Seduta n.207 del 01/12/2016 

CCVII Seduta

Giovedì 1° dicembre 2016

(ANTIMERIDIANA)

Presidenza del Presidente Gianfranco GANAU

La seduta è aperta alle ore 11 e 02.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 29 novembre 2016 (203), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Luigi Crisponi, Gaetano Ledda, Pier Mario Manca, Giuseppe Meloni, Emilio Usula e Francesco Zanchetta hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 1° dicembre 2016. Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Risposta scritta a interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:

Numero 878, 888.

Sulla giornata mondiale contro l'AIDS

PRESIDENTE. Oggi, 1° dicembre, è le giornata mondiale di lotta contro l'AIDS, credo sia doveroso in apertura dei lavori di quest'aula ricordarlo, anche per l'alto valore simbolico che questa giornata continua ad avere, nonostante negli ultimi trent'anni risultati positivi abbiano trasformato quella che era una condanna a morte in una malattia cronica gestibile, almeno per chi segue il trattamento e ha la fortuna di accedere alle cure. Eppure, oggi più di ieri è necessario non abbassare la guardia. È di solo pochi giorni fa la stima del centro europeo di controllo delle malattie dell'ordine mondiale della Sanità Europa secondo il quale nel nostro continente ci sono almeno 122 mila persone sieropositive che non sanno di esserlo, circa uno su sette del totale degli infetti. Secondo il rapporto del 2015 ci sono state 30 mila nuove notifiche di casi, ma nonostante il numero sia in linea con le cifre stimate negli ultimi anni, ciò che deve preoccupare è il tempo stimato tra l'infezione e la diagnosi, circa quattro anni, un lasso di tempo troppo alto con metà dei pazienti che scoprono di essere sieropositivi quando l'infezione è in fase avanzata. L'HIV continua ad essere una minaccia, considerato che una persona su sette non sa di essere infetta. Queste persone non hanno accesso alle terapie salvavita e possono continuare a trasmettere il virus agli altri. Da un'indagine condotta dalla LILA, la lega italiana alla lotta contro l'AIDS, il 20 per cento degli studenti delle scuole cagliaritane, soprattutto tra i sedici e i diciotto anni, dichiara di non avere rapporti protetti. È necessario dunque continuare o forse addirittura riprendere a fare prevenzione perché ci siamo dimenticati dell'esistenza di un'infezione che si trasmette per via sessuale e che andrebbe invece riconosciuta precocemente. Credo sia anche questo il compito delle istituzioni che rappresentiamo, informare e ricordare che di AIDS purtroppo si muore ancora troppo, a distanza di trentatré anni dall'individuazione del virus. Grazie.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Variazioni del bilancio per l'esercizio finanziario 2016 e del bilancio pluriennale 2016/2018 ai sensi dell'articolo 51 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 (Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42), e successive modifiche e integrazioni, e disposizioni varie". (382/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 382/A.

Siamo all'emendamento numero 7, all'articolo 1, che è uguale al numero 114, che è uguale al numero 218.

Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Intanto dichiaro il voto favorevole al nostro emendamento, e voglio segnalare una cosa ai colleghi, con questo comma si abroga l'articolo 2 della legge numero 5 del 2016. Con questa legge vorrei ricordare a tutti che fu istituito il famoso organismo strumentale per gli interventi europei della Regione durante la legge finanziaria. Bene, è passato un anno, doveva essere questo un organismo che doveva servire per mettere fuori della contabilità regionale le risorse comunitarie da spendere di fatto con un bilancio parallelo, ma soprattutto doveva servire a velocizzare la spesa dei fondi comunitari, cioè costruire una struttura che vedesse a capo il direttore generale della programmazione per finalmente dare impulso e velocità a quella spesa di risorse di enorme mole che però non riesce ad arrivare e comunque non arriva con tempi umani nel circuito dell'economia regionale. Oggi, lo cancelliamo senza averlo mai utilizzato, mentre devo dire, nonostante ci si dica che anche in altre regioni si sta operando in questo modo, noi invece abbiamo notizie che l'Emilia-Romagna, da una parte, la Lombardia, dall'altra, ha invece messo in campo questi organismi, noi prima abbiamo provato a copiare i nostri amici continentali e invece adesso facciamo retromarcia, cambiamo direzione, ed eliminiamo l'organismo, che è stato creato con la finanziaria 2016, non lo abbiamo utilizzato e oggi lo eliminiamo miseramente. Non se ne capisce la ragione, e noi che allora eravamo contrari non è che ci siamo convertiti adesso, riteniamo però che potesse essere uno strumento utile davvero non solo per la questione della programmazione di quelle risorse, ma soprattutto per l'impulso della spesa, invece così è ingolfata ed intasata dentro la contabilità del bilancio regionale e soprattutto dentro tutte le difficoltà che ci sono nella gestione delle risorse economiche.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Voterò a favore di questo emendamento, voterò a favore di questo emendamento perché è incomprensibile il motivo per cui si ritiene di cancellare questo organismo che non ha mai funzionato, ma che avrebbe potuto funzionare in modo egregio e molto efficace. La gestione degli interventi finanziati dall'Unione europea non è semplice, lo sa chi ha fatto l'amministratore, ma lo sanno i consiglieri regionali, e lo sa chi si è cimentato direttamente o indirettamente con questi strumenti. Se ci fosse stato dato uno straccio di motivazione sulla cancellazione di questo organismo, noi avremmo anche potuto discuterne, avremmo anche potuto rifletterne assieme, ma questa motivazione, questo straccio di motivazione non ci viene dato, e credo e crediamo che si corra il rischio di cancellare una risorsa strumentale molto importante, soprattutto in un momento in cui l'Isola è su un piano inclinato verso la povertà. E' di questi giorni la notizia secondo la quale l'Isola è sempre più povera, 107 famiglie in difficoltà, quasi il 15 per cento dei sardi vive sotto il limite di sussistenza, quindi questi organismi avremmo dovuto moltiplicarli, o quanto meno rafforzarli, razionalizzarli, ma comunque utilizzarli, perché le risorse sono in Europa, non sono a Cagliari, non sono a Roma, sono in Europa, invece cancelliamo questo organismo, per i motivi sconosciuti ai più, probabilmente conosciuti a pochissimi. E lo cancelliamo in un momento in cui, tra le altre cose, non abbiamo dimostrato la capacità, non avete dimostrato la capacità di dare gambe a quella legge sul reddito di inclusione sociale sulla quale avete investito molto in marketing politico, molto, troppo. L'investimento è stato eccessivo e le ricadute di questo investimento sono state nulle, siete in ritardo su tutta la tempistica, e adesso simulate di poter spendere i 30 milioni della prima annualità entro il 31 dicembre del 2016. Assessore Paci, lei sa molto bene che questo non sarà possibile, nonostante la grancassa pubblicitaria, non sarà possibile spendere 30 milioni entro…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Il voto sarà ovviamente favorevole per la soppressione di questo comma, perché, vedete, anche in questo c'è proprio un fare ancora la politica del gambero: prima si va avanti, poi si torna indietro, perché magari anche questo forse ve lo ha suggerito il Governo nazionale, perché non è più necessario. Ma, Assessore, invece io credo che potenziare tutto ciò che riguarda la migliore strategia per la spesa e l'utilizzo dei fondi comunitari sia ancora oggi una stella polare per noi. Lei, anche qui, cambia idea, gliel'ho detto ieri, ogni sua finanziaria è stata accompagnata da una frase: "Questo tanto lo facciamo con i fondi comunitari"; per carità, abbiamo i fondi europei per questo, ma adesso non sprechiamo risorse. Ma questi fondi europei non sono mai stati utilizzati, come ieri faceva osservare qualche collega, ci sono addirittura fondi che non sono stati ancora intaccati, o per lo meno nessuna spesa dei fondi comunitari è avvenuta secondo le esigenze, le necessità del momento, le strategie utili per lo sviluppo, è avvenuta per le necessità della Sardegna. Vi siete limitati esclusivamente a fare quei piccoli programmini di comunicazione, di pubblicità istituzionale sempre dei fondi europei, convegni con i vostri amici, ma poi sostanzialmente di azioni vere per risolvere i problemi o per dare slancio allo sviluppo non ne avete fatto una. Quindi, sinceramente, oggi vi rimangiate anche un organismo che poteva dare una mano d'aiuto per una politica comunitaria unitaria, avete parlato sempre di documenti strategici unitari, di azione corale per le politiche europee, e invece, purtroppo, ad oggi noi registriamo, euro più, euro meno, che ancora non avete fatto nulla in tema di fondi comunitari. Non solo, ripeto, avete anche smantellato ciò ha Bruxelles poteva e doveva dare una mano d'aiuto. Io concordo sul fatto che la struttura non fosse assolutamente rispondente alle esigenze di una Regione che con i fondi comunitari, a maggior ragione adesso che siamo inseriti con le regioni del sud, io ho usato un termine, competitività, e mi sono confusa l'altro giorno, invece siamo al pari delle altre regioni del sud, in grado di poter avere qualche soldo in più e di poterlo spendere diversamente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Truzzu su per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Per esprimere il voto favorevole all'emendamento numero 7, l'emendamento soppressivo del comma 3, anche perché, come ha già messo in evidenza qualche collega, ricaschiamo sempre negli stessi errori. Io ricordo che in fase di approvazione della finanziaria 2016 ci furono lodi sperticate nei confronti di questo organismo, che avrebbe consentito di mettere fuori dal bilancio regionale tutta la gestione dei fondi comunitari, e si disse che era una grande opportunità e che addirittura noi in qualche modo saremmo stati facilitati rispetto ad altre realtà, considerato che c'era già tutto quel sistema della programmazione unitaria che era stato avviato già dalla Giunta regionale nel 2015. Alla luce dei fatti dopo un anno, invece, non solo non si è fatto niente, ma si decide addirittura di cancellarlo, di rinunciare a questa opportunità, che non più tardi di 12 mesi fa sembrava un grande fatto e una grande novità che poteva avere effetti salvifici sulla spendita dei fondi comunitari, e si torna indietro nonostante altre regioni stiano invece andando avanti con questo sistema. Si torna indietro solo perché la nuova legge finanziaria dello Stato dice che sostanzialmente possiamo farne a meno. Mi sembra che, ancora una volta, si proceda a tentoni, proprio per tentativi, e non si sfruttino le occasioni che abbiamo. Siamo fra l'altro una Regione a Statuto speciale, quindi ancor di più potremmo ragionare su queste cose in maniera autonoma, invece, ancora una volta, seguiamo prassi che ci vengono indicate da qualcun altro, e, soprattutto, mi sembra che non si abbiano mai le idee chiare sulle cose da fare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). È paradossale che con questo emendamento si cerchi di salvare una cosa decisa dalla maggioranza nella finanziaria del 2016, e che noi a suo tempo avevamo comunque osteggiato ritenendola comunque non utile, e soprattutto non è esente da costi per la Regione. In effetti vediamo che l'8 novembre l'Assessore Paci, illustrando alla Giunta la necessità di non procedere con l'istituzione dell'organismo strumentale per … europei, motiva dicendo che non è possibile farlo senza organi aggiuntivi per la Regione, quindi una questione di risparmio, mi sembra di capire, stia alla base di questa decisione. L'osservazione che ci viene da fare è questa: considerando che si vuole risparmiare, ma considerando anche che si vuole accelerare la spesa dei fondi europei, considerando anche che si vuole rendere più celere e più efficiente la spesa di questi fondi, perché non lasciare questo organismo e vedere se attraverso questo organismo si riesce ad accelerare procedure lente, farraginose, che giusto ieri dicevamo, e l'Assessore lo ha ammesso candidamente, giustamente, ha ammesso i ritardi per esempio nella programmazione territoriale, che comunque è legata molto ai fondi europei. Fondi europei che, ricordo, divennero il secondo pilastro sul quale fondare l'attività e le iniziative che la Giunta regionale intendeva porre in essere in Regione Sardegna. Se oggi vogliono togliere, volete togliere un organismo che è strumentale a rendere efficiente il secondo pilastro, mi chiedo, ma state mettendo in discussione tutta l'impostazione che avete dato prima alla finanziaria del 2016? Avete quindi ripensato a quelle che sono le cose che avevate detto a suo tempo, e avete ritenuto che non si riesce, che non siete riusciti, anzi a fare niente di più e niente di meno che rendere la spesa ancora più lunga, ancora più difficile. Allora mi chiedo, perché se così stanno le cose non lasciare l'organo strumentale per questi interventi europei, o cercare di analizzare e capire se è giusto e meglio investire pochi spiccioli per rendere operativo questo strumento e rendere la spesa dei fondi europei più efficiente e più veloce, quindi sull'emendamento il nostro voto è favorevole.

PRESIDENTE. Metto in votazione gli emendamenti numero 7, 114 e 218, uguali.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Christian Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS CHRISTIAN (PSd'Az). Sull'ordine dei lavori, Presidente, volevo richiamare l'attenzione della Presidenza e degli Uffici sull'articolo 51, comma 6, del decreto legislativo 118 che recita in maniera tassativa che nessuna variazione può essere approvata dopo il 30 novembre. Questo per chiedere se le votazioni, quindi l'approvazione che non potrà intervenire se non successivamente a questa data e quindi con la pubblicazione, entrando in vigore la legge nel giorno della sua pubblicazione, se sia legittima l'approvazione delle variazioni che vengono proposte all'interno di questo testo e se quindi si possa procedere.

PRESIDENTE. Credo che abbiamo già risposto, si può procedere ugualmente perché è un termine non prescrittivo.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Variazioni del bilancio per l'esercizio finanziario 2016 e del bilancio pluriennale 2016/2018 ai sensi dell'articolo 51 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 (Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42), e successive modifiche e integrazioni, e disposizioni varie". (382/A)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 7, 114 e 218, uguali.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione gli emendamenti numero 8, 115, 197 e 221, uguali.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 8, 115, 197 e 221, uguali.

(Segue la votazione)

(Proteste dai consiglieri della minoranza)

Onorevole Carta, il suo voto risulta nullo.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Io non ho toccato nulla!

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Votanti 27

Favorevoli 3

contrari 24

(Il Consiglio non approva).

PITTALIS PIETRO (FI). Qual è il numero legale?

PRESIDENTE. 28. Il numero legale è raggiunto perché il richiedente il voto a scrutinio elettronico fa parte della votazione, quindi sono 28.

(Interruzioni)

L'ha chiesto lei, onorevole Pittalis.

(Interruzioni)

Un Segretario della minoranza qua, per cortesia.

PITTALIS PIETRO (FI). Il numero legale non lo deve garantire la minoranza!

PRESIDENTE. Il numero legale è dato dal numero dei votanti più il richiedente.

COCCO PIETRO (PD). Un Segretario d'aula della minoranza!

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Un Segretario d'Aula della minoranza, per cortesia, al tavolo della Presidenza. Onorevole Cossa, per cortesia.

Metto in votazione gli emendamenti numero 9, 116 e 224, uguali.

Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Presidente, stiamo entrando in questioni importantissime di questa manovrina che riguardano la spesa sanitaria, questi famosi 120 milioni che nell'origine dovevano servire per ripianare i deficit con un anno di anticipo utilizzando coperture 2017 per il 2015 su cui abbiamo molti dubbi sulla legittimità dell'operazione, ma nel frattempo questa proposta si è modificata perché non sono più 120 milioni, c'è un emendamento della Giunta che modifica quei 120 milioni di cui parlava lei ieri Assessore per il ripiano del deficit in 95 milioni. Quindi immediatamente scopriamo che non ci sarà questo grande sforzo per ripianare anticipatamente il deficit con le grandi operazioni di riordino e razionalizzazione della spesa e dei servizi sanitari, ma dobbiamo prendere 25 milioni di quei 120 per pagarci i costi dei farmaci innovativi, perché i sardi i farmaci innovativi se li devono pagare di tasca, con le proprie tasse. A parte il fatto che non staremo dentro le previsioni fatte con la finanziaria di 3 miliardi e 45 milioni sulla spesa sanitaria perché siamo già oltre sei mesi di proiezione con 184 milioni di disavanzo e quindi ritengo che arriveremo a 300 anche quest'anno se ci va bene, dopodiché però ci sono i farmaci innovativi. I farmaci innovativi lo Stato li paga a tutti tranne che ai sardi, perché i sardi devono utilizzare il proprio fondo sanitario quello con cui si pagano gli interi servizi. E voi con questo emendamento, l'88 per l'esattezza, lo vedremo dopo, il sostitutivo totale, state ancora avallando operazioni dello Stato che non ci riconosce quelle risorse. Questa è un'altra quelle partite da mettere dentro la questione delle entrate, perché evidentemente il patto della salute vale solamente per alcune Regioni, e noi evidentemente in Conferenza delle Regioni sanitarie non contiamo nulla, perché se non siamo riusciti neanche a farci garantire il rimborso delle spese dei farmaci innovativi è evidente che non contiamo nulla. Perché lo Stato continua a riconoscere questi costi a tutti tranne che alla Sardegna. Allora forse è il caso che anziché fare passeggiate, passerelle, dichiarazioni dove si dice che tutto sommato la spesa sanitaria si sta contraendo, che si stanno mettendo in campo esercizi nuovi e dinamiche… si recuperino i soldi dallo Stato, perché sono nostri.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Presidente, quindi siamo arrivati probabilmente non dico al cuore di questo articolato strampalato, ma comunque al fegato, è un comma importante perché è il comma che va a ripianare, con uno stanziamento di 120 milioni di euro, il disavanzo della sanità. Quindi 120 milioni aggiuntivi rispetto alla finanziaria del 2016, 120 milioni che vengono messi in campo da coloro o colui che nel programma elettorale ci aveva raccontato che avrebbe azzerato il disavanzo della sanità. Abbiamo una Commissione d'inchiesta per altro sul disavanzo, sul deficit che non riesce a funzionare. Abbiamo una Commissione d'inchiesta nella quale sono presenti autorevoli esponenti della maggioranza che sono costretti a puntare il dito contro le ASL che non forniscono la documentazione. Questo è veramente scandaloso! Questa Commissione, che ha dei poteri importanti, non li può esercitare perché degli amministratori, dei commissari si sono dimenticati di svolgere il loro compito, il loro semplicissimo compito. Ecco che allora la Corte dei conti deve essere in qualche modo ascoltata, noi la ascoltiamo con grande attenzione, la Corte dei conti ci racconta che la spesa farmaceutica è fuori controllo rispetto al 2014, la Corte dei conti ci ricorda che comunque occorre porre un freno a questa sorta di aferesi, mi dispiace che non ci sia l'assessore Arru, a questa sorta di aferesi finanziaria che comunque toglie risorse alla Sardegna e i sardi, e li butta in un calderone che sta assorbendo tutte queste risorse senza dare come corrispettivo servizi sanitari efficienti. Abbiamo incrementi dei costi del personale del 14 per cento, 52 milioni allegrissimi di consulenze, collaborazioni, lavoro interinale, e nel frattempo i commissari non fanno i commissari ma fanno i mandarini, fanno i ducetti: fanno i concorsi laddove debbono fare per legge le mobilità, fanno mobilità strampalate andando a pescare nelle graduatorie più recenti, laddove ci sono evidentemente dei soggetti ritenuti utili alla causa; e tutta una serie di atti che meritano ben altre attenzioni…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Truzzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Presidente, ovviamente per dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento e per dire che questo articolo è la testimonianza del vostro fallimento. Fallimento totale. Quest'anno noi avremmo dovuto realizzare a fine anno oltre 60 milioni di risparmi sulla sanità in virtù del piano di rientro, ne state mettendo 120 milioni perché non siete riusciti a fare un piffero, e si continua a fare delle schifezze ogni giorno e la situazione diventa ancora più assurda quando la Giunta presenta un emendamento per pagare i farmaci innovativi, come diceva il collega Locci. Ma la situazione è ancora più assurda se si va a vedere quello che succede nelle ASL, nei comuni dove si devono fare i vaccini, vaccini per la meningite ceppo B, dove le mamme e i papà accompagnano i bambini a fare il vaccino, che paghiamo per metà noi, i cittadini sardi, e la ASL non ce l'ha, i Comuni non ce l'hanno. Questa è la situazione in cui ci avete lasciato, in cui voi dite che state sistemando tutto, che risparmiate, che riuscite ad innovare il sistema e a sistemarlo. Ma dove! Non succede niente di tutto questo. Eppoi dopo abbiamo anche la situazione che denunciava il collega Tedde, dove si continuano a fare concorsi, per cercare di risparmiare vero? E ci sono invece le liste con gli idonei nelle ASL! Si fa la ASL unica, ma perché non si scorrono quelle graduatorie, perché non si prendono i soggetti che hanno già vinto il concorso? Perché non sono amici degli amici e si sceglie di chiamare qualcun altro, e si fa un nuovo concorso. Questa è la situazione davanti agli occhi di tutti. Ve ne rendete conto? Vogliamo continuare in questo modo?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC Sardegna). Presidente, ma del desolante quadro della sanità ho già parlato ieri, ma devo sottolineare di nuovo che abbiamo un disavanzo che secondo i miei calcoli è intorno ai 400 milioni, ve l'avevo detto anche per il 2015, quando voi poi siete arrivati a 398 milioni di euro. E mi meraviglia molto che per quanto riguarda soprattutto i farmaci innovativi, l'abbiamo già detto, in effetti si trattava di protestare se il farmaco innovativo non aveva certe caratteristiche, quindi non era compatibile, si poteva ottenere un rimborso, tant'è che l'anno scorso, ammesso dallo stesso Assessore, abbiamo ottenuto 10 milioni di rimborso. Quindi dire che praticamente noi siamo persone particolari, quindi siamo svantaggiati, non è certamente veritiero. Quindi questi 120 milioni non sono a copertura, ma sono bensì 95 più 25. Ma soprattutto quello che ci meraviglia è che la situazione tende a peggiorare. Il nostro direttore generale della ASL unica non fa altro che fare gite di piacere, è stato recentemente attraverso Bultei, Bono eccetera, il giorno dopo è andato anche a cena con il direttore generale di Nuoro eccetera, accompagnato dai due suoi bracci destri, che sono anch'essi due direttori che vengono dal Piemonte, ovviamente costano più del doppio, non soltanto lui, ma anche il direttore generale e amministrativo non costano i 90.000 euro, ne costano 170. Io spero che le altre cinque strutture non facciano giustamente un rimprovero chiedendo di avere un adeguamento di retribuzione a questi soggetti, o complementi oggetti come volete chiamarli. La cosa più grave però, l'ho detta io, però la voglio precisare ulteriormente. Praticamente oggi si è verificato, avantieri, un dato ho detto dell'osservatorio OsMed di Aifa, che dice che purtroppo la Sardegna, che era già malmessa per quanto riguarda la farmaceutica ospedaliera, dov'era prima al terzo posto poi è scesa al secondo posto, oggi però purtroppo di fronte al fondo sanitario che è previsto per quanto riguarda la farmaceutica ospedaliera su una media 11, 06 è arrivata invece ad essere il primo in Italia con un parametro del 15, 06. Quindi noi tendiamo sempre ad incrementare. E come ho detto alla professor Paci siamo stati molto fortunati, perché se praticamente non ci avessero gabbato per due anni questi del Mater Olbia, e gli avessimo dovuto dare 54 milioni, il deficit sarebbe stato ulteriormente più consistente…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Edoardo Tocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TOCCO EDOARDO (FI). Per confermare quello che ha ribadito chi mi ha preceduto. Stamattina sono stato al Brotzu per un prelievo, e per l'ennesima volta mi sono sentito un po' colpevole di questa situazione, per le solite lamentele che ci sono all'interno dell'ospedale più grande, dell'eccellenza della Sardegna. Ci sono medici facenti funzioni, non si capisce ancora perché non sono stati fatti i concorsi per il primariato, ci sono infermiere che fanno turni notturni più di quanti siano i giorni della settimana, la situazione è questa. Quindi, noi stiamo canalizzando altri 120 milioni e probabilmente non basteranno perché fra sei mesi ne serviranno altri. Io chiaramente dico: la gente si rivolge a noi, ovviamente ci dice cosa state facendo. Perché la gente ci vede tutti insieme, non è che dice cosa sta facendo la Giunta, cosa sta facendo all'Assessorato, cosa sta facendo il Presidente, ci dice: ma che cosa state facendo per la sanità? Cioè vi rendete conto della situazione che c'è in giro? Della mobilitazione continua che c'è in giro? Dello smantellamento di numerosi servizi? Noi continuiamo a leggere, l'ho già detto ieri e lo ripeto, continuiamo a leggere che il ministro Franceschini è venuto sull'isola della Maddalena per visitarla, per dare un encomio alle isole minori, però non si è reso conto della situazione drammatica che c'è all'ospedale della Maddalena. Ma dico questo perché veramente è l'emblema di tante situazioni drammatiche che ci sono nell'isola. Quindi, io credo che sia il momento di valutare tutta la strategia della sanità, attraverso anche questo dispositivo, non solo, e soprattutto evitare di pensare solamente ad occupare dei posti che probabilmente non sono la cosa più importante in questo momento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Per esprimere voto favorevole all'emendamento di soppressione del comma 5 dell'articolo 1, ma in realtà questo comma che abbiamo già richiamato i giorni scorsi ci costringe a parlare della sanità, ci costringe a parlare dell'atteggiamento che ha questa maggioranza nei confronti di un tema così importante, perché non dimentichiamo che lo stanziamento di 120 milioni di euro, previsto nell'emendamento, è una semplice anticipazione che stiamo facendo, perché sicuramente chiuderemo con un deficit ulteriormente maggiore l'anno 2016 sulla sanità. I colleghi hanno espresso alcuni concetti sul come si sta procedendo: stiamo andando avanti con concorsi, stiamo andando avanti con assunzioni, stiamo andando avanti con una serie di attività che sono sicuramente poco edificanti per la politica sarda. Faccio riferimento all'autoemoteca acquistata dalla ASL 7 per il costo di 200 mila euro, una macchina nuova, che dovrebbe servire per recuperare nel territorio le donazioni del sangue. Questa macchina, questa autoemoteca è stata acquistata senza i servizi, senza i bagni, a detta del primario, sia per i pazienti che per i medici, dice: vabbé non preoccupatevi, quando avete necessità andate al bar. Io voglio dire se persone sane di mente possono procedere ad acquistare nel 2016 un'autoemoteca di 14 metri priva di bagno! Questa autoemoteca ha ottenuto dall'Assessorato alla sanità la certificazione, che è obbligatoria, per l'utilizzo. Ecco ma di fronte a questi sprechi, di fronte a queste porcherie, di fronte a cose di questo genere dov'è la politica, dov'è finita la politica che dovrebbe tutelare la sanità, dov'è finita la politica dei reclami e delle dichiarazioni che fate in questi giorni, che state risolvendo i problemi della sanità sarda. L'Assessore alla sanità oggi dovrebbe essere qui ad ascoltarci, perché parliamo di un tema decisamente molto importante. È chiaro che l'Assessore alla sanità è impegnato in qualche riunione referendaria, ma l'Assessore alla sanità probabilmente non visita il pronto soccorso degli ospedali di Cagliari, dell'hinterland, anziché quelli della periferia e del centro della Sardegna, dove ci sono quattro o cinque ore di attesa. È questo il modello di sanità che volete in qualche modo vendere come il modello per la Sardegna?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Leggendo i giornali capita che uno vede la prima notizia bomba che avremo 5 milioni di posti durante i prossimi anni per il trasporto aereo. Poi vediamo che c'è una mensa affollata che è quella della Caritas, e si contano i poveri in Sardegna molti di più di quelli che qualcuno racconta. Nel contempo stiamo parlando di sanità e a me risulta che da alcune ASL sono partiti, lo accennavo ieri, dei Tir carichi di materiale non utilizzato, ma neanche aperto e buttato a ferri vecchi. Guarda caso qualcuno mi ha sussurrato che quei ferri vecchi andavano poi rigenerati e venduti come nuovi. Io mi auguro che ci sia un'inchiesta, non la nostra inchiesta, perché qui si fa saltare sistematicamente la nostra Commissione d'inchiesta interna della politica, ma che sia l'inchiesta delle Procure della Repubbliche! Perché io mi auguravo che la politica fosse capace di dare a se stessa una dritta nella moralità e nell'etica. Ma qui stiamo vedendo quello che si combina all'interno di queste ASL, mobilità che viene trascurata e non utilizzata per poter assumere con nuovi concorsi, perché si vuole assumere con nuovi concorsi non avendo esaurito neanche quelle che sono le graduatorie in vigore, che durano tre anni. Dico di più, si licenziano dei dipendenti che lavorano da più di un decennio, quello che è stato detto ieri per Nuoro, perché non sono stati assunti dal commissario di turno. Dov'è l'assessore Arru? Non voglio criticare Moirano, ma dov'è l'assessore Arru che impedisce a Moirano di partecipare a una conferenza stampa che lo utilizza invece per il sì? I 120 milioni, Assessore, gliel'ho detto ieri, 90 dichiarate di darli per l'elisoccorso, ma non è vero, siete bugiardi! Perché non è quello che state cercando di coprire le porcherie, ma sono pudende così di basso profilo che si vede benissimo le porcherie che avete posto in campo e che non riuscite neanche minimamente a sanare. È la vergogna della sanità che non so se si fermi a 400 milioni di disavanzo. Credo che sia ora di approfondire veramente con serietà se questo Consiglio ha un momento di dignità!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). In effetti l'argomento sanità, io con l'argomento sanità ho un approccio, come posso chiamarlo, delicato, perché ritengo che con la sanità tutti ci siamo, in qualche maniera, misurati e non tutti abbiamo ottenuto buoni risultati. Anche oggi non abbiamo buoni risultati. Io sto alla delibera delle 30 dicembre 2015, quando la Giunta regionale ha prorogato per tre mesi i commissari. Sanità, precisi obiettivi di mandato per i commissari nel rispetto del piano di rientro. Lo prevede la delibera di proroga dei commissari approvata su proposta dell'assessore alla sanità Luigi Arru, che aggiunge, obiettivi di mandato a quelli precedentemente previsti dalla Regione. Gli atti adottati dai commissari straordinari con impatto sui costi di gestione dovranno riportare l'attestazione di conformità, rispetto ai contenuti e agli obiettivi di contenimento della spesa sanitaria e di rientro del disavanzo. Questo è quanto la Giunta ha deliberato 30 dicembre 2015. Forse con la paura di quello che sarebbe potuto accadere nel 2016 che puntualmente è accaduto e cioè dei commissari che sono andati per la tangente, alcuni che sembrano alla difesa di un fortino, altri invece pensano di allargare gli orizzonti dell'esercito ai loro ordini e altri che vanno per la loro strada a prescindere da qualunque considerazione di carattere generale. Ha un bel dire e ha un bel fare l'Assessore e la Giunta regionale a voler ricondurre tutto in un perimetro che riguardi la Regione, che riguardi il contenimento dei costi, che riguardi una gestione sana e giusta della sanità, questo non avviene. Perché la sanità in Sardegna, ieri il collega Desini l'ha definita uno schifo, io credo che la sanità in Sardegna, fatti salvi i pazienti e i cittadini che sono le vittime vere di questa situazione, sia uno schifo. Voto a favore per gli emendamenti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Grazie Presidente, in questo emendamento si può anche leggere un comportamento, anche qui non certo equilibrato da parte della Giunta, che ha visto anche in questa occasione un modo di legiferare assolutamente strano ma innovato con questa legislatura. Infatti se i colleghi hanno modo e la voglia di guardare tutti gli emendamenti che andremo ad esaminare di fatto si riscrive la proposta di variazione di bilancio, perché la Giunta ama presentare una proposta, cambiarla anche più volte e anche questi 120 milioni non sono da meno, si è scoperto dopo di dover inserire la quota per quanto riguarda i farmaci obbligatori e innovativi. Quindi io credo sinceramente che non stiamo assistendo purtroppo a nulla di nuovo nel vostro modo di fare le proposte che, permetteteci di dire è assolutamente schizofrenico. Ed è anche a tratti poco rispettoso perché si studia di più, prima ci si chiarisce le idee dove lo si vuole fare e al Consiglio si evita di far fare anche questi continui cambiamenti, è anche brutto perché non si ha il tempo di approfondire realmente quello che ci state proponendo. Noi stiamo lavorando sempre in un treno in corsa. E io credo che quando si fanno le leggi invece la fretta sia proprio una cattiva consigliera. E allora dobbiamo avere il tempo di valutarle attentamente. Ecco perché noi chiediamo, e lo abbiamo chiesto dall'inizio, che si potesse, visto che vi siete presi tutto il tempo necessario, perché lo voglio sottolineare, se si è arrivati ad oggi ad esaminare un provvedimento di legge importante come questo della variazione di bilancio è solo colpa vostra. Quindi tutti i ritardi e anche l'impossibilità, come noi riteniamo, di spendere realmente queste manovre sarà assolutamente una vostra responsabilità e ci auguriamo davvero che i sardi la capiscano fino in fondo dove li state portando. Siete veramente degli irresponsabili anche nel fare il compitino più facile che avete. Non solo, andatevi a vedere, visto che stiamo parlando di sanità, come si stanno gestendo, i colleghi hanno parlato dei concorsi, delle consulenze, di ciò che manca realmente all'interno degli ospedali, io aggiungo un'altra cosa, andatevi a vedere per che cosa vengono assunte le persone, mi sto riferendo anche i lavoratori interinali che vengono definiti come assolutamente importanti, necessari perché, appunto, manca il personale e su questo potremo avere nulla da dire, ma guardate come vengono assunti e che lavoro vanno a fare, vi ricordo che prima di tutto il personale deve essere sanitario.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oscar Cherchi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (FI). Grazie Presidente, il mio voto è sicuramente sì, la sanità è un aspetto profondo che va sviluppato certamente non in tre minuti di dichiarazione di voto. Però credo che questo disavanzo così importante e determinato nel 2015 dimostra quanto quello che è stato fino ad oggi il lavoro svolto da questa Giunta. Grandi proclami, vinciamo noi perché siamo i più bravi, noi trasformeremo… Avete fatto un disastro nella passata legislatura, noi lavoreremo per risolvere il problema. Dopo tre anni stiamo ancora pagando disavanzi vostri, perché il 2015 sino a prova contraria è un disavanzo vostro. Per parafrasare le parole del mio collega Edoardo Tocco, stamattina lui si è recato al Brotzu per fare un prelievo e ha incontrato alcune persone che lo hanno, passami il termine Edoardo, un po' aggredito per quella che è la situazione della sanità. Io stamattina invece mi sono recato all'ospedale di Oristano, all'ospedale di Oristano e ho parlato con alcuni dirigenti di dipartimenti, gli ex primari, quelli liberi, quei pochissimi che ad Oristano ancora possono parlare, perché molti dirigenti ad Oristano non possono parlare in quanto hanno un'appartenenza politica e quindi è meglio che stiano zitti se non si va contro il partito a cui si appartiene, partito o movimento chiamatelo come meglio preferito. Quei direttori di dipartimento invece che parlano, parlano sottovoce, perché anche loro hanno ancora più paura di sentirsi poi rimproverati da chi guida la ASL di Oristano e le critiche vi posso garantire sono probabilmente inascoltabili, legate proprio ad un sistema di gestione della sanità, un sistema della gestione della sanità che mira solo d'esclusivamente a guardare al personale medico, personale infermieristico tutto il personale tecnico dell'ospedale e non certamente ai pazienti. L'importante è che si faccia carriera, l'importante che si sistemino o si sposti il medico in mobilità perché me lo ha chiesto Tizio o Sempronio, ma vi posso garantire che di servizio diretto al cittadino non ce ne è. Quindi probabilmente il male viene da lontano. Chi criticava prima oggi agisce nel peggior modo possibile e così come è stato detto nella schifezza più totale. Allora se si avesse il coraggio almeno di rinunciare a quello che è il ruolo politico, perché voi dovete sapere che molti dirigenti e molti ospedalieri oristanesi si sono dovuti candidare alle regionali, si sono dovuti candidare alle regionali, perché si sono dovuti cambiare alle regionali, perché avevano voglia probabilmente di…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Cossa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, questo comma rappresenta un pochettino l'emblema delle pie intenzioni dell'assessore Paci che pensava di ridurre il deficit della sanità sottostimando il fabbisogno. Noi lo abbiamo detto fin dall'inizio il problema non è sottostimare il fabbisogno perché siamo consapevoli che le spese della sanità oggi sono difficilmente comprimibili, bisogna prendere atto di questo. Quando si è fatta uscire la sanità dal patto di stabilità era prevedibile che ci sarebbe stata tutta una serie di conseguenze tra cui il fatto che finalmente si mette un po' di attenzione sulla spesa sanitaria. Quello che è successo in questi due anni e qualche mese di commissariamento è quello che hanno denunciato i colleghi nei loro interventi. Cioè la spesa sanitaria non è diminuita e i servizi sanitari sono enormemente peggiorati perché, perché i commissari, che avrebbero dovuto assicurare una maggiore oculatezza nella spesa sanitaria, lo dico soprattutto al collega Ruggeri, che vedo molto attento anche per la sua professione a questi problemi e anche le polemiche che vengono spesso sollevate, quegli stessi commissari non soltanto si sono comportati come direttori generali di nomina politica, anzi si sono comportati anche peggio e la dimostrazione è in quello che accade tutti i giorni nei luoghi dove si dovrebbe somministrare la sanità. Che sono spesso pieni di amministrativi e carenti di infermieri, ci sono reparti in cui i primari sono costretti a chiudere posti letto perché non hanno infermieri, in compenso assistiamo tutti i giorni al conferimento di incarichi di consulenza, abbiamo visto che sono stati banditi i concorsi di dubbia utilità in ASL che stanno per chiudere, assistiamo tutti i giorni a provvedimenti che sono di sapore esclusivamente clientelare. La Giunta regionale fa spallucce, la Giunta regionale è connivente rispetto a questa situazione, chi è senza peccato scagli la prima pietra, su questo siamo d'accordo, però dobbiamo essere consapevoli che stiamo dando la dimostrazione del fallimento della gestione della sanità da parte della Regione, stiamo dando la dimostrazione che la regionalizzazione della sanità si è rivelata un disastro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Io volevo rivolgermi all'Assessore per dire che ieri, come ho avuto modo di affermare, avevo apprezzato il suo modo di porsi nei confronti del Consiglio e anche di riconoscere le difficoltà di lettura di questo provvedimento. A questa difficoltà di lettura da parte di uomini esperti anche come me, segue l'assenza completa degli Assessori, è la prima volta che mi capita, i quali delegano l'Assessore della programmazione ad essere un tuttologo, ed io non credo che questo sia nelle intenzioni dell'Assessore, perché più si è grandi e più si è umili. Ora, è evidente che stiamo parlando di problemi talmente importanti, 120 milioni sono 120 milioni, non indicarne la natura, il progetto politico in avanti è un delitto. Peraltro, Presidente del Consiglio regionale, io ho avuto modo l'altra volta di richiamare il Regolamento, e lo richiamo nuovamente, e ripongo il problema. L'articolo 60, gli assessori tecnici, i membri della Giunta regionale che non fanno parte del Consiglio hanno diritto e sono tenuti a partecipare alle sedute dell'Assemblea e delle Commissioni, essi hanno diritto di parlare ogni volta che lo richiedono. Chiedo formalmente che venga applicato il regolamento, se non in toto, almeno in un'occasione come questa, dove gli assessori devono essere presenti per giustificare e motivare i provvedimenti che stiamo adottando, indipendentemente dalla posizione del vicepresidente della Giunta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Christian Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS CHRISTIAN (PSd'Az). Su questo comma in particolare, insieme ad altri, sarebbe stato interessante poter leggere la relazione tecnica sulla quantificazione degli oneri finanziari prevista dall'articolo 12 della legge regionale numero 24 del 2016, e sarebbe stato interessante poterla leggere perché la quantificazione di questi oneri finanziari in effetti varia al variare degli emendamenti, parte da 120 milioni, viene ridotta, viene rialzata, ma in verità il problema più grosso che sta alla base di questo tema è che aumenta la spesa sanitaria e aumenta in ragione di una diminuita qualità delle prestazioni sanitarie. Allora, qui, non ma ne voglia il vicepresidente Paci, perché giustamente rappresenta anche settori che sono assenti in questo momento, però sarebbe veramente interessante capire se vi sia alla base di questa aumentata spesa, ad esempio, una valutazione con degli indicatori certi di che cosa stia succedendo all'interno della sanità, e cioè se questi maggiori oneri sono giustificati da un miglioramento del servizio. Mi pare di no. Avete provato a verificare cosa succede nei Pronto soccorso della Sardegna, di quanto siano i tempi medi di attesa divisi per codice? Sono aumentati, non si sono ridotti. E quindi, a fronte di queste autorizzazioni di spesa che crescono, in verità la percezione che la gente fuori da questo palazzo ha è di una sanità decisamente peggiore rispetto a quella che c'era qualche tempo fa. E cito soltanto un dato a giustificazione del mio voto favorevole a questo emendamento, i dati certificati da Agenas, quindi non sono dati né sardisti né dell'opposizione, ci dicono che il risultato di gestione del sistema sanitario in Sardegna nel suo complesso, mentre era arrivato nel 2012 a registrare il segno più di 14 milioni e una perdita nel 2013 di 7 milioni, è improvvisamente impazzito dal 2014 con meno 221 milioni, sono dati di Agenas certificati. Oggi, lo diceva prima il collega Oppi, verosimilmente, se andassimo a chiudere il conto, al netto del piano di rientro sbandierato, siamo a quasi 400 milioni di disavanzo. Quindi, io credo che queste autorizzazioni di spesa che si danno con aumenti a piè di lista peggioreranno pure col sistema dell'azienda di tutela della salute unica, perché esiste letteratura, lo abbiamo detto a suo tempo, più che ampia che certifica come nel breve termine questi accorpamenti determinano ulteriori aumenti della spesa sanitaria.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 9, uguale al numero 116, uguale al numero 224.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale dell'emendamento numero 9, uguale al numero 116, uguale al numero 224.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 227.

Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Pagina 23. Presidente, io credo che questo emendamento vada nella giusta direzione per consentire alla Giunta di non trovarsi nel 2017 nella stessa situazione nella quale ci troviamo oggi, di dover rincorrere magari la previsione del 2018 per anticiparla al 2017. Quindi, la possibilità e la necessità di cassare "ed è ridotto dello stesso importo lo stanziamento dell'esercizio 2017", sta nell'esigenza comunque di avere i piedi per terra, di prendere coscienza della realtà e di rendersi conto, una volta per tutte, che non si può andare con la sanità a mettere pezze a fine anno rispetto a quello che si è fatto durante l'anno. La previsione è quindi di anticipare al 2017 e di lasciare scoperto quindi il 2017 rispetto a una previsione di disavanzo che comunque c'è ed è anche abbastanza alta, credo che non vada nella direzione della prudenza e della veridicità di quello che noi stiamo dicendo. Quindi, l'emendamento che propone di sopprimere questa cancellazione dell'importo del 2017 credo che vada nella giusta direzione. Pertanto, esprimo il voto favorevole all'emendamento numero 227.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Truzzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Per dichiarare il voto favorevole all'emendamento e provare a fare un ragionamento un po' più sereno rispetto all'intervento che ho fatto prima, per il quale anche in parte mi scuso, ma stamattina anche io, come altri colleghi, sono stato assalito da alcuni genitori che mi raccontavano fatti decisamente incresciosi come quelli che ho appena raccontato. Riparto anche dalle dichiarazioni di alcuni colleghi, in particolare da quelle dell'onorevole Cossa, che ha detto che la spesa sanitaria è sostanzialmente incomprimibile. Intendiamoci, è vero che vista la ricerca, le scoperte e i farmaci innovativi che ci sono e che sono costosi e anche l'età sempre più elevata del popolo sardo e italiano, è chiaro che ovviamente ci sia una tendenza naturale alla crescita della spesa sanitaria. Io sono convinto che però un po' di compressione si possa fare, perché assistiamo quotidianamente, tutti raccontiamo di situazioni incresciose, sprechi e soldi che escono dalla finestra, però se anche volessimo accettare il ragionamento che la spesa sanitaria è incomprimibile, allora come Regione Sardegna dovevamo fare una scelta diversa, che non vedo e che non viene fatta e che testimonia un atteggiamento un po' schizofrenico che ci porta comunque a spendere di più. Perché se è vero che la spesa sanitaria fosse incomprimibile, a questo punto che senso ha ogni anno mettere una dotazione finanziaria inferiore rispetto a quello che effettivamente è? Perché poi questa mancanza ci porta a coprire il disavanzo, a pagare interessi, che potremmo tranquillamente risparmiare. Se anziché 3 miliardi e 400, 3 milioni e mezzo, ne dobbiamo mettere 3 milioni e 800, mettiamoli dall'inizio, magari riusciamo a risparmiare qualche centinaio di milioni di interessi e non andiamo a rincorrere ogni volta con soluzioni pasticciate, a mettere le pezze a fine anno, come diceva qualcuno, a inventarci stratagemmi per cercare di coprire un buco che diventa sempre più ampio e che assomiglia ogni giorno di più ad una voragine.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Io vorrei segnalare che con questa variazione di bilancio e soprattutto con l'emendamento 88, che verrà approvato e quindi è la suddivisione delle 2 voci ripiano del deficit 2015 e il 25 di spesa invece per i farmaci innovativi, troveremo che il disavanzo sanitario 2015 che resta da coprire, perché nessuno pensi che si risolva la partita con questa norma, rimangono 142 milioni di euro nel 2015, mentre nel 2016, dove noi abbiamo già delle proiezioni sulla base dei dati che gentilmente l'Assessorato alla sanità… richiesti dall'onorevole Oppi e gentilmente messi a disposizione dall'Assessorato… ci dicono che abbiamo una proiezione al primo semestre di un disavanzo di 184 milioni, nonostante tutta una serie di iniziative che volgerebbero verso la riduzione. Inoltre è certificato ancora con questi 25 milioni che in realtà si aumenterà la spesa prevista con la finanziaria 2016, quindi è inutile che dall'Assessorato alla sanità si esercitino in calcoli e conti da addomesticare indicando obiettivi di risparmio utilizzando consuntivi 2014, preconsuntivi, insomma, tutti numeri che sono veramente operazioni empiriche, che nella realtà non danno il risultato. Cioè, vi possono servire per dimostrare in corso d'anno che c'è una riduzione, un titoletto sull'Unione Sarda e una notizia su Videolina che grazie a Dio non sono avari di comunicazione di questo genere, e poi, in realtà, ci troviamo con la spesa che aumenta e il disavanzo che galoppa, e questi sono tutti dati che sono anche certificati dal Ministero dell'economia sul monitoraggio della spesa sanitaria. A noi piace tenere sotto controllo questi dati, ma non per altro, non foss'altro perché ci piace anche tenere a mente quali sono le critiche mosse storicamente a questa parte politica e di come invece i maghi e i professori della riduzione della spesa sanitaria invece stiano miseramente andando a sbattere contro…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Annuncio il voto favorevole a questo emendamento, che è comunque, pur apparendo come una provocazione, perché ha necessità della coerente copertura finanziaria, pur apparendo come una provocazione è una provocazione che ci serve anche per puntare il dito su questa sanità fuori controllo. Ci serve per sottolineare che sicuramente i problemi della sanità, il buco della sanità, il deficit dinamico della sanità, questa sorta di piano inclinato fatto di debiti in cui la sanità sta scivolando non verrà a cessare nel giro di breve tempo, nonostante i grandi proclami che noi abbiamo sentito in questi mesi. Quindi prendiamo atto che c'è una situazione odierna di deficit strutturale, prendiamo atto che ci sono dei commissari fuori controllo, e in questo la responsabilità ovviamente noi la dobbiamo necessariamente addossare all'assessore Arru, che non è riuscito, neanche in minima parte, a far rispettare le direttive, a far rispettare le delibere, a far rispettare principi di buon senso che devono governare la sanità in un periodo difficile come questo, e questo ce lo insegna il nostro collega di centrosinistra Desini. La sanità è uno schifo! Ce lo insegna un esponente autorevole della maggioranza, la sanità oggi è gestita in modo schifoso. E la responsabilità è politica, anche se poi la responsabilità gestionale è dei commissari, che sono dei veri e propri ducetti, dei mandarini, che fanno carne di porco dei principi, ma che servono comunque a parte della politica, non a tutta la politica, servono a parte importante della politica, che oggi è interpretata dal centrosinistra, per gestire primariati, gestire concorsi, gestire graduatorie, vengono utilizzate quelle che più fanno comodo invece che attingere dalle più vecchie, gestire insomma tutto ciò che può portare clientela. Ed è sbagliato, è sbagliato! Lo stiamo patendo sulla pelle dei sardi questo atteggiamento errato, questo atteggiamento poco lungimirante. Altro che risparmi sulla sanità, altro che buona gestione, siete un esempio eclatante di mala gestio della sanità. E non si può continuare così, ecco perché è bene prevedere per il futuro ulteriori somme, ulteriori risorse, che vadano a coprire il deficit, perché non possiamo fingere che i problemi saranno risolti adesso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Cossa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Lo spirito di questo emendamento è evidente, cioè evitare che diventi, questa vicenda della spesa sanitaria, diventi una specie di cane che si morde la coda. L'intervento del collega Truzzu mi ha fatto pensare che forse non ho espresso bene il concetto che intendevo esprimere circa alla comprimibilità o meno della spesa sanitaria. È evidente che l'aumento dell'età media della popolazione, le nuove tecnologie, i nuovi farmaci, tutto quello che concorre ad allungare la vita e il benessere delle persone, comporta consistenti investimenti, in una sanità basata sul principio universalista, consistenti investimenti pubblici. Allora, dov'è il problema? Il problema è cercare di capire perché nonostante la spesa sanitaria impegni in Sardegna la metà del bilancio regionale, la qualità dei servizi tende progressivamente a calare. È vero che ci sono dei luoghi dove la sanità, grazie a Dio anche tanti, è erogata in maniera soddisfacente, con standard qualitativi elevati, situazioni dovute in gran parte allo spirito di abnegazione degli operatori, il problema è capire quali sono le risorse che non vengono utilizzate a questi fini, che vengono utilizzate ad altri fini e spostarle verso l'erogazione di servizi sanitari adeguati. Io penso che ciascuno di noi potrebbe raccontare episodi, ne ha raccontato uno prima il collega Rubiu, ma io penso che ciascuno ne potrebbe raccontare, anzi chiederei alla Giunta di verificare se c'è una TAC inutilizzata presso il pronto soccorso dell'ospedale Brotzu, considerato quello che costano questi macchinari, io penso che qualche riflessione sulle responsabilità di chi ha disposto quell'acquisto si debba fare. Noi abbiamo istituito una Commissione d'inchiesta che credo debba mettere in evidenza proprio questi aspetti, mettere in evidenza e poi inviare qualche rapporto non soltanto al Consiglio regionale, ma anche a chi è preposto a vigilare su come vengono utilizzate le risorse pubbliche perché non è possibile che mentre da una parte ci sono i Comuni che soffrono pesantemente per tutta una serie...

PRESIDENTE. Onorevole Cossa, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC Sardegna). Chiariamo cosa si è verificato recentemente. Recentemente è stato chiesto a più riprese e poi c'è stata anche una lettera del Presidente della Commissione che ha chiesto di avere i disavanzi delle ASL all'Assessore competente. L'Assessore competente ce li ha forniti, anche se sono molto generici, però i dati sono questi che ci sono pervenuti, per quanto possano essere non puntuali e si dice che effettivamente nel primo semestre 2016 ci dovrebbe essere un disavanzo di 184 milioni. Siccome anche le altre voci che stiamo inserendo hanno una valenza, purtroppo le frottole hanno vita breve, dire che noi attraverso il Qatar Foundation avremmo risparmiato 64 milioni all'anno di mobilità attiva e passiva è una barzelletta. Infatti purtroppo si verificherà che i primi del 2018, quando dovranno dividere di soldi con l'AIOT purtroppo ci perderanno il posto un paio di centinaia di persone. Questo si sta verificando anche in altri settori, per esempio recentemente abbiamo esaminato il discorso e l'abbiamo sospeso in Commissione all'unanimità per quanto riguarda i centri per gli esami di laboratorio, si vuol portare 200 mila. Siccome la media è 80 mila devono accorparsi e vuol dire anche questo perdere posti di lavoro. Oppure la riabilitazione, un'altra barzelletta. Cosa facciamo? Riduciamo del 20 per cento e gli diamo anche il carattere retroattivo da gennaio? È chiaro che al povero vecchio che va per fare una prestazione di riabilitazione gli diranno: "Purtroppo io ho terminato il budget, quindi di conseguenza non ti posso fare la prestazione, se vuoi paghi, sennò torni quando ricomincia il mio budget". Questa è la situazione. Ma di cose anomale ce ne sono troppe. Per esempio al Brotzu quando l'Assessore dice che ci sono 64 primari in più non si fanno i concorsi per altri primari dove già ci sono e questo si sta verificando! Così come al Brotzu una delle prime cose che è stata fatta è stata quella di bloccare il programma dei trapianti che ha portato 300 persone che hanno un tumore a dover aspettare e se si tenta, come in questi giorni si sta facendo, per questioni di vendette personali, di eliminare il fulcro della più grossa struttura che dicevamo fosse all'avanguardia, il Brotzu, è una cosa molto grave e la verità è che non stiamo migliorando i servizi perché ci sono carenze di infermieri, carenze di OSS, non si sanano, ci sono carenze di medici, quindi bisogna riprendere in mano...

PRESIDENTE. Onorevole Oppi, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Presidente, Assessori, Assessora, ovviamente per esprimere il voto favorevole all'emendamento numero 227 che ancora una volta ci richiama su un tema interessantissimo, il tema sulla sanità, sui disservizi della sanità e sugli sprechi della sanità. Qualcuno citava prima i commissari delle ASL. I commissari delle ASL sono i primi artefici di questa schifezza, perché ormai è entrato nel linguaggio comune di questa discussione, perché per chiamare col nome e cognome questa riforma sanitaria possiamo solamente chiamarla con il suo vero nome, cioè una schifezza. I commissari che in qualche modo stanno smantellando le ASL, ma soprattutto stanno smantellando i servizi. Stanno chiudendo i piccoli ospedali, stanno riducendo i servizi dell'ADI, il presidente Ganau sa bene cosa intendo perché in prima persona è dovuto intervenire per portare a ragionamento il commissario della ASL 7 che per una scelta scellerata aveva in qualche modo messo a repentaglio la vita dei pazienti colpiti da patologie gravi che sono costretti a stare a casa, grazie alla mediazione del presidente Ganau, gli riconosco il merito di aver portato a ragionamento questi tagliatori di teste e soprattutto di servizi che non fanno altro che creare nel territorio una pessima gestione della sanità. È incomprensibile a quali logiche rispondano questi commissari. Ci viene da pensare - lo dico a voce alta - che probabilmente rispondano a poteri forti, perché in alcuni casi non rispondono neanche alla politica, non rispondono neanche a chi in qualche modo ha voluto che loro fossero lì. Uno su tutti, oggi accade questo che è una barzelletta. Si fa il prelievo del sangue in un ospedale, si mette dentro una macchina tramite una società convenzionata e si porta ad un altro ospedale per fare le analisi e poi le analisi ritornano, fanno il viaggio al contrario. Totale 20 kilometri, nella stessa area intesa come ASL. È questa l'economia? È questa la razionalizzazione? È questo il modello di sanità che voi volete in qualche modo presentare ai sardi? È chiaro che poi saremo costretti a intervenire con le variazioni di bilancio. Non basteranno mai i denari preposti perché con questo tipo di azione non facciamo altro che ulteriormente indebitare la Regione Sardegna, ma soprattutto andremo ad indispettire e innervosire i nostri pazienti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Deriu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (PD). Presidente, gli argomenti introdotti dall'onorevole Cossa consentono anche di aprire un brevissimo dibattito su questo argomento: la comprimibilità di questa spesa. È giusto votare contro questo emendamento, probabilmente l'anno prossimo l'onorevole Cossa ci dira che aveva avuto ragione lui e che bisognava prevedere, eccetera, eccetera, ma la Giunta regionale non può, non deve in nessun modo arrendersi all'idea che questa spesa sia invece incomprimibile. Lei ha parlato dei nuovi investimenti. Questi nuovi investimenti andrebbero programmati, bisognerebbe decidere qual è la sanità del futuro. Invece qui noi stiamo discutendo, vorremmo discutere e credo che la Giunta su questo abbia un'idea chiara, vorremmo discutere della sanità di oggi e della possibilità di comprimere le spese di oggi, a meno che non si sostenga che queste spese abbiano raggiunto il livello ottimale. Io di questo dubito, ho la mia certezza che non sia così, ci sono autorevoli voci contrarie, non solo quelle dell'onorevole Cossa, però perseguire una politica di bilancio più rigorosa sulla sanità di oggi, al di là degli investimenti della sanità del futuro, secondo me, rimane una stella polare per cui a questo emendamento sicuramente un voto contrario nel tentativo di perseguire una politica più giusta di revisione della spesa sanitaria attuale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Presidente, io ho colto il significato che intendeva dare alle sue parole l'onorevole Deriu, ma credo che non abbia colto esattamente quella che era la proposta inserita all'interno di quell'emendamento. Tra l'altro, se si tratta di stella polare, non mi sembra la migliore soluzione ipotizzare dei pagamenti per il futuro in modo che… o pagare già nel futuro quello che è il pregresso non riconosciuto. Allora delle due l'una, o si sbaglia in un modo o si sbaglia nell'altro. Io dico che si sbaglia nell'uno e nell'altro modo. Perché la spesa sanitaria, per essere evidenziata nelle sue doglianze più profonde, va pagata anno per anno ad evenienza di quello che effettivamente viene maturato come disavanzo. Perché altrimenti noi non stiamo facendo nessuna opera di stella polare. Anzi è proprio il contrario di quello che è cercare di sistemare le cose anche contabili nel modo adeguato, a maggior ragione oggi che c'è la contabilità cosiddetta armonizzata, proprio è incomprensibile. Ma c'è ancora di più, il problema me lo sollecitava l'intervento di Oppi che parlava del Brotzu. Ieri c'erano titoloni come se restassero le eccellenze più grandi. I trapianti di fegato al Brotzu avveniva da anni, casomai c'è stato uno stop incomprensibile. Io vorrei capire come mai questo Brotzu non fa quello che dovrebbe fare, cioè essere stella polare, in questo caso sì, non sono di quelle emergenze ma anche di altre. E i 120 milioni per continuare bisogna stare attenti a come si mettono, perché non vorrei che ancora una volta per emergenza venga qui una leggina per far sì che al 31/12 scattano i nuovi commissari da rinominare, perché il Moirano dice che ci vogliono almeno sei mesi per andare in rodaggio. Se questo è, pensateci bene oggi, Giunta, e state attenti dove mettete i piedi e soprattutto le finanze dei sardi.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 227.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 10, uguale al 117, 199, 207 e 228.

Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Presidente, io sto leggendo a proposito di questo emendamento la relazione della Giunta regionale, la quale relazione così recita, il comma 6: "La norma consente la riprogrammazione dell'utilizzo delle eventuali economie scaturenti dalle risorse erogate dall'amministrazione regionale per programmi di ricerca e innovazione tecnologica, nel rispetto della legge regionale numero 7 del 7 agosto 2007 (che tratta di promozione della ricerca scientifica e dell'innovazione tecnologica in Sardegna), definendo altresì le procedure di attuazione". Sembrerebbe che stiamo parlando di una cosa importante, stiamo parlando di programmi di ricerca, di innovazione tecnologica, stiamo parlando quindi di una cosa veramente importante fatta dall'Istituto zooprofilattico di Sassari, perché questo è. Allora mi chiedo per queste finalità erano già stanziati nel 2016 un milione e 500.000 euro, stiamo mettendo altri 200.000 euro, qual è la ricerca, qual è l'innovazione tecnologica, qual è la cosa alla quale non si può rinunciare che costa 200.000 euro? Io credo che ci sia altro, cioè questi 200.000 euro che si stanno mettendo in incremento per il 2016 siano figli di altra cosa che non è dato conoscere, che nella relazione non viene spiegata e che per la sua misura non torna con obiettivi così roboanti, come quelli che invece sono messi in relazione. Quindi non avendo ben chiaro e non avendo capito con 200.000 euro che cosa si può fare di innovazione tecnologica e così di ricerca scientifica, credo che gli emendamenti 10, 117, 199, 207 e 228 bene facciano a chiedere la soppressione, per la quale dichiaro il voto favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (Gruppo Misto). Sì, mi aggancio esattamente al ragionamento che faceva il collega Carta, cioè sul funzionamento dell'Istituto zoo profilattico, che nell'evidente erronea valutazione della spesa della programmazione di 1 milione mezzo, noi sappiamo che in buona sostanza quest'istituto lo sosteniamo interamente. E oramai sta facendo lievitare le sue spese di gestione nonostante invece sia stato in pratica anche liberato di parte delle incombenze, tipo la lotta che si sta facendo sulla peste suina, dove in pratica se ne sta occupando un'unità di missione e loro sono completamente fuori. Quindi riduce le attività e aumentano i costi di questo ente. Per essere chiaro a tutti che l'aumento dei costi di questo ente è poi ascrivibile anche all'intero ammontare dell'aumento della spesa delle grandi voci della spesa sanitaria. Quindi non è sufficiente fare azioni di riqualificazione della spesa, ma è evidente che bisogna fare anche uno sforzo sulla governance e di riqualificazione dei centri della spesa. Cioè quindi entrare effettivamente nel merito di come vengono amministrate le risorse. Quindi questi sono i motivi che ci spingono a dare il nostro voto favorevole all'emendamento soppressivo.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 10, uguale al 117, 199, 207 e 228.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 11, uguale al 118 e 229.

Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Truzzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Presidente, per esprimere ovviamente il mio parere favorevole all'emendamento in questione, e per far rilevare che questa è un'altra delle chicche di questo disegno di legge che stiamo andando a esaminare. E' una chicca innanzitutto nella disposizione, nel testo, perché dice il comma 7 "E' attivato a partire dall'anno 2017 il servizio di elisoccorso e di eliambulanza regionale", quindi insomma capiamo subito che il Consiglio regionale acquisisce una nuova competenza, quella di attivare servizi. Io pensavo che noi dovessimo fare leggi e che l'attivazione di servizi spettasse a dei dirigenti, che poi casualmente nel caso specifico mancano, e magari ci sarebbe anche da interrogarsi perché mancano, e poi invece lo facciamo noi. E andiamo ad attivare il servizio di elisoccorso dopo che è stata fatta una delibera sulla gestione della formazione per l'emergenza-urgenza, il tutto nelle more della nomina del direttore dell'agenzia per l'emergenza - urgenza e dell'attivazione della stessa azienda. Che senso ha chiedere al Consiglio di fare determinati atti prima che si attivi l'azienda che dovrebbe essere imputata a gestire l'emergenza urgenza. Non è che stiamo facendo noi, o delegando qualcuno per fare un lavoro prima che lo faccia il futuro direttore? Forse sarebbe stato il caso di fare processo inverso, istituire l'azienda, nominare il direttore, e dare a lui il compito di attivare il servizio, perché poi si fanno i pasticci. E nel tentativo di comprimere quella spesa che è incomprimibile si riescono a realizzare nuove spese. Perché nel nuovo servizio di elisoccorso che si vuole realizzare anziché due basi se ne prevedono tre, che costeranno più di due, e si copre meno territorio di quello che si riesce a coprire con le due programmate e si lascia scoperta tutta la Sardegna centrale, il nuorese, lo Ogliastra, e la zona del oristanese in nome di che cosa? Di interessi di qualcuno? Forse sarebbe il caso di interrogarsi, ribadire che è essenziale attivare il servizio ma farlo ovviamente con i metodi e i sistemi corretti e non per garantire qualcuno. Perché così non funziona. Ancora una volta andiamo a buttare dei soldi fuori dalla finestra e soprattutto garantiamo un servizio inferiore ai cittadini. In quelle zone che tra l'altro d'estate hanno la maggior necessità di intervento. Perché il nuorese e l'Ogliastra sono le zone che hanno una maggiore necessità di intervento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). È davvero singolare che ci troviamo di fronte a una simile articolazione: è attivato il servizio di elisoccorso. Il servizio di elisoccorso non credo che si possa attivare esclusivamente solamente enunciandolo in una legge, non vorrei che magari domani mattina qualcuno dicesse istituito dal primo gennaio 2017 il servizio di elisoccorso, ci auguriamo evidentemente che inizino a volare questi elicotteri, perché altrimenti non ci può essere l'integrazione con le cosiddette reti di cura. Perché tutto il nostro sistema sanitario dovrà essere basato in futuro sulle reti dell'emergenza, sui due hub, tutto sulla carta, tutta roba che non sta funzionando, nonostante si sia già di fatto smontato tutto l'esistente per forzare la mano, nonostante il Consiglio regionale non si sia ancora espresso sul riordino della rete ospedaliera, non è stata né discussa né tantomeno approvata dal Consiglio regionale. Però qui ci si porta avanti a forza di delibere prima dei commissari, ora di non so bene che cosa, delle aree sociosanitarie con i grandi manager e poi con al centro il direttore generale dell'Assessorato, che con le sue grandi doti riesce a gestire tutto questo e quindi dal primo gennaio vedremo volare gli elicotteri. Al di là della questione della spesa perché se fossero 200 milioni per me sarebbe pressoché lo stesso se fosse funzionale a far funzionare il servizio. Quello che mi fa un po' alzare le antenne è che non vorrei invece che fosse esclusivamente anche questa una sorta di nota spot, che serve esclusivamente per qualificare questa legge di variazione di bilancio, ma che poi in realtà tutto quello che deve essere fatto o dovrà essere fatto non so se dal manager dell'Areus, o dovrà essere fatto dalla direzione generale, quello che conta è che si faccia in fretta perché siamo certi non sia esclusivamente con l'enunciazione di inizio di un servizio…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Allora è acclarato che il comma 7 parla dell'elisoccorso ed è chiaro che l'elisoccorso è in capo all'Assessore alla sanità, credo. Solo che leggendo la relazione della Giunta il comma 7 mi spiega che la norma si rende necessaria ai fini di rimodulare, nell'ambito del bilancio pluriennale 2006 e 2018, gli stanziamenti relativi ai servizi di assistenza tecnica nel trasporto pubblico locale. La relazione, al comma 14, mi dice che la norma riguarda le progressioni professionali al fine della valorizzazione del personale di comparto della sezione regionale, sul comma 7 non dite niente, è iscritto qua ma nella relazione purtroppo non troviamo neanche le motivazioni o la descrizione di quello che la Giunta vuole fare. Questo a dimostrazione che la fretta non è mai una buona consigliera e che gli atti, che arrivano in Consiglio, devono essere ben strutturati e ben preparati. Purtroppo anche questo dimostra che nel momento in cui esaminiamo un complesso di questo genere, una norma importante come questa, della quale non troviamo neanche un cenno nella relazione della Giunta credo che non resti altro da fare che dire che gli emendamenti numero 11, 118 e 229 bene fanno a proporne la soppressione. Per cui dichiaro il voto favorevole per tutti gli emendamenti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Anche io dichiaro il voto favorevole a questi tre emendamenti, i numero 11, 118 e 229 perché credo che bisogna rendere un po' di giustizia a questo Consiglio regionale. Veniamo onerati dell'istituzione di un servizio, vedi veniamo onerati, per i quali sono previsti 90 milioni 805 mila euro di cui 18 milioni 145 mila euro già erogati alla ASL 4 di Lanusei. Quindi all'interno di questo ragionamento c'è probabilmente qualche falla. Visto che noi non dobbiamo istituire servizi, e che questo percorso normativo-legislativo sicuramente presta il fianco a pesantissime censure, mi pare che stia emergendo in modo chiaro che la sanità, la gestione della sanità, sia fatta alla stregua di un piccolo staterello di Bananas. Entro il 31 di dicembre dovrà essere nominato il direttore generale dell'Areus dovrà decidere sull'elisoccorso, sul quale invece ha già deciso qualcun altro, non stiamo decidendo noi, non state decidendo vuoi colleghi, qualcun altro ha già deciso. Il direttore generale non avrà la possibilità di decidere, così come non avrà la possibilità di decidere su altre tematiche sulle quali l'Assessore, l'Assessorato è già intervenuto in modo pesante, calpestando anche criteri di opportunità; non soltanto criteri di raziocinio e di legittimità, ma anche di opportunità. Io credo che soprattutto voi dobbiate accendere importanti riflettori sulla gestione della sanità attuale, sulla gestione della sanità contingente. Perché non abbiamo la forza comunque di raddrizzare questo treno che sta deragliando, e non ce l'ha neanche Deiana perché sui trasporti, permettetemi la battuta, sui collegamenti, sulle infrastrutture, e sui treni soprattutto ha fallito in tutto per tutto. Allora colleghi della maggioranza, riflettete sul tema della sanità, non fatevi condurre per mano dall'Assessore. Io so che alcuni di voi sono molto vigili, ma se lasciate soli coloro che sono molto vigili, questi vostri colleghi non riusciranno sicuramente a fare la sterzata di questo treno che sta deragliando. Accendete i riflettori, la sanità è un tema troppo importante, cari colleghi. Se la maggioranza fallisce sulla sanità, prendetene atto, ha fallito sull'80 percento del percorso legislativo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC Sardegna). Io non mi meraviglio, soltanto verificando e così leggendo riscontro che ci sono 18 milioni già erogati, per la mia esperienza personale, nessuno se l'abbia a male, ma la ASL di Lanusei era famosa perché partivano da Cagliari i funzionari per insegnare alle strutture locali, sia come si impostava una gara sia come si impostavano i concorsi, potrei fare il nome del dottor Pisu, funzionario dell'Assessorato della sanità, perché è stato sempre un punto di riferimento uno andava di là per diventare primario e poi andava da un'altra parte. Ora perché nel 1999-2000 si fece e si iniziò a impostare il discorso dell'elisoccorso e venne fatto con i Vigili del fuoco e con la società, si chiamava società cisalpina, che operava per la ASL 8 di Cagliari. Ora bisogna stare molto attenti perché non furono fatte molte cose, non furono fatte perché c'erano dei pericoli e chi fu scelto comandante degli elicotteristi dell'arma dei carabinieri non fu scelto per essere commissario tecnico ma commissario politico per cui rinunciò. Va bene è un settore molto delicato, bisogna sapere se c'è il pilota e se ci sono anche le figure, le figure sono quelle dei corsi, i corsi fatti per i medici, i paramedici eccetera che attualmente non ci sono. Quindi i tempi sono molto lunghi, saranno molto lunghi, quindi queste risorse già erogate per quanto mi riguarda è incomprensibile anche per la difficoltà che esiste di aver fatto una scelta che secondo il mio punto di vista è sbagliata anche perché non ho sostenuto oggi ma già in passato che lo stesso direttore generale che svolgeva lì il ruolo non avevano titolo, era un dirigente era un semplice medico, oggi trasferito sempre per vari motivi all'Assessorato per grazia ricevuta. Quindi bisogna stare molto attenti perché a seconda di come si imposta la gara è pericoloso, perché se uno prende determinate strutture si sa già che si va verso la Augusta, se si prendono altre strutture si va verso un altro soggetto che sono società del milanese, quindi credo che questo sia da valutare con molta attenzione però certamente questo sarà un ulteriore onere che non va additato nel 2017 perché i tempi saranno molto più lunghi di quelli preventivati.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Rinuncio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Christian Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS CHRISTIAN (PSd'Az). Rinuncio.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, gli emendamenti numero 11, numero 118 numero 229 uguali.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo agli emendamenti numero 12, numero 119, numero 230.

Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (Psd'Az). Su questi emendamenti vorrei chiedere il voto segreto. Sugli emendamenti numero 12, numero 119 numero e numero 230 vorrei chiedere il voto segreto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 12, numero 119 e numero 230.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo agli emendamenti numero 13, numero 120, numero 189, numero 232.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 13, numero 120, numero 189, numero 232.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo agli emendamenti numero 14, numero 121 e numero 234.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 14, numero 121 e numero 234.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 48.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 48.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 49.

Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Per ritirare gli emendamenti soppressivi del comma 11, articolo 1. Li ritiriamo perché questo comma contiene la proroga dei servizi di gestione delle emergenze archeologiche, non ci basta la proroga ovviamente dei termini, ma c'è necessità di implementare risorse economiche, ci torneremo tra poco. Grazie.

PRESIDENTE. Quindi è ritirato l'emendamento numero 15. Restano gli emendamenti numero 122, 202 e 236.

Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Ritiriamo anche noi l'emendamento numero 202.

PRESIDENTE. Persistono l'emendamento numero 236 Dedoni e più e il numero 122 Truzzu.

Sono ritirati? Onorevole Dedoni? È ritirato. Rimane l'emendamento Truzzu.

Metto in votazione l'emendamento numero 235, pagina 44.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 235.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 122 Truzzu, pagina 46. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 191, pagina 49.

Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Io sono stato d'accordo nel ritiro degli emendamenti che sono stati presentati per la soppressione del comma 11 per la consapevolezza che stiamo parlando di un argomento importante, un argomento che riguarda decine di giovani e meno giovani che, con la gestione dei beni archeologici, museali e archivistici, hanno trovato negli anni una loro dimensione professionale e un sostegno economico con lo stipendio che gli arriva. Io voglio però qui sottolineare e denunciare la questione che riguarda i comuni i quali sono titolari di questi fondi. Noi abbiamo sempre questa formula che dice: "realizzati dalle società esecutrici titolari degli interventi". Allora, questa formula nel non dare nessuna copertura ai funzionari del comune che devono bandire le gare, perché non dà nessun tipo di copertura, anzi li mette in pericolo, perché le proroghe che si stanno susseguendo dal 2004 in poi, perché siamo in regime di prorogatio, io ricordo l'altro giorno noi parlavamo della proroga ATI-Ifras e quant'altro, in effetti sta ponendo molti problemi ai comuni, i quali si trovano nella condizione di non poter bandire gare, oppure non bandiscono gare senza nessuna copertura. Ora, premesso che è necessario garantire il discorso che attiene alla salvaguardia del posto di lavoro di chi è lì a lavorare, credo che il Consiglio regionale debba farsi carico di questo, anche perché c'è una sentenza del TAR che, a un ricorso fatto contro una delibera del Comune di Dorgali, in questo caso, che voleva bandire la gara, la cooperativa che gestisce i siti archeologici ha fatto ricorso e il TAR ha dato ragione al Comune. Abbiamo bandito la gara e stanno lavorando loro, non c'è nessun problema, però è tutto in regola, e il TAR ha dichiarato che le procedure e le leggi regionali che si supponeva fossero sufficienti a garantire i comuni non lo sono. Quindi io pongo questo all'attenzione della Giunta regionale perché, fermo restando, e ripeto che è fondamentale garantire il posto di lavoro di coloro i quali oggi e fino ad oggi hanno lavorato, credo che esistano le clausole sociali che possono essere inserite nei bandi che consentono di salvaguardare i posti di lavoro e salvaguardare la correttezza e la legalità di quello che si va a fare nei comuni, tant'è che poi nell'emendamento aggiuntivo propongo il comma 11 bis dove appunto dico queste cose. Per cui questo è lo spirito con il quale ho presentato questo emendamento, non certamente contro, ci mancherebbe, le cooperative che lavorano, contro i ragazzi e le persone che ci lavorano, ma per la necessità di fare le cose bene, di farle nell'ambito del perimetro normativo e di mettere in sicurezza anche i funzionari dei comuni e i dirigenti dei comuni che procedono nell'affidamento di queste gare. Questo è quanto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Volevo specificare anche io che qui il problema, aggiungo qualcosa in più a quello che ha detto l'onorevole Carta, è quello di trovare la soluzione definitiva per questi che lavorano nel sistema archeologico, nella conservazione dei beni, nelle biblioteche, e quindi è necessario che si adoperi in modo tale che la Giunta ci presenti un disegno di legge e che si possa esitare, o che vada a rientrare all'interno, ma non mi pare molto possibile, credo che sia in discussione in prima e in seconda congiunte. Io credo importante ricordare a questa Assemblea che nell'altra legislatura, non in questa, l'altra ancora, fu esitata all'unanimità in Commissione cultura una norma per sanare definitivamente e porre queste 850 persone in condizione di poter avere la continuità del lavoro. Poi, come succede per lo scherzo di un pensiero che non si capisce perché, qualche consigliere cambiò idea e di quella proposta di legge esitata non se ne fece niente, tant'è che siamo ancora a rincorrere annualmente e a fine anno le approvazioni di norme, ovvero di finanziamenti perché i comuni possano ottemperare attraverso gare d'appalto. Credo che sia ora di porre punto e fine anche a una di quelle note che non riescono ad essere armoniche all'interno del sistema della tutela, della valorizzazione e anche dell'ambito turistico del sistema bibliotecario, delle emergenze archeologiche per tutta la Sardegna. Io farei voto che la Giunta, se non la maggioranza, perché noi lo abbiamo già fatto, vada avanti nel proporre una soluzione in via definitiva per chi opera in questo settore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Sabatini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SABATINI FRANCESCO (PD). Solo per condividere le preoccupazioni e le osservazioni che hanno rappresentato i colleghi Carta e Dedoni, il problema è reale, vero e va affrontato, non si può lasciare un sistema che ormai da troppi anni vive nell'incertezza, io ho quasi definito una proposta di legge che sottoporrò non solo ai colleghi di maggioranza, ma anche i colleghi di opposizione che vorranno sottoscriverla, proprio perché credo che il tema dei beni culturali vada affrontato in modo unitario, perché da troppi anni è vero che puntualmente andiamo incontro a delle proroghe, che ormai non hanno più senso e non si può più procedere così, e va tenuto conto anche delle risorse che mettiamo a disposizione di questo sistema, tenendo conto sia dei sistemi archeologici e museali, sia dei sistemi bibliotecari, che svolgono servizi importante nel territorio, di cui dobbiamo tenere conto, dobbiamo definire quali sono le modalità e non lasciare più nell'incertezza questo sistema e soprattutto gli operatori che da anni hanno acquisito esperienza, professionalità e gestiscono questi servizi. Quindi io credo che già nei prossimi giorni potremo discuterne insieme e chiedere ai Capigruppo di dare priorità assoluta a questo progetto di riforma, quale sia la mia proposta o altre proposte, perché vengano unificate in un testo unico e vengano poste in discussione dalla Commissione e subito dopo dall'Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Zedda Paolo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PAOLO ZEDDA (Soberania e Indipendentzia). Io sottoscrivo le richieste che sono venuto in questo senso da vari colleghi della maggioranza e dell'opposizione, perché la questione della gestione dei beni culturali in Sardegna è una questione centrale per una nostra esigenza intima e prioritaria. Ma ci sono una serie di problemi correlati, alcuni direttamente alla gestione dell'impiego dei dipendenti, dell'incertezza che ogni anno si riversa sulla speranza di un rinnovo di contratti che non possono andare avanti secondo queste modalità, è un problema di organizzazione del settore, che purtroppo è frammentato e non connesso, non interconnesse e quindi non ha un funzionamento come una struttura unitaria e coerente, e l'esigenza è quella di lavorare subito a una legge nuova. Anche noi stiamo non presentando una proposta di legge, e la richieste è quella che si dia priorità a un'esigenza che si sta facendo a questo punto improcrastinabile.

PRESIDENTE. Grazie. Metto in votazione l'emendamento numero 191.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 191.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 16 che è uguale al numero 123 e al numero 238. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 17 che è uguale al numero 124 e al numero 240. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 104 Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 18 che è uguale al numero 125 e al numero 242. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 19 che è uguale al numero 126 e al numero 244. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 20 che è uguale al numero 194 e al numero 246. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 21 che è uguale al numero 127 e al numero 248.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Intanto il concetto è semplicemente riferito al contributo che si sta dando a un'unica provincia, per chiudere un bilancio, anche se poi siamo passati, ho perso la votazione, dichiaro il voto contrario a questo emendamento, anzi, è ritirato l'emendamento, ma voglio comunque mettere in evidenza che stiamo continuando a mantenere in vita enti e cioè le province che non sono scomparse, stanno soffrendo di inedia, e allora o decidiamo, visto che anche la riforma costituzionale che non verrà approvata lunedì, o domenica, insomma il 4, non prevede la cancellazione delle province per le regioni a statuto speciale, quindi tanto vale che senza ipocrisia o ce le rimettiamo in operatività, altrimenti qui ci sono i cittadini che stanno pagando tasse per le cosiddette risorse proprie che finiscono esclusivamente nelle casse del Governo nazionale, non torna indietro un euro per mantenere questi enti, che sono gestiti da commissari, e a volte anche sub-commissari, a seconda delle zone, perché poi ci sono anche le gestioni stralcio, dobbiamo metterci le risorse, addirittura per chiudersi i bilanci definanziano opere pubbliche, come è successo alla provincia di Carbonia-Iglesias, dove è stata definanziata un'opera già appaltata, che era il canale navigabile della laguna dell'arcipelago del Sulcis Iglesiente, e stiamo continuando però a dare risorse; o le rimettiamo in carreggiata, altrimenti queste risorse devono essere garantite a tutti.

PRESIDENTE. Grazie . Quindi ritirato l'emendamento numero 21. Metto in votazione l'emendamento numero 127 che è uguale al numero 248 Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 22 che è uguale al numero 128, al numero 196 e al 249. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 250. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 23 che è uguale al numero 130 e al numero 251. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 24 che è uguale al numero 131 e al numero 254. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 25 che è uguale al numero 132 e al numero 256. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 257. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 26 che è uguale al numero 133, al numero 259 e al 332. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 27 che è uguale al numero 134 e al numero 261. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 28 che è uguale al numero 135 e al numero 263. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 29 che è uguale al numero 136 e al numero 265. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 30 che è uguale al numero 137 e al numero 267. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 31 che è uguale al numero 138 e al numero 269. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 32 che è uguale al numero 139 e al numero 271. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 33 che è uguale al numero 140 e al numero 272. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione gli emendamenti numero 34, 141 e 273, uguali. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione l'emendamento numero 274. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione gli emendamenti numero 35, 142 e 276, uguali. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione l'emendamento numero 277. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione gli emendamenti numero 36, 143 e 280, uguali. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione gli emendamenti numero 50 e 144, uguali. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione gli emendamenti numero 51 e 145, uguali. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione l'emendamento numero 282. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 283. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione gli emendamenti numero 37, 146 e 286, uguali. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione gli emendamenti numero 38, 147 e 290, uguali. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione gli emendamenti numero 52 e 148, uguali. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione l'emendamento numero 291. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione gli emendamenti numero 53 e 149, uguali. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione gli emendamenti numero 39, 150 e 293, uguali. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione gli emendamenti numero 40, 151 e 295, uguali. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione gli emendamenti numero 41, 160 e 298, uguali.

Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Presidente, su questo comma, dal 37 ma poi continuiamo e questo ragionamento va esteso a tutti i debiti fuori bilancio che sono stati inseriti dentro questa proposta di legge e che apprendiamo e siamo coscienti frutto anche della norma che ogni tanto rispettiamo, ogni tanto no, a seconda dell'esigenza, sul decreto legislativo 118 del 2011, articolo 73, che ci obbliga a rendere visibili anche nella legge i debiti fuori bilancio della Regione e del suo sistema. Poi lo stesso articolo 11 ter della norma specifica quali sono e quali caratteristiche devono avere le aziende, gli enti e le partecipate per rientrare nell'oggetto e ambito di applicazione della norma. Rimane un fatto che in molti casi noi sappiamo che dirigenti di questa Regione e di queste partecipate stanno andando ovviamente a cercare la gonnellina dietro cui ripararsi rispetto a responsabilità che sono proprie loro, cioè il rispetto dell'impegno della spesa deve tenere conto della copertura finanziaria di ogni spesa e poi la questione relativa allo stesso riconoscimento. Non abbiamo avuto la relazione di tutte queste partite, tipo non abbiamo visto quelli della SFIRS, non abbiamo visto alcune questioni che riguardano i privati, abbiamo visto semplicemente la relazione rilasciata dall'Assessorato dei lavori pubblici per il pagamento di un lavoro al tribunale di Cagliari, abbiamo visto quello di Igea e abbiamo scoperto dalla relazione del revisore che tutto sommato ci si è comportati seguendo le norme di legge, anche se c'è poi una delibera, una convenzione e un contratto successivo che salva anche il pregresso per far rientrare all'interno della cornice di legge accettabile, secondo il revisore che ha fatto la relazione, queste spese. Noi ovviamente non conoscendone esattamente l'origine e la funzione siamo totalmente contrari che il legislatore, peraltro in un momento in cui non vi è chiarezza sulla nomina dell'organismo di revisione della Regione stessa, perché come ci ha spiegato ieri l'Assessore fino a quando non si fa chiarezza su questo punto noi non ci nominiamo un revisore e quindi noi non abbiamo un organo che ci dica se effettivamente sono legittime le scelte fatte da questi organismi a noi collegati a cui noi poi dobbiamo dare la...

PRESIDENTE. Onorevole Locci, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Siamo a un punto particolare che certamente il dibattito di ieri ci fa ben capire e intendere. Preannuncio che come ho detto ieri la minoranza non partecipa al voto, non solo per motivazioni politiche, ma per motivi tecnici, chiamiamoli così, amministrativi, perché sui debiti fuori bilancio si fonda il fatto che non ci siano le relazioni previste dalla norma per cui noi non parteciperemo al voto. Su questo chiedo già, Presidente, che ci sia il voto elettronico palese.

Pertanto, avendo ben presente che non si è trovata una soluzione, assessore Paci le sto dicendo che non è un problema che mettiamo zeppe, stiamo solo per qualificare la nostra presenza in Aula in determinate circostanze. Su questo noi non votiamo per ovvi motivi. Mi pare che sia stato chiaro Christian Solinas e altri che sono intervenuti e quindi manteniamo per correttezza le cose che abbiamo sempre dichiarato, ancorché altri cambino, noi siamo perché pacta servanda sunt.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Christian Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS CHRISTIAN (PSd'Az). Facendo seguito all'intervento in sede di discussione generale e alle argomentazioni che ho già svolto nella giornata di ieri e che qui richiamo integralmente, per dichiarare che non parteciperò alla votazione e aggiungo rispetto agli argomenti già illustrati ieri e cioè all'obbligo di costituzione ai sensi dell'articolo 72 del decreto legislativo 118 del 2011 del collegio sindacale all'obbligo di parere, aggiungo che ho fatto un'ulteriore ricerca e in verità quella interpretazione che io davo nella giornata di ieri è corroborata anche da elementi normativi ulteriori e che qui consegno alla riflessione dell'Aula.

In particolare il decreto legge 174 del 2012, convertito nella legge 213 del 2012, ha introdotto, chiarendo una questione affrontata giurisprudenzialmente da diverso tempo, il parere sul riconoscimento dei debiti fuori bilancio obbligatorio da parte del collegio sindacale, cioè è imposto, nel caso di riconoscimento, in quanto il controllo espresso consente all'organo consiliare una maggiore attenzione sugli atti che deve approvare e in modo simmetrico costringe il relativo responsabile alla redazione di un'attenta istruttoria. Ora, l'attenta istruttoria in questo caso non ha una firma e non ha un protocollo e l'attenta istruttoria manca del parere del collegio sindacale. Per cui, alla luce di queste ulteriori considerazioni, dichiaro di abbandonare l'aula e di non partecipare alla votazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Confermo, signor Presidente, in tutto e per tutto quanto sostenuto dai colleghi che mi hanno preceduto, credo che il collegio sindacale sia indispensabile per dare un voto cosciente e coerente con le norme e con i fatti finanziari che vengono esposti dall'Assessore. Io porrei anche un ulteriore dubbio, un'ulteriore questione, un ulteriore quesito. La norma che all'interno dell'articolato del 118 disciplina il riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio non mi pare che preveda anche la fattispecie prevista dal punto a) del comma 37. Cioè il debito fuori bilancio di euro 19.000 e spiccioli derivante dall'anticipazione della società SFIRS per conto della Regione autonoma la Sardegna per la costituzione della società …. Non mi pare che nel paradigma normativo dell'articolo 73 ci sia questa fattispecie, perché il debito fuori bilancio, la legittimità del debito fuori bilancio può essere riconosciuta quando c'è una sentenza esecutiva, e non è questo il caso, quando c'è da coprire disavanzi diretti e società eccetera, purché il disavanzo derivi da fatti di gestione, e non mi sembra che sia un fatto di gestione questo, ricapitalizzazione delle società, procedure espropriative, procedure di urgenza, acquisizione di beni servizi. Ecco non mi pare che in questo paradigma normativo rientri anche questa fattispecie che viene in qualche modo disciplinata e viene riconosciuta come debito fuori bilancio al punto a) del comma 37. Questo è un ulteriore motivo, però non avevamo necessità di questo motivo per uscire dall'Aula, perché l'assenza del parere del collegio sindacale è una lacuna veramente incolmabile. Noi non possiamo assolutamente con serenità votare il riconoscimento di un debito fuori bilancio di cui non conosciamo i contenuti, i contorni, la legittimità, cioè dovremmo necessariamente fare un falso legislativo. Dovremmo riconoscere la legittimità di un atto del quale non abbiamo contezza, del quale non abbiamo assolutamente quel parere obbligatorio, un parere obbligatorio ma non vincolante, che ci darebbe il supporto necessario. Usciamo fuori dall'Aula per questi motivi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ma ovviamente l'argomento è delicato e quindi penso che sia doveroso da parte mia dare alcune indicazioni e fare alcune osservazioni. Come ho già detto in sede di presentazione della manovra questa è la prima volta che in base al bilancio armonizzato il consiglio è chiamato ad esprimersi su una materia che, mi rendo conto, suona male. Perché anche gli Assessori quando prima dovevano approvare loro in Giunta i debiti fuori bilancio dicevano "ma cosa vuol dire". Allora abbiamo detto il 118 chiede questo proprio per garantire maggiore trasparenza e maggiore controllo anche sull'operato degli uffici amministrativi, che adesso sanno che devono stare attenti. Spesso il debito fuori bilancio deriva da un errore, da una mancanza amministrativa che viene fatta, che so un contratto e non viene registrato, insomma cose di questo genere qua. Ma sono tutti quanti obblighi che sono certificati, la certificazione è data dagli uffici che hanno predisposto e la responsabilità continua ad essere totalmente loro ed esclusivamente loro. Non sta a me ricordare ai consiglieri che non c'è nessun tipo di responsabilità amministrativa da parte di un Consiglio regionale che vota questa norma. La responsabilità continua ad essere unicamente in capo all'amministrazione. Alcune di queste voci come vedette risalgono ad anni precedenti, quindi sono cose vecchie che si trascinano, altre sono cose più recenti. Tutte sono legittime, tutte sono corroborate, e come è stato chiesto dalla terza Commissione abbiamo inviato tutti gli incartamenti. Infine una nota per quanto riguarda il collegio sindacale. Non è che ci ricordiamo di essere Regione a statuto speciale solo quando vogliamo. La Regione Sardegna non è tenuta ad avere il collegio sindacale, ma adesso come ho già detto l'altro giorno stiamo comunque aderendo, ma lo faremo attraverso le norme di attuazione. Quindi il collegio sindacale non c'è e tutti gli atti amministrativi sono certificati dagli uffici che gli hanno predisposti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). L'Assessore ha confermato in pieno le nostre preoccupazioni. Noi stiamo dando legittimità con questo voto ad attività che sicuramente non sconfinano nell'illecito, ma sicuramente è attività illegittima che è stata posta in essere, o attività che non è stata posta in essere nei termini. E però quello che mi preoccupa, Assessore, è proprio un'affermazione sua, quando dice che questa è la ragione per la quale sottoponiamo al voto del Consiglio regionale. Come se il Consiglio regionale sia la copertura, l'ombrello per attività che è stata posta in modo sconveniente, o non è stata posta in essere, o comunque non doveva essere fatto in quel modo. Questo è il problema che noi abbiamo sollevato. E oggi il Consiglio regionale non è nella condizione… Io questo lo dico perché rimanga agli atti. Il Consiglio regionale non è nella condizione di valutare, in relazione non ad uno caso ma ad una serie di casi che ci sottoponete, e lei sta certificando che la responsabilità è in capo alla struttura amministrativa del suo Assessorato. Sono questioni, Assessore, io mi pongo veramente… perché non è detto che il voto legislativo sia esente da responsabilità. C'è una sentenza recentissima della Corte di cassazione che chiarisce alcuni aspetti sull'esercizio libero del diritto di voto, e le assicuro che ci sono sentenze dei giudici di merito che pongono anche aspetti quando c'è una responsabilità consapevole di quello che si sta facendo. Quindi, io su questa materia, l'invito che vi facciamo, altrimenti votatevela, è di approfondire meglio, di soprassedere perché il Consiglio quantomeno, ed è la ragione per la quale noi non partecipiamo al voto, non abbiamo elementi di conoscenza se non la sua parola e la certificazione che lei dice c'è da parte degli uffici amministrativi dell'Assessorato della programmazione, che però questo mi pare non sia di per sé…

PRESIDENTE. Grazie. La seduta sospesa per un minuto.

(La seduta, sospesa alle ore 13 e 37, viene ripresa alle ore 13 e 46.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 41, che è uguale all'emendamento numero 160, che è uguale all'emendamento numero 298.

(Segue la votazione)

Non è stato raggiunto il numero legale, per cui la votazione è rinviata, la seduta è tolta. Il Consiglio è convocato per questo pomeriggio alle ore 16.

La seduta è tolta alle ore 13 e 50.