Seduta n.234 del 13/06/2017 

CCXXXIV Seduta

Martedì 13 giugno 2017

Presidenza del Presidente GIANFRANCO GANAU

La seduta è aperta alle ore 16 e 30.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 11 aprile 2017 (230), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Augusto Cherchi, Giampietro Comandini, Ignazio Locci, Giuseppino Pinna, Giovanni Satta, Christian Solinas e Alessandro Unali hanno chiesto congedo per la seduta del 13 giugno 2017.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione, con nota 31 maggio 2017, ha fatto pervenire al Consiglio il ricorso proposto dal Presidente del Consiglio dei Ministri contro la Regione Autonoma della Sardegna per dichiarata illegittimità costituzionale dell'articolo 1 della legge regionale 16 marzo 2017, numero 4 concernente "ridefinizione dei confini tra i Comuni Magomadas e Tresnuraghes".

Comunico che il Presidente della Regione, con nota pervenuta il 6 giugno 2017, ha informato di aver accolto con il decreto numero 54 del 1° giugno 2017 le dimissioni dell'Assessore ai Lavori Pubblici Paolo Giovanni Maninchedda, affidandone in via provvisoria le funzioni all'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del Territorio Raffaele Paci.

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che son state presentate le proposte di legge numero 427, 428, 430.

Annunzio di presentazione di disegno di legge

PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il disegno di legge numero 429.

Risposta scritta a interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle interrogazioni numero 960, 994, 1010, 1036, 1090 (in data 24 maggio 2017).

Comunico che è stata data risposta scritta alle interrogazioni numero 247, 654, 914, 938, 1002, 1068, 1089 (in data 1° giugno 2017).

Comunico che è stata data risposta scritta alle interrogazioni numero 567, 1062 (in data 8 giugno 2017).

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria. Sono state presentate le interrogazioni numero 1111, 1112, 1113, 1114, 1115, 1116, 1117, 1118, 1119, 1120, 1121, 1122, 1123, 1124, 1125, 1126, 1127, 1128, 1129, 1130, 1131, 1132, 1133, 1134, 1135, 1136, 1137, 1138, 1139, 1140, 1141, 1142, 1143, 1144, 1145.

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria. Sono pervenute le interpellanze numero 303 e 304.

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria. Sono pervenute le mozioni numero 311, 312, 313, 314, 315, 316, 317, 318, 319, 320 e 321.

Commemorazioni di ex consiglieri

PRESIDENTE. Onorevoli colleghe e colleghi, gentile Assessora, ritengo doveroso in apertura dei lavori di questa seduta ricordare la figura di due autorevoli protagonisti della storia politica della nostra Isola che purtroppo ci hanno lasciato.

Lo scorso 6 giugno è morto l'onorevole Efisio Serrenti, storico militante del Partito Sardo d'Azione, che nel 1999 decise di fondare Fortza Paris abbandonando l'esperienza sardista. Consigliere regionale per tre legislature, venne eletto Presidente del Consiglio regionale nella dodicesima legislatura, incarico che ricoprì dal 1999 al 2004. Fu anche segretario generale per la Sardegna del sindacato degli esattoriali FILE-UIL, dal 1980 al 1985 e dal 1990 al 1995 venne eletto consigliere comunale a Teulada. Ricoprì anche l'incarico di consigliere e assessore alla cultura della provincia di Cagliari e fu Capogruppo del Partito Sardo d'Azione in Consiglio regionale nella decima legislatura. Dal 30 marzo del 1993 al 17 luglio del 1994 fu anche Vicepresidente del Consiglio regionale. Per oltre due anni ricoprì inoltre l'incarico di Assessore della pubblica istruzione e cultura in tre delle cinque Giunte di centrosinistra guidate da Federico Palomba e, da Assessore regionale, istituì proprio la legge sulla promozione e valorizzazione della cultura e della lingua della Sardegna, la numero 26 del 1997, e la legge numero 10 del 1999, quella che consentì alla Regione di adottare ufficialmente la tradizionale bandiera sarda. A lui si deve, infine, l'aver riempito di significato la giornata dedicata all'autonomia della Sardegna; passarono alla storia le celebrazioni per "Sa die de sa Sardigna" organizzate nel quartiere Castello a Cagliari nel 1996 che richiamarono centinaia e centinaia di sardi. Con quella manifestazione riuscì a trasformare il 28 aprile in un'autentica giornata dedicata all'orgoglio sardo. Efisio Serrenti, come ricordato da molti in queste settimane, fu un grande guerriero della politica che merita il rispetto, l'affetto e la riconoscenza dei sardi e di tutti i sardisti.

Appena due giorni fa ci ha lasciato anche l'onorevole Pasqualino Federici, un vero principe del foro, avvocato penalista protagonista indiscusso della storia giudiziaria isolana degli ultimi decenni. Federici fu anche un politico di razza, ricoprì l'incarico di consigliere regionale nelle file di Forza Italia nell'undicesima e dodicesima legislatura. Nel corso dell'undicesima legislatura fu anche per trenta mesi Vicepresidente del Consiglio regionale, dal 26 luglio del 1994. Nella dodicesima è stato uno dei componenti della Giunta per le elezioni e Senatore di Forza Italia dal maggio 2001 all'aprile del 2006. Fu prima commissario e poi presidente del Parco nazionale dell'Asinara per più di cinque anni. A lui dobbiamo l'aver sostenuto una battaglia importante, quella che portò avanti con tenacia per l'autonomia della Sezione distaccata della Corte di Appello di Sassari. Fu sua la proposta di legge che arrivò quasi ad essere approvata nel 2004 e che ottenne il lasciapassare dalla Commissione giustizia dove era arrivata con il voto trasversale di tutti i parlamentari sardi; purtroppo quel disegno di legge venne fermato in Commissione bilancio a causa di una mancata copertura finanziaria. Prese parte attivamente al Comitato che il Sindaco di Sassari decise di istituire contro la soppressione della Sezione distaccata della Corte d'Appello sassarese e ricordo con grande piacere i suoi interventi appassionati in difesa dell'ufficio giudiziario.

In memoria dell'onorevole Efisio Serrenti e dell'onorevole Pasqualino Federici invito tutti i consiglieri a osservare un minuto di silenzio.

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pier Mario Manca. Ne ha facoltà.

MANCA PIER MARIO (Partito dei Sardi). Parto dalla lunga lettura che ha fatto l'onorevole Forma sulle interrogazioni perché c'è qualche cosa di strano. Io ho fatto numerose interrogazioni, non ho avuto mai una risposta, in particolare ho fatto riferimento a interrogazioni per l'Assessorato dell'agricoltura, adesso è cambiato il genere, prima avevamo l'Assessora adesso c'è l'Assessore, non è cambiato niente, quindi secondo me ci sarebbe da rivedere tutta la questione delle interrogazioni, deve prendere lei sicuramente dei provvedimenti. Una cosa è certa, prima pensavo a dei ritardi, adesso penso che ci sia proprio dell'ostracismo da parte degli Assessorati nei confronti dei consiglieri regionali, quindi le propongo senza essere polemico per evitare inutili perdite di tempo e di forze, di eliminare le interrogazioni.

PRESIDENTE. Non credo che sia questa la soluzione, credo che invece vada sollecitata la Giunta a dare risposte più celeri anche se devo dire che in questi giorni c'è stata un'accelerazione su tutta una serie di risposte ad interrogazioni che erano in sospeso.

Ha domandato di parlare il consigliere Michele Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Questa Assemblea continua a mantenere l'usanza, ormai un po' arcaica, di trasmettere agli interroganti o agli interpellanti, oppure ai proponenti le mozioni, una busta con il testo scritto a casa dei diretti interessati. Volevo suggerire Presidente che forse è il caso di superare questa prassi, non so se c'è un problema regolamentare o una cosa di questo genere, ma ormai mi sembra una cosa così superata e anacronistica che forse è il caso di individuare altri strumenti. Immagino che il problema sia quello di accusare ricevuta della interrogazione per garantire sia l'interrogante che il corretto invio dell'interrogazione e anche sarebbe auspicabile la risposta all'interrogazione che come diceva il collega arriva senza tempi certi e a volte non arriva neanche mai.

PRESIDENTE. Concordo con lei, credo che questo sarà superato con l'innovazione del sistema consiliare che consentirà di avere la trasmissione e la ricezione immediata su un tablet delle interrogazioni.

Sostituzione di consigliere regionale

PRESIDENTE. Comunico che in data 13 giugno 2017 il Presidente della Giunta delle elezioni ha fatto pervenire a questa Presidenza la seguente comunicazione.

Comunico alla Signoria Vostra onorevole che la Giunta delle elezioni si è riunita in data odierna per esaminare la situazione determinatasi a seguito della sospensione ex articolo 8 comma 2 del decreto legislativo 235/2012 del consigliere Oscar Salvatore Giuseppe Cherchi e procedere alla relativa supplenza. La Giunta premesso che con propria nota del 24 maggio 2017 protocollo 7761 formulava al Presidente del Consiglio la proposta di contestare al signor Emanuele Cera primo dei non eletti nella lista nella circoscrizione di Oristano avente come contrassegno Forza Italia la causa di ineleggibilità ex articolo 2 primo comma numero 10 legge numero 154/81 per non avere il medesimo presentato le proprie dimissioni dalla carica di presidente e rappresentante legale della Saremar SpA entro il giorno di scadenza fissato per la presentazione delle candidature così come denunciato dal dottor Domenico Gallus con proprie note del 27 febbraio 2017 e 8 e 20 marzo 2017.

2. Con lettera del 29 maggio 2017 il Presidente del Consiglio su conforme delibera dell'Assemblea legislativa assunta in data 24 maggio 2017 in seduta numero 233 provvedeva a contestare la predetta causa di ineleggibilità al signor Emanuele Cera a seguito della quale sono pervenute con nota del 6 giugno 2017 controdeduzioni al riguardo da parte dello stesso tramite il legale di parte.

3. Dall'esame dei documenti pervenuti risulta tuttora sussistente la denunciata causa di ineleggibilità per non avere il signor Cera dato le proprie dimissioni nei termini di cui al precedente punto 1. Tutto ciò premesso la Giunta delle Elezioni propone al Consiglio regionale di dichiarare ineleggibile dalla carica di consigliere regionale il signor Emanuele Cera e di chiamare in sua vece il dottor Domenico Gallus in qualità di supplente del consigliere Oscar Cherchi sospeso dalla carica. Devo mettere quindi in votazione la proposta della Giunta delle elezioni di applicare la supplenza del consigliere Oscar Cherchi al dottor Domenico Gallus.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Per chiedere così come previsto dall'Ufficio legale del Consiglio regionale la votazione per scrutinio segreto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Anna Maria Busia. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). Io chiedo invece qualche minuto di sospensione, io in queste condizioni non sono in grado di votare, non ho gli elementi per poter votare.

PRESIDENTE. Chiedo se c'è accordo sulla richiesta di sospensione dell'onorevole Busia.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Io sulla richiesta di sospensione non mi sono mai opposto, se è una richiesta per capire che cosa dobbiamo votare come si è sempre fatto in queste occasioni, nel senso che se è necessaria una sospensione in Aula di qualche minuto oppure non ho capito la natura della richiesta della collega anche perché penso che il Consiglio debba provvedere ad assumere una decisione perché siamo anche fuori dai 30 giorni di tempo e quindi chiunque abbia diritto ad occupare in sostituzione del consigliere Cherchi la carica di consigliere regionale, penso che sia dovere del Consiglio regionale provvedere nei tempi e nei modi e nelle forme che sono scritte dal Regolamento e dalle leggi. Quindi se si tratta di una sospensione in Aula io non ho nessun problema ci mancherebbe altro, nel caso Presidente valuti per l'organizzazione dei lavori perché abbiamo altri punti all'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Sospendo la seduta per cinque minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 16 e 57, viene ripresa alle ore 17 e 04)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Abbiamo in votazione a scrutinio segreto la proposta della Giunta delle elezioni di affidare la supplenza del Consigliere Oscar Cherchi al dottor Domenico Gallus.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, della proposta della Giunta delle elezioni.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Pertanto è approvata la proposta della Giunta delle elezioni. Constatata la presenza del dottor Gallus, lo invito a entrare in Aula e a prestare giuramento prescritto dall'articolo 23 dello Statuto speciale per la Sardegna e dall'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica del 19 maggio 1949, numero 250. Invito il supplente a presentarsi di fronte al banco della Presidenza.

Do lettura della formula del giuramento, dopodiché il supplente Gallus risponderà: "giuro".

Giuro di essere fedele alla Repubblica e di esercitare il mio ufficio al solo scopo del bene inseparabile dello Stato e della Regione.

GALLUS DOMENICO. Giuro.

PRESIDENTE. Può prendere posto. Grazie e auguri di buon lavoro.

Discussione generale e rinvio in Commissione del testo unificato: "Tutela e disciplina della raccolta e commercializzazione dei funghi epigei e ipogei spontanei". (34-219-284-335/B) delle proposte di legge Dedoni - Cossa - Crisponi: "Tutela e disciplina della raccolta dei funghi epigei e ipogei spontanei". (34), Comandini - Solinas Antonio - Lotto - Cocco Pietro - Cozzolino - Demontis - Deriu - Forma - Manca Gavino - Moriconi - Pinna Rossella - Sabatini - Tendas: "Tutela e disciplina della raccolta dei funghi epigei e ipogei spontanei". (219), Manca Pier Mario - Unali - Congiu - Busia - Cherchi Augusto - Desini - Rubiu - Ledda - Carta Angelo- Crisponi - Locci - Pinna Giuseppino - Cocco Daniele Secondo - Zanchetta - Oppi: "Norme per la raccolta e la commercializzazione dei funghi epigei spontanei". (284), Usula - Zedda Paolo Flavio - Perra: "Disciplina della raccolta e della commercializzazione dei funghi e tutela degli ecosistemi vegetali". (335)

PRESIDENTE. Passiamo al prossimo punto all'ordine del giorno, che reca la discussione del testo unificato numero 34-219-284-335, tutela e disciplina della raccolta e commercializzazione dei funghi epigei e ipogei spontanei.

Ha facoltà di parlare il consigliere Eugenio Lai, relatore di maggioranza.

LAI EUGENIO (SDP), relatore di maggioranza. Presidente, sinceramente sono un po' in imbarazzo a discutere di questa legge. Rispetto a quindici giorni fa poco o nulla è cambiato, la maggior parte dei Consiglieri probabilmente non ha neanche preso visione della legge sui funghi, gli emendamenti presentati sono di onorevoli che già conoscevano bene la legge ed erano già disponibili a discuterla la volta scorsa, e continuano a permanere divisioni tra chi la vede in un modo e tra chi la vede in un altro. Io penso che si è avuto tutto il tempo di discutere di questa norma, di prendere visione di questa norma, e si è avuto anche il tempo, da parte di quegli onorevoli che in silenzio pensano diversamente rispetto a una presa di posizione pubblica, di presentare emendamenti che, non è la prima volta, stravolgessero anche completamente la norma. Io penso che bisogna avere un senso di responsabilità che deve contraddistinguere quest'Aula. Io penso che la discussione sul tema, la discussione su questa legge vada aperta, poi si può dire tutti quanti sono liberi di esprimersi sull'articolo incriminato, tutti quanti sono liberi di dire la loro su determinati commi che si possono anche non condividere, ma non sono d'accordo sul continuare a rinviare questa legge. Si dica apertamente da parte di alcuni consiglieri che non si ha la voglia, non si ha il tempo, non si ha la volontà di discutere una legge del genere, e non si reputa che il problema di una normativa sui funghi in Sardegna sia un'esigenza. Bene, si può accettare, è un parere politico, io non lo condivido, visto e considerato che numerosi Comuni stanno andando a regolamentare per i fatti propri questa normativa, con anche diversi ricorsi al TAR, diversi ricorsi al giudice amministrativo. Ci sono sempre, se apriamo i giornali dei mesi scorsi, casi di intossicazione dovuta ai funghi. Bene, anche da questo punto di vista io non mi assumo la responsabilità di vedere altri casi nei giornali senza prendere una posizione. E ci sono i danni ambientali che si stanno perpetrando, perché forse qualcuno non ne è a conoscenza, normare la questione dei tartufi sta diventando dirimente. Se qualcuno conoscesse i danni che si stanno avendo in Sardegna a causa dei raccoglitori di tartufi, con zappe, o con attrezzature non idonee, probabilmente andrebbe a capire che anche lo stesso ecosistema si sta notevolmente danneggiando, e lo stesso ambiente rischia di danneggiarsi. Quindi, Presidente, io non lo so, se non si dovesse discutere oggi io naturalmente mi dimetto da relatore, perché reputo che non ci siano più le condizioni per discutere della normativa sui funghi. Io penso che se la discussione di quest'Aula è quella se regolamentare attraverso un patentino con dei corsi di formazione la questione della raccolta dei funghi o meno, bene, se ne discuta, si portino fuori le posizioni, si dica qual è la posizione di ogni consigliere regionale, e si arrivi ad una sintesi come si è fatto in altre normative. Se invece c'è proprio il diniego di affrontare questo problema, bene, prendiamone atto e però non ricalendarizziamola, perché ne va anche della nostra stessa reputazione. Continuare a perdere tempo, arrivare in Aula, non ci sono emendamenti presentati da parte degli oppositori a questa legge, però si continua a dire non discutiamo di legge sui funghi, rinviamola, bene non penso che ci siano le condizioni. Lo stesso dicasi sul quantitativo di raccolta. Se andassimo a controllare e andassimo a verificare in numerosi Comuni della Sardegna lo scempio che ogni anno si perpetua per la raccolta senza nessun senno, senza nessuna regolamentazione, andremo a capire anche in questo caso il danno ambientale che si sta facendo. Però penso e reputo che non so se questo Consiglio ha una consapevolezza del problema, o se reputa che ci sono sempre esclusivamente problemi più importanti. Poi sulla scala dei problemi più importanti potrei essere anche d'accordo, però andiamo a verificare allora a quel punto ad un problema importante ce n'è sempre un altro che è decisamente più importante. Quindi io penso che ci sia bisogno di una riflessione comune che deve essere fatta sia dalla maggioranza che dalla minoranza, e discutere sul tema, dire apertamente tutti i consiglieri che si pronuncino sul tema, e dicano apertamente se hanno necessità di discutere una legge di questo genere, se non hanno voglia di discutere una legge di questo genere, e quali sono anche a questo punto la scala delle priorità. Perché mi pongo anche il problema di quale sia la scala delle priorità, in una discussione che si rinvia di volta in volta, una volta per una riunione che ci può essere di un partito politico, una volta per un'elezione comunale perché tutti i consiglieri sono impegnati in campagna elettorale, e allora capiamoci se siamo qui per normare, oppure siamo qui per seguire altre questioni. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Lai. Dichiaro aperta la discussione generale.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis.

PITTALIS PIETRO (FI). Presidente, non voglio farne una questione d'aula perché la questione è stata già affrontata in sede di Conferenza dei Capigruppo, però per la rilevanza che la questione assume, io insisto perché, Presidente, la prossima seduta d'Aula veda il Presidente della Giunta regionale rispondere alla richiesta delle opposizioni sulla crisi politica in atto e sulla situazione degli Assessorati che ancora non hanno il loro titolare, quindi mi permetto di insistere e richiamare anche il rappresentante della Giunta presente stasera in Consiglio regionale, perché la questione per noi, dico per noi e per tutti, dovrebbe avere una valenza trattandosi di fatto che non possiamo soltanto apprendere dai mezzi di informazione.

Continuazione della discussione generale e rinvio in Commissione del testo unificato: "Tutela e disciplina della raccolta e commercializzazione dei funghi epigei e ipogei spontanei". (34-219-284-335/B) delle proposte di legge Dedoni - Cossa - Crisponi: "Tutela e disciplina della raccolta dei funghi epigei e ipogei spontanei". (34), Comandini - Solinas Antonio - Lotto - Cocco Pietro - Cozzolino - Demontis - Deriu - Forma - Manca Gavino - Moriconi - Pinna Rossella - Sabatini - Tendas: "Tutela e disciplina della raccolta dei funghi epigei e ipogei spontanei". (219), Manca Pier Mario - Unali - Congiu - Busia - Cherchi Augusto - Desini - Rubiu - Ledda - Carta Angelo- Crisponi - Locci - Pinna Giuseppino - Cocco Daniele Secondo - Zanchetta - Oppi: "Norme per la raccolta e la commercializzazione dei funghi epigei spontanei". (284), Usula - Zedda Paolo Flavio - Perra: "Disciplina della raccolta e della commercializzazione dei funghi e tutela degli ecosistemi vegetali". (335)

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.

È iscritto a parlare il consigliere Pier Mario Manca. Ne ha facoltà.

MANCA PIER MARIO (Partito dei Sardi). Grazie Presidente, il problema di dare alla Regione Sardegna una legge organica sulle problematiche legate al pianeta funghi, ed in particolare alla salvaguardia degli ecosistemi, alla raccolta, alla commercializzazione e vendita, e sicuramente sentite la proposta di legge esitata dalla Commissione, nasce dall'unificazione di quattro proposte di legge depositate da diversi consiglieri regionali che di fatto rappresentano un intero arco costituzionale presente in questo Consesso. Del resto sono passati trent'anni dalla prima iniziativa legislativa per dotare la Regione Sardegna di una legge sulla regolamentazione della raccolta e, nonostante lo Stato italiano si fosse adottato delle leggi quadro nazionali in merito di raccolta, coltivazione e commercio dei tartufi freschi e conservati, nella legge numero 752 del '85 e con la legge numero 352 del '93, sulla raccolta e commercializzazione dei funghi epigei freschi e conservati ad oggi in Sardegna non è stata emanata nessuna legge di tutela regionale. Personalmente riconosco che è stato imbarazzante vedere alcuni mesi fa in quest'Aula il ritiro della prima stesura per riportare la proposta ad un successivo esame in Commissione ma a distanza di tempo mi rendo conto che la rivisitazione richiesta dall'Aula era necessaria, necessaria per proporre una legge più snella con meno burocrazia ma, al contempo, capace di garantire la gestione e la tutela dei delicati ecosistemi del mondo di funghi. Credo che questa nuova versione dia ordine e regole al settore senza creare nuove e inutili burocrazie, di cui sicuramente in questo momento non abbiamo necessità in nessun campo. Di fatto, rispetto alla precedente stesura, viene modificato sostanzialmente l'articolo 4, in particolare al comma 1 per poter procedere alla raccolta su tutto il territorio regionale si prevede sempre il rilascio di un tesserino amatoriale dopo aver frequentato un corso gratuito di dieci ore ma con validità illimitata e senza nessun balzello, mentre al comma 2 per tener conto della realtà e della cultura millenaria dei nostri paesi agro-pastorali chi abbia compiuto 65 anni alla data di entrata in vigore della legge non è obbligato a possedere tesserino amatoriale, quindi molte innovazioni su questa nuova stesura. Sono queste scelte che, a mio avviso, rendono minimo l'impatto di questa legge con quelle che sono le tradizioni legate alla raccolta dei funghi che da secoli seguono le nostre popolazioni, sempre per salvaguardare gli usi del mondo agro-pastorale inoltre è previsto che i proprietari dei fondi o i conduttori non siano soggetti a limitazioni e obblighi di nessun tipo sulla loro proprietà. La salvaguardia e la tutela dei funghi passa inoltre nel riconoscimento distico di chi pratica saltuariamente la raccolta con il tesserino amatoriale e allo stesso tempo nella tutela di chi pratica la raccolta per lucro con il tesserino professionale, nonché di un tesserino scientifico perché raccoglie a scopo di ricerca. A mio parere il pregio di questa legge inoltre è quello di preservare tutto il mondo micologico: funghi epigei, ipogei, dedicando anzi ai funghi ipogei, cosiddetti tartufi, tutto il Capo terzo della legge con lo stesso approccio metodologico, partendo però sempre dalla salvaguardia del loro habitat ma, allo stesso tempo, intervenendo su tutta la filiera fino alla commercializzazione e la vendita tenendo conto che i funghi ipogei inoltre stanno diventando sempre più una realtà economica per le popolazioni dell'interno, è vero che quando si legifera si pongono vincoli e regole, ma queste, oltre ad essere minime sono legate a fattori molto importanti, in particolare la salvaguardia coste degli ecosistemi, cosa intendiamo per la salvaguardia degli ecosistemi? Conoscenza dei funghi, cosa sono, come si riproducono, come comunque bisogna capire e rispettare, modalità di raccolta: molte persone non sanno raccogliere i funghi, trattano i funghi non esattamente per quello che sono, molti per esempio raccolgono anche i funghi di notte, ed è particolarmente sconsigliato anche perché non si conoscono le caratteristiche quanto durante le ore notturne, ma non solo perché questa legge? Per la tutela della salute, la salute sia di chi raccoglie ma anche di chi compra, perché una volta che una persona che raccoglie conosce i funghi sicuramente non fa del danno alla propria persona e ai propri familiari, ma se anche li vende sicuramente non manda all'ospedale delle altre persone, come diceva anche il collega le cronache ogni anno riportano casi di intossicazione, alcune volte anche mortali. Si danno quindi, è importante sottolineare, anche per fugare una serie di dubbi, ho preparato questa relazione per questo, sia ai raccoglitori, sia ai proprietari dei terreni, al fine di evitare conflittualità con l'obbligo di posizionare i cartelli quando non si vuol far accedere i raccoglitori nei propri terreni. Particolare importanza poi abbiamo dato anche all'introduzione del diritto di riserva ed aree di raccolta sostenibile per chi vuole intrattenere attività economica legata alla raccolta dei funghi e l'individuazione dei requisiti inoltre per la commercializzazione non mi dilungo oltre ma, da ultimo, devo dire che abbiamo posto particolare attenzione alla raccolta operata da soggetti non residenti prevedendo il rilascio di un permesso temporaneo a pagamento per tutti i possessori di tesserino rilasciati da altra Regione. Con questa legge quindi in realtà è vero che poniamo delle limitazioni ma sono delle limitazioni minime quello che vogliamo fare noi è dare un minimo di conoscenza con un corso gratuito al massimo di dieci ore a tutti quelli che vogliono andare a raccogliere a livello amatoriale i funghi, naturalmente quelle persone che già lo raccolgono e che hanno già raggiunto i 65 anni non è necessario quindi si tratta di norme che vanno a salvaguardare principalmente tutta la filiera dall'ecosistema, che è la cosa che interessa più a me, alla raccolta per arrivare alla commercializzazione.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Luigi Crisponi. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Presidente, intervengo nel dibattito anche perché la scorsa volta, e quindi nell'occasione in cui il testo venne rimandato all'attenzione della Commissione fece un intervento che ricordava tutta una serie di iniziative che invece a mio giudizio appesantivano enormemente questo testo che è giusto, che è un bene per il territorio regionale, che ha delle implicazioni molto importanti anche sotto il profilo economico, e che deve mirare e puntare soprattutto alla salvaguardia soprattutto della biodiversità, ma al tempo stesso anche di un altro bene irrinunciabile che è quello della salute, e inizio proprio da qui collega Manca. A mio giudizio ci vorrebbe qualche piccola riflessione, per esempio è un testo che trascura totalmente l'Assessorato alla sanità, in modo particolare carica e si riferisce esclusivamente solamente all'Assessorato all'ambiente e questo può andar bene visto che si occupa dei territori, delle nostre biodiversità, però non c'è alcun riferimento che richiami la pericolosità e l'attenzione che deve essere portata per intolleranze o intossicazioni e quindi mi pare strano che un testo così importante e prezioso per territorio regionale non faccia menzione e non richiami assolutamente proprio l'intervento di quell'Assessorato che semmai deve proprio intervenire per richiamare quali sono le pericolosità, le criticità di una raccolta indiscriminata che va bene, può essere anche sanzionata al Corpo forestale, ma viene molto più da pensare quando questo tipo di raccolta può generare problemi alla salute del cittadino e soprattutto in alcuni casi come è successo gli anni scorsi addirittura procurarne la morte. Oppure cito, ma giusto li richiamo così perché sia oggetto di discussione e di riflessione generale, alcune questioni. Avevo suggerito a suo tempo che si potesse accedere al rilascio di un tesserino anche on line, cito il caso anche, come qualcuno ha richiamato la volta scorsa di una sorta di "turismo del fungo" e quindi gente che si muove indiscriminatamente sul territorio regionale, ma vorrei chiedere ai colleghi dell'Aula quali sono le Amministrazioni comunali che sono aperte il sabato e la domenica, in grado quindi di poter rilasciare quel tesserino, quindi perché devi far rinunciare a una passione, che può essere esercitata semplicemente con l'acquisto e il pagamento della somma dovuta direttamente on line. Quindi, si tratterebbe di verificare queste piccole introduzioni, che sicuramente alleggerirebbero da un lato le Amministrazioni comunali, che sicuramente non hanno né la disponibilità e probabilmente nemmeno il personale in periodi di difficoltà organizzativa, quali sono quelli che stiamo correndo, proprio per poter rilasciare un tesserino nell'attesa di una persona che avrebbe potuto prepararselo ben tempo prima, magari a casa propria o magari addirittura prima di attraversare il Tirreno. Mi pare strano che si metta un divieto di raccolta per dei funghi, che normalmente ritroviamo ai lati delle strade, cito per comodità la mazza di tamburo o addirittura il prataiolo. Si vuole mettere il divieto di raccolta, come per i chiodini, per delle famiglie che vanno molto bene poi una volta che sono raccolti possono essere gustati, ma sono talmente diffusi che mi pare davvero difficile immaginare un percorso di questo genere che, a mio giudizio e per mia conoscenza, non è previsto in nessun'altra Regione d'Italia. Oppure, vorrei ricordare che manca totalmente un riferimento ai permessi che debbono essere rilasciati non solo ai conduttori o ai titolari dei terreni, ma ci vuole una specifica chiara che faccia riferimento anche a quelli che sono i parenti ascendenti e discendenti, quindi significa che figli, genitori, generi, suoceri, eccetera non potrebbero avere la titolarità, nel terreno che è di proprietà in possesso al figlio o al genitore stesso. Insomma, ci sono delle mancanze come vede, collega, che a mio giudizio possono essere sanate. Il passaggio in Aula si è dimenticato di questi aspetti come, per esempio, ve ne cito un altro, si è dimenticato di mettere il divieto di prelievo e di raccolta nei giardini privati, si parla di giardini pubblici, non si citano, fra l'altro, erroneamente, le aree di importanza regionale, cito Tepilora, non casualmente o incidentalmente, quindi aree pubbliche molto importanti dove possono insistere dei regolamenti interni che vietano o modulano la raccolta, ma incredibilmente ci si dimentica di un possesso di un enorme giardino, di un enorme terreno, che ha una casa di propria abitazione e in quel caso non si vieta, se non ci sono le tabellazioni necessarie, la raccolta. Mi pare ci siano delle dimenticanze che sono frutto probabilmente o di un mancato approfondimento del testo, così com'è stato presentato, ma che sono comunque questioni che, a mio giudizio, anche con degli emendamenti orali si possono correggere tranquillamente in Aula e certamente dare lo sprone, dare gambe a questo testo di legge che è molto atteso sul territorio, che eviterebbe naturalmente, anche se qualcuno ha utilizzato la parola scempio ambientale, non esageriamo naturalmente, che però mette una regola importante ed efficace sui nostri territori, appunto, aiuta alla conoscenza e soprattutto deve fare un percorso di attuazione molto serio e puntuale, che è quello della prevenzione. E quindi attrezzare ancora di più gli Ispettorati micologi della Sardegna presso le ASL territoriali, e questi naturalmente potrebbero dare un contributo molto importante.

Per concludere, c'è anche un passaggio non da poco che è quello che prevede poi la vendita di questo prodotto, una bontà, un prodotto succulento, un prodotto del quale davvero ci sono tanti appassionati che lo consumano, però non bisogna decisamente e assolutamente dimenticare che il tema fra funghi epigei e funghi ipogei va verificato con grandissima attenzione, si tratta di due cose ben distinte, si tratta in un caso quello appunto del tartufo sardo, che sta vivendo una fase molto importante di crescita nella conoscenza e soprattutto nello sfruttamento in campo enogastronomico e quindi ci vorrebbe un po' più di attenzione. Va molto bene, in questo caso, che ci possa essere l'obbligo della frequentazione di un corso, ma mi domando per dover andare a raccogliere della buona antunna nei nostri territori, addirittura dovremmo mandare le persone, gli appassionati, persone che hanno ben conoscenza di ciò che si raccoglie, per fare un corso di dieci ore, anche se on line, li disturba non poco. Quindi credo che questo possa essere lasciato solamente alla fase in cui si parla di raccolta dei funghi ipogei.

Quindi a mio giudizio è una legge che, caro collega Lai, deve essere certamente sostenuta, chi ha la possibilità, per quanto mi riguarda, di essere non solo sostenuta ma anche votata, ma in qualche caso anche migliorata con dei piccoli piccolissimi suggerimenti al testo, che credo possano fare molto, molto bene ad una legge della quale in Sardegna si sente davvero la mancanza e mi pare sia davvero buon ultima, incredibilmente, forse anche consapevolmente, ultima sul territorio nazionale ad addivenire al possesso di un testo legislativo di questo genere.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Roberto Deriu. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (PD). Concordo con le osservazioni testé svolte dal collega Crisponi, è una legge sicuramente necessaria, come ha detto il relatore, probabilmente essendo frutto della composizione e ricomposizione di diversi testi, che si proponevano diversi scopi, è possibile che qualcosa si sia sommata e stratificata forse al di fuori di quel fine di congruità e organicità che ha ricordato l'onorevole Piermario Manca. Ci sono dei difetti in questa legge e forse sono quei difetti che portano molti di noi a ritenere che non la si debba approvare così com'è, senza voler assolutamente negare la necessità della protezione del bosco e dei suoi elementi costitutivi. Già dai pareri che la proposta ha ricevuto, per esempio quello della terza Commissione, la terza Commissione ha fatto degli importanti e, a mio giudizio, abbastanza pesanti rilievi rispetto agli aspetti finanziari che sono legati evidentemente ad esso, da un lato alla raccolta eventuale di risorse, attraverso i versamenti degli utenti e le sanzioni, e dall'altra rispetto a una copertura invece della Regione, rispetto ad alcuni costi importanti che devono essere sostenuti. Il terzo Capo parla della raccolta e commercializzazione dei funghi ipogei, forse questa anche nell'intenzione di alcuni proponenti delle proposte originarie, era una legge a sé stante e io su questo terzo Capo non faccio nessuna osservazione, tanto che considero lo scopo proposto dalla Commissione raggiunto dall'articolato di questo Capo, ma sugli altri ci sono parecchie osservazioni da fare. Già nell'articolo 2 il principio: questa legge regionalizza i funghi di tutti i tipi. Per cui i funghi non sono delle comunità o dei cittadini, ma i funghi sono della Regione che autorizza a raccoglierli. È una distinzione che appare di lana caprina, ma è ben diverso dal dire che la raccolta è libera e che il cittadino può godere dei frutti del bosco, così come magari la tradizione ha sempre visto. Poi, abbiamo le autorizzazioni. Ci sono diverse specie di autorizzazioni e diverse specie di utenti, in particolare all'articolo 4 si parla di tesserino amatoriale, il quale deve essere rivolto alle persone che fanno questa raccolta per diletto, quindi non per attività professionale o scientifica, e qui ci sono quelle limitazioni dell'impatto, come le ha chiamate l'onorevole Pier Mario Manca, le limitazioni dell'impatto che escludono ed esimono le persone con più di 65 anni dal doversi dotare di questo tesserino e dover fare i relativi corsi e che, invece, colpiscono, scusate l'espressione però, tutte le altre categorie naturalmente sopra i 16 anni, perché sotto i 16 anni non si riconosce la possibilità di detenere il tesserino. Si è detto, da parte dei sostenitori, che si fa poca burocrazia, io già come dire segnalo un problema: sono nelle Commissioni competenti in esame le proposte, la proposta di riconfigurazione del corpo Forestale di vigilanza ambientale, una legge complicata da fare, una trattativa complicata da fare e da concludere, noi in questa legge assegniamo un ulteriore compito che sebbene possa sembrare a prima vista banale e semplice però riguarda potenzialmente migliaia di utenti all'attività dei quali bisogna far fronte con un Corpo forestale e di vigilanza ambientale che in questo momento si lamenta di non essere sufficientemente strutturato per compiere le sue attività già come sono adesso configurate e previste. Vi sono poi le commissioni, si istituiscono diverse commissioni; si è parlato di mancanza di burocrazia però qua mi pare che venga creata una nuova burocrazia del fungo, ci sono alcuni "dignitari del fungo" che diventano i punti di riferimento, probabilmente in sede scientifica o anche tecnica, mi pare che vi sia una burocratizzazione da questo punto di vista. L'articolo 21 risulta poi particolarmente odioso da votare per coloro che oggi si accingono all'esame di questa legge: sanzioni amministrative, si è dovuto far ricorso anche alla lettera "l" e mobilitare la "j" la "k" per arrivare alla fine dell'elenco delle sanzioni. Questo è un Consiglio regionale che ha voglia adesso di scaricare sui cittadini questo numero di sanzioni nuove, che vanno conosciute e osservate per ogni cittadino che abbia voglia di rispettare la legge?

Mi pare che vi siano parecchi aspetti sui quali riflettere; io non voglio criticare gli scopi, che ritengo nobili, intelligenti e anche meritori di grandissima attenzione, non voglio essere banale nel fare la domanda molto qualunquista e sciocca, che io rifiuto, cioè se non abbiamo altro da fare se non occuparci di funghi in quest'Aula, non è questo il punto, il punto è che essendo un'attività che coinvolge le tradizioni e i costumi di migliaia di persone, il rapporto con l'ambiente, la salute del bosco e tanti altri aspetti che sono giustamente ritenuti importanti, bisogna chiedersi semmai se e quanto questa legge sia fatta bene, se e quanto questa legge corrisponda esattamente agli intenti che sono proclamati dagli stessi estensori, dagli stessi proponenti e da coloro che la stanno fino adesso sostenendo.

Abbiamo presentato alcuni emendamenti che vogliono segnalare il problema più che avere l'ambizione o la velleità di risolvere il problema, non so se la legge con gli emendamenti presentati e approvati sia in grado di svolgere tutta la sua azione così come l'hanno voluta gli estensori e i proponenti, io penso che ancora un minimo di riflessione, magari anche dialogando con la Giunta che poi dovrà attuare questa legge, dovrà eseguire questa legge… perché mi risulta, Assessore, che la Giunta abbia avuto una partecipazione molto limitata nella stesura di questa proposta, allora, anche sentendo ulteriormente la Giunta e sincerandoci del fatto che la Giunta sappia eseguire ed attuare le disposizioni di questa legge così come la vogliono gli estensori e i proponenti, forse è opportuno da parte di chi ha in mano in questo momento le sorti di questa legge che si faccia la riflessione di una meditazione ulteriore. Dice il relatore che lui si trova in imbarazzo perché gli pare che la legge abbia avuto un percorso accidentato, io dico che questa, proprio per volerla prendere sul serio, essendo una legge che il Consiglio regionale vuole approvare, debba essere la legge più perfetta possibile, più completa possibile, più meditata e più condivisa possibile, per cui non vedo perché dovremmo vergognarci di una ulteriore riflessione in Commissione che a me pare opportuna. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Lorenzo Cozzolino. Ne ha facoltà.

COZZOLINO LORENZO (PD). Il provvedimento in discussione oggi ha il pregio di colmare una lacuna storica del nostro ordinamento regionale, che provvede oggi, buon ultimo, a dotarsi di una norma prevista dalla legislazione nazionale con la legge numero 352 del 1993 che incaricava le Regioni di legiferare in merito alla raccolta dei funghi.

Il pregio della legge oggi in discussione non disvela solo il valore di colmare questa vacatio nel corpo della legislazione regionale ma assume una valenza ben più ampia di tutela della salute pubblica, infatti, ogni anno non si contano i casi di intossicazione o di avvelenamento imputabili alle conseguenze derivanti dalle scarse conoscenze e della improvvisazione di molti raccoglitori.

La legge inoltre va incontro all'esigenza di tutelare un bene economico, in quanto, essendo l'Isola una delle poche regioni prive di tutela normativa, è oggetto di una raccolta incontrollata da parte di molte aziende estere che oggi traggono indubbi benefici economici dalla raccolta effettuata in Sardegna, un'economia che grazie al testo oggi in discussione comporterà invece delle ricadute positive sul tessuto economico locale con benefici diffusi per molti territori che avranno un ristoro economico dall'attività di raccolta dei funghi così regolamentata.

In linea generale ci troviamo di fronte a un provvedimento condiviso e condivisibile, ciò non toglie però che molto ancora si può e si deve fare per migliorarlo in alcuni aspetti che necessitano di una revisione e di essere emendati. Per sintesi, fra gli aspetti migliorabili mi limito a citare le modalità che la norma prevede per il rilascio del patentino per la raccolta. Si tratta di un'importantissima prassi che va nella direzione di una mirata azione di prevenzione degli avvelenamenti e intossicazioni ma che rimane ancora fumosa nelle modalità di conseguimento di questa importante abilitazione, mi riferisco ai punti dove si parla di "corso teorico-pratico" e poi di "corso on-line", che al contrario non implica la possibilità di svolgimento della parte pratica. Resta nell'indeterminatezza anche la durata del corso, troppo breve per acquisire una sufficiente conoscenza della materia, e suscita perplessità il fatto che non sia previsto il benché minimo esame pratico per il rilascio.

In conclusione prevalgono gli aspetti positivi, anche se io guarderei con un certo interesse alla possibilità di introdurre restrizioni ancora più rigide per le aziende estere e nazionali che portano i loro raccoglitori per poi esportare i funghi. Infine costituisce un punto di rilevanza la previsione di tasse per i non residenti, una misura che aiuterebbe l'economia dei Comuni interessati con la possibilità di effettuare investimenti in un settore con possibilità di forte espansione.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Antonio Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS ANTONIO (PD). Io eviterò di entrare nel merito della proposta di legge che per la seconda volta arriva in Aula, anche perché la discussione di carattere generale su questa legge, che ricordo è l'accorpamento di più proposte di legge che sono arrivate alla Quarta Commissione, questo Consiglio l'ha già fatta, l'ha fatta e aveva deciso di rimandarla in Commissione, la Commissione l'ha riveduta e corretta seguendo quelle che erano le indicazioni del Consiglio, e quindi sembrava che tutto fosse tranquillo e che tutti oggi andassero a votare la legge, mentre invece mi rendo conto che ancora oggi, dopo quarant'anni, perché la prima proposta di legge relativa alla regolamentazione della raccolta dei funghi in Sardegna se non ricordo male risale al 1986… Evidentemente non c'è ancora oggi la consapevolezza dell'importanza che questa legge può avere per la nostra Regione, per i nostri concittadini. Noi in Commissione abbiamo audito tutte le associazioni micologiche della Sardegna, abbiamo audito la rappresentanza dei Sindaci e tutti ci hanno sollecitato l'approvazione nel più breve tempo possibile. Questa, al contrario di quello che dice qualcuno, non è una legge che nasce per punire o per penalizzare qualcuno, questa è una legge che nasce prioritariamente per dare una prevenzione dal punto di vista sanitario, lo hanno già detto più colleghi nel loro intervento, relativo a quante persone, intere famiglie durante il periodo della raccolta dei funghi, vengono ricoverate in ospedale. Ci sono norme che non vanno bene, io ho dato una lettura molto veloce agli emendamenti che sono stati presentati, però, Presidente, devo dirle che se dovessimo approvare gli emendamenti che sono stati presentati non avrebbe più nessun senso approvare una legge sulla raccolta dei funghi in Sardegna. Basta lasciare le cose come stanno, abbiamo risparmiato tempo, abbiamo risparmiato anche denari e quindi non è questo il problema.

Relativamente al fatto finanziario è stato presentato un emendamento, su segnalazione della terza Commissione, che ripristina la regolarità della parte finanziaria; quindi io credo che, arrivati a questo punto, per evitare perdite ulteriori di tempo, la Commissione non può, non credo che il relatore possa esprimere parere favorevole o contrario agli emendamenti che sono di sostanza, che stravolgerebbero completamente la proposta di legge che è oggi in Aula. Quindi la mia proposta è che si concluda la discussione di carattere generale, ma si sospenda l'approvazione della legge, si ritorni in Commissione, perché la Commissione nella sua interezza si pronunci sugli emendamenti che sono stati presentati. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Presidente, ma io ho difficoltà ad intervenire, perché sono il primo proponente dell'unica proposta di legge che parlava di funghi ipogei. Cosa che poi è stata unificata, considerando funghi gli uni e gli altri ai funghi epigei. Allora il problema è che non si capisce che cosa succede nelle dinamiche d'Aula; l'adagio latino diceva: senatori boni viri, senatus mala bestia. Ma vorrei capire che cosa è all'interno di questo parlamentino che non vuol far portare a compimento una norma che è necessaria, che credo la Sardegna aspetti, e che recupera essenzialmente anche motivazioni economiche e di tutela dei beni della Sardegna. Ora io mi chiedo sempre in latino: cui prodest. A chi interessa all'interno di quest'Aula che questa legge non passi, a chi interessa, all'interno di quest'Aula, dire che si tratta di funghi, come se sia una cosa che non interessa. Chi dice queste cose non sa il giro di affari che esiste tra la Sardegna, l'Umbria ed altre regioni italiane. Non sa esattamente quanto denaro circola nelle norcinerie prendendo il prodotto sardo e trasformandolo a nome di Norcia e dintorni.

Io non so chi è che sa bene che cosa significa distruzione del territorio. Io capisco e credo che uno di quei senatori, che hanno parlato poc'anzi, se fosse stata presentata dal WWF, o qualcun altro di questi soggetti che fanno garanzia territoriale, avrebbe accarezzato il pelo di quel ingegnere o di qualche altro per dire che questa legge doveva passare a prescindere, non certamente andando a guardare nel dettaglio e che cosa volesse essere. L'interesse della Sardegna è tutelare i propri prodotti, poi non si venga a dire che noi facciamo una proposta di enogastronomia, di fare una proposta per le zone interne, di dire che vogliamo un turismo diverso, di dire che vogliamo il turismo che venga ad assaggiare le bontà della nostra Sardegna, però per l'intanto non governiamo i processi, lasciamo che venga qualche persona dal continente se le porti via a poche lire per poterle aumentare di prezzo una volta che si è intervenuti in continente. È questo che si vuole, sono queste le scelte politiche che fanno dire che non è una buona legge? Che poi qualcuno si nascondesse dietro a su connottu per dire: tutti andavano a pascolare a brado, dobbiamo andare tutti a pascolare a brado. La regolamentazione è necessaria se si vuole avere un vivere civile e corretto, se si vuole preservare la natura oggi per domani, se è vero come vero che c'è una differenziazione di natura che viene calpestata sistematicamente. Allora io mi chiedo faccio bene o male a presentare una proposta di legge all'attenzione di questa mala bestia, ma perché esposte restano nascoste qui, che la stampa - se può - non ascolti me ma ascolti chi dice che non vuole la valorizzazione dei prodotti della Sardegna, chi dice che non è giusto tutelare i prodotti della Sardegna, chi dice che è bene che vengano le orde dal Continente indiscriminatamente a tagliare funghi e a ricercare tartufi ovunque, distruggendo senza utilizzare cani, zappettando. È questo che si vuole? È questo che cercate, chi si nasconde dietro mistificanti posizioni che non hanno certamente né carattere né nerbo di dire: voglio fare una buona legge. Chi vuole fare una buona legge si applica studia, conosce il testo, viene qui, presenta emendamenti e dice: voglio cambiarlo per questo, questo e quest'altro. Ma non si azzarda a dire che ha paura.

Io capisco anche, se mi passa il termine, teneramente il relatore in termini umani, che forse deve giocare tra l'incudine e il martello, ma ci vuole dignità delle istituzioni. E se uno rappresenta la popolazione sarda deve assumersi la responsabilità nel bene e nel male. E questo consesso serve solo per fare buone leggi, per proporle per farle attuare, affinché ci sia una Sardegna più consapevole, più civile e che possa certamente far crescere anche il livello sociale ed economico, che così non viene tutelato.

Mi si viene a dire che bisogna liberalizzare, bisogna lasciar fare cofani di macchina di o cagliaritani piuttosto che oristanese o sassaresi che ha vanno all'interno delle zone interne, cofani di funghi. Bastano tre chili per la produzione propria; io capisco che uno ne voglia regalare ma tre chili al giorno grazie a Dio ne puoi anche regalare. Ma come facciamo a dire, e tra l'altro i tre chili è prevista all'interno di una legge nazionale. Ora io capisco che forse non si vuole il patentino, perché c'è un corso da fare, così, lo capisco. Allora questo che sia anche una cosa che può essere superata, poi il tempo ci dirà invece che è necessaria e col tempo capiremo che sbagliamo a non regolamentare.

Qualcuno ha parlato, giustamente, di un aspetto, quello sanitario. E l'aspetto sanitario impone che ci sia la tutela anche della persona che va a raccogliere per sfizio personale, ma anche coloro i quali vanno a cogliere per rivendere, senza manco passare per le ASL, senza manco farle vedere a qualche conoscitore, a qualche ristorante o in qualche famiglia allargata, dove succede quel che succede. E voi sapete che il fungo una volta ingerito danneggia completamente il fegato in qualunque modo e maniera. Dicevo in Capigruppo stamane che neanche i chiodini possono essere mangiati subito se non dopo una lenta cottura. Perché un medico mi ha detto che sono anch'essi velenosi. Poi uno ha aggiunto: tutti sono velenosi i funghi. E allora abbiamo paura di regolamentare e di guardare e di tutelare la salute pubblica, la salute di ogni individuo e la salute di tutti.

Ma cosa ci stiamo a fare qui? Cosa vogliamo fare? Se non buone leggi, quelle che servono per poter essere all'interno di un consesso civile, all'interno della Sardegna, a rappresentare questo popolo, per poterle dare dignità sotto l'aspetto dell'economia, dello sviluppo e della possibilità di non vedere deturpato tutto quello che è il patrimonio naturalistico che essa possiede. Tutte cose che non ci interessano, tutte cose che possiamo tranquillamente buttare via? Allora vi ricordo che gli ipogei, ovvero i tartufi, non è solo Laconi, dove domenica ci sarà la sagra, non è solo tutti i paesi contermini, ma è il villacidrese, è il tempiese, e sono i Sette Fratelli, dove c'è montagna e dove c'è possibilità, e voi sapete che c'era una politica della Regione di fare la micorizzazione degli alberi per poter fare anche reddito. Vergogna per chi non capisce e non vuole far capire quella che è la necessità di uno sviluppo per la nostra gente.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Non me ne voglia l'amico e il collega Dedoni, ma per identificare con pochi aggettivi questa legge la potremmo chiamare burocratizzante, sanzionatoria, punitiva, è una legge preistorica, una legge che nasce con il senso di voler in qualche modo cercare di complicare la vita ai sardi. Prima di andare oltre, cercando di addentrarmi nell'articolato, io condivido la linea proposta da alcuni colleghi, che è quella appunto di legiferare su questo tema, ma legiferare in modo equilibrato, in modo serio, in modo costruttivo, e questa legge sicuramente non riporta questi temi, in alcuni casi siamo al grottesco, in alcuni casi siamo al comico. Quindi l'idea che questa legge debba andare obbligatoriamente di nuovo in Commissione è il minimo che possiamo fare, perché sicuramente oggi qui non possiamo trovare l'accordo per votare una legge che in qualche modo va a danneggiare la nostra storia, la nostra cultura e la nostra tradizione. Ho detto più volte anche ai colleghi con i quali abbiamo discusso su questo tema, su argomenti come quello della pesca subacquea per esempio, si va sul sito del Ministero della Marina mercantile e online ci si iscrive, pratica chiusa, non si deve intervenire più da nessuna parte. Cioè non c'è bisogno, su un tema dove si ha in mano un fucile, giusto per intenderci, non c'è bisogno di partecipare a nessun corso, non c'è bisogno di dovermi recare in Comune per richiedere il patentino, anche questo è un termine ormai che appartiene alla storia, che appartiene al passato, oggi il patentino è come chiedere al parcheggiatore qua sotto, vado con l'automatico, di rilasciarmi il ticket. Occorre creare una legge snella, una legge facile, una legge che semplifichi, non che complichi l'attività anche dei ricercatori di funghi. Poi siamo tutti d'accordo che il patrimonio va salvato, che va tutelato l'ambiente, non stiamo discutendo di queste cose, stiamo discutendo di come oggi è articolata questa legge, quali sono i vincoli e che tipo di burocrazia abbiamo messo in piedi. Cioè per un tesserino io devo mobilitare un funzionario e poi il sindaco che deve firmare quindi una delibera, una determina, e come dice la legge ad un costo fissato in 100 euro, questo per il tesserino professionale e scientifico, mentre per il tesserino amatoriale il tesserino è gratuito con una validità illimitata. Ma ancora più ridicolo è che il sessantacinquenne - e poi mi dovete spiegare perché sessantacinquenne e non sessantenne o settantenne, cioè avete preso spunto forse dalle leggi pensionistiche, oppure qualcuno di voi è prossimo al compimento del sessantacinquesimo anno - può effettuare la raccolta senza dover ricorrere né all'esame e tanto meno al patentino, ma solo nel territorio comunale. Complimenti! Quindi io devo andare in giro con la bussola, oppure con il GPS, o con uno strumento per capire qual è il confine del mio territorio comunale? Ma è questo il modo per semplificare la vita ai sardi su un tema come questo? Assolutamente no. Cosa dire poi dei tesserini rilasciati ai non residenti in Sardegna. Quindi, leggiamo l'articolo 7 integralmente: i soggetti non residenti in Sardegna, esclusi i residenti all'estero, iscritti alle liste elettorali. Ma che banalità è "iscritti alle liste elettorali"? Dobbiamo scomodare le liste elettorali per parlare di funghi? Cioè, veramente, io ritengo che questa legge sia in alcuni casi ridicola, così come è ridicolo l'articolo 11: per commercializzare i funghi dobbiamo preparare una Scia. Ma sappiamo in alcuni casi chi sono le persone che oggi nei nostri paesi, nelle nostre città e fuori dai mercati, commercializzano i funghi? Sono dei poveracci, delle persone che hanno perso il lavoro, che magari hanno difficoltà, e noi vogliamo complicare la vita a chi in qualche modo tenta a modo proprio di arrotondare anche una misera pensione o di fare reddito. Oppure il tesserino amatoriale, all'articolo 12, che ha un costo di 30 euro, mentre quello professionale di 120 euro. Cioè noi, la Regione Sardegna, che per andare a cercare funghi complica la vita e fa pagare ai propri residenti, mentre è praticamente fuori concorso l'articolo 21 dove parliamo di sanzioni amministrative, da 300 a 900 euro, da 50 a 200 euro, da 500 a 2 mila euro, come diceva anche il collega Deriu, scomodando sino alla lettera l) per andare ad identificare le varie sanzioni. È una legge che va sicuramente rivista, che va scritta meglio, che deve essere rimandata in Commissione, è inaccettabile che il Consiglio regionale si occupi di una legge di questa portata. Grazie.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore dell'ambiente.

SPANO DONATELLA, Assessore tecnico dell'ambiente. Intanto dobbiamo dire che la Giunta ha contribuito esclusivamente durante un'audizione, quando ancora esistevano quattro disegni di legge separati, e anzi avevamo chiesto con un auspicio che ci fosse un'unione di questi disegni di legge in modo tale che poi si potesse reintervenire in Commissione, e quindi che non soltanto gli aspetti ambientali, ma gli aspetti sanitari, e anche di rapporti con gli enti locali, potessero essere portati all'attenzione quindi anche così smussati o declinati in modo chiaro. La posizione della Giunta è senz'altro come carattere generale che la Regione abbia necessità di una norma puntuale, efficace, che disciplini la tutela, la valorizzazione, gli aspetti sanitari, gli aspetti economici di questa materia. Noi riconosciamo dal punto di vista ambientale, ecologico il ruolo fondamentale che hanno i funghi sullo stato di salute dei nostri ecosistemi, sullo stato di salute delle foreste, ma ancor di più o in generale sullo stato di fertilità dei nostri suoli. Il fatto che queste specie possano garantire in una situazione di cambiamento climatico, di desertificazione, di cicli costanti di siccità, possano esplicare una funzione importante, che è quella proprio di supporto alla costituzione del suolo, che quindi servano per combattere questi processi di degrado dei nostri ecosistemi, credo che sia uno dei ruoli cruciali dei complessi processi eco sistemici, che, devo dire, non sono ancora tutt'oggi considerati anche nei piani di conservazione della natura e nella valutazione delle priorità degli habitat da tutelare. Allora, come per altre specie è chiaro che una legge è importante e si deve basare su dati tecnici scientifici solidi, e quindi si deve anche trovare quel giusto equilibrio tra tutela e valorizzazione, considerando che qualsiasi elemento di squilibrio, soprattutto nei deboli e nei fragili ecosistemi forestali, rappresenta un ulteriore agente di aggressione per le nostre foreste. Va considerato anche il fatto che i funghi rappresentano indicatori biologici nel monitoraggio della qualità del territorio, quindi anche una risorsa importante in termini economici; anche quando parliamo di capitale naturale consideriamo anche questi elementi, perché la presenza dei funghi, e soprattutto di alcune specie di fungo, rappresentano senz'altro un ottimo indicatore biologico nel monitoraggio della qualità dei nostri sistemi e dei nostri territori in generale. E' chiaro, allora, che una regolamentazione è necessaria, e la regolamentazione va fatta in modo razionale, in modo equilibrato, e vanno considerate quindi sia le modalità di raccolta, sia di commercializzazione, va considerato il diverso regime amatoriale, professionale e scientifico, a cui peraltro la legge fa anche riferimento. E' stato richiamato il fatto che la Sardegna è l'ultima Regione italiana priva di una puntuale ed efficace disciplina di tutela e valorizzazione dei funghi epigei, e quindi è chiaro che l'intervento legislativo è importante, e come giudizio generale noi non possiamo non dire che questo non sia importante, anzi, lo è senza dubbio, e quindi va sostenuto. E' chiaro che la proposta di legge nata dal Consiglio necessità, lo dobbiamo dire, ancora di qualche approfondimento, perché, è stato richiamato anche prima, l'apporto che la Giunta ha potuto dare è stato comunque limitato, e credo che alcuni aspetti rispetto alla prima fase, quando noi abbiamo preso in esame quattro disegni separati nello sviluppo di un disegno unico, di un unico elaborato normativo, alcune cose siano state senz'altro risolte, però vi sono ancora degli aspetti che possono essere migliorati e che vengono anche lasciati direttamente alla Giunta. E penso alla accertamento delle conoscenze minime, alle linee guida ma che devono essere sviluppate sempre per l'accertamento delle conoscenze o per l'individuazione della struttura regionale che deve accertare le strutture che possono fornire i corsi, cioè i corsi online, e ci deve essere una struttura regionale individuata dalla Giunta che né può certificare e né deve accertare la qualità. C'è un discorso di differenze tra permessi temporanei giornalieri e settimanali per turisti o per visitatori, e anche questo può essere forse declinato con un maggiore dettaglio. Io credo che in generale questa legge possa richiamare, anche con maggiore precisione, la legge forestale della Sardegna, E' un tassello che d'altra parte in quella legge mancava, e quindi un maggior richiamo anche rispetto agli aspetti economici ma di tutela debba essere considerato. E anche dal punto di vista sanitario io credo che sia assolutamente necessario il fatto di coprire con una normativa i pericoli che comunque le nostre popolazioni corrono quando c'è una raccolta così indiscriminata e senza una cognizione effettivamente della conoscenza delle tipologie di specie, ma credo che un apporto anche in questo senso della parte sanitaria, quindi anche dell'Assessore alla sanità, possa essere importante. Quindi, stabilito che in linea generale la legge è importante, io credo si possano definire in Commissione alcuni dettagli.

PRESIDENTE. Grazie. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (SDP), relatore di maggioranza. E' stata fatta una proposta dall'onorevole Solinas, però solo una questione per dichiarazione di voto, nonostante dica che sia favorevole al ritorno in Commissione, l'importante è che il ritorno in Commissione, Assessore, sia fatto in maniera celere, ci sia la disponibilità da parte dell'Assessorato di lavorare a questa legge, ci sia la disponibilità da parte dell'Assessorato di lavorarci dalla prossima settimana, e che non vada a finire magari come la questione della processionaria, dove ci sono soldi stanziati e ancora in fase di spendita. Noi abbiamo bisogno di discutere di questa legge, abbiamo bisogno di chiudere su un quadro esattamente congruo e che sia condiviso da tutte le forze politiche, che si mettano in discussione, si tentino di risolvere anche i problemi che prima l'onorevole Rubiu e altri consiglieri, l'onorevole Deriu, parlavano di eccessiva burocratizzazione o eccessiva questione sanzionatoria, però non facciamo davvero come la questione della processionaria o peggio ancora come la questione dei cantieri verdi che siamo ancora in fase di attesa del bando, ci deve essere un impegno chiaro e netto anche da parte della Giunta, da parte della Commissione, per discutere immediatamente della questione, altrimenti facciamo sempre la solita discussione, perdita di tempo, e alla fine non si conclude nulla.

PRESIDENTE. Voglio capire, ma sta proponendo il rinvio in Commissione quindi?

LAI EUGENIO (SDP), relatore di maggioranza. Va bene la proposta dell'onorevole Solinas.

PRESIDENTE. L'onorevole Solinas ha proposto la sospensione per la valutazione degli emendamenti in Commissione, non il rinvio in Commissione della legge.

Ha domandato di parlare il consigliere Pier Mario Manca. Ne ha facoltà.

MANCA PIER MARIO (Partito dei Sardi). Io mi associo, Presidente, alla proposta dell'onorevole Solinas. Naturalmente però, come ha detto anche l'onorevole Lai, che ci siano dei tempi certi. Andiamo in Commissione, vediamo gli emendamenti, diamoci però già oggi delle date certe per riportare comunque la legge qua, perché al di là di tutto ha ragione l'onorevole Deriu quando dice: "Sempre a parlare dei funghi!", ma una volta per tutte chiudiamo questa legge e portiamola a casa.

PRESIDENTE. Per chiarire, perché mi pare che non ci sia chiarezza: la proposta prevede la sospensione del Consiglio, l'immediata convocazione della Commissione per la valutazione e il parere sugli emendamenti e il ritorno in Consiglio. Se è questo, sennò è altro, sennò è il rinvio in Commissione della legge. Quindi chiariamo qual è la proposta. Io metto in votazione tutte e due le ipotesi, a questo punto vuol dire che ce ne sono due e mettiamo in votazione tutte e due.

Ha domandato di parlare il consigliere Domenico Gallus. Ne ha facoltà.

GALLUS DOMENICO. Presidente, Assessore, colleghe e colleghi, io appartengo a un territorio che da questo argomento in discussione oggi in Consiglio è completamente immerso, perché Paulilatino diciamo che è il regno dei funghi, a Paulilatino siamo famosi anche per questo, abbiamo un territorio molto ricco di funghi. Devo dire che una legge del genere, come ha detto già qualche altro, era atteso da tantissimo tempo. Io ho dato una lettura molto ma molto fugace, visto il mio neoingresso, e comunque sia devo dire che, in linea di massima, pur non avendo approfondito gli argomenti e gli articoli uno per uno, mi trova completamente d'accordo per il passaggio agli articoli. Per quanto mi riguarda se torna in Commissione è meglio così avrò tempo anche di dare il mio contributo, perché neanche a farlo apposta, in questi ultimi… ho tre minuti vero se non ricordo male? Dicevo che proprio in questo periodo ho scritto un progetto di legge che riguarda la tutela anche della piccola proprietà, quindi si sposa perfettamente con questo progetto di legge. Quindi anch'io sono favorevole al passaggio agli articoli e auspico che poi il Consiglio voti anche per il ritorno della legge o eventualmente degli emendamenti in Commissione.

Se ho ancora tempo approfitto per salutare tutti i vecchi colleghi, se lo posso fare, se lei mi dà il permesso, salutando innanzitutto il Presidente e l'assessore Erriu che è qui presente in rappresentanza della Giunta e per dire anche che oggi rivolgo da qua un saluto all'onorevole Oscar Cherchi che purtroppo ho l'onore, ma purtroppo anche il dispiacere di doverlo sostituire per un motivo del genere. Quindi a lui va un mio abbraccio, il mio pensiero, garantendo comunque qua dentro (come ho sempre garantito nei miei precedenti anni di Consiglio regionale) la mia totale onestà intellettuale e anche la dichiarazione che oggi faccio qua ufficialmente che io voterò legge per legge, emendamento per emendamento, mozione per mozione, interpellanza per l'interpellanza, secondo quella che è la mia coscienza e non avrò più in questo anno - o quello che dovrò stare qua dentro - nessun vincolo di partito né di coalizione, quindi giudicherò i fatti e non le appartenenze e le persone.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Presidente, in merito alle proposte formulate, io credo che vista la discussione che c'è stata e l'importanza dell'argomento, così come le ultime indicazioni provenienti dal consigliere che prima di me è intervenuto, credo che sia opportuno rimandare in Commissione l'argomento perché evidentemente va oltremodo approfondito e discusso in una maniera più adatta e più consona rispetto alle osservazioni che sono state formulate.

PRESIDENTE. Per il rinvio in Commissione dobbiamo votare prima del passaggio agli articoli ovviamente.

Metto in votazione il rinvio in Commissione della legge. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

I successivi punti all'ordine del giorno sono la nomina del Difensore civico e la nomina del Garante per l'infanzia e adolescenza. È stato chiesto un rinvio a mercoledì della votazione. Chiedo al Consiglio se è d'accordo sul rinvio della votazione a mercoledì…

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Presidente, può dire che si affossa la proposta. Se è così che lo si dica con chiarezza verso il pubblico. Se è questo che si vuole!

PRESIDENTE. Chiedo al Consiglio se è d'accordo sul rinvio della votazione a mercoledì prossimo. Allora, abbiamo rinviato in Commissione la legge…

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). È la terza volta!

PRESIDENTE. Ha perfettamente ragione. È la terza volta che succede, ha perfettamente ragione. Abbiamo votato il rinvio in Commissione della legge, adesso stiamo valutando l'opportunità di spostare a mercoledì della prossima settimana, quando sarà convocato il Consiglio, alle 10, la nomina del Difensore civico e la nomina del Garante regionale per l'infanzia e adolescenza.

Metto in votazione lo spostamento dell'ordine del giorno. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Il Consiglio è convocato mercoledì 21 alle ore 10. La seduta è tolta.

La seduta è tolta alle ore 18 e 21.