Seduta n.233 del 24/05/2017 

CCXXXIII Seduta

Mercoledì 24 maggio 2017

Presidenza del Presidente GIANFRANCO GANAU

La seduta è aperta alle ore 10 e 41.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 30 marzo 2017 (229), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Anna Maria Busia e Giuseppe Meloni hanno chiesto congedo per la seduta del 24 maggio 2017.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che in data 17 maggio 2017 è pervenuta copia della decisione della Corte costituzionale numero 103 del 21 febbraio 2017 nella quale si dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 1, comma 12, dell'art. 4, commi 24, 25, 26 e 27, nonché dell'art. 8, comma 13, della legge regionale 11 aprile 2016, numero 5, recante: "Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione per l'anno 2016 e per gli anni 2016-2018 (legge di stabilità 2016)".

Comunico che, con nota del 16 maggio 2017, il Gruppo consiliare "Misto" ha costituito il nuovo Ufficio di Presidenza nominando la consigliera regionale Annamaria Busia Presidente del Gruppo e il consigliere regionale Emilio Usula Vicepresidente.

Comunico che il Gruppo consiliare "Partito Sardo d'Azione", con nota del 10 maggio 2017, ha reso noto di aver modificato la propria denominazione in " Partito Sardo d'Azione-La Base".

A questo Gruppo hanno comunicato di aderire, con note dell'11 maggio 2017, i consiglieri Gaetano Ledda e Giovanni Satta.

Comunico che in data 9 maggio 2017 è stata presentata, primo firmatario onorevole Pittalis, la "Richiesta di istituzione di una Commissione speciale d'inchiesta sulla presenza dell'amianto in Sardegna - conseguenze e ripercussioni sulla salute dei lavoratori" ai sensi dell'articolo 125 del Regolamento interno.

Ai sensi del comma 4 dell'articolo 125 del Regolamento, entro trenta giorni dalla data di presentazione, la richiesta è iscritta all'ordine del giorno del Consiglio regionale che deve provvedere alla nomina o all'eventuale delega della stessa al Presidente del Consiglio.

Risposta scritta a interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che in data 10 maggio 2017 è stata data risposta scritta alle interrogazioni numero 643, 980, 987, 1059 e 1063.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria. Sono state presentate le interrogazioni numero 1088, 1090, 1091, 1092, 1093, 1094, 1095, 1096, 1097, 1098, 1099, 1100, 1101, 1102, 1103, 1104, 1105, 1106, 1107, 1108, 1109 e 1110.

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria. Sono state presentate le interpellanze numero 299, 300, 301 e 302.

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria. Sono state presentate le mozioni numero 307, 308, 309 e 310.

Commemorazione delle vittime dell'attentato terroristico a Manchester

PRESIDENTE. Onorevoli colleghe e colleghi, gentile Vicepresidente, consentitemi in apertura dei lavori di questa Assemblea di ricordare quanto accaduto avantieri a Manchester, di porre per qualche istante la nostra attenzione alle 22 vittime al momento accertate di un nuovo terribile attacco frutto dell'odio jihadista che ha guidato purtroppo la mano di un giovane cittadino inglese nato in Gran Bretagna da genitori libici fuggiti dal regime di Gheddafi, un matto, un terrorista, un giovane di 22 anni con la mente annebbiata da un'ideologia che semina odio, terrore e orrore, che cresce e si insinua nel disagio che caratterizza le grandi periferie della nostra Europa, un ventiduenne che sceglie di farsi saltare in aria uccidendo 22 persone e mutilando decine di ragazze e ragazzi che non conosce, che non ha mai visto, adolescenti e bambini riuniti per un concerto durante un momento di festa e divertimento per condividere la stessa passione. Colpisce la scelta e la giovanissima età delle vittime, la più piccola aveva appena otto anni e il bilancio dei feriti purtroppo è in costante aumento. Oggi forse qualsiasi commento rischia di stridere di fronte a tanto orrore ma credo che l'Europa, l'Italia e con essa la nostra isola abbiano ancora tanta strada da fare per non alimentare quest'odio e tutta questa follia. Alla Gran Bretagna e al suo popolo questa Assemblea esprime tutta la propria vicinanza. Invito tutti gli onorevoli colleghi ad osservare un minuto di silenzio.

(Il Consiglio osserva un minuto di silenzio)

Sospensione di consiglieri regionali

PRESIDENTE. Comunico che in data 11 maggio 2017 sono stati notificati a questa Presidenza i decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri datati 5 maggio 2017 con i quali a decorrere dal 20 febbraio 2017 è accertata la sospensione degli onorevoli Oscar Cherchi, Mario Floris e Alberto Randazzo dalla carica di consigliere regionale ai sensi degli articoli 7 e 8 del decreto legislativo 31 dicembre 2012 numero 235. La sospensione cessa di diritto di produrre effetti così come previsto dall'articolo 8 commi 3 e 5 del decreto legislativo numero 235 del 2012.

Proclamazione e giuramento di consiglieri supplenti

PRESIDENTE. Sulla base di quanto comunicatomi dal Presidente della Giunta delle elezioni ai signori Gennaro Fuoco in sostituzione di Mario Floris e Mario Ignazio Contu in sostituzione di Alberto Randazzo è affidata la supplenza per l'esercizio delle funzioni di consigliere regionale ai sensi dell'articolo 84 bis della legge regionale 6 marzo 79 numero 7 e successive modifiche e integrazioni. Constatatane la presenza li invito a entrare in Aula e prestare il giuramento prescritto dall'articolo 23 dello Statuto speciale per la Sardegna e dall'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 19 maggio 1949 numero 250. Invito i supplenti a presentarsi di fronte al banco della Presidenza.

(I consiglieri si avvicinano al banco della Presidenza.)

Do lettura della formula di giuramento dopodiché i supplenti Fuoco e Contu risponderanno: "giuro".

Giuro di essere fedele alla Repubblica e di esercitare il mio ufficio al solo scopo del bene inseparabile dello Stato e della Regione.

FUOCO GENNARO. Giuro.

CONTU MARIO IGNAZIO. Giuro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Prima di continuare, Presidente, chiederei se è possibile cinque minuti di sospensione.

PRESIDENTE. Sospendiamo la seduta per cinque minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 51 , viene ripresa alle ore 10 e 57.)

Sospensione della sostituzione di consigliere regionale

PRESIDENTE. Do lettura della comunicazione fatta pervenire a questa Presidenza dal Presidente della Giunta delle elezioni in merito alla sospensione del consigliere Oscar Cherchi:

" Comunico alla S.V. Onorevole che la Giunta delle elezioni si è riunita in data 23 maggio 2017 per esaminare la situazione determinatasi a seguito della sospensione del consigliere Oscar Salvatore Giuseppe Cherchi ai sensi del comma 2 dell'articolo 8 del decreto legislativo 31 dicembre 2012, numero 235.

La Giunta stessa fa presente che dall'esame degli atti redatti dall'Ufficio centrale circoscrizionale di Oristano relativi alla elezione del febbraio 2014 risulta che:

1) L'onorevole Oscar Salvatore Giuseppe Cherchi era stato eletto nella lista del Collegio di Oristano avente il contrassegno di "Forza Italia Sardegna". I candidati della stessa lista del medesimo collegio, che seguono immediatamente l'ultimo eletto sono nell'ordine:

Cera Emanuele, con cifra elettorale 3.197;

Gallus Domenico, con cifra elettorale 2.704;

Carrus Cristiano, con cifra elettorale 1323.

La Giunta delle elezioni, a seguito delle verifiche effettuate, nel prendere atto che al signor Emanuele Cera, risultando il primo dei non eletti in sostituzione dell'onorevole Oscar Salvatore Giuseppe Cherchi, sarebbe affidata la supplenza per l'esercizio delle funzioni di consigliere regionale, ai sensi dell'articolo 84 bis della legge regionale 6 marzo 79, numero 7, comunica nel contempo che in data 27 febbraio 2017 (protocollo 2069), 8 marzo 2017 (protocollo 2753) e 20 marzo 2017 (protocollo 3775) sono pervenute formali contestazioni da parte del dottor Domenico Gallus (secondo dei non eletti della circoscrizione di Oristano) in ordine al medesimo subentrante, signor Cera, per una denunciata causa di ineleggibilità ex articolo 2, primo comma, numero 10, legge 154 dell'81, in quanto lo stesso non avrebbe dato le dimissioni del rappresentante legale/Presidente della Saremar S.p.A. entro la data fissata per il giorno di scadenza della presentazione delle candidature (13/1/2014) e in tale veste avrebbe presieduto l'assemblea ordinaria e straordinaria degli azionisti in data 14/1/2014 (come risulta dalla copia dei verbali fatti pervenire in allegato alle predette note e dalla visura storica presso la Camera di commercio di Cagliari).".

Pertanto la Giunta delle Elezioni, ritenendo fondata la denunciata causa di ineleggibilità, propone all'Assemblea di sospendere il giuramento del signor Cera e di procedere alla sua contestazione (ex articolo 7 legge 154/81) al fine di accertarne l'esistenza. Metto pertanto in votazione la proposta della Giunta delle elezioni.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Presidente, per chiedere su questo punto, così come previsto dalla Giunta per le elezioni, e scritto anche sul parere espresso dall'avvocato del Consiglio, al punto a) il plenum del Consiglio regionale dovrà conseguentemente approvare o rigettare la proposta della Giunta con voto segreto.

Per cui la richiesta di voto segreto sul punto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC Sardegna). Sull'ordine dei lavori, Presidente, io ho avuto modo dirlo verbalmente, ma lo voglio dire in Consiglio. La Commissione è disorganica, e soprattutto non è rispettosa di quelle che sono le prerogative della stessa Commissione, tant'è che sono sei della maggioranza e tre della minoranza. Siccome noi rappresentiamo, sulla base della rappresentatività del consenso ottenuto, la terza forza di quest'Aula di Consiglio regionale, noi siamo assenti, pertanto io personalmente non mi sento di potermi sostituire ad altri organi e quindi abbandono l'Aula e non voterò.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giovanni Satta. Ne ha facoltà.

SATTA GIOVANNI (PSd'Az-La Base). Anch'io come l'onorevole Oppi abbandonerò l'Aula perché ritengo che la Giunta per le elezioni non abbia pienamente svolto il suo compito e come al solito si investe, come è successo in precedenza, commettendo anche degli abusi, c'è il rischio che si investa il Consiglio regionale di competenze che non sono sue, che sono dedicate, sono prerogative del giudice ordinario. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Desini. Ne ha facoltà.

DESINI ROBERTO (Partito dei Sardi). Presidente, per fare una considerazione prima di questa votazione, per portarla all'attenzione dell'Aula, ma anche ritengo sia giusto dell'opinione pubblica. In questa legislatura stiamo vedendo che ormai il Consiglio regionale è diventato come la porta girevole di un hotel, si entra e si esce. Ma pongo all'attenzione un problema ancora più grave, che è quello della contraddizione della legge Severino e, soprattutto, sulla incongruità della stessa nel momento in cui viene sospeso un collega consigliere, questi continua a percepire una parte dell'indennità, e invece continua a prendere l'indennità anche chi lo sostituisce. Senza nulla togliere ai diretti interessati, però vorrei che si ponesse l'attenzione su questo problema, e soprattutto se si possono intraprendere delle iniziative per far sì che alla legge Severino vengano apportati degli accorgimenti, perché questa è una stortura di questa legge, e ritengo che sia una cosa assolutamente ingiusta. Anche io non parteciperò al voto. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (FI). Presidente, io credo che ci stiamo approssimando a una votazione quasi al buio, non credo che vi siano stati i dovuti approfondimenti, non credo che quest'Aula che già in passato si è dovuta assumere delle responsabilità probabilmente non sue debba arrivare al punto di sostituirsi a un tribunale ordinario, nel bene o nel male, indipendentemente dall'esito della votazione. Io credo che sottrarre a questa Assemblea l'amaro calice di doversi pronunciare su un tema come questo sarebbe un atto di civiltà, almeno dello stesso livello di quello che dovrebbe difendere le prerogative dei consiglieri regionali, che per nessuna ragione dovrebbero essere distinte dai parlamentari rispetto alla oscena applicazione della legge Severino. Ho sentito omertà su qualunque argomento, ho visto la classe politica sarda nascondersi davanti a questa oscenità per anni, e adesso devo pronunciarmi su un tema che è per definizione di competenza del Tribunale ordinario. Io onestamente non comprendo quest'Aula che gioco stia facendo.

PRESIDENTE. Sì, le ricordo che la valutazione delle cause di ineleggibilità, anche sopraggiunte, spetta alla Giunta delle elezioni per Regolamento consiliare, quindi che stiamo operando assolutamente secondo le regole del Consiglio.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, della proposta della Giunta delle elezioni di sospendere il giuramento del signor Cera e di procedere alla contestazione della causa di ineleggibilità.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 44

votanti 44

maggioranza 23

favorevoli 32

contrari 12

(Il Consiglio approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Agus - Anedda - Cappellacci - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Contu - Cossa - Cozzolino - Crisponi - Dedoni - Demontis - Deriu - Forma - Fuoco - Gaia - Ganau - Lai - Locci - Lotto - Marras - Moriconi - Orru' - Perra - Peru - Pinna Rossella - Piscedda - Pittalis - Pizzuto - Rubiu - Ruggeri - Sabatini - Solinas Antonio - Tendas - Tocco - Truzzu - Tunis - Usula - Zanchetta - Zedda Alessandra - Zedda Paolo.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC-Sardegna). Sì grazie Presidente, per informare l'Aula, e soprattutto chi ci ascolta da casa, che il 18 di maggio si è tenuta la Conferenza dei servizi per lo stabilimento Portovesme Srl dove c'è stato un ulteriore rinvio dello stesso che ovviamente ha fatto allarmare sia i lavoratori. sia i sindacati, sia credo tutta la politica. Ieri pomeriggio l'Assessore Spano in Quinta commissione ha esposto le problematiche e le tempistiche e riteniamo che a questo punto occorra un'azione forte da parte della Giunta regionale per cercare di porre rimedio perché qualora dovessimo lasciare le tempistiche in modo naturale si rischia di perdere dei mesi perché mancano ancora due pareri che dovranno arrivare in forma scritta del Genio civile dei beni culturali, che non hanno indicato nessuna data sulla, diciamo così, comunicazione. Quindi questo crea allarmismo, crea preoccupazione e qualora non si riesca ad ottenere l'autorizzazione definitiva entro il 15 di giugno la Portovesme Srl è costretta a chiudere l'impianto, un danno incalcolabile per la Sardegna, si tratta di una azienda strategica per la Sardegna, non solo per il Sulcis-Iglesiente, quindi riteniamo che sia corretto che la Giunta prenda in mano il problema, che lo analizzi e che si trovino immediatamente le soluzioni per chiudere questa vertenza autorizzatoria nel giro di pochi giorni, grazie.

PRESIDENTE. Sì, sull'argomento è prevista una Conferenza dei Capigruppo con una rappresentanza dei lavoratori della Portovesme Srl da tenersi appena chiudiamo i lavori del Consiglio stamani.

Discussione del disegno di legge: "Modifiche alla legge regionale 5 dicembre 2016, n. 32 (Variazioni del bilancio per l'esercizio finanziario 2016 e del bilancio pluriennale 2016-2018 ai sensi dell'articolo 51 del decreto legislativo n. 118 del 2011, e successive modifiche ed integrazioni, e disposizioni varie) e alla legge regionale 22 dicembre 2016, n. 36 (Assestamento del bilancio per l'esercizio finanziario 2016 e del bilancio pluriennale 2016-2018 ai sensi dell'articolo 50 del decreto legislativo n. 118 del 2011, e successive modifiche ed integrazioni, e disposizioni varie) in conseguenza della sentenza della Corte costituzionale n. 6 del 2017". (415/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 415/A.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Sabatini, relatore di maggioranza.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Grazie Presidente, la terza Commissione nella seduta del 26 aprile 2017 ha approvato con il voto favorevole dei Gruppi di maggioranza e quello contrario dei Gruppi di opposizione il disegno di legge numero 415, come chiaramente riportato nella rubrica, il provvedimento nasce dalla necessità di adeguare le leggi regionali 5 dicembre 2016 numero 32 e 22 dicembre 2016 numero 36 alle decisioni della Corte dei Conti numero 6 del 23 febbraio 2016 con cui è stata dichiarata l'illegittimità costituzionale dell'articolo 3 della legge regionale di bilancio 2016-2018.

Com'è noto la predetta sentenza trae origine dal ricorso governativo avverso l'articolo 3 nella parte in cui dava copertura al disavanzo di euro 31.553.438,75, maturato nel 2016 non all'interno della medesima legge regionale di bilancio ma applicando la disciplina del disavanzo tecnico di cui all'articolo 3 comma 13 del decreto legislativo numero 118 del 2011, a valere sui bilanci degli esercizi successivi utilizzando i residui attivi re imputati a tali esercizi, eccedenti rispetto alla somma dei residui passivi re imputati dal fondo pluriennale vincolato di entrata. La Consulta nell'effettuare una rigorosa interpretazione di conformità dello strumento contabile del disavanzo tecnico al principio degli equilibri di bilancio di cui all'articolo 81 terzo comma della Costituzione ha dichiarato l'illegittimità della norma regionale impugnata in via consequenziale dell'intero bilancio regionale nei limiti in cui applicava al bilancio 2016 l'istituto del disavanzo tecnico consentendo quindi di impegnare somme eccedenti per euro 31.553.438,75, rispetto alle risorse effettivamente disponibili senza prevedere tuttavia l'individuazione specifica ed analitica dei crediti e delle relative scadenze che avrebbero dovuto compensare tali operazioni. Il giudice delle leggi quindi statuiva l'obbligo in capo alla Regione di assumere appropriati provvedimenti di carattere finanziario per stabilire l'equilibrio di bilancio, insomma un vero e proprio paradosso se si considera che la nostra Regione come certificato nei rendiconti generali parificati dalla Corte dei Conti è creditrice nei confronti dello Stato di oltre 2,6 miliardi a titolo di accantonamenti per gli anni 2012-2016, cui vanno aggiunti oltre 458 milioni maturati dal 2010 al 2015 nell'ambito della cosiddetta vertenza entrate. In proposito peraltro va ricordato che il disavanzo dell'esercizio 2016 era già stato interamente riassorbito con legge regionale numero 32 del 2016 per effetto sia della riduzione di spesa ivi contenute, che per effetto del saldo positivo tra le re imputazioni attive e passive effettuate in via amministrativa. La Regione tuttavia ha potuto prendere piena cognizione delle decisioni della Corte costituzionale soltanto in data 11 gennaio 2017 a seguito dell'avvenuto deposito della sentenza e quindi successivamente all'approvazione della legge regionale numero 32 e 36 del 2016. Conseguentemente con il disegno di legge oggi all'esame dell'Aula si dispone l'adeguamento delle leggi regionali numero 32 e 36 del 2006 al nuovo quadro previsionale 2016 come modificato per l'appunto dalla legge regionale presupposta numero 3 del 2017, nel corso della seduta del 26 aprile 2017 la Commissione ha riformulato in parte l'articolato al fine di rendere più comprensibile il richiamo alle modifiche apportate agli allegati. Preliminarmente va dato atto dello sforzo realizzato dalla macchina amministrativa regionale nell'uniformarsi nel giro di pochi mesi alla complessa normativa del decreto legislativo numero 118 del 2011 pur non avendo la Regione partecipato alla fase della sperimentazione triennale. Non vi è dubbio che la decisione intrapresa se da un lato ha certamente consentito il superamento del Patto di stabilità interno, l'aumento dei pagamenti all'approvazione di un bilancio trasparente e veritiero dall'altro ha dato luogo a inevitabili ritardi ed errori nella predisposizione dei documenti contabili. Già durante la discussione in Aula della legge istitutiva dell'Agenzia regionale delle entrate si era posto l'accento sulla necessità di acquisire personale altamente specializzato nella materia tributaria e di bilancio l'Assessorato della programmazione infatti, per quanto rechi al suo interno figure professionali altamente qualificate e con significativa esperienza, risulta sottodimensionato rispetto agli articolati adempimenti amministrativi e normativi richiesti dalla nuova disciplina. Si impone pertanto un rafforzamento non più rinviabile nelle risorse umane strumentali e finanziarie a supporto della Amministrazione. Risulterà essenziale quest'anno assicurare il rispetto nei termini previsti dal decreto legislativo numero 118 del 2011 per la presentazione dei documenti contabili al Consiglio regionale così da evitare improprie sovrapposizioni normative e assicurare nel rispetto del principio dell'annualità del bilancio la piena coerenza comparabilità e verificabilità fra tutti gli atti di programmazione, previsione, gestione e rendicontazione. Abbiamo presentato e sono all'attenzione del Consiglio, diversi emendamenti che sono stati concordati sia tra gli Uffici del Consiglio regionale, la Corte dei conti, l'Assessorato e lo stesso Ministero delle finanze. Il descritto contesto esige sicuramente un contributo più qualificato del Consiglio regionale nell'esercizio dei poteri di indirizzo e controllo, a tal fine nel corso dell'esercizio finanziario, la terza Commissione incentrerà i propri lavori sul costante monitoraggio e controllo della spesa regionale, dando luogo, nel confronto con i centri di responsabilità, a una puntuale verifica sulle procedure amministrative avviate e ad una analisi sul livello di efficienza nell'utilizzo delle risorse stanziate per ciascun settore.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Paolo Truzzu, relatore di minoranza.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto), relatore di minoranza. Presidente, è chiaro che oggi siamo dinanzi a un provvedimento tecnico che ha l'obiettivo di correggere la legge di bilancio e le successive variazioni, sulla base delle indicazioni o meglio sulla base della sentenza della Corte costituzionale, ed è altrettanto chiaro, e questo lo dobbiamo riconoscere, che siamo davanti ad una questione, qualcuno potrebbe definire, non dico di lana caprina ma minimale. Nel senso che, la sentenza della Corte costituzionale al ricorso del Consiglio dei Ministri, arriva per uno sforamento diciamo così di 31 milioni, su un bilancio di oltre 7 miliardi; quindi, potremmo definirlo un'inezia. Davanti a questi fatti tecnici però a mio parere, e a parere anche dei Gruppi di opposizione, questo è il motivo per il quale in Commissione abbiamo votato contro, ci sono anche dei fatti politici, perché tutto questo è conseguenza di precise scelte. Anche adesso ascoltando il collega Sabatini e rileggendo la sua relazione ci ricordava che uno dei problemi che si son generati nel passaggio al bilancio armonizzato è stato quello di aver fatto la scelta di non percorrere la strada della sperimentazione; su questo, a dire il vero, a inizio legislatura, noi come Gruppi di opposizione avevamo sollevato una serie di obiezioni, vi avevamo invitato a porre assolutamente una forte attenzione su queste questioni, perché poi ci sarebbero state delle conseguenze. E oggi siamo davanti alle conseguenze per cui abbiamo ricevuto per l'ennesima volta, devo dire è la seconda volta nella storia della Regione Sardegna, la bocciatura da parte della Corte costituzionale di una legge finanziaria, sulla base del principio che abbiamo cercato di anticipare i crediti futuri nella legge di bilancio annuale, e questo è successo perché si è scelta una determinata strada, Assessore, che avete voluto percorrere con forza e che ci ha portato a questa situazione odierna. Situazione odierna che pare non essere finita perché anche oggi, che dovremmo sanare una legge di bilancio dell'anno passato, ci troviamo ad avere proposti dai colleghi una serie di emendamenti; diciamo che fortunatamente oggi metteremo la parola fine e così non avremmo… ah ecco non siamo nemmeno certi di questo, quindi avremo una correzione costante. E quindi il motivo per cui noi abbiamo scelto, in Commissione, di esprimere il voto contrario era un motivo, ovviamente, è un ragionamento puramente politico, che è frutto di quell'accordo che avete fatto con il Governo, di quel principio che avete tanto strenuamente difeso della leale collaborazione e del rapporto, come dire, col cappello in mano, a mio parere, con nei confronti del Governo che ci ha portato oggi a questa situazione; che purtroppo, come sembra anche indicarci l'Assessore, sembra non essere finita. Davanti a questi fatti forse tutti dovremmo prendere coscienza e anche interrogarci se poi sia questo il modo corretto per il futuro di procedere.

PRESIDENTE. Ricordo che i consiglieri che intendono prendere la parola devono iscriversi non oltre la conclusione del primo intervento.

È iscritta a parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Poche parole perché credo che il collega Truzzu, nella sua relazione, abbia centrato tutti i punti di criticità di questo provvedimento, io voglio semplicemente, assessore Paci, rimarcare che è veramente un comportamento non definibile quello che voi state utilizzando per la formazione delle leggi di bilancio e delle leggi collegate, o meglio per tutta la partita finanziaria. Vi abbiamo sempre riconosciuto una difficoltà di applicazione del 118 e di tutto ciò che ne è conseguito, però sinceramente c'è un vizio originale che è quello di aver concesso ad un Governo di punirvi, di criticarvi, di impugnare gli atti di questa Regione e poi, ovviamente, il tutto in maniera molto più grave è stato ratificato dalla Corte costituzionale. Ma oggi emergono anche le critiche della Corte dei conti, non che non ve le abbia fatte anche in tempi passati, è stato ovviamente taciuto, ma più volte avete dovuto portare per la parifica più provvedimenti. Oggi andiamo ad approvare un'ulteriore legge di bilancio con degli emendamenti che arrivano all'ultimo momento, una Giunta quindi che non è in grado di portare neanche in questa occasione, dove avreste dovuto studiare e portare correttamente appunto i correttivi, anche oggi portate degli emendamenti all'ultimo momento, questo Consiglio è comunque scavalcato, non siamo nelle condizioni di dare un giudizio compiuto. E quindi, Assessore, noi capiamo oggi sì i tecnicismi, anche se non siamo convinti che poi nei contenuti siano soddisfacenti per chi dovrà vagliare poi questo provvedimento, però sinceramente non è davvero un modo qualificante di lavorare. Cioè noi non possiamo prestarci a dare un giudizio favorevole e dispiace perché stiamo parlando dei documenti più importanti che reggono il sistema finanziario regionale, però sinceramente non possiamo che votare contro ovviamente. Un ultimo appello, perché visto anche come è andata questa finanziaria, noi crediamo che ci sia ancora tanto da fare e da lavorare, cercate di concordare prima, fatela correggere nei tempi, perché quest'Aula non si può mortificare continuamente con provvedimenti che arrivano e non sono assolutamente legittimi. Non solo, dico di più, ogni momento di ritardo è una pena per chi deve ricevere i finanziamenti dalla Regione e, quasi mi sto annoiando, ancora oggi abbiamo lamentele dei più deboli, di chi soffre per le solite partite che riguardano le leggi di assistenza e soprattutto abbiamo ancora anche imprese che non stanno ricevendo quanto dovuto, in base ai finanziamenti. Mi sto riferendo ancora addirittura ai PIA di anni precedenti. Assessore, lei credo che possa comprendere benissimo.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sposo in pieno la relazione del relatore, il presidente Sabattini, è un provvedimento tecnico annunciato già quando abbiamo corretto la legge 6 con la legge 3 del 2017, che termina il processo di revisione e di aggiustamento delle leggi di bilancio del 2016, in seguito alla sentenza della Corte costituzionale. L'ho detto in precedenza, non fa piacere, è evidente, non fa piacere che abbiamo presentato sette emendamenti, vuol dire che c'erano ulteriori cose da correggere. Prima l'onorevole Truzzu dice mettiamo la parola fine, me lo auguro, mi chiedete se ne sono certo? Non lo so, spero. Questi sono i formalismi, stiamo morendo di formalismi, poi è corretto eh, sia chiaro. Siamo in un'Aula parlamentare, in un'Aula dove tutto deve essere fatto correttamente, siamo all'interno di una materia complicatissima, la stessa sentenza della Corte lo riconosce: è un argomento veramente difficile. La sentenza della Corte è servita per dare delle indicazioni e delle interpretazioni a tutti quanti, purtroppo sappiamo che siamo da mesi, gli uffici del Consiglio da mesi sono occupati a sistemare, a riallineare cose formali. Da questo punto di vista, io l'ho detto e lo ribadisco, non c'è niente di gestionale; gli aspetti gestionali sono chiusi, le spese sono quelle protocollate e qui non si sta cambiando niente, stiamo riallineando, come quando si fa la dichiarazione dei redditi e hai messo nel rigo sbagliato: i numeri son quelli, stiamo riallineando gli aspetti formali.

Ripeto, non lo voglio sottovalutare, non lo sto sottovalutando: abbiamo sbagliato, me ne sono preso la responsabilità e adesso stiamo ultimando il percorso. Durante questo percorso hanno lavorato gli uffici del Consiglio, gli uffici del mio Assessorato, la Corte dei conti, il MEF, e oggi abbiamo presentato quegli emendamenti che spero siano definitivi.

Siamo all'interno di una materia complessa, gli Uffici fanno il possibile ma non è sufficiente, perché se fosse sufficiente non saremmo qui, questo significa che abbiamo una macchina istituzionale che deve essere adeguata maggiormente alle richieste, e quindi abbiamo bisogno di far entrare persone esperte in queste discipline del bilancio armonizzato, e mi pare che l'Assessore del personale sta iniziando quelle procedure. Abbiamo cioè una macchina che va riorganizzata ma allo stesso tempo dico che col bilancio armonizzato stiamo garantendo più trasparenza - perché è così e tutti lo sappiamo -, più trasparenza, più accountability, cioè la possibilità anche di verificare le cose come stanno andando, in un percorso nuovo, difficile, in cui alcune Regioni stavano facendo la sperimentazione da anni e ciononostante hanno difficoltà, noi siamo in questa situazione.

Io non posso far altro che ringraziare, pur con le critiche dovute e legittime che capisco, l'opposizione perché comunque permette di andare avanti e sistemare questa serie di leggi. Quello che mi preoccupa, lo diceva l'onorevole Zedda, è che se gli Uffici sono mesi che si occupano di queste cose, non si stanno occupando di quello che certamente sta a noi più a cuore, che è portare avanti la spesa, portare avanti la realizzazione della finanziaria del 2017. Con l'atto di oggi io davvero spero che l'abbiamo chiusa definitivamente e possiamo concentrarci unicamente per favorire la spesa e dare le risposte ai cittadini, alle imprese e alla collettività. Grazie.

PRESIDENTE. Dobbiamo ora votare il passaggio all'esame degli articoli.

Ha domandato di parlare il consigliere Emilio Usula per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

USULA EMILIO (Gruppo Misto). Io mi chiedo se è normale e se è compatibile con la dignità di quest'Aula, del nostro Consiglio regionale che oggi, a fine maggio 2017, siamo chiamati ancora a un'ennesima correzione, a un ulteriore aggiustamento della nostra legge di bilancio 2016. A questa incombenza ci obbligano le ripetute sentenze della Corte Costituzionale, ultima appunto la numero 6 del 2017, che oltre a obbligarci per la terza o quarta volta (cominciamo anche a perdere il conto) a correggere la nostra manovra economica, di fatto sottolinea e mette in rilievo la grande confusione che c'è nella gestione del bilancio della Regione autonoma della Sardegna. Siamo ancora alle bacchettate sul "previsionale" del 2016 e alla sua indotta correzione, indotta dalla Corte costituzionale e anche dalle osservazioni delle Corte dei conti. Quando e quale sarà il reale e definitivo bilancio consuntivo, credibile e definitivo?

Di fatto stiamo scontando ancora la grande approssimazione, mista anche una nota supponenza, nella gestione fallimentare della nostra vertenza entrate, e anche - io dico - la faciloneria nell'aver voluto essere Regione apripista del bilancio armonizzato, senza sapere evidentemente realmente cosa fare e come comportarci. Oggi l'Assessore ammette finalmente che è necessaria la presenza di uomini esperti nella gestione di queste partite, esponendoci in questo modo, oltre allo sfascio e alle difficoltà nella gestione del bilancio che ricadono e determinano difficoltà reali nella gestione economica di enti pubblici e delle nostre imprese, di fatto ci espone all'ennesima brutta figura, da dilettanti allo sbaraglio, di fronte allo Stato, di fronte al Governo: anziché crescere stiamo perdendo anche quel minimo di credibilità che ancora la Sardegna aveva.

Voterò naturalmente contro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az-La Base). Non la farò tanto lunga, intervengo in questa prima votazione per dichiarare il mio voto contrario, perché chiaramente sparare sull'Assessore credo che non porti da nessuna parte, anche per l'atteggiamento devo dire costruttivo e positivo che lui ha anche nei confronti dell'Aula, nonostante tutte queste bocciature siano veramente incomprensibili.

Abbiamo una Giunta di professori, abbiamo una Giunta altamente qualificata, diciamo che gli Uffici probabilmente non hanno le risorse umane necessarie per star dietro a tutte le modifiche normative, non può starci dietro l'Assessore puntualmente per ciascuna, resta il fatto che la responsabilità Assessore è sua, non è certamente degli Uffici. Quindi il mio augurio è quello che le si è fatto: speriamo che sia l'ultimo atto e che da domani mattina gli Uffici possano veramente dedicarsi alla parte corrente che è quella che ci sta veramente facendo presagire disagi e danni a imprese e cittadini, che speriamo siano evitati con un lavoro supplementare e con l'esortazione che le faccio affinché veramente da domani mattina si proceda con la spesa della finanziaria 2017, che consenta ai sardi di avere le risorse che lì sono state programmate.

Quindi annuncio il voto contrario per questa e per le altre votazioni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Il nostro voto ovviamente è contrario però, sentendo l'intervento dell'assessore Paci, volevo essere propositiva e, siccome siamo i primi Assessore ad aver dato applicazione al "118", le dico: formiamo il nostro personale, chiariamoci su quali sono le principali discrasie con gli Uffici del Ministero dell'economia e delle finanze e cerchiamo di trovare una via maestra, ma formiamo ovviamente il nostro personale perché oggi non credo che ci siano dei grandi esperti, o comunque chi ce li ha tende ovviamente a mantenerli. Allora dico, facciamo un'azione forte, una task force con il nostro personale, lo formiamo in modo tale che…. Credo che abbiano già fatto con grande impegno, perché riuscire ovviamente a digerire in poco tempo, come è dovuto avvenire soprattutto nel primo anno, un provvedimento così complesso… vale veramente la pena a questo punto di fare una specialità all'interno della nostra Regione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Io non intendevo intervenire, perché mi sembra superfluo ormai raccontare i problemi che attraversa la nostra Regione nel rapporto col Governo centrale e soprattutto quelli che sono i rapporti economico-finanziari derivanti da questo rapporto con il Governo centrale. Io credo che sia, lo diceva adesso anche l'onorevole Zedda, un problema serio in termini politici; io perderei tempo qui a criticare l'Assessore, come più volte ho fatto, o la stessa Giunta, ricordando quali sono le debolezze che abbiamo messo in campo, cioè escludere la Sardegna da un contenzioso che era aperto con lo Stato su diversi fronti e che non si è riusciti a chiudere in nessuna maniera se non con quell'accordo per cui si ritiravano tutti i ricorsi davanti a qualsiasi giudice essi fossero. E' stato un errore gravissimo, perché abbiamo dimostrato la nostra debolezza, non abbiamo nessun tavolo su cui sedere e confrontarci col Governo centrale, ma in particolare non abbiamo una linea politica seria, perché la linea politica seria non è solo quella di dire che abbiamo armonizzato il bilancio tanto entra e tanto esce e c'è più chiarezza. Il problema mio per la Sardegna è che il bilancio sia riempito di contenuti e soprattutto di sostanza e che dia la possibilità di avere dei danari per fare politiche di sviluppo, di occupazione, di lavoro che è la cosa che più manca in quest'Isola. Allora voi mi capite che se non facciamo un'azione forte, al di là della task force che raccontava adesso l'onorevole Zedda, c'è la necessità di un fronte politico unitario che dica al Governo centrale che la Sardegna è stufa di essere maltrattata. Qui non si tratta di essere sovranisti, indipendentisti, autonomisti o che, qui si tratta che abbiamo giurato di fare il bene di questa Isola e questo dobbiamo fare con cuore, con forza e con volontà.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo dell'articolo 1. All'articolo 1 è stato presentato un emendamento.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:

Articolo 1

Modifiche alla legge regionale n. 32 del 2016 (Variazioni al bilancio previsionale 2016-2018)

1. Il comma 2 dell'articolo 3 della legge regionale 5 dicembre 2016, n. 32 (Variazioni del bilancio per l'esercizio finanziario 2016 e del bilancio pluriennale 2016-2018 ai sensi dell'articolo 51 del decreto legislativo n. 118 del 2011, e successive modifiche ed integrazioni, e disposizioni varie), è abrogato.

2. Gli allegati C e D alla legge regionale n. 32 del 2016 sono sostituiti, rispettivamente, dagli allegati n. 1 e n. 2 alla presente legge.)

Per esprimere il parere sull'emendamento numero 1, ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Sabatini, relatore di maggioranza.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Parere favorevole.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento aggiuntivo numero 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo dell'articolo 2. All'articolo 2 sono stati presentati gli emendamenti numero 2, 3, 4 e 5.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:

Articolo 2

Modifiche e integrazioni alla legge regionale n. 36 del 2016 (Aggiornamento degli allegati)

1. Nel comma 1 dell'articolo 8 della legge regionale 22 dicembre 2016, n. 36 (Assestamento del bilancio per l'esercizio finanziario 2016 e del bilancio pluriennale 2016-2018 ai sensi dell'articolo 50 del decreto legislativo n. 118 del 2011, e successive modifiche ed integrazioni, e disposizioni varie), sono apportate le seguenti modificazioni:

a) gli allegati 1, 2, 3, 4, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 14 e 15 sono sostituiti, rispettivamente, dagli allegati 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14 e 15 alla presente legge;

b) nell'elenco degli allegati, dopo l'allegato 5 è inserito il seguente:
"5 bis. Prospetto esplicativo delle variazioni in diminuzione del fondo pluriennale vincolato iscritto negli stanziamenti iniziali del bilancio 2016/2018 e correlati stanziamenti in spesa;".

2. Dopo l'allegato 5 alla legge regionale n. 36 del 2016 è aggiunto l'allegato 5 bis (Prospetto esplicativo delle variazioni in diminuzione del fondo pluriennale vincolato iscritto negli stanziamenti iniziali del bilancio 2016/2018 e correlati stanziamenti in spesa), allegato alla presente legge.)

Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Sabatini, relatore di maggioranza.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Parere favorevole su tutti.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Parere favorevole.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento sostitutivo totale numero 2.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento sostitutivo parziale numero 3.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 4.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 5.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 3. All'articolo 3 è stato presentato l'emendamento sostitutivo parziale numero 7.

Per esprimere il parere sull'emendamento, ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Sabatini, relatore di maggioranza.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Favorevole

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Favorevole.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento sostituivo parziale numero 7.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 3.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'emendamento sostitutivo totale degli allegati.

Per esprimere il parere sull'emendamento numero 6, ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Sabatini, relatore di maggioranza.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Favorevole.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento sostituivo parziale numero 6.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 415, così come emendato.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo al secondo punto all'ordine del giorno, l'esame del testo unificato numero 34-219-284-335-B, "Tutela e disciplina della raccolta e della commercializzazione dei funghi epigei e ipogei spontanei".

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (SDP). Sull'ordine dei lavori, Presidente, per chiedere di discutere prima le mozioni e lasciare in coda la legge sui funghi, in maniera tale da capire se c'è la consapevolezza e se c'è la possibilità che quest'Aula oggi approvi la legge sui funghi. Ridiscutere un'altra volta la legge sui funghi senza avere un accordo complessivo per l'approvazione non avrebbe sicuramente senso.

PRESIDENTE. Chiedo al Consiglio se è favorevole a questa proposta di inversione dell'ordine del giorno.

Ha domandato di parlare il consigliere Christian Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS CHRISTIAN (PSd'Az-La Base). Presidente, anch'io sull'ordine dei lavori, perché c'è una discrasia tra la convocazione inviata l'altro giorno, che prevedeva l'elezione del Difensore civico e del Garante dell'infanzia e l'ordine del giorno affisso ai lavori dell'Aula che mi sembrerebbe prevedere l'elezione dei rappresentanti dell'ente regionale per il diritto allo studio universitario. Quindi, per chiedere se è confermata anche l'elezione sia del Difensore civico che del Garante dell'infanzia.

PRESIDENTE. Sì, è confermata.

Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS ANTONIO (PD). Presidente, io credo che, visto che la legge è stata iscritta all'ordine del giorno dell'Aula, considerato che la Commissione ha rivisitato la proposta di legge che era stata discussa in quest'Aula tenendo conto delle osservazioni che i colleghi avevano fatto, credo che sia opportuno che l'Aula licenzi definitivamente una legge che sembra una legge di seconda importanza, ma che comunque nel territorio regionale c'è molta aspettativa. Credo che la discussione di carattere generale era già stata fatta, le modifiche sono state recepite, e credo che l'Aula possa tranquillamente discutere di questa proposta di legge. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Condivido pienamente quanto ha detto l'onorevole Solinas, io francamente resto allibito che personaggi, senza trovare una soluzione adeguata a quelli che sono i termini di legge, da sotto mestino e si nascondano magari in altri ambienti cercando di camuffare e di non prendere una posizione chiara. Se ci sono delle modifiche da fare ancora, le si dica, le si porti come emendamenti e con chiarezza si dica che cosa si vuol fare. Io, Presidente, Assessore, nonché Vicepresidente, vorrei che tenesse bene a mente la Giunta che, se questa maggioranza ancora si intrattiene in giochetti del genere, non venga più questa maggioranza tramite la Giunta a dire che vuole esaltare i beni della Sardegna, che vuole dare l'opportunità dell'enogastronomia in Sardegna, che vuole non farsi rubare i beni che possiede, perché questi beni vengono sottratti o da abruzzesi o da altri e rivenduti con altra etichetta fuori dalla Sardegna. È vergognoso che un Consiglio regionale non abbia la capacità di legiferare su una cosa che non solo è legittima, è doverosa. Per cui chiedo che si proceda, si proceda con chiarezza e trasparenza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Deriu. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (PD). Signor Presidente, spero che su questo tema così caldo ideologicamente non vogliamo litigare troppo. Io sono in dissenso sia col collega Solinas, che è impegnato in altre conversazioni, sia con il collega Dedoni. Mi ritrovo in compagnia del vicepresidente Lai, invece, nel domandare… Non sento quello che dico, signor Presidente… Mi ritrovo con il vicepresidente Lai nel chiedere che ci sia il tempo di evitare che su un tema del genere si faccia un'opposizione o addirittura un ostruzionismo che per quanto mi riguarda intendo fare, perché il tema non è meditato nei suoi obiettivi in modo sufficiente, se poi naturalmente ci si vuole trattenere a parlare di funghi per tutto il giorno, io sono disponibile, e vi comunico che farò e dirò tutto quello che penso su questo argomento. Per cui, se viene accolta la richiesta ragionevole di un piccolo confronto mentre facciamo altro, è utile, altrimenti avremo da discutere per tutto il giorno di funghi. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS ANTONIO (PD). A me meraviglia che il collega Deriu intervenga in questo modo. Abbiamo discusso mesi fa di questa proposta di legge, la Commissione ne ha discusso. Se lei, onorevole Deriu, voleva essere informato, ha avuto tutto il tempo per discutere. Posso anche capire che all'onorevole Deriu parlare di funghi non gli interessa, però mi sembra un comportamento molto scorretto. Grazie.

PRESIDENTE. Quindi, non resta che mettere in votazione l'inversione dell'ordine del giorno. Ricordo che è necessaria una maggioranza qualificata dei due terzi.

Quindi, dichiaro aperta la votazione. Chi è favorevole all'inversione dell'ordine del giorno?

Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (SDP). Per chiedere cinque minuti di sospensione.

PRESIDENTE. Sospendo la seduta per cinque minuti e convoco la Conferenza dei Presidenti di Gruppo.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 54, viene ripresa alle ore 12 e 09.)

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta, invito i colleghi a prendere posto.

La Conferenza dei Capigruppo ha deciso di rinviare alla prossima seduta del Consiglio la discussione sulla tutela e disciplina della raccolta e commercializzazione dei funghi epigei e ipogei spontanei.

Discussione della mozione Rubiu - Pittalis - Tunis - Oppi - Truzzu - Carta Giancarlo - Tatti - Pinna Giuseppino - Tedde - Locci - Cossa - Zedda Alessandra - Floris - Cherchi Oscar - Dedoni sulle tematiche relative al poligono militare di Capo Teulada, con i progetti di implementazione della base, e alla presenza delle altre servitù militari nell'Isola, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento. (239).

PRESIDENTE. Passiamo quindi al punto 5 dell'ordine del giorno: mozione numero 239, Rubiu, Pittalis e più, sulle tematiche relative al poligono militare di Capo Teulada, con i progetti di implementazione della base, e alla presenza delle altre servitù militare nell'Isola, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento.

Dichiaro aperta la discussione. Uno dei presentatori della mozione ha facoltà di illustrarla.

RUBIU GIANLUIGI (UDC-Sardegna) Grazie, Presidente, la mozione numero 239, è una mozione ovviamente datata al 28 giugno 2016, intende mettere in evidenza alcuni argomenti importanti sul poligono militare di Capo Teulada, ma soprattutto sul progetto Siat. Io stamattina non esporrò ai colleghi la mozione, e voglio spiegare perché non la esporrò. Ho avuto modo informalmente di dialogare con il presidente Pigliaru, e siamo convenuti, almeno così mi ha detto, poi vediamo se troviamo un punto di incontro, che su questo argomento, che è un argomento sensibile, un argomento delicato ma molto importante, ed è molto importante anche per quella parte di Sardegna, per quei militari che operano appunto nella base di Teulada, che sarebbe bene un approfondimento, e questo approfondimento intendiamo farlo, Presidente, se lei è d'accordo, nella Commissione competente quindi una sorta di palla al centro e ripartiamo da zero, e discutiamo su questo argomento così delicato, così importante per la Sardegna, e magari in Commissione… vedo l'interesse dei colleghi, Presidente, mi complimento con loro… magari in Commissione chiedere ai rappresentanti delle forze armate di essere presenti, per discutere e trovare le soluzioni per fare in modo che questo progetto Siat parta al più presto. Questa ritengo sia per la Sardegna intera una grande opportunità, e quindi va discussa urgentemente. L'invito che faccio al Presidente della Regione, il professor Pigliaru, e ai colleghi della maggioranza, è che venga trasferito urgentemente l'argomento del poligono militare di Teulada, del progetto Siat in Commissione, e si inizi la discussione nel più breve tempo possibile.

PRESIDENTE. Grazie. Quindi c'è la proposta di rinvio in Commissione della mozione; chiedo chi è favorevole.

Chi la approva alzi la mano.

(E' approvata)

La mozione è assegnata alla prima Commissione.

Discussione della mozione Sale - Zedda Paolo Flavio - Usula - Manca Pier Mario - Deriu - Pizzuto - Agus - Cocco Daniele Secondo - Lai - Piscedda - Moriconi - Azara - Unali - Arbau - Ledda - Perra - Carta - Solinas Antonio sull'opportunità di candidare la Sardegna quale Regione d'Italia capofila di un progetto sperimentale/pilota per la legalizzazione, la coltivazione e la regolamentazione del mercato della cannabis e dei suoi derivati a fini terapeutici e ludici, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento. (136)

PRESIDENTE. Passiamo alla mozione numero 136, Sale e più, sull'opportunità di candidare la Sardegna quale Regione d'Italia a capofila di un progetto sperimentale pilota per la legalizzazione, la coltivazione e la regolamentazione del mercato della cannabis e dei suoi derivati ai fini terapeutici e ludici, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento.

Dichiaro aperta la discussione. Uno dei presentatori della mozione ha facoltà di illustrarla.

ZEDDA PAOLO (SDP). Grazie, Presidente. Prima di iniziare desidero ricordare che questa mozione che è stata firmata da 18 consiglieri portava come primo firmatario il nome dell'allora onorevole Gavino Sale, è mio dovere farlo presente. La cannabis è una delle sostanze psicoattive più anticamente conosciute nell'umanità, e attualmente è la sostanza più utilizzata al mondo, tra quelle psicoattive illecite, si valutata dai 150 ai 200 milioni di individui utilizzatori su scala mondiale. La relazione del 2014, svolta dal Dipartimento politiche antidroghe, attesta che tra le sostanze psicotrope utilizzate dalla popolazione italiana la cannabis risulta essere la più utilizzata, con un impiego di circa l'80 per cento in rapporto al totale delle sostanze psicotrope. Un terzo degli studenti italiani, tra i 15 e i 19 anni, ha provato cannabis almeno una volta nella vita, quasi il 27 per cento l'ha utilizzata recentemente nell'ultimo mese. L'ultima relazione della Direzione nazionale antimafia, nel periodo 2013-2014, registra un significativo aumento nel registro dei sequestri di cannabis, il quantitativo complessivo effettivamente consumato è stimato in una massa circolante compreso tra 1 e 5 e 3 milioni di chilogrammi all'anno, e dall'analisi delle acque reflue nel 2013 si osserva la presenza di cannabinoidi mediamente corrispondenti a circa 4 dosi giornaliere ogni 100 abitanti; un uso quindi estremamente diffuso. L'ultimo report della Direzione nazionale antimafia, in riferimento alla Sardegna, riporta che le piantagioni sequestrate negli ultimi anni dimostrano che l'attività si è trasformata in business, e che in assenza di un efficace controllo del territorio l'intero ciclo è destinato a essere gestito dalla criminalità organizzata. La legislazione adotta un approccio essenzialmente repressivo, la legge numero 49 del 2006 ha modificato il testo unico in materia di stupefacenti, equiparando il trattamento sanzionatorio tra droghe leggere e droghe pesanti, e, ancora una volta, la relazione annuale per gli anni 2011-12 sullo stato delle tossicodipendenze del Dipartimento politiche antidroga afferma che i costi imputabili all'attività di contrasto alle sostanze psicotrope illegali sono aumentati a circa 2 miliardi di euro all'anno, di cui circa la metà per le droghe leggere, e che questa mastodontica attività repressiva non ha portato significativi risultati sotto il profilo della riduzione dei consumi né decrementi nel flusso di danaro di cui si appropriano i sodalizi criminali, stimato approssimativamente a circa 60 miliardi di euro all'anno. La Global Commission on drug policy, il soggetto internazionale più prestigioso sul monitoraggio dell'uso delle sostanze psicotrope, ha definito le politiche proibizioniste un fallimento, raccomandando ai Paesi nel mondo di valutare l'ipotesi di legalizzare la marijuana al fine di indebolire la criminalità organizzata, e il Dipartimento nazionale antimafia giunge a conclusioni analoghe, arrivando a formulare in particolare le seguenti osservazioni, che sono fortissime: I dati statistici e quantitativi segnalano l'affermarsi di un fenomeno ormai endemico, capillare, sviluppato ovunque, non dissimile a quello del consumo di sostanze illecite come il tabacco e l'alcol. Per quanto riguarda l'assetto normativo, senza alcun pregiudizio ideologico", questo dice il Dipartimento nazionale antimafia, "proibizionista o antiproibizionista che sia, nel contrasto alla diffusione di cannabinoidi si deve registrare il totale fallimento dell'azione repressiva, dunque, davanti a questo quadro spetterà al legislatore valutare una depenalizzazione della materia, tenendo conto da una parte le modalità e le misure più idonee a garantire il diritto alla salute dei cittadini, e dall'altra le ricadute che la depenalizzazione avrebbe in termini di deflazione del carico giudiziario, liberazione delle risorse disponibili per le Forze dell'ordine, per la Magistratura, e per il contrasto di altri fenomeni criminali, e infine il prosciugamento di un mercato che è a esclusivo appannaggio di associazioni criminali agguerrite. Tenendo conto di queste valutazioni, una serie di Stati nel mondo si sono orientati verso una modifica drastica nell'approccio alla lotta e alla dissuasione nell'uso delle sostanze psicotrope, questo cambiamento è sostanzialmente dovuto a tre ragioni: uno, alla coscienza della pericolosità delle sostanze; due, agli effetti della legalizzazione che ormai si conoscono con dati che sono largamente affidabili e abbastanza ampi; tre, alla modifica del consenso popolare in ordine a questo argomento. Sulla pericolosità cito alcuni dati che paragonano gli effetti delle altre droghe, del tabacco e dell'alcol. In Italia nel 2015 l'eroina ha prodotto 101 decessi, la cocaina 37, il metadone 3, l'anfetamina 2, la cannabis nessun decesso. La cannabis è valutabile come concausa nei decessi da incidenti stradali oppure da tumori, ma è estremamente meno significativo dell'alcol (3 per cento contro il 35 per cento), ed è estremamente meno grave del tabacco per quanto riguarda l'incidenza nella causa dei tumori. L'alcol (che è una sostanza legale e per la quale noi attuiamo delle politiche di sostegno e anche di promozione) è usata dal 75 per cento degli italiani, 3 milioni sono i bevitori a rischio, 1 milione sono gli alcolisti in Italia. Il 7 per cento dei giovani si ubriaca almeno una volta alla settimana. È attribuibile all'alcol il 10 per cento delle malattie, di tutte, il 10 per cento di tutti i tumori, il 63 per cento delle cirrosi epatiche, il 31 per cento degli omicidi, il 35 per cento degli incidenti stradali. Ogni anno ci sono 326 mila ricoveri legati all'uso di alcol e 40 mila morti all'anno per etilismo. Il tabacco - vi risparmio un lungo elenco di malattie derivate dall'uso di tabacco - produce ogni anno 83 mila morti in Italia contro zero riferibili direttamente all'uso di cannabis. Il tabacco è la prima causa di morte, provoca più decessi di alcol, AIDS, droghe, incidenti stradali, omicidi e suicidi messi insieme. L'epidemia del tabacco è una delle più grandi sfide della sanità pubblica della storia, beh, a nessuno viene in mente di proibire l'uso del tabacco oppure di impedire l'utilizzo dell'alcol.

Sugli effetti della legalizzazione iniziamo ad avere dei dati che sono ampiamente affidabili. Negli USA, nel 2012, il Colorado e lo Stato di Washington hanno scelto di legalizzare l'uso personale e la distribuzione a scopo ricreativo; nel 2014 ha seguito Alaska, Oregon e Washington DC e a questi nel 2016 si sono aggiunti California, Massachusetts, Maine e Nevada. I dati dicono questo: nel Colorado, nel mese di marzo 2014, gli incassi hanno raggiunto i 19 milioni di dollari, negli USA si è avuto un riscontro positivo in termini di diminuzione del tasso di criminalità, riduzione dei sequestri di stupefacenti, del traffico illegale e di conseguenza i profitti per il mercato nero, un incremento significativo in termini di occupazione e di entrate. Secondo una ricerca che ha pubblicato Lancet, quindi la più prestigiosa rivista medica scientifica, l'uso di cannabinoidi in seguito alla legalizzazione tra i giovanissimi non è aumentato, ma al contrario è diminuito. Negli Stati Uniti si è passati dal 22 per cento del 2011 al 20 per cento. I dati quindi sui risultati della legalizzazione sono ampiamente incoraggianti e ci dicono che ci sono una serie di vantaggi per la salute, per la socialità, per l'economia e per il lavoro. Uno degli ostacoli cui rimaneva legata l'attuabilità di un cambio di passo e quindi di un abbandono delle politiche di repressione a favore di quelle di una localizzazione regolamentata, passava per il consenso che era ampiamente negativo in quanto si associava l'immagine della cannabis a quella delle altre droghe. Ultimamente il consenso in ambito mondiale, europeo e italiano sta cambiando nettamente di orientamento. In particolare ci sono alcune rilevazioni statistiche, una l'ha fatta la casa Ipsos alcuni mesi fa, dà un 77 per cento di pareri favorevoli tra gli italiani per la legalizzazione e un altro sondaggio è stato commissionato dalla Sky TG 24 due settimane fa, anche questo ha riportato una approvazione superiore al 70 per cento, quindi diciamo che tendenzialmente quella contrarietà delle ragioni morali che era diffusa nella società sta cambiando orientamento in modo piuttosto netto.

Un'ultima valutazione. La Sardegna ha delle caratteristiche morfologiche, ambientali e climatiche per le quali si presta in modo ottimale alla coltivazione della cannabis e inoltre la sperimentazione del territorio della Sardegna potrebbe portare alla luce dati su esposti benefici in termini di diritto alla salute, concentrazione delle azioni repressive sulla condotta di maggiore pericolosità, riduzione del sovraffollamento carcerario, contrasto alla possibilità per le organizzazioni criminali di lucrare sul mercato delle droghe, risparmio di risorse pubbliche, controllo del territorio, incremento delle entrate e una serie di altri benefici. Cito una simulazione degli impatti sulla Nazione italiana della possibile legalizzazione prodotta dalla Università di Palermo e presentata in audizione parlamentare alle Commissioni riunite. Per la spesa annuale dei detenuti ci sarebbe con la legalizzazione un risparmio di 541 milioni di euro, quasi mezzo miliardo di euro in Italia, 228 milioni di euro per il risparmio sull'ordine pubblico e un incremento delle entrate erariali valutabile tra i 5 e i 7 miliardi di euro. Complessivamente in Italia sarebbe un vantaggio economico valutabile tra i 6 e i 9 miliardi di euro. In Sardegna, in proporzione, sarebbe quantificabile in una cifra che sta tra i 200 e i 300 milioni di euro. Ciò che noi chiediamo in base a tutte queste valutazioni è che la Sardegna in questo caso si ponga, con un atteggiamento coraggioso, come candidata a essere capofila di un progetto sperimentale che in ragione di tutte queste valutazioni inizi con una nuova politica di contrasto alle sostanze psicotrope, che si passi dalla repressione alla legalizzazione, che si arrivi a un accordo col Governo nazionale per cui se ci sono dei dubbi oppure delle forze che si oppongono alla approvazione di una legge nazionale in questo senso, la Sardegna possa fare da apripista.

In ultima analisi noi chiediamo al Presidente e alla Giunta di portare avanti nelle opportune sedi istituzionali ogni azione utile alla candidatura della Sardegna quale Regione d'Italia destinataria di un progetto sperimentale e pilota per la legalizzazione, la coltivazione e la regolamentazione del mercato della cannabis e dei suoi derivati e di valutare la possibilità e l'opportunità di istituire un'unità di progetto alla quale partecipino rappresentanti dei rami dell'amministrazione competenti nella materia al fine di predisporre la candidatura di cui al punto 1. Noi chiediamo che la Sardegna si pensi e si autopercepisca come un piccolo Stato o almeno come una Regione che esercita con forza la sua autonomia, che si proponga come capofila di un progetto sperimentale e che una volta tanto non utilizzi…

PRESIDENTE. Onorevole Zedda, il tempo a sua disposizione è terminato.

E' iscritto a parlare il consigliere Mariano Contu. Ne ha facoltà.

CONTU MARIANO. Credo che il tema presentato testé dal collega Zedda sia un tema che può appassionare, appassiona ma forse crea perlomeno qualche dubbio e sinceramente credo di dover dire in questo mio intervento in Aula in questa legislatura, di dover dire perlomeno quello che è il mio pensiero dalla parte del cittadino, dall'altra di medico, dall'altra ancora di genitore di tre giovani figli, quell'età che citava il collega Zedda come la più esposta a questa sperimentazione dell'uso della cannabis. Credo da cittadino di poter dire che tutte le osservazioni che sono state presentate rispetto ai danni dei consumi di sostanze voluttuarie, siano all'attenzione di tutti, che si parli di fumo che si parli di alcol che si parli di tante altre sostanze e abitudini voluttuarie dove sinceramente credo che si stia operando a sufficienza soprattutto nella prevenzione per andare in qualche modo ad arginare i danni del fumo ma anche della cattiva alimentazione ma anche dell'alcol ma anche di tante altre sostanze compreso il consumo di droghe che sono diventate un altro sport preferito. Perché vorrei capire dal collega Zedda se ha noto allo stesso modo come ha presentato il tema della cannabis allo stesso modo quanti danni oggi il doping sta facendo nella popolazione. Credo che il tema meriti altrettanta attenzione, collega Zedda, perché credo sia importante per oggi e per domani nella tutela della salute dei cittadini che ci occupiamo complessivamente non di sradicare le vigne perché c'è qualcuno che fa un uso non perfettamente congruo del vino o di altri alcolici ma non salterebbe in testa a nessuno di dire oggi ai viticultori: "Basta con la produzione di vino perché comunque sia stiamo rovinando l'Italia e la Sardegna." Anzi credo che lei sia una di quelle persone, collega Zedda, che molto probabilmente ha lavorato nella direzione dove migliorare la viticoltura ma soprattutto migliorare la qualità del vino e così via dicendo. E ai colleghi dico, ai colleghi medici dico, sappiamo benissimo la sperimentazione clinica che tipo di risultati ha dato nell'uso appunto terapeutico. Credo che molto probabilmente abbiamo bisogno di qualche ripasso forse di quei dati a prescindere dalle nuove economie che si creerebbero con la sperimentazione della coltivazione della cannabis in Sardegna. Ma, caro collega Zedda, la sperimentazione ormai la fanno tutti i giorni in tutti gli ovili, perché sappiamo benissimo che quei sequestri di quelle quantità enormi di coltivazione di cannabis le troviamo prevalentemente nelle aziende agricole e le abbiamo trovate prevalentemente nelle aziende agricole della Sardegna, perché molto probabilmente la gente è stata illusa del fatto che si potesse creare nuova economia in agricoltura appunto con la coltivazione della cannabis. Dirci da genitori in quella che è l'osservazione di quelle che sono le abitudini dei ragazzi oggi, quella dello sballo col fumo chiaramente sì ha ragione, i dati riportati sono veritieri, sono questi, i ragazzi oggi fanno un uso della cannabis in maniera proprio sconsiderata senza una capacità critica di sapere per oggi e per domani che durante la fase di crescita la cannabis incide pesantemente in quello che è lo sviluppo intellettuale e dello sviluppo del cervello e dal cervelletto, per capirci bene colleghi, dello sviluppo della massa grigia e con una limitazione che sinceramente pone tanti dubbi dal punto di vista medico, dal punto di vista sanitario, sulle capacità dei nostri giovani domani di arrivare a una maturazione fisica e intellettuale tale da poter dire che poi avremo delle persone equilibrate e integrate e in grado di badare a se stesse e non dover entrare invece nel tunnel dell'assistenza pubblica. Allora queste poche riflessioni per dirci che il tema merita ben altra e attenta valutazione, a me il fatto commerciale chiaramente interessa poco in questa fase, il fatto commerciale non è un problema nostro, il fatto commerciale è un problema di pubblica sicurezza oltre che di sicurezza sociale, è un fatto che molto probabilmente deve essere trattato in altri ambiti, deve essere trattato comunque sia e non garantito da una legge perché altrimenti credo che stiamo prendendo una strada dove il consumo personale, abbiamo già visto…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Contu, il tempo a sua disposizione è terminato.

E'iscritto a parlare il consigliere Fabrizio Anedda. Ne ha facoltà.

ANEDDA FABRIZIO (Gruppo Misto) Non so cosa ci sia da inventare su questa sostanza, stiamo parlando di una sostanza conosciuta già dai tempi degli Egizi e usata in tutto il mondo come analgesico o in altre terapie per la salute già dai tempi antichi. Il suo uso non ha mai ucciso nessuno a quanto risulta, si conosce benissimo come coltivarla, quando ero giovane si usava farla coltivare in casa dalla nonna, era proibito e allora i giovani regalavano una bella piantina alla nonna e la nonna ci teneva, le dava acqua e cresceva bene e poi nipoti se la fumavano. Oggi la mia generazione è diventata generazione di nonni in grado di suggerire benissimo ai nipoti l'uso e la coltivazione, quelli che prima la davano ai nonni sono diventati loro. Vogliamo che sia curata la qualità? Va bene autorizziamo e legalizziamo la produzione per uso personale e istituiamo a disposizione un laboratorio che sia in grado di garantire l'assenza di sostanze pericolose dovute magari ad inquinamento ambientale della marijuana. Per cui cosa volete che vi dica? Se uno proprio vuol fumare, buona canna!

PRESIDENTE. E'iscritto a parlare il consigliere Paolo Truzzu. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Ad ascoltare le relazioni dei colleghi della maggioranza, io devo dire sinceramente che ero quasi convinto, cioè non c'è niente da obiettare perché se uno pensa che addirittura la facciamo coltivare alle nonne, io non so che nonne abbiate avuto voi, ma io sinceramente mia nonna che coltivava piantine non l'ho mai vista. Qualcun altro ci dice che ci sono validi motivi dal punto di vista della contrazione dei mercati illeciti, ci sono tanti altri validi motivi, io devo dire che ho ascoltato con attenzione la relazione del collega Zedda, mi ha convinto su tante cose, solo sull'ultimo punto però ho un dubbio, cioè se l'esercizio dell'autonomia della Regione Sardegna possa come dire compiere un passo positivo e un progresso approvando questa mozione, io sentendo il collega Zedda intervenire che notoriamente è un convinto indipendentista, io per questo motivo lo rispetto anche se ho idee completamente differenti, mi sarei aspettato che ci proponesse in un tentativo di creare un avanzamento dell'autonomia della Regione Sardegna, la tutela di una pianta tipica della Regione Sardegna perché poi che si debba anche andare a utilizzare e a proporre sul nostro mercato e sul nostro territorio piante che non appartengono alla nostra cultura qualche dubbio me lo porta. E lo dico questo anche perché senza entrare in questioni mediche sulle quali qualcuno si è secondo me improvvisato e avventurato, io credo che sugli effetti di questa sostanza ancora non conosciamo bene tutte le conseguenze e badate non lo dico solo io, ma lo dice anche Luca Pani che è un eminente rappresentante della Sardegna e che, se non ricordo male, presiede la Commissione del farmaco, il quale ci dice anche "fate attenzione"; audito alla Camera su questi temi, ha detto chiaramente "un conto è l'utilizzo a fini medici che può essere fatto, un conto è la questione della coltivazione", perché ancora gli effetti non sono completamente studiati, e a fronte degli studi che c'ha appena propinato il collega Zedda, io adesso non ho statistiche alla mano, però posso assicurare che ci sono altri studi che ci dicono in particolare che è vero che uno spinello non ha mai ucciso nessuno, ma che gli effetti di un consumo prolungato dei cannabinoidi crea delle difficoltà e ha un impatto sul sistema sanitario e sociale notevole. E quindi su questo ci starei attento, anche perché il nostro compito, come ha detto giustamente il collega Zedda, è anche quello di promuovere la salute e non far sì che più cittadini possano un domani abbiamo necessità di rivolgersi, a causa delle nostre scelte, alle cure di un medico, debbano comunque rivolgersi al Servizio sanitario nazionale. L'altro aspetto che farei notare è che anche l'aspetto economico legato alla questione delle mafie, io ci andrei cauto, perché non vorrei che di questo passo, oggi, siccome la marijuana rappresenta un importante mercato per le mafie nazionali e internazionali, noi lo legalizziamo così questi non fanno più guadagni, poi domani tocca a qualcos'altro. Perché se la logica è questa dovremmo legalizzare tante cose. E anche sul rapporto che è stato fatto sugli effetti che ha il consumo dell'alcol, l'abuso dell'alcol e l'uso della marijuana, io su questo starei lo stesso molto attento. Perché è chiaro che qualsiasi sostanza, assunta in quantità, me lo potrà confermare anche il nostro Assessore alla Sanità, crea dei danni. Se domani uno di noi dovesse bere 32 litri d'acqua penso che il suo organismo qualche scompenso lo avrebbe, così se dovesse ingerire un qualsiasi altro alimento che è diffuso, che utilizziamo tutti i giorni, faccio un esempio, se io mi metto a ingurgitare 15 tubetti di maionese, che notoriamente non fa male nel consumo naturale, probabilmente qualche conseguenza importante sull'organismo ci può essere. Questo per dire quindi che un conto è un'ipotesi che possa portare ad un utilizzo e una sperimentazione in ambito clinico, a parte che in ambito clinico è già utilizzata, in ambito medico. Ma se io penso che dobbiamo impegnare il Presidente della Giunta regionale a portare avanti nelle opportune sedi istituzionali ogni azione utile alla candidatura della Sardegna quale Regione d'Italia destinataria di un progetto sperimentale pilota per la legalizzazione, la raccolta, la coltivazione e la regolamentazione del mercato della cannabis e dei suoi derivati a fini terapeutici e ludici, io penso che qualcuno leggendo questa mozione ci chiederebbe: "Che cosa vi siete fumati?".

Ultima osservazione, perché il tempo sta scadendo, io credo che il compito di questo Consiglio sia promuovere la salute, la consapevolezza e la conoscenza delle giovani generazioni, e noi dobbiamo fare in modo che tutti i giovani e ognuno di noi abbia la capacità di decidere con piena coscienza e sia lucido in questo. Invece ho l'impressione che voi vogliate obnubilare le coscienze di tanti giovani per continuare a proporgli le vostre visioni ideologiche.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Roberto Deriu. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (PD). Presidente, la mozione è troppo timida, non si sta chiedendo nulla. Cioè adesso stiamo scomodando i massimi principi. Naturalmente l'argomento divide, è stato esposto anche da chi non è d'accordo con molta pacatezza e molta acutezza, però davvero non si chiede niente di speciale. Si chiede al Governo che ci pensi, e che noi provvediamo a pensarci. Si sta chiedendo questo. Si chiede al Governo che nelle opportune sedi istituzionali valuti e noi istituiamo un pensatoio sull'argomento. Un segnale lo si vuol dare. Qui c'è anche la parte, come dire, pregevole dal punto di vista linguistico-simbolico di questa mozione, dove nel "ritenuto opportuno" finale l'estensore, che è l'onorevole Sale dice "ambito del contesto nazionale", perché io pensavo che l'onorevole Sale intendesse per contesto nazionale quello sardo, invece qua intende il contesto italiano. Quindi forse dovevamo scriverci "statale". Però anche se non c'è che una timida, timidissima apertura alla valutazione di ciò che ormai gli scienziati hanno acclarato, cioè il fatto che questa pianta è dannosa alla salute come e quanto altre piante che, invece, noi abbiamo tra le più care e i frutti dei quali ci danno quelle sostanze che consumiamo in modo abbondante e in modo anche pericolose e allarmante per la società. Qua ci si è anche detto da parte per esempio del professor Gessa, quando abbiamo presentato una proposta di legge giacente presso la Commissione VI, che chiedeva di poter finanziare o di poter aiutare i consumatori di medicinali cannabinoidi, o utilizzanti principi cannabinoidi, che traggono un grandissimo giovamento per le loro sofferenze da questo tipo di farmaci, ci ha sottolineato un grave difetto il professor Gessa, cioè che questi materiali vengono ad essere costosissimi in Italia e quindi sarebbero costosissimi per il nostro sistema sanitario, proprio perché esiste la proibizione, proprio perché non esiste una produzione pubblica, statale, monopolista della delle sostanze. Cosa che sarebbe invece auspicabile, cosa che sarebbe un deterrente per tutta quella parte criminogena della proibizione che andrebbe abbandonata, e perché a poco prezzo renderebbe disponibile dei principi attivi che sono molto importanti per il confezionamento di farmaci. Per cui questa mozione sicuramente è da votare dal punto di vista del principio, poi il risultato, l'esito, vorrei tranquillizzare coloro che non sono d'accordo, è veramente minimo, cioè è quasi inesistente. Si sta pregando lo Stato di pensarci e si sta impegnando la Regione a pensarci. Mentre ci pensiamo, probabilmente, bisognerebbe far crescere la conoscenza del problema, dovremmo anche noi intensificare un dibattito scientifico, culturale e politico sull'argomento, per arrivare magari a dei risultati concreti. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Luca Pizzuto. Ne ha facoltà.

PIZZUTO LUCA (SDP). Presidente, ma io credo che quest'Aula dovrebbe un attimino porsi, al di là dei temi della contingenza e della drammaticità del quotidiano di cui noi ci occupiamo, anche temi più di lungo periodo e di prospettiva. Una delle domande insite in questa mozione è per esempio che atteggiamento abbiamo rispetto alle mafie e alla criminalità organizzata. Perché non c'è dubbio che anche se noi vogliamo fare i moralisti, anche se noi vogliamo dire che noi ideologicamente ai ragazzi eccetera, i nostri ragazzi consumano abbondantemente marijuana in giro per la Sardegna indipendentemente da quello che noi facciamo in quest'Aula. Il dato certo è che quei profitti vanno alle mafie e che espongono i nostri ragazzi a un sistema criminale locale pericoloso e preoccupante. Allora di questo aspetto ce ne vogliamo prendere cura e vogliamo provare a fare da questo punto di vista una riflessione, e fare delle scelte anche provocatorie forse, ma coraggiose? O vogliamo fare finta di niente? Vogliamo fare finta del fatto che non esista un sistema mafioso che specula su questi aspetti? Quando fu reso illegale l'alcol in America si fece il più grande regalo alla mafia americana che fece profitti immensi da quel punto di vista. Si risolse il problema dell'uso dell'alcol e dell'abuso dell'alcol, e delle malattie dei problemi legati all'uso dell'alcol? Ma manco per idea! Perché continuò in modo massiccio, semplicemente sotto il tappeto, l'uso di questo tipo di sostanza. Quindi non fare i conti su questo aspetto e fare finta di niente schierandosi dietro posizioni ideologicamente opposte alle nostre di buon, come dire, di moralismo, di modello benpensante, si compie semplicemente un errore che favorisce questi sistemi. Dopodiché io cito Pasolini che sul tema dell'aborto alla domanda: "lei è favorevole o contrario all'aborto?" rispose: "io sono contrario all'aborto, ma sono perché ci sia la legalizzazione, perché questo consente di controllare il fenomeno, di monitorarlo, di prendersene cura e di fare anche tutte le azioni necessarie a prevenirlo". Quindi avere un atteggiamento da questo punto di vista in quest'Aula nel 2017 puramente proibizionista quando probabilmente, permettetemi la battuta, la stragrande maggioranza dei colleghi in quest'Aula almeno una volta nella vita avrà provato la sostanza e avrà visto che non c'è niente di così drammatico e di così distruttivo, mi sembra anche, come dire, un pochino ipocrita e sbagliato, che posso capire nella logica benpensante ma che ritengo sia veramente una azione obsoleta che meriti di essere cambiata. Oltre poi agli aspetti, guardiamo quanti nostri ragazzi vanno in Olanda non per vedere il Guggenheim ma per sperimentare altre esperienze che l'Olanda fornisce, che legalizza ben più dalla semplice marijuana, cioè ci sono degli aspetti anche di sviluppo che questo tema aggrega e non è il tema di togliere le vigne per coltivare marijuana perché non abbiamo sicuramente questo problema vista l'enorme quantità di terreni che abbiamo a disposizione per cui si cerca di fare una scelta e di dare un indirizzo, ha ragione l'onorevole Deriu, possiamo provare a pensarci? Possiamo provare a costruire un indirizzo e un pensiero da questo punto di vista? Se si dice di no per ragioni ideologiche si sta semplicemente, ovviamente questo è legittimo, ma si sta semplicemente decidendo di mettere la polvere sotto il tappeto perché tutti quanti voi avete conoscenza di giovani e meno giovani che fanno uso di questo tipo di sostanza, che non sono diventati improvvisamente dei serial killer o cose di questo tipo e che possono tranquillamente essere brave persone anche se ogni tanto si fumano una canna. Quindi dovremmo mettere da parte questo tipo di approccio e questo tipo di atteggiamento e pensare in prospettiva come la nostra Regione può essere avanguardia su un tema di questo tipo, che è collegato, ma anche no, al tema poi dell'uso terapeutico, permettetemi un tema fondamentale su cui c'è abbondante ricerca scientifica dove noi non possiamo passare sempre attraverso i monopoli farmaceutici per una sostanza che possiamo tranquillamente produrci e che produce effetti benefici in caso di vaporizzazione in caso di fumo anche in caso di ingerimento, quindi perché non dobbiamo provare a pensare a questo tema e provare a costruire una linea di pensiero sul futuro su questo punto. Dice il saggio che quando c'è la tempesta si può provare o a mettersi al riparo dalla tempesta o provare a danzare sotto la pioggia. Continuare a far finta di metterci al riparo mentre comunque lasciamo che questo fenomeno cresca e si diffonda senza alcun controllo e senza alcun pensiero è un modo secondo noi sbagliato e poco avanzato di cercare di costruire prospettive nuove. Meglio tentare di danzare sotto la pioggia e di costruire insieme una prospettiva nuova anche su questo tema.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pierfranco Zanchetta. Ne ha facoltà.

ZANCHETTA PIERFRANCO (Cristiano Popolari Socialisti). Molto rapidamente per anticipare il mio voto favorevole, ma anche per chiedere di apporre la mia firma alla mozione. Io credo che quest'Aula avrebbe potuto entrare ancora maggiormente nel merito di una questione delicata che può dividere che ha delle rappresentazioni anche ideologiche certamente, ma finalmente togliamo un velo di ipocrisia ad un tema che invece è stato rappresentato con contenuti e prospettive davvero di interesse per la salute, non contro la salute, perché si parla soprattutto degli dei fini terapeutici e non di una liberalizzazione ma di una legalizzazione che vedrebbe anche la Sardegna poter essere un modello in questa direzione ecco perché voto a favore e chiedo nuovamente anche all'onorevole Zedda che è stato così capace di illustrare la mozione di apporre la mia firma, grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC-Sardegna). Presidente, per comunicare che voterò in modo contrario alla mozione, sono contrario alla liberalizzazione della droghe, sono contrario a dedicare così tanto tempo ad un tema che ritengo che in questo momento non sia quello determinante per risolvere i problemi della Sardegna. Non abbiamo voluto discutere in quest'Aula della legge sui funghi, una legge che in qualche modo richiama l'interesse di moltissime persone, una legge che è in Commissione da tanto tempo e ci ritroviamo a parlare di una mozione sulle droghe. Mi viene difficile parlare di una mozione sulle droghe soprattutto da padre di due figli che tutti i giorni purtroppo affrontano per strada anche il rischio di incrociare spacciatori di droga travestiti da perbenisti che in qualche modo lasciano intendere che in realtà non è una droga ma è un analgesico. Io ovviamente sono scandalizzato, mi vergogno delle cose che sento in quest'Aula, perché comunque rappresento una parte del popolo sardo e sentir dire queste cose veramente mi indigna, però siamo in democrazia e devo rispettare tutti. Ho sentito delle cose molto curiose, delle cose fantasiose, io vorrei ricordare e rappresentare la Sardegna al mondo intero come la Sardegna dei pastori, la Sardegna dei centenari, la Sardegna che è di grande ospitalità. Mi dispiace tantissimo vedere invece rilegare la Sardegna alla Sardegna dei migranti, degli spacciatori di droga, alla Sardegna dei delinquenti, perché se è vero che si possono tranquillamente liberalizzare delle cose che in realtà vediamo tutti i giorni, liberalizziamo anche le rapine in banca, perché d'altronde le fanno quindi che male c'è, proponiamo una legge perché si liberalizzino anche tutti quegli atti delinquenziali. La cosa che mi ha infastidito moltissimo stamattina, mi dispiace che non sia presente in Aula, è il pessimo esordio del consigliere Contu, da ex assessore all'agricoltura, mi dispiace dirlo per un collega di minoranza, le aziende sarde non coltivano cannabis, gli agricoltori sardi non sono coltivatori di prodotti illegali, non si deve permettere a nessun titolo di insinuare che nelle aziende sarde si coltiva la droga e si spaccia la droga! Il Consigliere Contu si deve vergognare per ciò che ha detto!

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Parto da quest'ultima osservazione fatta dal collega Rubiu. Io penso che l'onorevole Contu al quale do il benvenuto, il ben rientrato nelle aule del Consiglio regionale, si riferisse ad un fenomeno diffuso e, per chi come me esercitando anche la professione di avvocato conosce, purtroppo c'è una tendenza alla estirpazione dei vigneti e alla coltivazione di marijuana che sicuramente sul mercato e più redditizia, ma questo non è riferito alle aziende agricole, assolutamente, ci mancherebbe altro, è riferito a sistemi e fenomeni che, per la verità, non sono fatti a sistema nella nostra regione, ma anche occasionali che però si sono verificati e si verificano purtroppo sostituendo quelle forme sane della nostra agricoltura con queste forme e sistemi che sono sicuramente molto più redditizi. Penso che si riferisse a questo l'onorevole Contu, senza tirare in ballo logicamente la professionalità, la serietà, l'onestà, la capacità e quello che è il substrato importante della nostra economia reale in Sardegna. Io sono contro ogni forma di proibizionismo, lo dico senza nessuna remora, men che meno di natura ideologica, se l'onorevole Anedda è stato educato dalla nonna a vivere in quel contesto, chi deve impedirgli di continuare in quella tradizione che gli avi gli hanno tramandato. Io, per la verità, onorevole Anedda, quando andavo a visitare mia nonna, che aveva un pollaio nel retro casa, al più, mi fumavo il cervello con il letame delle galline e le assicuro… ma ognuno viene dalla esperienza di vita propria. Lo dico perché? Lo dico perché non bisogna prendere questo tema in maniera semplificatoria così come ho sentito, perché c'è un dato che riguarda tutta la fascia delle persone non adulte, non maggiorenni rispetto alle quali chi ha la consapevolezza, l'età matura, può fare quello che gli pare, ma non ci si può porre in relazione ad una fascia di età che, molte volte, non ha la capacità di ben intendere e capire che cosa si fa, e che si pretenda che si faccia come ritiene l'adulto. Quindi, c'è una fascia di persone verso le quali bisogna avere attenzione, perché non sono io, non è l'opposizione che lo dice, sono studi medici che dicono che la marijuana è l'anticamera per il consumo di droghe pesanti, è la porta di ingresso per il consumo di droghe pesanti. Questo ce lo dobbiamo dire, ma non per fare battaglie a favore o contro, questo è il primo dato. Il secondo dato, scusate, a voi pare che sia poca cosa e che il minimizzare dicendo che la marijuana in realtà è meno pericolosa di altre droghe, beh non è questo l'argomento, io capisco quando si affronta l'aspetto terapeutico, ma che non ha niente a che fare però con l'impostazione che ho sentito questa mattina: liberalizziamo tout-court. No non è questo il problema, il problema è come porsi di fronte a sostanze che possono essere letali in certi casi, per la dipendenza anche che possono creare, soprattutto per una fascia di persone, ancora sottolineo, che forse non comprendono bene il significato. E non è così innocua come alcuni colleghi tendono a credere, perché l'analisi fatta da esperti conferma soprattutto la esistenza di danni, la bronchite, sintomi respiratori che non sono nella normalità, probabilità per le donne incinte di partorire bambini con peso più basso alla nascita. Chi la consuma abitualmente, ci dicono gli esperti, ha un rischio più alto di schizofrenia e di psicosi; inoltre, che mai avvenga quando l'uso se ne fa in macchina, alla guida e abbiamo anche casi di questo genere. Allora perché minimizzare e non tenere conto del problema e soprattutto, ripeto, di quella fascia di persone…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pittalis, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Proverei a fare un ragionamento riconducendolo agli aspetti scientifici, poi farò alcune considerazioni personali, però già annuncio che la Giunta si rimetterà alla decisione dell'Aula. Dal punto di vista pratico io ho sentito diverse argomentazioni e devo dire che ci sono prove scientifiche della utilità della cannabis a fini terapeutici per tre condizioni. Le tre condizioni sono: come per il trattamento del dolore cronico nell'adulto; come antiemetico per i trattamenti associati alla chemioterapia; e, aspetto che potrebbe essere ancor più rilevante ai nostri fini, pensando alla nostra Regione, il trattamento per la spasticità dei pazienti con sclerosi multipla. Sono tre punti fondamentali, su questi, come si dice utilizzando una metodologia scientifica, ci sono prove forti dell'utilità. Quindi io penso che potrebbe essere da valorizzare l'ipotesi che la Regione Sardegna si proponga come Regione che vuol implementare la ricerca su questi tre ambiti, valutare anche essendoci diversi prodotti - cioè con cannabis sintetizziamo con un termine diverse sostanze chimiche - che sono presenti, e ci allineiamo con quello che è stato fatto in altre Nazioni, che propongono di valorizzare gli aspetti. Io continuo a ripetere, a fini terapeutici, personalmente a fine ricreazionale-ludico ho qualche perplessità. Anche perché esiste una associazione descritta, soprattutto in alcune fasce di età, per il rischio di alcune psicosi. Quindi, la posizione dal punto di vista strettamente della sanità è quello di favorire eventualmente l'utilizzo ai fini terapeutici, anche promuovere la valorizzazione quindi d'accordo con l'agricoltura di autoproduzione della Sardegna. Anche perché fino adesso il prodotto che viene utilizzato a fini terapeutici è una molecola, è una particolare molecola che viene prodotta all'esterno, è stato autorizzato recentemente l'Istituto farmaceutico militare per la produzione a Firenze e quindi potrebbe essere interessante anche in relazione alla terza indicazione che dicevo, e quindi alla problematica della sclerosi multipla della Sardegna, capire se può essere facilitata, con una un'azione congiunta dei diversi Assessorati, la produzione. Per quanto riguarda gli aspetti generali, la Giunta si rimette all'Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di replicare il consigliere Paolo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA PAOLO (SDP). Alcuni degli argomenti che sono stati contrapposti: argomento presentato dall'onorevole Truzzu, la cannabis è nociva. Certo che è nociva, nessuno mette in dubbio il fatto che esistano dei profili per cui è importante che si combatta l'uso, il consumo e specialmente l'abuso. È molto meno nociva del tabacco e dell'alcol però, quindi non si giustifica il fatto che le prime due sostanze abbiano una vendita normata e regolata dallo Stato e che l'altra invece abbia un atteggiamento estremamente e soltanto repressivo.

Altro problema l'uso di cannabis deve essere ridotto perché fa male, va bene. Ma funziona meglio la repressione o funziona meglio la legalizzazione? Beh i dati che ci vengono dagli Stati Uniti, dove nove Stati, e non sono stati ultra progressisti, si tratta di Stati che hanno Amministrazioni di destra e di sinistra, beh ci dicono che la legalizzazione produce una diminuzione nell'uso, specialmente nell'uso da parte dei giovanissimi, che è quello più problematico e che produce più danni. Cioè, se noi usiamo un atteggiamento repressivo i giovani consumano cannabis più che se noi utilizziamo un atteggiamento contrario di legalizzazione e diciamo di uso controllato.

Ancora, ci sono dei danni sicuramente dovuti all'uso di cannabis, per esempio se si fuma la cannabis i danni, di cui ha parlato l'onorevole Pittalis, quelli ai bronchi, la possibilità di produrre dei tumori: certo che esistono, però intanto sono ancora una volta meno incisivi di quelli del tabacco, perché un fumatore di tabacco fuma venti sigarette al giorno mentre un fumatore di cannabis ne fuma una o due al giorno. E quindi, siccome i danni sono comparabili, quelli per la cannabis sono inferiori a quelli per l'uso del tabacco (l'uso del tabacco produce 80 mila morti all'anno in Italia) ma se noi legalizzato la cannabis permettiamo che si utilizzi con altri sistemi, per esempio quello della nebulizzazione che è quello che ci utilizzata attraverso le sigarette elettroniche. Quindi è possibile ridurre il danno legalizzandola, non è possibile invece se l'atteggiamento è solo quello repressivo; se l'atteggiamento è quello repressivo non è neanche possibile valutare la presenza di sostanze tossiche che vengono aggiunte alla cannabis o all'hashish, magari per aumentarne il volume, è impossibile fare un controllo sulla qualità. Quindi i danni, se utilizziamo un atteggiamento di controllo e di legalizzazione, sono più bassi, e noi abbiamo dei dati estremamente precisi e scientificamente comprovabili, che ci vengono principalmente dagli Stati Uniti dove 9 Stati l'hanno legalizzata, 24 permettono l'uso terapeutico e una quantità di altri Stati si sta mettendo in lista.

Riguardo alle argomentazioni dell'onorevole Deriu, che dice che si tratta di una presentazione di buoni propositi, non è esattamente così: in Parlamento c'è un intergruppo composto da 221 parlamentari che ha sottoscritto una legge di legalizzazione, questa legge è stata presentata in Commissione e portata in Aula per la discussione generale, poi è tornata in Commissione perché ci sono dei gruppi minoritari che comunque sono riusciti a bloccare la discussione. Quello che noi diciamo è: se l'Italia non se la sente di approvare una legge di questo genere, perché ci sono dei meccanismi nell'iter parlamentare che permettono di insabbiato, ci presentiamo noi, chiediamo noi di fare da apripista, perché siamo convinti che questa sia una buona legge che produce effetti benefici, prima di tutto sulla salute, poi anche sui costi, sul tessuto sociale, sulle forze dell'ordine, sulle carceri, sull'affollamento dei tribunali e così via, ma produce soprattutto effetti benefici. Io ho un caso, che ho seguito personalmente, di un ragazzo che è stato arrestato per possesso di cannabis, è stato portato nel carcere di Uta, lì la farmacia non aveva a disposizione dei farmaci per curare una malattia autoimmune grave, questo ragazzo ha avuto un aggravamento, è stato portato in ospedale troppo tardi ed è deceduto dopo tre mesi. Quel ragazzo aveva 35 anni. Perché quando si entra in un circolo si viene esclusi dalla società e si viene spinti in un ambiente, che è quello di persone degradate e di persone che hanno dei problemi gravissimi, come i carcerati, poi è molto difficile essere recuperati. Quindi ci sono una serie di costi sociali, costi finanziari ma anche costi umani che vengono affrontati in questo modo.

Quindi ciò che io chiedo è che noi in modo responsabile abbiamo un po' di coraggio e, tenendo conto dei dati scientifici, medici che ci vengono dalla ricerca, ci proponiamo per concordare con lo Stato una normativa coraggiosa ma utile a noi e alla nostra società, e che abbiamo il coraggio ancora di attuarla, noi per primi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Rossella Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PINNA ROSSELLA (PD). Abbiamo visto durante il dibattito che l'argomento divide, non è una questione né di destra né di sinistra, e mi dispiace di aver sentito anche da parte di alcuni colleghi della mia stessa maggioranza dare del moralista e quasi del reazionario a chi esprime dei dubbi e delle perplessità rispetto a questa mozione.

Annuncio che voterò contro la formulazione della mozione così come è stata presentata, e cercherò di fare anche velocemente, con il tempo che ho a disposizione, una proposta.

Intanto anche l'intervento dell'Assessore della sanità ha dimostrato che la cannabis non è una sostanza innocua come si vorrebbe far credere; abbiamo visto che la letteratura dichiara e certifica rischi più alti di schizofrenia e di psicosi, e peggiorare i sintomi della depressione, dell'ansia e delle idee suicide, e non ultimo la dipendenza, e non ultima ancora una maggiore percentuale di incidenti stradali dovuti all'uso della cannabis.

Io credo che invece vada potenziato e tenuto nella dovuta considerazione l'altro aspetto, e cioè quello che la letteratura scientifica attesta relativamente al trattamento del dolore cronico, in maniera particolare relativamente ai pazienti affetti da sclerosi multipla. Per cui la proposta che io cerco di fare in questo momento è la seguente: cerchiamo di stralciare dal testo della mozione gli aspetti che ricollegano all'uso ricreativo e ludico e alla legalizzazione della cannabis, cercando invece di concentrarci esclusivamente sull'aspetto del miglioramento della salute dei pazienti sardi nel trattamento del dolore cronico e quindi sull'utilizzo a fini terapeutici e sulla sperimentazione della coltivazione in Sardegna a fini terapeutici.

La domanda è mal posta: non si tratta di scegliere tra la repressione e la legalizzazione ma si tratta di scegliere tra la disinformazione e l'informazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Daniela Forma per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FORMA DANIELA (PD). Ho apprezzato molto l'intervento della collega Pinna, anche perché ritengo che non sia molto corretto in linea di massima mettere insieme una discussione sull'utilizzo della cannabis a scopi terapeutici, che ha la sua valenza sanitaria, morale e sociale, con il tentativo appunto di provare a dare aperture politiche e ideologiche a un'eventuale ipotetica legalizzazione del suo utilizzo anche per fini ricreativi, ludici, per consumo personale e quant'altro, e questo mettendo anche sul tavolo argomentazioni importanti quali la lotta al crimine organizzato, a cui tutti siamo sensibili, o l'incremento delle entrate erariali. Io poi mi pongo anche, e pongo a quest'Aula, un problema rispetto anche alla coerenza politica e istituzionale dei provvedimenti e degli interventi che stiamo mettendo in campo in questi anni: ci siamo interessati e ci stiamo interessando alle patologie alcol correlate (qui in quest'Aula abbiamo approvato la legge sulla fetopatia alcolica), alla ludopatia, e adesso vorremmo dare aperture ideologiche a progetti sperimentali per la legalizzazione, la coltivazione, la regolamentazione del mercato della cannabis per fini non solo terapeutici ma anche ludici, e quindi vorremmo aprire la porta e legittimare altre dipendenze. Questo è un quesito che io comunque mi pongo, come mi preoccupa e non poco vedere anche nel corpo della mozione la città di Nuoro, oltre che quella di Cagliari, con presenza di cannabis nelle acque reflue che lasciano ipotizzare un consumo di cannabis al di sopra della media nazionale. Quindi anche a mio avviso qui non si tratta di ragionare su repressione o legalizzazione ma a mio avviso funziona ancor meglio la sensibilizzazione e l'informazione, e quindi vorrei che la Sardegna avesse un progetto sperimentale di informazione sugli effetti dell'utilizzo della cannabis e delle altre sostanze stupefacenti, in particolare nelle scuole, sugli organi di stampa, nella tv, questa a mio avviso sarebbe una misura molto più incisiva per combattere l'utilizzo delle droghe tra i giovanissimi, con tutte le conseguenze che queste portano e sottrarre mercato a quella criminalità organizzata che vorremmo combattere e che, a mio avviso, non si combatte con la legalizzazione. Quindi accolgo la proposta di riformulazione della collega Rosella Pinna, perché nel modo in cui è formulato io non sarei disponibile a votarlo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Augusto Cherchi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CHERCHI AUGUSTO (Partito dei Sardi). Grazie Presidente, intervengo per dichiarazione di voto e per non condividere alcune delle affermazioni fatte in quest'aula circa l'uso di sostanze che se fanno meno male di altre, fanno male punto e basta. Sono d'accordo con le dichiarazioni fatte dall'Assessore della Sanità per quanto riguarda il parere espresso e sulla possibilità di un utilizzo razionale, e sicuramente efficace, dal punto di vista farmacologico ad uso terapeutico. Stimolo e chiedo al Presidente della Commissione di mettere in calendario una legge, che risulta essere inevasa in Commissione, sull'uso terapeutico della sostanza, e portare, quindi rimandare, alla Commissione la discussione su questo argomento che sicuramente ha bisogno di approfondimento, ma ha bisogno di approfondimento soprattutto per quanto riguarda l'uso terapeutico, io non li condivido morale o non morale non mi reputo un falso moralista, ma non condivido l'uso ludico della sostanza, perché fa male, e questo è quello che io su cui rimango fermo, ma sull'uso terapeutico va stimolata la discussione, va portata avanti, va comunque portata in linea con quelle che sono le evidenze della letteratura scientifica per quanto riguarda patologie importantissime come la terapia del dolore. Quindi esprimo il mio voto contrario.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gennaro Fuoco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FUOCO GENNARO (Gruppo Misto). Grazie Presidente, voglio anch'io aggiungere la mia voce concorde ai colleghi che mi hanno preceduto, nel senso che sia le colleghe, che l'ultimo collega, hanno precisato che la proposta contiene due elementi ben distinti cioè parla dell'uso terapeutico, sul quale nessuno di noi credo nutra alcun dubbio, perché insomma alla fine l'uso terapeutico chiunque di noi lo mettesse in dubbio sarebbe un po' fuori dai tempi e fuori dalla realtà. Però il problema di questa mozione è che parla di uso ludico sul quale io credo sia difficile poter convergere così in maniera molto leggera. Tra l'altro concordo con l'Assessore quando prospetta che i due aspetti vanno ben distinti, anche lui li ha ben distinti, e vorrei ricordare a tutti che c'è già in fase avanzata lo studio e la programmazione dell'uso terapeutico della cannabis a livello nazionale, che, appunto, come diceva l'Assessore, è stato delegato lo Stabilimento chimico farmaceutico di Firenze per la produzione, e tra l'altro aggiungo, anche se lui non l'ha detto, che attualmente noi compravamo all'estero, mi pare in Svizzera a costi esagerati. E quindi credo che assolutamente la produzione in Italia sia da auspicare per motivi oltre che, diciamo per le finalità che sono state esposte precedentemente, anche per fini economici e finanziari, e sono il primo a candidare la Sardegna per la produzione visto che comunque ci sarebbe una ricaduta in senso positivo. Però assolutamente non posso votare a favore qualora non venga tolto dalla proposta la parola "ludico" grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Truzzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Grazie Presidente, per dichiarare ovviamente il voto contrario a questa mozione e per dire anche che per una volta mi trovo d'accordo con l'assessore Arru, non capita spesso anzi quasi mai però oggi glielo voglio riconoscere. E la iscrivo, Assessore, al grande gruppo dei moralisti, bigotti di coloro che hanno visioni ideologiche. Io devo dire che nell'intervento precedente sono stato anche fin troppo pacato, credo, nel senso che ho fatto un ragionamento sulla mozione e sul tentativo di congiungere l'aspetto terapeutico con l'aspetto ludico e ricreativo. E certi ragionamenti li trovo sinceramente disarmanti, perché noi, ripeto, come Aula, dovremmo avere il dovere di proporre delle soluzioni che aiutino la collettività, le comunità in cui viviamo a migliorare le condizioni, anche quelle sociali, ho apprezzato molto per esempio l'intervento delle colleghe Pinna e Forma, in particolare dalla collega Forma, quando ci dice che la lotta alla droga e all'uso e al consumo di sostanze stupefacenti è una attività importante che dovremo fare ma non si può fare sicuramente abbassando le mani e consentendo tutto, ma probabilmente cercando di informare e sensibilizzare, far conoscere le esperienze anche tutta l'esperienze negative ai nostri giovani. Perché non possiamo raccontare che è tutto un mondo fatato. Così come non ci possiamo auspicare che per evitare che si facciano viaggi in Olanda qualcuno possa consumare tranquillamente quel uno o due spinelli poi non so chi mette il limite se uno arriva a 30 come facciamo qua in Sardegna? Perché allora lo dovremo fare per tutto, cari colleghi, ci sono tante persone, che, anche dalla Sardegna, per esempio, compiono viaggi per turismo sessuale, magari con minori in tanti Paesi esteri, cosa vogliamo fare lo vogliamo autorizzare, vogliamo dire che è lecito, che è doveroso farlo? Vogliamo fare tanti altri di questi esempi, non credo che sia questo il nostro ruolo, dovremmo fare altro e dico che per sdrammatizzare, mi dispiace che oggi non ci sia qua in Aula l'Assessore dei trasporti, questo forse è l'unico modo attraverso il quale voi consentite ai sardi di viaggiare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Deriu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (PD). Sono anch'io d'accordo sulla modifica proposta dalla onorevole Pinna, quindi non mi dilungo, faccio mie le sue osservazioni. Una cosa vorrei dire: cioè il problema ideologico non è posto da chi vuole un trattamento legale per la cannabis, il problema ideologico è nel differenziare sostanze ugualmente nocive criminalizzandone arbitrariamente una e invece consentendo l'utilizzo delle altre. Questa è la posizione ideologica sbagliata ed è sbagliato il metodo con il quale si vuole combattere le conseguenze nefaste dell'abuso di queste sostanze. Il proibizionismo, cari colleghi, ha fallito in tutto il mondo e fallisce in continuazione ed è sbagliato continuare a dire che noi dobbiamo tenere la guardia alta, aumentando ancora di più il sovraffollamento carcerario, la spendita di risorse enormi per la repressione, la criminalizzazione arbitraria ed ideologica di alcune sostanze e la criminalizzazione di coloro che ne fanno uso, spingendoli in un senza fine vicolo cieco di criminalità, soltanto per difendere delle posizioni securitarie che porteranno acqua al mulino di qualche demagogo ma che non sono utili alla società, non sono utili a far stare bene le persone, non sono utili a combattere la criminalità, sono utili a diffondere la criminalità. Oggi il proibizionismo è praticato dagli amici della criminalità, se noi vogliamo un mondo senza quel tipo di criminalità e dove l'informazione e la consapevolezza siano la guida delle scelte delle persone dobbiamo consentire invece la libera scelta e non cercare di pensare al posto degli altri con un atteggiamento paternalistico che è veramente insopportabile e anacronistico. Sono stato contento che l'onorevole Fuoco lo abbia anche tratteggiato nel suo intervento, cioè una distinzione molto ragionevole tra le questioni dell'informazione, le questioni dell'utilizzo terapeutico, la questione della produzione per abbassare i costi esorbitanti a cui adesso invece siamo così esposti; e la questione invece di questo uso ludico che, anch'io concordo, messo così non ha esattamente una chiara identificazione di obiettivi quindi io chiedo agli altri

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fabrizio Anedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ANEDDA FABRIZIO (Gruppo Misto). Penso di astenermi nella votazione di questa mozione perché non condivido la logica che la sperimentazione, la coltivazione e la vendita della marijuana sia di competenza dello Stato. La sostanza, anche se ci paghi le accise, è sempre la stessa. Ripeto invece la necessità di legalizzare la coltivazione e l'uso personale per togliere i profitti alla mafia, e soprattutto non considerarla una droga al pari di altre, tipo l'eroina, perché adesso si fa di tutta un'erba un fascio, sono tutte droghe, droga è la marijuana e droga è l'eroina, senza dare un'educazione ai giovani su questa differenza. Onorevole Pittalis, da giovani, come da grandi, ognuno di noi ha avuto le sue esperienze. La mia generazione, oltre al '68, ha vissuto anche questi momenti. Non pretendo d'altronde che l'educazione familiare di vita dell'onorevole Pittalis sia stata uguale alla mia. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Cossa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). La delicatezza dell'argomento è stata sottolineata da più di un collega. Io sono tra quelli che pensano che ci voglia un approccio pragmatico, possibilmente il più deideologizzato possibile al problema, ma non credo che si possa sottovalutare l'impatto sociale che hanno le posizioni che esprime il legislatore rispetto a determinati temi, in particolare su questi. Io ritengo e condivido la posizione estremamente equilibrata che ha assunto la collega Rosella Pinna, la faccio mia, e invito tutti i colleghi ad essere prudenti rispetto a un tema così delicato, perché credo che non ci siano evidenze scientifiche nemmeno sugli aspetti positivi della liberalizzazione, perché io, per carità, sono disposto ad accettare qualsiasi tipo di ragionamento, mi chiedo se il modello è quello degli squallidi coffee shop olandesi che noi vogliamo seguire, che vengono richiamati anche nelle premesse della mozione, perché è vero quello che dice il collega Deriu, che la parte dispositiva è blanda, non dice nulla di particolare, ma sono rilevanti dal punto di vista politico le premesse della mozione. Allora, io credo che sull'uso terapeutico nessuno oggi possa dire niente, condivido le cose che ha detto l'assessore Arru, e penso che la posizione accanitamente ideologica della liberalizzazione abbia nuociuto pesantemente in questi anni anche alle aperture che ci potevano essere rispetto ad un uso terapeutico, perché poi la reazione spesso è più violenta di quello che è giustificato anche rispetto ad un uso normale. Io credo che enfatizzare eccessivamente alcuni aspetti, come sulle magnifiche sorti progressive dell'agricoltura sarda che verrebbero ad una liberalizzazione, rischiano realmente di produrre un effetto contrario. Allora, sì all'uso terapeutico senza se e senza ma, perché credo che ci siano evidenze scientifiche più che dimostrate e rilevanti, molta prudenza sugli aspetti ludici, proprio perché io credo che il legislatore, rispetto a determinate cose, noi che abbiamo visto amici a centinaia entrare in questo vortice e molti dei quali non ne sono usciti, noi che abbiamo un incarico così alto, dobbiamo essere estremamente cauti ed estremamente prudenti. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az-La Base). Io due anni fa, quando mi fu proposto di firmare questa mozione, l'ho firmata e sono tra i firmatari. La ragione della firma sta nella mia convinzione personale che ideologizzare qualunque argomento sia sbagliato. Qui stiamo parlando di un argomento che deve essere invece esaminato al di là delle ideologie e deve essere esaminato per quello che è, una pratica molto diffusa, come è stato dimostrato, di una droga, e la possibilità che questa droga possa avere anche dei benefici da un punto di vista terapeutico. Quindi, credo che la discussione di oggi abbia dimostrato come tutti hanno una sensibilità nei riguardi di un argomento di tale portata. Naturalmente dalla discussione sono venuti spunti molto interessanti, e mi rivolgo e mi appello, non mi appello, faccio mio, condivido quello che ha fatto l'onorevole Rosella Pinna, perché credo che anche approvare la mozione togliendo il discorso del ludico e lasciando quello terapeutico sia già un grande passo avanti verso l'utilizzazione legale di un qualcosa che oggi è del tutto illegale. Quindi anch'io sottoscrivo la mozione, la voto, però pongo e chiedo agli altri firmatari la possibilità di accettare di fare un passo avanti, che è quello di legalizzare la cannabis per gli usi terapeutici e rinviare il discorso ludico-ricreativo ad altre occasioni semmai si creeranno le condizioni perché questo possa essere eventualmente oggetto di una mozione o di altro provvedimento del Consiglio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alessandro Collu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COLLU ALESSANDRO (PD). Come molti colleghi hanno detto, è un tema sensibilissimo chiaramente, e comunque la mozione non mi pare che dica che sostanzialmente subito dopo l'approvazione avremo la cannabis a uso ludico, non dice questo. Poi ho sentito tante cose da colleghi, alcune le condivido, altre meno, per esempio quando si parla di statistiche che ci dicono che è l'anticamera delle droghe pesanti, non lo so, bisogna capire com'è fatta questa statistica, magari è fatta solo su chi fa uso di droghe pesanti e non sappiamo quanti invece hanno fatto uso di cannabis e non sono mai passate le droghe pesanti, per cui il valore di questa statistica non la capisco molto bene. In realtà, sembra che liberalizzandola da domani tutti dovrebbero far uso, invece la verità è che mancherebbe l'unico vero interessato affinché la droga si venda, lo spacciatore, perché oggi c'è uno che ha interesse, lo spacciatore ha interesse che abbia ampia diffusione perché dietro ci sono legati grandi guadagni. Non so, bisognerebbe capire, io ho sentito i dati dai colleghi in cui molti Stati in cui la sostanza di fatto è legalizzata non credo abbiano percentuali di utilizzo superiore a quelle italiane, non lo so perché oltre agli squallidi spacciatori coffee shop, come li ha chiamati il collega, esistono anche farmacie svizzere che trattano queste sostanze, non mi pare che ci siano percentuali altissime di tossici dove la sostanza è legalizzata. Grazie.

PRESIDENTE. C'è un emendamento orale presentato dall'onorevole Rosella Pinna, chiedo se questo sia accolto o meno dal Consiglio.

Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA PAOLO (SDP). Presidente, chiedo se è possibile fermarsi cinque minuti e valutare la possibilità di modificare il dispositivo, in modo che ci sia un accordo più largo.

PRESIDENTE. Sì, l'emendamento orale prevedeva semplicemente l'esclusione nell'impianto della mozione di portare avanti "le opportune, eccetera, eccetera, derivati ai fini terapeutici", ed escludere "e ludici".

ZEDDA PAOLO (SDP). Posso avere un minuto per rileggere il dispositivo senza questa parola per vedere se funziona?

PRESIDENTE. Va bene. Sospendiamo la seduta.

(La seduta, sospesa alle ore 13 e 37, viene ripresa alle ore 13 e 41.)

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta.

Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA PAOLO (SDP). Presidente, io ho valutato la possibilità di modificare il dispositivo, di eliminare la parola "ludica", però la mia valutazione è che limitare all'utilizzo medico il senso di questa mozione cambierebbe completamente il significato, e che l'uso medico è già normato in 11 Regioni italiane, moltissime hanno già fatto richiesta della coltivazione, la verità è che noi abbiamo bisogno di un cambio di passo nell'approccio nei confronti della repressione verso l'uso delle sostanze psicotrope, che questa legislazione non è giustificata da dati scientifici, perché si combatte meglio con la legalizzazione piuttosto che con la repressione. Mi dispiace ma io preferisco che si porti in votazione in questa forma, e se non passa pazienza.

PRESIDENTE. Grazie. Quindi, metto in votazione la mozione così come è stata presentata, con votazione elettronica. Dichiaro aperta la votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della mozione numero 136.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

La seduta è tolta, il Consiglio sarà convocato a domicilio.

Ricordo ai Capigruppo che è prevista adesso, immediatamente, una seduta dei Capigruppo con i rappresentanti della Portovesme Srl.

La seduta è tolta alle ore 13 e 43.