ma lo dicono tutti i commenti, tutte le sentenze di un certo rango l'ex IPAB sono enti pubblici e non è assolutamente possibile per gli enti pubblici che hanno lavoratori che transitano in un altro ente controllare le procedure di selezione o di concorso che si sono svolte in questi enti pubblici, crediamo che non sia assolutamente possibile, ebbene, noi facemmo quella modifica con la legge numero 32 alla legge numero 23, introducemmo il comma 8 bis dell'articolo 44 per iniziativa di Forza Italia tra le altre cose, prevedemmo l'estinzione delle IPAB non in grado di funzionare, successivamente con delibera di Giunta regionale del maggio 2016 la Giunta procede a scorporare l'attività sociale, assegna funzioni e rapporti giuridici attivi e passivi della ASL, ad eccezione dell'attività sociale, e attribuisce il personale a tempo indeterminato al 31 dicembre 2007 riassorbito, decide che venga riassorbito della ASL, questo lo decide la Giunta regionale, cioè la Giunta regionale che lo dice espressamente, ebbene l'ATS fa altre cose: disattende completamente il deliberato, la volontà della Giunta regionale, poi arriva il decreto del Presidente del giugno 2016 che ripropone pari pari i contenuti di questa delibera della Giunta, anche per il personale, ebbene cosa fa l'ATS? Disattende completamente anche il decreto del Presidente, non mi pare che questo sia un atteggiamento coerente con i compiti e le funzioni dell'ATS, non mi pare che questo sia un atteggiamento da tenere nei confronti della Giunta del Presidente e dell'Assemblea legislativa sarda, non mi pare proprio, e cosa fa l'ATS? Dribbling, finte, incontri nei quali si parla di tutto e del contrario di tutto, comunque l'ATS continua a rimanere muta tranne quando su iniziativa del Presidente Ganau ci incontrammo presso gli uffici di Sassari assieme al rappresentante dell'ATS ed alcuni Consiglieri regionali in quell'occasione io proposi una leggina di interpretazione autentica che venne ritenuta valida dall'ATS ed ecco che siamo arrivati a questo punto anche se io ritengo che quell'emendamento verbale abbia la possibilità di correggere tecnicamente questa leggina, ma perché leggina d'interpretazione autentica? Se veramente si tratta di interpretazione autentica e non di atto normativo innovativo questa interpretazione autentica ha efficacia ex tunc, cioè da allora, quindi se veramente è un'interpretazione autentica, gli apparati centrali dello Stato ormai non possono più intervenire, se è interpretazione autentica, se poi è una leggina innovativa ne prendiamo atto, però abbiamo qualche argomento a difesa, abbiamo qualche argomento a difesa, che prima assolutamente non avevamo, quindi ben venga questa leggina, interpretazione autentica che è quella che io proposi nella famosa riunione del 3 di aprile, anzi chiedo di apporre anche la mia firma, ben venga questa leggina, però purtroppo questi lavoratori che hanno affrontato questo periodo di grande disagio hanno patito dei drammi, hanno patito problemi pesantissimi che nessuno potrà mai risarcire. Grazie.

PRESIDENTE. Sì grazie onorevole Tedde, per quanto riguarda l'emendamento orale la invito a riproporlo in discussione sull'articolo competente.

È iscritto a parlare il consigliere Antonello Peru. Ne ha facoltà.

PERU ANTONELLO (FI). Grazie Presidente, ma non posso che esprimere soddisfazione per vedere questo provvedimento all'attenzione e all'approvazione dell'Aula. Un provvedimento che va a correggere un errore che ben ha motivato chi mi ha preceduto: il consigliere Demontis e il consigliere Tedde, che cosa dire, io mi sono assentato per un po' di tempo non sicuramente breve, ritorno in Aula con una legge già approvata l'anno precedente, si ritorna a discutere sul San Giovanni Battista, io non voglio assolutamente puntare il dito contro nessuno perché è legittimo fare errori, ma nel momento in cui un provvedimento come questo, c'era una volontà forte da parte di tutta la maggioranza, perché tutti si sono prestati alla soluzione del problema dei lavoratori del San Giovanni Battista, poi alla fine si perde un altro anno, si perde un altro anno a svantaggio di chi? Sempre a svantaggio dei lavoratori, a svantaggio della persona, quelle persone che invece di essere difese dalle istituzioni alla fine sono penalizzate, allora io spero che questo possa non avvenire più spero che questo non possa avvenire più perché tardare un anno una proposta, una norma già approvata con una volontà già espressa e ritornare in Aula dopo un anno spero veramente che questo possa non ripetersi più. Grazie.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Roberto Desini che non vedo in Aula, quindi decade.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 1.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1:

Art. 1

Interpretazione autentica dell'articolo 4, comma 1, della legge regionale n. 32 del 2015

1. Il comma 1 dell'articolo 4 della legge regionale 3 dicembre 2015, n. 32 (Disposizioni in materia di sanità pubblica. Prime misure per la copertura delle perdite pregresse) che ha introdotto il comma 8 bis nell'articolo 44 della legge regionale 23 dicembre 2005, n. 23 (Sistema integrato dei servizi alla persona. Abrogazione della legge regionale n. 4 del 1998 (Riordino delle funzioni socio-assistenziali)), si interpreta nel senso che, tra le ragioni attive e passive trasferite all'azienda sanitaria locale nel cui ambito territoriale le IPAB hanno sede legale, sono da ricomprendersi anche i dipendenti di ruolo a tempo indeterminato al 31 dicembre 2007 della medesima IPAB le cui funzioni sono trasferite.)

PRESIDENTE. È iscritto a parlare la onorevole Tedde Marco. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Solo per confermare quel brevissimo emendamento verbale, di cui ho parlato con i dirigenti d'Aula, io vorrei che si parlasse di rapporti di lavoro ricompresi tra ragioni attive e passive piuttosto che di dipendenti, perché i dipendenti ovviamente non possono essere ricompresi tra ragioni attive e passive, i rapporti di lavoro dei dipendenti possono esserlo; non è una questione di lana caprina, ma è una questione diciamo di dignità dell'Assemblea legislativa.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Desini Roberto. Ne ha facoltà.

DESINI ROBERTO (Partito dei Sardi). Con grande dispiacere e rammarico ritorna in quest'Aula la discussione e i problemi del San Giovanni Battista e in particolare il problema del suo personale. Ricordo le interrogazioni e le interpellanze che presentammo dall'inizio della legislatura, in quest'Aula, per affrontare il problema del San Giovanni Battista per criticare e mettere in evidenza una serie di criticità, appunto, una serie di incongruenze e soprattutto per mettere in evidenza un atteggiamento scorretto, da parte della politica tutta, che ha sfruttato senza ritegno, senza riguardo e senza rispetto il personale del San Giovanni Battista e ha fatto sì che quella cassa, che quel bacino elettorale venisse spremuto sino all'inverosimile, calpestano la dignità delle persone. E quando abbiamo approvato quella legge il sottoscritto assieme ai colleghi aveva votato contro convintamente, andando anche contro quelli che sono gli interessi del sottoscritto e degli altri colleghi che siamo espressione di quel territorio, ma riteniamo che quando si ricoprono ruoli istituzionali così importanti, come quello di consigliere regionale, bisogna avere una integrità morale e una onestà intellettuale sopra del normale. E non abbiamo accettato assolutamente di condividere un percorso e soprattutto quello di violare le regole più elementari, che hanno fatto sì che si passasse con una facilità incredibile da un sistema privatistico a un sistema pubblico; in barba alle più elementari leggi e norme che disciplinano l'accesso al lavoro in un ente pubblico. Eravamo contrari allora, siamo contrari oggi e soprattutto l'assenza oggi dell'Assessore alla Sanità denota una attenzione, che non saprei come interpretarla, anche perché a tutt'oggi non è stato in grado di darci una risposta esaustiva e soprattutto positiva al nostro quesito, ma il passaggio di oltre cento persone dall'IPAB all'ATS, in questo caso. Aumentano i costi? Noi riteniamo di sì, è ovvio. Perché se contiamo, anche con i ceci, è ovvio che zero è zero e 100 son 100, ed è inevitabile che si aumentano i costi, è inevitabile che non si riesce allora a mettere in atto il piano di rientro del deficit della sanità. Ma poi, ma perché il Consiglio regionale deve avere quest'atteggiamento discriminatorio, creando le condizioni tra cittadini di serie A e di serie B. Abbiamo visto che c'è un'alleanza trasversale per poter porre rimedio a queste esigenze, ma soprattutto chiedo alla politica: dove sono andate quelle vagonate di milioni di euro che questo Consiglio regionale ha legiferato e ha messo a disposizione dell'IPAB San Giovanni Battista di Ploaghe in tutti questi anni? Dove sono andati a finire? Chi ne ha beneficiato? Di sicuro non quei lavoratori che sono stati sfruttati dalla politica. Io personalmente non ci sto e coerentemente, così come abbiamo votato la volta scorsa col voto negativo, confermeremo questa indicazione e soprattutto non condividiamo un metodo di fare politica che non risolve i problemi, ma non fa altro che amplificarli e non fa altro che far perdere di credibilità la politica stessa, nel momento in cui ci sono degli atteggiamenti schizofrenici, e nel momento in cui la politica non ha un atteggiamento coerente, e nel momento in cui la politica cerca di saziarsi dalle difficoltà altrui, e nel momento in cui la politica non fa gli interessi dei cittadini nella sua interezza. Questi sono degli atteggiamenti che non condivido, nella maniera più assoluta, e fin quando mi sarà possibile e ne avrò la forza e il ruolo qui dentro le combatterò. Perché per troppo tempo è stata presa in giro questa gente, per troppo tempo sono state create delle false aspettative e si vuole ancora continuare su questo solco, noi non ci stiamo. Anche perché il famoso piano di rientro, con questo ulteriore aggravio di personale all'interno dell'ATS, non potrà mai essere rispettato. E soprattutto mi aspetterei dall'assessore Arru, per l'ennesima volta, che ci dia un segno di coerenza tra quello che pronuncia e quelle che sono le azioni del suo Assessorato, cosa che invece, sistematicamente, non avviene.

Ecco il motivo per il quale non condividiamo, non l'abbiamo condiviso allora, e continuiamo a non condividere questo tipo di impostazione.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Luigi Lotto. Ne ha facoltà.

LOTTO LUIGI (PD). Solo per dire due battute. Noi oggi stiamo davvero interpretando una norma da noi varata tempo addietro, stiamo dando una risposta affinché a quella norma sia dato seguito, riprendere oggi il dibattito che già facemmo in quell'occasione lo ritengo assolutamente non produttivo e credo che sia giusto consentire che ciò che con quella norma abbiamo voluto intendere, abbia seguito e porti finalmente questa vicenda ad avere una conclusione.

PRESIDENTE. Non ho altri iscritti a parlare. Chiedo all'Aula se ci sono obiezioni in merito all'emendamento orale presentato dall'onorevole Tedde poc'anzi.

Ha domandato di parlare la consigliera Anna Maria Busia. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). Siamo alle dichiarazioni di voto?

PRESIDENTE. Le dichiarazioni di voto erano appena terminate, non c'era nessun altro iscritto a parlare. Però prego.

BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). Perché vorrei chiarire alcuni passaggi soprattutto a seguito delle indicazioni che sono state offerte dal doppio collega Marco Tedde, nel senso che intanto faccio presente che la pronuncia che ho indicato - questo lo dico per informazione - parla proprio del passaggio da ente pubblico ad altro ente pubblico; quindi al di là della considerazione che il San Giovanni Battista sia o meno ente privato, nel frattempo diventato ente pubblico, fa riferimento proprio al passaggio da ente pubblico ad altro ente pubblico. E leggo testuale il letterale della disposizione nella parte conclusiva: ora una legge regionale stabilisca soppressione di un ente, il concomitante riassorbimento del personale da parte di altro ente pubblico, si deve ritenere applicabile il principio sancito dall'articolo 97 Costituzione della obbligatorietà del previo ricorso a procedure concorsuali per reclutamento del personale da parte dell'ente soppresso, pertanto non possono essere ammessi nei ruoli dell'ente pubblico accipiente dipendenti che non abbiano superato un pubblico concorso.". E' tranchant, cioè non lascia spazio ad alcun dubbio, sia che si voglia intendere il San Giovanni Battista come ente privato sia che si ritenga che invece, nei passaggi che ci sono stati nel tempo, sia diventato ente pubblico.

L'assenza del dell'Assessore alla sanità dispiace, però è presente l'assessore Paci al quale invece io vorrei chiedere come ritiene di superare le questioni che vengono poste in maniera costante da tutte le pronunce della Corte dei conti, perché c'è un orientamento che non è stato mai superato, riguardo ai tetti che vengono posti dalle varie leggi di stabilità sull'assorbimento di personale da parte degli enti locali, da parte delle Regioni, perché questo è il problema, e questa pronuncia che io ho indicato valuta sia gli aspetti relativi alle procedure concorsuali, e quindi all'assorbimento del personale, sia le questioni relative ai tetti che riguardano la possibilità per il personale a tempo indeterminato di passare da un ente ad un altro.

PRESIDENTE. Chiedo all'Aula se ci sono obiezioni in merito all'emendamento orale che pocanzi ha presentato l'onorevole Tedde.

Non ci sono obiezioni per cui l'emendamento orale si intende accolto, procediamo quindi con la votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell' articolo 1, come emendato.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 2.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2:

Articolo 2

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna (BURAS). ).

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sull'articolo 1 e ricordo ai colleghi che volessero intervenire che devono iscriversi a parlare entro la fine del primo intervento.

E' iscritto a parlare il consigliere Roberto Desini. Ne ha facoltà.

DESINI ROBERTO (Partito dei Sardi). Sull'aspetto finanziario, Presidente, colgo l'occasione della presenza del Vicepresidente e Assessore al bilancio per chiedergli se è a conoscenza del fatto se comporta maggiori oneri, ovviamente, il passaggio di questo personale all'ATS e soprattutto, rispetto al piano di rientro, quali sono adesso i parametri, perché in occasione dell'approvazione della legge l'assessore Arru diceva che era una un'operazione a saldo zero, quindi vorremmo sentire da parte della Giunta, in questo caso da parte dell'assessore Paci, se quanto allora dichiarato dall'Assessore viene confermato o meno. Noi abbiamo dei forti dubbi che questo "a saldo zero" possa essere rispettato, però vorremmo sentire la voce della Giunta. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Fabrizio Anedda. Ne ha facoltà.

ANEDDA FABRIZIO (Gruppo Misto). Di questa azienda ce ne stiamo occupando da due anni; è un'azienda che produceva debiti, passata alla gestione diretta della ASL, o dell'ATS, vorrei sapere cosa ha prodotto di utile in questo anno e mezzo da quando la struttura è passata al pubblico, ancora non si sa cosa abbia prodotto.

La prima criticità di questa azienda mi sembra che fosse la pletora dei dipendenti, se paragonata al fatturato dell'azienda. Ormai è consolidata la prassi, mi sembra di capire, che quando un'azienda privata chiude il personale viene inserito, o in aziende costruite ad hoc tipo, tipo l'IGEA o il Geominerario, oppure, forzando normative come spiegava la collega Busia, nel pubblico. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Intervengo solo per il rispetto che ho nei confronti dei due consiglieri che hanno chiesto espressamente un mio intervento, l'onorevole Busia e l'onorevole Desini, ma intervengo per dire che mi attengo al testo che oggi è in Consiglio, un testo di iniziativa consiliare, che viene discusso adesso, cambiando l'ordine del giorno, e quindi ecco perché non c'è l'assessore Arru, perché l'Aula ha deciso di modificare l'ordine del giorno e di anticipare questa discussione.

In questo testo non esiste niente che riguarda gli oneri finanziari, tutto questo è relativo alla legge precedente, e lì è stata fatta, come giustamente l'onorevole Lotto ha ricordato, tutta una discussione di merito sulla quale non rientro. Qua si sta semplicemente dando una interpretazione a un aspetto specifico che riguarda il fatto che negli asset attivi dell'azienda ovviamente rientravano anche i lavoratori, e ci mancherebbe altro che non fosse così, dopodiché tutte le questioni aperte riguardo al tema controverso di questa questione, ovviamente rimangono e ognuno legittimamente continua ad avere le proprie idee.

PRESIDENTE. Grazie, assessore Paci. Poiché nessuno domanda di parlare per dichiarazione di voto, passiamo alla votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 2.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Metto ora in votazione il testo della proposta di legge numero 420.

Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Desini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DESINI ROBERTO (Partito dei Sardi). Nella dichiarazione di voto ricordo al collega Tedde di leggere la sentenza della Corte dei conti, la delibera numero 4 del 19 gennaio 2016, e leggo brevemente la parte finale del dispositivo: "Ove una legge regionale stabilisca la soppressione di un ente e il concomitante riassorbimento del personale da parte di altro ente pubblico, si deve ritenere applicabile il principio sancito dall'articolo 97 della Costituzione della obbligatorietà del previo ricorso a procedure concorsuali per il reclutamento del personale da parte dell'ente soppresso, pertanto non possono essere ammessi nei ruoli dell'ente pubblico accipiente dipendenti che noi abbiamo superato un pubblico concorso". Questa è la mia dichiarazione di voto. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Sì, certo, condivido parte di ciò che ha sostenuto l'onorevole Desini, quando c'è un è pubblico si deve parlare di ingresso nell'ente pubblico da parte di lavoratori per il tramite di un pubblico concorso, però ribadisco il concetto che ho espresso poc'anzi: quando c'è una mobilità fra enti pubblici,e la ex IPAB è un ente pubblico, non si va a chiedere l'analisi del sangue del dipendente che vuol fare la mobilità, si prende il dipendente, se c'è la possibilità di accettarlo, e si inserisce all'interno della struttura amministrativa. Quindi io credo che un atteggiamento differente nei confronti di questo ente pubblico, perché di ente pubblico si tratta, ex IPAB, sarebbe un atteggiamento sperequante, un atteggiamento anche odioso: per quale motivo devo fare l'analisi del sangue di questi dipendenti, quando invece fra enti pubblici questa analisi del sangue non si fa? Per quale motivo la ASL non ha fatto l'analisi del sangue a tutti i dipendenti che sono transitati dalla ex IPAB alla ASL? Perché non è stata fatta questa analisi del sangue, perché si chiede soltanto ora? E voi sapete molto bene che tanti dipendenti dell'ex IPAB sono passati in mobilità all'ASL, nessuno ha parlato, nessuno ha fiatato. Giustamente, perché l'analisi del sangue non si poteva fare, ma non si può fare neanche adesso. Voterò a favore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Demontis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEMONTIS SALVATORE (PD). Io sono molto d'accordo con l'interpretazione che ha appena espresso il collega Tedde, peraltro è la stessa che ho avuto modo di esporre anch'io nel mio intervento precedente. Qui non si tratta di stabilire che ci può essere l'accesso alla pubblica amministrazione senza concorso, qui il punto è che l'articolo 97 della Costituzione deve essere rispettato in fase di accesso alla pubblica amministrazione e non invece nel passaggio fra una pubblica amministrazione e l'altra.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE GIANFRANCO GANAU

(Segue SALVATORE DEMONTIS.) Si dà già per scontato che sia così, cioè che chi sia dipendente della pubblica amministrazione abbia avuto accesso a quella pubblica amministrazione mediante concorso, e non ogni volta, nel passaggio fra un'amministrazione pubblica e un'altra, si debba invece arrivare alle verifiche delle precedenti procedure concorsuali. Questa, ripeto, è una linea giurisprudenziale che seppure minoritaria esiste, e non è univocamente determinato, così come invece farebbe apparire la lettura della sentenza, non so di che grado di giudizio, che i colleghi hanno letto in precedenza, qui non vi è alcuna lesione, dal mio punto di vista, dell'articolo 97 della Costituzione. Grazie

PRESIDENTE. Non ho altri iscritti per dichiarazione di voto. Metto in votazione il testo della legge.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di legge numero 420.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Discussione e approvazione del disegno di legge: "Reiscrizione delle economie di stanziamento nell'ambito dei trasferimenti di cui al decreto legislativo 21 febbraio 2008, n. 46 (Norme di attuazione dello statuto speciale della Regione autonoma Sardegna concernenti il conferimento di funzioni e compiti di programmazione e amministrazione in materia di trasporto pubblico locale)" (436/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 436/A. Ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Sabatini, relatore.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore. Solo alcune brevi considerazioni partendo da una definizione che mi pare esaustiva del debito fuori bilancio, per il quale si intende un'obbligazione dell'ente verso terzi…

PRESIDENTE. Onorevole Sabatini, stiamo discutendo lo stanziamento nell'ambito dei trasferimenti, non i debiti fuori bilancio.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore. Chiedo scusa. Mi rimetto alla relazione, Presidente.

PRESIDENTE. Apro la discussione generale.

Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 1. All'articolo 1 sono stati presentati gli emendamenti aggiuntivi numero 1 e 2.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1:

Art. 1

Incremento del fondo destinato
alla reiscrizione di passività non contabilizzate
e correlate a riscossioni di entrata

1. Il fondo destinato alla reiscrizione di passività non contabilizzate e correlate a riscossioni di entrata, iscritto in conto della missione 20 - programma 03 - titolo 1 - capitolo SC08.5100 del bilancio della Regione per gli anni 2017-2019, è incrementato dell'importo di euro 5.593.963,31, per essere destinato alla reiscrizione, nell'anno 2017, delle economie di stanziamento verificatesi nell'ambito delle risorse finanziarie trasferite alla Regione in attuazione del decreto legislativo 21 febbraio 2008, n. 46 (Norme di attuazione dello statuto speciale della regione autonoma Sardegna concernenti il conferimento di funzioni e compiti di programmazione e amministrazione in materia di trasporto pubblico locale.)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Sabatini, relatore.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore. Parere contrario, Presidente.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e asseto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e asseto del territorio. Parere contrario.

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 1, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 1, con parere contrario della Commissione e della Giunta.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). L'emendamento ha intanto lo scopo di portare all'attenzione del Consiglio regionale il problema che, per la verità, è stato già ben rappresentato con interventi sotto forma di interrogazione, mi pare da parte del consigliere e collega Luigi Crisponi, sulla questione del ponte di Oloè sulla strada provinciale Oliena-Dorgali. Forse chi abita a Cagliari, assessore Paci, non si rende conto dell'importanza di questa infrastruttura stradale. È un ponte che ha già determinato per la sua rovinosa chiusura qualcosa come, mi pare, circa il 60 per cento in meno dei flussi turistici in quel territorio, per non parlare poi delle gravissime ripercussioni sul sistema agropastorale diffusissimo nella zona, ed è la ragione per la quale non si può continuare a sottacere il problema, rimandandolo ancora una volta alla possibilità che l'ANAS prenda in carico l'opera, quando noi sappiamo, ed è la ragione del mio intervento, Assessore, che erano già stanziati 12 milioni di euro, e vorremmo capire la ragione per la quale dall'Assessorato dei lavori pubblici questi 2 milioni sono scomparsi, dove sono andati e qual è la ragione. Noi, quindi, chiediamo chiarezza su questo e comprendiamo bene che l'importo e la natura dell'intervento è tale che certamente richiede un supplemento di attenzione, ma vorremmo che ci fosse chiarezza perché non è assolutamente ammissibile che una parte importante del territorio si veda penalizzata proprio per la mancanza di un intervento anche di natura provvisorio, straordinario, che però consenta la viabilità per le ragioni che ho prima così sommessamente cercato di portare all'attenzione di quest'Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e asseto del territorio. Ne ha facoltà.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e asseto del territorio. Abbiamo detto che c'è il parere contrario sull'emendamento, ma una grande attenzione al tema, quindi colgo la sollecitazione dell'onorevole Pittalis per dire che anche personalmente qualche mese fa mi dovevo recare da Bitti a Oliena, sarei dovuto passare lì, ho dovuto fare lunghissime deviazioni, e ci siamo persi dentro Nuoro perché era difficile, perché bloccata anche l'altra strada. Quindi ho vissuto proprio anche personalmente le difficoltà di percorsi di mobilità che ci sono in quelle aree, in particolare sul ponte di Oloè. In quelle settimane che sono stato Assessore ad interim dei lavori pubblici ho visto che è un tema assolutamente importante, nel quale non è tanto la mancanza di finanziamenti che li sta bloccando, ma sono le procedure e le difficoltà proprio di dare attuazione a queste procedure. Mi impegno appena finisce la discussione di risollecitare, avremo riunione di Giunta, l'assessore Balzarini per rimettere tutta l'attenzione che ci vuole. Purtroppo, lo dico tra parentesi, alle volte la Regione Sardegna è impotente di fronte a questi lavori, io ho seguito il discorso della 195, della 554, perché una volta che sono dati in affidamento ad ANAS purtroppo succedono anche queste cose. Comunque, garantisco la massima attenzione al tema da parte dell'amministrazione regionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Crisponi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Avrei preferito che in aula fosse presente anche il presidente Pigliaru. La questione della provinciale 46, che è quella che appunto viene a trovarsi sopra il ponte di Oloè, è una questione fondamentale, c'è una tensione palpabile nelle comunità che in questo momento si trovano di fatto isolate totalmente, c'è una tensione palpabile soprattutto nei cittadini, ma anche nei tanti operatori del mondo del commercio, del turismo e dell'agricoltura. Assessore Paci, la vicenda di quel ponte va definita una volta per tutte; è impensabile che si isoli completamente una comunità, una comunità che ha il diritto di essere messa naturalmente nella rete complessiva della viabilità, di una viabilità moderna, non può essere lasciata certamente allo sbando, deve essere individuato assolutamente questo finanziamento perché vanno ripristinate e naturalmente garantite alla collettività, ai suoi amministratori condizioni di equità, e quindi quella perequazione che tante volte è stata richiesta in quest'Aula, questa è davvero l'occasione giusta e corretta per poterla assicurare. Lei si deve fare garante con questo impegno che lei sta prendendo in modo solenne, davanti al Consiglio regionale; abbiamo necessità di capire se quei 12 milioni di euro che sono stati distratti a suo tempo, magari utilizzati in altre attività sicuramente urgenti, vedono oggi un'ulteriore urgenza, quell'urgenza sta facendo mettere in ginocchio l'economia di quelle comunità, è impensabile che allo stato delle cose si possa proseguire, anche per gli effetti di una stagione turistica che già crea una serie di problematiche, e allora mi pare assolutamente necessario che si assuma un impegno reale e concreto, e che a quelle popolazioni a quel mondo delle imprese si assicurino ciò che è giusto poter dare con un significato ben preciso, che è quello dell'individuare ancora una volta quelle risorse che erano state già individuate nel 2014. Oggi abbiamo la necessità assoluta che questo impegno diventi in assoluto garantito, e soprattutto che si mettano in moto tutte le pratiche necessarie per poter rimettere in moto la circolazione, la mobilità delle persone, la società civile che aspetta risposte da quest'Aula, e soprattutto dalla Giunta regionale che lei qui rappresenta con la sua qualità di Vicepresidente. Io ritengo anche che sarebbe una beffa, visto che sono state apposte tutta una serie di cartelli che permettono di raggiungere una serie di località a seguito del crollo e della chiusura del ponte, e che guarda caso per assurdo non permettono invece un'agile e facile raggiungimento della comunità di Oliena. Quella comunità in questo momento è totalmente isolata, e ci si ricordi anche quando si fa la segnaletica, che siamo in luoghi turistici e quindi che non transitano solamente i cittadini locali o gli italiani, ma transitano anche tanti turisti stranieri. Non è certamente un bel biglietto da visita far arrivare dopo decine di…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az-La Base). Grazie, Presidente. Io chiederei un impegno aggiuntivo all'Assessore, perché la vicenda del ponte di Oloè è paradigmatica di una incompetenza o di una inconcludenza da parte di diversi enti che si sono interessati di questo ponte. Il ponte è stato chiuso dalla Procura perché dichiarato pericoloso con imminente possibilità di crollo, il ponte fu riaperto dal Commissario straordinario della provincia di Nuoro con una corsia, perché una relazione diceva che non era in pericolo imminente di crollo. Un'ulteriore perizia ha indotto il procuratore a chiudere il ponte. Allora, io chiederei alla Regione, visto che ancora non è stato fatto da nessuno, di chiamare il Presidente dell'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Nuoro che dichiari se c'è l'imminenza del crollo o non c'è l'imminenza del crollo, perché due ingegneri hanno dichiarato due cose opposte; grazie a uno si è potuto riaprire, grazie all'altro, se così si può dire, si è dovuto richiudere. Sei mesi di statale 125 chiusa, il ponte di Oloè chiuso, credo che se si va a vedere lo stato della provinciale 38, noi ci rendiamo conto che arrivare dalla 131 a Oliena a Dogarli, a Nuoro, sia un problema, quindi altro che parlare di grande velocità o alta velocità, come hanno fatto l'altro giorno, il diritto alla mobilità deve essere garantito, con interventi che sono stati promessi svariate volte, anche gli intervento sulla SP38 che ancora non si sono visti, ci sono stati gli stanziamenti dei fondi e ancora non si sa dove sono finiti e se si è fatta la gara, quindi un interessamento da parte della Regione, e in particolare dell'Assessorato regionale dei lavori pubblici, affinché si risolva la questione di Oloè, decidendo se sta per cadere oppure no, e facendo pressione perché si possano fare gli interventi immediatamente sulle provinciali che sono veramente delle mulattiere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Anna Maria Busia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). Sì, approfitto del fatto che è stato introdotto l'argomento. Anche io ho presentato un'interpellanza che riguarda proprio la vicenda del ponte di Oloè, e quindi chiedo a questo punto anch'io risposte perché… intanto chiediamo lo stato di attuazione degli interventi programmati sulla strada provinciale 46, quali intenzioni intenda adottare la Giunta per mettere in sicurezza il ponte e consentire la ripresa della circolazione, e i motivi per i quali la Regione Autonoma della Sardegna continua a attribuire all'ANAS la realizzazione di interventi su strade di competenza regionale o provinciale. La questione della mobilità è la questione principale, quella che richiama e che è richiamata ovviamente dalla vicenda che riguarda il ponte di Oloè, ma anche riempirsi la bocca di misure contro lo spopolamento delle zone interne, dovrebbe, impone che si prendano decisioni, che si diano indicazioni precise su questioni come queste, non si può continuare a parlare di lotta allo spopolamento se si lasciano i cittadini delle zone interne in queste condizioni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Presidente, io su una vicenda come questa non mi piace affrontare la questione come se fossimo in un ring, perché penso che il senso di responsabilità di fronte ad un fatto, ad una situazione, a una vicenda che abbiamo rappresentato porti tutti, maggioranza opposizione e la stessa Giunta regionale, a valutare la serietà del problema e l'urgenza anche di intervenire. Io, assessore Paci, non ho dubbio che lei sia conseguente alle cose che ha riferito all'Aula, e su questo suo impegno io riservo, perché avremo a settembre la sessione di bilancio, se fosse necessario io con i colleghi torneremo sull'argomento, quindi non ho nessuna difficoltà a ritirare l'emendamento, tenuto conto dell'impegno anche finanziario che rappresenta, ma l'invito è a valutare con urgenza la possibilità di un intervento anche provvisorio a studiare soluzioni di fattibilità, perché anche in via provvisoria possa essere ripristinata quella importante arteria stradale che non è pensabile possano passare ancora settimane e mesi in quella condizione. Quindi gli emendamenti numero 1 e 2 sono ritirati.

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 2.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2:

Art. 2

Norma finanziaria

1. Gli oneri derivanti dalla presente legge sono quantificati, per l'anno 2017, in euro 5.593.963,31 (missione 20 - programma 03 - titolo 1 - capitolo SC08.5100).

2. L'Amministrazione regionale attua la presente legge senza far derivare, per l'anno 2017, ulteriori oneri a carico della finanza regionale, mediante impiego di risorse già stanziate in conto del bilancio regionale per lo stesso anno, come di seguito specificato:

a) per euro 3.400.000, mediante riduzione di pari quota delle risorse relative all'autorizzazione di spesa di cui alla legge regionale 2 dicembre 2011, n. 25 (Norme per la copertura finanziaria della continuità territoriale aerea), e successive modifiche e integrazioni, già iscritte in conto della missione 10 - programma 04 - titolo 1 - capitolo SC07.0627 del bilancio regionale per gli anni 2017-2019;

b) per euro 1.493.963,31, mediante riduzione di pari quota delle risorse relative all'autorizzazione di spesa di cui alla legge regionale 7 dicembre 2005, n. 21 (Disciplina e organizzazione del trasporto pubblico locale in Sardegna), e successive modifiche e integrazioni, già iscritte in conto della missione 10 - programma 02 - titolo 1 - capitolo SC07.0598 del bilancio regionale per gli anni 2017-2019;

c) per euro 700.000, mediante riduzione di pari quota delle risorse relative all'autorizzazione di spesa di cui alla legge regionale n. 21 del 2005, e successive modifiche e integrazioni, già iscritte in conto della missione 10 - programma 02 - titolo 1 - capitolo SC07.0616 del bilancio regionale per gli anni 2017-2019.

3. Nel bilancio della Regione per gli anni 2017-2019 sono introdotte le seguenti variazioni:

SPESA

in diminuzione

missione 10

programma 02

titolo 1 cap. SC07.0598 2017 euro 1.493.963,31
titolo 1 cap. SC07.0616 2017 euro 700.000

programma 04

titolo 1 cap. SC07.0627 2017 euro 3.400.000

in aumento

missione 20

programma 03

titolo 1 cap. SC08.5100 2017 euro 5.593.963,31.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 3.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3:

Art. 3

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna (BURAS)).

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 436.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Il Consiglio è convocato questo pomeriggio alle ore 16. Ricordo che la sesta Commissione è convocata domani mattina alle ore 9 e 30. C'è la Conferenza stampa sulla donazione del sangue a cui sono invitati anche i Capigruppo.

La seduta è tolta alle ore 13 e 05.