Seduta n.206 del 30/11/2016 

CCVI Seduta

Mercoledì 30 novembre 2016

(POMERIDIANA)

Presidenza del Presidente Gianfranco GANAU

indi

del Vicepresidente Eugenio LAI

indi

del Presidente Gianfranco GANAU

La seduta è aperta alle ore 16 e 36.

FORMA DANIELA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 9 novembre 2016 (202), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Ugo Cappellacci, Gaetano Ledda, Gavino Manca, Giuseppe Meloni, Stefano Tunis, Emilio Usula e Francesco Zanchetta hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 30 novembre 2016.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Presidente, noi abbiamo cercato alla fine della seduta si approfondire il tema che era stato posto in Aula relativamente alla necessità che vi fosse una votazione nominale, piuttosto che una votazione per alzata di mano, e abbiamo trovato conforto nel secondo comma dell'articolo 96 del Regolamento, che credo anche sulla base di una interpretazione letterale si possa interpretare nel senso di cui abbiamo parlato, cioè è necessaria la votazione nominale. Perché la votazione nominale è prevista sugli atti di programmazione connessi alla manovra finanziaria sui disegni di legge concernenti bilancio annuale e la legge finanziaria. Ora mi viene molto difficile ipotizzare che questo disegno di legge di cui noi abbiamo discusso non sia un disegno di legge pertinente alla legge di bilancio o alla legge finanziaria.

Io credo che più pertinente di così! È una variazione, o meglio ancora è un assestamento quindi il voto, a nostro avviso, signor Presidente, deve essere nominale. Lo diciamo a titolo di contributo, apriamo una riflessione, vorrei magari che gli uffici si esprimessero, ma mi pare che sia l'interpretazione letterale, che un'interpretazione evolutiva, o quanto meno un'interpretazione di buon senso, un'interpretazione raziocinante vada in questa direzione. È necessario il voto nominale. Quindi votazione nominale. Grazie Presidente.

PRESIDENTE. Le ribadisco che nel caso della variazione di bilancio non è richiesta la votazione nominale. La votazione nominale è richiesta sugli atti di programmazione connessi alla manovra finanziaria sui disegni di legge concernenti il bilancio annuale e la legge finanziaria. Quindi questa è una variazione di bilancio, non è un riassetto di bilancio, non è una manovra di assestamento del bilancio. Quindi è semplicemente una variazione di bilancio. Non è previsto come atto programmatorio all'interno di questo comma. No, perché è stata chiamata proprio come variazione di bilancio e non come manovra di assestamento. È così!

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). No, Presidente perché sia chiaro anche per una prossima volta, perché se la disciplina è quella del bilancio, e su questo noi abbiamo acceduto ai ridotti termini di cinque giorni, è un conto; altrimenti non si capisce perché la si ritiene di bilancio per i termini minimi per la presentazione delle relazioni di maggioranza e minoranza, e non la si ritiene materia di bilancio per quanto riguarda invece la votazione così come richiesto dall'articolo 96 secondo comma. Questo lo poniamo come problema, perché la volta prossima chiederemo integralmente 10 giorni se si tratta di una legge ordinaria.

PRESIDENTE. Allora è stata assegnata, sulla base dell'articolo 35, che prevede 5 giorni. Quindi è corretta l'interpretazione, conseguentemente siamo in una manovra che non è una manovra riguardante strettamente il bilancio, ma una variazione, quindi non è una manovra di programmazione e non è una legge finanziaria. Per questo credo che…

Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Presidente, ma è un fatto di correttezza e di adeguatezza a quella che è la norma. Cioè se è bilancio e io vario il bilancio, la variazione di bilancio ha variato il bilancio, e se vario il bilancio è bilancio. Conseguentemente se vogliamo tergiversare si faccia quel che si vuole, ma non ci si può prendere in giro. Grazie a Dio abbiamo un poco di testa per ragionare.

PRESIDENTE. Io continuo a mantenere l'interpretazione che ho dato, che la variazione di bilancio non rientra tra le pratiche che richiedono il voto nominale.

(Interruzione dell'onorevole Dedoni)

L'interpretazione che ho dato è questa, poi insomma è discutibile, però è l'interpretazione data. Grazie.

Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Truzzu. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Presidente, ma io volevo chiedere un'informazione, ovvero fare una segnalazione e dare un'informazione. Stamattina ho presentato tre emendamenti che sono stati respinti perché sono arrivati dopo mezzogiorno. Siccome la discussione è finita intorno alle due e un quarto, e mi è stato detto che c'era un accordo con i capigruppo, ma poi ho scoperto che questo accordo in Conferenza dei Capigruppo non c'è stato, vorrei capire se c'era un termine entro mezzogiorno, perché se non ci fosse stato chiederei di riprendere gli emendamenti e reinserirli nella discussione. Perché mi pare assurdo che a discussione in corsa non si possono presentare gli emendamenti. Fra l'altro la cosa mi risulta che sia capitata anche ad altri colleghi, quindi anche su questo chiederei una maggiore attenzione e maggior chiarezza.

PRESIDENTE. No, il termine per la presentazione degli emendamenti era la votazione del passaggio all'esame degli articoli, per accordo in Capigruppo precedente.

Allora mi dicono che quelli respinti fossero firmati soltanto da un consigliere e non da un capogruppo o cinque consiglieri, e per questo siano stati respinti.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Ma, Presidente, anche le altre volte prima che finisse la discussione gli ho sempre presentati senza Presidente, anche le altre volte, prima che finisse la discussione, io le ho sempre presentate senza la necessità della firma del Capogruppo, o ho sbagliato le altre volte o ho sbagliato oggi! Siccome la discussione era in corso io alle 12 e 20 li ho portati e pensavo che sarebbero stati accolti, vorrei solo capire qual è la regola, se si possono presentare sino alla alla fine della discussione, oppure se ci sono delle regole per cui si devono presentare ventiquattr'ore prima, sei giorni prima, solo questo, per il futuro almeno.

PRESIDENTE. Le leggo l'articolo 84 del Regolamento, al comma 5: "gli emendamenti sempre che riguardino provvedimenti inseriti all'ordine del giorno del Consiglio ai sensi del comma 1, articolo 55, devono essere presentati entro le ore 14 del giorno precedente la seduta nella quale verrà votato il passaggio all'esame degli articoli, gli emendamenti presentati successivamente, almeno tre ore prima. La Giunta, cinque consiglieri, un Presidente di gruppo possono sempre presentare emendamenti ma comunque prima della votazione al passaggio degli articoli".

Discussione dell'articolato del disegno di legge: "Variazioni del bilancio per l'esercizio finanziario 2016 e del bilancio pluriennale 2016/2018 ai sensi dell'articolo 51 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 (Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42), e successive modifiche e integrazioni, e disposizioni varie" (382/A)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 1. All'articolo 1 Sono stati presentati degli emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:

Art. 1
Disposizioni finanziarie

1. Il comma 10 dell'articolo 1, della legge regionale 11 aprile 2016, n. 5 (legge di stabilità 2016), è così sostituito:
"10. Le modalità di contabilizzazione dell'anticipazione di liquidità di cui al comma 9 avvengono secondo le disposizioni di cui all'articolo 1, commi 692, 693 e 694, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 (legge di stabilità 2016). La copertura degli oneri per il rimborso dell'anticipazione di liquidità è individuata, a decorrere dall'esercizio finanziario 2017 e per l'intero periodo di ammortamento, nella missione 50 - programmi 01 e 02.".

2. Al comma 2 dell'articolo 4 della legge regionale 9 marzo 2015, n. 5 (legge finanziaria 2015), dopo le parole "non superiore a euro 150.000.000 annui", sono aggiunte le parole "oltre gli eventuali importi non erogati negli esercizi precedenti e nei limiti degli oneri finanziari determinati annualmente con legge di bilancio".

3. L'articolo 2 della legge regionale n. 5 del 2016 è abrogato.

4. Per le finalità di cui all'articolo 5, comma 15, della legge regionale 23 maggio 2013, n. 12 (legge finanziaria 2013) è autorizzata, per l'anno 2018, la spesa di euro 452.000 (missione 08 - programma 01 - capitolo SC04.2491).

5. Al fine di accelerare il ripiano del disavanzo 2015 degli enti del servizio sanitario regionale e sopperire altresì alle esigenze di liquidità dei medesimi enti nel rispetto dei tempi medi di pagamento dei debiti, è autorizzato per l'anno 2016 l'ulteriore stanziamento di euro 120.000.000 ed è ridotto dello stesso importo lo stanziamento dell'esercizio 2017 (missione 13 - programma 04 - capitolo SC05.0010).

6. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 6, comma 4, della legge regionale n. 5 del 2016 è incrementata per l'anno 2016 di euro 200.000 (missione 13 - programma 02 - titolo 1 - capitolo SC05.0350).

7. È attivato, a partire dall'anno 2017, il servizio di elisoccorso ed eliambulanza regionale per una spesa complessiva pari a euro 90.805.000 di cui euro 18.145.000 già erogati all'ASL n. 4 di Lanusei. A tal fine, è autorizzata, per ciascuno degli anni 2017, 2018, 2019, 2020, 2021 e 2022, la spesa annua di euro 7.910.000, in conto della missione 13 - programma 02 - capitolo SC05.0101. La restante quota, pari a euro 3.150.000 annui per ciascuno degli anni 2017, 2018, 2019, 2020, 2021, 2022, 2023 e 2024, grava sul macro livello di assistenza sanitaria del fondo sanitario regionale destinato al finanziamento del sistema di emergenza-urgenza (missione 13 - programma 01 - capitolo SC05.0001).

8. Al fine di consentire all'ASL n. 1 di Sassari lo svolgimento delle funzioni trasferite a seguito dell'estinzione dell'IPAB Fondazione San Giovanni Battista con sede in Ploaghe è autorizzata nell'anno 2016 la spesa di euro 3.470.000 (missione 13 - programma 02 - capitolo NI).

9. Il comma 7 dell'articolo 9 della legge regionale n. 5 del 2016, è sostituito dai seguenti:
"7. L'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio è autorizzato a riprogrammare, con proprio decreto, l'utilizzo delle eventuali economie relative alle risorse erogate dall'Amministrazione regionale per programmi di ricerca e innovazione tecnologica, nel rispetto delle finalità previste dalla legge regionale 7 agosto 2007, n. 7 (Promozione della ricerca scientifica e dell'innovazione tecnologica in Sardegna). Le variazioni di bilancio dei soggetti beneficiari sono adottate secondo le leggi e i principi contabili di riferimento.
7 bis. Gli atti degli enti strumentali che adottano le variazioni di bilancio necessarie alla riprogrammazione delle economie di cui al comma 7 sono immediatamente efficaci e trasmessi per conoscenza agli assessorati competenti.".

10. Nell'articolo 9 della legge regionale n. 5 del 2016 sono apportate le seguenti modifiche:

a) nel comma 23 dopo le parole "per le attività culturali e di spettacolo", sono aggiunte le seguenti: "a copertura delle spese sostenute per lo svolgimento delle attività istituzionali degli anni 2014 e 2015";

b) la lettera a) del comma 25 è così sostituita: "a) euro 200.000 in conto della missione 05 - programma 02 quale ulteriore spesa a favore dell'Istituto etnografico della Sardegna (ISRE) per favorire, anche in forma di associazionismo, la tutela e la promozione delle espressioni artistiche della tradizione poetica e musicale della Sardegna;".

11. I termini di cui all'articolo 29, comma 33, della legge regionale n. 5 del 2015 sono prorogati fino al 31 dicembre 2017 e, comunque, non oltre l'approvazione del piano triennale previsto dall'articolo 7 della legge regionale 20 settembre 2006, n. 14 (Norme in materia di beni culturali, istituti e luoghi della cultura), per progetti già in essere al 31 dicembre 2006 realizzati dalle società esecutrici e titolari degli interventi finanziati in misura pari a quanto previsto dall'articolo 9, comma 1, della legge regionale n. 5 del 2016.

12. I termini per la presentazione dei rendiconti relativi ai contributi di cui all'articolo 56 della legge regionale 22 gennaio 1990, n. 1 (legge finanziaria 1990), annualità 2015, ivi compresi quelli di cui alla deliberazione della Giunta regionale n. 33/21 del 30 giugno 2015, sono stabiliti al 31 dicembre 2016.

13. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 9, comma 14, della legge regionale n. 5 del 2016, è rideterminata in euro 1.600.000 per ciascuno degli anni 2017 e 2018 ed è destinata alla copertura delle spese relative agli anni scolastici 2016-2017, 2017-2018 e 2018-2019 (missione 05 - programma 02 - capitolo SC05.0904).

14. Il comma 4 dell'articolo 10 della legge regionale n. 5 del 2016 è sostituito dal seguente:
"4. Per le finalità di assistenza tecnica nella gestione e affidamento dei servizi di trasporto pubblico locale, è autorizzata la spesa complessiva di euro 500.000, in ragione di euro 34.160 nell'anno 2016, euro 150.840 nell'anno 2017 ed euro 15.000 nell'anno 2018, per servizi ferroviari e tranviari (missione 10 - programma 01 - capitolo SC07.0582), euro 75.000 nell'anno 2017 ed euro 225.000 nell'anno 2018, per servizi su gomma (missione 10 - programma 02 - capitolo SC07.0583).".

15. È autorizzata, per l'anno 2016, la complessiva spesa di euro 5.000.000 a favore dei consorzi di bonifica di cui una quota pari a euro 3.350.000 destinata, per euro 2.400.000 alle finalità di cui all'articolo 31, comma 3, della legge regionale n. 5 del 2015, per euro 250.000 quale contributo dei maggiori oneri sostenuti dai consorzi di bonifica dei territori colpiti dalla siccità nell'annualità 2016, per euro 400.000 per la redazione dei piani di classifica e per euro 300.000 quale contributo per il completamento o l'avvio di progetti di ricomposizione fondiaria (missione 16 - programma 01 - capitolo SC04.0193).

16. Al fine di garantire gli equilibri di bilancio e per assicurare l'esercizio delle funzioni fondamentali, è autorizzata, per l'anno 2016, la spesa di euro 2.100.000 a favore della Provincia di Nuoro (missione 18 - programma 01 - capitolo SC01.1059), di cui euro 168.000 per il funzionamento del Consorzio per la pubblica lettura "Sebastiano Satta" di Nuoro.

17. È autorizzata per l'anno 2016 l'ulteriore spesa di euro 356.000 quale contributo straordinario al Consorzio per la pubblica lettura "Sebastiano Satta" di Nuoro per le spese di funzionamento, a copertura della quota consortile di competenza del Comune di Nuoro e dei costi di gestione dei servizi bibliotecari (missione 05 - programma 02 - titolo 1 - capitolo SC03.0123).

18. A seguito del subentro della Città metropolitana di Cagliari nelle funzioni e nei rapporti giuridici attivi e passivi della Provincia di Cagliari di cui alla legge regionale 4 febbraio 2016, n. 2 (Riordino del sistema delle autonomie locali della Sardegna), è autorizzata, per l'anno 2017, la spesa di euro 400.000 a favore della Città metropolitana di Cagliari per l'espletamento delle procedure di reclutamento del personale necessario per dare effettiva continuità alle funzioni e ai servizi a essa trasferiti nella fase transitoria, individuata in sei mesi (missione 18 - programma 01 - titolo 1 - capitolo SC01.1059).

19. Per le finalità di cui all'articolo 8, comma 10 bis, del decreto legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito nella legge 23 giugno 2014, n. 89 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, recante misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale. Deleghe al Governo per il completamento della revisione della struttura del bilancio dello Stato, per il riordino della disciplina per la gestione del bilancio e il potenziamento della funzione del bilancio di cassa, nonché per l'adozione di un testo unico in materia di contabilità di Stato e di tesoreria), e all'articolo 29, comma 36, della legge regionale n. 5 del 2015, è autorizzata, per l'anno 2017, una maggiore spesa di euro 1.000.000. Le risorse di cui al precedente periodo possono essere utilizzate per la prosecuzione degli interventi nei mesi di gennaio, febbraio e marzo 2017 (missione 15 - programma 03 - capitolo SC02.0892).

20. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 2, comma 1, della legge regionale 26 luglio 2013, n. 17 (Ulteriori disposizioni urgenti in materia di lavoro e nel settore sociale), e successive modifiche ed integrazioni, è destinata alle finalità di cui all'articolo 44, comma 6 bis, del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148 (Disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183).

21. È autorizzata, per l'anno 2016, la spesa di euro 440.000 per la realizzazione di interventi di opere pubbliche di interesse degli enti locali volte a soddisfare le esigenze prioritarie delle comunità e un adeguato livello di servizi non altrimenti garantito dalle risorse recate dal Fondo unico di cui all'articolo 10 della legge regionale 29 maggio 2007, n. 2 (legge finanziaria 2007) (missione 08 - programma 01 - capitolo SC07.1265).

22. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 4, comma 22, della legge regionale n. 5 del 2016 è rideterminata in euro 371.000 per l'anno 2016, euro 1.712.000 per l'anno 2017 ed euro 117.000 per l'anno 2018 (missione 09 - programma 01 - capitolo SC04.0367).

23. Al fine di ultimare le opere delegate al Comune di Ploaghe con determinazione dell'Assessorato regionale dell'industria n. 279 del 18 giugno 2003, finalizzate all'infrastrutturazione del primo lotto dell'area destinata a insediamenti produttivi, è autorizzata la spesa di euro 123.949,66 in favore del medesimo comune a valere sulle risorse stanziate in conto della missione 14 - programma 01 - capitolo SC06.0612.

24. Nella lettera a) del comma 4 dell'articolo 2 della legge regionale 24 ottobre 2014, n. 19 (Assestamento alla manovra finanziaria per gli anni 2014-2016), le parole "31 dicembre 2016" sono sostituite dalle seguenti: "31 dicembre 2017".

25. Al comma 7 dell'articolo 29, della legge regionale n. 5 del 2015, dopo le parole "legge regionale n. 12 del 2013", sono aggiunte le seguenti: "nonché quelle dell'articolo 5, comma 9, della presente legge".

26. Nel comma 1 dell'articolo 28 della legge regionale n. 5 del 2015 il periodo "e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2016, pena la decadenza del finanziamento" è soppresso.

27. Ai fini dell'adeguamento delle risorse contrattuali ai tassi inflazione IPCA (Indice prezzi al consumo), l'ammontare massimo delle risorse da destinare alla contrattazione collettiva per il triennio 2016-2018 del personale dell'Amministrazione regionale, degli enti e delle agenzie regionali, stabilito dall'articolo 13, comma 1, della legge regionale n. 5 del 2016, è rideterminato complessivamente in euro 14.956.000, di cui euro 1.591.000 a decorrere dal 2016, euro 3.182.000 a decorrere dal 2017 ed euro 3.819.000 a decorrere dal 2018. Le risorse integrano quelle già stanziate a decorrere dal 2010 per l'indennità di vacanza contrattuale di cui all'articolo 1, comma 452, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 (legge di stabilità 2014), e successive modifiche ed integrazioni (missione 01 - programma 10 - titolo 1 - capitolo SC01.0216).

28. Per le finalità di cui all'articolo 51, comma 1, della legge regionale 27 aprile 2016, n. 8 (Legge forestale della Sardegna), l'ammontare massimo delle risorse da destinare alla contrattazione collettiva integrativa, per il triennio 2016-2018, del personale dell'Agenzia forestale regionale per lo sviluppo del territorio e dell'ambiente della Sardegna (FoReSTAS) è determinato complessivamente in euro 2.021.000, di cui euro 215.000 a decorrere dall'anno 2016, euro 430.000 a decorrere dall'anno 2017 ed euro 516.000 a decorrere dall'anno 2018. Le risorse integrano quelle già stanziate a decorrere dall'anno 2010 per l'indennità di vacanza contrattuale di cui all'articolo 1, comma 452, della legge n. 147 del 2013, e successive modifiche ed integrazioni. Ai maggiori oneri derivanti dall'applicazione del presente comma, determinati in euro 268.000 per l'anno 2017 ed in euro 784.000 per l'anno 2018 (missione 09 - programma 05 - titolo 1 - capitolo SC04.1919), si fa fronte mediante pari riduzione della spesa iscritta in conto della missione 20 - programma 03 - titolo 1, del bilancio della Regione per i medesimi anni. È conseguentemente abrogato il comma 3 dell'articolo 13 della legge regionale n. 5 del 2016.

29. Per l'anno 2016 è autorizzata la spesa di euro 1.000.000 da trasferirsi all'organismo pagatore AGEA per l'integrazione della dotazione finanziaria comunitaria (FEAGA) delle misure inserite nel programma di sostegno nel settore del vino 2014-2018, per le quali sono ammessi aiuti di Stato (missione 16 - programma 01 - titolo 2 - capitolo SC NI).

30. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 3, comma 16, della legge regionale n. 5 del 2016 è destinata alle spese di manutenzione straordinaria degli ippodromi di Villacidro, Sassari e Chilivani. L'attuazione dell'intervento è affidata all'Agenzia ARGEA Sardegna. La Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale, provvede all'approvazione di apposite direttive di attuazione (missione 16 - programma 01 - titolo 2 - capitolo NI)

31. L'agenzia regionale ARGEA è autorizzata a utilizzare le entrate derivanti da recuperi di somme relative agli interventi di cui all'articolo 17, comma 5, della legge regionale n. 5 del 2015 e le eventuali economie realizzate sui medesimi interventi e accantonate nell'avanzo vincolato ai fini della concessione di un aiuto de minimis, ai sensi del regolamento (CE) n. 1407/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013, relativo all'applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea agli aiuti «de minimis», con un'intensità dell'80 per cento, alle organizzazioni di produttori o ad altre forme associative, per la partecipazione ad eventi relativi alla promozione dei prodotti agricoli e alimentari. L'attuazione dell'intervento è affidata all'agenzia ARGEA Sardegna. La Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale, approva apposite direttive di attuazione.

32. Una quota pari a euro 1.000.000 a valere sulle eventuali risorse rinvenienti nell'avanzo vincolato del bilancio dell'agenzia ARGEA Sardegna e già destinate ad azioni di contrasto all'insorgenza e diffusione della peste suina africana, di cui all'articolo 1, comma 37, della legge regionale n. 19 del 2014, così come modificato dall'articolo 4, comma 1, lettera a), della legge regionale 23 dicembre 2015, n. 35 (Disposizioni urgenti per interventi sul patrimonio culturale e la valorizzazione dei territori, occupazione, opere pubbliche e rischio idrogeologico e disposizioni varie), è destinata:

a) per euro 700.000 quale contributo ai comuni per la redazione dei piani di valorizzazione dei terreni a uso civico; il contributo è concesso fino a un massimo di euro 10.000 e non è superiore al 50 per cento della spesa ammessa e documentata; con deliberazione della Giunta regionale, assunta su proposta dell'Assessore competente in materia di usi civici, sono stabiliti i criteri e le modalità di erogazione di tali contributi;

b) per euro 300.000 a un progetto triennale finalizzato all'esame e risoluzione delle problematiche di maggiore rilevanza in materia di usi civici; a tal fine è autorizzata la costituzione di un gruppo di lavoro composto da personale del sistema Regione particolarmente qualificato in materia di usi civici e da un massimo tre esperti tecnici esterni con apposite convenzioni da stipularsi con le università della Sardegna; al gruppo di lavoro possono essere ammessi a titolo gratuito, in qualità di tirocinanti, giovani laureandi/laureati che intendano professionalizzarsi sulla materia degli usi civici; con deliberazione della Giunta regionale, assunta su proposta dell'Assessore competente in materia di usi civici, sono stabiliti i criteri e le modalità di attuazione del progetto.

33. È autorizzata una spesa fino a euro 250.000 per l'anno 2016 e fino a euro 3.000.000 per ciascuno degli anni 2017 e 2018 sullo stanziamento iscritto in conto della missione 14, programma 01, capitolo SC06.0763 già destinato alla gestione liquidatoria dei consorzi ZIR, da ripartirsi fra gli enti di cui all'articolo 6, comma 8, lettera a), della legge regionale 25 luglio 2008, n. 10 (Riordino delle funzioni in materia di aree industriali) che procedono all'inserimento nelle proprie dotazioni organiche, anche attraverso forme di comando, del personale dei consorzi ZIR in liquidazione (missione 14 - programma 01 - capitolo SC06.0763).

34. All'articolo 6 della legge regionale n. 10 del 2008 sono apportate le seguenti modifiche:

a) al comma 8, lettera a), dopo le parole "al comune", sono inserite le seguenti: ", all'unione dei comuni, agli altri enti che esercitano le funzioni di area vasta di cui alla legge regionale 4 febbraio 2016, n. 2 (Riordino del sistema delle autonomie locali della Sardegna), alle società in house degli enti locali di cui alla medesima legge regionale";

b) il comma 12 è sostituito dal seguente:
"12. Al fine di incentivare la fase iniziale del trasferimento, per il personale in esubero degli enti consortili trasferito secondo le modalità previste ai commi 8 e 9, l'Amministrazione regionale garantisce agli enti subentranti l'erogazione di un contributo corrispondente al trattamento economico del personale trasferito relativo alle prime due annualità.".

35. Al fine di dare attuazione al protocollo d'intesa per la riqualificazione e la valorizzazione dell'area industriale del Medio Campidano, sottoscritto il 27 maggio 2016, è autorizzata la spesa di euro 100.000 in favore del Consorzio industriale provinciale Medio Campidano-Villacidro per la realizzazione di interventi di caratterizzazione all'interno dell'area industriale di pertinenza del consorzio, prescritti in esito alla perimetrazione definitiva del dettaglio del sito di interesse nazionale del Sulcis-Iglesiente-Guspinese, approvata con deliberazione della Giunta regionale n. 27/13 del 1° giugno 2011 (missione 14 - programma 01 - capitolo SC06.0615).

36. Le risorse di cui all'articolo 35 della legge regionale 12 novembre 1982, n. 38 (Finanziamenti a favore di diversi settori di intervento e disposizioni varie), sono incrementate, per l'anno 2016, di euro 29.000 per essere utilizzate a copertura di obbligazioni sorte nelle annualità precedenti (missione 01 - programma 11 - capitolo SC01.0576).

37. Ai sensi e per gli effetti dell'articolo 73, comma 1, lettera e), del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 (Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42), e successive modifiche ed integrazioni, è riconosciuta la legittimità dei debiti fuori bilancio derivante da acquisto di beni e servizi senza il preventivo impegno di spesa per la complessiva somma di euro 13.542.190,24 per come dettagliato di seguito:

a) il debito fuori bilancio di euro 19.342,45 derivante dall'anticipazione effettuata dalla società SFIRS per conto della Regione autonoma della Sardegna per la costituzione della società IES; al finanziamento della spesa derivante dal debito fuori bilancio di cui alla presente lettera a) si provvede con imputazione alla missione 09 - programma 02 - capitolo SC06.0671;

b) il debito fuori bilancio di euro 24.400, derivante dalla convenzione con l'Università di Cagliari - Dipartimento di ingegneria civile, ambientale e architettura, per la certificazione dei rendiconti dei lavori di custodia e messa in sicurezza all'interno delle concessioni minerarie effettuati dalla società in house IGEA Spa; al finanziamento della spesa derivante dal debito fuori bilancio di cui alla presente lettera b) si provvede con imputazione alla missione 09 - programma 02 - capitolo SC06.0671;

c) il debito fuori bilancio di euro 8.384.836,18 derivante dai costi sostenuti dalla società in house IGEA Spa negli anni 2013 e 2014 per conto della Regione in ragione di obblighi di legge; al finanziamento della spesa derivante dal debito fuori bilancio di cui alla presente lettera c) si provvede con imputazione alla missione 09 - programma 02 - capitolo SC06.0692;

d) il debito fuori bilancio di euro 226.383,36 corrispondente all'incentivo all'esodo a favore dei dipendenti della società Fluorite di Silius Spa in liquidazione relativo all'anno 2015, previsto dall'articolo 2 della legge regionale n. 35 del 2015; al finanziamento della spesa derivante dal debito fuori bilancio di cui alla presente lettera d) si provvede con imputazione alla missione 09 - programma 02 - capitolo SC06.0676;

e) il debito fuori bilancio di euro 518.405,71 corrispondente al saldo degli oneri della gestione liquidatoria della società Fluorite di Silius Spa per il 2015 e al riconoscimento degli adeguamenti contrattuali ai dipendenti della stessa società maturati fino al 31 dicembre 2015, ma non erogati; al finanziamento della spesa derivante dal debito fuori bilancio di cui alla presente lettera e) si provvede con imputazione alla missione 01 - programma 03 - capitolo SC06.0693;

f) il debito fuori bilancio di euro 31.822,54 derivante dalla convenzione con la società Sistemi Srl per la predisposizione del piano di indagine per la determinazione della reazione al fuoco dei materiali e della resistenza REI delle strutture degli archivi e dei compartimenti del Palazzo di giustizia di Cagliari; al finanziamento della spesa derivante dal debito fuori bilancio di cui alla presente lettera f) si provvede con imputazione alla missione 01 - programma 05 - capitolo NI;

g) il debito fuori bilancio di euro 777.000 derivante da provvedimenti di concessione delle agevolazioni di cui alla legge regionale 24 gennaio 2002, n. 1 (Imprenditoria giovanile: provvedimenti urgenti per favorire l'occupazione), in favore della società F.lli Pischedda Snc e dei Comuni di Ilbono, Meana Sardo e Villasalto; al finanziamento della spesa derivante dal debito fuori bilancio di cui alla presente lettera g) si provvede con imputazione alla missione 07 - programma 01 - capitolo SC06.0244;

h) il debito fuori bilancio di euro 3.560.000 derivante all'amministrazione dalla stipula di convenzioni con le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura per il funzionamento delle quattro commissioni provinciali di cui all'articolo 3 della legge regionale 10 settembre 1990, n. 41 (Organi di rappresentanza e di tutela dell'artigianato), per gli esercizi dal 2011 al 2015; al finanziamento della spesa derivante dal debito fuori bilancio di cui alla presente lettera h) si provvede con imputazione alla missione 14 - programma 01 - capitolo SC06.0441.

38. All'articolo 2 della legge regionale n. 35 del 2015, sono introdotte le seguenti modifiche:

a) al comma 1 le parole "30 aprile 2016" sono sostituite con le seguenti: "31 dicembre 2017";

b) il comma 6 è sostituito dal seguente:
"6. Gli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo, sono determinati in euro 600.000 per l'anno 2016 ed euro 300.000 per l'anno 2017 (missione 09 - programma 02 - capitolo SC06.0676).".

39. All'articolo 8 della legge regionale n. 35 del 2015, la parola "2016" è sostituita con "2017".

40. Le risorse stanziate a valere sulla missione 01 - programma 03 - capitolo SC06.0693, possono essere utilizzate per le spese connesse alla gestione liquidatoria di società partecipate della Regione autonoma della Sardegna facenti capo all'Assessorato regionale dell'industria.

41. Al comma 14 dell'articolo 5 della legge regionale n. 12 del 2013, dopo le parole "SFIRS Spa", sono apportate le seguenti modifiche:

a) le parole "e della società in house BIC Sardegna Spa" sono sostituite dalle parole "della società BIC Sardegna Spa";

b) dopo le parole "BIS Sardegna Spa" sono inserite le seguenti: "delle altre società in house providing".

42. Nel comma 2 dell'articolo 7 della legge regionale 19 giugno 2015, n. 14 (Interventi in materia di consorzi di garanzia fidi), la parola "diciotto" è sostituita con "trenta".

43. Nelle tabelle A, B, C e D allegate alla legge regionale n. 5 del 2016 sono introdotte le seguenti modifiche:

a) nella tabella A l'autorizzazione di spesa di cui alla sezione 10 - LAVORO, relativa al capitolo SC02.0892 (missione 15 - programma 03) è rideterminata, per l'anno 2016, in euro 4.339.000;

b) nella tabella B l'autorizzazione di spesa di cui alla sezione 06 - AGRICOLTURA, relativa al capitolo SC06.1077 (missione 16 - programma 01) è rideterminata, per l'anno 2016, in euro 0 e l'autorizzazione di spesa di cui alla sezione 12 - SANITÀ, relativa al capitolo SC02.1114 (missione 13 - programma 02), è rideterminata, per l'anno 2016, in euro 60.000;

c) nella tabella C, sezione 02 - AFFARI GENERALI relativamente al capitolo SC01.0583, il "programma 01" è sostituito dal "programma 11"; nella sezione 12 - SANITÀ, l'autorizzazione si spesa di cui al capitolo SC05.0040 (missione 14 - programma 04) è incrementata per l'anno 2016 di euro 290.000;

d) nella tabella D, sezione 12 - SANITÀ, relativamente al capitolo SC02.1121, il "programma 02" è sostituito dal "programma 01".)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Christian Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS CHRISTIAN (PSd'Az). Grazie Presidente, perché questa mattina ho presentato una questione pregiudiziale, poi nel prosieguo della discussione si è andati avanti senza dare risposta o votare, volevo capire se era stato fatto un approfondimento, la riassumo brevemente: l'articolo 1 del comma 37 prevede una serie di riconoscimenti di debito fuori bilancio, è la prima volta che il Consiglio regionale è chiamato in abdicazione della norma nazionale a fare questo, questi debiti fuori bilancio dovrebbero essere corredati dal parere del collegio sindacale che la regione non ha potuto nominare, andrebbe altresì costituita una struttura apposita che deve rilasciare un parere, risulterebbe dagli atti a mia conoscenza che vi sia una relazione priva di firme, priva di protocollo, quindi dal mio punto di vista non ha alcun valore che dovrebbe certificare la legittimità di questo riconoscimento, io non ritengo personalmente, non so gli altri colleghi, di essere in grado di poter esprimere un voto consapevole su quei debiti di bilancio, in assenza di questi documenti che sono essenziali, peraltro vi è anche dubbio interpretativo riguardo all'articolo 73 che prevede i debiti delle regioni, noi stiamo andando a riconoscere, ai sensi della lettera E del comma 1 dell'articolo 73, cioè come se fossero acquisti di beni e servizi fatti dalla Regione, in verità si tratterebbe della lettera B e cioè dei disavanzi che si generano nei bilanci di società partecipate come enti strumentali a seguito di sopravvenienze passive, quindi questo credo sia un tema che riguarda un po' tutti, visto che è la prima volta che andiamo a dare applicazione e sarebbe bene approfondirne la portata.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il consigliere Solinas ha ragione, la Regione ancora non ha un collegio di revisori, come sapete c'è stato di recente un parere favorevole da parte della sezione riunita della Corte dei conti per l'istituzione dei collegio dei revisori nelle regioni a Statuto speciale, siamo in attesa del parere del MEF, per poi procedere all'istituzione attraverso norme di attuazione. Nel frattempo procediamo con gli uffici finanziari perché è chiaro che è una responsabilità nostra della Regione, Non delle partecipate, perché le partecipate le hanno al loro interno già assegnati però da questo punto di vista dietro la segnalazione del presidente della terza commissione, che ha chiesto una relazione, abbiamo iniziato a mandare tutto il materiale disponibile per quanto riguarda questi debiti, sono tutti quanti debiti assolutamente certificati per i quali c'è già la copertura di bilancio nel bilancio regionale 2016 approvato da questo Consiglio solo che come giustamente il consigliere Solinas faceva presente mentre prima bastava un semplice atto amministrativo, quindi non saremo mai tornati qua perché c'è la copertura, in questo caso invece abbiamo bisogno di una norma specifica da parte del Consiglio, quindi per questo abbiamo inviato le informazioni necessarie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Proprio per chiarire, oltre che manca quella relazione non possibile per ovvi motivi che l'Assessore ci ha detto, mi pare che non ci sia neanche le relazione del revisori dei conti delle società interessate e che devono fare parte integrante e sostanziale della relazione definitiva, ancorché questo non ci sia, io credo che a nome della minoranza dichiariamo che non parteciperemo a quel voto perché vogliamo essere estranei a qualunque richiesta di risarcimento di danno erariale.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Sabatini, relatore di maggioranza.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Il parere è contrario per gli emendamenti numero: 1, uguale al 112, uguale al 208; 5, uguale al 209; 210; 211; 6, uguale al 113, uguale al 206, uguale al 213; 214; 7, uguale al 114, uguale al 218; 8, uguale al 115, uguale al 197, uguale al 221; 9, uguale al 116, uguale al 224; 227; 10, uguale al 117, uguale al 199, uguale al 207, uguale al 228; 11, uguale al 118, uguale al 229; 12, uguale al 119, uguale al 230; 13, uguale al 120, uguale al 189, uguale al 232; 14, uguale al 121, uguale al 234; 48; 49; 235; 15, uguale al 122, uguale al 202, uguale al 236; 191; 16, uguale al 123, uguale al 238; 17, uguale al 124, uguale al 240; 18, uguale al 125, uguale al 242; 19, uguale al 126, uguale al 244; 20, uguale al 194, uguale al 246; 21, uguale al 127, uguale al 248; 22, uguale al 128, uguale al 196, uguale al 249; 250; 23, uguale al 130, uguale al 251; 24, uguale al 131, uguale al 254; 25, uguale al 132, uguale al 256; 257; 26, uguale al 133, uguale al 259, uguale al 332; 27, uguale al 134, uguale al 261; 28, uguale al 135, uguale al 263; 29, uguale al 136, uguale al 265; 30, uguale al 137, uguale al 267; 31, uguale al 138, uguale al 269; 32, uguale al 139, uguale al 271; 33, uguale al 140, uguale al 272; 34, uguale al 141, uguale al 273; 274; 35, uguale al 142, uguale al 276; 277; 36, uguale al 143, uguale al 280; 50, uguale al 144; 51, uguale al 145; 282; 283; 37, uguale al 146, uguale al 286; 38, uguale al 147, uguale al 290; 52, uguale al 148; 291; 53, uguale al 149; 39, uguale al 150, uguale al 293; 40, uguale al 151, uguale al 295; 41, uguale al 160, uguale al 298; 54, uguale al 152; 299; 55, uguale al 153; 300; 56, uguale al 154; 301; 57, uguale al 155; 302; 58, uguale al 156; 303; 59, uguale al 157; 304; 60, uguale al 158; 305; 61, uguale al 159; 306; 42, uguale al 163, uguale al 307; 62, uguale al 161; 63, uguale al 162; 43, uguale al 164, uguale al 309; 44, uguale al 165, uguale al 310; 45, uguale al 312; 166, uguale al 313; 167, uguale al 314; 46, uguale al 168, uguale al 315; 47, uguale al 317; 64, uguale al 169; 65, uguale al 170; 66, uguale al 171; 67; 215; 216; 217; 219; 220; 222; 223; 198; 225; 200; 201; 231; 233; 190; 233; 239; 204; 241; 247; 195; 252; 253; 258; 260; 264; 266; 268; 187; 270, uguale al 331; 284; 287; 288; 292; 294; 297; 308; 316; 212; 226; 192; 188.

Il parere è favorevole per gli emendamenti numero: 104, 88, 97, 90, 100, 105, 101, 107.

Si chiede il ritiro per gli emendamenti numero: 103, 79, 80, 82.

Gli emendamenti numero 203 e 110 sono inammissibili.

Parere contrario al numero 84, parere favorevole al numero 109, parere contrario al numero 243, parere contrario al numero 193, parere contrario al numero 245, parere favorevole al numero 83. Parere contrario al numero 111, parere contrario al numero 255, parere contrario al numero 262, parere favorevole al numero 98. Numero 265 parere contrario, numero 278 parere contrario, parere contrario al numero 279, 281, 285, 289. Parere favorevole al numero 89 e numero 108 due pareri favorevoli. Numero 296 parere contrario, numero (181) parere favorevole, numero 311 parere contrario, numero 91 parere favorevole, numero 92 parere favorevole, numero 99 parere favorevole che è uguale al numero 102 tutte e due parere favorevole sono identici, numero 85 parere contrario, numero 93 parere favorevole, 94 parere favorevole, numero 106 parere favorevole, numero 205 parere contrario.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere è conforme alla Commissione.

LOCCI IGNAZIO (FI). Parere conforme a cosa?

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Sugli emendamenti.

Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SEL). Grazie Presidente, io intendo intervenire sull'ordine dei lavori se è possibile per rappresentare un'urgenza e un'emergenza. Sono in scadenza oggi infermieri professionali che lavorano nei penitenziari. Io inviterei con urgenza l'Assessore della sanità che provveda immediatamente perché tra l'altro c'è una delibera della Giunta regionale che prevede la stabilizzazione per coloro i quali negli ultimi cinque anni hanno lavorato per almeno tre anni anche non consecutivamente. Quindi vorrei capire perché queste persone, tra l'altro sono persone che lavorano da più di 10 anni nei presidii penitenziari debbano essere licenziate. Siccome il problema è veramente serio perché nel caso dovessero assumere dei nuovi infermieri questi dovrebbero fare almeno tre mesi di formazione cui devono passare attraverso una procedura rigidissima che non dura due giorni io credo che il problema vada posto e risolto immediatamente perché ci segnalano questa emergenza. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Sono d'accordo con il collega Cocco e anche io rappresento un'urgenza, perché mi pare che siano di pari importanza, sono i 20 lavoratori ex dipendenti con contratto a tempo determinato della Provincia di Nuoro che nonostante siamo transitati dalla Provincia all'ASPAL, secondo quanto previsto dalla legge regionale, sta succedendo un fatto davvero incredibile. La Provincia sta assumendo con contratti interinali, tant'è che è stato fatto un bando, è stata già aggiudicata anche la gara ad una società quindi interinali e stanno assumendo unità esterne in dispregio del dettato di quella legge approvata dalla Regione.

Io chiedo che su questo aspetto, perché anche questa partita è di primaria importanza, la Giunta regionale si mobiliti perché si tratta di giovani e meno giovani, padri e madri di famiglia che non possono essere così messi sul lastrico perché ci sono non capisco quali interessi sottesi ad una procedura difforme da quella approvata dal Consiglio regionale. È veramente un abuso nell'applicazione della legge, non nell'interpretazione nella attuazione della volontà di questo Consiglio regionale. Presidente, le farò pervenire una nota scritta e anche un atto formale di controllo da parte dell'opposizione perché si tratta di fatti gravi che probabilmente non rimarranno confinati nell'ambito del solo dibattito politico.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Luigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIAN LUIGI (UDC Sardegna). Grazie Presidente, ovviamente sono perfettamente d'accordo con quanto dichiarato dal collega Daniele Cocco e dal collega Pittalis su due argomenti diversi. Però mi pongo e vorrei porre l'attenzione dell'Aula e della presidenza quanto dichiarato nel comma 24 che fine faranno i 54 lavoratori della fluorite di Silius in liquidazione nelle more dell'affidamento a un soggetto privato della miniera di tre Montis in Silius. Ora giustifico anche perché il Cagliari calcio era presente qui… Come?

(Interruzione del consigliere Antonio Solinas)

RUBIU GIAN LUIGI (UDC Sardegna). A pagina sette… Siamo sull'ordine lavori e come spetta a tutti esprimersi sull'ordine del lavori. Volevo capire se la fluorite di Silius che è di proprietà del presidente Giulini…

ZEDDA ALESSANDRA (FI.). Non è di proprietà di Giulini.

RUBIU GIAN LUIGI (UDC Sardegna). Va bene la fluorite di Silius voglio capire, indipendentemente dalla proprietà, in liquidazione se questi 54 dipendenti saranno a carico della Regione Sardegna. Grazie.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Variazioni del bilancio per l'esercizio finanziario 2016 e del bilancio pluriennale 2016/2018 ai sensi dell'articolo 51 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 (Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42), e successive modifiche e integrazioni, e disposizioni varie" (382/A)

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sull'articolo 1.

Il tempo a disposizione per la discussione sull'articolo è di 10 minuti, solo per l'articolo 1.

È iscritta a parlare la consigliera Daniela Forma. Ne ha facoltà.

FORMA DANIELA (PD). Grazie Presidente, io ho la necessità di sottoporre all'Aula una questione che ritengo non possa passare sotto silenzio. Sull'articolo 1 e non sull'ordine lavori, collega. E lo faccio in sede di discussione dell'articolato piuttosto che in fase di presentazione dell'emendamento proprio per dare a tempo anche alla Giunta e all'assessore Paci di farsi carico di questa questione, di formulare magari una proposta all'Aula dato che nella formulazione dei pareri rispetto agli emendamenti presentati ho registrato un invito al ritiro sia da parte della Commissione che della Giunta. La questione riguarda la copertura finanziaria del bonus per le famiglie numerose per l'anno 2016 che risulta compromessa, anzi non figura proprio. Questo è emerso chiaramente la settimana scorsa nel corso della Commissione sanità cui ha partecipato anche l'Assessore della sanità e delle politiche sociali Luigi Arru unitamente al Direttore generale delle politiche sociali. Io vorrei ricordare che il bonus delle famiglie numerose viene trasferito ai comuni e consentono il sostegno alle famiglie con 4 e più figli dai zero ai 25 anni che hanno un reddito ISEE insufficiente. Adesso nel 2015 è stato indicato in 20.000 euro annui. Si tratta quindi di una misura importantissima che rientrano nel sostegno e nelle politiche per la famiglia e la quale ci siamo anche occupati largamente sia nel 2014 che in sede di finanziaria del 2015. Quindi a precisa domanda fatta all'Assessore, al Direttore generale delle politiche sociali se l'assessorato, appunto, avesse nella disponibilità di risorse per dare copertura per l'anno 2016 del bonus per le famiglie numerose la risposta è stata negativa. E questo perché nel mese di agosto quest'Aula ha approvato la legge sul reddito di inclusione sociale abbiamo utilizzato per darle copertura i 30 milioni delle estreme povertà ai quali attingeva recuperare i 3 milioni di euro da mettere nelle disponibilità delle famiglie numerose, anche dopo un confronto serrato con gli enti locali, lo vorrei ricordare. Ora io vorrei sgombrare il campo da ogni dubbio, qui nessuno mette in discussione la legge sul relitto di inclusione sociale anche oggi è stata data notizia che finalmente la Giunta è pronta con la deliberazione che ne dà attuazione, quindi non è in discussione la bontà di quel provvedimento tutt'altro. Io ritengo che anzi dover dire questo e non soffermarci su questo non contribuisca alla causa. Quello che rileva però è la necessità di dare copertura finanziaria ad un provvedimento che è atteso dalle famiglie numerose della nostra Regione, un provvedimento del quale le famiglie numerose hanno necessità per garantire una vita decorosa e dignitosa ai loro figli. Io vorrei anche ricordare che nel mese di aprile, durante il congresso regionale delle ACLI, si è denunciato a gran voce il tracollo sul dato della natalità in Sardegna, che risulta il peggiore in Italia. Da quella sede è stato lanciato un allarme chiedendo alla politica e alle istituzioni di farsi carico delle famiglie, di aiutare le famiglie e di sostenere tutti coloro che avrebbero voluto mettere su famiglia, avere dei figli, ma che per motivi economici non sono in grado di poterlo fare, e peraltro questo è un dato che viene confermato i giorni scorsi anche dall'ISTAT, che fotografa una situazione sociale della nostra Regione così, appunto, come denunciato dalle ACLI. Anche stamattina, ho visto poco fa il servizio, è stato presentato il rapporto della Caritas proprio presso la Presidenza della Regione, e si è sottolineato come in Sardegna ci sono 107 mila famiglie che sono in condizioni di povertà. Quindi io mi appello alla sensibilità non solo dell'Aula, che ben conosco su questo tema, ma anche in particolar modo della Giunta, perché in questa variazione di bilancio, assestamento che dir si voglia, si ponga rimedio a quello che è stato definito dallo stesso Assessore competente un disguido al quale rimediare in fase di assestamento. Quindi, ripongo nella sensibilità della Giunta regionale una risposta adeguata a tale problematica e a tale questione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). C'era un problema di incomprensione, perché io ho ritirato due blocchi di emendamenti, tant'è che, quando sentivo numeri, ad un certo punto mi sono perso. Ma ci sono altri emendamenti? Io avevo fino a pagina 188.

OPPI GIORGIO (UDC Sardegna). Sono quattro blocchi.

PITTALIS PIETRO (FI). Ma sono arrivati ora, allora. Ho segnato il parere fino a pagina 188. Stiamo parlando dell'articolo 1. Ora, l'emendamento cui faceva riferimento la collega Daniela Forma non l'ho trovato, non è nei blocchi che avevamo. Io lo chiedo e lo segnalo per avere contezza del lavoro. Sono arrivati ora. Li sto vedendo ora veramente, non è una cosa strumentale.

(Interruzione del consigliere Oppi)

PRESIDENTE. Non è così, li stanno preparando, le macchine li fanno adesso. Perché lei sapeva che le aveva presentate, è molto semplice, quindi ha fatto riferimento a un emendamento di cui era a conoscenza.

È iscritto a parlare il consigliere Ignazio Locci. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Colleghi, immaginatevi che cosa sarebbe stato questo assestamento camuffato da variazioni di bilancio se le previsioni di entrata fatte dall'assessore Paci nella legge finanziaria fossero state rispettate, questo assestamento avrebbe avuto ovviamente 129 milioni in più. Quindi, con 129 milioni in più è chiaro che sarebbe stato possibile anche dare risposte alla moltitudine di politiche di questa Regione e di questo bilancio, e non solo magari rispondere a esigenze legittime ma particolari, talvolta anche un po' strampalate come quella delle garanzie del funzionamento degli uffici della Confindustria, piuttosto che di altre confederazioni imprenditoriali, probabilmente sarebbe stato più importante concentrarci su altre parti. Io credo, colleghi, che di questo passo, con queste scelte, con questo rapporto anche col Governo nazionale e con questo chiaro di luna delle entrate, il rischio è che, prima o poi, quando si arriverà all'appuntamento con i sardi, qualcuno ci lasci le penne, soprattutto perché alcune scelte vengono determinate non si sa bene da quali logiche, ma sembra che arrivino da segmenti della società sarda che tutto hanno fuorché il rapporto con i sardi e con i problemi della Sardegna. Quindi, figuriamoci la differenza che c'è tra voi colleghi che siete qui e siamo qui in ragione di una legittimazione popolare rispetto invece a qualcuno che intende sostituirsi alla politica per grazia divina. La questione dei debiti fuori bilancio è veramente curiosa, la troviamo su questo articolo 1, poi più avanti lo vedremo più nel dettaglio, approfitto della presenza dell'Assessore del turismo per sottolineare la curiosità di quello che riguarda appunto i 3 milioni e 380 che la Regione intende poi pagare per un servizio, tra virgolette, svolto dalle Camere di commercio, in ragione di un'azione monitoria di un decreto. Beh, non c'è la copertura finanziaria e non mi pare che ci sia scritto da nessuna parte che per assolvere a una legge, per avere un obbligo anche morale ci sia l'obbligo di dare le coperture finanziarie. Voi pensate che per le famiglie numerose c'è una legge, l'ha citata adesso la collega Forma, non c'è copertura finanziaria, però di questo non si scandalizza nessuno. C'è una dirigente dell'Assessorato del turismo che invece, in seguito a un decreto ingiuntivo non opposto, e quindi, chissà, sarebbe stato curioso anche capire la storia e il futuro di quell'azione monitoria, addirittura per paura che le altre Camere di commercio potessero agire in giudizio, ecco, subito troviamo la copertura finanziaria di 3 milioni e 380 mila euro per un servizio di cui sarebbe curioso capire qual è la logica, appunto, data la legge e la copertura finanziaria che non c'era e forse non era nemmeno dovuta, quell'azione monitoria oggi è la risposta della Giunta, e la paura anche di altre azioni. Però, per le famiglie numerose c'è una grande difficoltà a fare dei trasferimenti, non ci sono le risorse, ci sono per la Confindustria, ci sono per Confapi, per il funzionamento dei loro uffici, ci sono per tutta un'altra serie di questioni assolutamente importanti e su cui bisogna assolutamente fare in fretta, fare in fretta perché bisogna chiudere, bisogna garantire l'equilibrio di bilancio, forse il bilancio di qualcun altro, ma mai esigenze importanti come quelle che vengono dalla società sarda. E questa ragazzi, colleghi, è una questione esclusiva di priorità, di priorità. Ovviamente, la relazione della dirigente del turismo è migliore rispetto a quella dell'industria, perché quella non è manco firmata, questa è la copertina di qualche pavido dirigente che chiede a questo legislatore di dare ogni volta coperture legislative giuridiche laddove non vogliono mettere la faccia e la firma, non vogliono mettere la loro responsabilità retribuita dai sardi. Allora, assessore Paci, queste sono, per carità, questioni su cui noi non ci scandalizziamo, però lei, che ha in questo momento il bastone del governo, deve avere la forza, e la trovi se non ce l'ha, di mettere un freno a certe dinamiche, perché come lei dal primo giorno che ha preso la guida di questo Assessorato ci ha sempre enunciato, ogni euro è fondamentale. In questa variazione di bilancio, che poi è un assestamento, non ci sono le risorse per far finire l'anno finanziario al settore delle emergenze archeologiche, e quindi trasferimenti per garantire… a oggi, 30 novembre, non ci sono più risorse per gestire musei e altre rovine archeologiche che meriterebbero di stare aperte, e là ci operano 1000 operatori. Sono stati fatti diversi trasferimenti alle province, alle famose cancellate province, che peraltro con la tredicesima disposizione transitoria di questa famosa riforma costituzionale, che spero non vedrà la luce il 4 dicembre, in Sardegna le province non verranno cancellate, quindi noi continuiamo anche a foraggiarle perché devono chiudere i bilanci, devono chiudere bilanci fasulli, dal primo all'ultimo, e quindi la Regione Sardegna di fatto si sostituisce, ormai sono diventati enti a esclusiva finanza derivata regionale, però i commissari pretendono, per far quadrare i conti, di stabilire le tariffe, di portare al massimo le aliquote dei tributi propri delle province, che propri non sono, perché vengono incassati esclusivamente dallo Stato, e non una lira, non un euro torna per i servizi ai cittadini. Quindi ci sono delle partite aperte, io credo che addirittura ci sia una doppia questione entrate, arrivati a questo punto, dovremmo pretendere dai commissari che azzerino le aliquote, le devono azzerare, perché questo è un prelievo operato dallo Stato illegittimamente sulle spalle di enti locali commissariati, e quindi alle spalle dei cittadini, e per fare che cosa? Per fare artifici contabili che vengono poi coperti dalle azioni della Regione Sardegna. Mi pare ci siano abbastanza elementi per fare alcune riflessioni, anche per la futura e per la prossima legge di bilancio, quindi magari potremo prendere tutti quanti nota in occasione della redazione del documento economico di programmazione finanziaria regionale per il 2017. Richiamo ancora, salto, sul debito fuori bilancio dell'ex IPAB San Giovanni Battista, ovviamente un'operazione a zero, lo sapevamo tutti, un'operazione a zero, bene, oggi è necessario trovare la copertura per 3 milioni 470 mila euro di cui, per carità, non ci scandalizziamo, andiamo a dare la copertura, non vorremmo che fossero crediti magari nei confronti di qualche banca, perché questa poi non sappiamo se arriviamo ad ascriverla alla spesa sanitaria "più", oppure se sarà nel monte della spesa sanitaria, come si era paventato in origine quando si è provveduto a salvare i lavoratori. Però salvare i lavoratori poi non doveva anche lasciare lo strascico delle questioni e dei rapporti che un ente privato aveva magari con qualche istituto di credito importante di questa Regione.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Edoardo Tocco. Ne ha facoltà.

TOCCO EDOARDO (FI). Alcune riflessioni importanti di questo dispositivo che mi hanno particolarmente colpito sono quelle relative alle emergenze urgenze, sto parlando dell'articolo che riguarda l'attivazione del servizio di elisoccorso, cosa che abbiamo più volte discusso in Commissione sesta e che chiaramente vede alcune difficoltà. Le prime sono quelle che riguardano per esempio la scelta di destinare chiaramente i soldi al progetto di attivazione di questo elisoccorso. Sappiamo che il problema dell'emergenza urgenza in Sardegna purtroppo è molto sentito, molto sentito anche perché, torniamo un attimo indietro, sentito perché chiaramente con il taglio a diversi servizi e a diversi piccoli presidi ospedalieri, sto ancora ad elencarli, parlo chiaramente di quelli soprattutto al Centro Sardegna, parlo di Isili, Muravera, parlo di La Maddalena. La Maddalena, come sappiamo, Assessore, ha avuto problemi legati al punto nascita, all'ostetricia, e lì il servizio di emergenza-urgenza chiaramente prevede uno studio molto mirato, quindi una spesa chiaramente diversa rispetto agli altri territori della Sardegna, parliamo chiaramente di problematiche che sono legate anche a delle tragedie che sono accaduti e che noi tutti conosciamo, dove una donna tempo fa ha perso la vita proprio per i tempi tecnici che sono mancati all'emergenza-urgenza. Quindi io credo che la spesa che ammonta a circa 90 milioni di euro, con un pacchetto di risorse già destinate alla ASL numero 4 di Lanusei, quindi una cosa chiaramente vecchia, si tratta chiaramente di una problematica che deve essere affrontata anche per il discorso del perché sono stati stanziati tutti questi soldi alla ASL di Lanusei, e come sono stati stanziati, nel senso, perché c'è stata questa disparità nei territori. Parlo chiaramente dello studio anche della gestione delle 2 Aviosuperfici, circa 18 milioni di euro concessi dalla Regione, oltre alla ASL di Lanusei, chiaramente, dove non fu bandita neanche la gara d'appalto per questa gestione. I tempi tecnici, chiaramente, Assessore, oltre al programma di stanziamento dei fondi, io credo che sia necessario il monitoraggio, cioè la spesa, il monitoraggio di questi tempi, io parlo di questo, perché il problema del taglio dei servizi, come diceva stamattina il collega Crisponi che parlava della problematica strutturale, quindi del problema dei territori, io credo che questo sia un problema da affrontare, ed è un problema da affrontare proprio in sede di variazione di bilancio, in sede di assestamento. Lei chiaramente è la persona più indicata, avrei avuto piacere chiaramente di avere qui l'amico Gigi Arru, visto che l'argomento in questione è un argomento di suo interesse, sarebbe stato opportuno che ci fosse, però non è questo il problema, c'è lei, quindi va bene lo stesso. Un altro passaggio in argomento è quello che riguarda la spesa di 400 mila euro, parlo del comma 18, a favore della Città metropolitana di Cagliari, stiamo parlando dell'espletamento delle procedure di reclutamento del personale per dare effettiva continuità e funzioni ai servizi della Città metropolitana. È un'operazione chiaramente che, a mio avviso, è un'operazione di facciata, quindi si sta cercando in tutti i modi di trovare il metodo più veloce per cercare di reclutare personale nella maniera più veloce. Questo provvedimento chiaramente è un provvedimento che ha delle lacune, non possiamo nasconderlo, perché la fretta stessa di approvarlo la dice lunga, quindi io credo che la visione sia ben differente, una visione che deve vedere una strategia diversa, soprattutto per quel che riguarda chiaramente anche l'aiuto ai contributi dei comuni, quindi sto parlando anche degli enti locali. Ecco, Assessore, io penso che, al di là di tutte le cose, sia importante che si salvaguardino queste necessità all'interno di questo dispositivo.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Spero di non ripetermi sugli argomenti di stamattina, però alcuni aspetti vanno assolutamente ripresi, e ancora noi abbiamo da dire, perché, insomma, sul fatto che si stiano facendo delle variazioni atipiche di bilancio, almeno questo concedetecelo, perché se no veramente è volersi prendere in giro, e questo viene dimostrato anche in tutti gli articoli quando andiamo non a movimentare semplicemente delle poste di bilancio, ma anche ad introdurre ovviamente delle norme vere e proprie, mi riferisco alle parti sul BIC, mi riferisco a tutti quegli aspetti che stiamo prendendo in considerazione che riguardano anche le parti dei debiti fuori bilancio che vanno a modificare anche dei procedimenti. Credo che questo sia frutto esclusivamente di una cattiva programmazione che, come ho detto stamattina, nasce da lontano ma purtroppo persevera negli errori. Questo comportamento che noi spesso e volentieri ci limitiamo a dire almeno schizofrenico, perché ci sono dei movimenti che contraddicono successivi comportamenti, lo paghiamo doppiamente in quei settori, come diceva l'onorevole Forma (che non è di certo un'esponente di minoranza) ma settori dove la crisi e le difficoltà sono latenti e voi avete fatto ben poco. Mi riferisco al settore del welfare vero e proprio. Quest'anno, vorrei ricordarvelo perché forse fate in fretta a dimenticare, ma per mesi abbiamo avuto tutti i giorni le lamentele dei sofferenti mentali, per esempio, dei fruitori della "162", non stiamo parlando di persone che hanno una vita facile, ma hanno avuto dei ritardi impressionanti sui loro contributi o addirittura sulle pensioni. Quindi, credo che veramente dovete smetterla di programmare in questo modo e di mettere pezze ogni volta perché non siete in grado di compiere le azioni ai vostri annunci. Ancora, vado a rafforzare questo concetto, quando parliamo per esempio di sanità avete esordito approvando una riforma che avete definito la prima vera riforma della sanità dopo tanti anni. Ancora vi ricordo che non abbiamo visto una "casa della salute" tantomeno un "ospedale di comunità" e continuiamo invece ad avere delle difficoltà assolute in tutti gli ospedali della Sardegna come anche stamattina ha denunciato l'onorevole Tocco. Quindi, io credo che se alla politica degli annunci togliete qualche tempo e vi concentrate invece sulle cose da fare, forse qualche procedimento magari lo presentate anche correttamente dal punto di vista normativo perché tutto quello che vi abbiamo osservato e l'hanno fatto autorevoli esponenti esperti giuristi non sono delle cose che dovete prendere sotto gamba, Presidente, compreso anche l'andamento dei lavori di quest'Aula, questo giusto anche per ripristinare dei metodi corretti di confronto tra di noi.

Ancora, sempre sulla sanità un altro annuncio. La smettiamo con questo elisoccorso? Perché dovete prendere in giro i sardi e anche questo Consiglio proponendo delle leggi per poi spostarle quando tra due mesi andiamo a fare una finanziaria. Abbiate il coraggio di essere chiari quando veramente siete pronti per dare uno strumento vero, perché sulla materia sanitaria e sul sociale c'è proprio poco da scherzare perché create veramente delle difficoltà a dei momenti difficili che si vivono quotidianamente.

Ancora, proprio perché ci caratterizza sempre un'onestà intellettuale anche di approccio ai problemi, vediamo di buon occhio sia la situazione dell'ordine per l'esodo della fluorite di Silius, un procedimento che ha già dato dei frutti nel passato, così pure come vediamo bene il discorso dell'accorpamento degli ZIR, anzi dell'incentivazione agli enti locali. Anche su questo però vi ricordo che era pronto il provvedimento già dal 2014 per l'inserimento nei consorzi provinciali e sarebbe stato automatico e molto più veloce, però certamente concordiamo sul fatto che è arrivato il momento di definire la partita delle ZIR e forse uno dei modi può essere proprio quello del coinvolgimento e del sostegno per il personale agli enti locali.

Assessore, invece, questa è ancora un'osservazione per la legge numero 7 del 2007 a lei tanto cara e al presidente Pigliaru quanto rappresentavate l'università, in particolare il presidente Pigliaru. Avete fatto tante di quelle battaglie, questa legge l'avete snaturata, non si capisce più cosa state facendo in materia di promozione dell'innovazione, della ricerca scientifica, ve la cantate, suonate e ballate. L'importante è che facciate dei convegni da assegnare magari sempre ai soliti noti, mi ricorda tanto "Sardegna fatti bella" dove per due giorni, come ho detto prima, vi incensate. Non funziona, Assessore, e su questo le chiederò veramente i dati di quello che è stato prodotto da quando voi siete arrivati e avete non solo ridotto pesantemente le risorse, ma anche indirizzato diversamente la spesa per la ricerca scientifica. Avremo modo di parlarne magari già con la prossima finanziaria. Le chiederò sicuramente dei conti e su questo non mancherò. Ancora credo che un'altra delle iniziative sicuramente, anche se poi vanno alla città metropolitana, ma certamente sappiamo che vanno per la risoluzione, o quanto meno per un tamponamento dei lavoratori precari dell'ex Provincia di Cagliari e quindi credo che anche questo fosse un intervento importante, non ci piacciono, Assessore, tutte quelle, le chiamo con un termine improprio, forse prebende perché non mi piace un altro termine che si usa, però certamente queste variazioni di bilancio sono veramente troppe per fare piccole modifiche e accontentare qualche amico, anche tra i comuni e mi riferisco anche quando in variazioni di bilancio osate portare dei piani di insediamento produttivo, una roba che non si è mai vista se non a seguito di sentenza del TAR e quindi fate una programmazione industriale all'interno delle variazioni di bilancio. Io credo che veramente lei né all'università, ma non credo che rientri nelle sue corde di programmatore e di pianificatore, neanche di esperto di contabilità e finanza portare argomenti così irrisori da gestione annuale e ordinaria in variazioni di bilancio, anche se poi sono mascherate.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Presidente, stiamo discutendo di un articolo che è composto da 43 commi, una sorta di legge di bilancio, una piccola legge di bilancio, ecco per quale motivo, signor Presidente, noi ritenevamo e riteniamo tuttora che il voto sarebbe dovuto essere quello previsto dall'articolo 32, comma 2, del Regolamento. È un atto inerente alla legge di bilancio, legge finanziaria, programmazione, indubitabilmente, non è una variazione di bilancio, è un assestamento, una piccola legge di bilancio, ribadisco il concetto. Ecco perché anche sarebbe stata opportuna la presenza del presidente Pigliaru. Laddove si discutono e si dibattono temi di cotanta importanza credo che il Presidente, senza nulla togliere al Vicepresidente che ora è impegnato al telefono e non sta ascoltando, credo che il Presidente avrebbe dovuto partecipare anche perché il Vicepresidente non ha tempo per ascoltare perché è sempre al telefono. Il presidente Pigliaru invece ha tempo per fare la campagna del no, accompagnare Sottosegretari, Ministri che fingono di arrivare in Sardegna per motivi legati al loro mandato e invece fanno la campagna del no. Ma ho notato pure, signor Presidente, mi rivolgo a lei soprattutto, che il presidente Pigliaru per nostra fortuna ha avuto anche il tempo di rispondere alla contestazione, definiamola impropriamente così, che lei ha fatto alla Giunta in relazione alla decisione di impugnare davanti al Consiglio di Stato la sentenza di Tossilo. Ebbene, il presidente Pigliaru ha risposto alla Presidenza del Consiglio sottolineando che quella impugnazione non era assolutamente contraddittoria rispetto all'ordine del giorno del Consiglio regionale e per affermare questa tesi veramente bizzarra, cari colleghi sovranisti e cari colleghi di sinistra, per giustificare questa tesi bizzarra ha raccontato che l'ordine del giorno non prevedeva assolutamente ostacoli per il ricorso al Consiglio di Stato. Ora, io non so da dove abbia tratto queste convinzioni il Presidente, probabilmente ha un manuale del piccolo causidico, ma è evidente che il codice del processo amministrativo non dice queste cose, non dice che quando viene emessa una sentenza negativa necessariamente occorre impugnarla. No, non ci sta scritto da nessuna parte. Si può diversamente apprezzare la fattispecie, si può diversamente apprezzare la situazione e si può decidere di non impugnare. In questo caso invece doveva decidere di non impugnare perché era il Consiglio regionale cari colleghi sovranisti ad aver deliberato in questa direzione, in questo senso. Il Presidente invece ha calpestato a piè pari le prerogative dei consiglieri regionali di centrodestra ma soprattutto di centrosinistra e di questo mi dispiace e credo che su questo tema dobbiamo ritornare signor Presidente. Credo che il Presidente della Giunta non possa raccontarci queste barzellette in una nota di risposta ufficiale al Presidente del Consiglio, non se lo può permettere. Questa piccola legge di bilancio costituita da 43 commi è il paradigma ovviamente, non potrebbe essere altrimenti, di tutto questo disegno di legge, un disegno di legge che arriva con grande ritardo così come abbiamo più volte avuto modo di sottolineare, c'è stato detto a mo' di giustificazione, a mo' di alibi che il ritardo dipende dalle difficoltà incontrate nell'applicazione della nuova legge, dalla "118" ebbene queste difficoltà le abbiamo incontrate noi ma non le hanno incontrate altre regioni. Tra le altre cose sapevano benissimo che questa legge c'era e che doveva essere applicata e quindi bisognava prepararsi per tempo e così non è accaduto ed ecco che accade che mentre noi avremmo dovuto discutere il bilancio 2017 ci troviamo a discutere un assestamento o una serie di variazioni relative all'anno in corso, quindi forte, fortissimo ritardo. Mi ricorda un poco i ritardi nell'apertura del Mater Olbia, ci avevano raccontato che avrebbe aperto entro il 2015 e noi tutti ci avevamo creduto e avevamo applaudito, era arrivato il presidente Renzi e aveva fatto una passerella mirabolante, ma poi ci hanno detto che non era più possibile e allora ci hanno raccontato che entro il 2016 il Mater Olbia avrebbe aperto. Ebbene si sono accorti di aver sbagliato i conti e ora ci raccontano che aprirà fra 18 mesi. Ecco è questo l'iter, è questo il percorso che sta facendo questa Giunta, identico per quanto riguarda questa variazione di bilancio, per quanto riguarda questo assestamento. Siamo in fortissimo ritardo, stiamo pensando al marketing politico o meglio state pensando al marketing politico, non pensate invece che è necessario che una volta per tutte affrontiate i problemi concreti uno per uno senza fare propaganda, senza fare gazzosa con due zeta alla sarda, è necessario vivere giorno per giorno le questioni amministrative, le questioni del governo regionale, i temi che interessano l'economia dei sardi, che interessano le imprese, che interessano le famiglie, che interessano la sanità. Dove è andata a finire la riorganizzazione della rete ospedaliera di cui tanto avete parlato? Vi siete impegnati tantissimo sui commissari, li avete prorogati anche una volta che i termini erano scaduti, gli avete fatto fare tutto ciò che non era possibile fare, i commissari sono diventati deus ex machina, hanno messo in campo poteri di vita e di morte, ius vitae et necis direbbe qualche collega. E li avete lasciati fare, ma li avete lasciati fare solo ed esclusivamente perché c'è la connivenza, c'è la voglia, la forza e la capacità di controllare la sanità. Il potere politico è molto attento oggi al controllo delle dinamiche della sanità e infatti si è visto, abbiamo visto qual è il deficit che è stato certificato dalla Corte dei conti, siamo a 344 milioni, abbiamo visto l'aumento della spesa farmaceutica dov'è arrivato, abbiamo visto ciò che sta accadendo nella sanità e soprattutto ciò che non sta accadendo. Adesso siamo nell'attesa che venga nominato il direttore generale di AREUS, 31 dicembre, siamo impazienti, siamo tutti curiosi di conoscere il nome e speriamo che nel frattempo non arrivino altri atti della Giunta e dell'Assessorato che in qualche modo precludano al nuovo direttore generale la possibilità di espletare i suoi compiti perché qualche atto ha di fatto anticipato le funzioni e le competenze del nuovo direttore generale che verrà nominato. Sono stati degli atti gravissimi, cari colleghi, che voi conoscete molto bene perché ho avuto modo con qualcuno di voi di discuterne e in modo approfondito anche se poi per carità di patria non intervenite su questi punti, spero però che interveniate su Tossilo perché la questione di Tossilo grida vendetta, non è possibile assolutamente sottacere questo atteggiamento del Presidente, non è possibile che gli ordini del giorno di questo Consiglio regionale vengano calpestati. Poi c'è un comma simpaticissimo che è il comma 18 che è quello che riguarda le città metropolitana, si parla di fondi per la città metropolitana per il passaggio del personale dalle province, probabilmente un po' di prudenza non sarebbe stata assolutamente dannosa, visto e considerato che nell'ipotesi in cui dovesse prevalere il no al referendum la Provincia di Cagliari probabilmente rimarrebbe in Costituzione e quindi un po' di prudenza non avrebbe guastato. Qualcuno si è lanciato a testa bassa in quest'impresa, qualcuno con grande fretta ha voluto introdurre questo comma, sarebbe stato meglio aspettare qualche giorno perché noi oggi rischiamo di approvare una legge, oggi anzi domani, venerdì, sabato, domenica…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Paolo Truzzu. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Nei due interventi iniziali sull'articolo 1 c'è a mio parere tutta la questione che stiamo un po' affrontando e c'è un problema che è stato posto da due colleghi, uno di maggioranza e uno di opposizione che è un problema prettamente politico o meglio di assenza della politica. Nel momento in cui la collega Forma solleva la questione del bonus famiglia, ci mette davanti a una situazione che è abbastanza incresciosa, frutto sicuramente di una dimenticanza, ma sulla quale c'è da parte di chi dovrebbe prendere le decisioni una sorta di apatia e dall'altro lato il collega Locci ha messo in evidenza e ci ha avvisato di un fatto abbastanza importante, cioè dove avvengono le scelte. Se le scelte avvengono all'interno di quest'Aula, se le scelte avvengono all'interno di questo Consesso, del rapporto tra Consiglio regionale e Giunta, oppure avvengono sulla base di esigenze di segmenti di società che non sono segmenti che si interessano al popolo sardo, segmenti che vengono dall'esterno, direi quasi dal continente se non addirittura da altre nazioni. E c'è un problema generale anche di scelte che si devono fare perché la collega Forma ci chiedeva di fare attenzione, ci (…) di fare attenzione, ci (…) di fare attenzione sulla questione generale della povertà che è oggi all'ordine del giorno, proprio nella giornata di oggi perché la Caritas ci dice che sono sempre più le famiglie che hanno difficoltà, c'è un problema generale in Sardegna di spopolamento, c'è un problema generale sulle nascite, e però questo Consiglio quasi se ne dimentica. Io ricordo che mentre noi stiamo facendo una variazione di bilancio buttando altri 120 milioni nel pozzo di San Patrizio nella sanità, mentre noi ci stiamo preoccupando di tante altre cose e come ha detto qualcuno di tante altre mance e prebende, non abbiamo mai avuto in questi due anni di consiliatura la capacità di affrontare il tema della famiglia. Eppure alcune cose si potevano fare, alcune cose sono state proposte. Già in sede di bilancio di previsione la minoranza aveva proposto per esempio un provvedimento organico che avrebbe consentito di utilizzare circa 56 milioni del bilancio regionale per la riduzione del IRPEF per le famiglie che avevano tre o quattro figli, dai tre figli in su, e per le famiglie che avevano i disabili al loro interno. È stata una proposta che la maggioranza ha rigettato e non ha voluto nemmeno ascoltare. Ancora si era proposto un intervento sulla natalità di circa 8 milioni di euro, parliamo dell'uno per 1000 del bilancio della nostra Regione. E ancora una volta questa maggioranza non ha fatto attenzione. Avevamo ancora questa volta la possibilità con lo spostamento delle risorse che è stato fatto in variazione di bilancio di utilizzare i soldi per fare qualcosa di positivo e dare una risposta a segmenti importanti della nostra società, e invece ancora una volta si è preferito percorrere le solite strade. Questo perché lo dico? Lo dico perché manca totalmente la capacità di fare un'analisi politica e di percorrere delle scelte politiche, ma si vive al giorno per giorno, si fanno delle cose che hanno il respiro di un battito di ciglia e poi spariscono e non producono risultati. Approfitto anche dell'occasione, oltre che per sostenere la proposta della collega Forma, per ricordare che all'Assessore è stata fatta anche un'interrogazione per rappresentare un fatto increscioso, che magari non riguarda questo Consiglio regionale, ma che riguardano un comune importante della Sardegna dove nel 2015 il fondo per le famiglie numerose è improvvisamente sparito. Parliamo della terza città della Sardegna, di Quartu Sant'Elena, dove quest'anno ben quaranta famiglie non potranno avere la possibilità di accedere al fondo delle famiglie numerose perché il Comune si è speso i soldi per altro e non si sa come venirne capo. E a Quartu Sant'Elena, guarda caso, c'è anche la famiglia più numerosa della Sardegna con dodici figli. Cioè, davanti a queste situazioni sinceramente dovremmo tutti un po' riflettere. Ma più in generale per continuare poi sulle questioni dell'articolo 1 e anche sulle questioni che sollevavo stamattina legate al rapporto con lo Stato, un'altra cosa che sicuramente grida vendetta e sulla quale dovremmo riflettere, che se non sbaglio ha anche accennato il collega Locci, riguarda la questione della nuova rapina che si sta compiendo ai danni della Sardegna con le tasse pagate dai sardi e le tasse per l'RC auto. Nel corso di questi anni c'è un furto praticamente ai danni della Regione che potremmo quantificare in almeno 300 milioni di euro se non di più. Ne vogliamo parlare? Vogliamo affrontare la questione? Vogliamo porla anche per la prossima finanziaria? Vogliamo sollevare il problema con lo stato, o vogliamo continuare ad accettare supinamente quello che accade? Non è possibile che ancora una volta tasse pagate dai sardi, e che dovrebbero servire per garantire il funzionamento del sistema, non ci siano e contestualmente noi con questa proposta, con questa legge di bilancio, stiamo dando mancette alle Province per garantire la sopravvivenza. Ma dove siamo? Ogni volta chiudiamo gli occhi e poi dobbiamo utilizzare le risorse dei sardi per rimediare alle schifezze che arrivano da Roma. E anche quell'idea che dovessimo finanze lo sviluppo, che c'è stata proposta in questi due anni, lo diceva stamattina la collega Zedda, con in fondi comunitari, beh signori miei anche questa mi sembra che sia arrivata ad un punto morto, perché ci sono situazioni veramente imbarazzanti. In agricoltura, siamo quasi al terzo anno, non abbiamo speso una lira, il PSR è fermo, non si riescono a pagare nemmeno i premi comunitari come diceva stamattina il collega Satta. Noi nel 2017 dovremo fare la verifica sul funzionamento dei programmi per capire che cosa ha funzionato e magari incentivarlo, e che cosa non ha funzionato e magari eliminarlo o correggerlo. Ma che verifica possiamo fare nel 2017 se non abbiamo speso nemmeno un euro? Che verifica possiamo fare, dove vogliamo andare se conteniamo in questa direzione? La direzione era quella che all'inizio dell'anno aveva tracciato la Giunta. Perché nella relazione che ha accompagnato il bilancio di previsione si diceva che la manovra finanziaria per il 2016 si pone un duplice obiettivo: sostenere la ripresa, e quindi incrementare i livelli di spesa e le politiche attive nei diversi settori, e continuare l'opera di risanamento dei conti pubblici in particolare nel comparto della sanità. Allora abbiamo visto che ripresa ce n'è poca se non addirittura non ce n'è per nulla, e se andiamo ad analizzare il comparto della sanità anche qua se l'obiettivo era quello di ridurre o comunque risanare i conti pubblici, io ricordo che c'era un piano di risparmio, il cosiddetto Piano di rientro, che doveva portarci a risparmiare nel 2016 62 milioni di euro, e quello che invece andiamo a registrare è un fabbisogno finanziario pari a 400 milioni. E quindi mi viene spontanea la domanda, ma noi siamo riusciti a realizzarlo questo risparmio? No che non ci siamo riusciti, e se ci fossimo riusciti avremmo avuto altri 60 milioni da utilizzare per cercare di sostenere quella crescita che non c'è. Ancora una volta siamo di fronte ad una situazione scandalosa, una situazione di totale non controllo di quello che succede nelle ASL che è ormai conclamata, e penso che l'abbiate anche accettata voi nei fatti, perché non riesco a spiegarmi in altro modo la nomina del dottor Moirano come direttore generale della ASL unica. E il ragionamento è che serviva commissariare l'Assessore perché ha dimostrato in questi anni di non essere in grado di controllare la spesa della sanità; e continua a fare pasticci, perché si potrà discutere poi dopo magari nel punto specifico, discuteremo sicuramente sulla questione dell'elisoccorso, la gestione dell'azienda emergenza urgenza e tutto il resto, ma non si riescono a fare risparmi, anzi il costo della gestione aumenta e succedono cose incredibili. In questi giorni per esempio si chiese al 118 di Muravera di effettuare il trasporto dei pazienti da Muravera a Cagliari, scoprendo totalmente per l'emergenza urgenza un territorio per 3-4 ore. Allora se non si ha il personale per poter garantire un servizio, e non si riesce a risparmiare, non si riesce a ridurre i costi della sanità…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Oscar Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (FI). Presidente, io credo che nella discussione generale adesso dell'articolo 1 e degli emendamenti sia necessario partire innanzitutto da un aspetto tecnico, che si addice alla Giunta considerando che non è una Giunta politica ma è una Giunta tecnica, e quindi da esperti tecnici avrebbero dovuto presentare un disegno di legge che avesse almeno delle caratteristiche tecniche, e rispettasse come si suol dire la cosiddetta tecnica legislativa. L'aveva già detto chi mi ha preceduto, ma anche il mio capogruppo ha sollevato un importante problema, in chiusura dei lavori, proprio sul fatto che questo è un articolo composto da tutta una serie di commi che sono in realtà una serie di articoli. Abbiamo sempre parlato in senso generale di semplificazione amministrativa, cioè cercare di dare al cittadino la possibilità di rendere molto più semplice, molto più fruibile la pubblica amministrazione, senza dover incorrere in quella fantomatica burocrazia che per tanti anni abbiamo cercato di combattere noi stessi all'interno di quest'Aula consiliare. In realtà oggi dovremmo parlare però anche di semplificazione legislativa perché se non iniziamo a ragionare su come deve essere scritta una legge e di come deve essere necessariamente fruita degli esterni di quest'aula di palazzo, quindi non dai tecnici, ma bensì da coloro che devono amministrare e dagli stessi uffici della Regione stessa, io credo che probabilmente non andremo avanti. E noi infatti quando nel momento in cui vince il centrosinistra le scorse elezioni regionali, nel momento in cui il presidente Pigliaru dichiara che la sua Giunta sarà composta solo esclusivamente da tecnici, nessun politico perché i politici non hanno nessuna capacità di governare la Sardegna, quindi tutti esterni, e tutti coloro che sono eletti devono stare al seduti all'interno di quest'aula, ci siamo tutti illusi, io il primo, avremmo avuto dei grandissimi insegnamenti da coloro che vivono di teoria e che però fino ad oggi hanno dimostrato che nella pratica c'è ben poco, nel senso che si predica bene e si razzola male, perché è facile insegnare e spiegare come deve essere scritta una norma di legge, quale deve essere il suo contenuto, quale deve essere il suo riferimento, i gradi di rango delle stesse norme che si vanno a scrivere per un poi, nel momento in cui si è chiamati in prima persona, a dimostrare come si scrive e come deve essere impostata realmente una legge si scivola su una sua una semplice buccia di banana. Sarebbe stato molto più semplice che nell'articolo 1 tecnicamente si fossero individuati una serie di articoli, magari anche con un titoletto giusto per capire qual è il riferimento e di che cosa stiamo parlando in modo che una volta approvata sarebbe stato molto più semplice, e diventa molto più semplice poter capire di che cosa stiamo parlando. Ma l'aspetto più importante credo sia quello che abbiamo ben sollevato stamattina all'interno di quest'aula, cioè il fatto che questa non è una variazione di bilancio, questa è una legge che comprende di tutto, che parla un po' di tutto, che regala soldi. Oggi in quest'aula non ho sentito parlare da parte di nessuno di "marchette", vi ricordate le famose marchette? Nessuno mi sa che ha ancora sollevato il problema, mi sa che è lo solleveranno fra un pochino… Attilio Dedoni, chiedo scusa, forse veramente non ero presente in quel momento, ma mi sembra che qui ritorniamo per l'ennesima volta a quel concetto di distribuzione delle risorse a pioggia solo ed esclusivamente a chi ci è utile e a chi ci fa piacere, anche perché oltretutto tecnicamente, ritornando all'aspetto tecnico, mi balza agli occhi il comma 15 dell'articolo 1 dove si parla stranamente di consorzi di bonifica, non abbiamo parlato ieri di consorzi di bonifica? Non abbiamo fatto una legge ad hoc sui consorzi di bonifica? Non abbiamo discusso per ore sulla proposta dell'Assessore all'agricoltura che ha in qualche modo provato a giustificare le sue scelte dopo tre anni di governo, e poi stranamente nella variazione di bilancio troviamo ulteriori risorse sempre per i consorzi di bonifica, non che i consorzi di bonifica non ne abbiano necessità, ci mancherebbe altro, questo siamo sicuramente tutti d'accordo, anche se ci ritornerò quando parleremo dell'emendamento in dichiarazione di voto relativo al comma 15, mi lascia perplesso un finanziamento in modo particolare che dei 5 milioni destinati ai consorzi di bonifica 300 mila euro, ecco perché vi parlo di marchette, va al contributo pre il completamento o l'avvio di progetti di ricomposizione fondiaria, ricomposizione fondiaria, per dirlo in parole semplici, sono i riordini fondiari, nei riordini fondiari noi sappiamo benissimo che la scelta non giustificata, per carità, è scelta politica quindi io lo posso anche capire, dell'Assessore competente è stato quello di interrompere per esempio la realizzazione e il completamento degli stessi all'interno di alcuni consorzi del territorio regionale, di alcuni consorzi di bonifica del territorio regionale, dove lavoravano delle figure professionali importanti per questo lavoro, per completare questo lavoro, che però invece sono andati a casa per mancanza di fondi, sono andati a casa per mancanza di fondi e poi invece, ieri facciamo una legge sui consorzi di bonifica e non si da alcuna nessuna risposta sul problema dei riordini fondiari, si parla di prezzo dell'acqua cercando di ingannare gli altri senza conoscere esattamente come stanno le cose e magari facendo anche dichiarazioni fuori da quest'aula pesantissime e che credo avranno delle importanti ripercussioni nei confronti di chi le ha pronunciate, l'Assessore competente esattamente, ma questo è un altro discorso. Non risponde e nella variazione di bilancio si inseriscono 300 mila euro per il completamento o addirittura nuovi progetti, dirittura nuovi progetti! Ci sono in tutto il territorio regionale undici riordini fondiari che sono fermi da tre anni e che non si capisce per quale motivo non sono andati avanti, mi sembra un po' come quando si insediò un assessore di questa Giunta, un assessore tecnico di questa Giunta che gridò al fatto di aver trovato, insediandosi nel suo assessorato tantissima polvere, giusto Assessore dell'industria? Si ricorda quando lei dichiarò che aveva trovato tantissima polvere, si offesero tutte le donne delle pulizie, erano talmente arrabbiate perché non avevano capito che in realtà lei non si stava riferendo alla sporcizia reale, perché l'Assessorato era pulitissimo ma alle porcherie che aveva trovato prima per quello che era stato fatto. Io vorrei capire all'interno di questa variazione di bilancio che cosa c'è di industria e che cosa è stato fatto fino ad oggi in tre anni di programmazione dell'industria, io lo vorrei capire, perché queste sono discussioni, quando si parla chiaramente di bilancio e quando si parla chiaramente di finanziaria, e questa l'occasione giusta, vorremmo capire nella programmazione che cosa c'è e che cos'è successo, mi sembra che di polvere adesso se ne sia accumulata tantissima, nonostante le donne delle pulizie lavorino costantemente e continuamente nella loro miglior professionalità. L'altro aspetto che mi lascia ancora più perplesso, ma terminato il tempo quindi entrerò nel merito durante gli emendamenti, approfondiremo comma per comma, mi sarebbe piaciuto dire articolo per articolo ma parliamo di comma per comma, su alcuni finanziamenti particolari che vengono come contributo straordinario assegnati a fine anno e vorrei ricordare che l'approvazione di questa norma non porterà alla copertura e quindi all'utilizzo di tutte le somme che vengono inserite qua, quindi probabilmente ci sono alcuni commi inseriti per accontentare qualcuno e per continuare a farli stare zitti e in silenzio dichiarando che invece può essere una legge talmente urgente che bisogna stare zitti, non parlare e accettare tutto quello che è scritto all'interno di questo articolato che è realmente da respingere e non certamente da approvare.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Luigi Crisponi. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Alla luce degli interventi dei colleghi, ma anche per il silenzio costante, l'assordante dei colleghi della maggioranza, mi viene difficile non pensare che stiate facendo davvero tanti sforzi per distribuire quanto più possibile attività illusionistiche nei confronti del territorio, anche con la scrittura di questa orribile variazione di bilancio che nient'altro è che un processo di numeri, di tecnicismi, che difficilmente potranno vedere poi la messa in operatività di queste risorse che verranno non trasferite ma solamente messe in una ipotetica disponibilità degli aventi diritto e degli aventi causa, ma in tutto questo io credo che però emergerà alla fine solo quel gioco non di illusionismo ma dell'autolesionismo che state facendo a vostro danno e purtroppo in questa fase anche all'immagine complessiva della nostra gente, delle nostre imprese, delle nostre famiglie e nella più totale confusione naturalmente ci state finendo voialtri, c'è una confusione dove emerge soprattutto in questo stato complessivo il doppiopesismo, si palesa alla lettura attenta di alcuni commi, che compongono addirittura l'articolo 1 di cui stiamo discutendo in questa fase, cito così a caso la disponibilità di risorse che viene messa a favore a vantaggio delle organizzazioni di categoria, anzi sono ben lieto che quell'importante contributo che viene messo a disposizione di carattere economico a favore di chi media sul territorio e nel rapporto col mondo delle imprese ne possa trarre vantaggio. La beffa però è quando si va poi a risalire e a scavare su dove queste risorse vengano individuate. Quindi con questo giochetto di una specie di metal-detector dove si va alla ricerca dei dobloni disponibili scopro che, per esempio assessore Paci, le risorse a favore delle confederazioni di categoria, che immagino siano poi gestite dall'assessore all'industria, provengano esattamente da un fondo che stanzia le spese della gestione liquidatoria delle partecipate della Sardegna, fra queste la Fluorite di Silius. Allora, vengono sottratti 200 mila euro alle partecipate, tra le quali la Fluorite di Silius, che è in gestione commissariale, e che in un altro comma viene finanziata con una cifra appena superiore di 217 mila euro. Quindi a cosa stiamo assistendo cari colleghi, al gioco delle tre carte. Però siccome da quella parte, senza offesa per nessuno, non vi sono né prestigiatori né manipolatori, però credo che la quota dell'illusione che state distribuendo sul territorio sia cosa e faccenda reale, senza buon senso, ma soprattutto dissimulando quali sono le effettive esigenze del territorio, lo sta a dimostrare anche il fatto che un esponente della maggioranza poc'anzi vi abbia detto che avevate appena censurato un emendamento a favore del bonus delle famiglie numerose. Insomma, siccome state stanziando una piccola cifra di oltre 90 milioni di euro che addirittura prevede di arrivare per il 2024 con uno stanziamento che supera i 3 milioni e 120 mila, proprio per l'istituzione del servizio di elisoccorso, addirittura nel 2024 non so dove sarete o dove saremo tutti quanti in quella fase, mi pare che diventi scandaloso che non si individui, in questo gioco della ricerca dei dobloni e dei sesterzi nascosti nelle pieghe del bilancio regionale, di 3 milioni di euro a favore delle famiglie numerose. È una beffa questa, è una vera vergogna che viene palesata attraverso questi giochetti, questi diabolici giochetti di bilancio che però non portano a niente. Portano semplicemente alla confusione di cui parlavo poc'anzi. Tutto questo naturalmente, si palesa ancora una volta, quando ad essere danneggiate sono le famiglie che rappresentano, non un riferimento casuale, sono famiglie in difficoltà e che orgogliosamente hanno deciso di investire proprio sul sociale, sul proprio nucleo familiare, sulla gioia di avere dei figli da accudire e da crescere, invece queste persone voi le volete punire perché hanno un nucleo di figli che è superiore a quattro. Tutto questo dimostra quanto siate distanti dalle questioni reali nel nostro territorio. E lo dimostrate ancora una volta così come faceva bene a ricordare il collega Locci, proprio sulla soppressione delle CPA, sulla soppressione delle commissioni provinciali per l'artigianato, ma soprattutto sulla pronta risposta che viene data nel coprire, a seguito di un decreto ingiuntivo del Tribunale di Oristano, proprio richiesto da quella camera di commercio mentre le altre tre hanno taciuto. Quindi sulla base di un decreto ingiuntivo siete andati a trovare magicamente le risorse. Cara collega Forma non è il problema del REIS, che è ben accetto come tutti quanti immaginiamo come tutti quanti abbiamo certamente sostenuto e abbiamo portato con un voto favorevole in seno all'Aula, il problema è proprio quest'altro, proprio le camere di commercio, che per altri aspetti difendiamo per il loro coraggioso lavoro sul territorio, unico riferimento istituzionale anche dopo la morte delle province, però dico anche che siccome nelle loro casse, almeno in quella di Cagliari, ammontano risorse pari a oltre 10 milioni di euro, nelle loro casse, della camera di commercio di Cagliari ci sono oltre 10 milioni di euro, era così urgente andare a stanziare i soldi che potevano essere guarda caso esattamente 3 milioni e mezzo utilizzati per creare il bonus per le famiglie numerose? No. Abbiamo fatto ricorso a quel soggetto, che mi ricordo in tempi non lontani, apparteneva alla fantasia di Alan Ford, dove c'era un tale Superciuck che rubava ai poveri per donare ai ricchi. Voi state facendo esattamente questo processo, state evitando di dare sostegno a quelle famiglie che con le mille difficoltà e con grande orgoglio rappresentano un tassello di speranza, dove soprattutto lo spopolamento delle nostre zone povere e disagiate della Sardegna centrale, rappresentano semmai un faro in una comunità che si sta spegnendo, voi avete deciso di donare quelle risorse, chissà con quale poca fatica davvero cercate e individuate molto rapidamente, beffardamente a fine anno, e sconfiggete che anche il leale tentativo di qualche vostro collega, o vostra collega, della vostra stessa maggioranza per poter dispensare quelle urgente disponibilità economica irrinunciabile, fondamentale. Non perché essi abbiano bisogno della carità di alcuno e tanto meno della regione Sardegna, ma perché sia una mano tesa e non un muro di gomma sollevato così come state facendo fino ad oggi, con un'elencazione vergognosa di commi che sono tutto fuorché l'attenzione verso il territorio, verso le famiglie, verso le stesse imprese che sono penalizzate da un lato, bastonate dall'altro e poi beffardamente accontentate con un sistema di questo genere. Concludono anche, proprio perché ho aperto il mio intervento parlando di questioni che riguardavano le confederazioni di impresa, bisognerebbe anche fare un'attenzione marcata su questioni che riguardano per esempio l'incredibile partecipazione proprio su talune confederazioni di impresa, che naturalmente ripeto per l'ennesima volta, a scanso di equivoci, perché rimanga agli atti, che difendo ad ogni occasione, ma vorrei capire per quale motivo alcune confederazioni prevedano di avere tra i propri soci addirittura le ASL. Cioè noi doniamo i soldi alle ASL, mettiamo in questo caso bene 120 milioni per ripianare i loro bilanci, beffardamente queste intervengono per essere associate a talune confederazioni di categoria e lo fanno naturalmente con un esborso di denaro pubblico. Vorrei capire qual è la parte del controllore e del controllato, vorrei capire se vi è conflitto di interesse quando vengono pagati sontuosi e dispendiosi tasse di accesso e di iscrizione, proprio all'interno delle confederazioni, e per quale motivo l'Assessore alla sanità non senta il dovere, vista la ricerca, di stanare il dispendio di risorse ed energie perché non si intervenga iniziando da cose che non sono banali ma che rappresentano proprio quella fragilità dell'insieme delle questioni che riguardano le importanti e sempre più capienti casse delle ASL della regione Sardegna.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Augusto Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI AUGUSTO (Partito dei Sardi). Intervengo non tanto per l'argomento generale, perché comunque sia condivido l'impostazione generale della legge e i provvedimenti che si sono resi necessari per far fronte a problemi diversi e inderogabili. Ma volevo intervenire, e mi dispiace che non ci sia l'interlocutore principale degli argomenti che voglio trattare, su argomenti nel particolare su alcuni commi dell'articolo 1 soprattutto. Mi riferisco ai commi 5, 7 e 8. Rifacendo un po' quello che ho fatto anche in sede di Commissione, quando ho preferito astenermi dal voto per la parte che ci riguarda. Andando in ordine parto dal comma 5, che anticipa la copertura di 120 milioni sul debito 2015 prendendo i soldi, questi 120 milioni, da quelli che dovevano essere la copertura del fondo del piano di rientro per il 2016, sul bilancio del 2017. Quello che io avrei voluto chiedere, e non ho chiedo all'assessore Paci, ma avrei voluto chiederlo all'Assessore alla sanità, la quota del debito 2015 che, a mio parere, assomma, ma non solo a mio parere, attorno ai 128 milioni residui oltre questi 128 milioni di euro, se aveva un'idea di come andarli a coprire.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE EUGENIO LAI

(Segue CHERCHI AUGUSTO.) Così come avrei voluto chiedere se c'è una proiezione coerente del debito 2016 perché è inutile che noi anticipiamo da una parte il debito, il pagamento del piano di rientro 2016 se poi il debito presunto 2016 stesso è un debito che va a crescere. Così come avrei voluto chieder all'Assessore della sanità sul comma 7 dell'articolo 1 cioè sull'istituzione dell'elisoccorso. L'elisoccorso è un servizio che manca in Sardegna, unica Regione d'Italia, la prima delibera di istituzione del servizio di elisoccorso è datata 1999. Io credo che un servizio così importante, così fondamentale che possa risolvere importanti problemi della sanità in Sardegna poteva avere una dignità diversa se non quello di un comma di una legge di assestamento di bilancio. Plaudo il fatto che comunque sia si proceda all'istituzione del servizio di elisoccorso e di eliambulanza però mi aspettavo sinceramente una discussione anche politica, poi se andiamo a pensare a tutto quello che si dice dietro questa istituzione del servizio di elisoccorso con le tre basi messe ad Olbia, Alghero, Sassari, io ho sempre detto una cosa noi istituendo la base di elisoccorso ad Alghero abbiamo fatto una cosa secondo me errata, la base la abbiamo spostata da Abbasanta ad Alghero per problemi legati ai Vigili del fuoco, a un servizio di miglior formazione dei Vigili del fuoco questa è la scusa perché è stata spostata da Abbasanta ad Alghero mi consta che in otto anni i Vigili del fuoco abbiano formato una persona, quindi questi otto anni sono serviti per questo. Però sentirmi dire e constatare che noi continuiamo o moltiplichiamo meglio per tre la non utilizzabilità del servizio cioè la dispersione a mare del servizio perché la base di Alghero butta a mare il 70 per cento dell'operatività del servizio di elisoccorso, lo stesso facciamo su Olbia lo stesso facciamo su Cagliari, quindi stiamo moltiplicando per tre questo disservizio con questo spreco di risorse. Ma questo è un discorso che affronteremo a tempo debito spero quando si parlerà di riorganizzazione del servizio di elisoccorso. Comunque sono contento che finalmente dopo 17 anni venga istituito il servizio di elisoccorso, trovo un po' stridente il fatto che all'improvviso si debba fare così in fretta, che all'improvviso si debbano scegliere tre basi perché l'accesso a mare è più facile rispetto agli altri accessi, come se in Valle d'Aosta l'accesso a mare adesso non ho capito da dove lo dovranno prendere così come in Lombardia, Piemonte e Trentino Alto Adige.

Ultima cosa sul comma 8, il San Giovanni Battista. San Giovanni Battista, ritorno un po' indietro quella che era la prima provazione anzi l'ultima votazione che abbiamo fatto in Consiglio quando abbiamo modificato il regolamento per le IPAB, abbiamo permesso il passaggio dei lavoratori dell'IPAB a carico della ASL numero 1, ricordo lavoratori a tempo indeterminato al 2007, ci sono vari dati che andrebbero controllati sui servizi del IPAB, sulla questione delle IPAB ricordo solo che non ci ha visto partecipare alla votazione ma non per il giusto riconoscimento dei lavoratori, che comunque andavano e vanno tutelati, questo lo voglio chiarire per bene, ma sul fatto che comunque sia questo servizio, sia per quanto è stato scritto nella delibera della Giunta del maggio del 2016, sia per quanto poi reiterato in un decreto del Presidente della Giunta (adesso non ricordo), sul fatto che comunque sia doveva essere un servizio che non doveva gravare sulle casse dello Stato, in quella stessa delibera, in quella delibera del maggio del 2017(?) veniva riportato il dato che esistevano degli avanzi derivati da oneri dello Stato che non erano stati utilizzati per quanto riguarda il mancato passaggio dei dipendenti dalle IPAB alle ASL. Questi oneri in delibera sono quantificati in 6.900.000 e in delibera si chiedeva che questi soldi venissero poi veicolate alla ASL. Io per quanti sforzi abbia fatto non ho trovato poi delibere che giustificano il passaggio di questi 6.900.000, però penso che siano lì, anche se ricordo molto bene che l'Assessore aveva quantificato in 16 milioni queste somme non spese e presenti nelle casse della Regione. Ripeto è un problema serio quello delle IPAB, è un problema serio quello dei dipendenti che va affrontato e risolto, è un problema che va affrontato e risolto con le dovute coperture finanziarie e con le dovute cautele. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Alberto Randazzo. Ne ha facoltà.

RANDAZZO ALBERTO (FI). Per entrare nel merito dell'articolo 1 e dei suoi commi, scusate la voce ma l'influenza ci prende un po' male. Continuo il discorso di stamattina approfittando della presenza dell'assessore Demuro, stamattina siamo entrati nel merito della discussione generale del comma 27, le famose progressioni da nomine approvate esattamente in data 11 novembre 2016 la legge numero 28 dove eravate entrati con un documento di programmazione che diceva che veniva riconosciuto il diritto giuridico alla progressione verticale e orizzontale dei dipendenti pubblici. Io non vorrei che vorreste anticipare le promesse che stanno facendo in questi giorni in campagna elettorale del famoso rimborso dei dipendenti pubblici per coinvolgerli nell'attività e per aiutarli e agevolarli per quello che è il compito loro che è venire incontro alle problematiche di chi si rivolge a quei servizi. Oggi nel testo della legge in discussione e del disegno di legge numero 382 abbiamo il capitolo 27 dove formiamo accantonamenti per 14 milioni e più euro. Io ho fatto una richiesta stamattina all'assessore Paci ma ne approfitto visto che c'è lei per aver quella tranquillità, per non essere preso in giro su una discussione che abbiamo fatto esattamente 10 giorni fa in questa aula con il convincimento dei colleghi della maggioranza che ci hanno rassicurato che non comportava nuovo onere economico da parte della Regione sulle discussioni poste in questa aula. Perché se il mio dubbio è vero sono state dette cose poco chiare e chiediamo lo sbobinamento integrale della discussione che abbiamo fatto per la legge precedente. Ne approfitto anche dell'Assessore del turismo perché stamattina ho citato la lettera che ha mandato un dirigente del suo Assessorato a delle aziende che si sono aggiudicate il bando della legge numero 7 dove per comunicare che la cassa della Regione è chiusa al 28 e le somme i 2 milioni iniziali e 200.000 esattamente accantonati non verranno spesi e non verrà fatto neanche l'acconto previsto dal bando della legge da lei pubblicato. Va bene tutto, siccome abbiamo fretta di mettere risorse non capisco la tempistica con le quali verranno spese, io non ho problemi per accelerare e mettere le risorse il problema è che se dobbiamo tenerle a residuo meglio metterle in quelle poste che sono veloci e più celeri da spendere. Cherchi mi dispiace che non è in aula perché l'Assessorato dell'industria è citato in alcuni capitoli, vi parlo del 23 che entra specifico per completare la zona industriale di un comune della Sardegna, sono 300 i comuni o li avete debellati oppure facciamo un provvedimento e mettiamo l'accantonamento nella legge generale, cioè dobbiamo smetterla quando parliamo di marchette, dobbiamo smetterla di citare, i comuni hanno tutti una dignità, non possiamo entrare sempre in quest'aula con provvedimenti ad hoc per un singolo comune o zona industriale, perché i problemi che ha quel comune ce li hanno anche 320 comuni e le posso portare la documentazione personalmente anche domani mattina. Se dobbiamo fare il completamento di un'area industriale non è possibile che lo facciamo per una realtà di 3000 abitanti e facciamo tutte le altre aree industriali fuori, cioè o abbiamo una logica, un filo che ci unisce non un filo rosso singolo per specifico caso, un filo che ci unisce per il settore industriale, se parliamo di industria ci avete accusato sino a due anni fa che avevamo fatto le gare per la Silius, mi ricordo i discorsi dei colleghi dell'opposizione che oggi qualcuno è capogruppo quando parlavamo di miniere, siamo alle stesse discussioni, stiamo andando sulla tutela della Silius, mi va bene, quindici operai che non comportano nessun onere e nessuna problematica a loro prepensionamento, benissimo. Ma se la smettiamo di incentivare gente ad andare in pensione magari li coinvolgiamo. O se ci fate sapere quelle famose gare che abbiamo espletato a che punto siamo, perché quando chiediamo qualche dato non è possibile. E qui mi rivolgo al Presidente, in questo caso l'onorevole Lai, qualche documento, quando lo poniamo e lo chiediamo per iscritto, gradiremmo averlo per le discussioni, non dobbiamo entrare in polemica, io non voglio fare polemica con la Giunta in quest'aula quando in Commissione, che è il posto preposto per la discussione delle varie tematiche, dovremmo avere tutta quella documentazione per entrare in quest'aula con la conoscenza, perché quando votiamo poi il (…) dobbiamo conoscere di cosa stiamo parlando, cosa che mi fa piacere. Il collega Cherchi è l'unica persona che è intervenuto della maggioranza che ha posto dei dubbi su tre commi, non so chi le risponderà, collega Cherchi, spero che risponderanno prima della finanziaria, non sull'assestamento, perché se continua così sull'assestamento non ci sarà nessuna risposta, e poi entreremo nel merito di tutti i capitoli. Mi dispiace davvero per il collega Cherchi che aveva sottovalutato la posizione dell'Assessorato dell'industria, ma per mettere l'Assessorato dell'industria in queste condizioni e con le misure che ci sono. Assessore dell'industria, se lei ha qualche tematica e problematica, trova l'opposizione a fare sponda con lei per tutte quelle che sono le esigenze, come abbiamo fatto sempre in quest'aula, qualsiasi tematica, temi aperti. Sono stanco di leggere comunicazioni dei sindacati che abbiamo mille vertenze aperte e non se ne discute una, si discute e non ci sono soluzioni. Se la sua Giunta ha qualche prospettiva, qualche risposta da dare a quelle che sono le parti finali di quelle esigenze, cioè i lavoratori di quei settori che vengono a sollecitare tutti i giorni nell'ufficio, trova sponda anche da questa opposizione, se i problemi sono seri. Sull'assestamento, io vi auguro davvero di cuore di riuscire a spendere le risorse. Se servono più risorse, trovate veramente un accordo con quest'opposizione, però se le spendiamo in modo serio e corretto e che abbiano un fine più meritorio dei singoli nomi che sono scritti in ogni capitolo e in ogni comma che discuteremo tra qualche minuto. Collega Cherchi, chiedo scusa se le ho detto che non c'era prima, ma mi stavo riferendo all'Assessore che c'è stato prima per le varie tematiche. Entreremo nel merito veramente di tutto e vi aiuteremo, anzi ci aiuterete a comprendere meglio come sono stilati quei testi, perché la semplificazione riguarda tutto, tranne questo disegno che stiamo approvando, perché andiamo a modificare tutte le leggi. Stiamo facendo delle proroghe, teniamo in piedi assegnazioni dal 2006, 2007, le mille proroghe generalmente le fa lo Stato quando ha esigenze veloci e per la spendita, qui siamo a livelli di undici anni di proroghe su dei bandi assegnati. O bandite sulle leggi di settore nuovi bandi, se no smettiamola, togliamo la copertura e decidete voi come potete aiutare le varie categorie che necessitano di quelle risorse. Non continuiamo a centellinare dieci sulla "51", altre dieci aziende fanno parte di un bando che c'è dieci anni, dovete avere la forza e l'energia di proporre qualcosa di nuovo, di aprire dei bandi, ma non come quelli che ci sono in essere ad oggi, mi riferisco alla SFIRS, che tramite Garanzia Giovani stanno cercando di fare (…) i famosi 25 mila euro. Che strano, Garanzia Giovani sta chiamando i giovani aventi diritto a fare la formazione, le famose ventiquattro ore previste dalla legge nazionale che non ha avuto il tempo di fare. Abbiamo preso altra gente in agenzia del lavoro, abbiamo aiutato un sacco di gente per seguire queste pratiche, siamo al ridicolo, che l'assessore Paci ci metta la buona volontà, ci metta le risorse e stiamo prendendo scorciatoie con coloro che sono i traenti beneficio delle leggi di settore. Assessore Paci, lungi da me accusarla che non ha messo le risorse, però, quando mettiamo le risorse e facciamo le leggi cercate di fare la verifica e il monitoraggio delle risorse che date, perché non è possibile. Ho citato un caso mentre stava entrando in aula, di Garanzia Giovani che sta convocando tutti quei bravi ragazzi che hanno quei requisiti previsti dalla legge approvata da quest'Aula per fare la formazione di ventiquattro ore, e non hanno neanche il tempo tecnico per farlo, perché sono aperte le domande e a ventiquattro ore c'è il protocollo digitale che gli assegna il numero per l'assegnazione della somma. Cerchiamo di fare le cose seriamente, quest'Aula fa delle belle leggi, cerchiamo di farle applicare in modo serio e la Giunta pensi anche a fare il proprio dovere. Poi chiedo ovviamente all'assessore Demuro di rispondermi, garantendomi che sulla legge approvata dieci giorni fa da quest'Aula non rientri sulle progressioni, cioè i titoli acquisiti per diritto giuridico che non rientrino nella parte economica dal 2016 in poi, perché nel 2013, 2014, 2015 abbiamo fatto la forma sanatoria, dieci giorni fa, per il diritto giuridico così da voi scritto, dalla Giunta regionale scritto e da noi votato. Se mi da queste rassicurazioni, magari voto a favore anche io. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Christian Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS CHRISTIAN (PSd'Az). Questo articolo, in verità, dà la chiave di lettura dell'intero disegno di legge, disegno di legge che, come abbiamo visto stamattina, nell'alternarsi di questioni procedurali… se disturbo i colleghi posso anche interrompere…

PRESIDENTE. Scusate colleghi, onorevole Piscedda…

SOLINAS CHRISTIAN (PSd'Az). Dicevo, dà la chiave di lettura dell'intero disegno di legge, che ha un titolo di fatto in netta contraddizione col contenuto dell'articolo 1, perché se è vero da un lato che l'occasione per presentare il disegno di legge è data dall'applicazione dell'articolo 51 del "118" del 2011, e quindi dall'esigenza di fare alcune variazioni di bilancio, vero è che l'articolo 1, più sobriamente, forse avrebbe dovuto chiamarsi, come abbiamo sempre fatto in quest'aula, "disposizioni nei vari settori di intervento", perché, mentre da un lato, è vero che si operano delle variazioni di bilancio, dall'altro, vi è una serie di misure che di fatto variazioni di bilancio non sono. Faccio solo l'esempio della soppressione dell'organismo strumentale per gli interventi europei, o una serie di rettifiche di altri provvedimenti normativi, sono tutte norme intruse che con una certa benevolenza evidentemente si è voluto lasciare all'interno del testo. Questo è un testo anche che, oltre questa forma di benevolenza, gode tutta una serie di altri privilegi rispetto alle procedure consiliari ordinarie, perché si è detto che può derogare all'articolo 8, comma 3, della norma sulla semplificazione amministrativa, in quanto siamo in sede di prima applicazione, anche questo non è previsto, i disegni di legge provenienti dalla Giunta sono obbligatoriamente accompagnati dalla relazione sull'analisi tecnico-normativa. Alla fine di ogni legge continuiamo ad utilizzare una clausola di stile, fatto a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare, però suggerirei a questo punto probabilmente una soppressione di questa clausola, che evidentemente è un retaggio di un tempo che non c'è più o che non riconosciamo più, nessuno di noi come legislatore regionale. Si è paventato il comma 6 dell'articolo 51 del decreto legislativo numero 118 nel momento in cui stabilisce che nessuna variazione può essere approvata dopo il 30 novembre, e questa è chiaramente la ragione della grande premura che abbiamo di arrivare all'approvazione. Però, su molte di queste disposizioni, non me ne vorrà chi le ha comunque proposte nella piena legittimità, di fatto noi prevediamo aumenti di spesa, istituzione di servizi, è attivato il servizio di elisoccorso, questa non è una variazione di bilancio, questa è una norma specifica nel settore sanitario, poi è vero che gli si dà una copertura finanziaria autorizzando delle spese, però è una norma sostanziale. Probabilmente, con il moderno assetto dell'azienda sanitaria si sarebbe potuto provvedere addirittura all'interno dell'atto aziendale della nuova AREUS, senza bisogno neanche di adottare un comma di questo articolo di legge. Io però vorrei tornare sull'argomento che abbiamo rimarcato anche questa mattina sotto un profilo diverso. L'Assessore mi ha dato spiegazione stamattina della procedura in corso, la nomina del collegio sindacale della Regione, io ritengo che vi siano però degli adempimenti con riferimento al riconoscimento dei debiti fuori bilancio che andrebbero comunque espletati, in particolare rispetto alla qualificazione che si è data nel comma 37. Cioè noi, chi ha presentato la legge in verità, ha ritenuto di qualificare questi debiti fuori bilancio in maniera tale che fossero imputati alla lettera e) del comma primo dell'artico 73, e cioè per l'acquisizione di beni e servizi. In quei casi però vi è un'ampia convergenza di dottrine di giurisprudenza che, rispetto a quella qualificazione, richiede, da parte dell'organo consiliare, l'esatta indicazione in delibera, e quindi in questo caso nella legge, di quello che è l'arricchimento che l'ente ha tratto dalla spesa nata fuori dai canoni della spesa, che può configurarsi non solo come arricchimento patrimoniale, ma anche come diminuzione di spesa. E ci dice, questa già è la sezione del Trentino Alto Adige sulle autonomie, che diversamente operando l'Organo consiliare finirebbe per assecondare, attraversouna sorta di automatismo procedimentale, assolutamente non consentito dall'ordinamento, una serie indiscriminata di iniziative di spesa autonome e scoordinate, illegittimamente assunte in violazione delle regole finalizzate al rispetto della programmazione della spesa, scaricandone le conseguenze in via sistematica sulla Regione, in tal modo determinando, sia pure indirettamente, una situazione di permanente illegittimità e precarietà finanziaria. Perché richiamo questo orientamento? Perché di fatto abbiamo riattratto, nell'ambito del riconoscimento dei debiti fuori bilancio della Regione, debiti che nascono da una mancanza di procedure in enti, partecipate, aziende che, è vero sono qualificate come comparto degli enti strumentali della Regione ai sensi del decreto legislativo numero 118, però sull'articolo 73, che in vero ricalca l'articolo mi pare 194 del TUEL, quello che si utilizzava per comuni e province, in verità parrebbe che solo la lettera b) riguardi quelle tipologie di enti, e cioè noi siamo autorizzati a riconoscere come debito fuori bilancio le risorse che stanziamo per il ripiano dei disavanzi, la ricapitalizzazione di tutti quegli enti. Gli acquisti di beni e servizi sono i beni e servizi strumentali alla Regione, non i beni e servizi di tutto il comparto ampio, perché in quel caso il debito fuori bilancio è riconosciuto direttamente dai soggetti che sono, fino a prova contraria, dotati ancora di autonomia patrimoniale, contabile, statutaria eccetera eccetera. Quindi su questo tema, e mi avvio a concludere, io pregherei veramente ad una riflessione in più, una riflessione in più soprattutto perché siamo in sede di prima applicazione di quella norma, per quanto riguarda la Regione Sardegna, e quindi dovremo fare molta attenzione e riferimento magari all'esperienza che già è stata fatta a livello di enti locali e che prevede dei canoni di valutazione molto stringenti, perché non vorrei che alla fine non si arrivasse all'obiettivo generale, anzi, si ingenerasse in questo comparto ampio la malsana convinzione che poi, siccome lo fa la Regione con una legge, è meglio piuttosto che lo facciano i funzionari e poi dirigenti competenti, o i consigli di amministrazione delle partecipate. Vi sono anche alcuni aspetti francamente curiosi, vedo che si stanzia una somma di 500 mila euro per l'assistenza tecnica nella predisposizione delle gare per il trasporto pubblico locale, sia su ferro che su gomma, e questo si fa all'indomani di una rivisitazione anche della dotazione organica e della struttura organizzativa di un Assessorato, che ha due settori distinti, uno per il ferro e uno per la gomma, che tra le loro competenze principali hanno proprio quello della programmazione, predisposizione ed espletamento delle gare per l'affidamento dei servizi di trasporto pubblico locale. Quindi di fatto, con questo grimaldello delle assistenze tecniche, si solleva ulteriormente da una competenza propria di quegli uffici il personale assegnato e li si fa affiancare, quindi paghiamo due volte la stessa prestazione, nella sostanza. Andiamo anche a fare riconoscimenti di debiti fuori bilancio senza dichiararli tali, perché il comma 6 dell'articolo 1 quando modifica la disciplina giuridica dell'autorizzazione di spesa contenuta nell'articolo 6 comma 4 della legge regionale numero 5 del 2016, di fatto introduce una modificazione interessante, e cioè, parlo del comma 10 dell'articolo 1, nel comma 23, dopo le parole: "per le attività culturali e di spettacolo", sono aggiunte…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). È il caso di mettere in risalto l'intervento di Augusto Cherchi, che ha voluto significare che se la maggioranza partecipa al dibattito arricchisce il dibattito e dà l'opportunità di creare un sistema normativo più importante, più adeguato, con maggiori valutazioni, che lo qualificano e fanno qualificare l'Aula per quello che è il prodotto che offre. Se invece si pensa che la monotonia, data solo dagli interventi della minoranza, possa essere esaustiva, è un errore, la minoranza non vuole altro che rappresentare ad una maggioranza, che non mi pare né attenta né disponibile né qualificata, perché chi non si pronuncia non è qualificato, quindi vi siete esclusi da questa dichiarazione, vuol significare, ripeto, che probabilmente ci si accontenta solo di quanto viene scodellato davanti all'Aula, da qualunque assessore esso sia, cioè supinamente accettate tutto quello che vi passa qualunque rappresentante di Giunta. Mi pare che sia quantomeno inusuale e non certamente un qualcosa che qualifica questa maggioranza. E non ci si venga a dire che il silenzio è fatto esclusivamente perché si vogliono accorciare i tempi, perché i tempi non si accorciano, diventa soltanto un tempo più noioso, se vogliamo, non più vivace per quello che è il dibattito e quelli che sono gli approfondimenti, e, vivaddio, non producono una buona legge. Assessore, i rapporti con l'università sono dei rapporti importantissimi, non perché ho tre docenti davanti adesso, potrebbero essercene anche 4, 5, sappiamo che è abbastanza colmo, un giorno vi dirò quello che dice una vostra ex collega, che l'ha fatto scrivere nella Unione Sarda qualche mese fa, il giorno che sarò arrabbiato lo dirò, così qualificheremo anche la centralità dell'Università all'interno della guida della Regione Autonoma della Sardegna. Tra l'altro era una buona docente di medicina e curava particolarmente alcuni aspetti della medicina vicina alla psichiatria. Comunque dicevo che l'Università non utilizza a fondo, Assessore, quelli che sono i danari che le vengono dati, poi adesso vedo che si tratta di prendere un po' di danaro e di utilizzarlo un po' e un po', e utilizzarlo seguendo gli orientamenti (…) , di indirizzarlo alla ricerca, ma la ricerca quest'anno è stata penalizzata, non credo che lei non sia d'accordo, e forse molti danari che sono andati in una certa direzione, se orientati alla ricerca, se è vero che si crede in quello che si dice, nella programmazione di quelle che sono le iniziative che questa Giunta voleva darsi, la formazione e la ricerca erano la base. Piuttosto vedo un po' di competizione abbastanza di bassa lega, se mi è consentito, da parte dell'Università che va a sottrarre spazi alle agenzie di formazione professionale combattendo all'interno dei GAL, addirittura sottraendo risorse ai GAL per poter fare formazione professionale... galli da combattimento, hai detto giusto. Ora, chiaramente i commi 5, 7, 8 che sono stati citati prima hanno una valenza non indifferente per quella che è l'attività. Tutti hanno citato, e io stamattina, cosa vuol dire l'istituzione dell'elitrasporto e quello che è il loro allocamento. Ho detto se voi fate delle triangolazioni vedete quanto è inutile lo stanziamento del sistema ad Alghero e ne abbiamo la comprova, così pure per Olbia e così anche per Cagliari, le zone centrali della Sardegna quelle più necessitate dall'elitrasporto non venivano coperte. Ma mi viene un dubbio, Assessore, i 120 milioni che vengono stanziati per ripianare i debiti della sanità, di cui si dice che 90 sono destinati all'elitrasporto, di cui 18 milioni vengono assegnati alla ASL di Lanusei stabilita come capofila per l'appalto dell'elitrasporto, sono stati dati? Sì, va bene, ma per iniziare tutto quello che è l'iter legato al bando sull'elitrasporto. Ma siccome noi sappiamo bene che non è entro il 31 dicembre, Assessore, che si chiude quella pratica, e lo sappiamo bene, non è vero che c'era bisogno di correre e di mettere 90 milioni per l'elitrasporto, a meno che, gatta ci cova, e allora dico che quello può servire per altre cose non trovate qui all'interno ma che hanno diversa destinazione. Beh, bisogna incominciare a essere seri, dire la verità e capire che cosa si vuole realizzare.

Come quando da tutti è stato citato il discorso dell'IPAB del San Giovanni Battista. Doveva essere a passo pari, io ero contrario ma non perché non volessi salvare i dipendenti, perché questa Regione aveva già dato abbondanti finanziamenti per risanare e non si capisce chi è che ha indebitato ulteriormente dopo il risanamento e oggi non si capisce quale sia lo stato in cui versa, come vengano utilizzati i dipendenti e quale sia il costo aggiuntivo che va alla sanità sarda e in particolare alla ASL 1 di Sassari. Io vorrei proprio capire quali sono le indicazioni vere che sono state poste in questa partita e già che stiamo parlando di Sassari io capisco forse farebbe bene l'assessore Arru ad andarsene prima di dirgli che ha stufato un po' tutti anche con bugiette, perché è ridicolo, ha impedito a Moirano di partecipare a una conferenza stampa dove non si parlava se non di sanità e migliorarla e invece lo si porta in giro per propagandare il sì. È vergognoso! Vergognoso! Prima considerazione. Seconda considerazione. Doveva partire il tutto entro il 31 dicembre, invece ha chiesto sei mesi per poter andare a regime, il che vuol dire che bisogna rinnovare quelli che sono i commissari scaduti e dobbiamo entrare nel merito di quello che i commissari hanno combinato, di quello che stanno portando a compimento assumendo in modo indiscriminato, dando titolarità di dirigenza...

PRESIDENTE. Onorevole Dedoni, il tempo a sua disposizione è terminato. Su delega del Capogruppo.

È iscritto a parlare il consigliere Roberto Desini. Ne ha facoltà.

DESINI ROBERTO (Partito dei Sardi). Presidente, ringrazio il collega Congiu per l'opportunità concessami. Il mio intervento va sulla falsariga dell'intervento del collega Cherchi che mi ha preceduto poc'anzi dove in una condivisione generale dell'impianto del disegno di legge non posso esimermi da alcune considerazione e osservazioni soprattutto per quanto riguarda il comma 8. Prima di proseguire l'intervento chiedo conferma al vicepresidente Paci se l'assessore Arru debba raggiungerci in aula oppure no, mi conferma la sua non presenza, anche perché, lo dico a tutti i colleghi, avrei gradito esternare questo mio pensiero e alcune osservazioni e considerazioni alla presenza dell'Assessore anche perché, così come ho fatto in altre circostanze, non mi tiro indietro e soprattutto ho il coraggio e la determinazione di denunciare e di mettere a nudo alcune cose che non vanno bene.

Come tutti i presenti penso ricordino bene il nostro Gruppo, nel momento in cui era stato adottato quel provvedimento legislativo a nostro modo di vedere assolutamente illegittimo, quando vi fu il cosiddetto salvataggio dell'IPAB del San Giovanni Battista di Ploaghe dove c'era un passaggio secondo noi cruciale nel momento in cui si passava a un ente pubblico e quindi un'azienda sanitaria del personale che aveva una forma giuridica privatistica, si passava a una impostazione giuridica pubblica senza nessuna procedura concorsuale o di selezione pubblica, noi in quella circostanza votammo contro quel provvedimento, ma soprattutto votammo contro anche perché prima di adottare il provvedimenti in Aula il confronto che vi era stato all'interno della nostra maggioranza, l'Assessore e la struttura non erano stati assolutamente in grado di dimostrarci che il provvedimento che stavamo andando ad approvare era assolutamente a costo zero come invece c'era stato annunciato. Lo dico questo con forza e determinazione perché, come sapete, non risparmio le critiche ai colleghi del centrodestra, così come del centrosinistra, ma siccome di questa partita non possiamo attribuire la colpa e la responsabilità a nessuno se non a chi in questo momento sta governando, quindi a noi stessi, e siccome ancora oggi è dimostrato che il piano di rientro della sanità non si sta rispettando, ancora oggi nostro malgrado siamo costretti in assestamento di bilancio a mettere ulteriori risorse che vengono destinate per tappare i buchi e ancora una volta non si ha il coraggio e la determinazione di affrontare una volta per tutte il problema della sanità per come deve essere affrontato! Non ho timore di dire certe cose così come non ho avuto timore quando l'ho detto per quanto riguarda la SOGEAAL. Se continuiamo a fare queste gestioni noi non ne usciremo mai. Questo è un concetto che non vuole entrare in testa perché nella delibera numero 27 del 13 maggio 2016 il deliberato recita così: "dare attuazione per quanto attiene il personale di ruolo o comunque con un rapporto di impiego a tempo determinato al 31 dicembre 2007 affinché senza ulteriori oneri per il sistema sanitario regionale sia riassorbito dalla azienda sanitaria locale di Sassari con procedure e modalità rispettose della natura giuridica e degli enti interessati". Qua si parlava che doveva essere a costo zero e invece oggi il comma 8 recita così: "Al fine di consentire alla ASL numero 1 di Sassari lo svolgimento delle funzioni trasferite a seguito dell'estinzione dell'IPAB fondazione S. Giovanni Battista con sede in Ploaghe è autorizzata nell'anno 2016 la spesa di euro 3.470.000." Ma non era a costo zero? Non sto scherzando vicepresidente Paci, ma non era a costo zero? E allora qui l'Assessore ha dichiarato delle cose non vere che si stanno dimostrando con i fatti anche perché allora e lo dico sempre pubblicamente perché è bene che rimanga agli atti, dovete sapere che così come ci sono le nefandezze in tutta la sanità in Sardegna, ma dovete sapere, mi dovete spiegare, avrei gradito la presenza dell'Assessore, che mi spieghino il fatto che al S. Giovanni Battista vi sono in dotazione organica 56 OSS e all'ASL di Sassari nell'intera ASL ce ne sono 162. Ma ci rendiamo conto? Cioè l'IPAB di S. Giovanni Battista ha 56 OSS e l'intera ASL di Sassari 162? Ma vi dirò ancora di più per i fisioterapisti. I fisioterapisti che al S. Giovanni Battista di Ploaghe sono 36, sapete quanti sono presenti alla ASL di Sassari, in tutta la ASL? Udite udite, 54. Pertanto l'IPAB del S. Giovanni Battista ha il 67 per cento della dotazione della ASL di Sassari, ma ci rendiamo conto di quello che stiamo facendo? Ma abbiamo il coraggio e la determinazione una volta per tutte di voltare pagina a questo schifo? Questo è uno schifo! Io non sono contro i lavoratori, sono a favore dei lavoratori ma questa è una schifezza e lo denuncio pubblicamente perché è inaccettabile anche perché in questa Aula si è detto che sarebbe stato a costo zero e invece non è assolutamente così, e lo sta dicendo uno che è stato eletto nel collegio di Sassari. Ma non si può andare avanti così e qua non stiamo scherzando anche perché continuo a dire che noi con questi soldi che stiamo buttando perché è fuori di ogni logica e di ogni razionalità, non stiamo consentendo a tante centinaia e migliaia di famiglie sarde di avere una vita dignitosa perché non possiamo mettere in pratica politiche attive e reali sul lavoro perché c'è tutto questo schifo da ripianare. Ma io non voglio essere compartecipe di queste nefandezze, l'ho detto e lo ripeterò fino alla nausea, chiunque esso sia il governo della mia maggioranza, dell'opposizione, non ci sto perché è una questione di dignità e di onestà intellettuale, morale ed istituzionale. E allora non so più con quale lingua dirvelo, avrei gradito che ci fossero opportunità di confronto, purtroppo non vi sono state e non potevo assolutamente sottrarmi dal mettere in evidenza ancora una volta che sulla sanità stiamo continuando, stiamo perseverando a fare del male ai nostri conterranei.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Angelo Carta. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Certo, credo che la discussione che si sta sviluppando questa sera dimostri come non stiamo parlando di una proposta di legge banale, di una proposta di legge da passare velocemente, è una cosa importante, è una cosa che sta mettendo alla prova anche la tenuta della maggioranza, sta mettendo alla prova quanto ci sono obiettivi condivisi, quanto questa condivisione è diffusa e bisogna vedere se si riesce a portarla al traguardo senza strappi troppo gravi.

Credo quindi che intervenire su un articolo 1 con questi commi che praticamente sono tutte leggi, credo che sia importante, credo che sia anche doveroso e non cambia molto rispetto alla discussione generale che si è svolta questa mattina se non fosse che probabilmente entrando nel merito dei singoli commi si riesce ad essere più incisivi nell'esprimere i concetti che si vogliono mandare avanti e a giustificare anche le posizioni che si assumono. La posizione che noi abbiamo nei confronti di questo disegno di legge è chiara e limpida e molto critica. La prima critica viene perché è contraddittorio, è un disegno di legge contraddittorio rispetto a quello che la maggioranza, quello che la Giunta ha annunciato in questi mesi. Se è vero che sono in arrivo 600 milioni com'è stato dichiarato a suo tempo perché si è fatto un mutuo da 750 milioni? Perché si indebita la Regione se è vero quello che dite? Il disavanzo della sanità è sotto controllo ci è stato detto, c'è un piano di rientro assolutamente rigido, c'è un controllo della spesa, sta diminuendo, andiamo a vedere e vi costringe alla fine quasi dell'anno ad anticipare al 2016 ciò che avevate previsto per il 2017 perché non è vero che avete la spesa della sanità sotto controllo. Non è vero e questi sono atti che dimostrano che si raccontano anche delle balle. Poi c'è il tempo, il vicepresidente, l'assessore Paci questa mattina ci ha spiegato perché è stato difficile, è impossibile arrivare prima, io vorrei spiegare come è difficile per un consigliere riuscire a capire quello che viene riportato nella legge perché faccio l'esempio di un comma, l'11, dove in questo comma si dice: "i termini di cui all'articolo 29 comma 33 della legge regionale numero 5 del 2015 sono prorogati al 31 dicembre del 2017". Quindi vado a vedere dove porta l'articolo 29 della legge regionale numero 5 del 2015 e mi porta all'articolo 5 comma 50 della legge regionale numero 12 del 2013, il quale a sua volta mi porta all'articolo 2 comma 1 della legge regionale numero 25 del 2012, il quale mi riporta all'articolo 1 comma 25 della legge regionale numero 5 del 2009, il quale mi porta all'articolo 4 comma 10 della legge regionale numero 3 del 2008, il quale mi porta all'articolo 28 comma 3 della legge regionale numero 2 del 2007, il quale mi porta all'articolo 23 comma 7 della legge regionale numero 4 del 2006. Dov'è che vogliamo andare? Come si può pensare di portare un disegno di legge di questa complessità e pensare di poterlo approvare in due ore, in poche chiacchiere con nessun confronto qui in Aula se non quello encomiabile, giusto e condivisibile, quello che è appena arrivato di una giusta e doverosa protesta rispetto a quello che questo disegno di legge porta, credo che sia assolutamente inimmaginabile che questo possa avvenire e inaccettabile. I consorzi di bonifica, è stato detto, ieri abbiamo approvato una legge, oggi dobbiamo parlare di un'autorizzazione di spesa di ulteriori 5 milioni e la domanda che pongo è: "Ma questi 5 milioni i consorziati, gli agricoltori che stanno ricevendo bollette da orbi, che stanno andando sul lastrico, che non riescono a pagare i contributi consortili che sono calcolati male, che sono calcolati in maniera assolutamente vessatoria, di questi 5 milioni riusciranno a beneficiarne oppure come al solito andranno a coprire spese che non hanno niente a che vedere con gli agricoltori?" Io ho presentato un emendamento per chiarire quello che qui non è chiaro e cioè questi 5 milioni devono andare proporzionalmente a beneficio degli agricoltori, dei contadini. Naturalmente l'emendamento l'avete bocciato in Commissione, ora vedremo quello che accadrà in aula. Sui debiti fuori bilancio il collega Solinas vi ha detto chiaramente che qui non è un consiglio comunale perché se fosse un consiglio comunale non potrebbe arrivare un punto all'ordine del giorno di questo genere in mancanza di atti come quelli che sono stati chiesti e cioè il parere del collegio sindacale, il parere del collegio dei revisori. Noi non possiamo andare ad approvare atti di questa portata senza la necessaria copertura dal punto di vista legale, amministrativo e contabile. Di straforo parlate dell'alluvione, ne parlate proprio poco, e vi dimenticate che a tre anni di distanza stanno ancora aspettando il ristoro che era stato promesso. Quando nella finanziaria qui si parlò di mettere dei soldi, di stanziare dei fondi per i privati che avevano subito dei danni, non se n'è fatto niente. I privati hanno ricevuto delle comunicazioni. Io so di diversi casi di privati che hanno subito danni enormi, case distrutte, e hanno ricevuto a fronte di decine di migliaia di euro di danni subiti, certificati, hanno ricevuto offerte di risarcimento irrisorie, offensive, che hanno rifiutato. Piuttosto che fare marchette qua e là, probabilmente questo era un argomento che in questa sede doveva e poteva essere affrontato, e doveva essere portato avanti affinché si stanziassero le somme necessarie per questi nostri concittadini. Il discorso della zona franca. In un'altra sede, in un'altra occasione io ho chiesto all'assessore Paci se quella norma nazionale, adesso non ricordo il numero della norma, che prevedeva l'istituzione delle zone franche nei comuni colpiti dall'alluvione, e venivano stanziati cinque 5 milioni, lei mi garantì: "Non c'è problema. Stiamo lavorando perché quei soldi non vadano perduti. Stiamo lavorando perché questa cosa si possa realizzare". Lei lo sa meglio di me riuscire a portare avanti un obiettivo di questo genere in quei comuni rappresenterebbe per voi una grande vittoria anche politica, per i comuni un grande sbocco e una grande opportunità per poter ristorare quelle imprese in maniera anche diversa rispetto al semplice risarcimento. Quindi noi continueremo come stiamo facendo a dirvi quello che pensiamo di un disegno di legge confuso e contraddittorio che è troppo complesso per poter essere in qualche maniera liquidato così, stiamo cercando di approfondirlo, stiamo cercando di andare avanti, stiamo cercando di affondare l'attenzione, di concentrare l'attenzione per far sì che anche all'interno della maggioranza non ci si accontenti della marchetta di casa, non ci si accontenti del regalino nel cortile di casa, ma si pensi veramente alla Sardegna. Perché quello che manca in questo disegno di legge è la Sardegna nella sua interezza, nella sua complessità, nella sua problematicità, nella sua necessità di avere disegni di legge che abbiano una visione, che abbiano un respiro che va al di là del cortile di casa, un disegno di legge che possa essere effettivamente definito un'opportunità. Come quella che oggi il capo di gabinetto ha portato a Nuoro: un pacco truffa! Per fare il crono programma degli interventi a Nuoro… io vi ricordo che la prima riunione a Nuoro l'avete fatta il 15 dicembre 2014, il crono programma è stato siglato oggi, 715 giorni per fare il crono programma, mancano 806 giorni alla fine della legislatura. Io faccio una previsione nefasta, mi auguro di essere smentito, non riuscirete ad aprire neanche un cantiere a Nuoro, ma neanche uno, perché non avete dimostrato nel modo più assoluto l'efficienza che invece ci si aspetta da chi insegna l'efficienza. Ma un conto è insegnare, un altro è rimboccarsi le maniche e affondare le mani nel secchio, e come vedete è molto diverso.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Presidente, colleghi, colleghe, assessori presenti, l'abbiamo visto bene stamattina, questa legge è una legge importante, una legge che merita il suo tempo di discussione, una legge che indubbiamente ha necessità di una serie di passaggi all'interno del Consiglio, una serie di verifiche da parte della maggioranza, della minoranza, e un'attenta lettura degli articoli e degli emendamenti presentati. Certo non possiamo dire che è una legge che in qualche modo si ispira alla semplificazione, ma è una legge che apparentemente di quattro articoli, quindi quattro articoli che ci avevano in qualche modo illuso che questa legge fosse una legge anche snella, una legge dinamica, una legge precisa, in realtà invece con i 43 commi si dimostra che è una legge che vuole in qualche modo nascondere, mascherare e occultare i reali obiettivi. Assessore, voi siete indubbiamente Bravi, vi devo riconoscere che avete grandi capacità. Voi siete bravi a creare questa politica creativa, una politica estrosa, innovativa. Non c'è limite alla sfacciataggine, perché siete riusciti soprattutto con gli emendamenti a presentare una variazione di bilancio che non è una variazione di bilancio, questo è un mille proroghe, è una omnibus, cioè è un'accozzaglia di cose che volete fare, è un insieme di pezzette che volete porre ad una disastrosa annata, ad un disastroso bilancio di previsione che voi avevate messo in campo. Ovviamente quando parlo di disastroso parlo anche di disastrosa gestione della politica regionale. Ma ad emergere, così come evidenziato anche dai colleghi, sicuramente su tutti il primato spetta alla sanità, una sanità che fa acqua da tutte le parti, siamo qui a rimediare con 120 milioni di euro quelli per coprire i costi del 2016. Una sanità che in qualche modo mette in evidenza che il progetto è sbagliato, una sanità che è fallimentare, una sanità per la quale avete chiamato a gestire addirittura un Direttore generale non sardo. Perché è ovvio che la Sardegna non può avere persone adatte a gestire la sanità. La Sardegna è un popolo di pastori, siamo un popolo di incapaci, meglio chiamare un piemontese, magari pagare il doppio di quanto retribuito in Piemonte, però noi ci vogliamo fare belli. Abbiamo chiamato il Maradona delle ASL. Il Maradona poi ovviamente non è venuto solo, si è fatto accompagnare anche da due bravi direttori amministrativi sanitari, che anche questi per non farci mancare niente non sono sardi. Perché è ovvio che i nostri amministratori, i nostri professionisti non sono all'altezza di poter gestire la sanità sarda. E allora il risultato è quello che è sotto gli occhi di tutti, un indebitamento delle ASL, una situazione di disservizio galoppante. Non ultima stamattina la ASL 7 di Carbonia ha chiuso, o meglio ha ridotto l'orario dell'emodinamica, quindi depotenziando l'ospedale Sirai con una riduzione d'orario dalle 10 alle 16. Ma neanche fosse una gelateria! E in ogni caso con la chiusura al venerdì. Stiamo portando la sanità sarda alla distruzione totale. Probabilmente c'è un progetto che a noi sfugge, probabilmente c'è l'intenzione di fare cassa con la sanità, probabilmente il Mater Olbia vi ha portato fuori strada. I problemi chiaramente non si limitano solo alla sanità, d'altronde nella teorica variazione di bilancio, che però il nome non è sicuramente adatto perché non è una variazione di bilancio, parlate voi di una serie di marchette, di una sede di regalie, paghette per i Comuni, per gli enti, per immagino anche persone che io non posso in qualche modo qualificare. Mi incuriosisce fra tutti, adesso iniziamo con l'elencazione, al comma 30 questo contributo agli ippodromi, per spese di manutenzione straordinaria, affidate ad Argea. Allora o non avete capito bene cosa è l'Argea, oppure scrivete delle cose a vanvera. Perché l'Argea è un'agenzia per l'erogazione di contributi agricoli, non fa manutenzioni straordinarie. Quindi state ancora una volta toppando, state agendo a naso senza conoscere l'ABC degli enti che voi gestite. Poi anche i colleghi che mi hanno preceduto hanno parlato di quanto approvato ieri in Aula sui consorzi di bonifica. Ma oggi ci troviamo al comma 15 400.000 euro per la redazione dei piani classifica e 300 mila per la ricomposizione fondiaria, ne abbiamo parlato ieri, ma perché non l'abbiamo scritto ieri? Stiamo parlando di ventiquattr'ore fa, non stiamo parlando di un mese fa, tra l'altro i piani di classifica anche qui hanno un senso nel momento in cui si intende andare ad elezioni, cosa che non noi ieri abbiamo contestato aspramente all'assessore perché il piano di classifica ha solo quell'obiettivo: costruisco il piano di classifica per poi predisporre i ruoli per mandare al consorziato avente diritto la convocazione a vuoto, quindi anche questi sono soldi buttati dalla finestra oppure ci sono altri obiettivi che non sfuggono, o meglio posso aver fatto una mia idea ma ovviamente non la posso esternare quindi stiamo parlando di fantasia, di soldi che stiamo sprecando da una cassa regionale che già è in forte difficoltà, che dire dei 2 milioni e 100 mila euro al comma 16 per la provincia di Nuoro, ma non per Nuoro in se, per carità, ma per quelle province che tra una settimana potrebbero non esserci più, oppure per parlare della bellissima provincia del sud del Sardegna che oltre ad aumentare le tasse per l'assicurazione auto aumenta del 30 per il costo dei passaggi di proprietà, avete capito cosa vuol dire? Oggi di un passaggio di proprietà costa 700 euro, noi dobbiamo pagare il 30 per cento in più perché anche lì la logica di chiudere i conti chiedendo il sacrificio agli utenti è sempre la stessa, troppo facile, questa non è da professori universitari, ma neanche da ragionieri o da scarsi ragionieri di una aziendina di poca importanza, questo è da bambini delle elementari perché quando non ci sono soldi, faccio pagare più tasse non è fare politica, questo è fare un altro tipo di azioni che non mi permetto di dire. Altra considerazione, la città metropolitana, abbiamo fatto la riforma degli enti locali devono essere la panacea, la città metropolitana avrebbero dovuto portare 101 milioni di euro freschi che sarebbero serviti per creare sviluppo, per creare occupazione, per migliorare le nostre città, cosa abbiamo prodotto? Niente, è arrivato Renzi con il suo aereo presidenziale e cosa ha portato: i soldi dei Monopoli! Non ha portato soldi veri, non ha portato soldi freschi, tutto questo a quale danno? Al danno della Sardegna, a danno dei sardi, a danno dei disoccupati, professor Paci, martedì il comitato giovane della crisi manifesteranno a Cagliari e verranno ricevuti dal prefetto, chiedono anche la nostra e la vostra partecipazione, stiamo parlando di un territorio, quello del Sulcis Iglesiente che ha 39 mila disoccupati, dove il tasso di disoccupazione giovanile è il più alto di tutta la Sardegna e noi in questa sede, con questo omnibus, con questa porcata di variazione di bilancio siamo convinti davvero che possiamo risollevare le sorti della Sardegna? Arriveremo gli emendamenti con nomi e cognomi, situazione per situazione, vediamo se questi emendamenti portano benefici veri per la Sardegna, la Banca d'Italia a metà novembre si è espressa sulla situazione economica della Sardegna, c'è un rallentamento progressivo, è questo quello che ci porterete da qui a due anni? Ci auguriamo che velocemente trascorra questo tempo, o addirittura già da martedì prossimo dopo il secco no che stabiliranno al referendum, il secco no dei sardi al referendum, è in realtà il secco no alla politica sarda, è un secco no alla Giunta del governo Pigliaru.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (FI). Tutti i sostenitori del sì vogliono convincere i sardi a suicidarsi. Ancora, fatemi sentire bene la reazione che non ho ben avvertito, queste sono le parole che ha pronunciato poco fa, perché sono riportate dall'agenzia di stampa l'assessore Paolo Maninchedda, non sono mie, sono parole sacrosante per la verità che pongono però, e le richiamo, un problema politico, e di non poco conto, perché a fronte di un Presidente della Giunta regionale che si è schierato a favore del fronte del sì sta certificando l'assessore Maninchedda il suicidio, politico si intende, del Presidente e della sua Giunta, il suicidio politico di una scelta sciagurata che mortifica e sacrifica l'autonomia e la specialità che con tanta fatica, lo ricorderanno soprattutto coloro che in quest'aula sono autenticamente Sardisti e hanno sentimento identitario vero, sanno quale fatica, con quale impegno, con quale sforzo hanno dovuto combattere a Roma per ottenere questo risultato e qui si pretende di cancellarlo con un colpo di spugna. Lo dico perché mentre noi trattiamo con un provvedimento al di là delle interpretazioni, variazioni, assestamento, stiamo parlando di risorse, stiamo parlando di quattrini che se fossero destinati allo sviluppo noi stessi avremmo fatto quindi la parte di chi logicamente tende a sostenere questo tipo di politica, ma sono il frutto e il risultato di un'azione che ha visto questa Giunta soccombere di fronte ad una avanzata neocentralista quale si è mai vista da parte di questo governo nazionale, voi ne siete succubi però siete anche responsabili! Perché questo è il frutto evidente di un provvedimento che non affronta uno dei temi che sono, questi sì, frutto di una grave preoccupazione da parte delle famiglie sarde, da parte di coloro che si trovano in uno stato di bisogno, in uno stato di povertà e, per capire come questa Giunta affronta temi di questa portata basta leggere le dichiarazione dell'Assessore Mura, sono anche queste di qualche ora fa, partecipando, non so se alla solita conferenza sul tema del disagio dice testualmente l'Assessore Mura, sulla povertà la Regione Sardegna per la prima volta ha messo in campo, udite udite, uno direbbe chissà quante risorse, chissà quali strumenti, chissà quali iniziative, ha messo in campo ventidue corsi di istruzione e formazione triennali in tutto il territorio, come se davvero dalla povertà si esca con i corsi di formazione professionale, guardate, questo è davvero da irresponsabili, è davvero da persone che non hanno neanche minimamente contezza di cosa sta succedendo fuori da questo palazzo, di chi non ha contezza di qual è la reale situazione del disagio, della crisi, nessuno dice che è colpa vostra la crisi, ma accidenti siete qui anni per cercare almeno di attenuarne gli effetti se non di risolverla e allora non c'è una iniziativa che vada in questo senso, lo ricordava poco fa il collega Angelo Carta, oggi davvero si è toccato il fondo con uno di quei patti che siete andati a firmare nel territorio, mi fa specie come il collega Sabatini, attento anche consigliere e politico di un territorio con gravi problemi come l'Ogliastra, si presti all'ulteriore, ennesima farsa di sottoscrivere un patto, purchessia, purché si tratti di dare un segnale al territorio che qualcosa si sta facendo. Come è stato fatto a Nuoro. È stato ricordato, qui lo voglio ancora sottolineare perché c'è un comunicato, che fa spavento. Oggi a distanza di due anni si è prodotto il crono-programma, che ricordava Angelo Carta, per il patto del nuorese. Cioè a distanza di due anni oggi si dice: beh vediamo di fare un crono-programma dove tutti quei progetti che ci avete mandato, in questi due anni, avremo modo di esaminarli, diamoci una scadenza. E la scadenza sapete qual è? La scadenza del 15 gennaio per poterli recepire, altri 65 giorni per poterli esaminare, altri 180 giorni, così leggo, per capire se questi possono essere finanziabili e quindi mettere in moto il processo del finanziamento per sostenere questi progetti. Ma vi pare che questo sia il metodo nuovo di programmazione con i bisogni che ci sono nel territorio, con le esigenze che ci sono nei territori, dove la gente sta morendo di fame, dove la povertà è a livelli del 15 percento, la povertà delle famiglie, quella degli individui è al 27,2 percento, ve ne state rendendo conto? Ma se ne rende conto chi ha la responsabilità di promuovere politiche attive del lavoro, se ne sta rendendo conto chi ha la responsabilità di seguire le vertenze per l'industria, ha un senso di responsabilità chi sta mettendo sul lastrico migliaia di famiglie che si occupano del settore agro pastorale? E che viene qua, poi, meno male che non l'ha detto in Aula, e quindi mi esimono anche dal fare alcun commento, ma se ci sono questioni, se avete questioni da sottoporre alla magistratura, sottoponetela! Perché qui non ci devono essere impunità, siccome siete avvezzi a puntare il dito, a lanciare la pietra e a nascondere la mano, da parte dei settori della maggioranza siete veramente abili registi di questo tipo di modo di fare politica, vergognoso, questa volta lo dico io, vergognoso! Se avete elementi nei confronti di qualcuno, anche nel passato, che ha governato enti, consorzi, e che ha fatto malefatte, ditelo pubblicamente! Perché sono notizie di cui deve essere investita anche la politica, ma soprattutto qualche altra autorità. Noi abbiamo il coraggio di farlo a viso aperto, non nascondendoci dietro i muri a secco! Allora ecco perché riteniamo che questo provvedimento, Assessore, sia una delusione perché anche le variazioni ci si attende che qualcosa si faccia per i settori che sono in sofferenza, per gli interventi che si sarebbero dovuti non potuti fare, in una contingenza come quella attuale, ma tutto è rimesso alla chiacchiera, tutto è rimesso al vedremo domani, tutto è rimesso…

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessoredella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Difficile in 10 minuti rispondere a quattro ore di dibattito quindi sicuramente poi verrò accusato… ah ok allora mi fa piacere che avrò altre occasioni successivamente per rispondere. Per chi mi conosce, io credo molto nel confronto che riusciamo ad avere in Commissione, dove ho avuto occasione di rispondere un comma, di spiegare qual era il senso complessivo, poi in Aula i tempi sono contingentati, per quanto riguarda la Giunta, e quindi è più complicato. Però sono molto d'accordo con chi ha detto che questo è un provvedimento complesso, difficile da capire; posso dire che io per primo ho avuto difficoltà a capirlo. Perché effettivamente ormai con tutte le tabelle e con tutte le cose, uno dice ma mi fate una lista delle questioni che stiamo modificando? Ed è quello che io poi ho spiegato in Commissione e questa mattina stavo spiegando in Aula, perché se no è praticamente impossibile; perché alcune variazioni sono nelle tabelle, altre richiedono una norma e quindi la vedete scritte ma semmai non sono neanche le più importanti. Quindi effettivamente e oggettivamente c'è un problema di trasparenza che però non riguarda la Giunta, che assolutamente crede fortemente nella trasparenza, ma riguarda proprio la complessità di un provvedimento di questo genere. Quindi ricordatevi che pur essendo in ritardo, l'ho detto stamattina, ma lo ripeto, il provvedimento è stato trasmesso in Consiglio direi da 15 giorni, non so esattamente la data, però almeno 15 giorni è in Consiglio, quindi effettivamente c'era anche il tempo di leggerlo e di intervenire. Però poi non sempre si riesce a capire, gli Uffici del Consiglio c'hanno detto guardate rifate la rappresentazione di alcune tabelle in modo diverso perché difficile da seguire e lo abbiamo fatto. Ma io penso che possa esserci un rapporto per cui si possa anche riuscire a migliorare le informazioni, perché ripeto poi si possono avere posizioni diverse, è normale ed è giusto che ci sia una dialettica, è giusto che la Giunta oggi, questo pomeriggio ci sono altri Assessori, sia qui presente ad ascoltare anche le critiche e i contributi positivi, però la trasparenza deve essere un valore assoluto che ci deve accompagnare. Quindi troviamo anche delle modalità. C'è una relazione di accompagnamento, non so se avete avuto modo di vederla, per ciascun comma è anche spiegato che cos'è, però effettivamente alle volte possono servire ulteriori spiegazioni. Allora, ho capito che è difficile arrivare qua ed avere un plauso, l'ho capito non succederà mai, però fatemi dire una cosa riusciamo in modo secondo me importante a fare una variazione di bilancio che prevede 130 milioni di entrate in meno, e ho già spiegato perché ci sono e sono veramente una piccolissima parte delle numerose entrate che abbiamo, ciclo macroeconomico non forte come ci si aspettava un anno fa, e ciò nonostante, pure essendo obbligati al pareggio di bilancio, non dobbiamo fare tagli. Perché l'incubo di qualunque Assessore al bilancio è ritrovarsi a metà anno e poi dire scusate abbiamo 100 milioni di entrate in meno dobbiamo garantire l'equilibrio di bilancio e dobbiamo fare 100 milioni di tagli. Ovviamente è una cosa, quella sì, da suicidio politico. Ecco, fortunatamente riusciamo a controbilanciare il ciclo, non tanto favorevole, economico senza dover fare tagli, non solo, riusciamo ad anticipare 120 milioni per la sanità da subito, e questo è un altro elemento importante per le imprese, perché ci saranno pagamenti più celeri. Poi l'ho detto, discutiamone, c'è una Commissione del Consiglio, ed è giusto, che si occupa di sanità, perché è un argomento importante spero anche io che il disavanzo si riesca a recuperare in tempi rapidi, quindi questi 120 milioni e in più riusciamo a fare una serie di provvedimenti importanti. Non lo dimentichiamo, interventi sulle politiche sociali, interventi sui lavoratori, interventi sui precari, interventi sui consorzi di bonifica, che onorevole Rubiu, andranno a favore degli agricoltori perché il fatto di dare dei finanziamenti ai consorzi di bonifica significa che hanno meno difficoltà finanziarie e quindi possono alleggerire gli peso sugli agricoltori. Intervento sulle ZIR, scusate la liquidazione delle ZIR era attesa dalla legge del 2008 e non è mai stata fatta, non è mai stata fatta da nessuno dal 2008, iniziamo a metterci le mani, iniziamo mettendo questi 5 milioni e predisponendo anche delle norme, c'è stato un apprezzamento, forse una delle poche cose apprezzate, che prevedono anche un incentivo iniziale per quegli enti locali che si fanno carico di queste persone. Poi certo ci sono cose che non piacciono tipo pensare che c'era un costo zero dell'assorbimento dell'IPAB di Ploaghe invece il costo zero non c'è, perché quando sono andati poi a mettere le mani nei conti c'erano dei buchi di bilancio, non fa piacere però anch'io avrei preferito utilizzare quei 3 milioni e mezzo per altre politiche, perché cosa facciamo, stiamo risolvendo, stiamo Consiglio regionale risolvendo un tema che era spinoso con decine e decine di lavoratori che stavano fuori. E le cose che citava l'onorevole Desini, certo i numeri che ci ha dato ma il passaggio alla ASL 1 servirà esattamente per avere nell'intero sistema della ASL 1 più OSS, più fisioterapisti se nel singolo IPAB di Ploaghe ce ne sono in più. Quindi un'operazione che è stata fatta e che penso porterà una razionalizzazione del sistema, è nel breve periodo ci costa, non ci doveva costare, succede però stiamo risolvendo un tema.

Quindi complessivamente la manovra è complessa, la manovra è difficile ma la manovra non è di facile lettura, e siamo qui per cercare di chiarirlo, però sta dando una serie di risposte importanti, le ho dette e lo ripeto ci sono le risorse se l'avete visto c'è una norma con l'INPS per gli ammortizzatori in deroga.

Allora io chiudo questo mio intervento rifacendo un appello a tutto il Consiglio con molta umiltà avendo riconosciuto gli errori e con molta umiltà. Le critiche ci sono state, giuste, corrette, legittime alcune di queste le condivido, le condivido anche nella sostanza i ritardi nella programmazione territoriale, ritardi nelle procedure, le condivido. Detto questo mi rivolgo a tutto il Consiglio chiedendo nel rispetto delle posizioni che sono state espresse di poter andare avanti più rapidamente nell'approvazione del disegno di legge perché poi i tempi tecnici di attuazione sono lunghi, perché gli Uffici del Consiglio devono lavorare, gli Uffici del bilancio devono poi fare tutte le variazioni, gli Assessorati devono procedere con la spesa e quindi se è possibile andare avanti per dare le risposte che comunque questo disegno di legge sta dando io penso che sia utile non per me che mi sono preso le responsabilità, non per la Giunta che non sta facendo nessun grido di vittoria su questa cosa qua, ma sia una cosa importante per i beneficiari di queste risorse. E quindi è un appello che nuovamente rivolgo al Consiglio.

PRESIDENTE. Metto in votazione gli emendamenti soppressivi totali numero 1, numero 112 e numero 208 uguali.

Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Grazie Presidente, io devo dire che ho apprezzato molto l'intervento dell'Assessore che un po' rappresenta le istanze della minoranza che sta parlando senza fare filibuster e sta cercando di esternare quello che pensa. Vede, Assessore, le abbiamo provate tutte gli esterni, gli interni, gli eterni noi pensavamo che una Giunta tecnica fatta di professori e docenti universitari riuscisse a parare colpi di una politica che avevamo detto che avremmo cambiato non più la politica dei campanili, non più la politica degli interventi a pioggia, comprendiamo benissimo che le risorse sono sempre meno dei bisogni, questo mi sembra evidente. Però si possono programmare le risorse che ci sono sulla base delle esigenze reali ovverossia è possibile fare un piano d'emergenza per continuare a dare questi soldi che abbiamo dato e che magari non hanno prodotto nulla. Io per esempio ho letto qui 440.000 euro per la realizzazione di interventi di opere pubbliche di interesse eccetera eccetera non capivo, sono andato a vedere la legge è un intervento per Carbonia e un intervento per Ottana. Si capisce benissimo che evidentemente la forza da parte della Giunta regionale nei confronti delle richieste della maggioranza che c'è e non c'è non è stata talmente d'urto per evitare quello che invece sta avvenendo. Vede quando abbiamo approvato la legge dell'Assessore degli affari generali che riguardava la trasparenza, la leggibilità degli atti, la semplificazione, pensavamo che la Giunta fosse già in queste condizioni perché non si approva una legge in previsione di creare le strutture per attuarla, la legge serve per mettere una parola fine a quelli che sono i bisogni ma che questa variazione di bilancio abbia delle difficoltà di lettura è comprensibile lo ha riconosciuto lo stesso Assessore. Vede io ho fatto il Presidente della Regione per due volte, il Presidente del Consiglio non ho mai imposto alla minoranza l'accettazione, ho sempre ritenuto che la minoranza avesse i propri bisogni e quindi ho sempre fatto in modo che ci fosse una parte delle risorse di quegli interventi che facessero parte di quelle persone che hanno votato la minoranza. Qui si tratta di una maggioranza che non ha neanche la maggioranza dei voti in Sardegna e che vuole imporre le proprie scelte. Quindi il suo richiamo io lo condivido ma lo condivido nel senso che non si fa così, non si dice prender o lasciare o sei con me o sei contro di me, ci vuole una pacatezza, una serenità nel giudicare quelle che sono le richieste anche degli altri.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Prendo la parola per dichiarare il voto favorevole all'emendamento che propone di sopprimere in realtà tutta la manovra. Qui occorrerebbe riflettere, effettivamente il presidente Floris qualche spunto effettivamente ce lo ha dato, ancora sulla funzione degli organi legislativi regionali, perché se è vero che c'è una crisi dei sistemi della rappresentanza è anche vero che vi è una violenza da parte di chi esercita il governo nei confronti di chi invece ha il contatto ancora con i cittadini e lo fa viva Dio senza ovviamente preoccuparsi anche delle esigenze del dibattito democratico. Io per stare alle questioni tecniche, perché qui siamo sempre alla tecnica, vorrei far notare che il nostro conto del bilancio nel riepilogo generale delle entrate noi stiamo lavorando su accertamenti ipotetici per 8 miliardi e trecento e fischia milioni di euro, siamo alla fine dell'anno finanziario, non conta nulla ci mancherebbe perché poi ci sarà la valanga di riscossioni da parte della Regione Sardegna, abbiamo le riscossioni ferme a 4 miliardi e 800.000 e fischia, c'è una differenza di oltre 3 miliardi di euro che lo Stato non ha ancora provveduto a versarci di nostre risorse ma forse con le intese previste con la nuova autonomia determinata dalla riforma del referendum avremo ovviamente una nuova possibilità perché grazie all'accordo sulle entrate risolveremo i nostri problemi. Questi sono i problemi del nostro bilancio di competenza che non possono essere nascosti dietro questioni tecniche e raccontandoci che è una partita difficile perché ci impegniamo con molti limiti e proviamo anche noi a capire la materia, forse avremo qualche difficoltà a destreggiarci su misure, missioni e capitoli, però abbiamo capito una cosa, che volete custodirla come se fosse il segreto del Santo Graal, ma la realtà dei fatti è che questa è una manovra, un assestamento che non si concilia con le esigenze della Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Io voterò sì a questo emendamento coerentemente con le argomentazioni che abbiamo portato nel corso del dibattito, ma debbo dire che ho apprezzato tantissimo le parole del vicepresidente Paci, che ha confessato di aver fatto tanti errori, è un'autocritica che sicuramente gli fa onore, però per coerenza il vicepresidente Paci dovrebbe fare una conferenza stampa adesso per confessare di aver fatto tanti errori, per coerenza con le cose che fa di solito, perché la promozione e il marketing politico debbono essere messi in campo non soltanto per le cose positive, ma anche per le cose negative. Diciamo che voto sì a questo emendamento, perché questo articolo è la manovra, è la manovra finanziaria, è tutto, c'è tutto, tutti i contenuti sono all'interno di questa cornice normativa caleidoscopica, un caleidoscopio, un'accozzaglia di provvedimenti affastellati che hanno poca coerenza, che non hanno un filo conduttore, il filo rosso di cui parlava prima il collega. Sull'articolo abbiamo già dato un giudizio negativo, perché abbiamo dato un giudizio negativo sul disegno di legge, e tutti i punti, o i punti principali, i punti fondanti, le colonne portanti di questo articolo sono tutti elementi che ci ricordano tutto ciò che questa Giunta non ha fatto o ha fatto male o ha detto di aver fatto, si è proposta di fare facendo conferenze stampa. E partiamo dell'edilizia.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE GIANFRANCO GANAU

(Segue TEDDE MARCO.) Siamo ancora in attesa della legge di governo del territorio, ci avevate promesso, avevate promesso che ce l'avreste proposta nel breve termine, saremo costretti sicuramente ad andare in proroga, a fare una leggina di proroga per procrastinare gli effetti della legge sull'edilizia, perché altrimenti salterebbero tanti meccanismi nel territorio, non sto a specificare oltre. IPAB: avete sbagliato i calcoli, avete sbagliato i conti. Ha ragione il collega Desini, per una volta gli do ragione, sono stati sbagliati i conti, e chi li ha sbagliati? Ha ragione il collega Desini, la responsabilità è in capo all'Assessorato che ha fatto i conti. Sanità: sulla sanità non mi voglio ripetere, poi andremo al comma preciso della sanità, e lì avrò…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oscar Cherchi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (FI). Come ha concluso il collega Tedde, avremo modo di discutere, ci sono una valanga di emendamenti, quindi punto per punto discuteremo ed entreremo davvero nel merito sia tecnico che politico. Il mio voto è chiaramente sì, e diventa ancora più sì in contrapposizione invece a quello che voterò domenica, che sarà un no secco. Dopo le dichiarazioni dell'Assessore, io lo capisco, le ho apprezzate, le abbiamo apprezzate tutti, l'umiltà con cui si è posto di fronte all'Aula nella grande preoccupazione di avere un provvedimento legislativo approvato nel minore tempo possibile perché bisogna dare delle risposte, bisogna dare delle risposte importanti contenute all'interno dell'articolato. C'è però un piccolo particolare, e qui si scinde il ruolo tecnico dal ruolo politico, a questo punto vorremmo capire se questa Giunta tecnica è anche Giunta politica, se il ruolo dell'Assessore tecnico è diventato anche un ruolo di Assessore politico, oggi lei ha dimostrato di non essere solo un Assessore tecnico, ma ha dimostrato di essere un Assessore politico, cioè rivolgendosi all'Aula chiedendo, giustamente: "Acceleriamo i lavori, date una risposta urgente alla Sardegna perché è necessaria". Se vi fosse la condivisione del testo, Assessore, noi lo avremmo fatto nell'arco di qualche minuto, il problema è che noi non lo condividiamo, non condividiamo né il contenuto di alcuni commi, ma soprattutto non ne condividiamo la tecnica legislativa, lo abbiamo già detto prima. Perché chiediamo la soppressione dell'articolo 1? Perché l'articolo 1 è scritto talmente male che non si capisce niente, e lei giustamente lo ha ammesso, ma è difficile da chi oggi lo sta discutendo in prima persona, è stato difficile da parte della Commissione, lo ha ammesso anche lei che è stato terribile riuscire ad entrare nel merito di ogni singola posta di bilancio e capire la variazione su quale capitolo stava avvenendo, immagini e immaginate, colleghi, cosa sarà nel momento in cui dovrà essere applicata la norma, chi dovrà leggere questo articolato, e dovrà fare, così come sempre, una serie di rimandi agli articoli di legge precedenti senza avere chiarezza esattamente di quello che si sta facendo. Lo dirò nell'emendamento dove chiederemo la soppressione dell'articolo 1, e proveremo a spiegare, così come da anni abbiamo tentato di fare all'interno di quest'aula, come deve essere scritto un articolo e un comma in un italiano semplice che può essere capito da tutti, ma soprattutto da chi deve applicare la legge.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Per dichiarazione di voto, per esprimere il voto favorevole alla soppressione dell'articolo 1 di questo benedetto omnibus. Troppe analogie con il testo referendario, perché è vero che il testo referendario ci porta fuori strada e ci pone domande esattamente contrarie a quelle del reale obiettivo, qui con l'articolo 1, in realtà, siamo più o meno nella stessa condizione, è un articolo 1 che richiama in continuazione articoli di legge presenti, passati e futuri, e diventa un articolo inadeguato, è un articolo inapplicabile, ed è preoccupante, preoccupante perché, essendo un articolo 1 che va ad investire una serie di settori, una serie di Assessorati, quindi le parti in causa, i portatori di interesse sono tantissimi, scritto così è indubbiamente inapplicabile. Quindi, il suggerimento di sopprimerlo ha esattamente questo obiettivo, non ha l'obiettivo di non voler fare una variazione di bilancio, certo che va fatta, però è anche vero che a questo punto, visto che abbiamo tempo, visto che dobbiamo riscriverlo, ci prendiamo tre giorni, una settimana, due settimane, però questo articolo va in qualche modo reso comprensibile soprattutto per gli Uffici, soprattutto per i funzionari, soprattutto per gli Assessorati che dovranno poi applicarlo. È chiaro che ci rendiamo conto che siamo ormai fuori tempo massimo, però questo non ci deve scoraggiare, Assessore, abbiamo il tempo anche per rimediare, se serve lo riportiamo in Commissione. Potremmo far slittare il tutto magari al 15 di dicembre, è chiaro che questo porterà dei danni alle amministrazioni comunali, porterà dei danni ai portatori di interesse, però per vostra scelta, per vostra strategia, siamo arrivati solo stamattina. Ieri è stata una bellissima giornata, quella bellissima giornata l'avremmo potuta utilizzare per introdurre questo argomento così complicato e spigoloso, che però è di grande interesse, perché non dimentichiamo, Assessore, che noi abbiamo l'interesse a risolvere, ad approvare una variazione di bilancio. È chiaro che vogliamo che sia poi funzionale, è chiaro che vogliamo che questo bilancio poi, nei fatti, sia reso applicabile. Quindi, per questo motivo, io chiedo ai colleghi anche della maggioranza di esprimere un voto favorevole per la soppressione dell'articolo 1. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Truzzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Per esprimere ovviamente il mio voto favorevole all'emendamento soppressivo dell'articolo 1, e non potrebbe essere del resto altrimenti, dopo quello che abbiamo detto nell'arco di questa giornata sul disegno di legge di variazione di bilancio, e anche per dire che è concepibile, comprensibile la richiesta dell'Assessore e le osservazioni che faceva sulla necessità di approvare con tempestività questo emendamento, però è una richiesta, diciamo che non è la prima volta che succede, Assessore, che arriviamo in Aula e ci si chieda di lavorare con tempi rapidi perché ci sono emergenze e necessità che riguardano sacchi importanti della nostra società. E però facciamo sempre lo stesso errore, se si arriva all'ultimo giorno, se avete la presunzione di poter fare da soli e di essere autosufficienti, e ci presentate delle proposte e le dobbiamo ingoiare senza la possibilità di alcuna condivisione e senza la possibilità di alcun ragionamento nel merito, è poi difficile accettare che si venga al momento finale a chiedere una nostra condivisione. E ancor di più è difficile accettarlo in una situazione come quella che abbiamo vissuto nell'ultimo periodo. Qualcuno ricordava stamattina che per 20 giorni, quasi un mese, questo Consiglio non si è riunito, non si è riunito sicuramente non per mancanza di volontà da parte delle forze di opposizione, ma non si è riunito perché ci sono delle evidenti difficoltà all'interno della maggioranza che non riesce a mettersi d'accordo sulla composizione delle questioni relative al rimpasto, della composizione nuova delle Commissioni, delle Presidenze, tutto quello che abbiamo visto sui giornali, e poi cercate di scaricare la responsabilità sull'opposizione nel momento in cui si deve approvare velocemente un provvedimento che interessa i cittadini sardi. Beh, forse era il caso magari di pensarci prima, di ragionarci prima, di lasciare da parte un po' le questioni personali, le botteghe, diciamo le faide interne e i vostri litigi e pensare a quelle che erano invece le esigenze di tutta la società, individuando, anche in un rapporto corretto con l'opposizione, la strada per garantire un'approvazione in tempi rapidi, che potesse contemperare le esigenze di tutti e potesse portare quindi a un confronto più sereno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Crisponi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Il dibattito ha avuto fortunatamente anche la possibilità di alcuni accenni senza infingimento alcuno, senza sotterfugi, ha avuto la possibilità di sentire, direttamente dalle parole dell'Assessore Paci, che ha raccontato con schiettezza e sincerità una situazione reale che è ben conosciuta all'Aula, ed è anche giusto, perché questa non è un'Aula dove si può giocare ai sotterfugi, è bene dire le cose come stanno, con chiarezza, anche con le assunzioni di responsabilità. E bene hanno fatto anche qui colleghi della maggioranza che hanno posto gli accenti più importanti su questioni davvero di rilievo all'interno di questa variazione di bilancio; due: il problema dell'IPAB di Ploaghe e il problema dell'elisoccorso. Ecco perché io credo che dalle loro parole si possa attingere anche quella esperienza verbale che è stata portata in più di un'occasione dai colleghi della minoranza, che sono soventi intervenuti durante la giornata. Quindi il mio voto va certamente a favore di un emendamento di questo tipo, che è soppressivo proprio di un articolo che custodisce al suo interno l'ineffabile comma che riguarda proprio questa vergogna dell'elisoccorso. Ritorno ancora una volta per ricordare proprio ai colleghi che ne hanno avuto modo di parlare, che l'elisoccorso quest'anno in Sardegna ha previsto 220 interventi dell'eliambulanza. Assessore Paci, 134 sono stati organizzati per interventi di primo soccorso sul territorio che vale il Nord della Sardegna, quindi Sassari, Alghero e Olbia, e 54 interventi sono valsi su un territorio della provincia di Nuoro, solamente 15 sono stati gli interventi dell'eliambulanza nel territorio cagliaritano. Ancora una volta mi domando quale è il criterio che ha portato a fare queste scelte, quando è evidente che le motivazioni per le quali interviene un'eliambulanza sono dettate non solo dalla capillarità e dalla organizzazione ospedaliera, ma anche da una rete di area funzionale, che consente l'intervento dei vari organi e mezzi del 118, e invece si trascurano quei luoghi che guarda caso sono lontani non solo dalle vie di comunicazione, ma anche da qualità ospedaliera e soprattutto da una diffusa in rete di primaria assistenza, e soprattutto, nella fattispecie, dal pronto soccorso. E allora è inevitabile assicurare il mio voto personale ad un emendamento che va a cancellare…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Grazie, Presidente. Mah! "Chi va con lo zoppo impara zoppicare", mi sa tanto che, assessore Paci, con questo articolo 1 abbiamo voluto imitare, anzi, avete voluto imitare chi propone la riforma costituzionale come l'articolo 70, così lungo e ingarbugliato, così chissà che magari è di difficile comprensione. Ha ragione, è difficile, però non per tutti, c'è anche chi si impegna, magari un po' può studiare e riesce a leggere fra le righe. Tuttavia le difficoltà tecniche di applicazione del 118, e soprattutto dei nuovi principi del bilancio, le comprendiamo e le diamo atto di aver ammesso onestamente queste difficoltà, però lei capisce bene che noi non potremmo mai essere a favore di chi indebita la Regione, di chi indebita i sardi, tra l'altro, appunto, aumentando le imposte e le tasse e andando a contrarre dei mutui. Ne avete fatto uno da 700 milioni, in programma ce n'è un altro da 500 milioni, e crediamo che sia ovviamente una politica contrapposta a chi dice invece di avere una cassa consistente e di aver avuto dal Governo il via libera per maggiori entrate. Quindi noi non possiamo ovviamente stare neanche al fianco di chi nasconde, non palesa apertamente comportamenti scorretti, l'esempio dell'RC auto è chiaro, è un comportamento sleale, ma di quale leale collaborazione si parla con questo Stato e con questo Governo? Mi pare che non possiamo assolutamente accettare atteggiamenti di questo genere. Ancora atteggiamenti che ci sono quando si vanno ad accertare le entrate, e come abbiamo detto stamattina e esattamente ha confermato il collega Locci, si parla ancora di dover ricevere quasi 3 miliardi di cassa, cioè soldi, assessore Paci, che io qui vengo assolutamente a suo supporto perché ovviamente mancando la disponibilità finanziaria capisco le difficoltà che ci possono essere, e quindi ecco perché abbiamo fuori dai Palazzi la gente che si lamenta, che non ha ancora ricevuto un euro di contributo di pensione come abbiamo già detto; è ovvio, non abbiamo le risorse. Quindi, quando ce le vuole dare il Governo? Adesso a dicembre? Già questo provvedimento arriva profondamente in ritardo, per di più se dobbiamo anche attendere le risorse, ma quando le potremo mai spendere, Assessore? In questo, guardi, ha la nostra comprensione, non di certo il nostro sostegno. Quindi noi votiamo sì, ovviamente, alla soppressione di questo articolo, perché non possiamo sostenere ancora…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Annuncio il voto favorevole ai tre emendamenti, e devo dire che comunque, dopo l'intervento dell'assessore Paci, mi sembra che ci sia una svolta nella Giunta regionale, una svolta positiva, una svolta politica, una svolta che va a vantaggio di un dialogo franco fra Consiglio e Giunta, e credo che questo sia un qualcosa che vada bene e che rispetto al passato, rispetto a quello che abbiamo visto per esempio durante l'approvazione della legge sulla riforma degli enti locali, o durante la riforma delle ASL, dove dei diktat tipo: "O si approva, o io mi dimetto", credo che non abbiano fatto bene al dialogo. Il suo intervento, la sua posizione, che condivido, voglio esprimerle le congratulazioni per il tipo di intervento che ha fatto, poi nel merito - come giustamente lei ha osservato - ci sono delle differenze, ci sono delle posizioni che chiaramente ognuno cerca di portare avanti, però credo che sia una posizione condivisibile, la notifichi anche al presidente Pigliaru affinché questa cosa prosegua poi. Credo che la risposta, non è stata la risposta ma l'intervento del presidente Floris abbia in qualche maniera dato un contributo affinché questo dialogo sia maggiormente proficuo per tutti. Non esiste una maggioranza e una minoranza che rompe le scatole, esiste un Consiglio regionale dove ci sono diversi ruoli e c'è una Giunta regionale che dialoga con tutto il Consiglio regionale. Ecco, di questo lei dovrebbe farsi garante e che la Giunta e ogni Assessore dovrebbe farsi garante, il dialogo è con tutto il Consiglio regionale perché nessuno di noi qua, né maggioranza né minoranza rappresenta qualcosa che non appartenga al popolo sardo, che non appartenga ad altri e non a sé stesso e tutti quanti hanno pari dignità e devono avere le stesse opportunità. Quindi credo e mi auguro che questo possa in qualche maniera essere foriero di buoni rapporti per questo e per gli altri provvedimenti che ci troviamo ad affrontare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Edoardo Tocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TOCCO EDOARDO (FI). Presidente, assessore Paci io continuo ad ammirarla perché lei oggi è l'agnello sacrificale e si è addossato le colpe di tutta la Giunta. Con l'appello che ha fatto veramente io credo che tutti quanti i suoi colleghi Assessori dovrebbero farsi portatori di qualche responsabilità come quello che ha fatto lei. Io poc'anzi ho appreso una notizia, ma glielo dico perché probabilmente siamo un po' fuori dalle righe, il Ministero dei beni culturali e le Regioni Sardegna, Campania e Liguria sono stati a Caprera (sto dicendo una bugia o è vero?), sono stati a Caprera perché hanno stipulato il contratto di sviluppo per i Beni culturali e turismo nelle isole italiane nel Mediterraneo, quindi c'era a rappresentare la Giunta Cristiano Erriu che ovviamente ha detto la sua e poi le conclusioni sono state fatte dal ministro Franceschini che dice: "Vogliamo creare una programmazione integrata tra i comuni delle isole minori, le Regioni e lo Stato su cultura e turismo. Puntiamo a trasformare l'insularità da condizione di debolezza a punto di forza". Io mi auguro, non vedo Zanchetta, che sia lì a La Maddalena con loro e gli abbia fatto fare una passeggiata e gli abbia fatto capire cosa c'è a La Maddalena. Il problema dei trasporti io spero che l'abbia intercettato il ministro Franceschini, perché il problema dei trasporti e traghetti è un problema drammatico e mi auguro anche che in questo programma ci sia anche l'isolotto di Carloforte perché anche questa è un'isola minore che ha altrettanti problemi, prima c'era l'Assessore dei trasporti, adesso non c'è, ma non fa niente, glielo riferirete voi. Ma a La Maddalena il ministro Franceschini che rappresenta il Governo è andato a vedere, a toccare con mano la problematica dell'ospedale Merlo de La Maddalena visto che è lì una volta una tantum? Vogliamo trasformare l'insularità da debolezza a punto di forza. Allora io voglio sapere tutte queste cose, visto che voi avete ovviamente un contatto diretto col Governo, le avete poste a questo Governo? Avete battuto i pugni veramente affinché questa Sardegna, e non solo le isole minori, la cui insularità venga trasformata veramente da punto di debolezza a punto di forza? Io credo che questo sia uno dei programmi che dovete portare avanti, Assessore. Io credo che questo sia veramente il punto di forza di questa Giunta, quindi lei si sta addossando delle colpe ma le colpe, glielo consiglio, le divida con tutti gli altri dodici Assessori.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Presidente, volevo dire all'assessore Paci che ho apprezzato la disponibilità con cui ha posto il problema di voler accelerare i lavori, ma mi pare che la sua maggioranza non sia molto d'accordo, per intuizione. Le assicuro che se si vuole tirare noi tireremo sino in fondo e le preannuncio che farò anche qualche ricorso per iscritto perché ci sono cose che non vanno bene, come di allegati che mancano. Se vogliamo giocare forte sappiamo come giocare, poi vediamo che fine fa questa proposta di legge. Se invece si pensa di voler trovare soluzioni, noi le diciamo che forse è opportuno tornare in Commissione e sedersi con molta calma a discutere e a chiudere tutti gli argomenti anche perché non ho visto neanche l'attenzione verso l'onorevole di Nuoro che ha proposto a inizio di seduta la disponibilità a ricercare soluzioni più adeguate per le famiglie numerose. Non ha trovato lo schiaffo di un'accoglienza l'onorevole Forma... onorevola va benissimo, anche se l'Accademia della crusca non è d'accordo. Però vorrei che chi pensa di poter girare le cose come vuole sappia quello a cui va incontro, credo che sia opportuno capirlo. Il mio voto è certamente contrario per una cosa raffazzonata che è l'articolo 1, priva di identità e priva di ogni sensibilità nei confronti del popolo sardo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Randazzo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RANDAZZO ALBERTO (FI). Presidente, solo per fare i complimenti alla maggioranza del Governo nazionale rispetto a quello regionale che ci ha anticipato i tempi. Non serve più il mio intervento sulla pubblica istruzione perché il ministro Madia alle 19 e 24 ha approvato un nuovo (...) per i dipendenti pubblici chiedendo alla Regione di anticipare i soldi ma stanziando ben 850 milioni per il rinnovo contrattuale. Quindi do per certo che la Giunta i 15 milioni di accantonamento li tolga, assieme agli altri soldi per Forestas, perché riguarda tutto il comparto pubblico, tutte le categorie sono comprese nel decreto firmato dal Ministro con Cgil-Cisl-Uil alle 19 e 24 pubblicato adesso. Poi entreremo nel merito dei commenti che ha scritto la popolazione. Su questo ringrazio il Governo che ha ascoltato quelle che erano le istanze sulle Regioni, sicuramente nella manovra di assestamento di correzione alla finanziaria.

Perché votare no, ma votare no all'articolo e quindi sì all'emendamento numero 1 uguale al 112? Perché ci siamo spiegati abbastanza bene, noi non abbiamo niente contro l'assessore Paci, anzi lodiamo l'operato, il problema che giustifica anche lui l'ingiustificabile. Quando noi chiediamo il finanziamento e leggi di settore per entrare con quelle voci che fuori o qualche collega al di fuori nei corridoi parla di "marchette", ne abbiamo citato un paio, io non sto a elencarle tutte perché le conosce meglio di me, quando le dico che l'articolo 1 è entrato con 27 commi ed esce con 52 senza considerare poi l'eventualità della maggioranza che verranno approvati, evidentemente c'è stata una piccola correzione di quello che è il testo da voi proposto. Giustificare finanziamenti che abbiamo chiesto spiegazioni, infatti non mi rivolgo più alla Giunta per avere i dati ma mi rivolgo ai colleghi della maggioranza che sicuramente hanno dati in più di noi. Io do per certo che la Giunta ce li ha, ma visto che non ce li trasmette in quest'Aula giustificare somme tipo 3.740.000 senza chiedere e dire da dove vengono presi i soldi, mi dicono i colleghi: "Tranquilli, li prendiamo da fondi determinati dalle IPAB" mi ha detto qualche collega di maggioranza. Io vorrei capire a cosa servono i soldi che stiamo mettendo perché il 31 dicembre, a meno che la ragioneria, assessore Paci, si impegni a tenerla aperta fino al 31 dicembre, perché le somme che stiamo mettendo adesso se non sono impegnate e penso la maggior parte di quei nomi che vedo siccome devono essere assegnati direttamente, non riescono a trovare conforto almeno in quest'annualità o servono fondi in perenzione oppure finanziamo ciò che è domani spendibile. Se dobbiamo riaprire leggi di settore per finanziare settori, disponibili come ha detto prima l'Assessore di competenza all'industria, però non troviamo scorciatoie per piccole operazioni singole. Noi dobbiamo tutelare tutte le categorie, ci hanno detto per tutelare il settore nella sua interezza, non piccoli settori. Prima le ho parlato di un'ambulanza che è un settore che tocca la sanità, come tocca l'ambiente visto che l'acquisto da parte della protezione civile e vorrei capire quando le chiedo dove sono quei mezzi che servono per collegare le isole minori e mi spiace che non ci sia Zanchetta e non vedo i colleghi della Gallura che sono…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Questo primo comma è talmente tecnico che davvero pone problemi di non facile lettura. Io mi chiedo intanto perché questa modifica e dunque questo adattamento alle disposizioni della legge di stabilità del 2016 intervengono nonostante il comma 10 che si intende sostituire sia stato approvato nell'aprile del 2016, la legge di stabilità è stata approvata il 28 dicembre e dunque non si capisce perché si senta oggi l'esigenza di apportare questa modifica.

Una modifica tra l'altro che non capisco perché si richiamino addirittura tre commi dell'articolo 1 della legge di stabilità, tenuto conto che il comma 693 fa per esempio riferimento alla quota del fondo eccedente il disavanzo al 31 dicembre 2014 che dovrebbe essere utilizzata secondo le modalità previste dall'articolo 2 del decreto legge numero 78 del 2015. Ma è una previsione questa dettata, se non leggo male, in relazione al bilancio nazionale, non riesco a capire perché si è richiamato di questo articolo 1 commi che a mio avviso, salvo che non ne faccia una lettura troppo frettolosa, non hanno alcuna attinenza con la problematica che si coglie dalla spiegazione che è contenuta anche nella relazione allegata al disegno di legge. Quindi non vorrei che come al solito nel tecnicismo ci si perda però sempre in questa vocazione al richiamo di articoli e di commi che come in questo caso possono anche non azzeccarci nulla, mi si consenta l'espressione…

Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 1, 112, 208 uguali.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione gli emendamenti numero 5 e 209, uguali.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Presidente, siccome sono le ore 20 e 29 e come di norma noi i lavori li chiudiamo a quest'ora non avendo programmato in maniera differente, cosa che usualmente si fa o la mattina o il giorno prima o comunque non certo nell'immediatezza, quindi direi che mi pare che essendo l'orario quello canonico, poi valuti lei se ci sono esigenze difformi, ma ritengo che almeno una Conferenza dei Capigruppo possa eventualmente meglio regolamentare la prosecuzione eventuale.

PRESIDENTE. Concordo. Convoco la Conferenza dei Capigruppo.

(La seduta, sospesa alle ore 20 e 30, viene ripresa alle ore 20 e 54.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. La seduta è sospesa sino alle ore 21 e 45.

(La seduta, sospesa alle ore 20 e 55, viene ripresa alle ore 22 e 01.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Comunico che il consigliere Stefano Tunis è rientrato dal congedo.

Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Per dichiarare il voto favorevole all'emendamento, in particolare perché in buona sostanza noi dobbiamo ripercorrere ancora una volta la questione del sostanziale assestamento di bilancio che ci troviamo ad approvare oggi nonostante questo Consiglio regionale non abbia ancora approvato il conto consuntivo 2015, non vi è ancora la relazione di parifica della Corte dei conti e siamo qui invece a discutere di una proposta di legge che ha nel suo corpo e nella sua rubrica un falso, cioè ci viene raccontato che queste sono semplici variazioni di bilancio, ma in realtà questo è un vero e proprio assestamento. Un assestamento che secondo il nostro punto di vista non ha tenuto conto delle reali esigenze delle politiche regionali e mi riferisco in particolare alle questioni legate per esempio ai beni culturali e alle sue emergenze, alle questioni legate ancora alle famiglie numerose i cui i contributi evidentemente non hanno trovato albergo in questo documento finanziario. E quindi è chiaro che questa è un'operazione di bilancio che non guarda evidentemente alle reali necessità come diceva l'assessore Paci, quindi evidentemente le cose di cui ho parlato adesso non sono le cose importanti o non sono ritenute importanti rispetto invece alle risorse da mettere per la Confindustria, per i debiti fuori bilancio di cui alcuni non sono neanche precisamente spiegati, non sono accompagnati da nessuna relazione. Quindi ci pare che esistano tutta una serie di considerazioni che possono essere poste e che ci spingono a dire no a queste variazioni, a questo assestamento sostanziale perché non è stata minimamente presa in considerazione la reale situazione dell'economia sarda. Tanti colleghi prima di me, non solo nelle opposizioni, hanno messo in rilievo questo aspetto, ma non c'è neppure all'orizzonte un'ipotesi che la Giunta presenti a breve un assestamento vero per completare l'anno finanziario, e quindi è difficile come dire sottrarci al dibattito per portare le nostre ragioni…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Presidente, il mio voto sarà favorevole rispetto a questo emendamento, ma io sono dell'avviso che il comma 1 è un comma che preso singolarmente potrebbe anche avere un senso, potrebbe anche avere il nostro riscontro positivo. Il problema è che questo comma si lega in modo indissolubile a tutti gli altri commi, ed ecco che va a costruire una sorta di sarchiapone, un mostro giuridico, una variazione che non è una variazione, una variazione che è un assestamento, che è una manovra di bilancio, che avrebbe richiesto quel voto per il passaggio agli articoli, il voto individuale che noi abbiamo chiesto, il voto espresso, e così non è stato. E quindi, collegato a tutti gli altri commi, ci dà la dimensione di una norma che non ha assolutamente la dignità di entrare nel nostro ordinamento. Ne stavamo parlando poc'anzi dei problemi che riguardano la sanità, ma io vorrei ricordare anche le questioni che riguardano l'edilizia. Ci siamo dimenticati di quello che sta per accadere in relazione al termine della scadenza della legge edilizia. Bisogna poi ricollegarlo al comma che prevede delle norme, dei contenuti normativi per i consorzi di bonifica che io ritengo oggi del tutto inutili, anche se non si possono assolutamente espungere dall'ordinamento regionale in quanto c'è la competenza dello Stato. C'è comunque un progetto di legge di alcuni senatori che va in questa direzione. E avrei ritenuto però quanto meno che o nella norma che abbiamo approvato ieri, o nella norma che stiamo approvando oggi che ci fosse la possibilità di mettere mano in modo strutturale per modificare le leggi del 2006 e del 2008 che comunque pochi aspetti positivi, pochi elementi positivi hanno portato ai consorzi. Oggi soffrono i consorziati perché vedono che i contributi continuano a crescere, perché sono stati defraudati della possibilità di gestire i bacini, perché il costo dell'acqua cresce tutti giorni. Dell'IBAP abbiamo già parlato, assieme al collega Desini abbiamo puntato il dito contro l'assessore Arru…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Truzzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Presidente, per esprimere ovviamente il parere favorevole all'emendamento soppressivo del comma 1 dell'articolo 1, ma anche per ritornare su alcuni ragionamenti che abbiamo fatto questa mattina e questa sera, anche perché nella pausa diciamo che c'è servita per trovare in qualche modo ristoro e recuperare un po' di energie mi è casualmente ritornata tra i documenti la relazione che era stata presentata al bilancio di previsione. E la cosa particolare, sempre in tema di vertenza entrate, è che lì si scriveva che ci sarebbe stata la certezza delle entrate da parte delle compartecipazioni, abbiamo visto, lo abbiamo dichiarato più volte, il sottoscritto, la collega Zedda, lo stesso collega Locci, che in realtà a fronte di 8 miliardi di entrate, una cifra pari a circa 8 miliardi, oggi la ragioneria dello Stato ha versato la metà, 4 miliardi - 4 miliardi e mezzo. Quindi il primo dato che salta all'occhio è questa certezza di entrate non c'è. Ma poi l'altra cosa lo stesso interessante è che si garantiva il pagamento di 600 milioni di arretrati nei prossimi quattro anni, oltre ai 300 milioni già versati per il 2015. E anche su questo ci sarebbe da dire, perché mentre noi ci accontentiamo in qualche modo di questi 900 milioni, ricordo che la Val d'Aosta che ha gli stessi motivi sostanzialmente ha avuto con questa finanziaria riconosciuti non solo il ristorno dei soldi degli anni precedenti, si parla di circa 450 milioni, ma anche la garanzia che non parteciperà più agli accantonamenti che, come ho detto questa mattina e anche nel pomeriggio, per noi avrebbero significato solo per questi due anni, cioè 2016 e 2017 oltre 1.300.000.000. È chiaro quindi che tutto il ragionamento che abbiamo più volte fatto sulla vertenza entrate è un ragionamento che oggi per la Sardegna è assolutamente deficitario in virtù di quegli accordi che avete sottoscritto e che hanno fatto sì in qualche modo che noi ci accontentassimo delle briciole che ci riconosceva il Governo, e rinunciassimo alla prosecuzione e a portar avanti non solo i ricorsi già impostati, ma anche in qualche modo a farne nuovi, a parte quelli che ha citato oggi l'Assessore. Altra cosa abbastanza interessante, sempre in questa relazione che trovo, è che…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Presidente, pregiudizialmente le chiedo, avendo dichiarato in Aula l'Assessore Paci che non c'è relazione ex articolo 73, se vi sono stati allegati al disegno di legge le relazioni dei revisori contabili degli enti che hanno creato passività. E se vi sono stati allegati come mai non sono stati depositati anche per la minoranza. E se per caso c'è stato un errore nel deposito della minoranza di averli adesso in discussione preliminare, perché altrimenti ritengo che sia inficiata la discussione attorno a questo disegno di legge.

PRESIDENTE. Io non sono a conoscenza degli allegati al provvedimento di legge. È arrivato in Aula dopo un passaggio consiliare, dopo un passaggio in Commissione, dove sono stati verificati. Allora non c'erano!

Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Ma io credo che le cose che sono state dette vadano chiarite subito una volte per tutte, così ci leviamo il pensiero, di modo che se gli allegati devono essere portati devono essere portati, se gli uffici confermano che invece è tutto in regola ci dicano dove sono così ce li possiamo leggere anche noi. Per quanto riguarda gli emendamenti sicuramente è un voto favorevole all'abrogazione di questo comma 1, che pur se nella sua particolarità rappresenta un comma intero che potrebbe finire qui la legge, sicuramente nell'insieme del provvedimento credo che rappresenti comunque come le altre cose un qualcosa di disordinato e di scoordinato. L'ultima osservazione la faccio sul fatto che la gente potrebbe chiederci perché siamo qui alle 22 e 14 a discutere di un provvedimento, e questo provvedimento ha un'importanza tale per cui è necessario che si vada ad oltranza, e possiamo dire che sicuramente è importante, non è sicuramente qualcosa che potrà domani mattina rendere la vita più facile a nessuno in Sardegna, se non dimostrare che la maggioranza a volte le regole le applica pedissequamente e altre volte, come nel caso del rinnovo delle Commissioni, vengono completamente disattese. Quindi confermo il voto favorevole per i due emendamenti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Presidente, per comunicare il voto favorevole all'emendamento soppressivo e per evidenziare che l'arroganza della maggioranza ci tiene qui a discutere con forza, ma stimolati ancora di più sul disegno di legge numero 382. L'articolo 1, al comma 1, in realtà è frutto delle scelte sbagliate dettate dalle regole del bilancio armonizzato, noi abbiamo scelto come Sardegna di essere tra i primi a voler sperimentare questo bilancio, in realtà questo articolo rappresenta degnamente queste difficoltà e questo bilancio armonizzato ha creato non pochi problemi, soprattutto ai comuni, i comuni che con i loro sindaci qualche settimana fa erano qui a manifestare, a manifestare il disappunto e le difficoltà di una Regione sorda, di una Regione distante, di una Regione che non vive i problemi del quotidiano, quel che dispiace è che all'interno di questo Consiglio regionale sono presenti diversi sindaci, diversi amministratori, quindi mi viene difficile capire, con quale logica, con quale ragionamento sono qui a rappresentare soprattutto quali comunità. La Regione Sardegna, e la maggioranza guidata dal presidente Pigliaru, invece di venire incontro alle esigenze dei comuni non fa altro, con questo tipo di applicazione, creare ulteriori difficoltà soprattutto ai comuni più piccoli, i comuni che non possono spendere, i comuni che hanno i loro bilanci bloccati. Noi dovremo anche con questo testo, con questa variazione di bilancio, cercare di rendere più semplice la vita delle nostre comunità, dovremmo cercare di facilitare, con l'erogazione anche dei contributi previsti dalla legge stessa, invece mi sembra di capire che un atteggiamento non democratico, un atteggiamento non di apertura, sicuramente non favorisce questo tipo di operazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS (FI). Voteremo no, voteremo no al primo comma dell'articolo 1, perché mi volete far dire sì all'emendamento? In questo periodo usiamo il no che sicuramente è molto più significativo, voteremo no perché, come hanno già detto i colleghi che mi hanno preceduto, il comma 1 rappresenta la chiave di lettura di queste che vengono chiamate disposizioni finanziarie e che disposizioni finanziarie però non sono, sono alcune disposizioni finanziarie, altre non sono disposizioni finanziarie e qui è ancora, io torno sul primo aspetto Presidente, qui si sta facendo una violazione sistematica delle norme elementari e su questa questione Presidente o ci intendiamo e lei rispetta e fa rispettare il Regolamento, e fa rispettare le leggi della Regione Sardegna, anche quella approvata, cosiddetta sulla semplificazione, perché qua di posizioni finanziarie ne possiamo individuare alcune, altre non sono disposizioni finanziarie! Quindi quando si riceve un testo di questa natura lo si deve rispedire al mittente con invito a fare gli articoli e a scorporare dal contesto di quest'articolo 1 le disposizioni che non sono finanziarie perché le rubriche degli articoli così non funzionano, non funziona né sul piano della corretta tecnica legislativa, né degli argomenti che dobbiamo assolutamente, come in questo caso, affrontare. Allora, è una questione, voi la prenderete a ridere, penserete che è l'opposizione che non ha argomenti? No! È una questione di metodo, di forma, ma è anche una questione di sostanza, e siccome qua sta diventando tutto un minestrone le regole che sono calpestate, il Regolamento che è fatto cartastraccia, interpretato ad uso e consumo di una maggioranza, noi Presidente non ci stiamo! Sia chiaro! Perché non è possibile portare in aula un testo come questo senza alcuni allegati che sono indispensabili! Chi pensa che la notturna ci addormenti, o qualcuno pensa che possa costituire motivo per stancare l'opposizione si sbaglia, perché noi andremo avanti ad oltranza e vedremo chi ha più fiato, ma non rinunceremo al nostro diritto…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Edoardo Tocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TOCCO EDOARDO (FI). Grazie Presidente, vede io come ho apprezzato prima l'intervento dell'assessore Paci, di apertura nei confronti dell'opposizione, non riesco a vedere assolutamente nessun tipo di apertura da parte dei colleghi della maggioranza, c'è veramente un assoluto silenzio assordante, su quello che è stato detto prima, non capisco neanche perché non ci sia stato da parte di nessuno un minimo di accenno per una discussione su un argomento così importante, vista la fretta, vista la pressione, questo dimostra non solo una inadeguatezza di questa manovra in questo momento, ma dimostra anche veramente un modo… potrei usare una terminologia che non è adatta a quest'aula, ora non è per niente fattibile una situazione di questo genere, trovo veramente che sia così incredibile che un argomento di questo tipo ci porti a discutere durante la notte senza poter avere un incontro di nessun tipo tra le parti, questo credo lasci veramente a desiderare. Dimostra anche tutte le carenze di argomentazioni, io potrei continuare a parlare di sanità perché magari mi interessa però a questo punto divento veramente pesante, ma parlo anche dei problemi che ci sono veramente all'interno dei territori, di tutti i tipi, parlo dei trasporti, le campagne che hanno difficoltà, l'agricoltura, probabilmente anche l'ambiente, abbiamo tante piccole difficoltà, quindi manca proprio una strategia, manca una programmazione, manca la comprensione a portare avanti uno sviluppo, non c'è assolutamente nessun tipo di voglia, di volontà politica forse in questo momento Assessore, quindi lei probabilmente si è messo una mano nella coscienza ed è anche riuscito ad entrare nella parte, però lei rappresenta l'Esecutivo giustamente ma qui si tratta di parlare di un intero Consiglio, qui siamo in tanti e c'è anche una parte del Consiglio che è stata quella parte che potrebbe essere allo stesso modo, come ha fatto lei, allo stesso modo una presa di coscienza da parte dei colleghi e forse anche un'apertura nei confronti dell'opposizione che nel bene e nel male sta in quest'aula e sta condividendo anche un dibattito a tarda notte.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dall'emendamento numero 5 uguale al 209.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 210.

Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Anche questo emendamento riceverà il mio voto favorevole per i medesimi motivi per cui i precedenti emendamenti hanno avuto il voto favorevole, vedete, non è questo un articolo che se espunto dal contesto in cui si inserisce, un contesto pasticciato, non è un articolo che dovrebbe avere la nostra censura perché comunque si inserisce nel processo di riforma di tutti gli ordinamenti contabili pubblici di cui abbiamo parlato, i bilanci delle amministrazioni pubbliche devono essere omogenei, devono essere confrontabili e aggregabili, questo per consentire un migliore controllo dei conti pubblici, fino ad oggi sicuramente i conti pubblici non hanno avuto la possibilità di essere controllati così come la novella legislativa consente. È vero che comunque ci sono delle difficoltà applicative, l'armonizzazione è un complesso di attività dell'amministrazione che necessariamente deve impegnarsi per stare al passo con i tempi, stare al passo con i tecnicismi dell'armonizzazione però nel momento in cui avremo imparato a utilizzare queste norme, questi strumenti normativi novelli sicuramente ci saranno dei fortissimi benefici. Però il problema ripeto, non è questo articolo 1, questo comma 1 anzi il problema è l'articolo 1 nel suo complesso, questi 43 comuni pasticciati che non costituiscono variazione ma ben altra cosa, qualche collega lo definiva un sarchiapone, anche se non dovessimo definirlo un sarchiapone lo definiamo un pasticcione, è proprio un pasticcio, è una cozzaglia di disposizioni che vanno a incidere su elementi, su attività, su tematiche differenti senza un minimo di armonizzazione. Ecco avremmo gradito anche qui un armonizzazione, un minimo di armonizzazione, un minimo di raziocinio inserito nel disegno di questa variazione, di questo assestamento di bilancio, così non è stato, la fretta è stata cattiva consigliera evidentemente Assessore. Lei ha ammesso di aver fatto degli errori molto importanti nella stesura di questo testo e nel portare qui in Aula questo testo, noi ne abbiamo preso atto, abbiamo apprezzato la sua onestà intellettuale ciò non toglie però che il testo rimane pasticciato, rimane errato, è stato portato in aula con grande ritardo, Assessore, quindi le sue giustificazioni, le sue oneste confessioni sicuramente non migliorano il quadro di questo sarchiapone, come diceva il collega…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Truzzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Grazie Presidente, per esprimere, dichiarare ovviamente il mio voto favorevole a questo emendamento nella distrazione dell'Aula che in alcuni casi sembra più interessata alla partita del Cagliari che non alla discussione sui temi e per continuare quello che stavo dicendo nel precedente intervento che non sono riuscito a concludere. Sempre ritornando alla relazione ci sono alcune cose che hanno suscitato il mio interesse; perché sempre in materia di programmazione, di previsioni che si facevano all'inizio dell'anno quindi non certo molto tempo fa ma qualche mese fa c'era la forte convinzione che ci sarebbe stato un forte impulso ed un'accelerazione alla spesa dei fondi europei sin dall'inizio del nuovo ciclo di programmazione. E questa è una tiritera che ormai si protrae, che si porta avanti e che portate avanti da circa tre anni, perché come abbiamo detto più volte ormai i fondi comunitari sono diventati lo strumento attraverso il quale si vorrebbe, avremmo la convinzione, qualcuno avrebbe la convinzione, di poter assicurare lo sviluppo e la capacità di crescita dell'Isola e nella realtà dei fatti poi se andiamo a vedere la quantità di risorse che in questi anni siamo riusciti a spendere, il bottino è assolutamente magro, anzi direi magrissimo. Lo abbiamo detto anche più volte nell'arco della giornata, ci sono alcuni campi nei quali non solo si spende poco ma addirittura non si spende niente. Dovremmo essere in un momento di rivisitazione, di analisi di quello che siamo riusciti a fare, di quello che ha funzionato bene invece a quasi tre anni dall'inizio del ciclo di programmazione 2014-2020 il risultato è che per esempio non in materia di agricoltura come dicevo prima col PSR non abbiamo spesso nemmeno una lira e non si saprà nemmeno quando la spenderemo perché ancora una volta il bando è bloccato, come era facilmente prevedibile e immaginabile visto che la stesura del bando iniziale presentava più di 90 errori di ortografia e di sintassi e quindi non si poteva certo pensare che grazie a quel bando si potesse dare risposta concreta ai temi dell'agricoltura, di agricoltori e nemmeno si potessero mettere in moto tutte quelle…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Luigi Rubiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Grazie Presidente, per esprimere il voto favorevole all'emendamento e per ricordare che l'articolo 1 e il comma 1 in realtà è figlio del superamento del patto di stabilità e del recepimento dell'equilibrio di bilancio. Tutto il testo dell'articolo 1 dell'intera legge in realtà però evidenzia un aspetto molto importante che dimostra una legge pasticciata, una legge che non tiene conto delle reali esigenze dei territori. Il collega Truzzu spiegava che ancora una volta la Regione Sardegna anche quest'anno per il 2016 non andrà a spendere tutti quei fondi comunitari che sono stati in qualche modo erogati anche col PSR, PSR che nella giornata di ieri ha aperto il bando 4.1 e 4.2 e dalle notizie che abbiamo gli applicativi non funzionano. Quindi la dimostrazione ancora una volta, qualora ce ne fosse bisogno, che stiamo creando illusione, che stiamo creando aspettative e stiamo aprendo i bandi a 30 giorni dalla scadenza dell'anno solare 2016 senza avere nessuna certezza che le aziende possano beneficiare di questi finanziamenti. L'assessore Paci sa molto bene meglio di me che qualora questi denari non vengano spesi nell'anno solare 2016 verranno restituiti all'Unione europea, questa è una responsabilità tutta vostra, è una responsabilità di chi in qualche modo amministra la Regione Sardegna e nel caso specifico dell'Assessore dell'agricoltura che ha preferito probabilmente stare a casa nel divano invece che essere qui come stanno facendo gli Assessori qui presenti che ovviamente ringraziamo e riconosciamo loro la sensibilità di essere qui con il Consiglio a trattare un argomento così delicato. Ma avremo modo nel prosieguo nella nottata come si dice di approfondire anche ulteriori argomenti, chiaro che il tempo incombe quindi mi limito a questa prima parte reinterverrò nel prossimo emendamento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Siccome vedo il Presidente del Gruppo del PD quindi il maggiore rappresentante di tutta la maggioranza che come un generale preoccupato di una grande battaglia gira fra le truppe a darle sostegno e forza mi devo preoccupare sicuramente di questo atteggiamento. Quindi mi sento turbato nell'animo, sì sinceramente insomma tremabondo quasi. Vorrei comunque rassicurarlo che la tranquillità d'animo, quando ce l'ho, è peggio per chi non ha capito bene come funziona. Povero Cristo, meglio che ti stia zitto che ti conviene, ti conviene Antonio non hai quella legittimazione mentale, non hai quella legittimazione mentale che ti permette di poter dire A dopo B. Ha segnato il Cagliari, bravo, così lo tranquillizzate perché più oltre non va. Allora stavamo dicendo che avremo occasione e modo anche in altro territorio di giocare le cose che dobbiamo giocare, guardi non ci sono cinquant'anni se vuole ci posso anche restare, è lei che non ci sta neanche…

PRESIDENTE. Onorevole Dedoni non dialoghi. Faccia l'intervento, prego.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Se vengo disturbato, Presidente, non sono uno che si arretra molto. Comunque ho capito che l'onorevole Solinas ha parlato perché il Cagliari e 2 a 0, è così? E probabilmente non ha qual è la maglia. Allora, stavamo dicendo che confermo tutte le richieste che ho formulato, non è per un gioco di società, è perché le regole vanno rispettate, i patti sono da osservarsi e la coerenza è altrettanto, nel prossimo turno dirò perché non si vuole lavorare bene.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Annuncio il voto favorevole all'emendamento numero 210 e naturalmente conviene mantenere la calma perché stiamo parlando di norme che tutto sommato non incidono nella vita personale di nessuno, sono norme che incideranno sicuramente nella vita di molta gente che sta fuori di qui. E quindi anche gli emendamenti che appaiono a prima vista superflui, in effetti, in questo caso stiamo dicendo: "a decorrere dall'esercizio finanziario 2017", lo sopprimiamo, e intendiamo far decorrere questa variazione di missione direttamente dall'esercizio in corso, magari può apparire una cosa banale, può apparire una cosa che ha poco senso, ma il senso è capire anche perché ci spostiamo da una missione a un'altra, e perché una copertura che era data in un certo modo poi viene data in un altro modo. Questo per dire che in effetti, come è stato ampiamente detto stasera e oggi, è talmente complesso il meccanismo di compilazione di questa manovra che in effetti quello che stiamo facendo è un po' irrazionale, come è stato detto prima dall'onorevole Tedde, ciò nondimeno credo che valga la pena di continuare, valga la pena di stare attenti, di stare svegli e di non sottovalutare nulla di quello che propone l'opposizione, perché l'opposizione non lo sta facendo per nessuna dimostrazione di forza, ci mancherebbe altro, ma lo sta facendo perché ritiene che sia giusto, corretto e doveroso andare avanti in una illustrazione e in un approfondimento di questa norma che forse farà bene anche ai colleghi della maggioranza, che probabilmente, stando un attimino zitti, riusciranno a capire meglio quello che riusciamo a dire. Però vedo che il nervosismo sta prendendo un pochino piede, e quindi probabilmente è preferibile che si vada a prendere una camomilla il Presidente della Commissione e poi torni, se non si addormenta, se rimane sveglio viene pure qui. Confermo il voto favorevole all'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Un detto dice che la notte porta consiglio, ma mi pare che consiglio non ne stia portando, sta sicuramente però determinando una situazione rispetto alla quale vi assumete pienamente la responsabilità. L'opposizione, attraverso gli emendamenti, sta cercando di porre in evidenza l'inadeguatezza dal punto di vista nostro del provvedimento ed è nel suo diritto, è nelle sue prerogative farlo, perché se abdicassimo a questo ruolo, c'è la tentazione nei banchi della maggioranza di fare maggioranza e opposizione, lasciate che quest'ultima la facciamo noi, la facciamo forse con modestia, con umiltà, però è un compito che spetta a noi, perché essere partiti di lotta e di potere è cosa che è ormai datata. Nell'evoluzione anche storica del ruolo delle forze politiche, gli schieramenti si distinguono chiaramente tra chi sostiene questo Governo e chi invece a questo Governo si oppone. Quindi, ecco perché noi continueremo a fare l'opposizione mettendo in evidenza con i nostri emendamenti quali sono le significative, dal punto di vista nostro, proposte non per migliorare un testo, che dal punto di vista nostro non è migliorabile, ma comunque per cercare quantomeno di limitarne gli effetti negativi. Allora, è mentre noi discutiamo questo testo, onorevole Daniele Cocco, che lei ha denunciato un fatto, io ne ho preso atto, anzi, le ho riconosciuto anche il merito di aver portato nella massima assise regionale il problema di questi infermieri dell'azienda sanitaria nuorese che sono destinati all'esercizio delle funzioni presso le strutture carcerarie, ma mentre lei protestava e mentre lei si preoccupava, guarda caso c'è una determina del commissario che li ha definitivamente fatti fuori. Quindi si immagini lei come…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Randazzo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RANDAZZO ALBERTO (FI). Ho letto con piacere l'ANSA, si è ricordata finalmente, la Giunta regionale, che ad agosto, in quest'aula, abbiamo approvato una bellissima legge che si chiama "reddito di inclusione". Mi rivolgo al primo firmatario, che era il collega Pizzuto, che ci ha visto unanimi votare in quest'aula. Finalmente i 30 milioni verranno spesi entro dicembre. Complimenti! L'impegno forse lo abbiamo preso il 1° dicembre, hanno convocato il tavolo per discutere quali sono i criteri e i parametri. Ma mi sembra che quella legge l'abbiamo approvata qua in modo unanime, o forse ho memoria… Onorevole Cocco, le spiego perché sto parlando di quello, perché abbiamo tutta questa fretta di approvare l'assestamento, perché se no non riusciamo a spendere i soldi, ma abbiamo solo in una legge approvata unanimemente in quest'aula 30 milioni che sono in giacenza, che sicuramente andranno a residuo, a meno che non si faccia un miracolo, è pronta la determina, e la spendita, la Ragioneria (…) il 31 dicembre, e quindi verranno impegnate le somme e spese. C'è un filo rosso che ci ricollega Tedde, io non vedo un filo rosso, io vedo un treno che sta deragliando, che non trova più il percorso dritto da seguire, perché se ci stanno dicendo che stiamo ostacolando l'applicazione della "162", della legge numero 20, ci sono amministratori tra voi, questo provvedimento, se riguardava l'assegnazione delle quote sociali della "162" doveva essere presentato tre mesi fa. Io capisco le scuse per i ritardi, ma se proprio c'era il problema della liquidità e di far arrivare i soldi agli enti locali che si occupano di riassegnare le quote sociali, la tempistica non è questa, e non ci potete dire: "Interrompete la discussione perché se no non riusciamo a trovare le somme per far arrivare in tempo tecnico le risorse, non regge questa discussione e non regge soprattutto che a oggi ci state sequestrando. Presidente, si lamenti formalmente, perché ci stanno sequestrando fisicamente, ci obbligano a stare in quest'aula in queste condizioni e con luce artificiale, non siamo pudde, come dicevano nel quartiere dove abito io, a Sant'Elia, non siamo pudde che vengono allevate nelle gabbiette con luce artificiale. Poi, Presidente, grazie collega Sabatini, ci vediamo sabato in Ogliastra, ovviamente, ma siamo qua a discutere la finanziaria, quindi discuteremo qua dei progetti che dovete presentare nel territorio. Io la ringrazio, Presidente, per il tempo che mi dà, e spero di poter avere anche il doppio del tempo perché così entriamo anche nel merito delle varie voci, e mi rifaccio al comma 4, che richiama la finanziaria 2013, che è la proroga della somma di 452 mila euro, per la stesura…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SEL). Per ribadire quello che ho detto prima sull'intervento, dove ho rappresentato la criticità riguardante gli infermieri professionali delle carceri della Sardegna, in particolar modo e in questo caso, nella fattispecie, Mamone, Badu 'e Carros e Isili anche. Io credo che non sia più sopportabile il fatto che i commissari agiscano per conto loro in totale dispregio di quelli che sono gli indirizzi e le linee che partono dall'Assessorato. Ci sono delle delibere di Giunta che dicono altro, ci sono delle circolari anche a livello europeo che ci dicono delle cose, ci sono delle norme che abbiamo approvato qui e delle norme che sono state recepite, io credo che mandare a casa in questo momento 10 persone che lavorano dal 1993 in quegli istituti, credo che non sia una cosa sopportabile, e credo che sia un qualcosa che noi non possiamo permettere. Chiedo ancora che l'Assessore si faccia carico con urgenza di questo problema, perché domani mattina ci aspettiamo una risposta chiara, certa, su questa vicenda.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 210.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 210.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 211.

Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Perché questo emendamento mi dà l'opportunità di chiarire, a chi ancora non avesse colto, come il comminato disposto del precedente che avete bocciato e di questo, non modifichi per niente il comma 1. Infatti, rileggendo la modifica che si sta introducendo col comma 1, possiamo leggere, e il senso e l'obiettivo di quello che si sta ponendo rimane identico. Infatti si dice: " Il comma 10 dell'articolo 1, della legge regionale 11 aprile 2016, numero 5, e così sostituito: le modalità di contabilizzazione dell'anticipazione di liquidità di cui al comma 9 avvengono secondo le disposizioni di cui all'articolo 1 commi 692, 693 e 694, della legge 28 dicembre 2015 numero 208 (legge di stabilità 2016). La copertura degli oneri per il rimborso dell'anticipazione di liquidità è individuata nella missione 50, programmi 01 e 02". I due emendamenti che, il primo bocciato e il secondo vedremo come andrà finire, secondo il nostro punto di vista rendono più scorrevole, più chiaro, meno complicato l'approccio con questo comma 1, e non modificano in nulla quello che è il senso della modifica che si intende introdurre. Quindi in questo caso non è e non sono due emendamenti (…), ma sono due emendamenti chiarificatori, due emendamenti che contribuiscono a quella semplificazione, a quello snellimento anche della norma che consente a chiunque cerca di capirla, di leggerla e di applicarla, di poter, in modo semplice e chiaro, cogliere subito qual è il senso e quale è l'obiettivo che si intende porre. Ogni aggiunta, ogni parentetica, come quelle delle quali stiamo chiedendo l'abrogazione, non fanno altro che complicarne la lettura, complicarne la stesura e complicare quindi anche la comprensione di coloro che poi dovrebbero essere i destinatari. Per cui in questo caso l'esortazione è a tenere alta l'attenzione da parte della maggioranza, perché emendamenti che possono apparire privi di senso, in questo caso dimostrano un senso compiuto, che va a vantaggio della norma che si sta cercando di esitare stanotte. Confermo il voto favorevole all'emendamento numero 211.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Anch'io confermo il voto favorevole a questo emendamento numero 211, e debbo essere sincero, sono molto dispiaciuto per questo dibattito monco, sono molto dispiaciuto del fatto che la maggioranza è riuscita ad amputare una parte importante del confronto dialettico che deve avvenire in quest'Aula. È una maggioranza le cui gesta di oggi necessitano di qualche ortopedico, perché comunque la ferita, il vulnus che state provocando nei rapporti con la minoranza si ripercuoterà sui lavori del Consiglio anche per i prossimi mesi. Qualcuno ha violato un patto, e non siamo noi, qualcuno ha violato un patto e non c'è niente di più grave nel rapporto fra esseri umani, non fra uomini, perché poi qualcuno potrebbe riprendere, fra esseri umani della violazione di un patto. È una cosa gravissima, è una cosa che rimarrà sicuramente, che aleggerà in quest'Aula in modo negativo. Noi avremmo voluto dibattere con voi, avremmo voluto discutere, anche animatamente, per migliorare i contenuti di questa proposta, e non ci siamo riusciti, non siamo riusciti a attirarvi nel dibattito, però, al di là di queste considerazioni, mi sento di dover condividere invece le osservazioni fatte dal collega Daniele Cocco in relazione ai commissari. Condividiamo, collega Cocco, condividiamo le sue riflessioni. Oggi i commissari, e ieri ancor peggio, sono dei piccoli dittatori dello stato di Bananas, che fanno tutto ciò che credo, all'apparenza, perché invece tutto ciò che fanno non è ciò che credo, e ciò che qualcuno gli dice di fare, perché il controllo politico della gestione della sanità viene comunque concretizzato in modo attento e intelligente, tant'è che proprio alcuni consiglieri di maggioranza, tempo fa, io ricordo, proposero le dimissioni, chiesero le dimissioni dell'assessore Arru, e le proposero e le chiesero con una intelligentissima interrogazione. Fatto unico nella storia di questo Consiglio regionale, che però è significativo di un certo modo di vedere la gestione della sanità, la gestione politica in prima battuta, ma anche la gestione tecnica dei cosiddetti commissari, che non hanno fatto i commissari, ma hanno fatto i mandarini, hanno fatto i piccoli reucci, hanno fatto carne di porco di delibere della Giunta regionale, hanno fatto carne di porco delle regole della buona amministrazione, hanno aumentato la spesa, laddove c'era da fare la mobilità hanno fatto i concorsi, laddove c'era da fare i concorsi hanno fatto la mobilità è viceversa, insomma, hanno fatto tutto ciò che…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Truzzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Per dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento presentato dai colleghi del Gruppo dei Riformatori, e per associarmi anche alle osservazioni richieste che hanno fatto in primis l'onorevole Cocco e poi l'onorevole Pittalis, in ordine agli OSS del Carcere di Badu e Carros, della Colonia penale di Mamone e di Isili. L'onorevole Daniele Cocco diceva prima e reclamava giustamente un coinvolgimento, un interesse dell'Assessore alla sanità, e io credo che sarà necessario coinvolgere anche il Presidente, nel senso che mi risulta che in queste ore la Direttrice del carcere, se non stasera, sicuramente domani mattina, indirizzi allo stesso Presidente della Regione, al presidente Pigliaru, una missiva, perché la situazione è assolutamente fuori controllo. E devo dire che non mi meraviglia, perché anche quello che diceva poc'anzi il collega Tedde, cioè sul fatto che i commissari hanno fatto e continuano a fare quello che vogliono, è un fatto conclamato ed è uno dei motivi per cui è stata fatta l'Azienda Sanitaria Unica, perché non dobbiamo dimenticarci che lo scopo finale era quello di commissario l'Assessore, di metterlo in condizioni di non nuocere, così come ha fatto, sino ad oggi, perché si è rivelato totalmente incapace di controllare il sistema, di garantire un corretto funzionamento della macchina sanitaria e di far sì che i commissari si attenessero a quelle che erano le disposizioni non solo di questo Consiglio, ma della stessa Giunta, perché abbiamo avuto 8 Aziende sanitarie in cui ognuno faceva quello che voleva, in cui ognuno dei commissari praticamente si sentiva sciolto da qualsiasi indirizzo, sciolto da qualsiasi vincolo, e ha continuato ad operare in totale libertà, a volte anche facendo delle vere e proprie sconcezze, come hanno denunciato anche numerosi colleghi della maggioranza in quest'Aula. Dobbiamo avere il coraggio di dirci le cose, l'ha detto anche il Vice Capogruppo del partito di maggioranza relativa, del PD, l'onorevole Deriu, in questi giorni ci ha ricordato che la spesa sanitaria è veramente… che non c'è più speranza, non c'è nemmeno più la possibilità di andare a fare una verifica di quello che è stato fatto e di quello che si sta facendo. Quindi alla fine mi stupisce anche che sotto un certo punto di vista ci si meravigli e si chieda l'intervento dell'Assessore. Andiamo oltre perché tanto l'Assessore non è in grado.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Presidente, colleghi, colleghe, Assessori, Assessora, l'articolo 1 al comma 1, così come modificato dall'emendamento numero 211 dei colleghi Cossa e Crisponi in realtà lo condividiamo e quindi esprimiamo in tal senso anche il nostro voto favorevole perché come annunciato dal collega Carta questo semplifica, migliora, facilita la lettura e soprattutto si produce un aspetto molto importante che è quello di semplificare. Tutto il testo della legge in oggetto in realtà manifesta grandi lacune sul fronte della semplificazione. Quello che noi proponiamo in realtà è esattamente questo: cercare di migliorare la lettura. Io vi confesso che più andiamo avanti anche in questa bellissima serata e più mi rendo conto che è utile, in realtà noi stiamo facendo un lavoro quasi da Commissione, stiamo entrando in modo dettagliato in tutti gli articoli, stiamo approfondendo e ove vi fossero dei dubbi abbiamo qui la possibilità anche con gli emendamenti orali di migliorare il testo stesso. Io mi sono sbilanciato già qualche ora fa dicendo che è indispensabile apportare alcune modifiche a questo testo, così come è indispensabile che questo testo venga rivisto in Commissione. Abbiamo tutto il tempo che vogliamo, ormai il 30 novembre è saltato, assessore Paci, se questa era la sua preoccupazione, i consigli comunali oggi si sono riuniti ma non hanno potuto deliberare nulla sulla variazione del bilancio della Regione Sardegna. È evidente un fallimento della maggioranza, un fallimento che metterà sicuramente in difficoltà i Comuni, metterà in difficoltà una serie di categorie disagiate che attendevano questa approvazione. Ma l'approvazione di questo testo non si poteva proporre l'ultimo minuto del 30 novembre, andava proposta per tempo, invece di abbandonare i lavori da oltre venti giorni per motivi diversi da quelli della variazione di bilancio avremmo potuto in questi ultimi venti giorni del mese di novembre soffermarci un attimo su un tema sicuramente molto importante. Però ormai ci siamo, siamo a dicembre tra un'ora, a questo punto prendiamoci tutto il tempo che occorre...

PRESIDENTE. Onorevole Rubiu, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Edoardo Tocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TOCCO EDOARDO (FI). Il famoso treno che deraglia di cui ha parlato il collega Randazzo è chiaro che questo treno è il treno della maggioranza, è il treno della Giunta e ha deragliato probabilmente perché il conduttore era Massimo Deiana, questo è chiaro. Mi auguro che nel progetto dell'elisoccorso non facciate fare la stessa cosa a lui perché diversamente, veramente, non si trova neanche una soluzione sull'emergenza-urgenza! Questo dispositivo chiaramente sappiamo bene che è un modo per tamponare tutte le urgenze e le emergenze che oggi chiaramente, come diceva il collega Rubiu sono in scadenza tra qualche ora, quindi con la mezzanotte del 30 probabilmente non ci sono neanche più le motivazioni quindi credo che, Assessore, sia il caso probabilmente di trovare una soluzione tutti insieme e portare alla settimana prossima, giunti a questo punto, la continuazione di questa discussione. Non lasciarci stremati in quest'aula perché sta diventando poi una battaglia muscolare tra voi e noi dove voi ovviamente siete tranquillamente seduti nelle vostre poltrone, non proferite verbo e noi cerchiamo di fare il nostro lavoro, cerchiamo di dibattere nel modo migliore possibile (almeno quello per noi migliore possibile) e cercare chiaramente di non continuare a condividere questa discussione perché chiaramente la troviamo ovviamente sempre più inadeguata. Quello che mi dispiace di più che tra i colleghi della maggioranza ci sono dei sindaci, alcuni sindaci, qualcuno che è stato anche amministratore in passato e non riesco a capire come mai trovi tutto liscio, tutto normale, quando veramente gli enti locali stanno attraversando un momento così drammatico non potendo spendere le proprie risorse per dare un servizio ai loro cittadini.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). L'emendamento - che sembra banale perché sopprime un periodo del comma 1 dell'articolo 1, ed esattamente il periodo "per l'intero periodo di ammortamento" - pone all'attenzione dell'Aula la questione che ho cercato di portare con serietà sulla necessità di recepire le disposizioni della legge di stabilità del 2016 ed esattamente si fa riferimento in questo primo comma all'articolo 1, commi 692, 693 e 694. Ho chiesto le ragioni di questo recepimento che mi pare davvero acritico, non mi è stato detto nulla e io continuo a evidenziare profili di non coerenza rispetto al contenuto di questi commi che non mi pare si adattino alla legislazione regionale. Io non so se in questo ha lavorato la Commissione bilancio, io per la verità continuo a manifestare più di un dubbio perché mi si deve spiegare che attinenza ha il riferimento al disavanzo relativo al 31 dicembre 2014. Ha un'interferenza con quello di cui stiamo discorrendo o c'è qualcosa che noi non possiamo comprendere, capire? C'è qualcosa che davvero mi sfugge. Io ho fatto l'Assessore del bilancio, non vi nascondo, sarà per mio limite, ma ancora non riesco a capire perché si richiamino pedissequamente commi rispetto ai quali io ho capito qual è la ratio ma rispetto ad alcuni commi non ne vedo assolutamente la necessità. C'è qualche aspetto che mi sfugge probabilmente, ripeto, sarà per mio limite, ma mi pare che forse su questo...

PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'onorevole Pittalis ha posto degli interrogativi che mi sembrano seri e corretti e quindi mi sembra opportuno rispondere. Come forse sapete la Regione Sardegna ha avuto accesso ad anticipazioni di liquidità per la fattispecie del pagamento dei debiti degli enti locali, se non ricordo male 135 milioni e con questo comma vengono specificate le corrette modalità di contabilizzazione di questi fondi. È successo in passato, vi ricordate il caso del Piemonte per le anticipazioni di liquidità sulla sanità, che poi ci sono state interpretazioni diverse da parte di diverse sezioni della Corte dei conti che hanno creato gravi problemi, e quindi in questo modo, anche qui dopo interlocuzioni tra uffici contabili si è precisato che facendo riferimento a quei commi delle norme di contabilità nazionale, siamo a posto.

Quindi è un comma assolutamente meditato e ponderato che permette di non avere successivamente dei problemi sulla corretta contabilizzazione, ripeto, di un anticipo di liquidità che ha dato sollievo poi agli enti locali nel pagamento dei propri debiti. Se il Presidente e i consiglieri mi permettono, dato che ho la parola, qualcuno prima ha detto che era un po' irrazionale quello che stavano facendo, da economista che cerca di seguire sempre la razionalità dico che sì, tutto sommato è irrazionale. Onorevole Tocco non è il problema delle 24, è evidente che la legge non sarà approvata entro il 30, io penso che tuttora ci possano essere delle soluzioni, continuo a dire con tutta onestà, martedì prossimo è troppo tardi, abbiamo bisogno di tempi lavorativi da parte degli uffici del Consiglio e degli uffici del bilancio per permettere poi di prendere gli impegni su norme importanti.

Io continuo a dire che ci possono essere degli elementi di mediazione, chiudiamo domani sera, però davvero non è una questione… quante volte qui dentro mi avete sentito dire, ci mancherebbe altro, c'è il rispetto della minoranza, però in questo caso i rischi di fare danni ai comuni e ai cittadini che stanno aspettando sono davvero seri, se no per carità per tre giorni, quattro giorni, non sarei qui a dirvelo con tutta la tranquillità. Quindi io penso che ci possano essere ancora, per evitare l'irrazionalità di ciò che stiamo facendo, trovare un accordo che sia rispettoso anche delle esigenze poste dalla minoranza, si chiude domani sera, abbiamo due giorni…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Io ho sentito l'Assessore e quasi quasi mi convinceva. Se poi uno riflette e sta sulla linea d'onda, mi chiedo, noi operiamo in maniera tale come minoranza da aprire gli occhi alla maggioranza se per caso qualcosa non l'ha vista bene, e a proposito del 2014 forse non l'ha vista bene davvero, anche perché non è convincente quel ragionamento perché bisogna capire dove sono indirizzati i fondi e come vengono utilizzati, allora ci comprendiamo. Mi segue Assessore? Però io capisco che si voglia metter fretta, ma nessuno vuole ostacolare nessuno. Non l'abbiamo mai fatto, chi ci ha portato a queste condizioni è la sua maggioranza, non siamo noi, noi vogliamo dare un contributo in positivo e abbiamo detto per bocca anche dell'onorevole Pittalis che siamo disponibili a lavorare anche venerdì, sabato se è necessario, per approvarlo. Il problema è che, e capisco il presidente Sabatini perché si è arrabattato tanto per accelerare queste cose, perché venerdì l'Assessore è in Ogliastra a firmare un altro patto, se queste cose fanno inciampare comprendiamoci, non è un problema, però bisogna essere altrettanto corretti e seri. Noi in Conferenza dei Capigruppo, lo ha ribadito Pittalis, ha detto che eravamo pronti a esitarlo entro la settimana, entro sabato se è necessario lavorando, voi insistete, allora Assessore io le devo chiedere una cosa, se non sono stati spesi ancora i fondi stabiliti con norma, e Randazzo ne ha citato uno, ma io posso citargliene molti altri, io mi chiedo cosa fanno i funzionari a mettere insieme questo se ancora non hanno esitato neanche gli altri e interessano i comuni, interessano le famiglie, interessano le strutture amministrative complessivamente nella nostra Regione. Non dobbiamo prenderci in giro, se siamo seri dobbiamo essere seri sino in fondo. Quindi se vogliamo lavorare lavoriamo, noi siamo disponibili, ma con serietà e correttezza.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 211.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo agli emendamenti numero 6, 113, 206, 213, uguali.

Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Su questo emendamento vorrei ricordare che tratta la questione del famoso mutuo contratto dalla Regione con la finanziaria del 2015, la legge numero 5. In quell'occasione il governo regionale fece una previsione di mutuo di 700 milioni di euro che doveva avere essere spalmato in rate da 150 milioni annui dal 2015 in poi. Con questa variazione di bilancio l'Assessore ci ha spiegato che ci sarebbe stata una riduzione di spesa per la gestione di mutuo di 93 milioni di euro e quindi mentre quel mutuo avrebbe dovuto creare un tiraggio dell'economia, la metafora della colonna d'aria in realtà qui non ha funzionato, non perché non tira il mutuo, ma perché le ragioni della mancata spesa di questi 93 milioni, tant'è che voi con questa modifica poi dite per gli anni successivi noi confermiamo i 150 milioni e le risorse in più che sarà possibile spendere. Perché? Mi spiego meglio, il vero problema della mancata spendita di questi 93 milioni non è un problema di tiraggio del mutuo, è un problema legato ai tempi di portata a regime della rata di 150 milioni, cioè della spesa, cioè un problema di lentezza della spesa più che un problema di tiraggio del mutuo così come dite in gergo voi economisti. Noi lo capiamo benissimo che è un problema legato forse più alla burocrazia, quella famosa tabella allegata alla finanziaria del 2015 che elencava milione per milione a quali opere erano destinate queste risorse, non trova evidentemente applicazione negli investimenti negli anni in cui era prevista la programmazione. Quindi questi io credo che siano temi che il governo regionale e il Consiglio debbano affrontare e se noi oggi ci proponiamo anche un emendamento di soppressione, è un emendamento di soppressione che è un moto di rabbia rispetto ad una lentezza della spesa. Anche noi assessore Paci vorremmo che siano risolti i problemi dell'economia, è evidente che quegli interventi…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Io sono meno complicato dell'onorevole Locci, io dico semplicemente no a questo comma 2 perché non si tratta di altro, è come dare alla Giunta un'altra possibilità di aumentare il mutuo. Io ero già contrario al mutuo da 750 milioni, in questo caso cosa state chiedendo? State chiedendo la possibilità che se non si raggiunge il tetto dei 150 milioni annui, come previsto, quello che non si è stipulato quest'anno possa essere sommato ai 150 milioni dell'anno prossimo. Invece io dico se non si è stipulato vuol dire che non serviva. E se è vero quello che state dicendo da mesi, e cioè che la vertenza entrate sta portando risorse fresche in Sardegna, non capisco perché si debba autorizzare la Giunta a stipulare un mutuo più alto di 150 milioni che si è stabilito in legge, e addirittura recuperando quello che non ho stipulato l'anno precedente. Quindi è un no convinto, come fu un no convinto alla stipula di quel mutuo, perché c'era altro e altre fonti dalle quali attingere per cercare di risolvere i problemi della Sardegna, piuttosto che indebitarla per i prossimi trent'anni. Quindi il voto è favorevole a tutti gli emendamenti soppressivi di questo comma 2 dell'articolo 1.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Presidente, ma io credo che il mio voto su questo emendamento non possa che essere positivo. Ritengo che la Giunta e la maggioranza abbiano perso un'occasione d'oro per arrivare al 31 dicembre non con questa variazione di bilancio, con questo assestamento di bilancio, ma con il bilancio vero e proprio 2017, credo che ci fossero tutti i tempi, evidentemente ci sono stati degli atteggiamenti non proprio coerenti e conformi con le necessità di questa Regione. E allora invece del bilancio del 2017, che cosa accade? Accade che siamo qui in Aula per discutere dei cascami del bilancio del 2016, degli scarti del bilancio del 1016, che state cercando di ricucire ma sempre cascami sono, sempre scarti sono, scarti senza profondità, senza prospettiva, senza orizzonte. Ecco state mettendo delle toppe, state facendo una sorta di tessuto patchwork, un tessuto patchwork che invece proiettato nel campo della biodiversità potremmo definire un "bestiario normativo", fatto da animali variopinti, con vari versi di animali che configurano degli emendamenti, o meglio più che degli emendamenti delle variazioni, quindi veramente un pasticcio che noi stiamo cercando di discutere, stiamo cercando di capire, di approfondire, ma che io credo che sia impossibile da individuare nei suoi contorni molto confusi e contorni che non ci consentono assolutamente di dare a queste toppe di bilancio un filo logico, un percorso raziocinante. Ci sono dei grossi problemi in quest'Aula a discutere di queste norme, di queste proposte di norme, problemi che abbiamo noi ma che avete voi anche, e il fatto che voi non abbiate il coraggio di intervenire, non abbiate la voglia di intervenire, di discutere, di dibattere lo certifica, lo dimostra. È una variazione, è un assestamento improponibile, è un assestamento che non si può discutere in modo normale, è un assestamento che non ha la possibilità, che non ci dà la possibilità di confrontarci sul merito di queste toppe che voi state cercando di mettere. Noi…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Truzzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Presidente, per esprimere il mio parere favorevole all'emendamento soppressivo del comma 2 dell'articolo 1, e per dire che concordo pienamente con quanto ha sostenuto nel primo intervento il collega Locci. Perché qua siamo proprio davanti ad una situazione di carenza di programmazione come dicevamo stamattina e al fatto che alla fine l'esigenza di aumentare la possibilità di utilizzare le risorse non erogate negli esercizi precedenti, deriva sostanzialmente dal fatto che questo mutuo attraverso il quale doveva realizzarsi lo sviluppo della Sardegna, attraverso il quale dovevano realizzarsi le politiche keynesiane che per un anno intero ci hanno proposto il Presidente e il vicepresidente, non sta raggiungendo i risultati sperati, perché c'è una lentezza esasperante nella spesa, dovuta sicuramente alle lungaggini burocratiche. Ed era una cosa anche in qualche modo risaputa, perché sempre ritornando la relazione che la Giunta ha presentato accompagnando il bilancio di previsione, da un lato si sapeva e dall'altro però si faceva finta di non sapere, giacche si scriveva che il secondo elemento importante della manovra, il piano delle infrastrutture, che è iniziato nel 2015, e si scriveva anche nel 2016 i lavori andranno a pieno regime. E, pensate un po', "si prevede di realizzare infrastrutture per un valore di circa 127 milioni con indubbi benefici in termini di riduzione del gap infrastrutturale e di rilancio della domanda interna". Ecco tutto questo poi non c'è stato e lo state riconoscendo con questo emendamento che cerca ovviamente di ampliare per gli anni a venire le capacità di spesa del mutuo. Sono contrario anche in parte per i motivi che diceva anche l'onorevole carta, perché in realtà questo mutuo noi non avremmo mai dovuto contrarlo, ma per il semplice fatto che con risorse dei sardi, e mettendo dei debiti sulle spalle dei sardi, stiamo sostanzialmente facendo opere infrastrutturali che avrebbe dovuto garantire lo Stato. Cioè quelle opere si devono fare con i fondi statali, non con i fondi regionali. Non è pensabile che tutta la rete infrastrutturale sarda sia fatta con i fondi regionali, perché non riusciremo mai ad avere risorse tali da garantire una rete infrastrutturale degna di questo nome.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Presidente, per confermare che convintamente siamo favorevoli all'emendamento numero 6, e che il comma 2 dell'articolo 1 dell'articolo 1 in realtà è uno di quei commi, come abbiamo detto in premessa, abbastanza sfacciato, perché spudoratamente si chiede, oltre 150 milioni, gli eventuali importi non erogati negli esercizi precedenti. È chiaro che non possiamo accettare una cosa di questo genere e pertanto ecco il motivo per cui noi siamo favorevoli all'emendamento numero 6. Però permettetemi di dire, ci vuole anche coraggio a scrivere un emendamento di questo genere, nel senso che c'è un limite a tutto, la democrazia ormai ci ha abituato anche a cose peggiori di questa, però una situazione di questo genere non si può assolutamente ipotizzare. Il comma 2 messo lì come un comma qualsiasi, quasi illeggibile, indecifrabile, in realtà invece è uno di quei commi che rappresenta una parte importante dell'articolo 1. Avremo modo poi di vedere anche nel proseguo della nottata le ulteriori ambiguità di questa legge, però indubbiamente questo è quello che salta agli occhi e che in qualche modo ci deve far riflettere e ci deve tutti quanti, compresa la maggioranza, ci deve indurre a modificarlo con un emendamento soppressivo. Poi va riscritto, va riscritto nel modo corretto, e soprattutto vanno ricercate anche all'interno del contesto del bilancio tutte quelle somme che sono utili per l'ottenimento del risultato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppino Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PINNA GIUSEPPINO (UDC Sardegna). Presidente, assessori, colleghe e colleghi intanto per dichiarare il voto favorevole sull'emendamento in discussione. E poi pur non essendo l'emendamento in discussione poi, pur non essendo un politico di vecchia data provo a contribuire ad una mediazione fra maggioranza e opposizione, è vero che qualche volta le partite si vincono anche in zona Cesarini, però purtroppo non sempre ci si riesce, resta quindi l'amaro della mancata vittoria che si sarebbe comunque potuta ottenere con un comportamento dei contendenti più sportivo e comunque sempre applicabile. Nel frattempo l'arbitro ha fischiato la fine e gli unici ad aver perso sono i sardi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Io vorrei continuare sull'aspetto che ha proposto Paolo Truzzu: effettivamente il mutuo che abbiamo acquisito alla disponibilità regionale per i primi due anni non ha dato esito importante nella spendita, il che mi preoccupa, non è detto che ci si tranquillizzi pensando che ciò che non abbiamo speso lo recuperiamo negli anni a venire, è una logica, per carità di Dio, è una logica, ma i danari spesi oggi sono diversi dai danari spesi domani, e se è vero che non abbiamo opere infrastrutturali adeguate e non abbiamo bisogno di ministri che vengano qui ad elencarci queste ovvietà, io credo che sarebbe opportuno da parte nostra utilizzare al meglio tutte le energie che abbiamo, tutte le nostre strutture operative a far sì che vengano spesi i danari, tutti quei danari che prima ha ricordato Truzzu, e ancora prima ricordava Randazzo. Stavamo dicendo che la spendita è necessaria per poter attrezzare la nostra Regione di quelle opere infrastrutturali necessarie, opportune e doverose, vorrei ricordare che non è soltanto un discorso interno ma è anche un discorso esterno e questo ci porta, e lo dirò dopo, a quello che è la necessità che i sovranisti, gli indipendentisti, gli autonomisti di qualunque natura e comunque sardi dovrebbero sentire forte nel reclamare dal Governo centrale quelle opportunità per potersi sviluppare, cosa che in tutti questi anni non è avvenuto al di la dei passaggi di centro destra o di centro sinistra al Governo della Regione, c'è la necessità di fare fronte comune, ho sempre suggerito, inizio a suggerirlo adesso, prima di chiudere anche anticipatamente questa legislatura, sarebbe opportuno mettersi intorno ad un tavolo.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare mentre in votazione l'emendamento numero 6, uguale al 113, al 206 e 213.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 6, uguale al 213, al 206.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 214.

Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Questo emendamento non fa altro che confermare tutto quello che abbiamo cercato di chiarire con gli emendamenti appena votati, a favore della minoranza e contro la maggioranza. In effetti qui stiamo continuando stiamo completando l'opera di soppressione di un comma che non è altro che una volontà di indebitamento ulteriore che la Giunta sta proponendo al Consiglio e quest'ultimo ha il dovere morale di bocciarla, non fosse altro che per dimostrare, una volta di più, che quello che la Giunta propone, che come la maggior parte delle volte non è corrispondente all'interesse della Sardegna, in questo caso non comprendiamo quale interesse possa esserci nel voler a tutti i costi continuare a stipulare mutui se questa macchina della Regione messa in moto da questa maggioranza non riesce a spendere nemmeno i soldi che ha in cassa, quindi un emendamento che dice di sopprimere il comma 2, e questo 214 che lo completa, credo sia la risposta giusta ad una domanda sbagliata, quindi confermo il voto favorevole per l'emendamento numero 214.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rubiu Gianluigi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). In realtà l'emendamento numero 214 richiama l'emendamento approvato pochi minuti fa, i concetti sono gli stessi, ma mi preme evidenziare che noi siamo convintamente favorevoli all'abrogazione del comma 2. Abbiamo già detto, nell'arco di questa lunghissima giornata, che parlare di mutui è una cosa veramente ridicola, per quanto nella relazione di bilancio sia previsto un mutuo di 500 milioni spalmati in quarant'anni, quindi il pensiero che dobbiamo, anche con il comma 2, ipotizzare è che ritengo sia una cosa veramente ridicola. D'altronde la Giunta Pigliaru non è nuova a questo tipo di atteggiamento, con il suo Assessore al bilancio, che è più interessato a chiacchiere fra consiglieri che ad ascoltare le relazioni, anche se ormai siamo in un orario particolare, quindi diciamo che probabilmente è più interessato a capire a che ora si finisce, però ritengo che anche su questo emendamento noi dobbiamo esprimerci e dobbiamo in qualche modo essere favorevoli alla soppressione dell'articolo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Truzzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Intervengo per dichiarare ovviamente il voto favorevole anche a questo emendamento presentato come primo firmatario dell'onorevole Dedoni perché fa il paio con l'emendamento che abbiamo appena votato e per ricordare che anche la mancata capacità, questo mancato tiraggio del mutuo è dovuto probabilmente anche al fatto che in quel quadro di opere infrastrutturali e strategiche per il bilancio dell'economia della Sardegna c'era sicuramente qualcosa di non troppo strategico, che poi ha fatto sì che in qualche modo ci fosse un rallentamento della spesa, e anche per evitare la Giunta e la maggioranza a far molta attenzione all'utilizzo di questo sistema perché alla fine quello che sta emergendo è che noi stiamo andando a contrarre nel corso di questi anni una serie di mutui, siamo arrivati sostanzialmente a 1 miliardo e 200 milioni più quelli che hanno la possibilità di contrarre le aziende sanitarie per recuperare i debiti pregressi che creeranno una situazione di indebitamento pesante per le casse dell'Isola e per i sardi che si ripercuoterà per tutta una serie di generazioni, non essendo tra l'altro in una situazione di crescita e di sviluppo economico andare a recuperare queste risorse e riportarle a condizione di pareggio non sarà oggettivamente semplice, quindi l'invito che faccio a tutti è, ogni volta che discutiamo di questioni di questo tipo, ogni volta che affrontiamo la questione dei mutui di fare molta attenzione perché mi sembra che anche questo mutuo che abbiamo contratto con la finanziaria 2015 sia stato contratto con molta leggerezza e forse non abbiamo ragionato con attenzione su quello che stavamo facendo e questo si sta ripetendo anche in questi giorni anche con la finanziaria 2016 nel momento in cui abbiamo inserito un altro mutuo di 500 milioni sempre per pagare i debiti pregressi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Grazie signor Presidente, ma purtroppo siamo costretti a votare sì a questo emendamento che va a incidere su questa sorta di ravanello normativo piccante ma del tutto inutile, proprio un ravanello normativo che simula un sapore ma invece è del tutto inutile. Io credo che sia anche opportuno che mettiamo in evidenza che il 23 di novembre la commissione Arconet, che è quella commissione che lavora per l'armonizzazione contabile degli enti territoriali, il 23 di novembre la commissione ha approvato la proposta di aggiornamento, è stata presentata al Ministro dell'economia e delle finanze. Queste modalità di aggiornamento del prospetto allegato al bilancio di previsione sono disciplinate da alcune norme che probabilmente occorre avere la pazienza e il coraggio di analizzare per inserirle nel giusto contesto. Qui stiamo parlando di una questione molto delicata, stiamo cercando di utilizzare queste toppe di bilancio per creare un tessuto finanziario che però rischiamo di storpiare, rischiamo di fare un qualche cosa che non possa essere utilizzato. Ecco perché dobbiamo essere molto cauti, così come avremmo dovuto essere molto cauti nell'approvare o meglio nell'inserire in questo articolato la norma che si riferisce alla città metropolitana e alla provincia, così dobbiamo essere molto cauti per tutto il resto del percorso. Sono norme in continuo divenire che hanno la necessità, che pongono la necessità indefettibile di approfondimento e di aggiornamento. Credo che invece stiamo correndo troppo per la voglia di fare una bella figura che probabilmente non sarà tale. Ecco perché noi vi chiediamo di fermarvi un attimo per riflettere, non andiamo in Commissione, non andiamo in Commissione ma riflettiamo in questi giorni sulla opportunità che queste norme vengano migliorate, sull'opportunità che questi aggiornamenti normativi che vengono proposti da Arconet vengano analizzati meglio perché noi vogliamo esitare assieme a voi, colleghi, assieme a voi una legge che vada nell'interesse dei cittadini sardi, che non vada invece, così come sta andando, soltanto nell'interesse di chi ha la voglia di esitare un prodotto normativo scadente, un vero e proprio ravanello normativo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). All'Assessore nonché Vicepresidente io raccomanderei che stesse ben attento all'utilizzo soprattutto di quei denari che non sono gratis; perché i mutui non sono a gratis. I mutui non sono a gratis. Ho detto che ti faccio raccomandazioni, perché i mutui non sono gratuiti, sto traducendo. E allora è opportuno che vengano utilizzati bene e al più presto. Ma l'altro discorso è che non vanno spesi e sperperati altri denari. Ora Daniele Cocco ha detto alcune cose serie ma se analizziamo a fondo su quello che è l'utilizzo dei denari nelle ASL voglio fare una confidenza solo in una ASL due Tir carichi di roba manco mai utilizzata portata via e mi ha qualcuno spiegato che andava fuori dalla ASL per dire che non era buona ma che è riutilizzabile e qualcosa manco mai è toccata. La stessa cosa alla ASL di Cagliari. Voglio dire che quei denari sono del popolo sardo male utilizzati e peggio spesi. Se noi non tamponiamo queste cose, state tranquilli non la metà del bilancio regionale ma molto di più. Io mi auguro che domani a mente fresca quando il Presidente deciderà di dirci a che ora potremo ragionare ancora meglio e forse la sera per qualcuno porta pochi consigli, da altri invece ne arrivano anche buoni. Con l'augurio di buona notte.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 214.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

La seduta è tolta. Il Consiglio è convocato domani alle ore 10 e 30.

La seduta è tolta alle ore 23 e 41.