Seduta n.238 del 28/06/2017 

CCXXXVIII Seduta

Mercoledì 28 giugno 2017

Presidenza del Presidente Gianfranco GANAU

La seduta è aperta alle ore 10 e 36.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta del 13 giugno 2017 (234), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Daniele Cocco e Giuseppino Pinna hanno chiesto congedo per la seduta del 28 giugno 2017.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Annunzio di interrogazione

PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interrogazione pervenuta alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria. E' stata presentata l'interrogazione numero 1157.

PRESIDENTE. Grazie. È rientrato dal congedo l'onorevole Daniele Cocco.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pierfranco Zanchetta. Ne ha facoltà.

ZANCHETTA PIERFRANCO (Cristiano Popolari Socialisti). Sempre sull'ordine dei lavori. Ieri ho fatto una richiesta circa la legittimità della quarta Commissione. Vorrei sapere, alla luce di alcune purtroppo indisposizioni, quelle del Presidente, ma l'assunzione non mi pare in toto delle responsabilità in capo al Vicepresidente, questa Commissione brancola nel buio. Ho necessità di avere formalmente risposta circa la funzione istituzionale della quarta Commissione, anche in relazione alle competenze relative ai trasporti, perché non posso sentirmi dire che non si può convocare l'Assessore competente dei trasporti, oppure lo si deve fare in via informale, quando ho necessità e abbiamo necessità inoltre di definire alcuni passaggi fondamentali circa quelle competenze. La ringrazio, signor Presidente, mi aspetto delle risposte. Grazie.

PRESIDENTE. Sì, onorevole Zanchetta, lei sa che le difficoltà della quarta Commissione sono legate ad un impedimento dell'attuale Presidente, quindi i limiti sono legati sostanzialmente a questo, non c'è una delega ad esercitare le funzioni da parte del Presidente per il Vicepresidente, e quindi le difficoltà sono legate a questo, non ci sono altri motivi che ostano per quanto riguarda l'audizione degli assessori. Quindi, il tema sostanzialmente è questo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luca Pizzuto. Ne ha facoltà.

PIZZUTO LUCA (SDP). Per associarmi anche io alla richiesta dell'onorevole Zanchetta perché ci sono situazioni che richiedono un tempestivo chiarimento che non riusciamo ad avere per le vie normali. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Gruppo Misto). Sull'ordine dei lavori, per sollecitare l'incontro con la Conferenza dei Capigruppo in merito alle questioni inerenti l'Agenzia Forestas. La prima Commissione sta proseguendo lo studio come in accordo con quanto detto nell'ultima Conferenza già tenuta, e occorre adesso fare il punto della situazione con tutte le forze politiche e tutti i Presidenti di Gruppo al fine di chiudere nel più breve tempo possibile una questione strettamente connessa con un servizio primario tra quelli erogati dalla Regione.

PRESIDENTE. La Conferenza dei Capigruppo è convocata, salvo prolungamento del Consiglio, questo pomeriggio alle ore 15, quindi in quell'occasione faremo anche questa audizione.

Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SDP). Anche io, Presidente, rispetto a quello che ha appena detto il Presidente della prima Commissione, c'era un impegno formale in Conferenza dei Presidenti di Gruppo sulla iscrizione, e proprio in prima Commissione, delle due proposte di legge inerenti l'Agenzia Forestas. Quindi credo che sia indifferibile il fatto che subito ci dobbiamo rincontrare, audire il Presidente, affinché con certezza si possa avere una risposta sulla calendarizzazione delle due proposte.

PRESIDENTE. Confermo, questo pomeriggio alle ore 15.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Anche io, Presidente, è un po' inusuale, però vorrei sollecitare l'incontro con l'Assessore dei Trasporti. La questione del trasporto, per le isole minori in particolare, è un tema delicatissimo, che deve essere affrontato in quest'Aula, per cui intervengo anch'io per sollecitare le richieste già formulate dal collega Pizzuto e dal collega Zanchetta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Desini. Ne ha facoltà.

DESINI ROBERTO (Partito dei Sardi). Presidente, mi scusi, mi associo brevemente alle richieste dei consiglieri, e inoltre ricordo all'Aula, e in particolar modo al Presidente della Commissione Sport, perché comunque interessa anche i trasporti, che vi è una proposta di legge, per quanto riguarda il trasporto degli sportivi e degli atleti e delle isole minori, che è all'attenzione della Commissione, che è composta di soli due articoli, e invito quanto prima a evadere questa discussione in Commissione per sottoporla all'attenzione dell'Aula. La ringrazio.

Discussione e approvazione del disegno di legge: "Interventi di promozione e comunicazione finalizzati alla destagionalizzazione dei flussi turistici attraverso il sistema del trasporto aereo". (429/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 429/A.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Antonio Gaia, relatore di maggioranza.

GAIA ANTONIO (Cristiano Popolari Socialisti), relatore di maggioranza. Grazie, Presidente. Colleghi, permettetemi di esordire facendo un plauso mio personale all'Assessore, ma spero di esprimere anche il pensiero di tanti qui dentro. La quinta Commissione è stata investita dall'Assessore per esaminare in tempi rapidi, esattamente in data 14 giugno, questo disegno di legge, l'Assessore del turismo è venuta in Commissione e ci ha illustrato articolo per articolo, che se è vero che la possiamo definire tra virgolette "scarna", passatemi il termine, perché povera di soli 5 articoli, ma quantomeno è ricca di sostanza perché certamente ci permette di impegnare parecchie risorse finanziarie, e ha evidenziato che attraverso questo disegno di legge l'Assessore e l'Assessorato, ma soprattutto la Giunta intera, intende attivare delle politiche di promozione e comunicazione, dirette a sostenere la domanda turistica nei periodi di bassa stagione, quindi destagionalizzare quella che è l'offerta turistica, quindi estendendo l'offerta turistica a prodotti e destinazioni non tipicamente estivi. Ci ha messo in evidenza che si tratta chiaramente di una vera e propria operazione di marketing, e ha evidenziato altresì che non vi è assolutamente, e l'abbiamo verificato, l'hanno verificato gli uffici legali, ma l'abbiamo verificato e approfondito anche in Commissione, alcun aiuto alle compagnie aeree, quindi non c'è il pericolo di rimproveri e di richiami da parte della Comunità europea. Nel corso della seduta della Commissione la stessa ha ritenuto di condividere questa impostazione data dall'Assessore, e ha approvato a maggioranza gli articoli del disegno di legge numero 429, ha deliberato e ha richiesto chiaramente in merito un parere alla terza Commissione sulle norme di carattere tecnico-finanziario ai sensi proprio dell'articolo 45 del Regolamento interno, perché trattasi esattamente di circa 40 milioni di euro, che erano allocati presso l'Assessorato dei trasporti e ora vengono impegnati dall'Assessorato al turismo. La terza Commissione ha provveduto a esprimere il parere chiedendo chiaramente che venissero apportate alcune correzioni proprio all'articolo 4, rubricato "Norma finanziaria", e la quinta Commissione, preso atto del parere della terza Commissione, ha approvato il disegno di legge che oggi è in discussione modificando proprio l'articolo 4 così come richiesto dalla terza Commissione. Non v'è dubbio che, come vedete, i tempi che ci ha richiesto l'Assessore sono ristrettissimi, e per questo io mi permetto personalmente di ringraziare l'intera Commissione, proprio per la celerità con cui è stato affrontato il problema, e ringrazio anticipatamente anche questo Consiglio e l'Assise tutta, proprio perché è importante approvare questo disegno in tempi rapidi, altrimenti vi è il rischio fondato di perdere soldi importanti per i sardi. L'attività competente in materia di turismo nella maggioranza dei suoi componenti dunque ha condiviso la ratio di questo disegno di legge, e non v'è dubbio che il turismo, ce ne riempiamo tutti la bocca, rappresenta sicuramente un aspetto fondamentale per la nostra economia, e se è vero che negli ultimi anni c'è un trend positivo, e non lo possiamo negare, è altresì vero che i risultati non sono per quanto ci riguarda ancora soddisfacenti, e quindi noi dobbiamo guardare con molta attenzione a quelle che sono le potenzialità dell'intero territorio regionale, all'unicità del nostro patrimonio ambientale, naturale, paesaggistico, culturale a 360 gradi, in particolare a quello archeologico, ancora non adeguatamente valorizzato. La maggiore criticità continua ad essere rappresentata dalla concentrazione del flusso turistico nella stagione estiva e nelle località balneari, con le comprensibili ripercussioni negative purtroppo su tutta quella che è la filiera turistica e ricettiva, a partire dalle strutture prese d'assalto nei mesi di luglio e agosto, però purtroppo vuote o semivuote per il resto dell'anno, e con la conseguente dunque precarietà sul fronte occupazionale. Orbene, ritengo che i flussi turistici, accuratamente programmati e distribuiti tanto nel corso dell'anno quanto su tutto il territorio regionale, e ribadisco e sottolineo su tutto il territorio regionale, nonché una attenta promozione della Sardegna non solo balneare, quindi interna, sono obiettivi che la Regione deve raggiungere in tempi brevi… è di ieri, e plaudo all'iniziativa, che tutti penso abbiate visto in televisione, alla proposta di Nuoro e del territorio di Nuoro quale città della cultura per il 2020, mi scuso per l'inciso… al fine di realizzare un sistema turistico che ci veda non più semplici esecutori ma costruttori di politiche di sviluppo nei nostri territori. Come si evince dal report allegato e che ci ha messo a disposizione l'Assessore, sulle permanenze medie riferite al 2016 il turista che arriva in Sardegna, che peraltro accade a livello globale, si sposta prevalentemente in aereo, e la scelta della meta è decisa in maniera preponderante sulla base chiaramente della comodità ed economicità del volo. Luogo di partenza e il luogo di destinazione devono essere collegati con voli diretti e a costi accessibili, lo dimostra per tutti il pesantissimo calo dei flussi turistici determinato dalla fuga del vettore low cost dell'aeroporto di Alghero, dove, è sotto gli occhi di tutti, la cancellazione di quasi tutte le tratte coperte da Ryanair ha messo in ginocchio tantissime imprese del Nord Sardegna, ma anche del Nuorese, territori in cui l'economia turistica ed il suo importante indotto avevano beneficiato dell'arrivo della compagnia irlandese e che hanno drammaticamente subito gli effetti del suo abbandono. Il disegno di legge che oggi stiamo discutendo parte quindi dal riconoscimento della centralità dei collegamenti aerei per la crescita e lo sviluppo del turismo, e prevede interventi propedeutici alla promozione della bassa stagione, al fine di favorire la destagionalizzazione dei flussi turistici e distribuirne i benefici sull'intero territorio regionale, come prevede proprio l'articolo 1. Il mio, e credo il nostro impegno, deve far sì che questa legge rappresenti un primo passo, una pietra ben levigata miliare verso la definizione di una strategia basata su un piano regionale di intermodalità che coinvolga tutti gli scali aeroportuali, nessuno escluso, i porti, i principali mezzi di trasporto che vanno dai pullman agli autobus ai treni, secondo quelli che sono gli standard del mercato turistico europeo, attraverso collegamenti stradali e ferroviari più efficienti tra gli aeroporti, i porti e le località turistiche. Concludo veramente rendendo plauso all'Assessore, alla Commissione tutta per l'impegno profuso, e mi auguro, svestendoci dalle casacche che ci contraddistinguono qui dentro, che ci sia una condivisione ampia su un'iniziativa di questo tipo. Grazie

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Marco Tedde, relatore di minoranza.

TEDDE MARCO (FI), relatore di minoranza. Presidente, è singolare che oggi si riparta, o meglio, si parta prelevando soldi dall'Assessorato dei trasporti che evidentemente ha fallito e trasferendo queste risorse all'Assessorato del turismo. È un'apertura di credito nei confronti della nuova Assessora, noi non abbiamo assolutamente pregiudizi nei confronti della nuova Assessora, le facciamo i nostri più sentiti e anche affettuosi, se è possibile, auguri, però questo disegno di legge decreta, certifica il fallimento delle politiche trasportistiche dell'assessore Deiana.

Pur essendo la prima iniziativa in materia di destagionalizzazione di questa legislatura degna di questo nome, questo disegno di legge è caratterizzato però - lo debbo anche dire - da una totale e pericolosa indeterminatezza. Detto e ribadito che è positivo che oltre 48 milioni di euro vengano spostati dall'Assessorato dei trasporti a quello del turismo, il giudizio sui contenuti dell'articolato è però severo. È evidente che si parte col piede sbagliato, nonostante l'obiettivo ambizioso e condivisibile e gli strumenti finanziari cospicui, non abbiamo uno straccio di progetto di idea, tranne quella lapalissiana che occorre promuovere l'offerta turistica nei mesi di spalla, ma senza nemmeno articolare, ahimè, la volontà del legislatore sardo, cioè di questa Assemblea, che in questa partita corre il rischio di svolgere il ruolo poco dignitoso di semplice collettore di risorse. Disegno di legge, per il vero, oltremodo laconico, propone al Consiglio regionale di stanziare 40,8 milioni di euro al buio per destagionalizzare i flussi turistici, rinviando alla Giunta regionale per la scelta dei criteri e per la scelta degli interventi. Giunta che, occorre rammentarlo, per tre anni e mezzo non è stata capace di varare neanche una bozza di piano di incentivi al low cost, che comunque era ed è consentito dalla disciplina comunitaria. In secondo luogo non dimentichiamo la decisione assunta dalla Giunta nel 2016 di investire 6 milioni per promuovere l'immagine della Sardegna presso gli aeroporti sardi; una scelta assimilabile ad una eventuale assurda decisione della FIAT di pubblicizzare le auto all'interno di fabbriche e saloni italiani anziché in tutto il mondo. Gli esiti di questa promozione sono stati asfittici, per utilizzare un eufemismo, l'aeroporto di Alghero, solo nel 2016, ha perso 340 mila passeggeri, mentre con 6 milioni di euro investiti nel low cost avremmo potuto avere un milione di visitatori e oltre 550 milioni di ricadute nel sistema Sardegna, con conseguenti maggiori entrate anche per le casse pubbliche, per le casse regionali, in termine di IRPEF e di IVA. In sede di audizione in Commissione quinta, l'Assessore del turismo ha precisato che verrà mutuato il modello Abruzzo, che è un Piano di promozione turistica per certi versi innovativo perché parametrato e pagato anche in base agli effettivi risultati raggiunti in termini di presenze sul territorio. È un piano che prevede tre azioni basate su collegamenti con mercati internazionali consolidati e con consolidati e innovativi mercati nazionali. Ma vi è una differenza sostanziale rispetto alla Sardegna: in Abruzzo c'è solo un aeroporto, in Sardegna per fortuna ce ne sono tre. Da ciò emerge la necessità che il Consiglio regionale tracci la strada che la Giunta dovrà percorrere e declinare nel dettaglio in tema di ripartizione delle risorse fra i tre scali isolani prevedendo anche un equo benchmark sia in termini cronologici che in termini di caratteristiche delle quote di traffico che ovviamente non devono riferirsi alla continuità territoriale 1. Anche in considerazione, o meglio, in funzione di queste riflessioni e degli esiti negativi della precedente iniziativa promozionale, quella dei 6 milioni di cui parlavo poc'anzi, riteniamo che al Consiglio regionale non si possa chiedere un atteggiamento fideistico, il legislatore regionale deve disegnare la cornice all'interno della quale la Giunta regionale deve muoversi per investire queste imponenti risorse e il legislatore regionale deve anche stabilirne i tempi. Non si può chiedere al legislatore sardo di stanziare oltre 40 milioni per interventi di promozione e comunicazione senza consentire ai consiglieri regionali di decidere dove, come e quando investire queste imponenti risorse. La Giunta dovrebbe, deve intervenire solo sulla disciplina attuativa di dettaglio. Se è vero che la norma di legge deve rivestire il carattere dell'astrattezza - e questo è vero - e quindi si deve riferire a una serie ipotetica di fatti, è altrettanto vero che l'astrattezza non può trascendere nella indeterminatezza. Peraltro, accettare supinamente i contenuti astratti del disegno di legge della Giunta, si corre il serio rischio di vedere violato in sede di attuazione di regole indefinite il principio di ragionevolezza, principio secondo il quale occorre evitare di trattare situazioni omogenee in modo differenziato o situazioni disomogenee in modo eguale.

PRESIDENTE. Ricordo che i consiglieri che intendono prendere la parola devono iscriversi non oltre la conclusione del primo intervento.

È iscritto a parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Gruppo Misto). Presidente, apprezzando il lavoro della Giunta e della Commissione, esprimo approvazione piena per un articolato snello, asciutto e essenziale. Credo che il lavoro fatto in questa occasione copra un buco, ma non posso non rilevare come questo buco venga coperto un po' in ritardo rispetto a quelle che erano le esigenze della nostra isola. Finalmente abbiamo uno strumento, allo strumento seguirà una delibera di Giunta che, sono sicuro, verrà discussa anche nella Commissione competente in questo Consiglio regionale, credo però che le decisioni che si prenderanno poi dovranno essere necessariamente difese di fronte a una burocrazia comunitaria che spesso si è rivelata molto attenta al riguardo, quando si è andati oltre la normativa sugli aiuti di Stato, in questo caso, e molto disattenta rispetto a quella che è la necessità della Sardegna di avere delle compensazioni all'evidente stato di insularità che vede proprio nei trasporti efficienti un modo per superare questo gap col resto dell'Europa.

La destagionalizzazione, tema centrale del DL, non è una formula magica però, con questo testo e con questo DL ci dotiamo di risorse certe per consentire strumenti promozionali e di sostegno anche alle compagnie di trasporto che assicureranno questi trasporti. Non è una formula magica però, perché la destagionalizzazione ha necessità di scali diretti, perché (lo ricordava bene nella relazione di maggioranza l'onorevole Gaia) la necessità nei piccoli break invernali è quella di non perdere troppo tempo col passaggio da uno scalo all'altro e ha necessità di città e di Paesi attrezzati anche per accogliere un turista necessariamente diverso rispetto a quello che sceglie la nostra regione nella stagione estiva. Io sono convinto che nel turismo destagionalizzato ci sia un'incredibile occasione di sviluppo, probabilmente unica per la nostra regione e unica perché in questo periodo particolare la Sardegna è meta di un turismo attento, diverso da quello che l'ha frequentata in passato, e perché è evidente che a livello europeo stia passando per noi un treno. Bene, i treni si possono prendere, ma si possono anche perdere. In questo caso è per noi fondamentale non perdere il treno e fare ognuno la sua parte per evitare di parlare tra qualche anno dell'ennesima occasione sprecata. In questo senso - e chiudo - vedo amministratori locali, sindaci e realtà economiche e produttive estremamente attente ai fenomeni che stanno avvenendo. Cito per esempio quello che accade nel capoluogo, che in poco tempo è passato dall'essere una città che nel mese di agosto vedeva la ferma totale delle attività anche economiche e commerciali, diventare una città che anche nei mesi invernali punta sul turismo e sui servizi turistici per creare una nuova economia. L'uno senza l'altro non può funzionare e oggi è fondamentale che le istituzioni regionali facciano la loro parte e assicurino il prima possibile i trasporti di cui ha bisogno il nostro sistema produttivo.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Luigi Lotto. Ne ha facoltà.

LOTTO LUIGI (PD). A me fa molto piacere che oggi in Consiglio regionale affrontiamo con una norma proposta dalla Giunta il grande tema su come promuovere la crescita del turismo in Sardegna andando verso una incentivazione della destagionalizzazione, andando verso l'utilizzazione di uno strumento quale è quello che prevede la Giunta che consenta di iniziare un percorso, non di concluderlo, di iniziare un percorso. Io non voglio parlare del passato, né di quello recente ma neanche di quello meno recente perché è difficile governare questioni così delicate come quella dei trasporti, delle incentivazioni alle compagnie che per anni abbiamo utilizzato come strumento per incentivare i flussi turistici. È difficile farlo in una condizione quale quella in cui si è trovata questa Giunta negli anni scorsi in un regime di procedura di infrazione che ha indubbiamente condizionato le scelte della Giunta. Io non credo sia utile seppure non proibito ritornare a quelle questioni. E' fondamentale a mio parere se l'Assessore del turismo di concerto con l'Assessore dei trasporti hanno individuato nell'utilizzazione di queste somme uno strumento che possa, utilizzando la incentivazione della promozione, dare finalmente una ripartenza al settore, noi abbiamo il dovere di accompagnarlo. Certo, abbiamo discusso anche in Commissione che c'era un problema di come rendere partecipe il Consiglio e la Commissione consiliare del progetto che la Giunta sta mettendo in piedi. I tempi perché il progetto vada avanti ci hanno imposto di costruire un percorso diciamo così accelerato che non può permettersi il lusso dei tempi lunghi che un doppio passaggio in Commissione delle norme di attuazione avrebbe comportato. Ecco perché abbiamo preso l'impegno come maggioranza e ha preso l'impegno l'Assessore una volta che il progetto è pronto per la deliberazione della Giunta, si fa un passaggio preventivo in Commissione e ci si confronta. Non significa approvare progetti a scatola chiusa, non significa approvare una delega in bianco, significa solo tenere conto della situazione data e agire di conseguenza. Ecco perché noi anche la settimana prossima, se l'Assessore avrà il progetto pronto, saremo disponibili da un giorno all'altro e siamo d'accordo tutti non solo noi ma anche gli amici della minoranza per riunire la Commissione con lei e ragionare sul concreto sul lavoro che è stato messo in piedi. Io credo che vada salutato positivamente questo disegno di legge, ci si debba augurare che abbia i ritorni che noi prefiguriamo e che quindi si creino le condizioni affinché davvero questa agognata ripartenza in questo settore ci sia davvero. Siccome abbiamo creato gli impegni politici perché il confronto sulle cose concrete comunque ci sia, al di là del formale parere della Commissione, credo che ci saranno le condizioni perché alla fine nessuno firmerà deleghe in bianco e tutti faranno ciò che è necessario per l'economia dell'isola in piena trasparenza e senz'altro con il nostro consenso. Ma io sono convinto che ci sarà anche il consenso della minoranza perché ho visto che quando si affrontano questioni concrete che vanno a vantaggio dell'intera economia, in più di un'occasione ha saputo dimostrare di saper esserci. Per cui io ho fiducia che approvando oggi questo provvedimento e riaffrontando la questione tra una settimana o quando sarà, ma comunque il prima possibile in Commissione e poi dando il via a che la Giunta si muova nel concreto, forse facciamo un piccolo passo avanti perché nella nostra isola ci sia davvero una ripartenza in un settore che è vitale per la nostra economia. Quindi noi sosterremo con forza questo provvedimento e credo che sia utile alla Sardegna che venga approvato dal Consiglio.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Luigi Crisponi. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Il progetto lo abbiamo valutato ed esaminato con grande attenzione in sede di quinta Commissione e naturalmente abbiamo già avuto modo di esprimere come componenti della minoranza di quella Commissione alcune criticità che naturalmente vanno richiamate anche in questo contesto. Certamente questo progetto arriva ad avere un ritardo, tre anni e mezzo evidentemente non sono serviti alla Giunta regionale nel saper individuare un percorso che potesse garantire tutte quelle attività che oggi sono appunto oggetto di discussione in capo a questo progetto di legge, e quindi inevitabilmente possiamo dire che tutte le politiche che sono state portate avanti fino a questo momento dalla Giunta regionale hanno la demarcazione di fallimento di tutto quel genere di politiche, e allora oggi stiamo un po' in attesa per verificare se puntualmente potranno essere capaci davvero di destagionalizzare. Beh, parolina non da poco, è dagli anni 80 che si dibatte e si discute sulla destagionalizzazione soprattutto sul come farla, oggi con questo progetto di legge innanzitutto fondamentalmente vengono messe a disposizione delle risorse certe che vanno proprio in quella direzione, e avere già le risorse a disposizione per un prodotto importante che è quello appunto della movimentazione dei passeggeri, dei turisti, dei viaggiatori, degli stessi sardi soprattutto fuori stagione è già un buon punto di partenza. Però è anche vero che il tutto contiene in sé un riferimento assoluto e certo, ovvero ci si è riferiti ad una legge similare che è stata adottata dalla Regione Abruzzo. Aver adottato quello stesso criterio naturalmente ci protegge dagli strali e dai rimbrotti continui da parte della Commissione dell'Unione europea. Però tutto questo naturalmente sarebbe molto bello se potesse venire applicato con facilità e semplicità sul territorio, è anche vero che come diceva poc'anzi il collega Tedde tutto ciò che riguarda attività economiche soprattutto riguardanti questa Commissione, la quinta Commissione attività produttive, ha necessità di una puntuale valutazione e verifica che ancora non conosciamo e quindi aspettiamo le direttive che saranno adottate successivamente dall'Assessorato del turismo e quindi con la successiva delibera della Giunta regionale. Però, all'Assessore che naturalmente di queste questioni ne conosce e capisce, avendo lavorato a lungo proprio in questo comparto e in questo settore, ricordo che non vi è destagionalizzazione al mondo che possa procedere se questa non è accompagnata nello stesso binario da attività di internazionalizzazione, di promozione e che riguardino direttamente l'intero territorio. Sarebbe tutto semplice e tutto facile se con una semplice delibera di Giunta e con il voto acclamante di quest'Aula tutto potesse cambiare improvvisamente e scrivere nuove pagine orgogliose per la nostra isola, non è così, e fra l'altro dobbiamo fare anche attenzione. Guarda caso, proprio in questi giorni, la compagnia che ha inventato il movimento low cost, oggi disegna un nuovo scenario intero per l'economia nazionale ed internazionale, ma soprattutto quella nazionale, dichiara il proprio interesse all'acquisizione della Compagnia italiana di bandiera dell'Alitalia. Era uno scenario impensabile fino a sei mesi fa, o addirittura ad un anno, due anni fa, quindi questo significa che il turismo è un'economia talmente rapida e veloce che dobbiamo essere capaci di dare gambe ad un corpus di iniziative, che daranno appunto seguito e si affiancheranno a questa proposta di legge, perché altrimenti tutto sarà vano. E allora la mia domanda è semplice. Nella regione Abruzzo il pacchetto complessivo delle attività di destagionalizzazione ha seguito un percorso ben preciso, ovvero loro sono già titolari e detentori di due organismi irrinunciabili che, con tutta obiettività e con tutta la buona volontà, possono essere la Giunta regionale della Sardegna, o dell'Assessorato del turismo, mancano quei presidi intermedi fondamentali che si chiamano DMO e DMC, che sono dei soggetti, badate bene, e qui faccio un richiamo all'Aula su una questione non da poco, che sono contenuti nella nuova proposta di legge, nel testo unico del turismo, che è stato elaborato appunto dalla V Commissione. C'è una simmetria quindi, praticamente si sta correndo verso un obiettivo, ma di fatto vengono a mancare gli elementi che saranno capaci di tradurre sul territorio tutte quel genere di attività. Perché se tutto fosse determinato esclusivamente a mettere a disposizione per i tre aeroporti sardi queste risorse, allora stiamo facendo un passo indietro, ritorniamo ai tempi in cui l'assessore Deiana scappava dietro la tenda e si nascondeva perché vedeva le forbici malefiche degli uomini della Commissione europea. E allora, siccome non vogliamo correre quello stesso rischio, e il sottoscritto non può certo immaginare che si corra nuovamente l'errore di fermare la macchina del tempo, evitando che il turismo sardo per tre anni e mezzo, così com'è successo, possa continuare a perdere, come è accaduto in modo particolare nell'aeroporto di Alghero, decine e decine di migliaia di passeggeri e di turisti trasportati, vuol dire che noi stiamo intervenendo con la falciatrice sulle gambe di un'economia fondamentale per il territorio isolano, che è quella appunto del turismo. Se vogliamo evitare tutto questo, allora io credo che bisogna dare gambe a tutti quei progetti di filiera, al raccordo con i territori, al raccordo con le amministrazioni locali che non possono rimanere certamente distanti, e non possiamo nemmeno assistere a una questione che riguarda la Giunta regionale, e poi le tre comunità che nel raggio di pochi chilometri riguardano i luoghi dove si insediano gli aeroporti isolani. Debbo immaginare che quel percorso che si immagina virtuoso possa dare beneficio anche ai territori delle zone interne, altrimenti escluse da questo tipo di attività, debbo immaginare che anche le piccole comunità, quelle in fasi drammatiche di criticità, di spopolamento, di desertificazione istituzionale, quelle comunità che hanno pieno titolo e diritto di poter usufruire di questo bonus, di questo benefit che viene messo a disposizione, abbiano la possibilità di prendere quel ticket del treno, che dichiarava prima il collega Agus. Tutte le comunità della Sardegna hanno diritto di partecipare alle scelte economiche della Giunta regionale, in questo caso del Consiglio regionale, ma tutti debbono sapere che viene scritto un progetto e un programma molto chiaro. E allora, assessore Argiolas, lei sa che ha potuto contare sempre sulla solidarietà, sulla vicinanza, anche sull'esperienza, sulla conoscenza dei componenti della V Commissione, così come delle altre Commissioni e degli altri colleghi che siedono sui banchi di quest'Aula, però credo che nulla di più sbagliato potrebbe essere quello di andare avanti così, d'emblée, senza riportare quel progetto di legge insieme ai decreti attuativi.

Vogliamo avere chiarezza e contezza di tutti gli elementi, passo per passo, punto per punto, soprattutto sviluppati in un triennio, perché altrimenti sarebbe davvero una beffa dover parlare dello sviluppo della destagionalizzazione per un anno, e naturalmente siamo già in ritardo, perché se l'Assessore volesse fare i bandi dovremmo immaginare che questo percorso potrebbe già assicurare i propri benefici per i primi mesi della presunta destagionalizzazione, quindi da ottobre fino a finire l'anno, e poi ripartire così con il primo "winter" di gennaio, per arrivare poi a maggio. Allora, Assessore, noi mettiamo a disposizione tutto ciò di cui lei ha bisogno, siamo consapevoli che è una sfida importante, siamo consapevoli che in questo caso potrebbe dare scacco matto anche al nostro professor Deiana, che ha cercato con affanno per tre anni e mezzo di trovare una direttrice che potesse essere non solamente quella del ferro, Assessore, quello di cui lei parla oggi sul giornale è ferrovecchio, perché sta ancora discutendo e dibattendo di questioni che riguardano i treni, le ricordo, come discuteremo poi più avanti con la mozione, che si deve parlare anche di rotaie, di binari, e in molte parti dell'isola si viaggia ancora a scartamento ridotto.

Insomma, noi abbiamo il dovere di fare un'attività che sia puntuale e che sappia restituire al corpus degli imprenditori, alla filiera complessiva di chi lavora e opera nel turismo con tanta capacità, con qualità imprenditoriale, con efficienza e soprattutto con quel reddito che garantisce libertà ai nostri cittadini e ai nostri imprenditori, e soprattutto ai tanti giovani che nel mondo del turismo possono trovare davvero una soluzione importante per il loro futuro. Allora, a quel punto, potremo davvero dire che quella legge è diventata realtà, e che quella legge ha disegnato un futuro del quale per la nostra Isola c'è davvero bisogno.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Salvatore Demontis. Ne ha facoltà.

DEMONTIS SALVATORE (PD). Presidente, ma un'ottima iniziativa quella dell'Assessore al Turismo, ma direi dell'intera Giunta. E' un'iniziativa dell'Assessore al Turismo, ma di concerto con quello dei trasporti, perché le risorse provengono appunto dall'Assessorato ai trasporti, e quindi è di tutta evidenza l'unità di intenti. Certo questa è un'iniziativa sul turismo, lo abbiamo detto e lo ripetiamo, si tratta di promuovere il brand Sardegna, promuovere e comunicare tramite vettori aerei, e non di acquistare traffico dalle compagnie low cost, è tutt'altra storia. In altri termini si promuoverà il brand Sardegna, io immagino ad esempio anche attraverso le livree dei vettori aerei, che come tutti sappiamo non vengono viste solo dai passeggeri, ma anche da chi transita in aeroporto quando i vettori sono posti in posizione visibile. Insomma qui si cerca di fidelizzare il turista alla Sardegna, e non invece di acquistare traffico di turisti fidelizzati alle compagnie low cost, è una questione differente, è un risultato che certamente sarà migliore. Questo non toglie però che nel settore trasporti io consideri ancora attuale ed importante l'incentivazione alle low cost tramite il principio del PIM, che tante volte abbiamo analizzato anche in quest'Aula, però è un altro aspetto. Saranno questi dei bandi per la promozione del brand Sardegna, come abbiamo detto, aperti a tutte le compagnie aeree, e non solo alle low cost, e per i mesi invernali, wintering, come abbiamo imparato a definirlo, dal 1º novembre fino al 31 marzo, con un investimento certamente importante di 40 milioni di euro. Non si tratta quindi di aiuti di Stato, probabilmente non sarà necessaria nemmeno la pre notifica alla Commissione europea, e siamo confortati in questo da un bando simile, utilizzato già da due anni, dalla Regione Abruzzo, che non è stato oggetto di alcuna procedura di infrazione. Certo, si è detto in quest'Aula, l'Abruzzo è stato più bravo di noi, è già da due anni che utilizza il bando, però è anche vero che noi nei due anni precedenti eravamo oggetto di una procedura di infrazione sulla legge 10 del 2010, che certamente non consentiva una condizione ottimale per un'iniziativa di questo tipo. Sebbene io allora fossi uno di quelli che sosteneva che non occorresse attendere la decisione della Commissione Europea, mi rendo perfettamente conto che un bando di questo tipo, con una procedura di infrazione aperta, poteva causare degli imprevisti facilmente prevedibili. Oggi stiamo votando una variazione di bilancio, è stato ripetuto più volte negli interventi della minoranza certamente, però questa variazione di bilancio è propedeutica, condizione necessaria perché la Giunta approvi poi gli indirizzi, che saranno evidentemente esposti nella Commissione competente, e senza questo finanziamento non possiamo avere quegli indirizzi, e quindi come ho detto prima è una condizione necessaria approvare oggi questa delibera di variazione di bilancio. Ora, proprio perché stiamo promuovendo il brand Sardegna, e lo stiamo facendo attraverso i vettori aerei, è importante che l'intero sistema aeroportuale sardo sia in equilibrio evidentemente, non perché si stia finanziando, come abbiamo più volte detto, il sistema aeroportuale, ma perché è uno strumento per promuovere il bene Sardegna. Quindi, io credo debba essere posta particolare attenzione a un aeroporto, che in questo momento si trova in grande difficoltà, che è l'aeroporto del nord-ovest, ma sono sicuro che sia con questa iniziativa, ma anche con l'iniziativa della CT1 e quello della CT2, che a breve partirà, questa ripresa potrà esserci. Stiamo quindi coniugando interventi nel settore turistico, quello di cui parliamo oggi, con interventi nel settore trasporti, di cui si è discusso in altre circostanze e delle quali iniziative aspettiamo ora i risultati.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Mariano Contu. Ne ha facoltà.

CONTU MARIANO (FI). Presidente, signori della Giunta, colleghi del Consiglio, credo che il disegno di legge affronti per la prima volta, in questa legislatura, il tema della promozione di una Sardegna con la destagionalizzazione dei flussi turistici attraverso il sistema del trasporto aereo. Un'iniziativa importante ma che arriva con tanto ritardo, credo Assessore di poterle dire, come già è successo in Commissione, che stiamo andando ad inseguire un tema sempre all'attenzione non soltanto della politica ma soprattutto, in modo particolare, degli imprenditori del settore turismo e, ancora più in particolare, di tutta la nostra collettività. Del resto a più voci oggi è stato sollevato e il tema delle zone interne, ma in modo particolare delle perdite di flussi turistici in questi ultimi anni e, nonostante ci sia un trend di crescita nei flussi turistici, credo che tanto resti ancora da fare. Sono profondamente colpito dal fatto che noi abbiamo avuto bisogno di tanto tempo per poter addivenire a un articolato così abbastanza snello, che dovrebbe consentire di essere operativo come richiesto peraltro dalla Giunta, su una pianificazione di interventi di promozione e di comunicazione che sinceramente, come tema di un disegno di legge, sia sostenuto da risorse importanti 40.800.000 euro e che sinceramente sono una cifra importantissima, ma sono tanto importanti nella misura in cui noi troviamo il modo attraverso cui la programmazione, attraverso cui, questi soldi vanno investiti. Io mi auguro che la Giunta sia in grado di produrci nel breve periodo gli interventi attuativi di questa di questa programmazione. Attuativi significa, anche questo è un aspetto trattato in Commissione, vorremmo avere la possibilità e dobbiamo avere, secondo i dettati che ci siamo dati, dovremmo avere la possibilità di una verifica in Commissione, in Consiglio di quelle che sono le iniziative che la Giunta stessa predisporrà. Io penso di poter ribadire, anche in quest'Aula, che la nostra vicina le Isole Baleari, in particolare, o le nostre vicine, le isole del Mediterraneo, sul tema ci stanno dando tante lezioni, non sulla destagionalizzazione, sull'attrazione di flussi turistici. E credo che sia solo un messaggio questo sull'approfondimento e sulla conoscenza di quali sistemi siano stati adottati, non solo a Maiorca per tutto l'anno, ma anche a Minorca, e così a Malta, e così in Corsica, così in tante altre località del Mediterraneo dove la destagionalizzazione ormai è operativa da circa vent'anni. Allora, dirci queste cose significa dire che noi siamo in attesa di poter condividere non solo eventualmente gli impegni di spesa, ma di condividere la programmazione che speriamo nel breve periodo possa essere portata all'attenzione dell'Aula.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Giampietro Comandini. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Come ricordava poc'anzi il collega Crisponi, il turismo è un'economia molto veloce, molto dinamica quello che parliamo oggi, probabilmente facciamo programmazioni che fra qualche anno possono essere smentiti dai dati, perché i turisti seguono molti elementi e ai turisti, in qualche modo, oltre che dare un territorio organizzato e preparato, dare identità, dare prodotti di richiamo forte, occorre dare anche strumenti per poter arrivare facilmente. Proprio perché è un'economia molto veloce, in cui abbiamo anche nel Mediterraneo, non solo nel Mediterraneo, competitor sempre più aggressivi. Se noi guardiamo i dati del 2016 vediamo che il turismo aumenta in nazioni e regioni del modo di cui fino a qualche anno fa neanche sapevamo l'esistenza. Vediamo quanto sta aumentando all'est dell'Europa dove stanno costruendo aeroporti, alberghi e strutture ricettive a quattro o cinque stelle. Allora, proprio perché il turismo è un'economia veloce, dinamica, però molto incerta credo che tutto quello che viene fatto per radicare un'economia che è strategica per la Sardegna, perché il turismo non è strategico solo per chi gestisce i B&B, per chi gestisce gli alberghi, per chi arriva in un aeroporto. Il turismo è anche l'economia che promuove la Sardegna e le altre economie che sono presenti in Sardegna, penso all'artigianato, penso al mondo pastorale, penso anche alla bellezza delle proprie zone interne e dei propri comuni. Proprio perché quindi il turismo è strategico e fondamentale per la Sardegna tutto quello che noi riusciamo a fare per meglio strutturare il turismo nella nostra isola è un passo in avanti, e credo che è un passo in avanti soprattutto se riusciamo a risolvere uno dei problemi, che non da tre anni, ma, io ricordo credo dal 1980, da quando è stato fatto il primo piano strategico sardo nel 1980, dove si parlava di destagionalizzare il flusso dei turisti. Già da trent'anni e oltre, si parla in qualche modo di portare fuori dalla spalla estiva i turisti, credo che già da allora noi questo tema ce l'abbiamo forte, però diventa un tema molte volte nei dibattiti politici, nei dibattiti culturali, nei seminari. E noi sappiamo bene che, anche se nel 2016 abbiamo avuto un aumento di presenze dei turisti nella nostra isola, queste presenze si stanno sempre più indirizzando verso i mercati esteri, sono i turisti stranieri che aumento e vengono sempre di più nei nostri alberghi, più degli italiani. Però, ancora oggi, questo nel 2016, l'84 per cento dei turisti sono stati concentrati in quattro mesi, negli altri otto mesi il turismo in Sardegna è stato briciole, è stato un qualcosa di impercettibile, è stato in qualche modo legato al fai da te, alla improvvisazione di quelli che attraverso i nuovi strumenti, che sono Internet, che sono il rapporto anche con le associazioni, hanno varcato e sono entrati nella nostra isola. Quindi, questo disegno di legge va in qualche modo proprio nella direzione giusta, che è quella di destagionalizzare i flussi turistici, e in un'isola, qual è la Sardegna, l'unico strumento che abbiamo noi per destagionalizzare è l'investimento verso le compagnie aeree, verso la promozione del turismo fatto attraverso le compagnie aeree. È legato quindi alla possibilità, che devo dire anche, per rispondere a quello che alcuni colleghi hanno sollevato, di infrazione che può essere vista nell'aiuto ai vettori delle compagnie aeree, io credo che anche l'esperienza dell'Abruzzo, che fa ben sperare come apripista che ha promosso lo stesso tipo di iniziativa, attraverso quattro bandi, e attraverso, Assessore, una introduzione di un elemento che ritengo fondamentale, e che ritengo che anche la Giunta debba prendere in considerazione che non è soltanto una distribuzione a pioggia di soldi per promuovere la bassa stagione della Sardegna, ma è la possibilità di dire che si daranno le risorse a risultato ottenuto. Sappiamo bene che nel bando dell'Abruzzo le risorse vengono assegnate in parte a quota fissa e in parte al numero di turisti che arrivano in quella Regione. Io credo che questo sia anche uno stimolo nei confronti delle compagnie aeree di essere partner attivo affianco alla Regione nel momento in cui deve promuovere nei mercati internazionali la raccolta di turisti, perché sappiamo bene che le compagnie aeree sono in qualche modo seguite con attenzione non soltanto dalla Regione Sardegna ma un po' da tutte le regioni in cui hanno aeroporti. Per cui credo che questa collaborazione attiva a risultato, che la Regione Abruzzo ha introdotto nel bando, anche per quanto riguarda la Regione Sardegna possa essere un elemento maggiore di radicamento e di collaborazione con le stesse. L'altro elemento forte di questa delibera è veramente che si parli di quello che in quest'Aula più di una volta abbiamo prodotto e introdotto nel sistema aeroportuale regionale: non vengono date le risorse a un unico aeroporto ma viene fatto un sistema aeroportuale in modo che si parli di visione unica della Sardegna, così come si deve parlare di visione unica del turismo, quindi un rafforzamento della operatività dei tre aeroporti, una collaborazione importante che può permettere una promozione unica del brand Sardegna. In ultima analisi, lo stesso disegno di legge, la stessa strategia inserita in un disegno di legge molto asciutto, quella che banalmente può essere definita "una variazione di bilancio" che si rimanda ai criteri, è una strategia forte che questa Giunta ha portato e sta portando avanti con questo disegno di legge, si inserisce anche in quello che è il bando della continuità territoriale 2017-2021, un grossissimo impegno finanziario nelle linee strategiche 2017-2021 con la continuità territoriale CT1-CT2, con investimento per quanto riguarda le linea internazionale, come anche il sostegno che verrà dato attraverso l'approvazione di questa disegno di legge, sempre in sinergia con le stesse compagnie aeree, in qualche modo chiude un pacchetto globale che passa da quella che è la semplice analisi della destagionalizzazione in azioni concrete che hanno una visione, una strategia e un impegno ben preciso e forte su cui chiaramente tutto il sistema regionale, non soltanto del Consiglio ma anche il sistema di autonomie locali, ma soprattutto che gli operatori ci chiedono da anni.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SDP). Grazie Presidente, qualcuno ha parlato di ritardo nella proposta di questa legge, sicuramente il ritardo non può essere imputato al nuovo Assessore che si è insediato da pochissimo tempo. Credo che questi interventi finalizzati alla destagionalizzazione dei flussi turistici sono interventi attesi, è vero, erano attesi da tanto tempo, credo che dal momento in cui, noi tutti o una parte di noi, abbiamo approvato in quest'Aula la famosa o famigerata legge numero 2, nella quale abbiamo sancito il principio della equiparazione e della perequazione, soprattutto fra i territori e fra i cittadini, credo che questo intervento possa e debba andare in quella in quella direzione perché da troppo tempo parliamo di Masterplan per le zone interne, da troppo tempo parliamo del processo quasi ineludibile dello spopolamento, da troppo tempo parliamo della sindrome della ciambella col buco che è sempre più ampio, da troppo tempo però non riusciamo a dare risposte rispetto a queste gravissime criticità. Io credo che questa variazione di bilancio, perché di fatto di questo stiamo parlando, non possa non procedere se non in sinergia con la legge sul turismo che è ancora all'esame della Terza commissione, ma credo vada portata al più presto in Aula perché secondo me non potremo dare gambe a questa proposta che oggi andremo ad approvare se al contempo non riuscissimo ad approvare in tempi brevi quella legge. Dicevano bene i colleghi che parlavano di decreti attuativi che devono essere conosciuti anche dai componenti della Commissione e dall'intero Consiglio, avendo gli stessi componenti dimostrato di voler assolutamente collaborare alla realizzazione di un percorso virtuoso che possa dare davvero quelle risposte che da troppo tempo attendiamo e che sino ad ora non sono arrivate. È chiaro che tutto il sistema aeroportuale, come diceva poc'anzi il collega Comandini, vada considerato a 360 gradi rispetto a tutti gli aeroporti presenti e porti presenti nell'Isola, ma se noi non ragionassimo con il massimo della volontà di voler entrare in sinergia con quelle che sono le potenzialità e, paradossalmente, le criticità delle zone interne, credo che anche questo provvedimento non produrrà effetti positivi, non potrà essere tradotto in atti concreti come auspicavamo e auspicavate gli interventi di prima. Io credo che la proposta licenziata dalla Regione Abruzzo ci possa e ci debba aiutare molto, ed è importantissimo anche il discorso sul fatto che le risorse non debbano essere assegnate a pioggia ma debbano essere assegnate in base ai risultati che possono effettivamente essere prodotti. Per questo io ringrazio comunque l'Assessore che sta portando oggi all'approvazione di un dispositivo di legge che è importante ma che da solo non può bastare a risolvere i problemi sui flussi da destagionalizzare.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Angelo Carta. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az-La Base). Grazie Presidente, io credo che la discussione di stamattina stia dimostrando che se era scontata la condivisione da parte della maggioranza del disegno di legge anche da parte della minoranza si stia arrivando ad una sostanziale condivisione. Credo che la condivisione sia vista già nei tempi attraverso i quali il disegno di legge è arrivato qui in Consiglio, considerando che è stata iniziata la discussione il 14 giugno nella Quinta commissione, il 21 nella Terza, ieri in Capigruppo anche noi della minoranza abbiamo accolto di buon grado la possibilità di discutere oggi stesso questo disegno di legge, quindi non entro nel merito della discussione che si è fatta perché condivido i contenuti che sono stati espressi dai colleghi, semplicemente vorrei sottolineare che il ruolo del Consiglio, approvando così com'è il disegno di legge viene in qualche maniera un attimino mortificato perché non contiene alcun criterio, non contiene alcun indirizzo attraverso il quale il Consiglio dica come questi fondi debbano essere spesi, pur nella condivisione della finalità, per cui credo che anche l'emendamento proposto dall'onorevole Tedde possa essere utile a questo fine e consentire al Consiglio di potere esitare un disegno di legge e una legge a quel punto che possa essere per la Giunta sicuramente lo strumento necessario ad attivare queste risorse, per il Consiglio avere la possibilità di aver dato un contributo costruttivo e serio a quella che è la futura spendita e credo che la disponibilità, anche per quanto riguarda i criteri, a non tornare in Commissione, come previsto per tutte le leggi sia un altro segno di disponibilità da parte della minoranza. Però credo sia necessario almeno che un aspetto, quello proposto dall'emendamento dell'onorevole Tedde, venga accolto e inserito nel testo.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Grazie Presidente, Assessore, in Quinta commissione abbiamo avuto modo di rivedere un po' la proposta di legge che oggi il Consiglio si accinge ad esaminare e in quell'occasione abbiamo espresso le nostre perplessità e i nostri dubbi. È chiaro a tutti che siamo ovviamente d'accordo sul trovare quelle forme di finanziamento per sensibilizzare sia i vettori delle compagnie aeree sia quelli navali, per fare in modo che la Sardegna venga in qualche modo pubblicizzata e che diventi appetibile per tutte quelle nazioni e per tutti quei flussi turistici che oggi non arrivano.

È bene ricordare che l'incremento dei flussi turistici dello scorso anno non è sicuramente un merito che va alla maggioranza che governa in questo momento la Regione, perché sappiamo bene che l'andamento turistico dello scorso anno ha subito un'impennata fortissima a causa della crisi dei Paesi del Nord Africa che si affacciano sul Mediterraneo; quindi l'idea che oggi si voglia far passare come un incremento dei flussi turistici dovuto alle scelte politiche dell'attuale maggioranza, mi sembra veramente eccessivo.

Questa proposta di legge, come già accennato dai colleghi, non è altro che una variazione di bilancio mascherata: questi 48 milioni di euro non potevano essere spesi dall'Assessorato dei trasporti e sono stati volutamente trasferiti all'Assessorato del turismo per cercare di utilizzarli. Io ho anche detto in Commissione - l'ho detto ovviamente in termini di battuta - che conosco già il nome del vincitore del bando, perché questa gara è una gara che è stata fatta per una compagnia aerea ben precisa, e solo questa compagnia aerea ha interesse a partecipare. Ritengo questo altrettanto dimostrabile all'articolo 1, perché l'articolo 1 è un articolo sulle finalità che non dice assolutamente niente, perché parla semplicemente di favorire la destagionalizzazione dei flussi turistici e distribuire benefici all'interno del territorio regionale. Questo non significa nulla, è privo di fondamento ed è privo di contenuti. Così come è altrettanto vero che in questa proposta di legge - è riportato all'articolo 3 sui criteri - non vi è alcun progetto su come andranno investiti questi soldi; la legge dice semplicemente che dovrà essere la Giunta regionale a decidere i criteri. Riteniamo che questo sia un esproprio all'intero Consiglio, un esproprio alla politica perché la decisione su come debbono essere spesi i soldi deve essere in capo al Consiglio e non sicuramente alla Giunta. Pertanto il giudizio, se anche sul piano generale è positivo sull'idea di incrementare la destagionalizzazione e di trovare dei fondi da destinare alla promozione del brand Sardegna, non condividiamo nel modo più assoluto che debba essere la Giunta a presentare questo tipo di scelte. Quindi come dichiarazione di voto, come Gruppo UDC-Sardegna ci asterremo dalla votazione.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gianfranco Congiu. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Trovo delle similitudini tra la vicenda che oggi stiamo illustrando e sulla quale stanno intervenendo tutti gli schieramenti, con una sostanziale condivisione sia dei percorsi che del merito legislativo, e una vicenda del recente passato, la dibattuta legge 9 del 1998, che era la famosa "legge alberghi". Ricordo che il 7 ottobre 2015, quando presentammo qui in Aula un'iniziativa della Giunta a proposito di una procedura per infrazione agli aiuti di Stato che era giunta alla conclusione nel suo percorso, e sulla quale stavano già iniziando a fioccare gli atti esecutivi di recupero nei confronti degli albergatori del nord Sardegna beneficiari di quello strumento, appurammo in quella sede come il problema giuridico che si innestò era dovuto al fatto che la legge regionale, la "9", era perfetta nei suoi contenuti programmatici e faceva rimando per quanto riguardava la parte precettiva ad alcune delibere dell'Esecutivo, una in particolare di queste fu giudicata confliggente con la normativa sugli aiuti di Stato. Questo è il rischio che sottopongo all'Aula, nel momento in cui andiamo a privilegiare, come tecnica legislativa, quella di mettere in campo uno schema programmatico, come in questo caso, che fa rimando per quanto attiene poi l'impiego delle risorse finanziarie a degli schemi affidati, sulla fiducia, all'Esecutivo che dovrà, in un tempo congruo, renderci parte di un programma di spesa, di una strategia di investimento, di un obiettivo finale che andiamo a colpire dedicando risorse per uno scopo ben preciso, che è quello della destagionalizzazione. Vedo che è appena arrivato il Presidente della terza Commissione e quindi immagino che riferirà su quello che è il parere che ha espresso la Commissione, che sostanzialmente ruota attorno a questo principio, cioè ci sono delle risorse che vengono appostate nel bilancio e non vengono accompagnate per quanto riguarda la destinazione delle stesse da delle coperture ben particolari, ma soprattutto non c'è, in sintesi, un programma d'azione. Verrà il programma d'azione, non abbiamo dubbi che questo programma d'azione venga stilato, il rischio che io sottopongo è quello di non essere attenti, sia a livello di Commissione che a livello di Consiglio, su quello che sarà il contenuto di un regolamento attuativo, perché anche il regolamento attuativo e soprattutto il regolamento attuativo entrerà nel girone infernale della procedura per infrazione alla normativa europea sugli aiuti di Stato. Il regolamento attuativo… questa legge per quanto possa essere evanescente, per quanto possa essere non connotata sotto il profilo della sua ratio legis, se non semplicemente declamando una volontà di andare a destagionalizzare null'altro afferma…. Abbiamo scelto di correre, stiamo tutti scegliendo di correre perché è importante far questo? Benissimo, corriamo tutti assieme ma con la consapevolezza che il programma deve saltar fuori, con la consapevolezza che la Commissione, quanto meno la Commissione, deve essere messa in condizione di apprezzare i contenuti di questo sforzo finanziario, ma soprattutto, ho richiamato la seduta di Consiglio del 7 ottobre 2015, io intervenni in quell'occasione e sollevai il tema della deroga alla normativa sugli aiuti di Stato. Dico questo oggi perché sono stufo di andare a fare dei rocamboleschi slalom legislativi per cercare di bypassare una normativa sovranazionale, che è quella sancita dagli articoli 107 e seguenti del testo di funzionamento dell'Unione europea, per il semplice fatto che questa terra non ha ancora avuto accesso a quel regime di deroghe a quella normativa che invece lo stesso testo di funzionamento dell'Unione europea assegna ad altri ambiti insulari, periferici ed ultraperiferici. Sono stufo di ricorrere a questi equilibrismi legislativi per ovviare ad una inadempienza del Governo nazionale italiano che sul tema dell'insularità e della deroga agli aiuti di Stato non si è mai fatto portatore dinanzi alle autorità europee di un'istanza legittimissima di questa terra ad essere parificata nel trattamento della spendita delle sue risorse economiche ad ambiti europei, come le Isole Azzorre, come le Canarie, come Guadalupe, come la Repubblica federale tedesca, eccetera. Sollevai il tema nel 2015, lo riproporsi durante la stesura del Patto per la Sardegna e lo ripropongo oggi, lo ripropongo all'indomani del G7, dopo che ho notato finalmente un'apertura del Presidente della Regione, ma anche dei Presidenti delle della Corsica e delle Baleari, sul tema "insularità-aiuti di Stato", con un richiamo esplicito al "174" del testo di funzionamento UE. Questa è la strada.

Allora, siamo consapevoli: primo, che stiamo mettendo in campo una norma programmatica, non coperta da un piano d'azione; secondo, che è già potenzialmente sottoponibile a procedura di infrazione, ma spero che nel breve periodo ci possa essere un piano di azione di dettaglio che la irrobustisca; terzo, spero che il piano d'azione di dettaglio sia a prova di infrazione; quarto, mi auguro per il futuro di poter avere quelle deroghe che ci facciano smettere di rischiare in questo modo, e ci facciano passare per soggetti che stanno accampando equilibrismi giuridici semplicemente perché non dispongono di uno strumento al quale hanno diritto di accedere.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pierfranco Zanchetta. Ne ha facoltà.

ZANCHETTA PIERFRANCO (Cristiano Popolari Socialisti). Io ritorno sulla deroga agli aiuti di Stato, perché sono più stufo dell'onorevole Congiu. Il tema non investe soltanto il trasporto aereo, che una grossa ed importante partita della nostra Regione, il provvedimento che andremo a votare è straordinario, apre certamente una nuova frontiera, risistema sofferenze che sono state oggetto in questi mesi anche di duri scontri con l'opposizione. Però io richiamo l'attenzione proprio sulla deroga agli aiuti di Stato perché è trasferibile anche ai collegamenti marittimi; non è pensabile che oggi noi non riusciamo ad estendere tariffe accettabili a tutti i sardi, ma anche a tutti gli altri cittadini europei che vengono a trovarci. Perché andare a La Maddalena o a Carloforte costa più di un volo low cost per Londra da qualsiasi scalo sardo si voglia partire; così come non è pensabile che andare da Santa Teresa Bonifacio, che è il nostro unico e primo importante collegamento con l'Europa e con un Paese con il quale stiamo andando a fare una battaglia in Europa proprio per il riconoscimento di una deroga agli aiuti di Stato, quindi la Corsica, si debba pagare a piedi circa 50 euro per un passeggero che va da Bonifacio a Santa Teresa o da Santa Teresa a Bonifacio. Ecco io pongo all'attenzione anche di chi tra un po' lascerà l'Assessorato dei trasporti questa dolente nota, dolentissima sulla quale noi ancora non abbiamo avuto il coraggio di assumere iniziative che possano vederci anche farci rimproverare dall'Europa ma agire con la nostra autorevolezza di Regione che rivendica questa specificità e questo ruolo.

Credo che questi siano argomenti che poi affronteremo anche nel corso di altri temi come quelli della ferrovia ma che richiamano con urgenza la nostra battaglia nei confronti dello Stato centrale e dell'Europa, grazie.

PRESIDENTE. In qualità di Capogruppo.

È iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Grazie signor Presidente, io credo che occorra rimarcare le motivazioni che stanno alla base di questo arrivo repentino di questo disegno di legge in Aula; vorrei ricordare a tutti che questo disegno di legge arriva in Aula in questo modo repentino, e per certi versi inusitato, soltanto per la responsabilità dei Capigruppo dell'opposizione che nonostante ritenessero questo disegno di legge del tutto insufficiente e da integrare in modo attento hanno ceduto alla accorata preghiera dell'assessore Argiolas affinché arrivasse in tempi strettissimi. È un'apertura di credito forte nei confronti dell'assessore Argiolas ed è la certificazione che questa opposizione non è un'opposizione pregiudiziale, ma è un'opposizione attenta agli interessi dei sardi e nella fattispecie agli interessi dei sardi isolani e purtroppo ahimè isolati. Questo è il quadro nel quale ci stiamo muovendo, questo è il quadro nel quale stiamo muovendo, e credo che l'elemento paradigmatico di questo quadro siano le parole del collega Agus che mette in evidenza con un punto esclamativo finale che si parte in ritardo, è vero, si parte in ritardo, si parte in ritardo di tre anni e mezzo. Perché un provvedimento di questo tipo poteva essere anche pensato, esitato qualche anno fa e se non è stato fatto ci sono delle responsabilità, non è che possiamo far finta di niente ci sono delle responsabilità fortissime, responsabilità che derivano da questa sorta di saga o epopea, ma io direi più una saga che un'epopea, di politiche trasportistiche bizzarre, per utilizzare un eufemismo a volte abusato, una vera e propria saga.

In origine era la legge numero 10 sub iudice che impediva al Governo regionale di intervenire con un piano di sostegno al low cost; legge numero 10 che viene in qualche modo valutata positivamente, sicuramente positivamente in relazione all'aeroporto di Alghero, subito dopo arriva al problema del dei diritti sui biglietti aeroportuali. Il ministro Delrio scioglie anche questo nodo e non si può ancora intervenire con un piano di sostegno ai low cost, perché c'era il problema del paripasso che ha fatto veramente epoca. Il paripasso la necessità di ricapitalizzare contestualmente alla vendita del pacchetto azionario di maggioranza; paripasso che fallisce, diventa imparipasso o disparipasso perché poi viene ricapitalizzato non viene venduta, soltanto successivamente viene venduto il pacchetto di maggioranza azionaria, una vera e propria saga che ha fatto perdere qualche centinaio di migliaia di passeggeri all'aeroporto del nord ovest della Sardegna; per l'esattezza più o meno 340.000 passeggeri persi nel 2016 con perdite economiche rilevantissime per le famiglie e per le imprese, non solo del nord-ovest della Sardegna, ma anche del centro Sardegna. Perché i turisti che arrivavano con il low cost si spingevano fino alla Barbagia, si spingevano fino a Bosa, a Oristano. Ecco quindi che l'inerzia della Giunta regionale su questa importante tematica ha provocato danni che qualcuno dovrà risarcire, sicuramente non ci sarà un risarcimento economico, sicuramente non ci sarà un risarcimento basato su elementi e princìpi patrimoniali, ma ci sarà una sanzione risarcitoria di tipo politico elettorale. Non posso credere che non ci possa essere o non ci debba essere una sanzione di questo tipo.

Ecco che quindi il Governo regionale trasferisce il problema dall'Assessorato dei trasporti all'Assessorato del turismo. Io credo che bene abbia fatto il Governo regionale a tentare quest'altra strada, io credo che bene abbia fatto l'assessore Argiolas a proporre questo disegno di legge anche se questo disegno di legge ha le falle che abbiamo tutti noi ben rappresentato. Perché si mortifica il legislatore regionale, lo si tratta da passacarte e lo si tratta da collettore di risorse pubbliche, e questo non è il ruolo del legislatore regionale. Legislatore regionale di opposizione ma anche di maggioranza, perché se viene mortificato in Consiglio regionale venite, veniamo mortificati tutti, cari colleghi di maggioranza. E allora noi, così come abbiamo già sottolineato, riteniamo che sia un'esigenza indefettibile quella di inserire all'interno dell'articolato una norma anche molto breve, molto ridotta che comunque detti qualche principio qualche straccio di principio, qualche inizio di principio o qualche principio di principio al fine di perequare una situazione che oggi è fortemente sperequata; è fortemente sperequata. Perché nell'ipotesi in cui si dovessero attribuire risorse sulla base dei passeggeri, che arrivano negli aeroporti, è evidente che qualche scalo aeroportuale nella fattispecie quello del nord-ovest della Sardegna, della Provincia di Sassari tanto bistrattata da questo Governo regionale, sicuramente non avrà quegli effetti positivi che avranno le altre strutture aeroportuali.

Ecco perché noi abbiamo chiesto di introdurre delle piccole norme che in qualche modo aggiustino l'articolato, non abbiamo chiesto stravolgimenti, non abbiamo chiesto una rivoluzione di questo articolato, abbiamo chiesto un piccolo meccanismo che tenga conto dei danni che sono stati causati al nord ovest della Sardegna.

Questo è quanto noi riteniamo, questo è quanto noi riteniamo si debba fare; crediamo che questo articolato, seppur costituisce un principio di attenzione nei confronti del trasporto aereo, della destagionalizzazione di tutto ciò che serve per far crescere il turismo non tanto per fidelizzare, perché la fidelizzazione è legata ad altri principi, è legata ad altri elementi, è legata al prodotto turistico, è legata ai servizi, la comunicazione e la promozione, non credo che ci faccia raggiungere l'obiettivo della fidelizzazione, anche se ci vuole, ci vogliono anche la promozione e la comunicazione, ma ci vuole molto di più per fidelizzare il turista, ci vuole molto di più, e questo molto di più non è né in questa legge, né negli intenti, nella volontà della Giunta regionale, che dovrà comunque assumere una delibera attuativa di questa norma di legge. Quindi, questo primo passo sicuramente è positivo o presenta degli aspetti di positività molto limitati, sicuramente degli aspetti di novità, ma non è sufficiente, rischia veramente di essere un passaggio finanziario che serve soltanto per spendere i soldi, spendere i soldi sempre e comunque, senza inserire invece questo contesto di spesa all'interno di un quadro anche scientifico se vogliamo, ma un quadro politico comunque che abbia una visione completa dei danni causati a determinati territori dall'incapacità dimostrata dal Governo regionale e dalla Giunta in questi tre anni e mezzo di affrontare il grande tema dei trasporti, e soprattutto il grande tema del trasporto aereo e il grande tema del trasporto aereo a basso costo. Grazie.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.

ARGIOLAS BARBARA, Assessore tecnico del turismo, artigianato e commercio. Intanto credo di dover trascorrere almeno qualche minuto di ringraziamento. Partirei sicuramente dalla Capigruppo di ieri e dal Presidente, che ha messo oggi all'ordine del giorno la discussione del disegno di legge, il Presidente della quinta Commissione e tutta la quinta Commissione, il Presidente della terza e tutti i consiglieri facenti parte della terza Commissione. Non posso ovviamente non ringraziare tutta l'Aula e tutti gli interventi che sono stati fatti oggi perché la discussione è stata veramente oltre che proficua, utile per il lavoro che da oggi in poi la Giunta deve portare avanti. Intanto è un ringraziamento, devo dirlo, anche all'assessore Deiana, che in questi mesi ha supportato e ci ha supportato nella valutazione e nella percorribilità dell'iniziativa. Intanto, subito, dove inseriamo questa iniziativa? È un'iniziativa che attiene ad un sistema più integrato di attività e di azioni che l'amministrazione regionale sta portando avanti. Gli asset di ragionamento sono evidentemente tre: sono il modello di governance, la definizione dell'offerta, il posizionamento e la comunicazione. Su questi tre elementi, su questi tre asset di sviluppo l'amministrazione regionale tutta, quindi anche il Consiglio, sta lavorando duramente sul modello di governance DMO, e nel disegno di legge che l'Aula approverà o comunque discuterà nelle prossime settimane l'inserimento di quel modello di governance che ci consente, che ci consentirà di capire chi fa che cosa, in una gerarchia ovviamente di strategia regionale con il supporto delle amministrazioni locali e delle imprese. Non si fa turismo senza imprese, non si fa turismo senza territorio e senza amministratori locali. Per me questo è molto chiaro, si parte sempre da una costruzione di prodotto che non può che essere frutto di una condivisione intanto di una strategia generale, ma sicuramente anche di una condivisione di intenti di carattere territoriale, in questo senso tutte le attività che in questi anni e in questi ultimi mesi si stanno portando avanti da parte di tutti gli Assessorati. Parlare oggi di destagionalizzazione e di allungamento della stagione, lo sappiamo bene, non è facile, perché o si procede allineando quelle che sono le misure o diversamente rimarranno tutte delle azioni spot. Cosa significa questo? Significa che evidentemente, nella lettura complessiva delle azioni che l'amministrazione regionale sta mettendo in campo, io inserisco quelle dell'Assessorato del lavoro, più lavoro più turismo, che va a supportare le strutture ricettive nella copertura dei costi del personale, inserisco bandi dell'internazionalizzazione dall'Assessorato alla programmazione, che stanno supportando le imprese, l'aggregazione di imprese nei progetti e nei percorsi di internazionalizzazione. Le azioni che stiamo mettendo in campo sulla definizione di un turismo legato a un turismo sostenibile e un turismo lento, borghi, cammini religiosi, le ciclovie, tutto il lavoro che in questi anni è stato portato avanti anche da chi mi ha preceduto in questa direzione. Inserisco anche la delibera di Giunta di ieri sui centri commerciali naturali che vanno ad intervenire anche sui piccoli comuni come misura di lotta allo spopolamento. Dico sempre che una serranda abbassata vale quanto una scuola chiusa, dico una cosa forte però, quando noi parliamo di piccoli comuni evidentemente dobbiamo creare le condizioni perché i cittadini possano decidere di tornare a casa, e lì sono le identità, le autenticità più forti che concorrono a definire un'offerta identitaria culturale complessiva, che ci aiutano nell'operazione e nella strategia generale complessiva di allungamento dalla stagione. Ecco che quindi questo disegno di legge oggi che sposta delle risorse dall'Assessorato dei trasporti all'Assessorato del turismo, anche perché poi gli interventi caratterizzanti il sistema trasportistico, così come mi insegna il collega Deiana, vanno ad impattare in modo molto più rischioso e sotto la luce e sotto il faro dell'Unione europea, della Commissione europea. Questo intervento è un intervento che si inserisce nelle tre direttrici, nell'ambito del sistema più complessivo delle azioni che ho sopra descritto. In questo senso mi sento di tranquillizzare anche il consigliere Tedde, sulla base dei quali verranno predisposte le linee di indirizzo che la Giunta darà agli uffici, e assumo qui in aula l'impegno, lo riconfermo, di discuterlo in Commissione prima che vada in Giunta, questo è l'impegno politico che io assumo in quest'aula. Non possono non tener conto di quelli che sono i dati del SIRED, che sono i dati delle presenze nel territorio, dalle quali emerge con chiarezza quelle che sono le difficoltà dei nostri territori. Quindi conosciamo bene, sulla base dati SIRED, sulla base della quale è stata effettuata la relazione di accompagnamento, sulla base dei quali verranno ovviamente definite quelle che sono le linee di indirizzo che, ribadisco, verranno comunque sottoposte, così come l'impegno assunto già in quinta Commissione, nuovamente alla Commissione stessa. Quindi, vado a concludere dicendo che questo intervento non è un intervento spot, non si può parlare di turismo se non si parla di un sistema integrato di azione e di attività che tutta l'amministrazione, tutta la Giunta sta portando avanti, e non si può parlare di turismo se non si ragiona ovviamente soprattutto di allungamento della stagione se non si ragiona sull'infrastrutturazione dell'offerta, e queste sono le altre azioni che stiamo mettendo in campo. È evidente che abbiamo necessità di un posizionamento, quindi abbiamo necessità di comunicare che la destinazione Sardegna è aperta non soltanto dal 10 di maggio, così come è successo anche quest'anno pur avendo una Pasqua il 15 aprile, e in questo senso tutti gli sforzi che stiamo facendo insieme all'Assessorato del lavoro, all'Assessorato dell'industria, all'Assessorato della programmazione, sono quelli di identificare un pacchetto di azioni e di strategie che ci consenta insieme, Regione, Comuni, imprese, di attivare veramente un'offerta qualitativa alta sui mesi di spalla che possa essere a questo punto anche di attrazione, di attrattore per i viaggiatori. Quindi, questo è un po' il panel delle attività che stiamo mettendo in campo, perché la Regione Sardegna possa passare da quelle 13 milioni e mezzo di presenze del 2016, la maggior parte delle quali concentrate su sessanta giorni, è ambizioso pensare che da qui a tre anni si possa lavorare per nove mesi l'anno, forse no, se tutti come oggi, e ringrazio l'Aula ancora una volta per il dibattito e per il supporto e gli stimoli che sono arrivati, ci credono, non esiste la creazione di una destinazione se tutti non partecipano alla creazione della stessa. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Anna Maria Busia per dichiarazione di voto.

BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). Ringrazio l'assessora Argiolas per questo provvedimento, che voterò con grande entusiasmo, intanto anche per le ragioni e per ciò che questo provvedimento comporta, e cioè il riconoscimento di buone prassi come quelle dell'Abruzzo, che già da due anni sta sperimentando questo sistema, ma anche perché era inevitabile tener conto delle indicazioni che erano state date dal provvedimento della Commissione europea del luglio 2016, che è sempre bene e sarebbe opportuno che tutti leggessimo, mi riferisco ovviamente all'opposizione, che ha posto una serie di questioni e che evidentemente sarebbe bene che su quella pronuncia facesse una riflessione, e inoltre perché questo argomento consente di tornare anche, come ricordava il collega Congiu su quell'importante intervento che ha fatto, consente di tornare alla vexata quaestio relativa al superamento dei vincoli che riguardano il sistema di deroghe, e soprattutto al loro aggiornamento, che mi auguro venga sollecitato con forza, come è stato chiesto anche dal Campo Progressista in una recente conferenza stampa, e che venga sollecitato dicevo dalla Giunta insieme con il Governo, proprio perché questa è la vera questione, il punto dolente su cui occorre assolutamente lavorare. Mi auguro che peraltro la richiesta che ho fatto ieri in Conferenza dei Capigruppo e che sollecito e che presento anche oggi all'Aula e cioè che il Presidente riferisca sulle ricadute che sulla Sardegna ha avuto il G7 trasporti, possa ulteriormente precisare e spiegare se passi avanti in ordine proprio a questa questione possano essere fatti. Quindi un sì convinto a questo disegno di legge.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fabrizio Anedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ANEDDA FABRIZIO (Gruppo Misto). Voterò a favore di questa legge perché è un buon esempio di sinergia tra Assessorati turismo, artigianato e commercio, insieme ai trasporti. Sono risorse impegnate insieme per lo sviluppo turistico della Sardegna, però il turista non deve solo essere trasportato, ma deve essere accolto, fidelizzato e deve diventare esso stesso veicolo pubblicitario quando torna al suo Paese. Per cui io vedrei anche un coinvolgimento dell'Assessorato all'agricoltura e alla cultura, perché sono indispensabili in quella parte di ospitalità che deve fidelizzata l'ospite con l'alimentazione, la cultura e il trasporto interno. E' facile portare il turista per il mare, è più difficile in altri periodi dell'anno. Abbiamo bisogno di farlo con i prodotti culturali e con i prodotti dell'agricoltura, senza trascurare la creazione di professionalità per l'accoglienza e il trasporto interno, e in questo ci inserirei anche il trenino verde, che potrebbe essere un veicolo di attrazione per molti turisti; da anni se ne parla, si parla anche di finanziarlo, però "ci sono, non ci sono" i finanziamenti, ogni tanto spariscono, e vorrei che ci fosse più attenzione anche per questo tipo di attività del trenino verde. La buona accoglienza, fatta di cultura, buona alimentazione e professionalità, non conosce la crisi, perché è fatta da un bacino mondiale che sarà lento a svilupparsi, ma duraturo nel tempo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Emilio Usula per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

USULA EMILIO (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Mah, senz'altro ci sarà anche il mio voto favorevole a questa legge breve, succinta e asciutta com'è stata definita, però significativa. Io approfitto dell'occasione per la dichiarazione di voto però per chiedere l'attenzione anche dell'Assessore sul punto primo, sulle finalità di questa legge, e nella finalità giustamente viene richiamato l'obiettivo della destagionalizzazione ma c'è un punto che non mi convince: se vogliamo davvero destagionalizzare il turismo in Sardegna dobbiamo favorire non solo il trasporto aereo, ma sicuramente anche il trasporto su nave. Il trasporto su nave, tra l'altro, ci permette e permette l'arrivo di una tipologia di turista che è diverso; su nave arrivano famiglie in macchina, arrivano cicloturisti, come appunto accennava anche l'Assessore, arrivano motociclisti, quindi al punto primo, quando si parla di promozione e comunicazione attraverso i canali offerti dal sistema del trasporto aereo, preannuncio un emendamento orale e aggiungere "trasporto aereo e navale"; perché non metterlo! Perché se davvero vogliamo destagionalizzare il turismo in Sardegna, sicuramente un settore che dobbiamo favorire, incrementare e incentivare è anche l'arrivo di turisti mediante nave. Stiamo parlando sempre di insularità, e non ci ricordiamo che dobbiamo attraversare il mare. Quindi preannuncio anche un emendamento orale in questo senso, e naturalmente il mio voto favorevole a questo testo di legge.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Crisponi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Finalmente sento la parola turismo, e finalmente non utilizzata casualmente, quindi finalmente il turismo diventa buono davvero per tutte le stagioni. E se l'Aula fosse davvero conseguente alle tante affermazioni che ho sentito qui mattina, vorrei vedere anche il bilancio dell'Assessorato del turismo in occasione della Finanziaria brillare delle vostre convinzioni, e non invece venire maldestramente tartassato, come ogni anno accade, e non solo per il comparto del turismo, ma inevitabilmente anche per il commercio e l'artigianato. Però tutte le vostre convinzioni certamente non mi convincono a votare a favore di questo progetto di legge, e quindi inevitabilmente preannuncio la mia astensione alla sua proposta, Assessore. Le voglio anche ricordare due elementi non da poco: il primo, che è quello dei 12 milioni virtuali cassati dalla Commissione bilancio, che nell'auspicio, immagino non solo del sottoscritto ma di tutta l'Aula, debbano venire mantenuti, seppur anch'essi in modo virtuale, sempre a favore del comparto che lei in questo momento orgogliosamente rappresenta; e poi, Assessore, si ricordi anche una particella che abbiamo richiamato… collega Gaia! Se mi distrae l'Assessore proprio adesso!... avevamo convenuto in sede di audizione che ci fosse il richiamo specifico e ben preciso, e la ritengo una cosa irrinunciabile, che le risorse che andrete ad erogare vengano erogate solo se e a fronte di risultati effettivi, ovvero debbono essere certamente perimetrate e parametrate alle risultanze del numero dei passeggeri trasportati, altrimenti tutta la discussione che abbiamo fatto qui quest'oggi in Aula sarebbe certamente vana. E quindi ribadisco la mia astensione a questo progetto di legge.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Anche il nostro voto non può che essere un voto di astensione, un voto di astensione che però deve essere considerato e qualificato come un'apertura di credito nei confronti dell'Assessore, che ha l'idea positiva, che pone una strategia, o meglio ancora, pone un obiettivo strategico chiaro, definito, condivisibile, che mette in campo risorse importanti, e quindi strumenti tattici finanziari positivi, ma, ahimè, rimane nella indeterminatezza quanto a modalità e criteri di spendita di queste risorse, potremo anche dire modalità e criteri non pervenuti. E questo ovviamente comporta che questa Assemblea legislativa, la massima Assemblea legislativa, o l'unica Assemblea legislativa, meglio ancora, dei sardi, la massima Assemblea legislativa dell'Isola e una e una soltanto, comporta che questa Assemblea legislativa deve necessariamente svolgere un ruolo non propriamente dignitoso che è quello di collettore di risorse pubbliche, che è quello di canale di trasferimento di risorse pubbliche da un Assessorato ad un altro. Ecco, io non credo che sia questo il ruolo del legislatore sardo, colleghi, io credo che il legislatore sardo debba sì trattare e disciplinare fattispecie astratte, ma non deve trattarle e disciplinarle rimanendo nella nebbia. Ecco, noi rimaniamo nella nebbia, prendiamo atto dei buoni propositi dell'Assessore, ma la cornice di questi buoni propositi l'avremmo dovuta scrivere noi, l'avremmo dovuta scrivere in questa legge e così invece non stiamo facendo. Stiamo facendo in modo che la Giunta, di fatto, tracci la cornice entro la quale la stessa Giunta si deve muovere, cioè la Giunta di fatto fa il disegno di legge, non ci consente di definire i criteri e poi fa i criteri all'interno della quale si deve inserire e si deve muovere. Una Giunta pigliatutto, oserei dire. Dopo tre anni e mezzo di silenzio della Giunta in questo ambito, credo che sia un buon traguardo per la Giunta, ma non per questa Assemblea legislativa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Lotto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOTTO LUIGI (PD). Io parto da queste ultime considerazioni che ha fatto il collega Tedde, bisogna chiarire che ciò che la Giunta si sta apprestando a fare è un atto di sua competenza, dire che i criteri sono di competenza del Consiglio è sbagliato, è di competenza della Commissione consiliare dare un parere su quei criteri. Che poi il parere venga dato successivamente alla deliberazione o venga dato preventivamente per una questione che è stata già spiegata, riguarda solo i tempi, non è una cosa di secondaria importanza. Quindi, noi esprimiamo parere favorevole a questa legge, tutto il Partito Democratico, mi sembra di capire tutto il centrosinistra e mi sembra di capire anche chi ha avuto, su altri versanti, motivi di critica. Per cui credo che vada rinnovato qua l'impegno a mantenere il programma che ci siamo dati a vedere insieme in Commissione questi criteri che dalla Giunta per sua competenza verranno predisposti e a noi il compito, in Commissione, se sapremo migliorarli, di fare proposte eventualmente migliorative.

Detto questo, credo che vada assolutamente fatto un plauso all'Assessore e alla Giunta nel suo complesso per aver formulato questa proposta, a noi il dovere di dargli gambe e di creare le condizioni perché possa andare avanti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Presidente, dico subito che ci asteniamo perché non vogliamo dare scuse a una maggioranza che nulla ha fatto sino ad oggi sul turismo e l'assistenza a quelle che erano le vie di trasporto. A chi oggi si è deliziato nel dire che c'era una grande armonia fra Assessorati leggo che la cura del ferro che ci propone l'Assessore ai trasporti per credo un'anemica (se fa la cura del ferro ci deve essere molta anemia) per le ferrovie, però sottovaluterei la scelta dell'Assessore se non capissi che probabilmente sta attuando politiche sul ferrato ben diverse da quelle che sarebbero necessarie e utili per la Sardegna, perché qui hanno pontificato tutti sul turismo e soprattutto sulle zone interne, ma qual è la possibilità di raggiungere le zone interne? Attraverso la Macomer Nuoro con le ferrovie oppure i collegamenti di Cagliari con Sassari e Olbia? Ma quali sono le scelte, per esempio, che potevano qualificare con i trenini verdi, quindi storici, entrare nell'enclave vera dalla Sardegna per far valutare quello che è enogastronomia, quello che è cultura, quella che è l'identità di un popolo sardo che va incontro all'ospite? Non siamo capaci di richiamare alcunché perché non offriamo, non diamo disponibilità di attrazione. Uno che viene qui a parlarci di quanto costa in nave o in aereo non ci vengano a dire che calmierate perché sono falsità. Poi si lasciano non utilizzabili e senza pensare a costruire un sistema aeroportuale Olbia, cioè Alghero così come è caduta, ma Tortoli e Fenosu, è vergogna che la nostra dirimpettaia Corsica, con 350.000 abitanti, ha quattro aeroporti funzionanti. Ma potrei continuare! Noi siamo per l'astensione solo perché pro bono pacis e perché vada qualcosa in modo che funzioni almeno minimamente quel qualcosa che è i trasporti e quella che è l'accoglienza e quello che dovrebbe essere un turismo ben diverso per una Sardegna che dovrebbe essere com'è al centro del Mediterraneo, ma anche…

PRESIDENTE. Onorevole Dedoni, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Gaia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GAIA ANTONIO (Cristiano Popolari Socialisti). Presidente, solo per alcune precisazioni oltre che per anticipare il voto favorevole mio e del Gruppo che rappresento. Nel concludere e nel fare il plauso di questa iniziativa, voglio solo precisare che gli emendamenti (sia quello del doppio collega Tedde e dell'emendamento proposto dal collega Usula) purtroppo non possono trovare accoglimento, per il semplice fatto che la ratio della norma - ho cercato di evidenziarla bene in sede di relazione - non è un sostegno al trasporto aereo e questo è bene capirlo, perché attraverso delle alchimie giuridiche si è cercato di trovare una soluzione al problema e si è trovata solo ed esclusivamente con questo elaborato legislativo. Proprio perché il progetto, l'ho evidenziato e lo ribadisco, è quello di comunicazione e di marketing. Allora il discorso del trasporto navale non può trovare accoglimento per il semplice fatto che il trasporto aereo è quello ritenuto chiaramente di comunicazione più efficace. Io mi appello al buonsenso di tutti affinché chiaramente queste alchimie giuridiche che sono state studiate ed elaborate trovino accoglimento così come è stato proposto e sapete benissimo che la Comunità europea da questo punto di vista chiaramente ha la lente di ingrandimento su qualunque tipo di iniziativa di questo tipo, onde evitare (questo Consiglio purtroppo ne ha esperienze) eventuali aiuti di Stato che sarebbero prontamente e determinatamente cassati.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Presidente, sinceramente mi sento un po' a disagio quando sento tutti questi complimenti. Siamo tre anni a fare e a parlare del nulla, in due materie come i trasporti e il turismo, io veramente tutta questa necessità di gridare alleluia non la sento. Il nostro voto sarà di astensione, ma di astensione perché non vogliamo essere neanche partecipi in negativo e creare dei malintesi, noi ci asteniamo per vedere che cosa riuscirete a fare e sono sempre delle aperture di credito più che altro alle buone intenzioni, Assessore, questo glielo dico, ma noi non condividiamo di questa Giunta né l'impostazione, né i metodi e tanto meno i contenuti che sono drammatici e fallimentari da tre anni e mezzo ad oggi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pierfranco Zanchetta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZANCHETTA PIERFRANCO (Cristiano Popolari Socialisti). Dopo le parole del relatore certamente il nostro voto è favorevolissimo, non vogliamo ostacolare però mi permetto di fare un'osservazione che richiama il mio intervento iniziale sull'ordine dei lavori e sulla funzione ormai tristemente nota della quarta Commissione di cui sono membro e che ahimè questa competenza soprattutto sui trasporti non c'era più mi pare di capire. Credo che fermo restando che non vogliamo ostacolare alcunché, anzi votiamo subito e a favore perché noi il bicchiere lo vediamo mezzo pieno e non mezzo vuoto però ribadisco che forse era necessario anche un passaggio nella quarta Commissione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli del disegno di legge numero 429/A.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 1.

All'articolo 1 è stato presentato un emendamento.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1:

Art. 1

Finalità

1. Al fine di favorire la destagionalizzazione dei flussi turistici e distribuirne i benefici sull'intero territorio regionale, la Regione attiva politiche di promozione e comunicazione attraverso i canali offerti dal sistema del trasporto aereo nel rispetto del diritto dell'Unione europea.).

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Antonio Gaia, relatore.

GAIA ANTONIO (Cristiano Popolari Socialisti), relatore di maggioranza. Il parere è contrario.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.

ARGIOLAS BARBARA, Assessore tecnico del turismo, artigianato e commercio. Il parere è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Sarò veramente lapidario. Questo emendamento mira non tanto a porre dei criteri universali di ripartizione delle somme, di spalmatura delle risorse che oggi trasferiamo al turismo, ma pone un piccolo principio, piccolissimo, che serve per perequare la situazione dello scalo della provincia di Sassari che in questi anni ha avuto dei problemi non da poco. Problemi che peraltro continuano ad essere presenti nonostante qualcuno cerchi di contrabbandare situazioni differenti ed è di ieri il dato di Assaeroporti, nel gennaio - maggio del 2017 rispetto al 2015 ante crisi quindi l'aeroporto di Alghero ha perso 150.000 passeggeri, 150.000 passeggeri nei primi cinque mesi, meno 27 per cento. Sono dati oserei dire allarmanti ma che comunque al di là dell'allarme significano una situazione di crisi dell'economia del territorio che non ha precedenti, un'economia che per certi profili possiamo anche coraggiosamente definire drogata dal low cost e possiamo anche dirlo non è che ci vergogniamo, per certi versi drogata ma che avrebbe avuto necessità comunque di essere accompagnata durante la crisi dei rapporti con Ryanair, accompagnamento che non c'è stato né in funzione di varo di piano di incentivi al low cost che allora poteva essere fatto col sistema del PM con i ricavi incrementali perché comunque il pacchetto azionario della SOGEAAL era integralmente della Regione. PM oggi è tutto più difficile, oggi bisogna percorrere un'altra strada, un'altra strada che deve avere il placet della Commissione europea e questo emendamento mira a creare i presupposti affinché ci sia l'attenzione perequante, definiamola così, un'attenzione perequante nei confronti di una infrastruttura che ha sofferto moltissimo e non per responsabilità del territorio ma per l'inerzia della Giunta regionale che nella attuazione di quella famosa saga, di quel famoso gioco dell'oca che ci vedeva assistere a un passo avanti e due indietro, alla fine abbiamo visto cos'è accaduto. Quindi voto favorevole su questo emendamento perché noi lo riteniamo che sia un atto di giustizia nei confronti di una provincia, non soltanto dell'infrastruttura aeroportuale.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Emilio Usula. Ne ha facoltà.

USULA EMILIO (Gruppo Misto). Solo per riproporre l'emendamento orale che ho proposto prima. Non mi ha convinto naturalmente quanto ha detto il relatore di una efficacia che altrimenti non sarebbe riconosciuta dal sistema Europa e allora io ripropongo l'emendamento all'articolo 1 al punto "attraverso i canali offerti dal sistema" e qui metto "dei trasporti da e per la Sardegna nel rispetto del diritto dell'Unione europea". Io credo che questa cosa qua non sia in contrasto con nessuna norma europea anzi forse l'Europa in questo caso vede non un aiuto alle compagnie aeree ma proprio un sistema per agevolare l'arrivo in Sardegna in una prospettiva di destagionalizzazione. Ricordiamo che chi viene in macchina qua va via anche comprando i nostri prodotti alimentari, i nostri prodotti dell'artigianato ed è più facile favorire anche la visita delle zone interne e quindi io non vedo nulla di strano, se non si accetta questo emendamento è chiaro che il mio voto sarà perlomeno di astensione.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Roberto Desini. Ne ha facoltà.

DESINI ROBERTO (Partito dei Sardi). Per esprimere la condivisione su questo emendamento presentato dall'onorevole Tedde perché così come abbiamo avuto occasione di esprimere il nostro pensiero in quest'Aula ci sono delle responsabilità per quanto riguarda alcune politiche aeroportuali che vanno indietro negli anni e che non si possono esclusivamente attribuire a questa Giunta regionale. Però è anche vero che ci sono dei dati oggettivi dei quali non possiamo non tenerne conto e allora condividendo lo spirito che pensiamo di interpretare del collega Marco Tedde, noi proponiamo di porre all'attenzione dell'Aula un emendamento all'emendamento dove vogliamo esplicitare ancor meglio questo pensiero e soprattutto per cercare di ovviare di poter andare incontro a degli atteggiamenti o soprattutto che possano esserci delle violazioni di carattere giuridico. Allora noi proponiamo l'emendamento dicendo così, che dopo Unione europea è aggiunto "utilizzando criteri prioritari nella dislocazione di risorse in favore di quegli scali aeroportuali che hanno registrato una perdita di passeggeri nell'anno 2016". Diciamo questo per un semplice motivo che abbiamo sciorinato, non è uguale Presidente c'è qualche parola che cambia il senso e infatti se è possibile chiedo Presidente la sospensione dei lavori per due minuti eventualmente per concordare anche con il proponente un unico emendamento da sottoporre all'attenzione dell'Aula anche perché in altre circostanze abbiamo manifestato alcune criticità. Oggi c'è un dato di fatto che lo scalo aeroportuale del Nord Ovest della Sardegna, quello di Alghero, ha subito delle perdite ingenti, sono dei dati oggettivi e riprendendo anche quel principio di perequazione che abbiamo portato avanti anche in altri contesti quali per esempio nell'approvazione della legge della riforma degli enti locali quindi noi diciamo di applicare questo principio perequativo perché c'è un dato oggettivo che alcuni scali aeroportuali hanno subito delle perdite, le responsabilità sono da attribuire ad anni di scellerata politica che hanno visto coinvolti tutti i governi che si sono succeduti in questo Consiglio regionale degli enti locali, quindi nessuno escluso, e senza fare dietrologia oggi ci troviamo in questa situazione e chiediamo di poter porre rimedio con questa proposta emendativa. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Giuseppe Fasolino. Ne ha facoltà.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Presidente, beh, all'emendamento orale presentata dal collega Desini manca solo il nome dell'aeroporto e siamo a posto! Cioè mi sembra veramente assurdo! Fino adesso abbiamo parlato di un progetto sul turismo, fino adesso abbiamo parlato di un'opportunità che vedesse l'intera Sardegna, fino adesso abbiamo parlato dello stimolo che dobbiamo dare a far bene, adesso invece cosa facciamo? Andiamo a compensare quello fatto male. Onorevole Desini, perché non si è alzato in quest'anno e mezzo ogni volta che l'onorevole Tedde gridava allo scandalo per l'aeroporto di Alghero? Perché non avete fatto qualcosa in questo anno e mezzo quando vi dicevamo in continuazione che l'aeroporto di Alghero stava continuando a perdere passeggeri? Perché siete stati zitti, avete messo la testa sotto la sabbia e siete andati avanti? E adesso invece che c'è un'opportunità di meritocrazia, anche per chi ha lavorato bene in questi anni, cosa facciamo? Tratteniamo delle risorse a chi ha lavorato bene in questi anni, per distribuirle a chi magari un po' a causa della politica, un po' a causa di altro, non ha ottenuto gli stessi risultati. Ecco allora affrontiamo il problema di Alghero, affrontiamolo seriamente, ma lasciamo perdere una legge che in questo momento può essere meritocratica e può dare un'opportunità vera di sviluppo turistico per allungare la stagione. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Antonio Gaia. Ne ha facoltà.

GAIA ANTONIO (Cristiano Popolari Socialisti). Presidente, non voglio essere ridondante, però lo voglio ribadire, qui stiamo a fare i legislatori e non a cercare di soddisfare le esigenze di qualche territorio. La ratio della norma, lo ribadisco, e quindi non si possono accettare emendamenti come quelli che sono stati proposti, è esclusivamente un progetto di comunicazione e di marketing, non è un aiuto al trasporto aereo, che sia chiaro, non è un aiuto al trasporto aereo! Se noi deviamo da questa ratio rischiamo che ci cassino la norma, deve essere chiaro per tutti, non lo voglio ribadire. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Salvatore Demontis. Ne ha facoltà.

DEMONTIS SALVATORE (PD). Presidente, ma insomma io sono anche d'accordo nel merito dell'emendamento presentato dal consigliere Tedde, nel senso che intendo la perequazione come l'interesse della Sardegna ad avere un sistema aeroportuale che funzioni tutto, in questi termini sarei d'accordo, però è vero ciò che diceva il collega Gaia, questo emendamento si riferisce a "sostegno aeroportuale", mentre noi stiamo approvando un disegno di legge che invece si muove sulla linea della "promozione" del brand Sardegna. Non vorrei che i buoni intenti di questo emendamento potessero poi di fatto indebolire il nostro disegno di legge, nel senso di esporla a procedure di infrazione della Commissione europea, perché se fosse così un emendamento nato con obiettivi che io condivido pienamente, ai quali ho fatto riferimento nel mio intervento in Aula, poi possa invece portare a degli svantaggi non solo a tutto il sistema aeroportuale sardo, ma anche all'aeroporto del nord ovest della Sardegna al quale fa riferimento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio. Ne ha facoltà.

ARGIOLAS BARBARA, Assessore tecnico del turismo, artigianato e commercio. Presidente, solo per chiarire che ovviamente le linee guida che verranno sottoposte in Commissione prima di essere approvate in Giunta, così come ho detto nel mio intervento, prendono le mosse da quelli che sono i dati del SIRED delle presenze nei singoli territori, il che significa che i risultati che sono stati poco fa comunicati dal consigliere Tedde hanno una ripercussione reale su quelle che sono le presenze in termini di decremento. Quindi il risultato finale comunque terrà conto di quelle che sono le realtà e le reali condizioni in cui i nostri territori in questo momento vivono. Grazie.

PRESIDENTE Grazie. Non ho altri iscritti nei termini. Chiedo se persiste la richiesta di sospensione del Consiglio. Allora la seduta è sospesa per 2 minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 46, viene ripresa alle ore 12 e 53.)

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta. C'era un emendamento orale dell'onorevole Usula, chiedo se ci sono osservazioni all'emendamento orale.

Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS ANTONIO (PD). Prima avevo chiesto di intervenire perché seguendo le dinamiche d'Aula avrei voluto proporre un emendamento in favore di Fenosu, così almeno avremmo risolto anche qualche altro problema di altri territori. Io credo, Presidente, che non siano accoglibili né l'emendamento presentato dal collega Usula, né tanto meno quello presentato dal collega Desini. Perché stiamo parlando di turismo non stiamo parlando di trasporti, evitiamo complicazioni che la legge ci possa essere…

PRESIDENTE. L'emendamento orale non è accolto.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 2.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2:

Art. 2

Autorizzazione di spesa

1. Per consentire l'adeguata programmazione degli interventi diretti alla destagionalizzazione secondo quanto previsto all'articolo 1, è autorizzata la spesa di euro 4.800.000 per l'anno 2017 e di euro 12.000.000 per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020.).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 2.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 3.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3:

Art. 3

Criteri

1. Entro trenta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, con deliberazione della Giunta regionale, sono stabiliti i criteri e le modalità attuative degli interventi diretti alla destagionalizzazione previsti dall'articolo 1.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 3.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 4.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 4:

Art. 4

Norma finanziaria

1. Gli oneri derivanti dall'articolo 2 sono quantificati in complessivi euro 40.800.000 per gli anni 2017-2020 in ragione di euro 4.800.000 per l'anno 2017 e di euro 12.000.000 per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020 (missione 07 - programma 01 - titolo 1 - capitolo SC06.0177).

2. Agli oneri di cui al comma 1 si provvede mediante corrispondente riduzione per gli stessi anni dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1 della legge regionale 2 dicembre 2011, n. 25 (Norme per la copertura finanziaria della continuità territoriale area), e successive modifiche ed integrazioni (missione 10 - programma 04 - titolo 1 - capitolo SC07.0627).

3. Nel bilancio della Regione per gli anni 2017-2019 sono introdotte le seguenti variazioni:

SPESA

in diminuzione

missione 10 - programma 04 - titolo 1 (cap. SC07.0627)
2017 euro 4.800.000
2018 euro 12.000.000
2019 euro 12.000.000

in aumento

missione 07 - programma 01 - titolo 1 (cap. SC06.0177)
2017 euro 4.800.000
2018 euro 12.000.000
2019 euro 12.000.000.).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 4.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 5.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 5:

Art. 5

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna (BURAS).)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 5.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 429.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio approva).

Discussione congiunta e approvazione delle mozioni Pittalis - Tocco - Cappellacci - Contu - Fasolino - Locci - Peru - Tedde - Tunis - Zedda Alessandra - Dedoni - Carta - Rubiu - Truzzu - Usula Sull'istituzione Di Un Treno Veloce Per Nuoro E Provincia (319) E Deriu - Sabatini - Moriconi - Piscedda - Comandini - Meloni - Tendas - Forma - Demontis - Cozzolino - Solinas Antonio - Cocco Pietro - Lotto - Collu - Cocco Daniele Secondo - Usula - Zanchetta - Gaia - Agus - Lai - Manca Gavino sul sistema ferroviario sardo, con particolare riferimento alla direttrice Abbasanta-Olbia, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento (325).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione congiunta delle mozioni numero 319 e 325.

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione. Uno dei presentatori della mozione ha facoltà di illustrarla.

PITTALIS PIETRO (FI). Presidente, colleghi, grazie alla iniziativa del Comitato Trenitalia Nuorese e per esso del suo promotore, l'avvocato Claudio Solinas, è stata avviata con una petizione popolare l'iniziativa che mira alla istituzione di un servizio di treno veloce per Nuoro e le zone della Sardegna centrale. Una iniziativa che, come è riportato nella mozione, al momento in cui è stata proposta, ha visto una serie sorprendente di adesioni, allora erano state raccolte oltre 5000 firme, ma ad oggi hanno superato abbondantemente le 10.000 sottoscrizioni. Il testo di questa petizione è stato inviato al Presidente della Regione, all'Assessore, a tutti gli organismi istituzionali locali e anche nazionali che in qualche modo possono aver competenza, o interagire, per la soluzione del problema che la petizione ha posto. Il Comitato ha messo giustamente in evidenza due aspetti: il primo, la salvaguardia di quella che è un principio e un diritto costituzionale che, insieme a quella esterna di continuità territoriale, venga garantita anche quella interna; e, in secondo luogo, non meno importante, il problema che di questi tempi, anche con una certa preoccupazione, viene portato all'attenzione, è la necessità di incentivare l'uso dei mezzi pubblici in vista anche di una maggiore sostenibilità ambientale. Proprio perché il traffico privato ormai è al limite del tollerabile nelle città e quindi è un modo anche per favorire la mobilità alternativa al traffico veicolare. Detto questo, Assessore, è stato posto il problema di come risolvere un problema alla luce anche di una massa non indifferente, ma considerevole, di risorse, oltre 402 milioni, che sono stati destinati per il potenziamento del sistema ferroviario in Sardegna, con la previsione di una serie di infrastrutture che non possono non interessare quei territori, come il nuorese, ma direi la Sardegna centrale e le zone interne in particolare, che sono state finora del tutto lasciate fuori dalla programmazione del trasporto pubblico ferrato. Non ci risulta che la Giunta regionale abbia previsto qualche progetto per la modernizzazione delle tratte ferroviarie di quel territorio e, oggi, l'ipotesi di un treno veloce Nuoro-Macomer, senza l'attuazione di interventi in grado di rendere idoneo il tracciato per l'alta velocità, mi pare un esercizio soltanto di buona tecnica oratoria per chi la professa oralmente o, comunque, esercizio soltanto di retorica se in concreto non si apprestano appunto quegli interventi che la petizione fortemente richiama. Allora Assessore, qui si pone proprio il problema di come rendere possibile il collegamento e quindi portare l'alta velocità sui binari dal capoluogo della Barbagia, che rappresenta il cuore dell'Isola, mettendo così in collegamento i centri delle zone interne con il resto soprattutto del sistema ferroviario sardo, quindi i porti, gli aeroporti con gli effetti positivi che questo sistema produrrebbe, non solo perché eviterebbe disagi ai cittadini, ma avrebbe anche effetti positivi per le attività economiche e produttive di tutto il territorio. Allora ecco perché, Assessore, ci ha sorpreso e non poco, e il comitato Trenitalia nuorese l'ha messo bene in evidenza, quando su qualche quotidiano isolano si è dato grande spazio alla notizia relativa alla realizzazione di un progetto turistico per la realizzazione del tracciato Cagliari-Bastia che sarebbe addirittura percorribile in quaranta minuti e che coinvolgerebbe la Regione Autonoma della Sardegna in sinergia con altri enti delle due isole. Noi ce lo auguriamo che questo progetto possa vedere la luce, ma prima di questo progetto io penso che noi dovremmo preoccuparci di come rendere possibile e percorribile in quei tempi anche il collegamento tra i diversi centri, compresi quelli del centro Sardegna e del nuorese, con le altre e città e con le altre strutture, porti e aeroporti dell'Isola. Allora ecco perché, Assessore, appare quindi dal nostro punto di vista assolutamente necessario ed urgente capire se nel programma della Giunta regionale c'è la convinzione che si debba portare urgentemente un correttivo, cioè se nella programmazione di quelle risorse, se nella programmazione di quello che deve essere il servizio pubblico ferrato, ecco, alla luce anche di quella che oggi è l'idea di una struttura moderna ed efficiente che non trascuri appunto importanti territori come quello del Nuorese e delle zone interne e se possiamo dare una più che speranza, soprattutto ai numerosi lavoratori, agli studenti pendolari e a quelli che devono essere messi nelle condizioni di usufruire di un sistema ferroviario, adeguato ai tempi, con treni veloci che possano assicurare anche un servizio verso quelle zone che non sono zone di serie Z, non sono zone residuali, ma sono parte integrante di questa nostra Isola. Allora ecco perché noi con questa mozione abbiamo inteso dare voce in Consiglio regionale alla petizione del Comitato Trenitalia Nuorese e io mi auguro che ci possa essere la sensibilità da parte di tutta l'Aula per un voto che sia corale e unanime perché qui non c'è la politica che possa dividere, ma anzi qui la politica deve rappresentare lo strumento per rafforzare questa lodevole e meritoria iniziativa e vorremmo sapere però, Assessore, quali sono le vostre reali intenzioni se appunto in concreto c'è l'impegno di destinare risorse, perché senza le risorse non si va da nessuna parte, per appunto realizzare ed ammodernare la tratta ferroviaria già esistente nel territorio del Nuorese adeguando i mezzi, incrementando le tratte, mediante appunto la previsione di un progetto che preveda una rete moderna ed efficiente in coordinamento con il collegamento veloce verso i centri dell'Isola già strutturati. Questi sono i problemi che poniamo, Assessore, alla sua attenzione e che poniamo logicamente all'attenzione e al contributo di tutti i colleghi dell'Aula.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Roberto Deriu per la presentazione della mozione numero 325.

DERIU ROBERTO (PD). Grazie signor Presidente, le due mozioni non sono identiche perché partono da due punti di vista differenti, questa mozione della maggioranza in particolare propone che il Consiglio regionale valuti la possibilità di un grande investimento strategico nella costruzione di un sistema ferroviario che definitivamente completi la rete sarda. Ci sono quattro importanti città: Olbia, Nuoro, Oristano e Cagliari che in questo momento non sono tra loro connesse da una rete dedicata e a questo scopo si chiede di riconoscere come strategico e prioritario il completamento della rete ferroviaria sarda, a questo scopo si intende impegnare la Giunta affinché utilizzi la sua Amministrazione, l'Amministrazione da essa dipendente per istruire questa grande decisione su questo grande investimento strategico, cioè riconoscere come strategico il completamento della rete e predisporre tutti gli atti che servono a questo Consiglio per stabilire e decidere un grande investimento per la Sardegna, non è una decisione che riguarda una sola legislatura, sarà una decisione che impegnerà almeno un quindicennio, date le risorse che saranno necessarie, però ci pare un modo corretto per un Consiglio regionale di stabilire politiche di lungo respiro, quelle politiche di investimento sulle infrastrutture fondamentali del territorio che ci si lamenta sempre di non compiere perché non si studiano mai e non si valutano mai in modo adeguato. Sono da ricercarsi grandi risorse per un investimento ribadiamo strategico, ci sono da fare progetti di grandissimo rilievo, c'è da coordinare l'azione di diverse istituzioni, sia pubbliche che private, c'è da stimolare il Governo, c'è da intavolare con la Commissione europea un rapporto apposito, c'è insomma da realizzare un piano di interventi che deve essere approvato da questo Consiglio su impulso della Giunta, impulso al quale noi impegniamo la Giunta con questa mozione.

E' un grande lavoro che deve essere svolto, perché evidentemente è una grandissima azione politica e amministrativa quella che si richiede con questa mozione.

L'altra mozione, ha detto molto bene l'onorevole presidente Pittalis, si impegna invece su un aspetto che, come è scritto nella mozione, riguarda l'ammodernamento di una parte della rete, ovviamente un'azione molto importante che riguarda comunque una diretta possibilità che ha questo Esecutivo di assumere decisioni ma che non è perfettamente coincidente con quello che noi chiediamo invece con questa mozione, anzi è evidentemente dentro il percorso di questa mozione nella misura in cui la Giunta potrà presentare al Consiglio regionale il piano di grandi nuovi investimenti strategici in materia ferroviaria. Per cui io inviterei il presidente Pittalis, ma già mi pare che ci sia convergenza su questo, a tentare una sintesi tra i due documenti e fare in modo che la Giunta sia, con la precisione che è indicata nelle nostre mozioni, impegnata ad un lavoro istruttorio che preveda la messa in rete delle istituzioni competenti, la progettazione di quanto chiediamo e la predisposizione anche di un piano finanziario, che, abbiamo detto, non è a breve termine ma è anzi pluriennale, dovrà impegnare la Regione in modo strategico, ma qua stiamo venendo finalmente, oggi questo Consiglio ha questa possibilità, stiamo venendo a capo di uno dei temi di carenze e lacune infrastrutturali fondamentali del nostro territorio.

PRSIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Luigi Crisponi. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). La mozione presentata poc'anzi dal collega Pittalis è una mozione particolare, nasce non nelle segrete stanze dei gruppi politici o di partito ma è una mozione che nasce dall'intendimento della gente, del nostro territorio in modo particolare, di sottoporre all'attenzione dell'Aula un tema davvero sentito che è quello dell'isolamento, dell'isolamento infrastrutturale a tutti voi ben noto. E quando ha il suggello dei cittadini, in questo caso di un illuminato comitato promotore, un'iniziativa ha la necessità di essere supportata a tutti i livelli, e se poi giunge anche un'altra mozione che guarda in faccia alla realtà dell'assenza infrastrutturale per i nostri territori e alle dinamiche che sono necessarie per sfuggire all'isolamento, allora anche in quel caso ci vede sicuramente il raccordo, e probabilmente ci vedrà ancor di più d'accordo se si dovesse giungere ad una ottimizzazione delle due differenti proposte. Certo fa specie, ieri nelle iperboli rilasciate dai comunicati stampa della Giunta regionale, che parlavano della vera e propria "cura del ferro", con 402 milioni che erano stati l'energica iniezione di denari e di fiducia al sistema delle tratte ferroviarie isolane, delude non poco quando, alla luce del dibattito odierno, si vede e purtroppo, ahimè, si conosce di persona quali difficoltà, quali isolamento, quale desertificazione subiscono un territorio, in modo particolare quello del Nuorese che oggi stiamo tanto richiamando. Allora spiace, assessore Deiana, che a fronte di 402 milioni di euro, indirizzati peraltro in modo legittimo dalla Giunta regionale, non si pensi che nella lontana, piccola, povera Basilicata, che vanta un terzo della nostra popolazione e una densità abitativa al di sotto di 50 abitanti per chilometro quadrato, quindi addirittura al di sotto della Sardegna, con un semplice investimento da 3 milioni e 200 mila euro, hanno portato il Frecciarossa, che appunto sfreccia e trasporta realmente utenza quotidiana e passeggeri da Potenza, passando per Salerno, Napoli, Roma e arriva fino a Milano. E ancora più giù, nel tacco d'Italia, la Regione Puglia, con un ulteriore investimento a 3 milioni e mezzo, fa partire quello stesso treno veloce da Taranto; e significa che hanno raggiunto due obiettivi con un unico colpo, hanno dato la dignità alla libertà di circolazione e alla mobilità di quei cittadini nelle lande più sperdute dello stivale italiano. Quindi hanno fatto una scelta oculata, attenta, e ci è voluto anche un basso investimento, che fra l'altro sta producendo anche risultati eccellenti che stanno convincendo Trenitalia a confermare quel tipo di azioni e di attività. E allora io mi preoccupo non poco quando so che c'è, non uso la parola sperpero ma c'è l'iniezione massiccia di denari verso altri territori, come di regola più fortunati delle aree interne o delle zone del Nuorese, che rimangono ancora una volta beffardamente alla finestra, quando le risorse e i denari che la Giunta regionale destina non toccano, non incentivano, non invogliano, caratterizzano semmai anzi quella desertificazione alla quale purtroppo più volte fanno riferimento gli amici del Comitato Trenitalia Nuorese e soprattutto i tanti amministratori, cittadini, lavoratori, studenti e financo gli amministratori locali e comunali, che naturalmente lamentano quel disagio, quell'arretramento, quella incolpevole e ingiustificata, nel 2017, situazione di deserto economico e istituzionale.

Quindi io credo che bene hanno fatto i colleghi a presentare le due mozioni, a disegnare un impianto che sia effettivamente strategico per lo sviluppo ma soprattutto, consentitecelo, per il riscatto di zone altrimenti destinate ad ulteriore spopolamento e ad incrinare ancor di più la fiducia nelle istituzioni. Allora noi dobbiamo fare molta attenzione quanto si disegnano le finanziarie regionali, quello sarà il momento nel quale ci dovremo confrontare, e soprattutto mettere a disposizione di quei territori non solo le idee ma anche le energie necessarie, e quando parlo di energie s'intende naturalmente di carattere economico.

Concludo dicendo che proprio stamane - ringrazio di questo anche i colleghi che hanno voluto apporre la loro firma - ho depositato una mozione che prevede l'innalzamento della velocità da 90 a 110 chilometri orari sulla strada statale 131 DCN, diramazione centrale nuorese, corriamo davvero il rischio altrimenti, cari colleghi, di restare isolati in eterno, in termini di spopolamento e lo abbiamo detto ma anche in quei termini necessari perché l'economia viaggi veloce come viaggia veloce in tutto il resto del Paese, e forse anche nel mondo. E allora, quei sacrosanti diritti, quella dignità che è concessa ad altri territori dell'Isola la reclamiamo anche per la provincia di Nuoro, e crediamo possa divenire un piccolo segnale quello della velocizzazione della tratta sulla quale beffardamente l'ANAS (alla quale lei certamente avrà avuto modo di rapportarsi in più di un'occasione) ha dichiarato nel 2012 che erano giunte le condizioni materiali ed effettive per assicurare….

PRSIDENTE. Grazie, onorevole Crisponi, il tempo a sua disposizione è terminato.

È iscritto a parlare il consigliere Emilio Usula. Ne ha facoltà.

USULA EMILIO (Gruppo Misto). Io ho firmato convintamente la petizione popolare del Comitato Trenitalia Nuorese per la realizzazione di un servizio di collegamento ferroviario veloce fra Nuoro e la restante rete ferroviaria della Sardegna, ho sottoscritto anche le due mozioni di cui oggi stiamo parlando e stiamo discutendo. Sicuramente una ha la possibilità di una realizzazione in tempi medio brevi, se c'è la volontà, l'altra è una mozione con una visione un pochino più di lungo termine. Credo che questa possa essere una buona occasione per sentire finalmente quali intendimenti ha questa Giunta in merito al necessario ammodernamento e adeguamento di tutto il nostro sistema ferroviario, e per capire quali risorse dei finanziamenti complessivi destinati alla rete ferroviaria sarda la Giunta intende realmente destinare alla tratta di collegamento Macomer-Nuoro.

A titolo di esempio, la Regione Umbria proprio la settimana scorsa ha destinato 50 milioni di euro per il potenziamento della sua rete ferroviaria regionale, finanziati attraverso i fondi di sviluppo e coesione 2014-2020, con la sottoscrizione entusiasta del ministro Delrio, proprio il ministro Delrio all'atto di quella firma ha affermato che ci sono a disposizione 300 milioni del fondo di sviluppo e coesione per la sicurezza delle linee interconnesse e altri 400 milioni per le linee isolate. Si parla quindi di 700 milioni per l'ammodernamento della rete ferroviaria e del sistema dei trasporti su ferro disponibili in applicazione del decreto legge numero 50 del 24 aprile 2017. Sono risorse importanti almeno sulla carta e sono risorse importanti anche quelle che si dice disponibili anche per l'ammodernamento delle nostre linee ferroviarie. Anche per questo il Partito Rosso Mori considera la discussione di questa mozione un'occasione per sentire cosa si è fatto finora in Sardegna e per chiedere quali risorse, contenute in questo decreto legge, sono destinate al nostro malandato anzi malandatissimo sistema ferroviario.

Forse sarebbe opportuno sapere quali azioni concrete per la Sardegna si sono decise per la mobilità aerea e navale, ma anche per la mobilità interna, nel vertice e negli incontri con Delrio anche in occasione del recentissimo G7, che si è tenuto a poche decine di metri da quest'Aula. Non ci possiamo accontentare di promesse e di liturgie che disegnano un futuro fantastico ma purtroppo anche troppo fantasioso e com'è chiaro troppo lontano. Tornando più prosaicamente al nostro attuale sistema dei trasporti io vorrei sapere quali risorse sono state impegnate in questa legislatura da questa Giunta e sentire anche quali risultati sono stati raggiunti e di cui possono godere i cittadini sardi, i nostri ospiti turisti, quale miglioramento del servizio pubblico e quali obiettivi reali ci poniamo su questo versante. Quali risultati e quali ostacoli si sono incontrati e sono ancora presenti, perché sono consapevole di difficoltà e di intoppi che talvolta non dipendono solo da un singolo Assessore o da un singolo responsabile di procedimenti così complessi e onerosi. Dico questo per necessità di trasparenza per permettere piena consapevolezza, piena conoscenza ai cittadini sul quanto e sul come sono state impegnate importanti risorse economiche destinate a migliorare il nostro sistema di trasporto su ferro.

Io penso che sarebbe davvero un risultato di legislatura se si avviasse un serio ammodernamento della linea Macomer - Nuoro, questo ammodernamento può essere realizzato lasciando l'attuale sistema, l'attuale linea ferroviaria, ma con macchine nuove, più veloci, più sicure. Peraltro mi risulta siano già state acquistate tre locomotrici più veloci, meno inquinanti e più confortevoli per gli utenti, ma non sono ancora operative, non sono ancora entrate in operatività. E bisogna dire subito che risulta anche che per tali nuove macchine e per garantire il servizio di queste macchine dovrebbe essere realizzata a Macomer un'officina attrezzata specifica la cui mancanza potrebbe esporre alla figuraccia di avere le macchine e non essere in grado di farle viaggiare, o farle partire per viaggi inaugurali magari e per poi fermarle un pochino troppo miseramente.

Credo anche, ma sarà necessario tornarci, che è ora che ARST riveda la sua programmazione di collegamenti nel Nuorese e nel Marghine - Goceano e in quei territori dove è sotto gli occhi di tutti una sciagurata concorrenzialità del trasporto su gomma e su ferro gestito dalla stessa azienda con grande sperpero di risorse senza assicurare adeguati ed efficienti servizi di collegamento, ma ci tornerò con una interrogazione specifica. Una criticità fondamentale nella tratta Macomer - Nuoro è la presenza di due strozzature: una in prossimità di Macomer e una all'ingresso…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Angelo Carta. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az-La Base). Grazie Presidente, io ho sottoscritto la mozione numero 319 perché credo che la posta in gioco sia quella più importante, cioè il diritto alla mobilità per tutto il nuorese e il diritto alla continuità territoriale sui binari ferrati alle comunità dell'interno dell'Isola naturalmente mi sembra quasi di assistere a un gioco al rilancio, perché la minoranza presenta una mozione, anche sull'onda di una petizione popolare molto condivisa, e poi la maggioranza rilancia con la sua numero 325 ove si include un po' tutta la Regione.

Io credo che la mozione numero 319 ci consenta di soffermarci e concentrare la nostra attenzione sul territorio di tutto il Nuorese e sul diritto alla mobilità negato in tutto il Nuorese, non solo sul ferro ma sulle strade, sulla situazione degradata delle strade che ormai sono per la maggior parte impraticabili, dove interi comuni sono a rischio di isolamento non solo culturale non solo di abbandono da parte dell'Istituzione, ma proprio di isolamento per l'impercorribilità delle strade: interno e costa. Abbiamo ponti, come quello di Lodè, bloccato, fermo che impedisce il transito per le ragioni che la magistratura avrà ritenuto valide e che una volta erano invece diverse rispetto a quelle della magistratura a quelle dette dalla provincia. Sostanzialmente riaperto la mattina e richiuso la sera. Una presa in giro.

Parlare di treno veloce a Nuoro non è una presa in giro, è una provocazione, Assessore, perché sappiamo bene che non si può portare il treno veloce a Nuoro domani mattina, ma il diritto alla mobilità non è una provocazione, è un'invocazione, è la necessità che su quel territorio si intervenga seriamente, che la Giunta regionale intervenga veramente mettendosi in testa che quel territorio ha l'esigenza di essere aiutato, ha l'esigenza di essere infrastrutturato. Quindi parlare di treno veloce non è prendere in giro chi il 10 di luglio si riunirà al Museo del costume a invocare soluzioni per esempio per il comparto agricolo, a indicare soluzioni per quel settore, parlare di treno veloce e del diritto alla mobilità del Nuorese è un'invocazione, è un obbligo che credo che la Giunta regionale abbia per dedicare ogni sforzo possibile e anche impossibile per far sì che questi gap vengano superati.

Le strade provinciali di collegamento, come ho detto, assolutamente distrutte, il treno veloce non significa che domani mattina vogliamo che l'Assessore dei trasporti venga a Nuoro e dica che la settimana prossima ci sarà il treno veloce, vorremmo che l'Assessore dei trasporti parli di continuità territoriale interna, dei collegamenti che esistono all'interno della Provincia di Nuoro garantiti, anzi non garantiti, nemmeno dall'ARST, un coordinamento di quelle che sono le corse dell'ARST, la possibilità di collegare le zone interne con le zone costiere con l'ARST, con l'azienda regionale Sarda Trasporti, e noi stiamo chiedendo di discutere con l'Unione europea, non stiamo pensando che debba concertare col ministro Delrio, stiamo parlando di una cosa che può essere concertata stamattina, questo pomeriggio, con l'ARST decidere di coordinare i trasporti interni della provincia di Nuoro per garantire la continuità territoriale interna che oggi manca. Quindi stiamo parlando di un diritto negato per il territorio del Nuorese e la mozione credo che nel impegnare il Presidente della Regione a riferire in Aula sulla situazione del sistema ferroviario e sulle risorse programmate e dove queste risorse verranno investite, credo che c'entri l'argomento della legge, aspettiamo risposte chiare.

Il secondo punto è destinare le risorse necessarie per la realizzazione e ammodernamento della tratta ferroviaria già esistente nel territorio del nuorese, non stiamo parlando di portare i treni giapponesi a Nuoro, stiamo parlando di intervenire sull'esistente per efficientarlo meglio. Quindi stiamo chiedendo cose realizzabili, stiamo chiedendo cose fattibili che partendo dal sogno del treno veloce vorrebbero avere una realtà quotidiana da domani mattina migliore di quanto l'hanno avuta fino a stasera.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pietro Zanchetta. Ne ha facoltà.

ZANCHETTA PIETRO (Cristiano Popolari Socialisti). Grazie, ma noi parliamo di ferro ma siamo ancora all'età del bronzo, non abbiamo raggiunto ancora quella del ferro in considerazione proprio del nostro disastrato ancora sistema di rete ferroviaria. A parte le suggestioni che sono state anche evocate in aula come "Ritorno al futuro", ma qui non c'è Doc che può fare magie, se non l'Assessore che viene così metaforicamente alloggiato nell'Hyperloop a 1.200 chilometri orari come a Dubai, noi siamo ancora con lo scartamento ridotto o con una rete ferroviaria che davvero grida vendetta e richiama l'attenzione dello Stato italiano sulle condizioni della Sardegna dal punto di vista ferroviario. Se le due mozioni mantengono distinzioni è perché forse con tutta l'importanza che riveste la mozione presentata dal presidente Pittalis, però rimane a mio avviso ancora definita in un contesto troppo limitato. Io credo che la mozione della maggioranza, il che non significa che le due mozioni non debbano trovare una sintesi, un'efficacia nella risoluzione, e quindi nella condivisione, la mozione della maggioranza ha un respiro più ampio, e mi vede anche in qualche modo più soddisfatto, perché pensare ad una tratta ferroviaria, ad una rete ferroviaria, ad un sistema che colleghi Olbia, Nuoro ed Abbasanta, che poi si riallaccia alla rete esistente che è la direttrice Sassari-Cagliari, io la considero un'operazione di prospettiva importante per la Sardegna nell'infrastrutturazione di una rete che è fondamentale per i territori, in considerazione proprio del rapporto anche territoriale tra il Nuorese e la Gallura. Io credo che questo sia un elemento sul quale poi far convergere anche la prima mozione. E dico questo perché non possiamo fermarci all'esclamazione del Leonardo da Vinci del "Non ci resta che piangere", che finalmente inventa il treno e dice: "treno", quando passa davanti a Benigni e al grande scomparso attore napoletano, adesso ho un lapsus, e me ne perdoneranno tutti i suoi estimatori, Troisi. Noi dobbiamo fare esclamazioni non di sorpresa perché arriva in ritardo qualcosa, ma perché ci prefiguriamo anche in tempi lunghi che possano arrivare infrastrutturazioni di questa portata. Ma altrettanto dico che, mentre noi parliamo di questa infrastrutturazione fondamentale, ci dimentichiamo che non abbiamo completato ad esempio la strada che collega Abbasanta con Olbia, passando per Buddusò, ed è un completamento fondamentale, così come un completamento fondamentale, anzi una infrastrutturazione fondamentale è la Olbia-Palau-Santa Teresa, per la quale esistono sulla carta risorse, sembrerebbero 220 milioni, che ancora però l'ANAS non vuole mettere su strada, cioè realizzare almeno il primo tratto tra Olbia e San Giovanni. Il riferimento alle strade è un riferimento anche alle strade ferrate e quindi alla ferrovia. Io credo, e concludo, che anziché andare in ordine sparso si debba trovare una sintesi che faccia di queste due mozioni una mozione unica e che contemperi però la prospettiva della Olbia-Nuoro-Abbasanta.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore dei trasporti.

DEIANA MASSIMO, Assessore tecnico dei trasporti. Ho ascoltato con grande interesse sia l'esposizione delle mozioni che gli interventi e su questi è molto opportuno fare delle importanti precisazioni. In primo luogo va specificato che la rete ferroviaria sarda è una rete mista, ha una rete gestita da Rete Ferroviaria Italiana che è a scartamento ordinario e che è di circa 450 chilometri, e che si sviluppa lungo la dorsale sarda, da Cagliari a Porto Torres, con la deviazione a Chilivani per Olbia, e poi la rete per la y del Sulcis. Poi abbiamo circa 600 chilometri di rete ferroviaria a scartamento ridotto di cui 180 sono utilizzati per il trasporto pubblico locale. Questo deve essere chiaro perché? Perché sulla rete a scartamento ridotto noi abbiamo delle competenze e abbiamo degli investimenti, sulla rete a scartamento ordinario ovviamente gli investimenti sono di RFI. I 400 milioni di cui si parla e di cui si è parlato sono la somma di tutta una serie di interventi di cui, per la precisione, 346 riguardano gli interventi sulla rete ferroviaria italiana e un'altra cinquantina sono quelli che quest'anno abbiamo messo in campo invece per interventi sulla rete a scartamento ridotto. Gli interventi sulla rete ferroviaria italiana sono stati realizzati, sono stati finanziati mediante un forte pressing sul Governo centrale che li ha inseriti nel contratto di programma con RFI, e che consentiranno una velocizzazione e un'automazione della rete ferroviaria italiana, quella esistente. È evidente che le mozioni presentate oggi danno delle indicazioni di prospettiva, sulle quali io posso già dare delle risposte in termini concreti, in termini concreti posso dire che non esistono dei progetti per estendere al momento la rete RFI per collegare Nuoro. Debbo anche dire, ma è una riflessione di carattere storico, che probabilmente fu persa una straordinaria occasione per poterci pensare negli anni Settanta quando si progettò la 131 dcn, perché in quel sedime stradale che ha, come molti sanno, gallerie, viadotti e ponti si sarebbe potuto immaginare anche di radicare un sedime ferroviario. Purtroppo non è stato fatto. Quindi, immaginare un collegamento ferroviario RFI, realizzato da RFI, in questo momento posso assicurare che non è nei piani di investimento della Rete Ferroviaria Italiana e non è finanziabile con i fondi attualmente a disposizione perché i fondi attualmente a disposizione sono per la rete ferroviaria italiana esistente, e li stiamo proficuamente impiegando. Vorrei anche specificare che sulla tratta Macomer-Nuoro in particolare, che è una tratta di 58 chilometri, quindi è poco meno di un terzo delle tratte attualmente utilizzate a scartamento ridotto per il TPL - le altre sono la Sassari-Alghero, la Sassari-Sorso e la Monserrato-Senorbì-Isili - bene, su questa tratta noi attualmente abbiamo investimenti per 81,9 milioni di euro, di cui circa la metà conclusi, cioè con lavori finanziati e conclusi, e l'altra metà, 40 milioni e mezzo, di lavori in corso e in corso di conclusione, che hanno riguardato fondamentalmente impianti di segnalamento, automazione, eccetera, tutti lavori che quando saranno terminati daranno una velocità di esercizio e una sicurezza molto più ampia. Ricorderete tutti che non più tardi di dieci anni fa c'è stato un tragico incidente proprio su quella linea che ha cagionato la morte anche di alcune persone. Ovviamente poi queste ferrovie a scartamento ridotto hanno dei problemi ulteriori di sicurezza per cui c'è stata un'ulteriore stretta di vite, ricorderete, perché la questione è stata portata anche all'attenzione del Consiglio, che improvvisamente sono stati posti degli standard di sicurezza che hanno addirittura imposto la chiusura della linea per una un paio di settimane immediatamente dopo le vacanze di Natale. Sulla tratta Macomer quindi Nuoro quindi attualmente c'è un investimento importante in corso, abbiamo comprato non due, non tre, ma ben cinque treni che si aggiungono agli altri quattro già in funzione sulle tratte Sassari-Alghero e Sassari-Sorso, di cui quattro sono destinati, treni ultramoderni, alla tratta ruolo Macomer-Nuoro. Rispondendo all'onorevole Usula, il regime di circolazione di treni è soggetto a strettissime norme di sicurezza; prima di poter viaggiare devono fare mille ore di collaudo, le hanno incominciate due mesi fa, speriamo di riuscire a concluderle entro l'estate, in modo tale che da settembre possano entrare in funzione. Così come il Comune di Macomer ha avviato le procedure edilizie necessarie, e noi abbiamo stanziato le risorse necessarie per costruire il centro di manutenzione e rimessaggio, che serve per alloggiare questi treni, che comunque possono viaggiare anche senza il CMR, il centro di rimessaggio, perché rimangono semplicemente un pezzo fuori, ma comunque speriamo per allora che sia completato anche questo. Quello che deve essere chiaro a tutta l'Aula è che costruire una linea ferroviaria a scartamento ordinario, che impropriamente viene chiamata treno veloce, perché non è veloce, è un treno ordinario, per fare una linea a alta velocità bisogna costruire una linea ovviamente a doppio binario con l'elettrificazione, e stiamo parlando di circa 60 milioni a chilometro, ma per costruire una linea ferroviaria ordinaria a scartamento ridotto, senza particolari opere d'arte, quindi senza ponti o gallerie o viadotti particolarmente impegnativi, si devono calcolare tra i 15 e i 18 milioni di euro a chilometro, quindi costruire una linea ferroviaria ex novo, perché non è possibile modificare una linea a scartamento ridotto facendola diventare una linea a scartamento ordinario, nel senso che va completamente rifatta, neanche il sedime è adeguato, perché è adeguato ovviamente per un certo tipo di traffico, quindi bisognerebbe riprogettare ex novo, abbiamo fatto fare una simulazione, stiamo parlando di un intervento che al netto del materiale rotabile e della riqualificazione degli impianti terminali, cioè delle due stazioni, che peraltro abbiamo recentissimamente rinnovato, il centro intermodale di Nuoro con la stazione di Nuoro e il centro intermodale di Macomer con la stazione di Macomer, bene, al netto di questo stiamo parlando di circa 900 milioni di euro, come tipo di investimento per portare la linea a scartamento ordinario, quindi RFI, a Nuoro, passando da Macomer. Passando da Abbasanta, facendo diciamo l'ipotesi del dell'onorevole Deriu, probabilmente il costo sarebbe più elevato nonostante la distanza sia la stessa, perché ovviamente lì c'è un problema maggiore da un punto di vista orografico che bisognerebbe superare con una progettualità particolari, ripeto,'occasione migliore sarebbe stata quella di utilizzare, nel momento della costruzione della 131 DCN, sarebbe stata quella di inserire in quel tipo di progettualità. Quindi, da un punto di vista squisitamente finanziario stiamo parlando di un impegno, diciamo così, di almeno 1 miliardo, che al momento ovviamente non è nella disponibilità né nelle programmazioni della Regione, né di RFI, mentre invece è nella programmazione della Regione e nella disponibilità della Regione tutte le somme che non solo abbiamo individuato, ma che abbiamo già messo in campo; vi arriverà nei prossimi giorni un disegno di legge per alcune modificazioni all'interno dei miei capitoli di bilancio, per pagare il termine dei lavori dell'adeguamento della Monserrato-Senorbì, e per poter mettere in fuga in lavorazione un altro appalto da 20 milioni di euro che abbiamo trovato, per completare i lavori nella tratta Senorbì-Isili. Stiamo parlando di tratte a scartamento ridotto. Per concludere, sulla tratta Macomer-Nuoro abbiamo investito tanto, stiamo continuando ad investire, la velocità di esercizio potrà migliorare in maniera sensibile con l'automazione dei passaggi a livello, la chiusura di alcuni passaggi a livello privati, che sono una assoluta disgrazia da questo punto di vista e che hanno generato anche le note vicende della chiusura della linea, e abbiamo anche investito molto su materiale rotabile; i cinque treni che abbiamo acquistato sono costati oltre 20 milioni di euro, e quattro di questi entreranno in funzione sulla ruolo Macomer-Nuoro. Il nostro obiettivo è di garantire la Macomer-Nuoro con una velocità di esercizio commerciale più ovviamente adeguata rispetto a quella attuale, tenete conto che i treni che abbiamo sarebbero teoricamente in grado di andare anche a 120 chilometri all'ora, stiamo parlando di treni a scartamento ridotto, e tra l'altro ricordo che lo scartamento ridotto sardo è uno scartamento ancora più ridotto, perché non è uno scartamento metrico, ma è uno scartamento submetrico da 950 millimetri, quindi abbiamo un ulteriore problema anche di sicurezza e di velocità di esercizio, però nel momento in cui dovessimo avere il termine dei lavori sulla Macomer-Nuoro ma che sono finanziati e in corso, alcuni sono stati aperti nel 2015, nel 2016, nel 2009, nel 2010, stiamo parlando comunque di investimenti per un totale di 81,9 milioni di euro, più il materiale rotabile che abbiamo appena acquistato. Dovrebbero portarci ad una Macomer-Nuoro da concludere entro i 50 minuti, al netto delle fermate che ovviamente bisogna valutare, perché ci potrebbero essere treni totalmente diretti e treni che invece poi fanno una, 2, 5, 4 soste, bisogna calcolare mediamente una sosta circa quattro minuti. Questa è l'attuale situazione della Macomer-Nuoro, la situazione della rete ferroviaria nazionale italiana in Sardegna vede degli interventi per circa, anzi, per 346 milioni di euro, ma questi interventi sono stati realizzati mediante l'inserimento di investimenti e di interventi specifici nel contratto di programma Governo-RFI. Tra questi abbiamo per esempio il famoso SCMT, il Sistema di controllo marcia treno, che è quello che consentirà ai treni veloci che abbiamo acquistato di poter performare al massimo delle proprie capacità, perché attualmente non possono pendolare, nel momento in cui potranno pendolare, col termine che è previsto per la fine di questa estate del sistema di controllo marcia treno dovrebbero poter pendolare, quindi dovrebbero poter raggiungere velocità di esercizio più adeguate. Gli altri sono interventi importanti che riguardano per esempio le varianti di Bauladu e di Bonorva, che da sole cubano oltre 200 milioni e che consentono di recuperare 12 minuti una, 9 minuti un'altra, ecco, questi sono gli interventi, gli altri sono gli interventi per esempio di eliminazione dei passaggi a livello, di automazione, eccetera, che consentono di tenere velocità di esercizio più adeguate. Noi in Sardegna ricordo che non abbiamo l'elettrificazione e non abbiamo di conseguenza neanche l'alta velocità, perché l'alta velocità è elettrica, ricordo anche, per dare dei numeri, un chilometro di alta velocità costa circa 60 milioni di euro, un chilometro di ferrovia a scartamento ordinario costa, ripeto, dipende dalle criticità orografiche, costa dai 12 ai 15 anche 18 milioni di euro, un chilometro di linea a scartamento ridotto ne costa una decina, ma noi questa ce l'abbiamo e quindi abbiamo fatto ovviamente degli importanti interventi di manutenzione. Per quanto riguarda le mozioni ovviamente disponibilissimi a fare degli studi più approfonditi, perché io ho dato ovviamente dei numeri di massima sia sui percorsi sia sui costi per poter poi instaurare anche un confronto dialettico col Governo e con RFI per immaginare un'estensione della rete ferroviaria italiana. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di replicare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Assessore, questa ultima parte del suo intervento in qualche modo apre alla possibilità che il contenuto della petizione possa realisticamente trovare ingresso nella agenda politica regionale e nella possibilità che possa essere portato all'attenzione nel confronto con il Governo nazionale. Però lo dico senza retorica, Assessore, io le riconosco serietà nel tipo di risposta che ha fornito all'Aula perché un Assessore che, come abbiamo appreso dai mezzi di informazione, da qui a qualche giorno penso lascerà l'Assessorato per dedicarsi ad altro importante compito in Sardegna, sempre nel settore del trasporto, in questo caso marittimo, sarebbe stato semplice da parte sua adottare anche una linea furbesca per sottoporre all'attenzione dell'Aula petizioni di principio, promesse futuribili. Questo lei non l'ha fatto e io lo apprezzo, perché lei ha tracciato un quadro drammatico e impietoso del sistema ferrato, nonostante gli interventi anche considerevoli in termini di risorse, però sappiamo come funziona, sappiamo qual è lo stato.

Sul problema specifico che abbiamo voluto porre con la mozione 319 io ho qualche perplessità, non voglio creare con lei un contraddittorio sull'entità delle risorse che sarebbero necessarie per ovviare al problema che abbiamo posto, io penso che si possa fare con molto meno, ma quello che è mancato, Assessore - e qui sta la critica e anche una certa insoddisfazione, riconoscendole ancora onestà intellettuale per quello che ha detto - è che non vedo un impegno concreto da parte della Giunta regionale. Perché qui sta la capacità di ipotizzare un sistema di ammodernamento che funzioni e di collegamento che possa guardare all'intera isola e dunque a tutte le realtà territoriali. Dire che si sta facendo la manutenzione nella tratta Nuoro-Macomer è qualcosa di utile e di positivo perché rende in sicurezza e fruibile un servizio, ma per quello che è, cioè una tratta datata, una tratta che poteva avere un senso negli anni Cinquanta e negli anni Sessanta, ma non nel 2017. Qui mi sarei aspettato quindi in senso realistico e però ne colgo il vuoto e da questo punto di vista la mozione anche del collega Deriu forse viene incontro ad una necessità che il problema venga posto all'attenzione della politica regionale e quindi del Governo regionale perché si inizi a ipotizzare un lavoro nella progettazione, nella programmazione futura che mi pare da questo punto di vista sia stato assente nelle intenzioni del Governo regionale. Ed è la ragione per la quale io penso che questa mozione, che non pone critica politica di nessuna natura, ma che pone una esigenza del territorio, proprio prendendo atto di quello che lei ha riferito, anzi a maggior ragione proprio perché c'è la necessità impellente che sull'argomento la Giunta regionale, questo Governo regionale così come chi a voi succederà, possa avere dal Consiglio regionale un deliberato che rappresenti un indirizzo vincolante e la mozione mi pare che possa assolvere bene a questo scopo. Si capisce che non si può fare tutto e subito, che lo sforzo finanziario deve tener conto di tante variabili, ma riteniamo, Assessore, che se non si parte nulla ancora si potrà vedere nella prospettiva futura. Noi vorremmo invece diventasse realtà il contenuto della petizione del Comitato Trenitalia nuorese che si è speso e che fa una battaglia di civiltà, una battaglia per…

PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di replicare il consigliere Roberto Deriu. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (PD). Mentre parlava il presidente Pittalis pensavo a coloro che mi hanno insegnato la politica, che io pratico fin da ragazzino, per cui oramai molti anni, e siccome molti di questi hanno seduto qui in quest'aula o nell'aula più antica del Consiglio regionale, mi hanno sempre detto che il Consiglio regionale non è un consiglio d'amministrazione. A richiamare il valore alto e strategico delle deliberazioni che devono essere assunte in quest'Aula noi spesso rincorriamo fatti gestori, fatti di amministrazione, questioni congiunturali, rincorriamo l'attualità. Oggi abbiamo la possibilità di dare un'indicazione, un indirizzo - come giustamente diceva anche il presidente Pittalis - per il futuro della Sardegna e di ordinare che le nostre amministrazioni, le nostre Giunte, quelle che si succederanno negli anni, svolgano un ruolo in rappresentanza della Sardegna e a tutela degli interessi della Sardegna anche presso il Governo nazionale e anche presso le istituzioni internazionali europee. Ci ha spiegato - lo sapevamo, naturalmente - l'assessore Deiana che la rete di cui parliamo non è una competenza diretta della Regione ed è proprio per questo che noi vogliamo che la nostra Regione faccia presenti gli interessi dell'isola, della nostra autonomia, della nostra diversità e particolarità presso coloro che sono tenuti ad occuparsi, cito ancora il presidente Pittalis, dell'effettività dei diritti dei cittadini della Sardegna in relazione a quella dei diritti degli altri cittadini nel resto della Repubblica. È un indirizzo, così lo intendo, non sciatto, non di dettaglio, non sul quotidiano quello che vogliamo dare oggi, è un indirizzo strategico che impegna l'Amministrazione a mettere tutta se stessa in una relazione politica in una istruttoria tecnica, nel reperimento di risorse importanti, diciamo anche senza sprecare termini, nel complesso colossali, perché se è vero, come ha detto il presidente Pittalis, che non è possibile fare tutto subito, noi dobbiamo affermare che non deve essere impossibile fare qualcosa mai. È necessario che noi mutuiamo gli assetti infrastrutturali della Sardegna con interventi profondi, con interventi intensi. Allora, per fare questo serve una progettazione importante, serve un lavoro costante e serve avere ambizione. Io spero, credo, che questo Consiglio regionale voglia essere all'altezza della tradizione autonomista e oggi assumere un indirizzo autorevole e importante per il futuro.

PRESIDENTE. Metto in votazione la mozione numero 319.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Chiedo un minuto di sospensione in Aula.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della mozione numero 319.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della mozione numero 325.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Discussione e approvazione della mozione Moriconi - Cocco Pietro - Cozzolino - Comandini - Deriu - Tendas - Cocco Daniele Secondo - Lai - Zedda Paolo Flavio - Busia - Zanchetta - Perra - Collu - Piscedda - Solinas Antonio - Ruggeri - Pinna Rossella - Manca Pier Mario - Congiu - Oppi - Carta - Ledda - Cappellacci - Tocco - Zedda Alessandra - Tedde - Fasolino - Truzzu - Rubiu - Tunis - Pizzuto sulla situazione di incertezza che preoccupa i lavoratori della Portovesme srl e sul rischio fermata degli impianti, con gravi conseguenze socio economiche, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento (322).

L'ordine del giorno reca la discussione della mozione numero 322.

Dichiaro aperta la discussione.

Uno dei presentatori della mozione ha facoltà di illustrarla.

MORICONI CESARE (PD). Alle 14 e 08 qualsiasi ora va bene, il Consiglio inizia a discutere del rischio della chiusura di un'azienda che si chiama Portovesme Srl, un rischio che non è remoto e che nell'ipotesi in cui ciò si verificasse sarebbe non per un problema di carattere finanziario ma per un problema di carattere burocratico dove la politica chiaramente non può chiamarsi fuori. La Portovesme Srl, lo dico prima di tutto a me stesso e lo ricordo prima che all'aula, è la più importante impresa operante del Sulcis, è la quarta in Sardegna stando ai dati del 2014 in termini di fatturato sono 500 milioni circa. Ci lavorano 666-700 qualcosa del genere dipendenti diretti e 600 e rotti dipendenti indiretti e c'è un indotto che si riflette sull'intero sistema socio-economico del Sulcis che ricordo a me stesso, lo ripeto prima ancora che agli altri, straordinario non soltanto sul Sulcis per via delle dimensioni dell'impresa ma dell'intero territorio regionale. Questa è un'impresa che non ha mai ricorso agli aiuti della finanza pubblica né regionale né statale, non lo ha fatto neppure nel periodo più critico della crisi, della peggiore delle crisi che l'Italia e la Sardegna abbiano conosciuto dal dopoguerra ad oggi. Anzi ha investito 300 milioni di euro negli ultimi 15 anni per realizzare opere di investimenti infrastrutturali, di ammodernamento infrastrutturale, di ammodernamento tecnologico, di messa in sicurezza degli impianti a favore dei lavoratori in contro tendenza rispetto ad una deriva che portava la maggior parte delle imprese in Sardegna ma anche in Italia ad inginocchiarsi di fronte alla calamità della crisi che abbiamo conosciuto e che conosciamo ancora. Sta realizzando impianti in marcia, opere di 22 milioni di euro di bonifiche, ha trasformato un vecchio sito minerario altamente inquinante e straordinariamente pericoloso per la salute pubblica e per l'ambiente in una straordinaria opera di bonifica e di ripristino ambientale, ecco quella è la discarica che sta andando ad esaurirsi. Noi parliamo qui della Portovesme Srl, parliamo del Sulcis e parliamo anche di tematiche che spesso diventano di carattere strettamente ambientale. Dalla sopravvivenza di Portovesme Srl dipende il futuro di quel territorio del Sulcis, ma io credo anche un po' della Sardegna perché se chiude Portovesme Srl chiude il porto industriale di Portovesme, chiude il consorzio industriale e l'indotto che sarà chiamato a pagare un prezzo altissimo avrà delle ripercussioni che io non riesco ad immaginare. Il Sulcis, ce lo ha ricordato Il Sole 24 Ore anche recentemente, è quel territorio ex provincia della Sardegna più povera d'Italia. Dal 2008 al 2015 mentre a livello regionale il crollo degli occupati era del 6 per cento circa, nel Sulcis era del 15 per cento. Dal 2015 al 2016 la perdita di occupati è stata di 2000 unità, il tasso di occupazione per intenderci è crollato del 5,6 per cento rispetto al 2,2 a livello regionale, oltre il doppio forse quasi il triplo. Il tasso di disoccupazione è salito in un anno dal 2015 al 2016 di 3,4 punti in percentuale passando dal 17,2 al 20,6 per cento. La Giunta regionale e il Consiglio regionale si stanno occupando di spopolamento, la provincia del Sulcis assieme a quella di Nuoro e del Medio Campidano è quella che ha l'indice di spopolamento più alto con un crollo dal 2001 al 2011 di 2,5 punti in percentuale, nei quattro anni che vanno dal 2011 al 2015 di 1,2 punti in percentuale. Ma ciò che mi ha colpito di più è che nel 2015 il numero delle nascite sono 748 contro i decessi 1348, cioè una nascita ogni due decessi che significa che solo nel 2015 gli abitanti in meno sono circa 700 soltanto stando a questo rapporto. Poi parliamo di ambiente e quando parliamo di ambiente siamo tutti bravi a dire le cose, siamo bravi a dire che le scelte della politica industriale del passato, soprattutto quelle della metà del secolo scorso, hanno avuto effetti devastanti sull'ambiente, le hanno avute a Portovesme, a Porto Torres a Ottana, nell'aria di Macchiareddu del cagliaritano; e siamo bravi a dire anche che avremmo voluto più foreste che ciminiere; siamo bravi a dire che vorremmo risolvere tutto con un provvedimento agli errori del passato, che evidentemente non abbiamo commesso noi, ma questo non cambia; che preferiamo le bonifiche alle discariche; e che non ci piacciono le colonizzazioni, cioè le multinazionali che vengono dal continente, oppure dall'estero, si dice a sfruttare il nostro territorio e la nostra gente; siamo tutti bravissimi a dirlo e chissà quante altre cose siamo bravi a dire, soprattutto se siamo a 50 chilometri, o a 100, a 200 chilometri di distanza dal problema, a 50, 100, 200 chilometri di distanza da quelle migliaia di lavoratori che rischiano di non avere più uno stipendio, a 100 o 200 chilometri di distanza dalle loro famiglie e da quei figli che rischiano di essere figli di altri disoccupati e che si aggiungerebbero ai figli di altri disoccupati, per errori delle scelte del passato, sarebbero però figli di scelte sbagliate del presente, o ciò che rischia di essere, ancora peggio, figli di non scelte. Siamo tutti bravi a dire tutto ciò e non calcoliamo mai gli effetti conseguenti, e non calcoliamo mai le difficoltà e le soluzioni alternative in cui siamo chiamati ad individuare quando si tratta di riqualificare in tempi utili, immediati, migliaia di lavoratori che rischiano di andare a casa. Ecco questo, Assessore Paci, e mi dispiace che non ci sia l'Assessore dell'Ambiente, nel rispetto chiaramente delle sue funzioni, della sua autorevolezza, degli impegni che ha assunto precedentemente l'Assessore all'ambiente, ma credo che migliaia di posti di lavoro che rischiano di essere persi avrebbero meritato una attenzione e una considerazione diversa. Questo non è un problema meramente burocratico, questo è un problema politico grande quanto una casa, per stare stretti, perché ci sono in ballo le vite di migliaia di persone, e quando il tempo per salvarle è scaduto le soluzioni ordinarie non bastano più, occorre trovare soluzioni straordinarie, occorre trovare soluzioni emergenziali, e la politica ha il dovere di trovare soluzioni straordinarie e soluzioni emergenziali, lo deve fare nel rispetto delle regole e nel rispetto delle leggi. E io qui mi riaggancio alle espressioni frequenti dell'Assessore dell'ambiente, perché tutti siamo per il rispetto delle regole e per il rispetto della legge, ma 7 anni dall'avvio di una procedura per l'individuazione e per l'autorizzazione di una nuova discarica, ben lontani dall'esaurimento della capacità di accoglienza dei rifiuti di quei prodotti lì, 7 anni sono un'esagerazione, 7 anni sono troppi, 7 anni sono una follia, sono incomprensibili, anche per responsabilità probabilmente dell'operatore privato, ma noi non siamo qui per cercare responsabilità, forse neanche ci interessano in una discussione di questo tipo, a noi interessano le soluzioni. Sette anni inseguendo una pratica per la quale non è stato riscontrato alcun fattore escludente, solo una miriade di richieste di integrazione di chiarimenti nelle diverse Conferenze dei servizi che si sono succedute, tante richieste di integrazioni e di chiarimenti. Ecco, questa è una mozione unitaria, perché su un tema di questo tipo è difficile dividersi, è impossibile dividersi, è doveroso non dividersi. E' una mozione unitaria non contro qualcuno né del passato, né del presente, le responsabilità potrebbero essere diffuse, ma è una mozione attraverso la quale si vuole fornire un supporto all'azione politica della Giunta, che evidentemente ha una funzione, un ruolo diverso, una competenza diversa rispetto al Consiglio, ma il Consiglio chiede alla Giunta, lo chiede con chiarezza, il coraggio di un'azione, ne chiede di conoscere i termini e chiede di conoscerli qui in Aula. Perché se entro l'autunno, io non so se l'autunno è settembre, ottobre, o novembre, se entro l'autunno non dovesse arrivare la soluzione, quell'impianto lì è un impianto costretto alla fermata, ed è già stata avviata la fermata, sono già iniziate le operazioni di fermata, e quando si compie una scelta di questo tipo che è obbligata, è una fermata che difficilmente potrà ripartire, perché almeno una linea di produzione non è sostenibilmente riavviabile, perché le linee di produzione restanti, semmai fossero riavviate, dovranno pagare il prezzo caro delle quote del mercato che non attendono certamente le incertezze dalla politica regionale. Noi queste paure ce le stiamo ponendo da mesi, ce le stiamo ponendo in Commissione attraverso i sopralluoghi nella sede della Portovesme, attraverso tutte le audizioni possibili e immaginabili degli Assessori competenti, dei dirigenti della Provincia, ognuno chiamato a testimoniare il ruolo e la funzione cui sono chiamati. Il risultato è che non è cambiato nulla. Oggi il Consiglio regionale discute questa mozione, e per essere d'accordo con chi mi ha preceduto, parlando anche di altri temi, il valore degli atti deliberativi di quest'Aula vanno rispettati, e io penso che il valore di questa mozione, come delle altre, meriti un'attenzione, un rispetto particolare per ciò che mette in gioco sul sistema politico, economico e sociale. E allora impegna la Giunta ad intraprendere tutte le iniziative straordinarie, non ordinarie, emergenziali, non interlocutorie, formali, chiare, per sapere anche a che punto stanno le richieste che sono inoltrate, rispetto alle quali non ci sono informative ufficiali, di incremento della capacità di abbancamento della discarica di Genna Luas che è stata avviata tempo fa, della richiesta di autorizzazione dello stoccaggio temporaneo presso la vasche ex ENI risorse, rispetto alla quale richiesta la Giunta regionale dovrebbe assumere un impegno forte nei confronti del Governo, e per sapere anche quali procedure sono state avviate per accelerare e rassicurare l'azienda e i lavoratori circa l'ottenimento dell'autorizzazione per la realizzazione della nuova discarica. La Giunta regionale ha il dovere di informare l'Aula, ha il dovere di assumersi l'impegno che l'Aula gli conferisce in questa sede circa l'assunzione di impegni chiari, straordinari ed emergenziali, lo deve fare per evitare un epilogo gravissimo che rischiamo di trovarci davanti, talmente drammatico che non metterà in gioco solamente questioni di carattere socio economico di un territorio così povero, ma avrà delle ripercussioni certamente su un sistema politico che non sarà in grado di sopportare altre migliaia di lavoratori in giro, senza busta paga, in una territorio così già abbondantemente povero.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Presidente, ma abbiamo riflettuto se discutere oggi questa mozione nonostante l'assenza dell'Assessore, per la quale vorrei dire che aveva un impegno già organizzato da tempo, lo dico per questa ragione soltanto, perché la mozione della Portovesme srl l'abbiamo inserita nell'ordine del giorno successivamente rispetto a quello che era già programmato da tempo, e quindi lei non era a conoscenza del fatto che doveva essere discussa oggi. Stava dicendo il collega Oppi che anche un'interpellanza sua, che è stata rinviata, doveva essere discussa dall'Assessore, proprio per la ragione che oggi non poteva essere presente, noi abbiamo deciso di rinviarla. In questo caso io ritengo che sia utile discuterla, questo voglio dire, perché ogni giorno per questa azienda è importante per i tempi che stringono e che bisogna mettere assieme, al di là della presenza dell'Assessore. Lo dico per dire che l'assessore aveva un impegno già programmato, e lo dico anche per dire che noi abbiamo urgenza di discutere questa mozione per affrontare il tema della discarica della Portovesme srl. Insomma le premesse sono state illustrate ampiamente da Moriconi che ha illustrato la mozione. Io credo che la Portovesme srl, un'azienda di 700 lavoratori, più del doppio per coloro che lavorano nell'indotto, abbia un ruolo importante in quella zona industriale del Sulcis-Iglesiente, che prima ovviamente aveva numeri completamente differenti. E anche in mezzo a quei numeri completamente differenti, rispetto a quelli attuali, 700 persone dirette che lavorano, è un'azienda importantissima in territorio, per la quale non bisogna fare passi falsi di nessun tipo. Qual è il tema? Il tema è la discarica esistente, la discarica di Genna Luas, nel Comune di Carbonia e nel Comune di Iglesias, realizzata su una vecchia zona mineraria dismessa da bonificare, che è stata bonificata, e che è stata utilizzata come discarica naturalmente all'avanguardia, secondo i criteri che le normative molto stringenti in questo campo impongono giustamente, e che vengano realizzate con un certo sistema. Ora questa discarica ha raggiunto il suo limite, sono nove argini realizzati, forse se ne può realizzare un decimo, ma lo vedremo dopo, nove argini realizzati e ha concluso la sua, diciamo così, funzione, ha tempo fino a settembre. Quindi, il problema naturalmente si pone, l'azienda chiede interventi, è stato detto da Moriconi che nel maggio 2010 la prima richiesta che è stata formulata per la realizzazione di una nuova discarica, l'iter burocratico è lungo. Ecco, qual è il nostro ruolo? Dire agli uffici e ai funzionari che si devono muovere? Sì, questo glielo diciamo. Dire agli uffici e ai funzionari che devono fare cose che non si possono fare? Non glielo diciamo, noi gli diciamo che le cose devono essere fatte perbene, devono essere fatte in maniera zelante soprattutto in tempi difficili e complicati come questi, anche da parte di funzionari che svolgono un ruolo delicato, ma i funzionari devono decidere e la politica ha il ruolo di fare in modo che i funzionari svolgano bene il proprio lavoro e lo svolgano nei tempi previsti. Ma che diano risposte alle persone, alle aziende in questo caso, alla politica e a coloro che rappresentano la politica. Perché il corpo dei funzionari non è un corpo estraneo alla società, che vive in un mondo suo avvolto nel limbo che non deve decidere nulla, qua bisogna decidere e bisogna decidere con i tempi che la vita degli uomini chiede, di cui c'è bisogno. Per cui, con tutti i criteri che devono essere rispettati, con tutte le cose che devono essere salvaguardate, perché vediamo tutti quello che accade quando le cose non vengono rispettate nel modo in cui devono essere rispettate, però la gente deve decidere e non è che per paura di decidere si decide il male minore per coloro che devono decidere. Questo non esiste, questo non esiste assolutamente.

Allora, qual è il problema in questo momento? Perché il tempo a disposizione non è tanto, che la Portovesme S.r.l., un'azienda, si può chiamare anche in un altro modo, ma in questo caso è quella, ha tanti dipendenti, ha bisogno di un luogo dove scaricare i propri rifiuti, di un'industria siderurgica importante per l'economia della Sardegna, e noi dobbiamo fare che cosa? Le strade possibili sono queste: in attesa che l'autorizzazione venga data dagli Assessorati competenti, bisogna trovare il modo per scavallare il mese di settembre, termine entro il quale l'azienda se non ha un luogo dove conferire i rifiuti naturalmente non può andare avanti. E allora le possibili soluzioni quali sono? Una è quella che il Commissario della Provincia, o chi per lui, il Commissario della Provincia perché credo che sia la Provincia, in questo caso, che se ne debba occupare, possa continuare a fare scaricare all'interno del nono argine, cioè della discarica esistente, per un 25.000 tonnellate di materiale, lo prevede la norma, lo prevede la legge. Il commissario naturalmente può consentire di far questo, questo significa un ulteriore mese di autonomia. Ovvero, altra soluzione possibile è quella di consentire, che all'interno della Portovesme S.r.l. nel luogo nel quale ci sono quattro vasche, tre di queste possono essere utilizzate per scaricare il materiale temporaneamente, in attesa che poi in via definitiva possono essere riallocate, questo dà una garanzia di utilizzo della discarica per altri sette mesi. Questa è la soluzione che io credo possa essere perseguita.

Pertanto, Assessore, che rappresenta la Giunta, voglio dirle questo siccome molte autorizzazioni, e questa tra quelle, devono essere autorizzate assolutamente dal Ministero, non è un peso indifferente quello che la Giunta regionale può svolgere nei confronti del Ministro e del Ministero e degli uffici, anche in questo caso, competenti per autorizzare discariche di questo tipo. Noi dobbiamo fare la nostra parte, la dobbiamo fare fino in fondo, sia nelle autorizzazioni che sono di nostra competenza, sia in quelle della Provincia, sia in quelli del Ministero, il ruolo di regia è nostro e lo dobbiamo prendere fino in fondo.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). È stato già detto tanto dai colleghi, mi preme però evidenziare alcuni aspetti. Prima di tutto qui c'è un concetto sbagliato del termine di rifiuto e del termine di discarica. Per la Portovesme S.r.l. il luogo di smaltimento degli scarti di lavorazione non deve essere visto come un rifiuto o una parte sganciata dall'attività, ma è una parte della filiera di produzione e, come tale, questa va valorizzata soprattutto alla luce degli studi e della ricerca che sempre più sono in fase avanzata e dimostrano che quel tipo di rifiuto, magari fra vent'anni, fra trent'anni, potrà essere addirittura riutilizzato. All'interno di questi prodotti, che oggi vengono scartati, ci sono una serie di materiali importanti e preziosi, come le terre rare che oggi vengono usate addirittura per la telefonia. Quindi, il concetto è proprio sbagliato nell'impostazione, è un concetto ideologico, dove viene vista la discarica solo come luogo per l'utilizzo di rifiuti, in alcuni casi definiti impropriamente pericolosi o inquinanti, mentre si tratta appunto di un luogo di smaltimento degli scarti di lavorazione. Ci tengo subito a precisare che delle ipotesi che sono state discusse stamattina qui, quasi stasera, una va scartata subito che è quella della costituzione del decimo anello, perché la Provincia Carbonia-Iglesias si è già espressa dando il diniego al decimo anello, quindi quella strada è cancellata, non si può più percorrere nel modo più assoluto. Ci sono altre tre ipotesi: la prima è quella di accelerare, ma accelerare davvero, assessore Paci, mi dispiace che dobbiamo prendercela sempre con lei, fa da materasso anche ai suoi colleghi, perché qui altrimenti stiamo prendendo in giro i lavoratori. Perché la mia paura è che dopo aver votato tutti insieme, i pochi presenti che sono rimasti in quest'Aula, lasceremo andare via i lavoratori a casa dicendo state tranquilli ci pensiamo noi. Non cambierà assolutamente nulla, perché noi non riusciremo a far cambiare idea ai funzionari dell'Assessorato, non ci riuscirà neanche l'assessore Paci e tantomeno c'è riuscito l'assessore all'ambiente Spano, ma abbiamo la possibilità finalmente, per fortuna, la soluzione di andare fuori dalla Sardegna. Quindi questa Regione in qualche modo non può e non entra nel merito delle scelte che sono in capo solo al Ministero dell'ambiente e, aggiungo per fortuna, perché altrimenti ci saremmo arenati anche con l'ipotesi delle tre vasche, le tre vasche che garantiranno o potrebbero garantire all'impianto della Portovesme S.r.l. almeno sei mesi di autonomia, e questa è la strada. Dove il Governo regionale si fa carico di questa iniziativa e porta le istanze della Portovesme Srl e dei lavoratori, perché accelerino urgentemente l'autorizzazione per l'utilizzo delle vasche. È altrettanto non percorribile, una strada folle, che in questi giorni in alcuni ambienti è emersa, quella di destinare a discariche private questi rifiuti, perché se questa è la strategia, o se qualcuno ha già messo in piedi questo disegno, beh allora non vogliamo bene alla Portovesme S.r.l., c'è qualcuno che sta remando contro la Portovesme S.r.l., perché le discariche private, che in qualche modo sono operative nella Provincia Carbonia-Iglesias, peraltro unica discarica privata, son state costruite con tecnologia vecchia che non garantiscono la sicurezza. Il progetto che sta presentando la Portovesme S.r.l. è un progetto innovativo, un progetto che garantisce totalmente il rispetto dell'ambiente. L'utilizzo di discariche private, probabilmente, è una scelta, scellerata, che obbligherebbe per disperazione l'azienda prima di tutto a spendere tanto denaro, ma soprattutto, dalle informazioni che noi abbiamo, a fare un'unica scelta che è quella di chiudere l'attività e scappare dalla Sardegna. Un'azienda che è strategica per la produzione dei metalli importati che produce, ma soprattutto per la parte economica e occupazionale che riveste. Quindi, l'idea che un'azienda privata che, mi dispiace non ci sia l'Assessore perché questo è un altro tema che vorremmo trattare con lei, è quello delle garanzie che dà un'azienda privata, con fideiussioni che sono rilasciate da compagnie assicurative rumene, che spesso falliscono con molta velocità, quindi ritengo che questa non sia la strada percorribile. La strada percorribile è che l'Assessorato all'ambiente, con i suoi funzionari, rilascino urgentemente l'autorizzazione e che la Regione Sardegna, nella persona del Presidente, oggi rappresentato dall'assessore Paci, si faccia carico al Ministero dell'ambiente per il rilascio temporaneo e provvisorio dell'utilizzo delle tre vasche, disponibile all'interno dell'impianto. Così come abbiamo detto nei Capigruppo, parliamo di rifiuti a chilometro zero, può essere una banalità però questo risolve il problema, i rifiuti devono stare all'interno dell'impianto, nelle vasche che già oggi contengono questi prodotti.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Ugo Cappellacci. Ne ha facoltà.

CAPPELLACCI UGO (FI). Dodici settimane è il tempo a disposizione, quello intercorrente tra oggi e la soluzione, perché se la soluzione non si trova entro 12 settimane, al 30 settembre scadrà la concessione per l'utilizzo della discarica di Genna Luas e l'azienda dovrà inesorabilmente chiudere. La mozione l'abbiamo firmata il 13 giugno e son passate due settimane, con questo non voglio per carità sottolineare nessuna ombra di aspetto negativo, ma voglio solo sottolineare che il tempo passa velocemente e che quindi ogni minuto perso può essere il minuto decisivo. È stato detto abbondantemente, non voglio ripetere quello che i miei colleghi hanno già detto, però la Portovesme Srl è un fiore nel deserto, è un'azienda straordinaria, dalla tecnologia straordinaria, fatta di persone straordinarie che nel tempo sono riusciti a ricostruire una realtà rendendola competitiva nel mondo, ed è un'azienda che opera nel Sulcis, quel Sulcis che ha visto chiudere molte attività, molte industrie, molte fabbriche perché per una serie di problemi di competitività dovuti a limiti interni, ma soprattutto a problemi di mercato, un'azienda che non ha alcun problema di mercato che non ha alcun problema tecnologico, per la quale in passato si sono fatte battaglie storiche per risolvere problemi quali quello dell'energia, Sarebbe veramente un paradosso, io direi un crimine, che oggi dopo tanta fatica si potesse immaginare di chiudere l'azienda per un problema burocratico.

A me dispiace che non ci sia l'Assessore, capisco che aveva altri impegni e condivido la necessità di discussione urgente della mozione, ma mi dispiace invece ancora di più che non ci sia il Presidente della Regione, e mi spiego meglio, io credo che l'unica via per risolvere questo problema sia quella di un approccio straordinario, cioè bisogna mettere in campo forze straordinarie volete chiamarla task force, volete chiamarla Unità di crisi, volete pensare a un meccanismo di commissariamento? Ci vuole uno strumento straordinario perché è vero che la burocrazia spesso diventa la morte delle aziende perché non ha tempi umani, ma è altrettanto vero che a noi, alla politica, spetta cercare di trovare sistemi che possano facilitare i processi, e qua ce n'è estremo bisogno. Si è parlato di varie soluzioni, ce ne sono tre, anzi ce ne sono due di soluzioni, perché quella del decimo anello, anche se è percorribile in via estrema, non da un periodo di esercizio tale da arrivare alla soluzione nei tempi necessari. Le soluzioni restano due, ferma restando la premessa, che la prima emergenza, la prima urgenza, il primo approccio straordinario è sull'iter di autorizzazione alla nuova discarica, perché quello è fondamentale perché se non si chiude entro luglio in modo tale che possono partire subito i lavori di preparazione già nell'estate corriamo il rischio di non avere a disposizione neanche soluzioni intermedie che tengano. Le altre, le soluzioni intermedie sono: o quella delle vasche, vitale, fondamentale o quella delle discariche private. Quella delle discariche private di cui si parlava ancora sino a poche ore fa negli uffici, sino a poche ore fa ancora si parlava di quello, è da scartare! È da scartare perché non è possibile che si debba caricare la Portovesme di un costo che varia da 16 euro per unità a 60 euro, e questo rende l'attività non più economica. Quindi porta automaticamente alla chiusura, quindi quella è un'ipotesi da scartare, quella unica ipotesi che resta è quella dell'utilizzo delle vasche, è stato detto che dipende dal Ministero dell'Ambiente, bene, dobbiamo agire subito, dobbiamo intervenire sul Ministro, che si intervenga sul Capo di Gabinetto, su chi si vuole, ma qui ci deve essere un intervento forte di tutta la politica del Presidente, del Ministero dell'ambiente perché si acceleri il processo, di questa soluzione si sta parlando già da dieci giorni, ma in questi dieci giorni ancora non si è riusciti neanche ad avere una cosa banale che l'azienda sta chiedendo: un primo incontro interlocutorio con gli istruttori del Ministero che consenta di avviare il processo.

Dieci giorni son passati e ancora non siamo riusciti a stabilire un incontro. Se tanto mi dà tanto io credo che sarà molto difficile arrivare alla scadenza nei tempi, quindi il messaggio per tutti quanti noi, ma in particolare per il Presidente Pigliaru, è che ci vuole un suo intervento diretto sul Ministero perché il processo si attivi senza indugio, non commettiamo il crimine di far morire un'azienda sana che è un'eccellenza di cui dobbiamo andare orgogliosi nel mondo per un problema di bolli, timbri e passaggi burocratici.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Giorgio Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC Sardegna). Cercherò di essere rapido ma alcune precisazioni ho il dovere di farle. Innanzitutto la Glencore, chiamiamola così, ex Ami, ex società dell'ENI eccetera… è la memoria storica in Sardegna e in Italia, perché tratta dei minerali, minerali estrattivi, piombo e zinco, l'unica differenza è che prima erano prodotti in Sardegna mentre oggi vengono acquisiti e l'azienda aveva tre situazioni, lavorava soprattutto nel Sulcis, aveva la fonderia a San Gavino e produceva a San Gavino panetti di argento poi modificati, piccole percentuali d'oro eccetera… però sta di fatto che, hanno detto bene i colleghi, effettivamente lo diceva prima Rubiu, ma l'ha detto in modo chiaro anche collega Cocco, io ho fatto l'Assessore all'ambiente e sono il più longevo, anche però come Presidente del Consorzio industriale di Portovesme quante cose abbiamo risolto soprattutto per questa società, l'impianto di depurazione per esempio, c'erano dei (…) proprio della società che erano al limite, le abbiamo superate queste cose, cercando assieme una convergenza per risolvere il problema. Così come non va trascurato che la Glencore è quella società che ha dato dei segnali per acquisire, se avessero ottenuto certi risultati, anche l'Alcoa, si è messo in una certa posizione, quindi è un elemento importante. Devo dire anche che condivido quanto è stato detto per i funzionari, da Assessore all'ambiente io contavo e partecipavo alle riunioni perché vi sono tanti, c'è una delegazione immensa, di tutte le categorie che basta qualcuno si svegli male la mattina, è contrario e gli altri tante volte si adeguano. L'Assessore deve partecipare e deve dire che questo è un problema strategico, che è un problema di fondamentale importanza, perché ha una rilevanza da un punto di vista socio-economico fondamentale per il territorio più povero che abbiamo oggi in Italia e in Sardegna. Quindi questo va fatto! Io non vorrei soffermarmi troppo su errori del passato, chi è che non è ha fatto! L'Alluminia per esempio aveva studiato i venti e le bettoline, uscivano con la vacca e il toro e dovevano scaricare i materiali. Così non era, i venti non erano sette giorni, non bastava il bacino interno, per cui scaricavano prima e il pulviscolo che veniva verificato veniva sentito dagli animali particolari che sono i tonni, per cui per 7-8 anni non abbiamo fatto le tonnare, ci ricordiamo anche queste cose! Io credo che la cosa fondamentale però sia questa, e lo dico soprattutto all'Assessore Paci che è uno dei più attivi in assoluto: recentemente voi mi avete pregato di fare un intervento su il Ministro Galletti, io l'ho fatto e ho fatto anche un comunicato dicendo che non era all'altezza della situazione. L'ha interpretato male perché è una competenza della Regione, mi riferivo ovviamente a Capoterra, le aveva dato una valenza e un'importanza completamente sbagliata e dal giorno ho rotto i rapporti con lui, e siccome Galletti non è nessuno, perché non decide niente, decidono altri, chi vuole intendere intenda, si tratta con Galletti di fare un discorso serio e dirgli che è ora di finirla! Così come, per quanto riguarda gli anelli, ci sono anche qui delle pecche tanto perché sia chiaro, noi li abbiamo approvati un paio di volte, siamo andati anche oltre, forse ci siamo dimenticati che quando il problema fondamentale, essendo un'azienda energivora, abbiamo praticamente modificato l'articolo 18 dicendo che chi era consumatore di energia poteva anche essere produttore di energia, poi si sono verificate una serie di situazioni anche di tipo penale nel territorio di Portoscuso che probabilmente hanno fatto sì che questo problema si sia bloccato.

Allora non parliamo dell'antico, parliamo del recente. Io credo che le cose siano due, innanzitutto bisogna forzare sui funzionari perché i funzionari devono assumersi le loro responsabilità, troppo spesso rinviano di 15 giorni in 15 giorni, assumono posizioni contrastanti e alla fine sovrastano anche chi invece, nel giusto, sostiene che è il momento di dare una risposta chiara in questo senso per quanto riguarda il problema del territorio e per quanto riguarda la Glencore. A questo punto io credo che sia fondamentale anche la seconda posizione, che qualcuno ha assunto, quella dell'incontro immediato con gli alti vertici dallo Stato per dire qual è la situazione.

Noi avevamo tre industrie, perché siamo voluti andare verso le grandi cattedrali nel deserto, avevamo l'Eurallumina e la Consar, che allora si chiamavano una Sardal e l'altra Allumina, oggi hanno nomi diversi, oggi c'è un russo, c'è uno svizzero, la Glencore, e c'è la Alcoa International, americana. Quindi i sardi sono spariti, anche per responsabilità nostra, e resta questa società, che è pur sempre un punto di riferimento; lo sforzo che dobbiamo fare è quello di intervenire costantemente e forzatamente, sia presso la Commissione competente perché dia il parere favorevole, e lo può fare, e la seconda soluzione è quella di intervenire presso il ministro Galletti perché possa dare l'autorizzazione. Non ci vuole molto a convincere Galletti, basa soltanto uno squillo di tromba.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Intervengo da Vicepresidente, quindi in questo momento rappresento il Presidente stesso, che è a Roma, e l'intera Giunta. Come l'onorevole Cocco ha spiegato, si sapeva dell'assenza oggi dell'assessore Spano, che anzi ha concordato il rinvio dell'interrogazione su Marganai, e quindi non era prevista la sua presenza, ciononostante è stato ritenuto importante discutere oggi questa importante mozione. Io nel frattempo ha avuto una nota scritta molto precisa da parte del dell'Assessore, ma non sto qui a leggerla perché gli elementi sono politici e li riassumo brevemente, anche perché ormai abbiamo fatto tardi.

Primo. Noi dobbiamo fare tutto il possibile per difendere questa azienda, la Portovesme S.r.l., ma, aggiungo, per difendere le altre aziende che ancora sono presenti, per quanto in gravi difficoltà, nel Sulcis. Portare avanti un programma di trasformazione strutturale, come stiamo cercando di fare in continuità anche con la scelta della precedente legislatura, e quindi pensare a un futuro diverso di sviluppo di quell'area, non significa abbandonare quello che abbiamo oggi; quello che abbiamo oggi va difeso in tutti i modi, perché significa produzione, posti di lavoro, indotto, creazione di ricchezza; è inutile dire che va difeso senza mettere in pericolo l'ambiente. E' stato detto negli interventi, è stato detto dall'onorevole Moriconi, penso che anche su questo siamo tutti quanti d'accordo: non si baratta il lavoro con la salute della popolazione, perché poi si metterebbe in gioco la salute degli stessi lavoratori e dei figli e delle famiglie di quegli lavoratori; quindi non c'è nessun baratto, ma da questo punto di vista la Portovesme S.r.l. dà piena garanzia, con gli investimenti che ha fatto di innovazione tecnologica, che il ciclo produttivo è sicuro. Siamo di fronte a una cosa molto precisa: superare i prossimi mesi, per fare in modo di avere la nuova discarica, che poi potrà funzionare per tanti anni, pronta. L'unica precisazione che voglio fare è che la pratica è arrivata per la richiesta del VIA in Assessorato all'inizio del 2016, quindi da quella data lì abbiamo la responsabilità anche come amministrazione di seguirla; è una pratica complessa, viene seguita ma, sono d'accordo con tutti quelli che sono intervenuti, la priorità è seguire con grande attenzione questa pratica. Da questo punto di vista, un po' anche anticipando le cose che chiedeva giustamente l'onorevole Cappellacci, presso la Presidenza è stata istituita una cabina di regia che viene seguita direttamente dal Capo di gabinetto, che si è riunita anche qualche giorno fa, come struttura politica perché poi quelle tecniche fanno quello che devono fare, proprio per dare supporto anche alle varie amministrazioni presenti, pensiamo alla Provincia che può dare questa deroga temporanea per aumentare la potenzialità della discarica, e per fare tutte gli opportuni passaggi sul Ministero.

Che cosa si sta facendo? Si è istituito un tavolo tecnico, che era riunito anche questa mattina, in cui i tecnici dell'azienda insieme ai tecnici dell'Ambiente stanno lavorando insieme per fare in modo che finisca quella che è la tipica situazione che, ahimè, vediamo in qualunque procedura, dove viene presentata la documentazione, viene analizzata poi viene chiesta l'integrazione, poi bisogna aspettare l'integrazione, eccetera, allora si lavora insieme, tecnici dell'azienda e tecnici dell'Assessorato, in modo tale che questa fase di definizione finale del progetto in modo tale da avere il VIA possa durare il più breve tempo possibile. Noi contiamo davvero che nel giro di qualche mese la pratica possa concludersi positivamente, poi ci vorranno i tempi tecnici per la predisposizione del sito, perché anche quello ha bisogno di avere dei lavori tecnici, in modo tale da aprire definitivamente la nuova discarica, nel frattempo ci sono le soluzioni che sono state ricordate in quest'Aula. Innanzitutto l'utilizzo delle vasche: ci sono tre vasche che possono essere utilizzate, danno un potenziale di diversi mesi, esattamente quanto è necessario per terminare le pratiche che dicevo prima. Da questo punto di vista, come giustamente è stato ricordato, la competenza è del Ministero dell'ambiente, noi abbiamo già segnalato l'assoluta priorità della Regione Sardegna per questa pratica, è stato contattato direttamente il Ministro e i nostri tecnici sono in stretto contatto con i tecnici del Ministero. Ancora l'azienda deve presentare istanza formale, quindi quello è il primo passaggio necessario, la presentazione dell'istanza formale dell'AIA ministeriale da parte dell'azienda, appena questo viene fatto faremo tutti quanti i passaggi politici perché questa autorizzazione venga data certamente prima di settembre, in modo tale da dare la continuità.

Quindi, ricapitoliamo: all'interno dell'Assessorato all'ambiente è stata data priorità assoluta alla gestione della Valutazione di impatto ambientale, in modo tale che questa procedura possa concludersi in tempi brevissimi, e quindi si apra la nuova discarica; stiamo seguendo la procedura AIA presso il Ministero, anche con questa struttura presso la Presidenza, e ci sarà tutto quanto l'impegno da parte nostra, della Giunta regionale e del Presidente su questa vicenda.

Chiudo ricordando giustamente le parole dell'onorevole Rubiu. Non sono più scarti, non sono più residui, stanno diventando una grande ricchezza, pensiamo ai fanghi rossi e a quello che si può fare con i fanghi rossi; c'è una miniera d'oro, nel senso di potenzialità di estrazione da questo, fa parte di quell'idea di economia circolare che noi dobbiamo valorizzare, dando piene garanzie ai lavoratori, dando piene garanzie però di tutela ambientale alle popolazioni. Siamo assolutamente impegnati e devo dire anche grazie a questa mozione, per la quale ovviamente esprimiamo il pieno parere favorevole da parte della Giunta, perché tutti insieme possiamo impegnarci per dare risposte certe.

PRESIDENTE. Ha domandato di replicare il consigliere Cesare Moriconi. Ne ha facoltà.

MORICONI CESARE (PD). E' certo che questa non è la sede per la ricostruzione dell'iter che, ahimè, non inizia nel 2016. La conferenza di servizi per la valutazione dell'idoneità dello stesso sito risale al 15 maggio 2014, però la procedura era stata avviata il 3 maggio 2010, ma non è questo il problema. Il problema è ciò che ha affermato anche l'Assessore in conclusione condividendo lo spirito e anche il contenuto, i termini dell'iniziativa e della mozione l'attuazione delle soluzioni individuate in tempi sufficientemente rapidi.

L'unica integrazione che faccio rispetto alla discussione che si è sviluppata e anche l'intervento con cui abbiamo iniziato questa discussione è la richiesta al Presidente della quinta Commissione per la settimana prossima di una convocazione della stessa per una ricognizione ed una verifica dell'evolversi della situazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SDP). Grazie Presidente, per esprimere il massimo dell'apprezzamento all'amico Cesare Moriconi per aver proposto questa mozione dopo diversi, almeno due, incontri avuti in sede di Conferenza dei Capigruppo credo che occorra davvero passare ai fatti e dare risposte certe per tutte le ragioni che chi mi ha preceduto ha ben rappresentato, quindi dichiaro a nome mio, dell'intero gruppo e in particolare del collega Luca Pizzuto, che si è dovuto assentare per una visita medica improrogabile, il nostro voto a favore della mozione, grazie.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare metto in votazione la mozione numero 322. Chi la approva alzi la mano.

(È approvata)

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. È pervenuta un'altra mozione sul caso sulle iniziative da assumere per alleviare le condizioni di salute di Doddore Meloni, abbiamo il parere della Giunta favorevole perché si discuta in aula oggi. Chiedo al Consiglio se è favorevole alla discussione.

Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Discussione e approvazione della mozione Carta Angelo - Pittalis - Busia - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Congiu - Dedoni - Rubiu - Zanchetta sulle iniziative da assumere per alleviare le condizioni di salute di Doddore Meloni. (328)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della mozione numero 328.

Dichiaro aperta la discussione.

Uno dei presentatori della mozione ha facoltà di illustrarla.

CARTA ANGELO (PSd'Az-La Base). Presidente, io intanto ringrazio la Giunta per aver accettato di poterla discutere e tutti i colleghi Capigruppo e tutti i colleghi sono riuscito a contattare per sottoscriverla, si tratta di una mozione che in qualche maniera cerca di intervenire per far sì che a Doddore Meloni gli vengano concesse tutte le possibilità di alleviare le sue condizioni psicofisiche a tutela e diritto fondamentale alla salute.

È una mozione che naturalmente dal punto di vista umano il Consiglio penso possa condividere per far sì che questa voce possa uscire fuori da quest'Aula e contribuire a trovare soluzioni diverse per quest'uomo.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pier Mario Manca. Ne ha facoltà.

MANCA PIER MARIO (Partito dei Sardi). Condivido pienamente questa mozione, però ritengo se è possibile un po' di semplificarla, ne parlo più che altro per primo firmatario con Angelo Carta, partendo dal terzo trattino, quarto, quinto e sesto eliminarli. Cioè dove c'è un po' di ridondanza Doddore non ha fatto cose sempre condivisibili e via dicendo. Cioè nel senso che noi andiamo ad approvare una mozione a favore di una persona che ha sempre combattuto per un ideale, un ideale forse che alcuni non apprezzo, alcuni di noi condividono che è quello di vedere una Sardegna diversa, una Sardegna indipendente.

Quindi io credo che sarebbe il caso di approvare però semplificando, togliendo un po' tutta questa parte dove c'è un po' di morale che a me onestamente non garba molto. Sono favorevolissimo alla mozione, però eliminando questi tratti, andando quindi ad incidere dicendo che è una persona che ha sempre lottato per un ideale, che forse alcuni non condividono, che è una persona di una certa età e molte volte per persona di una certa età il Governo italiano, lo Stato italiano è sempre intervenuto in modo diverso, venendo incontro a situazioni di questo tipo, è una persona anziana che non sta mangiando da 56 giorni, quindi sarebbe il caso, secondo me, di dire solamente che per questa persona, che forse ha idee diverse dalla maggioranza degli italiani, ci vuole un po' di rispetto e quindi dagli almeno, se è possibile chiedere, che siano invece concessi gli arresti domiciliari, grazie.

PRESIDENTE. Quindi la proposta è di eliminare dal quarto in poi? Terzo, quarto, quinto e sesto, ok.

MANCA PIER MARIO (Partito dei Sardi). Di morale molto banale secondo me.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Antonio Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS ANTONIO (PD) Presidente, tengo in apertura a precisare che intervengo strettamente a titolo personale, perché qui non si sta facendo un processo alle idee politiche, nulla di politico in questa mozione. Come Doddore Meloni ci sono purtroppo migliaia di cittadini italiani nelle carceri italiane, io sono rispettoso dell'azione della magistratura, sono stati chiesti gli arresti domiciliari per Doddore Meloni, il magistrato lo ha negato e lo ha ricoverato nell'infermeria del carcere di Uta. Credo che non sia una competenza del Consiglio regionale intervenire su un detenuto che è in carcere non per reati politici ma per reati comuni, quindi io annuncio a titolo strettamente personale il voto contrario.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Daniela Forma. Ne ha facoltà.

FORMA DANIELA (PD). Presidente, io invece intervengo per manifestare tutta la mia piena solidarietà umana a Doddore Meloni, naturalmente non entro nel merito delle sue vicende giudiziarie, anche perché siamo davanti a una sentenza definitiva, non entro neppure nel merito dei suoi convincimenti politici, quei convincimenti che l'hanno portato a dichiararsi un detenuto politico belligerante. Però è pur sempre vero è innegabile che come appunto ricordava il primo firmatario di questa mozione il collega Carta che Doddore Meloni è un uomo che ha fatto della lotta politica tutta la sua vita. Anche in questa fase sta utilizzando quella sua propensione alla lotta politica portandolo a dei gesti estremi, a uno sciopero della fame che oramai ha anche superato il cinquantaseiesimo giorno forse siamo arrivati a superare anche il sessantesimo. E tutto questo sta naturalmente creando molta preoccupazione fra i suoi familiari, fra gli amici ma anche fra i dirigenti e i militanti del Movimento Meris, che seppur appunto con le perplessità politiche che molti di noi possono avere ha la sua dignità come movimento politico. E Doddore Meloni è un uomo che ha superato i settant'anni, è un uomo che ha superato i 70 anni che sta portando avanti questa lotta estrema in maniera appunto abbastanza determinata nonostante la delicatezza del momento e tutto ciò a mio avviso merita un momento di riflessione in più e forse anche un po' più di umanità nel valutare appunto anche la modalità di esecuzione della pena. E allora io approfitto di questo argomento per ricordare che un tempo esisteva anche fra le Commissioni consiliari la competenza dei diritti civili e che questa competenza forse si è persa, non so bene per quali ragioni, e questa può essere un'occasione per riflettere sulla esigenza, sulla necessità di riportare anche questa competenza in seno alle funzioni delle Commissioni consiliari di questo Consiglio.

Quindi chiedo di poter apporre anche la mia firma a questa mozione e dichiaro il mio voto favorevole di sostegno, grazie.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Anna Maria Busia. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). Grazie Presidente, ho firmato da subito questa mozione, perché riguarda un argomento a cui tengo molto e voglio partire però da un mea culpa, una colpa che però deve essere condivisa con tutti i colleghi per il fatto che non abbiamo ancora indicato il Garante per i diritti del detenuto, che in questa vicenda sarebbe potuto intervenire con le competenze che gli sono riconosciute. Quindi è innanzitutto una nostra responsabilità di tutti noi seduti qui in quest'Aula il non avere ancora quella figura istituzionale di riferimento che su questa vicenda e sulle altre che riguardano le persone detenute che si trovano in condizioni di salute precaria, che si trovano appunto ristretti presso i nostri Istituti. Problema che richiama l'altro grave

problema, e cioè il fatto che la sanità penitenziaria continua ad essere in grandissima difficoltà. Io avevo tentato con un emendamento di introdurre e di chiedere che venisse istituito il dipartimento che si occupa di medicina penitenziaria, non è stato fatto, e anche questa vicenda, così come tutte quelle che riguardano le persone detenute in gravi condizioni di salute, è frutto di quella scelta da me non condivisa e non condivisibile. E allora che questo diventi, ringrazio il collega Carta per la sensibilità, un momento per ripensare a queste cose, per insistere sulla nomina del Garante per i diritti del detenuto subito, subito, senza aspettare oltre, e che veramente accendiamo anche un faro sulla questione della sanità penitenziaria che è passata, lo ricordiamo, dal Ministero della giustizia al sistema sanitario nazionale, perché le persone che si trovano ristrette devono avere le stesse identiche condizioni di cura dei cittadini liberi. E allora torniamo su questa questione, cerchiamo di approfondire questo tema che è importantissimo, e sta portando a gravissime situazioni quale quella di Doddore Meloni. Per cui ovviamente un ringraziamento e un voto a favore.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gianfranco Congiu. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Ho già apposto la mia firma alla mozione all'atto della presentazione e non ho dubbi, così come non li ho avuti quando quindici giorni fa facemmo, come Partito dei Sardi, il primo comunicato-stampa politico di sostegno alle ragioni dello sciopero della fame che aveva avviato allora da quaranta giorni Doddore Meloni. Sono d'accordo anche con l'onorevole Piermario Manca sull'opportunità di alleggerirne il testo proprio per evitare che venga strumentalizzata una mozione che ha invece un sapore veramente umanitario, di sostegno alle ragioni di una persona che in questo momento rischia la vita. Al bando qualunque tipo di strumentalizzazione politica, qualunque tipo di travalicamento delle competenze di un organo legislativo come il nostro per andare ad occuparci di temi che invece sono nel dominio univoco costituzionale di un'altra forza costituzionalmente garantita che è la magistratura. Quello che a noi interessa e quello che a noi preme in questo momento è sottolineare il caso, sottolineare la gravità della situazione in cui è precipitato un cittadino sardo, e le ragioni sono ben esplicitate nella mozione.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Molto brevemente. Si tratta di un segnale di solidarietà che nelle intenzioni del primo firmatario, l'onorevole Angelo Carta, ma di chi come me, penso come tutti coloro che l'hanno sottoscritta, questa sorta di accorato appello che non è diretto e finalizzato a mettere in discussione una vicenda giudiziaria, né ad entrare nel merito delle valutazioni di ordine politico sull'operato di Doddore Meloni, si tratta semplicemente di un segnale di vicinanza e solidarietà per chi da due mesi sta operando uno sciopero della fame e non può non tenersi conto della grave situazione sugli effetti che questo sciopero determina e non può rimanere insensibile anche un'Aula come il Consiglio regionale che, anche in altre occasioni, si è occupata di gesti di solidarietà, addirittura per persone che vengono da altri continenti, per situazioni di persone che vivono in altri continenti, e quindi mi pare che sia il gesto davvero senza retorica, più vero, sincero e solidale per un sardo che si trova in una situazione rispetto alla quale mi pare che questa attenzione del Consiglio regionale sia davvero utile da segnalare e sostenere, e per questo ringrazio anche la sensibilità del collega Carta che ha reso possibile che questo problema venga portato all'attenzione anche dell'interessato, dei familiari e dell'opinione pubblica, perché mi pare un gesto nobile che condividiamo.

PRESIDENTE. Non ho altri iscritti a parlare nei termini.

Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e asseto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore della programmazione, bilancio, credito e asseto del territorio. Presidente, è una mozione chiaramente sulla quale la Giunta regionale non ha una posizione, anche perché la mozione impegna il Presidente del Consiglio regionale, e quindi mi sembra correttamente ci rimettiamo all'Aula, dopodiché mi fate aggiungere che a livello personale, se fossi un consigliere, lo voterei.

PRESIDENTE. Grazie. Chiedo all'onorevole Carta se accede alla richiesta di eliminazione di quei punti.

Ha domandato di replicare il consigliere Angelo Carta. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az-La Base). Io ho voluto fare tre cose con questa mozione, non ho voluto fare tre cose: non farne un caso politico, perché ognuno ha la propria sensibilità e quindi credo che debba essere rispettata; non tracciare un profilo di Doddore Meloni perché è un uomo che non è certamente imboddiau in carta velina, cioè quello che ha fatto penso che lo conosciamo e lo conoscano tutti; non uscire dalle competenze del Consiglio. Queste sono le tre cose che io ho cercato di evitare in una mozione che non traccia morali, non dà giudizi, non esprime null'altro se non la volontà di un Consiglio regionale che eventualmente la vota per cercare di venire incontro e di dare la propria solidarietà a un uomo di 74 anni che, condivisibile o non condivisibile come è scritto, che lascio perché non è offensivo nei confronti di nessuno, è chiaro che eventualmente noi, se vogliamo, la possiamo votare così.

PRESIDENTE. Metto in votazione la mozione così come è stata presentata. Chi la approva alzi la mano.

(E' approvata)

La Commissione sanità è convocata domani alle ore 10, è convocata invece la Conferenza di Capigruppo adesso al sesto piano. La Conferenza si terrà qua nell'aula a fianco. La seduta è tolta.

La seduta è tolta alle ore 15 e 11.