Seduta n.183 del 26/07/2016 

CLXXXIII Seduta

Martedì 26 luglio 2016

(POMERIDIANA)

Presidenza del Presidente Gianfranco GANAU

indi

del Vicepresidente Eugenio LAI

indi

del Presidente Gianfranco GANAU

La seduta è aperta alle ore 16 e 47.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 13 luglio 2016 (179), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Ugo Cappellacci e Paolo Zedda hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 26 luglio 2016. Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Annunzio di presentazione di proposta di legge

PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la proposta di legge numero 356.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Istituzione dell'Azienda sanitaria unica regionale (ASUR) e disposizioni di adeguamento dell'assetto istituzionale e organizzativo del servizio sanitario regionale. Modifiche alla legge regionale 28 luglio 2006, n. 10 (Tutela della salute e riordino del servizio sanitario della Sardegna. Abrogazione della legge regionale 26 gennaio 1995, n. 5). (321/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 321.

Eravamo alla votazione degli emendamenti all'articolo 1, siamo arrivati agli emendamenti sostitutivi parziali numero 557, con parere favorevole della Giunta e della Commissione, con gli emendamenti all'emendamento numero 562 con parere favorevole, sull'emendamento numero 563 c'è un invito al ritiro. Il parere è contrario su tutti gli altri emendamenti, si tratta degli emendamenti numero 566, 569, 583, 565, 564, 567, 571, 572, 573, 574, 575, con parere contrario.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (P.D.). Presidente, sull'ordine dei lavori, per chiedere cinque minuti di sospensione.

PRESIDENTE. La seduta è sospesa per cinque minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 16 e 49, viene ripresa alle ore 16 e 55.)

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta, siamo gli emendamenti dell'articolo 1, al sostitutivo parziale numero 557, con parere favorevole della Giunta del Consiglio che però è emendato con emendamenti all'emendamento: il numero 562, con parere favorevole, sull'emendamento numero 563 c'è un invito al ritiro. Tutti gli altri: 566, 569, 583, 565, 564, 567, 571, 572, 573, 574 e 575 con parere contrario.

Metto in votazione l'emendamento sostitutivo parziale numero 562. È stata richiesta la votazione elettronica.

Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Per evidenziare che stiamo lavorando nella piena confusione e quasi quasi ci viene il dubbio che ci vogliate prender un po' per stanchezza, e quasi attraverso il gioco delle tre o quattro carte, o dei tre o quattro emendamenti, state non emendando la legge ma di fatto provando a commissariare la Giunta con proposte che in definitiva scelgono di non decidere con chiarezza quale sarà la sede di questa azienda, noi abbiamo peraltro presentato anche degli emendamenti che ormai ritengo superarti perché se come sembra la Giunta consentirà di votare favorevolmente a questo emendamento, non ci sarà nemmeno più possibilità di discutere sulle proposte di modifica presentate dalle opposizioni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Christian Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS CHRISTIAN (PSd'Az). Presidente, in realtà per una precisazione tecnica, il comma 3 dell'emendamento prevede che l'Azienda sanitaria locale che dovrà poi incorporare le altre sarà individuata ai sensi dell'articolo 14. In verità però nella stesura attuale dell'articolo 14 che è a disposizione dei consiglieri non vi è una procedura corrispondente per l'individuazione, quindi volevo capire come si coordina questa affermazione dell'emendamento rispetto al testo che abbiamo a disposizione.

PRESIDENTE. Il significato è che rimanda all'articolo 14, e che all'articolo 14 dovrà essere specificato questo passaggio.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Presidente, la questione non è soltanto formale ma è di sostanza, perché il rinvio all'articolo 14, almeno nel testo che noi stiamo esaminando, sulle disposizioni transitorie, non contiene alcun riferimento sulle modalità di istituzione della cosiddetta ATS, allora il problema è proprio di coordinamento, non solo di coordinamento formale ma di capire e quindi noi vorremmo a questo punto sapere che cosa votiamo proprio perché non c'è un rinvio compiuto del comma 3 che richiami in qualche modo aspetti o parti dell'articolo 14 della legge in esame, quindi o questo punto lo si sospende in attesa di capire come sarà articolato l'articolo 14, o altrimenti chiaritici su cosa stiamo parlando.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.

ARRU LUIGI, Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. La Giunta ha presentato un emendamento all'articolo 14 in cui c'è il collegamento con quello che riferiva all'onorevole Solinas.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). È una cosa abbastanza semplice che è capitata anche in altre occasioni, noi riteniamo, se necessario, spostare la decisione della scelta della sede che sarà individuata quale luogo che assorbirà le altre aziende sanitarie locali all'articolo 14, attraverso un emendamento che, come regolarmente previsto, possa essere depositato un'ora prima della discussione dell'articolo 14, per cui così sarà, così come da Regolamento, senza nessuna forzatura, senza nessuna cosa che è differente rispetto a quello che è consuetudine di quest'ente di straordinario e niente di diverso.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dall'emendamento numero 562.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

A seguito dell'approvazione di questo emendamento decadono tutti gli emendamenti all'emendamento. Resta in piedi l'emendamento della Giunta numero 530, voteremo il testo dell'articolo perché rimane il comma 1.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico dell'articolo 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 530.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 2 e dei relativi emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2:

Art. 2

Modifica dell'articolo 9 della legge regionale n. 10 del 2006 (Funzioni e organizzazione dell'Azienda sanitaria unica regionale)

1. L'Azienda sanitaria unica regionale, sulla base degli atti di indirizzo deliberati dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente in materia di sanità, svolge le funzioni di:

a) programmazione aziendale e gestione complessiva dell'erogazione dei servizi sanitari e socio-sanitari;

b) omogeneizzazione e armonizzazione dei processi gestionali nel territorio regionale;

c) accentramento, per quanto di competenza di tutte le aziende sanitarie della Sardegna, dei processi di aggregazione della domanda di beni e servizi e di approvvigionamento degli stessi;

d) gestione accentrata, secondo gli indirizzi della Giunta regionale e nel rispetto delle disposizioni di cui all'articolo 18, comma 1, della legge regionale n. 10 del 2006 per quanto attiene le aziende ospedaliero-universitarie, per tutte le aziende sanitarie della Sardegna, delle procedure concorsuali e selettive, del trattamento economico del personale, dei magazzini e della relativa logistica, delle reti informatiche e delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, delle tecnologie sanitarie e della valutazione dell'impatto delle stesse;

e) gestione accentrata, secondo gli indirizzi della Giunta regionale, per tutte le aziende sanitarie della Sardegna, delle procedure di gara per la progettazione, realizzazione, manutenzione, alienazione, concessione e locazione degli immobili costituenti patrimonio delle aziende sanitarie;

f) definizione degli accordi con le strutture pubbliche ed equiparate e stipula dei contratti con quelle private e con i professionisti accreditati, ai sensi dell'articolo 8 della legge regionale n. 10 del 2006.

2. L'organizzazione e il funzionamento dell'Azienda sanitaria unica regionale sono disciplinati dall'atto aziendale adottato ai sensi dell'articolo 9 della legge regionale n. 10 del 2006, e successive modifiche ed integrazioni.

3. Il primo periodo del comma 3 dell'articolo 9 della legge regionale n. 10 del 2006 è sostituito dal seguente "L'atto aziendale di cui al comma 1 è adottato o modificato dal direttore generale, sentita la Conferenza permanente Regione-enti locali, entro sessanta giorni dall'emanazione dei relativi indirizzi, predisposti dalla Giunta regionale, previo parere della Commissione consiliare competente.".)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Raimondo Perra, relatore di maggioranza.

PERRA RAIMONDO (Cristiano Popolari Socialisti), relatore di maggioranza. Il parere è negativo per gli emendamenti numero 6, 88, 203, 371; 381; 7, 89, 205, 373; 208, 375; 209, 376; 210, 377; 211, 378; 212, 379; 213, 380; 8, 90, 206, 372; 9, 91, 207, 374. Si invita il ritiro per gli emendamenti numero: 338; 305; 304; 520; 306; 307; 308; 309; 310; 359; 525.

Il parere è positivo per gli emendamenti numero 533; 528; 529; 532; 531.

Sono stati ritirati gli emendamenti numero 92, 93, 94, 95, 96, 97, 98, 99, 100, 101, 102.

PRESIDENTE. Manca il parere sugli emendamenti agli emendamenti numero 589, 587...

PERRA RAIMONDO (Cristiano Popolari Socialisti), relatore di maggioranza. Il parere sugli emendamenti agli emendamenti è contrario.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Parere conforme.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 6, 88, 203 e 371, uguali.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio non approva).

Sull'emendamento numero 338 c'è un invito al ritiro.

Ha domandato di parlare la consigliera Anna Maria Busia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Di questo emendamento io voglio illustrare la parte relativa alla gestione e coordinamento della medicina penitenziaria, al punto h).

La medicina penitenziaria, a seguito della riforma che è stata introdotta nell'organizzazione sanitaria sarda esattamente come nel resto dell'Italia, a seguito del passaggio della competenza dal Ministero della giustizia all'Assessorato regionale, ha comportato una serie di problemi. L'organizzazione della tutela della salute in carcere è affidata a ogni ASL nel cui territorio insiste una struttura penitenziaria, e la ASL decide in completa autonomia sul tipo di organizzazione da attuare in tale ambito; ovviamente è auspicabile che vi sia su questa materia in particolare un coordinamento regionale che vincoli le scelte delle singole ASL e i comportamenti che devono risultare ed essere tra loro omogenei. L'osservatorio regionale, che è già attivo sul punto, deve essere completato da un'organizzazione interdipartimentale che potrebbe essere utilizzata in questo senso. In questo modo si può arrivare a un coordinamento organizzato di tutti gli istituti penitenziari, in modo che ci sia anche un aggiornamento periodico sui dati epidemiologici, con adeguato controllo sulla congruità degli stessi. È assolutamente urgente che questo venga fatto e che venga presa una decisione di questo tipo in questa fase, ne abbiamo parlato in diverse interlocuzioni con lo stesso Assessore, che mi pareva fosse favorevole a questa diversa organizzazione, perché ciò consentirebbe di effettuare degli studi e organizzare un controllo che sia effettivo su tutti gli Istituti e che permetta di controllare e di coordinare il lavoro che viene svolto. Sappiamo quali problemi ci sono, anche a seguito dei numerosi ulteriori ingressi degli Istituti penitenziari, quindi è assolutamente necessario che si proceda con un'organizzazione che sia appunto unitaria in tutta la regione, pertanto ci permettiamo di insistere per l'accoglimento. Questo è il punto che noi evidenziamo nell'emendamento che abbiamo sottoposto alla vostra attenzione. Grazie.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 338.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 381.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 7, 89, 205 e 373, uguali.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 208 e 375, uguali.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 209 e 376, uguali.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 210 e 377, uguali.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 211 e 378, uguali.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.). Per ritirare la richiesta di votazione nominale.

PRESIDENTE. Passiamo ora all'emendamento numero 305 per il quale c'è un invito al ritiro.

CHERCHI AUGUSTO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Ritiro l'emendamento.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 305 è ritirato.

Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 212, uguale al numero 379, li metto in votazione. Chi li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione gli emendamenti numero 213 e 380, uguali. Chi li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione gli emendamenti numero 8, 90, 206 e 372, uguali. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione gli emendamenti numero 9, 91, 207 e 374, uguali. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

C'è un emendamento, il numero 304, con invito al ritiro.

Ha domandato di parlare il consigliere Augusto Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI AUGUSTO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). No, non lo ritiro, Presidente, però vorrei anche argomentarlo. Posso, sì? Questo emendamento riapre uno dei problemi che noi sin dall'inizio abbiamo messo per quanto riguarda il problema della regolazione delle responsabilità fra il direttore generale, la direzione generale, meglio, e la Giunta. Chiedo scusa, Presidente, stavo facendo un po' di confusione. Questo emendamento è recepito, comunque sia, dall'emendamento della Giunta, quindi lo ritiro, Presidente.

PRESIDENTE. Grazie, quindi è ritirato l'emendamento numero 304.

C'è un invito al ritiro anche per l'emendamento numero 520, presentatore l'onorevole Cocco Daniele.

Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SEL). Volevo sentire dall'Assessore se effettivamente quello che è scritto in questo emendamento è già previsto per legge, e sarebbe una sorta di passaggio ridondante riportarlo anche in questa proposta, volevo capire se effettivamente è così.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.

ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Intanto vorrei sottolineare l'importanza della valorizzazione delle professioni sanitarie nella visione sia della Giunta, viene tutelato e già previsto. Stiamo parlando del numero 359?

PRESIDENTE. Numero 520 a pagina 89.

ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Chiedo scusa.

PRESIDENTE. Riguarda le procedure concorsuali e selettive. Inserisce: "previa attivazione della mobilità preconcorsuale a tutte le figure, comprese quelle apicali".

ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. È già prevista dalle procedure di mobilità preconcorsuale prevista dal decreto legislativo numero 165, 2001, articolo 30, comma 21 bis.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SEL). Lo ritiro.

PRESIDENTE. Ritirato l'emendamento. Quindi passiamo all'emendamento numero 306, primo firmatario Cherchi Augusto, invito al ritiro.

Ha domandato di parlare il consigliere Augusto Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI AUGUSTO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Non ritiro l'emendamento, questo emendamento, come dicevo poc'anzi, riapre appieno il problema posto sin dall'inizio dalla nostra parte politica sulla regolazione dei rapporti tra direttore di area sociosanitaria e direttore dell'azienda unica. Noi immaginiamo che gli accordi che la struttura prevede si debbano fare tra direttore generale e aree e strutture private o professionisti privati possano comunque essere filtrati da un parere del direttore di area sociosanitaria, e questo sempre nella speranza di portare un po' di peso, di responsabilità anche, o quanto meno di consulenza da parte di chi gestisce la sanità territoriale, e quindi dare un po' di ristoro a quello che secondo noi è un po' troppo sbilanciato verso la parte centralista della sanità e tra chi dovrebbe fare da collante tra direttore generale della ASL unica e territorio. Noi chiediamo che, in questo caso, il direttore di area sociosanitaria esprima un parere sui raccordi che poi il direttore generale deve andare a fare. Naturalmente sul resto dell'articolo, non inseriamo, sentiti i direttori delle aree sociosanitarie, il resto dell'articolo continua così come scritto nell'emendamento della Giunta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Per esprimere parere favorevole sull'emendamento numero 306, va bene come emendamento sostitutivo parziale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Ruggeri. Ne ha facoltà.

RUGGERI GIANLUIGI (PD). È solo per chiedere una migliore precisazione, se quello che stiamo votando è da intendere come un sostitutivo parziale, che quindi non sostituisce interamente la lettera f), ma la integra, quindi la lettera f) rimane e viene integrata dalla dizione che è propria dell'emendamento dell'onorevole Cherchi, perché qui è sostituita, l'importante è che siamo chiari su questo.

PRESIDENTE. Sì, è un sostituto parziale della lettera, sostituisce completamente la lettera f).

RUGGERI GIANLUIGI (PD). Se sostituisce totalmente la lettera f) il parere della Commissione…

PRESIDENTE. Dice così: "la lettera f) è sostituita dal seguente", quindi sostituisce e cancella la lettera f) e la sostituisce con questo testo.

RUGGERI GIANLUIGI (PD). Credo che l'onorevole Cherchi intendesse invece, se consente vorrei capire un po' meglio dall'onorevole Cherchi quello che…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Augusto Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI AUGUSTO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Probabilmente non è definito in maniera compiuta perché comunque sia è un sostitutivo parziale, e non è esplicitato bene. Quindi chiedo la possibilità di poter fare un emendamento orale a questo punto che possa quantomeno esplicitare quelle che erano le mie intenzioni nel proporre l'emendamento.

PRESIDENTE. Allora, o si fa un emendamento orale che chiarisce questa cosa e votiamo l'emendamento orale, perché così come presentato l'emendamento è chiarissimo. Dice: "Al comma 1 la lettera f) è sostituita dal seguente testo", e dice il testo, che è quello che sostituisce tutto quello che c'è nella lettera f).

CHERCHI AUGUSTO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Allora, la mia proposta, Presidente, è che alla lettera f) venga inserito dopo la definizione: "sentiti i direttori delle aree sociosanitarie", e poi prosegue tutto il resto invariato così come scritto nell'emendamento della Giunta, è invariato il resto, sì.

PRESIDENTE. C'è un emendamento orale che dice che l'emendamento viene modificato così, che diventa un emendamento modificativo della lettera f), che inserisce dopo "sentiti i direttori delle aree sociosanitarie", "degli accordi con le strutture pubbliche ed equiparate", rimane tutto esattamente come era il resto. Quindi, se non ci sono osservazioni… ci sono osservazioni.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Presidente, il testo così come è proposto nell'emendamento eravamo pronti a votarlo anche noi, con le integrazioni orali non va bene. Quindi se rimane il testo dell'emendamento così com'è scritto che sostituisce integralmente la lettera f) va bene.

PRESIDENTE. Quindi procediamo allora, l'emendamento rimane o è ritirato?

Ha domandato di parlare il consigliere Augusto Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI AUGUSTO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Lo ritiro.

PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento numero 641.

Allora c'è stato un piccolo disguido, avete ricevuto adesso un emendamento che non faceva parte del plico che avete avuto che è il numero 641, è un emendamento sostitutivo parziale presentato da Locci e più, inviterei l'onorevole Locci, proprio perché c'è stato questo disguido a esporlo brevemente.

Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Grazie, è un emendamento alle lettere c) e d) dell'articolo 2 e quindi riguarda l'accentramento dei processi di aggregazione di domande di beni e servizi e la gestione accentrata secondo gli indirizzi della Giunta per tutte le aziende sanitarie della Sardegna. Nel testo della Giunta si fa un'esclusione sia delle aziende universitarie in buona sostanza. Noi pensiamo invece che anche le aziende ospedaliere universitarie debbano rientrare all'interno del controllo dell'azienda unica per la tutela della salute proprio per garantire davvero per tutti i processi sia di accentramento delle gestioni accentrate così pure l'aggregazione di tutta la domanda. Anche se in realtà esiste un meccanismo che è stato creato dalla Giunta che è, appunto, poi con un emendamento costituisce nell'azienda unica la centrale unica degli acquisti a cui si dovranno riferire anche le aziende universitarie, ma ci pare che questo meccanismo possa aprire la porta a ulteriori modifiche per il futuro che sono per esempio quelle anche indicate dall'ultima legge di stabilità rispetto alle aziende universitarie e alla costituzione delle cosiddette aziende uniche regionali.

PRESIDENTE. Quindi possiamo procedere, metto quindi in votazione l'emendamento numero 641. Con votazione elettronica richiesta dall'onorevole Busia.

Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC Sardegna). Questo vale anche per la committenza. Io ritengo che non sia fattibile, perché quando si parla di Università c'è un protocollo di intesa, l'Università deve dare il suo parere non è che noi possiamo imporre all'università quelle che sono praticamente i principi della ASL unica. Quindi valuti l'Assessore, ci dica l'Assessore se questo è possibile e se questo accordo lo avete raggiunto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.

ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Essendo amministrazioni diverse sono previsti degli accordi tra il sistema sanitario regionale e le Università che trovano sintesi poi nell'azienda ospedaliera universitaria. È previsto che si facciano degli accordi, quindi…

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 641.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 533 della Giunta con parere favorevole della Commissione e della Giunta.

C'è richiesta di votazione elettronica anche su questo, onorevole Busia? Su tutto? L'onorevole Desini Capogruppo conferma.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 533.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 2.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo agli emendamenti aggiuntivi.

Emendamento numero 532 al quale è stato presentato l'emendamento all'emendamento numero 589.

COCCO PIETRO (PD). Non ho capito, Presidente?

PRESIDENTE. All'emendamento della Giunta numero 532 è stato presentato l'emendamento all'emendamento numero 589.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 589.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 532.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'emendamento numero 307, c'è un invito al ritiro.

Comunico al Consiglio che il consigliere Paolo Zedda è rientrato dal congedo.

Ha domandato di parlare il consigliere Augusto Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI AUGUSTO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Presidente, chiedo che questo emendamento, in quanto propedeutico agli articoli successivi al primo comma dell'articolo 1…

(Interruzioni)

Ho capito, io sto facendo un altro ragionamento, essendo questo un articolo propedeutico agli articoli successivi al comma 1 dell'articolo 1 che sono stati traslati all'articolo 14, io chiedo che anche questo emendamento venga traslato all'articolo 14.

PRESIDENTE. L'emendamento è decaduto perché l'emendamento che abbiamo approvato delega all'azienda dell'emergenza-urgenza queste funzioni, quindi ovviamente non può essere trasferita alla ASUR con un emendamento.

Passiamo all'emendamento numero 308, questo è ammissibile, primo firmatario l'onorevole Augusto Cherchi con invito al ritiro da parte della Commissione.

Ha domandato di parlare il consigliere Augusto Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI AUGUSTO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). L'emendamento numero 308 è ritirato, Presidente.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 308 è ritirato.

Passiamo all'esame dell'emendamento numero 309.

Ha domandato di parlare il consigliere Augusto Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI AUGUSTO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Ritiro gli emendamenti numero 309 e 310.

PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento numero 528 che ha un emendamento all'emendamento numero 587.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 587.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 528.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'emendamento numero 529 a cui è stato presentato un emendamento all'emendamento numero 588.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 588.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 529.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'emendamento numero 359 con un invito al ritiro.

Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SEL). Dall'interlocuzione avuta con l'Assessore c'è l'impegno di presentare all'articolo 3 un emendamento della Giunta, in un punto che ridefinisce e riscrive quest'emendamento in altri termini che sono soddisfacenti rispetto a quello che stiamo chiedendo. Quindi lo ritiro.

PRESIDENTE. Se non è stato presentato non è possibile presentare emendamenti all'articolo 3. Può essere presentato solo un emendamento orale.

Passiamo all'esame dell'emendamento numero 525. C'è un invito al ritiro.

Ha domandato di parlare il consigliere Luca Pizzuto. Ne ha facoltà.

PIZZUTO LUCA (SEL). È ritirato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Volevo chiedere la cortesia ai colleghi Desini e più se possono ritirare la richiesta di votazione elettronica.

BUSIA ANNA MARIA (Sovranità, Democrazia e Lavoro). No!

PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento numero 531 con gli emendamenti all'emendamento numero 584, 585 e 586.

Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC Sardegna). Il primo comma, secondo me, non ha senso essendo l'azienda unica non ha senso qualificarla centrale di committenza. La centrale di committenza di norma si istituisce quando deve coordinare l'attività di più soggetti, qui si parla delle aziende sanitarie trattandosi di una struttura unica praticamente non ha alcun significato.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 584.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 585.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 586.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 531.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Abbiamo necessità di qualche minuto per riordinare un attimino gli emendamenti, quindi sospendo la seduta per un paio di minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 54, viene ripresa alle ore 18 e 15.)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 3. All'articolo 3 sono stati presentati gli emendamenti soppressivi totali numero 10, uguale al 103, 214 e 382; gli emendamenti sostitutivi totali numero 339 e 388; gli emendamenti soppressivi parziali numero 11, uguale al 104, 231, 383; 12, uguale al 105, 215 e 384; 13, uguale al 106, 216 e 385; 14, uguale al 107, 217 e 386; 15, uguale al 108, 218 e 387; gli emendamenti sostitutivi parziali numero 109, 110, 111 e 112; gli emendamenti aggiuntivi numero 311, 312, 313, 357, 419, 418, 512, 513, 514.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3:

Art. 3

Modifiche all'articolo 10 della legge regionale n. 10 del 2006 (Direttore generale dell'Azienda sanitaria unica regionale)

1. Al direttore generale, al direttore amministrativo e al direttore sanitario dell'Azienda sanitaria unica regionale si applicano le disposizioni dell'articolo 10 della legge regionale n. 10 del 2006, e successive modifiche ed integrazioni. Il direttore generale ha potere di delega per atti specifici o categorie di atti al direttore amministrativo, sanitario, di dipartimento, di Area socio-sanitaria locale o di struttura complessa.

2. La Giunta regionale nomina il direttore generale dell'Azienda sanitaria unica regionale secondo le procedure stabilite dalla normativa vigente attingendo dall'elenco degli idonei costituito ai sensi della normativa vigente.

3. Al comma 1 dell'articolo 10 della legge regionale n. 10 del 2006 le parole "nel testo vigente al 31 dicembre 2005" sono sostituite dalle seguenti "e successive modifiche ed integrazioni".

4. Il comma 4 dell'articolo 10 della legge regionale n. 10 del 2006 è sostituito dal seguente:
"4. Trascorsi diciotto mesi dalla nomina di ciascun direttore generale, la Giunta regionale verifica i risultati aziendali conseguiti e il raggiungimento degli obiettivi di cui all'articolo 16, comma 1, lettere a) e b) e, sentito il parere della Conferenza permanente Regione-enti locali, procede o meno alla conferma entro i tre mesi successivi alla scadenza del termine. La disposizione si applica in ogni altro procedimento di valutazione dell'operato del direttore generale, salvo quanto disposto dal comma 5.".

5. Il comma 5 dell'articolo 10 della legge regionale n. 10 del 2006 è sostituito dal seguente:
"5. Quando ricorrano gravi motivi o la gestione presenti una situazione di grave disavanzo o in caso di violazione di leggi o del principio di buon andamento e di imparzialità dell'amministrazione, la Giunta regionale risolve il contratto dichiarando la decadenza del direttore generale e provvede alla sua sostituzione, previo parere della Conferenza permanente Regione-enti locali. Si prescinde dal parere nei casi di particolare gravità e urgenza. La Conferenza permanente Regione-enti locali, nel caso di manifesta inattuazione del programma sanitario annuale e del programma sanitario triennale, può chiedere alla Giunta regionale di revocare il direttore generale o di non disporne la conferma, ove il contratto sia già scaduto.".)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Raimondo Perra, relatore di maggioranza.

PERRA RAIMONDO (Cristiano Popolari Socialisti), relatore di maggioranza. Il parere è contrario sugli emendamenti soppressivi totali.

Sugli emendamenti sostitutivi totali c'è un invito al ritiro sull'emendamento 339, e un parere contrario sull'emendamento numero 388.

Il parere è contrario sugli emendamenti soppressivi parziali.

Gli emendamenti sostitutivi parziali sono stati tutti ritirati.

Per quanto riguarda gli emendamenti aggiuntivi su tutti c'è un invito al ritiro.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Il parere è conforme.

PRESIDENTE. Metto in votazione gli emendamenti numero 10, 103, 214 e 382, uguali. Chi li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Sull'emendamento numero 339 c'è un invito al ritiro.

Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Desini. Ne ha facoltà.

DESINI ROBERTO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Presidente, non cogliamo l'invito a ritirare l'emendamento perché in questo emendamento praticamente entriamo nel dettaglio in quelli che sono i ruoli e le competenze che deve esercitare il direttore generale, e oltretutto noi proponiamo una riduzione dell'indennità del direttore generale del 20 per cento del tetto massimo consentito dalla legge, e riportiamo questa riduzione anche in proporzione per quanto riguarda il direttore amministrativo e il direttore sanitario. Oltretutto ci sono una serie di modifiche alla legge 10, e in particolar modo all'articolo 10 al comma 7, pertanto per questi motivi non ritiriamo l'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 339.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 388.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 11, uguale al 104, 231, 383.

Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Presidente, per ritirare tutti gli emendamenti soppressivi parziali all'articolo 3 del Gruppo del Partito Sardo d'Azione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Presidente, anche gli emendamenti soppressivi parziali del Gruppo di Forza Italia.

PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento soppressivo parziale numero 231.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 231.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 215.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 216.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 217.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 218.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 3.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo agli emendamenti aggiuntivi: all'emendamento numero 311 è stato proposto un emendamento all'emendamento numero 590.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 590.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

C'è un invito al ritiro per l'emendamento numero 311.

Ha domandato di parlare il consigliere Augusto Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI AUGUSTO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Questo emendamento va nella direzione di un maggior coordinamento della direzione aziendale, secondo noi la presenza di un direttore di area socio-sanitaria può essere un fattore premiante a livello della direzione, in quanto una figura che si occupi nello specifico dell'attività socio-sanitaria a livello di un'azienda territoriale così ampia può avere un ruolo determinante nella direzione stessa, quindi chiedo all'Assessore e ne sollecito la risposta: se può essere una condizione accoglibile o meno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.

ARRU, Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. I cambiamenti epidemiologici e demografici ci spingeranno sempre di più ad un'integrazione socio-sanitaria, quindi vedo molto favorevolmente l'istituzione e la valorizzazione tra l'altro prevista già dalla (…) della figura del direttore socio-sanitario sperimentata anche in altre regioni d'Italia, quindi va bene, mi impegno a trovare una soluzione tecnica o giuridica, oppure a dare un indirizzo molto forte perché nell'atto aziendale venga inserita la figura del direttore socio-sanitario.

PRESIDENTE. Quindi onorevole Cherchi?

CHERCHI AUGUSTO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Ritiro l'emendamento numero 311, l'emendamento numero 312 e il 313.

PRESIDENTE. C'è un invito al ritiro anche per l'emendamento numero 357, primo firmatario l'onorevole Demontis.

DEMONTIS SALVATORE (PD). Certamente lo ritiro, però nasceva dalla considerazione che molti consiglieri hanno fatto in aula, cioè che ci fosse preoccupazione circa la possibilità da parte della politica di esercitare i propri poteri di programmazione, controllo e valutazione del direttore generale. Io credo che da quando la normativa nazionale ha separato nettamente la sfera di competenza dell'organo politico da quella gestione sia questo lo strumento, cioè sia quello di un ciclo di programmazione, gestione e controllo delle performance molto dettagliato, purtroppo prendo atto in generale, la politica non ci crede molto e quindi è questo strumento, che in realtà è uno strumento potentissimo e secondo me sarebbe abbondantemente sufficiente allo scopo al quale è destinato ma non viene di fatto utilizzato. Volevo semplicemente sollecitare una riflessione su questo punto, ben sapendo che l'assessore Arru in questo caso conosce bene lo strumento, non fosse altro perché è di natura anglosassone. Ritiro entrambi gli emendamenti, sono praticamente uguali.

PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 357 e 419 sono ritirati.

Anche sull'emendamento numero 418, presentato dall'onorevole Usula, c'è l'invito al ritiro.

USULA EMILIO (Soberania e Indipendentzia). Ritiro gli emendamenti numero 418, 512, 513 e 514.

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 4. All'articolo 4 sono stati presentati degli emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 4 e dei relativi emendamenti:

Art. 4

Aree socio-sanitarie locali: istituzione e funzioni

1. Nell'Azienda sanitaria unica regionale di cui all'articolo 1, al fine di garantire il perseguimento dei livelli essenziali di assistenza, in condizioni di efficienza e di appropriatezza, la partecipazione degli enti locali e dei cittadini alla programmazione socio-sanitaria e il coordinamento con le attività socio-sanitarie e sociali, sono istituite le Aree socio-sanitarie locali.

2. Le Aree socio-sanitarie locali costituiscono articolazioni organizzative dell'Azienda sanitaria unica regionale. Gli ambiti territoriali delle Aree socio-sanitarie locali di cui al comma 1 sono individuati nell'atto aziendale dell'Azienda sanitaria unica regionale coerentemente con il Piano di riordino territoriale di cui all'articolo 4 della legge regionale 4 febbraio 2016, n. 2 (Riordino del sistema delle autonomie locali della Sardegna).

3. Le Aree socio-sanitarie locali sono dotate di autonomia gestionale secondo gli indirizzi strategici aziendali e sulla base degli obiettivi e delle risorse ad esse attribuiti, svolgono funzioni di coordinamento delle reti assistenziali e di governo unitario delle attività territoriali, ospedaliere e di integrazione socio-sanitaria nel territorio di riferimento.

4. Le Aree socio-sanitarie locali svolgono, in particolare, le seguenti funzioni:

a) coordinano, in base agli indirizzi strategici aziendali, la programmazione territoriale, mediante analisi dei bisogni e definizione dei volumi di attività, e gli obiettivi assistenziali relativi al territorio di riferimento, nel limite delle risorse assegnate dall'Azienda sanitaria unica regionale per i diversi livelli e sub livelli assistenziali;

b) garantiscono e promuovono la partecipazione dei cittadini alle funzioni dell'Area socio-sanitaria locale;

c) organizzano la presa in carico e i percorsi assistenziali delle persone in condizioni di cronicità e di fragilità assicurando risposte integrate ai bisogni complessi socio-sanitari;

d) garantiscono i rapporti di informazione e collaborazione tra l'Azienda sanitaria unica regionale e gli enti locali e svolgono il coordinamento delle attività di programmazione sanitaria e di integrazione socio-sanitaria dell'area di pertinenza;

e) coordinano le attività territoriali e ospedaliere dell'area di riferimento, svolgendo funzioni di raccordo tra le attività distrettuali e dipartimentali con l'attività dei presidi ospedalieri, con l'attività dell'AREUS e con il sistema integrato dei servizi alla persona;

f) garantiscono l'adeguato supporto tecnico-amministrativo alle attività assistenziali per il tramite delle strutture dell'Area socio-sanitaria locale che si raccordano con quelle centrali aziendali, nel rispetto degli indirizzi di governo strategico della direzione aziendale;

g) gestiscono, secondo gli indirizzi aziendali, i processi di budget dell'Area socio-sanitaria locale e la valutazione delle performance organizzative e individuali non condotte dall'Organismo indipendente di valutazione (OIV).

5. L'organizzazione e il funzionamento delle Aree socio-sanitarie locali, quali livelli organizzativi sovraordinati a tutte le strutture sanitarie e socio-sanitarie ricadenti nell'area territoriale di riferimento, sono disciplinati dall'atto aziendale dell'Azienda sanitaria unica regionale.)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Raimondo Perra, relatore di maggioranza.

PERRA RAIMONDO (Cristiano Popolari Socialisti), relatore di maggioranza. Il parere è negativo sugli emendamenti numero: 16, 113, 220, 389; 638; 179; 396; 17, 114, 219, 390; 18, 115, 221, 391; 19, 116, 222, 392; 20, 117, 223, 393; 122, 224, 397; 123, 225, 398; 124, 226, 399; 125, 227, 400; 126, 228, 394; 127, 229, 402; 128, 230, 401; 21, 118, 232, 395; 639; 592; 593; 594; 595.

Si invita al ritiro per gli emendamenti numero: 340; 314; 315; 316; 523; 318; 511; 319. Sono stati ritirati gli emendamenti numero: 119; 120; 121; 129; 130; 131; 132. Il parere è positivo sugli emendamenti numero 534 e 535.

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sull'articolo e sugli emendamenti.

È iscritta a parlare la consigliera Anna Maria Busia. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Sovranità, Democrazia e Lavoro). La semplificazione del sistema organizzativo sublimata dalla costituzione di una sola azienda sanitaria regionale, rappresenta un intervento organizzativo macro richiesto dal fallimento organizzativo vigente, basato su aziende sanitarie eccessivamente autonome, incapaci di rispondere al dettato costituzionale secondo cui la salute è un diritto di ogni cittadino italiano e ogni cittadino uguale all'altro. La disomogeneità assistenziale, il mancato raggiungimento di alcuni livelli essenziali di assistenza, le rilevanti diseconomie hanno condotto all'idea - esattamente come è accaduto in altri territori - di semplificare il modello organizzativo mediante la costituzione di un sistema centralizzato capace di coordinare l'offerta assistenziale. Il rispetto della legislazione nazionale deve condurre ad una sub-articolazione organizzativa aziendale in altri due livelli, giustificati dalla necessità di meglio governare il processo assistenziale nel micro. La volontà della Giunta regionale, così come espressa nel D.L. di costituire otto aree socio sanitarie, corrispondenti alle attuali otto ASL, cui corrisponderebbero poi gli attuali 22 distretti, però non condurrebbe ad alcuna semplificazione organizzativa. Poiché, rispettando il principio dell'autonomia, si manterrebbe ancora un fortissimo localismo. Inoltre, tale mancata semplificazione si assocerebbe alla volontà di riconoscere sistematicamente la componente sociale nel processo sanitario. Ecco perché noi abbiamo proposto un emendamento sostitutivo totale, perché riteniamo che la visione delle tre aree sanitarie omogenee, capaci di ripartire il territorio sardo in tre macro aree - cioè quella del Nord, quella del centro e quella del sud - rispetterebbe meglio disegno legislativo nazionale, disancorando il nuovo sistema dalle leve del pregresso, conferendo elasticità e organizzazione non orientata al particolarismo, così come è avvenuto finora. Questo si dovrà inevitabilmente associare ad una semplificazione distrettuale la cui attuale geografia risulta pletorica ed inefficiente. Aspetto non meno rilevante delle tre aree sanitarie, così come sono state da noi indicate, riguarda l'opportunità di definire programmi di attività integrata socio-assistenziale in assenza di una sistematica fusione sanitaria e sociale, che potrebbe risultare controproducente; vista la complessità gestionale ed economica delle due sfere, allo stato attuale, malamente coordinate e gestite. L'analisi accurata del contesto epidemiologico presente e futuro permetterà una reale definizione degli ambiti sui quali è necessario incardinare una cooperazione sociosanitaria così definizione precisa di ambiti di azione, competenze e responsabilità.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Michele Cossa. Ne ha facoltà.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE LAI

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Noi pensiamo che nel declinare la ASL unica si debba rifuggire il più possibile dall'idea di riproporre sotto mentite spoglie o con nomi nuovi i vecchi schemi. Se ci fosse questa tentazione da parte di qualche componente della maggioranza lo scopriremo durante il proseguo della discussione. In questo articolo, che istituisce le aree sociosanitarie locali, come articolazioni territoriali dell'azienda unica, noi proponiamo di inserire una modifica significativa che mi pare sia stata snobbata dalla maggioranza, così come tutte le proposte di modifica che abbiamo fatto a questo testo di legge. Questa è un'ipotesi di modifica che mi pare meriti però un po' più dell'attenzione che i colleghi stanno dedicando a questo tema. Cioè, noi proponiamo di istituire, accanto alle aree sociosanitarie locali, le aziende ospedaliere, i presidi ospedalieri di livello locale, che individuiamo nel San Francesco di Nuoro, negli ospedali civili di Alghero ed Ozieri, nei vari CTO di Carbonia Iglesias, nella San Martino di Oristano, nel Giovanni Paolo II di Olbia e nell'ospedale nostra Signora della Mercede di Lanusei. Perché questo? Per dare dignità a questi presidi ospedalieri e poi per introdurre un elemento rispetto alla nuova gestione di limitata autonomia, ovviamente nell'ambito degli indirizzi gestionali della ASL unica, una autonomia gestionale che meglio si attaglia alla gestione di un ospedale di quanto non possa fare invece la gestione di un'Area sociosanitaria, e prevediamo di attribuire ai presìdi ospedalieri di livello locale funzioni in materia di organizzazione e gestione dell'erogazione delle prestazioni di assistenza ospedaliera, previo accordo con l'Area sociosanitaria di riferimento l'erogazione di prestazioni di medicina specialistica, clinica e strumentale, la gestione e il coordinamento degli ospedali di comunità, in coordinamento con le Case della salute e con le strutture di riabilitazione pubbliche e private dell'area territoriale di riferimento, e infine di assistenza in emergenza sotto il coordinamento e la responsabilità dell'Areus nel territorio di riferimento. Le ragioni che stanno alla base di questo emendamento si spiegano da sole: garantire che gli ospedali vengano gestiti secondo una logica che è necessariamente diversa da quella della sanità territoriale, garantire quel legame, che per adesso ci sembra molto labile, tra la legge che stiamo esaminando e il prossimo riassetto della rete ospedaliera, e venire incontro ad alcune nobili, non ignobili nel senso che si diceva in precedenza, esigenze di parti importanti del territorio di vedere garantiti i livelli di assistenza nel territorio.

Il parere della Giunta e della Commissione su questo emendamento era negativo, ciò nonostante mi piacerebbe sapere cosa ne pensa l'Assessore di un'ipotesi di questo genere.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Augusto Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI AUGUSTO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Nell'ottica del ragionamento che sino ad ora ci ha condotto a proporre alcuni emendamenti, andiamo a proporre degli emendamenti anche sull'articolo 4, sempre legati ad una ricerca del giusto contrappeso fra responsabilità del direttore generale, che a nostro parere appaiono spropositate, e responsabilità del direttore di Area sociosanitaria, e questo lo facciamo, non come qualcuno potrebbe pensare, per cercare di riprodurre quelle che sono le vecchie ASL all'interno di questo nuovo assetto, ma proprio per rendere governabile un sistema; un sistema che vede, ripeto ancora una volta, accentrato a livello di direzione generale una responsabilità - a me non piace utilizzare la parola "potere" -, una responsabilità di gestione secondo me troppo elevata nelle mani di un'unica persona. Io capisco benissimo quello che è il principio ispiratore di questa legge, che è quello di un direttore generale che ha capacità di governo ampio all'interno di questo sistema, secondo noi questo governo, così come in tutte le democrazie, va controbilanciato con sistemi che possono mitigarne o controllarne le funzioni. In quest'ottica noi abbiamo cercato di proporre degli emendamenti che diano sostegno e sostanza alle Aree sociosanitarie, non solo come aree in cui è inserito un direttore di Area sociosanitaria che ha la funzione di facilitatore o di coordinatore delle funzioni sanitarie, questo secondo noi è un diminuire, uno sminuire le funzioni che questo direttore dovrebbe avere. L'altro cardine che noi poniamo come principio è quello che alcune funzioni che sono proprie dell'assemblea legislativa devono rimanere incardinate all'interno dell'assemblea legislativa, in quest'ordine noi proponiamo ad esempio che le Aree sociosanitarie vengano individuate dalla Giunta, su proposta del direttore generale della ASL unica, ma comunque individuate con atto deliberativo della Giunta. Proponiamo inoltre che le Aree sociosanitarie, che sono articolazioni organizzative ma anche di esecuzione di servizi nei territori periferici, proprio per mitigare questa eccessiva centralizzazione, questa eccessiva marginalità nell'erogazione dei servizi potrebbe essere rappresentata nei territori periferici, queste Aree sociosanitarie devono essere rappresentate anche a livello di Collegio di direzione, se questo Collegio di direzione all'interno dell'Area sociosanitaria deve avere una capacità consultiva verso il direttore dell'Area sociosanitaria, con le funzioni naturalmente (questo all'interno del deliberato dell'atto aziendale dell'Azienda unica) di supporto tecnico amministrativo e di clinical governante che sono proprie di queste Aree.

Noi crediamo che questo possa essere uno dei motivi che possa mitigare in parte questa eccessiva centralizzazione ed eccessiva distanza della periferia dal centro del potere e della direzione aziendale.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Luigi Ruggeri. Ne ha facoltà.

RUGGERI LUIGI (PD). Solo per riaffermare dentro questa visione organizzativa territoriale un approccio più generale che tende a riconoscere le funzioni generali di omogeinizzazione e di programmazione su tutto il territorio regionale a un livello direzionale unico, e riconoscere invece nelle ASSL un ruolo di coordinamento organizzativo e di attività gestionale che è proprio dei Distretti.

Ci sono, nelle prospettive indicate anche dall'onorevole Cherchi, quello della mitigazione di un potere che anche a livello locale il direttore generale può esercitare con delega al direttore della ASSL, alcuni contrappesi significativi che riguardano gli strumenti e gli organismi di partecipazione, la Conferenza territoriale sociosanitaria, e riguardano soprattutto il Collegio delle professioni sanitarie, perché una delle funzioni principali delle ASSL è proprio quella della omogeneità del governo clinico e quindi di un forte sforzo di direzione clinica che deve risultare a quell'ambito.

Riguardo uno dei principali temi che sono stati proposti, anche in forma dubitativa, riguardo le competenze delle Aree sociosanitarie, cioè il rischio che significhi nel depotenziamento del loro potere gestionale una riduzione dell'attenzione ai territori più periferici, ricordo che è presente un emendamento della Giunta che recepisce questa preoccupazione, che incardina in legge e quindi demanda ad una legge del Consiglio regionale il sistema della perimetrazione di queste Aree, definisce un bilancio analitico all'interno di ogni ASSL, in maniera che sia riconoscibile il quantum di risorse che vengono assegnate alle diverse Aree sociosanitarie locali, e però riconosce ai direttori delle Aree sociosanitarie il potere di coordinamento che non necessariamente ha bisogno di un budget per potersi esprimere ad un livello considerato significativo. Faccio l'esempio dei direttori generali dei singoli Assessorati regionali, i quali non hanno budget da gestire ma nessuno può dire che siano meno importanti per esempio dei direttori di Servizio, che invece sono titolari di un potere di spesa, o che hanno un potere non significativo sull'organizzazione di quel sistema. Evidentemente il sistema dei servizi sanitari semplicemente risponde all'esigenza di rendere più omogenea la produzione di un determinato LEA, di un determinato servizio sanitario in tutto il territorio regionale, determina una forte direttività centrale ma non significa la conculcazione delle modalità di erogazione di quel servizio che tenga conto di modalità a livello locale, che anzi vengono rinforzate, e lo vedremo in un altro articolo quando ragionando di finanziamenti delle singole Aree, recepiamo gli stessi elementi che sottintendono al finanziamento che sono esposti nella legge numero 10 e li addizioniamo anche di un'ulteriore attenzione ai territori più periferici e marginali della nostra Regione.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Roberto Desini. Ne ha facoltà.

DESINI ROBERTO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Brevemente, alcune considerazioni sull'articolo 4 e anche riallacciandomi a quanto esposto dalla collega Busia in riferimento all'emendamento numero 340, dove in questo emendamento si esplicita quello che è il pensiero che noi abbiamo elaborato e la visione che avevamo di suddividere il territorio regionale in tre macroaree, le cosiddette ASO, ambiti sanitari omogenei, dove riteniamo con questa impostazione di poter dare un'erogazione dei servizi omogenea su tutto il territorio regionale, e anche perché condividendo la filosofia dell'azienda unica, noi dobbiamo andare a semplificare quello che è il quadro, tutte le articolazioni nel suo interesse. Anche perché non ci dobbiamo dimenticare che noi facciamo riferimento agli ambiti territoriali che hanno la dimensione delle ex otto Province, ma paradossalmente nella nuova versione, al comma 2, le aree sociosanitarie locali da otto passano a nove, quindi aumentano perché viene inclusa anche quella della città metropolitana. Quindi, questa è una contraddizione nel momento in cui affrontiamo un discorso di razionalizzazione, di semplificazione, di efficientamento della proposta sanitaria, e allo stesso tempo stiamo creando un nuovo soggetto. Ecco il motivo per il quale con convinzione sosteniamo l'emendamento numero 340 e in questo caso emergere una visione diversa da quella che è l'impostazione sulla sanità, sul sistema sanitario regionale rispetto agli altri colleghi. Pertanto, dopo lo diremo, al momento della presentazione dell'emendamento, non ritireremo l'emendamento numero 340.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.

ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Essendo stato interpellato, abbiamo preso in seria considerazione quello che diceva l'onorevole Cossa. Io penso che noi dobbiamo fare una riflessione su quello che sta avvenendo sia nella nostra Regione, sia in Italia, ma anche nel contesto internazionale. Io penso che a questo punto quello che debba guidare il modello organizzativo, l'architettura del sistema sanitario, siano i cambiamenti rapidissimi demografici, e quindi l'epidemiologia. Il modello che lei ha citato, in cui viene identificata, data una dignità all'ospedale nei diversi ambiti territoriali, a mio parere non è più conforme a quella che è l'esigenza che da qui a dieci anni in Sardegna, in cui oltre il 25 per cento della popolazione avrà oltre sessantacinque anni, richiederà un modello integrato. Il modello del quasi mercato previsto anche nello stesso esempio del sistema sanitario inglese, che è il modello Beveridge, che ha guidato la "833", la nascita del sistema sanitario italiano, è in crisi, servono percorsi integrati. Il modello della ASL unica ha il compito principale, oltre, come abbiamo detto tante volte, di determinare economie di scala, è quello di sviluppare omogeneità e garantire, come abbiamo citato nei precedenti articoli, in maniera omogenea i livelli essenziali di assistenza. L'ospedale deve ritornare, sì, un ospedale per acuti, ma aperto sul territorio. Dovremo fare uno sforzo di organizzazione per cambiare. Leggevo, mentre lei citava questo, uno studio che è stato fatto recentemente, che su 10.986 minuti di un percorso fatto da un paziente nel sistema occidentale, solo 1.570 minuti sono dedicati in ospedale alla presa in carico ad azioni realmente di valore per il cittadino, circa 9.415 minuti vengono identificati come momenti di attesa. Quindi, dobbiamo rivedere il sistema sanitario aprendo e prevedendo la massima integrazione tra gli ospedali e il territorio, il modello su cui noi ci siamo formati deve essere riformato e cambiato rapidamente in considerazione non solo per motivi gestionali ed economici, ma per la spinta demografica ed epidemiologica.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Solo per comunicare che ritiriamo tutti gli emendamenti soppressivi all'articolo 4.

PRESIDENTE. Permane quindi in votazione l'emendamento numero 220 a firma dell'onorevole Truzzu.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 220.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 638.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 179.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 340.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 396.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 219.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 221.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 222.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Presidente, ritiriamo la richiesta di voto elettronico.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 223. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 224. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 225. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Truzzu. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Presidente, ritiro gli emendamenti con la mia firma.

PRESIDENTE. Risultano quindi ritirati tutti gli emendamenti soppressivi parziali.

Passiamo all'emendamento sostitutivo parziale numero 639 presentato all'emendamento numero 314. L'emendamento numero 314 è a pagina 193; è stato presentato l'emendamento all'emendamento numero 639.

Sospendiamo per cinque minuti per la consegna dell'emendamento.

(La seduta, sospesa alle ore 19 e 11, viene ripresa alle ore 19 e 17.)

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta, è stato consegnato l'emendamento numero 639 con parere contrario della Commissione e della Giunta.

Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 314. Per questo emendamento c'è un invito al ritiro.

Ha domandato di parlare il consigliere Augusto Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI AUGUSTO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Presidente, mi sembra che questo emendamento sia stato recepito da un emendamento successivo della Giunta che è il numero 534 per cui ritiro l'emendamento.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Cherchi, l'emendamento numero 314 è ritirato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 534 presentato dalla Giunta regionale, a cui sono stati presentati gli emendamenti numero 592 soppressivo parziale, numero 593 soppressivo parziale e numero 594 soppressivo parziale.

Metto in votazione l'emendamento numero 592. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 593. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 594. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 534 con parere favorevole della Commissione e della Giunta.

Ha domandato di parlare la consigliera Anna Maria Busia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Dichiaro il voto di astensione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Desini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DESINI ROBERTO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Dichiaro il voto di astensione.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 534. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

L'emendamento numero 121 è ritirato.

Sull'emendamento numero 315 c'è un invito al ritiro.

Ha domandato di parlare il consigliere Augusto Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI AUGUSTO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Presidente, sempre per constatare il recepimento di quello che questo emendamento voleva dire negli emendamenti che vengono presentati dalla Giunta, per cui ritiro l'emendamento.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 315 è ritirato, così come gli emendamenti numero 129, 130 e 131.

Sull'emendamento numero 316 c'è un invito al ritiro.

Ha domandato di parlare il consigliere Augusto Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI AUGUSTO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). È ritirato.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 132 è ritirato.

Metto in votazione il testo dell'articolo 4.

Ha domandato di parlare la consigliera Anna Maria Busia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Dichiaro il voto di astensione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Desini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DESINI ROBERTO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Dichiaro il voto di astensione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 4.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 523 al quale risulta un invito al ritiro.

Ha domandato di parlare il consigliere Luca Pizzuto. Ne ha facoltà.

PIZZUTO LUCA (SEL). È ritirato.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 535 della Giunta regionale a cui è stato presentato l'emendamento all'emendamento numero 595 soppressivo parziale con parere contrario della Commissione e della Giunta.

Onorevole Pittalis, permane la richiesta di votazione elettronica?

PITTALIS PIETRO (FI). No.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 595. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 535.

Ha domandato di parlare la consigliera Anna Maria Busia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Dichiaro il voto di astensione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Desini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DESINI ROBERTO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Dichiaro il voto di astensione.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 535. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 318 con l'invito al ritiro da parte della Commissione e della Giunta.

Ha domandato di parlare il consigliere Augusto Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI AUGUSTO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). È ritirato.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 511 con invito al ritiro.

Ha domandato di parlare il consigliere Emilio Usula. Ne ha facoltà.

USULA EMILIO (Soberania e Indipendentzia). È ritirato.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 319 con invito al ritiro.

Ha domandato di parlare il consigliere Augusto Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI AUGUSTO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Anche quest'emendamento era volto alla costituzione di un organismo che all'interno dell'area sociosanitaria locale potesse fungere da supporto sanitario e territoriale al direttore di area sociosanitaria. Mi sembra che dagli emendamenti della Giunta, anche se con nomi diversi, sia stato recepito comunque sia un organismo che possa fungere e svolgere questa funzione, quindi ritiro l'emendamento.

PRESIDENTE. L'emendamento è ritirato.

Passiamo all'esame dell'articolo 5. All'articolo 5 sono stati presentati gli emendamenti soppressivi totali numero 22, 133, 233 e 403, uguali; gli emendamenti sostitutivi totali numero 341; gli emendamenti soppressivi parziali numero 23, 134, 234 uguali...

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Presidente, per chiedere la sospensione della seduta e rinviare a domani la discussione sull'articolo 5.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Non sono assolutamente favorevole a questa proposta, siamo pagati per lavorare, abbiamo tutto il tempo perché veramente è una vergogna per questo Consiglio regionale. Quindi a nome del mio Gruppo chiedo che si vada avanti almeno fino all'orario usuale che mi pare il minimo le ore 20.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Presidente, anche noi siamo contrari a questo rinvio, ci sembra che i problemi della maggioranza siano evidenti, ma la maggioranza i problemi se li risolva durante gli orari non di lavoro perché sennò voi state ribaltando sul Consiglio problemi che avreste dovuto risolvere già da tempo. Quindi siamo assolutamente contrari a questo rinvio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Augusto Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI AUGUSTO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Solo per chiarire che non è un non voler continuare nei lavori, ma solo un prendere atto che ci sono delle particolarità all'interno dell'articolo 5 e chiediamo che venga spostata la discussione a domani perché abbiamo bisogno, come Gruppo, di poterle approfondire.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Presidente, possiamo anche trascorrere mezz'ora a capire se siamo d'accordo o contrari, ma credo che sia meglio utilizzare questa mezz'ora per procedere con i lavori, perché effettivamente su questo argomento se n'è discusso da tanto tempo e mi sembra strano che arrivati in Aula poi a mezz'ora dalla fine dei lavori si chieda di sospendere. Siamo d'accordo perché si prosegua.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SEL). Per dire che è capitato molte volte, mi rivolgo agli amici colleghi Pietro, Angelo, Michele, non è un giochino, abbiamo necessità di approfondire. Stamattina avete detto voi stessi che era il caso di fermarsi quando c'era da fermarsi perché vogliamo migliorare questa legge che non vi soddisfa in nulla, una volta che lo facciamo ci dite che non vogliamo lavorare?

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE GIANFRANCO GANAU

(Segue COCCO DANIELE.) Ma quante volte è capitato che voi ci avete chiesto di sospendere perché si aveva necessità di verificare, di approfondire? Non è un giochino, quindi io credo che sia più che legittima la richiesta del Capogruppo. Domani mattina iniziamo alle 8 se siete disponibili e saremo tutti qui alle 8!

PRESIDENTE. Scusate un attimo, proviamo a ragionare con calma. C'è una richiesta di sospensione del Consiglio, c'è un'opposizione alla richiesta. Prima di passare alla votazione sulla sospensione o meno, io credo che sia possibile fare un ragionamento. È stato posto un problema che è quello di un approfondimento sull'articolo 5, quindi credo che noi possiamo posporre la discussione dell'articolo 5, procedere con l'articolo 6... se siamo d'accordo continuiamo a lavorare, cogliamo un'esigenza che è stata richiesta sull'articolo 5 e proseguiamo con l'articolo 6.

Passiamo all'esame dell'articolo 6. All'articolo 6 sono stati presentati gli emendamenti soppressivi totali numero 29, uguale al 147, 241, 342 e 412; gli emendamenti soppressivi parziali numero 30, uguale al 148, 240 e 422; 31, uguale al 149, 242 e 406; gli emendamenti 32 e 243 sono inammissibili; l'emendamento sostitutivo parziale numero 326; gli emendamenti aggiuntivi numero 546 con l'emendamento all'emendamento numero 598, 327, 328, 538 con l'emendamento all'emendamento numero 599, 537 e 521.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 6:

Art. 6

Modifiche all'articolo 17 della legge regionale n. 10 del 2006 (Distretti)

1. Il comma 3 dell'articolo 17 della legge regionale n. 10 del 2006 è sostituito dal seguente:
"3. I distretti socio-sanitari costituiscono l'articolazione territoriale dell'Area socio-sanitaria locale e il luogo proprio dell'integrazione tra assistenza sanitaria e assistenza sociale; essi sono dotati di autonomia tecnico-gestionale, nell'ambito delle funzioni individuate dall'atto aziendale, economico-finanziaria, nell'ambito delle risorse assegnate, e di contabilità separata all'interno del bilancio aziendale. In sede di verifica del raggiungimento degli obiettivi dell'attività del direttore generale dell'Azienda sanitaria unica regionale, definiti ai sensi dell'articolo 16, la Giunta regionale assegna specifico rilievo alla funzionalità operativa dei distretti.".

2. Il comma 7 dell'articolo 17 della legge regionale n. 10 del 2006 è sostituito dal seguente:
"7. Il direttore generale dell'Azienda sanitaria unica regionale, d'intesa con la Conferenza Regione-enti locali che acquisisce i pareri delle Conferenze territoriali socio-sanitarie, individua i distretti e le eventuali modifiche dei loro ambiti territoriali, sulla base dei criteri indicati negli indirizzi regionali di cui all'articolo 9, comma 3, i quali tengono conto delle caratteristiche geomorfologiche del territorio e della densità della popolazione residente nel rispetto di quanto previsto dall'articolo 3 quater del decreto legislativo n. 502 del 1992, e successive modifiche ed integrazioni. Il direttore generale trasmette alla Regione i provvedimenti conseguenti con le stesse modalità previste dall'articolo 9, comma 3. Trascorsi novanta giorni dall'adozione degli indirizzi regionali, in assenza dell'intesa di cui al presente comma, la Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente, procede alla individuazione dei distretti e delle eventuali modifiche dei loro ambiti territoriali.".)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Raimondo Perra, relatore di maggioranza.

PERRA RAIMONDO (Cristiano Popolari Socialisti), relatore di maggioranza. Presidente, non ci sono ancora gli emendamenti, chiedo cinque minuti di sospensione dei lavori in attesa che gli uffici li predispongano.

(La seduta, sospesa alle ore 19 e 31, viene ripresa alle ore 19 e 36.)

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Raimondo Perra, relatore di maggioranza.

PERRA RAIMONDO (Cristiano Popolari Socialisti), relatore di maggioranza. Il parere è contrario sugli emendamenti soppressivi totali.

Il parere è contrario sugli emendamenti soppressivi parziali, tranne che sugli emendamenti numero 32 e 243 che sono inammissibili.

Gli emendamenti sostitutivi parziali numero 326 su cui c'è un invito al ritiro; all'emendamento 326 è stato presentato un emendamento all'emendamento numero 737 con parere contrario;

Per quanto riguarda gli emendamenti aggiuntivi su tutti c'è un invito al ritiro per gli emendamenti numero 327, 328 e 521. Il parere è favorevole per gli emendamenti numero 546, 538 e 537. Il parere è contrario sugli emendamenti agli emendamenti numero 598 e 599.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Il parere è conforme.

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione gli emendamenti numero 29, 147, 241, 342 e 412, uguali. Chi li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Ha domandato di parlare Ignazio Locci. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Ritiriamo tutti gli emendamenti del Gruppo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Solo per comunicare che ritiriamo gli emendamenti soppressi all'articolo 6 presentati dal nostro Gruppo.

PRESIDENTE. Onorevole Truzzu, ha ritirato anche lei gli emendamenti?

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Sì, ritirati.

PRESIDENTE. Passiamo quindi ai sostitutivi parziali, c'è un emendamento all'emendamento del 326, il numero 637, con parere contrario della Commissione. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 326, con parere favorevole della Commissione e della Giunta. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato).

Passiamo alla votazione del testo dell'articolo.

Ha domandato di parlare la consigliera Anna Maria Busia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Sardegna, Democrazia e Lavoro). Mi astengo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Desini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DESINI ROBERTO (Sardegna, Democrazia e Lavoro). Mi astengo.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 6. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione l'emendamento all'emendamento numero 598. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento 546 con parere favorevole della Giunta e della Commissione.

Ha domandato di parlare la consigliera Anna Maria Busia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Sardegna, Democrazia e Lavoro). Mi astengo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Desini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DESINI ROBERTO (Sardegna, Democrazia e Lavoro). Mi astengo.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento 546. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

C'è un invito al ritiro l'emendamento numero 327.

Ha domandato di parlare il consigliere Augusto Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI AUGUSTO (Sardegna, Democrazia e Lavoro). Presidente, continuo a dire che una delle sostanze che secondo noi deve essere messa in evidenza per riuscire a pareggiare, quantomeno a livello periferico, l'eccessivo accentuazione in quest'ottica chiediamo che al comma 2 dell'articolo 6 venga chiesto il parere anche del direttore di area socio-sanitaria per quanto riguarda l'individuazione delle eventuali modifiche degli ambiti territoriali.

PRESIDENTE. Quindi l'emendamento numero 327 rimane?

CHERCHI AUGUSTO (Sardegna, Democrazia e Lavoro). Sì.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Anna Maria Busia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Sardegna, Democrazia e Lavoro). Mi astengo.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 327. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

C'è un invito al ritiro anche per l'emendamento numero 328.

Ha domandato di parlare il consigliere Augusto Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI AUGUSTO (Sardegna, Democrazia e Lavoro). Anche in questo caso Presidente, è un emendamento che tende a precisare l'armonizzazione di questo disegno di legge con la legge numero 2 del 2016. È solo un richiamo alla coerenza di quel dettato di legge.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 328.

Ha domandato di parlare la consigliera Anna Maria Busia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Sardegna, Democrazia e Lavoro). Mi astengo.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 328. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento all'emendamento numero 599. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 538.

Ha domandato di parlare la consigliera Anna Maria Busia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Sardegna, Democrazia e Lavoro). Mi astengo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Desini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DESINI ROBERTO (Sardegna, Democrazia e Lavoro). Mi astengo.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 538. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 537.

Ha domandato di parlare la consigliera Anna Maria Busia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Sardegna, Democrazia e Lavoro). Mi astengo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Desini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DESINI ROBERTO (Sardegna, Democrazia e Lavoro). Mi astengo.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 537. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

C'è un problema in merito all'emendamento numero 326, ho dato un'informazione all'Aula che era scorretta, abbiamo risentito la registrazione, dove c'era un invito al ritiro della Commissione, quindi se l'Aula è d'accordo annullerei la votazione e chiederei al presentatore di esprimersi circa la richiesta di ritiro da parte della Commissione.

Ha domandato di parlare l'onorevole Augusto Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI AUGUSTO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). No, Presidente, io chiedo che venga messo al voto. Questo emendamento era un emendamento che secondo noi aveva il suo fondamento nell'equilibrio che stiamo ricercando, faticoso, ma lo stiamo ricercando, tra le diverse figure poste in cabina di regia delle varie dislocazioni nei centri di potere della ASL. In questo caso, noi riteniamo che i direttori dei distretti sociosanitari abbiano un peso paradossalmente anche superiore rispetto ai direttori di area sociosanitaria locale. La legge 502 permette ai direttori dei distretti addirittura la contabilità separata e un'autonomia gestionale e finanziaria, cosa che non hanno i direttori di area sociosanitaria locale. Quindi in quest'ottica noi chiediamo che vengano riequilibrate le due figure, e chiediamo che il direttore del distretto, non è giusta come espressione, però perda parte di quelle funzioni che non ha mai esercitato, datele dalla legge 502, e che vengano in qualche modo equilibrate le responsabilità tra direttori di distretto e direttore di area sociosanitaria locale.

Sul Regolamento

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Presidente, solo per segnalare che è nella facoltà del Presidente, apprezzate le circostanze, annullare una votazione, però il Regolamento dispone che sia immediatamente ripetuta. Siccome noi mi pare che abbiamo fatto altre votazioni, pongo questa questione al Presidente... perché avremmo capito se fosse stata immediatamente ripetuta. Qui ci sono state altre votazioni, quindi ritengo che proprio a norma di Regolamento... poi si trovi un altro escamotage, se si vuole, per correggere se è stato fatto un pasticcio, però l'articolo 89 mi pare chiarissimo e in claris non fit interpretatio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.

ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Volevo dire all'onorevole Cherchi che già all'articolo 4 la lettera g) prevede che "gestiscono, secondo gli indirizzi aziendali, i processi di budget dell'Area socio-sanitaria locale e la valutazione delle performance organizzative e individuali non condotte dall'Organismo indipendente", quindi sostanzialmente si recepisce quello che lei sta chiedendo.

PRESIDENTE. Allora, chiariamo la questione, credo che possiamo considerarla ancora nell'immediatezza del voto perché siamo ancora su questo articolo e l'errore è stato fatto rilevare a posteriori perché, onestamente, io avevo capito e ho dato un'informazione scorretta al Consiglio, per cui la votazione è stata probabilmente indirizzata dalle mie parole che non corrispondevano al parere della Commissione e a quello della Giunta. Questo è un dato di fatto quindi evidentemente si è trattato di una votazione irregolare che deve essere ripetuta. Quindi io annullo la votazione e chiedo di rivotare, tenendo presente che l'indicazione della Commissione è dell'invito al ritiro e si va a votare adesso senza nessun ritiro dell'emendamento, con un'indicazione che era chiara e non era quella di parere favorevole.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Istituzione dell'Azienda sanitaria unica regionale (ASUR) e disposizioni di adeguamento dell'assetto istituzionale e organizzativo del servizio sanitario regionale. Modifiche alla legge regionale 28 luglio 2006, n. 10 (Tutela della salute e riordino del servizio sanitario della Sardegna. Abrogazione della legge regionale 26 gennaio 1995, n. 5). (321/A)

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 326. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Resta l'emendamento numero 521 con invito al ritiro.

Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SEL). È ritirato.

PRESIDENTE. Chiudiamo qui i lavori, la seduta è tolta e il Consiglio è convocato domani alle ore 10.

La seduta è tolta alle ore 19 e 55.