Seduta n.220 del 08/03/2017 

CCXX Seduta

Mercoledì 8 marzo 2017

Presidenza del Presidente Gianfranco GANAU

La seduta è aperta alle ore 11 e 00.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta dell'1 febbraio 2017 (215), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Ugo Cappellacci, Mario Floris e Antonello Peru hanno chiesto congedo per la seduta dell' 8 marzo 2017.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico di aver nominato quale componente della Giunta delle Elezioni l'onorevole Augusto Cherchi in sostituzione dell'onorevole Anna Maria Busia.

Comunico che il consigliere Francesco Agus ha dichiarato, con nota del 6 marzo 2017, di aver aderito al Gruppo Misto.

A seguito dell'istanza presentata in data 7 marzo 2017, si autorizza, in base all'articolo 20, comma 4, del Regolamento, la permanenza del Gruppo "SEL Sardegna" formato dai consiglieri regionali Daniele Cocco, Eugenio Lai e Luca Pizzuto.

Comunico che il Presidente della Regione, con nota pervenuta in data 7 marzo 2017, ha informato di aver accolto con i decreti numero 25 e 28 del 3 marzo 2017 le dimissioni, rispettivamente, del signor Francesco Morandi dall'incarico di Assessore regionale del turismo, e della signora Claudia Firino dall'incarico di Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport e di aver provveduto a nominare in loro sostituzione la signora Barbara Argiolas e il signor Giuseppe Dessena.

Il Presidente della Regione, inoltre, ha nominato con il decreti numero 26 e 27 del 3 marzo 2017 il signor Pierluigi Caria in qualità di Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale e il signor Filippo Spanu in qualità di Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

Annunzio di presentazione di disegno di legge

PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il seguente disegno di legge:

Numero 401

Annunzio di presentazione di proposta di legge

PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente proposta di legge:

Numero 402

Risposta scritta a interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alla seguente interrogazione:

Numero 825

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria:

Numero 1019, 1021, 1023

Annunzio di interpellanza

PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interpellanza pervenuta alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria:

Numero 285

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Presidente, in relazione alle sue comunicazioni, vorrei che venisse messa a disposizione dell'Aula la nota dell'assessore Firino e quella l'Assessore Morandi con la quale rassegnano le dimissioni, vorremmo capirne le ragioni e soprattutto avere contezza del contenuto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Anna Maria Busia. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). Presidenti, colleghe e colleghi, alcuni numeri in una giornata come questa vorrei ricordarli, sono dati OCSE e CENSIS: le donne hanno quasi quattro ore in più degli uomini di lavoro familiare e circa due ore in meno di occupazione retribuita, se lavorano fuori casa le donne impiegano 17 minuti in meno degli uomini per lo stesso tragitto, sono 100 i minuti in media al giorno che gli uomini dedicano ai lavori domestici e di aiuto della partner della famiglia, sono meno soltanto in Turchia e in Messico, la retribuzione nel privato è il 19,6 percento in meno rispetto a quella degli uomini, nel pubblico è comunque inferiore ed è inferiore di 3,7 in meno, solo il 53 percento delle donne afferma che il proprio lavoro offre prospettive di carriera, nel Sud scende addirittura al 22 percento, il più basso d'Europa, ma tutto questo va letto soprattutto in riferimento al fatto che le donne laureate hanno superato gli uomini laureati, arrivando al picco nel 2011 del 58,9 percento; il tasso di attività per gli uomini è passato dal 1977 che appare al 78 percento, al 74,7 del 2016, quello delle donne invece dal 37,6 è passato al 55 percento. Negli ultimi 30 anni il numero delle sindache è cresciuto di più di sette volte passando da 145 comuni nel 1986, a 1907 del 2016, c'è da ricordare che soltanto nel 2015, quindi a seguito dell'introduzione della doppia preferenza di genere, dal 2015 al 2016, sono aumentati di ben 31 unità. Ovviamente sono presenti per lo più nei piccoli comuni, ma sono tutte più istruite dei colleghi maschi: il 46,2 percento ha laurea o un titolo simile, contro il 31,7 percento degli uomini. Ancora un dato importante che serve a valutare alcune questioni legate alle politiche familiari è la diminuzione dei nati nel 2016 che è arrivata a 474 mila, mai così pochi, meno ancora che nel 2015, dove si era toccato il tasso più basso, sono 14 milioni le donne in Italia che hanno subìto almeno una volta nella vita una violenza fisica o psicologica da parte di un uomo. Lo scenario è drammatico, dal 2006 al 2016 le donne uccise in Italia sono state 1740, di cui 1251, cioè il 71 percento consumati in famiglia. L'altro sconcertante dato che lega indissolubilmente la questione dei femminicidi è quella dei bambini orfani che spesso, ancora minorenni, si ritrovano senza madre e senza un padre. Negli ultimi 15 anni il numero dei bambini che hanno perso la madre per colpa del padre è salito a 1628, qui dobbiamo aggiungere le tre piccole bambine che sono vittima dell'ultimo femminicidio che è stato perpetrato ad Iglesias, vittime secondarie. Questi sono alcuni dati che fanno riflettere, questi sono alcuni dati che ci fanno dire: "non una di meno".

PRESIDENTE. Grazie per l'intervento che ritengo particolarmente opportuno vista la giornata.

Ha domandato di parlare il consigliere Pierfranco Zanchetta. Ne ha facoltà.

ZANCHETTA PIERFRANCO (Cristiano Popolari Socialisti). Saluto il Presidente della Regione, la Giunta, le colleghe e i colleghi, anche io sull'ordine dei lavori e sul significato della giornata, con un omaggio e un riconoscimento alle donne sarde e alle donne presenti in quest'Aula, impegnate nell'adempimento di un compito difficile e delicato, quello di dare maggiore importanza alla risoluzione dei problemi sociali ed economici della Sardegna, non è un riconoscimento di circostanza o celebrativo, ma convinto, e proprio quest'aula deve avere anche un impegno legato alla rappresentanza. Presidente, mi consenta di dire un'ottima cosa, so che i tempi sono contingentati, ma io non posso fare a meno che rivolgere anche un pensiero a tutte quelle donne e quelle ragazze della mia isola che sono in attesa di diventare mamme e che oggi chiedono alle istituzioni di questa Regione attenzione per quanto riguarda il punto nascita dell'ospedale, credo che il rapporto con le istituzioni possa essere un rapporto che dà e va verso una direzione favorevole alle risoluzioni di quei problemi, su questo siamo impegnati, grazie.

PRESIDENTE. Ho tre iscritti a parlare ma non è una discussione, quindi invito a ritirare le iscrizioni perché non si sta aprendo una discussione sulla questione femminile oggi, ho lasciato parlate l'onorevole Busia perché credo che fosse giusto accennare al tema della giornata odierna, ma non stiamo aprendo una discussione. Andiamo al primo punto all'ordine del giorno, il primo punto all'ordine del giorno è il giuramento degli Assessori regionali.

PITTALIS PIETRO (FI). È possibile avere la nota di dimissione? Noi non possiamo apprendere dalla stampa quello che succede, non è ammissibile.

PRESIDENTE. Io ho annunciato che sono state comunicate le dimissioni, non ho la nota delle dimissioni. La nota di dimissione è in possesso della Presidenza della Regione evidentemente. Procediamo con il primo punto all'ordine del giorno, che è il giuramento degli assessori regionali.

Giuramento di Assessori

PRESIDENTE. Gli Assessori che non sono consiglieri regionali, nominati dal Presidente della Regione, devono prestare il giuramento previsto dall'articolo 3 del citato decreto del Presidente della Repubblica 19 maggio 1949, numero 250.

Do lettura della formula del giuramento prevista dall'articolo 3 del citato D.P.R. Al termine ognuno degli Assessori, dei quali farò l'appello, alzandosi, risponderà: "Giuro". "Giuro di essere fedele alla Repubblica e di esercitare il mio ufficio al solo scopo del bene inseparabile dello Stato e della Regione".

BARBARA ARGIOLAS, Assessore tecnico del turismo, artigianato e commercio. Giuro.

PIERLUIGI CARIA, Assessore tecnico dell'agricoltura. Giuro.

GIUSEPPE DESSENA, Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Giuro.

FILIPPO SPANU, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Giuro.

Comunicazioni del Presidente della Regione ai sensi dell'articolo 121 del Regolamento.

PRESIDENTE. Al secondo punto all'ordine del giorno comunicazione del Presidente della Regione ai sensi dell'articolo 121 del Regolamento, prego Presidente.

PIGLIARU FRANCESCO, Presidente della Regione. Grazie Presidente, consigliere e consiglieri, intanto ho ascoltato con molto interesse i dati sulla questione femminile in Italia, sono dati che ci inducono a riflettere e mi chiedo se non sarà il caso di trovarci di nuovo in quest'aula per discutere più a lungo operativamente e concretamente, sulle nostre politiche di genere, per capire dove siamo, a che punto siamo, come possono essere migliorate, sono sicuro che possiamo migliorare in tutto, e sono certo che dobbiamo migliorare non poco nelle politiche di genere che stiamo adottando, per aumentare il tasso di attività femminile che è un punto molto importante per tutti noi, ma questo può essere fatto soltanto nel contesto di politiche molto attente ed accurate. Passare una giornata e discutere di ciò che abbiamo fatto ma di ciò che possiamo fare meglio credo che sia l'ambito migliore per rendere e dare importanza al tempo che oggi abbiamo soltanto sfiorato. Quindi è una proposta che io faccio come Presidente della Giunta perché tutti vogliano essere consapevoli delle politica che stiamo facendo e di come possiamo migliorarle. Ciò detto entriamo nel tema, siamo qui per presentare una squadra di Governo rinnovata, una squadra che ha davanti a sé una sfida molto ambiziosa, devo dire che normalmente sarebbe stato all'inizio e alla fine della sessione odierna, ma noi siamo ben contenti invece, fautori come siamo di una società aperta, cioè della possibilità, ogni volta che è possibile, di avere un confronto, anche una competizione sulle idee e sui programmi, siamo ben contenti di sottoporci a un dibattito molto più ampio di quello che normalmente si adotta in situazioni come queste. Quindi abbiamo davanti a noi due anni molto ambiziosi, ma per capire dove siamo è meglio fare un passo indietro e chiederci cosa è successo in questi tre anni. Io credo che siano stati tre anni molto importanti, la Giunta ha fatto molte cose, cito rapidamente pochissimi punti, come per esempio il fatto che sul tema dell'insularità siamo riusciti ad affrontarlo in modo sistematico, attraverso lo strumento del patto con il governo, il patto per la Sardegna, che ha nel proprio cuore, in quei 2 miliardi 900 milioni, ha un'idea molto precisa di come mitigare gli effetti negativi della situazione di insularità, a cominciare dalle connessioni con la rete del gas, a investimenti nel ferro, che è assolutamente un punto fondamentale, naturalmente alla continuità territoriale, ricordo che la continuità territoriale, ne parlerò dopo, ha 30 milioni di cofinanziamento del Governo per la prima volta, e quindi questi milioni ci permetteranno di fare una cosa ben diversa e migliore rispetto al passato. In questi anni abbiamo messo mano alla sanità, abbiamo adottato una riforma coraggiosa, quella dell'azienda unica, che ha avuto molto interesse a livello nazionale, e che naturalmente ci dà la prospettiva di offrire ai cittadini sardi una uniformità di accesso alle prestazioni sanitarie ben diverse da quelle del passato. Ci siamo occupati anche dei più deboli grazie ai contributi da parte della nostra maggioranza tra le primissime regioni d'Italia abbiamo adottato una legge per contrastare le povertà e quella del reddito di inclusione sociale, siamo davvero all'avanguardia su questo punto, abbiamo risorse importanti da spendere e queste risorse saranno ulteriormente rinforzate. Abbiamo adottato una coraggiosa riforma, dopo tanti anni di attesa, di riforma degli enti locali che io voglio sottolineare che consente, dato che abbiamo visto pochi giorni fa i sindaci, consente ai territori di avere una voce più forte anche di fronte alla tentazione centralista, spesso inevitabile, dell'ente regionale. I territori oggi abbia hanno un una voce molto più forte di prima, per farsi sentire, e queste non sono parole vuote, credo che per esempio l'esperienza della programmazione territoriale stia mostrando che questa voce esiste, viene ascoltata ed è una voce che sta aiutando i territori a prendere in mano il proprio destino e a farsi ascoltare dall'ente regionale. Ricordo naturalmente che dal primo giorno siamo impegnati sulla scuola e che oggi per esempio ci sono interventi in 848 scuole, che riguardano 145.000 studenti, con 1174 cantieri aperti, e un intervento che forse non ha pari in Italia. Ricordo che abbiamo anche sistemato alcune partite drammatiche del passato come Igea, che era sull'orlo del fallimento, e che oggi è in piena operatività che contribuisce a fare investimenti importanti in ambito ambientale e che abbiamo attuato gran parte del piano del Sulcis, con i suoi limiti, tuttavia è un piano con oltre 600 milioni che è in piena attuazione, grazie al nostro intervento. Sempre nell'aree industriali di cui stiamo parlando abbiamo lavorato molto tenere aperte le speranze per Alcoa ed Euroallumina, tutto lavoro fatto in questi tre anni. Vorrei citare ancora velocemente la grande battaglia che stiamo facendo sulla peste suina per dare una speranza alle zone interne. Il lavoro enorme che è stato fatto su Abbanoa che oggi funziona assolutamente meglio che nel passato e che aprirà cantieri che potranno occupare fino a 1200 persone. E così potrei continuare a lungo ma esiste un rendiconto di metà mandato e chi vuole può fare riferimento in qualunque momento. Forse è meglio invece sottolineare che nel complesso, nelle cose di cui sto parlando al di là del dettaglio, della completezza o meno nell'elenco che ho fatto, sono riforme strutturali e progetti strategici essenziali per la Sardegna. Riforme e progetti che nel passato non si è avuto il coraggio di affrontare, con danni evidenti per l'intero sistema regionale. Ma come tutti gli interventi strutturali non episodici che non cercano un consenso facile ed immediato, non producono risultati tangibili da un giorno all'altro, né lo fanno automaticamente, perché questi risultati arrivino c'è bisogno di un lungo e costante coerente lavoro di governo. Garantire che risultati, per i quali abbiamo molto lavorato, arrivino in tempi ragionevoli è essenziale per due motivi: primo ovviamente per aiutare la Sardegna a uscire da una profonda crisi, secondo per ricostruire nei cittadini la fiducia nella politica, e credo che questo sia un tema che riguardi non soltanto la mia maggioranza, ma anche l'opposizione, per ricostruire la fiducia dei cittadini nella politica, nella sua capacità di cambiare in meglio le cose attraverso riforme coraggiose, profonde per lunghi momenti anche molto faticose, perché si toccano sempre, quando si fanno riforme, privilegi e rendite di posizione. Questo è il momento in cui la nostra azione riformista deve mostrare la capacità di produrre sempre più risultati tangibili. Completare con risorse forti il grande investimento in riforme fatto in questi tre anni è il primo e importante compito che deve affrontare l'attività del governo nei prossimi due anni, il primo importante compito in carico a questa Giunta rinnovata.

Per citare solo alcuni esempi, in questi due anni noi ci concentreremo per intensificare la lotta contro la dispersione scolastica e migliorare gli apprendimenti, con il programma Iscola abbiamo fatto molto, ma dobbiamo fare ancora di più e più rapidamente. Dobbiamo completare le riforme del nostro sistema sanitario e adottare una rete ospedaliera coerente con questi obiettivi, in tempi rapidi, creare un sistema di emergenza-urgenza capace di mettere in sicurezza, dal punto di vista sanitario, tutti i nostri cittadini ovunque vivano. Rendere operativa la nuova continuità territoriale, che è molto migliorata rispetto al passato, anche grazie al passato patto firmato col governo, quei 30 milioni che ci aiutano a proporre e a disegnare un'offerta molto più ricca che nel passato. Dobbiamo anche costruire sinergie importanti in tutto il sistema aeroportuale della Sardegna per essere una vera squadra ed essere un vero sistema. Dare appunto piena attuazione del patto Sardegna con particolare riferimento al tema dell'insularità, che ho già citato, e dunque accelerare sul metano. Abbiamo già ottenuto risultati molto importanti, il fatto che la dorsale sia riconosciuta come una parte della rete nazionale ha implicazioni importantissime per le condizioni alle quali verrà offerto il metano in Sardegna, sono condizioni che saranno del tutto analoghe a quelle che vengono offerte ai cittadini di altre regioni, e questo di per sé è un passo importantissimo ma dobbiamo accelerare per avere concretezza e per far arrivare il metano davvero in Sardegna in questi due anni. Dobbiamo anche garantire che RFI faccia gli investimenti previsti nei tempi concordati e lo stesso vale per gli investimenti enormi che sono stati programmati con noi per la Sardegna insieme all'Anas. Ancora, sull'insularità voglio ricordare che abbiamo fatto un grande investimento di relazioni internazionali per fare un'alleanza tra le isole periferiche con le Baleari e con la Corsica e credo che abbiamo la grande opportunità di fare un'azione congiunta con i tre governi nazionali, congiunta, coordinata per poi presentarci in Europa molto più forti, rispetto a quanto avverrebbe se ci occupassimo soltanto del canale italiano senza questa alleanza con Francia e Spagna. Dobbiamo rendere il turismo un settore di maggior peso nell'economia sarda soprattutto attraverso politiche di destagionalizzazione che abbiamo già avviato e che però devono essere rinforzate in tempi rapidi. Ancora, abbiamo molto lavorato per risolvere la crisi ereditata dal passato della chimica verde di Porto Torres, alle crisi industriali di Portovesme e Ottana, allo scandalo dello stato di abbandono dell'arsenale della Maddalena. I risultati attesi dal governo sono stati finora insoddisfacenti. Abbiamo già aumentato, e lo faremo ancora di più in futuro, la pressione sul governo centrale e sui soggetti industriali coinvolti, a cominciare dall'Eni, per chiudere definitivamente e positivamente tutte queste vertenze. Abbiamo impostato un'azione forte contro la peste suina, vogliamo e dobbiamo sconfiggerla definitivamente per liberare le nostre campagne e le zone interne da un assurdo freno allo sviluppo di un settore che altrove ha fatto la fortuna di interi territori. Questo è il primo motivo per cui ottenere questi risultati nei due anni è la prima grande sfida.

Il secondo e importante compito che deve affrontare la nostra attività di governo e dunque la Giunta è continuare l'azione riformatrice che abbiamo iniziato tre anni fa, ci sono altre riforme importanti, profonde che aspettano di essere adottate. La prima è l'urbanistica. Abbiamo un testo, siamo pronti a discuterlo e a proporlo e adottarlo con le modifiche che il Consiglio naturalmente vorrà proporre. La riforma della Regione, dobbiamo ripensare l'organizzazione della Regione per renderla più efficiente e flessibile. Queste sono le principali direzioni che abbiamo preso con fatica in questi tre anni.

Piano per le zone interne, da adottare, che vuol dire finalmente una lotta contro lo spopolamento fatta di cose concrete e di scommesse chiare e precise, fuori da slogan e da politiche generiche come quelle che abbiamo adottato sino adesso. Ci sono 150 milioni nel Patto per la Sardegna che possono finanziare azioni efficaci, che concorderemo con un lungo e profondo dialogo con i sindaci e con gli enti locali.

Agricoltura produttiva (…), crediamo fortemente in questo settore e siamo convinti che per rendere l'agricoltura sarda più competitiva - tema che deve essere affrontato con la massima attenzione - è indispensabile aumentare i livelli di produttività. La tecnologia oggi è una grande alleata in questa prospettiva e in questa necessità, nei prossimi due anni dobbiamo aggredire i principali fattori che limitano la crescita delle nostre produzioni, che tengono bassa la redditività per i nostri agricoltori, e dobbiamo fare un deciso passo in avanti verso un'agricoltura più ricca, più capace di dare reddito a chi ci lavora, di attrarre i giovani istruiti in un settore che può essere straordinariamente moderno e straordinariamente capace di entrare nei mercati internazionali.

Infine, finanza pubblica. Sul tavolo aperto con il Governo ci sono questioni su cui non cederemo di un passo. In particolare sugli accantonamenti abbiamo impugnato due finanziarie dello Stato, stiamo difendendo i nostri diritti, che devono essere pari a quelli degli altri cittadini italiani. Per la Sardegna quasi 700 milioni di accantonamenti sono inaccettabili, non possiamo consentire il loro prolungamento, visto che dovevano essere un contributo straordinario, e tanto meno possiamo consentire che se ne aggiungano altri: abbiamo iniziato e continueremo una battaglia molto decisa su questo punto.

Il terzo e ultimo importante compito che deve affrontare l'attività di governo e questa rinnovata Giunta riguarda l'inclusione sociale. Abbiamo puntato molto nei tre anni su politiche attive del lavoro e sulla cosiddetta flexsecurity, confidando in una ripresa dell'economia che non c'è stata, né in Sardegna né nel resto d'Italia. Le politiche nazionali, che avrebbero dovuto essere un completamento essenziale delle nostre politiche regionali, non sono state all'altezza delle aspettative. Avevamo quindi due aspettative, una ripresa economica e un forte appoggio del politiche nazionali, e abbiamo avuto problemi sia con la prima scommessa che con la seconda; oggi dobbiamo prendere atto dunque che la ripresa economica ritarda e che le politiche nazionali hanno aiutato solo in minima parte gli sforzi da noi fatti, con coraggio, con capacità tecnica ma anche con risorse inevitabilmente molto scarse. Credo che sia giunto il momento di fare una parziale integrazione al programma di governo originale. Dobbiamo intervenire per garantire maggiore inclusione sociale nell'immediato, con politiche sul lavoro e sul welfare, ne parleremo presto, azioni e strumenti sono già pronti ad essere messi in campo.

Per perseguire questi tre ambiziosi compiti nei prossimi due anni, abbiamo rinnovato la Giunta regionale. L'obiettivo è avere un'azione di governo e legislativa all'altezza della sfida, con una maggioranza più forte, coesa e aperta alle migliori energie e proposte di quest'Aula, per questo motivo ho ritenuto, come ho detto, opportuno e corretto presentare queste dichiarazioni al Consiglio regionale, consentendo un dibattito e andando ben oltre le sole formalità di rito previste per il giuramento dei nuovi Assessori.

Non sottovaluto e non nascondo la complessità del percorso che ci ha portato fin qui ma sottolineo il fatto di aver cercato di perseguire la maggior inclusione possibile, aprendomi al dialogo con tutti, perché non credo alle corse in solitaria. Questi due anni saranno un successo - e qui mi rivolgo alla mia maggioranza - se come maggioranza riusciremo a creare e condividere priorità, a lavorare insieme per raggiungere risultati che sono alla nostra portata. Questi due anni saranno un successo se riusciremo a convincere chi guarda oggi alla politica con distacco e scetticismo che la profonda azione riformista da noi scelta paga in termini ragionevoli, produce risultati tangibili nell'arco di una legislatura; questa è la grande opportunità che dobbiamo cogliere insieme nei due anni che abbiamo di fronte. Lavorare duro, come una vera squadra, per raggiungere gli obiettivi che ho rapidamente citato, evitando conflitti, incomprensioni, miope litigiosità interna, è il miglior contributo che possiamo dare come centrosinistra per combattere la deriva populista e demagogica.

La Giunta rinnovata che presento oggi è una Giunta rinforzata sul piano delle competenze e dell'operatività, ho grande fiducia nel lavoro che faranno i nuovi Assessori, Barbara Argiolas al turismo, Perluigi Caria all'agricoltura, Giuseppe Dessena all'istruzione e alla cultura, Filippo Spanu agli affari generali. In tutta l'Isola guardano al Governo della Regione, a quest'Assemblea e alla politica in generale non per vedere che fine faranno le sorti politiche dei singoli, ci guardano aspettando un riequilibrio del divario sociale, nuove possibilità di lavoro, la prospettiva di un futuro su cui abbia senso proiettare la propria speranza, ma per alimentare speranza e fiducia servono risultati, e molti risultati di grande impatto sono oggi alla nostra portata. Questa concretezza, questo pragmatismo deve essere la fonte di ispirazione del nostro agire collettivo nei prossimi due anni. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, Presidente.

Ai sensi dell'articolo 121 del Regolamento è possibile un intervento per ogni Gruppo, della durata massima di dieci minuti.

È iscritto a parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). La ringrazio per la primizia.

Signori Presidenti, Assessori, colleghe e colleghi, trascuro completamente, facendo loro un in bocca al lupo, i nuovi Assessori, non me ne vorranno per questo chiaramente, ma non posso includerli in un ragionamento più largo che interessa la Giunta per il suo operare nei passati tre anni e per le prospettive così simpatiche e allegre che il Presidente ci propone per il prossimo biennio.

Io posso capire e comprendere che l'ottimismo sia un dato fondamentale anche nell'azione politica per poter proiettare se stessi nelle condizioni e nelle situazioni in cui oggi vive la Sardegna, ma, vivaddio, l'esagerare in ottimismo può condurci a strade molto strette, se non occluse del tutto, perché abbiamo vissuto e continuiamo a vivere una condizione che è lampante, è chiaramente presente e non credo che sia lontana dall'attenzione di tutto il popolo sardo.

Io vorrei essere smentito ma come faccio a dire che sono stato baluardo degli interessi della Sardegna nei confronti del Governo? A me fa quanto meno sorridere, perché, non solo non siamo stati all'altezza, non solo abbiamo considerato il Governo amico, ma men che meno abbiamo fatto gli interessi della Sardegna!

Presidente del Consiglio, io le proposi che la prossima volta che si giura, chiunque ci sarà, anche al posto mio, giuri prima per la Sardegna, per rispondere agli interessi di questa'Isola maltrattata, e poi si giuri per l'Italia, per la nazione, tra l'altro l'abbiamo costituita noi e lo sappiamo bene, ma non addentriamoci nei meandri storici. Ma che mi si venga a dire che abbiamo ottenuto la grazia di avere qui, noi, presenti, qualche attenzione da parte del Governo centrale, mi sembra quanto meno ridicolo. Io non voglio colpevolizzare l'amico assessore Paci, ma quel "patto PP" che spesso e volentieri ho reclamato in quest'Aula ci ha portato alla condizione attuale. Ma avete mai inteso che se non ci sono entrate, non possono esserci uscite? Avete visto se le altre Regioni a statuto speciale hanno attuato subito il pareggio di bilancio, o non hanno piuttosto aspettato che il panorama complessivo si diradasse? A me pare di no!

Oggi ci si accontenta di battagliette di retroguardia, eppure sono consistenti anche quelle sugli accantonamenti, 680 circa 700 milioni di euro l'anno che vengono sottratti agli interessi del popolo sardo, ma sono battaglie di retroguardia. Quando si sono ritirati i ricorsi, da qualunque punto essi fossero stati tolti, dalla Suprema Corte a tutte le altre, bene le accise che noi mettevamo per 1 miliardo l'anno, 1 miliardo l'anno valgono 4 miliardi di euro l'anno, perché sono fonte di inquinamento fatte e disfatte in Sardegna come produzione e non ci viene riconosciuto niente dallo Stato. È questa la battaglia? Sono queste le battaglie d'avanguardia, costringendo due consiglieri regionali a firmare un ricorso alla Corte costituzionale perché la Giunta e la maggioranza non ha avuto il coraggio di opporsi ad una posizione governativa. Oggi noi ricorreremo con forza e con dignità alla Corte di giustizia europea, a tutte le posizioni anche a una petizione se il caso è necessario davanti al consiglio d'Europa perché è ora di finirla di sentirci subalterni in una condizione in cui la Sardegna non ha introiti, non può sviluppare le proprie politiche, non può creare occupazione e quindi sviluppo. Se è questo il panorama illuminato che ci ha dato il Presidente, auguri, buon lavoro. Ma mi ricordo, mi manca l'Assessore dei trasporti, probabilmente ha preso il primo aereo possibile, non so perché vorrei capire quali sono le facconde possibilità che ha dato a questa Isola di potersi interconnettere per viaggi all'estero o minimamente nelle due posizioni principali di Roma e Milano o gli vorremmo ricordare quelle che sono le gestioni aeroportuali. Io non parlo neanche di quelle che sono le tematiche odierne dei giornali che riguardano Alghero e che abbiamo allungato da molto tempo su quelle che sono le posizioni della FI 2, e gliele ho dette qui in altra circostanza. O dobbiamo ricordarci della velocità con cui Cagliari è collegata ad Olbia e a Sassari o vogliamo ricordarci delle disponibilità che si hanno per poter invertire il trenino verde per fare un po' di attenzione per le zone interne anche sotto l'aspetto turistico. O dobbiamo ricordare quali sono le attività che hanno visto improntate il commercio e l'artigianato, quali sono state? E sull'artigianato vi leggerò la vita tra qualche mese, perché è vergognoso il modo in cui vi siete posti davanti a questo problema, e non sto toccando ancora l'Assessore che faceva parte di altra posizione.

O vogliamo ricordarci della sanità che qui ci dice abbiamo tranquillamente tenuto a freno nelle spese, ma vogliamo far ridere? Siamo diventati davvero un circo? O rappresentiamo gli interessi del popolo sardo? A me al di là degli incrementi naturali che si danno per il 5 per cento in aumento per la sanità essendo un popolo di vecchi quello della Sardegna non intendo incrementarlo attraverso l'accoglienza per cui io sono uno per accogliere gli viene qui immigrato, ma sono anche per fare politiche diverse di integrazione e politiche che veramente vedono sviluppo in casa loro. Allora il problema è che la sanità non solo non funziona, non si è dato ascolto a quello che proponeva il Gruppo dei Riformatori sardi per cui proponevamo sì un'unica ASL; ma un'unica ASL che si occupasse esclusivamente di occupazione e quindi di personale e di acquisti di materiali. Qui invece si è fatto il doppione del doppione e abbiamo anziché otto ASL nove ASL con tutti quelli che sono i momenti di spesa, con tutto quello che è l'aumento di questa spesa, con tutto quello che ne viene ormai, è certificato, che siamo in aumento di spesa e se uno lo vuole nascondere glielo dimostreremo come non si può neanche nascondere. Ma potrei continuare, quali sono le riforme serie, vere, quali sono? Ma vogliamo veramente raccontare una barzelletta oppure illudere la gente raccontando che è tutto tranquillo e buono mentre invece la popolazione continua a cercare occupazione, sviluppo, c'è la gente che fa la fila da voi a cercare in tutti gli Assessorati possibilità di essere inserito nel brutto mercato del lavoro come terminologia. Ho trascurato l'industria e il lavoro perché per grazia di Dio il tempo ormai è trascorso ma potremmo continuare. Presidente, questi due anni facciamo almeno le cose che sono possibili e vi do un suggerimento: mettetevi d'accordo su cinque punti cinque e quei cinque punti si facciano ma in realtà anche con la disponibilità della minoranza purché sia nell'interesse esclusivo della Sardegna e del popolo sardo.

PRESIDENTE. Per il Partito Sardo d'Azione.

È iscritto a parlare il consigliere Angelo Carta. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Grazie Presidente, dopo aver tanto aspettato i sardi, e buon ultimo il Consiglio regionale, conoscono finalmente la nuova Giunta regionale. L'opposizione non deve nemmeno sforzarsi a descriverla ci ha già pensato la maggioranza o quel che resta della invincibile armata battuta alle elezioni, dalla maggioranza pezzettini che sono usciti o altri frammenti che si sono uniti sono venuti in questi giorni i giudizi più disparati dalla Giunta dei professori a quella dei trombati a degli inutili capi di gabinetto, qualcuno aspettava un rimpasto di più alto profilo, così è un pasticcio. Qualcun altro parla dell'utilizzo di scarti e riciclaggio di rifiuti, altri invocano l'aiuto di chi sa chi affinché ci liberi da Pigliaru perché da soli non ce la facciamo. In effetti la memoria in politica e molto corta, più che in altre vicende umane. Scordano che senza di lei, presidente Pigliaru, non sarebbero qui e non avrebbero vinto le elezioni, scordano che la coalizione che ha sostenuto il presidente Pigliaru ha avuto 289 mila 573 voti mentre la coalizione con Cappellacci candidato presidente ne ha ottenuto 299 mila e 349 esattamente 9776 in più. Senza nessun risultato, presidente Pigliaru, molti che oggi sbraitano non avrebbero neanche la presenza anche in Consiglio regionale oppure sarebbero ben più ridotti. Perciò bene ha fatto, Presidente, ad assumere decisioni che rientrano nelle sue prerogative e sono fermamente supportate dal risultato elettorale perché, Presidente, è lei che ha vinto non la sua coalizione. Ciò che stupisce in questi giorni frenetici è la totale assenza del dibattito tutto interno la maggioranza dei temi che riguardano i sardi. I giudizi sferzanti e poco rispettosi non solo dal punto di vista politico ma anche da quello umano, descrivono il rammarico per aver perso una poltrona o non averne ottenuta una in più perché a questo si è ridotto il dibattito interno alla maggioranza. Il lavoro, la crisi dell'industria, i ritardi nei grandi del PSR, l'aumento della disoccupazione, il problema delle zone interne, le strade ormai impraticabili della Provincia di Nuoro, riforme nate male e gestite peggio, non compaiono nell'esternazione dei cosiddetti leader che passeggiano nel campo politico annusando l'aria per capire dove meglio posizionarsi per perpetuare se stessi. Ma il convitato di pietra del dibattito sulle poltrone e sugli assetti è la questione morale alla quale puntualmente la Corte dei conti richiama anche qui in Sardegna, sembra però che qui nessuno si accorga, che qui da noi c'è una questione morale seria, grave e che sta degenerando. I partiti non fanno più politica, hanno degenerato, e questa è l'origine dei malanni d'Italia. I fatti ci sono e sono sotto gli occhi di tutti, i partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere di clientela, scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società della gente, idee, ideali, programmi pochi o vaghi, sentimenti e passione civile zero. Gestiscono interessi, più disparati, più contraddittori talvolta anche loschi comunque senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani emergenti oppure distorcendoli senza perseguire il bene comune. La loro stessa struttura organizzativa si è conformata su questo modello e non sono più organizzatori del popolo formazioni che ne promuovono la maturazione civile e l'iniziativa: sono piuttosto federazioni di correnti, di camarille, ciascuna con un boss, e dei sotto-boss", sono parole di Enrico Berlinguer del 28 luglio 1981, in un'intervista a Eugenio Scalfari su "La Repubblica", parole quanto mai attuali, che provengono dall'altro secolo, e dopo trentasei anni descrivono la situazione attuale. Nella lettera di ingaggio che lei, presidente Pigliaru, pare abbia fatto sottoscrivere agli Assessori vecchi e nuovi, in riguardo alla questione morale ha fatto prendere impegni? Ha chiesto che gli Assessori si astengano dal gestire assunzioni, dal concedere favori in cambio di tessere? Ha chiesto ai partiti di impegnarsi a lasciare i centri di potere? Solo per darle uno spunto, riporto un altro passaggio dell'intervista a Enrico Berlinguer: "I partiti hanno occupato lo Stato e tutte le sue istituzioni a partire dal Governo, hanno occupato gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, cui aggiungerei le fondazioni, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università e le tv, alcuni grandi giornali. Insomma tutto è già lottizzato e spartito, e si vorrebbe lottizzare e spartire, e il risultato è drammatico, tutte le operazioni che le diverse istituzioni e i loro attuali dirigenti sono chiamati a compiere vengono viste prevalentemente in funzione dell'interesse del partito o della corrente o del clan cui si deve la carica. Un credito bancario o un contributo di qualche fondazione viene concesso se è utile a questo fine, se procura vantaggi a rapporti di clientela, un'autorizzazione amministrativa viene data, un appalto viene aggiudicato, una cattedra viene assegnata, un'attrezzatura di laboratorio viene finanziata se i beneficiari fanno atto di fedeltà al partito che procura quei vantaggi, anche quando si tratta soltanto di riconoscimenti dovuti". Questo, Enrico Berlinguer. Ha provato a verificare se nella Sardegna del nostro tempo queste cose avvengono? Si è chiesto se il potere esercitato nel triennio da lei presieduto possa aver provocato lottizzazioni? Possa averle consolidate? Oppure fate nascere e progredire? Se non lo ha fatto, se lo chieda da oggi in poi, Presidente, perché senza una guardia attenta, vigile e ferma, i mali che Berlinguer denunciò trentasei anni fa non sono estirpati, anzi hanno prodotto metastasi pericolose, e, badi bene, mi permetto di dirle queste cose perché a lei sono rivolte, signor Presidente, perché a lei riconosco piena sta, e in lei confido affinché possa contrastarle e debellarle, non da solo certamente, ma con il pieno appoggio di tutti coloro che hanno ben chiaro che mai potrà esservi sviluppo e riscatto per i sardi finché in cambio di un posto di lavoro verranno privati della loro dignità, perché il lavoro da la dignità a un uomo e a una donna, ma può anche toglierla se quel lavoro è il frutto di una società malata come la nostra. Questo Consiglio può riuscire a dare un senso a questa legislatura se riuscirà a ricomporre o cercare di ricomporre la frattura che esiste fra la politica e il popolo. Questo Consiglio deve e può intervenire su temi importanti che sono alla base di una società più giusta, dobbiamo intervenire sui vitalizi tagliando inaccettabili privilegi, dobbiamo intervenire per far sì che i partiti vadano fuori dalle banche e dalle fondazioni, dobbiamo intervenire per far sì che il lavoro interinale non sia schiavismo politico, dobbiamo intervenire per far funzionare meglio gli strumenti a nostra disposizione. Penso alla Commissione di inchiesta sulla sanità, contro la quale pare esista una congiura per bloccarla, e che fino ad oggi ha prodotto qualche inutile articolo sui giornali. Non basta certo una lettera di ingaggio o un mandato firmato dal presidente Pigliaru, serve molto di più, l'attenzione e l'impegno di tutti per combattere una piovra maledetta che si vuole impossessare della Sardegna. Noi sardi saremo in grado di bloccare e rendere innocui gli squali che non vivono a Roma capitale, che non vengono da Milano, che non sono la mafia siciliana, ma vivono e operano in Sardegna? È dalla Giunta e da ogni Assessore che si deve iniziare, e su questo vigileremo, perché, come ha ben detto lei, Presidente, gli Assessorati non si trasformino in cosa loro, ma siano la casa di tutti i sardi.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SEL). Anch'io nutro molto interesse al rilancio dell'azione programmatica di questo Esecutivo appena presentato dal Presidente, e nutro quell'interesse che deve essere esclusivo di tutti i sardi e di tutta la Sardegna. Riprendo quello che ha appena detto il collega e amico Carta, ha detto bene il Presidente, che gli Assessori e gli Assessorati non devono essere case dei loro partiti, ma devono essere case trasparenti e aperte a tutti, perché noi abbiamo troppe partite aperte. Ha detto bene ancora il Presidente quando ho parlato di riforme strutturali che probabilmente nell'immediato non hanno sortito effetto, ma in questi due anni quegli effetti si dovranno vedere. Anch'io sono non solo per l'ottimismo della volontà, ma anche per l'ottimismo della ragione, perché credo che questi due anni, che saranno due anni durissimi, sicuramente complessi, potranno dare quelle risposte che sinora non sono arrivate, non sono arrivate perché la situazione della nostra Isola, della nostra Sardegna, è una situazione non congiunturale ma strutturale nelle sue negatività. L'ho detto altre volte, quello che accade altrove di straordinario da noi è ordinario, e purtroppo su questo noi ci dobbiamo misurare. E se il collega Pietro Cocco e il collega Locci mi faranno sviluppare l'intervento, proverò a dire umilmente quello che penso. Dicevo che abbiamo davanti due anni sicuramente che ci porteranno ad avviare un percorso complesso, però sono convintissimo che si potranno tradurre in atti concreti quello che le riforme hanno sancito. Io parlo sempre della legge numero 2 che secondo me è fondamentale, della legge di riforma degli enti locali, quella legge ha sancito il principio della perequazione, della sussidiarietà, dell'equiparazione dei territori, dei bisogni e dei cittadini. Io credo che già con l'ultima delibera di Giunta, quella che è stata adottata ieri dalla Giunta regionale, si stia cominciando a far germogliare quei frutti, perché credo che quella delibera, adottata secondo dati oggettivi che riguardano tutti i comuni della Sardegna e in particolar modo i comuni delle zone interne, possa davvero cominciare a dare risposte serie. Abbiamo parlato di spopolamento, di disoccupazione, di povertà, ha detto l'onorevole Dedoni che bisogna stabilire due o tre direttrici anche comuni per poter uscire dalla crisi, e io credo che, se noi basiamo il nostro lavoro sulla povertà, sul lavoro, e quindi sul masterplan delle zone interne, potremo dare davvero delle risposte immediate, concrete e positive. Ci crediamo molto, perché crediamo nella qualità degli Assessori vecchi e nuovi. Ne approfitto per fare i miei migliori auguri di buon lavoro alla dottoressa Argiolas, a Pierluigi Caria, a Filippo Spanu e a Giuseppe Dessena. Crediamo molto in voi e ci crediamo, e vi valuteremo non sulla fiducia, ma sul lavoro che effettivamente farete da questo momento in poi. Però abbiamo grande fiducia in voi, abbiamo grande fiducia in tutto l'Esecutivo e abbiamo grande fiducia nel presidente Pigliaru. Mi è piaciuto il suo intervento perché ha riconosciuto che i problemi esistono davvero, che il rapporto con lo Stato va rivisto, che bisogna alzare l'asticella sulla vertenza. Sugli accantonamenti non faremo passi indietro, non possiamo più farli, noi abbiamo diritto ad avere quello che ci spetta, e sinora i nostri diritti non sono stati riconosciuti. Io credo che questa non sia una stagione nuova, ma sia la continuazione di una stagione vecchia dove dobbiamo farci valere rispetto a uno Stato che sinora si è dimostrato molto patrigno nei confronti nostri, nei confronti delle persone che noi siamo qui a rappresentare, e non possiamo più permettercelo. Quindi, credo e sono convinto, ha detto bene il Presidente, quando si è rivolto alla maggioranza, che l'esito di questo nuovo passaggio dipenderà dai comportamenti, dall'unità e della condivisione dei percorsi che tutti noi insieme riusciremo a porre in essere. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). La prima considerazione ovviamente sono gli auguri per i nuovi Assessori, Argiolas, Caria, Dessena e Spanu. Auguri di cuore, sono gli auguri di tutti i sardi che in qualche modo hanno interesse che questo Consiglio, che questa nuova Giunta possa produrre dei risultati concreti. Ho ascoltato con attenzione le dichiarazioni programmatiche del presidente Pigliaru, ed è ovvio, Presidente, che per quanto lei abbia fatto l'elenco degli argomenti trattati e affrontati, non condividiamo soprattutto i risultati ottenuti. È anche vero, però, per onestà, che non tutto è stato drammatico, non tutto è da buttar via, alcuni problemi, così come quello del metano, così come quello di alcune società in house che sono state salvate, li avete risolti, altri rimangono da risolvere, però è anche vero che nell'elenco delle dichiarazioni programmatiche e dei temi da lei trattati ci sono una serie di problemi che sono aggravati, quello fra tutti è sicuramente quello sulla sanità, perché l'invito che io faccio al Presidente, per quanto ha avuto anche la spiacevole sfortuna di provare a toccare con mano, è di sedersi, da libero cittadino, in un Pronto soccorso, per capire, da libero cittadino, quante ore di attesa occorre fare in un Pronto soccorso, oppure l'invito che faccio al presidente Pigliaru è, sempre da libero cittadino, di presentarsi dal medico di base per poi richiedere una visita specialistica; oggi, da quando abbiamo modificato l'ATS, le visite specialistiche sono aumentate minimo di 2-3 mesi. Dicasi altrettanto per gli ospedali che sono in periferia, la mobilità passiva è aumentata del 30 per cento; questo significa che il modello dell'ATS non è un modello che rappresenta i problemi dei sardi, e soprattutto tenta di risolverli. In realtà lo stesso Moirano ha detto a voi e ha reso pubblica l'idea che lui non avrebbe mai fatto una Azienda unica, così come non l'ha fatta nel Piemonte, e sue parole in una conferenza stampa sono: "Mi avete chiamato per governare un'Azienda unica, io quello farò, ma non è sicuramente nel mio modello". Quindi, nelle dichiarazioni programmatiche, Presidente, lei fa l'elenco di una serie di problemi che sono probabilmente aggravati su alcuni temi. È facile per me citare l'agricoltura, e gli auguri all'Assessore Caria sono doppi, perché, Assessore, lei ha ereditato una Assessorato che è sicuramente allo sbando, una Assessorato che non è stato governato così come dalle aspettative di tutti noi, ma soprattutto dei sardi, una Assessorato che ha perso tre anni del PSR, tre anni nel senso delle pubblicazioni dei bandi. I giovani imprenditori che dall'agosto del 2016 sono stati in qualche modo invitati ad intraprendere l'attività si sono indebitati con le banche, sono gli stessi giovani imprenditori che oggi invece hanno compiuto magari 41 anni e sono esclusi dai bandi, quindi una volta tanto la Sardegna che danneggia i suoi figli, che danneggia i suoi disoccupati, che danneggia le imprese. Un bando, il bando 4.1, quello per rinnovare le attrezzature, che in qualche modo vede anche qui fortissimi ritardi, problemi assurdi, problemi che nel 2017, così come nel 2016, sono ancora incomprensibili, cioè non funzionano i sistemi informatici, siamo veramente al grottesco, qualcosa di ridicolo. È chiaro che pensare nelle dichiarazioni del Presidente che la tecnologia ci viene incontro, io vorrei capire di quale tecnologia stiamo parlando. È troppo facile parlare anche qui dei trasporti, i trasporti per cui siamo stati così ridicolizzati dall'Italia intera, con un bando che si poteva fare, poi si è fatto, non si è fatto, con difficoltà con il monopolio delle navi e con la difficoltà di portare quindi i turisti in Sardegna, perché è chiaro che i trasporti sono per noi il perno della nostra economia, senza la possibilità di potersi muovere liberamente sia per i turisti, sia per gli stessi sardi, si crea difficoltà. Un'altra cosa che non è stata detta, ma andava detta probabilmente nell'elenco dei problemi, è la scandalosa e ridicola situazione della ATI-Ifras, dove un Consiglio regionale, una volta tanto con un voto unanime, approva una legge, quindi 60 consiglieri regionali approvano una legge, e il giorno dopo veder disattesa questa legge perché un funzionario ha ritenuto opportuno non firmare. Ecco, di fronte a queste cose, Presidente, vedo una certa debolezza, vedo una presa di posizione anche da parte sua che probabilmente non è stata all'altezza delle aspettative dei sardi, ed è chiaro che a questo punto anche parlare di coesione, parlare di maggioranza forte, parlare di problemi irrisolti, mi viene qualche dubbio che sia così. Non me ne voglia l'Assessore agli enti locali, ma anche quanto è avvenuto ieri con lo spostamento della sede delle province del sud Sardegna da Carboni a Cagliari, anche questa è una scelta che non condividiamo, non si capisce poi per quale economie, soprattutto per quali servizi; questo significa, ancora una volta, che il territorio del Sulcis Iglesiente, Assessore, da dove lei proviene, in qualche modo è stato espropriato di un altro patrimonio, perché, per quanto mi riguarda, ero a favore anche delle province, poi il voto referendario ha fatto altre scelte, perché le province rappresentavano i territori, le province in qualche modo consentono anche quei micro servizi di cui i territori hanno bisogno. Quindi, Presidente, io non voglio cercare di proseguire con l'elenco delle cose fatte, fatte bene, da fare, sicuramente mancano due anni alla fine del mandato, considerato che tre mesi prima dovremo iniziare anche la campagna elettorale, ormai manca circa un anno e mezzo, l'augurio che io faccio e l'augurio che io faccio a nome dei sardi, a nome degli elettori che noi rappresentiamo, è che veramente questo anno e mezzo, questi due anni che rimangono, possano dare alla Sardegna, non solo a voi, la possibilità di riscatto. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pierfranco Zanchetta. Ne ha facoltà.

ZANCHETTA PIERFRANCO (Cristiano Popolari Socialisti). Manca, ha detto l'onorevole Rubiu, un anno e mezzo, quindi la campagna elettorale è più avanti; siamo sempre in campagna elettorale e credo che invece dobbiamo concentrarci sulle cose da fare. Io ho apprezzato molto l'intervento del Presidente della Regione, al quale va il mio riconoscimento, e vorrei farlo pubblicamente per la sua capacità, la sua forza, in un momento particolarmente difficile, dettato anche dal suo stato di salute, una considerazione che mi permetto di fare e che non vuole certamente entrare nel privato, ma è un fatto pubblico. Il Presidente ha avuto la forza, la capacità di una reazione straordinaria anche nel mettere in campo le azioni di governo in condizioni particolarmente difficili del suo stato di salute, e oggi siamo di fronte ad una Giunta che si presenta nella sua interezza, nella sua azione e capacità di governo, e ai nuovi Assessori io formulo i miei auguri di buon lavoro. Il richiamo fatto dal Presidente alla ricostruzione del rapporto di fiducia tra le istituzioni, la politica e la gente, la popolazione, il popolo sardo, è un motivo che impegna noi tutti a mantenere alto il valore delle istituzioni nel rapporto costante e di attenzione che dobbiamo avere con il nostro popolo. Io credo che questo sia un elemento importante, che investe certamente l'attenzione per le zone più disagiate, il richiamo che è stato fatto al Masterplan per le zone interne, ma io direi il richiamo e l'attenzione a tutte le periferie, cioè a quei centri, a quei luoghi che sono lontani, distanti dai centri decisionali, ma che meritano la nostra attenzione. Così come ritengo che meriti attenzione un'azione più incisiva, più forte e più coraggiosa nelle rivendicazioni che la Regione deve fare nei confronti dello Stato centrale. Ecco, su questo argomento io credo che noi dobbiamo cimentarci tutti, così come ho avuto modo di dire anche nella riunione congiunta con il CAL, con il Consiglio delle autonomie locali, dobbiamo avere la capacità di richiamare l'attenzione di tutte le istituzioni sarde, di tutta la popolazione sarda, nella rivendicazione più alta nei confronti dello Stato centrale. Molte cose sono state messe in campo, avranno anche la capacità di trovare risoluzione, sono state avviate, e noi siamo certi che questi due anni ci serviranno per mettere a frutto quanto è stato impostato. Ho avuto già modo di esprimere pubblicamente una considerazione di natura politica su quanto riguarda la lettera di mandato che ritengo che non sia un vincolo capestro per i nuovi Assessori ma apre un nuovo confronto tra l'Esecutivo e la maggioranza che siede in quest'aula, un nuovo rapporto che deve essere incentrato su una più stretta collaborazione. Il richiamo che fa il presidente Pigliaru al superare la litigiosità interna mi trova perfettamente d'accordo e io credo di rappresentare anche il pensiero del mio Gruppo. Siamo a due anni dalla fine, qualcuno dice un anno e mezzo, ma noi non ci fermiamo, non siamo in campagna elettorale, dobbiamo stare sul pezzo e il pezzo, in considerazione del fatto che sono stato interrotto anche all'inizio, e chiedo scusa al presidente Ganau se ho usato poco garbo, soprattutto in qualche modo non ho rispettato il protocollo, il richiamo che io facevo a quelle donne che oggi protestano, sono le mie concittadine, chiedono attenzione alla Regione, noi lo stiamo dimostrando e lo chiediamo anche in questo momento perché non soltanto ci richiamiamo a loro ma all'attenzione che le istituzioni, nel rapporto istituzionale di confronto anche duro e serrato, deve vederci risolvere i problemi non con leggerezza, ma con competenza per assegnare a tutti i territori le opportunità che essi meritano, compreso un argomento così importante e fondamentale come quello della salute e della sanità in generale. Attenzione dicevo per tutte le periferie, mi ha fatto piacere il riferimento del Presidente alla situazione richiamata dell'ex arsenale che mi auguro in tempi brevissimi sono certo verrà portata anche a risoluzione nel tavolo che si è aperto nel confronto con lo Stato. La nostra disponibilità è stata già manifestata al Presidente, ma lo voglio ribadire in quest'Aula, in questo intervento, perché ritengo che sia fondamentale andare spediti verso il conseguimento di risultati che sono alla nostra portata e che ci vedono costantemente impegnati, ribadisco, in un rinnovato rapporto con l'Esecutivo che non può essere più affidato soltanto a sterili polemiche, ma soprattutto ad azioni di concretezza che vedono impegnata anche la maggioranza contribuire all'azione di governo.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gianfranco Congiu. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Presidente, Presidente della Regione, Assessori, colleghi, ho ascoltato il presidente Pigliaru con grande attenzione e con grande attesa il suo atto di presentazione del nuovo Esecutivo. Non lo ritengo questo un momento rituale, non lo ritengo un momento liturgico, abbiamo esercitato la critica, abbiamo detto fino ad oggi le ragioni per le quali eravamo scontenti. Non sono qui per ribadirle ma per richiamarle ed erano ragioni, presidente Pigliaru, che attengono al quoziente o alla quota di ricaduta delle nostre politiche nella società sarda. Declino meglio il concetto. Nella sommatoria di cose fatte che quotidianamente riportiamo nei territori, che quotidianamente decliniamo a quel corpo elettorale al quale ci rivolgiamo, non ogni cinque anni ma tutti i giorni, noi le cose fatte le conosciamo, le abbiamo vincolate ad un impegno di legislatura e ce le ricordiamo in continuazione. Il tema, presidente Pigliaru, non è sulle cose fatte, il tema oggi di fine legislativa è che ricaduta hanno nella società sarda. Società che è sempre più stretta in una morsa, in una logica di duopolio o quasi da Nord contro Sud, da due poli urbani che si contendono e si spartiscono risorse e attenzioni. Bene, chi le parla ha firmato gli emendamenti che hanno accreditato il principio della perequazione a favore delle zone marginali e disagiate, dei trasferimenti misurati in favore dei poli urbani, quel principio di perequazione che è stato richiamato anche dall'onorevole Cocco in quest'Aula e che era uno dei principi eticamente fondanti la legge 2 del 2016 sul riordino degli enti locali. Bene, perequazione per noi significa non lasciare indietro nessuno, perequazione per noi significa ricordarci delle zone interne, perequazione per noi significa calibrare le nostre politiche condivise, ribadite, risottoscritte in quest'Aula ma che debbono cadere su tutti. Il fine legislatura è un momento di selezione degli obiettivi e delle priorità. Noi le abbiamo posto la priorità di guardare alle aree interne come aree privilegiate di ricaduta di quelle politiche che lei ha raccontato e che abbiamo sottoscritto. Abbiamo individuato quattro ambiti proprio perché non è il caso di fare i tuttologi, quattro ambiti nei quali misurare questa capacità e intanto di salire su un treno in corsa dei nuovi Assessori, le capacità di misurare nei territori la ricaduta delle politiche agricole, la ricaduta delle politiche culturali, la ricaduta delle politiche sanitarie. Abbiamo ricordato che l'agricoltura è un serbatoio enorme di risorse che vanno veicolate nel tessuto economico, spendiamo in fretta, facciamo uscire i bandi, l'abbiamo detto in tutte le salse e lo ripetiamo in quest'Aula; buona fortuna all'assessore Caria, speriamo che sia dotato di quella robustezza, di quella competenza e di quella capacità che gli consenta di far maturare tutti quei bandi e tutte quelle energie finanziarie che servono, ma misuriamole nei territori. Nei territori misuriamo le politiche scolastiche, io sono tra quelli che ha apprezzato maggiormente Iscol@, ma dal punto di vista della programmazione scolastica che idea di scuola noi abbiamo nelle aree marginali? Nel senso che sono troppi i segnali di protesta, sono troppe le tensioni che arrivano dai territori oggetto di spopolamento, calibriamo le politiche scolastiche sui territori dell'interno. Sulla sanità condividiamo l'obiettivo di una razionalizzazione della rete, Presidente, e qui le anticipo un inedito, ma quando leggiamo dalla stampa che l'elisoccorso andrà tarato su tre basi noi ci poniamo subito un problema che è quello della copertura per le aree difficilmente raggiungibili, guarda caso quelle altre che verosimilmente saranno oggetto di un restringimento in termini di servizi. Allora stiamo sull'elisoccorso, stiamo sul ridisegnamento della rete, lavoriamo assieme ma guardiamo la ricaduta delle aree interne. Sull'elisoccorso ritorneremo nei prossimi giorni, avremo modo di proporre una visione alternativa perché dal nostro punto di vista il ragionamento della copertura del raggio d'azione deve guardare soprattutto le zone difficilmente raggiungibili. Noi come obiettivo di fine legislatura poniamo esclusivamente questo, quello di andare a calibrare le nostre politiche sulla base della ricaduta nelle aree che soffrono. Lei ha fatto appello all'unità della maggioranza. Noi ci siamo, far parte di questa maggioranza significa anche crearci dei luoghi di elaborazione di un percorso che ci veda uniti dalle stesse priorità. Il tema da domani sarà: questa maggioranza è capace di ritrovarsi attorno ad un progetto condiviso? Io lavoro perché questo avvenga e deve avvenire sulla base di priorità che sono leggibili, ma non per macro titoli, per capacità di ricaduta nei territori che soffrono. Questo è il trend che noi abbiamo posto alla sua attenzione in tutte le occasioni fin dall'inizio della legislatura e che rinnoviamo in questa sede. Buona fortuna ai nuovi Assessori e un saluto anche agli uscenti.

PRESIDENTE. Il Gruppo Misto ha deciso di dividere il tempo in cinque interventi da due minuti.

È iscritto a parlare il consigliere Gaetano Ledda. Ne ha facoltà.

LEDDA GAETANO (Gruppo Misto). Presidente, un saluto ai colleghi e soprattutto alle colleghe, ai signori della Giunta, e un in bocca al lupo ai quattro nuovi Assessori. Parlerò due minuti perché devo dare voce anche ai colleghi del Gruppo Misto. Il Presidente ha parlato di pragmatismo, io sono pragmatico al 100 per cento e parto subito a parlare della nuova azione di governo. Allora mi permetto di suggerire ai quattro nuovi Assessori alcune cose che non hanno funzionato, suggerisco a partire da Giuseppe Dessena sul ridimensionamento scolastico dove nei territori c'è stata la volontà di fare unione però la nostra struttura regionale non ha accettato questa proposta, infatti ci sono dei problemi in varie zone, soprattutto nelle zone interne come si parlava prima. Sulla dispersione ha già detto il Presidente, per quanto riguarda la Argiolas la saluto e dico che c'è stato un ottimo lavoro anche dal suo predecessore, quindi penso che sulla falsariga di Morandi lavorerà bene. A Filippo Spanu non mi permetto di dire niente visto che è un'icona della Regione, uno che conosce la macchina amministrativa a menadito, quindi penso che lavorerà benissimo. Voglio invece esortare l'assessore Caria, come stavamo parlando prima col Presidente, ci giochiamo la legislatura in questi ultimi due anni o un anno e mezzo come dice qualcuno, sull'agricoltura che è il settore primario, il settore trainante della Regione, non hanno funzionato i bandi, non sono partiti, abbiamo il problema del pecorino, adesso abbiamo i 3 milioni e mezzo del ministro Martina, dovevano essere 4, sono 3 e mezzo, quindi a Caria massima disponibilità, io ci sono sul prezzo del latte come dicevo stamattina, ripeto, e non mi stancherò di ripeterlo, deve andare a chi munge il latte quell'incentivo, quell'agevolazione deve andare a chi munge il latte. Quindi noi ci siamo come Gruppo politico, come partito e come consigliere regionale, Fortza Paris!

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Fabrizio Anedda. Ne ha facoltà.

ANEDDA FABRIZIO (Gruppo Misto). Intanto auguri di buon lavoro ai nuovi Assessori. Io partirei dallo sviluppo economico dell'isola che passa dalle piccole e medie imprese ed ecco l'importanza dell'Assessorato artigianato e agricoltura oggi di nuova nomina assessoriale questi due Assessorati. Criticità di questo governo regionale a mio avviso riscontrate in questi tre anni è stato il poco lavoro di squadra. È importante che l'agroalimentare si raccordi con l'artigianato, turismo, commercio e i trasporti, il turismo si raccordi con la cultura in modo che facciano veramente un lavoro insieme perché è quello che è mancato in questi tre anni di lavoro. Il vostro lavoro, Assessori, deve essere quello di coinvolgere gli amministratori locali spesso più propensi a portare avanti opere pubbliche e assenti nell'opera importante di sviluppo produttivo. Gli Assessori appena nominati, strategici per lo sviluppo dell'isola, hanno il compito importante di colmare le criticità di questi tre aree di governo che è la mancanza del lavoro di squadra. La forza politica che rappresento, unica forza di maggioranza in questi tre anni fuori dal governo regionale, è disponibile a portare avanti il programma di governo, sanità e lavoro hanno la priorità. Il lavoro deve passare da politiche attive dove l'aumento del PIL deve essere protagonista, per la sanità è partita la riforma e dobbiamo vigilare che gli obiettivi di migliorare i servizi sanitari ai cittadini si concretizzino nel medio termine. Auguri di buon lavoro.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Emilio Usula. Ne ha facoltà.

USULA EMILIO (Gruppo Misto). Oggi ci troviamo a celebrare secondo me con una liturgia un po' stanca e stantia, questa piccola operazione di maquillage e di restauro di una Giunta regionale logorata da troppe tirate di giacchetta. Io non partecipo al plauso per questo evento né Rossomori trova alcun motivo di gaudio da annunciare al popolo. Aldilà delle battute il giudizio politico che Rossomori dà è di bocciatura nei contenuti e nel metodo, naturalmente e lo dico con sincerità, nulla di personale contro i singoli neoassessori ai quali faccio davvero i più sentiti auguri di buon lavoro e un augurio di buon lavoro che poi darebbe evidentemente una ricaduta alla Sardegna. Nulla di personale, ripeto, quel che secondo me non va bene è ancora una volta la dimostrazione di una distanza enorme tra la Giunta, il governo di questa Regione e il cittadino anche per come è stato gestito e comunicato questo cosiddetto rimpasto. Il cittadino non può certo orientarsi né trovare significato positivo di questa operazione, Rossomori è uscito da questa maggioranza dopo la constatazione di questa progressiva distanza e contestualmente ha ritirato il suo Assessore che secondo me ha lavorato comunque bene. Una maggioranza però, e in particolare ripeto ancora, una Giunta la cui azione politica si è progressivamente allontanata dagli obiettivi programmatici, dalle promesse fatte…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Paolo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA PAOLO (Gruppo Misto). I miei più sinceri auguri alla nuova Giunta e al Presidente che la guiderà in questa seconda fase di legislatura. Una seconda fase in cui noi speriamo che le riforme anche importanti, anche coraggiose, superino quella fase fisiologica di rodaggio e arrivino a maturazione e a produrre i frutti che speriamo siano nutrienti per il nostro popolo e per la nostra terra. Penso in modo specifico alla riforma sulla sanità, alle riforme della scuola, importante, e a quella sui servizi per il lavoro oltre a tutte quelle che ha già citato il Presidente. Mi sento di indicare alcune priorità, ne ho selezionato quattro che a me e a noi stanno molto a cuore e che possono trovare un nuovo spazio e una nuova focalizzazione in questi ultimi due anni di legislatura. La prima è quella sulla scuola e l'istruzione, noi abbiamo una carenza importantissima nel livello medio di scolarizzazione e di istruzione sia per quanto riguarda i titoli, numero dei laureati, la dispersione scolastica, sia per quanto riguarda il livello di preparazione dei nostri studenti a parità di titolo. La Regione ha già fatto molto, io mi aspetto che a fine legislatura noi possiamo dire che c'è stato un miglioramento anche minimo del numero dei laureati, un miglioramento anche minimo nei livelli di dispersione scolastica e un miglioramento anche minimo nella conoscenza delle lingue e nel livello medio di preparazione. Il secondo punto che tocco…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Giovanni Satta. Ne ha facoltà.

SATTA GIOVANNI (Gruppo Misto). Intanto auguri a tutte le donne presenti in Aula, spero che questo sia di buon auspicio per la nuova Giunta, faccio gli auguri anche ai quattro neoconsiglieri Argiolas, Spanu, Dessena e in particolare all'amico Pierluigi Caria che stimo molto perché ci conosciamo personalmente e sono convinto che potrà ben operare per quanto riguarda il settore dell'agricoltura che come ha detto Gaetano Ledda è uno dei cardini della nostra economia, quindi è stata abbandonata in questi mesi ma anche in questi tre anni perché non si è fatto niente e tutti i risultati di cui ha parlato un componente della maggioranza come Gaetano Ledda sono reali, non riusciamo ad essere puntuali nell'erogazione dei premi, abbiamo avuto il crollo del prezzo del latte però credo che in questo settore Assessore e Presidente dobbiate veramente prendere in mano la situazione e operare una riforma seria soprattutto per quanto riguarda le premialità. Perché non va sottovalutato un settore come quello agricolo che come ho detto qualche altra volta in aula rappresenta l'ossatura della nostra economia soprattutto nelle zone interne quelle di cui tanto ci vogliamo occupare a parole ma non lo facciamo mai perché lo spopolamento è dovuto anche a questo, c'è un tracollo di quel settore e mi auguro che ci si impegni. Fuori da quest'Aula l'entusiasmo che il Presidente ha registrato e ha voluto sottolineare non c'è, perché in Sardegna oggi le cose non vanno bene, manca il lavoro, mancano le condizioni del vivere bene soprattutto nelle zone interne, quindi mi auguro che d'ora in avanti si faccia il contrario di quello che si è fatto. Una cosa ugualmente che voglio denunciare è lo scollamento tra il lavoro della Giunta, il lavoro del Consiglio e il lavoro delle Commissioni. Quotidianamente ci troviamo in Commissione a semplicemente sottoscrivere, senza neanche avere l'opportunità di…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Presidente, ma insomma l'occasione è importante per formulare gli auguri di buon lavoro ai nuovi Assessori, i quali conoscendoli sono sicuro che faranno molto bene e metteranno tutto il loro impegno per cercare di raggiungere i risultati di cui il Presidente ha parlato. Perché il fatto nuovo, se nuovo lo vogliamo chiamare, è anche il fatto che il Presidente accompagni la delega dei nuovi quattro Assessori con un mandato programmatico preciso che indirizza le regole del gioco fino alla fine della legislatura, due anni. Il Presidente dice: "Ci aspettano due anni ambiziosi", è una cosa importante che viene detta, non è mai scontato. Due anni ambiziosi significa che si sta guardando avanti con prospettiva, significa che al primo intervento manutentivo e riorganizzativo della Giunta, perché badate bene, si tratta di un primo intervento manutentivo di riorganizzazione della Giunta regionale. E dalle dichiarazioni che sentito sulla stampa, e non voglio tirarla in polemica perché assolutamente non mi interessa una cosa di questo tipo, voglio stare sul prezzo e parlerò delle cose da fare. Ma una piccola cosa credo che vada detta. Ho sentito delle dichiarazioni e dirò anche di chi, del presidente Cappellacci, che oggi dall'Aula è assente, nei giorni scorsi dire, in maniera assolutamente legittima da parte sua, che la nuova Giunta eccetera, insomma esprimendo anche giudizi personali nei confronti della nuova squadra che si appresta a dare il contributo a questo Esecutivo, che governerà la Regione per i prossimi due anni. Qua stiamo facendo un intervento su quattro Assessori, manutentivo, di riorganizzazione, cosa della quale si parla da tempo, una cosa dal mio punto di vista assolutamente normale, che accade nelle giunte regionali, nelle giunte comunali, nelle Assemblee che hanno in qualche modo da nominare gli esecutivi. E qua stiamo parlando a distanza di tre anni di quattro Assessori. Io ricordo venticinque, ventisei, ventisette giuramenti qua di assessori nella scorsa legislatura, che giorno dopo giorno venivano, anche gli stessi assessori che avevano giurato il giorno prima, qualche giorno dopo veniva sostituito, per cui le idee non erano abbastanza chiare. I rapporti nella maggioranza evidentemente erano fortemente frantumati perché questo accadeva. Per cui io credo che quando uno fa delle dichiarazioni, minimo dovrebbe avere un po' di pudore e guardarsi prima in casa propria, capire qual è stata la sua storia, perché la storia di ognuno deve essere raccontata assolutamente bene, e quando uno fa il Presidente della Regione, ed è stato il Presidente della Regione, credo che abbia il dovere di prestare maggiore attenzione di chiunque altro nell'esprimere giudizi anche preventivi. Qua siamo di fronte secondo me ad un rinnovato impegno, e non è una questione di forma, di rito, non è assolutamente così perché questo prevede il regolamento consiliare, il giuramento, la presentazione della squadra, e però poi si è parlato di cose fatte e di cose che devono essere fatte, ed è di questo che bisogna parlare, colleghi, tutti quanti. Naturalmente tutto questo non può stare in piedi se non esiste un rinnovato impegno di coesione all'interno della maggioranza, che badate bene dal mio punto di vista non è mai stato ferito fino in fondo, non lo è mai stato perché non è così. Che ci sia all'interno di una coalizione una discussione, soprattutto fra forze di una maggioranza composita, articolata, che provengono da esperienze anche differenti, che hanno sposato un progetto iniziale che deve essere rivisto e aggiornato durante il passare del tempo, e così questo è l'argomento di oggi, a me pare che sia abbastanza normale. Quindi l'occasione e l'invito che rivolgo a tutti è quello di rinnovare l'impegno, perché quando si fanno interventi di riorganizzazione complessiva è evidente che non tutti sono contenti, anche questo mi pare abbastanza naturale, perché se fosse il contrario, cioè se tutti fossero contenti è evidente che le cose possono andare avanti in una maniera difforme. Però quando si discute, quando si fanno delle scelte va ricordato, ed è stato detto, che due assessori dei quattro si sono dimessi qualche tempo, fa una per ragioni politiche, il collega Usula poco fa intervenendo ha detto quali sono le ragioni del suo partito, del suo Gruppo, che hanno motivato le scelte di ritirare l'Assessore dalla Giunta nei mesi scorsi, l'altro Gianmario Demuro si è dimesso per questioni squisitamente personali. Poi è accaduto che in questi giorni discutendo fra i colleghi di maggioranza, fra i gruppi di maggioranza, era necessario rilanciare l'azione, e serve anche una scossa alle volte, ad al di là dei nomi, e dei quattro colleghi che voi sostituite, a cui personalmente io rivolgo il mio ringraziamento per il lavoro svolto in questi tre anni, perché hanno lavorato bene, non esiste un giudizio personale su nessuno di loro. E io personalmente agli Assessori che sono andati via rivolgo un ringraziamento per il lavoro svolto, lo faccio a nome mio e a nome del Gruppo del Partito Democratico che mi onoro di rappresentare. Stando a cosa si è fatto. Il Presidente ha fatto un elenco importante secondo me. Noi ci siamo presentati agli elettori come un Esecutivo, come una maggioranza che voleva fare le riforme, questo è il tema di fondo su cui abbiamo calato le nostre linee programmatiche. Temi di fondo che si sono, come dire, caratterizzati nella riforma degli enti locali, riforma della sanità, azienda unica regionale, una scommessa, però si fanno le scommesse per capire come andare avanti. E noi su questo della sanità abbiamo scommesso tanto. E poi le cose che devono essere completate, quindi la rete ospedaliera, la seconda parte, quella più concreta, importante, su cui noi ci dovremo misurare, e qua la minoranza non deve scappare, perché la riorganizzazione della rete ospedaliera è una cosa che riguarda tutti, non ci sono verità assolute, ci sono interessi complessivi della Sardegna, che vanno dalle grandi città come Cagliari e come Sassari, alle città più piccole, e siccome il tema dello spopolamento dei paesi minori è un tema importante, rilevante, fondamentale, centrale nelle politiche della Regione Sardegna, perché questa è la nostra Isola, composta da 377 Comuni, la gran parte piccolissimi, e il tema dello spopolamento finanziato con 150 milioni di euro dal Patto per la Sardegna, siglato con il Governo, sono temi sui quali noi tutti dovremmo intervenire e dire la nostra. La rete ospedaliera non può che essere organizzata tenendo conto di che cosa noi pensiamo complessivamente dell'Isola e di che cosa l'Isola dovrà essere. Patto per la Sardegna, anche qui il rapporto della Regione con il Governo è un fatto inedito che non è scontato, è inedito soprattutto ottenere risultati, perché i patti che venivano siglarti a voce, senza risultati, li abbiamo conosciuti soprattutto nella precedente legislatura, perché non ricordo un euro finanziato sulle cose, a parte i ricorsi dei quali dirò, sugli accantonamenti, sulla vertenza delle entrate, cose sulle quali abbiamo detto a suo tempo e diciamo ancora oggi. Però sul patto per la Sardegna, 2.900.000.000 di euro, una cifra importante che interviene su una serie di punti che noi tutti conosciamo, li ha elencati Presidente, la rete di metanizzazione dell'Isola. Noi scontiamo un ritardo che è vecchissimo, siamo l'unica Regione d'Italia, in questo caso anche un'isola, che non ha il metano; significa spese elevatissime per tutti cittadini che pagano sempre di più di qualunque altro, significa che la nostra industria che deve scommettere, e sulla quale noi stiamo lavorando perché mantenga un pezzo importante questa nostra Italia d'industria pesante nella Sardegna. Il prezzo energetico è quello che più di altri incide sulle scelte che gli imprenditori devono fare ed è evidente che il metano avrà una ricaduta importante. Per cui si è detto, c'è la rete, ci sono i danari, si interviene, e l'assessorato mi pare che abbia fatto un ottimo lavoro da questo punto di vista, insieme al Presidente, per il lavoro che si sta portando avanti. Ci sono questioni che voglio dire non hanno brillato come avrebbero dovuto ed è il caso della scuola. Questa materia però è una materia che ha il suo parallelo a livello nazionale, è uguale. Renzi ha scommesso tantissimo sulla scuola, si è investito tanto, probabilmente è un settore, a cominciare dal Ministro, che non hanno seguito bene, non solo nella comunicazione, proprio nella sostanza, non ha avuto il risultato che avrebbe dovuto avere. Perché voglio dire mettere e sistemare tantissimi precari della scuola dopo tanti anni che erano lì a spostarsi da un luogo all'altro, e sistemare tutti i precari della scuola in Italia e consentirgli di restare nel luogo di provenienza, al di là delle valigie che viaggiavano nelle telecamere soprattutto televisive, meno nella sostanza, negli aerei, negli aeroporti del nostro paese, hanno testimoniato un lavoro importante. Però come spesso accade passano prima le notizie che vogliono far filtrare, come quelle di questi giorni, un po' tristi, che dietro nascondono altre cose. Così noi in Sardegna. Il Presidente diceva 948 scuole, 1174 cantieri, è una cifra che da sola parla e che non ha bisogno di commenti, che ci racconta di un impegno forte di denari, su Iscola e su altre misure che sono state investite sulla scuola, contro la dispersione, per sistemare gli edifici fisici, perché abbiamo sempre detto dall'inizio della legislatura, un edificio efficiente, buono, bello anche da vedersi e da essere utilizzato, significa stimolare maggiormente gli alunni, gli scolari, coloro che ci devo andare. Questo è il nostro impegno, siccome l'impegno deve essere di tutti, non è sufficiente che quattro nuovi assessori, bravissimi, per quanto bravi possano contribuire a migliorare insieme a tutti gli altri assessori il lavoro per i prossimi due anni, credo che soltanto un rinnovato impegno da parte di tutti, Esecutivo e Consiglio, questo risultato possa essere raggiunto, poi saranno i cittadini a dire se avremmo fatto bene o non avremmo fatto bene.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Ho chiesto, e non a caso, che venisse messa a disposizione dell'Aula la lettera di dimissioni degli assessori Firino e Morandi, perché immaginavo quello che può in realtà è accaduto, che sentissimo una recita da parte del Presidente Pigliaru come se arrivasse da un altro pianeta, cioè come se oggi fosse il primo giorno di insediamento di una Giunta regionale, che nulla sia successo in questi tre anni e che nulla sia successo in relazione alla sostituzione di ben quattro assessori. Presidente Pigliaru, se ha sbattuto la porta l'assessore Demuro, ha proseguito l'assessore Falchi, avete sostanzialmente costretto, perché lo scrivono, ci siamo poi informati perché lo apprendiamo dalla stampa, cosa corretta avrebbe voluto che lei stamattina mettesse a disposizione, perché sono atti che non possono rimanere nella disponibilità solo sua, le dimissioni di assessori sono atti politici. Abbiamo appreso che se ne sono andati per tutelare la loro dignità personale e politica e allora questo dibattito così edulcorato, nasconde, e non troppo, anzi evidenzia, e oggi lei ne dà la certificazione, di una gravissima crisi politica, che c'era ieri, che c'è oggi e che mi pare, dagli indicatori e alcuni riferimenti che abbiamo potuto ascoltare nel dibattito, nelle dichiarazioni anche sulla stampa da parte di alcuni partiti che la sostengono, che questa crisi politica che sia destinata a perdurare da qui alla fine della legislatura, perché quando noi apprendiamo che quello che lei ha fatto è un pasticcio, lo dice il segretario del Partito dei Sardi, che continua, una occasione persa è una scelta che non ci rappresenta, "il rimpasto non trasmette nulla di nuovo in termini di merito", sono parole gravissime, Presidente, non può questo dibattito soffocare o far finta che siano così esternazioni estemporanee, questo che davvero rischia da un lato offendere l'intelligenza, dall'altro però di continuare a mantenere il Governo della Regione nelle secche di una diatriba interna alla maggioranza di centrosinistra e, soprattutto, certifica che l'operazione che avete fatto è la risultanza di equilibrismi all'interno di correnti, spifferi, soprattutto del Partito di maggioranza relativa, ci sta tutto nella politica, ma bisogna dire le cose come stanno, perché lei non può venire oggi a dire quello che avete fatto in questi tre anni, e a dire che avremo successo se nei prossimi due anni continueremo a fare delle cose. Presidente Pigliaru, io vorrei riportarla alla realtà, perché veramente qui i sardi stanno peggio rispetto a ieri, la disoccupazione è aumentata, il PIL in Sardegna rispetto a tutte le regioni del meridione è allo 0,9 percento in meno, rispetto al dato Istat che è più 1 percento. La povertà purtroppo è in allarmante crescita, il disagio sociale è diffusissimo, per carità, non sarà tutta sua responsabilità, la crisi è un problema che investe il sistema Italia, come lei ha ricordato, ma non ho sentito, Presidente Pigliaru, un'azione efficace di contrasto che voi avete posto in essere e per avviare a soluzione uno dei problemi da quelli strutturali ai problemi del lavoro, del welfare, ai problemi che investono soprattutto fasce della nostra società, quelle deboli, soprattutto i giovani, dove si registra un preoccupante aumento della disoccupazione. Allora insistere con questa tecnica, che forse potrà funzionare sul piano della comunicazione, ma non so fino a che punto, su come avete inaugurato questa legislatura, con la tecnica degli annunci, avete proseguito sempre su questo filone e oggi state ripetendo in copione e forse il 4 dicembre non vi ha segnato nulla Presidente Pigliaru! Quel 4 dicembre che cercate in qualunque modo di muovere, non fosse altro perché lei 4 dicembre ha assunto una posizione ben precisa, una posizione che la vedeva fautore di quel sì che guarda caso quel sì che guarda caso in Sardegna ha registrato in più netta contrarietà rispetto a tutte le regioni italiane. Allora Presidente, vede, non può oggi venire e far credere che tutto vada bene madama la marchesa, perché i risultati davvero preoccupanti che ha prodotto l'azione di governo suo e della sua Giunta, sembra somigliare più alla politica dell'anaconda che è riuscita ad impantanare la Regione Sardegna in un gigantesco elefantismo che presenta aspetti di pericolosità ben maggiori del centralismo romano già visto Anna una pernicioso. Le abbiamo ricordato in più occasioni che per fornire risposte efficaci occorre avere un'adeguata comprensione della realtà sarda, che lei Presidente e al sua squadra continua ad ignorare. Vedete, non sono le critiche dell'opposizione, sono le critiche che vengono dal corpo sociale, sono le critiche di una politica del nulla, sono le critiche dei sardi disoccupati o che vivono in situazione di perenne disagio sociale, sono le critiche dei sardi che operano nel settore agro pastorale, che gli avete relegati davvero ad uno stato di miseria e di indigenza. Sono le critiche che vengono dal mondo dell'artigianato, del turismo, della piccola e media impresa, che si vedono costretti avanti per totale assenza di serie politiche di sostegno da parte del Governo regionale a continuare ad affrontare una crisi senza precedenti, con grave pregiudizio per l'intero tessuto economico e produttivo della nostra Isola. Io mi auguro, perché il tempo scade, che qualche nuovo innesto, Presidente Pigliaru, nella sua squadra di governo possa davvero rappresentare anche motivo di svolta, perché se c'è stato qualcuno che ha tuonato contro lei e l'assessore Deiana è stato l'onorevole Renato Soru, l'onorevole Renato Soru oggi sarà contento perché c'è qualcuno che lo rappresenta anche nella squadra di governo, mi riferisco all'assessore Argiolas, e spero che la presenza dell'assessore Argiolas almeno sulle politiche dei trasporti davvero possa correggere quella fallimentare politica sulla continuità territoriale, su quello che è successo…

PRESIDENTE. Poiché non vi sono altri iscritti a parlare, ha facoltà di replicare il Presidente della Regione.

PIGLIARU FRANCESCO (PD), Presidente della Regione. Intanto ringrazio tutti per il dibattito, non è rituale avere un dibattito quando cambiano degli Assessori, non so se è successo nel passato, sono lieto di averlo fatto oggi perché ho sentito cose molto interessanti, sono concorde con l'intervento dell'onorevole Carta che la questione morale è un tema estremamente importante e noi abbiamo fatto accordi con Transparent International e abbiamo parlato spesso con l'anticorruzione, abbiamo un intero pacchetto per stare all'erta sul tema in questione, ma non basta mai, sono d'accordo con lei, non basta mai. Puntare sulla trasparenza degli Assessorati è davvero il punto fondamentale. Nelle lettere di mandato credo sia un punto chiaro a tutti gli assessori, i nuovi assessori ma anche i precedenti, gli Assessorati non sono la proprietà di nessuno, sono strumenti per lavorare nell'interesse pubblico, nell'interesse generale, e devono essere case assolutamente di vetro e trasparenti, e noi lavoriamo su questo punto a cominciare sulla composizione dei gabinetti, degli staff e così via, perché da lì passa molta possibilità di essere trasparentissimi. Molto velocemente, onorevole Rubiu, vorrei dirle che sì, sul PSR dobbiamo fare molto ed è una grande opportunità per dare un segnale all'agricoltura, un'agricoltura che è stata in questi anni troppo nell'emergenza, noi nell'emergenza vogliamo stare e vogliamo risolvere i problemi dell'emergenza, ma vogliamo anche aiutare tutti a guardare a un futuro che deve arrivare immediatamente, che è un futuro con maggiori redditività, maggiore produttività e minori costi, perché questa è la strada maestra nella quale dobbiamo assolutamente spingerci, non ci interessa soltanto gestire l'emergenza; perché gestire emergenze alla fine il settore rimarrà un settore affaticato, nel quale sarà difficile portare giovani brillanti verso un settore che invece ha prospettive straordinarie. Dobbiamo fare un discorso in più e questi due anni ci serviranno per fare questo discorso in più. Volevo però anche citare il fatto che con tutti i ritardi di cui certamente siamo consapevoli, mi risulta che siamo la quarta regione per spesa nel PSR. Vuol dire che gli altri fanno molto peggio di noi, noi cercheremo di essere molto migliori di quello che siamo riusciti a fare fino adesso, ma certamente siamo la quarta regione per spesa, non ci accontentiamo nemmeno per sogno, non c'è nessuna intenzione di accontentarsi, ma è giusto citare anche i dati. Finisco perché ho parlato molto e a lungo all'inizio, ho parlato di contenuti, ho cercato e ho portato il mio contributo modesto a una valutazione di ciò che abbiamo fatto, di ciò che possiamo fare dato che abbiamo molto investito in riforme, di ciò che deve arrivare in tempi molto rapidi, di ciò che dobbiamo ancora fare in termini di ulteriori riforme, citavo prima l'urbanistica, il piano contro lo spopolamento e così via. Credo che l'onorevole Pittalis abbia perso l'occasione di parlare di contenuti, c'era tutta l'opportunità di fare le pulci a questa Giunta, dirci per esempio cosa ritengono che non vada bene nel progetto Iscola, ci sono delle criticità sarebbe stato interessante sentire contributi, suggerimenti duri nei confronti di quello che noi abbiamo fatto, perché da tutto possiamo certamente imparare purché si stia nel merito delle cose. Vorrei sapere cosa non funziona dal loro punto di vista nella nostra idea di nuova continuità territoriale che abbiamo portato in Commissione, che è stata discussa con molta molta precisione, con molto dettaglio, sarebbe stato molto interessante sentire anche su questo punto un contributo critico, così come un contributo critico sarebbe stato interessante sentirlo… noi siamo cercando di gestire il problema dell'insularità siamo andati lì, abbiamo parlato, abbiamo fatto un patto col Governo, avete detto non è un patto, è un pacco, perché piace giocare sulle parole, però quel patto sta generando risorse e interventi, inclusi i 50 milioni adesso per la manutenzione delle strade provinciali e comunali di cui abbiamo parlato ieri, la dorsale del metano che ha fatto passi avanti enormi. Sono cose che stanno arrivando una ad una e continueranno ad arrivare, lo abbiamo sbagliato? Ditecelo, dove abbiamo sbagliato, come avreste fatto voi, in che modo avreste fatto meglio. Esattamente in che modo. Questo è la politica che ci interessa, questa è la politica che ci interessa! Non inventarsi crisi che lei auspica, mi dispiace dirlo, non sono in corso in questo momento.

PITTALIS PIETRO (FI). È sotto gli occhi di tutti!

PIGLIARU FRANCESCO (PD), Presidente della Regione. Non sono in corso in questo momento! Non mi interrompa per piacere, io non l'ho interrotta. Ho ascoltato con assoluto rispetto. E anche sulla sanità e sulla rete ospedaliera vorrei sapere qual è la vostra idea di rete ospedaliera. Sarebbe interessante saperlo.

(Interruzioni del consigliere Marco Tedde)

Tenere tutto esattamente com'era nel passato? È questa la vostra ricetta? Vediamo. Ne parleremo. Questi sono i confronti chi è interessano a una società aperta in cui c'è confronto, e anche competizione su idee. Questo è quello che ci interessa, il dibattito che ci interessa e se oggi in una certa misura c'è stato, domani mi auguro che sarà ancora più intenso nel parlare pragmaticamente nel merito delle cose. Apprezzo l'ultima parte dell'intervento dell'onorevole Dedoni, che dice: diteci cinque cose da fare in questi due anni e vediamo se siamo d'accordo sulle cose da fare e vediamo se possiamo collaborare perché per la Sardegna queste cinque cose arrivino e trasformino in meglio la situazione. Ma questo è lo spirito con il quale ho fatto l'intervento, che è stato tutto declinato nella concretezza e nel pragmatismo. Sono sicuro che avremo occasione di ulteriori confronti mi auguro appunto nel merito delle cose.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione.

La seduta è tolta, il Consiglio è convocato a domicilio. Adesso è convocata la Conferenza dei Capigruppo per la programmazione dei lavori. Alle 15 a 30 abbiamo l'incontro con la commissione delle pari opportunità, adesso facciamo la seduta di programmazione dei lavori. Allora alle 15 è convocata la Conferenza dei Capigruppo e alle 15 e 30 l'incontro con la commissione delle pari opportunità.

La seduta è tolta alle ore 12 e 51.