Seduta n.236 del 27/06/2017 

CCXXXVI Seduta

Martedì 27 giugno 2017

(ANTIMERIDIANA)

Presidenza del Presidente GIANFRANCO GANAU

La seduta è aperta alle ore 10 e 44.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta del 26 aprile 2017 (232), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Gavino Manca e Giuseppino Pinna hanno chiesto congedo per la seduta del 27 giugno 2017.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Annunzio di petizione

Petizione: "Per l'adozione di tutti i provvedimenti necessari per l'utilizzo delle risorse statali assegnate alla Regione Sardegna per la mobilità ciclabile".

(Pervenuta in data 19 giugno 2017)

PRESIDENTE. Ricordo che, a norma dell'articolo 103 del Regolamento interno, il fascicolo relativo a detta petizione è a disposizione dei consiglieri presso la quarta Commissione.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che consiglieri Gennaro Fuoco e Mariano Ignazio Contu hanno dichiarato, con nota del 24 maggio del 2017, di aver aderito rispettivamente al Gruppo Misto e al Gruppo Forza Italia Sardegna.

Comunico che in data 19 giugno 2017 è pervenuta alla Presidenza una petizione: "Per l'adozione di tutti i provvedimenti necessari per l'utilizzo delle risorse statali assegnate alla Regione Sardegna per la mobilità ciclabile".

Ricordo che, a norma dell'articolo 103 del Regolamento interno, il fascicolo relativo a detta petizione è a disposizione dei consiglieri presso la Quarta Commissione.

Giuramento di Assessore

PRESIDENTE. Comunico che in data 23 giugno 2017 è pervenuta nota del Presidente della Regione o la quale comunico di aver nominato con decreto numero 58 del 21 giugno 2017 il signor Edoardo Balzarini Assessore dei lavori pubblici.

Gli assessori che non sono consiglieri regionali nominati dal Presidente della Regione devono prestare giuramento prescritto dall'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 19 maggio 1949 numero 250, do pertanto lettura della formula del giuramento previsto all'articolo tre del citato decreto del Presidente della Repubblica; al termine, l'assessore Balzarini, alzandosi, risponderà: "giuro".

"Giuro di essere fedele alla Repubblica e di esercitare il mio ufficio al solo scopo del bene inseparabile dello Stato e della Regione".

BALZARINI EDOARDO, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Lo giuro.

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti proposte di legge numero 433, 434.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria. Sono state presentate le interrogazioni numero 1155, 1156.

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria. Sono state presentate le mozioni numero 325, 326, 327.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Grazie Presidente, una stretta di mano, vedo che dai banchi della Giunta si fa festa per l'ingresso del nuovo Assessore, noi Presidente abbiamo sollecitato che il Presidente della Giunta regionale non scambi quest'aula come una sorta di luogo dove tutto può succedere, tutto si verifica, senza dare un minimo di valutazione e argomentazione sul piano politico di quello che sta succedendo. Qui giura stamattina un Assessore ai Lavori Pubblici perché un altro Assessore si è dimesso, sembra che non sia un caso politico, noi abbiamo sollecitato che il Presidente della Giunta regionale, come è suo dovere, informi il Consiglio regionale delle cause che hanno portato alle dimissioni prima, alla nomina dopo, di un Assessore, son fatti politici Presidente! Non possiamo pensare che ogni cosa si svolga sui quotidiani, sui giornali, sulle televisioni, lasciando questo Consiglio regionale alla mercé di notizie che si apprendono in questo modo, lei deve, Presidente, e noi glielo chiediamo, stamattina stessa, chiarire le ragioni politiche, se sono ragioni politiche, delle dimissioni prima dell'assessore e dell'insediamento del nuovo Assessore. Non è possibile che questo Consiglio sia sistematicamente esautorato rispetto a questi fatti che hanno valenza politica.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Sì grazie Presidente, sull'ordine dei lavori, vorrei intervenire su questo, colgo anche l'occasione della presenza del Presidente della Regione e dell'Assessore dell'ambiente, ieri la Sardegna è stata teatro di diversi incendi, uno in particolare è stato feroce, aggressivo, e ha colpito nel cuore la città di Iglesias, oltre tantissime case di privati cittadini che sono state devastate, auto, proprietà personali, è stato devastato anche patrimonio pubblico importante, un bosco che circonda la città e soprattutto alcune palazzine di patrimonio pubblico: la palazzina Bellavista, la sede dell'Università di Iglesias. Grazie all'intervento di uomini e mezzi che in maniera massiccia sono intervenuti per dare una mano ed evitare che le cose potessero essere ancora più drammatiche più di quanto non lo siano state, perché la città è stata davvero colpita, molte case nella periferia sono state distrutte e devastate, questo è stato evitato: tre canadair un elicottero, tantissimi uomini della Protezione civile, privati cittadini che sono intervenuti a dare una grossa mano. Credo che sia importante che lei Assessore ci dia conto di quanto è accaduto nella giornata di ieri, per sapere come si sono svolti anche gli interventi, credo che sia importante soprattutto prevedere delle risorse per dare alla città di Iglesias, per consentire ai cittadini che hanno perso le loro abitazioni, che hanno subito dei danni importanti dal punto di vista economico, che possano essere come dire restituiti rapidamente, quindi prevedere una cassa all'interno dell'Assessorato competente che possa intervenire subito per contribuire. Poi, naturalmente, prevedere un fondo perché la città di Iglesias possa rapidamente intervenire a restituire alla propria funzione la sede dell'Università di Iglesias, la palazzina Bellavista, il patrimonio minerario che ha subito danni davvero straordinari. Noi purtroppo siamo abituati Sardegna a vedere fatti di questo tipo molto pesanti, però davvero quello che è accaduto ieri che solo grazie all'intervento che è stato possibile sventare, che proprio la città all'interno, nel suo cuore, potesse essere colpita. Credo che sia davvero necessario prevedere delle risorse subito e che noi ci si adoperi perché possano essere destinate immediatamente alla città di Iglesias. Credo che il Sindaco abbia fatto quello che c'era da fare, ma credo che l'Assessorato competente abbia il dovere subito di intervenire insieme alle autorità del luogo per ripristinare e dare ristoro ai cittadini per i danni che hanno subito e al patrimonio pubblico, che deve essere assolutamente messo nelle condizioni di poter funzionare come prima.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC Sardegna). Mi associo a quanto detto poc'anzi anche perché sono nato e cresciuto anche politicamente nascita nella città di Iglesias, la mia città di origine, sono d'accordo, è stato anche corretto nell'avvertirmi che avrebbe fatto un intervento, sulle modalità ho delle perplessità, ma il mio intervento sull'ordine dei lavori ha un altro significato: io ho vissuto gran parte della mia vita politica qui con una persona di grande valore dal punto di vista politico Salvatore Ladu, come moriamo tutti ricordiamoci di tutti, anche di uomini che hanno dato molto alla Sardegna. Le sarei grato che, così come è stato fatto recentemente per altri, si faccia anche la commemorazione sabato per Salvatore Ladu.

PRESIDENTE. Sarà fatto!

Ha domandato di parlare il consigliere Pierfranco Zanchetta. Ne ha facoltà.

ZANCHETTA PIERFRANCO (Cristiano Popolari Socialisti). Grazie Presidente, molto brevemente sull'ordine dei lavori, la pregherei Presidente di intervenire per avere poi un elemento che ho necessità di conoscere sulle competenze della Quarta commissione perché vorrei sapere se abbiamo ancora la competenza dei trasporti o meno in considerazione del fatto che non riusciamo ad avere audizioni con l'Assessore competente su materie scottanti come quello dei collegamenti con le isole minori.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Crisponi. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Molto brevemente approfitto del nuovo incarico prestigioso per l'Assessore Balzarini e volevo richiamare alla sua attenzione una questione che davvero sta diventando critica in territorio fra Oliena e Dorgali, com'è noto nel 2013 un imponente alluvione ha devastato il famoso ponte di Oloé, crollato sotto la furia delle acque che purtroppo determinò anche la morte di un agente di polizia. A tutt'oggi è una situazione indecente quella che quel ponte non possa venire ripristinato e rimesso nella disponibilità degli automobilisti e, soprattutto, dei tanti allevatori e agricoltori che si muovono su quel territorio che peraltro ovviamente attraversa un territorio molto molto importante sotto il profilo della logistica del movimento delle attività turistiche. Voglio dirle Assessore, ieri con un nuovo decreto la Procura di Nuoro ha disposto che la salvaguardia e la tutela di quel ponte venisse affidata all'Esercito italiano, quindi considerando la delicatezza dello stato dell'arte, ma soprattutto anche della sicurezza perché alcune persone affrontavano, nonostante la segnaletica, il passaggio attraverso quel corridoio viario così importante. Non si può restare così praticamente sotto scacco per addirittura quattro anni, questo lo voglio dire perché, a suo tempo, l'Assessorato ai lavori pubblici aveva predisposto la distrazione di fondi per attribuirli ad altri territori che naturalmente avevano uguali necessità e eguale impellenze, ma trascurando esattamente quel territorio isolandolo completamente. Allora, io credo che sia arrivato il momento di fare chiarezza, la invito nella sua conoscenza delle cose che naturalmente risale ai tempi in cui lei era Direttore generale dell'assessorato e le chiedo cortesemente di farsi carico del gravoso problema e, al di là delle legittime valutazioni fatte dalla Procura di Nuoro, valutare quali possano essere i sistemi alternativi per poter permettere a quelle popolazioni la libertà di movimento e soprattutto il diritto alla mobilità di un territorio che altrimenti soffre altri generi di isolamento ben noti e ben conosciuti a tutti quanti.

PRESIDENTE. LA seduta è sospesa, convoco la Conferenza dei Presidenti di Gruppo.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 56, viene ripresa alle ore 11 e 10.)

Inversione dell'ordine del giorno

PRESIDENTE. La Conferenza dei Capigruppo ha deciso di modificare l'ordine del giorno iniziando con le mozioni numero 317 e 321, sulla necessità di promuovere una rimodulazione della riforma della magistratura onoraria, contenuta nel decreto legislativo approvato dal Consiglio dei Ministri il 5 maggio 2017.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Presidente, io non vorrei che le richieste che con garbo l'opposizione fa, vengano sottovalutate soprattutto quando hanno valenza politica, come in questo caso. Noi abbiamo chiesto che il Presidente riferisse delle dimissioni dell'Assessore dei lavori pubblici e delle ragioni che hanno portato alla nomina di un nuovo Assessore dei lavori pubblici, ci interessano le ragioni politiche evidentemente. Questo non è fatto, per noi questo sottintende una gravissima crisi politica all'interno di questa maggioranza, quantomeno, Presidente, visto il rifiuto immotivato, ingiustificato, inspiegabile da parte del Presidente della Giunta regionale, gravemente reticente su questo punto, chiediamo almeno che vengano comunicate all'Aula, Presidente, le lettere di dimissioni e quelle che hanno portato all'incarico al nuovo Assessore. È un fatto gravissimo, non si dica che nel passato non si è verificato, perché se nessuno mai lo ha chiesto evidentemente non c'erano le condizioni, noi riteniamo che ci siano tutte le condizioni politiche perché il Presidente della Giunta regionale non si nasconda dietro un dito. Su questo mi permetto di aggiungere, e lo dico con la stima, la riconoscenza verso un grande uomo come era Antonio Pigliaru, che ha scritto molto su questo aspetto e non vorrei che, nella pratica, oggi si verifichi che il Presidente della Giunta regionale non abbia colto almeno il significato profondo, di quello che proprio Antonio Pigliaru scrive sull'argomento. Non si nasconda dietro un dito Presidente, non faccia il reticente, si alzi e dica all'Aula quali sono le cause.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare Francesco Pigliaru, Presidente della Regione. Ne ha facoltà.

PIGLIARU FRANCESCO (PD), Presidente della Regione. Per rispetto, siamo un'Aula in cui si fanno richieste, anche forse quelle che non ritengo particolarmente appropriate, come in questo caso, perché credo che la mia Giunta sia una Giunta in cui ci sono stati un numero piuttosto limitato di sostituzioni o di cambi di Assessori. Però, per rispetto, siamo qui per ricordare che tutto è avvenuto, sia prima che dopo, sia qualunque altra cosa avverrà, nella massima trasparenza. Se c'è bisogno di trasferire formalmente lettere al Consiglio, la lunga lettera di Paolo Maninchedda, che spiega molto in dettaglio le sue motivazioni, oltre le quali non c'è altro da dire, perché sono descritte con molta chiarezza, con molta precisione, ci sono elementi personali che vengono citati a lungo, così come ci sono anche naturalmente alcuni aspetti politici, che conoscevamo fin da quando abbiamo scritto il programma di Governo. Naturalmente, ci son forze indipendentiste e ci sono forze non indipendentiste, si fanno dei percorsi insieme oltre un certo punto, ci sono punti di vista che possono naturalmente divergere, però quella lettera parla molto anche della fatica del governare, e del bisogno personale di avere una pausa. Trasparenza assoluta. Lettere lunghe, pubbliche, conosciutissime, una mia replica molto chiara, tutti i passi di questa vicenda sono stati portati alla conoscenza dei nostri elettori e della comunità territoriale della Sardegna in tutti i suoi aspetti. Quello che io trovo non particolarmente appropriato è la sensazione che nella richiesta di fare un dibattito ci sia qualcosa da dire oltre quello che è stato detto nello scambio di lettere, di comunicati che hanno definito esattamente questa vicenda. In realtà non c'è nient'altro che quello che è stato letto e che è stato scritto con la massima chiarezza da parte dell'ex assessore Maninchedda che motiva le sue dimissioni, da parte mia nel riconoscere l'alta qualità del suo lavoro, nelle interrogazioni e nei comunicati che sono intercorsi tra noi e il partito dei sardi, che ha confermato il suo interesse a fare ancora parte dell'azione di Governo. Tutto è stato definito con la massima trasparenza, la parola che ci tengo a sottolineare, e francamente se dovessimo parlare di queste cose dovrei prendere le lettere e leggerle qui, perché è tutto contenuto in quelle lettere. Quindi, col pieno rispetto della richiesta che viene dall'onorevole Pittalis, la mia risposta è che tutto è chiaro, trasparente, che non c'è nessuna crisi, che ci sono scelte, che anch'io a mio tempo ho fatto naturalmente. Anche in quel caso sono stato, come forse ricordate, protagonista di una dimissione, ho pensato di dover scrivere una lettera per motivare le mie dimissioni allora, e anche allora tutto si è svolto nella massima trasparenza degli atti e delle motivazioni.

Dopodiché, naturalmente, nessun problema se è necessario andare a trasferire formalmente le lettere e tutta la documentazione del caso perché lì è racchiusa l'intera vicenda di cui stiamo parlando. Francamente, non vedo elementi di allarme, come quelli che lei ha sottolineato ma naturalmente ci possono essere opinioni che non possono che legittimamente divergere. Quindi, ho risposto per rispetto alla sua richiesta, e confermo che tutto quello che c'è da sapere sulla vicenda è stato reso pubblico e trasparente e messo a disposizione di tutti.

Discussione congiunta e approvazione delle mozioni CHERCHI Augusto - COCCO Pietro - BUSIA - COCCO Daniele Secondo - ZANCHETTA sulla necessità di promuovere una rimodulazione della riforma della magistratura onoraria contenuta nel decreto legislativo approvato dal Consiglio dei ministri il 5 maggio 2017 nell'esercizio della delega di cui alla legge n. 57 del 2016. (317) e TRUZZU - PITTALIS - RUBIU - DEDONI - CARTA - PINNA Giuseppino - MARRAS - FASOLINO - ORRÙ - LOCCI - COSSA - CRISPONI - CONTU - TUNIS - TOCCO - PERU - TEDDE - ZEDDA Alessandra - FUOCO sulla riforma della magistratura onoraria di cui alla legge 28 aprile 2016, n. 57 (Delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni sui giudici di pace), con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento. (321)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione congiunta delle mozioni numero 317 e 321.

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione. Uno dei presentatori della mozione ha facoltà di illustrarla.

CHERCHI AUGUSTO (Partito dei Sardi). Presidente, l'articolo 106 comma 2 della Costituzione ammette la nomina, anche elettiva, dei magistrati onorari per tutte le funzioni attribuite ai giudici singoli, la legge 21 novembre del 91, la numero 374, ha istituito la figura del giudice di pace, magistrato onorario che esercita la giurisdizione in materia civile e penale, e la funzione conciliativa in materia civile; prevedendo, nell'articolo 6, la durata in carica per quattro anni e la possibilità di essere confermato per altri due mandati quadriennali. Il 19 febbraio del 98 è stato modificato e integrato il regio decreto del 30 gennaio del 41, il numero 12, introducendo i giudici onorari del Tribunale, prevedendo per essi e per i viceprocuratori onorari, la durata in carica per tre anni, rinnovabile per una sola volta. Nonostante tali previsioni normative, gli incarichi sono stati, di fatto, reiteratamente prorogati nel corso degli anni e a oggi in Italia si contano quasi 5000 magistrati onorari, che gestiscono oltre la metà del carico complessivo del contenzioso giudiziario civile e penale. La pluriennale permanenza nell'incarico di gran parte della magistratura ordinaria si è professionalizzata rimanendo ciò nonostante nel limbo del lavoro precario, a causa del sistema delle proroghe annuali, privata di un pieno ed effettivo riconoscimento del diritto alla protezione sociale e modificata da una irrisoria indennità che non tiene conto del reale carico di lavoro e di responsabilità che ricade sui magistrati onorari. Nonostante la corrente legislatura regionale sia stata finora caratterizzata da numerose iniziative, volte al superamento del precariato nei diversi settori della società, ai magistrati onorari sardi è ancora di fatto precluso l'effettivo godimento dei diritti economici e sociali. La raccomandazione del Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa, del 17 novembre del 2010, ingiunge agli Stati membri di assicurare ai magistrati una remunerazione ragionevole in caso di malattia, maternità o paternità.

Considerato che la legge del 28 aprile del 2016 è la legge delega della magistratura ordinaria, ha delegato appunto il Governo ad adottare uno o più decreti legislativi, per la riforma della magistratura ordinaria, prescrivendo tra le altre cose la confluenza dei giudici ordinari dei tribunali e dei giudici di pace nell'unica categoria dei giudici onorari di pace. Lo scorso 5 maggio il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro della Giustizia, ha approvato, in esame preliminare, preliminare un decreto legislativo che, in attuazione di tale legge delega, completa la riforma organica della magistratura onoraria. Lo schema del decreto prevede la trasformazione dei magistrati onorari in lavoratori part-time, impegnati solo due volte a settimana, ma di fatto i magistrati continueranno ad essere impegnati full-time, con le connesse attività di studio dei fascicoli e redazione delle sentenze. In quest'ottica la retribuzione prevista, con riferimento sia all'importo che alle modalità di liquidazione trimestrale, appare totalmente inadeguata in rapporto all'impegno e alla responsabilità che lo svolgimento delle funzioni di magistrato onorario continuerà a comportare, se si considera tra l'altro che alla retribuzione lorda dovranno essere sottratti, oltre all'imposta sul reddito, anche i contributi da versare alla gestione separata INPS o alla Cassa nazionale forense.

La previsione secondo la quale a ciascun magistrato onorario non può essere richiesto un impegno superiore a due giorni alla settimana appare irragionevole e inadeguata rispetto alle reali esigenze degli uffici giudiziari e all'attuale mole di lavoro smaltita quotidianamente dai Giudici di pace e dai Viceprocuratori onorari, con il rischio che ciò determini anche un notevole incremento del numero delle prescrizioni di reati e il forte rallentamento delle attività giudiziarie, generando sfiducia nella giustizia, scoraggiando gli investimenti e rallentando la ripresa economica.

La riforma della magistratura onoraria si scontra anche con la censura formale del Comitato dei diritti sociali del Consiglio d'Europa nella decisione del 16 novembre del 2016, preannunciata a seguito del reclamo presentato dall'Associazione nazionale dei giudici di pace per la violazione da parte dello Stato italiano della Carta sociale europea, nella parte in cui la normativa nazionale non prevede alcuna protezione sociale per i Giudici di pace.

Numerosi sono stati gli atti ispettivi e di controllo depositati alle Camere al fine di denunciare le gravi criticità della riforma della magistratura onoraria e di sostenere le proposte avanzate dalle associazioni di categoria che rivendicano per i magistrati onorari il trattenimento in servizio a tempo pieno sino all'età pensionabile alle condizioni economiche e previdenziali previste per il personale di ruolo con la qualifica iniziale. In ben otto Regioni sono state presentate mozioni al fine di promuovere presso il Governo la tutela effettiva dei diritti economici e sociali dei magistrati onorari, tutto questo per impegnare il Presidente della Giunta e la Giunta regionale a farsi parte attiva presso il Governo e il Parlamento al fine di promuovere una rimodulazione della riforma della magistratura ordinaria ipotizzata nel decreto legislativo, approvata dal Consiglio dei Ministri in via preliminare nel maggio del 2017 nell'esercizio della delega di cui alla legge 57 del 2016, che garantisca il pieno diritto di tutti i magistrati onorari alla giusta retribuzione e alla sicurezza sociale, in ossequio ai principi costituzionali, internazionali e sovranazionali di eguaglianza, solidarietà sociale, indipendenza della magistratura e ragionevole durata del processo.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Paolo Truzzu per illustrare la mozione numero 321.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Per l'economia dei lavori dell'Aula cercherò di non ripetere le cose che ha già detto il collega Cherchi, anche perché le due mozioni sono sostanzialmente molto simili, sia nell'impostazione che nell'impegno e nell'auspicio finale.

Io partirei dalla considerazione che questa riforma della magistratura onoraria è necessaria, a giudizio del Governo, anche a fronte delle segnalazioni e delle decisioni che ha preso la Commissione europea e delle osservazioni che sono state fatte in sede europea, e queste osservazioni si basano sostanzialmente su un principio di fondo, ovvero che la situazione della magistratura onoraria in Italia fosse sostanzialmente una situazione di precarietà, una situazione per cui questi lavoratori, benché svolgano un lavoro importantissimo per il Paese e per la Nazione, in quanto come ha detto giustamente il collega Cherchi garantiscono lo svolgimento di quasi il 50 per cento del lavoro che oggi avviene nei tribunali e hanno anche consentito all'Italia negli ultimi anni di scalare le posizioni nella produttività in materia di lavoro all'interno dei tribunali, dicevo, date queste considerazioni e data questa situazione di fatto, c'era l'esigenza di fare una riforma che garantisse dei reali diritti a questi soggetti e che li mettesse giustamente nelle condizioni di poter fare un lavoro, non dico alle stesse condizioni ma sicuramente con la stessa dignità della magistratura ordinaria. Davanti a queste richieste da parte dell'Europa e alla necessità di riformare il sistema, nasce anche un'altra considerazione, la considerazione che una corretta riforma del sistema e un pieno inserimento dei magistrati onorari all'interno del sistema pubblico avrebbe garantito anche quella tutela di sicurezza del cittadino e avrebbe garantito la certezza del diritto, perché gran parte delle cause, soprattutto quelle che riguardano questioni minori soprattutto in ambito civile, vengono oggi affrontate dalla magistratura onoraria. E cosa ha fatto il Governo? Ha presentato una riforma, sulla base della delega del Parlamento, che è sostanzialmente peggiorativa delle condizioni dei magistrati onorari, perché quello che succede è che, anziché superare quella condizione di precarietà che ha caratterizzato l'attività dei magistrati onorari, si è finito per cristallizzare questa condizione di precarietà e renderla ancora peggiore, perché come diceva prima il collega si chiede oggi ai magistrati onorari di assumere tutta una serie di competenze maggiori rispetto a prima, però non gli si garantisce la tutela previdenziale, non si garantisce la malattia, non si garantisce tutta un'altra serie di tutele sociali e anzi si cristallizza anche la retribuzione, perché si stabilisce che deve essere una retribuzione pari a 16 mila euro annui, ovviamente senza nessun'altra garanzia, e in più gli si dice anche che devono lavorare uno o due giorni a settimana, ma devono garantire un lavoro maggiore, quindi c'è una fictio iuris per cui si è convinti che questi soggetti con un giorno a settimana riusciranno a svolgere un lavoro maggiore di quello che hanno svolto sino ad oggi. E' chiaro che, se dovesse passare questa riforma, la realtà sarà esattamente contraria, perché nessun soggetto che è motivato a lavorare riuscirà a svolgere un lavoro con professionalità come è avvenuto sinora, perché dobbiamo dire che i magistrati onorari hanno svolto in maniera professionale il loro lavoro, fra l'altro sotto il controllo dello Stato che ha anche degli strumenti per inserire delle penalità e dei richiami nel caso in cui non fossero in grado, con le loro sentenze, di garantire quella giustizia e quella tutela del cittadino che dicevamo prima.

L'altro aspetto un po' paradossale è che questa riforma peggiora le condizioni dei magistrati onorari ma non salva nemmeno il Paese, il Governo e la Nazione dalla procedura di infrazione europea, perché tutte le obiezioni che sono state sollevate dal Commissario europeo rimangono, quindi non risolviamo il problema. Io su questo vorrei fare anche una riflessione un po' più generale - ne approfitto visto che c'è in Aula anche l'assessore Erriu - perché stamattina, se mi perdonate il passaggio e un po' il parallelo, con alcuni colleghi dell'opposizione abbiamo fatto una conferenza stampa per chiedere la revoca del servizio di facchinaggio della Regione. Mi pare che ultimamente, siccome in questa Nazione e in questa Regione c'è una scarsità di opportunità di lavoro per i nostri giovani e non solo giovani, ci sia la convinzione che il lavoro stia diventando quasi un lusso, e stia diventando un'attività da fare gratuitamente, e stia diventando un'attività da fare con retribuzioni da fame e lesive della dignità delle persone! Allora, o noi tutti assieme cerchiamo di invertire questa tendenza, e incominciamo a ragionare sul reale concetto di lavoro, sul fatto che il lavoro dà dignità all'uomo e pertanto qualsiasi attività, dalla più professionale alla meno professionale, deve avere non un'alta retribuzione ma una giusta ed equa retribuzione, oppure non risolveremo nessuno dei problemi di questo Paese e nessuno dei problemi di questa Regione.

E' chiaro che siamo davanti a una evidente responsabilità del Governo, che ha fatto questa scelta, del Ministro della giustizia, che fra l'altro non ha nemmeno seguito tutte le osservazioni e rimostranze che ci sono state da non solo da parte dei magistrati onorari che sono in sciopero da diverso tempo, ma le osservazioni che ha fatto anche il CSM, che ha fatto anche l'Associazione nazionale dei magistrati, le osservazioni che hanno fatto tutti gli operatori del settore, perché siamo davanti ad una riforma che rischia di mettere in ginocchio il sistema giustizia e quindi rischia di creare dei forti disagi ai cittadini e in particolare ai cittadini più deboli, che sono quelli che si rivolgono al sistema, all'istituzione per avere giustizia, perché i più forti la ottengono da soli, non hanno bisogno. Quindi tutti questi soggetti avranno una condizione sicuramente peggiorata. È possibile fare altrimenti? A mio parere sì, ci sono delle soluzioni, delle soluzioni che sono già applicate, che hanno già superato il vaglio costituzionale, che sono già anche presenti nell'ordinaria legislazione in particolare c'è la legge numero 217 che consentirebbe di inserire i magistrati onorari fuori ruolo come dipendenti dello Stato, e che garantirebbe loro di avere una tutela totale, come qualsiasi altro lavoratore che con professionalità cerca di svolgere il proprio lavoro e che garantisce un servizio alla nazione, ai cittadini. Ecco perché credo che quest'Aula come hanno già fatto molti Consigli regionali dovrebbe approvare queste mozioni con un ordine del giorno unitario e chiedere un forte impegno al Presidente della Giunta, alla Giunta tutta perché si arrivi al Governo e gli si chieda di porre rimedio a questa disastrosa riforma.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Anna Maria Busia. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). Grazie Presidente, la distrazione dei colleghi durante l'illustrazione di queste due mozioni dà la misura di quanto poco si comprenda la gravità della situazione che riguarda la magistratura onoraria in Italia e ovviamente in Sardegna per quel che ci compete. Mi dispiace che non sia presente il presidente Pigliaru per le stesse ragioni che ho detto. Perché questa protesta, che è in atto da parte della magistratura onoraria, è una protesta giusta e corretta, perché riguarda la giustizia di prossimità, quella che ha a che fare con le controversie apparentemente minori ma che spesso influiscono sulla vita quotidiana delle persone. Questa riforma, che non piace a nessuno, impone ai giudici onorari di non lavorare per più di due giorni alla settimana, come bene hanno spiegato gli illustratori delle mozioni, come si possa fare e come si possa lavorare in questo modo ovviamente non è dato saperlo. Si sa certamente che è umiliante che uno Stato pretenda che si svolga un'attività come quella, e cioè l'amministrazione della giustizia, per compensi e per un'attività che è limitata in questo modo nel tempo.

Il giudice - come diceva Calamandrei - è destinato a notti insonni agitate da incubi; non possiamo anche affamare i magistrati oltre che a pretendere che trascorrano notti insonni. In un momento come questo di grande crisi economica la giustizia non può essere un freno allo sviluppo economico, se la giustizia civile ha tempi lunghi non ci sarà certezza nell'adempimento dei contratti, non si potrà esigere quanto è dovuto da questi contratti, il danno della violazione delle regole rimarrà in capo a chi subisce la violazione e non a chi l'ha commessa. Si stanno facendo una serie di errori, si sta scaricando sulla magistratura, e anche sulla magistratura onoraria, ampie fette di politiche economiche, sociali, ambientali e si tolgono loro degli strumenti per poter lavorare.

Non si può pretendere che con l'inasprimento delle pene la giustizia risponda, e parlo dell'ultima legge che è stata tanto, come dire, decantata che riguarda per esempio gli amministratori locali, se poi la giustizia non funziona, se a quelle pene non si arriva, non si può pensare di ventilare il solito specchietto per le allodole, che prevede appunto inasprimenti di pene, se non c'è una giustizia che viene amministrata nella maniera corretta. Non si può pensare che l'amministrazione della giustizia sia affidata a persone che lavorano part-time, a persone che hanno dato il sangue per questo Paese e per questa Regione per tanti anni e che adesso un'amministrazione, appunto, che dovrebbe controllare i sistemi di legalità pretende che si continui a stare nella illegalità.

Condivido questa protesta della magistratura onoraria pretendo che questo Governo modifichi una disposizione che non piace a nessuno, che non piace al CSM, che non piace alle forze politiche che non piace a coloro che di giustizia veramente si occupano e che non stanno rinchiusi negli Uffici. Pretendo, chiedo che questa Giunta regionale prenda una posizione chiara, perché altrimenti anche questo diventerà un punto dolente per la nostra Isola e altro elemento di mantenimento di una crisi senza fine.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gianfranco Congiu. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Sta facendo bene quest'Aula ad occuparsi di un tema impegnativo e di un tema che infrequente che non spesso trova accesso nelle aule di un Consiglio regionale. Va bene stiamo facendo, non solo per la tradizione che ha questa consiliatura di occuparsi della lotta al precariato, di occuparsi di tutti i temi che riguardano la dignità di una prestazione lavorativa, stia facendo bene perché è una consiliatura connotata da sforzi immani che stiamo profondendo per cercare di rendere appetibile il sistema Sardegna e il sistema Sardegna non può essere appetibile se un anello è zoppo, è monco. Non è possibile pensare che gli investitori stranieri ai quali noi ci rivolgiamo a ogni piè sospinto possano trovare un sistema appetibile dove la giustizia non funziona, dove i procedimenti civili languono e dove si sta scientemente attentando alla solidità e (all'allegretta) di un sistema. Bene hanno fatto i colleghi che sono intervenuti, mi auguro che ci sia una adesione unitaria da parte di tutto il Consiglio, rafforzo l'invito affinché il Presidente faccia moral suasion col Governo, ma una preghiera non avviciniamoci ad una eventuale negoziazione con il Consiglio dei ministri a compartimenti stagni. Sono otto le Regioni che hanno già deliberato mozioni analoghe alla nostra, facciamo un fronte comune, perché c'è un problema. Quando 110 procuratori di carriera intervengono denunciando la iniquità di una riforma, quando un CSM interviene, quando ampi settori della giurisdizione italiana dicono che è un sistema che va ripensato, bene facciamo la nostra parte, ma non in solitudine.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Antonio Gaia. Ne ha facoltà.

GAIA ANTONIO (Cristiano Popolari Socialisti). Grazie Presidente sarò brevissimo, perché chiaramente i colleghi che mi hanno preceduto hanno già ampiamente detto. Però non mi posso esimere da alcune considerazioni che spesso e volentieri purtroppo, ahimè, il legislatore si dimentica che la stella polare di riferimento, che piaccia o no a qualcuno, è e rimane la Carta costituzionale. E anche nel caso specifico purtroppo questa legge, se di legge la possiamo definire, viola palesemente l'articolo 1 e l'articolo 36 della nostra Carta costituzionale. Però cosa strana di queste cose se ne parla ben poco. E cioè come dice davvero Camilleri allora a questo punto decidiamo di abolirlo l'articolo 1 della Carta costituzionale, io invece dico di no, che se la nostra Repubblica è fondata sul lavoro cerchiamo che il lavoro veramente sia alla portata di tutti. Nel caso specifico tengo ad evidenziare che se è vero come è vero che il 50 per cento del carico di lavoro all'interno delle aule delle giustizia viene svolto dalla magistratura onoraria è altresì vero che però spesso e volentieri svolgono il lavoro sporco. Cioè il carico di lavoro soprattutto i carichi istruttori all'interno lo svolgono i giudici onorari purtroppo e quindi a loro va il merito e il grazie se per fortuna la macchina della giustizia non si ferma. Però di questo problema, che io ritengo non sia un problema così marginale ma un problema radicale e profondo, che andrebbe veramente affrontato non con una semplice mozione ma anche in altre circostanze con dei dibattiti più approfonditi, tengo a precisare che proprio, e quindi faccio un invito accorato a quest' Aula, per snellire e per velocizzare i rapporti internazionali e meglio ancora per incentivare i rapporti internazionali tra le imprese, il sottoscritto ha già proposto, e si farà carico di proporre, l'istituzione di una camera arbitrale internazionale di mediazione a Cagliari coinvolgendo tutti i Paesi del Mediterraneo proprio affinché le cause, le vertenze che riguardano le imprese dei diversi Stati del Mediterraneo non abbiano a caricare ulteriormente le aule dei tribunali, ma vengano risolti in questa camera arbitrale, quindi si acceleri ulteriormente. E se è vero come è vero, lo ha sottolineato chi mi ha preceduto, che otto regioni hanno già deliberato in tal senso, anche il mio auspicio è che davvero da questo punto di vista quest'Aula elevi una voce unanime.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Michele Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Io credo che non sia assolutamente improprio che quest'Aula si occupi di un problema di questo genere per i motivi che hanno illustrato i colleghi, perché il malfunzionamento della giustizia si riflette nella vita di ciascuno, ma si riflette soprattutto nella vita dell'economia, perché comporta lungaggini inaccettabili, comporta incertezza dei rapporti giuridici, comporta tutta una serie di conseguenze che contribuiscono a rendere poco appetibile, anche dal punto di vista degli investimenti, un territorio, in questo caso il territorio della Sardegna. Svilire la figura dei magistrati onorari, dequalificarli, disincentivarli, significa arrecare un danno spaventoso, perché viene lesa la dignità di un potere dello Stato. Alcuni colleghi hanno sottolineato come la magistratura ordinaria abbia svolto un ruolo essenziale nella deflazione dei procedimenti, come spesso accade il legislatore fa un passo avanti, poi ne fa due indietro, lascia le cose a metà, anziché andare avanti in un processo di continuo miglioramento del sistema che passa soprattutto attraverso una magistratura onoraria qualificata, il più possibile altamente qualificata, viene invece creato, alimentato una specie di sottoproletariato intellettuale che non ha alcun senso, e che anzi finisce per danneggiare gravemente il sistema e per rendere indegno questo sistema di un Paese civile. Noi voteremo pertanto a favore delle mozioni proprio perché riteniamo che tocchino un tasto importante che riguarda direttamente l'economia della nostra Isola, oltre che la vita dei nostri cittadini, grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Io credo che questa legge di riforma, questo provvedimento normativo di riforma sia del tutto inqualificabile. Si potrebbero usare tanti termini però probabilmente è meglio tacere, perché sarebbero sicuramente dei termini, oltre che negativi, molto, molto, molto pesanti. Sulla base di questa riforma credo che sia inutile chiamare queste donne e questi uomini magistrati, chiamiamoli diversamente, non sono più magistrati, non sono magistrati, i magistrati sono coloro che amministrano la giustizia con la dignità e il decoro che spetta per coloro che amministrano una funzione basilare dello Stato, non chiamiamoli più magistrati, non sono magistrati, chiamiamoli in altro modo, non prendiamoli in giro, non prendiamoci in giro, non prendiamo in giro gli italiani, e i sardi ovviamente. Credo che queste donne e questi uomini all'interno di questo quadro normativo non siano posti in grado di garantire un'amministrazione della giustizia efficace, efficiente e tempestiva. Ecco che quindi le conseguenze negative per la giustizia e per gli utenti fruitori della giustizia, e quindi per i cittadini italiani, sono pesantissime, sarebbero pesantissime, stiamo correndo grossissimi rischi, anche perché il carico di lavoro di questi magistrati, e sono magistrati, è molto, ma molto elevato. Hanno necessità di tempi, riconoscimenti, indennità adeguati all'importanza e al ruolo che essi svolgono, e così non è in questa inqualificabile riforma. Tra le altre cose, aumentano le competenze, i pagamenti vengono in qualche modo avvicinati ai voucher, speriamo che intervenga la CGIL per chiedere un referendum, così come ha fatto per i voucher dei lavoratori subordinati, lavorano o dovrebbero lavorare soltanto una giornata, tutela previdenziale a carico del magistrato. Credo che proprio non ci siamo, credo che questa riforma vada ad incidere in modo dannoso, non soltanto negativo, dannoso sulla funzione giustizia, la funzione giustizia deve essere esercitata e amministrata serenamente da queste donne e da questi uomini, deve essere esercitata in una situazione di tranquillità e in una situazione nella quale si possa lavorare con risultati positivi. Oggi con questa riforma questi risultati positivi non possono assolutamente arrivare, e questo è il motivo per cui noi voteremo a favore di questa mozione ed è il motivo per cui chiediamo comunque che la Giunta regionale, che il Presidente intervenga per portare al Governo la voce di preoccupazione di questa Assemblea legislativa, ma soprattutto la preoccupazione di tanti cittadini che debbono fruire della giustizia. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

SPANU FILIPPO, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Molto brevemente, ringrazio il Consiglio per aver sottoposto questo tema e preoccupazione della Giunta, lo è stato anche in alcuni passaggi recenti, creare le condizioni anche operative qua in Sardegna per cercare di fare in modo che gli uffici giudiziari possano agire al meglio, ci siamo resi anche disponibili a trovare delle modalità di comandi e di resa di disponibilità di personale o di servizi. Quindi, assolutamente, prendiamo atto e condividiamo tutte le preoccupazioni espresse all'interno delle due mozioni, e ci faremo parte presso il Governo e anche il Parlamento delle azioni che vengono richieste dal Consiglio, e in particolare voglio richiamare, perché lo condividiamo assolutamente, il fatto che lo faremo comunque in raccordo anche con le altre regioni che hanno espresso la stessa posizione in modo da poterla rendere la più forte possibile. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di replicare il consigliere Augusto Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI AUGUSTO (Partito dei Sardi). Mi ritengo soddisfatto dalla dichiarazione dell'assessore Spanu, naturalmente sperando che sia un'azione forte che il Governo regionale ha nei confronti sia del Governo italiano che in raccordo con le altre ragioni che hanno già manifestato questo problema. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Truzzu. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Anch'io ringrazio l'Assessore per l'impegno, perché penso che sia una di quelle cose che il Consiglio tutto e la Giunta regionale, tutti assieme insieme anche alle altre regioni, debbano rappresentare al Governo per evitare veramente che poi ci sia una ricaduta e un peggioramento dei servizi del livello di garanzia del diritto e di tutela dell'interesse collettivo per tutti i cittadini.

PRESIDENTE. Non ho iscritti a parlare per dichiarazione di voto, quindi metto in votazione la mozione numero 317.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della mozione numero 317.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione la mozione numero 321.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della mozione numero 321.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo al disegno di legge numero 408: "Disposizioni urgenti in materia di urbanistica ed edilizia".

Discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni urgenti in materia urbanistica ed edilizia. Modifiche alla legge regionale n. 23 del 1985, alla legge regionale n. 45 del 1989, alla legge regionale n. 8 del 2015, alla legge regionale n. 22 del 1984, alla legge regionale n. 28 del 1998 e alla legge regionale n. 24 del 2016". (408/A)

PRESIDENTE. Abbiamo già votato il passaggio agli articoli, passiamo all'esame dell'articolo 1.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1:

TESTO DELLA COMMISSIONE

Titolo: Disposizioni urgenti in materia urbanistica ed edilizia. Modifiche alla legge regionale n. 23 del 1985, alla legge regionale n. 45 del 1989, alla legge regionale n. 8 del 2015, alla legge regionale n. 28 del 1998 e alla legge regionale n. 9 del 2006.

Capo I

Modifiche alla legge regionale n. 23 del 1985

Art. 1

Modifiche all'articolo 3
della legge regionale n. 23 del 1985
(Opere soggette a permesso di costruire)

1. L'articolo 3 della legge regionale 11 ottobre 1985, n. 23 (Norme in materia di controllo dell'attività urbanistico-edilizia, di risanamento urbanistico e di sanatoria di insediamenti e opere abusive, di snellimento e accelerazione delle procedure espropriative), è sostituito dal seguente:
"Art. 3 (Opere soggette a permesso di costruire)
1. Sono soggetti a permesso di costruire, salvo quanto previsto negli articoli 10 bis e 15:
a) gli interventi di nuova costruzione, come definiti dall'articolo 3, comma 1, lettera e), del decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001, e successive modifiche ed integrazioni;
b) gli interventi di ristrutturazione urbanistica, come definiti dall'articolo 3, comma 1, lettera f), del decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001, e successive modifiche ed integrazioni;
c) gli interventi di ristrutturazione edilizia, come definiti dall'articolo 3, comma 1, lettera d), del decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001, e successive modifiche ed integrazioni;
d) gli interventi di cui all'articolo 2, comma 3 della legge regionale 2 agosto 2013, n. 19 (Norme urgenti in materia di usi civici, di pianificazione urbanistica, di beni paesaggistici e di impianti eolici).".

All'articolo 1 sono stati presentati gli emendamenti soppressivi totali numero 24, i soppressivi parziali numero 55, 56, 57, 58 e 10, e l'aggiuntivo numero 270. Chiedo il parere della Commissione… sospendo la seduta per qualche minuto.)

PRESIDENTE. All'articolo 1 sono stati presentati degli emendamenti.

Sospendiamo la seduta.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 52, viene ripresa alle ore 11 e 53.)

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la seduta, chiedo il parere sugli emendamenti all'articolo 1.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Antonio Solinas, relatore di maggioranza.

SOLINAS ANTONIO (PD), relatore di maggioranza. All'articolo 1 sono stati presentati i seguenti emendamenti: il numero 24, soppressivo totale, parere contrario della Commissione, i soppressivi parziali numero 55, 56, 57, 58 e 10, con parere contrario della Commissione, e in più l'aggiuntivo numero 270 presentato dalla Giunta regionale, parere favorevole della Commissione.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

ERRIU CHRISTIANO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Conforme a quello della Commissione.

PRESIDENTE. Poiché non ho iscritti a parlare, metto in votazione l'emendamento soppressivo totale numero 24.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento soppressivo parziale numero 55.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento 56 parere contrario della Commissione.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento 57, parere contrario della Commissione.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento 58, parere contrario della Commissione.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 10, parere contrario della Commissione e della Giunta.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione il testo dell'articolo 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 270, parere favorevole della Giunta e della Commissione.

Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 2.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2:

Art. 2

Modifiche all'articolo 5
della legge regionale n. 23 del 1985
(Variazioni essenziali)

1. L'articolo 5 della legge regionale n. 23 del 1985 è sostituito dal seguente:
"Art. 5 (Variazioni essenziali)
1. Per variazioni essenziali rispetto al progetto approvato si intendono quelle che realizzate senza rispettare le disposizioni di cui all'articolo 7 ter, hanno determinato almeno una delle seguenti condizioni:
a) mutamento della destinazione d'uso incompatibile con la destinazione di zona o che implichi variazioni in aumento dei limiti e dei rapporti previsti dal decreto dell'Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica 20 giugno 1983, n. 2266/U (Disciplina dei limiti e dei rapporti relativi alla formazione di nuovi strumenti urbanistici ed alla revisione di quelli esistenti nei Comuni della Sardegna) salvo che l'interessato non ceda ulteriori aree ad integrazione della quota prevista in rapporto alla mutata destinazione d'uso;
b) aumento superiore al 10 per cento della cubatura;
c) riduzione in misura superiore al 10 per cento di uno dei seguenti parametri:
1) distanza da altri fabbricati;
2) distanza dai confini di proprietà;
3) distanza dalle strade;
d) indipendentemente dalle previsioni di cui alle lettere a), b) e c), modifica della localizzazione dell'edificio all'interno del lotto urbanistico di pertinenza determinata a seguito di rotazione su qualunque asse o traslazione, quando la sovrapposizione della sagoma a terra dell'edificio autorizzato e di quello realizzato è inferiore al 50 per cento.
2. Non si ritengono, comunque, variazioni essenziali quelle che incidono sull'entità delle cubature accessorie, sui volumi tecnici e sulla distribuzione interna dei singoli immobili.
3. Gli interventi di cui al comma 1 effettuati su immobili sottoposti a vincolo storico, artistico, architettonico, archeologico, paesaggistico, ambientale e idrogeologico, e su immobili ricadenti nei parchi o in aree protette nazionali e regionali, sono considerati in totale difformità dal permesso. Tutti gli altri interventi sui medesimi immobili, ad eccezione di quanto previsto dal comma 2, sono considerati variazioni essenziali.)

PRESIDENTE. All'articolo 2 sono stati presentati degli emendamenti. Il soppressivo totale numero 25, i soppressivi parziali 59, 62, 63, 64, 66, 67, 68, 65, 61 e 60, e l'aggiuntivo numero 18.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Antonio Solinas, relatore di maggioranza.

SOLINAS ANTONIO (PD), relatore di maggioranza. All'articolo 2 è stato presentato il soppressivo totale numero 25, con parere contrario della Commissione, i soppressivi parziali, con parere contrario della Commissione per tutti, i numeri 59, 62, 63, 64, 66, 67, 68, 65, 60 e 61, e l'aggiuntivo numero 18, con parere favorevole da parte della Commissione.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

ERRIU CHRISTIANO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Conforme a quello della Commissione.

PRESIDENTE. Metto In votazione l'emendamento soppressivo totale numero 25.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 59, parere contrario della Commissione e della Giunta.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento 62, parere contrario.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento 63, parere contrario.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento 64, parere contrario della Giunta e della Commissione.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 66, con richiesta di votazione elettronica. Metto in votazione l'emendamento numero 66, parere contrario della Commissione e della Giunta. Dichiaro aperta la votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 66.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 67.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 68.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 65.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 60.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 61.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 2.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 18.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 3 a cui sono stati presentati degli emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:

Art. 3

Modifiche all'articolo 6
della legge regionale n. 23 del 1985
(Sanzioni per interventi eseguiti in assenza di permesso di costruire, in totale difformità o con variazioni essenziali)

1. All'articolo 6 della legge regionale n. 23 del 1985 sono apportate le seguenti modifiche:

a) al comma 1 le parole "e, nel caso di mutamento di destinazione d'uso, il ripristino della destinazione originaria legittimamente autorizzata" sono soppresse;

b) al comma 8 la parola "ordinanza" è sostituita dalla parola "provvedimento".).

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Antonio Solinas, relatore di maggioranza.

SOLINAS ANTONIO (PD), relatore di maggioranza. Il parere è contrario sugli emendamenti numero 26, 69 e 70.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

ERRIU CRISTIANO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Il parere della Giunta è conforme a quello della Commissione.

PRESIDENTE. Il consigliere Dedoni ritira la richiesta di votazione nominale.

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 26, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 69. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 70. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'articolo 3. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 4 a cui sono stati presentati degli emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:

Art. 4

Varianti in corso d'opera

1. Dopo l'articolo 7 bis della legge regionale n. 23 del 1985 è inserito il seguente:
"Art. 7 ter (Varianti in corso d'opera)
1. Sono varianti in corso d'opera le modifiche realizzate nel periodo di vigenza del titolo abilitativo.
2. Sono varianti in corso d'opera sostanziali le modifiche che:
a) alterano la sagoma dell'edificio;
b) modificano la categoria di intervento edilizio con riconducibilità dello stesso a quelli assoggettati a rilascio del permesso di costruire;
c) configurano una variazione essenziale ai sensi dell'articolo 5;
d) sono volte al superamento delle eventuali prescrizioni contenute nel progetto approvato, non suscettibili di esecuzione, per motivate ragioni di ordine tecnico e costruttivo.
3. Le varianti di cui al comma 2, lettera b), sono soggette a rilascio del permesso di costruire; le varianti di cui al comma 2, lettere a), c) e d) seguono il regime abilitativo dell'intervento originario.
4. Le varianti di cui al comma 2 sono assoggettate alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente al momento del rilascio del titolo abilitativo previsto per l'esecuzione dell'intervento di variante.
5. Sono varianti in corso d'opera non sostanziali le modifiche non riconducibili alle categorie previste dal comma 2.
6. Le varianti di cui al comma 5 sono soggette a Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) da presentare prima della dichiarazione dell'ultimazione dei lavori, sono assoggettate alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente al momento dell'ottenimento del titolo edilizio dell'intervento principale e i relativi atti costituiscono parte integrante della documentazione a corredo dell'atto autorizzativo dell'intervento principale.
7. Qualora la variante di cui al comma 5 non sia stata comunicata nel periodo di vigenza del titolo abilitativo, non si applicano le disposizioni in materia di parziale difformità, e la comunicazione dell'effettiva consistenza delle opere realizzate è effettuata previo versamento della sanzione per la comunicazione tardiva fissata in euro 500. Qualora le opere siano eseguite su immobili comunque vincolati da norme statali e regionali, è fatta salva l'applicazione delle misure sanzionatorie previste dalle vigenti disposizioni in materia.
8. Le varianti di cui al presente articolo possono essere attuate dopo l'acquisizione degli eventuali atti di assenso prescritti dalla normativa vigente sui vincoli paesaggistici, idrogeologici, ambientali, di tutela del patrimonio storico, artistico e archeologico e dalle altre normative di settore.".).

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Antonio Solinas, relatore di maggioranza.

SOLINAS ANTONIO (PD), relatore di maggioranza. Il parere è contrario sugli emendamenti numero 27, 71, 72, 80, 85, 86, 79, 73, 74, 75, 76, 77, 78, 5, 11. Sull'emendamento aggiuntivo numero 16 c'è un invito al ritiro o parere contrario.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

ERRIU CRISTIANO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Il parere della Giunta è conforme a quello della Commissione.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 27, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 71. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 72. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 80. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 85. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 86. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 79. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 73. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 74. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 75. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 76. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 77. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 78. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'articolo 4. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 5. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 11. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 16.

Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Ho ascoltato l'invito da parte del Presidente della Commissione, io vorrei far osservare ai colleghi che questa, dovendo essere una legge di semplificazione urbanistica in linea con quanto succede a livello nazionale, il fatto di prevedere quali varianti sostanziali le sagome degli edifici, senza suddividere quelli che sono gli edifici sottoposti a vincolo paesaggistico dagli altri edifici normali che non hanno nessun pregio urbanistico edilizio e paesaggistico, mi sembra un appesantimento. L'introdurre come prevede questo emendamento alla lettera a) che altera la sagoma dell'edificio prevedendo solo quelli che sono sottoposti a vincolo e quindi hanno una ragione in quanto c'è un vincolo paesaggistico di norma superiore, a mio avviso e ad avviso dei firmatari di questo emendamento significherebbe una semplificazione dal punto di vista urbanistico ma soprattutto meno carico di lavoro per quegli uffici comunali che poi si trovano ad applicare norme legislative come questa.

PRESIDENTE. Quindi l'emendamento è ritirato.

Passiamo all'esame dell'articolo 5.

All'articolo 5 sono stati presentati degli emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 5:

Art. 5

Modifiche all'articolo 10 bis
della legge regionale n. 23 del 1985
(Opere soggette a segnalazione certificata
di inizio attività (SCIA))

1. L'articolo 10 bis della legge regionale n. 23 del 1985 è sostituito dal seguente
"Art. 10 bis (Opere soggette a Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA))
1. Sono soggetti a Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) i seguenti interventi:
a) opere di manutenzione straordinaria riguardanti parti strutturali dell'edificio;
b) opere di restauro e di risanamento conservativo riguardanti le parti strutturali dell'edificio;
c) opere costituenti pertinenza ai sensi dell'articolo 817 del Codice civile;
d) serre provviste di strutture in muratura e serre fisse, funzionali allo svolgimento dell'attività agricola;
e) tettoie di copertura, anche dotate di pannelli per la produzione di energia elettrica;
f) interventi di ristrutturazione edilizia che non incidono sulla sagoma dell'organismo edilizio esistente o preesistente;
g) opere necessarie per il completamento di interventi già oggetto di concessione edilizia o permesso di costruire decaduti per decorrenza dei termini, fermo il rispetto del progetto originario e delle previsioni urbanistiche ed edilizie vigenti al momento della presentazione della segnalazione;
h) interventi di nuova costruzione o di ristrutturazione urbanistica disciplinati da piani attuativi comunque denominati, che contengano precise disposizioni plano-volumetriche, tipologiche, formali e costruttive, la cui sussistenza è asseverata da progettista abilitato;
i) interventi di nuova costruzione qualora siano in diretta esecuzione di piani urbanistici comunali che contengano precise disposizioni plano-volumetriche, tipologiche, formali e costruttive, la cui sussistenza è asseverata da progettista abilitato;
j) installazione di manufatti leggeri, anche prefabbricati, e di strutture di qualsiasi genere che siano utilizzati come ambienti di lavoro, depositi, magazzini e simili.
2. La SCIA è accompagnata dalla documentazione prevista dai regolamenti edilizi comunali e da una specifica relazione, a firma di un progettista abilitato, che asseveri che le opere da realizzare sono conformi agli strumenti urbanistici approvati e non in contrasto con quelli adottati e ai regolamenti edilizi vigenti e attesti il rispetto delle leggi di settore con particolare riferimento, laddove applicabili, alle norme di sicurezza statica, antisismica, antincendio, igienico-sanitarie, di sicurezza stradale, sulle barriere architettoniche.
3. L'avvio dei lavori è condizionato all'ottenimento di tutti gli atti di assenso, comunque denominati, necessari per l'intervento edilizio prescritti dalla normativa sui vincoli paesaggistici, idrogeologici, ambientali, di tutela del patrimonio storico, artistico e archeologico e dalle altre normative di settore, da acquisire per il tramite dello Sportello unico per le attività produttive e per l'edilizia (SUAPE), ove costituito.
4. Nei casi di cui al comma 1, i lavori sono eseguiti sotto la supervisione del direttore dei lavori, che entro trenta giorni dalla conclusione degli stessi presenta apposita dichiarazione di fine lavori, attestante il rispetto di tutte le norme e delle previsioni della relazione di asseverazione. Il mancato invio della dichiarazione di fine lavori comporta l'applicazione di una sanzione amministrativa pari a euro 500 a carico del soggetto tenuto a effettuare la comunicazione.
5. Sulle asseverazioni di cui al comma 2 sono effettuati, nel rispetto dei tempi previsti dalle vigenti disposizioni in materia di SCIA, controlli a campione dallo Sportello unico per l'edilizia. Il campionamento, da effettuarsi mediante sorteggio pubblico o attraverso strumenti informatici basati su un criterio di scelta casuale, ha a oggetto un numero non inferiore al 25 per cento delle istanze presentate e concerne la verifica dei presupposti e dei requisiti previsti dalla normativa vigente per l'intervento edilizio, e della veridicità di tutte le dichiarazioni, certificazioni, attestazioni e asseverazioni allegate alla SCIA. È fatta salva la possibilità di verifiche in soprannumero secondo criteri definiti dalle singole amministrazioni comunali. Le asseverazioni relative agli interventi di cui alla lettera f) sono, in ogni caso, oggetto di controllo ove riguardino la ricostruzione di edifici crollati o demoliti.
6. Salvo sia intervenuta la conclusione del procedimento di irrogazione delle sanzioni, per gli interventi di cui al presente articolo realizzati in data anteriore al 30 aprile 2015 non si applicano le sanzioni precedentemente previste per l'assenza di permesso di costruire o per la difformità delle opere realizzate, ma le sanzioni di cui all'articolo 14.". (5)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Antonio Solinas, relatore.

SOLINAS ANTONIO (PD), relatore. Emendamento soppressivo totale numero 28 parere contrario, sui soppressivi parziali 81, 89, 90, 91, 92, 93, 94, 95, 96, 97, 98, 82, 83, 84, 87 e 85 parere contrario della Commissione. Sul sostitutivo parziale numero 264 c'è un invito al ritiro oppure parere contrario, sull'aggiuntivo numero 15 invito al ritiro o parere contrario.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

ERRIU CRISTIANO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Il parere è conforme a quello della Commissione.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 28. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 81. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 89. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 90. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 91. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 92. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 93. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 94. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 95. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 96. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 97. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 98. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 82. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 83. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 84. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 87. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 88. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 264. C'è un invito al ritiro.

Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Diciamo che anche questo emendamento è uguale all'altro, mi sembra che ci sia un ragionamento a monte che avevo fatto nel momento della discussione in Commissione, che ci sono alcune varianti che io ritengo non costituiscono elemento essenziale e che vanno sempre in qualche modo a favorire soprattutto il lavoro degli uffici comunali che si trovano ad applicare la legge. Anche in questo caso il mio emendamento e l'emendamento che abbiamo firmato con gli altri colleghi riguarda sempre la sagoma degli edifici. Comprendo avendo parlato anche adesso con gli uffici che veramente era necessario fare una modifica a monte per quanto riguardava tutte le opere sottoposte a SCIA, quello che posso fare come suggerimento e invito alla Giunta è di prendere in esame perché in effetti così com'è stato fatto a livello nazionale per quanto riguarda la legge Renzi e la legge Letta per quanto riguarda lo sblocco di alcune opere, di alcuni interventi di natura edilizia, invito anche la Giunta per quanto riguarda la SCIA di ampliare la possibilità per tutte quelle modifiche che non sono considerate essenziali, per cui anche per questo accetto l'invito al ritiro da parte della Commissione.

PRESIDENTE. L'emendamento è ritirato.

Metto in votazione l'articolo 5. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 15 con invito al ritiro. E' ritirato. Passiamo all'esame dell'articolo 6.

All'articolo 6 sono stati presentati degli emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 6:

Art. 6

Modifiche all'articolo 11 della legge regionale n. 23 del 1985 (Mutamenti
della destinazione d'uso)

1. L'articolo 11 della legge regionale n. 23 del 1985 è sostituito dal seguente:
"Art. 11 (Categorie funzionali urbanisticamente rilevanti e destinazione d'uso)
1. Sono individuate le seguenti categorie funzionali urbanisticamente rilevanti:
a) residenziale, compresi i servizi strettamente connessi alla residenza;
b) turistico-ricettiva;
c) artigianale e industriale;
d) direzionale, commerciale e socio-sanitaria;
e) agricolo-zootecnica.
2. Sono servizi strettamente connessi alla residenza gli usi ad essa complementari, destinati a garantire la qualità dell'abitare e lo sviluppo individuale e collettivo dei cittadini. Hanno tale destinazione unicamente i locali presenti nelle zone urbanistiche omogenee A, B e C, e all'interno dei centri rurali, destinati a studi professionali, indipendentemente dalla loro superficie, ad attività commerciali, se di superficie fino a quella prevista per gli esercizi di vicinato, e ad attività artigianali, direzionali, socio-sanitarie e uffici in genere, se di superficie aperta al pubblico non superiore a quella prevista in relazione alle attività commerciali per gli esercizi di vicinato. Non sono servizi connessi alla residenza i servizi pubblici o gli spazi pubblici o riservati ad attività collettive, a verde pubblico o a parcheggio, la cui dotazione deve essere garantita, nel rispetto delle vigenti disposizioni, in sede di pianificazione.
3. La destinazione d'uso definisce la singola unità immobiliare sotto l'aspetto funzionale ed è quella prevalente in termini di superficie utile. Lo strumento urbanistico individua per ogni destinazione di zona le categorie funzionali urbanisticamente rilevanti compatibili e per ognuna di esse le destinazioni d'uso ammissibili.
4. Costituisce mutamento della destinazione d'uso non rilevante a fini urbanistici ogni forma di utilizzo dell'unità immobiliare diversa da quella originaria, ancorché non accompagnata dall'esecuzione di opere edilizie, tale da comportare, all'interno della medesima categoria funzionale, l'assegnazione dell'unità immobiliare a una delle destinazioni ammissibili previste dallo strumento urbanistico.
5. Il mutamento della destinazione d'uso non rilevante a fini urbanistici è soggetto a comunicazione al SUAPE.
6. Il mutamento della destinazione d'uso di cui al comma 4 è sempre ammesso, salvo espresse previsioni dello strumento urbanistico. Nel caso di piani attuativi il mutamento di destinazione d'uso all'interno della stessa categoria funzionale, che determini una modifica delle percentuali di ripartizione tra le varie destinazioni previste, è consentito previa deliberazione del Consiglio comunale, quale variante in forma semplificata dello strumento generale e attuativo da adottarsi entro sessanta giorni dalla data della richiesta, anche mediante superamento dei parametri per le zone A, B e C previsti dall'articolo 4 del decreto assessoriale n. 2266/U del 1983.
7. Costituisce mutamento della destinazione d'uso rilevante ai fini urbanistici ogni forma di utilizzo dell'unità immobiliare diversa da quella originaria, ancorché non accompagnata dall'esecuzione di opere edilizie, purché tale da comportare l'assegnazione dell'unità immobiliare a una diversa categoria funzionale tra quelle indicate al comma 1.
8. Il mutamento della destinazione d'uso rilevante a fini urbanistici è soggetto a SCIA ed è regolamentato dallo strumento urbanistico generale comunale.
9. Il mutamento della destinazione d'uso che implichi variazioni in aumento dei limiti e dei rapporti previsti dal decreto assessoriale n. 2266/U del 1983 o dalle norme dello strumento urbanistico comunale è consentito solo se l'interessato, anche mediante la cessione di ulteriori aree, integri la quota prevista in rapporto alla mutata destinazione d'uso.
10. Il mutamento di destinazione d'uso con opere è soggetto al titolo abilitativo previsto per l'intervento edilizio al quale è connesso.
11. È consentito il mutamento della destinazione d'uso di edifici che, per le loro particolari caratteristiche e in ragione di interessi meritevoli di tutela siano, con delibera del consiglio comunale, motivatamente giudicati compatibili con la zona urbanistica omogenea in cui si trova l'edificio interessato. In tal caso il mutamento della destinazione d'uso è assoggettato a permesso di costruire ed è subordinato alla corresponsione degli oneri di concessione dovuti in conformità alla normativa vigente, in misura doppia.
12. Al fine di favorire il recupero e la rivitalizzazione dei centri storici, nella zona omogenea A, fatto salvo il rispetto delle relative prescrizioni igienico-sanitarie e di settore aventi incidenza sulla disciplina dell'attività edilizia, è sempre consentito il mutamento di destinazione d'uso tra le categorie funzionali di cui al comma 1, lettere a) e b).
13. Nei casi di mutamento di destinazione d'uso eseguito in assenza SCIA o comunicazione, il dirigente o il responsabile dell'ufficio comunale competente in materia edilizia ordina il ripristino della destinazione d'uso legittimamente autorizzata e irroga una sanzione pecuniaria pari al doppio del contributo di costruzione dovuto e comunque non inferiore a euro 500. In caso di inottemperanza entro novanta giorni, il dirigente o il responsabile dell'ufficio comunale competente ne dispone l'esecuzione d'ufficio e, se questa non sia possibile, irroga una sanzione pecuniaria pari al doppio dell'incremento del valore dell'immobile conseguente al mutamento della destinazione d'uso, calcolato secondo i valori correnti dell'Agenzia del territorio.
14. È fatta salva l'applicazione delle ulteriori sanzioni previste dagli articoli 6, 7 e 10 bis, relative alle eventuali opere eseguite in assenza o in difformità di permesso di costruire, SCIA, o comunicazione di inizio lavori.". (6)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Antonio Solinas, relatore.

SOLINAS ANTONIO (PD), relatore. Emendamento soppressivo totale numero 29 parere contrario, soppressivi parziali 99, 111, 112, 113, 114, 115, 100, 101, che è uguale al 274, 102, 103, 104, 105, 106, 107, 108, 109, 110, 116 e 117 parere contrario. I sostitutivi parziali 273 e 275 c'è un invito al ritiro, sugli aggiuntivi 272 invito al ritiro, numero 8 parere contrario, 276 invito al ritiro, sull'emendamento numero 19 è stato presentato un emendamento all'emendamento numero 301 con parere favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

ERRIU CRISTIANO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Il parere della Giunta è conforme a quello della Commissione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Annuncio la richiesta di voto segreto per gli emendamenti numero 273 e 274.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 29. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 99. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 111. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 112. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 113. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 114. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 115. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 100. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 101 uguale al 274.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 102. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 103. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 104. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 105. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 106. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 107. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 108. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 109. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 110. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 116. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 117. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 273.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'emendamento numero 275, su cui c'è un invito al ritiro.

Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). L'emendamento, vorrei spiegarlo, riguarda i piani attuativi, per quanto riguarda anche in questo caso le modifiche di destinazione d'uso, il fatto che devono passare in Consiglio comunale. Anche questo è un appesantimento relativamente alla procedura di semplificazione amministrativa nella quale noi ci eravamo impegnati di fare con questa legge. Cioè quando si tratta di piani attuativi già approvati, secondo quelli che sono i procedimenti previsti dalle norme, ripassare in Consiglio comunale per quanto riguarda il mutamento di destinazione d'uso, che sono tra l'altro ammessi, rischiano anche in questo modo di ritardare l'effettiva attuazione dei piani attuativi. Per cui anche su questo emendamento ritengo che, laddove è sempre ammesso il rispetto dei parametri, ci sia la possibilità di soprassedere al passaggio in Consiglio comunale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Ne ha facoltà.

ERRIU CRISTIANO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Qui l'invito al ritiro è motivato dal fatto che sulla stessa materia, cioè sui servizi connessi alla residenza e il mutamento della destinazione d'uso, una precedente norma analoga, pressoché identica, è stata sottoposta a un giudizio amministrativo attualmente innanzi La Corte costituzionale, quindi bisogna prendere atto del fatto che sottrarre al Consiglio comunale il potere di pianificazione è molto a rischio, e quindi si tratta di una norma che è sottoposta attualmente ha un giudizio pendente di fronte alla Corte costituzionale appunto. Quindi è bene che il Consiglio di questo sia perfettamente consapevole.

PRESIDENTE. Chiedo all'onorevole Comandini se ritiri o meno l'emendamento. L'emendamento numero 275 è ritirato.

Passiamo al testo dell'articolo 6.

BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). Voto elettronico.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 6.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'emendamento numero 272, su cui c'è un invito al ritiro. Onorevole Agus? L'emendamento numero 272 è ritirato.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 8.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 276, su cui c'è un invito al ritiro. Onorevole Agus? L'emendamento numero 276 è ritirato.

Passiamo all'emendamento numero 19, a cui è stato presentato un emendamento all'emendamento numero 301.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 301.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 7. All'articolo 7 sono stati presentati degli emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 7:

Art. 7

Modifiche all'articolo 14
della legge regionale n. 23 del 1985
(Opere eseguite in assenza di SCIA)

1. L'articolo 14 della legge regionale n. 23 del 1985 è sostituito dal seguente:
"Art. 14 (Opere eseguite in assenza di SCIA o in difformità da essa)
1. In caso di accertamento dell'esecuzione di opere in assenza di SCIA o in difformità da essa e di ricorrenza dei presupposti legittimanti la SCIA e/o di conformità alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente sia al momento della realizzazione dell'intervento sia al momento dell'accertamento della violazione, si applica una sanzione pecuniaria pari al doppio dell'aumento del valore venale dell'immobile conseguente alla realizzazione delle opere stesse e, comunque, non inferiore a euro 500. Il versamento della sanzione ha efficacia sanante.
2. Nei casi di cui al comma 1, fino all'irrogazione della sanzione pecuniaria, può essere ottenuto l'accertamento di conformità, al ricorrere delle condizioni di cui all'articolo 16, comma 1. A tal fine il responsabile dell'abuso o il proprietario dell'immobile trasmette una comunicazione di mancata SCIA corredata di tutti gli elaborati previsti dall'articolo 10 bis, comma 2. La sanatoria è condizionata al versamento di una somma pari all'aumento del valore venale dell'immobile conseguente alla realizzazione delle opere stesse e, comunque, non inferiore a euro 500.

3. Nel caso di opere eseguite in assenza dei presupposti legittimanti la SCIA e/o nel caso di non conformità alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente al momento della realizzazione dell'intervento si applicano le sole sanzioni previste dagli articoli 6 e 7.

4. La SCIA, spontaneamente effettuata quando l'intervento è in corso di esecuzione, comporta l'applicazione di una sanzione pari a euro 500. È fatta salva l'applicazione dell'articolo 7 ter, comma 6.

5. Se le opere sono eseguite in assenza di SCIA o in difformità da essa su immobili comunque vincolati da norme statali e regionali, trovano applicazione le misure sanzionatorie previste dalle vigenti disposizioni, che nel solo caso di sanzioni pecuniarie si applicano cumulativamente alla sanzione di cui ai commi 1 e 2.

6. Se le opere sono eseguite in assenza di SCIA o in difformità da essa in dipendenza di calamità naturali o di avversità atmosferiche dichiarate di carattere eccezionale la sanzione pecuniaria di cui ai commi 1, 2 e 4 non si applica.

7. L'accertamento del valore di cui al comma 1 è effettuato secondo le disposizioni di cui all'articolo 7, commi 3, 4, 5 e 6.".)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Antonio Solinas, relatore di maggioranza.

SOLINAS ANTONIO (PD), relatore di maggioranza. Sull'emendamento soppressivo totale numero 30 il parare è contrario, sui soppressivi parziali numero 118 e 119…

PRESIDENTE. Tutti i soppressivi sono ritirati, anche il sopressivo totale.

Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

ERRIU CRISTIANO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Il parere della Giunta è conforme a quello della Commissione.

PRESIDENTE. Metto in votazione il testo dell'articolo 7.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 7.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio approva).

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 8. All'articolo 8 sono stati presentati gli emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 8:

Art. 8

Modifiche all'articolo 15
della legge regionale n. 23 del 1985
(Interventi di edilizia libera)

1. L'articolo 15 della legge regionale n. 23 del 1985 è sostituito dal seguente:
"Art. 15 (Interventi di edilizia libera)

1. Nel rispetto delle prescrizioni degli strumenti urbanistici comunalie delle altre normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell'attività edilizia e, in particolare, delle norme antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienico-sanitarie, di quelle relative all'efficienza energetica e delle disposizioni contenute nel decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137), e successive modifiche ed integrazioni, i seguenti interventi sono eseguiti senza alcun titolo abilitativo edilizio:
a) interventi di manutenzione ordinaria, inclusi quelli ricondotti a tale categoria di intervento da specifiche disposizioni nazionali;
b) interventi volti all'eliminazione di barriere architettoniche che non comportino la realizzazione di rampe o di ascensori esterni, ovvero di manufatti che non alterino la sagoma dell'edificio;
c) opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo che abbiano carattere geognostico, ad esclusione di attività di ricerca di idrocarburi, e che siano eseguite in aree esterne al centro edificato;
d) movimenti di terra strettamente pertinenti all'esercizio dell'attività agricola-zootecnica, artigianale, industriale e pratiche agro-silvo-pastorali, compresi gli interventi su impianti idraulici agrari;
e) installazione di serre mobili stagionali e piccoli loggiati amovibili di superficie non superiore a 30 mq entrambi sprovvisti di strutture in muratura, funzionali allo svolgimento dell'attività agricola;
f) interventi finalizzati al posizionamento di tende, pergole, rastrelliere per biciclette;
g) interventi volti alla realizzazione di recinzioni prive di opere murarie, di barbecue e di manufatti accessori entrambi con volume vuoto per pieno non superiore a 10 mc;
h) opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni, anche per aree di sosta, che siano contenute entro l'indice di permeabilità stabilito dallo strumento urbanistico comunale;
i) installazione di elementi di arredo negli spazi esterni delle unità immobiliari e nelle aree pertinenziali degli edifici esistenti;
j) realizzazione di aree ludiche o destinate ad attività sportive senza creazione di volumetria.
2. Nel rispetto dei presupposti di cui al comma 1, previa comunicazione dell'avvio dei lavori, i seguenti interventi sono eseguiti senza alcun titolo abilitativo edilizio:
a) interventi di restauro e risanamento conservativo che non riguardino le parti strutturali dell'edificio;
b) interventi di manutenzione straordinaria che non riguardino le parti strutturali dell'edificio;
c) interventi volti all'eliminazione di barriere architettoniche che comportano la realizzazione di rampe o di ascensori esterni, ovvero di manufatti che alterano la sagoma dell'edificio;
d) interventi di risanamento dall'amianto;
e) opere oggettivamente precarie dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee tali da poter essere immediatamente rimosse alla cessazione della necessità e, comunque, entro un termine di utilizzazione non superiore a centoventi giorni;
f) opere oggettivamente precarie dirette a soddisfare obiettive esigenze eccezionali, contingenti e temporalmente determinate, anche di durata superiore a centoventi giorni, tali da poter essere rimosse immediatamente alla cessazione della necessità;
g) manufatti occorrenti per l'installazione dei cantieri temporanei finalizzati all'esecuzione di lavori da realizzare legittimamente;
h) vasche di approvvigionamento idrico e pozzi;
i) interventi volti all'efficientamento di impianti tecnologici esistenti al servizio di stabilimenti industriali; j) muri di cinta e cancellate;
k) l'installazione di allestimenti mobili di pernottamento e di pertinenze ed accessori funzionali a strutture esistenti e legittimamente autorizzate destinate all'esercizio dell'attività ricettiva all'aria aperta nel rispetto delle condizioni di cui all'articolo 6, comma 4 bis della legge regionale 14 maggio 1984, n. 22 (Norme per la classificazione delle aziende ricettive);
l) l'installazione all'interno di specchi acquei demaniali di natanti, imbarcazioni, chiatte galleggianti o altre strutture al servizio della nautica destinate a finalità turistiche o turistico-ricettive a condizione che gli allestimenti non determinino il permanente collegamento con il terreno o il fondale e gli allacciamenti alle reti tecnologiche siano di facile rimozione;
m) la realizzazione delle strutture di interesse turistico-ricreativo dedicate alla nautica che non importino impianti di difficile rimozione, destinati all'ormeggio, alaggio, varo di piccole imbarcazioni e natanti da diporto, compresi i pontili galleggianti a carattere stagionale, pur se ricorrente, mediante impianti di ancoraggio con corpi morti e catenarie, collegamento con la terraferma e apprestamento di servizi complementari.
3. L'avvio dei lavori per l'esecuzione degli interventi di cui ai commi 1 e 2 è condizionato all'ottenimento di tutti gli atti di assenso, comunque denominati, necessari per l'intervento edilizio, da acquisire per il tramite del SUAPE, ove costituito.
4. Gli interventi di cui al comma 2, lettere d), e), f), k) ed m), compatibili con ogni destinazione di zona, sono sottratti al rispetto dei parametrici volumetrici.
5. Per gli interventi di cui al comma 2, lettere a), b), c) e d), la comunicazione di avvio dei lavori è accompagnata da una specifica relazione, a firma di un progettista abilitato, che asseveri che le opere da realizzare sono conformi agli strumenti urbanistici approvati e non in contrasto con quelli adottati e ai regolamenti edilizi vigenti e attesti il rispetto della normativa antisismica, che non vi è interessamento delle parti strutturali dell'edificio e indichi i dati identificativi dell'impresa alla quale si intende affidare la realizzazione dei lavori. I lavori sono eseguiti sotto la supervisione del direttore dei lavori che entro trenta giorni dalla conclusione degli stessi presenta apposita dichiarazione di fine lavori, attestante il rispetto di tutte le norme e delle previsioni della relazione di asseverazione.
6. Limitatamente agli interventi di cui al comma 2, lettera f), la comunicazione di avvio dei lavori è accompagnata da specifica dichiarazione sostitutiva resa dal proponente l'intervento ai sensi del decreto del presidente della Repubblica n. 445 del 2000, che asseveri con adeguata e documentata motivazione che le esigenze di installazione delle opere soddisfano le condizioni normativamente previste. Per gli stessi interventi e per quelli di cui al comma 2, lettera e), entro dieci giorni dallo scadere della durata del tempo di permanenza delle opere temporanee, l'interessato, anche per via telematica, informa l'amministrazione comunale dell'avvenuta rimozione delle opere.
7. Il mancato invio della comunicazione di cui al comma 2 comporta l'applicazione di una sanzione amministrativa pari a euro 500. Tale sanzione è ridotta di due terzi se la comunicazione è effettuata spontaneamente quando l'intervento è in corso di esecuzione.
8. Il mancato invio della comunicazione di cui al comma 6 comporta l'applicazione di una sanzione amministrativa pari a euro 500.
9. Salvo sia intervenuta la conclusione del procedimento di irrogazione delle sanzioni, per gli interventi di cui al presente articolo realizzati in data anteriore al 30 aprile 2015, non si applicano le sanzioni precedentemente previste per l'assenza di titolo edilizio o per la difformità delle opere realizzate, ma le sanzioni di cui ai commi 7 e 8.".)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Antonio Solinas, relatore di maggioranza.

SOLINAS ANTONIO (PD), relatore di maggioranza. Sull'emendamento soppressivo totale numero 31, il parere è contrario; sui soppressivi parziali numero 125, 134, 135, 136, 137 che è uguale al 277, 138, 139, 140, 141, 142, 143, 126, 144, 145, 146, 147, 148, 149, 150, 151, 152, 153, 154, 155, 156, 127, 128, 129, 130, 131, 132 e 133 il parere è contrario. Sul sostitutivo parziale 295 c'è un invito al ritiro, sull'emendamento numero 261 il parere favorevole, 278 un invito al ritiro.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 31.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento soppressivo parziale 125…

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Era per preannunciare il ritiro degli altri emendamenti, quelli successivi Presidente.

PRESIDENTE. Sono ritirati quindi gli emendamenti soppressivi parziali.

Metto in votazione l'emendamento numero 125 parere contrario della Commissione e della Giunta. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Gli altri emendamenti sono stati ritirati. Andiamo all'emendamento numero 295, c'è un invito al ritiro onorevole Zanchetta.

ZANCHETTA PIERFRANCO (Cristiano Popolari Socialisti). Lo ritiro.

PRESIDENTE. C'era un emendamento soppressivo parziale prima, dell'onorevole Agus, è ritirato. Quindi possiamo procedere alla votazione del testo dell'articolo 8. Chi lo approva alzi la mano.

È approvato)

Emendamento aggiuntivo numero 261, parere favorevole della Commissione e della Giunta. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione l'emendamento 278, c'è una richiesta di invito al ritiro onorevole Agus. È stato ritirato.

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 9. All'articolo 9 sono stati presentati gli emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 9:

Modifiche all'articolo 15 quater della legge regionale n. 23 del 1985 (Parcheggi privati)

1. L'articolo 15 quater della legge regionale n. 23 del 1985 è sostituito dal seguente:
"Art. 15 quater (Parcheggi privati)
1. Nelle nuove costruzioni e nelle modifiche di destinazione d'uso urbanisticamente rilevanti sono riservate aree per parcheggi privati nella misura minima di 1 metro quadro per ogni 10 metri cubi di costruzione e, comunque, in misura non inferiore a uno stallo di sosta per ogni unità immobiliare.
2. Nei frazionamenti di unità immobiliari legittimamente realizzati senza la dotazione minima di aree per parcheggi privati di 1 metro quadro ogni 10 metri cubi di costruzione, sono riservate, per ogni unità immobiliare ulteriore rispetto all'originaria, apposite aree per parcheggi privati nelle misure minime previste al comma 1. È considerata originaria l'unità immobiliare più grande derivante dal frazionamento.
3. Ai fini della determinazione delle superfici per parcheggi privati si computano anche gli spazi necessari alla manovra del veicolo.
4. Lo stallo di sosta deve avere dimensioni minime di 2,50 metri per 5,00 metri.
5. Le prescrizioni di cui ai commi 1 e 2 non si applicano agli immobili esistenti:
a) ubicati in zona urbanistica omogenea A;
b) ubicati all'interno dei centri di antica e prima formazione;
c) sottoposti a vincolo ai sensi della parte II del decreto legislativo n. 42 del 2004, e successive modifiche ed integrazioni.
6. Nel caso di modifiche di destinazioni d'uso urbanisticamente rilevanti e di frazionamento di unità immobiliari, per i fabbricati esistenti alla data del 7 aprile 1989, qualora sia dimostrata l'impossibilità di reperire spazi idonei da destinare al soddisfacimento dei requisiti previsti dai commi 1 e 2, l'intervento è consentito previo pagamento di una somma equivalente alla monetizzazione delle aree per parcheggi, da determinarsi con deliberazione del consiglio comunale. I relativi introiti costituiscono entrate vincolate per la realizzazione di nuove aree da destinare a parcheggio pubblico, da individuarsi con deliberazione del consiglio comunale.
7. Nel caso di nuovi frazionamenti e ai fini della conclusione dei procedimenti di accertamento di conformità di frazionamenti eseguiti in assenza di titolo, la monetizzazione di cui al comma 6 non è necessaria per la prima unità immobiliare ulteriore rispetto all'originaria purché di volume inferiore a 210 metri cubi. Sono fatte salve disposizioni più restrittive contenute negli strumenti urbanistici comunali.
8. Sono fatte salve le disposizioni legislative e regolamentari che prevedono ulteriori spazi per parcheggi, diversi da quelli disciplinati dal presente articolo, suscettibili di monetizzazione se previsto.".)

PRESIDENTE. I soppressivi sono stati ritirati.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Antonio Solinas, relatore di maggioranza.

SOLINAS ANTONIO (PD), relatore di maggioranza. Sul sostitutivo parziale numero 263 il parere favorevole, sul sostitutivo parziale numero 296 c'è un invito al ritiro, sull'aggiuntivo numero 279 c'è un invito al ritiro.

Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

ERRIU CRISTIANO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Il parere della Giunta è conforme a quello della Commissione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento sostitutivo parziale numero 263.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Sull'emendamento numero 296 c'è un invito al ritiro onorevole Zanchetta.

Emendamento 279 c'è un invito al ritiro. onorevole Augus?

AGUS FRANCESCO (Gruppo Misto). Ritirato.

PRESIDENTE. Ritirato.

Passiamo all'esame dell'articolo 10 e dei relativi emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 10:

Art. 10

Modifiche all'articolo 16 della legge regionale n. 23 del 1985

(Accertamento di conformità)

1. All'articolo 16 della legge regionale n. 23 del 1985 sono apportate le seguenti modifiche: a) dopo il comma 2 è inserito il seguente: "2 bis. La domanda di cui al comma 1 può essere accompagnata dal progetto delle opere necessarie a garantire il rispetto delle condizioni di conformità. Tali opere riguardano unicamente gli interventi per l'eliminazione delle parti o degli elementi incongrui e comunque non accertabili, e gli interventi volti alla modifica dell'esistente per ricondurlo alle soluzioni tipologico architettoniche previste dallo strumento urbanistico vigente al momento della domanda di accertamento di conformità. È fatta salva l'applicazione delle disposizioni vigenti in materia paesaggistica."; b) dopo il comma 3 è inserito il seguente: "3 bis. In esito alle verifiche sulla domanda di cui al comma 2 bis, il responsabile del competente ufficio comunale, emana un permesso di costruire per i lavori necessari al ripristino delle condizioni di conformità, con eventualmente le ulteriori altre prescrizioni necessarie; nel permesso di costruire sono indicati i tempi necessari per l'esecuzione delle opere che non possono essere superiori a un anno dalla data del rilascio, non prorogabili. L'accertamento di conformità di cui al comma 1 si forma solo a seguito della successiva verifica, con sopralluogo, dell'esecuzione delle opere nei tempi previsti dal permesso di costruire di cui al primo periodo. In caso di esito negativo l'accertamento di conformità oggetto della domanda di cui al comma 1, si intende respinto e il responsabile del competente ufficio comunale avvia immediatamente le procedure sanzionatorie previste dagli articoli 6 o 7.".)

PITTALIS PIETRO (FI). Presidente, sono ritirati gli emendamenti soppressivi.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Antonio Solinas, relatore di maggioranza.

SOLINAS ANTONIO (PD), relatore di maggioranza. Sul sostitutivo parziale 279 un invito al ritiro, sull'aggiuntivo numero 4 parere contrario.

PRESIDENTE. C'è prima il sostitutivo totale numero 14.

SOLINAS ANTONIO (PD), relatore di maggioranza. Ah, sì. Il sostitutivo totale numero 14 un invito al ritiro; invito al ritiro sul 297, parere contrario sul 281, sul 297 invito al ritiro, sull'aggiuntivo 4 parere contrario, sulla aggiuntivo 280 invito al ritiro.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

ERRIU CRISTIANO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Il parere è conforme a quello della Commissione.

PRESIDENTE. Onorevole Comandini l'emendamento numero 14? È ritirato. Quindi, onorevole Agus c'è un parere contrario sul 281. È ritirato anche il 281. Onorevole Zanchetta c'è un invito al ritiro per il 297, pagina 150. È ritirato.

Metto in votazione dell'articolo 10.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 10.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 4.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio non approva).

Onorevole Agus c'è un invito al ritiro per il 280. È ritirato.

Passiamo all'esame dell'articolo 10 bis e dei relativi emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 10 bis:

Art. 10 bis

Incentivazione degli interventi di riuso del patrimonio edilizio dismesso e per l'efficientamento energetico

1. Dopo l'articolo 22 della legge regionale n. 23 del 1985 è aggiunto il seguente: "22 bis (Incentivazione degli interventi di riuso del patrimonio edilizio dismesso e per l'efficientamento energetico) 1. Al fine di combattere il fenomeno dello spopolamento dei centri storici e dei centri di antica e prima formazione, i comuni possono prevedere la riduzione del contributo di costruzione nella misura massima del 60 per cento del contributo complessivo dovuto per le nuove costruzioni.

2. Al fine di incentivare gli interventi edilizi finalizzati al riuso, anche con mutamento di destinazione d'uso, del patrimonio edilizio esistente e dismesso, i comuni possono prevedere la riduzione del contributo di costruzione nella misura massima del 30 per cento del contributo complessivo dovuto per le nuove costruzioni. Se l'intervento include nuove costruzioni o ampliamenti, ai relativi volumi non si applica la riduzione di cui al presente comma.

3. Al fine di favorire gli interventi di edilizia bioclimatica o finalizzati al risparmio energetico, i comuni possono prevedere la riduzione del contributo di costruzione nella misura massima del 15 per cento.".)

PITTALIS PIETRO (FI). Presidente, sono ritirati tutti gli emendamenti soppressivi.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Antonio Solinas, relatore di maggioranza.

SOLINAS ANTONIO (PD), relatore di maggioranza. Sull'emendamento numero 20 parere favorevole

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

ERRIU CRISTIANO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Il parere della Giunta è conforme a quello della Commissione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 10 bis.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 20.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 11.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 11:

Capo II

Modifiche alla legge regionale n. 45 del 1989

Art. 11

Modifiche all'articolo 10 bis della legge regionale n. 45 del 1989

(Piano paesaggistico regionale: tutela delle zone di rilevante interesse paesisticoambientale)

1. Dopo la lettera i) del comma 2 dell'articolo 10 bis della legge regionale 22 dicembre 1989, n. 45 (Norme per l'uso e la tutela del territorio regionale), sono aggiunte le seguenti: "i bis) gli interventi relativi alla realizzazione di parcheggi che non determinino alterazione permanente e irreversibile dello stato dei luoghi e di strutture di facile rimozione a servizio della balneazione e della ristorazione, preparazione e somministrazione di bevande e alimenti, e finalizzate all'esercizio di attività sportive, ludicoricreative direttamente connesse all'uso del mare e delle acque interne; i ter) le infrastrutture puntuali di facile rimozione a servizio delle strutture di interesse turisticoricreativo dedicate alla nautica.".)

PITTALIS PIETRO (FI). L'emendamento numero 34 è ritirato.

PRESIDENTE. Chiedo se è ritirato anche il 282, onorevole Agus? Ritirato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Antonio Solinas, relatore di maggioranza.

SOLINAS ANTONIO (PD), relatore di maggioranza. Sull'emendamento aggiuntivo numero 12 parere contrario.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

ERRIU CRISTIANO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Il parere della Giunta è contrario.

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 12. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 12 e dei relativi emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 12:

Art. 12

Modifiche all'articolo 20 della legge regionale n. 45 del 1989

(Formazione, adozione e approvazione del piano urbanistico comunale e intercomunale)

1. All'articolo 20 della legge regionale n. 45 del 1989 sono apportate le seguenti modifiche:

a) il comma 5 è così sostituito: "5. La deliberazione di approvazione è sottoposta alla verifica di coerenza di cui all'articolo 31 della legge regionale 22 aprile 2002, n. 7 (legge finanziaria 2002), con gli strumenti sovraordinati di governo del territorio, inclusi il Piano paesaggistico regionale e il Piano stralcio per l'assetto idrogeologico del bacino unico regionale, e con le disposizioni normative e le direttive regionali in materia urbanistica ed edilizia.";

b) il comma 6 è così sostituito: "6. Le varianti al piano sono approvate con il medesimo procedimento di cui ai commi da 1 a 5. É fatta salva l'applicazione delle disposizioni legislative, regionali e nazionali, che attribuiscono all'autorizzazione o all'approvazione di progetti l'effetto di variante allo strumento urbanistico. In tali casi la coerenza di cui al comma 5 è espressa dai rappresentanti della Regione in conferenza di servizi, senza necessità di acquisizione del parere del comitato tecnico regionale per l'urbanistica.";

c) dopo il comma 6 è aggiunto il seguente: "6 bis. Le varianti connesse all'approvazione di opere pubbliche o finalizzate al ripristino delle originarie destinazioni agricole, all'introduzione di aree di salvaguardia, alla variazione della qualificazione delle aree standard, alla correzione di errori materiali o alla modifica del regolamento edilizio, sono oggetto di verifica di coerenza senza necessità di acquisizione del parere del comitato tecnico regionale per l'urbanistica.";

d) il comma 9 bis è così sostituito: "9 bis. Nelle more dell'adeguamento degli strumenti urbanistici generali comunali al Piano paesaggistico regionale è vietata l'adozione definitiva di varianti ai piani generali vigenti, fatti salvi gli atti di pianificazione: 1) finalizzati al ripristino delle originarie destinazioni agricole, o all'introduzione di aree di salvaguardia, o di disposizioni di maggiore tutela e salvaguardia del territorio; 2) connessi alla realizzazione di opere pubbliche o dichiarate di pubblica utilità da disposizioni nazionali in attuazione di principi comunitari; 3) connessi alla realizzazione di interventi riconosciuti con deliberazione della Giunta regionale di preminente interesse generale e di rilevanza regionale; 4) aventi ad oggetto la realizzazione di interventi tesi a garantire i servizi pubblici, la sicurezza pubblica e la protezione civile, l'esercizio della libertà di religione e di espressione etico-sociale; 5) finalizzati all'attuazione del Piano paesaggistico regionale e previsti dalle disposizioni in esso contenute; 6) finalizzati al recepimento delle sopravvenute disposizioni normative. Le varianti di cui al presente comma sono da assoggettare comunque alla verifica di coerenza di cui all'articolo 31 della legge regionale n. 7 del 2002, che, se positiva, costituisce parziale adeguamento del piano urbanistico comunale al Piano paesaggistico regionale. In tal caso sono consentiti interventi di trasformazione del territorio e degli edifici esistenti. Possono essere inoltre adottate varianti ai piani generali vigenti da parte dei comuni che abbiano adottato in via preliminare il piano urbanistico comunale in adeguamento al Piano paesaggistico regionale, ove il mancato completamento dell'iter non sia imputabile all'amministrazione comunale.".)

PITTALIS PIETRO (FI). Sono ritirati tutti gli emendamenti soppressivi.

PRESIDENTE. Chiedo all'onorevole Agus se invece permane il 293? Ritirato.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Antonio Solinas, relatore di maggioranza.

SOLINAS ANTONIO (PD), relatore di maggioranza. Sul numero 294 parere contrario, sugli aggiuntivi 21 e 262 sono stati presentati due emendamenti all'emendamento, numero 302 e 303, per i quali la Commissione esprime parere favorevole.

PRESIDENTE. Allora abbiamo l'emendamento sostitutivo parziale 294 con parere contrario della Commissione. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione il testo dell'articolo 12. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 302, emendamento sostitutivo parziale all'emendamento numero 21. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Decade l'emendamento numero 21.

Metto in votazione l'emendamento numero 303, emendamento sostitutivo totale all'emendamento numero 262. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Decade l'emendamento numero 262.

Passiamo all'esame dell'articolo 13, al quale sono stati presentati degli emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 13:

Articolo 13

Piano di utilizzo dei litorali (PUL).

1. Dopo l'articolo 22 della legge regionale n. 45 del 1989 è inserito il seguente:
"Art. 22 bis (Piano di utilizzo dei litorali (PUL))
1. Il Piano per l'utilizzo dei litorali (PUL) è lo strumento con cui i comuni disciplinano l'utilizzazione delle aree demaniali marittime con finalità turistico-ricreative e regolamentano l'organizzazione del territorio immediatamente contiguo ai litorali, compresa l'accessibilità viaria e pedonale delle aree nel loro complesso e dei singoli siti ai sensi dell'articolo 29 della legge regionale n. 23 del 1985, e successive modifiche ed integrazioni.
2. Il PUL estende la propria disciplina anche ad ambiti contigui, ricompresi nella fascia dei 2.000 metri dalla linea di battigia, in funzione delle interrelazioni fra diversi elementi e componenti paesaggistico-ambientali, sociali, economiche che siano in stretta attinenza con i diversi gradi di antropizzazione rilevabili nel contesto e che abbiano influenza sulla strategia di utilizzazione degli ambiti demaniali. In caso di sovrapposizione con eventuali altri piani attuativi il piano urbanistico comunale garantisce il coordinamento delle relative previsioni, con conseguente motivata integrazione o modifica delle precedenti scelte pianificatorie.
3. Il PUL è redatto sulla base delle direttive approvate dalla Giunta regionale e disciplina gli interventi volti alla realizzazione di parcheggi e di strutture di facile rimozione a servizio della balneazione e della ristorazione, preparazione e somministrazione di bevande ed alimenti, e finalizzate all'esercizio di attività sportive, ludico, ricreative direttamente connesse all'uso del mare.
4. Gli interventi di cui al comma 3, come disciplinati dal PUL, sono compatibili con ogni destinazione di zona omogenea e non soggiacciono ai relativi parametri, previo rilascio, se necessario, dell'autorizzazione paesaggistica.
5. Il posizionamento delle strutture disciplinate all'interno del PUL è ammesso nei litorali urbani e nei litorali metropolitani senza limiti temporali. Al di fuori dei litorali urbani e metropolitani il posizionamento delle strutture di facile rimozione a servizio della balneazione e della ristorazione, preparazione e somministrazione di bevande ed alimenti è ammesso nel periodo compreso tra il 1° aprile e il 31 ottobre, nel caso le stesse siano connesse a strutture ricettive o sanitarie prossime ai litorali il posizionamento è ammesso per il periodo di esercizio della struttura principale. I parcheggi e il posizionamento delle strutture di facile rimozione finalizzate all'esercizio di attività sportive, ludico-ricreative direttamente connesse all'uso del mare sono ammesse senza limiti temporali.
6. Nel PUL sono rappresentate le strutture già presenti con indicazione degli estremi dei titoli abilitativi, autorizzatori e concessori e della validità temporale degli stessi. Per le strutture legittime preesistenti non si applicano i limiti temporali di cui al comma 5.
7. Si definiscono "urbani" i litorali ricompresi nei territori dei comuni indicati all'articolo 10 bis, comma 2, lettera a), e inseriti o contigui a grandi centri abitati, caratterizzati da un'alta frequentazione dell'utenza durante tutto l'anno e da interventi edilizi e infrastrutturali tali da aver profondamente alterato gli originari caratteri di naturalità. Tali litorali sono individuati, anche cartograficamente, con deliberazione della Giunta regionale, previo parere espresso dalla Commissione consiliare competente in materia di governo del territorio, entro trenta giorni dalla richiesta, decorsi i quali se ne prescinde, e resa esecutiva con decreto del Presidente della Regione da emanarsi entro quindici giorni dalla scadenza del termine suddetto.
8. Si definisce "metropolitano" il litorale che, anche prescindendo dalla compresenza dei requisiti di cui al comma 7, in ragione dell'estensione della sua linea di battigia superiore a cinque chilometri, svolge tradizionalmente o è idoneo a svolgere la funzione di litorale di riferimento, quanto a frequentazione durante tutto l'anno, della maggioranza dei residenti dei comuni facenti parte della città metropolitana e della maggioranza dei residenti dei comuni facenti parte della rete metropolitana, così come definite dalla legge regionale 4 febbraio 2016, n. 2 (Riordino del sistema delle autonomie locali della Sardegna). La Giunta regionale individua, con la medesima procedura di cui al comma 7, secondo periodo, sia per la città metropolitana che per la rete metropolitana il litorale più esteso avente le suddette caratteristiche. Non si procede all'individuazione se il litorale metropolitano è litorale urbano.
9. Le disposizioni di cui al comma 5 entrano in vigore a far data dalla pubblicazione del PUL e, in sua assenza, dal 31 dicembre 2018. In attesa della pubblicazione del PUL la localizzazione delle strutture di cui al comma 3 è ammessa per un periodo non superiore a quello della stagione balneare, salva la differente durata già prevista da legittimi titoli abilitativi, autorizzatori e concessori.").

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Ritiriamo gli emendamenti soppressivi.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Antonio Solinas, relatore di maggioranza.

SOLINAS ANTONIO (PD), relatore di maggioranza. Il parere è favorevole sull'emendamento numero 2, sull'emendamento sostitutivo parziale numero 260 è stato presentato l'emendamento all'emendamento numero 304.

PRESIDENTE. Sospendo la seduta per un minuto.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 50, viene ripresa alle ore 12 e 51.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Demontis. Ne ha facoltà.

DEMONTIS SALVATORE (PD). Per ritirare l'emendamento numero 2.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 2 è ritirato.

Dichiaro aperta la discussione sull'articolo 13 sui relativi emendamenti.

E' iscritto a parlare il consigliere Michele Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Io onestamente non ho fatto in tempo a vedere gli emendamenti agli emendamenti, per cui chiederei all'Assessore di chiarire un aspetto, perché l'articolo 13, che riguarda i PUL, letto unitamente all'ordinanza balneare 2017, per come è scritto crea una discriminazione tra gli stabilimenti che sono allocati nelle spiagge urbane e gli altri stabilimenti, quelli che sono nelle spiagge non urbane, quindi è l'annoso problema del dover costringere la gente a smontare gli stabilimenti alla fine della stagione balneare, che credo che sia una cosa che crea un danno economico notevole. Quindi volevo porre questo problema, perché mi pare che l'Assessore abbia la possibilità di chiarirmi questo aspetto prima di entrare poi nel merito dell'articolo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica. Ne ha facoltà.

ERRIU CRISTIANO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze e urbanistica. Il tema naturalmente comporta rilievi di natura paesaggistico-urbanistica, quindi che riguardano la tutela del litorale a difesa dei fenomeni di erosione. Precedenti disposizioni hanno distinto tra litorali urbani, prevedendo la possibilità di strutture permanenti, e litorali non urbani che invece hanno necessità di operazioni di montaggio e smontaggio, che sono differenti però a seconda che il Comune sia dotato di PUL, in questo caso la durata del posizionamento delle strutture a servizio della balneazione è pari a quella della stagione balneare definita con decreto, oppure in assenza di PUL è più limitata, nei 90 giorni.

L'emendamento all'emendamento si propone un'altra soluzione, che riguarda alcune tipologie di strutture a servizio della balneazione e a servizio delle attività sportive che durano anche d'inverno, faccio riferimento al kitesurf e faccio riferimento ad altre attività che necessitano invece di un approccio differente. Qui c'è il problema concessorio, quindi non è tanto un problema di natura urbanistica che riguarda la realizzazione delle opere necessarie per queste attività (corsie di lancio e piccoli depositi di attrezzature destinate all'esercizio di tali attività), quanto proprio un problema di concessione che avrà necessità naturalmente di essere scritto all'interno del PUL. La norma si propone di definire un quadro generale, sia per la disciplina strettamente paesaggistica e urbanistica, sia per gli aspetti concessori che debbono essere recepiti dalle linee guida del PUL. Siccome, come è noto, le linee guida del PUL sono state approvate con delibera di Giunta regionale e vengono aggiornate con delibera di Giunta regionale, il testo dell'emendamento numero 304 consente di governare questa disciplina. Altro discorso è quello a cui si è fatto riferimento, perché il divieto del posizionamento permanente di strutture a servizio della balneazione anche durante il periodo invernale, ivi comprese strutture di ristorazione, bar e così via, sono norme che sono sottoposte a regole a tutela della qualità dell'arenile e della qualità ambientale che non possono essere naturalmente derogate, salvo il riconoscimento della qualità di litorale urbano, nel qual caso le condizioni cambiano.

Faccio rilevare che la durata della stagione balneare, che si avvia ormai per le note ragioni di allungamento della stagione a sei mesi o poco meno, consente comunque l'esercizio di un'attività per un periodo di tempo che riteniamo compatibile con le finalità di promozione di sviluppo turistico dei territori. Per le attività strettamente invernali, come quelle a cui ho fatto riferimento, quindi sport invernali che si fanno nei litorali, interviene questa nuova disposizione che abbiamo messo a punto con questo emendamento all'emendamento, che dovrà essere recepito, ripeto, dalle linee-guida.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Antonello Peru. Ne ha facoltà.

PERU ANTONELLO (FI). Bene ha detto l'Assessore riguardo l'articolo 13. Io intervengo sull'articolo 13 in quanto lo ritengo un articolo di sostanza, a differenza del testo legislativo che in pratica regolarizza e semplifica la "23", la "8" e la "45" attraverso i suggerimenti degli ordini professionali e degli enti locali. Questo articolo 13 va a disciplinare il funzionamento delle aree demaniali marittime, come ha illustrato l'Assessore, e va a disciplinare in pratica i litorali urbani. La Commissione urbanistica ha approvato un emendamento, a mia firma, a firma del Capogruppo, del Gruppo a cui appartengo e di tutta la Commissione; un emendamento che va a disciplinare i litorali urbani metropolitani del sud e del nord. Questa modifica consente il litorale più esteso del nord-ovest della Sardegna Platamona di poter dare la possibilità anche per dodici mesi all'anno servizi importanti e a mettere veramente in condizione i territori ubicati lì di dare dei servizi e rilanciare sotto l'aspetto turistico-ricettivo quel litorale, un litorale frequentato, litorale molto importante per quanto riguarda il nord ovest della Sardegna.

Per questo motivo io ringrazio in maniera particolare l'Assessore e la sua struttura, ringrazio in maniera particolare tutta la Commissione che è stata molto sensibile, si è prestata a un emendamento e a una richiesta molto sentita da quel territorio, e in particolare ringrazio i Consiglieri di maggioranza, tutti quelli del nord-ovest della Sardegna, in particolare il collega Demontis e il collega Desini, che da oltre un anno insieme all'Assessore hanno lavorato per fare in modo che questo obiettivo venisse raggiunto.

Io auspico veramente che questa forma di collaborazione possa esser l'inizio di uno sviluppo e di una sensibilità per tutto il nostro territorio ma in particolare per l'intera isola.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Roberto Desini. Ne ha facoltà.

DESINI ROBERTO (Partito dei Sardi). Grazie Presidente, per esprimere soddisfazione per alcuni accorgimenti che sono stati apportati all'articolo 13, soprattutto, come diceva il collega Peru, perché con questo provvedimento risolviamo un problema per quanto riguarda i litorali urbani e in particolar modo quello del nord ovest della Sardegna che va da Platamona a Marina di Sorso, che, come diceva il collega Peru, anche io sono tra quelli che ha sottoscritto l'emendamento di cui l'onorevole Perù è il primo firmatario assieme agli altri colleghi della maggioranza e non solo, e e si pone fine a un problema che il sottoscritto aveva posto assieme al collega Demontis già nel luglio del 2015 quando a seguito della delibera della Giunta regionale per il riconoscimento del litorale urbani non era stato incluso il litorale di Platamona Marina di Sorso che stante al deliberato non aveva i requisiti. A seguito dell'interlocuzioni che a più riprese ci sono state con l'Assessore e con gli Uffici, io volevo ricordare che l'Assessore in prima battuta si era concordato una linea di presentare questo problema sulla legge urbanistica, e invece dopo ci sono state le condizioni per farlo rientrare in questa legge omnibus e quindi anticipando i tempi e soprattutto dando la possibilità a coloro i quali hanno delle attività lungo quel litorale di non incorrere a quell'aggravio di costi che è quello di smontare e rimontare le strutture. Vista anche il grande il numero di abitanti, e soprattutto l'antropizzazione che c'è stata di quella fascia costiera, ritengo che sia un provvedimento che risolva definitivamente un annoso problema.

Ma voglio, e colgo favorevolmente anche lo spunto che stava dando il collega Peru, soprattutto per quanto riguarda l'azione e le sinergie che si sono create tra i colleghi di maggioranza e di minoranza, che al di là di quelle che sono le proprie appartenenze politiche e partitiche e le proprie posizioni si è avuta una unità di intenti e una convergenza su un problema che riguardava il nostro territorio. Io mi auguro che questo approccio che abbiamo avuto su questa discussione, su questo tema si possa ripetere anche su altri temi e in altri contesti, e sono che questo tipo di azioni congiunte possano giovare i nostri territori, i nostri concittadini ma soprattutto penso che sia anche un buon messaggio per tutta la politica che dimostra una certa maturità di una certa coesione nell'affrontare problemi. Grazie.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore degli Enti Locali, Finanze e Urbanistica

ERRIU CRISTIANO, Assessore tecnico degli Enti Locali, Finanze e Urbanistica Si il chiarimento sollecitato dagli Uffici piuttosto importante riguarda l'emendamento numero 302 che dice che il secondo periodo è sostituito dal seguente… ora il secondo periodo del capoverso, se loro hanno sott'occhio il secondo comma della norma, la precisazione è questa che il periodo che sostituisce la parte del secondo comma che inizia con la parola "possono" e termina con la parola "comunale". Quindi non viene sostituito l'intero comma da "le varianti" ma solo il secondo periodo del secondo comma. Ecco questa a precisazione perché altrimenti gli uffici sostituiscono l'intero articolo il che non è la volontà della Giunta nell'estendere il comma insomma, questo a titolo di precisazione e a beneficio degli Uffici che dovranno poi scrivere il testo del comma.

PRESIDENTE .Per chiarimento il testo sostituito è quello: "possano essere inoltre adottate varianti ai piani generali vigenti da parte dei Comuni che abbiano adottato in via preliminare il piano urbanistico comunale in adeguamento al Piano paesaggistico regionale ove il mancato completamento dell'iter non sia imputabile all'Amministrazione comunale". Questo è il testo che viene sostituito grazie.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Può ripetere?

PRESIDENTE. Allora: "possono essere inoltre adottate le varianti ai piani generali vigenti da parte dei Comuni che abbiano adottato in via preliminare il piano urbanistico comunale in adeguamento al Piano paesaggistico regionale ove il mancato completamento dell'iter non sia imputabile all'Amministrazione comunale". Questo viene sostituito.

Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Demontis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEMONTIS SALVATORE (PD). Grazie Presidente, anch'io per dichiarazione di voto sull'articolo 13, come ho già avuto modo di affermare in quest'Aula in sede di discussione è un'ottima soluzione perché non era semplice inquadrare in questo caso il litorale di Platamona come litorale urbano, questa era la difficoltà che avevamo trovato già in fasi precedenti. Questa soluzione, voglio ripeterlo, tutt'altro che banale, ma un'ottima idea consente di risolvere i problemi che già i colleghi hanno evidenziato nei loro interventi e che non voglio ripetere. E un'ottima idea consente di risolvere i problemi che già i colleghi hanno evidenziato nei loro interventi e che non voglio ripetere. Permetterà finalmente di valorizzare quel litorale così frequentato che è quello appunto identificato dal nome di Platamona, grazie.

PRESIDENTE. Quindi metto in votazione l'emendamento sostitutivo totale emendamento all'emendamento numero 304 con parere favorevole della Commissione.

Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Decade l'emendamento numero 260.

Metto in votazione il testo dell'articolo 13. chi è favorevole?

Sospendo un attimo la seduta.

(La seduta, sospesa alle ore 13 e 07, viene ripresa alle ore 13 e 08.)

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta.

Metto in votazione il testo dell'articolo 13.

C'è una richiesta di votazione elettronica.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 13.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 13 bis. All'articolo 13 bis sono stati presentati degli emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 13 bis:

Art. 13 bis

Osservatorio regionale
per l'urbanistica e l'edilizia

1. Dopo l'articolo 32 della legge regionale n. 45 del 1989 è aggiunto il seguente:
"Art. 32 bis (Osservatorio regionale per l'urbanistica e l'edilizia)
1. L'Osservatorio regionale per l'urbanistica e l'edilizia è un organo tecnico consultivo della Giunta regionale, istituito con decreto del Presidente della Regione, previa deliberazione della Giunta regionale, con il compito di elaborare studi, analisi, formulare proposte in materia urbanistica ed edilizia, definire proposte di indirizzi criteri e linee guida per il governo del territorio e per la semplificazione delle disposizioni vigenti.
2. L'osservatorio è costituito dal direttore generale dell'Assessorato regionale competente in materia urbanistica, o suo delegato, dai direttori generali degli Assessorati regionali competenti in materia ambientale, politiche abitative, politiche sociali, turismo, commercio e industria, o loro delegati.
3. L'osservatorio è integrato da un componente designato dall'Associazione nazionale comuni italiani (ANCI) Sardegna, da tre componenti designati dalle associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro del settore edile maggiormente rappresentative nel territorio regionale, da tre componenti designati dagli ordini e collegi professionali i cui iscritti siano competenti nelle materie della legislazione sull'edilizia e urbanistica, sulla progettazione architettonica, sulla sostenibilità ambientale, tecnica e tecnologia delle costruzioni, tutela del paesaggio, e da un componente designato dalla commissione di cui all'articolo 32 ter.
4. I componenti dell'osservatorio durano in carica per l'intera Legislatura e svolgono il proprio compito a titolo gratuito.".

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Antonio Solinas, relatore.

SOLINAS ANTONIO (PD), relatore. All'articolo 13 bis, al sostitutivo totale numero 199 parere contrario, ai soppressivi parziali numero 200, 201, 202 e 203 parere contrario.

PRESIDENTE. Sono ritirati gli emendamenti.

Metto in votazione il testo dell'articolo 13 bis. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 13 ter. All'articolo 13 ter sono stati presentati degli emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 13 ter:

Art. 13 ter

Commissione permanente sulle problematiche edilizie e urbanistiche della disabilità

1. Dopo l'articolo 32 bis della legge regionale n. 45 del 1989, come introdotto dalla presente legge, è aggiunto il seguente:
"Art. 32 ter (Commissione permanente sulle problematiche edilizie e urbanistiche della disabilità)
1. Al fine di monitorare le problematiche edilizie e urbanistiche della disabilità, di redigere linee guida per il loro superamento, di individuare le relative soluzioni e di proporre politiche di incentivazione della residenzialità, dei servizi e del turismo sostenibile e accessibile, è istituita la Commissione permanente sulle problematiche edilizie e urbanistiche in seno alla Regione.
2. La commissione è costituita dal direttore generale dell'Assessorato regionale competente in materia urbanistica, o suo delegato, dai direttori generali degli Assessorati regionali competenti in materia di sanità e assistenza sociale, lavori pubblici, turismo, commercio, o loro delegati, dal direttore generale dell'Azienda per la tutela della salute (ATS), di cui all'articolo 1 della legge regionale 27 luglio 2016, n. 17 (Istituzione dell'Azienda per la tutela della salute (ATS) e disposizioni di adeguamento dell'assetto istituzionale e organizzativo del servizio sanitario regionale. Modifiche alla legge regionale 28 luglio 2006, n. 10 (Tutela della salute e riordino del servizio sanitario della Sardegna. Abrogazione della legge regionale 26 gennaio 1995, n. 5) e alla legge regionale 17 novembre 2014, n. 23 (Norme urgenti per la riforma del sistema sanitario regionale)), da un rappresentante nominato dalla Federazione tra le associazioni nazionali delle persone con disabilità (FAND) e da un rappresentante nominato dalla Federazione italiana per il superamento dell'handicap (FISH).
3. I componenti della commissione durano in carica per l'intera Legislatura e svolgono il proprio compito a titolo gratuito.".

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Antonio Solinas.

Sono ritirati anche questi emendamenti.

Metto in votazione il testo dell'articolo 13 ter . Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

La seduta è tolta, il Consiglio è convocato questo pomeriggio alle ore 16.

La seduta è tolta alle ore 13 e 13.