Seduta n.210 del 06/12/2016 

CCX Seduta

Martedì 6 dicembre 2016

Presidenza del Presidente Gianfranco GANAU

indi

del Vicepresidente Eugenio LAI

indi

del Presidente Gianfranco GANAU

La seduta è aperta alle ore 17.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 30 novembre 2016 (206), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Anna Maria Busia, Giuseppe Meloni, Emilio Usula e Francesco Sabatini hanno chiesto congedo per la seduta del 6 dicembre 2016.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria. Sono state presentate le interrogazioni numero 922, 923.

Annunzio di mozione

PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria. È stata presentata la mozione numero 273.

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Per chiedere se è possibile, se l'Aula è d'accordo, l'inversione dei punti all'ordine del giorno: primo punto il rinnovo del Piano casa.

PRESIDENTE. La richiesta è di una modifica dell'ordine del giorno con la discussione della proposta di legge numero 377/A. Chiedo se ci sono osservazioni.

Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Io credo che non sia usuale che un Ufficio di Presidenza scaduto da settembre possa ulteriormente essere rinviato; ciò non di meno la richiesta viene dalla maggioranza. Io capisco che possono esserci sicuramente delle questioni che vanno risolte all'interno, e quello che è accaduto domenica probabilmente incide anche in questo. Per cui non credo e non possiamo neanche come minoranza immaginare di votare contro un qualcosa che se la maggioranza vuole se lo approva, per cui si prende atto di una difficoltà che sta venendo fuori all'interno della maggioranza, che non consente di esaurire un ordine del giorno che è appunto iscritto per diverse volte all'ordine del giorno all'attenzione del Consiglio e che ancora oggi si chiede di rinviare. Credo che le questioni che sono al di fuori di questo Consiglio debbano essere risolte al di fuori stesso del Consiglio, e che l'operatività del Consiglio meriti invece di essere garantita al di là di qualunque altra considerazione. La richiesta di sospensione dimostra che la maggioranza non è ancora in grado di poter procedere a una votazione che invece dovrebbe essere lineare, dovrebbe essere fissata e valevole per il Consiglio, e questo ancora non avviene. Per cui credo che debba essere chiaro che la minoranza non ha nulla in contrario a procedere all'ordine del giorno, non ha nulla in contrario a far lavorare questo Consiglio, anzi, riteniamo che quello che sta venendo fuori da questo Consiglio sia anche molto e soprattutto merito di una minoranza che non va assolutamente a fare ostruzionismo, ma che è purtroppo succube, come la Sardegna, di una maggioranza litigiosa, di una maggioranza che non trova la quadra al suo interno, e che dopo il terremoto di domenica forse vi saranno ancora molte, molte scosse di assestamento, che purtroppo si riverseranno in questa Aula e sul popolo sardo, e questo non va assolutamente bene.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Si, anch'io vorrei dire che aderire così, "sic et simpliciter", ad una inversione dell'ordine del giorno, si può dire sì, ma si sta rinviando a data da destinarsi un argomento che mi pare sia importante per quella che è l'Istituzione regionale. A nessuno sfugge che qui si tratta di eleggere degli Organi dell'Ufficio di Presidenza che sono significativi per quelli che sono in processi di governo di questa Aula. Se non si procede, e sono due mesi e passa che portiamo avanti l'ordine del giorno ma poi non si realizza e si concretizza con un voto, noi restiamo monchi nella parte di governo di questo Consiglio, con tutte le aggravanti che ne possono derivare: un'Aula che ricade solo sulla capacità di potere del Presidente, ma non è assistita da un sistema che sia organico e corredato come prevede tra l'altro la normativa. Dico di più, mi dispiace dover ricordare che questo … di domenica forse ha rimbombato troppo nella testa di qualcuno. Vorrei che si superassero questi problemi che hanno portato il si e il no, forse sarebbe stato meglio che qualche rappresentante delle Istituzioni non fosse stato così caparbio nell'andare in piazza a sostenere una posizione. Ma siccome ciò è avvenuto, e può aver toccato anche sensibilità che sono presenti nella maggioranza, e che quindi nella maggioranza ci siano delle frizioni che non sono molto comprensibili, d'altronde non è da oggi, io ritengo che sia ora che si arrivi a far sì che le leggi che servono alla Regione Autonoma della Sardegna siano esitate. Ormai abbiamo giocato troppo come bambini nello spostare oggi, domani, dopodomani, pur di veder accontentato qualcuno o che piagnucola, oppure non è contento di quello che ha. La maggioranza sia più coesa e lo faccia ove è opportuno che lo faccia, ma i lavori delle Istituzioni democratiche della Sardegna debbono respirare e in maniera profonda, e dare senso nei confronti di chi governa, cioè del popolo sardo. Quello sino a oggi non si è visto, e mi pare che tarderemo a vederlo. Per cui sì aderiamo, ma con molta fatica, sapendo anche che si rinviano altre norme di cui siamo stufi, da anni che non vengono discusse soltanto perché qualcuno si alza a protestare per qualunque cosa; che faccia quello che deve fare, voti sì o no, se ne assuma la responsabilità, ma all'interno di questa Aula. È ora di finirla di comportarsi veramente come bambini piagnucolanti, ovvero che pretendono di dettar legge solo perché siedono nei banchi della maggioranza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). È stata chiesta l'inversione dell'ordine del giorno, e rientra nella normale dialettica tra Gruppi di maggioranza e di opposizione, ma oggi c'è un fatto che rischia di passare incredibilmente e inspiegabilmente sotto silenzio. Presidente Ganau, abbiamo appreso dagli Organi di stampa che si è dimesso l'Assessore degli affari generali e del personale, abbiamo appreso dagli Organi di stampa che l'Assessore dell'agricoltura avrebbe salutato il personale dell'Assessorato dando per certa la presentazione imminente delle sue dimissioni. Qui c'è una crisi politica, c'è una crisi del Governo, c'è una crisi che sta rischiando di passare su questioni di lana caprina in secondo piano. È la ragione per la quale, Presidente, io chiedo e sono d'accordo per un'inversione dell'ordine del giorno perché vogliamo il presidente Pigliaru in aula che riferisca della situazione politica, della crisi politica, di cosa sta succedendo! Noi vorremmo capire se questo è l'effetto del voto di domenica che ha visto lui come principale protagonista di una sonora sconfitta in Sardegna delle ragioni del centralismo e dell'autoritarismo proposto dal presidente Renzi. Vorremmo capire se chi ha votato no ha detto un no chiaro alla politica di chi ha rappresentato la Sardegna in senso opposto alle ragioni della nostra autonomia e della nostra specialità. Allora la questione politica è questa, è quella di capire esattamente che cosa sta succedendo. Non possiamo apprendere soltanto dagli organi di informazione che qualche assessore ad horas si dovrà dimettere domani, dopodomani. Qui c'è una situazione drammatica che investe la Sardegna, che investe il settore produttivo, che investe il settore sociale. Ci sono i poveri, i disagiati, i precari, i senza lavoro che aspettano risposte. Ecco perché, Presidente, urge la convocazione di un Consiglio regionale ad hoc con l'invito al presidente Pigliaru a riferire in Aula perché non può passare nel silenzio indiscriminato e inspiegabile da parte degli attori della politica che siedono in quest'aula e fuori di quest'aula. Allora ecco perché io penso che nel pieno di una crisi politica sospendere e bloccare i lavori è la cosa più naturale perché deve esserci un chiarimento su quello che sta accadendo. Allora noi, per senso di responsabilità, la proroga del piano casa la vogliamo approvare perché ce la sollecita la Confartigianato, ce la sollecita il settore dell'edilizia che è sul lastrico, ce la sollecitano i piccoli imprenditori, ce la sollecita quella popolazione sarda silenziosa, laboriosa che davvero è sull'orlo della disperazione. Noi non vogliamo aggravare il loro senso di disagio e di disperazione rimandando provvedimenti importanti. Ecco perché noi per senso di responsabilità cediamo però, Presidente, poniamo due questioni: la prima è l'urgenza e immediata convocazione, scelga lei la data, del presidente Pigliaru perché riferisca in Aula della crisi, non perché la dobbiamo apprendere dai giornali; in secondo luogo perché si fissi la data per martedì prossimo perché l'Ufficio di Presidenza, martedì prossimo, non oltre, Presidente, debba essere rinnovato, non è più procrastinabile assolutamente quello che è sotto gli occhi di tutti. Allora io spero nel senso istituzionale che l'ha sempre contraddistinta, Presidente, ma su queste due questioni l'opposizione non sta qui a guardare, ma farà fino in fondo la propria parte.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SEL). Presidente, per dire che noi siamo disponibili se vogliamo lavorare stasera, stanotte, domani, iscrivere all'ordine del giorno quei punti che dovessero parlare e proporre soluzioni ai tanti problemi che effettivamente sono sul tavolo. Però io chiederei sommessamente, io sono uno che era dentro tutti i comitati per il no e uno che in tempi non sospetti ha firmato una mozione per il no, è uno che è felice di come siano andati i risultati all'ultima consultazione referendaria, però gradirei che non si strumentalizzasse quel voto perché quel voto era nel merito di una riforma che noi ritenevamo profondamente ingiusta per dei punti di vista rispetto a quelle che sono le esigenze, le aspettative, le peculiarità, le specificità della nostra Regione e abbiamo convintamente votato no e fatto votare no. Non era un giudizio sicuramente su questa maggioranza di cui noi facciamo parte, di cui siamo orgogliosi di far parte e con questo Presidente e con questa Giunta abbiamo condiviso un programma che in parte stiamo cercando di attuare e in parte abbiamo ancora tempo per attuarlo. Il tempo non è molto, speriamo che d'ora in poi, anche con questo segnale che in piccola parte può essere un giudizio sulla Giunta, cercheremo di accelerare. Però, ripeto, non possiamo dire: "Da una parte ci siamo noi che vogliamo risolvere i problemi e dall'altra parte ci siete voi che per meri giochi di poltrone o altro non volete fare il vostro dovere o non volete svolgere fino in fondo la funzione di consigliere per la quale siete stati eletti". A questo gioco noi non ci stiamo. Crediamo e siamo fermamente convinti di essere in grado, come maggioranza, di rilanciare l'azione di governo e credo che su questo abbiamo la disponibilità del nostro Presidente rispetto al quale noi nutriamo sempre il massimo della fiducia.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Presidente, non con poca sofferenza siamo anche noi disponibili all'inversione dell'ordine del giorno perché in realtà avremmo voluto in questa giornata adempiere ad un ruolo importante, quello appunto della costituzione degli Uffici di Presidenza con i suoi organi. È chiaro che siamo consapevoli e ci rendiamo conto che ci sono problemi urgenti come quello della proroga del piano casa, impropriamente chiamato piano casa, in realtà non è esattamente la proroga del piano casa perché il piano casa era quello che c'era in vigore fino allo scorso anno. Però, nonostante i frutti sperati di questa proroga, di questa legge sull'edilizia che sono stati totalmente negativi, è chiaro che oggi siamo qui anche noi ad essere d'accordo a discutere di questo argomento, un argomento che non ci si può limitare ad una semplice approvazione di una proroga, un argomento che va approfondito nel quale c'è bisogno sicuramente di ulteriori modifiche, di emendamenti che possano in qualche modo migliorare il testo, però è evidente che questa maggioranza, una maggioranza che ha fallito gli obiettivi, una maggioranza che a detta dei sardi in realtà, caro collega Cocco, non è questione di strumentalizzare, i sardi hanno voluto dire al governatore Pigliaru, a questa maggioranza: "Avete fallito, andate a casa". Il 72,4 per cento di sardi che si sono recati al voto hanno voluto dare questo tipo di segnale. Come ho detto anche a qualche intervista siamo una volta tanto campioni d'Italia, siamo i primi in Italia per aver bocciato il Governo Renzi prima e il Governo Pigliaru poi. Manca, Presidente, la centralità del Consiglio regionale, non c'è più rispetto delle minoranze. Questa è una grande responsabilità che voi avete e mi permetta, presidente Ganau, io non voglio adesso scagliarmi contro di lei, però anche lei dovrebbe essere nostro garante, il garante di tutti, di maggioranza e di minoranza e in alcuni momenti questo non avviene. Quindi chiediamo rispetto delle regole e chiediamo il rispetto di questa minoranza.

Noi siamo a chiedere anche di discutere di una serie di mozioni che noi abbiamo presentato, di interrogazioni, di interpellanze, alcune anche riguardanti l'ambiente e invece le nostre interrogazioni, le nostre mozioni non vengono discusse. Voglio chiedere, non c'è chiaramente il Presidente, se è normale che le interrogazioni che noi presentiamo dove chiediamo una risposta scritta vengano disattese ripetutamente. Ritengo che non ci sia anche qui il rispetto di quella parte di Consiglio regionale che è la minoranza, ma in realtà è di quella parte di sardi che noi rappresentiamo. Come più volte abbiamo detto anche in quest'Aula noi in realtà rappresentiamo più sardi della maggioranza perché le liste hanno vinto. Noi siamo in qualche modo moralmente vincitori e rappresentanti di tutta la Sardegna. Quindi, con dolore, con sofferenza stiamo per approvare l'inversione dell'ordine del giorno, però smettiamola e poniamo fine a questa sceneggiata.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Io credo che ogni occasione è buona per discutere di tutto tranne che di quello di cui si deve discutere. Noi abbiamo chiesto sia il cambio del punto all'ordine del giorno per discutere del rinnovo del piano casa con la sua proroga e poi i colleghi dell'opposizione sono intervenuti a discutere di referendum, delle eventuali dimissioni di qualche Assessore, dell'ipotesi di dimissione di qualche altro Assessore nelle prossime ore, cose delle quali noi tutti dobbiamo venire a sapere. Io credo che se questo è così e se questo sarà così non mancherà il Presidente della Regione, come è giusto che sia, che venga in quest'Aula a raccontarci come stanno le cose e che cosa dovrà essere fatto per rilanciare l'azione di governo e ovviamente rinsaldare la Giunta con la sostituzione di eventuali nuovi Assessori. Sul referendum io credo che sia una cosa abbastanza banale, noi in Sardegna come in Italia abbiamo votato su un quesito referendario che riguarda la Costituzione, poi persone molto più brave di noi dal punto di vista della possibilità di commentare nei salotti televisivi, e non solo in quelli, sull'esito referendario ci hanno raccontato un sacco di cose, sono punti di vista tutti rispettabili, come sono rispettabili naturalmente gli interventi fatti dai colleghi dell'opposizione. Ma si è votato su un quesito referendario, non si è votato sulla Giunta, si è votato sulla Costituzione, non si è votato sul Presidente della Regione, si è votato sulla possibilità di riformare questo nostro Paese attraverso la riforma della Costituzione, non si è votato sul Consiglio regionale. Arriverà anche quel tempo naturalmente, nessuno sfugge a nulla e arriverà anche il tempo nel quale dovranno essere espressi i giudizi sul lavoro di questo Consiglio regionale, per cui tempo al tempo. Sentire i colleghi che dicono: "Si è votato sul Presidente, bocciatura sonora, si è votato sul Presidente del Consiglio dei Ministri, bocciatura sonora!", io credo che non sia nulla di tutto questo.

Ciò detto nessuno di noi ha le orecchie tappate né la possibilità di vedere con i propri occhi ciò che accade nella nostra società, il disagio fortissimo che esiste, ancor di più in Sardegna probabilmente che in altri luoghi d'Italia e quindi noi tutti dobbiamo fare la nostra parte a cominciare da questa maggioranza che si assume in pieno le sue responsabilità con l'idea di riformare e di rilanciare l'azione di governo, se necessario anche con un cambio ed un assetto nuovo della Giunta rinnovata con una nuova energia rispetto a quella che abbiamo conosciuto fino ad oggi e certamente ognuno di noi deve fare la sua parte. Quindi io credo che sia legittimo che un Presidente della Regione abbia il diritto di manifestare il proprio punto di vista sull'idea di riforma della Costituzione, sarebbe sbagliato il contrario, sarebbe sbagliato il contrario. Altra questione. In questa maggioranza composita, moltissimi partiti di questa maggioranza, la gran parte tranne il Partito Democratico si sono espressi per il no, per cui c'è una libertà di pensiero che è un valore assoluto gigantesco che noi non possiamo disperdere. Strumentalizzare, tutti sono padroni della vittoria del no, tutti sono soddisfatti della vittoria del no, io non entro sulla discussione, oramai il referendum ha dato il suo risultato, e il Presidente del Consiglio dei Ministri che ha detto che è stata personalizzata in maniera esagerata la campagna elettorale, ha preso atto della situazione e si è dimesso, il Presidente della Regione che non era quello che ha indetto il referendum perché era competenza del governo, ha manifestato il suo punto di vista, interventi come quelli che sento in quest'aula sono francamente non solo fuori luogo, ma assolutamente da condannare perché il rispetto e l'integrità della gente va rispettata fino in fondo qualsiasi sia il suo punto di vista e nulla ha a che vedere con l'azione di governo di questa nostra regione. Noi faremo i nostri passi, li faremo fino in fondo, rilanceremo l'azione di governo in tutte le sue sfumature e in tutte le sue sfaccettature partendo dalle questioni del lavoro, partendo dalla questione degli interventi sul sociale per rilanciare l'economia, questo è il nostro punto di vista di questa maggioranza di centrosinistra che ha votato sì e che ha votato no.

PRESIDENTE. Onorevole Satta e onorevole Floris, siete iscritti contemporaneamente, può intervenire soltanto uno per Gruppo. Quindi mi dovete dire chi vuole intervenire.

Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Io apro e chiudo su un osservazione e non voglio aprire nessun tipo di polemica, ma ricordo le dichiarazioni fatte in occasione delle chiacchiere esibite in sede di modifica del Piano casa, ricordo che questa Giunta doveva rappresentare il nuovo piano urbanistico regionale un anno fa, stiamo rinviando di un anno le norme relative all'intervento sui territori. Io su questo non avrei nulla da dire, ho qualche cosa da dire nel modo in cui stiamo facendo questa modifica, signor Presidente. Questo non è un modo di lavorare, noi riteniamo che il voto dato dagli elettori, in primis dai sardi, sia un voto dato perché vogliamo irrobustire l'attività della Giunta perché c'è il centrodestra che si prende i meriti e il centrosinistra che dice non è così. C'è un'attenzione da parte della gente che vuole partecipare, vuole contare di più, vuole mobilitarsi, e delle prese in giro non ne vuole più sapere. Noi non stiamo modificando il termine qui, perché quando io mi vedo la presentazione di un emendamento che dice che gli interventi di cui al comma 1 sono ammessi anche nella fascia dei 300 metri dalla linea della battigia marina purché le strutture siano localizzate nella zona urbanistica omogenea A e B e nelle aree individuate ai sensi dell'articolo 10 bis comma 2 lettera a), dico: "Ma dov'è la politica della sinistra, onorevole Cocco?"

COCCO PIETRO (PD). L'ha presentato il centrodestra.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Io non lo so chi l'ha presentato, se l'hanno presentato vuol dire che qualche motivo ci sarà. Scusi signor Presidente, non l'avevo visto, pensavo fosse presentato dalla Giunta regionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Non vorrei aver inteso male, ma se così fosse, ritiro subito. Mi pare di aver sentito l'onorevole Daniele Cocco parlare di riempire caselle oppure di riempire cadreghe o sedie o composizioni. Noi quando abbiamo chiesto che volevamo il voto sull'Ufficio di Presidenza è perché intendiamo far sì che ci sia il giusto governo dell'aula, per cui io non ho difficoltà.

(Interruzioni)

Spero che non abbia voluto dire quello perché sarebbe un fatto grave e voglio stigmatizzarlo.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'inversione dell'ordine del giorno. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Discussione e approvazione della proposta di legge Solinas Antonio: "Modifiche alla legge regionale n. 8 del 2015 (Proroga di termini)". (377/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della proposta di legge numero 377/A.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Antonio Solinas, relatore.

SOLINAS ANTONIO (PD), relatore. Con la legge regionale numero 8 del 2015 ci eravamo dati dei tempi, o meglio erano stati dati dei tempi anche dalla Giunta regionale che entro il 31 dicembre del 2016 avremo approvato la nuova legge urbanistica. I tempi per l'approvazione non sono più quelli del 31 dicembre del 2016, il disegno di legge della Giunta è quasi completato da quello che ci risulta come Commissione urbanistica, però certamente non ci sono i tempi per approvarlo entro questo mese. Quindi questa proposta di legge vuole semplicemente evitare che si crei un vuoto legislativo e di prorogare la legge regionale numero 8 del 2015 sino al 31 dicembre del 2017. Abbiamo evitato di predisporre emendamenti che potessero modificare il contenuto dell'articolato, ho presentato solo un emendamento necessario per la proroga dell'articolo 17 sempre della legge numero 8 che mi riservo di illustrare successivamente. Quindi la proposta di legge è di prorogare i termini della "8" fino al 31 dicembre 2017.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Presidente, io credo che sia da sottolineare ed evidenziare il senso di responsabilità dell'opposizione che ha accolto di buon grado l'invito ad invertire l'ordine del giorno solo ed esclusivamente perché l'argomento che stiamo discutendo è un argomento del quale attendevamo l'arrivo in Aula da un anno e mezzo circa, più o meno. Abbiamo preferito quindi non approfittare della situazione di forte difficoltà della maggioranza conseguente al voto referendario, ma anche conseguente da fibrillazioni che da due anni a questa parte fanno sì che i lavori del Consiglio siano molto lenti, siano difficoltosi, proprio perché ci sono delle problematiche irrisolte all'interno della maggioranza, all'interno del partito di maggioranza relativa, all'interno di ciò che dovrebbe essere il motore, il propulsore di questo Governo regionale. E queste dimissioni sono soltanto la punta dell'iceberg, sappiamo bene, però noi riteniamo indispensabile che questa legge venga prorogata, che la legge 8 venga prorogata. Abbiamo l'esigenza che quei piccoli incentivi volumetrici continuino ad essere concessi agli artigiani, alle famiglie, ai padri di famiglia che vogliono fare una stanzetta per i figli, anche perché comunque sono uno stimolo per l'economia. Un'economia che stenta, che non dico che sia arrivata alla canna del gas ma che comunque ha poco ossigeno, perché l'azione del Governo non è attenta alle esigenze delle imprese, delle famiglie, abbiamo fatto questi ragionamenti più volte. Quindi noi vi diamo una mano soltanto perché stiamo dando una mano la Sardegna. Per noi sarebbe stato molto facile oggi fare barricate, non le facciamo, però vi ricordiamo che la legge 8 del 2015 è dell'aprile del 2015, è trascorso un anno e mezzo nel quale voi ci avete detto più volte che avreste approvato la legge urbanistica, la legge urbanistica circola negli sgabuzzini della maggioranza ma non viene esitata in Commissione, evidentemente ci sono problemi all'interno della maggioranza. E assieme a questo problema vi state portando appresso un problema delicato, che è quello della mancata spendita dei 33 milioni del reddito di inclusione sociale, entro il 31 dicembre, il cosiddetto Aggiudu torrau. La Giunta non ha fatto il regolamento che avrebbe dovuto fare entro 60 giorni dall'approvazione della legge, una legge sulla quale avete fatto molto marketing, molta propaganda, che però non riuscite ad esitare, non riuscite a dare alla legge le gambe che merita, dando ovviamente una disciplina per individuare coloro che possono fruire di questo Aggiudu torrau. Ecco, questo è il clima nel quale ci stiamo muovendo, questo è il clima nel quale state operando. Io credo che nei prossimi giorni avremo ulteriori notizie circa i problemi che stanno innervano la maggioranza. Sì, perché voi siete innervati di problemi. Ma se questi problemi rimanessero all'interno della vostra struttura nulla quaestio, purtroppo questi problemi riverberano sulla Regione, sulle famiglie, sulle imprese, è per questo che noi vi chiediamo di risolvere questi problemi, perché non vogliamo che queste conseguenze negative ricadano sui sardi. E arrivata l'ora, credo, che voi consentiate al Consiglio regionale e quest'Aula di lavorare serenamente e normalmente. Siamo rimasti paralizzati per tre settimane e non certamente per responsabilità della minoranza. Quindi ben venga questa proposta di legge, ma soltanto perché risolve qualche problema. Ma tutti gli altri problemi, i vostri e quelli della Sardegna, avete l'onere di risolverli voi. Noi vi stiamo al fianco laddove le soluzioni proposte siano coerenti con le esigenze dei sardi, però non vi potremo più seguire su questo piano di rinvio continuo. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Giuseppe Fasolino. Ne ha facoltà.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Presidente, il capogruppo del PD, Cocco, ha fatto un bellissimo discorso, ha fatto delle considerazioni politiche importanti, ma nel fare quelle considerazioni politiche avrebbe avuto ragione se non ci trovassimo nella condizione in cui ci troviamo, se il risultato elettorale di questa domenica non avesse portato la paralisi che stiamo vivendo tutt'oggi. Perché questa situazione ha fatto sì che se non fosse per l'opposizione oggi noi non avremmo prorogato il piano casa. Quindi non è che le considerazioni che il nostro capogruppo ha fatto le ha fatte per fare un intervento politico, non le ha fatte per sollevare il risultato elettorale di domenica, le ha fatte perché quel risultato elettorale, perché questa situazione che noi oggi stiamo vivendo avrebbe paralizzato il Consiglio regionale, e non avrebbe dato una risposta fondamentale ad un settore economico importante per la nostra isola che è la proroga del piano casa. Questo Piano casa non è il nostro piano casa, questo Piano casa però ha dato impulso all'economia, ha dato delle risposte, non le ha date completamente. Noi non avremmo approvato questo Piano casa, il Piano casa era quello approvato dalla precedente Giunta. Questa è una legge che ha cercato di dare un impulso, perché c'è sempre un approccio ideologico alla materia, e questo è il vero problema. All'edilizia non si può arrivare con un approccio ideologico, l'edilizia serve per dare impulso ad uno dei mercati, ad uno dei settori economici più importanti della nostra isola. Stiamo parlando di artigiani, stiamo parlando di liberi professionisti, stiamo parlando delle imprese, stiamo parlando della popolazione sarda. E allora quando uno dà delle risposte, quando uno deve dare delle risposte a questo settore non può avere un approccio ideologico, perché rischia di fare delle mezze leggi. Non fa delle leggi, fa delle mezze leggi. Non riesce a dare delle risposte, dà delle mezze risposte. Però, come diceva il collega che mi ha preceduto, il nostro senso di responsabilità ci sta guidando a non affondare il coltello in una situazione drammatica come quella che state vivendo dal punto di vista politico, ma ci spinge a guardare oltre, ci spinge a guardare ai sardi, ci spinge a dare risposte a chi le sta chiedendo, a chi le chiede al Governo della Regione. E guardate che quella responsabilità ce l'avete voi, noi la sentiamo, ma quella responsabilità ce l'avete voi, non ce l'abbiamo noi. Però siamo voluti passare oltre, proprio per un senso di responsabilità. Questa legge è l'esempio di come state amministrando: non avere il coraggio di dare le risposte che la gente chiede, ma cercare di trovare dei compromessi. Io mi auguro, e questo appello lo faccio a lei, Assessore, perché so che è sensibile, e so che ha un approccio diverso alla materia, perché lo ha dimostrato quando aveva presentato la 8 del 2015, quando è arrivata in Aula era sicuramente una legge migliore rispetto a quella che abbiamo poi prodotto. Allora, io dico, mi auguro che molte cose che non sono in questa legge le troveremo nella legge urbanistica, e mi auguro che lei avrà il coraggio di portare una legge urbanistica che possa non avere una approccio ideologico, ma soprattutto che possa dare risposte ai sardi. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Presidente, ma anche oggi assistiamo all'ennesima rappresentazione veramente di uno spettacolo che stiamo gradendo poco, che è quello della vostra maggioranza e della Giunta che sta governando purtroppo questa Regione. E devo dire che oggi l'uomo è nudo, ma a dire il vero voi avete indossato, ormai da tre anni, un vestitino che possiamo definire fuori moda, ordinario, e questo credo che i sardi… anche se voi e noi non abbiate paura, non vogliamo strumentalizzare l'esito del referendum, ma non possiamo non far emergere le vostre incapacità, la vostra difficoltà di governare questa Regione, perché non avete né un'idea di sviluppo economico, tantomeno avete un'idea di come si può affrontare una crisi come quella che stiamo vivendo. In sostanza, anche la proroga di oggi, ne è l'esempio del vostro modo di governare questa Regione e purtroppo i sardi e la Sardegna. Ci sono stati degli annunci, voi oramai utilizzate la politica come, l'abbiamo detto altre volte, degli annunci, dei proclami ma poi non siete conseguenti. Quindi grazie, e lo sottolineo, al senso di responsabilità, l'ha fatto il nostro capogruppo e credo che a quelle parole non si debba aggiungere altro, però vale la pena di sottolineare, ancora una volta, questa minoranza vi consente, anzi forse lo facciamo esclusivamente per i sardi, di portare un provvedimento in zona Cesarini, perché tanto oramai questo è il vostro modo di approcciare i provvedimenti legislativi. Per di più provvedimenti, in questo caso ci auguriamo che vada tutto a buon fine, provvedimenti sui quali dovete puntualmente reintervenire. Allora, Assessore, le dico argomento di cui stiamo parlando è un argomento serio, perché è un argomento che veramente muove l'economia, questo sì che va ad incidere sullo sviluppo non solo economico, ma consente anche di intervenire nelle case, nelle strutture più importanti che muovono il sistema economico della nostra Regione anche cercando delle risoluzioni di salvaguardia di pericoli. Quindi di ristrutturazioni, di miglioramenti, ma soprattutto credo che possono dare una mano importante al settore dell'edilizia. Allora Assessore, la prossima legge urbanistica, tanto vi siete presi tutto il tempo che avete ritenuto opportuno, perché non avete fretta perché l'importante è sparare un annuncio poi col tempo si vedrà, invece adesso occorre assolutamente intervenire, Assessore, non ci auguriamo che lei lo faccia celermente, che si faccia con uno strumento che possa davvero, attraverso l'urbanistica, migliorare gli altri settori ad esso collegati e quindi consentire uno sviluppo armonico sotto tutti i profili nella nostra regione. Però lo faccia veramente con cognizione di causa anche questa volta, senza farsi stravolgere se lei deve presentare un disegno di legge all'Aula, chiaritevi prima perché non ne possiamo più di arrivare in Aula e dover mettere mano alle leggi che arrivano completamente pasticciate. Questo strumento è uno strumento importante, avete scelto di chiudere il nostro piano casa che aveva dato dei fatti e dei valori rilevanti nell'economia dei questa regione, adesso vi dovete assumere la responsabilità di trovare uno strumento sostitutivo per tutta la materia. E dovete farlo celermente. Noi non abbiamo strumentalizzato assolutamente le posizioni del no, vorrei ricordare a qualcuno che le parole e anche le dimissioni dall'assessore Demuro ovviamente per sue dichiarazioni sono avvenute perché non è passata una riforma, quindi lo dico all'onorevole Cocco noi non abbiamo assolutamente voluto strumentalizzare nulla, anche perché è talmente assiomatico le condizioni in cui vuoi state vivendo che non c'è proprio bisogno di dimostrare nulla.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Luigi Crisponi. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Mi appassiona davvero poco una discussione con riguardo agli eventi conseguenti al risultato del referendum di domenica scorsa, mi appassiona poco alla luce di un provvedimento che oggi avrebbe necessità di una attenta e profonda discussione, proprio perché riguarda uno degli elementi cardine di sviluppo e centrali nell'economia regionale. Parlare di piano casa significa naturalmente dare tutte le attenzioni di carattere politico a uno degli elementi che sostiene l'impalcatura economica regionale. Eppure mi piace dare sostegno a questa vostra attività, perché almeno evita di fare i danni che avete prodotto con quella beffarda legge che con le sue proroghe cercate di aggiustarla verso un futuro, che però rimane a mio giudizio sempre incerto e sempre nebuloso. Ricordo anche all'assessore Erriu che le attività di disappunto che vennero manifestate a suo tempo da tutte le associazioni di categoria dei vari comparti interessati al settore dell'edilizia e a tutto l'indotto, furono solenni, le ricordo anche, Assessore, che in modo particolare una bella iniziativa di approfondimento esercitata proprio dalla Cna Sardegna aveva a suo tempo dichiarato che rispetto a dei punti di crescita che c'erano stati in Italia, anche per effetto del piano casa, avevano invece incredibilmente trovato una attestazione di 10 punti al di sotto della media nazionale proprio perché quella riforma, sotto il profilo urbanistico e quindi per il piano casa con la ci minuscola che era stata visitata dalla vostra Giunta, era stata dimostrata essere davvero pasticciata, incongruente e soprattutto inadeguata alle esigenze di rilancio del comparto. Ecco perché non si può mettere mano oggi certamente per rivisitare quei punti cardine che invece avete voluto disattendere scientemente e coscientemente e che invece hanno dimostrato che c'erano tutte le opportunità, con una semplice norma che poteva consentire, a suo tempo, la uno slittamento e un allungamento dei termini di quel piano casa che era stato invece esitato dalla precedente Giunta regionale. Insomma, avete fatto un pasticcio, non lo dice certamente la sola opposizione, l'avevano detto a suo tempo le associazioni di categoria maggiormente interessate nel rilancio, nel disperato rilancio economico che invece si ritrovano beffardamente ancora impigliate nella rete che gli avete voluto stendere proprio sotto i piedi; anziché dare una mano li avete trascinati ancora di più nel baratro. Certo avremmo voluto vedere semmai con coraggio anche altri generi di interventi, cosa che stanno socialmente ampiamente con i dati di prolungamento in altre regioni d'Italia e invece voi a questo vi state sottraendo, c'è solo una norma che, anche in questo caso naturalmente, deve trovare il nostro appoggio che è quella del prolungamento delle date di scadenza, così come nell'emendamento presentato dal collega Solinas, e sono tutte modifiche in questo caso che non possono non trovare l'attenzione anche da parte dell'opposizione. Anche perché noi, caro Assessore, abbiamo a cuore le sorti della nostra terra, dalla nostra isola, ma soprattutto delle nostre famiglie e di tutto quel importante interesse che si sviluppa attorno al mondo dell'edilizia. In questo caso sostenendo direttamente artigiani, imprenditori, coloro i quali quotidianamente invece soffrono delle vostre continue disattenzioni probabilmente perché impegnati nelle vostre brutte gatte da pelare, che sono certamente di carattere politico ma quando queste si riverberano sul tessuto economico e semmai lo feriscono ancora di più, allora ci si rende conto che davvero state facendo dei disastri, ai quali evidentemente non volete porre fine e nemmeno porre rimedio. In questo genere di carattere di interventi, che vuoi state programmando di ulteriore avanzamento e slittamento alla data di un anno, a partire da oggi, a partire dal prossimo 31 dicembre di quest'anno sino all'anno prossimo, certamente verrebbe da immaginare un percorso diverso e dove avete messo suo tempo beffardamente "e comunque non oltre il 30 dicembre", Assessore, almeno eliminate "e non oltre il 31 dicembre", lasciate "e non oltre il 31 dicembre 2017". Perché quel "comunque" sarebbe l'attestazione del fatto che siete già certi di portare a brevissimo in Aula il disegno di legge sotto profilo della riforma urbanistica. Io personalmente non ne sono affatto convinto, ha ragione qualche collega che mi ha appena preceduto, dove dice che ci sono in tutti gli spazi secondari e non primari come quelli di quest'Aula, quelli delle Commissioni, le discussioni su un testo arraffazzonato che avete già portato all'attenzione dei vostri amici. Per quanto ci riguarda naturalmente non aspettiamo altro che quella legge possa approdare in Aula finalmente per una sana e seria discussione e una approfondita valutazione, e naturalmente anche in quell'occasione, come già si ebbe modo di fare nel corso del 2015, di portare tutte le nostre disapprovazioni, tutte le nostre censure, che non sono parte di una visione totalmente contraria alla vostra, è semplicemente l'interpretazione di un mandato che ci arriva direttamente dei territori, che si parli di amministratori locali, che si parli di famiglie, che si parli di sindaci, che si parli di stessi consiglieri che appartengono guarda caso alla vostra stessa maggioranza. Insomma, anche in quel caso Assessore, se anziché essere sottoposto al solo giudizio dell'Aula, che è fatto naturalmente come si sa di accordi che vengono stipulati e suggellati tra partiti, fosse stato messo all'attenzione del popolo intero, in modo particolare del popolo sardo, quello che ha sbaragliato il campo del prodotto sì, probabilmente anche quella legge urbanistica avrebbe trovato la censura e il disappunto e il diniego di tutti coloro i quali da quelle norme così maldestramente e inopportunamente da voi sottoscritte e sbandierate come ricorderete sicuramente, avreste trovato certamente invece un bel cartellino rosso che come è successo proprio domenica scorsa avrebbe rappresentato per voi un'ennesima espulsione da un campo di gioco che evidentemente non vi è davvero congeniale.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Non voglio aggiungere molto a quello che ha già detto Crisponi, che ha più che mai centrato il problema, sia sotto l'aspetto del non aver confermato il Piano casa a suo tempo che ci avrebbe fatto perdere meno tempo ed era molto di adeguato, ma in questa circostanza, proseguendo con i fattori ideologici che l'hanno determinato, questo provvedimento che abbiamo in esame, continuano ad esistere quelle aggiunte di SCIA, VIA e in più e così via di lei, ma alla maggioranza vorrei dire: avete chiesto ai cittadini cosa significa? Quanto pagano in più, quanti tecnici devono chiedere per poter andare a fare una minima cosa dove devono fare una ristrutturazione quant'altro, stiamo agevolando in una situazione di crisi chi ha bisogno, magari perché deve rimettere a posto per poter far vivere il figlio nelle due stanze che sta realizzando sotto la sua. Cioè queste cose dovreste avere il coraggio di affrontarle seriamente per quello che serve alla gente non per quello che ideologicamente uno ha in testa su problematiche che invece investono e toccano lo sviluppo, la possibilità di aiutare il popolo e aiutare le categorie che all'edilizia vorrebbero nuovamente trovare beneficio per poter andare avanti in una situazione così grave. Non voglio aggiungere né aggiungo di più, ma soltanto mettere un po' di sale e di pepe perché probabilmente quando si affronterà in Commissione l'argomento qualcuno si ricordi che non giochi ancora a voler mettere ulteriori pesi addosso al cittadino anziché consentirgli di poter essere un pochino più libero e di poter realizzare quello a cui aspira.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE LAI EUGENIO

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica.

ERRIU CRISTIANO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze e urbanistica. I documenti contenenti le nuove norme del governo del territorio non hanno frequentato solamente le stanze della maggioranza ma anche quelle delle organizzazioni di categoria le quali hanno dato utili contributi per definire un testo e proporlo all'attenzione del Consiglio regionale, questo ha portato certamente a un allungamento dei tempi ma ci auguriamo anche ad un testo più persuasivo anche nei confronti delle tante aspettative che dentro la maggioranza e dentro le file dell'opposizione oltre che nella società sarda sono assolutamente presenti. Quindi confermo la volontà della Giunta di portare all'attenzione del Consiglio molto prossimamente il nuovo testo della legge di governo del territorio e nelle more esprimiamo anche noi l'apprezzamento sul fatto che si dia comunque certezze, si mettano in sicurezza le aspettative dei cittadini che si attendono comunque una permanenza delle regole del cosiddetto piano casa.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 1. All'articolo 1 sono stati presentati gli emendamenti numero 1, numero 3 e numero 4.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1:

Art. 1
Modifiche all'articolo 37 della legge regionale n. 8 del 2015 (Efficacia, durata e valutazione degli effetti)

1. Al comma 1 dell'articolo 37 della legge regionale 23 aprile 2015, n. 8 (Norme per la semplificazione e il riordino di disposizioni in materia urbanistica ed edilizia e per il miglioramento del patrimonio edilizio), le parole:" e comunque non oltre il 31 dicembre 2016", sono sostituite dalle seguenti: "e comunque non oltre il 31 dicembre 2017".)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Antonio Solinas, relatore.

SOLINAS ANTONIO (PD), relatore. Il parere è favorevole per l'emendamento numero 1 e invito al ritiro all'emendamento numero 3 e al numero 4, in caso contrario parere contrario.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica.

ERRIU CRISTIANO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze e urbanistica. Il parere della Giunta è favorevole sull'emendamento numero 1, anche sul numero 3 e sul numero 4 la Giunta invita al ritiro, ritenendo comunque utili e meritevoli di attenzione e di inserimento all'interno di un testo organico come quello della legge di governo del territorio.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Giuseppino Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA GIUSEPPINO (UDC Sardegna). Grazie Presidente, Assessori, colleghe e colleghi giusto per rimarcare che oggi ci troviamo a prorogare, ancora una volta, disposizioni in materia urbanistica ed edilizia. Quando esattamente a novembre del 2015 allorquando il mio capogruppo Rubiu chiese che rimanesse in piedi la vecchia legge urbanistica fino all'approvazione della nuova norma questa richiesta non venne accolta e ancora adesso continuiamo in questo lavoro o in questa telenovela della quale non si conosce e né si intravede il termine definitivo. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Stiamo parlando dell'emendamento numero 1 o dell'articolo 1?

PRESIDENTE. Siamo in fase di discussione generale dell'articolo 1 e dei relativi emendamenti.

TEDDE MARCO (FI). Allora l'articolo 1 è una norma che prevede la proroga classica, così come noi chiediamo da oltre un anno, perché la norma che noi vogliamo prorogare è di un anno a mezzo fa, e gli emendamenti vanno a incidere positivamente su alcune fattispecie previste in modo insufficiente dalla norma. Cosa succede, succede che l'articolo 31 consente la riqualificazione delle strutture alberghiere oltre i 300 metri, anche con strutture separate e autonome, però non consente un'interpretazione diciamo restrittiva, non consente la realizzazione di strutture separate oltre i 300 metri se l'hotel è situato nei trecento metri ma aree o superfici oltre i 300 metri e questo è sicuramente una contraddizione, così come è una contraddizione non consentire nel comma 3 dell'articolo 31 che anche i comuni non costieri possano avere la possibilità per gli hotel situati nelle zone A e B di riqualificare con strutture separate gli hotel. Ecco quindi è una questione di equità normativa che noi avevamo già rilevato in sede di discussione della legge numero 8, che tra le altre cose aveva ricevuto, così come la proposta nostra era stata fatta un parere di larga massima favorevole dell'Assessore, che oggi viene ribadito, e un parere favorevole e positivo anche del presidente Pigliaru che però purtroppo è arrivato in ritardo, lo stesso parere favorevole non l'ottiene l'Aula. Oggi noi abbiamo l'occasione per ripresentare questi emendamenti, queste modifiche, che vanno a creare giustizia a perequare situazioni identiche e a trattarle nello stesso modo. Purtroppo oggi, così come è strutturata la norma, magari nella concitazione della discussione in aula, così come è strutturata la norma queste cose non vengono dette, dobbiamo cercare di semplificare l'azione dei dirigenti, dobbiamo cercare di semplificare l'azione delle amministrazioni che vanno a valutare queste fattispecie. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Intervengo per chiedere chiarimenti sull'emendamento numero 1, perché l'emendamento numero 1 in qualche modo diventa l'articolo 1 bis, dove in realtà c'è la proroga non più di un anno, ma di due anni. Ma visto il titolo del presentatore Solinas, "posizionamento delle strutture al servizio della balneazione", volevo capire se questo si tratta dell'argomento dei litorali urbani, se questo si tratta del posizionamento delle strutture amovibili che presso i litorali urbani si possono posizionare, oppure se è una semplice proroga. Il presidente Solinas sa bene che, da diversi mesi, in Commissione, la quarta Commissione dove lui sino a stamattina era il Presidente, giace una mia proposta di legge sul tema dei litorali urbani. Quindi volevo in qualche modo avere delucidazioni se questo emendamento è una sintesi oppure se questo emendamento significa solo prorogare e non più al 31.12.2016, ma al 31.12.2018, visto che è molto sintetico e non è chiaro. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Antonio Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS ANTONIO (PD), relatore. Volevo dire al collega Rubiu che in Commissione giace la sua proposta di legge come altre proposte di legge. Per quanto riguarda l'emendamento, noi stiamo prorogando i termini del primo comma dell'articolo 43, che richiama le modalità dell'articolo 17, e, l'ho detto all'inizio, è una pura e semplice proroga di date, senza entrare nel merito delle disposizioni, ed è per questo motivo che mi sono permesso di chiedere al collega Tedde di ritirare l'emendamento numero 3 e 4 alla proposta di legge perché, come ha detto l'assessore Erriu, nei termini previsti da questo emendamento ci entreremo nel momento in cui andremo ad approvare e a discutere la legge urbanistica, non è questo il momento di andare ad approvare emendamenti singoli che magari non sono collegati o sono scollegati completamente dal disegno di legge. Grazie.

PRESIDENTE. Poiché non ci sono altri iscritti a parlare, metto in votazione l'articolo 1.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Chiedo la votazione nominale.

PRESIDENTE. Permane la richiesta di votazione elettronica.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 1 con parere favorevole della Giunta e del relatore.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 3, con l'invito al ritiro da parte del relatore. Chiedo al presentatore dell'emendamento se intende ritirarlo? No.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 3.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 4, anche qui con un invito al ritiro. L'emendamento non viene ritirato.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 4.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 2.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2:

Art. 2

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna (BURAS).).

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione l'articolo 2.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 2.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di legge numero 377/A.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE GANAU GIANFRANCO

PRESIDENTE. Il Consiglio è convocato martedì alle ore 16. L'ordine del giorno è quello che avevamo concordato, elezioni dei Presidenti e legge sui funghi.

La seduta è tolta alle ore 18 e 07.