Seduta n.203 del 29/11/2016 

CCIII Seduta

Martedì 29 novembre 2016

(ANTIMERIDIANA)

Presidenza del Presidente Gianfranco GANAU

La seduta è aperta alle ore 11 e 33.

COSSA MICHELE, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 25 ottobre 2016 (199), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Emilio Usula ha chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 29 novembre 2016.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Annunzio di presentazione di disegno di legge

PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il disegno di legge numero 382.

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le proposte di legge numero 381, 383, 384.

Risposta scritta a interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle interrogazioni numero 566, 753, 765, 773, 805.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

COSSA MICHELE, Segretario: Sono state presentate le interrogazioni numero 898, 899, 900, 901, 902, 903, 904, 905, 906, 907, 908, 909, 910, 911, 912, 914, 915, 917, 918, 919, 920, 921.

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

COSSA MICHELE, Segretario: Sono state presentate le interpellanze numero 256, 257

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

COSSA MICHELE, Segretario: Sono state presentate le mozioni numero 269, 270, 271.

PRESIDENTE. Grazie. Possiamo procedere con l'ordine del giorno, al primo punto abbiamo il disegno di legge numero 382: Variazioni del bilancio per l'esercizio finanziario 2016 e del bilancio pluriennale 2016/2018 ai sensi dell'articolo 51 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 (Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42), e successive modifiche e integrazioni, e disposizioni varie.

Sull'ordine del giorno

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Presidente, per chiederle se è possibile chiedere all'aula naturalmente se fosse possibile fare l'inversione dei punti all'ordine del giorno e discutere per primo la proposta di legge numero 384.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Si l'onorevole Cocco mi ha preceduto, ma era una richiesta che a nome dell'opposizione intendevamo fare anche noi, e formuliamo anche noi, ritenendo che sia urgente e prioritario l'esame del provvedimento che riguarda i lavoratori del'Ati Ifras, e che mi pare possa avere preminenza su ogni altro argomento perché è stato già rimandata più volte. Quindi che venga immediatamente chiamato per l'esame dell'Aula.

PRESIDENTE. Allora chiedo all'Aula di esprimersi.

Metto in votazione l'inversione dei punti all'ordine del giorno. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Discussione e approvazione della proposta di legge COCCO Pietro - MANCA Gavino - COMANDINI - DEMONTIS - COLLU - COZZOLINO - PINNA Rossella - PISCEDDA - LOTTO - MORICONI - SABATINI - MELONI - SOLINAS Antonio - DERIU: "Disposizioni per la prosecuzione delle attività previste dalla convenzione relativa alla gestione del progetto denominato "Parco geominerario" e modifiche alla legge regionale 11 aprile 2016, n. 5 (legge di stabilità 2016). (384/A)

Quindi la proposta è stata accolta. Allora procediamo con la discussione della proposta di legge numero 384: Disposizioni per la prosecuzione delle attività previste dalla convenzione relativa alla gestione del progetto denominato "Parco geominerario" e modifiche alla legge regionale 11 aprile 2016, n. 5 (legge di stabilità 2016). Però non è ancora pronta, per cui dobbiamo sospendere temporaneamente il Consiglio sino a che non è pronto il testo. Quindi la seduta è sospesa.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 46, viene ripresa alle ore 12 e 04.)

PRESIDENTE. Possiamo riprendere la seduta, è pervenuto il testo del progetto di legge numero 384.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Pietro Cocco, relatore di maggioranza

COCCO PIETRO, relatore di maggioranza. Grazie Presidente, molto rapidamente, questa proposta di legge interviene con due articoli, sulla questione del Parco geominerario della Sardegna e ciò che si è prodotto anche con la gestione di una serie di servizi, attraverso molti lavoratori, attraverso molti accordi di programma che sono stati siglati, anche successivamente al rispetto al patto iniziale del 2001. Questo è frutto di un accordo interministeriale con diversi ministeri competenti che si sono prodigati a firmare un accordo con la Regione Sardegna per la costituzione del Parco Geominerario. In che cosa consistono i due articoli? Il primo consta in particolare nel chiarimento di una norma, contenuta nella finanziaria di quest'anno, che lasciava spazi a dubbi interpretativi sui destinatari delle eventuali proroghe come la richiesta di questo caso, quindi abbiamo specificato in maniera compiuta che i destinatari della proroga, nel caso, possono essere quelli impegnati in attività socialmente utili ai sensi dell'articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 28 febbraio 2000 numero 81, proveniente dal progetto interministeriale ed interregionale denominato Parco Geominerario; poi sono i soggetti svantaggiati di cui al decreto legislativo 21 aprile 2000, numero 181, disposizioni per agevolare l'incontro fra domanda e offerta di lavoro in attuazione dell'articolo 45 comma 1 lettera A della legge 17 maggio 1999 numero 144; poi i lavoratori interessati agli accordi di programma di cui all'articolo 11, comma 2 della legge regionale 17 dicembre 2012 numero 25, disposizioni urgenti in materia di enti locali e settori diversi. Nella sostanza, i lavoratori originali erano circa 400, quelli che erano frutto dell'accordo siglato nel 1999, poi con la convenzione in questo caso e con la ditta vincitrice LIFRA a cui il Ministero aveva affidato insieme alla Regione Sardegna i lavoratori e i servizi che erano contenuti nella convenzione, convenzione che scade ogni tre anni, quindi dal 2001 al 2016 la Regione ha affidato il rinnovo di convenzione ai lavoratori in progetto, nel frattempo sono subentrati anche altri lavoratori provenienti dalla ex (…), quindi accordi di programma siglato in questo caso mi pare nel 2012, ex Italcementi, e diversi altri lavoratori che sono stati aggiunti, quindi la legge non era chiara nella finanziaria. Oggi facciamo chiarezza con un articolo di legge, l'altro prevede la proroga della convenzione, siccome alla scadenza della convenzione attualmente in essere è prevista per il 31 dicembre 2016 e non predisponendo nessuna proroga perché le norme oggi sono cambiate e bisogna predisporre un bando pubblico per affidare il servizio ed è giusto che sia predisposto un bando pubblico per affidare il servizio, nelle more della predisposizione del bando abbiamo presentato questa proposta di legge per la proroga per il tempo di un anno o strettamente necessario all'affidamento dei nuovi servizi attraverso l'evidenza pubblica, gara d'appalto internazionale. Quindi abbiamo atteso che la Giunta predisponesse l'atto per effettuare il bando di gara, cosa che è stata fatta nella delibera di Giunta di questo venerdì appena trascorso, quindi quest'Aula può procedere con l'approvazione di questo testo di legge che contempla in un articolo le cose che ho detto prima, includendo tutti i lavoratori interessati dal progetto, non solo iniziali ma anche quelli che si sono aggiunti nelle fasi successive agli anni dalla stipula del contratto in poi, e poi la proroga di un anno o eventualmente fino all'affidamento del nuovo incarico, anche se dovesse avvenire prima, per continuare sia i servizi, sia l'occupazione e quindi garantire il servizio pubblico, questo va assolutamente detto e va chiarito ed è contemplato ed è scritto nella legge, questa è l'obiettivo, cioè garantire i servizi. Va detto che questo impegno riguarda 87 comuni in Sardegna, quindi un comune, non due e non tre ma ottantasette comuni in Sardegna che sono beneficiari di convenzioni, di contratti, di accordi, di programmi che sono stati stipulati e che rendono i lavoratori del Parco Geominerario cimentarsi nell'esecuzione di opere che sono previste nelle convenzioni, nella convenzione che nel tempo è stata siglata. Per cui niente di più che questo, la richiesta della proroga, chiarire bene chi sono i beneficiari del provvedimento, il bando di gara è stato stipulato, aspettiamo che il bando di gara vada in porto per affidare i servizi ad una nuova società che potrà gestire sia il cinquecento e oltre lavoratori oggi presenti nel progetto, sia i servizi che sono stati messi in piedi durante questi anni. Ovviamente la nuova convenzione che prevederà o nuovi contratti o nuovi servizi o nuove cose che la Giunta regionale e quest'aula potranno indicare come esempio per migliorare i lavori. Ma certo la valenza pubblica di cinquecento e oltre lavoratori che sono impiegati in questo non può essere resa vana da un cavillo amministrativo e noi abbiamo il dovere di intervenire su questo, quindi la legge prevede la proroga di un anno ed è la richiesta che io faccio al Consiglio di approvare questo provvedimento.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Grazie Presidente, ad integrazione di quanto ha già detto l'onorevole Cocco e quindi non mi ripeterò su alcuni aspetti, però ci piace sottolineare, anche dare tutto il nostro supporto all'approvazione della legge che oggi abbiamo in discussione in tema del Parco Geominerario anche perché questa è una partita rilevantissima per la nostra Regione anche perché parte da lontano, come appunto citava l'onorevole Cocco e io vorrei anche sottolineare che coinvolge vari comuni della Sardegna, ma mi piace anche dire e sottolineare alcune zone di grande prestigio come Monte Arci, Orani, la Funtana Raminosa di Gadoni, la Gallura, l'Argentiera, la Nurra, Sos Enattos, Guzzurra, Lula, Sarrabus Gerrei, Sulcis Iglesiente e Guspinese, quindi vediamo che sono coinvolte zone di rilevante importanza per la nostra Regione e credo che questo progetto le rappresenti tutte, la valorizzazione del parco Geominerario e tutti i progetti collegati che ricordiamo coinvolgono ovviamente anche vari ministeri rappresentano un patrimonio importante per la nostra terra e lo sono stati negli anni anche per tutti i lavoratori coinvolti che oggi vedono quantomeno la luce per quanto riguarda la loro posizione lavorativa anche perché si è intrapresa la strada corretta, diceva l'onorevole Cocco che è necessario un bando, ci sono state delle evoluzioni nel corso del tempo, la partita dura già dal '99, ogni volta sono state trovate le opportune soluzioni normative e amministrative proprio perché la salvaguardia, la valorizzazione del Parco Geominerario dei progetti connessi devono essere una stella polare in questo settore con il rispetto ovviamente di tutte quelle parti che riguardano sia l'ambiente ma io vorrei anche aggiungere la parte mineraria e soprattutto anche la parte che riguarda la cultura e l'identità della nostra Regione. Veramente credo che fosse doveroso trovare le opportune correzioni, ci auguriamo che in questo anno, per il tempo che sarà necessario si trovino gli accorgimenti per la definizione quindi del bando e che poi si possa veramente risolvere la partita una volta per tutte anche perché il sistema di valorizzazione non riguarda solamente le bonifiche ma tanti altri progetti collegati che crediamo che la nostra Sardegna debba portare avanti nel corso dei tempi, compreso ovviamente la salvezza di tanti posti di lavoro e quindi la salvaguardia dell'occupazione che di certo non sono un bene di seconda specie. Quindi annuncio sin da ora del nostro sostegno alla risoluzione di questa partita, ma soprattutto saremo disponibili, anche per il futuro, per tenere sempre alto il valore del del Parco.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Ignazio Locci. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Io credo che non ci troviamo davanti solamente a una semplice modifica che consente l'ipotesi di proroga della convenzione e di salvaguardia dei posti di lavoro, ma ci troviamo davanti alla modifica di una intera impostazione politica, che noi ovviamente accogliamo con favore. Dico questo perché nell'origine della scrittura della norma, che riguardava il Parco Geominerario e le convenzioni a esso collegate, vi era un sostanziale cambio di direzione rispetto all'impiego delle risorse. Mi spiego meglio, si passava da un impiego di risorse per cantieri, e quindi per garantire lavoro vero a delle maestranze che vengono da una storia triste del nostro mercato del lavoro, e parlo del mercato del lavoro nazionale, ma anche di quello regionale, e che in ragione di un accordo interministeriale hanno avuto l'opportunità di essere impiegati nella costruzione e nella manutenzione delle aree del parco geominerario e che avevano come unico interesse pubblico, e questo deve essere chiaro a tutti coloro i quali oggi si muovono dentro questo grande tema di politiche del lavoro, come unico interesse da tutelare e cioè quello del lavoro di questi lavoratori. Quindi, cambiamo proprio posizione, cambiamo visione con questa norma. Perché è anche la prova provata di come la buona intenzione delle politiche attive per il lavoro non si sia ancora concretizzata nonostante la programmazione unitaria già messa in campo, nonostante tutta una serie di proclami che vengono da questa Giunta. Quindi, noi non vogliamo dire che le politiche attive per il lavoro sono fallite, ce ne guardiamo bene, ma ci rendiamo assolutamente conto del fatto che i tempi del governo di queste politiche non coincidono con i tempi che invece hanno i lavoratori e che ha il diritto del lavoro. Un diritto che comunque va anche garantito dopo questa scadenza che arriva imminente, al 31/12, perché il rischio vero, dalla mancata approvazione di questa norma, e quindi dalla continuazione di questo percorso tracciato con la finanziaria del 2015, è esattamente che dal primo gennaio questi lavoratori rischiavano molto probabilmente di finire in ammortizzatori sociali, con molti interrogativi sulle ipotesi e le possibilità di essere recuperati. Bene, con questa norma, il Presidente del gruppo del Partito Democratico, secondo il nostro punto di vista, sta facendo un'opera meritoria insieme a tutti i firmatari di questa proposta, perché rimette in gioco una platea di lavoratori enorme, oltre cinquecento, ma soprattutto ristabilisce il principio che si trova nelle convenzioni originarie, che hanno dato origine agli accordi interministeriali, che hanno coinvolto questi lavoratori, e cioè l'unico interesse primario in questo caso sono i lavoratori e la continuità di questo lavoro. Lavoro che non ci sarebbe se noi ci proponiamo di rimettere in campo politiche attive per il lavoro che noi oggi veramente, col marcato che abbiamo davanti in questo momento, rischiano di non avere applicazione. Quindi, noi la salutiamo con favore, la sosteniamo in quest'Aula e continueremo a sostenere questa battaglia, non perché è una battaglia di retroguardia volta a difendere chissà quale interesse e di chissà chi, in questa legge, in questa convenzione c'è solo un interesse, ed è un interesse pubblico che noi vogliamo mantenere e vogliamo difendere, insieme a tutta la politica sarda, che è quello di dare continuità di lavoro a dei lavoratori che sono stati sfortunati, che lungo la loro storia di occupazione hanno trovato purtroppo un disastro avvenuto nelle nostre politiche industriali, nelle nostre politiche occupazionali. Quindi questo è vero, che era un intervento prevalentemente sociale, ma sono politiche sociali legate all'occupazione e al lavoro vero, cioè quello che comunque mantiene una dignità in capo a quelle famiglie che tutti i mesi, grazie a quell'opera che potrà essere pure criticata dai grandi scienziati dell'economia, possono portare a casa uno stipendio guadagnato onestamente, legittimamente e possono guardare in faccia, non solo la propria famiglia, ma anche eventualmente il mercato del credito, il mercato in generale perché anche loro possono concorrere al mantenimento, grazie a questa legge, anche di questa economia asfittica della nostra regione.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Stefano Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (FI). Ci troviamo davanti ad uno dei progetti che maggiormente hanno caratterizzato le politiche di questa Regione con quelle che alcuni definirebbero luci ed ombre, con le legittime considerazioni che si possono fare rispetto alla riuscita e all'efficacia di questo progetto. Occorre sottolineare che, nel corso di oltre un decennio, o comunque un buon decennio, si è data una modalità di costruzione di lavoro stabile che non fosse strettamente collegata all'inquadramento nella pubblica amministrazione. Questa in sé è una novità e una modalità che, a mio avviso, va salvaguardata e focalizzare l'attenzione sul risultato che questo progetto ha portato non è, a mio avviso, di secondaria importanza. Ha detto molto bene il collega Locci nel sottolineare che l'interesse pubblico originario di questo progetto era il fattore umano, la risorsa umana, e questa deve rimanere centrale nella nostra riflessione e deve rimanere l'ambito sul quale noi ci sforziamo di trovare una quadratura, sia legislativa che amministrativa. Ora, cosa aveva mosso in quel momento storico l'amministrazione nazionale, l'amministrazione del welfare, e l'amministrazione regionale nella direzione che poi si è presa? Il fatto che una grossa quantità di lavoratori socialmente utili dovevano essere, attraverso modalità combinate, di formazione on the job, di potenziamento del loro bagaglio formativo, introdotte all'interno del sistema economico che oggi non può diventare prevalente. Cioè gli importanti risultati conseguiti, a livello economico dal Parco Geominerario, dal sistema di siti archeologici su cui si è potuti intervenire, dai vantaggi che hanno avuto gli enti locali, non diventa l'elemento principale della nostra discussione, perché sarebbe come mettere il carro davanti ai buoi. Nella realtà dei fatti quello che conta davvero, più di tutto, è saper valutare in maniera congrua, qual è stato il maggior valore del capitale umano che noi ci ritroviamo al termine di questo periodo. Se noi facciamo questo allora ci viene molto più semplice argomentare in via legislativa e suggerire in via amministrativa una soluzione a questo problema. Io vorrei incoraggiare i colleghi, ma anche la Giunta regionale, sono contento che ci abbia raggiunto l'Assessore al lavoro, a dare il giusto peso partendo da un punto: qual era la cifra del capitale umano all'inizio di questo progetto, nel quale oggi, nel momento in cui stiamo decidendo di continuare a spendere importanti danari pubblici in questa iniziativa? Viceversa non capiremmo perché l'Assessorato al lavoro si preoccupi di questioni che sembrerebbero più vicine all'Assessorato all'ambiente o all'Assessorato dei lavori pubblici. L'elemento più importante su cui investire è il capitale umano e non vi è, questo noi ce lo dobbiamo mettere in testa, nessuna modalità di salvaguardia della posizione di questi lavoratori che non sia quella di essere inquadrati attraverso un contratto collettivo nazionale. Non esiste nessuna possibilità di salvaguardarne la posizione attraverso ammortizzatori sociali o comunque modalità che prevedono l'espulsione e il recesso dal rapporto di lavoro. Noi compiamo fino in fondo il nostro dovere e diamo continuità ad un progetto soltanto nell'istante in cui garantiamo che non ci sia nessuna giornata di interruzione nel rapporto di lavoro di queste persone.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Giorgio Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC). Scusate se io parto da lontano ma credo che sia un atto corretto, osservando con esperienza personale, devo dire qualche cosa che è giusto che venga messo in evidenza. Molti anni fa ci fu questa gara a livello internazionale fra il Ministero del lavoro, il Ministero dell'ambiente eccetera che fu vinta da una società in cui vi erano due soggetti uno sardo e uno pugliese. È chiaro che vi erano difficoltà, sotto la presidenza Pili ci furono delle difficoltà per firmare questo contratto e il tutto fu risolto alla vigilia di Natale di molti anni fa quando gli operai fecero col sindacato sotto la Giunta regionale, sotto la Regione si accamparono per chiedere legittimamente che questo provvedimento venisse siglato. Finalmente fu siglato, ma vi furono una serie di difficoltà, perché non dirlo. In effetti loro dovevano operare all'interno del Parco geominerario collegato quindi con IGEA. Le RSU dell'IGEA non consentiva alla società di poter accedere per poter valutare attentamente il tutto e fare dei progetti e quei progetti dovevano essere pagati dai ministeri a livello nazionale, non doveva essere la Regione a metter le risorse. Purtroppo questo non si poté fare, allora è chiaro che la Regione è intervenuta più volte per sanare la situazione e non essendoci praticamente progetti questa società si attivò in un rapporto con gli enti locali, ne ha citato prima la collega Alessandra Zedda, sono 87 comuni, devo dire che dopo negli anni successivi occuparono anche Villa Devoto le associazioni in modo tale da accelerare al massimo le procedure per fare finalmente l'istituzione, fare il comitato formato da sindaci e da una parte politica eccetera in modo tale che decollasse finalmente il parco senza i commissari di turno.

Ebbene partirono, qualcuno lo ha chiesto prima, erano 498 LSU poi integrati con una serie di trattative lunghissime per quanto riguarda la Rockwooll, i quali inizialmente potevano essere dirottati anche su due filoni ma alla fine dissero gli operai, che allora si erano asserragliati nella galleria ad Iglesias, che non intendevano separarsi dovevano essere tutti assieme e allora si fece un provvedimento, si fecero decine di riunioni, ho partecipato a queste riunioni, e praticamente si ottenne che anche la Rockwooll andò praticamente con la ATI Ifras con questi lavoratori, divennero 530, 540 a oggi saranno 515, 520, ma sono dei lavoratori che hanno fatto lavori eccellenti nei comuni. Qui ci sono dei sindaci che lo possono attestare, hanno fatto delle opere meritorie per esempio a Buggerru dove hanno sistemato e dove hanno fatto l'eco ostello, è così via. Hanno lavorato. E la Regione ha deciso praticamente di dargli i mezzi, poi il sistema di controllo eccetera vi erano molte difficoltà però, Assessore, perché nessuno tra l'Assessorato dell'ambiente e praticamente l'Assessorato del lavoro c'erano problemi per la certificazione dei lavori e quindi si perdevano mesi per poter praticamente alla fine avere la valutazione puntuale per poter poi dare i fondi a questa società. È chiaro che questi 500 lavoratori, la Regione si fa carico, deve ovviamente in tempi brevi fare una gara a livello internazionale e quindi consentire con un programma ben strutturato eccetera sui lavori che dovranno fare, che saranno probabilmente diversi eccetera, ma non si possono prendere 500 persone e buttarli al macero soltanto perché praticamente di fatto ci sono delle situazioni, perché c'è stata una forte conflittualità, lo voglio dire con molta chiarezza, tra queste società e lo stesso Assessorato del lavoro, per essere estremamente chiari che talvolta ha impedito praticamente che ci fossero delle disponibilità finanziarie nei tempi previsti per poter pagare gli stipendi a questi lavoratori.

Quindi non posso che essere soddisfatto personalmente del fatto, io ho difeso con il presidente Pili il fatto che questi lavoratori venissero inseriti e potessero trovare un posto di lavoro, ho lavorato per quanto riguarda inizialmente in modo diverso poi di fronte ad una posizione rigida da parte dei lavoratori di voler essere tutti quanti assieme ma stiamo attenti, in questa Regione sarda abbiamo preso materassai, altre figure, li abbiamo portati, dirottati, sistemati eccetera. Credo che praticamente 500 lavoratori in una situazione di crisi come quella della Sardegna meritassero questo. Quindi una proroga è fondamentale. Ovviamente bisogna lavorare di buona lena perché nei sei mesi si possa arrivare finalmente a fare questa gara che consenta di avere un soggetto con una programmazione seria internazionale che possa dare possibilità di sviluppo e quindi garantire i livelli occupazionali a questi lavoratori.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Oscar Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (FI). Grazie Presidente, chi mi ha preceduto ha centrato in pieno l'importanza della norma che oggi abbiamo in discussione in aula. Una piccola critica passatemela perché credo che sia importante fondamentale, non il contenuto del testo ma probabilmente l'errore che continuamente quest'Aula continua a portare avanti e portarsi dietro da anni precedenti e cioè la tecnica legislativa. Nel senso che arriviamo oggi perché nella legge di stabilità non era chiara e quindi non è stato scritto in modo chiaro quale sarebbe stato il futuro di questo grande progetto che, come ricordato poc'anzi dall'onorevole Oppi, inizia esattamente successivamente al 2000. L'altro aspetto è perché dobbiamo arrivare sempre alla fine, questa è una critica nei confronti della Giunta che deve lavorare su questo, dobbiamo arrivare e far paura e far spaventare, meglio, mettere paura ai lavoratori del perché bisogna necessariamente arrivare ad una proroga quando il bando internazionale lo potevamo fare sei mesi fa, poteva iniziare eventualmente ove non fosse andato a termine entro la fine dell'anno si poteva chiedere un'eventuale proroga, invece no dobbiamo arrivare alla proroga, dobbiamo far aspettare e fare stringere, non aggiungo l'altro termine, i lavoratori che stanno all'interno dell'importanza di questo progetto, dobbiamo arrivare oggi necessariamente a dover prorogare e quindi interpretare anche la norma di stabilità. Ciò detto, inutile nasconderlo, l'importanza e la validità della norma attuale che chiaramente in modo pacifico già stato detto da chi mi ha preceduto l'importanza fondamentale di un progetto che ha come elemento centrale il capitale umano.

Sappiamo perfettamente che dall'attuale corpo dei lavoratori di oltre 500 il progetto, l'importanza di questo progetto dovrà prevedere anche l'aumento di ulteriori figure, quindi portare avanti un progetto legato al Parco di valorizzazione, così come già stato detto precedentemente, legandolo chiaramente a figure di tipo professionali e non che possono portare a termine un'idea di valorizzazione non solo esclusivamente legato al termine intrinseco del parco stesso ma a tutto quello che è il contorno di un sistema archeologico che fonda la nostra cultura sicuramente regionale. Ed è chiaro anche che nella certezza di un grande progetto che deve essere portato avanti abbiamo necessità di avere certezze del futuro che questo sistema dovrà intraprendere. Perché vedete, è stato detto in modo chiaro, è vero che l'elemento centrale è il capitale umano ma è anche vero che al capitale umano si unisce un progetto importante di valorizzazione. E a questo progetto importante di valorizzazione significa dare speranza e futuro anche, a non solo, a chi oggi ha una necessità di stabilizzazione o perlomeno della certezza futuro di un posto di lavoro ma bensì anche chi oggi può entrare all'interno di questo progetto con risorse importanti che possano dare possibilità a chi oggi sta all'esterno e di dare forza lavoro chiaramente ad un'idea di gestione che sia di importanza fondamentale per tutto il resto del nostro territorio regionale. Dare certezza ai lavoratori, dare certezza a chi ha oggi un posto di lavoro, così come è stato anche questo detto prima, dà certezza ad una certezza di un sistema economico che comunque rende forte non solo ed esclusivamente i lavoratori stessi e tutti i loro familiari, ma tutto un sistema che permette anche a loro, e quindi a chi sta all'esterno, di dare certezze anche ad altri che si appoggiano a questo grandissimo progetto. L'importanza poi dei comuni, io cito il Monte Arci, perché chiaramente un po' da campanilista è nel mio territorio, ha dato grandissime risposte, ma soprattutto ha dato certezza di un periodo professionale e di lavoro che ha però in parallelo la certezza della difesa del nostro ambiente, ma soprattutto dei nostri territori. Quindi, ripeto, potevamo arrivare sicuramente prima, ma è un difetto di quest'aula, ce lo diciamo tra di noi, tanto all'esterno non ci ascolta nessuno, ma almeno tra noi ce lo dobbiamo dire, si poteva fare prima, siamo arrivati oggi, va bene comunque, ma non arriviamo sempre a scadenza, non credo che sia necessario. La Giunta ha questo compito e a questo deve assolvere, e non chiedere ogni volta al Consiglio di accelerare per poter dare risposte a chi all'esterno sta aspettando da tempo.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Edoardo Tocco. Ne ha facoltà.

TOCCO EDOARDO (FI). Io ovviamente mi devo complimentare con la maggioranza, ma questo è il segnale che l'opposizione anche questa volta ha svolto il suo compito, al di là di qualcuno che dice che l'opposizione in quest'aula spesso non si fa sentire, che l'opposizione magari è contro tutto, ma quando si tratta di cose che riguardano la collettività, di cose che riguardano il benessere sociale, come vedete l'opposizione è sempre pronta e sempre presente, quindi se qualcuno dice qualcosa in contrario questa volta si deve ravvedere. Credo che questo sia un segnale importante, anche perché io non sono in quella Commissione, ma so bene che la Commissione, i miei colleghi da questa parte hanno lavorato in maniera decisamente seria per portare avanti con voi, colleghi della maggioranza, questo progetto. È un momento importante perché si tolgono tanti disagi, tante preoccupazioni, tanti malcontenti, di una vertenza che è andata avanti per lungo tempo. E siamo arrivati, come dice qualche collega che mi ha preceduto, alla scadenza, e chiaramente queste cose avvengono sempre alla scadenza, ma l'importante è che abbiano una risoluzione, che abbiano una soluzione definitiva, che questi lavoratori svantaggiati chiaramente siano un segnale positivo non solo per quell'area che è circoscritta intorno al Parco Geominerario, o per quella zona che soffre da tempo le problematiche del lavoro, ma sia un segnale importante per tutta la Sardegna. Io ricordo quando a Cagliari e dintorni ci fu tanti anni fa "Sardegna fatti bella", credo che, al di là di tutto, fu un progetto importante, un progetto importante che ha permesso di lavorare a tanta gente, anche per non molto tempo. Io credo che questi siano segnali importanti, quando un Consiglio porta avanti, una Giunta porta avanti delle politiche serie sul lavoro, delle politiche efficienti, delle politiche che mirano a dare dei dettagli positivi alla collettività, io credo che questo sia degno veramente di un Consiglio che lavora, di un Consiglio che lavora tutti insieme, non una parte sola, tutti insieme. Questo è importante quando si dà un segnale positivo all'esterno. Finalmente siamo arrivati a dare speranza, a dare tranquillità, tra virgolette, a questi cinquecento e rotti lavoratori. Ma io credo che le politiche di questa Giunta e di questo Consiglio siano quelle di portare avanti ancora tanti altri progetti che abbiamo in essere, perché purtroppo la Sardegna è fatta di tanta disoccupazione. Questo è vero, è un segnale, lo dico a voi, Assessori, è un segnale. Però questo segnale non basta, serve qualcosa di più deciso, e questo Consiglio, maggioranza ed opposizione, è pronto a fare la sua parte.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Angelo Carta. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Quando si fanno i complimenti per questo provvedimento alla maggioranza credo che si debba fare riferimento a tutte le maggioranze che dal 2000 si sono alternate perché è un procedimento che ha sempre trovato la condivisione di tutti, una condivisione che non è da ricercare se non nella valenza e nel valore che il progetto ha nella sua estensione territoriale e negli obiettivi. Credo che oggi stiamo dando quella garanzia ai lavoratori che hanno attraversato fino ad oggi un momento di grande incertezza, soprattutto dopo aver ricevuto le lettere di licenziamento. Quindi, una sicurezza e una tranquillità per poter proseguire questa esperienza, un'esperienza che, voglio ricordare, ha come obiettivi sicuramente una cosa importante, il risanamento delle aree degradate, la valorizzazione di aree di pregio, e soprattutto ha non la funzione unica e sola di dare un reddito a chi reddito ha perso per motivi della crisi, ma ha l'obiettivo di creare, attraverso questi interventi, dei posti di lavoro che possano essere autonomi e autosufficienti. Quindi, il recupero di aree archeologiche come quello che sta avvenendo per esempio anche a Dorgali sicuramente nel futuro potrà dare la possibilità di creare dei posti di lavoro stabili, e credo che questo sia assolutamente una cosa importante, tanto importante che, quando l'Assessore del lavoro ha proposto qui al Consiglio l'istituzione della Commissione di verifica, il Consiglio ha approvato in fretta anche questo, per dare sempre la certezza che le procedure e quant'altro è stato fatto in questi anni fosse improntato dalla massima regolarità, e per dare garanzie che il bando internazionale che si sta facendo sia fatto nel migliore dei modi, bando che sicuramente deve puntare a salvaguardare i livelli occupativi, un bando che non deve modificare gli obiettivi che sono di interesse pubblico di questo intervento o interesse pubblico legato all'ambiente, legato al lavoro e al miglior utilizzo delle risorse ambientali, culturali e archeologiche. Quindi, anche noi sosteniamo con favore questo procedimento, augurandoci che la proroga di un anno prevista sia sufficiente affinché nel frattempo possano questi lavoratori avere certezze che fino ad oggi sono mancate e che sono mancate purtroppo anche perché siamo arrivati in ritardo anche noi nelle procedure che consentissero di fare un bando e che questo bando potesse avere esperito tutta la sua procedura già oggi. Quindi un voto assolutamente a favore.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Ascolto con tono trionfalistico quasi tutti gli interventi di maggioranza e di opposizione. Io non so se il Consiglio regionale abbia fatto il suo lavoro o meno, sta di fatto che dal 2001 a oggi si è proceduto esclusivamente per rinnovi contrattuali con l'ATI-Ifras. Non si dice che c'è un contenzioso con la società pugliese. Lo storico di turno, Oppi, si dimentica a volte di qualche tassello dove collocarlo. È indubbio che bisogna trovare veramente qual è il nesso e il perché si è arrivati ad oggi. Siamo convinti e certi che stiamo dando tranquillità agli operai? Se questa è la preminenza, come ritengo che lo sia, stante il fatto che dovremmo mettere ancora di più gente in attesa di un posto di lavoro, e siamo sicuri che la Giunta e la maggioranza abbiamo fatto tutto quello che era necessario e doveroso in un confronto serio e forte con lo Stato, al di là delle entrate normali, da non richiedere la compartecipazione a quelli che sono originariamente i finanziamenti dello Stato? Che in maniera suppletiva quasi sempre e poi, è "mamma Ragione" che pone il velo, chiude il tutto. È proprio vero che la Giunta regionale non ha fatto tutto il dovere nel cercare di ritrovare una soluzione adeguata per quello che è lo statuto, il funzionamento di quello che è il Parco geominerario? Siamo veri, certi e sicuri, che questo Statuto che vige sia quello più opportuno, dove lascia nei meandri opportunità a tanti, ma esclude effettivamente i comuni interessati? L'onorevole Zedda ha ricordato che sono 87 i comuni, e non sono solo nell'Iglesiente, sono nell'oristanese, sono nel nuorese e sono nel sassarese; non si vuole far fare la giusta partecipazione attiva ai comuni, non si vuole far votare i comuni per dare la giusta rappresentanza di quei territori… Sia maggioranza il Sulcis Iglesiente, e va benissimo! Ma in una programmazione che interessa tutta la Sardegna, io credo che primariamente si dovesse fare una verifica seria di come è composto questo Parco geominerario, che è spesso e volentieri commissariato da un Ministero che è lontano. Ora, io mi chiedo, sono stati fatti tutti passi? A me risulta di no. Si è pensato di dire che magari la Regione ci continua a mettere i danari, com'è giusto che sia, per non mandare a casa i lavoratori, ma non li può mettere dandoli in capo al Parco geominerario, in modo che sia il Parco geominerario che fa la trattativa a livello internazionale? O abbiamo paura che a qualcuno, che siede anche in questi banchi, possa essere sottratto qualche punto di interesse? O vogliamo che, com'è stato ricordato anche prima, gli operai siano presi alla gola, in modo che vengano a protestare, in modo che serva che si rifinanzi? Intanto è un modo di operare inqualificabile, non certamente adatto a un'istituzione, anzi, alla maggiore Istituzione regionale. Siamo mai capaci di tutelare gli interessi veri della Sardegna? Abbiamo fatto delle verifiche serie sapendo che hanno lavorato seriamente gli operai, ma se i progetti e i risultati sono stati adeguati? L'importante è che ci laviamo la coscienza e che oggi qui diciamo: "va bene Madama la Marchesa, continui così"; non può essere questo! Non è dignitoso per quest'Aula! Vanno riscontrate subito diverse incongruenze che vi sono. E debbo dire, ancora una volta: ma è possibile che dobbiamo aspettare che sia sempre la Magistratura che metta il naso in tutte queste operatività? Ecco perché ricordavo anche la lite che è pendente della Società pugliese. C'era un certo odore, un certo profumino che veniva da quelle parti, e allora bisogna sapere esattamente cosa stiamo facendo! E' troppo comodo dire: "Va bene, diciamo un si ed è tutto tranquillo"; No! Bisogna essere corretti, coerenti, e sapere cosa si vuole ottenere per il futuro. E allora non bisogna mettere un anno e poi si vedrà, oppure "sino all'espletamento della gara d'appalto internazionale". La gara d'appalto internazionale, a parte che doveva esser fatta ieri, si inizi da oggi a far sì che siano poste in campo tutte le opportunità perché si svolga degnamente una gara, e si dia definitiva attuazione all'occupazione degli operai, e si faccia in modo tale che quegli operai lavorino in serenità, non a scadenze, ma che sappiamo cosa si deve fare, in un progetto serio, in una programmazione avanzata, nel fatto che, e lo ripeto ancora una volta, e già questo è un atto delittuoso, dal 2001 si va in continuazione in prorogatio, non bisogna più tacere le cose. Noi, caro Oscar, non siamo qui, e ce lo diciamo tra di noi, noi dobbiamo essere un libro aperto, e parliamo qui dentro come fuori, e fuori ci sentono, anche se parliamo qui, anche se a volte non ci fanno parlare gli organi di stampa e i mass media, ed è grave, perché lì si vede il confronto e quello che esiste effettivamente nella società e in chi li rappresenta. Non è foraggiando, non è la … del ministro Lotti che può risolvere i problemi della stampa in Sardegna, è la dignità di un popolo, che noi aiutiamo ad affossare, che sia il si, o che sia il no. Io, perché non voglio usare quest'Aula per dichiarazioni improprie, avrei preferito che molti, che sono all'interno delle istituzioni, avessero fatto il loro dovere senza andare a propagandare al di fuori di quelle che sono le proprie posizioni. Però, siccome è legittimo e siamo in democrazia, tutto va bene, ma ricordatevi che questa è una di quelle occasioni in cui più avanti vi ricorderò quello che è il dovere di onestà, di correttezza e di rispetto delle istituzioni, perché possano essere degne nel portare avanti quelle che sono le giuste aspettative dei lavoratori, ma che dia prospettive a tutta la Sardegna. Per cui vigiliamo chi è … a vigilare, e faccia il proprio dovere fino in fondo, perché è ora di dire basta si vada di prorogatio in prorogatio.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Chiederei ai colleghi della maggioranza di poter presentare questa proposta di legge come Capogruppo per due motivi, il primo perché siamo stati noi a proporre addirittura un "102" per cercare di velocizzare questa legge, e poi perché ovviamente la condividiamo, e anche noi abbiamo dato il nostro contributo affinché si potesse arrivare a questo risultato, quindi l'invito… mi auguro che poi qualcuno possa rispondere. Io però lascerei ancora nel frigo la bottiglia dello spumante, sicuramente sardo, per i festeggiamenti, perché quello che stiamo facendo oggi è sicuramente un atto molto importante, ma importante perché stiamo parlando di persone che altrimenti avrebbero rischiato la busta paga, è importante perché queste persone avrebbero rischiato magari di dover ricorrere a degli ammortizzatori sociali, quindi entrare in un percorso anche complesso e con dubbia via d'uscita. Quindi positiva la proposta di legge, positiva la discussione, ma da qui a parlare di grande risultato e di complimenti a destra e a manca io me ne guardo bene perché così non è. Sicuramente il dato certo è che la ATI Ifras ha svolto un ruolo importantissimo per gli 87 comuni della Sardegna, sicuramente perché l'ATI Ifras è riuscita con il suo lavoro, serio, meticoloso, a ridare in alcuni casi splendore e dignità a diversi comuni della Sardegna che avevano bisogno di alcuni lavori, ma venendo meno al ruolo originario, che era quello delle bonifiche ambientali, della salvaguardia del territorio, il ripristino dell'ambiente, ma soprattutto quel ruolo che in qualche modo da al Parco geominerario di valorizzazione dei beni ambientali, dei beni culturali, archeologici, di tutti quei siti minerari che la Sardegna, da Nord a sud, è stracolma. Siti minerari e archeologici che potrebbero e dovrebbero diventare per la nostra isola una fonte di sviluppo, una fonte di reddito, una fonte di occupazione. Così non è stato, per quanto la politica in questi anni dal 2001, il primo anno di insediamento del riconoscimento del Parco Geominerario della costituzione con la firma del presidente Floris qui presente, per poi andare avanti solo con le proroghe. Il modello della proroga non è il modello che ci interessa, Presidente. Il modello della proroga è un modello per l'emergenza, Assessore, il modello della proroga è un modello che, ben venga perché siamo in ritardo, ben venga per salvaguardare posti di lavoro, ma non è quello che noi vogliamo. Un bando che da qui a un anno produrrà solo un rinnovo di tre anni, quindi la possibilità di lavorare per altri tre anni, ma fra tre anni moltissimi di quei 525 lavoratori non avranno concluso il loro percorso lavorativo, fra tre anni la Sardegna non vedrà esaurito quel processo di rinnovamento e di valorizzazione ambientale-archeologica dei nostri siti, è tutto da fare. Quindi quello che stiamo facendo oggi è indubbiamente un gran risultato, ma è un risultato che ancora una volta è una soluzione tampone, una soluzione che va a colmare un'emergenza. Noi dobbiamo predisporre, cari amici della maggioranza, un progetto che vada oltre i tre anni, un progetto che in qualche modo tenti di trovare una soluzione, una stabilizzazione dei 525 lavoratori. La stabilizzazione oggi avviene solo in un modo: con un passaggio di questi lavoratori in una società In house della Regione o in un ente come l'IGEA. Questa è la soluzione definitiva. Allora sì che possiamo aprire il frigo e togliere lo spumante di vermentino sardo per brindare. Allora sì che possiamo dire di aver assolto in pieno ai nostri compiti di classe politica per salvaguardare i posti di lavoro, ma soprattutto per valorizzare tutti quei siti minerari dismessi che il Parco Geominerario ci ha lasciato in eredità.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Presidente, io sono già intervenuto come relatore e approfitto della possibilità di poter rintervenire per dire alcune cose. La prima è che ringrazio tutti i colleghi che sono intervenuti a sostegno della proposta di legge che stiamo discutendo in questo momento. Sulla richiesta che i Capigruppo possano firmare le legge io non solo non sono contrario, ma sono assolutamente favorevole, mi fa piacere che così possa essere, significa dare ancora più forza a una proposta che deve essere supportata da tutto il Consiglio regionale così come mi pare stia avvenendo. Poi è chiaro, badate bene, noi andiamo avanti con rinnovi di convenzioni dal 2001. È una storia vecchia, non è una cosa recente quella che stiamo provando ad affrontare oggi, è evidente una soluzione temporanea che si mette in piedi nei tempi necessari per predisporre il bando di gara internazionale per l'affidamento del servizio e per tenere l'occupazione dei 505 lavoratori. Ma è evidente che bisogna trovare poi una soluzione definitiva e la soluzione definitiva non può che essere inquadrata nel rispetto dello spirito originario che è quello legato al Parco Geominerario, che è legato alle bonifiche, alla storia dei territori in Sardegna. Abbiamo visto che sono 87 i comuni interessati, sono stati elencati e non li ripeto adesso, ma è evidente che c'è un lavoro immane da fare e che la Regione ha nel suo insieme anche società in grado e capaci di gestire opere di questo tipo, a cominciare dal Parco Geominerario-storico ambientale della Sardegna, riconosciuto dall'Unesco che oltre ad avere un profilo di un certo tipo, ha anche un obiettivo che deve essere tutelato perché ci sono finanziamenti regionali e finanziamenti nazionali che devono essere mantenuti.

Io credo che valga bene la pena di ricordare anche una questione. Quando si era firmato l'accordo originale che aveva dato avvio a tutto, era stato siglato un accordo dal Ministero che prevedeva la cifra di 1600 miliardi di lire di allora ed è quello contemplato nella convenzione che noi abbiamo citato nella legge che qua riportiamo, 1600 miliardi di lire per le bonifiche. Questi soldi erano stati trasferiti ai comuni del Parco Geominerario e non solo non sono mai stati spesi fino al fondo, anzi soltanto una parte molto minima di questi e lo Stato non ha più trasferito le risorse. Ora credo che sia necessario mettere in piedi una grande battaglia per andare presso il Ministero, rivendicare quelle risorse che sono ancora a disposizione dei Comuni e di un territorio che è l'intera isola Sardegna per le bonifiche nei vari siti minerari contaminati, nei presidi che sono la storia mineraria dei territori deturpati, le opere che stanno cadendo, va fatta chiarezza sia sulle bonifiche che sulle strutture minerarie che erano frutto di una storia e di cultura che deve essere mantenuta in piedi e magari trasformata dal punto di visto produttivo in storie differenti. L'origine anche della convenzione che prevedeva la sostituzione di questi lavoratori nasce in questo, lavoratori con delle professionalità a cui si sono aggiunti degli altri con le cose che abbiamo raccontato sia nella proposta di legge che i colleghi hanno ripreso ognuno per la sua specificità e tutto questo lavoro può essere fatto. Ora però dobbiamo concentrarci sul fatto che i servizi e i lavoratori hanno bisogno di mantenere l'occupazione, di garantire i servizi ai Comuni che sono interessati e lo possiamo fare soltanto attraverso una proroga che mantenga questo grado di attenzione sul progetto. La Giunta ha già deliberato l'avvio della predisposizione del bando, noi abbiamo subordinato questo progetto di legge alla procedura di bando che è stata avviata, per cui credo che sia nelle more contemplate dal punto di vista normativo assolutamente in regola e questo è quello che oggi dobbiamo assolutamente fare. Mi pare che le cose vadano bene, per cui io sono d'accordo che oltre ai firmatari anche i Capigruppo tutti e tutti coloro che lo vorranno possano firmare naturalmente la proposta.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Intanto, com'è stato ricordato, questo è un provvedimento di iniziativa del Consiglio regionale, di alcuni colleghi ai quali abbiamo detto anche dai banchi dell'opposizione o almeno di una parte dell'opposizione che siamo disponibili anche ad aggiungere le firme, non perché questo sia il provvedimento risolutore, è il provvedimento tampone che scongiura una situazione, quella sì da tragedia, di mandare così a casa più di 500 lavoratori in Sardegna. Ma certifica però un dato, certifica, assessore Mura, il fallimento delle politiche del lavoro da parte della Giunta regionale. Questa è la risposta ad una Giunta regionale inerme, inadempiente che ha la necessità di chiedere la proroga di un anno perché altrimenti tutto il sistema viene ad avere un epilogo che è immettere fuori dal mercato del lavoro i lavoratori del Parco Geominerario, i lavoratori dell'ATI Ifras, quei lavoratori che attendono risposte definitive, non quelle che abbiamo visto la Giunta regionale ha proposto nel maggio del 2016 istituendo una commissione prevedendo un costo di 200 mila euro, è questo il disegno di legge vostro, assessore Mura, per le attività di verifica occupandovi, come ci segnalano, di dare incarichi a soggetti sui quali neppure entro nel merito perché saranno altre autorità evidentemente ad occuparsene, ma dove mi pare che di tutto si discorresse, non della situazione dei lavoratori. Questo nell'ambito di una tendenza che è quella che fotografa la situazione del lavoro in Sardegna e cioè in Sardegna, assessore Mura, forse è questo il dato che vi sfugge, la disoccupazione sta aumentando paurosamente, a giugno si registrava il 18,8 per cento, sono i dati dell'ISTAT, con un ulteriore incremento che si registra in questi giorni, con un'attività, quella dell'occupazione attiva che si riduce con un livello dei consumi che si riduce e tutto questo a fronte dei patti che vengono a firmare dal governo nazionale ai quali state stendendo tappeti rossi in maniera vergognosa, che vengono a proporre i patti bufala che nessun dato positivo sta avendo sull'economia perché non c'è nulla, perché sono patti vuoti. Ieri a Nuoro si discorreva del patto per il Nuorese firmato nel luglio del 2015 che non ha visto mai la luce e voi così state ingannando i territori, state ingannando i sardi, state creando una falsa aspettativa sul piano del lavoro e sul piano dell'occupazione con il risultato poi che si crea e si aumenta con il disagio la disperazione perché non è solo preoccupazione ma diventa disperazione e voi affrontate queste situazioni come se nulla fosse. Ecco perché questo provvedimento non è risolutivo del problema, la soluzione del problema è dare stabilità, è dare prospettiva certa, la soluzione del problema, Assessore, è non arrivare all'ultimo momento, non arrivare al 30 novembre, non arrivare un mese prima della scadenza che è il 31 dicembre 2016.

Questo è il problema vero, dove sta la preoccupazione, la tensione per il problema dei lavoratori? È che ormai, lo diceva qualcuno, qua c'è un ammorbamento generale e generalizzato, ma per fortuna i sardi se ne stanno rendendo conto aldilà della bella comunicazione che sapete utilizzare con i vostri sistemi e mezzi di informazione, i sardi se ne stanno rendendo conto, le migliaia di disoccupati, di senza lavoro, di senza speranza che state creando giorno dopo giorno e che stanno aumentando in Sardegna per effetto della vostra insipienza. Questo è il problema ed ecco perché ci poniamo nell'ottica su un problema come quello introdotto con questa proposta di legge e della ragione per la quale abbiamo voluto che venisse invertito l'ordine del giorno per dare priorità, perché quando c'è la preoccupazione, la disperazione, quando ci sono problemi che attengono ai padri e alle madri di famiglia, ai giovani e ai meno giovani, per noi è più importante anche del suo assestamento di bilancio assessore Paci, molto più importante. Ed è la ragione per la quale noi su questo provvedimento diamo il nostro parere favorevole, ma è un parere favorevole che significa però la certificazione di una sfiducia verso questa Giunta regionale che non è stata capace di poter nei termini prevedere e ipotizzare anche un'iniziativa da proporre a questo Consiglio regionale. Qui c'è una supplenza, una supplenza di un'inerzia che non è più tollerabile. Ecco perché su questi come su altri problemi che attengono alla mancanza di una seria strategia sulle politiche attive del lavoro, noi Assessore ci ritorneremo, ci ritorneremo perché non è consentito che qui finiti gli incentivi nazionali tutto resti come prima perché se qualche segnale nel passato positivo c'è stato e che avete sbandierato ai quattro venti è grazie a quegli interventi dovuti al jobs act che però finiti i quali è finita la festa e si sta tornando paurosamente alle cifre che si avvicinano al 20 per cento, se questo non è un dato che vi deve preoccupare, se questo è un dato che vi lascia dormire sonni tranquilli, fate pure.

A noi ci preoccupa eccome e su questo Assessore e Giunta regionale vi incalzeremo anche nei prossimi giorni perché non è materia che si può relegare a qualche salottiero convegno di filosofi e di dotti per analizzare cifre che ormai conosciamo, il problema del precariato, il problema di chi sta perdendo quotidianamente il posto di lavoro è, penso, un argomento che non può non vedere tutte le forze politiche almeno su questo punto trovare un punto di intesa comune per arginare veramente questa che è una situazione di dramma. Forse chi frequenta le ovattate stanze di questa Regione non se ne accorge, andate nei territori, ma andate e visitate i nostri centri anche quelli delle zone interne, vi renderete conto che non è con la filosofia e non è con i falsi proclami che state propugnando quotidianamente che si risolvono i problemi, la gente aspetta azioni concrete, la gente aspetta azioni credibili, la gente aspetta cioè i fatti. Siate consequenziali, non andate a vendere false speranze perché ad oggi tutto quello che avete promesso non solo non si è verificato, ma sta creando ancora maggiore miseria.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Intervengo in qualità di Vicepresidente proprio per significare l'importanza politica che la Giunta regionale dà a questo provvedimento, provvedimento del quale abbiamo più volte lungamente discusso col proponente proprio perché consapevoli che l'obiettivo principale, in questa fase di modifica, era quello di tutelare l'interesse primario dei lavoratori, garantire il servizio pubblico che questi lavoratori stanno svolgendo. Oggi il Consiglio si appresta, mi pare con una larga maggioranza ascoltando gli interventi, ad approvare una proroga, mi verrebbe da dire l'ennesima proroga di questa convenzione nata nel 2000. Bene, vorrei dire che la grande differenza rispetto alle proroghe fatte in precedenza, non ho lo storico dell'argomento quindi non ho esattamente gli anni in cui sono state fatte, però immagino che anche nella precedente legislatura sia stata fatta una o più proroghe, la grande differenza, vedete, è che oggi questa proroga viene giustamente fatta in presenza di una modifica epocale e cioè del fatto che viene riscritto un progetto di intervento e viene bandita una gara europea. Venerdì scorso la Giunta regionale dopo mesi di lavoro ottimamente portati avanti dall'Assessorato, ha predisposto un progetto che rivoluziona l'approccio mettendo innanzitutto al centro l'interesse dei lavoratori e l'interesse pubblico che non è quello di garantire un profitto certo e privo di rischio e di alto valore a chi tanti anni fa ha legittimamente vinto una gara d'appalto e che però poi se l'è vista prorogare di continuo. Allora è opportuno dirle queste cose, ma abbiamo mai visto garantire il profitto del 15 per cento sul costo del lavoro? Ma le abbiamo mai viste queste cose?

Allora, noi vogliamo andare avanti, c'è stato scritto in una legge approvata dal Consiglio, c'è stato un grande lavoro perché è difficile scrivere un progetto di questo genere e portarlo avanti, fosse stato una cosa facile probabilmente sarebbe stato fatto facilmente anche da chi ci ha preceduto, se fossimo riusciti a farlo in tre mesi sarebbe stato meglio, poi l'espletamento di una gara europea è una cosa lunga, oggi diamo la proroga ma sapendo che il quadro è cambiato; ed è cambiato, permettetemi di dirlo senza alcun trionfalismo, grazie al lavoro serio di questa Giunta e di questa maggioranza. Poi questi sono i dati di fatto, non è che ci si possa girare troppo intorno. Abbiamo un piano di attività, abbiamo delle regole nuove, abbiamo la trasparenza che viene data su una gara che sta partendo. Questo provvedimento che trova l'appoggio della Giunta, non abbiamo mai pensato di non garantire i lavoratori, ha delle difficoltà amministrative che saranno affrontate nelle sedi opportune e mi auguro positivamente risolte, però certamente è una proroga che diamo in un quadro completamente diverso. Dopodiché i discorsi della disoccupazione eccetera, ragioniamo sui dati, la disoccupazione sta diminuendo, oggettivamente i dati lo dimostrano, tutti vorremmo una riduzione più rapida non c'è dubbio. Tutti vorremmo che l'occupazione aumentasse più rapidamente, però stiamo facendo il possibile all'interno di un quadro nazionale ed internazionale europeo che vede comunque tassi di crescita ben inferiori a quello che vorremmo fare. Abbiamo fatto degli interventi con le opere pubbliche che vengono criticati ma è quello che tutti sappiamo che ci vuole per rilanciare il sistema economico. Stiamo portando avanti dei bandi delle imprese ad ampio raggio che hanno già dei riscontri positivi come avete visto sugli organi di stampa. Stiamo portando avanti la programmazione territoriale, anche qui onorevole Pittalis, con dei ritardi che non nascondiamo, in particolare sul piano del nuorese, però ho il piacere di dire che venerdì saremo in Ogliastra per la chiusura del piano territoriale del Ogliastra, tra qualche settimana saremo in Gallura per l'altra chiusura, e altri. Quindi stiamo chiudendo, dopodiché ripeto le cose le stiamo facendo, sono sempre convinto che si può fare di più e meglio, non c'è alcun dubbio, però mi fa piacere chiudere ricordando che oggi siamo qui a dare una proroga in presenza per la prima volta di un piano di attività che modifica in senso positivo, dando piene garanzie ai lavoratori, e dando un piano di attività che finalmente porterà alla realizzazione di opere importanti.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Presidente, siccome l'assessore Paci ha fatto riferimento ad un piano, mi sembra corretto che questo Piano non sia solo nella disponibilità della Giunta regionale. Io a questo punto vorrei veramente averne copia perché è nel nostro diritto e prerogativa avere tutti gli elementi di conoscenza. Quindi se avete questo Piano vi pregherei di trasmetterlo in Consiglio, perché mi pare sia doveroso visto l'argomento e la materia che stiamo trattando.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il piano è stato approvato nella riunione della Giunta regionale di venerdì nel pomeriggio e gli uffici stanno ultimando la predisposizione del testo e come sempre sarà cliccabile al più presto e ovviamente sarà trasmesso. In questo momento il testo finale, perché ci sono state in sede di dibattito in Giunta alcune modifiche testuali, e quindi è in fase finale. Ovviamente sarà disponibile può darsi stasera, domani sinceramente oggi non lo so, ma al solito… Ho controllato anch'io, non è ancora cliccabile onorevole Pittalis, ma le sto dicendo abbiamo finito la Giunta alle sei del pomeriggio di venerdì, oggi è martedì, quindi sarà disponibile al più presto.

Discussione e approvazione della proposta di legge COCCO Pietro - MANCA Gavino - COMANDINI - DEMONTIS - COLLU - COZZOLINO - PINNA Rossella - PISCEDDA - LOTTO - MORICONI - SABATINI - MELONI - SOLINAS Antonio - DERIU: "Disposizioni per la prosecuzione delle attività previste dalla convenzione relativa alla gestione del progetto denominato "Parco geominerario" e modifiche alla legge regionale 11 aprile 2016, n. 5 (legge di stabilità 2016). (384/A)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Si probabilmente l'assessore Paci ha messo fuori sacco, come si dice, questa proposta di delibera in Giunta, perché diverrà cliccabile pure ma io credo che non se ne sia manco parlato, e capisco il perché, perché quando si arriva a dire che si è fatto di tutto e di più, e siamo in presenza di un qualcosa di nuovo, senza poter certificare il contrario, io sono andato a cercarmi proprio, mi ha preceduto di un secondo l'onorevole Pittalis, proprio cercavo di capire dov'è nella discussione che abbiamo agli atti il programma, il piano, il progetto che sottende questa innovazione. Perché per me, per come l'ho letta, le assicuro che è come tutte le altre manifestazioni di interesse a prorogare che si sono avute, non siamo in presenza di niente e di più di nuovo. E le debbo dire anche di più, siccome era Assessore un riformatore, e per puro caso io ero capo di gabinetto in quelle circostanze in cui si fece l'unica gara d'appalto, vorrei sfidare anche qualcuno nel ricordarle che qui non si modificato niente di niente, né si sta modificando niente di niente, e si sta semplicemente portando a dire a qualche organo di stampa che così è, ma non è così! Qui non c'è niente di innovativo, l'unica cosa positiva è che stiamo cercando di prorogare i dipendenti, consentendo agli operai e alle maestranze di poter continuare a lavorare, cosa legittima e giusta ma manca il substrato, la vera essenza, quella che le ricordavo prima, cioè quello che bisogna capire che cosa ne volete fare, se avete politiche in testa del parco Geominerario, come lo volete considerare questo parco, e se lo Statuto è adeguato o no, e se veramente riflette gli interessi dei territori. E' inutile che mi parli di piani, perché lei sta parlando di piani della provincia di Nuoro, dell' Ogliastra, ma proprio pianificando, ma nel senso letterale, nel senso che abbattete le poche cose che c'erano, perché si sta solo promettendo, ed è grave perché si insulta chi ha bisogno, soprattutto le zone interne.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Presidente, detto che voterò sì su questa proposta, preciso che voto sì senza fare lo struzzo, nel senso che non nascondo la testa sotto la sabbia, il mio voto è consapevole e positivo però ha alla base pure alcune considerazioni critiche. Perché se è vero com'è vero che la convenzione scade il 31 dicembre, è altrettanto vero che siamo in forte ritardo. E se è vero che siamo in forte ritardo è altrettanto vero che qualcuno ha delle responsabilità, a qualcuno queste responsabilità devono essere ascritte. E allora non me ne voglia Assessore, vicepresidente, io credo che voi dedichiate troppo tempo alla promozione, l'autopromozione, al marketing, che è anche giusto e corretto, ci vuole nella politica, però quando si mette in campo un 90 per cento di marketing in attività politica e soltanto il 10 per cento di azioni concrete, reali, che vanno al cuore dei problemi, che puntano a risolvere i problemi, e allora c'è qualche patologia. E nella individuazione della patologia ci potrà aiutare sicuramente l'assessore Arru. C'è qualche patologia! Nonostante tutto votiamo favorevolmente e con un pizzico di soddisfazione, anche perché comunque questa decisione scaturisce da un incontro dei capigruppo di maggioranza e di opposizione del 19 ottobre, quindi una scelta fatta dal Consiglio regionale all'unanimità, non è una scelta fatta dalla maggioranza. Quindi la sensibilità dei capigruppo di maggioranza ha consentito comunque il 19 ottobre di esitare questo provvedimento, quanto meno di tracciare la strada che oggi stiamo percorrendo, che è una strada che punta a salvare oltre 500 posti di lavoro, è una strada che punta anche, ricordiamolo, io credo che sia un aspetto non secondario, che punta salvare a anche un progetto nobile che è la tutela del patrimonio storico, ambientale della nostra Regione, di ampi territori e ampie zone della nostra Regione e quindi nel momento in cui si tutela il patrimonio storico ambientale si fa anche promozione del prodotto turistico, si fa promozione della nostra terra e si cerca e si tende ad incrementare le possibilità che i flussi turistici siano attratti dalla nostra Isola, quindi economia, salvezza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Grazie Presidente, non vorrei essere frainteso dai colleghi dell'opposizione, però io devo dire che in questa occasione voglio fare i complimenti, un plauso all'assessore Paci, a tutta la Giunta, perché hanno avuto la maturità anche in corsa di cambiare direzione per un interesse prima generale che in questo caso, come ha detto bene l'Assessore Paci c'è la garanzia dei posti di lavoro, lo dico al netto della propaganda che ciascuno di noi può fare sui temi della politica, ma io credo che questo sia un passo importante come noi crediamo assolutamente Assessore che voi dobbiate nei tempi più celeri possibili noi tanto l'auspicavamo anche da prima mettere sul mercato queste risorse per trovare il migliore imprenditore possibile che possa continuare a garantire questi livelli occupazionali. Detto questo, nell'annunciare il voto favorevole dico anche che questa è un'occasione in cui, secondo il nostro punto di vista, l'iniziativa consiliare e la sensibilità dei consiglieri regionali che si sono fatti promotori di questa iniziativa legislativa dimostrano che c'è una politica sensibile ma c'è anche una politica che vuole riguadagnare centralità rispetto alla logica sempre più governativa, secondo noi qualche volta anche troppo burocratica, se non tecnocratica, che rimette la palla nelle mani della legittimazione popolare e della sovranità popolare che alberga esclusivamente nella legittimazione di questa aula, quindi questa iniziativa non è solo un'iniziativa spot di salvaguardia, di proroga di convenzioni, di posti di lavoro, questa è centralità della politica che viene dimostrata con i fatti al di là dei colori di questa maggioranza o di questa opposizione, quindi credo che sia una nota positiva per la politica sarda.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Anna Maria Busia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). Dichiaro il mio voto favorevole, ma non con orgoglio come hanno fatto i colleghi con grandissima vergogna, vergogna perché mi trovo costretta a dare un voto favorevole per aiutare i lavoratori perché non si può far cadere sui lavoratori il peso e la responsabilità della politica, e per politica intendo tutta quella politica che ha le responsabilità a partire dal 2001 fino a che l'Assessora non ha preso in mano la situazione, cioè ha deciso da subito di mettere ordine ad una situazione disperata, perché disperata era quella che avevamo ereditato, e che ha dovuto prendere delle decisioni molto importanti, tra l'altro in buona compagnia ma su questo sorvolo, dico e ricordo ai colleghi che impropriamente hanno parlato di una gara d'appalto iniziale del 2001 che non c'è mai stata una gara d'appalto, che si è trattato di un affidamento diretto che è molto vicino all'inverosimiglianza, tali sono i termini in cui è stato dato, che poi si arrivi a dire che la TIFRAS ha svolto un lavoro importante, è corretto, è ineccepibile e questo che determina la mia vergogna perché non si può arrivare a dire certe cose. Abbiamo dovuto fare questa proposta di legge, è stata doverosamente fatta questa proposta di legge ma ci dobbiamo vergognare e quindi ripeto il mio voto è favorevole, ma con questi distinguo, da ciò che è stato detto in quest'aula, da ciò che è non si è avuto il coraggio di fare negli anni precedenti, il riconoscimento del lavoro coraggioso di questa Assessora che ha fatto delle scelte importanti e che non ha potuto compiere e portare a svolgimento nel termine che si era prefissata, e cioè a scadenza dell'ulteriore proroga semplicemente perché la situazione è talmente complicata, la documentazione è talmente disordinata da non poter aver potuto concludere definitivamente quest'operazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC Sardegna). Io voterò a favore, però avendo sentito oggi alcune cose ritengo, mi scusi Assessore, lei ha fatto riferimento al passato, nel 2004-2009 c'eravate voi, e c'era persino l'attuale Presidente della Giunta Regionale, c'era la Congera, c'erano gli altri eccetera. Lei ha parlato di un 15 per cento che è anomalo, si devono cercare. Si deve andare avanti, bisogna eventualmente verificare chi ha fatto le verifiche e chi ha la responsabilità e credo che questo sia giusto, indipendentemente da chi ha gestito o meno, abbiamo parlato di altre cose e credo però che giunti a questo punto, purtroppo siamo abituati a sentire sciocchezze per quanto riguarda il passato, io chiederò l'accesso agli atti, questo è fuor di dubbio, così cominciamo a vedere le cose come sono, perché io ho una conoscenza di alcune situazioni, di ritardi e anche di conflittualità fra funzionari, che si rifiutavano da una parte e dall'altra dei due assessorati di fare le verifiche e i controlli, ma detto questo è chiaro che sia opportuno a questo punto di evitare di parlare troppo del passato perché vede che io sono stato accusato per quanto riguarda il disboscamento del Marganai, poi si scopre che le responsabilità sono del direttore generale e dall'Assessore all'ambiente e del dottor Pulina il quali erano per i ceduo, c'era sul giornali, per cui giunti a questo punto vedremo presentata un'interpellanza urgente e venderemo praticamente le conseguenze che ne deriveranno, bisogna essere corretti nelle cose! Ognuno ha fatto il lavoro che doveva fare, se ha sbagliato paghi chiunque esso sia!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Per esprimere anche il mio voto favorevole a questa proposta di legge e per ricordare come hanno fatto alcuni colleghi che quando parliamo di Parco Geominerario veramente parliamo di una delle più grosse incompiute di questa Regione in cui le responsabilità vanno ricercate dal 2000 ad oggi, per molti ha fatto comodo andare avanti con le proroghe perché mai si è voluto mettere mano ed ordine su quello che doveva fare il Parco Geominerario già con la "81" nel 2000 quando la Regione prese in carico questi 550 lavoratori, come ricordava il collega Oppi, fu individuato l'Ente minerario quale società in house che potesse portare avanti il lavoro del Parco Geominerario, poi la legislazione regionale e nazionale è cambiata e ci troviamo ai giorni d'oggi, ai giorni d'oggi l'unica cosa che si può fare è la proroga, se vogliamo essere concreti, perché soltanto con la proroga abbiamo il tempo necessario per veramente vedere un piano di azioni, per quanto riguarda i lavoratori del Parco Geominerario, che tenga conto del sistema degli enti locali. Credo che questa sia una proposta seria, così come è seria la delibera della Giunta Regionale che propone un piano d'azione, perché fra le tante incompiute c'è quello che nessuno ha mai verificato e messo ordine a quello che è stato fatto nel corso degli anni, tant'è che nell'ultima finanziaria abbiamo previsto il finanziamento di 200 mila per affidare esternamente quello che internamente non è stato fatto e che nessuno ha voluto fare, perché soltanto attraverso la verifica ordinata di tutto quello che in questi anni è stato fatto dalla società che gestiva i lavoratori del Parco Geominerario possiamo vedere là dove sono le responsabilità e chi ha responsabilità deve pagare, al di là di come si chiama, e quali possono essere le azioni che si devono portare in essere, anche nei confronti di IGEA, anche nei confronti di IGEA! Perché noi non possiamo pensare di costituire un Parco Geominerario e ha dei valori che tutti abbiamo in qualche modo detto e avete detto in quest'Aula senza considerare che abbiamo un'altra parte della Regione che si chiama IGEA che ha la titolarità dei beni e che nel bene e nel male con il Parco Geominerario dovrà lavorare. Per cui oggi facciamo un passo in avanti importante, mettiamo in sicurezza i 550 lavoratori e prendiamoci i mesi che servono per fare un lavoro organico e funzionale per una valorizzazione concreta di quei territori.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Randazzo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RANDAZZO ALBERTO (FI). Anche io voto a favore anche se sono allibito come la collega Busia, perché ogni tanto un po' di trasparenza ci vuole in quest'Aula. Perché incontrare i lavoratori e proporre alternative trovo che sia la cosa più scorretta fatta dalla Giunta in quest'Aula. Perché il provvedimento lo voteremo tutti all'unanimità, però negli incontri che sono intercorsi tra i lavoratori e l'Assessorato di competenza sono state fatte delle proposte alternative, bellissime soluzioni, collega Busia, parliamo di gare. Se si parla di gara dobbiamo dire che uno che ha i requisiti partecipi e se il 15 percento è troppo provvede la Giunta, col bando e con la pubblicazione, a sopperire in quella materia. Però le scorciatoie non so dove portino, io rispetto i 500 lavoratori nella loro interezza, non solo le SU come nel comma primo ma col secondo sommato. Io per correttezza avrei soppresso, nell'articolo 2, le parole dove si fa la proroga di un anno in attesa di trovare una alternativa. Io avrei precisato in attesa di fare una gara pubblica, ad evidenza pubblica, per quel servizio, se proprio serve io non sono per tutelare i dipendenti se è per non fare niente, ma siccome so per certo che siano persone che lavorano tutti i giorni e che non vanno a prendere scorciatoie, col cappellino a chiedere l'elemosina per uno stipendio, è gente che opera tutti i giorni ed è riconosciuta da tutti. Visto che la proposta è stata fatta dal Capogruppo del PD ed è firmata da tutti i partiti di quest'Aula, di maggioranza e di opposizione, siccome abbiamo tutti una dignità, evitiamo di prendere scorciatoie e di fare incontri bipartisan nelle stanze oscure, io gradirei che in quest'Aula, come l'assessore Paci ha sostenuto prima, che lui è per la trasparenza dei programmi e dei progetti e vorrei conoscerli anche io da libero cittadino e soprattutto da legislatore. Perché tutte le persone che siedono in quest'Aula hanno un mandato dal popolo e devono avere la conoscenza quando si discutono le tematiche. Io gradirei, magari la collega che mi ha preceduto ha a disposizione più documentazione di me che sono all'opposizione, però gradirei per la trasparenza avere i documenti e smetterla di prendere scorciatoie o di proporre con politiche attive per il lavoro, alternative alla famosa spendita, di comporre cooperative tra lavoratori perché o siamo onesti e facciamo una gara dove partecipano i soggetti che hanno i requisiti e se la aggiudica, che sia con l'uno o il due percento, la libera concorrenza, secondo le norme comunitarie, è questo. Io gradirei tranquillizzare prima di tutto quei ragazzi che hanno carta bianca, come diceva chi mi ha preceduto, l'onorevole Comandini, però diamogli un po' di garanzie non su acrobazie ma su quello che prevede la legge.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Ruggeri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RUGGERI LUIGI (PD). Io voto a favore, non si può fare diversamente, lo faccio con un non grande entusiasmo, lo faccio considerando la grave emergenza che è a carico dei lavoratori di un territorio in particolare, quello del Sulcis, lo faccio anche considerando l'innovazione introdotta dalla Giunta e da questa amministrazione che si preoccupa di ribaltare un andamento che ormai si trascina, quasi invariato, da una quindicina di anni e che ha prodotto un affidamento non assoggettato a controlli di risultato e che ha prodotto quello che il vicepresidente Paci ha prima esposto, cioè un risultato di gestione di utili assicurati a favore del gestore in cambio dei quali nemmeno ha dovuto assicurare un report delle proprie attività. Penso che non si potesse fare diversamente in una situazione così difficile, certo non si può imputare alla Giunta di aver sollevato il coperchio su questo comportamento su cui troppi, anche coloro che oggi ne lamentano l'inerzia, si siano colpevolmente adagiati. Rimangono, al di là del prevedibile nuovo corso che verrà introdotto dall'apertura al bando internazionale, dei punti ineliminabili di amarezza, se si vuole, e cioè che noi ci stiamo abituando ad assicurare una sorta di continuità lavorativa sotto l'ombrello del pubblico, che anche richiediamo e invochiamo come condizione di stabilità, a soggetti che provengono da una specifica esperienza e, in particolare, che provengono da esperienze di deindustrializzazione. Cioè di riduzione, in determinate aree della Sardegna, in cui la tutela sindacale è tale per cui si pone come prioritario l'obbligo di assicurare la continuità lavorativa e reddituale a questi soggetti, molto diversamente da quanto facciamo in molti altri contesti produttivi disseminati in Sardegna che riguarda le piccole e piccolissime imprese che chiudono, che mettono in mobilità i loro dipendenti e per i quali non c'è nessuna grossa organizzazione sindacale, grossa preoccupazione di massa, che serva a tutelare il loro lavoro. Dove abbiamo dei grossi agglomerati industriali riusciamo ad essere presenti, dove quel malessere si esprime su un contesto in dissoluzione, di piccole o piccolissime imprese, non ci siamo. Questa è l'amarezza e questo è il dato che non porta entusiasmo quando interveniamo a tappare delle situazioni in emergenza che però non sono omogenee e alle quali non riusciamo…

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Io vorrei parlare sull'ordine dei lavori. Nel frattempo però mi preme sottolineare che quanto affermato da qualche consigliere regionale non è esatto, o perlomeno non è preciso: l'affidamento di cui si parla non è stato operato da parte della Regione, ma da parte dei Ministeri nazionali competenti. Tanto per chiarire.

Allora Presidente io avevo già posto un mese fa questo problema in Aula, mi preme sottolineare perché gli accadimenti di oggi e degli ultimi tempi, anche le diatribe che ci sono state tra maggioranza e minoranza in ordine alla funzionalità del Consiglio lo testimoniano. C'è una vita abbastanza intricata, l'anomalia della campagna referendaria, e poi arrivo alla mia proposta, e i contenuti della legge di riforma della Costituzione ci danno la dimensione dei pericoli che corriamo realmente di fronte alla crescita e allo sviluppo e la posta in gioco non può lasciarci indifferenti. O oggi o mai più. L'anomalia di fondo è la presenza ingombrante, l'entrata a gamba tesa dal Governo nella competizione referendaria, ma la storia della Sardegna non è la storia degli altri, non solo i padri costituenti ma anche autorevoli esponenti politici della vita democratica del paese di 70 anni hanno sempre evitato e imposto ai propri rappresentanti delle istituzioni, in questo caso ai Governi e quindi ai Ministri, di entrare nella campagna elettorale referendaria, Aldo Moro lo pose come presupposto fondamentale all'accettazione della propria candidatura a Presidente del Consiglio dei Ministri. Per quanto riguarda le conseguenze della nostra Regione appare singolare che noi non ce ne rendiamo conto, basta accendere la televisione e vedere il rappresentante delle Regioni italiane, dire: è bene che lo Stato abbia l'ultima parola su tutti questi provvedimenti che prima erano soltanto di competenza delle Regioni. Qui non c'è nessuno che si occupa di niente, la ragioni per cui noi dobbiamo discutere delle modifiche della legge Costituzionale sono insite in noi stessi, nel nostro Statuto, nelle cose che leggiamo, nelle cose che vediamo, non è possibile che il Presidente della Regione…

PRESIDENTE. Grazie onorevole Floris, io l'ho lasciata parlare onorevole però siamo in dichiarazione di voto, non è attinente quello che sta dicendo con la discussione in corso. Quindi la ringrazio ma ha finito il tempo.

(Interruzioni del consigliere Mario Floris)

Ho capito ma non sta intervenendo sull'ordine dei lavori, sta facendo un intervento politico su un argomento tra l'altro trattato in Conferenza dei Capigruppo quindi non attinente all'ordine del giorno. Lei conosce il Regolamento meglio di me e sa che non può intervenire su questo. L'ho lasciato fare per educazione.

(Interruzioni del consigliere Mario Floris)

Ha anche esaurito il tempo per intervenire.

Ha la parola l'onorevole Tunis, prego, onorevole Tunis… Rinuncia, onorevole Tunis.

TUNIS STEFANO (FI). Avrei gradito sentissimo una volta…

Discussione e approvazione della proposta di legge COCCO Pietro - MANCA Gavino - COMANDINI - DEMONTIS - COLLU - COZZOLINO - PINNA Rossella - PISCEDDA - LOTTO - MORICONI - SABATINI - MELONI - SOLINAS Antonio - DERIU: "Disposizioni per la prosecuzione delle attività previste dalla convenzione relativa alla gestione del progetto denominato "Parco geominerario" e modifiche alla legge regionale 11 aprile 2016, n. 5 (legge di stabilità 2016). (384/A)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oscar Cherchi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (FI). Presidente, io avrei lasciato molto volentieri la parola al presidente Floris, in quanto le ha chiesto la parola sull'ordine dei lavori e quindi lì stava arrivando a spiegare qual era la sua proposta sull'ordine dei lavori e si può intervenire anche durante le dichiarazioni di voto, mi correggano gli Uffici se stiamo dicendo una cretinata all'interno di questo Consiglio regionale. Allora siccome ogni volta interpretazioni, abbia pazienza, Presidente, ho solo tre minuti altrimenti mi dà il tempo…

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Presidente, il Regolamento non è suo!

PRESIDENTE. Appunto perché non è mio il Regolamento, però esiste e ci atteniamo al Regolamento. Prego.

CHERCHI OSCAR (FI). Presidente, il Regolamento prevede che si possa intervenire durante le dichiarazioni di voto anche sull'ordine dei lavori e sull'ordine dei lavori non ci sono i tre minuti fino a prova contraria, è il Presidente che decide se è attinente o non è attinente. Quindi non è che ha terminato il tempo eccetera eccetera. Cercherò di recuperarlo io molto velocemente anche perché francamente un dibattito che lascia sconcertati un pochino tutti, c'è chi tenta di difendere l'intervento della Giunta, mi rivolgo personalmente all'onorevole Comandini, di cui ho un grandissimo rispetto, onorevole Comandini, ma è logico che noi arriviamo oggi e solo questo possiamo fare. Ma in tre anni che cosa stavate facendo. Assessore, lei è tre anni, quasi tre anni Assessore della Giunta regionale e arrivate oggi a dirci che avete un grande progetto, arrivate oggi a dirci a noi che stiamo facendo il bando e quindi abbiamo bisogno ancora di proroga. Ma ammettetelo, avete fallito. Assessore Paci, ma se un suo studente si fosse presentato davanti al lei durante un appello e l'avesse prese in giro come lei oggi ha cercato di prendere in giro questo Consiglio regionale cosa gli avrebbe detto? Ritorni la prossima volta, giusto? Allora la stessa cosa gliela diciamo noi: non venga qui a prendere in giro il Consiglio regionale, non si fa così, non è giusto e non è corretto. Ha chiesto la parola nel suo ruolo politico, benissimo di ruolo politico non ha niente, perché nella sua risposta non ha dato nessun tipo se non una risposta personale al nostro capogruppo tentando di difendere il lavoro fatto. Ci siete tre anni, tre anni basta con questa cosa del passato, basta con quegli sfaceli che hanno fatto gli altri, ma perché in tre anni non li avete sistemati voi gli sfaceli gli altri? Perché non lo avete fatto voi, perché non ci riuscite, perché non lo sapete fare, questo è il vero problema. Basta con questi giochi e basta con queste dichiarazioni di voto che sono, mi fate finire, colleghi, basta con queste dichiarazioni di voto che tendono da parte vostra a difendere una Giunta che anche voi nei corridoi non difendete, basta, basta. Mettetevi d'accordo all'interno di questa maggioranza…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (FI). Grazie Presidente, anche per aver capito il tentativo, legato tutto quanto al galateo, di sentire fino alla fine l'interessante intervento dell'onorevole Floris. Vorrei dichiarare nel voto favorevole a precisare che questo voto favorevole non è né un giudizio storico sulla vicenda di cui stiamo ragionandone né un giudizio positivo a scatola chiusa nei confronti di quanto ci proporrà più avanti come atto di indirizzo la Giunta regionale. Questo atto legislativo serve ad una cosa, serve a dare la maggiore garanzia ai lavoratori perché nel tempo che alla Giunta occorrerà per arrivare ad una definizione della questione non si interrompa il loro rapporto di lavoro, perché la massima garanzia per loro risiede nel fatto di essere lavoratori dipendenti, in questa norma non c'è nulla più di questo. Quindi io ho il sospetto che una certa quantità di giudizi di valore da una parte, una certa quantità di atteggiamenti per così dire un pochettino improntati al nervosismo servano a coprire la scarsa conoscenza della questione. Qua ci sono degli ambiti che non sono di pertinenza del Consiglio regionale, perché non può essere il Consiglio regionale ad attribuirsene una sorta di culpa in vigilando, il Consiglio regionale fa un altro mestiere, legifera. Poi spetta ad altre parti dell'amministrazione svolgere determinati ruoli e se non sono sufficienti quella parte dell'Amministrazione ci sono altre amministrazioni deputate a farlo. Ma qua noi dobbiamo legiferare in relazione all'interesse pubblico e l'interesse pubblico è uno, è uno soltanto, è che questi lavoratori non abbiano possibilmente una giornata di interruzione nel loro rapporto di lavoro, tutto il resto, consentitemi colleghi, è qualcosa che non deve albergare all'interno di quest'Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Per dichiarazione di voto, chiedo scusa Presidente, pensavo ci fossero altri iscritti. Intanto Presidente, perché si sta sottovalutando un aspetto e nel rispetto anche della sua storia politica e per quello che rappresenta il presidente Floris che stava arrivando ad una conclusione sull'ordine dei lavori e sulla proposta, perché qui qualcuno sta confezionando un pacco regalo, ma di quelli davvero indigesti, sulla nostra autonomia e sulla nostra specialità e sembra che il tutto passi attraverso i roboanti annunci da prima pagina di qualche quotidiano sulla visita di un Ministro, di una signora Ministro, non ministra, signora Ministro perché la lingua italiana la conosco e non la storpio perché ho studiato italiano e so cosa dico. La signora Ministro così come la signora Assessore e nessuno mi convincerà a cambiare il linguaggio che ho sempre utilizzato e non sarà certamente la tendenza di chicchessia a storpiare la lingua italiana. Per essere molto chiari. Allora quello che diceva il presidente Floris sta passando in sordina. Io su questo, Presidente, la inviterei perché qui c'è necessità e c'è la necessità di un dibattito anche sul problema che l'appuntamento rispetto al 4 dicembre. Però tornando al merito della questione io sono d'accordo che spesso si frappongono questioni che sono politiche e questioni che appartengono anche ad altre aule, e qui si dovrebbe veramente vergognare chi su questa vicenda ha conflitti di interessi, chi su questa vicenda ha lucrato e lucra sulle spalle dei lavoratori, chi su questa come altri simili vicende davvero pone problemi di etica, pone davvero problemi che io mi auguro avremo occasione in un altro dibattito di poter affrontare e con la dovuta serenità ma determinazione e chiarezza per fare verità. Anche su questa, assessore Paci, lei parla di un piano, di un piano che non c'è, di un piano che avete costruito venerdì ma che non c'è. Allora il problema è che voi date per assodate le cose e semplificate le cose in questo modo che a noi consentirete che facciamo l'opposizione, che esercitiamo anche un ruolo di controllo… Portateci questo piano se è possibile entro la giornata.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (Psd'Az). Grazie Presidente, io per esprimere il voto favorevole e per ricordare sommessamente una cosa che l'assessore Mura venne in Conferenza Capigruppo a proporre un 102 con il quale sostanzialmente ci disse: dobbiamo chiedere ai Capigruppo l'inserimento all'ordine del giorno di un 102 al fine di istituire una commissione che si preoccupi di analizzare tutte le procedure relative alla ATI Ifras, questa commissione della quale stiamo parlando oggi, in quanto all'interno dell'Assessorato non c'è nessuno disposto a farlo. Quel 102 ci venne presentato anche come una soluzione che consentiva ai dirigenti di poter firmare le determine di liquidazione che erano state bloccate. Per inciso, l'allora capogruppo, onorevole Busia, si oppose, tant'è che quello non entrò col "102", ma entrò con la procedura ordinaria. Questo per dire che, quando è venuto l'Assessore a proporci questa cosa, non è stato ad ottobre o a settembre 2014, ma è quest'anno, a luglio o ad agosto, adesso non ricordo bene. Quindi, non è che, appena entrata, l'assessore Mura si è precipitata a verificare se era tutto a posto, se la cosa funzionava, ha fatto le cose che doveva fare, magari dando delle priorità, ha dato priorità diverse, solo quest'anno, ma dico qualche mese fa, è arrivato questo "102". Questo per dire che, senza parlare di sottovalutazione, ma parlando semplicemente di un lavoro ordinario e anche straordinario che il suo Assessorato è obbligato a fare, questa pratica è rimasta indietro rispetto a quello che invece avrebbe meritato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Christian Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS CHRISTIAN (PSd'Az). Presidente, io non sarei intervenuto, ma la pluralità di considerazioni che si sono svolte credo meriti almeno una precisazione. È chiaro che la volontà politica espressa da più parti sia quella di venire incontro alla sofferenza dei lavoratori che vedono pregiudicata la possibilità di una continuità di lavoro, però, signori, questa soluzione non è la soluzione dell'Esecutivo regionale, diciamocela tutta. Quotidianamente nell'amministrazione regionale vengono prorogate decine e decine di convenzioni in attesa dell'espletamento delle procedure di gara, questa legge rappresenta il tentativo riuscito di scaricare sul Consiglio regionale la copertura di un'operazione di proroga, perché non si sta facendo altro che prorogare per legge una convenzione, e questo è un esempio di legge provvedimento amministrativo, non è una competenza del Consiglio regionale, che giustamente, come diceva il collega Tunis, fa le leggi. Qui si chiede al Consiglio regionale di sostituirsi, di fornire un ombrello ad un'operazione nella quale evidentemente l'Esecutivo non crede. Allora, siccome credo che la preoccupazione di tutti sia quella di dare continuità di lavoro ai dipendenti, ristabiliamo però la verità storica dei fatti, questo Consiglio regionale si sta assumendo la responsabilità di dare continuità di lavoro a questi dipendenti laddove chi avrebbe dovuto farlo non lo ha fatto. Grazie.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 1.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1:

Art. 1

Modifiche e integrazioni
alla legge regionale n. 5 del 2016
(Finanziamenti politiche del lavoro)

1. Il comma 29 dell'articolo 4 della legge regionale 11 aprile 2016, n. 5 (legge di stabilità 2016) è così sostituito:
"29. È autorizzata, per l'anno 2017, la spesa di euro 26.200.000 e, per l'anno 2018, la spesa di euro 25.000.000, per fare fronte agli oneri derivanti dall'attuazione delle convenzioni stipulate per la stabilizzazione occupazionale o per eventuali interventi di politica attiva del lavoro, dei soggetti impegnati in attività socialmente utili ai sensi dell'articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 28 febbraio 2000, n. 81 (Integrazioni e modifiche della disciplina dei lavori socialmente utili, a norma dell'articolo 45, comma 2, della legge 17 maggio 1999, n. 144) e dell'articolo 78 della legge 23 dicembre 2000, n. 388 (legge finanziaria 2001), provenienti dal progetto interministeriale interregionale denominato "Parco geominerario della Sardegna", dei soggetti svantaggiati di cui al decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181 (Disposizioni per agevolare l'incontro fra domanda ed offerta di lavoro, in attuazione dell'articolo 45, comma 1, lettera a), della legge 17 maggio 1999, n. 144) e dei lavoratori interessati agli accordi di programma di cui all'articolo 11, comma 2, della legge regionale 17 dicembre 2012, n. 25 (Disposizioni urgenti in materia di enti locali e settori diversi) ai sensi dell'articolo 11 della legge regionale n. 25 del 2012 (missione 09 - programma 02).).

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione l'articolo 1, con votazione elettronica.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 2.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2:

Art. 2

Prosecuzione degli interventi previsti
per la stabilizzazione occupazionale
nel progetto denominato "Parco geominerario della Sardegna"

1. Al fine di salvaguardare le finalità contenute nella convenzione sottoscritta il 23 ottobre 2001 tra i Ministeri del lavoro e delle politiche sociali, dell'ambiente e tutela del territorio, dei beni e attività culturali e delle attività produttive e la Regione autonoma della Sardegna e nelle successive convenzioni e accordi stipulati a completamento e in attuazione della stessa, di garantire la continuità dei servizi e di conseguire il primario interesse pubblico alla stabilizzazione occupazionale dei lavoratori socialmente utili di cui al decreto legislativo 28 febbraio 2000, n. 81 (Integrazioni e modifiche della disciplina dei lavori socialmente utili, a norma dell'articolo 45, comma 2, della legge 17 maggio 1999, n. 144) e dell'articolo 78 della legge 23 dicembre 2000, n. 388 (legge finanziaria 2001) provenienti dal progetto denominato "Parco geominerario della Sardegna", dei soggetti svantaggiati di cui al decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181 e dei lavoratori interessati agli accordi di programma di cui all'articolo 11, comma 2, della legge regionale n. 25 del 2012, assicurando nel contempo il mantenimento degli attuali livelli occupazionali, tale convenzione in scadenza al 31 dicembre 2016 è prorogata per un periodo di un anno o comunque per il tempo strettamente necessario alla conclusione delle procedure per l'individuazione del nuovo contraente a garanzia delle prestazioni previste dall'articolo 4, comma 29, della legge regionale n. 5 del 2016, così come modificato dalla presente legge.).

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto parlare, metto in votazione l'articolo 2.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 2.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 3.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3:

Art. 3

Norma finanziaria

1. Agli oneri derivanti dall'attuazione della presente legge, pari a euro 26.200.000 per l'anno 2017 e a euro 25.000.000 per l'anno 2018, si provvede mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 4, comma 29, della legge regionale n. 5 del 2016, iscritta in conto della missione 09 - programma 02 - titolo 2 del bilancio della Regione 2016-2018.).

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto parlare, metto in votazione l'articolo 3.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Solo per capire questa variazione di importi, 26 milioni e 200 mila per l'anno 2017 e 25 milioni per il 2018. Da che cosa è determinato? È possibile giusto questo chiarimento per avere contezza esattamente? Poi, siccome il programma faceva riferimento anche alle risorse già stanziate nel bilancio 2016, quindi 2018, se per il 2016 c'è necessità eventualmente di prevedere risorse aggiuntive o sono sufficienti per il completamento del programma. Ecco, è possibile su questo aspetto, cortesemente, avere qualche delucidazione sul piano tecnico?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Per intervenire su questo punto, se posso, Presidente, conosco la materia. È chiaro che per il 2016, se si completa l'anno, bisogna prevedere di trovare risorse che sono la differenza fra quelle stanziate nel 2015 e nel 2016, va completata a 28 milioni di euro, mi pare che sia la differenza, 1 milione e 800 mila euro, e così per il 2018. Tuttavia ci sono dei piani che devono essere visti e che saranno man mano analizzati durante naturalmente il prosieguo della convenzione e della proroga e naturalmente con un nuovo bando, però nell'esercizio finanziario del 2017 poi prevederemo di trovare copertura per la differenza nel caso in cui dobbiamo coprire tutto l'anno nella stessa misura con cui abbiamo coperto il 2015.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 3.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 3.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 3 bis.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3 bis:

Art. 3 bis

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna (BURAS).).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Presidente, per proporre un emendamento orale. Qui abbiamo tutti evidenziato l'urgenza del provvedimento e si prevede l'entrata in vigore nel giorno della sua pubblicazione. Qui voglio sollevare il problema e rappresentarlo non tanto come emendamento orale, volevo dire come raccomandazione alla Giunta, che questo provvedimento non conosca i tempi di quel piano che, approvato venerdì dalla Giunta, ancora oggi non è neanche pervenuto da via… dov'è che siete? A Villa Devoto? Al palazzo del Consiglio regionale. Se possibile, oggi stesso questo provvedimento possa essere tradotto in atto da mandare per la pubblicazione. Tutto qua, una raccomandazione che mi permetto proprio perché i tempi non si dilatino ulteriormente.

PRESIDENTE. Grazie, credo che la Giunta abbia preso atto della raccomandazione.

Quindi, possiamo passare alla votazione dell'articolo 3 bis.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 3 bis.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo alla votazione finale della legge.

Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Il mio voto sarà ovviamente favorevole, però l'intervento del collega Solinas mi costringe a dire delle cose che io non avrei voluto dire, perché si corre il rischio comunque di un'impugnazione da parte del Governo, ma siccome molto elegantemente e con grande competenza il collega queste cose le ha dette, sono costretto comunque a ritornare sul luogo del delitto. Qui si sta prorogando un atto amministrativo, si sta prorogando la durata di una gara, si sta prorogando un percorso che è soltanto gestorio. Ebbene, perché accade questo? Perché a monte ci sono delle negligenze, negligenze di cui tutti abbiamo parlato, quindi si sta facendo opera di supplenza, facendo magari delle forzature, stiamo facendo opera di supplenza, stiamo facendo opera di supplenza nei confronti di una Giunta che, come dicevo poc'anzi, probabilmente è troppo attenta al marketing politico piuttosto che ad azioni politiche concrete, che è troppo attenta all'autoincensamento, troppo attenta agli annunci, all'autopromozione, ma qui non siamo al mercato, non siamo in un negozio di abbigliamento nel quale si deve promuovere il prodotto, occorre lavorare, occorre produrre atti amministrativi, occorre fare atti di governo, ma per tempo! Non si può scaricare su un'Aula legislativa un problema che è soltanto gestorio, che è un problema, meglio ancora, soltanto amministrativo, non si può, non è giusto, non è corretto! E' uno schiaffo ai lavoratori, è uno schiaffo al progetto, ma è uno schiaffo a quelle regole che abbiamo imparato sui libri del diritto, uno schiaffo che non merita il nostro ordinamento e che questo Consiglio regionale non merita di dover dare, perché siamo costretti a darlo questo schiaffo, siamo giocoforza costretti, qualcuno ci ha costretti a violentare delle norme molto chiare. Noi non proroghiamo gli appalti, non lo dobbiamo fare, ci costringete a farlo, ci state facendo violenza. Io credo che una riflessione su questo modo di legiferare debba essere fatta, perché è un modo di legiferare astruso, contorto, involuto, che è indicativo della necessità di rincorrere le negligenze dell'Amministrazione regionale; noi non dobbiamo colmare le negligenze dell'Amministrazione regionale, noi dobbiamo…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Sinceramente, un po' per come si è evoluto il dibattito, sono dispiaciuta, anche perché da questa parte, da queste minoranze sono arrivati dei segnali di disponibilità, sia a prendere anche in esame un'incapacità di questa Giunta, perché dobbiamo dirlo, ha ragione il collega Cherchi, da tre anni esiste questa partita, e non siamo stati certo noi che abbiamo additato agli errori dall'inizio, è una partita complessa, complicata, lo è stata dall'inizio, sono vari gli enti coinvolti, nessuno di noi ha mai chiesto il rinnovo di convenzioni quando queste non sono dovute o è un atto illegittimo, abbiamo sempre invitato però a risolverlo il problema, in qualsiasi modo, soprattutto guardando ad un aspetto non di poco conto, che era quello da un lato della salvaguardia ovviamente dei posti di lavoro, ma soprattutto del rilancio del progetto del Parco geominerario, perché di questo di fatto hanno potuto godere a parte l'intera Sardegna, ma soprattutto crediamo anche gli enti locali coinvolti. Quindi è un progetto che non ha mai nascosto le sue complessità, sotto tutti gli aspetti, compresi anche quelli che hanno riguardato il superamento di norme regionali al vaglio proprio dello sguardo nazionale, mettiamola così, ed è andato tutto sempre a buon fine. Quindi se ci fossero anche state, io mi riferisco alle norme, delle illegittimità, queste sarebbero state sollevate in passato, oggi, però, dobbiamo dirlo, perché non siamo stati noi per primi a metterlo in evidenza, ma l'avete di fatto reso palese voi, ci sono state delle incomprensioni, le vogliamo chiamare così per Fair play? Tra la Giunta e la maggioranza in primis, tant'è vero che oggi ad esporre e a trattare l'argomento c'è l'Assessore Paci, io avrei ovviamente maggiormente gradito l'intervento dell'Assessore Mura, che è l'Assessore competente, e tra l'altro forse avrebbe anche evitato che magari l'Assessore Paci continuasse nella sua propaganda referendaria di sostegno ovviamente all'azione della Giunta quando, Assessore, i sardi non sanno neanche dove rivolgersi per quei bandi che lei tanto pubblicizza. Se anche quando fate la promozione attraverso le Tv forse siete un po' più chiari, magari tutti ce ne avvantaggiamo, compresi i sardi per primi, quindi, ripeto, oggi ci troviamo in quest'Aula con la nostra disponibilità e la nostra responsabilità a mettere una pezza in un provvedimento che doveva avvenire già dal 2014, perché alla fine del 2014 scadeva la norma precedente, sono passati altri due anni…

PRESIDENTE. Grazie. Metto in votazione il disegno di legge numero 384.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 384.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

La seduta è tolta, il Consiglio è convocato questo pomeriggio alle ore 16 e 30.

La seduta è tolta alle ore 14 e 11.