Seduta n.212 del 06/12/2016 

CCXII Seduta

(Antimeridiana)

Mercoledì 21 dicembre 2016

Presidenza del Presidente Gianfranco GANAU

La seduta è aperta alle ore 10 e 40.

COSSA MICHELE, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 1° dicembre 2016 (208), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Anna Maria Busia, Ugo Cappellacci, Daniela Forma, Marcello Orrù, Antonello Peru e Giovanni Satta hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 21 dicembre 2016.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le proposte di legge numero 386, 389, 390

Annunzio di presentazione di disegni di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i disegni di legge numero 387,388

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico di aver designato, in data 14 dicembre 2016, l'onorevole Eugenio Lai quale Presidente della Giunta per le elezioni e l'onorevole Ignazio Locci quale Presidente della Commissione Biblioteca.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

COSSA MICHELE, Segretario:

Sono state presentate le interrogazioni numero 930, 931, 932, 933, 934, 935, 936, 937, 938, 939, 940

Annunzio di interpellanza

PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interpellanza pervenuta alla Presidenza.

COSSA MICHELE, Segretario:

É stata presentata l'interpellanza numero 261

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Grazie passiamo all'ordine del giorno, al primo punto dell'ordine del giorno…

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Sabatini. Ne ha facoltà.

SABATINI FRANCESCO (PD). Sull'ordine lavori, Presidente. Grazie, per chiederle la possibilità a fine mattinata di sentire la Giunta riguardo al tema che credo che sia gravissimo, è scoppiato in queste ore, e riguarda il sistema agropastorale. Ci risulta che tutte le misure del PSR la numero 214, del benessere animale, la forestazione, l'indennità compensativa, sono tutti pagamenti bloccati in questo momento dalla AGEA, non si capisce perché, sembrerebbe che ci siano problemi con la Banca d'Italia, ma non riesco a coglierne il senso perché sono fondi regionali trasferiti ad AGEA per attuare i pagamenti, chiederei se è possibile, visto che il sistema agropastorale è anche afflitto da una contrazione pesante del prezzo del latte, se è possibile a fine mattinata che la Giunta ci riferisca e ci dia indicazioni su quale è la situazione sugli interventi che ritiene opportuno intraprendere perché questi pagamenti possano avvenire prima del Natale. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Sull'ordine dei lavori. Mi viene naturale dire, onorevole Sabatini, forse la nomina dell'Assessore dell'agricoltura riporta il governo dell'agricoltura in una dimensione accettabile e quindi probabilmente ci sono ragioni anche politiche al riguardo ma non voglio speculare su un aspetto sul quale noi siamo assolutamente d'accordo.

Sull'ordine del giorno, Presidente. Io pongo la questione della proposta di legge numero 389 sui lavoratori del Parco geominerario per chiedere l'inversione dell'ordine dei lavori e portarla come primo punto all'ordine del giorno, anche perché c'è una folta rappresentanza di lavoratori, quindi se possiamo evitare che stiano qua tutto il giorno e quindi avendo rilevato anche la sensibilità da parte dei Capigruppo di maggioranza e di opposizione, e anche quella della Giunta per la verità, se non ci sono ragioni contrarie io formulo questa proposta perché venga portata all'esame come primo punto.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Luigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC). Grazie Presidente, per chiedere di poter apporre la mia firma sul progetto di legge numero 390 "Norme per il superamento del precariato nel sistema della Regione Sardegna", vorrei fare anch'io l'integrazione su quanto espresso dal collega Sabatini per dire che il problema del PSR in realtà è un problema che conosciamo bene, dove ci sono responsabilità dirette dell'Assessorato regionale dell'agricoltura, però mi preme anche sottolineare al collega Sabatini che la Banca d'Italia non c'entra assolutamente niente su questo argomento. L'ARGEA in realtà ha fondi comunitari già nelle proprie casse, quindi potrebbe erogare. C'è di fatto un notevole ritardo da parte della Regione Sardegna nella trasmissione delle pratiche, nel controllo delle stesse, e quindi la responsabilità è da ricercare esclusivamente nell'Assessorato regionale dell'agricoltura. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (SEL). Sull'ordine dei lavori. Per quanto riguarda una comunicazione che in questi giorni sta arrivando a numerosi comuni della nostra Sardegna, a numerosi piccoli comuni della nostra Sardegna, arriva da Poste Italiane, che comunica la riduzione dei servizi in tutti i comuni, comunica, alla luce della delibera numero 395/15, dell'autorità per le garanzie delle comunicazioni nel territorio corrispondente dal comune da lei amministrato, a partire dal mese di febbraio e progressivamente nel corso dell'anno sarà data graduale attuazione al nuovo modello di recapito. La consegna della posta verrà effettuata lunedì, mercoledì e venerdì in una settimana, martedì e giovedì in quella successiva. Io penso che il Governo regionale si debba opporre a questa situazione, c'è una fuga da parte dello Stato dai piccoli comuni e dai territori dell'interno, trovo che sia vergognoso ancora una volta subire queste comunicazioni in un periodo natalizio, forse per farle passare sotto traccia, e annuncio a nome di tutto il Gruppo SEL un ordine del giorno che impegnerà il Presidente della Regione ad attivarsi nei confronti dello Stato per evitare numerosi disservizi che potranno avere i nostri concittadini.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Sull'ordine dei lavori Presidente, per dire che ovviamente abbiamo concordato di portare questo primo punto all'ordine del giorno, la modifica della legge sui lavoratori del Parco Geominerario, e che quindi sarebbe utile discuterla subito e spostare, così come concordato, gli altri punti all'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pier Mario Manca. Ne ha facoltà.

MANCA PIER MARIO (Partito dei Sardi). Sempre per quanto riguarda l'intervento dell'onorevole Sabatini, confermo in realtà che effettivamente i problemi ci sono e sono legati proprio alla Banca d'Italia, la Banca d'Italia quest'anno ha chiuso anticipatamente il 12 di questo mese, quindi non si possono più effettuare i pagamenti. Sarebbe importante, oltre che riferire un intervento della Giunta o del Presidente con la Banca d'Italia per riaprire i termini. Dico questo perché già altre volte è stata fatta questa operazione, e con l'intervento quindi delle autorità regionali, del Presidente forse riusciamo a sbloccare una parte dei pagamenti, e in particolare l'indennità compensativa e il premio unico. Grazie.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'inversione dell'ordine del giorno. Chi la approva alzi la mano.

(E' approvata)

L'ordine del giorno reca la discussione della proposta di legge numero 389.

La proposta è arrivata ex articolo 102 del Regolamento, non c'è quindi un relatore.

È aperta la discussione generale.

È iscritto a parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Per inquadrare un po' il tema del quale dobbiamo discutere stamattina. Il 30 novembre di quest'anno, quindi poco tempo fa, su mia proposta, il Consiglio regionale ha approvato una legge che interveniva con la richiesta di proroga della convenzione stipulata dal 2001, ogni tre anni, dalla Regione Sardegna nei confronti di una società, l'ATI-IFRAS, dell'associazione temporanea d'imprese, con un affidamento diretto che veniva di anno in anno rinnovato. Ora, questa possibilità abbiamo visto che dal punto di vista normativo non è più consentita e che è necessario rispettare una gara d'appalto per far l'affidamento del servizio, cosa della quale personalmente ho parlato in quest'aula nel mese di marzo dell'anno scorso durante una discussione sulla finanziaria, dicendo che era assolutamente urgente predisporre il bando di gara per l'affidamento di questi servizi che sono utilissimi per oltre 500 lavoratori, e naturalmente il mantenimento occupazionale, e sono fondamentali anche nell'ottica della valorizzazione del Parco e dei progetti che questo complessivamente rappresenta. Ora, noi siamo arrivati alla data di scadenza, abbiamo predisposto una legge, abbiamo predisposto la proroga, quindi nelle more della gara d'appalto, dal nostro punto di vista, dal mio punto di vista, presentando la legge, è assolutamente legittimo e in linea con quelli che sono i dettati normativi regionali e nazionali naturalmente, dico questo per anticipare quello che serve per predisporre una modifica alla legge. Non tutti la pensano così, quindi noi abbiamo fatto la proroga, la legge è diventata legge regionale il 30 novembre di quest'anno, la legge regionale numero 30, nella quale abbiamo scritto, nelle more della gara d'appalto per l'affidamento del nuovo servizio, si predisporre nell'articolo 2 una proroga per un massimo di un anno, questo è il tempo necessario per espletare il bando di gara e affidare al nuovo vincitore della gara il servizio di cui noi conosciamo. Ora, è accaduto che non tutti sono d'accordo, naturalmente gli uffici dell'Assessorato regionale del lavoro, in qualche misura nelle figure apicali, hanno mostrato tutte le riserve fino ad un diniego formale della firma dell'atto perché ritenute in contrasto con le norme nazionali sulle gare d'appalto. Oltre questo, quindi il diniego motivato per queste ragioni e per altre ragioni che adesso non sto qua a dire nell'aula, ma che certamente possono essere trovate nelle note e negli atti che possono essere anche allegati alla documentazione, ci troviamo in una situazione francamente complicata. Oltre a questo c'è la richiesta dell'ANAC, l'anticorruzione nazionale, per esprimere un parere, oltre che all'avvocatura dello Stato. Di fronte ad una situazione come questa che fare? Perché mi è capitato anche di parlare con alcuni lavoratori, va detto che noi arriviamo in Aula a presentare questo testo del quale sono il primo firmatario insieme ai Capigruppo di maggioranza, e per quale ragione chiediamo di intervenire in questa maniera nella modifica? Ci sono due ordini di strade che possono servire, due strade che possono essere seguite. Una è quella di non far nulla, di aspettare i pareri, come ho sentito dire da qualcuno anche prima di entrare in aula, per cui le strade possono essere diverse, una è quella di non fare niente, di aspettare il parere dell'ANAC, che è ovviamente un parere, che arriverà positivo, arriverà negativo, potrà essere semplicemente quello che l'ANAC dice che gli servono documentazioni ulteriori per avere la possibilità di esprimere un parere, quindi i tempi abbastanza lunghi, non credo risolvibili nel giro di dieci giorni, e l'ANAC comunque non è l'ente che poi firmerà nel caso, perché un direttore generale dell'Assessorato competente dovrà comunque porre la sua firma sulla norma. Quindi una strada è questa. Significa comunque dire al 31 dicembre il licenziamento collettivo, perché con l'IFRAS il contratto è finito, e nessuna proposta all'orizzonte. Questa è una strada, alcuni ho sentito, e anche alcuni colleghi che mettevano in dubbio, dicevano che magari quella potesse essere una strada. Bene, motiviamo questa ragione, io dico di no, io dico che sulla proposta che io ho presentato il 30 di novembre, per cui nessuno più di me è favorevole alla proroga, diciamola così, la legge l'ho presentata io, nessuno più di me è favorevole alla proroga. La proroga non si può fare, che facciamo, ci piangiamo addosso o cerchiamo soluzioni differenti sempre per i lavoratori e per i progetti? Io sono per essere sempre pratico nelle cose e ritengo che una soluzione vada trovata, e l'abbiamo trovata insieme agli uffici dell'Assessorato, con l'Assessore del lavoro, con i colleghi, una soluzione è quella di dire che non potendo fare affidamento ad una società come quella dell'IFRAS, che ha gestito fino ad oggi nelle more della gara d'appalto, per cui l'affidamento del servizio potrà essere fatto dopo, si può trovare una soluzione, che è quella di affidarla ad una società in house della Regione Sardegna. Così abbiamo scritto in legge, questa è la proposta. Società in house della Regione Sardegna è l'IGEA, l'IGEA, badate bene, e questo lo dico perché è importante dirlo, è una società che noi abbiamo rilevato - perché le cose poi vanno dette, questa amministrazione regionale tanto bistrattata, tanto colpita, se ne dicono di ogni colore, ma quando qualcosa va fatta bene va anche rivendicata, e io lo rivendico - noi abbiamo rilevato IGEA in una condizione veramente terribile, l'abbiamo rimessa in piedi, non solo non ha licenziato la gente che c'era lì dopo tutto quello che è successo, e su cui ancora stanno controllando, ma l'abbiamo messa in condizioni di fare assunzioni nuove, e la proposta è questa, noi stiamo dicendo che diamo una prospettiva ai lavoratori per metterli dopo la fase di naspi, due mesi, bisogna farlo entro due mesi, bisogna scriverlo in qualche modo, due mesi per evitare che si speculi anche su queste cose qua, dopodiché la prospettiva è quello del lavoro in IGEA, a tempo determinato, per il tempo necessario per la gara d'appalto, le norme lo consentono, perché anche qua sento dire che le norme non consentono di fare un'operazione di questo tipo, certo, a tempo indeterminato non lo può fare, mettere gente a tempo indeterminato, se non attraverso i concorsi nei posti pubblici, ma a tempo determinato queste operazioni le si possono fare, le abbiamo viste con gli uffici. Ci presentiamo, quindi, con una proposta seria, concreta, che dice ai lavoratori che hanno una prospettiva temporanea all'interno dell'IGEA, una struttura realizzata per stare sempre nel mondo del Parco Geominerario, quindi con una mission che è legata sempre alla valorizzazione delle risorse e dei progetti che abbiamo messo in piedi, qualcuno dei progetti dell'Ifras, la convenzione può magari non collimare con quelli che sono nella missione di IGEA, questo è vero, per cui non tutti magari i lavoratori potranno fare le stesse cose per questi mesi temporanei, fino all'affidamento della gara d'appalto, le stesse cose che facevano prima, ma magari ci lavoriamo anche su questo, perché magari si trova nelle pieghe dei contratti, delle convenzioni, la possibilità di consentirgli di fare anche le stesse cose che hanno fatto fino adesso tutti quanti. Quindi c'è un'idea, una prospettiva, una soluzione, di chi non si piange addosso, di chi non cerca di speculare su nulla, di chi seriamente propone un'idea, di chi non può prorogare la convenzione e propone di mandare i lavoratori in una società oltretutto pubblica, quindi l'IGEA, società risanata, e questo va ribadito, perché è importante, non l'abbiamo certamente rilevata risanata, va detto, al di là delle cose che ognuno dice e che racconta, la storia, no, bisogna essere sempre seri e raccontare le cose per quelle che sono, e essere in grado di documentarle. Allora, la legge prevede questo nella proposta: affidamento temporaneo ad una società in house della Regione Sardegna, temporaneamente per fare la profilazione dei dipendenti a cura dell'ASPAL, l'Agenzia Regionale del lavoro, per coloro che hanno quindi i profili, vanno visti, quindi la possibilità di dare garanzie a tutti, tenendo conto anche dei territori, perché anche questo abbiamo visto, abbiamo visto la possibilità di garantire a tutti la possibilità di lavorare nei luoghi nei quali lavorano adesso, cioè se uno lavora nella zona di Sassari, sarebbe assurdo che lo trasferissimo a Iglesias o a Carbonia, è evidente, per questi 7 mesi bisogna garantirgli anche il luogo di lavoro nei luoghi di residenza, nei luoghi nei quali hanno esercitato fino ad oggi. E anche questo mi sento di dire che siamo in grado di garantirlo, attraverso progetti che abbiamo visto nel dettaglio, possono essere messi in piedi fino in fondo. E allora, badate bene, lo dico ai colleghi tutti qua presenti, perché ho sentito dire alcune cose da parte di qualcuno che dice che noi non facciamo questo, magari l'IGEA… si cerca di speculare sulle cose; la proroga era la soluzione che ho proposto io, vi ricordate, colleghi? Il 30 novembre la proposta l'ho fatta io per dire che la proroga era la soluzione. Mi avete detto, … che non si poteva fare la proroga, che ci sono problemi, il Direttore generale dell'Assessorato del lavoro ha fatto una nota nella quale ha comunicato che non si può fare la proroga, non è agli atti, è una nota che io ho visto, che si conosce, della quale sto parlando e quindi risulta adesso agli atti, va bene? Lo sto comunicando che è così. Di fronte ad una cosa come questa che fare? di fronte ad un dissenso motivato, sulla base della legge numero 31 del 1998 che dice che sulla proroga che viola i contratti nazionali… lui ha chiesto anche il parere all'ANAC, che fare? Ci piangiamo addosso? Stiamo fermi? Mandiamo i NASPI per 18 mesi tutti quanti? No, io credo che sia sbagliato. Quindi chiedo al Consiglio di ragionare su questa proposta, è una proposta ragionevole e importante, che credo debba essere votata per consentire la possibilità ai lavoratori di continuare a lavorare con un'idea e con una prospettiva sia dal punto di vista professionale che dal punto di vista anche dei progetti che devono essere comunque portati avanti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Presidente, anche se non immediatamente, ma approfitto della presenza dell'assessore Mura, se potesse fornirci copia della nota cui ha fatto riferimento testé l'onorevole Pietro Cocco, a firma del Direttore generale, e la richiesta del parere che sarebbe stata indirizzata all'Autorità Anticorruzione. Penso che non sia difficile per lei poter mettere a disposizione dell'Aula questa nota nell'arco di un'ora, in modo che nel corso del dibattito possiamo averne contezza. Grazie.

TITOLO

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Stefano Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (FI). Lo ha fatto il collega Cocco, lo avrei fatto io se lui non l'avesse sottolineato, la sua appassionata descrizione di questa proposta di legge è l'unico atto istruttorio e preparatorio del quale disponiamo per valutare l'utilità oppure l'inutilità di questa norma. Ha sottolineato correttamente che ci siamo trovati il 30 di novembre ad approvare una norma che tutti abbiamo condiviso e tutti abbiamo votato, sulla base di un principio, che era quello che non volevamo che ci fosse l'interruzione, neppure per un solo giorno, del rapporto di lavoro. Cos'è cambiato rispetto a questo? Cosa induce la maggioranza frettolosamente a modificare il punto di vista per cui oggi questi lavoratori possono essere collocati in ammortizzatori sociali? Io chiedo oltretutto la cortesia al collega Cocco, visto che spero ci dovremo ragionare su questa cosa, perché stiamo cercando, lo faccio io per primo, di ragionare su quello che ci avete proposto, in maniera aperta, nel senso che non esiste nessuna preclusione da parte nostra, esiste solamente la preoccupazione di trovarsi davanti ad una soluzione frettolosa e pasticciata, che soprattutto contravviene a quello che ci siamo detti. Cioè, abbiamo fatto tutto quello che abbiamo fatto per evitare che si interrompesse il rapporto di lavoro, oggi stiamo acconsentendo a ciò invece in maniera esplicita, attraverso una norma che di fatto ex lege colloca in ammortizzatori sociali 500 persone. Ora, io credo che questo meriti un supplemento di riflessione, che sia di minuti o di ore, non chiedo di giorni, ma un supplemento di riflessione serve, perché non abbiamo nessuna evidenza, come ha sottolineato l'onorevole Pittalis, di quali siano gli atti che portano poi a questa decisione. Soprattutto devo dire, onorevole Cocco, si riesce davvero due minuti a dedicarmi la sua attenzione, non ho capito qual è l'atto di indirizzo della Giunta regionale, che è il massimo responsabili amministrativo degli atti, in relazione al quale il Direttore generale dell'Assessorato si sarebbe opposto; non mi è chiaro questo! Non mi è chiaro in ragione di che cosa ha scritto, in relazione di che cosa ha scritto il Direttore generale dell'Assessorato, perché il Direttore generale interviene dicendo: "Sottoscrivo non sottoscrivo un atto", a valle di un atto di indirizzo da parte della Giunta regionale del quale non esiste nessuna evidenza; questo è il punto. Non possiamo legiferare in maniera pasticciata, solamente perché la Giunta regionale desidera sottrarsi alle sue responsabilità, perché se è la Giunta regionale, e non un Direttore generale che si vuole sottrarre al tentativo di applicare questa norma, lo deve dire esplicitamente! Perché è la Giunta regionale che si sottrae. Io voglio vedere quale l'atto di indirizzo approvato dalla Giunta regionale che il Direttore generale ha disapplicato, perché altrimenti la, seppur appassionata, descrizione dei fatti proposta dal collega Cocco, è insufficiente, perché manca degli atti fondamentali. Ora, siccome intervengono fortunatamente ex lege ulteriori possibilità, probabilmente anche da parte del Consiglio regionale, di fornire un atto di indirizzo preciso alla struttura amministrativa, perché a noi spetta individuare l'interesse pubblico, io credo che l'oggetto della nostra riflessione debba andare in quella direzione, perché se noi dobbiamo di fatto sostituire nelle sue responsabilità la Giunta regionale, lo dobbiamo sapere ed eventualmente valutare, non subire una decisione presa da altri nei corridori, con parole sussurrate, con mezze frasi, non siamo qui per questo, non è la sovranità che rappresentiamo! Quindi, molto onestamente, posto che non lasceremo solo nessuno davanti a questa situazione, ma devo anche dire che, prima di arrenderci davanti al fatto che venga interrotto il rapporto di lavoro, ci batteremo fino alla fine, prima di rassegnarsi al fatto che … gli ammortizzatori sociali, contrariamente a quello che avevamo stabilito, ci batteremo fino alla fine, dobbiamo anche dire che questa è una strada percorribile, perché è già stato fatto, è lo stesso percorso che fu fatto nella scorsa legislatura e che ha portato oggi, nella giornata di oggi all'inquadramento e alle stabilizzazioni dei dipendenti di CSL e CESIL, è esattamente lo stesso percorso, solo che quella era un'Agenzia in house e questa è una Società in house, ma non occorsero quei tempi, ammortizzatori sociali, occorse la presa d'atto che in capo a quei lavoratori era precisamente individuabile un interesse pubblico che è diventato norma, è diventato delibera di Giunta regionale e solo alla fine un atto di inquadramento del direttore generale, prima con contratto a termine e successivamente, forse oggi, con inquadramento a tempo indeterminato.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Ignazio Locci. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Presidente, ho preso nota dell'intervento fatto dall'onorevole Cocco rispetto al richiamo che ha fatto della legge 31 del 1998 sul dissenso motivato evidentemente dal direttore generale. Io non ho capito se quella norma si applichi a provvedimenti di carattere esclusivamente amministrativo oppure se il direttore generale può disattendere, ritenendolo magari all'interno del quadro normativo amministrativo, una legge regionale approvata da quest'organo. Quindi ritengo già che se ha utilizzato l'articolo 21 possa essere andato un po' oltre la sua prerogativa di legge cioè di motivare il suo dissenso, perché lui sta motivando un dissenso evidentemente su una norma regionale e non su un provvedimento così come recita la legge o la direttiva. Vado oltre però. Noi forse abbiamo fatto un errore nell'approvazione di quella norma non prevedendo che la Giunta desse applicazione alla norma attraverso una direttiva di attuazione. Questo avrebbe probabilmente spogliato di responsabilità il direttore generale, lo avrebbe posto fuori da valutazioni di tipo tecnico e amministrativo e lo avrebbe messo invece nell'ordine di idee di dover dare esecuzione a una norma e a un ordine della Giunta, salvo che non vi siano violazioni di carattere penale, ma io non credo che il Consiglio regionale abbia approvato una norma che contiene al suo interno norme che violano i principi penali e quindi mi sarei aspettato che la Giunta, seppure non vi fosse la previsione normativa, facesse un ordine di servizio (come prevede lo stesso articolo 21 richiamato dall'onorevole Cocco) al direttore generale affinché desse seguito alla norma approvata all'unanimità da questo Consiglio, cosa che lo avrebbe certamente scaricato di ogni responsabilità e io comprendo il dirigente che pone dei dubbi rispetto magari a delle perplessità di carattere amministrativo sull'iter da seguire. Noi lo comprendiamo perché lui ha la responsabilità penale, civile e amministrativa e quindi abbiamo il dovere come politica di aiutarlo anche a scaricarsi di questa cosa. Io credo che lo strumento potesse essere la direttiva o l'ordine scritto, ma questa è prerogativa e competenza della Giunta. Se la Giunta non ha questa volontà politica ne prendiamo atto, ma non concordiamo comunque l'alternativa di merito che viene proposta ai lavoratori che sono quelli che ci stanno a cuore, sono quelli che probabilmente dalle notizie che abbiamo non hanno percepito le spettanze salariali del mese di dicembre, che probabilmente non hanno ricevuto le tredicesime, che vanno a casa loro questo mese non solo con la prospettiva del licenziamento al 31 dicembre e in ferie da domani, quindi da domani non c'è più lavoro ma l'unica prospettiva è l'ingresso in ammortizzatore sociale - Naspi, come si chiama oggi - dal 1° gennaio del 2017. Non vi sono neanche automatismi, non vi sono nemmeno certezze di tempistiche di applicazione di questi meccanismi su cui dovremmo anche riflettere della legittimità perché noi stessi qui, o meglio la Giunta o chi l'ha proposta, i Capigruppo, dicono anche già in questa norma che qualora le società in house non dovessero avere per legge l'opportunità di dare applicazione a questa norma perché magari il loro statuto e la loro ragione sociale non consente di prendere in carico questi progetti, magari il quadro delle spese di personale non consente di caricarsi nemmeno temporaneamente di questi 500 lavoratori, dobbiamo fare molta attenzione. Tra l'altro voglio ricordare che saranno obbligatorie anche procedura ad evidenza pubblica, bandi concorsuali per poter reclutare questi lavoratori da questo bacino, con tutte le incertezze che ne derivano.

Quindi, ancora, vado oltre. Stesso discorso vale per le amministrazioni o enti pubblici che dovranno poi gestire questi progetti sulla base di un non meglio identificato piano industriale che dovrà essere approvato dalla Giunta, ma che oggi non c'è, e che dovrà essere messo in campo o dal soggetto che dovrà prendere in carico questi lavoratori, ma oggi noi non possiamo dare la certezza ai lavoratori che fra 60 giorni saranno nuovamente rimessi nel loro posto di lavoro. Lo dico alla luce anche dei dati rispetto alla diminuzione sempre più di rapporti di lavoro stabili e sempre più ricorso a forme particolari e assolutamente precarie di utilizzo delle forze lavoro e quindi noi prendiamo coscienza di quello che sta avvenendo che, guardate, non può essere un braccio di ferro tra l'amministrazione regionale e una società privata di cui a noi non interessa nulla, i contenziosi, i precontenziosi, le contestazioni fatele, fatele correttamente, fate valere le ragioni della Regione Sardegna davanti all'imprenditore ma dovete salvaguardare, abbiamo il dovere di salvaguardare ognuno di questi posti di lavoro. Il 1° gennaio non può esserci la deadline della Naspi per questi lavoratori. Vengono già da storie industriali fallimentari, storie di impresa privata fallimentare e sono gli unici che hanno pagato. Noi oggi siamo qui a discutere di un bravo dirigente dell'amministrazione regionale che non vuol dare attuazione a una legittima norma di questo legislatore, ma d'altra parte non c'è il Governo regionale che governa questa dinamica, con le leggi a disposizione dell'amministrazione regionale. Quindi noi abbiamo sul tavolo l'opportunità non di fare melina ulteriore e dire che tanto abbiamo la prospettiva dell'ammortizzatore sociale, abbiamo l'opportunità oggi di correggere la norma dando la palla e la responsabilità al Governo regionale per dirimere questa questione, per dare la prospettiva del lavoro dal 1° gennaio senza nessuna interruzione perché ho paura, temo che la burocrazia regionale non sia in grado di garantire ai lavoratori che al 1° marzo riprendano il loro percorso lavorativo. Quindi dico attendiamo, o meglio, prendiamo questa palla, correggiamo esclusivamente nei punti chiave la norma approvata il 30 novembre e diamo finalmente la risposta che meritano i lavoratori. Dopodiché si facciano gli appalti, si facciano le gare, si ricorra al mercato e si trovino i migliori offerenti rispetto a questi cantieri per questi lavoratori.

PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Presidente, a dire il vero oggi siamo perplessi su questa proposta che arriva in Aula, tra l'altro, in maniera così particolare. Credo anche, avendo sentito i colleghi, di voler ripartire da un concetto espresso dall'onorevole Locci e dire in senso assoluto che questi lavoratori passano dal lavoro, da una situazione di occupazione, ad una situazione di politiche passive e quindi di disoccupazione e alla lunga di licenziamento. Quindi è inutile che stiamo a girarci intorno. Queste sono soluzioni che non daranno assolutamente una possibilità di lavoro nel prossimo futuro. Mi vengono anche degli altri dubbi. Dico: se c'erano tutte queste perplessità anche da parte del direttore perché il direttore è incardinato in una struttura che ha avuto modo il 30 novembre di potersi esprimere, abbiamo approvato una legge in questo Consiglio regionale che giustamente come diceva l'onorevole Cocco a cui riconosco tutta la buona fede e tutto l'impegno, credo con la volontà di tutto questo Consiglio l'abbiamo approvata in velocità, senza rispettare le procedure consuete, quindi con una volontà manifestatamente espressa in senso positivo. Dico allora, perché abbiamo insistito sulla parte della proroga e non abbiamo avuto da subito allora la possibilità di valutare il percorso alternativo con l'inserimento in IGEA? Dovevamo (…) e stiamo parlando del 30 novembre, ma stiamo parlando di un problema, di una situazione di difficoltà che era conosciuta e questo lo voglio ricordare dall'inizio dell'anno, si sapeva che al 31/12 del 2016 scadeva la convenzione. Quindi allora dico, oltre tutto il tempo perso precedentemente stiamo veramente partorendo un topolino che però purtroppo andrà a rovinare la vita di questi lavoratori che come ricordava il collega Locci ad oggi lamentano anche la difficoltà economica di non aver ricevuto il salario e sto parlando del salario cioè elemento di vita per le loro famiglie. Oggi gli proponiamo di andare in disoccupazione, ma stiamo scherzando davvero? Non si può continuare a ragionare senza pensare a quello che stiamo proponendo. Onorevole Cocco, lei sa benissimo che tutte le difficoltà giuridiche che potranno sorgere dopo con le società in house ci sono tutte e allora perché non prendere qualche giorno e approfondire gli aspetti e non trasferirli da subito a tempo determinato in IGEA? Oppure l'alternativa che noi proponiamo è quella della verifica ancora di insistere sulla proroga perché è vero che è la Giunta che si deve assumere la responsabilità perché qui si sta disapplicando una legge regionale come avviene tante altre volte, non è la prima volta, è avvenuto anche in passato, per onestà intellettuale lo devo dire, però non si può continuare a non applicare le leggi. E comunque chi ha la responsabilità di governo deve trovare le soluzioni e non arrivare all'ultimo momento dopo che per un anno che cosa abbiamo fatto, abbiamo assolutamente eluso il problema. Ancora. Volevo dire che la parte che riguarda poi i pareri, sia l'anticorruzione che di altro genere dell'avvocatura dello Stato, si può aspettare ma sono indipendenti dall'atto di proroga contenuto nella legge e se occorresse questa minoranza è disponibile a rivedere e ad integrare la legge affinché si possa anche bypassare la posizione della struttura, ma non di certo a mandare in disoccupazione quindi in politiche passive i lavoratori che con tanta fatica abbiamo reinserito negli anni precedenti nel mondo del lavoro. Un'ultima osservazione, Assessore, glielo voglio dire, abbiamo fatto anche una commissione di controllo, bisognava andare a verificare le procedure, i contenuti del lavoro, le prestazioni di servizio della società ATI-IFRAS e io dico: "Ma quanto ci dobbiamo impiegare per valutare queste cose?" Lo sapevate anche questo che era una necessità che i lavoratori potessero ricevere lo stipendio e invece no, cosa stiamo ancora aspettando visto che ancora non sono state pagate le ultime due mensilità? Io credo veramente che non si possa continuare da questo punto di vista con questo atteggiamento di procrastinare i tempi, no, io invito a questo punto tutto il Consiglio, l'Assessore ovviamente e la Giunta a voler trovare una soluzione affinché da subito ci sia una sistemazione decorosa, dignitosa, giusta ed equa per questi lavoratori che non possono assolutamente essere messi dalla Regione in disoccupazione. Ma vi rendete conto di quello che stiamo facendo? Noi certamente a questo non ci prestiamo, vi diamo la nostra disponibilità per trovare altre soluzioni integrative, ma come anche ammesso dall'onorevole Cocco la proroga è stata voluta e approvata da tutto questo Consiglio e noi sulla base degli atti di questo Consiglio vogliamo continuare a lavorare.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Io vorrei che restasse chiaro che per bocca mia il gruppo dei Riformatori sardi ha dato parere favorevole alla discussione di questo articolato pur avendo notevoli perplessità, pur sapendo quali possono essere i destini che si vogliono orientare per i lavoratori che in parte sono qui presenti e sapendo che noi non vogliamo che ci sia ancora più deserto in un territorio martoriato come il Sulcis e non solo. Detto questo, io non vado molto al di dentro delle cose amministrative ma per me ci sono certezze politiche e le certezze politiche sono l'incapacità della Giunta espressione di questa maggioranza di non saper gestire problemi che sono all'evidenza non da oggi ma non anche da un anno, ma ben più di un anno. Ma c'è l'avete uno scadenzario sapendo quali sono le cose che vanno ad essere fatte da qui a dicembre e all'altro dicembre? È vero che esiste qualcosa che non va bene e che va tutto risistemato, va tutto rivisto all'interno di questo sistema del Geoparco, dalla vivacità che debbono assumere i comuni come ho detto altre volte ma soprattutto c'è la necessità del nerbo da parte della Giunta di fronteggiare un governo centrale che è incapace anzi si ritira, l'abbiamo sentito anche poco fa riguardo l'agricoltura, ma che si ritira (…) sistema industriale lo lascia marcire senza dare nessuna opportunità per il futuro.

Noi ci siamo posti il problema solo dei lavoratori perché non perdessero il posto affinché essi potessero consentire alle loro famiglie non solo di vivere un Natale e una festività degna di questo nome ma che potessero continuare a lavorare come è giusto che esso sia. Però voglio dire chi ha responsabilità politiche se le deve assumere tutte. Un mese fa, Assessore, lei qui ha detto che andava bene la legge che approvavamo, lei ha detto che andava bene, ha detto di no, volevo farglielo dire, volevo che lei evidenziasse questo, volevo proprio questo, lei oggi mi ha certificato che lei non era favorevole a quella legge, quindi la responsabilità è solo di Pietro Cocco che guidava quella maggioranza. Vede la discrasia politica dove nasce? Vede dove non c'è l'applicazione della legge? E il direttore generale forse, se io fossi Assessore sarebbe già saltato perché è un nome contro 500 nomi, mi capite cosa voglio dire? Le responsabilità politiche si pongono in campo sempre, totalmente, anche pagando di persona e noi qui rappresentiamo il popolo sardo, la volontà di sviluppo, la certezza di dare un futuro alla Sardegna? Io ho dubbi perché non siamo capaci neanche di far sì che una nostra legge, nostra legge venga applicata aldilà dei controlli che vengono a livello nazionale, di un governo che certamente di qualunque colore esso sia o fosse ci ha dato mai aiuto.

Queste cose bisogna cominciare a snocciolarle bene all'interno di ciascun partito e di ciascun movimento politico, all'interno di maggioranza e opposizione. Io mi vergogno anche della proposta odierna però ho consentito che si discutesse perché non vedo prospettiva, non vedo certezza perché non ce n'è certezza. Se un Assessore ti dice che non era d'accordo per l'altra legge, immaginiamoci per questa! Ma chi le applica, gli stessi che hanno detto no? E allora nella coscienza di ciascuno di noi ci sia un momento di silenzio, guardiamo con attenzione quelli che sono i problemi di chi ha bisogno, se è necessario rivediamo le cose, ma si vada avanti. Se c'è un ostacolo si tolga via, ma si sistemino le cose.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Angelo Carta. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Presidente, ma io credo che la discussione generale stamattina su questo punto possa essere estesa anche ad altri due punti, perché il 21 dicembre del 2016, quindi a dieci giorni dalla fine dell'anno, dovremo affrontare problemi che riguardano 500, 300, e intorno alle 900 famiglie che rischiano, se il Consiglio regionale oggi non trova una soluzione, di perdere il lavoro, di avere un'incertezza per il futuro che non si sa esattamente cosa potrà riservargli. Io però non voglio sbattere sul muso della Giunta il futuro di questi lavoratori per i quali mia auguro che stamattina si riesca a trovare una soluzione che dia certezze maggiori rispetto alla proposta che è arrivata in Consiglio. Io voglio però capire insieme a voi perché oggi siamo arrivati a questa situazione, perché il 21 dicembre si arriva a questa situazione. E credo che il disagio del direttore generale e dell'Assessorato al lavoro fosse già manifesto ben prima di oggi. Le ricordo, Assessore, quando lei a maggio, dopo circa due mesi che l'Assessorato non pagava la Ati ifras, venne a chiederci la possibilità di inserire all'ordine del giorno con l'articolo 102 un disegno di legge per consentire che si costituisse la commissione d'inchiesta per verificare tutta la procedura relativa ai rapporti fra l'Assessorato e l'Ati Ifras. Perché ci chiese quel 102? Perché si fece la legge numero 10? Sifece perché dentro l'Assessorato, nonostante vi fossero le professionalità capaci di esaminare quegli atti, nessuno voleva intingere neanche il dito mignolo in quella pratica, c'era un rifiuto da parte del direttore generale, e dal direttore generale in giù, di affrontare quella problematica. Tant'è che, vi ricordo anche la contrarietà di un gruppo di maggioranza a portarlo col 102 quell'argomento, responsabilmente il Consiglio regionale approvò quella legge e fu permesso di procedere con l'elezione della commissione, e con ciò dando già a maggio delle garanzie che consentissero alla direzione generale di procedere col pagamento delle rate scadute con l'Ati Ifras. Allora mi chiedo, ma se questa situazione, se come posso definirla l'insofferenza della struttura rispetto a questa problematica è manifesta ben prima di oggi, perché non si è proceduto da subito alla redazione del bando e a fare la gara? Perché non si è fatto? E questa è una domanda che resta senza risposta, perché la risposta è semplice. Fra due mesi sarete qui tre anni, questa procedura, questo rapporto con Ati Ifras è in proroga da molto più di tre anni, allora in tre anni credo che fosse necessario, o comunque ragionevole aspettarsi, che questa gara fosse già bandita. Così non è stato fatto. Oggi dopo il 30 novembre, quando sembrava che avessimo trovato la soluzione per dare garanzie a questi lavoratori, dando secondo il nostro punto di vista le garanzie e la copertura normativa anche all'atto che il direttore generale avrebbe dovuto fare, ci troviamo davanti a un bivio, o si trova una soluzione, oppure questi lavoratori possono: a) perdere il lavoro; b) finire in disoccupazione. E quali garanzie noi oggi siamo in grado di dare nell'ipotesi due, come è previsto dal disegno di legge, che a marzo l'IGEA possa assumere questi lavoratori? Quali garanzie ci sentiamo di dare dopo il pregresso rispetto alla legge 10 e alla legge 30 del novembre del 2016. Quali certezze noi, oggi, Consiglio regionale, decidendo di accedere alla proposta dell'ipotesi due, quindi di approvare quel disegno di legge, quali garanzie diamo a questi lavoratori? Credo non si possa dare proprio nessuna garanzia. Tanto più che questa soluzione, se soluzione così si può chiamare, è riservata, o lascia fuori dal computo altri 10 o 12 lavoratori, che mascherati con partita Iva, risulteranno sicuramente fuori da qualunque ipotesi e possibilità di avere continuità di lavoro. Alla credo che sia doveroso che l'Assessore in primis, la Giunta regionale nel suo complesso, studi, perché voi siete l'esecutivo, voi siete quindi il potere che consente di affrontare i problemi e trovare delle soluzioni. E mi chiedo, se come lei ha risposto all'onorevole Dedoni non era d'accordo sulla legge del 30 novembre 2016, perché questa cosa non è stata manifestata in quella sede? Perché non si è posta la questione in quella sede? Se mancava la condivisione della struttura, che poi avrebbe dovuto dare gambe a quella legge, perché il 30 novembre non si è manifestata questa perplessità? Perché non si è data un'altra soluzione? Perché non si è cercata un'alternativa se già l'assessore e l'assessorato sapeva che quella non era percorribile? L'elencazione delle inadempienze, della superficialità, della leggerezza con la quale avete affrontato questo problema è veramente assurda, è inaccettabile, e oggi la questione e la domanda che io pongo è: la soluzione che oggi proponete dà certezza ai lavoratori? La risposta è: no, non da nessuna certezza. Forse l'unica possibile, come ha detto prima l'onorevole Cocco, ma non possiamo trovarci con i lavoratori sul baratro e o li si acchiappa per un cappello, oppure crollano. Non potete condurre i lavoratori a quella situazione e costringere poi il Consiglio regionale a trovare soluzioni che poi arrivano in Assessorato e non vengono attuate. Mettiamoci d'accordo, date un supporto giusto e necessario innanzitutto ai lavoratori e anche al Consiglio regionale affinché possiamo trovare soluzioni che siano degne di questo nome, che siano attuabili, che siano attuate, che non trovino poi ostacoli nella loro fase attuativa. Perché il 30 novembre eravamo tutti convinti, io per primo che come tutti gli altri abbiamo votato questa legge, che quella legge consentisse di avere una certezza e questo ci siamo sentiti di dire ai lavoratori, a quelli che ci hanno chiesto abbiamo detto guardate che oggi il Consiglio regionale vi ha messo in sicurezza, in attesa che si faccia la gara, nelle more che si faccia la gara voi proseguirete il rapporto con la ATI Ifras alla quale verrà data una proroga fino a quando non sarà esperita la gara con il massimo del 31 dicembre 2017. Ci avete fatto raccontare balle! Ci avete fatto illudere i lavoratori! Abbiamo imbrogliato per colpa vostra, non certo per nostra responsabilità, questi lavoratori. Allora oggi è necessario che prima di procedere ad un'altra, non pronuncio certamente parole inopportune, ma ad un'altra legge che possa in qualche maniera porre in pericolo i lavoratori e che presenterà sicuramente dei problemi per la sua attuazione, lo sforzo che deve essere fatto dalla Giunta, dalla maggioranza e dall'intero Consiglio è di trovare una soluzione che consenta di superare questa diffidenza, questi problemi, questi ostacoli che sono stati posti dalla struttura per dare ai lavoratori non una risposta, badate nel baratro non cadete oggi e magari ci piombate il 1 marzo, ma per dare ai lavoratori una risposta seria, una risposta che sia in linea con le loro giuste aspettative, che sia in linea con l'obiettivo di garantire un posto di lavoro, e con l'obiettivo di fare una cosa che sia concertata e coordinata fra il Consiglio e la Giunta regionale, per arrivare finalmente a quell'armonia che è mancata dal primo giorno tra Consiglio e Giunta, perché noi facciamo le cose e voi tranquillamente le disattendete. E non voglio mischiare il discorso sull'inceneritore che è un altra delle perle con le quali avete dimostrato che di quello che decide il Consiglio poco ve ne frega.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Luca Pizzuto. Ne ha facoltà.

PIZZUTO LUCA (SEL). Presidente, Antonio Gramsci aveva l'abitudine di scrivere nelle sue lettere che "Siamo in viaggio in un mondo grande e terribile", e con questa affermazione, oltre a vivere la sua condizione di carcerato, intendeva dire che il mondo è grande e terribile, ha dentro di sé complessità articolate e difficili da risolvere e che è molto raro che si possano trovare soluzioni semplici a problemi che sono complessi, spesso servono soluzioni complesse a problemi complessi. Per questo io trovo che sia veramente inaccettabile ma legittimo, ma lo ritengo inaccettabile, l'aggressione nei confronti di chi cerca di risolvere il problemi a differenza di chi invece, di qualcuno che legittimamente si fa un bagno al Poetto nei giorni di pioggia. Quindi respingo con forza e sento di esprimere la mia solidarietà al capogruppo Cocco, che da mesi sta cercando soluzioni a questo problema complesso, articolato, difficile e, nella logica è italiana chi prova a risolvere i problemi risulta essere sempre cornuto e mazziato, perché magari le soluzioni migliori che noi pensiamo di poter attuare si rivelano poi non esattamente efficaci come pensavamo e, sulla base di questo, allora siamo colpevoli di aver lavorato, di aver tentato di risolvere i problemi e di non esserci riusciti, siamo di fronte ad un fatto che non riguarda il Consiglio, riguarda l'Esecutivo: un dirigente non ha applicato la legge della Regione Sardegna, sarà l'Esecutivo a fare e decidere cosa si deve fare in merito a questo, noi siamo di fronte al fatto che i lavoratori non hanno tempo da perdere, che perdere tempo su questa vertenza significa mettersi sì in condizioni non di una disoccupazione di due mesi ma in una condizione stabile di disoccupazione, e si cerca di trovare una soluzione che possa essere condivisa da tutti, la soluzione c'è, in questo momento la si sta mettendo in campo e si cerca di condividerla, io capisco il gioco delle parti ma sono di fronte a questo, siamo di fronte ad un problema veramente molto complesso, che riguarda non soltanto la legislazione regionale, non soltanto quella italiana, ma anche la legislazione europea, ed assumersi la responsabilità di bocciare o non condividere uno strumento di questo tipo che mette comunque in sicurezza nel percorso centinaia di lavoratori è una responsabilità grave che il gruppo di sinistra ecologia e libertà ovviamente non si prende, per cui noi sosterremmo fondamentalmente questo provvedimento cercheremo e monitoreremo affinché anche nella fase esecutiva tutto sia applicato come deve essere applicato, ma l'invito approvare a costruire una soluzione comune, è stato detto anche da cagruppo prima, se ci sono proposte noi siamo pronti ad accoglierle e ad accettarle, ma proposte che siano in capo alla nostra competenza e che possiamo rendere immediatamente eseguibili per cercare evitare un disastro importante, che riguarda anche il territorio in cui io vivo e che non si può permettere di sicuro neanche mezzo disoccupato in più. Per cui l'invito è quello di cercare insieme una strada che sia unitaria e di condividere questa proposta perché al momento, aldilà delle critiche, è l'unica proposta che c'è in campo per cercare una soluzione, una soluzione adeguata a dare il sollievo e dare la prospettiva seria di continuità del lavoro a tutti i lavoratori coinvolti.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). In premessa ci preme evidenziare che noi siamo per la difesa, la tutela e il rispetto dei lavoratori. Lavoratori che sono stati maltrattati, già all'origine provenienti da aziende fallite, aziende che sicuramente non hanno prodotto nulla di buono per il territorio, questi lavoratori perché meritano rispetto? Meritano rispetto perché noi conoscevamo da tempo la data del 31 dicembre 2016, una data che in qualche modo lasciava intuire le difficoltà per trovare soluzioni, In questo anno, il 2016, la politica regionale ha illuso ripetutamente i lavoratori. Lasciando intendere che la soluzione era a portata di mano, lasciando intendere che avremmo trovato una via d'uscita. Oggi siamo qui a discutere una proposta di legge, la numero 389, la soluzione a tutti i mali: disoccupazione per due mesi! Stiamo scherzando o ci rendiamo conto della gravità in cui versano 520 famiglie? Noi stiamo prendendo in giro la gente oppure siamo qui per comportarci seriamente, il lato serio che questo Consiglio ha fatto, che voi avete mortificato, che la maggioranza ha mortificato è quella della legge del 30 novembre, dove in quella legge noi chiedevamo la proroga di 12 mesi della convenzione, proroga indispensabile per poter predisporre una gara, una gara che è bene ricordare perché anche qui altrimenti continuiamo a raccontare bugie ai lavoratori che occorre del tempo, molto tempo perché occorre almeno sei mesi di pubblicazione, oltre che va scritta e per scriverla occorre anche qui del tempo, fatto dai professionisti, dopo di che Questa gara anche nel momento in cui viene in qualche modo effettuata ci sono i ricorsi che possono durare anni. Quindi siamo consapevoli che per i lavoratori la soluzione è quella della proroga? Oppure continuiamo ad illudere, a creare illusione, io vorrei sapere dov'è l'atto di indirizzo della Giunta, noi stiamo parlando qua stamattina per sentito dire, non abbiamo l'atto della Giunta, non abbiamo l'atto soprattutto del direttore generale che negli anditi si dice si sia opposto, così come non abbiamo copia della comunicazione che il direttore generale avrebbe scritto a l'ANAC per chiedere un parere, autorizzato da chi? L'ANAC poi, non dimentichiamo, non emette sentenze, emette dei pareri, autorevoli, di cui sicuramente si deve tener conto, ma non ammette sentenze e anche dell'ANAC non abbiamo nessun parere. Quindi noi ci ritroviamo qui stamattina a discutere del nulla, in realtà del nulla no perché abbiamo questa bellissima proposta di legge che consente ai lavoratori, che è chiaro siano disperati e che accetteranno anche questo: un aborto, una "proroghetta", come chi è malato di tumore grave noi vogliamo curare il tumore con un cucchiaino di zucchero, questo è questa legge, un qualcosa che non produrrà assolutamente niente, è chiaro, mi rendo conto per chi è in difficoltà, perché a fine mese non fa come far campare la famiglia che era anche due mesi di cassa integrazione o di NASPI, così come si chiama, possono essere utili, per carità, ma noi qui stamattina dobbiamo fare un gesto ben più importante, noi stamattina dobbiamo mettere in piedi e mantenere la barra dritta sulla proposta di legge del 30 novembre, cioè noi qui stamattina dobbiamo definitivamente sciogliere il dubbio e fare in modo che la legge del Consiglio regionale che è stato mortificato qui stamattina, perché noi deliberiamo e un direttore generale dice: a me di questa legge non ne frega niente, voi sessanta consiglieri regionali non rappresentate nessuno, decido io per voi, questa è la sintesi, questo è scandaloso, questo è vergognoso per tutti quei sardi che hanno riposto in noi la fiducia, ma soprattutto in tutti quei sardi che hanno noi delegato qui stamattina per svolgere il nostro sacrosanto ruolo. Ecco allora qui dobbiamo agire, prendere soluzioni determinanti e forti, azioni forti, che non escludo Assessore, anche azioni clamorose, non è detto che noi da qui stamattina andremo via, non è detto che da qui noi usciremo con un semplice vogliamoci bene e proroghiamo per due mesi, questo è un metodo che la regione Sardegna deve dimostrare di avere capacità politica e di contare veramente qualcosa perché non è pensabile che sia in mano ai dirigenti e venga lasciato completamente il tutto, quindi mi sembra di cogliere anche nella volontà degli interventi di chi mi ha preceduto, che la strada che dobbiamo percorrere è quella della proroga, dobbiamo trovare le soluzioni quindi il dibattito di stamattina non è il passaggio agli articoli, non è discutere del cucchiaino di zucchero che ci vogliono in qualche modo far digerire, qui è trovare la soluzione, la soluzione in attesa del passaggio di questi lavoratori alla società in house che è l'unica società che ha senso e che in qualche modo possa guidare i lavoratori per portare finalmente in Sardegna quelle bonifiche necessarie a un territorio anche questo martoriato. Quindi dobbiamo stamattina trovare un accordo, un accordo nel sospendere questa legge e discutere su come fare. Non venitemi a dire che oggi è 21 dicembre, tra qualche giorno in Natale, tutto questo non si può fare, noi dobbiamo andare in ferie, voi avete esigenza probabilmente di rientrare a casa, questo potrebbe essere forse per la prima volta per questa Amministrazione il primo Natale in Consiglio regionale, perché su questo tema non possiamo tornare indietro, su questo tema stamattina dobbiamo trovare la soluzione, stamattina, domani, dopodomani, è inammissibile che si faccia un passo indietro.

Quindi colleghi, Assessore, assessore Paci che qui oggi rappresenta il presidente Pigliaru che mi auguro si sia ripreso dalla malattia, fermiamo la discussione su questa proposta di legge, sentiamo il Direttore generale, tirate fuori la delibera di Giunta, l'atto di indirizzo che avete dato perché questo non lo conosciamo, non è pubblico, non lo conosce nessuno, stiamo continuando a parlare di una cosa che non conosciamo e discutiamo su come fare se prorogare o se addirittura trovare stamattina la soluzione per trasferire a tempo indeterminato tutti i lavoratori della ATI Ifras all'IGEA o all'ARGEA. Oppure ci viene il dubbio, un dubbio che in queste settimane scorse è rimasto così aleggiato anche nell'aria, un dubbio anche abbastanza ambiguo, un dubbio strano, c'è forse un interesse diverso, c'è forse l'interesse a sopprimere la ATI Ifras, forse la ATI Ifras dà fastidio a qualcuno? Non lo so, mi auguro di no, io ne sono certo, perché questo diventerebbe anche pesante come dichiarazione, però mi viene il sospetto che c'è qualcosa di non chiaro, c'è qualcosa che va indubbiamente smascherato, va evidenziato. Quindi Presidente, Assessore, blocchiamo la discussione su questa proposta di legge e soprattutto l'assessore Mura ci dimostri l'atto di indirizzo della Giunta e possibilmente anche quello del suo direttore generale che ha inviato come richiesta di informazioni all'ANAC. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Intanto voglio rispondere all'onorevole Pizzuto, il Gruppo di Forza Italia è presente in aula, non è al Poetto né tanto meno a farsi un bagno perché riteniamo che la politica sia cosa seria e quando si occupa dei problemi dei lavoratori mi pare che la dimostrazione migliore sia quello che stamattina stiamo facendo. Quello che abbiamo fatto ieri sera in Conferenza dei Capigruppo quando dall'opposizione vi abbiamo detto: badate, state probabilmente commettendo un qualcosa che può pregiudicare i lavoratori, non migliorare la loro condizione. Noi ve lo abbiamo messo bene in evidenza. Ha ragione il collega Pietro Cocco quando dice: rispetto al nulla noi abbiamo ipotizzato di fare qualcosa. Però è la conclusione che non mi convince soprattutto quando non è supportata da argomentazioni fondate. Perché è il nulla rispetto che cosa, c'è una legge, com'è stato detto, del 30 novembre e allora qui bisogna interrogarsi, bisogna, assessore Mura, che si interroghi lei e ci interroghiamo noi, e stamattina ne è la riprova, se una lettera del Direttore generale è già trascorso più di un'ora dagli Uffici qui a Cagliari non sia in grado di trasmetterla al Consiglio regionale, c'è qualcosa che non funziona nel meccanismo nel rapporto tra Consiglio regionale che fa le leggi e Uffici dell'amministrazione regionale. C'è qualcosa che si inserisce nel meccanismo dell'attuazione delle leggi regionali perché evidentemente o non c'è governo politico da parte degli Assessori competenti e non c'è Giunta e non c'è Presidente e allora ecco che noi dobbiamo occuparci dopo 20 giorni nuovamente dello stesso problema. Ma è possibile, concepibile rispetto alla situazione di centinaia di lavoratori che noi dobbiamo ancora tornare sul problema in questo modo? E allora questo è un problema veramente di corto circuito che si sta creando e rispetto al quale non prendete i problemi con l'autosufficienza, non prendete i problemi come se tanto qualcuno troverà soluzione, come se poi il 21 dicembre. Giusto perché decine di lavoratori e di padri, di madri di famiglia rispetto a chi il 24 e il 27 gli arriva la retribuzione e anche con la tredicesima e forse a qualcuno anche la quattordicesima rispetto a chi invece sta addirittura retrocedendo da una situazione di precariato, perché stiamo parlando di lavoratori precari, addirittura gli si sta retrocedendo ad una situazione di ammortizzatori sociali. Questo è inconcepibile dal nostro punto di vista. E allora ecco perché noi non è che una proposta non l'abbiamo, ve l'abbiamo detta e ridetta, noi chiediamo che la Giunta tiri fuori gli attributi, dica ai funzionari quello che la legge dice, quello che il Consiglio regionale ha stabilito, Assessore. Non è assolutamente possibile che il Consiglio regionale approvi una legge e per mancanza di direzione politica si lasci quella legge in attuata. Allora se il dirigente ha la necessità di rivolgersi alla Procura della Repubblica, all'anticorruzione, a chicchessia lo faccia pure nell'ambito delle sue prerogative e responsabilità ma non è possibile che l'Assessore non dica nulla, che la Giunta regionale non dica nulla rispetto ad una legge regionale che il Consiglio ha approvato. Allora ecco perché noi, colleghi e Presidente, chiederemo cinque minuti di sospensione, perché abbiamo necessità di capire la ragione per la quale non si dà attuazione a quella legge, perché la Giunta regionale non fa le direttive, non dà le direttive al funzionario e si assuma la responsabilità. Perché noi non possiamo assolutamente ipotizzare una proroga anziché fare e introdurre un meccanismo che a nostro avviso, e qua guardate, non per scommettere sulla pelle dei lavoratori, perché è la cosa più ignobile, ma saremo qua a gennaio a febbraio nuovamente ad occuparci del problema perché ci sarà ancora la necessità di un intervento legislativo perché questi lavoratori non vengano definitivamente espulsi dal sistema occupazionale. Questa è la nostra preoccupazione, questa è la ragione per la quale abbiamo ritenuto di portare oggi l'argomento all'ordine del giorno con l'urgenza del caso ma non abbiamo firmato quel provvedimento, perché riteniamo che pur, io dico, con la buona fede, con l'attenzione che ha sempre animato il lavoro anche di alcuni esponenti della maggioranza ad iniziare dal capogruppo Pietro Cocco, perché io gli riconosco che su questa vertenza si è sempre contraddistinto, ha cercato le soluzioni, ha cercato di trovare quelle più adeguate, ma qui secondo me ci sta davvero perdendo il filo di un ragionamento che ci vedeva d'accordo e che rischia di fare debordare verso una soluzione dai risultati che si profilano davvero molto ma molto incerti. Ecco la ragione per la quale, Presidente, io penso che ci sia ancora il tempo e il modo per governare questa situazione e cercare di dare una prospettiva seria, reale che è quella a cui io penso tutti quanti teniamo che sia la definitiva stabilizzazione di questi lavoratori una volta per tutte e che non ci sia il bisogno e la necessità a distanza di 20 giorni o di un mese o di dover sempre tornare e di causare anche a loro questa situazione che, anche dal punto di vista della dignità delle persone, sotto, all'addiaccio, nel Consiglio regionale, sotto gli Assessorati, a fare quella che è una giusta, sacrosanta battaglia. Loro la fanno, alla politica trovare le soluzioni, ma non una soluzione qualunque, la soluzione che dia certezza e stabilità. Allora, ecco perché vi chiediamo, colleghi, su questo tema, su questi problemi, sui problemi dei lavoratori, del precariato, vi chiediamo di trovare le soluzioni che siano solo ed esclusivamente nell'interesse dei soggetti per i quali legiferiamo, e non nell'interesse né di qualche funzionario amministrativo, né e per coprire responsabilità politiche di chi in Giunta lavora poco e male o non lavora per niente, questo noi vorremmo denunciare e portare per il ruolo che ci compete. Allora, ecco perché, Assessore, è incomprensibile questo scaricabarile dei rapporti tra Giunta e maggioranza, di chi dice una cosa e di chi ne dice un'altra, su questi argomenti almeno l'opposizione vi sta offrendo, a braccia aperte veramente, la piena disponibilità a trovare la migliore soluzione, quella concordata, che dia serenità e stabilità a questi lavoratori.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Di intesa con l'assessore Mura, che come vedete è qui a fianco a me, intervengo io in qualità di Vicepresidente, come avevo già fatto quando è stata discussa la precedente proposta di legge. Lo abbiamo detto la volta scorsa e lo ribadiamo oggi, ma devo dire che molti degli interventi lo hanno ribadito, è una situazione complessa, delicata, che si trascina da tredici anni, e l'obiettivo unico della Giunta regionale è quello di tutelare i lavoratori, ma dando certezze avere, dando certezze vere, perché la tutela dei lavoratori si fa unicamente quando si costruiscono dei provvedimenti che hanno una solida base amministrativa, e il fatto che questa vicenda stia andando avanti da tredici anni con proroghe, con oggettiva opacità dal punto di vista amministrativo, significa proprio questo, dobbiamo completamente cambiare registro. Siccome leggiamo i giornali, siccome sappiamo le cose, siamo tutti consapevoli che gli incartamenti dell'annosa vicenda ATI-IFRAS sono nella Procura della Repubblica, sono presso la Procura della Repubblica, che c'è un'attenzione grande rispetto a questa vicenda perché è opportuno e importante mettere fine a queste proroghe, a questi rinvii, a queste questioni che creano alla fine problemi soprattutto ai lavoratori. Questo è quello che la Giunta in questi mesi ha fatto, abbiamo affrontato il problema, abbiamo costituito con legge del Consiglio regionale questa commissione di controllo, che sta lavorando e che ha trovato tantissime irregolarità, è in corso un contenzioso stragiudiziale, vediamo dove porterà, ma ci sono veramente tante irregolarità che riguardano da anni questa vicenda. È conclusa la fase di predisposizione del bando europeo, che è l'unica che darà certezza ai lavoratori, darà basi concrete ai lavoratori. Si poteva fare prima? È sempre così, certo si poteva fare prima, però siamo i primi che dopo tredici anni stanno affrontando veramente il problema, perché è solo attraverso un bando europeo che si potrà dare una risposta a chi ha basi amministrative certe, e ci stiamo lavorando, uscirà tra breve e darà certezza nella prospettiva. Dopodiché, c'è il tema della proroga. Sono io intervenuto la volta scorsa dicendo che politicamente noi appoggiamo il ragionamento sulla proroga, però l'articolo 8 della legge numero 31 del 1998 prevede una separazione forte tra autorità politica e autorità amministrativa, forse una delle basi della democrazia per la quale siamo qui dentro, non spetta a me, Vicepresidente della Regione, stabilire se una norma è legittima oppure no…

PITTALIS PIETRO (FI). Neanche al dirigente spetta però, neanche al dirigente spetta.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito assetto del territorio. Il dirigente, dato che la norma, come era stato ricordato anche in quest'aula, era una norma provvedimento, ha analizzato la norma, ha scritto, tra l'altro mi pare che sia pervenuta, onorevole Pittalis, tutta la documentazione, siamo stati anche celeri, come è giusto essere, perché quest'Aula ha tutto il diritto di richiedere la documentazione e di averne evidenza e lettura, ha espresso una serie di problemi, perché è il suo ruolo quello di esprimere una serie di criticità rispetto ad una norma. Esiste l'autorità nazionale anticorruzione, è stato chiesto un parere all'autorità nazionale anticorruzione, ma ci sono dei forti dubbi sul fatto che un'ennesima proroga possa essere legittima, e quindi possa andare avanti. A questo punto, in prossimità della scadenza, io penso che l'interesse di tutti è dare certezza ai lavoratori, e, a nostro avviso, il provvedimento di legge che viene oggi proposto ha queste caratteristiche, una profilazione di tutti i lavoratori da parte dell'Aspal, tutti lavoratori che vengono salvaguardati, di tutte le varie categorie che sono man mano entrate dentro ATI-IFRAS, vengono salvaguardati, c'è una profilazione da parte di Aspal, ci sarà un intervento successivo da parte di società regionali, non c'è scritto, ma lo dico in quest'aula ovviamente, IGEA, che svolge queste funzioni relativamente agli interventi di tipo ambientale, che può prendere contratti a tempo determinato, che sapete hanno una durata sino a nove mesi questi lavoratori, nel frattempo il bando europeo va avanti, e siamo finalmente pronti così a ricostruire certezze di lungo periodo, di anni per i lavoratori. Questa è una strada percorribile, che dà appunto le risposte di continuità reddituale ai lavoratori, che costruisce una base giuridica amministrativa certa anche per il proseguo. Quindi, noi riteniamo che, con questo provvedimento, questi che sono gli obiettivi alla fine che condividiamo in quest'aula possano essere portati avanti.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. È possibile intervenire per dichiarazione di voto.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Presidente, siccome io ritengo che non dobbiamo sprecare questa occasione per cercare di fare la migliore cosa possibile nella situazione data, noi insistiamo ancora, poi se la maggioranza dice: "Le abbiamo studiate tutte, le abbiamo provate tutte, le abbiamo esaminate tutte, questa è la soluzione che per noi va bene", andate avanti e si va avanti. Se ci sono spazi per quello che noi abbiamo cercato di proporvi, e si rileva anche dalla nota del direttore generale, badate, io l'ho letta velocemente, ma basterebbe, assessore Mura, che la Giunta e lei destinaste poche righe d'indirizzo da dare al funzionario. Per quanto ci riguarda, fare una proroga seria nella situazione data, e questo mi pare che possa essere la soluzione. Se questa soluzione, per ragioni che voi, ripeto, nella dialettica politica, però consentiteci di dire non che non abbiamo soluzioni, una soluzione ce l'abbiamo, perché non siamo al Poetto, siamo qui in Aula, perché mi ribolle anche il sangue sapere che qui qualcuno pensa che la cosa la si stia prendendo sottogamba. No, la stiamo prendendo in maniera seria, e seriamente la vorremmo risolvere. Allora, noi chiediamo anche 5 minuti di sospensione, per capire se c'è la possibilità di prospettare una soluzione di questa natura. Se non c'è ve ne assumete la responsabilità, e logicamente noi pensiamo però che è un'occasione sprecata per fare qualcosa di serio e che dia certezza e non solo una fallace speranza ai lavoratori del Parco Geominerario.

PRESIDENTE. C'è una richiesta di sospensione di 5 minuti.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco . Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Ovviamente è accolta la richiesta di 5 minuti per discutere oltremodo fuori dai vincoli dell'Aula. Non c'è problema alcuno, per cui va bene accogliere i 5 minuti.

PRESIDENTE. Sospendiamo la seduta per 5 minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 10, viene ripresa alle ore 12 e 16.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori.

Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Io provo non un certo imbarazzo, come suol dirsi, ma molto imbarazzo ad intervenire su questo tema, perché oggi, in quest'Aula, noi stiamo celebrando la Caporetto della funzione legislativa del Consiglio regionale, una vera e propria Caporetto, o una Watterloo, se vogliamo, ditemelo voi come volete definirla. Il 30 novembre noi abbiamo affiancato la Giunta, abbiamo affiancato la maggioranza nell'individuare la soluzione per salvare qualche centinaio di lavoratori e quindi per salvare qualche centinaio di famiglie. Abbiamo collaborato con la maggioranza, perché quando c'è da salvare posti di lavoro, ma non 500, 520, anche un posto di lavoro, noi voteremmo, se ci fosse la necessità, anche col diavolo, anche in un'Aula distratta, per esempio, noi voteremmo col diavolo, signor Presidente, anche in un'Aula ciarliera, immaginiamoci in un'Aula invece attenta agli interventi. Ebbene, a novembre abbiamo prorogato la convenzione con legge, in attesa della conclusione delle procedure per l'individuazione del nuovo contraente, e avevamo risolto il problema; evidentemente abbiamo perso tempo! evidentemente abbiamo perso tempo. Oggi abbiamo un Dirigente che dice che questa legge non va bene, abbiamo un Dirigente che fa un parere contro la legge, evidentemente, abbiamo un Dirigente che dice che la funzione legislativa di questa Regione non è sovraordinata alla funzione amministrativa, cioè la gerarchia delle fonti, quella che noi tutti conosciamo, è cambiata in questa Regione, gli atti legislativi non sono più sovraordinati agli atti amministrativi. Io credo che Sandulli, Virga e tutti i padri del diritto amministrativo si stiano rivoltando nella tomba, signor Presidente, si stanno rivoltando nella tomba! Ebbene, noi non mettiamo in dubbio l'onestà o la buona fede dei colleghi di maggioranza, però dobbiamo necessariamente puntare il dito sulla mancanza di un Governo regionale che tenga in mano le redini della Regione, queste cose accadono quando non c'è un Governo regionale in carica che funzioni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (FI). Ho ascoltato tutti gli interventi, ho ascoltato la replica della Giunta regionale, e resto della convinzione che approvata questa legge la posizione dei lavoratori ne esca indebolita; viene meno la possibilità di far valere le proprie ragioni sul pregresso rapporto di lavoro in sede giurisdizionale, viene meno la possibilità di esercitare sino in fondo il ruolo politico che è della Giunta e del Consiglio regionale, non vi sono le necessarie garanzie perché si possa considerare quella tracciata da questa norma una soluzione certa. Sono tanti i dubbi e le ombre si stendono sulla reale possibilità di tutti questi 512 lavoratori di tornare presto a lavorare e uscire dal mondo degli ammortizzatori sociali. È stato detto prima, lo sottolineo, che la gran parte di queste persone vengono da esperienze lavorative concluse in maniera drammatica con il recesso dal rapporto di lavoro, con il fallimento delle aziende, con le chiusure di unità produttive, sottrarli alla possibilità di esercitare i loro diritti perché modifichiamo la norma sulla base della quale veniva proiettato nel futuro e in maniera solida il loro rapporto di lavoro, rappresenta un atto di gravissima responsabilità politica. Voglio annunciare, a titolo personale, il voto contrario al passaggio agli articoli, e a tutto quanto il contenuto della norma.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Edoardo Tocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TOCCO EDOARDO (FI). Io purtroppo, come mi ha segnalato, non sono potuto intervenire perché mi sono iscritto in ritardo, ma io credo che anche questa volta si stia disattendendo quello che è il problema della vera occupazione, l'ennesimo problema, l'ennesimo guaio per questa Giunta. Io credo che i lavoratori del Parco Geominerario siano qui oggi, sono stati in vertenza anche per avere delle garanzie, garanzie che gli sono state probabilmente millantate per troppo tempo. Io non voglio assolutamente dare la colpa, la responsabilità al Direttore generale, perché ovviamente opera anche nella piena responsabilità civile e penale, però credo che questa Giunta, e lo dico a lei, per come la conosco, assessore Mura, io credo che debba avere uno scatto di orgoglio anche questa volta, perché questo è l'ennesimo problema che si accavalla soprattutto in quel del Sulcis, per un lavoro portato avanti da queste persone da anni, un lavoro ambientale, culturale. Non dimentichiamoci, e non vorrei sbagliare, che i progetti del Geoparco sono inseriti nel contesto dell'Unesco; io credo che questo sia un segnale importante, un segnale da dare oggi portando avanti il lavoro fatto da questa opposizione quella che è la credibilità attraverso la proroga per questo progetto, per questi lavoratori. Io credo che questo sia un segnale importante, Assessore, che le devi prendere in mano assolutamente con la piena responsabilità, quella che ha dimostrato non ultimamente quando abbiamo discusso la variazione di bilancio l'assessore Paci. Io credo che quando si tratta di lavoratori si tratta di persone che hanno dato la loro disponibilità, la loro vita per un progetto regionale, io credo che questo sia il momento migliore per poter affrontare con una soluzione del problema e una risoluzione positiva.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Presidente, io concordo molto con quanto diceva il Capogruppo di Forza Italia. Anche noi eravamo convinti che al 30 novembre avessimo trovato una soluzione, era una legge condivisa, discussa, con dei limiti che poi sono in qualche modo venuti a galla, però eravamo tutti convinti, in buona fede, con senso di responsabilità per cercare di trovare una soluzione che, così come ha ricordato il Vicepresidente, è una soluzione a un problema che dura da 13 anni, non è una soluzione facile. Sappiamo tutti che ci sono stati dei passaggi che negli anni precedenti hanno preferito affrontare solo la proroga e non una stabilizzazione definitiva attraverso un progetto che potesse inserire tutti questi lavoratori all'interno di un processo di valorizzazione del Parco geominerario. Per cui in questi anni si è preferito non affrontare o affrontare male un problema che prima o poi, pre come sono cambiate le normative nazionali, europee e regionali in qualche modo prima o poi sarebbe saltato fuori. Questo problema primo poi sarebbe saltato fuori, al di là di chi avrebbe governato, o noi o voi. Perché o noi o voi avremmo trovato lo stesso dirigente che avrebbe affrontato il termine della proroga in maniera com'è stata affrontata, noi o voi ci saremmo trovati di fronte a un sistema di gare europee che prevede una certa procedura. Questo ce lo dobbiamo dire con chiarezza perché chi governa, al di là del gioco delle parti, sa bene che le norme non appartengono alla destra o alla sinistra, ma appartengono alla regolarità degli atti. Allora, dopo quello che è successo il 30 novembre, per dare sia oggi stabilità ai lavoratori attraverso procedure che non piacciono a nessuno, non piacciono neanche a questa parte queste procedure che siamo costretti a mettere in campo oggi, però sono le uniche procedure che possono garantire stabilità lavorativa, sono le uniche procedure che possono in qualche modo far prendere un impegno politico forte attraverso una legge che intravvede in una società in house regionale che fa la stessa attività una certa continuità, sono procedure che permettono di prendere lo stesso impegno forte per ridare continuità dopo la gara internazionale che verrà in qualche modo attivata nel più breve tempo possibile. Io credo che il senso di responsabilità oggi, perché il 1° gennaio è dietro l'angolo, è approvare questa legge. Sicuramente è la legge che non avremmo voluto discutere oggi, sicuramente è la legge che probabilmente doveva essere discussa prima e subito dopo la finanziaria, non ci nascondiamo neanche nella nostra parte politica che ci sono stati dei ritardi e delle responsabilità, però oggi non è il momento della discussione di chi è la colpa, oggi è il momento di chi ha messo sul campo una proposta chiara, concreta, vera e percorribile.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Randazzo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RANDAZZO ALBERTO (FI). Io capisco l'animo che spinge la maggioranza a perorare questa causa, secondo me, Presidente, Assessore, è una causa persa. Se stiamo alle leggi in vigore e voi parlate di Cantone e fate la richiesta all'ANAC, ma c'è la legge Cottarelli, c'è la legge Madia-Renzi che forse è più recente, che ha notificato alla Commissione europea la percentuale massima delle partecipate che è il costo del personale in base al 50 per cento dello storicizzato non può superare il 20 per cento sulle assunzioni. Io non so se avete superato, perché poi chiediamo a Cantone, io spero che poi venga chiesto anche per questo provvedimento bellissimo che stiamo facendo. Se andiamo a risolvere un problema dobbiamo avere anche le soluzioni. Quando abbiamo perorato la vecchia proroga e soprattutto, collega Comandini e collega Cocco, mi stupisce col parere che abbiamo chiesto abbiamo fatto la storia della società che andiamo a chiedere il parere e non abbiamo aperto le porte a quelle che sono le prospettive, perché in una richiesta di parere metto le dichiarazioni che hanno fatto qua il Vicepresidente della Giunta e l'Assessore del lavoro: "dove è in corso il bando per risolvere i problemi, questo è un provvedimento temporaneo", nella richiesta di parere all'ANAC che non vi è scritta nessuna prospettiva, c'è scritto solo che non è prorogabile e a oggi bisogna trovare una soluzione tempo venti giorni dalla notifica. Mi va benissimo. Cosa vuoi che ti risponda l'ANAC se io non dico che sono in previsione di risoluzione del problema? Qui siamo persone serie, abbiamo fatto una legge unanime, maggioranza e opposizione, colleghi, non è che voi avete fatto una parte e noi l'altra, siamo andati tutti a tutela di quelle persone che sono lì dietro e dobbiamo dare risposte serie! Perché o non vigono le leggi d'Italia in questa Regione oppure c'è il problema del vincolo di assunzione partecipate se non è superato dal tavolo accordi Stato-Regioni. Ma che io sappia oggi non è superato. La legge Renzi-Madia è ancora in vigore, quella parte non è cassata, quindi se voi avete la bacchetta magica almeno siate coerenti con atti e documenti che approva il vostro Governo nazionale, la Madia è ancora al Governo nazionale, bravissima persona, però siccome noi dobbiamo rispettare le leggi in quest'Aula andiamo a fare proposte che siano applicabili, sennò stiamo a prendere in giro ancora quei signori, quei ragazzi che siedono lì dietro che da noi vogliono una prospettiva, non vogliono il fumo e il vento nelle parole bellissime che sprechiamo in quest'aula e al di fuori di quest'aula. Assessore, io chiedo che si esprima prima se vi è ancora in vigore la legge Madia sul massimo del 20 per cento sulle spese del personale e vorrei che me lo chiarisse la Giunta e chi è in Commissione se è in vigore il vincolo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Se l'Assessore, onorevole Randazzo, leggerà il rendiconto della gestione del bilancio 2015 la Corte dei conti ha chiarito molti di quegli aspetti.

Io sono contrario al passaggio agli articoli di questa proposta di legge e mi sono convinto ancora di più leggendo le carte prodotte dal direttore generale. Resto convinto che il direttore generale abbia lasciato tante porte aperte al Governo regionale per impartire una direttiva di applicazione della norma del 30 novembre e dalle dichiarazioni che ha fatto il rappresentante dell'amministrazione regionale deduco che in realtà non sono interessati a dare certezze dal 1° gennaio ma preferiscono l'incertezza dell'ammortizzatore sociale riparandosi dietro l'articolo 8 della legge 31 del 1998, che andrebbe letto tutto e andrebbe letto tutto anche da parte dei dirigenti dell'amministrazione regionale, unitamente a tutte le altre norme che li riparano da responsabilità e unitamente alle responsabilità che sono in capo direttamente al Governo regionale. Sono contrario proprio nel merito, sono contrario perché lo stesso direttore generale in quello che scrive al responsabile per la trasparenza e la prevenzione della corruzione della Regione Sardegna, non è nemmeno convinto ancora della natura giuridica e delle caratteristiche del contratto, cioè della natura pattizia del rapporto tra questa società e della derivazione del famoso contratto interministeriale o accordo interministeriale e i rapporti con la Regione Sardegna. Quindi ci sono elementi, guardate, per dare la continuità ai lavoratori, ci sono ragioni di merito per farlo e quindi è per questo nel merito che siamo contrari. Non è, collega Pizzuto, la nostra una contrarietà e un ostacolo alla vostra propensione a risolvere problemi, è una contrarietà rispetto all'incertezza che si verrà a creare dal 1° gennaio 2017 e io francamente non intendo andare a guardare in faccia i lavoratori dal 1° gennaio dicendogli che mi sono preso una responsabilità azzardata rispetto al loro futuro. Quindi, per questo il mio voto sarà contrario rispetto al passaggio agli articoli.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Presidente, i tre minuti se non saranno sufficienti rinterverrò dopo. Se non fosse che ho a cuore le sorti di questo progetto, di questi lavoratori, se non fosse che lo conosco e l'ho seguito e lo continuerò a seguire, sentendo gli interventi di coloro che vogliono avvelenare i pozzi, francamente verrebbe voglia di arrendersi, di dire: "Vabbé, fate quello che volete". D'altro canto l'avete fatto per cinque anni e avete fatto fallire Igea. D'altro canto l'avete fatto per tanto tempo e avete fatto altri disastri, tanto vale continuare a lasciarvi fare, se la gente vuole quello, che sia così. Sentire le ragioni, le più nobili di quelli che contrastano il passaggio agli articoli di una norma concordata con i rappresentanti sindacali, CGIL-CISL-UIL ieri erano riuniti e hanno dato il parere favorevole a questa iniziativa con una rappresentanza di lavoratori, non l'ho detto prima perché non ho bisogno di avere la forza delle parti sociali per rappresentare quello che presentiamo qua, non ho bisogno perché ne sono convinto io e sentir dire che devo guardare in faccia i lavoratori e voto no per quello, è una cosa incredibile. Cioè noi stiamo dicendo di fronte ad una proposta che manda in IGEA i lavoratori attraverso due mesi di NASPI tu li mandi 18 mesi in NASPI poi a casa, è finito, queste sono le proposte, badate bene, queste sono le proposte, altro non c'è. Di fronte al fatto che noi diciamo vanno in IGEA che era il sogno di tutti, io ricordo uno di quelli che sono intervenuti adesso dei colleghi di opposizione che dicevano: IGEA è la soluzione, l'altro giorno, sbobiniamo i nastri degli interventi e lo vediamo, oggi dice no, non è IGEA la soluzione. Perché non è IGEA? Noi l'abbiamo scritto che IGEA è la soluzione, noi abbiamo detto che la possibilità è quella, oltretutto in un contenitore che noi abbiamo risanato e non mi stancherò di dirlo, lo abbiamo risanato perché altri lo hanno rovinato, lo hanno inquinato, lo hanno martoriato, lo hanno sventrato, hanno fregato tutto quello che c'era da fregare, noi l'abbiamo rimesso in piedi, abbiamo dato una speranza ad una struttura regionale in grado di gestire siti, prendere soldi per bonificare, tentare magari la strada di mettere in piedi il lavoro del Parco geominerario e rivendicare i 1600 miliardi di lire, 826 milioni di euro che spettano ai comuni che possono occuparsi delle bonifiche ovvero ai contenitori tipo quello dell'IGEA. Ecco noi questo stiamo dicendo ai lavoratori, il nostro progetto è mandarvi in IGEA attraverso due mesi di NASPI per fare quello che tecnicamente bisogna fare, l'alternativa che vi propongono votando no alla cosa qual è? Quella di dire che si va in NASPI fino a quando è possibile, 18 mesi, non lo so.

Qualcuno mi ha detto, il tempo sta finendo riprenderò il discorso dopo perché francamente… intervengo dopo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Intanto è chiaro che tutte le leggi che noi abbiano approvato a proposito di questa questione, dalla "10" alla "30" vanno tutte nella direzione di salvaguardare i dipendenti. Ora, perché io sono contrario a questo provvedimento? Perché credo che il voto contrario difenda la legge che all'unanimità il Consiglio regionale ha approvato il 30 novembre in quanto il direttore generale scrivendo al Presidente e all'Assessore dice: "Qualora il Presidente o l'Assessore non condividessero le ragioni di dissenso all'esecuzione dell'articolo 2 della legge numero 30 del 2016 da rappresentate, ricordo che l'articolo 21 comma 5 della legge numero numero 31 del 98 prevede che essi, Presidente e Assessore o Presidente o Assessore possano formulare un ordine scritto in base al quale il dirigente è comunque tenuto a dare attuazione al provvedimento qualora non si tratti di atti vietati dalla legge penale". Ora a meno che qui non abbiamo approvato una legge che ha rilevanza penale, a meno che qui non siamo tutti impazziti, dal Consiglio, dai consiglieri al Presidente e agli uffici che devono anche verificare la legittimità degli atti, a meno che tutto questo non sia vero e nella replica della Giunta mi aspettavo che mi si dicesse e che si dicesse al Consiglio: badate che l'articolo 21 già citato tra l'altro dall'onorevole Locci nel suo intervento, non lo possiamo applicare in quanto andremo a incorrere in atti vietati dalla legge penale. E allora abbiamo fatto una legge che è penalmente rilevante? Io penso proprio di no, quindi che la Giunta si assuma le sue responsabilità, diano l'ordine scritto affinché il dirigente provveda a dare attuazione all'articolo 2 che è ben strutturato e parla delle finalità sociali e operative e lavorative di questa legge, ecco perché noi votiamo contro perché vogliamo difendere l'operato di questo Consiglio che sicuramente non si è messo oltre i confini della legge civile e nemmeno di quella penale. Quindi il voto è assolutamente contrario, che la Giunta faccia la Giunta, che l'Assessore faccia l'Assessore, il Presidente faccia il Presidente e mandino un ordine scritto per attuare l'articolo 2 della legge numero 30 del 2016, questa è la soluzione, null'altro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Demontis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEMONTIS SALVATORE (PD). Tutta questa questione origina da due fatti, certamente il ritardo nell'espletamento delle procedure di gara che però non riguarda evidentemente solo questo mandato ma riguarda molti mandati passati nei quali si sono utilizzate le risorse pubbliche in un modo che quanto meno ingenera dubbi e non mi sto riferendo ai lavoratori evidentemente, mi sto riferendo all'utile che l'ATI-IFRAS aveva in maniera senza correre alcun rischio di impresa. E poi dalla distinzione di funzioni, di competenze, di poteri, fra l'organo politico che sia esso legislativo o esecutivo, quindi Consiglio e Giunta e l'organo gestionale e fra le competenze dell'organo gestionale, fra i poteri dell'organo gestionale vi è quello anche di non firmare un atto che ritiene legittimo e non vi è indirizzo della Giunta che possa indurlo a firmare un atto che ritiene illegittimo. Il consigliere Carta leggeva e faceva riferimento a un ordine scritto peraltro procedura quantomeno anacronistica, non so se esisteva nella prassi dell'amministrazione regionale, ma quantomeno anacronistica. Ma diceva all'ordine scritto il dirigente, direttore generale in questo caso, ottempera qualora non vi siano risvolti penali. È evidente che in tutta questa vicenda la spada di Damocle è proprio il risvolto penale perché sappiamo bene che su tutta questa vicenda e non mi sto riferendo evidentemente ai lavoratori, che un'inchiesta di natura penale e quindi è per questo con ogni probabilità che il dirigente non si assuma questa responsabilità. Io faccio una riflessione molto veloce sulla distinzione di funzioni tra l'organo politico e quello gestionale perché nel 97 la ritenevo una legge quantomeno utile in merito alla trasparenza, all'efficienza, oggi ho molti dubbi che questo sia, credo che a volte si vadano ad esasperare iniquità sociali con questa distinzione, però questo è, ad oggi questa è e al più ci potremmo chiedere se non sia il caso di provare a modificarla. Ma dicevo, tutto ciò premesso non esiste evidentemente altra soluzione se non quella trovata e proposta dal Capogruppo del Partito Democratico al quale va tutto il merito di averla trovata e va tutto il merito di averla proposta in quest'Aula. Se vi sono altre soluzioni ipotizzate…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oscar Cherchi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (FI). Il mio voto è sicuramente contrario, ma non contrario per presa di posizione ma contrario perché mi sembra che questa sia l'ennesima dimostrazione di una Giunta politicamente incapace, totalmente incapace, lo abbiamo detto dall'inizio del mandato, gli Assessori tecnici non servono assolutamente a niente, abbiamo bisogno di Assessori politici che abbiano il coraggio di assumersi le proprie responsabilità. Al collega Pietro Cocco ricordo che nessuno vuole avvelenare pozzi, i pozzi forse li avete avvelenati voi visto che prima del nostro mandato amministrativo eravate voi che governavate questa Sardegna e oggi state dimostrando ancora di più di non capire e di volervi incaponire su posizioni che non hanno assolutamente in senso legato chiaramente alla legittimità degli atti e quindi alla norma, non hanno nessun valore. Io ho grande rispetto del direttore generale del lavoro che fa il proprio lavoro, che svolge la propria attività nel rispetto del suo ruolo che è quello di dare legittimità a tutti gli atti amministrativi. Non ho rispetto dell'Assessore che però non dà atti di indirizzo, questo non lo posso avere, non rispetta le leggi della Regione e questa è una norma la numero 30 del 30 novembre 2016 è una norma che il governo dello Stato italiano non ha impugnato, l'unica che potrebbe eventualmente cassarla è la Corte costituzionale, non mi sembra che siano intervenuti atti di questo genere, mi sembra che la norma sia sovraordinata a tutti gli atti amministrativi e credo che la Giunta regionale avrebbe dovuto dare disposizioni per applicarla senza perdere tempo. Ma l'aspetto ancora più simpatico e significativo è che, grande rispetto per il mio amico avvocato Mario Barberio che ha dato un'interpretazione a quello che potrebbe essere diciamo così la procedura di stabilizzazione, o perlomeno di dare certezza agli stessi lavoratori, e niente tolgo alla sua posizione, ma lascia onestamente molto perplesso che lo stesso direttore generale suggerisce prima dell'approvazione del 30 novembre di questa legge un percorso che entro due mesi avrebbe dato, con un progetto, certezza della continuità lavorativa. E allora mi chiedo, Assessore, ma cosa stava pensando sino a quel momento? Perché non l'ha proposto prima che si arrivasse in Consiglio regionale e si dovesse approvare una norma che dava comunque, e che dà certezza della possibilità di proseguire nel lavoro gli stessi dipendenti? Mi spiegate per quale motivo questo non è avvenuto?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Presidente, per esprimere il voto contrario al passaggio all'esame degli articoli, ma il contrario non vuol dire che siamo contrari a trovare una soluzione per i lavoratori, ma contrario al trovare soluzioni mascherate, soluzioni tampone che non accontentano nessuno, ma soprattutto creano ulteriori danni. Ma la mia contrarietà è forte perché può accadere che per la proposta di legge 389 il Direttore generale si opponga, e la proposta di legge risulti carta straccia. Quindi un provvedimento votato dal Consiglio regionale, così come è avvenuto per il provvedimento del 30 novembre, magari per ritrovarci qui fra quindici giorni, fra venti giorni e dire sì, scusate, il direttore generale ha la sua visione delle cose, e quindi questa proposta di legge la impugna, ha chiesto il parere all'ANAC, ha chiesto il parere ai legali e la ritiene illegittima. Bene, e quindi cosa andremo a fare noi a metà gennaio, con un provvedimento bocciato dal direttore generale e non dal Consiglio? Perché ormai il direttore generale si sostituisce al Consiglio, quindi la nostra contrarietà al passaggio all'esame degli articoli però si traduce in una proposta, e la proposta ci viene data dall'articolo 6, comma 2, dalle legge 537, che sono il recepimento dei parametri europei, dove viene modificata da un anno a sei mesi, così come previsto dalla legge, i tempi della proroga. Quindi mettiamo mano alla legge, e qui una volta tanto mi trovo d'accordo con il direttore generale, non una proroga di un anno ma una proroga di sei mesi, questo è un recepimento di una legge europea che ci dà questa possibilità. Ecco allora che questa potrebbe essere la soluzione. La soluzione sicuramente non è sicuramente due mesi NASPI.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Ruggeri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RUGGERI LUIGI (PD). Presidente, credo che questa vicenda dell'Ati Ifras sia un legno storto per come è cresciuto che è difficile acconciare poi in maniera ordinata. La Giunta ci ha provato, ci ha provato rispetto ad un'iniziativa che nasce per dare una prospettiva di inserimento attivo nel modo del lavoro di soggetti che vengono espulsi da una zona di particolare sofferenza industriale, e che poi deve però avere un Piano industriale per rappresentare lavoro buono e non semplicemente sostegno al reddito, perché di fatto un'iniziativa nella quale vengono profusi molti soldi pubblici, se manca di un Piano industriale, si trasforma oggettivamente e diventa oggettivamente una condizione di sostegno al reddito. Noi stiamo cercando evidentemente di scrivere un'applicazione, una possibilità di applicazione dei lavoratori, che rispettandone la dignità iscriva la loro azione dentro una prospettiva utile e quindi abbia un significato. E c'è bisogno di un certo tempo e c'è anche probabilmente qualche errore che si commette nel tentativo di raddrizzare quel legno storto. Vorrei anche ricordare che noi abbiamo la responsabilità certamente di offrire delle prospettive a quei lavoratori, ma abbiamo anche la responsabilità di spendere correttamente questi soldi. Perché i 25 milioni vogliono dire 51.000 euro all'anno al lavoratore. Se dentro una prospettiva che assicura il mantenimento del sostegno al reddito si cerca il tempo anche di garantire una dignità migliore della corresponsione di questi soldi questo tempo è guadagnato e non buttato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Presidente, questa questione potrebbe essere considerata marginale e invece è uno dei polmoni che riguardano la Regione autonoma della Sardegna, sia che si parli di precariato, sia che si parli di Ifras, sia che si parli di qualunque altra cosa. Attualmente noi abbiamo la separazione netta dei poteri tra i politici e gli amministrativi. Gli Assessori devono dare gli indirizzi, devono concedere le risorse umane, le risorse finanziarie, devono dire entro quale tempo deve essere realizzato il progetto, e dopodiché interviene l'amministrativo che opera secondo gli indirizzi che devono essere fatti. Ma è proprio per questo che noi abbiamo posto il problema della separazione dei poteri fin dalla 31, ed è per la terza volta che presentiamo in Aula e abbiamo presentato molti di noi, maggioranza e opposizione, la modifica della 31, per vedere proprio questo aspetto fondamentale della vita democratica e civile della Regione, cosa che non abbiamo mai fatto e continuiamo invece ad andare ad inseguire questi provvedimenti che depongono... Perché due sono le cose, o abbiamo un parere unanime su quello che è il ruolo della politica e il ruolo del amministrativo, o non ce l'abbiamo. Perché la Giunta regionale ha dato il parere positivo? Nel momento in cui ha dato il parere positivo alla legge di vent'anni fa non si capisce perché dà il parere positivo ad una legge che contrasta con quel operato, quindi adesso è inutile addebitare la responsabilità a Tizio o Caio. Io credo che chiunque si può difendere, e non è che questo problema della magistratura che è stato richiamato in quest'Aula lo richiamiamo oggi e non l'abbiamo richiamato quando si tratta di difendere completamente la classe politica. Non abbiamo avuto neanche il coraggio di difendere le norme che noi ci siamo dati, noi come Consiglio regionale. Troppo facile dire che c'è un aspetto giudiziario, un aspetto della pubblica accusa, e per questo noi non legiferiamo quello che dobbiamo legiferare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (SEL). Presidente, sinceramente sono un po' in imbarazzo ad intervenire quest'oggi. Non sono abituato in questo teatrino nell'individuazione dei colpevoli, da un lato si parla di dirigenti, da un l'altro lato si parla della Giunta, da un lato si parla del Consiglio. Sono abituato, da sindaco, ad essere in prima linea sul campo, sono abituato a tentare di risolvere i problemi. E tentare di risolvere i problemi significa anche proporre soluzioni. Fino ad ora dalla minoranza sono arrivati semplici no, semplici opposizioni, semplici individuazioni di colpevoli, semplici dita puntate nei confronti di chi ha sbagliato, a cercare il colpevole. Perché se è pur vero che il bando di gara si sarebbe potuto fare decisamente prima, se è pur vero che questa situazione si sarebbe potuta prevedere già da un anno e mezzo fa, se è pur vero che a questa data si sarebbe potuto già trovare ed individuare con una gara internazionale il vincitore degli stessi lavori dei servizi, è altrettanto vero che ad oggi ci troviamo con un'unica proposta in campo, con un'unica legge che si sta proponendo a questo Consiglio per salvaguardare questi posti di lavoro, per salvaguardare i servizi che questi lavoratori offrono a tutti i comuni della Sardegna, e per salvaguardare un percorso più che dignitoso per più di 500 famiglie sarde. Possiamo continuare a cercare responsabili, dal mio punto di vista io faccio un plauso al capogruppo del PD, a Pietro Cocco, è lui che ha proposto in una prima fase il percorso di proroga, è lui che continua a sbattersi e si è sbattuto in questi giorni per trovare una mediazione, per trovare una soluzione al problema della ATI Ifras ed è anche giusto riconoscere i meriti quando questi ci sono, è inutile continuare in questo squallido teatrino di responsabilità da una parte e dall'altra quando poi dobbiamo continuare a creare precariato e disoccupazione, per una volta, e lo stiamo dimostrando, si dà una risposta seria, legittima e legale al tema che abbiamo all'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fabrizio Anedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ANEDDA FABRIZIO (Gruppo Misto). Penso che questo dibattito sarebbe potuto essere fatto in aula prima dell'occasione della proroga che abbiamo fatto, oggi stiamo facendo questo dibattito con una differenza: che abbiamo in ostaggio 500 persone che rischiano di perdere il loro posto di lavoro, e di fronte al fatto che si possano perdere posti di lavoro dobbiamo trovare una soluzione. A prescindere dal mancato bando e dalla mancata proroga verso la ATI IFRAS, come votata dal Consiglio, oggi noi siamo chiamati a trovare una soluzione affinché ci sia una continuità operativa per questi dipendenti, in un momento in cui se non riusciamo e fatichiamo a trovare posti di lavoro nuovi, almeno cerchiamo di non perdere quelli esistenti. A me sembra che la soluzione proposta per essere presi in carico dall'IGEA mi sembra un'ottima proposta e mi complimento soprattutto con i colleghi e gli uffici che hanno trovato questa soluzione per la velocità del risultato ottenuto, il mio voto sarà favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Intanto anticipo ovviamente il voto contrario al passaggio agli articoli, ma dispiace sentire le parole da parte della maggioranza di squallido teatro, e di non proposta da parte della minoranza, siamo stati al vostro fianco su tutto, quando abbiamo proposto e approvato la proroga e non solo, quando ci siamo impegnati per provvedimenti che andavano a tutela dei lavoratori, non abbiamo mai fatto mancare il nostro supporto, purtroppo, caro collega Lai, le vorrei dire che oggi con questo provvedimento non si risolve assolutamente nessuna forma di precariato, si sta mettendo in disoccupazione le persone che fino a ieri lavoravano quindi cerchiamo di non mistificare la realtà, almeno questo evitatelo, per dignità però, e non dare dello squallido alle persone è una delle prime cose di rispetto di quest'Aula, chiaro? Qui di squallido non c'è proprio niente, ci sono assunzioni di responsabilità e vorrei anche ricordare che siccome le leggi cambiano nel tempo e si applicano a seconda delle fattispecie vorrei ricordare che proprio il problema di questi lavoratori è stato sempre risolto nel tempo in maniera legittima e corretta, checché se ne dica, da parte di chi ha governato questa Regione, è proprio questo Consiglio regionale, nella passata legislatura, all'unanimità, aveva risolto il problema con le fattispecie giuridiche del momento! Quindi evitiamo di raccontare bugie per far passare falsi provvedimenti che non risolvono veramente il problema da nessun punto di vista! Vi abbiamo dato ancora la possibilità di rivalutare la proroga che è l'unico provvedimento che si può fare, bando alle ciance, applicando la seconda parte dell'articolo 21 della legge numero 31 del '98 e la Giunta si deve assumere le sue responsabilità, chiaro?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Sì, il modo ancor m'offende, diceva il poeta. Il teatrino, questo teatrino, anche il 30 novembre era animato da queste comparse, da una parte e dall'altra, e i principali attori erano seduti lì o da quella parte, ora non so se hanno recitato male il 30, ma abbiamo accolto con applausi anche noi avendo votato a favore, o oggi stanno mistificando e cercando di mettersi pezze di Allerchino. Ora io credo che la dignità vera sia quella di costruire un percorso serio per i dipendenti, per i lavoratori, per coloro i quali, comunque sia, fanno per questo strumento normativo che si sta o si vuole approvare. Perché si vuole approvare? Perché la Giunta non è stata capace in termini politici di far sì che la legge approvata il 30 diventasse norma effettiva ed estendesse la propria validità. Lo si vuole far approvare quindi non per dare la piena soddisfazione ai lavoratori ma per metterli in cassa integrazione, questo è il vero, poi per chi va e dice - di destra o di sinistra - di voler difendere i lavoratori, che i lavoratori si difendono completamente non a parole, e non mi guasta niente sapere se c'era un accordo fra i sindacati o no, perché i sindacati sono sempre d'accordo, comunque sia, appena gli paventi una possibile soluzione, io invece voglio la garanzia per i lavoratori e la garanzia è una norma che non è stata applicata, si voglia intendere o no chiaro? Questa la verità quindi il teatrino te lo porti a casa, con tutto quello che è connesso, un teatrino di burattini che può avere il tempo di recitare nelle proprie piazze.

PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio agli articoli.

PITTALIS (FI). Chiedo la votazione elettronica!

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli della proposta di legge numero 389.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 1.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:

Art. 1

Modifiche e integrazioni alla legge regionale n. 5 del 2016

1. Il comma 29 dell'articolo 4 della legge regionale 11 aprile 2016, n. 5 (legge di stabilità 2016), già modificato dall'articolo 1 della legge regionale 30 novembre 2016, n. 30 (Disposizioni per la prosecuzione delle attività previste dalla convenzione relativa alla gestione del progetto denominato "Parco geominerario della Sardegna" e modifiche alla legge regionale 11 aprile 2016, n. 5 (legge di stabilità 2016)), è così sostituito:
"29. È autorizzata, per l'anno 2017, la spesa di euro 26.200.000 e per l'anno 2018 la spesa di euro 25.000.000 per far fronte agli oneri derivanti dall'attuazione di un piano di intervento a regia regionale da attuarsi nell'ambito del Parco geominerario della Sardegna che, anche attraverso misure di politica attiva del lavoro, miri a garantire nel tempo gli attuali livelli occupazionali dei lavoratori socialmente utili di cui al decreto legislativo 28 febbraio 2000, n. 81 (Integrazioni e modifiche della disciplina dei lavoratori socialmente utili, a norma dell'articolo 45, comma 2 della L. 17 maggio 1999, n.144), provenienti dal progetto interministeriale interregionale denominato "Parco geominerario", alla scadenza delle convenzioni già stipulate per la stabilizzazione occupazionale dei medesimi ai sensi dell'articolo 6, comma 1, del decreto legislativo n. 81 del 2000, dell'articolo 10, commi 1, 2 e 3, del decreto legislativo 10 dicembre 1997, n. 468 (Revisione della disciplina sui lavoratori, a norma dell'articolo 22 della L. 24 giugno 1997, n. 196), e dell'articolo 11 della legge regionale 17 dicembre 2012, n. 25 (Disposizioni urgenti in materia di enti locali e settori diversi), (missione 09 - programma 02); le tutele della presente legge si applicano anche ai soggetti svantaggiati indicati all'articolo 11, comma 1, della legge regionale 17 dicembre 2012, n. 25 (Disposizioni urgenti in materia di enti locali e settori diversi), già individuati attraverso specifici protocolli d'intesa e accordi di programma sottoscritti dalla Regione, nonché al residuo personale licenziato dalla società cessata purché beneficiario dell'indennità di disoccupazione (NASPI).")

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'articolo 1, lo metto in votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 2.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:

Art. 2

Modifiche all'articolo 2 della legge regionale n. 30 del 2016

1. L'articolo 2 della legge regionale n. 30 del 2016 è così sostituito:
"Art. 2 (Prosecuzione degli interventi previsti per la stabilizzazione occupazionale nel progetto denominato "Parco geominerario della Sardegna")
1. Al fine di salvaguardare le finalità contenute nella convenzione sottoscritta il 23 ottobre 2001 tra i Ministeri del lavoro e delle politiche sociali, dell'Ambiente e tutela del territorio, dei Beni e attività culturali e delle Attività produttive e la Regione autonoma della Sardegna, nonché nelle convenzioni e accordi successivamente stipulati a completamento e in attuazione della stessa, e di conseguire il primario interesse pubblico alla stabilizzazione occupazionale dei lavoratori socialmente utili di cui al decreto legislativo 28 febbraio 2000, n. 81 (Integrazioni e modifiche della disciplina dei lavori socialmente utili, a norma dell'articolo 45, comma 2, della L. 17 maggio 1999, n. 144), e all'articolo 78 della legge 23 dicembre 2000, n. 388 (legge finanziaria 2001), provenienti dal progetto denominato "Parco geominerario della Sardegna", dei soggetti svantaggiati di cui al decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181 (Disposizioni per agevolare l'incontro fra domanda ed offerta di lavoro, in attuazione dell'articolo 45, comma 1, lettera a), della legge 17 maggio 1999, n. 144), e dei lavoratori interessati agli accordi di programma di cui all'articolo 11, comma 2, della legge regionale n. 25 del 2012, nonché al residuo personale licenziato dalla società cessata purché beneficiario di NASPI, e al fine di favorire la continuità reddituale ed occupazionale dei sopra individuati lavoratori, è autorizzato lo svolgimento, per il tempo strettamente necessario alla conclusione delle procedure per l'individuazione del nuovo aggiudicatario, a garanzia delle prestazioni previste dall'articolo 4, comma 29, della legge regionale n. 5 del 2016, delle attività oggetto di tale convenzione da parte di società in house regionali ai sensi del decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175 (Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica), con particolare riferimento alle attività di produzione di beni e servizi di competenza. Tali attività sono esclusivamente e direttamente affidate, sulla base di un piano industriale, approvato dalla Giunta regionale, predisposto dal soggetto affidatario, che valuti analiticamente la sostenibilità economica e finanziaria nel rispetto del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 (Attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE sull'aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appalti pubblici e sulle procedure d'appalto degli enti erogatori nei settori dell'acqua, dell'energia, dei trasporti e dei servizi postali, nonché per il riordino della disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture), garantendo il rispetto dei principi del controllo analogo.
2. Per lo svolgimento delle attività oggetto della convenzione di cui al comma 1 per le quali non è possibile procedere all'affidamento alle società in house sopraindicate, è autorizzata la stipula di convenzioni con enti pubblici identificati secondo apposite procedure di evidenza pubblica.
3. Nello svolgimento delle azioni afferenti gli ambiti di attività affidati in base ai commi 1 e 2, le società in house e gli enti pubblici affidatari si avvalgono a tempo determinato, nel rispetto delle norme vigenti in materia, coerentemente con i fabbisogni dei soggetti affidatari, dei lavoratori individuati dalla presente legge appositamente profilati dall'ASPAL.
4. Si rinvia alla Giunta regionale l'adozione degli atti inerenti le procedure di esodo per i soggetti che hanno maturato i requisiti di legge.".)

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Ho detto prima che provavo imbarazzo a partecipare alla discussione per la quale, di fatto, si sta violentano la funzione legislativa di questo Consiglio regionale e provo ancora più imbarazzo quando all'Assessore del lavoro viene impedito di prender parte alla discussione per dare il suo parere, quando l'Assessore del lavoro viene messa sotto tutela, o sotto curatera, se vogliamo, su una questione di questa rilevanza, evidentemente l'Assessore del lavoro non può dire ciò che pensa, ma debbo anche dire che ho sentito delle cose singolari, sulla legge del 30 novembre, che è una legge che è frutto del potere legislativo di questo Consiglio regionale, ricordiamocelo colleghi, è una legge che può essere illegittima costituzionalmente, ma lo decida la Corte costituzionale se è illegittima costituzionalmente, tra le altre cose il Governo, che avrebbe avuto il potere di impugnare davanti alla Corte costituzionale non l'ha impugnata, allora il problema vero è che non c'è governo della Regione, non c'è Giunta, non c'è un Presidente che ha le redini in mano, della Giunta e dell'apparato burocratico e come hanno ricordato molti colleghi c'è la norma comunque consente alla Giunta di dare un ordine scritto al Direttore generale affinché faccia le cose che deve fare. Il Direttore generale deve attuare una legge, ma se la Giunta non gli dà gli indirizzi sufficienti non la attua, se la Giunta non gli dà l'ordine scritto non la attua. Allora se la Giunta non dà l'ordine scritto è evidente che c'è qualche debolezza, definiamola così in modo eufemistico, c'è qualche debolezza nella Giunta, qualche fortissima debolezza e allora devo dire per l'ennesima volta che ha ragione il presidente Soru: chi non se la sente di fare il Presidente della Regione, chi non se la sente di fare l'Assessore vada a casa. Ha ragione il presidente Soru. Vada casa, andate a casa, ma cosa ci state a fare. Ma per quale motivo dovete fare in modo che questo Consiglio regionale venga del tutto delegittimato, per quale motivo volete sminuire le funzioni legislative di questo consesso che è il principale consesso regionale, ma cosa ci stiamo a fare, cosa ci state a fare qui voi colleghi della maggioranza, per quale motivo sediamo su questi banchi se poi facciamo una legge e la legge viene messa nel cestino della carta straccia. Che cosa ci stiamo a fare, niente. Niente. Siamo qui a fare testimonianza, siamo qui a prendere ordini evidentemente ordini di fatto da un dirigente regionale che fa il suo mestiere ma la Giunta deve fare il suo mestiere oggi non fa il suo mestiere la Giunta, perché la Giunta non ha la forza di dare quelle direttive che invece la legge gli consente di dare. E allora c'è qualche buco, c'è qualche lacuna, c'è qualche problema grosso nella Giunta e anche nella maggioranza, perché la maggioranza non riesce a sostenere la Giunta. Se l'Assessore dell'agricoltura dopo due settimane non è stato sostituito nonostante tutti i problemi che l'agricoltura sta affrontando evidentemente c'è qualche problema. Se l'Assessore degli affari generali viene sostituito dal capo di gabinetto del Presidente della Regione evidentemente c'è qualche problema, c'è qualche debolezza nella Giunta, oppure non c'è Giunta, oppure non c'è Presidente - facciamogli i nostri auguri ovviamente al presidente per una pronta guarigione - oppure non c'è Presidente ma non perché avuto problemi in questi giorni, perché non c'è sotto il profilo della funzione istituzionale non c'è oggi e non c'era ieri e come fa a esserci domani se non c'era ieri e non c'era oggi. Noi abbiamo seri dubbi che questa Giunta possa continuare suo percorso se non ha la forza di far rispettare una legge del Consiglio regionale.

Ma quale atti di rilevanza penale, scusatemi, ma se il Direttore generale potesse rifiutarsi di eseguire un ordine scritto dato dalla Giunta perché ci sono fattispecie penali in itinere è evidente che noi con la legge del 30 novembre abbiamo consumato reati, ma ci rendiamo conto di quello che stiamo dicendo? Ma vi rendete conto di queste abnormità che stanno circolando e che stanno aleggiando in questa aula. Ma non è possibile parlare di queste cose, non è possibile pensare o far dire o far credere che noi il 30 novembre abbiamo consumato reati e per questo motivo un ordine scritto della Giunta al Direttore generale non deve essere attuato. Ma vogliamo scherzare? Ma vogliamo scherzare, colleghi, la funzione legislativa è una cosa molto seria e non si può assolutamente violentare così come stiamo facendo noi, come state facendo voi oggi, non il Direttore generale che svolge le sue funzioni così come prevede la legge che suggerisce alla Giunta di arrivare all'ordine scritto, siamo noi che stiamo violentando…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Intervengo, Presidente, perché è bene non lasciare nulla di intentato nonostante, adesso è intervenuto il collega Tedde, che non si possono lasciare le cose dette così senza che ci sia una replica, perché mi sembra francamente stucchevole altrimenti e poi una voce che qua dice bisogna lasciare che la legge faccia il suo corso naturale e ci si deve ricorrere, perché un funzionario non firma, alla Corte costituzionale possa dare il suo parere. È una posizione, Tedde sta dicendo aspettiamo il parere, prendiamo tempo nel frattempo che fare, non lo ha detto, non lo dice, non dice qual è la soluzione, si oppone dice che il suo voto è contrario alla legge, dice applichiamo la legge, applichiamo la legge e in attesa chiediamo il parere casomai alla Corte costituzionale, lo hai detto tu l'ho segnato. Nel frattempo che fare dei lavoratori, ora come si dice la strade dell'inferno è sempre lastricata di buone intenzioni, e qua ci sono un sacco di grandi belle parole e un sacco di grandi cose raccontate però nessuno ha detto qua c'è una proposta di legge in campo, nessuno dice qual è la soluzione, prendiamo tempo, io voglio tradurre che cosa significa prendiamo tempo applichiamo la legge così com'è, non teniamo conto del fatto che esiste una richiesta formale pesante da parte di un Direttore generale, su cui io personalmente sono inferocito per questa questione ovviamente, perché interviene su una legge che abbiamo fatto noi, che io ho proposto. Per cui è incredibile che si voglia porre delle argomentazioni uomini di paglia che intervengono e pongono le argomentazioni contro coloro per far credere che le verità sono altre. La legge sulla proroga l'abbiamo fatta noi, l'ho presentata io, l'ha votata tutto questo Consiglio, figurarsi se non sono d'accordo su quella legge. L'abbiamo presentata noi. Ci scontriamo e ci schiantiamo di fronte ad una nota, che è agli atti presentata, da parte il Direttore generale dell'Assessorato che non è l'ultimo arrivato, la legge lo prevede bene, qualcuno lo ha detto, la distinzione tra ruolo politico e ruolo dei funzionari. Qualcuno dice però l'articolo sempre della legge numero 31 del 1988 dà la possibilità all'Assessore regionale di farmi un ordine di servizio e di dirmi di intervenire lo stesso, questo è l'argomento più gettonato da parte dei colleghi che non dicono qual è la soluzione per i lavoratori del parco geominerario, dicono che ci sono queste strade che devono essere seguite, possono essere seguite. Voi figuratevi, stiamo parlando di una gara di appalto di 25 milioni di euro per anno, 28 milioni di euro per anno con un ordine perentorio che si appella da parte del funzionario che la legge prevede che debba intervenire sulle questioni, che interviene così fortemente, io immagino l'Assessore, vorrei vedere qualsiasi Assessore, non lo voglio giustificare, io all'Assessore l'ho detto più volte che la gara d'appalto andava fatta per tempo, io l'ho detto non ho sentito altri, io l'ho detto nel mese di marzo è agli atti, si può srotolare la bobina degli interventi di allora, ho detto durante la discussione che bisognava fare la gara di appalto immediatamente perché il 31 dicembre non era poi lontanissimo, è una gara di bando internazionale prevedeva tempi lunghi, l'ho detto io anche questo. Per cui non si rigirino le cose per dire che noi siamo quelli… Noi siamo quelli che hanno fatto tutto questo, noi siamo che hanno fatto tutto questo, che difendono tutto questo, lo sostengono fino infondo e provano anche andare oltre lasciando da parte il cuore di risentimento e le cose badando al sodo alla gente che deve tirare fuori lo stipendio ogni mese senza lasciargli nulla e abbiamo financo fatto in modo di intervenire per dire che il passaggio non è come dicono i colleghi dell'opposizione i quali possono dire ovviamente quello che voglio, io non dirò mai che questi fanno teatrino, nessuno fa teatrino, ognuno dice quello che ritiene e di quello che dice ne è responsabile di quello che dice e dei voti che dà ne è responsabile, questo è previsto che sia così e bisogna giustificarlo per cui non solo non condanno nessuno, io ascolto sempre tutti e non intervengono neanche mai per interrompere nessuno, perché ascolto tutti, non penso di avere la verità in tasca, penso d'avere pareri, opinioni e cerco di portare avanti soluzioni nel limite del possibile consapevole di poter sbagliare. Ma badate francamente mi devono convincere nel dire che si sta sbagliando e che c'è un'altra strada che può essere seguita, quando l'ho sentita se non quella lastricata di buone attenzioni verso l'inferno, questa ho sentito. Le buone intenzioni, sulle azioni concrete manco uno, non ce ne è. Tutti che sono lì a perorare le cause ma ai lavoratori soluzioni non ne hanno date, noi proviamo a farlo e io dico siccome aspettare la sentenza della corte, aspettare il parere dell'ANAC che è un parere dell'ANAC che dovrà arrivare sono tempi lunghi, nel frattempo noi stiamo dicendo noi viviamo la garanzia di una società nostra risanata dalla Regione per andare in IGEA o eventualmente abbiamo aggiunto altre per consentirgli di stare nei luoghi a loro importanti. Andare in IGEA, nel frattempo due mesi di NASPI che non è pagata all'80 per cento, abbiamo detto anche questo cercando di fare il sindacato con i sindacalisti che hanno concordato con noi il percorso, la NASPI è prevista l'80 per cento noi, abbiamo detto, integriamo del 20 per cento come Regione, la NASPI dell'80 per cento, per due mesi, per dargli il 100 per cento salariale. Abbiamo detto anche questo, non lo scriviamo in legge ovviamente perché non sono cose che si scrivono in legge, lo abbiamo detto ieri durante la riunione con le organizzazioni sindacali e con i lavoratori. Noi stiamo facendo questa proposta concreta, io non mi affeziono a nulla se c'è qualcosa di migliore, che può essere…

PRESIDENTE. È iscritta di parlare la consigliera Rossella Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA ROSSELLA (PD). Intervengo perché la questione di cui stiamo discutendo è una questione estremamente complessa, che va avanti, è stato detto, da quindici anni, che ha visto un impegno economico di 350 milioni di euro, che è un impegno notevole, con una convenzione che forse non abbiamo rimarcato abbastanza, che è stata affidata senza procedura ad evidenza pubblica. Quindi, abbiamo un servizio che, con la legge del 30 novembre, abbiamo cercato di prorogare, pensando più agli aspetti sociali, e quindi al coinvolgimento degli oltre cinquecento lavoratori, ed è questa l'unica preoccupazione, l'unico nostro pensiero che ci ha portato a votare quella legge. Io non mi sento sminuita come consigliere regionale, a differenza di altri che pensano che, poiché una norma non viene applicata, ci sia un attacco, un venir meno del ruolo del consigliere regionale. A me questo non interessa, e credo anche che il legislatore non debba pensare di essere onnipotente, debba piuttosto pensare di riuscire a ridurre la complessità delle problematiche e a portare risultati. È evidente che, come possiamo leggere negli atti che ci sono stati consegnati stamattina, tra i motivi ostativi che hanno impedito chiaramente la realizzazione e l'attuazione di quella legge, è un fatto, un elemento… chiedo scusa ai miei colleghi, ma non riesco a concentrarmi con questo… dicevo, un elemento di cui probabilmente quest'aula non era nemmeno a conoscenza, ed esattamente lo ritroviamo al punto 2 della pagina 3, dove viene sottolineato il fatto che ci troviamo nell'impossibilità di procedere ad una proroga, ci troviamo intendo dire che il direttore generale si trova nell'impossibilità di procedere alla proroga, perché ci si trova in una fase contenziosa stragiudiziale, dove la Regione dovrebbe consentire a un soggetto a cui contesta l'imputazione corretta di determinate spese di continuare a gestire un servizio che costa 26 milioni e 200 mila euro per il 2017. Allora, se la complessità è questa, noi non dobbiamo chiaramente, così come stiamo facendo in questo momento, perdere di vista chi? Perdere di vista gli oltre cinquecento lavoratori, che significa oltre, più o meno, cinquecento famiglie, cinquecento storie personali, cinquecento casi di persone che sicuramente hanno necessità di lavorare, e quello che noi stiamo facendo in questo momento è mettere in sicurezza i lavoratori, dando anche una prospettiva sulla quale si può regionale anche in seguito, perché io non rinuncio a pensare che un progetto, nato come Parco storico-culturale della Sardegna, possa stare ancora slegato dall'IGEA, che ha compiti di bonifica e di manutenzione ordinaria e straordinaria sulle aree ex minerarie, e anche sul consorzio del Parco storico minerario della Sardegna.

Detto questo, io voterò convintamente questo provvedimento dicendo che questo è uno sforzo significativo che sta facendo il Consiglio e che trova la piena condivisione anche da parte dell'Assessore e dell'Assessorato, che non è stata messa sotto tutela da nessuno, ma che sta dimostrando invece di avere a cuore anche la vertenza di questi cinquecento lavoratori. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Solo per rispondere brevemente al collega Cocco, perché mi pare che ci sia una contraddizione in termini nel suo ragionamento. Se da un lato si scaglia contro il direttore generale dell'Assessorato del lavoro, vuol dire allora che questa è una soluzione che si pone in campo perché noi sosteniamo questo, perché il problema non è del direttore generale dell'Assessorato del lavoro, che tra l'altro è un bravissimo funzionario, io non devo assumere la difesa d'ufficio del dottor Annicchiarico, che conosco e che è persona seria, per bene e anche preparata, il problema è dell'assenza degli indirizzi politici che il dottor Annicchiarico ha chiesto. Il dottor Annicchiarico ha detto: "Secondo la mia valutazione io trovo dei profili che non sono di perfetta coincidenza con il sistema delle norme di riferimento", però la Giunta regionale, l'Assessore, ai sensi proprio della normativa vigente della legge numero 31, ha tutto il potere, e noi aggiungiamo anche il dovere, di dare attuazione ad una legge anche evidenziando e facendo tesoro di una discussione. Badate, qui stiamo poi sovrapponendo questioni che non c'entrano con la sorte dei lavoratori, se sono stati commessi illeciti, reati, se vi sono, come apprendiamo dalla nota del dottor Annicchiarico, attività di indagine in corso, di questa cosa se ne occuperà la Magistratura. Il compito della politica non è bloccarsi, cioè mettersi la benda gli occhi perché c'è un'indagine, quindi non dobbiamo occuparci della sorte dei lavoratori, della sorte dei delinquenti si occuperà la Magistratura, e bene fa la Magistratura, noi dobbiamo occuparci della sorte dei lavoratori che non hanno alcuna responsabilità, neanche della situazione che oggi stanno vivendo. Io mi auguro di dire al collega Pietro Cocco: "Caro Pietro Cocco, avevi ragione, scusa se noi siamo stati diffidenti, se noi abbiamo palesato le nostre preoccupazioni, e messo alla luce del sole quali sono i nostri dubbi, le nostre perplessità". Caro Pietro Cocco, noi veramente ci auguriamo che la soluzione che è state ipotizzando e prospettando sia la migliore e sia quella che dia migliori garanzie di stabilità ai lavoratori". Noi rimaniamo con le nostre perplessità, anche perché, guardate, in quella nota del dottor Annicchiarico forse vi è sfuggito un passaggio, dove si dice, si precisa che, alla data odierna, le suddette procedure di evidenza pubblica, stiamo parlando del 7 di dicembre, non sono state ancora avviate, la pubblicazione dell'avviso di preinformazione, dell'avviso di preinformazione, quindi non stiamo parlando degli atti di gara, ma dell'avviso di preinformazione, che darà formalmente avvio alla procedura di gara, avverrà, e sottolinea, presumibilmente, quindi non c'è neanche certezza su questo, entro il 31 dicembre 2016, a cura di Aspal. Badate, se per voi tutto questo rientra nella certezza dei tempi, delle soluzioni, fate pure, noi ve le stiamo prospettando serenamente, sia pure con il temperamento che ognuno ci mette quando parla e tratta di questi problemi, e davvero, siccome noi siamo a favore delle soluzioni dei lavoratori, quelle serie, io mi auguro che questa, visto che avete i numeri per approvarla, sia la soluzione che faccia centro. Noi abbiamo i nostri dubbi, e ricordatevi quello che vi ho già detto, io purtroppo, conoscendo come lavora spesso l'amministrazione avendo fatto tesoro di errori non del passato remoto, ma anche recenti di questa Giunta regionale, ho paura davvero che tutto possa rimanere nelle secche di un immobilismo che non dia prospettiva. Ma se questo non dovesse accadere, e speriamo e mi auguro che non accada, noi saremo ben felici che questa sia la soluzione. Ci dispiace però non aver approfittato dell'occasione, anche perché l'assessore Mura, non l'Assessore Paci, ci dica qual'é il piano industriale cui fate riferimento, perché qui si fa riferimento ad attività affidate sulla base di un piano industriale approvato dalla Giunta regionale, dateci un'idea di che cosa stiamo parlando, caliamo nel concreto e nella realtà parole che sono scritte in questa legge. Poi, che i sindacati siano d'accordo è nella loro responsabilità, io non lo so se proprio tutti sono d'accordo, e soprattutto i lavoratori sono d'accordo. A me quello che interessa è che questo Consiglio regionale faccia qualcosa di utile, di serio e di concreto, che possa essere calato nella realtà dei lavoratori e non nell'inadeguatezza e insipienza spesso…

PRESIDENTE. Grazie. Metto in votazione l'articolo 2.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 2

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 3.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3:

Art. 3

Norma finanziaria

1. Agli oneri derivanti dall'attuazione della presente legge, pari a euro 26.200.000 per I'anno 2017 e a euro 25.000.000 per l'anno 2018, si provvede mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 4, comma 29, della legge regionale n. 5 del 2016, iscritta in conto della missione 09 - programma 02 - titolo 2 del bilancio della Regione 2016-2018.)

PRESIDENTE. Poiché non ci sono iscritti a parlare, metto in votazione l'articolo 3.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 3.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 4.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 4:

Art. 4

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna (BURAS).)

PRESIDENTE. Poiché non ci sono iscritti a parlare, metto in votazione l'articolo 4.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 4.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione il progetto di legge numero 389.

Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Per dichiarare il mio voto contrario a questo disegno di legge, questa legge, perché siamo convinti che in realtà si celi dietro questo disegno di legge, dietro questa legge un disegno più complessivo per tornare alle politiche attive per il lavoro, così come normate nella finanziaria in origine, quindi temiamo che non vi sarà nessun piano industriale, ci sarà forse qualche mese in più di NASPI rispetto a quello che hanno dichiarato i colleghi del Centrosinistra, ci sarà il tentativo di allungare il brodo, e i bandi, famosi internazionali, in realtà probabilmente saranno bandi per qualche grande cooperativa, per qualche grande centrale cooperativa, che intende sbarcare e venire qui nella nostra Regione per ovviamente spiegarci e indicarci la strada del nuovo modello di cooperazione… nuovo, si fa per dire, lo conosciamo molto bene, ne conosciamo tutti i modelli, e tuttavia vi prendete la responsabilità grandissima di mettere nell'incertezza oltre 500 operai, che dal primo di gennaio potranno usufruire di quella che era la vecchia indennità di disoccupazione; oggi l'hanno modernizzata, cambiata di nome, ma in realtà è la stessa cosa. Noi ribadiamo il nostro voto contrario e ovviamente ci proponiamo e auspichiamo che le vostre proposte trovino davvero applicazione, come le avete così romanzate nella discussione di stamattina.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Intervento in chiusura per dichiarazione di voto con profonda tristezza, mi creda, signor Presidente. Noi ci stiamo assumendo una responsabilità grossissima oggi, noi stiamo celebrando l'eclissi di questo Consiglio regionale, noi e voi, soprattutto, state celebrando il crepuscolo della funzione legislativa di questo Consiglio regionale, ovviamente; io mi chiedo dove sono i sovranisti, gli autonomisti, gli indipendentisti che oggi avrebbero dovuto difendere il nostro Statuto, che oggi avrebbero dovuto difendere l'articolo 3 del nostro Statuto, quello che ci attribuisce funzioni legislative. A cosa serve che ci sia uno Statuto, una legge quindi di rango costituzionale che attribuisce a questo Consiglio funzioni legislative, se poi le leggi che questo Consiglio approva non vengono rispettate? Non vengono rispettate dalla Giunta, non vengono rispettate dalla maggioranza, che ha contribuito a promulgarle, che ha contribuito a votarle; è una cosa di una gravità inaudita. E non mi si dica che non proponiamo soluzioni alternative, la soluzione c'è ed è una sola, c'è una legge, che avete proposto voi, che abbiamo votato noi, c'è una legge! Non vi dobbiamo dare altre soluzioni, c'è una legge! Se qualcuno nell'ambito dell'amministrazione non vuole applicare la legge, ci sono gli strumenti per fargliela applicare. L'abbiamo detto più volte e a più riprese. Se la Giunta non ha il coraggio di governare questa Regione, è bene che si faccia da parte, e ribadisco per l'ennesima volta che ha ragione il presidente Soru, chi non ha il coraggio di fare l'amministratore regionale, si dimetta! Vada a casa! Ma come si fa poi a dire che in questa legge, nella nostra legge ci sono, ci potrebbero essere dei profili di rilevanza penale; ma costituiamoci tutti in carcere, se noi con la legge del 30 novembre abbiamo consumato illeciti penali, andiamo in carcere, costituiamoci! Ma che ci stiamo a fare qui! La Giunta non ha il coraggio di fare la Giunta? Ne prenda atto, ne prenda atto la maggioranza, si cambi la Giunta, il Presidente non si può cambiare, purtroppo, si cambi la Giunta, si cambino gli Assessori, dobbiamo uscire da questo pantano, ci avete ficcati in un pantano! In un pantano di governo, in un pantano amministrativo, in un pantano politico. E il problema non è soltanto quello…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Edoardo Tocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TOCCO EDOARDO (FI). Come ha sostenuto prime nostro Capogruppo, e speriamo di essere smentiti, speriamo di essere smentiti da voi, che portate a casa questo risultato, ma io credo che il concetto del Parco Geominerario sia un concetto molto più ampio, un concetto che va al di là delle scadenze tecniche, un concetto che va oltre, un progetto culturale, ambientale, storico, un progetto che in questo momento vede anche i siti archeologici deserti, vede i cantieri non più in sicurezza, queste cose sono da tener conto, li vede probabilmente in mano anche ad atti vandalici, quello che può accadere è questo, ecco, quindi questo è quello che volevo sottolineare, che il concetto è molto più ampio e io mi auguro che le scadenze siano a breve termine, assessore Mura, che non siano cose che si dilungano ancora, perché questa gente che è qui, queste persone che sono qui oggi, hanno aspettato abbastanza, hanno avuto dei tempi che si sono dilungati troppo, quindi c'è necessità di dare loro una tempistica diversa, non quella di cui si è discusso oggi. Io ho paura che questo non avverrà in tempi brevi. Mi auguro, ripeto, come ho detto prima, di essere smentito e mi auguro che veramente si trovi una soluzione importante e a breve termine per queste persone.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Presidente, per annunciare il voto contrario a questo rattoppo di legge che, per carità, è vero, pone i lavoratori per qualche mese al riparo da rischi per motivi di reddito, però raccontiamo come stanno le cose, lo raccontiamo ai lavoratori ATI-Ifras, lo raccontiamo ai sardi, alla Sardegna intera. Questa rivolta la Sardegna aveva la possibilità, il Consiglio regionale, di decidere su 520 lavoratori. Questa volta non c'era bisogno di andare a Roma sotto il Ministero dell'economia, questa volta non c'era bisogno di prendere la nave o portare dietro gli striscioni, questa volta la responsabilità è qui dentro, dentro quest'Aula. Abbiamo visto delle azioni importanti per i lavoratori dell'Alcoa dove la politica, la stessa politica che qui mattina sta votando questa legge si è opposta "a morte il Governo, dobbiamo andare lì, fare sentire la nostra voce, battere i pugni!". Questi pugni stamattina dove sono? "Dobbiamo mettere gli attributi sul tavolo", questa è un'altra bellissima frase. Questo lo diciamo quando sono altri a decidere. Oggi noi avevamo qui la grande opportunità di dimostrare che in Sardegna le leggi le fa il Consiglio regionale, come peraltro ha fatto il 30 novembre, una legge che, come ha detto già qualche collega, presentata dalla maggioranza, ma votata all'unanimità dalla minoranza, una legge che avrebbe dovuto garantire ai lavoratori un futuro migliore. Invece i lavoratori dal 1° gennaio hanno perso il lavoro, sono dei disoccupati, anche se sotto l'ombrello protettivo di un reddito garantito, ma un reddito che è poco più di una cassa integrazione come si chiamava una volta, che offende la dignità dei lavoratori, ma mortifica l'intero Consiglio regionale che vieni qui probabilmente a perdere tempo perché fa le leggi ma sono le leggi inapplicabili o addirittura, come diceva qualcuno, fa le leggi per commettere degli illeciti penali. Siamo veramente al ridicolo, siamo alle comiche. Però io voglio dire ai lavoratori stiamo attenti, io non mi fido di questa maggioranza, ma non mi fido non lo dico pensando le singole persone, quest'aula è piena di persone per bene, non mi fido perché abbiamo visto che è la dimostrazione del prima la proroga, poi del passiamo all'IGEA, poi della cassa integrazione o del Naspi potrebbe tradursi in un "è finita, non c'è più niente da fare per voi...

PRESIDENTE. Onorevole Rubiu, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Per esprimere il mio voto favorevole con convinzione, senza paura di compiere un atto illegittimo, illegale ma sicuro in qualche modo di aver profuso tutto l'impegno di un lavoro che cerca di trovare una soluzione su una vicenda molto contorta, difficile e sul quale ci sono molte responsabilità. Noi avevamo l'obbligo oggi trovare una soluzione, l'abbiamo trovata, l'abbiamo trovata attraverso un percorso che prevede delle tappe, un cronoprogramma. Per questo sono convinto, lo dico da parte della maggioranza, di chi sta in questi banchi, il lavoro non finisce qui, non finisce solo con l'approvazione di questa legge, di questa proposta, il lavoro continua. Il lavoro continua per evitare che vengano commessi errori del passato, che la gara si faceva in termini che deve essere fatta, che i due mesi siano due mesi, che in qualche modo il cronoprogramma che era nella nostra testa nel momento in cui abbiamo approvato la finanziaria, abbiamo messo le risorse disponibili per approvare il piano industriale, per approvare la gara, in qualche modo vengano mantenuti. Perché credo non sia soltanto necessario un provvedimento legislativo, non sia necessario soltanto superare un momento di difficoltà che tutti quanti viviamo, ma c'è la necessità anche ora di dare gambe, velocità, certezza, determinazione a quella che è la volontà di questa maggioranza che attraverso questo provvedimento legislativo sta cercando di superare questa difficoltà perché credo che non ci possiamo permettere di subire altri ritardi, non ci possiamo permettere in qualche modo di trovare altre soluzioni legislative. Ora è il momento di correre.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Presidente, io intervengo per esprimere il voto contrario e per fare un parallelo, assessore Paci e assessore Mura, che è il seguente: la Regione finanzia tutti gli anni i comuni per la gestione dei siti archeologici e dei siti turistici. I comuni dal 2002 procedono con delle proroghe illegali, delle proroghe che una sentenza del TAR ha dichiarato non legittime. Pur di non far perdere il lavoro a quelle persone i sindaci, i funzionari, i dirigenti dei comuni si assumono una responsabilità a fronte di una legge ambigua regionale che non chiarisce bene e non dice a chiare lettere quello che invece la legge 30 dice. Quindi di fronte a situazioni nelle quali c'è da assumere responsabilità fuori di qui c'è gente che se le assume. La Giunta regionale invece non se le assume. Io mi auguro che effettivamente sia la quadratura del cerchio questo disegno di legge che voi oggi approverete a maggioranza, ma considerando quanto e come avete disatteso quello che noi abbiamo deliberato e deciso all'unanimità credo che avere dei dubbi sia legittimo. Non sono i miei dubbi quelli che contano, sono i dubbi e l'angoscia che avranno i lavoratori da qui fino al giorno in cui, forse, ci sarà questa soluzione che mi auguro effettivamente esista. Detto ciò non c'è stato da parte della minoranza, da parte mia, da parte di nessuno null'altro che ribadire la centralità del Consiglio regionale che viene sistematicamente disattesa da comportamenti omissivi della Giunta. Il "no" non è solo a questo disegno di legge, ma è anche alla Giunta regionale che una volta di più ha dimostrato la sua inadeguatezza a ricoprire un ruolo in un momento storico e una congiuntura particolarmente difficile per il quale dovreste approfittare delle occasioni date dalle leggi di questo Consiglio che vi consentono in qualche maniera di riscattarvi. Ma quella che stiamo vedendo stamattina è un'altra occasione mancata.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Randazzo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RANDAZZO ALBERTO (FI). Voto contro perché il mio convincimento rimane convincimento e adesso guardando la relazione che ci ha mandato la Corte dei conti il 30 novembre 2016 sono più convinto di prima e mi riferisco ai colleghi della maggioranza perché nella pagina 26, relazione della Corte dei conti per la parifica del rendiconto generale della Regione, parla delle partecipate e dice: "La Corte, alla luce dei dati come sopra illustrati, deve evidenziare che la normativa attualmente in vigore ha previsto che in capo alle pubbliche amministrazioni partecipanti l'obbligo di fissare nei riguardi delle proprie società controllate specifici obiettivi annuali, pluriennale di contenimento delle spese di funzionamento, ivi comprese quelle per il personale, tenendo conto delle disposizioni che stabiliscono a proprio carico divieti o limitazioni di assunzioni di personale. Le società controllo a pubblico devono recepire gli indirizzi con tali provvedimenti". L'avesse scritto il collega Locci mi preoccuperei. Siccome è dato, censito e pubblico dalla Corte dei conti allora il mio dubbio, Assessore, il dubbio che le ho sollevato prima a cui non ho avuto risposta, neanche dal collega Cocco che sta difendendo questa legge bellissima, che ci ha detto che è da marzo parla di gara, collega Cocco, il Capogruppo della maggioranza relativa è lei, se non ci riesce lei mi preoccupa perché lei è colui che sostiene questa Giunta in quest'Aula parlamentare, ma almeno poco di legittimità, io avrei chiesto che oggi ci fossero qua gli uffici compreso il direttore, persona serissima dell'Assessorato, che mi conferma che l'applicazione di questa legge non troverà ostacoli nell'applicazione, perché se noi ritorniamo al 20 novembre, bellissimi colleghi, collega Pizzuto, collega Cocco, tutti riuniti in quest'aula, collega Comandini, unanimi, non abbiamo fatto opposizione e non stiamo facendo opposizione a un provvedimento che tende innanzitutto a quadrare quanti sono i dipendenti. Perché l'altro giorno, come ha detto il collega Cocco, si è fatto un incontro con la Giunta; io non ho capito se sono 450 i dipendenti o sono più di 515. Un dubbio che ho a oggi perché se parliamo di tutti i lavoratori, io ovviamente mi rivolgo ai 520 che ho conoscenza io, poi se ci sono (…) spero che la Giunta mi smentisca, so per certo che sono tutti e 520 dal primo all'ultimo che sono in carico alla ATI-IFRAS ad oggi al 31/12 di quest'anno. Parliamo di (…) come ha detto benissimo il direttore generale, non c'è ancora quel piano per la gara internazionale, collega Cocco, potevamo chiedere, sollecitare tutti in quest'Aula maggioranza e opposizione affinché si applicassero le norme, siamo tutti bravi a parlare in quest'aula ma quando andiamo in Commissione e convochiamo il direttore generale possiamo anche porre dei tempi, in quest'aula abbiamo…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Demontis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEMONTIS SALVATORE (PD). Voterò convintamente a favore di questa proposta di legge presentata dal Capogruppo del Partito democratico perché sono convinto che stiamo approvando l'unica legge possibile, l'unica soluzione possibile. La proposta della minoranza è evidentemente strumentale, la capisco perché fa il proprio dovere, ma qual è la proposta alternativa? Quella di obbligare in questo caso il direttore generale alla firma di un atto che non firmerà mai, mettendo in difficoltà la Giunta chiaramente, dicendo alla Giunta: predisponi l'ordine scritto di cui alla nota del direttore generale e obbligalo a firmare. Ora chiunque abbia un po' di esperienza di pubblica amministrazione sa bene dal tenore della nota del direttore generale che questo non accadrebbe mai, piuttosto che firmare un atto che ritiene illegittimo e lo esprime molto chiaramente, il direttore generale è chiaro che si dimetterebbe, non ci sarebbe nessuna firma del direttore generale. Non si può pensare di risolvere una situazione così delicata che riguarda 500 lavoratori assumendo una posizione di questo tipo e sapendo bene che non avrebbe alcuna soluzione. Evidentemente quando dico il direttore generale si dimetterebbe, non sono preoccupato per il direttore generale che fa ciò che ritiene ma invece per i cinquecento lavoratori perché non avrebbero nessuna possibilità di non essere licenziati da qua alla fine dell'anno. Allora proprio perché siamo responsabili e ci teniamo ai lavoratori della ATI-IFRAS che non hanno alcuna responsabilità in merito alla conduzione passata della stessa società, votiamo convintamente questa legge.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Io credo che non ci sia molto da aggiungere se non prendere atto che la legge del 30 novembre è stata votata all'unanimità. Questa noi non la voteremo, ma non perché spero che serva da stimolo a una maggioranza che ritiene di esaurire il proprio compito cercando di mettere in cassa integrazione gli operai anche se per due mesi, credo invece che sia importante iniziare a ragionare in termini seri di una pratica che è nata all'incirca nel 2001 e che è andata tormentandosi già allora, in itinere si verificò allontanamento del governo nazionale e la sovrapposizione in danaro da parte della Regione. Poi si è continuato, io non vado nei meriti di chi ha problemi con la giustizia, sono fatti personalissimi che si giocherà ciascuno con la giustizia, ma a me interessa che il Parco geominerario abbia una vita nuova e diversa da quella che ha avuto sino adesso, va presa con forza una posizione con lo Stato perché rivendichiamo che ci sia una partecipazione più diffusa dei comuni che ne fanno parte, vogliamo che lo statuto sia modificato, vogliamo che sia una cosa che appartenga alla Sardegna, ai territori della Sardegna, da Sassari a Nuoro da Nuoro ad Oristano per rientrare a Cagliari e all'Iglesiente, è un discorso regionale.

Vorremmo che il discorso sugli operai, sui dipendenti avesse più concretezza e tempestività, vorremmo che la Giunta applicasse quelli che sono i deliberati del Consiglio, vorremmo che si facesse politica seria, vorremmo che ci si ricordasse che la Sardegna ha bisogno di occupazione e di sviluppo, vorremmo che fosse più attenta questa maggioranza e fosse più capace questa Giunta. Io mi auguro che dai tormenti vostri di una Giunta che mi pare debba essere azzerata e non mi interessa, nasca qualcosa che possa soddisfare gli interessi della nostra Isola e non lasciarla mortificata così come l'avete lasciata fino adesso e questo credo che basti e avanzi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oscar Cherchi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (FI). Voterò contro questa legge, mi preme ricordare però a tutti i colleghi che il Consiglio regionale è chiamato da tutti i sardi per approvare leggi che poi devono essere applicate. Fare un passo indietro oggi è una responsabilità che vi assumete voi, il Capogruppo del Partito democratico è stato chiarissimo, non ci sono secondo voi altre strade, noi non possiamo far altro che prenderne atto perché il tutto nasce da una presa di posizione di un direttore generale. E allora che si assuma lui queste responsabilità, che se le assuma l'Assessore e tutta la Giunta, noi non ci stiamo, noi abbiamo dato un percorso e abbiamo spiegato qual era la nostra soluzione, quindi non è che noi non diamo soluzioni onorevole Cocco, noi l'abbiamo data il 30 novembre, abbiamo discusso per ore all'interno di quest'Aula, sarebbe bastato applicare quella legge e oggi non saremmo qui a discutere praticamente di niente se non di altre norme da approvare per il bene del popolo sardo. Io mi auguro che chi sta in tribuna oggi sia soddisfatto dell'approvazione di questa legge e che ritenga che questo sia l'unico percorso che si possa fare perché se questo non è e questo poi non avverrà, sarà un problema che dovrà affrontare tutta la maggioranza, non noi. Noi non ci stiamo, noi non siamo assolutamente favorevoli a questa proposta di legge e quindi noi voteremo contro. Perché noi non è che facciamo interventi strumentali onorevole Demontis, noi non facciamo interventi strumentali solo perché oggi siamo opposizione, noi facciamo interventi che hanno una logica, una logica legislativa e che ha un percorso che permette e potrebbe permettere di risolvere il problema.

Una proroga giustificata da un bando non è illegittima, lo sappiamo tutti, sarebbe bastato che chi di dovere avesse assunto le proprie responsabilità e avrebbe così risolto nel modo più breve e nel modo più veloce il problema. Approvatela, chiudiamo questo ragionamento e questo discorso nella speranza che abbiate ragione voi perché se poi dovessimo avere ragione noi, non è un problema di ragione nostra, ma dei lavoratori che stanno semplicemente aspettando.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pierfranco Zanchetta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZANCHETTA PIERFRANCO (Cristiano Popolari Socialisti). Molto rapidamente per annunciare il voto favorevole mio e del Gruppo e per fare alcune brevissime considerazioni. Non ritengo che sia affatto vero quanto ci sta imputando la minoranza che stiamo rinunciando alle nostre prerogative e che è stata mortificata la sovranità dell'aula e quant'altro, la funzione nostra di legislatori. Aver messo in campo un provvedimento come quello che stiamo approvando è la dimostrazione che manteniamo ferme le nostre prerogative, le nostre funzioni. Vorrei che non si usassero questi lavoratori che sono l'emblema credo di una Sardegna che soffre dal punto di vista soprattutto occupazionale, che usassimo questi lavoratori per fini propagandistici, non mi piace affatto questo uso strumentale. Noi stiamo garantendo questi lavoratori e c'è l'impegno di proseguire com'è stato anche detto negli interventi che mi hanno preceduto dai banchi della maggioranza di accelerare il percorso e i processi. È vero onorevole Alessandra Zedda, dobbiamo abbassare i toni, sono d'accordo, forse qualche volta andiamo oltre ma bisogna farlo da entrambi i lati, da entrambe le postazioni, questo sport di sparare così agevolmente sul Presidente, sulla Giunta. Le critiche ci stanno tutte e sono ammesse assolutamente, però non esageriamo anche in questo, e lo dico all'onorevole Tedde che spesso approfitta di queste situazioni, anche di qualche momento certamente difficile dell'amministrazione regionale, per sparare alzo zero e fuoco a volontà. Dico prima di occuparsi del nostro Presidente, al quale certamente auguriamo un'immediata guarigione e un ritorno in campo prestissimo, si preoccupi del suo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANRA (FI). Presidente, ma non sarei reintervenuta perché credo che la mia posizione sia stata abbondantemente chiarita negli interventi precedenti, però riconosco anche che il termine ignoranza racchiude appunto tante parti, ma onorevole Demontis non le consento di parlare d'ignoranza oggi in quest'occasione, perché noi non abbiamo obbligato nessun direttore generale a firmare alcun atto. Il direttore generale de quo è certamente persona capace che svolge crediamo con tutte le sue prerogative il ruolo di direttore generale. Noi abbiamo semplicemente chiesto che ci potesse essere in attuazione della legge approvata in quest'Aula all'unanimità un indirizzo della Giunta, a questo ci siamo limitati, che è un'altra applicazione della nostra legge 31 del 98. Semplicemente questo, quindi noi non obblighiamo, noi cerchiamo, così come le proposte che vi abbiamo fatto altre volte, di fare in modo che si possano risolvere delle questioni definitivamente, cosa che non avviene con questa norma che voi state ad approvare, che ha un unico aspetto, di allungare il brodo di altri due mesi e di sistemare nelle politiche passive un gruppo di lavoratori che come avete detto voi non sono pochi, sono 500.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Presidente, ma io credo che insomma quello che c'era da dire sia stato detto, quello dovevamo sostenere lo abbiamo sostenuto, tentare di convincere chi non vuol essere convinto è uno sforzo che ovviamente noi possiamo provare a fare, il massimo della volontà che ho sentito da parte dei colleghi di opposizione è dire "Speriamo che la legge che proponete possa aver successo". Poi in fin dei conti non sappiamo se ci sperano davvero, ma così dicono. Quindi utilizzo questo per dire che in fin dei conti si ritiene allora che la legge che noi proponiamo un fondamento di sostanza ce l'abbia. Cioè se uno spera che il provvedimento in fin dei conti possa essere poi portato a buon fine vuol dire che ha un suo significato, che ha un senso, che funziona. Così come dire "Mettete i lavoratori in disoccupazione". Le forzature lessicali, le forzature che vogliono esemplificare le cose credo che non aiutino. In realtà se vogliamo forzare dal punto di vista delle cose non forziamo, stiamo dicendo che mandiamo i lavoratori presso società in house della Regione Sardegna, e per fare questo passaggio sono necessari due mesi per fare le cosiddette profilazioni dei dipendenti. Cioè bisogna fare il quadro, due mesi di NASPI. L'abbiamo già detto prima e non lo ripeto, garantito al 100 per cento. Per cui il passaggio non è da una situazione lavorativa a una situazione di disoccupazione, il passaggio è da una situazione lavorativa ad una situazione lavorativa in IGEA, una società in house della Sardegna, per far questo serve un percorso di due mesi per fare questo. Stiamo dicendo questo. E loro dicono speriamo che sia così, ribadisco il concetto, vuol dire che la proposta che viene formulata funziona. Dall'altro dice noi la nostra proposta ce l'abbiamo, qual è? Quella che ho presentato io stesso, che questo Consiglio ha votato a maggioranza, cioè quello della proroga, che si schianta con una nota fortissima di un direttore generale. Vorrei ricordare, mi è parso di leggere sulla stampa oggi, non è un'assemblea legislativa quella, ma è l'assemblea capitolina che non è l'ultima assemblea d'Italia, diciamo così, mi pare che quattro funzionarietti, revisori dei conti, hanno bocciato il bilancio del Consiglio comunale di Roma, che non è l'ultimo Consiglio regionale. Non è un'assemblea legislativa, è un'altra cosa, è un'assemblea che fa le cose, però dire che esistono questi problemi fra il potere politico e il potere dei funzionari che la legge consente di mettere in piedi. E noi cosa dobbiamo fare? Dobbiamo insistere utilizzando i lavoratori per dire che la strada dev'essere quella per forza della legge? No, noi dobbiamo trovare soluzioni. Questa proposta dal nostro punto di vista è una soluzione. E lavoreremo, non con la speranza, lavoreremo perché a questa legge sia data attuazione nel rispetto delle cose che qua dentro abbiamo detto, in maniera tale che si possa dare soddisfazione delle cose che scriviamo nell'interesse soprattutto dei lavoratori.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Presidente, per dire che noi la soluzione l'avevamo già trovata unitariamente in quest'Aula, quindi dire che non ci sono soluzioni tranne quella proposta dall'onorevole Cocco mi sembra una forzatura. Però io sto cercando di guardare la politica con distacco oggettivamente, e mi rendo conto e mi auguro che in quest'Aula si faccia veramente un ragionamento di verità, a parte la concretezza, perché secondo me non è cambiato nulla. Si sono presi i vizi antichi di chi stava prima e niente delle virtù che pure c'erano. C'è un modo di concepire la politica che è falso, lo si legge in viso. Prima si cambiava colore del viso, adesso non si cambia più, meno si conoscono i problemi e più si ha l'ardire di andare a sbandierarli. Il teatrino antico, bisogna rinvigorire la Giunta regionale, vuol dire che non era in vigore, vuol dire che tutte le cose che si stanno dicendo su questa Giunta regionale, metteranno anche del suo, ma c'è un vizio intrinseco, il fatto che questa Giunta sia stata eletta come abbiamo detto tante volte dal popolo, il Presidente della Giunta, e la struttura rimane quella che è tale e quale. Si finge l'unanimità, la condivisione, l'unità, sappiamo tutti che non è così, lo sanno prima di tutti il Presidente della Regione. Tutti i presidenti della Regione una volta eletti pensano di essere i più belli, i più bravi e i più pettinati bene, quelli che si offrono al popolo, quelli che vengono amati e non sanno che sono stati portati invece dai partiti politici. Tutti. Se voi andate a vedere la Giunta Soru, la Giunta Cappellacci, la Giunta Pigliaru hanno gli stessi vizi, cambiano le giunte e dopo un anno e mezzo, due anni, perché all'inizio si sentono i padroni del mondo, forti, poi si rendono conto che sono incapaci di portare avanti i problemi, si trasformano subitaneamente in uomini cosiddetti pseudopolitici e mischiano la politica con... Adesso quello che stiamo discutendo, perché lo volete attribuire a questo povero funzionario? Io sono perché la politica non c'entri più nulla, perché gli Assessori non facciano più parte dei comitati che facevano le gare d'appalto, sono per dare tutto, ma perché dire che la responsabilità è di questo funzionario? Voi l'avete fatta propria, è una vostra responsabilità. State dicendo al Consiglio regionale che la legge che noi abbiamo approvato è una porcheria che ha anche guai di natura penale, così ha detto l'assessore Paci, perché dovete scaricare la responsabilità sul funzionario che non fa altro che dire quello che la 31 dice e che va modificato!

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di legge 389.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

La seduta è tolta. Il Consiglio è convocato questo pomeriggio alle ore 16.

La seduta è tolta alle ore 14 e 04.



Allegati seduta