Seduta n.188 del 01/09/2016 

CLXXXVIII Seduta

Giovedì 1° settembre 2016

Presidenza del Presidente Gianfranco GANAU

La seduta è aperta alle ore 11 e 09.

FORMA DANIELA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 27 luglio 2016 (184), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Francesco Agus, Angelo Carta, Alessandro Collu, Lorenzo Cozzolino, Mario Floris, Eugenio Lai, Luca Pizzuto, Luigi Ruggeri, Alessandro Unali e Alessandra Zedda hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 1 settembre 2016.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le proposte di legge numero: 360, 361.

Annunzio di presentazione di proposte di legge nazionali

PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le proposte di legge nazionali numero: 12/NAZ, 13/NAZ.

Risposte scritte a interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle interrogazioni numero 747, 785.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretario: Sono stae presentate le interrogazioni numero 815, 816, 817, 818, 819, 820, 821, 822, 823, 824, 825, 826, 827, 828, 829, 830.

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretario: Sono state presentate le interpellanze numero 243, 244, 245.

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretario: Sono state presentate le mozioni numero 248, 249.

Commemorazione delle vittime del terremoto

PRESIDENTE. Gentile Presidente, Assessori e onorevoli colleghi, oggi in apertura dei lavori di questo Consiglio credo sia doveroso manifestare tutta la nostra solidarietà e vicinanza alle popolazioni dell'Italia centrale colpita dal terremoto. Una immane tragedia che ha colpito il nostro Paese e che ha lasciato tutti, sin dalle prime ore di quel terribile 24 agosto, sgomenti, attoniti e impotenti verso il dolore, la sofferenza, la paura, la morte e la distruzione. Lutti che hanno coinvolto anche i nostri conterranei: è di ieri la notizia e il giovane Filippo Sanna è deceduto a seguito dei gravissimi traumi riportati in occasione del terremoto, anche ai suoi familiari va il cordoglio di tutto il Consiglio. Ogni commento o dichiarazione risulta vuota di fronte ad un numero così elevato di vittime, insieme all'immagine di interi paesi spazzati via, di centri storici cancellati, di una quotidianità distrutta in pochi minuti e finita tra le macerie. Straordinario il lavoro svolto dai soccorritori e dai volontari, è stato ribadito più volte in questi giorni che da subito, in piena emergenza, hanno lavorato alla ricerca serrata dei dispersi, la Sardegna come sempre ha fatto la sua parte fornendo il proprio contributo e tutto l'aiuto necessario nella delicata fase di soccorsi iniziali grazie alle unità cinofile dei vigili del fuoco, alle squadre della protezione civile partite quasi subito nelle zone colpite impegnati attivamente nel recupero di superstiti, a loro va nostro plauso e il nostro sostegno per quanto fatto e per quanto fanno. Non sempre i terremoti sono prevedibili, anzi direi che sono difficilmente prevedibili, è vero ma le conseguenze che oggi paghiamo hanno radici malate lontane nel tempo e intervenire preventivamente per limitare i danni è un dovere civile, politico e morale. Come ha sottolineato qualche giorno fa l'architetto Piano, con parole che mi sento di condividere, perché ha ragione quando dice che spetta alla politica e a noi istituzioni, lavorare per mettere la giusta energia, le professionalità e l'intelligenza di questo Paese al servizio della messa in sicurezza del nostro territorio, perché ormai la storia ce lo insegna: dove si è intervenuti in maniera efficace e continua i danni sono stati ridotti, limitati o addirittura nulli, perché esistono leggi per costruire in modo antisismico e a norma, leggi che abbiamo il dovere come classe dirigente di questo paese di far rispettare, invito tutti gli onorevoli colleghi ad osservare un minuto di silenzio.

(Segue un minuto di silenzio)

PRESIDENTE. Riprendiamo il Consiglio, all'ordine del giorno è prevista l'elezione del Vicepresidente regionale. Credo sia opportuno rinviare questa decisione ancora una volta, anche perché siamo in prossimità di una scadenza istituzionale degli organi consiliari e quindi credo che possiamo unificarlo alla revisione di tutte le funzioni previste dal Consiglio come Commissioni, eccetera. Quindi passiamo alla discussione del punto successivo.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Sull'ordine del lavori Presidente, approfittando della presenza del Presidente e del Assessore dei trasporti, perché alcune vicende politiche, in particolare due vicende che vorremmo rappresentare stamattina, non costituiscano solo oggetto di indagine da parte dei bravi giornalisti, ma possano costituire anche un momento di confronto in aula perché c'è un vezzo che le questioni di una certa rilevanza che dovrebbero interessare quest'aula si svolgano fuori e allora a me interessa capire intanto su una notizia che se verificata dal nostro punto di vista sarebbe gravissima, perché andrebbe in violazione della convenzione sottoscritta e recepita nel Decreto del ministro, mi riferisco soprattutto al punto 2.3 dell'accordo che l'Alitalia e la Regione Sardegna, che come è ben saprà sia il Presidente che l'Assessore prevede che il vettore che ha accettato gli oneri di servizio pubblico sulla rotta tenuto di incrementare l'offerta introducendo voli supplementari e utilizzando aeromobili di capienza superiore fino al soddisfacimento della domanda senza alcun onere, scritto testualmente, per la Regione autonoma della Sardegna. Risulterebbe che l'assessore Deiana, la Giunta regionale, non sappiamo chi esattamente, e soprattutto non sappiamo da quali i fondi queste risorse siano state attinte, avrebbe graziosamente elargito in favore di Alitalia risorse per 1 milione e 600 mila euro, e quindi vorremmo capire, siccome sono risorse pubbliche, non risorse private dall'Assessore, sulla base di quale norma o di quale disposizione che a noi non risulta sia stata fatta questa operazione che configurerebbe davvero, sotto il profilo non solo dell'opportunità politica, un gravissimo danno nelle tasche dei sardi perché sono risorse pubbliche, la seconda questione, presidente Pigliaru, perché lo vorremmo sapere da lei, non dalle agenzie di stampa, una legge regionale approvata prima della pausa estiva prevedeva che entro il 31 agosto, quindi entro la giornata di ieri, venissero nominati i commissari: il commissario dell' ASL unica e i commissari delle aziende sanitarie che, per la fusione per incorporazione, entro il 31 dicembre di 2016 dovrebbero scomparire. Non abbiamo notizia stamattina cliccando sul sito delle delibere della Giunta regionale dell'intervenuta nomina dei commissari e quindi vorremmo sapere da lei se siamo sempre nell'ambito della cornice della legalità in ossequio a quanto previsto dalla legge oppure se invece ci sono altri problemi perché vorremmo capire esattamente qual è la sorte di strutture così importanti, se sono affidate al Governo di chi oggi non ha il potere di farlo perché è prevista sì la proroga dei commissariamenti ma è previsto che entro il 31 agosto avvenga la nomina dei commissari, questo dice il comma quinto della disposizione, una delle disposizioni transitorie finale alla legge approvata prima della pausa estiva. Io su questo, Presidente del Consiglio, mi rivolgo a lei e, rispettosamente, ma approfittando della presenza del Presidente della Giunta anche su questa questione perché non possiamo davvero apprendere solo a mezzo stampa che cosa succede in questa nostra Regione.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Pittalis, l'ho lasciata a terminare anche se il suo non era un intervento in ordine ai lavori ma erano delle segnalazioni che, come sa, non sono previste dal Regolamento del Consiglio. Gli argomenti che ha citato sono sicuramente argomenti delicati e lei sa quali sono gli strumenti per trasformare questo sotto forma di interrogazione, evidentemente non è prevista dal Regolamento consiliare una segnalazione preliminare come quella del Consiglio comunale. Quindi procediamo con la discussione del disegno di legge. La procedura è che in questi casi, se non c'è una richiesta di dichiarazioni spontanee del Presidente, non ci sono dichiarazioni spontanee, è evidente se no l'avrei segnalato perché il Presidente l'avrebbe comunicato, quindi le forme sono quelle regolamentari e noi dobbiamo procedere.

Discussione del disegno di legge: "Interventi sul capitale della società di gestione dell'aeroporto di Alghero SOGEAAL Spa". (359/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca ora la discussione del disegno di legge numero 359 della Giunta regionale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Salvatore Demontis, relatore di maggioranza.

DEMONTIS SALVATORE (PD), relatore di maggioranza. Grazie Presidente, oggi non stiamo discutendo evidentemente in generale i processi di privatizzazione, non stiamo discutendo se sia più vicina ai principi di efficacia, efficienza ed economicità una gestione privata, una mista, o una pubblica ma stiamo invece trattando un caso specifico che non sembra lasciare altre strade se non quella ipotizzata nel disegno di legge. Qual è lo stato delle cose? C'è una società di gestione, quella dell'aeroporto di Alghero, la Sogeaal, che ha generato perdite per oltre un terzo del capitale sociale, del capitale di rischio, ed è arrivata al di sotto dei minimi di legge, direi molto al di sotto perché il capitale sociale è in rosso di 2 milioni e 323 mila euro. Si pensi solo che il capitale minimo, ai sensi del codice civile per un S.p.a., è 50 mila euro, ma soprattutto il capitale minimo alla base della convenzione per la concessione quarantennale dell'Enac è di 7 milioni e 754 mila euro. Quindi c'è un necessario ripianamento di circa 10 milioni di euro. Quando questo accade il codice civile impone due strade, non tre o quattro, ne impone solo due, un è la messa in liquidazione della società e l'altra è la ricapitalizzazione se ricorrono due presupposti giuridici entrambi necessari, ma nessuno dei due sufficiente singolarmente. Nella prima ipotesi, che è quella della messa in liquidazione della società l'Enac, come sappiamo, sarebbe costretta evidentemente a revocare la concessione quarantennale, per i 31 anni che residuano, sarebbe costretta a una gara internazionale, e questa ci sarebbe una privatizzazione al 100 percento di fatto al buio, perché la regione non potrebbe detenere in questo caso alcuna partecipazione e la gara riguarderebbe la gestione globale dell'aeroporto, ma significherebbe anche una gestione commissariale per diversi mesi sino all'espletamento delle procedure di gara, così come significherebbe che la regione Sardegna perde 31 anni di gestione residua di un aeroporto. Quindi, noi riteniamo che questa sia la strada da seguire, seppure evidentemente è solo una delle strade da seguire. Quindi, vi è la seconda strada, come dicevo che è quella della ricapitalizzazione, è possibile solo se ricorrono alcuni presupposti giuridici, due in particolare. Intanto la regione può intervenire solo nel caso vi sia un piano industriale che dimostri che nel medio e lungo periodo la società possa andare in attivo, un piano industriale o comunque una dimostrazione che possa andare in utile in un periodo quantomeno medio o lungo. È vietato, come sappiamo, il soccorso finanziario, cioè la pubblica amministrazione non può intervenire ricapitalizzando una società in dissesto irreversibile ci devono essere possibilità, come dicevo prima, di non sprecare denari pubblici e anche di non invadere la libera concorrenza. Peraltro, come dire, lo stesso interesse del mercato andrebbe ad avvalorare l'investimento economico della regione. La Sogeaal, come sappiamo, ha approvato un piano industriale nel luglio 2016 che, basandosi sul privato, prevede nel 2020 o nel 2027 un utile di cui parlavo prima. Ora, la questione sulla quale possono sorgere dubbi, e mi rivolgo in questo caso all'Assessore perché possa chiarirli, perché potrebbe esserci questa obiezione: si potrebbe ricapitalizzare sulla base di un piano industriale ovviamente che prospetta utili nel medio lungo periodo ma interamente con capitale pubblico? Questa è una domanda che sta sorgendo negli ultimi momenti. Io ero convinto che questo non fosse possibile perché sappiamo che sia la legge nazionale, che quella regionale impedisce, qualora si tratti di società in disavanzo per tre esercizi consecutivi, la ricapitalizzazione interamente pubblica, però evidentemente è un nodo centrale che è necessario chiarire perché questo significherebbe anche che nell'immediato potremmo scongiurare il rischio della messa in gara, da parte dell'Enac e, evidentemente, potremmo parti aprire anche la strada ad un altro tipo di gara, questa in realtà non è una gara è una messa a disposizione del mercato di azioni, si potrebbe però aprire la possibilità di una gara sulla base del progetto migliore, ad esempio, sono considerazioni che le faccio perché vorrei avere il suo parere anche delle riflessioni di giuridiche. Lo dico non perché ritenga che la messa a disposizione del mercato di azioni significherebbe svendere la società, perché è evidente che le azioni hanno il loro valore nominale e che è calcolato, l'offerta sarà basata sul loro valore nominale più un sovrapprezzo, e poi sarà mercato a fare il prezzo, semplicemente per una questione di modalità di gara. Il secondo presunto posto giuridico, del primo ho già parlato, è quello che si può ricapitalizzare qualora si tratti di un intervento teso a soddisfare un interesse pubblico, ma in questo caso è dimostrabile e non voglio spendermi inoltre. Un'altra discussione di questi giorni era la conoscenza o meno del piano industriale alla base della ricapitalizzazione e quindi anche privatizzazione. Allora, intanto è un piano industriale evidentemente teorico, cioè un piano industriale che ci consente di ricapitalizzare secondo i presupposti a cui ho fatto cenno prima. È di tutta evidenza che il piano industriale che non sarà mai realizzato, perché qualora si dovesse concludere positivamente la procedura di sottoscrizione delle azioni, sarà il privato a proporre il proprio piano industriale, qualora invece non dovesse essere così, non dovesse partecipare nessuno, la società sarà messa in liquidazione è quel piano industriale non verrà attuato. Allora, il punto è: oggi è opportuno richiedere la discussione su quel piano industriale se in realtà stiamo parlando di un piano industriale strettamente teorico che non sarà mai realizzato, e così come avviene in democrazia aprire inevitabilmente polemiche o meno su un piano industriale, alla vigilia di una procedura di gara che davvero ormai è stringente? Secondo me non è opportuno peraltro l'altro aspetto importante è che un piano industriale di una S.p.A., per quanto a capitale interamente pubblico, è una S.p.A. che sta sul mercato e quindi un piano industriale inevitabilmente andrebbe a svelare segreti industriali della stessa società. Io non sarei contento se fossi nella Sogeaal o un possibile privato interessato a sottoscrivere azioni a che quel piano industriale, e quindi i segreti industriali, venissero conosciuti dai competitor della Sogeaal in questo caso. Ovviamente qualora la privatizzazione dovesse andare a buon fine, il vero piano industriale sarà da discutere eccome, sarà da valutare eccome, cioè la regione con il 28,75 percento dovrà vigilare sull'azione poi del privato. Io chiudo qua, Assessore, attendo i chiarimenti che le ho richiesto.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Giovanni Satta, relatore di minoranza.

SATTA GIOVANNI (Gruppo Misto), relatore di minoranza. Prendo spunto da quanto ha detto il collega Demontis, ovviamente anche noi in Commissione ci siamo limitati ad una presa d'atto, perché di questo si tratta, non stiamo discutendo se dobbiamo procedere alla vendita delle azioni della Sogeaal o meno, ma stiamo discutendo della ricapitalizzazione. Quindi della ricostituzione del capitale sociale come previsto dall'articolo 2447 del codice civile. Per cui è una semplice presa d'atto semplicemente. Tutto quello che si dice attorno oggi, opportuno o non opportuno, probabilmente andava fatto prima. Chi aveva da fare delle battaglie politiche sull'opportunità di vendere o meno queste azioni probabilmente doveva farle prima. Tuttavia su una cosa ha ragione l'onorevole Demontis, il collega Demontis, abbiamo bisogno di alcuni chiarimenti, chiarimenti sull'andamento di questa gara, perché prima c'è stato il rallentamento della procedura, oggi viene giustamente accelerata, non si può più prorogare dopo il 7, uno perché è previsto, ma anche perché mi sembra che sia questa la volontà della Giunta. Dobbiamo dire una cosa, io la debbo dire perché, essendo un consigliere regionale, in queste aule, in queste stanze, in questi corridoi sono aleggiati dei nomi, nomi di società o di una società che dovrebbe essere quella già predestinata all'acquisto delle quote. È stato fatto non tanto anche velatamente, anche ieri sera se n'è parlato a microfoni spenti in Commissione. Quindi, questo vorrei capire se è una cosa legittima o meno, perché so che ci sono stati anche altri soggetti, l'ha detto lo stesso Assessore, interessati all'acquisto di queste quote, che magari potevano proporre anche uno sviluppo migliore rispetto a quello che può offrire il soggetto a cui facevo riferimento prima, di cui non faccio il nome. Quindi noi, ovviamente, ci siamo astenuti in Commissione, perché, come abbiamo detto, è un atto dovuto quello che voi state facendo oggi, non state decidendo di vendere le azioni, ma state ricostituendo il capitale sociale, ci siamo astenuti anche per un'altra ragione, le cifre sono state reperite dalla continuità territoriale, quindi riteniamo che questo sia un grave danno per i sardi, si sta procedendo all'eventuale ricapitalizzazione delle quote Sogeaal con dei soldi che vengono detratti alla continuità territoriale dei sardi. Probabilmente anche qui c'è un errore di fondo politico che noi non condividiamo, e quindi da lì è venuto il nostro voto di astensione. Solo poche parole perché, ripeto, c'è poco altro da dire. Grazie.

PRESIDENTE. È aperta la discussione generale.

È iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Premetto che lo scenario nel quale si inserisce questo disegno di legge è quello che vede un aeroporto pubblico fino ad oggi sul quale la mano pubblica ha investito circa 70 milioni di euro in questi ultimi quindici anni, e che è stato ricapitalizzato con investimenti pubblici per circa 20 milioni di euro, quindi investimenti per 90 milioni di euro. Questo è lo scenario infrastrutturale, poi c'è anche lo scenario che attiene più ai cabaret della politica, che è quello che riguarda la questione del sostegno low cost, non a Rayanair, ma al sostegno low cost sul quale credo che avremo modo di discutere dopo. Oggi il tema, in questo istante il tema è quello del disegno di legge che viene proposto dalla Giunta, una Giunta che ieri si è ridotta in una Giunta di quattro gatti, ma che oggi probabilmente dovrà ricostituirsi integralmente per arrivare agli obiettivi previsti dalla legge approvata prima della pausa estiva. Ebbene, questo disegno di legge ci fu proposto il 2 di agosto con richiesta di procedura d'urgenza, che noi respingemmo per un motivo molto semplice, non era possibile discutere al buio di una legge così importante, non avevamo avuto modo di leggere il piano industriale della Sogeaal approvato il 13 di luglio, non avevamo ancora avuto modo di leggere la decisione della Commissione europea del 29 luglio del 2016, quindi di qualche giorno fa, decisione che peraltro, nelle dichiarazioni dell'Assessore di qualche mese fa, costituiva l'ostacolo affinché il Governo regionale finalmente mettesse in campo politiche di sostegno al traffico aereo a basso costo. Quindi noi ci siamo opposti al 102 del regolamento, perché questi atti erano di fatto e di diritto probabilmente fino ad allora secretati. Abbiamo, tra le altre cose, chiesto con PEC alla Presidenza della Giunta di essere messi in grado di leggere questi atti, c'è stato opposto un netto quanto cortese rifiuto che noi condividiamo, però questo rifiuto, signor presidente Ganau, lede le prerogative dei consiglieri, che non sono chiamati in quest'Aula soltanto ad alzare e ad abbassare la mano, ma sono chiamati in quest'Aula anche per arricchire il dibattito, per apportare contributi utili per il miglioramento dei provvedimenti che vengono proposti in quest'Aula. Questo oggi non ci è concesso. Noi oggi riflettiamo, ragioniamo, discutiamo al buio, al buio, così come si vuol privatizzare al buio questa benedetta Sogeaal. Questo disegno di legge prevede un intervento sul capitale sociale di circa 6 milioni di euro, con la sottoscrizione della mano pubblica soltanto di 28 virgola spiccioli per cento, e con la cessione in vendita delle azioni inoptate a favore del privato, con un sovrapprezzo minimo di 3 euro e spiccioli, eccetera, eccetera. Tutto bene, tutto bene tranne la conditio sine qua non di questa ricapitalizzazione, e cioè il famosissimo pari passu, cioè la contestualità fra ricapitalizzazione e privatizzazione, pari passu che viene richiamato motivando con norme nazionali regionali, motivazioni fondatissime, non per il pari passu, ma per il divieto di soccorso finanziario, e motivato anche con giurisprudenza delle magistrature contabili che a noi non risulta. Ma non risulta neppure che il principio del pari passu possa applicarsi in questa fattispecie, posto che noi conosciamo questo principio, ma come pari diritto di prelazione in caso di insolvenza per i possessori delle stesse obbligazioni, non in questa fattispecie, sono altre le fattispecie nelle quali si applica il principio del pari passu. Dicevo che le norme richiamate sono pertinenti, perché la legge di stabilità del 2010 vieta il soccorso finanziario per le imprese decotte, che costituiscono partecipate della pubblica amministrazione, è vero, questo è vero, è vero che il soccorso finanziario, che il salvataggio a tutti i costi non è più possibile, per motivi legati ai bilanci degli enti pubblici, per motivi legati alla par condicio, al pari trattamento dei creditori, per motivi legati alla tutela della concorrenza e del mercato. Siamo coscienti di questo, non è possibile il soccorso finanziario a priori, ma è possibile il soccorso finanziario, ma non lo dice Forza Italia, lo dice la Corte dei conti, le varie Corti dei conti, le sezioni di controllo della Corte dei conti dell'Abruzzo, della Lombardia, della Puglia, nel marzo del 2016, e tutte, tutti questi pareri delle sezioni di controllo dicono che il soccorso finanziario è consentito allorché c'è un programma di sviluppo, un piano che lasci intravedere comunque nel medio e lungo termine la luce alla fine di un periodo buio, quindi il salvataggio è consentito a prescindere dalla privatizzazione, a prescindere dalla privatizzazione, solo che ci siano delle prospettive future positive, e pare, cari colleghi che sia questo il caso, che sia questa la fattispecie della quale ci occupiamo. C'è un piano industriale del 13 luglio del 2016, redatto dalla Deloitte and Touche, che dice che la Sogeaal, per il periodo 2017-2019, produrrà perdite per circa 2 milioni e mezzo, ma per il periodo 2020-2027 produrrà utili per oltre 12 milioni di euro. Ecco che si realizza la condizione per la ricapitalizzazione a prescindere dalla privatizzazione, ecco che si realizza la condizione. Ma c'è anche qualche altro piccolo problema relativo al bando, un problema che in qualche modo è ricollegato alle norme che prevedono e prescrivono, norme cogenti, che per la costituzione in società miste pubblico o privato, con la maggioranza in mano ai privati, è indispensabile l'evidenza pubblica alla stessa stregua degli appalti pubblici e delle concessioni di servizi. Quindi il privato deve produrre un progetto di gestione seria, questo lo dice la norma, lo dice l'Autorità anticorruzione in una famosa decisione del 2014 che tratta di una fattispecie analoga, quella della cessione della maggioranza delle quote della SpA che gestisce l'aeroporto di Comiso. Se è vero questo, è anche vero che, allorché si cede il pacchetto azionario di maggioranza, deve essere rispettata la stessa norma, cosa succede invece nel bando fatto dalla Sogeal per la cessione del pacchetto di maggioranza? Il progetto dell'offerente viene relegato in un cantuccio, il progetto verrà conosciuto solo nell'ipotesi, del tutto scolastica, cui ci fosse ex aequo nell'offerta economica. Questo significa che con un euro in più l'offerente può gestire le sorti del territorio del Nord ovest della Sardegna e del centro Sardegna, perché è questo l'aeroporto di Alghero, che nel primo semestre del 2016 ha perso 138 mila passeggeri e che nel mese di luglio, mese quindi non di spalla ma mese caldo sotto tutti gli aspetti, climatici ma anche turistici, ha perso il 20 per cento. Quindi il privato gestisce, con un euro in più, tutte le sorti di questa parte importante della Sardegna. E non mi si venga a dire che poi la Regione con il privato concorderà le direttive, gli indirizzi, non è vero, perché il privato diventa il dominus, in una Regione in cui non c'è un piano dei trasporti che assegni delle mission agli aeroporti, in una Regione in cui lo statuto della Sogeal non prevede norme di particolare favore a favore della mano pubblica, il privato che ha la maggioranza azionaria decide come dominus, ha poteri di vita e di morte, ius vitae ac necis, Assessore. Quindi con un euro in più conquista l'aeroporto, conquista il centro e il Nord-Ovest della Sardegna, è questo il tema…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Tedde, il tempo a sua disposizione è terminato.

E' iscritto a parlare il consigliere Marcello Orrù. Ne ha facoltà.

ORRU' MARCELLO (PSd'Az). Presidente, all'inizio del mio breve intervento vorrei citare un dato, un dato che testimonia in maniera molto semplice il flop nella gestione dei trasporti da parte di questa Giunta regionale, infatti nei primi mesi del 2016 l'aeroporto di Fertilia avuto un calo di quasi il 19 per cento dei passeggeri, un crollo a dir poco spaventoso, senza precedenti, che ha avuto ripercussioni notevoli sull'economia del territorio, arrecando un danno che da più parti si è stimato indicativamente pari a circa 80 milioni di euro. Assessore, non sono numeri che mi sono inventato io, sono numeri che dimostrano una totale inadeguatezza della gestione dei trasporti in Sardegna. Dalla fine del 2015 ad oggi questa Giunta ha accumulato un ritardo spaventoso, rimanendo immobile e rispondendo anche con arroganza alle tantissime sollecitazioni che da più parti venivano, sia dagli amministratori locali sia in questo consesso, chiedendo di evitare la fuga di Ryanair e auspicando un intervento diretto della Regione Sardegna sull'aeroporto attraverso il sostegno al marketing territoriale al fine appunto di evitare l'addio della compagnia aerea irlandese e rilanciare l'aeroporto di Fertilia. Ma questa Giunta non ha ascoltato i suoi interlocutori, e lei, assessore Deiana, ha preferito proseguire la lotta contro i cosiddetti mulini a vento, respingendo anche con arroganza le proposte di chi lo invitava ad avere coraggio e ad assumere le iniziative necessarie per la prosecuzione del rapporto tra Ryanair e territorio, un bel rapporto che si è creato negli anni e di cui hanno goduto i frutti tutti i sardi. Basti pensare, ci tengo a rimarcarlo anche in questa sede, al grave danno e al disagio arrecato a tutti quei sardi che si spostano per motivi di studio, di lavoro o per cure mediche; si parla tanto di "generazione Erasmus" ma l'addio di Ryanair e uno schiaffone senza precedenti proprio a tutti quei ragazzi che usufruivano dei voli Ryanair per spostarsi con facilità tra la Sardegna, la Spagna e le altre città europee. Per mesi, assessore Deiana, sia lei che il presidente Pigliaru non siete stati in grado nemmeno di ascoltare i consigli di alcuni vostri compagni di partito e alleati vari, su tutti Renato Soru che vi ha sempre detto con molta chiarezza di cambiare rotta sulla questione Ryanair. E invece nulla di fatto, nulla di nulla, si è preferita la logica del "non si può fare" e del "meglio stare fermi"; tutto questo è assurdo e ora cosa accade? Arriva la fretta e la Giunta si fa portatrice della massima urgenza di privatizzare la Sogeal e consentire l'ingresso di privati, e, credetemi, trovo sorprendente il tempismo e la fretta di trasformare la natura della Sogeal cancellando suo profilo pubblico. Attenzione, io non sono contrario all'ingresso di privati nella gestione dell'aeroporto, ci mancherebbe altro, anzi sono certo che un eventuale impegno privato, se fatto seriamente e non di facciata, potrebbe rappresentare una vera e propria svolta per l'aeroporto di Fertilia, ma ciò che non mi convince e la fretta della Giunta, oltre ad essere certo che in un momento come quello attuale servono le più ampie garanzie in termini di chiarezza e di trasparenza. Come è possibile che la Giunta, neanche ora che la Commissione europea si è pronunciata, non abbia dato avvio alle azioni di sostegno sul co-marketing, consentendo appunto l'accordo con Ryanair, così come è avvenuto ad esempio per il caso di Pescara. Il vostro premier Matteo Renzi si è vantato di aver ridotto le tasse e della soluzione dei casi di Pescara e di Fertilia, ma sono semplicemente delle bugie perché Pescara era già risolto e Fertilia permane nel limbo della vostra indecisione, del vostro immobilismo, della vostra mancanza di coraggio. Come mai su questo fronte siete fermi mentre sulla privatizzazione avete questa fretta? Eppure la Commissione europea è stata chiara: l'aeroporto di Fertilia e pubblico e i contributi sul co-marketing sono legittimi.

Sulla privatizzazione questa Giunta ha fretta e vi state conportando come quella gatta che, a furia di avere fretta, rischia di fare anche stavolta i gattini ciechi. No, veramente io non mi fido e sono convinto che, in una situazione complessa e particolarmente delicata come quella attuale, sulla privatizzazione serve focalizzare bene l'obiettivo e i risultati dell'operazione, non si può procedere alla cieca ma serve un'adeguata riflessione e soprattutto occorre sbloccare la situazione con Ryanair. Un altro elemento essenziale è che serve un piano dei trasporti che valorizzi e rafforzi l'aeroporto di Fertilia.

Assessore, garantisca prima il ritorno di Ryanair a Fertilia e proceda con le azioni che deve portare avanti perché ciò accada, azioni che oltretutto lei si ostina ancora a non portare avanti, dopodiché si potrà riparlare di privatizzazione.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Giuseppino Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA GIUSEPPINO (UDC-Sardegna). La privatizzazione della società di gestione dell'aeroporto di Alghero è un po' un tira e molla, a momenti sembra un'operazione a portata di mano poi invece emergono nuovi problemi e si fa un passo indietro. La vicenda si protrae ormai da oltre sei anni, con la convinzione sulla necessità di cedere ai privati il 75 per cento della società che gestisce lo scalo di Alghero, ma con le procedure andate deserte o più volte rinviate a causa di mille ostacoli diversi - incognite finanziarie, procedure d'infrazione o bilanci poco appetibili -, si chiede quindi al Consiglio in tutta fretta di approvare il provvedimento come atto dovuto indispensabile per il buon fine del processo di privatizzazione, ma non è dato conoscere il piano industriale della Sogeal e i contenuti della decisione della Comunità europea riguardo l'eventuale restituzione degli aiuti conferiti per i voli low cost alla compagnia aerea Ryanair, sempre in relazione all'aeroporto di Alghero tenuto conto che la decisione della Comunità europea era tanto attesa e che la stessa ha condizionato tutto il processo di privatizzazione della SOGEAAL. Ora si guarda con particolare attenzione alla prossima gara in scadenza a giorni che per volere della stessa Giunta, sempre legata a doppio filo con la vicenda Ryanair, del suo eventuale ritorno e dei suoi investimenti sull'aeroporto di Alghero che ad oggi comunque pare sia fuori dall'annunciato programma di investimenti della stessa compagnia. Rifacendomi alla relazione al provvedimento da parte del collega Satta ribadisco l'importanza del processo di privatizzazione e allo stesso modo si comprende come l'approvazione del provvedimento proposto dalla Giunta sia un passaggio obbligato per il buon fine di tale processo, ma quello che è censurabile e contestabile è il fatto che la copertura finanziaria del provvedimento sia garantita con i fondi e le risorse non spese della continuità territoriale, la cosiddetta CT2 che a questo punto risulta definitivamente affossata dalla Giunta regionale con conseguenze drammatiche per un settore importante per l'intera economia della Sardegna stessa.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Paolo Truzzu. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Devo dire che fino a questa mattina ero convinto che la SOGEAAL fosse una società che avesse in concessione la gestione dell'aeroporto di Alghero, ho scoperto invece che detiene anche alcuni segreti industriali che non possono essere rivelati e quindi mi chiedo se si sia lanciata nel campo delle costruzioni aerospaziali magari per fare concorrenza alla NASA. Perché vorrei ricordare che le società pubbliche e private fanno i piani industriali e li presentano agli azionisti e al pubblico perché è sulla base di quei piani industriali che trovano i finanziamenti sul mercato per far andare avanti le loro iniziative. Allora io mi chiedo perché questo Consiglio non possa essere edotto sul piano industriale della SOGEAAL che non credo onorevole Demontis mantenga segreti industriali tali da poter scatenare l'appetito di qualche concorrente e che invece qualcuno conosca questo piano industriale perché devo presupporre Assessore che lei lo conosca, devo presupporre che il Presidente lo conosca e devo anche presupporre che chi presenterà le azioni lo conosca. Allora è assurdo che venga chiesto a noi oggi di decidere e di fare una scelta consapevole sulla questione della privatizzazione su un piano industriale che qualcuno conosce e che noi non possiamo conoscere. Quindi dico queste cose perché il problema non è la discussione se l'aeroporto di Alghero oggi debba essere pubblico o privato, se si debba fare o non fare la privatizzazione, la discussione è se questa privatizzazione deve avvenire in maniera consapevole o meno, se noi possiamo dare il consenso e l'assenso a questa privatizzazione avendo tutte le informazioni del caso, alla luce del sole, perché quando si fanno queste cose è necessaria trasparenza e quando si prendono certe scelte bisogna avere il coraggio di difenderle. Io capisco che all'interno della vostra maggioranza ci sia qualche alleato che quando sente privatizzazione abbia un po' di orticaria ma dovete dire le cose come stanno, dovete prendervi le vostre responsabilità. Quindi dicevo, manca in tutta questa operazione trasparenza non solo perché non abbiamo conoscenza del piano industriale ma non abbiamo nemmeno conoscenza della decisione dell'Unione europea, della Commissione sulla questione famosa e nota a tutti, dei finanziamenti e dei contributi per le compagnie low cost e ci vengono dette da più parti cose differenti. L'Assessore oggi, riportava un quotidiano, ci dice che i contributi sono possibili solo se l'aeroporto è privato e quindi la privatizzazione sarebbe prodromica ad attivare tutto il processo con Ryanair. Questo non è vero perché questa cosa del fatto che ce lo chiede l'Europa deve finire perché il problema di fondo è se viene effettuato il test dell'operatore di mercato o meno, all'Europa che l'aeroporto sia privato o pubblico non gliene frega niente, per la concessione dei contributi gli interessa capire se quell'investimento l'avrebbe potuto fare anche un investitore privato, cioè se è un investimento conveniente che genererà utili, allora accerta che ci siano i contributi sia che l'aeroporto sia pubblico sia che l'aeroporto sia privato. Ecco perché cari colleghi è difficile poter dare un voto positivo e poter accettare così questa privatizzazione a scatola chiusa anche perché c'è un altro aspetto che è l'aspetto legato alle norme del codice civile ovvero al fatto che se si chiudono i bilanci per tre anni di seguito in perdita poi è necessario procedere o alla privatizzazione oppure portare i libri in tribunale. A parte che sono state abbastanza esaustive le parole che ci ha appena detto il collega Tedde vorrei ricordare che questo Consiglio su un fatto analogo ha preso decisioni differenti perché mi volete spiegare perché bisogna privatizzare l'aeroporto di Alghero ma non è stata privatizza IGEA? Perché nel caso di IGEA questo Consiglio ha deciso di mantenere la proprietà pubblica, di approvare il piano industriale e di andare avanti? Perché per Alghero sì e per IGEA no? Io vorrei capire dov'è la differenza, vorrei capire perché non riesco a capirla. E allora, colleghi, ripeto, su questa questione c'è ben poca chiarezza, anzi c'è molta segretezza e io non sono disposto ad accettare che ci sia qualcuno che sappia qualcosa in più di noi e abbia bisogno del nostro voto, delle nostre decisioni per accettare la privatizzazione di un aeroporto.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Christian Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS CHRISTIAN (PSd'Az). Invero la privatizzazione della società di gestione dell'aeroporto di Alghero fa parte di quel pacchetto piuttosto ampio di provvedimenti che accomunano le maggioranze che si alternano. Bisogna dare atto che di questo processo di privatizzazione si è discusso negli anni, lo si è assolutamente sviscerato, si sono fatte delle leggi che lo prevedevano. Fatta questa premessa di buon senso e anche di chiarezza bisogna però dire che c'è modo e modo di fare le privatizzazioni e questa privatizzazione viene fatta, è stato detto dai colleghi, veramente al buio, con modalità particolari perché si stabilisce per legge quale sia il valore di acquisizione nel comma 2 dell'articolo 1 allorquando si dice che l'investitore privato dovrà intervenire sul capitale per 9 milioni 468 e 804, io credo che questo numero non venga fuori dalla fantasia istituzionale di chi ha scritto la legge ma rappresenti senz'altro l'esito di una valutazione più ampia, però questo Consiglio non può senza quella valutazione affrontare una discussione di senso compiuto e adottare le scelte migliori nell'interesse della cosa pubblica. Anche perché, colleghi, mi chiedo e vi chiedo cosa è SOGEAAL, SOGEAAL è un pezzo del patrimonio della regione Sardegna, quella partecipazione azionaria è patrimonio di questa regione e questa regione su quell'aeroporto ha investito davvero tanto perché se andassimo a vedere nel passato fino ai giorni nostri quanti milioni di euro sono andati per realizzare, migliorare, assistere quell'aeroporto, sicuramente ciascuno di noi avvertirebbe ben maggiore il peso di questa decisione. E allora io mi sarei aspettato, colleghi, un report sul piano industriale che tenesse conto degli indicatori che qualsiasi privato utilizza per valutare l'acquisizione o la vendita di una propria azienda, ma qui non c'è neanche l'ammontare del fatturato, non c'è il calcolo della redditività dell'azienda, non c'è un ROE, non c'è un ROI, non c'è neanche il leverage, neanche il livello di indebitamento è presente in questa relazione. E allora perché non ragionare tutti visto che si tratta di un valore, di un patrimonio, anche di soluzioni alternative, non esiste solo la vendita pura, esiste anche l'affitto dell'azienda e se un privato può acquistare il 75 per cento per 9 milioni 468 e bruscoli, vedendo gli indicatori internazionali che ci dicono che il livello medio delle locazioni d'azienda si attesta tra il 7 e l'8 per cento, significa che una locazione d'azienda di questo tipo vale un milione e due, questo significa che un privato potrebbe affittare l'azienda con un canone di un milione e due e quindi mantenere la proprietà e il valore patrimoniale in capo alla regione favorendo comunque la gestione privata e il canone che è un apporto di capitali privati. Una battuta infine sul "pari passu", Assessore purtroppo l'ultima volta che nell'ordinamento italiano si è discusso di "pari passu" era con riferimento ai tango bond, e questa clausola assisteva i creditori che avrebbero dovuto essere di pari passo pagati. E' vero che noi in questo caso non siamo i creditori, ma stiamo garantendo semplicemente il fatto che l'investitore privato non abbia alcun privilegio in caso di insolvenza, però ecco il senso del mio ragionamento è questo, oggi a mio avviso, pur nella comprensibile, e lo capisco nella sua posizione, fretta di arrivare ad una soluzione, non è nelle condizioni con questi pochi dati di poter esprimere una valutazione compiuta e quindi non è nelle condizioni di poter tutelare l'interesse pubblico rispetto ad un pezzo di patrimonio importante, non solo per quello che dicevo in termini finanziari, ma anche per quello che diceva il collega Tedde prima, e cioè per l'importanza strategica nel quadrante nordoccidentale della Sardegna di questo aeroporto. Io credo che la riflessione andrebbe fatta in termini più ampi, e che su alcuni settori strategici questa Regione debba cominciare a pensare che la soluzione non può essere liberarsi di alcuni settori dell'amministrazione, forse sarebbe meglio conservare e mantenere in mano pubblica ed efficentare quelle aziende e quei settori. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Ignazio Locci. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Presidente, vorrei partire proprio dalla questione della discussione al buio. Noi abbiamo ricevuto cortesemente riscontro alle nostre richieste dalla Presidenza della Giunta. Devo dire che si possono anche comprendere nella sostanza certe risposte, ma che sia trattata una richiesta di documenti di un consigliere regionale, o di un consigliere comunale alla stregua di una richiesta di accesso agli atti del semplice cittadino, quindi regolata dalla legge sul procedimento del provvedimento amministrativo, mi pare francamente un po' abnorme. Quindi, Presidente Ganau, forse è il caso che insomma si cerchi in qualche modo di chiarire che la richiesta di informazioni, di documenti che viene fatta dai consiglieri regionali è per usi dell'ufficio di consigliere regionale, e non invece una richiesta di accesso da regolare con la legge del procedimento del provvedimento amministrativo. Quindi è chiaro che non abbiamo avuto l'opportunità di dipanare i nostri dubbi, ma soprattutto di poter discutere del merito del disegno della Giunta regionale, e per la verità anche la relazione-interrogazione del relatore di maggioranza non ha aiutato a chiarire i nostri dubbi rispetto alle procedure che sottendano alla ricapitalizzazione e ed emissione sul mercato delle quote della società Sogeaal. Credo invece che ci siano degli aspetti tutti politici rispetto alla volontà che possa o meno avere questa Regione di continuare a mantenere il controllo sulla società di gestione dell'aeroporto di Alghero, e soprattutto quella volontà politica di continuare a poter dire la sua sull'importanza strategica di questo asset regionale, e se ancora la politica sarda e le istituzioni sarde hanno voglia di avere ancora una un briciolo di voce in capitolo rispetto ai cosiddetti "signori del cielo e delle piste di atterraggio". Quindi sono tutte qui le nostre perplessità rispetto ad una responsabilità, rispetto al dovere anche di intervento per rimettere in bonis la società di gestione, ma qualche dubbio invece ci resta ancora sulla privatizzazione. Ci dispiace che non esistono più i comunisti di una volta, che probabilmente avrebbero difeso con le unghie e con i denti le quote di partecipazione pubblica, anzi oggi per la verità non sono nemmeno in Aula i residui dei comunisti veri della coalizione. C'è il collega Anedda e basta però. Poi cercheremo di sentire qual è anche la posizione, però almeno per soddisfazione personale, se ancora resiste un minimo di riferimenti culturali sulla partecipazione pubblica. Bene, sono tutte qui le nostre perplessità, e quindi non c'è nessuna demagogica. Non vogliamo inseguire, come qualcuno ha detto, la demagogie dell'onorevole Tedde, ma semplicemente proviamo in qualche a misurarci con una proposta di legge di cui non abbiamo avuto l'opportunità di conoscere profondamente la sua origine, soprattutto quali sono state le ragioni che hanno mosso per arrivare poi all'effettiva privatizzazione delle quote, e poi c'è tutto un territorio rappresentato dalle amministrazioni locali che ha comunque delle perplessità, che pone sul tavolo della Giunta regionale alcune perplessità rispetto a questa operazione, soprattutto al ruolo che le amministrazioni locali vogliono avere in questa vicenda. Io so che in modo molto disciplinato seguirò quello che farà il gruppo di cui faccio parte, ma alcune domande dovranno essere poste alla vostra parte politica, in particolare del Partito Democratico, che invece ormai si scopre dopo la questione Saremar, altra vicenda che comunque vi ha coinvolto e non era scontata l'operazione che poi è stata fatta, però avete scelto di liberarvi e di liberare la regione Sardegna dalla responsabilità che deve avere invece sulle politiche di trasporto, ed in particolare sulla questione degli aeroporti. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Antonio Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS ANTONIO (PD). Presidente, signori Assessori, colleghi, in questi ultimi mesi, in queste ultime settimane l'aeroporto di Alghero-Fertilia è stato sicuramente all'attenzione di questo Consiglio, della commissione competente ma anche dell'opinione pubblica della Sardegna, del dibattito politico della nostra Isola. Credo che siamo tutti consapevoli che stiamo parlando di un'infrastruttura fondamentale per lo sviluppo economico non solo del Nord Sardegna, ma credo che l'aeroporto di Alghero-Fertilia riguardi un territorio molto più vasto, arrivando ad interessare centri e territori del centro Sardegna. Però dobbiamo essere anche chiari perché stiamo comunque parlando di una infrastruttura che storicamente è in perdita dal punto di vista economico. Ricordo a quest'Aula, se ce ne fosse bisogno, che per ben cinque volte l'amministrazione regionale è dovuta intervenire nella ricapitalizzazione della società, e l'ultima volta che lo ha fatto, lo ha fatto nella passata legislatura con un intervento di circa 20 milioni di euro. Oggi, vuoi per la situazione economica completamente cambiata, vuoi anche per il ruolo che svolge la Commissione europea, ma non ultime anche le osservazioni che la sezione della Corte dei conti ha fatto più volte, credo che noi non possiamo più far finta di nulla, come nel passato è stato fatto, e dobbiamo assolutamente intervenire. Con questo disegno di legge è già stato detto stiamo ripianando le perdite degli ultimi esercizi, stiamo ricapitalizzando seppur una piccola quota del capitale sociale e, pari passo, stiamo procedendo alla privatizzazione. Io non riesco a capire, al di là delle battute "comunisti o non comunisti", la contrarietà alla privatizzazione, si parla di "privatizzazione al buio", credo che si sia discusso ampiamente, ieri sera è stata convocata - in modo anche in inusuale - la Commissione competente, nonostante la Commissione avesse già licenziato il disegno di legge predisposto dalla Giunta, già approvato con l'astensione della minoranza, proprio per discutere del Piano industriale, che è un piano industriale con il fiato corto, nel senso che questo Piano industriale, se è come mi auguro il 7 settembre, quindi fra una settimana, alla scadenza dei tempi del bando che aveva predisposto la SOGEAAL di Alghero, i soggetti privati dovessero presentare una nuova offerta, questi ultimi assieme al 28 per cento, che è la quota di capitale sociale che la Regione mantiene, dovranno andare a predisporre il Piano industriale vero e proprio, quindi stiamo parlando di cose a mio avviso che hanno poco senso anche perché, l'ha già detto qualche consigliere della minoranza, stiamo parlando di attività economiche, non tutto può essere reso pubblico per problemi di concorrenza. Io mi concentrerei di dare gli indirizzi alla Giunta regionale su quel 28 per cento che dovrà far pesare, non lo so se sarà tutto in capo dell'amministrazione regionale, io credo che la proposta che ieri hanno fatto i sindaci del Nord Sardegna vada presa in considerazione e anche gli enti locali di quel territorio possano avere, seppur piccola, una quota del capitale sociale, ma credo che da questo punto di vista non ci sia alcuna contrarietà da parte di nessuno. Quindi nel momento in cui il soggetto privato predisporrà un nuovo Piano industriale, ripeto, assieme all'amministrazione regionale, io credo che lì dovremmo concentrare la nostra attività perché il nuovo Piano industriale necessariamente dovrà prevedere nuovi investimenti, fra qualche giorno si muoverà un'altra parte e quella infrastruttura rendendola ancora più accoglibile e ancora più importante. Credo che oltre ad investimenti dal punto di vista infrastrutturale, dobbiamo, l'ha detto anche al collega Tedde, rilanciare quello che in questi ultimi mesi è stato all'attenzione di tutti noi: il rilancio dell'attività dei low cost, i low cost non sono venuti meno per il volere dell'Amministrazione regionale o un non impegnarsi da parte dell'Amministrazione regionale, credo che l'Assessorato, e l'Assessore in modo particolare, abbiano ben lavorato in questa direzione e credo che i risultati che stiamo iniziando a vedere diano ragione a quello che era la nostra tesi, la tesi della Giunta regionale.

Credo che il piano industriale debba necessariamente puntare ed indirizzare la propria attività ad implementare e a riportare il numero dei passeggeri dell'aeroporto di Alghero Fertilia inizialmente almeno a quelli che erano i numeri nel 2015, ma cercando di implementarli e ad aumentarli perché se dovessimo andare a fare un raffronto fra il numero di passeggeri e il personale impiegato nelle infrastrutture aeroportuali ci rendiamo conto che c'è un divario notevole tra l'aeroporto di Alghero, per esempio, e l'aeroporto di Olbia, quindi anche per far sì che nessuno dei dipendenti della società di Alghero possa essere messo in discussione dal punto di vista della propria attività lavorativa credo che questo debba essere uno dei principali obiettivi. Quindi io credo che possa essere chiaro che o si procede alla privatizzazione oppure non stiamo facendo gli interessi né della Sardegna né tantomeno del territorio del Nord ovest della Sardegna, credo che sia anche strumentale il fatto che sia stato sollevato sia dalla relazione di minoranza ma anche da qualche altro consigliere che è venuto prima di me, che il richiamo delle passività e la ricapitalizzazione venga finanziata con la CP2. Siamo nel mese di luglio, la previsione finanziaria per la CP2 della finanziaria 2016 era relativa a tutto l'anno 2016, se una parte di quelle risorse viene spostata sulla ricapitalizzazione dell'aeroporto di Alghero non credo che sia una cosa sbagliata, anche perché io mi auguro che la CP2 possa ripartire nel più breve tempo possibile, ma sarà un'attività che può riguardare i quattro mesi di quest'anno e quindi non dodici mesi come avevamo previsto. Quindi non c'è nessuna penalizzazione, non c'è nessuna rinuncia alla CP2, anzi io ne approfitto, così come abbiamo fatto in Commissione per chiedere all'assessore un impegno anche in questa direzione ma da questo punto di vista credo di poter rassicurare i colleghi della minoranza e tutto il Consiglio che non c'è nessun pericolo e nessun tentativo di non lavorare o di impegnare i soldi della CP2 per altre attività che servissero per l'attività della CP2 per il 2016 quindi io invito il Consiglio, in modo particolare i colleghi della minoranza a valutare meglio la propria posizione perché credo che tutti quanti abbiamo lavorato e stiamo lavorando non per penalizzare una infrastruttura così fondamentale per lo sviluppo economico e turistico della Sardegna, ma per valorizzarlo e possibilmente renderlo ancora più concorrente con gli altri aeroporti dell'Italia.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Un mesetto fa si era iniziato a discutere su questo tema e fu rinviato perché non c'era chiarezza, addirittura all'interno della stessa maggioranza. Poi, ci sono state delle elaborazioni nelle forze interne alla maggioranza, magari all'interno delle porzioni del PD, ma certo è che la chiarezza non è emersa, certo è che oggi non stiamo navigando in un mare tranquillo e non mi pare che ci siano venti che abbiano diradato le nuvole che erano pesanti in questa situazione di Alghero, ma non solo, perché è fuorviante pensare che bisogna parlare solo di Alghero perché Alghero è importantissimo per questo provvedimento ma non lo è per tutta la Sardegna, a volte in una condizione di gravità tale che spesso neanche con i mass media ci accorgiamo che siamo isolati e non siamo neanche la Gran Bretagna che pur essendo un'isola, qualcuno andava dal Re in altri tempi per dire quando c'era maretta o mare grosso nella Manica: "Maestà, il continente è isolato". Non l'isola! Non siamo in grado di poter dire noi quali sono i benefici che potrebbero derivare dall'essere un'isola? Di poter essere coloro i quali possono gestire un sistema che avrebbe avuto riflessi diversi anche per quel che riguarda il turismo. Oggi si canta per il periodo ferragostano, per un briciolo magari di settembre perché si è incrementato qualcosa, avete fatto il calcolo di quanto hanno incrementato le altre regioni d'Italia sul turismo? Altre nazioni come la Spagna? Non parliamo delle Baleari, non parliamo delle altre isole! Non voglio citare la Grecia che ha problemi chiaramente di salute, ma pensate a tutto quello che abbiamo perso nel momento in cui il Maghreb, il medio e vicino oriente che erano zone reclamate per fare turismo non hanno fatto più turismo per i fatti delittuosi che si sono verificati. E noi non siamo stati capaci di intercettare niente, ma cosa c'entra questo con Alghero? Beh, quando c'è un calo in un aeroporto, quando c'è una condizione di gravità per poter raggiungere la nostra isola, quando si impedisce a chi vuole venire come visitatore ospite in Sardegna di non poter prendere un aereo, come a noi sardi di poter andare a Milano o a Roma che sono tratte ordinarie, beh, allora mi stupisce che il Presidente della Commissione voglia tranquillizzare ancora una volta una condizione di pietà, quale è quella che vive la nostra isola oggi. Ma ancor più grave, e torno al dunque, è come mai nessuno si sia interrogato e ancor di meno sia stato posto nella relazione, prima della Giunta e poi della Commissione, quella di maggioranza per lo meno, nel dire perché siamo a questo punto. Antonio, è vero abbiamo dato 20 milioni di euro la scorsa legislatura, ma altri 10 sono stati dati prima, e siamo a 30 milioni e altri 10 sono adesso. Voglio dire, 30 milioni di euro e più della regione per coprire i deficit, le condizioni di precarietà, il fatto che sistematicamente venga eroso il fondo sociale, io mi chiedo ma non c'è nessuno responsabile, nessuno deve rispondere di questi danni, se è vero che sono denari della regione, non vogliamo dire chi è che ha governato quei processi di destra o di sinistra o di dove vuoi che sia? Ma possibile che non riusciamo a capire quali sono i valori ancora una volta della trasparenza, della legalità, del fatto che bisogna dire qual è la strada che questo Consiglio vuol percorrere? O ci limitiamo a dire: bene, madama la marchesa, approviamo questo, abbiamo dato il contributo ancora una volta, abbiamo appianato, ma non consideriamo le cose che poi possono avvenire. Dirò con estrema tranquillità, io e il mio Gruppo siamo per una privatizzazione della gestione aeroportuale, su questo non ci piove, ma non bisogna certamente andare con la benda negli occhi senza sapere quello che c'è dietro, tutto quello che nasconde questo sistema che ci vuole in qualche modo tenere chiuso, non facilmente comprensibile anche per quelle che sono le chiacchiere o i chiacchiericci che in Commissione, o a pie' di Commissione, vengono fatti. Io feci nomi e cognomi, non ho paura di niente e di nessuno, perché sono libero, non ho niente dietro le mie spalle, non ho niente da nascondere, per capirci. La F2I, chiunque esso sia e la rappresenti, sono forze forti ma solo per fare danaro, a me risulta tra l'altro che ci sia già una triangolazione, mi risulta che addirittura si stia già pensando di rivendere Alghero o di vendere una quota di Alghero ad altri. Forse velatamente si è parlato di Olbia interessata e così via, io dico che ci sono anche altre cose e bisogna essere chiari e trasparenti. O stiamo ancora vendendo e svendendo quelle che sono le infrastrutture portanti della nostra isola? Assessore, io capisco che lei poteva avere anche una buona intuizione in illo tempore quando parlava di una struttura organica che doveva gestire l'aeroportualità sarda. Ma di tutto quello che aveva proposto non ha costruito mezza virgola che poteva essere di utilizzo a partire dalla chiusura mi si dice insignificante di Tortolì e Fenosu. Bugia, perché nella recente visita in Corsica, quattro aeroporti ci sono e quattro funzionano, c'è una società di proprietà della regione che gestisce in positivo, chiude con 2 milioni di utile, noi non siamo capaci se non altro a rimpinzare chi ha sprecato i danari che li ha utilizzati in malo modo. Voi, io vi chiederei una cosa centro-sinistra, perché non fate una valutazione seria e guardate con coscienza se state facendo bene o se state facendo male ad andare con la benda negli occhi per poter dire va bene tutto diamo i danari e chiudiamo. È una condizione giusta? Io credo di no. Io credo che in questi frangenti bisogna avere gli occhi più che mai aperti, sapere ciò che si fa e vorrei capire, ancora una volta lo ripeto, chi ha sprecato perché ha sprecato; nei giornali si dice che si sono aumentati lo stipendio, bene spiegateci se è solo una questione di stipendi, dove sono finiti i danari, quale utilizzo ne è stato fatto, non sono due lire, sono milioni di euro. Allora, qual è la politica che questa maggioranza, questa Giunta intende proporre per domani alla Sardegna? Sui trasporti, sui collegamenti, per dare maggiore possibilità, virtualità che la gente venga, si trattenga e venga soprattutto in periodi difficili che non siano le quattro settimane di agosto. Sono interrogativi pesanti che la vostra coscienza dovrebbe porsi e non mettersi proni, davanti a una ingiunzione che non è quella certamente più valida, né più corretta, né più trasparente, né certamente quella che vi dà delle prospettive per il domani.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Fabrizio Anedda. Ne ha facoltà.

ANEDDA FABRIZIO (Gruppo Misto). Voglio ringraziare il collega Locci di aver notato la mia presenza e lo voglio tranquillizzare che non è mia intenzione sottrarmi alla discussione sull'esigenza di privatizzazione della società di gestione dell'aeroporto di Alghero. Perché non è una questione ideologica, ma è una questione di onestà gestionale della cosa pubblica. La situazione della società di gestione dell'aeroporto di Alghero sono da qualche tempo all'attenzione nostra, degli amministratori locali, degli imprenditori del nord ovest e dei cittadini sardi. La mia riflessione, su questo argomento, è stata subito quello di comparare la situazione di Alghero, della società di gestione, con quella degli altri due aeroporti principali della Sardegna. Alghero ha creato passivi nell'arco di 10 o 12 anni per circa 40 milioni di euro, Olbia produce attivi, Cagliari produce attivi. La situazione azionaria: Olbia, 79 percento meridiana, 10 percento camera di commercio e altre camere di commercio, quindi si può dire non pubblica; Cagliari, 94 percento camera di commercio, 3 percento della Sfirs; Alghero, 72 percento RAS, 28 percento della Sfirs, quindi completamente al gestione regionale. Allora, anche guardando il numero dei operatori e paragonandoli con il traffico negli aeroporti abbiamo che Alghero ha circa 240 o 250 operatori full time, e l'incidenza sui passeggeri è di uno ogni 6.000 e fa passivo. Olbia è un operatore ogni 10.000 passeggeri e fa attivo, Cagliari un operatore ogni 9.900 passeggeri è fa attivo. Poi ci sono i ricavi per i passeggeri non aviazione, cioè i servizi che ci sono all'interno dell'aeroporto, Alghero se non sbaglio non arriva a un euro per passeggero; Olbia, dai dati che m'hanno dato, è 35 euro passeggero; Cagliari si attesta sui 15 euro a passeggero. Posso desumere da questi dati l'incapacità della società di gestione di Alghero di gestire la cosa pubblica. Le criticità che emergano da un piano industriale che c'è stato presentato sono: costo del lavoro e pochi ricavi non aviazione. La privatizzazione è d'obbligo per non mettere la società in liquidazione, come è stato spiegato nella relazione, ma a questo punto penso che il privato o i privati che subentreranno dovranno mettere mano al disastro della gestione che c'è stata finora da parte dei partiti, controllata dai partiti, dalle associazioni e dai sindacati che hanno gestito finora la situazione della società di gestione. Ma quello che mi crea perplessità, nonostante le dichiarazioni da parte degli imprenditori di intervenire sullo sviluppo dell'aeroporto, è che non si sia costituita una cordata di imprenditori sardi, di quelli che tengono allo sviluppo turistico dell'isola, e purtroppo ad oggi non si sono ancora fatti avanti, quindi non so se si faranno avanti d'ora innanzi. Però tutti quanti lamentano che l'aeroporto deve essere gestito bene per il bene dell'isola, anche per tutta l'imprenditoria. Se la privatizzazione è un affare perché gli imprenditori sardi non si presentano? Forse è un segnale di un'imprenditoria sarda che non si vuole impegnare e preferisce fare profitto con gli investimenti pubblici, e non si vuole far carico dell'eventuale rischio di impresa. Così è troppo comodo fare profitti senza rischio di impresa. Questo è un segnale, a mio avviso, di un'imprenditoria locale debole, frutto di politiche regionali che non l'hanno fatta crescere, un'imprenditoria che si sta riducendo ad affittare le aziende come logistica ad aziende strutturate dell'Italia e dell'Europa.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Emilio Usula. Ne ha facoltà.

USULA EMILIO (Soberania e Indipendentzia). Siamo chiamati a decidere, spinti da obblighi ristrettissimi di tempo, su una vicenda datante da tempo, e che ha creato grandi difficoltà, apprensione e preoccupazione a tutto il popolo sardo, e in particolare ai territori del nord Sardegna e a quelle comunità di cui l'aeroporto di Alghero rappresenta un'asse economico fondamentale, irrinunciabile. Questo ha determinato da mesi una mobilitazione di quei territori e amministratori con in testa il sindaco di Alghero e la creazione di un tavolo di lavoro permanente. Questa pressione del territorio, dei rappresentanti e delle forze sociali ha permesso di ottenere dal Governo il ritiro della tassa aeroportuale, ma tutta una serie di questioni sono rimaste irrisolte e non hanno fatto ad oggi, devo dire, passi avanti significativi. Queste questioni riguardano in modo particolare: primo, chiarezza sul ruolo dell'aeroporto di Alghero come hub di Ryanair che sia il presupposto per un mantenimento e un rafforzamento delle rotte; secondo punto, apertura e opportunità all'intervento e alla possibilità di operare per nuovi vettori; presentazione e confronto pubblico di un piano industriale perché si arrivi alla conoscenza e alla successiva condivisione del piano industriale stesso; quarto punto, trasparente e coerente inserimento di Alghero nel sistema aeroportuale sardo all'interno di una chiara predisposizione di linee guida in materia condivise, linee guida che devono rappresentare il presupposto della creazione di un unico, coerente, efficiente ed efficace sistema regionale. In poche parole, c'è la necessità inderogabile, e siamo in chiaro ritardo, di una predisposizione di un vero e proprio piano regionale dei trasporti, moderno, all'altezza dei tempi e delle necessità della nostra terra, dei nostri cittadini, di chi vuole essere nostro ospite, e dei nostri operatori economici, e di chi con serietà volesse decidere di fare impresa in Sardegna. In tutto questo scenario, si evidenzia oggi lo stato di crisi gravissima in cui versa la società di gestione dell'aeroporto di Alghero, che obbliga di fatto all'intervento della Regione e della sua finanziaria controllata, la SFIRS, a predisporre un grosso esborso di risorse finanziarie pubbliche finalizzate a quella che stiamo chiamando ricapitalizzazione, privatizzazione della Sogeaal. Su questo punto però restano tanti dubbi, oggi la Regione è azionista di maggioranza. Dopo questa operazione quale quota rimarrebbe al pubblico, alla Regione? Quale spazio di competenza ai comuni? Anche se poi qualche chiarimento c'è stato dopo la riunione di ieri. È concreto il pericolo e siamo consapevoli del rischio che alla Regione potrebbe rimanere solo il 20 per cento della titolarità, e si determinerebbe così la perdita del controllo pubblico sullo scalo algherese. Noi Rosso Mori siamo per un rilancio dello scalo, perché riconosciamo ruolo e funzione pubblica, funzione sociale dell'aeroporto, non solo per il territorio di Alghero e del nord Sardegna, ma per l'intera isola. Siamo consapevoli del peso sociale anche in termini di posti di lavoro che la realtà aeroportuale algherese ha, anche se ci sarebbe da sottolineare molto su una chiara disparità di posti di lavoro effettivi in quella realtà rapportati alla mole di traffico aereo tra i diversi scali sardi di cui faceva cenno anche il collega Anedda. Pretendiamo anche per questi motivi che questo rilancio, con il previsto impegno economico a carico di tutti i sardi, avvenga secondo un quadro di regole, obiettivi e visione del futuro ruolo, chiari, condivisi e sostenibili. In poche parole, chiediamo che le regole e le determinazioni che si prenderanno dalle assunzioni di personale, agli atti di gestione, siano trasparenti e inequivocabili, e che la regia rimanga in mano pubblica, e all'investitore privato venga data la possibilità, sì, di operare e portare avanti la sua impresa, ma che questa sia all'interno di un piano di utilità pubblica prioritaria e da rispettare. L'obiettivo principale deve rimanere il rispetto e il perseguimento degli interessi del popolo sardo. Per questo esprimiamo forte preoccupazione per la poca chiarezza di tutta l'operazione, per la mancata condivisione e lo scarso confronto con le stesse amministrazioni locali e forze sociali, per l'assenza ancora, di fatto, di un quadro normativo che possa essere chiamato piano regionale dei trasporti. Per questo facciamo nostre le preoccupazioni espresse da quegli amministratori quando denunciano una scarsa conoscenza di un piano industriale, e affermano anche la possibile ingerenza di attori di cui non si capisce bene identità, ruolo, peso, obiettivi e strategie. Noi Rosso Mori non siamo per bloccare lo sviluppo, anzi, al contrario, siamo perché tutta l'azione di governo sia finalizzata in modo trasparente e chiaro a creare un futuro migliore, attraverso una gestione e utilizzo delle risorse pubbliche coerente e compatibile con l'idea di tutelare in tutti i modi possibili la nostra terra. Noi vogliamo essere protagonisti e siamo pronti e vogliamo condividere scelte giuste e non essere corresponsabili di azioni o di determinazioni che non siano finalizzate a garantire, appunto, un futuro migliore. Per questo, ammettendo che siamo arrivati a un punto di non ritorno che impone di fatto oggi quel processo di capitalizzazione o ricapitalizzazione e privatizzazione, chiediamo che le scelte che facciamo oggi siano scelte che non possono e non devono avere in alcun modo ricadute negative per il futuro dei nostri territori, dei nostri concittadini. Di questo chiediamo garanzie e impegno solenni, questo andremo e dovremo monitorare con puntiglio e severità, di questo saremo chiamati a rispondere, di questo sarà chiamato a rispondere il presidente Pigliaru, questo Assessore attuale, questa Giunta, questa maggioranza, questo Consiglio regionale. Voteremo a favore di questa legge solo ed esclusivamente con questo intendimento. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Luigi Lotto in qualità di Capogruppo. Ne ha facoltà.

LOTTO LUIGI (PD). Io credo che la scelta di fondo che stiamo facendo oggi approvando questa legge parta da una considerazione che è questa: la gestione dell'aeroporto di Alghero è un fatto importante? Ovviamente la risposta di tutta quest'Aula è sì. È un aeroporto che negli ultimi quindici anni ha anche modificato il suo stato, ha fatto importanti investimenti, anche ultimi, di fondi disponibili previsti nel 2011 e messi a disposizione solo un anno fa, e quindi in fretta e furia investiti, perché se no sarebbero andati anche persi, si sta andando ad inaugurare una nuova ala, si stanno creando le condizioni perché funzioni in tutte le sue parti e quindi abbia la possibilità di avere anche nuovi introiti e maggiori opportunità di non ripetere la storia che lo ha contraddistinto in questi ultimi vent'anni, e cioè una storia triste, che ha portato troppo spesso la Regione e gli enti locali, a suo tempo anche loro proprietari di questa società, a ricapitalizzare per mettere rimedio a ciò che la politica non riusciva a realizzare al meglio. E se alla domanda se l'aeroporto di Alghero è importante si risponde sì, dobbiamo essere conseguenti. Certamente la storia poteva essere diversa, potevamo incappare in una società che non necessitava di essere ricapitalizzata, e probabilmente se anche la Regione fosse stata più puntuale negli ultimi 7-8 anni ad erogare danari che all'aeroporto servivano per funzionare, avremmo avuto una società con meno oneri di carattere finanziario dovuti al ricorso alle banche, certamente sarebbe stata diversa se avessimo avuto una società con un ottimo rapporto addetti-passeggeri, qualcuno questi dati li ha riportati puntualmente poco fa, con elevati ricavi da attività non aviation, se avessimo avuto a che fare con una società con utili. Se avessimo avuto tutta questa situazione, non avremmo parlato di privatizzazione, e nessuno ce l'avrebbe imposta. Così non è ma sarebbe potuto essere, badate, perché di società che lavorano bene, anche pubbliche, in Sardegna, anche controllate dagli enti locali, ne abbiamo, di società che sono partite in condizioni devastate e che sono state risanate, ne abbiamo. Oggi, per questa società dell'aeroporto di Alghero le condizioni perché con questa gestione pubblica si possa arrivare a un risanamento non ci sono, perché se questa ricapitalizzazione non si fa la società viene chiusa, e si perde anche quell'affidamento della gestione che l'Enac ha fatto anni fa per i prossimi 30 e più anni a venire. Avremmo anche preferito non dover sottostare a una procedura d'infrazione, che ha senz'altro condizionato l'opera dell'Assessore e della Giunta: non ci fosse stata quella procedura d'infrazione sulla legge 10 probabilmente un anno e mezzo fa o due anni fa la Giunta avrebbe potuto muoversi con maggiore agilità, con maggiore possibilità di scegliere come avviare questo processo di privatizzazione. Così non è stato, per errori commessi da chi ha gestito la politica in tutti questi anni, non è che li ha fatti Gesù bambino i disastri che abbiamo, li abbiamo fatti noi, ciascuno con la responsabilità di cui eventualmente sarà chiamato a rispondere. Quindi la procedura e tutto quello che è successo ha condizionato il come ci si è mossi. Una storia quindi fortemente condizionata da responsabilità politiche non attuali e le più disparate, che hanno portato questo stato di cose. Certo, oggi c'è un piano industriale e a me fa specie che si dica che siccome fra tre anni si può anche entrare in una fase in cui si possono fare utili, non privatizziamo: se noi non privatizziamo, questa società non ci sarà più, quindi non può essere utilizzato il fatto che c'è un barlume di speranza che si può anche invertire la tendenza per dire " non lo facciamo più questo processo", perché non va bene.

Il pubblico l'ha avuta l'opportunità per vent'anni di creare una società funzionante e funzionale con diversi parametri economici al suo interno, e non l'ha sfruttata come avrebbe dovuto, e oggi per fortuna una prospettiva si intravede, perché se non ci fosse stata neanche questa prospettiva noi, non solo non avremmo avuto più concorrenti, ma non ne avremmo avuto neanche uno che si presentava a gestire questa realtà, però significava anche che quell'aeroporto ad Alghero avrebbe avuto non pochi anni ma comunque non una prospettiva di sviluppo e di crescita. Un piano industriale di cui si conoscono comunque i dati fondamentali per poter ragionare; anche adesso la discussione "non ci avete detto di che si tratta" mi sembra un po' speciosa, l'Assessore ha distribuito ieri un documento dove i principali dati che ci consentono di dire se si può ragionare in un modo piuttosto che in un altro ci sono, e fanno intravedere quella prospettiva, ora si tratta di capire come, a norma di legge vigente, europea, nazionale e anche regionale, si possa salvare la società e cambiando registro, perché non possiamo pensare di continuare con il registro vecchio, continuare a far vivere l'aeroporto. Questo è l'obiettivo di fondo che abbiamo tutti quanti e che dobbiamo pretendere dalla Giunta che consegua. Poiché le possibilità non sono solo quella, c'è anche la possibilità, e probabilmente qualcuno la carezza pure, che quell'aeroporto venga avviato a un processo di dismissione; ovviamente nessuno qua pensa questo, e tantomeno lo pensiamo noi, però se siamo convinti di questo dobbiamo anche essere convinti che non c'è alternativa a che questa legge oggi venga approvata. Dobbiamo tutti, con onestà intellettuale e coerenza, prendere atto che lo stato attuale della SOGEAAL dimostra che la politica negli anni non sempre ha fatto il suo dovere. Serve un cambio di rotta, che veda i privati coinvolti ma che non veda la Regione disinteressata dalle prospettive e alla futura gestione. Come pure io giudico positivamente il fatto che il Presidente abbia avanzato, concordata con gli enti locali, l'ipotesi di un possibile non coinvolgimento degli enti locali ma ricoinvolgimento, perché gli enti locali prima c'erano in questo aeroporto, come c'era anche la Camera di commercio, poi non ci sono stati più perché quando si inizia a generare perdite non si riesce a far fronte, l'unica che riusciva a far fronte era la Regione che per poterlo fare ha dovuto perdersi tutto. Noi vogliamo riscrivere una pagina diversa, e anche un coinvolgimento dei Comuni che non è nella gestione dell'aeroporto ma è nel controllo della gestione dell'aeroporto, che è cosa diversa, come anche quello della Regione dovrà essere un ruolo di controllo della gestione dell'aeroporto, perché è cosa diversa. Quindi una prospettiva da disegnare e costruire non per commettere gli stessi errori ma per confermare l'interesse della Regione verso questa infrastruttura, importante per l'economia del territorio, qui lo riconoscono tutti a prescindere dal colore politico di ciascuno di noi, però io azzardo anche a dire che serve che il territorio abbia la capacità di costruire le condizioni perché l'aeroporto abbia una ragione di vita. Non può essere a senso unico anche il rapporto territorio-aeroporto: l'aeroporto è una infrastruttura fondamentale perché una prospettiva per lo sviluppo del territorio sia concreta, ma un territorio che sappia individuare la sua prospettiva è essenziale perché l'aeroporto sopravviva e trovi nello sviluppo economico di quel territorio una ragione concreta di sopravvivenza.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (F.I.). Rilevo con soddisfazione che finalmente anche la sinistra si è convertita alle politiche liberali.

LOTTO LUIGI (P.D.). Non è vero.

PITTALIS PIETRO (F.I.). È vero nella misura in cui giustificate i processi di privatizzazione, e, sentendolo anche dal comunista doc Anedda, sul fatto che è importante la gestione, beh, avete detto cose che davvero di sinistra non hanno neanche la minima ombra. Io sono contento di questo dato e mi fa piacere perché vi state convertendo pian pianino e quindi è la storia vedete che ci dà ragione e quindi l'opera che i grandi padri del liberalismo europeo hanno fatto sta lasciando il segno. Però, caro Luigi Lotto, siamo d'accordo che bisogna fare ogni sforzo per salvaguardare una struttura importante come l'aeroporto di Alghero e salvaguardarla nell'ottica e di quel territorio e di tutta la Sardegna, ma perfino i più accesi liberali e liberisti sanno distinguere tra privatizzazione e privatizzazione, tra quella che è una privatizzazione com'è stato ricordato al buio, una privatizzazione che probabilmente è già preordinata per altri scopi e che forse l'aeroporto di Alghero e gli interessi di quella comunità sono sacrificati e messi in secondo piano, questo è il problema ed è su questo che noi vorremmo far attirare l'attenzione stamattina. C'è modo e modo di privatizzare, si può fare alla luce del sole, si può fare facendo una gara seria, pubblica, ad evidenza pubblica, non dove sia già predeterminato l'aggiudicatario, il soggetto che ne assumerà la gestione e la proprietà. E poi onorevole Lotto il suo veramente si presta ad essere anche facilmente confutato, lei dice: "La gestione pubblica determina perdite, dunque bisogna privatizzare". Allora anche le aziende sanitarie che determinano perdite vanno privatizzate? Vanno privatizzati tutti gli enti e tutti gli organismi di valenza pubblica che determinano perdite? No, il problema l'avreste dovuto e lo dovremo affrontare sotto altro profilo, porci il problema perché determinano perdite, i consorzi di bonifica, i consorzi industriali, l'ARST, e lì non si parla di privatizzazione, perché? Perché qui c'è un interesse economico ben individuato che già si sa ed è questa la vergogna e lo scandalo Assessore, e su questo non faremo sconti perché qui si tratta veramente di non aggiungere disastro al disastro che le politiche dei trasporti stanno determinando in questa regione. Il trenino cosiddetto veloce, la vertenza Tirrenia, quello in generale dei trasporti marittimi, Ryanair che va via, il problema che l'Unione sarda stamattina ricordava, io pensavo che fosse un abbaglio di qualche giornalista, ho visto che c'è una convenzione, un atto aggiuntivo del 1 luglio del 2016 che effettivamente riconosce ad Alitalia graziosamente risorse che sono sottratte indebitamente dalle tasche dei sardi, Assessore. Ma di cosa stiamo parlando? Io ho la chiara sensazione Assessore che questo modo di agire, perché lei è persona perbene e intelligente, faccia parte di un suo disegno, lei secondo me chiede di essere cacciato da questa Giunta regionale, secondo me c'è un disegno perché lei vada a fare altro che non sia l'Assessore dei trasporti, non si spiega altrimenti, non si spiega altrimenti! Perché altrimenti il buon senso, la politica nel senso più nobile, la politica se fosse presente io penso che non si scadrebbe in questa situazione che davvero sta determinando disagi ai sardi, i sardi che rimangono a terra perché non ci sono posti e noi diamo un milione e 600 mila euro ad Alitalia contravvenendo a disposizioni ben precise che sono contenute nel decreto ministeriale e nella convenzione. E di questo, assoluto silenzio, pare che la questione debba soltanto riguardare non il dibattito di quest'Aula ma la chiacchiera al bar e no, noi su questo approfondiremo Assessore, preannuncio che stiamo presentando un'interrogazione urgentissima per capire da dove ha preso quelle risorse e perché le ha prese, perché le ha destinate senza neanche un passaggio in quest'aula, all'Alitalia graziosamente senza che vi sia una norma che autorizzasse a fare questo. Allora ecco perché anche sulla vicenda di Alghero noi vogliamo invitarvi ancora una volta alla prudenza, ma almeno accogliete l'invito non che vi hanno fatto i consiglieri dell'opposizione, accogliete l'invito del relatore di maggioranza che ha messo bene in evidenza che un conto è la ricapitalizzazione, altro conto è il processo di privatizzazione che volete perseguire. Noi siamo d'accordo, questo lo dico senza spirito veramente che sappia di chi sa quale forma di ammiccamento con una parte della maggioranza che non condivide questa procedura e io che sono stato sempre uno che ha criticato l'onorevole Soru e non gliene ho mai fatto passare una, io devo dire che quello che ho sentito, che ha detto ieri ad Alghero, ha detto cose di buon senso. Ha detto cose di buon senso e allora se non ascoltate noi e se non volete ascoltarci perché siamo all'opposizione, ascoltate almeno le voci autorevoli della vostra maggioranza, ascoltate almeno chi davvero su una materia di questa valenza e di questa importanza ha convenuto con noi che è affrettato questo processo che state mettendo e che volete mettere in atto, ma aggiungiamo è un processo sospetto. Presidente Pigliaru, io mi appello alla sua onestà, alla sua lealtà, questo è un processo che è carico di nubi e di ombre, carico di nubi e di ombre così come è congegnato. Costa molto procedere alla ricapitalizzazione, fermarsi e poi capire insieme anche con il sistema degli enti locali? Questa cosettina che vi siete inventati di attribuire quote residuale ai comuni di Sassari e di Alghero è una vergogna, è una vergogna alla quale non si devono neanche prestare i sindaci che è un modo per dire: "Tutti siamo d'accordo". No Assessore lei non rida, l'avete detto voi, l'hanno detto i consiglieri della maggioranza, allora o dite una cosa ad Alghero quando siete nel Nord o ne dite un'altra quando siete a Cagliari! Il problema a questo punto è semmai se volete valorizzare il ruolo dei comuni del Nord Sardegna ma cedete a loro l'intera quota di partecipazione della regione, che siano loro e allora ecco che c'è davvero un sistema…

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore dei trasporti.

DEIANA MASSIMO, Assessore tecnico dei trasporti. Io cercherò di rispondere ad alcuni quesiti e porre fine ad alcune incertezze, qui non c'è nessuna nube e nessuna oscurità, ahimè le cose sono molto chiare, poi se qualcuno ovviamente ha delle opinioni differenti è legittimo che le esprima, ma quello che non deve essere tollerato è ovviamente che si facciano delle illazioni, perché qui nessuno ha interessi e nessuno sta andando neanche un millimetro al di là di quello che la legge prevede, impone e consente. La società di gestione dell'aeroporto di Alghero è una società pubblica che ha una concessione quarantennale per la gestione dell'aeroporto di Alghero, questa concessione è stata assentita nel 2007 e scadrà nel 2047. Noi riteniamo che l'aeroporto di Alghero e la sua società di gestione, che attualmente è totalmente in mano pubblica, siano un asset importante della Regione, così come riteniamo che siano importanti i 31 anni residui di concessione totale per la gestione dell'aeroporto. La società di gestione dell'aeroporto di Alghero è stata ricapitalizzata con copertura delle perdite ben cinque volte dal 2003 al 2010, per oltre 20 milioni di euro. Quando siamo arrivati nel 2014 abbiamo trovato un capitale sociale che lo ricordo, e lo ricordo in particolar modo adesso all'onorevole Pittalis che è intervenuto, la convenzione Enac prevede che la società debba avere una capitalizzazione minima di 7.754.000, cito a memoria, di cui almeno il 20 per cento deve essere delle della Regione Sardegna. Ovviamente si può ricontrattare la concessione, ma questo è quello che prevede la concessione. Nel momento in cui abbiamo visto i bilanci e siamo arrivati alla fine dell'anno 2014, anno del nostro insediamento, la società di gestione aveva un capitale residuo di 2.229.000. Questo significa che il capitale era stato eroso a meno di un terzo del capitale previsto dalla convenzione. In questi casi ai sensi del articolo 2446 del codice civile, che molti in quest'aula conoscono, è necessario immediatamente procedere o a una ricostituzione del capitale nella sua entità minima, ovvero a un abbattimento del capitale, ma l'abbattimento del capitale non è possibile perché al di sotto di quel capitale di cui abbiamo parlato ovviamente cessano i presupposti della concessione. Quindi la Regione si trova nel dicembre del 2014 di fronte alla necessità di dover ricostituire quel capitale, ma non ha la possibilità di ricostituirlo nelle forme ordinarie perché ovviamente negli anni precedenti ci sono stati due elementi fondamentali: uno, le ricapitalizzazioni generose e continue nel decennio precedente, che costituiscono un limite all'intervento secondo la disciplina comunitaria; due, il divieto di intervento di società pubbliche che hanno registrato disavanzi nel triennio precedente. Quindi cosa decidiamo? Decidiamo di intervenire mediante una immediata delibera di ricapitalizzazione, senza però poter sottoscrivere, perché il codice civile consente di separare la ricapitalizzazione dalla sottoscrizione del capitale, deliberiamo quindi una ricapitalizzazione ma rinunciamo ovviamente a sottoscrivere le azioni, cosa che non avremmo potuto fare per quei due motivi, e quindi sottomettiamo ai sensi sempre del codice civile al mercato la possibilità di ricapitalizzare l'aeroporto. Anche qui, i signori consiglieri, molti da più parti hanno sollevato degli interrogativi, dei dubbi, io sono lieto di poter specificare. L'operazione non è un'operazione che è venuta in mente in segrete stanze, ma è stata ovviamente vagliato dai più alti vertici amministrativi questa Regione, è stata avallata dal Ministero dei trasporti, dal Ministero dell'economia e delle finanze, dall'Enac, i quali sono soggetti vigilanti su questo tipo di intervento e che hanno tutta la possibilità ovviamente poi di confrontarsi, qualcuno ha parlato di ANAC, autorità anticorruzione, questo è un processo chiaro, limpido che è stato sottoposto al vaglio di tutti i soggetti che lo dovevano vagliare, ed è stato pubblicato. Quindi qualunque soggetto interessato a sottoscrivere la quota di azioni messa in vendita lo può tranquillamente fare. Non è messa in vendita, messa alla sottoscrizione del mercato. E la scelta è data dal fatto che quei 2.229.000 che erano il capitale sociale minimo in quel momento rappresentano il 28 per cento della società, quindi abbiamo sottoposto alla sottoscrizione pubblica il 72 Per cento delle azioni. Questo è il motivo. Tra l'altro questo 28 per cento ci consente di stare comodamente all'interno di quel 20 per cento che è l'obbligo di detenzione pubblica della società di gestione. Cosa succede? Succede che il processo si sarebbe dovuto svolgere in tempi molto rapidi, qualcuno ricorderà che il bando è stato pubblicato, l'avviso pubblico è stato pubblicato nella primavera del 2015, e che si è avuta la prima scadenza nel maggio del 2015. Nel maggio del 2015 nessuno ha presentato un'offerta, perché nel mentre era ancora pendente, come tutti ricordano, la procedura di infrazione e nessuno si accollava ovviamente il rischio, nessun investitore privato, di sottoscrivere il 72 per cento di una società che avrebbe potuto essere condannata a restituire, da lì a poco, un massimo di 38 milioni. Fortunatamente questo non si è verificato, ma nessuno ne poteva avere la certezza, men che meno uno che investe i suoi danari in questo tipo di operazione. Quindi l'operazione è andata avanti nel senso che il consiglio di amministrazione dell'aeroporto di Alghero, vedendo che la manifestazione di interesse non portava a nessuna presentazione proprio per questo tipo di pendenza, ha dato più proroghe, che tutte le volte sono state date nell'attesa che venisse esitata la decisione della Commissione, questa è arrivata come voi sapete il 29 di questo mese, e l'unica cosa sicura, certa, incontestata da parte di tutti è che, perché lo ha detto anche nel suo comunicato la Commissione europea, è che gli aeroporti non sono tenuti a nessun obbligo di restituzione. Quindi da questo punto di vista questa parte del terreno è stata sgomberata da ogni dubbio. A questo punto si riaprano le prospettive, ma andiamo a controllare, ovviamente lo tenevamo sotto controllo, andiamo a controllare il bilancio la società che, nel mentre, da quei famosi 2.229.000, ha totalmente eroso il capitale sociale e ha anche registrato ovviamente delle perdite. Quindi a questo punto passiamo dalla situazione del articolo 2246 della immediata ricostituzione del capitale sociale, a quella del 2247 che invece pone la società in una condizione molto diversa. Qui senza indugio bisogna procedere alla ricostituzione, ovvero si porta la società in una condizione di non facile… sto usando un eufemismo, la società ovviamente andrebbe in liquidazione! A questo punto che cosa succede? Succede che noi dobbiamo costituire immediatamente un intervento legislativo, che è quello che stiamo discutendo quest'oggi, con il quale azzeriamo le perdite e ricostituiamo il capitale sociale a quelle condizioni minime sulle quali è partita la procedura diciamo di sottomissione all'interesse pubblico alla sottoscrizione di azioni. Ed è per questo che quindi abbiamo una parte del nostro intervento che azzera le perdite, e una parte del nostro intervento che invece ricostituisce il capitale a quel numero, 2.229.000 eccetera. Ora in questa condizione noi ci troviamo quindi di fronte ad una situazione in cui il nostro intervento viene consentito per non essere considerato aiuto di Stato, e quindi rispondo, viene consentito per non essere considerato aiuto di stato e quindi aiuto al funzionamento che andrebbe notificato, e i tempi sono questi, solamente nella misura in cui ricostituisce quelle condizioni necessarie per l'intervento di un privato. Quanto all'intervento di un privato, massima trasparenza, qui ci sono diversi soggetti che fino ad oggi hanno dichiarato il proprio interesse, che hanno fatto accesso alla data room, non gestiamo noi il settore, ma lo gestisce ovviamente un responsabile del procedimento che è la società di gestione, e questi privati speriamo che dopo l'approvazione di questa legge, che speravamo potesse essere approvata un mese fa, probabilmente speriamo diventeranno di più, perché avranno un maggiore interesse ad andare a vedere i conti e a verificare i loro interesse al loro ingresso all'interno di questa società.

PRESIDENTE. Grazie Assessore. Dichiaro chiusa la discussione generale. Passiamo alla votazione sul passaggio all'esame degli articoli.

Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Grazie signor Presidente, io sono veramente costernato, ho sentito le parole dell'assessore Deiana e di fatto nulla dicono, nulla tolgono e nulla aggiungono a tutto ciò che abbiamo detto. L'assessore Deiana dice no alle illazioni, noi non facciamo illazioni, portiamo dati di fatto e credo che l'assessore Deiana non possa assolutamente consentirsi di puntare il dito e dire no illazioni. L'assessore Deiana dovrebbe ricordare che cosa è accaduto in questi mesi, dovrebbe ricordare tutte le giustificazioni naufragate miseramente che ha addotto per non avviare politiche di sostegno low cost, prima era la decisione della Commissione europea sulla procedura d'infrazione sulla legge numero 10, poi l'addizionale sui diritti aeroportuali, adesso abbiamo la privatizzazione, l'ultima scusa, l'ultima giustificazione! È evidente che c'è un disegno, lo dicevamo a gennaio che c'era un disegno perché tutti i passaggi tattici conducevano verso un obiettivo ultimo: di consegnare una società ai privati non è vero che la procedura è del tutto inappuntabile, quando gli enti di cui ha parlato l'assessore Deiana hanno dato il placet l'hanno dato perché? Perché obiettivamente è possibile anche il pari passu, ma non ci si venga a dire che è obbligatorio il pari passu, è una presa in giro Assessore! È una presa in giro! Le leggo, Assessore, un passaggio deliberato dalla Corte dei Conti della Regione Puglia dell'11 marzo 2016, che parla del pari passu: "Sono consentiti quindi gli interventi di salvataggio allorché ci sia un programma industriale o una prospettiva che realizzi l'economicità e l'efficienza della gestione nel medio e lungo periodo, quindi si può superare il divieto imposto dal comma 19 dell'articolo 6 del decreto legge numero 78 del 2010, si può superare allorché ci sia un programma di sviluppo, un programma di crescita, un programma di gestione della società che faccia intravedere la luce, ed è questo che la SOGEAAL ha fatto, perché il piano industriale del 13 luglio fa intravedere la luce, caro Assessore altrimenti è falso, e comunque quel Piano industriale, come lei ben sa, a nulla serve. A nulla serve il vostro 28 per cento e l'8 per cento dei comuni, perché il privato potrà fare quello che riterrà opportuno fare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giancarlo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA GIANCARLO (FI). Grazie Presidente, il collega Marco Tedde ha appena fatto capire, anche con parole dure nel suo intervento, quello che sta per accadere ad Alghero, colleghi consiglieri. Ritorno su un argomento che dovrebbe essere caro a chi sta da quella parte dell'emiciclo, a quella che si autodefinisce sinistra: in questa privatizzazione, cari colleghi, non ho sentito nessuno di voi, ma dico nessuno, nei vostri interventi avere un benché minimo dubbio o una benché minima preoccupazione riguardo per esempio ai lavoratori della SOGEAAL. In questa benedetta privatizzazione, a leggere questo famoso Piano industriale, sembrerebbe che ci siano, dentro l'aeroporto di Alghero, un numero di lavoratori eccessivi, allora, cari colleghi del centro sinistra, qualcuno di voi mi dice che intenzioni avete su quei lavoratori che, a leggere da questo documento sarebbero in sovrannumero? Che cosa volete fare? Questa nuova azienda privata, metterà un manager di quelli specializzati in taglio di teste? Perché è questo che potrebbe avvenire! In un territorio come il nostro, come quello del centro e del nord ovest della Sardegna non ci possiamo permettere più di perdere neanche un posto di lavoro! Lo dico soprattutto agli amici ed onorevoli colleghi che vengono dal nostro territorio. La preoccupazione non penso che ce l'abbia solo Giancarlo Carta o Marco Tedde che vengono da quel territorio, la preoccupazione dovrebbe essere di tutti voi, invece vi vedo troppo tranquilli, troppo sereni, troppo proni ad una decisione che come al solito arriva da altri tavoli e che taglia fuori il nostro territorio. Allora, cari colleghi, questa cosa va verificata, va vista con attenzione, nel modo migliore, perché non può essere, com'è successo per esempio con la legge sulle aziende sanitarie, che quasi a nessuno interessasse per esempio dei lavoratori precari che garantiscono livelli assistenziali all'interno di ciascuna ASL della Sardegna. Sembra quasi che solo grazie all'apporto di questa parte politica ci sia stata una minima benevolenza, una minima, si poteva fare molto di più. Però una sinistra che si rispetti dovrebbe come prima cosa dire all'assessore: senti ma questa privatizzazione cosa comporterà? Che bagno di sangue comporterà?

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 1. All'articolo 1 è stato presentato l'emendamento soppressivo parziale numero 1.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1:

Art. 1

Interventi sul capitale della SOGEAAL Spa

1. Ai fini del perseguimento dell'interesse pubblico alla valorizzazione dello scalo di Alghero quale aeroporto di interesse nazionale ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 17 settembre 2015, n. 201 (Regolamento recante l'individuazione degli aeroporti di interesse nazionale, a norma dell'articolo 698 del codice della navigazione), è autorizzato ai sensi dell'articolo 2447 del Codice civile e nel rispetto dei principi di cui all'articolo 6, comma 19, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78 (Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica), così come recepiti nell'articolo 18, commi 42 e 43, della legge regionale 30 giugno 2011, n. 12 (Disposizioni nei vari settori di intervento), l'intervento sul capitale della SOGEAAL Spa da parte dei soci Regione Sardegna e SFIRS Spa, nella misura massima di complessivi euro 5.821.550 per copertura perdite, e comunque sulla base di una situazione contabile (patrimoniale ed economica) infrannuale approvata dall'assemblea dei soci, riferita ad una data non antecedente trenta giorni rispetto alla medesima assemblea dei soci, e sottoscrizione del capitale sociale nella misura del 28,75 per cento. L'intervento è autorizzato esclusivamente nel rispetto del principio del "MEIP".

2. Le operazioni di cui al comma 1 sono subordinate alla contestuale sottoscrizione, da parte di idoneo investitore privato, secondo il principio del "pari passu", selezionato in esito alla procedura di privatizzazione indetta nel maggio 2015 ed ancora non definita di cui all'articolo 1, comma 2, della legge regionale 13 aprile 2010, n. 10 (Misure per lo sviluppo del trasporto aereo), di un intervento sul capitale sociale di SOGEAAL Spa non inferiore ad euro 9.468.804 finalizzato all'acquisizione del 71,25 per cento del relativo pacchetto azionario.

3. Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata, nell'anno 2016, la spesa in capo al socio Regione Sardegna, fino a complessivi euro 4.669.000 (missione 10 - programma 04 - titolo 03 del bilancio regionale per gli anni 2016-2018).)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento, ha facoltà di parlare il consigliere Salvatore Demontis, relatore di maggioranza.

DEMONTIS SALVATORE (PD), relatore di maggioranza. Parere contrario.

PRESIDENTE. Per il esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore dei trasporti.

DEIANA MASSIMO, Assessore dei trasporti. Parere contrario.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Per chiedere il voto segreto sull'emendamento.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dall'emendamento numero 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 48

votanti 46

astenuti 2

maggioranza 24

favorevoli 19

contrari 27

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Anedda - Busia - Cappellacci - Carta Giancarlo - Cherchi Augusto - Cherchi Oscar - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Comandini - Congiu - Cossa - Crisponi - Dedoni - Demontis - Deriu - Desini - Fasolino - Forma - Ganau - Ledda - Locci - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Oppi - Orru' - Perra - Pigliaru - Pinna Giuseppino - Pinna Rossella - Piscedda - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Sabatini - Satta - Solinas Antonio - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tendas - Tocco - Truzzu - Usula - Zanchetta - Zedda Paolo.

Si sono astenuti: il Presidente Ganau - Oppi.)

Metto ora in votazione l'articolo 1.

Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 2.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:

Articolo 2

Norma finanziaria

1. Agli oneri derivanti dalla presente legge, quantificati per il socio Regione Sardegna fino a complessivi euro 4.669.000, si fa fronte mediante pari riduzione dell'autorizzazione di spesa, per l'anno 2016, di cui alla legge regionale 2 dicembre 2011, n. 25 (Norme per la copertura finanziaria della continuità territoriale), e successive modifiche ed integrazioni (missione 10 - programma 04 - titolo I - cap. SC07.0627).)

Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione l'articolo 2.

Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 3.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:

Articolo 3

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna (BURAS).)

Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione l'articolo 3.

Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo la votazione finale della legge.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Presidente, parlo a nome del mio Gruppo: dichiariamo di abbandonare l'aula perché non ci prestiamo ad un pasticcio evidente che l'approvazione di questa legge, così come è congegnata, determinerebbe. Non vogliamo avere neppure la responsabilità di un no chiaro che abbiamo già manifestato nella fase del passaggio agli articoli, questo perché riteniamo che davvero non ci deve vedere in nessun modo corresponsabili degli effetti che questa legge determinerà e che purtroppo avrà anche ripercussioni sui lavoratori di quell'aeroporto, quindi decidiamo di lasciare l'Aula e il mancato voto venga segnato, lo segnaliamo anche agli uffici, come assenza politica.

PRESIDENTE. Ne approfitto per ricordare che è convocata la Conferenza dei Capigruppo al sesto piano, immediatamente alla chiusura dei lavori.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 359.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Satta si è astenuto.

Rispondono sì i consiglieri: Anedda - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Comandini - Congiu - Demontis - Deriu - Desini - Forma - Ledda - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pigliaru - Pinna Rossella - Piscedda - Sabatini - Solinas Antonio - Tendas - Usula - Zanchetta - Zedda Paolo.

Rispondono no i consiglieri: Orru' - Truzzu.

Si sono astenuti: il Presidente Ganau - Cossa - Crisponi - Dedoni - Oppi - Pinna Giuseppino - Rubiu - Solinas Christian - Tatti.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 38

votanti 29

astenuti 9

maggioranza 15

favorevoli 26

contrari 2

(Il Consiglio approva).

La seduta è tolta, il Consiglio sarà riconvocato a domicilio, ricordo che è convocata immediatamente al sesto piano la Conferenza dei Capigruppo.

La seduta è tolta alle ore 13 e 27.



Allegati seduta