Seduta n.205 del 30/11/2016 

CCV Seduta

Mercoledì 30 novembre 2016

(ANTIMERIDIANA)

Presidenza del Presidente GIANFRANCO GANAU

La seduta è aperta alle ore 10 e 59.

FORMA DANIELA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 8 novembre 2016 (201), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Ugo Cappellacci, Gaetano Ledda, Gavino Manca, Pier Mario Manca, Valter Piscedda, Emilio Usula e Francesco Zanchetta hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 30 novembre 2016.

Poiché non vi sono opposizioni, il congedo si intende accordato.

Discussione generale del disegno di legge numero 382/A: "Variazioni del bilancio per l'esercizio finanziario 2016 e del bilancio pluriennale 2016/2018 ai sensi dell'articolo 51 del decreto legislativo 23 giugno 2011, numero 118 (Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, numero 42), e successive modifiche e integrazioni, e disposizioni varie" (382/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 382/A.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Sabatini, relatore di maggioranza.

FRANCESCO SABATINI (PD), relatore di maggioranza. Grazie Presidente, utilizzo un minuto del tempo a mia disposizione per dire intanto che accolgo molto positivamente la decisione della Conferenza dei Capigruppo di discutere immediatamente stamattina questo provvedimento che in buona parte è un provvedimento di natura tecnica ma porta con sé alcuni provvedimenti di natura sociale importanti per il destino di molti cittadini della Sardegna e le nostre comunità. È per questo che raccomando davvero a tutta l'Aula in particolare alle forze dell'opposizione perché si provveda nel più breve tempo possibile ad approvare questo provvedimento. Quindi non rubo altro tempo ai lavori dell'Aula e mi rimetto alla relazione che ho presentato. Grazie.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Paolo Truzzu, relatore di minoranza.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto.), relatore di minoranza. Grazie Presidente, tecnicamente con questa variazione di bilancio cosa stiamo facendo, stiamo gestendo un avanzo di circa 289 milioni e una massa finanziaria che viene manovrata complessivamente che supera di poco i 300 milioni. E la prima domanda che dovremmo farci e porci è capire da dove si genera questo avanzo perché nel momento in cui abbiamo dei soldi in più ci sarebbe da pensare che c'è stata una capacità della Regione, della Giunta, di chi amministra questa Regione di trovare nuove risorse o comunque di controllare la spesa e quindi di cercare di eliminare quelle sacche di spreco che comunque ci sono sempre, oppure il tutto potrebbe essere generato da una situazione importante di crescita economica che genera un aumento delle entrate della Regione e garantisce così al sistema una massa da manovrare superiore e potere in questo modo dare risposte alle esigenze dei cittadini, dei corpi sociali, delle organizzazioni, come diceva poco fa il collega Sabatini. In realtà se andiamo a guardare come arrivano questi 289 milioni nelle casse della Regione ci rendiamo conto che il tutto è frutto di una imputazione di somme future ovvero quello che è successo è che stiamo imputando al 2016 risorse che inizialmente erano previste per il 2017 e per il 2018 grazie indubbiamente ad una disponibilità e un parere della Corte dei conti che ha consentito di anticipare al 2016 queste risorse come ci ha spiegato in Commissione l'Assessore e però se oggi non avessimo avuto questi 289 milioni in più di voi tutti ad una imputazione differente avremmo avuto una situazione diversa sicuramente non ci troveremo a gestire un avanzo di amministrazione ma ci troveremo nella necessità di ripianare un buco e questo è il primo elemento che ci deve far riflettere. L'altro elemento che ci deve far riflettere è che anche su come utilizziamo e stiamo utilizzando queste risorse, abbiamo 289 milioni in più cosa ne facciamo? Li utilizziamo per stimolare la crescita, li utilizziamo per attivare delle politiche di settore, li utilizziamo per consentire alle imprese e alle famiglie di affrontare con più serenità il futuro e di avere maggiore disponibilità finanziaria? Beh non è proprio così, perché gran parte delle risorse, esattamente 130 milioni, sono determinati da minori entrate e allora dovremmo interrogarci anche perché ci sono minori entrate e i motivi che possiamo ipotizzare, le ragioni che possiamo ipotizzare sono sostanzialmente due o inizialmente le entrate erano state sovrastimate, cosa che ogni tanto capita a volte anche per placare gli appetiti della maggioranza di turno e di accontentare tutte le richieste che arrivano dai territori, oppure la situazione economica che ci viene descritta è oggettivamente diversa da quella che realmente si vive nei territori. Perché ieri l'Assessore ci ha detto che tutto sommato le cose stanno un po' migliorando, che c'è un po' di crescita, che sta aumentando anche l'occupazione. Ora c'è il rapporto della Banca d'Italia sull'analisi congiunturale sull'economia regionale invece dice che e quei timidi segnali di ripresa si potevano pensare e intuire a inizio anno sono spariti, che l'economia sarda è in una situazione di profonda stagnazione, che gli unici risultati positivi arrivano da un po' di vitalità del commercio e del turismo ma legato esclusivamente agli effetti positivi del traffico crocieristico, che non mi sembra che sia una delle competenze tipiche della Regione Sardegna, quindi non è un merito sicuramente che ci possiamo ascrivere. E ancora sull'occupazione ci dice la Banca d'Italia, se è vero che la disoccupazione diminuisce il numero degli occupati è diminuito, quindi il risultato concreto è che la disoccupazione diminuisce perché i nostri giovani hanno rinunciato a cercare lavoro, non perché c'è una grande capacità di intervento da parte della Regione su queste risorse. L'altro elemento che vorrei far notare è che gran parte delle risorse, circa 120 milioni, l'altra parte, quindi 130 su minori entrate, 120 milioni invece di destiniamo alla sanità, quindi su 289 milioni il 90 per cento, 250, sono utilizzati non sicuramente per la crescita, e se è vero che la Corte dei conti nella relazione, nel giudizio di qualche giorno fa, ha detto che per il 2015 la spesa sanitaria è un po' scesa e il disavanzo si attesta intorno ai 340 milioni, è preoccupante invece la stima del fabbisogno per il 2016, che si aggira oltre i 400 milioni. Allora, le domande che dovremmo farci sono queste: nel corso di quest'anno non si doveva realizzare un risparmio importante sulla sanità? Il piano di rientro non doveva garantirci 60 milioni di risorse da utilizzare? E se noi avessimo avuto un piano di rientro efficiente, avessimo risparmiato veramente quei 60 milioni come era previsto nei vostri progetti, avremmo avuto a disposizione 60 milioni, invece questi 120 milioni li stiamo utilizzando, è detto, per accelerare la copertura dei debiti del 2015. Questo sta a significare solo una cosa, che il piano di rientro che avete progettato non è servito a nulla, e che tutta quella pantomima che avete innescato l'anno scorso sull'aumento delle tasse del IRPEF e dell'IRAP ci ha fatto perdere solo molto tempo nella programmazione delle risorse. Gli altri soldi che rimangono, quei 20, 30 milioni che rimangono, poi vengono utilizzati per fare una serie di interventi, alcuni importanti, in particolare quelli sul sociale, ma come sempre poi si scade in una situazione di mancette per le esigenze di provvedimenti anche un po' particolari, alcuni sono abbastanza strani. Ho visto qualche comma che addirittura da al Consiglio regionale la possibilità di passare da un compito di produrre norme a un compito quasi esecutivo, nel senso che addirittura arriviamo ad attivare dei servizi direttamente con legge regionale, un qualcosa di paradossale. Quindi, questo è il quadro che non è sicuramente un quadro confortante, e non è confortante nemmeno la situazione generale delle entrate, perché poi su questo ci sarebbe da discutere e da discutere a lungo. Noi abbiamo fatto una grande battaglia, l'Assessore e il Presidente ci raccontano sempre dei grandi risultati ottenuti da questo governo sul piano dei rapporti con Roma e sul piano della vertenza entrate, tante risorse che sarebbero arrivate nelle casse della Regione Sardegna. La situazione a oggi è in realtà che c'è una forte discrepanza tra l'accertato e il riscosso. A fronte di una massa che dovrebbe girare intorno agli 8 miliardi di entrate, noi a fine novembre 2016, quindi a un mese dalla chiusura dell'anno, in realtà non abbiamo incamerato nemmeno la metà delle risorse, ovvero la ragioneria dello Stato ha trasferito alla Regione Sardegna circa 4 miliardi di euro. Possiamo quindi continuare a ragionare in maniera positiva sulla questione delle entrate? O non dobbiamo forse interrogarci e chiederci quali azioni dobbiamo mettere in campo e portare avanti? Perché tutto questo successo che viene sbandierato poi confligge un po' con quello che succede in altre regioni. La Valle d'Aosta, in questa legge di stabilità, ha ottenuto dallo Stato non solo il riconoscimento degli accantonamenti pregressi, ma addirittura la possibilità di cancellare gli accantonamenti futuri. Allora, se noi avessimo avuto la stessa possibilità e la capacità di dialogare con lo Stato in questo senso, avremmo a disposizione oggi, tra gli accantonamenti del 2016 e quelli del 2017, circa 1 miliardo e 300 milioni di entrate. Quindi, Assessore, colleghi, il ragionamento che vorrei fare è che in generale c'è stato un fallimento politico e c'è stato un fallimento tecnico, perché l'altro elemento che deve essere analizzato è che tutto questo non accade perché c'è un destino cinico e baro, ma accade perché abbiamo perso una marea di tempo a seguire i vostri litigi, marea di tempo che ci ha impedito, o meglio non ci ha concesso di fare tutte le cose che andavano fatte. Nel corso di quest'anno abbiamo fallito tutti gli appuntamenti che il "118" ci imponeva, tutte le operazioni tecniche di programmazione non sono state fatte. Oggi noi dovremmo discutere qui della manovra di stabilità e di bilancio del 2017, stiamo discutendo della variazione di bilancio, nemmeno dell'assestamento. Allora qual è…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Ignazio Locci. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Io intanto vorrei richiamare quanto dichiarato in apertura dei lavori della terza Commissione su questo disegno di legge, ossia che noi ci troviamo davanti a una norma che viene denominata formalmente variazioni di bilancio e disposizioni varie, ma ci troviamo sostanzialmente davanti ad un'operazione di assestamento del bilancio. Ne abbiamo le prove anche in alcuni documenti che richiamerò dopo e questo quindi è una veste che la Giunta regionale sta dando per nascondersi dietro al fatto che sono saltati tutti i tempi della programmazione economico-finanziaria della Regione Sardegna, a iniziare dal DEF per finire poi con l'approvazione del rendiconto 2015 che doveva essere fatta al 30 luglio, e per finire poi con l'assestamento di bilancio vero e proprio, che non è qui secondo quanto rubricato nella proposta di legge, ma addirittura probabilmente dovrà venire dopo, e quindi fuori i termini. Quindi, la morale di questa premessa, Presidente, è che qui dentro, effettivamente, rispetto alle questioni tecniche di cui si è parlato in realtà, sostanzialmente, siamo davanti ad un testo che contiene numerosissime norme intruse, perché, se è vero che si sarebbe dovuto provvedere tecnicamente alla salvaguardia degli equilibri di bilancio, per poi operare le variazioni di bilancio necessarie, in realtà qui abbiamo invertito i due momenti. Dico questo perché nella delibera di indirizzo, quella del 20 settembre, l'assessore Paci stesso dice che queste operazioni di variazione sarebbero dovute essere fatte con una vera e propria proposta di legge di assestamento di bilancio. Quindi mi richiamo esclusivamente a quelle motivazioni. E aggiungo che questa materia non può essere definita da nessuno materia tecnica, o comunque, quando si opera nel documento di bilancio e la legge di bilancio, non possiamo parlare di operazioni tecniche, perché ogni operazione che interessa il documento di programmazione e il bilancio è la massima espressione dell'indirizzo politico e dell'esercizio dell'indirizzo politico del Governo della Regione e di questa maggioranza. Quindi siamo davanti ad un'operazione di mantenimento degli equilibri di questa finanza regionale grazie a quelle operazioni di riaccertamento ordinario 2015 che hanno consentito di poter riscrivere nella competenza del bilancio 2016 288 milioni provenienti da esercizi degli anni passati. E questo perché l'abbiamo dovuto fare? Perché questo ce lo dobbiamo dire, ci dobbiamo dire molto chiaramente che c'è stata un'evidente erronea valutazione delle entrate in questo bilancio. In questo stesso documento, nei prospetti che ci vengono forniti, siamo davanti a una riduzione di entrate per minori trasferimenti erariali di circa 130 milioni di euro, quindi da qualche parte dovevamo andare a prendere. Noi l'abbiamo anche segnalato alcuni mesi fa e sapevamo delle interlocuzioni tra la Ragioneria generale dello Stato e la Regione Sardegna, e è evidente che siamo davanti, nonostante poi per gli anni futuri annunciamo nuove maggiori entrate, 350 milioni nel 2017, questi devono essere gli effetti dell'eventuale vittoria del sì referendario. Allora, colleghi, non crediamo e non abbocchiamo all'enunciazione solita che sono variazioni tecniche, che sono aggiustamenti tecnici, che le regole del decreto legislativo numero 118 del 2011 sulla finanza armonizzata ci indicano delle nuove strade, dei nuovi metodi di contabilità, è vero, ma non è cambiato nulla rispetto alla costruzione dell'indirizzo politico e non è cambiato nulla quindi al rispetto al mantenimento della barra eventuale di un'impostazione politica. È non è cambiato neanche qui. Quindi noi oggi siamo semmai a correggere alcune valutazioni fatte nella legge numero 5 del 2016, la legge di bilancio, e le troveremo via via, poi sarebbe tutta da discutere l'anticipazione del rientro dal debito della sanità di 120 milioni anticipato di un anno e portato al 2015, anche sulla regolarità di questa operazione sarebbe curioso discutere. Però voi fate questa scelta sapendo già da oggi, come dice l'Assessorato alla sanità, che nel primo semestre 2016, cioè quello in corso, abbiamo già una proiezione di 184 milioni di disavanzo per il 2016, e parlo solo di sanità. Quindi è evidente, per i dati che ci fornisce l'Assessorato alla sanità, che il Piano di rientro non funziona, che non funziona l'applicazione nonostante il Consiglio regionale non l'abbia ancora fatto del riordino della rete ospedaliera, non funziona nessuno dei trucchetti contabili posti in essere dall'Assessorato alla sanità, per dimostrare che siamo all'interno del tetto di spesa stabilito con la legge finanziaria del 2015, e lo vedremo alla fine di quest'anno finanziario. Quindi, ancora, il quadro, a mio modesto parere, non è un quadro su cui si deve fare festa, non ci sono motivi di festeggiare davanti a questa movimentazione, perché non si fa altro che correggere alcune… io vi faccio l'esempio, ma lo vedremo dopo, della previsione di spesa sulle politiche sociali, quando la Giunta decise di coprire le spese con ipotetici fondi europei, poi abbiamo scoperto che l'operazione non era possibile e che si è reso necessario con questa variazione di bilancio travestita da assestamento, o viceversa, prevedere 16 milioni 800 mila euro di nuove entrate per questa voce, ma di risorse regionali, non di risorse comunitarie, a dimostrazione che è necessario trasferire soldi veri, certi, alle amministrazioni locali che le richiedono e non invece fondi comunitari che in realtà è abbastanza difficile muovere. Ancora, i debiti fuori bilancio. È vero che l'articolo 73 del decreto legislativo numero 118 ci obbliga a rendere visibili, obbliga il Consiglio regionale a emanare la legge sui debiti fuori bilancio, ringraziamo anche l'Assessore di averci fornito la documentazione, per la verità non è arrivata tutta, perché poi vedremo come quella dell'IPAB San Giovanni battista non si arrivato, e lì sarebbe curioso capire la relazione di quelle… e se sia eventualmente ascrivibile alle logiche del decreto legislativo numero 118, a quanto prescrive come requisiti e presupposti per l'approvazione. È così scopriamo che in realtà oggi queste variazioni servono a far quadrare la cornice legislativa, e lo capiamo benissimo, però rimane aperta, secondo noi, e qui vi è la prova, la questione delle entrate, perché qui riemerge ancora, Assessore, la questione delle entrate, che non si conclude, non si conclude e ha che fare e si connette ancora di più con la questione irrisolta della nostra autonomia di programmazione e l'autonomia delle entrate, che non credo, colleghi, si risolverà, checché ne dica il Ministro Boschi, con la riforma costituzionale che noi speriamo ovviamente non sia approvata. Quindi dobbiamo evidentemente ringraziare…

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Edoardo Tocco. Ne ha facoltà.

TOCCO EDOARDO (FI). Io intanto inizierei col dire che ancora una volta l'opposizione è qui presente in Aula, nonostante la vostra fretta di poter arrivare alla soluzione in tempi brevi di questo documento; noi siamo qua, quindi credo che l'opposizione sia facendo ancora una volta la sua parte, e continuo a dirlo, come ho ripetuto ieri, che se qualcuno dice che l'opposizione non opera per la collettività sbaglia, anche perché facciamo il nostro lavoro, giustamente, prendiamo i nostri tecnici che ci sono doverosamente dati da questa Aula, e portiamo avanti il nostro lavoro, però ci siamo. Volevo valutare alcuni aspetti critici della manovra, ma soprattutto il comparto della sanità, Assessore, vuoi perché io sono in quella Commissione, vuoi anche perché questa massa manovrabile chiaramente la più parte riguarda proprio il comparto sanitario, e sappiamo bene quanto è importante in questo momento dare delle risposte in questo settore alla Sardegna, Assessore, lo sappiamo bene, è per questo che prendiamo con coscienza il nostro doveroso lavoro. C'è tanta gente che aspetta, c'è tanta gente che in maniera imbarazzante sta tormentandosi, mi passi il termine, per trovare delle soluzioni, parlo della numero 162, parlo del "ritornare a casa", tutta questa roba qui che conosciamo tutti quanti. Noi si sta anticipando questa quota di 120 milioni, come sappiamo, che inizialmente era per il 2017, al 2016. E' un intervento che io questo momento, devo essere onesto, ritengo che è come una cartina di tornasole di questa variazione. Balza agli occhi a fronte di un avanzo per il 2016 pari a 289 milioni di euro e nel complesso la manovra è pari a 305 milioni, una grande fetta che è destinata, e questo ovviamente credo sia utile darci attenzione, che sia doverosamente per la copertura al deficit sanitario. Però qual è il problema poi, Assessore, che al di là di questa grande spesa le strutture sanitarie sono sempre in una situazione drammatica, i servizi sono sempre in una situazione drammatica, le mobilitazioni all'interno del nostro territorio sardo. È una situazione drammatica. Io spero che questa fretta, questa manovra, questo movimento, questa grande spesa possa in qualche modo avere un risultante perché non è possibile che ogni giorno su tutti i giornali, a prescindere da oggi che ho letto che c'è un grande encomio per il trapianto di fegato dell'ospedale Brotzu, però è una cosa su mille, nel comparto della sanità non credo che con questa spesa possa essere risolto niente. In realtà questa manovra indica anche il fallimento del piano di rientro previsto dall'Esecutivo con la spesa sanitaria, come dicevo prima, letteralmente fuori controllo. Con questo Governo del centrosinistra in realtà si assiste a un peggioramento della qualità dei servizi, a un arretramento dell'offerta sanitaria, a un malcontento diffuso - come dicevo prima - di tutti gli operatori del settore, quindi ci sono due interrogativi di fondo, a mio avviso: le entrate previste nel bilancio di previsione erano state sovrastimate all'inizio al fine di garantire maggiori spazi di manovra oppure le stime della crescita dell'economia isolana sono totalmente infondate? Questo è un dubbio che io personalmente mi sto mettendo.

Questa maggioranza sembra più interessata in questo preciso momento, vuoi per fretta, vuoi per altri motivi, sicuramente a sistemare le proprie cose, le proprie poltroncine, lo dice chiaro quello che sta accadendo con la ASL unica, quindi noi a mio avviso ci saremmo attesi un altro tipo di documento, un documento incentrato più che altro non sul tamponare determinate cose, ma sul valutare un po' di sviluppo, un po' di crescita per la nostra Isola. I cittadini stanno osservando questo nostro movimentare, lo stanno osservando chiaramente non felici perché quelli che riescono a intercettare quello che accade dentro quest'Aula probabilmente non lo vedono di buon occhio, anzi credo che il malcontento stia crescendo da tutte le parti. Il problema qual è? Il problema è che noi stiamo pensando a risolvere i problemi adesso, i problemi attuali, questi problemi immediati, problemi di urgenza, d'emergenza, che ben vengano, però qual è il problema fondamentale, Assessore? Il problema qual è? Che non stiamo pensando al dopo. Noi non ci stiamo mettendo un impegno, mettendo un obiettivo, un progetto per pensare a quello che accadrà dopo. Risolvere i problemi urgenti va bene e ci sta tutto però, signori, dopo di noi verrà qualcosa, verranno altre persone, verranno altri giovani, qual è il loro progetto? Cos'è che stiamo facendo per questa gente qui noi? Ecco quello che intendevo dire per progetto di sviluppo e crescita anche in questo documento.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Presidente, io credo che la discussione di questa variazione di bilancio si inserisca in una cornice grigia, sotto certi profili antipatica. Una cornice che vede un patto fra maggioranza e opposizione smaccatamente disatteso dalla maggioranza. Sono cose che incidono nei rapporti fra le parti politiche in quest'Aula e che non portano a niente di buono. Pacta sunt servanda dicevano i padri della nostra cultura e si debbono rispettare sempre. Noi li abbiamo rispettati. Abbiamo fatto una variazione dell'ordine del giorno, abbiamo iniziato a discutere, avremmo potuto pretendere invece la discussione in prima battuta di questo disegno di legge, non l'abbiamo fatto, abbiamo rispettati i patti. Capisco anche che ci siano o ci possano essere esigenze sopravvenute, però bisogna pensarci prima. Ci avreste dovuto pensare prima, avevate la possibilità di pensarci prima, non solo queste che stiamo discutendo che sono accadute ieri mattina, sono cose vecchie come il cucco. La verità vera è che voi avete paralizzato i lavori di questo Consiglio perché avevate esigenze politiche, ma ai sardi di queste esigenze politiche non interessa molto, anzi interessa ben poco, anzi non interessa proprio niente! Quindi siamo qui a cercare di discutere in questa cornice grigia, proprio grigia, Assessore, mi dispiace dirlo però queste sono cose che non dovrebbero accadere all'interno di quest'Aula, sono così tristi che gettano una cappa plumbea su quest'Aula, non sono cose che ci piacciono.

All'interno di questa cornice poi c'è questo afflato quotidiano di marketing politico che vi impedisce di lavorare sui temi concreti, sui problemi concreti. Non fate altro che promuovere iniziative fumose, non fate altro che fare annunci, conferenze stampa, titoli, titoloni, viaggi e gite che sulla Sardegna poi portano molto poco. Troppa propaganda, Assessore, troppa, troppa, eccessiva propaganda. Non avete ancora iniziato ad affrontare i veri nodi dello sviluppo, state governando la Sardegna da circa tre anni, da circa 36 mesi, i nodi dello sviluppo non li avete assolutamente affrontati. Sapete molto bene perché per altre cose siete competenti in queste materie, sapete molto bene che cosa costa l'insularità, sapete molto bene che cosa ci costa la sanità, nonostante tutto non affrontate questi problemi col piglio necessario. Non avete la forza, non avete il supporto politico, non lo so, ciò che io registro è un'insufficiente azione politica della Giunta. A ciò si deve necessariamente sommare poi la pesantissima incapacità di intervenire sul tema dei trasporti. Faccio un passo indietro, l'insularità ha un costo che voi ci insegnate avere, quindi 600 milioni all'anno, nonostante il presidente Pigliaru ha bloccato la continuità territoriale sulle rotte minori che ha comportato poi il fatto che tutti coloro che viaggiavano su questa continuità territoriale ora viaggiano invece sulla continuità territoriale 1 saturando i voli, cosa che fa mancare biglietti per ovvi motivi, non avete ancora iniziato ad affrontare il nodo dei traffici o del traffico low cost, l'avete affrontato in modo garibaldino, non comprendendo quali possono e devono essere gli obiettivi, evitando accuratamente di affrontare il tema con il piglio e con la determinazione dovuti. Nel novembre 2015 Ryanair ci ha salutati, da novembre 2015 a oggi si è riusciti a costruire tanti alibi, tanti scudi solo esclusivamente per giustificare il mancato intervento sul piano del sostegno degli incentivi al low cost. Ora è stato venduto il pacchetto di maggioranza dell'aeroporto di Alghero e vi voglio vedere sul piano del sostegno low cost. Ora voglio vedere se potete fare il PIE, come lo fate, con chi lo fate, se avete gli strumenti per imporre alla F2i di partecipare al PIE oppure se fate i SIEG con i tempi che il SIEG comporta. Quindi ci vedremo l'anno prossimo, nel frattempo lo scalo algherese ha perso 350 mila euro, il territorio sardo ha perso qualche milione di euro, arriverà a perdere qualche centinaio di milioni di euro e tutti questi costi gravano sulle spalle dei sardi, delle imprese, delle famiglie.

Arriviamo alla sanità. Sulla sanità i colleghi che mi hanno preceduto hanno illustrato in modo molto chiaro e molto incisivo qual è lo stato dell'arte in questa importantissima materia, avete pensato in questi mesi a salvare le poltrone dei commissari più volte, a volte anche a termini scaduti, non avete pensato a ridurre le spese che sono aumentate, ce lo insegna la Corte dei conti che ci dice che il disavanzo è 344 milioni di euro, sembrava che dovesse arrivare a produrre reddito della sanità quando avete iniziato questo percorso di governo, sembrava che dovesse iniziare a produrre reddito. Disavanzo: oggi siamo quasi al terzo anno, 344 milioni di euro. La copertura oggi si deve fare con un gruzzoletto aggiuntivo, la spesa farmaceutica è aumentata del 9,2 per cento rispetto al 2014. Insomma, una vera e propria Caporetto della gestione della sanità che va ad incidere sui costi della sanità ma va incidere anche sul bilancio della Regione, sulle finanze regionali e quindi sulle famiglie perché poi qualcuno dovrà pagare, Pantalone deve sempre essere individuato e Pantalone sono le famiglie che avranno sicuramente meno servizi, meno servizi efficienti, ma sulle famiglie e sulle imprese, sulle loro spalle, si pone il ripianamento di questi debiti. E il tema della sanità è sicuramente il tema dei temi perché oggi la sanità sarda è diventata un insieme di repubbliche delle banane, tanti commissari che avrebbero dovuto gestire la sanità in modo ordinario perché erano commissari, invece hanno fatto cose che fanno soltanto i direttori generali, hanno fatto i concorsi, hanno fatto le mobilità quando gli andava bene oppure non le hanno fatte quando gli andava male, hanno nominato consulenti siciliani che hanno inventato nuove strutture complesse per inserire in strutture complesse amici degli amici, eliminazione di strutture complesse, insomma una rivisitazione della sanità sarda che non poteva assolutamente essere fatta dai commissari ma soltanto dalla politica che evidentemente non aveva la forza di intervenire. Vediamo cosa accadrà l'anno prossimo dal 1 gennaio con la ASL unica, vedremo cosa accadrà con l'AREUS col nuovo direttore generale che si troverà qualche piatto già confezionato e già cucinato perché nel frattempo la politica non è rimasta con le mani in mano, la politica ha preceduto qualche atto che avrebbe dovuto fare il nuovo direttore generale nominando. Quindi gestione tutta politica delle ASL che ha prodotto quello che ha prodotto e non ci venite a dire che le ASL sono state gestite in modo asettico, in modo tecnico nell'attesa della ASL unica, nell'attesa della ristrutturazione. No, non è così, sappiamo cosa gravità all'interno delle ASL, tocchiamo con mano quello che accade all'interno delle ASL perché le lamentele sono tante e forti e tutte circostanziate. Questo è il quadro nel quale ci stiamo muovendo, un quadro finanziario molto delicato, un quadro finanziario che probabilmente non viene valutato con la dovuta attenzione o comunque un quadro finanziario che rischia di comportare dei problemi ancora più grossi di quelli che stiamo vivendo e voi continuate invece a gestire l'esistente cercando di promuovere future…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Ieri è successo un fatto increscioso, io chiesto di parlare sull'ordine dei lavori e ad un certo punto lei abusando della sua autorità e brutalmente, mi ha tolto la parola.

Già togliere la parola è un fatto barbaro, farlo nei confronti di una persona mite che ne ha fatto della fiducia nei confronti delle istituzioni la sacralità della propria vita, è un fatto intollerabile.

Ora signor Presidente noi abbiamo aggiunto al Regolamento esattamente all'articolo 7 per quanto riguarda le attribuzioni del Presidente che il Presidente garantisce e tutela la funzione e le prerogative del Consiglio e abbiamo aggiunto dei consiglieri regionali proprio per evitare che il Regolamento, interprete del quale è il Presidente, possa consentire allo stesso Presidente di non tutelare l'onorabilità delle persone che stanno in quest'aula e poi quando uno ricorre a questi mezzi vuol dire che non ne ha altri. L'articolo 82 recita testualmente: "I richiami riguardanti all'ordine del giorno, l'ordine dei lavori, il Regolamento o la priorità delle votazioni hanno la precedenza sulle questioni principali. In questi casi dopo la proposta, che deve essere illustrata per non più di cinque minuti, possono parlare solo un oratore contro e un oratore a favore". Lei dopo tre minuti mi ha tolto la parola trasformando le mie dichiarazioni sull'ordine dei lavori in dichiarazioni di voto su una legge del quale io non ho parlato e della quale lei non mi ha dato assolutamente contezza. Guardi Presidente, se ricorriamo al Regolamento e tutto il Regolamento, lo dobbiamo rispettare sino in fondo, lei è a disposizione nostra, quando chiama la gente che venga qui alle 5, le 5 sono le 5, non sono le 5 e mezza o le 6, nessuno autorizza di spendere 10-20 mila euro per un'ora di lavoro sprecata. Quindi io la prego di giustificare il motivo per cui lei si è comportato in questo modo, lei non aveva diritto di togliermi la parola, non lo aveva assolutamente e non capisco qual è la motivazione, forse non le piacevano le cose che stavo dicendo, ma sta proprio qui l'equilibrio di un Presidente del Consiglio di accettare tutto quello che uno dice liberamente.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Oscar Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (FI). È una variazione quella che è in discussione oggi all'interno di quest'Aula su proposta della Giunta regionale, oserei dire un po' anomala perché io partirei direttamente dal titolo, è una variazione di bilancio, variazione di bilancio significa che, Assessore mi corregga lei, tecnicamente andiamo a modificare testo di bilancio approvato da quest'Aula, quindi la cosiddetta legge finanziaria dove era allegato poi il bilancio stesso. Io credo che all'interno ed è palese, all'interno di questo testo ci siano delle norme che noi così come tecnicamente chiamiamo e come gli Uffici e lo stesso Presidente del Consiglio chiama tecnicamente, sono delle norme intruse, in senso che la variazione doveva essere e deve essere attribuita solo ed esclusivamente a quello che è il contenuto delle modifiche del bilancio approvato dal Consiglio regionale e non l'inserimento di nuove variazioni o di nuove proposte e quindi credo che questo sia un aspetto che quest'aula debba approfondire in modo particolare e che ci si fermi un attimo per capire se il testo che abbiamo noi qui oggi è un testo congruo o un testo che può essere richiamato poi successivamente da un'impugnazione del governo e di un successivo annullamento da parte della Corte costituzionale. Riguarda anche un altro aspetto, credo importante, che debba essere comunque chiarito all'interno di quest'Aula, sono presenti il riconoscimento dei debiti fuori bilancio. È vero Assessore, lei ha dato una dimostrazione o perlomeno ha cercato di spiegare giustamente per quelli che erano gli elementi che aveva in mano, di spiegare a quest'Aula, all'interno della Commissione, ma chiaramente di conseguenza anche all'interno di quest'Aula, quali sono esattamente i debiti fuori bilancio. Qualche dubbio ancora ce l'abbiamo, manca ancora qualche dato, sui debiti fuori bilancio abbiamo sempre fatto una valanga di discussioni addirittura a partire dagli stessi consigli comunali quando si portano i debiti fuori bilancio, il terrore di doverli approvare perché si ha una responsabilità diretta. Oggi sul decreto legislativo viene trasferito all'interno di un'aula parlamentare e quindi si trasforma non più con una responsabilità diretta ma attraverso una norma di legge e quindi senza nessun tipo di responsabilità. Noi lo facciamo ben volentieri, però almeno capire esattamente quali sono i punti, poi magari se lei vuole aggiungere in sede di replica quali sono esattamente quelli che mancano ancora e quale dubbio è rimasto nell'esplicitare questo aspetto. Per quanto riguarda invece un aspetto di tipo prettamente politico e ahimè questo è il vero nodo di tutta questa norma, sono degli aspetti importanti di programmazione, ritardo degli strumenti di programmazione che è vero non certamente per colpa del nostro ruolo politico di opposizione in questo momento, è vero che la finanziaria è stata approvata terribilmente in ritardo, eravamo ad aprile inoltrato e quindi capiamo perfettamente poi che tutti gli Uffici e lo stesso Assessorato della programmazione qualche difficoltà l'abbia avuta. Però come dicevo ieri nel mio intervento, quando qualche assessore tecnico sorride quando noi parliamo e raccontiamo la verità del passato e quella reale, sorridere e magari poi fuori dall'Aula anziché dichiararlo ufficialmente in Aula, fuori dall'Aula accusa il passato con delle accuse piuttosto pesanti. E quando si fanno fuori dall'Aula delle accuse piuttosto pesanti bisogna stare attenti perché le responsabilità sono dirette. Tra l'altro, Assessore che non è neanche un parlamentare, non è manco eletto un assessore tecnico, quindi non ha neanche la cosiddetta immunità almeno di parlamentare, di quello che noi possiamo dire liberamente all'interno dell'Aula. E ragionando proprio su questo aspetto bisogna però capire quali sono le vere motivazioni di questo ritardo negli strumenti di programmazione, ritardo negli investimenti, perché siamo terribilmente in ritardo e siamo arrivati oramai praticamente a fine anno e quindi è molto probabile che oramai tutto questo dovrà essere riprogrammato nella stagione futura, e quindi nella futura legge che dovremo andare ad approvare, presumiamo entro fine anno se siete questa volta in tempo e rispetterete le regole che sono iscritte all'interno di quest'Aula, o se dovremo aspettare ancora una volta al nuovo anno e quindi un bilancio nuovamente in ritardo. L'altro aspetto è legato sicuramente a quello della disoccupazione. Abbiamo parlato proprio durante i lavori della finanziaria. Io stesso personalmente sollevai proprio il problema che quella finanziera non guardava ad aspetti fondamentali per far crescere, per sviluppare il sistema e l'evoluzione interna regionale per dare più occupazione e soprattutto occupazione giovanile. Fui accusato, o meglio, ci fu una risposta abbastanza pesante da parte del Presidente della Commissione in quel momento dove invece con grande calore e con una difesa estrema di quella legge individuava invece tutta una serie di proposte e di attività per rilanciare e per ridare forza al sistema occupativo regionale. In realtà non è successo. Nei primi sei mesi, perché i dati noi li abbiamo solo per i primi sei mesi in questo momento, quelli ufficiali, non abbiamo nessun tipo di aumento, e anzi abbiamo una reale riduzione della stessa occupazione. Il collega Truzzu l'ha spiegato anche in modo particolare individuando la responsabilità non certamente nel fatto che la riduzione sia dovuta ad elementi di tipo soggettivo, ma solo ed esclusivamente al fatto che effettivamente i giovani oggi non cercano neanche più lavoro, è quindi chiaro che l'aumento dell'occupazione non si rivela in modo così importante. L'altro aspetto politico che mi piace sollevare e che credo sia davvero un grosso e un grandissimo problema da parte di questa maggioranza che da tempo ormai rileva ed evidenzia una crisi interna, oramai diciamo così "sanguinea" all'interno soprattutto del gruppo del Partito Democratico, è la grande invasione, che qualche settimana fa abbiamo vissuto tutti, di quasi tutti i sindaci della Sardegna. E' un malessere condiviso da tutti gli amministratori locali di centrodestra, di centrosinistra, forse qualche grillino che ancora esiste nel territorio regionale, comunque indistintamente senza colore politico si sono presentati in consiglio regionale per la sollevare il grido d'allarme, la grande difficoltà che all'interno delle amministrazioni comunali si vive per l'incapacità e quindi l'impossibilità della spendita interna all'amministrazione stessa, ma soprattutto per l'incapacità di poter utilizzare gli investimenti che erano promessi ma che in realtà poi non sono arrivati. Quindi è facile molto spesso dover scaricare tutto sulle responsabilità del passato. Assessore noi lo abbiamo già detto ieri, lo sappiamo, probabilmente chi c'era prima ha fatto il disastro dei disastri che più disastri non si può. Io non credo assolutamente, in prima persona posso dire che quello che è stato fatto, e oggi lo state provando in prima persona voi, è stato fatto tutto sicuramente con la massima trasparenza e con la massima onestà nel miglior modo possibile per poter dare risposte ai sardi e alla Sardegna. E credo che state tentando di farlo anche voi, però dimentichiamoci questo aspetto che tutto quello che era il passato era un disastro e noi ci stiamo attivando costantemente e continuamente per aggiustare quello che era stato fatto prima. Perché l'abbiamo fatto tutti, e quelli che arriveranno lo faranno comunque lo stesso, probabilmente per aggiustare scelte che non sono condivise, o per aggiustare errori umani, e può succedere nella vita chiaramente a tutti, quindi con moltissima umiltà e moltissima serenità io credo che sia opportuno oramai, dopo tre anni non è più possibile raccontare il passato, pensare solo ed esclusivamente a quello che sarà il futuro, al bene dei sardi e al bene della Sardegna. Nello stesso modo in cui avete condotto la vertenza delle entrate, a nostro modestissimo parere e a nostro avviso in modo completamente sbagliato, proviamo a tirare fuori quel cuore di sardità, quel cuore di indipendenza, quel cuore di specialità che noi abbiamo in Sardegna, e proviamo una volte per tutte, se questo riuscirà mai, ad andare uniti e compatti e a combattere contro quello che è dovuto a tutti i sardi e a tutta la Sardegna.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Stefano Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (FI). Presidente, devo dire innanzitutto una riflessione di carattere metodologico e di bon ton. Davanti ad un testo di questa importanza, davanti ad un testo di bilancio e di conseguenza un testo che misura la quantità e la qualità delle politiche attuate dalla Giunta, ci saremmo aspettati che il Presidente della Regione trovasse il tempo per partecipare alla discussione, essendo egli il maggior depositario e di conseguenza responsabile e custode di questo mandato politico, sarebbe stato utile che per lo meno ascoltasse, se non addirittura partecipasse al dibattito, visto e considerato che abbiamo più frequente la sua presenza qui in costanza di argomenti di secondaria importanza, più raramente quando si toccano temi decisivi, come in questo caso la valutazione a una parte rilevante dell'esercizio dello stato di attuazione delle politiche e la correzione attraverso una variazione di bilancio. Prendiamo atto anche questa volta del disinteresse del Presidente della Regione rispetto a quanto questa Assemblea ha da dire su questo argomento. Io trovo molta coerenza tra le idee proposte all'esterno dal Presidente e dalla Giunta e l'utilizzo degli strumenti economici e finanziari. Perché non ci si può aspettare niente di meno di questo da un Presidente che va cercando dei voti a favore di una riforma costituzionale, se non quello di certificare la non utilità dello strumento dell'autonomia; e questo lo fa attraverso gli strumenti che gli sono dati. Il Presidente Pigliaru documenta in maniera plastica con la propria presenza e con la propria evidente inutilità rispetto al momento politico che viviamo, e cerca di trasformarlo nella richiesta di mandare in soffitta la nostra storia autonomistica. Io davanti a questo gesto di coerenza non posso se da un lato rispettarlo, in maniera decisa fronteggiarlo. Ci troviamo davanti ad un documento che non mi pare neppure capace di prendere in considerazione il fatto che partiamo da uno scenario macroeconomico della Regione Sardegna per cui la nostra economia è intimamente legata alla quantità e alla qualità della spesa pubblica. Se noi sovrapponiamo le curve dell'economia con le curve della spesa pubblica vediamo che sono sostanzialmente coincidenti nella storia della Regione. Ridetto al contrario questo significa che la nostra economia funziona un pochettino meglio se la spesa funziona bene, funziona un po' peggio, assai peggio se la spesa funziona male, con un evidente sofferenza quando il problema riguarda la cassa, riguarda la reale quantità e qualità di circolante. Ora se noi partiamo da questo presupposto ci rendiamo conto che non è secondario il fatto che già vi erano contenute poche politiche identificabili rivolte allo sviluppo in sede di programmazione, ci saremo attesi che, in questa fase di variazione di bilancio, si ponesse mano a questioni decisive, questo non avviene, questo lascia pensare che anche la futura fase programmatoria sia del tutto scarica di analisi, è stato correttamente sottolineato che l'ininfluenza delle politiche attuate da questa Giunta ha finito per ripercuotersi sul mondo del lavoro. All'inizio dell'anno l'ottimo assessore Paci festeggiava dei valori in crescendo del mercato del lavoro, ha dovuto apprendere dal Presidente Renzi poche settimane fa la notizia del fatto che le politiche di incentivazione incluse nel jobs act non hanno prodotto gli effetti sperati nel centro e nel sud d'Italia ma li hanno prodotti in minima parte per lo meno almeno nel Nord Italia. Questo che cosa significa? Questo significa che siamo di fronte ad una staratura rispetto al ruolo che vi è stato attribuito dagli elettori, cioè quello di governare la Sardegna, voi subìte politiche e vi ponete nella posizione di prona di chi le vuole subire. Qua, all'interno di questa assemblea, sono convinto che è prevalente il sentimento contrario ed è prevalente il sentimento in forza del quale noi dobbiamo essere protagonisti delle nostre scelte e il protagonismo si concretizza nel fatto che noi siamo capaci di progettare, attuare e sostenere le nostre politiche, non solamente subire passivamente quelle che vengono da una visione centralista. Il Jobs act si è manifestato, con il suo sistema incentivante, peraltro ormai considerato da tutti fallimentare, come la relazione assoluta dei principi di sussidiarietà e solidarietà, tant'è vero che ha saputo attecchire soltanto dove le economie erano forti, dove le economie erano invece bisognose di aiuto non ha attecchito ma la ragione non è nella politica in sé, è nel fatto che non c'è stato protagonismo politico da parte di chi aveva questo dovere. Voi le avete subite passivamente e, addirittura con il Welfare to work le avete incrementate, di fatto amplificando questo elemento di distorsione. Ora, ci separa ancora un periodo a mio avviso troppo lungo dalla fine del mandato, dobbiamo cercare di fare qualcosa, dobbiamo usarlo meglio, usatelo, ascoltate, tentate di raccogliere le disponibilità che vengono dai banchi dell'opposizione e che sono rivolte non solamente a contestare ma a dare un contributo a che le politiche possano migliorare perché è interesse di tutti e su questo interesse noi ci siamo ma ci siamo sgolando da tre anni, siete stati sordi davanti a qualunque proposta migliorativa nelle principali riforme affrontate all'interno di quest'Aula. Siete stati sordi sulla sanità, comprensibile, avevate l'esigenza di insabbiare alcuni anni di conti in rosso dei commissari da voi nominati, lo possiamo comprendere, ma siamo in un'altra fase, siamo nella fase in cui non abbiamo ancora toccato i punti principali, la rete ospedaliera, siamo in una fase emergenziale in un settore come l'edilizia, sono ferme le leggi come quelle sull'urbanistica, state ancora cercando di riparare i danni da voi cagionati sulla legge del Piano casa, cos'altro dobbiamo rilevare perché voi mettiate mano ai temi decisivi? Noi ci siamo e abbiamo argomenti e sensibilità in grado di dare una mano, ma a uscite dall'atteggiamento ottuso di chi si è presentato dicendo che siamo perfettamente a conoscenza di ciò che va fatto e in grado di farlo, questa vostra affermazione, fatta in sede di dichiarazioni programmatiche, è stata clamorosamente smentita dai fatti, allora siccome è stata clamorosamente smentita l'invito è: retrocedete da una posizione ottusa e partecipate assieme all'Assemblea alla condivisione e alla costruzione di politiche che diano per lustri respiro alla nostra economia.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Luigi Crisponi. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, sicuramente dando un approfondito sguardo allo schema che è stato predisposto dall'Assessorato della programmazione è evidente che si individuano dei percorsi certamente modificativi, non sono delle responsabilità della Giunta regionale ma anche delle opportunità di una serena e pacata discussione in aula di attività o di decisioni che invece banalmente vengono riportate all'interno dell'articolato così com'è stato predisposto, sono tante le opportunità e le occasioni sulle quali si sarebbe potuti intervenire in quest'Aula nella quale affrontare in una discussione importante elementi che avrebbero restituito interesse al lavoro dei colleghi consiglieri, ma soprattutto interesse sui rispettivi territori. In un importante passaggio, per l'appunto, dove con una cifra importantissima di oltre 90.805.000 per esempio un'attività che avrebbe meritato un confronto serrato all'interno di quest'Aula per esempio è quella sull'istituzione dell'elisoccorso e il servizio di eliambulanza regionale che passa così allegramente nelle pieghe di questo documento di variazione di bilancio senza che si possa censurare, discutere, suggerire, approfondire il perché sono state distribuite non solo le risorse economiche ma dove queste risorse economiche la Giunta regionale ha deciso di inviarle soprattutto con un'attività così preziosa che salvaguarda la sicurezza dei territori, dei nostri cittadini, dei turisti, di quanti in questa terra hanno purtroppo occasione di essere serviti dal pronto soccorso regionale, eppure nonostante l'istituzione dell'AREUS in questa stessa aula avesse previsto che proprio nel territorio della Sardegna centrale andasse ad essere ubicata la sede dell'organizzazione del 118 regionale, abbiamo appreso recentemente che invece quella importante attività che aveva visto anche la coesione fra differenti gruppi e che ha superato anche l'ostacolo che spesso diventa un muro invalicabile delle differenti visioni e versioni fra maggioranza e minoranza, invece aveva individuato intelligentemente l'istituzione a Nuoro, quel capoluogo di provincia oramai destinato ad essere sempre più ai margini della vita sociale, delle attività ed anche dal Pronto intervento di soccorso dell'eliambulanza, prevede che quel servizio, alla modica spesa di 90.850.000 euro, vada distribuito sui i tre aeroporti regionali, dimenticandosi, com'è stato già dichiarato in quelle occasioni, di quanto invece diventi importante poter servire con preziosi minuti di vantaggio piccole comunità sempre più isolate e sempre più destinate allo spopolamento, piccoli luoghi, ambienti e ambiti dove invece una beffarda riforma della sanità regionale ha previsto il depotenziamento se non la chiusura di quei piccoli ospedali del territorio. Lì quindi una sconfitta non solo per la possibilità del lavoro dell'aula e di un approfondimento sereno, ma soprattutto a vantaggio di quei territori per i quali reclamiamo naturalmente la difesa e l'opportunità di essere allineati ad altri luoghi che per posizione geografica, per massa critica della popolazione, per altre 1000 situazioni hanno certamente dei vantaggi oggettivi, invece in questo caso si prevede una pianificazione di bilancio addirittura fino al 2024, cosa che guarda caso invece, come una mancia e una carità pelosa, riscontro, sempre occupandomi del territorio nuorese per un intervento di pronto soccorso e pronto intervento per salvaguardare uno dei pilastri delle istituzioni culturali dell'intero centro Sardegna, mi riferisco in questo caso alla biblioteca Sebastiano Satta di Nuoro, in quel caso la programmazione davvero nella provvisorietà, o nell'immediato, un'annualità. In un caso quindi si prevede che ci siano i tre, i cinque o addirittura i nove anni, come previsto per le funzioni dell'elisoccorso, per quell'importante istituzione culturale che ha rappresentato e scritto pagine orgogliose della storia importante e autorevole, che la città di Nuoro riesce comunque a rappresentare e raccontare quotidianamente, per loro un intervento che ha il sapore davvero di una mancia e di una carità pelosa, 358 mila euro per l'annualità corrente, per salvaguardarne le sue funzioni, o addirittura il documento, così chiamato della variazione di bilancio, si occupa anche di un passaggio importante che riguarda il mondo dell'impresa. Ma per carità. Non si parla certamente della possibilità di scrivere una pagina orgogliosa di rilancio, di attività che possano affrontare serenamente ancora la burrasca della crisi economica, per guardare semmai un profilo e un orizzonte più vicino alle esigenze delle famiglie e degli stessi imprenditori. No, in questo caso ha riguardato la iniziativa che già era stata bocciata con un emendamento in un'altra occasione in quest'Aula della soppressione delle commissioni provinciali per l'artigianato. Bene, sono sostanzialmente d'accordo che in questo documento le commissioni provinciali per l'artigianato che oggi hanno prodotto tra l'altro un credito delle camere di commercio nei confronti della regione di 3 milioni 560 mila euro che vengono sanati, ancora una volta, riconoscendoli come debito fuori bilancio, in questo caso c'è anche un passaggio politico, a mio giudizio, distratto e soprattutto offensivo nei confronti della fascia imprenditoriale e anche della loro rappresentanza in seno alle associazioni di categoria. Con lo scioglimento e la chiusura delle CPA, commissioni provinciali per l'artigianato, si passa ad una attribuzione diretta nei confronti delle camere di commercio che la potranno esercitare direttamente presso il loro registro nella sezione speciale ad essi individuata. Però ci sarà un'operazione politica di basso cabotaggio quando invece viene chiusa e sciolte è soppressa la commissione regionale per l'artigianato, ricordo ai colleghi, che questa è un'operazione che attribuisce di fatto alla burocrazia il privilegio e la supremazia, soprattutto, rispetto invece a quella parte politica che è affidata all'associazionismo, che è affidata alla mediazione, all'intermediazione, all'interpretazione a quel collante che spesso è necessario fra due istituzioni in questo caso, ben si sarebbe posta la commissione regionale per l'artigianato fra regione e Camera di Commercio. Invece, questo predominio assoluto che viene attribuito in questo caso alle funzioni del servizio artigianato dell'Assessorato competente, dimenticandosi che quelle funzioni sono esercitate presso che in tutta la totalità delle regioni d'Italia, la commissione regionale per l'artigianato continua a vivere esprime pareri importantissimi proprio sulle opportunità di iscrizione, cancellazione, o anche sulle decisioni. Che essendo in capo, a questo punto, al registro delle imprese, e quindi alla burocrazia delle camere di commercio, non avrebbero più alcun tipo di cuscinetto, di mediazione, alcun tipo di interpretazione, così come negli stessi momenti nei quali le commissioni regionali per l'artigianato intervengono con operazioni di supporto, di proposta, di individuazione di percorsi innovativi rispetto alle conseguenze di difficoltà interpretative, all'applicazione di legge, a decisioni anche in seno a quest'Aula che invece devono sempre comunque garantite da quell'importante cuscinetto di relazione, che è presentato dagli uffici delle commissioni regionali per l'artigianato. Insomma, è la dimostrazione che tutto quello che si è fatto per via rapida e soprattutto maldestra non ha seguito quel percorso originale, alle quali sono demandate tutta una serie di richiami che vengono nell'articolato oggi proposto dall'assessore Paci, dimenticandosi che la via ordinaria spesso per provvedimenti così ostici, così impegnativi e che possono anche restituire solidità al lavoro che viene fatto in Aula, invece, vengono praticamente tratteggiati con poche righe e riportati in questo articolato dove il tutto e il di più che viene scritto non è certamente rappresentativo. Né delle istanze dei territori, né delle istanze delle imprese delle famiglie, degli enti locali, di quelle organizzazioni, come citato poc'anzi, per il consorzio…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Paolo Truzzu. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Utilizzerei il tempo per cercare di concludere l'intervento che prima non ho avuto l'opportunità di finire, e riprenderei proprio dalla questione della vertenza entrate. Perché stavo facendo il ragionamento sulle risorse che noi avremmo potuto avere a disposizione qualora, così come la regione Val d'Aosta, avessimo potuto avere liberi gli accantonamenti, solo tra il 2016 e il 2017, come dicevo prima, si parla di una cifra superiore al miliardo di euro che ci avrebbe consentito di apportare un intervento sulla politica economica ben differente. Sappiamo benissimo, ce lo siamo detti più volte, che le risorse sono sempre scarse, tant'è vero che quasi tutte le politiche di settore, la politica di sviluppo è stata incentrata sul sistema della programmazione unitaria e dell'utilizzo dei fondi europei. Ecco avremmo potuto avere un miliardo a disposizione per fare qualcos'altro e questo non c'è. Non c'è, ed è paradossale che succeda proprio in questo periodo, non c'è perché poi c'è sostanzialmente la volontà di avere un atteggiamento remissivo nei confronti del Governo di sottomissione, ancor più oggi che stiamo andando ad affrontare una campagna referendaria importante sulla riforma costituzionale che ha un valore e che incide sulla vita di ognuno di noi e dove il Presidente di questa Regione va in giro a dire che la riforma costituzionale aumenterà i poteri della Regione a Statuto speciale. Beh consentitemi di dire che veramente siamo non dico alle barzellette ma a una situazione sicuramente paradossale. Questo accade anche in una situazione in cui non si è riusciti comunque a moralizzare la spesa pubblica, perché al di là di tutti gli annunci, la realtà dei fatti, che ci ricorda sempre la Corte dei conti, è che la spesa non conosce una riduzione degli sprechi. Nel corso del 2015 sono aumentate le spese, ad esempio, per le consulenze, nel corso del 2015, ancora, questa Regione ha visto aumentare, in una situazione paradossale, il numero dei dirigenti e diminuire quello dei dipendenti. Cioè quando oggettivamente il problema è esattamente il contrario, avere meno dirigenti e più dipendenti che possano ovviamente garantire al sistema di funzionare. In questo quadro dove ci dovrebbero essere queste grandi risorse che vengono costantemente annunciate c'è anche un altro aspetto un po' curioso che, benché dica che noi non abbiamo grande disponibilità per via dei patti vari che vengono firmati col Presidente del Consiglio, per via dei grandi successi che vengono raggiunti sulla vertenza entrate, la regione Sardegna cosa fa? Contrae un nuovo mutuo per pagare i debiti pregressi. Ma se ci sono i soldi, che necessità abbiamo di indebitare le attuali e le future generazioni e le future generazioni di sardi? Se abbiamo queste grandi disponibilità, perché dobbiamo continuare con questa strada? La verità è, come dicevo prima, che siamo di fronte a un fallimento politico, ma anche a un fallimento tecnico. Passi per il fallimento politico, ma quello che preoccupa di più è il fallimento tecnico, perché gli errori o le mancanze che si registrano nel corso di quest'anno sulla programmazione sono importanti, non siamo riusciti a garantire nessuno degli obiettivi, degli strumenti, a garantire i tempi di utilizzo degli strumenti di programmazione, non abbiamo fatto il documento di economia e finanza regionale, non abbiamo fatto l'assestamento, non abbiamo presentato la legge di bilancio nuova, non abbiamo presentato la legge di stabilità e questo, mi scusi Assessore, è uno di quei casi classici errori che compie solitamente la politica, anche la peggiore politica. Abbiamo invece una Giunta di tecnici che, alla fine, ricade in quegli stessi errori. Allora, cari colleghi, io vi inviterei anche ad un sussulto di orgoglio, perché questo Consiglio regionale si trova costantemente sotto schiaffo, si vede presentare in ritardo dei documenti che sono fondamentali per la programmazione e per la vita e per l'organizzazione della macchina regionale, è un Consiglio regionale che presenta la più ampia quota di sovranismo che mai è esistita nella storia al suo interno e ci troviamo ad essere in una condizione di soggiacenza alla tecnica e ad altri sistemi che non risiedono all'interno di quest'aula, ad altri mondi, ad altri poteri, ad altri ragionamenti e ad altre scelte che vengono fatte sempre fuori da quest'Aula. Vogliamo continuare su questo passo o vogliamo cercare di dare una scossa e di raddrizzare la schiena e cambiare indirizzo, vogliamo uscire da questo meccanismo che si è instaurato ormai nella vita politica di tutti i giorni sia a livello nazionale che a livello locale per cui si raccontano cose che non esistono, cose che non sono. Io capisco che ci sia questa grande moda dello storytelling per cui si deve incominciare a creare una narrazione differente da quella che è. Però io vi inviterei a fare attenzione perché lo storytelling ovviamente ha un senso buono se lo rapportiamo e riportiamo sulla realtà locale e facciamo una traduzione letterale del termine significa raccontare storie. Ecco allora nel linguaggio italiano e anche nello slang sardo in quello che c'è nella parlata comune sarda raccontare storie non è un termine un concetto sicuramente di cui dobbiamo andare orgogliosi e allora smettiamola di raccontare storie, incominciamo ad affrontare veramente quelle che sono le sfide per il futuro della Sardegna come ha detto qualche collega c'è piena disponibilità da parte dei membri delle opposizioni, però uscite dalla chiusura a riccio dal voler raccontare a tutti che c'è una realtà differente perché non è così, le cose non stanno andando bene, dovremmo tutti rendercene conto è lavorare assieme per trovare le soluzioni opportune.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Grazie Presidente, intanto osserviamo che l'Aula è alquanto distratta e anche la partecipazione in termini di presenza non brilla di certo, ma forse perché questo provvedimento arriva in ritardo, arriva come dovuto e arriva anche mascherato, perché, lo hanno detto i colleghi, ci si aspettava un assestamento di bilancio, si parla di variazioni forse perché qualcuno pensa essere più veloci e forse meno dolorose. Invece sostanzialmente non sarà così perché comunque sono delle variazioni che avrebbero invece fatto parte integrante di un vero processo di assestamento. Ma voglio fare un passo indietro e lo vorrei fare proprio con l'assessore Paci anche perché il principale protagonista se oggi noi ci troviamo in una situazione di grave difficoltà, come gli stessi documenti contabili ammettono e gli stessi fatti dicono. Assessore, c'è un errore di metodo, di forma e di sostanza in tutta la sua azione politica e tecnica e le dico da subito che tre anni fa contabilmente parlando ovvero nel 2014 siete arrivati qui e forse lei era anche in uno stato di felicità, forse è stato ubriacato dalla vittoria e dal fatto di dover occupare sicuramente un ruolo importante e quindi questo l'ha portata forse a sottovalutare il rapporto con il Governo, perché da lì partiamo, guardi, noi glielo ripeteremo all'infinito, quell'accordo che lei ha siglato con il Governo nazionale è la vera rovina di tutti i mali che poi sono arrivati sino ad oggi e glielo dimostrerò con le cose che le andrò a dire. Intanto i colleghi hanno fatto osservare, ed è assolutamente sua responsabilità, come non abbiamo nessun atto di programmazione che si possa ritenere tale, tanto meno di rendicontazione, tanto meno di strategia contabile e finanziaria. E quando si parla di questi argomenti poi, Assessore, si traducono in sanità, trasporti, sviluppo economico, attività produttive in tutte azioni che veramente poi sono la vita di tutti noi. E allora non si possono commettere errori così gravi. Ovviamente lei è in buona compagnia, perché scegliere di indebitare i sardi per i prossimi anni quando avete dichiarato che avevate avuto maggiori entrate ma soprattutto che queste entrate sarebbero state disponibili anche nella cassa questo credo che sia stato uno dei più grandi errori e glielo dicono i fatti, a fronte di quasi 8 miliardi che si dovevano incassare e sottolineo la parola incassare perché non è di poco conto, perché quella che realmente dà disponibilità dei soldi noi abbiamo in cassa appena 4 miliardi e poi mi potrà smentire. Ecco quando le dicemmo di stare attento ai trasferimenti della Ragioneria generale dello Stato non stavamo dicendo il falso, Assessore, forse in questo lei può avere meno responsabilità perché non può andare ovviamente materialmente e registrarsi il denaro in cassa, però non ve lo abbiamo detto che questo era un rischio serio a cui si andava incontro. Così pure come il miliardo e 200 milioni che valgono i mutui non sono altro che i soldi dei sardi, i soldi che erano stati stanziati e che noi avevamo rivendicato. Così pure come noi abbiamo rivendicato e ci siamo rivolti alla Corte costituzionale con dei ricorsi che hanno premiato Regioni in Italia e anche questi sono fatti, Assessore, la Valle d'Aosta, il Trentino Alto Adige non hanno più gli accantonamenti e allora dico addirittura per il Trentino Alto Adige nella legge di stabilità sono stati iscritti i debiti che di fatto sono quelli dello Stato nei confronti del Trentino Alto Adige invece noi abbiamo rinunciato ai ricorsi. Anche altri hanno rinunciato ai ricorsi ma si sono fatti pagare, noi invece in ragione di un accordo che le ricordo ancora oggi ha prodotto questa situazione di difficoltà abbiamo anche ritirato gli ricorsi, guardi un po' quanto siamo stati intelligenti e furbi.

Ancora l'azione di una Giunta e di una maggioranza si vede quando poi si va ad incidere nelle materie che contano, voi siete un fallimento. Ieri l'onorevole Cherchi diceva di ripresentarvi, io le suggerisco di andare via e di non ritornare mai più, non di ripresentarvi, perché quando noi abbiamo una sanità, una situazione dei trasporti, guardi l'ultima chicca del racconto è quella di aver dato l'ok sempre al Governo nazionale perché per carità non osiamo mai dire di no per la realizzazione di un HUB per i migranti nel porto di Cagliari, ma dove stiamo andando? Quando avete promesso che era tutto pronto per la zona Franca doganale. Ma scusate, stiamo arrivando a livelli di schizofrenia pura. Io veramente sono allibita da questo atteggiamento.

Ancora abbiamo parlato del discorso delle entrate perché la partita delle entrate è andata a buon fine, avremo più soldi, li spenderemo tutti. Ma allora perché i soldi per i poveri, per chi è in difficoltà, ma le dico anche forse qualcuno che magari voi dite: e però. Per gli sportivi, per la cultura, anche per settori per cui avete promesso di tutto e di più non hanno ancora ricevuto alcuna euro nel corso del 2017. Perché Assessore, per la prima volta da quando esiste il fondo unico non è stato ancora pagata l'ultima tranche ai comuni e questo non lo dice Alessandra Zedda ve lo hanno detto anche l'altro giorno in questa aula e non un sindaco ma molti sindaci, anzi per non dire la quasi totalità dei sindaci della Sardegna. Se fosse tutta una buona operazione ma saremo così arrabbiati, ci sarebbero tutte queste difficoltà, assessore Paci? Se la ponga questa domanda perché lei tra un po' ci dovrà presentare la finanziaria, almeno quella speriamo di non approvarla ad aprile se no avremo perso un altro anno e avremo le stesse pecche di quest'anno anche l'anno prossimo. Io credo che un momento di riflessione davvero debba essere fatto, fattelo per i sardi che ripeto ancora una volta non ho fatto nulla di male a volervi lì, vi hanno dato fiducia.

Ancora a voi basta parlare di bandi e non si capisce dove siano dopo tre anni questi bandi e ancora non c'è chiarezza, parlare ancora di Iskola, di garanzia giovani ma di innovazione e di ricerca in tutto guardi, Assessore, noi lo abbiamo visto solo tradotto in convegni, spese per comunicazione e consulenze, glielo ha appena detto l'onorevole Truzzu, ma di cose e di azioni concrete che abbiano mosso il PIL e siano intervenute per distruggere il malessere che affligge veramente le nostre famiglie io credo che non abbiamo visto proprio niente. Ancora le imprese, queste poveracce di imprese attendevano con ansia da un lato un prosieguo di un piano casa che ha dato veramente dei frutti importanti, quello sì che veramente ha smosso il PIL dell'edilizia in quegli anni che attendono ancora una legge urbanistica che anche quella la state propagandando da un sacco di tempo ma ancora nulla si è visto, forse ci starete ragionando, dipenderà dal sì anche quello, dalla vittoria del sì, non lo so, ce lo stiamo chiedendo. È una partita importante, Assessore, quella dei fondi comunitari. Ricordo che qualcuno disse nel 2014: "Adesso ci siamo noi, riusciremo ad intervenire in maniera esaustiva, precisa, sulla programmazione dei fondi comunitari". Quel librone, ve lo ricordate? Bellissimo, tante belle parole scritte in tante pagine. Ad oggi, Assessore, è drammaticamente da rilevare che la politica sui fondi comunitari è a zero, andatevi a vedere quanto abbiamo speso. Credo che siano i tre anni oramai, sempre contabilmente parlando, peggiori nella storia dei fondi comunitari, e non è che non abbiamo l'esperienza, voi avete anche le capacità, Assessore, invece dobbiamo registrare le cose peggiori. Non solo, non glielo ricorderei, ma sa perché glielo ricordo? Perché per tre finanziarie di seguito ci avete preso in giro dicendo che le azioni si sarebbero fatte con i fondi comunitari, è per questo che glielo ricordo. Quindi, datevi una mossa anche sotto questo profilo perché siamo a dicembre del 2016, ed è gravissimo questo fatto, perché voi avete avuto da gestire tra l'altro un periodo che non si ripeterà, erano ancora quelli degli anni di transizione, oggi siamo in competitività, e spendere i fondi comunitari è sempre più difficile, più complesso. Quindi, avete perso un'occasione veramente pesantissima e ne avete tutta la responsabilità. Guardi, non entro nel merito delle attività che andremo a fare, tanto vi nasconderete sempre sotto la logica dell'applicazione del "118". Anche su questo, Assessore, le voglio ricordare che le avevamo detto che forse un anno di transizione ancora sarebbe bastato…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). A dire il vero mi viene un po' difficile entrare nel merito di questa proposta di legge perché vorrei innanzitutto riprendere alcune dichiarazioni fatte testé dalla consigliera Zedda, ma direi da quasi tutti gli intervenuti, e porrei il problema di tutti quelli non intervenuti. Paolo VI diceva che la politica è la più alta possibilità di carità che si possa manifestare se ben fatta. Mi sono lamentato ieri del fatto che ci sono non rispondenze presso la pubblica opinione perché non viene trasmesso esattamente quello che si verifica in quest'aula. Chi prende i danari per servire il popolo sardo e per servire in generale il popolo deve adempiere ai propri doveri, e i propri doveri sono quelli di non restare passivi se nella propria coscienza qualcosa morde. Non ditemi che non è così in maggioranza perché i vostri ragionamenti io li conosco ad uno ad uno quando siamo fuori dall'aula o fuori dei vostri gruppi. Se invece si ritiene che passivamente bisogna accogliere tutto, bene, lo state dimostrando anche quest'oggi in quest'aula. È un fatto di etica e di morale, è come quando non si trasmette fuori all'opinione pubblica quello che effettivamente avviene nell'aula. Io non critico perché oggi si costuma scegliere i giornali secondo la tendenza, uno se ne comprava da sempre più di uno di diverse tendenze, chi faceva politica in altri tempi aveva la fascetta dei giornali che andavano dalla destra alla sinistra, e comparava l'insieme. Oggi questo fa difetto perché c'è soltanto la linea unica, il pensiero unico che deve guidare o l'una o l'altra parte. Io ancora una volta dissento perché mi sento un'anima libera e voglio essere tale, e non ho avuto mai peli sulla lingua né nei confronti della mia vecchia maggioranza né nei confronti dell'attuale minoranza qualora le cose non vadano bene. Auspicherei che altrettanto avvenisse da parte di tutti se in libera coscienza ciascuno potesse dire quello che è. Non credo di essermi allontanato molto dai temi che abbiamo in discussione sulle variazioni di bilancio perché è una modestissima variazione di bilancio, ma che nasconde significative… Oppi, se dovesse parlare o se parlerà, avrebbe detto che si fa qualche marchetta, perché non si doveva usare più questo termine. Mi pare che ce ne sia più di una e certamente ben evidenziate, se uno sa leggere capisce che cosa c'è scritto dentro queste norme. Tra l'altro, è stato accennato che ci sono delle norme spurie qui dentro, e se si fosse fatta veramente una verifica come si fa e si dovrebbe fare, e non solo certe volte, avremmo dovuto togliere alcune norme intruse all'interno di questa proposta di legge. E sempre a proposito di chi ha richiamato la presenza del Presidente in Aula, io capisco che forse il Presidente lo sta facendo più Paci che Pigliaru, e questo lo abbiamo ormai capito tutti, Pigliaru va in giro oggi per manifestare per il sì, domani perché deve andare a firmare qualche altro atto fuori, ma certamente nella concretezza del Governo regionale non è presente, ed è grave, perché dà il segno di quello che dove non c'è politica non c'è guida, non c'è programmazione, non c'è indirizzo, non c'è prospettiva per il futuro. Ora, se ciascuno di noi fa il proprio dovere e lo compie bene sino in fondo, anche sbagliando perché è umano, lo fa con correttezza e lealtà nei confronti delle istituzioni e nei confronti di chi viene ad amministrare all'interno delle istituzioni. Allora, non si nasconde il malaffare, e lo dico con totale pienezza, di aver voluto assolutamente far transitare alla ASL di Sassari un'azienda privata, e poi nascondere che non bastavano i danari di quella proposta, ma che pesano tuttora su tutta la sanità, non sassarese, sarda. E vorrei capire se quei 120 mila milioni di euro che sono oggi previsti per la sanità e per cui si dice che servono per l'elisoccorso, tra l'altro è vero che richiama una norma nazionale, ma è l'istituzione e quindi una normazione regionale, e quindi norma intrusa, per intenderci, per cui quei 90 milioni che sono previsti non so come siano stati posti e perché sono stati appostati così, o se in vero non vogliano nascondere altri abbassamenti di sbilancio del sistema sanitario regionale. Io dico che quando si fanno le cose in modo serio e non arraffazzonato, come più volte ho visto nella sanità, si studiano bene i problemi, non come ho visto nella stampa, tra l'altro, che oggi si allocca ad Alghero, domani a Nuoro, non è vero che è Nuoro…, e dopodomani ancora a Cagliari l'elisoccorso, e se uno fa una triangolazione, capisce anche che non copre soprattutto le zone veramente interessate, quelle impervie, quelle in cui il sistema sanitario difetta perché non c'è una viabilità che ti può consentire di unire in fretta l'ospedale con chi ha l'urgenza, e quindi l'orografia, il sistema di viabilità, un sistema di possibile elisoccorso, che dovrebbe essere entro la mezz'ora almeno, ma le stesse potenzialità possibili e previste, e vorrei che qualcuno prendesse coscienza anche di come è organizzato e come viene gestito il sistema del trasporto a terra dei malati. Io rischio di non poter concludere tutti i ragionamenti che sono previsti, ma credo e vi assicuro che sarà argomento per argomento, capitolo per capitolo, articolo per articolo, toccato e sicuramente riverito all'interno di questa Aula, perché non ci sia da parte mia che in modo poco onesto non dica la verità su quello che effettivamente non solo è nascosto, ma non è fatto bene. E vorrei anche dire che mi spiace non poter ricordare quello che tra l'altro è stato già detto, che nonostante sia in vigore il patto di stabilità, nessun documento contabile è stato depositato nei termini. Nel mese di giugno non è…

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Angelo Carta. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Il Consiglio giunge a questo appuntamento, come molte cose portate dalla Giunta, fuori tempo massimo, non è concepibile, infatti, che si sia costretti a esaminare, discutere e votare un provvedimento così complesso in così breve tempo. Una volta ancora si può affermare che il Senato accademico, che si sta cimentando in una sfida diversa dalla comoda cattedra nella quale sono abituati a dissertare, sta dimostrando tutta la sua inadeguatezza per cercare di risolvere i problemi che attanagliano i sardi. In questo provvedimento si legge il vano tentativo da un lato di mettere delle pezze a situazioni gravissime, e dall'altro di marcare qualche marchetta. Una pezza per tutte, quella sulla sanità, il cui disavanzo costringe addirittura ad anticipare al 2016 lo stanziamento già previsto per il 2017, con la speranza che il prossimo anno sia migliore dell'attuale. In sostanza, quindi, la Giunta regionale si affida alla buona sorte, e non certo ai provvedimenti risolutivi e ci saremmo aspettati da cotanta scienza. La penuria di risorse è palese, e questa potrebbe essere la giustificazione per un'azione poco incisiva e, anzi, per alcuni aspetti dannosa. Quando giungono in Aula questi provvedimenti ci si chiede dove sono finiti i soldi annunciati e strombazzati dal Presidente e dagli Assessori a seguito della schiacciante vittoria, a loro dire, ottenuta nei confronti dello Stato. La Nuova Sardegna del 12 dicembre 2015: "Regione, chiusa la vertenza entrate con lo Stato, in arrivo 600 milioni". L'annuncio del Presidente Francesco Pigliaru e dell'Assessore al bilancio Raffaele Paci: "Le risorse resteranno nell'Isola e non passeranno più a Roma". La Nuova Sardegna del 17 maggio 2016: "Oggi è stata messa la parola fine, ha commentato Pigliaru, sulla lunga e complicata vertenza entrate. Sono felice di poter chiudere da Presidente una partita avviata 10 anni fa da una Giunta di centrosinistra", per proseguire… "abbiamo ottenuto un risultato straordinario grazie un rapporto sempre leale e di costante collaborazione tecnica e politica col Governo e la Ragioneria dello Stato". La conclusione del comunicato ha proprio il tono della festa: "Da oggi portiamo a casa regole certe, condivise e che ristabiliscono, una volta per tutte, quanto spetta alla Sardegna". Se non fosse che in ballo c'è il destino della Sardegna e dei sardi, che ancora con coraggio e nonostante questa Giunta resistono qui, ci sarebbe da credere che siamo su "Scherzi a parte". Avete idea di cosa sta facendo lo Stato non le risorse delle province? Avete provato a chiedere alle Province di Cagliari, Nuoro, Oristano Sassari quanto lo Stato sta sottraendo loro? Io l'ho fatto, ho inviato una lettera ai commissari delle province, ai responsabili dell'aria finanziaria delle province, chiedendo che mi dessero le tabelle con i fondi sottratti dallo Stato. I fondi sono rinvenienti da RC auto e imposta provinciale sulle trascrizioni, che notoriamente sono le due entrate tipiche e caratteristiche delle province. Nel periodo dal 2012 a 2016 alla Provincia di Sassari, compresa Olbia-Tempio, sono stati sottratti 108 milioni 574 mila euro, a Nuoro e Ogliastra 45 milioni 265 mila, al medio Campidano 26 milioni 400 mila, a Carbonia Iglesias 23 milioni 800 mila, a Cagliari 121 milioni, a Oristano 22 milioni; totale, 348 milioni sottratti alle province nel periodo dal 2012 al 2016. Come potete e come avete sentito alla Provincia di Cagliari, per esempio, sono stati sottratti la bellezza di 121 milioni 310 mila 834 euro, che sommati a quelli sottratti alla Provincia dell'ex medio Campidano e Carbonia assommano a 171 milioni 592 mila euro, che non sono stati sottratti nel senso che la provincia li ha restituiti, no, addirittura questi dall'Agenzia delle entrate lo Stato se li è presi direttamente, non li hanno neanche visti nelle province. A questo proposito voglio ricordare la festosa giornata del 17 novembre 2016, quando in pompa magna il Presidente del Consiglio è atterrato a Cagliari per siglare il fantastico Patto per Cagliari, e per una volta il Presidente Renzi non ha raccontato una bugia, perché ha dichiarato testualmente: "Patto per Cagliari. Renzi, soldi veri per l'Isola, 168 milioni a imprese e trasporti"; è vero! Quei soldi sono veri, sono reali, sono i soldi dei sardi, perché i 168 milioni previsti nel Patto per Cagliari sono solo una parte di quei 348 sottratti alle province, e di questi 171 milioni sottratti alla Provincia di Cagliari. E la Giunta e la maggioranza che fanno? Tutta la maggioranza, anche coloro che dichiarano di avere la schiena dritta, con animo grato ringraziano. E oggi, a proposito di province, cosa ci propone la Giunta regionale nel DL in discussione? Nel comma 16 si prevede di autorizzare per l'anno 2016 la spesa di 2 milioni e 100 mila euro a favore della Provincia di Nuoro al fine di garantire gli equilibri di bilancio per assicurare l'esercizio delle funzioni fondamentali. Alla provincia di Nuoro, compresa l'ex Provincia Ogliastra, sono stati sottratti tra il 2012 e il 2016 45 milioni 265 mila 631 euro. Alla zona più disastrata della Sardegna, con strade da incubo, con la disoccupazione da tragedia, con lo spopolamento inarrestabile, vengono sottratte queste risorse e non si leva una sola voce per tentare di fermare questo scempio, anzi, si prevedono elemosine dallo scarno bilancio regionale per garantire gli equilibri di quella disastrata provincia. Come questo possa essere tollerato dalla maggioranza di questo Consiglio resta per me un mistero, soprattutto se penso a chi trionfalmente applaudì a operazioni di facciata, senza alcun esito concreto e reale sul destino dei sardi. Mi chiedo quanto potrà durare questa situazione di inganno che il governo italiano sta pervicacemente imponendo ai sardi. Non molto, credo, e il provvedimento che oggi stiamo esaminando potrà accelerare il rigetto da parte dei sardi di una maggioranza supina e succube di un Governo ladro.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Presidente, colleghi e colleghe, oggi con la discussione della variazione del bilancio per l'esercizio finanziario 2016 e bilancio pluriennale entriamo un po' nel vivo della discussione su quei temi molto cari alla Sardegna, molto cari ai sardi. Sono così importanti per i nostri concittadini, per la nostra terra, che la maggioranza tratta un argomento così delicato con una superficialità sconcertante. Superficialità perché solo stamattina 30 novembre iniziamo la discussione su un tema che dovrebbe richiedere giorni di ragionamenti, giorni di confronto, giorni di valutazioni serie, obiettive, per cercare in qualche modo di trovare quelle soluzioni per far crescere, per fare sviluppare l'economia della Sardegna. Invece, per una questione squisitamente politica, anzi partitica, per una questione legata a un tema molto leggero quali impegni del referendum prima, ma soprattutto legato al mancato rinnovo degli organi quali i Presidenti di Commissione, Questori, Vicepresidente e quant'altro è venuta meno l'importanza per quello che è invece il cuore del Consiglio regionale, il cuore di quell'attività che sono tutte quelle spese che la Regione dovrà mettere in piedi per fare in modo che la sanità, le scuole, i trasporti, il mondo del lavoro possano beneficiare. Quindi, ancora una volta si dimostra una inadeguatezza, una evidente incapacità, ma soprattutto un pessimo rapporto con la politica e con chi in qualche modo rappresenta le istituzioni, soprattutto quei consiglieri eletti dal popolo, non quelle persone che oggi siedono nei banchi della maggioranza che fanno parte di quella bellissima categoria sempre più recente di questi giorni dei nominati, di quelle persone che dalla strada solo per simpatie, solo per presunte capacità, perché voglio anche riconoscere al professor Paci che è qui presente che fa da materasso anche a tutte le accuse che noi facciamo, quindi sotto questo profilo professor Paci io riconosco a lei anche il coraggio oltre che l'onestà intellettuale, questo per carità lo riconosciamo a tutti, però sono preoccupato professor Paci perché mio figlio si è laureato con lei, lei ha dato i voti a mio figlio e quindi lei ha insegnato a mio figlio cosa significano anche alcune materie economiche e sono preoccupato perché mio figlio è disoccupato. È tra quei disoccupati che probabilmente, pur avendo ottenuto il massimo dei voti a scuola, oggi si ritrova probabilmente con un insegnamento che non è stato adeguato, perché il risultato finale, professore, è questo, se la Sardegna si ritrova in questa situazione dal punto di vista politico la colpa è dei docenti universitari, dei professori che oggi governano la Regione Sardegna. Se moltissimi ragazzi che voi avete sfornato dall'università anche a pieni voti non trovano lavoro...

RUGGERI LUIGI (PD). È di pessimo gusto citare l'attività professionale... di pessimo gusto!

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Apriamo un dibattito! Collega Ruggieri parli quando ha la parola, anche perché dice cose fuori luogo e insensate. Poi è il difendere l'indifendibile, quindi guardi, proprio sta sbagliando in pieno. Di pessimo gusto è quello che dice lei!

PRESIDENTE. Onorevole Ruggieri, grazie.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Perché poi adesso parliamo anche del referendum così vi stimolo, vi do qualche elemento in più di ragionamento, però dobbiamo fare in ogni caso un discorso tenendo conto delle eccellenze, perché qui stiamo parlando di eccellenza, perché portare in Aula il 30 novembre un documento così importante è un'eccellenza della politica. La politica dimostra la sua grande capacità di portare in Aula un documento importante come quello della variazione di bilancio. Voi tenete alla Sardegna e questa è la dimostrazione. L'attenzione che meritano i sardi è quella del novantesimo minuto scaduto perché in cinque minuti liquidiamo il bilancio e quindi siamo tutti tranquilli e beati. Noi facciamo un'operazione semplice, veloce, d'altronde quello che stiamo trattando sono argomenti leggeri, perché trattare di chiudere il bilancio, di far quadrare i conti con un mutuo di 40 anni per i sardi (e qui non si scandalizza nessuno!) 500 milioni di mutuo in quarant'anni beh, complimenti, se questo è il modo di operare, se è questo il modo di trovare le soluzioni per la Sardegna. Probabilmente abbiamo una visione diversa della politica e di come si gestisce la politica e la cosa pubblica, ma in realtà non è la prima volta che ci sorprendete con le vostre bellissime azioni, l'abbiamo già visto nel bilancio di previsione approvato addirittura ad aprile. Ad aprile che previsione è? Ad aprile siamo già a metà anno, ma anche lì vi siete superati, la politica dei professori si è superata con l'aumento Irpef e l'aumento Irap per le imprese. Questo è l'aiuto che noi vogliamo dare all'impresa sarda? Questo è l'aiuto che noi vogliamo dare ai nostri disoccupati? Questa è la visione di Sardegna che voi avete? Beh, imbarazzante. Disoccupati che per chi non lo sapesse, ma lo sappiamo tutti perché siamo uomini di mondo, oltre che facciamo parte di una classe politica, la disoccupazione giovanile è del 48 per cento quella ufficiale, ma in realtà io credo che sia oltre il 60 per cento perché alcuni giovani... Presidente, però ogni tanto la campanella servirebbe... alcuni giovani non hanno neanche la voglia di perdere tempo ad iscriversi nelle liste di disoccupati. Abbiamo una disoccupazione che è tra le più alte d'Italia, ci dobbiamo preoccupare. È chiaro che non è la colpa di professor Paci, me ne guardo bene, capisco che anche il professor Paci è vittima di questo sistema e sotto questo profilo io capisco anche perfettamente che a questa grande capacità...

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Prego, onorevole Rubiu.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Presidente, la gestione dell'Assemblea è la sua, lei è molto bravo a fare questo però cerchi di far accomodare i colleghi perché io ricordo che il povero Desini è l'unico collega che è stato allontanato dall'aula per cose meno gravi.

PRESIDENTE. Onorevole Rubiu, può continuare l'intervento.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Voglio dire, qui ci sono persone che chiacchierano liberamente, non mi sembra il caso che l'Assemblea proceda in questo modo. Comunque, al di là di queste cose, a fronte di un avanzo per il 2016 pari a 280 milioni e nel complesso di una massa manovrabile pari a 305, nella variazione di bilancio balza subito agli occhi il fatto che quasi 130 milioni di euro siano finalizzati a dare copertura finanziaria a minori entrate e ben 120 milioni siano destinati alla copertura del disavanzo sanitario. Anche qui siamo dicendo cose in qualche modo arcinote, però su questo tema forse voi non vi rendete conto cosa accade fuori di quest'aula, perché per una prenotazione da un reumatologo della cittadella universitaria di Cagliari occorre 14 mesi di attesa. La riforma sanitaria, la proclamata risoluzione di tutti i problemi dei bandi della sanità, ha prodotto un grandissimo risultato, quello di scontentare i sardi. Sulle riforme sanitarie, badate bene, si vincono e si perdono le elezioni, la Sardegna vi sta aspettando, vi sta aspettando perché è ben felice di dare anche il 4 dicembre…

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Non mi sorprende che alcuno dei consiglieri di maggioranza intervenga, non mi sorprende perché ormai tutto è una sorta di tacito consenso su quello che qualcun altro fa, in pratica il compito lo detta la Giunta regionale, la sua maggioranza lo esegue, salvo poi qualcuno lamentarsi a Sassari come a Olbia, a Nuoro come ad Oristano, a Carbonia come nel Medio Campidano che tutto quello che fa la Giunta è frutto di iniziative, le più censurabili e le più criticabili, ne prendiamo anche le distanze, ma qui a Cagliari i sardi devono sapere che c'è una maggioranza chiara, quella di centrosinistra, fatta da consiglieri regionali che rispondono non alle logiche del proprio territorio ma alle logiche politiche di una Giunta regionale sotto la quale evidentemente si registra una sorta di totale e supina acquiescenza. Ed è quello che si sta verificando nella complice attività che mai si è vista in una campagna referendaria da parte di qualche mezzo di informazione con la esaltazione dell'arrivo e anche della dipartita dall'isola di prezzolati ministri italiani che guarda caso stanno venendo in Sardegna a spese dei contribuenti italiani e sardi non per aiutare i sardi ad uscire da uno stato di crisi comatoso, no, ma perché devono convincere i sardi che tutto sommato, convincetevi delle buone ragioni del sì che fanno carta straccia della vostra autonomia, ma non vi preoccupate tanto c'è il duo toscano Renzi-Boschi che probabilmente vissuti alla corte medicea pensano davvero di venire ad imbrogliare, a prendere in giro i sardi con le loro fallaci argomentazioni su questioni invece che neppure mai hanno trattato in un loro intervento alla Camera, a Palazzo Chigi quando si è trattato di parlare della Sardegna. Ci saremmo aspettati da questi ministri che fossero venuti qui in Sardegna se mai per capire come affrontare le crisi, quelle vertenze industriali irrisolte, assessore Paci, perché quelle poche vertenze industriali non hanno ancora avuto soluzione. E dico poche perché ormai non ci sono neanche più vertenze perché non c'è più l'industria, perché è un deserto, perché oramai tutto sta scorrendo nel silenzio anche compiacente spesso del sistema delle organizzazioni anche quelle datoriali di quest'isola che si rivelano a tutti i costi filogovernative ma ne capiamo anche la questione. Noi denunciamo una situazione davvero che penso in anni di esperienza in quest'aula non si è mai verificata, della figura di un Presidente della Giunta regionale che ad ogni arrivo di ministro stende tappeti rossi per essere schiaffeggiato, per essere insultato, per essere deriso, per essere umiliato e siccome quel Presidente rappresenta anche me nella sua funzione, io questo non lo tollero e non lo posso consentire, Assessore. È qualcosa davvero questo sì di vergognoso perché un Presidente della Giunta regionale che tra l'altro è entrato a pieno titolo nell'agone della campagna referendaria e anziché tutelare le ragioni della specialità e dell'autonomia, ve lo ricorda a voi del PD anche l'onorevole Speranza che abbiamo sentito proprio nella giornata di ieri, non lo dice uno di centrodestra, lo dice qualcuno della vostra parte politica che è a grave rischio l'autonomia della Sardegna, l'autonomia statutaria. E allora di fronte ai dati incredibili che lo stesso rapporto CRENOS, Assessore, riporta dati economici inquietanti con una disoccupazione che si avvicina al 20 per cento, con una disoccupazione giovanile che davvero non ha ormai comparazione con quello che succedeva nel passato, con una diminuzione dell'occupazione, con un PIL che rispetto a tutte le regioni del Mezzogiorno che ha avuto un incremento dell'1,0 per cento in Sardegna siamo allo 0,2 per cento. Vi chiedete il perché, vi siete chiesti almeno il perché, avete cercato almeno di dare una risposta? Perché in Sardegna c'è un alto rischio di povertà, quella che riguarda gli individui che è pari al 27,2 per cento come incremento e quella che riguarda le famiglie pari al 14,9 per cento? Ci sarà una ragione e la ragione è di quel basso indice di competitività che purtroppo relega la Sardegna al 222º posto tra le 272 regioni europee.

Assessore, siamo solo in buona compagnia con quelle regioni che sono in fortissimo ritardo di sviluppo dell'Est. E allora vi siete chiesti se avete fatto bene a ritirare quei ricorsi promossi davanti alla Corte costituzionale che erano a difesa della nostra autonomia, della nostra specialità, che sicuramente davano un punto di forza anche al governo regionale nel rapporto con lo Stato? Voi ritenete che l'impatto del patto che è stato firmato per la Sardegna stia producendo qualche effetto positivo? I patti che state firmando in Sardegna, domani firmerete anche quello dell'Ogliastra, domani o dopodomani, ma perché non dite la verità? Dite che sono patti virtuali, sono patti che sono legati ad altre dinamiche, soprattutto patti legati a risorse dell'Unione europea rispetto alle quali tutto deve essere messo a bando, tutto deve avere una procedura e dunque non è qualcosa che si può realizzare e avere ricaduta concreta sui territori domani come state andando a dire ogni volta che firmate un patto. Lo ricordavo ieri, quello di Nuoro, siete venuti in pompa magna a Nuoro il 14 dicembre del 2014, avete promesso miracoli, il 15 luglio del 2015 avete sottoscritto formalmente il patto, siamo al 30 novembre, e oggi una delegazione delle associazioni di categoria sono qui a Cagliari, ricevuti neppure dal Presidente della Regione, ma dal suo capo di gabinetto. Immaginate qual è l'importanza politica che date e che riconoscete. Io fossi in loro manco sarei venuto, perché questo è un affronto! Manco mi sarei seduto a quel tavolo, ma queste sono decisioni scelte che spettano a loro. Ma per sentirsi dire che cosa? Che fino al 2018 - 2019 non potranno vedere neanche un centesimo, Assessore? Fate un'operazione di verità, fatela anche in questo momento referendario. Non imitate i De Luca della Campania! Non pensiate che facendo una variazione di bilancio, dando risorse a destra e a manca possiate compensare quel grave gap che vi separa dalla società, dalla realtà. Perché le competizioni non si vincono alla De Luca, non si inganna la gente, non si ingannano i territori. Ed è la ragione per la quale nessuno pensi che si possa esaurire il dibattito e l'esame di questo provvedimento nell'arco di qualche pomeriggio. Perché ci prenderemo tutto il tempo per una puntuale verifica di ogni parola che è scritta in questo documento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Compito difficile a questo punto. Presidente, io cercherò di stare nel merito della proposta del disegno di legge, le variazioni di bilancio. E non mi nascondo e non mi tiro indietro rispetto ad una prima considerazione sul ritardo col quale lo presentiamo. Bisogna avere anche l'onestà quando si fa politica, quando si hanno delle responsabilità, di riconoscere le cose che non vanno bene. Non va bene che io, Assessore al bilancio, arrivo a proporre una variazione di bilancio così in ritardo. Perché avviene questo? E' stato ricordato, ne abbiamo discusso la settimana scorsa in sede di verifica alla Corte dei conti, l'ingresso nel sistema del bilancio armonizzato ha richiesto una rivoluzione copernicana delle procedure organizzative, amministrative e soprattutto informatiche. Perché tutta la produzione di documentazione, di tabelle, di atti richiesti dal precedente sistema contabile sono cambiate. Come sapete nel 2015 noi abbiamo iniziato l'anno col vecchio sistema contabile e durante l'anno ci siamo spostati all'armonizzato, e per la prima volta quest'anno abbiamo fatto il rendiconto 2015 col bilancio armonizzato. Questo ha portato tempi molto lunghi come la stessa Corte dei conti ha riconosciuto. Riaccertamento straordinario dei residui attivi e passivi e poi riaccertamento ordinario. Riaccertamento ordinario legato anche al crono programma, alla definizione per la prima volta del fondo pluriennale vincolato, e quindi con la definizione del crono programma di qualunque intervento sia in conto corrente, ma soprattutto di conto capitale. Quindi tutte attività nuove che per la prima volta richiedono una grande attenzione anche da parte di decine e decine di responsabili nei vari uffici, nei vari Assessorati, di fare questo lavoro. Quindi abbiamo terminato in ritardo, rispetto al tempo previsto, la predisposizione del rendiconto 2015, abbiamo poi proceduto con il riaccertamento ordinario, che si è concluso a settembre con la presentazione della delibera di Giunta del riconoscimento. In seguito alla variazione del pluriennale e al riaccertamento sono emersi degli squilibri nelle pluriennale che trovate a pagina 2 della relazione. In particolare un incremento della competenza 2016 di 288 milioni, mentre un disequilibrio di 158 milioni nel 2017 e di 60 milioni nel 2018. Come veniva ricordato, mi pare anche dal consigliere Locci, siamo stati obbligati a riaggiustare questi disequilibri e questo è la variazione che oggi portiamo. Normalmente si fa l'assestamento. Qual è la differenza fra semplice variazione e assestamento? Che l'assestamento tiene già conto dell'approvazione della parifica del rendiconto. Anche la Corte dei conti è andata molto lunga, perché anche per loro è una procedura nuova e quindi hanno impiegato molte settimane in più del normale per fare la loro relazione. Come avete visto solo la settimana scorsa c'è stata la verifica e ci aspettiamo la parifica di qualche settimana. Chiaramente non avremmo potuto tenere unite le due cose, assestamento con le variazioni, saremmo andati a Natale. A questo punto abbiamo fatto la scelta, discussa con la Corte dei conti che ci ha dato un riscontro favorevole, di separare i due momenti: adesso le variazioni di bilancio e successivamente l'inserimento nel bilancio 2016 dei risultati dell'approvazione della parifica del rendiconto. Quindi questa è la situazione, la realtà è ripeto un ritardo che ho giustificato in questo modo, poi ovviamente le responsabilità ci sono. A questo punto qual è il documento che oggi presento? E' un documento che deve riportare negli equilibri costituzionali il pluriennale. Quindi quest'anno abbiamo un avanzo, nel 2017 un disavanzo che è dovuto alla rimodulazione del pluriennale di entrate e spese, e ugualmente un disavanzo nel 2018. Quindi la manovra che oggi portiamo serve a riparificare, a riportare a zero questo. Per quanto riguarda il 2016, ed entro quindi qua anche un po'nel merito delle cose, a questi 288 milioni se ne sottraggono subito 78 per salvaguardare gli equilibri costituzionali, e in più però abbiamo un aumento di competenza dovuto a 93 milioni di gestione positiva dei mutui. Abbiamo avuto un abbattimento dell'indebitamento e quindi ci sono minori spese anche per i mutui e anche un minor tiraggio rispetto alle aspettative del mutuo infrastrutture. Cosa fare di questo ammontare di risorse in più? La prima cosa è compensare la riduzione delle entrate rispetto alla previsione del bilancio di previsione, che viene fatta nel dicembre 2015, quindi circa un anno fa. Di quanto è questa riduzione? Circa 130 milioni. È molto, è poco? Meno del 2 per cento rispetto all'ammontare delle entrate, non mi pare una grande cifra di scostamento, quindi non abbiamo sballato le previsioni. E questa riduzione delle previsioni si tratta soprattutto di Irpef, e in piccola parte di Irap, è dovuta ad un ciclo macroeconomico più debole del previsto, cosa che quasi tutti quanti ben sappiamo, le previsioni di crescita dell'Italia erano superiori a inizio anno, si sono un po' ridotte, e conseguentemente si sono ridotte anche le nostre. Pur dovendo registrare comunque un aumento delle entrate, questo è un elemento positivo, le nostre entrate stanno aumentando non quanto avremmo voluto e non quanto avevamo previsto però stanno entrando, e questo è un dato positivo. 130 milioni quindi per questo. Dopodiché 120 milioni per la sanità che hanno un duplice obiettivo perché li spostiamo dal 17 al 16, quindi sistemiamo anche i conti del 17 e, allo stesso tempo, utilizziamo la capienza in più che abbiamo del 16 per coprire il disavanzo accumulato dal 2015, quindi non è "nuovo disavanzo", ma quel disavanzo del 2015 che, come tutti in quest'aula ben sapete, non avevamo coperto perché alla sanità nel 2015 avevamo dato solamente il tanto del fabbisogno CIPE, sapendo che la sanità costa di più. Quindi con questa manovra acceleriamo se volete il riassorbimento del disavanzo, dopo di che dico solo un inciso sulla sanità, i temi della sanità che sono di tutti, che sono di tutto il Consiglio, che ci stiamo trascinando da legislature, quindi uso il plurale per dire che sono cose che riguardano certamente il passato, scusate Presidente io vedo che lampeggia, sto cercando di fare una trattazione esaustiva, se mi permettete di avere qualche minuto in più se no io poi chiudo, dite voi, io sto dando informazioni, non sto polemizzando con nessuno, sto usando il mio tempo per spiegare le cose, quindi se mi è concesso li uso volentieri. Dicevo, sulla sanità effettivamente bisogna andare avanti nel piano di risanamento: la rete ospedaliera, le altre azioni che si devono fare. Però aggiungo un altro elemento, la sanità sta pagando spese importantissime, come i farmaci innovativi che ci vengono a costare circa 50 milioni l'anno, io spero che si riduca questa spesa perché dovrebbe essere un una tantum per le persone affette da epatite C, che lo Stato ci deve riconoscere, noi qui abbiamo iniziato una battaglia, l'abbiamo detto in Corte dei Conti, sono diritti di cittadinanza, ed è incredibile che i sardi, sia la Sardegna non sia inclusa in quel fondo di 500 milioni che il Governo ha stanziato per i farmaci innovativi, il fatto che noi abbiamo le competenze sulla sanità non deve impedire alla Sardegna, ai sardi, a chi è affetto da quelle malattie di poter usufruire di quel fondo, questa è una battaglia che stiamo cercando di portare avanti, dopodiché il rimanente delle somme disponibili, come avete visto, sono utilizzate per una serie di emergenze dalle politiche sociali, per interventi sul sistema idrico, alla gestione liquidatoria delle ZIR, a emergenze nelle province, più i lavoratori, il sistema dell'Aral, la biblioteca Satta, cioè una serie di interventi urgenti, prioritari, che sono stati segnalati, questo è il senso della manovra, poi io capisco che affrontare sarebbe interessante, anche in altre occasioni affrontare il tema della vertenza entrate, e così via… io dico solo una cosa: la partita degli accantonamenti per quanto riguarda me, per quanto riguarda la Giunta regionale non è chiusa, abbiamo già impugnato altre due norme dello Stato, la legge di stabilità del 2016, che prevedeva ulteriori accantonamenti l'abbiamo impugnata, proprio qualche giorno fa abbiamo impugnato una norma e un decreto del Ministero delle Finanze che ci attribuiva e ci toglieva poca roba: 4 milioni di riserve erariali, ma l'abbiamo impugnata perché con le norme di attuazione le riserve erariali non ci devono essere più toccate. Sugli accantonamenti la partita è aperta, la partita aperta pensando anche per esempio ad una attribuzione di funzioni complete per quanto riguarda gli enti locali, discussa con i sindaci qui dentro, per quanto riguarda nuove funzioni che stiamo assumendo nella sanità, se ci sono nuovi LEA che vengono riconosciuti alle altre regioni perché non devono essere riconosciuti anche a noi? È il discorso che ho fatto sui farmaci innovativi, quindi queste battaglie delle stiamo portando avanti perché ritengo che il confronto con lo Stato debba essere sempre aperto.

PRESIDENTE. Chiedo chiusa la discussione generale, mette in votazione il passaggio all'esame degli articoli.

Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Intervengo in base all'articolo 82 del Regolamento, per una questione pregiudiziale, sull'ipotesi di rimandare il testo in Commissione per eliminare le norme intruse, un lavoro che ritengo avrebbe dovuto fare la Presidenza con l'ausilio degli uffici del Consiglio per garantire gli equilibri di bilancio che devono essere garantiti, così come nelle direttive della delibera di Giunta del settembre 2016 e così come prevede la legge, quindi noi facciamo delle variazioni a garanzia degli equilibri, ma evitiamo, e questo senza polemiche nei confronti di nessuno, evitiamo nuove indicazioni di spesa, previsti nella logica della variazione originaria, dopodiché ci concentriamo sull'assestamento.

PRESIDENTE. A norma di Regolamento è possibile un intervento a favore e uno contro, chiedo se c'è qualcuno che intende intervenire.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sabatini. Ne ha facoltà.

SABATINI (PD). Noi votiamo contro, ma il provvedimento della variazione di bilancio interviene proprio per garantire l'equilibrio di bilancio quindi al contrario di quanto è sostenuto dall'onorevole Locci.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Io credo che la pregiudiziale che ha proposto l'onorevole Locci sia a garanzia di tutto il Consiglio, non è una questione che riguarda la minoranza o l'onorevole Locci, riguarda un provvedimento che entra come variazione al bilancio perché in effetti non è una variazione al bilancio è quasi un assestamento di bilancio, quindi viene snaturata la natura del disegno di legge che parla di variazioni al bilancio con delle norme che secondo il nostro punto di vista devono essere assolutamente escluse e un lavoro in Commissione di ripulitura del testo secondo noi è fondamentale per poter evitare un testo che sia di garanzia per il Consiglio e per la giunta, quindi siamo assolutamente favorevoli.

PRESIDENTE. Sentite le dichiarazioni di voto metto in votazione la proposta di rinvio in Commissione.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Quindi possiamo procedere.

Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Come ho detto precedentemente noi non condividiamo il metodo, la sostanza e la forma di questo provvedimento, quindi il nostro voto non può che essere negativo, però, assessore PAC, io l'ho ascoltata con molto interesse e ritengo anche che lei abbia rappresentato esattamente tutte le difficoltà tra l'altro di una scelta, di un adeguamento che avete, come detto prima, scelto di fare con largo anticipo, quindi comprendiamo, così come capiamo anche che la Corte dei conti manifesta disponibilità in questo periodo e ci fa piacere anche questo, per un buon lavoro fra le istituzioni. Tuttavia mi domandavo, lei ha spiegato tecnicamente e perfettamente tutte le difficoltà, ma mi domando: chi ci parla degli aspetti politici delle vostre scelte? Chi ce li illustra? Chi ci dice perché avete fatto alcune poste di bilancio piuttosto che altre, perché stiamo affrontando tutta questa difficoltà nelle politiche della nostra Regione, verrà il presidente Pigliaru? Non lo so, io nella sua relazione ho colto le difficoltà di carattere tecnico, poi lei mi dirà che è un tecnico però io aggiungo che qui si fa politica e per i sardi sarebbe meglio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Locci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOCCI (FI). Per esprimere il mio voto contrario alla votazione al passaggio agli articoli, perché riteniamo intimamente che non ci siano i presupposti giuridici per proseguire nell'esaminare questa proposta. Questa è una cosa diversa, rispetto a quella che formalmente ci è stata presentata e che voi stessi ammettete poi in realtà non essere esattamente ciò che sarebbe dovuto essere, secondo i termini degli strumenti di programmazione, dettati dal decreto legislativo 118 del 2011. Quindi è necessario, secondo noi, anche avere il coraggio, lo dico in questo momento anche a tutti i colleghi del Consiglio, non solo di aspettare i tempi della Giunta, perché io vorrei ricordare che gli indirizzi per gli equilibri di bilancio sono di settembre e siamo oggi arrivati a fine dicembre secondo me non a caso, cioè arrivare, non a caso, ai limiti previsti dalla legge per garantire gli equilibri, per garantire le modifiche di questo bilancio, per evitare che la politica facesse il proprio dovere di indirizzo anche dalla spesa della regione. Quindi, come dire, noi riteniamo che ci sia una limitazione della sovranità consiliare rispetto a un esercizio che deve essere fatto esclusivamente in quest'Aula e non invece i tempi e le procrastinazioni determinate, i tempi presi dalle scuse della Corte dei conti, ovvero della contabilità che non sono temi di carattere politico, o determinate dalla nostra sovranità e potestà, per riportare qui dentro la programmazione economica finanziaria e non invece dove pretendono di volerla esercitare secondo noi senza nemmeno la legittimazione popolare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Io registro un dibattito malato in quest'Aula, il dibattito dovrebbe essere fatto e portato avanti, approfondito dalle due parti, c'è la necessità evidente di una dialettica in modo da approfondire il tema, da far emergere le lacune o da far emergere dall'altra parte invece gli strumenti che, a modo di vedere il centro-sinistra, servono per colmare le lacune. Niente. Silenzio assoluto da parte del centro-sinistra. Evidentemente per il centro-sinistra tutto va bene, tutto va bene in quest'Aula anche se negli sgabuzzini del Consiglio regionale e nel territorio il centro-sinistra dice ben altro. Ecco perché noi siamo costretti e saremo costretti anche ad intervenire sulle virgole, perché abbiamo l'esigenza di mettere ai raggi X tutti gli aspetti di questa manovrina, di questo assestamento. Quello che però più mi sorprende, perché l'atteggiamento del centro-sinistra in Aula, al quale evidentemente è stato dato un compito da parte del Vicepresidente, da parte dell'assessore Paci, quello che più mi sorprende è l'assenza, in queste settimane, del presidente Pigliaru, che è impegnato in una campagna elettorale molto dura, difficile, nella quale si è schierato per il sì. Una campagna elettorale nella quale è presente anche qualche consigliere del centro-sinistra che invece si è schierato molto onestamente intellettualmente e politicamente per il no. Quindi Pigliaru sta rappresentando anche voi consiglieri, colleghi consiglieri, che votate no. Ecco, il presidente Pigliaru invece di stare in quest'Aula, per discutere di questi temi che sono di grande significato, di grande importanza, va in giro per la Sardegna, a braccetto con qualche Ministro, che approfitta magari anche dei voli di Stato per venire in Sardegna, va a braccetto con questi Ministri a promettere grandi risultati per la Sardegna e a sponsorizzare il no. Credo che non sia questo modo migliore per governare l'isola, per rappresentare le esigenze dei sardi, oggi stiamo attraversando un momento molto difficile, l'economia sarda stenta a riagganciarsi alla ripresina, ma stenta perché? Perché c'è un regime finanziario del tutto asfittico, non c'è un'idea di Sardegna, non c'è assolutamente un proposito fermo, chiaro e determinato su cosa fare per uscire dalla crisi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oscar Cherchi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (FI). Assessore, voterò no al passaggio degli articoli, perché in sede di discussione generale le abbiamo posto una serie di domande e a queste domande, ahimè, lei non ha risposto o non ha voluto rispondere, molto probabilmente. Chi è intervenuto prima di me ha già spiegato i due aspetti fondamentali: uno è quello prettamente politico, il perché si fanno delle scelte, il perché si fanno delle proteste, il perché si inserisce all'interno di una variazione di bilancio, nuove proposte e quindi nuove poste in senso tecnico; la seconda, è legata al fatto che questo dimostra quanto il ruolo di chi oggi svolge l'opposizione sia snobbato, in modo anche volgare, da chi oggi siede all'interno della maggioranza a partire dagli stessi colleghi che onorano lo scranno che occupano rappresentando i sardi nel silenzio più totale, senza nessuna dimostrazione della reale complicità che si ha all'interno del testo. Io lo capisco e vi capisco, colleghi, che è difficile difenderlo, lo capisco benissimo perché fuori da quest'Aula, noi chiacchieriamo, parliamo, ci confrontiamo, e sentiamo perfettamente quali sono le critiche che voi stessi date, o perlomeno proponete, nei confronti di chi siede nei banchi della Giunta. Senza togliere niente al vostro presidente che probabilmente in tempi passati e con una legge elettorale differente e quindi un ruolo differente di elezione del Presidente della Regione, avreste sicuramente già sostituito con i voti del Consiglio regionale. Ma ahimè non è più possibile perché altrimenti vi manderà a vi può mandare a casa, quindi dovete sopportarlo fino a quando deciderà lui, quando questa Assemblea potrà rimanere ancora in piedi. L'altro aspetto, che credo che sia di tipo tecnico, Assessore, e neanche su questo lei ha dato una risposta, è quello del testo. Questa è una variazione di bilancio, io gliel'ho detto ieri, se un suo studente si fosse presentato davanti a lei e avesse, per caso, confuso che cos'è un assestamento di bilancio rispetto a una variazione di bilancio lei che cosa gli avrebbe detto? 30 e lode? Non credo Assessore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Crisponi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Certo non vi è nulla da dire sui presupposti tecnici e contabili che sono stati portati alla nostra attenzione da parte dell'assessore Paci, niente da dire anche perché si riscontra un sostanziale via libera sulla modalità di procedere da parte della Corte dei conti. Niente da dire quindi sotto il profilo puramente burocratico amministrativo, ancora una volta. Molto da dire invece sotto il profilo politico, perché è vero che questa variazione di bilancio è certamente ricca di elementi che avrebbero meritato l'attenzione dell'Aula nel suo completo interesse, non solo da parte della minoranza, che oggi affronta questi temi puntualizzando e punteggiando ogni elemento che è racchiuso qui dentro che, evidentemente, non soddisfa alcuno di noi. Ma, avrebbe meritato anche l'attenzione dei colleghi della maggioranza che sembrano effettivamente accettare, senza alcun tipo di intervento, senza discussione alcuna, senza valutazioni che invece avrebbero meritato tutti gli elementi di una serena discussione. Mi domando come è possibile muovere centinaia e centinaia di milioni senza che i temi reali vengano affrontati, ne cito uno per tutti perché è stato oggetto di un'interrogazione dei Riformatori nei giorni scorsi, è stato anche oggetto di una valutazione di qualche consigliere della maggioranza, ma è possibile che si muovono risorse ancora una volta pesantissime per la sanità e non si individui un elemento che dia una mano alle famiglie numerose; costa troppo mettere mano al portafoglio della Regione che si è mosso di tutto e per tutto con 3 milioni e mezzo da mettere a disposizione delle 3000 famiglie, non si vedono segni di questo genere e quindi è evidente che a un'assenza di dibattito, a un'assenza di discussioni che tocchino i gangli vitali della vita delle famiglie, delle imprese, dei giovani che lavorano, di chi il lavoro lo ha perso non si possa individuare un percorso che sappia saggiamente individuare nel loro insieme le criticità di questa nostra amata terra. Ed è proprio per questo che il mio voto sarà decisamente contrario.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Truzzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Grazie Presidente, per esprimere ovviamente il mio voto contrario in parte sulla base delle osservazioni che faceva il collega Locci considerando il fatto che sarebbe stato opportuno evitare davanti ad una legge di variazione di bilancio di inserire tutta una serie di norme che dal punto di vista tecnico poco hanno a che fare visto anche la rappresentazione che ha fatto l'Assessore sulla rappresentazione prettamente tecnica. Altro motivo per cui voto no è in parte legato alle giustificazioni che ha dato l'Assessore e anche al fatto che abbia riconosciuto la questione del ritardo, io vorrei dire che è vero che non c'era il giudizio di parificazione da parte della Corte dei conti che ci permetteva magari di fare l'assestamento, però questa proposta di variazione del bilancio poteva essere messa a disposizione della Commissione e dell'Aula ben prima perché si poteva fare in seguito a quella delibera che è stata fatta a metà settembre che ci avrebbe magari consentito di fare un dibattito più sereno, più corretto e di conoscere meglio la situazione dei conti. Invece lo facciamo così all'ultimo giorno disponibile sempre con l'acqua alla gola e ritornando a quella questione della mancanza di programmazione che è emersa ieri e che ritorna oggi. Altra questione sul ritardo dovuto alle difficoltà del "118", signori io non lo so se in questa Regione ci siano difficoltà maggiori se siamo meno bravi, però in gran parte delle Regioni italiane lo hanno fatto non dico nei tempi e nei termini previsti ma sicuramente in altri periodi dell'anno. Io ricordo per esempio che la Lombardia, il Friuli, il Veneto e l'Emilia hanno approvato l'assestamento a luglio e anche il Lazio che non è proprio la Regione migliore dal punto di vista della programmazione lo ha fatto a luglio, il Piemonte lo ha fatto una settimana fa, la Liguria lo ha fatto ad ottobre, la Basilicata lo ha fatto all'inizio novembre. Allora non ci si venga a raccontare qui la favoletta che è sempre colpa di qualcosa o di qualcun altro perché purtroppo io ho la convinzione che invece ci sia un chiaro disegno, che è quello che diceva anche il collega, di arrivare all'ultimo per metterci davanti al fatto compiuto e non essere in condizioni invece di fare una valutazione complessiva come dovrebbe fare la politica e quindi in conclusione noi stiamo rinunciando, lo dico a tutti i colleghi di maggioranza e di minoranza, all'esercizio del nostro ruolo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Christian Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS CHRISTIAN (PSd'Az). Grazie Presidente, in verità la mia è una questione pregiudiziale, perché questo testo, l'articolo 1 comma 37 in particolare, introduce per la prima volta l'applicazione del "118" del 2011 con riferimento al riconoscimento dei debiti fuori bilancio e il comma 37 in particolare ha una previsione di 13 milioni e mezzo di debiti fuori bilancio che per larga parte sono di enti che il decreto definisce strumentali della Regione per quanto nella nostra legislazione non fossero così previsti. Non ho riscontrato nella documentazione allegata agli atti del Consiglio la relazione del collegio sindacale rispetto alla legittimità di questi debiti fuori bilancio. In verità non credo, ma questo lo pongo in termini di dubitativi e come interrogativo, non credo che la Regione abbia ancora costituito ai sensi dell'articolo 72 un proprio collegio sindacale che lo possa certificare, quindi la prima parte del mio interrogativo è: è legittimamente iscrivibile all'ordine del giorno quindi in un testo di legge senza la preventiva certificazione del collegio di previsione di cui all'articolo 72 un debito fuori bilancio? Punto due parrebbe che vi siano relazioni del collegio sindacale, degli enti che hanno generato questi debiti fuori bilancio però non sono allegati al testo e nella documentazione a corredo, quindi non credo che il Consiglio possa procedere in maniera compiuta a valutare e quindi riconoscere l'eventuale legittimità di questi debiti fuori bilancio senza avere le relazioni allegate.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (Psd'Az). Io credo che il collega Solinas abbia evidenziato uno dei vulnus che sono alla base anche della questione pregiudiziale che è stata esaminata prima, quindi io gradirei che gli Uffici rispondessero se è possibile al quesito chiaro e preciso che è stato posto. Per quanto riguarda il voto sarà un voto contrario e intervengo anche per dare atto all'assessore Paci di avere responsabilmente assunto una responsabilità e aver spiegato i motivi del ritardo omettendone uno quello più importante e cioè la Corte dei conti ha tardato certamente, la normativa è innovata certamente, le procedure informatiche sono sicuramente modificate, però lei è riuscito lo diciamo in un tempo congruo a portare, ad avere un documento da portare in consiglio quindi monta a cavallo e si avvia tranquillamente (…) in consiglio a un certo punto sente un'orda e urla selvagge di cavalieri che dalla collina scendono per accaparrarsi il bottino, c'è stata anche in questo caso, anche in questa variazione di bilancio, che così non è perché è altro, l'assalto e la necessità di dover spiegare, badate che non ci sono i soldi, guardate che le marchette non potete farla questa volta, non tutte almeno, ha dovuto cedere in qualche passo e questo ha ritardato ulteriormente l'arrivo in Consiglio e ha snaturato un provvedimento che poteva essere, come giustamente si è spiegato, tecnicamente ineccepibile in un documento che non è una variazione di bilancio, non è un assestamento, è un qualcosa di ibrido che non si conosce bene neanche figlio di chi sia. Perché lei lo ha dipinto da un punto di vista tecnico ma non basta per spiegare cosa dovremmo andare ad approvare e a votare. Quindi in questa situazione con delle pregiudiziali molto ben chiarite molto ben spiegate, con delle risposte che non arrivano credo che il voto contrario sia l'unico che possa garantire anche il ruolo di consigliere regionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giovanni Satta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SATTA GIOVANNI (Gruppo Misto). Intanto apprezzo anch'io quanto detto dall'assessore Paci che fa un mea culpa per quanto avviene in questo caso ma devo ribadire anch'io che non si tratta di un'eccezione bensì di una costante, sono due mesi quasi che in aula non si lavora, i lavori delle Commissioni sono anche questi rallentati o paralizzati dalle beghe interne dei partiti per i rinnovi delle cariche, questo bisogna avere il coraggio di dirlo. Quindi non è un'eccezione che si rispetti il dettato dell'articolo 51 del decreto legislativo numero 118 del 2011, quindi la data del 30 novembre per portare un documento così importante, dove chiaramente si chiede anche alla maggioranza di non intervenire per accelerare i tempi, per rispettare quei tempi ma questo fatto non è una novità. Per tre mesi ho quattro si è assistito anche per quanto riguarda la riforma sanitaria a delle prese di posizioni nitide da parte dei consiglieri di maggioranza di minoranza, questa riforma non deve passare, questa riforma non passerà mai, va modificata poi abbiamo assistito nel voto tranne qualche eccezione ad un "amen" a tutto quello che dice la Giunta regionale. Quindi il Consiglio regionale non può parlare, viene messo in condizione di non discutere, questo ripeto è una costante nonostante apprezzi l'atteggiamento dell'assessore Paci. Sono state fatte delle mozioni, Presidente, una in particolare che riguarda il mondo dell'agricoltura, qua abbiamo 13.000 aziende nel settore ovicaprino che stanno boccheggiando, ma non boccheggiano solo perché il prezzo del latte, che non può dipendere ovviamente dalla politica, non arriva, ma la Sarda Formaggi con cui io ho parlato, perché io ho parlato oltre che con gli industriali anche con le cooperative, quest'anno ha dato 270 caparre, anticipazione sul prezzo del latte, in più ad aziende che vanno lì a lamentarsi perché non arrivano i premi, non arriva il premio unico, non arrivano tutti gli altri premi previsti dalla Comunità europea. I bandi sono in ritardo, quindi anche qui la Giunta manca, quindi manca di programmazione, quello che sarebbe dovuto essere alla base della vostra esperienza e ci avrebbe dovuto far fare quel salto di categoria che invece non abbiamo fatto nonostante siate dei professori universitari.

I debiti fuori bilancio. Anch'io condivido quanto ha asserito il collega Christian Solinas, perché mancano le azioni sindacali, non si è mai approvato un debito fuori bilancio che passa all'interno di una legge senza che ci sia la relazione del collegio sindacale, degli enti a cui appartengono questi debiti fuori bilancio. Questi sono i risultati delle vertenze entrate, ci troviamo a spendere altri 120 milioni in più sulla sanità, è vero il 2 per cento della spesa non è tanto, però dopo aver ventilato…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Edoardo Tocco. Ne ha facoltà.

TOCCO EDOARDO (FI). Io, assessore Paci, la ammiro, perché oggi sta facendo il bersaglio, è l'unico bersaglio in quest'aula, e quando qualche collega dice che sono assenti sia il Presidente che qualche altro suo collega non dice male, anche perché mi sembrava che in questo momento, vista la pressione e la fretta di portare avanti un documento di questo genere, sarebbe stato opportuno che qualche suo collega fosse rimasto in Aula, non solo il Presidente che sta girando, come qualcuno sostiene, tutta la Sardegna con i ministri di turno, non solo il Presidente, ma anche qualche collega della maggioranza che sta facendo la damigella d'onore da due giorni. Va bene, può anche starci, non ci sta il fatto che ovviamente in questo momento ci sia questo disinteresse completo da parte della buona parte della Giunta e dello stesso Presidente. Io rischio di essere pedante, ma torno ancora sul discorso della sanità. Assessore, qui sicuramente si stanno canalizzando diverse decine di milioni di euro, però il problema è questo, che alla fine dei giochi qui manca un vero programma, e io non voglio dare la colpa a nessuno, ma manca un programma. Lo sappiamo tutti, si stanno spolpando un sacco di reparti degli ospedali più grandi della Sardegna, si è accorpato Brotzu-Oncologico-Microcitemico, è stato chiuso un reparto al Microcitemico della diabetologia pediatrica per spostarlo da un'altra parte, ho fatto solo quest'esempio. Si vuole demansionare il reparto di emodinamica. Il programma qual è alla fine? Si stanno stanziando tutti questi soldi, però alla fine, alla base di tutto, alla fine della fiera qual è il programma da portare avanti? Cioè, questa è una cosa che secondo me si sarebbe dovuta fare contemporaneamente e non prima un passaggio e poi l'altro. Io questo lo dico perché sto ascoltando da tempo veramente le grandi lamentele da parte sia dei professionisti che dei territori, quindi scusate veramente, rischio di essere tedioso, ma io credo che questo sia il momento più importante per evidenziarle. Non solo, ma giusto per stare nelle cose, proprio adesso mi è arrivato un messaggio per quanto riguarda gli insegnanti di sostegno per un bambino disabile che chiaramente, in questo momento, non ha la possibilità di avere un insegnante di sostegno, forse non era il momento per dirlo, però io credo che sia un momento da affrontare e pensare anche a queste situazioni, prendere coscienza tutti noi insieme, visto anche che queste situazioni sono diventate così impellenti. Ecco, io credo che, a questo punto, sia il caso veramente di non guardare soltanto…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC Sardegna). Io, se ci fosse anche un solo motivo per assumere un atteggiamento diverso, dico che l'atteggiamento della maggioranza è irritante, non si è mai verificato, e non è che si verifichi oggi, è una costante, su ogni provvedimento legislativo il Gruppo di maggioranza non interviene. Poi io volevo precisare una cosa: amici cari, ricordatevi che le elezioni le ha vinte questa minoranza, le ha vinte di 12 mila voti. Voi avete vinto le elezioni sul nome del Presidente attraverso la convergenza di voti del centrodestra, di un gruppo che si era formato, e che si è potuto formare, ahimè anche per mia responsabilità, che ho consentito al consigliere del mio Gruppo di poter dare l'adesione tecnica, all'amico Tupponi, quindi avete capito, sapete perfettamente da dove sono arrivati i voti. Detto questo però, mi scusi, Assessore, troppi interventi su un settore specifico certamente servono poco, se si entra nello specifico, però qualche cosa che avete detto non è precisa. Io non sono come gli altri, se uno disturba chiedo al Presidente di recuperare il tempo, perché se no stasera noi ci mettiamo con la schiena contro e disturbiamo come avete fatto voi, come avete fatto voi, prima. Detto questo, ci sono dei dati, è tempo di smetterla di essere presi in giro, voi probabilmente ci tenete a fare certe figure, ma si parlava per l'ennesima volta del 1° dicembre per il Mater Olbia. Allora, per essere corretti, ci sono anche altri soldi che dovremmo dare. Se partissero il 1° dicembre, ma non hanno ancora presentato neanche la domanda di accreditamento, ancora, e passeranno quattro o cinque mesi, ci sono 54 milioni che gli dobbiamo dare, grazie praticamente alla Presidenza del Consiglio che ha fatto un provvedimento e ha dato delle cose che sono assurde. Detto questo, non è che si stia migliorando, non è soltanto questo. Io ho un dato che è di due giorni fa, che riguarda la fonte Osservatorio Osmed di Aifa, ebbene la Sardegna non solo non migliora, ma tende a peggiorare. Per quanto riguarda la spesa farmaceutica ospedaliera, la media nazionale è circa il 4,9, noi siamo al secondo posto col 5,7. Ma per quanto riguarda la spesa farmaceutica territoriale la Sardegna, la cui media normalmente è l'11, è prima in Italia, ha peggiorato notevolmente. Poi non concordo con lei per quanto riguarda, Presidente, il fatto che lei ha detto che certamente non avremmo potuto migliorare in qualche settore specifico, non migliorie, innovativi, voi eravate addormentati, e sono stato io che vi ho detto: "Guardate che possiamo fare una battaglia per recuperare le risorse perché non avete fatto la domanda". Così come per quanto riguarda, per esempio…

PRESIDENTE. Ha avuto trenta secondi in più, onorevole Oppi, ha avuto trenta secondi in più, infatti.

È iscritto a parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Per esprimere il concetto del voto contrario alla variazione di bilancio che stiamo discutendo, e anch'io mi voglio accodare tra quelli che fanno i complimenti all'assessore Paci per l'onestà, per lo meno ha pubblicamente dichiarato e ha ammesso le responsabilità, per quanto poi ha ovviamente cercato di spiegare quali sono le ragioni anche dal punto di vista tecnico che hanno portato la Giunta a questo ritardo. Però questo non toglie minimamente il nostro concetto sul decreto-legge, perché quanto evidenziato dimostra che ci sono evidenti lacune, poi quando entreremo negli articoli saremo anche più precisi nello spiegare a cosa ci riferiamo, e complessivamente il testo esprime un concetto che è stato ribadito anche nelle recenti manifestazioni dei sindaci in quest'aula, dove i sindaci, in rappresentanza delle amministrazioni comunali, ma soprattutto in rappresentanza di tutti i sardi, hanno spiegato in quale situazione oggi versano i comuni con il bilancio armonizzato, che è schiacciato tra le difficoltà della programmazione dello Stato e quella regionale, quindi un'assenza totale. Il decreto legge numero 382, inoltre, questo ritardo porterà a molti comuni della Sardegna, che hanno ricevuto il finanziamento per la predisposizione dei piani particolareggiati del centro matrice, di cui alla determinazione 4929 del 10 novembre 2011, il direttore generale della pianificazione urbanistica si trova in difficoltà l'iter di approvazione entro il 31 dicembre 2016. Nel disegno di legge, nella relazione della Giunta, si evince la volontà di venire incontro ai comuni concedendo una proroga con il comma 12 dell'articolo 1, ma nel testo della Commissione il comma 12 fa riferimento ai finanziamenti di cui al DGR 33/21 del 30 giugno 2015 "Contributi a favore degli organismi di spettacolo". Poiché pare doveroso concedere la proroga ai comuni beneficiari dei contributi per i piani particolareggiati, occorre capire in quale parte del provvedimento si dia atto di questo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Io voterò contro il passaggio agli articoli, come voterei a favore se appartenessi alla maggioranza, proprio perché noi, nell'illusione del presidenzialismo e del presidente eletto dal popolo, avevamo un sogno, come Martin Luther king, che non si è realizzato, siamo gli uni contro gli altri. Sono d'accordo con il Presidente del Consiglio quando ha dichiarato alcuni giorni fa che la nostra legge elettorale è una schifezza, però non basta dire che è una schifezza, bisogna mettere rimedio a questa schifezza. Ci troviamo di fronte a un presidente eletto dal popolo, senza un progetto politico complessivo, un presidente eletto dal popolo che lascia inalterata la struttura di quando il presidente veniva eletto dal Consiglio regionale; uguale! Non abbiamo modificato la legge numero 1, non abbiamo portato avanti la legge statutaria, non abbiamo ridotto il numero degli assessori, non facciamo i lavori dipartimentali, non mettiamo il Consiglio in condizioni di partecipare a questo progetto politico. Vogliamo dirci la verità? Vogliamo dire che è questo il problema? Che il Consiglio regionale si trova, al di là delle appartenenze, in condizioni di non poter incidere, di non poter decidere. Ho dichiarato poco tempo fa che è quasi un ente inutile, perché andiamo qui a proteggere una maggioranza che ci porta i conti senza avere neanche la capacità, la possibilità di vedere che cosa c'è dietro le scelte che fa la Giunta regionale. Quindi siamo qui ad accapigliarci tra di noi, mentre i Ministri passeggiano per la Sardegna, cari indipendentisti, non credo di comunicare niente di particolare nel dire che noi stiamo perdendo la nostra autonomia; basta accendere una televisione qualsiasi per sentire che le specialità non hanno più senso in un mondo così moderno e così civile.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppino Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PINNA GIUSEPPINO (UDC Sardegna). Grazie, Presidente, Assessore Paci, che non considero il colpevole unico di questa norma, e non vorrei tanto discutere sulla validità dei contenuti presenti in questo disegno di legge, ma invece sui ritardi, che hanno e che stanno determinando la necessità di intervenire con urgenza solo ora, applicando qualche cerotto qua e là. Voglio solo soffermarmi su qualche punto presente in questo disegno di legge. Prendiamo ad esempio quello del S. Giovanni Battista di Ploaghe, per il quale non si intravede ancora oggi nessuna soluzione, ma che intanto continua a determinare una costante emorragia di risorse. Continuando poi sui Consorzi ZIR, dei quali si conosce da tempo lo stato di sofferenza in cui versano. Aggiungo altresì quello relativo alle politiche sociali e sostegno alle famiglie, soprattutto a quelle famiglie che devono gestire persone anziane, disabili, o in in grave stato di criticità, per le quali si conoscono da tempo le difficoltà in cui si dibattono, costrette spesso ad attivare mutui e prestiti per tirare avanti, in attesa delle risorse spettanti e dovute. Si potrebbe ancora continuare su altri punti, credo che però non servirebbe a molto. Esorto, quindi, che provvedimenti come questi abbiano a terminare, intervenendo in futuro con maggiore puntualità e decisione sui vari problemi che si presenteranno, perché l'intervento immediato ha la grande peculiarità di evitare situazioni già drammaticamente pericolose. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Io vorrei dire, intanto anticipo che il mio voto è contrario al passaggio agli articoli, vorrei dire soltanto che sembrerebbe fuori contesto il ragionamento portato dall'onorevole Floris, mentre invece è di una centralità e di una efficacia nel ricordare a questa Aula che tutti i disguidi che sono qui presenti, oggi concentrati in questo disegno di legge, sono dovuti al fatto che non c'è una certezza, né si ha il rispetto delle norme perché non si crede in quelle norme, e ha individuato bene quali sono i problemi, tematiche, peraltro, che vorrei ricordare alla stessa maggioranza muta, legate non solo alla mancanza della relazione di parificazione del … da parte della Corte dei conti, ma perché manca l'approvazione del rendiconto 2015 che doveva fare la Regione. Poi, siccome si è detto quali erano i termini, la rispettosità dei termini relativi, nonostante non siano obbligatori ma ordinatori per la gran parte, e sono legati al 30 giugno, a luglio, a settembre, cosa che tralascio anche di dire quali erano perché ci sono anche scritte nella relazione della minoranza, quali sono le manchevolezze sotto l'aspetto formale, ma direi sostanziale Perché attenzione, quello che ha detto l'onorevole Solinas ha un riflesso, per cui basterà fare un ricorso serio e vediamo che fine fa la legge, perché non è vero che se non c'è il Collegio dei revisori … da parte della Regione, basti quello degli enti che hanno posto fuori bilancio alcune poste. Non solo non basta, ma in aggiunta non sono stati allegati al disegno di legge, fatto ancor più grave perché sanziona il fatto che questo disegno di legge non poteva raggiungere l'Aula, e allora si è comportato male il Presidente della terza Commissione, come probabilmente gli uffici e il Presidente…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Randazzo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RANDAZZO ALBERTO (FI). Ovviamente voto no, non mi metto neanche il problema di votare questo provvedimento a favore. Prima mi rivolgevo al mio Presidente di Commissione, perché un mese fa abbiamo discusso in quest'Aula sulle progressioni orizzontali e verticali, e la discussione verteva sul riconoscimento del diritto non economico. Oggi si scopre la truffa. Assessore Paci, siamo entrati in questa Aula col suo provvedimento un mese fa per fare la famosa progressione verticale e orizzontale che non comportava dei costi a questa Regione, oggi, nell'articolo 1 comma 27, 28, stranamente appaiono 15 milioni di euro di accantonamenti e in più per "Forestas", altri 2 milioni… complimenti! Perché quando entriamo in quest'Aula ci date dei dati, io vorrei, Presidente, essere a conoscenza dei dati. Io ho chiesto in Commissione, le faccio l'esempio sull'elisoccorso, bellissima discussione per il …, vorrei sapere quanti interventi abbiamo fatto l'anno scorso e quante ore di volo ha fatto l'elicottero in convenzione che c'era a Pula. L'ho chiesto in Commissione, non ho avuto dati, vorrei sapere visto che c'è il Presidente in quest'aula adesso l'onorevole Perra, se ci fate avere i dati prima di votare, non siamo contro l'elisoccorso, anzi noi vorremmo anche lì l'ambulanza che collega le isole minori che questa Giunta l'ha scritto nel programma elettorale e a oggi non c'è il collegamento con La Maddalena, non c'è il collega de La Maddalena che nella discussione dice: "Stanno arrivando, ci sono in deposito". Siccome questo deposito per le idroambulanze che sono ferme da molto tempo, gradirei vederle in servizio, ma in servizio pieno che abbiano la possibilità di reggere finalmente la continuità per chi ha bisogno, per chi sta male, di continuità almeno negli interventi per collegamento con gli ospedali.

Assessore, e io l'avrei chiamato mille proroghe perché lei ci dice sempre che dobbiamo usare termini perentori. Abbiamo proroghe di tutte le scadenze di almeno uno o due anni. Parliamo ancora di finanziamenti dati che scadevano nel 2006 di programma 2017. Poi ovviamente entreremo nel merito comma per comma per spiegare quelle che sono le tematiche in discussione. Poi, Assessore, oggi entriamo in assestamento. Lo sa lei gli Assessorati di competenza stanno comunicando a tutti coloro che si sono aggiudicati dei bandi, è arrivata la nota che al 28 novembre sono chiuse le ragionerie, non sono stati dati neanche gli accantonamenti a chi svolge spettacolo, visto che parliamo di turismo e voi vi riempite la bocca di turismo per strada, è arrivata la comunicazione a tutti coloro che hanno vinto, comprese le Pro loco, gli enti comunali grazie a Dio possono anticipare i comuni, ma quei privati che hanno partecipato a quei bandi a cui è arrivata la comunicazione avantieri, che non godono neanche più dell'anticipo di cassa previsto nel bando, ci dovremo vergognare, Assessore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Il nostro sarà un voto negativo, ma perché si pervenga al voto è necessario preliminarmente porre tre questioni, Presidente, due che attengono ad una legge, quella sulla semplificazione che avete sbandierato ai quattro venti e che avete, come maggioranza, approvato qualche settimana fa, nella quale vi sono due norme sulle quali io ho più volte anche richiamato l'attenzione dell'Aula, una è quella relativa all'analisi tecnico-normativa e l'altra l'analisi di impatto della regolazione. La prima pone un problema di indagine della compatibilità delle norme che si introducono con il sistema delle norme esistenti, della diversa gerarchia, ma soprattutto si dice anche alla luce della giurisprudenza nazionale dell'Unione europea e tener conto di eventuali giudizi pendenti sul medesimo o analogo oggetto. Voi introducete una sfilza, al comma 37 dell'articolo 1, di situazioni di debito fuori bilancio, peraltro non accompagnate tutte dalla relazione del collegio dei revisori, com'è stato ricordato, e questo pone un problema serio, Presidente, perché su questo noi, anche ad evitare responsabilità erariali come pare ci possa essere e ve lo diremo anche quando si andrà in quell'articolato, vi assumete tutta la responsabilità. Non diteci che poi nessuno sapeva niente. Quindi, questo è un primo aspetto, Presidente, perché c'è una carenza. Le leggi che fate devono essere rispettate, devono essere rispettate innanzitutto dalla Giunta regionale, quindi se noi non abbiamo questi elementi non possiamo assolutamente avere contezza di ciò che si discute.

Secondo aspetto, Assessore. Lei ha fatto un elenco tecnico e ci sta. Però non ci ha detto qual è l'impatto della normativa sul PIL, l'impatto sul lavoro, sull'occupazione, sulla disoccupazione, che sono tutti elementi che all'articolo 9 di quella legge sulla semplificazione questo disegno di legge avrebbe dovuto contenere. Presidente del Consiglio, io mi rivolgo innanzitutto a lei...

PRESIDENTE. Continui, onorevole Pittalis.

PITTALIS PIETRO (FI). Dicevo, Presidente, sono due aspetti non irrilevanti contenuti in legge e io mi rivolgo alla Presidenza e chiedo che da questo punto di vista si colmi questa lacuna perché l'Aula possa convenientemente esaminare anche quelle parti del testo che devono essere necessariamente accompagnate secondo la previsione cui ho fatto riferimento.

Voglio porre anche un'altra questione, Presidente del Consiglio, ai sensi dell'articolo 78. L'articolo 1 è congegnato evidentemente in maniera tale che contiene, mi pare, 43 commi che sono effettivamente ed evidentemente 43 articoli perché tutti hanno pressoché una loro autonomia. Ai sensi dell'articolo 78 è rimessa alla facoltà del Presidente aumentare il termine di sei minuti fino al doppio se la loro particolare complessità lo richieda. Mi pare che sulla base anche di precedenti, perché questa tecnica per la verità non è nuova e non è attribuibile come tecnica furbesca all'assessore Paci, perché l'abbiamo anche collaudata in altre occasioni, però si è sempre concesso in casi di questo genere di consentire una discussione esaustiva, tenuto conto che sono ben 43 gli articoli all'interno di quello che invece viene rubricato come articolo 1. Quindi, anche su questo, Presidente, chiederei che da parte sua ci sia quella che riteniamo non manchi attenzione perché possa essere esercitato, mi auguro anche da parte della maggioranza, il ruolo per un'utile discussione sull'argomento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Presidente, io intervengo nel primo intervento dei consiglieri di maggioranza per una scelta precisa che non è quella di evitare il dibattito o di mancanza di rispetto nei confronti di quest'Aula, è semplicemente la necessità di procedere più rapidamente possibile con l'approvazione di questo testo, con il rispetto naturalmente delle opposizioni, della minoranza, il ruolo che dovrà svolgere e noi rinunciando a intervenire sulla materia che abbiamo già visto, studiato, che la Giunta ha presentato, che condividiamo per cui più volte è stato fatto il richiamo condividete... noi condividiamo. L'assessore Paci è intervenuto e ha illustrato molto bene e onestamente le ragioni che hanno condotto a produrre questo provvedimento normativo in ritardo rispetto ai tempi normali che avrebbero consentito un dibattito più approfondito per tutti, minoranze e maggioranze in questo caso, perché non neghiamo che anche noi avremmo voluto avere maggiori possibilità di tempo per discutere le cose e approfondirle meglio, ma così vanno le cose per le nuove regole di contabilità che sono state raccontate, che non sto qua a riprendere. Molto onestamente, ancor di più ha detto, tuttavia ci assumiamo la responsabilità politica di questo ritardo e vi chiediamo e chiediamo, faccio anch'io questo appello alla minoranza, di capire le ragioni che ci inducono ad essere più rapidi possibili perché all'interno del provvedimento, oltre alle cose che voi avete detto e raccontato, ci sono provvedimenti urgenti, urgentissimi che riguardano soprattutto i servizi sociali, cioè risorse che devono essere trasferite ai comuni per svariati milioni di euro, che riguardano la legge 162, la legge 20, i progetti di Ritornare a casa, i piani personalizzati della cura alla persona, ovvero misure che riguardano i più fragili della società. Una settimana, badate, cari colleghi, fa una differenza importante, non per noi, ma per loro e noi abbiamo il dovere di ricoprire e di impegnare in ogni ora di questa nostra attività che non è poi così, come dire, impegnativa per affrontare questi temi. Per cui l'appello che io faccio e che ho fatto ieri durante la Conferenza dei Capigruppo ed è questa la ragione per la quale ho chiesto di modificare gli impegni che avevamo assunto di fare i lavori in un altro modo e che oggi siamo al 30 novembre, i bilanci dei comuni chiudono e hanno necessità di mettere in cassa i soldi che noi trasferiamo, le risorse che trasferiamo e non parlo di ammortizzatori sociali che pure sono contenuti, e non parlo di lavoratori in utilizzo che pure sono contenuti, un sacco di misure che riguardano tutti. Uso volutamente le risorse di tanti soldi che devono essere trasferiti e che sono aspettate dalle persone più fragili. Per cui anche per rifarmi all'intervento dell'onorevole Oppi non è una mancanza di rispetto, è la ricerca di condensare il tempo in uno spazio minore per accelerare il procedimento rispettando naturalmente il vostro ruolo, ciò che voi ritenete di fare, e la ragione per la quale abbiamo modificato la richiesta di fare i lavori martedì prossimo è perché ogni giorno di questa settimana è importante per evadere il provvedimento, soprattutto per quelli che hanno necessità di prenderli il prima possibile.

(Interruzione del consigliere Attilio Dedoni)

PRESIDENTE. Mi riservo di rispondere dopo.

Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Per quanto riguarda le richieste fatte dalla minoranza, in particolare dall'onorevole Pittalis, credo che si possa avere una tolleranza essendo la prima legge che arriva dopo la legge di semplificazione, per quanto riguarda le relazioni tecniche di supporto e che invece possa essere accolto l'incremento a 10 minuti per la discussione dell'articolo 1 essendo una serie di disposizioni che compongono 48 commi e quindi credo che il tempo di 6 minuti possa essere portato tranquillamente a dieci minuti corrispondendo quindi alla necessità di entrare meglio nel merito delle questioni.

La Commissione è convocata alle ore 15 e 15 e alle ore 16 e 15 è convocato il Consiglio.

La seduta è tolta alle ore 14 e 18.