Seduta n.196 del 11/10/2016 

CXCVI Seduta

(ANTIMERIDIANA)

Martedì 11 ottobre 2016

Presidenza del Presidente Gianfranco GANAU

La seduta è aperta alle ore 10 e 46.

PIZZUTO LUCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 28 settembre 2016 (192), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Marcello Orrù, Alessandro Unali e Mario Tendas hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana dell'11 ottobre 2016.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che, vista l'ordinanza del Giudice per le indagini Preliminari del Tribunale di Oristano n.45/14 RGNR e n.1254/14 GIP, è venuta meno la causa di sospensione dalla carica di consigliere regionale di Antonello Peru il quale, pertanto, a far data dal giorno 3 ottobre 2016 è reintegrato nella medesima carica ai sensi dell'art. 8, comma 5, del Decreto legislativo n. 235 del 2012. Conseguentemente, dalla medesima data, cessano le funzioni di supplenza di Giancarlo Carta.

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le proposte di legge numero 367, 368.

Annunzio di presentazione di proposta di legge nazionale

PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la proposta di legge numero 14.

Risposta scritta a interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle interrogazioni numero 808, 818, 847.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

PIZZUTO LUCA, Segretario:

Sono state presentate le interrogazioni numero 862, 863, 864, 865, 866, 867, 868, 869, 870.

Annunzio di interpellanza

PRESIDENTE. Si dia annunzio della interpellanza pervenuta alla Presidenza.

PIZZUTO LUCA, Segretario:

È stata presentata l'interpellanza numero 250.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Presidente, ho, nell'ultima Conferenza dei Capigruppo, consegnato ai colleghi Capigruppo una bozza di un testo di legge sulla ricapitalizzazione del capitale sociale della Società aeroportuale di Alghero. Le chiederei, se fosse possibile, anche a conclusione dei lavori, una Conferenza dei Capigruppo per capire le determinazioni da parte dei colleghi, se accedono all'ipotesi della procedura accelerata ai sensi dell'articolo 102 del regolamento.

PRESIDENTE. Sì, sarà mia cura convocare la Conferenza dei Capigruppo al termine della seduta consiliare.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Norme sulla qualità della regolazione e di semplificazione dei procedimenti amministrativi". (254/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno numero 254/A della Giunta regionale: "Norme sulla qualità della regolazione e di semplificazione dei procedimenti amministrativi".

Passiamo all'esame dell'articolo 1:

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1:

Parte I

Parte generale

Titolo I

Norme generali e programmazione delle attività di semplificazione

Capo I

Disposizioni generali

Art. 1

Finalità e obiettivi

1. La presente legge, al fine di ridurre i costi e gli oneri amministrativi gravanti sui cittadini e sulle imprese:

a) stabilisce le regole generali relative alla programmazione delle attività di semplificazione normativa ed amministrativa;

b) individua e disciplina gli strumenti attribuiti alla Giunta regionale per il miglioramento della qualità della regolazione, presupposto necessario per assicurare maggiore trasparenza nella formazione degli atti normativi e per garantire una reale semplificazione dell'ordinamento giuridico regionale;

c) stabilisce norme generali sui procedimenti amministrativi in modo da ridurre le fasi procedimentali non necessarie ed i tempi di conclusione dei procedimenti;

d) istituisce e disciplina lo Sportello unico per le attività produttive e per l'attività edilizia (SUAPE), in modo da attribuire ad un ufficio unico sia le competenze esercitate dallo Sportello unico per le attività produttive (SUAP), sia le competenze relative all'edilizia privata;

e) stabilisce le misure di semplificazione per le procedure amministrative settoriali più onerose per i cittadini e le imprese.)

PRESIDENTE. Poiché non ci sono iscritti a parlare, metto in votazione l'articolo 1.

PITTALIS PIETRO (FI). Chiedo il voto elettronico.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 3.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3:

Art. 3

Legge regionale annuale di semplificazione

1. La Giunta regionale, su proposta dell'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione, presenta annualmente, entro il mese di settembre, un disegno di legge di semplificazione normativa ed amministrativa finalizzato a dare attuazione agli obiettivi stabiliti dall'articolo 1.)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Questa norma, per la verità, ci pare inutile, Assessore, se non addirittura crea nel sistema un appesantimento davvero non richiesto. Si dice che: "La Giunta regionale, su proposta dell'Assessore degli affari generali, presenta annualmente, entro il mese di settembre, un disegno di legge di semplificazione normativa ed amministrativa finalizzato a dare attuazione agli obiettivi stabiliti dall'articolo 1". Stiamo discorrendo di un testo che dovrebbe già di per sé prevedere la semplificazione, qui si sta imponendo una sorta di onere alla Giunta regionale che annualmente deve presentare un testo di legge per semplificare, ma è un complicarsi la vita. O sto interpretando male io la ratio della norma, altrimenti mi chiedo di cosa stiamo discutendo. Inserire in legge un qualcosa di questo genere mi pare anche limitare quello che è l'esercizio poi dell'attività legislativa che non è in capo alla Giunta regionale ma che è in capo al Consiglio regionale. Io lo sottopongo anche ai colleghi un po' distratti del Consiglio regionale di questa Assemblea, per quel poco di contributo che da questi banchi può venire per cercare di migliorare il testo, Assessore, riflettete sull'utilità di una norma di questa natura. Avremmo capito se la Giunta regionale si pone l'obiettivo di dare attuazione con regolamenti, atti di natura amministrativa, ma addirittura prevedendo in legge l'iniziativa legislativa ogni anno per proporre l'attuazione sulla semplificazione, di cosa stiamo parlando? Veramente mi riesce difficile, Assessore, sul piano dei contenuti, capire esattamente il senso di questa disposizione.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Ignazio Locci. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Presidente, effettivamente questa è materia fortemente delicata, oltre che capiamo tutti complessa, però la logica solita del piano, la logica della legge regionale annuale, quasi richiamandoci come se ci fosse una mutuazione della legge comunitaria nazionale e quindi come se la Regione tutti gli anni dovesse tener conto di ipotesi di semplificazione che magari vengono dalla legislazione nazionale, anche perché visto e considerato che abbiamo scelto di non forzare e di non ampliare la sfera della semplificazione della legislazione regionale, credo che qualche volta sia più saggio in questa materia non toccare nulla e sarebbe già abbastanza e avanzato, oltreché moderno, riuscire ad applicare in maniera ferma e univoca la legislazione nazionale. Fino a oggi in buona sostanza in Sardegna si è applicata alla bisogna una vecchia norma insieme mischiandola con la legge nazionale 241 del 1990 creando una serie di complicazioni e di confusioni in capo a chi, guarda caso sempre il cittadino e l'impresa, rispetto alla pubblica amministrazione ha dovuto soffrire di meccanismi mentali propri dei funzionari e dei dirigenti pubblici che devono sempre in qualche modo trovare la soluzione migliore per l'ufficio e per l'istituzione, invece sempre più complessa e complicata per i cittadini. Questa è una di quelle norme che peraltro risulterà essere una semplice enunciazione, io credo che difficilmente il Consiglio regionale della Sardegna riuscirà tutti gli anni ad adeguare un ipotetico e fantasioso piano della semplificazione o addirittura a dover aggiornare la legge sulla semplificazione. Queste sono norme e sono materie che non si cambiano da un mese all'altro, da un anno all'altro come se fosse la legge finanziaria, queste sono norme che devono essere di facile lettura, soprattutto di facile applicazione ed è per questo che qualche volta sarebbe meglio non impegnarci e non esercitarci in prove di formazione di leggi che invece hanno una loro storia e una loro stabilità nel quadro di riferimento nazionale. Questo non significa, a mio parere, rinunciare alle nostre prerogative, ma significa in qualche modo dare certezza e tranquillità a chi deve da una parte applicare e dall'altra avere certezza delle norme in vigore ma che siano in vigore in tutto il territorio nazionale. Proviamo un po' a metterci nei panni dell'impresa o del cittadino che non ha i piedi in Sardegna, ma viene in Sardegna a doversi approcciare con la pubblica amministrazione regionale, con la macchina regionale, con un quadro normativo totalmente diverso rispetto a quello che accade in tutta Italia. Noi abbiamo dato prova soprattutto del procedimento amministrativo che sottende all'edilizia e all'impresa di avere sistemi talvolta totalmente diversi, ma molto più complicati rispetto a quello che magari avveniva in Lombardia o in Toscana o in Emilia-Romagna. Poi mi rendo conto che è anche un problema di atteggiamento della nostra macchina amministrativa, ma dobbiamo fare uno sforzo in ogni caso di provare non dico a rieducare ma a riformare la sensibilità dei nostri dirigenti e funzionari, ma dobbiamo anche noi come legislatori regionali entrare nell'ordine di idee che talvolta per non complicare le cose è meglio non affrontare il tema dal nostro punto di vista del diritto regionale, ma magari provare a calarci esclusivamente su quello nazionale. La legge 241 del 1990 appare a tutti una buona norma, ormai entrata nella nostra quotidianità, nella quotidianità di chi si rapporta con la pubblica amministrazione, non ci pare appunto il caso di dover affrontare questo tema in maniera...

PRESIDENTE. Onorevole Locci, il tempo a sua disposizione è terminato.

Metto in votazione l'articolo 3.

Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Demontis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEMONTIS SALVATORE (PD). Presidente, intanto la legge di semplificazione è questa, non si rinvia a leggi annuali di semplificazione intendendo che con questa non si fa la semplificazione, ma evidentemente fra la semplificazione vi è anche la riduzione del numero di leggi e quando si vanno ad abrogare delle leggi occorre valutare l'incidenza sull'ordinamento giuridico vigente, sia regionale che nazionale, se vogliamo anche europeo, per cui occorre evidentemente del tempo. L'appuntamento annuale ha esattamente questa valenza. Si tratta di continuare a semplificare valutando con attenzione le leggi che vengono abrogate, piuttosto che invece abrogarle tutte in un'unica legge come quella che stiamo esaminando, ma già da oggi 390 vengono cancellate. Siamo stati attenti invece alla competenza del Consiglio e i colleghi potranno notare che abbiamo suggerito alla Giunta di stralciare il piano triennale per la semplificazione nell'agenda normativa e anche alla sessione annuale per la semplificazione e legge regionale annuale e semplificazione perché ritenevamo e riteniamo che siano competenza del Consiglio e non invece competenza della Giunta.

Detto questo esprimo il mio voto favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Il mio voto sarà contrario. La Commissione è riuscita a iniziare a semplificare e ad asciugare il disegno di legge laddove il disegno di legge invece andava bene. La semplificazione non è soltanto un processo normativo o amministrativo, badate bene, la semplificazione è un processo culturale e a questo processo culturale deve partecipare a pieno titolo il Consiglio regionale e allora abbiamo salutato con grande favore una sessione nella quale il Consiglio regionale potesse discutere di semplificazione, nella quale il Consiglio regionale potesse discutere di stato dell'arte in materia di regolazione dell'attività amministrativa e di semplificazione, ebbene così non è. Notiamo che la Commissione piuttosto che semplificare intende asciugare e noi non siamo assolutamente d'accordo, ci sembra un modo frettoloso di focalizzare l'attenzione su un problema così ampio, su un problema che se risolto va a incidere in modo positivo sull'incisività, sull'economicità, sull'efficacia e sull'efficienza dell'azione amministrativa. Azione amministrativa che oggi in Sardegna, come nel resto dell'Italia è sbilenca, è inefficace, è insufficiente, è a volte o molto spesso o troppo spesso o quasi sempre deplorevole, vediamo dei procedimenti amministrativi che incedono in modo incerto, vediamo dei procedimenti amministrativi che incedono in modo obliquo, vorrei contribuire a semplificare i lavori del Consiglio se è possibile chiedendo un attimo di attenzione così vado a concludere… dicevo che i procedimenti amministrativi in Italia nel nostro ordinamento sono magari normati in modo coerente con le esigenze della pubblica amministrazione e della collettività su cui questi procedimenti debbono incidere, però al di là della normazione sufficiente manca quella forza culturale che noi dobbiamo cercare di imprimere a questa riforma e a tutte le riforme in materia di PA, di pubblica amministrazione, così facendo la Commissione invece sta slegando dalla possibilità di evoluzioni culturali questa normativa che ripeto…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Deve essere intesa una cosa, che non è assolutamente nella nostra posizione una posizione di ignoranza rispetto a quello che avviene sul quadro comunitario e su quello che altre regioni già da un po' hanno iniziato a fare rispetto al processo di semplificazione, qualcuno addirittura si è spinto verso la delegificazione in parte. Quindi dico, oggi ci proponete una norma secondo cui la Giunta tutti gli anni dovrà fare un disegno di legge per ridurre e per semplificare la mole di norme che sono nel nostro ordinamento regionale. Noi riteniamo che difficilmente quest'opera si possa fare con gli strumenti dati, con gli strumenti a disposizione non solo del Consiglio, non ne parliamo, ma della Giunta regionale e dell'amministrazione regionale ancor di più. Perché c'è un impegno quotidiano rispetto all'assolvimento delle contingenze che difficilmente possono contemperarsi con l'esigenza che c'è forse di approfondimento di questi temi e anche di approfondimento della materia della semplificazione. Ci pare invece che con questa proposta ci sia in qualche modo un po' uno scimmiottamento di quello che sta avvenendo in qualche altra regione, magari la Campania, magari altre tradizioni più lontane come la Toscana che ha affrontato qualche anno fa questo tema mentre noi non vogliamo affrontare il tema dell'ammodernamento di questa macchina regionale che invece è molto più urgente e stringente rispetto a una proposta di legge annuale di semplificazione che siamo certi non arriverà certamente così nei tempi e nei modi che state proponendo in questa proposta di legge.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Gaia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GAIA ANTONIO (Cristiano Popolari Socialisti). Colgo l'occasione perché non ho potuto farlo il giorno della discussione generale, per annunciare il mio voto favorevole non solo per l'articolo in discussione ma per l'intero testo della legge. Però voglio fare alcune precisazioni proprio in merito a questo articolo e nel fare i miei personali complimenti e penso anche a nome del Gruppo che rappresento e agli Assessori che si sono prodigati, finalmente dico io, per proporre una proposta di questo tipo, chiedo se è possibile per migliorare la formulazione di questo articolo, la sospensione per cinque minuti perché ritengo che attribuire competenze alla Giunta che invece sono a mio modesto avviso competenze del Consiglio e quindi riproporre eventualmente la proposizione iniziale, non sarebbe male nell'interesse di quest'Aula e colgo anche l'occasione per ricordare, l'ho già detto in sede privata all'assessore Piras, lo ribadisco in quest'Aula, che è opportuno altresì che vi sia una circolare esplicativa in merito soprattutto all'elenco dei beni sottoposti a vincolo e l'ho già detto forse anche all'Assessore degli affari generali, perché altrimenti si rischia che nei casi pratici vi siano delle discrepanze interpretative fra chi come i comuni rilasciano le autorizzazioni SUAP e poi però c'è il SAVI che invece dice che alcuni beni, parlo di fiumi o di torrenti sono sottoposti a vincolo per il semplice fatto che sono indicati nella cartografia del PPR ma non inseriti nel regio decreto del 1933. E allora onde evitare queste discrasie, queste contraddizioni, sarebbe opportuna una circolare in maniera tale che gli uffici e gli enti locali sappiano quali sono con esattezza i beni sottoposti a vincolo e quali no, altrimenti si incorrono come al solito in procedimenti penali e ricorsi amministrativi. Insisto nel chiedere la sospensione, se è possibile e me lo auguro, per trovare una condivisione sulla rielaborazione dell'articolo 3.

PRESIDENTE. Se non vi sono opposizioni, sospendo la seduta per 10 minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 14, viene ripresa alle ore 11 e 22.)

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta.

Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Demontis, relatore. Ne ha facoltà.

DEMONTIS SALVATORE (PD), relatore. Sì, Presidente, per proporre un emendamento orale al Consiglio all'articolo 3, perché probabilmente non è chiara la formulazione attuale, o comunque per chiarirla ancora meglio, e l''emendamento sarebbe questo, laddove l'articolo recita "un disegno di legge…", diventerebbe: "un disegno di legge per l'aggiornamento della legge di semplificazione normativa ed amministrativa…", ed è il senso di ciò che ci diceva precedentemente, ossia ogni anno non si intende fare una nuova legge, la legge è questa, ogni anno si intende aggiornare questa legge. Quindi l'emendamento sarebbe questo.

PRESIDENTE. Quindi l'emendamento orale sarebbe: "…per l'aggiornamento della legge di semplificazione normativa ed amministrativa…". Chiedo se ci sono osservazioni? Quindi l'emendamento orale non è accolto. Allora metto in votazione l'articolo 3, così come formulato.

PITTALIS PIETRO (FI). Voto elettronico.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 3.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 4.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 4:

Titolo II

Strumenti per il miglioramento della qualità della regolazione e per la partecipazione democratica

Capo I

Strumenti per il miglioramento della qualità della regolazione e per la partecipazione democratica

Art. 4

Strumenti per il miglioramento
della qualità della regolazione

1. La Giunta regionale, al fine di conseguire il miglioramento della qualità della regolazione per gli atti di propria competenza, si avvale dei seguenti strumenti e metodi:

a) disegno di legge regionale per la riduzione del numero di leggi;

b) chiarezza della formulazione dei testi normativi e rispetto delle regole di tecnica legislativa;

c) testi unici;

d) analisi tecnico-normativa (ATN);

e) analisi di impatto della regolazione (AIR).

2. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge la Giunta regionale adotta gli atti amministrativi e organizzativi necessari per dare integrale e piena attuazione alle disposizioni contenute nel presente titolo.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Presidente, ma sulla questione degli strumenti per il miglioramento della qualità della regolazione normativa io ci terrei a dire intanto che sarebbe già tanto che si riuscisse ad avere le relazioni che sono previste obbligatoriamente anche sulla questione delle coperture finanziarie, a cui lei tra l'altro ha anche risposto a delle note della Corte dei conti, sezione controllo, che facevano l'appunto al Consiglio regionale, ma in particolare alla Giunta che non riesce mai a dare il documento tecnico che spiega con precisione qual è l'iter logico seguito per spiegare la copertura finanziaria della legge, noi ad oggi ancora raramente ci siamo riusciti, il caso forse migliore è quello sulla legge che ha modificato l'Agenzia regionale per il lavoro, ma per il resto nulla.

Questione testi unici. La questione sui testi unici lasciarla in mano alla proposta della Giunta regionale, così in questa proposta, quando probabilmente nell'opera di asciugamento della grande mole di leggi forse ruolo del Consiglio regionale dovrebbe essere preponderante. Non dovrebbe essere la Giunta, quando si occupa di miglioramento della qualità normativa, a prevedere la formazione di norme, quindi semplificazione, asciugamento, con i testi unici. Questa dovrebbe essere una delle competenze, o meglio una delle caratteristiche della nostra potestà legislativa, cosa che invece noi non vogliamo evidentemente fare, ma soprattutto rinunciamo ad esercitare questa facoltà, e anche questo approfondimento.

Sulla questione dell'analisi tecnico normativa, dell'analisi di impatto di regolazione, sì, stiamo a vedere, perché oltre l'enunciazione, anche se esistono già delle norme che in qualche modo regolano la redazione di questi documenti, anche a livello nazionale, per noi questo sarebbe un salto di qualità, e bisogna capire con quali strumenti il Consiglio regionale sarà in grado di costruirle, ma soprattutto di comprendere anche quale nesso logico ci sia tra le proposte della Giunta e le modifiche che questa vuole proporre la sua legittima iniziativa di proposta di legge, perché da quello che abbiamo potuto vedere, mi richiamo all'esempio che ho fatto all'inizio del mio intervento anche la Giunta stessa ha grande difficoltà nel redare questi documenti di accompagnamento della proposta di legge perché, salvo la relazione che obbligatoriamente deve essere corredata per spiegare più le ragioni politiche talvolta che le modifiche normative, manca completamente invece il riferimento e l'accompagnamento alle sequenze che hanno sotteso a quella proposta e quale impatto la proposta una volta diventata legge ha nel nostro ordinamento regionale. Quindi su questo invito tra l'altro a fare un supplemento di approfondimento sulla questione proprio dei testi unici, se debba essere proposta della Giunta o se viceversa deve essere capovolto questo riferimento, anche questo termine di proposta, per portarlo più sull'organo legislativo piuttosto che su quello esecutivo. Credo che nessuno di noi ignori che è inutile prevedere norme in cui "ci calendiamo" una serie di adempimenti che devono essere adottati in sede di proposta di legge se poi questi sono carenti, se le commissioni non sono messa nella condizione, e lo dico soprattutto per i funzionari..

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). L'articolo 4 nella sua intestazione recita: "strumenti per il miglioramento della qualità della regolazione", il Titolo e il capo aggiungono anche "per la partecipazione democratica" per la verità ho esaminato le norme relative a questa parte del progetto di legge in esame e non ho trovato nessun riferimento a strumenti di partecipazione democratica quindi vorrei capire perché l'avete inserito, che funzione ha, che senso ha, questo per sottolineare che mi pare che questa legge anziché semplificare e chiarire complichi e introduca elementi veramente di confusione, questo perché insistiamo che tutta questa prima parte del testo è assolutamente inutile, sono evidenziati i concetti che, viva Dio, c'è la necessità di scriverli in legge, che la Giunta regionale per conseguire il miglioramento della qualità della regolazione per gli atti di propria competenza si avvale del disegno di legge? È già scritto che la Giunta può presentare disegni di legge, è una sua prerogativa, c'è bisogno di scriverlo in legge? Ma c'è bisogno di scrivere che si avvale della chiarezza della formulazione dei testi normativi e del rispetto delle regole tecniche legislativa? Ma questa è la base, è la base del processo legislativo, avrei capito che la Giunta regionale di dota di un'organizzazione diversa, differente, migliore, rispetto a quella che è già in dotazione, che conosciamo, che si ritiene non adeguata, non sufficiente, avremmo capito uno sforzo in tal senso, avremmo capito se avesse introdotto strumenti per la formazione di chi materialmente scrive i testi di legge perché è vero, la produzione legislativa sul piano qualitativo spesso è scarsa se non scarsissima, se non grazie all'ausilio di valenti funzionari di questo Consiglio regionale che apportano le dovute correzioni. Altrimenti non riusciamo veramente a capire qual è l'utilità di una norma di questo genere, che la Giunta faccia i testi unici bisogna scriverlo in legge, o che la Giunta debba fare un'analisi tecnico-normativa o di impatto della regolazione, queste sono delle attività che sono propedeutiche alla stesura di un testo di legge che normalmente vengono a devono essere fatte e quindi ecco perché riteniamo che state ponendo veramente in essere un'attività, questa sì, che non è di semplificazione ma di complicazione, di norme inutili, ridondanti, ripetitive, che non aggiungono nulla di ciò che già è scritto e che fa parte dell'ordinamento e che è il riflesso dei principi di rango anche costituzionale e di leggi ordinarie ben definite che individuano compiti, funzioni, limiti anche, allora se voi invece volete andare avanti così, guardate, voi state consegnando, me ne dispiace, a chi leggerà questo testo che veramente è paradossale perché diventerà questo testo la barzelletta per gli studenti di primo corso che leggeranno un testo di questo le genere, me ne dispiace. Siccome, ripeto, io conosco la serietà del professor Demuro, io penso che lui su questo testo probabilmente non ci ha messo niente, perché non è roba di chi veramente conosce bene le regole, di chi conosce bene il processo legislativo, allora siccome anche l'assessore all'industria, l'Assessore Piras, la ritengo persona di buon senso, io penso che si sia affidata però a qualcuno che l'ha aiutata a scrivere male un testo Assessore, questo testo è scritto male! È scritto male nella formulazione ma è scritto male per quanto riguarda il suo contenuto, ritirate questa prima parte, andiamo alle norme, quelle serie, sulla reale semplificazione e su quella mi pare si possa aprire un confronto serio ma tutta questa prima parte non serve e serve solo a rendere un testo ancora ampolloso, confusionario, che non semplifica ma che complica ancor di più chi dovrà poi leggere, interpretare ed applicare la legge.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Ruberò pochi minuti associarmi alle osservazioni dei colleghi fatti quindi non le riprenderò però voglio anche ricordare che intanto questa norma veramente sembra la norma sulla filosofia della regolazione, filosofia della partecipazione democratica, perché proprio veramente non se ne ha bisogno. Ma ricordo anche che abbiamo tutta una serie di norme che se applicate forse darebbero dei risultati molto migliori di quello che stiamo andando a fare, ricordo anche che proprio per dare una valutazione, ma per far emergere che molte norme anche buone che abbiamo nella legislazione regionale e non sono state applicate, o meglio a tratti sono state disapplicate, ce lo ricorda anche la Commissione per l'applicazione delle norme che abbiamo istituito nella passata legislatura dove abbiamo avuto modo di verificare che non è carente la legislazione ma spesso non è applicata, oppure non è applicata come dovrebbe. Quindi anche io mi associo al pensiero di colleghi in particolar modo questo articolo 4 è veramente pleonastico, non ha proprio ragione di esistere, oltre che veramente svilire il ruolo del legislatore in questo Consiglio regionale anche perché credo che rientri nelle prerogative e nelle competenze della Giunta poter proporre dei disegni di legge, però sinceramente altra materia è quella che afferisce al Consiglio regionale e credo che questo compito vada ben definito e distinto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Demontis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEMONTIS SALVATORE (PD). Grazie Presidente, il voto favorevole e colgo l'occasione per un chiarimento. Il collega Pittalis evidenziava che in realtà non è disciplinata la partecipazione democratica nel disegno di legge. Ed ha ragione, perché la Commissione ha all'esame un progetto di legge di iniziativa consiliare sulla partecipazione democratica e quindi abbiamo ritenuto di affrontare questo aspetto con quel progetto di legge, piuttosto che inserire degli articoli in questo disegno di legge. Evidentemente una svista ha lasciato nel titolo del Capo primo la dicitura per la partecipazione democratica. Quindi presenterei un emendamento orale per cancellare la dicitura "partecipazione democratica", se si ritiene. Quanto invece al merito dell'articolo, stiamo citando strumenti che evidentemente non abbiamo inventato noi, sono strumenti della buona pratica alla quale invece vogliamo attenerci, e stiamo, con questo disegno di legge, vincolando la Giunta a rispettare gli strumenti di cui ho detto e che non ripeto. Non invece il Consiglio regionale perché non ha gli strumenti, o non ha a disposizione gli stessi uffici perché si possa vincolare nella presentazione dei progetti di legge. Si dice che è pleonastico citarli di fatto, perché già così dovrebbe essere. Per certi versi, come dire, può essere vero, però è anche vero che fino ad oggi ci siamo trovati spesso in quest'Aula con disegni di legge che in qualche modo non avevano una piena coerenza con disegni di legge approvati in questo mandato. Capita che possa accadere. Con questo articolo la Giunta si impegna, non solo ad osservare le buone pratiche ma anche a presentare in allegato al disegno di legge le relazioni sull'applicazione di queste buone pratiche. Quindi noi riteniamo che non appesantisca al testo, e che invece possa essere utile ribadirlo in un disegno di legge.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Siamo sull'articolo 4 presidente? Perché il collega Demontis ha parlato dell'articolo 5 adesso. Io credo che sia bizzarra la formulazione di questo articolo 4 perché noi ci siamo sempre detti, e di solito si usa soprattutto nella nostra rappresentazione mediatica dell'azione politica, che si usa dire che il lavoro non si crea con legge, non si crea con decreto, non si crea con delibera di Giunta. Bene, qui andiamo a dire, in buona sostanza, che la chiarezza dei testi normativi e il rispetto della tecnica legislativa viene imposta dalla legge. Non è la legge che può imporre o può determinare la chiarezza dei testi normativi, sono le donne e gli uomini che fanno le norme che determinano la chiarezza dei testi normativi, non è la legge, non è il serpente che si morde la coda che può incidere sulla chiarezza del testi normativi. Poi che dire i testi unici? Stiamo riscoprendo i testi unici, ma c'è bisogno di una legge per dire che laddove è possibile bisogna raggruppare tutte le norme della stessa tematica che disciplinano uno stesso argomento in modo da semplificare all'opera dell'interprete, titolato e di quello non titolato. Io credo che il collega Pittalis, il Capogruppo di Forza Italia abbia ragione, quando afferma che il professor Demuro sicuramente non ha visto questa proposta perché è una proposta che sembra scritta con la mano sinistra di qualcuno che scrive di solito con la mano destra. E il professor Demuro sicuramente è noto per la sua competenza e per il suo livello accademico piuttosto che per il fatto di scrivere con la sinistra quando invece è destro, o viceversa. Mentre invece si può anche condividere la necessità dell'analisi tecnica normativa, dell'analisi di impatto della regolazione, mi paiono però più elementi che devono essere contenuti in una delibera di Giunta piuttosto che in una norma di legge. Ecco, mi pare che questa proposta contenga principi lapalissiani, che non devono entrare in questo articolato, la verità vera è che la tecnica normativa, la tecnica normativa dettata dal buon senso, dalla ragionevolezza e dalla competenza viene sempre storpiata in quest'Aula, perché arriva il disegno di legge in Commissione, dalla Commissione passa all'Aula poi arriva il disegno di legge che rivoluziona tutto.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 4.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 5. All'articolo 5 è stato presentato un emendamento.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 5:

Art. 5

Disegno di legge
per la riduzione del numero delle leggi

1. La Giunta regionale procede annualmente alla ricognizione delle leggi regionali per le quali è necessaria l'abrogazione espressa, nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi:

a) individuazione delle disposizioni oggetto di abrogazione tacita o implicita;

b) individuazione delle disposizioni incompatibili con gli atti normativi dell'Unione europea;

c) individuazione delle disposizioni che hanno esaurito i loro effetti o sono prive di effettivo contenuto normativo o sono comunque obsolete.

2. La Giunta regionale prima della presentazione del disegno di legge regionale recante la riduzione del numero di leggi, attiva forme di consultazione e cooperazione interistituzionale con la Commissione consiliare competente.

3. Un allegato al disegno di legge di cui al comma 2 reca l'elenco delle disposizioni di legge regionale individuate ai sensi del comma 1 per le quali è necessaria l'abrogazione espressa.

4. In sede di prima applicazione delle disposizioni di cui ai commi 1 e 2 sono o rimangono abrogate le leggi e le disposizioni di leggi regionali relative al periodo dal 1949 al 1969 elencate nell'allegato A.

5. Le disposizioni abrogate con la presente legge continuano ad applicarsi per la disciplina dei rapporti sorti nel periodo della loro vigenza e per l'esecuzione degli impegni di spesa assunti in base alle disposizioni medesime.

6. Ai sensi dell'articolo 15 delle disposizioni preliminari al Codice civile restano comunque fermi gli effetti delle abrogazioni implicite di disposizioni regionali non comprese nell'allegato A alla presente legge.)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Salvatore Demontis, relatore.

DEMONTIS SALVATORE (PD), relatore. Parere contrario.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'industria.

PIRAS MARIA GRAZIA, Assessore tecnico dell'industria. Parere contrario.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 5.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 5.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio non approva).

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 6. All'articolo 6 è stato presentato un emendamento.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 6:

Art. 6

Chiarezza del testo e tecnica legislativa

1. La Giunta regionale impronta gli atti di propria competenza a principi di chiarezza e semplicità di formulazione e al rispetto delle regole di tecnica legislativa adottate a livello europeo e nazionale.

2. La struttura della Giunta regionale preposta all'assistenza tecnico-giuridica e legislativa assicura che i disegni di legge e di regolamento siano redatti nel rispetto dei principi e delle regole stabiliti dal comma 1.)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Salvatore Demontis, relatore.

DEMONTIS SALVATORE (PD), relatore. Il parere è contrario.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'industria.

PIRAS MARIA GRAZIA, Assessore tecnico dell'industria. Parere contrario.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Anche questa norma è veramente l'esempio dell'assoluta inutilità, cioè scrivere in una legge che la Giunta regionale impronta gli atti di propria competenza a principi di chiarezza e semplicità di formulazione, e al rispetto delle regole di tecnica legislativa, adottate a livello europeo e nazionale, mi dovete spiegare il senso, perché io non ho ancora capito. Cioè, state praticamente dicendo che le strutture che operano a supporto della Giunta regionale sono incompetenti, cioè state traducendo un concetto probabilmente e se è questo allora ditelo, ma se è questo allora bisogna fare altro, bisogna selezionare il personale che supporta la Giunta regionale nella stesura delle leggi. Bisogna allora scrivere che è necessario investire informazione, è necessario investire in competenza, ma è questo l'aspetto che in una legge sarebbe stato utile fare, non ne che bisogna fare le leggi semplici e chiare, questa è una condizione essenziale del procedimento legislativo, che conosce ogni studente al primo anno di Giurisprudenza, perché viene insegnato questo, questo ci è stato insegnato, e voi lo state scrivendo in legge. Il secondo comma poi esplica ancora di più, perché si dice "La struttura della Giunta regionale preposta all'assistenza tecnico giuridico legislativa assicura che i disegni di legge e di regolamento siano redatti nella rispetto dei principi di cui al comma 1", ma che cosa significa? Quali sono le conseguenze se questo non avviene? La Giunta regionale si è posto il problema di come ovviare a questo problema?

Ecco perché, badate, noi lo stiamo dicendo in tutte le lingue ma voi fate muro perché siete la maggioranza e avete i numeri: state consegnando davvero agli archivi della Regione, gli archivi della legislazione regionale un testo che davvero sarà preso ad esempio di come non devono essere fatte le leggi. Ve ne assumete tutta la responsabilità ed è la ragione per la quale noi insisteremo per votare contro questo approccio che state introducendo e che non è di semplificazione ma di complicazione e di rendere davvero ancora difficoltoso anche per l'interprete…, perché davvero non si capisce qual è la finalità di una norma di questa portata.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Ignazio Locci. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). La cosa preoccupante è che stiamo sentendo l'esigenza di dover scrivere, positivizzare un principio, quello della semplificazione e soprattutto della chiarezza della tecnica di scrittura degli atti amministrativi, che ormai è vecchio. Già negli anni Duemila il Ministero per la funzione pubblica aveva emanato delle direttive su come si dovesse modificare il linguaggio e soprattutto cercare di rendere gli atti amministrativi di facile lettura e anche semplici da essere recepiti da chi li legge.

Io invito gli Assessori anche a leggere le delibere che loro stessi propongono settimanalmente. Noi per esempio la settimana scorsa, in seconda Commissione, ci siamo preoccupati del parere che doveva essere reso sulla delibera che doveva trasferire i fondi aggiuntivi per il trasporto scolastico nelle scuole, e quello era l'esempio plastico, incomprensibile, di come non dovesse essere scritta una norma. Per comprenderla era necessaria la competenza degli ingegneri, perché non era possibile appunto leggerla in maniera coerente.

Credo che sia più utile a questa amministrazione affidarsi a quanto già alla letteratura affida a questa materia, e farlo anche con forza, pretendere dai direttori generali e dai funzionari di questa amministrazione regionale l'applicazione vera di principi che sono oramai credo riconosciuti da tutti ma anche datati nel tempo. Basterebbe forse leggersi meglio le guide alla redazione degli atti amministrativi che vengono ormai da tutte le scuole che si occupano di pubblica amministrazione, da tutto il mare magnum di enti formativi dei funzionari della pubblica estrazione. Quindi, veramente se oggi ci troviamo obbligati a scrivere una norma siffatta è chiaro che riconosciamo tutti che è necessario evidentemente dare alla macchina amministrativa, attraverso l'azione della Giunta, degli input che vengono oggi ritenuti nuovi. Io credo che sia più un tema relativo al governo dei processi gestionali della macchina regionale e che niente abbia a che fare invece con la funzione che si vuole dare a questa norma, cioè quella di semplificare, quella di asciugare il numero di norme, il numero di atti normativi e anche un po' il linguaggio. Quando poi andremo avanti al secondo Capo troveremo anche già in questa norma difficoltà nella lettura, poca chiarezza nella scrittura del testo stesso, mentre qui invece professiamo l'esatto contrario. Quindi bisogna essere anche conseguenti, coerenti con quel che si scrive, ma soprattutto bisogna avere anche la forza politica di domare forse un mostro che non riconosce più la guida politica, e non è un tema e un problema legato alla vostra maggioranza o a questo Governo regionale ma è un tema che evidentemente riguarda forse tutta la crisi dei sistemi assembleari e dei sistemi politici. Quindi va ovviamente approcciato con forza nel governo delle cose della quotidianità, talvolta anche mostrando i denti alle croste dell'amministrazione regionale, per far funzionare e rendere operativi per i principi che non sono del 2020, sono degli anni Novanta, cioè vecchi di oltre vent'anni. Quindi, questa è forse l'azione vera di ammodernamento che può fare questa Regione, piuttosto che un semplice richiamo a principi che appunto dovrebbero essere già consegnati alla storia della pubblica amministrazione.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC-Sardegna). Abbiamo presentato questo emendamento con cui chiediamo la soppressione dell'articolo 6 perché riteniamo che, così come detto dai colleghi che mi hanno preceduto, sia qualcosa di chiaro, scontato e ripetitivo. Abbiamo anche detto nei giorni precedenti che la legge sulla semplificazione è sicuramente un'esigenza, un'esigenza che chiediamo noi della politica, che chiedono le imprese, che chiedono i nostri concittadini, però è anche vero che dobbiamo rendere realmente semplice la vita della macchina amministrativa, e la legge per la semplificazione dovrebbe essere il modello da seguire e il modello che in qualche modo ci richiama tutti alla semplificazione e ad un atteggiamento diverso nei confronti della burocrazia, che rimane al primo posto tra le difficoltà nei rapporti tra i cittadini e la politica.

Questa poteva essere per voi, e aggiungo per noi, un momento importante per cercare di dare un segnale forte di cambiamento e un segnale forte di semplificazione, ma rileggendo l'articolo 6 indubbiamente si presta anche ad alcune battute umoristiche, perché dice "la Giunta regionale impronta gli atti di propria competenza ai principi di chiarezza e semplicità di formulazione": va scritta in legge una cosa di questo genere? E' talmente chiaro che ci mancherebbe altro, qui ancora un po' e dovremo scrivere: "non dimentichiamoci che per guidare la macchina è indispensabile la patente". Stiamo cioè parlando di cose banali, per cui non serve una legge, e lo dimostrano 53 articoli, 53 articoli per semplificare. Questa è una legge che probabilmente aveva necessità di 15 articoli, perché alcune cose sono talmente ovvie e scontate che non erano da scrivere in legge. Questa legge assomiglia a quel famoso ufficio che spesso si sente citare simpaticamente per ironizzare sulla politica: l'ufficio complicazioni affari semplici. Ecco, questa legge rappresenta degnamente questo ufficio, perché stiamo cercando di complicare con 53 articoli le poche cose che la macchina amministrativa aveva messo in piedi per semplificare. È chiaro che poi strada facendo avremo altri elementi e altri argomenti per intervenire, però, Assessore, io ritengo che se dovessimo veramente sopprimere questo articolo non cambierebbe assolutamente nulla nel significato della legge. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Grazie signor Presidente, non posso che confermare l'impressione espressa precedentemente, cioè il professor Demuro ritengo che non abbia partecipato alla stesura di questo articolato, quanto meno di queste proposte di norme che stiamo discutendo adesso. Questa contenuta nell'articolo 6 mi sembra una norma psichedelica, proprio una norma psichedelica, badate bene, partiamo dalla proposta contenuta nel disegno di legge di drafting normativo che parla di testi normativi della Regione, badate bene, testi normativi della Regione improntati a principi di chiarezza e semplicità. Quindi la Regione, la Regione intesa nel senso più generale e più generico del termine e arriviamo poi al testo che viene emendato dalla Commissione che parla soltanto di chiarezza e semplicità di formulazione che deve presiedere ai testi della Giunta regionale, quasi a voler dire che la Giunta regionale deve essere chiara, la Giunta regionale deve essere comprensibile nell'elaborazione dei testi normativi e il Consiglio regionale si può permettere qualsiasi cosa, ecco dove sta l'errore. Siamo convinti che questa norma non deve essere formulata così, probabilmente non deve essere assolutamente formulata così come state facendo però dare la possibilità ragionando al contrario che il Consiglio regionale possa scrivere tutto ciò che viene in mente ai singoli consiglieri credo che sia un'aberrazione della tecnica normativa che noi cerchiamo di migliorare. Quindi sia la Giunta regionale che i consiglieri regionali che il Consiglio regionale, che l'Assemblea regionale devono mettere in campo questi principi di chiarezza e semplicità di formulazione, prevedere che lo debba fare soltanto la Giunta regionale, oltre che riduttivo è pericoloso, perché qualche consigliere regionale potrebbe sentirsi in dovere o nel diritto di scrivere le cose più astruse, a volte accade e non deve accadere. Quindi se una norma deve essere fatta deve essere valida sia per il Consiglio regionale che per la Giunta regionale. Limitare la chiarezza e la semplicità di formulazione al lavoro della Giunta regionale mi sembra oltre che riduttivo particolarmente contraddittorio e pericoloso per l'attività normativa di questo Consiglio che sotto il profilo della tecnica e della chiarezza normativa non si è distinto assolutamente in positivo. Abbiamo fatto tante volte testi di legge contraddittori con norme appese con articoli appesi a un filo che poi venivano contraddetti e che non potevano essere assolutamente in qualche modo fissati nella norma. Ricordiamoci la legge sull'edilizia la dove ci è stato per esempio un voto su una determinata norma che poi non ha avuto conseguenze perché sono stati proposti emendamenti, però quella legge lì ha sempre quell'articolo, quella norma che non ci fa fare niente, è un articolo imbucato, una norma imbucata in una legge, un portoghese. È un articolo portoghese che non ha ragion d'essere. Ecco queste cose bisogna evitarle ma le deve evitare sia la Giunta che il Consiglio regionale. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Grazie Presidente, io riconfermo quanto ho già avuto modo di dire in occasione della discussione generale di questa legge e riconfermo che è inutile che noi parliamo, perché vorrei chiedere al Presidente della Commissione, che ha sposato questa legge, e all'Assessore la cortesia di esporre al Consiglio regionale il motivo per il quale il potere legislativo passa dal Consiglio alla Giunta. Perché vedete se andiamo a leggere l'articolo 6 è chiaro che dovremmo andare a verificare che cosa? La differenza che esiste tra una proposta di legge e un disegno di legge ma ammettiamo che le Commissioni del Consiglio regionale non vogliono attuare questa legislativa nella loro indipendenza e nella loro sovranità, il Consiglio regionale dovesse decidere diversamente che cosa fa la Giunta? Si dimette? A parte il fatto che abbiamo autonomia nostra per seguire una tecnica legislativa che sia anche rispettosa del giudizio della Sardegna come Regione autonoma ma vorrebbe anche dire che fino a questo momento non abbiamo fatto quello che stiamo dicendo. Noi non riusciremo a fare le grandi riforme perché, vedete, che questa passa come una grande riforma ci siamo dimenticati che abbiamo firmato in Consiglio regionale ordine del giorno a più non posso unitari al quale abbiamo detto che bisognava mettere mano alla legge statutaria e alla riforma della Regione della legge numero 1 e lo Statuto sardo ne avete più sentito parlare? Ma a che serve avere una maggioranza che ha i sovranisti dietro, non ne abbiamo più sentito parlare. Pensate che io da Presidente della prima Commissione mi sono dimesso perché è riuscito a trovare un accordo generalizzato tra tutti i componenti della prima Commissione per un testo unitario dello Statuto quando sono arrivato a mettere in votazione il primo articolo mi è stato impedito. Quando noi eravamo la maggioranza avevamo detto dato la prima Commissione in mano ad uno della minoranza che era riuscito a trovare nello stesso intento le stesse cose non siamo riusciti a fare nulla, cosa ci sta a fare questa cosa, cosa vuol dire questo articolo ce lo spiegate, niente. Nulla. Non vuol dire nulla. A meno che non chiariate che i disegni di legge, che la potestà legislativa passa dal Consiglio regionale alla Giunta regionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Grazie, io pensavo di non intervenire perché forse si sente che non ho una voce adeguata. Però veramente questo articolo grida vendetta nei confronti del titolo della legge "semplificazione". Quando si parla di semplificazione vuol dire semplificazione non creare delle condizioni che non sono quelle che emergono da questa proposta di legge. Ora io mi chiedo se fossimo all'interno di una frase analizzandola questo potrebbe essere un inciso che non tocca un bel niente, potrebbe essere preso, portato via che non cambia né il senso né quello che la frase avrebbe voluto dire perché non aggiunge né toglie altro. Ora siccome è una cosa assurda nella sua proposizione, io vorrei ricordare al Segretario Generale che era uno dei promotori di un convegno tenutosi qui in Consiglio regionale sulla buona tecnica legislativa e sul controllo delle leggi. Allora se questo articolo fosse riferito a qualche altra norma seria richiamata qui sarebbe una superfetazione in questo caso non è niente, non è superfetazione di altra norma, non è niente anzi direi che l'onorevole Floris bene ha detto che nascostamente, forse in modo balordo, passatemi questo termine non adeguato, si è preferito portare all'interno di questa proposta di legge la voglia di dare alla Giunta quello che non ha in termini di gestione del fare le leggi. Non va bene, non va bene sovvertire l'ordine costituito vuol dire riportare il caos. Già abbiamo caos in queste situazioni che viviamo, immaginiamoci se si continua a far sì che le leggi come questa che dovrebbero semplificare aggiungono turbolenze a turbolenze e quindi al caos. Io suggerirei un atto non di umiltà, un atto di disponibilità nei confronti del proporre buone leggi, sopprimere questo articolo 6 mi pare che sia il minimo che questa maggioranza e questa Giunta possa fare.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 6.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 6 bis.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 6 bis:

Art. 6 bis

Sviluppo delle politiche di genere
e revisione del linguaggio amministrativo

1. La Regione, per garantire lo sviluppo delle proprie politiche di genere, riconosce e adotta un linguaggio non discriminante rispettoso dell'identità di genere, mediante l'identificazione sia del soggetto femminile che del soggetto maschile negli atti amministrativi, nella corrispondenza e nella denominazione di incarichi, di funzioni politiche e amministrative.

2. Per promuovere una nuova coscienza linguistica finalizzata a riconoscere la piena dignità, parità e importanza del genere femminile e maschile, la struttura della Giunta regionale competente preposta alla comunicazione istituzionale predispone la revisione del lessico giuridico e amministrativo di atti, provvedimenti e comunicazioni, secondo gli orientamenti europei e nazionali in materia e mediante l'analisi di buone pratiche.

3. Sulla base dell'attività di cui al comma 2, la Giunta regionale, con deliberazione da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, approva le linee guida in materia e le comunica, mediante specifica informativa, al proprio personale e a quello appartenente al sistema Regione.).

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Anna Maria Busia. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Gruppo Misto). Solo alcune parole in riferimento a questa norma, che ha ad oggetto lo sviluppo delle politiche di genere e la revisione del linguaggio amministrativo. È una questione questa che è sostanzialmente all'ordine del giorno già in diverse regioni, e che è stata trasfusa in testi legislativi, non solo in diverse regioni si è deciso di scrivere delle norme che favorissero e che recepissero le indicazioni che da più parti arrivano, soprattutto dal mondo universitario, dal mondo della comunicazione, proprio in relazione all'utilizzo del linguaggio adeguato, ma soprattutto del linguaggio corretto. Perché l'uso della lingua, la considerazione è questa, la considerazione principale è questa, l'uso della lingua che non sia rispettoso delle differenze di genere è una forma di discriminazione, anche questa è una forma di discriminazione, certamente più diffusa e allo stesso tempo meno percepita come tale. È ben noto che l'utilizzo di certo linguaggio, cioè delle forme al femminile, soprattutto quando si fa riferimento a cariche istituzionali, spesso strappa al sorrisino ironico di chi legge male o di chi ascolta, non accogliendolo a dovere, il termine ministra piuttosto che non ministro, il termine assessora piuttosto che non assessore. Ma ora è arrivato il momento, e noi crediamo con questa norma di doverlo recepire e accogliamo con vigore queste sollecitazioni che giungono da tante parti della società, che si debba adeguare il linguaggio, perché il linguaggio è importante non soltanto perché le parole servono a trasferire pensieri, riflessioni, a comunicare, ma perché il linguaggio serve anche a mutare e a cambiare le regole di una società. E se la sensibilizzazione per le problematiche femminili che sono esistenti, e che è inutile celare, passa anche per il linguaggio, anche questo va modificato. Non è un caso che anche nel diritto di famiglia, e tutti coloro che sono qui dentro seduti ne hanno ovviamente conoscenza, taluno anche per ragioni professionali, si è utilizzato e si è cambiato, si è passati dalla definizione di patria potestà a potestà genitoriale, perché questo ha modificato anche un modo di sentire e di rappresentare la genitorialità. Ecco allora dunque che diventa importante se nelle documentazioni, nei documenti ufficiali, nei testi legislativi si passa e si rispetta quella che non è una regola o un capriccio delle donne, è una regola grammaticale che ha dietro un significato ben più ampio. E quindi ben venga questa norma, ben venga questa norma che comporterà ovviamente non soltanto un adeguamento dei testi di legge, dei testi amministrativi, ma che impone e che prescrive per la Giunta anche tutta una serie di iniziative che devono essere prese in riferimento ad un sempre più attento studio, attenta visione delle problematiche femminili che passano, ripeto, anche per il linguaggio. Questo è il senso di questa disposizione e questa è la sollecitazione ovviamente che noi facciamo. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Rossella Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA ROSSELLA (PD). Questo articolo, l'articolo 6 bis, introduce una proposta molto interessante, una proposta che potrebbe far sorridere, che può essere accompagnata da un banale commento, ci sono cose più importanti. Non nasce per un capriccio rappresentato dalla collega Anna Maria Busia, o dalle consigliere regionali, quattro, presenti in questo Consiglio di sessanta, ma è un'esigenza sentita e formalizzata a livello nazionale ed internazionale. Le proposte a livello internazionale partono da lontano, partono dalle linee guida dell'Unesco del 1999, dal Parlamento europeo nel 2008, dalla raccomandazione del consiglio d'Europa. In Italia, lo diceva la collega, ci sono numerosi studi di linguiste e linguisti, una per tutte Cecilia Robustelli, ospite più volte del master di secondo livello che si tiene presso l'Università di Cagliari sul Gender Equality, ma anche altre esperienze dell'Università di Torino, della Toscana, dei Comuni di Firenze e di Siena, e della città metropolitana di Torino. La professoressa Robustelli dice testuali parole, scusate la ripetizione: le parole sono il mezzo con cui rivestiamo i nostri pensieri e li rendiamo disponibili agli altri. È evidente che c'è un carattere anche dinamico della lingua che si modifica in aderenza alle nuove realtà. Grazie a un percorso di emancipazione e alle conquiste delle donne per la parità di genere, oggi professioni e ruoli per decenni di esclusivo dominio maschile sono oggi rivestite indifferentemente da uomini e donne. È allora doveroso che anche il linguaggio che usiamo comunemente esprima questa nuova realtà. Anche le parole esercitano un effetto sull'identità di genere, è necessario quindi che nel linguaggio amministrativo e in quello legislativo vengano messe in campo strategie comunicative perché nel linguaggio sia riconosciuto e valorizzato anche il genere. Questo articolo è interessante poiché il linguaggio non si limita a descrivere l'esistente, ma contribuisce alla costruzione e al rafforzamento di vecchi e di nuovi stereotipi. Anche il linguaggio utilizzato, quindi, nella stesura degli atti è fondamentale per rendere tutti consapevoli delle disuguaglianze di genere presenti nella nostra società, con l'auspicio che un linguaggio di genere, declinato appunto al maschile e al femminile, possa contribuire al loro superamento. Voglio esprimere poi un ringraziamento particolare alla prima Commissione e ai colleghi della prima Commissione per aver accolto questo articolo e questa proposta di legge.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Sarà l'unico articolo per il quale voterò a favore di questa prima parte che veramente continua a manifestare tutte la nullità della norma. Lo faccio anche perché credo che sia un atto di sensibilità, di civiltà, e soprattutto credo che ancora oggi, se siamo costretti a dover parlare ancora di gap da colmare e di attenzioni particolari, vuol dire che non abbiamo ancora raggiunto quella parità di genere che invece dovrebbe essere propria dei nostri tempi. Ma soprattutto credo anche che la norma, e in questo articolo 6 si intravede anche questa attenzione, questa sensibilità, debba andare veramente a riscrivere il linguaggio e soprattutto le considerazioni che riguardano tutti coloro che ancora oggi, per ragioni particolari, non riescono ad avere le attenzioni che si meritano. Quindi, ecco perché credo che questo articolo sia veramente una delle uniche novità probabilmente di questa prima parte di quest'astrusa norma.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 6 bis.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 6 bis.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 7. All'articolo 7 è stato presentato un emendamento soppressivo parziale.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 7:

Art. 7

Testi unici

1. I testi unici legislativi racchiudono la disciplina regionale vigente nella materia o nel settore omogeneo cui sono dedicati.

2. I testi unici possono avere carattere compilativo o innovativo e abrogano espressamente le disposizioni vigenti la cui disciplina trova collocazione negli stessi, e le eventuali altre disposizioni che, pur non avendo trovato collocazione nel testo, devono comunque essere abrogate.

3. Le disposizioni dei testi unici non possono essere abrogate, derogate, sospese o modificate se non espressamente, mediante l'indicazione delle norme da abrogare, derogare, sospendere o modificare. I successivi interventi normativi sulla materia o sul settore disciplinato da un testo unico sono attuati esclusivamente attraverso la modifica o l'integrazione delle disposizioni del testo unico stesso.

4. La Giunta regionale, dopo avere attivato forme di consultazione e cooperazione interistituzionale con la Commissione consiliare competente, presenta appositi disegni di legge contenenti testi unici.)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Salvatore Demontis, relatore di maggioranza.

DEMONTIS SALVATORE (PD), relatore di maggioranza. All'emendamento numero 7 il parere è contrario.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'industria.

PIRAS MARIA GRAZIA, Assessore tecnico dell'industria. Il parere è contrario.

PRESIDENTE. Poiché non ci sono iscritti a parlare, metto in votazione l'emendamento soppressivo parziale numero 7.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 7.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 7.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 8.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 8:

Art. 8

Analisi tecnico-normativa

1. L'Analisi tecnico-normativa (ATN) verifica l'incidenza della normativa proposta dalla Giunta sull'ordinamento giuridico vigente ed il rispetto delle competenze legislative statali, e dà conto della sua conformità alla Costituzione, allo Statuto speciale e alla normativa dell'Unione europea. L'analisi è condotta anche alla luce della giurisprudenza nazionale e dell'Unione europea e tiene conto di eventuali giudizi pendenti sul medesimo o analogo oggetto.

2. L'ATN dà conto di eventuali progetti di modifica della stessa materia già in corso di esame e illustra la correttezza delle definizioni e dei riferimenti normativi contenuti nel testo della normativa proposta, e delle tecniche di modificazione e abrogazione delle disposizioni vigenti, riportando eventuali soluzioni alternative, anche inerenti alla corretta formulazione e stesura del testo normativo sulla base delle regole di tecnica legislativa più recenti adottate dalla Giunta regionale.

3. I disegni di legge presentati dalla Giunta regionale sono accompagnati obbligatoriamente dalla relazione di ATN.

4. L'ATN è, inoltre, obbligatoria per tutte le proposte di deliberazione della Giunta regionale riguardanti procedimenti amministrativi.

5. La relazione di ATN è predisposta dalla struttura della Giunta regionale preposta all'assistenza tecnico-giuridica e legislativa.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Io credevo che fosse un caso, un incidente quello relativo alla chiarezza del testo e della tecnica legislativa affermata dall'articolo 6, ora vedo che invece l'articolo 8 contiene una norma analoga, che esenta il Consiglio regionale da doveri di chiarezza e di rispetto delle competenze legislative statali e di conformità alla Costituzione, mentre invece occorre focalizzare l'attenzione della legge su ciò che fa la Giunta. Mah, io credo che bisogna stare più attenti ancora in relazione a ciò che fa il Consiglio regionale piuttosto che a quello che fa la Giunta. Io non riesco a capire per quale motivo la Giunta abbia questa attenzione da parte di questa proposta normativa, e le medesime attenzioni non le abbiano in proposta i consiglieri regionali, che molte volte per la fretta di produrre emendamenti, o di produrre modifiche in Commissione, fanno delle cose o propongono dei passaggi normativi che non debbono trovare ingresso in quest'Aula. E allora, vediamo un attimino che cosa possiamo fare invece per impedire al Consiglio regionale di fare le cose che non si devono fare. Per quale motivo continuare a puntare il dito sulla Giunta? Cerchiamo di autoregolarci anche noi, e quindi di prevedere delle norme che obblighino il Consiglio regionale a fare le cose fatte bene, così come deve fare la Giunta. Sinceramente in questi articoli che stiamo esaminando questi doveri del Consiglio regionale non emergono, da questi articoli non emergono. Anzi, ribadisco il concetto che ho espresso prima, e cioè che ragionando a contrariis sembrerebbe che il Consiglio regionale è completamente esentato da doveri di questo tipo, e questo è un errore.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Salvatore Demontis, relatore. Ne ha facoltà.

DEMONTIS SALVATORE (PD), relatore. Un breve chiarimento su questo aspetto e sull'aspetto evidenziato dal consigliere Tedde. Si è detto in molti interventi della minoranza che inserire in legge il rispetto degli strumenti di cui si è detto - l'analisi tecnico normativa, la chiarezza, tutti quelli che sono stati citati -, fosse di fatto pleonastico, cioè che la Giunta, ma anche il Consiglio, di fatto dovessero attenersi già a questi principi delle buone pratiche. Il consigliere Tedde sostiene ora la tesi opposta, cioè dice: "Perché applicarlo solo alla Giunta e non anche al Consiglio?". Intanto se è pleonastico questo varrebbe anche per il Consiglio, evidentemente, il Consiglio già dovrebbe essere tenuto a presentare dei progetti di legge che rispecchino questi principi senza bisogno che venga inserito il legge. Di fatto la Commissione che cosa ha voluto evitare al Consiglio regionale? Ha voluto evitare l'obbligo di presentazione delle relazioni sul rispetto dell'analisi tecnico normativa, piuttosto che dell'analisi di impatto della regolazione, piuttosto che della chiarezza, quindi non si sta dicendo che il Consiglio non si deve attenere a quei principi, si sta dicendo che il Consiglio non è obbligato a presentare nei propri progetti di legge le relazioni che dimostrino il rispetto di quei principi, e lo abbiamo voluto modificare in questo modo, perché inizialmente il testo della Giunta era diverso, perché, come è noto, il Consiglio non ha a disposizione tutti gli strumenti che invece ha a disposizione la Giunta. Questo è il principio. Non si sta dicendo che il Consiglio regionale fa quello che vuole, il Consiglio regionale, di per sé, si obbligherà a predisporre progetti di legge che abbiano la stessa qualità di quelli presentati dalla Giunta.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 8.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 9. All'articolo 9 sono stati presentati i seguenti emendamenti: l'emendamento soppressivo totale numero 8, l'aggiuntivo numero 1 e il sostitutivo totale numero 23.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 9:

Art. 9

Analisi di impatto della regolazione

1. L'Analisi di impatto della regolazione (AIR) consiste nella valutazione preventiva socio-economica degli interventi normativi proposti dalla Giunta regionale sulle attività dei cittadini e delle imprese, e sull'organizzazione e sul funzionamento del sistema dell'amministrazione pubblica della Sardegna definito dall'articolo 1 della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31 (Disciplina del personale regionale e dell'organizzazione degli uffici della Regione) e successive modifiche ed integrazioni.

2. L'AIR è effettuata mediante comparazione di differenti ipotesi di intervento normativo, ivi compresa quella del mancato intervento.

3. La Giunta regionale individua le tipologie di proposte di atti giuridici di propria competenza da sottoporre all'AIR.

4. L'AIR è predisposta dalla struttura della Giunta regionale preposta all'assistenza tecnico-giuridica e legislativa.)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Salvatore Demontis, relatore di maggioranza.

DEMONTIS SALVATORE (PD), relatore di maggioranza. Sull'emendamento numero 8 il parere è contrario, sul numero 1 e sul numero 23 è favorevole. Il numero 1 è subordinato all'approvazione del 23.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'industria.

PIRAS MARIA GRAZIA, Assessore tecnico dell'industria. Conforme a quello della Commissione.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Come se non bastasse, già è un problema capire quando si scrive in italiano, questa maggioranza sarda, sardista, sovranista introduce anche l'uso della lingua inglese, e questo per agevolare il compito dell'interprete sardo, che deve andare a ricercare nel vocabolario cosa vuol dire "digital first", così mi pare di leggere, perché non so se è scritto bene anche in inglese. E allora colleghi, per cortesia, veramente! Io comunque propongono un emendamento orale. Ha un senso l'articolo 8 e l'articolo 9, e chiedo l'attenzione del Presidente della Commissione, del relatore, oltre che degli Assessori, perché hanno un senso se… anzitutto vi pongo non domanda: se la Giunta regionale propone un disegno di legge senza l'analisi di impatto della regolazione, o senza l'analisi tecnico normativa, cosa succede? Il testo viene dichiarato irricevibile? Oppure si soprassiede, perché si fa una bella norma dove si dice che la Giunta deve fare questo, ma, come succede spesso, si trova poi il modo per aggirare il contenuto di disposizioni che in questo caso non sono soltanto di carattere generico, ma hanno natura precettiva. Io propongo che si introduca una norma a calce che grosso modo suoni così: "I disegni di legge non accompagnati dalle analisi di cui agli articoli 8 e 9 sono dichiarati irricevibili". Questo ha un senso perché allora obbliga veramente la Giunta regionale a fare un'analisi seria e a presentarla anche, perché ho paura, Presidente, mi rivolgo a lei Presidente del Consiglio, che qui già siamo esautorati, sembra quasi che sia tutto in capo alla Giunta il processo legislativo ed è stato già ampiamente detto perché mi sarei posto il problema di come regolare il procedimento legislativo all'interno dell'Aula, cioè dove le leggi si fanno, che è il Consiglio regionale e non la Giunta regionale, perché ancora non avete il potere della decretazione d'urgenza che ha il Governo nazionale, non esiste per la Giunta regionale, esiste limitatamente al disegno di legge, ma è un potere residuale, non è il potere della Giunta regionale che è quello dell'attività di governo e dell'attività amministrativa, non è l'attività legislativa. Detto questo, per i casi nei quali la Giunta regionale propone al Consiglio regionale dei disegni di legge, ma vogliamo rendere cogente l'obbligo degli adempimenti che sono richiesti dall'articolo 8 e dall'articolo 9? Possiamo ipotizzare che il Presidente del Consiglio regionale dichiara irricevibili quegli atti, quei disegni di legge se non sono accompagnati da queste relazioni? Consiglio regionale, colleghi, siete esautorati dalla funzione, lo state capendo? Almeno un sussulto di dignità per il rispetto di questa funzione! È che ormai siete tutti consegnati all'autoritarismo, al centralismo delle politiche renziane e ve ne infischiate. Io mi rivolgo a quei settori della maggioranza che riconosco veramente e autenticamente fermi e solidali con una visione sarda e sardista, un moto d'orgoglio lo possiamo trovare nel rivendicare funzioni che sono nostre? Almeno imponendo alla Giunta regionale che faccia veramente fino in fondo il proprio dovere, che se deve presentare queste analisi le presenti! Oggi ci siete voi, domani ci saranno altri, sono norme che bisogna fare non perché c'è oggi un Governo capeggiato da Pigliaru, non perché c'è una maggioranza, ma perché è una legge che deve valere domani per chiunque andrà a governare nel rispetto delle funzioni e delle prerogative di questo Consiglio. È questo che mi spaventa, colleghi, che non vedo assolutamente nessun tipo di reazione, nessun tipo di sussulto di dignità a difesa delle prerogative di questa Assemblea. Questi sono probabilmente tempi nuovi? Bene, beati voi. Questa è la classe che dovrebbe andare a rappresentare la Sardegna nel Senato della Repubblica se dovesse passare questo referendum disgraziato?

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Roberto Deriu. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (PD). Io sono d'accordo con l'onorevole Pittalis rispetto a questo "Digital first", cioè l'utilizzo di una lingua extracomunitaria nella nostra legislazione deve sparire dalla rubrica dell'articolo e su questo la Commissione si era già espressa, infatti mi meraviglio che ancora l'Aula debba vedere questa scritta. Per quanto riguarda le altre considerazioni, il sussulto di dignità mi pare che noi ce l'abbiamo invece nell'approvare questa legge perché i contenuti sono forti, non capisco perché ci sia questo accanimento rispetto ad alcuni dettagli sui quali oggi stiamo discutendo. Per "Digital first" invece sono d'accordo, deve sparire. Mi appello al relatore, al Presidente rispetto a quanto già ha deciso la Commissione.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Salvatore Demontis, relatore. Ne ha facoltà.

DEMONTIS SALVATORE (PD), relatore di maggioranza. Presidente, il titolo "Digital first" è scritto bene in inglese, non è scritto male, sparirà perché l'emendamento numero 23 sostituisce "Digital first" con "Principio della priorità digitale" così come la Commissione aveva evidenziato. A volte però è complicato tradurre concetti anglosassoni in italiano piuttosto che in altre lingue, ma colgo pienamente l'osservazione, tant'è che l'emendamento che modifica il titolo è a mio nome come primo firmatario. Quanto invece all'aspetto procedurale che evidenziava il collega Pittalis, cioè l'obbligatorietà da parte della Giunta di attenersi all'analisi tecnica normativa e all'analisi dell'impatto della regolazione, sinceramente pensavo che fosse sufficientemente chiaro perché la legge dice: "Sono accompagnati obbligatoriamente ai disegni di legge di presentazione da parte della Giunta", però se dovesse essere utile approfondire e specificare meglio la cogenza dell'applicazione di questi strumenti, io penso che si possa trovare un meccanismo, a questo punto chiedo al mio Capogruppo di chiedere dieci minuti sospensione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Presidente, per proporre all'Aula di rimandare brevissimamente il testo in Commissione per espungere i primi 15 articoli di questa proposta di legge, trasformarli in un regolamento visto e considerato che abbiamo già tutta una serie di norme di legge che regolano tutti i processi che sono stati richiamati e concentrarci invece sul processo di semplificazione vera e propria che attiene invece la parte che va dall'articolo 15 in poi. Mi pare che sia una proposta abbastanza razionale e tiene conto soprattutto del principio generale che è portato in questa norma, ossia quello di semplificare. Forse un regolamento sarebbe molto meglio per il primo Capo di questa norma.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (SEL). Condivido l'invito del relatore di maggioranza e sottolineo il fatto che nelle discussioni in Commissione riguardo l'articolo 8 e l'articolo 9, i due oneri per la Giunta, quelli di corredare ai testi e ai disegni di legge l'analisi tecnico-normativa e l'analisi di impatto della regolazione, erano stati percepiti dalla Commissione come oneri obbligatori e quindi come condizioni necessarie alla presentazione in Giunta dei disegni di legge. Ovviamente essendo questa una condizione necessaria va da sé che il Consiglio non può discutere, non può recepire, non può mettere all'ordine del giorno testi non corredati di questi due documenti. Se però fosse necessaria ulteriore chiarezza a questo merito, credo che dieci minuti di sospensione e la proposta di un emendamento orale possano andare nella giusta direzione.

PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni prendiamo atto di una richiesta di sospensione e sospendiamo il Consiglio per dieci minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 38, viene ripresa alle ore 12 e 52.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori.

Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Demontis, relatore. Ne ha facoltà.

DEMONTIS SALVATORE (PD), relatore. Presidente, in realtà ho dimenticato il testo di legge, comunque vado a memoria, la sospensione è stata chiesta in merito alla possibilità di chiarire ancora meglio l'obbligatorietà da parte della Giunta di attenersi all'analisi tecnico-normativo. Ora di fatto nel testo che stiamo discutendo è già presente secondo noi questo aspetto, infatti recita: "I disegni di legge presentati dalla Giunta regionale sono accompagnati obbligatoriamente dalla relazione di analisi tecnico-normativa". Se andassimo a disciplinarlo ulteriormente richiamando l'irricevibilità da parte del Consiglio di disegni di legge della Giunta che non avessero la relazione o che non rispettassero l'analisi tecnico-normativa, in realtà noi andremo a interferire con il Regolamento di questo Consiglio che è norma sovraordinata rispetto alla legge ordinaria che invece stiamo approvando e peraltro andrebbe con ogni probabilità, anzi senza ogni probabilità, a limitare l'attività legislativa in qualche modo, cosa che vogliamo evitare. Quindi abbiamo accolto il suggerimento del consigliere Pittalis ma non possiamo andare oltre questa formulazione, è già il massimo consentito se non a rischio poi davvero di invadere campi che non vogliamo invadere.

PRESIDENTE. In merito invece alla richiesta dell'onorevole Locci evidentemente non è possibile andare in Commissione con i primi 15 articoli avendone già votato 8, quindi la richiesta è inammissibile da un punto di vista procedurale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 8.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 9.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 23.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Convoco la Conferenza dei Capigruppo. Il Consiglio è convocato questo pomeriggio alle ore 16 e 30.

La seduta è tolta alle ore 12 e 58.