Seduta n.178 del 13/07/2016 

CLXXVIII Seduta

(ANTIMERIDIANA)

Mercoledì 13 luglio 2016

Presidenza del Presidente Gianfranco GANAU

indi

del Vicepresidente Eugenio LAI

indi

del Presidente Gianfranco GANAU

La seduta è aperta alle ore 10 e 31.

FORMA DANIELA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 11 maggio 2016 (174), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Anna Maria Busia, Angelo Carta e Valter Piscedda hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 13 luglio 2016.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Comunicato

PRESIDENTE. Comunico che nel Buras n. 31 del 30 giugno 2016 è stato pubblicato il ricorso n. 33/2016 proposto dal Presidente del Consiglio dei Ministri contro la Regione autonoma della Sardegna per dichiarata illegittimità costituzionale dell'art. 3 della legge regionale 11 aprile 2016, n. 6, recante "Bilancio di previsione per l'anno 2016 e bilancio pluriennale per gli anni 2016 - 2018", per contrasto con l'art. 81, terzo comma, della Costituzione.

Comunico, inoltre, che nel Buras n. 32 del 7 luglio 2016 è stato pubblicato il ricorso n. 34/2016 proposto dal Presidente del Consiglio dei Ministri contro la Regione autonoma della Sardegna per dichiarata illegittimità costituzionale dell'art. 1, comma 12, dell'art. 4, commi 24, 25, 26 e 27, nonché dell'art. 8, comma 13, della legge regionale 11 aprile 2016, n. 5, recante "Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione per l'anno 2016 e per gli anni 2016 - 2018 (legge di stabilità 2016)" per contrasto con gli artt. 117, secondo comma, lettere l) e s), terzo comma, nonché con l'art. 118 della Costituzione.

Annunzio di risposte scritte a interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:

240, 348, 377, 382, 443, 463, 477, 482, 511, 560, 704, 715, 730.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria:

769, 770, 771, 772, 773, 774, 775, 776, 777, 778, 779, 780, 781, 782, 783, 784, 785

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria:

Interpellanze numero 232, 233, 234

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria:

Mozioni numero 239, 240, 241

Discussione congiunta delle mozioni numero 194 e numero 212

PRESIDENTE. Il secondo punto all'ordine del giorno reca l'elezione del Vicepresidente del Consiglio regionale che è rinviato ad altra data.

L'ordine del giorno reca la discussione congiunta delle mozioni numero 194 e numero 212 sull'operato dell'Assessore regionale dei trasporti con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dell'articolo 54 del Regolamento e con richiesta immediata della revoca della delega dell'Assessore regionale dei trasporti.

(Si riporta di seguito il testo delle mozioni:

Mozione Cossa - Dedoni - Crisponi - Pittalis - Cherchi Oscar - Locci - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis - Zedda Alessandra - Truzzu - Rubiu - Pinna Giuseppino - Tatti sull'operato dell'Assessore regionale dei trasporti, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento.

IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che il sistema dei trasporti, oltre a garantire il diritto dei cittadini sardi alla mobilità interna e da e per l'isola, riveste un'importanza strategica per lo sviluppo economico dell'intera Sardegna;

CONSIDERATO che la possibilità di usufruire di trasporti veloci e non troppo onerosi condiziona la programmazione di serie politiche di sviluppo turistico e rappresenta per le imprese che intendono investire nell'isola una forte attrazione;

PRESO ATTO che l'attuale sistema di continuità territoriale aerea non soddisfa le aspettative dei sardi, che non hanno la possibilità di decidere liberamente quando e dove andare, ma devono sottostare alle necessità e agli interessi delle compagnie;

TENUTO CONTO che, durante la stagione turistica appena conclusa, la disponibilità di collegamenti e posti aerei per la Sardegna è in più occasioni venuta meno, lasciando come unica alternativa la traversata via mare, con prezzi decisamente poco competitivi e tempi molto più lunghi;

VALUTATO che la colpa dei disservizi e dell'inefficienza della continuità territoriale aerea attualmente in vigore non può essere scaricata sulle agenzie di viaggio o sui sistemi di prenotazione dei voli, in quanto i disagi possono invece ricondursi a una gestione istituzionale poco incisiva e molto teorica, che nel momento della concreta applicazione ha rivelato la sua inconsistenza e inadeguatezza;

RILEVATO che anche i collegamenti marittimi sono assolutamente carenti, con costi dei biglietti quasi impossibili per le condizioni socio-economiche dei sardi, travolti da una crisi troppo lunga e pesante, e per i turisti che trovano molto più attraenti mete alternative facilmente raggiungibili con prezzi decisamente più contenuti;

SOTTOLINEATO che anche la recente concentrazione della gran parte del traffico passeggeri da e per la Sardegna nelle mani di un unico operatore marittimo, avvenuta senza la dovuta attenzione da parte del governo regionale, non potrà che determinare per gli utenti riflessi negativi in totale contrasto con le regole della libera concorrenza di mercato;

APPURATO che i trasporti marittimi locali, da e per le isole di San Pietro e La Maddalena, hanno evidenziato forti criticità, tra le quali la vertenza Saremar con 167 famiglie coinvolte e che, a oggi, non hanno alcuna prospettiva per il futuro se non la lettera di licenziamento;

APPRESO che i sindacati dei lavoratori Saremar per la salvaguardia degli attuali posti di lavoro hanno dovuto chiedere un incontro al Ministro dei trasporti, in quanto l'Assessore regionale competente si è limitato a fare loro promesse verbali ma si rifiuta di valutare concretamente soluzioni già adottate da altre regioni italiane;

OSSERVATO che il nuovo treno veloce, che dovrebbe collegare Cagliari e Sassari in due ore circa, è ancora fermo in stazione, nonostante i ripetuti e continui annunci del rappresentante della Giunta regionale, in quanto l'adeguamento delle reti, totalmente a carico della Regione, ha costi che eccedono le disponibilità del bilancio;

RITENUTO, quindi, che la preoccupante situazione dei trasporti da e per la Sardegna ed il trasporto pubblico locale richieda un atto deciso di cambiamento e di discontinuità tale da poter scongiurare gli inevitabili riflessi negativi sulle famiglie, sulle imprese e sui lavoratori, sulle filiere produttive ed economiche e, in particolare, sul sistema turistico regionale;

EVIDENZIATO che i cittadini sardi non possono continuare a essere penalizzati per l'inadeguatezza della Giunta regionale ad affrontare e risolvere i problemi del settore dei trasporti, come affermato dallo stesso Presidente della Regione, Pigliaru, in occasione della festa dell'Unità svoltasi a Cagliari,

impegna il Presidente della Regione

a prendere formalmente atto dell'inadeguata gestione delle problematiche relative al settore del trasporto in Sardegna e conseguentemente a revocare la delega all'Assessore regionale dei trasporti.(194)

Mozione Tedde - Pittalis - Rubiu - Dedoni - Truzzu - Cappellacci - Pinna Giuseppino - Tatti - Peru - Tocco - Fasolino - Zedda Alessandra - Randazzo - Lampis - Cossa - Crisponi - Locci - Tunis - Cherchi Oscar - Orrù - Carta sulla richiesta dell'immediata revoca della delega all'Assessore regionale dei trasporti, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento.

IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:

- è di questi giorni la preoccupante notizia che il vettore aereo low cost Ryanair ha cancellato 14 voti su Alghero e 8 su Cagliari, dimezzando di fatto il suo impegno sull'isola e spostando sul continente due aeromobili;

- nel frattempo il vettore ha inaugurato la base di Malpensa, ove verrà utilizzato un aeromobile, si appresta a potenziare i voli in partenza da Verona e Trento, e ha iniziato un percorso di potenziamento della programmazione estiva su Palermo con 15 rotte e 2,3 milioni di passeggeri;

- in Sardegna Ryanair produce volumi di traffico dell'ordine di oltre due milioni di passeggeri con ricadute sull'economia dell'isola, rapportate alla durata media di cinque giorni per ogni passeggero arrivato per una spesa giornaliera di 80 euro, che sono quantificabili in circa 300 milioni di euro all'anno;

EVIDENZIATO che:

- nella sua qualità di consulente legale della SOGEAAL, l'Assessore Deiana predispose un parere "pro veritate" il 20 luglio 2011 che, preliminarmente, faceva un'attenta analisi della legge regionale 10 del 2010 e della deliberazione della Giunta regionale n. 43/37 del 6 dicembre 2010 con la quale furono ripartite le risorse stanziate nel bilancio regionale per il finanziamento degli aeroporti isolani per il 2010, pari a 19.260 milioni di euro, attribuendo alla SOGEAAL la somma di euro 9.960.000, e della determinazione n. 868 del 31 dicembre 2010 con la quale l'Assessorato regionale dei trasporti autorizzava l'impegno di spesa relativo;

- l'Assessore Deiana, nella sua predetta qualità, censurava la Regione in quanto la SOGEAAL non aveva ricevuto le somme dovute "pur apparendo l'erogazione delle risorse, stanziate e impegnate, operazione compatibile con il quadro comunitario di settore, ove inquadrata, come correttamente fece la Regione ab origine, nel contesto di un investimento pubblico in economia di mercato";

- a sostegno di tale tesi, l'avvocato Deiana evidenziava che un'indagine commissionata dalla Commissione europea a prestigiosi advisor internazionali avesse prodotto un report tecnico relativo all'aeroporto di Alghero per la procedura di indagine avviata nel 2007 per presunti aiuti di stato concessi dalla Regione a Ryanair per il tramite di SOGEAAL;

- detto report, sottolineava Deiana, confermava "la correttezza dell'agire di SOGEAAL" e della Regione e, categoricamente, affermava che, proprio in base agli esiti dell'indagine in discussione, la procedura adottata dalla Regione, che aveva applicato la legge regionale n. 10 del 2010 che aveva autorizzata la spesa di 19.700.000 euro per l'anno 2010 e ne aveva disegnate le modalità attuative e liquidato il "quantum" dei contributi, era da ritenersi corretta;

- inoltre, l'avvocato Deiana si interrogava sui motivi dell'ingiustificato e dannoso ritardo della Regione nel dare esecuzione ai propri deliberati, pur avendo normato in legge un percorso successivamente definito con le previste deliberazioni e sulla circostanza che ancora non avesse notificato alla Commissione europea la misura;

- suggeriva l'avvocato Deiana di dare immediata esecutività all'erogazione aggirando l'ostacolo della mancata notifica, interloquendo direttamente con la Commissione europea e adottando una procedura di "prenotifica";

- sottolineava l'avvocato Deiana che l'atteggiamento dilatorio della Regione non era causato da un atteggiamento di zelo, seppur esistente nella vicenda, ma era ispirato da "ripensamenti intervenuti in corso d'opera";

- sempre nella sua veste di consulente legale della SOGEAAL, l'Assessore Deiana affermava che l'eventuale persistenza di criticità per interventi anteriori al 2007 non avrebbero potuto interferire in alcun modo con il modello di intervento disciplinato dalla legge regionale n. 10 del 2010, correttamente fin dall'origine impostato secondo il principio dell'investitore operante in economia di mercato (PIEM) e quindi secondo modalità riconosciute compatibili, proprio relativamente all'indagine su Alghero, dall'advisor della Commissione europea;

- l'avvocato Deiana concludeva che l'utilizzo dilatorio da parte della Regione della pendenza di altro procedimento comunitario di infrazione per paralizzare l'applicazione della legge n. 10 del 2010 avrebbe potuto configurare pesanti responsabilità sotto il profilo amministrativo, nonché civili per i danni causati a SOGEAAL e financo penali per le condotte tenute dai singoli responsabili;

- l'epilogo del parere "pro veritate" era il suggerimento di una diffida per costituire in mora la Regione in quanto la mancata applicazione della legge n. 10 del 2010 e, quindi, la mancata concreta erogazione dei contributi, avrebbe potuto essere impugnata perché affetta da vizi di violazione e falsa interpretazione di legge, nonché da eccesso di potere per difetto dei presupposti e di motivazione, nonché da illogicità manifesta;

ACCLARATO che:

- dal curriculum dell'Assessore regionale dei trasporti, pubblicato sul sito della Regione, emerge che, nel periodo di assistenza legale alla SOGEAAL contro la Regione col parere in questione, egli era contemporaneamente consulente della Regione stessa in relazione a tematiche riguardanti la continuità territoriale aerea, servizi aerei da e per la Sardegna e di partecipazione della Regione alla "compagine italiana di navigazione";

- pertanto, assumeva il duplice e confliggente ruolo, anche deontologicamente problematico, di avvocato della Regione e di avvocato della controparte della Regione medesima;

CONSIDERATO che invece, contraddicendo smaccatamente il contenuto del suo parere in commento, nel suo recente incontro del 3 dicembre ad Alghero per discutere sul delicato tema e nei suoi interventi successivi sulla stampa, l'Assessore regionale dei trasporti, invertendo la rotta di 180° ha dichiarato di non poter intervenire con una disciplina organica per incentivare i voli low cost, in quanto nei confronti della legge regionale n. 10 del 2010, che ha finanziato gli incentivi per gli aeroporti isolani fino al 2013, la Commissione europea ha avviato una procedura di infrazione per aiuti di stato; e ciò, secondo Deiana, ostacolerebbe l'assunzione di decisioni sugli incentivi ai voli a basso costo;

PRESO ATTO che:

- appare discutibile, sul piano politico e sotto un profilo di correttezza amministrativa, che l'Assessore, in relazione alla medesima fattispecie, da professionista suggerisca azioni giudiziarie nei confronti della Regione inadempiente accusandola di violazione di legge e atteggiamenti contrastanti con le norme civilistiche, ma anche con quelle penali e a distanza di qualche anno nella sua veste di amministratore pubblico, che dovrebbe intervenire tempestivamente a tutela del pubblico interesse, si astenga dal prendere posizione, motivando la sua ingiustificabile staticità con le medesime considerazioni fatte dalla Regione e dal medesimo censurate nel parere "pro veritate" del 2011;

- alla luce di quanto precede, l'opaca condotta dell'Assessore stride coi sacri principi di trasparenza dell'azione amministrativa e pone in capo alla Giunta regionale un caso evidente e grave di conflitto di interessi in funzione del perverso e contradditorio intreccio di attività professionale privata e pubblica che nella medesima fattispecie si atteggiano con confliggenti valutazioni, gettando discredito sull'attività della pubblica amministrazione e creando reazioni di sconcerto e sfiducia da parte delle comunità coinvolte nella vicenda Ryanair e da tale vicenda gravemente danneggiate;

RILEVATO che questa vicenda si coniuga dannosamente al fallimento di tutte le azioni politiche dell'Assessore Deiana in tema di trasporti, oggetto della mozione n. 194 (Cossa e più),

impegna il Presidente della Regione

a prendere atto della discutibile e dannosa gestione delle problematiche dei trasporti in Sardegna e a revocare con decorrenza immediata la delega all'Assessore regionale dei trasporti. (212)

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione. Uno dei presentatori della mozione ha facoltà di illustrarla.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, questa mozione è stata presentata il 9 novembre del 2015, ancora un po' e sarà un anno che l'abbiamo presentata. Io credo che sarebbe stato utile discutere questa come le altre mozioni ben prima di questo momento, perché alla base di essa c'è una convinzione che abbiamo maturato nel corso di questi due anni che mentre noi davamo per scontato che sulla centralità della questione dei trasporti in Sardegna ci fosse condivisione ci siamo resi conto invece che così non è, perché noi pensiamo che sia una questione strategica, centrale non soltanto per un fatto economico, soprattutto per un fatto economico, è evidente, di cui tutto il mondo sviluppato ha consapevolezza alla possibilità di spostamento delle persone e delle merci è direttamente connesso la possibilità di sviluppo economico e occupazionale di un territorio.

Per noi sardi c'è anche un altro aspetto da non sottovalutare l'aspetto psicologico, perché noi ci portiamo dietro questa sorta di blocco mentale per cui uscire dalla Sardegna comunque la vogliamo girare per noi è un viaggio, un'impresa. Mentre gli altri si siedono sul treno oppure saltano sulla macchina e vanno dove vogliono, noi invece dobbiamo prenotare con anticipo, dobbiamo prepararci i bagagli, dobbiamo prepararci psicologicamente, dobbiamo affrontare una piccola impresa, ecco qual è il tema della continuità territoriale. Se dovessimo rappresentarlo con un'immagine la continuità territoriale non potrebbe che essere un ponte, anzi un ponte autostradale che permette ai sardi di saltare su un aereo e su una nave, così come gli altri saltano su una macchina o su un treno e di andare dall'altra parte del mare senza problemi, senza questo blocco psicologico. E se noi non entriamo in quest'ordine di idee è evidente che ogni volta che parliamo di questo problema ci sembra che stiamo affrontando una cosa straordinaria, è una cosa straordinaria per quanto ci riguarda ma deve diventare una cosa normale, ordinaria; e invece ci troviamo, ci siamo trovati, ecco la mozione di sfiducia, in una situazione in cui questo problema è stato affrontato con superficialità, se di superficialità e di leggerezza si tratta. La Giunta si è nascosta spesso dietro un dito, soprattutto dietro la foglia di fico dell'Unione europea come se stessimo parlando di una… L'immagine che mi viene in testa, Assessore, è esoterismo, cioè l'Unione europea è una cosa imperscrutabile rispetto alla quale noi ci rapportiamo come se ponessimo dei problemi senza sapere mai qual è la risposta, stesso tema poi vale anche per quanto riguarda i ponti, non i ponti autostradali ma i ponti di vacanza. Arrivano questi ponti di vacanza di tre, quattro giorni e sembra che arrivino improvvisi, nessuno poteva prevedere che arrivasse il ponte del 2 giugno, ci sono i calendari perpetui che annunciano queste festività con decenni, millenni, è possibile prevederlo da qui a 10.000 anni. Bene per le compagnie aeree per la Giunta regionale non è possibile, arrivano i punti, sono momenti di criticità impossibili da prevedere, i sardi non possono più spostarsi. Gli stessi criteri esoterici sembrano applicarsi anche ai rapporti con l'Unione europea per cui vediamo che ci sono delle Regioni italiane la Puglia, la Sicilia amplissimamente citate in questi ultimi mesi, anche la Toscana. Ma perfino la potentissima Germania, l'aeroporto di Francoforte an Main riesce ad ottenere dalla Corte di giustizia europea una sentenza che riconosce che gli aiuti pubblici all'aeroporto di Francoforte an Main sono ben motivati, perché la Germania ha dimostrato quali sono le ricadute sul territorio dirette e indirette, nel caso specifico una previsione di 2000 addetti, 2000 addetti! Perché è stato fatto uno sforzo da parte delle autorità locali per dimostrare la bontà del finanziamento pubblico che favorisce l'aeroporto di Francoforte an Main che è uno, come sapete, degli aeroporti più importanti d'Europa per il low cost, quali sono le ricadute economiche, dicevo, sul territorio.

Bene noi oggi ci troviamo in questa situazione, Assessore, vorrei fare, perché non abbiamo purtroppo il tempo di analizzare troppo nel dettaglio, però io credo che una piccola disamina vada fatta perché noi stiamo affrontando il tema della continuità territoriale uno applicando gli stessi principi di 15 anni fa, del 2001. Per cui mentre il mondo è cambiato, ed è cambiato anche il mondo del trasporto aereo, anche a causa di eventi tragici, ma anche perché si è evoluto il sistema, noi riproponiamo il sistema di continuità territoriale basato: su rotte, numero di posti, cioè tipo di aeromobili e tariffe, dimenticandoci un elemento fondamentale che non basta avere tariffe basse che vengano garantiti un certo numero di posti e che venga previsto un certo tipo di aeromobile, ma che bisogna anche avere la certezza dello spostamento. Perché, Assessore, ho parlato prima del ponte, perché il ponte, se uno sa che c'è, prende la macchina va e sa che lo attraversa, tutt'al più troverà un po' di fila in autostrada però sa che lo attraversa, per noi non è così, e lei più di una volta ha detto: ma abbiate pazienza se voi non prenotate in tempo non potete pretendere di trovare l'aereo la mattina per la sera. Beh, Assessore, io credo che in un sistema ottimale, in un sistema di continuità territoriale che sia degno di chiamarsi così, i sardi devono avere sempre la possibilità di prenotare la mattina per la sera che significa non fare cose impossibili ma introdurre quegli elementi di elasticità, di incentivazione e anche di competizione per cui la garanzia dello spostamento dei sardi c'è sempre. Io credo che oggi noi possiamo contare su sistemi, su algoritmi e anche su forme contrattuali che possano garantire questo.

Noi sosteniamo, Assessore, che anche sulla continuità territoriale uno riproporre un sistema che si basa sul monopolio sia antistorico e che lei debba studiare un sistema per cui le risorse che la Regione stanzia che non sono gigantesche, ma sono sufficienti per garantire un certo tipo di sistema, faccia diventare le compagnie aeree, stimoli le compagnie aeree e le faccia diventare promotrici della Sardegna, non soggetti che incassano i soldi, rispettano il minimo contrattuale, quindi loro sono formalmente a posto e il loro compito è esaurito. Io credo che oggi non ci possiamo più accontentare di questo. In connessione a questo, ripeto, io purtroppo sono costretto a mantenermi un po' sulla superficie dei problemi, c'è il tema della continuità territoriale 2. La continuità territoriale 2, Assessore, quando lei si è insediato era pronta alla pubblicazione, pronta. Non si sa perché si è atteso per mesi, poi la pubblicazione non si è fatta, dopo un po' di tempo lei ha tirato fuori l'idea di una continuità territoriale europea, di una continuità territoriale verso le principali capitali europee. Devo dire che io ho avuto qualche difficoltà a capire come si fa a dire che l'Unione europea non autorizza la continuità territoriale rispetto a certe città italiane, parlo di Firenze, perché Ryanair vola su Pisa, e poi noi ci avventuriamo in una continuità territoriale europea verso capitali, parlo di Londra, parlo di Parigi, parlo di Bruxelles, parlo di Madrid, che già all'epoca erano servite da uno o addirittura più vettori low cost. Però questo è stato, quindi per un anno e mezzo noi ci siamo baloccati con la storia della continuità territoriale europea per tornare, qualche settimana fa, alla continuità territoriale 2 normale, perché ci siamo accorti che la soppressione della CT2 ha contribuito in maniera significativa ad ingolfare le rotte della CT1, per cui circa 400 mila passeggeri che prima volavano sulla CT2 si sono ovviamente riversati sulla CT1, e quindi hanno contribuito fortemente a creare quei problemi che si sono verificati soprattutto nei momenti critici, e adesso torniamo, vivaddio, alla manifestazione di interesse, ad una procedura light, con pochi vincoli, che permetta di attivare quelle procedure. Assessore, anche qui ritorna il fantasma dell'Unione europea. Io non credo che servano autorizzazioni preventive dell'Unione europea per fare questo, e credo che anche questo aspetto possa essere risolto in poche settimane risolvendo almeno in parte il problema della CT1. Poi c'è il problema dei low cost, il problema dei low cost e il problema dell'aumento delle tasse aeroportuali. Utilizzando un linguaggio che non mi è proprio, io l'altro giorno ho definito buffonesca, pagliaccesca tutta questa vicenda, ma non voglio essere irriguardoso nei confronti né dell'Assessore né del presidente Pigliaru, ma forse qualche battuta è consentita per lo meno nei confronti del ministro Delrio, perché dall'inizio dell'anno ad oggi abbiamo assistito ad un ping pong di dichiarazioni, di rassicurazioni, di proposte anche come quella che è venuta fuori che si carichi la Regione di una parte del costo, che credo non praticabile, comunque non opportuno praticare, e un ulteriore passaggio con una nuova lettera di cui leggo oggi sulla stampa del Presidente al ministro Delrio sulle tasse aeroportuali. Allora, Presidente, il Governo dica se le toglie queste tasse aeroportuali o se non le toglie, non è ovviamente nel potere della Regione toglierle, io credo che il Governo abbia fatto una cosa scellerata ad aumentare le tasse aeroportuali per il danno enorme che ha causato soprattutto al nostro territorio, e in particolare ad Alghero, ma che si ponga fine a questa commedia delle tasse aeroportuali, che ha contribuito a danneggiare enormemente il settore del trasporto aereo in Sardegna, non è stata l'unica causa, come sto cercando di dire, ma di sicuro ha assestato un colpo mortale ad Alghero, alla sua economia e al suo aeroporto. Sull'aeroporto di Alghero, Assessore, si sta giocando un'altra partita, in cui la Regione ha responsabilità enormi, perché si è partiti con la vicenda della privatizzazione impostata in una maniera che ha dal punto di vista giuridico e del mercato dell'incredibile, sulla quale io ritengo lei debba mettere mano, perché questa privatizzazione così com'è non arriverà mai a buon fine, e la Regione non ha trovato di meglio che chiedere anche qui un parere preventivo all'Unione europea, che probabilmente non arriverà mai, che non era necessario, mentre è necessaria chiarezza nelle procedure, ed è necessario che ci sia la volontà reale di collocare le azioni sul mercato. Ma devo dirle che rispetto ad Alghero, io una considerazione - vedo che il mio tempo sta per scadere - vorrei farla, che costringere i sindaci ad umiliarsi davanti ad un soggetto privato, sia pure potente come Ryanair, per fare quello che hanno fatto, è stata una cosa che è indegna delle istituzioni, che chi rappresenta le istituzioni non dovrebbe mai nemmeno pensare di fare. Io capisco che chi rappresenta il territorio…

PRESIDENTE. Uno dei presentatori della mozione numero 212 ha facoltà di illustrarla.

TEDDE MARCO (FI). Dobbiamo necessariamente ritornare indietro nel tempo per inserire la mozione nel contesto in cui è nata, però se fosse possibile fare oggi una mozione la dovremmo fare per censurare le gravissime affermazioni fatte dall'assessore Deiana qualche giorno fa, esattamente il 3 luglio, il 4 luglio, allorché definì criminali, responsabili e miserrimi chi chiedeva di intervenire sul low cost, cioè i sindaci. E, tra le altre cose, l'assessore Deiana accusava i sindaci di vette di imbecillità. Parole gravissime, affermazioni che non sono giustificabili e che dovrebbero comportare un'ulteriore censura, un'ulteriore mozione di sfiducia, ma oggi stiamo discutendo invece di una mozione di sfiducia che nasce nel dicembre del 2015, in una cornice politica, economica e sociale di grave crisi del Centro Nord-Ovest della Sardegna, una cornice politica che deve necessariamente rammentare a tutti noi cosa è accaduto per la città metropolitana, lo schiaffo che ha preso la città di Sassari e tutto il territorio per la negazione a quel territorio che merita e meritava la città metropolitana, la negazione di un appellativo che non è soltanto forma, ma grande sostanza. Abbiamo visto che cos'è accaduto a Cagliari negli ultimi tempi, le risorse che sono arrivate a Cagliari solo per aver acquisito l'appellativo di città metropolitana. E ancora, la chimica verde che non è più neanche all'orizzonte, la chimica verde sulla quale in tanti avevamo scommesso, sulla quale la comunità del Nord-Ovest della Sardegna aveva risposto grandissime aspettative. Ancora, i ceffoni che il Nord-Ovest della Sardegna sta prendendo e sta per prendere in tema di sanità. Quindi, una temperie politica, economica e sociale da tragedia, da tragedia, un quadro devastante, un quadro devastante, e sottolineo devastante. La notizia è di novembre, Ryanair vola via, Ryanair va via, cancellati i quattordici voli su Alghero, otto voli su Cagliari, stiamo parlando di novembre, Ryanair dimezza il traffico sull'isola, sposta due aeromobili in continente. A febbraio poi arriva l'altra notizia, l'addizionale sui diritti d'imbarco ha secondo alcuni provocato la fuga di Ryanair, e così ovviamente non è, il problema era a valle, il problema era relativo all'incapacità della Giunta regionale, non soltanto dell'assessore Deiana, di intervenire sul più complessivo tema dei trasporti a basso costo. La verità è che in questi 2 anni e mezzo questa Giunta, non soltanto l'assessore Deiana, ovviamente, nulla ha fatto di positivo o di negativo, in fatto di collegamenti a basso costo e in fatto di trasporti. Abulia, immobilismo, attendismo, questo è ciò che ha caratterizzato, questi sono gli elementi che hanno caratterizzato questa Giunta in questi 2 anni e mezzo. Ma un'abulia non soltanto … ma devastante, ripeto per l'ennesima volta, sotto il profilo economico e anche sotto il profilo sociale. Nel frattempo Ryanair inaugurava la base di Malpensa, dove spostava un aeromobile che era posizionato su Alghero, potenziava Verona e Trento, stringeva accordi con Palermo sulla Summer per 2016 con previsione di circa 2 milioni e mezzo, 2 milioni 300.000 passeggeri. Noi, fin da novembre, chiedevamo a Deiana di intervenire con decisione, in tempo reale, perché così deve fare un Assessore, perché così deve fare un amministratore pubblico, perché così facemmo nell'ottobre del 2009, allorché ci fu una crisi nei rapporti con Ryanair simile, magari peggiore, anzi, peggiore, assieme al presidente Cappellacci ci fiondammo a Dublino e nel giro di quarantott'ore il problema fu risolto. Ebbene, invece l'assessore Deiana nicchiava, affermava che non avrebbe mai parlato con Ryanair, che non doveva parlare con Ryanair, affermava che c'era un macigno, un ostacolo di grandissime dimensioni su qualsiasi ragionamento in termini di Low Cost, la procedura di infrazione, aperta dalla Commissione europea nei confronti della legge 10 del 2010, questo è il macigno, questo è l'ostacolo che è stato brandito, letteralmente brandito dall'assessore Deiana, ovviamente impropriamente, più e più volte. E questo ci ha costretti a fare un esercizio di memoria a ritroso, una sorta di flashback, e ci ha costretti a ricordare ciò che l'assessore Deiana invece diceva qualche tempo prima sulla legge numero 10 del 2010, esattamente nel luglio del 2011 l'assessore Deiana assumeva la qualità di avvocato e consulente della Sogeaal e nel frattempo era consulente della Regione. E sulla legge 10 del 2010 non diceva le stesse cose, diceva cose diametralmente opposte. Purtroppo noi avevamo appreso, prima ancora del novembre del 2015, avevamo appreso queste dichiarazioni di Deiana, o meglio, questi pareri di Deiana, li avevamo appresi leggendo alcune trascrizioni di intercettazioni telefoniche, che parlavano di tante altre cose molto interessanti, però abbiamo puntato la nostra attenzione su ciò che Deiana pensava della legge numero 10 del 2010, che a posteriori poi utilizzava come ostacolo per non assumere decisioni sulla crisi con Ryanair. Ebbene, così come dicevo poc'anzi l'assessore Deiana in un parere pro veritate del luglio 2011 faceva prima un'attenta analisi della legge 10 del 2010, della deliberazione e della determinazione che aveva consentito l'autorizzazione all'impegno di spesa, faceva un'attenta analisi e poi, dopo questa analisi, proponeva la tesi della censura nei confronti della Regione che non voleva pagare, e letteralmente leggo il passaggio scritto dall'assessore Deiana. "Pur apparendo l'erogazione delle risorse stanziate ed impegnate, operazione compatibile col quadro comunitario di settore, ove inquadrata come correttamente fece la Regione ab origine nel contesto di un investimento pubblico in economia di mercato", ebbene, la Regione veniva censurata e l'assessore Deiana diceva: "La Regione deve pagare le somme previste dalla legge numero 10". E a sostegno di questa tesi l'assessore Deiana evidenziava che c'era un'indagine commissionata dalla Commissione europea a importanti advisor internazionali che avevano confermato che comunque la Regione avrebbe dovuto pagare, e che la procedura già avviata nel 2007, che poi si è conclusa positivamente, si sarebbe conclusa positivamente. Questo report di questi advisor, a detta di Deiana, confermava la totale correttezza dell'agire di Sogeaal e anche della Regione. La legge regionale numero 10, secondo Deiana, doveva essere applicata integralmente, senza timori di sanzioni da parte della Commissione europea. E l'assessore Deiana, quindi, l'odierno assessore Deiana l'allora professore avvocato Deiana suggeriva alla Sogeaal di fare una pesante diffida nei confronti della Regione che non intendeva pagare e suggeriva alla Sogeaal di intimare, di minacciare la Regione di denunce penali, denunce alla giurisdizione contabile, denunce, o meglio, cause per risarcimento di danni. Questo è ciò che diceva allora il professor Deiana, che si contrappone in modo perfetto a ciò che dice oggi. Oggi sostiene che la legge numero 10 del 2010, che è sotto procedura di infrazione, impedisce all'Assessorato, impedisce alla Regione di intervenire, nonostante però affermi, badate bene, che questa procedura di infrazione avrà un fine fausto, avrà un fine positivo, cioè la Regione verrà assolta. E questo lo dice anche il presidente Pigliaru, l'ha detto ieri, l'ha detto anche ieri: "La Regione verrà assolta", e allora perché non si interviene? Allora i motivi sono altri! Allora i motivi sono nascosti, allora i motivi sono irriferibili. E, tra le altre cose, dal curriculum dell'avvocato Deiana emerge che mentre svolgeva compiti di consulente della Sogeaal, al tempo stesso era consulente della Regione, quindi dava assistenza alla Sogeaal contro la Regione e, ovviamente, assisteva la Regione in questioni di non poco conto: continuità territoriale aerea, servizi da e per la Sardegna e partecipazione della Regione alla compagine Italia di navigazione. Quindi assumeva un duplice e confliggente ruolo, che è problematico sotto tutti i profili, anche deontologici. Poi, inopinatamente, contraddice smaccatamente il suo parere e invertendo la rotta di 180 gradi dichiara di non poter intervenire assolutamente sulla disciplina del sostegno low cost perché c'è la procedura di infrazione sulla legge numero 10, legge 10 che fino a qualche mese prima andava bene, era perfetta, quindi appare discutibile, quanto meno discutibile l'atteggiamento del professor Deiana e attuale assessore Deiana. Credo che la correttezza amministrativa si degradi, o quanto meno si evidenzi un degradamento della correttezza amministrativa in altri concetti, che è antipatico anche esporre. Da professionista suggeriva azioni giudiziarie nei confronti della Regione perché a suo parere la legge numero 10 del 2010 era perfetta, oggi da Assessore dice che la legge numero 10 è sotto indagine e quindi non si può assolutamente intervenire. Ma ci dice pure, e lo dice anche il Presidente, che questa indagine si concluderà positivamente, non possiamo intervenire perché quest'indagine si concluderà positivamente, e rimaniamo fermi ad aspettare che il territorio del Nord-Ovest precipiti del tutto, rimaniamo fermi ad aspettare che la crisi devastante che affligge il territorio del Nord-Ovest diventi una crisi sociale, probabilmente ci sono i prodromi, probabilmente si sente già, probabilmente le ferite di questa crisi a ottobre saranno più che sanguinanti, assessore Deiana. Quindi, alla luce di quanto abbiamo detto, credo che questa condotta dell'Assessore meriti la giusta censura e questa opaca condotta dell'Assessore credo che ponga in capo alla Giunta un caso evidente di conflitto di interessi in funzione del perverso intreccio fra i compiti dell'Assessore e l'attività professionale pregressa. Questo intreccio siamo convinti che getti discredito sulla Giunta regionale tutta, sul Presidente e sull'Assessore stesso ovviamente e crea delle forti reazioni di sconcerto nei territori che sono interessati da queste gravi negligenze, da questi territori che devono subire sulla loro pelle le negligenze dell'assessore Deiana che sono le negligenze del presidente Pigliaru, però, badate bene! È vero che la mozione viene fatta nei confronti dell'assessore Deiana, ma chi veramente politicamente risponde di queste negligenze, di questa bulia è il presidente Pigliaru. Questa tematica, questa questione si coniuga in modo molto dannoso con tutte le altre questioni che ha illustrato il collega Cossa in tema di fallimento di tutte le azioni politiche in campo dei trasporti e in campo dei low cost. Per questo motivo, con questa mozione noi impegniamo il presidente Pigliaru a prendere atto finalmente di questa discutibile e dannosa gestione delle problematiche dei trasporti in Sardegna e revocare con decorrenza immediata la delega dell'Assessore regionale dei trasporti.

PRESIDENTE. Ricordo che i consiglieri che intendono prendere la parola devono iscriversi non oltre la conclusione del primo intervento.

E' iscritto a parlare il consigliere Edoardo Tocco. Ne ha facoltà.

TOCCO EDOARDO (FI). Presidente, ancora una volta ci troviamo a discutere sul nodo dei trasporti e questa volta purtroppo discutiamo una situazione ben più grave che è quella relativa alla sfiducia di un membro dell'Esecutivo, cosa che non è neanche piacevole perché effettivamente quando si tratta di una mozione di sfiducia non è mai una cosa bella perché chiaramente poi chi in quest'Aula rappresenta i sardi si trova in una situazione di imbarazzo. Questo imbarazzo non è soltanto dalla nostra parte ma è più evidente dall'altra parte dell'emiciclo. Assessore, io credo che lei per la sua professione, il fatto che lei sia un docente di diritto della navigazione, quindi una persona che ovviamente per forma generale conosce più di ogni altro i trasporti, i sardi e tutti noi ci aspettavamo sicuramente qualcosa di più. Io, ripeto, non ho nulla di personale, sa bene, però credo che a questo punto lei debba veramente, al giro di boa di questa legislatura, trarre anche delle conclusioni. Conclusioni che sono anche lecite e umane, che riguardano uno scatto d'orgoglio da parte sua, che riguardano anche una certa dignità, sia come uomo, prima di tutto, poi come politico, quindi come rappresentante delle istituzioni.

È sotto gli occhi di tutti, è voce di tutti i giorni, della stampa, nei media il fallimento del settore dei trasporti in Sardegna. Tanti comunicati, tanta pubblicità, si pensava a una pianificazione diversa, ma purtroppo questo non c'è stato. Non c'è stata una visione strategica da parte del suo Assessorato, forse da parte sua. I miei colleghi hanno parlato - ovviamente anche per l'interesse del territorio - di Ryanair per quanto riguarda la Riviera del Corallo, il calo del turismo; continuo ad essere tedioso per quanto riguarda il problema Meridiana, io non so quante interrogazione le ho fatto, Assessore, per quanto riguarda meridiana. Meridiana ha la Qatar Airways, Meridiana ha 400 esuberi, però la soluzione non si è ancora trovata. Non si è parlato ancora del problema mare, problema che per lei è di facile competenza, stiamo parlando dei famosi traghetti delle isole minori, sa bene cosa sta accadendo, mi è giunta voce che ieri un traghetto Anna Mur si è bloccato per un problema a un propulsore ed è stato sostituito non con un traghetto simile a quello, ma con un traghetto di misura molto minore, probabilmente un canotto, con venti posti auto. Stiamo parlando dell'isola di Carloforte, Carloforte in questo momento ha un giro di turismo incredibile quindi può immaginare cosa accade quando ci sono soltanto venti posti auto, poi mi corregga se mi stanno arrivando notizie sbagliate, però non credo. Vogliamo parlare del problema gommato? L'ARST ha dei mezzi vecchi di anni, si dovrebbero cambiare di regola ogni 7 anni, forse 8, ci sono mezzi di 15 anni e qui probabilmente non è neanche colpa sua, assessore Deiana, forse la colpa è di chi non le dà le risorse sufficienti per poter acquistare i mezzi nuovi. A questo punto allora bisogna trovare un accordo con chi di dovere perché probabilmente le risorse servono in misura maggiore.

Non serve dilungarsi più di tanto perché tanto credo che ne sentiremo diverse di argomentazioni stamattina in Aula, almeno da questo lato, presumo che dall'altro lato ci sia un silenzio assordante, perché è il caso anche che si prenda coscienza di questa situazione. Perché, Assessore, vede, anche volendo poi è difficile difendere un certo operato, ma non perché sia da questa parte, perché è difficile, perché noi giriamo come tutti quanti gli aeroporti, giriamo come tutti quanti i porti e la gente ovviamente non è solo scontenta, la gente è arrabbiata, i sardi sono in una situazione di imbarazzo, di sgomento, di amarezza. I trasporti per noi sono tutto, come sosteneva l'onorevole Cossa prima, noi non abbiamo il ponte che ci permette di far la fila in autostrada e poi arrivare a destinazione anche un'ora dopo. Noi purtroppo abbiamo il mare, bellissimo quanto vuole, però per attraversarlo abbiamo bisogno dei mezzi di trasporto e i mezzi di trasporto sono quelli che lei conosce. Io credo che, Assessore, se c'è ancora tempo a partire da oggi forse lei deve dirci se può ancora cambiare qualcosa, se lei ha la volontà e la forza di imporsi finalmente con chi di dovere per cambiare qualcosa. Diversamente io credo che lei debba avere uno scatto d'orgoglio - premetto, nulla di personale - uno scatto d'orgoglio le ho detto prima da uomo, da politico, uno scatto di altissima dignità che probabilmente le consentirà anche di avere molta più credibilità, non solo nei nostri confronti, ma nei confronti dei colleghi da quella parte politica che probabilmente in questo momento hanno bisogno di essere levati da un brutto imbarazzo.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Francesco Sabatini. Ne ha facoltà.

SABATINI FRANCESCO (PD). Presidente, personalmente credo che sia del tutto inutile affrontare questo dibattito su un tema così importante trasformandolo in un rituale, in un dibattito conosciuto in cui maggioranza e opposizione si contrappongono e di cui però conosciamo già gli esiti. L'opposizione sfiducia chiaramente l'Assessore, porta le sue motivazioni, ne rappresenta gli errori fatti, però pongo subito una domanda all'opposizione, a chi siede nei banchi dell'opposizione oggi e che ricopriva ruoli importanti nella scorsa legislatura: c'è qualcuno che oggi può sostenere con assoluta certezza di non aver compiuto errori del passato sul tema dei trasporti? Ne cito solo uno che mi pare errore gravissimo che riguarda la legge 10 del 2010 (legge che votammo all'unanimità in quest'Aula, quindi ci fu un'ampia condivisione) e che ha trovato applicazione senza nessuna prenotifica all'Unione europea, con una motivazione che io posso anche condividere che è quella di considerare il servizio di collegamento dei voli low cost con il criterio dell'investitore privato in economia di mercato, il cosiddetto PIEM, salvo poi alla fine del 2011 ricredersi e decidere di notificare tardivamente all'Unione europea. In altre parole, intraprendo una via coraggiosa che è quella di sostenere l'impresa sarda perché possa competere nel sistema turistico globale, ma a un certo punto mi ricredo, vado col cappello in mano di fronte all'Europa e dico: "Sai Europa, forse mi ero sbagliato, forse avevo interpretato male questa legge". All'Europa non pare chiaramente il vero e chiaramente apre una procedura di infrazione. Una procedura di infrazione che a due anni di distanza, un tempo vergognosamente lungo, che nessuno mi parli più di tempi europei perché non credo che possano essere a questo punto un modello per nessuno di noi, questa Europa non dà una risposta e questa apertura di infrazione non trova una risposta. Quindi di errori ne sono stati fatti in passato, ne sono stati fatti troppi, sempre, perché forse abbiamo da sempre sottovalutato il tema dei trasporti, cosa dire di come abbiamo affrontato la firma della convenzione Tirrenia, cosa dire della flotta sarda. Ma ripeto, io vorrei uscire da questo esercizio perché credo che non ci serva e vorrei capire invece come possiamo e intendiamo, cosa stiamo facendo per risolvere questo problema. E allora torno al tema centrale, dicevo, siamo da due anni in attesa di un pronunciamento dell'Unione europea che deve dirci se lo stanziare fondi pubblici per finanziare la società di gestione degli aeroporti finalizzati al sostegno delle compagnie low cost infrange o no il principio della concorrenza, questo è il problema che abbiamo di fronte e faccio due considerazioni su questo quesito. Il primo è: i tempi sono inaccettabili e so che stiamo facendo tutte le pressioni possibili, lo sta facendo la Giunta, lo sta facendo il Governo nazionale, ma i tempi sono inaccettabili e sicuramente dovremo sollevare i termini dello scontro perché altrimenti rischiamo di soccombere di fronte a questa mancata risposta. Il secondo tema è: l'Europa pone il problema di verificare il rispetto del principio della concorrenza. Ma mi chiedo perché allora non si occupa l'Europa di mettere le aziende sarde nelle condizioni di competere nel mercato globale? Perché non tiene conto che chiunque voglia investire in Sardegna si trova a dover sostenere un costo che ha un nome solo, insularità, su cui stiamo portando avanti un'istanza forte e la Giunta regionale è impegnata su questo versante? Il costo dell'insularità comprende, è omnicomprensivo anche dei trasporti, alcune settimane fa, alcuni giorni fa lo SVIMEZ ci pone agli ultimi posti tra le regioni in Italia per capacità di attrarre investimenti, ma di che cosa ci meravigliamo quando mancano gli elementi essenziali perché un'impresa possa venire qui a investire? Questi sono i temi, guardate io sono un europeista convinto, ho cominciato a fare politica nel movimento europeista, da lì sono nati i comitati Prodi e ho ben presente la mole di finanziamenti che vengono trasferiti puntualmente ogni anno dall'Europa alla Sardegna, senza quei stanziamenti noi non saremo in grado di attuare nessuna politica di crescita e di sviluppo. E quindi non ipotizzo neanche un termine come il "Sardexit" che vede l'Europa contrapporsi all'Europa, ma riconosco che la Sardegna sta bene dentro l'Europa e ha bisogno di sentirsi dentro l'Europa, però credo che quei trasferimenti che l'Europa ogni anno dà alla Sardegna rischiano di essere insufficienti se l'Europa continua ad essere come anche il Governo nazionale sta continuando a ripetere, fatta di tecnocrazia che prevale sulla politica di vincoli, di richiami, di sollevamento di infrazioni nei confronti…

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Luigi Crisponi. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Assessore Deiana, certo io non sarò quello che decide di appenderla alla gogna mediatica né dell'aula né della pubblica opinione, so quanto sia difficile e oneroso un compito così gravoso che è quello di svolgere l'Assessore di una Giunta regionale. Però abbiamo il dovere di affrontare il dibattito perché parla di una delle questioni centrali dello sviluppo di questa terra, si parla del trasporto. Spiace che solamente davanti ad una serie di mozioni che hanno sollecitato addirittura la sua rimozione in seno alla Giunta regionale, quest'Aula affronti il dibattito sul tema del trasporto. Il tema del trasporto è diventato centrale perché questa terra abbia quel sentimento di libera circolazione, di vita, della possibilità di vedere un bagliore, un raggio di luce in una terra altrimenti martoriata e con le difficoltà che tutti noi conosciamo. E quindi senza girarci molto intorno, non lei quale obiettivo personale al quale fra l'altro riconosciamo non solo competenza, preparazione, un curriculum brillantissimo e mi permetta anche una sua simpatia personale, però dobbiamo discutere del perché e del per come ci troviamo in questa benedetta situazione. E la situazione è presto detta, lo scorso anno nel 2015, 7 milioni 657 mila passeggeri hanno utilizzato i tre aeroporti internazionali con indici importanti di crescita negli scenari mondiali calpestati e devastati da vicende che hanno riguardato altrimenti situazioni che in Medio Oriente e nel Nord Africa hanno portato ahinoi dei vantaggi che certamente non avremmo voluto. Ma succede anche che nel primo flash dell'anno, nei primi cinque mesi ben 135 mila passeggeri che non sono bazzecole perché se depurati e riportati al netto del traffico dei passeggeri sardi, significa che almeno 100 mila passeggeri hanno rinunciato alla loro visita, partecipazione e presenza, soggiorno in Sardegna che moltiplicati per l'indice costante che da decenni viene utilizzato di 8.2 giornate, significa che circa mezzo milione di possibili soggiorni non sono stati qui in Sardegna che significa un deficit se calcolato con l'ultima ricerca effettuata proprio dall'Università di Cagliari e proprio in seno all'aeroporto di Alghero, significa che solamente quelle 30 mila persone che sono mancate in quell'aeroporto hanno determinato una perdita secca di oltre 30 milioni di euro proprio nell'area di Alghero con degli effetti devastanti su tutta quella filiera produttivo-economica che poggia le sue basi inevitabilmente ed innegabilmente proprio sul sistema turistico che invece oggi zoppica e quasi collassa e guarda caso colpendo poi proprio quel tipo di residenza che serve a mantenere vivo un certo reddito familiare, un certo reddito d'impresa che vivacizza, altrimenti in assenza di altre opportunità e di chance economiche, proprio quei territori. E quindi oggi Assessore nessuna messa in stato di accusa di alcuno, però la legittima necessità di riportare al dibattito dell'aula e quindi in questo contesto di che cosa sta accadendo, di che cosa sta succedendo, di come ci schiaffeggia l'Europa o il Governo nazionale rispetto alla legittima esigenza dei residenti, degli amici emigrati, dei nostri studenti, di chi si muove per questioni di lavoro o di salute e dei tanti turisti che amano questa terra. Ecco che mancano tutti questi elementi al dibattito esterno e il dibattito per fortuna si è vivacizzato da altre parti, si è vivacizzato con l'adunata dei primi cittadini ad Alghero, si è animato in tutti i contesti, dalle zone interne fino al Sud della Sardegna reclamando delle decisioni e dei pugni battuti sul tavolo da questa Giunta che evidentemente con fare sonnacchioso e forse in alcuni casi anche dispettoso non si è occupata seriamente e severamente di un tema come questo e tutto naturalmente si riverbera sulla nostra pelle, sulla pelle dei cittadini e quindi quando anche il collega Sabatini richiama perché questo dibattito non accede all'aula e che cosa attraverso questo dibattito si può determinare e rilasciare al territorio regionale, è la domanda che noi ci dobbiamo mettere in ogni contesto e in ogni momento. Possono i superburocrati dell'Europa mettere in un angolo le legittime aspirazioni di questa terra? Possiamo continuare ad affrontare una criticità così come quella che riguarda una crisi internazionale che ancora morde ancora in casa nostra e non la possiamo affrontare perché dopo due anni non ci viene data una risposta sul beffardo termine aiuti di Stato?

Ma quali aiuti di Stato d'Egitto! Quando qui noi siamo praticamente in braghe di tela! Quando la nostra economia sulla quale possiamo poggiare qualunque tipo di azione mettendola in condizione, giovani, imprenditori, filiere produttive, paraindustriali, metterle in condizione di potersi confrontare con i nostri competitor regionali, nazionali e internazionali, invece tutto questo ci viene negato. Ecco che cosa chiediamo a voi…

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Grazie Presidente, non ho firmato questa mozione per cercare di non confondere il Codice Urbani con lo Statuto e l'ambiente con l'urbanistica. Perché da un lato c'è un vizio di fondo, il vizio di fondo è quello che diciamo che esiste un presidente tutto fare, padre e padrone, uomo solo al comando, uno che con uno schioccare delle dita manda a casa gli Assessori soltanto limitandosi a dire che non ha più fiducia, senza giustificare niente, e dall'altra attribuiamo ad un povero Assessore la politica dei trasporti in Sardegna. L'assessore Deiana l'avevo scelto io come collaboratore, e da un punto di vista tecnico, da un punto di vista professionale, da un punto di vista umano è quello che il mercato offre di meglio, ma qui Quello che manca è la politica. Perché quando io ho firmato la continuità territoriale, l'assessore Deiana era presente, l'assessore ai trasporti non veniva neppure invitato alle riunioni, perché ero io, come Presidente, che rappresentavo la Regione, che portavo avanti questo problema. Ed è tutto lì, quella continuità territoriale che noi avevamo conquistato dopo anni di lotta, che avevamo dato alle aspirazioni del popolo sardo la possibilità di raggiungere il livello nazionale, ma era l'inizio di un discorso e non la fine di un discorso. Poi quando ci siamo voluti prendere la continuità territoriale e mandarla nei bilanci della Regione abbiamo fatto il patatrac: sanità, trasporto pubblico locale, continuità territoriale. Caro Presidente, la continuità territoriale deve essere riportata nel bilancio dello Stato, non soltanto per ragioni economiche, non soltanto per ragioni finanziarie, ma per ragioni politiche perché è evidente che è una cosa che c'è dovuta. Io mi ricordo quando abbiamo fatto la riunione, anche qui non abbiamo fatto nessun tipo di riunione, prima di andare a firmare l'accordo c'è stato un dibattito in quest'Aula, dove c'erano alcuni partiti politici che si preoccupavano del disagio delle compagnie aeree e del fatto che noi avremmo limitato in questo modo il costo del biglietto. Ma non è così, noi abbiamo iniziato questa vertenza con la continuità territoriale persone aerea, per continuare con le merci, per continuare con i trasporti marittimi, e per fare in modo che il sardo non solo paghi un trattamento economico confacente alla sua situazione geografica, ma non paghi nulla, deve essere accompagnato e deve approdare nelle rive dell'Italia a costo zero. Questo è la continuità territoriale, tutto il resto sono favole, sono scorciatoie che noi non possiamo assolutamente accettare. Ed ecco perché dico, Presidente, se c'è una responsabilità questa responsabilità è sua, non è di altri.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Giovanni Satta. Ne ha facoltà.

SATTA GIOVANNI (Gruppo Misto). Presidente, io non ho firmato questa mozione perché ovviamente non ero consigliere ai tempi. Ovviamente il mio voto sarà favorevole alla mozione, quindi voterò la sfiducia per l'assessore, non tanto verso la persona, quanto invece per manifestare, da cittadino prima di tutto sardo, la contrarietà alle politiche, non alla politica di questa Giunta, ma alle varie politiche che i vari governi regionali hanno tenuto nei confronti dei trasporti trasporti. I trasporti sono il problema dei problemi per chiunque faccia impresa, ma non lo si vuole capire, non si è voluto capire. Io penso che si poteva fare di più. Noi oggi continuiamo a dare i soldi giustamente per i trasporti interni, abbiamo l'ARST che continua a fare debiti, ovviamente perché è un servizio pubblico. Io credo che d'ora in avanti bisognerebbe iniziare a pensare, magari iniziando ad intavolare un rapporto diverso con lo Stato, ai trasporti come un servizio pubblico, perché per noi è un servizio pubblic, perché noi siamo un'isola e non abbiamo un ponte come ha detto chi mi ha preceduto, siamo obbligati a viaggiare in nave o in aereo. Lo scorso mese di giugno la Tirrenia, che millanta con grande pubblicità che fa sulla stampa, ha venduto biglietti con un passaggio ponte da Civitavecchia a Olbia a 83 euro l'uno. Penso che sia una cosa scandalosa per viaggiare buttati su un ponte di una nave. Poi non va trascurato il discorso aereo, stiamo assistendo a questi giorni ad una vera sciagura per quanto riguarda la continuità aerea, soprattutto per quanto riguarda gli aeroporti di Alghero e anche di Cagliari, perché non lo si dice ma mi sembra che il 28 giugno ad Alghero il presidente dell'Enac, Vito Riggio, ha detto che se non si pagano i debiti dell'aeroporto di Alghero si potrebbe vedere ad ottobre/settembre revocata anche l'autorizzazione. E questo è riportato anche su una intervista rilasciata a Videolina. Perché non se ne parla? Stesso discorso anche per quanto riguarda Cagliari, perché anche Cagliari la società di gestione continua a produrre debiti, nonostante tutto c'è una delibera che prevede la cessione delle quote, ancora questa cessione delle quote non è neanche iniziata. Ci sono stati degli incontri fra la il Presidente della Giunta e l'assessore e degli investitori privati esteri che hanno manifestato la volontà non solo di acquistare questa società, che ha prodotto fino ad oggi 38 milioni di debiti, ms anche addirittura di investire poi sul territorio, senza chiedere niente in cambio, senza avere promesse di poter costruire metri cubi. Poi di cose da dire ce ne sarebbero tante, perché fuori di qua, fino a tre mesi fa quando ero un semplice cittadino ne sentivo di tutti i colori e avevo tanta rabbia in corpo. Quindi rabbia per parlare ce n'è tanta, però siccome tutti, la destra, la sinistra hanno dimostrato di avere grande stima dell'assessore Deiana, perché il centrodestra lo nominò più volte consulente della presidenza, oppure dell'assessorato ai trasporti, centrosinistra l'ha nominato addirittura Assessore, quindi sicuramente lei ha tutte le capacità, forse da tutti le vengono riconosciute queste capacità. In Sardegna lei è un docente universitario a tema, quindi ha le capacità, ovviamente chi fuori da quest'Aula parla di lei e non ne parla bene probabilmente fanno male, perché lei la capacità e la preparazione ce l'ha. Sembrerebbe quasi che ci fosse, mi perdoni, un po' di malafede. Ripeto, stiamo parlando del problema dei problemi, chiunque in Sardegna faccia impresa… mi ricordo nel 2003 io ero Sindaco di Buddusò, e feci un convegno sui trasporti. Lo Stato italiano destinò 30 miliardi, erano in lire quindi probabilmente nel 2002, per la continuità territoriale delle merci. La Regione Sardegna stanziò 20 miliardi, totale 50 miliardi, l'allora giunta regionale non riuscì ad investire questi soldi, tanto che lo Stato italiano nel 2005 si riprese i soldi e la continuità territoriale è andata così male. Un blocco di granito, da quando io facevo anche l'imprenditore nel settore del granito, per essere trasportato a Verona dove viene lavorato costa il doppio di quanto non costi portarlo dalla Spagna, questa non è continuità territoriale, questo è un tappo che rovina la nostra economia. Quindi io voterò contro, per dare un segnale, bisogna che sia un segnale forte, bisogna cambiare rotta, bisogna riscrivere la pagina dei trasporti. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Stefano Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (FI). Presidente, per quanto appassionato l'intervento autorevole del collega Satta non mi convince del tutto rispetto alla sua assoluzione. Peraltro, devo dire che sarebbe immeritato attribuirle gli interi meriti rispetto al disastro in tema di trasporti che è sotto gli occhi di tutti. Non voglio aggiungere assolutamente nulla rispetto a quella che è la percezione che i cittadini, gli amministratori, chiunque venga in Sardegna, gli stessi consiglieri che immotivatamente continuano a sostenere lei e questa Giunta, non possono cogliere. Debbo dire che è un fatto che la responsabilità di quanto è avvenuto negli ultimi anni non è da attribuire interamente a lei, ma è da dividere, in solido, con il Presidente della Giunta regionale, come ha completamente sottolineato il presidente Floris e con la maggioranza che ancora oggi con imbarazzo proseguirà questa esperienza. Devo dire che il tema va articolato perché continuità territoriale contiene diversi elementi, contiene quella marina, contiene quella dei cieli. Dico "differenti responsabilità" perché la Regione amministra il denaro pubblico soltanto a quella dei cieli, mentre è totalmente passiva rispetto alle politiche del Governo nazionale, del Ministro Delrio e del Presidente Renzi, rispetto a quella dei mari, dalla quale voglio iniziare, perché non è secondario sottolineare che non vi è nessuna intrapresa industriale, agricola, nessun negozio giuridico su cui non impatti, in maniera decisiva, il tema dei trasporti e il fatto che per quantità, qualità e posto il nostro sistema di continuità territoriale è capace di mettere fuori mercato qualunque intrapresa oggi voglia restare in Sardegna, o recarsi in Sardegna. Nel silenzio più assordante di questa Giunta regionale, semplicemente perché destinatario di una concessione di servizio pubblico, semplicemente perché escogitando le ragioni per il quale Stato ha messo in borsa un bond da 300 milioni di euro con cui un imprenditore si è comprato il monopolio dei mari, articolato su tre ragioni: il fatto che operava in monopolio; il fatto che aveva una concezione di servizio pubblico; il fatto che operava in una congiuntura di mercato per la quale poteva godere di un forte ribasso del costo dei carburanti, ora, assessore Deiana, le pare normale che soltanto per il fatto che questa sciagurata Isola ha diritto di essere collegata all'Europa e del resto della nazione, si possa così volgarmente speculare al punto da potersi permettere di acquistare una compagnia e un monopolio che, viceversa, non si avevano le sostanze per acquistare? Perché il mercato ha consentito all'imprenditore di approvvigionarsi di 300 milioni di euro per sostenere quell'intrapresa soltanto sulla base di questi tre parametri. Rispetto a questo, rispetto a questa iniziativa governata dal Governo nazionale e del Ministro Delrio, questa Regione è stata assente, direi trasparente, ma nell'accezione del fatto che non si è visto nessuno capace di intervenire su questo tema, seppure sollecitato, Assessore. Ora, mi domando, è questo che ci meritiamo come guida della Regione? È questo che ci chiedono i nostri cittadini? È questo il modo in cui si risponde a queste esigenze su quella che è l'esigenza principe della nostra Regione, cioè essere collegata all'Europa, essere collegata ai mercati, è questo? Assecondare i bisogni delle lobby? assecondare tutto ciò è necessario perché questo Governo possa star in piedi? È questo? Dobbiamo per forza sentire un imprenditore che, testualmente, dal vostro salotto di partito alla Leopolda, dice: "Così i sardi la smetteranno di lamentarsi che non c'è la continuità territoriale!" Era nella rassegna stampa di tutti i giornali nazionali, non ho avuto il piacere di sentire, da parte del Governo regionale, una voce che si levasse contro questo imprenditore e chi gli aveva dato quel megafono. Vi siete prestati, supini, al fatto che il mercato sopportasse il peso di un'intrapresa avventurosa. Mi rincresce non avere il tempo di riflettere sul tema delle low cost, lo faranno meglio di me tanti altri colleghi, ma credo che anche questo meritasse di essere incluso tra i gravi demeriti che il Presidente della Giunta regionale che l'ha delegata e la maggioranza che lo sostiene, si possano mettere nel curriculum.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Ignazio Locci. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Grazie Presidente, io riflettevo, due o tre giorni fa, su come intervenire, cosa dire, perché mi rendevo conto, già da subito, e l'onorevole Sabatini poi ha confermato la mia paura, che la colpa è in realtà non è di chi governa in questo momento la Sardegna, non è del governatore Pigliaru, non è men che meno dell'assessore Deiana, ma è chiaro che è sotto gli occhi di tutti che è una responsabilità dell'Europa, dell'ex presidente Cappellacci, dell'ex assessore Solinas, di tutti gli ex evidentemente. Quindi, ancora più avanti, appena gli avvocati d'ufficio finiranno le loro memorie ed interverranno dopo di noi, prenderanno le difese in pubblico dell'Assessore delle politiche sui trasporti di questa Giunta regionale, cosa che non fanno per la verità poi nel retrobottega di quest'aula, sono anche loro sempre pronti ovviamente ad evidenziare quello che la stampa regionale riporta e sui difetti di questa politica dei trasporti. Io credo che chi governa, chi ha la responsabilità di governare, data dai cittadini, ha comunque sempre delle responsabilità.

Se noi ci prendessimo la briga di analizzare i dati ufficiali sono quelli dell'Enac, che sono poi i dati della società di gestione aeroportuale sul traffico aereo, quindi sul traffico dei passeggeri, poi anche l'incidenza che ha il traffico low cost a livello nazionale, poi rapportato in Sardegna e, ancora più giù, ad Alghero, Olbia e Cagliari, potremo vedere che il traffico aereo e il numero dei passeggeri si è più o meno sempre mantenuto stabile: uno degli scostamenti veramente poco rilevanti. Mentre, nell'ultimo semestre, secondo Assaeroporti, che non sono miei amici perché Confindustria io non riesco a digerirla, però poi sono gli stessi dati che vengono forniti dalle società aeroportuali: ci dice che Alghero nel primo semestre del 2016 segna, in valore percentuale di traffico, meno 31,7 per cento di passeggeri; Cagliari meno 11,23 per cento di traffico, meno 6,5 di passeggeri; Olbia invece tiene. Io credo che questo sia dovuto evidentemente all'impatto che hanno le compagnie low cost su Alghero e su Cagliari, che su Alghero valgono il 70 per cento del traffico complessivo, mentre su Cagliari vale circa il 58 per cento. Questi sono i numeri che noi possiamo rilevare. Allora, o questi numeri non sono veri e allora Assaeroporti e i numeri che dà l'Enac non valgono nulla, oppure è vero, viceversa, che in quest'ultimo semestre c'è stato un calo tremendo del traffico e dei passeggeri, su questo credo che si possa sorridere poco, al di là delle nostre appartenenze politiche, perché sono evidenti ripercussioni sull'economia regionale e questo deve preoccupare ciascuno di noi - prima di tutto noi che siamo in quest'aula e abbiamo anche un punto di osservazione privilegiato rispetto ai cittadini e dovremmo essere capaci anche di analisi un pochettino più profonde - per andare anche al di là delle nostre casacche politiche, (SO/09) qui ci sono dati, ci sono numeri. Allora, su questi credo che si debba iniziare a discutere e si debba anche iniziare eventualmente a trovare delle soluzioni, perché noi potremmo anche essere molto leggeri sotto il profilo tecnico della materia, su questo evidentemente la regione si è affidata al professor Deiana, che invece è persona assolutamente competente, ma in questo momento responsabile politico di questa situazione, quindi anche di questo calo. Quindi a chi dobbiamo dare questa responsabilità in questo momento? Può bastare al centro-sinistra scaricare ancora sugli ex Assessori e sugli ex Presidenti? Può essere sufficiente per il centro-sinistra, ma state tranquilli che i cittadini sardi difficilmente assolveranno la vostra parte politica rispetto a questa obiezione, rispetto a quest'alibi che volete trovare strumentalmente, ma verrete chiamati a rispondere di queste…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gianfranco Congiu. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Qualche mese fa in quest'Aula si dibatteva di un tema affine a quello che viene trattato oggi, procedura di infrazione aperta dall'unione europea aperta per alcune manovre finanziarie che, negli anni scorsi, videro la regione Sardegna protagonista di una produzione normativa contestata dalla Ue, sanzionata dalla Ue, e il comparto alberghiero del Nord Ovest oggi ne paga le conseguenze. Dagli stessi banchi da cui oggi si leva il grido "regione sii più coraggiosa", all'epoca il grido era "regione sei andata troppo avanti". Chiedo scusa per il tono metaforico, ma questo per dirvi che rientra nel gioco delle parti, ha ragione il collega Sabatini, a seconda dell'interesse contingente si agita la bandiera del coraggio o la bandiera della pavidità. All'epoca, a procedura di infrazione alberghi chi usa, il mantra era "regione sei stata esagerata, hai corso troppo". È legittima la protesta dei sindaci, dei territori, dei cittadini, è legittima anche un lettura populista e demagogica, l'Assessore è chiamato a rendere conto del suo operato, ma io ho iniziato con la procedura infrazione alberghi perché in quella vicenda e in quel dibattito d'Aula è emerso un dato, io raccontai quel dato, e il dato era: la commissione Ue che istruì quella procedura di infrazione ammetteva che la Sardegna aveva diritto ad una serie di riconoscimenti, che potevano anche andare in deroga alle disposizioni del Trattato istitutivo UE, oggi Trattato del funzionamento dell'unione europea. La regione Sardegna ha diritto ad avere un regime agevolato derogativo alla normativa sugli enti di Stato, ma perché? Perché la regione Sardegna è insulare, anzi doppiamente insulare. Per non farci mancare nulla noi andiamo al di là dell'ordinario, andiamo sempre incontro allo straordinario. Non siamo una regione insulare, siamo una regione doppiamente insulare perché abbiamo anche le isole minori, oltre l'isola maggiore, che vivono una doppia insularità e siamo un caso unico nel Mediterraneo e la commissione Ue in quel periodo affermò: il vostro problema è che il governo italiano non è mai stato in grado di rivendicare questa vostra specialità. Rilancio su questo tema, siamo alla vigilia di un accordo col governo italiano, rilancio in questa sede l'argomento: otteniamo quella deroga al regime degli aiuti di Stato che ci consente definitivamente di risolvere il problema, che oggi guardiamo da un angolo prospettico e cioè Ryanair va via, la continuità territoriale è a rischio, ma alla base di tutto c'è l'impossibilità, per la regione Sardegna, di manovrare risorse finanziarie senza correre il rischio di infrangere una normativa molto severa e importante.

Cerco di non cadere nel tranello di svolgere il ruolo di difensore d'ufficio, né tantomeno quello di sottrarmi ad una proposta articolata. La prima proposta è quella che ho appena fatto: risolvere il problema della continuità territoriale e risolvere il problema delle imprese sarde. Il problema delle imprese sarde lo risolvi mettendo la Sardegna, la regione sarda, nella condizione di poter erogare delle misure finanziarie agevolative per lo sviluppo del nostro sistema imprenditoriale, dobbiamo fare i conti con la legislazione speciale degli aiuti di Stato. Si può derogare come hanno derogato alle Canarie, come hanno derogato alle Azzorre, come hanno derogato quei territori della Repubblica federale tedesca che stanno sul confine est ovest. Seconda proposta, abbiamo un'arma fondamentale e fenomenale, che è il combinato-disposto di alcuni articoli statutari, quindi per gli aficionados dell'autonomia sarda, l'argomento è di un'importanza clamorosa: l'articolo 7 che ci riconosce una finanza propria, coordinata con quella della regione, l'articolo 8, novellato di recente, l'articolo 9, ma soprattutto l'articolo 10 che ci consente, al fine di creare le condizioni di sviluppo delle nostre imprese, di modulare un sistema tributario mediante agevolazioni, mediante detrazioni, mediante tutta una serie di misure che sono indicate analiticamente all'articolo 10. Usiamo la leva fiscale. Sto ai fatti: se Ryanair decide di andar via perché vi è un sistema per lei non confacente, buon pro gli faccia, il problema nostro è quello di avere la consapevolezza che vi è uno strumento tributario incentivante, non per Ryanair ma per tutti, che può essere utilizzato e che può essere messo in campo ragionando proprio sull'articolo 10 del nostro Statuto. Utilizziamo la leva fiscale, potrebbe essere questa una risposta immediata, in attesa che maturino i tempi per verificare se, come io spero…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Paolo Truzzu. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Devo dire che qualcuno, anzi l'onorevole Cossa, all'inizio parlato dei tempi di questa mozione, ricordava che è stata presentata a novembre e si discute solo oggi. Io personalmente, ma penso tutti, sono tra coloro che questa mozione non l'avrebbe mai voluta discutere. Non avrebbe mai voluto discuterla non solo per simpatia personale e umana nei confronti dell'Assessore, quindi vorrei ribadire il fatto che non c'è nulla di personale, ma non avrei mai voluta discuterla perché avrebbe significato che avremmo risolto uno dei problemi storici della nostra terra, e cioè il programma dei trasporti, quindi non ce ne sarebbe stato motivo. Non so nemmeno, come ha detto l'onorevole Sabatini, se serva tutto sommato discuterla, perché nel gioco delle parti noi diremo le nostre cose, voi direte la vostra, l'Assessore replicherà, voteremo ognuno per senso di appartenenza e poca o molta convinzione e tutto finirà, finirà la giostra. Però, al di là del gioco delle parti e al di là di quello che succede in quest'Aula penso che sia opportuno fare alcune osservazioni. La prima è che il problema dei trasporti non nasce ovviamente con l'assessore Deiana, quindi sotto questo punto di vista la difendo, è un problema che conosciamo da tempo, che ha investito diversi Assessori, ricordo per esempio un murales nei confronti dell'allora assessore Bagnino, tanti anni fa, ma ricordo anche una polemica forte nei confronti del presidente Palomba, quando viaggiare dalla Sardegna per il resto d'Italia era oggettivamente un problema e aveva dei costi allucinanti. Il problema dei trasporti poi alla fine dei conti risponde a due diritti fondamentali: uno è il diritto alla mobilità dei sardi, il diritto di mobilità verso il cosiddetto continente italiano ma anche verso l'Europa, che in questi anni abbiamo conosciuto e tanti giovani sardi hanno potuto apprezzare e conoscere e l'altro il diritto allo sviluppo che è il diritto allo sviluppo per le aziende locali che hanno la possibilità ovviamente, come diceva qualche collega, di poter far funzionare l'export e quindi mettersi in concorrenza paritaria con le aziende del resto d'Europa e d'Italia ma dallo sviluppo anche per i sardi. Perché se è vero come è vero che il turismo vale solo il 7 per cento del PIL della Sardegna e se è vero come è vero che questa cifra deve essere aumentata è chiaro che non possiamo fare a meno di un sistema di trasporti efficiente che faccia volare i sardi, che faccia andare per mare i sardi ma che faccia arrivare anche tanta gente in Sardegna.

E allora se è vero che il problema dei trasporti non nasce oggi è anche vero che dobbiamo dire un'altra cosa che quando l'esperienza di questa maggioranza, di questa Giunta è iniziata il problema dei trasporti non era sentito come oggi, ovvero era più facile viaggiare per la Sardegna e dalla Sardegna per l'Europa e per l'Italia, era più facile per chi voleva arrivare in Sardegna arrivare in Sardegna. Oggi non abbiamo, o meglio abbiamo una forte riduzione delle low cost, Assessore, come sa benissimo, non abbiamo più la continuità due con la conseguenza che c'è stato un affollamento, definiamolo così, dei voli su Cagliari - Milano per cui se non si prenota per tempo non è possibile riuscire a partire, e però ci sono anche le esigenze improvvise e a queste bisogna in qualche modo far fronte e non c'è una vera e concreta continuità anche sul Milano e su Roma dovuta, appunto, all'intasamento. E se questi sono i problemi però io mi sarei aspettato da chi governa da più di due anni e mezzo di avere non dico la risoluzione di tutti, perché capisco anche il sistema europeo e la questione della procedura di infrazione, e vorrei dire all'onorevole Sabatini anche che non c'è nessuno contro l'Europa in questa aula e penso nessuno contrario l'Europa in tutta l'Italia, il problema non è l'Europa il problema è l'Unione europea, è un concetto ben diverso e su questo forse faremmo bene a riflettere perché poi non ci si può lamentare nel momento in cui non si riesce a dialogare con questo Europa, non si riesce a dialogare, a trovare soluzioni con chi ci impone leggi capestro e chi ci impone di vivere in un sistema che non ci piace.

Ma dicevo, la responsabilità dovrebbe essere di chi governa da due anni e mezzo di non dico risolvere problemi, ma cominciare a delineare delle soluzioni invece le soluzioni non si sono viste, si è vista morta confusione, perché se vi sentito parlare di main bridge la tariffa unica, 25 euro, un anno fa, Assessore, con 25 euro Cagliari - Roma e Cagliari - Milano, un anno fa, siamo ancora alla politica degli annunci è questo quello che dispiace, manca una vera e propria strategia, manca la capacità di far diventare la Sardegna una vera piattaforma nella quale sia possibile arrivare facilmente dalla quale sia possibile partire facilmente e si è verificata una situazione per cui anziché avere una piattaforma abbiamo una prigione. Lei è responsabile del sequestro della Sardegna e dei sardi e questo dobbiamo dirlo con forza dentro e fuori, fuori lo stanno dicendo tutti. È il simbolo del fallimento, guardi, non sono le nostre parole, simbolo del fallimento è dato dal fatto che uno dei principali industriali del turismo isolano si è comprato un jet privato e porta i turisti nel proprio albergo con il suo jet, perché si è rotto le scatole di un sistema…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Marcello Orrù. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARCELLO (PS d'Az). Grazie Presidente, Presidente della Giunta, Assessori, onorevoli colleghi. Assessore, oggi questa mozione è indirizzata a lei dove si chiede, appunto, al presidente Pigliaru la revoca della sua delega ai trasporti, però mi creda io avrei preferito che questa mozione fosse indirizzata a tutta la Giunta e non solo a lei perché da quando vi siete insediati non avete fatto altro che creare danni, disastri, Assessore, lei ora ride però è la verità che le devo dire, soprattutto al Nord Sardegna che è il territorio che a me sta molto a cuore. È importante che oggi si parli veramente del sistema trasporti e in particolar modo della vicenda Ryanair, tant'è vero che io sono convinto di vedere che cosa voteranno i colleghi della maggioranza che sono stati eletti nel mio stesso territorio e che conoscono la situazione attuale che si sta venendo a creare nel Nord Sardegna a causa delle vostre politiche fallimentari. Io ho sentito da alcuni colleghi anche dell'opposizione dire che la colpa forse non è sua perché lei è un bravo professore, nessuno lo mette in dubbio che lei non sia un bravo professore, Assessore, però state governando voi, la colpa è la vostra, la responsabilità è vostra non è da attribuire… State governando da quasi tre anni, tra un po' arriviamo a tre anni e in Sardegna è un disastro in particolar modo nel territorio dove io sono stato eletto. Quindi è importante che oggi il Consiglio regionale discuta della vicenda Ryanair perché veramente quanto è accaduto nell'ultimo anno è stato un fatto epocale per il sistema dei trasporti aerei del Nord Sardegna, roba da tragedia greca e un evento di proporzione epiche. Questa Giunta ha veramente inferto all'aeroporto di Alghero una mazzata senza precedenti che ci ha portato alla situazione attuale e cioè al disastro storico. Basta, Assessore, fare un giro, la invito a fare un giro all'aeroporto di Alghero e trova la desolazione, avete bombardato il sistema dei trasporti aerei del Nord Sardegna che era cresciuto negli ultimi 10 anni e lo avete bombardato con una serie di idee e decisioni vergognose gravi, la cancellazione di decine di rotte da parte di Ryanair è da addebitare totalmente alle vostre scelte politiche, a lei, Assessore dei trasporti, che avete voluto farlo a tutti i costi. Certo è lecito che chi governa attui le politiche di cui è più convinto ma è anche opportuno e oggi impellente che chi ha assunto determinate decisioni prenda atto degli sbagli fatti e dei danni arrecati e ne tragga le dovute conseguenze.

Io voglio sapere, Assessore, perché la Puglia sia riuscita a trattenere Ryanair e la Sardegna no. Vi appellate sempre alle procedure di infrazione europea, la colpa è dell'Europa ma la realtà è un'altra: non avete coraggio. Siete una Giunta pavida e poco determinata e allo stesso tempo presuntuosa e convinta del fare bene anche dinanzi a scelte deleterie. Vedete, i giornali regionali pugliesi hanno dato notizia del contratto stipulato tra gli aeroporti pugliesi e la Ryanair che garantirà ben 33 rotte da e per la Puglia verso altrettante destinazioni in tutta Europa il tutto per un costo di 12 milioni di euro. La Regione Puglia è stata coraggiosa anche a costo di andare contro quest'Europa, che spesso ci danneggia e non rappresenta di certo il baluardo della giustizia e delle cose buone. Ha individuato lo strumento idoneo per superare gli ostacoli burocratici fornendo così un aiuto concreto agli operatori turistici e all'economia della Regione Puglia. In Sardegna invece al contrario, questa Giunta con gravissime responsabilità sue, Assessore, ha fatto scappare Ryanair che a sua volta ha confermato la decisione di tagliare le rotte da e per Alghero e sinceramente il destino della presenza di Ryanair sull'Isola ed Alghero è rimasto per mesi legato ad una colletta che tanti volenterosi imprenditori del Nord Sardegna avevano portato avanti per garantire la prosecuzione dei voli low cost sull'aeroporto di Alghero.

Vedete, in Puglia è stato calcolato che ogni euro investito dalla Regione avrebbe generato un ritorno sul territorio di 25 euro, questo è accaduto anche nel Nord Sardegna da quando negli ultimi 10 anni Ryanair ha iniziato ad effettuare e intensificare i voli da e per l'aeroporto di Alghero, davvero in questi mesi si è perso tanto tempo, tante parole a vuoto, la Giunta ha dimostrato superficialità e leggerezza dimostrando con i fatti che Alghero, il Nord Sardegna sono l'ultimo pensiero di questa Giunta di centrosinistra. Badate che la scelta di non accordarsi con Ryanair è stata scellerata e gravissima e disastrosa su tutti i fronti e lascerà macerie per anni nel sistema dei trasporti sardi. Basti pensare al grave disagio che verrà arrecato a tutti quei sardi che si spostano per motivi di studio e per lavoro, per le cure mediche, si parla tanto di generazione Erasmus, Assessore, ma l'addio di Ryanair è uno schiaffone senza precedenti.

Non avete ascoltato neanche i consigli che vi ha dato un vostro collega di partito, l'onorevole Soru. Così come, onorevole Demontis, qualche giorno fa lei, ho stimato molto le sue dichiarazioni sul giornale su La Nuova Sardegna, dove, appunto, incoraggiava l'Assessore ad andare avanti, certo noi queste cose le avevamo dette cinque, sei mesi fa. Ora lei le ha dette adesso, però meglio tardi che mai, condivido con ciò che ha detto, però sarebbe stato meglio che le avesse dette in febbraio, o quando l'avevo detto io, che sono uscite sui giornali…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Giuseppino Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA GIUSEPPINO (UDC Sardegna). Giorni fa un autorevole esponente della maggioranza ha dichiarato sulla stampa che in Sardegna ci sono meno presenze che in altri anni perché c'è la crisi che blocca, io personalmente non sono d'accordo. Veniamo invece al tema aeroporti e sul trasporto aereo in generale. Non passa un giorno che non vi sia notizia sui giornali, per non parlare di quanto avviene sui social, che se ne sentono veramente di tutti i colori. Un argomento talmente importante come quello dei trasporti, e nello specifico di quello aereo, ha visto una raffica di note, pareri, commenti, interviste, diverbi e tanto altro. Nonostante tutti i campanelli di allarme, in pochi potevano credere che il baratro fosse veramente così vicino, a quanto pare la stessa Giunta regionale, soprattutto lo stesso Assessore dei trasporti, travolto dagli eventi è incapace di venire a capo di un problema che sta portando la Sardegna nel baratro. Appare anche evidente che da quasi tutte le analisi manchi l'elemento cruciale su cui gira tutta la vicenda dei trasporti, che si può racchiudere in una semplice domanda: perché la gente viaggia? Possiamo rispondere per due ragioni: una per i bisogni primari, e dunque visita, lavoro, studio e quant'altro; la seconda, invece, soprattutto vista la vocazione del nostro territorio è il turismo, che rappresenta un modello nato in Europa nell'ottocento e decollato in Italia nel dopoguerra, in particolare dalla fine degli anni '50 in avanti. Pare altrettanto evidente per taluni che a pensar male si commette peccato, ma spesso ci si azzecca. Dimenticano che si sta parlando di trasporti, e come una qualsiasi attività se non esiste una sostenibilità economica la stessa chiude, a meno che non ci siano dei sostegni esterni come è appunto il sistema low cost e la continuità territoriale da e per la Sardegna. A tal proposito, senza dover scomodare i grandi cattedratici, mi rifaccio alle parole del direttore commerciale di Ryanair, che ha centrato il problema racchiuso in una parola: turismo. Infatti con l'aumento delle tasse addizionali aeroportuali, che si stimano essere su base nazionale, costerà complessivamente 165 milioni di euro ai passeggeri, si perde così un'occasione per crescere. Al contrario, invece, la Spagna, che ha cancellato tali balzelli fino al 2022 se la ride, che, dopo aver vissuto nel torpore, è diventata il faro del turismo mediterraneo. Infatti, non bisogna dimenticare che si tratta di trasporti e per esserci un ritorno adeguato gli aerei devono avere una sufficiente sostenibilità economica e il territorio di riferimento un indice di fidelizzazione alto, tutto il contrario di quello che da anni avviene sull'aeroporto di Alghero, dove il trend dei passeggeri che transitano all'aeroporto è sempre, se pur lievemente, in crescita, l'indice di ritorno dei turisti è sotto lo zero, e questo si traduce che se mi costa troppo, vedi aumento tasse aeroportuali, non torno in Sardegna. Amministrare a qualsiasi livello, tassando e tartassando residenti e turisti è troppo facile, avere invece una visione, idee, rischiare e creare le condizioni per uno sviluppo sostenibile è più complicato, ma oggi chi governa deve avere queste caratteristiche, altrimenti il baratro sarà veramente inevitabile. In questo caso non bisogna sforzarsi, neanche inventare chissà che cosa, è sufficiente prendere esempio dalla vicina Spagna, che fa pur sempre parte dell'Unione europea, comunitaria e della Sardegna d'altronde. Mi chiedo per ultimo se la detassazione tanto decantata dal ministro Delrio per quale anno è prevista, o forse esiste qualche disegno perché l'aeroporto di Alghero venga deprezzato ulteriormente fino a diventare una bella torta appetibile agli speculatori? Chiedo e concludo con una considerazione, dicendo che l'Alitalia, nostra compagnia di bandiera, è stata salvata dal fallimento con i denari di tutti gli italiani, e allora perché nel frattempo la continuità territoriale ai sardi non viene assicurata dall'Italia? Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Ignazio Giovanni Battista Tatti. Ne ha facoltà.

TATTI IGNAZIO GIOVANNI BATTISTA (UDC Sardegna). Rinuncio.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Giuseppe Fasolino. Ne ha facoltà.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Anche io mi trovo in grossa difficoltà, perché, proprio per un'attitudine personale, non amo discutere e parlare di argomenti di questo tipo, non amo parlare di mozioni di sfiducia. Però devo anche dire che ce l'avete messa tutta, ce l'avete messa tutta a convincere e a snaturare anche uno che non ha voglia di parlare di mozione di sfiducia, e probabilmente un'aggravante è stato quello di portarla dopo sette mesi, otto mesi, da quando questa mozione era stata presentata, probabilmente pensando magari di riuscire a risolvere in questi sei mesi qualcosa e invece siete riusciti, anche se è difficile, a peggiorare la situazione nei sette mesi successivi. Di che cosa stiamo parlando? Vi chiedo scusa se sto disturbando. Di che cosa stiamo parlando? Non c'è l'Assessore, il Presidente discute, non fa niente, io vado avanti. Di che cosa stiamo parlando? Stiamo parlando di trasporti. Ma quanto sono importanti i trasporti? Sono già importanti in qualsiasi società, una società moderna in questo momento viene valutata da come funzionano i trasporti nelle città. Immaginiamoci in una regione come la Sardegna, chi mi ha preceduto ha spiegato, ha parlato, dicendo quanto sono fondamentali i trasporti per la nostra isola. Vogliamo parlare di turismo? Dobbiamo fare i conti con i trasporti. Vogliamo parlare di industria? Dobbiamo fare i conti con i trasporti. Vogliamo parlare di economia in generale? Dobbiamo fare i conti con i trasporti. Vogliamo parlare di sanità? Dobbiamo fare i conti con i trasporti. Vogliamo parlare di istruzione scolastica? Dobbiamo fare i conti con i trasporti. Quindi i trasporti sono alla base della nostra economia, sono alla base dell'economia della regione in Sardegna. Bene, io sarei curioso anche di sentire quanto è contento magari l'Assessore del turismo, in un'annata che doveva essere boom, nel vedere i dati dell'aeroporto di Alghero e dell'aeroporto di Cagliari, in un'annata dove magari l'Assessorato del turismo fa un progetto, fa un programma per cercare di attirare più persone, più turisti possibili, e poi si trova lo scoglio, si trova il muro del problema dei trasporti. Vedete, non è la prima volta che si parla delle dimissioni dell'Assessore di trasporti, questa è una richiesta non solo politica, è una richiesta per il bene della Sardegna, è lungo l'elenco dei fallimenti e delle cose non fatte in questi anni dall'Assessorato dei trasporti, penso alla Saremar, alla gestione della vertenza Meridiana, alla non gestione della continuità territoriale, alla comica vignetta dei treni veloci e alla partita di Ryanair. Vorrei aggiungerne un altro, vorrei aggiungere quello dell'autorità portuale, l'accorpamento delle due autorità portuali presenti in Sardegna che, se avessimo aspettato ancora un po' a discutere di questa mozione, probabilmente ci avremmo inserito anche quello, perché, visto l'atteggiamento e il trattamento che è stato riservato al nord dell'isola, al nord della Sardegna sul riordino degli enti locali e sulla scelta della città metropolitana unica, mi posso immaginare quale sarà la discussione quando si dovrà scegliere la sede dell'autorità portuale, ce la immaginiamo già. Vede, presidente Pigliaru, lei non può continuare a rendersi complice di questo sfascio, non si può governare il sistema dei trasporti con promesse, promesse e una molteplicità di rassicurazioni e ipotetiche soluzioni rimaste parole al vento. Io ho sentito parlare qualche consigliere di demagogia, di populismo, macché demagogia e populismo, qua stiamo parlando di un territorio della nostra Isola, stiamo parlando di una delle città simbolo del turismo internazionale, che è Alghero, che ha l'economia in ginocchio a causa dei trasporti. Questo è populismo? Questi sono dati concreti! Questi sono dati veri! E ringrazio anche per la presenza, qui in questa Aula, del Sindaco di Alghero, che sicuramente non è di centrodestra, ed è qui con coraggio e senso di responsabilità per ascoltare e capire che cosa si dovrà fare di questo grosso e grave problema della nostra Isola. Vede, onorevole Sabatini, sa quand'è che siamo usciti dalla diatriba e dalla dialettica politica? Siamo usciti circa 2 anni e mezzo fa, quando i sardi hanno deciso, e voi vi siete candidati per governare anche il problema dei trasporti nell'Isola, lì abbiamo smesso di parlare di diatribe politiche, lì, in quel giorno, i sardi hanno scelto. Allora agli amici del centrosinistra chiedo di rispondere a una domanda, e oggi con quel voto voi risponderete a una domanda: siete contenti della politica sui trasporti che state portando avanti?

PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Io dirò da subito, senza fare tanti giri di parole, che, assessore Deiana, lei ha fallito clamorosamente, e glielo dirò utilizzando una metafora sportiva, perché così drammatizziamo anche la posizione e proviamo a parlare delle cose da fare per il futuro. Lei è stato "acquistato" come un fuoriclasse, e quindi quando si acquista un fuoriclasse si pensa che la squadra debba raggiungere i migliori risultati, anzi, lei è stato acquistato per conquistare uno scudetto, ma glielo dico sia in termini cestistici che in termini calcistici, quando uno non realizza nessun gol e non mette la palla dentro il cesto, credo che il fallimento sia proprio palese. Non solo, lei fa di più, lei anzi ha fatto di più in questi 2 anni e mezzo, lei ha provato anche a giocare contro la sua squadra, e quindi io mi aspetto che il suo Presidente, in questo caso sarebbe il presidente Pigliaru, prenda gli opportuni accorgimenti e la sostituisca, ma velocemente pure! Perché se no non si potrà più affrontare non una vittoria di uno scudetto, ma nessun campionato, con un giocatore che doveva dare tanto e non ha dato nulla. Ma detto questo, e glielo risottolineo anche per sdrammatizzare, parliamo un po' più seriamente delle cose da fare. Voi anche nel settore dei trasporti avete iniziato con proclami e annunci, avete criticato tutto ciò che noi abbiamo fatto precedentemente, forse anche quello che non è stato fatto dagli altri, e io le dico da subito, e concordo qui con l'onorevole Sabatini, che il sistema trasporti è un sistema nodale, importantissimo per la Sardegna, e soprattutto è un sistema dal quale partono tutte le altre direttrici fondamentali - lo sviluppo, la salute, la sanità, il mondo delle imprese -, quindi i cittadini che hanno diritto, giustamente, diceva l'onorevole Truzzu, alla mobilità, a poter interscambiarsi con l'Europa, ma se noi non abbiamo modo di varcare addirittura il mare e poterci recare a Roma e a Milano, che sono le due principali città italiane, mi chiedo come possiamo poi arrivare nel resto del mondo. Detto questo, Assessore, lei ha fallito su tutta la linea, perché invece che agire da subito, e visto che avete tanto avuto da dire sulla legge numero 10 e sui tempi della notifica a Bruxelles, mi chiedo come mai abbiamo perso tanto tempo, il tempo di cui le parlava ovviamente l'onorevole Sabatini, e non è una variabile indipendente, perché che il sistema dei trasporti sia in uno stato di fallimento totale non lo diciamo in quest'Aula, purtroppo lo dicono tutti, e sa qual è la cosa peggiore? Non è dirlo, è subirlo, e quindi i sardi in questo momento stanno subendo questa politica scellerata sul settore trasporti. Qual è il problema? Il rapporto col Governo? Il rapporto con l'Unione europea? Ma quando vogliamo iniziare? Ve l'ha detto anche Sabatini, non c'è più tempo da perdere. Abbiamo paura che ci possano dire qualcosa di particolare sia dall'Unione europea che i vostri amici del Governo nazionale? Avete paura di disturbare il presidente Renzi e di creare qualche problema di rapporti? Guardate, non stiamo ottenendo nulla. Io mi chiedo anche, presidente Pigliaru, più volte ha parlato dei 40 milioni come di un incentivo importante sul sistema dei trasporti, ma l'onorevole Deiana, anzi, l'Assessore Deiana ha detto che questi soldi non sono ancora arrivati, anzi, che se fossero arrivati in tempo avrebbe potuto fare cose diverse. Quindi non lo so, mettetevi d'accordo anche su questo. Poi ancora: il rispetto della concorrenza. Giustamente qualcuno ha fatto notare che fino ad oggi noi dovevamo partire da un concetto importante, che un è nostro handicap, cioè l'insularità. Siamo d'accordo sul fatto che ci siano delle difficoltà di azione, abbiamo la necessità di valutare le leggi, di notificarle, ma quando vogliamo iniziare, assessore Deiana? Ecco dove sta il suo fallimento. Cioè, lei ha fatto dagli annunci, e guardi che non sono io a dirglielo, le ha dichiarate lei queste cose, e le sue dichiarazioni sono veramente inquietanti, sono inquietanti da consulente, il ruolo svolto negli anni precedenti, e sono inquietanti oggi da Assessore dei trasporti, e glielo risottolineo, senza un sistema trasporti funzionante, noi non andiamo da nessuna parte! E non voglio parlare dei trasporti aerei, di cui hanno parlato i colleghi benissimo, vogliamo parlare delle figuracce che avete fatto sul trasporto Cagliari-Sassari con la rete ferroviaria? O vogliamo parlare ancora delle difficoltà che ci sono sul trasporto merci? Io credo che veramente, Assessore, per noi deve andare via, e questo glielo dico assolutamente con estrema chiarezza, però le dico che, siccome è una decisione che non possiamo assumere noi direttamente, se proprio lei deve restare, cambi veramente registro, perché diversamente noi andiamo indietro di tanti anni. E voglio anche fare un'altra osservazione. Quando lei è arrivato e avete avuto tanto da criticare, si parlava sì in quel momento di qualche errore, ma lei ha trovato la CT1, la CT2 aveva solo da pubblicare il bando, un rapporto con Ryanair che andava… certo, un rapporto a volte anche conflittuale, ma sicuramente stava andando in una direzione di potenziamento, così pure come c'erano i presupposti per il potenziamento dei trasporti con altri vettori. Ecco, ad oggi non esiste più nulla.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Roberto Deriu. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (PD). Signor Presidente, inizialmente le faccio una rimostranza perché non vedo i vassoi con le pietre, non sono stati messi a disposizione per questo rito, rito del capro espiatorio, cioè l'essere animato - animale o uomo -, o anche inanimato, capace di accogliere sopra di sé i mali e le colpe della comunità, la quale, per questo processo di trasferimento, ne viene liberata, anche capro emissario nella vulgata hircus emissarius, traduzione dell'ebraico Azazel. Il nome deriva dal rito ebraico compiuto nel giorno dell'espiazione, quando un capro era caricato dal sommo sacerdote di tutti i peccati del popolo, e poi mandato via nel deserto. Non so quale mezzo di locomozione potrà usare il capro per arrivare nel deserto. Comunque:"Socrates quidam parum curandus, et veritas plurimum"; di Socrate ci si deve occupare un po', di più bisogna occuparsi della verità. Questo dibattito è composto da due argomenti principali: i fatti e i fattoidi; i fattoidi sono cose diverse dai fatti. Parliamo prima di tutto dei fattoidi. Deiana è da rimuovere, rimuovere, non sfiduciare, perché sapete che non esiste una sfiducia di un Consiglio che non ha dato la fiducia a nessuno degli Assessori, né al Presidente, è il Presidente che ha dato la fiducia ai suoi Assessori, "Deiana è da rimuovere, dicevo, perché incompetente", e una delle prove inconfutabili portate a dimostrazione è che per la sua competenza è stato scelto proprio da voi, che lo denunciato incompetente in quanto appunto competente. Quanta stima avete del vostro giudizio. Passiamo poi ai fatti. C'è forse una politica dei trasporti che avremmo dovuto seguire e proseguire per assecondarvi? Dovevamo fare due, tre, cinque Saremar. Saremar è fallita grazie alle avventure, forse questa è una delle piccole avventure, citate dall'onorevole Cossa che ha potuto vivere mentre voi governavate illuminati. Questo è il modello? Seguire il vostro brillante intuito? Ci consigliate di fare così?

Ancora un po' di fatti. ARST: 80 milioni di buco, quote non pagate (eravate così solleciti nella materia dei trasporti, eravate così preoccupati che la gente non potesse essere trasportata, però l'ARST poteva andare avanti senza essere pagata); legge 10 sotto procedura comunitaria da tre anni e mezzo; trenino verde lasciato per anni senza interventi infrastrutturali; treni veloci comprati da voi dei quali andrebbe verificata l'adeguatezza; fondi per la rete ferroviaria dirottati per altre spese condannandola all'obsolescenza. Io ho trascorso felicemente tre ore della mia misera esistenza l'altro giorno sul treno, per fortuna l'ho preso da Abbasanta perché affianco a me sedeva uno studente un po' invecchiato dal viaggio, perché quel tratto di rete che separa Sassari da Abbasanta è da un po' che non viene aggiornato, infatti i treni nuovi là ritardano, con vostro grande esercizio di ironia, sì, però chiediamoci perché succedono le cose.

Questi sono i fatti. Voi pretendete che si deliberi oggi sui fattoidi, cioè pretendete che noi raccogliamo dai cestini purtroppo non messi a disposizione dal presidente Garau, forse non è del rito che abbiamo citato. A noi interesserebbe invece una politica sui trasporti, certo, signor Presidente della Regione, questo ci interessa, non siamo qui oggi a dire che tutto va bene e che siamo disinteressati all'argomento, ma coloro che hanno presentato queste due mozioni non hanno voluto oggi farci parlare di trasporti. Oggi hanno voluto far concentrare l'attenzione sul capro espiatorio, ci siamo limitati non certo a inseguire la verità o a cercare la verità, ma a parlare di Socrate, parlare male di Socrate. È un esercizio che io non considero onorevole e quindi non posso affiancarvi in questa operazione. Penso che sia chiaro a tutti, anche a un popolo stanco, anche a un popolo preoccupato, anche a un popolo in difficoltà come è il nostro, però è chiara a tutti la strumentalità di questa vostra iniziativa e sarà chiaro anche il significato per il quale noi la bocceremo e la ostacoleremo.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Salvatore Demontis. Ne ha facoltà.

DEMONTIS SALVATORE (PD). Presidente, l'assessore Deiana ha tutta la mia stima ed è anche inutile che lo evidenzi. L'assessore sa anche che sulla questione low cost sin dall'origine, cioè sin da quando si è palesata la possibilità che Ryanair lasciasse lo scalo di Alghero e non solo, ho manifestato delle idee differenti dalla sua, senza per questo evidentemente pretendere di avere ragione perché le verità assolute in una questione così complicata non esistono. Posizione che non ho sostenuto da solo ma che prima di me ha sostenuto l'ex segretario del Partito Democratico Renato Soru e una parte del Partito Democratico, ossia che si sarebbe potuta attendere la procedura di infrazione o meglio la decisione della Commissione europea sulla procedura di infrazione 2011-2013 solo se fosse stata compatibile con i tempi a disposizione. L'ho sempre detto francamente e in più occasioni, probabilmente il collega Orrù era distratto, ma l'ho fatto nella segreteria provinciale del mio partito alla presenza dell'assessore Deiana, nella direzione regionale del mio partito alla presenza dell'assessore Deiana e in Commissione consiliare trasporti alla presenza dell'assessore Deiana, così come l'ho fatto molto francamente sulla stampa ma magari lei legge solo gli articoli che riguardano le sue dichiarazioni. Io credo, Assessore, che si dovesse fare di tutto per distinguere, cioè per separare - mi rendo conto ovviamente cosa complessa - ma per separare la decisione della Commissione europea sulla procedura di infrazione, lo ricordiamo, relativa alla legge 10 del 2010, quindi Governo Cappellacci, al 2011-2013 dell'attivazione di un nuovo regime di finanziamenti alle low cost secondo lo strumento del finanziamento e funzionamento degli aeroporti, così come lei ci ha ben spiegato, secondo il principio del PIEM, principio dell'investitore in economia di mercato (come lei ci spiegato, perché io queste cose non le sapevo prima di assistere ai suoi interventi) un finanziamento di questo tipo non avrebbe necessità di comunicazione alla Commissione europea sebbene ovviamente debba essere supportato da uno studio ex ante molto ben fatto che lei ha già a disposizione per quanto già detto più volte. Gli aeroporti poi investirebbero queste risorse se lo ritenessero le società aeroportuali per l'acquisto del traffico mediante le low cost con procedure di evidenza pubblica che sarebbero in capo alle società aeroportuali. Questo è il punto e su questo abbiamo concordato molte volte. Io però avrei fatto di tutto per concordare, per negoziare con la Commissione europea una procedura in qualche modo più semplice cioè, come dicevo prima, distinguere le due cose: tu Commissione europea hai i tuoi tempi per assumere una decisione su una procedura di infrazione evidentemente complessa, altrimenti sarebbe già arrivata, io Regione Sardegna attivo parallelamente un altro percorso, un'altra procedura di finanziamento senza incorrere evidentemente negli errori del 2011-2013, senza incorrere negli errori della Giunta di centrodestra. Perché quello che io non riesco a capire, ma certamente non ho la sua conoscenza della Commissione europea è perché una Commissione europea debba essere così, mi scusi il termine poco professionale, ma così suscettibile da cambiare idea se non accettiamo di sottostare, tra virgolette, al principio dello stand still che lei più volte ci ha evidenziato, cioè lo stare fermi finché non arriva questa decisione. Perché non lo capisco? Perché io voglio pensare a una Commissione europea che faccia delle valutazioni oggettive, quindi con dati oggettivi, non invece che possa essere in qualche modo discrezionale o possa essere soggetta ai mutevoli umori della Commissione. Questo non lo capisco ma probabilmente, come dicevo, non ho la sua conoscenza, anzi senza probabilmente. Io per farla breve non credo che l'attivazione di un percorso parallelo di incentivi negoziati più possibile con la Commissione europea avesse poi influito negativamente sulla decisione stessa della Commissione europea. Peraltro decisione che tutti noi ci aspettiamo positiva evidentemente, ma che per una possibilità su 1 milione potrebbe anche non esserlo positiva. Allora io sono certo che lei avrà un così detto piano B perché tutto questo non porti, qualora venissero chiesti indietro i 60 milioni di euro, la decisione negativa non necessariamente porterà questo, ma se dovessero essere chiesti indietro...

PRESIDENTE. Onorevole Demontis, il tempo a sua disposizione è terminato.

E' iscritto a parlare il consigliere Ugo Cappellacci. Ne ha facoltà.

CAPPELLACCI UGO (FI). Presidente, qualcuno, molti anzi, hanno detto che provano imbarazzo a parlare su un tema di questo genere sia per quanto riguarda l'aspetto personale sia perché parlare di sfiducia a un Assessore, a un organo politico, è sempre qualcosa di spiacevole. Io devo dire che non ho nessun problema nel farlo e questo a prescindere dal fatto che il professor Deiana sia stato in passato consulente del sottoscritto, abbia avuto la mia fiducia, perché stimo certamente il professor Deiana, il professionista e ho simpatia per l'uomo, però qua non è in ballo la persona di Deiana, qua in ballo ci sono altre cose e voglio riprendere facendo un'osservazione di questo tipo, mi rifaccio a quei vassoi di pietre ai quali faceva riferimento l'onorevole Deriu. Ebbene, le pietre ci sono o c'erano prima d'oggi perché certi silenzi pesano come le pietre e dalle pietre si costruiscono i muri e i muri dividono le persone. Su un tema così importante dal quale dipende il destino di molte delle politiche che possono dare sviluppo a questa terra, dovremmo cercare di fare uno sforzo e andare oltre la divisione, non dovrebbe esserci una parte e un'altra, dovrebbe esserci la politica tutta che si impegna per trovare soluzioni. E allora io se questo dovrebbe essere il tema, dico che dovremmo confrontarci partendo dal confronto delle linee politiche per capire in primo luogo quali sono le differenze, quali possono essere i punti di accordo, i punti di sintesi, e qui però devo dire purtroppo forse apparentemente o sembrerà o forse nei fatti contraddico quello che ho appena detto, ma quando vado a ricercare la linea politica di questa maggioranza trovo due elementi che sono quelli che vengono ormai ripetuti come un mantra e anche oggi in Aula è successa la stessa cosa. Il primo, la responsabilità è della Giunta precedente per qualunque tipo di situazione, qualunque tipo di vicenda, qualunque difficoltà dipende dall'operato delle Giunte che ci sono state. Cari colleghi, sono passati due anni e mezzo e state ancora parlando degli errori nostri? A me sembra un pochettino mortificante. Il secondo aspetto, l'altro elemento che è alla base di questa linea ce lo chiede l'Europa, un'Europa che è matrigna, un'Europa che si prende tempi che sono marziani, un'Europa che ci costringe a stare al palo. Allora, questi due elementi a me non sembra che facciano parte di una linea politica, la linea politica dovrebbe essere altro, e ha detto molto bene il presidente Floris quando ha fatto riferimento alla competenza, all'importanza dell'intervento del Presidente della Regione perché su temi di questo genere non si può e anche questo dibattito in qualche modo è surreale perché sembra che stiamo scaricando la responsabilità su un Assessore quale che fosse tutta sua la responsabilità, ma qua c'è una responsabilità politica di questa maggioranza e la responsabilità politica non ce la può che avere chi dà l'indirizzo politico che è il Presidente. E quando il Presidente dice: "Stiamo aspettando il risultato dell'intervento del Governo perché sarà il Governo, noi crediamo in lui, abbiamo un rapporto leale e sarà il Governo a darci le soluzioni", questo mi terrorizza e mi rende il quadro ancora più drammatico perché a quale Governo vi state riferendo? Il Governo che ha dato quei fondi per la continuità territoriale per l'anno in corso che non potranno essere spesi e che se va bene potranno essere riesumati per le stagioni a venire intanto questa è completamente morta? Oppure vi state riferendo a una soluzione che Renzi tirerà fuori dal cilindro non a caso proprio ieri è stato inaugurato col primo volo l'Air Force One del Governo Renzi, un bell'aereo, un bell'Airbus 340 del costo di 200 milioni di euro più una decina di milioni per l'adeguamento alle necessità, capisco, un costo di esercizio che è quattro volte superiore a quello degli A 319 con i quali il Governo volava prima per un totale di 15 milioni annuo. Lo stesso Presidente che adesso forse lo farà dall'alto dei cieli, magnificherà come ha fatto in Sicilia la bontà della continuità territoriale sarda portandola come esempio e dicendo: "State tranquilli, vi daremo la continuità territoriale." Allora io credo che se queste sono le premesse, se l'aspettativa è che arrivi qualcuno a risolvere questo problema, ahimè, mi dispiace, non vorrei sembrarvi l'uccello del malaugurio, ma tutto questo non accadrà perché quella soluzione dal Governo non arriverà. Non è un caso…

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Antonio Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS ANTONIO (PD). Credo che un argomento come questo desta sempre interesse considerata l'insularità che ha la nostra Isola e soprattutto l'attualità che ha in queste settimane il tema dei trasporti e della continuità aerea e marittima e quindi io credo che argomenti come questi nell'interesse della Sardegna debbano essere trattati e discussi aldilà delle singole posizioni o delle singole linee politiche. Devo dire comunque che anche oggi sia il collega Tedde che l'ex presidente Cappellacci hanno attuato la tattica dell'attacco che è sempre la miglior difesa perché avrei preferito ascoltare qualche proposta alternativa a quella che è la scelta fatta dalla Giunta regionale. E credo che sia indispensabile prima di tutto cercare di fare chiarezza su quella che è la situazione che oggi vive la Sardegna. Noi avevano approvato nel 2010 la legge regionale numero 10, era stata approvata all'unanimità anche se alcune osservazioni erano state fatte, ma con grande responsabilità l'allora minoranza votò quella legge che in fase di attuazione ha avuto un po' di pasticci, e questi pasticci hanno un nome e un cognome e hanno una responsabilità politica che è l'ex presidente Cappellacci perché nell'attuazione della legge numero 10 la legge numero 10 è stata considerata come investimento privato di libero mercato e quindi non necessaria la notifica alla Commissione europea e in quel momento, non per fare la difesa d'ufficio dell'assessore Deiana, ma in quel momento l'avvocato Deiana ha rilasciato un parere pro veritate in coerenza con la situazione che si stava vivendo in quel momento. A fine del 2011 la Giunta Cappellacci decide di cambiare strategia e notifica alla Commissione europea la legge numero 10 considerandola non più un PIEM ma la considera un SIEG e cioè un servizio di interesse economico generale e quindi da sottoporre al parere della Commissione europea e ancora oggi stiamo aspettando che la Commissione decida.

Credo che la Giunta regionale assieme anche al Governo nazionale stiano facendo di tutto perché la Commissione europea quanto prima dia risposta, ma c'è questo macigno davanti che non ci consente in questo momento di intervenire nei confronti degli aeroporti della Sardegna. In questi due anni e mezzo abbiamo fatto di tutto per cercare di risolvere questo problema e credo che nessuno lo possa negare, più volte sia il Presidente che l'Assessore si sono recati a Roma e a Bruxelles per cercare di dirimere questo problema, purtroppo ancora oggi non ce l'abbiamo fatta. I segnali sono sicuramente positivi nel senso che la Commissione europea darà parere favorevole ma credo che nessuno, dico nessuno neanche il consigliere Tedde messo in una responsabilità come quello dell'Assessorato dei trasporti potesse in questo momento prendere altra decisione se non aspettare che Bruxelles risolva il problema del conflitto sulla legge numero 10. Avete parlato oggi ma soprattutto nei giornali nei giorni scorsi di fallimento dell'Assessore, della Giunta Pigliaru, qualche collega ve l'ha già ricordato, io non voglio fare polemica con nessuno ma vi siete fatti un esame di coscienza, siete tornati indietro nei cinque anni in cui avete sgovernato la Sardegna? Credo che il fallimento della flotta sarda, che ha portato anche al fallimento della Saremar e che noi abbiamo risolto positivamente, neanche un lavoratore è andato a casa, e al di là del fatto che un giorno possa fermarsi un traghetto credo che il servizio di trasporto nei confronti delle isole minori sia un servizio che funziona. L'ARST l'abbiamo presa con i debiti imponenti, abbiamo risolto anche quelli, e di questo non ne avete minimamente accennato. Cappellacci dice bastano dieci minuti per risolvere il problema, chi non li ha risolti in cinque anni non credo che li potesse risolvere in dieci minuti. Io credo che in un argomento come questo dei trasporti, come dicevo all'inizio, sia necessario che quest'Aula, questo Consiglio regionale dedichi un'intera sessione per discutere dei problemi dei trasporti in Sardegna, che sia propedeutico all'approvazione di un piano regionale dei trasporti, perché io sono convinto, credo che nessuno ci possa smentire, che risolvere il problema dei trasporti sia prioritario per garantire a tutti i cittadini sardi, e non solo ai cittadini ma anche al problema delle imprese e della mobilità delle merci, che anche noi siamo messi, così come tutti gli altri territori della nazione italiana, nelle stesse condizioni di poter raggiungere in qualsiasi momento Roma o Milano, come la possono raggiungere…

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Giuseppe Meloni. Ne ha facoltà.

MELONI GIUSEPPE (PD). Io sono francamente basito nel sentire alcuni interventi che il dibattito odierno ha generato. Per la verità purtroppo non è la prima volta che mi accade in quest'aula da due anni a questa parte. Mi sembra addirittura in certi momenti di non essere stato in Sardegna dal 2009 al 2014, di non essere stato governato prima da cittadino, poi anche da rappresentante nelle istituzioni, da sindaco per esempio di un comune costiero. Da tante persone, dai colleghi che vedo oggi seduti alla mia sinistra. Mi sembra un dibattito surreale, mi sembra un dibattito solito, vecchio, stantio del teatrino della politica, dove si fa il gioco delle parti e dove si cerca di individuare sempre un colpevole e si possa in questo modo accontentare al piazza. Ho sentito parlare per esempio di foglia di fico dell'Unione Europea. Io non ho nessuna intenzione perché non ne ha bisogno di prendere la difesa d'ufficio dell'assessore Deiana, però me pare che la foglia di fico di cui parliate sia proprio lui per voi, e per tutti noi a questo punto. Cioè scaricare sull'Assessore e sulla Giunta decenni direi di responsabilità che si hanno in questo settore, il settore dei trasporti, e così sono d'accordo con voi, con molti degli interventi appunto di quelli che sono intervenuti, sono d'accordo con voi sul fatto che il settore dei trasporti sia nevralgico per la nostra isola. Però non mi sembra questo il modo per poter affrontare e cercare di risolvere il problema. E' la solita logica, magari nella speranza e nell'intento che possa continuare questo andazzo dell'alternanza ogni cinque anni di governo, e quindi trascorrere i cinque anni in cui tocca a noi nel cercare di battere contro l'avversario. È finito tutto ciò, non è più così, c'è un'altra Sardegna, e probabilmente cercare di cavalcare il malumore che c'è, è vero, c'è il malumore nel settore dei trasporti, lo cogliamo tutti, viviamo tutti nei territori, sappiamo cosa stiamo vivendo, ma vogliamo davvero far credere ai sardi e ai nostri ospiti che il malumore sia legato e sia strettamente legato a questi due anni di attività dei governo e di guida da parte dell'assessorato, dell'avvocato come lo chiamate voi, Deiana? Vogliamo prendere in giro i sardi in questo modo? Beh, allora forse finiremo tutti in quello che probabilmente sarà il nostro destino se continuiamo su questa strada, ci saranno altri, nessuno di noi sarà tra questi banchi a governare nei prossimi tempi, e probabilmente riusciranno in quel modo anche a fare qualcosa di migliore se non continuare ad avvitarsi rispetto ad argomenti stantii che stiamo sentendo da troppi anni. Io invece proverei a fare un balzo in avanti, a fare una proposta che vada oltre le sfiducia dei singoli, e poi i singoli verranno giudicati a tempo dovuto se si fanno le giuste analisi su quali sono i problemi reali nel settore Sardegna. Per esempio avvierei una vera, non come un altre che ce ne sono state, che probabilmente non hanno prodotto i risultati, una vera commissione d'inchiesta su quello che è stato il sistema dei trasporti in Sardegna negli ultimi quindici anni. Perché per esempio io me lo chiedo, provo ad analizzare dei dati ma sono abbastanza confusi. Mi chiedo perché, al di là del fatto che probabilmente conta sia privatizzato o meno, l'aeroporto di Olbia produca certi dati e altri aeroporti non li producano. Vorrei sapere perché e tutti i sardi hanno diritto di saperlo, come negli anni è stato reclutato il personale, la dirigenza, quantitativamente e qualitativamente. Vorrei sapere tutto ciò perché poi mi serve, è fondamentale per essere un buon legislatore e cercare di dare il mio contributo, così come i sardi appunto ci hanno indicato di fare. Ecco questa credo che sia la strada maestra, al di là dello scarico di responsabilità. Sarebbe troppo facile parlare di flotta sarda, di infrazione dell'Unione Europea, parlare anche delle vostre contraddizioni onorevole Cappellacci.Una parte del suo intervento è stato costruttivo l'ho apprezzato, però non possiamo dimenticare che lei stesso con il coordinatore regionale del suo partito, con il quale si è dato il cambio, ha generato una polemica non più tardi di un anno fa proprio sulla questione dei mari, e sulla questione del monopolio rispetto a Tirrenia. Ecco, queste cose le dobbiamo superare, perché altrimenti mi verrebbe da chiedere come la pensate voi rispetto al monopolio dei mari? Visto che qualcuno sostiene che ci sia e qualche altro, per esempio oggi il sindaco di una delle città più importanti della Sardegna sostiene che assolutamente non è così, cronaca di un anno fa. Ecco su questo secondo me noi dovremmo buttare il cuore oltre l'ostacolo, fare un passo in avanti, e cercare di risolvere tutti insieme il problema. I sardi non hanno bisogno di essere governati con il populismo, hanno bisogno che vengano risolti i loro problemi, e credo che noi abbiamo questo compito. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie passiamo agli interventi finali dei Capigruppo.

E' iscritto a parlare il consigliere Fabrizio Anedda. Ne ha facoltà.

ANEDDA FABRIZIO (Gruppo Misto). Presidente, beh, affermare che per noi "isola" il trasporto persone-merci sia stata sempre una criticità mi sembra che sia un'affermazione che non si può smentire. Il diritto alla mobilità dei sardi, considerato il disagio dovuto all'insularità, è sacrosanto. E questo è un diritto che non è né di destra e né di sinistra, ma ci sono politiche di governo di destra o di sinistra che le portano avanti. E mi sembra che in questi due anni e mezzo ci stiamo trascinando le politiche dei trasporti del precedente governo, lo stesso governo che oggi critica le politiche che stiamo portando avanti. Basti pensare ad una riflessione dell'ARST che è sulla bocca di tutti, dove il Direttore e il Presidente sono stati ereditati dalla gestione precedente, oggi ce li stiamo portando avanti. Continuità territoriale aerea e navale, è sempre stata inserita questa continuità territoriale nelle attività di governo come le autostrade del mare. Però noi queste autostrade nel mare non le abbiamo mai viste. Però il trasporto merci è da approfondire, va portato avanti, si sta portando avanti una politica dove dovremmo sviluppare l'agro-alimentare, e senza una politica di trasporti seria l'agro-alimentare potrebbe essere un fallimento per l'isola, perché l'agro-alimentare va portato nei mercati fuori dall'isola. Il mercato ci ha portato le low cost, perché le low cost sono il mercato, i nuovi sistemi di trasporto. Compagnie aeree che hanno ridotto i tempi morti in aeroporto, hanno sostituito le hostess con venditrici, insomma, hanno ottimizzato i tempi e la gestione, rispondendo ad una esigenza che c'è nel mercato che è quella di offerta e prezzo, ma queste low cost sono delle aziende per cui la loro missione non è fare volontariato ma è fare profitto, e queste criticità delle low cost che oggi si stanno denunciando sono più evidenti quando queste aziende low cost, trattano con aziende che non sono all'altezza di trattare con altre aziende, per cui noi vediamo che la criticità maggiore delle low cost si sono evidenziate ad Alghero, non ad Olbia o a Cagliari, ma ad Alghero, consideriamo allora di vedere l'azienda di gestione dell'aeroporto di Alghero, a me sembra, da imprenditore ve lo dico, che sia una gestione fallimentare quest'azienda qui, per cui se le low cost sono entrate in crisi, soprattutto nel mercato di Alghero, è perché l'azienda di gestione dell'aeroporto di Alghero non è adeguata e questo segnale ce l'hanno denunciato gli stessi imprenditori della zona che si vogliono sostituire all'azienda aeroportuale di Alghero, trattando direttamente con le low cost, Ricordate tutti la famosa colletta per recuperare i soldi e per confrontarsi loro direttamente con l'azienda Ryanair, perché hanno capito che l'azienda non era all'altezza di farlo. Stiamo attenti perché questo segnale che è arrivato dalle aziende alberghiere sulla ricettività della zona a nord della Sardegna è anche un modello da seguire, perché le low cost hanno senso se si confrontano con il mercato che le utilizza, e i mercati che le utilizzano sono quelle ricettive, quindi ben venga il confronto tra le aziende low cost e le aziende della ricettività di Sardegna. CT1 e CT2: penso che sia un nostro diritto avere questa continuità alla mobilità, tutti noi abbiamo e stiamo soffrendo nella mobilità, non solo per il prezzo, ma per l'impossibilità a muoverci liberamente in Italia, tutti voi e tutti noi abbiamo sofferto il mese di agosto e settembre dell'anno scorso dov'era impossibile spostarsi da Cagliari, allora noi abbiamo il diritto a poterci spostare, e questo diritto ci deve essere riconosciuto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Christian Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS CHRISTIAN (P.S.d'Az.). Grazie Presidente, signori della Giunta, colleghe e colleghi consiglieri. Io non ho sottoscritto le due mozioni presentate all'inizio dall'assessore Deiana, un po' per ragioni personali perché l'avrei trovato di dubbio gusto, un po' per ragioni politiche perché, stante l'attuale forma di governo della Regione una mozione di sfiducia su un assessore è francamente inutile, nel senso che gli assessori sono collaboratori del Presidente e, com'è stato ricordato, privi di qualsiasi rapporto di fiducia con il Consiglio. Colgo però l'occasione che danno queste mozioni, che è quello di fare una riflessione sul sistema dei trasporti, e vorrei partire dall'appello alla verità fatto al collega Deriu. Ebbene, la verità è senz'altro più complessa della narrazione alla quale si richiama il collega Deriu, è molto più complessa perché, aldilà della superficie, si muovono, sotto il sistema dei trasporti, una serie di profondità di livelli e di interessi che sono più grandi delle riflessioni che sono state fatte finora. Io direi in primo luogo una cosa: il tema dei trasporti ripropone per intero una questione più ampia e cioè l'autonomia che per i grandi temi, come il trasporto e l'energia, non basta più. Questa autonomia che non è speciale e un'autonomia vigilata, non è uno strumento utile in questi tempi per gestire gli interessi vitali di quest'Isola. Allora io credo che ci voglia un approccio diverso e nuovo sotto questo profilo - sento di fare un appello al Presidente della Regione prima di tutto - l'approccio nei rapporti con lo Stato italiano e con l'Unione europea ad essere un approccio diverso, perché? Perché a me è capitato personalmente di andare a tutelare le ragioni di quest'Isola a Bruxelles e di trovare lo Stato italiano con l'(…) che non si trovava a sostegno delle posizioni della Sardegna ma paradossalmente a sostegno di posizioni diverse, in conflitto con interesse pubblico che erano gli interessi delle grandi compagnie, marittime o navali. Allora facciamo un passo indietro, quando nasce il problema degli aiuti di Stato sugli aeroporti? Nasce nel 2003, nasce per una lettera-denuncia della compagnia Airone Spa contro Ryanair che aveva cominciato ad ottenere una serie di vantaggi non solo su Alghero ma su Alghero, Pescara, Roma e una serie di altri aeroporti. Quindi il problema nasce su un conflitto tra aziende e privati, e la Regione ci viene lasciata dentro mentre la Regione, e questo un altro argomento, difende e tutela interessi che sono completamente diversi, peraltro che concorrenza può esistere tra il sistema aeroportuale sardo che è circoscritto dal confine geografico netto dal mare e dal sistema degli altri aeroporti militari? Qui consentitemi una postilla, chi è quest'Europa che citiamo sempre come il tribunale di ultima istanza che decide sulla bontà delle nostre politiche? Ora, badate, spesso e volentieri sfatiamo questo mito, quest'Europa che noi citiamo non è un tribunale di ultima istanza, è fatta spesso e volentieri da funzionari grigi che non sanno bene neanche dove sia la Sardegna, che spesso e volentieri non conoscono le ragioni di quest'isola, e che quando aprono procedure di infrazione semplicemente fanno una contestazione, ma esistono gradi e livelli più alti dove questa Regione può difendere i suoi interessi. È su questo che io credo che questa Giunta debba fare una riflessione in più, cioè non sempre ci si deve fermare al fatto che abbiano aperto una procedura di infrazione per bloccare tutto, perché se noi avessimo ragionato così, cari colleghi, nel 2010 non avremmo approvato all'unanimità la legge numero 10, perché c'era una procedure di infrazione aperta dal 2007 con una decisione della commissione dell'11 settembre del 2007 che diceva che gli aiuti agli aeroporti erano soggetti ad una valutazione di aiuto di Stato. Invece no, questa politica, questa classe dirigente ha ritenuto che in quel momento fosse importante per il territorio del nord est della Sardegna e per l'intera isola, tenere aperto quell'aeroporto. A maggior ragione, nel momento in cui quell'aeroporto è un valore di quest'isola, perché per l'80 per cento noi siamo noi i proprietari di quell'aeroporto, per il restante 20 per cento è la Sfirs, quindi sempre la Regione. Aggiungerò di più: quando la regione Vallonia e l'area di Bruxelles hanno supportato per l'aeroporto di Charles de Gaulle in maniera forte ed efficace Ryanair, la Commissione europe,a con una decisione piuttosto famosa ha detto che gli aiuti in grado di sviluppare ed assicurare una migliore utilizzazione delle infrastrutture aeroportuali attualmente sottoutilizzate che rappresentano un costo per la collettività possono avere un chiaro interesse comunitario iscriversi negli obiettivi della politica comunitaria per trasporti, cioè questa Commissione europea ragione non in maniera uniforme ma ragiona in base alle pressioni e alla capacità di pressione di lobby che le singole realtà territoriali riescono a fare su di essa. Per cui il problema non è stand still, il problema è esercitare tutto il peso politico e la pressione che si può sullo Stato italiano e sull'Unione europea per affrontare il problema anche con coraggio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, assessore io non credo che lei debba avere assicurazioni per la simpatia che posso portarle a livello personale. Il ragionamento è ben diverso, siamo in un'aula dove si deve fare politica, dove si deve ragionare su quelli che sono i fatti politici, ed è ora di finirla di essere buonisti per cui tutte le vacche sono nere in una notte nera! Non è vero! Perché l'alba arriva per tutto, e non c'è neanche la necessità, onorevole Deriu, di scomodare Yom Kippur perché egli non vedeva poi quel capro né degno di essere consacrato a Yahweh, né degno di essere consacrato ad Azazel, quindi era una cosa indegna perché coperta di peccati. State ponendo il vostro Assessore in quelle condizioni dove io non voglio che vada, ma voglio parlare di politica.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE LAI

(Segue DEDONI.) Qual è la politica attiva nei confronti dei trasporti che si è sviluppata in questi due anni e mezzo? È vero che ci sono responsabilità che vanno indietro, ma analizzandole bene se una legge 10, che è stata fatta con Cappellacci, oggi non va più bene si aspettava due anni e mezzo a toglierla via, come avete fatto con la legge sul golf? E fare qualcosa che fosse degno perché la Sardegna, pietra fissa in mezzo al mar Mediterraneo insieme alla Corsica, di cui dirò dopo, credo che ci insegni molto a capire che è qualcosa di isolato, per chi non lo avesse ancora capito, e che è un qualcosa che, come dico sempre, in mezzo al deserto per cui bisogna attraversarlo. Ora, io ritengo che da Cappellacci in giù l'attuale Assessore abbia sbagliato nel dare indicazioni, a dire il vero era giusta l'intuizione di governare gli aeroporti sardi in un'unica entità, ma neanche adesso siamo riusciti a far sì che questo avvenisse, anzi si è chiuso Fenosu, si è chiuso Tortolì, cinque aeroporti in Sardegna, un milione 600 mila abitanti, quattro aeroporti in Corsica 350 mila abitanti. Bene, io credo che bisogna capire che cosa c'è dietro, quali sono le forze che si nascondono dietro tutte queste carenze, e ha ragione forse Massimo Dadea, autorevole esponente della sinistra: low cost abbandonano l'isola, calo dei voli del 40 percento con relativo collasso dell'economia, un partito snaturato dal potere di banche e fondazioni.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE GANAU

(Segue DEDONI ATTILIO.) Allora io mi chiedo: qual è il governo degli aeroporti che si vuole dare? C'è una richiesta fatta dal sistema di Abu Dhabi che è pronta a spendere un miliardo e mezzo di investimenti nell'isola a cui si chiede invece di comprare pecore, vi è invece la F2I che guarda caso al terzo posto trova un certo Antonio Cabras consigliere di amministrazione, il fondo degli investimenti delle infrastrutture in Italia.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE GANAU

(Segue DEDONI ATTILIO.) Allora io mi chiedo se questa nuova entità deve gestire gli aeroporti sardi, li vuole acquistare al costo di vendita come si vuole realizzare con Alghero oggi e ieri con gli altri due aeroporti sardi? Vogliamo che, e sappiamo bene, che prima si è cercato di unire la vendita di Alghero con Oristano e oggi si vuole rendere Cagliari con Alghero, per cercare di farla prendere. Allora io mi chiedo: la politica la determina questo Consesso, che dovrebbe rappresentare il popolo sardo, o altre figure ben più lontane che invece incombono su quelli che sono i destini della Sardegna? Se mi permettete è una domanda legittima a cui attendo risposta e non certamente solo oggi. Dovrei affondare ulteriormente le condizioni date, ma il tempo è tiranno, ma avremmo occasioni, circostanze per poter proiettare quello che è un diritto dei sardi non solo alla mobilità, ma ad avere uno sviluppo e pensare che in Corsica invece hanno un'azienda della regione che guadagna già 2 milioni di euro all'attivo e ha 15 aerei che servono, quelli che sono per noi, il T2. Ma c'è una necessità che ragioniamo serenamente bipartisan per cercare uno spunto unitario per dare forza e tutela della nostra isola, al di là di Europa o non Europa, o potentati, ma se non abbiamo uno scatto…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pierfranco Zanchetta. Ne ha facoltà.

ZANCHETTA PIERFRANCO (Cristiano Popolari Socialisti). Mi permetto anche io di fare una metafora calcistica, in apertura del mio intervento mutuando quanto ha detto l'onorevole Alessandra Zedda, che forse ha fatto un errore di ruolo sull'assessore Deiana, perché non è un attaccante, non fa gol ma dobbiamo dire che è uno portierone per parare tutte le cannonate che gli si sta tirando, è un gran portiere. Detto questo, vorrei richiamarmi alla citazione colta, come sempre, dell'onorevole Deriu per mettere in pratica gli insegnamenti socratici e usare la maieutica proprio come elemento di dialogo, anziché di contrapposizione. Tanto che dico che nonostante l'operazione fallimentare della flotta sarda, e quindi successivamente il default di Saremar, il presidente Cappellacci aveva avuto un'intuizione che forse noi dovremo analizzare nel merito ed entrare in maniera più approfondita nelle considerazioni che devono farci uscire dall'impasse, perché è vero che la criticità più forte è rappresentata dal trasporto aereo e dalla sofferenza che oggi vivono realtà come Alghero, che sono in capo alle preoccupazioni del Sindaco. Però è altresì vero che noi abbiamo un altro in elemento che trascuriamo che è il trasporto marittimo, nel quale certamente le merci hanno una dominante, ma ancora oggi i passeggeri sono un elemento importantissimo per quanto riguarda i flussi turistici. Quindi, anche sul trasporto marittimo noi dobbiamo fare delle osservazioni e anche muovere delle critiche, e io non mancherò di farle all'assessore Deiana, non per questo però lo reputo un imputato non da lapidare, come ricordava l'onorevole Deriu, ma da sollecitare perché si risolvano molti degli aspetti ancora irrisolti.

Il trasporto aereo, dicevo, è il dramma, il dilemma dal quale non usciamo ed è per questo che condivido in pieno gli interventi dell'onorevole Congiu e dell'onorevole Sabatini, quando c'è il richiamo forte all'Europa, non possiamo non avere con l'Europa un dialogo completamente diverso da quanto oggi avviene, ma io credo per altro, ed è una mia personalissima opinione, che fin quando c'è Jean-Claude 007 Junker le cose siano difficili da risolvere. Dico questo perché siamo ben consci tutti degli scandali da cui proviene. Ma detto questo, io rimarco l'attenzione sul trasporto marittimo e dico subito all'Assessore, che è necessario intervenire immediatamente per rivedere la condizione Terrenia, e bisogna farlo con il Governo nazionale perché quella convenzione che oggi vede, ad esempio, in regime di libera concorrenza, senza controllo, le tratte di Olbia Genova e Portotorres Genova, permettono, com'è stato anche ricordato, di fare 80 euro a posto ponte o di avere addirittura biglietti che costano 200 euro. Ecco, io credo che questo sia un aspetto fondamentale della nostra rivendicazione che deve avvenire a tutto tondo su un sistema di trasporti che deve certamente garantire la continuità. Così come, assessore Deiana, e mi scusi se la distraggono dalla sua conversazione, credo che noi dobbiamo considerare anche un altro aspetto, non so se lei mi ha seguito nella mia modesta, modestissima anzi analisi del nostro sistema dei trasporti. Però io la richiamo su un altro aspetto che sono i collegamenti marittimi che riguardano, sulle isole minori arrivo dopo, che riguardano la Sardegna con la Corsica. Se noi non facciamo il bando entro settembre rischiamo di non avere più collegamenti con la Corsica. Caro presidente Ganau, la prossima volta che lei ci convocherà come capigruppo o come consiglieri ad andare in Corsica, io sono certamente ben lieto di mettere a disposizione una barca che ci porterà a Bonifacio e poi un collegamento più comodo del pullman con il quale abbiamo attraversato la Corsica, però noi rischiamo di non avere quel collegamento, assessore Deiana, un collegamento fondamentale proprio per gli elementi che stavamo ricordando e chi ci richiamano alla nostra sofferente incapacità di avere il rapporto con l'Europa, ma che il primo rapporto con l'Europa noi lo abbiamo proprio con la Corsica. Quindi io la impegno adesso ad assumere solennemente degli impegni affinché quella gara venga bandita entro settembre perché a novembre temo che noi possiamo veder vanificato quel collegamento. È chiaro che bisogna richiamare anche i francesi…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Emilio Usula. Ne ha facoltà.

USULA EMILIO (Soberania e Indipendentzia). Grazie Presidente, io devo dire subito che per me questa è un'occasione positiva parlare del nostro stato dei trasporti, per volerlo racchiudere una sola parola, secondo me è un fatto positivo. Fuori da questa aula se ne parla tantissimo, fuori da questa aula si sottolineano tantissime criticità, noi come Consiglio regionale forse abbiamo avuto troppe poche occasioni per far sentire la nostra voce, qualche comunicazione anche dell'operato della Giunta e dell'operato della maggioranza non è stata così efficace nel sottolineare quelle cose anche positive che sicuramente sono state fatte.

Fuori da questa aula c'è una percezione sulla continuità territoriale, che poi ricordiamolo è un diritto inalienabile dei cittadini alla mobilità, una continuità territoriale che non funziona, non funziona benissimo, non funziona in modo soddisfacente, c'è una percezione e viene sottolineata spesso, una percezione sullo stato dei trasporti interni gomma e ferrovia assolutamente anche questa poco soddisfacente per dirla forse anche con un eufemismo. C'è uno stato delle strade, in particolare le strade dell'interno e delle periferie della Sardegna che sicuramente meritano attenzione oggi anche con questo dibattito può essere un'occasione per sottolineare le cose che non vanno bene. Ma tutto questo è colpa di Massimo Deiana, è colpa di Pigliaru, è colpa di questa Giunta, è colpa di questa maggioranza? Io credo che sarebbe perlomeno ingeneroso, e dico anche un termine un pochino più forte poco onesto, attribuire a questi autori, a noi, a questa maggioranza le responsabilità di questo stato di cose. Io credo che sarebbe più onesto, sarebbe più giusto un'assunzione di responsabilità anche da parte di chi in questi cinque anni precedenti questa consiliatura ha governato anche i trasporti, secondo me è una cosa positiva, diamo un buon segnale ai cittadini se tutti noi partiamo nella nostra analisi e nel sottolineare le cose che non vanno bene anche da un'assunzione di responsabilità per la parte che a ciascuno compete. C'è sicuramente la necessità di un piano di trasporti regionale, è vero siamo anche in ritardo e questo lo dico a questa maggioranza, ma dove è il piano regionale dei trasporti da 2008, siamo ancora con un piano regionale dei trasporti approvato come testo provvisorio. Nei cinque anni precedenti questa consiliatura non c'è stato un piano regionale dei trasporti efficiente, efficace, rispondente ai bisogni dei sardi che questa maggioranza sta stravolgendo, che questa Giunta, questo Assessorato sta stravolgendo. Diciamoci la verità ci troviamo a gestire una situazione che ha sicuramente origini lontane.

Io dico anche che è importante il fatto che oggi a due anni e mezzo si sta affrontando questa problematica, è una buona occasione per usare un ancora una metafora calcistica: è come un metà tempo, non siamo ancora in vantaggio, non stiamo tenendo un grandissimo risultato, nella seconda parte di consiliatura, nella metà tempo di questa partita andiamo occasione, abbiamo possibilità di migliorare il risultato, di portare a termine la partita con una vittoria.

Voglio solo ricordare una cosa non mi piace sentire sottolineature e richieste di sfiducia ad assessori da parte di chi prima di tutto dovrebbe assumersi una sua parte di responsabilità per quanto lasciato in eredità a questa terra e al popolo sardo. Io credo che dobbiamo davvero pensare a un tipo di rapporto nuovo, sottolineare l'opportunità che ci dà il piano per la Sardegna, sottolineare le opportunità che possiamo avere ricontrattando la vertenza entrate, il riconoscimento dell'insularità, è una cosa importantissima e mi sembra che questa maggioranza e il presidente Pigliaru la sta prendendo con la giusta e la sta affrontando con la giusta attenzione proprio perché la Sardegna nella sua condizione di insularità venga riconosciuta e vengano riconosciute anche delle deroghe a possibili finanziamenti per migliorare la nostra condizione dei trasporti.

Ultima cosa, siamo stati pochissimi giorni fa in Corsica, forse davvero potrebbe essere importante e utile vedere, stabilire con loro che cosa hanno fatto per poter portare avanti anche una sorta di azione comune Sardegna - Corsica in Europa, ci devono riconoscere…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SEL). Grazie Presidente, l'Assessore è impegnato al telefono, io volevo chiedere all'Assessore di liberare immediatamente la Sardegna, ci dica qual è il prezzo del riscatto ma liberi immediatamente l'Isola, Assessore. Siamo nel bel mezzo della liturgia che celebra la mozione di sfiducia, questa è già la seconda in questa consiliatura, una mozione dall'esito scontato, credo che il primo a saperlo siano gli amici delle minoranze perché ben sanno che non è con lo strumento della mozione di sfiducia che si possono proporre le soluzioni a problemi atavici e a un problema serio come è il problema dei trasporti. Siamo ben coscienti di quelle che sono le difficoltà, di quelle che sono le criticità, le emergenze che i sindaci da tempo ci stanno rappresentando. Ne siamo consapevoli, però ripeto la proposta di soluzione non può sicuramente scaturire dalla rimozione di un Assessore perché conoscendo l'assessore Deiana credo che se così fosse lui stesso sarebbe il primo a fare un passo indietro, ma purtroppo non può essere così. Io credo che il presidente Pigliaru sia quell'allenatore, mutuando le metafore calcistiche sportive di qualche collega che mi ha preceduto, che abbia messo in campo una squadra e sarà lui a dare i voti e decidere se i ruoli ricoperti da quei calciatori, da quei giocatori vanno bene o vanno modificati. Noi oggi siamo qui e dovremmo parlare del problema, del tema, non ne abbiamo parlato a parte qualcuno, siamo stati lì a fare dietrologia, a parlare di quello che è stato, a parlare di quello che non è stato. Io dico che non è in capo alla Giunta regionale e a questo Esecutivo esclusivamente la risoluzione del problema, io credo che noi dovremmo parlare con quei funzionari grigi a cui voi avete accennato, a quei tecnicisti dell'Unione europea e non dell'Europa, che non sanno neanche dov'è la nostra Isola, che non hanno capito che quello che è straordinario da altre parti da noi è ordinario, che non hanno capito che quello che è congiunturale da altre parti da noi è strutturale, e questo lo dico non solo a loro, ma lo dico anche al Governo Renzi che mi sembra, e non lo dico solo oggi, non disinteressato, ma che non si sia preoccupato più di tanto di quelle che sono le sorti della nostra Isola. E l'appello che io faccio sommessamente al mio Presidente è questo: noi vogliamo avere delle risposte che siano delle risposte serie, che non siano degli spot, che siano delle risposte che in qualche maniera cerchino di colmare il gap che si è creato fra la nostra Isola e le altre regioni dell'Italia, perché questo sinora non è avvenuto. Dicevo, nessuno ha fatto proposte alternative, il collega Congiu parlava dell'articolo 10, e perché no? Se questo articolo 10 consente di praticare agevolazioni fiscali manovrando la nostra quota di partecipazione statale, da un comparto che sinora comunque non ci ha fatto incassare nulla o zero, perché non provarci, potrebbe essere appetibile e potrebbe essere un costo per le casse regionali a costo zero. Dobbiamo provarle tutte, dobbiamo davvero provarle tutte, perché oggi noi, rigettando la mozione di sfiducia, non è che stiamo dicendo che va tutto bene, non va tutto bene, lo sappiamo bene, e quindi siamo qui appunto per cercare di proporre le soluzioni che, come dicevo prima, non possono essere quella della rimozione di un assessore. Non si può far finta di niente da chi deve darci quelle risposte, noi abbiamo un patto per il Sud che è in fase di elaborazione. Io dico, visto e considerato che le criticità e le emergenze che affliggono la nostra Isola non sono quelle congiunturali che ci sono da altre parti, è possibile che noi non riusciamo davvero in maniera pratica, certa, ad avere una risposta che almeno qualcuno di questi problemi e di queste criticità ci possano mettere nelle condizioni di dare delle risposte, di risolverle. Il voto no alla mozione di sfiducia non vuol dire assolutamente che i problemi che ci sono stati presentati e rappresentati dai territori, dai sindaci, dal Nord Sardegna in particolare, non sia una rappresentazione vera, però per dare risposta a queste che sono rappresentazioni più che vere io credo che davvero la risposta ci debba essere soprattutto da un Governo centrale che sinora non ci ha dato nessuna risposta.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Oggi ci troviamo a discutere la mozione di sfiducia dell'Assessore dei trasporti, è un gesto estremo, un gesto estremo della politica, un gesto estremo della minoranza per rivendicare e per far emergere quelli che sono i problemi sui trasporti in Sardegna. Il problema dei trasporti in Sardegna è la madre di tutti i problemi, trasporti significa economia, trasporti significa vita per la Sardegna. Avremmo rinunciato volentieri a questo gesto estremo, Assessore, se ci fosse stato un minimo di risultati, una collaborazione attiva e una visione moderna dei trasporti stessi. Al contrario, sembra di essere all'anno zero, con un Assessore completamente fuori pista relativamente alle questioni attinenti la continuità territoriale aerea e marittima, i collegamenti con le isole minori. Il taglio delle tratte del trenino verde, la situazione deficitaria delle ferrovie e delle tratte su gomma. Insomma, siete stati straordinari, non vi siete fatti mancare nulla, siete riusciti ad intervenire e distruggere su tutti i fronti dei trasporti. Assessore, io la definisco da oggi il mio mito, lei è il re Mida al contrario. Non è un caso che l'Assessore sia stato bersagliato dalle contestazioni, soprattutto dei residenti delle isole minori, in particolare di Carloforte e di La Maddalena. A proposito, della questione traghetti isole minori, c'è infatti da registrare come sia stato completamente disatteso l'ordine del giorno numero 40, votato all'unanimità dal Consiglio regionale, eppure dallo stesso assessore Deiana il 6 maggio 2015, nessuno dei punti approvati nell'ordine del giorno è stato rispettato, in particolare riferendosi ai sette punti oggetto di approvazione, il servizio passato alla Delcomar è stato completamente privatizzato e non è rimasto in ambito pubblico, non è stato aperto nessun tavolo di confronto col Governo nazionale. Ad oggi, il vincolo del contributo governativo legato alla privatizzazione del servizio del trasporto marittimo verso le isole minori è rimasto e si è in attesa dell'erogazione effettiva del contributo sospeso unilateralmente dal Governo dal 2012 pari ad oltre 13 milioni di euro all'anno, risorse che potrebbero essere utili per il rilancio dei trasporti verso le isole minori. La clausola sociale inserita nel bando non ha nei fatti tutelato l'occupazione, il collega Solinas probabilmente si riferiva a cose ben diverse perché moltissimi lavoratori hanno perso il posto di lavoro, ponendo l'imprenditore privato a compiere le scelte ritenute più opportune in modo assolutamente discrezionale. Non è stata creata nessuna società mista pubblica o privata che potesse partecipare al bando regionale di assegnazione del servizio di trasporto marittimo per le isole minori per sei anni, più eventuali tre di proroga. Il nuovo contratto di servizio con il soggetto vincitore del bando è stato firmato senza che siano effettivamente stati tutelati i posti di lavoro attivi al 2015, considerata l'applicazione di contratti a tempo determinato a tutti, compreso quelli che in Saremar erano assunti a tempo indeterminato. Senza dimenticare la riduzione degli stipendi e molti lavoratori costretti a terra come i tanti iscritti nelle liste regionali, con Saremar lavorano con una certa continuità, ed inoltre il personale delle biglietterie portuali. Abbiamo assistito in questi giorni, presso il nostro sbarco a Bonifacio, ad alcuni lavoratori della Saremar che sino a ieri lavoravano presso le isole minori di Carloforte o Calasetta trasferiti a Bonifacio. Non è stato istituito nessun organismo di controllo assolutamente necessario, considerando le ripetute criticità emerse nei primi mesi di servizio nel nuovo gestore che risulta essere monopolista a Carloforte. Inoltre, notizia di questi giorni, il traghetto … Anna Mur ha interrotto il servizio a causa di un guasto, un propulsore che perde olio, solo grazie ad una segnalazione di un semplicissimo turista che ha potuto notare una perdita di olio in mare che in qualche modo impediva il movimento dello stesso. Questo porterà un ulteriore danno al servizio tra Carloforte e Portovesme e tra Carloforte e Calasetta. Per non farci mancare nulla, il nostro bravo armatore ha anche interrotto per il weekend quello che era lo sconto per i turisti e per i residenti, quindi per luglio e agosto i sardi dovranno pagare il biglietto pieno anche per il weekend. Molto curioso, perché chiedere lo sconto nei mesi dove non c'è un afflusso di turisti è veramente ridicolo. Basterebbe questo per un voto favorevole alla sfiducia dell'Assessore. I fallimenti vanno oltre purtroppo, è il caso di citare la soppressione dei treni, i tagli alle corse che vedono interessati i territori più marginalizzati, ad esempio il convoglio delle 7.45 che, dalla stazione di Carbonia-Iglesias, parte verso Cagliari, con disagi quotidiani per i pendolari, lavoratori e studenti, corse soppresse senza preavviso, ritardi quotidiani, senza dimenticare la beffa del Pendolino…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Roberto Desini. Ne ha facoltà.

DESINI ROBERTO (Sovranità Democrazia e Lavoro). Prima di intervenire sull'oggetto in discussione, vorrei fare un invito a tutte le forze politiche, e un po' anche a tutti cittadini, e cioè quello di avere prima di tutto rispetto delle persone, perché al di là dei ruoli che ciascuno di noi ricopre pro tempore, io penso che gli attacchi, gli insulti, le illazioni dei comportamenti alquanto scorretti nei confronti della persona dell'assessore Deiana sia assolutamente da condannare, da criticare e soprattutto invitare tutti noi, rappresentanti politici, ad avere dei comportamenti più consoni, anche perché quello di aizzare le folle e il popolo, che mi rendo conto è in estrema difficoltà, io vengo dal Nord Sardegna e vedo con i miei occhi quello che sta vivendo il Nord-Ovest della Sardegna, in particolar modo la città di Alghero e non solo, però è anche vero che noi possiamo conquistare la simpatia dei cittadini del momento, ma non stiamo facendo un buon servizio alla politica. E soprattutto queste 2 mozioni ci danno lo spunto per fare una discussione seria e attenta di quello che è uno dei problemi, il problema dei problemi della nostra Isola, quello dei trasporti, ma io ritengo che lo dobbiamo fare con un po' più di maturità, e cioè al di là di quelle che sono le appartenenze politiche, al di là di quelli che sono i ruoli che ciascuno di noi in questo momento ricopre. Perché dico questo? Perché ci sono degli elementi e dei dati oggettivi che sono sotto gli occhi di tutti. L'accordo siglato dall'allora governatore Renato Soru nel 2007 con il Governo, con il quale noi ci facevamo carico della continuità territoriale della sanità sicuramente è da rivedere, sicuramente nel 2016 non è più un accordo che è più sostenibile, per tutta una serie di motivi, anche perché siamo un'Isola, viviamo l'insularità nell'insularità, abbiamo delle altre isole minori nella nostra Isola, ed ecco il motivo vero, secondo me, il vero nodo politico sul quale noi dobbiamo entrare nel merito. E anche perché, badate bene, c'è un dato statistico: al Governo della Regione sarda negli ultimi anni c'è sempre un'alternanza - centrodestra-centrosinistra centrodestra-centrosinistra -, allora io chiedo a tutta la politica, che è qui rappresentata in questa Assise, dov'era la politica, e mi riferisco soprattutto all'aeroporto di Alghero, quando dal 94 in poi c'è stato un management che si è messo a disposizione, al servizio della cattiva politica, dove ne hanno fatto di tutto e di più, dov'è stato assunto l'impossibile, mi spiegate come è concepibile che l'aeroporto di Alghero, con 1 milione di traffico di passeggeri, ha gli stessi dipendenti dell'aeroporto di Cagliari che ha 3 milioni di passeggeri annui. Perché non ci poniamo queste domande? Perché continuiamo ad essere ipocriti? Perché continuiamo a negare la verità? Questi sono i risultati, queste sono le conseguenze che noi stiamo facendo pagare ai nostri concittadini. E allora io non ci sto a continuare a fare demagogia, a continuare ad avere determinati atteggiamenti che la gente non capisce, non recepisce e che rigetta. E allora la maturità della politica dove è? Perché io non ho sentito nessuno quando quel management, e sono stato assessore provinciale dei trasporti e sedevo con qualche collega, come l'onorevole Tedde quando ricopriva il ruolo di Sindaco nell'assemblea della Sogeal, che abbiamo ricapitalizzato per 6 volte, abbiamo divorato decine di milioni pubblici, di fondi pubblici. E allora io dico: abbiamo tutti delle responsabilità, e allora affrontiamo il problema dei trasporti in maniera seria, cerchiamo di mettere in atto tutte le politiche e tutte le sinergie possibili per avere un rapporto e un confronto assolutamente diverso, sia con il Governo, ma soprattutto con la comunità europea. E con tutto il rispetto per l'ex presidente Cappellacci, onorevole Cappellacci, la continuità territoriale che ha una durata quadriennale l'ha fermata lei nel 2013, scade nel 2017. Onorevole Cappellacci, i soldi della rete ferroviaria sulla Cagliari-Sassari per la modernizzazione, i 130 milioni li ha spostati la sua Giunta sulla Sassari-Olbia, e io dico giustamente forse in quel momento, perché può darsi che quell'opera fondamentale per la Sardegna non si sarebbe fatta, però diciamoci le verità, le carrozze, che lo sappiamo tutti le carrozze sulla Sassari-Cagliari, che se non si rifà l'ammodernamento della rete ferroviaria non potranno raggiungere determinati risultati, lo sappiamo tutti. Così come la legge numero 10, e che siamo in infrazione, siamo da 3 anni bloccati non l'ha deciso questo Governo, dove anche noi abbiamo delle responsabilità, sicuramente dovevamo fare di più, sicuramente dovevamo comunicare meglio ai cittadini, sicuramente ci doveva essere un approccio diverso, però è anche vero che se noi continuiamo con questo teatrino, non facciamo gli interessi dei sardi. E allora diciamoci le cose come stanno, e soprattutto io rinnovo la fiducia, a nome di tutto il Gruppo, all'assessore Deiana, e mi auguro che questo dibattito, questo confronto sia di stimolo per lei, Assessore…

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Oggi discutiamo di trasporti, problema di cui i colleghi hanno detto tutti quanti negli interventi essere il problema forse principale in questo momento, e forse non solo in questo momento, perché le cose quando arrivano ad essere discusse e hanno dei problemi, evidentemente hanno anche origini lontane e sulle quali occorre naturalmente dire per essere onesti intellettualmente soprattutto nei confronti di chi ci ascolta e anche nei confronti di noi stessi, perché è così. Oggi discostiamo due mozioni di centrodestra, che presenta un quadro della situazione che sappiamo tutti non essere roseo, lo fanno i miei colleghi, i colleghi di opposizione che sono intervenuti con interventi duri, abbastanza forti rispetto alle accuse che vengono formulate, in particolare la mozione presentata dal collega Tedde è una mozione dura, di quelle dai contenuti, e anche, così come è stata illustrata, certamente non ha risparmiato critiche di nessun tipo. Però gli interventi in questo caso possono essere fatti e le … possono essere lanciate soltanto se si ha una buona dose di faccia tosta, ed è quella che molti colleghi hanno, a questo punto, perché io, collega Locci, lei ha … dire: "Non utilizziamo nessun alibi per cercare di dire le cose", però le cose hanno un'origine e vengono da lontano, e bisogna avere un po' di senso del pudore prima di dire le questioni così come sono state raccontate. Ci sono responsabilità in Sardegna, ci sono responsabilità importanti, perché una di queste responsabilità non può non essere addebitata soprattutto a chi ha gestito il Governo nella precedente amministrazione regionale nel 2009-2014, e mi riferisco al traffico aereo, mi riferisco soprattutto alle low cost, mi riferisco in modo particolare agli aiuti della Commissione europea che vengono considerati aiuti di Stato e non possono essere utilizzati, mi riferisco, perché anche l'intervento ultimo del collega Rubiu parlava di continuità marittima delle Isole minori, li c'è un buco di 11 milioni di euro, la cosiddetta "flotta sarda", di … memoria, che non può essere dimenticata, è un dato di fatto che deve essere ricordato, 11 milioni di euro di buco che hanno causato l'affondamento della Saremar per il trasporto delle Isole minori, per il traghettamento delle navi e dei passeggeri nelle Isole di La Maddalena e della Corsica, che ha fondato di fatto la gestione pubblica, e ora queste cose vengono scaricate sull'amministrazione di centrosinistra, che non si può sottrarre alle proprie responsabilità. Questo non lo facciamo e non lo vogliamo fare, però non bisogna dimenticarsi di come le cose sono nate, da che cosa hanno avuto origine. Allora, si dice che l'Unione europea blocchi questo tipo di interventi. Io una cosa la voglio dire, con molta franchezza, noi non possiamo non dire che il sistema dei trasporti adesso in Sardegna funzioni bene, non lo possiamo dire, credo che nessuno possa negare il fatto che abbiamo serie difficoltà nel trasporto degli uomini, nel trasporto delle merci, del diritto della mobilità, nel diritto ad avere un'economia che funzioni come si deve perché i trasporti funzionano. Questi si chiamano diritti e vanno riconosciuti ai sardi come qualsiasi altro cittadino di questa nostra Italia, e ognuno di noi deve fare la sua parte fino in fondo, pertanto ci sono questioni che non solo non ci devono dividere, ma ci devono trovare uniti nel rivendicare gli spazi di intervento che ognuno di noi ha il dovere di fare per dare maggiori diritti ai cittadini di questa nostra Terra. Poi ognuno di noi deve avere le sue responsabilità. È vero, noi governiamo la Sardegna da 2 anni e mezzo e noi ci dobbiamo assumere le nostre responsabilità di questi due anni e mezzo di governo. In più occasioni si è tentato di dimostrare che non è proprio così perché le norme europee - io l'ho detto in altre occasioni, lo ribadisco oggi - non impediscono alle Regioni di sostenere la crescita del traffico aereo attraverso trasferimenti di risorse agli aeroporti per opere infrastrutturali o per finanziare le compagnie low cost con tariffe ridotte per i servizi aeroportuali, per il finanziamento per avviare nuove rotte o per il cofinanziamento al così detto comarketing. Le difficoltà di oggi non nascono quindi dalle norme europee quanto dal mercato e dal mancato rispetto e dall'utilizzo improprio di tale enorme. In particolare sono frutto di comportamenti messi in atto nel periodo 2010-2013 oggetto della procedura europea ancora in corso che hanno avuto origine proprio durante la gestione del centrodestra e queste cose non possono essere non dette, non possono essere non evidenziate. Ci siamo dimenticati - come ho già detto prima - delle risorse che sono state utilizzate. Detto questo, non si può negare che la situazione sia complicata, detto questo non si può non dire che bisogna trovare delle forme per intervenire rapidamente e superare il gap che stiamo scontando pesantemente sulla nostra economia e allora il problema vero è che forse si sarebbe potuta seguire anche qualche altra possibilità. Io lo pongo come interrogativo e l'Assessore dopo interverrà e ci dirà come giustamente deve fare. Forse si sarebbero potute utilizzare le linee guida europee del 2014 che avrebbero potuto consentire alla Regione di sostenere comunque i voli low cost senza trascurare le procedure di infrazione ancora non definite relative ai contributi erogati ai sensi della legge 10 del 2010. O ancora per sostituire il sistema di sostegno ai voli low cost in attesa del risultato della Commissione europea avremmo potuto individuare qualche soluzione alternativa? Ancora, così come qualche sforzo maggiore si sarebbe potuto compiere sulla continuità territoriale 2 che ha rallentato i collegamenti tra l'isola e gli scali nazionali minori con un prezzo pagato importante in termini di accessibilità con conseguenze sulla mobilità dei cittadini? Ancora, sulla gestione degli aeroporti forse i tempi sono maturi per un piano regionale del trasporto aereo e per la creazione di un sistema...

PRESIDENTE. Onorevole Cocco, il tempo a sua disposizione è terminato.

E' iscritto a parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). L'arte di mandare a spasso a braccetto verità e menzogna in modo che chi li vede passare non sappia distinguere quale sia la verità e quale sia la menzogna, mi pare una costante di alcuni interventi che ho sentito dai banchi del centrosinistra. Guardate, il disastro che ha provocato questa Giunta regionale e l'azione dell'assessore Deiana è sotto gli occhi di tutti. Il disastro che l'attuale Giunta regionale ha prodotto sul caso Ryanair, con effetti devastanti sull'intero tessuto economico, non sono di Alghero o del Nord Sardegna, badate, ma dell'intera isola, sono talmente palesi e sono talmente goffi quei tentativi che non esito a definire da irresponsabili, tentativi di minimizzarli, di ridimensionarli, che cosa serve? A cosa vi serve colleghi del centrosinistra? Ma pensate che solo puntando il dito e rivangando eventuali responsabilità del passato voi proponete la soluzione oggi a chi è venuto da Alghero col consiglio comunale? È questa la risposta che date al sindaco Bruno, ai cittadini di Alghero, agli operatori commerciali, agli operatori turistici, agli albergatori, ai ristoratori, a quelli che stanno consegnando i libri in tribunale perché sono sull'orlo del fallimento? Il problema non è solo cosa fare oggi e domani, ma purtroppo quali sono le conseguenze che, caro Assessore, questo è il problema, il vostro immobilismo ha determinato. Non venite a raccontarci anche oggi i resoconti delle riunioni, presidente Pigliaru, è un bollettino quotidiano dei resoconti delle riunioni che fate a Villa Devoto, in viale Trieste, nelle segreterie del Partito Democratico, a Roma, non so con chi, viaggi a Bruxelles, dichiarazioni di facciata a cui non seguono però in concreto risposte. Perché sono quelle che attendono quelli che si sono scomodati che sono venuti dal Nord Sardegna qui per celebrare in senso anche dimostrativo un consiglio comunale sotto i portici della più alta istituzione rappresentativa dei sardi. Guardate, per quanto ci riguarda siamo pronti, presidente Pigliaru, a ritirare immediatamente la mozione solo che lei indichi oggi col suo Assessore una soluzione, non una soluzione da rinviare a domani ma oggi, una soluzione che consenta agli operatori del sistema e del settore di poter guardare con più serenità all'estate che è in corso, all'attività che è in corso, ma di poter guardare anche con maggiore serenità per gli esercizi futuri. Allora, ecco perché noi abbiamo voluto sollecitare questo dibattito, consapevoli che il vostro Assessore ve lo difendete con i denti e anche questa è un'operazione ipocrita, di facciata, perché non più tardi di questa mattina il segretario o comunque un deputato rappresentativo, forse non l'ha letto l'onorevole Daniele Cocco che è del suo partito, chiede non che si cacci l'assessore Deiana, ma che si cacci l'intera Giunta regionale! Ma perché lo dite a giorni alternati tutte le forze politiche, la necessità di mandare a casa questa Giunta perché è inadeguata? E oggi voi vi ergete a grandi paladini, grandi difensori dell'operato di questa Giunta regionale. Ma ci sta tutto nella politica, non quella sedia però, non quella delle battute, soprattutto quando si rischia che si consumino drammi proprio per questa inerzia, per questo immobilismo, per questa politica attendista del rimandare di continuo. Forse non avvertite che in Sardegna vi è una crisi non solo economica, ma vi è una crisi e un'atmosfera morale di depressione, di avvilimento. Gli indicatori che la povertà è aumentata, che la disoccupazione è aumentata, che l'occupazione è ridotta, che i consumi stanno avendo una drastica contrazione forse non vi interessano. Allora, presidente Pigliaru, io la invito a rendersi conto della realtà...

PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore dei trasporti.

DEIANA MASSIMO, Assessore tecnico dei trasporti. Io ho ascoltato con molta attenzione tutto il dibattito e credo che ci sia un aspetto positivo. Io coltivo culturalmente il dubbio, nel senso che non ci sono certezze, men che meno da un punto di vista tecnico, uno può dire che è in possesso della verità rivelata, diciamo che sia approssima alla verità sulla base di conoscenze tecniche. Quindi ho apprezzato e ho ascoltato con interesse quanto è stato esposto per esempio dall'onorevole Cossa quando ha illustrato la mozione e sicuramente confermo il fatto che c'è molto da lavorare sul sistema dei CT1 perché la CT1 non è un sistema immobile. Prima il presidente Floris ha avuto la cortesia e la bontà di ricordare gli esordi di questa avventura agli inizi degli anni 2000, dove fondamentalmente si brancolava nel buio, venne messo in piedi un primo sistema che era fortemente deficitario e poi ne sono seguiti tanti altri. La CT1 attualmente vigente è una CT1 che nasce nel 2013 e che era portatrice di un'idea che io continuo a condividere cioè quella di estendere a tutti, sardi e non, la possibilità di viaggiare a condizioni favorevoli. Purtroppo poi il mercato ha risposto negativamente e quindi si è dovuto modificarla, ma non è un punto di arrivo, è un punto di transizione, un punto di passaggio, ha dimostrato, è stato evidenziato una serie di difficoltà non ultima anche quella illustrata dall'onorevole Cossa relativa al fatto che forse dobbiamo chiederci se la prossima continuità che ricordo partirà dall'ottobre del 2017 perché è stato ricordato il contratto è quadriennale, dovrà tener conto di queste criticità, dovrà tener conto di tutto quello che è successo in questo periodo nel mondo aeronautico e dovrà tenere conto anche fondamentalmente di una novità di modello. Quindi io su questo posso dire che è in atto una profonda riflessione, la settimana prossima, il 19 luglio, abbiamo convocato la prima riunione della conferenza di servizi che come sapete è il passo iniziale per l'imposizione dei nuovi oneri di servizio sia per quanto riguarda la CT1 sia per la proposizione di oneri di servizio pubblico per il modello relativo alla CT2.

Ovviamente sono in atto tutta una serie di valutazioni, sappiamo ovviamente leggere anche le risultanze delle contingenze e ne terremo ovviamente conto. Sono d'accordo perché è sempre stato un mio sogno che noi dovremmo riuscire a vicariare la mancanza di un ponte fisico con l'esistenza di un ponte di servizio perché noi non abbiamo una continuità materiale e l'onorevole Cossa ha opportunamente ricordato che quando uno ha un ponte lo attraversa in qualunque momento, al massimo deve sopportare qualche disagio se c'è molto traffico. Il problema è che però purtroppo e su questo io continuo a rompermi la testa ma non da oggi perché è il problema dei problemi, il trasporto marittimo, ma soprattutto il trasporto aereo devono fare i conti con il fatto che la loro disponibilità non è infinita. L'esempio che vi posso citare è la grande difficoltà che abbiamo per esempio ad aumentare la capacità di trasporto soprattutto su determinate zone per esempio pensiamo a Milano - Linate dove esiste una difficoltà per esempio a trovare degli slot a prescindere dalla difficoltà di trovare aerei, equipaggi e quant'altro quando ovviamente servono. Seconda cosa molto breve, c'era anche un'altra mozione che fa riferimento a una questione sulla quale mi prendo due minuti per fare chiarezza. Allora, la legge numero 10 come sapete è stata approvata da questo Consiglio regionale ed era stata approvata considerandola perché esplicitamente si autodichiara come una legge di intervento secondo i servizi di interesse economico generale. La Giunta molto opportunamente in quel momento decise invece di applicarla con ben due delibere secondo il principio dell'investitore in economia di mercato e su questo iniziò immediatamente a dare i contributi agli aeroporti. E bene fece, inopinatamente ma non lo dico in maniera sarcastica perché francamente non ho contezza del motivo per cui, dopo un anno e mezzo di splendida applicazione della legge numero 10 invece si decise di cambiare e si dice: "No era un SIEG", e quindi un anno e otto mesi dopo la sua emanazione si decide di notificarla ed ecco che nasce il guaio. La legge numero 10 purtroppo a Bruxelles viene vista come un qualcosa che è stata utilizzata fraudolentemente spacciandola per un PIEM che non ha bisogno di essere notificato e poi invece facendola diventare SIEG e mettendoci di fronte ad una notifica tardiva e ad un inizio di pagamenti. Noi siamo bloccati su questo, siamo bloccati su questo e l'abbiamo difesa, non è vero che non l'abbiamo difesa e speriamo che la nostra difesa sia stata così efficace da farci assolvere o da farla ritenere non lesiva della normativa sugli aiuti di Stato. Se lo sarà noi avremo i meccanismi logici e giuridici per poter ricostruire quel sano principio per cui noi diamo le risorse agli aeroporti, i quali secondo procedure aperte, trasparenti e non discriminatorie potranno poi ovviamente darli ai vettori che verranno scelti per incrementare il traffico. Ma prima di questo momento questo meccanismo ha un'interruzione logica, non è al momento possibile dare i soldi agli aeroporti perché gli aeroporti li utilizzino quei soldi per fare quel tipo di attività, perché gli aeroporti possono utilizzare risorse per fare quel tipo di attività ma non quelle che gli vengono dalla Regione in questo modo. E' esattamente questo il punto della discussione. Se verremo dichiarati virtuosi nell'applicazione della legge numero 10, cosa che mi auguro vivissimamente e per la quale abbiamo lavorato in questi due anni, noi siamo pronti a riprodurre un meccanismo simile o quello che ci verrà consentito dall'analisi della decisione.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, il Presidente della Regione.

PIGLIARU FRANCESCO (PD), Presidente della Regione. Come tutte le occasioni, anche quelle più difficili dal punto di vista della politica in senso stretto, anche questa è un'occasione per parlare nel merito delle cose. Io credo che abbia ragione l'onorevole Cappellacci nel dire che quando si parla di trasporti non dovremmo essere divisi da muretti perché stiamo parlando di uno dei problemi fondamentali della nostra Regione e della sua natura insulare e di mitigare i problemi legati alla sua natura insulare. E oggi naturalmente siamo tutti pensando all'enorme fatica e difficoltà nella quale ci troviamo noi, ma soprattutto si trovano operatori che hanno visto all'improvviso sparire un mercato che era stato costruito magari in modo imperfetto, magari con un profilo di rischio altissimo dalla presenza di alcune compagnie low cost e in particolare di una e noi siamo assolutamente vicini anche nella difficoltà di dialogo in questo momento inevitabile con gli operatori e anche con qualche sindaco del Nord Sardegna, siamo vicini perché siamo consapevoli che stiamo attraversando delle difficoltà e l'affermazione che io posso fare è che queste difficoltà noi stiamo lavorando per superarle e l'auspicio, l'impegno per quanto può essere preso un impegno quando si parla di futuro, l'impegno è quello di far sì che questi operatori abbiano domani una situazione nella quale avranno restituiti con gli interessi i danni che stanno certamente subendo in questo momento. Quindi sì, siamo in difficoltà, non c'è nessun dubbio che siamo in difficoltà e per non avere muretti fra noi dovremmo avere tutti l'umiltà di riconoscere che intorno al problema dei trasporti la difficoltà non nasce oggi ma ha radici molto profonde. Se permettete per dire almeno una cosa sulla quale credo che siamo tutti d'accordo, la difficoltà nasce prima di tutto non qui dentro, non tra noi, non nelle differenze di opinione che pure ci sono, ma nella difficoltà questa sì da parte di istituzioni esterne a questa Regione di capire cosa vuol dire insularità e quindi noi ci siamo tutti mossi, noi adesso qualcun altro prima in un contesto in cui la normativa fa un'enorme fatica a capire cosa significa insularità e quindi mette paletti di ogni tipo e considera aiuto di Stato cose che sarebbero certamente aiuti di Stato in una regione non insulare ma che non ha nessun senso censurare quando parliamo di una regione che sta cercando di affrontare il problema che nasce da una sua caratteristica geografica.

Questo è il punto e questa è la prima vera natura delle difficoltà e questa dovrebbe essere la nostra componente comune. Quindi sì siamo in difficoltà perché là fuori, Europa, governi fanno fatica a capire lo status speciale nel quale noi ci troviamo in particolare quando parliamo dei trasporti e l'essenzialità, il fatto che sia assolutamente fondamentale che il problema dei trasporti venga affrontato per quanto riguarda l'isola in modo totalmente diverso rispetto a come lo si affronta in altri punti. Questo è il punto di partenza poi naturalmente siamo in difficoltà anche perché abbiamo fatto errori nel passato, tutti dobbiamo ammettere gli errori, noi ammetteremo e ammettiamo i nostri errori, alcune sottovalutazioni, avremo tempo di parlarne non c'è nessun dubbio, ma dev'essere chiarissimo che siamo in difficoltà anche per errori fatti nel passato, abbiamo parlato naturalmente della legge 10. Certo qualche volta si trovano soluzioni in dieci minuti, i cui problemi però durano dieci mesi o anche molto di più. Siamo in difficoltà perché la continuità territoriale mi pare che l'intervento dell'onorevole Cossa in qualche modo lo sottolineasse è roba vecchia, è roba rigida. Abbiamo per esempio e io non ho niente da dire contro questo, è stata fatta una scelta negli anni scorsi di ridurre il prezzo del trasporto per i non residenti, io non credo che sia una scelta sbagliata, ma non sono sicuro che si sia fatto il calcolo, il ragionamento di capire di quanto sarebbe aumentata la domanda di non residenti sulla continuità territoriale ingolfando la continuità territoriale. E' un sistema che non ha una flessibilità adeguata né a seguire il trend di domanda di trasporto, né ad affrontare i picchi che quella domanda inevitabilmente ha. Quindi una continuità che va pensata con molta più attenzione. Ma la CT2, oggi ho sentito cose molto contraddittorie. Decidiamo, sì voglio il low cost, però qualcuno auspica che la CT2 venga fatta a esattamente come era nel passato. Bene noi vogliamo anche mercato, vogliamo oneri di servizio dove necessari, ma vogliamo spazio al mercato. E la CT2 è stata fatta nel passato toglie spazi di mercato, e chiude il mercato per esempio al low cost che stanno comunque facendo nel mercato interno italiano un lavoro molto importante. Quindi la CT2 va ripensata e noi abbiamo una proposta ma ne parla fra un attimo, di come va ripensata. Quindi anche la CT2 ha delle difficoltà per come era disegnata assieme alla CT1, c'è moltissimo da fare per migliorare questi strumenti che sono fondamentali per costruire quel ponte virtuale di cui abbiamo assolutamente bisogno. E per il low cost abbiamo detto, io spero che tutti possano leggere un articolo su un aeroporto del nord ovest italiano, che per qualche tempo ha tentato di diventare hub di una compagnia low cost piuttosto conosciuta e famosa anche in quest'Aula, e che poi non c'è riuscita, ha rinunciato, ha distribuito in modo diverso. Oggi ha 28 compagnie che viaggiano da quell'aeroporto con un grande successo, con utili per l'aeroporto. Ventotto compagnie di cui molte lo low cost, non versano un euro alle compagnie low cost, e non versano un euro perché conoscono le norme, l'incertezza normativa per la quale ci stiamo muovendo, e per sicurezza non versano un euro, eppure sono riusciti a fare molto. Non capite male quello che sto dicendo. Noi abbiamo i soldi per finanziare le compagnie low cost e saremo prontissimi a farlo, ma abbiamo bisogno che quell'incertezza, che non solo noi percepiamo, sia risolta e speriamo che sia risolta tra pochissimo. Le tasse aeroportuali, qualcuno pensa che noi siamo stati timidi nei confronti del Governo, pensino quello che vogliono. Noi non siamo stati timidi, l'abbiamo detto dal primo momento che era un errore clamoroso, una scelta sciagurata, è la scelta sciagurata in particolare vista da una prospettiva di chi vive in un'isola. Nessuna timidezza. Rimane il fatto che questi sono i problemi e le difficoltà, ma noi siamo qua per trovare le soluzioni ai problemi e alle difficoltà e non semplicemente per elencarle naturalmente. Allora a questa Giunta si può chiedere quando le decisioni non dipendono da lei, come quella delle tasse aeroportuali, o come quelle di un'indagine europea su una legge fatta dalla Regione Sardegna negli anni scorsi. Quello che ci si può chiedere è: state facendo abbastanza pressione? state insistendo ogni giorno perché le decisioni positive per noi arrivino? Bene l'abbiamo fatto, abbiamo tutta la documentazione, chi vuole fare l'accesso agli atti lo faccia, abbiamo tutta la documentazione della nostra continua attività, ora per ora, esattamente su questi due punti, per spingere ad ottenere risultati positivi nel più breve tempo possibile nelle due questioni che non dipendono direttamente da noi. Ma quello che poi invece dipende direttamente da noi è trovare soluzioni, trovare soluzioni al problema, e non appena i vincoli esterni che non controlliamo noi verranno finalmente risolti, e spero che si tratti ormai di giorni, noi siamo pronti a partire. E siamo pronti a partire su varie questioni che non ho assolutamente il tempo di analizzare adesso. Ma fatemi intanto dare una notizia, perché stamattina al MEF c'è stato un incontro tra il Presidente dell'Abruzzo D'Alfonso, che rappresentava anche me che naturalmente non potevo essere presente oggi a Roma, per una riunione tecnica per capire qual è lo stato delle coperture per l'emendamento della conversione del decreto sugli enti locali nel quale il Governo proporrà la cancellazione delle tasse. La riunione, mi dice il presidente D'Alfonso, è stata molto positiva, le coperture sono state trovate, e quindi in queste ore l'emendamento del Governo verrà presentato. Non è solo un emendamento che poi rischierà di non avere copertura, perché la copertura è stata definita, e quindi il Governo sta mantenendo l'impegno, e il Ministro Delrio in particolare sta mantenendo l'impegno che aveva preso venti giorni fa nella inaugurazione della Sassari Olbia. Comunque non sono io che rispondo dei quattro mesi naturalmente, a me spetta fare pressione, e noi stiamo facendo pressione a tutti i livelli, e vediamo se l'emendamento verrà presentato immediatamente oppure no. Soluzione vuol dire anche avere soldi, perché dicevo prima, è stata fatta una scelta che io non contesto di ridurre il costo del trasporto verso la Sardegna da parte dei non residenti, ma è costoso, nel senso che non possiamo aprire il mercato così tanto rispetto a prima e lasciare il numero di voli inadeguato. C'è un problema di risorse. Questa Giunta è andata dal Governo e ha detto non si può più andare avanti così, la Sardegna si paga la continuità territoriale dei sardi perché ha preso un impegno e lo vuole mantenere, ma la continuità territoriale significa anche creare degli spazi perché altrimenti si va in conflitto, in competizione per pochi posti disponibili sugli aerei, significa anche creare lo spazio perché i non residenti possano venire in Sardegna per turismo e per affari, come va bene anche a noi, e come giustamente deve essere. Abbiamo chiesto 120 milioni e non 30, onorevole Zedda, 120 milioni per i quattro anni per irrobustire la continuità territoriale nel senso che ho detto. E questo è il motivo per cui ho fiducia nel fatto che lavorando insieme potremo risarcire chi oggi ha visto una diminuzione del proprio business a causa delle difficoltà nelle quali ci troviamo. Non ho tempo naturalmente di parlare di queste cose. Io mi impegno se sarà richiesto a venire nel Consiglio regionale e a discutere le nostre proposte di economizzare quelle risorse, di migliorare la CT1 di come ridisegnare una nuova CT2, di come lavorare sulle low cost. Noi siamo prontissimi a discutere di questo argomento anche qua dentro perché sono problemi che riguardano tutti. Noi stiamo lavorando per una soluzione, e noi vogliamo essere valutati per quello che facciamo, e chiediamo di essere valutati e siamo disposti ad essere….

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare per la replica il consigliere Michele Cossa.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Ma, l'onorevole Pittalis ha messo a disposizione il ritiro della mozione, credo che non la ritiri più nemmeno lui a questo punto, perché mi dispiace ma non abbiamo fatto passi avanti, forse non era lecito aspettarselo. Credo che la maggioranza, ci darete atto che anche noi conoscevamo prima di presentarlo l'esito della mozione, ma che la maggioranza abbia sprecato un'occasione, l'ennesima. Perché non si può parlare sui giornali e poi fare i buonisti qui, nascondere i problemi. Poi naturalmente voi vi state assumendo la responsabilità politica della copertura che state dando, e anche di non essere voluti entrare nel merito dei problemi, che conoscete esattamente quanto noi. Presidente, i cliché dell'Unione Europea ostile a priori, io credo che noi dobbiamo superarlo, intanto perché forse una parvenza di europeismo bisogna che la manteniamo anche in questo sconquasso generale che si sta verificando in Europa, in secondo luogo perché sostenere ancora oggi che se non si rispettano determinati paletti sia impossibile, o sia comunque estremamente difficoltoso affrontare i problemi, sembra anacronistico e mi sembra anche che tenda a voler giustificare una situazione che non si sarebbe dovuta verificare. Perché fermo restando la tutela del principio di concorrenza, tutte le altre cose si possono fare, se voi subordinate la privatizzazione dell'aeroporto di Alghero, che è una vergogna, è stato detto almeno questo da parte di alcuni colleghi della maggioranza, che è responsabile per le scelte fatte, per aver attribuito il monopolio, concordo con lei Presidente, ad una compagnia aerea per il disastro attuale e rispetto al quale oggi emergono episodi di familismo-se sono estranei si chiama "clientelismo", se sono parenti si chiama "familismo" - che gridano vendetta e che, soprattutto, se messi in contrapposizione, pare che l'abbia detto il collega Meloni, all'aeroporto di Olbia privato che ha dimostrato invece che è possibile una politica dei trasporti virtuosa con decine di compagnie low cost, con una miriade di compagnie tradizionali che garantisce un efficiente servizio che dovrebbe essere preso a modello da tutto il sistema aeroportuale della Sardegna subordinare, come lei ha fatto Presidente, ad un parere dell'Unione europea la privatizzazione dell'aeroporto di Alghero, è una cosa che serve unicamente ad allungare i tempi, lei ha mandato una lettera, Presidente, in cui chiede un parere preventivo per la privatizzazione, se mi smentisce le sarò grato, e rispetto alla CT1, dove si pone oggettivamente il problema delle risorse, lo dico all'assessore, esiste una break even in cui le compagnie volano guadagnandoci. Allora teniamo conto di questo perché le rotte dalla Sardegna per Roma e Milano sono tra le rotte più remunerative che esistono in Italia e queste sono cose che si possono verificare, dati alla mano, che immagino lei abbia, e comunque il fatto che ci sia una procedura di infrazione aperta sulla legge numero 10 non impedisce di fare tutta un'altra serie di cose. Non c'è scritto da nessuna parte che prima bisogna chiudere la procedura di infrazione per poter attivare altre cose senza che rientrino perfettamente dentro i canoni comunitari. Oggi abbiamo parlato principalmente di aerei, forse era naturale che fosse così, ma non c'è solo quello, abbiamo appena sfiorato il tema delle navi e abbiamo appena sfiorato il tema delle isole minori, collega Zanchetta, per dare un colpo al cerchio e un colpo alla botte, forse non sa che la compagnia che si è aggiudicata le rotte per Carloforte recentemente ha eliminato quella parvenza di sconto che c'era per i residenti in Sardegna almeno nelle corse notturne e questo ha fatto emergere un problema Assessore, volevo vedere il contratto di servizio che c'è con la società che ha vinto le rotte per le isole minori, perché a quanto pare non c'è evidenza di questo contratto di servizio, quindi non si capisce quali siano i vincoli contrattuali che questa compagnia deve rispettare, con una ciliegina Assessore, che dopo la tragedia che è successa ieri l'intervento che è stato fatto da questa compagnia è di mettere in servizio un traghetto che è datato 1966, che compie cinquant'anni quest'anno, per dimostrare il tipo di decoro -glielo sto dicendo Assessore perché lei possa controllare anche queste cose qui - perché rientra nel capitolo delle sue competenze, rientra nel capitolo delle sue responsabilità e rappresenta uno dei motivi per cui noi abbiamo presentato e confermiamo la richiesta di sfiducia nei suoi confronti grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Devo dirvi che provoca profonda tristezza capire che c'è uno scollamento totale fra quest'Aula così come viene rappresentata da alcuni interventi e la grave crisi che attraversa il territorio del Nord-Ovest a cui qualcuno sta cancellando il futuro, a cui qualcuno sta analizzando l'economia, una tristezza infinita, una tristezza infinita. Anche se questa tristezza debbo dirvi che viene in qualche modo compensata dalla consapevolezza evidente che anche la maggioranza condivide queste mozioni perché è chiaro, è chiaro a tutti che questi interventi dei capigruppo di maggioranza o anche di alcuni consiglieri di maggioranza caratterizzano, come fondate le mozioni di sfiducia, la stessa sfiducia che noi riponiamo nei confronti di Deiana e del presidente Pigliaru la nutrite voi, colleghi della maggioranza, è più che evidente e debbo comunque sottolineare l'onestà intellettuale dei colleghi della maggioranza che hanno detto, a chiare lettere, all'assessore Deiana che il low cost si può sostenere, perché le norme europee, le norme nazionali, lo prevedono, lo consentono, bisogna avere la capacità di fare l'Assessore! Bisogna avere la capacità di fare il Presidente della Giunta regionale! bisogna avere il coraggio di scegliere, basta con le letterine, basta con i tavoli matrioska, vogliamo scelte, decisioni, non vogliamo gente che arriva al Governo della Regione per nutrire dubbi, non si nutre la Sardegna con i dubbi, la Sardegna si nutre con le scelte, Assessore, le scelte che lei non è capace di fare! Non so per quale motivo perché non è che lei non ha le competenze, lei le competenze le ha, però non può scegliere, non vuol decidere, ci vuole propinare la tesi, e questo è offensivo, che nell'ipotesi malaugurata, avversata dallo stesso Assessore e dallo stesso Presidente, in cui il procedimento contro la legge numero 10 dovesse dare esito negativo, ci vuole propinare la tesi che la normativa attuale cambia, ma non è così! Le norme rimangono tali e quali, si devono applicare adesso e dopo e ancora più in là, le norme sono le stesse: la circolare 2014/C, il decreto Lupi, la circolare Lupi, c'è la circolare dell'Enac, c'è tutto il materiale documentale che serve per intervenire in questi casi, ecco il principio del sieg, ecco il principio del (…), caro assessore, tra le altre cose, caro Presidente Pigliaru, lei ha proposto con il suo programma un intervento importante a favore delle low cost, bisogna incentivarle, strategiche per lo sviluppo turistico diceva il programma, con politiche mirate nel rispetto delle normative europee ect, tutto questo, caro Presidente, accadeva mentre il procedimento di infrazione sulla legge numero 10 del 2010 era in corso, cos'avete fatto da allora? Niente? Proprio niente! Siete immobili! Nutrite dubbi! Ma non fate scelte, non è con le letterine o con le finte telefonate o con gli incontri o con i selfie che si risolvono i problemi dei sardi, state cancellando l'intero territorio, a ottobre noi non sappiamo cosa succederà nel Nord-Ovest della Sardegna, Presidente, non lo sappiamo! E non lo sapete neanche voi, voi non avete contezza di ciò che accade, perché questo scollamento fra l'Aula e la Sardegna è ancora più evidente, fra la Giunta e la Sardegna, non sappiamo veramente cosa potrà accadere e allora le responsabilità saranno vostre, saranno soltanto vostre, vi dovete assumere le responsabilità.

Dicevo, la normativa europea 2014/C, dicevo (…), aiuti di Stato compatibili, dicevo cose che l'assessore Deiana conosce molto bene, conosce molto bene ma non vuole applicare, non so per quale motivo non le voglia applicare e non so perché lei Presidente lo segua su questo percorso molto accidentato, non lo so Presidente, probabilmente lei non ha le competenze dell'assessore Deiana perché l'assessore Deiana è un tecnico, quindi non capisce i motivi per cui l'assessore Deiana si muove in questo modo così obliquo e, in relazione a questo, io volevo ricordare, per chi non lo sapesse, che purtroppo Alitalia, che è un convitato di pietra in quest'aula, Alitalia ha dei costi a passeggero per la continuità territoriale che sono superiori a quelli dei low cost, circa 20 euro a passeggero, il low cost ci costa circa 3 euro passeggero, questa però è una piccola parentesi, che mi serve però per sottolineare che probabilmente qualcuno l'ha capito che sostenendo le ragioni di Alitalia si affossa un'intera isola e l'isola non se lo merita. Quindi, per concludere, presidente Pigliaru io credo che lei debba mettersi una mano sulla coscienza, approfondire ancora di più, perché con le letterine lei dimostra di non aver approfondito, deve approfondire ancora di più questa fattispecie, dalle approfondire la normativa, il quadro normativo attualmente esistente, che va nella direzione di tutelare le low cost, anche se lei ride, si deve mettere la mano sulla coscienza e deve assumere decisioni conseguenti. La Sardegna non può più…

PRESIDENTE. Ricordo che l'articolo 118 del Regolamento prevede che in caso di mozioni di sfiducia di uno dei membri della Giunta si proceda per appello nominale, quindi invito i Segretari a predisporre e procedere alla chiamata.

Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Deriu. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (PD). Io penso che non si tratti di mozione di sfiducia, di voto di sfiducia, è un invito al Presidente ad assumere una decisione, ma non rientra nel caso della sfiducia. Questo è il richiamo che facciamo a un Regolamento riferito un periodo in cui gli Assessori erano eletti dal Consiglio.

PRESIDENTE. Si sbaglia, è proprio il Regolamento modificato, proprio su questo articolo, nell'ultima legislatura. Quindi è prevista la mozione, un'istanza di sfiducia, chiamiamola come vogliamo. Ci sono delle dichiarazioni di voto.

Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC Sardegna). Io non ho firmato, come il collega Floris, questa mozione, come non ho mai firmato nessuno mozione che attiene dare la sfiducia ad un Assessore. Quindi voglio essere coerente, anche pur riconoscendo che tutte le osservazioni fatte dai colleghi dell'opposizione sono assolutamente giuste e che la situazione è più che disastrosa nel settore dei trasporti e di riflesso nel turismo. Ritengo che per principio, e lo faccio questo a titolo personale, non firmerò mai, così come ho fatto, una mozione nei confronti di un singolo, perché La responsabilità la debito eventualmente all'Esecutivo. Pertanto, io voterò contro la mozione di sfiducia.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ugo Cappellacci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPPELLACCI UGO (FI). Per annunciare il voto favorevole che vuole essere un voto di sfiducia ma che in realtà, pur essendo diretto all'Assessore, è diretto al Presidente. Ho detto che l'assessore Deiana aveva fatto da consulente ed è un ottimo consulente laddove c'è da disegnare le mappe di quello che si deve e non si può fare, però poi ci deve essere qualcuno che si prende la responsabilità di fare il percorso, di fare le scelte, di prendere decisioni. La legge 10 uscì dal Consiglio con una classificazione esplicita in legge che la definiva SIEG, la Giunta regionale, nonostante questo, ebbe il coraggio, e l'assessore Deiana lo ha appena riconosciuto anche la valutazione positiva, di considerarla invece PIEM e andare avanti, poi purtroppo un funzionario, come capita spesso, della struttura fece autonomamente la notifica a Bruxelles, perché non voleva assumersi la responsabilità di liquidare i contributi. Quello che chiediamo oggi è coraggio delle decisioni, si può andare avanti sulla base del coraggio delle decisioni. Flotta sarda: è una bugia che sia andata in default per il problema della gestione di quei collegamenti. La flotta sarda, la Saremar è andata in default del perché aveva un credito nei confronti della Tirrenia che non ha potuto incassare. Questa è la ragione del fallimento della Saremar.

Per il resto esiste una procedura in Europa, allora difendete anche quella, io mi auguro che si stia facendo quanto necessario per difendere anche quella, perché anche sulla base di quello ne va del nostro futuro e della affermazione della nostra autonomia. Era ed è stato l'unico rimedio negli ultimi cinquant'anni per lo strapotere delle compagnie napoletane.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare Gianfranco Congiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Io penso che il dibattito odierno consegni, Presidente, un passaggio importante e non banale, il passaggio importante che, al netto degli scambi duri tra chi cerca le responsabilità, vi è una quota di esponenti politici che hanno articolato proposte. Io le chiedo di guardare con la sua solita attenzione le proposte che arrivano dai banchi della mia parte politica che chiede di lavorare sull'articolo 10, chiedo attenzione sul fatto che su questa proposta non siamo isolati, c'è un fil rouge che lega l'intervento di Christian Solinas, l'intervento di Antonio Solinas, anche Daniele Cocco, anche Pierfranco Zanchetta, esiste una quota di consiglieri che ritengono che si debba uscire da una palude del "si può fare, non si può fare" utilizzando le armi statutarie. L'articolo 10 ci consente ed è questa la proposta che io articolo, a nome della mia parte politica, di utilizzare il sistema delle detrazioni d'imposta, allora perché non pensare, lasciando ai soloni europei l'arduo pronunciamento sugli aiuti di Stato, sì o no, utilizziamo la detrazione d'imposta di 2 euro e 50…

PRESIDENTE. Onorevole Congiu per dichiarazione di voto, se no riapriamo il dibattito.

CONGIU GIANFRANCO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Questa è la ragione che mi induce oggi a ritenere che voi possiate essere gli interpreti migliori di questa richiesta politica, che arriva da questi banchi. Ed è per questo che io voterò convintamente a sfavore della mozione di sfiducia, ma chiedo attenzione verso quel momento propositivo che arriva da questi banchi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Truzzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Per dichiarare il mio voto favorevole alle mozioni di sfiducia, non foss'altro per coerenza perché, ad aprile di quest'anno, si ricorderà l'Assessore anche se non è adesso in Aula, noi già manifestammo e cercammo di farlo volare via dall'isola, in una manifestazione sotto la sede dell'Assessorato, dicendo: visto che i sardi non possono volare, Assessore voli via lei.

Vorrei però fare anche altre osservazioni, perché qualcuno mi sembra di avere assistito a un dibattito surreale, c'è stato un processo forse selettivo e cognitivo tale per cui il nostro cervello ogni tanto ci porta a ricordare solo quello che ci piace e a disconoscere e a rimuovere quello che non ci piace. Io credo che da questi banchi siano stati fatti numerosi appelli e numerose affermazioni in cui dicevano che l'attacco all'Assessore, la mozione di sfiducia non era niente di personale, ma riconoscevano anche che il problema dei trasporti è un problema che deriva da tanti anni, però metteva in luce un fatto: che in questi ultimi due anni e mezzo la situazione è nettamente peggiorata. Allora o ne pretendete coscienza, oppure ve la faranno prendere i cittadini, perché non è populismo. Perché lo stesso popolo che due anni e mezzo fa vi ha votato e vi ha fatto vincere le elezioni, e ha bocciato noi, è lo stesso oggi che se interrogate, fuori da quest'Aula, vi dirà che non funziona niente sul sistema dei trasporti. Non sono i nostri elettori, sono i vostri.

Per andare alle proposte e alle cose che sono state dette, diversi di voi hanno anche affermato che la legge 10 funziona, che può funzionare e che probabilmente la commissione europea darà il parere positivo per andare avanti. Allora la proposta è questa: continuate su quella strada, fate le scelte coraggiose come vi ha detto il presidente Cappellacci, fate le scelte coraggiose come vi ha detto l'onorevole Solinas, sollevate un popolo, portatelo in piazza, a Roma, Bruxelles, perché non è solo una decisione dei funzionari, è una decisione e una scelta che deve essere condivisa con tutti e non può rimanere in queste Aule. Perché se rimane in queste Aule siamo già morti.

Ultima cosa, nessuno ha detto che l'assessore Deiana è un incompetente, onorevole Deriu. Anzi, abbiamo detto che è troppo competente. Ha dichiarato più volte che questo tema lo conosce bene perché l'ha studiato e l'ha insegnato, allora l'appello che noi facciamo, per lui e per i sardi, è che ritorni a insegnarlo e a studiarlo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oscar Cherchi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (FI). Si è parlato di procedure di infrazione, il problema più importante che blocca, rallenta e che non ha permesso di dare delle risposte da parte della Giunta in modo chiaro, netto è capire esattamente qual è il percorso, la soluzione che immediatamente si vuole portare in campo per risolvere il problema dei trasporti in senso generale, ma immediatamente quello aereo. Bene, allora noi dell'Unione Europea possiamo dire chiaramente che non ce ne frega assolutamente niente. Questo è probabilmente l'unico coraggio che noi dobbiamo avere. Perché le procedure di infrazione, com'è stato detto in modo chiaro, si aprono nel momento in cui si aprono poi eventualmente vanno gestite, concordate e nella peggiore delle ipotesi in qualche modo respinte. E se noi dovessimo continuare ancora oggi su un problema fondamentale come quello dei trasporti a incastrare le nostre scelte, anzi le nostre non scelte per effetto di probabili infrazioni che probabilmente non nasceranno mai, questo credo che non può dare nessuna risposta e non può permettere di dare nessuna risposta al popolo sardo che oggi si attendeva dalla Giunta e dal presidente Pigliaru una risposta chiara, decisa e soprattutto una risposta con un chiaro ed un elemento di base che era quello della soluzione definitiva al problema.

Allora io lo ripeto oramai da anni, mi dispiace doverlo ripetere anche oggi in questa Aula, io lo so benissimo, avete avuto due anni e mezzo di tempo per risolvere il problema e per dare delle risposte importanti, però ricordatevi che una cosa è insegnare, una cosa è la parte teorica, una cosa è insegnare senza un contraddittorio, un'altra cosa è invece amministrare e avere capacità politiche e come diceva un mio vecchio professore, e l'utilizzo anch'io e lo facevano nei confronti dei miei compagni, colleghi sommari, io ti boccio. E allora questa è la mia personale posizione, io vi boccio, ma non credo che sia solo io oggi è sicuramente tutto il popolo sardo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Zanchetta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZANCHETTA PIETRO (Cristiano-Popolari-Socialisti). Grazie Presidente, io ovviamente il portiere non lo lascio solo anche perché mi ricordo di Saba che aveva fatto l'elogio ai portieri, non sarà un grande centro avanti ma mi aspettavo però delle risposte. Veda, onorevole Cossa, mi dispiace che non è in aula, io conosco molto bene le questioni… eccolo… Relative alle tariffe dei collegamenti marittimi con le isole minori perché frequento molto e prendo i traghetti; tanto che ho fatto un'interpellanza proprio all'Assessore chiedendo di estendere il riconoscimento della tariffa dei residenti a Carloforte, a La Maddalena, a tutti i sardi, ai nativi che tornano a casa e persino ai turisti che hanno casa a Carloforte a La Maddalena. Perché quelle tariffe che prima venivano scontate oggi non lo sono, sono in capo alla Regione e non all'armatore, quindi è la Regione che deve provvedere. Ma detto questo concludo ricordando anche all'onorevole Cappellacci che forse ho sbagliato dicendo che il default non mi risulta che siano risorse non trasferite da Tirrenia a Delcomar ma forse è l'eccessivo costo dell'impresa flotta sarda… A Saremar, chiedo scusa, ma sa il refuso in questo momento è anche possibile, anche perché l'assonanza finale mi porta a confondere le compagnie. Però io le ho fatto anche un apprezzamento riconoscendo nell'iniziativa forse un'azione che oggi dovremo riprendere perché, viva Dio, sul collegamento marittimo noi siamo troppo distratti dai collegamenti aerei invece andrebbero controllati e rafforzati. Detto questo, assessore Deiana, la invito ancora a occuparsi, visto che la fiducia almeno la sua parte politica gliela conferma, a occuparsi immediatamente del collegamento Santa Teresa - Bonifacio perché rischiamo di non avere il collegamento con la Corsica e sarebbe inutile fare iniziative congiunte con l'isola gemella. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (FI). Grazie Presidente, Presidente della Giunta, assessore Deiana, la farete franca questo è evidente perché chiamata a far quadrato la vostra maggioranza non farà mancare il suo sostegno pur cercando di motivarlo con delle raccomandazioni. Ve ne faccio un anch'io, mi permetto, pur annunciando il voto favorevole alla mozione: prendete in considerazione il fatto che esiste il tema della continuità territoriale marina è semplicemente osceno che su 15 minuti né l'Assessore dei trasporti, né il Presidente della Giunta regionale si siano degnati di dedicare 30 secondi a questo tema. È evidente che il comportamento omissivo continua, e assume dopo la discussione di oggi un carattere chiaramente doloso, è evidente che non siete in grado, perché non ne avete le competenze, di affrontare questo tema se non siete in grado, passate la mano.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giancarlo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA GIANCARLO (FI). Grazie Presidente, io ho ascoltato il dibattito che in alcuni momenti era abbastanza surreale, perché da sassarese mi trovo a portare il cuore anche del mio territorio, nel senso che mi aspettavo, presidente Pigliaru, da parte sua una risposta chiara e netta verso tutte quelle attività, verso tutti quegli operatori, verso tutti quei cittadini, che adesso sono dovuti andar via perché era tardi, ma che sono venuti da Alghero, da Sassari per sentire risposte, per capire cosa vuol fare questa Giunta per il nostro territorio. Il nostro territorio, Presidente, è stato già schiaffeggiato abbastanza prima con la città metropolitana negata, è stato schiaffeggiata con la sanità e con il ridimensionamento delle ASL, è stato schiaffeggiata ulteriormente con i trasporti. Ryanair nel bene o nel male ci ha fatto viaggiare, Presidente. Ryanair è la compagnia che la commessa irlandese, dico la commessa inglese, che ha 500 euro e vuole farsi un weekend non va nel sito Alitalia, cari colleghi, voi siete tutti tranquilli e sereni, ma la commessa irlandese che un tempo veniva ad Alghero con quei 500 euro oggi apre il sito e vuole vedere dove va con 19,99 euro ma apre il sito di Ryanair, non aprirà mai il sito di Alitalia, non aprirà mai il sito di Meridiana che non sa neanche dove sia. La commessa irlandese e inglese va e chi dice: Ryanair dove mi porta? A Trapani, in Grecia, in Spagna non gliene importa nulla di sapere che la Sardegna è bella. Ryanair ha portato milioni e milioni di turisti in Sardegna e grazie a Ryanair il nostro territorio ne ha avuto vantaggi. Ci sono stati tanti imprenditori che hanno aperto attività, ci sono anche situazioni positive che si sono create, i nostri giovani, tutti noi abbiamo viaggiato e abbiamo visto l'Europa grazie a Ryanair perché sembra quasi che venga un po' difficile da dire, addirittura c'è chi critica il fatto del monopolismo. Va bene c'è stato il monopolio benissimo però ci ha portato benessere. Caro presidente Pigliaru, quando lei dice abbiamo la soluzione a portata di mano, abbiamo i soldi mi sembra uno che ha in mano il collo di una persona e sta aspettando adesso ti salvo, adesso ti salvo ma prima o poi quella persona se gli togli l'aria muore. Muore come sta morendo il nostro territorio, presidente Pigliaru. Avrei veramente gradito da parte sua e da parte, io guardi la mozione di sfiducia ad una persona anche secondo me non è mai il massimo, però se serve per dare un segnale di negativo verso la sua Giunta, presidente Pigliaru, io mi rivolgo a lei perché sono convintamente e sono convinto…

PRESIDENTE. Grazie, non ha fatto dichiarazione di voto sarà per la prossima volta…

Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Demontis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEMONTIS SALVATORE (PD). Grazie Presidente, io voterò contro ovviamente la mozione di sfiducia però, Assessore, io continuo a essere convinto che i tempi di attesa della decisione europea siano davvero ormai scaduti. Io ho paura che non arriverà nemmeno a brevissimo la decisione della Commissione europea e allora non posso che invitarla ancora, come ho già fatto in passato, a non attendere più ed attivare un nuovo regime di aiuti sulle low cost. Non abbiamo davvero più tempo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere per Luigi Crisponi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Grazie, per annunciare a nome dei Riformatori, coerentemente anche al contenuto della mozione, il voto favorevole alle stesse mozioni. E naturalmente nel dire questo anche nel fare un'ultimissima riflessione, presidente Pigliaru, probabilmente al suo collega dovrebbe anche chiedere quali sono stati i meccanismi che lo hanno portato a trovare accoglimento alle loro dovute e giuste rimostranze nei confronti di super burocrati dell'Unione europea per far sì che quelle motivazioni che loro hanno riportato differentemente da quanto accaduto nella Regione Sardegna all'accoglimento delle loro serie motivazioni di una terra isolata, distante, con mille difficoltà e peraltro anche più avvantaggiata rispetto alla nostra Isola, visto che loro godono di quell'autostrada ideale che li mette in collegamento col resto d'Italia. Noialtri invece, ed emerge anche dalle vostre parole, non troviamo soddisfazione e non troviamo soddisfazione nemmeno nelle scelte, nelle risposte che sono state date a seguito delle due mozioni. Il dibattito d'Aula certamente divide quasi come ci sia una competizione, quasi come che i temi siano di serie A per la maggioranza e di serie B per la minoranza. Orgogliosamente, riteniamo che questo tema della discussione sul trasporto meriti ulteriori approfondimenti, ma metti soprattutto valutazioni più concrete, ed ecco perché noi voteremo favorevolmente in quest'occasione alla quale siamo chiamati.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Ovviamente voterò sì alla mozione di sfiducia. Mi piacerebbe trasformare in una mozione di fiducia al presidente Pigliaru verso la sua capacità di capire qual è lo stato dell'arte, qual è gravità dei problemi in gioco, e quindi di revocare la delega all'assessore Deiana. Ecco, vorrei trasformarla in una mozione di fiducia a lei, affinché faccia le cose che si fanno in questi casi, ma non è possibile purtroppo. Veramente provo una grande tristezza nel vedere lo scollamento fra quest'aula e le esigenze della Sardegna. A ottobre non so cosa accadrà nella Provincia di Sassari, non so quali saranno i problemi che dovranno essere affrontati, già oggi sono immensi, soltanto ad aprile, ad Alghero, sono mancati 28 mila passeggeri, che moltiplicati per 550 euro fanno circa 15 milioni di euro che mancano al territorio, sono delle somme di grandezza straordinaria, straordinaria. Non sappiamo che cosa accadrà ad ottobre, ma lo sapremo fra un po' cosa accadrà ad ottobre. Allora, signor Presidente, mi rivolgo a lei, perché poi lei è il responsabile politico anche delle cose che fa e non fa l'Assessore, e allora, signor Presidente, io ho il vago sospetto, ma forse è la ragionevole certezza, che lei sia un fautore, un sostenitore delle tesi di Serge Latouche, le tesi che sono incentrate sulla decrescita felice, lei vuol far decrescere l'economia della Sardegna per creare un connubio virtuoso fra economia e ambiente, una sorta di immagine idilliaca di ciò che nelle sue intenzioni dovrà essere la Sardegna. Ma la Sardegna non credo che sia d'accordo con queste sue tesi, signor Presidente, non credo che sia d'accordo con la necessità che si decresca sotto il profilo economico. La Sardegna non vuole neanche crescere probabilmente, ma vuole quantomeno sopravvivere, e voi con questo atteggiamento di abulia, con questo atteggiamento completamente negligente sui trasporti e non solo, perché non si parla soltanto di low cost, state facendo in modo che la Sardegna a fondi. Vi chiederanno conto sicuramente di ciò che state facendo, di ciò che non state facendo soprattutto, ma nel momento in cui vi chiederanno conto la Sardegna sarà affondata e sarà difficilissimo farla galleggiare nuovamente, ma le responsabilità sono sue, sono vostre e ve le dovete assumere tutte.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giovanni Satta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SATTA GIOVANNI (Gruppo Misto). Per spiegarmi meglio rispetto a quanto ho detto prima, io sono contrario alle politiche sui trasporti degli ultimi vent'anni, che non hanno prodotto niente, quindi sicuramente sono contrario anche alla politica di questa maggioranza in campo di trasporti, negli interventi del presidente della Saremar non ho avuto alcuna risposta su quello che si vuol fare in futuro per quanto riguarda la continuità territoriale marittima, tantomeno per quella aerea, si è semplicemente parlato del problema di Alghero, ma non è soltanto questo, quindi la vedo come un macigno questa politica che pesa sull'economia di tutta la Sardegna, quindi ovviamente voterò a favore della sfiducia. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Assessore Deiana, lei continuerà a dormire sonni tranquilli perché la maggioranza, e non solo, addirittura si è aggiunto anche qualche altro voto a suo favore, quindi il problema mi pare che da un punto di vista politico è risolto, è risolto per lei, perché la sua maggioranza dice quindi che tutto va bene, è risolto per il presidente Pigliaru, penso che finalmente gli abbiate ridato la fiducia, quindi smettetela però di fare questo teatrino sui mezzi di informazione, un giorno sì e l'altro pure, le verifiche, mandate a casa la Giunta. Questo è il luogo deputato se avete carattere, colleghi del centrosinistra, che invece preferite i mezzi di informazione come se i sardi non abbiano capito il teatrino al quale ogni giorno li sottoponete. Ma votiamo convintamente queste mozioni, assessore Deiana, perché siamo convinti, sul piano politico si intende, della sua assoluta inadeguatezza, della sua assoluta non competenza a governare un sistema strategico per la nostra Isola, e le risposte che avete dato sono risposte evanescenti, sono le risposte del rimandare il problema ad altro momento, sono le risposte non di chi ha una visione lungimirante, perché non avete proposto nessun intervento urgente è concreto, non avete dato neanche risposta all'onorevole Congiu, non avete dato risposta all'onorevole Demontis. La proposta dell'onorevole Congiu, per quanto possa presentare carattere discutibile, è una proposta alternativa che vi mette in campo, che può unire tutte le forze di questo consesso. Ebbene, continuate a rimandare i problemi. Vede, presidente Pigliaru, dicevo prima in chiusura del mio intervento che è una realtà non interpretata, perché lo diceva Aldo Moro, prendo a prestito le sue parole, è una realtà muta, la politica non deve limitarsi a registrare i fatti come avete fatto anche quest'oggi, o peggio a subirli anziché invece aspirare a governarli. Questo noi dall'opposizione vi chiediamo, ma se voi siete contenti, se questo è l'afflato autonomista, se questa è l'afflato identitario, povera Sardegna, allora davvero c'è qualcosa di più profondo che deve cambiare ed è proprio la cultura, il modo di interpretare la politica, che non può rimanere ancorata soltanto al balbettio che si sente da Roma…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Christian Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS CHRISTIAN (PSd'Az). Rapidamente, Presidente. Pur confermando le osservazioni di merito svolte nell'intervento, per dichiarare che non parteciperò alla votazione perché, come detto precedentemente, non ritengo, al netto dell'utilità del dibattito che si è fatto quest'oggi, la mozione di sfiducia individuale uno strumento coerente con l'attuale assetto di forma di governo della regione Sardegna, cioè nel momento in cui il Presidente nomina e revoca gli Assessori che non sono legati da alcun rapporto di fiducia con quest'aula, ritengo che un voto sarebbe completamente ininfluente, quindi non partecipo alla votazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Io intervengo, dopo tra l'altro il mio Capogruppo in maniera anomala, per ripartire da un concetto espresso dal collega Tunis, che appunto voglio rimarcare. Oggi in quest'aula si è parlato esclusivamente di trasporto aereo, di compagnie low cost, ma si è perso, abbiamo provato noi a farvi soffermare invece sul sistema trasporti in generale. C'è un settore del trasporto marittimo passeggeri e merci in gravissima difficoltà al pari degli altri settori, e quindi noi crediamo, ed è giusto il mio intervento perché poi il voto sarà favorevole, di riportare in quest'aula veramente un dibattito concreto di proposta che possa rivedere il sistema dei trasporti, coinvolgendo porti e aeroporti e sistemi interni, soprattutto per ciò che riguarda le reti ferroviarie, il gommato; ricordo che proprio a causa di una difficoltà dei trasporti interni, noi oggi celebriamo la morte di un'azienda come la Keller, che invece è stata per tanti anni fiore all'occhiello della nostra meccanica.

PRESIDENTE. Possiamo procedere alla votazione unica, perché le mozioni sono assolutamente identiche nel contenuto e nell'impianto finale. Procediamo con l'estrazione del numero da cui partire.

Votazione per appello nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione per appello nominale delle mozioni numero 194 e 212. Coloro i quali sono favorevoli risponderanno sì; coloro i quali sono contrari risponderanno no.

Estraggo a sorte il nome del consigliere dal quale avrà inizio l'appello. (E' estratto il numero 50, corrispondente al nome del consigliere Tatti.)

Prego il consigliere Segretario di procedere all'appello cominciando dal consigliere Tizio.

FORMA DANIELA, Segretario, procede all'appello.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

La seduta è tolta. Il Consiglio è convocato per questa sera alle ore 17, e alle ore 16 e 30 la Conferenza dei Capigruppo qui direttamente in Aula.

La seduta è tolta alle ore 15 e 07.