Seduta n.198 del 18/10/2016 

CXCVIII Seduta

Martedì 18 ottobre 2016

Presidenza del Presidente Gianfranco GANAU

La seduta è aperta alle ore 16 e 34.

FORMA DANIELA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 3 ottobre 2016 (194), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Ugo Cappellacci e Roberto Deriu hanno chiesto congedo per la seduta del 3 ottobre 2016.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti proposte di legge:

FORMA DANIELA, Segretario:

N. 370-371

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che in data 13 ottobre 2016 è pervenuta questa Presidenza la petizione "Firma sul fogu, in difesa della Sardegna dagli incendi boschivi". Ricordo che, a norma dell'articolo 103 del Regolamento interno, il fascicolo relativo a detta petizione è a disposizione dei consiglieri presso la quarta Commissione.

Comunico inoltre, a rettifica di quanto comunicato nella seduta dell'11 ottobre scorso, che il consigliere Antonello Peru è reintegrato nella carica di consigliere regionale a far data dall'11 ottobre 2016, non dal 3 ottobre come precedentemente enunciato, mentre è dalla data del 10 ottobre 2016 che vengono a cessare le funzioni di supplenza di Giancarlo Carta.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretario:

N. 871-872-873-874-875-876 e 877

Annunzio di interpellanza

PRESIDENTE. Si dia annunzio della interpellanza pervenuta alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretario:

N. 251

Annunzio di mozione

PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretario:

N. 262

Discussione generale del testo unificato: "Istituzione dell'Agenzia sarda delle entrate (ASE)". (5(PLIP)-187-246/A) della proposta di legge di iniziativa popolare - Comitato promotore Associazione ricerca e progetto: "Proposta di istituzione e disciplina del servizio di riscossione dei tributi e di altre entrate nella Regione autonoma della Sardegna, ai sensi degli articoli 5, 6, 7, 8 e 9 della legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3". (5) (ex n. 7/XIV), della proposta di legge Solinas Christian - Carta Angelo - Orrù - Pittalis - Rubiu - Dedoni - Oppi - Cappellacci - Floris - Pinna Giuseppino - Tatti - Crisponi - Cossa - Fenu - Truzzu - Zedda Alessandra - Locci - Cherchi Oscar - Fasolino - Peru - Tocco - Tunis - Randazzo - Tedde: "Istituzione dell'Agenzia sarda delle entrate (ASE). (187) e del disegno di legge: "Istituzione dell'Agenzia sarda delle entrate" (246)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del testo unificato N° 5 (PLIP)-187-246/A.

Questione sospensiva

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Su due questioni, Presidente. La prima riguarda il testo all'esame: io inviterei i proponenti e la maggioranza a valutare l'opportunità di un esame del testo, dopo che il Governo nazionale ha preannunciato importanti provvedimenti in materia, tra i quali quello relativo alla soppressione di Equitalia. Mi pare che possa essere cosa corretta quantomeno capire quale interferenza può avere quel provvedimento su quello che noi stiamo invece oggi esaminando; quindi la mia proposta è quella di valutare una sospensione del provvedimento, senza neanche rimandarlo in Commissione, in attesa che tra qualche giorno possiamo capire esattamente il contenuto delle novità che il Governo nazionale ha preannunciato sul tema.

L'altro aspetto, signor Presidente, è questo: io mi rivolgo a lei perché adotti gli strumenti che ritiene più adeguati sul piano politico e anche sul piano del rigore e del formalismo istituzionale che è necessario. Il Consiglio regionale ha approvato all'unanimità un ordine del giorno rispetto al quale, da parte della Giunta regionale, vi è stata una assoluta prevaricazione, anzi è andata contro un deliberato del Consiglio regionale - mi riferisco alla questione di Tossilo - e, come se le deliberazioni del Consiglio regionale fossero carta straccia, ha deciso di impugnare una sentenza del TAR sulla vicenda, andando contro il deliberato. Io non entro sul merito della questione, m'interessa, Presidente, che verifichi questo fatto perché altrimenti è inutile che noi deliberiamo ordini del giorno, assumiamo impegni se poi questi debbono diventare carta straccia agli occhi di chi invece deve avere la sensibilità istituzionale di rispettarli e di farli rispettare.

Questo è un fatto grave che non può essere sottaciuto nel silenzio e nell'apatia generale; ripeto, al di là del merito della questione, interessa sul piano delle forme perché è qualcosa davvero di incomprensibile.

PRESIDENTE. C'è una richiesta di sospensiva, ricordo che sulla richiesta di sospensiva si può intervenire con un intervento per ciascun Gruppo, poi la richiesta dovrà essere messa in votazione. Chiedo quindi se c'è qualcuno che vuole intervenire nel merito.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Sabatini. Ne ha facoltà.

SABATINI FRANCESCO (PD). Per chiedere cinque minuti di sospensione in aula, anche perché mancano alcuni Capigruppo.

PRESIDENTE. La seduta è sospesa per cinque minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 16 e 41, viene ripresa alle ore 16 e 47.)

PRESIDENTE. Siamo fermi alla richiesta di sospensiva dell'onorevole Pittalis. Ricordo che sull'argomento è possibile intervenire un oratore per gruppo, quindi chiedo chi sia intenzionato ad intervenire.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Per respingere la richiesta formulata dal collega Pittalis per la ragione molto semplice che questa non è un'agenzia di riscossione, in primo luogo. Sull'Italia, sul provvedimento che il Governo ha annunciato non possiamo che essere d'accordo, anzi molto d'accordo, è una cosa della quale si parla da suo tempo questo governo finalmente è riuscito a fare. Naturalmente siamo nella fase della predisposizione della finanziaria che dovrà essere sottoposta al vaglio del Parlamento, sono tempi abbastanza lunghi e non coincidono naturalmente con i lavori di quest'aula, e tuttavia stiamo parlando di provvedimenti totalmente differenti, che nulla hanno a che vedere l'uno con l'altro, che non incidono nella vita di questo procedimento, perché non è un'agenzia di riscossione, è un provvedimento differente, non è un'equitalia sarda, perché di questo certamente non si tratta, perché non è che se da un lato si aboliscono le vogliamo costituire queste cose qua. Quindi non c'è ragione alcuna per quel provvedimento debba essere sospeso e deve invece andare avanti così come è previsto nei lavori concordati tra i capigruppo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo carta. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Per dire che la proposta dall'onorevole Pittalis secondo me è da accogliere, proprio perché questo disegno di legge non significa nulla per la Sardegna, e se aspettiamo di capire qual è il destino della riscossione e dell'accertamento da parte dello Stato, forse potremmo trovare i margini per fare un provvedimento degno di essere chiamato "Agenzia sarda delle entrate", perché questo non è degno di essere chiamato così. Quindi, la richiesta di sospensione non significa nient'altro che aspettare che si definisca il quadro normativo a livello statale, per poi capire come, meglio di quanto oggi è stato fatto in questo disegno di legge si riesce a fare per avere una vera agenzia sarda delle entrate. Con il provvedimento che abbiamo non esiste.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere per Luigi Crisponi. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Semplicemente per aderire alla proposta formulata dal collega Pittalis, sicuramente è una formulazione che non ci soddisfa nel suo impianto, vengono a mancare semplicemente tutti quegli elementi di sovranità, di identità della nostra autonomia regionale rispetto a un tema così importante e così delicato e quindi sicuramente per aderire alla proposta così come è stata avanzata di sospenderne l'esame e la valutazione. Ma anche per aggiungere una questione, sempre sollevata dal collega, riguardante il tema Tossilo, Presidente, il giorno in cui in questa aula a seguito di una mozione ampiamente discussa e alla quale è seguito poi l'ordine del giorno non si trattava di un'occasione estemporanea nella quale il Consiglio regionale i colleghi erano chiamati a un loro intervento, si trattava di motivazioni serissime che riguardavano una porzione del territorio della Sardegna centrale coinvolto pienamente e a pieno titolo nella discussione e quella stessa mozione approdava in Aula a seguito di confronti, di incontri, di ascolto e ascoltando fra l'altro le legittime preoccupazioni della popolazione in merito ad un tema essenziale oltre a quello economico: era il tema della salute dei nostri bambini, degli anziani e della popolazione lì residente. Insomma davanti a temi così importanti, così cogenti di assoluto interesse per l'Aula ma per l'intero territorio regionale noi ritenevamo di avere davvero messo un suggello, un tassello fondamentale importanza per il prosieguo di quell'attività di quell'azione che noi riteniamo e censuriamo fin da adesso. Ebbene tutto questo è stato evidentemente vanificato dalla presa di posizione della Giunta regionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Grazie signor Presidente, sicuramente i fini che si propone questo articolato sono fini nobili anche in relazione all'affermazione forte che viene fatta nella relazione di maggioranza. Affermazione che in buona sostanza dice che senza autonomia finanziaria l'autonomia regionale e una fictio, condividiamo ma di sicuro autonomia finanziaria non viene e non può essere garantita da questo articolato che ha lo stesso valore, la stessa forza, cari colleghi sovranisti, della mozione su Tossilo, una mozione che non è servita a niente. E così questa legge, questa proposta di legge non servirà a niente se l'autonomia finanziaria serve per garantire l'autonomia politica, l'autonomia di governo questa proposta non serve a niente, non c'è accertamento, non c'è riscossione, c'è un aumento dei costi, si parte con 20 collaboratori poi si arriverà 30, 40 50, si parte da 2 milioni e mezzo si arriverà a 5, 6, 7, 10 milioni è questo che accadrà, ma quali sono i poteri che ha questa agenzia delle entrate? Dovrà contrattare con lo Stato? Ma può contrattare l'Assessorato senza necessità che contratti un ulteriore organismo che non ci serve, non si sentiva il bisogno di questo tipo di ente, io credevo invece ed ero convinto che la maggioranza volesse proporre un'agenzia delle entrate vera, vera, vera. Cioè un'agenzia che avesse la possibilità di riscuotere, accertare e riscuotere anche coattivamente e anche i tributi di cui all'articolo 8 dello Statuto. Così non è, questa è veramente una fictio, una finzione non so, non riesco a capire cosa possa servire, colleghi. Non lo so! Uscirete da questa aula poi dicendo: abbiamo fatto l'agenzia delle entrate. Ma cosa, a che serve questa agenzia delle entrate? Non serve a niente ha la stessa valenza della mozione su Tossilo. Quindi sostengo con forza la richiesta del collega capogruppo di Forza Italia per una sospensione, un rinvio, ritorno in Commissione nell'attesa che questo fatto nuovo di Equitalia acquisti forma e consistenza perché ancora non conosciamo bene i contenuti, i confini di questa nuova proposta di Renzi che è probabile che sia interessante, probabile che si sovrapponga si giusta ponga a questa proposta dell'agenzia sarda delle entrate, non lo sappiamo. Quindi, colleghi, attendere qualche giorno, qualche settimana credo che sia utile per i sardi non per noi, per i sardi. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Congiu. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Grazie Presidente, proprio per le ragioni espresse dai colleghi consiglieri di opposizione che sul pretesto di una questione pregiudiziale riguardante la richiesta di sospensione per attendere i tempi di sostituzione dell'agenzia Equitalia si chiede di rallentare il dibattito ma proprio perché i colleghi di opposizione sono intervenuti nel merito in maniera più o meno ordinata ma sono comunque intervenuti sulla questione pregiudiziale con argomenti di merito è urgente aprire il dibattito, è urgente aprire il dibattito per capire qual è il livello di utilità dell'agenzia, qual è la capacità di promuovere in questa aula un processo legislativo innovativo che possa colmare lacune che ancora ad oggi non si vedono. È urgente aprire il dibattito per dare una risposta, è urgente aprire il dibattito per entrare nel merito di un problema atteso da tanti anni e la cui risoluzione è attesa tanti anni Sardegna. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Emilio Usula. Ne ha facoltà.

USULA EMILIO (Soberania e Indipendentzia). Grazie Presidente, ma prima di entrare nel merito e cominciare la discussione sul tema agenzia delle entrate voglio esprimere il mio personalissimo, ma anche lo sconcerto di tutto il mio Gruppo, per la decisione della Giunta di impugnare, appunto, la sentenza del TAR su Tossilo. Si tratta di una impugnativa che contraddice completamente e frontalmente la volontà espressa da tutto il Consiglio regionale. Io personalmente su questa decisione voglio esprimere tutta la mia contrarietà e prima ancora di iniziare la discussione sull'agenzia sarda delle entrate dichiaro di abbandonare l'Aula proprio in segno di dissenso per questa decisione. Non è un atto amministrativo, è un atto politico fortissimamente contrario alla volontà espressa da questo Consiglio.

(Il consigliere Usula abbandona l'Aula)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Anna Maria Busia. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Presidente, soltanto, signori colleghi e signore colleghe, per associarmi a quanto è stato detto adesso dal collega Usula e cioè il mio rammarico per vedere un'impugnazione che contravviene profondamente a quella che era l'indicazione di un'istituzione sovrana per questa Regione e cioè del Consiglio regionale che si era espressa non in maniera equivoca o in maniera ambigua ma che bene aveva spiegato qual era la posizione uniforme sulla vicenda di Tossilo. E quindi proprio a difesa dell'istituzione insieme agli altri rappresento tutto il mio dissenso. Io non abbandonerò all'Aula perché parteciperò ai lavori, naturalmente questa questione verrà stigmatizzata in tutte le occasioni che si concretizzeranno anche nella discussione successiva. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Zedda… Chiedo scusa è già intervenuto l'onorevole Usula per il Gruppo non può intervenire.

ZEDDA PAOLO (Soberania e Indipendentzia). Era per dichiarare che abbandonava anche io l'Aula.

(Il consigliere Zedda Paolo abbandona l'Aula.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SEL). Io non abbandono l'Aula, non abbandoniamo l'Aula però siamo d'accordo su quello che ha appena esplicitato il capogruppo Emilio Usula. Il Consiglio rispetto a Tossilo si era espresso in ben altra maniera quindi vorremmo conoscere meglio le motivazioni che hanno indotto la Giunta ad opporsi alla sentenza del TAR. Per quanto concerne la richiesta di rinvio proposta dal Capogruppo di Forza Italia Pietro Pittalis noi crediamo che sia il caso invece di andare avanti per le ragioni che hanno ben rappresentato i colleghi di maggioranza che mi hanno preceduto e rispetto ai contenuti e al merito della legge noi siamo convintissimi come Gruppo SEL che siamo ancora in grado da qui al momento dell'approvazione della legge di poterla ancora migliorareed eventualmente di dargli quei contenuti che dovessero mancare nella proposta originaria. Quindi anche noi siamo assolutamente contrari al rinvio o alla sospensione della discussione della legge.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione la richiesta di sospensiva. Chi la approva alzi la mano. Chi non la approva alzi la mano.

(Non è approvata)

Procediamo quindi con l'analisi del testo unificato. Do la parola all'onorevole Sabatini per la relazione di maggioranza.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Presidente, sempre sull'ordine dei lavori, noi le poniamo le questioni, poi la maggioranza decida, c'è un provvedimento che è quello contrassegnato con il numero, mi pare, 283, che riguarda i lavoratori precari che attendono da mesi una risposta, vorrei capire, perché non l'ho visto iscritto all'ordine del giorno, se vi è il consenso per metterlo in calendario ed esitarlo in questa tornata dei lavori. Tutto qua. Quindi le chiederei, Presidente…

PRESIDENTE. Non è ancora esitato dalla Commissione, è quello che mi dicono, quindi non è pronto per essere iscritto.

PITTALIS PIETRO (FI). Non è stato ancora esitato?

PRESIDENTE. No, è rinviato a giovedì.

PITTALIS PIETRO (FI). Io mi appello, Presidente, perché forse questo è più urgente di tante altre cose che stiamo esaminando.

Discussione generale del testo unificato: "Istituzione dell'Agenzia sarda delle entrate (ASE)". (5(PLIP)-187-246/A) della proposta di legge di iniziativa popolare - Comitato promotore Associazione ricerca e progetto: "Proposta di istituzione e disciplina del servizio di riscossione dei tributi e di altre entrate nella Regione autonoma della Sardegna, ai sensi degli articoli 5, 6, 7, 8 e 9 della legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3". (5) (ex n. 7/XIV), della proposta di legge Solinas Christian - Carta Angelo - Orrù - Pittalis - Rubiu - Dedoni - Oppi - Cappellacci - Floris - Pinna Giuseppino - Tatti - Crisponi - Cossa - Fenu - Truzzu - Zedda Alessandra - Locci - Cherchi Oscar - Fasolino - Peru - Tocco - Tunis - Randazzo - Tedde: "Istituzione dell'Agenzia sarda delle entrate (ASE). (187) e del disegno di legge: "Istituzione dell'Agenzia sarda delle entrate" (246)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Sabatini, relatore di maggioranza.

SABATINI FRANCESCO (PD). La terza Commissione, come è noto, nella seduta dell'8 settembre ha licenziato a maggioranza il provvedimento. I lavori erano cominciati il 27 ottobre 2015, quasi un anno prima, e in data 4 agosto 2016 la Commissione aveva proposto l'esame congiunto delle proposte adottando quale testo di riferimento il disegno di legge numero 246. Il provvedimento è stato approvato a maggioranza, e io credo che sia, al contrario di quanto hanno affermato alcuni miei colleghi, un provvedimento la quale urgenza è evidente, dovrebbe essere evidente a chi si è occupato in tutti questi anni, come questo Consiglio regionale, della vertenza entrate e dei rapporti con lo Stato che hanno riguardato i trasferimenti. Credo che la Regione Sardegna abbia estremamente bisogno di uno strumento altamente specializzato che si occupi costantemente della vertenza entrate. Ecco perché, mi rivolgo a tutti, alle forze di maggioranza, ma anche alle forze di opposizione, perché si apra un confronto fra di noi nel merito delle questioni, cercando di capire le ragioni e capire le azioni che questa Regione deve mettere in campo per arrivare al livello di contrattazione al quale sono arrivate le altre regioni a Statuto speciale. Provo ad entrare nel merito tentando di spiegare l'emergenza, l'urgenza, l'importanza di approvare questo provvedimento. L'autonomia finanziaria rappresenta il fondamento essenziale dell'autonomia regionale. Intanto può esservi il compiuto adempimento delle funzioni di competenza, in quanto siano assicurati da parte dello Stato i necessari mezzi finanziari. Negli ultimi anni, l'incertezza del quadro delle entrate e le sempre più stringenti disposizioni di coordinamento dinamico della finanza pubblica, mi riferisco alle riserve erariali, agli accantonamenti, al patto di stabilità interna, e attualmente alla disciplina sugli equilibri di bilancio, hanno minato in crescendo la capacità della Regione di assolvere adeguatamente ai propri compiti. Le entrate della Regione sono costituite principalmente dalle compartecipazione al gettito dei tributi erariali elencati nell'articolo 8 dello Statuto speciale, sulla cui disciplina lo Stato esercita la propria competenza esclusiva ai sensi, appunto, dell'articolo 117, secondo comma, lettera e) della Costituzione. Ciò vuol dire che il legislatore statale può sempre modificare, diminuire o addirittura sopprimere tali tributi senza che ciò comporti una violazione dell'autonomia finanziaria regionale, in quanto lo Statuto speciale non assicura alla Regione una garanzia di invarianza quantitativa di entrate. L'unico limite è, infatti, rappresentato dalla condizione che la riduzione delle entrate non sia di entità tale da rendere impossibile lo svolgimento delle funzioni regionali nell'ambito dei rapporti finanziari tra Stato e Regione, questo è quanto dice la Corte costituzionale nella sentenza numero 26 del 2016, ma rimane pur sempre una sentenza della Corte costituzionale e sappiamo quanto, troppo spesso, le sentenze della Corte costituzionale siano rimaste lettera morta. In questa contrattazione con lo Stato noi abbiamo necessità di un monitoraggio costante, costante, per vivere in modo attivo, attivo, il sistema pattizio con cui noi puntualmente dovremmo verificare il livello delle entrate. Le altre regioni a Statuto speciale modificano i propri articoli dei propri statuti ogni due, tre anni; noi, nella storia autonomistica della nostra Regione, abbiamo modificato il nostro Statuto solo tre volte, l'ultima volta lo abbiamo fatto dieci anni fa, e solo dieci anni dopo siamo riusciti ad approvare le norme di attuazione, questo perché la nostra Regione è inadeguata a calcolare e a seguire puntualmente con un osservatorio puntuale di esperti e con un'agenzia puntualmente dedicata e specializzata alle questioni delle entrate, al livello delle entrate, ai quantitativi delle risorse che lo Stato deve essere richiamato a trasferire a questa Regione, se vogliamo dare l'opportunità a questa Regione di dare compiutezza ai compiti che le sono affidati e assegnati dalla Costituzione, dal proprio Statuto e dalle leggi nazionali e regionali. Ecco perché ritengo che davvero sia urgente, e in questo momento è ancora più urgente perché voglio ricordare che c'è stata l'approvazione finalmente delle norme di attuazione, c'è il decreto legislativo del 9 giugno 2016, numero 114, che, lo voglio ricordare, è di rango superiore a una norma ordinaria della Regione dello stesso Stato, e che prevede all'articolo 2, comma 1, che sia seguito da un successivo decreto del Ministero che disciplini il riversamento, garantisca le modalità, le procedure di riversamento diretto nelle casse regionali del gettito delle entrate erariali. Quindi, proprio in questo momento, in questi prossimi mesi abbiamo bisogno di una struttura fortemente specializzata che segua questo passaggio importante che determinerà la vita della nostra Regione, perché da qui dipende la possibilità di attuare politiche di crescita e di sviluppo. La Regione può intervenire sulla disciplina di determinazione e attribuzione delle proprie quote di partecipazione ai tributi erariali unicamente attraverso la procedura intesa con lo Stato. Bisogna andare all'intesa con lo Stato in modo adeguato, preparato, profondo, che conosce i temi e conosce quello che deve essere il livello dei trasferimenti. Ecco perché ritengo davvero importante. Qualcuno può obiettare, si poteva mettere in piedi un semplice servizio, una direzione generale dell'Assessorato. Bene, io sono tredici anni componente della Commissione bilancio e conosco la storia, conosco ciò che è avvenuto dentro l'Assessorato del bilancio. Ogni qualvolta è stato istituito un servizio, per le troppe competenze di quell'Assessorato, le persone più specializzate che più conoscevano quei temi sono state trasferite ad altri servizi, ad altre emergenze nel momento, trascurando quello che veramente è importante, che segnerà, lo ripeto, ulteriormente il futuro della nostra Regione. Ecco perché è giustificata l'istituzione di una struttura, di un'agenzia che sia, lo ripeto, altamente specializzata, e che nelle venti unità preveda personalità di elevata specializzazione e conoscenza dei temi che questa Regione dovrà, nei prossimi anni, se vuole sopravvivere, se vuole davvero dare corpo alla propria autonomia, mettere in campo. L'altro tema è quello della finanza locale. Altre regioni, eccetto la Sicilia, regioni autonome, hanno assunto a sé la competenza della finanza locale, che spetta alle regioni, spetta alle nostre Regioni, questo ci dice la Costituzione italiana, questo ci dice il nostro Statuto speciale. Sarebbe quindi importantissimo, io ho presentato un emendamento per rafforzare ulteriormente le funzioni di questa Regione, prevedere un Osservatorio integrato sulla fiscalità regionale, ma aggiungo che ci sono dei provvedimenti che sono proprio di queste settimane, e per esempio il ricorso all'indebitamento da parte delle Regioni, cioè il mutuo che abbiamo contratto per le opere pubbliche non potremmo più contrarlo se non attraverso un accordo e un'intesa con il sistema degli enti locali. Voglio anche ricordare che il Trentino Alto Adige, l'articolo 80 del proprio Statuto prevede che le province abbiano competenza legislativa in materia di finanza locale, e osservate l'importanza di questo articolo, nelle materie di competenza le province possono istituire nuovi tributi locali, la legge provinciale disciplina i predetti tributi e i tributi locali comunali di natura immobiliare istituiti con legge statale, cioè che lo Stato istituisce, anche in deroga alla medesima legge, quindi la Regione può intervenire modificando ciò che lo Stato ha disciplinato su quelli che sono i tributi locali. Un fatto importantissimo, come potremmo ad esempio superare le difficoltà del riconoscimento degli spazi finanziari agli enti locali. E poi sarà chiamato ad altre funzioni, come ad esempio la centralizzazione della riscossione di tutti i tributi regionali, che oggi sono distribuiti nei diversi Assessorati, e la riscossione e l'accertamento dei tributi…

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Christian Solinas, relatore di minoranza.

SOLINAS CHRISTIAN (PSd'Az), relatore di minoranza. Grazie, Presidente, signor Vicepresidente, colleghe e colleghi. Non passerà inosservato il fatto che la minoranza non ha depositato la relazione di minoranza che accompagna questo testo unificato, e credo che questa ragione vada argomentata e spiegata, ma ben si innesta anche nei ragionamenti che hanno caratterizzato l'avvio di questa seduta. Io credo che non si possa lasciar passare così inosservato l'abbandono dell'Aula da parte di 2 colleghi consiglieri come gesto di attenzione da parte di tutti rispetto all'esigenza di ripristinare una grammatica istituzionale dei rapporti tra Consiglio ed Esecutivo. Anche la mancata presentazione di questa relazione vuole significare e stigmatizzare un fatto che è accaduto. Nella Commissione competente sono confluite diverse proposte e disegni di legge, si era deliberata l'istituzione di una sottocommissione per la redazione di un testo che cucisse insieme le diverse proposte, la maggioranza ha inteso unilateralmente invece sorpassare questa decisione e aderire alla proposta della Giunta in maniera unilaterale. Credo che se vi fossero stati lavori in sede di sottocommissione, avremmo potuto contribuire a rendere questo disegno di legge, o meglio questo testo unificato, un testo maggiormente condiviso e riteniamo anche più efficace. Crediamo che vi siano delle criticità fortissime, perché di fatto al netto della soddisfazione del narcisismo nominalistico di dire: "Abbiamo un'agenzia sarda delle entrate", e lo dice l'esponente di un partito che ha una storia di rivendicazione rispetto a questa agenzia, non credo che sia oggi il meglio che si possa fare per questa Regione, perché questa agenzia cosa ha di diverso dalla ARASE? dov'è lo strabismo di un'Aula che sopprime la ARASE e oggi restituisce un'altra agenzia, senza che questa agenzia abbia in previsione di incamerare un solo euro in più. L'unica cosa che sappiamo è che per ogni euro che la Regione incasserà, noi avremo un costo di produzione di quell'euro superiore - 2 milioni e mezzo di euro a regime -, perché questo è il costo dichiarato dell'operazione. Sappiamo anche che si introdurrà un doppio passaggio. Mentre oggi i tributi che devono essere incassati dalla Regione vengono riversati sulle case della Regione, dopo questa legge vi sarà un passaggio ulteriore, perché affluiranno dentro le casse dell'agenzia sarda delle entrate e poi successivamente, con provvedimento della Giunta, si stabiliranno tempi e modi di riversamento sulle casse della Regione, quindi anche un appesantimento del procedimento. E allora io credo che avremmo dovuto affrontare il tutto con una prospettiva un attimo più ampia, perché l'agenzia sarda delle entrate ha un senso letta unitamente alla partita delle entrate, letta unitamente alle norme di attuazione, e avrebbe dovuto rappresentare una frontiera avanzata rispetto alle rivendicazioni in quei termini. Invece, di fatto, si limita a recepire quello che già c'è; non potrà fare accertamento, perché tributi propri non ne abbiamo, se non tributi propri derivati, e potremmo semplicemente fare un grande ufficio studi, ma abbiamo valutato questo ufficio studi quanto costa alla collettività sarda? Noi saremmo stati molto d'accordo su una posizione più avanzata da parte di tutti, che abbiamo peraltro sollecitato, che era quella di andare a mettere nella partita della contrattazione con lo Stato un'agenzia che avesse maggiori margini anche all'interno delle norme di attuazione, ma con le norme che richiamava del decreto legislativo numero 114, di fatto, non c'è stato dato nessun margine in più rispetto ai margini che avevamo fino a prima dell'adozione di quelle norme. Pertanto non si comprende, a fronte di un gettito che addirittura è in contrazione, non lo dico io, lo dice la Corte dei conti nelle sue relazioni, stiamo andando al ritmo di meno 13, 35 per cento annui, quindi con una contrazione delle risorse da riscuotere noi aumentiamo i costi, perché ci mettiamo sopra un'agenzia che può soltanto scartare fotografie a quello che succede, perché non ha poteri di accertamento, non ha poteri di riscossione, non ha alcun potere concreto. Questa non è l'agenzia sarda delle entrate che noi Sardisti abbiamo sognato, non credo sia l'agenzia sarda delle entrate che i sardi hanno preconizzato anche con una proposta di legge d'iniziativa popolare, per cui riteniamo che bene farebbe questo Consiglio a spendere una riflessione in più piuttosto che una riflessione in meno, e forse aderire alla proposta del collega Pittalis, e rinviare alla riflessione della Commissione il testo sarebbe la soluzione più adeguata.

PRESIDENTE. Ricordo che i consiglieri che intendono prendere la parola, devono iscriversi non oltre la conclusione del primo intervento.

È iscritto a parlare il consigliere Ignazio Locci. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Io non so fino a che punto la Giunta regionale sia entusiasta di questa proposta, quale entusiasmo possa provare di fronte a questa proposta, mi pare di più quasi un obbligo che ha sentito il Governatore rispetto a questa materia, e davanti alle pressanti forse richieste di qualche gruppo politico che si richiama alla storia indipendentista e che ritiene che questo sia comunque un grande passo avanti e un po' il presupposto per lanciare una nuova era, il nuovo "sol dell'avvenir" dell'indipendenza regionale. Io ovviamente questo non lo credo, e credo che la Giunta invece abbia ricondotto il ragionamento ha qualcosa di ben più realistico rispetto al rapporto con lo Stato, rispetto anche alle norme di attuazione del giugno 2016, e sulla base di quello abbia voluto forse un po' rispondere alle richieste un po' propagandistiche di una certa parte di questa maggioranza. Tra l'altro oggi, collega Demontis, sulla scorta dell'entusiasmo della recente approvazione della legge sulla semplificazione, ci saremmo aspettati anche un'analisi tecnico normativa legata, ci saremmo aspettati anche un'analisi di impatto di regolazione, visto che oggi entra in vigore la norma, e sarebbe stato utile capire, soprattutto nell'analisi di impatto, che cosa questa norma possa effettivamente creare nel nostro ordinamento. Io resto convinto del fatto che si debba rafforzare il rapporto con lo Stato inteso a far comprendere le nostre ragioni e rispetto al riconoscimento totale del nostro articolo 8 dello Statuto e soprattutto far capire allo Stato che non può trattare queste norme e questa Regione come un ente sottoposto, ma deve invece trattarle con pari dignità e su pari livello. Io riconosco che non deve essere cosa facile rapportarsi con lo Stato e con la sua Ragioneria generale, però di fronte a una parte politica, io mi rivolgo oggi esclusivamente ai colleghi del Consiglio regionale del centrosinistra, se voi ritenete che questo possa essere uno strumento da regalare ai sardi come scalpo di chissà quale vittoria istituzionale, chissà quale passo avanti, sappiate che i sardi l'anello al naso se lo sono tolto da molto, anche grazie alla vostra azione politica. Sarà inutile, totalmente inutile vendere - come già fatto quest'estate - questi grandi passi in avanti rispetto al rapporto con lo Stato e rispetto anche alla materia della riscossione. Io personalmente penso che bene avrebbero fatto il governatore e la Giunta a individuare una direzione generale specializzata nel trattare questa partita, questo rapporto, dandogli la giusta dotazione organica, le giuste competenze che ritengo siano già tutte nella nostra Regione e continuare sul lavoro che si è impostato, forse noi avremmo voluto anche un rapporto talvolta più duro, più aspro, cioè dare anche un po' la sensazione che oltre al pragmatismo c'è anche una forte dose di senso di appartenenza a questa Regione che talvolta spinga anche a dire al Governo che non ci sta bene la modalità di trattamento di questa partita. Quindi, i dubbi su questo strumento nascono da queste considerazioni e dalla certezza che la Bibbia sarà la norma di attuazione. Detto questo se noi oggi, anche solamente per rivendicare le competenze della Regione in materia di finanza locale, così come peraltro stabilito già con sentenza della Corte costituzionale nel lontano 2007, credo che rimanga sempre in piedi il principio pattizio tra Stato e Regione, questo al di là dello strumento che si vorrà utilizzare.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Anna Maria Busia. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). Il tema, Presidente, colleghi, colleghe, mi è caro ed è noto perché io ho sempre detto di essere assolutamente favorevole a un'agenzia delle entrate e l'ho detto fin dalle prime battute, dalle prime cose a cui mi sono approcciata quando ho iniziato questo mandato, tant'è vero che la mia proposta, la nostra proposta, nostra del Centro Democratico era di novembre del 2014.

Sono convinta che serva un'agenzia delle entrate perché sono convinta che sia importante rafforzare il ruolo della Regione nel dibattito, nella interlocuzione con lo Stato perché credo fortemente che sia necessario conoscere il sistema in generale delle entrate dei flussi finanziari per poter avanzare delle richieste, richieste che sono assolutamente doverose e che sicuramente costituiscono un passaggio importante quando si voglia ribadire la nostra, della Regione Sardegna, autonomia. Quindi ho in comune col collega sardista questo sogno, il sogno di una grande agenzia sarda delle entrate. Credo che questa cosa la si debba fare, però tenendo conto ovviamente delle norme e delle leggi, di quella cornice normativa che è a nostra disposizione che non si può contrastare in toto, su cui si può intervenire ma che non si può fronteggiare. In generale io sono contro le forme di rivendicazionismo se non per questioni ideologiche, ma quando si deve trattare di questioni che attengono agli strumenti da utilizzare per espandere e per spiegare la nostra autonomia, io credo che sia necessario fare riferimento alle norme. Quindi fin dall'inizio ho pensato proprio a quali fossero gli elementi, gli strumenti per poter arrivare a quella che è una conclusione importante e cioè una struttura che ci consenta di tenere i denari che noi raccogliamo in Sardegna, che sono il frutto del nostro lavoro, il frutto della nostra ricchezza, tenerli in Sardegna senza doverli attendere da Roma. Ripeto, però il quadro normativo di riferimento credo che sia assolutamente chiaro e a quello bisogna fare riferimento, altrimenti le conflittualità portano a dei contrasti che purtroppo se fatti e affrontati con le armi spuntate non portano a risultati, portano a perdite di tempo. Questa ovviamente è una mia riflessione, non è una presa di posizione, è una riflessione che mi auguro sia oggetto di approfondimento in questa sede, perché è in questa sede che si devono svolgere tutte le tematiche che riguardano questa particolare questione che è tecnica ma in realtà ha dei riflessi profondi nel nostro sistema perché, ripeto, è il luogo dove si decide, dove si raccolgono le informazioni, dove si lavora insieme allo Stato perché è insieme allo Stato che bisogna lavorare per organizzare e per spendere le nostre entrate. Quindi bisognerà cercare il contributo di tutti proprio in questa Aula per arrivare al risultato migliore possibile, proprio per evitare che lo scontro in questo caso avendo ad oggetto un tema così importante che ha riguardato anche una fase importante della storia della nostra Repubblica e cioè tutta la questione che attiene al federalismo fiscale, non finisca con un nulla di fatto, cioè con una discussione importante, con una importante richiesta di ampliamento dei nostri spazi della nostra autonomia che poi termina con un blocco totale, con un risultato che è pari al nulla. Ecco perché io mi auguro che questo momento, invito proprio l'opposizione a riflettere su queste cose, dia il suo contributo al di là delle questioni che magari forse un'estate calda ha determinato, cioè dei momenti di black out che forse possono accadere, ma è in quest'Aula che si devono discutere le questioni sottese a questo importante argomento che è certamente nel programma del Presidente ed è nel programma di diverse forze politiche che compongono questa maggioranza. Quindi, il mio intervento è di sollecito a che questo lavoro sia assolutamente proficuo, un invito alle opposizioni perché diano il loro contributo a che si giunga al risultato migliore. È forte la presenza sovranista anche nelle forze che hanno i riferimenti nazionali che non nascono come forze di impronta sarda la richiesta di far sentire forte la nostra voce e quindi facciamolo in questa sede, facciamolo ampliando quanto più è possibile la riflessione perché si arrivi ad un risultato che sia il più importante. Mi permetto di ricordare, chiudendo, che alcuni passaggi vanno fatti necessariamente utilizzando il termine brutto, però me lo si perdonerà, la Commissione paritetica che è il momento fondamentale di raccordo o comunque che rafforza la previsione pattizia con lo Stato come quella di cui parlava il collega che mi ha preceduto.

E quindi cerchiamo di fare in modo visto che si è perso forse quel tempo che ha riguardato la prima parte della legislatura per valorizzare il fatto che insieme alla Commissione paritetica e utilizzando quello strumento efficacissimo che sono norme di rango superiore alla legge ordinaria cioè le norme che vengono esitate dalla Commissione paritetica, utilizziamo gli strumenti che abbiamo a disposizione esattamente come hanno fatto le altre regioni a statuto speciale che prima di noi hanno legiferato in tal senso, utilizziamolo al meglio perché si arrivi al risultato migliore. Questa è la mia esortazione ad inizio dei lavori.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Michele Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Io credo che tra i doveri che ha il Consiglio regionale ci sia anche quello di utilizzare proficuamente e in modo economico il proprio tempo. Dico questo perché la rapidità con cui è stata liquidata l'eccezione presentata preliminarmente dal collega Pittalis, mi sembra francamente eccessiva, anche supponente. Tutti noi sappiamo che si sta discutendo a livello nazionale una riforma importante del sistema, poi lasciamo stare che ci sia un Presidente del Consiglio che bluffa e che ogni tanto ne spara una, lasciamo stare, ha posto il tema della revisione del sistema, noi cosa facciamo, ci inventiamo un'agenzia fittizia che ha detto il collega Solinas in realtà è una specie di grande centro studi, io mi spingo a dire una cosa di più, a me sembra un carrozzone, costoso per giunta perché a fronte di un contesto in cui si riduce il PIL sardo, si riduce in maniera consistente, la Sardegna, lo ricordo a me stesso prima di tutto è assieme alla Calabria l'ultima tra le regioni sarde per incremento del PIL e noi cosa facciamo, ci inventiamo una cosa che chiamiamo Agenzia delle entrate ma che in realtà ha poco da accertare in materia di entrate, se avesse da accertare in materia di entrate diventerebbe un duplicato, una cosa che si affianca allo Stato nell'accertamento e nella riscossione dei tributi, quindi avremo uno splendido capolavoro per cui avremo l'amministrazione finanziaria che si preoccupa con l'abolizione di Equitalia di accertare e riscuotere i tributi statali e l'Agenzia sarda delle entrate che si preoccupa di accertare e riscuotere i tributi regionali. In tema di semplificare la vita al cittadino sarebbe un capolavoro, in realtà poi non è così perché in effetti quello che potrà fare è quello che ha detto l'onorevole Sabatini, mi rimane da capire onestamente perché le cose che ha detto nella sua relazione l'onorevole Sabatini non si possano fare col personale della Regione perché mi pare che la Regione abbia una dotazione di personale cospicua, una parte importante di questo personale è anche altamente qualificato e credo che per prima cosa bisognerebbe cercare di attingere lì per trovare il personale che fa questo. No, facciamo un'agenzia, la dotiamo di personale altamente qualificato pescato altrove, il tutto naturalmente a carico del contribuente. Bene, onorevoli colleghi, noi pensiamo che la direzione da prendere sia esattamente opposta, lo direi all'onorevole Sabatini se ci fosse, non di trovare il sistema di inventare altri tributi ma possibilmente di trovare il sistema di sopprimere i tributi, trovare il sistema di abbassare la pressione fiscale, trovare il sistema di utilizzare proficuamente il personale anziché di assumerne altro inventando nuovi soggetti di dubbia utilità e in questa maniera portare un piccolo contributo da abbassare la pressione fiscale nei confronti dei cittadini e delle imprese. Io credo che questo debba essere l'obiettivo a cui tendere più che di inventare cose che all'apparenza servono principalmente per torchiare ancora di più i cittadini e le imprese. Per cui assessore Paci, se l'obiettivo è quello che diceva il relatore di avere una struttura specializzata in grado di contrastare efficacemente o di porsi con lo Stato sullo stesso piano o perlomeno sul piano delle competenze e della dotazione di argomenti in ordine alle entrate che lo Stato ci deve, io credo che gli strumenti debbano essere altri. Se l'obiettivo è quello di approvare una legge bandiera che dal nostro punto di vista va a complicare il sistema, rischia di essere vanificata da qui a due mesi una volta che verrà approvata la legge finanziaria dello Stato, allora io credo che stiamo semplicemente perdendo tempo. Credo che in un caso e nell'altro siano lussi che non ci possiamo permettere.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Edoardo Tocco. Ne ha facoltà.

TOCCO EDOARDO (FI). Io credo Assessore che probabilmente questo che si vuol portare avanti sia un processo di evoluzione nuovo e probabilmente si vuol far sì che i mali di questa Sardegna possano essere risolti praticamente con questa unica soluzione. Questo è un progetto che secondo voi è un progetto ambizioso sicuramente e quindi non è quello di sostituire chiaramente una tragica vessazione statale che conosciamo da tempo, ma è quello sicuramente di creare un fisco più vicino ai sardi e quindi una sorta di agenzia forse più umana, un'agenzia che possa dialogare direttamente con i contribuenti o interfacciarsi continuamente con questi. Però come sappiamo non è possibile assolutamente sostituirsi totalmente allo Stato e questa è una cosa ovviamente determinante. Il progetto che si vuol portare avanti è quello di far sì che i tributi, almeno quelli sardi, rimangano in capo chiaramente alla nostra terra e quindi che non vengano trattenuti dallo Stato che ogni tanto si degna anche di farci la cosiddetta elemosina. Io credo Assessore in questo momento preciso nella inopportunità di questa legge, ma soprattutto dal punto di vista finanziario, a mio avviso. Le spiego anche perché la trovo piuttosto inefficace, soprattutto riguardo quest'investimento ad alto rischio, questi 2 milioni e mezzo di euro e una dotazione di 20 unità, quindi un organico chiaramente che verrà integrato continuamente. Quanto può costare ancora questo ente alla Regione?

Lei sa bene che non si chiuderà con questa cifra di 2 milioni e mezzo o di 20 unità, sa bene che ci dovranno essere delle strutture, informatizzazione, software, quindi una cosa che sicuramente potrà dilatarsi soprattutto in termini di costi e in termini di tempi. Il problema della Regione non è tanto quello di accertare ma come sappiamo è quello di recuperare i tributi di propria competenza e allora io dico: "Perché non si è pensato che tutto questo potesse rimanere in capo all'Assessorato del bilancio cioè al suo Assessorato?" E quindi non ci sarebbe bisogno assolutamente dell'istituzione di quest'agenzia, c'è già un organico di professionisti, ci sono già le strumentazioni, le strutture, io credo che questa probabilmente sarebbe potuta essere una proposta in questo momento per evitare dei costi ulteriori in capo alla Regione Sardegna. E poi un'altra domanda le vorrei fare, in base ad un articolo, probabilmente è il 3, queste convenzioni, questi protocolli. Quali sono gli enti, quali sono le istituzioni con le quali si devono stipulare queste cose? Quali sono i contratti di diritto privato con esperti, con società, con università che si devono affrontare? Ecco, io credo che tutte queste cose siano in campo ovviamente ad una situazione che non possa trovare soluzione soltanto nella creazione di un'agenzia ma, come dicevo prima, i costi in questo momento ben preciso. Perché ho detto che è una legge inopportuna in questo momento? Perché io credo che in questo preciso momento storico non ne trovo assolutamente la soluzione, non credo che risolva il problema dei sardi. Ma il problema che dobbiamo affrontare, che lei dovrebbe affrontare visto anche il suo alto profilo, è quello della liquidità in capo alle aziende e un impegno sistematico alla classe imprenditoriale. Un apparato che sostenga e che guidi le riconversioni aziendali. Suggerire nuove aree di mercato, nuove frontiere, promuovere consulenze aziendali, soluzione aggreganti che facciano da volàno per un efficientamento del sistema d'impresa. Io credo che le aziende, i contribuenti maggiori, gli imprenditori abbiano bisogno di ben altro in questo momento, abbiamo bisogno di recuperare liquidità. E' questo il problema principale, Assessore, io credo, non è il problema dell'accertamento della riscossione da parte della Regione. Io credo che ci sia da dare un occhio di riguardo in questo momento alle imprese, agli imprenditori, alle attività produttive, alle attività economiche stanno boccheggiando da tempo e molte sono chiuse. Io credo che questo possa essere sicuramente un problema che ravvisi la vera indipendenza, la vera autonomia della Regione Sardegna. Questo è quello che noi dovremmo fare come Regione. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Presidente, ma intanto credo che quando si tratta di dover approvare una legge che colpisce e interessa un po' tutti forse gli approfondimenti che vi abbiamo proposto, e soprattutto tener conto dei tempi, doveva essere un nostro dovere, così come ha ricordato il collega Cossa, poter approfondire. Da qui appunto la proposta dell'onorevole Pittalis di soffermarci un attimo sia per avere un quadro completo sulle norme di attuazione di cui tutti sappiamo e abbiamo sempre ritenuto essere fondamentali, ma soprattutto anche un chiarimento alla luce della prossima legge di stabilità, e io aggiungo anche della riforma costituzionale. Perché se veramente il nostro rapporto pattizio con lo Stato, onorevole Sabatini, sarà quello su cui si baserà la prossima riforma, io ho veramente seri dubbi che possa dare dei risultati per la nostra terra, soprattutto in caso in cui lo Stato possa avocare a se determinate competenze che riguardano appunto le Regioni, e in particolare io penso alla nostra Sardegna. Ancora vorrei sottolineare che anche questa legge è pura filosofia, e se veramente i partiti che rappresentano le forme autonomistiche, e soprattutto chi è molto legato ai sardisti, sperava in una riforma, in un ente che potesse dare veramente quella felicità sull'imposizione fiscale, credo che debba assolutamente ricredersi perché questa è filosofia e parole in libertà. E lo dico anche perché intanto credo sia necessario andare a guardare esattamente quello che c'è scritto, quindi vi invito, a meno che qualcuno non abbia già preparato gli emendamenti, a rivedere da subito la norma finanziaria, perché ovviamente in tutto il 2016 non arriveremo a spendere quanto previsto nella norma finanziaria con l'articolo 14. Poi ancora credo che nei contenuti, nel merito questa norma finanziaria vada rivista, per le preoccupazioni e per quanto anticipato anche dal collega Tocco e Cossa. E cioè cosa vogliamo fare di questo ente? Chiariamoci, perché io credo che veramente lo spirito s'dev'essere un ente funzionale, di grande interesse, che deve dare lustro, capacità e soprattutto deve mirare a ridurre l'imposizione fiscale nei confronti dei sardi, deve avere personale di alta specializzazione. Se invece vogliamo continuare a tenere uno strumento per cui forse dovevamo dare un contentino a qualche partito dalla maggioranza, o fare un atto puramente appunto per filosofia, allora forse potremmo fare ancora a meno di questo. E lo dico perché veramente è preoccupante il modo con cui è stata scritta la dotazione organica. Cioè si capisce da subito che si vuole comunque andare a parare con nuove assunzioni, nuove consulenze, contratti di diritto privato, di collaborazione, convenzioni addirittura con società, ma tutto questo lo si può fare senza avere la necessità di dover istituire un altro carrozzone, perché a noi questo sembra. E lo dico perché chi come me, anche nella passata legislatura, ha pensato ad un'agenzia delle entrate, ma ovviamente non di questo tipo. Anche perché il dialogo con lo Stato era molto diverso. E lo dico anche alla luce degli accordi che siete riusciti a strappare in questi ultimi due anni e mezzo, che oggi vi tengono una cassa chiusa, una cassa che non potete controllare. Che senso ha continuare a parlare di accertamenti di riscossione, quando vorrei ricordare a tutti che i tributi di cui la Regione ha disponibilità di entrata sono molto pochi, sono appena 4 o 5. Ricordo oltre all'addizionale Irpef e Irap, la tassa sul diritto allo studio, la tassa ambientale per le discariche, quindi dico proprio molto poco. Allora aveva senso istituire un altro ente che deve andare veramente a spendere soldi di un bilancio già risicato, di una cassa che comunque sia, che piaccia o non piaccia assessore Paci, perché sennò lei avrebbe speso e pagato tutto quello che aveva annunciato, viene sempre controllata dal Governo centrale? Noi non abbiamo in questo momento, con quest'agenzia, nessun potere contrattuale, assolutamente nessuno. Quindi io credo sinceramente che valeva la pena seguire il nostro consiglio, che ogni volta proviamo a darvi nel puro interesse di un buon lavoro, di una buona legge soprattutto dei sardi, e aspettare davvero, e capire soprattutto, sia che cosa riusciamo a fare sul discorso delle norme di attuazione, ma soprattutto a capire poi quale sarà il quadro nazionale che andrà ad incidere sull'autonomia finanziaria della Regione Sardegna. Abbiamo perso un'altra occasione, ma tanto credo che anche ritornando sul discorso delle spese non sia molto corretto scrivere "circa" quando si parla di numeri, e mi riferisco alla relazione tecnica che ovviamente avete allegato. Quindi da parte mia credo che sia necessario fare anche un approfondimento ed evitare di approvare un'altra legge con degli strafalcioni che riguardano soprattutto la parte contabile, che veramente non ci fa assolutamente fare una bella figura. E soprattutto credo che da qui all'approvazione della legge, forse colleghi della maggioranza, va anche speso un momento, un pensiero per capire se è il caso davvero di approvare in questi termini. Tanto poi avete i numeri e potrete approvarla quando e come volete, noi certamente non ci presteremo ad approvare leggi inutili, però sicuramente voi potete effettuare ancora un approfondimento e capire soprattutto quale, perché lo scopo delle leggi è sempre quello di capire quale potrà essere la bontà di una norma, come potrà essere applicata e soprattutto quali saranno i risultati.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Presidente, ma io intendo innanzitutto esprimere massima solidarietà ai colleghi di centrosinistra che sono usciti dall'Aula per protestare contro l'atteggiamento irriverente, definiamolo così per utilizzare un eufemismo, l'atteggiamento irriverente della Giunta nei confronti del Consiglio sulla questione Tossilo, è una questione che grida vendetta. I colleghi sono usciti dall'Aula per tutelare loro stessi, ma per tutelare noi tutti, tutto il Consiglio regionale, le prerogative, i diritti del Consiglio regionale e quindi di tutto il popolo sardo. Li ringrazio.

Per arrivare al merito della discussione, mi viene da dire che la montagna ha partorito un minuscolo topolino, un piccolissimo topolino. L'incipit della relazione di maggioranza, anche se non è l'incipit, ma è l'incipit reale, sottolinea che senza autonomia finanziaria non c'è autonomia regionale, e che quindi senza autonomia finanziaria l'autonomia regionale è una finzione, una finzione giuridica, una finzione politica, è una finzione storica, se mi consentite, ed è quello che state facendo, state consumando una finzione giuridica, politica e una finzione storica, una vera e propria finzione! State strutturando, realizzando, normativamente posizionando uno strumento che non serve a niente, a niente, a niente! Così come voi la prevedete, quest'Agenzia regionale delle entrate è un inutile vuoto pneumatico finanziario che non va a migliorare la posizione di marginalità della Sardegna nei rapporti con lo Stato, noi siamo marginali non soltanto purtroppo geograficamente, fin dall'epoca di Cavour che voleva vendere la Sardegna per colmare qualche buco finanziario: da allora siamo marginali. Ecco che quindi da questa marginalità deriva l'individuazione probabile o potenziale della Sardegna come deposito di scorie inquinanti, ecco che la Sardegna diventa il carcere per i peggiori criminali, ecco che diventa terra di confine per i migranti, tutto questo deriva dalla nostra marginalità. Tutto questo dimostra che lo Stato nei nostri confronti presta poca attenzione, non mi riferisco soltanto allo Stato del 2015-2016 parlo dello Stato come istituzione che nei confronti della Sardegna è sempre stato distratto, ma una buona dose di responsabilità ce l'abbiamo noi sardi perché noi sardi siamo capaci di esitare, nel massimo Consesso legislativo dell'Isola, siamo capaci di esitare delle norme che non servono a niente, che dovrebbero migliorare i rapporti di pesi e contrappesi nei rapporti con lo Stato, e che invece producono vuoto pneumatico finanziario, soltanto vuoto pneumatico finanziario, mentre noi dobbiamo pretendere rispetto allo Stato, dobbiamo pretendere rispetto per la nostra autonomia, per la nostra storia, per la nostra cultura, dobbiamo pretendere rispetto e così facendo non abbiamo la possibilità di pretendere rispetto. È finita l'ora, cari colleghi, delle mozioni, degli ordini del giorno, dei tavoli, delle cabine di regia, è inutile continuare su questo percorso, fra le altre cose abbiamo capito che le nostre mozioni, vedi Tossilo, servono a molto poco, occorre qualcosa di più, occorre una norma, occorre una norma statutaria che riaffermi la nostra specialità, che la fortifichi, che colmi quel gap politico che deriva dall'insularità, ma anche quel gap economico, quella differenza, quel divario, quella forbice sociale che deriva dall'insularità, occorrono norme statutarie, vere, non vogliamo arrivare al percorso intrapreso dalla Catalogna, sarebbe una cosa veramente inusitata per un'isola così tiepida, per una popolazione così tiepida come la popolazione sarda. In Catalogna, il 27 di luglio hanno approvato un documento che prevede la secessione, non l'autonomia speciale, la secessione! Nonostante i pronunciamenti dalla Corte costituzionale catalana, ma noi non dobbiamo arrivare a questo, probabilmente non abbiamo neanche la necessità, ma abbiamo comunque l'esigenza di andare oltre gli ordini del giorno e le mozioni e le leggi di tal fatta, le leggi che non servono a niente come quella che stiamo discutendo oggi, vorrei ricordare a tutti la mozione del febbraio del '99 sulla sovranità che è rimasta lettera morta, ecco, non servono a niente le mozioni, serve una nuova norma statutaria! Occorrono fatti e lo Statuto ci aiuta, perché lo Statuto comunque, lo Statuto attualmente vigente, prevede una norma, l'articolo 54 che disciplina la modifica statutaria: il Consiglio regionale si può attivare, si possono attivare anche 20 mila elettori, pensiamo, riflettiamo su questo, lasciamo perdere le proposte di legge, i disegni di legge o i testi unici simulati che a nulla servono se non ad avere un piccolo titolo sui giornali quotidiani di domani o di dopodomani, mettiamo da parte le esigenze di apparire sulla stampa, cerchiamo di approvare leggi che abbiano contenuti seri, che siano strumenti obiettivi di sviluppo, che siano tangibili come strumenti per rapportarci con lo Stato, con questa legge, con questa ASE non ci rapportiamo con lo Stato sotto il profilo finanziario, facciamo un esercizio normativo inutile, un esercizio normativo che magari consentirà a qualche Assessore di fare qualche conferenza stampa nei prossimi giorni, di avere una fotografia sulla stampa locale, ma non consentirà ai sardi di rapportarsi paritariamente con lo Stato in materia finanziaria, quindi nuove norme statutarie, non norme che rappresentano un vuoto pneumatico finanziario. Fra le altre cose, così come abbiamo rappresentato in tanti poc'anzi, c'è il fatto nuovo della rottamazione di Equitalia che comunque qualche novità in materia la porta, qualche novità che abbiamo necessità di approfondire, che avete necessità di approfondire, ecco per quale motivo il nostro Capogruppo vi richiedeva di riflettere un attimo, di sospendere un attimo la discussione di questa legge, riflettiamo su ciò che sta accadendo livello nazionale, riflettiamo se è opportuno spendere, per adesso, 2 milioni e mezzo, 3 milioni e mezzo di euro all'anno, perché se io ricordo male la dotazione finanziaria è questa ed è necessario, sentiamo la necessità per fare cosa, per fare un centro studi come faceva rilevare il collega Solinas, quali sono i poteri di accertamento e riscossione di quest'agenzia, non esistono! non esistono! È veramente una fiction che non serve allo scopo, una fiction che purtroppo produce anche dei costi che andranno a carico dei sardi che probabilmente non dimenticheranno che questo Consiglio regionale, o una parte di questo Consiglio regionale, gli sta addossando dei debiti dei quali non si sente la necessità.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Luigi Crisponi. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Non vi è ombra di dubbio che, anche alla luce del fatto che la scorsa settimana quest'Aula sia stata chiamata ad esprimersi proprio in termini di semplificazione verso le famiglie, i cittadini e le imprese, oggi si ritrovi in un adempimento che riporta invece ai termini della pubblicazione della vita dei cittadini mi pare sia ben evidente, l'istituzione di un nuovo carrozzone evidentemente sottende a questo tentativo maldestro di far vedere una Giunta regionale, o addirittura chiamandola "maggioranza del Consiglio regionale della Sardegna" nella improba impresa di restituire un'immagine ai nostri concittadini dove la Regione si mette al suo fianco, e si mette al suo fianco proprio come elemento più fastidioso che è quello che va a riguardare la gestione del tributo dovuto dalla nostra popolazione, dai cittadini e dagli imprenditori sardi. Quindi stiamo davvero perdendo una buonissima occasione per disegnare un soggetto che avrebbe avuto titolo per evitare che aggi o sovrapprezzi potessero in qualche modo intervenire nella sua quotidianità dove quell'elemento fastidioso che è il tributo dovuto ma necessario alle casse dell'Erario venisse disegnato dentro quest'Aula, lo fa in maniera maldestra, non lo fa con un atteggiamento che potremmo definire con molta tranquillità un grande bluff, è un vero e autentico bluff il fatto che si voglia mettere a disposizione della nostra Isola, della nostra Regione, un soggetto che andrà a costare 2 milioni e mezzo alla sua partenza, 2 milioni e mezzo che moltiplicati il triennio successivo assommeranno ad una bella sommetta che invece avremmo preferito potesse invece rimanere non solo nelle casse della Regione ma essere messo a disposizione degli sfiancati cittadini sardi e invece noi cosa facciamo? Arzigogolando il sistema legislativo mettiamo a disposizione uno strumento che davvero fa acqua da tutte le parti ma fa anche sorridere, io non so se qualcuno dei miei colleghi che ha chiamato operazione narcisistica avesse ragione ma man mano che il dibattito prosegue mi convinco che probabilmente questo è un termine reale che è stato utilizzato. Anche perché io credo che quando andremo via via ad affrontare l'articolato, soffermandoci proprio sull'articolo che è centrale di questa specie di legge, che è quello dell'articolo 9 vedremmo proprio il perché. L'articolo 9, che vi invito a leggere con attenzione, cari colleghi, è proprio quello dove si vede che l'Assessorato regionale alla programmazione, in maniera ridondante, addirittura scrive, quasi con un atteggiamento che potrei definire marzulliano, una domanda e una risposta dove si disegna l'impegno della stessa Regione sarda, e quindi dell'Assessorato alla programmazione, e per contro quello che deve fare la nuova Agenzia delle Entrate. Ovvero, dice questo articolo 9 al comma 2: L'Assessorato regionale della programmazione acquisisce i flussi informativi trasmessi dall'ASE; e per contro al comma 3 dice: l'ASE fornisce all'Assessorato regionale della programmazione i flussi informativi. Insomma, addirittura questa legge, con questo articolo, scrive esattamente quello che sarebbe bastato, anche con una tecnica legislativa molto più lieve, semplificata, e ai sensi di quello che avete sottoscritto e votato come maggioranza la settimana scorsa, avrebbe potuto semplificare proprio Il suo articolato in modo tale che venisse ben definita la situazione relativa all'ASE. Cari colleghi, è pensabile che l'ASE possa agire in termini di equità, di intelligente operatività, a fianco dei cittadini e delle imprese quando invece tutto quello che le sarà dedicato sarà comunque ineffabilmente sottoposto non in termini di autonomia gestionale, ma in termini di sottomissione rispetto all'Assessorato alla programmazione. Perché, appunto come recita sempre l'articolo 9 il comma 1, restano in capo all'Assessorato regionale della programmazione e bilancio tutte le competenze funzionali alla predisposizione della manovra finanziaria, ma soprattutto alla materia di previsione e certamente di gestione delle entrate di spettanza statutaria. Insomma, si sta creando vorrei proprio carrozzone non serve esattamente a niente, ma non ha certamente ragione il collega Sabatini quando dice che stiamo prospettando un elemento di assoluta importanza strategica e addirittura di elevata specializzazione del personale. Però, collega Sabatini, mi vuole spiegare con i quattro quinti dei suoi soggetti, con questa ventina di soggetti, di uomini del personale della regione, o assunti chissà come, saranno chiamati a gestire un importante fardello, quale quello che è gli si vorrebbe attribuire, con soggetti che per i quattro quinti appartengono a una fascia funzionale di B2 della regione o con dei funzionari, che con un altissimo profilo dovrebbero lasciare baracca e burattini, dove magari adesso oggi prestano servizio con stipendi che viaggiano, ovviamente al lordo, tra i 33.000 e 44.000 euro. Ma a chi la volete dare a bere cari colleghi? Ma è pensabile davvero che un soggetto di altissimo profilo funzionale possa essere messo in capo ad un direttore generale, ad un revisore dei conti e poi a tutta una serie di soggetti, che rappresentano appunto i quattro quinti, per ottemperare a delle funzioni così delicate come vorreste attribuire. Io credo che tutto questo non sia davvero possibile, io credo che tutto questo rappresenti evidentemente quello che ho definito un vero e proprio nuovo carrozzone regionale, che vi obbligherà a mettere le mani in tasca ai nostri cittadini, che vi obbligherà a sborsare la bella cifra di 2.500.000 di euro, con attività che molto tranquillamente, visto che si tratta di un carrozzone, ma certamente vuoto nella sua operatività, tranquillamente in un servizio in capo all'Assessorato regionale della programmazione della Regione Sardegna. Allora probabilmente ci si è dimenticati assessore Paci, di aggiungere un piccolo comma, qui probabilmente al comma e) dell'articolo 9 bastava scrivere: fino a che il sottoscritto non sarà Assessore di tale importante Assessorato e anche referente e ineffabile gestore delle funzioni e dell'attività dell'istituenda ASE, o quantomeno, se proprio non avesse voluto citare se stesso, dire con questa sconquassata e malandata Giunta regionale assistita da cotanta maggioranza fino a che quel momento non dovesse arrivare. E naturalmente in nome del popolo sardo, in nome dei cittadini, delle famiglie, in nome degli uomini di impresa che soffrono quotidianamente insomma speriamo che quel giorno non sia così lontano.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Paolo Truzzu. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Nei giorni scorsi, nel avvincentissimo dibattito del 4 dicembre, un illustre costituzionalista diceva che il problema dell'efficienza dei sistemi democratici, e in particolare dell'efficienza della democrazia italiana, non è dato dal fatto che si fanno poche leggi, ma, dati alla mano, dimostrava che se ne facevano troppe e soprattutto si scrivevano male. Cosa c'entra questo con questa legge o meglio il referendum con questa legge? Sostanzialmente niente, ma l'osservazione del costituzionalista invece ha un altissimo valore nella giornata odierna, perché ci stiamo approntando, come ha fatto rilevare il collega Pittalis, a discutere e ad approvare, anzi sicuramente ad approvare perché avete i numeri e quindi la approverete, una legge ben sapendo che in questi giorni in Parlamento si sta approntando la manovra finanziaria che ha tutta una serie di provvedimenti importanti, anche sul superamento di Equitalia e del sistema di riscossione che noi conosciamo, e quindi ci troviamo ad approvare una legge che poi a breve dovremmo sicuramente ritoccare e rivedere, come spesso è successo in questa legislatura. Nonostante queste osservazioni, sicuramente non soggettive ma oggettive, avete preferito andare avanti e discutere questa norma e allora la domanda che noiosi dovremmo farci è sostanzialmente chiederci a che cosa serve l'Agenzia sarda delle Entrate qual è l'obiettivo che dovrebbe avere l'Agenzia sarda delle Entrate. Se mi faccio queste domande le risposte le trovo nella relazione di maggioranza dove si dice che: l'autonomia finanziaria rappresenta il fondamento essenziale dell'autonomia regionale - come ci ha ricordato il collega Sabatini - intanto può esservi il compiuto adempimento delle funzioni di competenza in quanto siano assicurati da parte dello Stato i necessari mezzi finanziari. Allora siamo sicuri che l'Agenzia sarda delle Entrate, così come è prevista in questo testo normativo, ci garantisca questo risultato, siamo sicuri che l'obiettivo sia effettivamente questo? Perché se così non fosse dovremo interrogarci in realtà su che cosa stiamo discutendo, di che cosa stiamo parlando. Vedete la risposta l'avete data voi stessi perché ce l'ha data il collega Sabatini che con estrema sincerità c'ha detto che tutto sommato è un osservatorio di esperti. Allora, se stiamo creando un osservatorio di esperti, con questa legge, non stiamo sicuramente creando un'agenzia regionale che sia in grado di recuperare e andare a riscuotere i tributi della regione Sardegna e, soprattutto, di andare ad impostare una vera e propria vertenza con lo Stato sulla questione delle entrate. Quindi la convinzione è che in realtà siamo davanti a un'altra scatola vuota, un carrozzone come ha detto qualcuno, che a nulla porterà se non ad estrema confusione. Una confusione che, come hanno rilevato già altri colleghi, è presente già nel testo normativo dove ci sono alcune evidenti dimenticanze, alcuni tributi non compaiono come se fossero scappati e se fossero andati a finire chissà dove. E dove dello stesso testo si evince chiaramente che tutto è legato alla disponibilità del governo e se il governo non è disponibile? Continuiamo con la solita vertenza e con la solita questione della leale collaborazione? Continuiamo a presentarci a un rapporto con lo Stato con il cappello in mano? Oppure cerchiamo di affermare i nostri diritti con le prerogative che abbiamo, come hanno fatto altre regioni? Perché vedete noi siamo sempre costretti ad accordarci agli altri anche sulle questioni dei tributi provinciali, sollevata da alcuni colleghi in questi giorni, il ricorso l'ha fatto la regione Veneto, il ricorso l'ha fatto una regione a statuto ordinario, non una regione a statuto speciale; noi ancora una volta ci siamo dovuti accordare a quel ricorso. Ancora, nel testo normativo ci sono alcune cose che lasciano sicuramente dei dubbi. C'è una confusione di fondo, perché se uno si legge l'articolo 3 non riesce a capire che cosa dovrà fare questa agenzia, e soprattutto non riesce a capire quale sia il ruolo di questa agenzia, perché da un lato si dice che l'Agenzia fornisce indirizzi alla Giunta, che a sua volta gli dà degli indirizzi: se così fosse saremmo davanti ad un organo politico, se così fosse quest'Aula non avrebbe più alcuna funzione, io credo che invece gli indirizzi all'Agenzia li debba fornire quest'Aula, li debba fornire la Giunta, e l'agenzia debba essere un organo tecnico e non un organo che è in grado di determinare, a scapito del Consiglio e della sovranità del popolo sardo, le scelte che vorremmo fare.

C'è poi tutta la questione del personale, che hanno evidenziato alcuni colleghi, che è kafkiana, perché se noi dobbiamo andare a spendere 3 milioni, e 2 milioni e mezzo a regime, per istituire un organo di 20 persone in cui ci sono 3 dirigenti e 10 funzionari, beh, signori, forse con una consulenza ad un team di esperti, visto che come ci ha ricordato l'onorevole Sabatini le altre Regioni rinnovano l'accordo con lo Stato sulle entrate ogni tre anni, forse con una consulenza ce la saremmo cavata con qualche soldino in meno, non foss'altro perché la stessa legge, nonostante questi 10 funzionari e questi 3 dirigenti, per 20 persone (che gridano vendetta), prevede la possibilità di assegnare consulenze esterne, perché è un team di esperti, un osservatorio di esperti, però non sono così tanto esperti e dobbiamo garantire a qualcun altro la possibilità di ricavare qualche prebenda. Ma questo testimonia anche lo stato confusionale della maggioranza e della Giunta, perché il Servizio entrate c'era già in Regione, anzi c'è una Direzione che l'assessore Paci si è ben guardato dal chiudere appena arrivato, perché a quanto pare non assolveva al suo compito: oggi andiamo a costituire un'agenzia all'interno del sistema Regione, prevedendo l'assunzione di nuovo personale, mentre quel patrimonio che c'era all'interno dell'Assessorato della programmazione è stato disperso, trasferito in altri uffici perché probabilmente non riusciva a fare bene i conti. Io credo che, se dobbiamo stare allo stato delle cose, quindi ha come è andata la vertenza delle entrate in questi anni, agli accordi che avete raggiunto e tutte le partite che ancora ci sono aperte, io penso che i conti sapessero farli molto bene, forse la loro consulenza sarebbe stata utile nel rapporto con il Governo e con lo Stato per definire meglio il quadro, invece con molta presunzione si è preferito rinunciare a certe professionalità, per poi oggi ritornare indietro e andare a prevedere l'assunzione di personale esterno, perché da come è scritta la norma si capisce che ovviamente all'interno dell'Amministrazione non ci sarà nessuno, è già noto che non c'è nessuno in grado di poterlo fare, anzi io lancio una sfida: scriverò anche il nome del prossimo direttore dell'Agenzia delle entrate della Sardegna, poi magari quando verrà nominato andremo ad aprire questa busta e a vedere se avrò indovinato.

L'altro aspetto che mi lascia un po' dei dubbi è relativo all'osservazione che faceva il collega nella relazione di maggioranza, dicendoci che sostanzialmente noi avremo bisogno ben presto di questa struttura per poter contrattare con la Stato e rivedere la questione delle entrate. Beh, già dalla relazione stessa della Giunta è chiaro che questo non succederà prima di febbraio-marzo, quindi non avremo a disposizione questo osservatorio di esperti che ci consenta di valutare come è lo stato delle cose e quali sono le azioni da intraprendere per rapportarci con lo Stato in maniera dignitosa.

E allora, per concludere, io credo che questa agenzia, più che un'agenzia al servizio dei sardi che possa consentire quindi un rapporto diverso con lo Stato per quanto riguarda la vertenza delle entrate, che ci possa aiutare a definire meglio la situazione e dare una risposta ai nostri cittadini, sia invece l'ennesimo spreco e sia invece un'agenzia al servizio di una maggioranza, o di parte di una maggioranza, che sia, come ha detto qualche collega, il risultato di un'azione di propaganda per convincere i sardi che abbiamo fatto qualcosa che è utile per loro, ma in realtà non è utile per nessuno.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Chiedo scusa, Presidente, il collega Pietro Cocco ha chiesto ai Capigruppo, e mi pare che siamo tutti d'accordo, di incontrare una delegazione dei lavoratori che sono sotto il Consiglio. Io non so quanti interventi ci sono ancora, direi però che noi che siamo a Cagliari possiamo senz'altro proseguire, anche oltre l'orario canonico volendo, però mi dicono che ci sono padri e madri di famiglia che vengono dal Sassarese e dal Nuorese che avrebbero esigenza a una certa ora di rientrare, propongo perciò all'Aula, e mi rivolgo a lei Presidente, se non sia il caso, valutando gli interventi che mancano, di incontrare questa delegazione e di riprendere subito dopo i lavori.

PRESIDENTE. Abbiamo altri cinque iscritti a parlare e quindi prima delle 7 dovremmo essere in condizione di chiudere i lavori e sentire la delegazione. Quindi possiamo andare avanti, d'altronde non era prevista nessuna delegazione e nessun incontro era stato richiesto. Io propongo quindi di andare avanti con i lavori del Consiglio per chiudere questi interventi di discussione generale, e poi procedere all'incontro con la delegazione.

Discussione generale del testo unificato: "Istituzione dell'Agenzia sarda delle entrate (ASE)". (5(PLIP)-187-246/A) della proposta di legge di iniziativa popolare - Comitato promotore Associazione ricerca e progetto: "Proposta di istituzione e disciplina del servizio di riscossione dei tributi e di altre entrate nella Regione autonoma della Sardegna, ai sensi degli articoli 5, 6, 7, 8 e 9 della legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3". (5) (ex n. 7/XIV), della proposta di legge Solinas Christian - Carta Angelo - Orrù - Pittalis - Rubiu - Dedoni - Oppi - Cappellacci - Floris - Pinna Giuseppino - Tatti - Crisponi - Cossa - Fenu - Truzzu - Zedda Alessandra - Locci - Cherchi Oscar - Fasolino - Peru - Tocco - Tunis - Randazzo - Tedde: "Istituzione dell'Agenzia sarda delle entrate (ASE). (187) e del disegno di legge: "Istituzione dell'Agenzia sarda delle entrate" (246)

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Angelo Carta. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Io, qualora si decidesse, sono disponibile anche a farlo dopo l'intervento, se fosse così deciso.

Entrando nella discussione generale, relativamente all'Agenzia sarda delle entrate, io aderisco all'invito fatto dall'onorevole Busia nel suo intervento a cercare di ragionare rispetto a quelli che sono gli obiettivi e le necessità della Sardegna e del popolo sardo rispetto a anche quello che possiamo ottenere, e non solo scrivere un libro dei sogni, però c'è da fare una precisazione e un chiarimento. In Consiglio possiamo fare tutti i disegni che vogliamo, possiamo delineare i sogni che eventualmente riteniamo possano essere realizzati, salvo poi, quando si arriva al rapporto con lo Stato, avere una Giunta regionale e un Presidente della Regione che, mi sia consentita l'immagine, arriva a Roma con le braghe calate, mentre con il Consiglio regionale ha un atteggiamento del tutto diverso.

Approvazione della legge sulla riforma degli enti locali: "O si approva la legge, o io mi dimetto", disse il presidente Pigliaru. Approvazione della legge sulla ASL unica: "O si approva, o io mi dimetto", disse il presidente Pigliaru. Mozione su Tossilo: si invita a evitare ricorsi e a fare altro prima di procedere ad uno studio approfondito, la Giunta regionale invece va in senso esattamente opposto e fa ricorso al Consiglio di Stato. Ciò a dimostrare che noi possiamo dire e fare ciò che vogliamo in Consiglio, ma se le istanze che qui vengono approvate, anche all'unanimità, non vengono fatte proprie dalla Giunta regionale e dal Presidente della Sardegna, credo che sia un esercizio del tutto inutile.

E veniamo a parlare dell'Agenzia sarda delle entrate, che nasce da un'esigenza effettiva del popolo sardo, delle imprese sarde, dei cittadini sardi, per avere vicino l'ente al quale fare riferimento per il pagamento delle imposte. Si accentua la volontà e la necessità di avere l'agenzia sarda delle entrate allorquando si apre la cosiddetta vertenza entrate, aperta con lo Stato per quale ragione? Perché le risorse derivanti da imposizioni statali che dovevano tornare alla Regione Sardegna ai sensi dell'articolo 8 dello Statuto, non tornavano, per la semplice e unica ragione che lo Stato incassa 100 e non restituisce 90, come dovrebbe, alla Regione. Quindi, qual è l'obiettivo che si posero tutti coloro che parlarono di agenzia sarda delle entrate? Invertire l'ordine delle cose, cioè incassare in Sardegna, trattenere in Sardegna la quota che è prevista come di nostra competenza, e dare allo Stato quello che è suo. La vertenza delle entrate condotta secondo me in modo del tutto maldestro da parte della Giunta regionale, una vertenza delle entrate privata degli strumenti importanti come i ricorsi alla corte costituzionale che furono ritirati in effetti come si è condotta, si è condotta con lo Stato che mostrava un po' di soldi e la Regione che faceva di tutto per avere quei soldi come se fosse una donazione da parte dello Stato e non quello che ci spettava e che ci veniva restituito. Cioè è mancata nella vertenza entrate una strategia, perché se è vero come è vero che il decreto legislativo attuativo dell'articolo 8 è di giugno del 2016 e se è vero come è vero che il disegno di legge della Giunta regionale per l'agenzia delle entrate è precedente e risalente al 2015 mi chiedo qual è la vertenza delle entrate. Come si è condotta la vertenza delle entrate e quel decreto, non abbiamo cercato di superare il problema che sta alla fonte dell'esigenza dell'agenzia delle entrate, invertire l'ordine delle cose, incassare noi sardi e dare allo Stato la quota che gli compete e non aspettare l'elemosina, perché questo avviene, alla fine quando si va a trattare con le braghe calate si aspetta l'elemosina. Quindi arrivati a discutere di agenzia sarda delle entrate noi non siamo per fare la dichiarazione di indipendenza con l'agenzia sarda delle entrate ma siamo per aprire con lo Stato un contenzioso serio, una vertenza seria che dia ruolo a questo Consiglio regionale, che dia ruolo alla Sardegna in quello che è la componente fondamentale che anche l'onorevole Sabatini ha scritto nella sua relazione, non esiste autonomia senza autonomia finanziaria, non esiste autonomia senza che si sia padroni titolari delle imposte, delle imposizioni. Allora la vertenza entrate su questo andava.

Parliamo poi dello Statuto, perché poi certamente va modificato lo Statuto ma se non si riesce neanche ad attuarlo lo Statuto tanto meno riusciamo a revisionarlo. I punti franchi, la zona Franca, quella che doveva rappresentare e che rappresentò nel 1948 una conquista, sembrava allora una conquista, con un decreto legislativo che doveva darne attuazione risalente ormai a circa trent'anni fa, 20 anni fa e non è ancora attuato di cosa stiamo parlando. Oggi stiamo parlando di un qualcosa che non ha niente a che vedere con questi problemi che restano totalmente immutati, e immodificati rispetto all'inizio di questa legislatura, quando invece sembrava che la vertenza delle entrate potesse portare finalmente a un cambio di rotta. Perché prima ho detto che è indegna ad essere chiamata agenzia sarda delle entrate, perché non è un'agenzia sarda delle entrate, è un'agenzia sotto la guida dell'Assessorato della programmazione che sarà, come ha detto bene l'onorevole Solinas, un ufficio studi che dovrà verificare se i conti fatti dalla ragioneria dello Stato sono giusti, che dovrà verificare se ci hanno dato i soldi corretti ma non entrerà mai in quello che è il vero, il vero motivo per cui doveva nascere l'agenzia delle entrate avere la capacità di poter dare un punto di riferimento alle imprese sarde, ai cittadini sardi in Sardegna relativamente ad una componente fondamentale della vita di ciascuno di noi di ogni impresa che è, appunto, quella del rapporto con il fisco. Rimarrà sempre ed esattamente come è stato fino ad oggi.

La proposta quindi avanzata all'inizio dall'onorevole Pittalis di aspettare il consolidarsi della normativa statale relativamente all'accertamento e alla riscossione poteva essere l'occasione per poter modificare questa legge in qualcosa di serio, poteva essere e doveva essere l'occasione per fare dell'agenzia sarda delle entrate la vera agenzia sarda delle entrate perché mi auguro che nessuno domani mattina o quando dopo che si approverà questa legge vada a dire: abbiamo fatto agenzia sarda delle entrate finalmente. Avverbio antipatico perché finalmente non si è fatto nulla, se approverà una legge che lascerà il rapporto cittadini, impresa e fisco esattamente come è stato fino ad oggi e lascerà il rapporto Regione e stato italiano esattamente com'è stato fino ad oggi, costringerà la Regione Sardegna, i sardi a combattere sempre per avere quello che è loro di diritto e questa legge, questa agenzia sarda delle entrate a nulla servirà.

E mi ricordo la frenesia all'inizio della legislatura a voler cancellare Sardegna Promozione, bene o un male che si sia fatto fu una corsa contro il tempo per dire cancelliamo l'agenzia Sardegna Promozione perché a nulla serve. Oggi stiamo facendo un qualcosa che serve ancora meno e che non ha niente che vedere con le vere esigenze dei sardi ma piuttosto un qualcosa che andrà ad appannare chi aspetta di avere posti, di avere ruoli, di costituire quindi quei gangli sui quali fondare magari carriere diverse, carriere future.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Fabrizio Anedda. Ne ha facoltà.

ANEDDA FABRIZIO (Gruppo Misto). Grazie Presidente, a maggio 2014 ho presentato come primo firmatario, secondo firmatario il collega Unali, una mozione portata poi in discussione in Aula a giugno 2015. Con la mozione avevamo voluto portare all'attenzione dell'Aula tre temi di grande attualità: uno crisi delle imprese legate ai debiti contratti con l'erario e riscossi da Equitalia; due semplificazione in relazione ai costi che le aziende sopportano a causa dell'eccessiva burocratizzazione; con il terzo tema si chiedeva di valutare per la Sardegna un'organizzazione diversa del sistema fiscale con la creazione di un'agenzia regionale per gli accertamenti e di un'agenzia regionale per le riscossioni al posto di Equitalia. L'assessore Paci nella discussione in aula si era impegnato puntualmente su tutti e tre le tematiche.

La scorsa settimana il Consiglio ha licenziato positivamente una legge sulla semplificazione, il primo punto che avevamo messo nella mozione, è notizia di questi giorni l'intervento sui debiti contratti dalle imprese e dei cittadini con lo Stato e gestiti da Equitalia, eppure è notizia di questi giorni la cessazione dell'attività di Equitalia. Sembrerebbe che questi provvedimenti possono dare un po' di ossigeno alle imprese e ai cittadini ancora soffocati dalla crisi economica e dai debiti usurai contratti con lo Stato.

Sul tema dell'agenzia delle entrate l'Assessore si impegnava a portare più presto in aula disegno di legge per cambiare radicalmente la posizione della nostra Regione rispetto al fisco dandogli più poteri di accertamento e controllo, un accordo con lo Stato per portare una riscossione diretta anche di quelle compartecipazioni erariali che costituiscono gran parte delle nostre entrate. Oggi il disegno di legge è in discussione, c'è chi la legge la vede come insufficiente e onerosa e chi la vede come opportuna per monitorare e accertare le risorse spettanti alla Sardegna. Non è una rivoluzione del sistema tributario, è un primo passo per tenere, come Regione autonoma della Sardegna, sotto controllo il proprio bilancio con la certezza delle entrate.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, io non credo neanche di dover entrare nel merito di questa proposta di legge, perché è stato detto dai colleghi a più riprese, peraltro anche indirettamente dalla maggioranza, che questa proposta di legge tutto fa eccetto quello per cui è stata propagandata. Allora se è mera propaganda io credo che non sia il caso di portarla a discutere in Consiglio per andar fuori a strombazzare nelle piazze che abbiamo fatto l'agenzia delle entrate sarde io credo che non sia opportuno anche perché le piazze ormai sanno leggere, scrivere, hanno capito e sono anche stufe di come vengono trattate. Se ci aggiungiamo l'istituzione regionale credo che sia ancora peggio e se pensate che stiamo dando nutrimento al popolo di cinque stelle bene continuate, continuate, arrivano le elezioni. Ma quello che a me preme è cercare di farvi capire come la gente vede il fisco è la piovra che entra dappertutto, si espande, cerca di aspirare ogni possibile utilizzo di fiscalità che nel povero cittadino le imprese devono sopportare. E noi ci aggiungiamo una superfetazione giuridica su quello che già esiste di accertamento delle entrate statali, per poter certamente dire che dove non arriva lo Stato arriverà la Regione Sardegna per conto dello Stato, questo in barba a tutti quelli che si proclamano sovranisti, indipendentisti e così via, aggiungo a chi prima diceva di autonomia, che non c'è autonomia se non c'è autonomia fiscale. Per quelli che ragionano come indipendenza io aggiungo, vorrei che entrasse nel cervello di molti che non c'è indipendenza politica se non c'è indipendenza economica, io prima di tutto, anziché costruire artefatti come questi, che servono solo a distrarre la gente, ovvero a dare una mano d'aiuto al polipo a cui oggi lo Stato centrale tenta di tagliare i tentacoli, per lo meno facendo finta di abolire Equitalia, creandole sotto agenzie in territori di Sardegna di modo che possa essere colpito ulteriormente chi in Sardegna lavora, chi in Sardegna tenta di produrre in maniera difficile con delle imprese che certamente oggi non hanno grandi possibilità. Ma ancora una volta analizziamo e vediamo, io avevo richiamato in più di una circostanza che esiste uno studio fatto qui, presso i funzionari, ma non quello delle ultime cose programmate dalla …, ma quello che già avvenne qualche anno fa per dire come si fanno le buone leggi e come devono essere monitorate. Quali risultati hanno dato? Quello di una produzione legislativa che la Giunta tenga a buttare così sul Consiglio, senza saper capire che cosa il Consiglio va ad approvare, solo perché in maniera poco intelligente si abbassa la testa e si deve chinare il capo e dire va tutto bene, anche quando è marcio il qualcosa che arriva qui dentro. Allora, bisogna incominciare a capire veramente perché tanto questo è. Io dissi, forse in una battuta, in un comunicato stampa o quando si parlava di Tossilo, perché è un fatto di morale, è un fatto di etica, è un fatto di onestà, che non avete cambiato quello che dovevate cambiare, ma vi siete messi a guidare quelli che sono colori i quali stanno sfruttando la situazione in Sardegna dell'ecoambiente. È ora di finirla, e dicevo che forse era meglio abolire un Consiglio regionale, perché questa istituzione non rappresenta più se stessa, questa è la verità. Chi ci vuole stare qui a forza ci stia, ma per scaldare il banco non serve, la gente fuori aspetta, aspetta risultati e cose concrete e serie. Può far sembrare ridere per qualcuno, attento a non piangere quando ti troverai le forze che ti ho richiamato prima all'interno di quelle che chiederanno il voto in barba al centrosinistra e anche al centrodestra, e anche al centrodestra, ma siamo noi, se vogliamo metterci tutti, a distruggere un'istituzione non facendo le cose serie, non analizzando le leggi, non cercando di vedere quello che serve al popolo sardo. Su queste cose non è più tollerabile che si possa andare semplicemente così, perché una maggioranza, o meglio la Giunta e la maggioranza supina portano in Consiglio ciò che non è utile per la Sardegna oggi, non è utile, e lo sappiamo tutti che è così, perché non serve a niente questa agenzia. A rifare i conti dello Stato? Per meglio servirglieli? Va benissimo. Io preferirei contare quanti danari sono riuscito a portare come maggioranza e come Giunta dallo Stato centrale nelle istituzioni sarde e a migliorare quelle che sono le condizioni del popolo sardo, cosa che non abbiamo fatto, siamo riusciti solo a cancellare i ricorsi, solo per dire che avevamo cancellato i ricorsi e basta. Ma entrate vere non ce ne sono, e quando sarà il momento leggeremo anche quella che è la verità sulle entrate che si dichiarano e non ci sono, sul fatto che non si riesce a fare una politica seria per cui c'è la possibilità di creare sviluppo, occupazione, posti di lavoro. Su queste cose probabilmente il Presidente della Commissione dei trasporti non si rende conto di quante agevolazioni ha dato all'Assessore e alla politica regionale per essere nelle condizioni in cui siamo, così da non poter creare neanche un PIL superiore a quello che serve in una dannata condizione di favore, che è quello che in altri posti non va il turismo perché c'è quello che sappiamo e non è potuto venire neanche qui, e non dite che abbiamo preso molto turismo, perché se va analizzato capite bene che non è vero che abbiamo preso masse di turisti, abbiamo riempito come al solito, durante un determinato tempo estivo, ma non abbiamo creato quella possibilità di saltare che invece avremmo potuto avere se trasporti e l'insieme produttivo e, ripeto, per i danari che non ci arrivano, non ci sono arrivati e non siete capaci di far arrivare. Ma leggeremo molto più attentamente, e su questo l'agenzia delle entrate lo vedremo quanto vale e quanto sarà, se i conti della sanità che iniziano a saltare saranno coperti da quello che abbiamo incassato in più dallo Stato e quanto sarà e quali saranno i dati effettivi e veri nonostante fossero coperte sino ad oggi da califfati autonomi nelle agenzie regionali della sanità nelle ASL, ed io credo che inizieranno ad emergere tutte le porcherie, atti indegni e immorali che, vivaddio, io credo che sarà il caso di far leggere con attenzione a chi li ha procurati, perché su questo state tranquilli che non ci saranno sconti. È la stessa cosa come quando si fanno le cose che si sono fatte per Tossilo e non si è cambiata l'opportunità. L'Europa dice tasso zero, zona zero, qui invece si è fatto il contrario, e chi fa la differenziata, quella al 50 per cento differenziata, che costa ai cittadini farla, e che si fa pagare, va poi data nuovamente a Tossilo per poter essere bruciata, alle stesse condizioni di quella che è la raccolta non differenziata. Se c'è qualcuno che mi vuole smentire, che mi smentisca, io le dimostro il contrario e mi auguro che presto chi deve metterci mano ci metta mano, perché la disonestà non può colpire tutti.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). L'istituzione dell'Agenzia sarda entrate è senza dubbio un momento storico molto importante per gli obiettivi e principi della nostra Regione e per la nostra autonomia. La difesa, appunto, dell'autonomia finanziaria sancita dall'articolo 8 dello Statuto speciale della Regione Sardegna e il riconoscimento delle entrate di compartecipazione al gettito dei tributi erariali è senza dubbio un valido metodo per verificare e accertare i crediti che la Regione gode nei confronti dello Stato, e per poter quindi iniziare un dialogo e una collaborazione che consentirà alla Sardegna di ottenere tutte le risorse che vanta nei confronti dei creditori. Già dalle premesse, questa proposta di legge è evidentemente ricca di elementi che vanno a difendere l'autonomia regionale, che rivendicano una maggiore autonomia finanziaria per far fronte alle grandi vertenze economiche e sociali che caratterizzano la nostra Regione. La ASE è un progetto di legge che entra in Commissione un anno fa, e mai come oggi contiene aspetti di gravissima incertezza e di grande contrasto con gli obiettivi del referendum promosso dal Governo Renzi che, in base agli esiti del 4 dicembre, potranno decretare l'efficacia o il fallimento dell'agenzia in discussione. Presidente, questa legge in realtà è già fuori dei tempi, è una legge che è già vecchia prima di nascere. Infatti, come sappiamo, il referendum intende ridimensionare le autonomie delle regioni con la riforma del Titolo V della Costituzione, che andrà anche a rimodulare le competenze statali oggi sancite dall'articolo 117 della Costituzione. Con la discussione odierna maggioranza e opposizione, per la prima volta insieme con un coro unico, dichiarano la comune volontà di difendere l'autonomia della Sardegna, e quindi è palese che tutti il 4 dicembre voteremo no al referendum, perché se così non fosse, non ci sarebbe alcun senso di discutere questo testo. Sì, cari colleghi, questa legge in realtà è uno spot pubblicitario per il referendum, è uno spot per il no, dove finalmente vedo che anche la maggioranza è d'accordo in realtà a discutere questa legge e difendere anche la nostra autonomia, difendere le nostre peculiarità. Entrando nel merito della proposta nutro alcune perplessità circa l'articolo 3, quando si afferma ai commi 2 e 3 che la nascente ASE collaborerà con altri organismi statali, ovvero con l'attuale Equitalia, che ha tutti i connotati di una vera e propria associazione a delinquere, già esistente in Italia. Sono moltissimi infatti i casi di cittadini che non riuscendo a comunicare con l'ente nazionale, che impone piani di rientro da usurai, hanno portato al fallimento economico, sociale e spesso al decesso di numerose cittadine ed imprese; anche questa è una di quelle cose ormai arcinote, che sono sotto gli occhi di tutti. L'auspicio è che l'ASE potrà differire da Equitalia proprio nel rapporto tra privato e amministrazione, così come enunciato dall'articolo 8, quando istituisce il garante del contribuente, che dovrebbe proprio tutelare i privati a favore della riscossione dei crediti verso l'amministrazione regionale che sia sostenibile. In realtà anche qui non stiamo dicendo niente di nuovo, è quanto ha detto i giorni scorsi il presidente Renzi, quindi questa legge, per certi versi, è proprio entrata nel merito di quelli che sono i contenuti del referendum. Quest'ultimo elemento che attualmente non appare nel testo, può fare veramente la differenza a favore dei cittadini e del fragile tessuto imprenditoriale regionale, che vivono quotidianamente sfide economiche, soprattutto legate alla fiscalità, che rasentano il pareggio dei costi e ricavi, e che quindi influenzano in modo deciso le scelte di consumo e di investimento, a danno delle entrate regionali. La chicca dell'articolo 13 della dotazione organica, in realtà questa ve la potevate anche risparmiare, perché per la prima volta si parla, al comma 2, della selezione interna volontaria; questa è creativa, è un'altra vostra invenzione. Come può un dipendente pubblico da volontario chiedere di uscire da quello che è il suo Assessorato di appartenenza per entrare nell'ASE? Certo che può farlo, perché magari è in sofferenza in quell'Assessorato, ha insofferenza in quell'ufficio, quindi voi volete riempire l'ASE di persone che sono deluse e amareggiate del loro posto di lavoro, e quindi andrebbero a ricoprire quei ruoli così importanti, come peraltro specificati nella stessa legge. Ritengo, invece, che il vero obiettivo sia quello indicato al comma 4, dove parlate del reclutamento di personale esterno; quello è il vero obiettivo dell'ASE. Il vero obiettivo dell'ASE è quello in qualche modo di andare a colmare quel vuoto occupazionale che in questo momento c'è in Sardegna, creando modelli di sviluppo che sono appunto quello degli uffici pubblici; questo è il vero obiettivo. Quindi, la collaborazione con enti nazionali e con Equitalia rappresenta una grande preoccupazione per l'efficacia di questa legge, in quanto non c'è possibile attualmente prevedere se nasceranno sinergie tra diversi enti, volti allo snellimento e alla semplificazione delle procedure di accertamento e controllo, oppure se si tratta di un'inutile doppione per il cittadino, che vedrà raddoppiati gli stessi controlli, raddoppiate le pratiche e appesantirà tutta la burocrazia cui deve far fronte, con annessi ribalzi tra un ufficio e l'altro. In conclusione possiamo affermare che il testo oggi in discussione contiene elementi senza dubbio innovativi, misure oggi necessarie per la nostra Regione, ma che vengono inevitabilmente minacciati da un Governo accentratore, che mira ad un grave ed incostituzionale indebolimento delle autonomie regionali, che renderebbero vano e sprecato il tempo, che oggi stiamo utilizzando a danno dei nostri cittadini. Pertanto rinnovo l'appuntamento e l'invito del 4 dicembre per rivendicare la nostra specialità statutaria, la nostra autonomia economica e regionale, in difesa dei diritti dei sardi. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SEL). Io credo che in questi giorni che seguiranno avremo il tempo e l'occasione per poter far cambiare idea ai colleghi delle opposizioni. Il collega Carta ha parlato di legge indegna, o meglio, che è indegno considerare questa legge come la legge che istituisce l'agenzia sarda delle entrate. Credo che possa non essere così, e siccome anche in maggioranza, negli interventi che si sono succeduti, qualcuno o più di uno di noi ha rappresentato delle criticità sul testo che stiamo andando ad esaminare, io credo e ripeto che già l'assessore Paci ha dimostrato grande sensibilità e ha dato la sua disponibilità a valutare quelli che possono essere gli elementi che possono emendare, integrare, migliorare questa proposta, perché noi non vorremmo e non vogliamo licenziare una legge che non serva a niente, perché non è vero quello che ci dite che lo stiamo facendo per utilizzarla poi come spot elettorale, o meglio perché il Governo ce la impugni così possiamo dire che noi comunque ci abbiamo provato, ma il Governo ce l'ha impugnata. Io credo che nessun dispositivo legislativo che è uscito da questa Aula sia stato esitato con i voti della maggioranza solo per dimostrare che comunque qualcosa si stesse facendo e non per cercare di proporre soluzioni a quelli che sono i problemi, le esigenze, i bisogni dei cittadini della Sardegna. Ci stiamo provando anche con questa legge, ci stiamo provando e, ripeto, siamo assolutamente consci e certi che possiamo fare di più. Nessuno disconosce il fatto che il Governo e lo Stato non abbiano dato le risposte che dovevano dare, nessuno disconosce il fatto che sulla vertenza entrate non si siano avute le risposte che dal primo giorno che ci siamo insediati stiamo chiedendo, ma questo può essere uno strumento per elevare ancora di più il tono dello scontro con lo Stato, perché noi vorremmo davvero raggiungere la nostra autonomia, e dicevate bene che se non c'è autonomia finanziaria non ci può essere autonomia politica, e come siete consci voi di questo, lo siamo anche noi. Per questo ci vogliamo provare, e ripeto, non mi dilungo oltre, io credo che in questi giorni e in questa settimana, in cui probabilmente licenzieremo la legge, la legge che sarà licenziata probabilmente convincerà anche voi. Questo vuole essere sia un auspicio, un augurio, ma io che sono sempre per l'ottimismo non solo della volontà mi auguro che sia una certezza.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gianfranco Congiu. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Partito dei Sardi). A quanti in quest'Aula e al di fuori di questa Aula gridano all'inutilità di un percorso legislativo come quello che oggi stiamo mettendo in campo, gridano al fatto che non risponde a quelli che sono i bisogni della collettività sarda, a quanti coloro che dicono che il sistema messo in campo è un sistema sostanzialmente velleitario, fumoso, ma quando al Governo vi erano altre forze politiche, quando vi erano altri soggetti con in mano il pallino della programmazione, quando vi erano altri uomini che governavano le politiche di quest'Isola, qual era il livello di consapevolezza di questi problemi? In quali atti normativi si sono tradotti? Io sono d'accordo con Daniele Cocco quando va a dire: "Stiamo provando". È questa la filosofia di questo Governo che per primo si prende sulle spalle un fardello, un fardello che peraltro non ha origine dietro un dibattito accademico, un fardello che ha un respiro sociale che non va dimenticato, un respiro sociale fatto di raccolte di firme, di 31 mila cittadini sardi che hanno messo una firma affinché si verificasse quello che oggi si sta verificando, consigli comunali che hanno deliberato, consigli provinciali, c'è un respiro sociale dietro questa legge che non consente a nessuno di diluirla nel dileggio perché dietro c'è un dibattito sui diritti. Possiamo ragionare sul fatto che la tecnica legislativa sia imperfetta, non v'è dubbio, sul fatto che gli strumenti possono essere perfettibili, certamente, siamo qui per questo, ma alla base c'è un diritto. Il merito di questa legge è di ragionare attorno a un diritto di un popolo a sedersi con la stessa dignità di coloro che fino ad oggi hanno imposto a quest'Isola dei conteggi e dei trasferimenti solo ed esclusivamente per graziosa concessione.

Qual è l'utilità pratica di un'agenzia sarda delle entrate? La faccio molto semplice, Presidente e consiglieri, rispondere a due interrogativi che stanno dietro due avverbi: quanto e quando. Quanto ci spetta e quando viene erogato. Questa è la vertenza entrate. Quanto ci spetta e quando viene erogato. Da qui discende la certezza nella programmazione, la certezza nelle entrate, la fluidità dei flussi, eccetera, eccetera. Quanto ci spetta. Sono orgoglioso di partecipare ad un dibattito che metterà in campo un organismo paritetico capace di sedersi con un Ministero dell'economia e di incrociare i dati. Sembra di essere all'ABC della politica delle entrate, ma questo è quello che è accaduto in questa terra negli ultimi settant'anni, la negazione dell'ABC. Mettiamo in campo uno strumento che ci consentirà di monitorare i flussi con una cadenza quotidiana, ci inseriamo in una cornice normativa che attua oggi l'articolo 8 dello Statuto e che certifica l'inversione dei flussi. Ci stiamo avvicinando a uno scatto di reni in termini di orgoglio che merita un approccio certamente più consapevole da parte mia soprattutto, ma di tutti, affinché escano fuori quegli argomenti capaci di dare effettiva risposta ai bisogni di questa terra che sono principalmente la precondizione del sapere quanto mi spetta e quando mi viene erogato, perché non reputo intelligente continuare ad accettare un Su connottu che è fatto di trasferimenti secondo quello che io calcolo e quando soprattutto ti consento di introitati e non trovo giusto che la Sardegna sia l'unica Regione ad avere fatto e messo in campo in questi anni una rivendicazione così forte. A tutto questo mi serve l'Agenzia sarda delle entrate, per affermare un principio, quello insito nell'articolo 8, per dare gambe a un'inversione di flussi e per essere finalmente un po' più orgogliosi anche su questo argomento così spinoso che ci sta portando a fare uno slalom su norme che secondo come impatti è un attimo farti travolgere dalle questioni di legittimità costituzionale. È un momento importante sul quale penso che tutti noi dobbiamo dare un contributo affinché si licenzi una legge utile.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Presidente, senza abusare del tempo perché ci sono lavoratori che attendono sotto il palazzo, mi verrebbe facile, collega Congiu, risponderle che se il vostro leader nelle scorse legislature non l'ha presentata una proposta di questo genere e di questa portata, probabilmente, conoscendo la sua intelligenza e serietà, qualche problema sicuramente se lo sarà posto. Non vi nascondo che continuo a pensare che ci sia troppa fretta. Troppa fretta non significa portare il problema alle calende greche, significa però avere assoluta considerazione da un lato di quel comitato di iniziativa popolare che ha presentato una proposta seria, coraggiosa, questa sì che ha anche una valenza sul piano identitario, argomenti tanto cari anche ad alcune forze politiche di maggioranza, perché non si limita solo all'accertamento, ma addirittura poneva il problema della disciplina del servizio di riscossione dei tributi e delle altre entrate della Regione autonoma della Sardegna. C'era un'altra proposta di legge, ugualmente meritevole di essere - come ci ha ricordato il collega Solinas Christian poc'anzi - quanto meno considerata. Quando io leggo testo unificato, ma vi siete unificati che cosa? Vi siete unificati il testo della Giunta regionale e parte probabilmente della proposta di legge d'iniziativa popolare, no, ma del disegno di legge 246, perché poi con i numeri qui non si capisce bene e della 187 che è l'istituzione dell'agenzia sarda delle entrate. Avete completamente voluto evitare che si potesse fare un approfondimento a 360 gradi, che la materia venisse portata all'attenzione dell'Aula in tutta la sua portata e non solo ed esclusivamente una parte che sarà anche significativa, non lo metto in dubbio, però non mi pare una riforma come la esalta qualcuno che leggo: "Attivisti e amici mi segnalano dichiarazioni maldestre da parte di nostri alleati sull'Agenzia sarda delle entrate. Le ho lette. La qualità delle affermazioni a volte è così povera, contraddittoria e strumentale che verrebbe ovviamente da rispondere duramente, ma non lo farò". Lo diceva venerdì alle 12 e 23 il segretario del partito vostro dei sovranisti che se non fosse anche Capo di gabinetto mi chiedo se nelle ore di lavoro svolge il lavoro di segretario o svolge le funzioni di Capo di gabinetto perché poi basta guardare Facebook anche questo pomeriggio, poco fa, che si permette un Capo di gabinetto nell'esercizio della sua funzione di commentare anche con delle allusioni sul lavoro di questo Consiglio regionale e di quello che dicono qua! Da segretario può dire e può fare quello che vuole, non lo può fare da Capo di gabinetto nell'orario di servizio, va bene? Diteglielo che non lo può fare nell'orario di servizio,sono documentati gli orari delle dichiarazioni, d'accordo? E allora tornando al merito del problema perché qua tutti salgono in cattedra per dire cosa si deve fare e cosa non si deve fare, ho detto che è un'occasione mancata questa sì, perché poteva essere davvero un momento di un confronto che avete voluto innanzitutto respingere. L'idea stessa del confronto l'avete voluta respingere perché nel momento in cui noi vi abbiamo proposto di fermarvi siete voluti andare avanti e allora andate avanti se questa vi sembra la soluzione ad un problema, al problema del merito, al problema cioè relativo ai tributi, alla qualità dei tributi, alla quantità dei tributi, se non era questo il momento per affrontare alcune questioni che sono non di metodo ma di sostanza, voi relegate a tabù il merito delle questioni. Avremmo voluto sentire parlare in quest'occasione di fiscalità di vantaggio, parlare della necessità di alleggerire il sistema produttivo sardo e le famiglie di quella addizionale IRPEF ed IRAP che avete inopinatamente aumentato, avremmo voluto cioè capire in un quadro generale qual è la filosofia e gli obiettivi soprattutto che volete perseguire. E allora ecco perché, Assessore, a noi pare anche di dubbia serietà la norma che i miei colleghi hanno richiamato e hanno fortemente richiamato per quanto riguarda l'aspetto relativo alla necessità di intruppare con, ricordo esattamente come li chiamate, un contingente in aggiunta di soggetti che dovrebbero in qualche modo, per non sbagliarmi leggo testualmente: "per l'esercizio delle funzioni di studio e di ricerca", quindi state aprendo questo fronte ampio, "L'ASE può stipulare contratti di diritto privato con esperti, di collaborazione e convenzioni con società, enti qualificati e università".

Ecco dove siete voluti andare a parare, ecco dove volete andare a parare. E' serietà questa?

Noi su questo domani vi terremo inchiodati in quest'Aula perché vi ricorderemo sempre il quinto comma dell'articolo 13 che è un'autentica vergogna e vi spiegheremo nel dettaglio, perché ho preso l'impegno con i lavoratori che hanno necessità di essere ricevuti e di tornare a casa nei loro territori e la finisco qua per stasera, ma questa vi assicuro è un'autentica vergogna. Sul merito del provvedimento avremo altro da dire sulle parti che possiamo anche condividere, non è questo il problema, è il problema delle storture che avete inopinatamente introdotto creando delle forzature che vanno sicuramente espunte e su questo noi lavoreremo.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signore consigliere e signori consiglieri, oggi discutiamo dell'Agenzia sarda delle entrate, non stiamo discutendo della vertenza entrate, non stiamo discutendo degli accantonamenti, non stiamo discutendo dell'equità fiscale, non stiamo discutendo di un sacco di cose che sono rilevanti.

Spesso io penso che in Italia ci sia questa tendenza a quello che si chiama il benaltrismo, sono ben altri problemi, sono ben altri i problemi. Non c'è dubbio, siamo pieni di problemi, da sola questa legge non fa certo diminuire il tasso di disoccupazione, quello è un problema. Da sola questa legge non fa aumentare la ricchezza dei nostri cittadini o ridurre la povertà, non c'è dubbio, e quelli sono i problemi. Però questo continuare a dire che se si fa una legge bisogna guardare ad altro è un gioco sinceramente che non mi interessa, il benaltrismo italiano. Poi c'è qualcuno che dice che l'ottimo è il nemico del bene, io dico con molta tranquillità, non mi sentirete mai uscire da quest'Aula e fare i proclami: "Ah abbiamo fatto…" No, abbiamo fatto un pezzo, io ho apprezzato le frasi dell'onorevole Anedda, ha detto: "Non è una rivoluzione, è un passo avanti, non è una rivoluzione". Allora il punto è: noi dobbiamo fare passi in avanti, li facciamo con questa legge e poi entrerò nel merito, li abbiamo fatti con la chiusura della vertenza entrate e l'approvazione delle norme di attuazione. Poi si possono avere le idee che si vuole, si poteva chiudere meglio o diversamente, però io so che l'abbiamo chiusa portando a casa esattamente tutti i punti che la precedente legislatura aveva cercato di portare a casa, ovverosia l'IRES maturata, i redditi di capitale, i giochi, tutto ciò che non era stato riconosciuto siamo riusciti ad ottenerlo. E adesso siamo esattamente nel punto cruciale delle tecnicalità di calcolo perché fatevelo dire dall'Assessore del bilancio, una volta scritte le norme di attuazione quasi non abbiamo ottenuto nulla, prendetelo tra virgolette, nel senso che è facile dire come calcoli l'IRES maturata, c'è scritto nelle norme di attuazione, ma come calcoli i redditi da capitale maturati altrove è un tema estremamente complicato tanto è vero che nelle norme di attuazione c'è scritto che servirà un decreto e ci stiamo lavorando insieme al MEF per la scrittura. Bene, per capire che cosa serve nei capitoli dello Stato che ce ne sono decine che riguardano questi articoli, abbiamo bisogno di una struttura specializzata, questo è il tema. Allora qua io ho sentito dire: "Ma ci sono già le persone, perché non usate le persone che avete", la legge parla chiaro, c'è scritto che l'agenzia sarà costituita in prima ipotesi con le persone già esistenti, la copertura finanziaria che noi stiamo mettendo è una copertura potenziale perché così le leggi devono essere fatte, però c'è scritto con chiarezza che per prima cosa faremo la mobilità.

Esiste questo personale specializzato in Regione? Bene, lo cercheremo, e cercheremo di fare la mobilità. Se non esiste e io ritengo che esiste solo parzialmente, noi abbiamo bisogno di personale specializzato e in questo momento non lo abbiamo e ve lo sta dicendo con estrema sincerità l'Assessore del bilancio. Io ho difficoltà a contrappormi al MEF nel calcolo preciso delle nostre spettanze, nel controllo preciso delle nostre spettanze, questo è il primo compito dell'agenzia sarda delle entrate ed è scritto con estrema chiarezza, ed è scritto poi cosa dovremmo fare come osservatorio, ed è scritto il ruolo che questa agenzia può avere di supporto agli enti locali che è un altro tema di grande importanza. Allora non è un centro studi e non è neanche la rivoluzione del sistema, è un ulteriore passo che questa coalizione, ma io ho apprezzato l'intervento dell'onorevole Busia che dice: "Ma questa non è una battaglia di qualcuno", guardate qua nessuno si mette il gagliardetto, le bandierine, poi per carità, ogni partito e ogni sensibilità, ogni consigliere è libero di dire il contributo che ha dato, però questo è un punto importante, non una rivoluzione, è un punto importante nella costruzione di quell'autonomia, di quel controllo sulle finanze che penso che quest'aula sia totalmente d'accordo che noi dobbiamo avere. Costa qualcosa se non abbiamo le professionalità, e allora penso che siamo tutti d'accordo se mi serve un avvocato tributarista, se mi serve un esperto in conti pubblici perché non ce lo abbiamo, bene l'agenzia servirà a farlo entrare. Sono sicuro per l'esperienza che ho avuto in questi due anni che questa agenzia ci permetterà non di cambiare lo Statuto, perché lo Statuto è quello che è, ma certamente di avere un'istituzione locale che si può contrapporre pienamente al Ministero delle finanze. E queste sono le cose certe che ci sono e sono importanti. Non trascurate per esempio il rapporto con gli enti locali che è ben normato. Dopodiché la legge prevede anche alcune prospettive future, ma le scrive in modo tale che siano legittime. Perché io potrei anche scrivere "da domani facciamo la riscossione", peccato non è possibile. Posso scrivere "da domani facciamo l'accertamento fiscale", peccato non è possibile. Se lo vogliamo fare lo facciamo, la legge viene impugnata tra un mese e finita lì, e invece no siccome noi vogliamo tendere verso quel risultato abbiamo scritto le norme, ma c'è ancora tempo per limare e per trovare gli accordi, perché questa sia una prospettiva alla quale si tende, perché penso che sia una cosa importante. Alcune di queste cose, oggi è stato toccato il tema del riversamento diretto, bene ve lo dico, stiamo lavorando all'attuazione dell'articolo 2 delle norme di attuazione che prevede per il riversamento diretto un decreto del Ministero delle finanze. Siamo già alla prima bozza che si basa ovviamente sull'esperienza del Trentino e del Friuli, e io prendo l'impegno in quest'Aula che noi probabilmente a metà del 2017 avremo il riversamento diretto. Cioè otteniamo un risultato storico, fondamentale, in cui effettivamente quotidianamente la Regione Sardegna, senza passaggi inutili a Roma, otterrà quello che le spetta dal punto di vista dello Statuto. Questo è un risultato che otteniamo e che è già comunque previsto come prospettiva in questa legge. È stato toccato il tema di Equitalia, vorrei qui essere molto chiaro, questa legge è perfettamente compatibile con l'eventuale cancellazione di Eqiutalia perché l'articolo 3 parla di rapporti che a legislazione vigente devono essere fatti con l'amministrazione statale per normare l'aspetto della riscossione. Quindi non ci sarà più Equitalia, bene, noi tratteremo e vedremo cosa la Regione può fare per i propri tributi. Ma ricordo che Equitalia non c'è più già per i Comuni dalla fine di quest'anno, e quindi la legge prevede un valido supporto come centrale di committenza per i Comuni. Quindi chiudo dicendo abbiamo ancora tempo per fare alcune limature, anche per accogliere eventuali suggerimenti migliorativi che l'opposizione può fare, questa non è una legge bandierina, questo è un pezzo importante, un altro passo avanti verso l'ottenimento di quel controllo fiscale che io penso sia essenziale e sia molto importante per la nostra Regione.

PRESIDENTE. Grazie. Dichiaro chiusa la discussione generale. Prima di mettere in votazione il passaggio all'esame degli articoli propongo la scadenza per la presentazione degli emendamenti a domani, alle ore 12 e 30, con riunione della Commissione alle ore 15 e alle ore 16 Aula.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Presidente, le chiedo come mai deroghiamo al fatto che chiusa la discussione non si passi alla votazione. Vorrei capire. Eh, votiamo sì, ma dopo che si vota non si presentano gli emendamenti, cioè sia chiaro, perché il problema è che vorrei capire la presentazione degli emendamenti domani alle 12 e 30. Tutto qua! Perché non è stato concordato da nessuna parte.

PRESIDENTE. È stato fatto in diverse occasioni e mi è stato chiesto da parte di alcuni gruppi che…

PITTALIS PIETRO (FI). A me non è stato detto nulla!

PRESIDENTE. No, ma io sto proponendo adesso all'Assemblea prima di andare alla votazione del passaggio all'esame degli articoli, se siamo d'accordo, per domani sino alle 12 e 30 possono essere presentati gli emendamenti, alle 15 si riunisce la Commissione, e alle 16 siamo in Aula per i lavori.

PITTALIS PIETRO (FI). Mi scusi, Presidente, ma ho necessità di consultarmi con i colleghi.

PRESIDENTE. Allora sospendiamo un attimino la seduta per verificare questa ipotesi.

(La seduta, sospesa alle ore 19 e 15, viene ripresa alle ore 19 e 40.)

PRESIDENTE. La Conferenza dei Capigruppo ha deciso che si vota il passaggio agli articoli adesso e che il termine ultimo per la presentazione degli emendamenti è domani alle ore 16. A questo punto la Commissione si riunirà alle ore 17 nell'aula riprenderà alle ore 18.

PITTALIS PIETRO (FI). Chiedo il voto elettronico.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale del passaggio all'esame degli articoli.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio approva).

PRESIDENTE. Il Consiglio è convocato domani alle ore 18.

La seduta è tolta alle ore 19 e 41.



Allegati seduta