Seduta n.213 del 21/12/2016 

CCXIII Seduta

Mercoledì 21 dicembre 2016

(POMERIDIANA)

Presidenza del Presidente Gianfranco GANAU

La seduta è aperta alle ore 16 e 30.

RAIMONDO PERRA, Segretario f.f., dà lettura del processo verbale della seduta del 2 dicembre 2016 (209), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Anna Maria Busia, Ugo Cappellacci, Luigi Crisponi, Daniela Forma, Marcello Orrù, Antonello Peru, Giovanni Satta e Paolo Zedda hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 21 dicembre 2016.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Discussione e approvazione del disegno di legge "Approvazione del Rendiconto generale della Regione Sardegna per l'esercizio finanziario 2015 e del Rendiconto consolidato della Regione Sardegna per l'esercizio finanziario 2015" (387/A)

PRESIDENTE. Il primo punto all'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 387 della Giunta regionale, approvazione del Rendiconto generale della Regione Sardegna, per l'esercizio finanziario del 2015 e del Rendiconto consolidato della Regione Sardegna per l'esercizio finanziario 2015.

Ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Sabatini, relatore di maggioranza.

SABATINI FRANCESCO, relatore di maggioranza. Presidente, visto che il provvedimento è prettamente tecnico mi rimetto alla relazione della Giunta, ne approfitto però per chiedere se la Giunta ha dato la disponibilità a rispondere sul quesito che stamattina, intervenendo sull'ordine del lavori, ho posto, cioè quello riguardante il tema del pagamento dei premi in agricoltura AGEA.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Christian Solinas, relatore di minoranza.

SOLINAS CHRISTIAN, relatore di minoranza. Grazie Presidente, mi rifarò alla relazione scritta alla quale rimando, che è ben più esaustiva, svolgerò oralmente soltanto due ordini di considerazioni che attengono il merito, perché sotto il profilo della forma questo provvedimento di fatto è strettamente conseguente alle deliberazioni della sezione controllo della Corte dei Conti e dalla decisione della Corte dei conti a sezioni riunite che ha di fatto dato via libera alla parificazione del bilancio, i fatti salienti sono che con questo rendiconto la Regione Sardegna entra a pieno titolo all'interno della contabilità e del bilancio armonizzato così come è previsto dall'accordo sottoscritto dal Presidente della Regione e dal Ministero dell'economia e delle finanze 21 luglio 2014. Prima Regione in Italia ad entrare, prima regione che sconta anche i ritardi connessi alla complessità di questa materia, in particolare la complessità connessa all'adozione del principio contabile della competenza finanziaria cosiddetta potenziata che il fatto ha determinato una modificazione del criterio di imputazione agli esercizi finanziari degli accertamenti degli impegni, in quanto le obbligazioni attive e passive giuridicamente perfezionate sono registrate nelle scritture contabili nel momento in cui l'obbligazione sorge ma con l'imputazione all'esercizio nel quale esse vengono a scadenza. Quindi questa operazione ha determinato una complessa ed amplissima esigenza di riaccertamento di tutti i residui che ha comportato uno sforamento piuttosto notevole rispetto al termine posto dal principio contabile 4.11 del decreto legislativo numero 118 che prevedeva che si potesse arrivare al 30 aprile. In disparte tutte le considerazioni che si troveranno nella relazione scritta, a me preme sottolineare solo due aspetti che hanno delle importanti conseguenze anche sui disegni di legge e sui progetti di legge che questo Consiglio affronterà nella serata, cioè che, con riferimento soprattutto alle società partecipate e alle spese per il personale, l'esercizio finanziario 2015 ha riscontrato un significativo aumento rispetto all'esercizio precedente, in particolare 92 milioni e 47 mila, cioè un 27,51 per cento. Vi sono società addirittura in liquidazione che aumentano le spese per il personale. Faccio solo alcuni esempi: la Sotacarbo ha registrato un incremento del 39,5 per cento; Abbanoa delle 3,54, Fase Uno del 20,54; addirittura la SOGEAL un incremento del 4,22 per cento nonostante la contrazione di movimenti e di traffico che è su tutti i giornali e di dominio pubblico. Questo impone a nostro avviso una riflessione piuttosto importante su tutti i provvedimenti che hanno ad oggetto la materia del personale. In particolare io ritengo vada condiviso il richiamo all'articolo 19 del decreto legislativo numero 175 del 2016 che pone in capo alla Regione l'obbligo di fissare nei riguardi delle proprie società controllate obiettivi annuali e pluriennali di contenimento delle spese di funzionamento ivi comprese quelle per il personale. Quindi prima di avviare qualsiasi piano di stabilizzazione, qualsiasi piano di nuove assunzioni in questi soggetti bene si farebbe a fare un'attenta ricognizione, una valutazione precisa.

Secondo ordine di considerazioni attiene invece al settore sanitario e cioè il servizio sanitario regionale è stato certificato dalla Corte dei conti al 31 dicembre 2015 un disavanzo complessivo di 344 milioni e 307 e un andamento dei costi della produzione che è in costante crescita pari al 3,33 per cento. La spesa farmaceutica in particolare complessiva è aumentata nell'ultimo triennio del 14,47 per cento, il solo dato del 2015 evidenzia un incremento del 9,26 per cento rispetto all'esercizio precedente determinato in particolare da un significato incremento dei costi per l'acquisto di prodotti farmaceutici ed emoderivati più 19,59 per cento. Si confermano quindi tutte le criticità delle procedure di indirizzo e controllo delle aziende del servizio sanitario regionale che non appaiono in grado di realizzare gli obiettivi di contenimento e qualificazione della spesa posti alla base del piano di rientro approvato da questa Aula. Andrebbe quindi anche sotto questo profilo avviata una riflessione più ampia rispetto all'attendibilità del piano di rientro e di contenimento del deficit complessivo. Per tutti questi ordini di ragioni, per le considerazioni svolte i Gruppi di minoranza hanno ritenuto di astenersi in commissione rispetto al provvedimento che come dicevo rappresenta comunque il corollario tecnico e consequenziale rispetto all'esito positivo dell'esame di parificazione da parte della Corte dei conti.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Grazie Presidente, per fare alcune riflessioni e osservazioni, il rendiconto lo sappiamo è un dato riassuntivo ovviamente di una gestione che si riferisce all'anno appena trascorso e che comunque sia ha avuto dei ritardi principalmente anche dati da una parifica data in ritardo. Tuttavia mi permetto di osservare che una parifica in ritardo però non certo poteva ritardare l'azione di programmazione degli altri elementi relativi alla parte finanziaria che invece la Giunta aveva comunque il dovere di porre in essere e di rispettare i tempi. Capiamo anche, Assessore, le difficoltà di adeguamento ovviamente al pareggio di bilancio, i principi del pareggio di bilancio in particolar modo credo che la competenza finanziaria potenziata sia sicuramente un elemento determinante, una sorta ovviamente di cartina di tornasole che ha portato, appunto, a delle scelte vincolate. Tuttavia però crediamo che alcuni fallimenti della vostra azione politica si intravedono anche nelle cifre di questo rendiconto in particolar modo, Assessore, mi farebbe piacere poter avere qualche chiarimento in più sull'aumento di residui passivi e sulla scarsa riscossione che riguarda, appunto, i residui attivi e quindi recupero di entrate che ovviamente ancora non si è concretizzato.

Tra l'altro riferendomi alle osservazioni fatte dal relatore viene da chiedermi scusate ma la Sotacarbo che sviluppo innovativo e che tipi di ricerche ha effettuato per avere questo incremento spasmodico di personale. Sappiamo che ovviamente il personale deve essere anche qualificato e questo lo dico, guardi, non ovviamente nei suoi confronti, che se è avvenuto e ha dato dei risultati trova in me un'assoluta sostenitrice, però mi riferisco soprattutto a critiche che sono avvenute in passato dove veniva considerata una scatola vuota di bottega. Ecco non è mai avvenuto in passato quindi andremo a verificare perché su questo veramente sarà importante capire perché questi aumenti. Così pure come le altre società in liquidazione dove si è potuto aumentare qualche spesa lo avete Stato e anche di questo magari nel corso del tempo avremo modo di approfondire quali sono state le ragioni.

In questo rendiconto c'è ovviamente il fallimento assoluto della parte sanitaria, nessuna ASL è riuscita ad effettuare risparmi, ogni ASL con le vostre indicazioni, che ormai ve lo ricordiamo, perché ogni tanto credo vi sfugga, stiamo arrivando ai tre anni di vostro governo, non c'è stato assolutamente un controllo della spesa, in ragione invece di due, ben due riforme sanitarie che avete definito come assolutamente in linea con la spending review. Una spesa farmaceutica che ci direte che è sempre stato un tallone d'Achille però certamente era nei vostri programmi ben altro. Se avessimo avuto dei miglioramenti in campo sanitario avremmo potuto anche accettare un aumento di spesa ma tutto questo non è avvenuto, perché sono aumentati invece dei disservizi; dico e faccio un esempio su tutti state riuscendo a distruggere un'eccellenza di Sardegna che era appunto il Brotzu. Assessore, anche se lei fa l'Assessore del bilancio vada a verificarli certi aspetti della parte della sanità, perché poi comunque è lei che dovrà andare a ricercare le risorse e allora forse un occhio in più non guasterebbe. Per il resto devo sottolineare che a fronte di una enunciazione di: abbiamo più soldi, pagheremo tutti e tutti vivranno felici e contenti. Assessore, mai fu una affermazione, io dico, non parlo di bugie perché non è nelle mie corde, ma dico un'affermazione non veritiera, perché qualsiasi classe della nostra società ha sofferto per poter avere chi lo stipendio mensile, chi il contributo, chi alcune altre prerogative, chi finanziamenti. Se poi vogliamo andare a parlare dei bandi relativi alle attività produttive è meglio che stendiamo un velo pietoso.

Quindi, Assessore, ho capito le difficoltà di un sistema che è stato inserito in una macchina amministrativa, in una struttura con molte difficoltà di organizzazione, con un personale non sempre allocato nelle giuste competenze, però le dico d'ora in poi visto che ormai la macchina è oleata cerchi insieme ai suoi colleghi ovviamente di trovare le giuste misure perché non è più possibile che se è vero che abbiamo le risorse, anche se a me risulta una fortissima differenza di cassa, ma se è vero che abbiamo le risorse, abbiamo il dovere, avete il dovere di spenderle totalmente nei tempi e nei modi a sostegno delle attività dei sardi e dei sardi stessi.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Paolo Truzzu. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Grazie Presidente, è vero che l'approvazione del rendiconto è sicuramente un'operazione tecnica però è anche vero che ci può dare l'occasione per fare alcune riflessioni che in parte sono state anticipate dalla relazione del collega Solinas e dall'intervento anche della collega Zedda. E alcune riflessioni che diciamo sono in qualche modo agevolate anche dalla relazione della Corte dei conti che è stata presentata in questi giorni come uno straordinario del successo della Giunta e dell'Amministrazione che ha raggiunto quelli che erano gli obiettivi disposti dal bilancio armonizzato. Relazione che però presenta delle luci sicuramente ma anche delle ombre che ci devono fare in qualche modo riflettere, e la prima osservazione che vorrei fare è che, è vero che le nuove norme del bilancio armonizzato ci hanno portato ad approvare il rendiconto e il successivo assestamento che faremo successivamente in ritardo, e questo probabilmente è dovuto al fatto che era un'operazione non semplice, però dobbiamo interrogarci perché siamo stati l'unica regione a non scegliere la strada della sperimentazione, e invece abbiamo deciso di andare di botta, e questa è una scelta sicuramente politica che ha fatto questa Giunta con l'applicazione del bilancio armonizzato, che ha portato poi tutte quelle difficoltà a cui faceva riferimento la relazione della Corte dei conti, difficoltà che sono state messe in evidenza. Dice la Corte dei conti, per esempio, che nel corso dell'anno si è andati avanti con tutta una serie di operazioni, di accertamenti e riaccertamenti ordinari e straordinari che hanno in qualche modo, benché siamo arrivati ad una riduzione dei residui attivi e passivi, messo anche in dubbio la possibilità di conseguire gli obiettivi e gli equilibri di bilancio. In particolare, ha portato la Giunta ad approvare la proposta poi da inviare alla Corte dei conti solo a fine luglio, e per questo motivo oggi noi, anziché affrontare e discutere la finanziaria per il 2017, siamo in fortissimo ritardo e stiamo discutendo di cose di cui avremmo dovuto discutere quest'estate e discuteremo più tardi un assestamento che avremmo dovuto fare molto prima, e questo è un primo dato politico e non tecnico che ci dobbiamo sempre ricordare.

Altri elementi importanti. Abbiamo chiuso il 2014, quindi il 2015 con un risultato di amministrazione che dava un meno circa 500 milioni, oggi chiudiamo il 2015 con un risultato di amministrazione che è meno 628 milioni. Quindi ci sarebbe anche da domandarsi come mai nel corso dell'anno sostanzialmente quello che è il risultato di amministrazione è peggiorato, e questo lo segnala anche la Corte dei conti, e segnala altre cose abbastanza interessanti che ci devono, come dicevo prima, far riflettere e riportare ad un ragionamento più complessivo. Perché se è vero, come ha detto più volte l'Assessore, che è stata fatta un'opera importante sui residui che ci ha portato nel corso di questo anno e mezzo a ridurli notevolmente, c'è un dato che a mio parere è preoccupante, che testimonia quelle osservazioni che abbiamo sempre fatto come minoranza sulla capacità di spesa e di programmazione da parte di questa Giunta. E il dato che segnala la Corte dei conti è che c'è una somma importante di residui passivi in conto capitale che non sono spesi, una somma pari al 26 per cento sostanzialmente dei residui passivi che fa sì che, sostanzialmente, la spesa per investimenti di questa Regione sia bloccata, o meglio, abbia dei notevoli ritardi di programmazione che poi rischiano di incidere anche sui saldi degli anni futuri e sulle finanziarie degli anni futuri, perché, ovviamente, quello che non si riesce a spendere va sul fondo regionale vincolato, e poi genererà indubbiamente qualche problema di equilibri che magari l'anno prossimo o l'anno successivo ci troveremo ad affrontare. E c'è poi tutto un ragionamento che assume una rilevanza ancora maggiore alla luce del dibattito di stamattina. Perché stamattina cosa abbiamo fatto? Abbiamo sostanzialmente detto che per risolvere la situazione dei lavoratori dell'ATI-IFRAS, la soluzione era quella di ricorrere alla naspi prima, e poi eventualmente ad un periodo in una partecipata prima di arrivare a questa famosa gara internazionale, se mai ci si arriverà. La relazione della Corte dei conti ci dice chiaramente che proprio per le spese per il personale e sull'attività di indirizzo che la Giunta deve compiere nei confronti delle partecipate, c'è un profondo buco nero, perché in più punti la Corte dei conti dice che questa Giunta regionale non ha dimostrato di avere capacità di dare indirizzi adeguati a quelle partecipate che poi dovrebbero assumere e inglobare quei lavoratori, come abbiamo stabilito stamattina, che la stessa Corte dei conti ci dice: "Attenzione che le spese per quel personale sono già eccessive, avete già superato le cifre che dovreste rispettare, e ci sono situazioni abbastanza kafkiane, come diceva prima il collega Solinas, di partecipate che sono in liquidazione, che continuano ad assumere il personale e ad aumentare il personale. C'è anche un altro aspetto che deve farci riflettere, che è quello che viene segnalato dalla Corte dei conti delle fondazioni. L'Assessorato della pubblica istruzione, è una cifra che a me sinceramente ha spaventato, che non conoscevo Assessore, pare che nel corso del 2015 abbia dato alle fondazioni regionali circa 11 milioni di euro. Noi non sappiamo, nessuno sa come vengono spesi questi fondi, perché sul sito dell'amministrazione non è possibile capire come vengono spesi questi soldi, non c'è nessun riferimento, sono soldi che escono dalle tasche di tutti i sardi, sono soldi sui quali nessuno del Consiglio ha la possibilità di effettuare controlli. Su questo bisogna intervenire subito, perché ho anche il vago sospetto che molto spesso non siano spesi a dovere, e siccome ogni volta riuscire a trovare qualche risorsa per emergenze importanti diventa sempre più difficile, è dovere di tutti impegnarci e impegnarsi per mettere fine a questo scandalo, perché non è possibile che ci siano ancora enclave all'interno dell'amministrazione che possano spendere le risorse come meglio credono. Anche questa è una delle cose per il futuro sulle quali dobbiamo mettere mano, oltre che intervenire su quegli aspetti che ho citato prima.

PRESIDENTE. Comunico che è rientrato dal congedo l'onorevole Desini.

È iscritto a parlare il consigliere Ignazio Locci. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Io ho avuto l'onore di partecipare all'udienza di parifica dei conti della Corte dei conti, e devo dire per onestà intellettuale che una delle questioni che la Corte ha posto sia nella relazione che nella requisitoria è che questo nuovo sistema di contabilità, quella rinforzata e armonizzata, se è vero che in questa fase ha creato dei ritardi della chiusura dei documenti contabili, è vero che comunque ha restituito un bel po' di ordine alle cose e ai conti. Quindi, questo secondo me è un elemento molto importante rispetto alla nostra contabilità e rispetto alla nostra capacità di programmazione. Voglio, appunto, focalizzare sulla questione della programmazione perché mi stava a cuore, mi è stato a cuore un passaggio della requisitoria del procuratore generale proprio sul ruolo della programmazione che è in capo al Consiglio. Quindi, questo nuovo sistema di contabilità in qualche modo rimette al centro le competenze e le prerogative del Consiglio regionale, del legislatore regionale sulla materia della programmazione e quindi di indirizzo della spesa e di indirizzo politico. Quindi, questo mi pare uno degli elementi fondamentali che deve guidare la nostra azione, e voglio anche rimarcare comunque alcuni passaggi semplicemente per aiutarci nel ragionamento, perché comunque dobbiamo rilevare anche in questo rendiconto, tra l'altro è un sistema che è ancora in evoluzione, perché nel prossimo anno finanziario ci troveremo ad applicare anche una parte nuova della riforma, tra virgolette, perché poi il "118" è del 2011, però anche tutta la contabilità del patrimonio dovrà avvenire nei documenti di bilancio, quindi con novità sostanziali oltre che tecniche nella redazione del bilancio, la legge di bilancio, con non poche complessità. Voglio richiamare, ma lo faccio, Assessore, solamente a memoria per tutti quanti, cioè il richiamo che viene fatto della questione entrate, su cui al netto dei 300 milioni già incassati ci sono sempre ancora, della partita 2010-2015, 485 milioni, su cui va data un'accelerazione, poi si vedrà quali anni di imputazione vedranno queste entrate, però è necessario prevedere decreti attuativi per incamerare questi 485 milioni che sono dei sardi, e servono alla nostra programmazione e quindi al vostro indirizzo di Governo. Voglio anche ricordare un altro passaggio rispetto alla difficoltà che c'è nel tracciare la spesa e nel controllare la spesa dei fondi comunitari. Una delle questioni che viene posta è appunto che vi è difficoltà in capo a chi esercita il controllo di mettere in rapporto quanto viene pubblicato, in ragione anche di alcune obiezioni che vengono fatte sul rispetto puntuale almeno delle norme sulla trasparenza. Io credo che ci siano elementi di riflessione, non mi pare il caso di andare a vedere la questione strutturale della sanità perché tutti la conosciamo, però credo che ci siano indicazioni importanti per ridare centralità al Consiglio regionale nella programmazione e quindi nel ruolo di costruzione del documento di bilancio, e ci siano ovviamente quindi indicazioni anche per migliorare la spesa della Regione. Questi sono un po' gli auspici anche che vengono da questi banchi.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Io intervengo per due brevissime osservazioni e una segnalazione al Vicepresidente della Giunta regionale. Questo è un documento politico, non è un documento solo tecnico, è un documento politico così come l'assestamento del bilancio, e lo dico con assoluta franchezza, non per farmi i fatti in casa d'altri, però noi vogliamo vedere come alcune forze politiche della maggioranza si comportano nella votazione di questi documenti che hanno un contenuto non solo tecnico, ma una valenza politica, perché, cari signori, non si può dire che si esce dalla maggioranza, non si può ritirare l'Assessore dalla compagine governativa, e in Aula continuare a sostenere la maggioranza; i sardi devono sapere esattamente che cosa succede in quest'Aula, perché vorremmo che fosse fatta un'operazione verità in quest'Aula come fuori da quest'Aula, nelle piazze, quando si va ad attaccare il presidente Pigliaru e l'assessore Paci, quello che facciamo noi, quello che fa l'opposizione, lasciatecelo almeno fare, perché lo facciamo fuori e dentro l'Aula, ma vorremmo vedere la coerenza di chi lo fa fuori e che invece qui a Cagliari, in quest'Aula, si comporta in maniera diversa. E c'è un aspetto, assessore Paci, ci ha riferito il collega Locci della relazione della Procura generale della Corte dei conti, ci ha riferito lei, perché l'abbiamo appreso dai mezzi di informazione, degli esiti positivi, delle valutazioni positive che sono state fatte, però mi pare o che voi non abbiate contezza di quello che sta succedendo, che predicate bene ma poi si razzoli male, non so da parte di chi, voi dite che state promuovendo una stagione nuova di risanamento dei conti di spesa inutile che non è più scrivibile in bilancio, però apprendo in questo momento, Assessore, da un mezzo di informazione, perché non ci siano equivoci è Sardiniapost.it, che riferisce, lo chiedo anche ai colleghi della maggioranza… scusa, Gaetano… no, perché se non ci ascoltiamo, veramente… qui stanno succedendo cose che io vorrei capire, se la Giunta regionale, se la maggioranza sono al corrente di quello che sta succedendo in questa Regione, in questa Regione dove il clientelismo abbonda, eccome! Dove la spesa sprecona abbonda eccome! Vorrei capire di chi è la responsabilità! Il 7 dicembre, stiamo parlando di una settimana fa, non di secoli fa, una settimana fa, il giorno in cui l'Assessore dell'agricoltura si è dimessa, lo stesso identico giorno, riferisce Sardiniapost, perché diamo a Cesare quel che è di Cesare, ma io ho il dovere politico di denunciare questo fatto in Aula, perché se non è così mi si smentisca, riferisce che un addetto del Gabinetto dell'allora assessore Elisabetta Falchi, in quota Rossomori, firmava un contratto di collaborazione con il Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale per 16 mila 700 euro. Si dirà: "Non è né il primo né l'ultimo"; ma guardate cosa riporta l'Agenzia di stampa. Il contratto è per il periodo 7 dicembre-31 dicembre 2016; fatevi voi i conti di quello che costa questa consulenza presso il Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale. Un funzionario regionale, non un esterno, un funzionario regionale! Mah, ci rendiamo conto di quello che sta succedendo? Noi abbiamo fatto un provvedimento per cercare di risollevare i Consorzi di bonifica, cioè un intervento per cercare di andare incontro alle esigenze degli agricoltori, del mondo agricolo per i costi irrigui, e qui noi apprendiamo invece che un funzionario dell'Assessorato regionale all'agricoltura, che deve prestare i suoi servigi, udite udite, oltre il suo ordinario e normale orario di lavoro, quindi sono servigi molto importanti, avrà sicuramente 3-4 lauree, forse prese chissà da dove, o chissà per quale ragione è stato chiamato ad assumere questo incarico di consulenza così costoso e così gravoso per il bilancio della Regione, assessore Paci, a voglia noi poi a fare finanziarie e lei a proporre finanziarie e a raschiare il barile, quando non si riesce a trovare qualcosa per chi ha davvero bisogno. Perché questo risulterebbe essere un funzionario dell'Assessorato dell'agricoltura, quindi stipendiato, con tredicesima, con tutti i benefit che gli derivano da quello status di dipendente pubblico, forse ha la fortuna di essere vicino all'ex Assessore, perché era un suo adetto di Gabinetto, va ad essere assunto in convenzione, per 20 giorni, per espletare un incarico di consulenza, senza sapere quale sia l'oggetto e soprattutto per sapere che nel Consorzio di bonifica della Sardegna centrale non ci sono le competenze, non ci sono le persone che potevano svolgere questo servizio? Io, Presidente Ganau, assessore Paci, la mia è una formale denuncia politica, che io sto rappresentando, perché questo è un sistema che deve assolutamente finire, questo è un sistema che neppure nelle peggiori situazioni della vecchia e vituperata politica degli anni passati penso si sia mai verificato. E non è una cosa che può essere passata sotto silenzio, questa probabilmente è una delle tante altre questioni di cui noi non siamo al corrente, perché se solo un solerte e bravo giornalista si occupa di un caso di questo genere, chissà quante altre cose io e forse voi della Giunta e noi del Consiglio regionale non conosciamo e su questa questione io preannuncio che andremo in fondo, andremo in fondo per controllare, presidente Paci, perché questo glielo chiedo già sin da ora, di avere tutte le consulenze che sono state dal 2014 firmate da tutti gli Assessori e da tutti gli enti controllati della Regione. Su questa questione dobbiamo approfondire perché spesso la tanto vituperata classe politica a cui si addebitano costi, spese allegre e poi c'è un mondo sommerso fatto di queste cose, fatto di questi personaggi e davvero questo sì rappresenta un costo per la politica, ma è un costo inutile, un costo dannoso. Io vorrei davvero capire, assessore Paci, le chiedo cortesemente di mettere a disposizione dell'Aula la copia di questa convenzione e soprattutto il curriculum di questo funzionario e come sia possibile che nella Regione Sardegna oltre al normale orario di lavoro si ipotizzino convenzioni per orari extra e sapere in che modo, in quali tempi, dove e per cosa questo lavoro extra è stato svolto. Guardate, noi stiamo affrontando un tema che ci vedrà impegnati fra qualche settimana ancora di più per scrivere la finanziaria. Se noi non abbiamo questi dati, lo dico anche al Presidente della Commissione, faremo le barricate perché non vi faremo...

PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, il tempo a sua disposizione è terminato.

Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Presidente, ci troviamo a discutere il disegno di legge numero 387 che riguarda l'approvazione del rendiconto generale della Regione Sardegna per l'esercizio finanziario 2015 e del rendiconto consolidato in cui le nuove regole mettono insieme il rendiconto dell'amministrazione regionale con quello del Consiglio regionale. Com'è stato ricordato da chi è intervenuto, si tratta di una approvazione di un documento che ha avuto la parifica contabile da parte della Corte dei conti nella seduta del 16 dicembre scorso. Ho seguito con attenzione tutti gli interventi, ci sono stati spunti interessanti sull'argomento in discussione e poi anche dall'onorevole Sabatini inizialmente, all'onorevole Pittalis per ultimo, anche una serie di spunti che riguardano tematiche più generali che sono certamente degne di attenzione.

Abbiamo molti lavori da fare in serata quindi non sarà un intervento lungo, però voglio richiamare alcuni punti e poi anch'io rimando alla relazione scritta per quanto riguarda gli approfondimenti tecnici. Gli elementi che sono stati richiamati sono tre che ricorrono: un discorso che riguarda i tempi; un discorso che riguarda le spese per il personale, in particolare per quanto riguarda le partecipate e da questo punto di vista rientra anche l'ultimo richiamo dell'onorevole Pittalis per quanto ovviamente riferito al 2016, ma è la questione di fondo che ci riguarda, non tanto qual è l'esercizio finanziario in cui si va ad imputare e infine il tema della sanità. Allora, per quanto riguarda i tempi mi avete sentito già in quest'Aula dire con chiarezza che c'erano dei ritardi nell'approvazione dei documenti contabili, mi fa piacere che oggi si va comunque a conclusione all'interno dell'anno finanziario. È stato uno sforzo riconosciuto anche dalla Corte dei conti, abbiamo fatto una trasformazione radicale e strutturale dei principi contabili della Regione Sardegna entrando in una procedura che è decisamente più chiara, più trasparente, che dà più certezza dei dati. Questo, come tutti i cambiamenti, richiede dei tempi in particolare l'adeguamento organizzativo e anche di tutti gli strumenti informativi alle nuove procedure. Quindi ritardi ci sono stati poi nelle fasi di riaccertamento ordinario e poi nella produzione degli stessi tabulati contabili. La stessa Conte dei conti ha avuto necessità di tempi maggiori per procedere alla parifica proprio perché tutta la documentazione era diversa. Uno scotto pagato nell'anno iniziale che ovviamente ci auguriamo non si debba ripetere adesso nel 2016 per quanto giustamente, ringrazio l'onorevole Locci, richiamava che anche nel 2016 ci saranno ulteriori cambiamenti nel senso che ancora è un processo dinamico che sta andando avanti in particolare dal 2016 avremo la novità del conto del patrimonio e quindi anche qui ci saranno delle novità che dovremo affrontare, ma certamente l'augurio mio, della Giunta il lavoro che tutti gli uffici stanno già facendo è di evitare un ritardo come quello che si è accumulato nel rendiconto 2015.

Detto questo e assunte le responsabilità dovute, andiamo a vedere la sostanza. La sostanza ci dice una prima cosa: la Regione Sardegna ha ottenuto il risultato di bilancio richiesto. Quindi il risultato di amministrazione, il risultato di esercizio vede una riduzione del disavanzo e quindi un risultato positivo di 80 milioni rispetto ai 32 milioni che erano richiesti per legge e quindi diciamo quasi il triplo di quello che doveva essere il risultato. Per quanto riguarda i residui passivi è stato richiamato anche questo da più interventi, ovviamente permangono ancora una mole importante di residui passivi a fine esercizio 2015, sono 3 miliardi e 3, ma rispetto ai 5 miliardi che avevamo a fine esercizio 2013, quindi c'è stato un notevole miglioramento. Come un notevole miglioramento c'è stato nella forbice che separa residui attivi da residui passivi. A fine 2013 c'era una forbice di 1 miliardo di differenza tra attivi e passivi, a fine 2015 questa forbice si è ridotta a 200 milioni. Sono tutti dati certificati dalla Corte dei conti che ricorda anche, questo è un indice che la stessa Corte costruisce, che è l'indice di smaltimento che era pari al 40 per cento del 2013 e nell'esercizio conclusivo a fine 2015 è arrivata al 79 per cento. Quindi c'è un notevole smaltimento dei residui che continuano però ad essere una posta importante che va smaltita. Qui sono le difficoltà di liquidità, onorevole Zedda, non è relativo alla vertenza entrate, è relativo al fatto che la Regione ha questa massa notevole di residui immagino cumulati da anni, anni, anni, quindi non ne faccio una colpa alla legislatura precedente, non le faccio mai queste cose qui perché probabilmente chi ha governato la legislatura precedente ne ha trovato di pari o di superiori, sinceramente non lo so, però è un tema che riguarda in genere il sistema Regione e che però stiamo cercando di risolvere e l'indice di smaltimento portato dalla Corte dei conti lo dimostra. La Corte stessa certifica che la spesa nel 2015 è stata di 400 milioni superiore rispetto a quella dell'anno precedente, quindi anche il superamento del vincolo del patto di stabilità ha certamente aiutato a poter pagare e spendere di più.

Questi sono i dati principali positivi che emergono, ovviamente in un sistema complesso come quello in cui viviamo ci sono ancora problemi da risolvere, alcuni dei temi che sono stati ricordati dai consiglieri intervenuti lo testimoniano. Sanità, problema grande, problema importante, anche qui che non riguarda una parte o l'altra dell'aula ma è certamente un tema dell'intero sistema Sardegna. Alcune cose sono state fatte in termini di riorganizzazione del sistema, tanto ancora è da fare e viene fatto. Ma io l'ho detto più volte in quest'aula, o siamo in grado come sistema quindi non solamente Consiglio regionale, come enti locali, come sindaci, come sindacati, come territori, di mettere in ordine il sistema della sanità oppure certamente non ci saranno risorse disponibili per le altre politiche, certamente la Giunta si prende tutte le responsabilità e sono importanti per accompagnare questo processo. Infine è stato ricordato il tema della spesa per il personale, in particolare per il personale atipico, da questo punto di vista la Corte ha confermato che siamo totalmente all'interno dei parametri, altrimenti non l'avrebbe parificato però ha fatto un richiamo anche di attenzione a questi elementi come è stato ricordato. Anche qui il tema delle partecipate non l'abbiamo creato noi, non l'ha creato la Giunta precedente, è un tema storico, è un tema strutturale, anche questo va affrontato, lo stiamo facendo e abbiamo risolto una serie di questioni. Quindi io chiudo dicendo, alcuni punti fermi sono stati posti, importanti, tante altre questioni vanno risolte, vanno affrontate ma all'interno di un ragionamento che è di sistema e che è di struttura, io penso che lavorando tutti insieme come stiamo facendo, anche questi problemi strutturali possano essere affrontati. Una battuta finale, mi permette Presidente, sulle due questioni colte, l'onorevole Sabatini, abbiamo già inviato una lettera da parte del Presidente alla Banca d'Italia finché possa sbloccare quei pagamenti perché in effetti la Banca d'Italia il 12 chiude la tesoreria, quindi abbiamo già fatto un intervento diretto com'è stato sollecitato e un'altra risposta diretta all'onorevole Pittalis, certamente la Giunta fornirà tutti i dettagli sulle spese per le consulenze, è un nostro obbligo di legge farlo e certamente lo faremo e il tema che lei ha richiamato, mi creda, era già alla mia attenzione, all'attenzione del presidente Pigliaru dalle prime ore di questa mattina e certamente anche su questo faremo la luce che giustamente viene richiesta.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Comunico che il consigliere Roberto Desini è rientrato dal congedo.

Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 1.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1:

Art. 1

Approvazione del rendiconto generale per l'esercizio 2015

1. È approvato il Rendiconto generale della Regione per l'esercizio finanziario 2015, che si allega e forma parte integrante della presente legge, con le risultanze esposte negli articoli seguenti e così composto:

1) Conto del bilancio secondo gli schemi dettati dalla legge regionale 2 agosto 2006, n. 11 (Norme in materia di programmazione, di bilancio e di contabilità della Regione autonoma della Sardegna. Abrogazione della legge regionale 7 luglio 1975, n. 27, della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11 e della legge regionale 9 giugno 1999, n. 23);

2) Conto del patrimonio secondo gli schemi dettati legge regionale n. 11 del 2006;

3) Conto del bilancio relativo alla gestione finanziaria redatto secondo gli schemi di cui all'allegato n. 10 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 (Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42), ai fini conoscitivi;

4) Riepiloghi del Conto del bilancio relativo alla gestione finanziaria, ai sensi del decreto legislativo n. 118 del 2011, ai fini conoscitivi;

5) Quadro generale riassuntivo ai sensi del decreto legislativo n. 118 del 2011, ai fini conoscitivi;

6) Verifica degli equilibri ai sensi del decreto legislativo n. 118 del 2011, ai fini conoscitivi;

7) Prospetto dimostrativo del risultato di amministrazione;

8) Prospetto concernente la composizione, per missioni e programmi, del fondo pluriennale vincolato;

9) Prospetto concernente la composizione del fondo crediti di dubbia esigibilità;

10) Prospetto degli accertamenti per titoli, tipologie e categorie;

11) Prospetto degli impegni per titoli, missioni, programmi e macroaggregati;

12) Tabella dimostrativa degli accertamenti assunti nell'esercizio in corso e negli esercizi precedenti imputati agli esercizi successivi;

13) Tabella dimostrativa degli impegni assunti nell'esercizio in corso e negli esercizi precedenti imputati agli esercizi successivi;

14) Prospetto dimostrativo della ripartizione per missioni e programmi della politica regionale unitaria e cooperazione territoriale, a partire dal periodo di programmazione 2014-2020;

15) Prospetto dei dati SIOPE;

16) Elenco dei residui attivi e passivi provenienti dagli esercizi anteriori a quello di competenza, distintamente per esercizio di provenienza e per capitolo;

17) Elenco dei crediti inesigibili, stralciati dal conto del bilancio;

18) Relazione sulla gestione dell'organo esecutivo;

19) Rendiconto finanziario consolidato.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 2.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2:

Art. 2

Gestione della competenza dell'esercizio finanziario 2015

1. Il totale delle entrate accertate nell'esercizio finanziario 2015, per la competenza propria dell'esercizio stesso, risulta stabilito dal conto del bilancio in euro 7.744.571.542,82 di cui euro 6.984.638.657,44 sono state riscosse e versate ed euro 759.932.885,38 sono rimaste da riscuotere.

2. Il totale delle spese impegnate nell'esercizio finanziario 2015, per la competenza propria dell'esercizio stesso, risulta stabilito dal conto del bilancio in euro 7.831.049.049,80, di cui euro 6.651.120.771,38 sono state pagate ed euro 1.179.928.278,42 sono rimaste da pagare.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 2.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 3.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3:

Art. 3

Gestione dei residui dell'esercizio finanziario 2015

1. I residui attivi degli esercizi 2014 e precedenti, risultano stabiliti dal rendiconto generale del bilancio in euro 4.162.960.164,64 dei quali nell'esercizio 2015 sono stati riscossi e versati euro 752.636.496,32, euro 3.292.560.845,32 sono stati stralciati ed euro 117.762.823,00 sono rimasti da riscuotere.

2. I residui passivi degli esercizi 2014 e precedenti, rideterminati alla chiusura dell'esercizio finanziario 2015, risultano stabiliti dal rendiconto generale del bilancio in euro 4.538.235.487,90 dei quali nell'esercizio 2015 sono stati pagati euro 1.159.954.405,89, euro 3.055.975.278,76 sono stati stralciati ed euro 322.305.803,25 sono rimasti da pagare.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 3.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 4.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 4:

Art. 4

Fondo pluriennale vincolato

1. Il fondo pluriennale vincolato in spesa al 31 dicembre 2015 a seguito del riaccertamento ordinario dei residui è quantificato in euro 344.982.335,65, di cui euro 56.502.635,51 di parte corrente ed euro 288.479.700,14 di parte capitale.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 4.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 5.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 5:

Art. 5

Situazione di cassa

1. La situazione di cassa alla chiusura dell'esercizio finanziario 2015 è determinata come segue:

Fondo di cassa al 31 dicembre 2014 euro 414.632.760,60

Riscossioni euro 7.737.275.153,76

Pagamenti euro 7.811.075.177,27

Fondo di cassa al 31 dicembre 2015 euro 340.832.737,09.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 5.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 6.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 6:

Art. 6

Risultato di amministrazione

1. Il risultato di amministrazione al 31 dicembre 2015 è quantificato in euro - 628.687.971,85.

2. La quota accantonata nel risultato di amministrazione ammonta a euro 476.481.857,42 mentre la quota vincolata a euro 288.529.972,97.

3. Per effetto degli accantonamenti e dei vincoli ascritti il disavanzo accertato al 31 dicembre 2015 è quantificato in euro - 1.393.699.802,24 finanziato da debito autorizzato, ma non contratto, per l'importo di euro 504.971.572,63.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 6.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 7.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 7:

Art. 7

Risultato generale della gestione patrimoniale

1. La situazione patrimoniale della Regione al 31 dicembre 2014 resta stabilita come segue:

ATTIVITÀ E PASSIVITÀ

Attività finanziarie:

Consistenza al 1° gennaio 2015 4.577.592.925,24

Consistenza al 31 dicembre 2015 1.218.528.445,47

Diminuzione consistenza -3.359.064.479,77

Passività finanziarie:

Consistenza al 1° gennaio 4.538.235.487,90

Consistenza al 31 dicembre 2015 1.502.234.081,67

Diminuzione consistenza 3.036.001.406,23

A) Peggioramento situazione finanziaria -323.063.073,54

Crediti

Consistenza al 1° gennaio 2015 158.369.192,55

Consistenza al 31 dicembre 2015 170.378.483,68

Aumento consistenza 12.009.291,13

Passività Patrimoniali

Consistenza al 1° gennaio 2015 3.518.724.455,04

Consistenza al 31 dicembre 2015 2.893.001.069,71

Diminuzione consistenza 625.723.385,33

B) Miglioramento situazione patrimoniale 637.732.676,46

Beni Patrimoniali

Consistenza al 1° gennaio 2015 1.242.015.468,57

Consistenza al 31 dicembre 2015 1.281.472.014,81

Aumento consistenza 39.456.546,24

Miglioramento situazione patrimoniale al 31 dicembre 2015 354.126.149,16.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 7.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 8.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 8:

Art. 8

Rendiconto consolidato

1. A norma dell'articolo 11, commi 8 e 9, del decreto legislativo n. 118 del 2011, è approvato il Rendiconto consolidato della Regione Sardegna per l'esercizio finanziario 2015 che comprende i risultati della gestione dei bilanci della Giunta regionale e del Consiglio regionale che si allega e forma parte integrante della presente legge.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 8.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo alla votazione degli Allegati per alzata di mano.

Metto in votazione l'Allegato 1. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione l'Allegato 2. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione l'Allegato 3. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione l'Allegato 4. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione l'Allegato 5. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione l'Allegato 6. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione l'Allegato 7. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione l'Allegato 8. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione l'Allegato 9. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione l'Allegato 10. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione l'Allegato 11. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione l'Allegato 12. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione l'Allegato 13. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione l'Allegato 14. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione l'Allegato 15. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione l'Allegato 16. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione l'Allegato 17. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione l'Allegato 18. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione l'Allegato 19. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo alla votazione finale della legge.

Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Ruggeri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RUGGERI LUIGI (PD). Mi dispiace dover intervenire, ma per le parole che si sono sentite conoscendo una parte delle situazioni riportate in maniera così enfaticamente conclamata da parte dell'onorevole Pittalis, mi sento in dovere di dire, di leggere quello che il commissario pubblica nel suo profilo sui social dove dice: "Quest'oggi un periodico locale on-line, diretto da un giornalista che ha anche una bella storia professionale alle spalle, ha pubblicato un articolo che mi riguarda grondante di falsità quasi fantascientifiche. Falsità, badate, verificabili per tabulas, per atti scritti. In questo articolo si vaneggia di decine di dirigenti a mia disposizione e addirittura di un consulente pagato 1000 euro al giorno. Il tutto coinvolgendo un partito che comunque non ha avuto né richiesto alcun ruolo nelle mie scelte che non sono quelle di cui si strapparla". Aggiunge una serie di considerazioni e chiude, come chiuderei anch'io: "C'è un però, l'ingenuità con la quale si è proceduto alla sua diffusione, sintomatico dell'inquinamento mediatico nell'aria". Tutte quelle operazioni che lei ha citato, onorevole Pittalis, vanno tutte rettificate. Credo che il Commissario avrà i suoi strumenti per farle rettificare. Io conosco una parte di questa storia, posso dire che non coincide minimamente con quella che lei ha rappresentato con tanta enfasi. E aggiungo che forse prima di innestare degli elementi di polemica reciproca in quest'Aula su vicende che riguardano terzi che mal si conoscono meglio si farebbe a tacere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Ma, onorevole Ruggieri, lei davvero fa il Torquemada per quello che le pare e pensa poi di mettere il bavaglio a chi in quest'Aula deve esercitare e pensa di poterlo esercitare in assoluta trasparenza, perché non abbiamo fatto nessun convenevole dietro i banchi dell'aula, né fuori di quest'aula, l'abbiamo detto alla luce del sole riprendendo una notizia. E io ho sottolineato, riprendo la notizia, e ho letto quanto Sardiniapost.it ha riportato. Ho chiesto all'Assessore, e se lei fa finta di non capire, e mette in bocca a me cose che ho riferito essere sulla base della notizia di stampa, lei che si fa difensore d'ufficio, vorrei capire anche perché. Lei conosce molto bene la vicenda, vero? Quindi vorrei capire anche il perché! Ho chiesto semplicemente all'Assessore di verificare se questa notizia apparsa su un organo di stampa corrisponda al vero oppure no, e l'ho letta con quel disagio, ma anche quella sorta di preoccupazione che per chi siede in questi banchi, dove stiamo parlando di tagli alla spesa, a quella inutile, quando poi leggiamo notizie di questa portata lei capisce bene che non ci può né lei, né nessuno, mettere il bavaglio. L'avete capito? E allora io ho chiesto semplicemente all'Assessore di verificare se corrisponde al vero oppure no. Io non ho chiamato in causa nessuno, né commissari, né alcuno, io ho semplicemente posto un problema. Se però lei, guardi, è una difesa non richiesta, probabilmente lei mette le mani avanti, vorrei capire anche la ratio di questa sua presa di posizione, onorevole Ruggieri. Noi attendiamo dalla Giunta regionale, non da lei, di fare gli approfondimenti su questa notizia che riporta un organo di stampa, perché vogliamo come lei sapere, conoscere la verità. Io non sono depositario di alcuna verità, ma neanche lei. Io voglio sapere se quello che appare sugli organi di informazione sia vero oppure no, perché se non è vero se ne assumerà la responsabilità chi l'ha scritto, ma se fosse vero ci pone una situazione di riflessione che non è di poco conto. E quando io dico che porto l'attenzione dell'Aula questa situazione, non perché qualcuno di noi se l'è inventata, ma perché risulta e sta circolando questa notizia.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Presidente, no, intervengo solo per riportare al testo di legge che stiamo discutendo. Per quanto riguarda quest'episodio ho già risposto prima che penso che sia obbligatorio per la Giunta, perché noi abbiamo il controllo delle consulenze, fare gli approfondimenti e lo faremo.

Chiedo, scusatemi, mi scuso Presidente, gli Uffici del Consiglio giustamente mi fanno notare che non era stato previsto un articolo finale di entrata in vigore, e quindi se non ci sono opposizioni chiederei di aggiungere con emendamento orale l'articolo 9, entrata in vigore: "La presente legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione sul bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna". Grazie.

PRESIDENTE. Allora chiedo se ci sono osservazioni alla presentazione di questo emendamento orale, che prevede l'entrata in vigore della legge? Non ci sono opposizioni, quindi diamo per accolto l'emendamento orale

Metto in votazione l'emendamento orale. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del Disegno di Legge numero 387.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Discussione e approvazione del disegno di legge "Assestamento del bilancio per l'esercizio finanziario 2016 e del bilancio pluriennale 2016-2018 ai sensi dell'articolo 50 del decreto legislativo n. 118 del 2011, e successive modifiche ed integrazioni, e disposizioni varie" (388/A)

PRESIDENTE. Il secondo punto all'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 388.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Sabatini, relatore di maggioranza.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Presidente, il disegno di legge in oggetto, assegnato in sede referente alla terza Commissione permanente il 20 dicembre 2016 è stato in pari data licenziato dalla medesima Commissione con il voto favorevole della maggioranza e l'astensione dei gruppi di opposizione. Il testo assesta le previsioni del bilancio regionale 2016-2018 anche sulla scorta della consistenza dei residui attivi e passivi del fondo pluriennale vincolato e del fondo crediti di dubbia esigibilità, accertati in sede di rendiconto generale della Regione per l'anno 2015, parificato dalla Corte dei conti, Sezioni riunite per la Sardegna, con decisione del 16 dicembre 2016. Stante l'urgenza che il disegno di legge in esame riveste, se ne auspica una rapida approvazione da parte dell'Aula. Grazie.

Ha facoltà di parlare il consigliere Christian Solinas, relatore di minoranza.

SOLINAS CHRISTIAN (PSd'Az), relatore di maggioranza. Mi rimetto alla relazione scritta, Presidente.

PPRESIDENTE. Grazie. Non ho iscritti a parlare.

Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 1.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1:

Art. 1

Rideterminazione residui attivi e passivi

1. I dati presunti dei residui attivi e passivi riportati rispettivamente nello stato di previsione delle entrate e delle spese del bilancio per l'esercizio finanziario 2016, sono rideterminati in conformità ai corrispondenti dati definitivi risultanti dalla legge di approvazione del rendiconto generale per l'esercizio finanziario 2015.

2. Le differenze tra l'ammontare dei residui definitivi determinati nel rendiconto 2015 e l'ammontare dei residui presunti riportato nello stato di previsione del bilancio per l'esercizio finanziario 2016 sono rappresentate negli allegati 1 e 2 alla presente legge, con evidenza separata per le entrate e per le spese.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione l'articolo 1. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 2.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2:

Art. 2

Aggiornamento fondo di cassa
al 1° gennaio 2016

1. Il Fondo di cassa al 1° gennaio 2016 è rideterminato in euro 340.832.737,09, in conformità con il rendiconto generale per l'esercizio finanziario 2015.

2. In relazione a quanto disposto dal comma 1, nello stato di previsione delle entrate del bilancio per l'esercizio finanziario 2016, la voce "Fondo di cassa al 1° gennaio 2015" è coerentemente rideterminata.)

PITTALIS PIETRO (FI). Voto elettronico!

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 2.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 3.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3:

Art. 3

Saldo finanziario al 31 dicembre 2015

1. Il risultato di amministrazione al 31 dicembre 2015 è quantificato in euro
-628.687.971,85. L'ammontare delle quote vincolate e accantonate applicate alla competenza 2016 è pari rispettivamente ad euro°476.481.857,42 e ad euro 288.529.972,97, per un totale di euro 765.011.830,39.

2. Per effetto degli accantonamenti e dei vincoli, il disavanzo di amministrazione dell'esercizio 2015 è determinato in euro 1.393.699.802,24, di cui euro 504.971.572,63 derivanti da debito autorizzato, ma non contratto.

3. Per effetto della gestione 2015 il disavanzo di amministrazione derivante da riaccertamento straordinario, al netto del debito autorizzato e non contratto, è stato ridotto in misura pari ad euro 79.946.186,07 rispetto alla quota annuale di ripiano prevista, determinata in euro 32.289.147,19 dall'articolo 6, comma 1, della legge regionale 3 dicembre 2015, n. 31 (Adeguamento del bilancio per l'esercizio finanziario 2015 e del bilancio pluriennale 2015-2017 alle disposizioni del decreto legislativo n. 118 del 2011, e successive modifiche ed integrazioni, e disposizioni varie). Per effetto di tale miglioramento del risultato di amministrazione, restando invariato l'importo della quota annuale, il periodo di ripiano del disavanzo residuo da riaccertamento straordinario (pari ad euro 888.728.229,61 al netto del debito autorizzato e non contratto) è ridotto a 28 anni, dal 2016 al 2043. Nell'ultimo esercizio, il 2043, la quota residua da ripianare da applicarsi al bilancio è determinata in euro°16.921.255,48.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 3.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 4.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:

Art. 4

Fondo di riserva del bilancio di cassa

1. Per effetto delle variazioni approvate nel corso della gestione 2016, il fondo di riserva di cassa destinato a far fronte al maggiore fabbisogno di cassa è rideterminato in euro 306.876.495,55.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su quest'articolo lo metto in votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 4.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 5.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:

Art. 5

Debito autorizzato e non contratto

1. Sulla base della legge regionale di approvazione del rendiconto 2015, la quota del disavanzo di amministrazione derivante da debito autorizzato e non contratto è rideterminata in euro 504.971.572,63.

2. L'Amministrazione regionale provvede alla copertura del disavanzo di cui al comma 1 mediante ricorso all'indebitamento da contrarre solo per effettive esigenze di cassa, ai sensi dell'articolo 1, comma 7, della legge regionale 11 aprile 2016, n. 5 (legge di stabilità 2015), e nei limiti dello stanziamento annuo dei relativi oneri finanziari. A tal fine, gli oneri finanziari derivanti dalla contrazione del debito, anche ad erogazione multipla, sono rideterminati e rappresentati nella missione 50 - programmi 01 e 02, mediante le variazioni al bilancio regionale riportate nell'allegato 4 della presente legge e ripartite, a titolo dimostrativo, per missione, programma, macroaggregato e capitolo nell'allegato 5.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su quest'articolo lo metto in votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 5.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 6.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:

Art. 6

Modifica all'articolo 1, comma 3 della legge regionale n. 21 del 2016

1. Al comma 3 dell'articolo 1 della legge regionale 1° settembre 2016, n. 21 (Interventi sul capitale della società di gestione dell'aeroporto di Alghero SOGEAAL Spa) le parole "titolo 3" sono sostituite con le parole "titolo 2".)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su quest'articolo lo metto in votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 6.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 7.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:

Art 7

Variazioni al bilancio previsionale pluriennale 2016-2018

1. Sono recepite le variazioni di bilancio approvate nel corso della gestione 2016, come illustrate e riepilogate nei prospetti delle variazioni e dei dati assestati allegati alla presente legge.

2. Nello stato di previsione delle entrate del bilancio di previsione pluriennale 2016, 2017 e 2018, sono introdotte le variazioni di cui all'allegato 3 alla presente legge.

3. Nello stato di previsione delle spese del bilancio di previsione pluriennale 2016, 2017 e 2018 sono introdotte le variazioni di cui all'allegato 4 alla presente legge.

4. Degli oneri derivanti dall'attuazione della presente legge si dà separata evidenza mediante le variazioni al bilancio ripartite, a titolo dimostrativo, per missione, programma, macroaggregato e capitolo, nell'allegato 5.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su quest'articolo lo metto in votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 7.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 8.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:

Art. 8

Aggiornamento degli allegati al bilancio di previsione 2016-2018 e approvazione ulteriori allegati all'assestamento di bilancio 2016-2018

1. Sono approvati i seguenti allegati:

1. Rideterminazione dei residui attivi a seguito del rendiconto generale 2015 (variazioni e dato assestato);

2. Rideterminazione dei residui passivi a seguito del rendiconto generale 2015 (variazioni e dato assestato);

3. Prospetto delle variazioni alle entrate per titoli e tipologie per ciascuno degli anni considerati nel bilancio di previsione;

4. Prospetto delle variazioni alle spese per titoli, missioni e programmi per ciascuno degli anni considerati nel bilancio di previsione;

5. Prospetto della copertura finanziaria dei maggiori oneri della legge di assestamento;

6. Nota integrativa;

7. Prospetto delle entrate per titoli e tipologie per ciascuno degli anni considerati nel bilancio di previsione - Dato assestato (aggiornamento dell'allegato 1, prospetto 9/1, della legge regionale 11 aprile 2016, n. 6 Bilancio di previsione per l'anno 2016 e bilancio pluriennale per gli anni 2016-2018));

8. Prospetto delle entrate per titoli per ciascuno degli anni considerati nel bilancio di previsione - Dato assestato (aggiornamento dell'allegato 1, prospetto 9/2, della legge regionale n. 6 del 2016);

9. Prospetto delle spese per titoli, missioni e programmi per ciascuno degli anni considerati nel bilancio di previsione - Dato assestato (aggiornamento dell'allegato 1, prospetto 9/3, della legge regionale n. 6 del 2016;

10. Prospetto delle spese per titoli e missioni per ciascuno degli anni considerati nel bilancio di previsione - Dato assestato (aggiornamento dell'allegato 1, prospetto 9/4A e 9/4B, della legge regionale n. 6 del 2016);

11. Quadro generale riassuntivo delle entrate e delle spese per titoli - Dato assestato (aggiornamento dell'allegato 1, prospetto 9/5, della legge regionale n. 6 del 2016);

12. Prospetto dimostrativo degli equilibri di bilancio - Dato assestato (aggiornamento dell'allegato 1, prospetto 9/6, della legge regionale n. 6 del 2016);

13. Composizione per missioni e programmi del fondo pluriennale vincolato esercizio 2016 - Dato assestato (aggiornamento dell'allegato 1, prospetto 9/8, della legge regionale n. 6 del 2016);

14. Prospetto aggiornato concernente la composizione del fondo crediti di dubbia esigibilità, per ciascuno degli anni considerati nel bilancio di previsione (aggiornamento dell'allegato 1, prospetto 9/9, della legge regionale n. 6 del 2016);

15. Prospetto dimostrativo del rispetto dei vincoli di indebitamento, per ciascuno degli anni considerati nel bilancio di previsione (aggiornamento dell'allegato 1, prospetto 9/10, della legge regionale n. 6 del 2016);

16. Elenco aggiornato delle spese del personale disaggregate per missioni e programmi (aggiornamento dell'allegato 2, prospetto 8, della legge regionale n. 6 del 2016);

17. Elenco aggiornato dei capitoli che riguardano le spese obbligatorie (aggiornamento dell'allegato 3 della legge regionale n. 6 del 2016).)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su quest'articolo lo metto in votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 8.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 9.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:

Art. 9

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna (BURAS).)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su quest'articolo lo metto in votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 9.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'allegato 1.

(Segue lettura)

Metto in votazione l'allegato 1. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'allegato 2.

(Segue lettura)

Metto in votazione l'allegato 2. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'allegato 3.

(Segue lettura)

Metto in votazione l'allegato 3. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'allegato 4.

(Segue lettura)

Metto in votazione l'allegato 5. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'allegato 5.

(Segue lettura)

Metto in votazione l'allegato 5. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'allegato 6.

(Segue lettura)

Metto in votazione l'allegato 6. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'allegato 7.

(Segue lettura)

Metto in votazione l'allegato 7. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'allegato 8.

(Segue lettura)

Metto in votazione l'allegato 8. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'allegato 9.

(Segue lettura)

Metto in votazione l'allegato 9. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'allegato 10/A.

(Segue lettura)

Metto in votazione l'allegato 10/A. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'allegato 10/B.

(Segue lettura)

Metto in votazione l'allegato 10/B. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 388/A.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Discussione, ai sensi dell'articolo 102 del Regolamento, e approvazione della proposta di legge Cocco Pietro - Pittalis - Anedda - Zanchetta - Desini - Cocco Daniele Secondo - Carta - Dedoni: "Norme per il superamento del precariato nel sistema Regione" (390)

PRESIDENTE. Passiamo al terzo punto all'ordine del giorno, proposta di legge numero 390, norme per il superamento del precariato nel sistema regione.

Ha facoltà di parlare il consigliere Gavino Manca, relatore.

MANCA GAVINO (PD), relatore. Presidente, Assessori, colleghi consiglieri, la proposta di legge oggi all'esame dell'aula è frutto di un lungo percorso che ha visto impegnata la seconda e la prima Commissione del trattare in maniera seria, e speriamo risolutiva, il problema del lavoro precario del sistema regione, specificatamente è stato trattato sempre con grandissima collaborazione, in maniera unitaria anche con i colleghi dell'opposizione. Voglio ricordare a tutti che tale percorso è iniziato il 14 ottobre 2015, poco più di un anno fa, con l'approvazione da parte delle due commissioni di una risoluzione unitaria che poneva due obiettivi: il primo effettuare un monitoraggio dei rapporti di lavoro precario presenti nel sistema regione, il secondo intraprendere un percorso normativo finalizzato al superamento del precariato. Il monitoraggio è stato effettuato dall'Assessorato del personale in maniera seria, esaustiva e puntuale e oggi siamo nella condizione di quantificare quanti lavoratori precari sono transitati nel sistema regione negli ultimi dieci anni, e quanti sono i potenziali beneficiari delle misure di stabilizzazione previste dalle norme nazionali. In estrema sintesi stiamo parlando di circa 120 persone nell'amministrazione regionale e di circa settanta negli enti ed agenzie del sistema regione. Quanto al secondo obiettivo, ossia l'approvazione di una legge regionale che consenta di ridurre e, se possibile, eliminare del tutto il lavoro precario nell'amministrazione regionale, si sta facendo carico il Consiglio regionale con questa proposta di legge. L'idea è quella di tracciare una linea di cui moltissime volte abbiamo parlato in quest'aula di discontinuità con il passato, e porre le condizioni perché non venga più creato precariato dentro un'amministrazione regionale. Questo lo facciamo con i primi due articoli che pongono delle norme di principio dirette proprio a limitare al massimo i contratti a termine, in particolare per quanto riguarda il tema del precariato la proposta di legge ci prefigge di disciplinare in modo maggiormente rigoroso il ricorso da parte delle amministrazioni del sistema regione e contratti a termine, la proposta infatti introduce una nuova disposizione della legge regionale numero 31 del '98, che com'è noto contiene la disciplina fondamentale in tema di personale regionale, e limita il ricorso ai contratti a termine, che deve avvenire entro il limite del 3 per cento delle dotazioni organiche, alla sola forma del contratto di lavoro subordinato a tempo determinato, da sottoscrivere solo previo superamento del senso di pubblica e con priorità per i vincitori e gli idonei delle graduatorie concorsuali vigenti. Nel merito della proposta di legge vorrei chiarire anzitutto una questione di metodo: abbiamo creato una cornice legislativa, partendo dalle norme nazionali che negli ultimi tre anni hanno disciplinato in vario modo il superamento del precariato e sulla base di queste abbiamo costruito normativamente dei percorsi per il suo superamento, inoltre abbiamo delimitato l'ambito di applicazione delle misure di stabilizzazione che stiamo discutendo nel sistema regione così come delineato dalla legge regionale numero 31 del '98, ossia tutti gli enti e le agenzie del cosiddetto comparto regionale. Ora vorrei soffermarmi sul piano triennale di stabilizzazione, come ho già detto siamo partiti dalle norme già previste dalla legge nazionale, esso prevede tre procedure di stabilizzazione, la prima prevista dal comma 529 della legge numero 147 del 2013, disciplina della stabilizzazione della domanda alla quale possono accedere solo coloro che sono stati assunti con contratti a termine con forma di evidenza pubblica e che hanno maturato 36 mesi tra il 2009 e il 2015. La seconda procedura sono i concorsi esclusivamente riservati a coloro che hanno maturato i 36 mesi di servizio tra il 2008 e il 2013 e nella stessa procedura rientrano i concorsi pubblici nei quali vengono previste delle premialità o riserve di posti a favore di coloro che non hanno maturato 36 mesi con i contratti a termine entro il 31 dicembre 2015. Come ho detto in precedenza i potenziali beneficiari delle norme di stabilizzazione sono complessivamente in tutte le amministrazioni del sistema Regione circa 200 per cui è stato previsto un piano pluriennale del superamento del precariato che deve essere predisposto dalla Giunta regionale.

Infatti l'effettiva stabilizzazione dipende da tre elementi e li definiamo: la difficoltà delle facoltà funzionali della Regione o degli enti, in merito a questo aspetto la Giunta regionale con delibera del 2 dicembre 2016 ha quantificato tale capacità in euro 9.531.000 euro. Il secondo requisito, i posti in dotazione organica che presenta i posti vacanti che presenta oggi la Regione Sardegna sono 388 unità. La terza, le risorse finanziarie che in questa proposta di legge stiamo incrementando di 2.500.000 euro. Vorrei precisare che il piano di stabilizzazione non assorbe tutte le capacità assunzionali, i posti in dotazione organica, risorse che stiamo stanziando con questa legge, ma al contrario ne riservano una parte col reclutamento ordinario ossia i concorsi pubblici. L'impianto della proposta, infatti, non esclude anzi prevede accanto alle procedure volte al superamento del precariato l'attivazione di procedure concorsuali ordinarie, questo aspetto costituisce assieme alla più rigorosa limitazione dei contratti a tempo determinato la disciplina del superamento del precariato uno dei pilastri su cui i componenti della Commissione prima e seconda fin dalle prime elaborazione del testo hanno inteso strutturare la proposta considerando doveroso favorire l'ingresso e l'amministrazione le nuove generazioni. Dunque l'avvio dei concorsi pubblici punta al ricambio generazionale consentendo l'accesso nelle amministrazioni del sistema Regione ai giovani che con la competenza acquisita dopo anni di studi e di specializzazione attendono di intraprendere questo percorso arricchendo le strutture dell'Amministrazione di nuove competenze e professionalità. Quanto affermato è bene evidente nelle disposizioni della proposta l'articolo 4 implicitamente ribadendo che la quota massima per l'attivazione delle procedure speciali non può superare il 50 per cento delle risorse assunzionali, tenute ferme le procedure di stabilizzazione a domanda, prevede l'attivazione di concorsi ordinari e garantisce lo scorrimento delle graduatorie vigenti al fine di dare risposte a chi ha superato un concorso per l'accesso a tempo indeterminato.

In conclusione, colleghi, questa proposta di legge cerca di dare una risposta definitiva a coloro che da oltre un decennio già assicurano con il loro lavoro lo svolgimento dei compiti istituzionali nella Regione e negli enti ma allo stesso tempo individua sulle nuove assunzioni una strada nuova che è possibile percorrere immediatamente ossia l'immissione nel sistema Regione con i concorsi pubblici, le mobilità e scorrimento delle graduatorie di nuovo personale giovane e formato e indispensabile per affrontare nuove sfide che questa Regione attende.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (SEL). Grazie Presidente, mi unisco ai ringraziamenti del presidente Manca e ai colleghi che nelle due Commissioni hanno lavorato per oltre due anni per arrivare al risultato di oggi, ai funzionari delle Commissioni che si sono a lungo applicati per trovare soluzioni coerenti con le norme regionali e statali e a chi anche in Aula sosterrà oggi il provvedimento in oggetto. Un provvedimento che considero senza indugio un obiettivo di legislatura di tutto il Consiglio regionale. Si è lavorato in questi anni per ricostruire le cause a monte di una situazione più simile a un puzzle scomposto che ad un'amministrazione coerente. Cause a monte per individuare le possibili soluzioni con serietà evitando quindi false illusioni, perché in questa fase nessuno di noi ha voluto parlare di cose che non sarebbero state attuabili con legge regionale e tutti noi siamo a conoscenza dei limiti che ha il legislatore regionale nell'intervenire in una materia che è soggetta, appunto, all'applicazione di norme statali che esistono e vanno applicate. Il testo in oggetto, la proposta di legge numero 390 parte dalla applicazione di norme nazionali che hanno già previsto in altre Regioni e la cui applicazione ha portato in altre Regioni alla risoluzione o comunque alla mitigazione del problema precariato. In questo caso lo scenario ci ha visto intervenire in una situazione, che è quella degli enti regionali dell'amministrazione regionale centrale, molto diversa da quelle che noi abbiamo disegnato con la legge numero 24 del 2014. Con quella legge il Consiglio ha inteso identificare nel sistema Regione un insieme organico e l'amministrazione organica, la realtà è molto diversa ed è quella certificata anche dal rapporto che c'è stato consegnato dagli Uffici del personale all'inizio dell'anno e riguarda il monitoraggio del precariato. A quell'amministrazione teoricamente unitaria in realtà si contrappone quello che nella realtà, appunto, è costituita da un'amministrazione fatta da pezze. Il blocco dei concorsi che da anni ha portato l'amministrazione a non avere le forze fresche per portare avanti i servizi ha portato ogni amministrazione a provvedere per portare avanti i servizi giorno dopo giorno a utilizzare quello che si aveva a disposizione e quindi il ricorso al lavoro precario. Può un'amministrazione regionale portare avanti ancora a lungo una situazione aleatoria come quella che vede, appunto, impiegati nei servizi lavoratori precari, può comportarsi da datore di lavoro peggiore rispetto a quello che prevede le regole del lavoro per quanto riguarda il datore di lavoro privati. Ovviamente no, e per questo motivo all'inizio della legislatura abbiamo inteso, la frase l'ha ricordata bene il presidente Manca, abbiamo inteso tracciare una linea di definire una volta per tutte il futuro dei lavoratori precari della Regione Sardegna, il futuro anche dell'amministrazione stessa. Per questo motivo occorre superare la logica emergenziale che ha prodotto la situazione attuale, l'applicazione delle norme statali e l'applicazione, appunto, della norma che faremo oggi darà finalmente la certezza e segnerà la strada del futuro dell'amministrazione. Ho citato la procedura di monitoraggio conclusa un anno fa, il resto del tempo è stato impiegato per capire e dare un tratto di coerenza all'applicazione delle norme statali nella nostra Regione e quindi capire come l'applicazione di queste norme avrebbe portato la soluzione del problema. In questo caso posso dire che il lavoro della Commissione, delle Commissioni riunite è stato proficuo e credo che il testo oggi all'attenzione del Consiglio, ovviamente non è escluso che sia ulteriormente migliorabile dal lavoro del Consiglio, sia in grado finalmente di tracciare una strada per il futuro dell'amministrazione. Credo poi, e chiudo, che probabilmente sarebbe stato opportuno, sarebbe stato meglio anche per i servizi e per i lavoratori in questi impiegati, riuscire a chiudere qualche mese fa questa vicenda che vede appunto una situazione precaria da così tanto tempo. Credo però che difficilmente sarebbe stato possibile portare un testo così complicato nella stesura attuale. Quindi credo che probabilmente sarebbe stato meglio portarlo prima, sicuramente, difficilmente sarebbe stato possibile portare in aula un testo definito ed efficace come quello che ci vede oggi impegnati nella sua discussione. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Grazie Presidente, avremo modo di riparlare di questo provvedimento come abbiamo avuto modo di parlare di tutti i provvedimenti che hanno interessato le stabilizzazioni e il precariato se non altro perché conosciamo bene quali sono gli orientamenti nazionali e credo che in qualche misura stiamo ripercorrendo strade già conosciute, già vecchie. Indubbiamente è un problema come dicevano i Presidenti della prima della seconda Commissione già legiferato, non sono convinto che sia opportuno determinare oggi lo stato di salute dell'apparato del personale del sistema Regione nel suo complesso e nelle singole componenti, e quindi intervenire con terapie adeguate. Purtroppo ci troviamo anche su questo argomento con il Vicepresidente e l'Assessore competente per materia, e dispiace colloquiare e fare rilievi che magari non sono conosciuti come può essere quello di un Assessore. Io credo che lo dobbiamo affrontare per quello che è, ma non per quello che dovrebbe essere, per rispondere compiutamente, assessore Paci, ai bisogni dell'apparato, ma soprattutto a quelli dell'intera comunità isolana. È un provvedimento inadeguato, insufficiente, in quanto si inizia dalla coda e non dalla testa, ovvero dalla forma complessiva della Regione, di cui l'organizzazione del personale è solo una parte, certamente importante, ma non certo prioritaria, e che purtroppo ci portiamo avanti da molti, troppi anni, senza avere il coraggio politico e culturale di affrontarlo, con soluzioni idonee e capaci di dare risposte durature e certe alle domande che tutti conosciamo e che tutti ci dicono, non investono in Sardegna per determinati motivi, e noi a queste domande non stiamo dando alcuna risposta. Abbiamo, signori Presidenti, almeno tre punti di riferimento cruciali, ai quali non possiamo sottrarci, la legge numero 1 del '77 sulla struttura e organizzazione della Giunta regionale, la riforma del Titolo V della Costituzione e le leggi costituzionali collegate in chiave federalista e presidenzialista allo statuto di autonomia e le sue norme di attuazione. Se non facciamo questo, non stiamo facendo nulla, senza affrontare in maniera prioritaria questi temi e dare ad essi le risposte necessarie non più procrastinabili, non si può costruire la macchina organizzativa del personale adeguato ai bisogni. L'economia, la cultura, le professioni, la società civile, in tutte le sue componenti, anche quelle specifiche della Sardegna, hanno bisogno di questa nostra attenzione, di questo nostro impegno, e noi dobbiamo dare strumenti culturali, giuridici e tecnici che possano soddisfare pienamente le istanze civili, sociali ed economiche che tutti i giorni ci si presenta, anche in prospettiva del futuro, che vorremmo più sereno, come tutti noi auspichiamo per il nostro Paese e per nostra Sardegna. Pur apprezzando le politiche che hanno dato e stanno dando spunti di approfondimento, ho visto diversi emendamenti, che sembrerebbero migliorativi del testo in esame, non possiamo non rimarcare con forza i ritardi, i silenzi di chi ha la responsabilità del Governo della Regione. Più volte, occorre ricordarlo, abbiamo chiesto invano, inascoltati, come fosse urgente mettere nel calendario dei lavori di questa nostra assemblea una sessione speciale con il tema della nostra specialità autonomistica gli strumenti necessari per attuarla e adeguarla come primo passo verso un confronto concreto e duro nei confronti dello Stato. Affrontare oggi questi temi ai quali ho fatto riferimento nel contesto di questo provvedimento in esame, sarebbe riduttivo, e significherebbe mortificarli e con essi mortificare la nostra autonomia. Quanti per essa hanno combattuto e vinto, quanto in Sardegna e nei sardi è forte la voglia di riscatto e di affermazione dei nostri valori identitari di popolo. Lo dico perché sono preoccupato, come sono preoccupato, come ho detto stamattina, perché stiamo facendo finta che non sia successo nulla, e stiamo per essere cacciati via, e continuiamo nel solito teatrino di sempre. Bisogna avere il coraggio, lo dico al presidente Ganau, al Presidente della Regione, a tutte le forze politiche, di non perdere l'occasione di mobilitare questa XV legislatura con un'iniziativa che coinvolga l'intera società sarda attraverso un confronto a tutto campo, e dare così una svolta reale a una condizione non più tollerabile e un futuro alle nuove generazioni. L'esito del referendum costituzionale è un segnale e nel contempo un invito che partono proprio dalla nostra isola, e che hanno scosso l'intera Italia, un segnale di una politica deleteria e mortificante che va a pezzetti, un invito ad intraprendere il cammino virtuoso della crescita e dello sviluppo partendo proprio dalle istituzioni, e per quanto ci riguarda delle istituzioni regionali e locali. È proprio per queste ragioni che sento il dovere di rinnovare l'invito che ho formulato più volte in quest'aula affinché si apra e si porta avanti una sessione speciale sullo statuto di autonomia da mettere in calendario la prossima primavera ed avviare nel contempo un confronto serrato con lo Stato sui diritti, non solo sui doveri, del popolo sardo.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Roberto Deriu. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (PD). Mi pare che la giornata sia importante e anche da ricordare, perché le norme per il superamento del precariato nel sistema Regione erano attese nel nostro ordinamento, sono attese da centinaia di persone che guardano a questa legge con la speranza di poter concorrere al nuovo sistema di reclutamento, e sono guardate con speranza anche da tutti coloro che vogliono accedere al sistema Regione insieme a chi ha maturato ulteriori requisiti. Quindi, stiamo iniziando una nuova fase nella quale potremo immettere nell'amministrazione figure nuove, competenti, e rinnovare anche il personale dal punto di vista anagrafico, perché sta arrivando il momento nel quale la nostra amministrazione sarà talmente vecchia da non poter all'improvviso provvedere a tutte le sue funzioni nel caso in cui non si intervenga come stiamo oggi facendo. Non è completata l'opera al servizio del sistema dell'amministrazione pubblica in Sardegna, e uso questa espressione della legge numero 24 proprio perché intendo anche riferirmi alle funzioni affidate agli enti locali in Sardegna. Queste norme li escludono per adesso, nel senso che non li includono quei lavoratori e quelle funzioni, però le due commissioni hanno già stabilito un percorso per poter provvedere anche a quelle materie. In questo senso va fatto un ringraziamento davvero non rituale ai due presidenti che hanno guidato le commissioni, che hanno lavorato, come è stato detto, in maniera davvero unitaria. Qui, da parte della maggioranza, da parte del Gruppo del PD, c'è sicuramente un ringraziamento dei Gruppi di opposizione, che non hanno fatto mancare una collaborazione attiva insieme a tutti quelli della maggioranza, non hanno fatto mancare un apporto interessante e fattivo durante i lavori. Siamo arrivati ad un testo che è una legge, non è una legge provvedimento, non è una legge fotografia, non è un provvedimento amministrativo mascherato da legge o rivestito dell'autorità della legge da parte di un voto del Consiglio regionale, ma è un provvedimento che coordina l'attuazione della normativa nazionale all'interno dell'ordinamento regionale, trovando anche delle situazioni originali che ci consentono di raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissi. Per cui, un giorno da ricordare, un provvedimento da attuare con assoluta tempestività da parte dell'amministrazione regionale, e su questo il Gruppo del Partito Democratico, oltre che ringraziare coloro che lo hanno concepito e che hanno contribuito a formarlo, garantisce la propria cooperazione, quindi, in sede di voto, ma anche la propria vigilanza in sede di attuazione. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gianfranco Congiu. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Non è un intervento, signor Presidente e colleghi consiglieri, rituale neanche il nostro, noi sosteniamo fortemente questo processo e questa attenzione che il Consiglio regionale manifesta verso una categoria di persone che vengono da noi poste in cima ai nostri pensieri, non per un dovere giuridico, ma per un'attività di giusta riconoscenza verso chi ha fatto tanto e verso chi ancora sta facendo in una situazione di precarietà contrattuale. È una legge giusta, una legge utile, una legge che restituisce dignità. Anch'io mi associo ai complimenti al Presidente della Commissione e agli uffici, soprattutto, per aver saputo compendiare in norme asciutte, norme essenziali, quella che è una disciplina, quella che è una linea Maginot, quella che è una base di partenza di una nuova stagione, la stagione per la quale si fa una ricognizione di chi ha dei requisiti di legge, di chi ha diritto ad un processo di stabilizzazione, di chi deve essere incorporato negli organigrammi regionali. Noi abbiamo partecipato alla … di questo progetto di legge in maniera consapevole, ed è con profondo orgoglio che diciamo che effettivamente questa sarà una data storica, una data storica che ci consente di uscir fuori da una situazione di opacità che dura da tanti anni, ed è un provvedimento veramente coraggioso. Merita una sottolineatura anche il fatto che ci sia stato questo aggancio all'etica del provvedimento fino in fondo, mantenendosi aderenti tutti i colleghi al testo della legge, al nomen della legge, rispettandolo fino in fondo.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Così come richiesto stamattina anche noi siamo tra i firmatari di questa proposta di legge, perché riteniamo che sia corretto e giusto dare ai precari del sistema Regione un provvedimento come questo. È chiaro che, per quanto le parole del presidente Deriu, che io stimo e apprezzo, "un giorno da ricordare", mi sembra siano forse esagerate, in ogni caso è una giornata importante, una giornata dove finalmente si rende giustizia a tutti quei lavoratori che hanno collaborato e sono stati utilissimi per la Regione per lo svolgimento delloro ruolo. È anche vero che l'approvazione di questa legge ci pone dei quesiti importanti, che sono quelli soprattutto che la nostra battaglia non è finita, adesso inizia un percorso nuovo; non possiamo dimenticare tutti quei precari che continuano a lavorare non dico nel sistema Regione classico, ma nelle società in house, nelle affiliate, nelle controllate, nelle vigilate, e mi riferisco alle ASL, mi riferisco ai lavoratori di Abbanoa, mi riferisco agli assuntori livellanti dell'ARST, e tutti quei dipendenti dell'ARST che continuano ad avere con la stessa azienda una collaborazione occasionale, ed è da stimolo anche, visto che è di questi giorni il bando dell'ex Ente foreste, quindi di Forestas, dove in questo bando sono previsti i concorsi per nuove assunzioni, non tenendo conto di tutte quelle figure professionali che sono all'interno di questa Azienda da decenni e che si ritroverebbero espulsi, o comunque in competizione con giovani concorrenti, per un lavoro. Quindi l'inquadramento di tutti quei lavoratori che oggi ricoprono il quarto livello merita sicuramente un'attenzione diversa, ma soprattutto merita un'attenzione l'utilizzo di quelle graduatorie già in piedi, quindi che si potrebbero tranquillamente utilizzare, a scorrimento, per facilitare l'ingresso definitivo, quindi la stabilizzazione dei lavoratori di Forestas. Quindi il nostro plauso alla Commissione, alla prima e alla seconda, per il lavoro svolto, però questo è solo l'inizio di un percorso. Quindi la raccomandazione che facciamo ai due Presidenti, ma soprattutto al Presidente della seconda Commissione, è che al più presto, al rientro dalle ferie, quindi all'inizio del nuovo anno, si metta veramente mano a questo tema dei precari in Sardegna su tutti quegli enti che sono vicini al sistema Regione.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Voglio dire che ho firmato il provvedimento, convinto che sia l'inizio di un'attività che parte da almeno 10 anni a questa parte, ma che mai si è concretizzata. Ricordo che con lo stesso Gian Valerio Sanna, lui nella maggioranza di allora, riuscimmo a concordare anche un emendamento nella finanziaria, cercando di risolvere il problema del precariato, che nella nostra Regione sembra non abbia fine. Io non credo che questa sia una norma che ci faccia esultare come momento di riforma, diciamo che è la partenza, diciamo che è l'inizio di un percorso che dovrebbe portare quantomeno a fare una valutazione su quelli che sono i problemi legati al precariato nella Regione, o meglio nel sistema regionale allargato, e intendo dire in tutti gli enti e in tutte le frange che hanno una contrattazione, seppur diversificata, ma riconducibile a quello che è il testo unico delle autonomie locali di un tempo, perché anche la Regione faceva parte di quella contrattazione, se qualcuno pensa invece che fosse autonoma, aveva dei correttivi all'interno e all'applicazione di un contratto specifico, ma faceva riferimento al testo unico. Io credo che sia da fare una verifica seria di tutto quello che c'è ancora da sistemare, ma lo dico non perché voglia fare una panacea di tutti quelli che sono passati negli enti nell'ambito della Regione, no no, perché sono convinto che la Regione spende molto di più con un precariato così, che con l'avere la sistemazione dei quadri e aprire finalmente a nuovi concorsi per dare la possibilità anche a nuove leve e a nuove forze di parteciparvi e di entrare a pieno diritto in quella che è la pubblica amministrazione. E credo che forse è anche il caso di fare un certo turn-over per garantire la presenza dei giovani. Ora, io credo che sia appunto un inizio; non santifichiamo niente, ma vorrei che il Consiglio prendesse coscienza che è un problema, comunque sia, da portare a soluzione, non questi che oggi chiudiamo all'interno di questo pacchetto di qualche articolo, ma quello che resta da fare sapendo benissimo tutto quello che c'è attorno, e avendo anche il coraggio di fare riforme serie sulla numero 31, sull'organizzazione del Consiglio regionale, perché servirebbe a meglio determinare, su quelle che sono realmente le partecipazioni di società in house cosiddette, ovvero di società strumentali, perché è ora di ridefinire nel suo complesso quella che è l'attività della Regione sarda, essendo seri, e non cercando di tirare la coperta a seconda di chi c'è in maggioranza, perché questo non è un ragionamento serio, né porta molto lontano.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Abbiamo apposto la nostra firma su questa proposta di legge, partecipando attivamente con i componenti della Commissione prima e seconda proprio perché il tema, anche se viene trattato a conclusione dei lavori dell'Aula, merita però particolare attenzione, perché è argomento sul quale si misura anche la capacità di una classe politica di dare risposte serie ad una problematica complessa, che per la verità non è di quest'anno né dell'anno scorso, problemi che si trascinano anno dopo anno, e che questo è sicuramente un primo tentativo di soluzione di un problema. Quindi questo provvedimento mi auguro possa rappresentare l'avvio anche di un nuovo modo di intendere sui temi del lavoro, sui temi del precariato, il rapporto e il dialogo tra maggioranza ed opposizione perché su questo tema dividersi non è utile per nessuno, non è utile soprattutto se teniamo conto che sono implicati interessi che attengono alla persona, alla dignità della persona, alla prospettiva che si apre di un futuro non più incerto, ma di un futuro caratterizzato dall'essere uno che nel sistema regionale riesce a raggiungere il traguardo finalmente della stabilità della propria occupazione. Ecco perché con questo provvedimento che, bisogna dirlo, non risolve tutti i problemi del precariato, neanche nell'ambito pubblico, ne risolve alcuni che sono quelli più datati e abbiamo cercato di dare la risposta adeguata soprattutto con alcune integrazioni, penso a quelle di cui all'articolo 7, primo comma, che si sono rese necessarie proprio per evitare delle disparità di trattamento ed evitare che si verificasse quella situazione che in Commissione abbiamo in qualche modo denunciato, ma sempre sulla base delle notizie che ai consiglieri regionali arrivano o dalla stampa o anche dagli interessati perché in questo caso c'è stato segnalato che in qualche provincia in luogo della chiamata delle persone che già da anni lavoravano in alcuni settori, si provvedeva al reclutamento di esterni attraverso contratti interinali. Questo noi l'abbiamo sottoposto prima in Commissione, lo risottoponiamo oggi, ma mi pare che se oggi si dà attuazione a questa legge il problema possa dirsi davvero archiviato.

C'è un aspetto che devo dire è stato oggetto di una interlocuzione anche tra maggioranza e opposizione che è quello relativo ai lavoratori della formazione professionale e soprattutto a quei lavoratori che si trovano nelle condizioni di cui all'articolo 4 della legge regionale numero 10 del 2013, cioè personale già operante nel comparto della formazione professionale ai sensi della 47 del 79, titolare di regolare contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato che alla data del 31 dicembre 2012 era inserito nel bacino degli ammortizzatori sociali in deroga anche in qualità di percettore e che alla data prevista dalla specifica procedura avesse inoltrato regolare istanza al competente Assessorato regionale del lavoro, prevedendone appunto l'ipotesi che noi abbiamo formulato di iscrizione di questi lavoratori alle liste speciali ad esaurimento di cui all'articolo 6 della legge 5 marzo 2008, numero 3. Su questo, Assessore, noi ci rendiamo conto anche della particolarità, della specificità di questa categoria di lavoratori, ci siamo posti il problema se e come inserirli nel contesto di questo provvedimento. Noi l'emendamento lo manteniamo e siamo disponibili a rivedere questa posizione che, le assicuro, non è pregiudiziale o di rigidità fine a sé stessa, ma perché vorremmo capire se per questa categoria di lavoratori si può avere una soluzione in tempi rapidi, soluzione che avremmo voluto all'interno di un disegno di legge complessivo di riforma della formazione professionale che guardi alla prospettiva futura, ma che dia anche risposte alle situazioni che devono trovare soluzioni e che sono del pregresso. Quindi, su questo argomento, Assessore, vorremmo da parte sua capire quali sono gli intendimenti della Giunta regionale, le iniziative del suo Assessorato e se per questi lavoratori c'è la prospettiva seria nella vostra programmazione o se altrimenti noi dovremo fare la battaglia per insistere con l'emendamento che abbiamo già presentato, l'emendamento numero 2. Ecco perché anche se in coda ai lavori del Consiglio questo provvedimento per noi rappresenta davvero una rivoluzione nel senso proprio del termine perché è un nuovo modo, un nuovo approccio di porsi rispetto al problema, rispetto anche alle chiusure che spesso ci sono state da parte anche dall'amministrazione regionale, di chiusure che ci sono state spesso per ragioni di cui non ne comprendiamo la valenza, qui si tratta di operare con serenità ma con altrettanta determinazione e fermezza e soprattutto con il senso dell'equità e della giustizia il ristoro di chi si è visto non riconosciuto il sacrosanto diritto come tanti altri alla stabilità e dunque a superare questa condizione di precariato. Ragione per la quale noi la legge così com'è la sosterremo, così come, ripeto, penso che alla ripresa dei lavori dopo la pausa natalizia dovremmo porci tutti il problema per non lasciare che la questione sia confinata solo ai casi oggetto di questa proposta di legge, ma possa anche prendere in esame tutto quel variegato mondo che attende risposte e penso che con il metodo che è stato instaurato di lavoro e di una istruttoria seria nelle Commissioni competenti possano trovare soluzione i tanti casi che ancora aspettano dalla Regione una qualche risposta.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Do il parere generale sulla legge, poi per quanto riguarda l'emendamento del quale parlava l'onorevole Pittalis all'articolo 5 interverrà l'Assessore del lavoro per dare le spiegazioni richieste.

Questa è una legge di iniziativa consiliare firmata da tutti i Capigruppo ed è per questo che arriva con il 102 in Aula, ma sulla quale la Giunta e gli Uffici hanno lavorato in stretto contatto, quindi sia la direzione dell'Assessorato del personale che il Gabinetto della Presidenza e dell'Assessorato stesso. Quindi c'è il pieno consenso da parte della Giunta regionale su questo provvedimento. Di questo provvedimento condividiamo l'impostazione complessiva ovverossia dare una risposta a un tema che sta a cuore a tutti, di grande importanza quale è quello del superamento del precariato nel sistema Regione, ma in generale questo è un tema che riguarda tutte le amministrazioni pubbliche, le amministrazioni pubbliche hanno numerosi vincoli, si cerca di superare questi vincoli attraverso forme di lavoro flessibile, dopodiché è chiaro che si forma un precariato e si formano delle aspettative. Mi pare che questo provvedimento, com'è stato giustamente detto, non è un provvedimento amministrativo ma è una legge che ha delle caratteristiche importanti di generalità e dà risposte precise.

Allo stesso tempo però mi pare doveroso ricordare che con le risorse che vengono messe a disposizione ci sono anche gli spazi per dare risposte ad altre categorie che la Giunta ma sicuramente il Consiglio vuole tutelare ovverossia chi già lavora all'interno dell'amministrazione degli enti che sta aspettando da anni anche quelle giuste concorsualità che permettono dei miglioramenti di carriera e direi forse ancor di più a chi è fuori completamente dal sistema della pubblica amministrazione e sta aspettando i concorsi pubblici. Non ce lo dobbiamo mai dimenticare, c'è spesso un contrasto tra insider e outsider, gli insider spesso sono quelli più tutelati ma noi dobbiamo pensare anche alle migliaia di giovani, i neolaureati, a chi sta aspettando da anni la possibilità di avere il giusto concorso pubblico per poter aspirare attraverso i canali che la legge prevede, aspirare ad avere anch'essi un'opportunità. Mi pare che ci sia il giusto equilibrio quindi tra esigenze diverse, il precariato, le progressioni interne e le nuove concorsualità. Da questo punto di vista la Giunta regionale ha di recente adottato una delibera che riguarda proprio il fabbisogno di competenze molto specifiche delle quali c'è estremo bisogno all'interno dell'amministrazione. È ovvio che anche qui non si riesce a risolvere tutto con questa legge, non si riesce a risolvere tutto con le risorse anche importanti che vengono messe nella finanziaria che è in fase di elaborazione, altro dovrà essere fatto, però mi sembra che anche questa proposta di legge sia un passo nella giusta direzione. Detto questo poi rimando al parere sui singoli emendamenti la posizione della Giunta.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). …Non ho sentito presidente Paci, pensavo che intervenisse l'Assessore del lavoro.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Onorevole Pittalis, io ho detto all'inizio che intervenivo sul tema generale della legge e sui singoli emendamenti, in particolare sul suo emendamento all'articolo 5 sarebbe intervenuto l'assessore Mura quindi io assolutamente ho fatto un intervento generale, sull'emendamento al quale lei ha fatto riferimento interverrà puntualmente in sede di posizione della Giunta l'assessore Mura.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 1.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1:

Art. 1

Oggetto e finalità. Integrazioni alla legge regionale n. 31 del 1998

1. La presente legge disciplina le modalità per il superamento del precariato e per la progressiva riduzione del numero dei contratti di lavoro a termine presso le amministrazioni del sistema Regione di cui all'articolo 1, comma 2 bis, della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31 (Disciplina del personale regionale e dell'organizzazione degli uffici della Regione), attraverso forme di reclutamento speciale ai sensi della normativa vigente. Essa, inoltre, disciplina la contestuale attivazione, compatibilmente con il raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica, di procedure di reclutamento ordinario che consentano l'ingresso nelle amministrazioni del sistema Regione di nuove competenze e professionalità utili a garantire il miglioramento dell'azione amministrativa nello svolgimento dei compiti istituzionali.)

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Francesco Sabatini. Ne ha facoltà.

SABATINI FRANCESCO (PD). Intervengo innanzitutto perché non vorrei che cadesse nel nulla l'appello fatto poc'anzi dal presidente Floris che invita questo Consiglio ad assumere un'iniziativa forte per riscrivere lo Statuto speciale della Sardegna. È evidente che col provvedimento di oggi stiamo toccando un tema importante ma certamente parziale che riguarda il precariato ma che non riguarda l'organizzazione complessiva della Regione, che non riguarda la riorganizzazione del personale della Regione e che questi temi più generali e molto importanti vanno affrontati a partire dalla riscrittura dello Statuto. Quindi vorrei che davvero questa assemblea passate le vacanze natalizie e passata magari la fase di approvazione della finanziaria regionale, ne prendesse atto e cominciasse ad affrontare questo tema anche se so e non voglio riaprire polemiche inutili perché superate dal risultato referendario, so di dissentire su questo dal presidente Floris, ma la riforma costituzionale avrebbe consentito di fare passi in avanti rafforzando la nostra autonomia e la nostra specialità e la possibilità anche di riscrivere il nostro Statuto, ma ormai queste sono le condizioni date e sull'attuale Costituzione dobbiamo procedere. Il tema dell'organizzazione della Regione è un tema fondamentale, i ritardi sono ormai così evidenti, le disfunzioni le subiamo tutti i giorni, i ritardi per il mancato funzionamento della macchina amministrativa lo subiamo tutti i giorni, questa macchina va ripensata, va riformulata, la stessa legge numero 31 sul personale è ormai una legge che ha subìto tali e tante stratificazioni e modificazioni avvenute spesso in modo anche inopportuno e forse del tutto superficiale distorcendo anche quelle che erano le finalità della legge numero 31, tanto da essere necessario riscrivere quella legge organizzativa della Regione a partire dalla legge numero 31. Si notano poi all'interno degli stessi Assessorati degli Assessorati che sono sovradimensionati, dei servizi che sono sovradimensionati, dei servizi che sono sottodimensionati ma che non si riesce ad attrezzare per dare risposte opportune alle richieste del cittadino con delle difficoltà che a volte non si riescono a capire. Oggi parliamo poi del precariato, io sono d'accordo, è una legge di fondamentale importanza, non me ne voglia l'assessore Paci ma questa è una legge nata nel Consiglio regionale. Spesso la Giunta giustamente mette in evidenza tutti i provvedimenti, questo è un provvedimento che è nato in Consiglio regionale, che è nato nelle Commissioni prima e seconda con un lavoro egregio condotto dai Presidenti, il supporto importantissimo dei funzionari e questo vorrei sottolinearlo, e finalmente abbiamo affrontato il tema del precariato nel modo più opportuno mettendo in risalto tutte le difficoltà, tutte le inefficienze, tutte le esigenze. È chiaro che bisognerebbe non crearne più precariato, cioè porre fine al precariato esistente con la stabilizzazione dove è possibile, dove le leggi ce lo consentono, ma porre fine alla costruzione di nuovo precariato.

Ma il precariato spesso, e torniamo al primo tema, si costruisce laddove non si riesce attraverso le leggi ordinarie a dare risposte alle esigenze della nostra macchina amministrativa. Ecco perché è importante quello che facciamo oggi, ma sarà ancora più importante affrontare i temi più generali e vorrei che questo Consiglio se ne facesse al più presto carico.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 2.

All'articolo 2 è stato presentato un emendamento, il numero 4.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2:

Art. 2

Modifiche all'articolo 6 della legge regionale n. 31 del 1998 (Gestione delle risorse umane)

1. Dopo l'articolo 6 della legge regionale n. 31 del 1998, è inserito il seguente:
"Art. 6.1 (Disposizioni in materia di assunzioni nelle amministrazioni del sistema Regione)
1. Le amministrazioni del sistema Regione di cui all'articolo 1, comma 2 bis, per le esigenze connesse con il proprio fabbisogno ordinario, nel rispetto dell'articolo 97 della Costituzione, assumono esclusivamente con contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato.
2. Le medesime amministrazioni possono assumere personale con contratti a termine, previa selezione pubblica ed esclusivamente con contratti di lavoro subordinato a tempo determinato, solo per rispondere a motivate esigenze di carattere temporaneo o eccezionale, nel rispetto delle limitazioni finanziarie vigenti ed entro la misura massima del 3 per cento delle dotazioni organiche; per prevenire fenomeni di precariato esse sottoscrivono prioritariamente i contratti a tempo determinato con i vincitori e gli idonei delle proprie graduatorie vigenti per concorsi pubblici a tempo indeterminato; l'assunzione a tempo determinato non costituisce in alcun modo il presupposto per l'ingresso nei ruoli a tempo indeterminato.".)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Gavino Manca, relatore.

MANCA GAVINO (PD), relatore. Se mi consente, volevo fare un ragionamento un po' più completo sui diversi emendamenti in questo senso anche per interlocuzioni politiche avviate con diversi gruppi consiliari e con i capigruppo. Sono stati presentati complessivamente sette emendamenti rispetto diversi articoli. Io chiederei a tutti presentatori di ritirare gli emendamenti. Cioè la proposte questa ritiriamo gli emendamenti sui due temi specifici uno al tema formazione professionale e disporremo proprio anche un po' seguendo ragionamenti fatti nei diversi interventi un'opportunità di ordine del giorno che fermeranno tutti i capigruppo in maniera unanime in maniera tale da dare mandato alla commissione consiliare e la Giunta regionale che entro il 10 gennaio così nel rispetto anche di quanto previsto nella legge di stabilità la possibilità di discutere in commissione un disegno complessivo di riforma del sistema di formazione professionale all'interno del quale ci va anche trattato l'argomento posto dal collega pittalis ma che era condiviso anche da tutti i gruppi di maggioranza. E quindi questo il tema formazione professionale. Sugli altri emendamenti che riguardano il tema personale in senso generale e situazione del personale in senso generale ma non in maniera oggettiva il tema dei precari e che lei è presentatori di ritirare gli emendamenti anche qui predisporremmo un ordine del giorno rinvia ai primi trenta giorni di gennaio alle commissioni la discussione di questi temi in maniera più chiara con la presentazione di un progetto di legge che in base alle opportunità giuridiche valuti le diverse situazioni messe in campo a questi emendamenti. Rimarrebbero fermi i due emendamenti ma sono uno di carattere finanziario di aggiustamento e uno di carattere proprio di lettura di quello che c'è scritto nella norma. Se viene condiviso questo percorso diciamo che è il loro fare un'ultima considerazione brevissima ringraziando il capogruppo del UDC onorevole Orrù più il quale ha concordato con me e gli altri capigruppo di poter dare l'opportunità noi abbiamo scritto nel testo di legge un ragionamento un articolo che riguardava gli ispettori fitosanitari e che era un tema legittimo sicuramente ma che è un po' fuori da quello che il tema precari. La disponibilità dell'onorevole Orrù più in questo momento visto che è già stato presentato di votare e far decadere questo articolo di votare contro questo articolo includendo chiaramente anche questo ragionamento maniera complessiva nell'ordine del giorno del futuro progetto di legge di in cui parleremo del tema personale in maniera più completa e non per quanto riguarda il tema dei precari. Mi scusi, certamente sarebbe un parere negativo ma se c'è questa proposta io chiederei ai presentatori degli emendamenti di ritirare i singoli emendamenti e poi dirò al lei quali sono invece gli emendamenti sottoponiamo all'aula approvazione. Grazie.

PRESIDENTE. Quindi sull'emendamento numero quattro c'è un invito al ritiro.

MANCA GAVINO (PD), relatore. Sì.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sull'emendamento numero 4 c'è l'invito al ritiro. Poi non lo so presidente relatore ha parlato anche degli altri ha fatto una proposta generale. Si allora anch'io come proposta generale c'è un invito al ritiro di quelli specifici tranne che per gli emendamenti numero 3, 6 e 7. E poi come ho detto prima quando arriviamo alla discussione dell'articolo 5 ci sarà un intervento specifico da parte dell'assessore Mura.

PRESIDENTE. Grazie. Quindi c'è un invito al ritiro, chiedo all'onorevole Piscedda se intende ritirare l'emendamento. Bene, quindi l'emendamento è ritirato.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 2.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 3. All'articolo 3 sono stati presentati gli emendamenti numero 3, 6 e 7. L'emendamento numero 6 è ritirato.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3:

Art. 3

Reclutamento speciale

1. Per le finalità di cui all'articolo 1 e per favorire una maggiore e più ampia valorizzazione della professionalità acquisita dal personale con contratti a termine, compatibilmente con i vincoli assunzionali e nel rispetto delle limitazioni finanziarie previste dalla normativa vigente, la Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente in materia di personale, approva un Piano pluriennale per il superamento del precariato nel sistema Regione.

2. Il Piano di cui al comma 1 è finalizzato alla stabilizzazione mediante assunzione a tempo indeterminato del personale non dirigente con contratti a termine in possesso dei requisiti previsti dal presente articolo maturati presso le amministrazioni del sistema Regione e prevede:

a) l'attivazione delle procedure di stabilizzazione a domanda di cui all'articolo 1, comma 529 della legge 27 dicembre 2013, n. 147 (legge di stabilità 2014), e successive modifiche ed integrazioni, del personale assunto con procedure ad evidenza pubblica che abbia maturato i requisiti ivi previsti con le forme contrattuali di cui all'articolo 36, comma 2, della legge regionale 29 maggio 2007, n. 2 (legge finanziaria 2007);

b) lo svolgimento delle procedure di reclutamento speciale transitorio riservate esclusivamente a coloro che hanno maturato i requisiti previsti dall'articolo 4, comma 6, del decreto legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito in legge 30 ottobre 2013, n. 125 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, recante disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni), e successive modifiche ed integrazioni, con le forme contrattuali di cui all'articolo 36, comma 2, della legge regionale n. 2 del 2007;

c) l'espletamento di procedure di reclutamento speciale ordinario, secondo le modalità previste dall'articolo 35, comma 3 bis, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche), richiamato dall'articolo 4, comma 6, del decreto legge 31 agosto 2013, n. 101 (Disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni), a favore di coloro che abbiano maturato i requisiti ivi previsti.

3. Alle procedure di cui al comma 2, lettere b) e c) è destinato fino al 50 per cento delle risorse assunzionali complessivamente determinate ai sensi della normativa vigente.

4. Il Piano di cui al comma 1, adottato sulla base della programmazione dei fabbisogni di personale, con riferimento a ciascuna delle amministrazioni del sistema Regione:

a) individua il personale in possesso dei requisiti previsti per ciascuna delle procedure di stabilizzazione di cui al comma 2, lettere a), b) e c);

b) definisce per ciascun anno, sulla base delle risorse assunzionali disponibili le unità di personale da avviare a stabilizzazione per ciascuna delle procedure di cui al comma 2,lettere a), b) e c), sulla base di una graduatoria determinata dall' anzianità di servizio maturata nei contratti a termine presso le amministrazioni del sistema Regione;

c) disciplina i tempi e le modalità di attuazione.

5. Al fine di consentire agli enti e alle agenzie del sistema Regione l'attivazione delle procedure di cui al presente articolo, è autorizzata, a decorrere dall'esercizio 2017, la spesa di annui euro 1.000.000, quale integrazione delle risorse già disponibili nei rispettivi bilanci, da ripartire tra le stesse amministrazioni, con deliberazione della Giunta regionale adottata su proposta dell'Assessore competente in materia di bilancio di concerto con l'Assessore competente in materia di personale, sulla base delle relative capacità assunzionali (missione 01 - programma 10 - titolo 1).".

6. Il piano non comprende il personale interessato da altri piani di stabilizzazione in fase di attuazione e disciplinati da specifiche norme, quello impiegato in attività di formazione nei Centri regionali di formazione professionale (CRFP), gli addetti agli uffici stampa, gli addetti agli uffici di gabinetto o alle strutture di staff del Presidente della Regione e dei componenti della Giunta regionale.

7. Il personale già rientrante nel piano di stabilizzazione di cui all'articolo 36 della legge regionale 29 maggio 2007, n. 2 (legge finanziaria 2007), e successive modifiche ed integrazioni, è incluso nelle procedure di stabilizzazione disciplinate dalla presente legge.

8. Alle procedure di cui al comma 2 partecipa anche il personale che ha maturato i requisiti con periodi di lavoro svolti, in tutto o in parte, presso enti locali nell'espletamento di funzioni trasferite in capo alla Regione alla data di entrata in vigore della presente legge.

9. Le disposizioni di cui al presente articolo e all'articolo 4 si applicano, in quanto compatibili con la normativa di settore, anche al personale assunto con contratto a tempo determinato presso l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Sardegna e presso l'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna.)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Gavino Manca, relatore.

MANCA GAVINO (PD), relatore. Sì, il parere è positivo come dicevo poc'anzi. L'emendamento numero 3 riguarda soltanto la specificazione del programma finanziario per quanto riguarda i 500.000 euro, e invece l'emendamento numero 7 riguarda specificare meglio, per evitare poi nell'applicazione della norma disguidi, il comma otto dell'articolo 3 dopo la parola "espletamento" sono aggiunte le parole seguenti "per una durata prevalente attestata dal responsabile della struttura".

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Parere favorevole sugli emendamenti numero 3 e 7.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Giuseppe Meloni. Ne ha facoltà.

MELONI GIUSEPPE (PD). Presidente, sull'articolo 3, vorrei chiedere alcune delucidazioni ai proponenti. Intervengo, non avendo potuto farlo in commissione, per chiedere ai proponenti appunto dei chiarimenti in merito al comma 7 dell'articolo 3, quando si fa riferimento al personale già rientrante nel piano di stabilizzazione di cui all'articolo 36 della legge 2 del 2007, e mi chiedo se nel combinato disposto col precedente comma 6 non possa essere interpretato in maniera restrittiva e penalizzante, escludendo in tal caso chi era già presente nel vecchio piano del precariato. Quindi se occorre nello specifico eventualmente fare delle precisazioni in merito.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gavino Manca. Ne ha facoltà.

MANCAGAVINO (PD). No, è esattamente il contrario, il comma 7 serve per rafforzare l'opportunità di utilizzare già le procedure di stabilizzazione che erano state messe in campo con la legge numero 2 del 2007, di persone che a quella data avevano chiaramente acquisito quei requisiti.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 3.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 3.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 7.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 4.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 4:

Art. 4

Proroga dei contratti

1. Esclusivamente per le finalità di cui alla presente legge volte al superamento del precariato, fatto salvo quanto previsto dall'articolo 2, le amministrazioni del sistema Regione, contestualmente all'approvazione del piano pluriennale di cui all'articolo 3, provvedono, ai sensi dell'articolo 4 del decreto legge n. 101 del 2013 e dell'articolo 1, comma 426, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 (legge di stabilità 2015), e successive modifiche ed integrazioni, e nel rispetto degli obiettivi di finanza pubblica, al rinnovo o alla proroga, fino alla conclusione delle procedure di stabilizzazione e comunque non oltre il 31 dicembre 2018, dei contratti di lavoro a temine interessati dalle procedure di cui alla presente legge e individuati con le modalità previste dall'articolo 3, comma 4, lettera a).)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 4.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 5. All'articolo 5 sono stati presentati gli emendamenti numero 1, 2 e 5. Gli emendamenti numero 1 e 5 sono privi di copertura, quindi se non si dichiara la copertura sono inammissibili.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 5:

Art. 5

Reclutamento ordinario

1. L'Amministrazione regionale, sulla base della programmazione dei fabbisogni di personale, oltre alla quota delle risorse assunzionali destinata alle procedure di cui all'articolo 3, comma 3, attiva le procedure di reclutamento ordinario secondo le modalità previste dalla legge regionale n. 31 del 1998, nel rispetto delle procedure di mobilità disciplinate dalla medesima legge. L'Amministrazione regionale subordina il loro avvio, in relazione alle professionalità necessarie, allo scorrimento di graduatorie vigenti, nell'ambito dell'intero sistema Regione di concorsi pubblici a tempo indeterminato, in conformità a quanto disposto dall'articolo 4, comma 3, del decreto legge n. 101 del 2013, e successive modifiche ed integrazioni. A tale fine l'efficacia delle graduatorie di concorso pubblico per le assunzioni a tempo indeterminato in corso di validità alla data di entrata in vigore della presente legge è prorogata al 31 dicembre 2017.)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Gavino Manca, relatore.

MANCA GAVINO (PD), relatore. Presidente, sì, confermo la richiesta di ritiro, ci sarà poi un ordine del giorno che tratterà in maniera complessiva questa tema. Quindi chiedo ai colleghi l'ordine del giorno che tratterà in maniera complessiva questo tema quindi chiedo ai colleghi primi firmatari dei tre emendamenti di ritirarli.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale.

MURA VIRGINIA, Assessore tecnico del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Uno degli obiettivi importanti di questa Giunta è la riorganizzazione della riforma della formazione professionale, siamo in una fase avanzata di redazione, contavamo di terminarla e di portarla all'attenzione della commissione, quindi del consiglio, entro dicembre, ma abbiamo dovuto attendere che ci fosse un quadro normativo stabile e definito anche a livello nazionale, quindi contiamo di poterla presentare alla Commissione entro i primi dieci giorni di gennaio, sarà una riforma complessiva e importante della formazione professionale in Sardegna.

PRESIDENTE. L'onorevole Sabatini ha ritirato l'emendamento numero 1, rimane l'emendamento numero 5, l'onorevole Lotto lo ritira; chiedo all'onorevole Pittalis se intende ritirare l'emendamento numero 2.

PITTALIS (FI). La dichiarazione dell'Assessore è importante, perché fatta in aula e quindi, nel rapporto che deve anche caratterizzare i livelli istituzionali, quindi Giunta e Consiglio regionale, non ho motivo di dubitare che se l'Assessore ha dichiarato che il disegno di legge verrà trasmesso al Consiglio i primi di gennaio io non ho motivo per dubitare. L'invito è anche però, per quell'ordine del giorno unitario che il Consiglio regionale penso voterà in esito all'approvazione di questa legge, di valutare anche le problematiche che sono connesse, non per aprire le porte a quisque de populo,perché non ci rendiamo conto ma ci sono alcune posizioni che a buon diritto possono e debbono essere tutelate e debbono avere ristoro come abbiamo fatto oggi per altre categorie di lavoratori. Quindi l'invito è, senza necessità che sia il Consiglio regionale, o l'iniziativa di singoli consiglieri, o di gruppi, che da parte della Giunta e del suo assessorato si studi la problematica e quella poi attinente al profili che quell'ordine del giorno, che mi auguro si approvi all'unanimità e venga sottoposto proprio per le valutazioni del caso nella predisposizione di questo disegno di legge.

PRESIDENTE. Quindi l'emendamento è stato ritirato.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 5.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 6.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:

Art. 6
Mobilità del personale del soppresso ESAF

1. Il personale di ruolo del soppresso ESAF trasferito alla società Abbanoa ai sensi della legge regionale 12 luglio 2005, n. 10 (Norme sul trasferimento del personale dei soggetti gestori dei servizi idrici regionali al servizio idrico integrato, in attuazione del comma 3 dell'articolo 12 della legge 5 gennaio 1994, n. 36, e dell'articolo 16 della legge regionale 17 ottobre 1997, n. 29, modificata con legge regionale 7 maggio 1999, n. 15), è ricompreso nelle procedure di mobilità del sistema Regione previste dall'articolo 39 della legge regionale n. 31 del 1998, e successive modifiche ed integrazioni, fino ad esaurimento di tutto il personale avente diritto, nei limiti delle dotazioni organiche delle categorie esistenti e in relazione alle specifiche esigenze delle amministrazioni del sistema Regione. È data priorità a coloro che hanno presentato domanda di mobilità in base a quanto disposto dall'articolo 2, comma 3, della legge regionale n. 10 del 2005. Al trasferimento del personale di cui al presente comma segue il corrispondente trasferimento delle risorse finanziarie da parte della società di provenienza secondo le modalità stabilite dalla Giunta regionale con propria deliberazione.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 6.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 7.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:

Art. 7
Modifiche all'articolo 37 della legge regionale n. 9 del 2016 (Personale)

1. All'articolo 37 della legge regionale 17 maggio 2016, n. 9 (Disciplina dei servizi e delle politiche per il lavoro), sono apportate le seguenti modifiche:

a) dopo il comma 5 è aggiunto il seguente:
"5 bis. Per le medesime finalità previste dal comma 5, l'ASPAL adotta le misure per il superamento del precariato, ai sensi dell'articolo 1 comma 529 della legge n. 147 del 2013 e dell'articolo 4, del decreto legge n. 101 del 2013, a favore del personale di cui al comma 3 in possesso dei requisiti di stabilizzazione previsti dalle suddette leggi. A tal fine, nel rispetto degli obiettivi di finanza pubblica, sono prorogati o rinnovati i contratti a termine fino alla conclusione delle procedure di stabilizzazione e comunque non oltre il 31 dicembre 2018 ai sensi dell'articolo 1, comma 426, della legge n. 190 del 2014.";

b) il comma 7 è sostituito dal seguente:
"7. Nelle more dell'attuazione del processo di riordino delle funzioni connesse alle politiche attive del lavoro e al fine di consentire la continuità dei servizi erogati dai centri per l'impiego, l'ASPAL, nei limiti della dotazione organica di cui al comma 9, è autorizzata ad assumere a tempo indeterminato o a tempo determinato con le modalità previste dall'articolo 36, comma 2, quarto periodo, del decreto legislativo n. 165 del 2001, personale dotato di idonea esperienza attraverso concorsi pubblici per titoli ed esami che prevedano la valorizzazione delle competenze ed esperienze maturate nell'ambito delle politiche del lavoro presso l'Agenzia per il lavoro o le province. L'attivazione di tali procedure è subordinata alla verifica prevista dall'articolo 4, comma 3, lettera b) del decreto legge n. 101 del 2013, convertito in legge n. 125 del 2013.".)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 7.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 8.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:

Art. 8

Ispettori fitosanitari

1. Al fine di recepire gli orientamenti giurisprudenziali, in applicazione del vigente contratto collettivo di lavoro, il personale al quale in forza di formale determinazione siano state attribuite le funzioni di ispettore fitosanitario e che sia in possesso del titolo di laurea è inquadrato nella categoria D.)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Gavino Manca, relatore.

MANCA GAVINO, relatore. Solo un secondo Presidente, solo per ringraziare ancora una volta il capogruppo dell'UDC, l'onorevole Rubiu, e per chiedere il voto negativo su questo articolo, per un accordo politico, perché questo è un tema che tratteremo in maniera complessiva, come dirà l'ordine del giorno, in maniera più esaustiva, con un intervento fatto in Commissione nei primi trenta giorni di gennaio. Quindi che chiedo di votare rosso su questo articolo.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 8.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 9.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:

Art. 9
Modifiche alla legge regionale n. 32 del 2016

1. All'articolo 1 della legge regionale 5 dicembre 2016, n. 32 (Variazioni del bilancio per l'esercizio finanziario 2016 e del bilancio pluriennale 2016-2018 ai sensi dell'articolo 51 del decreto legislativo n. 118 del 2011, e successive modifiche ed integrazioni, e disposizioni varie), sono apportate le seguenti modifiche:

a) l comma 24 dopo le parole "(legge di stabilità 2016)" sono aggiunte le seguenti "in deroga ai piani di stabilizzazione le province sono autorizzate a prorogare e rinnovare i contratti a tempo determinato nei limiti delle risorse disponibili fino al completamento dell'applicazione del processo di riordino delle autonomie locali.";

b) al comma 36 le parole "è autorizzata l'estensione per un periodo di dodici mesi dei contratti in essere" sono sostituite dalle parole "è autorizzato il rinnovo per un periodo di dodici mesi dei contratti".)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 9.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 10.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:

Art. 10

Monitoraggio del personale
delle società partecipate

1. Al fine di garantire la qualità dei servizi erogati e a tutela dei livelli occupazionali, in considerazione del previsto riordino della disciplina del settore, entro tre mesi dall'entrata in vigore della presente legge la Giunta regionale effettua il monitoraggio del personale impiegato presso ciascuna delle società partecipate dalle amministrazioni del sistema Regione con specifico riferimento alla tipologia contrattuale e alle categorie di appartenenza.)

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (SEL). Intervengo per proporre all'Aula, ovviamente con la condivisione dei capigruppo, un emendamento orale che estende il monitoraggio del personale delle società partecipate ai sensi dell'articolo 10 anche a quelle delle aziende sanitarie, questo auspicio era già contenuto in un ordine del giorno, in una risoluzione votata dalla prima commissione l'anno scorso, in questo caso per dare anche dignità di legge al monitoraggio credo sia una cosa utile, quindi:"del personale delle società partecipate e delle aziende sanitarie" questo diventerebbe il nuovo titolo dell'articolo 10 a cui verrebbe aggiunto, dopo "delle società partecipate e delle amministrazioni del sistema regione" "delle aziende sanitarie". Ovviamente chiedo ai capigruppo la disponibilità per la presentazione dell'emendamento orale.

PRESIDENTE. C'è una richiesta di sospensione

(La seduta, sospesa alle ore 18 e 57, viene ripresa alle ore 19 e 02.)

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta. Chiedo se ci sono osservazioni alla presentazione dell'emendamento orale. Quindi non ci sono osservazioni, l'emendamento orale è accolto.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 10.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione l'emendamento orale come è formulato con l'aggiunta "delle aziende sanitarie" dopo "l'amministrazione del sistema Regione".

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento orale.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 11.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:

Art. 11
Norma finanziaria

1. Agli oneri derivanti dall'attuazione degli articoli 2 e 4 della presente legge, pari ad euro 7.616.000 annui a decorrere dall'anno 2017 (missione 01 - programma 10 - titolo 1), si fa fronte rispettivamente:

a) per gli anni 2017 e 2018 mediante utilizzo delle risorse già stanziate per i medesimi anni nel bilancio di previsione della Regione 2016-2018 in conto della missione 01 -programma 10 - titolo 1, per l'attuazione del piano del fabbisogno del personale, incrementate di euro 1.500.000 mediante pari riduzione delle disponibilità finanziarie iscritte per gli anni 2017 e 2018 in conto della missione 15 - programma 01 - titolo 1;

b) a decorrere dall'anno 2019, con la legge di approvazione del bilancio dei rispettivi esercizi finanziari.

2. Agli oneri derivanti dall'attuazione dell'articolo 3, sino alla definizione delle procedure di stabilizzazione, quantificati in euro 4.751.139,27 per ciascuno degli anni 2017 e 2018, si fa fronte mediante utilizzo delle risorse già stanziate per gli anni 2017 e 2018 nel bilancio di previsione della Regione 2016-2018 in conto delle seguenti missioni e programmi:

missione

programma

importo

1

10

413.783,95

1

11

288.274,76

1

12

1.718.231,75

5

2

123.792,34

8

1

731.430,12

9

2

18.139,32

12

7

37.866,54

14

1

53.746,03

15

3

29.316,07

19

2

1.336.558,38

TOTALE

4.751.139,27

3. Agli oneri derivanti dall'attuazione dell'articolo 6, pari a euro 2.000.000 annui a decorrere dall'anno 2017, si fa fronte mediante utilizzo delle risorse di cui alla legge regionale 17 maggio 2016, n. 9 (Disciplina dei servizi e delle politiche per il lavoro), iscritte per gli anni 2017 e 2018 nel bilancio di previsione della Regione 2016-2018 alla missione 15 - programma 01 - titolo 1 - capitolo SC02.0889 e, a decorrere dall'anno 2019, con legge di approvazione del bilancio dei rispettivi esercizi finanziari.)

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sull'articolo 11. Non ho iscritti a parlare. Metto in votazione l'articolo 11.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 11.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 12.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:

Art. 12

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna (BURAS).)

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sull'articolo 12. Non ho iscritti a parlare. Metto in votazione l'articolo 12.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 12.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Sono stati presentati due ordini del giorno a firma Cocco, Pittalis, Anedda, Zanchetta, Congiu, Cocco, Rubiu, Dedoni sull'organizzazione del personale e dell'amministrazione del sistema Regione ed un altro ordine del giorno Cocco Pietro, Pittalis, Anedda, Zanchetta, Congiu, Cocco Daniele, Rubiu, Dedoni sulla riforma del sistema della formazione professionale in Sardegna.

Metto in votazione l'ordine del giorno numero 2. Quello che riguarda l'organizzazione del personale delle amministrazioni del sistema Regione. Leggo l'impianto: impegna la Giunta effettuare entro 30 giorni dall'approvazione del presente ordine del giorno un monitoraggio da presentare al Consiglio regionale che individui le criticità relative agli inquadramenti del personale delle amministrazioni del sistema Regione che nel tempo si sono create e con particolare riferimento al personale che ha in passato sostenuto prove selettive interne per valorizzare le proprie professionalità.

(Si riporta di seguito il testo degli ordini del giorno:

Ordine del Giorno Cocco Pietro - Pittalis - Anedda - Zanchetta - Congiu - Cocco Daniele Secondo - Rubiu - Carta - Dedoni sull'organizzazione del personale delle amministrazioni del sistema Regione.

IL CONSIGLIO REGIONALE

al termine dell'esame e dell'approvazione della proposta di legge n. 390 in materia di superamento del precariato nell'ambito del sistema Regione,

CONSTATATA la presenza di alcune criticità che da tempo caratterizzano l'organizzazione del personale con particolare riferimento agli inquadramenti del personale delle amministrazioni del sistema Regione, soprattutto di quello che, in passato, ha sostenuto selezioni interne e che ha sviluppato professionalità ulteriori rispetto a quelle per le quali è stato assunto;

CONSTATATO che ad oggi non è stata trovata una soluzione idonea a risolvere alcune situazioni critiche e che le medesime si protraggono nel tempo creando situazioni di incertezza nell'ambito dell'organizzazione del personale e della gestione delle risorse umane presso le citate amministrazioni;

CONSIDERATA l'opportunità:

- di valorizzare le professionalità presenti anche al fine di migliorare la qualità del lavoro, l'efficienza nell'organizzazione interna e lo svolgimento dei compiti istituzionali, con particolare riguardo all'erogazione dei servizi che le amministrazioni del sistema hanno il compito di erogare nei confronti dei cittadini;

- di affrontare separatamente e in modo organico le situazioni critiche del personale a tempo indeterminato in servizio presso le amministrazioni del sistema Regione diverse da quelle relative al superamento del precariato affrontato nella seduta odierna, comprese quelle contenute negli emendamenti presentati durante l'esame della proposta di legge n. 390,

impegna la Giunta regionale

1) a effettuare, entro trenta giorni dall'approvazione del presente ordine del giorno, un monitoraggio da presentare al Consiglio regionale che individui le criticità relative agli inquadramenti del personale delle amministrazioni del sistema Regione che nel tempo si sono create, con particolare riferimento al personale che ha in passato sostenuto prove selettive interne per valorizzare le proprie professionalità;

2) a individuare con gli strumenti ritenuti maggiormente idonei, siano essi atti della Giunta regionale o interventi legislativi, le strade percorribili che risolvano in via definitiva le annose criticità che nel tempo si sono stratificate, adottando gli atti conseguenti da proporre al Consiglio regionale. (2)

Ordine del Giorno Cocco Pietro - Pittalis - Anedda - Zanchetta - Congiu - Cocco Daniele Secondo - Rubiu - Carta - Dedoni sulla riforma del sistema della formazione professionale in Sardegna.

IL CONSIGLIO REGIONALE

al termine dell'esame e dell'approvazione della proposta di legge n. 390 in materia di superamento del precariato nell'ambito del sistema Regione,

CONSIDERATA la situazione di crisi in cui versa ormai da tempo il sistema della formazione professionale nell'ambito della Regione e che il personale impiegato nel settore da anni attende risposte risolutive delle situazioni di precariato che nel tempo si sono create;

CONSIDERATE, altresì, le dichiarazioni dei rappresentanti sindacali formulate nella seduta congiunta delle Commissioni Prima e Seconda del 16 dicembre 2016, con le quali è stata descritta la situazione di crisi e di ritardo ed è stato richiesto un intervento urgente al fine di evitare il protrarsi di situazioni di precariato e di incertezza dei lavoratori coinvolti, con l'eventuale inserimento di apposite norme nella bozza della proposta di legge sul precariato in quel momento in esame presso le medesime commissioni;

CONSTATATA l'opportunità di affrontare il tema della formazione professionale, anche sotto il profilo occupazionale dei lavoratori in questo ambito coinvolti, con una disciplina organica che superi le difficoltà attualmente presenti e configuri un quadro normativo chiaro che consenta di offrire servizi efficienti in un settore importante per il futuro del territorio,

impegna la Giunta regionale

a presentare, entro il 10 gennaio 2017, così come previsto dall'articolo 26 della legge regionale 17 maggio 2016, n. 9 (Disciplina dei servizi e delle politiche del lavoro), un disegno di legge di riforma organica della normativa vigente in tema di formazione professionale che affronti la disciplina del settore in tutti i suoi aspetti e in tutte le sue implicazioni, con particolare riferimento a percorsi che garantiscano l'occupazione dei lavoratori coinvolti e la valorizzazione dell'esperienza da questi maturata nel tempo nell'erogazione dei servizi svolti, anche valutando l'opportunità della riapertura della lista speciale di cui all'articolo 6, comma 1, lettera f), della legge regionale n. 3 del 2008 a favore

di coloro che operavano nel comparto della formazione professionale ai sensi della legge n. 47 del 1979, titolari di contratto di lavoro a tempo indeterminato e inseriti alla data del 31 dicembre 2012 nel bacino degli ammortizzatori sociali in deroga.(3).)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SEL). Perché è stato presentato a firma di tutti i Capigruppo un ordine del giorno sul problema Poste italiane…

PRESIDENTE. Non è attinente alla legge in corso, per cui non lo discutiamo adesso.

COCCO DANIELE (SEL). In altre occasioni ordine del giorno non attinenti…

PRESIDENTE. Sì. Non adesso alla fine della giornata, quindi casomai alla fine della seduta. Non ora adesso stiamo votando gli ordine del giorno attinenti…

COCCO DANIELE (SEL). Va bene accetto, mi aveva detto che non sarebbe stato possibile metterlo in votazione… D'accordo.

PRESIDENTE. Perché così è da Regolamento. Grazie.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'ordine del giorno numero 2.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione l'ordine del giorno numero 3 sulla riforma del sistema della formazione professionale in Sardegna.

Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Su quest'ordine del giorno, ovviamente siamo d'accordo con i Capigruppo e concordiamo sull'esigenza di rimettere ordine per rispondere alle esigenze che tutti noi conosciamo, però mi preme voler ricordare una cosa, oggi noi avevamo l'occasione di rimettere giustizia nel sistema della formazione professionale in particolare di quei dipendenti che sono rimasti senza lavoro e che sono inquadrabili in quella fattispecie di cui alla legge regionale numero 47 del 1979. L'anno scorso in seguito a una nuova interpretazione sulla legge sulla lista famosa della legge numero 3 del 2008 questa è stata riaperta ed è stato consentito l'ingresso a circa 70 lavoratori grazie ad una delibera e grazie a una interpretazione del Direttore generale dell'Assessorato del lavoro. Adesso il paradosso vuole che quei lavoratori che dentro le procedure di licenziamento collettivo erano quelli più anziani, quelli che avevano il carico familiare più importante ed erano rimasti nel sistema della formazione oggi sono fuori pur essendo all'epoca percettori di ammortizzatore sociale, sono fuori da questa lista. Bene noi questa lista l'abbiamo riaperta l'anno scorso, o meglio la Giunta l'ha riaperta l'anno scorso, poteva essere questa l'occasione per riaprirla, non c'era nessun problema rispetto al costo del personale, come bene ha osservato la Giunta nel contraddittorio con la Corte dei conti, sulla valutazione sulla nettizzazione di quella spesa rispetto al costo del personale quindi dico nel 2017 non so se voi prevedete che quella è spesa di personale, però oggi che invece è una spesa di ammortizzatore sociale forse c'era l'occasione di salvare anche questi ultimi 70 lavoratori che invece dovranno aspettare un riordino, forse.

PRESIDENTE. Grazie. Metto in votazione l'ordine del giorno sulla riforma del sistema della formazione professionale della Regione Sardegna. Dichiaro aperta la votazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Prima di votare, vorrei capire dalla Giunta regionale se sta comprendendo bene che cosa stiamo votando, perché è vero che un ordine del giorno non si nega a nessuno, ma qui non è un ordine del giorno, qui è una legge che è stata dettata, e vorrei capire chi è che dà il parere della Giunta, se è l'Assessore competente per materia, che ha dichiarato in aula che il 10, che coincide la data dell'ordine del giorno, presenterà la legge di riforma sulla formazione professionale, perché se dà questo parere evidentemente il contenuto della legge sulla formazione professionale è uguale al testo dell'ordine del giorno che stiamo votando. Io ho l'impressione che noi non stiamo valutando, sia nell'ordine del giorno precedente che in questo, le ripercussioni che ci saranno in Regione nel momento in cui affronteremo questi problemi. Quindi, io non voto, ovviamente mi astengo, ma volevo capire se la Giunta regionale ha dichiarato la sua disponibilità a quest'ordine del giorno oppure no, e chi lo dichiara.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale.

MURA VIRGINIA, Assessore tecnico del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Io ribadisco quello che ho detto prima, che stiamo lavorando su una legge, che rivede e riorganizza la formazione professionale, che sarà appunto portata in Giunta come disegno di legge, e mi sono impegnata, spero di farcela, che anche la Giunta poi possa farcela, a inviarla al Consiglio entro il 10 di gennaio. Questo ho detto e questo ribadisco, poi il Consiglio ovviamente valuterà quello che è il testo del disegno di legge, la Commissione ci lavorerà e si vedrà che cosa contiene. Questo io ho detto e ribadisco.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'ordine del giorno sulla riforma del sistema della formazione professionale nella Regione Sardegna.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'ordine del giorno numero 3.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione il testo della legge così come emendato.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di legge numero 390.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Discussione e approvazione del disegno di legge "Vigilanza, monitoraggio e controllo sulle attività di servizio pubblico di cabotaggio marittimo con le isole minori" (375/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 375.

Ha facoltà di parlare il consigliere Antonio Solinas, relatore.

Comunico che l'Assessore competente non è presente perché è impegnato in una riunione a Roma, e quindi si farà con la Vicepresidenza della Giunta.

SOLINAS ANTONIO (PD), relatore. Si tratta dell'approvazione del disegno di legge numero 375, relativo alla vigilanza, monitoraggio e controllo sulle attività di servizio pubblico di cabotaggio marittimo con le isole minori. La Giunta regionale, con questo disegno di legge, intendeva dare mandato all'Assessore per garantire, attraverso una selezione di procedura ad evidenza pubblica, la vigilanza e il monitoraggio, appunto, dell'attività del servizio di cabotaggio marittimo. Si tratta in qualche modo di recuperare quella parte di personale che non è stato inserito nel privato che si è aggiudicato il bando di gara, e comunque si tratta di risorse che, per il triennio 2016-2017-2018 andranno a gravare sul risparmio che c'è stato nel bando di gara relativo al contratto di continuità territoriale marittima sulle isole minori. Mentre invece, al contrario di quello che aveva previsto il disegno di legge, per quanto riguarda la spesa pluriennale relativa agli anni successivi sino al 2022, quindi dal 2019 al 2022, la copertura finanziaria è data dal trasporto pubblico locale in Sardegna, quindi si tratta di urgenza, e ringrazio i componenti della Commissione, a iniziare dai componenti della minoranza naturalmente, che hanno consentito l'approvazione stamattina, tra l'altro all'unanimità, del parere definitivo sul disegno di legge della Giunta, si tratta di evitare di perdere risorse e comunque di consentire che l'amministrazione regionale proceda al bando pubblico per questo tipo di attività. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Luca Pizzuto. Ne ha facoltà.

PIZZUTO LUCA (SEL). Intanto per ringraziare il Presidente della Commissione e la Commissione per l'impegno che hanno messo nel cercare di portare in aula in un tempo rapido questo disegno di legge, che è un pezzo dell'intricata e complicata vicenda Saremar, che ancora non vede la luce. Segnalo il fatto che i lavoratori di Saremar, che sono in questa fase dipendenti di Delcomar, nella gran parte vivono una condizione totale di precariato senza certezze su turni e su situazioni lavorative, il che rende molto grave la post gestione, a mio avviso, di quella situazione, e il fatto che siamo indietro su tutte le altre partite che sono legate al tema del recupero e della salvaguardia di tutta una serie di posti di lavoro e di indotti che in Saremar erano impegnati. Al momento, la privatizzazione non sta mostrandone, né sulla gestione del servizio e né sulla gestione della vita dei lavoratori, quello straordinario e grandioso miglioramento che alcuni, non il sottoscritto, si aspettavano. Per questo chiederei che alla fine della votazione di questa legge fosse approvato un ordine del giorno che chiede nella costruzione del bando una premialità per il riassorbimento di una serie di figure che riguardano l'indotto, che lavorava anche grazie alla presenza di Saremar nell'isola, perché la situazione degli ex Saremar non è affatto buona, ed è necessario che su questo, lo dico al Vicepresidente, ci sia un focus molto attento degli impegni che sono stati presi sia dal punto di vista politico sia nella delibera che è stata fatta ormai quasi un anno fa. Quindi, sottolineo questi aspetti, chiedo che possa essere votato da tutti noi l'ordine del giorno alla fine della discussione della legge, e ribadisco i ringraziamenti per il lavoro fatto dalla Commissione e dal Presidente della Commissione.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è ovviamente favorevole, è un disegno di legge, il presidente Ganau ha già detto che l'Assessore competente purtroppo era a Roma in impegni istituzionali, quindi il parere è favorevole. Poi, dato che ho la parola, mi preme anche ricordare all'onorevole Pizzuto che la Giunta è assolutamente attiva anche per dare attuazione a quegli impegni politici presi, tanto è vero che domani mi pare sia proprio previsto un incontro operativo, e quindi anche al più presto la delibera da parte dell'Assessore del lavoro sarà portata in Giunta.

PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 1.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1:

Art. 1

Rimodulazione autorizzazione di spesa articolo 10, comma 3, legge regionale n. 5 del 2016

1. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 10, comma 3, della legge regionale 11 aprile 2016, n. 5 (legge di stabilità 2016), è rimodulata, con riferimento alle azioni di vigilanza, monitoraggio e controllo del servizio pubblico, anche notturno, di cabotaggio marittimo con le isole minori della Sardegna compresa l'Asinara, fino ad euro 250.000 in ragione d'anno, ed estesa per una durata massima pari a quella del contratto di servizio relativo alla procedura di affidamento di cui all'articolo 8, comma 13 septies, del decreto legge 19 giugno 2015, n. 78, convertito con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 125 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 19 giugno 2015, n. 78, recante disposizioni urgenti in materia di enti territoriali) - (missione 10 - programma 03 - titolo 1).).

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto parlare su questo articolo, lo metto in votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 2.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2:

Art. 2

Norma finanziaria

1. Gli oneri derivanti dalla presente legge sono quantificati in complessivi euro 1.750.000, in ragione di euro 250.000 per ciascuno degli anni dal 2016 al 2022 (missione 10 - programma 03 - titolo 1).

2. L'Amministrazione regionale attua la presente legge senza far derivare, per gli anni 2016, 2017 e 2018, ulteriori oneri a carico della finanza regionale, mediante impiego delle risorse già stanziate, con il bilancio regionale per gli stessi anni, in conto della missione 10 - programma 03 - titolo 1 (cap. SC07.0611), relative all'autorizzazione di spesa di cui alla legge regionale 3 dicembre 2015, n. 33 (Proroga del contratto di servizio di continuità territoriale marittima tra la Sardegna, le isole minori e la Corsica).

3. Agli oneri previsti per ciascuno degli anni dal 2019 al 2022, quantificati in euro 250.000 annui, si provvede nei limiti degli stanziamenti di bilancio a ciò destinati con la legge di bilancio regionale per i medesimi anni.).

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto parlare su questo articolo, lo metto in votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 2.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 3.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3:

Art. 3

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna (BURAS).)

PRESIDENTE. Poiché non ci sono iscritti a parlare, metto in votazione l'articolo 3.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 3.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'ordine del giorno numero 1.

(Si riporta di seguito il testo dell'ordine del giorno numero 1:

Ordine del Giorno Pizzuto - Cocco Pietro - Zanchetta - Cocco Daniele Secondo - Solinas Antonio - Agus - Lai per garantire adeguate premialità che definiscano criteri di priorità nella valutazione dei lavoratori precedentemente occupati nell'espletamento dei servizi accessori delle attività di cabotaggio marittimo infraregionale.

IL CONSIGLIO REGIONALE

a conclusione della discussione del disegno di legge n. 375/A (Vigilanza, monitoraggio e controllo sulle attività di servizio pubblico di cabotaggio marittimo con le isole minori),

PREMESSO che la deliberazione n. 57/14 del 25 novembre 2015 definiva le procedure per la liquidazione di SAREMAR e la definizione delle misure per la tutela dei lavoratori, ivi compresi quelli dei servizi accessori al trasporto di cabotaggio marittimo;

CONSIDERATO che, ad oggi, non si hanno notizie certe sull'applicazione della norma relativa al servizio di vigilanza, monitoraggio e controllo della qualità del servizio pubblico di cabotaggio marittimo con le isole minori.

EVIDENZIATA l'urgenza di provvedere all'applicazione della norma e all'espletamento delle selezioni ad evidenza pubblica per l'avvio del servizio di vigilanza, monitoraggio e controllo della qualità del servizio di cabotaggio marittimo infraregionale,

impegna il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dei trasporti

a prevedere adeguate garanzie affinché, all'interno delle selezioni operate con procedure ad evidenza pubblica, siano previste le adeguate premialità che garantiscano la priorità alla valutazione dei lavoratori precedentemente occupati nell'espletamento dei servizi accessori alle attività di cabotaggio marittimo infraregionale, in particolare nei servizi di biglietteria. (1) .)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'ordine del giorno numero 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione il disegno di legge numero 375.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 375.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Discussione e approvazione della mozione Cocco Daniele Secondo - Anedda - Cocco Pietro - Congiu - Usula - Zanchetta sull'imminente licenziamento di infermieri in servizio presso il carcere di Badu 'e Carros e Mamone. (272)

PRESIDENTE. Passiamo al seguente punto all'ordine del giorno. Mozione numero 272 Cocco e più, sull'imminente licenziamento degli infermieri in servizio presso le carceri di Badu e Carros e Mamone.

(Si riporta di seguito il testo della mozione numero 272:

Mozione Cocco Daniele Secondo - Anedda - Cocco Pietro - Congiu - Usula - Zanchetta sull'imminente licenziamento di infermieri in servizio presso il carcere di Badu 'e Carros e Mamone.

IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:

- con il decreto legislativo 18 luglio 2011, n. 140 "Norme di attuazione dello Statuto speciale della Regione autonoma della Sardegna in materia di sanità penitenziaria", sono state trasferite al Servizio sanitario della Regione tutte le funzioni sanitarie svolte nell'ambito del territorio regionale dal Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e dal Dipartimento per la giustizia minorile del Ministero della giustizia;

- con la deliberazione della Giunta regionale n. 17/12 del 24 aprile 2012, sono state definite le linee guida per la disciplina dell'ordinamento della sanità penitenziaria, in attuazione all'articolo 3, comma 1, del decreto legislativo n. 14 del 2011;

- l'Azienda sanitaria di Nuoro, dal 2012, a seguito del trasferimento dell'assistenza sanitaria della popolazione detenuta nelle strutture ubicate nel territorio regionale dal Ministero della giustizia alle aziende sanitarie locali, ha assunto a tempo determinato del personale per il profilo di collaboratore professionale infermiere da destinare ai presidi sanitari degli istituti penitenziari dell'Asl di Nuoro, tra cui la Casa circondariale di Nuoro Badu 'e Carros e Mamone;

- negli anni successivi, al fine di assicurare inderogabili esigenze di servizio, sono stati annualmente prorogati i contratti a tempo determinato per una decina di collaboratori professionali sanitari-infermieri, in servizio presso gli istituti penitenziari dell'Azienda sanitaria di Nuoro;

CONSIDERATO che il personale infermieristico impiegato a tempo determinato presso la Casa circondariale di Badu 'e Carros e Mamone, ha acquisito, negli anni, una rilevante esperienza e specializzazione in materia di sanità penitenziaria;

VISTE:

- la lettera inviata dall'Azienda sanitaria di Nuoro agli infermieri in servizio presso il penitenziario di Badu 'e Carros in cui si comunica che il contratto di lavoro è in scadenza e che questo non sarà rinnovato;

- l'intenzione dell'Azienda sanitaria di Nuoro di rimpiazzare gli infermieri con contratto in scadenza con del personale infermieristico proveniente dall'ospedale San Francesco di Nuoro;

PRESO ATTO:

- dell'imminente cessazione dei contratti di assunzione a tempo determinato del personale infermieristico del carcere di Badu 'e Carros e Mamone;

- della grave situazione di disagio che si verrebbe a creare per i detenuti e per gli stessi operatori sanitari, nel caso di un totale avvicendamento degli infermieri con personale infermieristico specializzato proveniente dalle strutture ospedaliere non abituato a lavorare in un ambiente delicato come quello del carcere;

RITENUTO che:

- sia necessario assicurare l'erogazione dei livelli essenziali di assistenza sanitaria e uniformi in tutti gli istituti penitenziari della regione;

- sia necessario garantire un adeguato livello di sicurezza per il personale interno e per gli operatori sanitari che prestano servizio nei penitenziari,

impegna il Presidente della Regione
e l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale:

1) ad assumere tutte le iniziative necessarie al fine di garantire, in via straordinaria, la proroga dei contratti a tempo determinato per gli infermieri in servizio presso i presidi sanitari degli istituti penitenziari afferenti all'Asl di Nuoro;

2) a valutare ulteriori procedure di selezione e concorsuali al fine di tutelare le posizioni lavorative in essere e non disperdere le preziose professionalità acquisite in questi anni.)

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione. Uno dei presentatori della mozione ha facoltà di illustrarla.

COCCO DANIELE (SEL). Più che imminente, già consumato questo atto di barbarie. Si tratta praticamente degli infermieri professionali che prestavano servizio negli Istituti penitenziari della Sardegna. Il primo atto si è perpetrato a Nuoro e a Mamone, dove gli infermieri che prestavano servizio, alcuni da oltre 15 anni, e comunque quelli che c'erano da meno da più di 10 anni, hanno avuto la lettera di sospensione… se forse ascoltiamo, onorevole Pinna, riguarda dei disoccupati questa mozione… ai quali è pervenuta la lettera di fatto di licenziamento da incarico che ricoprivano da diverso tempo. Io do quasi per illustrata la mozione, perché comunque è risaputo il problema avendone già parlato in diverse occasioni. So che l'Assessore ha studiato il problema, so anche che si è potuto avvalere di consulenti, ai quali ha chiesto appunto che si trovasse una proposta di soluzione. Auspico che oggi, in questa Sede, da parte dell'Assessore ci sia una risposta che ci possa soddisfare, perché stiamo parlando comunque di persone con prospettiva di vita, con famiglia a carico, che vedono interrotto il loro percorso io direi esistenziale. Io credo che non si possa a cuor leggero rinunciare a queste professionalità… l'Aula non è molto interessata, io la darei per letta e aspetto che l'Assessore mi dia la risposta, tanto conosce il problema, e ringrazio i colleghi che ascoltano con attenzione, evidentemente gli altri problemi erano più importanti. Rimarco il fatto che oggi abbiamo approvato un ottimo provvedimento sul superamento del precariato, e al contempo stiamo mandando a casa 15 persone.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). La sfortuna, collega Cocco, dei provvedimenti, anche degli ordini del giorno e delle mozioni che vengono discusse dopo una giornata lunga e faticosa, è che problemi di questa rilevanza e di questa importanza rischiano di passare in secondo ordine. Ha ragione il collega Cocco, guardate, è un problema serio, come era serio e com'è stato serio il problema dei lavoratori ATI IFRAS, com'è stato serio quello dei precari regionali, come è stato serio tutto quello che il Consiglio, nella corretta dialettica maggioranza-opposizione, esita e approva. Questo è un provvedimento, assessore Arru, che sono certo lei conosce, da nuorese, da operatore medico del territorio, e oggi, a maggior ragione, da Assessore. È la posizione di 15 infermieri specializzati, badate, in un settore in cui non ci sono solo infermieri che lavorano negli ordinari reparti dell'ospedale San Francesco o lo Zonchello, ma sono destinati al carcere di Badu e Carros, quindi all'assistenza e al supporto dell'attività medico-sanitaria, e quindi con una specializzazione, con anche un accertamento dei requisiti non solo professionali, perché si lavora in una struttura sensibile, particolare, a contatto con persone che meritano tutta la nostra solidarietà, comprensione, e che dunque non è persona, quella ospitata nel carcere di Badu e Carros, qualunque, e allora sono tutte considerazioni che portano a ritenere il personale infermieristico che non è personale che lavora da tre mesi, da un anno o da due anni, ma che lavora ormai da anni, qualcuno mi dicono anche 12, 13 anni, che hanno avuto, purtroppo, la sfortuna di vedersi rinviato di anno in anno il loro contratto. Si dirà che ci sono stati concorsi per infermieri, che c'è una graduatoria per infermieri, tutto vero, il problema è cercare, perché questo mi pare di aver colto anche da alcune dichiarazioni del Commissario, se non erro, che trattandosi di personale specializzato, oggi si vedrebbe anche in una condizione, una sorta di vuoto per destinare personale infermieristico o attingerlo dalla graduatoria del concorso espletato, perché proprio hanno requisiti particolari. Allora, in questa fase, nella fase in cui per non lasciare carente e vuoto il servizio, nella fase in cui è necessario formare il personale infermieristico per quel tipo di servizio e quel tipo di attività, riteniamo, Assessore, che si debba dare un indirizzo al commissario dell'Azienda sanitaria di Nuoro perché possa prorogare, com'è successo fino all'altro ieri, i rapporti di lavoro. Mi permetto anche di invitare l'Assessorato a valutare se questi contratti di lavoro che si sono ininterrottamente, senza soluzione di continuità sono stati prorogati, se non possa anche un contenzioso esporre l'amministrazione nel senso che venga poi riconosciuto il diritto anche di questi lavoratori alla stabilizzazione e a riconoscere a tempo indeterminato questi rapporti. Ci sono elementi per quanto io sono a conoscenza perché so che qualche studio legale se ne sta anche occupando, se tutto questo noi lo possiamo evitare, Assessore, forse è anche meglio ad evitare un aggravio anche dal punto di vista del maggior onere che ne potrebbe conseguire. Ragione per la quale, se il collega Daniele Cocco e i firmatari mi consentono, io aggiungerei anche la mia firma su questa mozione perché ritengo che ponga un problema serio, un problema anche in questo momento di giustizia sostanziale per questi infermieri che non possiamo lasciare in balia di una mancata risposta da parte della politica e per quanto di sua competenza, Assessore, io mi auguro che si possa trovare una qualche adeguata soluzione.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Antonio Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS ANTONIO (PD). Presidente, brevemente io credo che bene abbiano fatto i Capigruppo a presentare questa mozione, stiamo parlando di un servizio molto particolare, molto delicato che svolgono di infermieri professionali, svolgono le caposale e gli infermieri generici all'interno delle case circondariali della Sardegna. Però nella mozione c'è un errore perché non tutto si svolge solo nel carcere di Nuoro, ci sono anche le altre carceri della Sardegna che in alcuni casi sono gestite direttamente con personale infermieristico distaccato dalle ASL, in alcuni casi metà delle ASL e metà personale a tempo determinato e, come il carcere di Nuoro, solo con personale a tempo determinato. Io credo che sia opportuno risolvere definitivamente per tutta la Sardegna il problema del precariato all'interno delle carceri, quindi io esprimo il voto favorevole chiedendo però ai presentatori della mozione che non si parli solo delle ASL di Nuoro, ma si parli di tutti i carceri della Sardegna.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Presidente, sicuramente ci siamo fatti carico del dramma di questi lavoratori, per cui abbiamo approfondito la loro situazione, in particolar modo di questi nove che lavorano come infermieri nel carcere di Badu 'e Carros e di Mamone, però come dice giustamente l'onorevole Solinas è necessario fare un ragionamento complessivamente per tutto il personale infermieristico. Io ricordo che esiste una norma dello Stato che prevedeva la transizione del personale del Ministero di giustizia al Ministero della salute e ogni Regione doveva provvedere a recepire, cosa che ha fatto la Regione Sardegna col D.L. 140/2011 per la disciplina e l'ordinamento della sanità penitenziaria, però purtroppo noi non abbiamo dato poi come Regione Sardegna nel 2012 prosieguo a quello che è al punto 5 e al punto 15: "Al fine di valorizzare l'esperienza maturata nell'ambito della sanità penitenziaria la Giunta regionale provvederà ad approvare un disegno di legge regionale al fine di elaborare disposizioni in materia di concorsi o selezioni per il reclutamento di personale medico infermieristico e sanitario del comparto da destinare ai servizi della sanità penitenziaria". Quindi, senza questo atto gli stessi infermieri sono soggetti alle norme del lavoro che non consentono una proroga dopo 36 mesi, quindi sono stati già prorogati diverse volte, però siccome dobbiamo cercare di valorizzare questo personale è necessario avviare rapidamente con una legge del Consiglio, dare delle indicazioni perché quando si fanno dei concorsi o selezioni per infermieri si tenga nel giusto conto il percorso formativo svolto da questo personale. Questa è l'unica soluzione che in questo momento, alla luce delle norme dello Stato e anche alla legge di stabilità, possiamo garantire per tutti i lavoratori, non solo per i lavoratori di Badu 'e Carros e Mamone ma per tutto il personale che garantisce il servizio sanitario ai detenuti.

PRESIDENTE. Ha domandato di replicare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SEL). Se l'impegno dell'Assessore è quello di riparlare immediatamente, ormai subito dopo le feste, quindi ai primi di gennaio e con una proposta della Giunta si dovesse procedere o istruire le procedure affinché le persone che in questo momento di fatto sono state mandate a casa possano essere riselezionate per tornare a svolgere l'attività e il lavoro che svolgevano precedentemente negli istituti penitenziari, io mi dichiaro soddisfatto di questi impegno. Ribadisco e ricordo all'Assessore che gli soffierò sul collo tutti i giorni affinché questo provvedimento possa arrivare immediatamente al punto di caduta, perché se non lo facesse la Giunta credo che il Consiglio regionale proporrà a sua volta un dispositivo di legge per poter risolvere la situazione. Io credo che questo debba essere un impegno solenne da parte dell'Assessore e da parte del Consiglio perché davvero stiamo parlando di una situazione che oggi è intollerabile e insostenibile.

PRESIDENTE. Metto in votazione la mozione.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della mozione numero 272.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

È stato presentato un ordine del giorno sul problema delle poste che, in base all'articolo 122 del Regolamento, secondo comma, non è ammissibile. Credo che il tema però sia stato sollevato in Aula e recepito dalla Giunta e quindi possiamo soprassedere alla discussione anche perché, ripeto, non è ammissibile secondo Regolamento.

Dichiaro chiusa la seduta, il Consiglio sarà riconvocato a domicilio. Auguro a tutti buone feste.

La seduta è tolta alle ore 19 e 38.