Seduta n.182 del 26/07/2016 

CLXXXII Seduta

(ANTIMERIDIANA)

Martedì 26 luglio 2016

Presidenza del Presidente Gianfranco GANAU

La seduta è aperta alle ore 10 e 54.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 13 luglio 2016 (178), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Ugo Cappellacci, Gavino Manca e Paolo Zedda hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 26 luglio 2016. Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Annunzio di presentazione di disegno di legge

PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il disegno di legge numero 355.

Risposta scritta a interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle interrogazioni numero 584, 743, 756, 764.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretario. Sono state presentate le interrogazioni numero 800, 801, 802, 803, 804, 805, 806, 807, 808, 809.

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretario. Sono state presentate le mozioni numero 243, 244.

Questione sospensiva

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Sull'ordine dei lavori, Presidente. Ma intanto mi rivolgo a lei Presidente, perché non si può non denunciare questo modo di procedere. Noi stamattina abbiamo rilevato la presenza di una quantità incredibile di emendamenti, ma non è nella fisiologia, nella normalità dei lavori di un'Aula, e qui sta il problema che pongo all'Assessore presente. Un testo completamente stravolto dagli emendamenti dalla stessa Giunta. Emendamenti agli emendamenti da parte della maggioranza, a latere vi è una proposta alternativa che sconfessa quella della Giunta. Insomma, su che cosa dobbiamo discutere e su che cosa dobbiamo intervenire? La mia proposta Assessore, e lo dico senza nessun intento dilatorio, anzi con la consapevolezza che la riforma è necessaria e necessitata, con la consapevolezza che questa riforma deve in qualche modo poter vedere la luce, però qui siamo ancora nelle tenebre, quindi l'invito è, Assessore, di ritirare, di riportare in Commissione, proporre all'Aula un testo che costituisca una sintesi e, innanzitutto, una sintesi della maggioranza, così davvero mi pare che noi ci stiamo avviando a discutere, in maniera davvero evanescente e confusa, una pluralità di testi che mette davvero in serio pericolo l'approvazione di una riforma. Quindi, da questo punto di vista, Assessore, ve ne assumete tutta la responsabilità politica, ed è la ragione per la quale l'invito che noi formuliamo responsabilmente, senza tecniche dilatorie è quello di riportare il testo in commissione: asciugatelo, trovate una sintesi e proponete all'Aula un testo sul quale discutere. Invece così, davvero, è un qualcosa che, a memoria di chi siede nei banchi di questo Consiglio, non si è mai visto!

PRESIDENTE. Grazie onorevole Pittalis, c'è quindi una richiesta di rinvio in Commissione che evidentemente deve essere sottoposta all'attenzione del Consiglio, è possibile intervenire un consigliere per Gruppo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Deriu. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (PD). Grazie Presidente, io penso che trattandosi dell'esame di una riforma importante, così come l'ha descritta il presidente Pittalis, e formulando una richiesta di questo tipo, lui stesso si assuma una grande responsabilità, nel senso che devono essere motivi davvero gravi per portare ad un'interruzione dell'esame così come la Conferenza dei Capigruppo ha stabilito. In questo momento una decisione del genere non può essere assunta su due piedi, noi abbiamo la necessità di verificare nel nostro Gruppo un atteggiamento da assumere, per cui chiedo la possibilità di sospendere per dieci minuti per svolgere questo tipo di consultazione. Grazie.

PRESIDENTE. C'è una richiesta di sospensione, quindi se accediamo alla sospensione blocchiamo la discussione che è prevista invece su questo tema per un intervento per ciascun Gruppo, quindi io darei luogo comunque agli interventi poi facciamo una sospensione di dieci minuti.

Ha domandato di parlare il consigliere Marcello Orrù. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARCELLO (PSd'Az). Ho sentito sia l'intervento dell'onorevole Pittalis sia quello dell'onorevole Deriu, sono completamente d'accordo con ciò che ha detto l'onorevole Pittalis perché qui sinceramente stiamo discutendo di altro. Assessore, questa è una legge molto importante, anche noi dell'opposizione condividiamo e sappiamo che è necessario riformare la sanità. Però, onorevole Deriu, lei ha detto che ci vogliono delle motivazioni importanti, ma le motivazioni importanti le avete portati con gli emendamenti agli emendamenti, avete completamente stravolto questo disegno di legge, diciamocelo chiaramente: voi non siete d'accordo, siete dei pasticcioni, non sapete che cosa fare, se questo è un disegno di legge è molto importante, stiamo parlando della salute dei cittadini, non stiamo parlando di caramelle. Quindi veramente io credo che sia necessario che questo disegno di legge ritorni in Commissione, e ne discutiamo insieme all'opposizione perché anche noi siamo d'accordo che la sanità possa essere migliorata, ma non così, qui state pensando solamente alle poltrone e basta, diciamocelo chiaramente, non siete d'accordo fra di voi! Assessore, riproponga nuovamente i commissari per altri sei mesi, per altri tre mesi, perché intanto oramai ci siamo abituati però vediamo, stiamo parlando di cose serie, la Sardegna sta ridendo questo disegno di legge.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Desini. Ne ha facoltà.

DESINI ROBERTO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Grazie Presidente, semplicemente per fare una considerazione a nome del Gruppo e per dire che dieci minuti di sospensione dei lavori non implicano niente, non succede niente, non stravolgono niente, però è anche vero che noi riteniamo che la discussione di questa riforma della sanità si debba tenere anche perché in questi mesi ci sono stati tanti momenti di confronto, di dialogo e siamo arrivati al punto di non ritorno, quindi su eventuali strategie di rinvii noi, come Gruppo, non siamo assolutamente d'accordo. Ovviamente dieci minuti di sospensione non cambieranno niente, però è arrivato il momento che ognuno di noi si assuma le proprie responsabilità e siccome noi abbiamo mandato dal corpo elettorale che è quello di legiferare e non possiamo assolutamente sottrarci a quelle che sono le nostre responsabilità e quelle che sono le nostre prerogative, allora diciamo chiaramente, in maniera decisa, che la politica si assuma le proprie responsabilità perché ci dobbiamo ricordare di coloro i quali sono fuori da questo palazzo, ci ascoltano, ci vedono e, soprattutto, non comprendono determinati comportamenti che la politica sta mettendo in atto. Pertanto, con molta serenità, con molta chiarezza invito ciascuno ad assumersi le proprie responsabilità e cerchi di affrontare questo percorso legislativo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (FI). Grazie Presidente, io ho credo che, come diceva correttamente il collega Desini, risieda proprio nella responsabilità la necessità di svolgere un approfondimento che può essere quello breve che chiede il collega Deriu, per un confronto all'interno dei Gruppo e che sicuramente anche noi utilizzeremo. Oppure quello un po' articolato che noi già in discussione generale abbiamo evocato, soprattutto preconizzando molti emendamenti al testo, e cioè quello del ritorno in Commissione. Quando si ha l'alta responsabilità di legiferare, quando ci si trova davanti al testo più importante di un'intera legislatura, nessuna giornata, nessuna settimana è persa se è trascorsa ad approfondire, se è trascorsa a migliorare, se è trascorsa a rivolgere verso l'alto ogni intervento che si fa sulla norma, noi vi abbiamo dato, credo, la più ampia disponibilità e collaborazione per rendere questa norma una norma per tutti i sardi e una norma capace di superare le stagioni politiche, sarà capace di superare le stagioni politiche se noi non lesineremo nessuno sforzo rivolto a renderla sempre migliore? Parliamoci chiaro, non ci corre dietro nessuno, ci rincorre l'opinione pubblica rispetto al fatto che noi spendiamo nel modo migliore possibile i tanti danari che vanno nella sanità e se noi sapremo utilizzare bene il nostro tempo e le nostre capacità di legislatori credo che nulla sia perduto. Dico invece che trovo utile e trovo un'apertura interessante quella del collega Deriu, io credo che nulla ci sia di più urgente se non concentrarci per dare, quando dovesse tornare in aula questa norma, lo slancio che serve per far comprendere ai sardi che tutti assieme abbiamo collaborato alla costruzione di una legge ben fatta e rivolta al loro interesse, perché come diciamo dall'inizio questa non è una legge di una parte politica, questa è una legge di tutti, di tutta quest'Assemblea, di tutta questa Regione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SEL). Presidente, non lesineremo nessuno sforzo affinché finalmente si possa dare alla Sardegna una riforma sanitaria degna di questo nome, arriva tardi, troppo tardi, quindi gradisco molto quello che ha appena detto l'onorevole Tunis, e cioè che questa non può essere una legge di una parte, ma la legge di tutta quest'Aula e insieme dobbiamo non lesinare nessuno sforzo perché davvero possiamo costruire un dispositivo che sia assolutamente all'altezza della situazione, che a livello sanitario riconosciamo tutti è drammatica. Va bene quindi la richiesta dell'onorevole Deriu della sospensione di 10 minuti, per verificare su come procedere, però io sono anche convinto, perché non è vero che stiamo correndo, siamo partiti già da qualche mese, ci siamo fermati, abbiamo ripreso, siamo ripartiti. Io credo che se c'è davvero la volontà di fare una buona legge anche il Consiglio possa essere il luogo giusto per poterlo fare. Sempre che ci sia la disponibilità seria e vera da parte di tutti, nostra e anche della Giunta, a prendere in considerazione i suggerimenti per migliorare il dispositivo e per far sì di arrivare a un punto di caduta, di sintesi, che sia quella risposta che tutti i sardi si aspettano.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Anche noi condividiamo il pensiero già espresso dai colleghi e cioè che ci sia la necessità di fermarci un attimo per fare tutti insieme dei ragionamenti. Il nostro Gruppo, anche in Commissione, ha dimostrato di voler accelerare il processo di riforma di questa legge, l'abbiamo dimostrato anche non presentando emendamenti, proprio perché si voleva dare un segnale di collaborazione, è chiaro che in questa fase invece ricorre anche a noi l'obbligo di dover presentare emendamenti perché la legge è stata stravolta, quindi a questo punto è indispensabile, per il bene dei sardi e per il bene della Sardegna, che questa legge ritorni in Commissione, che per un attimo ci fermiamo tutti insieme per capire qual è la soluzione migliore. Perché il vero obiettivo e l'unico obiettivo che deve rimanere per tutti noi è quello di produrre una legge che porti dei benefici ai nostri pazienti sardi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pierfranco Zanchetta. Ne ha facoltà.

ZANCHETTA PIERFRANCO (Cristiano Popolari Socialisti). Molto brevemente nulla osta ad una sospensione di 10 minuti, ma credo che, così come sono abituato, una volta che si mollano gli ormeggi e si è in navigazione, barra al centro e si va avanti, magari si riduce la forza, la potenza, però si affronta il mare. Dico questo perché bisogna ricordare anche il lavoro svolto e non mi pare che la legge sia stata stravolta, ci sono certamente degli emendamenti e degli aggiustamenti, ho espresso, anche personalmente, le mie perplessità e vorrei che dibattito fossero dissipate. Quindi, va bene sospendere, ma procedere.

PRESIDENTE. Non ho altri interventi, quindi prima di mettere in votazione sospendo la seduta per una decina di minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 12, viene ripresa alle ore 11 e 55.)

PRESIDENTE. Comunico all'Aula che è rientrato dal congedo il consigliere Paolo Zedda.

Ci siamo lasciati sulla richiesta di rinvio in Commissione della legge che dobbiamo mettere in votazione, essendo già esauriti gli interventi.

Poiché nessun altro domanda di parlare sulla richiesta di rinvio in Commissione la metto in votazione. Chi la approva alzi la mano. Chi non la approva alzi la mano.

(Non è approvata)

Discussione dell'articolato del disegno di legge: "Istituzione dell'Azienda sanitaria unica regionale (ASUR) e disposizioni di adeguamento dell'assetto istituzionale e organizzativo del servizio sanitario regionale. Modifiche alla legge regionale 28 luglio 2006, n. 10 (Tutela della salute e riordino del servizio sanitario della Sardegna. Abrogazione della legge regionale 26 gennaio 1995, n. 5). (321/A)

Passiamo all'esame dell'articolo 1 e dei relativi emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1:

Art. 1

Istituzione dell'Azienda sanitaria unica regionale (ASUR)

1. Ai sensi dell'articolo 4, primo comma, lettera i), della legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3 (Statuto speciale per la Sardegna), la presente legge detta disposizioni per l'adeguamento istituzionale e organizzativo del sistema sanitario regionale.

2. A decorrere dal 1° luglio 2016, è istituita l'Azienda sanitaria unica regionale (ASUR) ai sensi dell'articolo 3 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 (Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell'articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421), e successive modifiche ed integrazioni.

3. Le aziende sanitarie locali di cui all'articolo 2 della legge regionale 28 luglio 2006, n. 10 (Tutela della salute e riordino del servizio sanitario della Sardegna. Abrogazione della legge regionale 26 gennaio 1995, n. 5), sono soppresse dalla data di istituzione dell'Azienda sanitaria unica regionale di cui al comma 2.

4. L'Azienda sanitaria unica regionale subentra nei rapporti attivi e passivi, nel patrimonio e nelle funzioni delle aziende sanitarie locali soppresse ai sensi del comma 3.

5. Le aziende sanitarie della Sardegna, aventi personalità giuridica di diritto pubblico, dotate di autonomia organizzativa, amministrativa, tecnica, patrimoniale, contabile e di gestione, sono le seguenti:

a) l'Azienda sanitaria unica regionale (ASUR) coincidente con l'ambito territoriale della Sardegna;

b) l'Azienda ospedaliera "G. Brotzu";

c) l'Azienda ospedaliero-universitaria di Cagliari;

d) l'Azienda ospedaliero-universitaria di Sassari;

e) l'Azienda regionale dell'emergenza e urgenza della Sardegna (AREUS).)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Raimondo Perra, relatore di maggioranza.

PERRA RAIMONDO (Cristiano Popolari Socialisti), relatore di maggioranza. Il parere è negativo per gli emendamenti numero: 1, 54, 192 e 417; 360 e 193. Si invita al ritiro per gli emendamenti numero: 188; 337. Il parere è inoltre contrario: sull'emendamento numero 2, che è uguale al 194 e a 396, sull'emendamento numero 3, che è uguale al 195 e al 362, sull'emendamento numero 4, che è uguale al 196 e al 363, sull'emendamento numero 5, che è uguale al 197 e al 364; sull'emendamento numero 198, che è uguale al 365; sull'emendamento numero 199, che è uguale al 366; sull'emendamento numero 200, che è uguale al 367; sull'emendamento numero 201, che è uguale al 368; sugli emendamenti numero 55, 69, 84, 87.

Sull'emendamento numero 202, che è uguale al 303 e al 369, c'è l'invito al ritiro, e così pure sugli emendamenti numero 186, 414, 415, 356, 416, 358 e 516.

Il parere è favorevole sugli emendamenti numero 557, 527 e 530.

Ho concluso, Presidente.

PRESIDENTE. È necessario esprimere il parere anche sugli emendamenti all'emendamento numero 557.

PERRA RAIMONDO (Cristiano Popolari Socialisti), relatore di maggioranza. Sospendiamo un attimo, Presidente, perché non ho il testo aggiornato.

PRESIDENTE. La seduta è sospesa.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 02, viene ripresa alle ore 12 e 04.)

PRESIDENTE. Prego, onorevole Perra, vada avanti con il parere sugli emendamenti all'emendamento numero 557.

PERRA RAIMONDO (Cristiano Popolari Socialisti), relatore di maggioranza. Il parere è favorevole sull'emendamento numero 562. Sull'emendamento numero 563 c'è un invito al ritiro. il parere è contrario su tutti gli altri emendamenti, si tratta degli emendamenti numero 566, 569, 583, 565, 564, 567, 571, 572, 573, 574, 575, 568 e 570.

PRESIDENTE. Per esprimere parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Il parere è conforme a quello del relatore.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (FI). Sull'ordine dei lavori, Presidente. Abbiamo assistito a un parere, autorevole, del collega Perra, credo che la Giunta si stia richiamando al parere di Perra perché la Commissione non ha esaminato gli emendamenti agli emendamenti. Possiamo sapere di che cosa stiamo parlando e a quale pantomima dobbiamo assistere da qui all'approvazione di questa legge.

PRESIDENTE. Nessuna pantomima, esattamente quello che abbiamo fatto e che è consuetudine in questo Consiglio. Quando ci sono gli emendamenti all'emendamento presentato in aula, il parere viene espresso a nome della Commissione dal Presidente della Commissione sulla base della discussione che si è fatta. Altrimenti dovremmo rimandare per ogni articolo in Commissione…

TUNIS STEFANO (FI). E sarebbe una buona cosa!

PRESIDENTE. Sì, ma non ha mai funzionato così e non credo che sia il caso di adeguarci oggi a queste richieste, possiamo quindi procedere con la discussione sull'articolo 1 e sui relativi emendamenti.

Discussione dell'articolato del disegno di legge: "Istituzione dell'Azienda sanitaria unica regionale (ASUR) e disposizioni di adeguamento dell'assetto istituzionale e organizzativo del servizio sanitario regionale. Modifiche alla legge regionale 28 luglio 2006, n. 10 (Tutela della salute e riordino del servizio sanitario della Sardegna. Abrogazione della legge regionale 26 gennaio 1995, n. 5). (321/A)

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Christian Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS CHRISTIAN (PSd'AZ). Questo disegno di legge non è una riforma del sistema sanitario sardo, è bene dirlo subito e con chiarezza, si tratta forse dell'ennesimo trailer di un film che a questo punto non si comprende più se arriverà prima o poi nella sua interezza o se, come temiamo, manchi del tutto la visione complessiva e unitaria di questo complesso settore che è la sanità.

In sede di discussione generale noi Sardisti avevamo già proposto alla riflessione della Giunta e dell'intero Consiglio una serie di criticità che il testo presentava, riservandoci una più compiuta valutazione all'esito degli annunciati emendamenti sostitutivi di grossa parte dell'articolato con i quali la Giunta intendeva correggere e modificare sostanzialmente il disegno di legge; ebbene, visti questi emendamenti e la loro lunga gestazione, non possiamo che confermare, se non in peggio, tutte le nostre perplessità.

La percezione di questa riforma è ben rappresentata dalla rassegna stampa di questi giorni: un'estenuante, muscolare, braccio di ferro per distribuire le sedi delle nasciture o confermate aziende, per definire i limiti di potere tra organi, per ottenere compensazioni politiche o territoriali, insomma, tutto tranne che un dibattito sul modello di sanità e si vuole delineare per la Sardegna. Ed è sintomatica, anche nella forma del disegno di legge, questa assenza di prospettiva e di progetto. E' già stato detto, certo più autorevolmente di noi, dalla prima Commissione permanente di questo Consiglio, che cito testualmente: "per ragioni di chiarezza normativa, una riforma di rilevante importanza come quella che il disegno di legge in esame intende introdurre, avrebbe potuto costituire l'occasione per un riordino complessivo dell'intero settore. La scelta adottata è stata invece quella di introdurre specifiche modifiche alle leggi in vigore, fattore che potrebbe creare difficoltà di ordine interpretativo e di coordinamento nell'applicazione della riforma". Questo è il parere della prima Commissione consiliare. Una riforma annunciata con i primi commissariamenti all'inizio di questa legislatura, un annuncio prorogato con i commissari una prima volta, e dunque ancora fino ad oggi, quando, annunciando ancora l'Azienda unica, la stessa Giunta regionale con l'emendamento numero 545 sostituisce integralmente l'articolo 14 e scrive di fatto un'ulteriore proroga. Infatti, le disposizioni transitorie rinviano al 1° gennaio 2017 il debutto dell'azienda unica, e nel frattempo prorogano ulteriormente al 31 dicembre 2016 i commissari delle ASL oggetto di incorporazione. Anche quest'ultimo termine merita alcune considerazioni, l'emendamento numero 557 della Giunta regionale ha infatti completamente modificato la natura giuridica della cosiddetta ASL unica, che non viene istituita ex novo, non si tratta più di un nuovo soggetto giuridico, ma dell'esito di un processo di fusione per incorporazione. E, in quanto azienda incorporante, la ASL 1 resta in vita assorbendo le altre che si estinguono. Alla luce di questo meccanismo giuridico, appaiono piuttosto velleitarie anche tutte le discussioni sulla sede e sugli assetti della ASL unica, poiché non v'è dubbio che, trattandosi di una fusione per incorporazione, l'intero cuore gestionale rimane quello dell'azienda incorporata. Tengo in disparte in questa sede, Assessore, le possibili criticità del procedimento di fusione che non parrebbero essere opportunamente affrontate dalla proposta della Giunta. Chi elabora il progetto di fusione? Che succede se vi sono creditori di una delle aziende da incorporare che si oppongono alla fusione? Ma veniamo alla proposta, alla visione sardista di riforma sanitaria che abbiamo voluto proporre provocatoriamente in un emendamento ed una serie di emendamenti all'articolo 1 che affronta il tema non solo e non tanto sotto il profilo dell'ingegneria istituzionale e del perimetro aziendale, quanto piuttosto sul fronte della riprogettazione dei servizi e del modello in funzione delle specificità del quadro epidemiologico attuale fortemente caratterizzato da un'accentuata cronicità e da un progressivo aumento della popolazione anziana e della connessa domanda sociosanitaria. Noi Sardisti siamo profondamente convinti che una riforma sia inderogabile e necessaria, ma che questa debba essere organica, integrata e debba assumere la centralità del cittadino paziente sardo, e dunque le insopprimibili implicazioni territoriali sociali epidemiologiche che caratterizzano la nostra realtà, come misura della nostra analisi e della nostra azione. Una visione di questo tipo non può essere realizzata affrontando separatamente la rete ospedaliera, il modello istituzionale delle aziende sanitarie, l'integrazione tra prestazione sanitaria, sociosanitaria, prevenzione e sistema di prime cure e medicina del territorio. Occorre una prospettiva organica e complessiva perché il sistema abbia una coerenza interna e offra risultati apprezzabili. Ciò che appare invece è che, su un'esigenza piuttosto evidente di governo della spesa sanitaria, la Giunta regionale abbia costruito un'estetica della ASL unica, un concetto da contemplare nella sua salvifica definizione piuttosto che da indagare per i risultati concreti che dovrebbe garantire. Ed infatti non vi è traccia di indicatori di benchmarking sui quali valutare ex ante ed ex post i risultati attesi. Lo abbiamo chiesto più volte, Assessore, esiste uno studio che vi abbia determinato la scelta di questo modello organizzativo? Siamo in grado di dirci quali siano concretamente i benefici attesi? Sia sotto il profilo strettamente economico-finanziario di contenimento della spesa, sia sotto il profilo della qualità dei servizi sociosanitari. Può oggi dirci con chiarezza quale modello questa Giunta intenda seguire, avete in mente il modello di governance

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Ignazio Locci. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Risulta molto difficile affrontare la discussione generale, soprattutto di questo articolo che contiene il cuore della vostra riforma della sanità. Come è noto, abbiamo presentato degli emendamenti di senso opposto, che non sono neanche stati presi minimamente in considerazione, manco discussi, è una discussione che avete tenuto esclusivamente nella segreteria del vostro più grande partito della coalizione, e oggi avete trovato anche un artificio per non dire con chiarezza ai sardi dove individuate la sede dell'azienda unica regionale. Poi andremo a vedere più avanti, nel prosieguo della discussione, se il famoso articolo 14 che chiamate qui sarà l'articolo 14 emendato su proposta della Giunta, o se sarà invece l'articolo 14 emendato da autorevoli colleghi del Partito Democratico, che invece spostano questa responsabilità di individuazione della famosa azienda incorporante, da quest'Aula, direttamente alle competenze della Giunta regionale. Ma, al di là di questo, credo che oggi, e con questa riforma, con questa proposta di riforma, cercate in qualche modo di lavare il campo delle politiche sanitarie dal disavanzo spropositato che ormai investe il sistema, o se pure non vogliamo misurare il disavanzo possiamo sempre misurare l'aumento della spesa di personale che c'è stato in quest'ultimo anno, ma direi da quando le aziende sanitarie sono commissariate. Con questa azione è evidente che rinunciate a parlare di politiche di riduzione della spesa, ma semplicemente trovate un sistema per ripartire da zero o provare a ripartire da zero attraverso un nuovo bilancio di azienda unica che dovrà partire dal prossimo anno finanziario. Non c'è la soluzione in questa riforma, non c'è la soluzione perché avete scelto di non affrontare i temi importanti, avete scelto di non affrontare il tema del sistema di finanziamento del nostro sistema sanitario, l'avete voluto lasciare immutato, così come rimarranno immutati tutti gli assetti organizzativi delle periferie. Quindi, non abbiamo assolutamente fiducia, perché non vi siete manco fidati dell'ultima legge di stabilità che indicava delle strade piuttosto diverse rispetto a questa, anche per provare a razionalizzare il sistema della sanità, soprattutto per quanto attiene le aziende ospedaliere universitarie, che invece appaiono una zona franca del nostro sistema, quasi ci sia la paura di voler disturbare i vostri colleghi. Ovviamente, la vostra maggioranza sostiene questo disegno, perché mentre in altre regioni si prova anche ad unire e a fondere l'esperienza dell'organizzazione dei sistemi sanitari regionali con quelle delle università facendole entrare nel sistema, facendo controllare la spesa giustamente da chi ci mette i soldi, e quindi la Regione, noi invece troviamo degli artifici per evitare a queste aziende sanitarie, evidentemente gestite con poca oculatezza, che secondo la legge di stabilità dovrebbero entrare in piano di rientro, invece noi le salviamo, escludiamo dal conto economico di queste alcune spese che queste sostengono, riconoscendo separatamente delle spese, o meglio dei rimborsi aggiuntivi per i loro compiti di istituto, ma di fatto non facciamo altro che mettere la polvere sotto il tappeto, e attraverso questo disegno completate un po' l'opera, cioè salvare da una parte il disastro di quella gestione, e dall'altro mettere insieme una nuova azienda che dovrà ripartire da zero. Bene, il tema della spesa sanitaria, che comunque non diminuirà nemmeno con l'azienda unica, ce lo ritroveremo davanti o se lo ritroverà davanti fra qualche anno chi governerà questa Regione, ma se lo ritroveranno davanti i sardi che probabilmente dovranno fare nuovi e tanti sacrifici per sostenere il sistema sanitario.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Anna Maria Busia. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Crediamo, come abbiamo già detto, nel corso della discussione generale che ci ha interessato, crediamo fortemente alla ASL unica, condividiamo le osservazioni che vengono fatte nella relazione di presentazione del disegno di legge e in virtù di questo abbiamo presentato una serie di emendamenti che, secondo il nostro parere, migliorano gli obiettivi che la Giunta si pone. Condividiamo la ASL unica come sistema di semplificazione e centralizzazione gestionale come semplificazione portata sicuramente alla sua massima espressione, prospettiamo un decentramento politico, burocratico, amministrativo, insistiamo sulla vera semplificazione amministrativa attraverso la divisione del territorio e attraverso una declinazione, appunto, dello stesso che preveda tre grandi aree omogenee. Evidenziamo la necessità della ASL unica con la centrale regionale di committenza, ancora insistiamo per una discussione però che sia la più ampia possibile in tema di gestione soprattutto di fase transitoria di questa nuova gestione. Perché questa, la fase transitoria sarà ed è bene ricordarlo lo abbiamo già detto ma mi permetto di insistere su questo punto, sarà sicuramente la fase più difficile e complessa in questa come in tutte le altre grandi riforme. Allora occorre affrontare con grande attenzione la gestione del processo di cambiamento che ci attende, per fare questo bisogna costruire un'ottima squadra di governo di questa nuova struttura, di questa nuova azienda con capacità e competenze adeguate al cambiamento. Occorre individuare una vera road map e orientare così questo mutamento, bisogna cambiare completamente la cultura organizzativa della nuova azienda e non soltanto interessandoci a discutere di dove avrà sede quest'azienda unica, il discorso che mi appassiona assai poco, parlo qui in questo caso a titolo personale e non come rappresentante di un partito del Centro Democratico e che svilisce notevolmente la portata di una grande riforma che ci deve interessare. Insomma bisogna fare attenzione a come si ridefiniscono, come si definiscono i processi e i percorsi.

Perché dico questo, perché non credo ovviamente con queste mie parole che non si debba fare una riforma ma credo che sia necessaria la discussione, la più ampia possibile, come ho detto in premessa. La democrazia, vedete, ha tanti difetti ma ha un grandissimo pregio che l'unico sistema che consente di discutere innanzitutto di sé stessa e quindi come ovvia conseguenza di ogni sua manifestazione. I disegni di legge non possono, non devono mai essere degli atti intesi come degli atti di fede, essi richiedono come ogni altro atto democratico, che fa parte di un meccanismo democratico, discussioni, approfondimenti. E questo deve avvenire all'interno di una maggioranza che è composita, che è complessa e che è varia come la nostra. E quindi nostra intenzione ampliare quanto più possibile il dibattito che deve essere fatto intanto dell'Aula consiliare. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Marcello Orrù. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARCELLO (PSd'Az). Grazie Presidente, Presidente della Giunta, Assessore e onorevoli colleghi, ma, Assessore, l'articolo 1 mi dà ancora la possibilità di parlare in maniera generale di questo disegno di legge dove io sono contrario e comunque all'istituzione dell'azienda sanitaria unica regionale. Assessore, lei in Commissione è venuto diverse volte e tutte le volte che è stato in Commissione da noi ha sempre detto che il sistema sanitario non funziona, che la spesa sanitaria è troppo alta, che le ASL sono gestite male e quindi è necessario, insomma, rivedere tutto il sistema. E con tutta sincerità io condivido queste affermazioni che lei ha sempre sostenuto in Commissione. Quindi è giusto rivedere il sistema sanitario regionale partendo però, Assessore, dalle esigenze sempre più crescenti dei cittadini e non in questo modo così come volete fare voi, perché voi insomma state partendo dall'alto, come ha già detto qualcun altro in precedenza prima di me la volta scorsa, state partendo, state costruendo la casa dal tetto e non dalle fondamenta. Quindi c'è il rischio che possa crollare tutto. Ma il mio timore è che qui veramente, Assessore, ci guardi più alla spesa, ai costi e non a come aumentare e migliorare i servizi ai cittadini. Il mio timore è quello che vi stiate dimenticando la parte più importante, appunto, che è la persona, il cittadino in questo caso il cittadino sardo.

Una legge, Assessore, va fatta veramente per migliorare i servizi delle prestazioni alla persona e non per tagliare prestazioni sanitarie perché lo impongono dall'alto ovvero dal Governo Renzi. A me preoccupa veramente, Assessore, l'istituzione della ASL unica dove si conferisce, come già detto in altre occasioni, troppo potere ad una sola persona. Badate bene, non preoccupa solo me, preoccupa anche tutte quelle persone autorevoli che abbiamo ricevuto e abbiamo sentito in Commissione in audizione in Commissione sanità per le loro audizioni e c'è stata una di audizione che mi ha colpito in modo particolare ed è quella del presidente della conferenza territoriale sociosanitaria di Oristano dove fa delle osservazioni legittime che io ho qui, così come le hanno e sono state consegnate agli altri commissari della stessa Commissione, al presidente e, appunto, il presidente della conferenza territoriale sociosanitaria di Oristano dice questo: si ritiene che divenga marginale con questa legge e irrilevante il ruolo che i territori possono svolgere nelle scelte di politica sanitaria, si ritiene che ai territori area sociosanitaria locale restino solo compiti residuali, si ritiene che venga ridotto il potere di rappresentanza, cioè la voce dei sindaci con il ridimensionamento delle funzioni della conferenza territoriale sociosanitaria e ancora si ritiene, si ritiene, ci sono una serie di preoccupazioni che io ritengo siano veramente fondate e che condivido e che effettivamente con questa legge non c'è proprio garanzia che i servizi possano rimanere nel territorio e inoltre i sindaci non avranno più voce in capitolo.

È chiarissimo che con l'istituzione della ASL unica verrà meno l'autonomia gestionale e ci sarà uno svuotamento dei poteri, verrà tolta la gestione, verranno tolte le decisioni ai territori e sarà a mio modo di vedere il caos più assoluto. Quindi veramente, Assessore, colleghi della maggioranza, pensate bene cosa si andrà incontro se passerà questa legge imposta da chi ogni giorno prende a schiaffi la Sardegna ovvero da Renzi e company. Non votate questa legge solo perché il Governo ha deciso di fare della sanità sarda una macelleria sociale che porterà solo danni, confusione e malessere tra il popolo sardo.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Roberto Desini. Ne ha facoltà.

DESINI ROBERTO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Grazie Presidente, Presidente della Giunta, colleghe, colleghi e signor Assessore, vi devo dire che l'approccio a questa discussione di questo di legge non è delle più semplici e così come mi sta succedendo con una certa frequenza quando ci sono temi importanti da affrontare e da discutere in quest'Aula trovo dei sentimenti contrastanti e fortemente combattuti. Quando ho iniziato la mia attività politica, mio padre che ha avuto altre esperienze, comprese nei banchi di questo Consiglio regionale, mi ha sempre detto due regolette molto semplici: la prima che la politica deve essere considerata come una parte, una componente della vita, la seconda che prima di fare politica bisogna avere un proprio lavoro, una propria professione, una certa autonomia e indipendenza economica in modo da poter esercitare il ruolo politico istituzionale in maniera libera e così quando ci sono delle cose che non vanno poter dire la propria e soprattutto non essere assolutamente condizionati. Perché dico questo? Nel ribadire ancora una volta con convinzione e con determinazione che condividiamo il disegno di legge che si basa fondamentalmente sull'istituzione della ASL unica e condividiamo con il Presidente e con la maggioranza il fatto che siamo arrivati a una condizione di non ritorno e dove non ci sono più margini di trattativa, soprattutto dobbiamo mettere in campo tutte le azioni e gli strumenti legislativi, burocratici e politici per cercare di invertire questa rotta. Ma allo stesso tempo non posso e non possiamo esimerci noi come Centro Democratico Sardegna di essere coerenti da quelle che sono stati gli atteggiamenti, i comportamenti e le osservazioni che abbiamo evidenziato in questi due anni e mezzo di legislatura. Va da sé che ogni qualvolta abbiamo fatto notare delle incongruenze, delle cose che non andavano e delle defezioni del sistema sanitario, purtroppo abbiamo avuto sempre ragione. Allora, questo è l'atteggiamento, il comportamento e le azioni che noi continueremo a portare avanti e non vuole essere assolutamente una azione contro nessuno, ma per dichiarare e annunciare che noi non ritireremo gli emendamenti che abbiamo presentato. Perché dico questo? Perché sia nella fase della discussione del tavolo tecnico, sia nei confronti di carattere politico abbiamo messo in evidenza una serie di criticità e vogliamo dare il nostro modesto contributo in termini assolutamente propositivi e migliorativi. Anche perché mentre noi siamo qui impegnati a fare grandi discorsi e grandi elaborazioni di alto profilo, l'altro giorno mentre avevo appena concluso l'intervento nella discussione generale, ricevo da un cittadino di Sassari questo SMS che leggo integralmente: "Ciao Roberto, giusto per informati, visto che state approvando la riforma sanitaria, stamane ho telefonato al CUP di Sassari per prenotare una colonscopia. La risposta è stata 'non ci sono date disponibili, riprovi quando abbiamo dati disponibili'. Pensavo di fare uno sbarco col gommone, magari mi ricevono subito". Allora, mentre noi siamo intenti a fare grandi discorsi, questi sono i reali problemi che i cittadini tutti i giorni devono affrontare. Noi dobbiamo pensare a dare risposte a questi cittadini, non possiamo ancora avere delle liste d'attesa così lunghe, noi non possiamo continuare in questo senso e per essere ancora più concreti noi riteniamo che l'Azienda unica sia la strada da percorrere in maniera convinta. Però, allo stesso tempo, riteniamo che non è opportuno in questo momento istituire l'Azienda emergenza-urgenza perché ci sono dei dati oggettivi che dicono che si può espletare la stessa funzione semplicemente con un dipartimento. Allora, sforziamoci di rendere più semplice il quadro, sforziamoci di mettere in campo tutti i provvedimenti necessari per migliorare l'attuale condizione. Io penso che a volte quando si fa politica e quando si hanno dei ruoli istituzionali, quando si hanno delle responsabilità, bisogna avere il coraggio anche - una frase fatta ma che penso sia sempre di attualità - di mettere il cuore oltre l'ostacolo. Con questo sentimento, credetemi, lo dico soprattutto al Presidente, in termini assolutamente propositivi noi con i nostri emendamenti e con questo taglio vogliamo dare il nostro modesto contributo per cercare di migliorare le condizioni della sanità sarda.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Angelo Carta. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Presidente, in effetti questo articolo 1 ha l'unico punto nel quale credo siamo d'accordo tutti, il comma 1: "Ai sensi dell'articolo 4, primo comma, lettera i), della legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3 (Statuto speciale per la Sardegna), la presente legge detta disposizioni per l'adeguamento istituzionale e organizzativo del sistema sanitario regionale". Tant'è che questo primo comma è stato l'unico a non essere interessato da emendamenti, salvo poi uno della Giunta. Che questo disegno di legge stia attraversando un percorso irto di ostacoli e di difficoltà lo si è visto dal primo giorno, lo si è letto su tutti i giornali e lo si è letto anche negli emendamenti. Finalmente la Giunta con l'emendamento 557 pare aver trovato la quadra perché qui finalmente si dice che l'Azienda sanitaria unica se ne va a Sassari, che poi Cagliari ha il Brotzu, ha l'ospedaliera universitaria e poi Sassari anch'essa l'azienda ospedaliera universitaria, infine l'AREUS va a Nuoro. Finalmente si quadra il cerchio rispetto a quello che ognuno dovrebbe avere. Su quest'emendamento che è il 557, se non ho capito male, onorevole Perra, c'è il parere favorevole della Commissione. Sennonché il parere favorevole della Commissione mi sembra di aver capito che c'è anche su 562, dove col 562 si fa marcia indietro, si cancellano le destinazioni e si parla della Azienda per la tutela della salute. A questo punto si cerca di capire cos'è, su che cosa siamo d'accordo? Siamo d'accordo che l'Azienda sanitaria unica regionale va a Sassari poi le altre con la ripartizione, oppure si fa marcia indietro e si rinvia all'articolo 14? Perché in effetti c'è questa discordanza tra le cose. Ma tutto questo per dire che poi un po' di salute negli emendamenti si è visto finalmente, si è visto nell'emendamento numero 527 della Giunta regionale dove, visto che di salute non se ne parla da nessuna parte, allora si è deciso che con l'emendamento numero 527 si dice che facciamo l'Azienda per la tutela della salute. Va anche bene, finalmente si parla di salute, ma non si parla certamente di riorganizzazione, perché siamo assolutamente fuori dall'orbita della salute. Anche qui pone una domanda, perché l'emendamento 527 della Giunta regionale dice testualmente così: "All'articolo 1, comma 1, e ogni qualvolta nel D.L. 321 ricorre l'espressione Azienda sanitaria unica regionale, la medesima espressione è sostituita dalla seguente 'Azienda per la tutela della salute'". Se non fosse che il comma 1 non parla di Azienda sanitaria unica locale, parla solo della riorganizzazione. Quindi se fosse un emendamento aggiuntivo questo, dovremo avere il comma 1 bis giusto per essere nella tecnica di quello che poi si vede qua.

Nel merito i miei emendamenti sono tutti soppressivi, io non ho fatto nessun emendamento propositivo perché ritengo che non ci sia nulla che si possa proporre per modificare questa cosa, se non toglierla di mezzo e parlare di una riforma coraggiosa. Io conosco l'assessore Arru non da oggi e gli riconosco coraggio, assolutamente una persona determinata nelle sue decisioni, il presidente Pigliaru ha dimostrato altrettanto coraggio e altrettanta determinazione, bene, questo disegno di legge non lo dimostra, non dimostra quello che voi avete, quello che voi siete e il ruolo per come lo volete svolgere, perché io non credo che questo disegno di legge sia lo specchio di quello che voi siete, di quello che voi avete rappresentato fino ad oggi in Sardegna. È un disegno di legge che cerca di trovare un equilibrio per cose che non attengono alla salute dei cittadini, un equilibrio che non attiene all'obiettivo nobile del comma 1 del D.L. 321, vi è mancato il coraggio. Alla fine forse troverete la quadra, forse troverete con qualche emendamento, con qualche sostituzione in corsa finalmente chi prende cosa e dove, ma veramente qui avete perso l'occasione per dire ai sardi che il presidente Pigliaru, l'assessore Arru sono due persone, sono due amministratori che hanno il coraggio delle proprie azioni, hanno la volontà di prendersi le proprie responsabilità a prescindere dagli appetiti che tutti conosciamo e che non avete inventato voi, che non ha inventato questa maggioranza, sono sempre esistiti. Doveva essere un cambiamento, doveva essere uno stacco rispetto al passato, si è persa un'occasione.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Augusto Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI AUGUSTO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Presidente, come ho già avuto occasione di dire in sede di discussione generale, noi andiamo a votare questa legge, Presidente, più per un atto di fiducia nei suoi confronti che per una vera convinzione su principi e contenuti che in verità, l'abbiamo sempre detto con onestà, e non da adesso ma da quando abbiamo presentato la nostra proposta di legge, su principi e contenuti che ci convincono poco. E abbiamo citato la nostra proposta di legge perché ho visto che comunque sia è anche consolabile il fatto che sia dalla parte di minoranza che dalla maggioranza la nostra proposta ha trovato condivisioni e apprezzamenti a vari livelli. Non siamo però disposti ad accettare dei dogmi di fede su questioni di principio morale e di organizzazione generale sia del servizio sanitario che dell'organizzazione generale della Regione. Non siamo disposti ad accettare discorsi e ragionamenti fatti solo sul riequilibrio dei poteri, che si basano sulle logiche egoistiche e campanilistiche, volte ad affermare prerogative di questo o quel territorio, a discapito del buon senso, della razionalità e di quei territori periferici che a stento alzano la voce, e che vedono sempre di più allontanarsi chi amministra e chi decide le sorti di un territorio, che magari non ha mai neanche visto. Siamo sicuri, signor Presidente, che la gente al di fuori di questo palazzo capisca questa capacità di accentrare i servizi e le funzioni? Funzioni e servizi amministrativi va bene accentrarli, come nel caso della centrale unica di committenza, gestione del personale, ma non quei servizi sanitari che rischiano di diventare sempre e comunque Cagliari centrici. L'accentramento direzionale della sede ASL è un argomento che non ci ha mai appassionato, perché non crediamo che sia questo il motivo vero del contendere di questa proposta di legge, però in questo bisogna vedere un'occasione nel tener presente anche la capacità, il grado di motivazione e di appartenenza del personale del servizio sanitario regionale, con decisioni che possono produrre degli effetti sul grado di alienazione e demotivazione che saranno innegabili e inevitabili in un contesto aziendalista, verticista accentratore. E non considera come vero collante, su questo presenteremo diversi emendamenti, quello che è nel disegno di legge la funzione della direzione di area sociosanitaria locale. La percezione è quella che i territori periferici si sentano indeboliti, ed è tangibile questa sensazione. E noi lavoreremo con i nostri emendamenti per riequilibrare le responsabilità tra direttore generale e direttori dei servizi delle aree sociosanitarie, nell'intento di ridurre al minimo i disagi di una organizzazione che necessariamente, per inesperienza, percorso formativo ad un nuovo assetto, per inadeguatezza del sistema non adatto a supportare e sopportare la nuova organizzazione, dovrà percorrere periodi, spero non troppo lunghi, di difficoltà che inevitabilmente si ripercuoteranno sui servizi sia dal punto di vista quantitativo che, spero di no, dal punto di vista qualitativo. La mia convinzione, Assessore, è che le ripercussioni più importanti si ripercuoteranno però in quella Sardegna, che non è più Cagliari con la sua città metropolitana, o Sassari con la sua rete metropolitana, ma è periferia, e sicuramente dove questi servizi avranno sicuramente ripercussioni più ampie. Nella discussione dell'articolo 1 io mi rifaccio a quello che è il comma dell'emendamento della Giunta quello, su Idea, che richiama ad una distribuzione omogenea su tutto il territorio regionale, e su questo insisterò durante tutta la discussione della legge per accentrare la possibilità di modifica di questa legge su questo tema. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gianfranco Congiu. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Presidente, il riequilibrio territoriale di cui ha appena parlato il collega Cherchi passa attraverso un ripensamento dell'articolo 1. Ma non semplicemente l'accoglimento di un emendamento proposto dalla Giunta, che peraltro è frutto anche di sollecitazioni politiche che sono arrivate anche da questi banchi, e da questa parte politica in particolare, passa attraverso il ripensamento dell'articolo 1 con l'inserimento di quel richiamo all'obbligo e al dovere costituzionale di garantire i livelli essenziali di assistenza su tutto il territorio regionale. Ecco la chiave di volta del sistema, ecco qual è il piglio che deve avere la riforma, la sua bussola orientativa, garantire i livelli di assistenza, capillarmente diffusi su tutto il territorio. Non fa differenza allocare una sede legale al nord piuttosto che al sud o al centro, se non si è in grado con questa dislocazione di sede di garantire i livelli essenziali. Così facendo guardiamo l'erogazione dei servizi sanitari e guardiamo soprattutto con attenzione chi fruisce del servizio sanitario. L'articolo 1 era impostato in maniera insoddisfacente nel testo licenziato dalla Commissione competente, in quanto andava al primo comma ad affermare che ai sensi dell'articolo 4, primo comma, la presente legge dettava disposizioni per l'adeguamento istituzionale e organizzativo del sistema sanitario regionale. Era un'impostazione insufficiente. Noi abbiamo la consapevolezza di partecipare ad un processo di cambiamento ineludibile, ma partecipare significa poter incidere in un processo legislativo. L'emendamento numero 530 va assolutamente difeso e va assolutamente inserito. Noi diciamo anche un'altra cosa con l'articolo 1 in discussione, stiamo decidendo di seguire il solco di una tradizione italica che si è affermata nell'ultimo decennio in materia di grandi processi di fusione e di incorporazione. Ebbene, noi tutti sappiamo che il servizio sanitario è stato interessato a partire dagli anni novanta da rilevanti processi di aggregazione. Abbiamo avuto nei primi anni novanta la irrazionale impostazione biunivoca della deintegrazione da un lato e della concentrazione dall'altro, la nascita delle aziende ospedaliere e l'eccessiva concentrazione. Ai primi del 2000 si sono riproposti degli schemi frutto di ingegneria aggregativa, ma qual è stato il livello di partecipazione delle aziende sanitarie? Sempre scarso. Ovunque, sia che si parli di Marche, sia che si parli di Emilia-Romagna, questi processi di aggregazione sono nati per volontà politica, che esercita un doverosissimo dovere di supplenza, laddove dalle aziende non nasce un'esigenza di aggregarsi e di stare insieme. E allora è chiaro che le cooperazioni spontanee, le concentrazioni per volontà endogena sono fenomeni anche qui in Sardegna estremamente rari, o limitati ad aspetti puntuali di piccola dimensione. Le ragioni che possono spiegare lo scarso protagonismo delle aziende nella costruzione di cooperazione, che avrebbero almeno potenzialmente potuto contribuire ad un proprio miglior funzionamento sono diverse, e si collocano su piani di interpretazione molto differenti, che vanno da questioni prettamente di natura politica a temi molto operativi. In altri termini, una volta portato a termine il percorso istituzionale, quindi riperimetrati i confini, non sembra che ciò sciolga immediatamente e automaticamente le difficoltà di integrazione. Noi riteniamo che favorire la nascita di un modello unico non attribuisca di per sé nessun potere salvifico ad un sistema che va riorganizzato, se non nella consapevolezza che vi sono dei temi che vanno perseguiti con tenacia, e su questo noi continuiamo a ad insistere, sulla necessaria integrazione del bilanciamento dei poteri, sulla necessaria legittimazione territoriale, sulla scarsa propensione all'utilizzo delle forme aggregative dipartimentali, che invece potrebbero risolvere le rigidità insiste nell'attuale sistema. Sollecitiamo attenzione verso il welfare sanitario. Come pensiamo di perseguire efficacemente altrimenti quelle politiche di diffusione omogenea di cui al primo comma di servizi essenziali se… (manca audio) capacità di interazione con i livelli di governance superiori? Oppure quali le vere ragioni di una nascita di una nuova Azienda emergenza-urgenza, se lo scopo dichiarato può essere assicurato da un'aggregazione di tipo dipartimentale? Salutiamo con favore l'emendamento, lo difenderemo in quanto è partita l'esigenza di ancorarci al dettato costituzionale per dare una ratio alla legge che non è una mera ratio di riordino, ma nella consapevolezza che vogliamo incidere sul tessuto vogliamo spostare determinati equilibri affinché quel livello di assistenza possa essere diffuso capillarmente su tutto il territorio regionale.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Michele Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, è evidente, è la considerazione che faceva testé il collega Congiu, che nessuna riforma ha di per sé non potere salvifico, le riforme si fanno, le architetture si costruiscono, poi le architetture istituzionali camminano con le gambe degli uomini quindi, soprattutto nella prima fase, molto dipenderà da chi governerà questo processo. Certo che se le scelte seguono gli stessi criteri che sono stati adottati per nominare quegli stessi commissari che hanno fatto lievitare la spesa sanitaria in maniera così significativa, gestendo in maniera clientelare e vergognosa in questo periodo di commissariamento le ASL della Sardegna allora certo non c'è da sperare bene. Però noi siamo i fautori dell'ASL unica, quindi interveniamo sull'articolo 1 di questa legge, sul quale è difficile per quanto ci riguarda non concordare, anche rispetto al miglioramento sull'acronimo che verrà introdotto perché il termine ASUR nella lingua sarda evoca assonanze non proprio positive, soprattutto in un momento di ristrettezze anche delle risorse per l'assistenza sanitaria, quindi ben venga l'ATS, almeno da questo punto di vista l'acronimo viene migliorato. Quello che si è scatenato in questi giorni è veramente stucchevole, si è scatenata una discussione riecheggiata anche stamattina in diversi interventi, ho notato anche che c'è stata per fortuna qualche presa di distanza più che sul merito della legge sul tema del cosiddetto riequilibrio territoriale. Discussione che io sento onestamente a capire perché si sta andando verso una razionalizzazione del sistema, speriamo; si sta andando, speriamo, a fare una riforma che tende a migliorare il sistema e dove si scatena la maggioranza? Si scatenata sulla dislocazione delle sedi, con argomenti che hanno poco di assistenza e poca attinenza con il miglioramento degli standard qualitativi dei servizi sanitari che credo dovrebbe essere al centro di tutte le discussioni che riguardano questa legge, per tornare sui soliti binari di tipo clientelare, perché parlare di riequilibrio territoriale, parlare di dislocazione di un'agenzia qui, di un'agenzia là, di un'altra agenzia da un'altra parte, di servizi amministrativi non di servizi sanitari, che cos'altro è se non impostare una discussione secondo canoni vecchi e superati? Un conto è parlare della dislocazione dei servizi sul territorio, di una miglior efficienza dei servizi sul territorio, di smantellare tutti quei carrozzoni che non garantiscono sanità ma garantiscano forse un po' di bottega, se mi è consentito questo termine poco parlamentare a livello territoriale. Un conto è fare la guerra sulla dislocazione dei servizi amministrativi tenendo conto anche che oggi grazie a Dio le tecnologie della comunicazione consentono di fare cose che fino a pochi anni fa erano impensabili. La maggioranza si avvita su discussioni di questo genere? Questa cosa qui non la riteniamo assolutamente non consona a livello di dibattito che ci vorrebbe rispetto a questa legge. Una considerazione di carattere generale: visto che stiamo parlando dell'articolo 1, mi pare che in molti si stiano mettendo d'impegno per snaturare il principio della ASL unica e per snaturare quello di buono che c'era nella legge, vedremo, articolo per articolo, emendamento per emendamento, quello che succede, però mi pare veramente che se la maggioranza si incammina su questa strada sta portando e sta rischiando veramente di portare alla sanità sarda non verso un miglioramento ma verso un baratro. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Luigi Ruggeri. Ne ha facoltà.

RUGGERI LUIGI (PD). Io devo dire che ho apprezzato alcuni degli interventi dei colleghi dell'opposizione, quelli espressi con spirito laico, di altri li rispetto ma non riesco certamente a condividere e ad accedere una ricostruzione che incarna in questa riforma qualche maledizione biblica di invasioni di cavallette, da come è stata descritta da qualche collega, o che più semplicemente identifica una serie di difficoltà del nostro sistema sanitario in questa architettura istituzionale come se non venissimo invece da una storia che ha segnato sulla nostra organizzazione sanitaria un doppio tratto di penna rossa al confronto con tutte le altre ristrutturazioni del sistema sanitario nelle regioni d'Italia, perché è da questo dobbiamo partire, io non credo laicamente che uno abbia una verità in tasca, credo laicamente che la situazione dalla quale stiamo vedendo non sia più una situazione sostenibile e gestibile, a meno che noi non vogliamo far finta, rimandare ad una sorta di età dell'oro in cui la "periferizzazione" delle scelte, produce una qualità di sanità a misura del cittadino. Questo non è, al cittadino credo che poco importi quale sia il livello decisionale sul quale si svolgono, le allocazioni di risorse, le determinazioni delle scelte, piuttosto che la capacità di leggere la risposta sul territorio sul bisogno di salute. Oggi noi abbiamo un sistema sanitario che con questo sistema dell'amplificazione della responsabilizzazione periferica, produce un incremento dei costi e una scarsissima soddisfazione delle esigenze di salute, questo è il dato, dopodiché innescare il tecnicismi e, su questa constatazione, organizzare delle risorse al bisogno facendo del bricolage delle proposte istituzionali, mi pare un esercizio formale o letterario. In realtà, rispetto a tutte le ipotesi possibili, noi siamo dentro una corrente complessiva che avviene in tutta Italia e in tutta Europa e non succederà per caso, per cui si risponde alle difficoltà crescenti e generali di un mondo occidentale che ha amplificato e caratterizzato diversamente i propri bisogni di salute con un maggiore controllo centrale del sistema e delle logiche del sistema. Noi abbiamo creduto, rispetto a questa esigenza, che la proposizione di un livello centrale di governo incardinato in una ASL unica, sia quello capace di garantire quelli che efficacemente vengono richiamati in un emendamento della Giunta: i livelli omogenei di assistenza su tutto il territorio regionale. Abbiamo richiamato, essendo questo il riferimento principale della legge e non già i fenomeni di limitazione della spesa che non sono, onorevole Orrù, citati in legge da nessuna parte. Certo è che ci aspettiamo una razionalizzazione della spesa e della qualità della spesa, ma non è questa l'efficienza che proviamo a descrivere in legge. In legge proviamo a descrivere un modello sistema organizzativo in cui gli elementi di politica sanitaria hanno una leggibilità, e una criticabilità, incardinata su specifiche responsabilità. Questo lo abbiamo previsto con una scelta generale in cui diciamo che c'è un centro di responsabilità e i livelli su cui si declinano queste responsabilità sfumano all'autonomia economica, questa è la scelta centrale che facciamo, non a scapito di una diminuzione del potere di rappresentanza dei territori, che sono tutelati, addirittura qualcuno dice troppo tutelati, attraverso sistemi organizzativi a volte ridondanti. Il troppo non c'è mai nella rappresentazione dei territori, ma a volte i sistemi organizzativi possono creare degli impacci che noi invece speriamo di aver contemperato in una logica di massima efficienza. Questo è il dato rispetto al quale poi si scelgono dei tecnicismi come quello dell'azienda incorporante che elenchiamo nell'articolo 1, perché dobbiamo velocizzare la procedura, perché non ci possiamo permettere una fase intermedia e prevediamo che un soggetto incorporante, già dotato di una propria di un proprio inquadramento previdenziale, di una propria capacità di tesoreria e quindi una propria capacità di garantire continuità operativa, svolga le funzioni che altrimenti sarebbero ascritte a un soggetto esterno che per mettersi in moto avrebbe probabilmente bisogno di qualche semestre in più. Ed è un'architettura delicatissima e complessa rispetto alla quale fare quegli atti di coraggio che veniva richiamato da qualche collega, può significare semplicemente fare atti voluttuari di incoscienza che non tengono conto della situazione reale e dalla condizione da cui bisogna partire. Andare a fare fusioni tra ospedali e aziende in questo momento, quelli potrebbero essere anche in prospettiva, ma adesso appartiene ad una prospettiva di stregoneria istituzionale che non fa il paio con l'efficienza alla quale ci vogliamo richiamare. Oggi abbiamo scelto consapevolmente una strada, ce ne potevano essere delle altre, abbiamo scelto quella strada e quella strada va percorsa fino in fondo per riportare alla coerenza. Quello che ho detto della centralizzazione e di una articolazione gestionale che tolga autonomia gestionale…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Credo che sia necessario sfruttare con piacere la presenza in Aula del presidente Pigliaru che è qui, evidentemente, per difendere la sua tanto agognata riforma, che di riforma ha ben poco. Una difesa non d'ufficio, una difesa appassionata e fatta di ultimatum, di penultimatum, e terzultimatum. Però è qui a difendere la sua riforma, che deve essere riformata perché questa bandiera, questo vessillo che ha brandito per un po' di tempo è stato per qualche tempo stramato e stracciato sia dagli emendamenti della Giunta sia dagli emendamenti della maggioranza. Comunque bene fa il presidente Pigliaru a stare in quest'Aula, e bene farebbe però a fare in modo che questa riforma ci dia l'occasione e vi dia l'occasione non tanto per riequilibrare la situazione territoriale regionale che non può essere riequilibrata, perché la scelta della sola Cagliari, come città metropolitana, grida ancora vendetta e la griderà ancora per tanti anni; ma quantomeno per dare il giusto riconoscimento a un territorio che oggi viene considerato come un territorio di periferia. Detto questo noi stiamo parlando dell'articolo 1, Assessore, ma di quale articolo 1 vogliamo parlare? Dell'articolo 1 della proposta? Dell'articolo 1 dell'emendamento della Giunta? Dell'articolo 1 dell'emendamento di uno dei Gruppi di maggioranza che vuole spostare la sede a Oristano? Oppure dell'articolo 1 emendato che vuole spostare la sede a Cagliari? Oppure, ancora, dell'emendamento all'emendamento che vuole spostare la sede all'articolo 14? Perché, cari colleghi, ormai l'articolo 14… lo scontro territoriale si consumerà, caro assessore Arru, sull'articolo 14, è l'articolo 14 il fulcro di questa legge. Articolo 14 che dovrebbe essere una norma transitoria e che, nelle vostre intenzioni, nelle intenzioni dei belligeranti, sarà una norma non transitoria. Una norma solida, imponente che avrà un suo baluardo la sede della ASL unica, l'articolo 14, norma transitoria. Io credo che questo sotto profilo della tecnica normativa sia veramente una porcheria, Assessore, me lo consenta. Sotto il profilo della tecnica normativa è una porcheria, perché non si può ipotizzare o pensare di ipotizzare la sede di un'entità giuridica così importante nella parte delle norme transitorie. È veramente un problema parlare di questo articolo 1 che non sappiamo che confini abbia. Non lo sappiamo. Bene avremmo fatto e avreste fatto ad accettare l'invito accorato del nostro Capogruppo a riflettere un attimo e riportare questo testo in Commissione perché stiamo rischiando veramente, e state rischiando, di fare dei grossissimi torti ad un territorio importantissimo della nostra regione. Credo che ben avreste fatto ad ascoltare non soltanto il nostro Capogruppo ma anche la Cgil, la Cisl e la UIL, i sindacati, i rappresentanti dei lavoratori che vi chiedono di sospendere, di discutere, di approfondire, di riflettere perché questa finta riforma, sia nella versione originaria, sia nella versione che verrà riformata, non tutela assolutamente i 30.000 lavoratori della sanità sarda. Io non so cosa accadrà alla fine dei conti, non so cosa succederà sul voto agli emendamenti, ci sono degli strumenti parlamentari, assembleari che probabilmente verranno utilizzati e che rischiano di creare più problemi di quanti non ne abbiamo adesso. A margine, signor Presidente, le chiedo di farsi parte attiva per espungere o modificare dall'articolo 1 quella locuzione che parla di rapporti attivi e passivi. Io credo che sia bene parlare di rapporti giuridici e non attivi e passivi perché questa locuzione è del tutto equivoca e tra le altre cose la troviamo sia nell'articolo 1 che negli emendamenti della Giunta e dei consiglieri regionali. Rapporti attivi e passivi in una legge di questo tipo non albergano in modo coerente con gli obiettivi che ci poniamo. Parliamo per cortesia, signor Presidente, di rapporti giuridici attivi e passivi perché diversamente questa riforma, che ha necessità di essere riformata, consentirà ai nostri detrattori, ai detrattori della politica, di prenderci in giro vita natural durante.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Giorgio Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC Sardegna). Io credo che noi abbiamo dimostrato una certa sensibilità visto che la legge stessa è stata modificata e abbiamo deciso di non entrare nel cuore ed effettivamente voglio citare alcuni riferimenti e alcuni emendamenti. Per esempio, l'obiettivo qual è, per non andare oltre che dovremo dire nella fase successiva? L'obiettivo era quello di risparmiare e di migliorare i servizi. Noi siamo convinti, lo abbiamo dimostrato e lo abbiamo detto anche recentemente, siamo convinti che questi risparmi probabilmente potrebbero non esserci, non c'è nessuna certezza, del resto noi abbiamo detto a più riprese che risparmi con la centralizzazione si possono avere, abbiamo avuto un solo dato scientifico con riferimento a Venezia ma credo che sia irrilevante, e lo abbiamo già detto. Del resto gli emendamenti, parlando dell'articolo 1, sono emendamenti che sono facilmente accettabili, sono accettabili soprattutto per quanto attiene… innanzitutto si è ottenuto il risultato di evitare la fretta, siamo stati fra i primi a dire: guardate che ad agosto serve poco. Voi questo lo avete fatto, prima avete proposto agosto poi vi siete resi conto che anche ad agosto non avreste risolto i problemi e avete fatto una via di mezzo, e in effetti modificando l'ASUR in ATS e indicando che dal primo di settembre (qualcuno ha detto primo luglio, ma non c'entra niente) ci sarà un reggente, che dovrebbe essere collocato a Sassari e che coordinerà i lavori, può darsi che ci siano questi risultati. A guardare anche il giornale di avantieri per quanto riguarda il 2015 - ci eravate voi, i commissari erano vostri e avevate dato voi gli input attraverso l'Assessorato - i 349 milioni di buco ci sono e sono ormai ascritti. Noi abbiamo segnalato il fatto che mancavano approfondimenti, mancava uno studio analitico, non c'è stato, e così come possiamo riscontrare che gli emendamenti - mi riferisco al 557, al 527 e al 530 - da un punto di vista formale e giuridico sono corretti, tutt'al più farei un'osservazione proprio sul 557: voi sapete perfettamente che esistono le Aziende universitarie ospedaliere così come esistono le Aziende ospedaliere universitarie, cioè nella 517 c'erano due possibilità, A e B, voi avete applicato sin dall'inizio la scelta attuale, la B, cioè è il Presidente della Regione che indica al Rettore dell'Università chi deve essere il direttore generale, oggi però non è così e bisogna stare attenti perché l'accordo di programma non è stato ancora sottoscritto, e può anche darsi che l'Università sotto questo punto di vista possa non essere più d'accordo. Credo che sia invece importante, eventualmente, precisare una cosa: noi andiamo sempre ai risultati, verificheremo i risultati; voi avete una presunzione, è una sfida, si vedranno i risultati, credo a partire dal gennaio 2017, sempre che in questi mesi non si migliori, ma secondo me il trend in questi mesi non è migliorato rispetto a 2015.

Io per esempio valorizzerei di più alcuni aspetti che sono importanti della sanità in Sardegna: è passato un po' inosservato ma sabato c'è stato il millesimo trapianto di rene in Sardegna. Lo stesso direttore, lo stesso superesperto ha preferito non dare grande pubblicità, forse lo troverete sul sito o forse su qualche nota che è stata fatta in questi giorni.

Per quanto riguarda le vostre divisioni, vi abbiamo consentito, perché ce l'avete chiesto, di poter fare un incontro sin da giovedì, in modo tale di arrivare a martedì, e noi vogliamo essere rispettosi, l'ha detto prima il Capogruppo di Forza Italia e siamo rispettosi degli impegni assunti, perché noi vogliamo che parta questo provvedimento, che certamente è importante, con alcuni correttivi, anche correttivi tra di voi perché se io guardo l'emendamento della Giunta recentemente discusso in Commissione, e guardo l'emendamento all'emendamento firmato da alcuni Capigruppo della maggioranza, sono diversi, nella maggioranza c'è già una conflittualità. Se voi andate a vedere si parla di Azienda regionale dell'emergenza urgenza della Sardegna, vuol dire che la maggioranza ha scelto di fare l'Areus, come una struttura operativa, io personalmente nel mio ultimo intervento ho detto che sarei stato più favorevole a fare un dipartimento, ma il dipartimento è già saltato, e se è saltato e perché la maggioranza ha ritenuto in questi incontri fatti in questi giorni… e quando approverà il 562, che come ho detto prima è fatto bene, non si può fare nessuna eccezione dal punto di vista formale perché è corretto. Siamo d'accordo per quanto riguarda l'operatività di questo provvedimento, solo che poi ci saranno altre osservazioni che noi andremo a fare, ma sono sugli altri articoli.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SEL). Non vogliamo, onorevole Cossa, snaturare questa legge, non vogliamo portare la sanità della Sardegna dentro un baratro, anche perché forse probabilmente c'è già, però dico, lo avete detto anche voi, che questa è una riforma di grandissimo coraggio, perché effettivamente a riformare il sistema sanitario della Sardegna ci vuole coraggio, e il Presidente e questa Giunta sino a questo momento hanno dimostrato di avere questo coraggio. Il fatto stesso che siamo arrivati sino a oggi da quando abbiamo iniziato a discuterne significa che non c'è nessuna chiusura rispetto a tutte le proposte di integrazione, di miglioramento, di rimodulazione di alcuni articoli della stessa legge. Si parte da un punto fermo, che è l'istituzione di una unica ASL in tutto il territorio regionale; noi lo stiamo dicendo, lo ribadiamo, saremmo anche monotoni e ripetitivi, noi ripartiamo sempre dall'approvazione della legge sulla riforma degli enti locali in cui si è sancito un principio, che è il principio della perequazione. Su questo noi non recediamo di un millimetro perché davvero entriamo dentro questa legge per fare in modo che quel principio sancito venga davvero attuato nei fatti, quindi nelle norme. Noi vorremmo che tutti i cittadini della Sardegna abbiano la stessa accessibilità ai servizi sanitari, vorremmo soprattutto che i cittadini della Sardegna che non hanno neanche la possibilità di curarsi perché stanno all'interno di quel numero corposo di persone che vivono sotto la soglia di povertà, se noi riusciremo, ci proveremo con tutte le nostre forze migliorando gli articoli, ci sono molti emendamenti che vanno in questo senso e devo dire che sino ad ora la disponibilità dimostrata dalla Giunta, a parole sinora è tra un po' quando andremo a votare e chiederemo il parere della Giunta, oltre che della Commissione, dovrà essere tradotta in atti concreti, credo che riusciremo in qualche maniera a mettere dentro quegli articoli quello che noi auspichiamo, e quello che noi auspichiamo e l'equiparazione di tutti i cittadini e i pazienti della Sardegna, da Cagliari a Santa Teresa Gallura, da Escolca a Esporlatu. Questo vorremmo e ci proveremo con tutte le nostre forze.

Avete detto delle cose che condivido: noi partiremo bene se partiamo dalla meritocrazia. Io credo che vada fatto un plauso alla Giunta per il fatto che abbia dato la possibilità in quell'albo di coloro i quali potranno partecipare alla selezione di direttore generale della ASL unica, e non solo, di riaprire i termini, perché io so che in quell'elenco adesso ci sono fior fior di altissimi profili, con grandissime esperienze, con dei requisiti che sono assolutamente inattaccabili, io non ho nessun dubbio che questa volta, ripeto questa volta, la Giunta farà in modo di scegliere i migliori, perché noi in una situazione del genere, dove vorremmo veramente non parlare più della Corte dei conti che ci bacchetta per le spese fuori controllo e dei cittadini sardi che si lamentano per le lunghissime liste d'attesa e per i servizi che ancora esistono… e su questo noi non possiamo, se vogliamo essere onesti intellettualmente, e lo siete anche voi, addebitare le colpe a questo Assessore. Lo avete sempre detto voi e anche noi che i problemi atavici della sanità in Sardegna non sono sicuramente problemi che risalgono a qualche mese fa o a qualche anno fa. E se noi vorremmo in qualche maniera coltivare quella pianta che si chiama panacea, che serve a curare tutti i mali ma probabilmente ne curerà solo alcuni, se vorremmo partire bene, potremo partire bene se davvero in primis il direttore generale, sanitario amministrativo di questa Azienda unica sarà scelto tra altissimi profili, e se i direttori generali o direttori delle aree sociosanitarie subiranno lo stesso percorso. Io credo, questo lo chiediamo a voce alta, continueremo a chiederlo in questi giorni e vigileremo dopo, perché questo possa e debba avvenire. Lo sappiamo che non è facile andare avanti quando ci si propone davvero di cambiare un sistema che è importante, che rappresenta non il futuro ma il presente del nostro popolo. Per cui sappiamo anche che questo percorso, che non so se sarà di uno, di due giorni, di qualche settimana…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Emilio Usula. Ne ha facoltà.

USULA EMILIO (Soberania e Indipendentzia). Un paio di settimane fa, mi dispiace che Luigi stia uscendo, un paio di mesi fa anzi Luigi Arru si è svegliato, si è svegliato contemporaneamente al presidente Pigliaru e hanno deciso che era necessaria una riforma della sanità. Sembrerebbe questo da certe osservazioni, quasi fosse questa riforma, quello che si sta proponendo, quello a cui stiamo andando, una decisione cervellotica di questo o di quello o addirittura di una Giunta o di questa maggioranza. Io credo che non si possano fare affermazioni di questo tipo. Questa è una maggioranza che ne ha sostituito un'altra, anche perché c'era un'attesa di riforma del sistema sanitario, questa è una maggioranza che vincendo le elezioni le ha vinte anche perché c'era questa attesa da parte dei cittadini. Siamo vent'anni senza una vera riforma della sanità in Sardegna. Dire oggi che questa riforma è frutto di un risveglio improvviso da parte di chicchessia o una cosa accelerata o un qualche cosa che non può funzionare perché è frutto di menti particolarmente fantasiose io credo che non sia assolutamente opportuno neanche dirlo. Sappiamo tutti e ne siamo tutti perfettamente consapevoli che questa è una riforma attesa, è una riforma necessaria, è una riforma doverosa, doverosa per le cose che sono state sottolineate un po' da tutti. C'è un bisogno crescente di salute, ci sono nuove attese determinate anche da nuove consapevolezze dei cittadini, dalla disponibilità di nuove tecnologie, di nuovi servizi, e c'è un ritardo nella capacità di dare risposta a questi bisogni, c'è un ritardo sicuro nell'attesa di semplificazione del sistema, di una semplificazione anche per ridurre le distanze tra il cittadino che aspetta risposte e l'istituzione servizio sanitario, servizio sanitario regionale. Qualcuno ha cercato di dire che questa è una riforma indotta quasi da un baratro di deficit determinato da questi commissari, da questi commissari che stanno lavorando da due anni e mezzo. Io credo che sia assolutamente non rispondente a criteri di onestà intellettuale dire e affermare che il baratro di deficit economico in cui si trova il nostro sistema sanitario… se posso continuare, continuo… Io dico che è ingeneroso sicuramente dare, attribuire agli ultimi commissari che stanno lavorando tra l'altro in una situazione continua di provvisorietà, questo è vero, cioè non sanno quando finiscono e quindi è difficile anche poter programmare, poter esercitare appieno un ruolo. Io credo che questa sia una riforma a questo punto diventata necessaria, necessaria anche per dare risposta e per dare una qualche maggiore attenzione nell'offerta di servizi sanitari, non nel dedicare o no una sede amministrativa o solamente puramente amministrativa. Io credo che i territori aspettino risposta, aspettano risposta, e sono quei territori che piano piano negli anni, proprio perché in certi poli si accentravano le migliori tecnologie e forse anche le migliori professionalità, certi territori sono rimasti sempre via via più poveri, più indeboliti dalla possibilità di avere risposte. È una riforma necessaria anche per dare finalmente un'organizzazione coerente al sistema delle emergenze urgenze, l'ho già detto in discussione generale, il sistema delle emergenze urgenze, comunque lo si voglia organizzare, va assolutamente rivisto, va riorganizzato, e io credo che sia coerente l'atteggiamento di questa Giunta quando cerca di sgravare il già mastodontico ruolo, compiti e funzioni, e forse anche attribuzioni di risorse che potrà avere il futuro direttore generale della ASL unica. Io credo che sia un progetto positivo, un progetto giusto, sicuramente dobbiamo stare attenti al periodo di transizione, è un periodo pericolosissimo, è un periodo che in qualche modo potrebbe anche, e ci sono testimonianze di autorevoli economisti che si occupano di politiche sanitarie, che confermano che il periodo di transizione potrebbe anche determinare un aggravio di spese, un aggravio anche di conflitti, però è una riforma che dobbiamo affrontare, è una riforma che in qualche modo dobbiamo riuscire a…

PRESIDENTE. Passiamo quindi alla votazione degli articoli.

Metto in votazione gli emendamenti soppressivi totali numero 1 uguale al numero 54, uguale al numero 192, uguale al numero 417, parere contrario della Commissione e della Giunta. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

PITTALIS PIETRO (FI). Chiedo la votazione nominale.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione elettronica dell'emendamento numero 188, c'era un invito al ritiro. C'è un invito al ritiro all'emendamento, se ritira l'emendamento nessuno lo acquisisce e decadono tutti gli emendamenti all'emendamento. Chiedo all'onorevole Desini se intenda mantenere l'emendamento o ritirarlo. Mantiene l'emendamento, allora ci sono prima gli emendamenti all'emendamento numero 188, sono il numero 576, presentatore l'onorevole Solinas, parere contrario della Commissione e della Giunta. Dichiaro aperta la votazione.

C'è una dichiarazione di voto intanto, quindi sospendiamo la votazione. Stavamo votando l'emendamento sostitutivo totale presentato dall'onorevole Solinas numero 576, emendamento all'emendamento numero 188. Non c'è la pagina, sono emendamenti agli emendamenti presentati oggi.

Ha domandato di parlare il consigliere Christian Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS CHRISTIAN (PSd'Az). Per annunciare naturalmente il mio voto favorevole e per concludere il ragionamento. Questa serie di emendamenti, dal numero 576 in poi, vogliono delineare il modello di riferimento che la ASL unica dovrebbe avere sul territorio regionale, questo per dare una risposta a quella domanda che ponevo prima all'Assessore, e cioè se il sistema che è stato scelto è il sistema di modello di governance burocratico o è un modello accentrato, oppure ancora un modello contrattuale che è stato adottato per larga parte da diverse regioni. Quello che noi delineiamo con questi emendamenti è il cosiddetto modello delle regole, e cioè quel complesso di norme mutuate per larga parte dal sistema britannico che sono state tradotte in Italia soprattutto negli anni a cavallo tra il '90 e il 2000 in Regione Lombardia, e cioè con la separazione netta dei purchases rispetto ai providers sanitari, cioè noi crediamo che la ASL unica possa funzionare nel momento in cui gli acquirenti e i produttori dei servizi sanitari sono distinti. Naturalmente attribuendo alla ASL unica, che noi abbiamo definito azienda regionale per la tutela della salute, quindi ARTUS dicendo attribuendo dei giusti poteri negoziali sia nella selezione degli erogatori che siamo essi presidii ospedalieri che singoli reparti e sia nella possibilità di negoziare da un lato il valore delle tariffe, il tipo e la quantità delle prestazioni o i tempi di attesa. Questo consentirebbe affidando la programmazione all'ARTUS e la produzione dei servizi sanitari ai diversi presidii anche una sana competizione tra territori che genererebbe la possibilità di acquisire la prestazione sanitaria nel presidio sardo che offre minori tempi di attesa, maggiore efficienza, maggiore efficacia e che esso sia a questo punto a Sassari, a Nuoro, a Cagliari o Oristano non rileva più. Ciò che rileva è la qualità della prestazione sanitaria che questa azienda unica l'ARTUS dovrebbe acquisire.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 576 con parere contrario della Commissione e della Giunta.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 576.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Desini ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Carta Angelo - Carta Giancarlo - Cherchi Oscar - Fasolino - Floris - Locci - Orrù - Pinna Giuseppino - Pittalis - Satta - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Desini - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Lotto - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Paolo.

Si sono astenuti: il Presidente Ganau - Cossa - Oppi.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 53

votanti 50

astenuti 3

maggioranza 26

favorevoli 17

contrari 33

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 577 con parere contrario della Commissione e della Giunta.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 577.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Crisponi si è astenuto.

Rispondono sì i consiglieri: Carta Angelo - Carta Giancarlo - Cherchi Oscar - Fasolino - Floris - Locci - Orrù - Pinna Giuseppino - Pittalis - Satta - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Desini - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Lotto - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pigliaru - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Paolo.

Si sono astenuti: il Presidente Ganau - Cossa - Crisponi - Oppi.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 55

votanti 51

astenuti 4

maggioranza 26

favorevoli 17

contrari 34

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 578 con parere contrario della Commissione e della Giunta.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 578.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Carta Angelo - Carta Giancarlo - Cherchi Oscar - Fasolino - Floris - Locci - Orrù - Pinna Giuseppino - Pittalis - Satta - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Desini - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Lotto - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pigliaru - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Paolo.

Si sono astenuti: il Presidente Ganau - Cossa - Crisponi.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 54

votanti 51

astenuti 3

maggioranza 26

favorevoli 17

contrari 34

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 579 con parere contrario della Commissione e della Giunta.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 579.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Usula ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Carta Angelo - Carta Giancarlo - Cherchi Oscar - Fasolino - Floris - Locci - Orrù - Pinna Giuseppino - Pittalis - Satta - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Desini - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Lotto - Meloni - Moriconi - Perra - Pigliaru - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Paolo.

Si sono astenuti: il Presidente Ganau - Cossa - Crisponi - Oppi.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 54

votanti 50

astenuti 4

maggioranza 26

favorevoli 17

contrari 33

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 580 con parere contrario della Commissione e della Giunta.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 580.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Carta Angelo - Carta Giancarlo - Cherchi Oscar - Crisponi - Fasolino - Floris - Locci - Orrù - Pinna Giuseppino - Pittalis - Satta - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Desini - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Lotto - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pigliaru - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Paolo.

Si sono astenuti: il Presidente Ganau - Cossa - Oppi.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 55

votanti 52

astenuti 3

maggioranza 27

favorevoli 18

contrari 34

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 581 con parere contrario della Commissione e della Giunta.

Ha domandato di parlare il consigliere Christian Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS CHRISTIAN (PSd'Az). A questo punto, per evitare un esercizio sterile anche da parte del Consiglio di votazioni, essendo tutti questi emendamenti connessi comunque alla prima parte ritiro gli emendamenti numero 581, numero 582 e numero 583… Sino all'emendamento numero 583. Ribadendo che l'idea era quella di dare un modello dal perimetro ben definito che sancisse da un lato l'ARTUS agenzia regionale per la tutela della salute come soggetto unico di riferimento mantenendo le agenzie socio-sanitarie territoriale separate con la separazione di enti che producono la prestazione sanitaria rispetto a quelli che la acquistano e la programmano.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (FI). Il pregevole lavoro fatto dal collega Solinas non rappresenta assolutamente un esercizio inutile, vorrei fare nostri gli emendamenti che lui invece ha chiesto di ritirare.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 581 fatto proprio dal Gruppo di Forza Italia con parere contrario della Commissione e della Giunta.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 581.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Carta Angelo - Carta Giancarlo - Cherchi Oscar - Fasolino - Locci - Oppi - Orrù - Pinna Giuseppino - Pittalis - Satta - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Desini - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Lotto - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pigliaru - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Paolo.

Si sono astenuti: il Presidente Ganau - Cossa - Crisponi - Floris.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 55

votanti 51

astenuti 4

maggioranza 26

favorevoli 17

contrari 34

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 582 con parere contrario della Commissione e della Giunta.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 582.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Locci e Tunis hanno votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Carta Angelo - Carta Giancarlo - Cherchi Oscar - Fasolino - Locci - Oppi - Orrù - Pinna Giuseppino - Pittalis - Satta - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Desini - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Lotto - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pigliaru - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Paolo.

Si sono astenuti: il Presidente Ganau - Cossa - Crisponi - Floris.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 55

votanti 51

astenuti 4

maggioranza 26

favorevoli 17

contrari 34

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 188 a pagina 5 con invito al ritiro.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 188.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Busia - Carta Angelo - Cherchi Oscar - Desini - Fasolino - Locci - Oppi - Orrù - Pinna Giuseppino - Pittalis - Satta - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Lotto - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pigliaru - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Paolo.

Si sono astenuti: il Presidente Ganau - Cossa - Crisponi - Floris.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 53

votanti 49

astenuti 4

maggioranza 25

favorevoli 17

contrari 32

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 337 con invito al ritiro.

Ha domandato di parlare la consigliera Anna Maria Busia. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Sovranità, Democrazia e Lavoro). L'emendamento riguarda la questione di cui abbiamo fatto cenno nella discussione precedente, e riguarda precisamente la non previsione dell'AREUS come ulteriore azienda ospedaliera, perché nell'ottica di una razionalizzazione dell'organizzazione aziendale acquisisce sicuramente un significato contraddittorio la volontà di insistere nella creazione e nell'istituzione di un'azienda monofunzionale quale l'AREUS. La forte volontà espressa dal Presidente della Giunta regionale e dello stesso Assessore della sanità di sintetizzare il parco aziende sanitarie da otto a una sola e contestualmente dare il via all'AREUS contraddice lo spirito e il filo conduttore della filosofia monoaziendale. Sposare la filosofia monoaziendale nel territorio sardo significa esaltare i grandi vantaggi della incorporazione organizzativa nella consapevolezza che un sistema costituito da otto aziende sanitarie ha sostanzialmente creato diseconomie e non ha raggiunto i propri obiettivi di salute. Nell'ambito del sistema emergenza-urgenza si è potuto osservare in questi anni e ci si è trovati di fronte a un mancato coordinamento regionale e a inefficienze organizzative che hanno prodotto delle diseconomie. Identificare quindi un nuovo soggetto aziendale da costruire ex novo con la sua complessa tecnostruttura, inclusa ovviamente la previsione della triade direzionale, porta a chiedersi quale possa essere la ratio in nuovo ambito di semplificazione organizzativa. Ci si chiede inoltre quale sia il patrimonio che deve essere posto alla base di questa nuova azienda poiché questo è presupposto essenziale alla creazione di un nuovo soggetto aziendale, come da rappresentazione legislativa. Come evidenziato dall'articolo 17 bis del decreto legislativo numero 502 del 1992, modificato nel 1999, l'organizzazione dipartimentale rappresenta il modello ordinario di gestione operativa di tutte le attività delle aziende sanitarie, inclusa quindi l'emergenza-urgenza. Questa è la ragione per la quale abbiamo presentato quest'emendamento nella convinzione che la forma interdipartimentale di cui poi si parlerà meglio in seguito sia quella più efficace, quella più sicura e soprattutto più in linea con lo spirito di questo disegno di legge e della sua rivoluzione innanzitutto culturale che prevede.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (FI). Presidente, per annunciare il voto favorevole non tanto per la necessità di sottolineare ulteriormente le divisioni e le incongruenze di questa maggioranza e la proposta della Giunta regionale, quanto piuttosto perché la valutazione politica rispetto a questa norma rimane sospesa perché è impossibile con questa miriade di emendamenti capire che cosa ha in testa la Giunta e che cosa ha in testa la maggioranza. Si fa, mi rincresce sottolinearlo, sempre più forte il sospetto che sia un tentativo di depistaggio dell'opinione pubblica, che sia un tentativo di nascondere sotto il tappeto i conti drammatici della sanità, i numeri fuori controllo della sua spesa e il fatto che si ritiene che per un pochettino di tempo questa Giunta regionale possa nascondere il suo fallimento in questa materia semplicemente perché sarà complicato vedere all'interno di un nuovo bilancio di una nuova azienda sedicente unica quelli che in realtà sono i conti che ormai sono profondamente in rosso e da anni delle aziende che si cerca in questo momento di nascondere. Naturalmente non si sente il bisogno di azioni come quella che stiamo vedendo, cioè di continuare a dissimulare, continuare a disorientare, si sarebbe invece sentito il bisogno di un'azione di verità, si sarebbe sentito il bisogno di un'azione di trasparenza e mi rincresce dover prendere atto del fatto che la maggioranza e la Giunta non accolgono la disponibilità che viene da questa parte dell'Assemblea nel costruire una legge migliore, nell'offrire ai cittadini l'immagine di una sanità trasparente. Devo essere onesto, certamente i numeri dalla vostra parte vi consentiranno di portare a casa qualche poltroncina in più, qualche amico in più da accontentare, lo comprendo e non ve ne faccio una colpa, è difficile anche con l'enorme quantità di potere che state gestendo, con le numerose agenzie che state istituendo, nuove aziende sanitarie, comunque quadrare i conti di una maggioranza che voi stessi definite variamente articolata piuttosto che composita, qualcuno variopinta. Riesce difficile vederla come maggioranza se uno guarda questo insieme di comportamenti in maniera aggregata. Abbiamo assistito durante la giornata al continuo manifestarsi di dissenso da parte dei banchi della maggioranza e si coglie il senso di una trattativa che è ancora in corso. Probabilmente altrove, probabilmente dove si è creata questa riforma, probabilmente dove si pensa...

PRESIDENTE. Onorevole Tunis, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Augusto Cherchi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CHERCHI AUGUSTO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Presidente, solo per dichiarazione di voto, pur essendo pienamente d'accordo con le argomentazioni portate avanti dall'onorevole Busia per quanto riguarda l'AREUS, esprimiamo motivazioni che argomenterò nel prosieguo della discussione, quando ci sarà anche un nostro emendamento in proposito, per esprimere il nostro voto negativo in quanto l'articolo non si sofferma solo alla costituzione dell'AREUS ma entra in generale nella costituzione dell'azienda unica regionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Christian Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS CHRISTIAN (PSd'Az). Presidente, condividendo le argomentazioni della collega Busia per quanto riguarda l'AREUS, devo comunque esprimere il voto di astensione perché in effetti nella stesura dell'emendamento l'AREUS viene sostituita dall'istituzione dell'Azienda ospedaliera San Francesco-Cesare Zonchello con sede a Nuoro, quindi di fatto non modifica il numero dei soggetti che andranno a gestire il servizio sanitario. Insisto invece su una considerazione alla quale invito ulteriormente l'Assessore e il Presidente della Giunta, cioè tutti gli indicatori ci dicono che dal 2001 al 2015 in Italia abbiamo avviato un grande processo di riduzione del numero delle aziende sanitarie, sono passate da 330 a 245. Nello stesso periodo però la spesa sanitaria è aumentata e il deficit cumulato delle aziende sanitarie al 31 dicembre 2015 è di 33,7 miliardi di euro. C'è una letteratura scientifica piuttosto ampia al momento che ci dice che questi processi di aggregazione, di ridefinizione del perimetro aziendale nel breve termine generano un aumento di costi. Quindi mi chiedo: abbiamo valutato con estrema attenzione quanto costi l'applicazione di questa riforma nel breve termine? Perché il nostro più grande impegno e l'esigenza maggiore che avvertiamo tutti è quella di andare a contenere semmai la spesa sanitaria mentre - come si proponeva nelle serie dei miei emendamenti - una reingegnerizzazione dei singoli ospedali in armonia con quelle che sono le best practice a livello internazionale può determinare dei risparmi fino al 20 per cento nell'immediato, quindi nel breve termine. Ora superando quella che ho definito anche nell'altro intervento la retorica della siringa, sicuramente grossi passi in avanti si sono fatti con le centrali uniche di committenza, non ci sono al momento grandissimi margini, una riflessione va fatta perché l'integrazione in così breve tempo di soggetti che hanno sistemi diversi, che dialogano in maniera differente potrebbe, ahinoi, determinare un effetto esattamente opposto a quello auspicato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Desini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DESINI ROBERTO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Presidente, semplicemente per una precisazione perché sembrerebbe una contraddizione il fatto che noi proponiamo la soppressione dell'AREUS (istituiamo una nuova azienda dell'emergenza-urgenza quando questa si può espletare invece con un'azione dipartimentale) e invece prevediamo l'istituzione del San Francesco-Zonchello di Nuoro e quindi si dice che è una contraddizione. Ma la proposta di istituire il San Francesco-Zonchello di Nuoro è in un contesto più in generale perché noi nella nostra proposta come Centro Democratico Sardegna prevedevamo il fatto di suddividere la Sardegna in tre macroaree (nord, centro e sud) e questo per cercare di uniformare il servizio da erogare ai cittadini. Ecco dove nasce la nostra proposta, era giusto per chiarire questa che potrebbe sembrare una contraddizione in termini ai più non conoscendo e non leggendo nel dettaglio quella che è la proposta dell'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Emilio Usula per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

USULA EMILIO (Soberania e Indipendentzia). Presidente, solo perché sento il dovere di spiegare perché in qualche modo non mi trovo d'accordo sull'idea di costituire l'Azienda Ospedale San Francesco di Nuoro. È un emendamento, è una proposta che mi ha fatto riflettere, mi ha fatto fare dei passi di consulenze a vari livelli, l'ospedale San Francesco di Nuoro è l'unico ospedale che c'è in un raggio di 90 chilometri, ed è un ospedale capace di prestazioni di base, capace di prestazioni territoriali. La trasformazione in azienda di un ospedale come il San Francesco comporterebbe, a mio modo di vedere, una superspecializzazione, una necessità di dover per forza per avere un finanziamento adeguato delle prestazioni super specializzate, con la possibilità quindi di ridurre le prestazioni di base. Potrebbe essere questo un qualcosa che potrebbe determinare un tracollo dello stesso ruolo territoriale in quella zona del San Francesco. Ci sono dei dati che dicono poi che non c'è una numerosità di popolazione che può giustificare questa istituzione. Mi sono fatto questa convinzione anche con una certa sofferenza, però l'ho elaborata in tanto tempo proprio perché ho sentito da più parti che potrebbe essere assolutamente una cosa dannosa per lo stesso territorio del nuorese. Mi sono fatto questo convincimento, ci sono state anche delle piccole polemiche di cui mi dispiaccio anche, però a ciascuno coraggiosamente il ruolo di fare delle proposte secondo convincimento profondo. Grazie.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 337.

(Segue la votazione)

Prendo atto che la consigliera Busia ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri:Busia - Carta Giancarlo - Cherchi Oscar - Desini - Fasolino - Locci - Pinna Giuseppino - Pittalis - Rubiu - Satta - Tatti - Tedde - Tocco - Tunis - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri:Agus - Anedda - Carta Angelo - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Crisponi - Demontis - Deriu - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Lotto - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Oppi - Orrù - Perra - Pigliaru - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zedda Paolo.

Si sono astenuti: il Presidente Ganau - Floris - Solinas Christian - Truzzu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 54

votanti 50

astenuti 4

maggioranza 26

favorevoli 15

contrari 35

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 370.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Carta Angelo - Carta Giancarlo - Cherchi Oscar - Crisponi - Fasolino - Locci - Orrù - Pinna Giuseppino - Pittalis - Rubiu - Satta - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Desini - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Lotto - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pigliaru - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Paolo.

Si è astenuto il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 53

votanti 52

astenuti 1

maggioranza 27

favorevoli 18

contrari 34

(Il Consiglio non approva).

Passiamo agli emendamenti soppressivi parziali.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 193, uguale al 360.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Carta Angelo - Carta Giancarlo - Cherchi Oscar - Fasolino - Locci - Orrù - Pinna Giuseppino - Pittalis - Rubiu - Satta - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Desini - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Lotto - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pigliaru - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Paolo.

Si sono astenuti: il Presidente Ganau - Crisponi.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 53

votanti 51

astenuti 2

maggioranza 26

favorevoli 17

contrari 34

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2, uguale al 194 e 361.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Carta Angelo - Carta Giancarlo - Cherchi Oscar - Crisponi - Fasolino - Locci - Oppi - Orrù - Pinna Giuseppino - Pittalis - Rubiu - Satta - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Desini - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Lotto - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pigliaru - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Paolo.

Si è astenuto il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 54

votanti 53

astenuti 1

maggioranza 27

favorevoli 19

contrari 34

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 3, uguale al 195 e 362.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Piscedda ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Carta Angelo - Carta Giancarlo - Cherchi Oscar - Crisponi - Fasolino - Floris - Locci - Oppi - Orrù - Pinna Giuseppino - Pittalis - Rubiu - Satta - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Desini - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Lotto - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pigliaru - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Paolo.

Si è astenuto il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 55

votanti 54

astenuti 1

maggioranza 28

favorevoli 20

contrari 34

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 4, uguale al 196 e 363.

(Segue la votazione)

Prende atto che il consigliere Agus ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Carta Angelo - Carta Giancarlo - Cherchi Oscar - Crisponi - Fasolino - Floris - Locci - Oppi - Orrù - Pinna Giuseppino - Pittalis - Rubiu - Satta - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Desini - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Lotto - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pigliaru - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Paolo.

Si è astenuto il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 55

votanti 54

astenuti 1

maggioranza 28

favorevoli 20

contrari 34

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 5, uguale al 197 e 364.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Oppi ha votato a favore e che il consigliere Usula ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Carta Angelo - Carta Giancarlo - Cherchi Oscar - Crisponi - Fasolino - Floris - Locci - Oppi - Orrù - Pinna Giuseppino - Pittalis - Rubiu - Satta - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Desini - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Lotto - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pigliaru - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Paolo.

Si è astenuto il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 55

votanti 54

astenuti 1

maggioranza 28

favorevoli 20

contrari 34

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 198, uguale al 365.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Tunis ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Carta Angelo - Carta Giancarlo - Cherchi Oscar - Crisponi - Fasolino - Floris - Locci - Oppi - Orrù - Pinna Giuseppino - Pittalis - Rubiu - Satta - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Desini - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Lotto - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pigliaru - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Paolo.

Si è astenuto il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 55

votanti 54

astenuti 1

maggioranza 28

favorevoli 20

contrari 34

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 199, uguale al 366.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Desini ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Carta Angelo - Carta Giancarlo - Cherchi Oscar - Crisponi - Fasolino - Floris - Locci - Oppi - Orrù - Pinna Giuseppino - Pittalis - Rubiu - Satta - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Desini - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Lotto - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pigliaru - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Paolo.

Si è astenuto il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 55

votanti 54

astenuti 1

maggioranza 28

favorevoli 20

contrari 34

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 200, uguale al 367.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Carta Angelo - Carta Giancarlo - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Fasolino - Floris - Locci - Oppi - Orrù - Pinna Giuseppino - Pittalis - Rubiu - Satta - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Desini - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Lotto - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pigliaru - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Paolo.

Si è astenuto il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 56

votanti 55

astenuti 1

maggioranza 28

favorevoli 21

contrari 34

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 201, uguale al 368.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Crisponi ha votato a favore e che il consigliere Ledda ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Carta Angelo - Carta Giancarlo - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Fasolino - Floris - Locci - Oppi - Orrù - Pinna Giuseppino - Pittalis - Rubiu - Satta - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Desini - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Lotto - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pigliaru - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Paolo.

Si è astenuto il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 56

votanti 55

astenuti 1

maggioranza 28

favorevoli 21

contrari 34

(Il Consiglio non approva).

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Sì, Presidente, per chiedere il voto segreto su questi emendamenti: il 202, uguale al 303 e 369.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 202, uguale al 303 e al 369.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 54

votanti 53

astenuti 1

maggioranza 27

favorevoli 23

contrari 30

(Il Consiglio non approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Agus - Anedda - Carta Giancarlo - Carta Angelo - Cherchi Augusto - Cherchi Oscar - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Cossa - Cozzolino - Crisponi - Demontis - Deriu - Desini - Fasolino - Floris - Forma - Gaia - Ganau - Lai - Ledda - Locci - Lotto - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Oppi - Orrù - Perra - Pigliaru - Pinna Giuseppino - Pinna Rossella - Piscedda - Pittalis - Pizzuto - Rubiu - Ruggeri - Sabatini - Satta - Solinas Antonio - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tendas - Tocco - Truzzu - Tunis - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Alessandra - Zedda Paolo.

Si è astenuto il Presidente Ganau.)

La seduta è tolta, il Consiglio è convocato questo pomeriggio alle ore 16 e 30.

La seduta è tolta alle ore 14 e 01.