Seduta n.164 del 24/03/2016 

CLXIV SEDUTA

(POMERIDIANA)

Giovedì 24 marzo 2016

Presidenza del Presidente Gianfranco GANAU

indi

del Vicepresidente Antonello PERU

Indi

del Presidente Gianfranco GANAU

La seduta è aperta alle ore 16 e 23.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta del 22 marzo 2016 (160), che è approvato.

Congedo

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Pier Mario Manca ha chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 24 marzo 2016.

Poiché non vi sono opposizioni, il congedo si intende accordato.

Annunzio di interrogazione

PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interrogazione pervenuta alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria. E' stata presentata l'interrogazione numero 699.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione per l'anno 2016 e per gli anni 2016-2018 (legge di stabilità 2016) e relativi allegati" (297/S/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 297/S/A.

Passiamo all'esame dell'articolo 5. All'articolo 5 sono stati presentati i seguenti emendamenti: soppressivi numero 203, 611 uguali; numero 204, 612 uguali. Sostitutivi parziali numero 341, 342, 343, 397, 398, 399, 401, 400, 402, 403, 404, 405, 344, 406. Aggiuntivi numero 545, 666, 710, 720 con l'emendamento all'emendamento numero 810, il numero 545 è ritirato, 546, 547 inammissibile, 746 inammissibile, 747 inammissibile, 252, 253, 548, 254, 267, 748 inammissibile, 345, 549 con l'emendamento all'emendamento sostitutivo parziale numero 821, 550, 551, dell'articolo 3 viene l'emendamento numero 422 con l'emendamento aggiuntivo numero 816, 559, 786, 552, 667, 423, 749 con l'emendamento all'emendamento numero 813, 750 inammissibile, 751 inammissibile, 752 inammissibile, emendamento numero 786 abbiamo spostato più in alto come ho detto poco fa con il numero 551, 271, 273, 274, 276, 346, 553 inammissibile, 554 inammissibile, 555, 556, 557, 558, emendamento numero 559 anch'esso spostato all'emendamento numero 551, 668, 669.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 5:

Art. 5

Disposizioni in materia di enti locali, pianificazione paesaggistica e urbanistica, edilizia residenziale pubblica e lavori pubblici

1. Il fondo di cui all'articolo 10 della legge regionale n. 2 del 2007, e successive modifiche ed integrazioni, è determinato per l'anno 2016 in euro 551.471.000 di cui: euro 484.705.120 a favore dei comuni, euro 65.665.880 a favore degli enti individuati dall'articolo 16 della legge regionale 4 febbraio 2016, n. 2 (Riordino del sistema delle autonomie locali della Sardegna), euro 500.000 a favore dell'Amministrazione provinciale di Nuoro per il funzionamento del museo MAN ed euro 600.000 per gli studi di compatibilità idraulica, geologica e geotecnica di cui alla legge regionale 15 dicembre 2014, n. 33 (Norma di semplificazione amministrativa in materia di difesa del suolo), (missione 18 - programma 01 - cap. SC01.1059, missione 09 - programma 01 - cap. SC01.1092).

2. Gli stanziamenti nel bilancio pluriennale 2016-2018 previsti dall'autorizzazione di spesa per l'attuazione del Piano paesaggistico regionale (PPR) di cui all'articolo 30, comma 13, lettera b) della legge regionale n. 5 del 2015, sono riprogrammati nel 2016 in euro 500.000, nel 2017 in euro 1.800.000 e nel 2018 in euro 500.000 (missione 08 - programma 01 - cap. SC04.2442).

3. Gli stanziamenti nel bilancio pluriennale 2016-2018 previsti dall'autorizzazione di spesa per il finanziamento politiche aree urbane di cui all'articolo 30, comma 13, lettera d), della legge regionale n. 5 del 2015, sono riprogram-mati nel 2016 in euro 2.500.000, nel 2017 in euro 10.000.000 e nel 2018 in euro 7.500.000 (missione 08 - programma 01 - cap. SC04.2614) e nel 2016 in euro 625.000, nel 2017 in euro 10.000.000 e nel 2018 in euro 14.625.000 (missione 08 - programma 01 - cap. SC04.2630).

4. L'articolo 1 della legge regionale 13 giugno 1989, n. 38 (Norme per la ripartizione dei proventi di cui all'articolo 12 della legge 28 gennaio 1977, n. 10, concernente «Norme per la edificabilità dei suoli» e istituzione del Comitato tecnico consultivo regionale per l'edilizia destinata al culto), è sostituito dal seguente:

"Art. 1 (Finalità)

1. Una quota pari al 10 per cento dei proventi annui relativi ai contributi di costruzione di cui agli articoli 16 e 19 del decreto del Pre-sidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia), e successive modifiche ed integrazioni, e alle sanzioni di cui all'articolo 19 della legge regionale 11 ottobre 1985, n. 23 (Norme in materia di controllo dell'attività urbanistico-edilizia, di risanamento urbanistico e di sanatoria di insediamenti ed opere abusive, di snellimento ed accelerazione delle procedure espropriative), è riservata all'edilizia per il culto e di altri edifici per servizi religiosi di cui all'articolo 4 della legge 29 settembre 1964, n. 847 (Autorizzazione ai Comuni e loro Consorzi a contrarre mutui per l'acqui-sizione delle aree ai sensi della L. 18 aprile 1962, n. 167), come integrato dall'articolo 44 della legge 22 ottobre 1971, n. 865 (Programmi e coordinamento dell'edilizia residenziale pubblica; norme sull'e-spropriazione per pubblica utilità; modifiche ed integrazioni alla legge 17 agosto 1942, n. 1150; alla legge 18 aprile 1962, n. 167; alla legge 29 settembre 1964, n. 847; ed autorizzazione di spesa per interventi straordinari nel settore dell'edilizia residenziale, agevolata e convenzionata).

2. La quota di cui al comma 1 può, con deliberazione motivata del consiglio comunale, essere determinata in misura superiore.".

5. È autorizzata la spesa di euro 500.000 per l'anno 2016 e di euro 1.200.000 per ciascuno degli anni 2017 e 2018, per le attività di predisposizione della revisione del Piano paesaggistico regionale (PPR), primo ambito omogeneo, e per la redazione del PPR per le zone interne della Sardegna (missione 08 - programma 01 - cap. SC04.2467).

6. Le risorse iscritte in conto della missione 05 - programma 02 - capitolo SC07.1256 sono destinate al cofinanziamento regionale degli interventi inseriti nel programma triennale dei lavori pubblici 2014-2016 approvato dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo attraverso protocolli d'intesa e successivi provvedimenti attuativi e integrativi.

7. È autorizzata, per l'anno 2016, la spesa di euro 90.000 per l'organizzazione in Sardegna, nella città di Cagliari, della ventesima edizione della conferenza dell'Associazione scientifica per le infor-mazioni territoriali e ambientali (ASITA) e per eventi connessi alla pianificazione urbanistica (missione 08 - programma 01 - cap. SC04.2490).)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Sabattini, relatore di maggioranza.

SABATTINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Allora i soppressivi totali numero 195, 544 e 604 uguali, parere contrario. Soppressivi parziali numero 196 uguale al numero 605 parere contrario, 197 uguale al 606 parere contrario, 198 uguale al 607 parere contrario, 199 uguale alle 608 parere contrario, 200 uguale al 609 parere contrario, 201, 610 e 202 sono identici tutti e tre parere contrario, emendamento numero 203, 611 parere contrario, emendamento numero 204 e numero 612 parere contrario, parere contrario al numero 341, 342, 343, 397, 398, 399, 401, 400, 402, 403, 404, 405, 344 e 406 sempre parere contrario.

Emendamenti aggiuntivi numero 545 è ritirato, 666 parere contrario, 710 c'è un invito al ritiro, al numero 720 è stato presentato un emendamento all'emendamento aggiuntivo che ha il parere favorevole il numero 810 parere favorevole, 720 parere favorevole, 546 parere contrario, 252 parere contrario, 253 parere contrario, 548 parere contrario, 254 parere contrario, 267 invito al ritiro, 345 parere contrario, all'emendamento numero 549 è stato presentato un emendamento all'emendamento numero 821 che ha il parere positivo, e parere positivo anche al numero 549. Sul numero 550 c'è il parere contrario o un invito al ritiro. Sull'emendamento numero 551 c'è un invito al ritiro e sono stati presentati 4 emendamenti agli emendamenti: sul numero 786 c'è il parere contrario, sul numero 559 c'è il parere contrario, sul numero 816 c'è un parere favorevole, sul numero 422, che è un sostitutivo, ci rimettiamo all'Aula e poi lo verifichiamo.

PRESIDENTE. Il numero 816 è sostitutivo del numero 422, quindi c'è il parere favorevole sul sostitutivo 816 e quindi parere contrario sull'altro.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Sul numero 552 c'è un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario. Il parere è contrario anche sugli emendamenti numero 667 e 423, e c'è un invito al ritiro. Sul numero 749 c'è un parere favorevole ma c'è un emendamento all'emendamento, il numero 813, che ha il parere favorevole. Parere contrario sugli emendamenti numero 271, 273, 274, 276, 346, 555, con invito al ritiro. I numeri 553 e 554 sono inammissibili. Sul numero 556 c'è un invito al ritiro, e così pure sul numero 557. Sul numero 558 il parere è contrario. Sui numeri 668 e 669 il parere è contrario. Il numero 559, che avete saltato, è stato spostato ad uno precedente.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme a quello della Commissione per quanto riguarda gli articoli analizzati in Commissione. Per quanto riguarda gli aggiuntivi non abbiamo avuto tempo di esaminarli compiutamente, quindi mi riservo nel momento in cui verranno discussi di esprimere il parere.

PRESIDENTE. Apro la discussione sull'articolo 5 e sugli emendamenti ad esso presentati.

E' iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Per rompere il ghiaccio, perché vedo che ancora c'è qualche brusio. Siamo arrivati all'articolo 5, che potrebbe anche non apparire o non sembrare una delle norme più importanti, ma invece è una norma significativa, non fosse altro perché ci riporta indietro nel tempo, quando in quest'Aula discutevamo la riforma del sistema degli enti locali. Una riforma che noi abbiamo criticato, censurato, che abbiamo ritenuto del tutto inadeguata, illegittima costituzionalmente, dannosa per la Sardegna, una riforma che ha disegnato la Sardegna come un piano inclinato, tutto scivola lentamente verso il Sud della Sardegna, che dispone di una città metropolitana, laddove ci sono già tantissime buste paga che vengono pagate dalla mano pubblica, cosa che non accade nel Nord-Ovest o nel Nord della Sardegna, ebbene, quel formidabile accentratore di risorse, che è la città metropolitana, viene riconosciuta soltanto nel Sud della Sardegna, calpestando la legge Delrio, calpestando il nostro Statuto, inventando pure un ulteriore provincia, "la provincia delle Sud". Perché la provincia del Sud? Perché la città metropolitana, schiaffeggiando la legge Delrio, ha previsto soltanto alcuni comuni e non tutti i comuni della vecchia provincia, e allora bisognava trovare una collocazione anche agli altri comuni. E come si è fatto? Si è trovata la collocazione a questi comuni inserendoli nel perimetro della provincia del Sud, prendendo a calcioni tutti i sardi che nel referendum del 2012 avevano votato per l'abolizione delle province; un'invenzione veramente che farà storia, probabilmente leggenda, stiamo aspettando che il Governo decida cosa fare, stiamo aspettando che il Governo metta sotto i raggi X questa norma assurda. Però credevamo, guardate, che quella rete metropolitana, che per noi era soltanto una presa in giro, che è una rete che serviva soltanto per recuperare i consiglieri riottosi del Nord Sardegna, credevamo che quella rete metropolitana in finanziaria venisse riempita di qualche contenuto, venisse dotata di qualche risorsa. Ebbene, niente di tutto questo! La rete metropolitana di Sassari, che è servita per nascondere i ceffoni dati al Nord-ovest della Sardegna, non ha neanche un euro di risorse, la finanziaria non la menziona, o quantomeno questa norma non la menziona, poi non so se arriverà qualche emendamento dell'ultima ora che servirà per dare un ulteriore contentino, perché ovviamente non si può equiparare un contentino alla città metropolitana. E queste sono le conseguenze di una legge frettolosa, queste sono le conseguenze di una legge che è figlia, peraltro, di atteggiamenti dell'Assessore, o meglio, del presidente Pigliaru e anche dell'assessore Erriu, debbo dire, che puntavano e miravano a coartare la volontà dei consiglieri regionali del sassarese, che si sono piegati, si sono piegati ai desiderata di Pigliaru ed Erriu, e laddove i consiglieri regionali del sassarese erano ben fermi nell'intento di contrastare questa norma che secondo noi è dannosa, in quell'ambito di consiglieri sassaresi, che giuravano che avrebbero votato no alla città metropolitana, si è creato un sub ambito che invece ha deciso per il sì alla città metropolitana di Cagliari, un sub ambito che è diventato sempre più largo. Ecco quindi che noi abbiamo assistito a consiglieri del sassarese, che in assemblee molto partecipate giuravano che non avrebbero mai votato per la città metropolitana di Cagliari, ricevendo anche dei titoloni sulla stampa, salvo poi in sede di votazione, qui in Aula, vederli alzare la mano in modo composto, in modo molto educato, come se niente fosse accaduto. Però noi credevamo che quelle mani fossero alzate solo ed esclusivamente perché erano state garantite ulteriori risorse per la rete metropolitana, ma non è accaduto nulla di tutto ciò. Ecco quindi che questa norma, l'articolo 6, che autorizza spese, fondo per gli enti locali, fondo unico eccetera eccetera, purtroppo ha dimenticato la rete metropolitana, ha dimenticato il Nord-Ovest della Sardegna. Credo che questa norma debba essere vista dai consiglieri del sassarese sotto la giusta luce, dietro il giusto angolo focale, non si può assolutamente tollerare che una parte importante della Sardegna, che sta soffrendo di una desertificazione istituzionale incipiente, non si può tollerare che continui ad essere dimenticata, trascurata, marginalizzata, emarginata dal Governo regionale. Sicuramente i nostri concittadini, nell'ipotesi in cui dovesse continuare questo percorso di desertificazione…

PRESIDENTE. Onorevole Tedde, il tempo a sua disposizione è terminato.

È iscritto a parlare il consigliere Michele Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Presidente, va valutato positivamente il fatto che il fondo unico per gli enti locali non venga ridimensionato rispetto all'anno scorso. Io credo che vada evidenziato un dato, che il fondo ha rappresentato storicamente per gli enti locali una conquista importante perché mentre prima i trasferimenti venivano fatti per interventi, ricreando in questo modo una sorta di dipendenza…

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Scusate, perché siamo in fase di discussione e di dibattito in aula. Onorevole Lotto, grazie.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Dicevo creando una sorta di dipendenza tra la Regione e i comuni, nel senso che i comuni venivano a trovarsi quasi in una posizione di vassallaggio rispetto all'Assessore di turno, e quindi dovevano presentarsi con il cappello in mano a chiedere la cortesia che gli venisse finanziato questo o quell'intervento, il fondo unico ha rappresentato storicamente per la Regione Sardegna un grosso passo avanti in questa direzione. Poi sappiamo che in realtà non è esattamente così, perché ci sono alcuni Assessorati che continuano a tenere gelosamente le chiavi del forziere e ad allentare i cordoni della borsa a seconda di chi chiede. Abbiamo assistito, anche recentemente, a finanziamenti erogati senza nessun criterio comprensibile.

Detto questo, l'elemento che io volevo evidenziare, assessore Paci, è il seguente. Lo abbiamo detto già in sede di discussione generale: il fondo unico viene lasciato così com'è, e questo va bene, però contestualmente vengono ridotti gli stanziamenti relativi ad alcune voci…

PRESIDENTE. Chiedo scusa. Onorevole Lai, grazie.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). L'onorevole Lotto oggi è particolarmente effervescente, ci fa piacere.

(Interruzioni)

Alcune voci, dicevo, sono state ridotte, voci che incidono in maniera rilevante nella vita delle amministrazioni. Parlo delle proloco, parlo delle bande musicali, parlo delle scuole civiche di musica e parlo soprattutto delle compagnie barracellari. Perché voglio evidenziare questi aspetti, che a chi non ha fatto esperienza di amministratore locale possono sembrare cose surreali, come se stessi parlando di aspetti folkloristici che riguardano la Sardegna e che magari non riguardano altre realtà? Perché ognuno di questi elementi da solo è in grado di mobilitare in Sardegna risorse rappresentate da migliaia di persone, migliaia di persone che non lo fanno dietro compenso, ma volontariamente, perché spesso anzi ci rimettono di tasca, si mettono al servizio della propria comunità, o perché sono impegnate a organizzare eventi attraverso la proloco, o perché sono impegnate a diffondere la cultura musicale di base, ma spesso non solo, attraverso le bande musicali e le scuole civiche di musica, oppure perché sono impegnate - e stiamo parlando di migliaia e migliaia di persone - nel presidio e nella difesa del territorio comunale, le compagnie barracellari, questo sì un elemento a forte caratterizzazione identitaria, visto che rappresenta assolutamente una peculiarità della Sardegna. Ripeto, le modeste risorse che sono stanziate, che erano stanziate anche prima della riduzione, per queste quattro voci, non servivano a corrispondere emolumenti, ma semplicemente a sostenere, a incoraggiare queste presenze così importanti nel territorio. Vogliamo mettere questi soldi nel fondo unico? Io su questo avrei qualche perplessità, dico la verità, perché credo che ci siano delle cose che debbano fare parte di un indirizzo politico regionale. Abbiamo anche visto come spesso agli indirizzi che dà la Regione non corrispondano altrettante azioni positive da parte dei comuni, quindi io sarei dell'avviso che queste realtà vadano comunque privilegiate a prescindere, però l'assessore Paci parla di riduzione per progressivo trasferimento di queste voci sul fondo unico. Siccome non c'è un incremento del fondo unico corrispondente a queste voci, siccome sappiamo per esperienza che queste realtà sono sofferenti e molte di esse stanno anche morendo, io volevo sottoporre all'attenzione della Giunta, in particolare dell'assessore Paci - l'assessore Erriu conosce bene i problemi di cui sto parlando -, ma soprattutto all'attenzione dei colleghi della maggioranza che si sono mostrati molto sensibili sul territorio a questi temi, per invitarli ad essere conseguenti e a sostenere gli emendamenti che abbiamo presentato al bilancio affinché queste voci possano essere riportate per lo meno al livello dell'anno scorso.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Luca Pizzuto. Ne ha facoltà.

PIZZUTO LUCA (SEL). Per respingere al mittente queste accuse da parte della minoranza voglio raccontare un sogno che ho fatto. Io sono un sognatore di natura, quindi mi capita spesso di fare sogni, anche ad occhi aperti, e ho sognato il periodo in cui ero Assessore in provincia e dedicavo gran parte del mio tempo a combattere contro forme di finanziarie che venivano fatte dai colleghi che erano in quel momento al governo, e facevo battaglie importanti, per esempio sul sociale. Ho fatto questo sogno, dove veniva proposta una finanziaria con un taglio di più di 30 milioni di euro sul sociale, dove non c'erano investimenti per lo sviluppo, dove mancava tutta una serie di azioni concrete sulla cultura e sulla povertà e venivano ridotti stanziamenti importanti a risorse che servivano per buste paga e dove addirittura i consiglieri della maggioranza facevano scherzi e dispetti a vicenda sulle cose. Per fortuna mi sono svegliato poi da quel sogno, tutto sudato e in difficoltà, e ho scoperto che non era la realtà, che per fortuna le risorse sul sociale ci sono, che certi tagli ci sono stati ma sono stati molto lievi e che i colleghi di maggioranza non si mettono a fare dispettucci di vario genere. Per fortuna, quindi, abbiamo una finanziaria che ha dentro di sé delle risorse importanti che possono essere utilizzate per il futuro della Sardegna e che possono consentire uno sviluppo potenziale importante. Però bisogna sempre stare attenti perché a volte i sogni si trasformano in realtà, quindi bisogna sempre stare all'erta sul fatto che non ci siano aggressioni ideologiche, perché l'ideologia esiste da sinistra ma esiste anche da destra, ed esiste una ideologia precisa che mette il profitto, il capitale e la speculazione al centro rispetto alle persone, e bisogna sempre tenere alta la guardia per evitare che questo avvenga anche in infiltrazioni dal centrosinistra, dove magari non tutto appare esattamente come è. È per questo che esiste la sinistra, per evitare che ci siano aggressioni ai danni delle categorie più deboli, ed è per questo che esiste il Gruppo di Sinistra, Ecologia e Libertà, che nelle finanziarie e negli articoli prossimi continuerà a monitorare con attenzione l'alto valore di quello che viene fatto negli articoli e continuerà a prestare attenzione affinché tutte le cose che vengono messe in finanziaria siano effettivamente cose strutturate, che non hanno una natura né propagandistica, né clientelare, né di altro tipo. Quindi continueremo a lavorare con attenzione per una buona finanziaria qual è questa, nonostante i cattivi sogni.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Spero che ti sia svegliato bene perché la realtà è un pochino diversa da quella che il sogno propone. Sognare è una cosa bella, affascinante secondo il sogno che è. Tu invece ti sei introdotto in un angolo particolare di sogno e Morfeo deve averti condotto a soluzioni non adeguate. Vorrei ricordarti due cosette. La difesa dei ceti deboli non si fa solo dicendo che sono ceti deboli e che naturalmente bisogna essere coloro i quali elargiscono magari l'elemosina. Per tutelare i ceti deboli, per toglierli quei ceti deboli dalla debolezza in cui sono stati cacciati, vanno poste risorse adeguate per creare sviluppo e occupazione. Se non c'è sviluppo non c'è occupazione. Se non c'è impresa non c'è occupazione. Allora io devo vigilare che impresa, come recita il codice civile, sia un'intrapresa privata, ma che ha anche risvolti sociali. Lì sì che possiamo essere d'accordo, ma pensare di ridurre il tutto a un collettivismo che ha dato già di per sé un fallimento è un errore grave. Allora, io non sono contrario a dare un sussidio a chi come famiglie è sotto la soglia di povertà, voglio riprendere questo ragionamento perché è importante ma, per esempio, quando discuteremo di quella proposta di legge io proporrò che almeno 500 euro al mese siano date alle donne che stanno in famiglia e lavorano e fanno da assistenti sociali, da lavatrici, da stiratrici, tutto quello che vuoi e non hanno un'opportunità di lavoro alternativo. Quelle persone meritano perché quando si parla di creare una società... io vorrei che qualcuno si ricordasse quando una faceva la mamma bene e c'era un controllo sociale i bambini giocavano anche fuori nelle piazze, nelle vie e nelle strade e non c'era tutto quel pericolo che c'è. Attenzione al buonismo e all'assoluta necessità che deve essere spinta in una sola direzione la via per cui il risultato è parlare così tanto per parlare "vi do occupazione, vi do questo, bisogna saltare i numeri", è una realtà che non c'è, è ancora una volta un sogno. Dobbiamo andare alle cose concrete, reali, quelle che servono, quelle che danno sostanza, quelle che danno delle opportunità ai lavoratori e alle lavoratrici di avere un reddito, anche se minimo, ma di averlo di potersi sentire libere dai bisogni, perché la libertà si declina in molti modi e uno di quei modi è la libertà dai bisogni e non può essere solo un carico sociale, deve essere un carico per ciascuno e per tutti. La dignità di una società si misura attraverso quello che ciascun individuo sa proporre, fare e dare, non a parole, con i fatti. Voglio dirti una cosa, già che abbiamo parlato di ideologie particolari, se le banche hanno assunto queste cose come metro di paragone oggi è il capitalismo spinto, io sono contrarissimo perché è cosa diversa dall'essere liberali, ti posso dire una cosa: siamo a questi livelli perché si è alienato il lavoro, non si considera che la retribuzione di un lavoratore è danaro e quel danaro è contante, mentre invece si è fatto fare il sogno di quella finanziarizzazione estesa, espansa, distruttiva che poi ci ha portato alla disgrazia del 2008 con l'inizio della crisi, con la prosecuzione della crisi e con tutto quello che su di noi incombe di questi tempi.

Certo, io capisco che forse faccio male a parlare di queste cose, ma dovrei fermarmi un attimino e cominciare a ragionare e dire che forse anziché la necessità del velocizzare tutto e subito, perché questo avete assunto voi che proponete una certa cosa, sarebbe quella della meditazione, del fare le cose con calma, di ragionare su quello che si propone, anziché pensare che un verticistico portare a compimento determinate scelte sia la verità e sia quello che determina un futuro più roseo. Non è così, non è così! La democrazia si vive perché si vive giorno per giorno, momento per momento, affrontando tutte le difficoltà e si costruiscono sistemi e mentalità più libere per poter ragionare e essere all'avanguardia anche in quella innovazione su cui spesso noi a parole ci riempiamo la bocca, ma poi nei fatti non facciamo più niente.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SEL). Presidente, intervengo perché ho ascoltato attentamente l'intervento dell'onorevole Cossa e in effetti dice bene quando parla degli impegni assunti rispetto alle compagnie barracellari. L'impegno assunto è sul tavolo e credo che noi... vorrei che ascoltassero gli Assessori, sennò non ha senso... vorrei che noi qui assumessimo l'impegno come Consiglio di fare di tutto perché la legge datata già presentata da tempo alla Commissione di riferimento sulle compagnie barracellari venga finalmente esitata e affinché le compagnie stesse (ricordiamo che sono presenti nell'80 per cento dei comuni della Sardegna) possano avere le risorse per poter espletare al meglio la loro funzione, che diventa sempre più importante in quanto, come sappiamo, ormai assolvono a compiti di protezione civile, sono determinanti nella campagna antincendio di tutti gli anni, sappiamo benissimo cosa significa per la Sardegna la piaga degli incendi. Siccome ci risulta che proprio nelle ultime ore ufficialmente abbiano fatto un comunicato in cui si rifiutano di firmare i protocolli d'intesa con i corpi forestali di riferimento, che sarebbe quel protocollo che permette loro e permette ai comuni di averli a disposizione per i tre, quattro mesi di campagna antincendi, io credo che dobbiamo fare di tutto, se non in questa fase di legge finanziaria, ma subito dopo, per convocarli urgentemente qui in Regione, a cura dell'Assessorato e anche dei Capigruppo, se possibile, affinché venga sventata questa ipotesi perché sarebbe davvero drammatico, secondo me, se le compagnie barracellari rinunciassero quest'anno a quei compiti di campagna antincendio che sono fondamentali per la nostra isola. Con molte difficoltà la risorsa storica è stata mantenuta, però effettivamente questa non è sufficiente perché sono aumentati in maniera importante il numero delle compagnie, quindi il numero dei barracelli e soprattutto sono aumentati in maniera considerevole i compiti in capo alle singole compagnie. Quindi vorrei che a fine della discussione di questo articolo o quando ritengano opportuno gli Assessori ci diano una risposta rispetto a quello che stiamo chiedendo.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Intervengo brevemente perché rischia di passare sotto silenzio un aspetto, Assessore, che dal punto di vista nostro è davvero inquietante. Io non penso che sia qualcosa, ancorché riferibile alla Giunta regionale, che sia farina del suo sacco anche perché per la verità non ha a che fare con materia di competenza sua. Si introduce con l'emendamento numero 549 una norma di quelle volutamente formulate in maniera generica: "Al fine di garantire il coordinamento tra la programmazione del piano di realizzazione delle opere e infrastrutture di cui all'articolo 4 della legge regionale 9 marzo 2015 numero 5 e la programmazione degli esercizi finanziari, la Giunta regionale con propria deliberazione su proposta degli Assessorati competenti per materia aggiorna", ecco il termine che utilizzate in maniera edulcorata, "periodicamente l'elenco degli interventi del piano, individua le priorità e ne dà comunicazione" e qui sta la cosa che io voglio pubblicamente denunciare, "alla competente Commissione consiliare". Un emendamento che sembra talmente innocuo che davvero mette in evidenza la fiducia che la Giunta ha verso il Consiglio regionale e verso la Commissione competente.

Cioè il meccanismo, come voi tutti sapete perché è stato introdotto con la legge finanziaria del passato esercizio, prevedeva in maniera molto semplice che la Giunta regionale su proposta dell'Assessore competente in materia di lavori pubblici, acquisito il parere della Commissione consiliare individua le priorità degli interventi da realizzare, i responsabili dell'attuazione e i soggetti attuatori. Qui che cosa si sta proponendo? Si sta sostanzialmente proponendo: "Ragazzi, la Giunta fa quello che le pare e le piace, non disturbateci, facciamo noi il programma di interventi e individuiamo noi quali sono le opere, quali sono i soggetti e quali sono i responsabili dell'attuazione." La Commissione consiliare competente che prima aveva un ruolo perché quanto meno entrava nel merito, come si è sempre fatto per programmi di questa valenza, perché stiamo parlando dell'intervento di 700 milioni di euro che non può essere una questione così riservata solo alla competenza della Giunta, che non può non vedere investito il Consiglio regionale, che non può non vedere investita la Commissione competente per quanto meno esprimere quel parere che era già oggetto della previsione della scorsa finanziaria. Qual è la necessità di questo cambio di rotta? Qual è, Assessore degli enti locali, la necessità di questa rivoluzione copernicana che state introducendo?

Non si tratta di un programmino qualunque, si tratta di un programma di 700 milioni di euro e questo la dice lunga sulla considerazione che avete come Giunta regionale intanto della vostra maggioranza perché vuol dire che forse non avete tutta questa fiducia, ma per quanto ci riguarda avete scarsa considerazione del ruolo e della funzione del Consiglio regionale. Questo è il problema e allora su questo io vorrei capire qual è la ragione che sta alla base. Per la verità, sempre per completezza argomentativa, il collega mi ha sottoposto un emendamento, il numero 821 che corregge questo tentativo furbesco della Giunta regionale, un emendamento che ripristina e forse anche migliora, devo riconoscere, la situazione quale appunto ho richiamato presente nella scorsa legge finanziaria. E questo è uno degli aspetti. Il tempo scorre, assessore Erriu, un altro problema che le voglio porre perché non capisco perché noi abbiamo nel corpo dell'articolo 5 il comma 2 e il comma 5 che si riferiscono alla revisione del PPR e all'attuazione del PPR e non si è, avrei capito il senso se fossero risorse da destinare al sistema degli enti locali, ai comuni, ma qui c'è una contraddizione in termini nella misura in cui è la stessa regione, sono somme riservate...

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Rispondo brevemente, poi anche stando molto all'interno dei termini, siccome ci sono state domande specifiche anche per gli altri Assessori, se la Presidenza ce lo consente possiamo fare delle integrazioni. Vorrei dire alcune cose e in particolare non c'è stato un taglio diciamo delle voci che riguardano, sono state ricordate dalle scuole civiche di musica, alle bande, alle Pro loco, ai barracelli, c'è stata una riunione della conferenza regioni-enti locali nella quale si è posto un problema che è quello della riduzione dei finanziamenti che sono disponibili per la regione Sardegna e della necessità di capire come fosse possibile avere risorse a disposizione anche per le politiche trasversali che la regione deve portare avanti senza penalizzare gli enti locali ed era stato raggiunto un accordo per cui alcune voci di spesa tipiche degli enti locali potevano andare in riduzione ovviamente con l'impegno da parte degli enti locali di assumersi la responsabilità di quelle voci stesse, quindi una piena assunzione delle responsabilità per cui ogni comune, ogni unione dei comuni decide se preferisce all'interno delle risorse disponibili finanziare le scuole civiche, le bande o altro. Poi capisco che questo è complicato da portare avanti, probabilmente potrà essere fatto all'interno di una revisione complessiva delle modalità di suddivisione e di utilizzo del fondo unico che è urgente fare e mi pare che sia convinzione di tutti che dobbiamo fare, per cui sono previsti degli emendamenti nella finanziaria condivisi dalla maggioranza ma dell'intera Commissione anche su pressione e su indicazioni della minoranza per ripristinare una serie di queste voci. Per quanto riguarda i barracelli condivido la posizione espressa dall'onorevole Cocco che c'è una legge in discussione che dovrà prevedere proprio un inquadramento più strutturale dei barracelli all'interno della legislazione regionale.

Infine per quanto riguarda le sollecitazioni dell'onorevole Pittalis siamo del tutto d'accordo, c'è il nostro parere favorevole sull'emendamento all'emendamento numero 821, però vorrei anche precisare che siccome non viene modificato l'articolo 4 della legge regionale 2015 era già previsto che poi ci fosse questo parere, quindi quello che noi abbiamo scritto di comunicazione alla competente Commissione poi entrava in vigore l'articolo del 2015 e quindi era previsto. Però giustamente viene precisato e non c'è nessuna difficoltà da parte della Giunta ad accogliere questo emendamento. Quindi questo in termini generali per quanto riguarda l'impostazione di alcune voci, dopodiché gli Assessori presenti se vogliono aggiungere se la Presidenza lo permette.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

ERRIU CRISTIANO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Sull'accenno fatto al comma 2 e al comma 4 che apparentemente potrebbero essere interpretati come riferiti allo stesso tipo di attività, sono due cose diverse, completamente diverse. L'estensione del piano paesaggistico alle zone interne comporta l'acquisizione di un'imponente quantità di dati e informazioni di tipo cartografico, il che comporta un lavoro specifico che fa capo ad un servizio specifico dell'urbanistica che è governato dal comma 2 a cui fa seguito l'attività di ricerca a livello di osservatori e quindi sono due attività completamente diverse, infatti si fa riferimento a due capitoli di bilancio completamente diversi, tutti convergenti verso l'obiettivo che è quello della revisione, dell'adeguamento del primo ambito omogeneo del costiero e l'estensione alle zone interne.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dei lavori pubblici. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA PAOLO, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Sì, io sono sicuro che il Capogruppo di Forza Italia, del Partito delle libertà, è consapevole dello spirito del testo messo all'esame del Consiglio. L'articolo 4, a cui si fa riferimento, della legge 5 del 2015 vincolava il Consiglio ad esprimersi una sola volta sul Piano infrastrutture presentato in quella sede. Quindi il problema era consentire l'aggiornamento del Piano infrastrutture. Faccio un esempio. E' crollato un argine, è crollato un muro, io non ho nessun titolo come Regione ad inserirlo nel Piano delle infrastrutture perché non c'è una modalità integrativa dell'elenco a suo tempo trasmesso al Consiglio. In questo modo si è garantita la periodicità dell'aggiornamento, mantenendo inalterate le prerogative del Consiglio rispetto al pronunciamento sulle priorità. Questo era lo spirito, ma io sono sicuro che lei l'avrà già colto. Grazie.

PRESIDENTE. Passiamo agli emendamenti numero 195, 544 e 604, uguali.

PITTALIS PIETRO (FI). Votazione elettronica!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Lotto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOTTO LUIGI (PD). No, chiedo scusa, brevemente perché effettivamente la conclusione del collega Pittalis ha posto un problema che alla fine è emerso chiaro come ci sia la sensibilità dell'intero Consiglio e della stessa Giunta a creare le condizioni affinché quando c'è un atto della Giunta che chiama in causa le competenze del Consiglio è normale che la competenza del Consiglio venga chiamata in causa, chiamando la Commissione competente ad esprimere un parere. Noi abbiamo presentato un emendamento una volta che abbiamo visto la scrittura che poteva portare ad un fraintendimento, così come di fatto stava avvenendo, e di fatto in questo modo si certifica che né la Giunta, né noi e né l'intero Consiglio voleva creare una condizione di operato al di fuori di quelle che sono le norme che da tempo seguiamo in questo Consiglio. Credo che si sia chiarito, mi fa piacere, e quando approveremo la norma saremo tutti più tranquilli.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 195, 544 e 604, uguali.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 196 e 605, uguali.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 197 e 606, uguali.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 198 e 607, uguali.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo agli emendamenti numero 199 e 608, uguali.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Presidente, guardi a noi interessava mettere in evidenza alcune anomalie, e mi pare che dal dibattito poi sia scaturito effettivamente quello che noi auspicavamo con un emendamento correttivo per la questione che abbiamo posto. C'è soltanto un'altra cosa che evidenziamo, lo poniamo come tema che ricade sulla vostra responsabilità, perché lo voglio fare annunciando a questo punto il ritiro dei nostri emendamenti soppressivi parziali, perché abbiamo capito che è un discorso fra sordi, e che però non può passare nel silenzio. Voi avete previsto al comma 1 dell'articolo 5 l'importo che normalmente era destinato a favore delle Province, quei 65 milioni ora, Assessore, non solo devono essere ripartiti tra le Province che ancora esistono, ma con le Associazioni dei comuni e, udite udite, la stessa Città metropolitana. Perché il richiamo che operate all'articolo 16 della legge sugli enti locali contempla espressamente la Città metropolitana, che si troverà ad avere quindi doppiamente gli stanziamenti che spettano al sistema dei Comuni ed in più anche quota del fondo dei 65 milioni. Se così non è, Assessore, mi corregga ma se così è, perché il contenuto della disposizione è questa, fermatevi e trovate il modo di correggere, perché davvero questa è una vergogna e soprattutto è un comprimere le aspettative soprattutto di quei Comuni, che sono tutti quelli della Sardegna all'infuori di Cagliari, che città metropolitana non sono.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Pittalis. Quindi, chiedo se sono ritirati tutti gli emendamenti dell'opposizione? Gli emendamenti soppressivi parziali. No, i totali li abbiamo già fatti!

Passiamo agli emendamenti sostitutivi parziali.

Ha domandato di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Ne ha facoltà.

ERRIU CRISTIANO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Io invito gli onorevoli consiglieri a leggere questo comma primo con la legge numero 2 che, pur non avendo contenuto finanziario, introduce un criterio molto importante che punta a governare la gestione dei flussi finanziari finalizzati all'organizzazione dei servizi gestiti dagli enti territoriali. Noi sappiamo bene che una parte delle competenze che erano delle province transitano verso le Unioni di comuni e verso la Città metropolitana, sappiamo che la città metropolitana ha la possibilità per la natura del bilancio e la struttura di bilancio di città metropolitana fatta di titolo primo più di titolo secondo, quindi non di entrate proprie a differenza di altri territori, la legge numero 2 consente di disciplinare, attraverso il coinvolgimento degli enti locali in sede di Conferenza permanente regioni enti locali, dei criteri di riparto delle risorse che consentono di affrontare le evidenti criticità. L'importo complessivo non è cambiato, cambia la distribuzione della gestione tra province e Unione dei comuni, chiamati a gestire gli stessi servizi, in applicazione del principio per cui il personale e le risorse seguono la funzione evidentemente, per cui delle due l'una! Se le competenze e il personale rimangono in capo alla provincia allora ha senso mantenere le risorse e in capo a quest'ente locale, se invece transita tutto verso un altro livello intermedio il processo di cooperazione intercomunale individua l'Unione dei comuni e la città metropolitana come il soggetto recettore chiamato a svolgere i servizi allora è come un principio di vasi comunicanti che consente in regime invariato di risorse a disposizione di gestire questi servizi, altro problema e altro discorso riguarda l'evoluzione che va nella direzione della finanza pubblica statale e della finanza locale trasferita che va nella direzione di ridurre ulteriormente la quantità delle risorse a beneficio degli enti locali. Però questo è un altro tema che cercheremo di governare così come stiamo facendo con il sistema degli enti locali. Il sistema consente quindi in sede di Conferenza permanente di individuare i criteri e le modalità che consentano di dosare bene gli equilibri fra i diversi enti modo tale che le risorse vengano spese al meglio cioè per la gestione di servizi e funzioni fondamentali a beneficio dei cittadini amministrati dagli enti locali.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento sostitutivo parziale numero 341.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 342.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 343.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 397.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 398.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 399.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 401.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 400.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 402.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 403.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 404.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 405.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 344.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 406.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione il testo dell'articolo 5.

Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Emendamento numero 666.

PITTALIS PIETRO (FI). Chiedo il voto elettronico.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonello Peru per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PERU ANTONELLO (FI). Questo emendamento, il 666, ha l'obiettivo di dare certezza e tranquillità almeno per il 2016 ai lavoratori delle società in house della Sardegna, per dare tranquillità sia a loro, sia anche ai servizi del loro attuano nei territori, c'è un emendamento della maggioranza di 1 milione e mezzo di euro e quindi l'emendamento presentato dalla minoranza di 5 milioni vorrebbe capire dalla Giunta se le risorse, per quanto riguarda il 2016, sia sufficiente 1 milione e mezzo, noi abbiamo notizie che solo per la provincia di Sassari necessitano 2 milioni di euro per arrivare al 31 dicembre 2016. Vorremmo capire dalla Giunta se il milione e mezzo è sufficiente, per quanto riguarda Sassari, Olbia, la provincia di Nuoro e la provincia di Cagliari a questo punto c'è la certezza della garanzia, sia per quanto riguarda i lavoratori, ma soprattutto per quanto riguarda il servizio che prestano nei territori delle province o delle ex province. Vorremmo capire, Assesssore, se l'emendamento presentato dalla maggioranza, pari ad un milione e mezzo è sufficiente per garantire il servizio sino al 31 dicembre 2016.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Onorevole Peru, ho imparato in questa esperienza che le certezze non esistono, che viviamo in un mondo pieno di incertezze, quindi si fa il possibile, mettere un milione e mezzo e cercare di dare risposte È un sistema che va ovviamente riorganizzato, siamo in un passaggio cruciale da competenze delle province verso le unioni dei comuni, l'impegno è che se non fosse sufficiente il milione e mezzo cercheremo di intervenire in altro modo. Però come vedete ci sono tante richieste, adesso in questo caso specifico stiamo parlando dei lavoratori in house delle province, ci sono tante altre emergenze E con questo intervento abbiamo cercato di intervenire un po' sui cantieri verdi, un po'sui lavoratori in utilizzo, un po' su queste tipologie di lavoratori, purtroppo le risorse che sarebbero necessarie per dare certezze e sicurezze a tutti non sono disponibili, con questa manovra stiamo cercando, nei limiti del bilancio, di dare comunque una risposta a tutti. Quindi in questo modo io ovviamente sto garantendo l'impegno della Giunta a continuare ad affrontare con assoluta attenzione la situazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 666.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto ora in votazione l'emendamento all'emendamento numero 810. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 720. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 710.

Siccome c'è un invito al ritiro, onorevole Tendas le chiedo se lo vuole ritirare.

TENDAS GIANMARIO (PD). No, non lo ritiro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Fasolino per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Io chiedo di apporre anche la mia firma a questo emendamento. Chiedo anche il voto elettronico, Presidente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianmario Tendas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TENDAS GIANMARIO (PD). Vorrei porre l'attenzione del Consiglio e anche della Giunta a un problema che è drammaticamente attuale e che è ben lungi dall'essere risolto, mi riferisco in modo particolare al discorso legato all'alluvione del 18 novembre del 2013, ben sapendo che da parte della Giunta c'è stata un'attenzione rivolta a quelli che sono i danni che hanno interessato il settore pubblico, ma non altrettanta attenzione c'è stata verso i danni subiti dai privati. Sappiamo tutti che nell'ambito della drammaticità che ha coinvolto la nostra isola furono interessati una ottantina di palesi, sino ad adesso i privati, che hanno subito notevoli danni, sostanzialmente non hanno avuto un minimo di indennizzo da parte dell'Assemblea regionale, di questo Consiglio regionale. Non solo, di recente e per l'esattezza il 23 dicembre 2015 la Giunta regionale, con la delibera numero 66/32, ha deciso di venire incontro alle esigenze dei privati con un sistema e delle procedure per l'assegnazione dei fondi che lasciano molto a desiderare. Nel senso che non vengono prese in considerazione tutte le persone che hanno avuto dei danni inferiori a 10 mila euro. Sostanzialmente questa situazione sta creando delle difficoltà notevoli, perché l'entità delle somme messe a disposizione sono sostanzialmente l'equivalente del 5 percento dei danni subiti e una parte consistente o superiore a 2500 persone, che hanno subito i danni dell'alluvione, non sono in condizione di poterne usufruire. La parte che invece ne usufruisce e che è pari a 2583 avrà un indennizzo che è l'equivalente del 5,07 percento dei danni subiti. Credo che questa sia una situazione di ingiustizia, tenuto conto che sono già passati oltre due anni da quel tragico evento e che non possiamo continuare a dimenticare situazioni che creano dei disagi notevoli. E li creano soprattutto alle Amministrazioni comunali che si devono continuamente e quotidianamente misurare rispetto a questa esigenza che purtroppo ancora non è stata…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Desini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DESINI ROBERTO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Io chiedo se a questo emendamento, vorrei presentare un emendamento orale, e aggiungere che, nella penultima riga dove c'è scritto riservato ai comuni che hanno subìto l'alluvione del novembre 2013, vengano aggiunti anche i comuni colpiti nel giugno del 2014, come i comuni di Sorso e il comune di Sennori.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Sono perfettamente d'accordo e aggiungerei anche il mio nome all'emendamento, ricordando che il Presidente del Consiglio sa bene quante lettere ha ricevuto proprio toccando questi fatti e quindi non posso che essere d'accordo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Meloni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MELONI GIUSEPPE (PD). Sono tra i sottoscrittori di questo emendamento per dire che voterò a favore, perché credo che le leggi che vengono approvate anche in questo Consiglio devono poi trovare applicazione pratica nella realtà, e l'applicazione pratica nella realtà significa anche stanziare risorse. Abbiamo approvato qualche mese fa la legge che prevedeva la possibilità di erogare fondi in capo agli enti locali, quindi trasferiti da parte della Regione, per il ristoro dei danni al patrimonio privato a seguito di eventi alluvionali. Ecco, questa è l'occasione propizia io dissi, in quel momento, che in finanziaria in quel caso stanziamo solo un milione, in finanziaria sarebbe stato necessario stanziare qualcosa in più. Abbiamo visto tutti, qualcuno adesso ha parlato dell'alluvione di giugno, abbiamo visto tutti cosa è accaduto nell'alluvione del 2013, 5 milioni sono davvero poco, sono l'un percento, però credo che il segnale debba essere dato. Ho visto anche quanto già è stato stanziato, bene in certi casi sono davvero delle cifre che diventano quasi offensive rispetto a chi ha subito quei danni. Io credo che invece questo Consiglio regionale debba dare un segnale ben preciso e importante e quindi, per questo, occorre votare a favore di questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (Soberania e Indipendentzia). Io vorrei fare un emendamento orale, aggiungere, dopo giugno 2014, anche la grandinata del settembre 2015, che ha colpito dei comuni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Che una parte di questo Consiglio, e soprattutto la maggioranza, riduca a tema così di ironia e di barzelletta un tema sensibile e di questa portata, scusate, non per fare reprimende nei confronti di nessuno, però riportiamo le cose… c'è una proposta, che ha fatto l'onorevole Tendas, si sviluppa un dibattito, è lecito, all'interno della maggioranza, risolvetevelo, sospendete l'emendamento se ritenete, ma vorrei capire quale è la posizione della Giunta sull'argomento, perché è significativo capire anche quale l'indirizzo che si vuol dare in materia. Perché possiamo accapigliarci su tutto, ma come potete anche vedere, e penso apprezzare, dall'atteggiamento dell'opposizione non stiamo facendo demagogia, né ci stiamo buttando su un argomento che sarebbe facile stare qui fino a stanotte per dire va bene, facciamo. Perché insomma sappiamo anche quello che potrebbe essere lo sforzo finanziario che finora non c'è stato e che è stato inadeguato. Non portateci su questo terreno. Vorrei capire quale se possibile, Presidente del Consiglio, chiedere attraverso lei alla Giunta un'interlocuzione sul punto, giusto per dare elementi anche di chiarezza al Consiglio perché davvero altrimenti rischiamo di non capire nulla.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Non solo il parere della Giunta ma il parere della Commissione e della Giunta, perché si è già espressa e si è espressa in modo chiaro: invito al ritiro o posizione contraria. Perché invito al ritiro? Perché, siccome il tema è un tema serio, si dà l'opportunità di discuterne, di far capire che c'è una sensibilità importante, dopodiché l'invito al ritiro perché non possiamo votare un emendamento di questo genere, perché appunto: perché solo del 2013, perché non anche le alluvioni del 2014, perché non quelle del 2015? Ma senza voler fare ironia, ahimè questo significa che il nostro territorio spesso è a rischio di queste calamità.

E mi domando anche: ci ricordiamo le polemiche che ci sono state solamente qualche giorno fa quando si è sparsa una voce, poi rivelatasi falsa, che volevamo intervenire sul fondo unico degli enti locali per destinare risorse in favore dell'emergenza lavoro, cioè di persone che stanno rischiando di perdere il lavoro? E si è detto: no, ci mancherebbe altro, nessuno lo vuol toccare il fondo unico perché ci sono delle esigenze dei comuni e degli enti locali. Qui con un emendamento si stanno ipotizzando 5 milioni, perché l'1 per cento di 500 milioni vuol dire 5 milioni, che vengono tolti dalle finalità pubbliche per intervenire a favore dei privati, che giustamente meritano attenzione però attraverso altre strade che non sia un emendamento di questo genere.

Quindi, per concludere, io penso che il merito di chi ha presentato questo emendamento sia di aver ancora una volta fatto presente che oltre ai danni al patrimonio pubblico ci sono dei danni al patrimonio privato, vi ricordo che è stata fatta una legge e che quella legge è stata finanziata con le risorse disponibili, e che c'è la necessità che si riesca ad affrontare questo tema in un modo organico, ma non a mio avviso togliendo delle risorse dalle finalità istituzionali degli enti locali e obbligandoli a intervenire in questo modo. Quindi, ancora una volta, come già detto in Commissione, a nome della Commissione, mi permetto perché è stata questa l'indicazione di tutta la Commissione, io inviterei il primo firmatario e gli altri a ritirare l'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare consigliere Gianmario Tendas. Ne ha facoltà.

TENDAS GIANMARIO (PD). Premetto che non c'era l'intenzione di levare ai Comuni ma di fare in modo che ci fosse una sorta di fondo di solidarietà che dai Comuni resta sempre ai Comuni. Detto questo, mi auguro che l'attenzione della Giunta, così come detto dall'Assessore del bilancio, ci sia tutta, perché stiamo parlando di problemi che sono estremamente e drammaticamente ancora attuali.

Detto questo, ritiro l'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Fasolino. Ne ha facoltà.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Probabilmente mi dirà che a norma di Regolamento non posso fare mio questo emendamento, quindi chiedo al mio Capogruppo di fare nostro questo emendamento, anche perché nella giustificazione che l'assessore ha dato dice che stiamo utilizzando i soldi pubblici per andare incontro a delle esigenze gravi dei privati, questa è la prima cosa. La seconda cosa che viene detta è: perché l'alluvione del 2013 e non anche la grandinata del settembre 2015 o l'alluvione del 2014? Ma state scherzando o state parlando seriamente? Le motivazioni sono nei dati, le motivazioni sono nel danno che le popolazioni hanno subito nel novembre 2013, e ha ragione il mio Capogruppo quando vi dice di non portarci su questo argomento perché io prima ho evitato di intervenire e di dire le parole che sto dicendo adesso. Ma davvero stiamo dicendo: perché l'alluvione del 2013? Forse abbiamo la memoria corta, forse non ci ricordiamo che cosa è successo, o forse volevate che qualcuno vi ricordasse anche i morti del novembre 2013 per sensibilizzarvi e per farvi capire che era un'alluvione diversa da tutte le altre?

Assessore, ma se quei privati che hanno subito quello che hanno subito non possono contare sul pubblico, su chi devono contare? Fino ad oggi lo sapete chi ha aiutato quelle famiglie? Altri privati, con il volontariato, non il pubblico. Ma se questi privati non possono essere aiutati dal pubblico, non possono contare sul pubblico, su chi devono contare, qual è il nostro ruolo?

Quindi chiedo al mio Capogruppo, o ad un altro Capogruppo, di farlo proprio. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Questo emendamento lo faccio mio, per una ragione. Voglio ricordare che il Governo ha stanziato 5 milioni di euro per istituire nei 73 Comuni colpiti dall'alluvione del 2013 una zona franca; il Ministero dello sviluppo economico e delle finanze avrebbe dovuto fare un decreto per istituirla, sentita la Regione e sentito anche il CIPE. Quei 5 milioni erano un'attesa che tutti i sindaci dei Comuni avevamo e non sono arrivati: perché non sono arrivati, perché non si è istituita la zona franca, perché la Regione non ha fatto niente, o che cosa ha fatto la Regione per fare arrivare i 5 milioni in questi 73 Comuni?

Visto che già siamo stati scippati di 5 milioni che erano stanziati nella finanziaria per il 2016 da parte dello Stato, credo che non si tratti di uno scippo al fondo unico o agli altri Comuni stabilire che una quota dell'1 per cento vada a ristorare quei privati che potevano averlo dallo Stato e invece, anche per inerzia della Giunta regionale, anche per inerzia della Regione, quei 5 milioni sono rimasti dov'erano e non sono arrivati a chi dovevano arrivare. Quindi faccio mio questo emendamento e chiedo che si voti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luca Pizzuto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIZZUTO LUCA (SEL). Io intervengo perché sento l'esigenza di esprimere intanto la solidarietà al collega Tendas, perché accade in modo sistematico che ci facciamo portatori di una serie di istanze dolorose, impegnative, che poi nei meandri e meccanismi di questo Consiglio non vengono accolte e debbono essere, per ragioni di amor di patria, messe da parte con un'enorme sacrificio. Però io penso che questa discussione abbia sollevato un problema che ci riguarda tutti, cioè che questa finanziaria, in cui c'è stato un grande sforzo e un grande lavoro che va riconosciuto, e dove c'è stato anche il risultato ottenuto sulla vertenza sulle entrate nei mesi scorsi, non è però sufficiente a coprire le istanze e i bisogni che ci sono in questo momento in Sardegna e di cui noi siamo portatori. E questo deve consentirci di poter aprire una riflessione profonda, in tutto l'arco di questo Consiglio, dalla maggioranza alla minoranza, su come questa partita debba essere riaperta anche sul piano nazionale, perché è evidente che non possiamo continuare a essere frustrati su esigenze di popolo di cui noi siamo portatori e che sistematicamente non riusciamo a soddisfare.

Quindi io dichiaro anche che non parteciperò alla votazione, come atto politico e come solidarietà per un collega che ha sollevato un problema importante, che riguarda la vita delle persone e su cui noi dobbiamo ragionare anche nella prospettiva futura.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SEL). Non ho sentito cosa ha detto il mio segretario, io devo dire che non sono d'accordo su questo emendamento e una volta tanto mi trovo perfettamente d'accordo con l'assessore Paci, perché abbiamo sviluppato l'argomento in Commissione e sul fondo unico ci siamo espressi in maniera chiarissima. Perché questo secondo me il ricercare le risorse dal fondo unico è una sorta di perequazione al contrario. Perché nel momento in cui gli ho tolto comunque delle risorse anche minime a uno dei 377 comuni per darle a un altro comune e in questo caso a dei privati sto andando a danneggiare anche quel singolo comune e mi sembra che siamo fuori da un principio che abbiamo sancito bene in una legge che abbiamo approvato qualche giorno fa.

Quindi sono d'accordo con i presentatori dell'emendamento, ci mancherebbe altro, siamo tutti d'accordo perché abbiamo la giusta sensibilità per riconoscere che ci sono delle persone, dei privati che sono ancora in sofferenza rispetto ad eventi meteorici che sono avvenuti, però le risorse sicuramente non possiamo prenderle dal fondo unico e comunque se la Commissione conta qualcosa, questo era e questo è.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS ANTONIO (PD). Grazie Presidente, per dire al collega Fasolino che se i consiglieri di questa maggioranza hanno presentato l'emendamento certamente non hanno necessità di essere sensibilizzati. L'argomento è certamente… è stato ritirato, onorevole Fasolino, adesso cerco di spiegarmi. Noi qualche anno fa era stato inserito il 3 per cento per quanto riguarda il fondo unico da destinare ai borghi autentici della Sardegna. Si è creato un precedente e si è detto basta, chiudiamo, perché il fondo unico non può essere utilizzato come salvadanaio per le emergenze. Lo abbiamo fatto, e abbiamo evitato anche di farlo come giustamente ricordava l'assessore Paci per quanto riguarda le estreme povertà, i comuni certamente non vivono, e lei lo sa meglio di me essendo sindaco sa in che condizioni vivono i comuni, noi non possiamo assolutamente in questo momento di grande difficoltà da parte degli enti locali mettere in discussione quello che è una grande conquista che questo Consiglio regionale ha dato agli enti locali della Sardegna.

È un problema importante, un problema che purtroppo viviamo quotidianamente, chi ha avuto a che fare con i comuni che sono stati colpiti da queste emergenze, però credo che questo Consiglio, questa Giunta regionale abbia la possibilità di intervenire in modo diverso come ha fatto negli anni scorsi su emergenze di questo tipo, ma io credo che il principio di salvaguardare il fondo unico degli enti locali vada salvaguardato. Per questo chiedo anche al collega Fasolino di evitare di fare proprio l'emendamento, perché credo che sia un argomento talmente serio che richiede una discussione un po' più approfondita. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Sabatini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SABATINI FRANCESCO (PD). Grazie Presidente, chi può essere contrario a ristorare i danni dei privati, mi dica qualcuno che può manifestare contrarietà ad un intervento che questo Consiglio può decidere stanziando le risorse da dare ai privati e chi non può capire, io lo posso ben capire, onorevole Fasolino, il suo sfogo perché anch'io nel mio territorio ho conosciuto la morte su questi fatti e ho visto danni gravissimi. E ricordo bene che la valutazione in Ogliastra, quando ci fu l'alluvione di Villagrande, per i privati fu di 12 milioni, non è mai arrivata mai una lira. Onorevole Angelo Carta, mi dica lei in cinque anni, lei ha fatto anche l'Assessore dei lavori pubblici, quali interventi nella storia di questa Regione sono stati messi in campo per ristorare i privati, nessuno qui può dare lezione a nessuno su questo tema, a nessuno. A nessuno! E quando la Commissione pone un invito al ritiro, non lo fa con leggerezza sottovalutando il problema ma lo approfondisce, lo esamina e dice che 5 milioni non servono a nulla e a nessuno, perché ben altre risorse ci vorrebbero per dare in modo equo, rendendo giustizia a tutti i privati. Perché non si può intervenire togliendo risorse ai comuni per ricavarne 5 milioni che non servono a nulla, a niente. E sarebbe pure difficile individuare i soggetti a cui dare priorità di risposta.

Allora non si può esaminare, non c'è l'onorevole Floris che ci richiamava ad un modo di legiferare che sia opportuno, perché non si può intervenire su un tema così serio in questo modo. Ed ecco perché esprimerò il voto contrario, invito tutti a dare il voto contrario, ma non perché c'è una contrarietà a ristorare i privati, ma perché non è questo il modo di affrontare. Credo che sia più serio intervenire su un piano di infrastrutture che mette in sicurezza, così come stiamo facendo, le nostre comunità e i nostri paesi. E sia più giusto esaminare un disegno di legge che possa dare risposte a questo tema in caso di emergenza. Una legge che ancora non abbiamo. Ma non sia questo il modo di affrontare. E che non si può avvalersi di un fatto che è scontato su cui nessuno può essere contrario. Quindi il mio voto è contro al metodo che si vuole utilizzare per esaminare un tema che è così importante, così delicato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Lotto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOTTO LUIGI (PD). Io non sarei intervenuto, perché l'intervento appena fatto dal Presidente della Commissione esaurisce un po' l'argomento. Però mi sollecita farlo l'intervento che ha fatto il collega Pizzuto. Perché come ha detto lui anche io sono sensibile all'esigenza che ha voluto mettere in evidenza il collega Tendas. E però è importante anche mettere all'attenzione del Consiglio determinate tematiche e quando si fa la scelta politica di ritirare l'emendamento è perché si fa una scelta politica come s'è fatta una scelta politica 10 giorni fa di ritornare indietro da un'ipotesi che pure era emersa di utilizzare il fondo unico, 8 milioni, per ragionare su altre cose. Si è detto: non ci sono i margini politici, non c'è la possibilità di farlo perché non è necessario, non è possibile intervenire su quel fronte perché le difficoltà degli enti locali sono già abbastanza note.

Nel momento in cui il collega Mario Tendas decide di ritirare l'emendamento tutto ciò che si fa dopo rischia di essere strumentalmente politicamente interpretabile. Per cui io credo che sia giusto seguire la scelta che ha fatto Mario di ritirare l'emendamento perché c'è un'esigenza politica di ritirarlo e di votare contro se qualcun altro lo fa proprio, perché il significato politico diventa diverso ed è giusto interpretarlo per quello che è.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (Psd'Az). Grazie Presidente, allora io non ho fatto mio l'emendamento per misurare la sensibilità di nessuno qui dentro, perché io credo che tutti i 60 consiglieri, tutta la Giunta regionale abbia il medesimo sentimento, uguale. Quindi non è questione di essere più o meno sensibili rispetto ad altri. Io ho posto una questione, la quinta Commissione, presidente Lotto, ha approvato all'unanimità una Risoluzione, le ricordo, nella quale chiedevamo alla Giunta regionale di adoperarsi affinché la zona Franca prevista dall'articolo 16 bis del decreto… Mi sfuggono i numeri… La Zona Franca da istituire nei comuni colpiti dall'alluvione del 2013 per la quale il Governo nazionale aveva stanziato la somma di 5 milioni si adoperasse affinché entro il termine stabilito si riuscisse ad avere questo decreto istitutivo di zona Franca in quei comuni. Quindi quei 5 milioni sono andati via perché…

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Non sono persi quei 5 milioni, ci stiamo lavorando, stia tranquillo.

CARTA ANGELO (Psd'Az). Allora quindi è importante anche l'interlocuzione perché io ho collegato l'emendamento a farlo mio perché erano altri 5 milioni che andavano via, quindi quei comuni perdevano 10 milioni di euro, i 5 milioni che con l'emendamento di Mario Tendas eventualmente sarebbero stati stanziati sommati agli altri 5 milioni previsti nella finanziaria dello Stato italiano per il 2016 e che sono ancora chi sa dove. E quei 5 milioni sono tutti quanti destinati ai privati perché vanno a incidere nella tassazione delle imposte che i privati devono pagare. Allora o ci impegniamo a recuperare quei 5 milioni, far sì che quei 5 milioni arrivino in quei comuni, perché altrimenti qualcosa dobbiamo farla, perché io sono d'accordo, onorevole Sabatini, non è che i privati hanno avuto mai la possibilità dalla Regione di poter avere dei risarcimenti, ma nel momento in cui c'è la possibilità data addirittura da una legge dello Stato, bene allora adoperiamoci perché quei 5 milioni arrivino e non solo per le grandinate o per tutte le altre cose importanti e devastanti, sono per l'alluvione del 2013. Quindi io sono disposto a ritirarlo ma con l'impegno della Giunta regionale affinché quei 5 milioni arrivino, anche perché hanno un valore molto importante dal mio punto di vista, perché istituire la zona franca in quei comuni, per e con le modalità che saranno stabilite, è già un risultato importante anche da un altro punto di vista. Quindi se c'è questo impegno da parte dell'assessore Paci, da parte della Giunta regionale, io sono disposto a ritirare l'emendamento.

PRESIDENTE. Quindi l'emendamento è ritirato? Mi è sembrato di capire di si…

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Proprio nei giorni scorsi ho avuto modo di parlare con il Capo di Gabinetto della Presidenza che sta seguendo direttamente questa vicenda, che non è facile, perché ancora una volta è difficile fare il perimetro, e stanno ragionando con Palazzo Chigi per trovare le soluzioni operative, quindi non sono persi e spero che presto ci saranno le novità. Siamo sul pezzo, perché non è nostra intenzione perdere neanche un euro di fondi che speriamo arrivino.

RESIDENTE. Onorevole Dedoni, lei è già intervenuto, a meno che non intenda fare proprio l'emendamento. Chiedo all'onorevole Carta se l'emendamento è stato ritirato.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Si, è stato ritirato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Fasolino. Ne ha facoltà.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Per chiedere al mio Capogruppo di fare nostro l'emendamento.

PITTALIS PIETRO (FI). Va bene.

PRESIDENTE. Allora, l'emendamento è stato fatto proprio dal Gruppo di Forza Italia, quindi metto in votazione, con votazione elettronica, l'emendamento numero 710.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 710.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 546, parere contrario della Commissione.

Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Giovanni Battista Tatti. Ne ha facoltà.

TATTI IGNAZIO GIOVANNI BATTISTA (UDC Sardegna). Io ho voluto presentare questo emendamento per ricordare alla Giunta che c'è un accordo in essere tra il Governo nazionale, la Giunta regionale e i Comuni dell'alta Marmilla, e cioè quei comuni che la Giunta regionale ha detto che sono i più disastrati della Sardegna, quei comuni che, in base al comma 11 dell'articolo 7 della legge numero 2 di quest'anno, dovrebbero avere un certo riconoscimento da parte della Giunta, un'attenzione particolare. Sino a oggi si è solo parlato, e penso che sia arrivato il momento di agire. Adesso ci sono anche i mezzi per poterlo fare, appunto con il comma 11 dell'articolo 7 della legge numero 2 del 2016, ritengo che la Giunta possa agire immediatamente sul da farsi per combattere soprattutto lo spopolamento di queste zone.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore della programmazione, bilancio , credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Molto brevemente per ricordare che l'alta Marmilla è stata selezionata come area per la sperimentazione della SNAI, quindi ci sono delle risorse specifiche sia a valere sui fondi nazionali che arrivano, sia a valere sui fondi della programmazione europea, che sono destinati e quindi stiamo proseguendo negli interventi e ritengo quindi che non sia necessario stanziare, data sempre la limitatezza del bilancio, specifici fondi regionali, dato che stiamo andando avanti in questa operazione, in questa strategia.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 546. Parere contrario della Commissione

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 252. Parere contrario della Commissione e della Giunta.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 253. Parere contrario.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 548. Parere contrario.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 254. Parere contrario.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 267. C'è un invito al ritiro

Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Demontis. Ne ha facoltà.

DEMONTIS SALVATORE (PD). Si, Presidente,è stato fatto proprio dal Presidente della Commissione e dai Capigruppo con il successivo emendamento, il numero 748, quindi certamente lo ritiro.

PRESIDENTE. Andiamo avanti. Emendamento numero 345. Parere contrario della Commissione.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 549, a cui è stato presentato l'emendamento sostitutivo parziale numero 821, con parere favorevole della Commissione, sia sull'emendamento all'emendamento, che sull'emendamento numero 549.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonello Peru per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PERU ANTONELLO (FI). Innanzitutto per complimentarmi con i presentatori dell'emendamento numero 821, che hanno in pratica corretto l'emendamento numero 549, il quale aveva la finalità di esautorare la Commissione dal parere, sia invece per chiedere alla maggioranza e alla Giunta di far ritirare l'emendamento numero 549, perché il numero 821, in pratica, riprende quello che è il comma 13 dell'articolo 5 della finanziaria precedente, e lo modifica modificando solo "dai 20 giorni ai 30 giorni", quindi non ha assolutamente senso, anzi, complica l'effetto legislativo, e quindi noi chiediamo di ritirare direttamente il numero 549, anche se il numero 821, ripeto, corregge e riporta al comma 13 dell'articolo 5 della legge finanziaria precedente.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento sostitutivo parziale numero 821.

Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 549. Parere favorevole.

Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Emendamento numero 550. C'è un invito al ritiro con parere negativo.

Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Giovanni Battista Tatti. Ne ha facoltà.

TATTI IGNAZIO GIOVANNI BATTISTA (UDC Sardegna). Si, lo ritiro.

PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento numero 551. C'è un invito al ritiro per l'emendamento numero 551. Con l'emendamento numero 551 ci sono gli emendamenti numero 786 con parere negativo, 559 con parere negativo, 422 con parere negativo e 816 con parere positivo, è un aggiuntivo.

(Interruzioni)

Sull'emendamento numero 816 a me risulta un parere favorevole. Sospendiamo un attimo la seduta.

(La seduta, sospesa alle ore 18 e 10, viene ripresa alle ore 18 e 11.)

PRESIDENTE. Possiamo riprendere la seduta. Allora abbiamo chiarito, il parere della Commissione è negativo.

C'è un invito al ritiro per l'emendamento numero 551.

Ha domandato di parlare la consigliera Daniela Forma. Ne ha facoltà.

FORMA DANIELA (PD). Si tratta dell'emendamento sulle opere delegate e definanziate di cui abbiamo iniziato a discutere anche ieri. Quindi c'è la disponibilità a ritirarlo, però contestualmente a presentare un ordine del giorno perché il tema venga quantificato nel dettaglio e ci si impegni in assestamento a dare copertura a quei comuni che le opere le hanno già realizzate entro i 90 giorni dalla pubblicazione della finanziaria del 2015.

PRESIDENTE. Quindi l'emendamento numero 551 è ritirato. Rimane l'emendamento numero 422, con parere contrario, per il quale c'è un invito al ritiro.

Ha domandato di parlare il consigliere Luigi . Ne ha facoltà.

LOTTO LUIGI (PD). Sì, io con le stesse motivazioni della Forma ritiro sia l'emendamento numero 816, che è all'emendamento numero 422, sia l'emendamento numero 422.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 559, con parere contrario della Commissione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 786, con parere contrario della Commissione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 552, sul quale c'è un invito al ritiro con parere contrario della Commissione.

Ha domandato di parlare il consigliere Valter Piscedda. Ne ha facoltà.

PISCEDDA VALTER (Cristiano Popolari Socialisti). Ritiro l'emendamento.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 667, con parere contrario della Commissione.

Ha domandato di parlare il consigliere Antonello Peru per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PERU ANTONELLO (FI). Presidente, colgo l'occasione delle dichiarazioni condivisibili del collega Sabatini che ha esternato in riferimento all'emendamento precedente, cioè sulle messe in sicurezza che prevengono le calamità e gli eventi. Allora questo emendamento presentato dal nostro Gruppo vuole garantire le risorse per mettere in sicurezza uno scempio, quello purtroppo successo, come è noto, il 21 luglio del 2015, sul luogo simbolo spiaggia dei sassaresi, quindi nella rotonda di Platamona, nella quale un muro cadde in testa ai bagnanti provocando cinque feriti di cui uno grave. Tra qualche mese inizia l'estate, mi riferisco principalmente ai colleghi sassaresi. I turisti ritorneranno a frequentare quel luogo simbolo e troveranno nella rotonda quello che hanno lasciato nel luglio 2015, quindi le transenne e le fettuccine.

Io con questo emendamento faccio un appello ai consiglieri, principalmente quelli di maggioranza della provincia di Sassari, perché veramente si ponga rimedio al luogo simbolo della provincia di Sassari, del Nord Ovest della Sardegna, allo sbocco veramente dei sassaresi, per la rotonda di Platamona. E come se non bastasse al danno si aggiunge la beffa. Proprio ieri la Giunta regionale ha approvato il piano dei litorali urbani escludendo proprio il litorale di Platamona dal poter tenere le strutture di balneazione dodici mesi all'anno. Quindi con questo voto a questo emendamento sarà molto più chiaro a tutti, soprattutto a chi sempre sbandiera rilancio e annuncia proclami per quanto riguarda il rilancio turistico del nostro territorio. L'appello è quello che con questo voto, invece, si garantiscano le risorse per porre rimedio…

PRESIDENTE. Onorevole Peru, il tempo a sua disposizione è terminato.

Poiché nessun altro domanda di parlare sull'emendamento numero 667, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

TUNIS STEFANO (FI). Chiedo la votazione nominale.

(Appoggia la richiesta il consigliere Pietro Pittalis.)

PRESIDENTE. Allora annullo la votazione e procediamo con votazione nominale. Non ho proclamato il risultato della votazione, quindi siamo in tempo per votare elettronicamente.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 667.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Sull'emendamento numero 423 c'è un parere contrario con invito al ritiro.

Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Lotto. Ne ha facoltà.

LOTTO LUIGI (PD). Sì, questo è ugualmente un emendamento che pone il problema di come mettere in sicurezza una realtà che ha creato anche parecchi danni a persone, per cui io capisco che in finanziaria introdurre elementi per intervenire in maniera puntuale su singoli comuni è sempre un problema ed è comprensibile che lo sia. Io ritiro l'emendamento. Sono anche certo però che l'Assessorato dei lavori pubblici e la Regione faranno di tutto per dare una mano al Comune di Sassari affinché questo intervento si faccia, perché non si può lasciare una zona balneare in quelle condizioni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì, scusate, è uscito l'assessore Maninchedda, però c'è assolutamente l'impegno della Giunta per intervenire.

PRESIDENTE. Quindi l'emendamento numero 423 è ritirato.

All'emendamento numero 749 è stato presentato l'emendamento all'emendamento numero 813, entrambi con parere favorevole.

Metto in votazione l'emendamento numero 813. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 749. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 271. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 273. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 274. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 276. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 346. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 555. C'è un invito al ritiro da parte della Commissione.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (SEL). Per esplicitare il senso dell'emendamento che va verso l'ampliamento del dettato del D.L. 118 che detta norme in materia di utilizzo del cosiddetto avanzo di amministrazione. È stato oggetto di discussione durante la recente riunione congiunta con il CAL ed è stato palese a tutti come l'introduzione del bilancio armonizzato, di fatto, stia avvenendo in un contesto fortemente problematico, dove l'applicazione delle norme del bilancio armonizzato stanno di fatto introducendo un sistema ancora più vessatorio di quanto lo fosse quello del patto di stabilità. Una disciplina che poi nella sua applicazione tende a premiare le cicale e a vessare i comuni virtuosi, i comuni che fanno investimenti, i comuni che hanno necessità di intervenire e pur avendo soldi non possono spenderli ancora una volta per norme statali restrittive e vessatorie nei confronti delle comunità locali. In questo senso auspichiamo che l'Aula accolga questo intervento, individuando in questo emendamento un atto di coraggio e di autonomia, estendendo - a nostro giudizio - nel pieno esercizio della nostra autonomia statutaria, l'utilizzo dell'avanzo per gli interventi e le opere da realizzarsi a beneficio del patrimonio pubblico, inserendo in questo anche il patrimonio trasferito ai comuni ai sensi dell'articolo 14 del nostro Statuto, quindi patrimonio demaniale in procinto di essere inserito nel patrimonio comunale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Come ho avuto già modo di dire in Commissione, questo emendamento sarà impugnato con assoluta certezza perché interviene in materie che non sono di competenza regionale e questo è stato ribadito in numerose sentenze della Corte costituzionale. Il modo in cui però l'onorevole Agus ha posto mi dice che io oltre che fare queste chiare affermazioni in Aula dico: "Mi rimetto all'Aula". Sarà impugnato.

PRESIDENTE. Non c'è il ritiro dell'emendamento.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 555.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'emendamento numero 556. C'è un invito al ritiro con parere contrario della Commissione.

Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (Soberania e Indipendentzia). Presidente, anche questo va nella direzione che in precedenza diceva l'onorevole Agus. Ci siamo trovati in una situazione quasi assurda dove alcuni comuni, alcuni enti locali hanno fatto tutto quello che potevano fare in maniera legittima, hanno speso le somme, in questo caso alcuni comuni hanno speso delle somme GAL e poi per assurdità AGEA nazionale ha liquidato queste stesse somme il 30 dicembre e quei comuni, avendo le tesorerie chiuse, hanno potuto solo incassare le somme il 7 di gennaio. Il 7 di gennaio naturalmente ha causato lo sforamento del patto di stabilità. Con questo emendamento si intende inserire all'interno della norma una deroga al fine di attenuare la pressione fiscale che ne deriva a questi enti locali che hanno avuto modo di sforare il patto di stabilità, non per colpa loro, ripeto, ma per responsabilità di terzi. Questo è quanto. Sono diversi comuni in Sardegna che si trovano in questa condizione, capiamo anche che ci può essere un rischio di impugnazione di questo stesso emendamento se diventerà articolo, però allo stesso tempo penso che sia un dovere morale nei confronti di quei comuni che pur lavorando bene, pur spendendo le risorse, pur mandando avanti l'economia del proprio paese con le scarse risorse che si hanno a disposizione, si trovano oggi in una situazione di forte difficoltà. Ripeto, non per demerito di quella stessa amministrazione o di quelle stesse amministrazioni ma per forme burocratiche che non hanno consentito l'incasso di determinate somme al 30 dicembre invece che al 7 gennaio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Anna Maria Busia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Solo per dichiarare il voto favorevole all'emendamento. Credo che in qualche occasione sia necessario forzare la mano anche a rischio di una impugnazione, quando ne vale la pena come in questo caso e cioè quando un vincolo che viene posto dalla legge poi comporta conseguenze negative se è lo stesso sistema che crea degli ostacoli e che crea un impedimento. Quindi il mio voto è favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 556.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 557.

Ha domandato di parlare il consigliere Luca Pizzuto. Ne ha facoltà.

PIZZUTO LUCA (SEL). ...L'autorevole parere del Presidente della Commissione, ritiro l'emendamento.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 558. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 668. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 669. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 6.

All'articolo 6 sono stati presentati gli emendamenti soppressivi totali numero 205, 560, 613 uguali; gli emendamenti soppressivi parziali numero 206 e 614 uguali, 207 e 615 uguali, 208 e 616 uguali, 209 e 617 uguali, 210 e 618 uguali, 211 e 619 uguali, 212 e 620 uguali, 213 e 621 uguali, 214 e 622 uguali, 215 e 623 uguali, 216 e 624 uguali, 217 e 625 uguali; gli emendamenti sostitutivi parziali numero 347, 407, 348, 349, 408, 255, 753 con l'emendamento all'emendamento numero 815, 409, 350, 351, 352, 410, 754, 353, 411, 354, 412, 355, 356; gli emendamenti aggiuntivi numero 561 con l'emendamento aggiuntivo numero 812, 562, 755, 357, 563, 564 con gli emendamenti aggiuntivi numero 802 819, 756, 256, 671, 672, 721, 691, 757, 569, 565, 568, 566, 567, 570, 674, 722, 675, 676, 677, 678, 679, 680, 758, 759, 358, 359, 360, 272, 283, 284, 571, 572, 681, 683, 685, 684, 686, 687, 689, 711, 723, 724, 760, 761, 268, 712, 762.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 6:

Art. 6

Interventi nel settore dei beni e dei servizi culturali, informazione, spettacolo e sport

1. Per gli interventi di cui all'articolo 29, comma 33, della legge regionale n. 5 del 2015, le previsioni di bilancio per gli anni 2016-2018 sono destinate alla copertura del costo del lavoro nella misura massima del 90 per cento del medesimo costo (missione 05 - programma 02).

2. Al fine di uniformare le modalità di intervento finanziario della Regione a favore dei centri per i servizi culturali UNLA e Società umanitaria di cui alla legge regionale 15 giugno 1978, n. 37 (Erogazione di contributi ai Centri per i servizi culturali operanti in Sardegna - Unione nazionale per la lotta contro l'analfabetismo (UNLA) e Società umanitaria), e delle relative biblioteche, all'articolo 21 della legge regionale 20 settembre 2006, n. 14 (Norme in materia di beni culturali, istituti e luoghi della cultura), sono apportate le seguenti modifiche:

a) la lettera p) è sostituita dalla seguente:
"p) il funzionamento dei centri per i servizi culturali UNLA e Società umanitaria di cui alla legge regionale n. 37 del 1978 e delle relative biblioteche, con sede a Cagliari, Alghero, Carbonia, Iglesias, Macomer e Oristano;";

b) nel comma 2, la lettera h) è abrogata.

3. Nelle more dell'approvazione di una legge organica sulla riorganizzazione dei rapporti tra la Regione e le università della Sardegna (legge regionale 8 luglio 1996, n. 26 (Norme sui rapporti tra la Regione e le Università della Sardegna)) e promozione della ricerca scientifica e dell'innovazione tecnologica in Sardegna (legge regionale 7 agosto 2007, n. 7 (Promozione della ricerca scientifica e dell'innovazione tecnologica in Sardegna)), la Regione promuove e sostiene il funzionamento dei tre istituti: l'Accademia di belle arti "Mario Sironi", il Conservatorio di musica "Luigi Canepa" di Sassari e il Conservatorio di musica "Giovanni Pierluigi da Palestrina" di Cagliari. Per tali finalità è autorizzata per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018 la spesa valutata in euro 500.000 a favore dei conservatori musicali e delle accademie delle belle arti per lo svolgimento delle proprie attività istituzionali. (missione 04 - programma 04 - cap. SC02.0195).

4. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 9, comma 8, della legge regionale 7 agosto 2009, n. 3 (Disposizioni urgenti nei settori economico e sociale), relativa all'istituzione e funzionamento delle scuole civiche di musica, determinata, per l'anno 2016, in euro 1.000.000, è destinata alla copertura delle spese relative agli anni scolastici 2015-2016 e 2016-2017 (missione 05 - programma 02 - cap. SC05.0904).

5. Per garantire la prosecuzione degli interventi di cui all'articolo 33, comma 12, della legge regionale n. 5 del 2015 a favore del Circuito regionale multidisciplinare è autorizzata, per ciascuno degli anni 2016 e 2017, la spesa valutata in euro 500.000 per la realizzazione del programma triennale 2015-2017 (missione 05 - programma 02 - cap. SC05.0923).

6. A valere sulle disponibilità recate sulla missione 06 - programma 01 è autorizzata, per l'anno 2016, la spesa di euro 60.000 a favore della Commissione organizzatrice regionale per l'organizzazione dei giochi sportivi studenteschi.

7. I contributi concessi per la partecipazione a singole trasferte in territorio extraregionale dall'articolo 28 della legge regionale 17 maggio 1999, n. 17 (Provvedimenti per lo sviluppo dello sport in Sardegna), relativi all'annualità 2016, possono essere utilizzati anche a copertura delle attività relative agli anni 2014 e 2015 non assoggettate a contributo.

8. È autorizzata la spesa di euro 200.000 per l'anno 2016 e la spesa di euro 100.000 per ciascuno degli anni 2017 e 2018 per il sostegno alle testate giornalistiche on line (missione 05 - programma 02 - cap. SC03.0289).

9. I contributi concessi nell'anno 2015 per le finalità di cui all'articolo 5, comma 7, della legge regionale 19 gennaio 2011, n. 1 (legge finanziaria 2011), possono essere utilizzati dai beneficiari anche a copertura delle spese da sostenere per l'anno 2016 (missione 05 - programma 02 - cap. SC03.0252).

10. Alla lettera f) del comma 11 dell'articolo 18 della legge regionale n. 12 del 2011, il periodo "pari al 6 per cento dello stanziamento dell'UPB S05.04.001", è sostituito dal seguente: "pari al 6 per cento del programma 01 - missione 06".)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Sabatini, relatore di maggioranza.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Emendamenti soppressivi totali, il parere è contrario agli emendamenti numero 205, 560 e 613; parere contrario ai soppressivi parziali numero 206, 207, 208, 209, 210, 211, 212, 213, 214, 215, 216, 217. Il parere è contrario agli emendamenti sostitutivi parziali numero 347, 407, 408, 349, 255, parere favorevole al 753 e all'emendamento all'emendamento numero 815. Emendamento numero 409 parere contrario, 350 parere contrario, 351, 352, 410 parere contrario, parere favorevole al 754, parere contrario al 353, 411, 354, 412, 355, 356. Parere favorevole all'emendamento aggiuntivo numero 561 e anche all'emendamento all'emendamento numero 812, parere favorevole al 562 e al 755, parere contrario al 357, parere favorevole al 563, parere favorevole al 564 a cui sono stati presentati l'emendamento all'emendamento numero 802 e numero 819 con parere favorevole, parere favorevole al numero 756 e parere contrario all'emendamento all'emendamento numero 822, parere contrario all'emendamento numero 256, 671, 672; al numero 721 parere favorevole, 691 parere contrario, 757 parere favorevole, 569 parere contrario, 565 parere contrario, 568 parere contrario, 566 parere contrario, 567 invito al ritiro o parere contrario, 570 parere contrario, 674 parere contrario, 722 parere contrario, 675 da esaminare insieme al numero 688 tutti e due con parere contrario, sono stati esaminati all'articolo 4.

Per l'emendamento numero 676 ci si rimette all'Aula (a cui è stato presentato l'emendamento all'emendamento numero 809 su cui il parere è contrario).

Il parere è contrario per gli emendamenti numero: 677, 678, 679, 680, 360, 272, 283, 284, 681, 683, 685, 684, 686, 689, 723 e 724.

Il parere è favorevole Per gli emendamenti numero: 758, 759, 572, 760, 761 (a cui è stato presentato l'emendamento all'emendamento numero 820 con parere favorevole) e 762.

C'è l'invito al ritiro per gli emendamenti numero: 676, 571, 711, 268 e 712.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere è conforme per tutto, tranne che un'inversione che poi posso verificare con il presidente Sabatini per quanto riguarda l'emendamento numero 676, al quale è stato presentato un emendamento sostitutivo totale numero 809, il parere favorevole è per l'emendamento numero 809, e a quel punto decade l'emendamento numero 676.

PRESIDENTE. Grazie. E' iscritta a parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Presidente, ma devo dire che l'articolo 6 è un articolo che contempla una serie di interventi in settori assolutamente importanti del nostro sistema economico, sociale, culturale e dell'informazione, proprio anche dei beni dello spettacolo e dello sport. Devo dire che però con un'impostazione iniziale della finanziaria, io mi auguro che a seguito dell'approvazione di qualche emendamento riusciamo davvero ad intervenire su alcuni settori che sembrano anche di primo acchito magari non rilevanti per aspetti invece più importanti, ma spero davvero che in quest'Aula si riesca a mettere mano in una finanziaria che è partita in maniera assolutamente insufficiente, senza una strategia e direi anche senza un'idea precisa di ciò che si deve fare in questi settori. Devo dire che siete riusciti a scontentare un po' tutti, e mi riferisco ovviamente a chi si aspettava per la prima volta un intervento definitivo, e dico in questo senso quelle scuole paritarie con le quali, Assessore, spesso e volentieri alcune volte, e qui dico anche per onestà intellettuale negli anni passati non si è intervenuto in tempi regolari a causa del patto di stabilità, poi però dopo i vostri proclami di soldi per tutti e in tempo utile sinceramente abbiamo assistito un po' ad un gioco, mi passi il termine perché non vuole essere offensivo, quasi delle tre carte; cioè in un modo lo diamo nell'altro rimescoliamo. E mi riferisco ai 18 milioni, e quindi ad uno stanziamento che invece poi in realtà ne dà 15 per l'anno di riferimento. E non lo dico io, Assessore, lo dicono ovviamente i destinatari delle risorse. E quindi anche in questo settore continuiamo a zoppicare nonostante la possibilità invece di impegnare e di spendere le risorse correttamente. Il discorso delle Università, sinceramente io credo che qualcheduno da quella parte si aspettasse qualcosa di diverso, a partire dalla ricerca scientifica su cui si sono sempre affidati, ma questo argomento l'assessore Paci lo sa bene, per poi arrivare a tutti gli aspetti che sono legati al settore universitario, dal fitto alloggio per gli studenti, alle attività integrative proprio relative anche alle attività tipiche dell'Ersu e delle università in particolare. Per arrivare poi a parlare di un mondo del cinema che vi è tanto caro, ma che quando vi siete insediati a governare questa Regione non avete minimamente soddisfatto. E non basta di certo prestare attenzione a "film commission", che non è che raggiunge ovviamente dei risultati importanti, ma certamente tutto il resto del settore vi dichiara assolutamente incapaci di sopperire alle minime esigenze. Il rilancio di un settore che vorrei ricordare, quello del cinema, potrebbe veramente essere un settore rilevante per la formazione del Pil della nostra Regione, ma invece voi state decidendo di lasciarlo ancora indietro e di non dargli invece quelle opportunità che potrebbero farlo diventare anche di livello internazionale. E lo dimostrano i film che si stanno producendo in questa Regione ultimamente, e invece voi siete ancora cechi da questo punto di vista. Ma cosa volete che vi dica dei beni museali! Parliamo ancora dei teatri. Sui teatri proprio siete stati veramente speciali. Andate a finanziare piccoli teatri privati, e mi riferisco in particolar modo a quello di Sassari, ma non perché io sia contraria al finanziamento del Teatro di Sassari, ci mancherebbe, ma perché lasciate fuori a partire dal Teatro Lirico che vorrei sempre ricordarlo è una delle più importanti aziende della nostra Regione, ma avete deciso di azzopparlo, oramai è il secondo anno che ci tentate in materia determinante, anche quest'anno non sono state stanziate le risorse necessarie. Non solo, ma ho parlato del Teatro di Sassari perché se al Teatro di Sassari si danno dei fondi di funzionamento, non riesco davvero a capire perché non riusciamo ancora ad intervenire sul Teatro delle Saline per una ristrutturazione che veramente andrebbe a recuperare uno dei teatri della città, tra l'altro con grande storia di importanza, ma soprattutto un bene della Regione Sardegna. Quindi, Assessore, mi sembra un delitto quello di abbandonare a se stessa una struttura di questa importanza. E non lo dico certo perché devo parlare solo a favore di una struttura della mia città, ma perché veramente va bene Sassari, ma a maggior ragione bisogna intervenire su Cagliari e su questo teatro. Ma io mi auguro, abbiamo presentato un emendamento…

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE ANTONELLO PERU

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Michele Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Presidente, io faccio integralmente mio l'intervento che ha appena fatto la collega Zedda, che ha evidenziato tutta una serie di punti critici di questo articolo della legge finanziaria. Io vorrei sottolineare in particolare l'aspetto che riguarda le scuole paritarie, che svolgono in Sardegna, Assessore, un ruolo essenziale soprattutto per quanto riguarda la scuola dell'infanzia, perché ci sono molti comuni che non riescono a soddisfare la grande domanda di accesso alla scuola dell'infanzia, e che solo grazie alle scuole paritarie spesso le famiglie riescono a trovare un accesso per il loro bambini alla scuola dell'infanzia. Quindi è un tema di assoluta importanza, purtroppo abbiamo registrato spesso un approccio non pragmatico ma ideologico, per cui siccome sono scuole paritarie queste stesse devono essere considerate un gradino inferiore rispetto alla scuola pubblica e quindi penalizzate rispetto alla scuola pubblica, senza considerare il fatto che i genitori che sono costretti a servirsi della scuola dell'infanzia pagano una doppia tassazione, perché pagano le tasse che servono anche a creare l'istruzione pubblica e pagano anche la retta per accedere alle scuole paritarie. C'è un altro problema che volevo porre, Assessore, chiedo a lei ma anche al Presidente Sabatini primo firmatario dell'emendamento numero 812. Presidente Sabatini, se mi presta un attimo di attenzione, vorrei capire lo spirito dell'emendamento numero 812 che a firma sua e dell'onorevole Manca che prevede - è un emendamento all'emendamento numero 561 - che prevede lo stanziamento di una quota pari 1 milione di euro per l'articolo 1 della legge numero 56,destinata a favore degli organismi di spettacolo che nell'ultimo triennio hanno subito una riduzione di contributi superiore al 50 per cento, si tratta di un emendamento, onorevole Sabatini, che è assolutamente condivisibile nello spirito perché interviene a sostenere dei gruppi che in questi anni sono stati segati, se il Presidente dell'Assemblea mi pasta quest'espressione, per le vicende sappiamo legate alla drastica riduzione dei finanziamenti. Il problema che mi pongo però è come mai si è pensato soltanto a questi soggetti e non anche a quelli di cui alla legge numero 64 all'articolo 2, stiamo parlando di tutta una serie di soggetti: gruppi folcloristici, cori, che rappresentano una realtà viva della nostra comunità, come ho evidenziato anche intervenendo sull'articolo relativo agli enti locali che, come gli altri, sono stati gravemente penalizzati dal taglio dei finanziamenti, individuare risorse per l'emendamento di cui sto parlando e non per gli altri, mi sembra una grave discriminazione. Quindi chiedo all'onorevole Sabatini e alla Giunta di trovare una soluzione che venga incontro gli interessi degli uni ma anche degli altri.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Roberto Deriu. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (PD). È impossibile rinunciare stimolati dagli interventi come quelli che mi hanno preceduto. Sulle scuole paritarie, poiché già c'è stata un'onesta ammissione da parte dell'onorevole Zedda, è inutile che io ripercorra il calvario subìto da queste emerite istituzioni in passato: prima la Regione, poi la provincia, poi di nuovo la Regione, mi pare che le abbiamo trattate sempre senza amore, nonostante le proclamazioni personalissime degli assessori della programmazione regnanti sotto il periodo del centrodestra. Sono istituzioni neglette ma da parte nostra come più volte ha anche ribadito l'Assessore Firino, non c'è nessuna preclusione ideologica o alcuna posizione di sfavore pregiudiziale da parte nostra. Sono istituzioni che contribuiscono in modo assolutamente determinante al sistema formativo regionale garantendo la presenza dell'istituzione educativa là dove la struttura pubblica non la garantisce. A questo scopo sono finanziate con i soldi pubblici in quanto per l'appunto riconosciute paritarie con quelle di diretta proprietà pubblica. Non abbiamo risolto il problema, non l'avete risolto, ancora c'è da fare, non può essere certo questa finanziaria ad essere indicata come la finanziaria che colpisce o distrugge, al contrario, l'assessore Firino, la Giunta e il Presidente hanno messo la scuola al centro degli obiettivi programmatici e anche da questa finanziaria quando la polvere sarà caduta, la polvere che alziamo tutti, propagandisticamente, noi a favore, voi contro, quando la polvere cadrà la gente si renderà conto del fatto che la scuola sarda esce rafforzata nei nostri provvedimenti e nelle nostre politiche, incoraggiata, ma soprattutto ritrova speranza per un programma che prevede che nel futuro si intensifichino le azioni a favore, certamente il capitolo delle scuole paritarie resta come una delle priorità in agenda all'interno della materia educativa. Una definitiva sistemazione della materia, una nuova parametrazione dei finanziamenti più certi, più aderenti alla realtà, è quello che è necessario ed è quello che ci proponiamo di fare. Quest'anno non c'è la soluzione a tutti problemi ma alla fine della legislatura si arriverà a risolvere questo problema. Questo è un impegno del Presidente, della Giunta e della maggioranza e saremo dediti a questo scopo, per cui voglio lanciare da qua un messaggio a queste scuole, che non si sentano assolutamente discriminate, anzi, guardate, con assoluta attenzione, come a tutto il sistema educativo, a cominciare da quello pubblico.

Per quanto riguarda il resto della cultura, io ho giudicato un po' troppo teneri i giudizi dati dall'opposizione, forse giustamente sono teneri perché devono assolvere anche ad un passato che non è brillante, perché tutto il comparto culturale è sacrificato da molti anni. Non entro nella diatriba di quale teatro sia più meritevole di finanziamenti, certo che essendoci le elezioni in vista ognuno propone il teatro della sua città come il più meritevole, però voglio invece soffermarmi su un altro piccolo aspetto, cioè quello del cinema, questa volta sul cinema si investe realmente, si investe in maniera intensa, si investe anche in maniera intelligente, non rinnegando il passato, quindi in maniera preconcetta, ma anzi valorizzando le cose che si sono trovate, perché si è convinti che sia uno strumento di produzione e di diffusione della cultura, produzione e diffusione dell'immagine della Regione, produzione e diffusione dell'identità del popolo. Per questo motivo si sono concentrate risorse si sono date risposte assolutamente importanti e inedite, in un momento di crisi evidentemente rappresentano una novità una garanzia. Ci sarà modo di intervenire ancora perché il tema è vasto e quindi l'Aula offre altri spunti, però l'ultima nota è per l'annuncio del deposito di un ordine del giorno a favore degli studenti universitari dei quali si è parlato anche nei giorni precedenti, a favore del diritto allo studio, per una Regione che voglia garantire a tutti la possibilità di accedere all'Università avendo già la Giunta provveduto a predisporre un pacchetto importante di sostegno all'offerta formativa di carattere universitario.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Paolo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA PAOLO (Soberania e Indipendentzia). Ci troviamo a discutere dell'articolo 6 che rappresenta un po' la cenerentola di questa finanziaria che si rivolge al mondo dei servizi culturali, delle arti e dello spettacolo in genere. È un argomento la cui valutazione non è semplice e sulla quale ci sarebbero alcune considerazioni, da parte nostra, che vorremmo mettere alla vostra attenzione. La funzione delle arti è stata fondamentale per una serie di funzioni delle amministrazioni e ne abbiamo tenuto conto nel rivedere i periodi storici e giudicarli. Giudichiamo positivamente l'amministrazione di Pericle per il fiorire delle arti, e così quella degli imperatori Flavio a Roma, e aggiungerei che l'Italia, il cui Stato formalmente è nato nel 1800 col Risorgimento, lo Stato Italia è nato nel 1800, ma la Nazione Italia è nata nel 1300 con Dante, con Petrarca e con Boccaccio ed è nata nel 1500 con Michelangelo, Raffaello e Leonardo. Cioè la Nazione Italia è nata molti secoli prima dello Stato Italia ed è nato grazie alle arti, grazie alla poesia e grazie alla lingua italiana. Cioè ancora, il potere delle arti è fortissimo nel creare un senso di appartenenza e di unità, e nel creare quel confine che divide e unisce noi dal resto del mondo, e che definisce qual è la prospettiva attraverso la quale noi vediamo il resto del mondo. Ora, io ho la sensazione che noi sardi vediamo questa dimensione e questo potenziale delle arti e della creatività, in questo senso, in modo troppo leggero o superficiale. Aggiungo, che ultimamente i rapporti anche economici sulla situazione sarda e in particolare sul turismo ci fanno capire quanto sia importante l'arte nella capacità sua di attrarre un pubblico turistico, di attrarre investimenti, di attrarre visite e di mettere in moto l'economia. Ora, io credo che questa Amministrazione che si vorrebbe caratterizzare per un'attenzione particolare a questa dimensione lo faccia troppo poco. Noi Gruppo Soberania purtroppo abbiamo dovuto dedicare anche quest'anno tutte le nostre risorse finanziarie, tutto il nostro spazio emendativo alla correzione di queste iniziative che stanno racchiuse principalmente all'interno di questo articolo 6 e che riguardano le arti e la lingua. L'abbiamo fatto perché crediamo veramente che questa sia una dimensione importantissima del nostro senso di comunità e del nostro voler essere un Popolo. E che abbia anche un potenziale molto forte nel mettere in moto una certa dimensione economica. Capiamo che nel mondo attuale è necessario avere una molteplicità di direzioni visive, che il mondo ci mette di fronte a una molteplicità di varietà artistiche, di lingua da imparare, di attrattive da valutare e capiamo anche che dobbiamo trovare un equilibrio fra queste molteplicità. Vogliamo anche però porre alla vostra attenzione, quella della Giunta quindi e quella del Consiglio, la necessità di avere più attenzione per le nostre cose. Faccio riferimento, per esempio, all'equilibrio che è all'interno del mondo delle compagnie teatrali si deve trovare tra le grosse compagnie che acquistano degli spettacoli prodotti fuori dalla Sardegna e quelle magari più piccole che producono, all'interno del nostro spazio, e che raccontano la nostra storia; l'equilibrio che si deve trovare nelle produzioni cinematografiche, tra il mondo che rappresenta i produttori e i registi sardi e invece il mondo dei produttori e di registi non sardi che vengono in Sardegna a produrre. All'interno delle arti l'equilibrio tra la musica lirica, quella classica, quella jazz e quella delle espressioni tipicamente sarde, che pure hanno tenuto in varie loro espressioni il titolo di patrimonio dell'umanità che ci impone, attraverso l'Unesco, di avere delle norme di tutela che noi non abbiamo attuato e nè programmato. Infine, quello della lingua, che dovrebbe essere tenuta in considerazione e che dovrebbe avere una parità di valutazione nei confronti della nostra…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Brevemente, vi assicuro che non vi tedierò. Il collega Zedda che ha testé enunciato alcuni propositi sulla lingua e la cultura sarda, che non posso non condividere in larga misura, non deve fare mai il raffronto con la lingua e la cultura italiana se non per quelle che sono i derivati, che ne possono nascere per metterli insieme. Perché le contrapposizioni non giovano. Anzi, oggi bisogna essere veramente intelligenti e dire che all'interno della connotazione della nazione italiana c'è la nazione sarda, con tutto il suo portato. Poi si può trovare il modo di essere federalisti, di essere indipendentisti, di essere autonomisti, è una discussione che ci porterebbe lontano. Quello che è importante e che probabilmente voleva richiamare è una politica sulla lingua e cultura sarda che ha da parecchio tempo, ormai, perso un riferimento costante nel Consiglio regionale, che solo sporadicamente viene citata dall'uno o dall'altro magari per farsi bello o per venire a citare qualcosa, come una conferenza stampa o una dichiarazione di stampa e niente più. È un concetto alla base molto più importante, non so se ve l'abbia detto altre volte c'era un amico mio catalano, docente universitario anziano, che mi raccontava che durante il periodo franchista, siccome era proibito il catalano, venivano un po' di nascosto ad Alghero, e ad Alghero città, per riprendere quella che era la parlata di Alghero perché era stata tenuta ferma all'interno di quella città, senza contaminazioni. Quando si è deciso, una volta che Franco andò via, di riaprire il termine linguistico si riuscì con una operazione che da 100 dialetti catalani se ne face una sola lingua. Qui è stato fatto ebbi l'onore di presiedere io quella Commissione, firmarono tutti, 12 signori che sedevano in cattedra nelle varie università sarde ed europee, anche con un riottoso bolognese che non è poco da tenere in mano. Firmarono tutti, sei mesi dopo cambiarono idea perché ciascuno andava per la propria strada avendo ognuno la propria verità e la lingua sarda che, non era più quella sintetizzata alla catalana, diventò, e potrei raccontare com'era stata scelta, quella di mezzania, che ancora qualcuno porta avanti. Benissimo. Io sono per la lingua parlata in ciascun paese, ma c'è la necessità di avere una lingua normata a livello regionale e da qui non si scappa. Sinché non si riprende questo filone noi non avremo una cultura linguistica che sia affondata realmente. Parlo della lingua perché attorno ad essa si costruisce un tessuto complessivo, è il riconoscere la tua lingua, quella che allattandoti ti ha trasmesso tua madre, cosa che non avviene più. E poi ci lamentiamo, perché non siamo più capaci di essere organizzati in maniera tale che la lingua venga parlata e accettata, questo presuppone anche il riconoscimento di tutto quello che c'è come portato culturale. E il portato culturale che si trova è il fatto di dare giustificativi di come, per esempio, la cultura isolana sia superiore a tutte le altre culture presenti nel Mediterraneo. Qualcuno dice: "esageri", benissimo, allora abbiamo paura di sfidare, anche con il mito, quello che è il discorso della Sardegna nel Mediterraneo? Se sì, fermiamoci, non facciamo cultura.

Io mi sono permesso di scrivere a tutti lorsignori - forse ai nuovi no e chiedo scusa - una lettera con la quale facevo un ragionamento sulla lingua esulla cultura sarda, addentrandomi, proprio per far capire come è una risorsa seria per lo sviluppo della Sardegna, che è fonte di economia. Su queste cose vogliamo dibattere o ci accontentiamo, il giorno che abbiamo di fronte l'Assessore, di dirle ha messo su questo capitolo 1000 piuttosto che 1500? Io dico che non va bene, può andar bene magari per legge 64, che non è contemplata, per la legge 56, ma non va bene per la cultura e la lingua sarda, e sinchè questo consesso…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dedoni. Il tempo a sua disposizione è terminato.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Molto brevemente ma sollecitato e anche solleticato dagli interventi dai colleghi Paolo Zedda e Deriu. Il collega Zedda veramente se avesse recitato in sardo l'intervento forse avrei colto qualcosa che mi è sfuggita dal suo intervento in lingua italiana, e lo dico perché mi sarei aspettato un'attenta quanto severa valutazione degli effetti che le politiche di questa Giunta e dell'Assessore hanno prodotto su un tema che a lui sta caro, come ci ha dimostrato quando prendendo la parola in quest'Aula si è rivolto a noi in sardo, testimoniando una tensione forte per la tutela e la valorizzazione della lingua sarda attraverso gli strumenti che sono necessari, e in primo luogo le risorse, che l'onorevole Paolo Zedda sa quanto me che sono assolutamente inadeguate, insufficienti. E si tratta di un argomento che rischia di passare, nonostante tutti i movimenti che compongono questa variegata maggioranza di centrosinistra che si richiamano all'identità sarda e al sardismo, …che però pare davvero molto deficitaria sotto il profilo della valorizzazione e quindi dell'attenzione che invece la Giunta e l'Assessore avrebbero dovuto mettere in particolar modo su questo settore.

Un politico accorto e di esperienze come l'onorevole Deriu non può lavarsi la coscienza dicendo "presentiamo un ordine del giorno e risolviamo i problemi delle scuole paritarie", non può con un ordine del giorno pensare di risolvere i problemi dell'istruzione, della cultura, della scuola, del diritto allo studio. Questo dimostra, Assessore, se mai ce ne fosse bisogno, che l'onorevole Deriu le sta dicendo in termini edulcorati che è fallimentare la vostra e la sua azione di governo. Mi sembra davvero riduttivo che ancora una volta si guardi a quello che hanno fatto gli altri e in questi due anni di esercizio del potere del governo non si sia nella condizione di dire "noi abbiamo fatto questo, non abbiamo potuto fare altro". Sulle scuole paritarie ci si dice: "guardate cosa avete fatto voi", noi intanto non abbiamo fatto mancare le risorse, qui mancano 2 milioni e 600 mila euro. Questa è la risposta che si attendono, non l'opposizione ma coloro che, con spirito e senso di responsabilità e in funzione sussidiaria alla scuola pubblica, fanno molti nel settore privato e soprattutto in ambiti collegati alla Chiesa. Non ci si può limitare a dire: "vediamo, ci sarà la possibilità di un ordine del giorno", perché non risolve nulla. C'è una protesta, ed erano qualche giorno fa qui sotto il Consiglio regionale i rappresentanti dello spettacolo: sono tutti impazziti? No, sono gravemente preoccupati per i tagli indiscriminati in quel settore. Ve lo siete posto il problema, oppure è qualcosa che l'opposizione stasera, perché non ha di meglio da fare, vi sta ricordando?

Ma non solo, ci sono settori, come qualcuno ricordava, quale quello del diritto allo studio, che è gravemente sacrificato. L'altro giorno mi ha fatto specie vedere in una manifestazione qui a Cagliari sfilare, con il rettore dell'Università, il sindaco di Cagliari: deve vergognarsi! Contro chi protesta, contro il suo mentore, contro il Governo Renzi, lui che è sostenuto dal presidente Renzi! Abbiate il pudore e abbia il pudore il sindaco di Cagliari di evitare questo tipo di sceneggiate, e lo dico, guardate, all'indomani di una assoluzione alla quale io davvero guardo con positivo interesse perché è sempre…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pittalis. Il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.

FIRINO CLAUDIA, Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Io ho seguito con attenzione le considerazioni dei consiglieri in merito all'articolo 6, quindi alla parte della finanziaria che riguarda in modo particolare il mondo della cultura, e vorrei innanzitutto dire che questa finanziaria testimonia di un impegno importante che va verso un'inversione di tendenza rispetto agli ultimi anni. Un'inversione di tendenza perché nonostante una situazione finanziaria complessa si va per la prima volta ad investire e ad aumentare gli stanziamenti sulle voci principali che riguardano, appunto, il mondo della cultura e poi mi soffermerò in breve, brevemente su alcuni gli aspetti principali. Vorrei però in premessa evidenziare quali siano state le logiche che hanno portato all'elaborazione di queste scelte, cui poi il contributo della Commissione ha confermato in cui, appunto, il contributo della Commissione ha confermato questo orientamento. Noi ci siamo trovati chiaramente ad affrontare alcune emergenze, alcuni degli emendamenti e alcuni degli interventi anche proposte della Giunta vanno in questa direzione, ma l'azione principale della Giunta è stata quella di consolidare gli investimenti strutturali sulle voci principali che riguardano, appunto, la valorizzazione della cultura dal punto di vista dei beni materiali e immateriali. Questo equilibrio viene confermato in scelte molto nette e molto chiare che vado brevemente a riassumere. Presidente, non so se posso continuare…

PRESIDENTE. Colleghi…

(Intervento del consigliere Pittalis)

FIRINO CLAUDIA, Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Onorevole Pittalis, non era assolutamente… Dicevo, ho sentito parlare di disinvestimenti, soprattutto da parte dei banchi dell'opposizione, però non vedo quali disinvestimenti ci possono essere momenti in cui per lo spettacolo di cui si è parlato anche stasera dalla proposta della Giunta arriva 1 milione in più rispetto allo stanziamento precedente. Aumento che è confermato anche in altri capitoli fondamentali di questa parte, come per esempio quelli dedicati all'informazione, come per esempio quelli dedicati al cinema. Sul cinema ricordo che dopo cinque anni questa Giunta ha sbloccato i bandi e nel 2015 sono stati finanziati lungometraggi che, appunto, da cinque anni non vedevano un finanziamento ed una programmazione del contributo e del sostegno da parte della Regione. L'informazione ha visto al centro il sostegno a una parte dei settori che fino adesso avevano avuto delle difficoltà, penso soprattutto alle radio dopo l'investimento fatto in collaborazione con il Consiglio regionale dell'anno scorso sulle tv. Lo sport vede anche qui un incremento dello stanziamento, un incremento portato avanti dalla Giunta e confermato dalle proposte emendative del Consiglio regionale.

E questo aumento delle risorse per quanto riguarda i capitoli principali che fanno riferimento all'Assessorato è confermato anche nella parte che qui viene sfiorata, ma mi preme sottolineare la centralità dell'istruzione sia negli investimenti che riguardano l'università e la scuola. Abbiamo un investimento importante del diritto allo studio. Ricordo che l'anno scorso si è passati ad un investimento di 12 milioni nelle borse di studio che ha permesso una copertura importante delle borse di studio dei nostri ragazzi. La scuola è centrale, e lo abbiamo visto nella programmazione sia dei fondi regionali che dei fondi comunitari e nazionali e lo dimostrano i progetti che sono partiti in queste settimane. L'investimento nell'università è confermato sia per quanto riguarda il fondo unico per l'università sia per quel che riguarda le università decentrate che rimangono, come è stato più volte ribadito, centrali nell'arricchimento dell'offerta formativa post scolastica della nostra azione, della nostra Giunta.

Si è parlato di paritarie stasera, mi ha fatto piacere sentire che non c'è stato alcuna scelta ideologica, noi guardiamo all'istruzione come ad un corpo unico ed andiamo a considerare ogni aspetto, l'investimento sulle paritarie è stato confermato e si è cercato nonostante tutte le difficoltà provenienti dagli anni in cui c'era il patto di stabilità di mettere le scuole paritarie in condizione di operare e di continuare la loro attività soprattutto nelle zone interne in cui per quanto riguarda la scuola dell'infanzia sono l'unico presidio presente. In conclusione voglio dire che si può fare sicuramente di più per quanto riguarda la cultura ma c'è in questa manovra finanziaria una decisa inversione di tendenza e una decisa inversione di quella…

PRESIDENTE. Passiamo agli emendamenti soppressivi totali numero 205, 560, 613, uguali.

Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo agli emendamenti soppressivi parziali numero 206, 614, uguali.

Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo agli emendamenti soppressivi parziali numero 207, 615, uguali.

Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Presidente, intanto per annunciare, se mi si consente però una brevissima osservazione, tutti gli emendamenti soppressivi totali e parziali. Per però mettere in evidenza, Assessore, che non enfatizzerei l'intervento sull'informazione perché questo Consiglio aveva approvato una legge, una norma, aveva provato uno stanziamento che voi state riducendo a 800.000 euro. Quindi non state tenendo fede agli impegni assunti verso le emittenti private e sa di che cosa parliamo. Che si sia fatto uno sforzo verso l'informazione on-line è un dato positivo che per quanto mi riguarda ritengo apprezzabile, però certi dati così come quello delle scuole paritarie, Assessore, dire che avete confermato lo stanziamento dell'anno scorso è sempre riduttivo rispetto a quello che hanno sempre ottenuto. Guardi, parli con i parroci, le suore, se avete occasione, con chi dirige questo settore sono al collasso, perché non arriveranno neanche al mese di giugno. Noi il problema ve lo poniamo, la responsabilità di governo è vostra, fate quello che volete. Però non dite che tutto va bene e che questa finanziaria rappresenta il dato di svolta.

PRESIDENTE. Grazie consigliere Pittalis. Quindi ritira gli emendamenti soppressivi parziali? E totali?

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). E totali.

PRESIDENTE. Gli emendamenti totali sono stata già votati e respinti. Il consigliere Truzzu?

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Uguale.

PRESIDENTE. Ritira quindi gli emendamenti soppressivi parziali. Metto in votazione…

Ha domandato di parlare il consigliere Gavino Manca. Ne ha facoltà.

MANCA GAVINO (PD). Grazie Presidente, una brevissima riflessione anche sulle parole dette in questo momento dall'onorevole Pittalis. Oggettivamente rispetto all'iniziativa importante messe in campo l'anno scorso per quanto riguarda il sistema informativo c'è stata una riduzione dello stanziamento a 800.000 euro. Questo chiaramente rientra rispetto al fatto che le disponibilità sono anche quelle che sono e perché si è voluto dare oltre che i siti Web anche al discorso delle radio un'attenzione particolare quest'anno. Chiaramente l'impegno che poi va anche l'assessore Paci sicuramente può prendere durante questo percorso che in sede di assestamento si trovino delle opportunità e delle risorse. Devo ricordare a noi tutti che quella è stata un'iniziativa meritoria, un disegno di legge positivo che ha dato respiro e ha salvato tutto un sistema che in questo momento stava per trovarsi in fortissima difficoltà. Quest'anno avrei voluto dare un'attenzione particolare al mondo …, che è un mondo importante, con molte persone che ci lavorano direttamente e indirettamente, e anche al tema dei siti Web. Quindi, da questo punto di vista, io penso che l'attenzione da parte del Consiglio sia totale e ci sia la disponibilità, anche in fase successiva, di rivedere anche questa cifra di 800 mila euro, in maniera tale da mettere in campo un intervento più importante.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Sabatini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SABATINI FRANCESCO (PD). Intervengono solo sulle scuole paritarie, per dire che nel 2015 le scuole paritarie hanno preso i 18 milioni dell'anno più ulteriori 6 milioni di arretrati, e sono stati pagati, sono stati impegnati dei 18 milioni del 2015 16 milioni e 400, sono rimasti 1 milione e 600, che però sono stati impegnati e quindi verranno pagati nei primi mesi del 2016, e nel 2018 sono stati stanziati 18 milioni. Quindi sono stati pagati quasi tutti gli arretrati, perché c'erano arretrati anche risalenti a 4 anni precedenti, a 4 anni finanziari precedenti, sono stati pagati quasi tutti gli arretrati, tutta l'annualità, eccetto quel milione e 600 che è stato impegnato e che sarà pagato appena la ragioneria riaprirà la possibilità di pagare i mandati, e sono stati ristanziati per l'anno 2016 18 milioni, che sono sufficienti se quei 18 milioni vengono non solo stanziati, ma anche pagati, perché negli anni precedenti è successo che noi abbiamo stanziato anche 20 milioni ma gliene abbiamo dato 13-14. Adesso io non ho i dati qui, però ho seguito con particolare attenzione questo tema, e sono sicuro di quello che dico; noi non abbiamo mai trasferito tutte le risorse che avevamo stanziato in bilancio, e di questo ne sono certo, onorevole Pittalis, possiamo verificarlo con il sistema informatico della Regione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Lotto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOTTO LUIGI (PD). Solo una battuta, perché la collega Zedda ha fatto delle considerazioni su un finanziamento su un emendamento che è previsto per il Teatro comunale di Sassari, definendolo "Teatro privato". Non è un Teatro privato, è un teatro del comune di Sassari come lo è del comune di Cagliari il Lirico, a cui è riservato lo stesso finanziamento regionale molto più consistente. Credo che sia giusto fare la precisazione, perché diversamente si interpretano male le scelte che si fanno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Molto brevemente. Quello che ha detto il consigliere Sabatini è sacrosanto, il punto è proprio lì, però, che le scelte vengono operate nell'individuazione delle priorità della spesa dell'Assessorato, e la responsabilità politica è di Governo dell'Assessore e della Giunta, ed è chiaro che se per il rispetto del patto di stabilità io non ritengo prioritaria la spesa per le scuole paritarie, è chiaro che quello stanziamento che doveva essere messo già da allora si trasferisce anno dopo anno, e giustamente lei ha confermato che speriamo venga pagato il saldo di esercizi precedenti, ma nel 2016, stiamo parlando, appunto, di poste ed impegni che hanno assunto, di spese che hanno già effettuato purtroppo negli anni passati. Io mi auguro che questo non… anzi, non potrà accadere più con il nuovo bilancio, però il problema, caro Franco Sabatini, sai benissimo, perché anche tu sei stato investito del problema, che il ruolo sussidiario di supplenza che svolgono rispetto all'apparato pubblico è che quelle risorse non sono più sufficienti. Questo è il problema che noi abbiamo voluto mettere all'attenzione, perché pare che siano necessari altri 2 milioni e 600 mila euro. Io mi auguro che su questo ci si possa tornare, se non è possibile in questo momento, ma non liquiderei il problema proprio per la funzione sociale che svolgono nelle nostre comunità questo tipo di strutture.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento sostitutivo parziale numero 347, col parere contrario della Giunta e della Commissione.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 407, con il parere contrario.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 348 col parere contrario

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 349 col parere contrario.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 408 col parere contrario.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento 255 col parere contrario.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento all'emendamento numero 815 con il parere favorevole.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 753 col parere favorevole.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). L'emendamento numero 815, che è un emendamento al numero 753, vorrei capire, perché mi sta sfuggendo, siccome dice che all'emendamento numero 753 sono aggiunte le parole : "2016-2017 sono soppresse", ma nel 753 io non vedo 2016-2017, cioè vorrei capire cosa abbiamo soppresso… o sto leggendo male?

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. No, ha ragione l'onorevole Pittalis, non è scritto bene, semplicemente nel testo dell'articolo era previsto 2016-2017, e quindi nel testo dell'articolo.

PITTALIS PIETRO (FI). Ah! Dell'articolo, non dell'emendamento. Volevo solo capire.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 409, col parere contrario.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 350 col parere contrario.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 351. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione gli emendamenti numero 352 e 410, uguali, con parere contrario.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (SEL). Volevo sapere se è stato messo in votazione l'emendamento numero 753, a pagina 599, e se è stato approvato con l'emendamento orale.

(Interruzione)

PRESIDENTE. Non c'è nessun emendamento orale, consigliere Agus.

Metto in votazione gli emendamenti numero 352 e 410, uguali. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione l'emendamento numero 754. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 353. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 411. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 354. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 412. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 355. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 356. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'articolo 6. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo agli emendamenti aggiuntivi. Metto in votazione l'emendamento all'emendamento numero 812 con parere favorevole.

Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (Soberania e Indipendentzia). Presidente, per fare un emendamento orale all'emendamento numero 561, a pagina 602.

(Interruzioni)

No, è in discussione adesso l'emendamento all'emendamento.

PRESIDENTE. Non è approvato. L'emendamento numero 561 è in discussione. Più precisamente stiamo votando l'emendamento numero 812, che è un emendamento all'emendamento numero 561.

LAI EUGENIO (Soberania e Indipendentzia). Sì, Presidente, senza nessun incremento di spesa, sarebbe l'articolo 1 ter: "Le risorse stanziate sul capitolo SC03.0252 per l'anno 2016 saranno utilizzate prioritariamente per la realizzazione delle iniziative programmate per l'anno gramsciano 22 gennaio 2016 - 27 aprile 2017, ai sensi e per gli effetti della delibera della Giunta regionale numero 3/10 del 9/01/2016. I relativi contributi possono essere utilizzati anche a copertura delle spese sostenute per le medesime finalità nell'anno 2017".

PRESIDENTE. L'Aula è favorevole all'emendamento orale del consigliere Lai?

(Interruzioni)

Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Sto per aggiungere, sempre verbalmente, che venga interessata nell'anno gramsciano l'Associazione Antonio Gramsci di Ghilarza. Credo che l'Assessore sia d'accordo.

PRESIDENTE. Chiedo al consigliere Lai di fornire agli Uffici il testo dell'emendamento orale. Sospendiamo due minuti la seduta per fare le copie.

(La seduta, sospesa alle ore 19 e 45, viene ripresa alle ore 19 e 48.)

PRESIDENTE. Si dà lettura dell'emendamento orale presentato all'emendamento numero 561.

(Si riporta di seguito il testo dell'emendamento orale aggiuntivo:

"1 ter. Le risorse stanziate sul capitolo SC03.0252 per l'anno 2016 saranno utilizzate prioritariamente per la realizzazione delle iniziative programmate per l'anno gramsciano 22 gennaio 2016-27 aprile 2017, ai sensi e per gli effetti della delibera della Giunta regionale numero 3/10 del 9/01/2016. I relativi contributi possono essere utilizzati anche a copertura delle spese sostenute per le medesime finalità nell'anno 2017".)

PRESIDENTE. L'Aula accoglie l'emendamento orale?

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Io intanto voglio capire cosa significa "ai sensi e per gli effetti della delibera della Giunta regionale numero 3/10 del 9 gennaio 2016". Non perché non capisca, ma me lo dovete tradurre perché possa capire bene, possa meglio capire chi deve applicare poi questa norma perché scritta così, badate, mi pare davvero un po' problematica. Ma ancora problematico è il secondo capoverso. "I relativi contributi possono essere utilizzati anche a copertura delle spese sostenute per le medesime finalità nell'anno 2017". Spese sostenute, spese che verranno sostenute, di cosa stiamo parlando? Stiamo parlando perché il periodo è il 22 gennaio 2016? Il 27 aprile 2016? Veramente c'è qualche problema che non sto comprendendo io, spiegateci bene qual è il senso.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE GIANFRANCO GANAU

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (SEL). Presidente, l'anno gramsciano, che è stato istituito con la delibera di Giunta citata nell'emendamento orale, si concluderà il 27 aprile 2017 perché in quella data ricorreranno gli 80 anni dalla morte di Antonio Gramsci. Quindi l'anno gramsciano durerà in effetti più di un anno nelle intenzioni della Giunta. Per questo motivo è stata data possibilità di spesa di quelle risorse anche nel quadro di una programmazione che giocoforza dovrà abbracciare un periodo più lungo rispetto all'anno solare. Quindi, è soltanto questa la motivazione dietro l'ultimo periodo.

PRESIDENTE. È chiaro l'emendamento, possiamo accoglierlo?

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Presidente, io non conosco il capitolo perché è un emendamento formulato in questo momento. Qui si dice "le risorse stanziate sul capitolo". Intanto, quant'è l'importo delle risorse stanziate su questo capitolo? Perché si dice "per l'anno 2016 saranno utilizzate prioritariamente", ci sono altri interventi a valere su questo capitolo? Siccome non viene predeterminata la quota da destinare per l'iniziativa, voglio anche capire se tutto è rimesso ad un programma da formulare oppure è un capitolo appositamente istituito allo scopo, c'è già l'importo "x". Così sarebbe molto più semplice capire il senso dell'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Ne ha facoltà.

FIRINO CLAUDIA, Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Onorevoli, il capitolo di cui si fa riferimento nell'emendamento è il capitolo sulla valorizzazione dei personaggi illustri della Sardegna e attualmente ha una capienza di 100 mila euro. Quindi si tratta evidentemente di un indirizzo che viene dato su questo capitolo già esistente che chiaramente, per quanto riguarda poi la seconda parte dell'emendamento, immagino che siccome abbiamo attualmente un bilancio pluriennale si possa anche fare una considerazione sul 2017 poiché l'anno gramsciano parte dal gennaio 2016 e arriva, secondo la delibera di Giunta adottata, all'aprile del 2017.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare sull'emendamento numero 812, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'emendamento numero 561.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'emendamento numero 561 non era scritto perfettamente, se mi permettete al posto di "a decorrere dall'anno" "per l'anno 2016" e poi nell'ultima riga toglierei la parola "annualmente" in modo tale che valga solo per quest'anno.

PRESIDENTE. Mi pare di capire che questo emendamento è accolto.

Metto in votazione l'emendamento numero 561 modificato. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 562. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 755. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 357. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 563. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 564, cui sono stati presentati gli emendamenti numero 802 e 819, con parere positivo della Commissione su tutti gli emendamenti.

Metto in votazione l'emendamento numero 819. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 802. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 564. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 756 cui è stato presentato l'emendamento aggiuntivo numero 822, entrambi con parere favorevole.

Metto in votazione l'emendamento numero 822. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 756.

Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Brevissimamente per fare una precisazione ancora perché dopo l'intervento dell'onorevole Lotto tengo a precisare che per "privato" intendevo non di proprietà della Regione e che invece il teatro delle saline di Cagliari è proprio un immobile della regione Sardegna e quindi mi sembra veramente allucinante che non si possa pensare prima addirittura al nostro patrimonio, ma per dare dei finanziamenti aggiuntivi agli altri teatri e questo lo risottolineo, sono assolutamente favorevole a finanziare il teatro di Sassari come il teatro lirico ma oltre modo come la ristrutturazione del teatro delle saline.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 756. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 256. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 671. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 672. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 721. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 691. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 757. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 569. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 565. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 568. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 566. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

L'emendamento numero 567 è ritirato.

Metto in votazione l'emendamento numero 570. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 674.

Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Giusto per fare un ultimo appello, perché abbiamo spiegato l'importanza di questo teatro, si tratta di una ristrutturazione tra l'altro che così come la normeremo consentirebbe di risparmiare un investimento ben superiore. Io veramente a questo punto oltre che risollecitare i colleghi chiedo all'Assessore di farsene carico perché comunque è un bene che sta andando a morire e sinceramente è durissima doverci rinunciare, Assessore per così poco, perché se ci fosse un intervento importante da milioni di euro io lo capirei, ma è un intervento quasi di messa in sicurezza. Credo che stiamo perdendo un'occasione per due lire anzi per due euro fondamentalmente.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 674. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 722. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

L'emendamento numero 675 è decaduto. All'emendamento numero 676 è stato presentato l'emendamento sostitutivo totale all'emendamento, il numero 809.

Metto in votazione l'emendamento numero 809. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Sull'emendamento numero 809 è aggiunta la firma dell'onorevole Tocco. L'emendamento numero 676 è decaduto. L'emendamento numero 677 è ritirato.

Metto in votazione l'emendamento numero 678. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

L'emendamento numero 679 è ritirato.

Metto in votazione l'emendamento numero 680. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 758. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 759. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 360. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 272. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 283. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 284. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

L'emendamento numero 571 è ritirato.

Emendamento numero 572.

Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Solo per specificare il capitolo in aumento: Titolo 3 tipologia 5 categoria 02 capitolo 362008.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 572. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 681. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 683.

Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Qui io vorrei coinvolgere l'assessore Paci con cui abbiamo fatto delle osservazioni su questo emendamento in Commissione perché noi l'abbiamo presentato perché crediamo che ci possano essere delle difficoltà poi per l'espletamento di alcuni servizi per l'anno 2017, quindi si propone perché di fatto si deve ancora definire la norma e fare il piano triennale. Però l'Assessore fece notare che nel corso dell'anno si può valutare se eventualmente si deve ripristinare il termine, quindi io chiedo siccome la volontà è di bocciarlo in questa fase, voglio capire se poi c'è un impegno per valutarlo e seguirla attentamente questa materia perché potremmo poi dover concedere comunque una proroga.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. ...L'impegno poi a ritornare sull'argomento nei limiti del possibile ovviamente, però l'attenzione c'è.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 683 è ritirato.

Metto in votazione l'emendamento numero 685. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 684. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 686. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 689. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

L'emendamento numero 711 è ritirato.

Metto in votazione l'emendamento numero 724.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Presidente, mi scusi, l'emendamento numero 724 è ritirato.

PRESIDENTE. E' ritirato allora.

Passiamo all'emendamento numero 760, con parere favorevole della Commissione. C'è un emendamento orale?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Anna Maria Busia. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Allora, leggo: "I termini di cui all'articolo 4, comma 21 della legge regionale numero 3 del 2008, relativamente agli interventi dell'annualità 2014 della legge regionale 7 e del 55 sono prorogati al 31/12/2016. Gli organismi beneficiari devono garantire, a consuntivo, un cofinanziamento nella misura del 10 per cento del contributo concesso, e un punteggio finale non inferiore a quello conseguito dall'ultimo classificato nel corrispondente network".

PRESIDENTE. Ma, non vorrei aver inteso male, ma non mi sembra correlato all'emendamento. Non è un emendamento all'emendamento, è un altro emendamento. Se ci fate avere il testo, possiamo valutarlo, perché così o ho capito male io, ma…

BUSIA ANNA MARIA (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Lo rimandiamo all'articolo 7!

PRESIDENTE. Grazie.

Metto in votazione l'emendamento numero 760. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'emendamento numero 761, a cui è stato presentato un emendamento sostitutivo totale numero 820, a cui è stata aggiunta la firma dell'onorevole Paolo Flavio Zedda, parere favorevole della Commissione.

Metto in votazione l'emendamento numero 820. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Quindi l'emendamento numero 761 decade.

Passiamo all'emendamento numero 268, con invito al ritiro.

BUSIA ANNA MARIA (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Lo ritiro.

PRESIDENTE. Ritirato. Grazie, onorevole Busia.

Passiamo all'emendamento numero 712, con invito al ritiro.

DERIU ROBERTO (PD). Lo ritiro.

PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento numero 762, con parere favorevole della Commissione.

Metto in votazione l'emendamento numero 762. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Allora, la seduta è tolta. Il Consiglio è convocato martedì 29 marzo alle ore 15.

La seduta è tolta alle ore 20 e 13.