Seduta n.215 del 01/02/2017 

CCXV Seduta

Mercoledì 1° febbraio 2017

Presidenza del Presidente Gianfranco GANAU

indi

del Vicepresidente Eugenio LAI

indi

del Presidente Gianfranco GANAU

La seduta è aperta alle ore 16 e 44.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta del 13 dicembre 2016 (211), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Roberto Deriu, Roberto Desini, Raimondo Perra ed Edoardo Tocco hanno chiesto congedo per la seduta del 1° febbraio 2017.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che in data 31 gennaio 2017 è stata presentata, primo firmatario Cossa, la richiesta di istituzione di una Commissione d'inchiesta "sul sistema della Protezione civile regionale" ai sensi dell'articolo 125 del Regolamento interno.

Ai sensi del comma 4 dell'articolo 125 del Regolamento entro trenta giorni dalla data di presentazione la richiesta è iscritta all'ordine del giorno del Consiglio che deve provvedere alla nomina o alla eventuale delega della stessa Presidenza del Consiglio.

Comunico che il Presidente della Regione, con nota del 26 gennaio 2017, ha fatto pervenire al Consiglio il ricorso proposto dal Presidente del Consiglio dei Ministri contro la Regione autonoma della Sardegna per dichiarata illegittimità costituzionale dell'articolo 1, comma 2, lettera d), dell'articolo1, comma 5 dell'articolo 3, commi 1 e 3 e dell'articolo 12, comma 1, della legge regionale 28 ottobre 2016, numero 25 concernente "Istituzione dell'Agenzia sarda delle entrate (ASE)".

Comunico che nel BURAS numero 3 del 13 gennaio 2017 è stata pubblicata l'ordinanza numero 3 del 5 gennaio 2017 con la quale il Presidente del Consiglio dei Ministri dichiara di rinunciare al ricorso per la declaratoria di illegittimità costituzionale degli articolo 7, commi 4 e 8 della legge regionale 5 agosto 2015, numero 20 (Trasformazione in agenzia del consorzio per l'assistenza alle piccole e medie imprese "Sardegna ricerche").

Comunico che in data 18 gennaio 2017 è pervenuta copia della decisione della Corte costituzionale numero 6 del 2017 nella quale si dichiara l'illegittimità costituzionale dell'articolo 3 della legge regionale 11 aprile 2016 numero 6 (Bilancio di previsione per l'anno 2016 e bilancio pluriennale per gli anni 2016-2018) e , in via consequenziale, in applicazione dell'articolo 27 della legge numero 87 del 1953, all'intera legge regionale numero 6 del 2016.

Annunzio di presentazione di disegni di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i disegni di legge numero 393, 394.

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le proposte di legge numero 395, 396.

Annunzio di presentazione di proposta di legge statutaria

PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la proposta di legge statutaria 8.

Risposta scritta a interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle interrogazioni numero 832, 833, 841, 861, 863, 864, 893, 904, 926, 856, 860, 885, 918, 930, 596, 939, 955, 957:

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria: Sono state presentate le interrogazioni numero 956, 957, 958, 959, 960, 961, 962, 963, 964, 965, 966, 967, 968, 969, 970, 971, 972, 973, 974, 975, 976, 977, 978, 979, 980.

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria: Sono state presentate le interpellanze numero 267, 268, 269, 270, 271, 272, 273, 274, 275.

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria: Sono state presentate le mozioni numero 278, 279, 280, 281, 282, 283, 284, 285.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). È notizia di questi giorni della mobilitazione dei lavoratori di Eurallumina, io approfitto della presenza dell'Assessore dell'industria per sensibilizzare e cercare di farsi parte attiva in un momento in cui un boiardo di Stato, rappresentante del Ministero dei beni culturali, ha bloccato l'iter, che oramai tutti auspicavamo positivo, della conclusione di questa di questa vertenza. Io penso che la Sardegna, questo Parlamento e soprattutto la Giunta regionale non possa rimanere inerme o possa far finta di nulla. Mi pare che sia il momento in cui noi dobbiamo reagire, dobbiamo assumere la consapevolezza che il destino di decine di padri e madri di famiglia e di lavoratori non possa subire una risoluzione di questa vertenza in senso negativo per motivazioni risibili, incredibili, che sanno davvero di un qualcosa di lontano dalla realtà. Quindi, Assessore, approfitto di questo per invitarla a farsi parte attiva per intervenire e dare in questo momento una mano per la soluzione della vertenza.

Approfitto anche della presenza dell'Assessore del lavoro. Come lei sa, per i lavoratori ATI-Ifras è stata posticipata la data dell'incontro al 6. Si tratterebbe, Assessore, però di farsi carico del problema dei problemi: questi lavoratori non hanno ancora le somme che devono essere messe a disposizione, dicembre e gennaio soprattutto. Quindi, al di là dei problemi di posticipazioni di date per ragioni che possiamo anche comprendere, le mensilità di gennaio e di dicembre del 2016 vengano erogate perché c'è un'urgenza e sappiamo che l'azienda ha consegnato le fatture per il pagamento. Questo mi premeva in apertura perché ritengo che siano due aspetti che attengono al mondo del lavoro.

Elezione di tre Segretari del Consiglio ai sensi del comma 2 dell'articolo 4 del Regolamento

PRESIDENTE. Comunico che i Gruppi Cristiano Popolari Socialisti, Partito Sardo d'Azione e Riformatori Sardi, non rappresentati nell'Ufficio di Presidenza, hanno chiesto, ai sensi del secondo comma dell'articolo 4 del Regolamento interno, che si proceda all'elezione di un Segretario per ciascun Gruppo.

L'Ufficio di Presidenza, secondo il dettato del terzo comma dell'articolo 4, ha deliberato di accogliere tali richieste in quanto legittime e regolarmente espresse. Il Consiglio può pertanto procedere alle relative votazioni.

Verrà consegnata una scheda nella quale ciascun consigliere potrà scrivere un solo nominativo per ogni Gruppo. Risulteranno eletti i consiglieri che, essendo iscritti ai Gruppi Cristiano Popolari Socialisti, Partito Sardo d'Azione e Riformatori Sardi, otterranno il maggior numero di voti. A parità di voti verrà eletto il più anziano di età.

Procediamo dunque ora con l'elezione di tre Segretari del Consiglio ai sensi del comma 2 dell'articolo 4 del Regolamento.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto per schede per l'elezione di tre Segretari. Invito i Segretari a procedere alla chiama.

(Seguono la votazione e lo spoglio delle schede)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 53

votanti 53

schede bianche 3

schede nulle 1

Hanno ottenuto voti: per il Gruppo Cristiano Popolari Socialisti, Gaia, 33; per il Gruppo Riformatori Sardi-Liberaldemocratici, Cossa, 19; Dedoni, 1; per il Gruppo Partito Sardo d'Azione, Orrú, 13; Christian Solinas, 1.

Vengono proclamati eletti Segretario del Consiglio: Gaia, Cossa, Orrù.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Agus - Anedda - Busia - Cappellacci - Carta Angelo - Cherchi Augusto - Cherchi Oscar - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cossa - Cozzolino - Crisponi - Dedoni - Demontis - Fasolino - Floris - Forma - Gaia - Ganau - Lai - Ledda - Locci - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Marras - Meloni - Moriconi - Oppi - Orru' - Pinna Giuseppino - Pinna Rossella - Piscedda - Pittalis - Pizzuto - Randazzo - Rubiu - Ruggeri - Sabatini - Satta - Solinas Antonio - Solinas Christian - Tedde - Tendas - Truzzu - Tunis - Usula - Zanchetta - Zedda Alessandra - Zedda Paolo.)

Elezione suppletiva di una componente della Commissione regionale per la realizzazione della parità tra uomini e donne

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca ora l'elezione di una donna a componente della Commissione regionale per la realizzazione delle pari opportunità tra omini e donne in sostituzione di Laura Pilloni, dimissionaria. Ricordo che la legge regionale del 13 giugno 1998 numero 39 all'articolo 3 prevede che le elette abbiano maturato riconosciute esperienze di carattere scientifico, culturale, professionale, economico e politico sulla condizione femminile nei suoi vari aspetti. Verrà consegnata una scheda nella quale ogni consigliere dovrà scrivere un solo nome. Risulterà eletto il nominativo che avrà ottenuto il maggior numero di voti. A parità di voti risulterà eletta la più anziana d'età. Prego i consiglieri Segretari di procedere alla chiama.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto per schede per l'elezione di una componente della Commissione regionale per la realizzazione delle parità tra uomini e donne. Invito i Segretari a procedere alla chiama.

(Seguono la votazione e lo spoglio delle schede)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 51

votanti 51

schede bianche 6

schede nulle 9

Hanno ottenuto voti: Erica FLORIS, 31; Francesca Calabrò, 2; Paola Sanna, 2; Maria Stella Leone, 1.

Viene proclamata eletta: Erica Floris.

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Agus - Anedda - Busia - Carta Angelo - Cherchi Augusto - Cherchi Oscar - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cossa - Cozzolino - Crisponi - Dedoni - Demontis - Fasolino - Floris - Forma - Gaia - Ganau - Lai - Ledda - Locci - Lotto - Manca Pier Mario - Marras - Meloni - Moriconi - Oppi - Orru' - Pinna Giuseppino - Pinna Rossella - Piscedda - Pittalis - Pizzuto - Randazzo - Rubiu - Ruggeri - Sabatini - Satta - Solinas Antonio - Solinas Christian - Tedde - Tendas - Truzzu - Tunis - Usula - Zanchetta - Zedda Alessandra - Zedda Paolo).

Continuazione della discussione della mozione Satta - Ledda - Tatti - Truzzu - Manca Pier Mario - Solinas Christian - Floris - Oppi - Rubiu - Unali - Gaia - Zanchetta - Perra - Meloni - Pinna Giuseppino - Cherchi Augusto - Congiu - Tunis - Orrú - Randazzo sulla grave situazione che sta attraversando il settore lattiero-caseario e il sistema delle cooperative casearie per la mancata vendita delle giacenze, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento (260) e della risoluzione sulla grave situazione che sta attraversando il settore

lattiero-caseario ovicaprino regionale (N. 9)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (FI). Presidente, discutiamo di una risoluzione che ha visto, nella tarda mattinata, impegnati i Capigruppo e il Presidente riuniti con una delegazione della Coldiretti e dei sindaci della Sardegna. La Coldiretti ha consegnato un documento di cui hanno avuto contezza i Capigruppo e i presenti, chiedo, Presidente, che questo documento, per il contenuto, l'importanza e la valenza, venga distribuito a disposizione di tutti i consiglieri dell'Aula, lo dico perché mi pare che da questo documento possiamo prendere anche qualche spunto, non solo per il dibattito ma per la formulazione di un documento che possa consentire, quantomeno su alcuni importanti aspetti e poter dare una soluzione ai problemi che vengono portati alla nostra attenzione, e questo lo dico a prescindere dal ruolo di opposizione o di maggioranza, ma per rendere un dibattito serio, adeguato alla complessità del problema e alla gravità della situazione che il mondo agro-pastorale sta in questo momento attraversando.

PRESIDENTE. Sì, stiamo procedendo adesso alla copia del documento che sarà distribuito a tutti.

Quindi all'ordine del giorno abbiamo ancora la mozione Satta e più, che era ferma al momento della votazione, quindi chiedo all'onorevole Satta se debba essere messa in votazione o se sia ritirata.

SATTA GIOVANNI (Gruppo Misto). Abbiamo ottenuto di andare in Commissione, di fare lavori in Commissione, i lavori sono stati svolti quindi, propedeuticamente, all'approvazione della mozione vorremmo valutare i lavori che ha prodotto la Commissione, mi sembra giusto così.

PRESIDENTE. Siccome il primo atto che noi dobbiamo fare è votare la mozione, chiedo se la mozione è mantenuta o se viene ritirata.

SATTA GIOVANNI (Gruppo Misto). Chiediamo qualche minuto di sospensione.

PRESIDENTE. Sospendo la seduta per qualche minuto in aula.

(La seduta rimane sospesa per alcuni minuti)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giovanni Satta. Ne ha facoltà.

SATTA GIOVANNI (Gruppo Misto). Quest'anno si prevede che ogni litro di latte conferito alla trasformazione raggiunga a stento i 60 centesimi, vale a dire una cifra che non solo risulta bassa rispetto alle annate precedenti, ma che appare ragionevolmente inadeguata a garantire una remunerazione appena soddisfacente ai fattori impiegati nel processo produttivo zootecnico. "Ritenuta l'opportunità da parte della politica di un intervento volto a scongiurare in anticipo contestazioni e manifestazioni di protesta frutto della tangibile tensione socioeconomica che sta interessando tutti gli operatori del comparto e soprattutto le popolazioni agropastorali della Sardegna": questo è un piccolo passaggio dalla mia mozione, che porta la data del 27 di settembre, cioè si è cercato per una volta di coinvolgere la politica, anticipando quello che oggi è successo. Oggi abbiamo avuto gli allevatori a protestare, giustamente, in piazza, e oggi andiamo a proporre delle soluzioni che sicuramente non daranno la soluzione del problema, tuttavia la mia mozione, la nostra mozione perché non ha solamente la mia firma ma anche quelle di altri 21 consiglieri, di destra e di sinistra, quindi è una mozione bipartisan, sicuramente aveva l'obiettivo di anticipare il problema, se avessimo magari adottato quelle misure di cui oggi si parla, che sono frutto del lavoro svolto adeguatamente dalla Commissione, probabilmente facendo questo con tre mesi di anticipo avremmo potuto dare più soluzioni. Comunque l'obiettivo di essere qui a discuterne è stato raggiunto, quindi momentaneamente ritiro la mozione, ovviamente lasciandomi la facoltà eventualmente di riproporla nel caso in cui non saremmo soddisfatti delle misure che la Giunta e comunque la Commissione ha predisposto.

PRESIDENTE. Grazie, quindi la mozione è ritirata e dobbiamo passare all'esame della risoluzione della quinta Commissione "Sulla grave situazione che sta attraversando il settore lattiero-caseario ovicaprino regionale".

Per illustrare la risoluzione, ha facoltà di parlare il consigliere Luigi Lotto, relatore.

LOTTO LUIGI (PD), relatore. Come già emerso dalle prime battute di questa riunione e dalle dichiarazioni ultime del collega Satta, questa mozione nasce dalla decisione di due settimane orsono in cui il Consiglio regionale, che era stato chiamato appunto a discutere quella mozione sul comparto ovicaprino, rimandava il tema ad una elaborazione da parte della quinta Commissione. Quindi, su incarico del Consiglio regionale, la Commissione ha avviato una serie di audizioni. In particolare sono stati sentiti la Coldiretti, la CIA, la Coopagri e la Confagricoltura, in rappresentanza dei produttori agricoli e dei pastori, in questo caso, la Lega delle cooperative, la Confcooperative, la Confindustria, in rappresentanza del mondo della trasformazione, l'associazione Aspi che fa capo al Movimento pastori sardi e che si occupa in particolare della vendita di latte tal quale. Abbiamo inoltre sentito il Consorzio di tutela del Pecorino romano, il Consorzio di tutela del Fiore sardo e il Consorzio di tutela del Pecorino sardo. Infine abbiamo audito il presidente della neo formata Organizzazione interprofessionale, che è nata dopo un lungo periodo di lavoro da parte dell'Assessorato dell'agricoltura e che di fatto è stata costituita davanti al notaio soltanto nello scorso mese di dicembre.

Ovviamente stiamo andando a discutere oggi di un argomento di grandissima importanza per la Sardegna. Parliamo del comparto in assoluto più importante del settore agricolo, che da solo ne rappresenta oltre il 40 per cento. L'importanza è economica visto che questo comparto è titolare di uno dei pochi prodotti agricoli che vengono esportati dalla Sardegna, e senz'altro quello più pesante dal punto di vista economico. L'importanza è anche dal punto di vista sociale per l'intera Isola, come lo è l'insieme del mondo agricolo ma in particolare il mondo dei pastori per le zone interne, essendo la pastorizia una delle poche attività che in gran parte del territorio dell'Isola, escluse le pianure, può essere praticata con la speranza di un reddito adeguato. La pecora rappresenta lo strumento di utilizzo dei nostri pascoli in assoluto più economico ed efficiente. Quindi un comparto importante che però è anche un comparto monoculturale: la sua produzione, rappresentata dal latte, dalla carne e dalla lana, è però dominata in particolare dal latte, e nell'ambito della produzione del latte trasformato c'è un prodotto, il Pecorino romano, che rappresenta la stragrande maggioranza del resto dei prodotti. Prodotto predominante, quindi, il Pecorino romano che ha una grandissima e positiva caratteristica: è un prodotto apprezzato in certe parti del mondo e siamo anche i principali produttori al mondo di questo prodotto, è però, con i suoi 240.000 quintali di prodotto, contro i 16.000 del Pecorino sardo e 4000 del Fiore sardo, rappresenta anche il prodotto che, nel bene e nel male, ne condiziona i destini, e quando entra in crisi il Fiore sardo il mondo dei pastori non se ne accorge, se non i diretti interessati, quando invece entra in crisi il mercato del Pecorino romano se ne preoccupano tutti perché tocca l'intero comparto agropastorale. Quindi questo è un prodotto che condiziona fortemente il settore, e le sue crisi di mercato le pagano alla lunga e nell'immediato direttamente ai pastori.

Che fare per uscire da questa che è diventata una crisi ciclica che si ripete da anni? Io voglio solo ricordare che in quest'Aula nel 2009-2010 abbiamo discusso a lungo di una situazione che era pressoché simile: la crisi del Pecorino romano che aveva fatto crollare il prezzo del latte. Che fare per far sì che questo settore venga governato, venga accompagnato a costruirsi un futuro più stabile e che garantisca alle imprese agropastorali dei redditi più stabili nel tempo?

Ci sono degli strumenti in essere, abbiamo i Consorzi di tutela dei tre marchi DOP dei formaggi, nonché il Consorzio di tutela dell'agnello sardo IGP, e sono strumenti che vanno accompagnati nella loro funzione affinché la svolgano al meglio, abbiamo poi l'Organizzazione interprofessionale appena costituita, cui ho accennato prima, che può davvero assurgere al ruolo di grandissima importanza. Io mi auguro che a questa organizzazione decida di aderire la stragrande parte del mondo della produzione, perché abbiamo bisogno che quella organizzazione diventi uno strumento al servizio dell'intero comparto ma in particolare al servizio del mondo della produzione primaria e cioè dei pastori affinché la trasformazione del latte, che a differenza del latte vaccino è un destino obbligatorio, la si faccia indirizzandola verso le produzioni che possano garantire a monte un ritorno per i pastori adeguato.

Per tornare alla risoluzione, dove noi facciamo alcuni riferimenti anche per quanto riguarda le produzioni di latte, che abbiamo preso per scelta dalla stessa mozione che era stata presentata in Consiglio, 350.000 tonnellate sono il dato esatto che la mozione riprendeva e che non abbiamo voluto correggere per il semplice motivo che nessuno se la sente di dire in Sardegna se sono 352.000 o se sono 348 o 335 tonnellate, è un dato questo che diciamo essere circa, e sono dati che purtroppo da tempo inseguiamo, nella mozione ci sarà anche un punto in cui si dice lavoriamo perché il ministero crei le condizioni affinché fornire i dati diventi una questione obbligatoria per chi trasforma latte di pecora così come lo è per chi trasforma latte di vacca.

La mozione si articola in diversi punti, alcuni sono già delle operazioni in fase di realizzazione. Partiamo da un intervento sul fronte del credito, la costituzione del pegno rotativo che interviene direttamente sulle giacenze di Pecorino romano, l'Assessorato della programmazione di concerto con l'Assessorato dell'agricoltura ha già avviato con l'ABI questo percorso che sta andando a conclusione, si stanno mettendo in essere finalmente lo strumento per il credito di esercizio, se ne parlava fin dalla legge numero 15 del 2010, per diverse difficoltà che si sono manifestate nel tempo non si è arrivati a conclusione di questo percorso. Oggi io spero che si arrivi anche utilizzando l'esperienza passata. Certo è che noi dobbiamo rimettere in condizione i pastori di poter andare in banca per fare il prestito di campagna, il prezzo di conduzione, è fondamentale im regimi di de minimis ovviamente ma con i tassi attuali forse si può intervenire molto di più e meglio. C'è un accordo con le banche per intervenire sugli investimenti per quanto riguarda le misure d'investimento alla 4.1 alla 4.2, eccetera, e c'è un'intesa per un intervento di anticipazione sull'intero importo, ricordiamoci che nello scorso PSR la misura coerente con questa ebbe difficoltà enormi ad andare avanti non per colpa della politica ma per colpa del fatto che non si riusciva a trovare nell'interlocutore bancario la disponibilità a mettere a disposizione delle imprese i fondi necessari per anticipare e realizzare le opere.

Infine il secondo punto principale è accelerare le procedure di pagamento delle misure del PSR, benessere animale in particolare che è la più consistente ed è quella che interessa da vicino il mondo agropastorale. Lasciando andare le cose per il normale verso noi dovremo iniziare a pagare a partire dal prossimo mese di giugno probabilmente non saremmo riusciti a pagarle entro il mese di ottobre, l'impegno che prende l'Assessorato concordato con il Ministero è di anticipare l'inizio del pagamento del benessere animale per l'85 per cento al mese di febbraio. Questo significa mettere a disposizione del mondo delle imprese agricole della liquidità che è assolutamente necessaria, è stata richiesta da diversi di coloro che sono intervenuti in Commissione a sollecitarla, abbiamo trovato nell'Assessorato la più ampia disponibilità a lavorare a questo punto.

Il terzo punto parla dell'attivazione immediata presso il Governo per attivare il tavolo della filiera dell'ovicaprino come esiste per l'altro importante comparto lattiero-caseario, mettere in moto ogni sforzo affinché ci sia la pubblicità della comunicazione e l'obbligo ed alla pubblicità e comunicazione dei dati per chi trasforma il latte, oltre che per il latte vaccino che già esiste anche per il latte pecorino. Sembra una sciocchezza ma è una cosa importantissima, forse a quel punto si riuscirà a far finire questo balletto di cifre che è davvero inverecondo e assolutamente inaccettabile per un comparto che vuole basare le proprie fondamenta non sulla argilla ma su un terreno ben più solido.

Infine serve avviare alcuni interventi finalizzati al superamento della crisi uno tra questi l'inserimento anche nel comparto ovino del regolamento 1613/2016 per quanto riguarda il rinnovo del bestiame, sono fondi comunitari o li utilizziamo o molto semplicemente non ci arrivano, non sono destinabili ad altro. Il pastore che ritiene di poter utilizzare lo utilizza, chi ritiene che non sia utile non lo utilizza, non è obbligatorio però non sono fondi che sono della Regione Sardegna e sono destinati a quello scopo.

Infine attivare il regime per quanto riguarda gli interventi sul Pecorino romano con il Ministero si è raggiunto l'accordo per un intervento per il bando indigenti inserendo il Pecorino romano per almeno 4 milioni, io spero che si riesca ad arrivare a 8 milioni, noi potremo anche sostituire il punto B, quattro B che parla degli interventi sui trasporti di latte con un'implementazione ancora di questo fondo per intervenire sul "romano", ragioniamo sulla base di quello che è contenuto nella risoluzione. Infine attivare un regime in aiuto de minimis al mondo della trasformazione per la diversificazione produttiva e disincentivare il romano a favore delle altre produzioni DOP, badate bene legandole anche al rispetto del piano di regolamentazione dell'offerta del Pecorino romano…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Oscar Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (FI). Grazie Presidente, Assessori, oggi vedo che siete tutti schierati a difesa della vostra maggioranza probabilmente vi rendete conto che è un argomento davvero importante. Peccato però che manchi proprio l'Assessore più importante dell'argomento che noi stiamo trattando; cioè quell'Assessore dell'agricoltura che non c'è oggi ma non c'è stato neanche nei tre anni che sono appena passati, un Assessore dell'agricoltura che si è dimenticata completamente del mondo ovicaprino, probabilmente aveva degli interessi differenti rispetto a quelle che sono le sue attività imprenditoriali, e ha dimenticato cullandosi sugli allori di un prezzo del latte alto, dimenticandosi completamente del comparto. La Commissione ha lavorato in modo assiduo, devo dire, importante ha ascoltato tutti i massimi rappresentanti del mondo dell'ovicaprino a partire dalle associazioni professionali, alle cooperative, alle centrali cooperative, ai trasformatori, agli industriali visti e sentiti ieri, il Consorzio del Pecorino romano, eccetera, eccetera, eccetera. E in modo particolare ha anche ascoltato i suggerimenti dell'Assessorato regionale dell'agricoltura, ripeto privo di Assessore ma grazie a Dio c'è un direttore generale e l'assessore Paci si è gentilmente prestato a dare una mano per tentare di risolvere il problema. La risoluzione non è altro che un elenco, che io condivido per carità, un elenco di possibilità e di eventuali programmi che dovranno essere messi in campo nel tempo, ma che dovevano già essere attivi al primo di febbraio del 2017, invece il primo di gennaio del 2017 discutiamo ancora del pegno rotativo, discutiamo ancora del credito di esercizio, chiamatelo credito di campagna, chiamatelo come volete, che già 4 anni fa aveva una procedura in corso di riconoscimento all'interno dell'Unione europea, poi arriva il nuovo Assessore e stranamente tutto si ferma, e stranamente non va avanti. E oggi, dopo quasi tre anni e mezzo, si ripropone lo stesso credito di esercizio, che è fondamentale, non dimenticatelo, cari colleghi, è fondamentale per evitare che gli stessi allevatori si trovino in condizioni di grande difficoltà nel momento in cui devono conferire, nel momento in cui devono fare i contratti per la cessione, quindi il conferimento del latte loro prodotto, che è la leva proprio vera di contrattazione. Liquidità significa non cadere nella necessità di dover chiudere contratti immediatamente, ma questo lo diciamo da anni, lo si dice da tantissimo tempo, ma in tre anni nessuno ne ha più parlato e nessuno ne ha più discusso. Come sono importanti e fondamentali, lo si scrive qua, l'accelerazione e i pagamenti in senso generale della PAC, e quindi dei premi all'interno del Piano di sviluppo rurale.

Che strano, io ricordo un Assessore, mi sembra di conoscerlo molto bene, che aveva fatto un lavoro incredibile all'interno di AGEA, per poter far pagare la PAC e quindi il premio unico a ottobre, significa prima dell'inizio della stagione dove poi si incomincia e si ha la produzione del latte ovino. Anche quello, stranamente, tutte quelle interlocuzioni non sono più andate avanti. Quell'Assessore, che veniva criticato dall'Assessore appena insediato, che andava in giro negli allevamenti, o andava in giro in qualche incontro con allevatori a dire che non andava a Roma, non andava a Roma a trattare il Piano di sviluppo rurale e le risorse del Piano di sviluppo rurale, quando a Roma ci andava per cercare di far avere prima i finanziamenti del benessere animale, per poter ottenere nei tempi giusti e corretti l'indennità compensativa, per poter pagare entro ottobre la PAC e quindi il premio unico. Quelle critiche che poi si sono rivelate in una totale assenza di un Assessorato che ha portato oggi a dover far scendere in piazza non solo il mondo agricolo e quindi gli allevatori, ma addirittura buona parte di sindaci, e vedere il Sindaco di Cagliari, palesemente schierato con il centrosinistra, che accusa la sua stessa maggioranza e quindi si schiera a fianco del popolo degli allevatori dandogli giustamente credito su quella che è la loro protesta, lascia onestamente perplessi tutti. Allora io credo che nel brevissimo tempo che mi rimane, visto che la freccia lampeggia per il tempo che ho a disposizione, credo che l'unica risposta che stasera il Consiglio deve dare davvero a chi sta seduto oggi qui dietro di noi, ma soprattutto a quelli che sono venuti a protestare in piazza, ma tutto il sistema dell'allevamento ovicaprino del nostro territorio e della nostra Regione, è un aiuto diretto. E allora questo Consiglio regionale deve avere il coraggio stasera di stanziare 30 milioni di euro, perché vadano direttamente alle aziende agricole, alle aziende di allevamento, chiaramente, di produzione ovicaprina, sulla base della loro dimensione aziendale, sulla base della composizione del gregge, cioè sul numero dei capi in proporzione, per permettere e dare la possibilità a tutti di avere…

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Giuseppe Fasolino. Ne ha facoltà.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Capisco l'amarezza del collega Cherchi e lo sfogo, perché lo vedevo soffrire in questi anni quando veniva buttato al vento il lavoro precedentemente fatto. E non voglio neanche tornare a discutere e a far capire quanto è fondamentale e quanto è importante questo settore per l'economia della Sardegna, perché sarebbe superfluo, lo sappiamo, però vorrei tornare invece sull'atteggiamento di questa Giunta, sull'atteggiamento di questa maggioranza, l'atteggiamento con il quale state trattando questo argomento, che è lo stesso atteggiamento con il quale trattate tutti gli argomenti in questa Giunta regionale. E' lo stesso atteggiamento con il quale trattate l'edilizia, è lo stesso atteggiamento con il quale trattate il problema dei trasporti, è lo stesso atteggiamento con il quale trattate il problema dell'industria. Non c'è programmazione, però questo è l'argomento degli argomenti, questo è il settore cardine dell'economia della nostra regione, e non può essere trattato come vengono trattati gli altri argomenti. Vedete soluzioni. Io leggevo il documento presentato dalla Coldiretti, e mi sono soffermato a riflettere sul titolo, e mi ha fatto riflettere molto il titolo: "La politica torni a servizio delle imprese"; è molto più semplice di come vogliamo o volete farlo credere. Non dobbiamo inventarci nulla, si chiama umiltà e coraggio, l'umiltà di ascoltare cosa loro stanno proponendo e il coraggio di farlo; questa è la soluzione. In questo documento voi avete la soluzione, vi dicono cosa e come si deve fare. È semplice, bisogna avere coraggio; i problemi della nostra Isola bisogna affrontarli, dai problemi della nostra Isola non dovete scappare, dovete avere il coraggio di affrontarli, questo come l'urbanistica, questo come i trasporti, questo come l'industria, vanno affrontati con coraggio! Qual è la risposta di questa Giunta? La risposta di questa Giunta è qua, l'assenza dell'Assessore; in un momento così delicato, in un momento così difficile per questo settore, siete due mesi senza all'Assessore di riferimento, siete due mesi senza l'Assessore dell'agricoltura, e non lo nominate, e non lo nominate perché dovete mettervi d'accordo per questioni politiche. Ma cosa gliene frega a queste persone dei vostri accordi politici! Ma cosa gliene frega a queste persone, che devono portare il mangiare a casa ai propri figli, degli accordi politici! Dobbiamo mettere da parte la politica e tornare a quello che c'è scritto qui: "La politica torni ad essere al servizio delle imprese". Questa è la soluzione, l'avete sotto gli occhi, abbiate il coraggio di portarla avanti.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Gaetano Ledda. Ne ha facoltà.

LEDDA GAETANO (Gruppo Misto). Partiamo dal discorso che stavano facendo gli onorevoli colleghi, che qui si tratta di una crisi urgente del settore agricolo, quindi faccio un appello a loro affinché si mettano in moto a dare una mano alla Sardegna, non a questa maggioranza, ma alla Sardegna. Stamattina… voglio spezzare una lancia a favore di qualche allevatore che un po' ha alzato i toni, purtroppo, però io lo giustifico con il discorso in sardo: "Dolore ispinghe boche", quindi sono giustificati. A scanso di equivoci volevo dire anche che io non faccio parte di nessuna associazione agricola, io sono per i pastori, per chi munge il latte, per chi fa impresa agricola, perché qualcuno ha detto che io facevo parte di questa e di quell'altra associazione. Facciamo un po' di cronistoria e mettiamo un po' di ordine su quello che è successo nei mesi addietro. C'è stata una mozione dell'onorevole Satta, secondo firmatario il sottoscritto, un'interpellanza urgente dell'onorevole Pittalis e un'interpellanza urgente del sottoscritto, in cui era chiaro che il problema principale era il prezzo del latte ovino. Adesso non mettiamo tanta carne al fuoco, siamo partiti in quest'Aula con l'argomento trovare soluzione, la politica deve dare risposte affinché sia remunerativo il prezzo del latte ovino, perché oggi il prezzo del latte ovino è pagato dagli industriali circa 60, dalle cooperative circa 50 centesimi al litro; questo è il problema principale. Poi tutti i discorsi che stiamo facendo, risoluzioni, PSR, sono d'accordo, non è che non sono d'accordo, però se noi non risolviamo questo il pastore non arriva a fare PSR, non arriva a fare le risoluzioni perché è morto. Se il latte viene pagato così fino a giugno, a giugno il pastore non c'è più, è dentro la tomba. Questo è il problema principale.

Soluzioni, perché la politica deve dare delle risposte a questo problema. Abbiamo un'urgenza, colleghi, non c'è da nascondersi, qui si tratta di un'urgenza di un settore primario della Sardegna. Soluzioni: io ne ho proposto una, pare che sia l'unica, poi se ce ne sono altre fatevi avanti e proponetele. C'è un tappo che è un eccesso di produzione del Pecorino romano. Come diceva bene il presidente Lotto c'è stata una produzione di circa 363.000 quintali, questi sono i dati. Noi ci possiamo permettere di produrre dai 250 ai 280 mila quintali l'anno, quindi siamo andati oltre, il mercato ne ha approfittato e si è abbassato il prezzo. Questo eccesso di pecorino, da quello che è scaturito dalle audizioni di chi lavora nel settore, è di circa 50.000 quintali, valore di mercato 30 milioni di euro. Se la Regione, tramite anche l'OILOS, perché ieri si chiamava OI (Organizzazione interprofessionale), oggi si chiama OILOS (Organizzazione interprofessionale latte ovino sardo, più di quello! È stato azzeccato, va a pennello col periodo), ritira questo pecorino in eccesso, però a condizione che i trasformatori e i pastori facciano un patto, quindi l'OILOS e la Regione intervengono per fare questo patto. Con questo patto contestualmente si impegnano a pagare il latte 0,80. Sento dire da più parti: "Non è possibile". È possibile, ci autorizza l'Europa! La risoluzione dell'Europa doveva essere fatta nel 2018, è stata anticipata a novembre 2016 dal commissario dell'agricoltura Hogan vista l'urgenza che c'era e hanno previsto anche questo, quindi noi a novembre sapevamo già che potevamo fare questa operazione. Una soluzione che si collega ad altre soluzioni perché io non sono d'accordo a dare un tot all'azienda, sono elemosine, la politica che l'ha fatto in altre annualità ha fallito, perché deve prendere un'azienda un tot di soldi e produce 100 di litri di latte al giorno e un'azienda che ne produce 300 prende lo stesso importo? Non è giusto! È un'elemosina! Poi cosa cambia se diamo 3000 euro all'azienda? Cos'è? Un mese di niente, perché dopo un mese siamo punto e a capo. Dobbiamo pagare il latte. Il prodotto che stai ritirando, che è questo pecorino in eccesso, non stai buttando i soldi, è un prodotto in casa che puoi utilizzare, stamattina abbiamo sentito dalla Coldiretti mense universitarie (è stato fatto con l'agnello IGP, facciamolo anche col pecorino), mense scolastiche, mense comunali, qualche Comune come ho detto in un intervento precedente, sta già facendo questa operazione, quindi c'è tutto un mercato che elimina il prodotto. Quindi, ripeto, noi abbiamo l'urgenza del latte, tutte le risoluzioni vanno bene, io questa risoluzione se è così non la voto, come primo punto assoluto la remunerazione di un litro di latte, minimo 80 centesimi al litro, non può essere pagato il latte a 50 centesimi o 60, è la morte del settore, è la morte dell'associazione di categoria, è la morte di tutto il comparto. In agricoltura ci sono tante altre cose che non funzionano che dobbiamo mentre a posto...

PRESIDENTE. Onorevole Ledda, il tempo a sua disposizione è terminato.

E' iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Presidente, sono non pochi mesi che si parla di questa crisi che è diventata sempre più bruciante. Non è da un giorno che parliamo di questa crisi, non è da una settimana. Ebbene, in questi mesi nulla è stato fatto. Il Governo regionale non ha mosso un dito, assolutamente non ha mosso un dito. Per la verità ieri o avantieri qualche inviato speciale della Giunta regionale si è recato presso il ministro Martina che ha garantito i soliti interventi, la solita tiritera che sentiamo da un po' di tempo, ma una tiritera era ed è fuori tempo massimo. Poi ben venga l'attuazione di quei provvedimenti garantiti dal ministro Martina, ma è fuori tempo massimo. Quell'intervento del ministro Martina ahimè purtroppo serviva soltanto per cercare di depotenziare la grandissima manifestazione di stamattina ed è stato un errore perché ha conseguito l'effetto opposto, non ha depotenziato alcunché. Ebbene, in questi mesi che cos'è accaduto a favore del comparto agricolo? Qualcosa è accaduto a favore del comparto agricolo, le dimissioni dell'Assessore. Le dimissioni dell'Assessore sono state sicuramente un elemento positivo per il comparto agricolo, però purtroppo alle dimissioni dell'Assessore da due mesi non è conseguita la surroga, ed ecco che il comparto agricolo è senza governo. Comparto agricolo che costituisce parte importante dell'economia di questa Regione, che costituisce comunque non soltanto attività economica, ma costituisce anche parte importante del corredo cromosomico della nostra regione, delle nostre radici, della nostra cultura. Ha una valenza culturale fortissima l'agricoltura in Sardegna, non soltanto economica. Anche per questo motivo dovrebbe subire attenzioni differenti rispetto a quelle che purtroppo subisce. Ancora una crisi, l'ennesima crisi perché le crisi sono cicliche, è evidente che c'è la necessità, c'è l'impellenza di interventi strutturali seri, efficaci ed efficienti, ma è anche vero che occorre intervenire con grandissima urgenza per risolvere il dramma di tanti pastori, tanti agricoltori che oggi stanno attraversando un momento difficilissimo, delicatissimo, reso ancora più grave, più delicato, più difficile dal fatto che il Governo regionale si disinteressa di questo comparto. Ha ragione il collega Fasolino, il comparto dell'agricoltura sarda è trascurato così come sono trascurati altri settori che costituiscono le colonne portanti dell'economia dell'isola: i trasporti innanzitutto, le varie crisi industriali che sono abbandonate a sé stesse, il commercio, l'artigianato, tutto ciò che fa economia viene lasciato allo sbando. Si litiga, si litiga in maggioranza, si litiga non per trovare soluzioni per l'economia sarda, per la società sarda, si litiga per altri motivi che non sono così celati, che non sono così nascosti, colleghi, perché siete voi stessi che ci raccontate e raccontate alla stampa quali sono i motivi per cui litigate e non sono motivi che sono collegati agli strumenti da mettere in campo per risolvere i problemi della Sardegna. Quindi, sicuramente occorre un impegno diverso, un impegno sotto il profilo tattico, immediato per affrontare questa emergenza, ma occorrono interventi strutturali seri per il settore e per il comparto ovicaprino. Interventi sul mercato, interventi che rendano remunerativi i prezzi del latte e del formaggio, perché no, e sappiamo quali sono, però devo dirvi che questa risoluzione non è assolutamente sufficiente per risolvere i problemi dell'ovicaprino e oggi non è sufficiente alla luce di quanto è accaduto e di quanto propone Coldiretti a maggior ragione per risolvere i problemi dell'agricoltura. Coldiretti oggi ci propone una sorta di manifesto dell'agricoltura sarda con l'indicazione di problemi vecchi, atavici che si conoscevano già, ma non si limita Coldiretti all'elencazione dei problemi perché individua anche le soluzioni, ecco, ci sono le soluzioni in questa sorta di manifesto dell'agricoltura sarda. Ma perché non discutiamo di questo? Perché non vediamo cosa si può fare per eliminare alla radice i problemi dell'agricoltura piuttosto che usare pannicelli caldi, piuttosto che usare palliativi? Rivediamo questa risoluzione, discutiamo su quello che serve per eliminare i problemi strutturali dell'agricoltura e del comparto ovicaprino, cerchiamo di capire che se noi non interveniamo in modo definitivo e decisivo questi problemi...

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Gianmario Tendas. Ne ha facoltà.

TENDAS GIANMARIO (PD). Io credo che il lavoro svolto dalla Commissione sia un lavoro che sicuramente ha consentito di evidenziare quella che è la rilevanza strategica che riveste il comparto ovino nell'ambito dell'economia agricola del nostro territorio, sono dati ed elementi che ormai abbiamo ampiamente discusso anche nella precedente riunione del Consiglio regionale dove tutti, seppure con delle sfumature diverse, abbiamo evidenziato che i 2 milioni e mezzo di capi costituiscono senz'altro un patrimonio che fa del comparto quella che è l'industria più diffusa sul territorio isolano tenuto conto che non c'è nessuno dei 377 paesi della nostra regione che non presenta allevamenti che si occupano di questo settore e quindi è inevitabile che stiamo parlando di un settore fondamentale del comparto agricolo isolano. Assieme a questi elementi e al fatto che ci sono 2 milioni e mezzo di capi che credo costituiscano grosso modo circa il 50 per cento del patrimonio ovino su scala nazionale, è anche altrettanto vero che un comparto così importante purtroppo presenta anche elementi di criticità che lo rendono sicuramente arretrato rispetto ad altri settori produttivi. Mi riferisco ad esempio, ed è la cosa che è emersa in maniera molto chiara durante le audizioni, anche a quella che è l'incertezza dei dati produttivi nell'udire le diverse organizzazioni ci siamo resi conto che sostanzialmente esistono spesso delle differenze anche in termini conoscitivi rispetto a quelli che sono i dati produttivi proprio perché oggi come oggi si tratta di un settore in cui a differenza di altri settori, mi riferisco ad esempio alle produzioni del latte vaccino, non esistono dei dati reali, certi o quanto meno univoci all'interno del comparto. Spesso si è parlato anche questo da parecchio tempo, di fare in modo che venisse istituito presso l'agenzia Laore un ufficio che avesse la capacità di elaborare, un osservatorio meglio, del latte ovicaprino ma anche questo sostanzialmente è un qualcosa che è previsto anche a livello normativo così come abbiamo visto che però ancora stenta a decollare. Credo che sia importante in primis partire dalla certezza e dalla conoscenza dei dati reali di un settore così importante, non è possibile pianificare e programmare il futuro senza avere una conoscenza reale di quelli che sono i dati e credo che sotto questo punto di vista sarebbe necessario fare in modo che anche alcuni regolamenti comunitari, mi riferisco in modo particolare al regolamento numero 1308 del 2013 e in particolare all'articolo 151 che venisse messo in pratica e consentisse di avere sulla base dei conferimenti alle aziende produttrici dei dati certi.

Qualcuno ha fatto riferimento al fatto che la quantità in grado di generare un equilibrio tra domanda e offerta nel settore del Pecorino romano a cui è destinata la gran parte della produzione del latte ovino è quella di circa 250 mila quintali di produzione annua. Io credo che queste produzioni possono essere rispettate, si può cercare di ricreare condizioni di equilibrio solo se si ha ovviamente la certezza e la conoscenza dei dati. Non voglio riprendere quei 13 punti che fanno parte della risoluzione anche perché rischierei di fare brevi cenni sull'universo, dire tutto e non dire nulla.

Io vorrei limitarmi soltanto ad alcuni aspetti essenziali, in modo particolare tenuto conto che qualcheduno lo ha messo in evidenza prima, che rispetto al passato non è stato fatto niente, io credo che si sia già attivato un qualcosa di particolarmente importante, lo dicevo la volta scorsa e lo ripeto oggi, circa 4 o 5 anni fa sul finire della precedente legislatura quando c'erano i pastori sardi, l'obiettivo di fondo che reclamavano a gran voce sia maggioranza che minoranza era quello di istituire l'organizzazione interprofessionale. Noi partiamo da quello, l'organizzazione interprofessionale è un qualcosa che già esiste, bisogna però avere da subito e credo che sotto questo punto di vista ci deve essere l'impegno da parte dell'intero Consiglio, il sostegno e il supporto sia da parte della maggioranza che della minoranza perché questa istituzione funzioni. Se noi non avremo la capacità di aggregare, di mettere insieme i produttori, i trasformatori e i commercianti rischiamo di non avere una filiera, una struttura organizzata definita in maniera strutturale che sia in grado di portare avanti le istanze di un settore che è fondamentale ma che sicuramente ha necessità di portare avanti…

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Luigi Crisponi. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Il lavoro fatto dalla quinta Commissione è stato un lavoro attento, serio, ben approfondito con l'ascolto di tutti gli aventi titolo e diritto, in quell'occasione ha portato avanti anche un elemento molto importante, quello della partecipazione a quel tavolo dei lavori così come era stato chiesto in occasione del Consiglio regionale di un autorevole rappresentante della Giunta in modo tale che potesse essere non una risoluzione vuota e vacua, ma che fosse accompagnata anche dalla presenza di chi materialmente ha i cordoni della borsa e in quel momento lo poteva fare solo ed esclusivamente l'assessore Paci. Si è ragionato, si è riflettuto, si è mandata avanti una discussione serena e severa in alcuni tratti, in alcuni momenti e alla fine la montagna ha partorito il topolino. Oggi anche alla luce della presenza nella piazza dei pastori, degli agricoltori, di una filiera importante che ancora non è stata citata e che va dal mondo della pesca all'acquacoltura, al settore cerealicolo, tutti quanti protestano per l'unico elemento che manca ancora nella discussione odierna. La risoluzione nel suo articolato, a mio personale giudizio, rappresenta solo ed esclusivamente il testamento della filiera agricola così come è stata concepita quella risoluzione che responsabilmente noi uomini dell'opposizione non abbiamo inteso votare, rappresenta solamente uno schiaffo alle aspettative e a ciò che è nelle buone intenzioni in avvio di discussione in seno alla quinta Commissione si era auspicato. I 13 punti individuati in quella risoluzione ne sono la perfetta dimostrazione e lo sono ancora di più quando proprio all'ultimo punto, il tredicesimo, si auspica la costituzione di una nuova direzione generale. Ma come, aggiungiamo ancora burocrazia o addirittura superburocrati quando addirittura manca la figura più importante che è quella dell'Assessore? Quindi individuiamo un percorso tortuoso che non sa dare risposte, ma semmai complica la vita degli uomini che quotidianamente con fatica, con impegno assoluto e dedizione totale per sé e per la propria azienda fino a quando la propria famiglia non reclama il pane quotidiano, ebbene noi troviamo le complicazioni burocratiche. È un errore madornale aver punteggiato in quel modo, forse anche offensivo, nei confronti del comparto. Si è dimostrato che si è voluto affrontare la questione vera in modo sterile, non preciso e puntuale. Si è discusso di questioni rimandabili, si è guardato al futuro e da nessuna parte c'è l'intervento diretto per frenare la discesa e la caduta libera del costo del latte. Non si parla da nessuna parte di un metodo perché la possa risollevare, che sia un intervento unico e risolutivo, ma oggi, domani mattina, non con un rimando continuativo di questioni che però stanno strangolando il mondo imprenditoriale agricolo. E allora davanti ad una protesta come quella di quest'oggi il Consiglio regionale ha il dovere di proporre serietà e cose che siano immediatamente applicabili, non scelte volute solo sulla spinta della piazza, ma scelte che abbiano non solo il buonsenso, ma anche un accompagnamento economico. Senza quei 30 milioni che oggi si individuano come strumento unico e necessario per poter finalmente debellare e togliere quel cappio al collo che si stringe sempre di più, inesorabile, nei confronti dei 12 mila pastori sardi, abbiamo fallito tutti quanti il nostro obiettivo. Ed è impensabile che al termine della discussione, se questa risoluzione non dovesse trovare realmente e da un lato le scelte serie, accompagnate dai denari, chiari e concreti, messi nella disponibilità del comparto, abbiamo tutti quanti fallito. Portano a casa la sconfitta non solo i consiglieri regionali, la Giunta regionale, ma anche uomini che oggi attendono una risposta seria e concreta. E purtroppo questo, come spesso è accaduto con altri temi di assoluto rigore, importanti per l'economia complessiva regionale, ma per l'intera società civile che aspetta un lampo di luce anche da chi sta seduto in quel banco e da quegli uomini della maggioranza che hanno inteso votare favorevolmente la risoluzione in quel momento, io credo che a quel punto avremmo dato non solo uno schiaffo alle aspettative legittime delle associazioni, delle categorie, degli stessi uomini della campagna, ma abbiamo dato uno schiaffo alla Sardegna intera. Quando un solo uomo viene licenziato dal comparto agricolo, o quando chiude una sola impresa della nostra Sardegna è una sconfitta per tutti, è alla pari di temi che abbiamo già affrontato qua dentro, vale per l'Euroallumina come per le imprese del comparto lattiero caseario, fino a quello del commercio, è una sconfitta per tutti. Allora non siamo disposti naturalmente ad assecondare scelte che non abbiano il crisma ed il criterio del rigore, della serietà, ma soprattutto della trasparenza, mettendo una volta per tutte a disposizione le santissime richieste e i santissimi denari che sono richiesti…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Crisponi, il tempo a sua disposizione è terminato.

E' iscritto a parlare il consigliere Fabrizio Anedda. Ne ha facoltà.

ANEDDA FABRIZIO (Gruppo Misto). Presidente, nelle audizioni in Commissione agricoltura, oltre alle criticità croniche del settore agroalimentare, ci sono state segnalate alcune emergenze che hanno portato a questa risoluzione. Da una parte il prezzo del latte, la sovrapproduzione del Pecorino romano e il relativo invenduto, dall'altra l'agricoltura con situazioni emergenziali dovute al maltempo che ha messo in ginocchio molte aziende ortive, con danni alle strutture e al prodotto. Il quadro delle criticità che hanno denunciato i rappresentanti dei pastori e degli agricoltori, dico rappresentanti di quelli che svolgono anche il lavoro di pastore e agricoltore, è di un settore in sofferenza cronica, dovuto da un indebitamento pregresso con banche ed erario che ne blocca lo sviluppo aziendale. Un'azienda senza la regolarità del DURC non ha requisiti per accedere alle risorse nazionali, europee e regionali. Oggi le imprese, al netto di ritardi burocratici, sopravvivono con fatica, e nel caso dei pastori un ritardo nel pagamento del latte mette in crisi il comparto nell'approvvigionamento alimentare agli animali e alla propria famiglia. In poche parole manca la liquidità. La liquidità oltre che ai pastori manca anche ai trasformatori. Per i trasformatori, produttori di formaggio, c'è un eccesso di produzione di Pecorino romano: a fronte di una domanda del mercato di Pecorino romano di 240.000 quintali, c'è un'offerta di 350.000 quintali, una sovrapproduzione e una esposizione di circa 60 milioni di euro, cioè tutto l'invenduto. La soluzione suggerita è stata di intervenire sull'accesso al credito, per le imprese produttrici con un credito di esercizio, e per le imprese di trasformazione un credito con garanzia sul prodotto in giacenza, il pegno rotativo. Mi sembrano due misure emergenziali condivisibili ed apprezzate da vari interlocutori in Commissione. Da sottolineare che i pastori auditi in Commissione hanno dimostrato di essere consapevoli del loro ruolo di soci e quindi proprietari in quota parte dell'industria cooperativa di trasformazione del latte, e sono consapevoli dell'inadeguatezza dei loro consigli di amministrazione e manager a portare avanti politiche aziendali vincenti. Però la nostra attenzione deve essere forte sul comparto ovino in Sardegna perché voce importante, anche se modesta, del nostro PIL, i dati della Banca d'Italia la quantificano intorno al 3 per cento, ma la pastorizia ha contribuito e contribuisce a determinare la fisionomia di importanti zone della nostra isola e a condizionare la qualità di vita di intere popolazioni. Questo arcaico modo di produzione è una realtà che per un lungo periodo ha fatto sistema e ha prodotto una sua cultura, caratterizzando parti importanti della popolazione isolana, influenzandone mentalità e costumi. Un sistema, quello ovino, che mette assieme distributori statunitensi caseari e pastori sardi, e ha funzionato come un orologio per oltre un secolo e mezzo. La famiglia del pastore si incaricava di presidiare il territorio, operando le opportune sortite per allargare l'aria a pascolo brado, anche a danno delle zone coltivate, mentre il più sveglio della famiglia veniva mandato a studiare. Per un secolo e mezzo avvocati, giudici, politici, giornalisti e burocrati provenienti delle famiglie pastorali hanno difeso il sistema e contribuito a contrastare ogni elemento che lo minacciasse. Il sistema per sopravvivere aveva bisogno anche che il costo di produzione del pecorino da spedire in America fosse compatibile col prezzo d'acquisto che di volta in volta stabilivano i distributori americani. Per questa ragione l'alimentazione delle greggi non doveva costare più di tanto, e per questo motivo un milione di ettari del territorio sardo doveva restare incolto e adibito a pascolo brado. Per difendere questi obiettivi il modo pastorale si è sempre schierato politicamente dalla parte della conservazione e contro le forze sociali che proponevano cambiamenti. Il rapporto con la politica inoltre veniva utilizzato per mungere sovvenzioni dall'Unione europea, dallo Stato e della Regione, sino a sfiorare l'assurdo in certe annate di un pecorino che incassava più dalle istituzioni che dagli americani. Ma il mondo cambia, anche i pastori si muovono e i più avveduti tra loro investono in terreni e danno vita a vere proprie aziende zootecniche, dove il bestiame stabulato viene alimentato con orzo e trifoglio di produzione propria. Oggi la stalla razionale ha sostituito il vecchio ricovero e la transumanza, e il pascolo è stato sostituito dalle somministrazioni di mangimi industriali, e questo desta qualche preoccupazione per la qualità del prodotto e per il fatto che gli allevamenti senza terra diventano, presto o tardi, preda degli industriali del mangime e vittime delle borse dei cereali.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Stefano Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (FI). Presidente, colleghi, signori della Giunta, io credo che una questione centrale nella nostra discussione sia quella del fattore tempo. Tempo che sembra non essere trascorso da quando molti anni or sono questo tema è stato proiettato nei luoghi della politica, tempo che non sembra trascorso dall'inizio di questo mandato legislativo, tempo che viene scandito con assoluta indifferenza sia che nei banchi della Giunta ci sia un responsabile di questo settore, ci sia un interim o non ci sia come in questo caso nessuno a portarne la responsabilità il fatto che la vostra presenza o la vostra assenza risulti così pesantemente indifferente è il dato che a mio avviso caratterizza invece il presente di questa discussione. Purtroppo il tempo è anche quello che è trascorso con questa Giunta distratta rispetto al fatto che una congiuntura positiva del prezzo del latte ha fatto sì che il problema non esplodesse con tutta questa evidenza e con tutta questa forza, ed è un tempo che è stato utilizzato male perché non trascorso a programmare, non trascorso a portare avanti azioni che erano già state programmate e decise e lasciate ferme nei cassetti e sulle scrivanie dell'Assessorato. Tempo che è trascorso è che queste persone, questo settore e queste aziende non hanno, perché ciò che occorre comprendere è che ci troviamo davanti ad un'emergenza rispetto alla quale non ci possiamo concedere di perdere un solo giorno. Ora, detto questo, non è superfluo sottolineare che noi non ci troviamo davanti ad un interlocutore che ci possiamo permettere quasi di rimproverare, non ci possiamo permettere di dire ai protagonisti di questa storia che devono crescere, che devono essere sul piano imprenditoriale più efficienti, quasi debbano assumere una connotazione manageriale, perché ci troviamo davanti a delle persone, a delle storie di produzione che sono distanti dai fattori economici codificati e che vedono loro schiacciati in mezzo ad altri due protagonisti di questa storia che sono gli industriali e che sono coloro che commercializzano il prodotto finito, non possiamo raccontare loro che è loro compito collocarsi in termini competitivi con questi interlocutori perché loro sono portatori di un'altra storia, loro sono quelli che sono prima di tutto, prima che operatori economici i responsabili della conservazione della nostra tradizione produttiva e del nostro patrimonio ovi-caprino, con una simbiosi tale con questo mondo per cui è offensivo immaginare che gli si possa rivolgere dicendogli dovete diventare dei manager di questo settore, non è questo il tema, se la politica ha un senso la politica deve colmare questo gap, se la politica ha un senso alla politica si deve fare di colmare l'ingiustizia che il mercato in autonomia produce, il mercato di per sé non è giusto, da quella parte dell'emiciclo mi aspetterei che questo fosse un tema conosciuto ma non mi pare che sia così, mi pare il contrario, mi pare che sia ignoto il fatto che qui ci troviamo davanti ad un fattore economico profondamente svantaggiato dal mercato e ruolo della politica deve essere quello di colmare questo svantaggio, non girarsi dall'altra parte nel momento in cui il mercato è capace di non far esplodere il problema e farsi trovare sorpreso nel momento in cui invece questo avviene. Per questo, cari colleghi, la nostra è un'assunzione di responsabilità massima perché deve partire da una presa di coscienza, ci assumiamo la responsabilità di lustri in cui questo non è stato compreso, ci assumiamo la responsabilità nel momento in cui non c'è più il margine perché queste persone, questi produttori siano in grado di affrontare da soli questo momento? Perché occorre agire con la massima urgenza, perché il fattore tempo gioca contro di noi.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pier Mario Manca. Ne ha facoltà.

MANCA PIER MARIO (Partito dei Sardi). Condividiamo la risoluzione, in particolare la costituzione del pegno rotativo per togliere dal mercato 50 mila quintali di Pecorino romano ma questo per noi non è sufficiente, se non si va a contingentare da subito la produzione della campagna casearia 2017 a non più di 220.000 quintali per assorbire definitivamente l'esubero di 100 mila dell'anno precedente e le scorte di nostri opifici, approviamo inoltre l'istituzione presso l'Assessorato regionale dell'agricoltura di un servizio dedicato, avremmo preferito anche altro, per porre al centro dell'attenzione il comparto strategico dell'agricoltura isolana, ossia quello zootecnico ovicaprino, riteniamo importante per non essere stritolati dalle dinamiche del mercato la formazione degli UP con una massa critica capace di superare la frammentazione dell'unità di trasformazione e commercializzazione, proprio per questo, come detto in Commissione, siamo convinti che i requisiti per la costituzione delle UP vanno rivisti diminuendo il fatturato e il numero dei soci attualmente fissato arbitrariamente dalla Regione in 30 milioni e 800 soci e basando quindi la costituzione delle UP anche sul numero minimo dell'unità di trasformazione che dovranno andare a costituire l'UP stessa, auspichiamo, Presidente, azioni volte ad un maggiore impegno nella promozione delle produzioni certificate nella difesa e nella limitazione dei falsi, ma purtroppo all'interno delle risoluzioni non sono ben evidenziate le azioni per arrivare in tempi brevi e certi ad una diminuzione di produzione di Pecorino romano, ad una contemporanea diversificazione produttiva e di innovazione del prodotto, come i formaggi che ormai hanno conquistato il palato dei consumatori nazionali ed internazionali quali ipocalorici o con meno grasso, in modo da intercettare le richieste, sarebbe interessante a questo proposito per noi analizzare la convenienza e provenienza dei formaggi molli e caciotte, visto che il prezzo del latte di vacca che adesso è al 50 per cento, rispetto a quello di pecora in questo momento va a spuntare prezzi di oltre 40 centesimi al litro. In Commissione non mi trovo d'accordo e non ci troviamo d'accordo con il punto di accelerare il più possibile le procedure per il pagamento delle misure agro ambientali del PSR con il meccanismo delle anticipazioni, questo perché? Perché questo esiste già e comunque AGEA non paga, come ho già detto in questa sala, e questa è una delle ragioni per cui da tre anni il nostro partito chiede la costituzione dell'organismo pagatore sardo, nell'immediato secondo noi la soluzione può essere trovata anticipando la Regione stessa i soldi dovuti agli agricoltori, ovvero facendo delle convenzioni con le banche per garantire in tempi congrui e possibilmente entro il mese di settembre di ogni anno i soldi spettanti alle aziende agricole al fine di programmare le attività produttive, rimaniamo sempre del parere che sia indispensabile una programmazione seria che porti una rivoluzione politica che metta una volta per tutte al centro l'azienda agraria creando i presupposti legislativi e finanziari, con un programma ambizioso di medio e lungo periodo, che in particolare porti alla semplificazione burocratica degli uffici regionali, alla revisione del PSR 2013-2020, a favore dell'infrastrutturazione delle aziende, favorisca il riordino dell'accorpamento fondiario e eliminando la frammentarietà che è la causa primaria del mancato ammodernamento e degli eccessivi costi, estende il concetto di multifunzionalità delle imprese agricole e porti al riordino immediato dell'agenzia agricola Argea e Laore che non stanno dando un serio contributo a questa crisi e alla costituzione entro il 2017 dell'organismo pagatore. Ho sottolineato solo secondo me degli aspetti importanti, ci si potrebbe dilungare su vari aspetti, non ultimo gli diamo conforto una volta per tutte con il finanziamento immediato della continuità territoriale delle merci perché uno dei grossi handicap che vive la nostra agricoltura è anche questa: i costi eccessivi dei trasporti delle merci all'interno dell'Isola e fuori dall'Isola.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Ugo Cappellacci. Ne ha facoltà.

CAPPELLACCI UGO (FI). Dai banchi della maggioranza si è fatto un invito all'opposizione a collaborare, noi certamente l'abbiamo fatto in altri contesti, l'abbiamo nel nostro DNA, abbiamo il senso di responsabilità di chi vuole dare un contributo e siamo pronti a fare la nostra parte, però non posso comunque esimermi dal sottolineare alcune cose che è chiaro ed evidente che non funzionino ma che devono essere sottolineate perché possano servire di lezione per il futuro, per quello che resta, per cercare di cambiare completamente registro, per dismettere questo atteggiamento snob di chi ha la scienza in tasca ed è li in cattedra pronto a dare i voti agli altri, e capire che forse nella vita, in tutti i campi, anche in quelli di cui pensiamo di avere la padronanza, anche in quelli di cui siamo esperti della tecnica, c'è sempre da imparare, e si può imparare se si ha la capacità di ascoltare, di confrontarsi. Ma, attenzione, oggi su uno dei quotidiani sardi leggo: "Vince il confronto", e francamente mi vengono i brividi perché non credo che sia quello il confronto, perché lì non vince il confronto, lì vincono le divisioni, lì perde la Sardegna, lì vince il dilettantismo, e non ce lo possiamo permettere perché non possiamo permetterci di dividere la Sardegna. Ed è per questo che io dico noi, come opposizione, vogliamo fare la nostra parte, perché vogliamo andare oltre, vogliamo guardare a quelli che sono problemi di quest'Isola e vogliamo trovare le soluzioni. E allora, incominciamo a cambiare atteggiamento, incominciamo a capire quali sono le strade.

Coldiretti, in modo debbo dire molto corretto e assolutamente laico, nel documento, nel richiamare quali sono stati i problemi e soprattutto le mancanze: "Dodici mesi di allarme lanciato rimasto inascoltato", dice anche che non è questo il momento di fare processi o per trovare responsabili, e io condivido, però ormai è anche tardi per ragionare su quello che era stato detto, ormai siamo arrivati ad un punto di non ritorno, siamo al redde rationem, dobbiamo trovare le soluzioni, e queste soluzioni non possono non partire da un presupposto di base: c'è un mondo intero, che è il mondo forse più importante, che è nelle nostre corde, nelle nostre radici, nelle nostre tradizioni, che è quello che potrebbe reggere come pilastro essenziale tutto il resto della Sardegna, e questo mondo oggi è alla fame ed è in una situazione che corre il rischio di fargli perdere anche la dignità. Oggi in piazza qualcuno ha detto, ed è anche nel documento di Coldiretti: "Riteniamo che lo strumento siano degli importanti sostegni diretti al reddito", in piazza è stato detto, questo non significa che i pastori e i produttori sono degli assistiti o vogliono diventare tali, non è un problema di assistenzialismo, è un problema di mettere in campo le soluzioni che consentano di venire fuori da una situazione difficilissima. E allora io sono assolutamente d'accordo con chi dice che si deve trovare una soluzione in quel senso e che si devono mettere subito a disposizione anche le risorse. Trenta milioni sono il minimo, onorevole Cherchi, mi verrebbe da chiamarla assessore e mi piacerebbe anche chiamarla così ma il termine "assessore" evoca purtroppo, come è stato detto da molti, la mancanza, perché in questo contesto, in un contesto nel quale la burocrazia ha grossi problemi, non c'è la politica, e chi c'è non si assume la responsabilità delle decisioni, la cosa grave è questa! Se decidiamo di avere un ruolo politico di governo, dobbiamo assumerci la responsabilità delle decisioni. E allora, quella soluzione, attraverso il de minimis, attraverso gli strumenti più opportuni, si metta in campo da subito. Poi c'è un altro aspetto che credo vada un attimino chiarito: quanti sono i litri di latte prodotti, lo vogliamo dire? Ma è possibile che si diano soldi all'industria e non si chiedano impegni sul prezzo di acconto del latte? Dove sono i dati mensili delle produzioni? Siamo sicuri che non ci sia speculazione, lo possiamo dire con certezza? E allora la Commissione deve indagare, deve fare luce, ci deve essere trasparenza. E per la prossima volta, Assessore, un consiglio: quando ci sono state proteste di questo tipo è il dialogo che vince, noi ci siamo sempre prestati, io su quella piazza e su quel camion ci sono salito per parlare direttamente, voi dove eravate? E' finito il momento di nascondersi e restare nelle segrete stanze, scendete in piazza insieme alla gente e ascoltatela, perché oggi non ha vinto il confronto, oggi ha vinto il mondo delle campagne che era in piazza e vi ha fatto vedere che non esiste il confronto senza quel mondo. Imparate ad ascoltare!

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Antonio Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS ANTONIO (PD). Io innanzitutto voglio fare un complimento a una organizzazione importante in Sardegna come quella della Coldiretti, che ha organizzato una manifestazione pacifica come quella di oggi, che aveva l'unico scopo di portare all'attenzione di questo Consiglio i problemi di un settore fondamentale come quello dell'agroindustria, dell'agroalimentare ma della pastorizia in generale. Non era semplice visti i precedenti riuscire a fare una manifestazione composta come quella che hanno fatto oggi migliaia di persone sotto il Consiglio in via Roma.

Certamente non è un problema iniziato oggi, non è iniziato tre anni fa, non è iniziato neanche otto anni fa quando ho iniziato l'onorevole Cappellacci a svolgere il ruolo di Presidente della Giunta, è un problema atavico per la Sardegna e un problema che riguarda da sempre la nostra agricoltura e la nostra pastorizia. Io credo che in questi mesi qualche passo avanti si sia fatto. Assessore Paci, lei regge ad interim l'Assessorato dell'agricoltura, credo che essere riusciti a mettere insieme l'Organizzazione interprofessionale sia un fatto positivo per un settore sul quale continuare ad investire. Per molti punti che si stanno discutendo oggi e anche molti punti del documento della Coldiretti mi sembra di tornare indietro al 2010, alla legge regionale numero 15 del 2010, una legge certamente fatta sull'onda della protesta del Movimento pastori sardi, ma che era una legge che comunque ha dato buoni risultati, almeno in alcuni settori, ed era una legge scaturita da un confronto forte in Aula e in Commissione agricoltura ma anche con i Capigruppo e con i partiti di centrodestra e di centrosinistra. Certamente non eravamo in piazza, onorevole Cappellacci, se vuol sapere dove eravamo noi, eravamo a scrivere quelle norme che lei è la sua Giunta non siete stati in grado di scrivere, e lei si lamenta del fatto che noi oggi siamo senza l'Assessore dell'agricoltura? Potrebbe dirlo chiunque in quest'Aula tranne lei: come Presidente della Giunta regionale ha gestito per cinque anni l'Assessorato dell'agricoltura…

(Interruzione del consigliere Ugo Cappellacci)

SOLINAS ANTONIO (PD). Non mi interrompa perché io non l'ho interrotta e me ne ha dato anche molte possibilità. Ha gestito, dicevo, l'Assessorato dell'agricoltura con tre o quattro Assessori, non ricordo bene, e mi consenta l'amico Oscar di dirglielo in sardo: "Si bos haiant postu paris, no ndhaiat bessia mancu una trassa"… capisco che Cappellacci non capisce il sardo ma non è un problema mio.

(Interruzione del consigliere Ugo Cappellacci)

SOLINAS ANTONIO (PD). Onorevole Cappellacci, mi lasci finire, lei parla di assenza di un Assessore dell'agricoltura dopo tre mesi quando lei non ha fatto altro che sostituire Assessori…

(Interruzione del consigliere Oscar Cherchi)

SOLINAS ANTONIO (PD). Oscar, tu lo hai fatto per due anni e mezzo ma allora anche tu c'eri e non c'eri. Non farmi scendere in queste polemiche, Oscar, fammi parlare. Perché se la mettiamo sulla polemica, allora, potrei chiedere anche all'onorevole Cappellacci come è che in un settore così fondamentale come quello dei trasporti (in questi tre anni non ha fatto altro che lamentarsi del problema del settore dei trasporti) lei non è stato in grado per un anno a mezzo di nominare il suo Assessore dei trasporti.

Ma io non voglio scendere soltanto sulla polemica. Io credo che la Commissione agricoltura abbia fatto un buon lavoro, da lì dobbiamo partire, io cercherei però di invertire un po' le priorità. L'ho già detto partecipando ad una seduta della Commissione agricoltura, credo che il punto fondamentale in questo momento per l'agricoltura e la pastorizia Sardegna sia la diversificazione del prodotto. È inutile che noi continuiamo a immettere nel mercato quantità in esubero di Pecorino romano vanificando anche quelle che saranno le azioni straordinarie per cercare di limitare il problema. Capisco che il mondo pastorale sardo non è semplice convincerlo a non fare solo Pecorino romano, però se noi condizioniamo tutti gli interventi al fatto che si debba necessariamente diversificare il prodotto io credo che riusciremo a fare un buon risultato. Sta finendo il tempo. Volevo parlare del Consorzio di bonifica dell'oristanese che riguarda tutta la Sardegna. Presidente, Assessore, il Consorzio di bonifica dell'oristanese ha quasi 15 milioni di debiti non creati tutti dal Consorzio e dalla dirigenza che ha guidato il Consorzio di bonifica dell'oristanese, paga solo di interessi passivi 1 milione e 100.000 euro l'anno alle banche della Sardegna, che sono i soldi dei sardi e noi dobbiamo mettere in condizione gli agricoltori di poter sapere prima dell'inizio della semina di quanto dovranno spendere di acqua e di quali spese devono sostenere. In ultimo il PSR va accelerato, avrei voluto dire altre cose ma non posso il tempo sta finendo, però chiudo dicendo che dieci anni fa l'allora Giunta il centrosinistra aveva…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Solinas, il tempo a sua disposizione è terminato.

È iscritto a parlare il consigliere Emilio Usula. Ne ha facoltà.

USULA EMILIO (Gruppo Misto). Grazie Presidente, questa risoluzione è una presa d'atto della crisi del settore lattiero-caseario, sottolinea il peso e la gravità sociale di questa crisi, individua causa e riafferma una fortissima preoccupazione per le ricadute sulle imprese agricole, sulle famiglie con le concrete, pericolosissime ripercussioni occupazionali immediate di tenuta anche futura di un intero settore produttivo. Una situazione che sta diventando sicuramente drammatica. Questo è un settore, ed è giusto ribadirlo, che rappresenta l'asse, il perno su cui si basa la produzione primaria in Sardegna e che della Sardegna rappresenta anche la storia, la cultura più profonda, la sua stessa identità.

Voglio dire subito che i contenuti di questa risoluzione sono abbastanza in linea con l'azione e gli impegni che l'assessore Falchi ha portato avanti con grande dedizione sino al giorno delle dimissioni, un impegno che ha determinato il raggiungimento di alcuni importanti risultati ma soprattutto ha posto le basi, l'avvio di altre azioni e percorsi che aspettano solo di essere ancora sostenuti magari perfezionati per essere portati a realizzazione e resi operativi. Quel che è certo è che in più occasioni, e anche in quest'Aula, è stato sottolineato e mai sottostimato lo stato di crisi cui poter andare incontro il settore mettendo a fuoco a più riprese le criticità annose e quelle contingenti su cui l'Assessorato stava lavorando e su cui si riteneva necessario operare e intervenire. Criticità riconosciute che sono state affrontate con grandissima determinazione e competenza spesso anche con ostacoli inattesi e imprevedibili frapposti qualche volta anche da chi piuttosto doveva e poteva agire in sintonia piuttosto che in contrasto. Ognuno si prenda la propria parte di responsabilità. Oggi però è giorno di impegni da prendere e allora impegniamoci partendo da una chiarezza sull'origine delle criticità di cui parliamo che vanno messe a fuoco e su cui bisogna intervenire altrimenti si scade nella pura demagogia. Problematiche e causa dello stato attuale che vanno da una cronica assenza di programmazione delle produzioni casearie della stessa materia prima latte all'eccessiva e incancrenita conflittualità tra allevatori e industria di trasformazione, conflittualità spesso sostenuta ad arte per perseguire interessi di parte talvolta anche solo di rappresentanza. Per questo ritengo l'istituzione dell'organismo interprofessionale un passo di altissimo valore potenziale che va sostenuto e reso operativo. Si deve affrontare un'incapacità, forse però bisogna parlare anche di mancanza di volontà, a superare una condizione di disomogenea, frammentaria e non governata offerta dei nostri prodotti nei mercati e in particolare nei mercati internazionali. Una dipendenza di tutta la filiera da un singolo mercato, da un singolo prodotto diventata e dimostratasi nei fatti dannosa e autolesionista. Ancora è necessario affrontare e risolvere le difficoltà di accesso al credito delle imprese quelle di produzione e quelle di trasformazione. Parliamo di criticità annose e non certo riferibili a singola né tanto meno ultima gestione assessoriale, voglio dire che ci sono responsabilità diffuse, nessuno può rifarsi una verginità che ha perso, responsabilità che hanno molte facce e molte possibili letture anche la faccia di chi oggi pretende di attribuire ad altri responsabilità anche proprie, anche da ex assessori e da ex maggioranza.

Io credo che questa risoluzione possa andare nella direzione continuità con lo sforzo a cercare di trovare risposte e questo si può fare se tutti, nessuno escluso, si prende la propria parte di responsabilità e di ruolo dai produttori ai trasformatori, dalle organizzazioni di categoria al sistema bancario e di credito e infine, non certamente ultima come ruolo e come responsabilità, alla parte politica e in particolare alla parte politica che oggi governa e può determinare scelte e validità dei processi. Su questo punto deve essere chiaro che le buone politiche hanno bisogno di adeguato sostegno finanziario e non si possono certo risolvere problemi di questa portata senza uno sforzo vero, un impegno di risorse in finanziaria su tutta la parte agricola e sinora questo impegno chiaro, bisogna dire la verità, io lo ritengo ancora insufficiente e sta mancando anche nella finanziaria che stiamo esaminando in questi giorni. Cioè, e finisco, la Regione deve fare la sua parte chiara facendo capire che si vuole investire davvero e si crede davvero nel futuro del settore agricolo…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Usula, il tempo a sua disposizione è terminato.

È iscritto a parlare il consigliere Angelo Carta. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (Psd'Az). Grazie signor Presidente, credo che dopo circa tre ore di dibattito si sia un po' stanchi e l'attenzione sia calata. Io vorrei iniziare questo mio intervento riportando questa frase: "con questa operazione abbiamo un unico obiettivo stabilizzare dare sicurezza un settore che è strategico per l'economia della nostra Regione ma che è in difficoltà a causa delle oscillazioni del prezzo". Questo lo disse l'assessore Paci il 5 ottobre 2016 quando ancora non era anche Assessore dell'agricoltura ed è condivisibile il fatto che questo settore è da considerare strategico per l'economia della nostra regione. Tant'è che su questo principio sul quale credo nessuno abbia nulla in contrario, oggi il Consiglio regionale dovrebbe trovare quella trasversalità e quella unanimità nel ricercare le soluzioni migliori e possibili. Naturalmente la domanda è perché gli agricoltori sono venuti a manifestare sotto il Consiglio se abbiamo la Giunta regionale che è l'organo esecutivo, cioè l'organo deputato a tradurre in fatti concreti le leggi che il Consiglio emana. La domanda è questa: mancano delle leggi, mancano strumenti a disposizione della Giunta per poter agire e per poter essere efficace nella sua azione di organo Esecutivo? La risposta la trovo nella risoluzione, perché la risoluzione di fatto è una bocciatura della Giunta perché 11 punti non riportano altro che atti che esistono già, atti che sono stati già prodotti, quindi il fatto che una risoluzione vada a elencare documenti della Giunta, leggi dello Stato con decreti ministeriali, Regolamenti CEE, legge del Consiglio regionale vuol dire che gli strumenti che potevano consentire alla Giunta di ben operare esistono, e mi verrebbe da dire che questa risoluzione andrebbe votata così come è, perché la certificazione è la pagella della Giunta, una bocciatura a tutto tondo! Perché quando vediamo all'articolo 1, decreto ministeriale 26 luglio 2016, al punto 2 delibera della Giunta regionale del 25 novembre 2016, al punto 3 l'accordo firmato il 2 agosto fra la Regione e la Commissione regionale dell'ABI, al punto 4, articolo 4 comma 19 della legge regionale numero 5, e così via, di questo passo significa che la Giunta ha i suoi strumenti, perché gli agricoltori quindi sono venuti qui? Sono venuti qui perché chiaramente non hanno nessun referente, ma non perché manca l'Assessore dell'agricoltura, perché manca la Giunta, perché manca l'Amministrazione regionale, e sono venuti a chiedere al Consiglio regionale di occuparsene, di trovare delle soluzioni possibili. Cosa chiedono fondamentalmente? Chiedono di accelerare la spesa del PSR, chiedono di metterci più soldi nel comparto dell'agricoltura, ma per accelerare il PSR, qui si invita graziosamente il Presidente della Giunta a fare di tutto perché la spendita sia più veloce. Ma per accelerare la spesa del PSR bisogna semplicemente fare le cose che già ci sono, e voi non le avete fatte. Cosa dice l'Assessore dell'agricoltura, l'allora Assessore dell'agricoltura: "Dalla prossima campagna sarà in atto il Piano della programmazione produttiva. Se lo avessimo avuto disponibile lo scorso anno, forse non saremmo in questa situazione di tensione"; 5 ottobre 2015, lo scorso anno c'era lei, e se non c'era è per colpa sua, se non c'è è una responsabilità sua, totalmente sua. Chiarita quindi la diversità di posizioni fra il Consiglio regionale la Giunta, credo che vada differenziata la posizione fra la maggioranza e la minoranza, non è che la minoranza si può sentire responsabile della situazione che voi avete creato, perché quello che è stato portato in Aula noi lo abbiamo approvato, noi l'abbiamo votato e lo abbiamo condiviso, il PSR è una cosa condivisa da tutti. Quindi differenziamo anche questi aspetti. Detto ciò, credo che si debba trovare l'unanimità per cercare di arrivare a quelle soluzioni che oggi sono necessarie, e qui entra in ballo il Consiglio regionale; abbiamo la finanziaria in discussione nelle Commissioni, volete fare una scelta coraggiosa? Vogliamo essere conseguenti a quello che l'Assessore disse il 5 ottobre e che tutti condividiamo, che il settore dell'agricoltura è un settore strategico per la nostra economia, per la nostra Sardegna? Bene! Allora cancelliamo, anzi, cancellate tutte le "marchette", troviamo subito 40 milioni e mettiamoli a beneficio del comparto agricolo; questa è una risposta che questo Consiglio può dare, ed è nelle nostre possibilità, è nelle possibilità, nella capacità di questo Consiglio. Allora, all'unanimità questo può essere fatto, e questa Risoluzione è chiaro che va modificata, è chiaro che va resa più efficace, mettendo appunto cose che impegnano la Giunta, ma che impegnano anche il Consiglio, e il voto unanime non può prescindere dal dare una direzione ben chiara e precisa anche alla prossima finanziaria regionale. Stanziamo insieme i soldi per l'agricoltura, e sarà una finanziaria che detterà il cambio di passo forse della Regione, sicuramente di questa maggioranza, e sicuramente il Consiglio regionale non potrà dire che oggi ha solo parlato, ma ha anche prodotto qualcosa che lascerà traccia, qualcosa che contribuirà davvero ad aiutare i pastori, gli allevatori.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Dieci giorni fa circa abbiamo avuto modo di discutere una mozione presentata da Giovanni Satta, e siccome ci sono stati molti interventi in quest'Aula, ma tutti mi pare che chiacchierassero come questo pomeriggio, o serata, di grandi problemi, di cose che riguardano i massimi sistemi senza toccare i reali problemi dell'agricoltura, io proposi, per non votare contro, di andare almeno a 15 giorni dove la Commissione presentasse una risoluzione, cosa poi formalizzata dall'onorevole Pittalis con una proposta specifica. Ora io mi chiedo cosa è cambiato da 10 giorni a questa parte se non (…) aggravato col fatto che viene riproposta una stessa, identica formulazione, che non riguarda certamente quelle che sono le esigenze, le istanze, le attese del popolo delle campagne; questa è la verità! Loro non hanno altra necessità, e per chi conosce come funziona, sappiamo che da sempre il sistema imprenditoriale da la caparra per poi decidere come pagare e in quale misura quello che è il conferitore del latte. Ancora una volta abbiamo lasciato che tutto andasse così, senza prevenire. Poi si parla di ciclicità, di sistemi che si ripetono; la ripetizione nei sistemi è perché non si è capaci di mettere un punto fermo e decidere che cosa si vuole fare per il mondo delle campagne. Oggi c'è un problema assillante, asfissiante, tremendo, ci sono poveri pastori, e non solo imprenditori, poi posso parlare anche di loro, che ti chiedono 1000 euro, 2000 euro per campare, per tirare avanti, perché bisogna incominciare a capire che un litro di latte per essere prodotto ci vuole almeno un euro, e te ne pagano, se ti va bene, 60, cioè 40 in meno. E ci sarebbe il momento di chiedersi quanto uno paga per il mangime per poter andare avanti, per le scorte che non ci sono, per il fatto che si è dovuto arare in ritardo perché non pioveva, perché poi ha piovuto e ha nevicato, e non ci sono erbai, non c'è la possibilità di dare da mangiare alle bestie, e c'è la necessità però di produrre, di dare, di accontentare la famiglia, di sistemare le cose; la prima regola è dare possibilità a questa gente di salvarsi in questo mentre, adesso, non ci sono scuse! E allora si dia e si definisca una volta per tutte il de minimis, che può essere un approccio reale e chiaro, ma chiaro non legato ad altri sistemi, ad altre procedure, poi possiamo parlare anche di come rottamare, di come sistemare il formaggio in esubero, e capire perché ci sia formaggio in esubero. Io so una cosa, che in Emilia Romagna, quando si produce il Parmigiano, e una ditta ne produce di più, viene penalizzata, e per fare un chilo di formaggio sono 14 litri di latte, e sono circa 2, 40 euro per chilo per cui vengono penalizzati per quello che hanno prodotto in più. Allora, siamo capaci di darci delle regole? Possiamo far vivere un sistema? Poi possiamo dire che facciamo le rotazioni, diamo un aiuto per migliorare le pecore, ma perché, per esempio, dicevo in un'altra circostanza, non allevare pecore non tanto per latte, se è vero che è troppo, io ho anche dubbi su quello, e non far sì che ci sia, per esempio, l'agnellone da vendere non solo qui. Ma stiamo svendendo la Sardegna al Qatar, agli Emirati arabi uniti, a un sistema che non è sardo, ricordo l'ultima cosa che è l'SBS, io voglio dire, oggi che cos'è che stiamo dando di possibilità? Niente! Per queste cose bisogna ricreare un sistema agricolo, cerealicolo, un sistema che abbatta anche i costi dei mangimi, e vedrete quanto costa un mangime, prendetelo da chiunque. Se questi costi si facessero, assessore Paci, debbo dirle che lei non avrebbe dovuto dire quello che ha detto in un'intervista ieri, e cioè che erano troppi 40 milioni di euro per un comparto come questo; questa è la verità! È su tutte le televisioni, quindi non possiamo negarci. Allora, non vorrei aggiungere quanto costa il sistema che dovrebbe aiutare gli agricoltori, gli allevatori, Agris, Laore e quant'altro perché costano almeno 84 milioni di euro contro, e lei lo sa meglio di me...

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dedoni, il tempo a sua disposizione è terminato.

E' iscritto a parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SDP). Presidente, io credo che oggi, lo dico per me, non abbiamo bisogno di teatrini, non ne abbiamo bisogno noi ma soprattutto le persone che sono qui ad ascoltarci, quelle persone che sono venute da tutte le parti della Sardegna, quelle persone che abbiamo incontrato in Conferenza dei Presidenti di Gruppo. Io sono stato colpito visceralmente dagli interventi di quelle persone perché in quelle parole si leggeva in maniera seria, chiara, quello che era lo stato d'animo loro e delle loro famiglie. Questo ancora di cui più, se ce ne fosse bisogno, deve portarci a fare delle considerazioni che devono essere delle considerazioni serie, per dire che oggi noi dobbiamo dare risposte serie. Qui è stata fatta un'anamnesi corretta, la diagnosi ormai è certa e noi dobbiamo essere in grado di applicare la terapia dovuta al cuore pulsante delle nostre comunità che è il mondo agricolo nella sua interezza e nella sua complessità, un cuore che oggi è malato e rispetto al quale noi abbiamo il dovere, non solo politico, di cercare di guarire con la terapia adatta. Io oggi ringrazio l'associazione forse più importante che ha portato in piazza tantissime persone, una manifestazione pacifica che è venuta a ricordarci quelle che sono anche le nostre responsabilità, perché noi abbiamo delle responsabilità. Io sono il Capogruppo di un partito della maggioranza e, carissimi amici della minoranza, ce le prendiamo tutte le responsabilità che sono in capo a noi, perché probabilmente siamo in ritardo su molte risposte che dovevano essere date e che non sono arrivate. Ma da qui a dire che la responsabilità e la colpa sta in questi ultimi mesi, in quest'ultimo anno o in quest'ultimo anno ce ne passa. Non voglio fare polemica, non voglio fare dietrologia e voglio cercare, con molta umiltà e sommessamente, di provare a dare delle risposte. Io ho seguito e ascoltato attentamente tutte le associazioni che abbiamo audito e devo dire che da quelle audizioni sono scaturite proposte che divergono molto l'una dall'altra. Il compito nostro, il compito della politica è quello di fare sintesi, ma una sintesi che poi deve portare a cercare di proporre una soluzione, a cercare di dare una risposta. Dicevano bene alcuni colleghi che mi hanno preceduto, è vero che noi abbiamo necessità di interventi strutturali ma qui il problema, lo diceva qualche pastore nell'incontro che abbiamo avuto prima dal Presidente: "Noi fra tre anni non avremo più bisogno delle risposte strutturali perché potremmo non esserci più", e questo ci deve far pensare. Però il problema è questo, si parla di legge finanziaria, onorevole Dedoni, l'onorevole Carta giustamente ha detto che questa risoluzione che andiamo ad approvare deve impegnare non solo la Giunta ma il Consiglio regionale a dire quello che si può fare e noi in maniera seria dobbiamo dire quello che possiamo fare. Perché se io non so dal mio Assessore al bilancio quali sono le risorse che posso mettere a disposizione per l'agricoltura oggi prendo in giro tutti, perché noi stiamo parlando da una parte del ritiro degli ammassi dei formaggi, da una parte parliamo di un aiuto de minimis incondizionato e poi con le stesse persone che dicono "dobbiamo fare questi interventi" ci parliamo addosso e facciamo scontrare le due proposte perché sono due proposte che in quella maniera si possono scontrare. Noi abbiamo il dovere invece di realizzare un percorso virtuoso che possa rivedere il prezzo del latte, quello che noi tutti conosciamo. Io vivo in un mondo di pastori, di agricoltori, in un contesto agricolo che probabilmente poi nelle zone interne soffrono ancora di più quella che è una situazione, un problema che è atavico ma che ha poi dei momenti acuti, li abbiamo vissuti nel 2010, nel 2011, li stiamo rivedendo oggi. Una parte di responsabilità e una parte di coscienza sta dentro le nostre persone, che rappresentiamo comunque tutte le nostre comunità e quel cuore pulsante di cui parlavo, però dobbiamo essere seri. Noi oggi dobbiamo approvare una risoluzione e per essere seri dobbiamo dire in quella risoluzione quali sono le risorse che la finanziaria regionale può mettere a disposizione perché altrimenti ci prendiamo in giro e prendiamo in giro chi ci sta ascoltando. Non voglio essere pessimista, voglio essere realista. Io oggi non posso dire: "Abbiamo i 40 milioni, abbiamo i 15 milioni, abbiamo i 20 milioni", dico solo che un presidente di un'associazione di categoria in Commissione bilancio quando ha detto che si paventava la possibilità di 15 milioni di euro disse: "Per noi 15, 20, 30 è come se ci stiate dando acqua fresca". Questo a me fa riflettere perché vorrei capire se davvero quello che ha detto quel Presidente è acqua fresca o non lo è. Noi credo che da questo momento siamo tutti impegnati perché già da domani le due Commissioni agricoltura e bilancio devono immediatamente aprire il confronto con le banche, oltre quello che noi possiamo fare come Regione, per dire subito in tempi brevissimi perché, Tunis diceva bene, noi dobbiamo tenere sotto controllo la tempistica, perché noi stiamo parlando di una legge finanziaria, riparleremo di quelle risorse fra due mesi, quindi noi dobbiamo essere sereni, noi già da domani dobbiamo incontrare chi dalla Regione...

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cocco, il tempo a sua disposizione è terminato.

E' iscritto a parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC-Sardegna). Presidente, colleghi, colleghe, cerchiamo di fare un po' di ordine. Noi spesso in quest'Aula ci riempiamo la bocca che l'agricoltura è un settore trainante per l'economia della Sardegna, spesso riportiamo anche all'esterno come la soluzione per la crisi economica della nostra regione. Se questo è vero dobbiamo in questo momento trovare la soluzione, se è vero che l'agricoltura e l'allevamento sono per la Sardegna un settore strategico dobbiamo trattare l'argomento così come si fa per quei settori strategici, così come ha fatto la Puglia con l'acciaio, così come hanno fatto altre Regioni su argomenti seri e importanti. La mia paura è che qui stasera stiamo perdendo tempo perché stiamo assistendo ad una lezione di filosofia, la paura è che qui stasera non si produca un bel niente. Dopo una giornata estenuante dei lavoratori del mondo delle campagne è possibile che stasera il Consiglio regionale partorisca un topolino, una risoluzione della Commissione! Io credo che dobbiamo tutti quanti fermarci e tornare veramente al ragionamento, non è possibile trovare un accordo su una risoluzione che è stata costruita dalla maggioranza, su una risoluzione che ha argomenti che possiamo definire dell'ovvio, una risoluzione che invita il Presidente della Regione a prendere coscienza di una situazione. Noi forse non abbiamo capito la gravità.

Allora, visto che abbiamo sei minuti e dobbiamo correre, dobbiamo cercare di lasciare anche a chi ci ascolta un messaggio. Qui dobbiamo mettere in piedi immediatamente una Commissione di inchiesta regionale permanente, un'Authorithy che controlli l'andamento del mercato, una Commissione d'inchiesta possibilmente con una presidenza non politica, una presidenza autorevole che abbia la possibilità di verificare se le quantità di latte prodotto sono esatte, se le quantità di formaggio commercializzate sono quelle e chi non adempie al rispetto dei dati da fornire alla Commissione perderà i premi comunitari, perderà i premi regionali. Un obbligo, non una facoltà dell'industriale, non una libera scelta della cooperativa. Quindi cercare di riportare al ragionamento. Cosa serve in termini di finanziamento pubblico e da dove attingere questi soldi? Rubo una frase che non è mia ma la faccio mia: "Basta l'1 per cento del bilancio regionale", non dobbiamo pensare chissà a quali somme da destinare a quel settore, l'1 per cento del bilancio regionale volendo anche al netto di quanto percepisce l'Assessorato della sanità se vogliamo privilegiare un settore così importante, ma l'1 per cento del bilancio di una regione è zero perché io non sono d'accordo per chi dice che dobbiamo dare 2.000 euro. Oggi la Coldiretti qui con i suoi iscritti, con i suoi allevatori, con le sue imprese non sono venuti qui a chiedere l'elemosina, qui sono venuti a chiedere dignità per una categoria intera, sono venuti a chiedere dignità per un prodotto che rappresenta la nostra storia e la nostra cultura ma soprattutto rappresenta, come ci diciamo qui, penso lo diciamo così forse per dare un po' di aria ai denti che è un settore strategico per l'economia dell'Isola e quindi dobbiamo assolutamente salvaguardarlo. Ecco, adesso dimostriamo con i fatti che è un settore strategico e quindi la regione Sardegna in occasione del bilancio che andremo a discutere nei prossimi giorni inventa questo un per cento che andrebbe a soddisfare sia il de minimis e andrebbe a soddisfare eventualmente anche quel ritiro di formaggio che è ammassato negli stabilimenti degli industriali o delle cooperative o chicchessiano. Quindi dobbiamo essere concreti e conseguenti alle nostre proposte, poi che dire sull'andamento dell'Assessorato dell'agricoltura, è sotto gli occhi di tutti, i giovani imprenditori che per la quarta volta hanno avuto il rinvio cioè vuol dire che chi ha compiuto gli anni ad ottobre oggi è fuori, ma nel frattempo l'Assessorato gli ha detto: "No, inizia l'attività, non c'è problema, puoi iniziare anzi indebitati così puoi arrivare al momento del ricevimento del contributo e sei è già a posto"! Abbiamo creato nuovi giovani che hanno dei debiti e sotto questo profilo, caro Assessore ad interim, dovrà rispondere la Regione perché vi chiederanno i danni di tutti quei giovani che sono stati iscritti, sono insediati e non potranno ricevere il premio perché gli avete fatto perdere il premio, perché è il quarto rinvio consecutivo per la "6.1". E' un danno per i giovani, e questo è ritenere l'agricoltura un settore strategico? Dimostrate sicuramente che non avete a cuore i problemi del mondo delle campagne e non avete a cuore i problemi di un settore così importante e soprattutto non avete a cuore i problemi dei sardi.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Gianfranco Congiu. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Quando a settembre del 2016 aderimmo all'iniziativa, insieme a tanti altri colleghi, posta dal collega Satta, lo facemmo nella consapevolezza di voler portare in quest'aula per l'ennesima volta un dibattito, non per trovare l'ennesima occasione di sintesi in un documento che per quanto ben fatto sappiamo tutti che non è mai risolutivo.

Venivamo, a settembre 2016, da interventi fatti con mozioni articolate e argomentate e votate come ad esempio quella che auspicavamo noi, primo firmatario ero io ad aprile 2016 sulla separazione della direzione generale agricoltura e istituzione di una direzione separata per la pesca perché sapevano perfettamente che tutti i meccanismi che stiamo discutendo in quest'aula non possono essere gestiti contemporaneamente a dei meccanismi altrettanto complessi che sono quelli che attengono al settore ittico. Ma venivamo anche da un periodo di contestazione, siamo stati i primi che hanno portato nel dibattito pubblico il tema del refresh e qualcuno nell'Assessorato dell'agricoltura guardava con dileggio queste iniziative che oggi invece vengono giudicate iniziative negative, iniziative che sono lo specchio di un atteggiamento repressivo da parte dello Stato. Ma venivamo da una mozione di sfiducia che qualcuno fece all'Assessore dell'agricoltura sulla quale noi intervenimmo spaccati come partito perché qualcuno si astenne anche dal voto, noi difendemmo l'operato dell'Assessore ma dicendo che era colpevole di ritardo nell'emanazione dei bandi dei quali oggi iniziamo a vedere qualche risultato. Non è il luogo per i processi questo, sono d'accordo, si fanno altrove i processi, ma è il luogo in cui bisogna essere consapevoli che quel ritardo, che questo sistema che oggi grida che il mondo delle imprese agricole accompagna con sofferenza questo dibattito, ha origine verosimilmente da una struttura inadeguata. E allora il primo obiettivo strutturale è quello di implementare quei servizi assessoriali, di dedicare risorse umane alla politica dei marchi di qualità che vivono su politiche differenti dai prodotti non marchiati. Ci siamo mai chiesti la sofferenza di chi, associazioni o aziende, chiama in Assessorato per avere delle informazioni e si sente rinviare da interno ad interno? Anche questo è un problema, forse è uno dei problemi maggiori che affligge il settore, il non avere interlocutori. Vi è un Assessorato verosimilmente depotenziato e così come in quest'Aula io posi il tema di separare il settore ittico da quello zootecnico, rilancio il tema strutturale di creare una direzione vocata esclusivamente per i temi della zootecnia e una vocata esclusivamente per i temi dell'ittico, ittico che oggi si è associato alle imprese zootecniche gridando lo stesso appello che sto facendo io oggi e ricordando a tutti che ci sono i fondi FEAMP che devono essere gestiti al pari degli altri. Ritardi, personale insufficiente probabilmente, ma tutto questo può essere affrontato e risolto da una risoluzione? No, non può essere affrontato da una risoluzione. Noi abbiamo aderito a quella iniziativa del collega Satta che oggi viene compendiata dal lavoro serio e onesto fatto dalla quinta Commissione che sottopone alla nostra approvazione e che io approvo, nella consapevolezza che l'obiettivo è quello di tener vivo il dibattito, non anestetizzarlo con una risoluzione ben fatta, non anestetizzarlo e addormentarlo con un qualcosa che ci fa gridare a tutti: "Che bello, che bravi, è stata fatta una risoluzione che impegna, l'hanno firmata tutti e l'hanno votata tutti", e domani cala il silenzio. Non deve calare il silenzio che sia questa l'occasione per continuare a tutelare il comparto e la tutela del comparto passa attraverso la tutela dei nostri prodotti e dei nostri organismi di tutela. La tutela da coloro che propugnano la teoria della contraffazione dei nostri prodotti, sui quali io ho chiesto qualche settimana fa in questo Consiglio che si levasse una voce di protesta per il tentativo di accreditare al Ministero dei prodotti concorrenziali col nostro Pecorino romano, voglio sentire in quest'Aula un rinnovato impegno alla difesa dei nostri prodotti. Così difendo il mercato, così metto in campo quelle buone pratiche e buone politiche che generano dei prezzi remunerativi perché la logica del prezzo non la governi con iniezioni finanziarie. Io mi astengo da quel tema, sono d'accordissimo con quanto ha scritto Piermario che è la sintesi tecnica del nostro partito sulle anticipazioni dei fondi PSR e quella potrebbe essere invece una soluzione. Io vedo una regione che fa moral suasion con le banche, io vedo una regione che incalza il Banco di Sardegna…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Congiu, il tempo a sua disposizione è terminato.

E' iscritto a parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Io credo che il dibattito si sta portando avanti, mettendo in piedi alcune questioni, io cercherò di dare il mio contributo a questa discussione. Quando nelle settimane scorse si è discusso su una mozione che era quella presentata dal collega Satta su questo tema, abbiamo condiviso l'idea e la necessità di portare il tutto attraverso il lavoro della Commissione ed era evidente che la Commissione doveva tirare fuori un documento che si chiama risoluzione che è arrivato alla discussione oggi dell'Aula. Abbiamo sospeso i lavori, abbiamo condiviso l'idea anche raccogliendo le proposte che pervenivano dai banchi dei colleghi dell'opposizione, sui quali io non ho nessuna necessità non solo di fare polemica perché siamo qua tutti a cercare delle soluzioni, ognuno con il suo grado di responsabilità, quindi il grado di responsabilità dei colleghi di opposizione è quello che riguarda il lavoro che loro devono svolgere senza che io gli ricordi il fatto che anche loro sono stati maggioranza negli anni scorsi, non è importante ricordarglielo perché i problemi sono qua. Ricordo la crisi del 2010-2011, violenta, con il prezzo del latte certamente molto basso, così come è arrivato oggi, in questi giorni, violentemente. Noi abbiamo il dovere di trovare soluzioni serie, concrete e immediate perché se c'è stata una cosa nuova rispetto a quello che è accaduto nei giorni scorsi, c'è oggi una grande manifestazione di popolo, organizzata da un'associazione di categoria, che ha portato sotto il palazzo del Consiglio regionale tantissima gente a portare una protesta che noi dobbiamo ascoltare, rispettare, e non come dice il collega per dare fiato ai denti, ma perché ci rendiamo conto che è un problema serio e che non può essere trascurato, e abbiamo il dovere concreto di dare soluzioni e proposte. Io cercherò di dire il mio punto di vista sulla materia, sapendo bene che non è semplice e che non ci sono verità assolute. Però una cosa è importante, occorre intervenire rapidamente. Oggi ho partecipato al tavolo con i Capigruppo, con la presenza dei rappresentanti di Coldiretti e dei sindaci che li hanno accompagnati, e ho ascoltato molto bene, non siamo intervenuti durante la cosa perché abbiamo detto lo facciamo stasera. Cos'è accaduto? Allora, il comparto lattiero caseario, abbiamo detto, è un punto importante della nostra economia, per la sua storia, per il suo ruolo sociale, soprattutto per la nostra economia che riguarda tantissima gente. La Commissione ha tirato fuori una risoluzione, che cosa dice questa risoluzione? Per capire se ci sono le condizioni per votarla in maniera unanime, anche questo è importante fino ad un certo punto, occorre capire se ci sono strade che possono coincidere o se ci sono cose differenti. Dice che bisogna intervenire sulla costituzione di un pegno rotativo sul Pecorino romano, è un primo punto del quale il collega Lotto, presidente della Commissione, ha detto. L'altra questione riguarda la concessione di aiuti in conto interessi per le piccole e medie imprese, ed è un'altra proposta che viene messa in piedi. L'altro è l'accordo firmato il 2 agosto del 2016 tra la Regione e le banche per garantire e agevolare gli investimenti nell'ambito del PSR 2007/13 e 14/20. L'altra questione è il potenziamento del sistema delle garanzie per il tramite dei consorzi fidi. E poi al punto due accelerare il più possibile le procedure di pagamento sulle seguenti misure PSR 14/20, anche attraverso il meccanismo delle anticipazioni.

Ecco, il primo punto, le anticipazioni non funzionano, non stanno funzionando, e c'è una responsabilità oggettiva della Regione sulla quale bisogna intervenire, e le anticipazioni siccome non funzionano occorre fare in modo che magari la Regione faccia l'accordo con le banche, perché la Regione facendo da garante con le banche anticipi i danari che devono essere dati agli allevatori, per il piano di rientro con le cose. Quindi se i ritardi ci sono e non si può intervenire sull'erogazione dei contributi per darli subito e immediatamente come deve essere fatto, bisogna immediatamente stipulare un accordo tra Regione e banche in cui la Regione garantisce che i soldi che sono degli allevatori gli vengano trasferiti immediatamente, e noi garantiamo, la Regione deve far questo. Primo punto, attivare un regime di aiuti diretto a compensare i disagi logistici, su questo è stato detto; attivare il regime di aiuto de minimis finalizzato a favorire diversificazione produttiva e ridurre i quantitativi. E poi le altre cose di cui abbiamo detto e che adesso non ripeto, perché la risoluzione contempla numerosi altri punti che condivido. Per cui la Commissione io credo abbia fatto un buon lavoro.

Oggi gli allevatori, il mondo rappresentato da Coldiretti in questo caso, ma certamente non è soltanto il mondo rappresentato da Coldiretti, tutti quanti loro ci hanno detto che hanno un problema immediato per continuare ad andare avanti con le loro attività, e hanno fatto anche delle proposte. Loro hanno detto, in maniera molto sintetica, raccolta dai colleghi di opposizione, che dicono i de minimis ci possono dare una soluzione. Investiamo 20, 30, 40, 50, qualcuno dice addirittura 60 milioni di euro, attraverso le forme del regime de minimis. E' questa la soluzione? Io non lo so, badate bene, perché dopo tanto tempo, voglio dire esperimenti ne sono stati fatti tanti, e questa può essere una soluzione. Io sono aperto a discutere delle questioni. Un'altra cosa di cui si è detto, e lo ha detto il collega Ledda, e mi convince di più, condivido questo percorso, intervenire sul mercato del Pecorino romano e sulle future produzioni. Ovvero comprare lo stoccaggio, le merci che fanno il tappo della produzione in questo momento, che impediscono di vendere il Pecorino romano, che fanno in modo che i produttori di latte vengano strozzati, e allora si conta, si mettono 20 milioni di euro, e noi abbiamo 20 milioni di euro: 4 milioni li ha messi il Governo, forse ne metterà 8, e ho ragione per dirlo; 4 milioni li sostituiamo a quelli dei trasporti, li dedichiamo a fare questo; e gli 8 milioni servono per abbassare la produzione. Sono 16 milioni, più 4, 20 milioni di euro che immediatamente possiamo mettere in campo attraverso un'operazione che mira a…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cocco, il tempo a sua disposizione è terminato.

E' iscritto a parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Io non nascondo che mi pare un dibattito davvero surreale, un dibattito nel quale si fa una ricognizione dei problemi che tutti conosciamo, ma che a parte proprio quest'ultimo inciso fatto dall'onorevole Cocco, a mio avviso assolutamente residuale e irrilevante, non ho sentito da parte dei colleghi della maggioranza porsi il problema di cosa fare stasera in concreto perché il mondo… collega Cocco mi consenta di sviluppare in serenità… gliene ho dato anche atto, ho detto che mi pare una misura residuale ed inadeguata, perché i problemi sono ben altri!

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE EUGENIO LAI

(Segue PITTALIS.) E allora ci sono aspetti, tanto per essere chiari, ed è la ragione per la quale noi questa risoluzione non la sottoscriveremo mai, perché è un elenco di ovvietà, di cose che la Giunta regionale e l'Assessore regionale dovevano già fare, oggi si sarebbe dovuto parlare degli effetti di quelle misure, che cosa hanno determinato, o perché non ha funzionato qualcosa. Qui si fa ancora l'elenco di cose che conosciamo, ma le conosciamo talmente tanto che davvero ci vuole la pazienza del mondo agropastorale per sopportare la chiacchiera di una politica inefficiente. E la Giunta da questo punto di vista è deficitaria. Guardi, l'Assessore all'agricoltura che ci sia o non ci sia non serve, non importa, perché non se n'è accorto nessuno di quello che è successo in questi tre anni. E allora andiamo a vedere bene le cose. Ma vi pare che una opposizione seria, un Consiglio regionale serio debba sottoscrivere una risoluzione dove si dice "invita il Presidente", neppure "impegna" ma "invita", perché gli impegni sono qualcosa di ben altra caratteristica. Invita il Presidente a proseguire e accelerare gli interventi già attivati. Ma vi pare che questa sia serietà? Ma qui ci sono adempimenti di carattere amministrativo che gli uffici preposti all'istruttoria delle pratiche del settore agropastorale, zootecnico, del settore della filiera bovina, suina, nel settore del grano, nel comparto della pesca, ma hanno necessità di che cosa? Hanno necessità della politica, hanno necessità del governo, hanno la necessità davvero i funzionari preposti, gli impiegati preposti che ci sia qualcuno che dica "fate in fretta"? Ma vi pare che si parla stasera di cose futuribili senza avere la coscienza a posto perché le indennità, gli indennizzi per le calamità naturali pregresse, non quelle che sono capitate qualche mese fa, o qualche settimana fa, ma quelle degli anni scorsi sono ancora da pagare. Ma vi pare serietà! Ma vi pare che si possa affrontare un dibattito in queste condizioni? E allora questo è il modo per affrontare e dare risposte a chi oggi è sceso in piazza, a chi oggi dalle quattro di mattina si è messo in moto e si è messo in marcia per non solo gridare con dolore la grave crisi che attraversa quel comparto e quel settore, ma soprattutto con la speranza, è venuta a Cagliari, di sentire qualcosa di utile e di propositivo.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE GIANFRANCO GANAU

(Segue PITTALIS.) E allora, Assessore, guardi, finiamola con le chiacchiere, ma finiamola una volta per tutte, qua ci sono alcune cose che possono essere fatte sul piano amministrativo, perché il fondo rotativo, il fatto di fare i bandi, quello per i giovani, di far andare avanti l'istruttoria delle pratiche, i pagamenti che sono in sospeso, il benessere animale, tutte queste cose possono essere fatte con un'azione semplicemente di natura amministrativa, ma ci sono anche azioni che poi deve fare il Consiglio regionale, ma che deve vedere la Giunta regionale impegnarsi stasera, non domani, Assessore! Lei che non è l'Assessore all'agricoltura, ma siccome qualche legge ce l'abbiamo, legge già notificata all'Unione europea, vorrei sentire se sulla compensazione del reddito dei pastori, sulla misura di cui all'articolo 7 della legge numero 15 del 2010 lei assume stasera un impegno per metterci i 40 milioni che servono, o i 30 milioni che servono per la misura de minimis da distribuire alle aziende in base alle dimensioni aziendali, questi sono i fatti che contano, non la chiacchiera, Assessore! Siete d'accordo a mettere le risorse, quelle che servono e quelle che devono dare a questo comparto la serenità che la politica che in qualche modo è attenta e non è distratta? Questo è Assessore, siccome stiamo parlando della finanziaria in questi giorni non stiamo rimandando il problema a domani, siamo dell'avviso che domani stesso, non dopodomani…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pittalis, il tempo a sua disposizione è terminato.

Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Grazie Presidente, abbiamo avuto modo già altre volte di parlare di questo tema veramente importante, quindici giorni fa abbiamo passato un'intera serata di nuovo a discutere, la Commissione ha lavorato per due settimane, ha fatto diverse altre audizioni e adesso siamo di fronte ad una proposta di risoluzione dove troviamo misure utili, misure immediate, misure strutturali che certamente non risolvono il problema in modo definitivo. Su questo dobbiamo essere molto consapevoli, io ormai, nell'abitudine che ho fatto in questi tre anni, capisco e so che quando si entra nell'aula ognuno deve giocare la sua parte, quindi giustamente la minoranza accusa e accusa soprattutto oggi in presenza di un'importante manifestazione da parte di Coldiretti, ci sta, è ovvio, è giusto, però stavo guardando i resoconti di stampa degli anni precedenti e ritrovavo nel 2010 e nel 2011 esattamente gli stessi temi: il prezzo del latte a 70 centesimi e le proteste, secondo ma è importante, proprio per dare risposte a chi sta veramente passando un periodo di enorme crisi, e questo penso sia chiaro e sia drammatico, cercare di non fare contrapposizioni: di chi è la colpa, l'Assessore non c'è, e cercare di dare insieme delle risposte concrete… quello che voglio dire è che se il tema è la colpa che manca l'Assessore da due mesi, è oggettivo, manca l'Assessore dell'agricoltura da due mesi, ed è grave che sia così, però se questo fosse il problema voi capite bene che domani si nomina l'Assessore all'agricoltura e abbiamo risolto i problemi dei pastori, i problemi dell'agricoltura, allora cerchiamo di capire e di andare sul tema: quali sono i problemi del settore? Io in queste settimane con molta modestia ho affrontato il problema, ho ascoltato, ho ascoltato molto, una qualche idea me la sono fatta, ma ovviamente non sono portatore di nessuna verità, qui siamo di fronte ad un settore, ci concentriamo sul settore del latte ovino e della sua trasformazione, sapendo che poi ci sono altri problemi che sono portati all'attenzione ma non sono in discussione nella risoluzione di oggi, in cui quello che la Sardegna produce, la quantità di Pecorino romano che la Sardegna produce determina il prezzo e quindi se si produce troppo pecorino a livello internazionale il prezzo crolla, è una banalità ma questo è il tema; allora per uscire da queste crisi periodiche che ci sono e che vanno a colpire l'anello più debole della catena che non sono certo i trasformatori, sono i pastori, noi dobbiamo stabilizzare il sistema, come farlo? Anche qui sappiamo che i cartelli non funzionano se non sono supportati da regole che cercano, che sono in grado di stabilizzare le quantità. Esiste l'organismo interprofessionale previsto dalle norme europee, previsto dalle norme nazionali, che ha la possibilità di determinare le quote di produzione di tutta la filiera, lo può fare legittimamente, due anni di tempo per costituire quest'organismo, molti, troppi, però alla fine è stato costituito con la partecipazione di tutti, è stato chiuso a fine dicembre, lunedì c'è stata la prima riunione del Consiglio di amministrazione, allora quella è la soluzione strutturale del problema, perché noi dobbiamo portare avanti contemporaneamente una soluzione strutturale in modo tale da non trovarci tra quattro anni, tra cinque anni di nuovo ad affrontare il tema della crisi drammatica dei pastori, della produzione e allo stesso tempo dare risposte nell'immediato, quindi per quanto riguarda il discorso strutturale io penso che quella sia la strada maestra, lavoriamoci, lavoriamoci insieme, facciamo entrare chi ancora non è dentro, studiamo i meccanismi, la Regione darà il supporto perché è chiaro che una struttura che dà supporto non può funzionare, siamo pronti a dare il supporto, è possibile farlo ma dobbiamo far lavorare quell'organismo, fissare le quantità dei dop, fissare le quantità delle produzioni primarie e garantire che l'intera filiera abbia la giusta remunerazione, questo è l'obiettivo principale, non siamo a favore di una delle componenti, siamo a favore di una equità di remunerazione delle produzioni, non è possibile che se c'è un valore aggiunto questo venga preso interamente dagli industriali o dalle cooperative o dai pastori, cosa che sappiamo che non avviene, ahimè dobbiamo fare in modo che ci siano delle regole che diano garanzie di equità e abbiamo tanti strumenti per farlo perché oltre all'organismo interprofessionale è possibile mettere incentivi e disincentivi; perché non studiamo - l'ho già detto alla direzione - la possibilità di legare interventi che vengono fatti nel settore a partire anche dai premi, dagli aiuti agli investimenti, al mantenimento degli accordi presi? Perché questa è la base di tutto, se no, ripeto, poi ci ritroveremo domani di nuovo ad essere alle prese con questo problema di sovrapproduzione.

Un altro elemento è avere un accordo sui dati, qui qualunque organizzazione continua a dare i suoi numeri, è una cosa incredibile, è una cosa in cui viene detto che sono stati dati dei numeri non veri e questo ha provocato la caduta del prezzo, una cosa veramente gravissima, è possibile gestire il più importante settore della nostra economia se non abbiamo certezza dei dati, allora anche qui mettiamoci d'accordo, mettiamoci d'accordo, che sia Laore, ma dobbiamo fare in modo che ci sia un organismo certo, che ci sia l'obbligo assoluto di conoscenza di tutti i numeri del settore.

Bisogna ricostituire un clima di fiducia all'interno della filiera, è veramente grave che ci stia questa contrapposizione, non ce lo possiamo permettere, non se lo può permettere nessuno, non se lo possono permettere ovviamente gli industriali perché se muoiono i pastori di che cosa vivono gli industriali o le cooperative? Quindi è evidente che dobbiamo fare in modo che si ricostituisca un clima di fiducia ed accompagnare questo con i vari strumenti che sono elencati qui nella risoluzione, non sto a ricordarli, strumenti finanziari e strumenti che poi cercano di favorire la diversificazione, di favorire una modernizzazione ulteriore del settore. Però permettetemi anche di dire che non stiamo partendo da zero, sarebbe ingeneroso, possiamo non parlare dell'assessore Falchi ma sarebbe perlomeno ingeneroso nei confronti delle strutture che ci sono con questa Giunta e che ci saranno con una successiva, non ricordare il lavoro che è stato fatto. Nel 2016 sono stati pagati 138 milioni su PAC e PSR: primo anno di funzionamento, 10 per cento della spesa, se pensiamo che il PSR è stato approvato ad agosto 2015. Quindi pagamenti sono stati fatti, poi si può sempre fare di più e migliorare, non c'è alcun dubbio, però questi sono dati concreti: 138 milioni certificati già spesi. Sappiamo che entro marzo, quindi nei prossimi due mesi, saranno pagati altri 100 milioni: 26 milioni di indennità compensativa; 30 milioni di benessere animale; 6,4 milioni di liquidazioni pregresse; 38 milioni di premio unico relativo al 2016. Quindi una serie di cose ci sono, altri strumenti creditizi sono già operativi, il pegno rotativo è operativo; le banche, in particolare la principale banca operante in Sardegna nel settore, sta già lavorando, ci sono già protocolli chiari e precisi, ci sono già riunioni in corso. E' evidente che il pegno rotativo porta liquidità alle imprese di trasformazione e noi dobbiamo fare in modo che questa liquidità, come ho detto prima, vada poi a beneficio dell'intera filiera, che non dia solo sollievo ai trasformatori. Ci sono altri interventi che sono già stati realizzati, dal finanziamento dei Consorzi fidi alla possibilità per le banche di anticipare sino al 100 per cento del contributo PSR sull'investimento aziendale; aiuto in conto interessi con un valore di 2 milioni e mezzo…

PITTALIS PIETRO (FI). Non li fanno neanche entrare in banca, Assessore, ha capito?

PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, avrà la possibilità di intervenire per dichiarazione di voto!

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Onorevole Pittalis, io non l'ho interrotta e non mi metto a urlare quando lei interviene, nonostante abbia detto varie cose che non condivido e che non penso corrispondono alla verità. Se mi permette di continuare il mio intervento, le sarò grato.

PRESIDENTE. Prego, Assessore, vada avanti.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ci sono una serie di interventi che sono in corso e che vengono realizzati, dopodiché questo non basta, lo sappiamo, ne siamo consapevoli. Allora, insieme a interventi strutturali noi dobbiamo favorire e garantire che ci siano interventi che affrontino la crisi che c'è oggi. Io penso che da questo punto di vista si possa anche parzialmente, mi rivolgo al Presidente della quinta Commissione che lo diceva nella sua introduzione, inserire dei riferimenti a interventi finanziari che, sia chiaro, non sono nella disponibilità dell'Assessore del bilancio. Siamo in fase di bilancio, siamo in finanziaria aperta, siamo in discussione in Commissione, andiamo tranquillamente in Commissione e discutiamo su quali interventi possiamo fare. Non sono io che posso decidere quali sono gli interventi ma c'è una finanziaria aperta, e quando c'è la finanziaria aperta mi è stato insegnato che è il Consiglio regionale che vota, approva gli emendamenti e la finanziaria. Ci sono…

(Interruzione del consigliere Pietro Pittalis)

PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, lasci finire.

PITTALIS PIETRO (FI). Non sta parlando ai suoi alunni all'Università, questa non è un'aula universitaria, non glielo consentiamo!

PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, grazie. Lasci parlare, onorevole Pittalis.

Onorevole Pittalis, la richiamo per la prima volta!

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Onorevole Pittalis, è la democrazia che me lo consente, perché ho titolo di parlare qui e so di non essere in un'aula universitaria.

PRESIDENTE. Assessore, vada avanti.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io penso che ci sono diverse proposte per affrontare la crisi, c'è una proposta di intervento sul ritiro del prodotto invenduto, che è stata fatta anche in quest'Aula e che deve essere assolutamente accompagnata da una garanzia che questo va sul prezzo del latte. Questo è essenziale, non siamo interessati a ritirare il prodotto per dare garanzie finanziarie alle imprese di trasformazione, non siamo interessati a questo, siamo interessati a che qualunque intervento venga fatto dalla Regione vada a vantaggio della filiera, quindi garantisca un prezzo del latte che sia remunerativo per chi opera all'interno della produzione primaria. Questo lo dico con enorme chiarezza. Dopodiché sono stati chiesti interventi de minimis, io personalmente non ritengo che interventi de minimis siano quello che serve per sviluppare il settore e per aiutarlo ad uscire dalla crisi, se però la maggioranza dell'Aula ritiene che questa sia la strada, non sarà certamente la Giunta ad opporsi. Voglio essere chiaro: non penso che quello sia il metodo migliore per aiutare il settore, perché non risolve i problemi dello stock di invenduto e perché il prezzo rimarrebbe basso e ci ritroveremmo anno dopo anno ad affrontare il tema del prezzo basso. Noi dobbiamo fare in modo che, attraverso interventi congiunturali e strutturali, il prezzo torni alto e dia a tutti quanti, e in particolare ai pastori, possibilità di poter sviluppare le proprie aziende.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare per la replica il consigliere Luigi Lotto.

LOTTO LUIGI (PD). Io ho seguito con molta attenzione, come l'importanza del dibattito meritava, la discussione che c'è stata e debbo anche ricordare a tutti i colleghi della Commissione che noi abbiamo fatto tante audizioni e dalla stragrande maggioranza dei soggetti che sono stati sentiti, tra cui anche la Coldiretti, è arrivato un documento dove c'erano le loro proposte per far uscire il settore della crisi. Questa risoluzione è un'ampia sintesi delle principali proposte che sono venute fuori da questa discussione, e anche di gran parte dei punti contenuti nel documento della Coldiretti, come anche dei documenti degli organismi più a carattere generale come i consorzi di tutela. Noi abbiamo tenuto conto di tutte le audizioni, tutto ciò che il mondo agropastorale ci ha voluto dire; la discussione in Commissione è stata molto ampia e impegnativa, ha impegnato tutti i colleghi, anche quelli della minoranza, che hanno dato nella discussione un ampio contributo per migliorare il testo che stavamo proponendo. E' emersa la consapevolezza dell'importanza di valutare attentamente la situazione, io non voglio parlare molto del passato - del passato recente si è parlato troppo qua, senza parlare del passato più remoto - perché si potrebbe anche dire, ma io non lo voglio fare perché a me la vena politica non interessa, molto si potrebbe dire sul fatto che noi ancora oggi purtroppo, ancora oggi pur avendone parlato in legge sei anni fa, il credito di esercizio non siamo riusciti a metterlo in campo, sta partendo adesso, è responsabilità dell'assessore di allora, dell'assessore intermedio, dell'assessore ultimo, io ne prendo atto, non voglio neanche dare addosso alla struttura, di fatto abbiamo fatto una legge che prevedeva allora il credito di esercizio, lo stiamo iniziando a mettere in campo adesso. Lavoriamo affinché si faccia davvero. E però, onorevole Pittalis, non si può parlare di non intervento a differenza di cinque-sei anni fa quando non ero io e non era lei e non era Cherchi ma qualche altro della Giunta diceva: il mondo agricolo non è bancabile. E non lo dicevamo nessuno di questi presenti qua, però qualcuno che la rappresentava molto bene in Giunta, diceva il mondo agricolo non è bancabile, oggi abbiamo convinto l'ABI e il Banco di Sardegna a mettere in campo… Mi scusi, mi perdoni io non l'ho interrotta…

(Interruzioni)

Onorevole Pittalis, non sto polemizzando con lei. Mi lasci fare il mio intervento per gentilezza. Io voglio dire questo, la cosa importante che devono sapere gli agricoltori che sono qua, eche oggi sono altrove, è che oggi al di la di chi sia il merito quando è partita la misura 4.1 sanno che se andranno in banca avranno l'anticipazione per il contributo e l'eventuale mutuo che vorranno chiedere. Allora non li facevano, come diceva Pittalis, entrare in banca e non per colpa di Pittalis ovviamente perché quella era la situazione, abbiamo lavorato, ha lavorato l'Assessore, che è andato viaqualche mese fa, a questo, con merito secondo me, ha lavorato con merito e va riconosciuto questo perché se no è ingiusto, la situazione del rapporto col mondo delle campagne con il mondo del credito è cambiato e deve cambiare…

(Interruzioni)

Credo anche che si possa dire qua che siamo nella massima assise della Regione che serve una rivoluzione nel mondo della trasformazione del latte, affinché ai pastori a cui viene delegata la funzione di produrre il latte gli si dia la garanzia che questo prodotto venga trasformato e venduto al meglio, questo è l'obiettivo che ci dobbiamo porre e non è compito nostro fare le cose ma è compito nostro creare le condizioni affinché si facciano. Il mondo della cooperazione, il mondo della trasformazione industriale, tutti coloro che operano a valle dell'azienda agricola devono essere obbligati dalla nostra azione politica, dai nostri movimenti anche finanziari affinché si muovano in una direzione piuttosto che in un'altra, affinché il pastore non sia l'ultima ruota del carro ma il principale attore della filiera del latte ovicaprino.

Io mi sento di fare un appello a tutti i protagonisti della filiera in un momento in cui c'è molta divisione che se continua questa divisione i risultati tarderanno a venire. Nella organizzazione interprofessionale, della quale è vero la Coldiretti come anche io stesso e tanti altri siamo stati dei propugnatori, bisogna che ci entrino tutti, bisogna che ci entrino tutte le cooperative, sono troppo poche quelle che sono entrate, e bisogna che nel mondo della cooperazione si crei aggregazione, io sono d'accordo con la proposta che fa di fondo…

PRESIDENTE. Grazie onorevole Lotto, il tempo a sua disposizione è terminato.

Sul Regolamento

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Presidente, per una mia curiosità in base a quale articolo è ammesso diritto di replica sulle risoluzioni…

PRESIDENTE. La risoluzione è assimilata alla mozione…

PITTALIS PIETRO (FI). Non c'è scritto nel Regolamento, Presidente.

PRESIDENTE. È prassi consiliare, si è sempre fatto così.

PITTALIS PIETRO (FI). Io lo dico perché vorrei avere lo stesso tempo che ha avuto l'onorevole Lotto per poter replicare anch'io. Questo sistema, Presidente, non può…

PRESIDENTE. È prassi del Consiglio che le risoluzioni si trattino come le mozioni.

PITTALIS PIETRO (FI). Questo lo dice lei, non lo dice il Regolamento d'Aula. Ma se qui ogni volta il Regolamento viene stravolto perché si dà un'interpretazione così, Presidente, è inutile che applichiamo il Regolamento allora questo è il Regolamento di qualcuno, dove è la prassi…

PRESIDENTE. Tutte le volte che si è trattata una risoluzione in Aula si è seguita la procedura della mozione.

PITTALIS PIETRO (FI). No, Presidente io non lo so, io so che c'è un Regolamento che non lo prevede, che lo prevede solo per le mozioni, le chiedo che ogni consigliere abbia diritto di replica per il tempo che ha avuto l'onorevole Lotto.

Continuazione della discussione della mozione Satta - Ledda - Tatti - Truzzu - Manca Pier Mario - Solinas Christian - Floris - Oppi - Rubiu - Unali - Gaia - Zanchetta - Perra - Meloni - Pinna Giuseppino - Cherchi Augusto - Congiu - Tunis - Orrú - Randazzo sulla grave situazione che sta attraversando il settore lattiero-caseario e il sistema delle cooperative casearie per la mancata vendita delle giacenze, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento (260) e della risoluzione sulla grave situazione che sta attraversando il settore

lattiero-caseario ovicaprino regionale (N. 9)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oscar Cherchi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (FI). Grazie Presidente, proverò a utilizzare il brevissimo tempo che ho a disposizione per una dichiarazione di voto. Ritengo che sia necessario riportare un attimino un po' la calma all'interno di quest'Aula ma viene veramente difficile dopo averla sentita, Assessore. Io le ho fatto i complimenti durante i lavori della Commissione quando aveva esposto la proposta degli Uffici dell'Assessorato, perché aveva studiato, oggi mi dispiace ma devo dirle che non ha assolutamente studiato, anzi oggi io l'ho vista onestamente in imbarazzo perché mi sono reso conto che i dati e i suggerimenti che le sono stati dati non hanno nessun valore, nessun supporto tecnico avvalorato da veri dati reali… onorevole Pittalis, io la capisco però sto parlando io abbia pazienza, un attimino perché vorrei dire qualcosa anche di importante nei confronti soprattutto dell'Assessore che ha gridato ad articoli di stampa del 2010, è vero nel 2010 ci fu la rivoluzione delle campagne ma dopo il 2010 ci fu il silenzio, solo oggi il primo di febbraio del 2017 abbiamo nuovamente i pastori in strada a protestare, e questo è avvenuto dopo tre anni, non due mesi di assenza dell'Assessore che poi arriverà, probabilmente nominerete un Assessore ma prima di capire qualcosa, speriamo che capisca più di quello che è appena andato via, prima di capire passeranno i due anni finale che mancano per chiudere questa legislatura. Ma non sono due anni, sono stati tre anni perché ha cancellato completamente tutto quello che era stato fatto precedentemente, qui non è un problema, colleghi, di chi ha fatto meglio, di chi ha fatto di più ma il problema del prezzo del latte era stato già affrontato, lo aveva affrontato quest'Aula, la abbiamo affrontato con una legge, lo abbiamo affrontato probabilmente sbagliando su alcuni aspetti, ma altri erano già in campo e quello che noi stiamo scrivendo qui oggi l'avevamo già pensato prima, perché non è stato fatto fino ad oggi? Perché oggi dobbiamo arrivare qua in Aula a dover ancora sentir dire da un Assessore regionale che abbiamo un percorso strutturale da mettere in campo, che dobbiamo studiare - parole testuali dell'Assessore - che dobbiamo mettere in campo un percorso strutturale per dare certezze, per evitare che tra cinque anni non succeda più niente? Questa è la risposta concreta della Giunta regionale, questa è una risposta concreta di quello che si doveva fare prima o sugli aiuti de minimis. Assessore, è stato chiarissimo, sappiate, cari pastori sardi, che aiuti de minimis non ce ne saranno perché né l'Assessore né la maggioranza ha intenzione di portare avanti questo percorso. Quindi il ragionamento è legato solo ed esclusivamente alla…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cherchi, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Gian Luigi Rubiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC-Sardegna). Grazie Presidente, dovremo adesso in teoria procedere alla votazione di questo documento, di questa risoluzione. Abbiamo già detto nei nostri interventi che questa risoluzione è l'elenco di una serie di buoni propositi, mettiamola almeno in questi termini, peraltro carente di quei settori che oggi i manifestanti hanno evidenziato, quei settori che sono critici come la cerealicoltura, come il prezzo del latte, perché anche questo sta passando in tono minore, che sono argomenti importantissimi, però l'Assessore Paci ci tranquillizza e dice: "Attenzione, abbiamo inserito il pegno rotativo, abbiamo inserito il pecorino bond", ma, veramente continuate a prenderci in giro? Ma abbiamo capito o non abbiamo capito che per combattere l'emergenza, e l'emergenza è domani, queste cose non servono? Questi progetti sono innanzitutto a lunga scadenza, ma in ogni caso interessano il mondo della trasformazione, non interessa l'azienda agricola, non interessa l'allevatore, quindi ci ostiniamo a voler far credere a chi ci ascolta, ma in questo caso anche alla minoranza, che si risolve tutto con la risoluzione; abbiamo fatto la risoluzione! Alcuni colleghi, anche in Commissione, hanno detto liberamente: "Ma cosa volete, abbiamo la risoluzione! Questo è il male e la cura all'agricoltura sarda"; Ma ci stiamo prendendo in giro? E' un atteggiamento in qualche modo propositivo per trovare soluzioni? Questo non è uno di quei problemi che si devono risolvere a lunga scadenza, è chiaro che mi vengono i brividi quando penso alle banche, quando penso all'idea che abbiamo fatto l'accordo con il Banco di Sardegna; ma chi se ne frega del Banco di Sardegna! Noi vogliamo che l'accordo venga fatto con la Regione Sardegna, dev'essere la Regione Sardegna a decidere, se non oggi, se non tra un'ora domani mattina, quanti soldi dobbiamo destinare a questo settore. Vogliamo parlare di de minimis? Benissimo, arriviamo al punto anche di trovare la soluzione per il de minimis. Ci vuole un anno per vedere i soldi, signori, ci vuole un anno, ci vogliamo convincere che noi stiamo creando aspettativa e creando illusione, e in alcuni momenti stiamo creando illusione per 1000 euro, per 2000 euro, che non risolveranno i problemi. Dov'è il progetto? Il progetto in questa risoluzione credo sia veramente una misera… ma la risoluzione di che cosa? Questo è l'elenco dei buoni propositi, è la risoluzione del nulla! Volete creare tavoli, volete creare una serie di condizioni che non portano benefici diretti e soprattutto immediati all'azienda agricola. Occorre mettere denaro per trovare le soluzioni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giovanni Satta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SATTA GIOVANNI (Gruppo Misto). Ovviamente voglio rimarcare sempre in ritardo col quale è stato affrontato il problema, e voglio anche rimarcare che, come ha detto chi mi ha preceduto, soprattutto dai banchi della minoranza, le misure che si vogliono adottare sono una sorta di buoni propositi, sono delle cose che si sarebbero dovute fare nella normalità, non nell'eccezionalità. Noi in questo momento ci troviamo, a causa anche del vostro ritardo nell'occuparvi del problema, ci troviamo in un caso di eccezionalità, e come tale andrebbe affrontato. Quindi la misura che ha proposto l'onorevole Cherchi di adottare i de minimis è una misura eccezionale, che servirebbe ad affrontare nell'immediatezza il problema, affrontarlo direttamente e affrontarlo in breve termine. Stessa cosa potrebbe essere il patto collettivo per il latte, dove, con il patto collettivo per il latte, si acquista, come recita la proposta dell'onorevole Gaetano Ledda, si acquisterebbe il latte ovviamente con dei benefici che andrebbero a ricadere non soltanto su chi fa la lavorazione, ma anche sugli allevatori, che sono coloro che stanno veramente perdendo… cioè, il mercato oggi ha perso una cifra, e l'80 per cento di questa cifra la perdono i pastori, quindi questa è l'eccezionalità, e bisogna studiare e trovare misure eccezionali.

Io non ho detto che la Commissione presieduta dall'onorevole Lotto non abbia lavorato, ha affrontato i problemi dell'agricoltura in linea generica, come avrebbe dovuto fare in casi normali, infatti mi auguro anche che quel lavoro non finisca qua, mi auguro che ci sia subito la nomina di un Assessore che si occupi di tutti quei problemi che oggi l'agricoltura sarda lamenta, e che se ne occupi quotidianamente. Il lavoro che ha fatto quella Commissione non era un lavoro eccezionale, abbiamo parlato in linea generale, sono propositi buoni che vanno portati avanti, va rivista tutta la struttura dell'agricoltura sarda, vanno sentite quotidianamente le associazioni, vanno coinvolte le agenzie che noi paghiamo profumatamente tutti gli anni e che non possono produrre niente, anche perché non hanno un capo, oggi manca l'Assessore dell'agricoltura, manca una persona competente che diriga quel settore. Quindi questo mi auguro che lo si faccia subito, e anche su questo, assessore Paci, non ci ha risposto, che intenzioni avete, se nominerete un assessore, se sarà un assessore competente che affronterà quotidianamente il problema, e poi occorrono delle misure eccezionali. L'eccezionalità si può risolvere o con la proposta che ha fatto Gaetano Ledda del Patto collettivo per il latte, oppure con l'erogazione dei de minimis, che sono già previsti per legge, dalla legge numero 15, ed è già uno strumento disponibile per la Giunta. Ovviamente, per quanto riguarda le risorse, sappiamo anche che siamo in sede…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Satta, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SDP). Voglio essere velocissimo. Io credo che attaccarsi, cari amici dell'opposizione, ai regolamenti sia anche un po' stucchevole in questa situazione. Noi siamo qui abbiamo detto prima per cercare insieme di proporre delle soluzioni adeguate, e non possiamo fermarci a discorsi di questa natura. Non stiamo dicendo niente di nuovo, noi oggi dobbiamo approvare una risoluzione, poi scriviamoci "impegna", scriviamoci… per risolvere i problemi, stiamo dicendo nella risoluzione che poi il punto saliente è quello di cui abbiamo parlato, l'ultimo che ha citato anche adesso il collega che mi ha preceduto, dobbiamo decidere se siamo in grado, sia dal punto di vista formale, sia dal punto di vista normativo di utilizzare i de minimis rispetto a una legge già esistente, o se siamo in grado di utilizzare i danari, le risorse che dobbiamo cercare, e il Consiglio avrà la sua parte in questo, per acquistare il formaggio ammassato; questo dobbiamo decidere, altro oggi non possiamo fare. Tutte le altre proposte non è vero che sono un elenco di buoni propositi, perché ci sono delle proposte che la Giunta, l'ha già detto l'assessore Paci, renderà operative immediatamente. Ed è chiaro, questo lo abbiamo chiesto anche noi, lo stiamo chiedendo ripetutamente, che si ha necessità inderogabile, indifferibile, che se non da domani, da dopodomani ci sia un Assessore, su tutto il resto siamo tutti d'accordo. Le agenzie, che sono tre, sono troppe, prima erano poche, adesso sono troppe, togliamole, facciamone solo una, noi siamo qui oggi per dare la risposta nell'immediato all'emergenza, e l'emergenza in questo momento è il costo dei 40 centesimi, o dei 50 centesimi del prezzo del latte, su tutto il resto stiamo perdendo tempo. Noi oggi non possiamo fare altro che approvare quella risoluzione, altrimenti stiamo prendendo in giro noi e quelli che ci stanno ascoltando, e tutti quelli che sono fuori, lo sapete meglio di noi. Quindi, vi prego, evitiamo questi atteggiamenti che sono stucchevole e non portano assolutamente a nulla. Stiamo dicendo le stesse cose, dobbiamo approvare una risoluzione, e la legge finanziaria, la Commissione, io l'ho detto prima nel primo intervento, domani stesso le Commissioni si devono riunire, bilancio e agricoltura, per decidere anche sul fatto del discorso sulle banche, della bancabilità, anche su questo, e anche su tutto il resto, però l'abbiamo scritto e dobbiamo metterlo in alto. Oggi dobbiamo decidere se vogliamo impegnare l'Assessore facente funzioni all'agricoltura per mettere in atto queste cose. Il problema, e l'avete detto anche voi, sul de minimis, ovvero sull'acquisto del formaggio ammassato è un problema che dobbiamo porre, e se vogliamo essere seri, sia noi che voi, in questo momento non siamo in grado di dire cosa potremo fare e con quali risorse potremo farlo. L'impegno è l'impegno di tutti e ci assumiamo tutti le nostre responsabilità, che noi faremo di tutto perché in quella finanziaria si trovi il massimo delle risorse possibili per dare le risposte che occorrono e che tutti si stanno aspettando.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Lotto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOTTO LUIGI (PD). Innanzitutto per dire che la risoluzione la proponiamo con la modifica del punto 4 B con la dicitura, proprio per intervenire sul mercato del Romano, di attivare un intervento con i fondi regionali dedicato al mercato del Pecorino romano per facilitare la ripresa del prezzo, che significa anche prezzo del latte. Poi, riprendendo il ragionamento che ha fatto il Capogruppo del PD Cocco, stiamo prendendo l'impegno oggi, con questa mozione, a mettere in campo con appositi emendamenti alla finanziaria - perché così possiamo fare, e lo facciamo la prossima settimana, non lo facciamo tra due mesi, lo facciamo la prossima settimana - mettere in campo 8 milioni più 4, e sono in sostanza 16 milioni, più altri 2, 18 milioni per questo comparto; 18 milioni di fondi regionali a cui si aggiungono i 4 milioni del Ministero romano da inserire per il bando degli indigenti che potrebbero, speriamo, diventare 8 e porterebbero la somma complessiva a 26 milioni, senz'altro a 22. Questo ci consente di intervenire nel settore in maniera organica per favorire la risalita del prezzo del latte. Questo è l'obiettivo che si deve porre il Consiglio regionale, io spero che sia anche l'obiettivo della minoranza e so che è la necessità dei pastori.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Presidente, vede Assessore questo non è un'autodafé nei suoi confronti, però mi consenta di dirle che il suo intervento è stato imbarazzante. Assessore, il suo intervento merita una bocciatura, professor Paci lei merita una bocciatura, anche se debbo ammettere che in un sussulto di onestà intellettuale ha confessato che la mancanza dell'Assessore è molto grave, quindi c'è una ammissione di questo vulnus nella Giunta, nel Governo della Regione e questo le fa onore, la sua onestà intellettuale le fa onore. Però l'incipit fatto col torcicollo, ritornando indietro al 2011, è molto grave. Lei deve risolvere i problemi della Sardegna, o contribuire a risolvere i problemi della Sardegna, non deve fare la cronistoria o la storia o a volte la leggenda di ciò che è accaduto o non è accaduto cinque, sei, sette anni fa. Non è questo il suo compito. Il suo compito è intervenire con proposte di soluzioni. Le soluzioni che lei propone ricordano Ponzio Pilato, ci racconta qualche legge economica ben presentata relativamente al funzionamento del mercato, ci dice che la grossa quantità di pecorino affligge e deprime il prezzo del pecorino. Grazie, Assessore, per averci dato questa informazione, ma è molto grave, Assessore, che lei faccia il Ponzio Pilato e ci dica che occorre inserire riferimenti normativi ma non ci dice quali, non li indica, non li quantifica, non li liquida, non ci dice quali e ci fa credere, o cerca di farci credere, che la Giunta non ha assolutamente il potere di proporre emendamenti alla finanziaria, quando poi invece noi abbiamo sempre criticato questa Giunta perché l'iter legislativo della maggior parte delle leggi viene violentato dalle proposte della Giunta in Aula o in Commissione che destrutturano le proposte o i disegni di legge che si discutono in questo Consiglio regionale. Assessore, lei è lì per fare proposte concrete, serie, tangibili...

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Tedde, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare la consigliera Daniela Forma per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FORMA DANIELA (PD). Presidente, io penso che l'iniziativa di questa mattina degli amici della Coldiretti sia stata molto utile (al di là dei toni che si sono accesi in alcuni momenti) e questo perché la manifestazione di oggi ha accompagnato gli sforzi che in particolare in queste settimane questo Consiglio regionale ha profuso per approfondire i problemi del comparto lattiero-caseario e perché invita questo Consiglio regionale e la nostra Giunta regionale a impegnarsi maggiormente nella ricerca di soluzioni immediate e nella ricerca di soluzioni strutturali di medio e lungo periodo come si sta provando a intavolare. Allora io credo che questo Consiglio abbia il dovere di accogliere positivamente gli input che arrivano dal mondo che produce, da quel mondo che è l'ossatura della nostra economia, rivedendo e integrando quei punti che sono stati individuati quali risolutivi dal lavoro della Commissione, come il presidente Lotto ha anche provato a fare poc'anzi, con le richieste che sono state avanzate direttamente dagli operatori del settore. Allora è importante dire chiaramente alcune cose e da queste partire nel presentare le nostre soluzioni. Diciamo chiaramente - e io lo voglio dire e lo voglio sottolineare - che senza l'agricoltura, senza l'allevamento, senza il comparto primario la Sardegna non si salva. Diciamo chiaramente che senza il primo anello della filiera l'intera filiera non si salva. Se vanno a fondo i produttori vanno a fondo anche i trasformatori e implode l'intera filiera. Allora io concordo con l'invito che c'è stato rivolto. In questa fase di emergenza è giusto concentrarci solo sui produttori e non distrarci su misure che interessano altri anelli della filiera se non direttamente correlati a benefici diretti sul settore primario. È giusto venire incontro tempestivamente alle esigenze di chi tutti i giorni dà da mangiare a sé stesso, alla propria famiglia, dà qualche posto di lavoro è non è venuto qui per chiederlo, presidia le nostre campagne, il nostro territorio e dà il proprio contributo al sostegno all'economia reale, di quel po' di economia reale che è rimasta in Sardegna. Lo fa, come abbiamo detto, in una condizione surreale, in un mercato viziato dove i costi di produzione sono maggiori di gran lunga rispetto al ritorno che se ne ha. La soluzione, come abbiamo già detto, non è certo quella di bloccare la produzione o limitarla anche se...

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Forma, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Fasolino per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Presidente, sarebbe stato importante sentire le conclusioni della consigliera Forma, perché probabilmente stava dicendo una verità nel concludere il suo intervento. Noi che cosa stiamo andando a votare? Perché tutti abbiamo parlato di possibili soluzioni, tutti hanno fatto delle proposte che potrebbero essere interessanti, lo stesso Assessore, c'è stato un momento in cui ha fatto un'apertura per le compensazioni, però non sono inserite in questa risoluzione. Quindi, ripartiamo da quello che diceva l'onorevole Forma, la base deve essere questa con l'aggiunta di quello che hanno chiesto i tecnici del settore, mettiamola così. Allora, se quella è la base oggi dobbiamo ritirare questo documento, lo ritiriamo, inseriamo tutti i buoni propositi che sono venuti da quest'Aula, li quantificano perché è facile dire attueremo la compensazione ma non diciamo di quanto, loro vogliono sapere di quanto questa compensazione, quindi noi ritiriamo questo, ci lavoriamo su con i buoni propositi che sono venuti fuori da quest'Aula e dall'esterno, perché io apprezzo gli interventi e sono stati anche chiaramente propositivi quelli del consigliere Ledda, del consigliere Cocco, come i nostri, magari con più rabbia perché facciamo più fatica ad essere ascoltati, con più rabbia perché probabilmente se non ci fosse stata questa manifestazione oggi si sarebbe approvata questa senza se e senza ma, ed è qui l'utilità della manifestazione che oggi avete fatto, ci avete dato l'opportunità, avete dato forza ai nostri propositi. Adesso però, assessore Paci, colleghi della maggioranza, mettiamoli nero su bianco quelli che sono i nostri buoni propositi, ritiriamo questa, facciamone una con l'aiuto anche della Coldiretti, la riportiamo qua e la votiamo all'unanimità ma mettendo i giusti valori, dando l'opportunità a loro di poter dire: "Avrete questa compensazione, si arriverà a questo prezzo".

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gaetano Ledda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LEDDA GAETANO (Gruppo Misto). Presidente, mi pare di constatare in quest'Aula che molti miei colleghi non sono sul pezzo, allora mettiamo un po' di ordine. Il mio inizio discorso precedente è stato un appello ai consiglieri di maggioranza e minoranza affinché si risolva il problema.

Primo punto. Mi delude un po' l'intervento dell'onorevole Pittalis, e faccio una critica costruttiva, perché lui presenta un'interpellanza il giorno dopo che ho presentato la mia, quasi quasi un copia e incolla dei contenuti di quella che presento io, però fa un intervento anche abbastanza duro, ma non mi parla di prezzo del latte, non mi trova la soluzione da consigliere regionale. Precedentemente ho fatto un appello a tutti per risolvere il problema che abbiamo detto, il problema che chi va a mungere il latte si trova un litro di latte pagato a 50-60 la cooperativa anche a 47. Problema. Poi ognuno ha le sue idee, ha le sue risoluzioni, la prima proposta è stata fatta a inizio Consiglio anche in Conferenza dei Capigruppo si parla di de minimis io lo ripeto per l'ennesima volta non sono d'accordo ma perché l'ho già motivato, diamo un'elemosina ad un'azienda di un importo ridicolo ma mettiamo che diamo 3000 euro ad azienda, sono 30-35 milioni di euro, ma cosa stiamo dando? Stiamo dando un'elemosina. Quando la politica l'ha fatto ha fallito, ci sono le prove, non è che io mi sto alzando adesso dalla sedia e sto inventando le cose, ci sono le prove. Quindi esorto l'onorevole Pittalis a darci una mano affinché si porti a soluzione il problema. Ci stanno le altre misure ma non risolvono il problema, quelle sono le misure del domani è inutile che stiamo a girare, noi abbiamo bisogno di mettere a disposizione 30 milioni di euro. Pietro Cocco ha spiegato, ha detto del bando indigenti, abbiamo bisogno di quello quindi la politica che deve rispondere a un'emergenza-urgenza attuale deve rispondere e deve mettere a bilancio questi soldi, facciamo un sacrificio, troviamoli…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ledda, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Io ridarei la parola se fosse possibile all'onorevole Ledda perché mi è sembrato che inizia dicendo una cosa e finisce con l'esatto contrario, se non ho capito male.

Allora tu dici: non dobbiamo dare elemosine ai pastori, e sono d'accordo. Concludi dicendo: bisogna trovare 30 milioni. Per fare cosa? Non ho capito cosa dobbiamo fare, qui nessuno vuol dare elemosine, qui nessuno sta cercando di fare l'elemosina, come si dice dalle nostre parti e anche dalle tue: "menzus pagu chi no nudda" ma custu è nudda però. E perché è niente? Perché quando si parla di diversificazione non funziona per due ragioni, se c'è un malato terminale e gli dai l'aspirina quel malato muore, la diversificazione non funziona per due ragioni: la prima, il de minimis per attivare la diversificazione del prodotto non funziona perché intanto non è una misura immediatamente attuabile perché la diversificazione ha bisogno di tempi che non sono brevi, la seconda è che tu puoi diversificare il prodotto quanto ti pare ma come ci è stato ben chiarito stamattina da Giovanni Cugusi, il sindaco di Gavoi, se il prezzo è sempre agganciato al Pecorino romano hai voglia di diversificare, sei sempre inchiodato là. Quindi qui stiamo parlando di un problema che va chiarito dicendo… l'onorevole Lotto in 30 secondi è arrivato a 26 milioni di euro. Allora quelli che stai chiedendo, Ledda, ci sono, poco fa il Presidente della Commissione quinta ha elencato 26 milioni di euro con l'impegno di prendere e di fare gli emendamenti alla finanziaria per trovarli. Bene, scriviamolo non diciamolo e basta, scriviamolo e si vota, ma se non lo scriviamo noi stiamo semplicemente enunciando principi, facendo promesse; scriviamolo, mettiamo nero su bianco, dobbiamo stasera andarcene non con un invito grazioso al Presidente della Giunta ma con un impegno nostro a trovare i fondi, 30 milioni, 40 milioni, quelli che prima si dicevano perché quando si arriva a discutere di finanziaria non ci siano scuse ma l'impegno è stato assunto e quei soldi devono essere immediatamente inseriti a favore dei produttori per rispondere alla prima richiesta che ci dicono che ogni euro, ogni centesimo (…) di altro comparto debba avere una ricaduta certa e diretta…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Carta, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Crisponi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Facciamo un po' di chiarezza e facciamo il punto della situazione. Siamo chiamati ad esprimere con dichiarazioni di voto l'accettazione o meno della risoluzione, se la risoluzione è la stessa prima che gli amici del popolo delle campagne partisse stamattina dai loro territori per arrivare a Cagliari e la risoluzione è ancora la stessa e non è emendata con le richieste che arrivano appunto da loro, dal popolo delle campagne, è inutile che ci chiamiate al voto quando questa stessa non è accettabile nella sua configurazione, rimane, e l'abbiamo già detto in tanti, sbilanciata verso il comparto industriale e della trasformazione, non dà risposte immediate al comparto primario, non interviene sul reddito e sul sostegno ai pastori, non prevede compensazioni di alcunché rispetto alla cogente sofferenza attuale di quel mondo. Non si parla e non si definisce nemmeno un'idea di data per la partenza del PSR non si parla nulla di tutto questo che è stato reclamato e gridato a gran voce per tutta la giornata. Se manca tutto questo come si fa a votare una risoluzione che è esattamente uguale a quella che c'era sul tavolo di voialtri e che gli amici alle cinque del mattino mentre partivano conoscevano a menadito? Non è cambiato nulla, questo doveva essere un tavolo verde di pacificazione fra il Consiglio regionale, la quinta Commissione e il mondo delle campagne, è destinato a un'evidente fallimento. Lo sappiano gli amici che sono seduti qui in tribuna, la partita è in mano alla Giunta regionale, se la Giunta regionale della Sardegna individua le risorse e le somme e le emenda all'interno di questa risoluzione tutto potrà essere possibile, se così non fosse e se resta esattamente uguale a come era stamattina alle cinque del mattino questa risoluzione, allora il lavoro non è arrivato a compimento ed è il fallimento di questa vostra giornata.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Il problema è uno solo, siamo tutti d'accordo che bisogna mettere mano al sistema nel suo complesso dell'agricoltura, della pastorizia, della pesca e di quant'altro, però non dobbiamo menare il can per l'aia e non trovare una soluzione per i problemi urgenti che ci sono nel settore, ribadisco problemi urgenti che potrebbe essere semplicemente trovata soluzione attraverso il de minimis che peraltro sono 15 mila euro in tre anni, cioè sopperisce alle esigenze momentanee, poi il problema è che bisogna togliere per forza il formaggio in eccedenza non c'è dubbio. A me viene dubbio di che cosa si è fatto con il Governo amico romano che poteva acquistarlo tutto quello che c'è in più e mandarlo in Africa, sappiamo bene le politiche africane invece che stiamo facendo. Sarebbe stato molto più utile mandarle lì, grattugiato o meno, ma l'avremmo tolto dal mercato. E non è vero, chiunque l'ha affermato che se io tolgo da mezzo dalla produzione il formaggio, automaticamente aumenta il prezzo, perché allora uno non conosce il mercato vero di quello che si verifica all'interno del mercato lattiero caseario in Sardegna. E se non fossi legato ad altri problemi direi anche che è un mondo viziato da un sistema economico finanziario che riguarda la più grande banca della Sardegna, che certamente non fa gli interessi del popolo sardo. Ma siccome l'ho detto altre volte, io mi auguro di esprimerlo ancora, non solo per la Fondazione ma anche arrivati a questo punto per il Banco intero, perché ci sono altri tipi di politiche che possono essere attivate e non vengono poste in campo. Sto parlando della Fondazione sapendo bene quello che dico. Perché si era promesso di utilizzare danaro perché si dovevano risolvere problemi economici e dare prospettive di sviluppo alla Sardegna. Bene, lo vediamo! Stiamo vivendo ancora una volta un dramma sul dramma, e io non mi sento assolutamente di votare una risoluzione che dice tutto, non dice niente, non qualifica e non da precise responsabilità a chi ce le deve avere in capo. È mi vergogno che l'ERSAT era nata per andare in campagna ad insegnare come coltivare…di questi in campagna non ne trovi uno, anzi li trovi ad angariare quelli che hanno pratiche, li trovi dietro una scrivania che tentano di affossarti. Mi infastidisce! Perché c'è chi si può difendere e chi non ha nemmeno la quinta elementare e viene maltrattato. Qui rappresentiamo il popolo sardo…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dedoni, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Fabrizio Anedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ANEDDA FABRIZIO (Gruppo Misto). Presidente, per dare il mio voto favorevole a questa risoluzione, perché contiene in effetti tre misure importanti per questa vertenza che è l'accesso al credito. Primo, per le imprese di produzione credito di esercizio; per le imprese di trasformazione credito con pegno sul prodotto; anticipo su finanziamenti in essere, con determina già approvata. A me sembrano tre misure importantissime che possono soltanto aiutare il settore, perché mettono in circolo subito dei soldi.

Si parla di misure de minimis, se ne parla secondo me anche a sproposito. Le misure de minimis sono degli aiuti che vengono dati con un tetto massimo di spesa dei tre anni. Gli aiuti de minimis secondo me andrebbero utilizzati non per dare soldi così in contributi e basta, vanno usati per abbattere gli interessi in conto interessi dei soldi che le banche prestano agli agricoltori, perché non glieli prestano a zero lire, glieli prestano a interessi, e quegli interessi devono essere abbattuti da questo de minimis famoso che si sta proponendo oggi. Secondo me non si capisce neanche che cosa voglia dire.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC-Sardegna). Presidente, dobbiamo cercare di essere anche propositivi. Ragioniamo come chiudere anche la risoluzione. La risoluzione si può chiudere ovviamente integrando la proposta politica della Coldiretti, quindi integrando con l'argomento della filiera grano, integrando con l'argomento dell'organismo pagatore regionale, integrando con cosa fare per il Refresh, perché abbiamo ancora in carico questo tipo di problematiche, integrando poi con una serie di questioni. Ma, soprattutto, nella risoluzione va scritta una cosa fondamentale, cioè nel momento in cui noi destiniamo 18 milioni di euro, uso diciotto per comodità di ragionamento, per liberare il mercato di circa 300 milioni di tonnellate di formaggio, questo significa che 300 milioni diviso 18 milioni fa 6 centesimi al litro, quindi nella risoluzione dobbiamo impegnare il Consiglio regionale che renda obbligatorio, e quindi automatico, al mondo della trasformazione l'immediato aumento da domani mattina del prezzo del latte. Perché se è vero che dal mercato io libero 300 tonnellate, immediatamente diviso per i denari che investiamo, deve essere distribuito agli allevatori, che non è una cifra che risolve il problema, è un punto di partenza. È un principio. Ecco, se poniamo la risoluzione dove blindiamo questo aspetto, noi siamo pronti a votarla con le dovute integrazioni; se la risoluzione rimane così, come una semplice elencazione di buoni propositi, è chiaro che siamo contrari.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Presidente, siamo in dichiarazione di voto sulla risoluzione. Allora noi la risoluzione la mettiamo a votare, al di là delle cose di cui sto sentendo parlare dai colleghi; ovviamente rispetto ognuno, però l'invito è naturalmente a cercare di trovare una posizione che sia condivisa nell'interesse dei lavoratori, degli allevatori, se siamo in grado di farlo. Poi altrimenti ognuno risponde. Noi stiamo dicendo cose concrete. Quindi la risoluzione così come dalla Commissione è uscita, integrata di queste cose.

Anziché "invita il Presidente", "impegna il Presidente". La voteremo così. L'altra questione sul punto 2, quando dice "ad accelerare il più possibile le procedure di pagamento delle misure del PSR 2014/20, anche attraverso il meccanismo delle anticipazioni". Ho detto prima, non rifaccio l'intervento, ma solo per intervenire sulle cose sulle quali facciamo le modifiche per votare la risoluzione. Abbiamo detto che il problema delle anticipazioni sta mostrando tutti i suoi limiti, non arrivano i soldi. Per cui abbiamo detto che le anticipazioni non funzionano, occorre intervenire attraverso convenzioni con le banche che anticipano agli allevatori, con garanzia della Regione, quindi troveremo il modo di scrivere questa cosa, immediatamente. Quindi si fa un accordo con le banche, la Regione garantisce, gli allevatori prendono i loro soldi immediatamente, quelli che gli spettano, perché le anticipazioni stanno ritardando e si anticipano. Lo scriviamo nella risoluzione. L'altra questione, abbiamo detto l'altro tema qual è, de minimis oppure interventi di carattere strutturale che intervengono sul mercato delle Pecorino romano, per togliere il tappo che ostacola la possibilità di pagare il latte il prezzo che deve essere pagato, 80 centesimi almeno. Questo abbiamo detto, quindi strutturali. Mettiamo soldi subito, lo scriviamo nella risoluzione. Noi diciamo che vi diamo 14 milioni di euro subito in finanziaria, con un emendamento che noi presentiamo a questo Consiglio. Noi scriviamo l'emendamento, lo predisponiamo, lo consegniamo alla finanziaria e lo approviamo nei prossimi giorni quando si voterà in Commissione la finanziaria, e lo portiamo in quest'Aula, ma già lo scriviamo oggi nella risoluzione. Quindi questa è la proposta di voto che noi predisponiamo. Contemporaneamente ci sono 4, e dico io forse 8 milioni, ma 4 di sicuro adesso da parte del Ministero pronta cassa, per integrare quello di cui stiamo parlando, e si sommano alle cifre di cui stiamo parlando, oltre agli altri 3,5 milioni di euro, fondi che riguardano il rinnovo dei fondi comunitari, che non cito adesso, non ci interessa perché quelli ci sono e sono assolutamente vincolati a quella spendita, ma sono soldi che intervengono.

A me interessa intervenire sul prezzo del Pecorino romano, toglierlo dal mercato nelle eccedenze che ci sono, consentire di pagare il latte 80 centesimi, e lo possiamo fare così, con i milioni che mettiamo nella risoluzione attraverso l'emendamento che noi scriviamo oggi, lo predisponiamo e lo presentiamo in finanziaria, che è in discussione e nei prossimi giorni diventerà legge, quindi immediatamente. Questa è la proposta che facciamo a questo Consiglio, che noi ci sentiamo di fare, che io chiedo ai colleghi di opposizione di raccogliere e di votare unitamente a noi. Abbiamo risolto il problema? Non credo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). È sicuramente qualcosa di più rispetto al nulla che dal nostro punto di vista rappresentava la risoluzione, però parliamoci con franchezza, sono misure che non danno assolutamente soluzione al problema. Noi vorremmo oggi approfittare dell'occasione per non farlo domani, ma farlo oggi, trovare soluzioni al problema che non ci portino poi a dover nuovamente affrontare, con il mondo agro pastorale, il mondo della pesca che è costretta ad avviare un'altra mobilitazione perché il problema non è assolutamente risolto. Allora, rispondendo anche al collega Ledda, noi caro collega dobbiamo porci il problema di come mettere in campo misure per sostenere i produttori perché è quella filiera, quell'anello di cui spesso ci dimentichiamo per sostenere il prezzo del latte, questo è il problema, allora qualunque misura compensativa o di altra natura viene posta in campo noi siamo d'accordo, però non a dirlo con le chiacchiere, io vorrei un impegno chiaro che venga dalla Giunta, che mi dica quante risorse mette in campo allo scopo. Caro collega Ledda, ho capito male? Io penso di aver capito bene: tu proponevi 30 milioni di euro per ritirare 50 mila quintali di formaggio, è una misura chiara, la si può scrivere nero su bianco su un documento però dicendoci, sapendo tutti da dove quelle risorse vengono prese, se c'è l'impegno della Giunta, perché se ci sono scritte solo parole senza impegni precisi noi non saremo mai corresponsabili di approvare un documento che lasci irrisolto il problema, quindi come maggioranza assumetevene la responsabilità, noi continueremo, i numeri li avete, d'altro canto se ritenete di essere nel giusto noi continueremo a fare la nostra battaglia, la faremo nella finanziaria perché su questi temi noi ci ritorneremo e non li lasceremo come lettera morta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Chiedo un minuto di sospensione.

PRESIDENTE. Sospendo la seduta.

(La seduta, sospesa alle ore 21 e 06, viene ripresa alle ore 21 e 14.)

PRESIDENTE. Invito i colleghi a riprendere posto, grazie.

Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Lotto. Ne ha facoltà.

LOTTO LUIGI (PD). Grazie, serve un emendamento orale che chiarisca un po' meglio tutto il percorso, perché ovviamente la mozione viene approvata con alcune modifiche, si accoglie la proposta che viene fatta di cambiare il titolo della seconda parte che invita il Presidente della Regione, scriviamo "impegna il presidente"; al punto 2, come ricordava il collega Cocco, si aggiunge dopo la parola "benessere animale", "anche con il coinvolgimento con le apposite convenzioni del sistema del credito", che significa creare le condizioni che se non funzionano, come qualcuno dice che non funziona il sistema delle anticipazioni, creiamo le condizioni noi in loco, per dare queste anticipazioni sulle misure PSR, il punto 4b viene sostituito, le parole "attivare il regime degli utili diretti a confessare disagi logistici" fino alla parola "Sardegna" vengono sostituite con la voce "attivare un intervento con fondi regionali dedicato al mercato del Pecorino romano per facilitarne la ripresa del prezzo", che significa anche una ricaduta immediata sul prezzo del latte, questo è chiaro. Infine aggiungiamo un ultimo punto in cui si dice che ci si impegna a presentare in finanziaria, che è in discussione in questi giorni, emendamenti riguardo agli obiettivi di questa mozione per 14 milioni, che, aggiunti a quelli del Ministero, faranno cifre diverse.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Penso che questo dibattito non sia stato inutile, pur nella diversificazione delle posizioni, perché penso che ci sia da parte di tutti un afflato comune per cercare di trovare delle soluzioni più adeguate, le migliori, per far uscire da uno stato di crisi questo che tutti consideriamo essere un settore strategico della nostra economia, e allora ci vanno bene tutte le proposte io però a nome di tutta l'opposizione, proprio perché sia chiara anche la finalità che bene ha richiamato all'onorevole Pietro Cocco e cioè che il risultato deve essere quello di fare in modo che il prezzo del latte non scenda al di sotto degli 80 centesimi, e allora l'invito che io formulo è quello di prevedere questo aspetto in aggiunta anche a quel comma così come modificato dall'onorevole Lotto per facilitare il prezzo del latte… cioè noi dobbiamo chiarire, nel contesto di questo documento, che tutti gli interventi devono essere finalizzati affinché il prezzo del latte non sia inferiore a 80 centesimi. Questo lo dobbiamo dire chiaramente perché altrimenti non c'è la presa di coscienza di un impegno. Va incontro sicuramente al lavoro fatto dalla Commissione, a quello che diceva l'onorevole Ledda, a quello che hanno detto molti colleghi, compreso l'onorevole Satta che aveva a suo tempo proposto la mozione, io penso che questo possa essere un documento che noi firmiamo unitariamente, se è chiaro questo obiettivo e se è chiaro che tutte le misure che vengono poste in essere dalla maggioranza e dalla Giunta, e che si assume anche il Consiglio regionale, hanno questo obiettivo. Questa mi pare essere una misura di sostegno reale che dimostra l'attenzione della politica verso i produttori. A questa osservazione, che l'opposizione ritiene essere di buon senso, è condizionata logicamente l'approvazione di questa mozione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Lotto. Ne ha facoltà.

LOTTO LUIGI (PD). Io credo che si possa aggiungere a ciò che ho già detto prima, precisare meglio, "…attivare interventi di fondi regionali dedicati al mercato del Pecorino romano vincolati all'obiettivo della ripresa del prezzo del latte". Aggiungiamo che al punto 13 facciamo seguire un'ulteriore punto 14 che prevede l'impegno "a presentare in finanziaria emendamenti per realizzare le misure di cui sopra per un totale di 14 milioni di euro".

PITTALIS PIETRO (FI). Io però ho detto un'altra cosa, vorrei capire se la mia proposta va bene sì o no, tutto qua. Io ho fatto a nome dell'opposizione una proposta chiara e semplice, vorrei capire se è sì o se è no.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Per parlare nella chiarezza. Chi ha fatto la proposta per dire che si mettono delle risorse per togliere il tappo dell'eccedenza di Pecorino romano, l'ho detto nel mio intervento e l'ho ribadito nella proposta, e naturalmente noi facciamo un intervento di questa natura esclusivamente per evitare che vengano strozzati coloro che devono vendere il latte, gli allevatori, e quindi esclusivamente finalizzato a quello. Allora, i 14 milioni di euro sono frutto dell'emendamento che presentiamo in finanziaria, più quelli del Governo che sono 4 e diventeranno molto probabilmente 8, che cosa generano sul prezzo del latte? Questo automatismo noi adesso non ce l'abbiamo, per cui gli Uffici mi stavano dicendo… io voglio scrivere 80 centesimi, l'ho detto prima durante l'intervento, quindi non è che stiamo aspettando le proposte, sono d'accordo perché l'ho detto e ne sono convinto, gli Uffici adesso mi dicono che forse non si può scrivere 80 centesimi nella risoluzione, si può scrivere però che l'obiettivo è finalizzato esclusivamente a consentire che il prezzo del latte debba raggiungere determinati livelli, che deve essere trattato negli accordi, mi dicono. Se si può scrivere 80 centesimi, io scrivo 80 centesimi, l'ho detto per primo io e rivendico la paternità delle cose per evitare equivoci. Se si può scrivere, si scrive, se non si può scrivere troviamo una formula per dire la stessa cosa che ci consenta di arrivare a quell'obiettivo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io penso sia molto importante aggiungere, oltre alle modifiche che ha suggerito l'onorevole Lotto, aggiungere un impegno preciso con una cifra importante. Quattordici milioni è una cifra importante che non viene fatta per tante altre situazioni, quindi mi sembra un impegno importante che viene preso qui, dopodiché fatemi aggiungere che il prezzo del latte non lo stabiliamo noi. Scriviamo "finalizzato all'aumento del prezzo del latte", poi possiamo anche augurarci che tra le varie misure il prezzo del latte possa arrivare a 90 centesimi o a un euro, sto semplicemente dicendo che non ha senso, che non possiamo, poi se lo volete scrivere, scrivetelo, però io guardo in faccia chi è seduto lì: non siamo noi che stabiliamo il prezzo del latte, quel che conta è che noi…

(Interruzioni)

Se volete continuare, fatelo pure. Guardate, io mi rivolgo a chi poi alla fine ha i veri problemi: noi lo possiamo scrivere ma voi lo sapete meglio di noi, non siamo noi che facciamo il prezzo; noi mettiamo le risorse, e questa è la cosa importante, dopodiché se il prezzo aumenta a 80, a 90, a 1 euro, va benissimo. mettere 80 centesimi sinceramente è prendere in giro chi, meglio di noi, sa che non è la Regione e non è quest'Aula che stabilisce il prezzo. Dopodiché facciamo quel che vogliamo, ma io sono tranquillo nell'aver detto con tutta la sincerità che non è quest'Aula che stabilisce il prezzo del latte, noi mettiamo gli strumenti per farlo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Vorrei dire che non c'è obiezione a che sia scritto 80, 90 o 100, nel senso che questa è una risoluzione e non è una contrattazione, quindi non esiste nessun problema. Io ribadisco, la minoranza è d'accordo se si scrive che tutto quello che è all'interno della risoluzione è esclusivamente indirizzato per l'aumento del prezzo del latte almeno a 80 centesimi, altrimenti io non lo voto!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gaetano Ledda. Ne ha facoltà.

LEDDA GAETANO (Gruppo Misto). Allora, ho sentito il commento di 20 centesimi portarlo 80, perché, ripeto, gli industriali, non le cooperative perché ancora il prezzo non è stabilito, lo stanno pagando 60; a domanda precisa in Commissione ci hanno risposto che lo stanno pagando 60. Torniamo a bomba, sennò non ci stiamo capendo, noi abbiamo bisogno di un importo pari a 30 milioni di euro, e ripeto 30 milioni di euro, per poter togliere, come ha detto l'onorevole Cocco, questo tappo, e il tappo sono 50 milioni di eccesso di Pecorino romano. Per poter pagare questo Pecorino romano 6 euro, siccome 6 per 5 fa 30, servono 30 milioni di euro. Chi è che dice che non possiamo scriverlo il prezzo del latte? Lo possiamo scrivere, l'Europa ci autorizza, a novembre è stata fatta una risoluzione con il presidente (…) che dice che la Sardegna, l'Italia può decidere il prezzo del latte. Allora noi facciamo un incontro con le cooperative e con gli industriali, il patto è questo: noi ritiriamo questi 50.000 quintali di pecorino a condizione che voi firmiate i contratti a 80 centesimi. Non ci stanno? Non ritiriamo il pecorino. Siccome loro sono venuti in audizione, e io ci ho parlato con le cooperative e con gli industriali, loro sono d'accordo, sono tutti d'accordo a questa risoluzione. Quindi la vera soluzione è questa, portare il prezzo del latte a 80 centesimi, poi se è 50 si aggiunge 30, se è 60 si aggiunge 20, non è questo il problema, portarlo però a 80. Con questa misura, ripeto, vanno direttamente ai pastori, a chi munge il latte, non è la solita misura che va a chi trasporta, a chi ammazza le pecore o altro, perché sono i pastori che sono in crisi, sono quelli che stanno morendo, come fanno le cooperative ad andare avanti se questi non ci sono più? Quindi, se noi risolviamo questo problema…. Qualche associazione parla di problema risolvibile oggi ma domani… Non è vero perché oggi dai dati che abbiamo non arriviamo a superare 250-280 quintali di pecorino come è stato detto in audizione che si producono, questo è successo… che si sono prodotti dai dati… che abbiamo sentito 363.000 quintali, qui c'è stato questo eccesso di pecorino, quindi questo non dovrebbe succedere almeno nell'immediato…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oscar Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (FI). Mi sembra che si rischia di fare nuovamente gli interventi per dichiarazione di voto, Presidente, non credo che sia necessario. Qui ci sono due proposte, la proposta del presidente Lotto che chiede di integrare con degli emendamenti orali e la proposta della minoranza che credo che sia chiarissima, abbiamo necessità che all'interno della risoluzione ci sia scritto in modo chiaro che tutto quello che è inserito e tutte le proposte inserite che impegnano la Giunta e sono inserite all'interno della risoluzione devono avere l'obiettivo finale del garantire il prezzo del latte ad almeno € 0,80. Se lo scriviamo e avete deciso di inserirlo e lo possiamo inserire possiamo passare al voto. Se avete deciso di non inserirlo, è inutile che interveniate in cinquanta, non serve assolutamente a niente, noi non voteremo questa risoluzione, votatevela da voi che avete i numeri e finisce qua, Presidente. Se no veramente diventa una discussione infinita. Grazie.

PRESIDENTE. Ha fatto una sintesi chiarissima. La domanda è semplicissima, c'è un accoglimento da parte della maggioranza della richiesta di inserire fino a € 0,80 sì o no?

Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Lotto. Ne ha facoltà.

LOTTO LUIGI (PD). Noi riteniamo di dover scrivere e integrare ulteriormente la frase che ho usato prima: e presentare in finanziaria emendamenti per realizzare le misure di cui sopra per un totale di 14 milioni finalizzati alla ripresa del prezzo del latte.

PRESIDENTE. Allora, ci sono due emendamenti orali, chiedo se ci sono osservazioni per l'accettazione degli emendamenti orali presentati dall'onorevole Lotto.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Noi le osservazioni alle proposte del presidente Lotto le abbiamo già fatte, nel senso che siamo d'accordo nella misura in cui vengono integrate con quanto ha testé riassunto bene l'onorevole Oscar Cherchi se no non siamo assolutamente d'accordo. Quindi è inutile…

PRESIDENTE. Se non c'è accoglimento degli emendamenti orali la risoluzione rimane tale e quale a quella presentata prima.

Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Fasolino. Ne ha facoltà.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Sull'ordine dei lavori. Presidente, sto notando una cosa e il capogruppo Cocco dice una cosa, il Presidente della Commissione quando legge la proposta ne legge un'altra. Prima il Capogruppo del PD ha detto "la faccio mia, sono stato il primo ad averlo detto, deve garantire questa cifra" e poi invece…. Mi scusi Presidente, io devo capire perché ho due proposte o non era vero quello che ha detto…

PRESIDENTE. Onorevole Fasolino, non serve a niente questo, siamo in fase di votazione. Ha un'unica proposta che è quella che ha letto l'onorevole Lotto. Quella è la proposta con le modifiche.

Quindi se gli emendamenti proposti dall'onorevole Lotto non sono accolti come emendamento orale la risoluzione da votare è quella originale, ovviamente la stessa cosa chiedo…

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Presidente, allora abbiamo trovato la quadra sulle proposte, la sostanza è la stessa…. Scusate un attimo cerchiamo di capirci, stiamo interloquendo confrontiamoci sulle cose poi ognuno decide di fare quello che ritiene giusto fare, non è che siamo…. Io personalmente ritengo, l'ho detto prima e lo ribadisco, che dovremmo puntare a fare uno sforzo e scrivere o almeno di € 0,20 di o arrivare € 0,80 come prezzo da definire, mi si dice a ragione, che non siamo noi coloro che devono siglare il prezzo del latte e condivido questa cosa qui, perché è vero, e allora dire la stessa cosa sapendo che noi non siamo coloro che fissano il prezzo del latte però scriverlo mi pare che rimanga traccia e trovare il modo per dire che riteniamo congruo il prezzo del latte € 0,80 e cerchiamo un modo di iscriverlo per avere un punto di riferimento che non faccia dire che siamo noi quelli che fissano il prezzo perché non siamo noi, non è il Consiglio regionale ma sono coloro che sul mercato intervengono. Però noi lo stiamo scrivendo che 14 milioni li mettiamo, che quelli del Ministero sono destinati esclusivamente a fare in modo che il prezzo del latte sia in grado di risalire da subito e ci stiamo avvitando sul tetto. Per cui l'invito ai consiglieri di minoranza: non vanifichiamo, se abbiamo anche una piccola questione, lo sforzo fatto fino ad oggi per far saltare il banco, perché ricadrebbe sulle vostre spalle una responsabilità che vi assumerete tutta, per cui si chiedo a voi tutti di fare uno sforzo ulteriore dopo tanto lavoro, tanta manifestazione, tanto impegno della Commissione che ha lavorato con un malloppo di roba così per provare a intervenire su una materia seria, difficile e complicata di cui abbiamo detto tutti ora ci stiamo arrivando a concludere almeno una proposta che guarda a dare gambe. Ottanta centesimi non lo possiamo scrivere ma che noi riteniamo congruo io lo posso dire che io ritengo congruo quel prezzo, questo lo posso dire che e chiedo anche a voi di fare un ulteriore sforzo per capire che questo prezzo non lo possiamo fissare ma che lo scriviamo ugualmente, magari dicendo che riteniamo congruo questo e che l'obiettivo minimo deve essere quello, questo credo che si possa fare per cui… Scusate un attimo… ho già detto Oscar… perché il prezzo…. L'obiettivo è quello, il nostro obiettivo è che riteniamo congruo quello, sto dicendo quello. Sto provando a dire quello a tutti noi senza averne neanche parlato approfonditamente con i colleghi di maggioranza e quindi stiamo parlando in quest'Aula tutti assieme. Quindi cerchiamo di essere, io non sto cercando né tattica… siamo tutti nel tentativo di trovare una soluzione. Quindi non c'è una questione di…

PRESIDENTE. È chiaro il concetto.

Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC-Sardegna). Ho chiesto da molto di parlare, forse avremmo evitato mezz'ora di discussioni inutili. Noi abbiamo detto che vogliamo che venga scritto € 0,80, nel momento stesso in cui non c'è questo io personalmente come ho fatto altre volte non sono d'accordo con gli emendamenti orali. Quindi se questo c'è, bene, se no, lo abbiamo già detto e ribadito venti volte, non possiamo…. La prassi, la prassi che poi non vale, Regolamento… troppa confusione stasera, Presidente.

PRESIDENTE. Ho ancora due iscritti a parlare, adesso diventati quattro. Siamo in una fase in cui non c'è più discussione. Allora la domanda è ancora una: c'è da parte della maggioranza la volontà di accogliere… Un minuto di sospensione.

La seduta è sospesa.

(La seduta, sospesa alle ore 21 e 37, viene ripresa alle ore 21 e 56.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Allora, Presidente, la risoluzione, così come già detto prima, senza bisogno di riprendere tutta la discussione, abbiamo detto che mettiamo 14 milioni di euro, per cui il dato politico è che la maggioranza ritiene necessario investire 14 milioni di euro immediatamente, più i 4 milioni di euro del Ministero che sono a disposizione, e sono 18, più gli altri che probabilmente arriveranno, ma parliamo delle cifre a disposizione. Abbiamo detto, l'abbiamo detto, io l'ho detto personalmente nell'intervento da subito che riteniamo che questi soldi siano destinati per togliere il tappo del Pecorino romano in eccedenza, finalizzato esclusivamente a fare in modo che il prezzo del latte possa salire rispetto alle condizioni attuali e che riteniamo noi, almeno lo dico io, riteniamo noi congruo minimo 80 centesimi il prezzo del latte. Poi congruo qualcuno mi dice che deve essere 90, un euro, eccetera, 80 centesimi è il minimo congruo per il prezzo del latte, per cui c'è la volontà di andare in questa direzione. Si dice "troviamo il modo di scriverlo", io ero dell'avviso che si potesse scrivere e sono dell'avviso che si possa scrivere, con l'impegno… però si dice che il prezzo del latte non lo fa il Consiglio regionale, non lo fate voi, lo fanno ovviamente coloro che intervengono su questo aspetto, però noi lo possiamo scrivere, e lo scriviamo nelle premesse in questo modo: "Rilevato che" - nella pagina 3 della risoluzione - "tale situazione ha comportato una consistente riduzione del prezzo del latte pagato agli allevatori, che si ritiene non debba scendere sotto gli 80 centesimi al litro". Questa è la proposta, lo scriviamo nelle premesse, quindi noi scriviamo che naturalmente i 14 milioni di euro sono finalizzati a fare in modo che il prezzo del latte risalga, esclusivamente a quello, e diciamo che noi riteniamo che il prezzo del latte sia 80 centesimi, senza in questo modo dire che il prezzo del latte lo facciamo noi, ma che noi abbiamo un indirizzo ben preciso che vogliamo dare, diciamo chiaramente che mettiamo 14 milioni finalizzati esclusivamente a fare in modo che il prezzo del latte risalga. Per cui credo sia una proposta seria, che riteniamo debba essere accolta da tutti, altrimenti dico già da adesso che presentiamo domani mattina una proposta di legge se la risoluzione non viene votata, e se non ci consente di portare queste modifiche, noi queste modifiche le tradurremo domani mattina in una proposta di legge che metteremo all'attenzione dell'Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Due considerazioni. La prima è che non è vero che è l'Aula che fa il prezzo del latte, naturalmente è la contrattazione, ma per fare la contrattazione la Regione mette danaro per comprare le eccedenze. Seconda considerazione. Nelle premesse non serve a niente, io voglio che sia scritto, e ritengo di interpretare l'intera opposizione, nell'impegno che la Giunta deve prendere, perché altrimenti non esiste nessuna consequenzialità, state prendendo in giro la gente.

PRESIDENTE. Va bene, allora l'emendamento orale così formulato non è accolto, quindi metto in votazione la Risoluzione nel suo testo originale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della Risoluzione numero 9.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

La seduta è Tolta, il Consiglio è convocato domani mattina alle ore 10 e 30.

La seduta è tolta alle ore 22 e 01.