Seduta n.222 del 16/03/2017 

CCXXII Seduta

Giovedì 16 marzo 2017

(ANTIMERIDIANA)

Presidenza del Vicepresidente Eugenio LAI

La seduta è aperta alle ore 10 e 38.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta del 22 febbraio 2017 (217), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Ugo Cappellacci, Giampietro Comandini, Giuseppe Meloni, Antonello Peru, Rossella Pinna e Edoardo Tocco hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 16 marzo 2017. Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Annunzio di presentazione di proposta di legge

PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la proposta di legge numero 404.

Continuazione della discussione generale congiunta del "Documento di economia e finanza regionale 2017 (DEFR)". (18/XV/A) e dei disegni di legge: "Legge di stabilità 2017". (393/S/A) e "Bilancio di previsione triennale 2017-2019" (394/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione generale congiunta del Doc. n. 18/XV/A e dei disegni di legge 393 e 394.

Ricordo che i consiglieri che intendono prendere la parola devono iscriversi non oltre la conclusione del primo intervento.

È iscritto a parlare il consigliere Stefano Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (FI). Non posso non iniziare questa riflessione da una breve analisi e richiamo al quadro politico all'interno del quale interviene questo documento finanziario. Registriamo quotidianamente un disagio che va aumentando in proiezione geometrica e una distanza dalla politica che si trasforma in sfiducia e, in molti casi, in comportamenti che vanno anche molto al di là dell'ordine e della sicurezza. Viviamo una vicenda in cui oramai la questione della povertà entra in una quantità infinita di famiglie sarde. Persino, il poco lavoro che prima era in grado di porre una distanza tra la famiglia e la povertà non sembra più in grado di tirar fuori le famiglie, le persone da questa situazione. La povertà è e dovrebbe essere al centro del nostro dibattito e la nostra riflessione si dovrebbe orientare sul perché la vita, nella nostra comunità, raggiunga dei livelli di difficoltà che neppure poter accedere a un posto di lavoro è in grado di limitarla. Questo tema, questa riduzione tra la distanza della politica e i problemi della gente mi sembra il primo elemento che manca, in maniera vistosa, al documento di questa Giunta e di questa maggioranza che altro non fa che richiamare lo spostamento di risorse dalle estreme povertà al così detto reddito di cittadinanza o reddito di comunità come unico elemento e come unica bandiera che serva ad affrontare queste problematiche. In questo quadro politico il dibattito, da parte della Giunta, da parte della maggioranza sembra più orientato a questioni di equilibri politici, a questioni di riassetti interni nell'ambito del centro-sinistra, piuttosto che alla stretta e necessaria analisi delle problematiche da affrontare; non sembra neppure che venga colta, da parte della Giunta e da parte della maggioranza, la disponibilità che viene dalle opposizioni nell'entrare nel merito delle questioni; non sembra venga colta la disponibilità a fare fronte comune davanti a questo disastro economico che sta attanagliando la Sardegna. Viceversa, qualunque appunto, qualunque suggerimento, crea un atteggiamento difensivo da parte della Giunta regionale e lo stanco evocare precedenti esperienze. Dopo tre anni, al terzo esercizio finanziario presentato da questa Giunta, è assurdo che ancora si evochi l'amministrazione che ha preceduto questa qua. Io, cari colleghi, vi devo prima di tutto fare un richiamo alla responsabilità, responsabilità che per ora vedo pesantemente assente dal dibattito. Anche nel momento in cui sarebbe stato lecito attendersi da parte del presidente Pigliaru, da parte dell'Assessore Paci, una valutazione perlomeno critica nei confronti delle iniziative che si sono prese in materia di finanze e bilancio all'inizio di questa legislatura. Non si percepisce un miglioramento in nessuno degli indicatori economici e neppure negli indicatori di bilancio dopo che sono state intraprese delle strade difficili e dolorose, come avete detto tante volte, sia nel rapporto con lo Stato, sia nella gestione del bilancio. Io mi domando se, dopo che ormai è evidente che nessuna delle vostre ricette ad oggi ha prodotto un unico risultato, non sia il caso di rivedere in chiave critica le decisioni che avete preso, e invece, pur di arroccarvi nelle vostre posizioni, continuate ad invocare il passato, continuate ad invocare precedenti gestioni. Noi vi invitiamo a guardare al futuro, un futuro che necessariamente ci comprende tutti; non esiste una comparazione tra voi e chi vi ha preceduto, esiste una comparazione tra la Sardegna e la società che avete trovato e la Sardegna e la società che c'è oggi, tra l'economia che avete trovato e l'economia che c'è oggi.

L'associazione degli industriali del settore edile - tanto per non usare degli acronimi che poi magari possono non essere capiti, e vorrei ci capissero fuori da questa Assemblea - denuncia una perdita di 10 mila addetti nel settore dell'edilizia. In tutta Italia viene proclamato il fallimento delle azioni in materia di politica del lavoro del Governo Renzi, che altro non sono che quelle che voi avete ricalcato qui in Sardegna, voi invece ostinatamente continuare a sostenere che gli indicatori del mercato del lavoro sono positivi, mi sembrate gli ultimi giapponesi nelle isole del Pacifico che non sanno che il tema dell'occupazione e delle azioni contenute nel Jobs act è un tema messo da parte, perché sono state bocciate! E voi ostinatamente continuate a difenderle.

I pochissimi indicatori positivi in materia di qualità contrattuale, cioè la trasformazione dei contratti a termine in contratti a tempo indeterminato, è un tema che è stato abbandonato dal dibattito pubblico, ed è solamente il frutto della decontribuzione, e noi vi abbiamo ammonito per tempo: non sommate le poche risorse del nostro bilancio a queste politiche chiaramente sbagliate, perché non fate altro che accentuare l'effetto negativo. Puntualmente è ostinatamente avete proseguito nel percorrere la strada sbagliata.

Allora, se dopo due esercizi completi, se alla presentazione del terzo esercizio non si notano differenze apprezzabili nella strategia, se non si può constatare un miglioramento effettivo delle condizioni generali della nostra comunità, io vi devo rivolgere una domanda semplicissima, come se la Giunta fosse tutta quanta seduta qui in Consiglio ad ascoltare questo dibattito: cosa ci fate ancora lì? Cosa vi spinge a rimanere così ostinatamente ancorati a quella poltrona, quando avete potuto constatare la totale inefficacia della vostra idea? Cosa vi induce a pensare di essere così indispensabili, quando non esiste un punto della nostra vicenda economica, sociale, industriale che induca a pensare che avete compiuto una politica efficace?

Il sistema degli enti locali è completamente disastrato da una riforma scellerata. Non avete portato in Aula una legge che non sia stata presentata meno che epocale, qualunque tema abbiate affrontato avete detto "lo stiamo affrontando in maniera strutturale e stiamo apportando delle modifiche di cui ci ringrazieranno le prossime generazioni", le prossime generazioni saranno in grado di apprezzare qualcosa anche in relazione a quanto noi sapremo conservare e non depauperare, come viceversa state facendo voi, perché il disastro economico cui state consegnando la Sardegna, soltanto dopo metà della vostra esperienza, lascia temere una condizione ulteriormente drammatica per un completamento del vostro mandato.

Non ci può essere da parte nostra se non un incitamento a prendere atto di questo, perché se non saprete, come non saprete, dimostrare di essere in grado attraverso questo esercizio di cambiare qualche cosa, significa che la vostra inadeguatezza la state irresponsabilmente proiettando negli esercizi e nella vita delle persone per i prossimi anni.

Trovate perlomeno nei nostri suggerimenti, trovate perlomeno nella nostra disponibilità la forza di rivedere alcune posizioni, perché è rivedendo le posizioni che si cambiano le politiche.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Oscar Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (FI). Ripeto anch'io una sorta di cantilena che però è il riportare la realtà dei fatti. Siamo al terzo esercizio di questa Giunta regionale e ancora una volta siamo in ritardo, ancora una volta abbiamo tre mesi di esercizio provvisorio e oggi siamo qui per iniziare la sessione di bilancio e quindi l'approvazione della nuova legge finanziaria per il 2017. Il ritardo è un ritardo che non paga certamente il Consiglio regionale, non paghiamo certamente noi che siamo seduti qui ma paga direttamente tutta la Sardegna, pagano quelle fasce più deboli, pagano le famiglie, pagano le imprese che attendono costantemente risposte dalla Regione e attendono costantemente una novità in una gestione politica del governo di centrosinistra che a oggi non è ancora arrivata.

Con voi le imprese, le famiglie, chiunque ha conosciuto il periodo più buio della storia della Regione Sardegna. Siamo terribilmente in ritardo, siamo in ritardo su tutto e addirittura arretriamo come posizione regionale rispetto alle altre regioni in tutta Europa; gli indicatori sono chiarissimi e ci danno dei dati che sono veramente devastanti e in qualche modo anche molto demoralizzanti: la disoccupazione in Sardegna è al 56,4 per cento, siamo una delle tre regioni con il più alto tasso di disoccupazione giovanile dai 15 ai 24 anni. Arretriamo praticamente su tutto, arretriamo sul mondo del lavoro, arretriamo sulle infrastrutture, la dimostrazione è che in tre anni l'Assessorato dei lavori pubblici non ha dato praticamente nessun tipo di risposta, se non risposte legate solo da alcuni settori che probabilmente interessavano, ma nel sistema della gestione regionale non c'è nessun tipo di risposta, ancora stiamo aspettando la soluzione di quel famoso mutuo che doveva risolvere i problemi delle infrastrutture di tutta la Sardegna e quindi far risollevare nuovamente il mondo del lavoro e l'attività imprenditoriale in Sardegna. Arretriamo quindi, come già detto, per quanto riguarda la posizione delle imprese e arretriamo nel mondo dell'innovazione.

Mi piace sottolineare ed individuare - lo ha già fatto la collega che ha presentato la relazione di minoranza - la questione legata proprio alla posizione della nostra isola nei confronti del resto d'Europa: siamo scesi, siamo crollati al fondo della classifica e l'Isola è al 228° posto rispetto alle 263 regioni, e io dico che alcuni dati devono preoccupare, alcuni dati anche a coloro che adesso sono distratti e non seguono questo dibattito dovrebbero realmente preoccupare, dovrebbero preoccupare proprio perché siamo in fondo alla classifica. Per il PIL pro capite siamo 188° posto; per l'istruzione e l'informazione siamo al 253° posto, le istituzioni al 234 esimo posto, le infrastrutture al 225 esimo posto, il lavoro al 235 esimo posto, l'innovazione al 236 esimo posto. Cosa significa, significa che la politica, la scelta, le strategie attuate dalla Giunta Pigliaru non hanno portato altro che al disastro totale nella gestione della nostra Isola e della nostra Sardegna. Ha portato a ritornare indietro, a scendere in fondo alla classifica perché non ha dato nessun tipo di risposta e le risposte le possiamo vedere quotidianamente con le proteste del mondo imprenditoriale esterno. Io ad esempio porto quella dell'agricoltura, e naturalmente quella dell'allevamento, la necessità dopo tre anni di far decollare il nuovo piano di sviluppo rurale. Si è partiti con una grande voglia di dimostrare che tutto quello ch'era stato fatto nel passato era un disastro e in tre anni non avete fatto altro che invece dimostrare che il disastro siete per voi, un piano di sviluppo rurale che non va avanti, un piano di sviluppo rurale che si è trovato davanti Assessori totalmente incompetenti, periodi di vacatio e quindi di non copertura di Assessori con chi non aveva nessun tipo di competenza nel mondo dell'agricoltura e quindi dell'allevamento, parlo chiaramente del presidente Pigliaru e dell'assessore Paci, che ha dato e cercato dare di dare molto ma non è certamente quella la sua competenza e il suo mondo, e oggi abbiamo un nuovo Assessore che spero che impari in fretta e che recuperi tre anni di gap che hanno messo in ginocchio totalmente il sistema dell'allevamento imprenditoriale e dell'agricoltura in Sardegna. Questa finanziaria per l'ennesima volta, lo si racconta tutti gli anni, tutte le volte che entriamo in sessione di bilancio, diciamo sempre la stessa cosa è una mera lista della spesa, è una finanziaria che va solo ed esclusivamente a soddisfare le richieste a tratti che possono essere definite inopportune e fastidiose che sono legate solo ed esclusivamente a necessità di questa maggioranza, a necessità che non sono legate invece ai reali problemi della Sardegna e anche qui ogni volta che abbiamo fatto qualche proposta avete sempre declinato o perlomeno non avete mai ascoltato i suggerimenti che arrivavano dalla minoranza, vedi la questione delle entrate, vedi la questione dell'urbanistica, abbiamo discusso infinitamente sul problema del famoso piano casa, dove però in realtà non c'avete ascoltato e la dimostrazione oggi che quella legge non ha effetti sul mondo imprenditoriale, quindi sull'edilizia in senso generale sarda.

Poi non dimentichiamo il problema della riforma delle province, il disastro dei disastri, province che sono ingessate, province che non hanno disponibilità finanziarie, province che non sanno come reggere un sistema che in realtà non è mai stato cancellato. Io lo metto per ultimo e lo cito per ultimo ma in realtà non è certamente, anzi lo cito per penultimo, ma in realtà non è uno degli ultimi come problema quello dei trasporti anche qui siamo partiti con grande enfasi come se aveste risolto il problema dei trasporti in Sardegna, tutti sanno quanto è difficile uscire oggi sia con il sistema navale che con quello degli aerei, uscire dalla Sardegna e riuscire in qualche modo a soddisfare le esigenze dei sardi. Siamo praticamente incatenati, siamo chiusi dentro il perimetro sardo senza avere la libertà di poter raggiungere il resto dell'Italia e il resto d'Europa quando e come vogliamo.

Ultima ma credo che sia il male oramai cronico di questa Regione è legato al mondo della sanità. Anche qui siete partiti con grandi proposte, con grandi idee, la volontà e la voglia di trovare i tagli e di individuare sistemi di risparmio nel mondo della sanità, non avete fatto altro che creare un'altra ASL regionale che subordina le altre ASL, quindi ne avete semplicemente aggiunto una e non ha dato e non sta dando nessun tipo di risultato e nessun tipo di risposte per quanto riguarda il risparmio della spesa pubblica, ma soprattutto per quanto riguarda la parte legata a chi della sanità ne deve usufruire e cioè i cittadini sardi.

Chiudo con una considerazione che ha fatto, e mi piace citarla testualmente, la mia collega Alessandra Zedda in sede di apertura del dibattito, comunque vorrei fare una proposta invece di portare qui 270 milioni in una volta sola portatene pochi per volta, così potrete fare più cerimonie e la gente sarà di poco entusiasta ed eviterà di venire quotidianamente a rappresentarvi sofferenza, malessere, dolore e suppliche di aiuto.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Alfonso Marras. Ne ha facoltà.

MARRAS ALFONSO (UDC Sardegna). Presidente, onorevoli colleghi anche quest'anno la legge finanziaria e il bilancio vengono portati all'approvazione dell'Aula con notevole ritardo. La relazione di accompagnamento predisposta dalla Giunta rappresenta una situazione caratterizzata da innumerevoli segnali di ripresa, non si fa cenno però alla lunga e pesante lista delle incompiute che hanno e che continuano creare danni dello sviluppo in senso più generale. Si è dimenticato di fare un'analisi di tutte le azioni non portate a termine ma più spesso nemmeno iniziate che avrebbero potuto dare un impulso reale allo sviluppo dell'Isola. Non si fa cenno ad esempio al fatto che in Sardegna almeno 30.000 persone sopravvivono grazie agli ammortizzatori sociali e tantissimi altri fanno fronte ai bisogni primari con il ricorso agli aiuti provenienti dai centri di assistenza quali la Caritas senza dimenticare che il tasso di disoccupazione raggiunge in Sardegna circa il 56 per cento. Si parla della stagione da record per il turismo senza analizzare per esempio la grave crisi che ha colpito settore turistico del Nord ovest della Sardegna nel crollo dei turisti in ingresso a causa del pesante ridimensionamento dei voli low cost in arrivo ad Alghero che consentivano agli imprenditori del settore turistico di poter lavorare non solo nell'alta stagione anche nei periodi di spalla riguardante quindi non solo il nord Sardegna ma in generale tutta l'isola. Sempre nella relazione della Giunta si evidenzia che la crescita sostenibile di lungo periodo debba sostenersi attraverso gli investimenti di aziende competitive ed efficienti che dovrebbero creare ricchezza e posti di lavoro ma non si fa cenno al fatto che la nostra Regione è pur sempre un'isola con tutti gli svantaggi che ne derivano in termini di costi, di limitazione dei trasporti, assenza di infrastrutture, carenza di opportunità commerciali ed elevati costi dell'energia che certamente non incentivano l'arrivo di investimenti dall'esterno.

Si sono iscritti al bilancio somme pari a 1.316.000.000 di entrate che però sono legate ancora alla vertenza delle entrate, che sono le uniche che realmente potrebbero dare impulso all'economia dell'Isola e che invece sono messe fortemente a rischio dell'esito della stessa vertenza Stato-Regione. Regione che a questo proposito ha avuto con lo Stato un atteggiamento non di rivendicazione ma quasi di sottomissione firmando un accordo che ci preclude la possibilità di ricorrere contro lo Stato, senza poi dimenticare i vari ricorsi così come sono stati ritirati in sede di Corte costituzionale, ad esempio.

Con riferimento alla sanità tante considerazioni potrebbero essere fatte seppur si vuole condividere l'esigenza di una riorganizzazione della rete ospedaliera dell'intero sistema sanitario isolano volto alla razionalizzazione e all'efficientamento dello stesso. Pare evidente invece che si sia dato avvio ad una lottizzazione modello non sostenibile che ha solo messo in grave difficoltà l'intero sistema con effetti particolarmente nefasti in particolare delle zone interne e delle zone decentrate. Ci si è rivolti alla professionalità di un manager altamente qualificato per sentirsi dire che i fondi a disposizione non sono sufficienti, che sono necessari, questa è notizia di questi ultimi giorni, ulteriori 100 milioni di euro e che la pesante azione del blocco del turn-over che ha caratterizzato il sistema sanitario negli ultimi tre anni è servita solo ad aumentare le liste d'attesa e mettere in difficoltà le aziende sanitarie e tutti gli operatori nonché i cittadini stessi dell'isola. Non vi è traccia di tutta una serie di interventi che potrebbero essere attuati per la tutela, lo sviluppo e la fruibilità dell'ambiente, anche nel senso dell'accoglienza turistica, senza dimenticare gli assetti idrogeologici che sono molto importanti soprattutto in alcune zone dell'isola, e che, nonostante gli interventi attuati, destano ancora preoccupazione nelle popolazioni. Neanche, quindi, dalla lettura del bilancio e della finanziaria di quest'anno si rilevano voci che facciano presagire un intervento reale della Regione per rilanciare l'economia e lo sviluppo, ma pare ancora una volta che sia un semplice elenco di voci che copriranno a malapena i costi della gestione ordinaria.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Fa una certa impressione, debbo dire, intervenire nella discussione sulla finanziaria in un'aula poco poco guarnita e molto molto distratta, evidentemente questo è lo specchio dei tempi. Ma questa finanziaria è invece lo specchio dell'agire della Giunta dei professori, agire e azione di governo che è fatta soprattutto di annunci, ammiccamenti. Ormai il trend, la tendenza di questo Governo regionale è verso una comunicazione e una propaganda sfrenate, a cui fa da contraltare invece una scarsa, scarsissima attenzione verso azioni politiche concrete, verso azioni politiche mirate alla crescita dell'economia, al sostegno delle imprese, al sostegno delle famiglie, e penso che siano significativi di questo percorso che ha intrapreso dall'inizio della legislatura per la verità questa Giunta innanzitutto il bilancio di metà mandato, 2014-2016, un opuscoletto pattinato molto interessante che contiene cinquantatre pagine di propaganda, cinquantatre pagine di propaganda, cinquantatre pagine di cose non fatte, le quali per la maggior parte vengono contrabbandate come fatte.

Ancora, altro indice di questo modus operandi è ovviamente, e non potrebbe non esserlo, la relazione della Giunta regionale, la relazione della Giunta regionale al disegno di legge di stabilità. Le linee strategiche: la Sardegna sta mostrando segnali di ripresa. Ma quali segnali di ripresa! Totò direbbe: "Ma ci faccia il piacere, assessore Paci". Ma quali segnali di ripresa! In Sardegna i fallimenti sono aumentati del 26 per cento lo scorso anno, ma quali segnali di ripresa! Mentre invece questi trend sono in controtendenza sia in continente che nel Mezzogiorno d'Italia, ma quali segnali di ripresa. Nell'edilizia l'anno scorso hanno chiuso in Sardegna 297 aziende, e abbiamo perso 6.500 posti di lavoro sempre nell'edilizia, e si parla di segnali di ripresa.

Ancora, sempre nella relazione, si parla delle famiglie in condizioni di povertà, e ci si dimentica che abbiamo approvato una legge sull'inclusione sociale che è inattuata. Ci sono 30 milioni di euro che non sono stati spesi in relazione allo scorso anno, al 2016, secondo i comuni la responsabilità è vostra, secondo i comuni la responsabilità è vostra, 30 milioni di euro che potrebbero dare sollievo a migliaia di famiglie sarde.

Ancora, sempre nella relazione, dite che è necessario compiere delle scelte, condividere le priorità. Ma quali sono queste priorità, e qual è il metodo della condivisione? Le volete condividere con noi, le volete condividere con la Sardegna? Dove, come e quando? Se le volete condividere con noi, noi ci stiamo, ci siamo, perché proporremo tanti emendamenti in relazione ai quali ci aspettiamo una condivisione, non totale ma quanto meno parziale, ma sappiamo bene come andrà a finire.

Ancora, parlate del fatto che in Sardegna non vengono aumentate le tasse nonostante il disavanzo del comparto sanitario, al contrario di quanto è stato fatto da tutte le regioni. Assessore Paci, si ricorda il tentativo che avete fatto invece, tentativo maldestro, di aumentare le tasse? Si ricorda di quel tentativo maldestro che non è andato a buon fine perché avete scoperto che noi avevamo chiesto al Governo l'impugnazione di quella legge? Nel giro di ventiquattr'ore avete fatto una triste marcia indietro, una rovinosa, una fragorosa marcia indietro, ma voi avete tentato di aumentare le tasse, e questo è innegabile, questo è innegabile. Allora, sarebbe stato meglio tacere su questo punto, e invece no, fate propaganda, fate propaganda, sperando che noi abbiamo la memoria corta, che la Sardegna abbia la memoria corta.

Questo è il quadro nel quale ci troviamo e vi trovate ad operare, e nel frattempo la Regione Sardegna è al palo, è fra le ultime regioni europee in tema di occupazione e sviluppo, nonostante timidi segnali di reazione positiva da parte dell'economia nazionale. Ecco, noi non ci siamo, non abbiamo assolutamente agganciato l'economia, o meglio la locomotiva dell'economia che tenta timidamente di ripartire. In questa finanziaria ci sono delle assenze clamorose in tema di interventi per lenire la piaga della disoccupazione, che è doppia rispetto alla media nazionale, che dir si voglia. Non ci sono interventi per dare una mano a coloro che sono stati espulsi dal mondo del lavoro, dal sistema, c'è una distrazione fortissima verso i giovani. Non si interviene per cercare di bloccare l'abbandono delle zone interne, l'abbandono delle zone interne sarà nei prossimi anni e nei prossimi decenni una delle piaghe della Sardegna, una delle piaghe più pesanti e più difficili da debellare. Noi abbiamo proposto una legge che ancora non è stata calendarizzata, ma questa legge si propone proprio di intervenire con strumenti efficaci affinché questo abbandono delle zone interne abbia uno stop. E la riforma degli enti locali non è riuscita ad intervenire su questo punto, su questo tema, anzi, ha appesantito la parte sud della Sardegna con la città metropolitana, ha strutturato la Sardegna con un piano inclinato, tutto scivola verso la città metropolitana, ed ecco che il nord della Sardegna viene abbandonato, per la verità vi siete inventati una rete metropolitana che non serve neanche a pescare i sarrani, e le zone interne nel frattempo sono completamente dimenticate. Il Governo amico non è ancora riuscito a capire, non siete riusciti a farglielo capire nonostante la propaganda, non è riuscito a capire qual è il peso dell'insularità, qual è il peso che i sardi, le imprese, le famiglie stanno soffrendo, stanno patendo per l'insularità, e la situazione purtroppo tende a peggiorare, tende a peggiorare col peso degli accantonamenti che progrediscono sotto il profilo quantitativo. Occorre battere i pugni sul tavolo del Governo, ma voi non siete in grado, non siete capaci, occorre pretendere maggiori spazi finanziari, ma voi non siete in grado, non siete capaci, lo avete dimostrato purtroppo in questi anni. Nel frattempo la spesa sanitaria continua a correre, con delle retribuzioni peraltro dei manager che sono da record italiano, complimenti all'assessore Arru, è riuscito a battere il record italiano delle retribuzioni dei manager, complimenti all'assessore Arru, che ha anche un altro record, è l'unico Assessore in Italia del quale la maggioranza ha chiesto le dimissioni con un'interrogazione, non si era mai visto. Con un'interrogazione la sua maggioranza gli ha chiesto le dimissioni, evidentemente c'è un problema, l'assessore Arru è un problema, è un problema, perché il buco della sanità magari non è riferibile soltanto all'assessore Arru, però l'assessore Arru ha lasciato briglia sciolta ai manager, ha lasciato briglia sciolta a coloro che hanno moltiplicato i primariati, hanno ridotto le strutture complesse per aumentare le strutture complesse in altre zone laddove era necessario sistemare gli amici degli amici. L'Assessore Arru ha delle grosse responsabilità, non tutte però, non tutte! Proclami! Proclami! Proclami! E per quanto riguarda i trasporti non abbiamo neanche i proclami, purtroppo. L'Isola è sempre più isolata, il low cost non vede assolutamente il varo delle piano di incentivi che attendiamo da tre anni, perché la legge numero 10 del 2010 ha cessato la sua efficacia il 31 dicembre del 2013, solo l'aeroporto di Alghero ha perso circa 360.000 passeggeri, il territorio del Nord-Ovest sta soffrendo oltremodo…

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Fabrizio Anedda. Ne ha facoltà.

ANEDDA FABRIZIO (Gruppo Misto). Nel leggere il documento di economia e finanza regionale 2017 il primo commento che viene in mente è che tutto va bene; si adempie per il presente e si programma per il futuro. Allo stesso modo un'azienda privata presenta in banca un business plan e bilancio aziendale per avere accesso al credito; va tutto bene! E' un cosiddetto bilancio in ordine con prospettiva di sviluppo e con un utile a dimostrazione che l'azienda è sana. L'utile in questo bilancio, al netto delle esigenze …, è di 25 o 30 milioni, non ho capito bene, a disposizione del Consiglio per azioni prioritarie, che vanno dalla ristrutturazione del campanile del paese, al contributo a fondo perduto a causa di politiche dilettantistiche, spero in buona fede, dei trasformatori del latte. E a proposito della vertenza del latte, che ha coinvolto circa 1200 allevatori e le loro cooperative di trasformazione, la soluzione adottata è quella di continuare con i sussidi, che lasciano i pastori senza soldi, con i mangimi e i pascoli da pagare e invita i trasformatori a continuare a sbagliare. Io avrei suggerito il credito di esercizio immediato per i pastori, credito ipotecario sul prodotto per i trasformatori, e un'immediata task force nell'Assessorato all'agricoltura per affrontare la criticità della filiera, oltretutto una delle poche esistenti, che a mio avviso, queste criticità, vanno accreditate alla debolezza imprenditoriale delle categorie degli allevatori, alla inadeguatezza dei dirigenti aziendali nella trasformazione e alla commercializzazione, e per continuare con le filiere ritenute strumento strategico per creare economia e sviluppo, specialmente per combattere lo spopolamento delle zone interne, mi sembra che non ci siano esempi vincenti; lo spopolamento continua, eppure la disoccupazione. Non basta dare terreni ai giovani, operazione sicuramente intelligente e meritoria, però i giovani imprenditori bisogna accompagnarli con la produzione del prodotto e la commercializzazione del prodotto stesso. I fertili terreni della Marmilla e del Sarcidano, coltivati a grano, rendono per ettaro il tanto del premio comunitario, invece qualche ettaro di terreno a serra fa reddito per l'imprenditore e qualche decina di dipendenti. La differenza la fa il prodotto, la sua commercializzazione e la cultura di impresa dell'imprenditore. In un momento in cui il tessuto imprenditoriale è debole, noi dobbiamo impegnarci a rafforzarlo. Lo strumento giusto non è certo quello di finanziare associazioni di categoria senza chiedere contropartita, piuttosto si dovrebbero utilizzare i dipendenti di agenzie ed enti, che impegnano importanti risorse del bilancio regionale senza produrre niente, utilizzarli per questo fattore qui. Leggevo l'altro giorno un trafiletto di un discorso del ministro Delrio sulla crescita del Pil, dove riconosceva al presidente Pigliaru e al suo Governo un esempio positivo per quanto riguarda la crescita del prodotto interno lordo nell'Isola. E noi di prodotto interno lordo dobbiamo parlare; se vogliamo migliorarlo non bastano i mutui per le infrastrutture, anche se sono importanti le infrastrutture senza uno sviluppo aziendale non producono aumento del Pil, casomai accontentano amministratori locali ciechi, che vendono ai loro cittadini la costruzione di qualche progetto come una grande conquista. Si offre qualche lavoro precario da manovale solo in previsione delle prossime elezioni, invece di impegnarsi a creare quel modello di impresa di filiera dell'agroalimentare, dell'artigianato, del turismo e della cultura, volavano che ripetiamo sempre per combattere lo spopolamento e per creare lavoro. … inoltre, anche se non citato dal ministro Delrio, l'interesse di investimenti nell'Isola da parte di multinazionali, vedi … e Amazon, che vedono nella politica regionale un'apertura commerciale di sviluppo importante; questo è da vedere molto positivamente. Anche se da un lato i dati sull'occupazione sono confortanti, dall'altra parte restano sempre i dati Inps, che dicono che la Sardegna è sempre più assistita. Come tre anni fa, giudico la finanziaria ingessata dalle spese programmate nei vari Assessorati e incapace di creare lavoro attivo; enti, agenzie, consorzi industriali, consorzi di bonifica e partecipate varie della Regione, fanno da contenitore di manodopera, provenienti in alcuni casi da fallimenti industriali, e la maggior parte producono solamente debiti. Vedi il Consorzio di bonifica di Oristano, che non richiede nei termini di partecipazione il pagamento dell'acqua, salvo poi chiedere "a babbo morto" quanto dovuto ai consorziati. O la società di gestione dell'aeroporto di Alghero, che accumulava debiti a causa di un esubero di due quinti dei dipendenti. Come se non bastasse continuiamo a portare in pubblico società e fondazioni in perdita, vedi il San Giovanni Battista di Ploaghe, continuando a fungere da ammortizzatori sociali nei fallimenti industriali. E' il momento di utilizzare risorse umane ed economiche per creare lavoro, partendo dalle micro, piccole e medie imprese, e dai piccoli progetti territoriali a misura d'impresa locale, è inutile che facciamo grandi cose, servono i progetti a misura d'impresa locale, con prodotti da commercializzare in tutto il mondo, magari utilizzando Amazon, appunto. La situazione delle imprese, anche nelle più strutturate, è drammatica, con i loro profitti e il loro lavoro coprono le perdite di altre imprese improduttive nel territorio regionale. L'indebitamento delle attività con l'erario è ingente, penso che non basti l'intero ammontare di una manovra finanziaria regionale per sanare i debiti. Interveniamo su queste criticità delle imprese, perché penso che sia la strada giusta per lo sviluppo. E per concludere, lavoro, salute, cultura e ambiente sono i temi che la parte politica che rappresento in Consiglio vuole portare avanti, anche se siamo l'unica forza politica di maggioranza fuori dalla Giunta, lavoreremo affinché questa coalizione porti avanti azioni di sinistra, e che troverà distanti nelle operazioni politiche, spacciate per essere di sinistra, ma che sono solo di potere.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Paolo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA PAOLO (SDP). Ho ascoltato con interesse, come faccio sempre, le relazioni dell'opposizione, e se devo dire la verità mi sarei aspettato di più, mi sarei aspettato una parte più onesta, analiticamente più rigorosa. Esiste un tempo per il consenso, per il guadagno del consenso, ed esiste un tempo per il buon governo, questi due tempi normalmente non coincidono, spesso non coincidono. Quando ho finito l'università, quando avevo 25 anni, quindi un bel po' di anni fa, sono stato a Boston per perfezionare i miei studi, ricordo che ho incontrato una parte di americani, ma moltissimi cinesi, moltissimi indiani, moltissimi sudcoreani, ho incontrato dei cittadini di nazioni che erano in quel periodo povere, ma che hanno investito molto in istruzione, e quelle nazioni che trent'anni fa hanno investito in istruzione, oggi sono delle nazioni che crescono di più nel mondo. Ricordo che nei primi anni 90, la fine degli anni 80, nei primi anni 90 nei primi anni 90 su Repubblica comparivano delle … firmate da Monti, e spaventa che qualcuno poi è stato Presidente del Consiglio, che avvertivano i Governi di Craxi e di Andreotti sulla produzione di un debito pubblico che sarebbe divenuto insostenibile con gli anni, lo dicevano vent'anni fa. Oggi noi paghiamo il debito di chi ha speso nel presente consumando il futuro. È difficile mettere in relazione ciò che è successo vent'anni fa con ciò che sta succedendo adesso, però la realtà è che il mondo funziona così. Ricordo ancora - mi rivolgo alla mia collega Alessandra Zedda che stimo molto - quando il leader del suo partito per produrre consenso in tempi molto brevi ha concesso degli sgravi fiscali abolendo la tassa sui frigoriferi, abolendo la tassa sulla prima casa e tagliando l'istruzione. Noi stiamo pagando oggi quelle politiche di chi ha sacrificato il futuro per produrre un piccolo ed evanescente consenso nel brevissimo termine. Ora davvero l'opposizione crede che la situazione in cui si trova oggi la Sardegna dipende da ciò che ha fatto questa Giunta e questa maggioranza negli ultimi due anni? Davvero lo smembramento di oltre il 50 per cento della struttura industriale che la Sardegna ha patito negli ultimi dieci anni dipende da ciò che ha fatto Pigliaru in questi due anni? Davvero la questione dello spopolamento del tasso di crescita della Sardegna, che è uno dei più bassi del mondo, dipende da ciò che ha fatto Pigliaru in questi due anni e da ciò che stiamo facendo noi? Capisco che i politici hanno l'obbligo di cercare consenso, ma io penso che un buon amministratore deve trovare uno spazio per le buone politiche, sapendo che ciò che fa bene alla nostra terra e ai nostri figli forse non produrrà consenso in questa legislatura, però noi se abbiamo coscienza abbiamo il dovere di guardare anche alle buone politiche. Abbiamo fatto qualcosa in questo senso? Io penso di sì. Abbiamo avuto il coraggio di affrontare delle riforme di sistema che probabilmente avranno bisogno di tempo per produrre i loro effetti, per esempio la riforma della sanità. È facile la riforma della sanità correggerla, fare in modo che sia più efficiente, più vicina ai cittadini? Non è facile per niente e io penso che la riforma che noi abbiamo messo in campo sia una riforma coraggiosa e chi conosce la sanità sa benissimo che esistono una serie di condizioni legate al peso, alla quantità di soldi che vengono spesi, agli addentellati e ai legami che esistono tra interessi pubblici e privati e agli interessi anche di campanile dei territori per cui è difficilissimo riformare la sanità, ma io penso che noi abbiamo messo in campo una riforma coraggiosa che forse avrebbe bisogno di alcuni anni per andare a regime ma abbiamo fatto bene a farlo. L'Aspal, i servizi per il lavoro, la Sardegna è stata la prima Regione in Italia a riformare i servizi per il lavoro secondo un modello europeo. Funziona tutto perfettamente dal primo momento? Non credo. Ci sarà bisogno di un periodo di assestamento anche qui, abbiamo fatto molto bene a farlo. Il REIS, reddito di cittadinanza, la Sardegna ancora è stata la prima Regione ad affrontare una riforma di questo genere e l'Italia sta guardando anche alla Sardegna per riformare i servizi per il lavoro e per riformare i sussidi alle povertà secondo un principio più civile, più etico che è il rapporto tra l'individuo debole e la comunità che lo protegge, è un rapporto di doppio scambio in cui l'individuo viene aiutato se aiuta anche lui la società e che non può essere un sussidio passivo quello che lo aiuta a vivere con dignità e con pienezza.

Esistono delle questioni che dovremo affrontare adesso sicuramente e che avranno dei risultati probabilmente molto lontani nel tempo, alcune sono davvero gravissime, una è la questione demografica. L'Italia è il terzo stato più vecchio al mondo dopo il Giappone e dopo la Germania; la Sardegna è la Regioni d'Italia che ha il coefficiente di natalità più basso in Italia. Questa condizione che si interseca con una questione dell'emigrazione, non il pericolo dell'immigrazione cioè degli extracomunitari che vengono in Sardegna, ma il pericolo vero è quello dei giovani sardi istruiti e che hanno voglia di cambiare le proprie condizioni che vanno all'estero dopo che lo Stato e la Regione hanno speso per la loro formazione; questa è la questione davvero più grave. La questione della povertà che è più o meno simile a quella della povertà del Meridione d'Italia, è la questione di una crescita non fisiologica, patologica che porta la Sardegna ad avere un modello di sviluppo a ciambella in cui i territori delle coste e delle città crescono, ma i territori dell'interno si spopolano in modo gravissimo. Beh, i dati della demografia che sapete bene che è una scienza che vede molto bene distante, molto più delle previsioni economiche o di quelle metereologiche, perché i trentenni fra 25 anni sono quelli che hanno oggi 5 anni, c'è poco da sbagliare, la demografia ci dice in modo inequivocabile che se questo modello non viene corretto adesso tra 25 anni o tra una generazione la Sardegna scomparirà in gran parte, scomparirà, non avrà dei problemi, scomparirà. L'altro problema è quello dell'istruzione, lo stiamo già facendo, ma dobbiamo farlo, secondo me, con un approccio davvero pragmatico, misurando anche i centesimi di variazione e sperando che questi centesimi siano in positivo perché davvero le Nazioni, gli Stati, i popoli che hanno un livello alto di istruzione hanno un'alta aspettativa di benessere, quelli che hanno un altissimo livello di istruzione hanno un'altissima aspettativa di benessere, quelli che hanno un basso livello di istruzione hanno una bassa aspettativa di benessere e noi siamo attualmente tra quei popoli in Europa che hanno un livello di istruzione più basso, troppo basso.

Altra questione che viene affrontata anche dal relatore della finanziaria è la questione del rapporto tra noi e lo Stato: vertenza entrate. Accantonamenti, questione della finanza, ripercussioni sulla nostra possibilità di mettere in campo delle azioni efficaci. Io credo che la vertenza entrate nel senso più ampio del termine non si chiuda mai perché la questione finanziaria è una questione talmente fluida per cui le condizioni economiche ogni anno sono diverse e le leggi finanziarie ogni anno cambiano e io penso che una buona amministrazione ogni anno si debba riconfrontare con il Governo per ridefinire i confini attraverso i quali passa il rapporto finanziario tra noi e lo Stato centrale…

PRESIDENTE. Onorevole Zedda, il tempo a sua disposizione è terminato.

E' iscritto a parlare il consigliere Paolo Truzzu. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Presidente, signor Assessore, onorevoli colleghi, io accolgo l'invito dell'onorevole Paolo Zedda che ha chiesto all'opposizione più coraggio e proprio in nome di questo coraggio inizio l'intervento dicendo che la difficile situazione che vive la nostra Isola, le tante problematiche che noi stiamo affrontando con una esiguità di risorse sono dovute principalmente alla gestione del centrodestra e sono dovute all'onorevole Cappellacci perché sono convinto, da quello che voi state dicendo quotidianamente e ripetete ogni volta che c'è un dibattito in questa Aula, mi avete convinto, la responsabilità è tutta dell'onorevole Cappellacci. Allora dato come assodato questo fatto andiamo avanti e discutiamo invece di quello che ci troviamo davanti oggi e di come possiamo risolverlo e partiamo da una situazione di fatto, io partirei proprio dalla relazione dell'onorevole Sabatini, relatore di maggioranza, e cercherei di leggerla a 360 gradi e di individuare all'interno di questa relazione tutte le cose che ci sono scritte in ogni piega perché, vedete, l'onorevole Sabatini ci ha detto e ci dice nella relazione che uno dei cardini che poi è sempre stato portato all'attenzione di tutta l'Aula e dei sardi in questa manovra finanziaria è la cosiddetta programmazione unitaria e l'idea che dovevamo utilizzare i fondi europei per lo sviluppo e l'idea all'inizio di questa legislatura, in particolare, che si dovesse partire proprio dalla spendita di quei fondi perché era con quei fondi che si doveva organizzare lo sviluppo ed era principalmente con quelli che si doveva intervenire, addirittura si dovevano spendere prima quelli dei fondi regionali e dei fondi statali. Poi prendiamo le tabelle che sono allegate alla relazione di maggioranza, onorevole Zedda le chiedo di controllarle, e facendo due conti ci rendiamo conto che a metà della programmazione, siamo nel 2017, europea del FEASR abbiamo speso il 10 per cento senza alcuna valutazione fra l'altro dell'impatto, abbiamo speso quindi non è detto che li abbiamo spesi bene e del fondo sociale europeo abbiamo impegnato il 13 per cento delle risorse dopo tre anni e abbiamo speso l'1,76 per cento. La responsabilità è ancora dell'onorevole Cappellacci? Benissimo, è ancora dell'onorevole Cappellacci. Questione vertenza entrate, altro elemento portato all'attenzione dall'onorevole Sabatini nella sua relazione, giustamente dice che dobbiamo avere un rapporto con lo Stato continuo, un rapporto di ricontrattazione delle risorse. Benissimo, però anche qua io vedo da parte del centrosinistra non da parte del centrodestra una sorta di conversione, se San Paolo ha fatto la conversione sulla via per Damasco, San Raffaele ha fatto invece la conversione sulla via per Roma. Perché dopo un'affermazione continua del principio di leale collaborazione, dopo gli annunci tronfi delle grandi risorse portate in dotazione alla Sardegna, oggi c'è la necessità di rivedere la vertenza accantonamenti e sulla questione degli accantonamenti dobbiamo tutti avere il coraggio di dire che ci siamo persi per strada 700 milioni perché qualcuno e cioè il centrosinistra e la Giunta che vi rappresenta ha rinunciato ai ricorsi, in particolare quelli sulle partite sanitarie. Altro elemento è la capacità di spesa, la capacità di spesa io la lego soprattutto alle politiche per lo sviluppo perché noi continuiamo con questa finanziaria, è vero che le risorse, forse la spesa è aumentata in questi anni però ci dobbiamo rendere conto che noi stiamo spendendo sempre per risorse obbligatorie, non riusciamo a spendere invece per le politiche di sviluppo ed è quello badate che ci hanno detto tutti i soggetti sociali che sono intervenuti in Commissione bilancio nelle audizioni, gli unici che ci hanno detto che c'era un timido segnale di ripresa, che la condizione stava migliorando sono stati i rappresentanti del credito, sono state le banche forse perché i soldi loro ce li hanno già in cassa e non hanno necessità di chiederli agli altri.

Ma tutti gli altri che hanno necessità di risposte e di risorse per poter andare avanti ci hanno detto chiaramente che la situazione è tragica, ce l'hanno detto le stesse aziende sanitarie, le tre aziende sanitarie, l'amministratore della ASL unica, l'amministratore dell'azienda universitaria di Sassari, dell'azienda universitaria di Cagliari, ci hanno detto che hanno una pericolosa situazione di liquidità che manca, che a fine della primavera si rischia di non essere in condizioni di poter fare investimenti e di pagare gli stipendi del personale e questa è la situazione dopo tre anni che ci avete detto che avete fatto una splendida riforma sanitaria, siete intervenuti ancora sulla sanità in maniera fantastica ma la verità è che si continuano a fare le cose che si facevano prima e anche peggio perché c'è la situazione paradossale dell'azienda unica senza atto aziendale nella quale si continuano a dare degli incarichi, incarichi importanti che poi hanno ovviamente una rispondenza sulle spese che ci saranno. Perché anche se un domani a seguito dell'atto aziendale a quei soggetti non sarà rinnovato l'incarico, noi gli dobbiamo comunque riconoscere la retribuzione, se questo è il sistema per risparmiare i soldi non meravigliamoci se poi come dice anche la relazione dell'onorevole Sabatini servono ancora 329 milioni dopo tutti quelli che abbiamo messo per cercare di coprire il disavanzo.

Ma ancora andiamo sul sociale, fatto di cui vi siete vantati e del REIS, vedete il REIS oggi è messo in discussione non da noi ma da voi, io ho qua una delibera della giunta comunale di Sorgono dove mi risulta che non amministri il centrodestra che vi chiede di ritirare il REIS perché quello che sta succedendo nei comuni è che non si riesce a spendere una lira e che addirittura sono diminuite le risorse per la povertà, che non sarete in grado di dare risposte a questi cittadini e questi cittadini ogni giorno bussano alle porte degli amministratori locali, dei sindaci, degli assessori, e badate che la maggior parte delle amministrazioni locali della Sardegna le amministrate voi e non amministriamo noi e il grido di dolore viene da loro non dai nostri. Ancora sull'agricoltura, siamo riusciti a fare un passaggio importante sicuramente con quei 14 milioni per l'acquisto dell'invenduto per i soggetti indigenti, però la verità anche su questo è che abbiamo perso un occasione, l'ha persa il vostro Ministro, il ministro Martina che aveva la possibilità di fare un intervento che sarebbe andato direttamente a favore dei pastori e non dei trasformatori e che si è rifiutato di raddoppiare, non ci ha concesso nemmeno di mettere le risorse regionali sul regolamento europeo che permetteva di intervenire direttamente e dare soldi direttamente ai pastori, e questo dobbiamo avere il coraggio di dirlo, questo è successo, amministrate voi, non stiamo amministrando noi. Vogliamo parlare di trasporti? Provate a fare una prenotazione per il ponte del 25 aprile, provate a farla oggi, provate a prendere un aereo per Milano o per Roma per il 24, il 25 o il 26, provate a fare un controllo e vediamo che cosa succede, questo perché ovviamente le cose vanno bene. Vogliamo parlare delle politiche per il lavoro e dell'ASPAL? Va tutto bene tranne che il 10 per cento del mercato del lavoro in Sardegna è fatto di voucher, ci vogliamo rendere conto che è una vergogna e che è una cosa assurda che il 10 per cento del mercato del lavoro dei dipendenti, di coloro che lavorano siano oggi pagati con i voucher? Vogliamo renderci conto che c'è una fortissima distorsione in Sardegna, che interi settori stanno utilizzando in maniera indiscriminata i voucher e impoverendo ulteriormente la nostra popolazione? Ecco, ci sono tutta una serie di temi che non trovano spazio in questa finanziaria, uno l'ha citato adesso il collega Zedda, vogliamo parlare di spopolamento e natalità? Noi qualche proposta ve l'abbiamo fatta ma è passata nel dimenticatoio, non ci avete voluto ascoltare. In Sardegna nascono ogni anno cinquecento bambini in meno negli ultimi sette anni, abbiamo perso 3.500 bambini e se continuiamo di questo passo, come diceva il collega Zedda, a breve perderemo 500 mila residenti. Ci vogliamo porre il problema? È un problema che questa classe politica dirigente si vuole porre o è un problema che vogliamo lasciare ad altri? E vogliamo discutere anche dal rapporto tra zone interne e zone metropolitane? Perché quella legge di riforma degli enti locali che avete voluto approvare, una delle altre splendide riforme che questo centrosinistra ha fatto, è una legge che aumenta le differenze, che aumenta il divario tra città metropolitana e aree metropolitane ed aree interne, è una legge che finisce per dividere non per unire, invece quest'isola oggi in questa legislazione di difficoltà ha una forte necessità di unione. E vogliamo parlare anche di istruzione?

Vogliamo dire che la dispersione scolastica sta aumentando? Vogliamo dire che iscol@ i programmi non sono ancora partiti per gli interventi sulla dispersione scolastica? Vogliamo dire che sui docenti non si interviene? Ma vogliamo credere che si possa formare una nuova classe di soggetti e un nuovo gruppo di soggetti che poi nella difficile sfida del lavoro e del mercato del lavoro potranno andare avanti se non si formano i docenti, se non si formano coloro che oggi hanno il compito di istruire i nostri bambini? Tutto questo manca e allora questa finanziaria, l'ho detto prima e lo ribadisco, sembra più che una legge di bilancio...

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Gruppo Misto). Io credo che la finanziaria, la legge di bilancio non sia la legge della divisione della torta o della trota, sia un atto serio e sia l'atto più politico che un Consiglio regionale vota nelle sue funzioni. Anche per questo motivo devo dire non sono contento dell'assenza degli Assessori competenti per materia e del fatto che la Giunta sia rappresentata oggi dal solo Assessore del bilancio. La legge di bilancio non è un compitino su cui valutare l'operato di un Assessore perché non può essere questo, è un ragionamento complessivo su tutte le funzioni e su tutte le politiche della Regione e credo che nella discussione degli emendamenti, e lo richiedo anche formalmente, sia bene che la Giunta sia presente in ogni suo componente o almeno nei componenti centrali che in quel giorno vedranno emendamenti sui loro temi in discussione. Le relazioni che sono state oggetto dell'attenzione della Commissione bilancio hanno fotografato anche in questa occasione una realtà della nostra Isola drammatica che non possiamo non ignorare. Una realtà che va anche oltre i dati. Dalle audizioni e dalla fotografia che abbiamo avuto della situazione emerge una situazione economica addirittura peggiore di quella fotografata dai dati, fotografata dal piccolo aumento del Pil, fotografata dal numero degli occupati, da una situazione che è lievemente migliore rispetto alle altre Regioni del sud Italia ma che viene percepita, ma che ci viene riportata, ma che viene anche empiricamente valutata come un po' peggiore del resto del sud Italia. Pensiamo anche al modo in cui l'opinione pubblica e la cittadinanza si esprime ogni volta che può, il recente referendum per esempio che non voleva probabilmente essere soltanto un giudizio attorno ad una riforma, ma voleva anche essere un modo per certificare un grido di dolore che è stato più forte in Sardegna rispetto che nel resto del paese. Le cause sono evidenti, in alcuni casi sono storiche, da una parte c'è la fine, la crisi di quella che è stata la monocultura industriale nella nostra Isola, e la crisi provocata appunto momenti come quello che stiamo vivendo, dall'altra c'è il taglio della spesa pubblica, perché dal 2011 ad oggi ogni finanziaria è stata all'insegna dei tagli alla spesa pubblica verso le Regioni, verso i Comuni, verso le Province, nella distribuzione della spesa alle imprese, ai fattori di sviluppo che materialmente nella società creano sviluppo, insomma negli ultimi sei anni, perché è dal 2011 ad oggi, il conto è stato pesantemente al ribasso. Ovviamente questo ha avuto un effetto anche sui conti della Regione, è innegabile, pensiamo ai tagli ai Comuni. I Comuni sono stati costretti ad aumentare le tasse, IMU e tassa sui rifiuti sono passate alle stelle negli ultimi anni, hanno visto azzerati i trasferimenti dello Stato, la Regione in estrema ratio è diventata l'unica valvola di trasferimento ai Comuni. Non solo, i Comuni e le Province erano anche diciamo finanziatori dell'attività locale, pensiamo al contributo che i Comuni e le Province davano alle attività culturali e dello spettacolo diffuso nella nostra Isola, alle attività sportive. Ovviamente prosciugato quel rubinetto, l'unico rubinetto in funzione in questa Regione è rimasta la Regione stessa. Per cui anche le cifre di oggi rispetto a quelle di 6/7 anni fa sono anche difficilmente paragonabili, proprio perché rispetto a 6/7 anni fa oggi la Regione deve sobbarcarsi un livello di spesa molto superiore. Il tema centrale quindi è quello in cui abbiamo iniziato a discutere ieri, quello dei rapporti con lo Stato. Io non considero chiusa la vertenza entrate, perché non considero chiuso le vertenze con lo Stato. Quando per tre anni, come ci siamo trovati in questa legislatura, ci si trova davanti ad ogni finanziaria ad una coperta troppo corta che costringe il Consiglio a scegliere se soddisfare i bisogni dei disabili, o quelli dei poveri, o quelli dei giovani disoccupati, o quelli delle imprese, o quelli dell'Università, quando oggi ci sarebbe bisogno di soddisfarli tutti, perché siamo di fronte ad una crisi di sistema che non può essere risolta con dei microinterventi, quando ci costringiamo ad avere a che fare con una coperta corta che gioco forza lascia fuori chi oggi non può essere lasciato fuori, ci troviamo di fronte ad un problema che ovviamente deve essere affrontato su altri tavoli. Le vertenze finiranno solo quando avremo la possibilità di soddisfare i bisogni, non sono quando un funzionario del Ministero ci convincerà del fatto che le vertenze siano chiuse, solo allora potremo dirci soddisfatti, prima alzarci dal tavolo soddisfatti sarà un errore, come quello di chi al tavolo da gioco, non capendo chi tra gli altri giocatori sia il pollo, scopre troppo tardi e a tasche vuote di essere esso stesso il pollo. Oggi abbiamo accordi da riscrivere, pensiamo a quello della sanità: prima del 2009 probabilmente si trattava di un accordo virtuoso, capace di produrre cose positive, oggi si tratta di un accordo giurassico che produce per la nostra Sardegna un valore sottratto rispetto a quello delle Regioni a statuto ordinario. Non fare una battaglia su questo significa dare allo Stato domani l'arma per cancellare la nostra specialità regionale, perché saranno i cittadini prima degli altri a chiederci di rinunciare alla nostra specialità. Che ce ne facciamo di una Regione a statuto speciale, se oggi contiamo meno delle Regioni a statuto ordinario? Ce lo diranno i cittadini e noi saremo costretti a dare anche ragione a questa richiesta. Accordi da riscrivere.

C'è il tema degli accantonamenti, l'ha citato il relatore, l'onorevole Sabatini, 2.600.000.000 hanno preso il volo, anzi non sono nemmeno transitati per le nostre casse. Io non sono sorpreso dal fatto che siano aumentati, perché credo che l'aumento da 543 milioni che era il livello degli accantonamenti tre anni fa a oggi fosse ampiamente previsto dal D.L. 95, che fissava un sistema di crescita del livello di accantonamenti, e dal D.L. 66 che modificava il livello degli accantonamenti appunto previsto per le Regioni a statuto speciale. Credo poi che anche l'analisi delle sentenze, in cui sono arrivate anche i ricorsi delle altre Regioni, faccia capire come l'orientamento delle istituzioni statali, compresa la Corte, diciamo sia univoco in questo senso, le sentenze sembrano scritte dalla stessa mano, sicuramente della stessa mano che ha scritto la sentenza sui tagli alle Province. Quella sentenza ci spiegava che in realtà lo Stato non aveva sottratto niente alle Province, aveva semplicemente messo da parte delle risorse. Anche riguardo agli accantonamenti l'atteggiamento della Corte è stato più o meno lo stesso. In realtà gli accantonamenti non sono sottratti alla Regione sono messi da parte, è una spesa che la Regione non dovrebbe fare ed è un risparmio che viene fatto dallo Stato invece che dalla Regione. Questo sarebbe giusto se si trattasse di spese superflue, di spese inutili, di sprechi, in questo caso di fronte alla situazione che abbiamo oggi è necessario chiedere fortemente, chiedere anche nella maniera più unitaria possibile un cambio di impostazione riguardo questo tipo di trattenute.

Sulla spesa poi incidono anche diversi fattori, in particolare appunto l'introduzione del bilancio armonizzato ci dà diciamo una situazione difficilmente comparabile con il passato. Prima del 2014, quindi con il patto di stabilità, la spesa aveva una quota di spesa sui residui molto più alta, perché era solito promettere l'impossibile nelle finanziarie e poi scaglionare la spesa nelle annualità successive. Se semplicemente facciamo una somma di spesa sui residui e spesa sulla competenza, ci aggiungiamo il livello degli accantonamenti, scopriamo che in realtà oggi il livello di spesa della Regione è appena superiore e non è in grado di reggere quello che è stato sottratto dal sistema locale sardo. Per cui anche in questo caso io farei attenzione ai trionfalismi e considererei quella partita sempre aperta, sempre conflittuale e sempre pronto al braccio di ferro con lo Stato per rivendicare i nostri diritti. Dicevo, noi qui come Regione possiamo non possiamo fare tutto, ma non è vero che non possiamo fare niente.

PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Presidente, ma ieri ho avuto modo di fare una disamina generale dei macro aspetti della finanziaria e della politica che appunto si sta mettendo in campo. Oggi vorrei andare un po' più ad analizzare alcune parti nello specifico e vorrei iniziare, ma credetemi non è assolutamente né populismo, né tantomeno voler puntare il dito su un problema ormai noto a tutti, però veramente, Assessore, la richiesta è che qualsiasi euro abbiate iscritto in bilancio per chi sta veramente male, per i sofferenti, mi sto riferendo alle leggi relative alla 162, piuttosto che alla legge 20, piuttosto che ai contributi di sostegno alle famiglie, io le chiedo di aiutare i meccanismi di erogazione affinché ancora oggi non si debba stare in una posizione di ritardo assoluto, da novembre a fine marzo, sostanzialmente, non sono stati ancora erogati, le sottolineo che hanno la necessità di un doppio passaggio tra amministrazione regionale e comunali e quindi questo ingenera veramente uno sconforto assoluto nei cittadini, noi non possiamo più, ma credo che il nostro sia assolutamente un fastidio limitatissimo, di dover ogni giorno ricevere tante telefonate in tal senso e credo che abbiano manifestato non più tardi di due giorni fa il loro malessere, sono persone in difficoltà le cui reazioni poi non vi devono stupire. Io mi auguro davvero che a queste reazioni non ci siano ma mi creda, lo dica al suo collega, dovete intervenire al più presto, soprattutto dopo approvato il bilancio dovete fare in modo che questo, e glielo chiedo veramente a gran voce che questo sistema finisca. Ancora, Assessore, un argomento a lei è molto caro, quello della programmazione territoriale, programmazione negoziata, programmazione dalla base, programmazione come vogliamo, io credo che i grandi annunci e gli incontri sul territorio ad oggi abbiano prodotto molto poco, così pure come in questo settore, mi riferisco ai bandi per le attività produttiva siamo fermi al palo e, veramente, non è una banalizzazione perché lei sa benissimo, ma lo so pure io perché ci sono passata prima di lei, con quali ritardi avvengono i pagamenti dei vari strumenti che mettiamo in campo, anche su questo è inutile, le dico non vada perché lei fa figuracce se va nel territorio a promettere che partiranno i progetti, che verranno erogati i trasferimenti agli enti locali, perché è ancora tutto fermo, sa questo dove lo troviamo? Lo troviamo nei vostri dati, nei vostri dati quando addirittura il collega Truzzu parla di torta, qui di torte ce ne sono molte, i finanziamenti sono indicati alla perfezione, io quest'anno sono ancora più preoccupata perché abbiamo visto che la spesa dei fondi comunitari è praticamente inesistente, avevate invece detto che con la programmazione 2014 2020 si sarebbe partiti velocemente perché tanti erano i progetti in campo, invece quest'anno c'è un'aggravante, addirittura non utilizzate più, perché queste sono le vostre ripartizioni i fondi necessari per le attività produttive per la parte dei fondi comunitari. Non lo so, assessore, o fa cambiare questi prospetti oppure ce ne dia degli altri che ci facciano capire come dobbiamo parlare di sviluppo per le attività produttive. Ancora, le riforme, meglio non parlare delle riforme sulla sanità, tra l'altro colleghi io sono fortemente preoccupata perché a pensar male molte volte si fa peccato, a sentire radio pettegolezzi forse di più, ma non è che Moirano deve andare via a giugno? Perché veramente io sono preoccupata perché vorrei capire per una volta che abbiamo trovato lo scienziato e il manager che risolverà tutti i problemi della sanità non è che adesso a giugno avremo questa bella sorpresa? Mi auguro di no! Vi prego, vigilate perché se no questa riforma non la porteremo avanti perché è così bella, sono tutti contenti tra l'altro, penso che ve lo dicano tutti i giorni! A fronte di 450 determinazioni che ha fatto la sola ASL 8 nei primi quattro mesi dal passato 2016, oggi ce ne sono 15, vorrei capire cosa sta succedendo! Ancora, la prima riforma della sanità mi pare che non abbia visto la luce in nessuna di quelle soluzioni che erano scritte, quest'altra sta vedendo disastri e allora io veramente non so voi forse penserò male però pensate che sia così, comunque sulle altre riforme, si parlava di colpe del passato, va beh, chi ha avuto dei ruoli anche in passato sa che purtroppo la crisi non l'abbiamo scelta noi, ma la scelta Soru non l'ha scelta Cappellacci, non l'ha scelta il Presidente Pigliaru però giustamente prima qualcuno diceva che non ciò che avete fatto, ciò che non avete fatto per intervenire nella crisi è quello che avete fatto l'avete fatto pure male perché siete arrivati, vorrei ricordarvi, siete intervenuti nelle riforme anche in quelle agenzie dove forse era il caso di aspettare, mi riferisco alla situazione dell'ASPAL, di AREA, oggi si è parlato del REIS che non vorrei che anche il REIS subisse il funzionamento e il metodo di erogazione e di pagamento che stanno avendo le altre leggi per insofferenti, speriamo di no, anche su questo, vigilate, sono proposte e consigli poi ovviamente voi siete capacissimi e deciderete il meglio, però avete rimosso ciò che fece Soru a suo tempo, giusto per parlare di crisi, guarda caso la cosa più importante che si doveva fare per intervenire in un settore nevralgico era rimuovere la riforma sulle tre agenzie dell'agricoltura, forse se vi foste concentrati su quello avremmo potuto parlare di un buon risultato, no, assolutamente, le avete lasciate lì ferme al palo come dei sultanati, lo dico non ho paura di essere smentita, come dei sultanati a lavorare e a mangiare sostanzialmente la totalità del bilancio in tema di agricoltura, perché vorrei ricordare, ma credo che l'assessore Paci lo sappia quanto me che il 90 per cento va per soddisfare spese fisse di gestione ma, allora, dove vogliamo arrivare davvero? Ancora, Ora vorrei parlare di un tema caro sicuramente all'assessore Paci che è quello dell'innovazione, Assessore, le do un dato, non per altro perché è molto caro anche a me, a me che la legge numero 7 l'ho sempre appostata in bilancio e finanziata con progetti che hanno dato dei risultati certi, invece le dico che oggi la Sardegna è lontana dall'obiettivo loro però del 3 per cento se si considera quante risorse dedica alla Regione: lo 0,76 percento del PIL, la debolezza degli investimenti in innovazione è riconducibile soprattutto al settore privato che copre il 5,6 percento della spesa totale, per quanto concerne la quota di occupati nei settori high-tech che i dati sono sconfortanti, la Sardegna indossa infatti la maglia nera a livello europeo, c'è una difficoltà del settore produttivo a collegare la propria attività con gli input provenienti dai centri di ricerca, sia quella pubblica che dalle università, i dati confermano una forte resistenza delle imprese sarde ad adottare nuovi modelli organizzativi e nuovi meccanismi di comunicazione, solo il 48 per cento delle imprese con almeno 10 addetti è dotato di un sito Internet e solo il 10 per cento di queste effettua vendita on-line, allora assessore vogliamo continuare con convegni e consulenze sul tema dell'innovazione o vogliamo mettere in campo qualche progetto concreto perché glielo dico, io non ho sentito assolutamente alcuna valutazione anche la drastica riduzione degli investimenti, o meglio dei fondi bilancio dedicati alla legge numero 7 piuttosto che all'innovazione ancora non hanno dato risultati.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Emilio Usula. Ne ha facoltà.

USULA EMILIO (Gruppo Misto). Presidente, cosa penso io di questa finanziaria in qualche modo lo ha anticipato anche nella discussione di ieri, oggi sarò anche senz'altro più breve. Dico subito che secondo me e secondo Rosso Mori questa finanziaria è inadeguata ed insufficiente. Inadeguata a dare risposta ai tanti problemi della nostra isola, l'inadeguatezza deriva da una scarsa disponibilità finanziaria ma anche da una incoerente programmazione individuazione di priorità e criticità da risolvere. Sono due responsabilità interamente a carico della Giunta, mi spiego meglio, in primis la scarsa disponibilità è direttamente derivata da una insufficiente azione della Giunta la scarsa disponibilità è direttamente derivata da una insufficiente azione della Giunta sul versante entrate. Sul tema degli accantonamenti, vede come peccato originale la rinuncia ai ricorsi che forse oggi ci avrebbero assicurato cifre importanti disponibili. Ma non voglio certamente dimenticare la mancanza di volontà di cercare le risorse proprie della Regione ma ferme, inutilizzabili come quelle che ristagnano nelle casse di Sfirs e che pure l'assessore Paci aveva assicurato che, a partire da marzo 2017, sarebbero state almeno in parte fruibili, a disposizione. La seconda valutazione riguarda l'incapacità di individuare e aggredire le più importanti criticità, parlo in primo luogo del disastro occupazionale, le statistiche sono impietose e certificano la situazione occupazionale sarda agli ultimissimi posti in Europa. Eppure, nelle finanziarie precedenti, l'assessore Paci non faceva altro che sottolineare la grande valenza keynesiana delle politiche e degli impegni che si stavano assumendo. Dove sono i nuovi posti di lavoro? Dov'è il rilancio? Dov'è lo sviluppo che si prometteva? Parliamo di quanto si è fatto e quanto si sta facendo con questa finanziaria per contrastare la crescente povertà dei cittadini della nostra terra. "Si sta facendo tanto" sottolinea la Giunta ma quale il risultato visibile, positivo, certificabile? Parliamo di sanità e allora andiamo a sentire cosa pensano gli operatori, cosa pensano i cittadini, cosa pensano gli amministratori. Da La Maddalena a Isili, ad Alghero, a Nuoro l'azione di questa Giunta non sta certamente portando soddisfazione e serenità. Voglio ricordare solo che la riforma sanitaria doveva viaggiare su direttrici sinergiche, doveva viaggiare contemporaneamente e doveva viaggiare su posizioni coerenti con una riforma di tutto il sistema delle cure territoriali, della rete di emergenza-urgenza, e dell'organizzazione più generale della nostra sanità. Ebbene, si è fatto solo quello che Pigliaru e Arru hanno voluto con forza e a prescindere da tutto e tutti: l'azienda unica con manager unico, il famoso Messi della sanità, solo che per ora siamo ancora lì ad aspettare un gol nella porta avversaria che è quella fatta di liste d'attesa, di impoverimento di servizi nei territori delle aree interne, di grande insoddisfazione e insicurezza degli operatori medici, infermieri e amministratori. Se parliamo di istruzione, sono d'accordo con quanto diceva Paolo Zedda, devo dire la verità solo su questo, quando dice e sottolinea il fatto che l'istruzione in Sardegna è a un punto disastroso. Ma, siamo al terzo esercizio finanziario di questa legislatura, non abbiamo più il diritto di attribuire responsabilità ad altri. Questa legislatura e questa Giunta che ha avuto il tempo di intervenire, evidentemente, non lo ha saputo fare in modo adeguato. Ho già avuto modo di ieri di esprimere tutta la contrarietà di Rosso Mori per questa manovra, non ripeto oggi la denuncia delle CNA, ma invito sicuramente a rileggerla, perché è la bocciatura con i dati delle politiche attuate dalla Giunta Pigliaru. Questa finanziaria, è in linea con le precedenti, anzi oggi almeno non c'è l'enfatizzazione del valore keynesiano. Rosso Mori non ritiene questa finanziaria all'altezza delle aspettative dei sardi, avrò modo di intervenire punto per punto.

PRESIDENTE. Come d'accordo con i Capigruppo sospendo la seduta e anticipo le riunioni già fissate con l'Associazione esposti amianto e con i lavoratori socialmente utili.

Il Consiglio è convocato alle ore 16. La seduta è tolta.

La seduta è tolta alle ore 12 e 10.