Seduta n.231 del 26/04/2017 

CCXXXI Seduta

Mercoledì 26 aprile 2017

Presidenza del Presidente Gianfranco GANAU

La seduta è aperta alle ore 16 e 31.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 29 marzo 2017 (227), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Anna Maria Busia, Giampiero Comandini, Salvatore Demontis, Mario Floris, Giuseppe Meloni, Antonello Peru ed Emilio Usula hanno chiesto congedo per la seduta del 26 aprile 2017.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Annunzio di presentazione di disegno di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le proposte di legge numero 414, 415, 416, 417.

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le proposte di legge numero 418, 419, 420.

Risposta scritta a interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle interrogazioni numero 169, 262, 506, 522, 595, 684, 778, 816, 869, 872, 879, 906, 912, 922, 940, 968, 969, 979, 988, 1006, 1049, 1061.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria. Sono state presentate le interrogazioni numero 1070, 1071, 1072, 1073, 1074, 1075, 1076, 1077, 1079.

Annunzio di interpellanza

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria. È stata presentata la interpellanza numero 295.

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria. Sono state presentate le mozioni numero 298, 300, 301.

Comunicato

PRESIDENTE. Comunico che il Gruppo consiliare "Riformatori Sardi Liberaldemocratici", con nota del 12 aprile 2017, ha reso noto di aver modificato la propria denominazione in "Riformatori Sardi per l'Europa".

Sulla vertenza ATI-Ifras

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Penso che non possa passare inosservata la protesta dei lavoratori ex ATI-IFRAS, che tra l'altro da qualche giorno occupano un Comune del Sulcis; è una situazione che non può passare nell'indifferenza, non foss'altro perché il Consiglio regionale se ne è occupato tante volte, cercando di individuare le soluzioni ottimali, ed è stata creata anche un'aspettativa, nel senso che, prima dal 1° gennaio e poi dal 1° marzo, questi lavoratori avrebbero già dovuto trovare una seria stabilizzazione. Mi risulta che ad oggi nulla è stato fatto, non si conoscono neppure gli enti che avrebbero dovuto prenderli in incarico, perché non è stata fatta alcuna ricognizione; mi risulta da notizie che abbiamo appreso per vie traverse che IGEA avrebbe dato la disponibilità per appena 118 unità, più altre 50 da valutare in un secondo momento, a fronte dei 516 lavoratori interessati.

E allora, Presidente, siccome tra l'altro non ci risulta neppure che la Regione abbia dato attuazione all'impegno di integrazione retributiva che doveva essere riconosciuta ai lavoratori nelle more della predisposizione del bando di gara, cosa che ci risulta assolutamente inspiegabile, è una situazione, Presidente, che ci porta a chiedere e a chiederle la convocazione urgente, per non farne questione qui oggi in aula, almeno di una Conferenza dei Capigruppo perché si prospetti almeno la possibilità che la problematica venga affrontata in Commissione, nel confronto con la Giunta regionale che non può continuare a rimanere assente su questa vicenda, perché le volte che noi ci siamo riuniti anche in Presidenza in Consiglio regionale, la Giunta regionale era assente. E allora noi vogliamo capire quale l'intoppo, qual è il meccanismo che non fa andare avanti una questione che avrebbe dovuto essere già risolta. E quindi, Presidente, su questo intervengo proprio in apertura dei lavori perché ci sono situazioni che non possono davvero continuare ad essere oggetto soltanto di un dibattito sulla stampa ma responsabilmente penso che il Consiglio regionale, con l'intervento della Giunta, se ne debbano occupare.

PRESIDENTE. Credo che l'assessore Spanu sia in grado già di dare le informazioni che sono state richieste, credo che lo possa fare anche in Aula qui.

Ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

SPANU FILIPPO, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ringrazio l'onorevole Pittalis, nel senso che mi dà l'opportunità anche alla presenza dei lavoratori di chiarire questa situazione. Sono stati fatti molti passi in attuazione della legge 34 che è stata adottata da questo Consiglio; la Giunta si è mossa in questi mesi per dare immediata attuazione a questa norma, e dirò per sommi capi che cosa sta accadendo, pronto chiaramente a dare la disponibilità di qualsiasi documento di conforto. Intanto la norma prevedeva che, nelle more della procedura di evidenza pubblica internazionale per la realizzazione del piano, i lavoratori che erano stati individuati dalla norma secondo un criterio abbastanza preciso, che erano quelli del vecchio bacino più i lavoratori che esitavano - scusando qua il termine tecnico e un po' freddo - in Naspi, e che avevano comunque partecipato agli appalti oggetto della convenzione, questi lavoratori, che entravano chiaramente in una situazione di erogazione in Naspi, dovevano essere profilati entro un determinato perdere tempo, o per lo meno la Giunta aveva preso con i sindacati l'impegno che fossero presi in carico dall'Aspal e profilati entro il 1° di marzo, così è stato fatto e nel frattempo la Giunta ha adottato una serie di delibere perché potessero essere attivati dei contratti a tempo determinato che consentissero l'inserimento di questi lavoratori all'interno di società in house della Regione oppure all'interno di enti pubblici. Con una serie successiva di delibere, che adesso non sto qui a ricordare, questi procedimenti sono stati fatti ed è stato dato incarico ad IGEA spa di adeguare il proprio budget al fine di poter, con le stesse azioni che attualmente sta conducendo e con le risorse disponibili ex legge 34, poter inserire a tempo determinato un certo numero di lavoratori. Questo lavoro è stato fatto nei tempi dovuti, IGEA spa la settimana scorsa ha fatto un primo bando per l'inserimento a tempo determinato dei lavoratori, in particolare le figure degli ingegneri e degli amministrativi; nel giro dei prossimi giorni, venerdì o al massimo all'inizio della settimana prossima subito dopo il 1° di maggio, sarà esitato anche l'avviso per le figure dell'area degli operai, che potranno essere inseriti all'interno di IGEA secondo il budget approvato formalmente dalla Giunta regionale.

OPPI GIORGIO (UDC-Sardegna). Per fare che cosa, se IGEA sta cedendo i lavori ai Comuni?

SPANU FILIPPO, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. IGEA ha lo spazio e la possibilità per poter effettuare in tempi più celeri i lavori che già ha incarico con una dotazione che sarà resa disponibile dai fondi della 34. Quindi, una parte dei lavoratori saranno impiegati con contratti a tempo determinato, in attesa del piano più generale, in IGEA, l'intera platea dei lavoratori avrà, come da delibera della Giunta regionale, la possibilità di aderire ad un piano d'esodo; piano gestito dall'Insar e per il quale è stato fatto la settimana scorsa un preavviso di tipo pubblico secondo dei criteri che sono stati stabiliti dalla Giunta regionale ormai tre settimane fa e che prevedono fondamentalmente quattro categorie di lavoratori, i lavoratori che ritengono di poter avere i requisiti per andare in esodo per quiescenza e lavoratori che invece andranno in esodo per altri tipi di funzioni, in particolare per poter creare imprese o per auto impresa. Terzo punto è stato fatto per completare la parte dei lavoratori che potranno essere assunti a tempo determinato presso enti pubblici che hanno presentato le proprie candidature e c'è un catalogo già di fatto operativo e asseverato con delibera di Giunta su progetti fatti da enti pubblici, comuni, consorzi dei comuni e altri enti pubblici aventi caratteristiche simili, questo catalogo darà la possibilità di fatto di assorbire tutti i lavoratori con contratto a tempo determinato in attesa che venga esitata la procedura di evidenza pubblica.

PRESIDENTE. Non è aperta la discussione su questo tema, per essere chiari. Adesso le do la parola in merito ai lavori.

Ha domandato di parlare il consigliere Gian Luigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC). Grazie Presidente, sull'ordine dei lavori e tra i lavori di questo Consiglio c'è anche l'occuparsi dei lavoratori ex ATI Ifras perché a breve questi lavoratori occuperanno il Comune di Carbonia, a breve occuperanno il Comune di Luras e altri comuni della Sardegna. L'Assessore con le sue dichiarazioni non ha fatto altro che fare un po' il riassunto delle promesse fatte, delle promesse non mantenute, non dimentichiamo che questi lavoratori devono ricevere ancora due stipendi dall'ATI Ifras nonché la tredicesima; è impensabile pensare che enti pubblici si siano candidati, soprattutto comuni, ad assumere questi lavoratori perché questo non è possibile perché c'è il blocco delle assunzioni. Il bando internazionale sappiamo bene, Assessore, che sarà disponibile se tutto va bene tra due anni, quindi ritengo che siamo qui anche stasera a raccontarci le solite cose. Di fatto i lavoratori sono stati licenziati dal primo gennaio non sono più al lavoro, percepiscono o percepiranno una naspi, ma tutto questo non soddisfa sicuramente i lavoratori. L'idea che in qualche modo si passi a marzo, così come la promessa della Giunta, si vada ad aprile che è già trascorso, probabilmente si arriverà anche maggio, procura sicuramente un disagio e un inasprimento della protesta. È inaccettabile che la Regione Sardegna che ha avuto il potere di scegliere, di decidere le sorti di questa azienda oggi si ritrovi invece ad abbandonare i lavoratori ma soprattutto ad abbandonare quel patrimonio che è il parco geominerario con i suoi siti minerari, con i suoi siti archeologici che al momento sono abbandonati. Io ritengo che questo non faccia fare bella figura alla politica sarda e pertanto chiedo al Presidente che si convochi urgentemente la Commissione lavoro e si riapra un dialogo con i lavoratori, l'azienda e la politica. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Grazie Presidente, per dire questo sull'ordine dei lavori ovviamente, anch'io intervengo sulla vicenda dell'Ifras e per dare il mio punto di vista che poi è quello per il quale stiamo tutti cercando di trovare una soluzione. Per riepilogare legge numero 30 fatta a novembre dell'anno scorso con la proroga per l'Ifras che prevedeva il rinnovo per altri tre anni del contratto per la società che da diverso tempo gestisce le cose non si è potuta fare perché le norme nazionali sono cambiate nel frattempo e occorreva trovare una soluzione. Soluzione che abbiamo messo in campo immediatamente ovvero la legge regionale numero 34 in base alla quale si è detto che: nelle more del bando di gara internazionale che prevede di affidare quei lavori che sono stati svolti dall'Ifras fino ad oggi si devono trovare comunque soluzioni per questi lavoratori. Soluzioni che sono state elencate nella legge, una per una. Da quel momento il tavolo è stato attivato. Ora i lavoratori hanno perfettamente ragione quando dicono tra le cose che erano scritte nella legge c'era scritto che dal primo di marzo del 2017 noi saremo dovuti rientrare al lavoro e così non è stato, quindi c'è un ritardo oggettivo sul quale bisogna evidentemente fare ammenda, il ritardo. Cosa che evidentemente era nelle corde quando è stata fatta la legge perché il primo di marzo i tempi sarebbero stati molto stretti perché le procedure, diciamo così selettive, le cose che ha raccontato molto bene l'Assessore in due mesi non ci sarebbe stato il tempo. Altra questione riguarda i comuni che sono parte di coloro che devono fare le assunzioni, i comuni hanno problemi di assumere personale, gran parte di quelli, perché incidono sulle spese del personale e quindi occorre intervenire anche su questa vicenda. Cosa si è fatto fino ad oggi, l'IGEA deve assumere 118 lavoratori dei 300 e rotti che ne può assumere; 118 li può fare subito, il bando di gara di IGEA è stato fatto per cui le selezioni sono in corso. L'Aspal ha profilato tutto il personale, 518 persone, le ha profilate tutte per consentire a tutte di avere l'adeguata garanzia del posto di lavoro. Nel frattempo è stata attivata ovviamente la naspi, la naspi che cosa è: la disoccupazione che è attribuita all'80 per cento, poi diventa il 70 per cento se il tempo trascorre. Noi abbiamo detto che deve essere integrata fino al raggiungimento 100 per cento del salario perché la gente non possa subire flessioni dal punto di vista dei denari. Ecco noi in questo siamo in ritardo bisogna rapidamente procedere perché il ritardo della integrazione salariale va coperto immediatamente in maniera tale che lo stipendio sia tutto per cui l'integrazione sarà presa, però per chi vive di un salario di 1000-€ 1200 è evidente che anche € 200 sono una cifra rilevantissima su cui non possiamo fare finta di niente bisogna accelerare. Però la naspi sta procedendo, la si sta prendendo. Quindi su che cosa si deve intervenire, va detto che tutti i sindacati Cgil, Cisl, Uil attraverso le categorie FILCAM, FISAS, UIL, UGL, FISMC, USB hanno firmato il pre accordo delle cose e nell'ultima riunione si è detto che il 2 di maggio o quando i primi di maggio sarà convocata la prossima riunione con la proposta che è stata formulata dalla Giunta e dal tavolo che si è riunito, se i sindacati non sono d'accordo sulla proposte, le possono emendare, modificare, integrare, sostituire rispetto alle cose che sono state dette.

Centotrenta lavoratori possono andare in esodo, è stata fatta la proposta di integrazione all'esodo, di integrazione salariale all'esodo, le proposte sono state formulate per cui non si può dire che non si è fatto nulla, non è assolutamente vero, perché qua si raccontano cose che non stanno né in cielo né in terra, è evidente che il ritardo dell'integrazione salariale è una cosa su cui bisogna intervenire rapidamente, è evidente che bisogna accelerare il percorso perché noi lo avevamo detto il primo di marzo e bisogna fare in modo che la data sia la più veloce possibile rispettando i tempi che le norme devono naturalmente rispettare.

È stata riaperta la possibilità di partecipare nei bandi anche al parco geominerario perché laddove i comuni non riusciranno ad assumere la gente perché la spesa del personale non può essere in grado di coprire l'assunzione dei lavoratori il parco geominerario potrà farsi carico di raccordare tutti i comuni e magari assumere direttamente lui per conto dei comuni nell'organizzare i lavori nei parchi archeologici, nei siti là dove i lavoratori hanno lavorato fino ad oggi. Per cui si è detto anche che i contratti di chi sarà assunto in IGEA sarà un contratto di IGEA, chi sarà assunto nei comuni sarà un contratto degli enti locali, voglio dire il percorso è stato costruito fino in fondo, noi abbiamo delle questioni che devono essere risolte che sono quelle di cui ho detto prima. Per cui se la Commissione può riunirsi e si deve riunire per accelerare le cose per me va benissimo; non solo, io dico di più se è necessaria la convocazione di un Consiglio per riaffrontare il problema e di ridiscutere tutti assieme…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luca Pizzuto. Ne ha facoltà.

PIZZUTO LUCA (SDP). Grazie Presidente, per associarmi anch'io alla richiesta di celerità nel cercare di risolvere questa vertenza tenendo sempre conto del fatto che la cosa più importante è che si mettano a sistema questi lavoratori, ma nel voler dire anche che la rappresentazione che viene data dal lavoro della Regione della maggioranza è sbagliata, perché comunque questi lavoratori, a questi lavoratori una prospettiva è stata data, complessa, articolata, non semplice, ma gli è stata data; in altre occasioni questo non è stato fatto, adesso importante è che con celerità si vadano a fare le cose che si sono dette in Consiglio e che gli impegni che si sono presi nei mesi scorsi vengano realizzati ma tenendo sempre conto del fatto che la Regione da questo punto di vista è attiva e sta cercando di fare tutto il possibile da questo punto di vista perché le cose vengano fatte. La mia solidarietà ai (lavori) che sono inoccupazione, che spero che dopo questa breve discussione possano dismettere l'occupazione, e mettersi nelle condizioni di continuare un percorso di lotta, non contro la Regione, ma con la Regione per cercare di arrivare ad una soluzione che possa essere la migliore possibile.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Grazie, Presidente, velocemente sull'ordine dei lavori, per dire che, sulla vicenda ITA-Ifras, credo che nessuno possa dubitare sulla gestione dilettantistica che ne è stata fatta, perché qui a novembre si è arrivati portando una legge che era e doveva essere la soluzione, una legge approvata all'unanimità, con la quale si prorogava la convenzione in essere fino all'esperimento della gara e comunque non oltre il 31 dicembre 2017. A dicembre si torna perché la legge non è stata applicata, e quindi il licenziamento degli operai al 31 dicembre è avvenuto, qui dentro la maggioranza si è impegnata entro il 1° marzo ad assorbire attraverso IGEA questi lavoratori dipendenti. Qui non si sta facendo una colpa o si sta cercando di speculare sulla pelle di persone che hanno perso il lavoro e anche la prospettiva, noi siamo perché la prospettiva gli venga data, perché quello che in questo Consiglio si discute poi trovi con la Giunta e negli Assessorati la giusta rappresentazione. Se gli operai sono qua, se gli operai stanno occupando i comuni, vuol dire non che la minoranza sta strumentalizzando niente, vuol dire che quello che si è discusso qui non è stato fatto. E credo quindi che bene ha fatto il Capogruppo di Forza Italia a porre la questione all'attenzione perché comunque deve essere data una accelerazione, come d'altronde è stato anche riconosciuto, detto e affermato dal Capogruppo del PD. Quindi, non è che qui ci si deve rimpallare che la minoranza strumentalizza o che sta dicendo cose che non corrispondono alla realtà, la realtà ce l'abbiamo seduta lì e quelli che non sono qui sono fuori, magari seduti nei banchi di qualche aula consiliare ad occupare il comune per richiamare la Giunta alle proprie responsabilità, e a muoversi, a fare in fretta quello che è necessario, che qui è stato ribadito una volta ancora, che non sto a ricordare, ma che rappresentava davvero una prospettiva che a oggi non si è concretizzata.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi. Ne ha facoltà.

Avevo però invitato i consiglieri a non intervenire e a non interrompere la discussione, adesso la finiamo perché ormai è avviata, però non può essere un metodo che su un intervento sull'ordine dei lavori apriamo una discussione su una cosa che non è all'ordine del giorno.

OPPI GIORGIO (UDC Sardegna). Io non avrei consentito al secondo di parlare.

PRESIDENTE. No, prego onorevole Oppi, sarebbe bello.

OPPI GIORGIO (UDC Sardegna). Io voglio dire due parole per un'altra situazione di crisi, mi riferisco ai settantanove lavoratori della Ganau di Tempio. Molti autorevoli esponenti politici in questo periodo sono andati spesso a Tempio per altri problemi politici e non. In questa circostanza sono lasciati soli a se stessi, sarà opportuno invece che ci si interessi a questo problema perché è un fiore all'occhiello, c'è gente che aveva strutture persino a New York, eccetera, non possono farle cadere nel nulla, e quindi la Regione deve farsi carico di approfondire e cercare di risolvere il problema di questi lavoratori.

Per l'ATI-Ifras dico soltanto una cosa, una sola parola, e lo dico all'Assessore, noi cerchiamo da un sacco di anni, da quindici anni, non so da quanto, di sistemare quei pochi lavoratori, che sono negli ZIR, negli enti locali. Credo che sarà estremamente difficile poter sistemare negli enti locali lavoratori dell'ATI-Ifras.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Siccome il giro si completa, solo per dovere, perché mi pare sciocco tra l'altro dibattere di una cosa simile, sciocco sì, ma non inopportuno, perché purtroppo siamo in una condizione in cui mi pare maggioranza e opposizione non si trovino in posizioni diverse. L'onorevole Cocco prima ha riconosciuto che manca l'integrazione salariale. Non sono stati adempiuti tutti i compiti dovuti dell'inserimento all'interno di ATI-Ifras, voglio capire quali sono le motivazioni che ancora non ci sono. Piuttosto, bene ha fatto l'onorevole Oppi a richiamare un'altra situazione che è nel nord Sardegna, ma brillano purtroppo per inadeguatezza tutte le situazioni che vedono operai e non in difficoltà, non solo perché espulsi dal mercato del lavoro, ma perché non trovano una soluzione le loro vertenze, e non si intravede - questo sì, Pietro - non si intravede la luce di una politica attiva del lavoro che tenti di reinserire all'interno dell'alveo lavorativo tutti questi espulsi dal mercato del lavoro, e siccome abbiamo l'occasione in cui c'è una delibera, c'è una legge apposita, c'è un sistema organizzato, diamoci da fare, non ci sono più scuse.

Discussione e approvazione della proposta di legge "Integrazioni all'articolo 7 della legge regionale 4 febbraio 2016, n. 2. (Riordino del sistema delle autonomie locali della Sardegna). (371/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della proposta di legge numero 371/A.

Ha facoltà di parlare il consigliere Roberto Deriu, relatore.

DERIU ROBERTO (PD), relatore. La Commissione ha licenziato il testo per l'Aula nella seduta del 9 novembre 2016. Il testo approvato dalla Commissione, attraverso una specifica deroga ai limiti previsti dalla disciplina regionale in vigore, consente la permanenza dell'unione dei comuni esistenti alla data di entrata in vigore della legge regionale 4 febbraio 2016 numero 2, e solo in sede di prima applicazione della medesima legge, dalla quale si distaccano uno o più comuni ad essa appartenenti al fine di costituire una nuova unione o di accorparsi ad una già esistente. La proposta invece conferma limiti demografici, numerici, di continuità territoriale previsti dalla disciplina regionale in vigore in materia di unioni dei comuni per le unioni istituite o integrate dai comuni che si distaccano dall'unione preesistente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oscar Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (FI). Già l'onorevole Deriu ha delineato qual è la proposta che noi oggi in Aula andiamo ad approvare. Il testo della Commissione, all'articolo 1, prevede e da ampia possibilità, aggiungendo, e quindi integrando al comma 3 dell'articolo 7 della legge numero 2 del 2016 la possibilità di aderire alle unioni dei comuni limitrofi non rispettando, o perlomeno, più che non rispettando, dando un'interpretazione chiara di quella che sarebbe dovuta essere già la legge numero 2, quando è stata approvata da questo Consiglio regionale. Ci sono due aspetti, però, che vorrei sollevare in seguito, vedo che sono stati comunque presentati già degli emendamenti relativamente agli articoli 1 bis, 1 ter, 1 quater, che chiaramente non hanno niente a che vedere con il ragionamento che noi abbiamo fatto all'interno della Commissione, ma soprattutto sono degli articoli che lasciano un attimino perplesso, prendo ad esempio l'1 ter, quando si pensa di poter indire le elezioni dei consigli provinciali contemporaneamente a quelle delle amministrative del 2017, credo che non sarebbe neanche possibile, altrimenti voterebbero i vecchi consigli, anziché attendere invece la formazione dei nuovi. Ma ritengo e sono certo che l'Aula accetterà e confermerà la soppressione di questi emendamenti che sono stati presentati dal Presidente della Commissione, il collega e onorevole Agus, della quale noi come Gruppo di Forza Italia, mi permetto al presidente di sostituire temporaneamente il Presidente di Forza Italia per confermare che gli altri articoli devono essere soppressi e che la legge abbia necessità di essere approvata solo ed esclusivamente all'articolo 1, con un ulteriore emendamento, il numero 6, che è stato appena presentato dai colleghi Collu, Solinas, Oppi, Cherchi Augusto, da me chiaramente sottoscritto e dall'onorevole Marras, dove la stessa applicazione dell'articolo 1 viene trasferita anche ai GAL, che mi sembra il minimo. Chiaramente la proposta è dell'onorevole Tendas, che però non ha sottoscritto… in quella che mi hanno consegnato non ci sei…

TENDAS GIANMARIO (PD). Sì, sì, c'è, c'è…

CHERCHI OSCAR (FI). E dove sei? Ah Tendas, hai ragione, perché erano scritti a mano, chiedo scusa, chiedo scusa all'onorevole Tendas, che è comunque colui che ha proposto l'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianmario Tendas. Ne ha facoltà.

TENDAS GIANMARIO (PD). Solo per riprendere alcuni aspetti che peraltro sono stati già evidenziati dal collega Cherchi. Io credo che, e mi riferisco in modo particolare soprattutto all'articolo 1 di questa proposta di legge, la numero 371, che condivido in toto, nel senso che è una proposta di legge che sostanzialmente permette di superare una situazione di oggettiva difficoltà che si è creata in modo particolare, per quel che so io, soprattutto nell'oristanese, laddove alcuni comuni, legittimamente e autonomamente, hanno scelto di abbandonare un'unione per costituirsi una nuova unione, ovvero "l'unione dei giganti". Credo che questa scelta, che è stata peraltro fortemente voluta da paesi che hanno elementi dal punto di vista socioeconomico e culturale molto simili tra di loro, sia perfettamente in linea anche con quello che è lo spirito che porta alla costituzione delle unioni, e quindi come tale va sostenuta e supportata. Il problema che io ho voluto porre e a cui faceva riferimento, espresso riferimento il collega Cherchi, è legato anche alla possibilità di far sì che non solo ci sia il lasciapassare per le unioni dei comuni, ma si evitino eventuali e potenziali ricorsi, che peraltro sono stati già paventati, laddove si consenta anche alle vecchi unioni, che però hanno subito uno smembramento perché alcuni comuni hanno deciso di operare scelte diverse, di poter partecipare ugualmente ai bandi per la costituzione dei gruppi di azione locale. Siccome c'è in atto, lo sappiamo benissimo, un processo che dovrà inevitabilmente riportare a bandire attraverso una rimodulazione i bandi per l'istituzione di nuovi gruppi di azione locale, credo che sia importante, anche in termini di prospettiva, consentire alle unioni dei comuni, che non dispongono più di quei requisiti di continuità, oltre che di numero di abitanti, quindi di densità demografica, di poter accedere in mora rispetto a quelli che erano i criteri originali. Quindi credo che l'obiettivo sia duplice: da un lato consentire di superare le situazioni di difficoltà che hanno di fatto portato a un blocco e al riconoscimento formale di un qualcosa che a livello sostanziale esiste già, "l'unione dei giganti", l'unione del Sinis nella fattispecie, però consentire nel contempo anche alle altre unioni, e mi riferisco non solo alle unioni dei Fenici, ma anche all'unione del Montiferru, che ugualmente ha visto tre comuni fare scelte diverse rispetto al passato, di poter partecipare a pieno titolo e con requisiti rispondenti a quelli che sono i criteri anche per l'istituzione dei gruppi di azione locale. Quindi l'emendamento, sul quale eventualmente entrerò nel merito nella fase successiva, credo che abbia questo obiettivo, e cioè supportare, sostenere l'unione dei giganti, ma nel contempo dare possibilità alle altre riunioni che hanno visto alcuni comuni uscire per fare una scelta legittima, avere ugualmente il titolo per poter partecipare ai bandi sul Piano di sviluppo rurale.

PRESIDENTE. Grazie. Comunico al Consiglio che è rientrata dal congedo l'onorevole Busia.

E' iscritto a parlare il consigliere Michele Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Questa legge va incontro ad un'esigenza specifica, contingente e anche comprensibile, che è quella dell'unione dei comuni che è stata citata. Io vorrei porre all'attenzione del Consiglio il tema più ampio dell'applicazione della riforma degli enti locali che abbiamo approvato un anno fa, che presenta, come anche l'Assessore Erriu ben sa, numerose criticità. Io credo che sia necessario fare una riflessione generale sull'impianto che è stato costruito, sui problemi che sono emersi e sugli interventi che è necessario fare se si vuole che questo sistema vada a regime. Adesso, con la bocciatura del referendum costituzionale, è chiaro anche l'assetto complessivo per quanto riguarda la sopravvivenza delle province, cosa che naturalmente noi non giudichiamo positivamente, perché riteniamo incida negativamente sul sistema complessivo, anche dal punto di vista delle risorse che sono necessarie, perché con la bocciatura del referendum costituzionale è stato introdotto un elemento di alea nei conti del sistema degli enti locali che io credo finirà per penalizzare pesantemente i comuni e anche quanto ci si attende in termini di efficienza del sistema dalle unioni dei comuni. Quindi io credo che sia necessario fare una riflessione generale, perché non dimentichiamoci che quella legge nasceva anche con l'idea che si sarebbe arrivati ad una soppressione definitiva delle province, quindi c'è quest'ombra che ha aleggiato durante tutta la discussione e si è riflessa inevitabilmente anche nel testo che è venuto fuori, io credo che sia necessario introdurre degli elementi di chiarezza, e secondo me anche dei limiti molto chiari dal punto di vista finanziario, per evitare che il sistema sfugga di mano e che, alla fine della fiera, ad essere penalizzati, come sempre capita, siano le amministrazioni locali, che sono quelle che per il fatto di essere il livello istituzionale elettivo, il front office rispetto al cittadino, diventa anche inevitabilmente il parafulmine di tante tensioni e di tante situazioni che periodicamente, anche in questo Consiglio regionale, ci troviamo a discutere, senza venirne mai a capo. Quindi, Presidente, noi voteremo a favore di questa legge, consapevoli che aggredisce un problema di tipo assolutamente particolare e contingente, vogliamo però sottolineare che ci sono tanti aspetti di criticità che noi, che il Consiglio è necessario esamini, io credo anche con una certa urgenza. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Antonio Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS ANTONIO (PD). Io credo che il principio ispiratore della legge regionale numero 2 del 2016 fosse quello giusto, cioè che gli enti locali, le autonomie locali si autorganizzassero in enti sovracomunali e che quindi quello doveva essere lo spirito finale. Certo è che la numero 2 è nata con uno spirito di razionalizzare il sistema degli enti locali in Sardegna, il rischio è che si aumenti il numero degli enti. Però credo che sia opportuno, per porre rimedio a una situazione che si è venuta a creare in Sardegna, che a decidere siano altre istituzioni con ricorsi da parte di unioni dei comuni, da parte della stessa Amministrazione regionale, che si metta un punto dove si dice entro il quale non si possa andare, e infatti l'articolo 1 stabilisce che le unioni dei comuni che entro il 10 novembre 2016 siano costituite o in fase costitutiva vengano riconosciute così come sono, anche se la costituzione di qualche unione di comuni, per fortuna ben poche in Sardegna, creano discontinuità e problemi a unioni di comuni già esistenti. Pertanto credo che sia opportuno, ripeto, approvare la proposta di legge della prima Commissione, così come è opportuno, visto il ritiro dell'emendamento da parte del consigliere Ruggeri, di approvare gli emendamenti soppressivi presentati dal Presidente Agus e di approvare la legge quanto prima, per cercare di dare agli enti locali dei territori interessati la possibilità di lavorare serenamente e di continuare la loro opera.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Augusto Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI AUGUSTO (Partito dei Sardi). Io penso che la legge di riordino degli enti locali è un'occasione che i territori possono, ma secondo il mio parere, il nostro parere devono sfruttare sia in coerenza naturalmente col dettato di legge, sia però anche tenendo conto della volontà espressa dai cittadini e dalle amministrazioni comunali dei territori, specie quelle che devono essere coerenze con le affinità territoriali, sociali, economiche, geografiche e storiche, ma soprattutto con il progetto di sviluppo che quelle unità territoriali programmano assieme. Questo deve essere uno dei principi ed è uno dei principi ispiratori della legge di riordino degli enti locali, quello dell'autodeterminazione dei territori e della tutela dei territori periferici che noi abbiamo già abbondantemente espresso come privilegio della legge durante la sua …. Per quello il nostro Gruppo si ritiene naturalmente a favore di questo progetto di legge che mette ordine in una situazione che i territori stessi richiedono come urgente.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Presidente, sul problema voglio spendere poche parole, piuttosto mi preoccupa e vorrei che fosse la Giunta che lo facesse, quante volte le leggi della Regione sarda tornano in Aula per essere riverificate, perché a conti fatti, siccome succede sempre che qui viene una proposta o un disegno di legge in Aula, poi arriva un maxiemendamento dalla maggioranza, dopo ci sono degli emendamentini e si fanno le porcherie e bisogna tornarci sistematicamente per rivedere le cose. Quando questo tocca la struttura degli enti locali, tocca la carne viva del sistema istituzionale che tocca la cittadinanza, che tocca il cittadino direttamente in tutti i sensi. Allora, o facciamo le cose in grazia di Dio e ben fatte perché dobbiamo dare risposte in termini generali o altrimenti è meglio non fare leggi e soprattutto quelle di riforma se non si ha l'idea di che cosa si vuole riformare e come. Quando si fece la discussione generale io dissi che l'adeguamento delle istituzioni locali deve seguire magari quello che è lo spirito che anima la legislazione tedesca che non dice che è prefissato, che non dice che ha una posizione particolare territoriale, dice una cosa ben più chiara: che si formano le istituzioni in base a che cosa serve, per che cosa servono e quali risposte devono dare per migliorare il tessuto economico, sociale e dare soddisfazione ai cittadini. Questa è la realtà, bisogna cominciare ad analizzare ed essere pragmatici anche all'interno di questa rappresentanza popolare-istituzionale della Regione sarda. È inutile venire qui con emendamenti che cancellano, che portano anche delle condizioni così esasperate, io spero e mi auguro che vengano tolte, non solo non votate, ma vengano proprio espunte queste proposte di emendamento che mi sono visto in giro. Resti solo ed esclusivamente quello che si deve dare come voto perché interessa quelle amministrazioni e si chiuda, ma poi si faccia una seria riflessione in Commissione prima o dove si ritiene più opportuno, ma che si rifaccia seriamente un ragionamento a tutto tondo su quello che è il sistema delle autonomie locali che non funziona e non può funzionare se è messo in questi termini. Allora c'è la necessità, come sempre richiamo, che ci sia piuttosto coerenza con quello che si dichiara e si porti a compimento un lavoro organico di sviluppo per la nostra isola, ma soprattutto di cose attinenti anche in via istituzionale a quelle che sono le necessità dei cittadini. O facciamo questo o veramente abbiamo fallito. Questo è riproponibile non ai GAL, alla sanità, al fatto, caro Presidente, che si ingolfino (sembrerebbe lontano ma è la stessa cosa) i pronto soccorso perché non funziona la medicina territoriale, è sempre la stessa cosa cioè qui dobbiamo cominciare a capire e a ragionare a tutto tondo, come vogliamo realizzare i servizi da dare ai cittadini sardi e rispondere come Parlamento del popolo sardo a cose serie, legittime e che vengano condivise.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Gruppo Misto). Presidente, quella che potrebbe sembrare una legge provvedimento, quindi una norma di manutenzione che sana una situazione ed è tarata per un caso circoscritto e unico, quello che è stato oggetto degli interventi dell'onorevole Cherchi, Tendas, tra gli altri, è in realtà un modo per ribadire in modo univoco e impossibile da fraintendere, uno dei principi della legge di riforma degli enti locali: il principio della volontarietà, quello che porta ogni Comune ad associarsi per l'esercizio delle funzioni, appunto, associate insieme ai comuni con cui spartisce qualcosa, con cui sente di dividere qualcosa, con cui vuole progettare uno sviluppo futuro. Nella norma, ed è per questo che si è resa necessaria la manutenzione, era presente anche una parte che salvaguardava la situazione di fatto che il Consiglio aveva fotografato quando ha approvato la legge di riforma degli enti locali. È chiaro che la situazione di fatto che andava salvaguardata con opportune deroghe, perché sappiamo bene che questo tipo di interventi non può essere compiuto dall'oggi al domani, non può in alcun modo pregiudicare uno dei principi e dei punti cardine dell'intero apparato normativo, quello della volontarietà. A mio giudizio all'intervento si poteva anche dare una lettura diversa, poteva anche trovarsi uno strumento diverso dall'intervento legislativo per arrivare allo stesso risultato, credo però che di sicuro l'intervento legislativo sia quello che senza ombra di dubbio sana ogni problema anche relativamente a quelli che potrebbero essere contenziosi che credo la nostra amministrazione debba evitare il più possibile.

Chiudo riguardo le risorse e la situazione degli enti locali intermedi dopo il referendum, sappiamo per certo ora che in Costituzione non sparirà il termine province, non spariranno gli enti intermedi, quello che non sappiamo è dove troveranno le risorse gli enti intermedi per portare avanti servizi che stando alle leggi nazionale, ma anche a quelle regionali, devono portare avanti. Ci si concentra molto sul numero, sulle funzioni, sui capoluoghi che gli enti devono avere e poco sul fatto che negli ultimi anni, dal 2011 a oggi, 4 miliardi di risorse che sino a quel momento erano gestite dagli enti intermedi sono andate a Roma senza passare dal via e hanno lasciato lo sfascio in periferia. È sufficiente fare un giro nelle strade gestite dalle amministrazioni provinciali sarde, ma anche dal resto della Penisola, per rendersene conto. Ebbene, io credo che questo debba diventare un tema ancora più di interesse, è vero che recentemente si è riusciti a strappare un primo risultato con la restituzione alle province sarde di 20 milioni, ma è anche vero che questo risultato rischia di essere totalmente insufficiente a fronte degli arretrati e delle opere pubbliche ormai urgenti e irrimandabili a cui sono attesi gli enti intermedi della nostra Regione.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

ERRIU CRISTIANO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Il parere della Giunta è favorevole, tenendo conto del fatto che le perplessità rappresentate peraltro anche per iscritto all'Unione dei comuni Terra dei Giganti era legata alla preoccupazione che l'elemento indefettibile fondamentale della legge numero 2, cioè la contiguità territoriale tra i comuni che fanno parte di una stessa Unione, rischiava di diventare un vulnus che se applicato in modo diffuso in tutto il territorio della Sardegna impediva un'ordinata organizzazione dei livelli aggregativi territoriali. Il fatto di agganciare la norma come è stata scritta ad una data precisa, quella del 10 novembre del 2016, consente di tenere la materia sotto controllo e quindi di contemperare le due esigenze, le due questioni, quello dell'assoluta autodeterminazione dei territori nel rispetto del principio generale che è stato introdotto in legge.

Stando poi al merito delle questioni sollevate dall'onorevole Cossa, i tempi e le modalità di organizzazione del riordino hanno subito oggettivamente dei ritardi legati soprattutto alla difficoltà del sistema delle autonomie locali di poter dare l'intesa. Ricordo che la legge numero 2 prevede che il piano di riordino debba avere il requisito dell'intesa, l'intesa è quello strumento senza il quale (per poter raggiungere l'intesa ci vuole la manifestazione di volontà della Conferenza permanente di cui fanno parte i Comuni, convocata per tre o quattro volte sullo stesso punto, abbiamo dovuto registrare per varie ragioni legate alle vicende dell'ANCI, il Consiglio delle autonomie locali, al rinnovo delle rappresentanze del Consiglio delle autonomie locali, non siamo riusciti a raggiungere questo elemento. Credo che ci siamo, nel senso che l'ultima riunione che abbiamo fatto in sede di Conferenza è stata fortemente positiva, la prossima riunione è prevista per il 6 maggio, anzi probabilmente la settimana successiva, mi dicevano stamattina i presidenti di ANCI e CAL, e credo che potremmo arrivare brevissimamente alla chiusura di questo elemento fondamentale, cioè approvazione del piano di riordino in conferenza permanente, delibera di giunta, e pervenire finalmente al quadro completo dell'assetto organizzativo dell'Unione dei Comuni e degli ambiti ottimali individuati dalla legge numero 2. Ciò non toglie naturalmente che rimangono aperte le questioni di sostenibilità finanziaria legate al sistema soprattutto degli enti intermedi delle Province, al loro ruolo, alle funzioni e servizi fondamentali e non a loro attribuite, che è un problema però piuttosto serio che attiene alle problematiche della finanza locale, e non alle tematiche riguardanti l'organizzazione dei livelli istituzionali e le norme ordina mentali, che sono del tutto chiare, pacifiche e senza bisogno di discussioni nel senso che non richiedono interventi normativi ulteriori. Il tema della finanza locale invece è un tema delicatissimo, un tema sul quale noi stiamo lavorando, Regione e sistema delle autonomie locali, per portare il sistema verso la regionalizzazione, cioè verso il trasferimento della competenza sulla finanza locale dallo Stato alla Regione, il che consentirà anche di affrontare e gestire in maniera più efficace i temi della perequazione, di gestire il tema di un equilibrato rapporto tra comuni ricchi e comuni poveri, comuni costieri e i comuni delle zone interne, il tema dello spopolamento, il tema dei diritti di cittadinanza da assicurare a tutti i cittadini di tutte le municipalità della Sardegna, che è un tema senz'altro aperto, importantissimo, fondamentale su cui naturalmente occorrerà intervenire anche normativamente, come peraltro previsto già della legge numero 2. Quindi quello è il passaggio successivo, e la Giunta insieme con il sistema delle autonomie locali sta lavorando in questa direzione, in un lavoro istruttorio che poi verrà naturalmente proposto all'attenzione del Consiglio.

PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 1. All'articolo 1 sono stati presentati degli emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1:

Titolo: Modifiche alla legge regionale n. 2 del 2016

Art. 1

Integrazioni all'articolo 7 della legge regionale n. 2 del 2016 (Unione di comuni)

1. Dopo il comma 3 dell'articolo 7 della legge regionale 4 febbraio 2016, n. 2 (Riordino del sistema delle autonomie locali della Sardegna), è aggiunto il seguente:
"3 bis. In sede di prima applicazione non si applicano i limiti di numero, di popolazione e di continuità territoriale di cui al comma 3, lettera a), alle unioni di comuni già esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge dalle quali si distaccano uno o più comuni ad esse appartenenti per aderire a unioni di comuni limitrofi già esistenti o per costituire nuove unioni tra comuni contermini i cui consigli comunali hanno deliberato la volontà di costituirsi in unione entro il 10 novembre 2016.".)

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Roberto Deriu, relatore.

DERIU ROBERTO (PD), relatore. Il parere sugli emendamenti numero 1 e 6 è favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica.

ERRIU CRISTIANO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Parere conforme a quello della Commissione.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 1. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Lotto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOTTO LUIGI (PD). No, io volevo fare una dichiarazione di voto in questo momento sul tema proprio specifico rispetto a questo emendamento e principalmente all'articolo di legge complessivo. Io vorrei fare appello ai due assessori presenti che stanno seguendo la materia affinché tengano presente che dietro questa vicenda c'è anche una vicenda legata al concorso per i finanziamenti dei GAL, dove si è passati da 17 gare che hanno fatto domanda a 15, 2 sono rimasti fuori, questi hanno fatto ricorso perché alcuni non rispettavano le norme che adesso stiamo cambiando. Credo che sarebbe saggio che vi faceste attori con il collega all'agricoltura affinché si trovi una soluzione perché tutti i 17 GAL, nessuno escluso, abbia la possibilità di avere i finanziamenti necessari per poter svolgere la propria attività, diversamente inizia una sequela di ricorsi e contro ricorsi e noi non ne usciamo. Serve che su questo si abbia, come si è avuto il coraggio di escluderli secondo me sbagliando a suo tempo, si abbia oggi il coraggio di prendere in mano la situazione e dare una soluzione che dia soddisfazione a tutti i territori. Perché noi non possiamo essere la Regione che mette a gara 15 posti e se ne escludono 2, può essere il contrario, ma non può essere questa la soluzione. E allora si trovi il modo perché tutti i GAL che hanno partecipato a quel concorso abbiano la soddisfazione di vedersi riconosciuta la possibilità di essere attivi, di vivere e di fare la loro programmazione territoriale, perché nessun territorio merita di essere penalizzato.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'emendamento numero 6.

PITTALIS PIETRO (FI). Voto elettronico, Presidente.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 6.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 1 bis. All'articolo 1 bis sono stati presentati degli emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1bis:

Art. 1 bis

Modifiche all'articolo 24 della legge regionale n. 2 del 2016 (Riordino delle circoscrizioni provinciali)

1. Al comma 7 dell'articolo 24 della legge regionale n. 2 del 2016, le parole "al 31 dicembre 2016" sono sostituite dalle seguenti "all'insediamento dei presidenti eletti a seguito delle elezioni di secondo grado previste dalla presente legge".)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Roberto Deriu, relatore.

DERIU ROBERTO (PD), relatore. Il parere sull'emendamento numero 2 è favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica.

ERRIU CRISTIANO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Parere conforme a quello della Commissione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Presidente, volevo sapere se l'emendamento numero 5, a firma Ruggeri e Comandini, è stato opportunamente ritirato?

PRESIDENTE. E' stato ritirato.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 1 ter. All'articolo 1 ter sono stati presentati degli emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1 ter:

Art. 1 ter

Integrazioni all'articolo 27 della legge regionale n. 2 del 2016 (Norma di rinvio)

1. Il comma 7 dell'articolo 27 della legge regionale n. 2 del 2016 è sostituito dal seguente: ?"7. In sede di prima applicazione le elezioni dei presidenti delle province e dei consigli provinciali sono indette dal Presidente della Regione contestualmente all'indizione delle elezioni comunali della tornata del 2017 per una data compresa tra il quarantacinquesimo ed il sessantesimo giorno dalla data del primo turno.".)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Roberto Deriu, relatore.

DERIU ROBERTO (PD), relatore. Il parere sull'emendamento numero 3 è favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica.

ERRIU CRISTIANO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Parere conforme a quello della Commissione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 3.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 1 quater. All'articolo 1 quater sono stati presentati degli emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1 quater:

Art. 1 quater

Integrazioni all'articolo 29 della legge regionale n. 2 del 2016 (Funzioni)

1. Alla fine del comma 4 dell'articolo 29 della legge regionale n. 2 del 2016 è aggiunto il seguente periodo: "Il presente comma non si applica fino alla data della definitiva soppressione della Provincia di Nuoro, disposta ai sensi del presente articolo, e il subentro avviene con le modalità stabilite d'intesa tra la Regione e gli enti consorziati.".)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Roberto Deriu, relatore.

DERIU ROBERTO (PD), relatore. Il Parere sull'emendamento numero 4 è favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica.

ERRIU CRISTIANO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Parere conforme a quello della Commissione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 4.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 1 quinquies.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di legge numero 371.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio approva).

Discussione e approvazione del disegno di legge: "Modifiche all'articolo 1 della legge regionale 11 novembre 2016, n. 28 (Completamento delle procedure per le progressioni professionali del personale dell'Amministrazione regionale) (397/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 397. Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Roberto Deriu, relatore.

DERIU ROBERTO (PD), relatore. La Prima Commissione ha inserito il disegno di legge della Giunta regionale all'ordine del giorno della seduta del 14 febbraio 2017 e ha stabilito di sentire l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

Nella seduta del 16 febbraio 2017, in seguito alla programmata audizione, la Commissione, a maggioranza, ha licenziato il testo per l'Aula apportando alcune modifiche.

Il testo del disegno di legge interviene sull'articolo 1 della legge regionale n. 28 del 2016 (Completamento delle procedure per le progressioni professionali del personale dell'Amministrazione regionale) che corrispondeva all'articolo 3 del disegno di legge n. 283, approvato con le modifiche proposte dalla Giunta regionale.

L'intervento modificativo della citata legge si è reso necessario in seguito ad alcune interlocuzioni intercorse con il Governo della Repubblica, dalle quali si è rilevata l'opportunità di eliminare il riferimento alle progressioni di carattere giuridico per gli anni successivi al circoscritto periodo di completamento delle progressioni professionali: ciò in modo da rispettare le misure di contenimento della spesa previste dalla legislazione statale. Inoltre, in seguito ad altre interlocuzioni con il Governo, il nuovo testo formulato dalla Giunta - considerando la competenza statale in materia di ordinamento civile - rimanda alla contrattazione regionale la determinazione dei meccanismi di alimentazione del fondo per le progressioni nel rispetto del principio dell'invarianza della spesa sul trattamento accessorio del personale, di cui al decreto legislativo n. 78 del 2010 e alla legge n. 147 del 2013.

In sede di approvazione la Commissione, invece di prevedere la sostituzione totale dell'articolo in vigore (come risulta dal testo del disegno di legge), ha concordato con la Giunta di apporre modifiche parziali al testo vigente al fine di evidenziare che è rispettato il principio dell'annualità del bilancio per una spesa che resta comunque autorizzata nel corso del 2016.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

SPANU FILIPPO, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. La Giunta esprime un parere favorevole rispetto alle modifiche fatte dalla Commissione, che di fatto mantengono l'impianto della proposta della Giunta così come era stata formulata.

PRESIDENTE. Metto ora in votazione l'esame al passaggio degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 1. All'articolo 1 sono stati presentati degli emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1:

Art. 1

Modifica dell'articolo 1 della legge regionale n. 28 del 2016
(Progressioni professionali)

1. All'articolo 1 della legge regionale 11 novembre 2016, n. 28 (Completamento delle procedure per le progressioni professionali del personale dell'Amministrazione regionale) sono apportate le seguenti modifiche:

a) al comma 1 le parole "Nel fondo" sono sostituite con le parole "Nell'ambito delle disponibilità del fondo"; le parole "per gli anni 2013 e 2014 le predette progressioni hanno effetti esclusivamente giuridici" sono abrogate;

b) i commi 2, 3 e 4 sono sostituiti dal seguente:
"2. Ferma restando l'invarianza della spesa complessiva e pro capite del trattamento accessorio, come previsto dalle disposizioni statali in materia, le economie concernenti il personale cessato nel quadriennio 2015-2018, e i risparmi realizzati nel trattamento accessorio del personale dell'Amministrazione regionale nel triennio 2016-2018, confluiscono sulle disponibilità sussistenti in conto della missione 01 - programma 10 da destinare secondo le disposizioni contrattuali. Gli enti e le agenzie del comparto di contrattazione collettiva regionale operano secondo le modalità di cui al presente comma.".)

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Roberto Deriu, relatore.

DERIU ROBERTO (PD), relatore. Si invita al ritiro per gli emendamenti numero 1 e 2. Il parere è favorevole per gli emendamenti numero 3 e 4.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

SPANU FILIPPO, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere è conforme a quello della Commissione.

PRESIDENTE. Chiedo all'onorevole Rubiu se intende ritirare l'emendamento.

Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Presidente, non intendo ritirarlo a meno che non ci siano delle spiegazioni plausibili, è un emendamento che non costa niente, cioè non c'è nessun costo aggiuntivo, in qualche modo riprende quelle che sono le osservazioni fatte anche e precisate in legge dal Governo; perché qui, tra l'altro, si vuol far passare con delle semplici interlocuzioni ma in realtà il Governo ci ha detto che la legge numero 28 non va bene, quindi vanno modificate. L'emendamento numero 1 vuole in qualche modo trovare giustizia per quelle categorie inquadrate nell'area A e B del corpo forestale e quindi ritengo che sia ammissibile, a meno che non si voglia far passare l'emendamento numero 2, che in qualche modo riprende il tema anche in modo più completo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Gruppo Misto). Volevo rassicurare il collega Rubiu e comunicare all'Aula che è stato inserito all'ordine del giorno, della programmazione dei prossimi mesi della prima Commissione, il testo di legge di riforma del Corpo forestale. È un testo complesso che richiederà dei passaggi anche con le organizzazioni sindacali e delle interlocuzioni, che avremo e che già dalla settimana prossima programmeremo con gli Assessori di riferimento della Giunta, quindi con l'Assessore al personale e l'Assessore all'ambiente. Credo, data la complessità del sistema e data l'esistenza anche di richieste in questo senso, simili a queste su tematiche simili a queste, l'esigenza è quindi quella di un ragionamento organico e complessivo su una materia così complessa. Per questo motivo mi accodo alla richiesta di ritiro che non vuole essere una derubricazione, o uno stralcio delle istanze presentate dai colleghi, ma semplicemente il rinvio alla sede più consona, per dibattere di questi semi, quella della Commissione, appunto sede che ci consenta anche di prendere nuove informazioni e di interloquire con le forze sindacali, che su tematiche di questo tipo devono essere coinvolte anche per evitare norme che poi richiedano un'ulteriore correzione.

PRESIDENTE. Onorevole Rubiu, volevo farle presente che siccome è un sostitutivo totale in caso di non approvazione da parte dell'Aula decade anche l'emendamento aggiuntivo numero 2 che ha lo stesso tema.

Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Per comunicare che, viste le rassicurazioni del presidente della prima Commissione, l'emendamento lo ritiro.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 1 è ritirato.

Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 1, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 3. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 4. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

L'emendamento numero 2 ha un invito al ritiro. Onorevole Carta ha intenzioni di ritirarlo?

Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Viste le motivazioni che ha prodotto l'onorevole Agus, che sono assolutamente condivisibili, nel senso che una riforma di un Corpo come quello delle forestali è sicuramente meglio affrontarla in maniera organica, in maniera Completa. Quello che io voglio far osservare è che l'emendamento non inciderebbe in nulla rispetto alla proposta di legge all'esame della prima Commissione, questo emendamento semplicemente servirebbe a sanare una palese ingiustizia che fu fatta allorquando fu approvato il comma 13 della legge regionale numero 3 del 2008, nella quale fu consentito ai dipendenti regionali della categoria C di passare in categoria D, senza parlare del passaggio dall'area A all'area B come sono invece organizzate quelle del Corpo forestale. Quindi, non voglio fare certamente un braccio di ferro con nessuno, perché questo è un argomento che riguarda tutti, non è un argomento mio personale visto che il Corpo forestale è di tutti, però credo che non vi sia una incompatibilità tra questo emendamento, che tra l'altro è un aggiuntivo, si inserisce in un articolo 1 bis e non va ad incidere sul testo della Commissione che ci è pervenuto in Aula, quindi è un emendamento che fa un intervento pulito, definito, che non ha nulla di incompatibile con quello che si sta discutendo in prima Commissione. Quindi chiedo se è possibile metterlo in votazione ed eventualmente approvarlo, senza che questo significhi un braccio di ferro con nessuno, per me è la soluzione migliore che il Consiglio potrebbe adottare, non perché mi sono innamorato di un problema e cerco di risolverlo a tutti i costi ma perché effettivamente non presenta modifiche della pianta organica, non presenta nessun aumento di costi e sana un'ingiustizia che dura dal 2008.

Quindi, se c'è la possibilità di mandarlo avanti, bene, altrimenti c'è comunque l'impegno a vederla in Commissione nel disegno di legge più organico del quale ha parlato l'onorevole Agus.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Gruppo Misto). Per rinnovare l'impegno e, vista anche la complessità del testo proposto, per iniziare già dalla settimana prossima le interlocuzioni con la Giunta, in apposite audizioni, e con le forze sindacali, comprese quelle autonome che hanno presentato istanze simili a quella presentata anche dall'onorevole Carta, e già dalla settimana prossima capire quali siano le istanze complessive. Sicuramente questa è tra quelle che meritano una valutazione della Commissione già a partire dalla settimana prossima, per cui rinnovo l'invito.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (Psd'Az). Ritiro l'emendamento.

PRESIDENTE. L'emendamento è ritirato.

Metto in votazione l'articolo 1 bis. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del testo del disegno di legge numero 397.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

La seduta è tolta, il Consiglio regionale è convocato per giovedì 4 maggio alle ore 10.

La seduta è tolta alle ore 17 e 53.