Seduta n.165 del 29/03/2016 

CLXV SEDUTA

Martedì 29 marzo 2016

Presidenza del Presidente Gianfranco GANAU

indi

del Vicepresidente Eugenio LAI

indi

del Presidente Gianfranco GANAU

La seduta è aperta alle ore 15 e 20.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 23 marzo 2016 (161), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Mario Floris, Antonio Gaia, Giuseppe Meloni e Emilio Usala hanno chiesto congedo per la seduta del 29 marzo 2016.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Risposta scritta a interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:

"Interrogazione Tocco in merito alla gestione finanziaria ed economica dell'Azienda ospedaliera Brotzu in seguito alle recenti deliberazioni commissariali". (589)

(Risposta scritta in data 25 marzo 2016.)

"Interrogazione Ledda sullo spreco di denaro pubblico per l'acquisto di protesi sanitarie e, in particolare, sull'ultima vicenda denunciata sui quotidiani, riguardante l'Ospedale Santissima Trinità a Cagliari". (611)

(Risposta scritta in data 25 marzo 2016.)

"Interrogazione Zanchetta sulla necessità di ottenere garanzie dall'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale rispetto al mantenimento del punto nascita di La Maddalena, a seguito della diffusione della notizia stampa riguardo la sua soppressione". (618)

(Risposta scritta in data 25 marzo 2016.)

"Interrogazione Forma sui corsi BLS-D per l'utilizzo dei defibrillatori semiautomatici riservati alle società e associazioni sportive dilettantistiche organizzati dall'Asl n. 3 di Nuoro". (636)

(Risposta scritta in data 25 marzo 2016.)

"Interrogazione Truzzu - Lampis sulle problematiche relative al nuovo stabile dell'Assessorato regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale, ubicato in via San Simone a Cagliari". (650)

(Risposta scritta in data 25 marzo 2016.)

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria:

"Interrogazione Truzzu - Tatti, con richiesta di risposta scritta, sulla chiusura dei punti di erogazione di cure territoriali di Baressa e Usellus". (698)

"Interrogazione Dedoni - Cossa - Crisponi, con richiesta di risposta scritta, sugli interventi per la razionalizzazione e il contenimento della spesa farmaceutica deliberati dalla Giunta regionale". (700)

Annunzio di interpellanza

PRESIDENTE. Si dia annunzio della interpellanza pervenuta alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria:

"Interpellanza Lai - Cocco Daniele Secondo - Agus - Pizzuto, sulla situazione in cui versa la Camera di commercio di Cagliari". (219)

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione per l'anno 2016 e per gli anni 2016-2018 (legge di stabilità 2016) e relativi allegati" (297/S/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 297/S/A.

Passiamo all'esame dell'articolo 7. All'articolo 7 sono stati presentati gli emendamenti numero 218 e 626, uguali; 219 e 627, uguali; 220 e 628, uguali; 221 629, uguali; 222 e 630, uguali; 361; 362; 413; 363; 258; 257.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 7:

Art. 7

Disposizioni in materia di trasporti

1. Ai fini del riconoscimento in favore delle aziende di trasporto pubblico locale, con esclusione di ARST Spa, delle passività pregresse derivanti dai maggiori oneri correlati alla indicizzazione del costo dei servizi di trasporto nonché dalle ritardate erogazioni delle provvidenze per i medesimi servizi erogati negli anni fino al 2014, è autorizzata - previo rilascio da parte delle aziende beneficiarie di formale accettazione e liberatoria - la spesa complessiva di euro 15.173.000 (missione 10 - programma 02 - cap. SC07.0703) in ragione di euro 3.173.000 nell'anno 2016, euro 5.000.000 nell'anno 2017 ed euro 7.000.000 nell'anno 2018.

2. Con deliberazione della Giunta regionale, da adottarsi su proposta del competente Assessore in materia di trasporti, sono definiti modalità e criteri di riparto delle risorse di cui al comma 1 tra le aziende beneficiarie.

3. Ai sensi e per gli effetti del disposto di cui all'articolo 1, comma 485, della legge n. 208 del 2015, l'autorizzazione di spesa prevista per l'anno 2016 dalla legge regionale 3 dicembre 2015, n. 33 (Proroga del contratto di servizio di continuità territoriale marittima tra la Sardegna, le isole minori e la Corsica), è destinata, previo disimpegno dei relativi impegni contabili assunti in corso dell'esercizio finanziario 2015, per le finalità individuate per ciascuna annualità 2016 e 2017 dalla deliberazione di Giunta regionale n. 57/14 del 25 novembre 2015 (missioni 10 e 15 - programma 03).

4. Per le finalità di assistenza tecnica nella gestione e affidamento dei servizi di trasporto pubblico locale, è autorizzata, nell'anno 2016, la spesa complessiva di euro 500.000 in ragione di euro 200.000 (missione 10 - programma 01) per servizi ferroviari e tranviari ed euro 300.000 (missione 10 - programma 02) per servizi su gomma.)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Sabatini, relatore di maggioranza.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Il parere della Commissione è contrario sugli tutti gli emendamenti.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Edoardo Tocco. Ne ha facoltà.

TOCCO EDOARDO (FI). Presidente, Assessori, il testo in discussione tratta di una materia molto importante in questo momento, la materia dei trasporti, intravedo anche in questa finanziaria un problema legato ad una mancanza di strategia, come al solito, il problema del trasporto collettivo non rappresenta un orizzonte ben definito, con le solite proroghe in via sperimentale e provvisoria che riconoscono nelle aziende delle passività pregresse che derivano dai maggiori oneri connessi al costo del servizio, alle ritardate erogazioni delle annualità precedenti, molte criticità che sono state evidenziate anche dalla stampa, dai media, non ultimo quelli che sono comparsi in cronaca riguardante il metrò di Cagliari che dovrebbe essere il fiore all'occhiello dei trasporti dell'area vasta, quindi queste preoccupazioni che continuano non solo sul trasporto su rotaia ma anche sul problema legato ai trasporti navali, parlo del problema Tirrenia, non ultimo il problema legato ai collegamenti con la Corsica, anche con i vertici che hanno manifestato alcune preoccupazioni per quanto riguarda proprio il collegamento attraverso le bocche di Bonifacio, perplessità che si notano, ancora evidenti, per quanto riguarda il problema legato ai collegamenti con le isole minori, quindi parliamo del problema Saremar Delcomar, del passaggio che ancora oggi vede delle problematiche relativamente all'assunzione del personale, quindi questa strategia che proprio non vuole uscir fuori, Assessore, abbastanza confusa, ancora si parla della crisi degli aerei più che mai in questo periodo pasquale è drammaticamente sentita: molti emigrati non sono riusciti ad arrivare nella loro terra sarda d'origine per visitare i parenti perché i costi dei voli, sempre che ci siano stati posti, sono altissimi, non so fino a quanto potrà durare questa drammatica storia. Il problema legato alle società sportive, Assessore, non siamo riusciti ancora a trovare una tariffa che possa permettere alle società sportive di arrivare in Sardegna da oltre Tirreno, per compiere quello che è il loro lavoro, cioè quello di rappresentare la Sardegna sportiva al di là del Tirreno. Drammatici sono anche gli ultimi articoli dei presidenti delle società e dei responsabili delle società sportive che hanno visto addirittura delle tariffe oltre 400 euro a persona per arrivare oltre il Tirreno. Credo che la situazione sia abbastanza disastrosa, occorre rivedere anche la convenzione da 70 milioni di euro all'anno sino al 2020, ma vedo che ancora tutto è bloccato e non si muove. Il problema dei pendolini che avrebbero dovuto collegare Cagliari e Sassari in due ore, questo non è accaduto, tant'è che si sono dovute tagliare alcune fermate, alcune stazioni, con tanto di mobilitazione dei sindaci di alcuni paesi, e delle popolazioni, per poter arrivare ad ottenere quelle fatidiche due ore e qualcosa per arrivare a destinazione a Sassari. Quindi, una politica che ovviamente non è a vantaggio dei pendolari, che sono proprio quelli che fruiscono di più di una situazione di questo tipo. Sui collegamenti stradali, cosa possiamo dire? La situazione delle strade in Sardegna è grottesca. Non si vede nessun tipo di risorse in questa finanziaria e tante incertezze nella gestione dei cosiddetti 6 mila e rotti chilometri di strade, quindi il patrimonio che ci viene fuori dalle vecchie e dalle nuove province. Quindi io direi che quando è che vedremo qualcosa di decente, caro Assessore? Io non ce l'ho con lei e lo sa bene, lei probabilmente sta facendo tutto il possibile, però è lei che in questo momento ha le chiavi dell'auto, è lei che ha ancora la possibilità di dover risolvere questa situazione e che chiaramente non fa bene a nessun sardo e soprattutto alla Sardegna e nel problema dei trasporti sta creando un problema di immagine che non è edificante nel modo più assoluto.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Marcello Orrù. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARCELLO (PSd'Az). Siamo arrivati all'articolo 7, fino adesso abbiamo parlato di temi importanti come la sanità, le politiche sociali, ora siamo all'articolo 7 che parla di disposizioni in materia di trasporti che è un argomento altrettanto importante, dove sinceramente mi aspettavo di trovare qualcosa di concreto in questo articolo, invece mi sa che questa finanziaria regionale è l'atto che sancisce il fallimento della giunta Pigliaru in tema di trasporti. Ora, veramente criticare l'assessore Deiana e l'attuale compagine di centro sinistra, che governa la Sardegna, è oramai peggio che sparare sulla croce rossa e pertanto eviterò di farle e mi rimetterò a far cenno a pochi ma significativi fatti che oltretutto sono il simbolo di questa tragicomica gestione dei trasporti. Da due anni e mezzo a questa parte la Sardegna e i sardi hanno vissuto sulla propria pelle una vera e propria rivoluzione nei trasporti, anzi una controrivoluzione, che ha avuto un unico obiettivo cancellare anche quel poco di buono e funzionante nei trasporti regionali, e sicuramente il simbolo di questo fallimento è senz'altro l'addio di Ryanair alla nostra terra. Si è deciso di far scappare la compagnia e quanto questa ha rappresentato negli ultimi 15 anni, pensiamo soltanto alla cosiddetta generazione Erasmus, alle centinaia di studenti e alle loro famiglie in cui il fenomeno Ryanair ha consentito di spostarsi, nonostante i gravi limiti del trasporto aereo in Sardegna. Pensiamo agli emigrati sardi che grazie a Ryanair hanno abbattuto i costi per il rientro nella loro terra, pensiamo anche ai flussi turistici che Ryanair ha portato ad Alghero e Cagliari. E voi, in pochi giorni, con la consueta presunzione che vi contraddistingue avete deciso di mettere fine a tutto ciò solo per non mantenere sul piatto 15 milioni di euro. Ma la cosa ridicola è che negli stessi giorni veniva battezzato, per un costo dai guinness dei primati, a 90 milioni di euro, il nuovo pendolino che avrebbe dovuto collegare Sassari e Cagliari in poco meno di tre ore, che comunque è lo stesso tempo impiegato da una vecchia Fiat Panda. Mi ricordo anche che in quel periodo il ministro Delrio, persona, a mio modo di vedere, avveduta e acuta evitò di presentarsi all'inaugurazione del treno e di farsi vedere a tutto il gruppo di Pigliaru e Deiana, e tutto sommato fece anche bene perché nel primo tratto di strada il pendolino dimostrò di essere un pentolino accumulando ritardi su ritardi. Oggi, protestano tutti per i guasti e i problemi che questa cara ferraglia sta presentando ogni giorno creando problemi e ritardi agli utenti che lo utilizzano per recarsi al lavoro. Fortunatamente, assessore Deiana, i sassaresi che devono raggiungere Cagliari si sono organizzati già da tempo utilizzando un altro tipo di strumento per raggiungere Cagliari che si chiama bla-bla car è uno strumento che sta funzionando economico e che permette ai sassaresi di raggiungere Cagliari in soli 120 minuti, per cui gradirei che la Giunta stesse lontano da questa organizzazione di trasporto. Al di là dell'ironia questa Giunta verrà ricordata non solo per la chiusura di scuole, ospedali e presidi militari, ma verrà ricordata anche per essere stata schiaffeggiata ogni giorno da Alitalia in un regime di discontinuità territoriale, altro che continuità territoriale. I sardi sono esclusi spesso dagli sconti, dimenticati nei giornali di bordo, ma soprattutto isolati e sequestrati nella propria regione. Ne abbiamo visto di tutti i colori in questi mesi, Assessore, e in queste festività pasquale abbiamo raggiunto il culmine dove i sardi non sono potuti partire per altre destinazioni e tantissimi altri non hanno potuto raggiungere la Sardegna per venire a trovare i parenti. Quindi davvero abbiamo una Sardegna mortificata dalle politiche sui trasporti, una Sardegna bloccata e paralizzata. Ogni tanto Renato Soru prova a spiegarvi il dramma delle vostre scelte ma non lo ascoltate. Preciso di non aver mai condiviso nessuna scelta fatta da Renato Soru, però sui trasporti ultimamente ha criticato fortemente questa Giunta e vi ha dato anche dei consigli, a mio modo di vedere, giusti ma voi preferite continuare con la vostra presunzione da professori, lontanissimi dalla realtà dei cittadini sardi. Forse magari siete contenti perché gli unici che riescono a raggiungere l'isola agevolmente sono le centinaia di clandestini che dall'Africa ogni settimana sbarcano in Sardegna e voi state consentendo questa inaccettabile invasione, non dettata dalla solidarietà e dall'altruismo, ma dell'indifferenza e dal business. Volete trasformare la Sardegna in una terra per migranti, addirittura, mi dispiace che non ci sia l'Assessore alla cultura, il genio dell'Assessore alla cultura da poco ha dedicato un giorno storico per la nostra Sardegna, come Sa die de sa Sardinia, ai migranti intitolandola "Terra di migranti", azzardando l'inaccettabile parallelismo tra gli attuali migranti, che arrivano in Sardegna dall'Africa, e gli emigrati sardi che nel corso della storia hanno varcato il confine della Sardegna per poter far crescere i paesi dove si trasferivano. Ma la cosa grave sono le parole stesse dell'Assessore, che strumentalizza una festa del popolo sardo e della nostra terra, per le sue ben note campagne a favore dell'immigrazione clandestina.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Luigi Crisponi. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Questo è davvero un articolo di grande interesse e di grande rilievo, non vorrei entrare e aggiungermi al cahier de doléances sul sistema trasporti regionale, che è stato in parte rappresentato dai colleghi che mi hanno appena preceduto e che sicuramente, non ho dubbio alcuno, sarà ben aggiornato e rafforzato dei colleghi, che se vorranno seguire, con i rispettivi interventi. Pochi giorni fa sono iniziate queste brevi vacanze pasquali, e da operatore del comparto devo dire che per la prima volta è successo un fatto davvero curioso: la lingua nazionale, ed è giusto che fosse così, era per fortuna il sardo. Nel senso che praticamente si è lavorato in casa. Abbiamo ospitato, accolto con assoluto orgoglio, tutta la filiera produttiva turistica ha ospitato solo ed esclusivamente sardi e questa è già una prima riflessione, caro Assessore, perché per la prima volta quelle importanti lingue europee, internazionali che si sono sempre confrontate con gli operatori del comparto turistico questa volta proprio non c'erano. Quei posti disponibili, i pochi posti disponibili, o molti a seconda del punto di vista da cui si osserva il comparto turistico, erano naturalmente a beneficio degli operatori sardi, dei cittadini sardi, degli studenti sardi, degli emigrati sardi, mancavano all'appello, perché non vi erano linee che potessero collegare col territorio regionale, quella meravigliosa e qualificata presenza che da sempre accompagna il turismo regionale: inglesi, francesi, tedeschi, svedesi, norvegesi, spagnoli letteralmente scomparsi. Aiutatemi voialtri con le vostre statistiche, quindi si è disegnato un nuovo sistema, io non posso immaginare che questo sia il sistema sul quale si può basare lo sviluppo della nostra terra della nostra terra e della nostra regione. Non si può nemmeno immaginare che la finanziaria, che fissa tutti i parametri di sviluppo del territorio per l'anno 2016, ma naturalmente non se ne parla per il 2017, si riduca per il comparto del trasporto, e ci metto dentro davvero tutto il trasporto, con un articoletto con quattro commi che riguardano solo le questioni del trasporto locale. È evidente che stiamo affrontando uno scenario, mi dica se non è così, caro Assessore, nel quale giochiamo i player esclusivamente di casa nostra. Noi pensavamo che, anche visti i buoni risultati, si potesse finalmente scrivere una pagina importante, dove addirittura quel lavoro partito tanti anni fa con il quale si voleva ribaltare una presenza turistica che è fortemente poggiata sulle presenze straniere, perché significa che stiamo effettivamente destagionalizzando, fa una brusca marcia indietro, praticamente come queste sottospecie di pendolini che viaggiano davvero a scartamento ridotto, e spesso facendo più marcia indietro che marcia avanti.

Io non ho dubbi che voi abbiate sicuramente nel cuore, nell'anima e anche nella testa il turismo e lo sviluppo economico generale, nella vostra mente ma soprattutto nelle vostre azioni, quindi nella vostra cloche di comando della Giunta regionale, però ho enormi riserve davvero sulla vostra effettiva capacità di poter incidere: qua di incisione seria, sicura e profonda non se ne vede, e tutto questo non fa altro naturalmente che preoccuparci.

Ricordo anche le vicende che stanno riguardando da vicino al sistema dei voli low cost, punto di forza irrinunciabile per la Sardegna. Il sistema dei low cost in questo momento, non solo per le criticità che conosciamo e che reiterarerete sicuramente a vostra discolpa e a vostro discapito, che c'è sempre in attesa questa famosa spada di Damocle che pende dall'Europa sulla testa del Governo regionale e sull'intero sistema del trasporto, ma non se ne può più, Assessore. Noi abbiamo il diritto di dire agli operatori se l'estate 2016 potrà essere assicurata dai collegamenti europei internazionali da parte delle compagnie low cost, e in primis quella importantissima compagnia irlandese alla quale sembra che non abbiate voluto riservare alcun tipo di trattamento, nemmeno quello del confronto e dell'ascolto, hanno dovuto preoccuparsi più di voialtri i colleghi del comparto ricettivo, del commercio e dei servizi alla filiera produttiva. Voi di fatto mi pare che vi stiate praticamente esautorando da soli, non volete davvero affrontare il problema e il tema come deve essere affrontato, cioè in modo incisivo e, se dovesse servire, sbattendo i pugni sul tavolo dell'Unione europea. In quella Commissione mi pare non vi siate davvero presentati.

Ricordo, così a memoria, che alcuni fa l'Assessorato regionale del turismo, nel corso di un'importantissima attività di conoscenza e di approfondimento svolto insieme all'Università di Cagliari, ebbe modo di delineare un quadro preciso dei valori esatti di quello che un turista low cost portava sul nostro territorio…

PRESIDENTE. Onorevole Crisponi, il tempo a sua disposizione è terminato .

È iscritto a parlare il consigliere Christian Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS CHRISTIAN (PSd'Az). Solo alcune considerazioni, perché in realtà le svolgerò più su quello che non c'è in questo articolo che su quello che c'è. I commi 1, 2 e 3, prevedendo il riconoscimento dei maggiori oneri correlati all'indicizzazione del costo dei servizi, sicuramente sono condivisibili, idem la prosecuzione del collegamento tra Corsica e Sardegna, un po' meno forse, in periodo di vacche magre, lo stanziamento di 500 mila euro per l'assistenza tecnica nella gestione dei bandi, questa sicuramente è una voce che incide particolarmente. Però, Assessore, riprendendo un po' le considerazioni di chi mi ha preceduto, senza volermi iscrivere d'ufficio ai sottoscrittori del Cahiers de doléances, quello che a mio avviso in questo momento sta mancando è una comunicazione precisa di quale sia la politica dei trasporti che la Giunta intende perseguire, soprattutto sul settore del servizio aereo. Perché non si tratta solo, e sarebbe già sufficiente questo, di garantire la continuità territoriale per i sardi e per i turisti che in Sardegna devono arrivare, ma si tratta di delineare anche un settore che incide direttamente sull'intero modello di sviluppo, perché attorno al sistema trasportistico aereo si è sviluppata una rete, che è quella turistica diffusa nelle città, nei borghi, nel contado, attorno a tutto questo è nato un apparato di servizi a supporto del trasporto aereo, anche low cost. Allora quel che manca è la percezione di quale sia il punto di equilibrio che la Giunta vuole trovare tra vettori tradizionali e vettori low cost, questa è sempre la grande questione che abbiamo cercato di affrontare già in anni passati, e cioè, posto che non si può sostituire il trasporto tradizionale che deve garantire un servizio con degli slot predefiniti, con una costanza in termini di orari e di tariffe, io credo che la soluzione che si era ipotizzata qualche anno fa, e cioè un sistema di trasporto low cost che affianca i vettori tradizionali completandone l'offerta, sia un modello da continuare. Peraltro su questo mi consenta un'altra considerazione, in particolare sull'aeroporto di Alghero: la società di gestione aeroportuali Alghero, come lei sa, è una società di gestione interamente a partecipazione regionale, perché tolta la quota detenuta direttamente da noi, l'altra la deteniamo attraverso Sfirs, ebbene io non vorrei che il depauperamento in termini di presenze e di voli su Alghero determini anche un depauperamento del valore della società di gestione aeroportuale, e se questa, come io credo, si approssima ad una gara per la sua dismissione, io vedo con estrema preoccupazione il fatto che il depauperamento del suo valore avvenga un attimo prima della sua vendita. Noi abbiamo un interesse specifico a mantenere invece alto il numero dei voli, non solo per garantire il servizio, ma anche e soprattutto per preservare un valore della Regione Sardegna, che è la società di gestione aeroportuale. E allora, in questo frangente più che mai, nel momento in cui lo Stato italiano ha anche trasferito delle risorse per garantire la continuità territoriale della Sardegna, io credo vi fosse lo spazio e la risorsa già da questa finanziaria per dare un'idea di quale sia il disegno di continuità territoriale aerea che la Giunta vuole perseguire, e soprattutto quale sia l'offerta trasportistica che contemperi da un lato le ragioni delle compagnie tradizionali e dall'altro quelle dei vettori low cost, il tutto naturalmente finalizzato a dare certezza all'intero sistema. Lo diceva prima il collega Crisponi, oggi sicuramente le strutture turistiche non sono in grado di programmare al meglio le proprie stagioni perché non hanno certezza su quali saranno i voli, quindi non c'è solo ed esclusivamente un problema contingente ma c'è anche un problema di più ampio respiro che colpisce l'intero sistema economico e produttivo. Io credo quindi che questo aspetto meriti un approfondimento e che l'approfondimento non possa risolversi con il mantra della "pesante eredità del passato" perché chiunque si sia succeduto in qualsiasi Assessorato regionale ha ereditato qualcosa dal passato, qualcuno ereditando dal passato non ha esposto questo vessillo ma semplicemente ha cercato di chiudere le partite aperte, tant'è che alcune sono andate a definizione, come i primi problemi sollevati su Alghero proprio a livello comunitario, ora invece pare quasi che si ricorra solo ed esclusivamente ad una ricerca della "pesante eredità del passato" che implica l'impossibilità di programmare il futuro. Io credo che ci siano invece gli spazi e le risorse per poter programmare il futuro e cominciare ad assumersi la responsabilità del proprio operato.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Un tema di questa importanza richiederebbe molto più dei sei minuti canonici, ma io credo che invece, a cagione del fatto che politiche sui trasporti questa Giunta non ne ha messe in campo, ci voglia molto meno di sei minuti, perché in questi due anni e più di governo del centrosinistra nulla è accaduto nei trasporti. Nulla è accaduto nella continuità territoriale interna ed esterna, nulla è accaduto nel low cost, anzi purtroppo sono accadute delle cose che hanno fatto fare tanti passi indietro alla Sardegna in tema di trasporti perché l'azione di governo come dicevo poc'anzi è inesistente, la continuità territoriale 2 cioè la continuità territoriale verso le rotte minori è stata bloccata e non abbiamo nulla all'orizzonte, la continuità territoriale interna che dovrebbe essere rappresentata dal treno superveloce ha fatto flop. Quella esterna non presenta alcunché di nuovo, sul low cost sarebbe bene se fosse possibile stendere un velo pietoso, purtroppo non è possibile, purtroppo non è possibile, le conseguenze o la conseguenza è che da isolani siamo diventati isolati. Poveri i sardi isolati. Abbiamo fortissimi problemi di collegamenti che stanno provocando non soltanto nel Nord Ovest della Sardegna ma in tutta la Sardegna stanno provocando problemi economici, problemi culturali pure perché poi i trasporti determinano generano cultura, problemi sociali, problemi sanitari pure perché le difficoltà nei collegamenti col continente provocano, generano problemi sanitari. Sul low cost, se fosse possibile dovremo stendere un velo pietoso ma possibile non è, non è possibile perché sul low cost abbiamo visto che l'azione di governo è stata completamente inesistente. Più inesistente se fosse possibile degli altri settori dei trasporti. Alghero è stata abbandonata, completamente abbandonata con danni difficilmente quantificabili per tutto il territorio, difficilmente quantificabili. Con l'Assessore, su quale noi riponevamo molte speranze visto che è, o sarebbe dovuto essere un esperto della materia, sicuramente lo è ma non ha evidentemente la sensibilità politica per gestire un Assessorato di questa importanza, non per nulla sono state proposte due mozioni di sfiducia nei confronti dell'Assessore, nulla di personale ma solo mozioni di sfiducia politiche che servono per sottolineare l'inadeguatezza dell'Assessore che dà giudizi ciclici sulla legge numero 10 del 2010 che una volta è il male dei mali, una volta è buona, una volta è ancora buona, una volta è ancora cattiva per poi essere probabilmente e definitivamente buona. Legge numero 10 che dovrebbe essere l'ostacolo a che la Regione intervenga sul low cost, a che la Regione intervenga su Ryanair, a che la Regione prenda in carico il problema del low cost così come si faceva una volta così come faceva Cappellacci, così come faceva Crisponi, non accade più questo, questo non accade più. Nessuno si prende in carico il problema dei collegamenti a basso costo. Immobilismo totale; dopo il primo novembre ad Alghero rimarranno tre rotte, tre da 21 passiamo a tre. Anzi da 24 o 25 passiamo a tre, è finita davvero un'epoca, stanno scorrendo i titolini di coda, rimangono il Milano, il Bologna, il Pisa dal primo di novembre. Lo scorso anno le rotte che quest'anno verranno a mancare hanno portato circa 120-130.000 passeggeri, 200 o 250 milioni di ricadute economiche, insomma un danno veramente difficile da quantificare.

E poi abbiamo i balzelli della legge Delrio, il balzello della Delrio sul quale abbiamo discusso e dibattuto tanto e che speriamo che possa essere in qualche modo rimosso sempre che la Regione metta in campo un'azione determinata e decisa. Ormai la programmazione standard 2016 è chiusa, non c'è niente da fare, ma anche Cagliari piange, perché Cagliari ad oggi perde otto voli, al primo di novembre 11 voli, però il territorio di Cagliari, Cagliari, la città metropolitana di Cagliari ha altre energie, ha altre risorse che non ha di sicuro Sassari. Sulla continuità territoriale 2, sulla continuità territoriale 2 se fosse possibile dovremo stendere un velo pietoso, è stato abrogato il decreto ministeriale numero 36 del 2005 su richiesta del presidente Pigliaru dell'ottobre del 2014, il presidente Pigliaru e l'assessore Deiana avevano parlato di un nuovo regime, di oneri di servizio pubblico sulle rotte minori, non sappiamo che cosa accadrà…

PRESIDENTE. Onorevole Tedde, il tempo a sua disposizione è terminato.

È iscritto a parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Presidente, Assessore, io credo di essere uno di quei fortunati che ha ricevuto un invito da parte di Alitalia di affrettarmi perché ci sono gli ultimi posti per Cagliari, e questo riguarda, a dire il vero... "Sono rimasti pochi posti per Cagliari, affrettati non perdere questa occasione". Io devo essere davvero uno di quei pochi fortunati che viene invitato a prendere l'aereo per Cagliari pur essendoci gli ultimi pochi posti. Siccome capita anche che io qualche volta prenda l'aereo, forse più di uno normale, meno di tanti che fanno vai e vieni, ma è indubbio che posti no ne ho trovato, il giorno prima mi sono dovuto industriare nel modo peggiore. Me ne sono fatto un conto, ma penso: possibile che chi governa da tempo l'Isola non si sia mai accorto che è proprio un'isola all'interno del Mar Mediterraneo. E come ho detto altre volte è come un'oasi in mezzo al deserto o prendi i cammelli che volano o prendi i cammelli che navigano a seconda delle circostanze, ma il deserto lo devi comunque affrontare e comunque attraversare, altrimenti siamo isola, oasi in mezzo al deserto e la distanza più vicina sono 240 chilometri. A nuoto è difficile farlo. Allora io mi chiedo se una finanziaria come questa, che ho dichiarato senz'anima, e sfido chiunque di voi a dirmi che ce l'ha, perché non ha un indirizzo, non ha un punto di riferimento, non coglie qual è la possibilità di sviluppo del nostro popolo e del nostro territorio, perché se lo avesse sappiamo che il turismo e che attorno al turismo c'è commercio, artigianato, agricoltura, quindi c'è un sistema produttivo che va a legarsi a quello che è il turismo.

Ma se il turismo non è agevolato, se il turismo non ce ne è perché, io dico, ma ci riflettete un attimo, non per lucrare sulle disgrazie altrui, ma l'Egitto non ci va più nessuno, ricorderei a qualcuno che addirittura c'erano offerte anche di Meridiana di 800 euro per una settimana intera, non andata e ritorno, era andata e ritorno più soggiorno a Sharm el-Sheikh, oggi è out. Molti andavano in Tunisia, pare che ci rubassero tutti quelli che dal Nord Europa andavano a svernare nelle terre più calde, tutti i sistemi Libia non se ne parli. Ricordiamoci la Siria cosa è diventata nonostante poteva essere un bel passaggio tramite Turchia e così via, sappiamo quello che avviene, bene sulle disgrazie altrui potevamo non dico costruirci un impero ma per lo meno agevolare la venuta di quei turisti che lì non possono più andare. Io vi chiedo qual è stato il vostro operare, quello di chiudere quanto più è possibile le rotte per la Sardegna. Non voglio manco più citare Ryanair. Non c'è un sistema alternativo! Non esiste una continuità aerea, né di primo né di secondo livello. Non ci avete provato e non ci riuscite. Se poi disgraziatamente qualche povero Cristo viene qui in Sardegna e deve spostarsi da Cagliari a Sassari sappiamo bene quello che si rischia. E poi, Assessore, non prometta che in un'ora da Oristano si va all'aeroporto di Cagliari perché quel trenino, preso per essere veloce, si ferma, non cammina, pensando a quelle che sono le condizioni in cui fa viaggiare la gente, qualcuno si ferma per far scendere la gente.

Allora lei mi è simpatico, gliel'ho detto altre volte, ha una simpatia particolare che per le barzellette va bene, ma qui sono cose dure per quelle che sono le considerazioni che vengono fatte sulla pelle del popolo sardo. Lo comprendiamo bene quello che sta avvenendo. Non si viaggia per la Sardegna, non si riesce a viaggiare all'interno della Sardegna, non si sanno sfruttare quelle che sono le opere, le culture, le intelligenze, le cose che potremmo offrire della nostra Sardegna, dall'enogastronomia ai monumenti…

PRESIDENTE. Onorevole Dedoni, il tempo a sua disposizione è terminato.

È iscritto a parlare il consigliere Pierfranco Zanchetta. Ne ha facoltà.

ZANCHETTA PIERFRANCO (Cristiano Popolari Socialisti). Presidente, io cerco di imbarcare in nave l'Assessore e non in aereo, nel senso che riconosco e mi complimento con l'operato dell'Assessore per aver chiuso una partita importante come quella della Saremar, che andava chiusa molti anni prima e che dal 2012 in poi è costata alle casse dell'erario regionale più di 50 milioni di euro. Essere riusciti a traghettare verso la privatizzazione la compagnia, anche se avremmo disegnato un quadro diverso, è comunque un risultato importante che fa riaffermare il principio del sostegno che deve darci lo Stato con risorse che non deve più sborsare la Regione. Credo che questo vada riconosciuto come un'azione della Giunta regionale e dell'Assessore in particolare.

Ciò che, Assessore, invece, ci preoccupa e che gradiremmo fosse sgombrato come elemento di preoccupazione è il discorso relativo al personale che in questi giorni si sta definendo con la nuova compagnia che si è aggiudicata temporaneamente la gara del pubblico servizio, perché sul personale ovviamente i primi a ricevere gli elementi di preoccupazione non sono soltanto i rappresentanti della Giunta, ma anche i rappresentanti del territorio, quindi i consiglieri regionali. Un elemento che ha necessità di essere chiarito in tutti i suoi risvolti, sia dal personale di bordo, dai turni particolari al turno generale, al cosiddetto listone, ma il personale di terra, compreso il fatto che dal 1° aprile, salvo qualche proroga di qualche giorno, io non so, inizierà il nuovo servizio, quindi da questo fine settimana, e dal 1° aprile stesso la tratta che collega Santa Teresa di Gallura con Bonifacio è in regime praticamente di deregulation, di liberalizzazione, perché non c'è bando, non c'è gara. Vorremmo sapere quali sono attualmente percorsi che l'Assessore sta compiendo e le garanzie riferite appunto al personale Saremar e alla fine che farà.

Un altro aspetto riguarda le tariffe…

(Interruzione del consigliere Attilio Dedoni)

PRESIDENTE. Onorevole Dedoni, grazie.

ZANCHETTA PIERFRANCO (Cristiano Popolari Socialisti). Vuole anche un cammello nave?

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Sì.

ZANCHETTA PIERFRANCO (Cristiano Popolari Socialisti). Ah, ecco, le facciamo un cammello nave allora.

Dicevo, un elemento che è importante riguarda le tariffe. So che non era possibile prevederlo nel bando, ma io credo che uno sforzo debba essere fatto, assessore Deiana, nel considerare tutti i sardi come cittadini residenti a Carloforte o a La Maddalena per estendere questa tariffa a tutta la comunità sarda, perché questo rappresenterebbe un elemento di equità in considerazione del fatto che comunque la Regione governa e disciplina le rotte, e soprattutto rappresenterebbe anche per le isole minori un elemento, come lo ricordava il collega Crisponi, di turismo interno estremamente interessante, perché se pensiamo a quanto paga un cittadino sardo non considerato residente nelle tratte tra Carloforte e la terraferma, tra La Maddalena e la terraferma, siamo a tariffe aeree. Io credo che questo sia un elemento che vada in qualche modo cercato di risolvere per dare equità e soddisfazione a tutti cittadini sardi nel poter circolare liberamente nel proprio territorio.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Presidente, colleghi consiglieri, Assessori, il tema che trattiamo oggi della legge finanziaria, l'articolo 7, chiaramente non ci lascia insensibili nel parlare della questione dei trasporti, di come sono andate le vicende dei trasporti in Sardegna, ma soprattutto di come è andata e sta andando la gestione dei trasporti della Sardegna. Mi riferisco in modo particolare al problema dei trasporti via mare. Da venerdì 1° aprile la Saremar non esisterà più per fare spazio alla Delcomar e alla BluNavy, le due compagnie che si sono assicurate le rotte che collegheranno la Sardegna con le isole minori. Tutto ciò ha portato a un grandissimo risultato, carico di veleni, di polemiche, lasciando per strada morti e feriti. Ha ottenuto grandi risultati, una serie di polemiche, una serie di criticità e soprattutto è riuscito a far sparire il regime di continuità di rapporto di lavoro. Ecco, con il cambio di rotta dalla Saremar al privato si è perso esattamente questo: i lavoratori, i marinai che operano sulle navi, ma soprattutto gli amministrativi che operano a terra, perderanno quel regime di continuità del rapporto di lavoro.

Assessore, io ero presente con lei a Carloforte in un'assemblea abbastanza animata e, lei ricorda bene, lei è stato accompagnato dalla popolazione intera verso il traghetto e inneggiavano dei cori sicuramente non molto simpatici nei suoi confronti. Tutto questo non è servito per cercare di cambiare idea, per cercare di riportare un po' alla normalità quello che doveva essere per un'isola come Carloforte, ma non nascondo che mi preoccupano anche le parole del collega Zanchetta, che peraltro, oltre a essere un caro amico, stimo, ma è venuta meno proprio quella che la sensibilità verso la popolazione, che era quella fatta di lavoratori, di persone che hanno dato per la Saremar, che io non difendo come servizio Saremar, difendo i lavoratori della Saremar, quelli sì, perché sul servizio Saremar o Tirrenia ognuno di noi sardi abbiamo molto da dire e non è questa la sede per parlare appunto dei problemi di quelle aziende, però abbiamo trascurato i lavoratori, quelli che hanno mantenuto in piedi e in alcuni casi hanno anche difeso e salvato un'azienda che indubbiamente non meritava tutte le nostre attenzioni. Cosa dire delle promesse fatte da Onorato alla Leopolda, dove per la Sardegna ci sarebbero stati dei prezzi popolari, se non ricordo male 15 euro? Sappiamo bene che una famiglia di quattro persone spende 873 euro, che non c'è posto sulle navi e per venire in Sardegna occorre veramente fare i salti mortali. Ma con quali strumenti vogliamo veramente fare diventare quest'isola un'isola turistica? Senza gli aerei, senza le navi e soprattutto creando le condizioni perché queste siano carissime e non lascino quella libertà ai turisti, o presunti tali, di scegliere, ma in alcuni casi a noi sardi che siamo costretti a fare salti mortali per doverci trasferire nella penisola. Non dimentichiamo che noi siamo residenti in un'isola circondata dal mare e che ogni volta che noi decidiamo di spostarci per lavoro, per necessità, o per svago, tutto questo crea una marea di difficoltà, e queste difficoltà figuriamoci quanto sono pesanti per chi invece sceglie, o gradirebbe scegliere la Sardegna come meta turistica. È impensabile che si scelga la Sardegna quando la Croazia, la Spagna, o sino a poco tempo fa anche il Nord Africa proponevano vacanze a prezzi indubbiamente molto ridotti. I colleghi hanno fatto alcuni accenni ai treni, al famoso pendolino che doveva risolvere anche questo in poche ore l'attraversamento della Sardegna per cercare di trasferire su ferro, e non su gomma, i trasporti dell'intera regione. Parlare di Ryanair, parlare degli aerei ritengo che sia veramente ridicolo e inutile. L'appello che noi lanciamo, Presidente, è che l'articolo 7, quando lei parla di indicizzazione dei prezzi, quindi trasferire 15.173.000 euro per indicizzare il trasporto escludendo l'ARST, anche questo riteniamo che sia una trovata geniale che ovviamente non è condivisa. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Assessore Deiana, in questi due anni di attività nel Governo avrà sicuramente colto che una cosa è essere un bravo docente riconosciuto della navigazione, altra cosa è tendere a fare il bravo Assessore dei trasporti. Con una nota che non è tanto rivolta alle azioni di carattere programmatorio, sulle quali possiamo anche convenire, ma sui risultati in concreto che l'azione di governo, e per la verità che coinvolge non solo lei come responsabile dell'Assessorato, ma coinvolge il Presidente Pigliaru che con lei è gravemente corresponsabile del fallimento di due anni di politica dei trasporti nella Sardegna, dai trasporti marittimi interni ed esterni, con una situazione paradossale di monopolio che si è determinato nei mari della Sardegna, nel silenzio davvero incredibile del Governo regionale, con una politica tariffaria con aumenti dal 40 al 70 per cento che lasciano indifferente il Governo regionale, con problemi che quindi si riversano non solo sul diritto alla libera circolazione dei sardi residenti, ma con gravi implicazioni soprattutto per quelli che intendono raggiungere la Sardegna, i turisti, con gravi ripercussioni per coloro che investono e quindi sul traffico delle merci. Situazioni, Assessore, che voi state ancora sottovalutando nonostante due anni di Governo che vi hanno visto, grazie allo stuolo di giornalisti che avete al servizio, che vi hanno visto sì fare molta propaganda. Bravi giornalisti! La Giunta Pigliaru, io devo riconoscere, nella storia autonomistica sarda è la prima Giunta che ha investito correttamente sulla comunicazione e sulla propaganda esterna, perché si serve di autorevoli, bravi, competenti giornalisti che sanno fare il loro lavoro. Però i sardi si rendono conto che, al di là della propaganda, al di là di questa comunicazione di facciata, c'è il vuoto assoluto. Ieri era Pasquetta, Assessore, è stata l'occasione per molti, per chi ha avuto la possibilità di fare lo spuntino con amici, e di incontrare qualche operatore. Ma sa quante lamentele da parte dei ristoratori, degli albergatori, da parte di chi è titolare di strutture ricettive? Perché tutto viene rapportato, sì anche, poi lo diremo, a qualche manchevolezza nelle politiche sul turismo, ma soprattutto la lamentela comune è sui trasporti. E allora ecco perché per noi sono due anni di fallimento, Assessore, sono due anni di fallimento perché dice qualcosa la fuga di Ryanair. E si badi, mentre qui in Sardegna permangono tutte le questioni aperte con riferimento all'aeroporto di Alghero, o ad altre società aeroportuali, a Comiso proprio in questi giorni, mi pare che la notizia sia di oggi, l'Unione Europea ha dato il via libera. E ci sarà qualche ragione, Assessore, ma sono più bravi i siciliani? O c'è qualcosa che non va nel nostro sistema? E allora ecco perché la vertenza Meridiana, la continuità territoriale aerea, la propaganda che avete fatto sul super treno spagnolo, che è rimasta mera propaganda, dimostrano a nostro avviso la totale inadeguatezza delle politiche dei trasporti di questa Giunta regionale. Io spero che il viaggio che avete fatto in pompa magna in Corsica sia servito ad imparare dalla esperienza di quelli che hanno…

PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare l'Assessore dei trasporti. Ne ha facoltà.

DEIANA MASSIMO, Assessore tecnico dei trasporti. Ma innanzitutto per stare un po' nel merito della questione che ci occupa è evidente che ad una lettura neanche troppo attenta, ma bastava anche solo una lettura superficiale, le quattro disposizioni contenute nell'articolo 7 non sono ovviamente l'insieme delle disposizioni in materia di trasporti, si tratta solo di quelle poche disposizioni necessarie con un intervento normativo che cubano complessivamente neanche una ventina di milioni di euro, il budget complessivo degli interventi al settore dei trasporti è più vicino ai 400 milioni di euro. Con queste poche norme, e lo dico per chi evidentemente le ha lette in maniera molto distratta, stiamo completando a proposito del risanamento un'opera di risanamento contabile, organizzativo e quindi anche produttivo delle nostre aziende di trasporto pubblico locale. L'anno scorso con il contributo di tutto il Consiglio siamo potuti intervenire per sanare definitivamente tutte le debenze nei confronti di ARST, quest'anno ovviamente, com'era logico, stiamo intervenendo per sanare le medesime debenze della Regione a favore delle altre società di trasporto pubblico locale, che ovviamente lamentavano il fatto che si fosse sanata solamente la partita ARST e non anche quella nei loro confronti. E lo dico per chi evidentemente forse preso dalle festività pasquali non ha potuto approfondire attentamente, qui si parla di maggiori oneri derivanti dalla indicizzazione del costo dei servizi, già perché in passato avevamo evitato di riconoscere l'adeguamento Istat del costo del trasporto pubblico locale, questo, insieme tutta un'altra serie di mancanze, aveva generato tutta una serie di debiti molto importanti nei confronti di ARST e degli altri operatori di trasporti pubblici locali, quindi con il primo comma stiamo semplicemente chiudendo anche la partita dei debiti che la Regione ha nei confronti delle aziende di trasporto pubblico locale. Se pretendiamo efficienza, se pretendiamo organizzazione, se pretendiamo integrazione, dobbiamo ovviamente pretendere anche che questi soggetti possano operare perlomeno non vantando decine e decine di milioni di euro nei confronti della Regione. Stiamo anche approvando una importantissima disposizione, che è quella relativa al comma 3, con la quale stiamo destinando una parte delle risorse che fino a quest'anno, mi fa piacere che l'onorevole Zanchetta l'abbia colto e lo ringrazio per averlo sottolineato, noi fino all'anno scorso pagavamo 16 milioni di euro del bilancio regionale per garantire i servizi di collegamento con le isole minori, da quest'anno queste risorse vengono erogate dallo Stato, quindi la Regione risparmia 16 milioni di euro, di questi 16 milioni di euro una parte, è descritto nell'articolo comma 3 dell'articolo 7, verranno destinate proprio per intervenire a favore dei lavoratori della Saremar che non troveranno adeguato ricollocamento, ovvero di coloro i quali andranno in pensione per adeguare la prestazione pensionistica agli standard dovuti. Quindi stiamo adottando anche qui, usando risorse che stiamo risparmiando, stiamo adottando degli interventi molto importanti. A proposito di Saremar tengo a precisare due cose: il servizio pubblico c'è, rimane e, da un punto di vista della sua organizzazione, dal punto di vista tariffario, ve ne renderete tutti conto, dal primo aprile ovviamente sarà molto ma molto più favorevole. In secondo luogo, anche da un punto di vista tariffario sono stati fatti, essendoci stata una gara, dei ribassi d'asta molto interessanti che producono fondamentalmente una quasi parificazione dei residenti ai non residenti soprattutto nelle tariffe weekend, lo dico per l'onorevole Zanchetta che ha opportunamente sottolineato questo profilo. Dopodiché, onorevole Rubiu, né morti, né feriti, se avesse la bontà di volersi informare probabilmente non si lascia neanche un contuso per strada, nel senso che tutti i lavoratori facenti parte dell'universo Saremar stanno ricevendo in queste ore la chiama per essere imbarcati, per quanto riguarda gli amministrativi posso darle una notizia che è la conclusione di una lunga trattativa: oggi è stato firmato tra ARST e Saremar la convenzione per cui essendo due società in house della Regione Sardegna gli amministrativi di Saremar sono transitati e transiteranno senza interruzione del loro rapporto di lavoro dalla Saremar all'ARST operando come operatori amministrativi. Quindi non abbiamo lasciato né morti, né feriti, è evidente che nella popolazione e nella gente c'è stata una certa preoccupazione, purtroppo questi eventi sono gli eventi complessi, ma poi si vedrà alla fine che il servizio funzionerà e che nessuno sarà rimasto a terra e quei pochi che avranno avuto dei pregiudizi abbiano costituito un fondo di 3 milioni e 300 per poterli riproporre.

PRESIDENTE. Metto in votazione gli emendamenti numero 218 e 626, uguali.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Chiedo che si proceda con votazioni nominali.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 218 e 626, uguali.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione gli emendamenti numero 219 e 627, uguali.

Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Sì, io ho scelto di non intervenire nella discussione generale dell'articolo 7, anche perché credo che i colleghi siano stati molto chiari e per non tediare nessuno evitiamo i doppioni. Però Assessore, davvero, lei mi ha tirato per i capelli ad intervenire, se la sua politica dei trasporti è questa noi capiamo perché non possiamo neanche utilizzare la parola trasporti in Sardegna, perché non esiste quello marittimo, non esiste quello aereo, il trasporto pubblico locale fa acqua da tutte le parti, per non parlare di quello ferroviario, dove basta citarle il trasporto su Sassari che lei per primo ha sperimentato, ma veramente è un flop assoluto, quando invece noi siamo un'isola, questo glielo vorrei ricordare e proprio la politica dei trasporti a 360 gradi deve essere nostro pane quotidiano, deve essere la leva che ci consente di stare al mondo, di avere rapporti con il resto del mondo. Di interagire con il mondo. Non è pensabile, lei ha trovato un patrimonio poco o molto che fosse, aveva sicuramente dei trasporti in Sardegna, le cito la contiguità territoriale uno, la due, la presenza di Ryanair, cosa che hanno già fatto i colleghi, noi oggi non solo non ne possiamo più parlare, ma non abbiamo neanche capito quali siano le sue reali intenzioni su questa materia, le ricordo che lei si è accomodato per guidarci da due anni e che non stiamo parlando di un giorno, le sembra chiaro che noi oggi non le possiamo chiedere spiegazioni e, soprattutto, chiarezza su quello che dovranno avere i sardi, noi stessi, per i prossimi anni in questa materia? Sul trasporto marittimo assistiamo ancora al duello dei mari, come se fossero veramente delle vecchie battaglie, ma è possibile, Assessore? La materia dei trasporti è strettamente legata a tutto il resto, purtroppo per chi non l'avesse ancora capito, come lei, è una materia prioritaria, è vita per noi, quindi Assessore davvero lei continua a guardare il dito ma deve guardare anche la luna qualche volta! Purtroppo non possiamo più continuare con queste piccole giustificazioni, sappiamo tutti che lei poteva limitarsi a parlare degli articoli, di questa banale finanziaria, soprattutto nella materia che la riguarda, ma è mai possibile che non abbiamo fatto in quest'Aula ancora una giornata vera di lavori e abbiamo discusso di leggi da proporre minimo a Bruxelles, come tanti altri stanno facendo, andandoli a rivendicare, a difendere, su ciò che per noi è fondamentale, senza la materia entrate quest'anno l'Isola è morta!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Sappiamo cosa c'è scritto, Assessore, in questa proposta di norma, nell'articolo 7, anche perché c'è scritto molto poco, sappiamo che non esaurisce la tematica dei trasporti, però mi creda, noi non siamo distratti dalle festività pasquali, cerchiamo di essere attenti e di dare il nostro contributo di oppositori, lei purtroppo invece ha dimostrato di essere distratto per le festività pasquali, ma anche per quelle carnascialesche, per quelle natalizie, per quelle dell'Epifania, e sono sicuro anche per quelle ferragostane! Purtroppo per la Sardegna, lo dico con dolore, lo dico con preoccupazione, lei è distratto dalle festività e non solo! Probabilmente uno dei motivi per cui lei è distratto è perché il tema dei trasporti ormai è terreno di scontro all'interno del partito che l'ha espresso, il suo segretario non perde occasione per attaccarla, il suo segretario non perde occasione per fustigarla, non perde occasione per mettere in evidenza che la sua azione, il suo orizzonte in tema di trasporti è sbagliato, è errato, è dannoso, lo dice il suo segretario, non lo dice Forza Italia, non lo dice Cappellacci, non lo dice Pietro Pittalis, lo dice Renato Soru! Lei di questo deve tenerne conto! Renato Soru dice che l'Europa non vieta il sostegno alle low cost e lei dice che l'Europa vieta il sostegno alle low cost. Io sto con Renato Soru perché ci sono delle direttive del 2014 che dicono cosa si deve fare per il sostegno alle low cost, lei dovrebbe farsi distrarre di meno e leggere di più le direttive, non sappiamo cosa sia il witerdx che dovrebbe sostituire la CT-2, non sappiamo qual è l'indirizzo in materia di CT-1 del Partito che lei esprime, perché Renato Soru ha una teoria rispettabile, anche se opinabile, e lei ne ha un'altra, il presidente Pigliaru ne ha un'altra che è diametralmente opposta rispetto a quella di Renato Soru. Ecco dove sono i problemi, ecco perché non riuscite ad esprimere una politica dei trasporti dignitosa, perché i problemi politici vi impediscono di riflettere, vi impediscono di programmare, di progettare. Ecco perché state causando questi danni. Io credo che dobbiate aprire una pausa di riflessione seria, serena e approfondita soprattutto al vostro interno, per poi discutere qui in quest'Aula con tutta l'opposizione, con tutta la maggioranza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Crisponi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Il sono citare e il segretario regionale del Partito Democratico richiama alla mente le valutazioni che sono state espresse sulla stampa locale intervenendo, ancora una volta, a gamba tesa sulla organizzazione data dall'assessore Deiana sul tema del trasporto. Vi ricordo anche che non si capisce bene per quale motivo quel segretario ha detto anche che era fallimentare e infausta la scelta, scellerata, di adottare una continuità territoriale che potesse in qualche modo guardare in faccia al movimento dei passeggeri non residenti in Sardegna; ovvero un privilegio inutile che andava assolutamente eliminato. Ebbene, io, quella decisione adottata dalla giunta Cappellacci la valuto come un toccasana, utile, necessario, irrinunciabile così come tutto il sistema delle low cost perché significa che tu dai stimolo, proponi, crei un ponte autentico a un'isola altrimenti destinata a rimanere tale, anche nella sua organizzazione economica. Siccome questa terra ha pieno diritto, ha pieno titolo di essere rappresentata quale piattaforma quale hub internazionale allora è evidente che uno strumento di quel tipo, con la continuità territoriale che avvantaggia, nei periodi di spalla, oltre tutto, il movimento dei cittadini che amano la Sardegna è una scelta giusta e ponderata. Aiuta la nostra terra, aiuta la nostra filiera produttiva, quindi va combattuta, e quindi fate sentire anche la vostra voce non quella del segretario che evidentemente disconosce le regole del trasporto, che non le sostiene a livello europeo, che scivola in quelle macchie d'olio sulle quali anche lì si è voluto avventurare sbagliando e prendendo una topica pazzesca. Insomma, le regole del trasporto Assessore, Presidente, io vi invito, non discutetele solo esclusivamente con l'opposizione, che ha ben titolo e diritto di dire la propria, confrontatevi una volta per tutte anche con gli operatori e vedrete che cosa vi diranno. Se stiamo raccontando noi qui da questi banchi delle questioni inutili o sono realmente sottese ad interpretare quello che da fuori ci sono dicendo; operatori singoli, associati, tutte le confederazioni di categoria sollecitano una presa di posizione su questi elementi così delicati. Qui c'è in gioco lo sviluppo socio-economico della nostra terra. Qua c'è in gioco davvero una operazione che se non troverà risposte un rischio gravosissimo nell'affossare, come è stato fatto anche con leggi che evidentemente non avete nemmeno saputo difendere…

PRESIDENTE. Onorevole Crisponi, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Christian Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS CHRISTIAN (PSd'Az.). Qualche tempo fa ci siamo ritrovati in quest'Aula tutti d'accordo sull'esigenza di ripianare ad ARST l'indicizzazione dei costi, io credo che questi emendamenti che sono stati presentati ci hanno dato la possibilità di sviluppare un dibattito più ampio, di esprimere anche delle critiche, però entrando nel merito degli emendamenti che riguardano il comma 1, questo comma 1, cari colleghi soprattutto i presentatori degli emendamenti soppressivi, di fatto riguarda esclusivamente il riconoscimento alla ATP di Sassari e alla ATP di Nuoro, alla ASCO di Olbia di quelle che sono somme dovute da parte della Regione. Quindi io chiederei ai presentatori una valutazione prima di votare su questi emendamenti che sopprimerebbero questa opportunità, se non sia il caso, visto che le critiche sono state svolte sviluppate sugli altri settori, di ritirarli diversamente annuncio comunque il mio voto contrario alla soppressione del comma.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Edoardo Tocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE EUGENIO LAI

TOCCO EDOARDO (FI). Assessore, per dirle che da questa parte, non c'è nessuna intenzione di esagerare, di andarle addosso anche perché ci sarebbe da dire molto di più. Ma io credo che quello che noi, come opposizione in questo momento le stiamo manifestando, è il sentore che c'è in giro, è quello che si sente, io credo che lei più di una volta sia stato in aeroporto, io so che lei prende l'aereo, non so se riesce a prenderlo come tanti altri, però io credo che lei quando va in aeroporto ascolti la gente qualcuno magari la riconosce, quando magari va a Carloforte in vacanza qualcuno le parlerà… cioè io penso che qualche sentore di ciò che stiamo dicendo ci deve essere. Quindi quello che le voglio dire è che dalla nostra parte c'è tutta l'intenzione di pungolarla perché lei vada avanti faccia qualcosa e vorrei che ascoltasse anche quello che noi come opposizione diciamo e presentiamo. Lei sa bene che ho mandato in Assessorato decine di interrogazioni, interpellanze su Meridiana, su Saremar, su ARST. E lei deve essere onesto con me, non mi ha risposto neanche una volta. Io per carità capisco che lei abbia molto da fare e che i suoi uffici probabilmente sono molto impegnati, ma io cerco di fare del mio meglio perché io sono la voce di quello che sento e quindi cerco di portare quella voce dall'esterno all'interno e chiaramente la trasmetto a lei. Quindi io credo che l'opposizione un attimo vada anche ascoltata proprio per quello che fa, che formula ogni giorno interpellanze, mozioni, proposte di legge cioè qualcosa dovete anche tener conto di qualcosa che noi facciamo, perché se noi siamo qua per qualcosa ci siamo. Anche noi siamo stati eletti e anche noi siamo parte di quella popolazione di sardi che ci vogliono qua dentro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonello Peru per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE GIANFRANCO GANAU

PERU ANTONELLO (FI). Più che un'isola sempre più lontana dal resto del mondo oggi la Sardegna è per i trasporti un'isola fuori dal mondo, o se preferiamo un'isola che non c'è più. La Sardegna è preoccupata, lo sono i cittadini perché una politica senza trasporti equivale alla negazione della libertà, alla libertà di azione, di movimento, alla libertà di confrontarsi. Lo sono gli imprenditori che vedono limitate le loro produzioni per effetto della non competitività, ma la verità avere una: è tutto attribuibile grazie a quel dannato accordo del 2007 Prodi-Soru e lì tutta la verità perché l'aumento del gettito dell'IVA equivale al costo del trasporto e della sanità è superiore a quello che poteva essere il gettito dell'IVA. È tutto lì la stragrande verità. Cioè il trasporto pubblico in Sardegna viene pagato interamente dai cittadini sardi e peggio si è fatto anche per quanto riguarda la politica dei low cost. Perché questo si sta facendo pagare, purtroppo, agli imprenditori. Per quanto riguarda il Nord Ovest della Sardegna è ancora peggio perché i passeggeri trasportati dai vettori low cost equivale al 67 per cento di tutti passeggeri che transitano dall'aeroporto di Alghero, contro il 20 per cento dell'aeroporto di Cagliari; nei trasporti marittimi si è sostituito ad un monopolista dello Stato un monopolista privato; il treno che molti chiamano veloce ha gli stessi tempi di percorrenza di quello degli anni Cinquanta. E allora "l'Isola che non c'è" può essere racchiusa in queste semplici considerazioni che rappresentano una realtà di grande gravità. È per questo che io dichiaro il voto favorevole alla soppressione del primo comma dell'articolo 7.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Io vorrei innanzitutto tranquillizzare l'onorevole Solinas, perché, non so se ha seguito con attenzione il dibattito di qualche giorno fa, ma abbiamo dichiarato come minoranza che i soppressivi per noi erano la possibilità di riaffermare alcune politiche sbagliate della Giunta, perché era un'occasione per poter dire quello che è il pensiero e la volontà che anima la minoranza, ben lungi quindi dal voler togliere ossigeno e sostanza a quelle che sono realtà che ben conosciamo, e che forse hanno patito anche troppo. Il ragionamento però va giustappunto a quello che è il problema dei trasporti, inteso come infrastrutturazione complessiva. E lei mi insegna, Assessore, Presidente ancor meglio, che senza infrastrutturazioni, soprattutto viarie, non esiste possibilità di sviluppo, è sostanziale allo sviluppo medesimo il fatto che ci siano delle infrastrutture efficienti ed efficaci per quelle che sono le politiche che si individuano come sviluppo della nostra isola. In questo caso noi non possiamo non considerare… d'altronde avessimo anche fette di prosciutto agli occhi o, come si dice anche, qualche paraocchi che ci orienta diversamente, gli organi di stampa, nessuno eccettuato, al di là delle considerazioni giuste che ha svolto l'onorevole Pittalis, cioè quelle per cui si fa molta propaganda attraverso persone che assistono come stampa la Giunta, non si può negare quello che nella stampa quotidianamente abbiamo, dalle ferrovie al gommato, dal gommato ai trasporti aerei, dai trasporti aerei ai trasporti marittimi. È una considerazione che non è inventata da colui che vi parla in questo mentre, o che vuole denunciare per forza qualcosa contro l'Assessore, è un fatto chiaro che pesa fortemente sul futuro, sullo sviluppo dell'Isola e del popolo di Sardegna!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). In effetti la politica è bella perché è varia, come la vita, e quindi ognuno ha la sua opinione nel merito delle cose, e ogni cosa va vista nel particolare e nel contesto generale nel quale si colloca. Ecco, nel caso specifico a me sembra che questo articolo sia come quando eravamo giovani, con la bicicletta, che foravamo e allora ci fermavamo, pulivamo il buco con la carta vetro e ci mettevamo una pezza, quindi siamo tornati un po' all'antica. In sostanza è un po' un articolo dei rattoppi, dove si cerca di parare qualcosa che giustamente è necessario. Quindi il voto favorevole alla soppressione non è certamente per negare che ogni tanto una pezza ci vuole perché altrimenti non si può andare avanti, è nel complesso di una legge finanziaria dove nella relazione sosteniamo la ripresa e poi con 20 righe si è liquidata la questione dei trasporti, e credo che l'introduzione al capitolo 6 della mobilità con 538 milioni probabilmente avrebbe meritato di essere approfondita per spiegare meglio, se esiste, qual è la strategia con la quale si vogliono spendere questi 538 milioni che sono citati nella relazione. Per cui il voto favorevole alla soppressione è nel contesto che va individuato e credo che sia dovere dell'opposizione esprimere un voto favorevole alla soppressione di un comma, di un articolo, che è un rattoppo generale e non rappresenta certamente un'infrasfrutturazione come quella che è necessaria per i trasporti in Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Assessore, stendiamo un velo pietoso sul suo intervento perché su nessuna delle questioni che abbiamo posto c'è stata un minimo di giustificazione di quello che è stato fatto o delle ragioni per le quali nulla è stato fatto.

Entriamo nell'articolato, lei si è soffermato sull'articolato e proprio al comma primo, nell'indifferenza generale, forse anche dell'onorevole Solinas e mi dispiace, rischia di passare una norma rispetto alla quale, Assessore, ci dia almeno una spiegazione di questo inciso che è contenuto: "È autorizzata, previo rilascio dalle aziende beneficiarie di formale accettazione e liberatoria, la spesa di complessivi…", ma le pare, intanto, che in legge si debba introdurre un inciso di questa natura, cioè che la pubblica amministrazione abbia la necessità di una previsione normativa… i casi sono due, o voi state strozzando queste aziende di trasporto pubblico perché state imponendo loro "o prendi questo o altrimenti nulla", e allora altro che partita di risanamento e di pagamento dei debiti, Assessore, altrimenti, se così non stanno le cose, lei deve proporre che questo inciso venga cassato dal comma 1, perché non ha nessun senso. Lei non sta trattando da privato a privato, lei rappresenta la pubblica amministrazione! Ma quando mai si scrivono queste cose in una legge, e qual è la ratio? Allora, o ce la spiegate o altrimenti così come è dà il senso davvero che tutta quella sua attività volta a spiegare il contenuto delle norme innovative di quello che state facendo, mi sa di danno e di beffa vera e propria alle aziende di trasporto pubblico.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dei trasporti. Ne ha facoltà.

DEIANA MASSIMO, Assessore tecnico dei trasporti. Solo per constatare quanto sia potente la memoria selettiva. Il primo punto lo stesso identico inciso è stato inserito anche nelle norme che hanno sanato la posizione debitoria della Regione nei confronti di Arst, ed è stato riprodotto perché le debenze della Regione nei confronti delle aziende di T.P.L. sono nate e si sono accatastate a partire dagli anni 2010, 2011, 2012 e 2013, non mi sembra che sia il caso di ricordare chi governava in quel periodo. Quindi si sta semplicemente intervenendo a sanando le debenze con l'accettazione da parte dei creditori delle somme che vengono rilasciate, senza riconoscere danni e interessi eccessivi. Noi abbiamo fatto ovviamente una ricognizione puntuale di tutto il debito della Regione e ovviamente le aziende pubbliche e private hanno contribuito a riconoscere tutta la loro situazione creditoria, e abbiamo trattato sulle posizioni relative ai danni e agli interessi, che è un interesse di tutti, ovviamente, per cui abbiamo trovato un punto di sintesi e questo ci consente di sanare e di poter ripartire da una situazione perlomeno paritaria da un punto di vista debiti-crediti con le aziende. Non c'è stata nessuna forzatura ma si tratta semplicemente di una volontà di addivenire ad una conclusione che porti un beneficio a tutti, alla Regione che non si trova più esposta con delle posizioni debitorie importanti, e alle aziende che ovviamente ne dovevano essere beneficiarie, di non avere più crediti.

PRESIDENTE. Metto in votazione gli emendamenti soppressivi parziali numero 219 e 627, uguali.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 219 e 627, uguali.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo agli emendamenti soppressivi parziali numero 220 e 628, uguali.

Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Presidente, io credo che veramente, forse l'assessore Deiana deve cogliere l'occasione per non dare neanche delle spiegazioni oggi, perché riusciamo a capire sempre meno. Ma a proposito di questo io voglio anche parlare del fatto che forse non è neanche il caso di far deliberare la Giunta perché in questa Regione non si stanno più rispettando neanche le leggi non in materia di trasporti che tanto manco esistono, perché non esiste nessuna azione, ma mi sto riferendo in particolar modo, colgo l'occasione che c'è l'assessore Mura, per segnalare un fatto gravissimo e cioè che l'Assessorato del lavoro non ha rispettato per niente, ha disatteso completamente la legge fatta per il reinserimento lavorativo dei disabili, mi sto riferendo ai "lavor@bile", Assessore, che ha visto non solo una legge di questo Consiglio regionale ma, appunto, non ha visto nessuna sua deliberazione, nessun atto successivo in merito e voi state negando, oltre che disapplicare le leggi di questa Regione, state negando un diritto sacrosanto. Noi abbiamo stanziato delle risorse l'anno precedente, così come è avvenuto per tante altre materie che abbiamo condiviso in questa aula e questo lo ricorda all'assessore Paci, cito ad iniziare dall'albergo diffuso quando abbiamo parlato delle povertà, dei cantieri verdi, compresi i "lavor@bile". Azioni che ci avete fatto credere potessero essere condivise con delle norme comuni che salvaguardavano dei diritti e invece dopo un anno noi ve le abbiamo riproposte in questa finanziaria ma voi non solo non avete applicato le leggi dopo un anno a mezzo quasi dell'anno precedente ma quest'anno addirittura avete negato anche la presenza nella nuova finanziaria. Ecco io credo veramente che da questo punto di vista stiate creando un grave, gravissimo danno a chi, purtroppo, non si può difendere, Assessore, ma noi su questo mi creda continueremo a vigilare, a difender i diritti soprattutto delle persone che hanno meno degli altri che invece per una norma, che guarda caso fu sempre fatta durante l'epoca Soru, chissà, mi punge un po' di vaghezza, però comunque credo che ancora oggi non sia stata rispettata.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 220 e 628, uguali.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo agli emendamenti soppressivi parziali numero 221 e 629, uguali.

Ha domandato di parlare il consigliere Luca Pizzuto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIZZUTO LUCA (SEL). Presidente, sento l'esigenza di intervenire su questo comma perché ritengo che sia un comma importante e credo che al di là del gioco delle parti che ognuno di noi fa in queste circostanze credo che gli emendamenti soppressivi dovrebbero essere ritirati, questo perlomeno è la mia opinione e consiglio che do ai colleghi della minoranza. Perché questo emendamento contiene in sé una clausola di salvataggio del personale Saremar che è estremamente importante e quindi come atto simbolico sarebbe importante da questo punto di vista che sia votato e sostenuto da tutti. Sulla vertenza Saremar io, come dire, sull'epilogo speravo altro nel senso che ho fatto la battaglia perché ci fosse una gestione pubblica del servizio, così non è andata e va bene. La cosa però straordinariamente importante che deve essere seguita e portato a compimento fino all'ultimo di cui però questo comma è garanzia essenziale è che nessuno ci ha lasciato indietro e che nessuno sia lasciato solo dentro questa vertenza. Vale a dire che questo comma serve e aiuta a salvare tutti i lavoratori anche dell'indotto Saremar che eventualmente, cosa che non dovrebbe succedere, non dovessero essere riassorbiti. Per cui è un comma importante che serve a salvaguardare i lavoratori dopo che per il momento i servizi sono salvaguardati ed è un comma di cui do atto della serietà da questo punto di vista dell'Assessore e dell'Esecutivo regionale che ha mantenuto gli impegni presi anche nelle discussioni che sono state fatte in quest'aula. Quindi è un comma che garantisce a tutti, a tutti di poter continuare a lavorare anche in forme diverse, di poter avere un aiuto significativo che possa garantire il diritto al lavoro. Per cui io spero e chiedo anche che questo comma possa essere votato e sostenuto da tutti. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Presidente, onorevole Pizzuto, non abbiamo nessuna difficoltà a ritirarli, se vale, come dovrebbe valere, il fatto che spesso abbiamo votato anche insieme, però nella realizzazione concreta e in quelli che erano i fatti chi ha negato qualcosa non è l'opposizione ma la Giunta regionale non operando secondo quelle che erano le determinazioni che questo Consiglio ha dato. Ma non mi dimentico quello che ha voluto ricordare l'Assessore dei trasporti, stiamo parlando di qualcosa di qui, ha citato gli anni in cui era Cappellacci presidente. Cappellacci può aver sbagliato sicuramente, ma quello che a me dispiace è che non ricordi che il consulente dei trasporti era l'Assessore attuale dei trasporti e che quindi se Cappellacci sbagliava aveva buoni consiglieri che lo portassero a dare giudizi positivi su quello che era la possibilità di conoscere l'espressione del turismo e dei trasporti in Sardegna. E purtroppo è così, non ci si può negare. Io capisco bene che può dar fastidio ma è la verità. Allora che si neghi pure, però risulta tale e quale, così è andata. Poi di passaggio c'è stato anche qualche altro Assessore ma spesso volentieri è rimasto più nudo quell'Assessorato che coperto, meglio non approfondire alcune cose, acqua passata non dovrebbe più tirare mulino. Anche perché se dovessi ricordare l'accordo che ha tirato su Soru con Prodi ci porta ai giorni nostri e se ricordo ancora una volta l'accordo Paci-Padoan, faccio buon il Presidente, sappiamo bene cosa ci porta e perché abbiamo una finanziaria così misera, misera. Perché se non entra denaro non ne può uscire, perché il cosiddetto bilancio armonico vuol dire tanto entra e tanto esce. O siamo coerenti con noi stessi oppure veramente, Assessore, il nasino lungo viene a qualche altro e non a me.

PITTALIS PIETRO (FI). Ritiriamo gli emendamenti.

PRESIDENTE. Gli emendamenti sono ritirati. Grazie, l'emendamento è ritirato… Anche l'onorevole Truzzu ritira anche lei l'emendamento, sono uguali… Grazie. Quindi gli emendamenti numero 221 e 629 sono ritirati.

Passiamo agli emendamenti soppressivi parziali numero 222 e 630, uguali.

Invito a stare sulla dichiarazione di voto, al tema perché d'ora in poi se uscite fuori tema toglierò la parola perché gli ultimi interventi erano completamente al di fuori dell'emendamento. Grazie.

Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Va bene, Presidente, può togliermi la parola ma io non posso non denunciare che se corrispondesse al vero che sono stati assunti dei lavoratori attraverso un'agenzia interinale a Sassari e non è stata, invece, resa operativa la posizione "lavor@bile", lei non mi può togliere la parola perché io sto denunciando un fatto gravissimo perché c'è da un lato la legge inapplicata…

PRESIDENTE. Onorevole, mi scusi, le devo togliere la parola perché siamo in dichiarazione di voto sull'emendamento al comma 4, quindi non possiamo continuare così. Grazie.

Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Sì, siamo sul comma 4, un comma che noi chiediamo di cancellare con questo emendamento che avrà il nostro voto favorevole. Bene fa il Presidente a prestare molta attenzione al tema che viene trattato dai consiglieri intervenienti, però io, Presidente, le chiedo di prestare anche attenzione ai gesti o ai gestacci che qualche rappresentante dell'amministrazione regionale allungando il naso fa nei confronti dei consiglieri che stanno intervenendo. Credo che la dignità di questo Consiglio debba essere salvaguardata non soltanto per chi esce fuori tema, ma anche per chi fa i gestacci.

PRESIDENTE. Se avessi visto gestacci sarei intervenuto immediatamente. Non ho visto nessun gestaccio. Ho visto un dissenso che mi pare sia consentito, lo abbiamo sempre tollerato. Se ci sono stati gestacci non li ho visti, se no sarei intervenuto.

Poiché nessun altro domanda di parlare su questi emendamenti, li metto in votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 222 e 630, uguali.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 361.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 362.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 413.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 363.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 7.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 258.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 257.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 7 bis. All'articolo 7 bis sono stati presentati gli emendamenti numero 223, 573 e 631, uguali, l'emendamento soppressivo parziale numero 632 e gli aggiuntivi numero 415 e 574, al quale è stato presentato l'emendamento all'emendamento numero 823.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 7 bis:

Art. 7 bis

Disposizioni in materia di turismo

1. Ai sensi dell'articolo 32, comma 1, del decreto legge 12 settembre 2014, n. 133 (Misure urgenti per l'apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l'emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive), convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164, come modificato dall'articolo 1, comma 365, della legge n. 208 del 2015, sul territorio regionale, le strutture organizzate per la sosta e il pernottamento dei diportisti a bordo delle proprie unità da diporto ormeggiate nello specchio acqueo appositamente attrezzato secondo i requisiti stabiliti dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti con il decreto ministeriale del 3 ottobre 2014, rientrano tra le strutture ricettive all'aria aperta.)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Sabatini, relatore di maggioranza.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Il parere è contrario per gli emendamenti numero 223, 573 e 631, uguali, 632 e 415. All'emendamento numero 823, che è un emendamento all'emendamento numero 574, il parere è favorevole con l'emendamento orale che poi verrà presentato dai presentatori. Infine il parere è contrario sull'emendamento numero 574 e sull'emendamento numero 575.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 575 lo abbiamo già visto.

Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Esprimo parere conforme, quindi parere favorevole all'emendamento aggiuntivo numero 823, però con l'emendamento orale.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Anna Maria Busia. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Sovranità, Democrazia e Lavoro). La disposizione introdotta con questo articolo, e cioè con il 7 bis, è stata introdotta con la presentazione di un emendamento approvato in Commissione che recepisce una norma nazionale. La norma è stata adottata a seguito dell'approvazione di una apposita mozione parlamentare con cui si sollecitava il Governo ad assumere in via prioritaria una serie di iniziative in modo da garantire la promozione unitaria del settore nautico turistico. Una delle principali conseguenze della configurazione di Marina Resort come strutture recettive all'aria aperta, così come abbiamo prospettato nell'emendamento da noi presentato in Commissione, è infatti quella di consentire l'applicazione dell'IVA agevolata al 10 per cento a tutte le prestazioni rese ai clienti in essi alloggiati, in linea con quanto accade per le strutture turistiche recettive all'aria aperta. Secondo la Corte, che è intervenuta sul punto - perché la norma, sappiamo benissimo e lo riconosciamo, presenta delle criticità, nel senso che è stata ultimamente pronunziata una sentenza che ha dichiarato illegittima una parte -, però, dicevo, la Corte ha anche inteso sottolineare che la norma nazionale si pone all'incrocio di varie materie, alcune di spettanza delle Regioni, quali il turismo, altre dello Stato, e cioè tutte le questioni che attengono alle politiche fiscali. Siccome è difficile stabilire ambiti di prevalenza, l'intervento statale è ammesso purché avvenga nel rispetto del principio di leale collaborazione, esattamente come abbiamo inteso. Alcune Regioni in precedenza, prima dell'intervento statale, avevano disciplinato questa materia prevedendo autonomamente l'inserimento dei Marina Resort tra le strutture ricettive all'aria aperta, e tra queste ricordo la Liguria, l'Emilia-Romagna, il Friuli Venezia Giulia, e intervenendo direttamente sulle leggi in materia di classificazione delle strutture recettive. In tali Regioni, nonostante l'intervento della Corte costituzionale si continuerà ad applicare il regime agevolato. E questo ci consente anche di dire che ovviamente questo provvedimento sarà sicuramente non oggetto di attenzione da parte della Corte costituzionale. Questo importante intervento che arriva su un settore così importante per la nostra Regione, ricordo qualche numero a proposito, e cioè 16.800 posti barca in incirca 64 porti turistici su tutto il territorio regionale, ricordo ancora che ogni 100 euro investiti sulla portualità generano 256 di euro nel sistema economico delle città che ospitano questi porti turistici, dicevo è un importante intervento nel settore del turismo Sardo e nella portualità turistica, tant'è vero che ha avuto il riconoscimento da parte di diverse associazioni che si occupano della nautica, e ricordo per tutte: Assonat, Assonautica Nord Sardegna, Rete dei Porti della Sardegna, Navigo Sardegna e Marinas. In termini occupazionali la riforma che è stata proposta e l'introduzione di questa norma consente di portare dei numeri che sono sicuramente significativi, e quindi che porteranno diversi vantaggi nel settore del turismo nautico. Per onestà intellettuale faccio presente che il gruppo dei Riformatori ha presentato una proposta di legge simile a questa, ecco perché ha avuto il riconoscimento già in Commissione questa importante riforma, questa importante norma, ma non me ne vogliano i colleghi dei Riformatori, nonostante nubi di sospetto che possa essere oggetto di una copiatura, spero che in questo caso di questa cosa non mi vogliano accusare. Ora, al di là di tutte le criticità che sono state indicate anche dalla Corte costituzionale, a favore della tenuta dell'intervento legislativo c'è sicuramente il fatto che la Regione ha recepito la norma nazionale, vincolandosi sostanzialmente di sua iniziativa a quanto disposto dal legislatore statale, e inoltre la Regione segue la strada posta in essere da tutte le altre regioni, e quindi segue una linea che è stata già indicata, e che quindi non hanno consentito che si procedesse senza che ci fossero sui punti non toccati dalla sentenza della Corte, ci fossero delle critiche e quindi degli interventi. Questo è un punto importante che sottolineiamo in questa finanziaria, che apporta, che mette in evidenza alcune questioni che noi riteniamo essere di enorme importanza per il turismo, e per il turismo nautico per la precisione.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Luigi Crisponi. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Ringrazio la collega Busia per aver citato i Riformatori e il sottoscritto che era il primo firmatario, aveste copiato bene la legge forse sarebbe andata meglio l'approvazione di oggi. Mi rivolgo in particolar modo all'assessore Morandi. Aver mutuato, assessore Morandi, la norma nazionale pone dei problemi, tant'è vero io suggerisco fin d'ora la sospensione dall'approvazione che io valuto positiva nei termini in cui si addiviene ad un'approvazione di una nuova tipologia ricettiva che si inserisce con l'IVA al 10 per cento. Però, Assessore, lei che ha letto bene questo articolo 7 bis, è manchevole di una serie di problemi. Innanzitutto faccio notare che mutuando il disposto nazionale noi stiamo inserendo nella nuova normativa delle strutture generiche che non hanno nome, quindi in primis manca il nome. Secondo, gravissimo, sono negate all'Assessore competente per materia le prerogative proprie dell'assessore, che significa che modula i riferimenti della legislazione regionale a seconda delle prerogative e delle caratteristiche locali. E allora faccio un esempio sui requisiti che mancano completamente, perché se si mutano quelli nazionali non sono valutate le prerogative di carattere locale e regionale. Assessore, manca completamente la classificazione, e c'è un problema. Quindi stiamo inserendo una norma che non ha classificazione. Ma ricordo anche alla collega che la normativa regionale riguardante le strutture ricettive sarde poggia su due pilastri, la 22 e la 27, non ho ben capito dove va ad inserirsi il disposto nazionale, e necessariamente deve stare all'interno della 27 che è quella riguardante le strutture ricettive all'aria aperta. E quindi qui dovremmo fare sicuramente molta attenzione perché altrimenti correremo il rischio di non sapere dove appendere questa norma. E tutto ciò che si muove in Sardegna sotto il profilo della strutturazione turistico-ricettiva, che sia all'aria aperta o quella classica, ha bisogno di essere agganciata a quelle norme, altrimenti l'Assessore o il dirigente non saprà mai come poter procedere ad una classificazione, ad un'iscrizione, e non dà nemmeno disposizioni se si debba attivare per questa classificazione, o l'iscrizione, o l'individuazione, una Scia, una Suap, una Duaap, non viene individuato. E poi dico anche che mancano, a dispetto delle altre regioni che hanno normato anche i giorni massimi di presenza sul determinato specchio acqueo. Cito la Liguria che norma in 45 giorni continuativi. Perché è necessario, altrimenti uno corre il rischio di portare la propria barca in un posto barca nella Marina di Bosa, la lascia per quattro mesi, beneficierà per quattro mesi dell'IVA al 10 per cento, ma naturalmente è strada aperta per l'Agenzia delle entrate e la Guardia di Finanza, che potranno ben dire che non sono giorni consecutivi di vacanza, perché li dobbiamo configurare come veri e propri turisti che fruiscono di una nuova struttura ricettiva. E ripeto, per concludere, probabilmente la fretta non è stata una buona consigliera, suggerisco alla luce di queste considerazioni una breve sospensione della discussione e dell'approvazione dell'articolo, per fare dei micro inserimenti che ci impediscono altrimenti portare a casa un buon risultato, perché questo dei marina resort, se avesse avuto il privilegio di entrare in Aula il PL 131, che il sottoscritto ha firmato per creare una condizione favorevole ad un comparto per noi importante quale quello della filiera nautica, io sono convinto che probabilmente avremmo portato avanti un bellissimo risultato. Oggi andiamo semplicemente con un articolo che praticamente è un emendamento alla legge finanziaria, ma se queste sono le condizioni poste o imposte dalla maggioranza va bene, ci adeguiamo, però quanto meno facciamo le cose per bene. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Anna Maria Busia. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Sul punto, ritengo assolutamente superfluo. Allora io ho i testi delle leggi delle altre regioni che sul punto hanno legiferato, e quindi è assolutamente superfluo, perché con deliberazione si possono precisare tutte le questioni che sono state sollecitate dall'onorevole Crisponi.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Edoardo Tocco. Ne ha facoltà.

TOCCO EDOARDO (FI). Presidente, ovviamente riprenderei anche l'ultima frase del collega Crisponi, che dice che questo pare che sia un emendamento alla finanziaria, ma mi sembra così strano che uno come l'assessore Morandi, che io conosco come un grande lavoratore, come persona di grande disponibilità, si accontenti di avere nella finanziaria una decina di righe dove ovviamente non c'è un granché. Cioè mi sembra che al turismo e al suo Assessorato si sarebbe dovuto dare attimino più spazio, ampliare un attimino, dare un po' più di rispetto. E poi io probabilmente ho una copia diversa da quella che hanno gli altri colleghi! Mi sembra di trovare molto strano che un argomento come il turismo che è uno degli argomenti più importanti per la Sardegna in questo momento, soprattutto in questo momento drammatico dei trasporti, dove il turismo dovrebbe avere un attimino più spazio e più voglia di chiacchierare col collega direi, assessore Morandi, nel senso di chiacchierare col suo collega ai trasporti che non è presente, perché credo che il binomio trasporti-turismo sia una cosa molto importante. Quindi praticamente non trovo niente sul turismo gastronomico, cioè le cosiddette Cortes Apertas, che sono molto belle e molto attrattive, e qui invece non vedo niente di attrattivo. Probabilmente c'è un problema di contenuti. Non trovo niente sul problema del turismo religioso del quale si è molto parlato, lei sa di cosa sto parlando, non vedo granché su quelle che saranno le fiere, parlo soprattutto del problema legato alla fiera internazionale della Sardegna che, Assessore, colgo l'occasione per pregarla di intervenire su questa situazione drammatica, anche perché fra venti giorni si sarebbe dovuta aprire, invece non si sa assolutamente che fine farà la Fiera della Sardegna.

Ovviamente, con un articoletto di questo genere, non ci sono neanche programmi e strategie per gli investimenti sul crocieristico, probabilmente cogliere al volo la proposta di Crisponi, magari di fermarci un attimino e inserire qualcosa in questo articolo, in questo 7 bis, perché non credo ci sia molto da discutere su questo.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Presidente, intendo intervenire come Capogruppo, in sostituzione del mio Capogruppo, se fosse possibile, a conclusione degli interventi.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Angelo Carta. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). In effetti i due comparti importanti come il trasporto e il turismo sono appaiati con il 7 e il 7 bis di questa finanziaria, naturalmente non immagino l'assessore Morandi così soddisfatto dell'articolo 7 bis, quanto probabilmente di quelle che sono i 512 milioni che vengono indicati come supporto al sistema produttivo. La questione però non cambia, perché in effetti turismo, unito al trasporto che sono voci fondamentali della nostra economia, trovano poco spazio all'interno della finanziaria che è, come recita il titolo, la finanziaria del "sosteniamo la ripresa", e credo che l'articolo 7 bis, che null'altro è che un emendamento alla finanziaria possa in qualche maniera ritenere esaurito il ruolo del turismo all'interno di questa finanziaria. Turismo, che ricordo, è anche artigianato e commercio, quindi stiamo parlando un po' della spina dorsale, di quella che è la nostra economia che, supportata da un buon servizio del sistema di trasporti sicuramente avrebbe significato una possibilità di ripresa e una speranza per tutti. Credo che quello che ha accennato l'onorevole Tocco, la soppressione dell'Ente Fiera della Sardegna, decretato dal commissario della Camera del commercio rappresenti un segnale negativo che si sta dando nei confronti delle imprese e nei confronti del sistema imprenditoriale sardo. Anch'io mi appello al Presidente Pigliaru per capire qual è la situazione dell'Ente Fiera, credo che meriti più che un brutale decreto soppressivo, un decreto che dia una prospettiva anche all'Ente fiera, pur con tutte le nuove iniziative e il miglior collegamento che può esserci con il sistema produttivo, con le innovazioni che ci sono, ma resosi importante salvare questo strumento e, nel contempo, salvare i posti di lavoro di chi oggi si trova sicuramente nell'incertezza di non sapere cosa fare. Tutto questo sicuramente non mi trova contrario alla necessità di parlare di porti, a parlare di marina, di quelle che potrebbero essere le condizioni per consentire lo sviluppo del turismo costiero attraverso i porti, attraverso una migliore razionalizzazione. Non si risolve con questo, spero che il Piano regionale dei porti che mi risulta sia allo studio possa essere uno strumento sul quale confrontarsi, sul quale puntare, perché certamente anche il turismo nautico è una voce importante della nostra economia, sicuramente può anche esso contribuire a migliorare le prospettive della nostra Regione.

Nel merito probabilmente una riflessione come consigliava l'onorevole Crisponi, sarebbe stata sicuramente utile, prendiamo atto che non c'è volontà ma che sembra superfluo anche fermarsi a riflettere su argomenti che non possono essere trattati in maniera troppo veloce, senza un confronto che vada un po' meglio ad approfondire e a cercare le soluzioni migliori.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Io provo imbarazzo a leggere articolo 7 bis, appendice dell'articolo 7: Il turismo, in Sardegna l'articolo che riguarda il turismo è un appendice dell'articolo dei trasporti, udite, udite: come si può dire che noi restiamo all'interno di un processo di sviluppo che vede legato in maniera forte il turismo relegandolo in un articolo in cui tutto si dice e niente si dice, e nel momento in cui malauguratamente a uno della opposizione viene in testa che dare qualche consiglio, mai sia, ritrosia assoluta! Ci si chiude nella cittadella della maggioranza e con sfregio si dice che neanche il Consiglio debba dare giudizi, ma che sia la Giunta eventualmente che delibera nel dare (…) all'interno di questa chiosa dell'articolo 7. Io mi vergogno! Bene, si diceva che la finanziaria fosse senz'anima, questa ne è la dimostrazione! Chi non l'avesse capito lo colga, spero di poter superare quel muro di gomma, che i rappresentanti della stampa, che offrono il servizio alla Giunta, fanno perché quelli dell'opposizione possano, almeno fievolmente, far sentire la propria voce fuori da quest'aula, comunque sia io credo che la gente sia attenta e meno stupida di quello che una maggioranza ottusa pensa che sia, perché ascolta comunque attraverso internet, ed altro, e sicuramente si sarà fatta un'idea e capirà quello che effettivamente si dice, anzi niente si dice in un articolato dove dovreste invece investire, parlo dell'ossatura, la punta di diamante dello sviluppo della nostra Isola: il turismo! Invece è appendice dell'articolo 7 dei trasporti: 7 bis, resterà negli annali e nella storia. Questa è una vergogna caro Assessore! Non si riesce a determinare politiche serie, si fanno chiacchiere e non si costruisce, quando qualcuno vuole dare una mano alla costruzione di questa casa comune viene rifiutata.

Io ricordo che nei paesi quando qualcuno costruiva la casa e si era tutti insieme deve fare il getto comune e poi c'era il pranzo per salutare il fatto che la nuova costruzione venisse fatta, c'era una apertura mentale che voi non avete! Questa è la verità! Che ti piaccia o no! Sei il Capogruppo del tuo Assessore, lo capisco, ma è la verità! È inutile che ci si nasconda dietro un dito, da Sassari a Cagliari passando per Sennori stai tranquillo che si saprà! Non c'è dubbio! Allora io dico che è vergognoso per la Regione sarda relegare in un solo articolo quello che vuol dire turismo per la Regione Sardegna, non ho più altro da dire…

PRESIDENTE. Onorevole Dedoni, il tempo a sua disposizione è terminato.

È iscritto a parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). È difficile intervenire dopo il collega Dedoni, è evidente che abbiamo il dovere anche noi come Gruppo di rimarcare che non si può ridurre ad un micro articolo 7 bis il tema del turismo in Sardegna, soprattutto legato ad un settore come quello della nautica da diporto che meriterebbe sicuramente un'attenzione diversa. In Sardegna si stimano che ci sarebbe necessità di almeno altri 20 mila posti barca, in realtà questa Giunta sicuramente non riuscirà a costruire neanche un mezzo posto barca, perché se la tendenza è quella dell'articolo 7 bis, peraltro scritto anche molto male, perché non si capisce esattamente quale sia l'obiettivo principale di questo articolo e si è dovuti intervenire con un emendamento anche per correggerlo, è evidente che la volontà della Giunta non è quella di valorizzare un settore così importante, probabilmente il più importante della Sardegna. Assessore Morandi, lei indubbiamente è molto fortunato, questo va riconosciuto, perché in questo momento il turismo sardo, almeno in termini di numeri, sta tirando, però sappia che il merito sicuramente non è suo, perché è per una serie di congiunture, il merito è di chi ha lavorato prima di lei per creare le condizioni affinché ci fosse un'attrazione verso la Sardegna, il merito non può essere dell'assessore Deiana, perché non ha fatto nulla per migliorare la situazione dei trasporti, però di fatto c'è qualche segnale di miglioramento in termini numerici. Io riprendo l'argomento citato già da alcuni colleghi sul problema del venerdì Santo dei 17 dipendenti dell'ente fiera che si ritrovano da venerdì senza un ente, in realtà non sono mai stati licenziati, però è stato soppresso l'ente fiera. Questa è una vergogna pubblica. Assessore, lei ha il dovere di intervenire, perché c'è una determina del commissario straordinario dell'ente fiera che ha dichiarato soppresso questo ente. Sappiamo bene che senza l'ente fiera, lei sa meglio di me, che ha due struttura congressuali, le più grandi della Sardegna, sono indispensabili anche per noi stessi, per la politica, per l'economia, l'utilizzo di queste due strutture, ma se da tre giorni questo ente fiera è senza dipendenti lei ci deve spiegare come è possibile far funzionare questa macchina. Tutto questo a 20 giorni dall'apertura della fiera campionaria di Cagliari, riteniamo che sia indispensabile che l'Assessore si esprima in Aula per spiegarci quali sono le ragioni.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde, in qualità di Capogruppo. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). È veramente imbarazzante parlare di turismo commentando questa articolo 7 bis, io credo che anche l'assessore Morandi abbia dovuto masticare fiele per accogliere di buon grado questo obbrobrio proposto dal suo Gruppo. Io sono convinto che il professor Morandi, da insigne uomo di legge, quando ha avuto modo di leggere questa norma, questa proposta di norma abbia preso un brutto spavento, ho la certezza di questo. La politica, i misteri della politica lo costringono a fare buon viso a cattivo gioco. È imbarazzante per due motivi. È imbarazzante in primo luogo perché non si sa dove appendere questa norma, una norma buttata lì in finanziaria, una ruota di scorta all'articolo 7 che poi non si aggancerà da nessuna parte, è un post-it affisso a questa finanziaria che cadrà, si staccherà da questa finanziaria e del quale perderemo completamente le tracce. È veramente imbarazzante parlare di turismo in Sardegna con questo post-it. Un piccolo post-it, a un 7 bis post-it. Un post-it asfittico, che come correttamente ha fatto notare il consigliere Crisponi è da rivedere è da riconsiderare, da riqualificare, ma nell'interesse della Sardegna, non nell'interesse nostro, della opposizione o nell'interesse dell'onorevole Busia, no, è nell'interesse della Sardegna che bisogna rivedere questo obbrobrio di post-it. Questo è il primo motivo per cui è imbarazzante parlare di questo post-it. Il secondo motivo è relativo al fatto che oltre ad essere un post-it è un post-it scopiazzato e scopiazzato male, ma non è soltanto scopiazzato dai Riformatori, è scopiazzato da una proposta di legge della quattordicesima legislatura, anzi da un disegno di legge fatto da sei articoli, il numero 530 di giugno 2013, fatto da sei articoli quindi ben organizzato, strutturato, fatto bene e non come questo post-it; è scopiazzato anche da un articolo di un progetto di legge di Forza Italia di quest'anno, il numero 4 del 20 marzo del 2014, di solito quando si copia, si copia cercando di mettere in bella grafia, di migliorare un testo che si scopiazza. In questo caso invece siamo riusciti o siete riusciti a scopiazzare un testo ben fatto, articolato un testo apprezzabile sotto il profilo della tecnica giuridica, un testo apprezzabile sotto il profilo della capacità di rappresentare queste esigenze dei marin resort, ecco si è scopiazzato in malo modo. Probabilmente l'onorevole Busia ha scritto con la sinistra nel momento in cui ha depositato questa emendamento in Commissione. È evidente che l'onorevole Busia può permettersi di proporre questo emendamento scopiazzato e di ottenerne l'approvazione perché è della maggioranza, se questo emendamento fosse stato proposto dall'opposizione sarebbe stato strappato i mille pezzetti, ce l'avrebbero tirato in testa. Invece si corre il rischio di fare delle brutte figure, delle bruttissime figure, sia per la maggioranza che per l'Assessore, soltanto perché ci sono ragioni di Stato, ragioni politiche, ragioni regionali, ragioni di partito che impongono che questo post-it rimanga all'interno di questo corpo. È un errore, le leggi non si fanno così, lo sappiamo tutti ma lo sa soprattutto chi sta proponendo questo emendamento. Domani avrà un titolo, magari, un titoletto sulle pagine di qualche quotidiano, dopodomani ne avrà un altro, però non ha fatto un buon servizio alla Sardegna perché questi concetti, questa tematica deve essere necessariamente ripresa. Questo post-it non può esaurire la trattazione di questo tema. Questo post-it non può assolutamente disciplinare questo argomento, non si legifera così, Assessore, mi rivolgo a lei che lei sa come si legifera, ne abbiamo avuto prova.

PRESIDENTE. Onorevole Desini la prego di iscriversi insieme a tutti gli altri, da questo momento non accetterò iscrizioni dai Capigruppo dopo la chiusura della discussione generale, dopo il primo intervento. Perché non è possibile. Non riesco a organizzare i lavori, quindi o rinuncia all'intervento o la faccio intervenire questa volta, ma d'ora in poi i Capigruppo si iscrivano insieme agli altri, altrimenti non è possibile, non rispettiamo il Regolamento. Altrimenti ci crea problemi, l'ho detto già anche l'altra volta. Rispettiamo il Regolamento, il Regolamento dice che ci si iscrive, tutti, tutti nessuno escluso, durante il primo intervento, dopo di che sarò io a estrapolare i Capigruppo e farli intervenire alla fine. Quindi da questo momento i Capigruppo si iscrivano durante il primo intervento. Grazie.

DESINI ROBERTO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Presidente, mi scuso e rinuncio.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Desini.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 223, 537 e 631, uguali.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto ora in votazione il testo dell'articolo 7 bis.

Ha domandato di parlare la consigliera Anna Maria Busia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Cari colleghi dell'opposizione fatevene una ragione, ci siamo riusciti. Nel corso della scorsa legislatura, nonostante avete avuto modo di scopiazzare dalle altre regioni, non l'avete fatto e noi lo abbiamo fatto. Guardate questa non è una norma che dà delle indicazioni sulla portualità turistica che questo vi sia chiaro, questa è una norma che consente di abbassare l'IVA dal 22 al 10 per cento per le strutture ricettive, e, come hanno fatto tutte le altre Regioni, tutti i dettagli vengono affidati alla Giunta. Allora andate a controllare le cose.

Altra questione. Forse nella mia presentazione sono andata ultra petita, nel senso che ho anticipato quelle che pensavo potessero essere delle obiezioni fondate, e cioè che c'era stato un intervento della Corte costituzionale che aveva in parte dichiarato l'illegittimità sulla norma, e allora ho voluto anticipare un argomento che poteva essere interessante, non certamente gli argomenti che avete proposto. Perché questa questione, che è stata posta all'attenzione della Commissione prima e dell'Aula adesso, è una cosa contro la quale non si può dire niente, se non che porterà diportisti Sardegna, quelli che sono andati via perché i costi erano maggiori! Allora fatevene una ragione, e non ha importanza quanti titoli ci saranno e quanto se ne parlerà, la cosa importante è che questa norma, che è scritta benissimo perché è chiarissima - onorevole Tedde, sulle accuse di copiatura, un suo collega è stato più sfortunato, faccia attenzione con le parole, lei che fa il mio stesso mestiere -, questa norma è chiarissima, come tutte le norme che spiegano con grande semplicità quello che accade, e cioè che per quelle strutture l'IVA è passata dal 22 al 10 per cento. Fatevene una ragione!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Mi dispiace che l'onorevole Busia abbia dimostrato di essersi risentita per gli interventi dell'opposizione, che fa il suo mestiere. Io sinceramente non ritengo che abbia copiato, ritengo che abbia scopiazzato, che è molto meglio ma è molto peggio! Questa è una norma che non poteva trovare ingresso in questa finanziaria, è una norma che la Giunta Cappellacci ha proposto nel 2013, ma articolata diversamente, non è una norma appesa così a un filo, che si spezzerà perché sicuramente ci saranno problemi per l'applicazione, ci saranno problemi per la regolamentazione, ci saranno problemi per la disciplina, perché la Giunta regionale deve attuare le norme, non inventare discipline sulle quali non ha la competenza in senso stretto e in senso lato. Quindi la Giunta avrà problemi e questa norma dovrà essere integrata con altre disposizioni di legge, è evidente, non può non essere così! Perché su questa norma in tanti di noi hanno già lavorato ed era stata già proposta, è agli atti, ma è articolata in modo congruo, in modo dignitoso, in modo che si comprende che cosa si vuol fare e che tipo di deleghe conferire alla Giunta. Qui non c'è nulla di tutto ciò e mi dispiace, mi dispiace veramente perché effettivamente era una buona occasione: un consigliere di maggioranza che propone una norma sui marine resort e la norma viene approvata dal Consiglio regionale, era l'occasione per fare una norma ben fatta. Abbiamo perso un'occasione, abbiamo perso un'occasione ma non l'abbiamo persa noi, l'ha persa purtroppo la Sardegna, e di questo mi dispiace tantissimo.

PRESIDENTE. Comunico al Consiglio che è rientrato dal congedo l'onorevole Meloni.

Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Crisponi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Mi dispiace che la collega si accalori, come direbbe il nostro collega marinaio Zanchetta, serve la freddezza per affrontare il mare in tempesta. Questa norma è davvero seria, è importante, ma la Corte costituzionale nel suo intervento ha dato semplicemente ragione a quella Regione, la Regione Campania, esclusivamente per la potestà legislativa sul tema del turismo: siccome la norma nazionale affronta due temi, quello del fisco e quello del turismo, è stato detto che in termini di turismo è necessario l'intervento delle Regioni. A questo punto, se la Regione Sardegna mutua pedissequamente il dato legislativo nazionale fa un errore, e voi che rappresentate anche una parte di orgoglio sovranista, indipendentista, e tutto quello che ci può stare dentro le scelte anche di carattere legislativo, credo che si trattasse di una buonissima occasione per normarla come noi riteniamo si possa fare, e quindi con la mano ferma della Sardegna. A questo punto, mancano le direttive, manca l'imprimatur dell'Assessorato e quindi della Giunta, che prende pedissequamente il dettato nazionale e lo applica localmente ma in modo maldestro, perché vengono a mancare alcuni puntelli. E in tutte le materie riferibili al turismo giustamente la Regione Sardegna e sempre intervenuta, e quindi, in questo caso, la vogliamo approvare in questo modo? Approvatela, non ci sono problemi, la giudico tra l'altro una norma di grande interesse per un territorio fatto di oltre 1850 chilometri di costa, per tutto quello che rappresenta il comparto e il settore nautico, per tutti quei lavoratori che da questa filiera portano a casa quotidianamente il pane per sé e per le proprie famiglie, e quindi era l'occasione giusta, l'occasione buona, irrinunciabile, per normare secondo criteri regionali, non nazionali. Infatti si vede: la norma nazionale è stata cassata proprio perché era stata scritta male, tra l'altro è manchevole di una serie di parametri, di riferimenti, sui quali si poteva poggiare molto, molto meglio la norma che volete approvare in questo modo.

Pensavo di potermi sottrarre a questo mortificio, pensavo di potermi astenere dal voto, ma così come la volete portare, mi impone il voto contrario.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Desini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DESINI ROBERTO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Prima di tutto mi scuso per poc'anzi, Presidente, quando mi sono iscritto dopo il collega Tedde, ma non mi ero reso conto che egli stava intervenendo in qualità di Capogruppo.

Seppure io abbia solo un trascorso da modesto mozzo, volevo tranquillizzare il collega Crisponi sul fatto che il mare è veramente tranquillo, siamo in bonaccia, e soprattutto vi sta preoccupando il fatto che stiamo concretamente facendo pagare meno i nostri conterranei, coloro i quali… avete criticato fortemente poc'anzi, sul fronte trasportistico e del turismo, di tutto e di più, dopo però portiamo a casa determinati risultati e avete sempre da ridire. Io capisco che il collega Tedde si stia specializzando in Cassandra più che in consigliere regionale, perché ha un atteggiamento disfattista nei nostri confronti e di tutta quella che è l'azione del Governo regionale.

Ovviamente questo emendamento dà una risposta importantissima nel settore turistico, che ricordo non riguarda solamente la nautica da diporto ma anche tutto l'indotto, e quindi con convinzione e soddisfazione votiamo favorevolmente a questo emendamento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Io penso che, almeno in questi banchi, non abbiamo bisogno di lezioni, almeno in tema di imposizioni fiscali. Se c'è una Giunta e un Assessore, che oggi è Presidente della Regione, che hanno introdotto le tasse cosiddette sul turismo, inopinatamente dette sul lusso ma che poi sul lusso non erano, è proprio la Giunta che oggi siede su quei banchi. Quindi, noi l'abbiamo contrastata. Lo spirito di questo emendamento, lo dico anche ai colleghi che sono intervenuti prima dai banchi dell'opposizione, io personalmente ritengo che sia accoglibile la finalità, perché in questa regione abbiamo bisogno di interventi che siano all'insegna dell'abbattimento dei costi. Quel provvedimento della tassa cosiddetta sul turismo ha fatto fuggire verso la Corsica, c'è stato veramente un vuoto nei nostri porti, noi non dobbiamo assolutamente ripetere gli errori del passato e quelle politiche, quindi ben venga, solo che i colleghi, sia i Riformatori che sono intervenuti sia il collega Tedde e gli altri che sono intervenuti dai banchi dell'opposizione, hanno posto alla collega che ha presentato l'articolato un problema: siamo convinti che così com'è scritto possa cogliere nel segno? Questo è il problema, ed è questa la ragione per cui forse si sono usati toni anche un po' accesi, ma sullo spirito dell'emendamento non si può non essere convintamente d'accordo, perché noi abbiamo necessità di sollevare dalle tasse, delle imposte, dai pesi, soprattutto chi viene qui in Sardegna a fare vacanza. Se vogliamo una Sardegna competitiva nel Mediterraneo, attrativa, non che la gente scappi in Corsica o scappi nei porti del Nord Africa. E allora ecco perché noi abbiamo invitato ad una serena riflessione sull'argomento, la ragione per la quale veramente non ci sono battaglie ideologiche se non quella di creare però un sistema che ci consenta una volta approvato che funzioni. Queste sono state le perplessità poste, collega Busia, non ha altre ed è su questo che noi volevamo invitare ad un miglior approfondimento, solo questo. Perché sullo spirito e sulla finalità siamo e non possiamo che essere d'accordo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Per confermare anch'io, sulla sequela adesso del discorso dell'onorevole Pittalis, che nessuno ha detto contro, anzi ci si è lamentati del perché non si sia fatto un minuto di sospensione per poter andare insieme maggioranza e opposizione ad approvare una cosa che probabilmente appena appena modificata poteva essere una cosa estremamente chiara. Bene io, Presidente, Presidente del Consiglio, io chiederei per gentilezza, siccome l'Assessore non l'ho sentito per niente ed è importante che ci dica qualcosa al riguardo che ci spieghi adesso e ci dica qual è il senso del percorso che in comune possiamo fare. Quindi chiederei che l'Assessore ci illustri.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 7 bis.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 415.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento sostitutivo totale numero 823 con parere favorevole della Commissione. È stato annunciato un emendamento orale.

Ha domandato di parlare la consigliera Anna Maria Busia. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Allora nella parte iniziale, cioè: "i termini di cui all'articolo 4 comma 21 della legge regionale 5 marzo 2008 numero 3 relativamente…" Viene sostituita da: "i termini per la realizzazione delle attività riferite…". D'accordo? Tutto il primo inciso. Allora leggo testuale dell'emendamento, quello che avete: "i termini di cui all'articolo 4 comma 21 della legge regionale 5 marzo 2008 numero 3 relativamente…" va sostituita con: "i termini per la realizzazione delle attività riferite… Agli interventi delle annualità 2014… eccetera eccetera" d'accordo? Non so se sono stata chiara…

PRESIDENTE. Anziché fare riferimento all'articolo 4 comma 21 della legge regionale dice sempre semplicemente "i termini per la realizzazione delle attività riferite agli interventi… sono prorogati al 31 dicembre", è semplicemente una proroga secca senza far riferimento alla norma di legge.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 823, emendato.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Quindi decade l'emendamento di base che era l'emendamento numero 574.

Passiamo all'articolo 8. All'articolo 8 sono stati presentati gli emendamenti soppressivi totali numero 224 uguale al numero 633…

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Presidente, stiamo parlando di materia del personale, noi come abbiamo precedentemente, anche perché se no non sarebbe corretto nei confronti dell'Assessore dell'agricoltura, dell'ambiente e di quanti altri, abbiamo sollecitato e sollecitiamo la presenza dell'Assessore del personale. Se ci sono problemi si comunichi all'Aula, ma vorremmo capire poi chi è il nostro interlocutore…

PRESIDENTE. È colpa mia, non mi era accorto che eravamo già all'articolo 8. L'assessore Demuro aveva precisato da tempo che stasera non sarebbe potuto essere qui perché fuori sede e che è sostituito dall'onorevole Erriu per quanto riguarda la trattazione in aula dell'argomento.

Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Se posso aggiungere, il Presidente cinque minuti ed è di nuovo in aula, quindi ci sta raggiungendo. Il Presidente, un Vicepresidente, scusate da parte dell'assessore Demuro.

PRESIDENTE. Chiedo ancora scusa perché effettivamente mi era stato comunicato ma ero distratto dal numero dell'articolo.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione per l'anno 2016 e per gli anni 2016-2018 (legge di stabilità 2016) e relativi allegati" (297/S/A)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 8. All'articolo 8 sono stati presentati gli emendamenti soppressivi totali numero 224 e 633, uguali; i soppressivi parziali numero 225 e 634, uguali; 226 e 635, uguali; il sostitutivo parziale numero 414, poi abbiamo ovviamente il testo dell'articolo, mentre gli emendamenti numero 259 e 690 sono inammissibili.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 8:

Art. 8

Contributo al fondo per l'integrazione del tratta­mento di quiescenza, di previdenza e di assisten­za del personale dipendente dall'Amministrazio­ne regionale

1. È autorizzata, per ciascuno degli anni 2016, 2017, 2018 e successivi, al fine di garanti­re la corresponsione delle prestazioni obbligato­rie, consistenti in diritti acquisiti, previste dalla legge regionale 5 maggio 1965, n. 15 (Istituzio­ne di un fondo per l'integrazione del trattamento di quiescenza, di previdenza e di assistenza del personale dipendente dall'amministrazione re­gionale), come riformata dalla legge regionale 22 dicembre 2011, n. 27 (Riforma della legge regionale 5 maggio 1965, n. 15 (Istituzione di un fondo per l'integrazione del trattamento di quie­scenza, di previdenza e di assistenza del perso­nale dipendente dall'Amministrazione regiona­le), nonché per la salvaguardia delle posizioni contributive individuali di cui all'articolo 6 della legge n. 27 del 2011, l'erogazione di un contri­buto valutato in euro 20.000.000 a favore del fondo per l'integrazione del trattamento di quie­scenza, di previdenza e di assistenza del perso­nale dipendente dall'Amministrazione regionale "FITQ" (missione 01 - programma 10).

2. Al fine di adeguare i supporti infor­matici del FITQ a seguito delle nuove esigenze gestionali derivanti dall'entrata in vigore della legge regionale n. 27 del 2011 è autorizzata, nell'anno 2016, la spesa di euro 500.000 (mis­sione 01-programma 03).)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Perché gli emendamenti sono inammissibili?

PRESIDENTE. Gli emendamenti inammissibili sono gli aggiuntivi numero 259 e 640. Gli emendamenti intervengono sul tema del personale per cui non possono essere ammessi. Sono modificativi di leggi, modificando i contenuti della legge sostanzialmente. Siccome siamo in finanziaria questi non sono ammissibili.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Sabatini, relatore di maggioranza.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Per tutti gli emendamenti il parere è contrario.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Esprimo parere contrario.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Io personalmente non sono d'accordo e mi permetta di sindacare il sindacato, passandomi la cacofonia, del Presidente. Perché si parla di trattamento di quiescenza e quindi non ho capito perché non dobbiamo trattare di due emendamenti che altro non fanno che trattare della quiescenza. Non ho capito. Poi mi si potrà dire: abbiamo necessità di vederlo con una legge più articolata, e io dico va benissimo, e così mi pare che fosse la dichiarazione dell'Assessore del bilancio e così mi pare fosse anche la dichiarazione del Presidente della Commissione, che pare nel tragitto dalla Commissione al Consiglio abbia mutato parere, è tutto fuorché altro perché l'emendamento … l'argomento che è stato presentato, uno presentato tra l'altro dal PD, oltre che dai Riformatori, è evidentemente riconosciuto e condiviso perché non c'è altro che la strutturazione di quello che è il sistema dei pensionati ex dipendenti regionali, e siamo in tema, totalmente in tema. Non modifica e non sistema niente. Richiama esclusivamente un dettato della Costituzione e una presa di posizione da parte della Corte costituzionale. Per cui non posso che prendere atto di quella che è la dichiarazione del Presidente di non ammissibilità, ma di tutto si può dire eccetto che non sia ammissibile con l'articolo attualmente iscritto in discussione.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Presidente, rinuncio perché intanto è come parlare da soli, anche in questo caso, con tutto il rispetto per gli Assessori presenti, mancando l'Assessore del personale, al quale avremmo voluto porre alcune questioni proprio in materia di trattamento di quiescenza e di previdenza. Ci sono persone che attendono segnali significativi da parte della Giunta regionale, da parte dell'Assessore, questi mancano a data odierna. Intanto tutto è rimesso… vedremo, faremo, ce ne occuperemo. Questi emendamenti, che sono stati segnalati, penso, a tutto l'arco dei Gruppi presenti in quest'Aula, avevano la finalità di dare un segnale che almeno la politica se ne sta occupando, ma non vogliamo interrompere gli impegni dell'Assessore del personale, sicuramente molto più importanti di quelli che possono riguardare questa categoria di ex lavoratori. Quindi, guardi Presidente, la facciamo anche molto veloce. Non ha senso neanche discutere sugli emendamenti, per quanto ci riguarda li ritiriamo tutti relativamente all'articolo 8.

PRESIDENTE. Onorevole Truzzu, ci sono i suoi emendamenti.

(Interruzioni)

Sono tutti ritirati.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Giusto due battute perché capisco anche l'intervento dell'onorevole Pittalis. Purtroppo l'assessore Demuro aveva impegni familiari, insomma lo conoscete, sapete che è una persona estremamente rispettosa, quindi era davvero troppo dispiaciuto di questa assenza.

Fate dire qualcosa a me sul FITQ da Assessore del bilancio. È un tema che abbiamo affrontato molto in sede di preparazione della manovra di bilancio e io penso che sul FITQ ci dobbiamo mettere le mani, ci dobbiamo assolutamente mettere le mani. Voi sapete che è stato già oggetto di riforme un paio di volte, adesso non è più obbligatorio. Si sono creati degli strati diversi di aventi diritto, con prerogative diverse, con privilegi diversi, con obblighi, quindi io penso che, come sempre avviene nella materia pensionistica, perché non siamo i primi a doverci mettere le mani, sia un tema di grande importanza, al quale io penso che nei prossimi mesi questo Consiglio sarà chiamato esprimersi e io come Assessore del bilancio dico che sono preoccupato perché comunque noi stiamo mettendo ingenti risorse su un FITQ che poi va assolutamente preso in esame. Quindi è un impegno che sto prendendo, insieme all'Assessore del personale, quello di studiare, di vedere la sostenibilità dell'attuale sistema e portare in Consiglio delle norme che lo mettano in sicurezza.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 8.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 9. All'articolo 9 sono stati presentati gli emendamenti numero 227, 228 e 636, uguali; 229 e 637, uguali; 230 e 638, uguali; 231 e 639, uguali; 232; gli emendamenti sostitutivi parziali numero 260, 692, 576 e 364. Gli emendamenti aggiuntivi numero 261, 577, 725 e 365 sono tutti inammissibili.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 9:

Art. 9

Misure per la contrattazione collettiva e la mobilità del personale del sistema Regione

1. Ai fini di quanto disposto dall'articolo 62, comma 1, della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31 (Disciplina del personale regionale e dell'organizzazione degli uffici della Regione), l'ammontare massimo delle risorse da destinare alla contrattazione collettiva, per il triennio 2016-2018, relativa al personale dell'Amministrazione, degli enti e delle agenzie regionali, è determinato in euro 3.499.000 per l'anno 2016 e in euro 3.419.000 a decorrere dall'anno 2017, comprensivi degli oneri contributivi e dell'Irap. Le risorse integrano quelle già stanziate a decorrere dall'anno 2010 per l'indennità di vacanza contrattuale di cui all'articolo 1, comma 452 della legge 27 dicembre 2013, n. 147 (legge di stabilità 2014), e successive modifiche ed integrazioni.

2. Gli enti soggetti all'applicazione della legge regionale n. 31 del 1998 i cui oneri di funzionamento gravano su risorse proprie, quantificano le risorse da destinare alla contrattazione collettiva attenendosi ai criteri ed ai parametri, anche metodologici, utilizzati per il personale di cui al comma 1.

3. Ai fini di quanto disposto dall'articolo 10, comma 1, della legge regionale 9 giugno 1999, n. 24 (Istituzione dell'Ente foreste della Sardegna, soppressione dell'Azienda delle foreste demaniali della Regione sarda e norme sulla programmazione degli interventi regionali in materia di forestazione), l'ammontare massimo delle risorse da destinare alla contrattazione collettiva integrativa relativa del personale dell'Ente foreste della Sardegna, per il triennio 2016-2018, è determinato in euro 377.000 annui a decorrere dall'anno 2016, comprensivi degli oneri contributivi e dell'Irap. Le risorse integrano quelle già stanziate a decorrere dall'anno 2010 per l'indennità di vacanza contrattuale di cui all'articolo 1, comma 452 della legge n. 147 del 2013, e successive modifiche ed integrazioni.

4. Lo stanziamento iscritto in conto della missione 01 - programma 10 per l'anno 2016 nel bilancio della Regione, e in quelle corrispondenti dei bilanci degli enti, delle agenzie, degli istituti e delle aziende del comparto di contrattazione regionale, nonché dell'Ente foreste della Sardegna riferito alla retribuzione di risultato dei dirigenti per l'anno 2015, è costituito in misura corrispondente alla retribuzione di risultato attribuita per l'anno 2010 a favore dei dirigenti dell'Amministrazione regionale come ridotta per effetto dell'applicazione del comma 2 bis dell'articolo 9 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78 (Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica), e successive modifiche ed integrazioni.

5. Per gli anni successivi lo stanziamento di cui al comma 4 è determinato a seguito della sottoscrizione dei contratti collettivi regionali di lavoro; il comma 14 dell'articolo 1 della legge regionale 28 dicembre 2009, n. 5 (legge finanziaria 2010), è abrogato.)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Sabatini, relatore di maggioranza.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Il parere è contrario su tutti gli emendamenti, tranne che per l'emendamento sostitutivo parziale numero 576.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Tutti gli emendamenti aggiuntivi sono inammissibili?

PRESIDENTE. Sì.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Esprimo parere conforme a quello della Commissione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 227.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 228 e 636, uguali.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 229 e 637, uguali.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione gli emendamenti numero 230 e 638, uguali.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Presidente, qui io voglio veramente un attimo di attenzione soprattutto per capire qual è l'esito della interlocuzione successiva ad una Conferenza dei capigruppo con le organizzazioni sindacali rappresentative dei dipendenti dell'Ente foreste. Qui si prevedono 377 mila euro annui, a decorrere dall'anno 2016, per la contrattazione collettiva integrativa relativa al personale dell'Ente foreste della Sardegna. Si dirà il contratto è bloccato dal 2010, è un problema che si pone ora. Dal 2010 perché sappiamo che vi sono norme nazionali che impedivano lo sblocco della contrattazione, quindi non è per un problema di chi vi ha preceduto che non volesse, ma proprio perché c'erano norme che lo impedivano. Oggi è possibile, però se si fa una cosa adeguata, cioè se si prevedono le risorse che sono necessarie e adeguate per lo scopo. 377.000 euro, Assessore, c'è stato detto dalle organizzazioni sindacali rappresentative del personale che sono un'inezia. Tanto più che la dirigenza dell'Ente foreste pare che abbia avuto un adeguamento abbastanza sostenuto in termini anche di risorse, cosa che non è avvenuta e non avviene per il resto del personale dipendente. Siccome in Conferenza dei Capigruppo ci siamo lasciati con un impegno che ci sarebbe stato un incontro con la Giunta regionale, ad oggi però almeno io non so cosa sia successo, se l'Assessore ci informa al riguardo, se ci sono stati sviluppi e se si può intervenire su questa norma, prevedendo anche un'integrazione di risorse che possa dare una risposta al comparto. Anche perché quelli dell'Ente foreste, che è personale pubblico, è l'unico comparto della pubblica amministrazione e non ha usufruito del trattamento che hanno usufruito tutti gli altri dipendenti dell'amministrazione regionale. Questo a me risulta e sarebbe davvero un'ingiustizia alla quale occorre necessariamente dare risposta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La settimana scorsa, in seguito alla sollecitazione che era venuta da parte della Presidenza del Consiglio dei Capigruppo, abbiamo incontrato proprio il giorno dopo rispetto alla vostra riunione i rappresentanti sindacali dell'Ente foreste, ero presente io in qualità sia di vicepresidente che di Assessore al bilancio, e insieme a me l'Assessore all'ambiente, l'Assessore al personale e il Commissario dell'Ente foreste. È stato un incontro devo dire molto positivo, abbiamo fatto un comunicato stampa subito dopo l'incontro, però mi sembra assolutamente opportuna questa richiesta in modo tale che ne dia comunicazione all'Aula. Abbiamo fatto un esame dei temi che erano sul tappeto, e quindi non solamente la contrattazione collettiva, ma la legge di riforma, e quindi c'è stato un apprezzamento per la legge di riforma e anche una richiesta di poter procedere con l'esame da parte dell'Aula, e per quanto riguarda l'adeguamento della contrattazione collettiva l'Assessore al personale ha fatto presente che è stato destinato esattamente la stessa proporzione in termini di costo del lavoro che è stata destinata ai dipendenti del comparto regionale, dopodiché ci siamo trovati d'accordo nel dire che un adeguamento a chi ha 900.000 euro, quindi stipendi molto bassi, insomma dovrebbe essere fatto qualcosa in più. E siamo rimasti d'accordo, ma devo dire che il commissario Pulina ci ha già dato delle risposte, che sarebbe stato possibile trovare probabilmente delle risorse aggiuntive all'interno dello stesso stanziamento dell'ente, perché c'è stato del turnover, sono state cambiate le norme sul turn-over e quindi probabilmente si liberavano delle risorse aggiuntive. Siamo rimasti d'accordo nel vederci subito dopo la fine della finanziaria per portare avanti il discorso, e c'è stata la piena disponibilità nel caso in cui fosse stato necessario di prevedere anche in fase di assestamento anche delle ulteriori risorse.

PITTALIS PIETRO (FI). Presidente, questo emendamento è ritirato.

PRESIDENTE. È stato ritirato l'emendamento numero 230 uguale al 638.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 231 e 639, uguali.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 232.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

L'emendamento numero 260 è ritirato.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 692.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 576.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

A seguito dell'approvazione di questo emendamento decade l'emendamento successivo, il numero 364.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 9.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 10. All'articolo 10 sono stati presentati gli emendamenti soppressivi totali numero 233 e 640, uguali; soppressivi parziali numero 234 e 641, uguali; 235 e 642, uguali; 236 e 643, uguali; 237 e 644, uguali; 645; aggiuntivi numero 275, 285, 286, 287, 288, 289, 290, 291, 292 e 293.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 10:

Art. 10

Norma in materia di provvidenze, agevolazioni o vantaggi

1. A decorrere dall'approvazione della presente legge la concessione di provvidenze, agevolazioni o vantaggi comunque denominati da parte dell'Amministrazione regionale, delle proprie articolazioni organizzative, dei suoi enti strumentali e delle sue società controllate e partecipate, in favore di persone fisiche, persone giuridiche o enti di fatto, è subordinata alla previa presentazione di idonea dichiarazione sostitutiva di atto notorio ai sensi degli articoli 38 e 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa (Testo A)), con cui il diretto interessato o il legale rappresentante dichiari che l'Amministrazione regionale, le proprie articolazioni organizzative, i suoi enti strumentali e le sue società controllate e partecipate non abbiano maturato nei confronti del beneficiario o dei soggetti individuati al comma 2, a qualsiasi titolo, crediti dichiarati inesigibili negli ultimi cinque anni o, comunque, non totalmente recuperati, eccezion fatta per i crediti estinti a seguito di accordo transattivo o disposizione normativa, che preveda la rinuncia, totale o parziale, ai medesimi crediti. A tal fine, rilevano i crediti per i quali l'Amministrazione le proprie articolazioni organizzative, i suoi enti strumentali e le sue società controllate e partecipate, o altro soggetto incaricato, siano in possesso di un titolo esecutivo. Nel caso di crediti derivanti dalla revoca di contributi è sufficiente che il provvedimento di revoca sia divenuto definitivo.

2. La dichiarazione di cui al comma 1 è resa anche con riferimento ai rappresentanti legali e amministratori delle persone giuridiche o enti di fatto richiedenti il beneficio, nonché agli eventuali soggetti presso i quali gli stessi operino in qualità di rappresentanti legali o amministratori.

3. L'accesso ai benefici è ammesso esclusivamente previa integrale soddisfazione del credito in data antecedente all'approvazione della graduatoria per la concessione dei benefici medesimi o, nel caso di benefici erogati "a sportello", in data antecedente alla loro richiesta.

4. Con deliberazione della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente in materia di bilancio, sono approvate le direttive di applicazione per il monitoraggio a campione delle dichiarazioni rilasciate ai sensi del presente articolo.)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Sabatini, relatore di maggioranza.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Parere contrario su tutti.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Conforme a quello della Commissione.

PRESIDENTE. Metto in votazione gli emendamenti numero 233 e 640, uguali.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Una brevissima dichiarazione di voto, anche qui, assessore Paci, per presentarle un problema che ci viene segnalato, della difficoltà da parte, perché parliamo anche indirettamente di coloro che hanno debiti nei confronti dell'Amministrazione regionale la difficoltà di chiudere accordi transattivi perché non si capisce esattamente presso quali uffici debbano rivolgersi e, soprattutto, con riferimento alle sofferenze provenienti da rapporti con l'Amministrazione regionale a valere sulle leggi: ora dell'industria, ora del turismo, ora del lavoro. Quindi si tratta, Assessore, di creare all'interno dell'Amministrazione una struttura che possa occuparsi effettivamente, perché sarebbe una boccata d'ossigeno da una lato per la Regione sul fronte delle entrate e dall'altro consentirebbe anche con buona pace di chi vuole mettersi in regola di poter chiudere questi accordi. Le posso dire che anche per esperienza professionale bene che vada, la risposta alla richiesta inoltrata alla Regione arriva dopo otto-dieci mesi, ad essere clementi. Quindi l'invito è a mettere mano su questo settore che è molto importante sia per la Regione, ma anche per coloro che si trovano nella situazione, altrimenti voi state introducendo una norma che rischia di penalizzare ancor più, ma non per responsabilità degli interessati ma per inefficienza o qualche problema organizzativo non proprio ancora messo a regime da parte degli uffici regionali. Volevo segnalarle solo questo perché è molto sentito da parte dei molti imprenditori che hanno avuto difficoltà finanziarie e che vorrebbero appunto mettersi in regola e quindi chiudere ogni partita con la Regione, sempre a valere di quelle famose leggi dalle quali sono sorti i debiti della Regione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Condivido le preoccupazioni, in effetti è difficile nella suddivisione delle varie competenze che riguardano le imprese capire poi qual è l'ufficio, queste norme cercano di andare parzialmente, poi probabilmente il tutto si risolve con queste norme, esattamente in questa direzione. Ormai sta diventando chiaro che l'Assessorato di riferimento è l'Assessorato al bilancio, al quale viene infatti fatto riferimento nel comma 4 e il servizio credito dell'Assessorato al bilancio, quindi stiamo cercando esattamente di mettere più chiarezza in queste norme dopodiché bisognerà proseguire con questa linea.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 233 e 640, uguali.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 234 e 641, uguali.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 235 e 642, uguali.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 236 e 643, uguali.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 237 e 644, uguali.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 645.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 10.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 275.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 285.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 286.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 287.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto ora in votazione l'emendamento numero 288.

Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Per annunciare il voto favorevole a questo emendamento da me proposto. È un emendamento che è finalizzato ad eliminare, se fosse possibile, uno scempio che grava sul territorio del sassarese da circa 25 anni. Parlo di quel pala congressi che fa cattiva mostra di sé davanti al lido di Alghero da tanti anni, abbandonato a se stesso, all'incuria ma anche alla azione dei vandali. La Regione, da troppi anni, fa finta che questo pala congressi non esista, è una struttura che potrebbe essere utilizzata per vari scopi, è polifunzionale ma oggi non funziona. È stato inaugurato in modo posticcio e propagandistico qualche anno fa, ma a quell'inaugurazione non è stato dato seguito. Io credo che la Giunta regionale debba porsi il problema, Presidente e vicepresidente Paci non è possibile pensare che 20 o 25 milioni di euro siano stati buttati alle ortiche. Non è possibile pensare che quella struttura, che è allocata in una delle zone più pregiate di Alghero, venga lasciata in questo stato di abbandono. Non è possibile pensare che quella struttura che è polifunzionale ma anche regionale e di utilizzo regionale non venga utilizzata per i fini che gli sono propri, cioè essere utilizzata per convegni, concerti, eventi e tutto ciò che si può fare in quella struttura. Che sicuramente è stata sbagliata nella sua progettazione, sicuramente è eccessiva, ma oggi c'è, bisogna utilizzarla, non è possibile assolutamente abbandonarla in queste condizioni. Non servono grandi cifre, non servono grandi capitali, serve la buona volontà innanzitutto, serve la voglia di farla funzionare, con qualche milioni di euro, con un milione di euro nel triennio si può rimettere in sesto, si può nuovamente collaudare, si può nuovamente rinfrescare. Però, Vicepresidente, signor presidente Pigliaru, io credo che anche lei la pensi come noi, sono convinto che anche lei è convinto ed è cosciente del fatto che quel pala congressi è uno scandalo. Sono convinto che prima o poi il Presidente cercherà di intervenire, l'importante è che non lo faccia troppo tardi perché oggi c'è veramente il rischio che quella situazione di degrado diventi irrecuperabile.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 288.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto ora in votazione l'emendamento numero 289.

Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Anche su questa tematica io credo che ci sia la voglia e la volontà da parte della Giunta di intervenire, anche se non c'è ancora chiarezza. È stato fatto un intervento per una manifestazione di interesse, una sorta di sondaggio che è stato propagandato con grande enfasi, ci sta anche l'enfasi in politica, ci sta anche la propaganda, l'importante però è che ci sia la voglia di intervenire e non soltanto la voglia di fare annunci. Stiamo parlando di circa 1300 ettari pregiatissimi, stiamo parlando di un bacino che insiste in questi 1300 ettari di 3 milioni, a 3 milioni e mezzo di metri cubi, stiamo parlando di nuraghi, stiamo parlando di chiese del quattrocento, stiamo parlando di un'area che potrebbe funzionare da volano per lo sviluppo di un intero territorio, del territorio del Nord Ovest. Solo che si volesse. Io credo che abbia sbagliato la Giunta adesso a pubblicare questa manifestazione d'interesse che, non dico che certifichi, ma quantomeno fa sospettare la mancanza di idee. È stato un errore perché comunque le idee c'erano, erano idee che erano state disegnate da Laore, non da Forza Italia, da un ente regionale. E Laore aveva previsto il recupero di quelle strutture decadenti al fine di essere utilizzate come strutture turistico-ricettive, aveva previsto attività sportive di vario tipo, ma aveva previsto soprattutto attività agricole, attività agricole d'eccellenza, attività di trasformazione dei prodotti agricoli. Ebbene quell'ipotesi di Laore è stata buttata in un cestino, è stato un errore. Ora stiamo aspettando che qualche imprenditore, sempre che qualcuno ne abbia voglia, ci dica cosa bisogna fare su quell'area. È un errore, perché lo deve dire la Giunta, lo deve dire la maggioranza che cosa bisogna fare su quell'area, non ce lo deve dire un piccolo pallino che viene da Mondovì o da Domodossola, lo deve dire la Giunta perché se la Giunta si candida, o meglio se la maggioranza si candida, se Pigliaru si candida a fare la il Presidente della Regione deve avere le idee chiare, deve dire ai sardi cosa vuol fare e di cosa, non deve chiederlo a coloro che probabilmente le idee ce le hanno poco chiare e comunque anche se le avessero chiare, le hanno chiare soltanto per le loro tasche per cercare di far crescere il loro patrimonio correttamente, lecitamente e legittimamente. Ma il compito di una Regione, di un Governo regionale è un altro, è quello di programmare e progettare non quello di far programmare e progettare ai privati che devono programmare per le loro casse.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 289.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 290.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 291.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 292.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 293.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 10 bis. All'articolo 10 bis sono stati presentati gli emendamenti numero 238 e 646, uguali; 647; 239 e 648, uguali; 240 e 649, uguali, e poi gli aggiuntivi numero 726 e 578.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 10 bis:

Articolo 10 bis

Integrazioni alla legge regionale n. 25 del 1988

1. Nella legge regionale 15 luglio 1988, n. 25 (Organizzazione e funzionamento delle compagnie barracellari), sono apportate le seguenti integrazioni:

a) all'articolo 3, dopo il comma 1, è aggiunto il seguente:
"1 bis. Le compagnie barracellari esplicano le loro funzioni ordinariamente anche quando sono costituite sotto forma di intesa tra uno o più comuni confinanti secondo i casi previsti dall'articolo 10.";

b) all'articolo 10, dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:
"1 bis. La forma di intesa di cui al comma 1 può essere anche costituita tra comuni del territorio confinante e la compagnia barracellare presente anche in uno solo dei comuni confinanti.").

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Sabatini, relatore di maggioranza.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Il parere è contrario su tutti gli emendamenti, eccetto l'aggiuntivo numero 578 sul quale il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SEL). L'articolo 10 bis parla dei nostri cari e amati barracelli, di cui abbiamo parlato diverse volte in quest'Aula, e non solo in quest'Aula ma anche in sede di Commissione. Ne abbiamo parlato anche qualche giorno fa e abbiamo chiesto l'impegno alla Giunta e dell'Assessore degli enti locali, che mi dispiace sia andato via, perché le compagnie barracellari della Sardegna, come ben sappiamo, non vogliono firmare il protocollo d'intesa con le stazioni di riferimento del Corpo forestale, e si rifiuterebbero di svolgere quest'anno la funzione che viene loro assegnata di antincendio. Questa sarebbe una grave mancanza di personale e di mezzi nel combattere questa piaga che assilla la nostra regione. Quindi io ho chiesto qualche giorno fa proprio in Aula che l'Assessore e la Giunta si facesse carico immediatamente, anche subito dopo la finanziaria, di un incontro urgentissimo con le compagnie barracellari per cercare di trovare una soluzione a questa paventata ipotesi di non partecipazione alla campagna antincendi.

Credo che sia un problema molto ma molto serio, di cui dobbiamo farci carico rispetto alle proposte che fanno le compagnie, che non dimentichiamo sono più di 150 in tutta la Sardegna per un totale sicuramente superiore ai 5500 operatori, non possiamo permetterci di non averli a disposizione quest'estate. Io chiedo alla Giunta che assuma in tal senso un impegno preciso e dichiaro comunque il voto favorevole all'articolo 10 bis e all'emendamento aggiuntivo.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Roberto Deriu. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (PD). Per esprimere il voto favorevole, associandomi alla richiesta dell'onorevole Cocco.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Presidente, noi abbiamo presentato gli emendamenti soppressivi proprio perché volevamo attirare l'attenzione su una categoria che mi pare non riceva la dovuta attenzione, come dovrebbe per il ruolo che svolgono nel territorio, e quindi quell'appello che è stato fatto dall'onorevole Daniele Cocco ci trova d'accordo. Sulle cose sulle quali c'è il buon senso riteniamo utile anche dai banchi dell'opposizione dare il nostro contributo, intanto per annunciare il ritiro degli emendamenti soppressivi e per sollecitare, come già è stato fatto da chi mi ha preceduto, un invito a chiarire bene la posizione, perché non si può lasciare anche le compagnie barracellari, proprio per le funzioni che esercitano nel territorio, senza adeguata risposta e anche la manifestazione evidente di un interesse da parte del Consiglio regionale chiamato a legiferare.

Colgo l'occasione, per non intervenire in seguito, e lo dico senza vena di polemica, però davvero è triste in una finanziaria non sentire né l'Assessore del turismo, né l'Assessore del lavoro. Questo è significativo e conferma quello che noi abbiamo sostenuto: purtroppo questa finanziaria è deficitaria proprio sotto due aspetti, le politiche del turismo, che è l'industria di eccellenza della nostra Isola, e le politiche attive per rilanciare l'occupazione in Sardegna. Lo dico davvero con la preoccupazione di chi dovrebbe animare anche l'interesse e l'attenzione verso una finanziaria che purtroppo segna delle carenze, che noi abbiamo cercato di colmare anche con i nostri emendamenti. Ci si dirà "tutto è rimesso il bilancio": esamineremo il bilancio per capire quanto c'è nel bilancio di attenzione verso settori strategici, soprattutto quanto c'è nel bilancio per sostenere, Assessore, lavoratori che rischiano di uscire della mobilità in deroga, per sostenere quindi un percorso che vede purtroppo molti ancora perpetuare lo stato di grave precariato senza speranza. Avremmo voluto sentire la sua voce, dato che lei è qui presente. Ci torneremo sul bilancio, si tratta di approfondire meglio nelle partite finanziarie che sono consegnate ai vari capitoli? Non lo so, ci dica lei se ne ha voglia e piacere, certo è che noi queste cose le sottoponiamo con senso, mi creda, veramente non di polemica strumentale ma di grave preoccupazione, perché c'è una Sardegna, fuori da questo palazzo, fatta di madri, padri, giovani e meno giovani, che purtroppo soffrono non solo l'assenza del lavoro ma soffrono soprattutto la perdita del lavoro e la perdita anche di quegli strumenti che bene o male hanno garantito per qualche tempo la possibilità di poter continuare almeno una vita dignitosa. La perdita anche di quegli strumenti davvero pone un problema serio e vorrei capire in che modo la Giunta regionale, e lei Assessore del lavoro soprattutto, intende intervenire per far fronte a questo grave disagio che rischia di aumentare il numero delle povertà in Sardegna che è ancora più grave di quanto già non lo sia nei dati che quotidianamente leggiamo dalle fonti Istat ma soprattutto del mondo del volontariato e della Chiesa che di questi problemi si occupa direttamente, svolgendo anche una sua funzione sostitutiva a quella della parte pubblica.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Rispondo sul discorso delle compagnie barracellari riprendendo il ragionamento già fatto in Commissione quando abbiamo approvato questo articolo che permette alle compagnie barracellari di lavorare anche alla luce della riforma degli enti locali, e quindi della formazione delle Unioni di Comuni. Questo era il senso dell'articolo. Dopodiché in Commissione, come l'onorevole Cocco diceva, siamo rimasti d'accordo che è un altro tema sul quale effettivamente bisogna mettere le mani, riorganizzare, vedere anche alla luce dei nuovi compiti, dell'antincendio, della Protezione civile, come utilizzare al meglio le compagnie barracellari, quindi confermo l'impegno della Giunta, in particolare dell'assessore Erriu ma anche degli altri coinvolti in questa visione più generale del ruolo e delle funzioni dei barracelli, di affrontare il tema.

Dopodiché, onorevole Pittalis, io so che siamo in sede di replica sull'articolo 10 bis, che si occupa delle compagnie barracellari. Mi rendo conto che abbiamo qui la presenza di due Assessori e anche dell'assessore Piras, che sinceramente non mi ricordo se ha avuto l'opportunità di intervenire in Aula, però certo forse si dovrebbe, lo dico al Presidente, provare anche ad innovare la presentazione della finanziaria e pensare che in sede di discussione generale non ci sia solo una replica di 10 minuti dell'Assessore del bilancio, che insomma più che qualche numero non riesce a dare, ma avere anche solo opportunità di dare cinque minuti a testa a tutti gli Assessori per dire in cinque minuti, cosa sempre possibile, quali sono le caratteristiche principali della manovra. Perché effettivamente non si riesce a comprendere qual è il portato delle politiche previste, perché certo non sono le norme della finanziaria e non sono le tabelle asettiche del bilancio che riescono a dare questa visione. Quindi probabilmente una cosa che dovremo fare, perché è un peccato avere qui degli Assessori presenti e non avere l'opportunità di rispondere alle giuste sollecitazioni che l'onorevole Pittalis ha posto.

PRESIDENTE. Chiedo all'onorevole Truzzu se intenda anche lui ritirare gli emendamenti soppressivi anche lui… Quindi gli emendamenti soppressivi sono ritirati. Rimane da votare il testo dell'articolo 10 bis.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 10 bis.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 726, con parere contrario della Commissione.

Ha domandato di parlare il consigliere Christian Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS CHRISTIAN (PSd'Az). Presidente, anche questo emendamento aveva la finalità di richiamare l'attenzione sul tema dei barracelli come già stato fatto dal collega Cocco e dagli altri che sono intervenuti sul merito. Non solo per le attività e le funzioni che rivestono attualmente, ma anche perché rappresentano un unicum dal punto di vista storico istituzionale per questa Regione. Sono l'ultima istituzione giudicale ancora presente, nacquero come Curatos hanno superato diverse soppressioni in epoca sabauda, sono stati ripresi da Mario Melis Presidente della Regione con una legge, la numero 25 del 1988, che ha riorganizzato in sé il corpo. Oggi c'è bisogno non solo di segnali dal punto di vista finanziario come propone il mio emendamento ma anche su piccole cose, e cioè il disciplinare sull'uniforme per esempio che è in questo momento all'attenzione dell'Assessorato potrebbe essere una piccola risposta che potrebbe provenire in tempi rapidi. Se l'assessore Paci mi conferma che ci sarà un'attenzione specifica rispetto al tema dei barracelli da qui a breve non ho problemi a ritirare anche io l'emendamento.

PRESIDENTE. Quindi l'emendamento è ritirato, grazie.

Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 578 con parere favorevole della Commissione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 578.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 11. All'articolo 11 sono stati presentati gli emendamenti soppressivi totali numero 241 e 650, uguali.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 11:

Art. 11

Norma finanziaria

1. Le spese derivanti dall'applicazione della presente legge trovano copertura nelle pre­visioni d'entrata del bilancio pluriennale della Regione per il triennio 2016-2017 e 2018 ed in quelle corrispondenti dei bilanci per gli anni successivi.)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Sabatini, relatore di maggioranza.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Il parere è contrario su entrambi gli emendamenti.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere è contrario.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Solo per capire bene. Questa norma normalmente, se non ricordo male, veniva approvata una volta approvato il bilancio, perché se vengono apportate delle variazioni noi ci riferiamo al documento quale presentato qui in aula, vorrei capire esattamente come dobbiamo procedere. Hai capito qual è il problema? Solo per comprensione, se noi approviamo questa norma, se vengono apportate variazioni rispetto al documento che è depositato in aula, almeno si dica che si è autorizzati ad apportare le variazioni altrimenti dovremmo essere vincolati, solo per questo, Presidente.

PRESIDENTE. Confermo che si è sempre fatto così approvando la norma e autorizzando ovviamente eventuali variazioni che fossero inserite nel bilancio.

Metto in votazione direttamente il testo dell'articolo perché ci sono solo emendamenti soppressivi totali.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 11.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Il Consiglio è convocato domani alle ore 10.

La seduta è tolta alle ore 18 e 54.