Seduta n.230 del 11/04/2017 

CCXXX Seduta

Martedì 11 aprile 2017

Presidenza del Presidente Gianfranco GANAU

indi

del Vicepresidente Eugenio LAI

indi

del Presidente Gianfranco GANAU

La seduta è aperta alle ore 16 e 36.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 29 marzo 2017 (226), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Roberto Desini, Raimondo Perra ed Emilio Usula hanno chiesto congedo per la s eduta dell'11 aprile 2017.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico di aver nominato quale componente della Commissione per la Biblioteca la consigliera Rossella Pinna in sostituzione del consigliere Roberto Deriu, dimissionario.

Annunzio di presentazione di proposta di legge

PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la proposta di legge numero 412.

Risposta scritta a interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle interrogazioni numero 372, 602, 699, 709, 807, 830, 843, 845, 894, 909, 961, 972, 973, 1002, 1011, 1013, 1019, 1039 (in data 10 aprile 2017).

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria. Sono state presentate le interrogazioni numero 1048, 1050, 1051, 1052, 1053, 1054, 1055, 1056, 1057, 1058, 1059, 1060, 1061, 1062, 1063, 1064, 1065, 1066, 1067, 1068, 1069.

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria. Sono state presentate le interpellanze numero 292, 293 e 294.

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria. Sono state presentate le mozioni numero 296 e 297.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della mozione numero 297.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Sull'ordine dei lavori, Presidente. Intanto, ad evitare disinformazione, questo dibattito, l'opposizione l'ha voluto e l'ha sollecitato, anche se non è questa la forma, perché avremmo voluto, Presidente, che il dibattito si svolgesse prima nella Commissione competente, nella quale acquisire tutti i dati, sentire la parte datoriale, sentire i lavoratori, sentire le organizzazioni sindacali, sentire l'Assessorato, acquisire tutta la documentazione utile, e cioè fare un'istruttoria seria, perché non può quest'occasione essere relegata ad una sorta di ring tra maggioranza e opposizione, o chi fra la maggioranza ritiene di poter lucrare su questo dibattito a danno dei lavoratori, e questo non lo possiamo consentire. Lo diciamo in premessa, Presidente, perché già l'ordine del giorno che lei ha annunciato è un falso, e io lo denuncio pubblicamente, perché nella Conferenza dei Capigruppo, a quanto mi hanno riferito i colleghi che hanno partecipato, e non ho motivo di dubitare, non si è deciso di inserire alcuna mozione, ma si è deciso semplicemente a maggioranza di venire direttamente in aula e di bypassare il lavoro istruttorio da noi sollecitato in Commissione. Allora, Presidente, elimini quella mozione che non ha nulla a che vedere con il dibattito odierno, perché altrimenti lei persiste nel commettere non un uso ai sensi di Regolamento, ma nel compiere quello che dal nostro punto di vista rischia di diventare un abuso. La mozione che è stata depositata il 5 di aprile, cioè il giorno successivo alla Conferenza dei Capigruppo, che non ha mai costituito oggetto di una Conferenza dei Capigruppo, e non si può senza la Conferenza dei Capigruppo pensare di inserire argomenti a discrezione di chicchessia, una mozione sulla quale non ci siamo mai confrontati e sulla quale sono uscite notizie davvero vergognose tra chi la sosteneva e tra chi si poneva come oppositore. Allora, siccome noi vogliamo tutelare gli interessi dei lavoratori, tutelare gli interessi di un'azienda che occupa 1.250 persone, non vogliamo farne occasione di un match, come qualcuno pensa speculando proprio sulla testa dei lavoratori. Presidente, noi vorremmo che venisse eliminato intanto dall'ordine del giorno questo documento che non ha costituito oggetto assolutamente di un'interlocuzione fra i Capigruppo. E vorremmo che questo dibattito venisse aperto con le dichiarazioni dell'Assessore, perché vogliamo avere le informazioni dall'Assessore, perché sono carenti le informazioni che abbiamo anche della documentazione, Assessore, che è arrivata a noi, sa a che ora? alle ore 12 e 46 minuti, cioè è arrivata un paio d'ore prima di questo dibattito. E allora siccome c'è la fretta da parte di qualcuno di dimostrare che si sta facendo chissà che cosa nell'interesse non abbiamo capito di chi, colleghi della maggioranza, noi non abbiamo interessi o privilegi da difendere di nessuno, abbiamo soltanto i diritti dei lavoratori e dell'azienda da salvaguardare, quella sì che è un patrimonio. Allora, ecco perché vorremmo che questo dibattito si svolgesse serenamente, non con tutte queste alchimie che avete posto in essere, e che debbo riconoscere, Assessore, al di là del ritardo dei documenti, in questo momento non la vede assolutamente neppure coinvolta, ma è il rispetto di una procedura e di un rapporto tra Consiglio e Giunta, ed è il rispetto di alcune regole che sono scritte nel Regolamento e che non possono essere adattate alla bisogna o a seconda delle convenienze. Questo non è più tollerabile, Presidente, così non va bene, e non ci prestiamo assolutamente ad assecondare situazioni che inquinano perfino una corretta dialettica su temi di questa rilevanza e di questa importanza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Per confermare quanto già accennato dal collega Pittalis. Nella Conferenza dei Capigruppo del 4 di aprile, noi abbiamo proposto di fare due passaggi, due passaggi nell'arco della stessa giornata per evitare equivoci, uno in Commissione, dove abbiamo chiesto l'applicazione dell'articolo 70 del Regolamento, cioè vuol dire rendere pubblica quell'assemblea, quella riunione di Commissione con le telecamere, quindi dare la possibilità a chi sta a casa di seguire la riunione di Commissione, e nella riunione di Commissione abbiamo chiesto di invitare l'Assessore, ma soprattutto di invitare l'azienda, perché solo con un confronto serio e con un confronto concreto saremmo poi riusciti ad ottenere quei dati. La maggioranza invece ha scelto solo il Consiglio. Noi avevamo posto come condizione prima Commissione e poi immediatamente dopo il Consiglio. I fatti di oggi dimostrano invece che è stato scelto solo il Consiglio. Quindi oggi ci sarà l'Assessore che racconta, ma non ci sarà nessuno che potrà controbattere, oltre noi della minoranza.

Sui dati. Ieri sera, Assessore, noi abbiamo ricevuto questa scheda, non c'è un nome, non c'è un dato, non c'è un riferimento, non c'è assolutamente niente, sono numeri, numeri così, che possono essere, non so di che cosa, di qualsiasi altro elemento. Stamattina, alle 12 e 46, riceviamo una PEC, che io ho avuto modo di leggere qui a Cagliari solo alle 15, perché ero in viaggio, quindi con un malloppo di documenti che hanno bisogno di essere letti, hanno bisogno di essere capiti, perché altrimenti rischiamo, e questa è la nostra preoccupazione di stamattina, che l'incontro di oggi rimanga un solito incontro del Consiglio regionale, dove non si produce assolutamente niente, dove i 1.200 lavoratori che attendono da nove mesi lo stipendio rientreranno a casa ancora più delusi da una politica incapace che non riesce a dare risposte. Sia chiaro, una volta per tutte, che stanno a cuore a noi i problemi dei 3500 pazienti, così come sta a cuore il problema dei 1200 lavoratori che non percepiscono lo stipendio, o di quei lavoratori ingiustamente licenziati dall'Azienda. E' chiaro che però ci interessa salvare anche l'Azienda, ci mancherebbe altro, perché potrebbe essere per i lavoratori, così come per i pazienti, uno strumento essenziale per poter andare avanti. Il modo di operare non è sicuramente con l'inganno, con una mozione costruita ad arte il giorno dopo la Conferenza dei Capigruppo, con una mozione, come già accennato dal collega Pittalis, che ovviamente rappresenta solo una parte del Consiglio. Viene difficile pensare magari a fine serata di pubblicare un ordine del giorno o di chiedere la firma per un ordine del giorno condiviso, quando avete già costruito una mozione di parte, una mozione che, in qualche modo, rappresenta solo una parte del Consiglio. Attendiamo le dichiarazioni dell'Assessore, poi interverremo più avanti. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Io posso anche confermare intanto quello che nei Capigruppo all'unanimità si è deciso, e cioè comunque di arrivare in Consiglio e, per quanto di competenza di questo Consiglio, cercare di fare chiarezza sulla questione fra la Regione e l'AIAS, quindi una volontà unanime di trovare quelle che sono le competenze del Consiglio nel modo più unanime possibile. Il discorso della mozione presentata il giorno dopo è un atto che non rappresenta la Conferenza dei Capigruppo, non rappresenta questo intendimento, anche perché, a voler pensar male, sembrerebbe che la maggioranza, tenendo all'oscuro la minoranza, ha voluto mandare un messaggio ai lavoratori: "Guardate che siamo noi che tuteliamo voi lavoratori". E qui vorrei tranquillizzare i lavoratori, perché qui non c'è nessuno, per quanto mi riguarda, che sia contro i loro diritti e che non faccia di tutto affinché i loro diritti vengano riconosciuti, però la manovra della maggioranza è una manovra che tende a ingannarli, che tende a sottrarre al Consiglio quello che doveva essere, e cioè proseguire un dibattito, proseguire un intendimento unanime per arrivare a dare alla Giunta, a dare all'Assessore quelli che sono indirizzi unanimi, affinché questa situazione venga risolta. Che non può prescindere da tre cose: la salvaguardia dei pazienti, la salvaguardia chiaramente di chi ha le convenzioni per svolgere i servizi, e la conseguente salvaguardia dei lavoratori dipendenti; sono tre cose sulle quali ci siamo trovati tutti d'accordo e che la maggioranza invece sembra, con una mozione presentata solo di parte, senza che sia stata condivisa come invece avevamo detto in Capigruppo da tutti i Capigruppo, vorrebbe dimostrare una magnanimità e un'attenzione maggiore rispetto a quella della minoranza. Non è così, l'attenzione della minoranza è intatta e intera nei confronti dei lavoratori, dell'Azienda e dei servizi, e quindi anche noi chiaramente aspettiamo di sentire l'assessore, che ci chiarisca un po' la documentazione che c'è arrivata a due ore dal Consiglio, che non abbiamo avuto modo neanche di esaminare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Se non fosse che l'argomento è molto serio, ci sarebbe da dire che le cose sentite in Aula, e comunque lo sono, sono molto gravi, sono gravissime per una ragione molto semplice, perché dire che si vuole lucrare, che si vuole utilizzare lo strumento della mozione per discutere di un argomento che sembra essere tabù, sembra che si abbia timore di discutere di questa questione dell'AIAS, noi vogliamo semplicemente discutere con una mozione, uno strumento normale che abbiamo utilizzato migliaia di volte, che abbiamo utilizzato per i lavoratori di tutte le aziende della Sardegna per le quali abbiamo ritenuto opportuno discutere, e così vogliamo fare oggi, senza avere la verità in tasca, senza essere noi a metterci sul piedistallo per dire che siamo i paladini e i difensori totali dei lavoratori, non è così, e mi stupisce che a dirlo siano autorevoli rappresentanti della minoranza. Non è mai accaduta una cosa del genere. Che cos'è accaduto durante la Conferenza dei Capigruppo? Perché le verità a volte possono essere raccontate in 1000 modi, ma la verità è una, per cui va raccontata per quella che è, senza sfumature, nude e crude così come sono accadute le cose, molto semplice. Noi abbiamo detto che era necessario discutere della vertenza AIAS, dei lavoratori AIAS: nove mesi senza stipendio, ci risulta, più la tredicesima, e di questo vogliamo discutere; è un tema o non è un tema da discutere in Consiglio regionale, che ancora non ha avuto modo di discutere di questo tema? Durante la Conferenza dei Capigruppo noi abbiamo posto il problema, noi della maggioranza, dicendo che era opportuno discutere, la minoranza ha detto che prima di venire in Consiglio era opportuno andare a discutere in Commissione. Allora ho ribadito che in Commissione, e abbiamo ribadito che in Commissione siamo andati a discutere già un sacco di volte, ricevendone e audendo l'Azienda, l'Assessore, ricevendo e ascoltando i rappresentanti sindacali, tutti coloro che hanno parte in questa vicenda, più volte, io personalmente, pur non facendo parte della Commissione sanità, ho avuto modo di partecipare a qualcuna di queste riunioni, ho avuto modo di partecipare, facendo il Capogruppo, anche ad una Conferenza dei Capigruppo nella quale abbiamo ricevuto le organizzazioni sindacali per discutere di AIAS. Abbiamo ritenuto di dover dire che era arrivato il momento di discutere della questione in Aula, e non fare ancora "melina", perché i dati sono noti e arcinoti, e abbiamo chiesto all'Assessore di venire in Aula, nel rispetto delle mozioni così come sono strutturate, quindi la mozione va discussa così come è, come si è sempre fatto per tutte le mozioni che abbiamo discusso in quest'Aula da quando il Consiglio regionale esiste, senza stravolgere l'ordine dei lavori. È accaduto che durante la Conferenza dei Capigruppo sul tema "andiamo in aula, non andiamo in aula, andiamo prima in Commissione", la minoranza, e non la maggioranza, la minoranza ha chiesto il voto, e faccio il Capogruppo da tre anni e non mi era mai accaduto prima che una cosa di questo tipo cadesse, la minoranza ha chiesto di mettere ai voti e la maggioranza ha deciso di andare In aula a discutere di un argomento, che è quello dell'AIAS; questa è la verità così come è avvenuta, che è rilevabile dai verbali, che sono siglati dai funzionari della Conferenza dei Capigruppo, quindi chiunque può andare a vedere come sono andate le cose. E tuttavia è nostra intenzione discutere serenamente del problema, perché l'obiettivo è cercare di trovare una soluzione per i lavoratori, per un'Azienda che utilizza danari pubblici per fornire prestazioni socioassistenziali, che devono essere garantite nel migliore dei modi, e noi abbiamo il dovere di fare questo tipo di lavoro, abbiamo il diritto di chiedere conto delle cose così come stanno andando, e lo vogliamo fare con la serenità del caso, ma con la determinazione di provare a risolvere il problema. Ci riusciremo questa sera? E' difficile, molto difficile, ovviamente, non si risolve il problema da tantissimo tempo, da anni questa cosa si trascina, e noi pensiamo di risolverla stasera? I consiglieri di minoranza dicono, come fosse un atto d'accusa: "Stasera si arriverà a casa senza stringere nulla in mano", come se la realtà non avesse dato la possibilità di trovare oggi una soluzione. Discutiamone, vi invitiamo a discuterne, senza preconcetti, qua non ci sono né amici e né nemici, io non ho amici, io non ho nemici, io voglio discutere liberamente delle questioni, ed è questo l'invito che faccio oggi, stasera, discutiamone tutti, dopodiché ascoltiamo l'Assessore così come previsto dal regolamento per la discussione delle mozioni, dopodiché vediamo se siamo in grado di tirare fuori degli argomenti e dei risultati in grado di dare soluzione alla questione dell'AIAS. Soltanto questo va fatto, per cui non ci sono preconcetti di nessun tipo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Credo che il nostro Capogruppo sia stato molto chiaro, voglio fare solo una precisazione perché ero presente proprio per sostituirlo in quell'occasione. Abbiamo appreso, in seguito a quella riunione, di comunicati che riportavano delle notizie che non erano proprio precise rispetto ai lavori che ci sono stati nella Conferenza dei Capigruppo, e allora il mio intervento è per spiegare che la minoranza ha chiesto di votare non una mozione, una procedura, che era prima quella che prevedeva di poter andare in Commissione per i chiarimenti citati dal nostro Capogruppo, per poter fare un lavoro migliore anche per consegnarlo all'Aula, dopodiché la maggioranza era in posizioni divergenti perché insisteva per andare direttamente in Aula. Ecco, quindi io voglio chiarire che non è stata votata alcuna mozione e che questa minoranza non ha votato contro i dipendenti dell'AIAS, contro i sindacati che rappresentano l'AIAS, contro l'AIAS, o sia l'Azienda, non c'è stata votazione contro nessuno, perché non c'era nessuna mozione, abbiamo semplicemente significato la necessità di una procedura differente. Anche noi, onorevole Cocco, non abbiamo né amici né nemici, siamo qui per fare il bene di tutti ove è possibile, nel rispetto soprattutto però delle regole, e io non mi scandalizzerei se siamo dovuti arrivare a portarvi ad un voto per rappresentarvi l'importanza di quello che abbiamo sostenuto in quel momento, e oggi, anche perché la mozione successivamente presentata la si poteva condividere visto che in quell'occasione non è stato definito alcun percorso e alcun contenuto, quindi il mio intervento spero abbia potuto riportare un po' di chiarezza sulle procedure che ci sono state in quella riunione di Capigruppo. Poi interverremo su contenuti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Presidente, siccome mi sono sentito tirare in causa perché ho partecipato anch'io a quella Conferenza di Capigruppo, vorrei ricordare a me stesso e al Presidente del PD che ha parlato poco fa, che in definitiva, come diceva la collega Zedda, non abbiamo votato su nessuna mozione né assolutamente contro nessun altro tipo di persona o cosa, intendendo cosa per l'istituzione AIAS e intendendo per persone i dipendenti. Quindi è destituito di ogni fondamento qualunque comunicato che sia venuto al riguardo. Noi avremmo voluto parlarne seriamente all'interno della Commissione perché riteniamo che dove ci sono poche persone e forse anche meno pubblico da poter imbonire in qualche modo, si potevano trovare le soluzioni per chi non ha lo stipendio da molto tempo e deve campare in maniera molto diversa di qualcuno che va a cianciare nel pubblico per cercare di imbrogliare. Noi non vogliamo imbrogliare nessuno, vogliamo sapere la verità e la chiediamo all'Assessore ma all'Assessore per l'Assessorato e siccome ormai è diventato uso e costume che un Assessore, non questo ma tutti, ad iniziare dal Presidente, non rispondono a quelli che sono i quesiti che pone necessariamente un consigliere che vuole conoscere quelle che sono le attività interne, io credo che sia ora di finirla di difendere interessi che non sono difendibili ma di guardare quello che è intanto l'interesse primario di chi è malato, che non ha colore, non ha partito, non ha niente, ha solo bisogno di essere curato. Un'azienda che deve essere messa nelle condizioni di pagare gli stipendi e capire perché non si pagano gli stipendi, perché se non si pagano gli stipendi bisogna capire che cosa è e perché non si pagano. Io so che dà fastidio quello che sto dicendo, collega Solinas, però è la verità, è la verità. Ti puoi anche iscrivere e dire che sto dicendo bugie ma è la verità e se vogliamo aprire il dibattito lo riapriamo perché poi parlo dopo, perché non si può andare a dire cose che non sono, a meno che non si abbia in testa di fare qualcosa che assomiglia molto ad altre aziende del Sulcis che sono finite male perché qualcuno le ha guidate verso il male facendo perdere migliaia di lavoratori! Se è questo che si vuole noi lo denunceremo e vedremo chi è che lavora in un certo modo per difendere gli interessi degli operai e gli interessi di chi veramente non fa il proprio dovere. Io credo che sia ora di mettere il punto fine e quando si chiede di fare il dibattito, non abbiamo paura di fare il dibattito qui, anzi lo apriremo di gran lena perché vedremo i documenti, quelli che ci sono e quelli che non ci sono per capire chi è che ha fatto, non ha fatto e per interesse di chi, perché andrò a cercare anche gli interessi che ci sono dietro e che magari sono nascosti in gente di potere. Questo è tanto per iniziare, poi vedremo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SDP). Presidente, sono un po' perplesso dagli interventi che si sono succeduti e io sono convinto, convintissimo che le proposte di soluzioni che noi oggi vorremmo andare a cercare dentro quest'Aula possano essere condivise da tutti i 60 consiglieri presenti in questa Assise. Dico in questa Assise, questo non è un tribunale, la verità in tasca non ce l'ho io ma non ce l'avete neanche voi. Quale occasione migliore, onorevole Dedoni, avere di fronte l'Assessore al quale potremo chiedere quelle risposte che finora non abbiamo avuto? Siccome noi siamo per la massima trasparenza, è molto meglio che tutti i consiglieri assistano all'interrogatorio dell'Assessore in Aula piuttosto che in Commissione, perché la verità vera è che da tempo sono state fatte le interrogazioni e le interpellanze su delle vicende che noi non riuscivamo e non riusciamo ancora a capire e queste risposte non sono mai arrivate. Io credo che al centro delle politiche sanitarie in questa fattispecie devono essere messi prima i pazienti, insieme ai pazienti gli operatori, i lavoratori e anche l'azienda perché noi non siamo contro nessuno ma siamo, abbiamo già detto, l'ha detto il Capogruppo del PD, per cercare di risolvere il problema in maniera definitiva. Però, scusatemi, ce lo siamo posti il problema che noi abbiamo dei dipendenti che da nove mesi non hanno lo stipendio? Ce lo vogliamo porre questo problema o non ce lo vogliamo porre? Io credo che in maniera seria, asettica, senza pregiudizi, siamo qui oggi e io mi auguro e auspico che l'Assessore possa darmi con contezza quelle risposte che sino ad oggi non siamo riusciti ad avere. Quindi dico, qual è il problema di condividere… alla fine ci può essere stato un errore nella istruzione di questa mozione non condivisa, condivisa, ammettiamo pure che ci sia stato, ma oggi noi abbiamo una grande opportunità e la grande opportunità è che davvero di fronte a chi è deputato e ha la funzione di poterci dare quelle risposte che non abbiamo ancora avuto, di averle finalmente e di capire. Io voglio davvero capire perché è successo tutto questo, perché sino ad oggi non abbiamo avuto risposte e sapete bene che nessuno è contro nessuno, perché non può esistere che un Consiglio regionale faccia una seduta di interrogatorio dell'Assessore per esprimere giudizi sull'azienda piuttosto che sui lavoratori, piuttosto che sui pazienti. Non è vero, come diceva qualcuno di voi, che oggi tutti i presenti se ne andranno delusi perché ancora una volta non avranno quella risposta che si aspettano, io credo che invece un compito della politica sia proprio quello di proporre la soluzione (se siamo in grado di proporla) e di condividere un percorso che porti a soluzione. Io chiedo, lo chiedo con forza all'assessore Arru, che a queste domande che sono precise, se non sono sufficienti quei dati che abbiamo avuto lui deve essere in grado oggi di rappresentarceli ancora con più contezza, con più certezza, ma io sono convintissimo che noi oggi possiamo andare via se non con la soluzione in tasca, però con un percorso che porti a soluzione. Ce lo auspichiamo tutti, lo chiedo sommessamente, non buttiamola in caciara, questo è un argomento troppo serio, questa è una vertenza in questo momento più importante della nostra isola. Non buttiamola in caciara perché non facciamo il bene soprattutto di quelli che sono fuori e attendono quelle risposte le quali da troppo tempo non arrivano.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS ANTONIO (PD). La ringrazio, Presidente, per avermi richiamato sull'ordine dei lavori, mi sembra che fino a questo momento stiamo discutendo da mezz'ora e sull'ordine dei lavori non ne abbiamo parlato, gli interventi sono stati nel merito di quella che è la mozione. Credo che la maggioranza abbia il diritto di presentare una propria mozione, la Conferenza dei Capigruppo ha deciso di iscriverla all'ordine del giorno quindi credo che questo dobbiamo fare così come il Regolamento prevede e come sempre si è fatto. Noi non abbiamo interessi da difendere, io non ho nessun tipo di interesse da difendere, posso tranquillamente dire che la maggioranza non ha nessun tipo di interesse da difendere. Non lo so per qualche altro, perché il dibattito che si sta facendo sull'ordine dei lavori sembra quasi che la minoranza abbia difficoltà, non voglio dire paura, ma difficoltà a discutere di un argomento come questo. La nostra unica preoccupazione è che 1250 persone sono nove mesi e più senza stipendio, vorremo dare una risposta ai lavoratori e salvare un'azienda che in Sardegna ha una propria storia e quindi credo che finalmente il primo firmatario possa illustrare la mozione e poi aprire il dibattito senza attacchi di altra natura che qualche consigliere forse farebbe bene a risparmiarsi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Edoardo Tocco. Ne ha facoltà.

TOCCO EDOARDO (FI). Intendo intervenire sull'ordine dei lavori…

PRESIDENTE. Da questo momento interromperò chiunque non intervenga sull'ordine dei lavori…

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Va bene, d'ora in poi è così, sull'ordine dei lavori.

TOCCO EDOARDO (FI). Presidente semplicemente perché visto che io sono il Vicepresidente della Commissione sanità, volevo sapere quand'è che tutte queste volte che sono stati incontrati i dirigenti dell'AIAS e i lavoratori nella Commissione perché a me risulta che solo una volta siano venuti i dirigenti a fare un'audizione e per un argomento di questo tipo io credo che la Commissione avrebbe dovuto incontrarli molto più spesso.

PRESIDENTE. Grazie, questa è una precisazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Fasolino. Ne ha facoltà.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Io sono veramente esterrefatto e deluso perché io ero convinto di arrivare qui oggi quando mi è arrivata la convocazione del Consiglio…

PRESIDENTE. Onorevole Fasolino sull'ordine dei lavori!

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Pensavo di arrivare qui e trovare il materiale per poter discutere di questo argomento e ho sentito parlare di serietà, ho sentito parlare di verità, ma allora mi viene in mente una domanda: "Ma è serio…

PRESIDENTE. Onorevole Fasolino sull'ordine dei lavori, altrimenti le tolgo la parola. Mi deve dire qual è in merito ai lavori la sua proposta…

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Lei è il Presidente e come ha convocato un Consiglio e ha messo all'ordine del giorno una mozione che non doveva essere messa, mi potrà anche levare la parola tanto quello che devo dire o adesso o dopo lo dirò quindi se lei mi vuole levare la parola…

PRESIDENTE. Infatti quello che deve dire dopo lo dirà dopo, adesso ha chiesto di intervenire sull'ordine dei lavori.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Io mi sto attenendo al Regolamento e lei e la vostra maggioranza non vi siete attenuti al Regolamento del Consiglio!

PRESIDENTE. Non ha la parola onorevole Fasolino.

Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Arrivo subito al punto. È stato convocato il Consiglio su una discussione che non prevedeva una mozione, la mozione è stata inserita in modo surrettizio il giorno dopo perché io nel momento in cui ho appreso della convocazione del Consiglio sono andato a cercare la mozione che non esisteva, la mozione è stata pubblicata il giorno successivo con data del giorno successivo, primo elemento sull'ordine dei lavori. Secondo elemento. C'era stato garantito che avremmo avuto i dati numerici per confrontarli con la realtà dei fatti e per avere comunque materiale per poter decidere, per poter intervenire in aula, per poter difendere i diritti dei lavoratori, non abbiamo noi interessi, noi abbiamo doveri in quest'aula, abbiamo il dovere di difendere i lavoratori ma dobbiamo anche difendere le regole e le regole dicono che una mozione non si inserisce in modo fraudolento nell'ordine del giorno dei lavori. Terzo punto. Io vorrei capire come noi oggi possiamo interloquire con l'Assessore che interverrà in conclusione di dibattito, noi avremmo voluto invece sentire adesso l'Assessore in apertura dei lavori in modo da poter capire qual è l'intendimento, l'orientamento dell'amministrazione e poter dibattere, poter confrontare i suoi dati con i nostri.

Purtroppo non ci è consentito, evidentemente oggi questo Consiglio regionale è oggetto di un vulnus alle sue prerogative. Presidente, la responsabilità della direzione dei lavori ce l'ha lei e lei deve consentire a noi di lavorare serenamente e con i dati alla mano.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oscar Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (FI). Per richiamare la sua richiesta sull'ordine dei lavori. Il Presidente del gruppo, l'onorevole Pittalis, ha posto un problema che possiamo definire tutti insieme una pregiudiziale, quindi per rispondere all'onorevole Solinas che ha sollevato il problema che gli interventi non erano sull'ordine dei lavori, l'intervento del Presidente del gruppo di Forza Italia era precisamente sull'ordine dei lavori e chiede, ed è stato chiesto, che non si discuta fondamentalmente questa mozione che è solo del centrosinistra quindi presentata appositamente probabilmente per gestire l'argomento in modo autonomo senza condividerlo con la parte della minoranza e quindi noi le chiediamo sull'ordine dei lavori che la mozione non venga messa in discussione ma eventualmente l'Assessore faccia delle dichiarazioni in modo che noi poi successivamente possiamo rispondere, possiamo assimilare eventuali dati da parte dell'Assessore, visto che questa maggioranza non ha consentito il dibattito all'interno della Commissione dove sarebbe stato il luogo più opportuno, corretto e sicuramente più idoneo ad ascoltare e a sentire in audizione le organizzazioni sindacali, eventualmente i rappresentanti dei dipendenti, la posizione dell'Assessorato e poi infine quello dell'azienda che ha chiaramente la propria posizione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (FI). Sull'ordine dei lavori perché mi pare che la buona volontà ci sia da parte di tutti. C'è un'aula che vuole discutere l'argomento, posso garantire quando entreremo nel merito che non ci sarà nessuna difficoltà a discuterlo in profondità e con cognizione di causa, è oggettivamente utile alla discussione che l'Assessore in apertura ci riferisca ciò che sa, è un fatto di elementare qualità della discussione, non solo, sarebbe bene che al termine di questa discussione si potesse addivenire ad una soluzione della vertenza col nostro contributo per esempio attraverso un ordine del giorno. È possibile, le domando Presidente, convocare una Conferenza dei Capigruppo, riscrivere l'ordine del giorno per la seduta odierna secondo i desiderata di tutti in termini civili e corretti e poi iniziare? Lo chiedo educatamente dall'esposizione dell'Assessore che non è controparte, è colui che ci deve dare gli elementi di discussione più di tutti gli altri e non ho dubbi sul fatto che lui a questo non si sottrarrà. È sufficiente che voi convochiate la Conferenza dei Capigruppo e che si scriva un ordine del giorno compatibile con il tipo di discussione che porti poi a una decisione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Anch'io vorrei riprendere questo filone di proposta procedurale soprattutto rifacendomi all'intervento fatto dal collega Daniele Cocco che io sottoscriverei per intero. Qui non stiamo parlando di creare occasioni di contrapposizione perché secondo come si sviluppa, questa discussione può diventare un'inutile corrida che credo non serva a nessuno. Qui io penso che l'unica cosa che ci sta a cuore sia il destino dei lavoratori i quali da mesi non ricevono lo stipendio oppure ricevono soltanto una parte dello stipendio con tutti i problemi che si possono immaginare. Io ritengo che così come molti altri colleghi hanno detto, che una discussione di questo genere non si possa che aprire all'insegna della chiarezza e la chiarezza sono i dati, l'unico soggetto depositario dei dati è l'Assessorato. Allora incominciamo a capire dall'Assessore com'è la situazione, dopodiché su questo si potrà innestare una discussione, tra l'altro mi permetto di rilevare Presidente che per come è stata impostata la mozione presentata dai colleghi del centrosinistra, tutto fa immaginare tranne che si voglia arrivare ad una soluzione che tenga conto della situazione, in cui adesso non mi voglio addentrare perché ci addentreremo nella discussione, ma se l'obiettivo di tutti è quello di cercare di venire a capo della situazione, Presidente, individuiamo un percorso che ci consenta perlomeno di avvicinarci a questo perché se no non soltanto ripeto questa discussione sarà inutile, ma rischia anche di essere pesantemente dannosa rispetto all'obiettivo che è quello di risolvere questo problema così delicato e così drammatico per centinaia e centinaia di famiglie di lavoratori ma anche di assistiti e non dimentichiamoci l'altro pezzo della questione che è altrettanto importante.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC Sardegna). A me dispiace che fra tante bugie, tante verità in effetti abbiamo perso un'ora, ma perdiamo di vista l'obiettivo che è quello di risolvere il problema. Io penso comunque e voglio precisare come si sono svolti i fatti perché qualche imprecisione c'è. Gli ultimi dalla fila hanno proposto di discutere questo argomento dell'AIAS in Consiglio regionale, a questa proposta fatta da voi si sono agganciati due compreso il sottoscritto, quindi eravamo d'accordo a discuterla, ma è pur vero che nella Commissione sanità abbiamo chiesto più volte che l'Assessore venisse, si incontrasse anche con l'azienda e si risolvesse il problema

perché confronto è più facile in Commissione, qui il confronto non ci può essere per arrivare ad una soluzione, è pressoché impossibile! Del resto, io mi rifaccio alle cose che ha detto Cocco, fino ad oggi non abbiamo avuto risposte. Così come qualcuno ha fatto riferimento ai regolamenti, il Regolamento dice anche che quando c'è una mozione, si discute delle mozioni ed è gratificata la minoranza. Non mi sembra che sia gratificata la minoranza, io credo che la mozione dovesse essere fatta globalmente da tutti quanti in termini unitari visto che, in più Gruppi, abbiamo chiesto di poter discutere questo problema e credo che l'esigenza sia quella di risolvere il problema! Il problema si risolve soltanto se ci sono dati analitici precisi e se la Regione è disponibile a dare le risorse che ovviamente non sono contestate all'AIAS, come è avvenuto altre volte - ricordiamoci che Oristano, caro Solinas, una volta aveva un buco 50 miliardi - Si è trattato con il Ministero per ottenere questi soldi perché era sull'orlo del fallimento, così come è avvenuto a volte che la stessa AIAS, negli anni '90, fosse in una situazione difficilissima che è stata risolta attraverso una trattativa. Io credo che oggi l'esigenza sia che l'Assessore ci dica alcune cose: ci dia dei dati che materialmente non si sono potuti verificare, ho dei dati che sono in contrapposizione ai suoi, non so quali di questi dati siano i più obiettivi, quindi ritengo che sia opportuno cercare di trovare una convergenza, anche modificando la mozione, facendola unitaria e raggiungendo gli obiettivi: sui salari degli operai la Regione acceleri i tempi, perché bisogna chiedere di accelerare i tempi e, al tempo, stesso ci sia la volontà da parte di tutti quanti di risolvere i due problemi: mettere nelle condizioni l'AIAS, che ha svolto un ruolo di una certa rilevanza, in passato sostituendo il pubblico e, al tempo stesso, siano tutelati i diritti dei lavoratori.

PRESIDENTE In merito alle procedure la Conferenza dei Presidenti di Gruppo ha votato a maggioranza la convocazione del Consiglio senza un ulteriore passaggio in Commissione, per la convocazione del Consiglio erano presenti tre interrogazioni e si è atteso, perché si è deciso di intervenire con una mozione, si è atteso la deposizione di una mozione pervenuta, un'unica mozione per convocare il Consiglio, quindi il Consiglio è stato regolarmente convocato a seguito della decisione dei Capigruppo dopo l'acquisizione della mozione, è pervenuta un'unica mozione, poi potevano arrivare due o tre mozioni quindi procediamo dando la parola all'onorevole Cocco per l'esposizione della mozione.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Presidente, noi abbiamo grande rispetto delle decisioni della Presidenza però qui si sta davvero mistificando la realtà. Noi vorremmo Presidente che lei continuasse a fare, come ha fatto finora, il garante delle regole e che lei presieda l'Assemblea nel rispetto delle regole. Siccome io non ero presente ma io non ho motivo di dubitare di quello che mi dicono i colleghi, perché se passano questi messaggi Presidente, che sono fondamentali, allora io chiedo ed insisto su questo aspetto, lo chiedo anche colleghi della maggioranza. Presidente, io la invito, poiché le cose non sono chiare affinché si trovi la soluzione adeguata, le opposizioni le stanno chiedendo, e lo chiedo anche colleghi della maggioranza, di introdurre il dibattito con le dichiarazioni dell'Assessore della sanità, noi poniamo questo problema, voi non lo volete porre? Ne volete fare una questione? Si sappia Presidente che l'opposizione sarà irremovibile da oggi in poi perché non ci sarà più assolutamente nessun tipo di fair play, non venite a chiederci "102", non venite chiederci questioni che attengono alla deroga del Regolamento perché non ve lo consentiremo più, perché qui davvero si pone un problema di oggi per il futuro di osservanza delle regole e su questo, Presidente, noi saremo intransigenti. Noi stiamo ponendo un problema che è di metodo, di forma, ma anche di sostanza perché questo dibattito non può essere introdotto da una mozione postuma che non ha costituito oggetto di nessuna Conferenza dei Capigruppo, così si stanno violando davvero le regole si sta commettendo un gravissimo abuso, si stanno compiendo davvero delle cose che mai mi sarei aspettato di vedere in tanti anni di militanza in questo Consiglio regionale. Quindi l'invito che io formulo, a lei Presidente del Consiglio e ai colleghi dell'opposizione, è che almeno sul rispetto delle regole e su quella che può essere una sintesi, come mi pare sia emerso dal dibattito, possa questo dibattito essere introdotto dalle informative che l'Assessore può dare convenientemente all'Aula, altrimenti è vero quello che noi pensiamo che voi volete farne una bandiera politica per biechi interessi che a noi non appartengono e che, mi dispiace, ma nel momento in cui si accedesse all'esposizione di una mozione il mio gruppo uscirà dall'aula Presidente, perché è davvero contro ogni regola!

PRESIDENTE. Abbiamo in discussione una mozione quindi la mozione deve essere esposta, dopo di che, alla fine della discussione, è previsto l'intervento dell'Assessore che risponderà a tutte le domande.

Assessore intende presentare i dati prima della discussione della mozione?

Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Chiedo cinque minuti di sospensione.

PRESIDENTE. La seduta è sospesa per cinque minuti, il pubblico può rimanere in aula.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 31, viene ripresa alle ore 17 e 37.)

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta, invito i colleghi di prendere posto, procediamo con l'esposizione della mozione, in seguito ci saranno i chiarimenti sulla documentazione presentata da parte dell'assessore Arru.

Discussione della mozione Cocco Pietro - Congiu - Cocco Daniele Secondo - Zanchetta - Ledda - Deriu - Demontis - Collu - Comandini - Cozzolino - Forma - Lotto - Manca Gavino - Meloni - Moriconi - Pinna Rossella - Piscedda - Ruggeri - Sabatini - Solinas Antonio - Tendas - Desini - Manca Pier Mario - Cherchi Augusto - Unali - Pizzuto - Lai - Zedda Paolo Flavio - Gaia - Perra - Agus - Busia sull'adozione di misure urgenti per risolvere i gravi problemi in cui versano i dipendenti dell'AIAS e della Fondazione Randazzo. (297) e approvazione di ordine del giorno.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della mozione numero 297.

Dichiaro aperta la discussione. Uno dei presentatori della mozione ha facoltà di illustrarla.

(I consiglieri dei Gruppi di opposizione abbandonano l'aula.)

COCCO PIETRO (PD). Presidente, noi abbiamo presentato questa mozione, lasciamo stare la discussione di cui si è parlato prima di adesso, l'abbiamo presentata per discutere del caso Aias e della Fondazione Randazzo, a seguito del perdurare di una situazione molto grave che riteniamo non possano non impegnare il Consiglio regionale della Sardegna. Vogliamo discuterne liberamente, senza condizionamenti o pregiudizi di qualsiasi natura, senza preconcetti o con schieramenti precostituiti, con l'obiettivo di cercare una soluzione capace di ridare serenità a chi lavora, percependo regolarmente il salario, e garantire le prestazioni socio-assistenziali fondamentali, attraverso l'erogazione di servizi di assistenza sanitaria e di riabilitazione pazienti. Ciò che sta accadendo in quest'ultimo periodo non può lasciare indifferente nessuno, perché riguarda 1200 lavoratori, le loro famiglie, riguarda il buon esito delle prestazioni che l'Aias deve garantire ai pazienti che utilizzano i loro servizi socio-sanitari; servizi, l'ho ricordato, erogati in regime di convenzione con il sistema pubblico. Da molto tempo i dipendenti dell'associazione e della fondazione percepiscono pagamenti parziali degli stipendi maturati, oppure li ricevono con un notevole ritardo che ha generato addirittura un arretrato di nove mesi. Le conseguenze della violazione di questi diritti e tentativi falliti di mediazione hanno determinato uno scontro tra gli operatori e l'azienda con livelli di tensione altissima per via di provvedimenti disciplinari culminati con dei licenziamenti, che hanno scatenato gravi forme di protesta e scioperi della fame da parte di alcuni lavoratori. Lo stesso Consiglio regionale ha più volte convocato le parti e le rappresentanze sindacali, attraverso la Commissione competente e per mezzo dell'assemblea dei Capigruppo, per ascoltare le ragioni di tutti. Al di là delle ragioni che hanno condotto a questa situazione, ciò che sta accadendo, impone a noi tutti, prima di tutto, di sapere come stanno esattamente le cose: sui pagamenti, sui crediti, veri o presunti, maturati o no dall'associazione, sulla loro entità, sui tempi di erogazione del pagamento delle fatture. Dobbiamo sapere con precisione tutto con l'obiettivo, se possibile, di ripristinare il normale rapporto tra la Regione Sardegna, prestatore di servizi, per suo conto, e pagamento degli stipendi arretrati ai dipendenti. Come si fa mi chiedo a non intervenire di fronte alla richiesta d'aiuto proveniente da lavoratori che manifestano per rivendicare i diritti sacrosanti? Come si può rimanere insensibili o fare melina o chiedere il rinvio di fronte a lavoratori che chiedono di ricevere il salario in arretrato di nove mesi e arrivano a manifestare attraverso lo sciopero della fame? Come si può far finta di nulla di fronte a licenziamenti di alcuni dipendenti? Sia chiaro, questo non è un tribunale, l'ho detto prima e lo ribadisco con forza, e noi non siamo giudici, questa è la massima Assemblea regionale della Sardegna, però, che ha il dovere, oltre che di fare leggi, di discutere di temi così importanti, come quelli che oggi stiamo trattando e mi stupisce leggere e sentire che c'è chi sostiene che si vuole mettere sotto processo l'azienda. Perché questo non è vero. Non è questo il nostro compito, ma certamente è nostro dovere interessarci di oltre 1200 persone, che non ricevono il salario da tantissimi mesi. È nostro dovere occuparci di verificare se il servizio erogato e pagato, lo ribadisco, con soldi pubblici, è garantito per bene, al pari di qualsiasi azienda della quale ci siamo occupati e al pari di qualsiasi altro lavoratore, di cui abbiamo cercato di rappresentare i diritti in quest'Aula. C'è qualcuno che ritiene non sia giusto discutere dei problemi dei lavoratori dell'Aias? Io penso di no, anche se qualche ripensamento ce l'ho. Allora ad oggi risulta che i dipendenti devono ricevere il saldo di buona parte delle mensilità del 2016, così mi pare Assessore poi lei ci dirà, più l'intera tredicesima, la mensilità di gennaio, febbraio e marzo 2017. Dai dati che ci sono stati forniti risulta che i pagamenti all'Aias siano stati effettuati in questi due anni, per le prestazioni rese e riconosciute, nei tempi stabiliti, risulta che gli ex commissari delle aziende sanitarie locali siano stati invitati a procedere tempestivamente al saldo del dovuto e per i contenziosi in essere, là dove è possibile, di continuare a valutare la possibilità di addivenire a un accordo transattivo. Risulta anche, e ci dirà se è vero, che sono state finalmente pagate le quote sociali relative agli anni 2011 e 2013. Risulta ancora che siano state date indicazioni, con lettera scritta, in coerenza con la sentenza emessa dal tribunale, alle aziende sanitarie che hanno ricevuto richieste di applicazione dell'articolo 1676 del codice civile, da parte dei lavoratori dipendenti, degli erogatori privati, di procedere ai relativi adempimenti e il conseguente pagamento. Anche l'attivazione di questo istituto del codice civile, non ha dato l'esito sperato, per diversi motivi. Innanzitutto perché risulta che l'AIAS e il sindacato UGL hanno presentato ricorso al Tar prima e in seguito al Consiglio di Stato in appello contro il pagamento delle retribuzioni ai dipendenti, ai sensi dell'articolo 1676 del codice civile. Va detto che, per quanto riguarda le aziende sanitarie locali numero 8 di Cagliari e la numero 7 di Carbonia, il Consiglio di Stato ha ribadito quanto affermato dal Tribunale Amministrativo Regionale confermando che l'articolo 1676 del codice civile è norma di tutela in quanto moltiplica i centri di responsabilità a garanzia dei diritti dei lavoratori, che sono così sottratti alle vicende economiche di segno negativo dell'appaltatore. In seguito la proprietà, in virtù del fatto che il datore di lavoro non ha l'obbligo di consegnare il documento di lavoro ai propri dipendenti, se non in seguito al pagamento della retribuzione, risulta aver causato ritardi negli adempimenti delle aziende sanitarie e infine ha scelto di liquidare per acconti le varie mensilità, rendendo ancora più difficoltosi i calcoli sulle spettanze residue. Un'ultima problematicità si è creata in particolare presso l'ex azienda sanitaria locale di Carbonia, nella quale le autocertificazioni prodotte da alcuni dipendenti, per la richiesta di spettanze attraverso l'articolo 1676 del codice civile, sono state contestate dall'Aias, che le ha definite false nella parte in cui alcuni i dipendenti dichiaravano di svolgere il 100 per cento della propria attività lavorativa in favore dell'azienda sanitaria. La contestazione delle autocertificazioni ha indotto il commissario a sottoporre all'attenzione della procura competente, il datore di lavoro ha in seguito erogato delle sanzioni disciplinari pari a 10 giorni di sospensione, dal lavoro e dalla retribuzione, per danno patrimoniale all'azienda oltre che di reputazione. A seguito dell'istituzione dell'ATS, che è avvenuta il primo di gennaio di quest'anno, dopo che abbiamo fatto la riforma, è diventata l'unico committente di Aias e della fondazione Randazzo l'ATS e non più le aziende sanitarie locali delle quali ho parlato prima. E mi risulta anche, ci dica se è così, che il 15 di marzo di quest'anno è stato convocato un incontro al quale hanno partecipato le organizzazioni sindacali, la proprietà dell'Aias, la fondazione Randazzo con i propri avvocati, la direzione generale della sanità e per l'ATS il direttore amministrativo, al fine di trovare soluzioni congiunte per ripristinare un clima di serenità nei luoghi di lavoro. Ciò mi pare che non sia avvenuto e abbiamo assistito a quello a cui stiamo assistendo in tutto questo periodo. Ora, noi crediamo che sia urgente intervenire, per fare in modo innanzitutto che vengano corrisposte le mensilità arretrate, e questo lo metteremo anche nel dispositivo di voto, se siamo tutti d'accordo, credo che lo si possa fare attraverso il pagamento ai lavoratori utilizzando il codice civile, all'articolo 1676, dicendo all'ATS di occuparsi di pagare coloro che hanno retribuzioni in arretrato. Perché questo prevede la legge e così è stato sancito dal Tribunale Amministrativo e dalle sentenze successive. Riteniamo che sia necessario che la Regione si faccia parte attiva nei confronti dell'azienda affinché il personale licenziato venga reintegrato nel posto di lavoro, bisogna intervenire per riportare la situazione nell'ambito della cornice normativa di riferimento e del rispetto dei diritti e dei doveri degli operatori, che svolgono un ruolo delicato insostituibile, che va affermato anche con il riconoscimento economico del servizio prestato. Credo sia assolutamente lecito essere parte attiva in questa vicenda, anche in virtù del fatto Assessore, che l'ordinamento riconosce in capo al governo della regione il controllo e la vigilanza sull'amministrazione e sulla gestione delle fondazioni. Credo siano maturi i tempi per chiedersi se è ancora sopportabile per la pubblica amministrazione gestire servizi in regime di monopolio così vasto. Queste, Assessore, sono le richieste formulate su cui la invitiamo a riferire, sia a conoscenza dei fatti esposti che in relazione alla situazione finanziaria, soprattutto, quella che c'ha fornito o se non ce l'ha fornita se intende darcela, e quali azioni di competenza intenda avviare per risolvere tutte le criticità che sono state evidenziate, anche attraverso l'adozione di atti normativi e iniziative che contemplino nei diversi interessi meritevoli di tutela. Chiediamo ancora di sapere se la Regione Sardegna ha erogato attraverso le aziende sanitarie locali quanto dovuto all'Aias e alla fondazione Randazzo relativamente al 2016, e successivamente. Nel caso di arretrato a quanto ammonta e se questo giustifica il ritardo dei pagamenti dei dipendenti di nove mesi. Chiediamo di sapere se è vero che la Regione è debitrice verso l'Aias di svariati milioni di euro, così come dichiarato dalla proprietà in un'intervista fatta l'altro giorno a L'Unione sarda. Una cosa è certa bisogna intervenire con rapidità e urgenza per i lavoratori che devono essere pagati e per i pazienti che hanno bisogno di cure e attenzioni in un clima di serenità ed è altrettanto urgente che noi mettiamo in piedi tutte le iniziative possibili e immaginabili per garantire gli stipendi in arretrato, per garantire la serenità del lavoro, per garantire le prestazioni socio-sanitarie dedicate a pazienti fragili che devono essere date e garantite da una società privata che interviene per conto della pubblica amministrazione. Noi dobbiamo farlo con urgenza. Saremo in grado oggi di risolvere problemi dell'Aias fino in fondo? Non lo so. È difficile e complicato, certamente noi abbiamo delle proposte da fare e le faremo successivamente, in seguito al dibattito, se i nostri colleghi di opposizione vorranno rientrare in Aula, dare un contributo e tentare di dare una mano per risolvere questa vertenza, che non è una vertenza del centro-sinistra, è una vertenza della Sardegna che riguarda tanti lavoratori e tanti pazienti che hanno bisogno di essere ascoltati e soprattutto pagati.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

(I consiglieri dei Gruppi di opposizione rientrano in aula.)

ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ho ascoltato con molta attenzione, ho preso appunti, io credo che bisogna cercare di ricondurre le cose ad un giusto clima di ragionamento.

Devo dire che sono un po' sorpreso perché io non ho mai negato la disponibilità né al Consiglio né alla Commissione, sono disponibilissimo e sono sempre stato disponibile ed obbligato a presentare i dati. Vi ricordo che tra i documenti che vi abbiamo fornito c'è un verbale che il 12 marzo 2014 l'allora prefetto Giuffrida mi consegnò, si tratta quindi di un documento che non proviene dalla Regione. Il problema quindi è vecchio e penso che sia importante dal punto di vista anche dei numeri, e vorrei per adesso attenermi ai numeri, perché io penso che dobbiamo ridare serenità ai pazienti, ai lavoratori, anzi colgo l'occasione per fare un appello affinché coloro che stanno facendo lo sciopero della fame lo interrompano, per garantire che c'è sempre stato l'impegno. Io da quando sono arrivato mi sono messo il problema di cercare di ricondurre ad un rapporto normale le relazioni sindacali con l'Aias, con la Fondazione Randazzo, perché non ho né amici né nemici. Quando è iniziata questa storia ero forse giovane studente di medicina, e sentivo già dire che c'erano dei problemi, non c'ero io, è qualcosa che data da tempo.

E' allora, partendo dal presupposto che era un problema così inveterato (poi cercherò di argomentare), mi sono messo il problema di conoscere perché avveniva questo, uscendo dalla logica buoni-cattivi. Sicuramente adesso c'è un'accelerazione, un'accelerazione mediatica, con interrogazioni al Ministro della salute e al Ministro dell'interno; un'attenzione importante, perché sono tremila pazienti e oltre mille lavoratori, che svolgono un ruolo importante nell'ambito del rapporto convenzionale con il sistema pubblico, con la Regione, che attraverso le ASL fornisce delle prestazioni.

Io qui avevo dei dati che mi ha passato il prefetto Giuffrida in cui si parla di un contenzioso che sembrerebbe, allora, marzo 2014, di 44 milioni di euro - questo è il dato della Prefettura e dovreste averlo -, noi abbiamo cercato di chiarire perché nasceva questo contenzioso.

Penso che tutti sappiate che l'Aias e la Fondazione hanno 44 strutture accreditate, o provvisoriamente accreditate, circa 1400 dipendenti, di cui quasi 1200 lavorano per l'Associazione e poco più di 200 lavorano per la Fondazione. L'Aias e la Fondazione lavorano in tutta la Sardegna ma prevalentemente nelle ex ASL di Cagliari e Carbonia.

Un concetto importante della "502" sull'accreditamento prevede che le prestazioni effettuate in queste strutture vengano rimborsate dalle Aziende sanitarie per la quota sanitaria, mentre la quota sociale è a carico dei Comuni o dei cittadini abbienti; la Giunta, questo è importante, definisce, o definiva dalla "502", il tetto di spesa che le Aziende sanitarie possono spendere per acquisire le tipologie di prestazioni sanitarie.

La querelle sui presunti crediti… io li definisco "presunti" fino a quando non c'è una terza parte, perché qui si rimbalzano i dati, evidentemente si mettono in dubbio i dati della Regione, i dati delle ASL, e si dice "noi abbiamo altri dati" che sono presentati dalla Fondazione e dall'Aias, quindi c'è sempre una querelle, un contenzioso, che evidentemente, per dovere di giustizia e di trasparenza nei confronti di chi ci ascolta, è forse arrivato il momento, al di là di questa importante assemblea, che ci sia una terza parte che dica come stanno veramente le cose, perché altrimenti una persona che dovesse leggere la storia di questi trent'anni rimarrebbe disorientata.

I dati che ho io mi dicono che la presunta situazione debitoria delle USL, poi ASL, si trascina dal 1995, da quando cioè in Sardegna si passa dalle USL alle ASL, senza che si sia arrivati al riconoscimento di tali debiti, ad oggi sembrerebbe che la situazione sia di 41 milioni 480 (…), quindi leggermente diverso l'ultimo dato che abbiamo avuto dal dato che ci è stato prospettato dal prefetto Giuffrida. Ovviamente c'è una contestazione, quindi c'è un soggetto che dice " tu mi devi dei soldi", e un altro soggetto, la ASL… perché chi ha i rapporti contrattuali è la ASL, non è la Regione, la Regione fa un modello di contratto e dice alle ASL: "fate le prestazioni in seguito alla firma del contratto con il soggetto che deve effettuare la prestazione".

Io da quando sono arrivato mi sono posto il problema delle persone che hanno bisogno di assistenza e dei lavoratori, cercando con atteggiamento penso equilibrato di non danneggiare, di non avere pregiudizi, quindi ho chiesto ai commissari di verificare qual era la reale situazione, perché arrivo e trovo un documento alla Prefettura che parla di 44 milioni, ho chiesto a tutti i commissari, soprattutto a quelli delle ASL in cui insistevano i principali rapporti contrattuali con l'Aias e con la Fondazione: "Verificate e paghiamo tutto quello che deve essere pagato delle prestazioni". Quindi, quasi forzando, ho chiesto che venissero… proprio per evitare che ci fosse qualsiasi pretesto per acuire o perpetuare un problema che risale negli anni. Per curiosità ho fatto il conto e visto che si sono succeduti 13 Assessori della sanità nel frattempo: se il problema fosse così semplice, mi sarei aspettato che persone molto più capaci di me e molto più abili di me, anche dal posto di vista amministrativo, avrebbero potuto risolvere un problema.

Adesso è subentrata l'ATS, la ASL unica, quindi ho chiesto al dottor Moirano, mi sono incontrato con la dirigenza, ho chiesto di incontrare i sindacati, ho fatto un appello anche ai responsabili dell'Aias e della Fondazione intanto perché ritirassero i procedimenti disciplinari nei confronti dei lavoratori e sindacalisti, tutto questo per cercare di ricondurre ad un clima di serenità, vista la delicatezza del ruolo delle prestazioni a favore di persone fragili. Quindi nessun pregiudizio. Ho chiesto alla ASL di verificare rapidamente, una terza parte in questo caso, dei soggetti che non conoscevano la querelle. Il direttore amministrativo dalla ASL dice che questi crediti sono sempre contestati dalle ASL, tant'è che io proposi a tutti gli uffici legali delle otto ASL sciolte: "Se abbiamo dei margini, proviamo a trovare una soluzione di mediazione extragiudiziale", giusto per risolvere finalmente un problema che parte dal 1995; il dottor Lorusso mi ha presentato una tabella che appena ho ricevuto ho messo a disposizione - senza quindi nessuna volontà di ritardare o di nascondere, perché non ho niente da nascondere - e secondo l'ultima ricognizione effettuata dall'ATS ci risulta attualmente un contenzioso processuale per 12 milioni 377 mila euro, oltre 4 milioni di questi sono, attenzione, relativi alla gestione liquidatoria delle vecchie USL. Per quanto ci riguarda, per fare chiarezza, parliamo quindi di un possibile credito di 12 milioni 377 mila euro, ribadisco possibile credito. Le fatture contestate, mi dicono i giuristi che abbiamo contattato, al di là degli amministratori delle ASL, non sono dal punto di vista giuridico debiti per la Regione e crediti per l'Aias, la maggior parte delle contestazioni fatte dalle ex ASL riguardano il superamento dei tetti di spesa o contestazione della tariffa, quindi non si tratta di prestazioni non pagate dalle vecchie aziende ma effettuate, ci dicono le aziende, con il dubbio dell'autorizzazione di fare queste prestazioni. Dal punto di vista dirigenziale significa che se una persona, un dirigente delle ASL, autorizza il pagamento di quote extra tetto è soggetto a responsabilità erariale.

Per quanto riguarda la nostra gestione io penso che sia importante a questo punto dire quello che io ho cercato di fare, quello che ha cercato di fare la Giunta Pigliaru in relazione a un problema inveterato; tra il 2014 e il 2016 l'AIAS ha ricevuto, questo il prospetto che vi ho mandato, dalle ASL 88.356.882, mi risulta che sono state pagate al 2016 tutte le quote escluso l'ASL di Carbonia, questo quello che mi riferiscono gli Uffici. Quindi ha avuto 88 milioni, mentre 46 milioni di euro sono stati trasferiti per quote sociali di persone non abbienti in strutture di riabilitazione globale, quindi abbiamo passato dei soldi ai Comuni perché venissero pagati ciò che è dovuto, oltre che della metà inserite in strutture AIAS 384 su 680 persone. L'AIAS quindi ha ricevuto per questa voce circa 25 milioni di euro nel triennio a cui si aggiungono oltre 2 milioni per ogni anno di rimborso spese e trasporto effettuato da AIAS per persone con disabilità. Quindi facendo dei conti di quello che ci risulta in questo triennio l'AIAS ha ricevuto 119 milioni di euro, quasi 40 milioni di euro l'anno. Il problema che mi sono messo, ma stiamo pagando con la giusta rapidità, il ritardo nell'erogazione da parte delle ASL, che più volte viene lamentato, viene utilizzato per dire non paghiamo i lavoratori non può essere considerato tale visto che i dati, il monitoraggio fatto dalla ATS ci dice che i pagamenti sono avvenuti tra i 60 i 90 giorni, quindi se c'è stato un ritardo, un ritardo di 30 giorni. Allora qual è la nostra volontà, la nostra volontà, io ho dato la disponibilità per capire quello che è il reale margine di discussione, perché io non posso autorizzare, non posso fare un ragionamento su 41 milioni, possiamo ragionare per capire quali sono realmente di che cosa si tratta ulteriormente con un approfondimento i 12 milioni contestati e dobbiamo cercare di capire se questi 12 milioni contestati sono la causa del ritardo di pagamento degli stipendi. Quindi non è che c'è un problema che è nato dal 2014 al 2017 è un problema, ripeto, che va dietro nel tempo. Questo lo sanno i lavoratori, è stata data indicazione alle ASL una lettera del 22 aprile 2016 in coerenza con la sentenza del Consiglio di Stato del marzo 2016 di procedere agli adempimenti e il conseguente pagamento verso i dipendenti che avessero fatto richiesta di applicazione del "uno sette sei" (1676) del codice civile. Quindi abbiamo cercato di mediare senza preclusioni, io vorrei però adesso limitarmi a dirvi che questi sono i dati che abbiamo da parte degli Uffici della ASL. Mi limiterei poi a sentire le osservazioni dopo queste due righe, spero che abbiate memorizzato, perché poi mi riserverei di intervenire alla luce del dibattito.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Stefano Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (FI). Presidente, grazie Assessore, per la garbata e ritengo per quanto le consta esaustiva informativa che ha dato a questa assemblea. Credo che entrare in possesso per poter discutere con la serenità della Commissione e non con la pressione dell'assemblea di questo tema prima di arrivare se del caso ad affrontarlo in aula sarebbe stato comunque utile e produttivo, anche perché è necessario mettere in relazione tutte le informazioni che si possono ottenere tenendo conto di tutti quanti i punti di vista. Affrontare questo argomento oggi partendo esclusivamente da uno dei punti di vista, qualunque sia questo punto di vista, è sbagliato, anche perché se noi andiamo via via scorrendo la relazione dell'Assessore ci rendiamo conto che è vero che c'è il dubbio sul quantum ma non c'è dubbio sul fatto che queste somme nel corso di un periodo lungo hanno trovato spazio all'interno dei bilanci dell'AIAS e necessariamente sono andati nel corso del tempo a montare fino al punto di diventare un ostacolo alla solvibilità di quest'azienda. Perché tu non puoi purificare i bilanci annuali da questi importi, comunque sia sono stati iscritti nei bilanci di quest'azienda e non possono per comodità di ragionamento dopo tanti anni essere trattati alla stregua di crediti deteriorati al punto di ipotizzare che possano essere oggetto di un qualche genere di contrattazione in via transattiva, perché i bilanci passati non lo consentirebbero. È elementare e superfluo ricordare che aziende che svolgono una convenzione di servizio hanno una incidenza del costo del lavoro sul loro bilancio che è altissima, certamente, largamente superiore al 50 per cento dei ricavi, ed è evidente che sommando somme probabilmente gestibili all'interno di un'annualità ma per periodi così lunghi queste provocano necessariamente una grave insolvenza e la provocano in maniera più marcata nei confronti della voce di costo all'interno del bilancio che è prevalente, quindi il costo del personale. È pacifico, è fuori discussione che è un interesse della politica regionale, un interesse pubblico in assoluto che ci sia la possibilità di questi lavoratori di difendere, di avere la loro giusta retribuzione, questo è un tema che è persino superfluo ripetere all'interno di questo emiciclo perché è ovvio, lapalissiano, così come è. È assolutamente indispensabile che questa Assemblea, questo Consiglio regionale si faccia carico dell'interesse pubblico che queste importanti prestazioni vengano erogate a queste migliaia di persone che nella maggior parte dei casi ne hanno un bisogno vitale. Allora se è vero che dalla nostra responsabilità istituzionale dipendono queste convenzioni, se è vero che in queste è incastrato l'interesse pubblico che noi per primo abbiamo l'obbligo di valutare da qui dobbiamo partire, non dalla fine, non dall'effetto pernicioso che le disfunzioni dell'amministrazione, perché è l'amministrazione che nel corso dei decenni evidentemente è stata inefficiente, hanno prodotto. Perché, ci sarà una culpa in vigilando, ci saranno mille negligenze alla base del fatto che un importo così, perché 12 milioni di euro sono una montagna di soldi non vanno guardati dal punto di vista del bilancio della Regione vanno guardati dal punto di vista della capacità di un'azienda di assorbire questa posizione di insolvenza eventualmente. Perché i costi relativi a queste prestazioni un'azienda che li ha erogati li ha sostenuti e noi rispetto a questo non possiamo girarci dall'altra parte. Allora la cosa più importante che possiamo fare è entrare velocemente nel merito delle questioni che hanno portato a sommare di questa importante somma avanzata dall'AIAS e intervenire in modo che, se mi consente 30 secondi in più, quest'azienda sia in grado velocemente, istantaneamente di erogare le retribuzioni arretrate e possa continuare in maniera virtuosa la propria attività, perché non possiamo immaginare che un'azienda che svolge un compito così importante abbia una posizione così appesantita. Questa è la prima delle nostre responsabilità, la seconda è una raccomandazione che l'azienda e le organizzazioni sindacali se è necessario con la nostra partecipazione si trovino e attuino non immediatamente una procedura di raffreddamento, perché non è in una situazione di crisi e in una situazione di crisi di rapporto e di relazioni industriali che si può serenamente affrontare questo argomento. La serenità però non vuol dire rilassatezza.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Oscar Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (FI). Proseguo sul ragionamento del collega Tunis che è appena intervenuto, e il ragionamento è chiaramente molto chiaro, legato necessariamente a quelle che sono delle risposte istantanee, così come le ha definite lui, che questo Consiglio regionale deve provare a dare. Piccolo particolare però che, capisco la necessità di trovare un modo per discuterne, ma non da nessuna soluzione la mozione proposta dal centrosinistra. La mozione del centrosinistra chiede, nella parte dispositiva, solo ed esclusivamente una necessità di dover riferire da parte dell'Assessore, ed eventualmente di adottare provvedimenti normativi o altre iniziative che possano risolvere e in qualche modo alleviare questa situazione. Allora credo che, nel ritornare al ragionamento iniziale, noi dobbiamo stasera uscire da quest'aula, dal Parlamento dei sardi, con una risposta importante nei confronti di tutti i pazienti, nei confronti dei lavoratori che attendono da troppo tempo l'erogazione delle loro prestazioni personali, ma soprattutto nei confronti di un'azienda che deve avere risposte certe e chiare da parte della Regione. Ha ragione l'Assessore quando dice che non è una competenza diretta dell'Assessorato regionale della sanità, ma bensì sono prestazioni convenzionate attraverso le ASL, ASL che hanno il terrore annualmente di pagare, e quindi di definire quelle che sono le prestazioni durante l'arco dell'anno perché in molti casi, e come costantemente succede annualmente nell'anno finanziario, i tetti di spesa vengono superati. E allora qua bisogna capire perché i tetti di spesa vengono superati, perché è una negligenza dell'azienda o perché è una necessità di tipo pubblico, sociale, e quindi una necessità sanitaria o sociale legata all'attività che svolge l'azienda stessa. Perché questi tetti di spesa, come lei sa, Assessore, oramai da troppo tempo non vengono stabiliti all'inizio dell'anno finanziario, ma bensì durante il corso dell'anno, e quindi si arriva molto spesso che la delibera della Giunta regionale, che stabilisce i tetti di spesa, arriva magari a novembre, e arrivando a novembre probabilmente si è già superato quello che in quell'annualità è considerato il tetto massimo da definire. Quindi, ecco perché molto probabilmente, e questo non è chiarito nel ragionamento fatto da lei, Assessore, quell'in più che si contesta è proprio legato al fatto del superamento dei tetti di spesa, ma per prestazioni realmente erogate, e allora lì bisogna entrare realmente nel merito. Ed è per questa ragione che noi avevamo necessità, e lo abbiamo ribadito prima, di discutere, di sederci prima di entrare all'interno di quest'aula, che deve essere la fase finale dove si dà una risposta certa e chiara a chi in questo momento la sta aspettando. Prima e precedentemente discutere insieme all'azienda, discuterne in audizione con le organizzazioni sindacali, discutere con chi predispone questi calcoli e questi dati che lei stasera ci fornisce, per capire se sono dati corretti o inventati da qualcuno, perché se sono dati inventati chiaramente bisogna contrastare quello che si dice, da una parte e dall'altra. Allora, questo è l'unico percorso che noi possiamo portare avanti. Probabilmente non usciremo però a questo punto con una soluzione o un dato certo stasera dall'incontro e dalla discussione che è in corso in quest'aula, perché non abbiamo dei dati certi, e non sappiamo esattamente come, se quei 12 milioni che lei ci ha citato, o quei 40 che invece sono dichiarati da un'altra parte, o quell'altra cifra, che non ricordo più, data dal prefetto nell'anno 2014 - giusto? - siano dati effettivamente confortati da elementi chiari e certi, e che sono realmente poi dovuti per le prestazioni erogate. È per questa ragione che diventa difficile riuscire a trovare un elemento anche di accordo probabilmente nell'arrivare alla soluzione finale, stasera, all'interno di quest'aula, perché da una parte si rischia di dare delle responsabilità all'azienda, dall'altra parte si rischia di dare responsabilità invece alla Regione, e quindi alle aziende sanitarie, o ai comuni - Regione che trasferisce per la parte sociale - che non erogano entro quanto stabilito dalle norme. Lei ci ha detto 30, 90 giorni comunque sono stati erogati, sono stati erogati 30, 90 giorni delle anticipazioni, Assessore, non il saldo finale. Questi sono altri dati che noi abbiamo. Ecco perché lei ha ragione quando muove la testa e dice: "Su questo ci dobbiamo confrontare", e non ci possiamo confrontare dentro un'aula consiliare, perché possiamo intervenire semplicemente uno alla volta e ognuno dice la sua, per poi nel risultato finale non dare nessun tipo di risposta. E la vera preoccupazione nostra è che oggi, terminato il dibattito in aula, non daremo nessuna risposta a chi in questo momento la sta aspettando.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Gruppo Misto). La risoluzione della situazione vissuta dai dipendenti dell'AIAS è tra le priorità dell'agenda politica di questa Giunta regionale. Cito l'incipit della risposta pervenuta in data 18 marzo 2015 dell'assessore Arru a un'interrogazione presentata l'anno precedente solo per sottolineare che il dibattito che oggi avviene in Aula è solo l'ultimo capitolo di una lunga serie di interlocuzioni politiche formali e informali, aziendali e sindacali, volte a superare una situazione che da anni è in cima alla più lunga lista delle emergenze. Sono contento che oggi sia il Consiglio regionale ad occuparsi del problema. La frase "i panni sporchi si lavano in casa" non mi ha mai visto d'accordo. I grandi problemi, i temi che hanno stretta correlazione con i problemi dei sardi, specie dei più deboli, non sono panni da lavare in casa, affidando all'interlocuzione al vertice nelle stanze chiuse la risoluzione delle controversie, e al pettegolezzo spesso fazioso e male infornato la diffusione di notizie anche agli interessati. Un tema come questo non può non essere di interesse del Consiglio regionale, non può non meritare una discussione pubblica in un'aula che spesso si è attardata a discutere di tematiche forse più marginali di questa. Le implicazioni di questa vicenda sono abnormi, non le ripeto perché sono state efficacemente riassunte dal collega Cocco. I lavoratori dell'AIAS della Fondazione Randazzo non percepiscono lo stipendio in alcuni casi da nove mesi, e negli ultimi anni hanno dovuto fronteggiare una discontinuità nei pagamenti inaudita. Credo che questo fatto sia di per sé di una gravità assoluta, credo però che per affrontare in maniera costruttiva questa emergenza sia sbagliato dal punto di vista metodologico far viaggiare sullo stesso binario i due fatti più rilevanti di questa vicenda, da un lato la situazione dei lavoratori e il loro diritto negato alla retribuzione, dall'altro i contenziosi in essere tra la Regione Sardegna e azienda, che l'Assessore ci ha appena comunicato essere pari a 12 milioni, questa è la cifra. I due temi, a mio giudizio, non possono essere accostati nemmeno in via puramente teorica. Nel caso dei contenziosi, parliamo di uno dei tantissimi casi in cui la nostra amministrazione ha conti aperti e in sospeso con aziende private, la cui risoluzione è nelle mani di aule diverse da questa, dove poteri diversi da quello che esercitiamo noi in quest'occasione sanciranno la conclusione di questa vicenda, come è già avvenuto nei molti casi che hanno visto coinvolte l'avvocatura regionale e quella delle aziende sanitarie, passata all'onor della cronaca, a dir la verità, per motivi quasi sempre diversi rispetto alle cause vinte. Questo fatto non può e non deve avere niente a che vedere con quello politicamente più rilevante in quest'occasione, che vede i lavoratori dell'AIAS Sardegna della Fondazione Randazzo costretti a lavorare senza ricevere una paga. È diverso, perché lo stipendio dei lavoratori è sacro, a meno di voler accettare il fatto che la politica degli scudi umani possa avere una qualche forma di legittimazione. In quest'aula abbiamo discusso diverse volte, lo faremo anche in futuro, di quello che oggi è uno dei principali problemi della Sardegna, come assicurare un reddito a chi oggi è senza lavoro. Ci siamo posti questo problema considerando quindi il tema del reddito addirittura più urgente di quello del lavoro. È inaccettabile quindi che i lavoratori, specie quelli che portano avanti i servizi pubblici a sostegno di famiglie e categorie deboli, non abbiano riconosciuto questo indirizzo e si utilizzi la leva della fame, sempre presente nei momenti di crisi, specie nei territori in cui è più difficile trovare occupazioni alternative per consentire il perpetrarsi di una situazione altrimenti considerata indigeribile da chiunque, una situazione che in qualunque territorio meno martoriato dal nostro avrebbe provocato in maniera irreversibile licenziamenti a catena e servizi pubblici interrotti. Penso poi che questo fatto esponga gli stessi lavoratori, la Regione Sardegna e l'ATS a difficoltà contabili che, sono certo, sono già all'attenzione dell'Assessorato. Mi chiedo, per esempio, se il CUD di questi lavoratori venga compilato sugli emolumenti dovuti dall'azienda o su quelli effettivamente percepiti. Mi chiedo se le prestazioni effettivamente pagate dalla Regione e dagli altri enti pubblici per queste ultime annualità tengano conto del costo del lavoro che l'Azienda AIAS, è evidente, non sta effettivamente sopportando, perché il debito verso i lavoratori aumenta e non diminuisce. Mi chiedo se l'Azienda sia in regola per ciò che concerne il DURC, anche per evitare che i dirigenti pubblici vengano esposti ulteriormente a rischi anche personali. Non entrerò poi nel merito dei fatti gestionali e nei rapporti aziendali, proprio perché credo che il tema della giusta retribuzione dei lavoratori tratti qualcosa di enormemente superiore e di non paragonabile a qualunque altro. Una cosa è certa, su questo tema non sono sicuramente d'aiuto, mi sia consentito dirlo, le interviste sprezzanti che ricordano i toni del marchese del Grillo. Io credo che le aziende che lavorano utilizzando fondi pubblici per portare avanti servizi pubblici debbano evitare condotte di questo tipo, e debbano astenersi anche solo dall'essere accostate a comportamenti come quello che ha riguardato il licenziamento dei lavoratori sindacalisti. Lo sottolineo perché in una fase come questa, dove nella gestione dei rapporti di lavoro si consuma una rottura sempre più crescente tra cittadini e politica, che sfocia ormai sempre di più in fenomeni populisti, qualunquisti, di delegittimazione dei partiti politici e dei corpi intermedi, è oltremodo grave che soggetti lautamente ricompensati da commesse pubbliche, che portano avanti servizi pubblici per conto dello Stato, contribuiscano a questo scontro. L'auspicio è che la giornata di oggi sia utile e che già da questo mese i lavoratori inizino a ricevere il loro stipendio, sia superata l'inaccettabile condizione di chi,pur portando avanti un insostituibile servizio, viene privato della certezza della retribuzione. Questo perché, lo sappiamo, i ritardi nell'erogazione della paga purtroppo non hanno effetti sulle bollette della luce e dell'acqua, sulle rate di mutuo, sulle richieste del padrone di casa, che invece continuano ad arrivare con estrema puntualità. Parallelamente sia data una certezza riguardo al pagamento del debito pregresso verso i lavoratori, anche attraverso dilazioni e …; può essere dopo, non può non essere mai. Tutto ciò deve avere in tempi rapidi…

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Ignazio Locci. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). L'onorevole Pietro Cocco ha senz'altro una ragione di fondo, la politica non può restare insensibile davanti alle richieste dei lavoratori e davanti al tipo anche di proteste estreme che stanno portando avanti, e quindi, nell'interesse ovviamente del garantire il giusto equilibrio tra i servizi che devono essere prestati e la giusta retribuzione che i lavoratori devono avere, è giusto che noi ne parliamo nella misura in cui abbiamo le competenze, e semmai ancora un minimo di autorevolezza nel convincere le strutture di gestione, in particolare le ASL e i dirigenti, che hanno le responsabilità, di prendersi anche qualche responsabilità, perché noi oggi, dalla nota che abbiamo ricevuto dall'Assessore Arru, abbiamo anche avuto contezza, un po' avevamo intuito, almeno abbiamo cercato di fare uno sforzo di immaginazione, che qui siamo davanti a fenomeni di prestazioni extra budget, siamo di fronte addirittura a contestazioni dell'appropriatezza delle prestazioni, e quindi Assessore, siccome noi veniamo da una lunga stagione di discussione, che non abbiamo ancora chiuso rispetto al quadro generale dei conti della sanità, ma questa è una di quelle partite rilevanti che riguardano la spesa, allora noi ci chiediamo, Assessore, chi autorizza queste prestazioni, perché sicuramente è certo che queste prestazioni sono state erogate dalle aziende sanitarie per il tramite dei soggetti convenzionati; chi le richiede? Perché le richiede? Perché su questo vorremmo anche capire se le aziende sanitarie hanno avviato procedure e procedimenti di valutazione e verifica di fenomeni magari di altra natura, ossia forse di troppa leggerezza nel voler garantire le prestazioni sociali e sanitarie ai pazienti. Una cosa è certa, Assessore, che in questi giorni, in queste settimane, noi, per stare all'attualità, senza andare a scomodare la storia di questa vicenda, sappiamo anche che le quote relative alle prestazioni di riabilitazione sono in fase di revisione e, guarda caso, anche di diminuzione; varie aziende hanno già comunicato, questo tra l'altro sarà una riduzione che non subirà solamente il soggetto AIAS convenzionato, ma anche tutti i soggetti convenzionati alla riabilitazione. Qui, colleghi, presto o tardi ci troveremo a dover affrontare anche una nuova vertenza lavoro, perché saremo probabilmente chiamati a chiederci se il numero di operatori impiegati in questi settori sia effettivamente congruo rispetto ai budget a disposizione, perché non vorremmo dover affrontare stagioni di nuove vertenze o nuove stagioni magari di riduzione di personale, dovute alla riduzione totale dell'impegno che ha la Regione rispetto a queste prestazioni sociali e sanitarie. Quindi il tema è senz'altro molto profondo e complesso, però ci deve anche portare oggi a superare anche quel giusto calore che mettiamo in questa vertenza per inquadrarlo probabilmente in uno schema molto più ampio che rischia, presto o tardi, di trascinarci anche in altre discussioni, dovute proprio alla riduzione generale di questi budget. Perché queste prestazioni, oltre a quello che oggi è sotto la lente, o comunque sub judice, perché dagli schemi che ci vengono forniti ci sono circa 12 milioni e mezzo di contenzioso, ma ci sono anche, in un'altra tabella che ci ha fornito, oltre 17 milioni di contestazione di prestazioni. Si esprime esattamente così, cioè "di prestazioni contestate", quindi rischia di essere, l'oggetto in ballo, ben oltre questi 12 milioni, forse non sono stati ancora avviati procedimenti in via monitoria, non lo so, può essere tutto e il contrario di tutto, ciò che è necessario, però, è riprendere il filo dei ragionamenti, sia, come ha detto l'Assessore, provare un'estrema mediazione anche nel rapporto con i sindacati, con i lavoratori, quindi valutare se queste forme di protesta siano in qualche modo collegate alla situazione di esposizione delle ASL nei confronti dell'AIAS, come questi influiscano su questo rapporto, lo capisco che da qui, da fuori è difficile e può sembrare in qualche modo velleitario provare a dare un contributo, però forse è necessario che in tanti si spoglino del pregiudizio su questi rapporti e provino davvero a risolvere il problema. Io, per quanto mi riguarda, non ho…

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Fabrizio Anedda. Ne ha facoltà.

ANEDDA FABRIZIO (Gruppo Misto). Non ho visto il mio nome tra i firmatari della mozione, anche se ho aderito, chiedo che il mio nome venga inserito. Alcune riflessioni sulla situazione AIAS. L'azienda AIAS, più Fondazione Randazzo, conta circa 1400 dipendenti, i dipendenti hanno 9 mensilità arretrate, un anno fa le mensilità erano 6, dato che abbiamo rilevato in Conferenza dei Capigruppo tra azienda e sindacati. I crediti vantati da AIAS verso l'Assessorato erano gli stessi - tre mensilità, più pregresso contestato dal 1998 - e con questi dati mi sembra ci sia un problema di un'Azienda in crisi con perdite importanti; in un anno gli arretrati sono aumentati da 6 a 9. Forse l'azienda AIAS, di così grandi dimensioni, ha bisogno di un nuovo piano industriale che analizzi le criticità e le risolva se sono ancora risolvibili. Comunque la crisi aziendale in atto è una cosa seria, ma è il dato politico e sociale che vede la nostra responsabilità, responsabilità che vede al primo posto la salvaguardia della salute dei cittadini e la salvaguardia dei posti di lavoro professionalizzati con risorse pubbliche. La politica sarda, non so se per scelta o per idiozia, ha la responsabilità di avere lasciato ad AIAS il monopolio del ruolo sociosanitario nella riabilitazione. Se oggi AIAS dovesse chiudere, la sanità pubblica non sarebbe in grado di erogare i servizi in convenzione ad aziende in capo alla Fondazione Randazzo. È possibile che in trent'anni l'Assessorato della sanità non si sia organizzato per questa eventualità? Continuiamo a non vedere il problema. Siamo in grado di appaltare ad altri privati? È questa la soluzione? Nel frattempo dobbiamo sostenere l'azienda, agevolandola con accesso al credito o pagando quanto dovuto, almeno fino a quando non si crei un'alternativa di servizio. Le professionalità ci sono, il pubblico deve decidere sull'alternativa al monopolio.

PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Anna Maria Busia. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). Presidente, colleghe e colleghi, assessore Arru, mi è piaciuta e ritengo soddisfacente la relazione, la fotografia dello stato dell'arte, quello che riguarda l'AIAS, mi pare che sui dati non ci possano essere contestazioni, ma spiego meglio dopo le ragioni. Mi è piaciuta di meno la parte relativa a ciò che l'Assessorato intende fare per cercare di risolvere questa questione che dura da decenni. Proprio dalla sua ricostruzione comunque nascono un po' di questioni, perché se è vero che questo - come ha ricordato l'onorevole Pietro Cocco - non è un tribunale e qui non si esercita il potere giurisdizionale, è anche vero che la politica deve dare indicazioni, deve dare indicazioni alla pubblica amministrazione e deve dare indicazioni che siano nel senso finalizzate, meglio, a trovare soluzioni ai problemi. In questo caso deve dare indicazioni alla pubblica amministrazione che in questa particolare condizione e in tutte le altre situazioni di questo tipo non è parte, deve avere un ruolo di terzietà, e in questo che mi permetto di correggerla, non soltanto in parte ma interamente un ruolo di terzietà, terza rispetto alle vicende che riguardano l'assistenza sanitaria e sociosanitaria effettuate con soldi pubblici. Allora mi chiedo: che cosa intende fare lei, Assessore, dopo i tredici Assessori che evidentemente non hanno fatto abbastanza? Cosa intende fare per superare e per trovare una soluzione a questo contenzioso che sta creando e che sta ingessando una situazione? Che tipo di provvedimenti intende prendere contro coloro i quali hanno consentito un superamento dei tetti di spesa e nei confronti dei quali si profila sicuramente una responsabilità erariale?

L'AIAS lamenta crediti, come lei ha ricordato, pari a 35 milioni nei confronti delle ASL e di 5 milioni nei confronti dei Comuni. La Regione ha comunicato recentemente di essere in regola con i pagamenti. L'anno passato la Regione ha ridotto i tetti di spesa con una delibera di luglio i cui effetti sono stati fatti retroagire al 1° di gennaio. L'AIAS, come altre aziende convenzionate, ha impugnato di fronte al TAR Sardegna la delibera che ha ridotto in misura importante i tetti di spesa, ma già nel 2011 il TAR aveva dichiarato l'illegittimità di una deliberazione della Giunta regionale che aveva fatto retroagire gli effetti delle modifiche ai tetti di spesa. Le aziende in pendenza di ricorso comunque hanno continuato a erogare prestazioni secondo i tetti di spesa della programmazione precedente, quindi il punto da chiarire ulteriore è se parte dei crediti vantati dall'AIAS riguardi prestazioni extra budget che per contratto non possono essere pagati dalla Regione. Il ritardo nei pagamenti è un dato comune anche ad altre aziende convenzionate, tuttavia non risultano tempi così lunghi. Altra questione che rivolgo a lei, e per la quale occorre trovare una soluzione, è quella che è stata già riferita dal collega Agus e cioè: AIAS e Fondazione Randazzo sono in regola con il DURC? In difetto la Regione può procedere, deve procedere al pagamento delle fatture emesse o può non farlo? La programmazione precedente 2013-2015 aveva aumentato di circa 17 milioni il budget per la riabilitazione e di 1 milione mezzo il budget per le RSA. Effettivamente nel 2016 c'è stata una forte contrazione. Vorrei capire se la Giunta precedente sia stata particolarmente generosa aumentando in misura eccessiva il tetto di spesa. Ancora, a fronte della contrazione dei tetti di spesa, quali azioni sono state adottate da AIAS e Fondazione Randazzo per poter comunque garantire i medesimi servizi e il medesimo livello occupazionale? AIAS dichiara di essere titolare di crediti anche molto vecchi, occorre capire a quale anno risalgono le fatture più vecchie e se i crediti relativi sono prescritti e comunque chiedere se in tutti questi anni siano state portate avanti azioni legali. Queste questioni, Assessore, lei lo sa, io gliele ho rivolte anche in interlocuzioni private e non soltanto in quest'Aula, quindi non le giungeranno sicuramente nuove. Io credo che sia necessario che dia delle risposte.

Non mi soffermo e non continuo oltre perché ben altre questioni e parlo di cinque cartelle che ho predisposto di quesiti che avrei voluto porle, ma chiudo qui il mio intervento perché credo che questo sia sufficiente per poter avanzare una proposta. Sarà il caso di promuovere l'attivazione di una Commissione che si occupi della questione AIAS e che verifichi? Alcune sono le questioni che ho proposto in questa sede, altre sono quelle che le sottoporrò se lei sarà così gentile da ascoltarmi e da ascoltare il nostro Gruppo proprio in riferimento alla situazione dell'AIAS.

PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Presidente, colleghe, colleghi, Assessore, e anche presidente Pigliaru, intanto che la partita AIAS o vertenza, come la si voglia chiamare, sia sicuramente un caso completo lo dimostrano gli anni e soprattutto i fatti che sono intervenuti, compreso anche credo l'impegno di tutti gli Assessori che si sono succeduti per cercare di riportare nei giusti profili questa situazione. Ad oggi, però, ci troviamo di fronte anche ad un fatto che è inconfutabile e cioè che la Regione comunque, che siano 30 giorni, 60 o 90 o mesi, è in ritardo nei pagamenti e questo poi lo dimostrerò perché ci sono ovviamente anche delle lettere scritte al prefetto o piuttosto la Regione che dà le risposte sui tempi di questi pagamenti. Ma io voglio intanto fare una distinzione che credo sia importante, il pregresso, Assessore, lo lasciamo da parte perché per ora si trova in altri sedi e giustamente deve seguire altri percorsi, però io sinceramente sono un po' colpita dall'andamento del peggioramento dei debiti che la Regione ha nei confronti di AIAS e soprattutto come la materia delle prestazioni è stata trattata. Concordo anche con quanto appena detto dall'onorevole Busia, cioè dobbiamo chiarire il discorso del budget, dell'extra budget, quanto previsto da contratto e le dico, Assessore, che l'andamento peggiore, per quanto riguarda la posizione debitoria della Regione, è proprio il 2016. Non a caso, collega Anedda, anche il ritardo nel pagamento degli stipendi si sta registrando recentemente proprio perché è una situazione che è andata in crescendo come esposizione e come situazione debitoria da parte ovviamente dei Comuni, della Regione, delle stesse aziende ASL. Questo non significa che ovviamente i dipendenti che poi sono loro la nostra cartina di tornasole, loro, i più deboli che noi dobbiamo attraverso qualsiasi azione possibile sia di questo Consiglio che della Giunta regionale che delle stesse ASL portare avanti per risolvere veramente una volta per tutte la situazione di queste famiglie che oggi sono sul lastrico. Allora dico, Assessore chiariamo e può essere una strada il discorso delle prestazioni perché ad AIAS qualcuno gliele autorizza e non solo vengono autorizzate ma poi vengono anche in alcuni casi contabilizzate correttamente, vengono fatte le determine di liquidazione ma dalle determine di liquidazione, quindi c'è una volontà, un impegno, al pagamento effettivo passa troppo tempo e io dico anche di più, se noi vogliamo fare un controllo a monte, se riteniamo per qualsiasi ragione dico Regione Sardegna o ASL che l'AIAS per svariati motivi non è in grado di eseguire quelle prestazioni, non si devono autorizzare Assessore aldilà dei monopoli onorevole Anedda perché comunque io credo che noi dobbiamo avere sempre un'attenzione particolare a chi soffre, a chi è in stato di bisogno e quindi mi riferisco ai pazienti, a chi deve ricevere le prestazioni. Allora Assessore se vogliamo essere costruttivi io credo che dobbiamo trovare una formula per chiarire definitivamente quanto ancora dovuto. Io leggo, anche lei ci ha riportato dei dati che per carità guardi io non discuto anche perché euro più euro meno ritornano anche con le pendenze che dichiara l'azienda. Però ecco credo che aldilà di alcuni atteggiamenti dobbiamo veramente trovare un percorso che in brevissimo tempo possa consentire ad AIAS di poter ottemperare al pagamento degli stipendi. E voglio anche dire un'altra cosa sul DURC, io non vorrei mai che la Regione o le ASL seppure l'azienda abbia la maggior parte del proprio reddito proveniente dal denaro pubblico, ma non vorrei mai che fosse la nostra Regione o le nostre aziende a creare proprio delle difficoltà a questa azienda e a metterle in difficoltà il DURC perché signori qui si parla di mensilità arretrate e anche di crediti che l'AIAS vanta. Allora l'ho detto prima, se l'AIAS riteniamo che non sia in grado di avere quelle prestazioni le si tolgono, non le si assegnano e dopo si controlla. Un'altra situazione da valutare, le prestazioni se devono essere contestate non può avvenire questo dopo anni quando nessuno è più in grado di ricostruire, ecco che si va allora nei tribunali, si va in altre sedi. Se noi vogliamo essere ottemperanti dobbiamo fare qualsiasi provvedimento nei termini dal momento in cui si definisce il budget che ci auguriamo Assessore si possa definire all'inizio dell'anno, non a novembre quando le aziende hanno già fatto le proprie prestazioni, i propri programmi e i propri bilanci. Quindi ecco perché il mio vuole essere un contributo propositivo, costruttivo, troviamo insieme una formula perché si possa ovviamente insieme all'Assessorato da primis che con le ASL, trovare proprio un modo anche per pagare direttamente i dipendenti com'è avvenuto anche in passato, però troviamolo.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Questa è sicuramente una questione molto delicata che avrebbe meritato un approfondimento diverso con atti, dati, elementi numerici consegnati ai consiglieri magari ieri, avantieri, qualche giorno fa e non due ore prima della seduta. Detto questo è comunque nostro intendimento contribuire alla risoluzione di questo problema anche se lo deve risolvere l'Assessorato. Noi siamo a fianco dell'Assessore per risolvere il problema ma l'Assessore ci deve dimostrare di volerlo risolvere, non stiamo addebitando e non vogliamo addebitare all'Assessore tutte le responsabilità di questo rapporto di credito-debito così intricato e controverso, ma oggi è assessore il dottor Arru e quindi si deve impegnare il dottor Arru a risolvere i problemi, si deve impegnare il dottor Arru il quale ci dice che è sempre stato disponibile a fornire i dati e allora io mi chiedo per quale motivo ce li ha forniti soltanto qualche ora fa, il quale dice anche che è sempre stato impegnato per la soluzione di questo problema e allora io mi chiedo per quale motivo questo problema è del tutto, ma del tutto irrisolto. Problemi vecchi certo, ci sono anche problemi vecchi, ma l'onere della risoluzione di questi problemi è di chi governa oggi, noi non ci nascondiamo dietro un dito, non ci spaventano i problemi vecchi, il governo della Regione, l'amministrazione della Regione è fatta di problemi che si devono risolvere man mano che arrivano, man mano che li affrontiamo, man mano che li vediamo. Non possiamo limitarci a dire: "Eh ma son vecchi!" E allora cosa facciamo, non li risolviamo? No, non è questo il problema Assessore. E comunque apprendiamo oggi che secondo l'Assessore occorre che una terza parte risolva il problema, che ci dica la verità, che ci dica dov'è la verità. Ora io le chiedo quale può essere questa terza parte, magari può essere un terzo senza altra accezione non una parte, però non ho capito a cosa punti l'Assessore, sarebbe stato bene magari affrontare e approfondire anche questo tema, chi è, cos'è la terza parte, non può essere parte Assessore ovviamente deve essere un terzo. Anche perché mi pare che un terzo o terzi più volte siano intervenuti e parlo dei tribunali emanando decreti ingiuntivi esecutivi, ci sono giudizi di ottemperanza nei confronti delle ASL che debbono comunque pagare somme considerevoli. Voi contestate una parte delle somme, una parte importante anche delle somme che vanta l'AIAS e va bene prendiamo atto, contestate una parte, fate pagare il resto, fate pagare le somme non contestate, non fatele tenere in saccoccia all'ATS, non serve a niente, non serve a niente! Anche perché tra le altre cose, Assessore, vorrà avvisare i suoi collaboratori dell'ATS e nelle ex ASL che questi decreti ingiuntivi, queste sentenze producono interessi e spese legali che la Corte dei conti metterà in capo a questi suoi collaboratori, se lo mettano in testa, non escono da questa situazione impunemente, qualcuno dovrà pagare interessi e spese, non si scherza con queste cose, non si scherza! È una questione molto importante come dicevo poc'anzi, molto delicata, abbiamo circa 1250 lavoratori che non percepiscono lo stipendio da tanti mesi, 1250 famiglie che stanno affrontando sicuramente una situazione difficile, dobbiamo risolvere il problema per loro, lo dobbiamo risolvere, lo dovete risolvere, lo dobbiamo risolvere anche però per i fornitori che magari non prendono le loro spettanze da qualche tempo perché l'ATS non paga o le ASL non pagano. Dobbiamo risolvere anche per l'azienda perché senza azienda non ci sono assolutamente possibilità di far lavorare i dipendenti ma un'azienda deve essere tenuta in salute, dobbiamo fare tutto ciò che è possibile, che è nelle nostre possibilità e nelle vostre possibilità per tenere in salute l'azienda perché possa pagare i dipendenti.

Ebbene il suo impegno Assessore che io non metto in discussione però non è probabilmente così come lei lo rappresenta perché ci sono state varie interrogazioni su questo tema e avete risposto a una sola interrogazione, una sola, le altre le avete mandate al macero evidentemente non è interessante rispondere alle interrogazioni dell'opposizione che si sono impegnate su questo fronte, non è interessante. Stiamo aspettando la risposta alle interrogazioni Presidente, ma non soltanto a queste due, a centinaia di interrogazioni, c'è un inadempimento conclamato della Giunta sulla risposta ad interrogazioni, ecco che poi arriviamo a questo punto, quando non si risponde alle interrogazioni arriviamo a questo punto, caos totale, i conti che arrivano all'ultimo minuto mentre invece un procedimento corretto avrebbe richiesto un approfondimento in Commissione, e un approfondimento magari dettato anche dalla risposta alle interrogazioni. I crediti sono rilevantissimi non ci sono problemi di DURC collega di maggioranza, della futura opposizione, non ci sono problemi di DURC perché diversamente l'ATS non potrebbe pagare. Per fortuna non ci sono questi problemi, ma se non ci sono problemi di DURC vuol dire che qualcuno ha pagato i contributi previdenziali e questo vuol dire che questo qualcuno ha dovuto ricorrere al credito bancario e questo vuol dire che questo qualcuno dovrà pagare interessi su interessi sul credito bancario che ha ricevuto per pagare i contributi previdenziali.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Eugenio Lai. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (SDP). Presidente, sinceramente in questi giorni ho pensato a che tipo di intervento dovessi fare in quest'aula. Devo dire la verità che non mi hanno aiutato gli interventi che mi hanno preceduto perché, sarà per la mia giovane età, sarà per il fatto che caratterialmente non mi piace tergiversare sui problemi girarci attorno, ma non accetto sicuramente che si ponga sullo stesso piano chi viene pagato a 30, 60 o 90 giorni e i dipendenti che non percepiscono lo stipendio da nove mesi. Non lo accetto perché l'Assessore ha illustrato che sono stati liquidati 119 milioni di euro nell'ultimo triennio, lo stesso Assessore ha illustrato che il debito è di 12 milioni e 377, dovrebbe essere di 12 milioni e 377, ma questo non riconosciuto e non è sicuramente compito di quest'Aula dire se questo debito c'è o non c'è, non lo accetto perché se due si fanno un semplice conto matematico del numero dei dipendenti moltiplicato per le mensilità arretrate, più i debiti che poc'anzi citava l'onorevole Tedde nei confronti dei fornitori, sicuramente non arriva 12milioni e 377, quindi siccome non accetto questo tipo di ragionamento e non accetto neanche chi dice, anche nelle sedi pubbliche, che alcuni consiglieri regionali vogliono cavalcare questo sistema, questo metodo, questo modus sulle spalle dei lavoratori, non lo accetto e lo rilancio a chi l'ha detto, perché gli atteggiamenti di negare le buste paga, se così dovesse essere, gli atteggiamenti di opporsi al pagamento diretto che i dipendenti chiedono del proprio stipendio, non è un atteggiamento di chi vuole andare incontro alle difficoltà delle famiglie, non è un atteggiamento di chi vuole andare incontro alle famiglie che si trovano vessate dalle banche, che si trovano vessate dalle difficoltà quotidiane, come dice anche con lettera la figlia di qualche dipendente che vuole studiare, vuole studiare in santa pace! Quindi allora perché chiedo di invertire il ragionamento? Perché chiedo di porre al primo piano di diritti dei lavoratori. Chiedo di porre in primo piano il servizio che deve essere assicurato e credo e penso che in questi due anni che ci mancano al termine della legislatura abbiamo due missioni principali: la prima è sicuramente quella di dare risposte immediate a chi per nove mesi non percepisce lo stipendio, la seconda è quella di trovare una soluzione nel lungo periodo che consenta a tutti questi servizi di essere portati avanti, di essere portati avanti con serietà, di proporre delle soluzioni anche per portare avanti questi servizi. Noi l'abbiamo detto in tante sedi, non ribadiamo ciò che qualche parlamentare ha chiesto in Parlamento o al Senato dicendo che l'AIAS debba essere commissariata, questo sicuramente l'Assessore lo verificherà, verificherà quali sono i presupposti che portano al commissariamento di un'azienda, verificherà quali sono i presupposti per far percepire legittimamente lo stipendio ai lavoratori, verificherà i presupposti per capire quali sono gli strumenti per far andare avanti un servizio così importante. Allora faccio un semplice conto: 119 milioni di euro in un triennio equivalgono a circa 40 milioni di euro, così, cifra più cifra meno, dovrebbe essere circa 30 mila euro a lavoratore, 30 mila euro a lavoratore che in quei conti correnti, in quelle casse, in quei debiti nei confronti delle banche non sono arrivati, perché se qui si chiede qual è la risposta che le banche danno all'associazione allora è legittimo porsi la domanda qual è la risposta che le banche danno nei confronti di quei lavoratori che portano avanti il servizio, che lavorano e non percepiscono lo stipendio. È giusto e legittimo chiederlo ed è dovere della politica, anche morale, intervenire nei confronti dei più deboli, porre al primo piano i più deboli, mai più forti! Allora, Assessore, ben venga la Commissione sulla questione AIAS ma subito si paghino i lavoratori! Si dia una risposta perché non accetto chi dice che solo dieci dipendenti stanno facendo lo sciopero della fame, che questi dieci dipendenti che arrivano a forme di protesta estreme per vedere riconosciuti i propri diritti non sono rappresentativi di tutti dipendenti. Non lo accetto, e allora si vada immediatamente, se con queste risorse che liquidiamo, questi 119 milioni è possibile fare un servizio pubblico, trasformare la riabilitazione al servizio pubblico e porre al centro della sanità prima di tutto il servizio, i diritti dei lavoratori che in questo momento fino ad oggi sono stati calpestati.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Edoardo Tocco. Ne ha facoltà.

TOCCO EDOARDO (FI). Assessore, lei ha snocciolato diversi dati, io credo che alla fine dei giochi sia solo ed esclusivamente lei, Assessore, che deve prendere la palla in mano, noi qui stiamo discutendo, ben venga la discussione perché interessi tutto il Consiglio regionale, però anche se il parere sicuramente uscirà favorevole da quest'aula, il problema non lo risolveremo sicuramente noi oggi Assessore, è un problema che deve risolvere solo ed esclusivamente lei e il dottor Fulvio Moirano, che è il manager dell'ATS che oggi gestisce tutte le ASL della Sardegna. Le dico questo perché, Assessore, questo sarebbe stato bene farlo in Commissione, io continuo a dire: avremmo potuto risolvere il problema in Commissione, avremmo potuto parlarne davanti all'azienda, ai vertici aziendali, ai sindacati e a qualche rappresentante anche dei dipendenti perché questo è un problema, Assessore, che sicuramente non finirà oggi, e questa gente, questi dipendenti, questi lavoratori stanno aspettando delle risposte da più di nove mesi. Noi oggi usciremo da quest'aula con un parere favorevole ma domani non avranno sicuramente gli stipendi. Dobbiamo essere chiari, quindi lei Assessore, e sono convinto che lo potrà fare e lo farà, prenda in mano la situazione, gestisca la cosa da buon padre di famiglia, da responsabile, prenda con coscienza questa situazione, una situazione che le stiamo delegando tutti quanti, lei ha il mandato di quest'Aula sicuramente della maggioranza ed opposizione per risolvere la situazione, chiami il dottor Moirano -che io spero sempre di vedere in Commissione - sono quattro mesi che sto aspettando che venga in commissione! Chiami il dottor Moirano, chiami i sindacati, chiami i rappresentanti dell'azienda, i vertici dell'azienda e risolva questa situazione. È inutile continuare a parlare, noi siamo tutti d'accordo, è uscito ormai da questa discussione, fino adesso è uscito positivamente, che abbiamo intenzione tutti quanti di tutelare i lavoratori di quest'azienda, questa è un'azienda che ha cinquant'anni, che gestisce le patologie più gravi da anni, che ha dei lavoratori da sempre lì dentro, non è più possibile assolutamente pensare di rinviare ulteriormente neanche più di 24 ore Assessore, quindi noi siamo disponibili anzi, le voglio dire che io vorrei che la Commissione sanità fosse convocata nell'arco delle prossime 48 ore per prendere in mano con lei e con il dottor Moirano questa situazione.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Luigi Ruggeri. Ne ha facoltà.

RUGGERI LUIGI (PD). Presidente, penso che per le dimensioni che vengono rappresentate dalla relazione dell'Assessore, per le dimensioni che ci vengono rappresentate dal dramma che vivono i lavoratori questa dell'AIAS debba essere equiparata ad una vera e propria crisi industriale, una crisi che ha come elemento critico il modello stesso dell'AIAS, perché è un modello che è cresciuto con dei punti di forza che sono alla fine diventati dei punti di debolezza. Il punto di forza era rappresentato dall'individuazione di un settore rispetto al quale la mano pubblica era totalmente assente, spazi che sono stati meritoriamente occupati dall'AIAS che ha prodotto professionalità, istruzione, cultura dell'assistenza, però poi ha fatto crescere questa sua presenza in un sistema, in un meccanismo del tuttoautoreferenziale, al di fuori della capacità di controllo del sistema pubblico.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE EUGENIO LAI

(Segue RUGGERI LUIGI.) Creando delle condizioni, e si è visto perché questa è la ragione del contenzioso, di mismatch tra le prestazioni fornite e quelle richieste e, alla fine, in un sistema che non è più in grado di tenere un proprio equilibrio, ci si interroga sulla possibilità che questo modello abbia un futuro sostenibile. Di fronte a questo, il nostro problema è però come si spende il denaro pubblico e di fronte ad una crisi industriale il fatto che il committente sia pubblico impone a delle responsabilità maggiori, sia nel comando e nel controllo delle risorse pubbliche, sia nell'utilizzo, e in particolare nella gestione, dei lavoratori che non possono essere un soggetto assente dalla preoccupazione dell'orizzonte del committente pubblico. I lavoratori sono parte, anche se non esclusivo, principale dell'interesse dell'Amministrazione regionale. Con i lavoratori non si può fare in modo di usarli come carne da macello, come capita nelle gran parte purtroppo delle vertenze industriali, che siamo abituati a vedere nella nostra isola. C'è da dire che soprattutto quando si mettere del denaro pubblico, il pubblico ha il diritto di stabilire una linea rossa oltre la quale non si vada, che è quella del rispetto del diritto alla retribuzione dei lavoratori. Che può accettare delle limitazioni ragionevoli in una condizione di crisi, ma non può accettare il subordine a delle ragioni di contenzioso che i lavoratori certamente non hanno né cercato, né evocato. Assieme a questo c'è il discorso della qualità del servizio, che è invece l'oggetto vero dell'interesse del pubblico e ci si deve trovare sul fatto che questo modello sia in grado di sostenere la qualità del servizio e l'appropriatezza. Perché c'è anche un problema di appropriatezza delle prestazioni rese, commissionate e misurate all'Aias. Ci sono per esempio delle prestazioni nelle residenze psichiatriche, nelle quali continuiamo a tenere dei soggetti che dovrebbero essere assegnati al territorio, dentro residenze che invece hanno un'intensità assistenziale di tipo sanitario elevatissima e non conferente del tutto inappropriata. Questo modello deve essere reinterpretato, il pubblico deve mantenere una propria responsabilità usando gli strumenti propri della crisi industriale, usando gli strumenti anche che prevede il codice civile e chiedendo anche la responsabilità della struttura di non utilizzare strumentalmente o in maniera dilatoria il ricorso al giudizio esterno. Perché quando si manca di assunzione di responsabilità e si delega la responsabilità al giudizio esterno, per evitare la propria, non si fa l'interesse dell'amministrazione pubblica. Su tutti questi aspetti limabili chiediamo l'attivazione dell'Assessore, sapendo però che la responsabilità è di un modello che funziona male e principalmente di chi quel modello lo gestisce e non può essere ribaltato sull'amministrazione regionale, che ha doveri di indirizzo e di controllo. Tra questi spetta certamente anche il come la società remunera i propri lavoratori, che hanno dei diritti che sono indefettibili e che non possono essere misconosciuti o utilizzati come elemento di pressione, rispetto a somme il cui accertamento, pare di capire dalle parole dell'Assessore, ritorna a condizioni di indebita richiesta.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Michele Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). La collega Busia ha giustamente parlato, nel suo intervento, di dovere di terzietà della pubblica amministrazione, io direi che questo dovere di terzietà dovrebbe partire, soprattutto considerata la delicatezza dell'argomento di cui stiamo parlando, anche dall'approccio che questo Consiglio regionale ha rispetto a questo tema. L'avete detto tutti, giustamente, coinvolge 1400 lavoratori, 3000 famiglie di assistiti, una platea non definita di fornitori e di liberi professionisti, di cui l'Aias si avvale, e di cui bisogna tenere conto perché credo che anche quelli siano lavoratori, anche se non sono dipendenti, che hanno diritto di ricevere lo stipendio.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE GIANFRANCO GANAU

(Segue COSSA MICHELE.) Quindi un problema gigantesco che fa emergere… lo dico all'assessore Arru che è l'ultimo anello di una catena, ha fatto bene ad evidenziarlo, stiamo parlando di problemi che sono risalenti, va anche detto Assessore che in questi ultimi anni il problema ha assunto una dimensione credo mai vista prima. Però questa discussione fa emergere tutto il paradosso, perché se fossimo in una situazione normale le prestazioni verrebbero autorizzate, verificate e pagate. Pagate in tempi utili da permettere ad un'azienda, che comunque è una azienda privata, di poter fare normalmente il proprio lavoro, anziché rivolgersi alle banche. Perché questo circolo vizioso porta, tra le altre cose, a fare in modo che - credo, naturalmente non conosco i conti, ma immagino - una parte importante dei soldi pubblici che vengono spesi per il servizio di riabilitazione erogato dall'Aias se ne vada interessi bancari, che credo sia un paradosso nel paradosso. Un modo di sprecare quattrini. Andrebbe affrontato e non siamo in grado di affrontare qui il tema di come viene erogato il servizio riabilitativo in Sardegna, il collega di Rifondazione Comunista poneva il problema perché non può essere il pubblico a farlo? Forse perché il servizio erogato dal pubblico verrebbe a costare molto di più rispetto a quello che viene invece erogato dai privati che fanno questo tipo di lavoro. E sarebbe anche interessante vedere quante prestazioni eroga un fisioterapista del servizio sanitario regionale e quante prestazioni eroga un fisioterapista del settore privato. Tutti dati che sarebbero interessanti acquisire per capire. Io credo, Assessore, che parlare di 12 milioni di debiti contestati ci faccia capire quanto sia assurda la situazione e quanto ci siano delle disfunzioni a livello di Usl, prima, e di ASL, poi, che inevitabilmente si ripercuotono nella vita e nelle vicende dell'ATS adesso, perché 12 milioni di euro di prestazioni contestate sono una cosa impossibile da pensare. Allora, siccome la responsabilità erariale scatta non soltanto se si pagano prestazioni extra budget, - poi anche lì ci sarebbe da aprire una piccola parentesi per capire se il sindaco che autorizza il trattamento sanitario obbligatorio, perché ha una persona che non riesce a controllare, che sta mettendo a repentaglio la sicurezza sua e dei familiari e di quelli che gli stanno attorno, oppure il tribunale ordina un provvedimento nei confronti di qualche persona, se quelle prestazioni vengano pagate o meno - però stiamo parlando comunque di una quota minimale. Dicevo, si incorre in responsabilità erariale non soltanto se si pagano prestazioni extra budget, ma io credo che la responsabilità erariale scatti anche se si provocano contenziosi che si potevano evitare. Allora, mi chiedo, Assessore, è possibile che si debba arrivare a situazioni… le contestazioni che sono in sede giurisdizionale, quelle sono in sede giurisdizionale e non dipendono sicuramente né dall'Assessorato né dall'ATS, però se ci sono sentenze passate in giudicato è necessario aspettare il giudizio di ottemperanza per pagare? Con ulteriori spese giudiziarie? Se ci sono spese che sono contestate, si può limitare il non pagamento soltanto alle spese contestate lasciando fuori le altre? Il tempo corre rapido e quindi purtroppo siamo costretti a limitare al massimo gli argomenti, però consigliere Agus io credo che non possa non esserci un legame tra i debiti della Regione e gli stipendi. Quello che auspichiamo è che, tolta la parte contestata, la Regione paghi finalmente quello che deve pagare, si rimettano i dipendenti in condizione di avere un'esistenza dignitosa, che è quella che viene dall'avere lo stipendio tutti i mesi, e io auspico, Assessore, che l'azienda voglia contribuire da parte sua ad abbassare il livello di tensione intervenendo sui procedimenti disciplinari che sono stati avviati e auspicabilmente trovando le condizioni per revocare anche i licenziamenti che ci sono stati. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Antonio Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS ANTONIO (PD). Credo che, al di là delle polemiche iniziali, bene abbia fatto quest'Aula ad affrontare un problema così importante alla luce del sole, soprattutto anche davanti ad una folta rappresentanza dei lavoratori dell'azienda Aias. Io credo che la prima cosa che debba essere fatta è quella di andare a verificare la convenzione che l'Amministrazione regionale ha sottoscritto già da qualche anno con l'Aias per la prestazione di servizi.

OPPI GIORGIO (UDC Sardegna). Da sessant'anni.

SOLINAS ANTONIO (PD). Saranno sessant'anni ma sarà stata anche aggiornata, almeno me lo auguro per l'Aias e anche per i cittadini sardi.

Stiamo parlando di una cosa molto importante per la Sardegna, non stiamo parlando di una grossa industria in crisi ma stiamo parlando di un'azienda che ha 3000 assistiti e 1200 dipendenti. Credo che non debba passare in secondo piano neanche la garanzia che noi dobbiamo dare ai cittadini che vengono ricoverati nelle strutture della Fondazione Randazzo e dell'Aias a che debbano essere erogati servizi di qualità, cioè le prestazioni devono essere quanto più possibile di primo livello, e questo credo che l'Amministrazione regionale lo stia facendo e debba continuare a farlo, però credo che in una situazione così difficile il personale deve essere messo nelle condizioni migliori per poter fornire la propria prestazione.

Io ho partecipato a un'assemblea di lavoratori dell'Aias in una zona interna dell'Oristanese, che certamente per numeri non è una cosa elevata, ma se noi vogliamo continuare a parlare di mantenimento di servizi nelle zone interne per combattere in qualche modo lo spopolamento, bene, credo che il mantenimento dei venti posti di lavoro ad Ales, nella Marmilla, e il mantenimento di quel tipo di servizio per i cittadini di quel territorio, sia il primo passo che noi dobbiamo fare per combattere appunto lo spopolamento delle zone interne.

Il problema in discussione non è certamente una cosa che risale ad oggi, nella passata legislatura se n'è discusso più volte, la stessa cosa nei decenni passati, non è dal 12 marzo 2004, giorno in cui il prefetto di Cagliari mandò la lettera all'Assessorato, anche perché, non vorrei sbagliarmi ma forse il 12 di marzo l'assessore Arru non era neanche arrivato o stava forse appena arrivando. Comunque di quei 44 milioni, poi diventati 41, mi sembra di aver capito che 29 sono stati dichiarati non dovuti (e quindi in altre sedi si valuterà la legittimità della decisione delle ASL o dell'Assessorato) e che su 12 milioni 400 mila euro c'è un contenzioso, quindi su questo il mio invito all'Assessore è che si faccia carico di accelerare quanto più possibile la risoluzione di questo contenzioso per cercare di dare una boccata d'ossigeno all'azienda. L'altra cosa che può fare l'Assessore è quella di chiedere agli Uffici e alla ASL unica il rispetto dei tempi di erogazione, se fossimo in grado di erogare servizi all'interno dei giorni previsti dalla convenzione credo che faremmo una cosa importante.

Quello che noi dobbiamo fare come Consiglio regionale è quello di cercare di porre le condizioni affinché all'interno dei servizi dell'Aias e della Fondazione Randazzo venga ristabilito un clima di serenità tra i lavoratori e l'azienda, ma anche e soprattutto tra l'azienda e i lavoratori; non credo che i problemi si possono risolvere licenziando chi legittimamente è stato chiamato a rappresentare sindacalmente i lavoratori, su questo credo che l'azienda si debba fermare, così come credo, Assessore, che si debba affrontare un problema molto importante. Io ho conosciuto una coppia giovane con un figlio, entrambi dipendenti della Fondazione Randazzo, che sono nove mesi e mezzo senza stipendio, con il pagamento dell'affitto che arriva puntuale, e sono quasi alla disperazione. E allora credo che la cosa più urgente che lei domani mattina dovrebbe verificare, Assessore, è quella di fare in modo che tutto quello che può essere anticipato sugli stipendi da parte della ASL unica, ai sensi dell'articolo 176, se non ricordo male il numero, del Codice civile, venga fatto, perché credo che già una settimana di ritardo negli stipendi inizi a creare, per chi ha impegni di mutuo e di bollette da pagare, un problema, nove mesi nel 2017 sono inaccettabili. Credo che siano comunque somme che l'Amministrazione regionale può anticipare erogando direttamente gli stipendi ai dipendenti, per dare risposte concrete e immediate.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Giorgio Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC Sardegna). Io ho valutato attentamente il documento che ci è stato consegnato dall'Assessore e riscontro che, per quanto riguarda ciò che è stato pagato all'Aias negli anni, per esempio la cifra più alta è nel 2014, poi si è scesi gradualmente, dai 36 milioni del 2014 fino ai 23 milioni.

Assessore, lei ha detto una cosa che è inesatta, io glielo voglio dire. Più volte l'abbiamo sollecitata per avere la documentazione, che è arrivata sì ma sempre all'ultimo momento, e nel caso specifico è vero che la Commissione ha chiesto più volte di fare un incontro tra lei, l'Aias, eccetera, lei per motivi anche di impegni non è potuto venire. Questa è la verità.

Detto questo, nell'elenco che lei ha fatto della situazione generale noi abbiamo 17 milioni che, secondo il documento da lei fornito, sarebbe un importo contestato e non liquidato, quello che a noi interessa, e avremmo potuto discuterne in Commissione, è sapere esattamente di questo importo contestato e non liquidato quanto realmente è dovuto all'Alias. Perché ipoteticamente potrebbe essere zero oppure potrebbero essere 17 milioni, siccome corrisponde fedelmente anche a quello che ci è stato fornito dall'Aias, che parla di 16 milioni anziché 17, è chiaro che poi a questo si aggiungono i 4 milioni 800 mila euro che sono il problema del pagamento dei Comuni, a cui voi erogate le risorse e normalmente sono in ritardo. Quindi la cosa fondamentale ai fini di questa vertenza - non di quelle dell'industria, perché non ne abbiamo risolto neanche una - è quella di sapere esattamente ad oggi qual è il credito riconosciuto all'Aias, perché non vorrei che alla fine sia l'Aias che deve pagare alle ASL, perché qui non si comprende. Ecco quindi l'esigenza di quell'incontro in Commissione nel quale si può discutere, valutando in modo puntuale le due documentazioni.

Ci sono altri fatti. Ho notato che probabilmente il buco deriva soprattutto dal fatto… per quanto riguarda il passato recente ci sono molte cause in itinere, eccetera, ma credo che se c'è una cifra alta riferita al 2016-2017 è riferita certamente al fatto che gli enti erogatori, tutti, hanno lunghe liste d'attesa, c'è stata una riduzione del budget per il triennio 2016-2018 pari a circa il 23 per cento, tale riduzione per l'anno 2016, con effetto retroattivo dal 1° gennaio, sarebbe stata comunicata solo a fine anno. Questo è grave perché se io ho fatto le prestazioni e alla fine dell'anno tu mi comunichi che c'è una riduzione del 20 per cento, si sta creando un grosso danno, ecco perché probabilmente c'è una contestazione che va chiarita. Allora io che sono stato… la questione dell'AIAS è avvenuta anche in altri tempi ed è stata molto dura, siamo stati costretti a mettere in evidenza che l'AIAS in alcuni centri non andava(no) bene ma gli abbiamo dato sempre i termini in modo tale che potessero sistemare il tutto. Devo dire anche che l'AIAS, è stato detto anche qui, ha fatto un servizio, che era carente nella struttura pubblica, e ci siamo battuti contro i monopoli. Infatti qualche azienda, che voi conoscete, e praticamente venuta su in quegli anni, proprio abbiamo eliminato i monopoli e io che ero considerato nemico giurato del "coso" non ho fatto mai atti tali che hanno pregiudicato quel ruolo. Allora noi ci troviamo di fronte a una situazione che bisogna smorzare le tensioni e noi abbiamo invitato con forza l'Assessore a sanare in termini temporali la situazione e le spettanze dei lavoratori, in caso contrario esiste il rischio concreto che tutto degeneri (…). Invitare l'Assessore, lo abbiamo fatto, l'abbiamo chiesto, io spero che in tempi brevi e non ha altre commissioni perché le commissioni o funzionano o non funzionano. Allora c'è una commissione apposita che dovrà esaminare questo, prenderà i dati vedrà se i dati combaciano oppure non combaciano però lei ci deve dire esattamente, le ASL devo dire esattamente quanto è il credito reale, riconosciuto nei confronti dell'AIAS in modo tale che quella cifra deve essere messa a disposizione per pagare gli stipendi ai lavoratori. Siccome orientativamente ci vogliono 18 milioni e siccome credo che il DURC sia un problema risolto, se fossero i 12 milioni di cui abbiamo tanto parlato si può fare anche un'anticipazione, si può chieder di fare un'anticipazione, Presidente, Assessore, si può chiedere di fare un'anticipazione. La cosa fondamentale è adesso mettere i lavoratori in condizione di poter avere il salario che è garantito, ovviamente alcune iniziative prese probabilmente determineranno qualche sfasatura perché se il budget si riduce automaticamente, lei mi insegna, si riduce anche il numero dei lavoratori, perché evidentemente non serve, così come nel 2016 so che l'AIAS ha fatto circa 30.000 prestazioni in meno di riabilitazione, proprio in funzione di questo 20 per cento.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Luca Pizzuto. Ne ha facoltà.

PIZZUTO LUCA (SDP). Presidente, io devo dire che inizio dicendo che a differenza di molti colleghi ho un'impostazione ideologica con cui guardo a questa vicenda e in generale guardo al mio ruolo in questa aula, anche perché io arrivo da un territorio e politicamente sono stato cresciuto da minatori e operai che mi hanno insegnato che i lavoratori hanno ragione anche quando hanno torto, non credo che sia questo il caso, credo che abbiano semplicemente ragione e credo che da parte nostra debbano essere messi in campo tutti gli strumenti atti a tutelare la loro dignità e il loro giusto riconoscimento. Provo anche strano un po', un po' difficile l'atteggiamento di alcuni colleghi in questa aula che riversano tutte le responsabilità nei confronti dell'Assessorato. Non c'è dubbio che se ci sono dei crediti che devono essere liquidati da anni noi dobbiamo risolvere un problema che non è stato risolto in sessant'anni e da 13 assessori precedenti, ci siamo noi lo dobbiamo fare. Però non può essere che non si consideri il fatto che da diversi anni a questa parte le erogazioni sono sostanzialmente regolari e che non giustificano nel modo più assoluto un ritardo di nove mesi da questo punto di vista e anche lì c'è bisogno di capire una cosa, il credito che in qualche modo viene vantato serve effettivamente a completare e a risolvere il problema del debito che c'è nei confronti dei dipendenti, io questo elemento non l'ho esattamente chiaro, mi pare di capire però che non sia esattamente così. Allora guardate, per noi la soluzione principe è quella che si arrivi ad un accordo immediato con l'AIAS, perché io ho un'impostazione ideologica ma non penso che l'azienda sia per forza cattiva in qualunque caso sia l'azienda sia in questa vicenda che in altre, si arrivi immediatamente a un accordo, si paghino i lavoratori, si dia un segnale di distensione a quei lavoratori, guarda caso sindacalisti, a cui va tutta la nostra solidarietà e il nostro affetto, e si rimette in moto la macchina. Noi non abbiamo altre pretese da questo punto di vista, altre richieste, ma se così non è vuol dire che il sistema è in difficoltà, vuol dire che il sistema non funziona e quando le cose non funzionano si ha il dovere di cambiarle. Quindi vanno messi in campo strumenti chiari di azione che aiutino a governare questo sistema importante che riguarda un migliaio di lavoratori ma che riguarda molti utenti che hanno necessità di aiuti.

Quindi noi mettiamo in campo alcune proposte: la prima sia per la vicenda di cui stiamo parlando ma in generale per tutti quei sistemi che sono finanziati dal pubblico, chi non paga i lavoratori e crea ritardi sia sanzionato o siano sospesi gli accrediti perché ci sia una dimostrazione del fatto che non possiamo con i soldi pubblici creare emergenze sociali di questa portata e costringere i lavoratori a forme di protesta estreme, in questo permettetemi un altro saluto affettuoso a tutti quei lavoratori che hanno fatto lo sciopero della fame in particolare al mio concittadino Antonello Repetto che è stato male ed è stato anche ricoverato. Se non si addiviene a una soluzione condivisa che ristabilisce le cose tutti i soldi che l'azienda, l'ATS deve all'associazione siano partiti con 1666, sia dato mandato pieno all'Assessorato e all'ATS nel fare questo, e si inizi a fare anche una verifica, noi questo lo vorremmo capire, Assessore, di quali privati in Sardegna sono nelle condizioni di poter fare prestazioni simili all'AIAS, perché ci risulta che l'accreditamento anche di altri soggetti anche negli ultimi anni sia stato bloccato ed è importante capire invece se esistono altri soggetti sardi in grado di poter entrare dentro questo monopolio, visto che è monopolio. Io sono convinto statalista quindi metterei al centro del monopolio lo Stato, ma viviamo in regime di libero mercato non vedo perché anche questo non possa essere valutato. E si valuti anche nel caso in cui ci sono difficoltà ampie, importanti, ipotesi di un commissariamento per dare una mano all'associazione ad uscire fuori da questo stato di crisi e lo si valuti con i nostri uffici legali e lo si valuti anche con il Ministero e prendiamoci una responsabilità in importante in questa Aula. Io sono perché ci siano servizi privati anche finanziati dal pubblico ma non esiste che il servizio pubblico non faccia il servizio pubblico e che questa partita che riguarda la riabilitazione non sia minimamente toccata dal servizio pubblico, è necessario un sistema misto, quindi negli atti sanitari importanti che passeranno in questa Aula e nella Giunta siano iscritti principi e modalità di lavoro che consentano alla ATS di sviluppare anche questo tipo di attività e questo tipo di azione che per noi è assolutamente necessaria e improrogabile.

Queste sono alcune proposte che noi mettiamo al centro, chiedendo sempre di tutelare l'utente ma di tutelare anche il lavoratore che ha in carico l'utente; perché non si può pensare che un lavoratore svolga bene il proprio lavoro in una situazione di disastro e di disagio sociale. Ribadiamo che noi comunque saremo sempre dalla parte del lavoro e dei lavoratori a quei lavoratori che con fatica hanno consentito anche di portare in questa Aula questo dibattito va il nostro ringraziamento, la nostra solidarietà e il nostro convinto sostegno.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Presidente, io cercherò di essere molto pragmatico e farò qualche riferimento al discorso ideologico che ci ha proposto l'amico Pizzuto, che probabilmente è rimasto ancora affascinato del libero lavoro che c'è in Cina, perché ormai paesi che hanno quell'ideologia c'è rimasta la Cina forse il Nord Corea, per farti qualche lavoro particolare. Però siccome io non parlo per ideologia perché non mi può interessare di meno, io vado alla concretezza e alla realtà. Esistono dei servizi che un'azienda privata dà al pubblico, esiste il pubblico che è obbligato a pagare quelle prestazioni, se non le paga vuol dire che sono da contestare, vuol dire che sono mal fatte e non sono accettabili. Oppure non ne paghi il 20 per cento in meno perché hai deciso a fine anno di comunicare che aveva fatto di più di quella per cui poteva essere autorizzato. Oppure non gli paghi non solo il pulmino, il gasolio e quant'altro ma non paghi neanche i dipendenti, perché questo è il risultato, che sia la vecchia USL e che siano le vecchie ASL ormai, che sia questa ATS, poco importa, io ho paura che oggi si parli di AIAS. Ma c'è la CTR Primavera, e allegato a questa giornata c'era anche il San Giovanni Battista, che vorrei sapere quanto è costato effettivamente traslato dal privato così quasi quasi, perché è un'IPAB, ed è traslato alla ASL, quanto è costato alla ASL e al servizio sanitario regionale. E se è vero che ho visto alcuni conti dati, che si è accelerato nel non pagare negli ultimi anni, cioè pagando meno, vuol significare che si vogliono nascondere le deficienze nel servizio sanitario regionale e i costi del servizio sanitario regionale. E se è vero che si vuole ridurre del 20 per cento le prestazioni, vuol dire che non saranno più 3 mila famiglie, ma 3 mila meno il 20 per cento, e quindi saranno meno 20 per cento di dipendenti che potranno lavorare, che sia l'AIAS, che sia la CTR Primavera, che siano le altre aziende, tipo quella di Ales, che veniva richiamata qui, delle zone interne, come se quello solo salvi le zone interne, quella è salva, quel presidio sanitario che è stato distrutto, come si vuole accentrare, in un discorso che non capisco, Oristano per esempio, a Nuoro e in alcuni servizi. Ma questo è un altro aspetto ancora. Io dico, perché non pagate, Assessore e Assessorato, e dite che quei denari debbono essere finalizzati ai dipendenti? Perché non pagate, e li date direttamente a loro? Perché volete che siano qui presenti? Per quale ragione? Per fare gazzosa, ideologia? Fate il dovere. Io credo che chi fa il proprio dovere lo faccia nelle sedute stanze, piccole, ma fa il proprio dovere, come lo deve fare qui dicendo la verità non ideologica, ma la verità vera, che c'è un Assessorato che nei termini non paga, dico l'Assessorato perché sono le ASL che non l'hanno pagato, ma le ASL dicono poi: "Non ci ha dato i denari l'Assessorato, non ci ha autorizzato". Poi ci sono i contenziosi, togliete i contenziosi, tolti i contenziosi date direttamente alla società in modo vincolato i danari di modo che siano per primi pagati gli stipendi dei dipendenti, e non utilizzate i dipendenti per lotte politiche o per interessi di qualunque natura essi siano, è una cosa vergognosa. Io avrei preferito non parlarne in seduta segreta nella Commissione, ma in seduta pubblica, aperta, di modo che tutti sentissero, ma dove uno parla e l'altro risponde, e dice la verità e non si nasconde dietro numeri che non sono arrivati. Bene, allora, se è un modo molto semplice di fare politica, e fare, come il codice civile, il buon padre di famiglia, il buon padre di famiglia guarda per primo chi sta male, il più piccolo, l'ammalato, quello che ha bisogno. Sono i dipendenti, si diano diritti del popolo subito, immediatamente ai dipendenti, in via diretta, obbligandosi la parte politica che deve farlo. C'è bisogno forse di fare tante storie e tanti discorsi, ed essere qui a prenderci in giro o a prendere in giro gli altri? Credo che sia una cosa molto, molto semplice. Togliete quelle che sono le cose che non vanno bene, togliete quelle che sono le bestialità che non dovrebbero essere riconosciute, dite che fa una prestazione schifosa, fate, dimostratelo, ma ditelo subito nel momento. E allora che si proceda e si dia il danaro perché i dipendenti siano pagati.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Angelo Carta. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Intanto io ricordo la posizione espressa in Capigruppo, che secondo me era, ho detto, più prudente, ma nel senso più prudente andare in Commissione prima che venire in aula semplicemente per dare all'Aula gli strumenti concreti per poter arrivare poi a una soluzione condivisa che potesse rappresentare una risposta concreta nei confronti dei lavoratori. La discussione di oggi è sicuramente importante, è sicuramente interessante, si sta focalizzando un problema su una vertenza che riguarda più di mille dipendenti. Ora, rispetto ad alcuni interventi che mi hanno preceduto, io credo che la cosa importante oggi che stiamo tutti quanti osservando, e della quale sapevamo l'esistenza, ma oggi è plasticamente presentata, è il ruolo che può svolgere l'amministrazione regionale, rispetto ad un'azienda che non ha la sede nel New Jersey o in Lussemburgo, o a Roma, che è lontana quanto il New Jersey, ma un'azienda che è seduta qua ad ascoltare i discorsi che noi stiamo facendo. E credo che sia quindi importante proprio in questa possibilità che ci viene data dall'avere non solo qui, ma un'azienda che non sta scappando, un'azienda che non è andata via dalla Sardegna, un'azienda che con mille dipendenti poteva fare altre scelte, come sono state fatte dall'ALCOA, come sono state fatte dalla Keller, dalla Rockwool, dall'Eurallumina, alla quale non abbiamo chiesto il DURC, per la quale non ci siamo chiesti cosa ha inserito nel CUD dell'anno precedente, perché semplicemente non c'erano. Quindi, credo che la presenza di tutti gli attori nel territorio che qui sono e qui vogliono restare rappresenti un qualcosa che deve essere valorizzato. Come poteva essere valorizzato? Facendo un contraddittorio in Commissione, cosa che in aula non si può fare, perché attraverso un contraddittorio credo che si possa arrivare a delle soluzioni condivise, e a questo proposito mi unisco all'appello che è stato fatto dall'Assessore, che è stato fatto da altri colleghi da parte dell'azienda, credo che sia giusto e doveroso, doveroso se ritiene, o comunque credo che sia un atto assolutamente importante, il ritiro del licenziamento dei provvedimenti disciplinari. Da parte dei dipendenti, la cessazione dello sciopero della fame per sedersi intorno a un tavolo, tutte e tre le componenti insieme, Regione, azienda e dipendenti, e trovare una soluzione, soluzione che non possiamo dare noi, ma che, dall'esposizione dell'Assessore, credo che possa essere assolutamente sintetizzata nel ritenere l'impegno prioritario quello di pagare subito le somme che non sono in discussione, che non sono in contenzioso. Sui contenziosi capire come si possono risolvere, e cercare di risolverli nel più breve tempo possibile, i contenziosi processuali, sugli altri chiudere definitivamente una vicenda che non è certamente sulla groppa dell'assessore Arru, perché io ho visto la lettera che ci avete allegato, c'è qualcosa che risale al 1988. Quindi credo che sia necessario chiuderla questa vicenda, e credo che da parte dell'azienda, da parte dei lavoratori, da parte della Regione ci sia l'interesse a chiuderla nel migliore dei modi, preservando sempre quelli che abbiamo detto essere i punti cardinali, l'erogazione di servizi all'altezza delle esigenze dei cittadini, le richieste, le esigenze e il diritto dei lavoratori ad avere lo stipendio, e il diritto dell'azienda ad avere il corrispettivo per le prestazioni che offre. Credo che più di questo, in quest'aula, non sia possibile fare, che credo sia invece possibile fare in un'altra sede, in un altro tavolo, al quale si deve arrivare con la disponibilità della Regione che è stata chiaramente espressa dall'Assessore, perché io do atto all'Assessore che, già dal 22 aprile 2016, ha messo sotto pressione i commissari per cercare di arrivare ad una soluzione. Assessore, continui, cerchi di stare addosso al commissario dell'ATS per cercare di arrivare ad una soluzione. L'azienda, al contempo, deve comunque dare la disponibilità a sedersi con dei gesti distensivi e al pari i dipendenti, perché stiamo parlando di più di 1.200 famiglie, stiamo parlando di una vertenza importante, una vertenza che rispetto ad altre che sono finite male questa può finire bene, può finire con la salvaguardia dei posti di lavoro, può finire con il pagamento degli stipendi, può finire con la conferma dei servizi ai cittadini, può finire con un rapporto rinnovato che possa dare certezza all'azienda, ai dipendenti ed anche alla Regione per quelli che sono i servizi che deve erogare. Più di questo credo che sia complicato in quest'aula riuscire a fare e a dare, però ciò nondimeno, se alla fine si arriverà ad un documento condiviso, io questo vedo come importante che venga inserito nel documento, perché poi il resto, come ha detto giustamente l'Assessore, non è competenza neanche dell'Assessorato, è competenza dell'ATS, e tantomeno è competenza del Consiglio.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SDP). Il clima si è un po' rasserenato, perché, fino a qualche ora fa, sembrava quasi che la colpa fosse dei lavoratori, ma adesso siamo rientrati un attimino dentro i percorsi che abbiamo auspicato all'inizio, o che almeno io ho auspicato all'inizio della discussione. Ha detto bene l'amico Angelo Carta un secondo fa, tutto quello che può fare quest'Aula alla fine è approvare un ordine del giorno, perché più di questo è vero non si può fare, però quell'ordine del giorno deve avere alcuni punti che per noi sono irrinunciabili, perché qui dobbiamo risolvere l'emergenza, e subito dopo dobbiamo pensare al fatto che l'emergenza non dovremo più affrontarla, perché di questo abbiamo parlato e stiamo parlando tutti. Però io ho capito male, evidentemente la colpa è mia, i dati che ha rappresentato l'Assessore secondo me vanno in una direzione diversa rispetto ad alcuni interventi che poi si sono susseguiti, perché io riprendo il discorso fatto da qualcuno che mi ha preceduto, io non credo che i 9 mesi di assenza di erogazione di stipendio per i lavoratori sia tutto imputabile a quei crediti presunti che devono essere ancora incassati dall'associazione. E sgombro il campo da equivoci, l'AIAS fino ad ora ha fatto sicuramente un servizio impagabile, perché si è occupata comunque di pazienti di una categoria di persone che probabilmente non avrebbero avuto la possibilità di essere assistiti in altra maniera, però stiamo parlando di un problema che ormai è atavico, stiamo parlando di un problema non di agricoltura, non di ARGEA, non di AGEA, ma di pazienti che sono assistiti in strutture particolari… e chi ha orecchie per intendere intenda… e quindi non è in discussione quello che AIAS e Fondazione Randazzo hanno fatto finora, però noi oggi abbiamo necessità di uscire da qui con dei dati certi, l'abbiamo detto all'inizio e lo ribadiamo adesso, noi avevamo necessità di certezza nei dati, perché se questo non c'è e non ci sarà, credo che poco potremo fare, e allora è vero quello che ha detto qualcuno all'inizio della discussione che la platea in rappresentanza di tanti lavoratori che sono qui presenti andrà via delusa da questa Assise, da questo Consiglio. Quindi, Assessore, quello che lei deve fare non è altro, per quello che è fra le sue competenze, fra le sue prerogative. L'hanno chiesto a viva voce i colleghi dell'opposizione, c'è necessità di un passaggio in Commissione, e lei il passaggio in Commissione sono certo che lo farà al più presto, e io credo che lo debba fare con i tecnici per presentare quei dati certi che ad alta voce tutti stiamo chiedendo, ma questo non potrà protrarsi per più di alcuni giorni, perché noi stiamo parlando di persone, e dico all'amico Dedoni, che non vedo adesso in Aula, che ce ne fossero impostazioni ideologiche che difendono i lavoratori, i più deboli e i più poveri, ce ne fossero di nordcoreani in Sardegna che hanno queste impostazioni ideologiche, ce ne fossero! Quindi io chiedo, lo chiedo sommessamente, Assessore, lo chiedo a lei sommessamente e umilmente, questa Commissione dovrà tenersi subito dopo le festività pasquali, perché prima probabilmente non riusciremo, alla presenza dei tecnici, e anche in streaming, possibilmente, così tutti saremo in condizioni di conoscere quella verità, che non ho in tasca io, che non hanno in tasca i colleghi, e che probabilmente è la verità che può scaturire dai dati asettici, tecnici e certi, che la sua struttura potrà darci.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Quasi 4 ore di discussione, per poi arrivare al punto di partenza, per poi arrivare alla nostra richiesta iniziale. Bellissima discussione quella di stasera, il tema è importantissimo, per carità, però poi arriviamo alla conclusione che dobbiamo riandare in Commissione; era quello che noi abbiamo chiesto il 4 aprile, esattamente la richiesta del 4 aprile della Conferenza dei Capigruppo è quella che stasera, all'inizio dei lavori, abbiamo praticamente ripetuto, perché è chiaro che la discussione in Consiglio può essere fatta solo nel momento in cui abbiamo dati certi, nel momento in cui l'Azienda si è confrontata con la ASL, con l'Assessorato e con l'Agenzia, nel momento in cui c'è stato un dibattito, così come richiesto da noi in Capigruppo, un dibattito pubblico, cioè dove, tramite le televisioni, si possa accedere. E dopo 4 ore confermo quello che ho detto, cioè che i lavoratori qui presenti e i lavoratori che ci stanno seguendo da casa andranno via delusi, perché non abbiamo combinato assolutamente nulla, abbiamo sollevato il problema, per carità, interessantissimo, però tutto questo poteva essere evitato, e quando mi si dice che ci vediamo dopo Pasqua, dobbiamo pensare a quelle persone che la Pasqua la passeranno ancora una volta senza lo stipendio, a quei lavoratori che non potranno ovviamente festeggiare o avranno ben poco da festeggiare, quindi io non voglio adesso fare demagogia, per me, se l'Assessore è disponibile a convocare la Commissione domani mattina, domani mattina si può fare, dopodomani mattina benissimo, così ci sono anche i tempi tecnici, perché altrimenti in questa riunione, in questo importantissimo incontro di oggi, abbiamo fatto una cosa molto bella, abbiamo parlato dell'ovvio, delle cose scontate. Alcune citazioni: "Si dia una risposta"; ci mancherebbe altro! "La politica non può restare insensibile"; ma di cosa stiamo parlando! Noi siamo venuti qui, 4 ore, abbiamo fatto fare centinaia di kilometri ai lavoratori per sentirsi dire che la politica non può stare insensibile? Ma è ovvio, ci mancherebbe altro! Noi dobbiamo trovare soluzioni! Le soluzioni per i 3500 pazienti, di cui 1380 sono anziani, le soluzioni per 1200 dipendenti che non percepiscono lo stipendio; quelle sono le soluzioni. Però nell'immediato, anche in Commissione, Assessore, noi dobbiamo andare lì con delle proposte, è una delle proposte che dobbiamo buttar giù, rubo la frase del mio Segretario regionale, l'onorevole Oppi, è quella che dobbiamo trovare la soluzione per anticipare gli stipendi. Assessore, è una pratica consolidata, questa Regione lo ha già fatto, quindi si vanta un credito, un credito contestato, ma posso decidere di anticipare l'80 per cento, il 70 per cento, questo per consentire immediatamente ai lavoratori, per il tramite dell'Azienda, di poter liquidare gli stipendi arretrati. E' chiaro che tutto questo comporta un impegno anche dell'Azienda, che può essere quello di revocare immediatamente i licenziamenti, di revocare immediatamente i provvedimenti disciplinari, certo, perché l'accordo si fa in 2, e in 2 occorre immediatamente cercare di trovare soluzioni. È chiaro che il fatto che a partita finita, che a fine anno mi si dice che sono cambiate le regole del gioco, ed detraggo il 20 per cento, beh, questo metterebbe in ginocchio qualsiasi azienda, che si chiami AIAS o che si chiami Euroallumina, questo è chiaro che cambiare le regole del gioco a fine anno o partita finita è veramente complicato. Quindi l'invito che facciamo noi della minoranza, e che abbiamo già fatto, è quello a breve, a brevissimo, di convocare la Commissione, una Commissione dove ci sono le 2 parti, dove ci sono i commissari della Commissione stessa e dove si può in pubblico spiegare quali sono le ragioni che hanno portato questo Assessorato al ritardo. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Giovanni Satta. Ne ha facoltà.

SATTA GIOVANNI (Gruppo Misto). Io credo che, come hanno concluso i due Capigruppo che mi hanno preceduto, sarebbe stato il caso di trattare il discorso in Commissione, perché la si possono prendere decisioni più concrete di quelle che oggi non prenderemo. Noi, Assessore, abbiamo un rapporto giuridico, quindi bisogna anche iniziare a essere lineari e precisi, un rapporto giuridico dove nascono dei diritti e dei doveri. Quindi ci sono dei diritti in capo all'azienda e dei doveri, l'azienda fino a oggi ha sempre effettuato le prestazioni previste da questo rapporto giuridico e dall'altra parte ci sono delle manchevolezze da parte della Giunta e dell'Assessore, poi spiegherà la diversità, perché l'azienda sostiene questo. Poi altri due concetti importanti che magari a qualche consigliere che fa un po' di demagogia sono poco presenti. Il DURC è il documento di regolarità contributiva, quindi non credo che un'azienda come l'AIAS potrebbe avere un rapporto con la Regione se non avesse il DURC. Mi meraviglia che certe persone, certi consiglieri facciano certe domande che sarebbero scontate.

Un altro discorso importante. Noi abbiamo il concetto di azienda che si differenzia da quello di imprenditore; l'azienda è prevista dal codice civile all'articolo 2555 ed è l'insieme dei beni organizzati dall'imprenditore per poter produrre, quindi in questo caso per poter dare le prestazioni. Nel momento in cui dovesse farsi la scelta, auspicata da qualche consigliere che probabilmente fa solo demagogia, di pagare direttamente i dipendenti, l'azienda fallirebbe perché dovrebbe dare risposte alle banche, dovrebbe pagare i fornitori, la luce, la benzina del pulmino che porta a fare la riabilitazione i malati e compagnia bella. Questo porterebbe ad avere il fallimento dell'azienda, il fallimento dell'azienda vuol dire che i dipendenti vanno licenziati, se vanno licenziati andiamo a ricorrere ai famosi ammortizzatori sociali che mi sembra che nel Sulcis i lavoratori di carbone e produzione di miniere sono abituati ad avere, in altre parti della Sardegna un pochino meno, ci si rimbocca un pochino di più le maniche, senza offesa per nessuno.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Questo lo potevi evitare.

SATTA GIOVANNI (Gruppo Misto). Non mi interessa, io dico quello che penso. Poi a un certo punto posso anche pensare che delle due una: si vuole far fallire questa azienda e si vuole dare in questo caso la prevalenza a qualcuno che arriverebbe da fuori, come ha detto Angelo Carta, noi abbiamo la possibilità di avere un'azienda che fino a ieri era sana e che fino a oggi ha dato anche risposte in termini di servizi, vogliamo farla fallire? Se vogliamo farla fallire facciamola fallire, però ci dobbiamo assumere le responsabilità. In questo caso mi viene il dubbio che probabilmente ci sia l'interesse a favorire altri, in Sardegna non ce ne sono, potrebbero arrivare da fuori. Questo dispiacerebbe a me e a tutti i sardi. Quindi, ripeto, spero che si vada (come ha detto l'onorevole Rubiu e come ha detto anche l'amico Sindaco di Bottida Cocco) subito in Commissione, possibilmente anche da domani mattina perché la politica questi tempi li deve avere, dobbiamo dare risposte a questi lavoratori e anche a questa azienda che deve organizzarsi, ci si vada domani mattina a fare cose concrete che in quest'Aula sicuramente oggi non sono state fatte.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Gianfranco Congiu. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Presidente, io ho aderito, così come l'ho fatto io l'ha fatto tutto il Gruppo politico che rappresento in questo momento, abbiamo aderito alla mozione che oggi ha occasionato questo dibattito e l'abbiamo fatto perché ritenevamo che l'impostazione della mozione fosse la più opportuna, parlo di opportunità non a caso, la più opportuna di fronte ad un tema così complicato che tocca nel profondo persone che in questo momento soffrono, siano essi lavoratori, siano essi dirigenti aziendali, siano i soci o gli associati delle associazioni coinvolte nell'erogazione di queste prestazioni. Di fronte alla sofferenza è chiaro che tu devi portare in Aula un argomento avendo come bussola quelle che sono le tue competenze. Ho apprezzato il testo laico della mozione che non rappresentava uno sforzo tuttologico di un manipolo di consiglieri che vanno ad esautorare ruoli tecnici debitamente preparati, in capo ai quali vi sono responsabilità ben precise, nell'andare a proporre noi, in un dibattito di qualche ora, delle soluzioni che non sono state trovate in sessant'anni. Ma perché non sono state trovate soluzioni in sessant'anni? Perché è in crisi il modello contrattuale che regola i rapporti tra le controparti, è in crisi il modello contrattuale che se non pensiamo in quest'Aula di fare l'unica cosa che possiamo fare, cioè tracciare il baricentro della nostra attività per il futuro, non per il contingente, non per il passato, ma per il futuro, perché se non ci si mette in testa di regolare il rapporto e cercare di colmare quei vuoti contrattuali o quelle aporie contrattuali o quelle discrasie contrattuali che hanno generato questo fenomeno, noi qua non potremo dare nessun contributo se non fare un patetico battito della mano sulla spalla dei lavoratori perché non abbiamo le competenze per fare altro. La cosa che qui si può fare è tracciare l'orizzonte futuro e giungere ad una riscrittura di un modello erogativo di quel servizio. Vuole essere con AIAS? Che ci si sieda intorno a un tavolo e si scrivano le regole di un nuovo rapporto perché è in crisi quel modello, Presidente. È in crisi un modello autoreferenziale, ha detto bene il collega Ruggeri, che oggi sfugge ai controlli, di fatto c'è una esautorazione del ruolo pubblico da parte di chi è costretto verosimilmente ad erogare un servizi a persone che soffrono. Allora, noi abbiamo il dovere della chiarezza, noi abbiamo il dovere della disponibilità di un budget, noi abbiamo il dovere di indicare i capisaldi di un'attività futura. Non possiamo fare altro.

Ho aderito alla mozione e mi aspetto che l'ordine del giorno vada in questo senso, consegnando alla Commissione competente i cardini di un lavoro futuro che non può non passare attraverso la riscrittura dei rapporti. Vedranno i giudici, vedranno i tecnici cosa e quanto liquidare e vedranno di chi sono le responsabilità, degli uffici assessoriali o dei dirigenti che non hanno liquidato? O dei dirigenti aziendali che avendo ricevuto 119 milioni dovranno spiegare per quale ragione oggi non versano gli stipendi da nove mesi, visto che la somma comunque in discussione, 12 milioni, mi pare tanto, non sia sufficiente per sanare queste criticità? Quello è un tema sul quale interverranno le autorità e i dirigenti che hanno responsabilità, non io certamente, io devo mostrare semplicemente solidarietà e mettere sul mio orizzonte politico un auspicio per il passato, ma devo essere determinato nell'andare a scrivere il nuovo rapporto che ci deve legare in futuro e scegliere se questa tipologia di servizi deve essere erogata in queste modalità ovvero non possa essere fatta oggetto di un inserimento in quella rete ospedaliera, per esempio, dando nuova linfa, dando nuova energia a quegli ospedali periferici che, per esempio, sui servizi riabilitativi potrebbero svolgere un ruolo importante. Questo è un tema da collocare in una cornice un po' più ampia che non sia solo la gestione del contingente, per il contingente esistono tribunali ed esistono dirigenti sui quali grava una responsabilità. L'unica cosa che noi possiamo fare è prendere la scusa del contingente, prendere la scusa della drammaticità di questo momento, auspicarci una pronta soluzione, ma tracciare i limiti di un'azione futura.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Chiedo a me stesso, prima di tutto, se questo dibattito sia stato produttivo, indubbiamente utile, ma di produttivo ritengo non abbia avuto assolutamente nulla, se per produttivo intendiamo quali proposte vengono messe in campo per dare soluzione ad un problema. Perché tanti bei discorsi, tanta oratoria, in qualche caso anche, consentitemelo, intrisa di una retorica la più becera possibile, affastellando situazioni che non c'entrano assolutamente nulla, tutto perché bisogna dare la dimostrazione che il problema lo abbiamo portato all'attenzione del Consiglio e anche se, come ritengo, tutto si risolve con un nulla di fatto, però qualcosa l'abbiamo fatta, quantomeno per salvaguardare la nostra coscienza. Allora, vedete, io prima che puntare il dito sull'Assessore, il quale stasera ha fatto il suo dovere, io glielo riconosco, lei è venuto, ha dato dei dati, ma quello che davvero non condivido - questo sì che è sintomo di una autoreferenzialità della politica perniciosa - è questo parlarsi addosso da parte di chi invece stasera avrebbe dovuto quantomeno individuare qualche proposta utile quantomeno per far sì che chi stasera è venuto qui se ne potesse tornare a casa con l'assicurazione che la politica qualcosa l'ha fatta a iniziare dall'azienda, ai lavoratori, a tutti coloro poi e qui non è stato minimamente neanche sfiorato l'argomento di quello che fa la fondazione e l'AIAS perché ci sono soggetti, persone che sono quelle assistite, che sono quelle che fruiscono di un servizio perché vedete io non ho da assumere difese d'ufficio di nessuno, però non riconoscere l'attività meritoria della fondazione Randazzo e dell'AIAS per il lavoro che hanno fatto sostituendosi al pubblico che è assente che su quel versante non ha mai assunto iniziative e non per responsabilità né di questa Giunta né delle precedenti Giunte ma perché è un problema che è sempre stato così nel nostro ordinamento regionale, oggi c'è il tentativo e allora ditelo chiaramente se è vero come pare da alcuni atteggiamenti che sia più un cercare di regolare i conti con la fondazione, con una famiglia perché forse c'è qualche amico che bussa forte alla porta perché vuole accaparrarsi una quota di questo mercato! È così la cosa? E allora ditelo se è questo! Ho sentito di commissariamenti, ho sentito di integrazioni, di che cosa stiamo parlando? Ma l'avete vissuta la realtà? Andate a vedere quei centri, andate a visitarli, andate a vedere chi c'è, chi usufruisce di quei servizi e allora io penso che se forse qualcuno conoscesse la realtà forse oggi avrebbe moderato di molto i toni e forse si sarebbe posto anche senza pregiudizio di fronte ad un problema che sta a cuore a tutti. Quando i colleghi del centrosinistra dicono a fine dibattito torniamo in Commissione, beh allora ci state dando ragione di una impostazione sbagliata perché questo dibattito è servito solo, compreso chi vi parla, a parlarci addosso, a sentirci parlare noi stessi perché i problemi si risolvono se si vogliono risolvere nelle sedi proprie dove conti alla mano e su questo Assessore ecco perché io non voglio contrappormi ai dati che lei ha dato, ma io avrei voluto un tavolo dove lei, il suo direttore generale, l'azienda, i sindacati, i rappresentanti dei lavoratori con il supporto che la politica può dare nella Commissione competente, potesse confutare alcuni dati. Io ho un dato che è di 43.347.104,67 che è il totale complessivo dei crediti, poi se questo dato è errato, se questo dato è sbagliato, lei mi parla di 12 milioni di contenzioso, d'accordo, ma il dato rilevante è questo e allora ecco perché andava istruita la questione e trovate le soluzioni. Perché si trovano le soluzioni per pagare 80 milioni perché la Regione ha perso la causa, si trovano le soluzioni per le transazioni come avete previsto nella finanziaria e sono sempre soldi pubblici e qui la soluzione è solo la chiacchiera. No, non è possibile, non stiamo facendo un buon lavoro né per i lavoratori né per l'azienda né per la prospettiva che può e deve avere questa azienda…

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Cerchiamo di finire con un clima costruttivo pensando ai lavoratori principalmente e quindi l'impegno come l'ho garantito in precedenza è quello di far tutto quello che è consentito dal diritto positivo, io lo faccio da buon padre di famiglia però esiste il diritto positivo che bisogna rispettare. Se il problema era facile da risolvere al marzo 2014 mi chiedo perché non è stato risolto se era così semplice, a marzo 2014 io non c'ero, quindi possiamo stare a discutere, allora do la massima disponibilità per convocare rapidamente una commissione, non spetta a me, aderisco e verrò con i tecnici e con i legali in modo che ci si chiarisca perché altrimenti si rimane… Però un punto mi preme sottolinearlo perché non si può usare la memoria in maniera selettiva, capisco che è un fenomeno psicologico normale però io non c'ero il 6 settembre 2011, non ho fatto io lo schema tipo di contratto per l'acquisizione di prestazioni di assistenza riabilitativa globale e sociosanitaria, articolo 13 superamento del tetto di spesa. Anzi andiamo dal primo, dice: "La struttura si impegna a non superare il tetto netto di spesa contrattato oltre il quale si applicherà la decurtazione tariffaria di cui all'articolo 13" onorevole Satta.

Se ci sono due parti contraenti può darsi che ci sia il dubbio però non l'ho scritto io e si dice che la stessa società non AIAS, chiunque ha un rapporto contrattuale deve rispettare e non deve superare il tetto, quindi non l'ho fatto io. Allora di fronte a questi dati qui ci può essere un contenzioso. Articolo 14, metodologia dei sistemi di controllo. "L'azienda procederà all'effettuazione dei seguenti controlli e verifiche, verifiche di tipo amministrativo sulla regolarità". Però massima apertura nei confronti dei lavoratori, quello che a me fa specie è che io continuo a dire che noi i soldi li abbiamo dati perché non sono cifre inventate, poco, molto lo vediamo rispetto ai tetti contrattati perché anche questo è bene che emerga e capiamo se c'era la possibilità di dare una parte dei soldi ai lavoratori. Questo deve essere il punto chiaro, se avevi questo rapporto contrattuale e avevi un'organizzazione per dare queste prestazioni contrattuali poi casomai anche per benevolenza e rispetto a un bisogno inevaso hai assunto un ruolo proviamo a ragionarci. Io penso che non si possa arrivare come sento dire che sono sette mesi di non pagamento di arretrato, allora massima disponibilità però cerchiamo di riportare le cose nella chiarezza informativa perché non stiamo cercando di danneggiare i lavoratori né di danneggiare la fondazione Randazzo o l'AIAS non c'è nessuna volontà di questo tipo qui perché se avessi voluto cavalcare situazioni mediatiche in altri momenti l'avrei fatto, penso di aver avuto un atteggiamento molto serio e rispettoso anche dell'attività imprenditoriale però riportiamo le cose alla giusta memoria.

PRESIDENTE. Ha domandato di replicare il consigliere Pietro Cocco.

COCCO PIETRO (PD). Oggi abbiamo discusso di AIAS, abbiamo discusso dei lavoratori dell'AIAS, lo abbiamo fatto in quest'Aula e non in Commissione. Per qualcuno è stato un problema tanto è vero che siamo rimasti un'ora e mezza a discutere questo sì di questioni perniciose come dice il collega, di questioni di lana caprina, di perditempo che ci hanno trascinato questo sì in tecnicismi del perché la mozione sì e la mozione no, perché la Commissione sì e la Commissione no. Io credo che il dibattito era necessario portarlo in quest'aula perché era necessario fare una discussione pubblica sotto gli occhi di tutti e lo facciamo alla luce del sole perché non c'è nulla da nascondere, abbiamo cercato di fare una discussione serena senza nascondere nulla da cui è emerso che questa amministrazione regionale in questi tre anni dal 2015-2016 ha pagato per tre anni 119 milioni di euro ovvero 40 milioni di euro per anno per cui non ci sono arretrati che devono essere pagati, questi sono stati dati forniti dall'Assessore, che c'è un contenzioso in atto lo sapevamo già, è l'ammontare da definire, 44-41 milioni poi ridotti a 12 milioni e 377 che è la cifra sulla quale stiamo discutendo per vedere se si riesce a trovare soluzione per intervenire rapidamente e pagare i lavoratori. È stata una discussione utile? Dagli interventi di alcuni colleghi sembrerebbe di no, dice: "I lavoratori hanno fatto centinaia di chilometri per venire in quest'aula e sentire una discussione che però non approda a nulla." Io credo che approderà a qualcosa perché noi faremo delle proposte che magari avrebbero potuto essere fatte molti anni fa da assessori della sanità e da presidenti della regione che hanno amministrato precedentemente, tutti nessuno escluso, negli anni passati. Magari riusciremmo a risolvere questo problema e lo vogliamo fare con l'AIAS della quale azienda non abbiamo detto nulla, non ci sono interessi nascosti da parte di nessuno per cui se l'onorevole Pittalis di cui parla conosce nomi e cognomi di persone che ritengono che l'AIAS debba essere chiusa per essere trasferita ad altre aziende che neanche provengono dalla Sardegna come ha detto Satta, è bene che lo dicano perché noi non lo sappiamo e lo vorremmo sapere e quindi gli chiediamo che ci dica le cose che sapete e noi non sappiamo, noi vogliamo fare gli interessi dei lavoratori, faremo delle proposte, riscriveremo un ordine del giorno che sottoporremo al voto dell'Aula, lo faremo stasera, non in Commissione domani e dopodomani o dopodomani ancora, perché si lavora a Buddusò e si lavora anche nel Sulcis, si lavora molto nel Sulcis, forse più che a Buddusò, si lavora dappertutto, questo è l'impegno che noi abbiamo ce l'abbiamo scritto nel sangue nella storia della nostra gente che ha fatto lavori e difendiamo per forza le nostre ragioni fino in fondo, chiediamo che sia di esempio per tutti, lo riteniamo importante, lo vogliamo fare anche adesso nei confronti di tutti i lavoratori, non solo quelli del Sulcis, di tutti i lavoratori: dei 1250 dell'AIAS, lo vogliamo fare tutti, e della Fondazione Randazzo. Ci sono responsabilità oggettive, per cui poniamo delle condizioni innanzitutto, che prima di trattare ogni cosa, nelle proposte che faremo chiediamo all'azienda di reintegrare al lavoro i lavoratori cacciati dall'azienda, i lavoratori che sono stati licenziati, perché questo naturalmente è un vulnus che deve essere sanato, deve essere chiuso perché ci sono questioni che attengono i tribunali, è vero, questo non è un tribunale questo è un luogo, è una sede politica di discussione, però vogliamo essere liberi come abbiamo cercato di fare nella discussione, liberi dall'inizio e ancora adesso la vogliamo fare liberamente, e le proposte che faremo, che cercheremo di far fare a questa aula, cercheremo di farle votare tutte assieme, compreso il voto dell'opposizione che ci ha rallentato per un'ora e mezza in questioni certamente tecniche ma di dubbio gusto per le cose che dobbiamo discutere ma la domanda è questa: aveva un senso o non aveva un senso discutere in quest'aula o in una "seduta stanza"come dice Dedoni, non in una segreta stanza voleva dire, gli è scappata questa cosa. No, noi vogliamo discutere in quest'Aula, io parlo per quanto mi riguarda, noi abbiamo detto che discuteremo qua e poi andiamo anche in Commissione per affinare le cose ma la proposta la facciamo adesso perché la soluzione deve essere data immediatamente e noi abbiamo delle proposte che non abbiamo sentito da parte vostra che volevate rallentare le cose. Allora Presidente, Assessore, io credo che sia necessario sollecitare l'AIAS ad effettuare una certificazione dei propri bilanci allo scopo di accertare l'effettiva consistenza dei crediti vantati nei confronti dell'unità sanitarie locali vecchie, delle ASL, vecchie, e ora dell'ATS. Due, a prevedere che nei contratti stipulati tra dall'ATS con gli erogatori privati vi siano esplicite clausole di salvaguardia delle retribuzioni dei lavoratori che se disattese potranno essere sanzionate anche con la revoca dell'accreditamento. Tre, da adottare un (…) di indirizzo in base al quale il pagamento delle retribuzioni pregresse avvenga tramite un ricorso alla procedura di quell'articolo 1667 del codice civile ed evitare che le retribuzioni vengano pagate per metà stipendio ogni mese cercando di eludere questa possibilità di utilizzo da parte dei lavoratori della clausola contrattuale che preveda la possibilità per le retribuzioni vengano pagate. Il contenzioso in essere là dove possibile venga risolto in via transattiva, stiamo parlando di 12.377.000, se noi abbiamo la possibilità di erogare questi denari con la formula gli avvocati della Regione e gli avvocati dell'azienda possano mettere in piedi. Noi dobbiamo essere in grado di trasferire questi denari immediatamente e devono servire per pagare le retribuzioni e questo può essere fatto immediatamente, da domani mattina gli avvocati hanno il dovere di mettersi a discutere delle cose. Quattro, ad avviare una ricognizione degli operatori privati potenzialmente interessati a svolgere questi servizi sanitari sociosanitari in grado di superare il monopolio in atto e questo lo diciamo perché questa è la regola che deve valere da qui in avanti, perché riteniamo che questo tipo di sistema non abbia prodotto buoni risultati, nonostante le cose buone dell'azienda di cui si è detto e che condivido e che non contesto e che non dico ma sto agli atti, ci sono problemi seri dei lavoratori che devono essere retribuiti noi facciamo delle proposte che possono dare soluzioni e chiediamo che la Giunta si impegni in questo e io mi sento di dire ancora una volta che il nostro assessore ha fatto quello che c'era da fare in questi anni, quello che non hanno fatto gli altri assessori.

PRESIDENTE. Chiedo se si vuole formalizzare un ordine del giorno.

COCCO PIETRO (PD). Chiedo di formalizzare un ordine del giorno e chiedo cinque minuti di sospensione.

PRESIDENTE. La seduta è sospesa.

(La seduta, sospesa alle ore 20 e 13, viene ripresa alle ore 20 e 37.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori dell'Aula, sono stati presentati gli ordini del giorno numero 1 e 2, che sono assolutamente integrativi quindi l'approvazione di uno non fa decadere l'altro, l'impianto è semplicemente un pochino diverso.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'ordine del giorno numero 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'ordine del giorno numero 2.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio non approva).

La seduta è tolta, il Consiglio è convocato a domicilio.

La seduta è tolta alle ore 20 e 39.