Seduta n.176 del 28/06/2016 

CLXXVI Seduta

Martedì 28 giugno 2016

(ANTIMERIDIANA)

Presidenza del Presidente Gianfranco GANAU

indi

del VicepresidenteEugenio LAI

indi

del Presidente Gianfranco GANAU

La seduta è aperta alle ore 11.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta del 3 maggio 2016 (172), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Augusto Cherchi ha chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 28 giugno 2016.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione, in applicazione dell'articolo 24 della legge regionale 7 gennaio 1977, numero 1, ha trasmesso l'elenco delle deliberazioni adottate della Giunta regionale nelle sedute del 1, 5, 8, 12, 15, 19, 20, 22, aprile; 3, 11, 13, 17, 20, 24, 26 e 31 maggio 2016.

Annunzio di presentazione di disegno di legge

PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il disegno di legge numero 338.

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le proposte di legge numero 327, 328, 329, 331, 333, 334, 335, 336, 337, 339, 340, 341, 342, 343 e 344.

Risposta scritta a interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle interrogazioni numero 729 (in data 24 maggio 2016); 111, 178, 316, 627 e 640 (in data 25 maggio 2016); 305, 456, 590 e 650 (in data 30 maggio 2016); 390, 644, 669, 717, e 723 (in data 20 giugno 2016).

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria. Sono state presentate le interrogazioni numero 746, 747, 748, 749, 750, 751, 752, 753, 754, 755, 756, 757, 758, 759, 760, 761, 762, 763, 764, 765, 766, 767 e 768.

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'elezione del Vicepresidente del Consiglio. E' stato concordato un rinvio per cui passiamo al secondo punto.

Discussione e approvazione del conto consuntivo del Consiglio - Esercizio finanziario 2015

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del Conto Consuntivo del Consiglio regionale per l'anno 2015; della rendicontazione annuale dei Gruppi consiliari e del Resoconto dell'attività del Corecom 2015.

Invito i consiglieri Questori a prendere posto nei banchi della Giunta.

Ha facoltà di parlare il consigliere Pier Mario Manca, Questore.

MANCA PIER MARIO (Sovranità, Democrazia e Lavoro), Questore. Colleghi, in base a quanto disposto dall'articolo 9 del Regolamentano interno del Consiglio, i consiglieri Questori presentano all'approvazione dell'Assemblea il Conto consuntivo delle entrate e delle spese del Consiglio e la situazione patrimoniale per l'esercizio 2015. Al fine di certificare le spese e le entrate effettivamente sostenute per la gestione del Consiglio. Il Bilancio, redatto secondo i principi di unicità, universalità e veridicità riveste una particolare importanza per questo Consiglio, non solo perché rappresenta un elemento fondamentale per fornire le indicazioni economiche e finanziarie, atte a rappresentare i risultati di esercizio e la situazione alla chiusura dell'anno, ma, soprattutto, perché fa seguito al primo Bilancio di previsione approvato da questa Assemblea in data 27 febbraio 2015.

Il Conto consuntivo, redatto in base alle scritture contabili tenute in conformità alle norme del Regolamento di Amministrazione e Contabilità del Consiglio, è accompagnato dalla presente relazione al fine di illustrare i principali scostamenti verificatesi tra le somme preventivate quelle accertate.

Prima di arrivare al Conto consuntivo, che comprende i risultati della gestione di bilancio, per entrata e per spesa, distinti in capitoli, ripartiti per competenza e residui, si riportano i macro dati relativi al bilancio di previsione per l'esercizio 2015.

Entrate - avanzo presunto di amministrazione degli esercizi precedenti: euro 5.052.872,83. Dotazione ordinaria euro 66.031.000; altre entrate interne; euro 216.127,17. Totale. Euro 66.247.127,17 Uscite (a pareggio finanziario) euro 71.300.000,00. Dall'analisi del conto consuntivo si evidenzia, rispetto ad una previsione di euro 66.247127,17 sono state accertate somme per euro 66216578, con uno scostamento negativo di euro 30548,40. Le differenze sono talmente dovuta la minima somma incassata terra, contributi, rimborsi, reintegri ed gli introiti vari.

Il titolo uno della spesa (spese effettive) registra un impegno complessivo di uscite di 65.908.667 euro, che confrontato con le somme previste ammontanti ad euro 71.300.000.000 evidenzia uno scostamento impositivo di 5 391.332,30, scostamento che denota una economia di spesa nella gestione. Tale fenomeno riguarda le categorie di spesa, ma le differenze maggiormente significative riguardano le categorie III, stipendi, per euro 1.448.641,78; Gruppi consiliari per euro 532.155,30; Provviste per euro 875.934,60; Irap euro 606.915,70; per un totale complessivo di: 3.463.647,389.

Tale differenze derivano dal fatto che in sede di previsione di bilancio i capitoli in questione erano stati adeguati in vista delle prevedibili variazioni ma che nella realtà si sono verificate in misura inferiore rispetto alle previsioni. Tali economie si riscontrano peraltro in tutte le categorie di spesa, anche se in misura non notevolmente ridotta così come evidenziato nel prospetto uno, che troverete nel bilancio che vi è stato consegnato, quindi vi risparmio la lettura.

Per quanto concerne l'andamento della spesa occorre sottolineare che tutti gli impegni sono stati contenuti entro le previsioni di bilancio e che la relativa gestione è stata condotta entro i binari di una corretta amministrazione.

Il fondo di riserva che prevedeva uno stanziamento di Euro 1.104.500 è stato in parte utilizzato, in conformità alle deliberazioni adottate dal Ufficio di Presidenza, per tre volte esattamente, come risulta oltretutto dall'Allegato 4 consegnato.

Al conto consuntivo è annessa la situazione finanziaria (allegato 1) che evidenzia da un lato i movimenti di cassa verificatesi nell'anno (saldo iniziale, incassi e pagamenti) complessivamente effettuati, sia in conto competenza che in conto residui e saldo finale al 31 12 2015, dall'altro l'avanzo di amministrazione riferito alla medesima data è ammontante a 11.826.709,31 Euro.

L'avanzo di amministrazione può essere dettagliato, se volete posso anche proseguire senza elencarvi una serie di numeri.

Tale avanzo è stato esaminato anche sotto l'aspetto dinamico e a tale proposito si rimanda alla terza parte della citata situazione finanziaria.

Per quanto concerne la questione dei residui, in conto competenza, a fine esercizio rimanevano da discutere residui attivi per euro 693,43 e da pagare residui passivi per euro 2.788.274,08. Ai residui passivi della competenza occorre aggiungere anche quelli degli esercizi precedenti che ammontano a 2.909.135 euro per cui l'importo complessivo degli stessi, che si trasferisce all'esercizio successivo, ammonta a 5.697.409. Come di consueto comunque viene allegato al conto consuntivo una serie di allegati: l'allegato 1, situazione finanziaria al 31 12 2015, l'allegato 2 situazione dei residui, sempre al 31 dicembre 2015, e la situazione del patrimonio del Consiglio sempre al 31 12. All'allegato 4 invece abbiamo tutto l'elenco dei prelevamenti dal fondo di riserva e delle altre variazioni di bilancio ai sensi dell'articolo 5 e 6 del regolamento di amministrazione e contabilità. L'allegato 5 invece è il prospetto riassuntivo dei rendiconti presentati dai Gruppi consiliari sulla sovvenzione annuale per le spese relative al personale di comando, prevista dalla legge regionale nove gennaio 2014 numero 2. L'allegato 6, che riprende anche l'allegato 5, è il prospetto riepilogativo delle sovvenzioni ai gruppi consiliari per l'anno 2015, contenente sia gli importi rendicontati dei Gruppi consiliari che i rimborsi effettuati direttamente dal Consiglio agli enti di appartenenza ai dipendenti in comando. L'allegato 7, che consiglio a tutti di dare anche una rapida lettura visti i risultati che hanno ottenuto, è quello redatto ai sensi dell'articolo 14 comma 3 lettera b della legge regionale numero 11 del 2008 ed è il resoconto dell'attività svolta dal Corecom nel 2015 e sulla gestione della propria attività finanziaria.

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.

È iscritto a parlare il consigliere Roberto Desini. Ne ha facoltà.

DESINI ROBERTO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Presidente, per chiedere se c'era la possibilità di sentire tutti e tre i Questori sul conto consuntivo, adesso vedo il collega Oppi, quindi per sapere se, in altre occasioni non vi era il collegio al completo, se invece in questa seduta ci sarà.

PRESIDENTE. No, allora la relazione è evidentemente del Collegio, quindi non c'è bisogno di ulteriori interventi.

È iscritto a parlare il consigliere Giorgio Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC Sardegna). Presidente, per fatto personale. Non è la prima volta che il collega Desini interferisce in modo inappropriato su questo argomento. Se non sono stato presente per quanto riguarda il bilancio 2015 avevo le mie motivazioni, quindi ho preferito non essere presente. Successivamente, invece, ho votato, perché mi è stato chiesto dai colleghi, il consuntivo e non ero presente per coerenza, anche perché non prendo direttive da nessuno. Soprattutto da chi interferisce molte volte anche in modo non puntuale. Per cui, sono rientrato per votare il consuntivo, non devo rispondere della mia presenza lì, o fare quello che ritengo più opportuno sulla base di valutazioni personali.

PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio agli esami degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame della Tabella delle entrate.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, la metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvata)

Passiamo all'esame della Tabella delle spese.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, la metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvata)

Passiamo all'esame dell'Allegato 1.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'Allegato 2.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'Allegato 3.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'Allegato 4.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione il prospetto riassuntivo dei rendiconti presentati dai Gruppi consiliari sulla sovvenzione annuale per le spese relative al personale in comando prevista dalla legge regionale 9 gennaio 2014, numero 2, periodo 1 gennaio 2015 - 31 dicembre 2015 (XV legislatura). Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione il riepilogo sovvenzioni Gruppi consiliari anno 2015. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione il resoconto dell'attività svolta nel 2015 dal Corecom. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Presidente e colleghi del Consiglio, credo che tutti quanti noi abbiamo ricevuto una lettera da parte del Presidente del Consiglio con la quale ci si preannuncia che, nel caso in cui la legge costituzionale sarà approvata, i Gruppi non avranno più la possibilità di avere il personale che hanno a disposizione. Io ho interpretato in maniera diversa e credo che invece ci siano gli strumenti perché si possa continuare ad avviare… però vorrei che il Consiglio regionale, visto che ci sono stati dei colleghi, io adesso sono sotto processo come tutti, non abbiamo mai preso una decisione, non abbiamo mai detto nulla a questo riguardo, e mi sono reso conto che il Consiglio regionale è completamente assente per tutto un problema che invece riguarda tutti i Gruppi politici e che riguarda tutti partiti politici. Credo che il Consiglio regionale bene farebbe se dedicasse una seduta del Consiglio per discutere di questo argomento e per vedere come riparare le cose che sono state fatte.

PRESIDENTE. Sì, grazie, credo sia utile che dia dei chiarimenti a tutto il Consiglio. Io ho fatto quella lettera a seguito di un incontro a livello nazionale, che si è svolto tra i Presidenti del Consiglio e degli organi tecnici della Conferenza, che appunto evidenziava questo pericolo, per cui ho ritenuto opportuno mettere sull'avviso tutti i colleghi. Negli incontri successivi, che si sono avuti il mese scorso e di cui ho già relazionato i Capigruppo, in realtà è rientrata di parecchio la cosa, intanto perché c'è stato l'accoglimento da parte del Governo di un ordine del giorno in merito e quindi è previsto un intervento nazionale, che dovrebbe regolamentare per tutte le regioni come far avere il personale ai Gruppi, si tratta semplicemente di studiare delle modalità e quindi direi che non c'è un automatismo tra una cosa e l'altra. È evidente però che i meccanismi vanno studiati in questi mesi e si sta procedendo sia per quanto riguarda la Conferenza dei Presidenti sia per quanto riguarda il rapporto col Senato e con la Camera per definire norme che siano unificate e che siano utili per tutti i Consigli. Mi sembrava opportuno e la ringrazio per la segnalazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del conto consuntivo del Consiglio - Esercizio finanziario 2015.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio approva).

Comunico che la Conferenza dei Capigruppo ha deciso l'inserimento all'ordine del giorno della proposta di legge numero 347: "Disposizioni urgenti in materia di lavori pubblici", e della proposta di legge numero 348: "Disciplina della tassa regionale per il diritto allo studio universitario". Inizieremo con la proposta di legge numero 347, ma prima è necessario sospendere la seduta per alcuni minuti per consentire la distribuzione del testo.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 30, viene ripresa alle ore 11 e 45.)

Discussione, ai sensi dell'articolo 102 del Regolamento, e approvazione, della proposta di legge Cocco Pietro - Pittalis - Desini - Anedda - Zanchetta - Usula - Rubiu - Carta Angelo - Dedoni - Cocco Daniele Secondo: "Disposizioni urgenti in materia di lavori pubblici". (347)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della proposta di legge numero 347 che arriva in Aula ai sensi dell'articolo 102 del Regolamento consiliare.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Poiché nessun è iscritto a parlare, dichiaro chiusa la discussione generale.

Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 1.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1:

Articolo 1

Disposizioni per la gestione delle piccole dighe

1. Il comma 1 dell'articolo 5 della legge regionale 31 ottobre 2007, n. 12 (Norme in materia di progettazione, costruzione, esercizio e vigilanza degli sbarramenti di ritenuta e dei relativi bacini di accumulo di competenza della Regione Sardegna), è sostituito dal seguente:
"Art. 5 (Sbarramenti esistenti)
1. La prosecuzione dell'esercizio degli sbarramenti esistenti all'entrata in vigore della presente legge è subordinata all'ottenimento dell'apposita autorizzazione da parte dei competenti servizi dell'Assessorato regionale dei lavori pubblici. Il proprietario, o il gestore qualora la gestione sia diversa dalla proprietà, dello sbarramento, al fine di evitare possibili ingenti danni economici e ambientali conseguenti alla perdita delle risorse idriche a causa della diffusa e generalizzata irregolarità degli stessi, entro il termine perentorio del 30 giugno 2017 presenta l'istanza, secondo le modalità prescritte dall'Allegato A, per ottenere l'autorizzazione alla prosecuzione dell'esercizio dello sbarramento medesimo.".).

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 1, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 2.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2:

Articolo 2

Disposizioni per l'accelerazione degli interventi per la prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico ed altre opere urgenti.

1. Dopo il comma 27 dell'articolo 7 della legge regionale 7 agosto 2007, n. 5 (Procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, forniture e servizi, in attuazione della direttiva 2004/18/CE del 31 marzo 2004 e disposizioni per la disciplina delle fasi del ciclo dell'appalto), è aggiunto il seguente:
"27 bis. Al fine di accelerare la realizzazione degli interventi inerenti la sicurezza idrogeologica e la protezione civile e le altre opere urgenti specificatamente individuate dalla Giunta regionale i soggetti competenti all'attuazione dei relativi interventi possono utilizzare una quota non superiore all'1,5 per cento delle risorse finanziarie del quadro economico delle medesime opere per avvalersi dell'assistenza tecnica di ulteriori risorse professionali non presenti e per l'acquisizione dei beni strumentali ritenuti necessari. I relativi progetti possono prescindere dal parere dell'UTR dei lavori pubblici nel caso che gli uffici tecnici dei soggetti proponenti siano dotati di adeguate strutture tecniche preposte alla valutazione dei medesimi progetti.".).

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 2, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 3.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3:

Articolo 3

Acquisizione di aree strumentali al servizio idrico integrato

1. La Regione è autorizzata a finanziare l'acquisizione, da parte dell'Ente di governo dell'ambito della Sardegna, al demanio comunale, ai sensi dell'articolo 42 bis del decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità (Testo A)), delle aree già occupate dal soppresso Esaf e tuttora utilizzate da Abbanoa Spa per lo svolgimento del servizio idrico integrato.

2. Agli oneri di cui al comma 1, quantificati, per l'anno 2016, in euro 50.000, si provvede mediante pari riduzione della disponibilità in termini di competenza e di cassa della autorizzazione di spesa di cui alla tabella A) della legge regionale 11 aprile 2016, n. 5 (legge di stabilità 2016), rubrica 08 (lavori pubblici) - missione 08 - programma 02 (cap. SC05.0836), con contestuale incremento, in termini di competenza e di cassa, dello stanziamento della missione 09 - programma 04 (cap. SC07.1055).).

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 3, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 4.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 4:

Articolo 4

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna (BURAS).).

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 4, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo ora alla votazione finale del testo.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di legge numero 347.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Discussione e approvazione del disegno di legge: "Proroga del commissariamento di cui all'articolo 9 della legge regionale 17 novembre 2014, n. 23 (Norme urgenti per la riforma del sistema sanitario regionale. Modifiche alle leggi regionali n. 23 del 2005, n. 10 del 2006 e n. 21 del 2012)". (338)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 338.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Raimondo Perra, relatore di maggioranza.

PERRA RAIMONDO (PD), relatore di maggioranza. Il disegno di legge numero 338 si è reso necessario per consentire di posticipare la data del 31 di giugno prossimo venturo quale scadenza per il commissariamento delle ASL, prevista dall'articolo 9 della legge 23. La proroga è stata prevista nel disegno di legge fino al 31 luglio del 2016, ossia il tempo che la Giunta ritiene necessario per consentire al Consiglio di esitare il disegno di legge numero 321, istitutivo dell'Azienda sanitaria unica in Sardegna.

L'esame del disegno di legge si è svolto in un'unica sessione di Commissione, senza apportare nessuna modifica al testo predisposto dalla Giunta, e la Commissione l'ha esitato nella seduta del 17 giugno a maggioranza, con il parere contrario dei Gruppi di opposizione.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Giancarlo Carta, relatore di minoranza.

CARTA GIANCARLO (FI), relatore di minoranza. Onorevoli colleghe e colleghi, sicuramente non sarò così breve come è stato il relatore di maggioranza sia perché è il mio primo intervento in questa nobile aula e quindi non nascondono una certa emozione e sia per rappresentarvi, cari colleghi, la mia profonda delusione sul fatto che anziché discutere sul progetto di legge numero 321, quello che incardinerà il nuovo sistema organizzativo sanitario della Sardegna, assolutamente da modificare e su cui avremmo voluto con il lavoro in Commissione aiutare a migliorare, siamo qui oggi convocati per approvare l'ennesima proroga dei commissari. Come ha già detto il collega Perra la sesta Commissione nella seduta del 17 giugno ha approvato a maggioranza e con il parere sottolineo contrario di tutta l'opposizione, il disegno di legge numero 338 recante la proroga dei commissari. Il progetto di legge con il quale si posticipa fino al 31 luglio la scadenza prevista per il 30 giugno dei mandati dei commissari straordinari delle aziende sanitarie rappresenta l'ennesima proroga di un commissariamento che in realtà sarebbe dovuto durare per il tempo strettamente necessario per avviare la riforma sanitaria introdotta dalla legge regionale numero 23 del 2014 ossia come riporta l'articolo 9 della predetta legge per un periodo non superiore a quattro mesi rinnovabile per una sola volta per non più di dello stesso periodo. Nonostante il chiaro dettato dell'articolo 9 e le rassicurazioni fornite dalla stessa maggioranza il commissariamento è stato più volte prorogato sempre premurandosi di precisare che la proroga di volta in volta disposta sarebbe stata l'ultima. È invece giusto, per ricordare sommariamente come si sono svolti i fatti, il riepilogo dei diversi provvedimenti che si sono succeduti nel tempo e in particolare la proroga disposta dall'articolo 6 della legge regionale numero 22 del 2015 ai sensi del quale il commissariamento, lo stesso che secondo le previsioni originarie avrebbe dovuto protrarsi per non più di quattro mesi rinnovabile ricordo solo una volta, veniva prorogato sino al 31 dicembre 2015. La proroga disposta dalla legge regionale 28 dicembre 2015 numero 36 ai sensi della quale entro 30 giorni dall'entrata in vigore della predetta legge la Giunta avrebbe dovuto adottare un disegno di legge organico che prevedesse l'istituzione dell'azienda sanitaria unica regionale la cosiddetta ASU a decorrere dal primo luglio 2016, e naturalmente nel frattempo per consentire alla Giunta di provvedere nel modo migliore possibile si prorogava ulteriormente il periodo di commissariamento fino al 30 giugno 2016. Tutti però sappiamo come sono andate le cose, la Giunta ha trasmesso il disegno di legge numero 321 al Consiglio regionale nel maggio del 2016 in notevole ritardo di ben quattro mesi dopo la data prevista del 29 gennaio, nonostante questo la sesta Commissione ha lavorato alacremente per istruire questo disegno di legge dove si sarebbe dovuto, appunto, quello che tutti noi nominiamo come ASL unica, nei tempi previsti riunendosi anche nel pieno della campagna elettorale per le elezioni amministrative. Però i contrasti all'interno della maggioranza hanno vanificato l'impegno profuso per l'intera Commissione anche dei consiglieri di minoranza, non solo non ci hanno consentito di approvare la riforma ma siamo oggi costretti a riunirci, lo abbiamo detto con alcuni colleghi, ho usato un termine che non è mio, che mi piace usare, siamo qui oggi riuniti per l'ennesima proroghina, oggi quindi stiamo parlando di questo. La cosa che ancora più grave, colleghi, è che questa proroghina serve non a consentire un'istruttoria compiuta del disegno organico in Commissione perché a queste condizioni sarebbe stato perlomeno accettabile, ma esclusivamente dar modo ad una maggioranza che si è mostrata quanto mai divisa e litigiosa di comporre i propri contrasti interni. Ricordo anche che il presidente Pigliaru ha posto una sorta di questione di fiducia avvisando che in caso di mancata approvazione della legge di riforma nei tempi previsti ossia il 30 giugno sarebbe stata a rischio la tenuta della maggioranza e con essa l'intera legislatura. Sappiamo tutti come sono andate le cose e vale a dire una clamorosa marcia indietro.

Oltre ai predetti rilievi politici, vado a concludere, mi si consenta una considerazione di carattere giuridico, colleghi, concernente questo uso distorto dell'istituto del commissariamento il quale dovrebbe essere correlato a situazioni eccezionali e dovrebbe protrarsi per periodi di tempo estremamente limitati. Ebbene con tutte queste proroghe mi pare che si corra il rischio di istituzionalizzare i commissari in deroga alle norme riguardo ai requisiti e le modalità di nomina degli organi permanenti. E non vorrei che questo abuso della gestione commissariale prolungata oltre il ragionevole e priva ormai di giustificazioni plausibili, contrastasse con i principi disposti dalla normativa nazionale a cui anche questa Regione, colleghi e Giunta, è tenuta a conformarci. In tutto questo resta il rammarico per l'opposizione interna che avrebbe voluto e potuto dare il proprio contributo a scrivere un buon testo di riforma dell'interesse di tutti i sardi e del loro incomprimibile diritto alla salute. Invece non ha potuto far altro l'intera opposizione che assistere alle liti e contrasti della maggioranza di centro sinistra. Rimane anche la frustrazione per il ruolo della sesta Commissione e dell'intera Assemblea sarda svilita ed esautorati dei compiti che lo Statuto gli assegna. Una frustrazione che aumenta man mano che aumenta la consapevolezza che questo governo della Regione a guida centrosinistra è sempre più lontano dalle esigenze e dai problemi dei sardi. Pertanto il mio giudizio non può che essere negativo e voterò contro questo provvedimento.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Edoardo Tocco. Ne ha facoltà.

TOCCO EDOARDO (FI). Presidente, Assessore, noi chiaramente ci rivolgiamo a lei per competenza ma non sarebbe stato male… Sarebbe stato meglio dico che fosse stato presente oggi anche il Presidente della Regione visto che… È a Roma, sempre a Roma quando ci sono le cose importanti… Non me ne voglia chiaramente e personalmente nessuno però quando si tratta di argomenti di questo tipo è chiaro che soprattutto lui che è il fautore principale se fosse stato presente non sarebbe andata male. Al di là di questo io oltre che definire ancora per l'ennesima volta, mi si passi il termine, una farsa perché questa fiera ormai prima o poi dovrà finire non so come finirà però è chiaro che io non vedo in tutta onestà una grande strategia futura su quello che dovrà essere la sanità in Sardegna. Assessore, glielo dico a ragion veduta perché io più spesso e più volte mi sono presentato per avere cognizione della situazione della sanità in Sardegna nei piccoli presidi dell'Isola dove ho visto e toccato con mano un malcontento incredibile, credo questo lei lo sappia perché suppongo che da più parti avrà avuto delle rimostranze, le varie mobilitazioni che tutti i giorni si susseguono nei territori e noi invece siamo qua ancora, anzi voi siete qua, a prorogare i commissari. Io capisco che all'interno della vostra maggioranza ci siano dei problemi sicuramente ben più importanti e questo chiaramente non lo nascondiamo anche perché non credo che nessuno non se ne sia accorto, anzi credo che se sia proprio palese per tutti quanti. La situazione è difficile ma non perché ci siano delle beghe all'interno di una maggioranza di governo, all'interno dell'esecutivo per lo scambio di poltrone o per l'assegnazione di nuove poltrone debba passare questo problema dovrà passare chiaramente in una situazione drammatica per i cittadini sardi che sono quelli che poi subiscono maggiormente il problema.

Io faccio l'esempio, io credo che lei se ne renderà conto, io da poco ho avuto modo di parlare con qualcuno mi dicono che addirittura che per una risonanza magnetica cardiaca che si fa solamente al Brotzu ci vogliono 10 mesi, ecco queste sono le cose importanti, Assessore, queste sono cose veramente tangibili, non si può stare fermi davanti a situazioni di questo tipo. Per una radioterapia all'oncologico ci sono file interminabili, allora io credo che sia il caso di utilizzare veramente il buon senso in questo momento e adottare un modo di procedere differente da questo che non esiste ingabbiare un'Aula, ingabbiare un insieme di consiglieri, lo stesso governo esecutivo della Regione, non solo ma quello che più mi dispiace, mi fa specie è che la nostra Commissione, io lo dico veramente a gran voce, non conta niente. Questo parlamentino che ruolo ha? Non è nemmeno più passacarte, non ha più assolutamente neanche uno scatto d'orgoglio per poter reagire, per avere un minimo di forze e dire: "Signori contiamo qualcosa, siamo rappresentati?". No, va avanti così, prendi le carte, le metti lì sopra, procedi e arrivederci e grazie. A me dispiace perché è composta anche da colleghi, da persone competenti, molti medici. Ma di cosa stiamo parlando, Assessore? Questa è una situazione che assolutamente non ha una via d'uscita. Io credo che questo problema sia un problema che voi dobbiate risolvere al più presto. Io ho paura, mi creda, che purtroppo non si risolverà con l'ennesimo commissariamento al 30 di luglio, ma questa è una cosa che andrà avanti, perché non credo proprio che sotto agosto si possa trovare una soluzione per fare la riforma delle ASL. Io credo che a questo punto sia necessario che raggiungiate un accordo immediatamente, perché ne va del bene di tutta la Sardegna. Questa situazione non può più andare avanti, Assessore, e lei lo sa, lei sa bene in coscienza, e mi dispiace perché lei è ben conscio di quello che sto dicendo. Io ne sono certo, lei è un medico e conosce la situazione meglio di quanto la conosciamo io e i colleghi, e sa bene dove stiamo andando a finire. Io non so veramente fino a che punto lei potrà essere responsabile di questa situazione per conto di altri che vogliono fare altre scelte.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pier Mario Manca. Ne ha facoltà.

MANCA PIER MARIO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Mi sono iscritto per annunciare il mio voto, un voto contrario a questo provvedimento. Il problema non è, per quanto mi riguarda, consiglieri, dare l'ennesima proroga degli attuali commissari della ASL, ma porre in evidenza che le persone che vengono prorogate non sono molte volte all'altezza dei compiti assegnati. Vede, Assessore, i commissari con i loro poteri hanno il dovere e l'obbligo di risolvere i problemi per cui sono stati nominati. Io riesco anche a capire che la sanità viva i problemi di natura complessa e che le soluzioni ai grandi problemi richiedano tempo, e proprio per questo ci stiamo lavorando per riorganizzare il settore della sanità. Ma è inspiegabile, Assessore, o forse la spiegazione c'è, che alcuni commissari, nonostante le numerose sollecitazioni, non riescano a risolvere neanche i problemi più banali, anzi, col loro atteggiamento di inerzia aumentano i problemi. Prendo ad esempio, ma solamente come esempio, ce ne sarebbero tanti altri, il commissario della ASL di Sassari, che non riesce a ripristinare il servizio ticket presso l'ospedale di Thiesi, costringendo da mesi la popolazione di tutto il Meilogu a recarsi alle poste per poter ritirare i referti medici, se no non vengono consegnati, con un aggravio di spese e di tempo, adducendo da parte del commissario mancanza di personale, in un ASL che ha più del 15 per cento del personale amministrativo. Come dicevo, caro Assessore, al danno la beffa. Con questo disservizio diminuisce giustamente anche il numero di utenti che si rivolge alla struttura ospedaliera e quindi sempre più malasanità. Vede, Assessore, sono trent'anni che io faccio politica, mettendoci la faccia e cercando di capire e seguire i problemi della gente, e le posso assicurare che forse è meglio fermarsi un attimo, verificare le cose fatte, ascoltare i consiglieri che sono sul territorio e ci mettono la faccia, e sono stati eletti, e, se è il caso, cambiare anche qualche nominativo, perché qua non siamo dei passacarte. Io, il mio dovere di segnalare con puntualità queste situazioni disastrose, l'ho fatto, e ora, dopo un silenzio totale da parte della dirigenza, esercito il mio diritto di controllo, perché, vede, io non ho e non devo fare nessun nome, non ho nessun interesse, ma solamente voglio vigilare sulle istituzioni e dare risposte alla gente che mi ha votato. Assessore, sicuramente cambiando stile e ripartendo dal basso non facciamo nessun danno, ma al contrario risolviamo piccoli problemi che affliggono la sanità sarda. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Marcello Orrù. Ne ha facoltà.

ORRU' MARCELLO (PSd'Az). Io, l'ho sempre sostenuto in Commissione, vorrei ribadirlo qui in aula, non sono mai stato contrario ai commissariamenti, perché, quando una coalizione si presenta alle elezioni, quando una coalizione vince le elezioni, trovo che sia diritto della coalizione di commissariare un ente o gli enti che ritiene opportuno. Certo è che il commissariamento dovrebbe avere una durata limitata, un mese, due, massimo tre, il tempo necessario per poter scegliere le persone o la persona da dirigere l'ente, in questo caso stiamo parlando di sanità. Assessore, mi creda, forse non vi siete resi conto voi come Giunta che state andando incontro al terzo anno di governo, al terzo anno di governo regionale, e qui stiamo ancora parlando, oggi ci avete portato una pratica, ci chiedete con questa legge di votare la proroga per i commissari. Sono due le cose, Assessore, o questi commissari sono talmente bravi che stanno dirigendo la sanità in maniera eccellente, ma non mi sembra, oppure c'è qualche problemino all'interno della maggioranza. Credetemi, l'idea di rinnovare i commissari straordinari delle aziende sanitarie è soltanto uno dei segni della cattiva gestione della sanità sarda da parte di questa Giunta, che non riesce a cambiare rotta e continua imperterrita a percorrere la strada disastrosa in materia sanitaria. Da quando vi siete insediati abbiamo assistito a tante manifestazioni di protesta, a diversi cittadini provenienti da tutti i luoghi della Sardegna che si sono recati qui a Cagliari per dirvi che la sanità non funziona, ma ancora abbiamo assistito alla sofferenza di tante strutture di eccellenza che oltretutto stanno rischiando la chiusura, basti pensare alla chirurgia pediatrica di Sassari, al reparto oculistico di Ozieri, agli ospedali di Ittiri, di Thiesi, di Alghero. Presidente, se sto disturbando, mi siedo. Abbiamo visto i gravissimi problemi nel reparto di geriatria di Sassari, dove i malati sono costretti a stare sulle barelle nei corridoi, e abbiamo assistito ancora attoniti al caso dei malati in coma che da Sassari hanno trascorso settimane senza poter essere trasferiti in più adeguate strutture per la riabilitazione. Una tristezza infinita, assessore Arru, stiamo assistendo ad una evidentissima e grave operazione di indebolimento della sanità nella Provincia di Sassari e non solo. E oggi siete qui per chiederci di riconfermare coloro che stanno facendo e creando danno ai cittadini, ed è veramente grave e insopportabile che questa Giunta decida in maniera così pesante di incidere sulla quotidianità di tante famiglie e cittadini, andando a ledere un diritto fondamentale quale quello della salute. Questo disegno di legge, il numero 338 che avete portato in aula, credetemi, certifica il sempre maggiore scollamento politico esistente tra la Giunta regionale e la colorita maggioranza che la sostiene. Dico questo perché quello che si palesava fin dal primo momento della presentazione del confuso disegno di legge sull'ASUR, che è stato accantonato e non si sa quando si riprenderà, ora si manifesta con il sigillo ufficiale dei partiti di maggioranza. Oggi, finalmente, e in maniera ufficiale, la maggioranza che sostiene il Governo regionale dichiara la propria contrarietà al tentativo di proporre una riforma rivelatasi fasulla fin da subito e che la stragrande maggioranza dei sardi stenta a digerire. Ebbene, nonostante ciò, l'atteggiamento borioso e di sfida della Giunta regionale continua, continua nel segno del disprezzo più totale sia della popolazione sarda che dei suoi rappresentanti in Consiglio regionale, e dico questo perché l'Esecutivo, nel tentativo di forzare la mano, assume i cattivi esempi ricattatori mutuati dalla politica fallimentare del Governo nazionale, e la vostra arroganza, cioè l'arroganza di voi nominati che componete l'Esecutivo regionale, si sta materializzando tutta in questo disegno di legge numero 338 che, imponendo al Consiglio regionale la data ultima del 31 luglio 2016 per proroga dei commissari delle ASL, di fatto detta ai consiglieri eletti della stessa maggioranza che li sostiene i tempi di approvazione di questa finta riforma, contingentando i tempi della discussione sia in Aula che in Commissione, dove veramente la Commissione, credetemi, è diventata una giostra: si sale e si scende, si convoca e si sconvoca, intendo la Commissione sanità di cui io faccio parte, insomma, in base all'umore della maggioranza. In caso contrario il Governatore, cioè il presidente Pigliaru, ha sempre minacciato che qualora non dovesse passare sarebbe spinto a prevedere possibili infauste conseguenze per l'Organo legislativo, minacciando velate dimissioni; strada, oltretutto, peraltro percorribile, a mio modo di vedere, perché alla luce delle ultimissime vicende elettorali che delineano la poco salutare situazione in cui si trova il partito di maggioranza relativa, del quale sono espressione il presidente Pigliaru e anche l'assessore alla sanità Arru, e bene, l'atteggiamento di questo Esecutivo dimostra, ancora una volta, quanto siano debolmente convincenti le ragioni adottate a giustificare il disegno di legge, e quanto pedissequamente si inseguano le cattive pratiche politiche romane. State solo rappresentando in questo modo tutta la subalternità di pensiero insita nelle mosse politiche di chi è preposto all'azione di governo. Ma ciò che è grave, e mi dispiace, è che in questo quadro si inseriscono alcune forze minori all'interno della maggioranza, che fingono di avere interessi a resistere al disegno di legge numero 321, quello che è stato accantonato, al solo scopo di ottenere benefici riflessi fino a contrattare, com'è stato fatto, il difficile passaggio in Commissione sanità. Credetemi, questa imbarazzante situazione è vista dai cittadini come l'ennesimo scandalo della politica, è vista come la solita banale quanto odiosa operazione di opportunismo politico e di spartizione di poltrone a più livelli, perché le forze politiche che compongono la maggioranza, appaiono interessate sempre più a manovre di carattere speculativo nelle divisioni della posta in gioco, piuttosto che a concentrare l'azione di governo. Quindi veramente, Presidente, io concludo qui, però per questi motivi il disegno di legge numero 338, al pari del numero 321, deve essere respinto al mittente, perché si tratta di un mero scontro in chiave opportunistica all'interno della maggioranza di Governo, e oltretutto non rileva neanche una situazione migliore di gestione della sanità regionale. Per cui il mio voto sarà sicuramente contrario.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Ignazio Locci. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Io vorrei utilizzare il tempo a disposizione per questo intervento per fare alcune considerazioni non tanto sulla contingenza del commissariamento, che è evidentemente dovuto alle ragioni che tutti conosciamo, ma vorrei richiamare i colleghi della maggioranza alla situazione ben nota dell'intero comparto della sanità. Noi sappiamo ormai per certo che chiuderemo il consuntivo 2015 con un disavanzo di 349 milioni di euro e oltre, sarebbe curioso anche andare a vedere come questi 349 milioni sono suddivisi, quali sono le performance che i Commissari delle aziende hanno potuto portare. È vero che abbiamo un fabbisogno di circa 3 miliardi e 300 milioni di euro, e noi insistiamo ancora a voler violentare il fabbisogno della sanità sarda al di sotto di quello che effettivamente serva in termini anche di budget, e lo portiamo poi, con l'ultima finanziaria l'abbiamo voluto assestare o comunque chiudere ai livelli che ci dà il CIPE, quindi 2 miliardi 850. Noi siamo certi che questi 349 milioni rischiano di avere una proiezione al 2016, a chiusura del consuntivo, lo possiamo valutare già con delle proiezioni sui modelli CE della sanità, che sfiora oramai davvero i 400 milioni di euro. Allora, la riflessione che ritengo che debba essere fatta da quest'Aula, è anche un po' quella di provare a superare la logica del totem della ASL unica. Noi tutti riconosciamo l'esigenza di rivedere la governance della sanità regionale e delle sue aziende, ma sappiamo anche che probabilmente il vero problema della sanità è il governo delle reti di cura, il governo dei processi decisionali in quel settore che è più vicino ai cittadini. Quindi, se noi non ci mettiamo in pace con la presa di coscienza, che probabilmente preoccuparci del dibattito sul numero delle aziende rischia di farci perdere di vista invece l'effettivo intervento che deve essere fatto sui servizi e sulla accessibilità dei servizi. Questo mi pare un modo di ragionare forse più utile alla causa della sanità e anche più utile eventualmente all'inversione della tendenza della spesa, che invece è una tendenza fisiologica di crescita. Noi non dovremmo aprire un fronte di conflittualità con il Governatore, che pone probabilmente forse più ormai per ragioni di propaganda la questione della riforma cosiddetta della ASL unica, poi noi tutti sappiamo che non è della ASL unica, ma dobbiamo contrapporre invece da una parte l'esigenza dei territori, cercando anche di andare oltre e salvaguardare le situazioni di conflittualità che si stanno verificando proprio sul terreno della sanità, che si ripercuotono nel rapporto tra enti locali, comunità e l'istituzione regionale. Allora, questa è una partita che non è solamente politica, è una partita che attiene evidentemente a un servizio che è assolutamente irrinunciabile per i cittadini, ma dobbiamo spiegare loro che la riforma serve a rendere più funzionali i servizi; non sono interessati i cittadini a conoscere il numero delle aziende, questa è una convinzione che abbiamo noi, cioè quella del numero delle aziende, che tuttavia non credo entusiasmi molto i cittadini quando vanno a prenotarsi le visite. Non è il caso qui forse di raccontare episodi di come sono saltati totalmente i circuiti di presa in carico dei pazienti, in molti casi anche nelle strutture più importanti, non è il caso qui di richiamare lo stato di incertezza e di insofferenza che c'è nel mondo della sanità, dal primo dei primari, per finire con l'ultimo dei collaboratori, o il personale delle pulizie degli ospedali, e quindi credo che ci siano cose molto più importanti rispetto al numero delle aziende di cui ci dobbiamo preoccupare. Oggi siamo ancora a governare, a tentare di mettere un tappo a una situazione contingente, e la proroga dei commissariamenti ne è la prova, ma il sistema della sanità è un sistema che invece richiede stabilità e continuità, non può essere una sola parte politica o le sole convinzioni, forse nemmeno scientifiche, del Governatore, a voler imporre a un'intera Regione un sistema che rischia di non essere funzionale, e quindi di non funzionare. Allora, forse è arrivato il momento che su questi temi si aprano un po' le nostre sfere e i nostri orizzonti sulla considerazione delle politiche di sanità, e proviamo a utilizzare il tempo che ci separa da qui al dare un assetto stabile alle aziende, e per provare davvero a costruire un sistema di governance della sanità che sia più utile ai cittadini e che non badi esclusivamente a esigenze partigiane della politica.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Roberto Deriu. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (PD). Io voterò disciplinatamente e convintamente il provvedimento, quindi nessuna suspense rispetto a questo intervento. Faccio invece un intervento di merito. Io considero questa proroga al 31 luglio un segnale, siccome io sono contro le politiche dei segnali, io vorrei che almeno nella legislazione noi svolgessimo delle scelte concrete. Il termine del 31 luglio non è realistico, non è concreto, il mese di agosto successivo non porta assolutamente a nulla, bisognerebbe mettere un termine un pochino più concreto. Detto ciò evito all'Aula la noia di un mio intervento sulle dichiarazioni di voto preannunciando un voto pedissequamente favorevole.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Stefano Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (FI). Presidente, questa sarebbe, per chi è chiamato a svolgere dai banchi dell'opposizione il ruolo istituzionale di consigliere regionale, un'occasione ghiottissima. Sarebbe la circostanza in cui più di tante altre si potrebbero mettere in evidenza le difficoltà della maggioranza che guida la Regione, il fatto che i numerosi proclami che hanno preceduto la loro vittoria e poi l'azione politica in merito alla gestione, in particolare, del tema della sanità erano privi probabilmente del giusto approfondimento. Non lo farò, rinuncio a questo pezzo del mio ruolo per rivolgere al Presidente dell'Assemblea, alle signore e ai signori Assessori e ai colleghi quello che può assumere anche i toni di un accorato appello. Il tema con cui ci stiamo confrontando è il tema che probabilmente maggiormente unisce i cittadini sardi e maggiormente li coinvolge e sovente, di recente, li ha persino portati in piazza. La paura di perdere ciò che si ha in materia di assistenza sanitaria, la paura di vedere l'ultimo baluardo che ci descrive come società civile, quindi la difesa della salute, li scuote nel profondo e li interessa e questo ci deve portare nella condizione mentale di approcciare a questo tema con soluzioni. Non è certamente sfuggito ai nostri colleghi che negli scorsi giorni noi abbiamo approcciato diversamente a questo tema con tono propositivo e di chi vuole partecipare a questo dibattito col solo scopo di contribuire a portare soluzioni. Si comprende perfettamente la necessità che si ha di prendere del tempo, che sia un mese, che siano sei per dover approfondire un tema che noi consideriamo per voi sinceramente complesso da affrontare. Io non voglio iscrivermi tra quelli che considerano il tempo che voi state domandando a questa Assemblea come un tempo rivolto a regolare questioni di rapporti interni o di pesature nella gestione del potere. Io lo considero un tempo sicuramente chiesto e sicuramente oggi ottenuto per approfondire il dibattito su una questione complessa, cioè la gestione della sanità rispetto alla quale credo di poter anticipare, ma ve ne siete accorti, che noi condividiamo il principio. Perché la direzione indicata, cioè quella di ridurre il numero dei soggetti gestionali responsabili della sanità, è un tema che può probabilmente portare una quota di risparmio, da stabilire, e soprattutto rendere a breve più agevole da sopportare una misura odiosa come quella dell'aumento delle imposte piuttosto che quella della difficile scelta della razionalizzazione della rete ospedaliera.

Ora, io credo questo: io credo che voi dobbiate cogliere ciò che da parte nostra è molto più di un cenno di disponibilità, ma è una sincera voglia di partecipare a una soluzione concreta perché, me lo confermeranno illustri relatori dall'altra parte dell'emiciclo, la discontinuità amministrativa è una delle prime questioni che si possono intestare l'aumento della spesa sanitaria. Alla continua necessità di legiferare e intervenire in termini organizzativi sulla sanità noi possiamo tranquillamente attribuire la colpa di aver fatto crescere il costo della sanità in Sardegna e di conseguenza di averne sottratto qualità. Allora, affrontiamo il problema della discontinuità amministrativa, partecipiamo assieme alla costruzione di un testo che poi non sia così debole da dover essere magari, in un mandato diverso, con una maggioranza diversa, necessariamente soggetto a una riforma. Cerchiamo di ragionare per lustri, cerchiamo di ragionare perché se dovessimo attribuire alle basi scientifiche che voi ponete alla base di questa riforma una valutazione positiva, ci renderemo conto che le quote di risparmio che noi assumiamo di poter ottenere richiedono necessariamente lunghissimi periodi, perché poi noi ne possiamo godere sul piano pratico, perché pochi punti percentuali sul risparmio della sanità non ci garantiscono oggi né rispetto al fatto di dover aumentare le imposte, né rispetto al fatto di poter compiere quelle azioni urgenti delle quali la sanità ha assoluto bisogno perché non è il tema la sanità, qua il tema è la salute, qua il tema è il rapporto che noi vogliamo continuare ad avere con i nostri cittadini.

Di conseguenza, colleghi, io vi rivolgo questo, se lo volete definire così, appello perché voi partiate da un punto: il tema della sanità, il tema della salute non merita la ricerca di un vincitore o di uno sconfitto, qua il tema non è chi ha la meglio rispetto alla propria visione, qua il tema è quanta responsabilità ci vogliamo assumere rispetto al problema più importante che riguarda il nostro mandato. Rispetto a questo il tempo che serve sia valutato oggettivamente rispetto al dibattito. Fate quello che volete del testo di oggi, chiedete un mese, chiedete sei mesi, chiedete di potere stabilizzare le figure gestionali attraverso la nomina dei direttori generali, non ci scandalizza nulla. Ciò che noi intendiamo fare è convincervi del fatto che questa è una riforma che assolutamente e prioritariamente rispetto a qualunque altra cosa, noi tutti e sessanta abbiamo il dovere di condividere perché alla base del nostro impegno ci deve essere quello di dare alla sanità sarda quella continuità amministrativa che rappresenta il punto di differenza tra le gestioni difficoltose dei lustri precedenti e le gestioni speriamo virtuose dei lustri successivi.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Giorgio Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC Sardegna). Signor Presidente del Consiglio, colleghe e colleghi, provo un po' di imbarazzo a intervenire nuovamente su temi che sono noti a questo Consiglio e alla maggioranza e sui quali la maggioranza avrebbe già da tempo dovuto adottare delle scelte per lo meno di buonsenso. Invece pare che la politica dei bluff sia l'unica che questa Giunta regionale voglia mandare avanti in materia sanitaria. La leggina che oggi discutiamo è il secondo grande bluff in ordine di tempo e di importanza. Il primo bluff è noto ed è la vicenda del Mater Olbia, l'ospedale fantasma che deve aprire e non apre, che deve assumere e non assume, che deve curare e non cura, che deve essere completato e non finisce mai. Per essere precisi l'unica realizzazione con buona pace delle sinistre, degli ambientalisti e dei soloni della tutela del territorio, l'unico risultato è aver consentito che dei terreni agricoli siano diventati zone edificabili per le villette dei "qatarini". Per il resto, come i colleghi sanno, abbiamo avuto date, appuntamenti, proclami e di concreto nulla; anzi, abbiamo anche dovuto subire le ramanzine di un tizio che fa l'amministratore cui le istituzioni sarde si sono genuflesse in maniera acritica e vergognosa. Del Mater Olbia noi abbiamo detto tutto anche se non abbiamo avuto mai alcuna risposta.

Vengo alla questione odierna, il secondo imbroglio concettuale e teorico. Si sta votando perché gli attuali commissari rimangano in carica fino a dopodomani, cioè fino al 31 luglio. Questo nella convinzione che in primo luogo si dia corso alla legge e alla sua attuazione, quindi nell'idea che agosto non esista e che in realtà ci troviamo a vivere in Svizzera e non in Sardegna. Sarò molto rapido nell'elencare gli adempimenti, i primi cui dovrà far fronte il direttore della ASUR, che è il secondo passaggio che avverrebbe subito dopo, cioè nel mese di agosto ipoteticamente, giusto perché i colleghi meno esperti abbiano un'idea. Avevo in Commissione proposto di eliminare all'articolo 1 "improrogabilmente non oltre il 31 luglio"; avevo avuto l'assenso, era intervenuto Ruggeri e aveva detto che obiettivamente forse era meglio, perché dire "entro e non oltre il 31 luglio", siccome è la quinta volta che si stabilisce una data e poi questa data non si rispetta, credo che non servisse. Però voglio specificare quali sono tutti gli adempimenti, la maggior parte, Assessore, lei sa che sono al livello nazionale, allora che cosa dovrebbe fare la ASL, e quindi nel mese di agosto, quando normalmente si potrebbe verificare qualche insolazione? Aprire un nuovo soggetto giuridico con codice fiscale e partita Iva, aprire un conto corrente, una nuova tesoreria, dovranno essere modificati tutti i software per fatture, fornitori, e di conseguenza far riammettere le fatture verso il nuovo soggetto, il che vorrebbe dire possibilmente ritardi nei pagamenti, graduatorie di concorso, contrattazioni aziendali come l'assessore saprà, scusi Assessore, ci sono otto contrattazioni aziendali, forse di più in Sardegna, e quindi bisogna anche fare un'unificazione. Quindi il nuovo direttore generale si troverà di fronte ad una situazione che è molto complessa. Dovrà essere fatto il censimento del patrimonio, dei rapporti attivi e passivi che devono passare alla ASL, dovranno essere modificate le regole del riparto del fondo sanitario nazionale per i vari soggetti, ASL, Brotzu, le due strutture universitarie, e credo anche l'AREUS perché l'abbiamo fatto e credo che bisogna tenere conto anche di questo, anche se molti non ne tengono conto e in qualche emendamento dovrebbe scomparire. Poi c'è l'accreditamento della nuova azienda, lei sa che tutte le aziende sanitarie sono accreditate, quindi questo nuovo soggetto dovrà essere accreditato. Dovranno essere adeguate alle strutture informatiche CUP. Non voglio dilungarmi oltre. Sa Assessore che voi avete fatto un bando di un nuovo albo? Saprà anche, lo so io per caso, che c'è anche un ricorso, e questo certamente creerà dei problemi, disfunzioni e ritardi. Così come noi non abbiamo nulla in contrario sui commissari, la stragrande maggioranza dei commissari sono certamente persone capaci, tranne in qualche caso che ho avuto modo di dire in Commissione e talvolta anche all'Assessore abbiamo un'interpretazione diversa sulla 23. E credo che praticamente si poteva rivedere con qualche sostituzione, ma vede voi colleghi della maggioranza pensate che questo sia possibile veramente realizzare una cosa del genere nel mese di agosto in Sardegna? Perché ancora una volta pieghiamo le ragioni della realtà alle ragioni della forma? Sapete bene che cosa pensiamo della riforma delle ASL e della creazione di questo nuovo mostro. Dopo il disastro in cui avete gettato il Brotzu, il Microcitemico e l'oncologico, dopo che avete gettato in non si sa cosa l'Azienda Ospedaliera, adesso intendete paralizzare la vita delle aziende per il non saper provvedere in un tempo ragionevole per il passaggio delle consegne e la creazione di nuove strutture. Che ci sia una crisi all'Oncologico è risaputo, che ci sia una situazione disastrosa al Microcitemico lo sanno tutti, basta andare e sentirete le proteste vibrate giorno per giorno. Poi avete offuscato l'immagine del Brotzu, che agli occhi degli utenti ha perso il ruolo di centro di eccellenza. Avevamo preavvertito che questo si sarebbe verificato se non ci fosse stata questa fretta che praticamente non trovava un senso logico. Vede ma il buonsenso dov'è finito? Colleghi se la proroga deve essere che proroga sia, ma non prima del 30 settembre, ottobre, novembre, ma prendetevi il tempo necessario perché si possa realmente realizzare tutte queste procedure, sennò ci passa più di un anno, ci vorranno le autorizzazioni ministeriali, bisogna fare tutta una serie di iter. Del resto quando è ci deve essere il passaggio delle consegne da parte dei commissari, nel mese di agosto? Nel mese di agosto la gente è in ferie, e certamente non rinuncia alle ferie. Io penso che obiettivamente, questo lo voglio dire, sia necessario che basta lasciarsi prendere dalla fretta e valutare con molta attenzione.

Abbiamo sbagliato una volta, abbiamo sbagliato due volte, quindi io vi richiamo ad un sussulto di rispetto per le istituzioni, e praticamente valutare attentamente che cosa sia necessario, perché ai tempi, alle procedure che bisogna fare, non ci sono dei tempi tecnici perché praticamente il 31 luglio per la quinta volta i commissari praticamente decadranno, e il nuovo commissario non saprà che pesci pigliare.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Michele Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Presidente, diversi colleghi hanno parlato di imbarazzo in relazione a questo provvedimento. In effetti è difficile sottrarsi a questo sentimento. La legge sul commissariamento delle ASL formalmente motivata con l'esigenza di procedere alla riforma, sostanzialmente motivato dalla voracità dei partiti della maggioranza, è stata approvata il 17 novembre del 2014. I commissari dovevano rimanere in carica quattro mesi, prorogabili non oltre una volta, altri quattro mesi. Noi avevamo visto la mala parata e il 3 luglio del 2015, con la proposta di legge numero 236, avevamo proposto all'Aula di commissariare le ASL fino al 31 dicembre 2016, con possibilità di prorogare di un anno fino al 31 dicembre 2017. Era evidentemente una cosa un po' surreale, era una facile previsione pensare che in quattro più quattro mesi sarebbe stato difficile per questa maggioranza presentare una riforma seria, io direi che si è andati oltre le aspettative. I commissari sono in carica da un anno e mezzo e io credo che manchi un pezzo importante in tutta questa discussione, e cioè una valutazione anche dell'attività dei commissari, perché credo che sarebbe un esercizio utile. Perché dico questo? Perché i commissari hanno un rapporto diverso con la Giunta regionale rispetto quello che hanno i direttori generali. I direttori generali vengono nominati, hanno degli obiettivi da perseguire, hanno un budget, e hanno una loro autonomia gestionale, non potrebbe essere diversamente. I commissari sono espressione della Giunta regionale, con un mandato preciso, con limiti precisi ben diversi rispetto a quelli del direttore generale. Bene, in quest'anno e mezzo abbiamo visto di tutto, abbiamo visto come i commissari abbiano obbedito soltanto a chi li ha nominati, non abbiano tenuto minimamente conto degli indirizzi della Giunta regionale, e il risultato è sotto gli occhi di tutti, un degrado del sistema sanitario regionale che non si era mai visto prima. Assessore, io credo che non si sia mai visto prima la vendita di pesci e di generi ortofrutticoli nei sotterranei dell'ospedale Brotzu, credo che non si sia visto prima lo scempio che è stato fatto della legislazione dei principi minimi di imparzialità della pubblica amministrazione nell'applicazione delle leggi. Tutto questo è successo in un anno di commissariamento. Perché sto facendo questa considerazione? Perché tutto questo spinge decisamente verso la ASL unica, che a noi sembra l'unico modo per riportare a razionalità un sistema che è diventato totalmente schizofrenico, senza governo, senza controllo, in cui l'Assessorato alla sanità non è in grado di dare indirizzi che possono essere definiti tali in quanto vengono rispettati da chi ha il governo materiale della sanità. Ma torniamo al provvedimento di oggi, sapevamo già come sarebbe andata a finire, adesso viene stabilito un ulteriore penultimatum al 31 luglio del 2016, concordo con chi ha detto che questo penultimatum è assolutamente irrealistico, io chiederei al Presidente di portare in discussione la nostra proposta di legge, almeno discutiamo di termini seri, temo che la verità vera sia che questa maggioranza non riuscirà a portare nessuna seria proposta di riforma, perché non c'è la consapevolezza del livello a cui sta arrivando il nostro Sistema sanitario regionale che è arrivato ai limiti della sostenibilità, limiti che una volta che saranno raggiunti si tradurranno in un unico risultato: la negazione del diritto alla salute proprio a quelle fasce più deboli e meno protette che invece primariamente la Regione ha il dovere di sostenere. Questo è il motivo per cui noi voteremo contro questo provvedimento.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Oscar Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (FI). Una "leggina", come viene chiamata in gergo all'interno di quest'Aula che chiede l'ennesima proroga ai commissari delle aziende sanitarie locali della Sardegna. Sono passati due anni e quattro mesi dall'insediamento di questa maggioranza, della vittoria quindi del Presidente Pigliaru, della sua Giunta, e di tutto il resto della coalizione che lo sostiene, dopo due anni e quattro mesi ancora si parla di una riforma per quanto riguarda il Sistema sanitario regionale. Ancora una volta si rientra in aula per chiedere un'ulteriore proroga dei commissariamenti. Per parafrasare un linguaggio utilizzato da un collega: "dirigentemente" voterò contro questa proposta di legge, dico "dirigentemente" perché anch'io seguo una linea politica e anch'io seguo la proposta dell'opposizione invece vuole portare avanti, "dirigentemente" mi allineo alle idee e alle posizioni dell'opposizione, perché la condivido, ma spesso posso anche andare incontro, quindi se "dirigentemente" rimango allineato e arroccato ad una posizione e ad una linea politica, "dirigentemente" devo avere anche l'onere pari a mettere il fallimento totale della politica sanitaria regionale. Lo devo fare come l'ha fatto qualche collega della maggioranza, in modo onesto, corretto, senza nascondere niente, quando c'è qualcosa che non funziona in una in una famiglia, nel caso specifico nella famiglia del centrosinistra, è giusto ammettere, è giusto confrontarsi, è giusto trovare una posizione ed una linea che possa soddisfare tutti, quando questo non lo si trova è giusto anche dire il contrario e porre opposizioni contrarie. Si è parlato addirittura di un termine di scadenza troppo ristretto, ma termini di scadenza, o meglio la proroga con relativa scadenza, non ci sarebbe dovuto essere, non dovevamo neanche essere qui oggi a discutere della necessità di prorogare ulteriormente i commissari. Niente da dire nei confronti delle persone: sulle persone abbiamo sempre massimo rispetto al grande riguardo nella loro valutazione in termini personali, però ci possiamo permettere, visto che abbiamo questo ruolo, di criticare in termini politici, e i risultati politici non ci sono, i risultati politici ad oggi non ci sono stati. Il mio collega Edoardo Tocco dice: sicuramente lei sarà un grandissimo medico però l'amministrazione della cosa pubblica è tutta un'altra cosa, quindi deve dimostrare, questo lo deve fare, all'interno di quest'aula, che non è solo un bravo medico ma è anche un bravo Assessore della sanità. Quindi o riesce a convincere, insieme al Presidente Pigliaru, che la riforma è una riforma urgente, importante, fondamentale per il rilancio della sanità sarda, o altrimenti avrà fallito e dimostrerà allora di non essere un bravo Assessore e di conseguenza un bravo politico, ma siccome io credo che possa dimostrare il contrario dimostri e metta d'accordo questa maggioranza che è una maggioranza, lo capiamo tutti, è sempre stato così, oramai da tempo, è una maggioranza che è un cartello elettorale che poi all'interno ha posizioni democraticamente differenti, ma che non portano probabilmente ad un aspetto fondamentale, non portano a soddisfare esigenze personali interne, personali lo ripeto a voce alta, in termini politici. Quindi credo che questa norma non debba neanche essere votata, credo che sia necessario che, nel più breve tempo possibile, che questa maggioranza si sieda intorno al tavolo e trovi una condivisione per un'eventuale riforma reale del sistema sanitario regionale o altrimenti fate una cosa: secondo me è tutto molto più semplice: nominate i direttori generali, vi sedete - Oristano la lasciamo dov'è, Sassari la lasciamo dov'è - però nominiamo i direttori generali, diamo almeno un'amministrazione che possa agire in termini concreti, possa dare delle risposte concrete probabilmente riuscirete a soddisfare anche quella voglia di ricoprire ruoli e cariche che ha spesso determinato la politica in senso generale.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Ignazio Giovanni Battista Tatti. Ne ha facoltà.

TATTI IGNAZIO GIOVANNI BATTISTA (UDC Sardegna). Naturalmente non sono assolutamente d'accordo con il collega Manca, ora non c'è in aula, che dice che le persone che vengono prorogate non sono all'altezza dei compiti che gli sono stati assegnati, perché se oggi la Giunta propone la proroga è solo esclusivamente perché è la stessa non ha il coraggio di metterci la faccia e quindi delega i commissari per attuare quello che avremmo dovuto fare noi, cioè il riordino della rete ospedaliera, quello che oggi stanno facendo già ai commissari. Signori, sta succedendo questo, non sta succedendo altro. Quindi, portare avanti una politica di questa Giunta è una politica contro tutti, forza a favore di qualcuno, non sappiamo a favore di chi, distruggere i servizi che funzionano, per raggiungere altri colpi che io sinceramente non conosco. I commissari stanno attuando una riforma della rete ospedaliera, ma a questo punto davvero mi chiedo ma a cosa serva il Consiglio regionale se non lo facciamo noi questo? Colleghi delle zone interne, ascoltate quello che si dice qui e dite anche all'esterno quello che dite qui, perché mi dà fastidio vedervi sfilare nelle manifestazioni dicendo contro la Giunta e contro qualcun altro, sinceramente mi dà fastidio e qui, invece, venite a votare a favore di ciò che però quale la giunta. signori i consiglieri del Sarcidano, lo dico chiaramente, se foste state presenti l'altro giorno, venerdì scorso, la manifestazione dove si denunciava la chiusura delle sale operatorie e quindi un territorio dove non si può intervenire, il ridimensionamento dei laboratori d'analisi, il ridimensionamento della radiologia, la chiusura delle guardie mediche e quant'altro, ditele anche qui queste cose, ditele anche qui, non ditele solo fuori, se andiamo a sfilare andiamo a sfilare con la stessa faccia che abbiamo sia in questa aula che fuori. La proroga di chi ha chiuso queste sale operatorie, il centro raccolta sangue, e quant'altro, sinceramente portano ad una qualcosa di diversificazione delle zone interne della Sardegna, ma come si fa oggi ad andare a prorogare chi sta attuando questa politica? Andate a votare con coscienza. Tagliare i servizi sanitari nelle zone interne e non dare servizi adeguati nelle città perché Cagliari sta scoppiando, gli ospedali di Cagliari sono allo sfascio. Non si può dare risposte, andare non in lista d'attesa ma in un pronto soccorso, dove si aspettano 10 o 12 ore prima di poter essere accuditi dal personale che non ha colpa. In ogni territorio della Sardegna sta nascendo un comitato per la difesa del diritto alla salute e voi che risposte state dando? Vedo che c'è nei paraggi l'assessore Paci, che davvero ringrazio con tutto il cuore per la proposta che ha fatto per il ripopolamento delle zone interne, naturalmente penso che l'assessore Paci in questo caso non rappresentava la regione Sardegna ma forse si sentiva Assessore di un'altra regione; perché è assurdo fare queste proposte e andare a togliere oggi i servizi sanitari delle nostre zone.

Vogliamo parlare del personale? Non si sostituisce più personale però si attivano altre cose, si attivano quegli articoli dei contratti delle varie categorie, vedi l'articolo 55 del contratto dei medici per fare che cosa? Per far sì che qualcuno si porti a casa qualche euro in più e la gente non ha risposte, e le persone non hanno risposte. Assessore, io lo so che lei è una bravissima persona, però forse le manca o le sfugge qualcosa che sta succedendo, non abbiamo più servizi nelle zone interne ma anche nelle città e abbiamo gente che si sta riempiendo le tasche di soldi e lo abbiamo denunciato pubblicamente e lo hanno denunciato alcuni sindacati e noi non facciamo niente. Sinceramente bisogna che qualcuno intervenga, io penso che questo interessi anche la Commissione d'inchiesta, penso che si debba mettere mano a queste cose. Se si spende in più per la sanità, come si sta spendendo in più oggi per la sanità, ritengo che si debbano avere migliori servizi e non migliore tasche piene. Questo lo voglio denunciare con forza. È stata negata la mia sostituzione in un laboratorio di analisi e si spendono 750 euro a notte per avere un anestesista nell'ospedale di Isili per dormire, perché è chiusa la sala operatoria quindi non so a cosa serva un anestesista tutti i giorni nell'ospedale di Isili. Ditemi queste cose,, datemi una risposta queste cose. Io volevo denunciare, e lo denuncio a voce alta in quest'Aula, perché mi è consentito farlo, e ritengo che alcune risposte alla gente si debbano dare non con queste cose ma dando il diritto alla salute alle persone. Basta. È tempo di dire basta. Io non sono antipolitico, però quando si vedono queste schifezze, scusate se uso questo termine, ritengo che dobbiamo denunciarlo a voce alta.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Christian Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS CHRISTIAN (PSd'Az). Presidente, signori della Giunta, college e colleghi consiglieri, in realtà molte cose sono state già dette e tra le tante cose dette io ho trovato che ci fosse una ponderata ragionevolezza nelle parole sia del collega Deriu, sia del collega Tunis e nelle osservazioni del collega Oppi. E cioè noi non siamo scandalizzati dal fatto che si debba ricorrere ad una proroga nell'affrontare una riforma che è la riforma delle riforme, se si ha riguardo alla dimensione anche finanziaria e all'incidenza che la sanità ha sul bilancio della Regione. In verità, ciò che lascia veramente perplessi è come si possa pensare di limitare al 31 luglio un ragionamento che, come è emerso dagli interventi di tutti, presenta delle criticità e una complessità che è molto più ampia. Infatti, se non ci fermiamo alla superficie di questo tema, se andiamo in profondità, anche il modello di una riforma di questa portata, ha avuto, come dichiarato dal presidente Pigliaru sin dall'apertura di questa legislatura, un'attenta analisi ed una individuazione degli indicatori per una valutazione ex ante ed ex post degli effetti di questa riforma. O meglio, quest'Aula sta andando a votare una riforma ben sapendo quali saranno gli effetti concreti? Risparmieremo o spenderemmo di più? Abbiamo solo percezioni o abbiamo un modello scientifico che ci dia risposte in questo senso? Io credo che una riflessione in più sia dovuta anche perché se andiamo a fare una disamina attenta di quello che accade nel resto d'Italia, d'Europa e del mondo, e su questo i colleghi hanno avuto modo di confrontarsi anche con un interessante studio del centro di ricerca dell'Università Bocconi, sanno perfettamente che materia di politiche sanitarie il modello delle ASL uniche è oggi, ad alcuni anni dalla istituzione in altre realtà, abbastanza in discussione. Anzi, i primi effetti concreti necessitano già di correzioni e correttivi. Quindi io mi chiedo perché questa fretta nel voler imporre un modello con dei tempi, senza che vi siano degli indicatori chiari che ci dicano quali saranno gli effetti, senza che ci sia una riflessione che coinvolga l'intera Aula. Anche perché, è stato detto da qualche collega che mi ha preceduto, in verità io credo che il cittadino sardo oggi non sia preoccupato dal fatto che a capo della ASL ci sia un commissario o un direttore generale, il cittadino sardo non è preoccupato dal fatto che il territorio regionale si è organizzato in una o più ASL, il cittadino sardo è preoccupato della qualità del modello sanitario che noi andiamo ad offrire, è preoccupato, di quello che diceva qualche collega, cioè delle attese assolutamente intollerabili per le diverse discipline, delle file al pronto soccorso, delle attese per le visite specialistiche. Allora, prima di portare in Aula una riforma, abbiamo una risposta tutti questi quesiti? Cioè sappiamo dire l'introduzione della ASL unica quanto ridurrà le attese? Quanto genererà in termini di risparmio? Quale impatto avrà sui territori? Io credo che questo studio sia preliminare e sia dovuto. Anche e soprattutto, ripeto, laddove esistono studi già fatti sull'attuazione di questo modello in altre realtà italiane. Ed emergere chiaramente, che vi sia necessità di profondi correttivi. Consentitemi una annotazione che è di carattere più generale e che riguarda, invece, la dignità e l'orgoglio di quest'Aula. Io ho molto apprezzato l'intervento di domenica dal presidente Pigliaru che, con fermezza, ha riaffermato il perimetro istituzionale delle proprie competenze, dichiarando con forza che non si farà dettare i tempi di un'eventuale verifica politica. Io credo che, allo stesso modo, le forze politiche presenti in quest'Aula, e mi rivolgo soprattutto ai colleghi della maggioranza, dovrebbero avere la forza, l'equilibrio per riaffermare, in un sistema che voglia dirsi democratico e quindi bilanciato, che non può farsi dettare i tempi neanche per procedere a delle riforme così importanti e per le quali necessitiamo di un ragionevole tempo di discussione, di un ragionevole spazio di confronto tra le forze politiche. Questo è il nostro terreno di gioco e se noi non saremo in grado di difendere queste uniche prerogative, che sono davvero le nostre, signori miei questo Consiglio mette in discussione non la riforma sanitaria, mette in discussione se stesso e la propria sopravvivenza.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Paolo Truzzu. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Presidente, alcuni colleghi della minoranza, con lungimiranza e visione, hanno in qualche modo spossato il dibattito su questa leggina alla riforma della ASL unica, anche l'intervento dell'onorevole Solinas, l'ultimo intervento, era in tal senso e qualcuno ha anche sostenuto che voleva rinunciare alla ghiotta occasione invece fornita da questo provvedimento di legge. Beh, io non voglio rinunciare, sinceramente non voglio rinunciare, non perché non sia convinto che la questione sanità meriti un dibattito di alto livello, non perché non sia convinto che non si debba discutere di certi temi, con una visione anche che vada oltre la appartenenze, non perché non sia convinto che la salute sia un bene di tutti e non solo della maggioranza, ma proprio perché ne sono convinto credo che, per poter affrontare con libertà e con attenzione le questioni che veramente interessano i cittadini, abbiamo invece il dovere di assumersi una responsabilità e di ricordarci, e di ricordare, che cosa è successo in questi due anni, perché, vedete, abbiamo cominciato la legislatura avendo ben chiaro che la questione sanitaria era il problema dei problemi, perché più volte in quest'Aula, fuori da quest'Aula e nelle Commissioni abbiamo detto che se non riuscivamo ad affrontare il nodo dell'incidenza della spesa sanitaria sul bilancio regionale non avremmo liberato risorse per garantire politiche di sviluppo ai nostri territori. Dopo due anni e mezzo siamo a bomba, anzi la situazione forse è anche peggiorata perché le risorse che la sanità sta rubando al bilancio regionale sono aumentate e ci lasciano sempre meno disponibilità, e questo è successo perché in questi due anni la questione non è stata affrontata. Siamo partiti con la famosa legge approvata a novembre 2014, che doveva cominciare a risolvere qualche problemino e che voi stessi avete detto che non era la riforma sanitaria ma una preriforma, che ci avrebbe portato poi alla soluzione dei veri problemi, e siamo fermi sempre lì, avete scelto di nominare i commissari, giustamente, li avete prorogati, gli avete dato anche degli obiettivi, e oggi, Assessore, dopo un anno e mezzo, non si sa più che obiettivi seguono questi commissari, ognuno ha creato un proprio califfato e continua a lavorare senza nessun controllo, e succedono delle cose buffe che portano a perpetrare quel sistema della sanità che ha creato quella difficoltà che noi oggi viviamo, perché ancora oggi, nonostante i blocchi delle assunzioni del personale, nonostante i tentativi di far rientrare tutto nei costi, in alcune Aziende sanitarie frotte di cittadini riescono a ottenere posti di lavoro, ci sarebbe da chiedersi come possa accadere in una situazione di questo tipo! E dopo un anno e otto mesi siamo a richiedere una nuova proroga di un mese. Anch'io sono del parere dell'onorevole Deriu e di altri colleghi, preferisco ai segnali le scelte, e allora sinceramente forse la proroga andrebbe legata alla vera riforma: lasciateli i commissari, non fateci ritornare in Aula tra un mese, perché ci troveremmo a dover dire le stesse cose, in maniera ancora più forte, e probabilmente anche a fare una magra figura nei confronti dei cittadini, a esporre l'istituzione regionale a una figura sempre peggiore.

Ma il fatto politico che voglio sottolineare è che questi due anni e mezzo non ci sono serviti a nulla, allora forse qualcuno qualche responsabilità dovrebbe assumersela, perché, vedete, la politica o non sa decidere o non è, la politica o non sa scegliere o non è, la politica o non ha coraggio oppure non è. Allora, Assessore, a me viene da dire che con questa ennesima proroga voi dimostrate di non essere, dimostrate di continuare con gli stessi sistemi, o perlomeno date il messaggio ai cittadini che la sanità è sempre la stessa cosa, quindi uno "stipendificio", quel bacino dove creare le clientele, quel bacino dovrà assumere gli amici degli amici. Allora, piuttosto che continuare con questa farsa dei commissari, forse sarebbe il caso di assumersi la responsabilità e dire che Assessore, Giunta e Presidente è il caso che vadano a casa e magari si autocommissarino.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Affrontare il tema oggi in discussione pone il tema più largo della sanità, per cui non vi è ragione di avere dei dubbi su quello che si va a dire.

La sanità registra dappertutto, anche nell'intera Italia, un momento di regressione, con costi elevati e servizi non adeguati, e disgiunge chi ha bisogno di sanità con quelli che sono i servizi da erogare. Il problema è questo e non è la riduzione dei costi della medicina, intesa come farmaco, ma è un complesso di cose che riguarda gli assetti, le organizzazioni, la tipologia che si vuole dare a questi assetti.

Io capisco tutto, posso anche concordare con Christian Solinas che dice che probabilmente c'è la necessità di un adeguamento nei rapporti istituzionali, ma io voglio chiedere al Consiglio, ma in particolare alla maggioranza che lo ha dichiarato più volte, e lo ha dichiarato soprattutto andando piazza per piazza a cercare i voti contro il centrodestra, che avrebbe fatto una rivoluzione, innovando e decidendo di portare all'interno del sistema istituzionale regionale una novità, in particolare su ciò che incide per il 55 per cento sul bilancio regionale, cioè sulla sanità, perché mal gestita e mal governata dal centrodestra. Non è un discorso, caro Christian, solo di riforme istituzionali: o è vero che quando sono andati in campagna elettorale erano convinti di fare certe scelte e di ridurre costi e di dare innovazione, oppure erano solo concordi per fare un cartello che potesse vincere dicendo anche delle non verità alla gente che andava a votare! Eppure ci sono stati due anni e mezzo di possibilità di confronto per vedere qual è il tipo di sanità che si voleva offrire al popolo sardo, abbiamo bisogno di ulteriori allungamenti di commissariamento perché ci viene detto che c'è un confronto, caro Christian, non istituzionale? Posso capire gli spostamenti che possono avvenire nelle parti politiche ma sostanzialmente ove si crea la volontà di fare delle leggi non c'è stato un confronto né prima né dopo, né ora né domani, perché non si sa neanche cosa si vuole! Il problema non è una ASL unica o lasciare le auto altro, e governare seriamente di processi che si verificano attualmente all'interno delle otto ASL, commissariate e quindi alle dirette dipendenze dell'assessore della Giunta. Coloro i quali oggi sono i commissari prima di scadere hanno fatto sì che addirittura i passaggi avvenissero entro lunedì, che i bandi venissero reiterati, che si confermassero le assunzioni, che si procedesse in maniera inadeguata… non parlo nemmeno del pescivendolo che è sotto il Brotzu perché c'è ben altro di mercifico e di mercimonio all'interno delle ASL, e non si è avuto il coraggio morale ed etico di cambiare niente!

Quando ho avuto modo di sentire come funziona il 118, ho capito in che mani siamo, e stavolta non parlo di questa maggioranza ma parlo di tutte le maggioranze che si sono susseguite a governare la Sardegna, è una vergogna! E, Assessore, neanche tu stai facendo niente, anche perché dici che va bene quello che viene proposto dai Vigili del fuoco, cioè che lo stanziamento deve essere ad Alghero anziché nel centro Sardegna perché recuperi le esigenze vere di un 118 elitrasportato. Niente state facendo, se lo vogliamo ricordare, che non è una riforma quella che avete presentato prima cercando di ragionare di ospitalità, di rete ospedaliere senza pensare qual era il tessuto complessivo della sanità, senza dire qual era la costruzione vera che si voleva fare della sanità prossima ventura in Sardegna. Certo che era un'avventura, era cercare di stanare interessi anche poco raccomandabili se non dicibili all'interno di questo consesso. Attenzione, perché stiamo toccando vite umane, non mi stanco di dire, anche se non verrà riportato e non mi interessa, che chi è malato non ha partiti e non ha colori, ha solo necessità di essere assistito e ciascuno di voi e ciascuno di noi dovrebbe fare seriamente una riflessione per capire se stiamo facendo quello che è giusto mettendo prima di tutto l'uomo all'attenzione di quelli che sono i servizi da dare. Ma me la caverei, come ha detto il mio collega Cossa, abbiamo presentato una proposta di legge che i commissari vengano protratti fino al 31 dicembre di quest'anno, forse, forse riusciremo se non solo la litigiosità interna per cercare, qui caro amico della minoranza, califfato esiste come citai in altre circostanze. Il presidente Melis disse: gli assessorati qui sono tutti dei califfati, nessuno parla con se stesso. Le ASL sono dei califfati di chi li ha nominati, da chi ha dato il mandato a Tizio, Caio e Sempronio non nell'interesse pubblico ma nell'interesse politico, partitico e vivadio questa è una cosa che disgusta e crea veramente uno spasmo all'interno delle proprie budella se qualcuno avesse un po' di coraggio e affrontasse la propria coscienza. Io non parlo oggi dire è necessario o non è necessario prorogare, dico che è necessario fare una riforma, ma la riforma prescinde da uno o due da chi deve giocarsi interessi di uno o di un altro partito o di avere le frattaglie divise all'interno di quello che è un ammazzamento di maiale come altri tempi. La sanità non è questo, è ben altro, mi capite o non mi capite? Poi i giornali possono dire domani quello che vogliono; tanto sono abituato a non essere citato e non lo faccio per loro e ne mi è mai interessato. Per cui quello che a me interessa è che noi Consiglio regionale prendiamo coscienza delle necessità vere di avere una sanità riformata. Certo ho una mia scelta che è quella di una ASL unica che non va confusa con la vostra ASL, la vostra ASL è complicata di tutto e di più, quasi un'altra cosa. La ASL unica che vedo io è solo una ASL che si occupi di personale e di acquisti e basta, e basta. Il resto nel territorio deve essere governato all'interno dei distretti medesimi da funzionari interni, magari a cui riconosci un piccolo incentivo. E l'altra cosa mia personale è che gli ospedali vanno sottratti al territorio, vanno nuovamente qualificati come aziende autonome perché hanno da dare qualcosa di più e non sono ospedale eccentrico com'era in Lombardia che pure credo che abbia dato una buona testimonianza di sanità, ma si tratta di riequilibrare perché il territorio ha bisogno di prevenzione e di specialistica. E poi l'ospedale serve per le acuzie o per problemi seri, cioè riqualifichiamo quelle che sono le…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SEL). Presidente, sono sfortunato mi tocca intervenire sempre dopo l'onorevole Dedoni quindi aumentano le difficoltà. Credo che molti colleghi delle opposizioni abbiano sbagliato la tempistica perché noi oggi stiamo andando ad approvare un provvedimento che è solo di proroga dei commissari avremmo molto tempo purtroppo o per fortuna per parlare di tutti problemi della sanità quando arriverà in Aula il progetto vero e proprio di riforma della rete ospedaliera, della rete territoriale e la riforma sulla riduzione del numero delle ASL. Io, infatti, non voglio soffermarmi troppo in questo mio intervento, voglio dire questo che siamo consci di tutti i problemi che affliggono il servizio sanitario regionale e siamo sinceri a molti di questi problemi non siamo riusciti a proporre delle soluzioni e la colpa però non è dell'Assessore. Io all'Assessore l'ho detto, non lo vedo in questo momento in aula, in altre circostanze, lui doveva essere un buon allenatore ha messo in campo una squadra di 11 o 12 giocatori che hanno purtroppo giocato da battitori liberi e i risultati per questo motivo non hanno risposto alle aspettative che noi avevamo.

Io adesso volevo chiedere, io ho una pregiudiziale che metto in campo e metterò in campo io come Daniele Cocco Capogruppo di SEL e come Gruppo di SEL, i commissari devono attenersi esclusivamente in questa fase in cui noi stiamo andando a riformare tutto il sistema sanitario, tutta la sanità della Sardegna agli atti ordinari, non è sopportabile che alcuni commissari non più tardi di ieri o di avantieri istituiscano nuove strutture complesse semplici, questo non lo accettiamo, lo dico con forza e determinazione all'Assessore e non c'è nessun atto ufficiale del direttore generale della sanità che tenga perché non si possono mettere in atto oggi azioni di atti aziendali di 10 anni, non è sopportabile che per due anni o due anni e mezzo non siano state fatte queste cose e oggi improvvisamente scopriamo 12, 13, 14, 15 strutture complesse non è accettabile che nel momento in cui l'azienda universitaria di Sassari debba far transitare nei suoi organici circa 90 amministrativi si chiamino nuovi amministrativi o da concorsi o tramite agenzie interinali. Noi abbiamo fatto la risoluzione in questa aula proprio sulle agenzie interinali che abbiamo detto le cose che sono chiarissime, ci risulta oggi che alcune ASL stiano attingendo con delibera di nuovo, stiamo esternalizzando servizi assumendo da agenzie interinali. Io sommessamente, Assessore, le chiedo questo: lei è intellettualmente onesto, sta facendo un grande lavoro, i commissari non la stanno seguendo, noi non accettiamo e chiedo che quelle delibere fatte in queste ultime settimane siano bloccate che vengano istituite nuove strutture semplici o complesse, perché non sappiamo neanche se quelle strutture domani con il riordino che noi stiamo andando a proporre e ad approvare esisteranno. Quindi io non vorrei che dopodomani quelle persone con dei ricorsi si facciano riconoscere le indennità per i contratti che oggi vengono fatti loro da questi commissari. Una cosa devo dire agli amici delle opposizioni, non c'è nessuna sindrome famelica da questa parte, nella maniera più assoluta io ringrazio la Giunta e l'assessore Arru di aver riaperto la manifestazione di interesse per le domande per gli elenchi dei manager perché questa volta davvero, e ne sono certo, dimostreremo che a ricoprire gli incarichi apicali della ASL unica e delle aziende sanitarie andranno quelli che veramente riusciranno a saltare l'asticella che sarà messa molto in alto.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE EUGENIO LAI

(Segue COCCO DANIELE.) Noi tutti i partiti avremmo il dovere morale e lo dimostreremo di far sì che quelle persone che andranno a ricoprire quegli incarichi verranno prese da quegli elenchi con quei requisiti che saranno molto, molto oggettivi. Ho finito.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gian Luigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Presidente, colleghe e colleghi, potremo modificare il titolo al disegno di legge numero 338 in: "Norme sulla politica del rinvio, del rinnovo delle poltrone e delle mini finte proroghe". Una proroga di 30 giorni, Assessore, diventa ridicola, inopportuna e inadeguata visto anche il periodo estivo che andiamo ad incontrare. Inoltre, Assessore, vorrei chiedere a lei, con la stima che ho nei suoi confronti, di capire quale strano concetto avete voi della improrogabilità, perché il termine improrogabilità significa una cosa sola, mentre voi ripetutamente, per cinque volte consecutive, siete riusciti a disattendere questo termine. La Giunta si preoccupa delle proroghe e trascura i veri problemi della Sardegna, i problemi del lavoro, i problemi delle migliaia di nuovi migranti che tutti i giorni arrivano nella nostra Isola. Il disegno di legge che oggi è in discussione con la delibera numero 36 del 16 giugno espone la volontà dell'Esecutivo di prolungare per l'ennesima volta il mandato dei commissari a capo degli enti sanitari. Peggio ancora, un teatrino davvero assurdo ed inspiegabile in un momento in cui andrebbero prese decisioni risolute per risolvere le problematiche della sanità isolana. Si pensi ai territori del Sulcis-Iglesiente, al reparto del CTO, ridotto ormai a un semplice ambulatorio, ridotto ormai a un semplice ambulatorio, alle condizioni del Sarrabus, dove il San Marcellino di Muravera diventa uno dei presidi ospedalieri di punta nel periodo estivo, e anche questo è ridotto ad un semplice pronto soccorso. Il pericolo, con il disegno della ASL unica, è che queste strutture vengano smantellate, uno spettro da abbattere, eppure gli annunci dell'Assessore andavano in altra direzione, con la volontà intrapresa e con la legge di riforma del sistema sanitario numero 23 del novembre 2014, di un processo di riorganizzazione del comparto. Di fatto questo processo, Assessore, si è arenato, e ancora oggi la ASL unica appare un terreno di scontro con giochi di potere tra i partiti della maggioranza. Io dico, non è servita la lezione che gli elettori sardi hanno dato alla maggioranza attuale? Una lezione dove hanno punito chi governa oggi la Regione Sardegna e hanno in qualche modo evidenziato che il problema della sanità è il primo tema di scontro, è il primo tema che in qualche modo tutti i cittadini vogliono rivendicare come il vero problema. Il diritto alla salute è una di quelle cose non può essere lasciata in mano alla politica, alla politica intesa come merce di scambio. Vi sono poi inoltre diversificazione di vedute sull'azienda sanitaria unica, all'interno della coalizione, con la maggioranza che tenta di guadagnare tempo col più classico degli espedienti da bassa politica, tirare a campare, non decidere nulla, peggio ancora confermare i commissari che diventano inamovibili e certi della riconferma. In questo scenario appare chiaro che i responsabili attuali delle ASL locali potranno prendere decisioni molto discrezionali e senza controllo. Il collega Cocco spiegava bene quali sono i rischi e quali sono i veri problemi. Questa proroga è di fatto una bocciatura per l'Assessore, non me ne voglia Assessore, perché anche io sono tra quelli che gode stima nei suoi confronti come medico e come uomo, esautorato dalla sua ex maggioranza, dal potere di riformare il sistema. Sia chiaro una volta per tutte, il Gruppo dell'UDC è per il progetto di riordino della sanità, ormai un processo irreversibile. Pensiamo che questo piano debba passare necessariamente da una maggioranza solida e certa, che sappia dare risposte alle numerose emergenze della Sardegna. Si scivola invece in modo inesorabile verso l'epilogo di questa stagione con la politica dei rinvii e dei rimandi, che non ha prodotto risultato da ricordare per questa maggioranza. Ovviamente, per esprimere il voto contrario a questa proroga dei commissari.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). A sentire gli interventi dei colleghi, in special modo i colleghi della minoranza, mi pare di assistere ad una commedia della quale, a parte che in altre occasioni abbiamo già avuto modo di assistere a commedie di questo tipo, ma sembrano tutti piccoli scolaretti che arrivano per la prima volta in quest'aula, gente che non ha mai gestito l'Esecutivo regionale e che non ha dimestichezza sulle questioni delle quali si deve parlare. Io ricordo che nel 2014, quando ci siamo insediati, la sanità funzionava molto bene, in Sardegna la sanità funzionava che era una meraviglia, non c'era nulla da dire e tutti eravamo felicissimi di come funzionava la sanità in Sardegna. Quando ci siamo insediati nel 2014, io ricordo che i costi della sanità erano straordinariamente contenuti, eravamo nei limiti di cui parlava il collega Locci, 2 miliardi 850 milioni di euro, che erano quelli indicati come punti di riferimento sui quali bisognava attestarsi. Io ricordo ancora che quando ci siamo insediati nel 2014 la sanità era stata già riformata con una legge di riforma che il centrodestra aveva messo in conto e che aveva portato a compimento, il centrodestra era riuscito a fare una legge della sanità straordinaria che ci ha consegnato, che ha consegnato alla Sardegna tutte le cose di cui ho detto prima. Io ricordo che quando ci siamo insediati nel 2014 la sanità non era mai stata commissariata dal centrodestra, che adesso si stupisce del fatto che la sanità sia commissariata. Io ricordo che nel settembre del 2009 la sanità era stata commissariata dal centrodestra invece, e ricordo che il commissariamento era durato 18 mesi fino al 31 marzo 2011. Dopodiché, erano stati nominati i direttori generali perché la legge dei commissariamenti, che era stata prodotta per 18 mesi, raccontava che i commissariamenti venivano messi in piedi con l'obiettivo di fare una legge di riforma della sanità. È stata fatta la legge di riforma della sanità? Evidentemente no. È stata commissariata la sanità? Sì. Sono stati portati i risultati per migliorare i costi della sanità e fornire i servizi migliori di saluti alla gente? Io penso di poter dire assolutamente di no, ma lo dico convinto del fatto che sia una materia difficile, complicata, sulla quale nessuno di noi ha la verità assoluta, e su cui ognuno di noi è chiamato a riflettere e a dare il proprio contributo. Ma quando sento posizioni con determinazioni assolute tipo quelle di chi mi ha preceduto prima, e ancora prima, francamente questo stride non poco sull'onestà intellettuale a cui ognuno di noi deve essere richiamato in quest'aula, l'onestà intellettuale a cui ognuno di noi deve essere richiamato. Quando parliamo di diritto della salute della gente, che deve essere un punto di riferimento a cui noi dobbiamo guardare, non è un valore di destra né di sinistra, è un valore, questo sì, assoluto, questa deve essere la bussola a cui noi tutti dobbiamo guardare, verso cui noi ci dobbiamo indirizzare, il punto di riferimento, ma se questo non è, evidentemente nessuno di noi ha capito molto, ma fa soltanto il suo compitino qua dentro, raccontandoci quanto sono bravi loro e quanto sono cattivi gli altri e non si va da nessuna parte. Noi abbiamo detto oggi semplicemente che vogliamo fare una legge di proroga di un mese, probabilmente, Assessore, un mese io non so se basta, non lo so se basta, per le cose che diceva il collega Oppi, tutte le procedure che si tratta di mettere in piedi, che bisogna raccogliere. Però noi certamente la riforma della sanità la facciamo, perché una riforma l'abbiamo già messa in piedi attraverso la legge numero 23, nella quale abbiamo scritto delle cose molto precise con la casa della salute, gli ospedali di comunità, la centrale unica di acquisto, l'agenzia regionale di emergenza e urgenza, l'elisoccorso. L'agenzia regionale di emergenza e urgenza, anche qua evidentemente dovremmo riflettere durante la discussione della legge della ASL unica, perché noi abbiamo un obiettivo, che è quello di realizzare la ASL unica. Probabilmente realizzare l'agenzia regionale dell'emergenza e urgenza non serve, sarà sufficiente realizzare un dipartimento, per cui eviteremo di realizzare un'ulteriore agenzia regionale, un'azienda regionale, basterà realizzare un dipartimento con l'azienda unica, messa in piedi la cosiddetta ASUR. Vorrei ancora dire che dopo vent'anni la Regione Sardegna si è dotata di un piano regionale di servizi sanitari con regole certe e una riorganizzazione dell'assistenza della rete ospedaliera che non c'era, dopo vent'anni è stato messo a punto un sistema di questo tipo. Noi abbiamo realizzato tutto? Ovviamente no. Abbiamo l'obiettivo di fare la riforma, e se per arrivare a questo obiettivo bisogna discutere in maggioranza, e se ci sono cosiddette fibrillazioni in maggioranza, questo è vero, questa è una maggioranza composita, quella composta dal centrosinistra, fatta da tanta gente, con una provenienza e un'appartenenza alle sue idee e ai propri ideali che è un valore, un valore a cui noi teniamo con forza e che vogliamo difendere con le unghie e con i denti, fino in fondo, e questo valore se serve metterlo assieme, unirlo attorno ad un progetto di legge, questo in questo caso, e altri progetti di legge che fanno parte del nostro programma, questo sarà un lavoro che noi faremo fino in fondo, anche a costo di fare un'ulteriore proroga di un mese, e se è necessario di 2, di 3 mesi ancora, ma noi la legge la faremo, a differenza di quello che è accaduto prima. Questo è il nostro obiettivo, e su questo noi lavoriamo. Ci sono da sentire ancor di più le voci di coloro che fanno parte di questa mia maggioranza, di questa nostra maggioranza? Io credo che questo si possa fare, perché quello che conta poi è l'obiettivo, il risultato a cui tu devi arrivare, e se l'obiettivo e il risultato deve essere quello di mettere su una legge di riforma del sistema sanitario in Sardegna, io credo che questo valga la pena di seguirlo fino in fondo, ascoltandoci tutti. Questa è una maggioranza certamente fatta da tanta gente di provenienze anche differenti, però coesa, e questo è importante, e questo è importante nonostante i sorrisi del collega Tunis: e così, collega Tunis! È la prova dei fatti che lo dimostra. E questa materia, l'ho detto in premessa e lo ribadisco adesso, perché credo che sia opportuno che ci ascoltiamo fino in fondo, non c'è la verità di ognuno di noi, il lavoro che l'Assessore sta mettendo in piedi è un lavoro complicato, e certamente anche lui ha necessità di ascoltare e di sentire tutti, però è un lavoro che arriverà a compimento, perché Assessore, noi su questo punto dovremo davvero dare un'accelerata, senza trascurare le cose che sono state anche raccontate in questa Aula dai colleghi che mi hanno preceduto, a cominciare da Daniele Cocco e da altri colleghi che hanno detto alcune questioni sui commissari e sull'uso spregiudicato del ruolo a cui sono stati chiamati e che gli è stato affidato. Noi dovremmo centralizzare attraverso l'Azienda unica regionale, con l'obiettivo di dare servizi migliori per i cittadini, risparmiare denari, perché questo è l'obiettivo che non ci può portare fuori dal contenimento dei costi, ma certamente la salute, il diritto dei cittadini ad avere una sanità migliore, questo deve essere il punto di riferimento, quindi la riorganizzazione della rete ospedaliera. E questo sta nel lavoro che noi faremo in questi mesi, in questi giorni, in questi mesi tutti assieme, e io sono convinto, sono assolutamente convinto del fatto che riusciremo a portare a casa un risultato importante, ma non per noi del Centrosinistra, perché la gente poi… e anche qua, badate, e con questo concludo, non credo che esista un voto popolare che è andato contro l'Esecutivo regionale, ognuno di noi qua può raccontare quello che vuole, sono punti di vista, perché non mi pare che l'opposizione di quest'Aula sia andata molto bene, non mi pare che i risultati raggiunti dall'opposizione di quest'Aula siano stati straordinari. Credo che il voto vada analizzato in una maniera differente. C'è un movimento tale nella società italiana, e non solo italiana, che deve essere capito, e noi siamo fuori molte volte dai contesti di quello che accade, invece dovremo riflettere maggiormente, le cose non sono così scontate.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE GIANFRANCO GANAU

(Segue COCCO PIETRO.) La gente vuole cambiare, vuole ribellarsi ad un sistema precostituito che non dà risultati, a cui noi come partiti politici, come rappresentanti delle forze politiche dovremmo riflettere con più oculatezza e con più accuratezza, senza lanciarci a giudizi che certamente non corrispondono a verità e che non fanno onore in questo caso neanche a chi li sostiene.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Io non so se il collega Pietro Cocco si sia riferito alla situazione sarda o abbia avuto in mente l'esperienza di qualche altra più fortunata regione, perché sembra descrivere una situazione che, per la verità, sentendo i suoi colleghi della maggioranza, non mi pare che abbia fatto, consentitemi il termine, corretta sintesi di quella che qualche organo di stampa minimizza come un dibattito interno al Centrosinistra, ma che è uno scontro, quella che, dal nostro punto di vista, è una vera e propria crisi politica. Crisi politica che avrebbe dovuto indurre non l'Assessore Paci né Luigi Arru stamattina ad essere presenti in aula, ma il Presidente, per rendere conto di quello che sta succedendo all'interno della sua maggioranza; questo è il problema! Minimizzare, guardate, non vi serve, e non serve soprattutto alla Sardegna, perché qui siamo sempre nei dilemmi. Oggi la tradizione cattolica celebra Sant'Ireneo Vescovo, grande dottore della chiesa, Vescovo di Lione, ma pochi sanno che anche nella tradizione cattolica si celebra Atilio. Atilio era un soldato romano, soldato romano che si trovò nel dilemma di scegliere tra gli ordini dell'Imperatore e il volere della chiesa, e solo per il fatto che si trovasse nel dilemma fu condannato a morte, e neppure la possibilità che gli venne data di riconvertirsi al politeismo servì a nulla, perché rimase in quel proposito. Ma richiamo Attilio non a caso, perché è la fotografia di un Presidente della Giunta regionale che vive nel perenne dilemma, se fare o non fare, se essere o non essere, ma questa è la rappresentazione tragicomica di un immobilismo, lo avete dimostrato con le riforme che dite di aver portato a casa, a iniziare con quella sugli enti locali, dove c'è una confusione totale; chiedetelo ai sindaci e agli addetti ai lavori. Avete messo mani ad alcune riforme come quella sulla Forestas; andate a chiederlo agli operatori, ai 6000 e più forestali. Avete risolto il problema di alcuni dirigenti, ma non avete risolto il problema del lavoro, della struttura organizzativa! E così potrei continuare. Sui trasporti, che cosa avete fatto? Avete fatto scappare le compagnie aeree, avete fatto scappare Ryanair, avete cioè creato il deserto in Sardegna! E allora, sulla sanità siete stati due anni e mezzo dove avete utilizzato la sanità sarda come una sorta di chiavistello per dire, come ha fatto poco fa Pietro Cocco, che le politiche del Centrodestra erano fallimentari, che la spesa della sanità non era più governabile, che non era più sottocontrollo, che bisognava intervenire; ce l'avete detto per due anni e mezzo Assessore! E oggi vi presentate non con la riforma, e questo è il problema vero, vi presentate con un provvedimento di proroga ulteriore della nomina dei Commissari, dei Commissari che non siamo noi soltanto a dirvelo, ve l'hanno detto dai banchi della maggioranza quello che stanno ponendo in essere, altro che ordinaria amministrazione, altro che esercizio di una attività volta alla razionalizzazione della spesa. Se è vero com'è vero che al 2015 c'è già un disavanzo consolidato di 350 milioni, Assessore, questi sono i dati che escono dal suo Assessorato, che non ci stiamo inventando, e allora, presidente Perra, non si può, in una relazione di maggioranza, anche se di maggioranza, sostenere che questa proroga interviene per consentire al Consiglio regionale di poter esaminare la riforma, no, non può lei affermare questo! Perché è il Consiglio regionale è in seduta perenne, il problema sono i ritardi che vengono da altrove, che vengono dalla sua maggioranza, dite le cose come stanno, perché non avete trovato sintesi, perché non siete d'accordo, ed è anche fisiologico, ma non riversate sul Consiglio regionale, tenetela fuori l'Istituzione, quasi che il Consiglio regionale non si riuniva, oppure la Commissione è in ritardo nell'esitare una legge, avete fatto anche troppo in fretta, perché anziché fare quel lavoro che doveva essere fatto di istruttoria seria, lì bisognava confrontarsi, voi state semplicemente consumando quella che è la situazione peggiore in una democrazia vera, perché siete chiusi nelle stanze del Partito Democratico per decidere cosa fare della sanità. Questo è. Poi vi lamentate per la nomina del presidente dell'ISRE, ma vi pare che sia questo il problema? Lamentatevi per quello che non state facendo per la sanità, lamentatevi per i ritardi, lamentatevi perché state ulteriormente prorogando, assessore Arru, di un giorno in più rispetto al 30 luglio che è previsto sarebbe davvero scandaloso ed è una vergogna, voi state violando la legge. Nella legge del novembre del 2015 si è dato tempo al 30 giugno, si è data chiaramente una scadenza. Voi state facendo finta che non ci sia nulla e che non esista nulla. Ecco perché noi continueremo a mettere in evidenza questa situazione che è tutta politica, è tutta interna alla vostra maggioranza. Allora, se avete la consapevolezza che il sistema non può reggere in questo modo, se avete la consapevolezza che il ruolo dei commissari è fallimentare com'è stato denunciato dai colleghi vostri della maggioranza, allora portatela oggi, non domani, portatela subito la riforma almeno troveremo modo per confrontarci, per discutere e per vedere se quello che dice l'onorevole Pietro Cocco, che c'è questo grande afflato, questa grande unità all'interno della maggioranza che vi consente di esitarla in tempi brevi. Allora, siamo seri, perché due anni e mezzo sono passati, avete utilizzato tutto questo tempo per rinviare il problema perché il rinvio del problema è il rinvio degli assetti di governo. Vi siete resi conto, vicepresidente Paci, che vi hanno chiesto l'azzeramento della Giunta? Vi siete resi conto che vi hanno chiesto il rimpasto? C'è un programma politico sì o no? Vi stanno chiedendo di andarvene a casa perché avete fallito, perché a due anni e mezzo gli stessi esponenti della maggioranza vi dicono che è fallimentare la vostra azione! Allora, noi dobbiamo discutere di che cosa? Perché non discutere del problema politico? La verità è che la politica è del tutto assente, la politica seria, quella che deve guidare questi processi, che deve indirizzare, che deve orientare; ormai tutto questo non è più presente, tutto questo è lasciato alla occasionalità. Bene, siete contenti voi signori della maggioranza? Ritenete che tutto questo agevoli? Siete contenti del risultato del voto, onorevole Pietro Cocco? Ben per voi. Guardate, la situazione è più drammatica di quella che si pensi. Noi abbiamo denunciato in questi giorni l'aumento della disoccupazione di 2,1 punti in più, abbiamo denunciato la diminuzione dell'occupazione e tutto nel silenzio generale.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Presidente, onorevoli consiglieri, sentendo il report di questa mattinata ne esce fuori una sanità allo sfascio, evidentemente peggiorata drammaticamente in questi 24 mesi. A me hanno insegnato da medico che per misurare bisogna avere degli indicatori. Io non mi sono mai permesso, onorevole Pittalis, di polemizzare e accusare il centrodestra, ho cercato sempre di confrontarmi sui dati, parlo del rapporto della senatrice Dirindin-Lettieri del Senato che dice che la Sardegna scompare dall'adempimento nel monitoraggio dei LEA. Quindi, a quale disastro vi riferite se non abbiamo indicatori per misurare? Certo non vado nei sottopassaggi del Brotzu, lo verificherò per vedere se vendono il pesce, ma utilizzare questi indicatori per affermare la sfascio della sanità non va bene e non ci sto. Avevano dei compiti i commissari, hanno dei compiti sicuramente che sono stati raggiunti perché il successo di fare una gara unica, un appalto per quanto riguarda l'amministrazione per tutte le protesi maggiori e arrivare al 55 per cento di risparmi quando c'erano fior fior di carrozzelle non utilizzate, sprecate, buttate, certo non può essere messo in capo a questa Giunta, al presidente Pigliaru e a questo Assessorato. Mi fa specie che si parli del problema, perché non si dice che stiamo lavorando per tutelare le zone interne? Perché fare un intervento di chirurgia maggiore due volte all'anno non è una tutela dei cittadini della Sardegna. Non stiamo togliendo servizi, bisogna avere il coraggio di dirlo perché stiamo cercando di fare la sanità che si fa in tutte le parti del mondo. Allora bisogna indicare anche gli indicatori positivi: la miglior cardiochirurgia della Sardegna a Sassari - non è merito mio - fatta in condizioni dove per cinque anni non c'è stato un investimento strutturale di miglioramento. Di che cosa stiamo parlando? Di quali indicatori, di quali ospedali quando abbiamo l'atlante della mortalità evitabile che ci dice che siamo l'ultima regione d'Italia e stiamo cercando di cambiare questo per investire sulla prevenzione? Non su ospedali che vengono occupati al 50 per cento della loro potenzialità e non perché li abbiamo depotenziati noi, perché funzionano così, stiamo cercando di superare gli scandali di ospedali situati a 30 kilometri di distanza che non danno alle nostre donne sarde la partoanalgesia e ci lamentiamo che non si fanno più figli? Stiamo cercando di ridare ordine, ma ordine non gerarchico-amministrativo. Io recepisco il malessere di alcuni consiglieri, però bisogna avere il coraggio di guardare le politiche sanitarie nella loro organicità e nella loro completezza, perché portare a casa l'appalto unico, portare a casa l'ospedale nuovo di Sassari, due ospedali con una ridondanza di servizi separati da un'unica strada meritano un'azione e una norma e quindi non si può dire che tutto è uno sfascio. Vogliamo riparlare dei trapianti? Il numero dei trapianti a sei mesi, se continueranno così, saranno tre volte tanto i trapianti che sono stati fatti nel 2015, ma non perché ci sono state azioni di questa Giunta che hanno diminuito le potenzialità. Certo, siamo in un momento difficile, non l'abbiamo mai negato e non abbiamo mai tolto i diritti, perché io voglio vedere il resoconto del 2015, ma abbiamo pagato 50 milioni di farmaci per le epatite C, non abbiamo tolto il diritto alla salute, abbiamo fatto uno sforzo straordinario per garantire fuori da ogni programmazione il diritto alla salute di queste persone qui. 50 milioni e questo deve essere motivo di orgoglio per questa maggioranza, non di vergogna.

ASL unica. Io vorrei confrontarmi e accetto la proposta dell'onorevole Tunis, ma mi sono già confrontato con la Bocconi, due settimane fa era a Cagliari per presentare il piano OASI e non c'è un algoritmo che possa essere trasferito. Certo, la ASL della Romagna, 1.300.000 cittadini, lo stesso numero della Sardegna, è in fieri, non abbiamo dati scientifici, quindi non c'è nessuno che in negativo o in positivo ci possa dire qualcosa o l'opposto del qualcosa. Sappiamo però che il trend in sanità è di avere macro ASL con 500 mila abitanti, ma è un dato di tendenza, non un dato scientifico. Dobbiamo provare, avere la forza e la capacità di provare, testare il sistema facendo un ragionamento in cui c'è necessità di monitorare, di avere indicatori. Non si può dire che non è monitorata la sanità da quando ci siamo noi perché abbiamo messo i tavoli di monitoraggio trimestrali dei conti e abbiamo scoperto undici modalità di iscrizione dei conti economici completamente diverse. Bisogna esaltare le cose positive fatte anche dai commissari perché Il Sole 24 Ore sanità non è il bollettino della Giunta Pigliaru, esalta la ASL di Olbia per il modello delle cure palliative territoriali. Certo, abbiamo avuto problemi con alcuni commissari. Quando i commissari invece di pensare alla sanità devono andare a pensare a quello che viene discusso in Parlamento su un progetto di finanza in cui c'è di mezzo il DDA antimafia e c'è l'ANAC la concentrazione del commissario è stata portata su questo punto difficile, difficilissimo, complesso. Concordo col discorso che ha fatto l'onorevole Tunis, possiamo polemizzare tra di noi, però alcuni punti devono essere condivisi. Io non mi sono mai permesso, da quando sono qui in questi due anni, di polemizzare col presidente Cappellacci parlando genericamente di centrodestra o centrosinistra. Ho chiesto i fatti e anche sui conti vi ho invitato a dire se i 3 miliardi e 300 sono la somma necessaria per far girare il sistema sanitario sardo dimostratecelo con gli indicatori, noi stiamo cercando di farlo con l'epidemiologia, con dati, con seimila sardi con la sclerosi multipla che non hanno bisogno di ospedali ma hanno bisogno di servizi innovativi, stiamo pensando alle persone con autismo che hanno bisogno di servizi e non di ospedali occupati al 50 per cento. Noi non riusciamo a muovere una persona, perché abbiamo bisogno sicuramente con modalità diverse, innovative di amministrazione di avere una flessibilità, però non li ho messi io il 12-13 per cento di amministrativi in alcune ASL, quando in altre ASL della Sardegna c'è il 3 per cento di amministrativi. Poi io vorrei chiarire e confortarne i consiglieri della maggioranza, ci sono i dati del ministero che documentano chiaramente che il numero di interinali è ridotto con questa Giunta. Vorrei che fosse chiaro e non vorrei che l'aneddoto diventasse la regola generale per tirare fuori verso i nostri cittadini lo sfacelo della sanità di questa maggioranza. Permettetemi, non ci sto, lo dico con molta determinazione e sono pronto a confrontarmi con dati, perché per la prima volta stiamo cercando di fare programmazione e governo con dati, parlando di epidemiologia perché abbiamo fatto lo stesso servizio che è finalmente il governo clinico. La ASL unica sarà importante non tanto perché genererà, come ci dicono i colleghi della Toscana, 30 per cento di economie sulle macro acquisizioni, sarà importante perché creeremo un'agenda un'unica per 3 radioterapie della Sardegna, perché creeremo un'agenda unica per le 2 cardiochirurgie della Sardegna, ospedali che non si parlano perché non sono stati abituati al governo clinico. Quindi cercare di dare un'immagine così di sfacelo, di peggioramento, non ci sto, non va bene perché diamo un'insicurezza ai nostri cittadini. Dobbiamo migliorare, l'ho già detto, il nostro sistema ospedaliero ché utilizza un miliardo e mezzo di risorse, sia chiaro, è l'ultimo in Italia per complessità dei casi ricoverati e per tempi. Cosa vuol dire? Che abbiamo bisogno di un nuovo modello organizzativo. Per la prima volta tutti i chirurghi di quest'isola si sono seduti, universitari e ospedalieri per proporre una rete di garanzie proporzionale al rischio, perché non si può fare tutto da per tutto, e dobbiamo fare nei grossi centri le grosse patologie per evitare i viaggi della speranza. Stiamo lavorando non per togliere diritti alla salute, ma per migliorare la salute.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Presidente, per chiedere un minuto di sospensione in Aula.

PRESIDENTE. Un minuto è concesso. La seduta è sospesa.

(La seduta, sospesa alle ore 13 e 53, viene ripresa alle ore 14 e 02.)

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta. Passiamo alla votazione del passaggio all'esame degli articoli.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Chiedo la votazione nominale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Giovanni Battista Tatti per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TATTI IGNAZIO GIOVANNI BATTISTA (UDC Sardegna). Naturalmente per dichiarare il mio voto contrario a quest'articolo, perché è assurdo quello che ho sentito dire. Nessuno ha mai chiesto di continuare ad avere interventi o a iniziare ad avere interventi a cuore aperto negli ospedali periferici, ma ho detto che bisogna dire basta a quello che sta succedendo nelle zone interne. Quindi mio voto sarà contrario perché bisogna che lei è la sua maggioranza, ma soprattutto il presidente e la Commissione sanità vada a trovare, vada a vedere quello che sta succedendo nelle zone interne, e così vedete se vorranno la proroga dei commissari o meno. E poi, scusatemi un attimino, visto e considerato che nella legge del 2015 c'era la scadenza del 30 giugno 2016, non vedo come si possa portare un articolo del genere, anche il titolo della legge, ma sarebbe modifica della legge e non proroga di questo tempo.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 1.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:

Art. l

Proroga di termini

1. Nelle more dell'approvazione del disegno di legge organico di istituzione dell'Azienda sanitaria unica regionale (ASUR), ai sensi dell'articolo 1, comma 1, della legge regionale 28 dicembre 2015, n. 36 (Misure urgenti per l'adeguamento dell'assetto istituzionale e organizzativo del servizio sanitario regionale e ulteriore proroga del commissariamento delle ASL), il commissariamento di cui all'articolo 9 della legge regionale 17 novembre 2014, n. 23 (Norme urgenti per la riforma del sistema sanitario. Modifiche alle leggi regionali n. 23 del 2005, n. 10 del 2006 e n. 21 del 2012), è prorogato non oltre il 31 luglio 2016. .)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). È interessante sentire le parole dell'assessore Arru che ci rappresenta situazione della Sanità felice, ci racconta in modo molto fantasioso dei grandi successi dei commissari e allora io mi chiedo: ma perché modificare la sanità, perché riorganizzarla? Ma chi ce lo fa fare? Va così bene, ma perché dobbiamo perdere tempo, impegniamoci su altri temi, impegniamoci su altri temi! Non perdiamo tempo Assessore! Non perda tempo! Però è ancora più imbarazzante e paradossale sentire le parole dell'Assessore in quest'aula in cui c'è un autorevole esponente del centrosinistra, della maggioranza, un Capogruppo autorevolissimo che qualche mese fa definiva, due mesi fa, definiva la Sanità sarda una schifezza, c'è del marcio diceva, è una porcata, si cancelli il marcio dalla Sanità. Mettetevi d'accordo! Io sono sicuro che adesso questo Capogruppo, in quest'aula, ripeterà le stesse cose, Assessore, perché la coerenza fa parte del suo bagaglio politico e culturale. Complessivamente è una situazione scandalosa perché voi oggi -voi non noi - voi state dando un altro giro al dado del bullone che lega questi commissari alle loro poltroncine, un altro giro al dado, commissari che ormai sono senza controllo, qualcuno li definisce califfi, qualcuno li definisce mandarini, però sono senza controllo, privi di controllo, sta di fatto in modo strisciante, in modo capzioso, riorganizzando la sanità, la sanità, non la riorganizza questa maggioranza e la giunta Pigliaru, la stanno riorganizzando i commissari! Allora i commissari, in barba alle direttive della Giunta regionale, nominano dirigenti di strutture, nominano consulenti anche siciliani perché in Sicilia sono bravi evidentemente, fanno mobilità e graduatorie senza alcun criterio, non ottemperano, ribadisco, alle direttive della Giunta regionale e ciò che non si capisce, e che rimane sempre dietro uno sfondo di nebbia è se la Giunta che vuol prorogare i commissari o sono i commissari che vogliono prorogare la Giunta, per perpetuare la loro stessa esistenza, perché voi siete una garanzia per la vita di questi commissari, siete una garanzia! Vi stanno prorogando! L'altro giorno abbiamo sentito il "terzultimatum" del presidente Pigliaru, perché ogni tanto fa qualche ultimatum, siamo al "terzultimatum": minacciava la maggioranza di spedire tutti a casa, di dimettersi. Una maggioranza che è fatta sicuramente di politici di "alto" profilo e di "altro" profilo ha preso le misure del presidente Pigliaru e lo ha relegato in un cantuccio, lo ha messo dietro la lavagna, il professor Pigliaru dietro la lavagna! È un'immagine molto simpatica ma credo che sia realistica, credo che rappresenti in modo efficacissimo realtà politica in cui si dibatte il centrosinistra. Il professor Pigliaru dietro la lavagna dopo il suo "terzultimatum"! Quindi è ripartito il caos, il centrosinistra è nel caos: i war games del PD paralizzano la maggioranza, il PD contro tutti, tutti contro il PD, all'interno del PD tutti contro tutti! Soru contro il PD, il PD contro Soru, Soru contro Pigliaru, il centro democratico contro il PD e così via, potremmo stare per ore a raccontare le dinamiche che imperversano l'interno di questa maggioranza. Credo che l'unica qualità che ha dimostrato questa Giunta, e dobbiamo ammetterlo, è la capacità di prorogare i commissari: sono stati bravissimi, sono riusciti a farlo per due,tre, quattro, cinque volte, in barba alle promesse, alle garanzie, agli impegni. Per quanto riguarda gli impegni vorrei ricordare a tutti noi, a me per primo, che nel programma del professor Pigliaru, che è stato relegato dietro la lavagnetta, c'erano dei passaggi molto interessanti sulla Sanità: il Sistema sanitario per tutti, con il diritto alla salute che vada garantito assicurando a tutte le persone lo stesso servizi,o eccetera. Di tutto questo non si parla ma, la cosa più interessante, credo, il passaggio più interessante del programma del professor Pigliaru sulla Sanità è quello che sottolineava l'esigenza che la Sanità fosse indipendente dalla politica, ebbene, niente di più sbagliato, nessun impegno politico programmatico è stato disatteso come questo, alla sanità e gestita completamente dalla politica e tutto ciò che si sta muovendo, tutte queste dinamiche contorte sono tutte dinamiche che derivano dal fatto che la politica…

PRESIDENTE. Sono pervenuti due emendamenti, un emendamento soppressivo totale dell'articolo 1, e un emendamento e invece sostitutivo parziale.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Raimondo Perra, relatore di maggioranza.

PERRA RAIMONDO (Cristiano Popolari Socialisti), relatore di maggioranza. Presidente, sull'emendamento numero uno il parere contrario, sull'emendamento numero due il parere favorevole.

PITTALIS (FI). Dove ha riunito la Commissione?

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

ARRU LUIGI, Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Parere conforme.

PRESIDENTE. Procediamo con la discussione anche degli emendamenti.

E' iscritto a parlare il consigliere Michele Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Un parere un po' estemporaneo quello della Commissione, l'assessore Arru non ha risposto al tema forse più importante in connessione a questo provvedimento. Il problema è stato correttamente posto dal consigliere Daniele Cocco, io sono d'accordo anche su un concetto, che non dobbiamo neanche seminare il panico perché credo che nessuno abbia da guadagnare da questo. Altro è naturalmente mettere il dito nella piaga delle criticità che ci sono e credo che lei lo sappia meglio di tutti gli altri, però il problema che abbiamo posto noi anche dell'opposizione, che io sto ponendo personalmente da settimane e che è stato riproposto in aula dal consigliere Cocco, è: questi commissari stanno dando incarichi, stanno istituendo strutture complesse, stanno facendo concorsi per posti che possono esistere solo in una proiezione decennale delle ASL, nel medio-lungo periodo, stanno blindando posizioni in vista della futura ASL unica, e stanno adottando tutti questi provvedimenti in limine mortis senza che la Giunta regionale dica nulla, questi commissari hanno dei limiti o agiscono in maniera assolutamente indiscriminata senza tener conto di questo? Io avevo già preannunciato, lo faremo nella legge sulla ASL unica, un emendamento che vanifica, che mette nel nulla tutti questi provvedimenti, io credo che la sede più opportuna sia questa perché è impensabile che possano accadere cose di questo genere. Io credo che noi dovremo anche, in qualche maniera, introdurre elementi di valutazione dell'attività di questi commissari, perché è stato detto… poi, Assessore, l'andamento della spesa sanitaria negli ultimi 10 anni l'abbiamo già vista e abbiamo avuto modo di dimostrare come i picchi siano ascrivibili a periodi ben determinati e bene individuati di questi ultimi 10 anni. Io spero che avremo presto i dati dell'andamento della spesa con i commissari e temo che la realtà ci dimostrerà che comportamenti assolutamente non virtuosi, e spero che emerga anche dagli atti della Commissione d'inchiesta sulla sanità, che sono stati posti in essere da questi commissari hanno vanificato ogni sforzo di controllo della spesa sanitaria che la Giunta regionale sta cercando di fare. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Avrei evitato di intervenire dopo il collega Pittalis che credo abbia fatto un'analisi puntuale come sempre, però Assessore lei mi ha proprio invitata ad un ragionamento, noi non discutiamo la sua buona fede e anche la sua voglia di migliorare la qualità della sanità in Sardegna, però sinceramente non ci faccia passare il trio Soru-Dirindin-Gumirato come il migliore del mondo e come quello che poi ha risolto i problemi della sanità, o che in quel periodo la sanità era un'eccellenza. Noi avremmo anche poco da dire se voi non aveste fatto dei proclami e non aveste detto ai sardi, in particolare, perché il problema è fondamentalmente questo, che avreste risolto i problemi e avreste dato una qualità dei servizi efficiente e sareste stati vicini al cittadino e a quello più bisognoso, più sofferente e più in difficoltà. Tutto questo Assessore non lo diciamo noi, ma sono i fatti. Tra l'altro, credo che sia sotto gli occhi di tutti che ad oggi, lei ha citato la prima riforma, o meglio il primo annuncio di riforma che avete fatto nel 2014, la legge numero 23, ma io credo che di quella riforma nulla abbiamo visto, se non un continuo commissariamento. Anche sulla posizione dei commissari noi osserviamo questo: ma voi pensate davvero che due anni e mezzo di commissariamento possano dare stabilità, affidabilità, competenza anche a chi esercita questo ruolo? Pensate che siano credibili dei commissari che sono a termine e che vengono di volta in volta rinnovati per piccoli periodi, e adesso apprendiamo che avete idea a di prorogare fino al 31 agosto? Proprio durante le vacanze ancora più con difficoltà. Ecco Assessore noi vogliamo portarvi a guardare in faccia la realtà, perché io sono anche un po' preoccupata delle dichiarazioni del collega Cocco, che invece reputo persona attenta e che non riesca a vedere invece le discrasie che ci sono nel sistema sanitario e sociale di questa Regione. Tra le altre cose siamo andati ad intervenire in quei settori che erano considerati eccellenza anche a livello internazionale, possiamo citare il Brotzu, stiamo parlando di un accorpamento che ha portato solo disastri, diseconomie, e anche questo: andate a vedere i dati. Andate a sentire, invece che andare nei sotterranei del Brotzu, che cosa ne pensano oggi i cittadini ma soprattutto i medici, gli infermieri ed il personale che opera in queste strutture con quali difficoltà affronta le giornate, perché proprio vi è un clima di totale incertezza. Ed è un eufemismo. Ancora, vorrei andare a dire che state intervenendo sulla rete ospedaliera a vostro uso e consumo, vostro ovviamente dei commissari, secondo libero arbitrio di assunzioni, posizionamenti, proliferarsi di dipartimenti, chiusura di primariati che poi in sostanza invece portano solo ad aumentare le spese. Ancora, volevamo dire alcune strutture che avete ritenuto di potenziare, cito tra tutte Villamar, lei lo sa Assessore come la penso: io quello non riuscirò mai a condividerlo perché mi sembra che stiamo creando un'inefficienza totale, ma avete attivato anche questa scelta ma potremo parlare dei ritardi assoluti, non è bastato Renzi per il Mater Olbia figuriamoci che cosa occorrerà ancora. Noi non vogliamo iscriverci come quelli che sparano sulla Croce Rossa, però Assessore non volete dirlo a noi, non la volete fare in quest'Aula, una vera riforma compiuta, io dico però almeno diate le risposte tutti i giorni ai cittadini, perché sinceramente chi soffre, abbiamo fatto anche da poco una denuncia importante sui ritardi nei pagamenti delle patologie più gravi, non si può restare tutto questo tempo indietro. Quindi, nessuno l'accusa, Assessore, meditate di fare proclami, anche adesso state facendo una farsa con questa proroga dei commissari.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 2.

LOCCI IGNAZIO (FI). Presidente, sull'ordine del lavori.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Vorrei chiedere agli Uffici se l'emendamento numero 2 sia arrivato nei termini. Siccome c'era trambusto non era chiaro se fosse stata già chiusa la discussione generale.

PRESIDENTE. Sì, ho già verificatori io. È arrivato prima della ripresa dei lavori. Magari se un po' distratto però era così.

Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (FI). Comprenderà, il Presidente, che nonostante il suo indiscutibile carisma e serietà però purtroppo dalla maggioranza non arrivano sempre proposte serie, caso mai nei termini, in questa spenderei una parola positiva perché credo che spostare di 30 giorni, o comunque di un mese, la data del fallimento ci copra da una grave pericolo, cioè quello di dover svolgere la campagna elettorale nel mese di agosto. Quindi questo già da solo sarebbe ragione sufficiente per votarlo. Però credo che non mi verrà consentito e per dovere di appartenenza al mio Gruppo sarò costretto a votare contro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Presidente, Io credo che questo emendamento in articulo mortis sia la certificazione, la prova provata che non siete voi che prorogate i commissari, ma sono i commissari che prorogano voi. È evidente che ai commissari serve un altro po' di tempo per ultimare quei percorsi singolari che hanno avviato in tutte le ASL e nelle aziende, percorsi molto astuti, fatti da volponi dell'amministrazione della sanità, ma che sono percorsi che non servono a dare servizi di sanità migliori ai cittadini sardi. Ecco, che quindi si arriva al 31 agosto, si arriva al 31 agosto esautorando per l'ennesima volta la Commissione, esautorando per l'ennesima volta questo nobile Consesso. Ci chiediamo a cosa osserviamo noi in quest'Aula? Abbiamo dei compiti? Abbiamo delle prerogative? Abbiamo mandato popolare da parte dei cittadini sardi a fare qualcosa, a fare leggi, ce l'abbiamo? Probabilmente no, o se ce l'abbiamo non lo stiamo esercitando. Ma se non lo stiamo esercitando la responsabilità è vostra. Perché non ci viene consentito di riflettere sui provvedimenti di questa portata. Non ci viene consentito di contribuire, così come noi vorremmo, per arricchire queste leggi, per arricchire questi provvedimenti, per fare il bene della Sardegna.

Vi state assumendo una grossa responsabilità, anche perché credo che questa proroga sia sbagliata anche sotto il profilo cronologico, io credo che una proroga al 31 agosto 2016 non sia sufficiente a prorogare la vita di questa Giunta, credo che sarete costretti, per continuare ad essere prorogati, a prorogare i commissari, che prorogheranno voi.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 2.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2:

Art. 2

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione autonoma Sardegna (BURAS).).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 2.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo alla votazione finale del testo.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 338.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Il Consiglio è riconvocato questo pomeriggio alle ore 16 e 30. La seduta è tolta.

La seduta è tolta alle ore 14 e 29.