Seduta n.217 del 22/02/2017 

CCXVII Seduta

Mercoledì 22 febbraio 2017

Presidenza del Presidente Gianfranco GANAU

La seduta è aperta alle ore 10 e 39.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 21 dicembre 2017 (213), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Antonello Peru, Valter Piscedda e Christian Solinas hanno chiesto congedo per la seduta del 22 febbraio 2017.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione, in applicazione dell'articolo 24 della legge regionale 7 gennaio 1977, numero 1, ha trasmesso l'elenco delle deliberazioni adottate dalla Giunta regionale nelle sedute del 13, 18, 25 e 28 ottobre; 3, 8, 15, 22 e 25 novembre; 2, 6, 13, 16, 20, 23 e 29 dicembre 2016.

Comunico che il Presidente della Regione, con nota del 13 febbraio 2017, ha fatto pervenire al Consiglio il ricorso proposto dal Presidente del Consiglio dei Ministri contro la Regione autonoma della Sardegna per dichiarata illegittimità costituzionale dell'articolo 1, commi 24 e 40 e dell'articolo 3, commi 1 e 2 della legge regionale 5 dicembre 2016, n. 32 concernente "Variazioni del bilancio per l'esercizio finanziario 2016 e del bilancio pluriennale 2016-2018 ai sensi dell'articolo 51 del decreto legislativo n. 118 del 2011, e successive modifiche ed integrazioni, e disposizioni varie".

Annunzio di presentazione di proposta di legge

PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la proposta di legge numero 398.

Annunzio di presentazione di proposta di legge statutaria

PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la proposta di legge statutaria numero 9.

Annunzio di presentazione di disegno di legge

PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il disegno di legge numero 397.

Risposta scritta ad interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle interrogazioni numero 735, 775, 846, 933, 950, 951, 954.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria. Sono state presentate le interrogazioni numero 981, 982, 983, 984, 985, 986, 987, 988, 989, 990, 991, 992, 993, 994, 995, 996, 997, 998, 999, 1000, 1001, 1002, 1003, 1004, 1005, 1006.

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria. Sono state presentate le interpellanze numero 276, 277, 278, 279, 280, 281, 282.

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria. Sono state presentate le mozioni numero 286, 287.

PRESIDENTE. Comunico che al termine della seduta antimeridiana ci sarà una Conferenza dei Capigruppo che terremo qua nell'aula a fianco. È convocata la quinta Commissione per le ore 15 e 30 di questo pomeriggio.

Discussione e non approvazione della mozione Pittalis - Rubiu - Dedoni - Carta - Truzzu - Cossa - Tedde - Pinna Giuseppino - Marras - Fasolino - Zedda Alessandra - Satta - Crisponi - Tocco - Oppi - Tunis - Locci - Cherchi Oscar - Randazzo - Cappellacci - Orrù - Solinas Christian di sfiducia, ai sensi del comma 1 dell'articolo 118 del Regolamento del Consiglio regionale, dell'Assessore regionale della difesa dell'ambiente, con contestuale richiesta di immediata revoca dell'incarico al Direttore generale della Protezione civile. (285)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della mozione numero 285.

(Si riporta di seguito il testo della mozione:

Mozione Pittalis - Rubiu - Dedoni - Carta - Truzzu - Cossa - Tedde - Pinna Giuseppino - Marras - Fasolino - Zedda Alessandra - Satta - Crisponi - Tocco - Oppi - Tunis - Locci - Cherchi Oscar - Randazzo - Cappellacci - Orrù - Solinas Christian di sfiducia, ai sensi del comma 1 dell'articolo 118 del Regolamento del Consiglio regionale, dell'Assessore regionale della difesa dell'ambiente, con contestuale richiesta di immediata revoca dell'incarico al Direttore generale della Protezione civile.

IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:

- negli ultimi giorni la Sardegna è stata colpita da un'eccezionale ondata di freddo e neve che ha isolato numerosi centri abitati, bloccando per alcuni giorni le normali e quotidiane attività degli abitanti, rendendo impraticabile la viabilità sia urbana che di collegamento con gli altri centri e interrompendo i servizi elettrici, idrici e telefonici;

- il sistema della Protezione civile ha dimostrato di non essere in grado di gestire le emergenze, sia dal punto di vista della prevenzione degli eventi sia della gestione delle allerta alle popolazioni e alle amministrazioni locali, in assenza di un azione di coordinamento e di intervento tempestivo, ed in particolare della predisposizione di mezzi utili al fíne di ripristinare le normali condizioni di vita nelle aree colpite dagli eventi calamitosi;

- tale gestione, totalmente inadeguata, caratterizzata dalla disorganizzazione e dalla improvvisazione, ha creato notevoli disagi alle comunità interessate, agli operatori del settore agropastorale, turistico ricettivo e produttivo, che hanno subito ingenti danni;

- gli amministratori locali sono stati lasciati soli nel momento più critico dell'emergenza, senza ricevere alcun utile supporto da parte delle istituzioni regionali competenti ed in particolare della Protezione civile, intervenute con notevole ritardo, accollandosi peraltro oneri e responsabilità non di loro competenza;

CONSIDERATO che detto malgoverno dell'emergenza meteorologica è conseguenza diretta dell'inadeguatezza e negligenza dell'Assessore della difesa dell'ambiente e del Direttore generale della Protezione civile, il cui comportamento deve essere censurato,

impegna il Presidente della Regione

a revocare immediatamente la delega all'Assessore regionale della difesa dell'ambiente e a rimuovere dalle funzioni il Direttore generale della Protezione civile. (285).)

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione.

Uno dei presentatori della mozione ha facoltà di illustrarla.

PITTALIS PIETRO (FI). Bentornato Presidente e penso di esprimere il sentimento almeno dei banchi dell'opposizione di un augurio per la sua salute e un ritorno a pieno regime alle sue funzioni.

"I disagi sono tantissimi, siamo oltre il mezzo metro di neve, tutti gli operatori privati, i barracelli con i loro mezzi sono mobilitati, stiamo dando la precedenza ai pastori isolati nelle campagne e alle situazioni più complicate in paese dove i mezzi comunali lavorano senza sosta. Lo stato di calamità naturale è già stato proclamato, da stasera ci daranno una mano anche gli operai dell'agenzia Forestas soprattutto per le zone difficilmente accessibili con i nostri mezzi. Le scuole resteranno chiuse anche domani, numerosi animali morti nei capannoni crollati sotto il peso della neve, i mezzi di soccorso e gli spazzaneve sono stati lasciati a Cagliari, l'unico mezzo per raggiungere gli ovili più in alto è un gatto delle nevi dei vigili del fuoco che è stato preso d'assalto dai pastori disperati ma non si riesce ad accontentare tutti. Qualcuno aspetta qui in comune dalle sette del mattino, gli altri mezzi che stanno provando a liberare le strade agrarie sono quelli dei privati che lavorano instancabilmente da tre giorni, non so davvero cosa troveremo sotto la neve, un disastro di sicuro. Qui in paese ci sono tantissimi disagi, le vie sono praticamente tutte inaccessibili, ci stiamo dedicando a gestire le emergenze, in questo momento lo spazzaneve dell'ANAS pare sia parcheggiato nella casa cantoniera mentre una pala meccanica dei vigili del fuoco che doveva aiutarci in paese nell'agro sta liberando la strada statale. Pare che qualcuno da Cagliari abbia detto che dovevamo arrangiarci ed è quello che stiamo facendo da quando è iniziata l'emergenza." Sono le parole del sindaco di Fonni, sono sia pure con accenti e toni diversi, le stesse parole dei tanti sindaci della Sardegna che nell'indifferenza delle istituzioni regionali abbiamo avuto modo di ascoltare in occasione degli ultimi eventi meteorologici che hanno interessato gran parte della nostra Isola. Le nevicate che hanno interessato sopratutto i Comuni delle zone interne e poi i violenti nubifragi che hanno colpito molti centri costieri, da Cagliari ad Olbia solo per citarne alcuni. Intere comunità abbandonate a se stesse. Gli amministratori locali lasciati senza risorse e senza mezzi per esercitare le proprie funzioni e poi additati addirittura come capri espiatori. I giorni dall'abbandono, della rabbia e dell'amarezza. Questo è stato il commento unanime, la riflessione unanime da parte degli amministratori locali lasciati soli, inascoltati e spesso trattati senza il dovuto riguardo, come hanno testimoniato alcune tristi immagini che i mezzi di informazione ci hanno proposto in quei giorni. Ed è la riflessione giustamente risentita di comuni cittadini che hanno avvertito concretamente il pericolo per l'incolumità loro e dei propri familiari, dei pastori, degli agricoltori, degli operatori turistici per le loro attività, per le gravi perdite che sono andate a sommarsi ad una situazione già critica. Si pensi ai capi di bestiame sepolti sotto la neve, al dramma dei pastori che già devono sopportare gli effetti di un costo irrisorio del prodotto del latte che sta mettendo in ginocchio l'intero comparto, agli orticoltori, alle colture e alle strutture dei serricoltori, ai cerealicoltori che oltre al prezzo del grano che come dovreste sapere è sceso del 30 per cento, hanno raccolto anche il 40 per cento del grano in meno a causa della siccità con punte del 60 per cento. Un disastro di sicuro per dirla ancora con le parole del Sindaco di Fonni. E allora questa mozione ha il pregio se non altro di riportare l'attenzione di questo Consiglio e dell'opinione pubblica a ciò che è accaduto durante quelle settimane, perché la Regione non può continuare a nascondersi e a far finta che nulla sia successo. Ci sono responsabilità dei disservizi e dei ritardi che non sono casuali, che non sono occasionali, e allora evitiamo che sulle responsabilità politiche cali il silenzio, quel silenzio consapevole ed interessato. Io spero, Assessore, che nel suo intervento ci eviti una autodifesa, così come mi auguro che questo dibattito possa servire anche per accertare le cause di questa carenza, e quindi che i colleghi della maggioranza non si prestino ad una difesa d'ufficio che darebbe il senso di una corresponsabilità collettiva. Non possiamo dimenticare, abbiamo il dovere di farlo per evitare da un lato che episodi simili accadono nuovamente in futuro e dall'altro che le persone, non spetta a me un giudizio sul piano personale, ma almeno su quello politico, di ritenere non adeguate a svolgere il ruolo e la funzione, perché hanno dimostrato il fallimento totale nell'esercizio della loro responsabilità di governo e gestionale. Gli errori sono tanti e così gravi che abbiamo dovuto presentare come ultima ratio una mozione di sfiducia, e i fatti sono indiscutibili, sono sotto gli occhi di tutti, le gravi carenze organizzative e le omissioni, i ritardi, i danni ingenti che ne sono conseguiti. La sensazione che tutti abbiamo avvertito è che la Giunta regionale, e lei Assessore, piuttosto che farvi una serena autocritica e domandarsi che razza di grandi disastri avete combinato, non trovate di meglio che scaricare colpe e responsabilità sui sindaci, senza mai pronunciare una sola parola di autocritica. Sono emersi anche in questa vicenda tutti i limiti di un'azione di un governo regionale approssimata, caratterizzata anche da una certa supponenza. Non basta giustificarsi di avere emanato per tempo le allerte meteo, le stesse allerte meteo che nel recentissimo passato, lo sa bene il sindaco di Cagliari, hanno determinato in via precauzionale la chiusure di scuole e quant'altro per poi rivelarsi prive di fondamento. Evidentemente c'è qualcosa che non funziona anche nel sistema che produce le stesse allerta. Dicevo in quei giorni abbiamo dovuto ascoltare le dichiarazioni dell'assessore Spano che rimproverava i sindaci delle zone colpite dal maltempo colpevoli, secondo lei, di non aver redatto i piani comunali di protezione civile, i quali avrebbero consentito una migliore gestione dell'emergenza. Dichiarazioni poi derubricate dallo stesso Assessore come un equivoco comunicativo con un'annessa, mi sia consentito sottolinearlo, penosa dichiarazione di vicinanza al grande lavoro degli amministratori locali, dei volontari e di tutti coloro che sono coinvolti. Tutto questo quando a Fonni, a Desulo, a Tonara, a Orune, a Bitti, solo per citare alcuni comuni, si superava il metro e mezzo di neve, quando le strade di collegamento erano intransitabili e le stesse comunità isolate. Quando non c'era all'opera un mezzo della Protezione civile, quando i privati cittadini con i loro mezzi e loro ruspe cercavano di sfondare i muri di neve, quando nelle campagne si verificava il disastro di ovili inaccessibili, spesso devastati dalla furia del vento e dal peso della neve, con gli animali bloccati, destinati a morire da lì a breve per il freddo. Tutto questo quando i sindaci, a fronte dei ritardi della Protezione civile regionale, lanciavano appelli disperati per l'intervento dell'Esercito. In quegli stessi momenti abbiamo dovuto assistere a quelle immagini compite e, mi sia consentito, grottesche dei telegiornali che riprendevano l'Assessore da un lato e il Vicepresidente della Regione dall'altro dentro le sale operative della Protezione civile della Sardegna, immagini plastiche dell'immobilismo e della inadeguatezza di questa Giunta regionale. Perché, vedete, la legge regionale 3 del 2009, che ha istituito la Direzione generale della Protezione civile, sappiamo quali compiti assegna, sappiamo quali sono i compiti soprattutto nella immediatezza, cioè gli interventi urgenti, il coordinamento dei diversi enti, delle diverse amministrazioni coinvolte in caso appunto di crisi determinata dal verificarsi o dall'imminenza di eventi naturali. Tutto questo non è avvenuto o non è avvenuto con la tempestività che meritava. E qui viene in rilievo anche il ruolo svolto non tanto dai volontari o dagli operatori della Protezione civile ai quali va la nostra solidarietà e il nostro plauso per l'opera sempre pronta che svolgono e con senso di responsabilità, ma viene in discussione la gestione della struttura regionale della Protezione civile. Siamo davvero convinti che abbia fatto tutto ciò che doveva fare, che doveva essere fatto? Crede davvero che chi ha la responsabilità di quella struttura abbia ben operato, oltre ad ingaggiare scontri verbali con qualche Sindaco disperato ed impegnato per l'emergenza? Davvero crediamo che la Protezione civile regionale abbia attuato immediatamente gli interventi urgenti ed abbia coordinato le operazioni con le amministrazioni coinvolte? Io non oso immaginare cosa sarebbe potuto accadere se la Sardegna fosse stata interessata da condizioni ben più emergenziali com'è accaduto nelle regioni del centro e del sud d'Italia. Ma a quello dobbiamo pensare, dobbiamo fare in modo che le nostre strutture siano attrezzate ad affrontare i casi più difficili, anche quei casi che forse mai si verificheranno per un mero calcolo cinico della probabilità. Ma solo quel tipo di preparazione può consentire gli interventi più adeguati nelle condizioni date di volta in volta. E allora ecco perché è impossibile non citare come lo stesso comandante del Corpo forestale con la nota del 13 gennaio del 2017, la numero 2640, comunicava alla Protezione civile che: "per tutta la stagione invernale in corso il Corpo forestale non potrà utilizzare i mezzi in dotazione con lama sgombraneve poiché mancano le zavorre necessarie per il loro corretto e sicuro impiego - e prosegue - quindi si dispone che i mezzi spazzaneve del corpo forestale acquistati per gli interventi di protezione civile, legati all'emergenza neve come sta accadendo in questi giorni, debbano restare fermi." Ma vi pare che sia questo il modo, il sistema, ve lo dice il Comandante del Corpo forestale, allora ecco perché noi riteniamo che siete distinti e distanti dal mondo reale, continuate imperterriti a non porvi la domanda giusta, cosa fare soprattutto perché il problema si ripeta. Allora noi non vogliamo Assessore che ai disastri naturali seguano i disastri sociali, che l'immobilismo che questa Giunta sta propinando con l'inazione o con un'azione disordinata e scoordinata e che davvero ha messo gravemente a repentaglio…

PRESIDENTE. Prego continui.

PITTALIS PIETRO (FI). Allora io penso che, come qualcuno giustamente ha detto, non è alla natura che occorre dichiarare guerra, la guerra si dichiara alle istituzioni quando non sono responsabili, quando vi sono oggettive carenze gestionali e di governo, allora l'unica strada percorribile per uscire di scena con un sussulto di dignità, Assessore, noi riteniamo che sia quella di rassegnare le dimissioni per una manifesta incapacità di governare, ed è chiaro che se l'esempio lo desse il Presidente, probabilmente sarebbe l'ombrello per coprire l'inadeguatezza e le inefficienze di tutta un'intera Giunta regionale.

PRESIDENTE. Ricordo che i consiglieri che intendono prendere la parola devono iscriversi non oltre la conclusione del primo intervento.

È iscritto a parlare il consigliere Michele Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Io avrei voluto approfittarne anche per illustrare la richiesta di istituzione di una Commissione d'inchiesta, ma utilizzerò il tempo nel punto successivo, per cui sarò costretto a sintetizzare al massimo, non senza anche da parte dei Riformatori esprimere al Presidente Pigliaru le felicitazioni per il suo rientro a pieno regime all'attività politica istituzionale. Stiamo parlando, Presidente, di un problema gigantesco per le implicazioni che ha sulla vita, sulla incolumità delle persone e delle cose e sulle responsabilità in ordine a quanto accade. Non ci sfuggono nemmeno gli aspetti delicati che sono legati a questi accadimenti, soprattutto dopo la sentenza di condanna, poi annullata, in appello nei confronti della Commissione grandi rischi per quanto riguarda il terremoto dell'Aquila. Abbiamo tutto ben presente, abbiamo soprattutto presente che un sistema di protezione civile degno di tal nome deve preoccuparsi essenzialmente della sicurezza delle persone e delle cose, non dalla logica dell'adempimento, perché ci sembra che sia questa la logica che oggi presiede al sistema della Protezione civile: la logica del trasferimento del cerino. Questo, come ha detto efficacemente il collega Pittalis, è quello che noi l'abbiamo visto il 18 gennaio e nei giorni successivi, con allerta meteo incomprensibili che hanno disorientato gli amministratori, gli stessi amministratori che l'Assessore dell'ambiente ha messo sulla graticola, ha colpevolizzato, assumendo un atteggiamento inaccettabile ed irriguardoso nei confronti dell'ultimo anello della catena delle responsabilità, l'anello debole, si è posta il problema del ruolo dei sindaci, Assessore? Del fatto che alla fine della fiera, quando tutti hanno trasferito il cerino al gradino successivo sono loro i responsabili e sono stati lasciati soli? Si è posta, Assessore, il problema della chiarezza delle comunicazioni? Si è posta il problema della revisione di un manuale operativo che dice tutto e il contrario di tutto? Che nella descrizione delle criticità lascia aperti mille spiragli interpretativi? Io penso che siccome qualcuno giustamente ha detto che bisogna scindere quelle che sono le regole da quelli che sono poi i comportamenti effettivamente messi in opera, io credo che dovremmo leggere, colleghi, dovreste leggere il manuale operativo, per capire come la Sardegna il più delle volte si trova in allerta gialla e l'allerta gialla lascia aperta ai sindaci la necessità di interpretare quello che c'è scritto, per cui comunque la responsabilità grava in capo a loro e i sindaci, si dice - si è ripetuto a più riprese in quei giorni - non hanno adottato i piani di Protezione civile, perché non gli hanno adottati? Forse perché i sindaci oggi stanno affogando? Forse perché i sindaci oggi si trovano quotidianamente in trincea ad affrontare le emergenze giornaliere e hanno difficoltà anche a prepararsi ad affrontare le emergenze straordinarie derivanti da eventi calamitosi? Ecco, abbiamo diramato un'allerta: gialla, arancione, rossa, abbiamo fatto tutto quello che c'era da fare, abbiamo trasferito la responsabilità, bene, siamo a posto, ma i danni economici non si verificano soltanto quando si verificano gli effetti calamitosi, perché capita spesso in Sardegna che le allerta, anche allerta rosse, vengono diramate inutilmente, quasi che la meteorologia oggi facesse ancora parte, come accadeva sino a cento anni fa, facesse ancora parte della scienza esoterica, non fosse basata su osservazioni precise, su modelli matematici precisi in cui ci sta anche una tolleranza di qualche decina di chilometri, ci sta! Ci sta la prudenza, ci sta tutto quello che si deve fare non scatenare l'effetto contrario, ma i danni economici si verificano anche se si chiudono inutilmente le scuole e gli uffici pubblici, chi li paga i giorni di vacanza dei ragazzi e dei pubblici dipendenti che quei giorni non vanno a lavoro? Stiamo parlando di dipendenti pubblici, naturalmente, non di dipendenti privati. Chi paga in termini di mancata erogazione inutile dei servizi in quei giorni? Possiamo accettare oggi a cuore leggero cose di questo genere? Di converso, possiamo sempre fare affidamento sulla buona sorte? Io credo di no! Assessore, io credo che oggi sia necessario fare scelte diverse, ed è questo il motivo per cui tutti noi abbiamo sottoscritto la mozione di sfiducia nei suoi confronti, perché crediamo che lei abbia gestito in maniera assolutamente inadeguata questo Assessorato, e questa inadeguatezza emerge soprattutto nei momenti di maggior difficoltà.

È iscritto a parlare il consigliere Luigi Crisponi. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, mi associo anch'io agli auguri fatti al Presidente Pigliaru di ben trovato e buon lavoro. Mentre per quanto riguarda l'oggetto, che è stato già abbondantemente sviscerato attraverso la mozione presentata dal collega poc'anzi, è inevitabile ed inutile dover ritornare in un rosario che è stato abbondantemente elencato, negli interventi di chi mi ha preceduto, che parla di una macchina funzionale decisamente inadeguata, rispetto alle tante criticità. Proprio per non ritornare su questi eventi, però mi piace fare un passo indietro al 29 settembre 2016, occasione in cui il Consiglio regionale riunito mise l'accento e soprattutto puntò il dito su una certa disorganizzazione anche su un altro tema che è sempre in capo al suo Assessorato, che è quello della campagna antincendi con dei numeri ballerini, che andavano e tornavano e venivano presentati con un resoconto in cui si citavano, non solo il numero dei roghi, ma si citavano anche gli ettari. C'era un problema rispetto a quelle sue enunciazioni e a quella sua presentazione, la campagna antincendi la regione Sardegna, per una decisione unilaterale assecondata da lei, Assessore, ma decisa dal capo della protezione civile, aveva visto la smobilitazione dell'apparato in tempi che erano totalmente difformi a quelle che erano state le delibere della Giunta regionale che invece istituivano un percorso temporale ben preciso. Già gli ci fu un problema non da poco, perché smantellare un sistema organizzato, a suo dire naturalmente, di uomini, di mezzi e di strumenti sul territorio, aveva un significato ben preciso. Derubricare come una questione da poco gli eventi incendiari nei mesi di ottobre o di novembre, è affidare alla buona sorte, ma in quel caso ci hanno pensato per fortuna volontari e vigili del fuoco, ad intervenire prontamente in termini sostitutivi e operativi, rispetto alla mancanza e ad una disorganizzazione o quanto meno a uno smantellamento predisposto appunto della macchina antincendi. Così, da quegli errori fatti a fine dell'estate scorsa del 2016, si arriva a quel rosario, che è stato elencato dai colleghi poc'anzi, di fatti ed eventi che hanno messo a nudo una impreparazione, una superficialità, una complessiva disorganizzazione. Ma che hanno messo a frutto soprattutto uno scollamento che vi è certamente fra l'Assessorato, la protezione civile e le amministrazioni comunali. Onde evitare di dover ripercorrere, la, ancora una volta tutte le disattenzioni che ci sono state soprattutto in territori feriti dalle situazioni contingenti delle abbondanti nevicate oppure dei nubifragi, e che hanno colpito in particolare il centro Sardegna, quindi quel cuore della Sardegna già abbondantemente dimenticato da questa Giunta regionale e più in generale dalla stessa Regione, hanno messo a nudo una situazione che non può certamente essere né consentita, ma che nemmeno deve essere dimenticata. Deve essere riposta invece in un archivio in cui si pone rimedio, si interviene prontamente, ci si riorganizza e si crea una rete efficiente di coordinamento. Allora, le pongo una domanda Assessore, da notizie apprese localmente, ma anche dalla stampa, si è notato che la protezione civile di Oliena, la SCO onlus, a ridosso dei momenti in cui imperversavano le criticità del mal tempo comunicava al suo Assessorato, e quindi alla protezione civile regionale, la dismissione della propria attività. Ebbene, l'amministrazione comunale di Oliena, il sindaco in qualità di referente primario rispetto all'organizzazione di protezione civile locale non era assolutamente a conoscenza di questa dismissione di quelle attività, con uomini che praticamente non erano più sul campo e con mezzi che addirittura venivano rimessi nella disponibilità dell'apparato regionale. Allora, questo è un esempio Assessore che le voglio fare, e la pregherei anche di avere una risposta in merito, di qual è lo scollamento, la differenza, la distanza abissale che c'è tra le funzioni che lei esercita dal suo Assessorato rispetto a chi ha il compito e il dovere, nella sua quotidianità, dura quotidianità, di poter intervenire a salvaguardia dei territori e soprattutto dei nostri cittadini. Le pongo anche un'altra domanda: non si parla più di scuola del corpo forestale, che avrebbe una funzione egregia e importantissima, ubicata nel nuorese, quindi in particolare nella città capoluogo, che avrebbe anche la funzione e il compito di poter aggiornare e di chiamare in continuità tutti quegli uomini, quegli elementi, quei funzionari, ma le stesse compagini di volontariato, per poter trovare momenti fondamentali e irrinunciabili di quotidiano aggiornamento. Insomma, sono queste Assessore delle risposte che gradirei avere anche perché la pubblica opinione ne sia debitamente informata, senza dimenticare naturalmente che quei numeri ballerini, ai quali mi riferivo poc'anzi, emergono stranamente ogni volta che la campagna antincendi termina e non prioritariamente per poter verificare con certezza assoluta quali sono le forze in campo…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Giuseppe Fasolino. Ne ha facoltà.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Grazie signor Presidente, anche io mi unisco sinceramente agli auguri per il ritorno del nostro Presidente in Aula e gli faccio i migliori auguri anche per il futuro. Certo è una situazione questa che stiamo trattando oggi veramente delicata, secondo me anche lei Assessore dovrebbe porsi alcuni quesiti perché ci si chiede: perché presentare una mozione di sfiducia nei confronti dell'Assessore. Non lo personalizzi troppo Assessore, lo prenda come un'opportunità per trattare questo argomento che è un argomento delicato, che è un argomento importante, come anche la nostra storia recente, degli ultimi anni, ha dimostrato in Sardegna, ma è un argomento che va al cuore delle nostre popolazioni. Il quesito e la domanda che le si deve porre è questa: il sistema di protezione civile, nei casi che hanno appena richiamato i colleghi, che mi hanno preceduto, è stato in grado di gestire l'emergenza? Questo sistema che emana queste allerte è un sistema che funziona? L'organizzazione dei COC, quello che all'interno dei COC, i comuni e quindi i sindaci sono tenuti a fare, è un sistema che funziona? Questi sono i quesiti che lei si deve porre, e a questi quesiti lei come Assessore, siccome era responsabile della protezione civile, deve cercare di porre rimedio. Allora questa richiesta deve essere un punto di partenza per poter cercare di capire effettivamente che cosa si può fare. Perché lei sarà d'accordo con me che sicuramente non può essere quello di scaricare sui sindaci, che già hanno grosse responsabilità e personalmente, Assessore non mi sento neanche, non mi si addice questo ruolo di accusatore nei suoi confronti, e lei me lo può testimoniare perché l'anno scorso sono stato il primo a dire che in un momento di emergenza, nel mio comune, alle due di notte, ho trovato lei nella sala operativa che dialogava con me, e se non sbaglio c'era anche la presenza del Presidente. Quindi io le ho dato i meriti di questo lo scorso anno, però il sistema non funziona, questo ce lo dobbiamo dire, nonostante il suo impegno magari, nonostante magari l'impegno anche dei funzionari, perché non è che lo fanno appositamente ci mancherebbe, non è che c'è malafede, però c'è qualcosa che non funziona e ce lo dobbiamo dire. Perché se noi ci diciamo che funziona tutto e che tutto va bene e che la responsabilità è solo dei sindaci, che non fanno i piani di protezione civile, stiamo sbagliando. Questa è la verità, le faccio un esempio della convocazione dei COC per la criticità arancione, cioè noi, nel caso di del comune di Golfo Aranci, per esempio, dobbiamo convocare il COC nelle funzioni minime, però essendo un piccolo comune vuol dire interamente, e se ad esempio avessimo due giorni di criticità arancione per 48 ore di fila i miei dirigenti devono stare in comune. Primo, chi li paga? Secondo, ma queste persone al terzo giorno se ci dovesse essere la criticità rossa invece, la e quindi la massima emergenza, ma saranno in grado fisicamente di gestire questa criticità? Questi sono i quesiti a cui dobbiamo rispondere. E poi, Assessore, veramente va condannato il dialogo che tutti abbiamo visto tra il direttore della Protezione civile e alcuni sindaci all'indomani di quello che ha raccontato il mio Capogruppo Pietro Pittalis, quello va condannato a prescindere, perché non può essere quella la soluzione, non può essere la soluzione quella dello scarica barile. Allora, questa deve essere per lei, Assessore, non soltanto un momento dove lei si sente addosso le accuse ma deve essere un momento importante di riflessione dal quale bisogna partire; lei ci deve dimostrare di sapere esattamente quello che si deve fare, di sapere esattamente quali sono le cose che non vanno e di essere soprattutto - questo è il messaggio che le deve dare - al fianco dei sindaci e cercare di capire la loro posizione e di dare supporto a loro, perché, le faccio un altro esempio, io per il mio COC ho bisogno di un gruppo elettrogeno ma per i drammatici vincoli di bilancio questo gruppo elettrogeno non lo possiamo comprare, anche se abbiamo i soldi, allora cerchiamo di capire che cosa possiamo fare per dare forza ai sindaci e quanto meno su queste emergenze riuscire ad ovviare a quei vincoli di bilancio per darci l'opportunità non di sperperare ma di spendere soldi che servono per dare le risposte alle nostre popolazioni. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Presidente, io interverrei in vece del mio Capogruppo, quindi interverrei dopo, se lei consente.

PRESIDENTE. Va bene.

E' iscritto a parlare il consigliere Ignazio Locci. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Io ritengo ovviamente che non è certamente con i piani di Protezione civile predisposti dai Comuni, approvati, né tanto meno col rapporto con la direzione della Protezione civile che si può affrontare il problema delle contingenze e dei pericoli che arrivano con un preavviso sempre più difficile da affrontare, perché sono difficili anche le previsioni, è tutta la linea delle varie responsabilità che poi si traducono per chi le deve governare in una responsabilità anche penale, faccio riferimento alle competenze del sindaco che dal '99 ha le competenze di allertamento delle popolazioni, competenze che erano dei Prefetti, trasferite ai sindaci per allertare le popolazioni in caso di pericoli da calamità naturale, e così pure tutte le responsabilità della catena di comando, dal Presidente della Regione all'Assessore fino al direttore regionale della Protezione civile e fino, via via, agli ultimi funzionari, poi si traducono nelle paure e ciascuno di questi ha rispetto alle ripercussioni che ci sono su questa responsabilità, di carattere personale evidentemente. E quindi stiamo molto attenti alle carte, ai piani, ai documenti, alle leggi, alle comunicazioni formali, poi dietro invece l'approccio al tema vero che è quello del pericolo con uomini e mezzi, questo, Assessore, nessuno può negare (lei ha affrontato l'emergenza più volte in questi ultimi anni), nessuno può negare che è assolutamente così percepita dalle popolazioni e dai sindaci che ovviamente poi devono rispondere ai loro cittadini, e lo fanno ovviamente poi gettando la palla sul vostro campo, sul campo della Protezione civile, sui problemi del nostro Corpo forestale che, a quanto pare, a detta dei loro dirigenti, non è in grado di supportare il sistema dell'esercito dei volontari della Protezione civile. Ma ciascuno di voi conosce nei propri Comuni di riferimento qual è la realtà di queste associazioni, di quanto cuore ci mettono questo volontari ma quanto in realtà sono persone di grande cuore, di grande attenzione al tema della sicurezza ma veramente con nessuno strumento e talvolta nessuna capacità tecnica e professionale per affrontare i problemi. Quindi dobbiamo avere anche un altro coraggio secondo me, Assessore e presidente Pigliaru in particolare. Le forze armate in questi ultimi anni hanno partecipato a tantissime operazioni in coordinamento con la Protezione civile nazionale e hanno dimostrato in Italia di essere l'unica istituzione statale in grado di affrontare queste emergenze, cioè gli unici attrezzati, competenti, professionali, con capacità assoluta di affrontare il tema e di risolverlo sono le forze armate, che si chiamano Esercito italiano, si chiamano Marina militare, si chiamano Aeronautica militare: sono questi gli unici uomini addestrati a queste emergenze. Allora, nella nostra regione siamo capaci di aprire un rapporto col Comando autonomo regionale delle forze armate, quello dell'Esercito e quelli del resto delle forze armate? Io credo che nel rapporto di leale collaborazione tra istituzioni dello Stato, e cioè Regione e Governo, ci sia anche il rapporto diretto tra la Regione Sardegna e le forze armate, anche per queste emergenze.

Allora, noi fino adesso abbiamo affrontato il tema di questo rapporto solo per ragioni di rivendicazione su temi su cui ci siamo anche divisi, ma ci sono anche le loro tecnologie, la loro presenza nel territorio che può aiutare il nostro sistema di protezione civile ad affrontare queste emergenze in queste occasioni. Allora, solamente mettendoci in relazione con queste istituzioni potremmo rispondere alle esigenze dei sindaci e dei cittadini, perché se il nostro sistema regione non è in grado, neanche con il suo esercito di forestale di supportare i volontari, è evidente che dobbiamo andare non a chiedere aiuto ma a chiedere normale collaborazione allo Stato. Non può essere un rapporto esclusivamente di rivendicazione di entrate che non ci riconoscono, di servitù, eccetera, eccetera, c'è anche la possibilità di avere questo tipo di collaborazione. Non sono intervenuti solo in occasione del terremoto, non sono intervenuti solamente per le inondazioni o per le improvvise nevicate in Abruzzo, sono pronti sempre.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Locci, il tempo a sua disposizione è terminato.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Roberto Desini. Ne ha facoltà.

DESINI ROBERTO (Partito dei Sardi). Intervengo per discutere questa mozione che ritengo sia fuori luogo nei tempi ma soprattutto nei contenuti. Dico questo con convinzione e determinazione non per una difesa d'ufficio e di appartenenza politica dell'Assessore e della nostra maggioranza ma lo faccio con convinzione, anche in virtù del precedente ruolo ricoperto dal sottoscritto in qualità di sindaco, grazie al quale ho potuto constatare in prima persona nel giugno 2014 la prontezza, la disponibilità e l'efficienza sia dell'Assessore e dell'Assessorato dell'ambiente ma anche del direttore della Protezione civile e della sua struttura.

A questa deriva populista non ci sto, non ci sto assolutamente a che il sistema e soprattutto le istituzioni vengano screditate, soprattutto non condivido il fatto che si cerca di fare del qualunquismo la regola di tutti i giorni, soprattutto in noi che abbiamo dei doveri istituzionali, e lo dico attenendomi solo ed esclusivamente ai dati e ai numeri oggettivi che spesso non piacciono, perché sono freddi, perché spesso non riescono a tradurre l'importanza del lavoro che vi è dietro i numeri. Dico questo perché noi abbiamo affrontato un evento eccezionale, che io essendo nato nel 1974 non posso averlo vissuto in prima persona, ma una nevicata che non si vedeva dal 1956. Un evento così eccezionale che non era assolutamente, è stato in parte prevedibile, in parte è stato annunciato, però come spesso accade la natura, madre natura non ci quantifica prima quelli che sono i suoi effetti. Allora rifacendomi sempre ai dati oggettivi, io ho fatto un controllo sul sito del Comune di New York visto che è l'8 e il 9 di febbraio c'è stata una nevicata che, badate bene, ha visto la cancellazione di 3000 voli, 3000 voli. Ebbene ho guardato il sito del Comune di New York non c'era nessuna mozione di sfiducia nei confronti del sindaco Bill de Blasio. Allora chiedo o non eravamo attenti, colleghi, nei confronti di New York o non erano attenti qui in Sardegna. Il livello del dibattito, onorevole Pittalis io non mi sono permesso di interromperla, vado avanti. Detto questo rifacendomi sempre a quelli che sono i dati oggettivi e i numeri a quelli mi attengo dopo le considerazioni di carattere politico le lascio fare al mio Capogruppo, io ricordo che la Regione Sardegna è stata l'ultima Regione in Italia a istituire il centro funzionale regionale di Protezione civile. L'ultima, e sapete quando è stata istituita, il primo gennaio 2015, e sapete quando sarebbe dovuta essere istituita nel 2004, e sapete quante volte il Prefetto Gabrielli ha scritto, e qui è presente il presidente Cappellacci, tre volte, tre volte. E allora dal 2004 al 2009 c'era un governo di centro sinistra, è vero, dal 2009 al 2014 un governo di centrodestra, però questa Giunta, quest'Assessore, questo direttore della Protezione civile che vengono accusati di immobilismo e inadeguatezza il primo gennaio 2015 lo istituiscono. E allora cosa voglio dire con questo che c'è sempre tanto da fare da migliorare, sempre nella vita. Però anche gettare la croce così nei confronti delle massime istituzioni regionali io ritengo che sia inopportuno, confrontiamoci assieme, vediamo dove dobbiamo migliorare però è anche vero che per esempio quando nell'ottobre del 2015 c'è stato quel nubifragio, che ricordo con grande sollievo, senza feriti e senza morti nessuno ho sentito dai banchi dell'opposizione elogiare e fare complimenti, era un atto dovuto? Sicuramente sì, perché è il nostro dovere istituzionale, ma è anche bene e corretto avere un'onestà intellettuale riconoscere le cose quando vengono fatte. Con questo spirito ho affrontato questa discussione, mi auguro che faremo tutti tesoro e dobbiamo pensare al bene comune dei nostri concittadini. Però in Italia lo sport numero uno è sempre quello di farlo con quello degli altri, avete capito tutto.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Stefano Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (FI). Grazie Presidente, cercherò di marcare una differenza rispetto all'intervento del collega che mi ha preceduto, perché credo che qui nessuno stia cercando di addossare all'Assessore, alla Giunta regionale, colpe o responsabilità che non siano assolutamente e propriamente loro. Credo che nell'intervento del collega Desini ci sia esattamente il punto su cui oggi a mio avviso siamo chiamati a ragionare cioè il fatto di una interpretazione essenzialmente, anzi unicamente burocratica del proprio ruolo, coperta dalle carte, coperta da una deviazione di responsabilità attraverso atti amministrativi e nessuna interpretazione umana di questo ruolo.

Io credo che se noi torniamo indietro con la memoria e cerchiamo di non analizzare i fatti che si sono susseguiti in questi anni, in queste emergenze, soltanto con il piglio di chi vuole vedere e vediamo se dal punto di vista amministrativo latu sensu politico possa aver fatto le cose per bene, allora ci teniamo conto che in quel momento persone hanno avuto paura, persone hanno sofferto. Sindaci, qualcuno di voi lo è stato, qualcuno di voi lo è ancora, hanno avuto sulle loro spalle e esperimentato sulla propria pelle un livello di responsabilità civili e penali che non erano in nessuna maniera attrezzati ad affrontare, ci siamo trovati davanti a persone che hanno sperimentato l'impossibilità di raggiungere un soccorso medico, hanno sperimentato la paura di perdere la vita nel luogo che dovrebbe essere il più sicuro di tutti, che è quello delle loro case. Allora se noi ci rifiutiamo di vivere in maniera empatica questa situazione, se noi ci rifiutiamo di vedere il lato profondamente umano di questa situazione molto probabilmente non stiamo affrontando in maniera adeguata il nostro ruolo. Adesso ci soccorre questa discussione nel momento in cui leggo dai giornali il Presidente della Regione si sarebbe apprestando a valutare alcuni avvicendamenti nella sua Giunta, un rilancio dell'azione amministrativa. Mettendo da parte il fatto che limitarsi a rispondere "ho effettuato tutti gli atti che erano nella mia responsabilità" oppure "ho per tempo istituito il centro direzionale di non mi ricordo che cosa" ha il sapore un po' fastidioso dello scaricabarile, come ha detto qualche mio collega. Viceversa sarebbe utile in questa sede nel ragionamento tra di noi una profonda e seria autocritica perché essere al vertice di una struttura che è politica e amministrativa come una Giunta o come un Assessorato necessariamente ci mette nella condizione di avere a che fare con il carattere non soltanto con la stretta competenza. E si dirà, ma possibile noi che abbiamo detto porteremo le competenze, porteremo le soluzioni dobbiamo confrontarci con una cosa così profondamente immateriale come il carattere, io credo di sì. Perché vivere sul lato umano quella situazione, cercare di farla propria, cercare di vivere a fianco, insieme a chi la stava soffrendo in quel momento sia una questione che attiene all'idoneità relativa che deve essere valutata prima di indicare una persona a un ruolo importante come Assessore. Io non so se tra le vostre proclamate competenze vi sia il concetto di idoneità relativa, è materia di chi nella vita si è dovuto occupare di selezionare delle risorse umane piuttosto che di farvi una valutazione del potenziale. Tuttavia bastano poche letture per rendersi conto che nell'esaminare l'idoneità, l'attitudine di una persona a svolgere il proprio ruolo occorrerebbe valutare se quella persona non soltanto sulla base della conoscenza scientifica ma anche sulla base degli elementi caratteriali ha le caratteristiche adatte oppure no a svolgere quel ruolo. Io non mi domando se dal punto di vista tecnico si sia svolto tutto quello che si doveva svolgere in quei giorni, mi domando come sia possibile che la Giunta regionale, il Presidente della Regione, Assessore competente non si siano resi conto di essere profondamente inadeguati, cioè la mia grande sorpresa io la trovo su questo terreno, la trovo nel fatto di come non avete fatto a non sentirvi profondamente insufficienti? Come avete fatto a non approfittare di questa o di altre circostanze per non imboccare precipitosamente la via che porta a una nuova esperienza, come avete fatto a dire nonostante io sia così profondamente inadeguato vado avanti, questa consapevolezza ha a che fare con la responsabilità e voi non solo siete inadeguati, mi rincresce sottolinearlo, siete anche…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (SEL). Grazie Presidente, e un sincero bentornato al presidente Pigliaru, voterò contro la mozione presentata dal centrodestra a vedermi fermamente contrario, prima ancora della riflessione sui temi e il mezzo utilizzato. Credo che ancora una volta si cada nell'errore di fondo più tipico della politica di oggi, che impedisce di discutere dei temi, dei problemi e delle possibili soluzioni senza per forza caricare la discussione di risvolti personalistici, e che ci impedisce di parlare di cose importanti, fondamentali, senza avere come pretesto una poltrona da cambiare, un Assessore da sostituire o da revocare, una gogna pubblica dove mettere il mostro del momento. Credo che l'errore di fondo sia evidente, ed è ancora reso più evidente dalle gravi storture del sistema che in alcuni casi passano immutate di legislatura in legislatura, come scolpite nell'ambra, si discuta delle persone e non si superano i problemi. Oggi si prosegue in questo corso, e si svilisce un dibattito povero e condizionato dall'inevitabile gioco delle parti, tematiche dirimenti per il futuro della Sardegna, che vengono portate in aula in una mozione in cui si parla addirittura di negligenza, termine che credo essere fuori luogo, perché farebbe presupporre una responsabilità che non è certo competenza di quest'Aula accertare, e che non intendo in questa sede nemmeno prendere in considerazione. Eppure credo che il dibattito in aula su temi come questi sia irrimandabile, e sia irrimandabile in Aula, non altrove, non in televisione, non nei social network, non sulla stampa, perché i temi oggetto della mozione sono strettamente connessi con la salute e la sicurezza dei sardi, ed è questa l'aula da cui i sardi si aspettano le risposte in merito al loro bisogno di salute e di sicurezza. Sulla Protezione civile non voglio rassegnarmi al fatto che questo sistema sia il migliore possibile, perché non credo lo sia. Appare quanto mai urgente una seria riflessione sulla gestione dell'allerta meteo e sulla revisione del sistema di previsione e comunicazione, riflessione che a quanto so è già iniziata da parte dell'Esecutivo e della dirigenza, e che oggi credo possa avere un importante momento di confronto consiliare, anche al netto della forma che, come detto, non mi piace. Nessuno pensa a un sistema capace di modificare il clima, perché sappiamo che non è di questa terra, e sappiamo anche che il vento, la neve, la pioggia sono vecchi quanto è vecchia la nostra terra, parlano di loro i paesi abbandonati in buona parte della Sardegna, abbandonati anche per queste ragioni, credo sia indispensabile però puntare a un sistema che responsabilizzi, organizzi, comunichi e rassicuri di più rispetto a quanto avvenga ora. Le criticità in alcuni casi sono evidenti, ma le considero in parte facilmente superabili, e spero anche su questo di poter trovare nella replica qualche nota di avanzamento rispetto alla situazione che si è verificata nelle scorse settimane. I comuni oggi utilizzano tutti gli strumenti a loro disposizione per fronteggiare situazioni di grave pericolo per i loro cittadini, in particolare principale degli strumenti sono gli avvisi della Protezione civile pubblicati nel sito. Ma gli avvisi che sino a un mese fa venivano inviati ai comuni della Protezione civile regionale sembrano essere fogli che parlano più ai tribunali che ai cittadini, sembrano essere comunicazioni vissute più come incombenze burocratiche e che celano nemmeno troppo, a dir la verità, la necessità di mettere al riparo da altre problemi chi li emana più che dalla necessità di mettere al riparo dalle emergenze i cittadini. È un sistema questo, a mio modo di vedere, da modificare in maniera radicale, dal lato della previsione in primo luogo, perché non è pensabile rassegnarsi a non poter fare più di così, perché c'è una bella differenza tra il non poter ovviamente avere delle previsioni certe al cento per cento riguardo ai fatti naturali, e l'avere una percentuale di errore come quella che riscontriamo anche semplicemente dalla valutazione empirica che ognuno di noi può fare, differenza strettamente connessa con il grado di funzionalità di tutto il sistema, non cogliere e non intervenire rischia di svilire il lavoro di professionisti e volontari che finiscono poi per portare la stampa, l'opinione pubblica e qualche esponente politico, che farebbe bene ad evitare di strumentalizzare temi così seri e a mostrare un po' di responsabilità in più, a ridicolizzare le stesse funzioni della Regione. Questo non è un dato secondario, la Protezione civile si nutre di fiducia, funziona se c'è fiducia, e questo è un fatto chiaro per chiunque abbia sentito raccontare nella propria infanzia la favola di "Al lupo! Al lupo!". Nelle recenti emergenze, quelle che hanno riguardato le nevicate nel centro Sardegna e la bufera di vento nelle città metropolitane di Cagliari, la percezione del sistema è stata al di sotto dei bisogni, delle attese e delle necessità, tanto in fase di previsione quanto in fase di organizzazione, mi riferisco al temporale del 15, 16 settembre, che non fu previsto dai mezzi della protezione civile, e allo stesso modo la bufera di vento del 18 novembre che, anche in pieno sfogo di questo evento naturale, continuava ad essere classificata come allerta gialla. La Regione ha il compito di coordinare e sovraintendere un sistema policentrico diffuso, ma una cosa è il policentrismo un altro è la cessione di responsabilità a chi non solo non ha i mezzi per fronteggiarla, in alcuni casi, parlo dei comuni, non ci sono le competenze nemmeno per interpretare i bollettini, che vengono visti come quelli di radio Londra da chi però non ha il codice poi per decifrarlo e per tradurlo in azioni. Ho fiducia riguardo al fatto che su questo punto si sia già intervenuti. Credo poi nel lungo periodo che non sia necessario inventare per forza qualcosa di nuovo, a volte è sufficiente tendere alle buone prassi e ispirarci a queste, parlo per esempio del sistema della Regione Toscana…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Paolo Truzzu. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Non è facile intervenire su un tema come questo perché, come ha appena detto il collega Agus, c'è in gioco la sicurezza e la salute dei nostri cittadini e c'è il rischio che qualcuno possa pensare che ci sia un'operazione da parte dell'opposizione di propaganda o di sciacallaggio nei confronti dell'Assessore di turno. Io vorrei uscire da questo piano e mi auguro che questa discussione possa servire anche per affrontare alcuni temi come quelli della Protezione civile che sono temi importanti, e non per nascondere il tappeto sotto la polvere, come qualcuno anche oggi ha cercato di fare, perché al collega Desini vorrei dire che io non so se a Fonni ci sia un aeroporto, sono convinto di no, ma ho la convinzione che, se a Fonni ci fosse stato l'aeroporto, noi avremmo corso il rischio in quella triste giornata di avere una comunicazione dell'Assessorato e della Giunta che le piste erano libere, e ahimè e ahinoi che cosa avremmo dovuto vedere? Che cosa sarebbe successo per la sicurezza di tutti? Perché è vero che non dobbiamo caricare eccessivamente le colpe sulle istituzioni e su chi sta all'apice del sistema, ma è anche vero che dobbiamo evitare di ignorare i fatti e di non raccontarci quello che è successo. Stiamo parlando sicuramente di fatti eccezionali, e c'è una differenza tra l'ordinario e l'eccezionalità, però la prima cosa da dire in quest'aula, che è assolutamente eccezionale, è che, se davanti a noi avessimo avuto un assessore politico, l'Assessore avrebbe già rassegnato le dimissioni, perché questa è la verità, perché non avremmo perdonato certi errori a un Assessore politico. Allora noi vogliamo riacquistare il vero ruolo e il senso della politica o vogliamo farci continuamente annientare? Perché è un fatto che oggi è sotto gli occhi di tutti, l'ha appena detto il collega Agus, che appartiene ad un partito assolutamente lontano dalle mie posizioni, ma lo stanno dicendo tutti i sindaci. Il sistema dell'allerta meteo non funziona, non sta funzionando, e il fatto di non voler riconoscere questa situazione significa creare ulteriori danni, aumentare i rischi, e non hanno fiducia nemmeno i sindaci. Quando si legge sul giornale che i sindaci di importanti comuni della Sardegna controllano il sistema meteo dell'aeronautica, vuol dire che noi abbiamo già fallito, vuol dire che già non siamo riusciti ad affrontare le questioni come si deve. Quando i cittadini non si fidano più delle allerte meteo, perché, non so a Sennori, onorevole Desini, ma le assicuro che a Cagliari e nell'hinterland cagliaritano i cittadini e le famiglie non si fidano più dell'allerta. Quindi, quello che succede e che succederà è che, quando succederà qualcosa veramente di grave, la gente sarà in giro, perché nessuno si fida più, perché ogni volta che c'è un'allerta splende il sole, e quando invece ci sono nubifragi non ci sono allerte adeguate. È colpa questa dell'Assessore? Certamente no, perché l'Assessore non fa il metereologo, e non si può nemmeno pensare che ci siano sistemi di certezza assoluti, però il fatto di non voler riconoscere che c'è questo problema è assolutamente una responsabilità dell'Assessore. Così come è successo, Assessore, anche per la campagna antincendi, che ricordava prima il collega Crisponi, e quello che diceva il collega Locci, dove i volontari, per esempio, nel famoso incendio che ha coinvolto le campagne di Nurri e Villanova Tulo da ore chiedevano di poter intervenire e il sistema della Protezione civile regionale diceva di aspettare. Abbiamo perso cinque, sei ore di tempo che avrebbero potuto limitare la situazione. Come è successo nel caso specifico perché quello che sta accadendo è che il problema della sicurezza dei cittadini sta andando di pari passo col tentativo di deresponsabilizzazione di quegli organi, quegli enti, siano sindaci, comuni, la Regione e i funzionari che stanno cercando - come ha detto qualcuno - di evitare che il cerino rimanga in mano al soggetto "x" o "y".

Però la nevicata (che sarebbe stata una nevicata eccezionale, non so se come quella del 1956 o uguale a quella del 1956, però è anche vero che le tecnologie e i sistemi di comunicazione, di informazione e di intervento sono un po' cambiati rispetto al 1956, quindi dovremmo non aspettarci che succedano le stesse cose) ha creato una situazione sicuramente di difficoltà dovuta, a mio parere, alla mancanza di un coordinamento tra tutti gli enti e i soggetti preposti. Poi ci sono stati degli errori, Assessore, perché non si possono da un lato annunciare all'una della mattina che le strade sono libere e aspettare cinque, sei ore per intervenire dopo che ci sono le reazioni dei sindaci, degli amministratori sui social network e dei cittadini e successivamente anziché chiedere scusa dire che la colpa è di sindaci che non hanno i piani di protezione civile comunali. Non si può scaricare su questi poveri ultimi baluardi tutte le responsabilità, così come non è accettabile, Assessore, che lei acconsenta che il direttore della Protezione civile vada a Fonni a dire che non è colpa sua se ha nevicato. È politicamente inaccettabile, ed è per questo che sarebbe bene che l'Assessore rassegnasse le dimissioni.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Emilio Usula. Ne ha facoltà.

USULA EMILIO (Gruppo Misto). Presidente, anche da parte mia gli auguri e un bentornato a Francesco Pigliaru. Forse questa mozione contiene qualche forzatura per le motivazioni e anche per alcune affermazioni che naturalmente non mi possono trovare d'accordo. Senz'altro è un'occasione, l'ennesima, per sottolineare ancora una volta una gestione del sistema ambiente, per dirla con un eufemismo, poco coerente, inadeguata alle reali esigenze della nostra terra. Inadeguata forse, ma non voglio naturalmente speculare e non si può e non si deve speculare su eventi eccezionali nella portata e con conseguenze spesso sicuramente imprevedibili. Questi sono momenti emergenziali come si è rivelata la situazione che si è verificata in quei giorni di emergenza metereologica a fine gennaio e che ha colpito in particolare i territori della Barbagia, ma non è solo questo.

La discussione sull'operato di questa Giunta e quindi anche di questo Assessorato non può oggi non essere estesa anche ad altre contraddizioni, ad altre criticità che hanno caratterizzato la gestione di altri temi di pertinenza e di competenza dell'Assessorato dell'ambiente. Forse è più di quanto non sia stata la possibilità di intervento in un momento eccezionale come quello di cui stiamo parlando. Io mi riferisco, uscirò un pochino fuori tema - penso che se si parla dell'operato di un Assessorato è permesso - mi riferisco alle tante, troppe incoerenze e contraddizioni su un tema più generale, più annoso e più doloroso della gestione dei rifiuti in Sardegna. Una gestione che è andata in piena rotta di collisione e in totale non coerenza con lo stesso programma elettorale di questa maggioranza. Maggioranza che Rosso Mori ha contribuito in modo decisivo, determinante a portare al Governo di questa Regione. Ebbene, a oggi siamo ancora senza il tanto auspicato, atteso, nuovo piano regionale dei rifiuti, non abbiamo ancora la tariffazione unica e persistono diseguaglianze clamorose tra territori e tra comuni, diseguaglianze che hanno vanificato e mortificato gli sforzi dei cittadini e di intere comunità a comportamenti virtuosi e che per questo attendevano e meritavano e avevano diritto a premialità anche con riduzioni di costi. Siamo ancora senza un piano regionale dei rifiuti moderno e coerente, ma nelle more di questo il tanto esaltante punto programmatico dei rifiuti zero, recuperi di materia, riciclaggio e riuso si è tradotto in una gestione ostinata, lasciatemi dire anche ottusa, che ha promosso e di fatto difeso, ribadito e impegnato enormi risorse per il potenziamento di impianti di bruciamento dei rifiuti, in particolare mi riferisco all'impianto di Tossilo. Tutto ciò mostrando una supponente indifferenza alla volontà espressa da tantissime associazioni di cittadini e comitati popolari, non tenendo conto del pronunciamento di tantissime amministrazioni comunali di quei territori che a più riprese hanno deliberato contro il potenziamento di quell'impianto. Non si è voluto tenere conto delle osservazioni allarmanti del registro tumori di Nuoro e del parere di associazioni scientifiche internazionali titolate a dare parere sulle politiche di tutela dell'ambiente e della salute. Ancora, non si è voluto tenere in nessun conto il contenuto di mozioni, interpellanze, proposte di legge presentate da parti importanti anche di questa maggioranza sul tema Tossilo e gestione rifiuti, arrivando poi infine a disattendere e contraddire clamorosamente la stessa volontà espressa all'unanimità da quest'Aula con l'approvazione di un ordine del giorno che imponeva uno stop e un ripensamento di tutta la materia. Nessun ascolto di cittadini, di intere comunità ed intere amministrazioni comunali, nessun ascolto e nessun rispetto del pronunciamento di quest'Aula, nessuna attenzione alle indicazioni europee in materie che impongono una progressiva, totale dismissione di questo tipo di impianti. Nessuna volontà di avvio di discussione politica su un sistema alternativo di gestione dei rifiuti.

Chiudo ricordando solo il sostegno di questa Giunta a industrie energetiche a carbone che è un pugno in un occhio rispetto al grande impegno dichiarato in quest'Aula. Il tempo sta finendo. Nella mozione, come dicevo, ci sono forzature che non condivido per cui, in difformità a quanto sto affermando, mi asterrò dal voto, mi asterrò dal sostegno a questa mozione, anche perché ci sono allusioni e responsabilità personali che non posso condividere.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Fabrizio Anedda. Ne ha facoltà.

ANEDDA FABRIZIO (Gruppo Misto). Presidente, un sincero augurio di rientro al presidente Pigliaru che non poteva trovare giornata migliore che è quella di oggi per sostenere il suo Assessore in questa mozione di sfiducia. Alcune riflessioni sul mal tempo che non è certo colpa né dei politici né di amministratori locali, mentre invece è responsabilità degli amministratori locali, regionali e dello Stato gestire l'emergenza. Nell'ultima nevicata ci sono stati amministratori locali che con i propri mezzi, quelli dei privati e quelli dei comuni si sono adoperati per gestire l'emergenza. Altri amministratori hanno pensato di attribuire solo alla Regione la responsabilità di gestire l'eccezionalità dell'evento. Con molta demagogia hanno denunciato, gli amministratori locali, situazioni di disagio vissute dai pastori. In quei giorni ho avuto modo di incontrare dei vecchi pastori di Desulo e mi facevano notare che anni addietro la neve cadeva in modo anche più importante, ma il disagio per i pastori non c'era perché in previsione del maltempo esisteva la transumanza. Oggi gli ovili sono stati finanziati con importanti risorse pubbliche, sono attrezzati per gestire lunghi periodi di isolamento, con stalle e magazzini per i mangimi e quant'altro e con abitazioni attrezzate anche per loro. Allora, il maltempo ha creato disagio, ma non facciamo demagogia gratuita. Se ci sono criticità nella protezione civile devono essere denunciate, affrontate e migliorate. Voto questa mozione, a mio avviso solo offensiva verso l'Assessore e per niente costruttiva.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Giuseppe Meloni. Ne ha facoltà.

MELONI GIUSEPPE (PD). La mozione in discussione oggi presentata dall'onorevole Pittalis e dai colleghi del centrodestra ha il merito, forse l'unico, di aver portato all'attenzione di quest'Aula un tema molto delicato che interessa la gestione delle emergenze che accadono e possono accadere nella nostra Isola nell'arco di tutto l'anno, non si parla solo di emergenze durante il periodo invernale ma anche è stato detto di emergenze durante il periodo estivo e che sono di competenza della Presidenza dell'Assessorato dell'ambiente. Quindi affronterei il tema nel merito e su questo sono d'accordo con l'onorevole Fasolino e gli altri colleghi che hanno parlato di un sistema da rivedere per esempio rispetto ai codici di allerta. Io dico e potrei essere buon testimone anche da sindaco che il sistema è migliorato anche in questo senso rispetto al passato, però il sistema di allerta rispetto ai giallo, arancione, rosso e rispetto al modo col quale poi si devono attivare i piani comunali di protezione civile, probabilmente va razionalizzato meglio, va coordinato meglio, va organizzato meglio. Perché sono d'accordo anche con l'onorevole Fasolino quando dice che un codice arancione comporta per le piccole realtà, per i piccoli comuni, un grande dispendio di risorse che spesso si rivelano inutili e non è mai inutile se poi serve comunque a mettere in sicurezza le persone.

Dovremmo organizzarci meglio e in questo senso incentrerei la discussione di oggi più su questo tema che su altri temi. Mi pare che le polemiche siano partite in particolare non tanto sul sistema di allerta perché eravamo tutti sufficientemente allertati che sarebbe caduta molta neve in quelle giornate di gennaio, quanto nella gestione dell'emergenza nel momento in cui è caduta la neve nelle ore successive. Io ho visto che nei momenti più drammatici dell'eccezionale ondata di freddo, ho letto per meglio dire, diverse polemiche e oggi questa discussione è il risvolto di queste polemiche incrociate, per la verità iniziate più che altro da alcuni colleghi sindaci nella logica dei rimpalli di responsabilità circa la situazione in atto. Qualcuno, credo l'onorevole Cossa, ha parlato di logica del trasferimento del cerino. Io posso comprendere lo stato d'animo anche di molti colleghi sindaci in quei momenti drammatici che probabilmente hanno avuto una reazione forse anche esagerata nei toni e anche nell'individuazione delle responsabilità in quel momento e quindi probabilmente la risposta sarebbe dovuta essere la stessa però fatta con tempi e modi diversi. Probabilmente questo, lo dico anche da sindaco, in quei momenti ci si attende anche questo quando si vive una situazione di quel tipo. Però non posso non ricordare cosa facemmo io e tanti colleghi sindaci in occasione della drammatica alluvione del 18 novembre del 2013, come nostro dovere ci mettemmo a lavorare sodo senza riuscire nemmeno a dormire per diversi giorni al fine di ridurre al minimo i disagi per la popolazione esattamente come hanno fatto in quest'ultima occasione sindaci e tutti gli altri amministratori nei comuni colpiti dalla bufera di neve. Tuttavia non pensammo minimamente in quei momenti ad attaccare altre istituzioni, nemmeno la regione allora guidata dall'onorevole Cappellacci con un Assessore dell'ambiente per altro del mio territorio, del territorio gallurese, nonostante non vi sia stata alcuna traccia della regione, del sistema di protezione civile in quei momenti e nelle ore drammatiche successive. Il mio comune è rimasto tre giorni senz'acqua e non ci mettemmo a polemizzare perché in un comune a fianco stavano ancora contando i cadaveri, ecco probabilmente bisogna anche sempre tener conto della drammaticità delle situazioni e bisogna probabilmente sempre cercare anche quando si cavalca un malcontento di stare attenti a ciò che sta accadendo. Però la mia non vuole essere una difesa d'ufficio nei confronti dell'attuale guida della regione e dell'Assessore, però non posso non ricordare per esempio l'alluvione del 1 ottobre 2015 dove in quel caso, l'ha detto anche l'onorevole Fasolino, c'è stata un allerta adeguata ed è stato adeguato anche l'accompagnamento che i sindaci hanno ricevuto in quel momento. Io credo che anche sugli errori del passato in quel momento si è agito bene e anche in futuro si può agire meglio sugli errori che eventualmente sono stati commessi ora, si può sempre migliorare e rivedrei, ancora una volta lo dico, il sistema di allerta.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Antonio Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS ANTONIO (PD). Anch'io faccio gli auguri di un buon rientro al Presidente della Giunta regionale sperando che il riposo ce lo renda ancora più in forza per il lavoro che dovrà andare a svolgere. Ma venendo alla mozione, io credo che quello che è successo in Sardegna nei giorni dal 20 al 22 gennaio di quest'anno sia stato un evento calamitoso che non succede spesso in Sardegna, molto probabilmente eravamo decenni senza avere una così forte nevicata in Sardegna che ha creato sicuramente grosse difficoltà alla nostra viabilità, alle attività economiche e in modo particolare al settore agro-pastorale. La situazione era talmente grave che avrebbe messo in crisi qualsiasi organizzazione di protezione civile e il coordinamento regionale della nostra protezione civile che già aveva emanato la allerta meteo da qualche giorno, ha cercato di fare tutto quello che era nelle sue possibilità, tutto quello che la normativa e l'organizzazione gli consentiva di fare. Si è messo subito in moto il sistema regionale con i sindaci, gli amministratori, le organizzazioni comunali, il corpo forestale, l'agenzia Forestas, le associazioni di volontariato, l'organizzazione delle amministrazioni provinciali, ANAS, corpi di polizia e carabinieri ai quali io credo che oggi questo Consiglio regionale debba esprimere il più sincero ringraziamento per il lavoro che hanno fatto. Il nostro è un sistema di protezione civile abbastanza recente che può sicuramente migliorare ma che è già in grado di dare risposte immediate e concrete. Io credo che il Consiglio regionale bene avrebbe fatto a concentrarsi più su quelle che possono essere le modifiche e un'organizzazione migliore al sistema che oggi noi abbiamo in essere. Io però vorrei ricordare a quest'Aula che solo qualche mese fa il responsabile della protezione civile, dottor Curcio, si augurava in un convegno qui a Cagliari che tutte le regioni d'Italia potessero avere una legislazione ed un'organizzazione di protezione civile come quella che esisteva già in Sardegna. Un'organizzazione, dicevo, abbastanza giovane ma che comunque ha dimostrato di avere già le capacità di intervenire con immediatezza. Io ho vissuto nell'alto oristanese, nel mio territorio, la drammaticità di quella tromba d'aria dei primi di novembre e devo dire che i risultati sono arrivati con immediatezza e si è evitato anche di trovare morti per strada in quell'occasione. Certamente per esempio Assessore le allerta meteo sono da rivedere perché quando si grida al lupo al lupo, molto probabilmente alla fine non ci crede più nessuno e quindi va in qualche modo riverificato così come aldilà delle polemiche che possono essere anche pretestuose per cercare magari di scaricare responsabilità ad altri, io credo che una protezione civile, un coordinamento regionale serio non possa che partire dalla priorità di avere come interfaccia i nostri sindaci e i nostri amministratori locali. Io devo anche dire all'amico Pietro Pittalis che mi è sembrato abbastanza ingeneroso oggi il suo intervento perché certamente l'assessore Spano è un'esperta meteo ma non poteva riuscire ad evitare quella nevicata del 20 e 21 gennaio. Però vorrei anche ricordare, lo ha già fatto il mio collega Giuseppe Meloni, che nella passata legislatura, esattamente nel 2013, come consiglieri di minoranza del centrosinistra non ci siamo minimamente permessi di presentare mozioni di sfiducia nei confronti dell'Assessore o della Giunta in carica in quel momento, nonostante i 18 morti e, caro Pietro, nonostante molte responsabilità in quei giorni ci fossero sia dal punto di vista politico e non solo. Non c'era nessun mezzo del sistema della Protezione civile regionale fermo a Cagliari. Tu hai citato una cosa molto grave, che è quella della lettera che il responsabile della protezione del Corpo forestale regionale ha trasmesso all'assessore dell'ambiente, è vero, però bisogna anche ricordare che quei mezzi sono stati acquistati dall'amministrazione regionale nella legislatura presieduta dall'onorevole Cappellacci, finalizzate all'utilizzo degli eventi calamitosi di neve e di altro, e che dal 2010 non possono essere utilizzati. Non è che non li potevano utilizzare solo il 20 e il 21 gennaio, ma è dal 2010 che non possono essere utilizzati, perché quei mezzi nonostante siano stati acquistati per una destinazione specifica non possono essere utilizzati. Magari andiamo a vedere qual è la motivazione e ci renderemo conto che quella gara molto probabilmente andava bloccata prima della sua conclusione.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Giorgio Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI (UDC Sardegna). Signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Regione, le auguro un bentornato, colleghe e colleghi. Non intervengo molto volentieri in un dibattito come questo, anche se ben comprendo che sia necessario farlo. Noi, infatti, a differenza dell'assessore Spano non abbiamo l'abitudine di denigrare il lavoro di chi ha ricoperto ruoli prima di lei. Alludo a quanto l'assessore Spano ha dichiarato parlando del sistema di Protezione civile, dicendo di avere ereditato dalla precedente amministrazione una scatola vuota e un sistema che non esisteva, esattamente nell'incontro dei Sindaci per la città metropolitana. Niente di più falso, e considerato che, come è noto a tutti, la responsabilità politica e personale della gestione precedente è in parte del sottoscritto, nonché del suo gruppo politico, è bene che intervenga per ricordare al Governo regionale come sono andate le cose. Desini ha sbagliato data, la Protezione civile è stata istituita nel 2009 ed è stata organizzata negli anni immediatamente successivi, individuando e selezionando il personale dipendente, i dirigenti dei servizi, due dei quali sono ancora lì e ci risulta che vogliano scappare, magari lei Assessore ci potrà spiegare il motivo. Abbiamo noi individuato la sede di via Vittorio Veneto, strappandola da un locale a dir poco inadeguato, e lì abbiamo previsto di realizzare la sala operativa. A tre anni dall'insediamento di questo Governo la gara per la realizzazione della sala operativa è andata deserta per la vostra incapacità, Assessore, e adesso vi accingete a bandire una nuova gara d'appalto con nuove lentezze e nuovi problemi irrisolti. Su nostra proposta è stata approvata, lo dico a chi ha detto sciocchezze prima, la legge 36 del 20 dicembre 2013, con la quale abbiamo individuato totalmente il personale. Lei ha trovato questo già realizzato, Assessore, mi dispiace dover evidenziare che l'unico atto di governo che le si riconosce è aver sostituito il dottor Cicalò con il dottor Nudda, ma non farò alcuna ironia sui nomi. Sempre nel 2013 con deliberazione di Giunta abbiamo esitato il progetto del centro funzionale, approvato dal Dipartimento nazionale. Lei l'altro disegno politico, di cui oggi le chiediamo conto, ha modificato tale piano, spostando alcune funzioni fondamentali alle strutture dell'ARPAS di Sassari e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Nell'ottobre del 2014 un suo assai brillante comunicato stampa recitava testualmente: "Il centro decentrato ci permetterà tramite il Centro di competenze metereologiche dell'ARPAS di Sassari e il centro degli esperti di Cagliari di elaborare previsioni più precise e dettagliate sui luoghi e sui tempi delle precipitazioni, e di comunicarle direttamente ai Comuni a cui garantiremo la massima assistenza, anche attraverso il front office previsto nel piano delle procedure. Di previsione azzeccata non ne ho trovato alcuna. Nella legge 36 del 2013 abbiamo istituito le strutture territoriali della Protezione civile, sarebbero state utilissime nella prima occasione in cui la Protezione civile sarebbe servita a quest'isola, ma di esse si è persa ogni traccia. Di questo, Assessore, le chiediamo conto, e in particolare le chiedo, visto che mi risponderà di aver avviato l'iter, come mai lei abbia trascurato la struttura territoriale del Sulcis. Mi permetta di dirglielo. Trascuro di soffermare la mia attenzione sulla mortificazione che l'Assessore di Giunta ha riservato al mondo del volontariato locale che da sempre ha dato prova di impegno ed efficacia, eppure l'azione dei volontari sarebbe stata immancabile soprattutto in quest'inverno. Avete trovato mezzi operativi. A titolo di esempio cito solo tutti i mezzi utilizzati dai Comuni, qualcuno l'ha detto, nella recentissime emergenza neve, e dico tutti, che sono quelli che abbiamo finanziato, acquistato e consegnato noi nella precedente legislatura. Visto che dice che non esisteva niente! Certo anche qui ci avete messo del vostro e alcuni mezzi, assegnate al Corpo forestale, sono rimasti, come hanno detto poc'anzi, fermi perché qualcuno si è dimenticato, non certamente l'Assessore, di dotarli delle opportune zavorre. I colleghi hanno già stigmatizzato come Sindaci siano stati abbandonati a se stessi, ma non aggiungo nulla. Proseguo con un'altra nota, che riguarda come piace a lei un raffronto tra quanto facemmo e quanto fate, perché lei ha criticato, mica per altro. Vista l'esiguità del tempo a disposizione accenno soltanto al fallimento della sua gestione per la politica di prevenzione degli incendi boschivi. Noi siamo riusciti laddove nessun altro, di nessun colore politico, era riuscito prima, con l'istituzione dei parchi, a cui abbiamo lavorato per mesi, con gli incontri di tutti i sindaci e di tutti i comuni eccetera, realizzando Guttu Mannu, Tepilora, ma soprattutto l'istituzione del parco del Gennargentu che praticamente ed in particolare è stato realizzato con un'immane lavoro di costruzione del consenso delle popolazioni con una integrazione dei fondi regionali anche fuori dalla legge 31, perché non si poteva applicare e non l'avrebbero accettato. Concludo, Assessore, con una nota che più di caratura umana e personale, anche se bene ancorata a temi politici. Come lei ben sa sono stato fatto oggetto di un'articolata campagna stampa sia su mezzi locali che sul Corriere della Sera, riguardante il taglio dei leccetti della foresta del Marganai, con un'interpellanza anche del collega Perra. Io ero, sono e sarò contrario. Voglio evitare di parlare di questo, signor Presidente del Consiglio, perché abbiamo chiesto a più riprese di discutere l'interpellanza urgente che abbiamo presentato, una delle 162 non discusse. E quindi, perché le dico questo? Perché recentemente, mi auguro di no, spero impropriamente, le avrei chiesto di dire qual è il suo parere, sulla nuova Sardegna del 20 ottobre 2016: "Marganai, il pm condanna i responsabili. Chiesto al gip il decreto penale per il direttore di Forestas…

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pierfranco Zanchetta. Ne ha facoltà.

ZANCHETTA PIERFRANCO (Cristiano Popolari Socialisti). Presidente, anch'io a nome del gruppo esprimo viva soddisfazione per il rientro del Presidente Pigliaru, ai quali vanno i nostri auguri, e per addentrarmi immediatamente nel tema. Bene ha fatto il collega Meloni a rievocare tristi e drammatiche pagine come quelle del disastro dell'alluvione che ha colpito Olbia e la Gallura, per ricordare quelle vittime alle quali va il nostro pensiero certamente, ma per affermare anche un altro elemento che l'argomento che oggi tocchiamo non vede fortunatamente in campo vittime. E questo credo che sia già un elemento fondamentale sul quale ragionare. Perché credo che l'occasione di oggi è un'opportunità e non un atto d'accusa, opportunità per ragionare, per fare un confronto di merito su un tema sensibile e delicato come quello della Protezione civile, che non soltanto in Sardegna, ma in Italia, scatena polemiche, critiche, accuse e riflessioni. Vorrei che si riflettesse, e mi dispiace, non vorrei avere interpretato male, ma quando il capogruppo di Forza Italia, onorevole Pittalis, dice che a seguito di questi fatti bisogna dichiarare guerra alle istituzioni, io mi permetta non ci sto ad accettare che si dichiari guerra alle istituzioni, perché noi siamo l'istituzione più alta della Sardegna e dobbiamo, invece di farci la guerra, fare ragionamenti anche laddove ci sono criticità ed elementi di pericolosità come quelli che ha rappresentato pur condividendo anche alcuni aspetti critici che lei solleva, ma non possiamo permetterci di usare termini come quelli di guerra alle istituzioni così come aggettivi come irresponsabili o inadeguati, qua non ci sono degli irresponsabili, c'è una responsabilità pesante, grave, sul peso di chi ha il governo di queste azioni che si deve trasferire anche nella capacità certamente di dare risposte immediate come nel caso che stiamo affrontando. La tutela, la sicurezza, l'incolumità dei nostri cittadini è la prima cosa ci sta a cuore, ma noi abbiamo anche un paesaggio, un ambiente naturale, un mondo animale da difendere e da proteggere, su questo io credo che dobbiamo cimentarci e confrontarci per avere un sistema ancora più efficace di protezione civile, perché abbiamo un patrimonio straordinario che non possiamo disperdere, che è rappresentato in primis dalla capacità che oggi comunque i comuni hanno di intervenire e che vanno sostenuti in una nuova revisione del sistema generale della Protezione civile, una macchina certamente la rodare ma che può contare su forze e su efficienze capaci così come hanno dimostrato di saper fare anche nei momenti difficili. Un patrimonio straordinario di associazioni di volontariato, che sono le nostre associazioni di Protezione civile, sono state protagoniste non solo recentemente ma anche nel 2009 nel terremoto dell'Aquila - e ne sono testimone, di quelle spedizioni fatte ad Onna per esempio dove sono stati fatti interventi di pregio a sostegno di quelle comunità dalle nostre associazioni e dalle colonne mobili di protezione civile partite dalle province sarde. Abbiamo Forestas, un sistema da rivedere proprio anche in funzione della Protezione civile, i barracelli e quant'altro. Allora io credo che noi dobbiamo andare verso un modello nuovo che le esperienze dettate anche da frangenti che le condizioni metereologiche oggi impongono e l'imprevedibilità di alcuni fenomeni così gravi come le cosiddette bombe d'acqua o le nevicate abbondanti, ma io parlo con le esperienze che possono vivere anche per 3, 4 mesi l'anno quando ci sono 60 nodi di vento costante, anche quelle sono condizioni di disagio pesante, e lo assicuro a chi magari non le vive sulla propria pelle perché non è soltanto il mare a doverci impedire di muoverci ma un vento a 60 nodi come la Sardegna vive ma soprattutto certe zone della Sardegna sono condizioni certamente di criticità costante e allora rispetto a quelle noi dobbiamo perfezionare il nostro modello. Mi viene in mente il modello dei vigili del fuoco dell'alto Adige ad esempio dove in ogni paese o paesino del sud Tirolo o Alto Adige ha i vigili del fuoco ma sono volontari, non sono i vigili del fuoco dello Stato che da noi sono fondamentali e preziosi, ma quel modello lì può essere trasferito certamente anche da noi come efficienza e capacità di intervento, in considerazione soprattutto delle forze che noi abbiamo in campo che partono certamente dai comuni, dai sindaci ai quali deve andare il nostro sostegno nella previsione di un meccanismo di un sistema che è partito, che ha già dimostrato di avere efficacia.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). All'onorevole Pigliaru ben ritrovato. Io ho ascoltato con attenzione il dibattito e da più parti ci si è lamentati che si vuole coinvolgere l'Assessore, per me l'Assessore non esiste, neanche la vedo, io discuto come vorrei discutere di argomenti che toccano l'essenza vera dell'Assessorato e di quello che quell'Assessorato deve fare. Si è incentrato il ragionamento nella mozione relativa ad un fatto eccezionale per la Sardegna che in quelle particolari zone ci sia stato 1 metro e mezzo di neve e che abbia, in Ogliastra non succede così onorevole, quindi sono fattori eccezionali. Quando ci si organizza non è che ci si organizzi per la normalità perché se ci dovessimo attenere alla normalità basterebbe magari l'esempio del Trentino e del sud Tirolo, come diceva prima Zanchetta, il problema è che quello è legato ad un sistema di vita dove coloro i quali vivono lì e vivono tra gli alberi hanno la necessità di tutelare quegli alberi perché è vita, è vera vita! E grazie ad Dio che ci sono dei volontari, non tanto e solo lì ma anche in Sardegna e i nostri li abbiamo ascoltati dove c'è stato anche un momento grave non solo nell'ultimo terremoto. Ma non si può vivere solo esclusivamente di persone disponibili ad offrirsi, ma ad avere momenti organizzati, prima si è raccontato che Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri, perché fanno parte complessivamente delle forze armate, e della quarta forza armata che guarda caso dovrà recuperare anche i forestali non so se anche i forestali sardi, ma quando una forza armata come quella che è in Sardegna o i dipendenti di Forestas o quelli che fanno la protezione civile inseriti non solo per volontariato fanno dichiarazioni inusuali, purtroppo assecondati dall'Assessore in qualche circostanza, io credo che si sbagli totalmente quello che è il proprio dovere e io ho paura non tanto che l'Assessorato faccia o non faccia, non mi limito al fatto c'era la neve, che è successo quello che è successo perché devo rispondere all'amico che ha guardato New York dove forse c'erano tre metri di neve e per forza i voli non partivano, ma quando c'è 1 metro di neve ti assicuro che partono come in Canada, vissuto da me, quindi non diciamo e non facciamo paragoni che non hanno un riferimento alcuno, il problema casomai è se effettivamente si svolge tutto quello che si deve svolgere, oltre alla neve sono inondazioni, c'è l'idrogeologico, insomma sull'idrogeologico non basta a dare una manciata di danaro a qualche comune, bisogna avere un'organicità perché quello è il primo momento di presidio della salvezza di qualsiasi tipo di malaugurata ipotesi o di inondazioni o di altro, altrimenti continuiamo a vivere ma io interrogo eventualmente il Presidente della Giunta, mi sono limitato io a dire che sono venti il Presidente del Consiglio e qualche ministro subito qui in due giorni a promettere chissà che cosa e sappiamo bene che non possono promettere molto e che non ci daranno niente purtroppo, ma non vorrei che Timeo Danaos et dona ferentis: ho paura dei regali che vengono così offerti, non vorrei come dice qualcuno che vengano a proporci di accogliere altre scorie, se è questa la controproposta per i danari non mi sta bene, e allora dovrei ancora chiedere: la magistratura che formò un ponte, che cosa siamo stati capaci a fare, ancora punti che sono lì che testimoniano l'inefficienza e una capacità da parte dell'Amministrazione regionale di dare risposte pronte, certe a quelle che sono le esigenze della gente. Io non mi fermo a discutere esclusivamente i metodi di neve, gravissimo non aver potuto intercettare i mezzi che avrebbero dovuto aprire quei varchi.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Angelo Carta. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). In questa sede ufficiale anche io mi associo agli auguri per il presidente Pigliaru di un proficuo lavoro in futuro. Chiedere la revoca della delega a un Assessore non è certamente un atto ordinario del Consiglio regionale, tant'è che questo strumento, previsto dal Regolamento consiliare, viene utilizzato raramente e mai per colpire una persona in quanto tale, bensì per sottolineare l'adeguatezza o l'inadeguatezza, secondo i proponenti, a ricoprire quel ruolo. Nella mozione numero 285, oggi in discussione, tra i firmatari vi è anche il sottoscritto, che vede questo atto come la possibilità di intervenire sulla politica ambientale messa in campo dalla Giunta regionale e per essa dall'assessore Spano. A questo proposito non posso non partire dall'ordine del giorno numero 41, approvato il 13 maggio 2015 all'unanimità da questo Consiglio regionale, era proposto dai consiglieri: Cocco Pietro, Anedda, Arbau, Cocco Daniele, Desini, Sale ed Usula. E riguardava il merito della realizzazione di una linea di termovalorizzazione presso il sistema di rifiuti di Macomer e Tossilo. Perché vede, Assessore, la sfiducia a lei il Consiglio la può votare, lei e la Giunta la sfiducia al Consiglio non lo può votare, però lo potete fare nei fatti. Allora nei fatti, rispetto a quello che è stato approvato dal Consiglio regionale, su proposta della maggioranza, voi avete sfiduciato la maggioranza; perché l'ordine del giorno, approvato all'unanimità, impegnava la Giunta regionale affinché, prima di intervenire in materia di gestione dei rifiuti, compresi i procedimenti su Tossilo, cioè tutti i procedimenti su Tossilo, ponga in essere tutti gli adempimenti per l'effettuazione di campagne di monitoraggio sullo stato di salute della popolazione nell'area delle Marghine, nonché sull'opportuno indicatore biologico, come peraltro previsto dalla delibera della giunta regionale numero 12/39 del 27 marzo 2015. Una decisione presa all'unanimità con la quale il Consiglio voleva mettere in primo piano l'esigenza di tutelare la salute di quelle popolazioni, ma anche un chiaro indirizzo politico che intendeva rispondere alle istanze pervenute da quella parte di Sardegna in merito all'inceneritore di Tossilo, la storia è a tutti nota, in quanto la Giunta regionale e l'Assessore Competente hanno fatto di quell'atto carta straccia. Avete deciso di procedere senza nessun riguardo non dico verso il Consiglio, del quale ormai abbiamo fatto anche il callo, ma soprattutto verso la popolazione e mi chiedo: se non ascoltate la popolazione, se non fate di tutto per tutelarne la salute, cosa ci state a fare? Quali altri interessi anteponete, come potete immaginare di essere buoni amministratori se siete ciechi e sordi alle istanze della popolazione? Lei, Assessore è andata in un crescendo di sordità, che ha trovato il culmine in quest'anno quando l'eccezionale ondata di freddo e neve ha isolato i centri abitati, ha bloccato la normale e quotidiana attività degli abitanti, ha reso impraticabile la viabilità urbana ed extraurbana, ha interrotto i servizi elettrici, idrici e telefonici. Un disastro che non è certo sua responsabilità, mentre è suo preciso compito organizzare il supporto allorché questi eventi ormai prevedibili e noti a tutti, meno che alla macchina regionale, si manifestano. Una volta ancora è suo preciso compito organizzare il supporto quando questi eventi si manifestano. Una volta ancora è suo preciso compito quindi tutelare le popolazioni colpite da questi eventi che, guarda caso, i territori maggiormente feriti sono ancora una volta nel centro della Sardegna, nella Provincia di Nuoro, sembra esista un accanimento verso questo territorio per farlo sprofondare definitivamente e costringere le popolazioni o a emigrare o ad arrangiarsi. Così hanno fatto. Molti ormai sono scappati e chi è rimasto si è dovuto arrangiare, li avete lasciati completamente soli. Isolati dalla neve e abbandonati da voi, che dovevate essere a fianco dei sindaci. Una volta ancora, quindi, Assessore ha dimostrato di non avere a cuore le sorti della popolazione del centro Sardegna, una volta disconoscendo l'ordine del giorno del Consiglio sull'inceneritore di Tossilo e questa volta non intervenendo come avrebbe dovuto per aiutarli. Lei sembra Lady Tremaine, la matrigna che adorava Anastasia e Genoveffa e detestava Cenerentola. La provincia di Nuoro è diventata ormai la Cenerentola della Sardegna, ma anziché il principe azzurro arrivano devastanti cataclismi ed è abbandonata al suo destino. Questi sono i fatti per i quali ho sottoscritto e condiviso la mozione con la quale Assessore, si impegna il Presidente della Regione a revocare la delega a lei ma anche, e non è da sottovalutare a rimuovere dalle funzioni il direttore generale della protezione civile.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SEL). Non c'è due senza tre, questa è la terza mozione di sfiducia che arriva in Aula, dopo quella all'Assessore all'agricoltura e dopo quella all'Assessore ai trasporti, credo che l'esito anche di questa vostra proposta, amici della minoranza, sarà uguale all'esito delle precedenti. Io credo che ad eventi straordinari occorra rispondere con atti straordinari e probabilmente, entrando nel merito della vostra mozione, probabilmente non si è potuto rispondere dappertutto con atti straordinari. Perché è vero quello che avete rasentato che in alcune situazioni l'emergenza ha degenerato, molti sindaci si sono sentiti da soli, e probabilmente non si è potuto fare tutto quello che poteva essere fatto; però io credo che la nevicata che vi ha fatto presentare questa mozione per le negligenze e le inefficienze che, voi dite, ci sono state, non può essere un pretesto oggi per chiedere le dimissioni dall'Assessore e del direttore della protezione civile. Perché io credo che in quel campo sia stato fatto molto da qualche anno a questa a questa parte. È stato fatto molto ma non abbastanza. Stavamo dicendo prima, l'ha detto anche il collega Agus, che potremo fare molto di più, cercando di imitare quelle prassi consolidate che funzionano meglio in altre parti d'Italia, diceva il collega Zanchetta il Veneto, io il Veneto non lo prenderei molto, per una questione ideologica, come riferimento, prenderei però come riferimento di più la regione Toscana, che ha individuato in 35 ambiti ottimali, di protezione civile, il loro territorio e in questa maniera riescono a dare risposte più immediate e più cogenti a quelle che sono le situazioni di emergenza e di protezione civile. Ci sono delle deficienze che potremmo superare, credo che il nostro Assessore abbia dimostrato sia prima e lo farà anche oggi, la più ampia disponibilità a recepire anche da noi quelle che sono le proposte serie di soluzione ai problemi che ci sono state. Faccio un esempio: Forestas. Di fatto è una parte importantissima che deve essere organica al sistema di protezione civile, io dico che non è possibile che d'inverno, il 70 percento della forza operaia dell'ente foreste sia messo in cassa integrazione, perché purtroppo, in quei giorni, noi avevamo moltissimi dei nostri operai in cassa integrazione, questa è una prassi che l'agenzia utilizza, l'ex ente foreste utilizza, tutti gli anni perché purtroppo nelle finalità e nelle attività dei nostri operai si riduce la stessa solo ai lavori all'interno dei cantieri e dei compendi forestali. Io credo che su questo dovremmo intervenire e soprattutto in queste occasioni mettere a disposizione tutta quella forza lavoro che può essere utilissima all'interno dei comuni e nel perimetro dei comuni. Io credo che l'Assessorato all'agricoltura quest'anno, e questa è roba di questa maggioranza, ha concesso a moltissimi comuni della Sardegna dei mezzi, tipo le terne, e io so che molti comuni, dove i sindaci sono stati attenti, le hanno messe a disposizione per poter intervenire soprattutto per dare una mano ai pastori che stavano nei terreni di montagna, e anche su questo credo che occorra creare un sistema che vada a rete perché queste risposte siano automatiche e non affidate alla buona volontà dei singoli amministratori. Il discorso di Forestas io credo che sia molto molto importante perché non dimentichiamo che, di concerto con le associazioni di volontariato a cui prima si accennava, ma soprattutto con le Compagnie barracellari che troppo spesso dimentichiamo, sono in grado molte volte di dare quelle risposte che purtroppo, per deficienze anche strutturali, le istituzioni molte volte non sono in grado di dare; è per questo che noi ci siamo battuti anche nella legge finanziaria che è stata licenziata dalla Commissione per reintegrare quelle risorse che sono state tolte alle Compagnie barracellari, perché credo che la loro funzione non sia più quella che ormai è datata ed è da attualizzare, cioè la lotta all'abigeato, le funzioni delle Compagnie barracellari sono altre e sono soprattutto queste, perché, almeno nei Comuni dove non ci sono le caserme dei Carabinieri, dove non ce lo Stato, sono il primo strumento che i sindaci hanno in mano per farli intervenire tutte le volte che si creano delle situazioni anche di questo tipo. Però io punterei il discorso di oggi sulla post-emergenza, perché l'emergenza è superata e per fortuna non ha lasciato per strada situazioni come quelle che si erano verificate qualche anno fa, e questo è già molto; noi dobbiamo guardare alla post-emergenza perché ci sono davvero delle situazioni nelle campagne e nelle montagne che hanno…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cocco, il tempo a sua disposizione è terminato.

Comunico all'Aula che è rientrato dal congedo il consigliere Valter Piscedda.

E' iscritto a parlare il consigliere Gianfranco Congiu. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Forse ha ragione chi in quest'Aula ha premesso che in un mondo normale una discussione come quella di oggi non avrebbe dovuto avere accesso, nè avrebbe avuto senso, e in effetti assistiamo al mettere sulla graticola l'operato di un Assessore per un'emergenza neve e la fiamma di quella graticola viene accesa con una censura sulle politiche di termovalorizzazione: serviva una fiamma e questa era l'inceneritore di Tossilo.

In un mondo normale si segue un'impostazione, anche formale, che è quella dei limiti dati dall'opposizione che presenta il conto di un'emergenza neve mal gestita, ma la voglia di andare a censurare, la voglia di andare a trasformare un dibattito alto, politico, in qualcos'altro, prevale, allora ecco la fiamma del termovalorizzatore patrocinata da chi verosimilmente sul tema della neve ha poco da dire, patrocinata da quelle forze politiche e da quei personaggi che probabilmente lavorano nell'ombra, dietro la tastiera di un computer, dietro un profilo Facebook dietro un facile comunicato stampa, ignorando che sul tema della termovalorizzazione ci siano stati degli aggiornamenti al Piano rifiuti, ci siano state sentenze che hanno dichiarato la non rilevanza dell'aspetto salutistico perché sufficientemente presidiato, ma alcuni di questi personaggi hanno anche propugnato la tesi dei dati tumorali taroccati, dei dati tumorali che non sono veritieri, e tutto questo armamentario populista oggi ci trova la sua sintesi in quella che viene introdotta in quest'Aula come censura del lavoro assessoriale sull'emergenza neve. Beh, ha ragione chi, Paolo Truzzu, diceva che in un mondo normale questa discussione non avrebbe dovuto avere accesso. In un mondo normale il lavoro dei consiglieri regionali sull'emergenza neve non si dovrebbe ridurre ad un copia e incolla di titoli giornalistici. Roberto Desini ha cercato di andare nel merito dei dati, qualcuno si è azzardato in ricostruzioni di quelli che erano i centimetri ma alla fine la premessa di fondo è che siamo di fronte ad un fatto imprevedibile, ad un fatto eccezionale, e sul fatto eccezionale non vi è nessun tipo di forma di protezione se non la solidarietà, quella solidarietà istituzionale di genti, di comunità locali che la protezione civile mette in rete, perché la protezione civile non è istituzione asserragliata in un ufficio, è cabina di regia, è centro di intelligenze, è sistema di coordinamento che gestisce emergenze. La protezione civile vive su valori di solidarietà sociale, comunale, e non è né dignitoso né corretto metterla su una graticola accendendogli sotto la fiamma di un termovalorizzatore, è scorretto culturalmente! Ma chi patrocina queste tesi dimentica forse l'unica esperienza e l'unico dato che questa vicenda neve ci pone di fronte, e l'unica cosa che finora non è stata detta e l'unica cosa che deve essere introdotta in un dibattito costruttivo da parte di un consigliere regionale che non può ridursi a farsi da cassa di risonanza di quelli che sono gli articoli del giorno dopo. La sintesi culturale alla quale noi veniamo chiamati ci porta necessariamente su un punto della vicenda: la neve non è a Cabras, la neve non è a Cagliari, la neve è in Barbagia, la neve isola nelle catene montuose del Gennargentu, la neve isola il centro Sardegna, e allora l'unica cosa che può avere senso in un dibattito che in un mondo reale non avremmo mai fatto, l'unica cosa che ha un senso è pensare di chiedere fortemente che tutti i mezzi antineve dei quali noi abbiamo la titolarità vengano dislocati in una zona epicentrica della Sardegna, dalla quale farli partire rapidamente verso le zone che vengono colpite dalla neve. L'unica cosa che questa vicenda ci insegna è che gli strumenti, le turbine, gli spazzaneve, servono in ambiti delimitati, e la dislocazione di questi automezzi in un ambito geograficamente individuato nel centro Sardegna dal quale si possa facilmente raggiungere queste zone è probabilmente l'unica cosa di propositivo che vale la pena introdurre in questo dibattito, altrimenti rimarrà una baruffa (…) tra chi ritiene di mettere sulla graticola una politica ambientale, quando invece il tema era come gestire queste situazioni emergenziali. La neve si combatte con i mezzi, e i mezzi devono essere disponibili: questa è la richiesta che noi introduciamo nel dibattito odierno per dire…

PRESIDENTE. Grazie onorevole Congiu, il tempo a sua disposizione è terminato.

E' iscritto a parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Lo hanno detto i colleghi e lo ribadisco, ciò che è accaduto nei mesi scorsi, quello di gennaio in particolare, è stato un evento straordinario, eccezionale, imprevedibile, insomma una di quelle cose che accadono raramente nel tempo e su cui evidentemente per poter intervenire bisogna avere attrezzature, uomini in grado di reggere l'urto e le difficoltà di quel problema.

Per evitare di fare molte chiacchiere, anch'io condivido l'idea che occorre stare sui numeri piuttosto che sulle parole che volano, e ricordarci quello che è accaduto, quello che può accadere è quello che è stato messo in piedi con le risorse, con i mezzi, con le persone che si sono occupate di risolvere il problema. E condivido l'idea, mi pare che fosse il collega Carta ad aver detto che la mozione è una cosa straordinaria e non si presenta se non in casi davvero eccezionali, come questi, a parte che è la terza o quarta mozione di sfiducia che l'opposizione presenta per cui per loro è uno strumento ordinario: o è la Giunta che davvero ha necessità di essere motivate e incalzata per discutere sulle questioni attraverso le mozioni di sfiducia o altrimenti è l'opposizione che utilizza lo strumento in maniera impropria.

Che cosa è accaduto? Naturalmente la solidarietà va espressa a tutti coloro che sono stati oggetto di problemi importanti, soprattutto nel centro Sardegna, così come va considerata anche un'altra questione, mi pare che fosse il collega Tunis che ha centrato il suo intervento dal lato umano cioè dice Assessore lei doveva andare lì e probabilmente questo è vero, sarebbe stato sufficiente che lei si presentasse nel luoghi in cui c'era il problema e sicuramente la presenza fisica avrebbe rassicurato maggiormente le cose, ma non avrebbe aiutato in più di nulla la soluzione del problema, perché sono i numeri che contano, le persone che intervengono, coloro che… Il lato umano va considerato, la prossima volta magari rifletta sull'idea che sui luoghi nei quali problemi si presentano è sempre bene testimoni diretti delle cose che accadono e con la propria presenza anche dare una parola di conforto che mai guasta di fronte alle occasioni come queste. Però tutti i mezzi della protezione civile, 35 in tutto erano già dislocati sul territorio, questo mi risulta poi mi correggeranno se dico delle cose che non corrispondono al vero, 20 dei quali della protezione civile, 11 di FORESTAS e quattro di organizzazioni di volontariato. Erano già stati acquistati 266 mezzi, questi dall'Assessorato dell'agricoltura a dir la verità, per stare sui numeri, tra autocarri, macchine operatrici e pick-up, per cui i mezzi erano già dislocati nei comuni, nei luoghi nei quali erano necessari fossero presenti tutti i mezzi. Sono intervenuti 1500 uomini circa per le operazioni di intervento sui (…). Poi l'Assessore sarà molto più precisa di me nel dare le indicazioni e i numeri delle cose. Interventi, poi bisogna intervenire per cercare di ripristinare un po' lo stato delle cose e riparare i danni che sono stati causati dalle dagli eventi eccezionali, straordinari, che non accadeva da sessant'anni, bisogna intervenire con i denari, con i soldi per fare in modo che coloro che hanno subito danni e in questo caso per fortuna non ci sono state vittime e a questo proposito vorrei ricordare le cose accadute precedentemente magari se rimane qualche secondo ne parleremo dopo. Sono stati investiti 5 milioni di euro attraverso la legge numero 28 del 1985 2 milioni, 1 milione di euro con la legge numero 26 del 2015 altri 2 milioni di euro del programma di sviluppo rurale, 5 milioni di euro messe a disposizione immediatamente per fare in modo che le famiglie e coloro che hanno subito danni nelle aziende, le attività produttiva potessero essere ripagati del danno che hanno subito. L'altra questione riguarda i 16 milioni di euro messi a disposizione per quanto accaduto nel 2013, nel novembre 2013 danni ad Olbia con le vittime che ci sono state dal fondo di solidarietà europea, 16 milioni messi a disposizione, a questi vanno aggiunti altri per la gestione ottimale dell'alluvione del 2015 certificata dal Governo con la dichiarazione di stato emergenza sono stati ottenuti 8 milioni dal Governo e ulteriori 10 milioni per riparare i danni dell'alluvione del 2013, quindi oltre i 16 per il 2013 altri 10 mesi dal Governo e siamo a 26 milioni di euro più di 8 milioni di cui ho detto poco fa. Quindi le risorse basta fare la somma dei milioni di euro di cui si è parlato. A parte questo anche sulla protezione civile si fa molta discussione sull'idea che il collegamento tra la protezione civile e i comuni sulle allerta, sull'allerta meteo i codici giallo, rosso, verde e sulla gravità insomma con cui devono essere considerate le cose, vero questo è un problema, però anche qua va bene dichiarare e verificare qualche numero perché sui bollettini anche io condivido l'idea che bisogna essere più precisi per dire ai sindaci intervenite, non intervenite. Nel 2013 sono state dichiarate 153 allerta meteo dal Dipartimento nazionale, 58 nel 2015, 30 nel 2016, per cui non ci sono state 153 allerta meteo come nel 2013 ma soltanto 30 in questo caso ridotte. Naturalmente il servizio deve essere migliorato, siamo qua per questo. Però le mozioni di sfiducia francamente le devono presentare innanzitutto verso Assessori che meriterebbero di avere mozioni di sfiducia, e qua non siamo in questo caso, e soprattutto dovrebbero presentarle coloro che hanno merito per presentarle, in questo caso anche non pare che ci sia merito da parte vostra per lezioni e mozioni di sfiducia nei confronti di nessuno.

PRESIDENTE. In rappresentanza del Capogruppo.

È iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Grazie signor Presidente, mi associo sinceramente alle felicitazioni dei colleghi per la ripresa del suo posto fatta dal presidente Pigliaru, in bocca al lupo Presidente, evidentemente noi non potremo farle sconti nella nostra azione di opposizione, però siamo vicini a lei e siamo ben felici che lei abbia recuperato il suo stato di salute. Il fine di questa mozione non è, Assessore, quello di censurare la professoressa Spano, assolutamente no, lungi da noi mettere in discussione le competenze, la capacità della professoressa Spano ma non competenze e capacità della professoressa Spano nella sua azione di governo ma nella sua vita di tutti i giorni. Il nostro scopo è invece quello di focalizzare con grande attenzione, con l'attenzione che la fattispecie richiede, focalizzare la sua totale inadeguatezza al ruolo che le è stato affidato dal presidente Pigliaru, un'inadeguatezza che va oltre la norma. Ma io credo che gli aspetti più rilevanti di questo dibattito oggi sono rappresentati dagli interventi di alcuni colleghi di maggioranza, innanzitutto quello del Capogruppo del Partito Democratico che censura in modo aspro l'assessore Spano allorché ricorda che l'assessore Spano era distratto in quel periodo e non ha partecipato, non è stata presente sui luoghi dell'emergenza, questo ha detto il presidente Cocco, è una censura gravissima che noi condividiamo peraltro. Altri interventi interessanti e rilevanti sono sicuramente quelli di Usula e Cocco, Usula che punta il dito contro l'Assessore reo di aver calpestato a piè pari il deliberato dell'ordine del giorno del Consiglio regionale su Tossilo e a ruota l'intervento invece del collega Congiu che invece di parlare della mozione dell'emergenza maltempo ha preso le difese anche con toni accesi dell'inceneritore di Tossilo; sono comunque elementi che hanno catalizzato il dibattito. La polemica sicuramente tra Assessore e amministratori durante l'emergenza, amministratori degli enti locali, è una polemica senza precedenti non avevamo mai vista, assolutamente no, da un lato c'erano le comunità i sindaci che fronteggiavano l'emergenza che spalavano letteralmente neve con tanti volontari, con imprenditori che li sostenevano, dall'altro lato invece c'era una Regione lentissima che annunciava interventi che invece non esistevano, interventi del tutto disattesi, questo era il quadro in cui si incastona questa vicenda. E dall'altro lato ancora, ed è questo l'aspetto più rilevanza, l'Assessore attaccava i sindaci, dall'altro lato ancora l'Assessore attaccava i sindaci rei a suo dire di non essere organizzati a fronteggiare le emergenze, rei di non essere organizzati per fronteggiare le emergenze. Collega Meloni, la differenza tra ciò che accadde allora nel 2013 in Gallura e ciò che è accaduto adesso è che allora l'Assessore e il Presidente della Regione non attaccarono i sindaci, non attaccarono i sindaci arrivarono sui luoghi dell'emergenza e non attaccarono i sindaci, così come ha fatto l'Assessore, ricordiamo bene, collega, che è una situazione completamente differente. E ancora la cornice qual era, la cornice era una cornice fatta da annunci dell'Assessore che dava per risolte situazioni complicate senza ombra di dubbio che invece non erano state risolte e mentre in Barbagia e in Ogliastra i comuni erano completamente isolati l'Assessore raccontava delle favole circa il modo i metodi e gli strumenti messi in campo, circa la risoluzione dei problemi, nel frattempo i cittadini spalavano neve e l'Assessore era assente. Ma il quadro è ulteriormente aggravato dal fatto che dopo aver accusato i sindaci, dopo averli attaccati, dopo averli accusati di essere inadeguati in quell'emergenza l'Assessore corregge il tiro, corregge il tiro in modo pusillanime e parla di difetto di comunicazione, difetto di comunicazione. Ebbene questo è stato un altro errore perché non di difetto di comunicazione si deve parlare, Assessore, ma di eccesso di comunicazione, di smania di fare marketing politico, di smania di fare marketing, per colmare le lacune dell'amministrazione regionale, per colmare le lacune della sua azione politica in quel contesto, non si fa marketing in queste situazioni di emergenza, si sta zitti e si lavora, si va sul posto, si sta al fianco delle popolazioni, non si raccontano favole, non si raccontano favole.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore della difesa dell'ambiente.

SPANO DONATELLA, Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Intanto molto è stato detto, per cui io mi voglio veramente limitare a riaffermare alcuni dati che sono stati comunque anche in parte riportati. Intanto, rispetto ai sindaci, i sindaci fanno parte del sistema di Protezione civile, non sono esclusi da questo, e noi siamo, e l'ho detto a tanti sindaci che ho incontrato, parte di uno stesso sistema. Quindi non c'è una separazione tra la Protezione civile regionale e la Protezione civile locale. Ne facciamo parte tutti, lavoriamo tutti insieme, lavoriamo in assoluta sinergia. Allora, soltanto per respingere questa accusa, che peraltro, se voi andate a vedere anche le dichiarazioni di calamità naturale che ci sono arrivate dai comuni, ne sono arrivate già sessanta, vi rendete conto del fatto che molti sindaci ci ringraziano, esprimono apprezzamento per l'operato della protezione civile, dando proprio una testimonianza del fatto che non si sono sentiti soli, forse alcuni si sono sentiti soli, ma un numero molto limitato rispetto a sessanta sindaci. Una cosa risulta chiara, la direzione della Protezione civile già a inizio dicembre aveva emanato le direttive ai comuni sulle modalità di richiesta di intervento in caso di neve e di ghiaccio, e ha assegnato i propri mezzi, cioè spazzaneve, spargisale alle organizzazioni di volontariato e ai comuni. Quindi, al momento dell'eccezionale nevicata, tutti i mezzi della direzione Protezione civile si trovavano già dislocati nei territori, e sono stati prontamente utilizzati. A questi vanno aggiunti quelli dell'agenzia Forestas, del corpo forestale e quelli di proprietà delle organizzazioni di volontariato, il cui utilizzo è coordinato dalla sala operativa regionale integrata, che vi ricordo opera h24 per 365 giorni all'anno e funge naturalmente da raccordo con i centri operativi comunali e da raccordo anche con le prefetture, perché quando parliamo delle forze statali e del fatto di utilizzare esclusivamente forze statali in sostituzione di quelle regionali noi sappiamo che invece, e questo è ben scritto in tutte le norme di Protezione civile, si agisce in termini di sussidiarietà, dove non arrivano le forze locali intervengono altre forze, e c'è un coordinamento preciso che è fatto con le prefetture, sono le prefetture che coordinano le forze statali, e le prefetture sono in collegamento con la Protezione civile regionale. Mezzi, abbiamo detto trentacinque mezzi tra spazzaneve e spargisale, in più è stato ben ricordato il numero di uomini messi a disposizione, richiamati peraltro dalla cassa integrazione, 1.493 unità, di cui 462 del corpo forestale, 854 di Forestas, 177 uomini del volontariato regionale, a questi vanno aggiunti poi tutti gli altri uomini del volontariato di Protezione civile di cui dispongono direttamente i comuni. La SORI è stata in raccordo con settanta comuni, ha assicurato l'impiego di tutte le risorse disponibili ed era in raccordo, come ho citato prima, con l'unità di crisi della prefettura, che ha coordinato i mezzi e il personale statale, vigili del fuoco e Anas. Se volete darvi solo un'idea del numero di chiamate che sono state ricevute e naturalmente esitate, perché risulta tutto dai tabulati, tutto ciò che succede nella sala operativa è registrato, sono soltanto mille chiamate nelle due giornate del 17 e del 18. Naturalmente, la portata dell'evento era tale per cui in alcune aree si è dovuto ricorrere in coordinamento con la Protezione civile, e la Protezione civile lo ha autorizzato, anche a forze aggiuntive con mezzi statali e servizi privati, e queste spese che sono state autorizzate è stato detto esattamente ai sindaci: "Procedete perché vi verranno rimborsate". Noi abbiamo gli strumenti normativi per rimborsare attraverso la legge numero 28 queste azioni. Un altro punto su cui volevo soffermarmi è quello degli avvisi di criticità e dei bollettini, e non è una questione di burocrazia. I bollettini e gli avvisi sono documenti certificati che servono a supporto delle autorità di Protezione civile sia in fase di previsione sia in fase di evento in corso. Questi documenti non sono da confondersi con le previsioni del tempo, sono documenti che hanno un valore preciso, che sono formalmente firmati con una precisa responsabilità che è scritta in legge. Allora, l'onorevole Cocco ha dato alcuni numeri, ve ne aggiungo altri, nel momento in cui siamo passati dal solo sistema romano del centro funzionale nazionale a quello regionale, siamo passati da 178 avvisi nel 2013, di cui 150 di allerta gialla e 25 di allerta arancione, a 67 nel 2015, 59 in allerta gialla e 13 in allerta arancione, fino ai 33 del 2016. Questo significa risparmio di forze, risparmio di risorse da parte non solo dei comuni, ma da parte della direzione generale. Vi chiedo di non credere a chi vi dice che è possibile fare delle previsioni al millimetro o al metro quadro, questo non è possibile, è possibile invece senz'altro migliorare, migliorare ancora il sistema, e noi lo stiamo facendo, e lo stiamo facendo intanto con investimenti di tipo infrastrutturale, allora stiamo lavorando sull'implementazione della rete regionale meteo idro-pluviometrica, che è piuttosto datata, però la stiamo rinforzando, la stiamo rinnovando completamente, e con la rete degli idrometri. Tutte queste due reti sono in fase di completamento, e abbiamo anche finanziato la rete radio regionale digitale, unica infrastruttura per completare la diffusione e il coordinamento dell'informazione durante le emergenze. Inoltre, un'importanza fondamentale sarà il completamento infrastrutturale del centro funzionale, nonché l'aggiornamento del manuale operativo, il manuale operativo del 2015 lo stiamo aggiornando e la Giunta ha dato precise direttive nel 2016. Si provvederà inoltre alla redazione ed è già in fase piuttosto avanzata del piano per il rischio idraulico e del rischio idrogeologico e del nuovo piano regionale di previsione e lotta agli incendi boschivi che deve essere proprio aggiornato quest'anno per il 2017-2020. Io credo che ci siano ancora tante cose che possono essere fatte, ma credo che noi abbiamo lavorato ad una attuazione di un sistema di protezione civile e stiamo ancora lavorando per il suo completamento. Il sistema è sicuramente perfettibile e dobbiamo lavorare in sinergia con le amministrazioni locali.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, il Presidente della Regione.

PIGLIARU FRANCESCO (PD), Presidente della Regione. Presidente, intanto ringrazio tutti per gli auguri, ho sentito la vostra solidarietà in un momento difficile e l'ho sentita anche oggi e di questo davvero vi ringrazio.

Entrando nel merito vorrei che sia chiaro un punto: è del tutto evidente che stiamo parlando di una infrastruttura materiale e immateriale fondamentale per la Sardegna, la Protezione civile, credo che sarebbe stato più utile fare un dibattito onesto, aperto, chiaro su come migliorare ciò che abbiamo fatto fino adesso perché ognuno di voi ha delle esperienze, i sindaci naturalmente hanno un'idea molto precisa di quali aspetti possono migliorare il proprio ruolo dentro la Protezione civile, quali sono gli elementi di ambiguità che possono essere migliorati e così via. Questo penso sia un tema davvero importante e vorrei che fosse chiaro che non c'è nessuna arroganza da parte di una Giunta che ritiene di aver fatto tutto giusto, tutto perfetto, di avere chiusa la partita per avere la migliore Protezione civile tra quelle possibili perché non è assolutamente così, perché non si può che mettersi nella disponibilità d'animo di migliorare continuamente perché questo è il punto assolutamente fondamentale. Il problema è che per migliorare bisogna capire dove siamo, qual è il livello della Protezione civile che siamo riusciti a darci, quello che sta funzionando oggi e forse non è giustissimo usare come test del livello in cui siamo oggi un evento assolutamente straordinario ed eccezionale che nelle nostre microscopiche statistiche è avvenuto a sessant'anni di distanza da un altro evento di quel tipo. Qui noi stiamo rischiando, mettendo al centro le inevitabili difficoltà che avvengono a fronte di un evento assolutamente straordinario, così raro, di mettere un pochino in ombra il molto lavoro che è stato fatto. Se vogliamo migliorare non dobbiamo prendere gli eventi assolutamente straordinari, ma dobbiamo prendere la situazione per come l'abbiamo, capire quanto siamo riusciti a fare e quanto ancora possiamo fare. Poi tornerò sull'evento straordinario per un attimo anche se naturalmente l'ha fatto l'Assessore. Io non sto qui a dire chi ha fatto o chi non ha fatto nel passato, ho ascoltato con molto interesse l'intervento dell'onorevole Oppi su ciò che è stato fatto negli anni scorsi e sono lieto che molto era stato fatto e questo ha aiutato anche noi a fare il passo successivo, però va detto a merito di questo Assessore, va detto, che mentre sono passati nove anni di fatica e di lavoro per cercare di dotarci di un pezzo fondamentale di quella infrastruttura della Protezione civile che si chiama Centro funzionale decentrato, mentre sono passati nove anni, anche se poi ci ha ricordato l'onorevole Oppi siano pronti a fare il passo successivo nel 2013, succede che questa Giunta, questo Assessore, lo ha fatto non in nove anni ma in nove mesi e questo è un merito molto importante ed è un merito perché è stato un passo istituzionalmente fondamentale per andare verso una qualità migliorata nella gestione degli eventi di rischio idrogeologico o comunque di rischi per le persone più in generale. Io credo che tra l'altro - lo si ricordava - un test di questo veramente è stato fatto nel dicembre 2015 con il grande rischio che ha coinvolto il Nord-Est della Sardegna, Olbia in particolare, e mi pare che abbiamo avuto, onestamente non nei comunicati stampa, ma qualche complimento l'abbiamo avuto anche da parte dei colleghi della opposizione nelle loro funzioni di sindaci che hanno riconosciuto, anche dal punto di vista umano, di presenza, della solidarietà, ma soprattutto credo anche tecnica, un netto miglioramento rispetto al passato, senza accusare di niente nessuno, ma comunque un miglioramento di qualità istituzionale. Questo è un punto che va riconosciuto. Su questo dobbiamo continuamente migliorare, ci sono allerte che hanno delle caratteristiche, i sindaci hanno dei problemi nel gestire queste allerte, qualche volta nell'interpretarle e noi siamo pronti a rimboccarci le maniche perché tutto sia chiaro, senza che questo deresponsabilizzi però i sindaci, non può fare tutto la Regione perché il sistema della Protezione civile è un sistema di responsabilità diffusa nel quale dobbiamo assolutamente lavorare. Io credo che si sia lavorato molto bene per migliorare e in tempi molto rapidi, per migliorare ciò che avevamo ereditato, valorizzando anche ciò che è stato fatto dalle persone che sono venute prima di noi, ma finalizzandolo e facendo passi avanti molto chiari perché il sistema oggi funziona decisamente meglio che nel passato. C'è un sistema delle allerte, non voglio citare i numeri, non c'è grande confusione nelle allerte, per esempio, nella loro frequenza che è continuamente ridotta, vuol dire che è molto più precisa di prima, i numeri sono abbastanza impressionanti da questo punto di vista, c'è un manuale operativo, sarà il migliore del mondo si chiedeva l'onorevole Cossa? No, non è il migliore del mondo, lavoriamo per migliorare anche quello, intanto c'è, intanto ci sono regole che sono diventate pian piano sempre più chiare. Si va avanti. Io vorrei che fosse chiaro un punto, stiamo parlando di una infrastruttura fondamentale per la Sardegna e dar la sensazione che niente funziona perché abbiamo preso ad esempio un caso assolutamente straordinario nella quale io credo che molto abbia funzionato, ma nel quale ovviamente ci sono state molte criticità rischia di dare la sensazione alle persone che in questi anni niente è migliorato, che le istituzioni non stanno funzionando e questo è uno dei modi attraverso il quale allontaniamo la gente dalla politica e anche dai politici e anche da tutti noi e questo io credo sia profondamente sbagliato. Siamo critici, è giusto, siamo pronti a dare suggerimenti su come migliorare, ma non diamo la sensazione che niente è stato fatto perché in realtà molto è stato fatto, molto è stato fatto per migliorare la situazione e soprattutto molto può essere ancora fatto se c'è uno spirito collaborativo. Niente nasce perfetto, c'è un sacco di roba da fare. Faccio un semplice esempio, quando c'è stata la grande bufera di vento a Cagliari c'è stato molto disorientamento perché si è detto: "Codice giallo, ma come? Stanno volando gli alberi e c'è un codice giallo"? Vuol dire che dobbiamo migliorare molto nella comunicazione, dobbiamo ricordare che il codice giallo si riferisce al rischio idrogeologico e c'era un sacco di gente che non lo sapeva e chi ha visto il codice giallo è andato in giro per la città tranquilla pensando che non ci si fossero altri rischi. Questo è un problema di comunicazione nostro, non va bene evidentemente così, dobbiamo essere in grado di dare un codice di rischio complessivo perché la gente vuole semplicità, non deve essere informata del fatto che quel codice si riferisce al rischio "x" piuttosto che al rischio "y" perché quello che interessa è poter uscire di casa in sicurezza, quindi su questo noi siamo pronti certamente a migliorare. Per quanto riguarda la nostra disponibilità non arrogante a dialogare io che in quel momento ero in un luogo non particolarmente piacevole, a curarmi in un ospedale, ho fatto varie telefonate ai sindaci dopo l'evento, dopo la grande nevicata, e al di là naturalmente delle inevitabili polemiche del momento, dell'ansia, della difficoltà, della voglia di scaricare anche un po' le responsabilità, forse in questo abbiamo sbagliato, in qualche minuto di quelle ore concitate abbiamo fatto qualche errore anche noi, l'hanno fatto certamente anche i sindaci, ma quello che deve essere chiaro è che siamo tutti dalla stessa parte e ho trovato fortissima disponibilità e collaborazione da parte di sindaci a rimboccarci le maniche tutti, a capire come possiamo migliorare per affrontare gli eventi eccezionali e anche gli eventi super straordinari come quelli che abbiamo visto.

Questa è la nostra disponibilità che però si basa sul riconoscimento, che io qui voglio sottolineare con molta forza, del molto lavoro che è stato fatto. Non basta perché la strada del miglioramento è sempre aperta e dobbiamo perseguirla possibilmente tutti insieme, però riconoscendo che molto di buono è stato fatto e che molto dovrà essere ancora fatto in uno spirito di forte e chiara collaborazione. Dell'evento eccezionale della nevicata ha già riferito l'Assessore, non voglio tornare sul fatto che non è vero che i sindaci sono stati lasciati soli, possono aver certamente avuto dei momenti di grandissima difficoltà, la sensazione di essere lasciati soli, ma i numeri sono chiari, si è fatto uno sforzo enorme per essere vicini ai sindaci, non sempre ci si è riusciti data la straordinaria eccezionalità dell'evento, ma lo sforzo è stato fatto. Qualche errore di comunicazione certamente è stato fatto, saremo molto più attenti le prossime volte, non saremo certamente lì a ricordare le cose che i sindaci non hanno fatto nei momenti di massima difficoltà dei sindaci stessi, l'importante è che sia chiaro che noi ci siamo mobilitati al massimo possibile in un evento assolutamente straordinario.

E le difficoltà che abbiamo avuto allora non devono mascherare i buoni risultati che abbiamo ottenuto, la fiducia che dobbiamo avere nel poter continuare a migliorare insieme il sistema della protezione civile che è un sistema davvero fondamentale per la Sardegna. Quindi in questo contesto avendo ricordato i passi avanti che abbiamo certamente fatto, avendo ricordato che anche nell'evento di straordinaria eccezionalità abbiamo fatto tutto quello che era possibile, con qualche errore, ma con grande determinazione e con grande generosità, io credo anche con grande capacità di intervento, naturalmente sono qua e mi scuso per questa lunga assenza ma sono ben contento di essere qua per confermare la mia piena fiducia a un assessore che oltre ad essere un bravo assessore ha anche una mia profondissima stima non da oggi.

PRESIDENTE. Ha domandato di replicare il consigliere Pietro Pittalis.

PITTALIS PIETRO (FI). Presidente Pigliaru, ha tentato un'autodifesa che debbo dire per quanto dettata anche e sicuramente da una colleganza con l'assessore Spano per quanto dettata da ragioni quindi anche di natura politica comprensibili, però vede, pensare di liquidare un dibattito dicendo che si è fatto qualcosa in più rispetto al passato e che ancora molto deve essere fatto, tutto questo appartiene al buon senso e ne prendiamo atto, ma non è possibile che chi ha ruolo, responsabilità politica e di governo di importanti settori come quello dell'ambiente e della gestione della protezione civile dove cioè viene in risalto l'incolumità, la salute, la sicurezza delle persone, delle comunità e dove abbiamo visto come, perché sono le immagini che la stessa stampa locale televisiva sarda ha consegnato a tutti noi, come la preoccupazione, il disagio, la moria del bestiame, l'isolamento non possono essere relegati Presidente e Assessore ad un fatto episodico occasionale sulla base del quale non si deve assolutamente misurare la capacità o l'incapacità, l'adeguatezza o l'inadeguatezza. No, noi questo non lo possiamo consentire Presidente. Ma ci fa davvero specie però che anche dai banchi della maggioranza con una difficoltà oggettiva perché quando si è sul territorio dite una cosa e abbiamo letto tutti le vostre dichiarazioni a sostegno di quei sindaci che protestavano per l'assoluta lontananza di una regione e per le omissioni, le carenze organizzative e dall'altro oggi qui a Cagliari avete la necessità di sostenere un assessore che lo sappiamo è blindata, assessore lei è una di quelle che continuerà fino all'ultimo giorno di questa legislatura, lo sanno tutti in questo Consiglio regionale, gli addetti e i non addetti ai lavori. Ma vivaddio, questo non le consente che se lei continua a fare l'assessore perché lo vuole il suo Presidente e la sua maggioranza che noi abdichiamo al ruolo di mettere a nudo quelle che sono delle carenze gravemente colpevoli, ritardi e disservizi che badate colleghi sono i sindaci, sono i lamenti di quei pastori, degli agricoltori, degli operatori turistici. Ma dove eravate, dove siete, o li avete già dimenticati? Vi è questa cultura di stendere un velo sopra queste cose perché nessuno ne parli più, e non va bene, ma non va bene perché voi rischiate e su questo sono d'accordo con lei presidente Pigliaru, il rischio vero è che qui consegniamo all'antipolitica, a quel populismo becero fine a se stesso quando noi con i nostri comportamenti cioè con un silenzio compiacente, noi facciamo finta che nulla sia successo. E non è così, non è così! Allora ecco perché questo dibattito riteniamo doveva rappresentare l'occasione anche per capire cos'è che non ha funzionato nella macchina organizzativa e non è sufficiente solo dire: "Ma guardiamo al passato, sono macchinari comprati dalla precedente Giunta", questa è la risposta. Ma vi pare che questa sia la risposta? Cioè che in regione ci siano macchinari che non funzionano siano essi stati comprati da chicchessia, non m'interessa, e non si ponga oggi il problema di come intervenire per farli funzionare? Io non ho sentito nessuna parola. Ma voi pensate che eludere un dibattito, onorevole Daniele Cocco, sull'Assessore quando siete stati voi stessi che avete presentato una mozione di sfiducia al vostro Assessore, vivaddio, lasciateci fare almeno come opposizione e gliele canteremo anche al vostro di Assessore al quale avete chiesto le dimissioni, sarà un'altra occasione, ma lasciateci fare anche a noi il nostro dovere in serenità di poter mettere in evidenza alcune carenze. E allora uno di quei dati che noi vi contestiamo è questa politica degli annunci perché lei Assessore non tanto tempo fa nell'agosto del 2016 dichiarava con enfasi che avete individuato delle risorse udite udite con un programma di spesa di quasi 1 milione e mezzo ha deciso di intervenire a favore dei comuni in cui si sono verificate calamità naturali negli anni 2014! Questo è il senso del vostro intervento, oggi voi state facendo…

(Intervento fuori microfono)

…neppure di dare una minima risposta a quelle istanze che vengono da lontano. Allora risolvete le emergenze e quelli che aspettano le risorse del passato e chissà forse potete diventare credibili oggi che ci dite che avete investito 5 milioni che sono davvero irrisori, irrisori. Avete visto cosa avete fatto? Assessore Paci 69 mila euro avete previsto per i comuni, per gli interventi sugli edifici pubblici, questa è la vergogna!

PRESIDENTE. Le ho dato due minuti in più.

PITTALIS PIETRO (FI). Presidente io non mi sono reso conto, chiedo scusa Presidente perché non lo ritengo corretto ma se vi dà fastidio vedere che nel bilancio del 2017 non ci sono risorse né per i comuni né per gli operatori privati e se ritenete che sia adeguato l'intervento di 5 milioni per ripristinare i danni, va bene questo è il senso…

PRESIDENTE. Comunico che le Commissioni quinta e seconda che erano convocate per le ore 12 di domani sono anticipate alle ore 11.

Dichiaro chiusa la discussione.

Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Per esprimere il mio voto favorevole alla mozione. Devo dire che il presidente Pigliaru ci ha dato qualche ragione di più nell'esposizione delle sue ragioni di stato e del suo senso dell'istituzione regionale, ci mancherebbe altro, noi pensiamo che non ci sia stato un intervento sufficiente nel merito proprio della questione, delle ultime emergenze, perché pensiamo che non sia sufficiente che l'istituzione regionale risponda a questa emergenza rispondendo al telefono alle chiamate. Noi pensiamo, io lo ribadisco ancora una volta, pensiamo che sarebbe stato molto più utile che la protezione civile si riorganizzasse davvero e che in qualche modo si aprisse senza nessuna senso di inferiorità, ci mancherebbe, ma su un livello di parità e di collaborazione anche con altre istituzioni dello Stato, semplicemente per migliorare ciò che voi ritenete essere già una risposta sufficiente all'emergenze che arrivano da questi rovesci meteorologici. Quindi queste sono ragioni secondo noi utili e anche abbastanza forti per motivare il voto favorevole alla mozione, e francamente sentire la massima espressione dell'istituzione regionale che si dà la sufficienza d'ufficio perché comunque qualcosa è stato fatto, francamente ci lascia un po' come dire basiti di fronte a ciò che è accaduto nelle settimane scorse.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Il mio voto sarà ovviamente favorevole a questa mozione, perché dal dibattito sono emersi ulteriori elementi che mi hanno convinto che questa mozione meriti l'approvazione totale di quest'Aula. Io ricordo che nel dicembre del 2014 in un convegno sul sistema di protezione civile l'Assessore dichiarò ad alta voce: "I Comuni non saranno più lasciati soli davanti alle emergenze. Dicembre del 2014. Invece mentre i sindaci durante questa emergenza, e i volontari spalavano la neve l'Assessore faceva marketing in altre località. E io attendevo delle risposte da questo dibattito, attendevo delle risposte da parte dell'Assessore, anche del Presidente Pigliaru, abbiamo sentito dei numeri. Avete dato numeri che però non possono confutare le censure precise contenute nella mozione. Non sono sufficienti questi numeri, che tra le altre cose non sono verificabili all'impronta, non sono oggi verificabili. Avreste dovuto rispondere alle cose che sono scritte che nella mozione e che il nostro Capogruppo ha illustrato con grande dovizia di particolari. C'è stata una straordinaria elusione delle contestazioni. Quando viene fatta una contestazione, chi è oggetto della contestazione, in tutti i consessi deve difendersi con argomenti pertinenti. Gli argomenti che sono stati portati in quest'Aula non sono stati assolutamente pertinenti. Guardi, Assessore, se lei avesse avuto il coraggio di ammettere le sue responsabilità io non mi sento di escludere che avremmo ritirato anche la mozione, perché un'ammissione di responsabilità l'avrebbe elevata ad un livello differente rispetto a quello in cui si è calata con la sua rappresentazione della realtà, una rappresentazione del tutto fittizia. La sua difesa, ma anche la difesa accorata del Presidente Pigliaru ha affrontato marginalmente il punto dolente e ha cercato di appannare il dibattito, di anestetizzarlo, portando altrimenti…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Truzzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Presidente, ma io ovviamente voterò a favore della mozione perché devo dire che la replica dell'Assessore non mi ha per niente convinto. Mi hanno lasciato qualche sensazione positiva le parole del Presidente invece che ha, perlomeno lui, riconosciuto che qualche errore è stato fatto. Vorrei anche precisare che non è che nessuno di noi vuole attaccare o è convinto che la Protezione civile non abbia fatto quello che doveva essere fatto, forse ha fatto anche di più. Ma io sono convinto che benché l'evento fosse assolutamente eccezionale era un evento assolutamente prevedibile e previsto del resto, e sono convinto che invece sia mancato nel ruolo l'Assessore e il direttore della Protezione civile. Perché la situazione che si è verificata, a evento avvenuto, è che noi viviamo in un paese in cui in Parlamento si sta parlando di un decreto legge contro i siti che diffondono notizie false, e noi abbiamo avuto il sito della Regione che ha dato una notizia falsa. Dopo sette ore il problema qual era? Erano i sindaci che non avevano i piani di protezione civile. Dopo una giornata era un equivoco comunicativo. La giornata dopo il direttore della Protezione civile è andato verbalmente a prendere a schiaffi quei Sindaci che erano ancora lì a fare i conti con l'emergenza. Allora davanti a queste situazioni anche politicamente si deve prendere atto di quello che è successo e avere perlomeno la decenza e la grazia di dire ci siamo sbagliati, vi chiediamo scusa, cosa che non abbiamo sentito. E anche sulle cose da fare che ci sono per il futuro, le dichiarazioni dell'Assessore mi hanno un po' preoccupato. Perché per esempio la gara di cui ha parlato sul monitoraggio la rete, la dorsale radio, la state facendo con un sistema vecchio, la state facendo con un sistema vecchio col paradosso che c'è un sistema nuovissimo, che è stato sviluppato dal CRS4 e da Huawei e che è stato utilizzato a Rigopiano e che noi non utilizziamo, utilizziamo un sistema obsoleto. Allora se la situazione è questa sono ancora più convinto a votare sì a questa mozione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianmario Tendas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TENDAS GIANMARIO (PD). Presidente, io ho seguito con attenzione tutto l'evolversi del dibattito, e così anche a livello di curiosità ho cercato di ritornare indietro nel tempo per vivere l'alluvione che purtroppo ha colpito anche il mio paese, la realtà in cui abito. E senza fare considerazioni di carattere personale mi limito soltanto a fare delle considerazioni che sono state fatte dalla stampa l'8 maggio 2014, dove testualmente si legge: "Alluvione. La Protezione civile sotto accusa. Indagati Cappellacci, Giovanelli e Cicalò. Sotto accusa i vertici regionali, provinciali e comunali della Protezione civile per la mancata informazione alla popolazione di Olbia e Arzachena dell'imminente pericolo per l'alluvione del 18 novembre. Tra gli indagati anche il capo della Protezione sarda, Giorgio Cicalò, l'ex governatore Ugo Cappellacci e il sindaco di Olbia". Se mi si chiede convieni su questo tipo di analisi? Dico di no, che sicuramente credo che anche in quel caso c'è stato un evento eccezionale, ve lo dice chi non ha visto nessuno fra le istituzioni regionali venire nel mio paese, nonostante ci fossero 180 case evacuate, perché sono quei casi, quelle situazioni difficilmente prevedibili, dalle quali dovremmo evitare di accusarci reciprocamente, così come ritengo sia avvenuto con questa mozione, che reputo ingenerosa e ingiusta, quanto invece credo che ci sia la possibilità di avanzare un'analisi più seria, più corretta, un confronto civile per cercare di snocciolare quelli che sono poi i problemi che rendono realmente difficile l'attività di Protezione civile sul territorio. E io anche da Sindaco dico c'è qualcosa che non va. Ci sono tante cose che non vanno, a partire dai COC, dai centri operativi comunali, perché i comuni non sono nella situazione di gestire un problema così grave e così urgente. Su questi aspetti, su questi elementi dovremmo trovare il modo di confrontarci ma in maniera corretta, evitando di speculare su azioni che nulla portano né alla maggioranza e né alla minoranza, io credo che i sindaci, a partire da quelli di Fonni a cui faceva riferimento in apertura di dibattito il Capogruppo, l'onorevole Pittalis, di questa è la necessità di capire come rendere più funzionali i centri operativi, trovare anche un ambito che non può essere solo di tipo comunale ma deve essere necessariamente territoriale delle forme di coordinamento che consentano realmente

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giampiero Comandini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIERO (PD). Io devo dire che condivido molto quello che diceva il Capogruppo di Forza Italia, l'onorevole Pittalis, che ogni tanto ci sono delle discussioni che alimentano l'anti politica, io in questo periodo lo storico sto pensando che sono molte le discussioni che alimentano l'anti politica, devo dire che il tema della Protezione civile è da togliere dalla politica, perché il tema della protezione civile se è seria, quella che il professor Giuseppe Zamberletti nel '92 istituì in Italia per la prima volta in qualche modo non aveva la visione, credo che ci fosse proprio questo, che la protezione civile si gioca su due elementi: una è la prevenzione, cioè quello che ognuno di noi riesce a fare a livello istituzionale per prevenire quelli che possono essere vari danni alluvionali, quello che la natura in qualche modo si riprende sui danni dell'uomo, è importantissimo e devo dire che noi, in questi anni, tanto abbiamo fatto con gli investimenti che abbiamo messo sui vari fondi e anche soprattutto su quello che è stato il mutuo; ma soprattutto la protezione civile si gioca sulla mentalità, diceva così il professor Zamberletti, la protezione civile gioca molto sulla mentalità, e non solo le istituzioni, prima di tutto le istituzioni ma poi ogni singolo cittadino deve avere, perché la protezione civile rappresenta un qualcosa che va oltre le istituzioni e oltre la politica e deve rappresentare quello che ogni singolo cittadino deve fare per tutelare il proprio territorio, io credo che noi dobbiamo ritornare all'interno di questo ragionamento perché altrimenti, come diceva giustamente prima il mio collega, i danni che conta la protezione civile, che possono essere oggi i danni che conta un Governo di centrosinistra e domani un governo di centro destra non appartengono alle buone pratiche dell'antipolitica e sicuramente non fanno bene alle nostre istituzioni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Lotto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOTTO LUIGI (PD). Grazie Presidente, due considerazioni velocissime: io avendo ascoltato con attenzione quello che ha detto l'Assessore e il Presidente Pigliaru le dico molto semplicemente che concordo con quanto da loro detto per cui voteremo a favore contro questa mozione, a favore dell'operato della Giunta della Regione. In questa occasione hanno dimostrato l'impegno loro e di tutti i soggetti interessati. In particolare di tutti i corpi che sono stati coinvolti in questo lavoro per venire incontro alle esigenze di popolazioni che sono state messe in difficoltà da eventi straordinari. Certo è stato detto sempre dal Presidente e dell'Assessore che sono stati fatti passi in avanti rispetto agli anni passati, anche agli anni più remoti, non solo a quelli più vicini, ed è obbligo ed è giusto che i passi avanti si facciano ed è anche giusto ed obbligo per tutti noi sapere che si può fare ancora di più e che ci sono margini di miglioramento per rispondere in maniera ancora migliore. Però io sto intervenendo perché mi ha davvero infastidito un'affermazione che è risuonata più volte: l'Assessore avrebbe fatto marketing di questa vicenda se una cosa non ha saputo fare l'assessore è fare marketing e marketing purtroppo in questa vicenda l'hanno fatta in troppi, e non se ne fa di marketing in queste occasioni, molti l'hanno fatta speculando su eventi straordinari. L'ha fatta qualcuno che opera a livello regionale, l'ha fatto qualcuno che opera a livello comunale, non è l'occasione per farsi promozione politica. Sentir dire che l'Assessore faceva marketing mentre altri spalavano neve è assolutamente un qualcosa di inascoltabile, non è giusto, non ne abbiamo diritto perché sappiamo che non c'è mai stato nessun assessore e nessun Presidente che è andato a spalar la neve in sostituzione di chi davvero fa e sa fare queste cose. Ci sono delle deficienze, ci sono nella nostra organizzazione complessiva, l'importante è che si utilizzino anche queste drammatiche occasioni per individuare i limiti e fare dei passi avanti, perché abbiamo necessità tutti, al di là dell'Assessore, del Presidente o di questo Consiglio a che noi, tutti quanti, per la nostra responsabilità sappiamo rispondere meglio alle esigenze delle nostre popolazioni

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Non volevo proprio parlare ma mi ci ha trascinato il consigliere Lotto, non ho capito, chissà perché hai standardizzato le posizioni, proprio tu che dicevi il marketing da una parte all'altra, io non mi guarderei bene dal dire questa cosa, e andrei veramente come qualcuno ha preteso di fare o vorrebbe fare, una sana discussione di come funziona effettivamente la protezione civile in Sardegna, o vuoi che ti ricordi il filmato tra il sindaco di Tonara e il direttore della protezione civile apparso su tutte le reti, allora io vorrei dirti anche tante altre cose però è meschino veramente meschino andare a stuzzicare su queste cose, ho già detto che non cerco l'Assessore, non mi interessa. Il problema è che se una maggioranza ritiene di dover fare meglio di un'altra maggioranza che c'è stata, faccia chiudendo i buchi che ha lasciato l'altra maggioranza, la maggioranza scorsa, ma Capoterra è ancora vivo! O vi siete dimenticati, Assemini, Uras, Solarussa, tanto per citarne alcune, per non parlare delle altre alluvioni che ci sono state, i ponti si sono risolti? Io chiedo giustizia per quelli che qui non possono parlare e non vado a fare chiacchiere in difesa di Tizio, Caio o Sempronio o di una maggioranza chiedo che ci sia la solidarietà e chiedo che il bilancio contenga esattamente quello che serve per i sardi ma voi questo non lo volete intendere perché siete sordi e non volete sentire.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ugo Cappellacci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPPELLACCI UGO (FI). Io voterò a favore di questa mozione di sfiducia, però devo dire francamente in cuore mio sarei anche contrario alla mozione di sfiducia nei confronti dell'Assessore perché credo invece che la sfiducia dovrebbe essere rivolta direttamente al Presidente non all'Assessore, approfitto Presidente, l'ho fatto di persona, mi creda sono veramente felice di rivederla qui in aula, però mi consenta politicamente di dissentire totalmente rispetto alle sue dichiarazioni perché l'Assessore è intervenuto facendo una sorta di lezioncina dove però non s'è capito un granché perché ho trovato il filo del discorso estremamente contraddittorio perché si dice che tutto va bene, siamo stati vicini ai comuni, poi nello stesso tempo si dice molto c'è da fare, ci sono ancora tante cose che non vanno, c'è ancora tanto da costruire, siamo d'accordo che nella vita tutto è perfettibile, ma quello che non mi torna è andare nei vostri, ma soprattutto negli interventi della maggioranza, andare a cogliere il filo che parte da Cappellacci, dal sottoscritto, perché oggi il nome Cappellacci, come capita spesso, è risuonato tantissime volte negli interventi della maggioranza e allora fatemi capire, siete qua da tre anni, la responsabilità di tutto è di Cappellacci, c'è molto da fare, ma allora in questi tre anni cosa è successo? Perché c'è qualcosa che non torna in questo ragionamento, è inutile che mi si dica che non si può valutare un evento eccezionale così straordinario perché la Protezione civile serve a quello, serve non nell'ordinario, non serve quando cadono due gocce di pioggia o quando tira una brezza leggera, serve quando ci sono condizioni straordinarie, ed è lì che si valuta, perché è quando c'è la tempesta che si valuta il comandante, non quando deve navigare in bonaccia. A proposito delle allerte meteo gialle, rosse e variopinte, non basta riconoscere così semplicemente che c'è un difetto di comunicazione, per cui abbiamo comunicato una allerta riferita al rischio idrogeologico, che non contemplava rischio dal vento quando nel frattempo i cittadini hanno corso il rischio di vedersi decapitati dalle tettoie e dai tetti che volavano a causa del vento. Allora, forse c'è qualcosa che non va.

Mi si consenta di chiudere dicendolo al collega Tendas che forse la storia dovrebbe raccontarla tutta, e dovrebbe anche dire che il sottoscritto è stato prosciolto da quelle accuse ed evidentemente se è stato prosciolto vuol dire che è stato accertato che le cose che ha fatto andavano bene e non erano da mettere sotto accusa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Crisponi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Per confermare naturalmente l'adesione e apporre il voto favorevole per la mozione. Per un intervento che devo giudicare personalmente molto debole, disarticolato da parte dell'Assessore al quale tra l'altro ho posto alcuni quesiti che sono rimasti nella vaghezza del suo intervento. Invece colgo una sollecitazione, un suggerimento corretto da parte del presidente Pigliaru, che è quello che eventi di questo genere non devono vedere contrapposizioni, allora mi rifaccio anche le parole che ha utilizzato il collega Dedoni, che richiamava eventi davvero tragici da Villagrande a Capoterra, fino ad arrivare agli ultimi che hanno riguardato la Gallura, e cito anche un'occasione, ed ecco perché accetto di buon grado anche il suggerimento del presidente Pigliaru, che bisogna anche ascoltare non perché i disastri o le tragedie abbiano una matrice, una responsabilità di carattere specifico, ancor di più se si richiama a questo la politica. Però, cito Assessore un'occasione in cui un evento doloroso che idealmente riguarda tutta l'isola la scomparsa, la morte di un agente di polizia, in quell'occasione e successivamente e reiteratamente il sottoscritto ha sollevato un tema che riguarda appunto la protezione civile, in modo particolare il suo Assessorato, una piana che ha causato col crollo del ponte la morte di un agente e che ha fatto correre il rischio di tante altre persone nel seguire purtroppo la stessa sorte. È da tempo immemore una sorta di giungla, di canne e di detriti, per una sorta di scarico di responsabilità, io credo che il Presidente, come l'Assessore, debbano impugnare seriamente una questione di questo genere, che non è né di destra né di sinistra, né di maggioranza né di opposizione, ma va definito una volta per tutte la possibilità di utilizzare o gli uomini dell'agenzia Forestas o dando l'autorizzazione ai frontisti per liberare quella sorta di giungla che si è creata dopo l'alluvione del 2013. Nel giro di tre anni è cresciuta a dismisura, è vasta quanto 10 campi di calcio, e naturalmente sono un tappo straordinario allo scorrimento e al riflusso delle acque in modo regolare. Allora, se il suggerimento del presidente Pigliaru, è quello che ci si trovi e ci si incontri anche sulla base delle sollecitazioni serie e corrette, puntuali che sono frutto dell'esposizione dei consiglieri regionali che non fanno altro non di osservare, il singolo territorio, ma di ascoltare le sollecitazioni dei pubblici amministratori, dei consiglieri comunali, ma anche degli stessi operatori.

Votazione per appello nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione per appello nominale della mozione numero 285. Coloro i quali sono favorevoli risponderanno sì; coloro i quali sono contrari risponderanno no.

Estraggo a sorte il nome del consigliere dal quale avrà inizio l'appello. (E' estratto il numero 9, corrispondente al nome del consigliere Cocco Pietro.)

Prego il consigliere Segretario di procedere all'appello cominciando dal consigliere Cocco Pietro.

FORMA, Segretaria, procede all'appello.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Il Consiglio sarà riconvocato a domicilio. È convocata immediatamente la Conferenza dei Capigruppo.

La seduta è tolta alle ore 14 e 06.



Allegati seduta