Seduta n.179 del 13/07/2016 

CLXXIX Seduta

Mercoledì 13 luglio 2016

(POMERIDIANA)

Presidenza del Presidente Gianfranco GANAU

La seduta è aperta alle ore 17 e 30.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta del 25 maggio 2016 (175), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Anna Maria Busia, Ugo Cappellacci, Angelo Carta, Pietro Cocco, Giampietro Comandini, Ignazio Locci e Valter Piscedda hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 13 luglio 2016.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria:

"Interrogazione Deriu - Forma - Usula - Zanchetta - Moriconi - Comandini - Cocco Daniele Secondo, con richiesta di risposta scritta, sull'attivazione dell'istruttoria per il riconoscimento delle tre aree di grave crisi per i territori ricompresi nella Provincia di Nuoro e nei consorzi industriali provinciali di Sassari-Porto Torres-Alghero e dell'Ogliastra". (786)

"Interrogazione Piscedda - Deriu - Comandini - Pinna Rossella - Solinas Antonio - Forma - Cozzolino - Cocco Pietro - Sabatini - Manca - Lotto - Meloni, con richiesta di risposta scritta, sul potenziamento della struttura regionale presso l'Assessorato del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale denominata 'Ufficio regionale per il servizio civile'". (787)

"Interrogazione Piscedda - Tendas - Deriu - Comandini - Lotto - Pinna Rossella - Cozzolino - Solinas Antonio - Forma - Cocco Pietro - Sabatini - Manca Gavino - Meloni, con richiesta di risposta scritta, sullo stato di attuazione dell'articolo 7 della legge regionale 11 aprile 2016, n. 5 (Fondo per le comunità per l'accoglienza di giovani adulti e adulti sottoposti a misure restrittive della libertà personale)". (788)

"Interrogazione Pinna Rossella - Comandini - Cozzolino - Demontis - Deriu - Forma - Piscedda - Solinas Antonio - Sabatini - Tendas - Zedda Alessandra, con richiesta di risposta scritta, sulla soppressione del plesso scolastico della scuola primaria del Comune di Segariu". (789)

"Interrogazione Pinna Giuseppino, con richiesta di risposta scritta, sulla problematica dei vettori aerei low cost, relativa all'aumento delle tasse addizionali aeroportuali". (790)

"Interrogazione Tocco, con richiesta di risposta scritta, sulle problematiche organizzative e strumentali inerenti il reparto di endoscopia digestiva dell'Azienda ospedaliera Brotzu di Cagliari". (791)

"Interrogazione Tunis - Pittalis - Cappellacci - Carta Giancarlo - Cherchi Oscar - Fasolino - Locci - Randazzo - Tedde - Tocco - Zedda Alessandra, con richiesta di risposta scritta, sull'applicazione degli sgravi contributivi INPS ai dipendenti dell'Agenzia Forestas". (792)

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretario:

"Interpellanza Rubiu sugli incendi divampati in diverse parti della Sardegna tra il 2 e il 3 luglio 2016 e sulla carenza della macchina operativa regionale in alcune zone dell'Isola". (235)

"Interpellanza Desini - Busia sul futuro assetto della Brigata Sassari, tenuto conto della probabile riduzione del numero delle brigate attualmente esistenti nel territorio italiano, nell'ambito della programmata revisione delle strutture operative delle Forze armate". (236)

Rinvio in Commissione della proposta di legge numero 337/A Lotto - Ledda - Comandini - Gaia - Manca Pier Mario - Moriconi - Tendas: "Modifiche alla legge regionale 11 maggio 2015, n. 11 (Norme in materia di agriturismo, ittiturismo, pescaturismo, fattoria didattica e sociale e abrogazione della

legge regionale n. 18 del 1998)"

PRESIDENTE. All'ordine del giorno è stata aggiunta la proposta di legge numero 337.

C'è una richiesta di rinvio in Commissione della proposta di legge.

Metto in votazione la proposta di rinvio in Commissione. Chi è favorevole.

(È approvata)

Discussione del testo unificato numero 34-219-284-335/A: "Tutela e disciplina della raccolta e commercializzazione dei funghi epigei e ipogei spontanei" delle proposte di legge Dedoni - Cossa - Crisponi: "Tutela e disciplina della raccolta dei funghi epigei e ipogei spontanei". (34); Comandini - Solinas Antonio - Lotto - Cocco Pietro - Cozzolino - Demontis - Deriu - Forma - Manca Gavino - Moriconi - Pinna Rossella - Sabatini - Tendas: "Tutela e disciplina della raccolta dei funghi epigei e ipogei spontanei". (219); Manca Pier Mario - Unali - Congiu - Busia - Cherchi Augusto - Desini - Rubiu - Ledda - Carta Angelo- Crisponi - Locci - Pinna Giuseppino - Cocco Daniele Secondo - Zanchetta - Oppi: "Norme per la raccolta e la commercializzazione dei funghi epigei spontanei". (284); Usula - Zedda Paolo Flavio - Perra: Disciplina della raccolta e della commercializzazione dei

funghi e tutela degli ecosistemi vegetali. (335)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del testo unificato numero 34-219-284-335.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Eugenio Lai, relatore di maggioranza.

LAI EUGENIO (Soberania e Indipendentzia), relatore di maggioranza. Presidente, tenterò di essere veloce e di spiegare alcuni passaggi che stanno creando anche dei dubbi. Intanto il ringraziamento ai proponenti della legge l'onorevole Dedoni, l'onorevole Comandini, l'onorevole Usula e l'onorevole Piermario Manca che hanno presentato le quattro proposte di legge che poi sono diventate una da un lavoro della sottocommissione.

La tradizione della raccolta dei funghi, profondamente radicata in Sardegna, si rinnova ogni anno mobilitando sull'intero territorio regionale migliaia di raccoglitori e semplici appassionati. La stagione ideale è l'autunno quando in seguito alle piogge abbondanti e alle temperature favorevoli i funghi nascono in grande quantità. Ma se andare "per funghi", così come dicono molti, è per molti sardi un'avventura irrinunciabile, è anche vero che una raccolta indiscriminata può arrecare gravi danni alla vita e alla riproduzione dei funghi e di conseguenza agli equilibri degli ecosistemi della nostra regione, dei quali questi organismi sono parte vitale e insostituibile.

Quando si regolamenta un settore, quando si regolamenta un mondo, si rischia sempre di creare qualche disagio e sono questi i dubbi che in molti di noi stanno nascendo. Con il lavoro della sottocommissione si è tentato di semplificare al massimo le proposte di legge senza perdere di vista però l'obiettivo che è quello di tutelare gli habitat dei funghi e l'incolumità degli appassionati. Alcuni obblighi nella stessa legge sono posticipati al 2017 per garantire massima informazione, massima trasparenza e massima conoscenza da parte di tutti i sardi. Per tornare all'incolumità degli appassionati riporto un articolo che La Nuova Sardegna il 1° novembre 2015 titolava: "Oltre 50 intossicati in Sardegna, troppa improvvisazione e presunzione di fronte a specie insidiose". L'articolo continuava e diceva: "Se sono fortunati nei cestini finiscono funghi immangiabili perché duri e insapore, nella peggiore delle ipotesi vanno a casa funghi velenosi". Oltretutto c'è anche da sottolineare che diversi comuni hanno già approvato regolamenti, hanno già approvato ordinanze (il regolamento, per esempio, approvato dal comune di Calangianus nel 2011) e tutti questi comuni stanno andando a disciplinare un campo che la Regione Sardegna ha lasciato vuoto per troppo tempo.

Un'altra difficoltà che la legge tenta di affrontare è quella dell'utilizzo indiscriminato di attrezzi non idonei che danneggiano irreparabilmente la tutela dei funghi, così come la riproduzione stessa dei funghi con le famose buste di plastica, vediamo troppo spesso appassionati che vanno a raccogliere funghi con le buste di plastica, che raccolgono funghi in maniera maldestra e che causano dei danni che probabilmente sono insanabili.

L'approvazione da parte della quarta Commissione consiliare permanente del testo unificato costituito dalle proposte di legge numero 34-219-284-355/A recante la normativa di "Tutela e disciplina della raccolta e commercializzazione dei funghi epigei e ipogei spontanei" rappresenta un momento molto significativo ed importante dell'attuale fase della legislatura consiliare.

Al fine di apprezzarne adeguatamente la portata, è opportuno ricordare che invano nel tempo altre Assemblee legislative hanno fallito tale importante traguardo, lasciando la Sardegna come l'ultima Regione in Italia priva di una puntuale ed efficace disciplina di tutela e valorizzazione dei funghi epigei ed ipogei. Si ricorda, a tale proposito, che la prima iniziativa legislativa in merito risale al 1986 e che nel corso delle successive legislature i rappresentanti di tutti i gruppi politici hanno a loro volta presentato simili proposte di legge tutte accomunate dall'unica sorte di non essere mai non solo approvate ma neanche discusse. In tale contesto l'approvazione del testo unificato in esame assume un'importanza molto significativa non solo per il conseguimento dell'obiettivo principale, la sua approvazione appunto, ma anche per le seguenti considerazioni. In primo luogo è importante sottolineare che si tratta di quattro testi normativi come ho detto in precedenza di provenienza da quattro gruppi consiliari diversi, le modalità di esame e discussione sono state improntate alla massima collaborazione e condivisione tanto è che la sottocommissione ha esitato tale norma in discussione oggi all'unanimità e in condivisione tra i vari gruppi consiliari che nel superare la rituale contrapposizione tra gli schieramenti hanno fattivamente collaborato al fine di pervenire ad un testo apprezzato da tutte le componenti. È stata effettuata una diffusa consultazione delle associazioni micologiche sarde maggiormente rappresentative pur in presenza di una rilevante dispersione delle stesse nel territorio.

Le successive audizioni effettuate unitamente a quella di esperti micologici del settore hanno ulteriormente rafforzato nei componenti della Commissione la necessità e l'urgenza di un intervento nel comparto al fine sia di preservare le specie fungine, sia di affiancare alcune forme di iniziativa economica che, soprattutto nelle zone interne stanno emergendo. Sotto tale ultimo profilo le audizioni hanno consentito alla Commissione di apprezzare l'esistenza e l'espansione di un settore di nicchia costituito dalla commercializzazione dei funghi ipogei, i cosiddetti tartufi, in alcune zone dell'isola segnatamente nel Sarcidano. In tale zona è particolarmente avvertita l'urgenza di una normativa di tutela che consenta l'espansione di una significativa filiera economica che trova già oggi fondamento nella raccolta e commercializzazione dei tartufi e che ponga un freno all'indiscriminata ricerca che nella situazione attuale rischia di provocare danni irreversibili all'ecosistema. Sulla base di tali doverose premesse si sottolinea come la normativa proposta abbia impegnato a fondo la Commissione, che ha provveduto a nominare una sottocommissione per istruire adeguatamente il tema. Nel rimandare alla puntuale lettura dei singoli articoli, preme evidenziare gli aspetti significativi della disciplina. È stato costantemente cercato un elevato punto di equilibrio tra le esigenze di regolamentazione della materia e la considerazione di non introdurre disposizioni eccessivamente rigide e penalizzanti per gran parte della popolazione sarda, che da lunghissimo tempo pratica la raccolta dei funghi nel territorio dell'isola. Ciò ha comportato da un lato la previsione di autorizzazioni mediante il rilascio del tesserino, dall'altro la previsione di un tesserino amatoriale e la deroga per gli ultrasessantenni liberi di raccogliere funghi nei comuni di residenza senza autorizzazione. Inoltre il costo assai modesto del tesserino amatoriale, 20 euro, ma già emendato e portato a 10 euro, lo rende accessibile a tutti. Esiste un'estesa possibilità per la frequentazione dei previsti corsi di formazione, ciò al fine di non gravare ulteriormente i comuni di tale compito. E' puntualmente disciplinato l'esercizio professionale della raccolta, cioè quella che viene effettuata da coloro che la utilizzano per integrare il reddito e il controllo sanitario con la partecipazione degli ispettorati micologici delle ASL soprattutto nelle fasi di commercializzazione dei prodotti. E' stata separatamente disciplinata la raccolta e la commercializzazione dei funghi ipogei essendo caratterizzati da particolari problematiche ed esigenze. L'articolato sistema sanzionatorio introdotto è stato calibrato in relazione alla gravità delle infrazioni e in sede di prima applicazione sarà applicato per la metà degli importi previsti e non opererà per alcune previsioni, fino alla compiuta realizzazione delle norme sui documenti autorizzativi. In conclusione il testo approvato rappresenta un elevato punto di incontro tra differenti esigenze, introduce una disciplina chiara ed equiparata della materia, pone le premesse per uno sfruttamento sostenibile della risorsa, ponendo un freno alle reiterate incursioni di estranei animati solamente da scopi predatori e consente di intraprendere una nuova fase in tale settore caratterizzata da una maggiore conoscenza delle specie e una più apprezzata consapevolezza dell'importanza dei funghi.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Giovanni Satta, relatore di minoranza.

SATTA GIOVANNI (Gruppo Misto). Come ha detto il collega Lai è stata una proposta di legge della quale si è arrivati a una profonda condivisione tra tutti i componenti della Commissione, la quarta Commissione consiliare permanente nella seduta del 6 luglio 2016 ha approvato definitivamente il testo unificato delle proposte di legge numero 34-219-284-335, tutela e disciplina della raccolta e commercializzazione dei funghi epigei ed ipogei. Diciamo che l'esigenza nasceva anche dalle proposte di molti comuni che si erano già dotate autonomamente di un regolamento quindi il Consiglio regionale era obbligato a porre in essere la presente legge per disciplinare un comparto che mancava della minima regolamentazione. La Commissione prima di iniziare l'esame delle quattro proposte di legge provenienti sia da consiglieri di maggioranza che di minoranza ha proceduto alle audizioni delle principali associazioni micologiche che da tempo si occupano dello studio del settore, di un esperto micologo profondo conoscitore delle specie fungine sarde e di una pro loco che organizza anche da anni la sagra del tartufo, i quali hanno portato un contributo conoscitivo utile nell'iter formativo della legge.

Le varie proposte di legge recepiscono un'istanza molto diffusa nelle popolazioni e nelle amministrazioni locali, soprattutto nei comuni montani in cui i funghi sia epigei che ipogei cioè i tartufi crescono in rilevante quantità che consiste nel contrasto alla raccolta di eccessive quantità di funghi e soprattutto alle errate modalità di raccolta che compromettono la stessa riproducibilità delle specie e conseguentemente determinano la vulnerabilità dell'ecosistema. Le pressanti richieste di intervento del legislatore regionale in materia hanno trovato il favore dei componenti della Commissione consapevoli della necessità di dotare la Sardegna di una legge regionale attuativa delle leggi quadro nazionali, la numero 352 del 1993 la e 752 del 1985 in sintonia con quanto hanno fatto già da anni le altre Regioni italiane.

Per l'unificazione dei testi la Commissione ha deciso di nominare una sottocommissione. La sottocommissione ha cercato di mantenere un equilibrio tra le due esigenze contrastanti, da un lato si è cercato appunto l'intervento regolatore e nei casi più gravi sanzionatorio, del legislatore anche per scongiurare problemi di ordine pubblico a causa dei conflitti tra raccoglitori e i titolari dei fondi intenti ad escluderli dalla raccolta sui propri terreni e per scongiurare grave pericoli per la salute dei cittadini che spesso si improvvisano raccoglitori pur ignorando le differenze tra funghi edibili e le specie nocive. Dall'altro lato la Commissione si è anche preoccupata di non rendere troppo complicata la pratica della raccolta dei funghi che nella cultura generale e negli usi secolari costituisce comunque un passatempo e spesso anche una vera e propria passione a cui le popolazioni non rinunciano a condizione che non siano però vincolate ad eccessi burocratici che ne renderebbero troppo complicata la praticabilità. La sottocommissione ha sottoposto il testo all'esame della Commissione che a sua volta ha apportato ulteriori contributi nell'intento di introdurre una disciplina equilibrata, intento che la Commissione ritiene di avere conseguito.

La legge consta di una prima parte recante i principi generali principalmente caratterizzati dall'introduzione di un regime autorizzatorio a cui fanno seguito le discipline separate per la raccolta e la commercializzazione dei funghi epigei e dei funghi ipogei.

La novità principale è rappresentata dall' introduzione del tesserino amatoriale, professionale e scientifico. Il tesserino amatoriale viene rilasciato dai comuni di residenza dietro il pagamento di non più 20 ma 10 euro annuali previa frequenza di un corso di 15 ore in cui vengono insegnate le regole basilari da rispettare nella raccolta dei funghi epigei e soprattutto utili a riconoscere i funghi commestibili da quelli non commestibili. Il tesserino professionale invece ha un costo di 100 euro ed è rilasciato dopo la frequenza di un corso e il superamento di un esame. Il tesserino per fini scientifici, la terza opzione, consente invece la raccolta dei funghi a fini di studio, ha una specifica disciplina, tali tesserini consentono di raccogliere i funghi su tutto il territorio regionale. Inoltre per mantenere un equilibrio tra gli usi consolidati di raccolta libera e l'esigenza di introdurre un regime autorizzatorio, la Commissione ha ritenuto opportuno esentare dal dotarsi del tesserino amatoriale gli ultrasessantenni che raccolgono i funghi epigei nel proprio territorio comunale. Per i proprietari dei fondi inoltre è assolutamente libera la raccolta dei funghi all'interno delle loro proprietà. Con l'istituzione dei tesserini si sono fissati anche i limiti di quantità giornaliere raccoglibili che sono fissate in 3 chili per gli amatori e 10 per i professionisti. Per la raccolta dei tartufi invece il tesserino amatoriale è rilasciato previo superamento di un esame e variano i costi di rilascio che sono di 30 euro per l'amatore, mi sa che c'è un emendamento anche su questo, e 120 euro per il professionale e le quantità giornaliere di raccolta consentite sono 1 chilogrammo per gli amatori e 3 per i professionisti.

La differenza che disciplina tra i funghi epigei e quelli ipogei è motivata dal fatto che gli ipogei sono molto più rari, crescono in zone limitate e sono più difficili da raccogliere e conseguentemente hanno anche un maggior valore sul mercato.

Per quanto attiene poi la disciplina delle sanzioni si è concordato di rinviarne l'applicazione al 1° settembre del 2017, al fine di consentire l'organizzazione dei corsi di formazione sia dei raccoglitori che degli addetti alla vigilanza, compito assegnato, tra gli altri, al corpo forestale di vigilanza ambientale.

La Commissione ha inoltre focalizzato l'attenzione sulla raccolta operata da soggetti non residenti i quali, a condizione che abbiano già un tesserino rilasciato nella propria regione, è rilasciato un permesso temporaneo dietro versamento di un congruo contributo.

Sono stati inoltre previsti dei casi in cui la raccolta non è consentita, e anche el autorità che possono imporre questi divieti, che possono avere anche al caratteristica di essere temporanei.

La Commissione, dopo aver fatto proprie le osservazioni formulate nei pareri delle Commissioni III e V, ha completato la stesura del testo in un clima di assoluta collaborazione, ha proceduto alla sua approvazione definitiva, all'unanimità, manifestando la disponibilità ad apportare le eventuali modifiche in Aula, qualora queste siano valutate come migliorative.

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.

È iscritto a parlare il consigliere Christian Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS CHRISTIAN (PSd'Az). Presidente, confesso che non senza imbarazzo intervengo sulla discussione generale di questa legge iscritta questa sera all'ordine del giorno. Premetto che ho profonda stima peraltro del lavoro fatto da tutti i colleghi, e non me ne verranno a male per alcune considerazioni. Ma mentre venivano presentate le relazioni di maggioranza e minoranza su questo testo unificato mi sovvenivano le lunghe discussioni che hanno intrattenuto la classe politica sull'esigenza della semplificazione amministrativa, mi sovvenivano le grandi difficoltà che questa nostra terra vive in questi tempi e in questi giorni, mi sovvenivano anche tutte quelle persone che, mentre circoliamo lungo la rete statale della nostra isola, spesso e volentieri sopravvivono e campano la famiglia vendendo qualche mazzo di asparagi o qualche cestino di funghi. E mi chiedevo anche quale sia la risposta della politica sarda a tutto questo, e cioè oggi noi proponiamo una celebrazione dell'ipertrofismo normativo che ci affligge da anni, e andiamo a regolamentare i chili, i cestini, l'età, i confini amministrativi, il dove, come e quando si possano raccogliere funghi. E' vero tutto questo va normato, però io credo che la politica davanti a sé stessa debba anche porsi una domanda, e cioè se in questo momento interpreta realmente quali siano le priorità e le esigenze. Perché francamente io credo che ciascuno di noi poi dovrà tornare nel suo territorio e spiegare ai nostri anziani che dovranno fare un corso, ai nostri comuni che dovranno attivare un procedimento amministrativo in più, che sarà il rilascio del patentino, dovranno pagare non più 20 ma 10 euro, ma saranno 10 euro da pagare, che slitteremo al 2017 nell'applicazione delle sanzioni, ma se uno all'interno del bosco non conosce esattamente il confine geografico del proprio comune, e dovesse raccogliere un fungo oltre il limite amministrativo senza avere il tesserino sarebbe soggetto ad una sanzione. Allora io credo che questo grande esercizio che stiamo facendo stasera, che ha un fondamento scientifico, e ripeto ancora non è una contestazione sul merito di quello che è scritto nella norma che è scientificamente più che sostenibile, è sull'opportunità politica, e vi richiamo a ragionare su quali siano le priorità che questa politica deve darsi nell'affrontare non solo gli argomenti, ma nell'affrontare anche l'impatto che certe norme hanno poi sulla vita quotidiana dei sardi. E allora io credo, davanti ai rinvii, davanti al costante slittamento di grandi temi sui quali la gente ci aspetta, credo che forse nell'ordine di opportunità e di priorità nel dibattito di questo Consiglio vi sarebbe stata un'agenda diversa. Ripeto ancora una volta, non vuole essere questo mio intervento un giudizio di valore sulla bontà che c'è del testo normativo, ma un richiamo a tutti noi sull'opportunità politica e sui tempi che ci devono guidare nella gestione di un momento che è difficile per tutta la Sardegna e che potrebbe essere interpretato come un ulteriore non solo appesantimento del fatto amministrativo, ma anche un'ulteriore complicazione della vita dei sardi che già sufficientemente soffrono per ben altre piaghe.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Presidente, ma io intervengo perché vorrei fare una riflessione aperta con tutti i colleghi che siedono qui in Consiglio, a ciascuno di noi piacerebbe gestire le cose o come vuole, o perché ha una delega specifica di determinati amici. Intanto vi è la necessità di essere più attenti e regolamentare alcuni aspetti anche delle raccolte che avvengono in natura. E sono regolamentate tutte le condizioni. Io capisco che a volte può portare tensioni e magari si vuole per forza far prevalere la propria opinione, non mi rivolgo a te indubbiamente, io credo invece che sia importante ragionare. Io parlo della mia esperienza su questa proposta di legge. La prima volta che l'ho presentata, circa quindici anni fa, parlavo soltanto degli ipogei, cioè dei tartufi, poi ci fu allegata una proposta del PD e una proposta di Forza Italia che proponeva i funghi epigei. E naturalmente fu un ragionamento a tutto campo. La volta successiva presentai l'uno e l'altro perché nel frattempo era trascorsa la legislatura. Ancora stavolta ci fu la bontà di arrivare a conclusione di un discorso che quasi vedeva approvata all'unanimità quella proposta e passarono 10 anni. All'inizio di legislatura ho presentato nuovamente proposta di legge, molto più semplice certamente di questa che è stata esitata, che parlava di ipogei e epigei. Ho visto che si sono affiancate altre norme e la Commissione, come è giusto nelle circostanze, ha unificato le proposte. Poi ha elaborato un ragionamento attorno a queste proposte. Io voglio solo far presente due cose, e poi comprendiamo bene che cosa vorrà dire. Chi va a raccolta di funghi epigei sa bene quante foto gli amici danno come dimostrazione che hanno raccolto cofani di macchine pieni di questi funghi, che poi non vengono nemmeno commercializzati, se va bene vengono regalati agli amici, se poi vanno a male come vanno male li perdono gli uni e gli altri. Per quanto riguarda invece gli ipogei il problema è anche più importante, perché sono presenti nelle zone di Laconi, Genoni, Cuglieri, Villacidro, nella zona della Gallura, e danno l'opportunità a molti di trovare questi tartufi e senza controllo spesso ne vengono tolti in maniera assolutamente…

PRESIDENTE. Ha diritto ad altri quattro minuti, perché sono dieci sulla legge, chiedo scusa.

DEDONI (Riformatori Sardi). Stavo dicendo che molti di questi vanno col piccone, ma vorrei che la gente ascoltasse, cioè i consiglieri ascoltassero, vanno col piccone e rovinano non il terreno, rovinano completamente il sistema micorizzato di quella pianta, ma quel che è più grave è che buona parte di questi tartufi vengono comprati da persone che arrivano dall'Umbria e qui se gli va bene li pagano 100 euro, 150 al chilo, in Umbria sono a 400 euro al chilo, siccome scientificamente è stato dimostrato che sono più buoni di quelli umbri, questi vanno ad essere norcineria e lievitano gli introiti di quelli che vengono qui a prenderseli, è giusto o no normarli? Se uno pensa che stiamo svendendo il prodotto della Sardegna è che tra l'altro in qualche modo non abbiamo un utilizzo diretto, io credo che qualcuno di voi dovrebbe fare una riflessione e dire che è necessario regolamentare le cose, almeno dire che chi va in cerca di funghi ipogei lo fa solo se ha un cane addestrato perché il cane lo fa con calma, non con il piccone che rovina il sistema, è come quando io inavvertitamente vado non con un cestino ma vado con la busta di plastica a raccogliere i funghi epigei lasciando che le spore restino lì dentro e, in definitiva, bloccando la circolazione delle spore nel territorio. Bisogna che qualcuno di noi incominci a ragionare, e non che dica che uno può prendere cofani di funghi epigei piuttosto che altri, quindi regolamentare, e quando si parla di tre chili, per qualcuno che non lo sa, c'è una normativa nazionale che bisogna applicare, non sarebbe applicabile diversamente, e bisogna certamente che ciascuno di noi in coscienza faccia di tutto per poter migliorare la cosa. Se serve fermiamoci un secondo, per chi critica e non conosce a fondo la cosa, ma fermiamoci qui, un attimo a raddrizzare le cose che sembrano meno conosciute e mi dispiace, che proprio da chi ama il territorio della Sardegna, di chi ne fa un vanto come il Partito sardo, venga a dire che non va regolamentato e che vengano messi dei blocchi, le cose della Sardegna non vanno svendute, ma vanno migliorate e vanno date certamente in quella condizione che vengano ad essere giustamente valorizzate.

PRESIDENTE. C'è una proposta di sospensione del Consiglio?

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (FI). Io penso che questa legge che mi pare raccolga consensi trasversali, probabilmente ha necessità anche di una piccola manutenzione che può essere fatta anche in aula, se questa sospensione serve per accelerare il lavoro in aula, io sono del parere che probabilmente utilizzare quei quindici, venti minuti che possono essere utili, e riprendere immediatamente dopo i lavori, se questo serve ed è di qualche utilità anche perché possono essere definiti aspetti che rappresentano anche forse punti di debolezza come quelli che ha evidenziato per alcuni versi e sui quali per esempio io sono in parte d'accordo e anche io collega Solinas. Solo per evitare una eccessiva burocratizzazione di un sistema che comprendiamo va regolamentato ma anche, con quella libertà a cui noi sardi siamo testardamente attaccati, oltre che culturalmente.

PRESIDENTE. Quindi sospendiamo il Consiglio per alcuni minuti.

(La seduta sospesa alle ore 18 e 05, viene ripresa alle ore 18 e 20.)

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta.

Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS ANTONIO (PD). Grazie Presidente, eravamo convinti che dopo quarant'anni in cui il Consiglio regionale cercava di darsi una norma regolamentare nel settore come questo, capisco che i problemi della Sardegna oggi sono tanti e più importanti di questi, però ricordo anche che questo è un testo di legge che riprende le quattro proposte di legge di quattro gruppi diversi quindi coinvolgeva tutto l'arco costituzionale del Consiglio, però dalla discussione fatta ci sono perplessità per quanto riguarda il tesserino amatoriale, ci sono difficoltà per quanto riguarda le autorizzazioni alla raccolta, quindi l'idea sarebbe quella di cancellare l'articolo 3 e l'articolo 4, però questo comporta la riscrittura anche dell'articolo 2 relativo ai principi, e dell'articolo 21 relativo alle sanzioni, pertanto credo che sia necessario che la Commissione con calma riveda il testo e lo coordini meglio, quindi la proposta è di rimandare la proposta di legge in Commissione.

PRESIDENTE. Comunico nel frattempo che è rientrato l'onorevole Piero Comandini dal congedo.

Allora la proposta è di rinvio in Commissione della legge.

Chiedo se ci sono opposizioni, no allora è rinviata in Commissione e la seduta è tolta.

Il Consiglio è convocato per martedì alle 10.

La seduta è tolta alle ore 18 e 22.



Allegati seduta

Testo delle interrogazioni e interpellanze annunciate in apertura di seduta

Interrogazione Deriu - Forma - Usula - Zanchetta - Moriconi - Comandini - Cocco Daniele Secondo, con richiesta di risposta scritta, sull'attivazione dell'istruttoria per il riconoscimento delle tre aree di grave crisi per i territori ricompresi nella Provincia di Nuoro e nei consorzi industriali provinciali di Sassari - Porto Torres - Alghero e dell'Ogliastra.

I sottoscritti,

vista la legge regionale 9 marzo 2015, n. 5 "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione" (legge finanziaria 2015) che:

- all'articolo 5, comma 19, dispone che "È autorizzata per l'anno 2015 la spesa complessiva di euro 22.000.000 destinata al finanziamento di opere infrastrutturali nelle aree di crisi delle Province di Sassari, Nuoro e Ogliastra. Il relativo programma di intervento è approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore dell'industria (UPB 507.10.005).";

- all'articolo 7 (Interventi per il riconoscimento delle aree di grave crisi) comma 1 e 2 dispone che: "1. La Regione, ai sensi del decreto del Ministro dello sviluppo economico (MISE) 24 marzo 2010 (Individuazione delle aree di crisi industriale. Riforma del sistema degli interventi di reindustrializzazione nelle aree e nei distretti in situazione di crisi industriale e di crisi industriale complessa, in adempimento a quanto disposto dall'articolo 2, comma 7, della legge 23 luglio 2009, n. 99), promuove il riconoscimento delle aree di grave crisi per i territori ricompresi nella Provincia di Nuoro e nei consorzi industriali provinciali di Sassari-Porto Torres-Alghero e dell'Ogliastra.

2. Al fine di consentire l'attivazione dell'istruttoria del riconoscimento delle tre aree di crisi di cui al comma 1 è autorizzata, per l'anno 2015, la spesa di euro 400.000. La Giunta regionale, su proposta dell'Assessore dell'industria, entro quindici giorni dall'entrata in vigore della presente legge, emana le relative direttive e i criteri di riparto (UPB 501.04.001)";

CONSIDERATO che:

- con deliberazione della Giunta regionale n.67/35 del 29 dicembre 2015, si è data attuazione a quanto disposto dall'articolo 5, comma 19, della legge regionale n. 5 del 2015;

- con deliberazione della Giunta regionale n. 67/1 del 29 dicembre 2015, in pari materia è stato disposto "di presentare al Ministero dello sviluppo economico, a termini dell'articolo 27 del decreto legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, istanza di riconoscimento della situazione di "Crisi Industriale Complessa" per il polo industriale di Portovesme e per il polo industriale di Porto Torres";

- la ratio dell'intervento legislativo in esame era iniziare il percorso di riconoscimento di area di crisi per i territori indicati e, proprio a partire dalle preliminari attività di studio e programmazione, disegnare un piano in grado di invertire il disagio economico e sociale che la Provincia di Nuoro e i siti industriali di Sassari-Alghero-Porto Torres e di Ogliastra stanno vivendo,

chiedono di interrogare l'Assessore regionale dell'industria

per sapere se, segnatamente al comma 2 dell'articolo 7, sia stata attivata l'istruttoria per il riconoscimento delle tre aree di grave crisi per i territori ricompresi nella Provincia di Nuoro e nei consorzi industriali provinciali di Sassari-Porto Torres-Alghero e dell'Ogliastra, per la quale è stata autorizzata la spesa di euro 400.000 e, nel caso, con quali tempistiche si ritenga di poter concludere le attività. (786)

Interrogazione Piscedda - Deriu - Comandini - Pinna Rossella - Solinas Antonio - Forma - Cozzolino - Cocco Pietro - Sabatini - Manca - Lotto - Meloni, con richiesta di risposta scritta, sul potenziamento della struttura regionale presso l'Assessorato del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale denominata "Ufficio regionale per il servizio civile".

I sottoscritti,

PREMESSO che, lo scorso 6 giugno 2016, il Parlamento ha approvato la legge delega concernente "Norme per la riforma del terzo settore, dell'impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale";

CONSIDERATO che essa rideterminerà la normativa nazionale in materia di servizio civile con l'estensione della misura anche a giovani stranieri e con un ruolo determinante delle regioni in collaborazione con lo Stato;

RICHIAMATA la legge regionale n. 10 del 2007 che istituisce il servizio civile volontario in Sardegna definendo appositi percorsi in sintonia con la legislazione nazionale con progettazioni per sostenere le quali le leggi finanziarie della Regione del 2015 e del 2016 hanno definito appositi stanziamenti in bilancio;

CONSIDERATO che le richiamate politiche nazionali e regionali stanno determinando la crescita numerica dei progetti presentati dagli enti accreditati, sia pubblici che di terzo settore, con la relativa crescita dei giovani impegnati e correlate esigenze di efficacia delle strutture regionali impegnate nella definizione delle relative procedure;

RITENUTO opportuno il potenziamento dell'Ufficio regionale per il servizio civile ora strutturato nell'Assessorato regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale al fine di conoscere quali provvedimenti intendano adottare per assicurare efficacia ed efficienza al funzionamento e potenziamento dell'Ufficio regionale per il servizio civile. (787)

Interrogazione Piscedda - Deriu - Comandini - Pinna Rossella - Solinas Antonio - Forma - Cozzolino - Cocco Pietro - Sabatini - Manca - Lotto - Meloni, con richiesta di risposta scritta, sul potenziamento della struttura regionale presso l'Assessorato del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale denominata "Ufficio regionale per il servizio civile".

I sottoscritti,

PREMESSO che, lo scorso 6 giugno 2016, il Parlamento ha approvato la legge delega concernente "Norme per la riforma del terzo settore, dell'impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale";

CONSIDERATO che essa rideterminerà la normativa nazionale in materia di servizio civile con l'estensione della misura anche a giovani stranieri e con un ruolo determinante delle regioni in collaborazione con lo Stato;

RICHIAMATA la legge regionale n. 10 del 2007 che istituisce il servizio civile volontario in Sardegna definendo appositi percorsi in sintonia con la legislazione nazionale con progettazioni per sostenere le quali le leggi finanziarie della Regione del 2015 e del 2016 hanno definito appositi stanziamenti in bilancio;

CONSIDERATO che le richiamate politiche nazionali e regionali stanno determinando la crescita numerica dei progetti presentati dagli enti accreditati, sia pubblici che di terzo settore, con la relativa crescita dei giovani impegnati e correlate esigenze di efficacia delle strutture regionali impegnate nella definizione delle relative procedure;

RITENUTO opportuno il potenziamento dell'Ufficio regionale per il servizio civile ora strutturato nell'Assessorato regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale al fine di conoscere quali provvedimenti intendano adottare per assicurare efficacia ed efficienza al funzionamento e potenziamento dell'Ufficio regionale per il servizio civile. (788)

Interrogazione Piscedda - Tendas - Deriu - Comandini - Lotto - Pinna Rossella - Cozzolino - Solinas Antonio - Forma - Cocco Pietro - Sabatini - Manca Gavino - Meloni, con richiesta di risposta scritta, sullo stato di attuazione dell'articolo 7 della legge regionale 11 aprile 2016, n. 5 (Fondo per le comunità per l'accoglienza di giovani adulti e adulti sottoposti a misure restrittive della libertà personale).

I sottoscritti,

RICHIAMATO l'articolo 7 della legge regionale 11 aprile 2016, n. 5 (Fondo per le comunità per l'accoglienza di giovani adulti e adulti sottoposti a misure restrittive della libertà personale), orientata a regolamentare una peculiare formula di struttura sociale già individuata nei regolamenti regionali sulle strutture sociali di cui alla legge regionale n. 23 del 2005;

CONSIDERATO che il fondo è stato istituito con la finalità di attribuire certezza di risorse a strutture che, pur esistendo ed essendo operative in Sardegna, hanno da sempre avuto un sostegno da parte delle istituzioni non definito e/o discontinuo, in questo senso poco adeguato alla migliore efficacia del particolare servizio fornito alla collettività;

CONSIDERATO, altresì, che il richiamato articolo, istituendo il fondo si poneva i seguenti obiettivi prioritari e necessari:

- garantire il funzionamento per l'anno 2016 alle strutture storiche già funzionanti anche individuate da precedenti disposizioni normative e già sostenute con appositi stanziamenti anche mirati agli investimenti in conto capitale;

- attivare un apposito percorso finalizzato alla definizione di criteri per l'accreditamento e l'attribuzione dei contributi alla gestione alle strutture peculiarmente impegnate sul particolare servizio;

- rendere operativi gli appositi criteri di accreditamento e funzionamento dal 1° gennaio 2017;

POSTA l'urgenza di garantire il funzionamento delle strutture già funzionanti in particolare per le relative esigenze sul personale, i costi di gestione e il necessario sostegno agli ospiti inviati dalle strutture del Ministero della giustizia, anche tenuto conto che queste ultime si stanno avvalendo continuativamente del servizio delle strutture già funzionanti,

chiedono di interrogare l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale al fine di conoscere:

1) lo stato di attuazione del dispositivo di legge nel complesso dei suoi contenuti e, in particolare, lo stato degli adempimenti necessari a garantire il funzionamento alle strutture già operanti per l'anno 2016, con la relativa attribuzione delle risorse finalizzate alla gestione;

2) lo sviluppo del percorso necessario all'adozione di criteri per l'accreditamento che distinguano chiaramente le strutture di cui al richiamato Fondo da altre strutture, orientando il finanziamento esclusivamente verso l'apposita specializzazione di servizio ed evitando la duplicazione dei finanziamenti su strutture che godono già di sostegni pubblici anche in quanto accreditate su altri bisogni sociali o sociosanitari. (789)

Interrogazione Pinna Rossella - Comandini - Cozzolino - Demontis - Deriu - Forma - Piscedda - Solinas Antonio - Sabatini - Tendas - Zedda Alessandra, con richiesta di risposta scritta, sulla soppressione del plesso scolastico della scuola primaria del Comune di Segariu.

I sottoscritti,

PREMESSO che:

- il Piano di dimensionamento della rete scolastica che definisce l'articolazione territoriale delle autonomie scolastiche e dei punti di erogazione del servizio per le scuole di ogni ordine e grado costituisce il principale atto di programmazione, in tema di istruzione, di competenza della Regione;

- attraverso il Piano di dimensionamento scolastico la Regione si dota di criteri propri per realizzare un'adeguata offerta formativa e un sistema scolastico integrato capace di offrire alle comunità locali una pluralità di scelte articolate sul territorio che agevolino l'esercizio del diritto all'istruzione;

- particolare importanza riveste una visione sistemica che miri a una crescita qualitativa della scuola e del capitale umano, unitamente alla lotta alla dispersione scolastica, all'innalzamento qualitativo dell'offerta scolastica a tutti i livelli e la sua ottimale articolazione e distribuzione nel territorio, tenuto anche conto del progetto Iscol@ di riqualificazione delle infrastrutture scolastiche;

PREMESSO altresì che:

- il dimensionamento della rete scolastica, oltre a rappresentare l'atto fondamentale della programmazione dell'offerta formativa, in relazione alla realtà socio-economica di un territorio, deve cercare di interpretarne i bisogni, anche di lungo periodo;

- occorre dare certezze all'ampia platea di autonomie istituzionali e funzionali e di soggetti (docenti, studenti, famiglie) coinvolta nel processo di riorganizzazione;

VISTE:

- la delibera della Giunta regionale n. 56/1 del 19 novembre 2015 con la quale sono state approvate le linee guida per il dimensionamento della rete scolastica per l'anno scolastico 2016/2017;

- la deliberazione della Giunta regionale n. 2/1 del 14 gennaio 2016 di approvazione provvisoria e la n. 11/3 del 1° marzo 2016 della Giunta regionale di approvazione definitiva del "Piano di dimensionamento delle istituzioni scolastiche e di ridefinizione della rete scolastica e dell'offerta formativa per l'anno scolastico 2016/2017";

OSSERVATO che:

- con deliberazione di Giunta regionale n. 5/26 del 6 febbraio 2015, approvata definitivamente con la delibera n. 15/1 del 10 aprile 2015, avente ad oggetto "Piano di dimensionamento delle Istituzioni scolastiche e di ridefinizione della rete scolastica e dell'offerta formativa per l'anno 2015/2016", nell'articolazione del piano territoriale del Medio Campidano è stato soppresso il Punto di erogazione del servizio (PES) afferente la scuola primaria del Comune di Segariu;

- con la medesima deliberazione l'Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport riteneva di considerare meritevoli di ulteriori valutazioni e modifiche le osservazioni proposte da alcuni comuni;

- conseguentemente a ciò la Giunta regionale deliberava per il mantenimento della scuola primaria e secondaria di primo grado del Comune di Santa Maria Coghinas, nonché della scuola secondaria di primo grado (compresa la prima classe) di Codrongianos, in quanto PES non composti unicamente da pluriclassi, e sul mantenimento della scuola primaria del Comune di Erula per condizioni di isolamento geografico;

CONSIDERATO che:

- le linee guida adottate dalla Giunta regionale (delibera n.56/1 del 19 novembre 2015), ed approvate dalla competente Commissione consiliare, al punto 3 (Obiettivi e criteri per il dimensionamento) prevedono che la definizione dell'offerta formativa non possa prescindere da un'attenta valutazione di alcuni elementi, tra i quali "la consistenza della popolazione scolastica residente nell'area territoriale di pertinenza e dei trend demografici previsti";

- relativamente a quest'ultimo criterio, il sindaco di Segariu, puntualmente, previa richiesta di riesame in merito alla soppressione della scuola primaria, evidenziava con le note prot. n. 1403 del 2 marzo 2016, e n. 3739 del 6 giugno 2016, l'aumento demografico della popolazione scolastica del suo paese attraverso le proiezioni relative agli anni 2015/2016 (31 alunni), 2016/2017 (42 alunni), 2017/2018 (36 alunni), 2018/2019 (43 alunni) e 2019/2020 (39 alunni), funzionali alla riapertura del plesso scolastico soppresso, posto che la circostanza descritta si poneva in perfetta linea secondo i criteri stabiliti nelle linee guida regionali;

PRECISATO che:

- in data 20 febbraio 2016 lo stesso Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport, a seguito delle ripetute richieste di intervento poste dal sindaco di cui trattasi, volte al ripristino del PES, attraverso un comunicato stampa dichiarava "come in tutte le situazioni in cui si manifesta un disagio, interverremo per fare le opportune verifiche. Abbiamo in programma un sopralluogo già la prossima settimana"; "Abbiamo avviato un discorso sul miglioramento della qualità dell'istruzione attraverso l'apertura alle scuole del territorio evitando le pluriclassi. In ogni caso, il piano di dimensionamento scolastico non è rigido, e dove la situazione si evolve, o i numeri cambiano, ogni anno si aprono finestre per verifiche ed eventuali modifiche";

- ciò nonostante la richiesta del Comune di Segariu rimaneva priva di riscontro;

- lo stesso sindaco, da ultimo, con nota n. 4456 del 4 luglio 2016, faceva notare all'Assessore competente che quanto documentato e richiesto per il suo comune trovava riscontro in situazioni analoghe presenti in altri comuni della Sardegna, lamentando una disparità di trattamento;

- le varie richieste, tuttavia, sono rimaste prive di riscontro;

PRECISATO e sottolineato, inoltre, che si è creata una situazione di forte malcontento da parte di tante famiglie e di genitori degli alunni interessati al ripristino del plesso scolastico, anche attraverso pubbliche manifestazioni,

chiedono di interrogare l'Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport, per conoscere:

1) quali siano i motivi ostativi che hanno impedito l'accoglimento della domanda formulata dall'Amministrazione comunale di Segariu;

2) se non si ritenga opportuno, in considerazione delle motivazioni sopravvenute e formulate dal comune, intervenire urgentemente con opportune azioni correttive volte ad evitare:

a) il perdurare delle criticità lamentate dal sindaco di Segariu;

b) il grave deficit dell'offerta didattica/formativa determinatasi;

c) i forti disagi, perfino economici, causati dallo spostamento dei piccoli alunni verso altri comuni. (790)

Interrogazione Pinna Giuseppino, con richiesta di risposta scritta, sulla problematica dei vettori aerei low cost, relativa all'aumento delle tasse addizionali aeroportuali.

Il sottoscritto,

PREMESSO che, dopo l'annuncio della compagnia aerea Ryanair, leader dei voli a basso costo, di lasciare gli scali dell'Isola a seguito dell'aumento delle tasse addizionali aeroportuali, continua il crollo dei movimenti aerei; secondo i dati forniti da Assoaeroporti a maggio l'aeroporto di Cagliari registra un segno meno del -11,2 per cento, mentre l'aeroporto di Alghero non smette di vedere crollare il traffico e registra un segno meno del -33,9 per cento, rispetto allo stesso periodo dell'anno 2015;

RILEVATO che il calo del traffico aereo registrato negli aeroporti di Cagliari e Alghero, alla luce dei dati esaminati, sia strettamente legato all'annuncio del vettore low cost di lasciare gli scali dell'Isola;

RILEVATO che l'Assessore regionale dei trasporti, nel corso di un'audizione davanti alla Quarta Commissione consiliare, ha ribadito l'impegno nei confronti del Governo per valutare l'eliminazione della sovratassa per le rotte da e per la Sardegna, col fine di scongiurare l'abbandono degli aeroporti dell'isola da parte dei vettori low cost nello specifico da parte della compagnia Ryanair;

RISCONTRATO che lo stesso Presidente della Regione, Francesco Pigliaru, ha più volte ribadito al Governo la necessità di effettuare un'importante riduzione dell'incremento delle tasse aeroportuali, auspicandone addirittura l'annullamento;

RISCONTRATO, inoltre, che lo stesso Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Graziano Del Rio, in più occasioni ha confermato e rilanciato il suo impegno per la riduzione in tempi certi dell'incremento dell'addizionale comunale sui diritti di imbarco;

RITENUTO che l'incremento delle tasse aeroportuali ha avuto un impatto fortissimo sulla nostra isola, con forti ricadute negative per la sua già fragile economia e con ulteriori effetti negativi sul turismo e sull'occupazione;

RITENUTA, da parte del sottoscritto, l'importanza dell'argomento in questione per le motivazione sopra espresse,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dei trasporti per sapere:

1) quale sia la posizione della Giunta regionale nei confronti del Governo in merito all'eliminazione dell'incremento dell'addizionale comunale sui diritti di imbarco;

2) quale sia lo stato di attuazione della trattativa con il Governo in merito all'eliminazione dell'incremento dell'addizionale comunale sui diritti di imbarco;

3) quali provvedimenti intende assumere la Giunta regionale per porre rimedio alla già delicata situazione venutasi a creare. (791)

Interrogazione Tocco, con richiesta di risposta scritta, sulle problematiche organizzative e strumentali inerenti il reparto di endoscopia digestiva dell'Azienda ospedaliera Brotzu di Cagliari.

Il sottoscritto,

AVENDO AVUTO notizia delle crescenti difficoltà operative del reparto di endoscopia digestiva dell'Azienda ospedaliera Brotzu di Cagliari, con significativa e conseguente tendenza alla riduzione degli interventi/anno e alla relativa dilatazione delle visite specialistiche e, dunque, dei tempi della lista d'attesa per interventi chirurgici;

ACCERTATO che all'interno del dipartimento si registrano grandissime criticità di natura logistica, visto che i locali preposti non risultano adeguati agli interventi previsti e sono di gran lunga inferiori alle esigenze dell'utenza;

RILEVATO che nel reparto si curano importanti patologie che vanno dalle disfunzioni riguardanti gli organi toracici e addominali deputati ai processi digestivi, tratto digestivo superiore, medio e inferiore, a quelle del pancreas, curate anche attraverso procedure endoscopiche;

VALUTATO che, in tale situazione di sofferenza operativa, la lista d'attesa per gli interventi è destinata inevitabilmente ad allungarsi ulteriormente in quanto il sovrapporsi dell'attività in regime d'urgenza è causa di ulteriore slittamento della programmazione routinaria;

ANNOTATO che un reparto non funzionale alle esigenze dei pazienti produce delle drammatiche e prolungate situazioni di attesa;

DATO ATTO che la maggior parte di tali pazienti è, comunque, affetta da gravi patologie dell'apparato toracico e/o addominale deputato ai processi digestivi e del pancreas ed è, pertanto, in condizioni di sostanziale instabilità per cui il rinvio del necessario intervento chirurgico rischia di determinare un aggravamento della patologia di base, con aumento dello stesso rischio/vita per ciascun paziente;

APPRESO che, anche in considerazione di tale rischio, è comunque frequente che i pazienti sardi, scoraggiati e preoccupati per tali difficoltà operative, scelgano di RIVOLGERSI ad altre strutture sanitarie fuori regione, con ridottissimi tempi d'attesa per le visite e per gli interventi; una condizione che potrebbe causare un aumento di rimborsi alle regioni italiane che erogano delle prestazioni ai pazienti sardi;

CONSTATATO che a tale situazione consegue un inevitabile incremento dei ricoveri fuori regione, con riduzione numerica delle prestazioni erogate dal Servizio sanitario regionale, perdita di professionalità e spoliazione di risorse destinate al servizio regionale della Sardegna;

OSSERVATO che non è un caso che all'interno dell'Azienda ospedaliera si lamenta da tempo in diversi reparti una carenza ormai cronica di personale medico e paramedico, dagli infermieri agli operatori socio-sanitari;

ANALIZZATO che l'endoscopia è, comunque, una tecnica diagnostica e terapeutica che permette di avere una visione diretta all'interno di alcuni organi, con l'obiettivo di verificare l'eventuale presenza di alterazioni o lesioni e di effettuare all'occorrenza piccoli interventi come l'asportazione di materiale patologico, cauterizzazioni e biopsie;

SOTTOLINEATO che, in tale reparto, si registra la mancanza di strumenti utili a effettuare alcuni esami, pregiudicando così la diagnosi del paziente;

RIMARCATO che si riscontra dunque un grave disagio per un numero crescente di pazienti, costretti a viaggi della speranza per visite o interventi;

RISCONTRATO che l'attuale sofferenza di tale reparto è, altresì, legata all'insufficienza di personale specializzato e, in particolare, di personale medico e paramedico;

NOTATO che quanto riportato non è un caso isolato nell'Azienda ospedaliera Brotzu, polo di eccellenza a livello isolano, con diversi reparti che rappresentano difficoltà operative e gestionali,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale;

1) per sapere se risponda al vero che il reparto di endoscopia digestiva dell'Azienda ospedaliera Brotzu rappresenta delle difficoltà operative e funzionali;

2) per valutare la possibilità di porre rimedio a tali sofferenze, soprattutto con l'incremento di risorse destinate all'acquisto di strumentazioni moderne e all'implementazione di personale specializzato all'interno del reparto;

3) per verificare la possibilità di salvaguardare le professionalità presenti nell'Azienda ospedaliera Brotzu, considerato uno dei poli di eccellenza a livello isolano, dando un valore aggiunto alle professionalità esistenti ed evitando malcontenti all'interno dell'organico;

4) per esaminare la possibilità di rivisitare la funzionalità del succitato reparto, rendendolo più adeguato per visite e interventi. (791)

Interrogazione Tunis - Pittalis - Cappellacci - Carta Giancarlo - Cherchi Oscar - Fasolino - Locci - Randazzo - Tedde - Tocco - Zedda Alessandra, con richiesta di risposta scritta, sull'applicazione degli sgravi contributivi INPS ai dipendenti dell'Agenzia Forestas.

I sottoscritti,

PREMESSO che:

- con la legge regionale n. 8 del 2016, il Consiglio regionale della Sardegna ha approvato la legge istitutiva dell'Agenzia Forestas.

- l'articolo 48 della legge regionale n. 8 del 2016, al comma 2, stabilisce che, per quanto riguarda il personale, "Ai dipendenti dell'Agenzia, che costituisce un comparto di contrattazione distinto dal comparto del personale dell'Amministrazione regionale e degli altri enti regionali, continua ad applicarsi:

a) il contratto collettivo nazionale di lavoro degli operai forestali ed impiegati agricoli addetti ai lavori di sistemazione idraulico-forestale eseguiti in amministrazione diretta da enti, aziende o istituzioni pubbliche;

b) il contratto integrativo regionale stipulato ai sensi del presente articolo.";

RILEVATO che:

- la Giunta regionale della Sardegna ha ritenuto di non applicare il CIRL dei dipendenti regionali in quanto, lo stesso, avrebbe comportato un aggravio di spesa di circa 20.000.000 di euro dovuti alla mancata applicazione degli sgravi previsti dall'INPS per il personale addetto alle sistemazioni idraulico-forestali;

- l'Agenzia Forestas ha chiesto chiarimenti all'INPS, al fine di conoscere l'applicabilità degli sgravi previsti per il personale del comparto agricolo-forestale anche al personale dell'Ente foreste della Sardegna;

- l'INPS ha stabilito che gli sgravi previsti per il personale che opera in ambito agricolo non possono essere applicati al personale della neonata Agenzia Forestas, in quanto i dipendenti non operano, se non in maniera assolutamente residuale, in tipologie di lavoro ascrivibili a quella agricola;

- l'INPS stesso ha, quindi, stabilito e rimarcato il fatto che i dipendenti dell'Agenzia Forestas sono dipendenti pubblici a tutti gli effetti e che non può applicarsi agli stessi un contratto prettamente destinato ai lavoratori di un comparto privato, qual è quello agricolo, e i conseguenti sgravi previsti dal CIRL come indicato dal comma 2 dell'articolo 48 della legge regionale n. 8 del 2016,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente per conoscere quali siano le azioni che intendono promuovere al fine di applicare ai dipendenti dell'Agenzia Forestas il CIRL applicato agli altri dipendenti della Regione, così come sostanzialmente, evidenziato anche dalla nota trasmessa dall'INPS all'Agenzia Forestas. (792)

N. 235

INTERPELLANZA RUBIU sugli incendi divampati in diverse parti della Sardegna tra il 2 e il 3 luglio 2016 e sulla carenza della macchina operativa regionale in alcune zone dell'Isola.

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Il sottoscritto,

premesso che nel fine settimana tra il 2 ed il 3 luglio 2016 sono divampati in diverse parti della Sardegna diversi roghi; un devastante incendio si è scatenato nei territori tra Sedilo, Aidomaggiore e Dualchi con diversi capi di bestiame uccisi dalle fiamme e molte aziende agricole danneggiate; diverse case sono state evacuate per evitare disastri maggiori, danni senza fine anche nei territori accanto a Borore dove le fiamme si sono spinte in alcuni poderi agricoli della zona; sono stati devastati ettari di macchia mediterranea, alberi d'alto fusto e bassa vegetazione; un inferno che ha messo in pericolo diverse aziende inglobate nelle località rurali, alcune delle quali costituiscono l'ossatura dell'economia agroalimentare della zona; un dramma sociale, unico nel suo genere, che ha causato anche la distruzione di un patrimonio agricolo di grande rilevanza per il territorio dell'Oristanese; in particolare, secondo una prima stima dei danni, si contano 2.300 ettari bruciati, intere aziende agro zootecniche distrutte, ovini, equini e bovini che non sono sopravvissuti all'inferno;

sottolineato che le fiamme, alimentare dal forte vento e dal gran caldo, si sono spinte in una vasta porzione del territorio di Uta, con le campagne che corrono verso la Pedemontana incenerite dai roghi; un rogo è giunto a minacciare la zona di Macchiareddu ad Assemini; altro vasto incendio è stato segnalato a Siliqua, non molto distante dal centro abitato; a rischio anche le campagne tra Villamar e Furtei, con il rogo che ha seminato panico nelle aziende rurali; un inferno anche nei poderi sparsi tra Orani e Bitti; altri incendi sono stati registrati anche nelle campagne che attraversano il Sulcis Iglesiente;

rilevato che la piaga degli incendi in Sardegna è diventata un'emergenza da fronteggiare in diverse parti dell'Isola, con un apparato regionale antincendi - vigili del fuoco, forze dell'ordine, Ente foreste, protezione civile e diverse squadre di volontari - impegnato in una lotta impari contro le fiamme, viste le risorse insufficienti per domare le fiamme e i mezzi inadeguati;

osservato che l'emergenza incendi sta assumendo ormai livelli critici con il passare degli anni, visto che appare assolutamente insufficiente l'opera di prevenzione promossa dalla Regione con il mancato coinvolgimento degli altri enti locali;

appreso che gli episodi dei roghi estivi hanno già riguardato, negli ultimi giorni, gran parte della Sardegna, senza eccezione di territori; insomma, tutti i distretti dell'Isola non sono stati risparmiati dalla furia devastatrice delle fiamme;

atteso che in molti dei suddetti casi si è verificato un inaccettabile ritardo, con lungaggini inammissibili, nelle operazioni di interventi per lo spegnimento delle fiamme da parte del sistema che fa capo alla Regione, con gravi conseguenze che hanno portato a una lotta impari contro gli incendi, vista l'inefficienza della macchina predisposta dall'amministrazione in carica; tale situazione ha contribuito, così, ad aggravare i danni al paesaggio naturalistico e rurale dei diversi territori;

evidenziato che ogni anno si assiste, quasi impotenti, alla distruzione di migliaia di ettari di superficie boschiva e/o agricola, che costituisce un danno irreparabile per il patrimonio naturalistico-ambientale e per il settore agro zootecnico e questo appare come una situazione di deterioramento, con la desertificazione e l'impoverimento del suolo che produce una rovina dal punto di vista dell'immagine della Sardegna;

osservato che la piaga degli incendi ha assunto negli ultimi anni delle proporzioni tali da mettere a serio rischio l'immagine della Sardegna, come isola delle vacanze; un approdo turistico dallo scenario mozzafiato incontaminato, visto che i turisti, che più volte fanno da comparse a questo "spettacolo" spettrale, vanno in fuga da altre parti per non incorrere in pericoli più grossi e che a pagare il conto più salato di questo fenomeno sono, dunque, gli albergatori sparsi in tutti gli angoli della Sardegna; da qui la necessità di prevenire, con un apposito piano antincendi, il pericolo di devastazione del patrimonio ambientale;

acclarato che nell'arco degli ultimi anni si è registrato un indietreggiamento, con notevoli sforbiciate ai mezzi impegnati sul territorio, del Governo rispetto a tale problematica vissuta nelle diverse stagioni estive dall'isola, con la sottrazione dei Canadair e dei velivoli attrezzati contro gli incendi estivi, soprattutto in alcune parti della Sardegna, con i diversi tagli ai danni degli enti locali impossibilitati a prevenire eventuali danni all'ambiente e all'economia del territorio; dunque, la maggior parte delle volte è necessario che i velivoli intervengano da altre regioni della penisola, con la conseguente perdita di tempo nello spegnimento degli incendi e nelle operazioni per gli interventi contro le fiamme;

appurato che i danni sinora provocati dagli incendi ai territori colpiti sarebbero stati evitabili in caso di un intervento immediato di mezzi e con risorse adeguate;

tenuto conto che occorre ora attivarsi per riconoscere ai territori colpiti dai roghi lo stato di calamità naturale, vista la devastazione dei poderi, per venire incontro ai disagi provocati alle aziende agricole e zootecniche - impegnate nei diversi settori - e alle realtà imprenditoriali un adeguato indennizzo per i danni subiti;

atteso che sarebbe necessaria un'operazione volta alla salvaguardia del patrimonio boschivo isolano mediante un'adeguata campagna di prevenzione degli incendi e assegnando agli enti locali le risorse necessarie;

preso atto che pare opportuno prevedere una dislocazione delle strumentazioni atte alla lotta antincendi nelle diverse parti della Sardegna, in termini di mezzi - quali Canadair assegnati dal Governo ed elicotteri e personale sul campo;

rimarcato che occorrerebbe trovare un'intesa con i diversi enti coinvolti nella macchina operativa antincendi per non farsi trovare impreparati in caso di emergenza; a tal proposito appare urgente un incremento del numero di velivoli dislocati nei diversi angoli della Sardegna, con un impegno delle stesse forze dell'esercito militare (che si è dimostrato un utile deterrente per arginare il rischio di roghi) e l'assegnazione di ulteriori stanziamenti agli enti locali, perché si provveda al potenziamento delle diverse associazioni di protezione civile e volontariato impegnate sul territorio;

riscontrato che la Regione deve dunque adottare gli opportuni provvedimenti per evitare ulteriori rischi per l'ambiente, le attività produttive e le persone in caso di incendi, mediante un piano di protezione civile adeguato,

chiede di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente per sapere se:

1) siano a conoscenza dei danni provocati dagli incendi avvenuti tra il 1° ed il 3 luglio 2016 nelle campagne di Sedilo, Aidomaggiore, Dualchi, Borore, Uta, Siliqua, Villamar e Furtei, Orani e Bitti, con una prima stima del patrimonio produttivo ed ambientale distrutto dai roghi;

2) non ritengano di dover immediatamente procedere - mediante una richiesta urgente al Governo - all'implementazione dei Canadair e degli altri mezzi aerei dislocati in Sardegna per la lotta agli incendi, evitando così di rincorrere l'emergenza; sarebbe infatti necessario un incremento dei velivoli contro le fiamme nei diversi territori dell'Isola, sollecitando un impegno dell'esercito (che si è dimostrato un deterrente utile contro i roghi) e invocando un aumento di risorse per gli enti locali;

3) sia già stata verificata la possibilità di riconoscere lo stato di calamità naturale a territori colpiti dalle fiamme, onde assegnare alle aziende un adeguato indennizzo. (235)

Interpellanza Desini - Busia sul futuro assetto della Brigata Sassari, tenuto conto della probabile riduzione del numero delle brigate attualmente esistenti nel territorio italiano, nell'ambito della programmata revisione delle strutture operative delle Forze armate.

I sottoscritti,

PREMESSO che la "Brigata Sassari":

- è una brigata di fanteria meccanizzata dell'Esercito italiano, della quale fanno parte il comando Brigata Sassari, con sede a Sassari, presso la caserma La Marmora, che corrisponde alla struttura direttiva dell'unità, i due reggimenti storici, 151° Reggimento fanteria meccanizzata Sassari, con sede a Cagliari, e il 152° Reggimento fanteria meccanizzata Sassari, con sede a Sassari, il 3° Reggimento bersaglieri con sede a Capo Teulada, il 5° Reggimento genio con sede a Macomer, il Reparto comando e supporti tattici con sede a Sassari e il Nucleo iniziale di formazione del reggimento logistico della Brigata con sede a Cagliari, destinato a dare vita al nuovo reggimento logistico;

- fu costituita a Tempio Pausania e a Sinnai il 1° marzo 1915, basandosi su un reclutamento prevalentemente regionale, che tutt'oggi la caratterizza;

- combatté con coraggio e abnegazione la prima guerra mondiale, conquistando due medaglie d'oro, così da divenire la brigata italiana più decorata nel corso di detto conflitto, e quattro citazioni sul bollettino del comando supremo per l'eroicità delle sue azioni, tra le quali basti ricordare la partecipazione alle battaglie per la conquista di Bosco Cappuccio, Bosco Lancia e Bosco Triangolare e delle imprendibili trincee delle Frasche e dei Razzi, il ruolo rivestito nella conquista dell'altopiano della Bainsizza, l'importante contributo fornito nella ritirata di Caporetto e nell'epica battaglia dei Tre Monti, prima vittoria italiana dopo Caporetto, la strenua difesa delle posizioni del basso Piave nel corso della battaglia del Solstizio e l'intervento nella battaglia di Vittorio Veneto, che concluse il primo conflitto mondiale;

- durante la seconda guerra mondiale combatté sui Balcani e il 10 settembre 1943, dopo aver preso parte alla difesa di Roma, fu sciolta, per essere poi ricostituita nella sua interezza nel 1988;

- attualmente è una delle unità italiane più presenti in operazioni di risoluzione delle crisi internazionali ed è classificata dall'Esercito come "forza di proiezione";

- ha partecipato sinora a dodici campagne in vari teatri internazionali, di cui le più recenti in Afghanistan con un intervento di peacekeeping e l'operazione Leonte in Libano, dove è attualmente impegnata;

- oltre a detti riconoscimenti ottenuti dai suoi reggimenti storici (151° e 152°) nel corso del primo conflitto mondiale, la Brigata Sassari vanta una medaglia d'oro al valore dell'esercito assegnata nell'ultimo decennio; inoltre, il 3° Reggimento Bersaglieri, di stanza a Teulada, è il più decorato d'Italia e vanta due ordini militari d'Italia, tre medaglie d'oro e tre d'argento al valor militare, una d'argento al valore dell'esercito, tre medaglie di bronzo al valor militare e una di bronzo al merito civile, mentre il 5° Reggimento genio è decorato di due medaglie di bronzo al valore dell'esercito e una medaglia d'argento al valor civile;

- sono, poi, numerosissimi i riconoscimenti individuali di valore ottenuti dal personale della Brigata Sassari nel corso dei conflitti nei quali è intervenuto;

- tradizionalmente, nella parata del 2 giugno la Brigata Sassari è l'unica grande unità delle forze armate che sfila con il suo inno ufficiale;

- nel 2015 ha festeggiato il 100° anniversario della propria costituzione;

- la caserma "La Marmora" di Sassari, sede del comando Brigata Sassari, è un edificio storico costruito alla fine del XIX secolo sul sito dell'antico castello aragonese che dal 1992 ospita al pian terreno il museo della Brigata Sassari ed è immobile dichiarato di interesse culturale storico artistico, ai sensi dell'articolo 10, comma 1, del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive modifiche e integrazioni;

CONSIDERATO che:

- con l'atto di sindacato ispettivo n. 4-03150, pubblicato il 16 dicembre 2014, il senatore del Partito democratico, Silvio Lai, ha chiesto ai Ministri della difesa e dell'istruzione, dell'università e della ricerca di riferire in merito alla proposta del sindaco di Sassari di realizzare un campus universitario nell'area della caserma "La Marmora" anche al fine di rivitalizzare il commercio di tale area;

- il Ministro della difesa ha risposto all'interrogazione, evidenziando che l'esercito non aveva ricevuto, fino a quel momento, alcuna comunicazione d'interesse da parte delle locali istituzioni e che le eventuali tempistiche relative al transito dell'infrastruttura dal patrimonio statale a quello regionale sarebbero, in ogni caso, connesse alla definizione e finalizzazione di un piano di interventi, da implementare a cura della Regione, per la rilocazione in altra sede delle funzioni attualmente presenti nell'immobile;

- con l'atto di sindacato ispettivo n. 4-04639, pubblicato il 7 ottobre 2015, il medesimo senatore ha sottoposto nuovamente la questione ai competenti ministri chiedendo di sapere se le istituzioni locali avessero avanzato, prima o dopo il marzo 2015, un'istanza formale o informale volta ad acquisire la disponibilità della caserma, se fossero intercorse comunicazioni in merito tra l'amministrazione militare e le autorità civili locali e se, nel caso, fosse stata fatta un'ipotesi di cessione della struttura o di scambio della stessa con altre strutture di proprietà della Regione o del comune;

- nel rispondere all'interrogazione il Ministro della difesa ha precisato che l'immobile in discussione "è necessario per le finalità istituzionali della forza armata" ma, "al fine di venire incontro alle esigenze della locale amministrazione comunale, che ha manifestato, nel settembre 2015, il proprio interesse per la caserma ai fini della realizzazione di una residenza per gli studenti universitari, si sta valutando l'ipotesi di rendere disponibile tale immobile, previa riallocazione delle funzioni militari presso altre sedi proposte, con oneri che non dovranno gravare sul bilancio della Difesa", ferma restando l'ubicazione presso la caserma del museo storico della Brigata Sassari, dotato di accesso indipendente; il Ministro aggiungeva, in quella circostanza, che la tematica era oggetto di trattazione "nell'ambito del tavolo di confronto già in essere tra il Ministero e la Regione autonoma della Sardegna";

- in effetti, con la deliberazione n. 38/7 del 28 luglio 2015 (Programmazione FSC 2007/2013. Riprogrammazione delle risorse riassegnate ai sensi della Delibera CIPE n. 21 del 30 giugno 2014, punto 2.4), la Giunta regionale ha assegnato all'ERSU risorse pari a complessivi euro 23.500.000 per la realizzazione di uno studentato diffuso sulle aree denominate "Fondazione Brigata Sassari", di proprietà dell'ente stesso, e "San Lorenzo", di proprietà dell'università, e ha confermato l'impegno, da parte della Regione, di realizzare un altro studentato a Sassari utilizzando le risorse del Fondo di sviluppo e coesione (FSC) del periodo di programmazione 2014-2020;

- il 4 settembre 2015, l'ERSU, l'Università di Sassari e il Comune di Sassari hanno firmato un protocollo d'intesa al fine di programmare le azioni necessarie al potenziamento della residenzialità studentesca di Sassari;

- con tale accordo trilaterale, il Comune di Sassari si è impegnato a provvedere all'attivazione e alla positiva conclusione delle trattative con il Ministero della difesa e l'Agenzia del demanio dirette alla dismissione dell'ex caserma Lamarmora per il successivo utilizzo della stessa al fine di rendere effettiva la possibilità, dal punto di vista urbanistico, del successivo utilizzo della stessa per la residenzialità studentesca, una volta assicurati i necessari finanziamenti;

- pertanto, il comando della Brigata Sassari rischia concretamente di rimanere senza sede, dato che non risulta essere stata, finora, concretamente individuata una possibile ubicazione alternativa;

CONSIDERATO, su altri fronti, che:

- lo stato maggiore dell'esercito ha da tempo previsto la costituzione di due nuovi reggimenti della Brigata Sassari, di cui un reggimento logistico con sede a Cagliari, la cui realizzazione consentirebbe il rientro nell'isola di circa 500 militari sardi attualmente in servizio nelle altre regioni d'Italia e delle relative famiglie;

- il reggimento logistico in questione, che sarebbe dovuto essere operativo da circa un anno e mezzo, a oggi, non risulta attivato, dato che, a differenza di quanto avvenuto in tutte le altre brigate dell'esercito, esiste esclusivamente il nucleo iniziale di formazione;

CONSIDERATO, infine, che:

- come riportato dagli organi di stampa, quest'anno per la prima volta la Brigata Sassari non era stata inizialmente invitata dallo stato maggiore dell'esercito a partecipare alla parata per la festa della Repubblica, salvo, poi, un ripensamento dell'ultim'ora;

- ciò lascia intuire che i "Dimonios" non godano più presso le istituzioni della stima e della considerazione di cui godevano fino a poco tempo fa; a conferma di tale percezione basti pensare al fatto che alle celebrazioni per il centenario tenutesi l'anno scorso non hanno presenziato né il Ministro della difesa né gli alti vertici militari;

PRESO ATTO che:

- più volte i media hanno rappresentato il rischio di uno scioglimento della Brigata Sassari in caso di chiusura del poligono addestrativo di Capo Teulada, dato che la possibilità di utilizzare il poligono ha, nel tempo, incoraggiato l'esercito a investire risorse umane e finanziarie sui Sassarini e che il ricorso ad altre aree addestrative comporterebbe costi attualmente insostenibili;

- la legge 31 dicembre 2012, n. 244 (Delega al Governo per la revisione dello strumento militare nazionale e norme sulla medesima materia), all'articolo 1, ha delegato il Governo ad adottare due o più decreti legislativi per disciplinare la revisione, in senso riduttivo:

a) dell'assetto strutturale e organizzativo del Ministero della difesa, con particolare riferimento allo strumento militare;

b) delle dotazioni organiche complessive del personale militare dell'Esercito italiano, della Marina militare e dell'Aeronautica militare;

c) delle dotazioni organiche complessive del personale civile del Ministero della difesa;

- nelle more dell'approvazione dei decreti legislativi in questione, l'esercito ha avviato uno studio teso ad attuare una serie di provvedimenti che consentissero il conseguimento degli obiettivi imposti dai citati disposti legislativi e che confluissero nel cosiddetto "Piano per la Revisione dello Strumento Militare Terrestre";

- l'articolo 2 della legge n. 244 del 2012 indica tra i principi e criteri direttivi per l'esercizio della delega la riorganizzazione e razionalizzazione delle strutture operative, logistiche, formative, territoriali e periferiche delle Forze armate, anche attraverso la soppressione o l'accorpamento delle stesse, in modo da conseguire una contrazione strutturale complessiva non inferiore al 30 per cento entro sei anni dalla data di entrata in vigore dei decreti legislativi;

- il Piano per la revisione dello strumento militare terrestre, trattato nel corso della sessione informativa in data 17 gennaio 2013, programmava una revisione delle strutture operative delle Forze armate articolata in tre fasi, prevedendo, in particolare, nella prima fase (2013-2015) la riduzione da 11 a 10 comandi Brigata di manovra, con la soppressione del comando della Brigata di cavalleria "Pozzuolo del Friuli", e nella seconda fase (2016-2018) l'ulteriore riduzione a 9 comandi Brigata di manovra, senza precisare il comando da sopprimere;

RITENUTO che:

- tali circostanze alimentino fondatamente la preoccupazione, che da tempo serpeggia tra i militari sardi, circa la possibile prossima chiusura del comando della Brigata Sassari, del 3° Reggimento bersaglieri e del reggimento logistico e il conseguente passaggio dei due reggimenti storici e del 3° Reggimento genio alle dipendenze di altro comando Brigata, dislocato nella Penisola;

- tale evenienza sia suscettibile di comportare non solo il blocco definitivo dell'afflusso dei circa cinquecento uomini preventivati per il reggimento sopraccitato, ma anche il ridimensionamento o il trasferimento della Brigata Sassari (o di sue unità) in altre sedi fuori regione, con ripercussioni sia in termini sociali ed economici che di immagine per la stessa Sardegna;

- infatti, la Brigata Sassari è stata una delle prime grandi unità dell'esercito in espansione, dà attualmente lavoro a circa 4000 persone tra militari e civili (senza contare il 1° Reggimento Corazzato di Capo Teulada e ventimila soldati che ogni anno frequentano il poligono) ed è composta per la gran parte da militari e personale sardo, che in caso di chiusura sarebbero costretti a trasferirsi con le loro famiglie, portando via con loro rilevanti risorse;

- il "mito" e la storia della Brigata Sassari, il sacrificio, il coraggio e il valore mostrato dai Sassarini nella grande guerra e nei recenti interventi di peacekeeping nei principali teatri di missioni internazionali costituiscano patrimonio inalienabile della Sardegna, parte integrante dell'identità e della memoria collettiva di tutti i Sardi;

- composta essenzialmente da Sardi, la Brigata Sassari ne condivida i valori e i tratti distintivi e in primis la caparbietà, la fierezza e la generosità, tanto da identificarsi con il comune sentire del popolo sardo e nutrirsi dell'affetto e del sostegno dell'isola,

chiedono di interpellare il Presidente della Regione e la Giunta regionale per sapere:

1) se siano a conoscenza del futuro assetto della Brigata Sassari, tenuto conto della probabile riduzione del numero delle brigate attualmente esistenti nel territorio italiano nell'ambito della programmata revisione delle strutture operative delle Forze armate e della possibilità o meno che venga completato l'iter di attivazione del Reggimento logistico con sede a Cagliari;

2) se non ritengano necessario, alla luce dei fatti e delle considerazioni sopra esposti, intervenire tempestivamente al fine di impedire l'eventuale chiusura del comando della Brigata Sassari e/o il ridimensionamento della Brigata stessa e per promuovere il completamento del reggimento logistico con sede a Cagliari. (236)