Seduta n.201 del 08/11/2016 

CCI Seduta

Martedì 8 novembre 2016

Presidenza del Presidente Gianfranco GANAU

La seduta è aperta alle ore 17 e 45.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta dell'11 ottobre 2016 (197), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Anna Maria Busia, Ugo Cappellacci e Edoardo Tocco hanno chiesto congedo per la seduta dell'8 novembre 2016.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Comunicazioni del Presidente

Comunico che il Presidente della Regione, in applicazione dell'articolo 24 della legge regionale 7 gennaio 1977, n.1, ha trasmesso l'elenco delle deliberazioni adottate dalla Giunta regionale nelle sedute del 10, 13, 14, 16, 21, 28 e 30 giugno; 6, 12, 14, 19 e 25 luglio; 2, 10 e 30 agosto; 6, 23, 27 e 30 settembre 2016.

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti proposte di legge:

"Cocco Pietro - Pittalis - Anedda - Zanchetta - Congiu - Usula - Rubiu - Carta Angelo - Dedoni - Cocco Daniele Secondo: "Disposizioni urgenti in materia di usi civici. Modifiche all'articolo 18 bis della legge regionale 14 marzo 1994, n. 12 (Norme in materia di usi civici. Modifica della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1 concernente l'organizzazione amministrativa della Regione sarda)". (373)

(Pervenuta il 25 ottobre 2016 e assegnata alla quarta Commissione.)

"Comandini - Cocco Pietro - Cozzolino - Moriconi - Pinna Rossella - Sabatini: "Norme per la protezione della fauna selvatica, di tutela dell'equilibrio ambientale e per l'esercizio della caccia in Sardegna". (374)

(Pervenuta il 27 ottobre 2016 e assegnata alla quinta Commissione.)

"Solinas Antonio: "Modifiche alla legge regionale n. 8 del 2015 (Proroga di termini)". (377)

(Pervenuta il 3 novembre 2016 e assegnata alla quarta Commissione.)

"Sabatini: "Modifiche alla legge regionale 7 agosto 2007, n. 8 (Norme per l'istituzione di centri antiviolenza e case di accoglienza per le donne vittime di violenza)". (378)

(Pervenuta il 3 novembre 2016 e assegnata alla sesta Commissione.)

"Rubiu: "Modifiche e integrazioni alla legge regionale 23 aprile 2015, n. 8 (Norme per la semplificazione e il riordino di disposizioni in materia urbanistica ed edilizia e per il miglioramento del patrimonio edilizio)". (380)

(Pervenuta il 4 novembre 2016 e assegnata alla quarta Commissione.)

Annunzio di presentazione di disegni di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni di legge:

"Vigilanza, monitoraggio e controllo sulle attività di servizio pubblico di cabotaggio marittimo con le isole minori ". (375)

(Pervenuto il 28 ottobre 2016 e assegnato alla quarta Commissione.)

"Modifiche alla legge regionale 24 ottobre 2014, n. 20 (Istituzione del parco naturale regionale di Gutturu Mannu) e alla legge regionale 24 ottobre 2014, n. 21 (Istituzione del parco naturale regionale di Tepilora)". (376)

(Pervenuto il 2 novembre 2016 e assegnato alla quarta Commissione.)

"Aiuto al salvataggio ed alla ristrutturazione della società di gestione dell'Aeroporto di Alghero (SOGEAAL) Spa". (379)

(Pervenuto il 3 novembre 2016 e assegnato alla quarta Commissione.)

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria:

"Interrogazione Truzzu, con richiesta di risposta scritta, sulla deliberazione della Giunta regionale n. 56/31 del 18 ottobre 2016 avente ad oggetto "Programma di riqualificazione e certificazione di competenze del sistema dell'Emergenza-Urgenza della Regione Sardegna"". (887)

"Interrogazione Deriu - Cozzolino - Piscedda - Lotto - Solinas Antonio - Tendas - Collu - Demontis - Comandini - Manca Gavino - Meloni - Pinna Rossella - Moriconi, con richiesta di risposta scritta, sull'autosufficienza ematica in Sardegna". (888)

"Interrogazione Cappellacci - Pittalis - Dedoni - Cherchi Oscar - Fasolino - Locci - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis - Zedda Alessandra, con richiesta di risposta scritta, sulla proroga dei contratti relativi al programma "Rientro dei cervelli"". (889)

"Interrogazione Tedde - Pittalis - Cappellacci - Cherchi Oscar - Fasolino - Locci - Randazzo - Tocco - Zedda Alessandra, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata adozione da parte della Giunta regionale della deliberazione contenente i criteri e le modalità di ripartizione delle risorse del Fondo regionale per il reddito di inclusione sociale di cui alla legge regionale 2 agosto 2016, n. 18". (890)

"Interrogazione Tedde - Pittalis - Cappellacci - Cherchi Oscar - Fasolino - Locci - Randazzo - Tocco - Tunis - Zedda Alessandra, con richiesta di risposta scritta, circa la mancata approvazione del nuovo Piano triennale d'interventi previsto dall'articolo 12 della legge regionale 15 ottobre 1997, n. 26, in materia di promozione e valorizzazione della cultura e della lingua della Sardegna". (891)

"Interrogazione Cossa, con richiesta di risposta scritta, sugli aspetti autorizzativi inerenti alle installazioni di aerogeneratori con potenza inferiore a 60 kw (minieolico)". (892)

"Interrogazione Crisponi - Cossa - Dedoni, con richiesta di risposta scritta, sulla chiusura anticipata della campagna antincendi". (893)

"Interrogazione Rubiu, con richiesta di risposta scritta, in merito agli slacci di Abbanoa Spa". (894)

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria:

"Interpellanza Oppi - Rubiu - Tatti - Pinna Giuseppino sulla realizzazione di tagli su circa 35 ettari di bosco all'interno del compendio del Marganai iniziata nel corso del 2015". (253)

"Interpellanza Carta sulle reali motivazioni del potenziamento dell'intervento di "Revamping del termovalorizzatore per rifiuti urbani di Macomer" inserito nel "Patto per la Sardegna" e sul mancato rispetto dell'ordine del giorno n. 41 del Consiglio regionale". (254)

"Interpellanza Crisponi sulla situazione nella piana del ponte di Oloè a distanza di tre anni dall'alluvione Cleopatra". (255/C4.)

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria:

"Mozione Truzzu - Pittalis - Rubiu - Dedoni - Carta Angelo - Tedde - Zedda Alessandra - Cherchi Oscar - Tunis - Cappellacci - Tocco - Locci - Fasolino - Randazzo - Oppi - Tatti - Pinna Giuseppino - Cossa - Crisponi - Orrù - Solinas Christian - Floris - Satta contro la chiusura e il ridimensionamento delle agenzie INPS sul territorio regionale, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento". (265)

"Mozione Zanchetta - Gaia - Perra sulla necessità di adottare politiche sostenibili in materia di servizio idrico integrato, per garantire il diritto di ciascun individuo al minimo vitale giornaliero, con l'accesso gratuito a 50 litri giornalieri di acqua potabile per uso domestico". (266)

"Mozione Cocco Daniele Secondo - Cocco Pietro - Anedda - Usula - Zanchetta - Congiu - Rubiu - Carta Angelo - Pittalis - Dedoni sulla paventata chiusura degli uffici postali nelle zone più disagiate della Sardegna a seguito del nuovo piano di privatizzazione e riassetto di Poste Italiane Spa". (267)

"Mozione Locci - Pittalis - Cappellacci - Cherchi Oscar - Fasolino - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis - Zedda Alessandra sulla semplificazione dell'iter burocratico previsto per la concessione dei benefici economici del programma "Ritornare a casa" per i pazienti malati di patologie degenerative irreversibili". (268)

Sostituzione di consigliere regionale

PRESIDENTE. Comunico che la Giunta delle elezioni, nella seduta dell'8 novembre 2016, ha preso atto della sentenza della Corte di Cassazione n. 22047 del 31 ottobre 2016 che ha rigettato i ricorsi promossi dal consigliere regionale Ignazio Giovanni Battista Tatti e dal signor Gian Paolo Ghiani contro la sentenza della Corte d'Appello di Cagliari n. 43 del 2016 che, confermando l'ordinanza del Tribunale di Cagliari del 22 ottobre 2014, ha: 1) dichiarato inammissibile l'appello proposto da Ignazio Giovanni Battista Tatti; 2) rigettato l'appello proposto dal signor Gian Paolo Ghiani; 3) confermato per l'effetto l'ordinanza del Tribunale di Cagliari del 22 ottobre 2014.

Tale ordinanza, dopo aver dichiarato l'esistenza di una causa di ineleggibilità di Ignazio Giovanni Battista Tatti a consigliere regionale ha, per l'effetto, corretto il risultato delle elezioni del XV Consiglio regionale della Sardegna e sostituisce il candidato illegittimamente proclamato Tatti con il candidato Alfonso Marras.

Conseguentemente alla citata decisione della Corte di cassazione n. 22047, il signor Ignazio Giovanni Battista Tatti è decaduto dalla carica di consigliere regionale a far data dal 31 ottobre 2016.

Giuramento di consigliere

PRESIDENTE. Procediamo ora al giuramento del nuovo consigliere regionale, Alfonso Marras. Constata la presenza in aula, lo invito ad entrare in aula e a prestare il giuramento prescritto a norma dell'articolo 23 dello Statuto speciale per la Sardegna e dell'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 19 maggio 1949, numero 250.

Invito l'onorevole collega, che è già qui davanti a me, a presentarsi davanti al banco della Presidenza.

Dò lettura della formula del giuramento prevista dall'articolo 3 del citato D.P.R., dopodiché il consigliere Marras risponderà: "Giuro".

"Giuro di essere fedele alla Repubblica e di esercitare il mio ufficio al solo scopo del bene inseparabile dello Stato e della Regione autonoma della Sardegna"

MARRAS ALFONSO: "Giuro".

Auguri, buon lavoro.

Discussione e approvazione della proposta di Regolamento: Giunta Regionale "Norme per il funzionamento del Registro tumori della Regione Sardegna, istituito con legge regionale 7 novembre 2012, n.

21" (Reg. n. 5/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della proposta di Regolamento numero 5/A.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Raimondo Perra, relatore.

PERRA RAIMONDO (Cristiano Popolari Socialisti), relatore. Nel nostro Paese la sorveglianza epidemiologica dei tumori è stata storicamente demandata ai registri dei tumori della popolazione, che si sono moltiplicati negli anni su iniziativa delle differenti istituzioni, rilevando i casi incidenti di tumore in funzione della residenza, e producendo dati ed evidenze di comprovata qualità. Essi sono quindi alla base di qualsiasi azione e organizzazione dei sistemi sanitari pubblici. E' infatti del tutto evidente come la risposta sanitaria non possa in alcun modo prescindere dalla conoscenza dettagliata dell'incidenza e dalla prevalenza delle singole patologie, in relazione alle aree geografiche, ai fattori genetici, ambientali e abitudinari, ai fini dell'appropriatezza degli interventi di prevenzione primaria, secondaria e terziaria. Il provvedimento presentato dalla Giunta intende dare attuazione alle disposizioni contenute nella legge regionale numero 21 del 2012, che ha previsto, appunto, l'istituzione di 11 registri di patologie, e tra essi il registro tumori. Il registro è un archivio volto a raccogliere su base aziendale i dati anagrafici e sanitari, riferiti allo stato di salute attuale e pregresso di soggetti affetti da neoplasie e dei loro familiari, per finalità di studio e ricerca e per una corretta stima epidemiologica ed economica della patologia. Il trattamento dei dati contenuti nel registro deve avvenire nel rispetto di quello che è il codice in materia di protezione dei dati personali. In particolare è necessario adottare un regolamento che identifichi i tipi di dati utilizzati e di operazioni su essi eseguibili, ed è altresì necessario che il predetto regolamento sia conforme al parere espresso dal Garante per la protezione dei dati personali. La Giunta ha elaborato uno schema di regolamento che è stato trasmesso per l'acquisizione del parere di competenza all'ufficio del Garante per la protezione dei dati personali. Quest'ultimo, con provvedimento numero 76, ha formulato parere favorevole, condizionato al recepimento di una serie di indicazioni. La Giunta, dopo essersi conformata alle suddette indicazioni, ha trasmesso la proposta di regolamento al Consiglio regionale per l'approvazione, ai sensi dell'articolo 27 dello Statuto, e quindi alla sesta Commissione. La Commissione, preliminarmente, poiché la normativa impone un obbligo di conformità al parere reso dal garante per la protezione dei dati personali, ha discusso sulla necessità di concordare con le autorità eventuali emendamenti inerenti alle norme sul trattamento dei dati. Tuttavia l'eventualità ipotizzata in astratto non si è verificata in concreto, giacché, dopo aver sentito la dettagliata illustrazione fatta dall'Assessore e dagli uffici dell'Assessorato alla sanità, la Commissione ha sostanzialmente condiviso il testo del proponente, al provvedimento, infatti, sono state apportate esclusivamente modifiche di carattere formale, peraltro inerenti ad aspetti rigorosamente organizzativi e del tutto estranei alla materia di protezione dei dati personali, rispetto alla quale si pone l'esigenza di conformità. La Commissione in particolare si è limitata a coordinare il provvedimento con le recenti modifiche introdotte dalla legge regionale numero 17, cioè l'istituzione della ASL Unica in Sardegna. La predetta legge detta disposizioni per l'adeguamento istituzionale e organizzativo del sistema sanitario regionale. La riorganizzazione avviene mediante un processo di fusione aziendale, in cui una delle aziende sanitarie, contemplate appunto dalla legge regionale numero 10 del 2016, la ASL numero 1 di Sassari, a decorrere dal primo gennaio del 2017 assume la denominazione di Azienda per la tutela della salute, incorpora le restanti 7 aziende sanitarie locali subentrando nei rapporti attivi e passivi del patrimonio e nelle funzioni delle aziende incorporate. La proposta di regolamento, essendo precedente all'approvazione della legge regionale numero 17, cioè ASL unica… Presidente, mi sembra che ci sia un po' di brusio!... non dava conto della sostituzione delle 8 aziende sanitarie locali con un'azienda Unica, e la Commissione, al fine di recepire tale modifica, ha emendato le lettere e) ed f) dell'articolo 1, dell'articolo 4 e dell'articolo 5. Il testo è stato licenziato a maggioranza con l'astensione dei rappresentanti dei Gruppi dell'opposizione nella seduta del 27 ottobre 2016. La stessa Commissione, in considerazione dell'estrema importanza delle norme proposte, ne auspica un'immediata presa in esame e approvazione da parte dell'Assemblea consiliare. Al Consiglio regionale competerà anche, nell'eventualità in cui intenda apportare modifiche sostanziali alla proposta nelle parti in cui si riferisce al trattamento dei dati personali, di verificare la procedura più opportuna da seguire, al fine di concordare con il Garante e ottemperare così all'obbligo di conformità. Ho concluso, Presidente. Grazie.

PRESIDENTE. Ricordo che i consiglieri che intendono prendere la parola, devono iscriversi non oltre la conclusione del primo intervento.

E' iscritto a parlare il consigliere Emilio Usula. Ne ha facoltà.

USULA EMILIO (Soberania e Indipendentzia). L'approvazione oggi del Regolamento del registro tumori regionale rappresenta senza dubbio il raggiungimento di un risultato importante, atteso, e quanto mai opportuno, un passo in avanti significativo verso la costruzione, piena attivazione e funzionamento del registro tumori della Sardegna, uno strumento utilissimo per la programmazione degli interventi di sanità pubblica nell'ambito della prevenzione, diagnosi e cura delle patologie neoplastiche. Uno strumento indispensabile per il Governo del sistema e l'organizzazione dei servizi. Il registro tumori è uno strumento scientifico che permette di mettere a fuoco con obiettività incidenze e prevalenza di patologie oncologiche, la loro distribuzione temporale e spaziale nelle diverse aree. Uno strumento capace di fornire quegli elementi di conoscenza indispensabili per tutte le scelte che possano avere una ricaduta sul bene primario della salute dei cittadini. Uno strumento di cui si potranno avvalere gli operatori sanitari, ma ancora prima si potranno avvalere di questo strumento i decisori politici, in ordine a tutte le scelte che possono avere influenza sulla salute, siano esse scelte prettamente sanitarie, siano scelte industriali, o scelte in campo agricolo, in campo energetico, o in ordine, per esempio, a politiche riguardanti smaltimento di rifiuti o gestione di siti industriali inquinati o inquinanti. Tutte le scelte politiche possono avere un risvolto positivo o negativo sulla salute, e per questo il registro tumori sarà un ottimo strumento di aiuto e di guida in queste decisioni. In Sardegna esistono attualmente due registri tumori di popolazione su base locale, entrambi accreditatisi sia livello nazionale - AIRTUM -, sia a livello internazionale - IARC -, quello di Sassari e quello di Nuoro, operativi a livello di azienda sanitaria locale e operanti sui territori provinciali di Sassari, Olbia e Tempio, e su quelli di Nuoro e Ogliastra, con una copertura pari al 43 per cento dell'intera popolazione regionale. Questi due registri rappresentano l'ideale base di partenza per estendere la copertura della rilevazione a tutta la popolazione sarda, sfruttando l'organizzazione, la professionalità e l'esperienza degli operatori sanitari già da tempo operanti in queste strutture. Per questo ritengo ottima la scelta del modello di tipo federativo costituita da tre registri locali, corrispondenti ad altrettante macroaree. Voglio per questo sottolineare che nella costruzione del registro regionale sardo è estremamente importante la valorizzazione delle competenze maturate dai registri tumori di Nuoro e di Sassari, professionalità che hanno già ottenuto importanti riconoscimenti nazionali ed internazionali, e per questo sono necessarie risorse dedicate e un pieno riconoscimento delle professionalità maturate, espressione anche, se ce ne fosse bisogno, della capacità di esprimere grandi competenze del sistema sanitario sardo.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Luca Pizzuto. Ne ha facoltà.

PIZZUTO LUCA (SEL). Presidente, devo dire che è con profondo orgoglio che intervengo oggi in Aula perché credo che quello che noi oggi stiamo per approvare sia un enorme passo avanti per la nostra Isola. La mancanza del registro dei tumori in Sardegna ha provocato dei vuoti nell'analisi del fenomeno delle problematiche tumorali nella nostra isola e quindi non ci ha consentito di calibrare gli strumenti sanitari in modo adeguato. Questo era ed è uno strumento molto atteso dalle persone che stanno fuori e penso che veramente con questo atto, con questa legge che noi stiamo facendo, stiamo realmente facendo qualcosa di concreto e di importante nei confronti di quelle migliaia di persone che oggi vivono queste situazioni di salute drammatiche e problematiche. Credo che questo sia un modo anche da parte della nostra Aula, della nostra funzione, di dire a quelle persone e a quelle famiglie che non sono sole, che oggi ci dotiamo di uno strumento in più in grado di poter migliorare veramente la vita delle persone e di dare una prospettiva diversa a chi si occupa e a chi deve gestire questo fenomeno, questo tipo di malattia nella nostra isola. Intervengo veramente con un po' di orgoglio e con una contentezza per quello che stiamo per andare ad approvare.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Presidente, onorevoli consiglieri, mi unisco ai sentimenti manifestati dal consigliere Pizzuto per manifestare l'orgoglio, che tra l'altro è stato sottolineato anche da un'affermazione del Garante della privacy dottor Soro, che dice che la Regione Sardegna è la prima Regione che adotta un regolamento in conformità con il testo della legge sulla privacy. Sicuramente mettiamo a disposizione della Regione Sardegna uno strumento importante ai fini del monitoraggio della salute della nostra popolazione, nello specifico arriviamo a un risultato molto importante per quanto riguarda il monitoraggio epidemiologico dei tumori. Com'è stato già sottolineato viene completato un percorso che era iniziato con la legge del 2012 grazie a delle interlocuzioni che questa Giunta ha avuto con l'istituzione del Garante della privacy si è provveduto a confrontarsi, a correggere il regolamento prevalentemente per aspetti formali dando chiarezza su un modello organizzativo che, com'è stato detto, è un modello federato, tenendo conto della storia del registro dei tumori in Sardegna che ha visto il primo registro dei tumori nascere nella ASL 1 di Sassari, registro dei tumori successivamente accreditato dall'AIRTUM (Associazione italiana registro dei tumori) e successivamente a livello internazionale. A questo è seguito il registro dei tumori di Nuoro, della ASL 3, e a breve completeremo l'organizzazione del modello federato con la nascita e il completamento di quello che è stato avviato negli anni nella ASL 8 di Cagliari. Avere il registro dei tumori ci permetterà di monitorare in maniera molto precisa, incrociando tutti i dati presenti sia nelle SDO, nelle cartelle cliniche, nei certificati di diagnosi istologica, ci permetterà di confrontare, di poter dare in maniera precisa i dati sulla situazione epidemiologica dei tumori. Come modello, ripeto, è stato scelto il modello federato, sarà necessario un coordinamento come c'è stato chiesto dal Garante della privacy che abbiamo identificato nella ASL di Sassari per un motivo storico: Sassari è stata la ASL che ha fatto nascere e acquisito la competenza, la conoscenza nel realizzare un potente strumento ai fini del governo della salute per la gestione del registro dei tumori. Il registro quindi è volto a raccogliere su base aziendale i dati anagrafici e sanitari e sottolineo tendiamo a valorizzare quello che è già stato fatto in maniera intelligente nel passato, garantiamo quello che viene chiesto per dati ipersensibili (i dati che riguardano la salute devono essere tutelati, vengono classificati come dati ipersensibili), allo stesso tempo recependo le osservazioni del Garante della privacy si mettono a disposizione i dati per fare ricerca epidemiologica, per fare programmazione sanitaria, ripeto, nella massima tutela dei diritti della persona e del cittadino.

Anche per me con orgoglio oggi si avvia una fase molto importante che va a integrare, tra l'altro, la capacità dell'osservatorio epidemiologico regionale e la capacità di raccogliere una quantità importante di dati grazie al nostro sistema informatico regionale SISAR che ci permetterà di programmare sui dati: sui dati della popolazione, sull'analisi delle patologie. Utilizzando le migliori tecnologie informatiche abbiamo la possibilità in tempo reale di avere un'analisi della situazione epidemiologica della nostra popolazione. Quindi veramente penso che oggi sia un momento molto importante per la Regione Sardegna in generale per la gestione della sanità.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 1.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1:

Art. 1

Definizioni

1. Ai fini del presente regolamento si applicano le definizioni di cui all'articolo 4 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (Codice in materia di protezione dei dati personali).

2. In aggiunta a quanto previsto al comma 1, ai fini del presente regolamento, si intende per:

a) registro tumori regionale: l'archivio, alimentato in maniera continuativa e sistematica, contenente i dati personali anagrafici e sanitari concernenti i casi diagnosticati e accertati di neoplasia che insorgono nella popolazione di riferimento, a fini di studio e ricerca scientifica in campo medico, biomedico ed epidemiologico nonché di elaborazione delle informazioni epidemiologiche e statistiche ai fini di programmazione, gestione, controllo e valutazione dell'assistenza sanitaria, secondo le modalità e la ripartizione di competenze previste all'articolo 7;

b) coordinamento regionale del registro tumori: la struttura che cura la raccolta dei dati personali anagrafici e sanitari relativi a casi diagnosticati di neoplasia del territorio della Regione previsti dall'articolo 7, commi 1 e 2, e li ripartisce ai registri tumori locali competenti per territorio, nei modi previsti al medesimo articolo 7;

c) registro tumori locale: la struttura che, nei limiti dell'autonomia riconosciuta dal presente regolamento, analizza ed elabora i dati, acquisiti secondo quanto previsto dall'articolo 7, concernenti i casi diagnosticati di neoplasia del territorio di competenza, analizzandoli a fini di studio e ricerca scientifica in campo medico, biomedico ed epidemiologico, e successivamente trasmette, al datawarehouse centralizzato di cui all'articolo 7 presso l'Osservatorio epidemiologico regionale, i dati sanitari e personali, privi di elementi identificativi diretti, relativi ai casi accertati di neoplasia del territorio di competenza;

d) osservatorio epidemiologico regionale: la struttura che analizza, anche in forma disaggregata, nei limiti dell'autonomia riconosciuta e nei modi previsti all'articolo 7, i dati personali e sanitari, privi di elementi identificativi diretti, relativi ai casi accertati di neoplasia che insorgono nella popolazione di riferimento, per l'elaborazione delle informazioni epidemiologiche e statistiche ai fini di programmazione, gestione, controllo e valutazione dell'assistenza sanitaria previste dall'articolo 3;

e) aziende sanitarie: sono l'azienda per la tutela della salute (ATS), le aziende ospedaliere, le aziende ospedaliero-universitarie e l'Azienda regionale dell'emergenza e urgenza della Sardegna (AREUS);

f) macroarea regionale: sub-articolazione del territorio regionale, che comprende al suo interno la circoscrizione territoriale di una o più aree socio-sanitarie locali (assl), nel cui ambito è istituito un registro tumori locale facente capo a un'area socio-sanitaria lo-cale di riferimento; la circoscrizione territo-riale delle aree socio-sanitarie locali è de-terminata dalla normativa vigente;

g) popolazione di riferimento: la popolazione residente anagraficamente sul territorio della Regione, nonché tutti i soggetti assistibili dal servizio sanitario regionale secondo la normativa vigente o comunque dimoranti in maniera stabile nella Regione;

h) casi diagnosticati di neoplasia (tumore, cancro, malattia oncologica): pazienti ai quali sia stata diagnosticata una malattia a carattere evolutivo, come descritta dai codici 140-239 della classificazione internazionale delle malattie e cause di morte IX revisione ovvero dai codici C00-C97 e D00-D48 della classificazione internazionale delle malattie e cause di morte, X edizione, OMS, 1992, ovvero tutte le lesioni comprese nelle diverse edizioni e revisioni della classificazione internazionale delle malattie per l'oncologia (ICD-O);

i) casi accertati di neoplasia: casi diagnosticati di neoplasia che risultino accertati e confermati a seguito dell'attività di verifica, analisi e conferma svolta dal registro tumori locale competente per territorio.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 2.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2:

Art. 2

Oggetto del regolamento

1. Nell'ambito della finalità di rilevante interesse pubblico prevista dall'articolo 85, comma 1, lettera b) e dall'articolo 98, comma 1, lettera c) del decreto legislativo n. 196 del 2003, ed in attuazione della legge regionale 7 agosto 2009, n. 3 (Disposizioni urgenti nei settori economico e sociale), e successive modifiche ed integrazioni, il presente regolamento, ai sensi dell'articolo 1 della legge regionale 7 novembre 2012, n. 21 (Disposizioni urgenti in materia sanitaria connesse alla manovra finanziaria e modifica di disposizioni legislative sulla sanità), disciplina le specifiche finalità perseguite dal registro tumori regionale, i tipi di dati sensibili trattati e le operazioni eseguibili, i soggetti che possono trattare i dati medesimi e le misure per la sicurezza dei dati.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 3.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3:

Art. 3

Finalità specifica del trattamento di dati

1. Nell'ambito delle finalità di rilevante interesse pubblico di cui all'articolo 2, il registro tumori regionale tratta i dati personali al fine di:

a) produrre dati di incidenza, mortalità, sopravvivenza e prevalenza dei tumori per sede, per sesso, per età, e per altre caratteristiche della popolazione in modo omogeneo e standardizzato sull'intero territorio;

b) descrivere la frequenza della patologia neoplastica in Sardegna e sullo stato di prevenzione primaria e secondaria del cancro, sulla base della quale individuare aree critiche e priorità;

c) svolgere studi epidemiologici intesi a stimare i rischi cancerogeni nel territorio regionale e a formulare ipotesi circa le cause, anche in collaborazione con altri enti e strutture di ricerca scientifica nazionali e internazionali;

d) contribuire alla pianificazione e all'attuazione di interventi di prevenzione primaria e secondaria, alla valutazione dell'efficacia di programmi di screening per i tumori e dell'impatto di programmi di prevenzione primaria rivolti alle persone ed all'ambiente di vita e di lavoro;

e) monitorare e valutare i dati relativi all'accesso e alla qualità dei servizi diagnostici e terapeutici, alla sopravvivenza dei pazienti affetti da cancro, fornendo confronti con altre regioni o paesi e indicazioni utili alla programmazione sanitaria;

f) effettuare analisi statistico-epidemiologiche dei dati di cui alle lettere da a) ad e);

g) identificare e monitorare i gruppi ad alto rischio;

h) individuare le priorità per programmare gli interventi volti a migliorare lo stato sanitario della popolazione e dell'ambiente, i livelli di funzionalità e le caratteristiche strutturali dell'organizzazione sanitaria regionale.

2. Ciascun registro tumori locale per le finalità di cui all'articolo 2, tratta autonomamente i dati concernenti i casi diagnosticati di neoplasia del territorio di competenza, analizzandoli a fini di studio e ricerca scientifica in campo medico, biomedico ed epidemiologico, e successivamente trasmette, al datawarehouse centralizzato di cui all'articolo 4 presso l'Osservatorio epidemiologico regionale, i dati sanitari e personali, privi di elementi identificativi diretti, relativi ai casi accertati di neoplasia del territorio di competenza.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 4. All'articolo 4 è stato presentato l'emendamento aggiuntivo numero 1.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 4:

Art. 4

Organizzazione del registro tumori regionale

1. Il registro tumori regionale è un registro di tipo federato costituito da un datawarehouse, collocato presso il centro elaborazione dati dell'Osservatorio epidemiologico regionale, contenente un sottoinsieme dei dati contenuti nei tre registri tumori locali che sono gestiti, nei limiti dell'autonomia riconosciuta dal presente regolamento, da tre aree socio-sanitarie locali di riferimento, corrispondenti ad altrettante macroaree regionali, ed ubicati nell'area della sanità pubblica rispettivamente presso:

a) l'Area socio-sanitaria locale di Sassari per quanto concerne la macroarea della Sardegna settentrionale competente per le aree socio-sanitarie locali di Sassari e Olbia;

b) l'Area socio-sanitaria locale di Nuoro per quanto concerne la macroarea della Sardegna centrale competente per le aree socio-sanitarie locali di Nuoro, Lanusei e Oristano;

c) l'Area socio-sanitaria locale di Cagliari per quanto concerne la macroarea della Sardegna meridionale competente per le aree socio-sanitarie locali di Cagliari, Sanluri e Carbonia.

2. Il coordinamento regionale del registro tumori, incardinato presso l'ATS, è la struttura che, ai sensi dell'articolo 7, comma 3, provvede alla raccolta dei dati resi disponibili dalla direzione generale dell'assessorato regionale competente in materia di sanità e di quelli provenienti dalle aziende sanitarie e dalle strutture sanitarie private accreditate del territorio regionale nonché di eventuali ulteriori dati provenienti da strutture sanitarie extra-regionali e, conseguentemente, ripartisce i dati raccolti secondo il criterio della residenza anagrafica, o del domicilio per i non residenti in Sardegna, all'atto della prima diagnosi e trasmette tutti i dati raccolti al registro tumori locale competente per territorio.

3. Gli operatori dei registri tumori locali, opportunamente designati quali incaricati o responsabili del trattamento, procedono a sistematizzare i dati ricevuti dal coordinamento ovverosia catalogano i diversi dati provenienti dalle varie fonti informative, al fine di raggruppare quelli riferibili al medesimo soggetto e conseguentemente ricercare e definire le informazioni attinenti ad ogni singolo caso in maniera da poterlo verificare, analizzare, confermare ed elaborare.

4. I registri tumori locali, previa attività di cui al comma 3, alimentano il registro tumori regionale attraverso la trasmissione dei dati sanitari concernenti i casi confermati di neoplasia insorti nella popolazione di riferimento al datawarehouse centralizzato che contiene dati privi di elementi identificativi diretti, collocato presso il centro elaborazione dati dell'Osservatorio epidemiologico regionale della Sardegna, che tratta i dati per l'esercizio delle proprie funzioni istituzionali di rilevazione e di elaborazione delle informazioni epidemiologiche e statistiche a supporto della programmazione, gestione, controllo e valutazione dell'assistenza sanitaria regionale, ai sensi dell'articolo 3, comma 2.)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Raimondo Perra, relatore.

RAIMONDO PERRA (Cristiano Popolari Socialisti), relatore. Presidente, lo rimetto alla valutazione dell'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Mi rimetto all'Aula.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Lorenzo Cozzolino. Ne ha facoltà.

COZZOLINO LORENZO (PD). Presidente, Assessore, io ho già fatto la relazione in Commissione e volevo dei chiarimenti, ecco perché ho fatto l'emendamento. I colleghi sanno, se non lo sanno glielo spiego, a tutt'oggi esistono due registri dei tumori su tre: quello di Sassari e quello di Nuoro. Cagliari a tutt'oggi non ha mai fatto lavorare il registro però, Assessore, anche se Cagliari non ha lavorato tenete conto che Sassari e Nuoro coprono una popolazione del 43 per cento, Cagliari da sola e la provincia di Cagliari è superiore, ha continuato comunque a lavorare tramite l'azienda 8 e l'Ospedale oncologico che faceva parte dell'ASL 8, per cui all'osservatorio epidemiologico regionale sono comunque arrivati tutti i dati legati al numero di patologie tumorali che Cagliari e la provincia ha dato. Questa è la prima cosa.

Secondo. Questi nuovi tre registi locali scaricheranno tutti i dati in un coordinamento regionale dei distretti dei tumori che dovrebbe essere, uso il condizionale, a Sassari. Cosa fa questo coordinamento? Acchiappa tutti i dati, li elabora e li manda all'osservatorio epidemiologico regionale che è a Cagliari. Allora, Assessore, col nuovo piano di riordino ospedaliero noi abbiamo il centro unico regionale che è l'Ospedale oncologico. Allora vorrei capire, questo è il mio discorso, perché il coordinamento regionale del registro dei tumori non deve essere a Cagliari, tenuto conto che nel punto 2 dell'articolo 4 c'è scritto che il coordinamento regionale sta nell'ATS cioè nella ASL unica, e Cagliari fa parte dell'ATS, non stiamo cambiando ASL, rimaniamo all'interno, per cui non c'è nessun problema. Il problema è dire dove sarà, perché qui è troppo generico. Dica se è Sassari o se è Cagliari, se mi convince io ritiro l'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.

ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Onorevole Cozzolino, la ringrazio per l'osservazione, ma penso che sia importante distinguere tra l'organizzazione della rete ospedaliera con l'identificazione dei punti di specialità, come giustamente lei ha ricordato l'ospedale oncologico, anche in ragione della sua storia, diventerà il punto di riferimento nella rete oncologica per quanto riguarda la clinica, soprattutto per le situazioni di particolare complessità, visto che organizzeremo una rete con gradienti di complessità e di specializzazione per garantire sia la prossimità nei territori però allo stesso tempo garantiremo anche la specialità di cui ha bisogno la Sardegna. Ricordo che già diverse volte ho illustrato il fatto che le schede di dimissione ospedaliera evidenziano dalla casistica, dall'analisi, che abbiamo una media regionale di bassa-media complessità di ricoveri, quindi dobbiamo portare specializzazione e abbiamo fatto una scelta molto chiara nell'identificare l'ospedale oncologico come il nodo, il punto di riferimento della rete oncologica. Quello è un aspetto però come viene illustrato nella parte narrativa di presentazione dell'articolato, noi teniamo conto di una storia, la storia dei registri tumori in Sardegna parte negli anni 90 e bisogna dare merito-atto a chi iniziò nella ASL 1 allo sviluppo di competenze, allo sviluppo di competenze, ripeto, non riconosciute in maniera autoreferenziale ma accreditate da organismi terzi come l'AIRTUM e soprattutto dallo IARC, l'istituzione internazionale, che fanno sì che venga riconosciuta l'attività confermata nella letteratura internazionale medica del ruolo della ASL unica. Non è il problema della dislocazione fisica perché grazie al sistema informatico il flusso, il caricamento dei dati può essere fatto in maniera estremamente sicura, può essere elaborato sicuramente dal coordinamento che avrà la funzione di uniformare e standardizzare le attività di analisi, ripeto, delle cartelle, delle schede di dimissione ospedaliera, dei certificati istologici, quindi penso che sostanzialmente non viene meno, anzi riconosceremo il ruolo che avrà l'area sociosanitaria di Cagliari nell'organizzare la parte Sud come giustamente diceva lei, il 57 per cento della casistica e della demografia sta nel Sud, questo non impedirà che si useranno metodi standard però il coordinamento deve essere riconosciuto a chi storicamente per competenza, ripeto, validata da organismi terzi sia nazionali che internazionali ha iniziato negli anni 90. Quindi io terrò conto per valorizzare in maniera estremamente importante e far recuperare l'expertise, la competenza della parte del Sud Sardegna, però ritengo che la funzione di coordinamento debba essere svolta dalla area sociosanitaria di Sassari.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lorenzo Cozzolino. Ne ha facoltà.

COZZOLINO LORENZO (PD). Assessore, ritiro l'emendamento.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 4. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Chiedo la votazione nominale a partire dall'articolo 5.

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 5.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 5:

Art. 5

Titolari e responsabili del trattamento dei dati

1. L'azienda sanitaria presso cui è istituito il coordinamento regionale, limitatamente alle funzioni indicate all'articolo 4, comma 2, è titolare del trattamento dei dati, meglio specificati all'articolo 7, commi 1 e 2.

2. L'area socio-sanitaria locale presso cui è istituito ciascun registro tumori locale è titolare del trattamento dei dati ricevuti dal coordinamento regionale, sistematizzati, verificati, analizzati ed elaborati e, in generale, di tutti i dati trattati, indicati all'articolo 6, nel corso delle attività di analisi e verifica dei casi di neoplasia destinati ad alimentare il registro tumori regionale.

3. L'Osservatorio epidemiologico regionale è titolare del trattamento dei dati resi disponibili sul datawarehouse del registro tumori regionale provenienti dai singoli registri tumori locali. L'Osservatorio epidemiologico regionale effettua il trattamento e l'elaborazione dei dati in forma disaggregata, per le finalità di cui all'articolo 3 e l'esercizio delle funzioni attribuite allo stesso dalla legge regionale 6 maggio 1991, n. 16 (Istituzione dell'Osservatorio epidemiologico regionale); alle eventuali richieste di dati e informazioni provenienti dagli organi o uffici della Regione o di altri enti o soggetti terzi che ne abbiano legittimo interesse, l'Osservatorio dà riscontro elaborando e trasmettendo esclusivamente dati aggregati in forma rigorosamente anonima.

4. I responsabili e gli incaricati del trattamento dei dati sono designati dai titolari, di cui ai commi da 1 a 3, esclusivamente nell'ambito delle strutture di coordinamento regionale, dei registri tumori locali e dell'Osservatorio epidemiologico regionale.

5. Nell'ambito delle finalità del trattamento dei dati di cui all'articolo 3, i responsabili del trattamento garantiscono la gestione amministrativa, tecnica ed informatica dei dati trattati per le finalità del registro tumori regionale.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 5.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 6.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 6:

Art. 6

Tipi di dati sensibili trattati

1. Per il perseguimento delle finalità di cui all'articolo 3 il titolare del registro tumori regionale tratta dati idonei a rivelare lo stato di salute riferiti a casi diagnosticati o accertati di neoplasia, nei limiti di quanto indispensabile per il raggiungimento delle finalità e nei modi previsti all'articolo 7, e nel rispetto delle previsioni del Codice di deontologia e di buona condotta per i trattamenti di dati personali per scopi statistici e scientifici, allegato A4 al decreto legislativo n. 196 del 2003, in quanto compatibili.

2. In particolare, i titolari dei registri tumori locali, limitatamente alle funzioni indicate nell'articolo 4, commi 3 e 4, trattano i dati sanitari e anagrafici relativi a:

a) diagnosi di ammissione e dimissione relative a ricoveri e a prestazioni diagnostico-terapeutiche;

b) modalità di dimissione relative ai ricoveri;

c) anamnesi;

d) interventi chirurgici e procedure diagnostiche e terapeutiche, ivi compresi gli screening oncologici;

e) indagini clinico-strumentali e trattamenti eseguiti;

f) diagnosi con indicazione della sede, morfologia, grado di differenziazione, comportamento biologico e fattori prognostici della neoplasia;

g) tecniche di definizione diagnostica;

h) data e causa di morte e condizioni morbose rilevanti per il decesso.

3. Il titolare del coordinamento regionale, limitatamente alle funzioni indicate nell'articolo 4, tratta i dati sanitari e anagrafici di cui all'articolo 7, commi 1 e 2.

4. L'Osservatorio epidemiologico regionale accede alle medesime tipologie di dati di cui ai commi da 1 a 3 trattando dati sanitari e dati personali privi di elementi identificativi diretti.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 6.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 7.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 7:

Art. 7

Obblighi e modalità di trasmissione dei dati

1. Le aziende sanitarie e le strutture sanitarie private accreditate adempiono, sulla base di specifiche tecnico-funzionali dei tracciati e delle tempistiche previste nel Disciplinare flussi della Regione, approvato con determinazione del direttore generale della struttura dell'Assessorato regionale competente in materia di sanità, al debito informativo verso il coordinamento del registro tumori mediante trasmissione per via telematica delle informazioni concernenti:

a) le schede di morte, relativamente ai soggetti con menzione di neoplasia come causa di morte oppure condizione morbosa rilevante per il decesso;

b) i referti di anatomia patologica, limitatamente agli esami correlati a patologie tumorali;

c) la documentazione sanitaria afferente ai centri di screening oncologico, limitatamente ai referti anatomopatologici comprendenti anche le displasie di alto grado e i tumori in situ, le lesioni pre-maligne (adenomi e lesioni con displasia grave), i referti radiologici e specialistici riguardanti il caso, le terapie effettuate e il numero di round dello screening.

2. La direzione generale dell'Assessorato competente in materia di sanità mette inoltre a disposizione del coordinamento del registro tumori un accesso per via telematica alle basi dati regionali concernenti:

a) le schede di dimissione ospedaliera, limitatamente alla lista dei codici di diagnosi e di intervento correlato alle procedure di definizione dei casi di tumore;

b) la distribuzione dei farmaci oncologici ad alto costo.

3. Il coordinamento del registro tumori regionale raccoglie i dati di cui ai commi 1 e 2 e li assegna ai registri locali, ciascuno per la porzione di competenza territoriale secondo il criterio della residenza anagrafica del paziente all'atto della prima diagnosi.

4. Il registro locale competente per territorio procede con le verifiche anagrafiche e con l'analisi dei dati trasmessi dal coordinamento e, onde poter estrapolare le informazioni di cui all'articolo 6, comma 2, necessarie al fine di confermare ed elaborare i dati relativi ad ogni singolo caso di neoplasia ed implementare il registro con le informazioni sanitarie relative ai casi analizzati, accede ai seguenti archivi detenuti dalla Regione, dalle aziende sanitarie e dalle strutture sanitarie private accreditate del servizio sanitario regionale:

a) anagrafe regionale degli assistibili della Regione;

b) schede di dimissione ospedaliera (SDO) contenenti diagnosi di neoplasia o interventi correlati alla definizione di casi di tumore;

c) schede di morte, relativamente ai soggetti con menzione di neoplasia come causa di morte oppure condizione morbosa rilevante per il decesso e a tutti i casi diagnosticati di neoplasia come definiti dall'articolo 6, comma 2, lettera h);

d) referti di anatomia patologica, limitatamente agli esami correlati a patologie tumorali;

e) documentazione sanitaria (cartelle cliniche; referti specialistici, relazioni cliniche, lettere di dimissione) contenente dati indispensabili all'individuazione delle patologie tumorali;

f) prestazioni ambulatoriali, di laboratorio e di radiodiagnostica limitatamente alle prestazioni correlate a patologie tumorali;

g) esenzioni ticket per patologia, limitatamente alle esenzioni relative a patologie tumorali.

5. L'accesso agli archivi di cui ai commi da 1 a 4 è consentito per via informatica o, se indisponibile il mezzo informatico, mediante presa visione o richiesta di copia cartacea, nel rispetto di quanto stabilito dal disciplinare tecnico previsto dall'articolo 11.

6. Nell'ipotesi in cui dalle verifiche anagrafiche effettuate dal singolo registro tumori locale emerga la competenza di un differente registro tumori locale, con la supervisione del coordinamento, si procede alla trasmissione dei dati al registro tumori locale risultato competente per territorio.

7. I dati trattati dai registri tumori locali e quelli trasmessi al datawarehouse centralizzato di cui all'articolo 4, comma 4, sono gestiti tramite un sistema di codifica che non consente l'identificazione diretta degli interessati, la cui definizione e le relative modalità di attribuzione sono previste nel disciplinare tecnico contenuto nell'allegato A) che forma parte integrante e sostanziale del presente regolamento.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 7.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 8.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 8:

Art. 8

Comunicazione e diffusione dei dati

1. I titolari del trattamento dei dati contenuti nel registro tumori regionale e nei registri tumori locali specificamente individuati all'articolo 5, per le finalità di cui all'articolo 3, comunicano le informazioni di cui all'articolo 6, comma 2, ai titolari del trattamento dei dati dei registri tumori di altre regioni, qualora legittimamente istituiti e regolamentati ai sensi degli articoli 20 e 22 del decreto legislativo n. 196 del 2003, e previa apposite convenzioni da stipulare in conformità a quanto previsto dall'articolo 58 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 (Codice dell'amministrazione digitale), e successive modifiche ed integrazioni.

2. Le convenzioni di cui al comma 1 sono preventivamente comunicate all'Assessorato regionale competente in materia di sanità, che definisce le modalità tecniche di trasmissione dei dati medesimi, indicando idonee misure di sicurezza analoghe a quelle specificate nel disciplinare tecnico previsto dall'articolo 11 in conformità all'allegato 1 e l'allegato 2 al provvedimento del Garante della privacy n. 393 del 2 luglio 2015, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana n. 179 del 4 agosto 2015.

3. I titolari del trattamento del registro tumori regionale e dei registri tumori locali, per l'esclusivo perseguimento delle finalità di cui all'articolo 3, sentito preventivamente il direttore generale dell'Assessorato regionale competente in materia di sanità, possono svolgere studi in campo medico, biomedico, epidemiologico e statistico, anche in collaborazione con università, enti ed istituti di ricerca e società scientifiche, e con ricercatori, singoli o associati, che operano nell'ambito delle predette università, enti ed istituti di ricerca e società scientifiche, nel rispetto delle regole previste dal Codice di deontologia e di buona condotta per i trattamenti di dati personali per scopi statistici e scientifici di cui all'allegato A4 al decreto legislativo n. 196 del 2003.

4. I titolari del trattamento dei dati contenuti nei registri tumori locali individuati all'articolo 5 del presente regolamento, per le finalità di cui all'articolo 3, garantiscono la qualità e la certezza del dato anche mediante accreditamento dei registri tumori locali secondo sistemi di certificazione della conformità dei dati e delle procedure agli standard qualitativi riconosciuti a livello nazionale e internazionale. A tal fine trasmettono agli enti certificatori la casistica inerente ai dati aggregati e che comunque non consentano l'identificazione degli interessati, di incidenza, mortalità e popolazione, relativamente a una o più annualità di riferimento, ovvero a campioni casuali o appositamente selezionati, sia in fase di accreditamento che di verifiche periodiche.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 8.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 9.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 9:

Art. 9

Diffusione dei dati

1. I titolari dei registri tumori locali e dell'Osservatorio epidemiologico regionale, per le finalità di cui all'articolo 3, possono diffondere, sentito il direttore generale dell'Assessorato regionale competente in materia di sanità, anche mediante pubblicazione, dati anonimi relativi ai casi registrati in forma esclusivamente aggregata ovvero secondo modalità che non rendano identificabili i soggetti interessati.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 9.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 10.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 10:

Art. 10

Modalità di trattamento dei dati

1. Tutti i dati contenuti nel registro tumori regionale e nei registri tumori locali, a qualsiasi livello, sono trattati nel rispetto dei principi di indispensabilità, necessità, pertinenza e non eccedenza di cui al decreto legislativo n. 196 del 2003, esclusivamente da personale appositamente individuato e incaricato dai titolari del trattamento, in conformità agli articoli 29 e 30 del decreto legislativo n. 196 del 2003, e previa sottoposizione degli incaricati che non sono tenuti per legge al segreto professionale a regole di condotta analoghe al segreto professionale preventivamente stabilite dal titolare del trattamento dei dati alla cui struttura afferiscono.

2. I soggetti di cui al comma 1 accedono ai dati del registro tumori regionale e dei registri tumori locali secondo modalità e logiche di elaborazione strettamente pertinenti e non eccedenti i compiti attribuiti a ciascuno di essi.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 10.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 11.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 11:

Art. 11

Misure di sicurezza

1. I titolari del trattamento dei dati contenuti nel registro tumori regionale e nei registri tumori locali adottano le modalità tecniche e le misure di sicurezza dei dati e dei sistemi individuate nel titolo V del decreto legislativo n. 196 del 2003, specificate nel disciplinare tecnico contenuto nell'allegato A), che forma parte integrante del presente regolamento.

2. La sicurezza dei dati trattati dal registro tumori regionale e dai registri tumori locali è garantita, in tutte le fasi del trattamento dei dati, mediante l'adozione degli opportuni accorgimenti volti a preservare i medesimi dati da rischi di distruzione o perdita, anche accidentale, di accesso non autorizzato o di trattamento non consentito o non conforme alle finalità della raccolta.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 11.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 12.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 12:

Art. 12

Codifica dei dati trattati

1. I dati sensibili contenuti nel registro tumori regionale e nei registri tumori locali, tenuti con l'ausilio di strumenti elettronici, sono trattati mediante l'utilizzo di codici identificativi, nel rispetto di quanto stabilito dal disciplinare tecnico previsto dall'articolo 11, in modo tale da tutelare l'identità e la riservatezza degli interessati nel trattamento dei dati, rendendoli temporaneamente inintelligibili anche a chi è autorizzato ad accedervi e permettendo di identificare gli interessati solo in caso di necessità, così come previsto all'articolo 22, comma 6, del decreto legislativo n. 196 del 2003.

2. I dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale contenuti nel registro tumori regionale e nei registri tumori locali sono conservati separatamente da altri dati personali trattati per finalità che non richiedono il loro utilizzo. I medesimi dati sono trattati tramite un sistema di codifica che non consente l'identificazione diretta degli interessati, con le modalità di cui al comma 1 anche quando sono tenuti senza l'ausilio di strumenti elettronici, così come previsto all'articolo 22, comma 7, del decreto legislativo n. 196 del 2003.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 12.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 13.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 13:

Art. 13

Informativa agli interessati

1. I titolari del trattamento dei dati contenuti nel registro tumori regionale e nei registri tumori locali forniscono l'informativa agli interessati tramite le strutture del servizio sanitario regionale, pubbliche o private accreditate, che erogano le prestazioni sanitarie anche mediante l'integrazione dei modelli di informativa già in uso presso le stesse strutture e garantiscono agli interessati il pieno e tempestivo esercizio dei diritti previsti dall'articolo 7 del decreto legislativo n. 196 del 2003.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 13.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 14.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 14:

Art. 14

Norme transitorie

1. L'adeguamento e l'adozione delle modalità tecniche e delle misure di sicurezza di cui al disciplinare tecnico previsto all'allegato A, avviene entro centottanta giorni dall'entrata in vigore del presente regolamento.

2. I registri tumori locali raccolgono i dati di cui all'articolo 6, comma 1, esclusivamente per le diagnosi emesse oltre il termine di cui al comma 1.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 14.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 15.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 15:

Art. 15

Entrata in vigore

1. Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale delle Regione autonoma della Sardegna (BURAS).)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Raimondo Perra. Ne ha facoltà.

PERRA RAIMONDO (Cristiano Popolari Socialisti), relatore. Presidente, sull'articolo 15 io vorrei proporre un emendamento orale, proprio per l'entrata in vigore, proponendo appunto di sostituire le parole "il giorno successivo alla sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale" con le parole "il 1 gennaio 2017", data di entrata in vigore del ATS.

PRESIDENTE. Chiedo al Consiglio se ci sono osservazioni.

OPPI GIORGIO (UDC Sardegna). Contrario!

PRESIDENTE. E' contrario l'onorevole Oppi, quindi l'emendamento orale non è accolto, rimane il testo presente nella legge.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 15.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'Allegato A.

(Si riporta di seguito il testo dell'Allegato A:

DISCIPLINARE TECNICO IN MATERIA DI MISURE DI SICUREZZA PER IL FUNZIONAMENTO DEL REGISTRO TUMORI

1. PREMESSA

Il presente disciplinare costituisce parte integrante del regolamento per il funzionamento del Registro tumori della Regione, di seguito denominato regolamento.

Dove non diversamente specificato, ogni riferimento generico al registro tumori è da intendersi relativo al complesso di archivi costituiti dai registri tumori locali che operano in maniera federata, dagli archivi utilizzati dal coordinamento del registro tumori e dagli archivi utilizzati dal datawarehouse centralizzato del registro tumori regionale.

Ferme restando le misure di sicurezza, individuate negli articoli da 31 a 36 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, e nel disciplinare tecnico pubblicato in Allegato B) a tale decreto, il presente disciplinare specifica:

A) le modalità tecniche di accesso, trattamento e conservazione dei dati relativi al registro tumori regionale e locale da parte dei soggetti individuati all'articolo 4 del regolamento;

B) le modalità tecniche di trasmissione dei dati concernenti il registro tumori regionale e locale con le modalità individuate all'articolo 7 del regolamento, che può avvenire mediante:

1) invio telematico mediante file transfer, servizi web (web services) o cooperazione applicativa;

2) trasmissione su supporti informatici quali CD, DVD, memorie a stato solido;

3) trasmissione di documenti cartacei in busta chiusa e sigillata, nelle more della messa a regime delle modalità digitali descritte ai punti 1) e 2).

C) le misure di sicurezza che:

1) i titolari del trattamento dati del registro tumori regionale e locale devono adottare per il funzionamento del registro medesimo;

2) le strutture presso le quali sono raccolti i dati che alimentano il registro tumori, sia regionale che locale, quali le aziende sanitarie territoriali e ospedaliere, nonché le strutture sanitarie private accreditate, devono adottare per comunicare o mettere a disposizione i dati e le informazioni ai titolari di cui alla lettera A).

I supporti di cui ai punti 2) e 3) della lettera B) sono utilizzati esclusivamente per estrapolare i dati da inserire nel sistema informatico del registro tumori.

Il modello federato di registro tumori, così come specificato negli articoli 4 e 7 del regolamento, prevede che:

A) Le aziende sanitarie e le strutture sanitarie private accreditate trasmettano per via telematica al coordinamento del registro tumori regionale i dati previsti dall'articolo 7, comma 1, lettere a), b) e c), secondo tracciati e tempistiche che saranno previste nel Disciplinare flussi della Regione Sardegna, approvato con determinazione del direttore generale della sanità.

B) La direzione generale della sanità metta inoltre a disposizione del coordinamento del registro tumori un accesso per via telematica alle basi dati regionali che contengono i dati previsti dall'articolo 7, comma 2, lettere a) e b).

C) I dati raccolti dal coordinamento del registro tumori regionale siano trasmessi telematicamente ai registri tumori locali (articolo 4, comma 2), i quali possono integrare le informazioni ricevute richiedendo ulteriori dati e informazioni direttamente alle aziende sanitarie e alle strutture sanitarie private accreditate e all'Amministrazione regionale (articolo 7, comma 4), anche mediante l'accesso diretto agli archivi da parte del personale incaricato (articolo 7, comma 5), per poter estrapolare le informazioni necessarie al fine di confermare ed elaborare i dati relativi ad ogni singolo caso di neoplasia (articolo 7, comma 4).

D) I dati e le informazioni sanitarie concernenti i casi accertati di neoplasia insorti nella popolazione, individuati dai registri tumori locali, siano resi disponibili, in forma non aggregata, privati degli elementi identificativi diretti come di seguito specificato, secondo tracciati e tempistiche che saranno previste nel Disciplinare flussi della Regione approvato con determinazione del direttore generale della sanità, all'interno di un datawarehouse collocato presso il CED dell'Osservatorio epidemiologico regionale della Sardegna (articolo 7, comma 7).

E) Per dati privi di elementi identificativi diretti si intende un insieme di dati dai quali è stato espunto ogni riferimento al nome e cognome del paziente e ogni altro elemento identificativo diretto, ad eccezione degli elementi rilevanti per finalità di programmazione, gestione, controllo e valutazione dell'assistenza sanitaria vale a dire: genere, comune di residenza, comune di nascita, anno di nascita per gli adulti o mese/anno di nascita per i soggetti in età pediatrica (1-17 anni) o giorno/mese/anno di nascita per i bambini sotto l'anno di età (0-12 mesi). I dati trattati secondo questa modalità non devono essere considerati dati anonimi e sono soggetti alle disposizioni del Codice della privacy.

2. DISPOSIZIONI GENERALI

2.1. I titolari del trattamento dei dati del registro tumori istruiscono gli incaricati, individuati ai sensi dell'articolo 30 del decreto legislativo n. 196 del 2003, sui rischi che incombono sui dati, sulle misure disponibili per prevenire eventi dannosi, sui profili della disciplina in materia di protezione dei dati personali più rilevanti in rapporto alle relative attività, nonché sulle responsabilità che ne derivano.

2.2. La sicurezza dei dati contenuti nel registro tumori deve essere garantita in tutte le fasi del trattamento, adottando opportuni accorgimenti che li preservino da rischi di distruzione o perdita, anche accidentale, di accesso non autorizzato o di trattamento non consentito o non conforme alle finalità della raccolta. A tal fine si dovranno adoperare tecniche crittografiche caratterizzate dall'utilizzo di chiavi di cifratura di lunghezza adeguata alla dimensione e al ciclo di vita dei dati sensibili e garantire, ove le finalità non richiedano il loro utilizzo, la separazione delle informazioni anagrafiche da quelle sanitarie.

2.3. Le postazioni di lavoro informatiche, utilizzate per i trattamenti dei dati presso il coordinamento del registro tumori regionale, i registri tumori locali e presso l'Osservatorio epidemiologico regionale, devono essere gestite da un amministratore di sicurezza individuato da ciascun titolare del trattamento, ed essere dotati di:

a) sistemi antivirus aggiornati con cadenza giornaliera;

b) sistemi di protezione perimetrale, costantemente attivati e adeguatamente configurati in funzione del contesto operativo (personal firewall);

c) sistemi contro i codici malevoli (malware);

d) software di base e applicativo aggiornato periodicamente.

2.4. L'accesso alle basi dati e degli archivi di cui all'articolo 7, commi 2 e 4, del regolamento detenute dalla direzione generale della sanità della Regione, dalle aziende sanitarie e dalle strutture sanitarie private accreditate, e il trattamento dei dati in seno al coordinamento regionale ed ai registri tumori locali, oltre a conformarsi alle modalità di cui ai precedenti punti, deve attenersi alle seguenti prescrizioni:

a) assicurare l'accesso selettivo ai soli dati di cui all'articolo 6, comma 2, del regolamento, attraverso meccanismi di accesso in funzione dei ruoli degli incaricati, assegnando al personale, incaricato dei trattamenti che richiedono un accesso a sistemi informatizzati, credenziali e profilatura specifiche per le attività di raffronto ovvero di consultazione degli archivi medesimi;

b) predisporre strumenti e procedure per il meccanismo di autorizzazione e autenticazione degli incaricati abilitati ad accedere ai dati nonché per delimitare nel tempo e nella localizzazione sulla rete la possibilità di accesso ai medesimi dati, garantendo che:

b.1) gli accessi ai dati avvengano soltanto tramite l'uso di postazioni di lavoro appartenenti alla rete IP del titolare del trattamento dei dati o con metodi che ne garantiscano l'identificazione univoca;

b.2) laddove l'accesso ai dati avvenga secondo le modalità della cooperazione applicativa, in forma di web service e le condizioni d'uso di tali servizi siano trasposte in appositi "Accordi di servizio", redatti secondo il modello della cooperazione applicativa impiegata all'interno del Sistema pubblico di connettività (SPC) istituito dal Codice dell'amministrazione digitale. Gli accordi di servizio devono individuare idonee garanzie per il trattamento dei dati personali, prevedendo, in particolare, il tracciamento delle operazioni compiute in cooperazione applicativa, con l'identificazione del soggetto che accede ai dati, il timestamp, l'indirizzo IP di provenienza del soggetto e del server interconnesso, l'operazione effettuata e la tipologia dei dati trattati;

b.3) laddove, invece, l'accesso ai dati avvenga su rete pubblica (INTERNET), in forma di web application, l'applicazione:

- sia implementata con protocolli https/ssl provvedendo ad asseverare l'identità digitale dei server erogatori dei servizi tramite l'utilizzo di certificati digitali emessi da Certification authority;

- a ogni nuovo accesso renda visualizzabili le informazioni relative all'ultima sessione effettuata con le stesse credenziali (almeno con l'indicazione di data, ora e indirizzo di rete da cui è stata effettuata la precedente connessione); le stesse informazioni devono essere riportate anche relativamente alla sessione corrente;

- deve prevedere il tracciamento delle operazioni compiute, con l'identificazione del soggetto che accede ai dati, il timestamp, l'indirizzo IP di provenienza del soggetto e del server interconnesso, l'operazione effettuata ed la tipologia di dati trattati;

b.4) siano adoperati dei sistemi di audit log per la verifica periodica degli accessi ai dati e per il rilevamento di eventuali anomalie;

b.5) i dati contenuti nei log di tracciamento delle operazioni compiute siano conservati per un periodo non superiore a tre mesi;

b.6) i dati contenuti nei log possano essere trattati solo da appositi incaricati al trattamento esclusivamente in forma anonima mediante loro opportuna aggregazione e possano essere eventualmente trattati in forma non anonima unicamente laddove ciò risulti indispensabile al fine di verificare la correttezza e la legittimità delle singole interrogazioni effettuate;

b.7) la password che consente l'accesso venga consegnata al singolo incaricato separatamente rispetto al codice per l'identificazione e sia modificata dallo stesso al primo utilizzo e, successivamente, almeno ogni tre mesi;

b.8) siano utilizzati meccanismi di autenticazione forte per particolari profili di autorizzazione, operazioni e tipologie di dati oggetto di trattamento; dove questi meccanismi siano necessari ma non siano disponibili, al fine di garantire un adeguato livello di sicurezza, occorre procedere con l'adeguamento, entro sei mesi dalla costituzione del Registro tumori regionale;

b.9) siano introdotti meccanismi volti ad assicurare che gli accessi avvengano esclusivamente nell'ambito di intervalli temporali o di data predeterminati, definiti sulla base delle esigenze lavorative del titolare del trattamento dei dati contenuti nel registro tumori;

b.10) le credenziali degli incaricati siano disattivate in caso di mancata autenticazione di questi ultimi per un periodo superiore ai centottanta giorni;

b.11) sia vietata la possibilità di effettuare accessi contemporanei con le medesime credenziali;

b.12) siano adottate procedure per la verifica periodica della qualità e coerenza dei profili autorizzativi assegnati agli incaricati del trattamento, anche a seguito di cambiamenti organizzativi ed eventi anomali;

b.13) sia vietato l'utilizzo di dispositivi automatici (robot) che consentano di consultare i dati in forma massiva.

2.5. I titolari del trattamento dei dati dei registri tumori locali, nella fase di comunicazione telematica dei dati prevista all'articolo 7, comma 7, del regolamento, sono tenuti a rispettare le specifiche tecniche-funzionali e le tempistiche stabilite nel Disciplinare flussi della Regione Sardegna e ad adottare le seguenti misure di sicurezza:

a) utilizzo di canali di trasmissione protetti (VPN/IPSEC o SSL o sistemi equivalenti in relazione all'evoluzione tecnologica);

b) conservazione dei file di log degli invii delle informazioni e dei file di log delle ricevute inviate dal sistema informatico della struttura ricevente;

c) cancellazione del contenuto delle comunicazioni effettuate, a seguito dell'avvenuta ricezione delle ricevute di cui alla lettera b).

2.6. È vietato l'utilizzo della posta elettronica in generale per le operazioni di comunicazione di dati personali.

2.7. È in ogni caso vietato inviare via fax documenti contenenti dati sensibili.

2.8. La eventuale comunicazione dei dati su supporti cartacei, come previsto dall'articolo 7, comma 5, del regolamento, da parte delle aziende sanitarie e delle strutture sanitarie private accreditate, può avvenire mediante corriere espresso, posta assicurata o recapito a mano, con garanzia di tracciabilità in fase di trasporto e consegna del plico medesimo. La documentazione dovrà necessariamente essere inserita in plico chiuso che dovrà rispondere alle seguenti misure:

- contenere al suo interno una lettera di accompagnamento priva di qualsiasi riferimento a dati identificativi o sanitari ed un'altra busta chiusa e sigillata, che deve essere firmata o siglata sui lembi di chiusura, recante la dicitura "CONTIENE DOCUMENTI SANITARI RISERVATI - NON APRIRE - Riservato agli incaricati del trattamento dell'Ufficio "XXX"";

- non potranno essere utilizzate buste o "incarti" trasparenti o che rendano in qualche modo intelligibile il contenuto.

2.9. I supporti informatici e i documenti cartacei contenenti i dati devono essere riposti dagli incaricati in appositi archivi ad accesso controllato, organizzati secondo una documentata procedura relativa alla nomenclatura e alla classificazione dei supporti in modo che siano univocamente identificabili.

3. FASE DI COMUNICAZIONE DEI DATI AL COORDINAMENTO DEL REGISTRO TUMORI

3.1. Le strutture presso le quali sono raccolti i dati che alimentano i registri tumori regionale e locali, quali le aziende sanitarie, e le strutture sanitarie private accreditate, sono tenute ad adottare le misure di sicurezza e le modalità di trattamento dei dati specificati nel paragrafo 2 del presente documento.

3.2. La trasmissione delle informazioni al coordinamento costituisce un debito informativo e deve rispettare le specifiche tecniche-funzionali e le tempistiche stabilite nel Disciplinare flussi della Regione Sardegna, come specificato all'articolo 7, comma 1, del regolamento.

4. FASE DI RIPARTIZIONE DEI DATI RACCOLTI DAL COORDINAMENTO VERSO I REGISTRI TUMORI LOCALI

4.1. I dati raccolti dal coordinamento del registro tumori devono essere trattati dagli incaricati esclusivamente attraverso meccanismi di accesso in funzione dei ruoli degli incaricati e delle esigenze di accesso e di trattamento dati. Devono essere applicate le misure di sicurezza e le modalità di trattamento dei dati specificati nel paragrafo 2 del presente documento.

4.2. La Regione consente al titolare del trattamento dei dati raccolti nel sistema informatico del coordinamento del registro tumori di effettuare, ove necessario, l'accesso agli archivi di cui all'articolo 7, comma 2, del regolamento, utilizzando sistemi di autenticazione, autorizzazione (profilatura degli utenti) e canali di trasmissione protetti (VPN/IPSEC o SSL o sistemi equivalenti in relazione all'evoluzione tecnologica) per l'accesso agli archivi medesimi.

4.3. Ai fini dell'attuazione di quanto previsto all'articolo 7 del regolamento, la struttura individuata per il coordinamento elabora i dati raccolti e li ripartisce secondo le modalità previste all'articolo 4 comma 2 del regolamento adottando le misure di sicurezza previste al paragrafo 2 del presente documento.

5. FASE DI ELABORAZIONE DEI DATI CONTENUTI NEL REGISTRO TUMORI LOCALE

5.1. I dati contenuti nel registro tumori locale devono essere trattati dagli incaricati del registro esclusivamente attraverso meccanismi di accesso in funzione dei ruoli degli incaricati e delle esigenze di accesso e di trattamento dati. Devono essere applicate le misure di sicurezza e le modalità di trattamento dei dati specificati nel paragrafo 2 del presente documento.

5.2. I supporti informatici e i documenti cartacei contenenti i dati devono essere raccolti e conservati come specificato nel paragrafo 2 presso la struttura individuata per la tenuta del registro tumori locale.

5.3. La Regione consente al titolare del trattamento dei dati contenuti nel registro tumori locale di effettuare, ove necessario, l'accesso agli archivi di cui all'articolo 7, comma 4, del regolamento, utilizzando sistemi di autenticazione, autorizzazione (profilatura degli utenti) e canali di trasmissione protetti (VPN/IPSEC o SSL o sistemi equivalenti in relazione all'evoluzione tecnologica) per l'accesso agli archivi medesimi. Tutto il personale del registro tumori locale, incaricato dei suddetti trattamenti, deve possedere credenziali e profilatura specifiche all'attività di raffronto ovvero di consultazione degli archivi medesimi.

5.4. Ai fini dell'attuazione di quanto previsto all'articolo 7 del regolamento, nel caso si rendesse necessario modificare la ripartizione dei dati effettuata dal coordinamento, la trasmissione dei dati agli altri registri tumori locali deve rispettare le medesime modalità previste al paragrafo 2.

5.5. Ai fini dell'attuazione di quanto previsto all'articolo 7, comma 7, del regolamento, il trattamento dei dati contenuti nei registri tumori locali e trasmessi al datawarehouse dell'Osservatorio epidemiologico regionale deve rispettare le seguenti modalità:

a) i dati anagrafici del paziente sono conservati separatamente dai dati sanitari e trattati rispettando quanto previsto al paragrafo 2 del presente documento;

b) i dati sanitari contenuti nel registro tumori locale sono trattati mediante un codice identificativo, come specificato al successivo punto 5.6;

c) i dati sanitari sono trasmessi al datawarehouse dell'Osservatorio epidemiologico regionale privati degli elementi identificativi diretti secondo quanto previsto nel paragrafo 1.5 del presente documento.

5.6. Il sistema di codifica dei dati sanitari consiste nell'attribuzione al paziente di un numero progressivo in sostituzione del codice fiscale. L'associazione del numero progressivo al codice fiscale del paziente è assicurata mediante una tabella di transcodifica, conservata presso il registro tumori locale, con misure di sicurezza adeguate a preservare la riservatezza e l'integrità dei dati ivi contenuti. A tale tabella accede il personale del registro tumori locale appositamente autorizzato, soltanto per adempiere, ove necessario, a quanto previsto dall'articolo 7, comma 4, del regolamento o per altre comprovate esigenze di perseguimento delle finalità di cui all'articolo 3 dello stesso regolamento.

6. FASE DI ELABORAZIONE DEI DATI DEL DATAWAREHOUSE TENUTO PRESSO L'OSSERVATORIO EPIDEMIOLOGICO REGIONALE

6.1. I dati contenuti nel datawarehouse devono essere trattati dagli incaricati del registro esclusivamente attraverso meccanismi di accesso in funzione dei ruoli degli incaricati e delle esigenze di accesso e di trattamento dati. Devono essere applicate le misure di sicurezza e le modalità di trattamento dei dati specificati nel paragrafo 2 del presente documento.

6.2. I supporti informatici e i documenti cartacei contenenti i dati devono essere raccolti e conservati come specificato nel paragrafo 2 presso la struttura dell'Osservatorio epidemiologico regionale.

6.3. I dati e le informazioni richiesti all'Osservatorio epidemiologico regionale da parte di organi o uffici della Regione o di enti/soggetti terzi che ne abbiano legittimo interesse saranno forniti secondo quanto previsto dal regolamento.

7. FASE DI CONSERVAZIONE DEI DATI DEL REGISTRO TUMORI

7.1. I dati ricevuti dai titolari del trattamento dei dati del registro tumori regionale e locale devono essere memorizzati e conservati in luoghi e con modalità prestabiliti dal titolare stesso, in modo tale da tutelare l'identità e la riservatezza degli interessati.

7.2. I dati di cui al punto 7.1. devono essere conservati con garanzie di riservatezza, integrità e disponibilità dei dati, con capacità di ripristino degli stessi in caso di guasti o malfunzionamenti, per il periodo di 10 anni, al fine di consentire eventuali successive verifiche od integrazioni dei dati.

7.3. Il ripristino dei dati di cui al punto 7.1., deve avvenire secondo una documentata procedura di restore, prestabilita dal titolare del trattamento.

8. ACCESSO FISICO AI LOCALI DEL REGISTRO TUMORI

8.1. L'accesso ai locali del registro tumori deve avvenire secondo una documentata procedura, prestabilita dal titolare del trattamento dei dati contenuti nel registro medesimo, che preveda l'identificazione delle persone che accedono e la tracciabilità degli orari di ingresso ed uscita.

9. MANUTENZIONE DEI SISTEMI INFORMATICI

9.1. Nel rispetto di quanto prescritto dall'articolo 29 del decreto legislativo n. 196 del 2003, i soggetti esterni che effettuino delle attività di manutenzione dei sistemi informatici, che possono comportare il trattamento dei dati del registro tumori, devono essere designati responsabili del trattamento in outsourcing.

9.2. I contratti di manutenzione, stipulati con i soggetti di cui al punto 9.1., devono prevedere, anche in conformità a quanto stabilito nel punto 25 dell'Allegato B) al decreto legislativo n. 196 del 2003, specifiche clausole di riservatezza dei dati, la registrazione degli interventi con l'indicazione dell'orario di inizio e di fine degli interventi, le persone che li hanno effettuati e le motivazioni che hanno determinato la necessità dei medesimi interventi.

10. CANCELLAZIONE DEI DATI E DISMISSIONE DEI SUPPORTI E DOCUMENTI CONTENENTI DATI

10.1. Trascorso il periodo di 30 anni dal decesso dell'interessato cui i dati si riferiscono, i dati presenti sui sistemi informatici del registro tumori devono essere anonimizzati nel sistema informatico medesimo in maniera irreversibile.

10.2. La procedura di anonimizzazione di cui al punto precedente deve adottare tecniche tali da non consentire l'identificazione del paziente impedendone l'individuazione, correlabilità e deduzione a partire dai dati sanitari. A tal fine possono essere applicate tecniche di randomizzazione e generalizzazione dei dati, tenuto conto dell'evoluzione tecnologica, in modo da mantenere nel complesso la distribuzione degli elementi rilevanti per finalità di programmazione, gestione, controllo e valutazione dell'assistenza sanitaria espressamente previsti dal regolamento all'articolo 1, comma 2, lettera e).

10.3 I supporti di memoria di massa dei server e delle postazioni di lavoro del registro tumori devono essere dismessi secondo quanto previsto dal provvedimento del Garante per la protezione dei dati personali del 13 ottobre 2008 sui "Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee) e misure di sicurezza dei dati personali" (G.U. n. 287 del 9 dicembre 2008).

10.4. I supporti cartacei del registro tumori, contenenti dati relativi alla salute, devono essere distrutti secondo una documentata procedura, prestabilita dal titolare del trattamento dei dati, trascorso il periodo di 10 anni dal decesso dell'interessato cui i dati si riferiscono.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'Allegato A.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del Regolamento numero 5/A.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Discussione congiunta delle mozioni Cocco Daniele Secondo - Cocco Pietro - Anedda - Usula - Zanchetta - Congiu - Rubiu - Carta Angelo - Pittalis - Dedoni sulla paventata chiusura degli uffici postali nelle zone più disagiate della Sardegna a seguito del nuovo piano di privatizzazione e riassetto di Poste Italiane Spa (267); Pizzuto - Cocco Pietro - Cocco Daniele Secondo - Lai - Agus per la revisione del piano di razionalizzazione di Poste Italiane Spa che prevede la chiusura di alcuni uffici postali della Sardegna (167) abbinate all'interpellanza Cocco Daniele Secondo - Cocco Pietro - Pittalis - Arbau - Desini - Dedoni - Rubiu - Usula - Solinas Christian - Anedda - Sale sul gravissimo danno che potrebbe causarsi a diverse comunità della nostra Regione dal Piano di riorganizzazione del servizio postale prospettato da Poste Italiane Spa che paventa la chiusura di diversi sportelli postali in Sardegna (102/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione congiunta delle mozioni numero 267 e 167, abbinate all'interpellanza numero 102.

(Si riporta di seguito il testo delle mozioni e dell'interpellanza:

Mozione Cocco Daniele Secondo - Cocco Pietro - Anedda - Usula - Zanchetta - Congiu - Rubiu - Carta Angelo - Pittalis - Dedoni sulla paventata chiusura degli uffici postali nelle zone più disagiate della Sardegna a seguito del nuovo piano di privatizzazione e riassetto di Poste Italiane Spa.

IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSOche:

- i servizi offerti da Poste Italiane Spa rivestono un fondamentale ruolo sociale nell'intero territorio regionale ed in particolare nelle aree interne e nei piccoli comuni della Sardegna, attraverso l'impiego di 3.500 dipendenti di cui 1.200 addetti al recapito e allo smistamento postale e 2.300 addetti nell'area dei servizi finanziari al pubblico e aree di staff;

- Poste Italiane, ai sensi del decreto legislativo n. 261 del 1999, è il fornitore del servizio postale universale ed assicura "la fornitura del servizio universale e delle prestazioni in esso ricomprese, di qualità determinata, da fornire permanentemente in tutti i punti del territorio nazionale, incluse le situazioni particolari delle isole minori e delle zone rurali e montane, a prezzi accessibili all'utenza";

- negli ultimi anni Poste Italiane Spa è stata interessata da un progressivo processo di privatizzazione e di razionalizzazione delle strutture e dei servizi offerti al fine di rendere più efficiente e sostenibile il servizio postale universale;

VISTA:

- la rimodulazione degli uffici postali prevista dal decreto ministeriale 7 ottobre 2008 recante "Criteri di distribuzione dei punti di accesso alla rete postale pubblica";

- la progressiva chiusura degli uffici postali e la continua limitazione di importanti servizi al cittadino e alle imprese, come l'orario di apertura degli sportelli e la regolarità del recapito della corrispondenza, nelle zone più disagiate della Sardegna;

- la prima tranche di privatizzazione effettuata nel mese di ottobre 2015, con un collocamento azionario di oltre il 30 per cento;

- la recente decisione del Consiglio dei ministri di quotare in borsa un ulteriore 29,7 per cento di Poste Italiane e di conferire a Cassa depositi e prestiti il rimanente 35 per cento del capitale, con l'uscita definitiva del Ministero dell'economia dall'azionariato di Poste Italiane;

CONSIDERATOche:

- un ulteriore processo di privatizzazione di Poste Italiane Spa comporterebbe la chiusura di diversi uffici postali delle aree interne e dei piccoli comuni della Sardegna con un impatto pesantissimo sull'occupazione, sulla qualità del servizio offerto e sulla garanzia del servizio postale universale in territori già fortemente penalizzati da una devastante crisi economica e lavorativa nonché dai limiti morfologici e infrastrutturali;

- siano concreti i timori espressi dalle organizzazioni sindacali relativamente un ulteriore drammatico taglio del personale, con la perdita di 350 unità sui servizi postali e 400 unità sui servizi finanziari, a seguito una nuova riorganizzazione degli uffici postali nel territorio regionale;

RITENUTOche:

- sia necessario garantire la presenza degli uffici postali in maniera omogenea e capillare in tutta la Regione al fine di tutelare maggiormente i piccoli comuni e i territori dell'interno;

- sia fondamentale che Poste Italiane Spa valuti in maniera più precisa e aderente alle specificità della Sardegna la distribuzione degli uffici postali e l'erogazione dei servizi in tutto il territorio regionale;

- sia indispensabile un concreto piano di sviluppo di Poste Italiane nel territorio regionale che comprenda investimenti in infrastrutture, lo sviluppo di nuove tecnologie e l'assunzione di nuovo personale,

impegna il Presidente della Regione e la Giunta regionale

1) ad intervenire con estrema urgenza nei confronti del Governo, anche in vista del nuovo processo di privatizzazione e riorganizzazione, al fine di evitare la chiusura di ulteriori uffici postali nel territorio regionale e scongiurare il conseguente taglio di servizi e posti di lavoro;

2) a mettere in atto tutte le azioni e gli strumenti necessari nei confronti dei vertici di Poste Italiane Spa al fine di porre particolare attenzione nella riorganizzazione delle sedi e dei servizi postali delle aree svantaggiate della Regione. (267).

Mozione Pizzuto - Cocco Pietro - Cocco Daniele Secondo - Lai - Agus per la revisione del piano di razionalizzazione di Poste Italiane Spa che prevede la chiusura di alcuni uffici postali della Sardegna.

IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:

- Poste Italiane Spa ha presentato all'inizio del 2015 un piano di razionalizzazione redatto sulla base dell'accordo triennale sottoscritto con il Ministero dello sviluppo economico (contratto di programma) e secondo quanto disposto dal decreto ministeriale 7 ottobre 2008;

- il suddetto piano comprenderebbe investimenti e assunzioni di nuovo personale ma, nel contempo, per una supposta ottimizzazione delle risorse, vorrebbe procedere alla chiusura su tutto il territorio nazionale di circa 450 uffici e alla conseguente "razionalizzazione" dell'orario di lavoro in circa 600 agenzie postali;

- sulla base delle affermazioni dei vertici di Poste Italiane Spa, anche in Sardegna, era stata ipotizzata la chiusura e/o riduzione del servizio di oltre quindici uffici postali, dislocati in particolare nelle località di Cortoghiana, Turri, Genuri, Pauli Arbarei, Nurallao, Ballao, Modolo, Borutta, Esporlatu, Ozieri, Nughedu San Nicolò, Cheremule, Ardara, Romana e di alcuni uffici di Cagliari;

- il piano di razionalizzazione era stato temporaneamente sospeso, in forza di un interessamento delle forze politiche isolane, con l'obiettivo di arrivare ad una valutazione più precisa e aderente alle specificità della Sardegna, attraverso l'avvio di un tavolo di trattative con il fine di analizzare la specifica situazione regionale e l'erogazione dei servizi postali nel territorio sardo;

VALUTATO che il suesposto piano di riorganizzazione causerebbe notevoli difficoltà in primis alla popolazione dei piccoli centri sopra menzionati, i cui uffici postali passerebbero inizialmente a una apertura a giorni alterni per poi arrivare ad una definitiva chiusura e che lo stesso personale di Poste Italiane Spa sarebbe costretto a subire una razionalizzazione in termini di riduzione di orario di lavoro;

TENUTO CONTO che:

- da esperienze pregresse di riduzione o soppressione di servizi pubblici è derivato un grosso svantaggio per le comunità interessate e che, ancor più in questo caso, interessando zone svantaggiate del territorio, soggette a spopolamento, ad alto tasso di popolazione anziana e con difficoltà di spostamento, presentano ancor più elevati elementi di criticità e presumibili disagi per l'utenza;

- nei comuni sopra citati risulta essere debole la copertura wi-fi che eventualmente potrebbe sopperire alla mancanza di postazioni fisiche e che, comunque, il basso grado di alfabetizzazione informatica della popolazione non consentirebbe allo stato attuale di sostituire in toto gli uffici con i servizi postali on line;

PRESO ATTO che il tavolo delle trattative circa la ridefinizione del piano di razionalizzazione proposto da Poste Italiane Spa non è mai stato attivato e, pertanto, la sospensione ottenuta nei primi mesi del 2015 ha operato solo come differimento e non soluzione dell'ipotesi di chiusura degli uffici postali a rischio;

TENUTO CONTO che al fine di consentire una valutazione più puntuale dell'impatto del suddetto piano di razionalizzazione sulla popolazione locale, nonché l'individuazione di soluzioni alternative più rispondenti allo specifico contesto territoriale, l'articolo 5, comma 1, della delibera n. 342/14/CONS adottata dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, prevede l'obbligo di notifica preventiva ai sindaci dei comuni interessati almeno 60 giorni prima dell'intervento;

ACCERTATO che le comunicazioni di chiusura o riduzione orario degli uffici postali interessati al piano di razionalizzazione di Poste Italiane Spa sono già state notificate ad alcuni sindaci e, per alcuni uffici postali, si prefigura la chiusura definitiva già in data 7 settembre 2015, senza peraltro aver mai attivato le procedure di trattativa presso il tavolo di confronto,

impegna il Presidente della Regione e la Giunta regionale

1) a mettere in atto tutte le azioni e gli strumenti atti ad evitare la chiusura degli sportelli postali isolani;

2) ad agire tempestivamente per richiedere l'apertura di un urgente tavolo delle trattative per la revisione del piano di razionalizzazione;

3) a intervenire con la massima urgenza presso il Ministero dello sviluppo economico per una reale sensibilizzazione nei confronti dei vertici di Poste Italiane Spa al fine del riesame del piano di chiusura e razionalizzazione alla luce delle specificità del territorio isolano e dei comuni della Sardegna. (167)

Interpellanza Cocco Daniele Secondo - Cocco Pietro - Pittalis - Arbau - Desini - Dedoni - Rubiu - Usula - Solinas Christian - Anedda - Sale sul gravissimo danno che potrebbe causarsi a diverse comunità della nostra Regione dal Piano di riorganizzazione del servizio postale prospettato da Poste Italiane Spa che paventa la chiusura di diversi sportelli postali in Sardegna.

I sottoscritti,

PREMESSO che:

- Poste Italiane Spa, nell'ambito di un piano unilaterale di riorganizzazione del servizio postale, avrebbe prospettato la chiusura di numerosi piccoli uffici dislocati nel territorio sardo;

- tale chiusura si realizzerebbe attraverso il meccanismo dell'accorpamento di due o più uffici e la soppressione dei centri secondari di distribuzione;

- in particolare, oramai da tempo si è diffusa la notizia di nuove chiusure di sportelli postali, di cui solo 8 nella Provincia di Sassari;

RILEVATO che:

- la realizzazione del piano di riorganizzazione prospettato da Poste Italiane Spa e la chiusura degli sportelli soprattutto nei piccoli comuni andrebbe ad incidere su una situazione generale già problematica;

- invero, soprattutto nelle piccole comunità lo sportello postale è rimasto spesso uno dei pochi presidi pubblici esistente;

- tale soluzione determinerebbe, data la numerosa affluenza, innumerevoli disservizi, file lunghissime, disagi, perdita di qualità nella prestazione del servizio;

- la chiusura degli sportelli comporterebbe lo spostamento della ex utenza presso altri comuni, con un aggravio notevole della loro condizione quotidiana in termini di tempo e di minore agio;

- inoltre, la paventata operazione di soppressione andrebbe a penalizzare in prevalenza una utenza composta da anziani i quali da anni sono abituati a recarsi personalmente allo sportello per ritirare la pensione piuttosto che per versare i loro risparmi nei libretti postali;

- pertanto, l'accentramento dei servizi in un unico sportello creerebbe ulteriori disagi, soprattutto alle categorie più deboli;

- inoltre, l'iniziativa soppressoria delle Poste Italiane Spa appare essere ancora più allarmante se solo si considera che i tempi del recapito della corrispondenza in Sardegna appaiono essere oltremodo lunghi, e che l'intervento riorganizzativo, lungi dal far presupporre un miglioramento della situazione ed una riduzione dei tempi di consegna, fa presupporre un peggioramento della già critica situazione;

- tale iniziativa avrebbe inoltre effetti deleteri dal punto di vista occupazionale,

chiedono di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale degli enti locali, finanze e urbanistica per chiedere di intervenire tempestivamente e di interloquire con le Poste Italiane Spa al fine di risolvere tale gravosa ipotesi di chiusura con lo scopo di farla revocare. (102).)

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione.

Uno dei presentatori della mozione ha facoltà di illustrarla.

COCCO DANIELE (SEL). Presidente, come impegno assunto nell'incontro dell'audizione dei sindacati in rappresentanza di 3500 dipendenti di Poste Italiane Sardegna, oggi andiamo in Aula a discutere la mozione che vuole impegnare la Giunta regionale e il suo Presidente ad intervenire con urgenza presso la Presidenza del Consiglio nazionale affinché possa essere sventata la paventata privatizzazione dell'altro 30 per cento delle quote azionarie di Poste Italiane. Perché questa procedura avrebbe un impatto devastante per quelle che sono le sorti appunto di Poste Italiane nella nostra Isola. La vertenza dei dipendenti di Poste italiane può diventare in Sardegna la prima vertenza, perché stiamo parlando di diverse decine di dipendenti di Poste Italiane che potrebbero perdere il posto di lavoro. Oltre a questo si aggiungerebbe la chiusura di diversi uffici, soprattutto nelle zone interne, nei piccoli paesi. E nel momento in cui il nostro Presidente, la nostra Giunta regionale, la nostra maggioranza ha iscritto nell'agenda nostra di governo il rilancio delle zone interne, un Masterplan per le stesse, credo che noi non possiamo permetterci un ulteriore destrutturazione del sistema e del tessuto sociale di quei territori. Gli uffici postali nei piccoli paesi rappresentano una parte importante nella vita, nella quotidianità dei nostri piccoli centri, come gli stessi uffici municipali, come le stesse parrocchie, come le stesse caserme dei carabinieri che purtroppo non abbiamo più in tutti paesi. Ma i servizi postali devono continuare a vivere ad avere certezza del loro futuro, perché noi viviamo in contesti, ne parliamo sempre, in cui lo spopolamento, la disoccupazione, l'invecchiamento della stessa è all'ordine del giorno. Questo significa che non tutti hanno la possibilità di potersi spostare per poter assolvere a servizi che sono quelli dati egregiamente da Poste Italiane in Sardegna, e siamo molto preoccupati. Io voglio ringraziare prima di tutti i sindacati che hanno portato in piazza venerdì la maggioranza, quasi tutti i dipendenti postali con i loro familiari, voglio ringraziare tutti i Capigruppo di questo Consiglio regionale perché immediatamente hanno avuto la sensibilità di recepire quello che era il messaggio che arrivava dall'esterno e immediatamente hanno proposto, abbiamo proposto insieme questa mozione che andasse oggi discussione. A dire la verità questa è la seconda mozione che viene presentata, oltre ad un'altra interpellanza datata di qualche anno, perché il problema non nasce da oggi, non nasce da ieri, ma nasce da qualche anno fa. Io credo che la procedura della privatizzazione che è nella mente del nostro Presidente del Consiglio non possa avere punto di caduta, non ce lo possiamo permettere perché questo davvero porterebbe nella nostra isola, già devastata peraltro, ulteriori criticità che non possiamo assolutamente accettare. Abbiamo detto quanti sono i dipendenti, quante sono le persone che rischiano, che sono tantissime, quali sono i paesi che andrebbero a subire questo ulteriore taglio, questa ulteriore retrocessione, chiamiamola così, da parte dello Stato di un servizio pubblico. Ma noi crediamo, e credo che non sia soltanto una speranza, e non solo un augurio, ma abbiamo la certezza che il nostro Presidente intervenga con forza presso il Governo perché questa paventata ipotesi possa non avvenire, lo chiediamo con tutta la nostra forza, non è un grido di allarme ma di più. E credo che quello che sto chiedendo io, che sta chiedendo il mio Gruppo, che sta chiedendo la maggioranza, sia la richiesta di tutta quest'Aula. Quindi chiediamo davvero al Presidente che si faccia immediatamente avanti rispetto a quelle che sono le intenzioni di un Governo che non può punire ulteriormente la nostra Isola.

PRESIDENTE. Si dà per assorbita la mozione numero 102 dalla 267, chiedo invece all'onorevole Pizzuto se voglia esporre il contenuto della mozione numero 167 o se la dobbiamo considerare assorbita anch'essa. Si considera assorbita.

È iscritto a parlare il consigliere Antonio Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS ANTONIO (PD). Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori, credo che da quando giovane amministratore del mio comune di residenza, un piccolo comune del Barigadu, abbiamo sempre lottato e sempre discusso di politiche per frenare lo spopolamento dei nostri piccoli centri e delle nostre zone interne ed anche in questa legislatura sia in quest'Aula ma in modo particolare fuori da queste mura, in giro per la Sardegna, tra un dibattito e l'altro sui nostri territori, sia i consiglieri ma anche la Giunta regionale, andiamo ripetendo che siano indispensabili misure finalizzate se non a bloccare del tutto almeno a rallentare un fenomeno che sta assumendo sempre più proporzioni drammatiche per la sopravvivenza della nostra Isola, la Giunta, questa maggioranza, ma credo di non essere smentito neanche dalla minoranza di questo Consiglio regionale vuole dedicare, ha deciso di dedicare la seconda parte delle questa legislatura al problema delle zone interne e allo spopolamento dei nostri piccoli comuni, perciò io credo che sia importante che la Giunta regionale e il Consiglio regionale oggi nella sua interezza all'unanimità chiedano al Governo nazionale tutte le azioni possibili, vista la particolarità in modo particolare orografica della Sardegna, affinché si possano prevedere in Sardegna dei tagli molto limitati e non quello che l'Ente poste sta ipotizzando. Noi, guardate, possiamo prevedere risorse importanti finalizzate allo sviluppo e alla crescita dei nostri territori, delle zone interne, dei piccoli comuni, ma questi sforzi che la politica regionale può fare rischiano di essere vanificati dalla mancanza e dalla cancellazione di servizi fondamentali per il cittadino. La settimana scorsa con qualche collega siamo stati ad Aritzo a discutere dello sviluppo delle zone interne, ma in modo particolare il sindaco c ricordava che è inutile che noi continuiamo a pensare allo sviluppo delle zone interne se le zone interne vengono private di servizi essenziali come la scuola o i trasporti. Io sono convinto anche che i giovani e i meno giovani possano poter continuare a vivere nei nostri piccoli comuni se sono messi in condizione di poter usufruire anche loro di quelli che sono i servizi essenziali per un vivere dignitoso. Tra questi servizi che danno dignità ai cittadini sicuramente rientra il servizio che l'Ente poste fornisce nelle nostre zone, nei nostri piccoli comuni dove la popolazione ha un'età sempre più alta, siamo ormai parlando di un'età media superiore ai 60 anni, nelle zone interne, tra un comune e l'altro, c'è una distanza da percorrere a volte anche di 20 km e non certamente in superstrada ma in strade tortuose e difficili da percorrere in modo particolare in modo particolare nell'inverno dove i giovani, ma soprattutto gli anziani, hanno difficoltà a spostarsi. È inutile che ci ripetiamo continuamente queste cose, credo che tutti ne siamo consapevoli, io chiedo, se l'Aula è d'accordo, come terzo punto della mozione che mi auguro che il Consiglio approvi, ripeto, all'unanimità, ci sia quella che la Giunta regionale per il tramite del Governo nazionale, chieda all'ente poste che preventivamente ad ogni decisione che riguarda la Sardegna sui tagli degli uffici postali venga sentita e venga concordata con la Giunta regionale. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare consigliere Luigi Ruggeri. Ne ha facoltà.

RUGGERI LUIGI (PD). Io credo che questa vicenda non debba trovare la Sardegna come spettatore passivo di un percorso di razionalizzazione certamente nella finanza pubblica che cerca di individuare le ragioni del mercato, il miglioramento dell'efficienza dell'Ente poste e probabilmente anche la redditività dell'operazione al trasferimento azionario. Però noi siamo in presenza, non va trascurato, non si può dire che questa vicenda sia una vicenda che passa sopra le nostre teste, siamo in presenza probabilmente la più importante azienda in Sardegna quanto ad intensità di capitale umano. Siamo in presenza di uno di quei servizi che identificano la presenza di una organizzazione statale nelle collettività più piccole. Ora, queste vicende non sono quelle orientate ad una razionalizzazione di servizi che significano la produzione di un servizio migliore, perché altre volte quando siamo dovuti andare a confrontare con la presenza dell'organizzazione regionale dell'organizzazione dello Stato dentro le piccole comunità ci siamo messi il problema della qualità dei servizi erogati. L'abbiamo fatto quando abbiamo parlato di sanità, abbiamo detto che il piccolo non è bello, perché la capacità di dare risposte di qualità significa dimensionare queste risposte facendo incrociare il livello di complessità della domanda con la capacità di risolvere quelle criticità. L'abbiamo fatto anche nella scuola quando abbiamo ragionato di chiusura dei plessi scolastici che ancorché producessero il senso di una presenza in quei contesti di piccoli paesi però davano una risposta alle esigenze educative di quegli studenti del tutto insufficienti ed inaccettabile con il sistema delle pluriclassi, ci siamo orientati cioè a ragionare su razionalizzazioni che producessero un servizio migliore, qui siamo in presenza di un rischio grosso che con la privatizzazione delle poste significa caratterizzare quel tipo di servizio solamente una logica economica. Le poste nei nostri piccoli paesi assumono una funzione centrale di riferimento, assumono una funzione che tra l'altro ha anche un valore economico, ma principalmente la declinazione economica non è quella che deve sostenere quel tipo di presenza e noi non possiamo accettare che lo Stato dichiari questo servizio solo un servizio di rilevanza economica e come tale lo tratti e non lo declini invece nei piccoli paesi in ragione dell'importanza sociale che questo assume. Questo è tanto più importante in presenza di una conformazione regionale come quella della nostra terra in cui lo spopolamento, in cui la distribuzione delle comunità sul territorio sono tali da determinare nei piccoli paesi una condizione di isolamento che li spinge progressivamente verso lo" spopolamento, ha detto bene il collega Solinas prima, il nostro problema è che quando ci rappresentiamo nei confronti dei piccoli paesi riproponendo le ragioni che tendono a vincolare i soggetti che vi risiedono verso quella comunità e verso quella piazza abbiamo ragione di sostenere che i servizi che devono essere vissuti in quei paesi abbiano la qualità che possono essere trovati anche negli altri centri. Allora è bene che la Regione faccia valere la propria specificità, che rappresenti questa specificità a livello del Consiglio dei Ministri e che dentro le logiche di razionalizzazione della finanza pubblica si abbia una logica di confronto che mette al centro questa opportunità, queste esigenze della nostra comunità e in questo senso faccia valere la forza anche nel nostro Statuto speciale perché la provincia autonoma di Bolzano ha per esempio concluso con le poste accordi molto specifici e vincolanti riguardo la distribuzione del servizio in quelle località e in quelle comunità disperse che se abbandonate da questi presidi rischierebbero di tornare ad una dimensione del tutto deantropizzata che non farebbe bene certamente alla qualità e alla vita di quei contesti, c'è bisogno di una evidente mobilitazione da parte della nostra Giunta perché rappresenti le esigenze che sono specifiche, il nostro territorio non è il territorio di Milano, o Verona o le altre metropoli che hanno i servizi a portata di mano. Il rischio di spopolamento è un'emergenza che va affrontata e declinata anche attraverso questi strumenti.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Quando l'onorevole Cocco Daniele mi ha prospettato questa iniziativa ho aderito di buon grado, non solo convintamente, ma anche perché recupera una serie di iniziative politiche che la Regione sarda dovrebbe attuare nei confronti del Governo centrale. Io vorrei chiedere se devo essere contro altare a Poste Italiane o al Governo centrale. Perché chi governa quei processi è il governo Renzi oggi e ieri di altri, ma è il governo centrale. Quindi, le attività che vengono richieste in questa mozione, non voglio vedere discrasie o fraintendimenti anche all'interno della maggioranza, relativamente a quelle che sono le iniziative che il Presidente della Giunta regionale e la giunta intera debba aprire nei confronti del Governo. Perché questo è il dato importante. Ma il dato che ci muove, che ha mosso tutti i Capigruppo, che ha mosso l'intera Assemblea sarda, e che credo venga votata unanimemente, sia quella per cui è ora di finirla di chiacchierare, di parlare semplicemente dei problemi della Sardegna ma di andare alla fonte e cercare di risolvere quelli che sono i temi più importanti. Ne abbiamo uno che è fatidico, e noi lo sappiamo, quello delle entrate. Poi abbiamo le serie che vengono proposte di finanziamenti, quasi sempre volano al di sopra e al di fuori della Regione Sardegna, ma vorrei anche che tenessimo a mente che il programma che il problema che è stato sollevato delle poste, non solo perché ha molta gente che può essere, da domani, disoccupata, mandata fuori, espulsa dal mercato del lavoro, ma anche perché manca un servizio all'interno del sistema territoriale sardo, noi abbiamo detto, scuole, carabinieri, va bene adesso anche le parrocchie chiudano e fanno le feste e si riuniscono in sistemi diversi, ma credo che il presidio civile, che un governo che vuole dare piena attuazione alla democrazia e alla libertà, perché la libertà si coniuga in diversi modi, libertà da qualsiasi onere, peso, misura, libertà di poter attivarsi in tutti i modi ad aver garantita questa vita civile all'interno della nostra comunità. Ma se lo Stato centralistico ritrae in ogni sua iniziativa nei confronti di quelli che sono le necessità, le emergenze, le urgenze non solo delle zone interne, perché sappiamo di come è strutturata la nostra zona interna, problemi di orografia, problemi di viabilità, problemi di trasporti, è un insieme che è legato che non fa vivere bene. Già oggi, qualche ufficio postale consegna la posta a giorni alterni se va bene se non due volte la settimana, neanche nel Far West dove si usavano, ed era privato, le diligenze si aveva un simile ritardo. Noi non possiamo tollerare più che uno Stato ci tratti così in maniera grave come ci sta trattando il Governo centrale. Abbiamo necessità di risollevare la testa e di chiedere certamente quello che compete la Sardegna, di chiedere che ci sia uno Stato di diritto dove oggi è la questione delle poste, ieri era quella della sicurezza, domani magari sarà quella di non badare neanche più un finanziamento che copra quelle che sono le necessità della Sardegna. Poi leggo nei giornali che assumiamo nuovi contributi, anzi nuovi mutui per cui dobbiamo coprire con risorse nostre, con aggravio sui nostri cittadini, di quelle che sono le necessità di spendita perché possa essere garantito uno sviluppo adeguato alla nostra isola. È ora di dire basta e mi auguro che tutti in coro lo diciamo approvando questa mozione che sicuramente ha un valore alto e può richiamare a far sì che il Governo regionale affronti a testa alta i problemi che ci vengono dal governo centrale.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gianfranco Congiu. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). Ho sottoscritto la mozione e col Gruppo la condividiamo dalla prima all'ultima parola, condividiamo anche le altre emozioni affini e riteniamo che il dibattito che sia emerso in quest'Aula abbia sottolineato il merito e la valenza politica dell'intervento di quest'Aula, intervento che esprime preoccupazione, che esprime allarme, che esprime voglia di interloquire con un governo che, all'interno di un processo di razionalizzazione, insidia quella che può essere la tenuta del nostro sistema sociale. Ma nel ricordare a me stesso che stiamo parlando di un'operazione finanziaria, multiforme, dalla quale discendono delle conseguenze in punto di assetti societari laddove uno dei protagonisti del sistema societario, cioè cassa depositi e prestiti, assume o assumerà un peso societario del 65 percento, c'è da interrogarsi non solo sugli effetti diretti del processo di razionalizzazione, ma anche su quelli indiretti nella misura in cui cassa depositi e prestiti, è questo l'interrogativo che appongo, continui ad assolvere al suo compito originario, compito originario per il quale sostiene la vita degli enti locali, compito originario per la quale cassa depositi e prestiti è un partner insostituibile di tutto il tessuto degli enti locali in Sardegna e in Italia, assistere ad una evoluzione nei connotati, nella mission di cassa depositi, di peso societario, e vederla crescere in termini di soggetto che svolgerà un ruolo predominante nella finanza italiana, mi pongo il problema del fatto che sia ancora in grado, sarà ancora in grado, di svolgere il suo compito originario. Concludo dicendo che nel condividere l'allarme per la chiusura paventata degli uffici postali, penso che il Presidente, nel confronto con il Governo, debba porre un tema che è quello della tenuta finanziaria di cassa depositi o del suo ruolo all'interno di un sistema nel quale i nostri enti locali hanno titolo a pretendere, a chiedere e a pretendere rassicurazioni sul fatto che la mission di cassa depositi non venga toccata, rispetto a quella che abbiamo conosciuto fino ad oggi. Quindi sosteniamo le ragioni della protesta e chiediamo che il Governo regionale abbia titolo per interloquire e conoscere fino in fondo quelle che saranno le caratteristiche fondamentali di questa operazione finanziaria.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Il gruppo UDC Sardegna ha aderito convintamente alla sottoscrizione della mozione presentata dei colleghi sulla questione delle poste italiane perché riteniamo che siano per la Sardegna una rappresentanza importante del governo, che siano una rappresentanza importante di quelle strutture importanti per dar vita nei nostri paesi e nelle nostre città. Poste italiane con 143.700 dipendenti ha un fatturato di oltre 30 miliardi con un utile netto di 502 milioni. Stiamo parlando di una S.p.A. che fa utili, non stiamo parlando di una società che vuole ridurre i dipendenti o vuol cercare di creare disservizi perché è in difficoltà economica, stiamo parlando di una società che anche in Sardegna con i suoi 3500 dipendenti riesce a creare e a soddisfare tutte quelle esigenze della popolazione. Cosa può fare il Consiglio regionale in questo momento, il Consiglio regionale ha indubbiamente il potere di poter condizionare il Governo, di evitare, come ha già pronunciato qualche collega, che la cassa depositi e prestiti mantenga solo il 35 per cento della quota azionaria, parliamo di una S.p.A., dove sino allo scorso anno il capitale sociale del Ministero delle finanze era del 60 per cento, con un'ulteriore cessione e la quotazione in borsa dello scorso anno del 29,7 si è ridotto ulteriormente quello che è il capitale in mano alla parte pubblica.

Riteniamo quindi che sia a questo punto doveroso da parte di tutto il Consiglio regionale e del Presidente che si faccia carico nei confronti del Governo affinché si ponga fine a questo ridicolo contenzioso e dia quella dignità a quei lavoratori che oggi in alcuni casi nei piccoli centri lavorano anche sottodimensionati o lavorano anche in condizioni dove devono produrre a tutti i costi e devono cercare di fare reddito, di portare anche quei risultati che un'azienda come Poste italiane cerca di ottenere un po' in tutte le parti d'Italia. La nostra specificità, la nostra Sardegna, il nostro essere un'isola, le nostre difficoltà di comunicazione, le nostre difficoltà in qualche modo di viabilità non consentono e non ci possiamo permettere di perdere una parte così importante per la società sarda. Quindi anche da parte nostra dobbiamo mantenere viva la battaglia, cercare di dare il massimo sostegno e saremo sempre al fianco dei lavoratori che rappresentano, appunto, Poste italiane. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Grazie Presidente, abbiamo l'altro giorno discusso con tutti i colleghi Capigruppo durante la giornata di mobilitazione da parte dei lavoratori delle Poste rappresentati dai sindacati in maniera unitaria e anche noi unanimamente abbiamo condiviso la preoccupazione che in generale si sta difendendo, una buona partecipazione che ha sottoposto un tema che, a dir la verità, non è nuovo perché anche in altri tempi il tema si era proposto, ricordo che già nell'agosto dello scorso anno io insieme ad altri colleghi presentammo un'interrogazione, mozione più che un'interrogazione attraverso la quale si chiedeva conto della notizia relativa alla chiusura di alcuni sportelli soprattutto in luoghi periferici o cosiddetti periferici della nostra Isola. E anche allora sostenemmo le ragioni di grande preoccupazione che si metteva in piedi legate soprattutto al ruolo sociale svolto dalle Poste italiane insieme ad altri istituti così come la scuola, come altri luoghi soprattutto nelle piccole comunità della Sardegna e la preoccupazione che se la presenza dello Stato continua ad essere smantellata evidentemente la preoccupazione si pone maggiormente. Va ricordato che il tema dello spopolamento, il tema delle piccole comunità, il tema che dobbiamo concentrarci su una politica di prospettiva in grado di tenere vive le memorie della nostra Isola è un tema ricorrente e molto attuale su cui dobbiamo concentrare il nostro lavoro. E questo delle Poste deve essere per forza concentrata all'interno di un ragionamento di questo tipo e naturalmente questo delle volte si scontra anche sulle convenienze esclusivamente di cassa che spingono l'economia e i conti dell'economia a valutare le questioni. Qua c'è un ruolo che deve essere tenuto nella dovuta considerazione che questi sportelli postali svolgono, e non mi riferisco soltanto alle popolazioni anziane che hanno difficoltà evidentemente a trovare il luogo, perché è vero anche questo, ma certamente un tema più complesso che riguarda il futuro della nostra Isola e il futuro delle comunità piccole della nostra Isola che sono la spina dorsale, il cuore e l'animo che dev'essere assolutamente valorizzato. E non sono battaglie di retroguardia, guardate, perché tutte le volte che ci sono spinte che tendono a razionalizzare e guardare con una diversa prospettiva le cose; si dice sempre che bisogna difendere le cose. È chiaro che la difesa in questo caso non deve essere considerata una battaglia di difesa così come solitamente viene considerata quindi di retroguardia, di chiusura che non guarda al mondo che cresce e che dà spazi nuovi, certo noi dobbiamo considerare anche questo in un mondo sempre più globalizzato, in un mondo in cui le comunicazioni sono sempre più rapide, in un mondo nel quale - diciamo così - i collegamenti anche la possibilità di utilizzare servizi postali hanno mutato la loro genesi rispetto a quella che hanno conosciuto fino ad oggi e certamente noi dobbiamo considerare anche questi aspetti ma non possiamo sottacere il fatto che la crescita e la globalizzazione del cosiddetto sviluppo certe volte non coincide con le necessità che gli uomini hanno di tenere assieme le loro comunità, il loro guardarsi negli occhi e i bisogni di tutti i giorni. Quindi questo è un tema più complesso che deve essere abbracciato all'interno della complessità del problema delle piccole comunità dello spopolamento che va considerato. Allora è qua che noi dobbiamo rivolgere un appello allo Stato ed è qua che dobbiamo valorizzare la nostra autonomia e la capacità insomma di scrivere anche regole nuove in grado di tutelare maggiormente i nostri diritti di gente che abita su un'Isola la più grande isola di questa nostra Italia e del Mediterraneo e certamente abbiamo necessità di mettere assieme le cose. Allora durante la riunione dell'altro giorno abbiamo detto: noi difendiamo con forza la necessità di tutelare l'Isola, difendiamo con forza i principi. Cosa sta accadendo, sta accadendo che esiste già un piano di razionalizzazione, di privatizzazione che è già stato messo in piedi con una percentuale consistente meno della metà ovviamente del 50 per cento che è stato già fatto da parte del governo su Poste italiane. Ora si vuole predisporre un'altra percentuale di privatizzazione che sottrae evidentemente il controllo dello Stato su Poste italiane che supera quindi il 50 per cento e lo si fa attraverso le cose che i colleghi hanno detto molto bene e con le preoccupazioni legate alla cassa dei depositi e prestiti che condivido che non ripeto per comodità di ragionamento ma che sposo appieno; perché il collega Congiu l'ha detto molto bene di che cosa stiamo parlando. Ma certamente questo era previsto nella finanziaria 2016 ed è stato sospeso nella finanziaria 2016 per le battaglie che sono state messe in piedi, per le ragioni che sono state sostenute e pare che sia stato spostato alla finanziaria 2017. Cosa abbiamo detto noi durante la conferenza dei Capigruppo - il tempo sta finendo e concludo - e che ribadisco ovviamente adesso, che noi saremo vigili nei confronti del Governo e che metteremo in piedi tutte le azioni che formalmente devono essere messe in piedi anche attraverso strumenti come quelli delle mozioni qua presenti e coloro che hanno in questo caso noi che rappresentiamo il centrosinistra con un Governo di centrosinistra che governa anche a livello nazionale metteremo in piedi anche le nostre azioni, le nostre capacità dei buoni uffici di relazionarci con il Governo per capire che strada deve essere seguita e mostrandogli fino in fondo le preoccupazioni perché le Poste italiane devono continuare a esistere, perché i posti lavoro devono essere tutelati fino in fondo e perché il servizio deve rappresentare le nostre comunità e noi abbiamo ragioni sufficienti per sostenerle con forza il punto di vista politico e dal punto di vista tecnico.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Chi mi ha preceduto ha ricordato opportunamente che le Poste italiane hanno rappresentato un presidio, un presidio perché ha sempre svolto un servizio pubblico, quindi un servizio nell'interesse della collettività, hanno sostanzialmente esercitato un ruolo sostitutivo degli istituti di credito in quei paesi dove non ci sono istituti di credito per la raccolta dei risparmi, per il servizio agli anziani che hanno sempre localizzato sulle Poste italiane la loro pensione. Con la modernizzazione svolgono servizi oggi molto importanti e sono dunque dei centri soprattutto per quelle zone cosiddette disagiate, interne, dove non funziona o comunque non è adeguata la viabilità che svolgono ancora a maggior ragione un servizio di necessità e di utilità pubblica. E allora però noi abbiamo aderito, sottoscrivendo questa mozione, presentata da tutti i Capigruppo, però c'è secondo me una sottovalutazione di un aspetto, perché rischiamo o di fare retorica o di abbaiare alla luna se non diamo nome e cognome a chi sta mettendo in essere questa operazione. Perché, se da un lato è vero che non si può tollerare il silenzio del Governo regionale di fronte ad un sistematico smantellamento di presìdi importanti come gli uffici postali, a me sorprende sentire da mi pare fosse Antonio Solinas, che dice: "Inseriamo un punto dove chiediamo che la Regione venga sentita dal Governo nazionale". Ma c'è bisogno di inserire un punto all'ordine del giorno? È una prerogativa costituzionale perché è prevista dal nostro Statuto, questa come altre. Svegliati, caro presidente Pigliaru, perché quando ci sono emergenze di questa portata, non c'è bisogno che te lo scriva qualcuno su una mozione o in appendice ad un ordine del giorno, ma è una prerogativa, iniziativa che deve assumere e chiedere di essere sentito nel Consiglio dei ministri, perché questa è una partita di rilevanza, e qui si comprende bene il senso della nostra specialità e dell'autonomia. Non deve chiedere nulla di grazioso al Governo nazionale, deve soltanto far valere i diritti e gli interessi della nostra Regione, diritti che sono scritti nella nostra carta fondamentale. Allora, ecco perché è importante questa mozione fatta all'insegna dell'unanimità di questo Consiglio regionale, ma che da sola non è sufficiente se non c'è una presa di coscienza da parte del Governo regionale che queste partite non possano essere lasciate solo così, a pezzi di carta che viaggiano dalla nostra Isola, e volano a Roma attraversando il Tirreno. No, Presidente della Giunta regionale deve recarsi a Roma, deve chiedere a Renzi devo essere sentito e dire la mia su questa partita, perché il collocamento del 30 per cento delle azioni di Poste Italiane non lo ha deciso il Governo europeo o qualche commissario europeo, lo ha deciso il Governo italiano. Allora, se è in atto un processo di privatizzazione, il processo può essere accompagnato anche da direttive che dà il Governo nazionale, perché si tenga conto della specificità della nostra Isola, del nostro territorio, e della necessità che non si realizzi un processo di privatizzazione con lo smantellamento, che poi addolciscono sotto questa formula magica della razionalizzazione, no, è uno smantellamento sistematico di presìdi, di necessità e di utilità pubblica, come ho già detto. Ecco perché noi invitiamo la maggioranza perché faccia pressione presso il Presidente del Governo Renzi, perché faccia pressione sulla maggioranza omologa che siede a Roma perché questo tentativo venga assolutamente fatto fallire…

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Le preoccupazioni che sono state espresse oggi dall'Aula sul tema delle Poste Italiane e della possibile drastica riduzione dei presìdi degli sportelli sono anche le preoccupazioni della Giunta regionale, quindi esprimiamo il nostro parere favorevole, il nostro accordo su questa mozione.

Dico da subito che il Presidente, tutta la Giunta si impegneranno e si impegnano per portare avanti queste tematiche con il Governo nazionale. Quindi, dal punto di vista della mozione, siamo del tutto d'accordo su tutte le parole che sono scritte. Dopodiché, come sempre accade nel dibattito d'aula, si sentono tante altre cose. Io non prendo in alcun modo questa mozione come una mozione contro il Governo Renzi, o come una mozione contro un eventuale processo di privatizzazione, perché io penso che in quest'aula, ma soprattutto da quella parte dell'aula, non si dovrebbe essere contrari ai processi di privatizzazione, ai processi di privatizzazione. È inutile chiedere la riduzione della tassazione, che sappiamo è uno dei flagelli italiani, quando è inutile chiedere di rilanciare l'impresa, di rilanciare il mercato, di rilanciare la competitività e poi essere contrari alle privatizzazioni. Non penso che certamente l'opposizione in questa'aula abbia questa idea. Allora, il tema è molto semplice, un processo di razionalizzazione di un'enorme azienda come le Poste Italiane non può avere le stesse connotazioni in una regione a bassissima densità abitativa come la nostra, e in una regione che è in altri luoghi, dove invece la densità abitativa è elevatissima, come può essere la Pianura Padana. È evidente che noi dobbiamo avere una peculiarità di questo processo che si adatta alle esigenze del nostro territorio, dove, giustamente lo ricordavano diversi consiglieri, le Poste Italiane hanno rappresentato un presidio sociale, un presidio anche bancario, un presidi di servizi che altrimenti non ci potevano essere. Ecco, da questo punto di vista c'è il pieno impegno nostro a continuare un dialogo, perché qui, lo abbiamo detto tante volte, non esistono i governi amici o i governi nemici, esistono due istituzioni, entrambe con la loro autonomia, con le loro prerogative, però è importante che queste istituzioni dialoghino perché in passato, dove si è andati avanti solamente a colpi di ricorsi e altro, poi non si è ottenuto nulla. Col dialogo noi abbiamo dimostrato che si sono ottenute le norme di attuazione che si aspettavano da dieci anni, che si stanno ottenendo dei risultati lenti a venire sulle servitù militari, e su tanti altri argomenti che ci contrappongono allo Stato centrale. Questa è la posizione della Giunta Pigliaru, continuare il dialogo, continuare con forza a portare avanti le posizioni della Sardegna, in modo tale che i nostri diritti, i diritti della nostra popolazione, i diritti dei nostri territori siano salvaguardati. Questo soprattutto per quanto riguarda le aree interne. Ricordiamo che con questo Governo è iniziata la politica così chiamata dalla strategia nazionale per le aree interne, la Sardegna è l'unica regione in Italia che ha già riconosciute due aree territoriali, l'Alta Marmilla e il Gennargentu-Mandrolisai come aree di sperimentazione della strategia nazionale delle aree interne, dove i servizi essenziali come la sanità, i trasporti, la scuola, l'istruzione, vengono garantiti il mantenimento di questi livelli. Questi gli interventi che stiamo facendo col Governo nazionale, che sinora ha prestato una forte attenzione ai temi della Sardegna. Quindi, continuiamo così e certamente sarà molto presente l'azione della Giunta per continuare a garantire alla Sardegna, alle aree interne questi servizi, e questo verrà fatto anche pienamente per quanto riguarda il tema delle Poste Italiane.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Io credo che sia evidente che quest'Aula, in questo contesto, abbia dimostrato in modo forte una comunione di sensibilità fortissime verso il tema, verso il problema di cui stiamo discutendo. C'è un punto dolente all'interno di questa discussione, ed è l'intervento del Vicepresidente, dell'assessore Paci, che fa un "pistolotto" giustificazionista nei confronti di Renzi, un pistolotto che può essere interpretato come un "tutto va bene madama la marchesa", ma non è così, ci sono delle responsabilità che in qualche modo devono essere focalizzate! Chi governa oggi ha la responsabilità dell'arretramento dello Stato in questo territorio, piaccia o no; non si può assolutamente negare che ci sia questa responsabilità. Ecco allora che vediamo tribunali che chiudono, giudici di pace che chiudono, uffici postali che chiudono, caserme dei carabinieri, uffici della motorizzazione, tutte queste cose vengono decise dal Governo Renzi, e non lo si può assolutamente giustificare. Magari lo fa perché ha necessità di bilancio, caro collega, però lo sta facendo il Governo Renzi; evidentemente ha fatto delle scelte. Ed ecco che un'Isola come la nostra, che soffre del problema dell'insularità, che secondo quanto ci insegna il Presidente ci costa 600 milioni di euro all'anno, rischia di diventare una landa desolata, perché lo Stato arretra, vengono a mancare i servizi, viene attaccata l'utenza debole, perché l'utenza debole viene attaccata, soprattutto perché la Sardegna purtroppo ha un gap infrastrutturale di dimensioni straordinarie. Ecco cosa sta accadendo: un impoverimento complessivo del territorio, un impoverimento complessivo della nostra società. E poi, non ultimo, c'è il problema dei posti di lavoro. Non ci possiamo assolutamente permettere non di perdere posti di lavoro, ma di rischiare di perdere posti di lavoro, e oggi stiamo rischiando di perdere centinaia di posti di lavoro, stiamo rischiando che centinaia di famiglie rimangano prive dell'unico reddito, e non ce lo possiamo permettere. Ecco perché il Presidente Pigliaru deve alzare la voce nei confronti del Presidente Renzi, deve alzare la voce nei confronti delle poste, ma anche del Presidente Renzi. Oggi governa Renzi, oggi Renzi ha questa responsabilità, non possiamo far finta che…

PRESIDENTE. ha domandato di replicare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SEL). Forse non ci siamo capiti bene. Io credo che non capiti troppe volte che l'intero Consiglio regionale, all'unanimità, esprima un concetto, che è quello che chiede l'impegno alla Giunta regionale ad intervenire con estrema urgenza nei confronti del Governo anche in vista del nuovo processo di privatizzazione e riorganizzazione, al fine di evitare la chiusura di ulteriori uffici postali nel territorio regionale, e scongiurare il conseguente taglio dei servizi e posti di lavoro. Per dire che noi siamo contro la privatizzazione, a prescindere, però io direi questo, che in un'Isola, dove abbiamo indicatori che ci danno la disoccupazione a livello giovanile al 53 per cento e a livello complessivo al 18 per cento, in una Regione ove gli ultimi dati Istat non li invento io, li leggiamo tutti, danno circa 400.000 sardi sotto la soglia di povertà, l'ultima cosa che vorremmo è anche la perdita di un solo posto di lavoro, anche la chiusura di un solo ufficio postale, perché se noi vogliamo rilanciare le zone interne, se vogliamo rilanciare tutta la politica della nostra Isola, credo che in questo momento quello che abbiamo chiesto deve essere chiesto al Governo centrale ad altissima voce. Il Consiglio regionale lo sta facendo con tutti i suoi 60 componenti, che siamo qui perché delegati dall'intero popolo a ragionare in questa maniera, a tenere alta la tensione rispetto a qualcosa che dovrebbe essere un diritto acquisito. Il problema poste italiane non è solo in Sardegna ma in tutta, l'avete detto bene, in tutta la nazione, però la specificità della nostra Isola ci porta a fare anche altri ragionamenti, ci porta ad avere ancora più grandi preoccupazioni, e siccome in sardu nois naramus chi cando nos brusiamos cun s'abba caente, poi timimus finzas cussa frisca, siccome noi abbiamo un vissuto, che è quello che conosciamo tutti, non abbiamo dubbi, Vicepresidente Paci, che la Giunta regionale farà propria questa istanza presentata dall'intero Consiglio regionale, e questo noi vogliamo e questo ci auguriamo. Il senso di questa mozione non è interpretabile, è intelligibile, e dice questo punto

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Io intervengo per dichiarazione di voto per dire che siamo d'accordo e voteremo sicuramente a favore di questa mozione, e per esprimere due perplessità. La prima riguarda l'espressione unanime del Consiglio, che non è la prima volta, onorevole Cocco, l'abbiamo fatto anche per Tossilo un ordine del giorno, del quale la Giunta se ne è ampiamente, uso il termine che ha utilizzato il Presidente della Commissione europea, "se ne è fregata altamente", quindi dubito che questo possa incidere nell'attività della Giunta visti i precedenti. La seconda perplessità riguarda anche muovendosi la Giunta quanto riusciranno ad ottenere dal Governo nazionale; secondo me zero! L'altra cosa riguarda le zone interne. Parliamo tanto oggi, stiamo facendo un panegirico sulle zone interne, perché invece non ci preoccupiamo quando si chiudono le scuole? Le scuole non le ha chiuse Renzi, le ha chiuse la Regione, nei piccoli comuni le scuole dovevano restare aperte, abbiamo costretto i genitori a uscire in strada, bloccare le strade per affermare il diritto di avere la scuola. Quindi credo che tutto quello che stiamo dicendo oggi debba essere tenuto bene in mente anche quando parliamo di altro oltre che di una privatizzazione, perché nel momento in cui una società per azioni fa le sue operazioni potrebbe chiedere: "Ma tu Regione cos'hai fatto per quei comuni dove io intendo chiudere le poste?", e ci troveremo in difficoltà, perché sono senza scuole, perché sono senza strade, perché sono rimaste senza soldi, perché non hanno la possibilità di vivere in quei comuni. Quindi io credo che la richiesta che viene dal Consiglio alla Giunta debba essere per una volta dalla Giunta ascoltata, e per una volta la Giunta debba seguire la linea che il Consiglio detta, che è una linea chiara e il primo e il secondo punto della mozione lo affermano molto chiaramente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS ANTONIO (PD). Voteremo sicuramente a favore della mozione presentata da tutti i Capigruppo, non solo della maggioranza, ma dell'intero Consiglio. Io credo che, siccome l'onorevole Tedde non è uno sprovveduto e non si è neanche distratto stasera, mi dispiace che non sia in Aula, però lo spirito di questa mozione è quello di unire tutte le forze politiche del Consiglio regionale assieme alla Giunta regionale per una azione forte di prevenzione, soprattutto nei confronti dell'ente poste. Accusare il governo Renzi oggi di aver chiuso i servizi in Sardegna, mi sembra molto ma molto difficile, è una forzatura che è assolutamente inaccettabile, perché verrebbe da ricordare all'onorevole Tedde che, ripeto, nella sua lunga vita politica non si è mai distratto, che abbiamo vissuto magari nel passato 5 anni in Consiglio regionale dove si è chiuso di tutto in Sardegna con la storia della razionalizzazione, ed è un problema che ha riguarda la sinistra, che ha riguardato la destra, il centrosinistra e il centrodestra, e non abbiamo mai strumentalizzato queste scelte. Quindi credo che mantenere l'unità su questi temi sia importante, senza andare ad accusare nessuno, come credo che accusare la Regione Sardegna di aver chiuso, o meglio la Giunta regionale di aver chiuso le scuole nei nostri piccoli centri sia completamente inesatto, collega consigliere. Sappiamo benissimo, lei sa quanto e meglio di me che la Regione applica i criteri che sono stabiliti dalla scuola, se si riferisce al fatto delle pluriclassi devo dire che se è riferito alle pluriclassi, mi scusi, non l'ho interrotta, se si riferisce alle pluriclassi io sono perfettamente d'accordo, perché le pluriclassi debbono essere chiuse in Sardegna, perché bisogna mettersi nei panni di quei ragazzini che frequentano le pluriclassi e poi si trovano a dover frequentare le scuole medie o le scuole superiori con gli altri coetanei di altri centri che hanno frequentato una scuola migliore. Credo che sia opportuno che tutti quanti possano essere messi nella condizione di poter frequentare una scuola di serie A, magari se pensiamo a collegare al meglio quei comuni che vengono privati delle scuole soprattutto primarie e secondarie, di poter raggiungere le loro scuole in tempi ragionevoli credo che abbiamo fatto una cosa importante. Il problema della razionalizzazione non può coincidere con la chiusura delle scuole.

PRESIDENTE. Metto in votazione la mozione.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della mozione numero 267.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Il Consiglio è convocato domani alle ore 16. È convocata la prima Commissione domani alle ore 12.

La seduta è tolta alle ore 19 e 25.