Seduta n.208 del 01/12/2016 

CCVIII Seduta

Giovedì 1 dicembre 2016

(POMERIDIANA)

Presidenza del Presidente GIANFRANCO GANAU

indi

del Vicepresidente EUGENIO LAI

La seduta è aperta alle ore 16 e 30.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 29 novembre 2016 (204), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Anna Maria Busia, Luigi Crisponi, Mario Floris, Gaetano Ledda, Pier Mario Manca, Giuseppe Meloni, Luca Pizzuto, Emilio Usula e Francesco Zanchetta hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 1° dicembre 2016.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 382/A: "Variazioni del bilancio per l'esercizio finanziario 2016 e del bilancio pluriennale 2016/2018 ai sensi dell'articolo 51 del decreto legislativo 23 giugno 2011, numero 118 (Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, numero 42), e successive modifiche e integrazioni, e disposizioni varie" (382/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 382.

Passiamo alla votazione dell'emendamento soppressivo parziale numero 41 uguale al numero 160 uguale al numero 298 per cui era mancato il numero legale nella seduta precedente, pagina 143, 144 e 145.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 41, numero 160, numero 298.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 54 uguale al numero 152. Procediamo con scrutinio elettronico?

PITTALIS PIETRO (FI). Sì ancora qualche votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 54 e numero 152.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 299.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 299.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo agli emendamenti numero 55 e numero 153.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 55 e numero 153.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 300.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 300.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo agli emendamenti numero 56 e numero 154.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 56 e numero 154.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 301.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 301.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo agli emendamenti numero 57 e numero 155.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 57 e numero 155.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 302.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 302.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo agli emendamenti numero 58 e numero 156.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 58 e numero 156.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 303.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 303.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 59, uguale al 157.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 304.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 60, uguale al 158.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 305.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 61, uguale al 159.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 306.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 42, uguale al 163 e 307.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Per ritirare la richiesta di voto con modalità elettronica.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 42, uguale al 163 e 307. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 62, uguale al 161. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 63, uguale al 162. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 43, uguale al 164 e 309. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 44, uguale al 165 e 310.

Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Si è il comma 40 di questo disegno di legge dell'articolo 1. Noi pensiamo, l'abbiamo fatto presente anche in commissione, che la Giunta debba essere conseguente rispetto alla delibera adottata l'anno scorso sulla chiusura delle gestioni liquidatorie che oramai arrivano nientemeno che dal 2005. C'è una galassia di società in liquidazione, partecipate dalla Regione, scatole dentro cui ci sono altre società, delle holding in buona sostanza, che ormai da decenni aspettano la conclusione della liquidazione. Ci sono degli indirizzi precisi da parte della Giunta, che sono stati trasmessi, che addirittura dovevano portare alla sostituzione dei commissari inadempienti, o comunque di lungo corso. Ad oggi invece con questo comma si dà anche l'autorizzazione a continuare ad utilizzare risorse che invece potrebbero essere utilizzate meglio, anche se la legge forse vi obbliga a dare quelle coperture. Però, assessore Paci, non cambia la questione, bisogna chiudere. Ve l'ha detto anche la Corte dei conti nelle ultime relazioni sulle partecipate eccetera, quindi è il caso di farlo. E' importante.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 44, uguale al 165 e 310. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 45, uguale al 312.

Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Presidente, anche qui volevo dire si associa la possibilità di dare assistenza tecnica, quella che dà la SFIRS alle imprese, anche nello sviluppo di piani, di studi eccetera, alla società BIC Sardegna che è una società che è stata messa recentemente in liquidazione, è stato fatto anche un verbale che indica la strada con una direttiva data dalla Giunta, proprio proposta dal vicepresidente Paci, non si è ancora conclusa la fase neanche di passaggio del personale su cui ci sarebbe da aprire un bel focus perché sono 27 unità, chissà assunte come, probabilmente con concorso pubblico e che entrano in un'altra società del sistema Regione, e voi oggi associate le stesse funzioni che ha la SFIRS e le ampliate al BIC Sardegna che voi avete messo in liquidazione. Francamente, Assessore, non se ne vede la funzionalità, perché se ci sono degli indirizzi precisi per chiudere definitivamente questa società, non si capisce perché gli si deve restituire operatività laddove opera già la finanziaria regionale sarda.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 45, uguale al 312. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 166, uguale al 313. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 167, uguale al 314. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 46, uguale al 168 e 315. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 47, uguale al 317. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 64, uguale al 169. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 65, uguale al 170. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 66, uguale al 171. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'articolo/emendamento numero 67. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 215. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 216. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 217. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 219. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 220. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 222. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 223. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 88.

Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Per annunciare il voto contrario a questo emendamento della Giunta, che in buona sostanza suddivide lo stanziamento di 120 milioni che in prima battuta era stato destinato al ripiano di parte del disavanzo sanitario 2015, proveniente peraltro dall'esercizio 2017, questa sorta di suddivisione per mettere in rilievo da una parte che non completiamo quindi il processo di chiusura di ripiano del disavanzo dell'anno 2015, ma soprattutto vorrei ricordare che con questa norma ci stiamo pagando per intero i farmaci innovativi. Quindi l'abbiamo detto stamattina e lo ripetiamo, è il caso che l'assessore alla sanità faccia la voce grossa e se fosse il caso la faccia anche il Governatore, perché vogliamo semplicemente lo stesso trattamento che viene riservato al resto delle regioni d'Italia. Questa è una spesa che deve essere sostenuta dallo Stato, nel rispetto dei livelli essenziali di assistenza, e che non è assolutamente tollerabile che venga caricata come spesa aggiuntiva della sanità sul bilancio regionale sardo.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 88. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

A seguito dell'approvazione di questo emendamento decadono gli emendamenti numero 241, 252, 79, 80 e 262.

Metto in votazione l'emendamento numero 198. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 225. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 200. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 201. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 231. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 233. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 190. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 103. C'è un invito al ritiro, onorevole Zedda. L'emendamento è stato ritirato.

Metto in votazione l'emendamento numero 237. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

L'emendamento numero 203 è inammissibile.

Metto in votazione l'emendamento numero 239. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 204. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

L'emendamento numero 110 è inammissibile.

Metto in votazione l'emendamento numero 247. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 195. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

All'emendamento numero 97 è stato presentato un emendamento aggiuntivo, il numero 335.

Metto in votazione l'emendamento all'emendamento numero 335. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 97. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 253. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 258. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 260. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Comunico che è rientrato l'onorevole Pizzuto dal congedo.

Metto in votazione l'emendamento numero 264. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 266. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 268. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 187.

Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Presidente, due battute su quest'emendamento perché crediamo che a livello nazionale, poi non sappiamo se è solo una trovata per la campagna elettorale adesso referendaria, però abbiamo visto l'adeguamento dei contratti, quindi crediamo che anche a livello regionale, anche se c'è stato l'ultimo rinnovo, questa possa essere una proposta di rinnovo contrattuale, di integrazione del rinnovo contrattuale, anche perché crediamo che sia veramente poi una cifra irrisoria per ciascun dipendente. Quindi la nostra proposta è quella di un adeguamento, ovviamente ci sono tutte le varie leggi di riferimento e crediamo che, anche per pari dignità, insomma, si possa fare la stessa manovra.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 187. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 270, che è uguale al 331. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 284. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 287. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 288. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 292. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 294. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 297. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 90. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 308. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 316. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione il testo dell'articolo. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 212. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 100. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 226. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 105.

Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC Sardegna). Mi dichiaro contrario e lo giustifico: è una marchetta. Spiego perché. "Case serene" in Sardegna ce ne sono tre: una ad Iglesias, una a Sassari e una ad Alghero. Sempre, siccome vi era molto personale regionale, veniva rimborsata la cifra alle tre strutture. Io credo che non ci possano essere differenze. Sarei d'accordo se vi fosse lo stesso trattamento, io sono un iglesiente, per essere chiari, però ritengo che questo debba essere collegato strettamente alle altre due "Case serene", non c'è motivo perché lo si faccia ad Iglesias e ci sia un trattamento diverso nei confronti delle "Case serene" di Sassari e di Alghero. Pertanto sono contrario e invito anche il Presidente e il professor Paci a valutare con attenzione che questo è un atto di ingiustizia nei confronti di altre due comunità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Presidente, non posso che condividere quelle che sono preoccupazioni più che denunce dell'onorevole Oppi. È profondamente ingiusto e discriminatorio prevedere delle risorse per una casa di riposo e trascurare completamente tutte le altre, quasi che le altre case di riposo, perché gravitano su territori differenti rispetto a quelli di pertinenza di alcuni consiglieri regionali di maggioranza, non abbiano diritto di avere le stesse risorse. Io con grande pacatezza chiedo che il vicepresidente Paci rifletta su questo punto, che i consiglieri riflettano su questo punto, perché poi credo che non sia assolutamente a loro favorevole una decisione di questo tipo, perché una decisione di questo tipo così pesantemente discriminatoria credo che negli altri territori, e mi riferisco ai consiglieri regionali colleghi della provincia di Sassari, credo che questa decisione così pesantemente discriminatoria poi qualcuno dovrà pagarla e la pagheranno sicuramente i consiglieri regionali della provincia che hanno comunque utilizzato il loro voto in modo poco razionale, in modo poco attento alle esigenze di tutta la Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SEL). Condivido l'intervento del collega Marco Tedde e del collega Giorgio Oppi. Io credo che non costi nulla all'assessore vicepresidente Raffaele Paci prendere un impegno affinché nella prossima finanziaria siano equiparate anche le altre case di cura presenti negli altri territori della Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Questo intervento messo così può destare delle criticità e perplessità. In realtà è l'approdo di un processo di riorganizzazione e, mi dicono, di chiusura della funzione attuale della "Casa serena" di Iglesias e serve per coprire un'una tantum e debiti pregressi...

OPPI GIORGIO (UDC Sardegna). Gli abbiamo regalato 3 miliardi...

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Onorevole Oppi, così mi è stato illustrato.

OPPI GIORGIO (UDC Sardegna). Chi gliel'ha illustrato le ha detto una frottola!

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Scusate, onorevoli consiglieri, così mi è stato spiegato e così io in quest'Aula lo riporto. Personalmente sono contrario a interventi una tantum che non siano inseriti in una razionalizzazione e così questo mi viene spiegato essere. Dopodiché ovviamente se ci sono interventi analoghi da fare sulle altre strutture in altri territori della Sardegna ovviamente la Giunta regionale dà la massima disponibilità all'interno di un processo di razionalizzazione come quello che interessa "Casa serena" di Iglesias. Quindi piena disponibilità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Desini. Ne ha facoltà.

DESINI ROBERTO (Partito dei Sardi). Presidente, sull'ordine dei lavori, gentilmente due minuti di sospensione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Chiedo di intervenire, Presidente, perché conosco l'argomento. "Casa Serena" ce ne sono tre, come ha detto il collega Oppi, in tutta la Sardegna, erano patrimonio regionale gestito dalla Regione, luoghi nei quali i pazienti venivano trasferiti e gestiti dalla Regione direttamente. Dopodiché era stata fatta una legge che aveva trasferito, al prezzo simbolico di un euro, le strutture ai Comuni i quali Comuni con le leggi che cambiano, con le variazioni che ci sono in piedi, non riescono oramai a gestire nulla, io conosco in particolare il comune di Iglesias ma non metto in dubbio che il problema riguardi anche le altre strutture. Nel caso specifico c'è una relazione presentata dal sindaco del Comune di Iglesias, presentata alla Commissione bilancio di questo Consiglio regionale che è agli atti, in cui racconta le difficoltà oggettive che ci sono nel gestire una struttura che è oramai derelitta, in rovina, che incide sul bilancio del Comune di Iglesias per 3 milioni di euro. La cosa più rilevante della spesa naturalmente anche in questo caso è la presenza di 60 dipendenti assunti negli anni, da molta gente, ci sono 60 dipendenti in quella struttura per 60 pazienti per cui la struttura dovrà credo essere chiusa fra breve, magari destinata ad altro uso perché è una struttura grande che non può più essere utilizzata in questo modo, ci rendiamo conto e probabilmente il Comune di Iglesias utilizzerà un altro luogo per mandare i pazienti ad essere seguiti. Occorrerà fare probabilmente anche un intervento per verificare se ci sono le condizioni di gestire la struttura con tutto il personale in quel modo, se bisognerà trovare degli accorgimenti per inventarsi nuove forme di gestione del sistema. Questa è la ragione per la quale il Comune ha presentato una richiesta anche superiore rispetto a quella che è nella proposta di questo Consiglio regionale. La conosco per avere letto la relazione e per conoscere la situazione del Comune di Iglesias e perché è agli atti di questo Consiglio regionale una richiesta. Ciò non toglie che anche altri ovviamente avranno... è solo questa la ragione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Era sulla modalità di voto, Presidente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Adesso scopro un'altra di quelle barzellette, perché non posso che dirle così. Mi risulta che il Comune di Iglesias abbia già fatto le variazioni in bilancio ieri su questo tema. Mi capite? Sino all'altro giorno, quando si discuteva di armonizzare i lavori in Consiglio, era una cosa impossibile e non vera. Assessore Paci, scopro questo. C'è chi ha troppo fretta e pensa che le dinamiche d'Aula le possa guidare solo ad usum, e chi invece vuole favorire una legislazione corretta, serena, aperta, libera, e un dibattito di alto valore in quest'aula. Così non va bene, io proporrei una cosa, Assessore, accantoniamo questi danari perché ne cerchiamo anche altri per le famiglie numerose, e vediamo cosa succede domani al bilancio per tutte e tre le Case Serena, così siamo equilibrati in prospettiva e riusciamo a fare anche un'opera meritoria nei confronti di chi fa figli in Sardegna e qualche altro che pensa che bastino gli immigrati a sostituire, non l'etnia sarda, perché così non è, a sostituire gli abitanti della Sardegna. Credo che qualcuno debba se non altro ragionarci e capire che le famiglie vanno aiutate, ma su questo riprenderò l'argomento e ne dirò altre.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Deriu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (PD). Noi cogliamo le intenzioni positive, quindi accogliamo anche quanto ci ha detto l'assessore Paci, nel senso che sarà fatta, evidentemente nello spirito richiesto da molti colleghi che sono intervenuti prima, una verifica in sede di finanziaria della situazione di questi istituti, capiamo anche però che si tratta di un caso particolarissimo che richiede un intervento immediato, per cui la nostra espressione, la mia espressione in questo momento è di un voto favorevole all'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Randazzo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RANDAZZO ALBERTO (FI). Chiedo scusa, c'era una richiesta di sospensione prima dell'intervento, volevo sapere se vale ancora, se no interveniamo se andiamo a votare. Se dovete sospendere, chiedo di intervenire dopo la sospensione, siccome c'era una richiesta del collega Desini prima.

PRESIDENTE. È ritirata la richiesta di sospensione.

RANDAZZO ALBERTO (FI). Assessore Paci, conforto suo, conforto del collega Deriu, bellissimo, sarebbe stata una proposta seria fare un emendamento orale per dare in proporzione in tutte le altre Case Serena, perché il collega Tedde mi spiegava che Alghero è messa peggio e non ha fatto ancora un'operazione di bilancio e non ha la fortuna di avere quelle somme a disposizione. Io spero che quello che ha detto il collega Dedoni sia una bugia, perché se è vero che ieri hanno approvato, e io chiederò gli atti ufficiali con richiesta scritta al Comune di Iglesias, se hanno approvato ieri la variazione di bilancio con questa somma iscritta al bilancio sono problemi diversi. Come annuncia la collega Busia, io non vado in tribunale, … il questore e chiede scusa a chi ha garantito sulla correttezza di come stiamo votando in quest'aula, perché quando diciamo che votiamo con la conoscenza degli atti, assessore Paci, sono tutti una tantum, ne abbiamo fatto dieci una tantum in questa legge. Armonizzazione, se questa è armonizzazione, quando andiamo fuori a dire che stiamo armonizzando, diciamo che stiamo facendo cose diverse rispetto all'armonizzazione. Ne abbiamo parlato anche altre volte, o entriamo concretamente nelle voci, io non ho niente contro la Casa Serena di Iglesias, possiamo dare anche 1 milione se serve, premetto questo, però se le esigenze sono anche in altre due strutture, io avrei apprezzato di più se l'assessore Paci, con la sua serietà, avesse detto: "Vediamo la disponibilità e le esigenze che servono, do copertura doppia all'emendamento e do la disponibilità immediata come sempre per Iglesias ad intervenire subito", ma il collega Tedde ha detto che è messa peggio strutturalmente, che non ha neanche l'accreditamento e la certificazione, siamo poco corretti noi che stiamo votando questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Desini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DESINI ROBERTO (Partito dei Sardi). Su questa vicenda delle Case Serena bisognerebbe sicuramente fare una riflessione, e anche comunque bisognerebbe vedere come si sono create queste Case Serena e tutto quello che è il passato, anche perché non ci dimentichiamo che noi stiamo continuamente cercando di mettere dei rimedi a delle situazioni che stiamo ereditando negli anni e decenni, di scelte a dir poco condivisibili. Detto questo, così come qualche collega che mi ha preceduto ha messo in evidenza il fatto che ci sono altre due Case Serena ad Alghero e a Sassari, parrebbe, penso che l'Assessore possa dare conferma, che non risultino all'Assessorato, assessore Paci, delle richieste da parte di Alghero e di Sassari, però, così come lei ha dichiarato, qualora si dovessero verificare, siamo a disposizione eventualmente, speriamo che non ce ne sia bisogno, per fare interventi così come si sta facendo in questo momento per quanto riguarda la Casa Serena di Iglesias. E per annunciare il voto favorevole da parte del nostro Gruppo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC Sardegna). La mia è una precisazione perché bisogna ripristinare la verità. Va detto che molti non hanno una cognizione precisa, non ci sono cose del passato, erano strutture dell'Enaoli, che l'Enaoli ha ceduto, è chiaro che le ha cedute, però con personale che era personale della Regione. Per cui è chiaro che il Comune molte volte anticipava i soldi e quindi la Regione glieli rimborsava, prendevano orientativamente circa 3 miliardi di vecchie lire ciascuna. Nel caso specifico, siccome è zonale, è pur vero che hanno gravato sui poveri vecchi, addirittura chiedendogli il 100 per cento di quella che era la loro pensione, eccetera. Però la verità è che alcuni anni fa Iglesias non aveva risorse per poter far fronte, e aveva circa un buco di 2 miliardi e 500 di vecchie lire. Fu fatta una proposta in Commissione bilancio, che fu bocciata, questa stessa proposta è stata approvata in Aula, per cui praticamente la Regione si è fatta carico di regalare 2 miliardi e 500 di vecchie lire al Comune di Iglesias. Questa è la storia per quanto riguarda i costi. I dipendenti non saranno proprio sessanta, sta di fatto però che è ingiusto nei confronti degli altri.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Fasolino per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Stiamo assistendo a un metodo di fare politica, un metodo che veramente ci è distante. Non tutti i territori sono rappresentati nella stessa maniera, ho sentito veramente un sacco di scuse per giustificare una cosa che è assurda. Ma dopo due anni e mezzo, dopo quasi tre anni ancora per giustificare i fallimenti di questo Governo sento parlare di quello che hanno fatto i governi precedenti. Ma ancora quanto ne avrete, dopo quanto smetterete e comincerete a prendervi le responsabilità dei vostri fallimenti? Quanto ancora dobbiamo aspettare per sentire: "Abbiamo sbagliato."? Questa è una cosa che non state facendo voi. E non mi meraviglio tanto di chi difende il proprio territorio, come fanno i rappresentanti che rappresentano, appunto, il territorio dove sta la Casa Serena di Iglesias, quelli che mi stupiscono sono i consiglieri regionali espressi dal territorio sassarese, che vanno a giustificare queste scelte pur di non andare, pur di difendere il proprio territorio. E di questo, guardate, prima o poi ne dovrete rendere conto ai cittadini, non tanto qua a noi, non tanto dovrete essere bravi a trovare delle risposte per noi, ma dovrete essere bravi a trovare delle risposte da giustificare questi comportamenti nei confronti dei cittadini.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Stavo pensando a cosa potrebbe essere assimilabile quello che stiamo vedendo, e pensavo ad un tribunale del post estrazione del lotto, quando si estrae il numero vincente, allora c'è un tribunale che dice: "No, fermo, quel numero non va bene, bisogna cambiarlo perché quel numero io non ce l'ho". In effetti, l'onorevole Oppi l'ha definita per quella che è, una marchetta, ma tutto è una marchetta a dire il vero, perché tutto va verso un territorio, e mi rendo conto che non può andare in tutto il territorio, e non tutte le esigenze possono essere certamente salvaguardate e neanche soddisfatte perché la copertina è corta. Il meccanismo che si sta utilizzando è semplicemente questo, sotto la copertina cerchiamo di mettere quelli che hanno Santi in paradiso, chi non ha Santi in paradiso sta fuori dalla copertina e questo non va bene, questa è una cosa assolutamente non condivisibile. Ma non è che perché questa maggioranza fa probabilmente come hanno fatto tutte le maggioranze, deve cercare giustificazioni andando a dire l'hai fatto anche tu e quindi lo voglio fare anche io, ognuno si assume le responsabilità di quello che fa, nel giorno in cui lo fa. Oggi, credo che, cercare giustificazioni su assunzioni di chissà quando, di assunzioni chissà fatte come, o pensare che serva più tempo per fare disastri, i disastri si possono fare in un battibaleno. Quindi non è questione da quando sono state fatte, è questione che non si devono fare semplicemente le cose che non vanno bene. In questo caso credo che casa serena di Iglesias, che io non conosco e che rispetto, abbia diritto uguale a casa serena di Alghero e a casa serena di non mi ricordo dove. Per cui, lo sforzo qual è, eventualmente che dovrebbe fare la maggioranza, di far infilare sotto la copertina tutti quelli che si trovano in quelle condizioni, se non si riesce 500 per tutti facciamo 500 diviso tre. Tutto qui. A questo emendamento voto contro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Demontis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEMONTIS SALVATORE (PD). Io credo che si stia davvero strumentalizzano, in questo caso comune di Iglesias, come ci è stato detto, ha fatto richiesta di finanziamento come in passato lo ha fatto il comune di Sassari e immagino anche quello di Alghero. In passato casa serena di Sassari è stata oggetto di interventi di ristrutturazione importanti con finanziamenti che ha ottenuto, stiamo parlando di un paio di anni fa. Immagino che il sindaco del comune di Alghero, come quello del comune di Sassari, qualora ci fossero altri interventi da effettuare, chiederà altre risorse. Io non credo che sia da bocciare un emendamento che risponde all'esigenza di un comune, in questo caso, non sapendo se negli altri due comune e nelle altre due case serena, nel comune di Sassari e nel comune di Alghero, ci si esigenza di altrettante risorse. Mi sembra davvero strumentale devo dire e pretestuoso. Quanto poi al fatto che il comune di Iglesias abbia stanziato in bilancio, nel bilancio di previsione, stanziate, e non impegnate evidentemente, delle somme sulle aspettative che oggi o sulla base di questa variazione di bilancio sarebbero state stanziate anche nel corrispondente bilancio dell'Amministrazione regionale, non vedo davvero cosa ci sia di inquietante né di strano. Se io fossi un amministratore di un ente locale farei esattamente questa cosa, sapendo che l'ultima variazione di bilancio posso farla il 30 novembre, stanzio delle somme attendendo di avere poi corrispondenza sul bilancio regionale. Qualora poi non fosse così con una variazione successiva la eliminino. Voglio dire si tratta di avere semplicemente dimestichezza con un bilancio di un ente locale, né più né meno.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 105, uguale al numero 248.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio approva).

Metto ora in votazione l'emendamento numero 82. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Sabatini, relatore di maggioranza. Ne ha facoltà.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Intervento su questo emendamento, la cui prima firmataria è la collega Daniela Forma, perché l'emendamento mi pare profondamente condivisibile perché pone il problema delle famiglie numerose, che nell'annualità 2016 non hanno avuto risorse. Noi in Commissione abbiamo esaminato il tema e dopo la Commissione, dalla Commissione all'Aula, mi sono premurato di approfondire il tema e intanto c'è da dire che il Reis dà parzialmente una risposta alle famiglie numerose, la delibera è in prossima all'approvazione in Giunta, che è conseguente alla legge che abbiamo approvato, e tiene conto del numero dei figli nell'attribuire le risorse. E altre iniziative invece che riguardano la politica delle famiglie si stanno proprio in questi giorni mettendo in campo, si stanno approfondendo con l'utilizzo di fondi comunitari. Oggi le risorse, l'analisi e l'approfondimento che abbiamo fatto anche in Commissione messe e allocate ai primi di dicembre in questa manovra, in questa variazione di bilancio, non sono in tempo utile per essere attribuite ai comuni, che tra l'altro, avrebbero solo difficoltà nel vedersi trasferire le risorse se mai la Regione fosse in tempo ad attribuirle. Quindi, io chiederei alla collega di ritirare l'emendamento con l'impegno che nella finanziaria 2017 facciamo tutto l'approfondimento del caso ed eventualmente stanziamo le risorse per tempo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Daniela Forma per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FORMA DANIELA (PD). Per sottolineare il fatto che seppure nel Reis si riesce a dare una risposta parziale alle famiglie numerose, perché molti vivono in condizioni di povertà, ieri il rapporto della Caritas sottolineava la presenza di 107.000 famiglie in Sardegna in condizioni di povertà, è anche vero che le famiglie numerose chiedono politiche per la famiglia, oltre che politiche per la povertà. Quindi, io chiederei anche comunque attendo un intervento dell'Assessore perché se è vero che ora i comuni stanno erogando i contributi bonus delle famiglie numerose per l'annualità 2015 è anche vero che c'è la necessità di avere continuità e che quindi non rimangano dei vuoti rispetto al sostegno alle famiglie e alle famiglie numerose. Quindi io gradirei un intervento della Giunta prima di prendere una decisione in merito a questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Intervengo a sostegno dell'emendamento dell'onorevole Forma e, se mai ce ne fosse ancora bisogno, per puntare il dito su queste politiche che sono da rendere operative. Perché dalla nostra società… io non voglio neanche richiamare i rapporti della Caritas, delle Acli, perché tanto sono addirittura truccati perché provengono da una precisa direzione politica e hanno anche come funzione che le cose vanno un po' bene. In realtà la cosa è anche peggiore, rispetto a quello che ha detto l'onorevole Forma, e basta farsi un giro nei quartieri delle città e dei nostri paesetti per vedere qual è la situazione reale, chiedete ai vostri assessori alle politiche sociali. Quindi, non si può certamente dire che… voi siete specialisti nel far sparire le risorse per le categorie più deboli, voi preferite la Confindustria e organismi di questo genere, Assessore, lo sappiamo nei suoi sogni vede solo Confindustria e questa gente qua. Noi invece vediamo la gente, se questa gente poveraccia riesce ancora fare tanti tipi che sono quelli che provano a garantire un po' di continuità alla nostra regione forse qualche volta un minimo di sostegno potremo provare a farlo e anche se le fa così con la testa come dire me ne frego, me ne frego non se ne freghi, Assessore, non se ne freghi, perché le assicuro che su queste politiche voi con banche eccettera ci lasciate le penne perché poi votano tutti i sardi salvo che Renzi non ci voglia anche togliere il diritto di andare a votare per i consigli comunali e per il Consiglio regionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Truzzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Grazie Presidente, io sono sinceramente basito, basito anche della risposta del collega Sabatini che reputo persona stimata e concreta, perché le giustificazioni che ha addotto per non trovare all'interno del bilancio regionale 3 milioni di euro, che sono lo 0,5 per mille e anche di meno del bilancio regionale per le famiglie numerose sono assurde. Non si può innanzitutto dire che si provvede già con i REIS perché il sostegno alla famiglia un conto, il sostegno alla povertà e il supporto per il sostegno per la povertà è un altro, sono due concetti differenti. Il fatto di associare sostegno alle famiglie sempre come sostegno alla povertà è una cosa vergognosa, è una cosa vergognosa! La famiglia è un fattore importante per la crescita e lo sviluppo di qualsiasi comunità, è il primo nucleo in cui si forma una comunità in cui si forma la società e noi continuiamo a trattarlo come qualcosa a cui fornire un'elemosina, questo Consiglio, che poi trova la capacità di individuare mance e mancette per le esigenze più disparate, per le richieste più disparate e noi qua non riusciamo a trovare 3 milioni di euro perché tanto i comuni non riuscirebbero spenderli. Perché le linee guida che stanno facendo per i REIS, c'è il tavolo di concertazione o non so cosa sia in questi giorni consentiranno di spendere quei 30 milioni di euro? Ma di che cosa stiamo parlando, ma a chi la volete raccontare, non ve ne frega niente o meglio ve ne frega a parole e nei fatti non ve ne frega niente.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene sanità e dell'assistenza sociale.

ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Grazie Presidente, buonasera onorevoli consiglieri, posso assicurare l'onorevole Forma che c'è la massima attenzione per il problema delle famiglie, come forse lei saprà stiamo cercando di fare un pacchetto di iniziative al di là del bonus che sostengano e permettano di conciliare la vita lavorativa, genitorialità della donna, dei genitori, perché non è solo un problema di genere femminile quello di assicurare la tutela della famiglia. Quindi abbiamo una serie di pacchetti che vanno dagli asili nido al sostegno per le mense, per cui nel 2017 attiviamo tutta una serie di procedure e di investimenti per sostenere la famiglia ma per un motivo, io dico forse anche egoistico, mi permetto di dire noi non possiamo più sostenere un tasso di sostituzione di 1 e 16, non possiamo più permettere di avere ogni donna sarda che potenzialmente è in età fertile alla possibilità fa solo un figlio, non è più sostenibile per la nostra società. Quindi c'è una motivazione molto pratica per cui dobbiamo sostenere la famiglia e vogliamo sostenere anche le famiglie numerose con una politica un po' più articolata di là del bonus.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Intanto ben arrivati Assessori perché non vi abbiamo visto quasi tutti nel corso della manovra e pure vi erano provvedimenti importanti sui quali avremmo voluto anche una interlocuzione sul merito di alcune questioni che attengono al merito, quindi siamo quasi alla fine, se siete venuti ad ascoltare le conclusioni del dibattito, se vi serve a qualcosa bene. Perché, lo dico seriamente, bisogna essere dall'inizio alla fine di un provvedimento soprattutto quando si trattano argomenti che interessano settori importanti e settori che in qualche misura hanno la necessità di vedere politiche concrete e reali di governo della materia di cui voi siete responsabili. Detto questo sulla questione delle famiglie, assessore Arru, forse io non so se le notizie che ho io degli asili nido, delle scuole paritarie, delle scuole materne, di tutto quel variegato mondo che riguarda la famiglia siano le stesse che ha lei, che ha il suo assessorato dove ci sono ritardi, dove ci sono addirittura situazioni che ormai sono al collasso, rischiano la chiusura, io non so a quali pacchi lei si riferisca che state predisponendo come Regione i pacchetti natalizi da distribuire come si faceva trent'anni fa ai poveri, qui c'è un problema che è un dramma. quello che richiamava la collega Daniela Forma, un dramma della povertà che è in continua crescita, che è in continuo aumento e mi pare che questo intervento in un momento di crisi come questo vada nella direzione giusta, non è l'intervento risolutore ma è un segnale importante. Ecco perché è un appello a sostenere quest'emendamento della collega, quindi non è neanche della nostra parte politica, però le cose che hanno un senso, le cose che hanno un collegamento con la drammatica realtà che c'è fuori di questo palazzo ci sentiamo di sostenerle; vengano anche dai colleghi della maggioranza come in questo caso. E se mi consente la collega Forma a norme del mio Gruppo ma direi di tutta l'opposizione di aggiungere anche le nostre firme.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, io credo che quello che ho potuto conoscere della collega Forma è che è una persona che ha carattere e che è ferma nei principi e nel suo modo di essere all'interno dei lavori dell'Aula e credo che manterrà questa sua ferma posizione al di là dei suggerimenti, delle carezze, delle promesse, vaghe promesse peraltro e non credo che si lasci così in maniera indomita… Presidente io… E credo una cosa che non sia il caso di fraintendere fra famiglie povere e famiglie numerose. Ci sono famiglie numerose che sono anche povere e ci sono famiglie numerose che fanno tutto il possibile per poter avere almeno in più quel terzo figlio che modifica il dato statistico a cui mi pare l'Assessore si riferiva. Io vorrei dire e ricordare che non è facile all'interno dei tre minuti parlare di un qualcosa che dovrebbe essere approfondito, curato nell'interesse di tutti i sardi. Anche perché qui dentro dovremmo amministrare al meglio le cose. Assessore, stamattina io ho ricordato che TIR di materiale buono, intonso anche nelle cose, sono stati tolti da magazzini di alcune ASL e dati al ferro vecchio, scritto, ma effettivamente per rivendere quale nuovo. Io credo che quelli siano molti denari e non pochi ed è uno spreco, è uno schiaffeggio nei confronti di chi affronta una vita familiare con serenità ma con gravosità e non viene assolutamente assistito dalle istituzioni. E quando si tratta di assistere non è solo dare danaro e dare le opportunità di servizi che non hanno, anziché creare immagini per un futuro che non esiste. Vorrei che la coscienza di ciascuno avesse il tempo di verificare. Io credo, e prenderò la parola, provengo da una famiglia numerosa…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Se hanno tutti il volume di Attilio, immagino com'è festa in casa, cioè proprio deve essere! Allora io vorrei capire, Presidente, siamo in dichiarazione di voto di un emendamento per il quale c'è stato l'invito al ritiro e la presentatrice ha sospeso la decisione in attesa dell'Assessore. Ma non sarebbe quindi conveniente capire che fine fa in base alla volontà della presentatrice e poi intervenire?

PRESIDENTE. Sì, stavo aspettando che si esaurissero le dichiarazioni di voto per fare poi la richiesta se manteneva o meno l'emendamento.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Quindi poi possiamo rintervenire per dichiarazione di voto?

PRESIDENTE. No, poi è finita. Se lo ritira lo ritira, altrimenti si vota.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Ho capito. Tanto lo faremo nostro. Allora approfitto di questi minuti che mancano, era solo per capire dove mi trovavo in questo momento, per dire all'assessore Paci, l'allegato 5.1: il prospetto esplicativo della copertura finanziaria delle autorizzazioni di spesa, di cui all'articolo 1 della presente legge, dove troviamo l'intervento, la quantificazione della spesa e la copertura finanziaria. Io chiederei se è possibile, prima della votazione finale, di avere aggiornata questa tabella, di modo che le quantificazioni di spesa vengano aggiornate e le coperture idem, per avere un quadro preciso di quello che poi si andrà a votare nella votazione finale. Per quanto riguarda l'emendamento presentato dall'onorevole Forma lo condivido pienamente, perché trattasi sicuramente di un argomento che penso al quale tutti siamo sensibili, e ritengo che abbia fatto il compito bene, perché non è che ha proposto di stracciare 3 milioni e poi andiamo a trovarli, ha anche detto dove andarli a prendere. Quindi credo che il lavoro sia stato fatto bene dalla A alla Z. Per cui il mio voto è sicuramente favorevole e, com'è stato preannunciato, se dovesse ritirarlo sicuramente lo dovremo votare perché lo faremo nostro. Grazie.

PRESIDENTE. Chiedo all'onorevole Forma se intende mantenere l'emendamento.

Ha domandato di parlare la consigliera Daniela Forma. Ne ha facoltà.

FORMA DANIELA (PD). Presidente, io ribadisco quanto ho detto in Commissione sanità. A mio avviso è stato un errore non tutelare 3 milioni di euro dedicati alle famiglie numerose, che appunto nel momento in cui abbiamo approvato la finanziaria del 2016 sapevamo essere inseriti nel pacchetto dei 30 milioni per le estreme povertà, ma che effettivamente come è emerso anche dalla discussione di ieri e di questa sera non sono strettamente politiche per la povertà, ma sono anche politiche per la famiglia. La preoccupazione delle famiglie numerose, in particolare anche relativamente al fatto di avere una risposta seppur parziale col REIS, è legata proprio al reddito ISEE. Io vorrei ricordare che nel 2013 quando noi siamo entrati avevamo in mano i bonus del 2013, il reddito ISEE delle famiglie per poter accedere al bonus era di 30.000 euro all'anno, nel 2014 quando l'abbiamo preso in mano noi l'abbiamo ulteriormente abbassato e ridotto a 20.000 euro all'anno, adesso non vorrei che le risposte che venissero date alle famiglie numerose col REIS poi richiedano un reddito di 5000, di 10.000 euro all'anno. Perché, ribadisco, è vero che si va a dare la risposta alle famiglie numerose, quelle in condizioni di maggiore povertà, ma quello che qui chiediamo è appunto un intervento, uno, sulle politiche per la famiglia. Quindi io vorrei sottoporre questo all'attenzione dell'Assessore. Per me è una situazione difficile, nel senso che su questa misura io avrei gradito proprio una posta specifica sul nostro bilancio del 2016, e naturalmente che questa venisse nei mesi scorsi messa a correre. Purtroppo ci ritroviamo al 1 dicembre è così non è. Quindi io prendo atto dell'impegno che questa sera è stato assunto dall'Assessore, e gradirei che tutta la partita relativa alle politiche per la famiglia, per la quale l'Assessorato mi è sembrato di capire voglia dare priorità per l'annualità 2017, gli venga data dal mese di gennaio, e non dal mese di giugno, di luglio o di settembre, in modo che ribadisco ci sia continuità nel sostegno alle famiglie numerose che adesso si stanno ancora barcamenando con l'annualità 2015. Quindi per questo impegno che l'Assessore ha assunto, e che spero di non dovermi ritrovare nel mese di febbraio, marzo, piuttosto che a settembre a comunque ricordare o riprendere in mano, su questo impegno io ritiro l'emendamento.

PRESIDENTE. Allora l'emendamento è ritirato.

Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Lo faccio mio, ma tutti i colleghi della minoranza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). No perché, collega Forma, però bisogna essere seri. La Finanziaria in aula non è neppure entrata, come si può ipotizzare, anche se la Giunta assumesse l'impegno, che da gennaio 2017 possa decorrere il mese? Siamo seri! Allora si dica che per ordine di scuderia l'emendamento si ritira, ma non perché c'è la volontà che da gennaio possa partire qualcosa, perché non c'è assolutamente nulla. Su questo con la stessa intensità, e mi creda veramente, lealtà con la quale abbiamo sostenuto la sua iniziativa, con altrettanta però chiarezza bisogna dire le cose come stanno. Quindi, non creiamo false illusioni o aspettative che non esistono, perché la finanziaria non è neanche approvata dalla Giunta a quanto ci risulta.

PRESIDENTE. Allora l'emendamento è fatto proprio dalla minoranza. Onorevole Dedoni, lei è già intervenuto però.

Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Sì, Presidente, se mi è consentito io non è che sia intervenuto… volevo chiedere, siccome è presente in Aula l'Assessore della sanità, poi potrei anche riaffermare quello che ha detto adesso, prima di aprile se va bene non si approva la finanziaria, ma non è questo il tema. Vorrei approfittarne, siccome è stata chiusa l'emodinamica a Carbonia, e pare che sia al vaglio dell'Assessorato, ed è stata chiusa…

Ma il generale è ancora più su di giri! Ho capito, ma credo che serva per la sanità. O perché la sanità va bene? Oh Pietro!

PRESIDENTE. Onorevole Dedoni, siamo in dichiarazione di voto.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Ho chiuso!

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 82.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 101. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'emendamento numero 192.

Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Di questo ne ho accennato stamattina, quando abbiamo parlato del comma 11, e ho illustrato quali sono i problemi che in questo momento si trovano a far fronte i Sindaci. Anche in questi momenti, anche in questi giorni c'è qualche sindaco che è nel dubbio di come dover procedere, per cui questo emendamento aggiuntivo praticamente dava una possibilità, eventualmente la maggioranza decida di approvarlo, e cioè la possibilità di poter procedere con la gara d'appalto, come è obbligatorio, e ricordo come è stato stabilito dalla sentenza del Tar Sardegna, e a questa gara d'appalto prevedere per legge l'inserimento della clausola sociale … del personale attualmente impiegato. Questo farebbe chiarezza per quella che è la procedura che deve essere eseguita dai comuni, metterebbe al sicuro i dipendenti che non perderebbero neanche un'ora di lavoro, e consentirebbe di riportare tutto negli alvei della legalità, in attesa poi che eventualmente un disegno di legge, com'è stato annunciato dall'onorevole Sabatini stamattina, possa prendere corpo ed essere fatto, ma nel frattempo con questo provvedimento potremmo dare una risposta e una via maestra alla quale attenersi senza far correre alcun rischio. Questo intendevo semplicemente chiarire per quanto riguarda lo spirito di questo emendamento, che non è certamente un emendamento che va contro chi lavora e contro chi fino a oggi ha svolto un servizio essenziale e fondamentale di gestione e valorizzazione dei nostri beni archeologici, museali e archivistici.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 192.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 84.

Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Questo emendamento che abbiamo voluto presentare attiene la gestione delle emergenze archeologiche. Noi stamattina, questo Consiglio regionale ha deciso di prorogare di un ulteriore anno la gestione di questi beni archeologici, che funzionano grazie a trasferimenti che la Regione effettua a favore degli enti locali, viene pagato il costo del personale perché questi sono piani di gestione dei beni culturali che derivano nientemeno che dai piani di lavoro inventati dall'onorevole Cogodi negli anni 80. Bene, siamo ancora qui, non c'è nessuna modifica, è necessario dare delle dotazioni finanziarie ai comuni per completare questo anno, perché altrimenti nei prossimi giorni verranno chiusi i musei, verranno chiusi tutti i poli archeologici che usufruiscono di queste risorse. La finanziaria aveva previsto un finanziamento fino al 90 per cento, è stato dato solo l'85 per cento imbrogliando sia il Consiglio regionale sia i lavoratori, che sono circa 1000, e quindi noi con questo emendamento intendiamo ripristinare le cose e portare la dotazione finanziaria ai livelli precedenti alla finanziaria numero 5 del 2016, e coprire il costo del personale per intero oltre il 5 per cento dei costi necessari per le manutenzioni. Quindi chiediamo il voto favorevole di questa Aula, perché è possibile, grazie anche alla copertura finanziaria indicata, dare ristoro a questi lavoratori e dare ristoro soprattutto a queste cooperative che gestiscono da sempre questi beni culturali. Quindi non si può disimpegnare la Regione proprio nel giorno in cui viene il Ministro Franceschini a firmare un patto sui beni culturali e sulle Isole minori, sulla riqualificazione dei centri urbani, privo di risorse finanziarie. È venuto qui a raccontare la storiella dell'accordo, del patto, dell'ulteriore contratto con le Isole minori e per la cultura, e noi diminuiamo le risorse, o meglio, voi diminuite le risorse per la gestione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Io non ho fogli da sbandierare, ma ho solo in qualche modo la concretezza di dire che questo problema è in qualche modo nella testa e anche nei fatti concreti di questa maggioranza. Sa bene il collega Locci, che partecipa anche alle riunioni della Commissione bilancio, che il Partito Democratico ha per primo presentato l'emendamento attraverso il quale si è permessa la proroga dei contratti, l'abbiamo in qualche modo voluto con forza, perché era un emendamento che ci permetteva in maniera responsabile di garantire che anche nel 2007 si potesse consentire a questi lavoratori di portare avanti le iniziative e assicurare la presenza nei siti archeologici di estrema importanza. Non dico qui quello che sta facendo il Governo, perché lui lo sa benissimo, gli investimenti nel settore archeologico, che sono investimenti strutturali e importanti. Esiste sicuramente un problema di finanziamenti, che devono coprire non il 105 per cento, ma almeno il 100 per cento, e sul quale c'è stato già un impegno stamattina nella discussione del comma 11, relativamente a intervenire in maniera strutturale su questo settore. Non possiamo più andare avanti con le proroghe, dobbiamo avere il coraggio, la consapevolezza e la capacità di fare un intervento legislativo, prima per tutti per gli stessi lavoratori e le stesse cooperatori e il sistema degli enti locali. I soldi sono importanti, e noi anche nella passata finanziaria siamo riusciti a intervenire con 2 milioni 300 mila euro, in modo da garantire tutto il 2015, sappiamo e siamo consapevoli dei sacrifici che stanno facendo e portando avanti le cooperative, però riteniamo che sia con gli impegni che ha preso anche l'Esecutivo, ma con l'intervento legislativo, possiamo definire in maniera più concreta, stabile e strutturale, una presenza, la professionalità di queste cooperative nel sistema archeologico. Io credo che questo è stato preso sia dal Presidente della Commissione, dall'Esecutivo, ma soprattutto, in maniera concreta, dall'emendamento fatto proprio dalla Commissione bilancio e votato anche unanimemente dall'intero Consiglio regionale, che permette la proroga che era l'obiettivo principale che tutti quanti ci auguravamo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Non voglio ripetermi, perché ne avevamo parlato stamattina, e ho ricordato che c'era una proposta di legge votata all'unanimità in Commissione cultura a suo tempo, me Presidente di quella Commissione cultura, poi per giochetti strani, ripeto, della minoranza di allora, attuale maggioranza, la cosa si fermò in Aula e non se n'è fatto più niente. Aveva anche la firma favorevole dell'onorevole Uras allora. Poi stamattina mi è stato detto che c'è qualcuno che propone una proposta di legge all'attenzione anche degli altri. Io mi auguro, Sabatini, che ce lo faccia vedere e così vogliamo chiudere al più presto, perché bisogna dirci con chiarezza che i comuni ad aprile non è che avranno in mano i soldi della finanziaria. Assessore Paci, nonché Vicepresidente, non vogliamo prenderci in giro, vero? E allora siccome bisogna anche sanare anche in via definitiva questa posizione di 850 persone, tra biblioteche, musei e emergenze archeologiche, è bene intervenire. Vorrei dire all'amico onorevole che mi ha preceduto, che Franceschini ha fatto anche nobili cose in tutta l'Italia, meno in Sardegna e poteva qualificarla di più e meglio, anche perché ha qualche origine sarda. Dirò però che noi stiamo parlando di un'altra cosa, perché una cosa sono le opere strutturali, che forse di queste ne sa molto l'Assessore ai trasporti, mentre invece… beh, le opere strutturali credo che le conosca e che servano, sono un veicolo di sviluppo, se non ci sono quelle non si fa niente… allora è importante che invece però diamo un'aspettativa a questi che già lavorano, li possiamo anche qualificare al meglio, perché non è solo conservare, ma è valorizzare e poter esternare in termini turistici se ci verranno turisti a visitare, ovviamente. Non mi pronuncio di più.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giammario Tendas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TENDAS GIAMMARIO (PD). Solo per evidenziare che molte delle considerazioni e riflessioni che ha fatto il collega Locci sono pienamente condivisibili e credo peraltro che siano anche frutto di un dibattito che si è già aperto anche all'interno della seconda Commissione consiliare. È inutile negare che c'è una situazione di difficoltà oggettiva che ha visto dapprima ridursi da 105 a 95 sino al 90 per cento i fondi erogati dalla Regione, però credo che non possiamo fare a meno di evidenziare che c'è la necessità urgente di una revisione complessiva degli strumenti normativi che regolano la gestione dei beni culturali, perché credo che vada necessariamente fatta una differenziazione tra quelle che sono le biblioteche e quelli che sono i beni archeologici e museali che talvolta consentono anche agli enti locali di incamerare risorse sulla base di biglietti di ingresso che vengono fatti e spesso la gestione anche di queste risorse non sono attinenti poi alla valorizzazione di quelle strutture. Oltre a questo limite che non è un limite da poco perché se io incamero delle risorse dalla vendita dei biglietti non li posso certamente utilizzare però al momento non ci sono vincoli di questa natura per fare magari attività nel settore dei lavori pubblici che niente ha a che fare con il problema della valorizzazione dei beni culturali. Credo peraltro che un altro argomento molto attinente, che lo stesso è stato discusso in Commissione e che necessariamente dovrà essere oggetto di questa proposta di legge di cui si sta discutendo, è il fatto che anche assolutamente necessario fare una revisione complessiva di quelli che sono i beni museali che al momento godono di questi finanziamenti perché nel frattempo, da quando c'è la legge, ci sono altre strutture che vengono valorizzate e che sono sicuramente di grosso pregio e che però non possono beneficiare di queste risorse. Tutto questo per dire che c'è la necessità di una revisione organica e strutturale dell'intero settore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alessandro Collu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COLLU ALESSANDRO (Soberania e Indipendentzia). Io voterò conformemente alla maggioranza però una cosa la devo dire: occorre intervenire subito, subito, perché non è solo una questione di soldi, si è parlato di soldi, di riduzione, in realtà il problema più grave è che non abbiamo una strategia che riguarda il turismo, non ce l'abbiamo perché ognuno di questi siti viaggia per conto proprio. Noi dobbiamo intervenire per far sì che la Regione possa dire la sua, connettere tutti i siti, dobbiamo avere una pubblicità unica. Ogni comune va per conto proprio, non possiamo più permettere che succeda questo perché i soldi li spendiamo ma non li stiamo spendendo bene, la verità è questa, potremo risparmiare e ottenere risultati migliori. Non possiamo consentire che il turismo venga frazionato e frammentato in centinaia di parti, noi dobbiamo presentarci come Sardegna quanto meno, non vedere ogni singolo comune che magari si presenta a una fiera con un suo piccolo bene, non possiamo più permetterlo. Bisogna intervenire in modo organico, serio e farlo subito.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 84.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 188 uguale al numero 107. All'emendamento numero 107 è stato presentato l'emendamento all'emendamento numero 333.

Metto in votazione l'emendamento all'emendamento numero 333. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione gli emendamenti numero 107 e 188, uguali. Chi li approva alzi la mano.

(Sono approvati)

Metto in votazione l'emendamento numero 243.

Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 243.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 109.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sull'emendamento numero 109, presentato dall'onorevole Truzzu, c'era il parere favorevole della Commissione con modifiche alla copertura. Se permettete in Commissione non avevamo trovato la copertura per l'anno 2018, invece adesso gli Uffici mi hanno indicato la copertura che quindi può essere per l'intero triennio 16-17-18 così come presentato dal proponente. La copertura, quella che avevo già dato in Commissione, per il 2016 SC080001, per il 2017 SC080045 e per il 2018 SC020839.

PRESIDENTE. L'emendamento orale trova la copertura per il 2018 nel capitolo SC020839. Chiedo se ci sono obiezioni all'accoglimento di questo emendamento orale. L'emendamento orale è accolto.

Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Chiedo la votazione nominale

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 109 modificato.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 193.

Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Solo perché, ne ho parlato anche ieri, era presente anche l'Assessore dell'agricoltura, io ho fatto un'interrogazione molto tempo fa relativamente ai contributi che vengono addebitati ai consorziati e lamentavo nell'interrogazione la misura di questi contributi, nonché anche il metodo col quale questi contributi vengono calcolati dai rispettivi consorzi. Visto il disagio che sta creando ai consorziati, io con questo emendamento intendevo inserire in legge la certezza che i 5 milioni che il Consiglio regionale sta dedicando ai consorzi di bonifica vadano agli agricoltori. Mi è stato risposto che comunque vanno indirettamente agli agricoltori e ai contadini, ma siccome sempre i contributi che sono stati dati ai consorzi di bonifica dovevano indirettamente poi andare agli agricoltori e ciò non è avvenuto, l'emendamento che io sto proponendo è perché ci sia una previsione normativa vincolante che preveda che i 5 milioni che oggi noi stiamo stanziando vadano comunque proporzionalmente rivolti ad abbassare e diminuire le quote degli agricoltori che non devono ritrovarsi più cartelle pazze come quelle che fino a oggi hanno trovato. Questa è la filosofia e l'intendimento di questo emendamento presentato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Noi abbiamo discusso in legge apposita di questi 5 milioni e ciascuno di noi ha detto quello che riteneva opportuno, addirittura la minoranza si è astenuta per consentire l'approvazione di quella norma, anche per accelerare il processo di quest'altra. Siccome qualcuna si sente, assessore Paci, non basta che chiami l'Assessore dell'agricoltura, fa chiamare anche dalle organizzazioni sindacali, a cui è andato a rivolgersi per altro. Io capisco tutto, ma stiamo un pochino attenti e dentro l'alveo, altrimenti, veramente, anziché capire che cosa si fa si pensa per gioco meramente politico di travisare tutto. Allora, se si scende in campo, diciamo molte altre cose anche pericolose per qualcuno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oscar Cherchi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (FI). Non sarei voluto intervenire, ma l'onorevole Dedoni mi ha preceduto, cioè la grande preoccupazione di quello che è successo in aula l'altra sera è arrivata addirittura alle associazioni sindacali, che si sono poste il problema su come mai abbiamo maltrattato l'Assessore dell'agricoltura. Noi non abbiamo maltrattato nessuno, abbiamo soltanto espresso una posizione contraria, ma soprattutto ci siamo posti il dubbio del perché quando un Assessore aveva un ruolo differente, cioè quello di presidente di associazione di categoria, ragionava in un determinato modo, poi stranamente si diventa assessori e si cambia completamente la posizione. Il dubbio è, ed è doppio, perché questo comma 15 non lo abbiamo inserito tre giorni fa nella legge che abbiamo approvato dei consorzi di bonifica, era la cosa più logica e naturale, sarebbe bastato stralciarlo e con un semplice emendamento reinserirlo. Ma soprattutto vogliamo capire qual è la distribuzione reale di questi fondi, perché c'è qualcuno che sostiene che questi 5 milioni di euro potrebbero essere utili e sommati a risolvere problemi di vecchie cartelle, salvando qualche commissario da qualche errore commesso tanti anni fa, quando qualcuno si è dimenticato, soprattutto chi di quelle cartelle né è partecipe diretto, perché imprenditore agricolo, chiedeva la sospensione di quelle cartelle, perché quelle cartelle non davano certezza, soprattutto nel famoso ragionamento del prezzo dell'acqua, ma perché erano eccessive ed esagerate, e oggi invece si dice tutto il contrario. Quindi, noi abbiamo necessità, assessore Paci, lo chiediamo a lei, che questo finanziamento abbia la certezza che serva a sanare un vecchio problema legato alle cartelle pregresse che gli stessi agricoltori, di concerto con la politica, avevano deciso di sospendere per trovare nuove soluzioni. Nel tempo qualche soluzione è stata trovata perché negli anni precedenti sono stati finanziati oltre 10 milioni di euro, oggi ne stiamo mettendo altri 5. Quindi vorremmo capire se effettivamente vanno a risolvere il problema degli agricoltori.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 193. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 245. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 83, parere favorevole della Commissione e della Giunta. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 111. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 255. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 98, parere favorevole della Commissione e della Giunta. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 275. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 278. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 279. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 281. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 285. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 289. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 89, pagina 272, parere favorevole della Giunta e della Commissione.

Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Io vorrei far notare all'Aula che con questo emendamento si utilizza, o meglio nelle more dell'attivazione del famoso fondo Social Impact Investment, quello della Melandri per intenderci, quello di cui lei è presidente, i lavoratori di Tossilo potranno essere inseriti in un percorso di utilizzo, percorso di utilizzo fuori comunque dalle norme della previdenza, quelle sugli ammortizzatori sociali, quale che prevedono che il 5 per cento di lavoratori in cassa integrazione secondo gli accordi fatti poi, Assessorato del lavoro, sindacati, eccetera, possano essere inseriti in questi percorsi. Percorsi che sono finiti per legge con il decreto del 1° agosto 2014, quello che ha fatto fuori tutti i lavoratori in utilizzo della Sardegna, che oggi sono di fatto sostenuti grazie a risorse regionali, in questa stessa variazione stiamo prevedendo un ulteriore milione in aggiunta agli altri già stanziati in finanziaria, dopo di che poi sono in carico a cooperative, enti locali, a seconda, appunto, della graziosa operazione degli amministratori dei comuni. Quindi, deve essere chiaro a tutti che con questa iniziativa si corre il rischio di implementare questa platea di precari che noi stiamo tentando con varie operazioni di diminuire, e invece la Giunta da una parte dice no alle operazioni di eliminazione dei precari, e dall'altra li aumenta con queste iniziative. Bisogna fare attenzione perché non si devono poi seminare anche false aspettative nei confronti di questi lavoratori che sono già deboli di per sé. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Daniela Forma per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FORMA DANIELA (PD). Riguardo a questo emendamento, effettivamente la Giunta sta presentando una proposta rispetto a questa platea di lavoratori dell'impianto di incenerimento di Tossilo, prevedendo appunto l'istituto del distacco, per dare risposta relativamente al fatto che il 31 dicembre scadono i contratti di solidarietà che interessano questi lavoratori. Ora, però, io volevo fare una domanda all'Assessore della programmazione, perché nell'accordo sottoscritto nel mese di marzo presso l'Assessorato del lavoro effettivamente erano stati previsti una serie di ammortizzatori sociali per accompagnare gli anni che abbisognavano per il completamento del revamping e, apro parentesi, non entro nel merito dell'intervento del revamping, sul quale mi sono espressa in maniera chiara nel momento in cui abbiamo affrontato in aula la mozione sul via rispetto a questo intervento. Ora mi concentro su questo caso particolare, e in quell'accordo, oltre alla parte in carico all'Assessorato del lavoro che garantiva la copertura col contratto di solidarietà fino al 31 dicembre, assegni di solidarietà fino a un massimo di dodici mesi, assegno ordinario di ventisei settimane, vi era l'impegno dell'Assessorato della programmazione ad elaborare un progetto da attivarsi con imprese del territorio per utilizzare appunto questi lavoratori per il periodo di dodici - diciotto mesi che sarebbero necessitati per terminare questo intervento. Quindi io vorrei capire se effettivamente la programmazione ha, almeno prima di proporre il distacco presso gli enti locali, messo su un progetto, ha provato a verificare se un progetto che prevedesse l'inserimento di questi lavoratori in imprese nel territorio effettivamente sia stato elaborato, presentato a qualcuno e quale sia lo stato dell'arte su questo accordo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Lo scopo dell'emendamento è esattamente quello che l'onorevole Forma e anche l'onorevole Locci stavano ricordando, ci sono delle situazioni specifiche, temporanee, di chiusura di questo impianto. Ci sono degli strumenti di ingegneria finanziaria legati al sociale, che stanno partendo, per i quali probabilmente c'è bisogno di qualche mese in più, per avere piena efficacia, quindi i progetti sono stati fatti e vengono attuati. Non si riesce ad averli già in funzione al 31/12/2016 e con questa norma che riguarda il 2017 si dà copertura ai lavoratori, che penso sia un tema che riguarda tutti quanti. È scritto con molta chiarezza, nelle more della partenza di quegli strumenti, quindi appena gli strumenti sono operativi non ci sarà più bisogno di attuare questo. È esattamente lo stesso tipo di intervento che stiamo facendo per altre situazioni in piena tutela dei lavoratori.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Ogni provvedimento, che mette in sicurezza i lavoratori, di qualunque settore, trova la nostra massima attenzione e anche il nostro sostegno. Lo dico senza retorica, la Giunta però non faccia cadere nel vuoto l'osservazione pertinente che ha fatto il collega Locci, noi dobbiamo definire una volta per tutte, la partita dei lavoratori in utilizzo. Che, vuoi per ragioni finanziarie, una volta, vuoi per difficoltà che si frappongono gli uffici, un'altra volta, vuoi per le più disparate situazioni che si frappongono, in termini poi di conformità, norme dell'ordinamento giuslavoristico nazionale e via discorrendo, non hanno ancora una stabile e definitiva regolamentazione, che significa poi dare una prospettiva di certezza e non di precarietà nella quale oggi vivono. Quindi, anche per questi lavoratori, stendendo un velo pietoso sulla gestione della vicenda di Tossilo, questo lo vogliamo ribadire, da parte di una Giunta che non ha avuto il coraggio, la determinazione, la chiarezza di dire esattamente che cosa intendeva fare, avendo detto una cosa in Aula, fatto un'altra cosa davanti ai tribunali della giurisdizione amministrativa. Ma, ripeto, il problema oggi in esame è quello dei lavoratori. Quindi, va bene la soluzione che si prospetta, ma non vorremmo che si trattasse di altri lavoratori destinati a non avere futuro e non avere, soprattutto, la speranza della sicurezza e della stabilità, che mi pare sia un diritto di quella parte della Costituzione, viva Dio, che neppure Renzi riuscirà mai a scalfire, neanche con il voto del 4 dicembre.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Ovviamente, visto che ne stiamo parlando molto, oggi purtroppo la disponibilità delle risorse non è certamente pari alla volontà di risolvere i problemi di tutti coloro che stanno affrontando un momento di crisi veramente terrificante. Io quello che vorrei sottolineare è che stiamo parlando di Tossilo e cioè quindi della possibilità, che esiste, di poter trovare, per questi lavoratori, delle alternative diverse dall'inceneritore. E quindi, non voglio entrare nel merito della risposta che il presidente Pigliaru ha dato al presidente Ganau, ma certamente non è una risposta che rende giustizia a quello che il Consiglio regionale aveva deliberato. Questo sicuramente lo esamineremo in un altro momento, però è chiaro che il combinato-disposto fra questi provvedimenti, i ricorsi in tribunale, il procedere verso un inceneritore, che chissà cosa ci porterà in Sardegna, comunque rimane la questione lavoratori, oggi si sta dando un minimo di speranza, per cui il voto è sicuramente favorevole all'emendamento numero 89.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Proprio per dire due battute perché non so chi sia l'Assessore competente, o se sia addirittura il Presidente della Giunta, che trasmette notizie poco simpatiche ai lavoratori. I quali mi hanno telefonato qualche volta dicendo che è colpa mia che sono intervenuto pressantemente, anche nella stampa, a parlare del fattaccio che si è verificato in quelle di Tossilo. Perché per me è un fattaccio. Quando si sprecano 20 milioni di euro per il revamping in Tossilo è delinquenziale, sotto tutti gli aspetti. Allora, apriremo il dibattito… ma volevo solo dire che noi non ce l'abbiamo con gli operai, anzi, se si trovassero altri modi di poter percorrere strade diverse di quella che sino ad oggi non è stata capace di proporci l'Assessore alla difesa ambiente, forse non saremmo qui a chiacchierare neanche di questi aspetti. Ci riempiamo la bocca di Europa, di zero emissioni e di quant'altro di bello e poi, alla fine, non facciamo niente. Resta tutto quello che è il regolamento previsto dall'83 sulla raccolta dei rifiuti solidi urbani e superiamo il 60 percento di rimischiaggio all'interno di questi bruciatori.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE LAI

(Segue DEDONI ATTILIO.) È un atto doloso! Poi il Presidente della Giunta va in Marocco per difendere la nuova energia e trovare soluzioni diverse. Vergognatevi!

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 89.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio approva).

Metto ora in votazione l'emendamento numero 108. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 296. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 81.

Ha domandato di parlare l'assessore Paci. Ne ha facoltà.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Come abbiamo detto in Commissione, la copertura corretta è SC.080001.

PRESIDENTE. Se non ci sono obiezioni l'emendamento orale si intende approvato. L'onorevole Comandini aggiunge la firma all'emendamento.

Metto ora in votazione l'emendamento numero 81. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'emendamento numero 311.

Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 91. Comunico che l'emendamento aggiuntivo numero 334 è inammissibile. L'emendamento all'emendamento numero 334 è inammissibile perché non è connesso all'emendamento numero 91.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Allora l'emendamento numero 334 contiene la previsione della proroga, che per la verità è stata segnalata al nostro Gruppo dall'onorevole Randazzo, come un problema importante per quanto riguarda le disposizioni in materia urbanistica ed edilizia, sapendo che il termine scade il 31 dicembre 2016. Ora c'è per la verità un progetto di legge che non solo mi pare che sia in discussione nella Commissione competente, anzi approfittando anche della presenza dell'onorevole Solinas che mi auguro che questo provvedimento, presidente Solinas, possa essere esitato in tempi rapidi e con questo auspicio e soprattutto ricorrendo alla sua indubbia capacità anche di poter mettere in calendario quanto prima l'argomento possa, appunto, creare le condizioni perché questa proroga si possa materializzare in provvedimento di legge. Quindi con questo auspicio noi ritiriamo l'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS ANTONIO (PD). Io avevo chiesto prima all'onorevole Randazzo di ritirare l'emendamento, onorevole Pittalis, la Commissione ha già esitato il progetto di legge che è già stato trasmesso alla Presidenza del Consiglio e ha avuto rassicurazione da parte della Presidenza del Consiglio che verrà iscritto al giorno in giorno al prossimo Consiglio che si terrà la prossima settimana quindi il mio invito era quello del ritiro, gli Uffici lo hanno dichiarato inammissibile, io credo che se non fosse inammissibile chiedo nuovamente all'onorevole Randazzo di ritirarlo perché oltre alla proroga dei termini al 31 dicembre 2016 al 31 dicembre 2017 ci sarebbe anche qualche altro emendamento da presentare per fare una cosa organica. Grazie.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 334 è ritirato.

Metto in votazione l'emendamento numero 91.

Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 92. Con parere favorevole della Commissione e della Giunta

Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Mi corre l'obbligo semplicemente perché, guardate, io sarò eretico ma a me non mi stanno molto simpatici i connubi tra il centrosinistra e la Confindustria, lo dico con amicizia. State pur tranquilli che non ho neanche simpatia generalmente per queste organizzazioni di rappresentanza che non rappresentano in realtà nessuno. Perché gli industriali e gli imprenditori difficilmente si fanno rappresentare, lavorano sodo. E quindi non trovo giusto che ci siano risorse pubbliche dei sardi che vadano per l'utilizzo di queste rappresentanze datoriali ma soprattutto vanno per il funzionamento dei loro uffici. Io francamente non lo condivido, per carità è una scelta che questa Giunta fa, spero che non sia per il manifestato sì al referendum o forse per la partecipazione avuta da alcune iniziative di sostegno al sì referendario da parte di importanti esponenti del mondo dell'impresa però dico no, un no convinto ai soldi dei sardi dati alla Confindustria e alla confederazione delle imprese.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Grazie, volevo chiedere se date anche contributi alla ANAO e le tutte le altre sigle mediche. Io, assessore Paci, le chiedo la gentilezza di ascoltarmi un solo secondo per dirle: forse è il caso, supero questo non mi interessa neanche e non entro, ma è il caso di vederci anche come Conferenza dei Capigruppo e tutti i denari che non vanno direttamente a chi lavora, utilizza o famiglie o gruppi sociali non vada più buttato. Le dico questo perché probabilmente mi intende cosa vuole significare al di la di sigle di destra, sinistra centro e di qualunque paternità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Grazie signor Presidente, io rimango veramente perplesso quando leggo un emendamento di questo tipo. Io credo che dobbiamo metterci tutti la mano sulla coscienza. Ora, viva Confindustria, viva Confartigianato, Confcommercio, la Cgil, Cisl e Uil, viva tutti coloro che rappresentano chi lavora e chi intraprende ma io vorrei capire se il Consiglio regionale si deve occupare in sede di variazione di bilancio di un contributo a Confindustria di 200.000 euro che Confindustria utilizzerà sicuramente per svolgere dei servizi. Allora io mi chiedo questi servizi verranno affidati a chi e come. Ci rendiamo conto, Assessore, di che cosa stiamo parlando. Questo è un emendamento che pone questioni di una gravità inaudita, questioni di civiltà legislativa. Il Consiglio regionale è chiamato a dare a fare una marchettina, qualcuno mi suggerisce una marchettona. Io credo che Confindustria non abbia necessità di queste prebende se qualcuno ha stretto accordi con qualche amministratore, con qualche consigliere per avere queste prebende ebbene ha fatto un errore, anche perché tra le altre cose ci sono associazioni che per esempio tutelano categorie di persone deboli che avrebbero ben più diritti per avere contributi di questo tipo, 200.000 euro. Voto no ovviamente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Io, Assessore, davvero voglio formularle un invito pressante a ritirare questo emendamento. Io lo voglio leggere perché questo sarà oggetto di una pubblicazione che faremo su tutti i nostri mezzi di informazione. In un momento di vacche magre, cioè in una seduta nella quale non si consente per le famiglie numerose, per altri settori di intervento, per le case di riposo di poter avere quel minimo di sostegno, di solidarietà, qui io lo voglio leggere perché i sardi che ci stanno seguendo in questo momento lo sappiano, mi rivolgo ai sardi che ci seguono. È autorizzata per l'anno 2016 la spesa di euro 200.000 per l'erogazione di contributi in favore delle confederazioni delle imprese industriali e delle piccole medie imprese più rappresentative operanti in Sardegna con proprie strutture uffici in almeno tre province - udite cari sardi, non per darvi lavoro, non per creare pane - per lo svolgimento di attività di supporto all'amministrazione regionale, quasi che l'amministrazione regionale non abbia uffici di supporto, non abbia già abbastanza consulenti anche mediante convenzioni, nella realizzazione di progetti, iniziative ed azioni sui problemi dello sviluppo economico. Come se alla guida di questa Regione non ci fosse un Presidente economista e un Assessore della programmazione altrettanto economista. "Con particolare riferimento ad energia internazionalizzazione ed interventi per le aree crisi". Ma di che cosa stiamo parlando? Guardate, Assessore, l'invito che vi formulo è che la cosa si chiuda stasera qui in quest'Aula e di ritirare questo emendamento in un momento di crisi, di vacche magre, altrimenti sono tutte balle quelle che ci avete detto dall'inizio di questa discussione, che avete dovuto tirare la coperta perché troppo stretta, e trovate 200.000 euro di prebende da dare per sostegno all'amministrazione per consulenze. E' vergognoso, e noi questo lo denunceremo ogni sede!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Ma a me non scandalizza il fatto che si diano soldi a privati, perché in effetti, diciamo, sono tutti privati. Quello che in effetti maschera questo emendamento è una convenzione, perché praticamente è come se la Giunta regionale sia stipulando una convenzione con la confederazione delle imprese industriali e delle piccole medie imprese. Questo credo che sia contro un principio che voi stessi avete enunciato, nel quale dicevate: abbassare le convenzioni, ridurle e possibilmente portarle zero. In questo caso in un momento in cui stiamo affrontando e abbiamo affrontato problemi come quello delle famiglie numerose, come quello degli operai in utilizzo, come quello di Casa Serena e altri argomenti sensibili, credo che la presentazione di questo emendamento strida con tutto quello che lei, Assessore, ha voluto in qualche maniera rappresentare con questo disegno di legge, con l'urgenza che c'è stata dipinta come un qualcosa di assolutamente irrinunciabile l'approvazione entro ieri, possibilmente, di questo disegno di legge. Questo emendamento in effetti non torna con questi ragionamenti, non torna con il disegno di legge complessivo, perché effettivamente credo che stanziare 200.000 euro e dire anche che questo si deve fare con delle convenzioni, dire anche che la Giunta regionale approverà poi il programma che queste confederazioni datoriali presenteranno alla Giunta per vedere se il programma corrisponde a quelli che sono gli intendimenti della Giunta, beh ritengo che sia veramente in maniera del tutto arbitraria presentato senza una coerenza, senza nessun aggancio con le vere problematiche che invece stiamo grazie a dio affrontando pur nella ristrettezza di risorse. Ed è questa ristrettezza di risorse che mi spinge a chiederle anch'io il ritiro di questo emendamento, altrimenti, per quello che potrà influire, sarà un voto assolutamente convintamente contrario dell'emendamento 92.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI) Presidente, ma non credo di dover aggiungere molto a quello che hanno già detto i colleghi, però Assessore alcune osservazioni mi saltano agli occhi. Noi intanto stiamo parlando di una competenza 2016, le faccio presente che oggi siamo al 1 di dicembre, sempre che lei e i suoi uffici e poi chi dovrà avere questi contributi non se ne sia ancora accorto. Vorrei capire quali sono le attività che sono state messe in campo per l'energia, l'internazionalizzazione e le aree di crisi, visto che avete già fatto tutto, e vorrei capire sulla base di che cosa a dicembre, quindi pensate di poter svolgere tutto in pochissimi giorni, dovete impegnare, erogare, avere già fatto un programma, cioè siete veramente una vergogna! Soprattutto perché state cercando di prendere in giro questo Consiglio regionale e l'intera Sardegna per delle prebende. Ma non sarebbe stato molto più elegante a questo punto, perché è anche di eleganza governativa si tratta, programmare il tutto con la prossima finanziaria, se proprio glieli volete dare? Se proprio ritenete che sia una confederazione che è stata esclusa? Se proprio dovete fare dei programmi che riguardano internazionalizzazione, energia e aree di crisi? Ma chi volete prendere in giro? Ma dove pensate che noi abitiamo? Dove pensate che noi viviamo quotidianamente? Continuo a ripeterlo, siete una vergogna sotto tutti i profili, in particolar modo amministrativo e legislativo. Si parla di competenza al primo di dicembre!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Edoardo Tocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TOCCO EDOARDO (FI). Assessore, io le riconosco da sempre veramente una grande dignità. Io mi aspetto da lei che adesso si sollevi dalla poltrona e ci dica qualcosa, lo dico proprio con tutta onestà, perché questo è uno schifo. Questa è veramente una cosa che, guardi, commentare con questa parola "schifo" forse è anche poco. Io credo che una cosa del genere, con la situazione che stiamo vivendo… stasera c'erano dei poveracci qua sotto. Ma si rende conto cosa significa se questa gente dovesse venir a sapere che cosa stiamo facendo in quest'aula oggi? Quando sono lì sotto che stanno protestando perché non riescono ad avere 500 euro al mese magari. Ma io dico, è possibile che non si riesca a trovare… Esistono tante altre formule, e voi le conoscete bene, se si vuole fare qualcosa. Questa è una cosa eclatante! Questo fa venire la vista a un cieco una cosa del genere! E' una cosa allucinante! Io mi aspetto veramente, per come le riconosco di essere un uomo di alta moralità e di grande dignità, uno scatto d'orgoglio perché non vorrei che veramente questa cosa ricada solo ed esclusivamente sulla sua persona.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Sì, fermo restando che l'invito è al ritiro, Assessore, ipotizziamo che ci sia la disponibilità di 200.000 euro, è possibile destinarli, sempre per anche le stesse finalità, perché probabilmente il sistema delle autonomie locali è forse più in grado di individuare le aree di crisi, porsi il problema relativo all'energia e all'internazionalizzazione, è possibile destinarli almeno ai Comuni? Forse questo avrebbe un senso e sarebbe anche strumento di utilità. Ma per cortesia, perché mi si deve spiegare qual è l'urgenza di fare che cosa, una convenzione la prossima settimana? E impegnare queste somme per chi e per che cosa? Siamo seri!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Congiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Sì, capisco la ratio del provvedimento in discussione, colgo nelle parole del collega Pittalis un invito alla riflessione, e estendo il ragionamento avendo forse partecipato allo stesso tavolo che ha occasionato il pensiero dell'onorevole Pittalis poc'anzi. Estendo il ragionamento dicendo: se vogliamo dare un sostegno finanziario a chi è veramente coinvolto nella progettazione dei progetti territoriali, nei progetti di rilancio delle aree di crisi e quant'altro, è ovvio che il mio sguardo va sugli enti locali, e allora potrebbe essere discussa da quest'Aula una proposta alternativa che è quella di sostenere effettivamente chi è coinvolto nella progettazione territoriale, e non ha per esempio le risorse. Mi riferisco a quei Comuni che sono coinvolti in prima persona, in prima battuta, in prima fila su queste operazioni di rilancio, Comuni che magari ricadono in aree di crisi. Ad esempio l'altro giorno ho sentito il tavolo del nuorese, mi pare di aver capito che vi sono dei Comuni che hanno una qualche forma di deficit finanziario per portare a casa una progettazione che abbia un senso, ecco la discussione potrebbe essere questa, impieghiamo le risorse finanziarie in quella direzione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS ANTONIO (PD). Ma io da questo emendamento non vedo contributi a Confindustria o quant'altri. Credo che il contributo sia alle associazioni di categoria che seguono l'attività dell'amministrazione regionale, che seguono magari i bandi che l'amministrazione regionale ha messo in campo. Non credo che sia la prima volta che l'Amministrazione regionale finanzia le associazioni di categoria, come Confapi o le associazioni… adesso non cerchiamo di portare un finanziamento che ha una finalità nelle associazioni di categoria a un altro scopo solo dal punto di vista territoriale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Io devo dire che i componenti della Commissione bilancio sanno bene che ho mostrato delle riserve nei confronti di questo emendamento, però poi sono andato a capire più nel merito cosa significava questo contributo dato a Confindustria, ma anche alle associazioni delle piccole e medie imprese, quindi parliamo anche delle piccole e medie imprese, e in qualche modo si tratta di capire che oltre la crisi dei lavoratori c'è anche la crisi delle imprese, ci sono anche le imprese che hanno meno associati, ci sono le imprese che hanno sempre più costi da sostenere per poter svolgere la propria attività, e c'è un sistema delle imprese che deve essere in qualche modo a fianco degli enti locali e della Regione. E allora possiamo far in qualche modo non vedere cosa significa, possiamo far finta di nulla? Però se vogliamo sostenere le imprese a portare avanti i programmi di sviluppo che il sistema Regione e il sistema degli enti locali vuole portare avanti, imprese stesse che con le loro associazioni si trovano in crisi, io credo che questo emendamento non rappresenti nulla di scandaloso, significa solamente aiutare chi insieme a noi vuole creare e costituire il lavoro, e lo fanno le imprese e le associazioni, e in qualche modo dare una risposta efficiente, attraverso una collaborazione. Nulla di scandaloso, nulla di equivoco, nulla di aiuto a associazioni che vivono momenti di facilità, ma vivono momenti di difficoltà come altri. Poi al collega Tocco, ma soltanto per … quei poveracci che sono sotto il palazzo del Consiglio regionale, che sono lavoratori, ex lavoratori del sistema province, io credo che quest'Aula abbia dato una risposta positiva, concreta, attraverso un emendamento che tutti abbiamo sostenuto e che in qualche modo rappresenta come vogliamo effettivamente intervenire con legittimità quando ci sono problemi che riguardano i lavoratori e le imprese.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Truzzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Per dire due cose. Io non trovo scandaloso che si possano dare dei soldi a un'associazione di categoria, come del resto si danno anche a tante altre associazioni di categoria, trovo scandaloso che si utilizzi questo metodo, perché alle soglie del Natale è assurdo che si dia un'altra "mancetta" per le associazioni di categoria, e soprattutto è in contraddizione con quello che questa maggioranza e questa Giunta hanno fatto in questi anni. Perché, Assessore, io mi ricordo tutta l'attività che è stata fatta per esempio nel corso del 2015 per riconsiderare il sistema dei Consorzi Fidi, e allora forse è uno di quei temi che andrebbe trattato non con emendamenti inseriti all'ultimo momento in un disegno di legge di revisione del bilancio, ma andrebbe strutturato e inserito in un sistema complessivo di sostegno alle associazioni di categoria, in modo tale da non creare disparità e soprattutto da non generare una situazione in quella condizione in cui ci troviamo oggi, che è la condizione di emergenza, di regalare 200 mila euro a soggetti che non hanno bisogno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Deriu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (PD). Ci rendiamo conto della difficoltà adesso di cambiare in corsa la finalità di alcune misure che evidentemente sono pensate in raccordo anche con organizzazioni esterne all'amministrazione, quindi frutto evidentemente di intese, di accordi, oppure in vista di finalità che non sono immediatamente comprensibili da una voce di bilancio, però ciò che è stato detto in Aula da più parti, da molti Gruppi, evidentemente riflette anche un bisogno reale… è curioso che proprio dal mio Gruppo si disturbi la Giunta mentre parla qualcuno del Gruppo… gli enti locali impegnati dalla nostra Giunta in una riprogrammazione delle azioni economiche sul territorio, si trovano nella difficoltà di non poter sostenere le spese della programmazione o della progettazione che è richiesta. Questo è un annoso problema, bisognerebbe in questo momento da parte della Giunta dare una risposta rispetto a questa domanda. Naturalmente non deve essere necessariamente la modificazione del testo in esame, però è gradita da parte del Consiglio, io credo, una risposta in questi termini.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fabrizio Anedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ANEDDA FABRIZIO (Gruppo Misto). Considerando che le associazioni di categoria dovrebbero mantenere il loro apparato con le quote associative, considerando anche il fatto che in questo periodo di crisi molti non sono più associati e vivono la crisi di gestione, le associazioni di categoria, considerando anche che in Sardegna le associazioni che hanno i requisiti per accedere a questo contributo sono circa 20 o 30, mi sembrate che 200 mila euro alle associazioni di categoria possano essere solamente un regalo di Natale, e questo lo posso capire, perché cosa ci fai con 7, 8 mila euro? Associazioni che hanno 7, 8, 10, 15 dipendenti; mi sembra niente. In più, qualcuno l'ha già detto, mi sembra che le associazioni di categoria con il finanziamento dei Confidi le stiamo già finanziando. E comunque 200 mila euro non fanno niente.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Insomma, un grande dibattito per una norma significativa dal punto di vista immagino dell'impatto, non tanto dal punto di vista delle risorse impegnate. Io ho qui a fianco l'Assessore all'industria, che ha la responsabilità di quel capitolo di bilancio, all'interno del suo capitolo di bilancio ha trovato le risorse, quindi non impegnano risorse nuove, ovviamente impegnano risorse regionali, vorrei essere chiaro, e ho qui a fianco l'Assessore all'artigianato e commercio che ha una legge specifica, la numero 19, che prevede da tanti anni contributi per tutte le associazioni dell'artigianato e del commercio. Poi ce n'è un'altra che prevede contributi per le cooperative, Assessorato del lavoro, poi ce n'è un'altra che prevede contributi per le associazioni sindacali. Poi ovviamente ci sono i contributi per il CAL, i contributi per l'ANCI, per le altre associazioni dei comuni, d'accordo, allora, questa è la situazione. Io sposo pienamente l'intervento che ha fatto prima l'onorevole Truzzu, che ha citato i Confidi come esempio di una riorganizzazione che abbiamo fatto. Credetemi, onorevoli, è da due anni che cerco di fare questa riorganizzazione, i colleghi qui presenti lo sanno, perché io trovo un po' assurdo che noi diamo questi contributi indipendentemente da un progetto. Allora, l'impegno che a questo punto provo a prendere di persona, è nel 2017 di fare anche la riorganizzazione di questi interventi. Secondo me è importante che la Regione destini delle risorse, ma a fronte di servizi. Lo vogliamo identificare all'interno del sistema camerale? Lo stiamo già facendo, come il contributo alla programmazione territoriale a una serie di attività, proviamo a farlo, però sinceramente non capisco più perché noi finanziamo tutte le associazioni tranne le associazioni delle piccole imprese, o se volete anche delle grandi imprese, che poi grandi imprese ormai non sono più. Poi certamente questo è un intervento una tantum, come tutti gli interventi una tantum è criticabile, ma questo è lo spirito, niente di vergognoso sinceramente sento che stiamo facendo. Dopodiché sono d'accordo, bisogna cercare di razionalizzare il sistema e ci impegniamo a farlo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Perché, Assessore, siamo distratti e anche tanti, ma non a tal punto però da non capire che questo è un capitolo di nuova istituzione, quindi non è che si tratti di capitolo già nella gestione dell'Assessorato dell'industria, da lei ci aspettiamo sempre rigore e verità e questo è un capitolo di nuova istituzione, non esiste un capitolo allocato nell'Assessorato dell'industria che debba essere rimpinguato, per capirci, quindi è di nuova istituzione. Poi non ci avete detto da qui al 31 dicembre a cosa servono queste risorse perché impegnarle significa che devono fare qualcosa alla Speedy Gonzales (questo è un altro aspetto) e allora io propongo una cosa seria ai colleghi consiglieri perché questa è una cosa inaudita e noi ci torneremo per essere chiari, almeno avere una forma di controllo. Io propongo un emendamento orale, dopo le parole "su proposta dell'Assessore competente per materia" che "il relativo programma di interventi approvato dalla Giunta regionale con propria deliberazione su proposta dell'Assessore competente per materia" "è trasmesso alla Commissione consiliare competente che deve esprimere il parere" entro i termini di regolamento di legge, quindici giorni, venti, dieci, quelli che sono. Almeno così il Consiglio prende contezza di che cosa si sta facendo.

PRESIDENTE. Chiedo se ci sono obiezioni riguardo all'emendamento orale appena proposto.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Posso tranquillamente rispondere. L'idea, se ovviamente passa questo emendamento e quindi diventa un capitolo di legge, l'Assessorato ha tutto il tempo di farsi fare il programma di attività, presentare una delibera in Giunta e impegnare e quindi i soldi non vanno sprecati, ovviamente saranno dati con rendicontazioni, come sempre avviene, nel corso del 2017, però i soldi non vanno persi e si possono utilizzare. Dire che c'è prima un passaggio in Commissione consiliare...

PITTALIS PIETRO (FI). No, dopo.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Diamo relazione? Perché se no noi non possiamo impegnare. Scusate, voglio essere chiaro perché mi fa piacere se troviamo l'accordo. Se è il parere della Commissione noi non facciamo in tempo, se è la trasmissione delle relazioni a me va bene. Con relazione sulle attività da sottoporre.

PRESIDENTE. Se non ci sono obiezioni all'emendamento orale, l'emendamento orale s'intende accolto.

Metto in votazione l'emendamento numero 92 con l'emendamento orale proposto dall'onorevole Pittalis. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione gli emendamenti numero 99 e 102, uguali. Chi li approva alzi la mano.

(Sono approvati)

Metto in votazione l'emendamento numero 85.

Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Presidente, molto velocemente, abbiamo presentato questo emendamento perché la provincia di Carbonia Iglesias è la provincia del Sud delegata per un'opera pubblica del piano Sulcis da tutti conosciuta, e cioè la manutenzione del canale navigabile della laguna dell'arcipelago del Sulcis è stata definanziata per chiudere il bilancio della provincia. Vogliamo proporre questo emendamento per ripristinare le risorse e far sì che dopo che avete in pompa magna iniziato la stagione dei piani e continuato poi con i vari patti in giro per l'Italia, poi quando è il momento di mettere in appalto le opere queste si definanziano per chiudere i bilanci di una provincia. Non ci sembra un comportamento corretto, lo vogliamo segnalare e riteniamo che sia corretto anche ripristinare queste risorse.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 85.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 93. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 94. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 106. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 205. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Presidente, tanto abbiamo capito che da parte della maggioranza non c'è disponibilità al dialogo, non c'è disponibilità ad accogliere suggerimenti, proposte non che avrebbero stravolto, ma che avrebbero dato forse il senso di un miglioramento del testo attraverso alcuni interventi sia soppressivi che modificativi che abbiamo proposto. Siccome non siamo avvezzi ai bracci di ferro come fa la maggioranza e non è certamente un tirare i remi in barca, mi pare che quello che dovevamo dire al riguardo l'abbiamo detto e ci riserviamo, come convenuto, domani di fare la dichiarazione di voto finale sulla legge, ragione per la quale riteniamo che essendo esaurita la prima parte di questo provvedimento, cioè la parte più corposa, l'articolo 1, sugli altri articoli ritiriamo i nostri emendamenti.

PRESIDENTE. Le chiedo se ritira solo gli emendamenti a firma di Pittalis e più oppure anche quelli a firma di Dedoni e più.

Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Ritiro tutti gli emendamenti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Truzzu. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Ritiro tutti gli emendamenti

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 1 bis.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:

Art. 1 bis

Soppressione della Commissione regionale e delle commissioni provinciali per l'artigianato

1. La Commissione regionale per l'artigianato, di cui alla legge regionale n. 41 del 1990, è soppressa a decorrere dal 1° gennaio 2017 e le relative funzioni sono attribuite all'Assessorato regionale competente in materia di artigianato.

2. Le commissioni provinciali per l'artigianato di cui alla legge regionale n. 41 del 1990, sono soppresse a decorrere dal 1° gennaio 2017 e le relative funzioni sono trasferite alle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura competenti per territorio, salvo quanto previsto dal presente articolo.

3. Le funzioni attribuite alle commissioni provinciali per l'artigianato dall'articolo 2 della legge regionale 19 giugno 1996, n. 23 (Repressione dell'abusivismo nell'artigianato), sono svolte dall'Assessorato regionale competente in materia di artigianato.

4. L'albo delle imprese artigiane di cui all'articolo 5 della legge 8 agosto 1985, n. 443 (Legge quadro per l'artigianato), coincide con la sezione speciale delle imprese artigiane del registro delle imprese, tenuto presso la Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura competente per territorio.

5. Sono abrogate le norme incompatibili con le disposizioni del presente articolo.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 2.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:

Art. 2

Variazioni al bilancio previsionale 2016-2018

1. Con la presente legge sono assunte le variazioni di bilancio di competenza a salvaguardia degli equilibri del bilancio previsionale 2016/2018 come modificati per effetto della gestione, a idonea copertura degli esercizi che presentano un saldo negativo, anche attraverso la rimodulazione della spesa tra le varie annualità.

2. Per effetto delle variazioni di cui al comma 1, il disavanzo tecnico di cui all'articolo 3, comma 1, della legge regionale 11 aprile 2016, n. 6 (Bilancio di previsione per l'anno 2016 e bilancio pluriennale per gli anni 2016-2018) è interamente ripianato nell'esercizio 2016.

3. Sono, altresì, assunte le necessarie variazioni di bilancio compensative di competenza e di cassa tra diverse missioni e programmi, tra diverse tipologie e tra titoli diversi ai sensi dell'articolo 51 del decreto legislativo n. 118 del 2011, e successive modifiche ed integrazioni.

4. Le variazioni di bilancio dell'entrata e della spesa di cui ai commi 1, 2 e 3 e all'articolo 1 sono rappresentate negli allegati A, B e C.

5. Agli oneri derivanti dall'attuazione dell'articolo 1 si provvede mediante le variazioni al bilancio regionale riportate nell'allegato C, punto 5, alla presente legge e ripartite, a titolo dimostrativo, per missione, programma, macroaggregato e capitolo nel successivo punto 5.1.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 3.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:

Art. 3

Equilibri di bilancio

1. È garantito il rispetto degli equilibri ai sensi dell'articolo 40 del decreto legislativo n. 118 del 2011, e successive modifiche ed integrazioni, come da allegato D.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 4.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:

Art. 4

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna (BURAS).)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'Allegato A.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'Allegato B.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'Allegato C a cui sono stati presentati gli emendamenti numero 86, 87, 95 e 96.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Sabatini, relatore di maggioranza.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Presidente, c'è un invito al ritiro per gli emendamenti numero 86 e 87 mentre il parere è favorevole per gli emendamenti numero 95 e 96.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere è conforme a quello della Commissione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luca Pizzuto. Ne ha facoltà.

PIZZUTO LUCA (SEL). Presidente, ritiro l'emendamento numero 86.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 86 è ritirato. Le chiedo se ritira l'emendamento numero 87.

PIZZUTO LUCA (SEL). È ritirato.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 87 è ritirato.

Metto in votazione l'emendamento numero 95, con parere favorevole della Commissione e della Giunta. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 96, con parere favorevole della Commissione e della Giunta. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione il testo dell'allegato C. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione il testo dell'allegato D. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

La seduta è tolta. Convoco il Consiglio domani mattina alle ore 10.

La seduta è tolta alle ore 19 e 11.