Seduta n.163 del 24/03/2016 

CLXIII SEDUTA

(ANTIMERIDIANA)

Giovedì 24 marzo 2016

Presidenza del Presidente Gianfranco GANAU

indi

del Vicepresidente Eugenio LAI

Indi

del Presidente Gianfranco GANAU

La seduta è aperta alle ore 10 e 27.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 18 marzo 2016 (159), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Giampietro Comandini e Pier Mario Manca hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 24 marzo 2016.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione per l'anno 2016 e per gli anni 2016-2018 (legge di stabilità 2016) e relativi allegati" (297/S/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 297/S/A.

Passiamo all'esame dell'articolo 4. All'articolo 4 sono stati presentati i seguenti emendamenti: 169 uguale ai numero 456 e 528; 584; 170 uguale al numero 457; 171 uguale ai numero 458 e 709, che è ritirato; 188 uguale al numero 460; 189 uguale al numero 461; 194 uguale al numero 465; 172 uguale al numero 459; 190 uguale al numero 462; 191 uguale al numero 463; 192 uguale al numero 464; 193; 466; 467; 468; 173 uguale al numero 469; 174 uguale al numero 470; 471; 175 uguale ai numero 472 e 585; 176 uguale ai numero 473 e 586; 177 uguale ai numero 474 e 587; 475 uguale al numero 588; 178 uguale ai numero 476 e 589; 179 uguale ai numero 477 e 590; 478 uguale al numero 591; 479 uguale al numero 592; 480 uguale al numero 593; 481 uguale al numero 594; 482 uguale al numero 595; 180 uguale al numero 596; 181 uguale al numero 597; 182 uguale al numero 598; 183 uguale al numero 599; 184 uguale al numero 600; 185 uguale al numero 601; 186 uguale al numero 602; 187 uguale al numero 603; 332; 529; 390; 391; 333; 334; 392; 335; 530; 785; 741, con gli emendamenti all'emendamento numeri 358 e 687 provenienti dall'articolo 6; 742; 531; 532; 336; 337; 393; 533 con l'emendamento all'emendamento numero 811; 659; 249; 658; 660; 338; 718; 280; 281; 282; 250; 266; 339; 340; 394; 395; 396; 534; 535; 536; 537; 538; 539; 540; 541; 744 con gli emendamenti all'emendamento numeri 794 e 817; 542; 543; 662; 663; 688 è spostato all'articolo 6; 719; 743; 745; 251; 270; 483; 664; 665.

Sono inammissibili dal numero 536 al numero 540.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 4:

Articolo 4

Disposizioni in materia di sanità e politiche sociali

1. Nelle more del riordino della normativa regionale in materia di programmazione, contabilità, contratti e controllo delle aziende sanitarie regionali, le disposizioni di cui al titolo II del decreto legislativo n. 118 del 2011, e successive modifiche ed integrazioni, si applicano in via esclusiva in sostituzione di quelle previste dalla legge regionale 28 luglio 2006, n. 10 (Tutela della salute e riordino del servizio sanitario della Sardegna. Abrogazione della legge regionale 26 gennaio 1995, n. 5), le cui disposizioni si applicano per quanto compatibili.

2. È autorizzata, per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018, la spesa valutata in euro 300.000 per l'attivazione di un Centro di chirurgia comparata presso l'Università degli studi di Sassari (missione 13 - programma 02).

3. L'articolo 26 della legge regionale n. 10 del 2006 è sostituito come segue:
"Art. 26 (Finanziamento del servizio sanitario regionale)
1. A decorrere dal 1° gennaio 2015, il finanziamento del servizio sanitario regionale è assicurato dal Fondo sanitario regionale, costituito in sede di bilancio di previsione, alla luce del fabbisogno determinato a livello nazionale, dell'eventuale finanziamento di livelli assistenziali integrativi, dei costi standard di cui alle norme nazionali in materia, tenuto conto dei maggiori costi derivanti dalle particolari condizioni territoriali insulari. In presenza di costi sensibilmente superiori a tale maggiorazione, la Giunta regionale è tenuta a disporre un piano di riorganizzazione, riqualificazione e rafforzamento del servizio sanitario regionale idoneo a garantire la sostenibilità del servizio stesso, della durata massima di un triennio.
2. Nella definizione dei criteri per il finanziamento delle ASL si tiene conto dei seguenti fattori:
a) popolazione residente, sulla base delle caratteristiche demografiche e territoriali rilevanti ai fini dei bisogni di assistenza;
b) fabbisogni e costi standard, come definiti a livello nazionale, con le eventuali specificazioni idonee a tenere conto delle peculiarità regionali;
c) variabili di contesto, con particolare riferimento alle caratteristiche infrastrutturali del territorio, alla variabilità demografica stagionale, ai fenomeni di spopolamento, all'articolazione delle prestazioni erogate tra quelle a produzione diretta aziendale e quelle acquistate da terzi soggetti erogatori, pubblici e privati;
d) obiettivi assistenziali e funzioni assegnate alle ASL dalla programmazione regionale.
3. Il finanziamento delle aziende ospedaliere e ospedaliero-universitarie, ai sensi dell'articolo 8 sexies del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 (Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell'articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421), e successive modifiche ed integrazioni, è così determinato:
a) remunerazione delle funzioni assistenziali assegnate dalla programmazione regionale, in base al costo standard di produzione, e in rapporto a specifici obiettivi assistenziali e volumi di attività;
b) remunerazione tariffaria delle attività svolte in base ai livelli quali/quantitativi definiti nell'ambito degli obiettivi assegnati dalla Giunta regionale;
c) finanziamento integrativo eventualmente necessario per coprire costi derivanti da condizioni strutturali e da diseconomie di scala superabili solo con interventi regionali.
4. La Giunta regionale individua i criteri per il riparto del Fondo sanitario regionale con riferimento a un periodo temporale triennale, sentita la Commissione consiliare competente in materia di sanità che si esprime entro venti giorni, decorsi i quali il parere si intende acquisito.".

4. I commi 3 e 4 dell'articolo 29 della legge regionale 9 marzo 2015, n. 5 (legge finanziaria 2015), sono abrogati.

5. Il comma 1 dell'articolo 2 della legge regionale 3 dicembre 2015, n. 32 (Disposizioni in materia di sanità pubblica. Prime misure per la copertura delle perdite pregresse), è sostituito come segue:
"1. Al fine di assicurare alle aziende del servizio sanitario regionale il recupero delle risorse assegnate con la deliberazione della Giunta regionale n. 50/40 del 5 dicembre 2006, in applicazione dell'intesa tra il Governo, le regioni e le province autonome del 23 marzo 2005, n. 2271, è autorizzata, per l'anno 2016, la spesa di euro 28.761.000 (missione 13 - programma 04 - cap. SC05.0010).".

6. Le somme trasferite alle aziende del Servizio sanitario regionale ai sensi dell'articolo 1, comma 6 della legge regionale 24 ottobre 2014, n. 19 (Assestamento alla manovra finanziaria per gli anni 2014-2016), sono interamente destinate quali acconti per la copertura del disavanzo relativo all'anno 2014. L'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale provvede agli eventuali conguagli in sede di copertura definitiva del disavanzo di cui al periodo precedente, dedotte le somme destinate alle ulteriori finalità previste dagli articoli 1 e 2 della legge regionale n. 32 del 2015.

7. A valere sul capitolo SC05.0001, una quota massima di euro 25.000.000 può essere destinata quale acconto per il rimborso delle spese sostenute nell'anno 2016 per l'acquisto dei farmaci innovativi di cui all'articolo 1, commi 593 e 594, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 (legge di stabilità 2015). La conseguente variazione compensativa è adottata entro il mese di ottobre, previa rendicontazione da parte delle aziende del servizio sanitario regionale della spesa sostenuta. Le aziende sanitarie iscrivono nel bilancio d'esercizio 2016 il credito vantato nei confronti della Regione per l'acquisto dei farmaci innovativi, costituito dalla differenza tra le somme incassate e le spese effettivamente sostenute dalle aziende nell'anno 2016. La Regione provvede, nell'anno 2017, ai necessari conguagli, secondo il meccanismo stabilito dal primo periodo del presente comma.

8. Dopo il comma 1 dell'articolo 3 della legge regionale n. 32 del 2015 sono aggiunti i seguenti:
"1 bis. Al verificarsi delle condizioni di cui al comma 1, le aziende del sistema sanitario regionale possono disporre il temporaneo utilizzo, in termini di cassa, dei contributi in conto esercizio e in conto capitale a destinazione vincolata per il pagamento di spese correnti, per un importo non superiore all'anticipazione di cassa disponibile.
1 ter. Il ricorso all'utilizzo delle entrate a specifica destinazione può essere disposto esclusivamente in caso di insufficienza delle disponibilità liquide prive di vincoli di destinazione. L'utilizzo delle entrate a specifica destinazione vincola una quota corrispondente dell'anticipazione di cassa di cui al comma 1. Tale quota è utilizzabile esclusivamente per fronteggiare gli eventuali pagamenti dovuti a valere sui medesimi contributi a destinazione vincolata utilizzati per il pagamento di spese correnti. Con le prime entrate non soggette a vincolo di destinazione è ricostituita la consistenza delle somme vincolate utilizzate per il pagamento di spese correnti.".

9. Le somme sussistenti sulla missione 13 - programma 05 - capitolo SC05.0053 sono prioritariamente destinate all'avvio dei lavori propedeutici al potenziamento del Presidio ospedaliero San Michele, in vista della chiusura del Presidio ospedaliero Marino.

10. Il Fondo regionale per la non autosufficienza di cui all'articolo 34 della legge regionale 29 maggio 2007, n. 2 (legge finanziaria 2007), alla cui dotazione finanziaria concorrono le risorse europee,statali e regionali iscritte in conto della missione 12 - programmi 02, 04 e 07, e per l'accesso ai benefici del quale si fa in ogni caso riferimento all'Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) è destinato all'attuazione dei seguenti interventi nei limiti delle risorse stanziate:

a) programmi personalizzati a favore di persone con grave disabilità;

b) interventi di potenziamento dell'assistenza domiciliare a favore di persone in condizione di non autosufficienza, fatta eccezione per quelli già finanziati attraverso il fondo unico di cui all'articolo 10 della legge regionale n. 2 del 2007;

c) programma "Ritornare a casa";

d) azioni di integrazione socio-sanitaria;

e) interventi rivolti a persone affette da particolari patologie previsti dalla legge regionale 26 febbraio 1999, n. 8 (Disposizioni in materia di programmazione e finanziamenti per i servizi socio-assistenziali. Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 25 gennaio 1988, n. 4 "Riordino delle funzioni socio-assistenziali"), dalla legge regionale 3 dicembre 2004, n. 9 (Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 11 maggio 2004, n. 6 (legge finanziaria 2004), alla legge regionale 9 giugno 1999, n. 24 (Istituzione dell'Ente Foreste), variazioni di bilancio e disposizioni varie), e dall'articolo 18, comma 3, della 30 giugno 2011, n. 12 (Disposizioni nei vari settori di intervento), fatto salvo quanto previsto al comma 11.

11. La Giunta regionale, con propria deliberazione, previo parere della Commissione consiliare competente, determina per l'accesso agli interventi del Fondo di cui al comma 10, lettera e), i limiti di reddito, mediante l'applicazione dell'ISEE, e la misura dei benefici, ridefinendo i criteri di riconoscimento delle provvidenze e dei rimborsi spese, al fine di garantire equità e omogeneità di applicazione in relazione alle condizioni di bisogno accertate. La Giunta regionale definisce, inoltre, le incompatibilità o la parziale riduzione degli importi riconoscibili in caso di sovrapposizione tra gli interventi previsti dal Fondo di cui al comma 10.

12. La Giunta regionale, con propria deliberazione, adottata su proposta dell'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio di concerto con l'Assessore competente per materia, è autorizzata nell'anno 2016 a integrare mediante prelevamento dal Fondo sanitario regionale di cui alla missione 13 - programma 01, sino all'importo di euro 10.000.000, la dotazione del Fondo per la non autosufficienza, qualora, a seguito dell'istruttoria delle richieste pervenute, essa risulti carente.

13. È autorizzata, nell'anno 2016, la spesa complessiva di euro 33.778.400 per il sostegno economico a famiglie e a persone in situazioni di disagio (missione 12 - programma 04), di cui euro 15.000.000 sui fondi regionali ed euro 18.778.400 sulle risorse del PO Fondo sociale europeo 2014/2020, Asse 2 - obiettivo tematico 9, azioni 9.1 e 9.2, finalizzate al superamento della condizione di povertà, all'inclusione attiva e al reinserimento lavorativo. Una quota pari a euro 600.000 dell'autorizzazione di cui al presente comma è destinata alla Caritas Sardegna per essere ripartita nella misura di euro 60.000 a favore di ciascuna Caritas diocesana, quale contributo straordinario per l'espletamento delle attività di assistenza e di sostegno alle persone povere e disagiate. La Giunta regionale, con propria deliberazione, sentita la competente Commissione consiliare che si esprime entro venti giorni, decorsi i quali il parere s'intende acquisito, approva un programma che ne definisce modalità operative, tipologia di interventi, entità del sostegno economico, criteri di ripartizione delle risorse sul territorio e limiti di reddito determinati con l'applicazione dell'ISEE.

14. Al fine di favorire l'inclusione attiva, il miglioramento dell'occupabilità e l'inclusione lavorativa di soggetti svantaggiati, in particolare di persone con disturbo mentale, é stanziata la somma di euro 8.000.000 a valere sulle risorse del PO Fondo sociale europeo 2014/2020, asse 2 - obiettivo tematico 9, azione 9.2 per attivare progetti personalizzati mediante una presa in carico multi-professionale e favorire l'attivazione, di percorsi abilitativi ed emancipativi e l'acceso ai diritti.

15. Il finanziamento previsto dall'articolo 29, comma 24, della legge regionale n. 5 del 2015, è attribuito alla ASL n. 1 di Sassari, successivamente alla conclusione del procedimento di estinzione dell'IPAB San Giovanni Battista di Ploaghe. Il finanziamento può essere utilizzato per la realizzazione di interventi strutturali e impiantistici necessari per la messa in sicurezza e la piena agibilità dei locali nei quali è svolta l'attività a favore dell'utenza e per eventuali ulteriori adeguamenti strutturali, purché l'esecuzione dei lavori sia affidata entro il 31 dicembre 2016. Pertanto, non opera la revoca del finanziamento prevista dall'articolo 29, comma 24, della legge regionale n. 5 del 2015.

16. È autorizzata la spesa valutata in euro 70.000, per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018, a favore dell'Istituto penale minorile e del Centro per la giustizia minorile per la realizzazione di attività finalizzate alla rieducazione e alla riabilitazione sociale di minori inseriti nel circuito penale. La Giunta regionale provvede con propria deliberazione a definire il programma degli interventi (missione 12 - programma 04 - cap. SC05.0754).

17. Entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, la Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente in materia di politiche sociali, adotta una deliberazione avente a oggetto la figura degli Utenti e familiari esperti (UFE), intesi come operatori familiari che hanno acquisito un sapere esperienziale riconosciuto dalle ASL e in grado di fornire in modo strutturato e continuativo prestazioni di sostegno agli utenti con disabilità psichica. La deliberazione di cui al presente comma indica i requisiti necessari per essere accreditati come UFE, la formazione, l'ambito specifico di applicazione, le misure e le modalità retributive.

18. Al fine di migliorare la qualità di vita e la responsabilizzazione dei soggetti disagiati, la Regione favorisce la sperimentazione dei "gruppi appartamento" per contrastare la povertà e il disagio sociale, incentivandone la diffusione, in quanto strutture residenziali di dimensione familiare in grado di ospitare soggetti che, pur essendo completamente o in parte autosufficienti, necessitano di un ambiente protetto.)

Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Sabatini, relatore di maggioranza.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Parere contrario per gli emendamenti numero: 169 uguale ai numero 456 e 528; 584; 170 uguale al numero 457; 171 uguale ai numero 458 e 709; 188 uguale al numero 460; 189 uguale al numero 461; 194 uguale al numero 465; 172 uguale al numero 459; 190 uguale al numero 462; 191 uguale al numero 463; 192 uguale al numero 464; 193; 466; 467; 468; 173 uguale al numero 469; 174 uguale al numero 470; 471; 175 uguale ai numero 472 e 585; 176 uguale ai numero 473 e 586; 177 uguale ai numero 474 e 587; 475 uguale al numero 588; 178 uguale ai numero 476 e 589; 179 uguale ai numero 477 e 590; 478 uguale al numero 591; 479 uguale al numero 592; 480 uguale al numero 593; 481 uguale al numero 594; 482 uguale al numero 595; 180 uguale al numero 596; 181 uguale al numero 597; 182 uguale al numero 598; 183 uguale al numero 599; 184 uguale al numero 600; 185 uguale al numero 601; 186 uguale al numero 602 e 187 uguale al 603.

Per quanto riguarda gli emendamenti sostitutivi parziali, il parere è contrario sull'emendamento numero 332, favorevole sull'emendamento 529, contrario sull'emendamento 390, mentre sul numero 391 la Commissione si rimette all'Aula. Il parere è contrario sugli emendamenti numero 333, 334, 392 e 335, mentre sull'emendamento numero 530 c'è un l'invito al ritiro.

Passando gli emendamenti aggiuntivi, il parere è contrario sull'emendamento numero 785; sull'emendamento numero 741 il parere è favorevole, mentre è contrario sugli emendamenti 358 e 687 che sono entrambi emendamenti all'emendamento 741. Il parere è favorevole sugli emendamenti numero 742 531, 532, 336 e 337, a cui sarà poi presentato un emendamento orale. Il parere è contrario sull'emendamento numero 393. Sull'emendamento 533 c'è un invito al ritiro, come pure sull'emendamento 811 che un emendamento all'emendamento 533; invito al ritiro anche sull'emendamento numero 659; parere contrario sull'emendamento 249, mentre su 658 la Commissione si rimette all'Aula. Parere contrario sugli emendamenti numero 660, 338, 718, 280, 281, 282 e 250. Sull'emendamento 266 c'è l'invito al ritiro, parere contrario invece sugli emendamenti 339, 340, 394, 395 e 396. Invito al ritiro sugli emendamenti numero 534 e 535. Gli emendamenti 536, 537, 538, 539 e 540 sono stati dichiarati inammissibili. Sull'emendamento numero 541 c'è l'invito al ritiro, c'è invece il parere favorevole sull'emendamento numero 744, al quale sono stati presentati due emendamenti all'emendamento: il numero 794, sul quale si esprime parere contrario, e il numero 817, su quali si esprime parere favorevole. Il parere è contrario sugli emendamenti numero 542, 543, 662 e 663. L'emendamento numero 688 è stato trasferito all'articolo successivo; sull'emendamento numero 719 c'è l'invito al ritiro, c'è invece il parere favorevole sugli emendamenti 743 e 745. Il parere è contrario sull'emendamento numero 251, sul numero 270 c'è l'invito al ritiro, e infine il parere è contrario sugli emendamenti numero 483, 664 e 665.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e asseto del territorio. Il parere è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. È aperta la discussione sull'articolo 4 e sui relativi emendamenti.

E' iscritto a parlare il consigliere Marcello Orrù ne ha facoltà.

ORRU' MARCELLO (PSd'Az). Abbiamo in discussione l'articolo 4 che parla di disposizioni in materia di sanità e politiche sociali. Sinceramente io non volevo intervenire su quanto concerne la sanità, perché tra un po' avremo in Commissione la riforma della rete ospedaliera, prima in Commissione e poi in Aula, e quindi avremo modo di parlare di sanità. Era mia intenzione invece intervenire solo sulle politiche sociali, in particolar modo sulla famiglia, però, ringraziando per la sua presenza l'Assessore della sanità, approfitto per dire due cose sulla sanità, molto brevemente. Intanto in finanziaria ci sono pochissime risorse per la sanità, in particolar modo per quella del Sassarese, poi, Assessore, come lei saprà e come sappiamo tutti noi, è arrivato un dossier, che ho qui in mano, da parte dei responsabili dell'Azienda ospedaliera di Sassari in cui si lamentano di tantissime cose. Io leggo solo l'oggetto, che parla di "problematiche inerenti l'attività assistenziale nella A.O. di Sassari", e mi preoccupano alcune cose che riportano nella seconda pagina, dove dicono che "anche durante la degenza esistono delle fasi in cui è inadeguata l'assistenza al malato per innumerevoli carenze di cui è difficile stilare un'elencazione completa caso per caso, si può tuttavia sinteticamente affermare che le suddette disfunzioni e inefficienze possono essere ricondotte alle seguenti gravi carenze" e quindi si fa riferimento a carenze di farmaci, di presìdi, di attrezzature e di personale, sia medico che infermieristico. Assessore, questa è una segnalazione grave, che arriva da una struttura molto importante.

A riguardo del personale c'è un'altra cosa che mi preme comunicarle, Assessore. Noi abbiamo tantissimi disoccupati in Sardegna, che sono laureati, e io la prego di intervenire perché da poco c'è stata una delibera da parte della A.S.L. di Sassari con cui il commissario straordinario ha disposto l'affidamento di una consulenza semestrale in materia di "organizzazione, modalità di gestione e funzionamento delle strutture afferenti al Dipartimento di salute mentale e delle dipendenze." Ora, io non è che sia contrario, Assessore, alle consulenze, per l'amor del cielo, però dico, con tutti i disoccupati laureati in medicina che abbiamo qui in Sardegna perché dare una consulenza, fare una convenzione con l'A.S.L. di Catania e dare la consulenza a un medico psichiatra della Sicilia, di cui non ricordo il nome e non mi interessa neanche citarlo? Assessore, io la prego veramente di intervenire perché questo è uno schiaffo alla disoccupazione della Sardegna, è uno schiaffo ai disoccupati sardi, per cui la prego veramente di intervenire. Già stiamo campando gli africani dandogli 70 euro al giorno, se adesso dobbiamo campare anche il resto d'Italia, buonanotte, Assessore. Quindi, Assessore, mi creda che sono veramente adirato stamattina. Mi auguro che lei mi dia una risposta, e comunque nei prossimi giorni presenterò un'interrogazione e gradirei che lei mi rispondesse.

Per quanto concerne invece le politiche sociali, io nella finanziaria, Assessore, non trovo niente di importante per la famiglia. Le famiglie sono in difficoltà e io le considero la prima azienda italiana e, credetemi, se crolla la famiglia crolla tutto il sistema economico e sociale, perché, come ho detto prima, è la cellula della società, e noi abbiamo il dovere di tutelarla e proteggerla. Quindi ero convinto di trovare in finanziaria sviluppo e tutele economiche rivolte ai nuclei familiari, invece non trovo traccia di interessamento da parte di questa Giunta verso le famiglie. Davvero non riesco a capire quali siano i provvedimenti per le famiglie in disagio socio-economico, non si capisce quante risorse in questo documento siano dedicate alle politiche sociali per la famiglia e ho l'impressione che questo tema voi lo abbiate trascurato nella finanziaria, e trovo che sia gravissimo perché da sempre la famiglia ha rappresentato un pilastro della società sarda, e ancora oggi nella nostra regione, rispetto ad altre realtà nazionali ed estere, è punto di riferimento e cardine dell'educazione e della crescita delle nuove generazioni. Quindi, Assessore, io veramente credo che sia giunto il momento di dedicare un Assessorato che si dedichi solo la famiglia, perché probabilmente costituirebbe quello choc che servirebbe per aiutare tantissime famiglie sarde ad avere maggiore speranza per il futuro.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Edoardo Tocco. Ne ha facoltà.

TOCCO EDOARDO (FI). Grazie Presidente, giusto perché l'assessore Arru è presente dalla prima ora sarebbe il caso neanche di intervenire per una questione proprio di correttezza visto che lei è uno dei pochi Assessori che è presente da subito. Al di là di questo, Assessore, noi abbiamo necessità ovviamente di intervenire perché è il nostro lavoro, dobbiamo verificare, controllare le problematiche di questo documento. Documento che come sa lei benissimo la grande spesa e il grande debito della sanità si sta abbattendo e si abbatterà per i prossimi anni come una ghigliottina, purtroppo, ahimè nei confronti di molti servizi e quindi nei confronti della cittadinanza e questo non possiamo nascondercelo, mi sembra corretto anche dirlo, so che lei sta facendo un grande lavoro però purtroppo non sarà molto facile. Io ritorno sempre come sa bene, è successo già in Commissione, alle problematiche legate ai piccoli ospedali. Piccoli ospedali che stanno risentendo ovviamente tanto di questo programma futuro della Giunta, quindi del suo Assessorato, e lei sa bene di cosa sto parlando. Io mi sono fatto carico di ascoltare gli allarmi, i problemi che ci sono all'interno dei territori e mi rendo conto che questo chiaramente la dice lunga e quindi non è un buon presagio futuro.

Voglio tornare poi al problema ovviamente del fatto che Cagliari, Olbia e Sassari stanno giocando da padroni in questo momento; e da cagliaritano potrei dire che sono anche contento però purtroppo sono consigliere regionale quindi devono ampliare l'arco e la veduta delle esigenze di tutta la Sardegna. E una nota dolente è proprio quella che si sta sentendo ultimamente legata all'ospedale Marino; l'ospedale Marino subirà un taglio, lei lo chiama ridimensionamento, un'esclusione totale, lei sa bene che l'ospedale Marino ha delle eccellenze che vanno dalla traumatologia, ortopedia, chirurgia della mano e con la sparizione di questo ospedale e secondo il vostro progetto se ne andranno anche quelle esigenze, quei servizi che ricoprono il territorio in quel senso, parlo della zona del Sarrabus, del Parteolla. Faccia presente cosa potrà accadere nella statale 554 quando ci sarà un problema e si dovrà arrivare al Brotzu. Lei sa bene che da quelle zone sarebbe molto più facile arrivare all'ospedale Marino. Ecco io credo che in virtù proprio dell'affrontare questa spesa e questo problema in Finanziaria in questo momento sarà il caso che lei ravvisi e riveda un po' la cosa. Non parlo oltre del problema legato alla situazione di punti nascita, taglio dei punti nascita, cliniche private, piccoli ospedali, sa bene di cosa parliamo, andremo avanti a continuare a vedere uno spopolamento demografico che già esiste in Sardegna ormai da anni. Quindi questo la dirà lunga anche sul fatto che probabilmente intaccherà anche la stagione turistica questo, le prossime stagioni turistiche perché lei sa bene quanto incide, questo ne abbiamo parlato e se n'è parlato anche sulla stampa, quanto inciderà il taglio dei piccoli ospedali dell'entroterra. Faccio un esempio Tempio, Bosa, Lanusei tutte queste problematiche io credo che si debbano affrontare. Ecco questa finanziaria io credo che debba avere un attimino un ripensamento, almeno per quanto riguarda l'erogazione di risorse che dovranno essere stanziate in maniera più mirata, Assessore. Avremo modo di parlarne sicuramente quando tratteremo la rete ospedaliera, spero che questo si potrà fare in Commissione con certezza, faremo un discorso più ampio, però oggi il documento della finanziaria, quello che abbiamo in Aula in discussione è importantissimo proprio perché lì c'è la cosiddetta borsa, la cassa che dovrà essere poi oggetto di tutto quello che sono le erogazioni nei confronti soprattutto anche della sanità, che è un segmento importante della nostra Regione.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Lorenzo Cozzolino. Ne ha facoltà.

COZZOLINO LORENZO (PD). Grazie Presidente, intervengo nella discussione dell'articolo 4 in quanto come operatore del comparto sanitario, quindi chiamato in causa come prima persona, sento il dovere di significare il compiacimento per la riserva di fondi messi a disposizione in un settore che tanto incide nel sociale e sulla tutela della salute dei sardi. In particolare all'interno di questo stanziamento complessivo voglio sottolineare come oltre 33 milioni di euro sono stati riservati specificatamente per interventi nel sociale. Una riserva di fondi che incide sensibilmente nell'alleviare i disagi di tantissime famiglie e di sardi che versano in condizioni di oggettiva difficoltà, finalizzati, come sono, al superamento delle condizioni di povertà, all'inclusione attiva e al reinserimento lavorativo.

Infatti, rispetto alla proposta iniziale della Giunta, la terza Commissione bilancio ha ritenuto di dover intervenire per implementare tali fondi che sono così passati dai 30 milioni prevista ai 33.778.400 attuali. In aggiunta a questi 8 milioni circa provenienti dei fondi sociali europei sono in particolare stanziati al fine di intervenire a favore di persone con disturbi mentali. Bene se posso farmi parte attiva di un ulteriore proposta di intervento vorrei poter segnalare che a mio parere di questi 8 milioni almeno 2 milioni dovrebbero essere destinati con finalità di utilizzo specifico esclusivamente per i bisogni che derivano dall'applicazione della legge numero 20. La quale legge, essendo prettamente settoriale, interviene in una sfera delicatissima e fondamentale per coadiuvare le famiglie nel sostegno ai bisogni primari dei malati mentali. Credo che questo costituisca un segnale forte sulla volontà dell'Esecutivo, del Consiglio tutto di prestare la più ampia assistenza a favore di una fascia di popolazione che ha bisogno di particolare attenzione ed è maggiormente necessitante dell'intervento del legislatore regionale. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Paolo Truzzu. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Grazie Presidente, devo dire che io oggi mi trovo a dover fare un intervento che non avrei voluto fare, perché è dall'inizio della legislatura che tutti diciamo che la sanità è il vero problema, e ci arrovelliamo davanti a sistemi per cercare di contenere i costi, per cercare di trovare soluzioni, tanto è vero che il Vicepresidente del Gruppo più importante di questo Consiglio, il Gruppo del PD ha proposto una Commissione d'inchiesta che valuti l'andamento della spesa negli ultimi 10 anni. Tanto è vero che avete approvato una legge che ha cercato di porre rimedio a quelli che voi definite gli sfasci del centro destra e i terribili buchi creati dalle amministrazioni precedenti. Tanto è vero che avete proposto un piano di riforma della rete ospedaliera, perché siamo tutti convinti che così come è non si può andare avanti e che uno dei sistemi per cercare di controllare i costi sia quello di ridurre per esempio i posti letto e di migliorare le prestazioni per gli utenti.

E ci siamo anche resi conto dopo due anni che c'era un buco tragico che inghiottiva tutto e che nei confronti del quale dovevamo mettere rimedio e avete pensato di porre rimedio con le tasse, con l'aumento dell'Irpef e dell'Irap e con il piano di rientro. Quindi questo cosa ci dice, ci dice sostanzialmente che stiamo chiedendo sacrifici a tutti, stiamo chiedendo sacrifici ad ogni singola persona, stiamo e chiedendo sacrifici ai pazienti, ai malati che ogni giorno devono affrontare delle odissee negli ospedali sardi senza che la qualità del servizio in questi anni sia migliorata, stiamo chiedendo a tutti di fare dei sacrifici, anche gli operatori, agli infermieri. C'è il blocco del personale, Assessore, perché pare che ormai non si possa fare più nessuna assunzione se non in qualche enclave particolare in cui è consentito assumere qualcuno. C'è una situazione di difficoltà dovuta anche a quelle che sono le norme nazionali, norme europee che impongono alcune modifiche agli orari di lavoro dei medici. E succede però tutto questo, che mentre noi stiamo discutendo di queste cose, stiamo affrontando tutta una serie di problemi importanti, in Commissione bilancio ci siamo sforzati, anche con i colleghi della maggioranza, di individuare soluzioni per venire incontro a quelle che sono le vere emergenze, le citava adesso l'onorevole Cozzolino, per esempio la legge numero 20 che non è più finanziata, e quindi la necessità di intervenire con risorse per malati particolari, e tutta un'altra serie di problematiche nel sociale che ci sono, nel giorno in cui discutiamo di queste cose, dobbiamo affrontare queste cose, sulle scrivanie di ogni collega arriva una denuncia alla Corte dei conti della Regione Sardegna con la quale vengono messe in luce tutta una serie di vicende nella ASL di Sassari che riguardano le consulenze. E, paradosso del paradosso, accade nel giorno in cui l'assessore Demuro, o meglio, il giorno dopo in cui l'assessore Demuro annuncia che c'è un limite alle consulenze pari a 435 mila euro per la Regione Sardegna. Vorrei capire se in questi 435 mila euro sono ricomprese anche le ASL, oppure se hanno un terreno dove tutto è consentito. Non solo, ma accade anche che in questi giorni l'Assessore nomini il nuovo coordinatore della rete regionale trapianti, e individui come coordinatore della rete regionale trapianti un medico toscano. Allora, questo è anche il paradosso della coalizione sovranista, che non solo per la rete regionale trapianti individua un medico che arriva dalla Toscana, ma anche per l'elisoccorso e il 118 magari individua uno che viene dal Friuli, qua, per quanto riguarda la ASL di Sassari abbiamo qualcuno che arriva dalla Sicilia, ma il problema colleghi non è questo, non è che c'è qualcuno che arriva da fuori, il problema della nomina del coordinatore del centro regionale di trapianti è che avviene attraverso un atto dell'Assessore che decide di nominarlo e gli conferisce un incarico di alta specializzazione tramite un 15 septies con il trattamento economico massimo. Quindi, qual è il messaggio? Che nel momento in cui noi stiamo cercando le risorse per rimettere in piedi la baracca e cercare di far funzionare la barca, c'è qualcuno che invece decide di fornire consulenze e incarichi, incarichi che sino ad oggi sono stati svolti da medici sardi, che anche questa volta potevano svolgerli, caro Assessore, sono stati svolti gratuitamente, e non è tanto nemmeno l'insieme, non è nemmeno l'insieme della cifra, perché poi magari saranno 100 mila euro che sicuramente non cambieranno le sorti della Regione Sardegna, ma il messaggio che si vuole dare, Assessore, perché lei dovrebbe dare l'esempio, dovrebbe essere il primo, perché nel momento in cui noi chiediamo agli operatori, a tutti i cittadini di fare sacrifici, noi dobbiamo esser i primi a chiederli, perché se no le cose che stiamo facendo non funzionano, le riforme non funzionano, perché voi potrete fare anche la miglior riforma del mondo, ma se non siete i primi a dare l'esempio, non si va da nessuna parte. Diceva Napoleone: "Non c'è miglior forma d'autorità dell'esempio". Allora, Assessore, io le chiedo di dare l'esempio; ritiri quella nomina.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Luigi Ruggeri. Ne ha facoltà.

RUGGERI LUIGI (PD). Intanto sulle vicende specifiche credo che magari l'Assessore le taglierà, se ritiene, ma non rappresentano certo l'oggetto della manovra finanziaria, che invece riguarda un problema importante, ovvero l'equilibrio dei conti in generale, oltre che una serie di manovre di dettaglio che articolano vari capitoli di spesa. Ma il problema fondamentale, lo sappiamo, è quanto ci costa la sanità, e che servizio offre la sanità, che è l'altra faccia del problema che spesso non viene considerata. E parliamo molto spesso di buco della sanità, e a volte ne parliamo impropriamente, rimpallandoci dele responsabilità, su cui francamente io non voglio esercitarmi, ma che devo comunque riportare perlomeno all'oggettività di quanto è scritto nelle determinazioni del Ministero dell'economia, che ascrive alle diverse stagioni dal 2006 al 2014 il valore del saldo e dello sbilancio, quindi tra il preventivato, tra il concesso, l'ammesso e lo speso, e evidenzia per la Sardegna che dal 2006 si passa da meno 129 milioni di euro, meno 115, meno 184 sino al 2009, meno 266, 2010 meno 283, 2011 meno 343, 2012 meno 391, 2013 meno 383, 2014 meno 344.

OPPI GIORGIO (UDC-Sardegna). E il 2005?

RUGGERI LUIGI (PD). Il 2005 non c'è, purtroppo, le posso dare la tabella solo dal 2006, gli ultimi 10 anni. Quello che si deve dire quindi è che c'è un meccanismo incrementarle di scoperto, e bisogna anche stare attenti a definire quello che è buco e quello che no, perché un conto è la gestione tipica, un conto sono i fattori intercorrenti. Nel 2015 parliamo di uno sbilancio che viaggia tra i 350, 370 milioni, ancora non sappiamo bene, però rispetto alla gestione tipica dobbiamo considerare 52 milioni in meno di farmaci innovativi, 58 milioni in meno di oneri Irap aggiuntivi, 5 milioni per l'indennità di esclusività che è stata sbloccata dalla stabilità del 2015, prevediamo 83 milioni di (…) assegnazione e allora parliamo di uno sbilanciamento tipico sulla gestione tipica che è inferiore ai 160-170 milioni. Non è che poi questi fattori non incidano, perché anche adesso, bisogna dircelo, se non vogliamo parlare in termini populistici, bisogna dirci che razionalmente stiamo parlando di una finanziaria che sottofinanzia il sistema e le spese, lo sottofinanzia perché dei 2 miliardi 866 milioni, che è il fabbisogno CIPE, già ne prevediamo 2 miliardi 831 milioni, parlando di netto, cioè al netto del saldo della mobilità passiva e al netto delle entrate proprie, abbiamo 20 milioni in meno, abbiamo tagliato sul Fondo per il recupero dei debiti delle ASL, quindi avremo dei problemi di liquidità, abbiamo 52 milioni in meno che non rendiamo alle ASL per i farmaci innovativi, abbiamo il mancato riconoscimento della quota integrativa che è vincolata al raggiungimento degli obiettivi di carattere nazionale, sono 10 milioni, 9 milioni in meno di Payback, quindi stiamo già sul deliberato CIPE su una condizione di 116 milioni in meno. Allora, questa è una vicenda che va affrontata, evidentemente, con misure draconiane che tendono però a preservare e ad agire sui determinati di spesa preservando l'equilibrio e la qualità della salute. Non si può fare mantenendo la situazione nella condizione attuale, nella configurazione della rete ospedaliera attuale, non si può fare omettendo di considerare quali sono le considerazioni delle società scientifiche che ci dicono di chiudere punti nascita, non si può fare chiaramente non rispondendo alle domande di salute dei territori isolati che chiedono di essere assistiti e di avere risposte puntuali rispetto a delle loro esigenze, alle quali noi dobbiamo corrispondere, ma non ci si corrisponde scegliendo in maniera populista di assecondare pulsioni del territorio che non hanno lo sguardo lungo, che non sono in grado di pensare ad obiettivi di salute che eccedano la risposta consolidata e consueta, che non è una risposta che schioda la Sardegna dagli ultimissimi posti sulla scala nazionale della qualità e dell'adeguatezza, ma piuttosto ripercorre il consolidato, il già fatto. Ci sono dei determinati di spesa su cui bisogna agire. I determinati di spesa classici quali sono? Sono la spesa per il personale, c'è un blocco di contratti, c'è un blocco di assunzioni. Nel 2015 quantomeno gli incrementi esponenziali della spesa sono stati bloccati, la determinante, la curva della spesa non ha perseguito il suo andamento in ascensione, si è inclinata, cioè stiamo tornando indietro, perché è stato finalmente istituito un tavolo a livello interassessoriale che coordina, monitorizza e permette di uniformare gli elementi conoscitivi della spesa, che sono quelli del controllo sugli ordinanti dei beni e dei servizi, sul collegamento tra bisogni e quantità di ordini, qui torna il problema della catena di comando, torna il problema della ASL unica come elemento necessario al controllo della spesa, torna il discorso dell'appropriatezza. Certo abbiamo una serie di errori del passato…

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Giorgio Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC-Sardegna). Signor Presidente, colleghi, siamo finalmente arrivati a discutere del vero punto centrale della legge di bilancio della Regione, cioè del capitolo sanità, e la sanità è il punto nodale, non solo perché su oltre 8 miliardi di euro di bilancio regionale occupa, impiega oltre il 50 per cento delle risorse complessive. La sanità è il fulcro della nostra azione politica poiché essa attiene, più di ogni altro settore, alla vita delle persone, alle loro istanze, al loro stesso senso di cittadinanza. La sanità in ogni realtà sociale è la vera cartina di tornasole del grado di civiltà raggiunto e mantenuto da una società. E se così è, signor Assessore della sanità, dobbiamo ancora renderci conto che il livello di civiltà della Sardegna è davvero preoccupante.

Tutti in quest'Aula conosciamo assai bene la pratica di scaricare le proprie responsabilità sulle precedenti gestioni, in una specie di catena in cui mai nessuno è responsabile di niente. Così è stato dichiarato più volte dall'attuale maggioranza. Sono però già due anni che avete messo mano alla politica sanitaria e dovrebbe vedersi ormai qualche risultato. Mi pare, invece, che i risultati siano davvero modesti e che gli indicatori vadano nella direzione di dimostrare un generale peggioramento sia dei livelli di assistenza, sia dei conti in costante affanno.

Rileggendo le vostre dichiarazioni programmatiche e i vari interventi il vostro obiettivo era duplice: razionalizzare la spesa e migliorare i servizi. Ebbene, non c'è giorno in cui la stampa locale, tutti i giorni, non riporti malesseri, proteste e manifestazioni dai territori dell'isola. Ovunque gli operatori della sanità denunciano la mancanza di una visione politica di prospettiva ed errori marchiani di programmazione sanitaria. Un esempio su tutti è l'accorpamento gestionale di Oncologico, Microcitemico e Brotzu, che doveva portare risparmi e razionalizzazione e, invece, ha portato un disordine di competenze, un marasma disorganizzativo e un impoverimento che ha trasformato queste strutture di eccellenza in ospedali non all'altezza della loro storia e della loro funzione, e questo lei lo sa bene. Al Brotzu la situazione è davvero grave. Mancano figure professionali, come mancano peraltro all'Università di Sassari - c'è una lettera inviata da tutti i capidipartimento a lei, Assessore, e anche ai Capigruppo -, infermieri, operatori sociosanitari. Non solo. Si attivano procedure anomale, con primariati accorpati in un senso ma non nel senso opposto; parlo dei tre primariati che sono stati coordinati, che sono del Brotzu e che hanno accorpato quelli del Oncologico. Così per i posti vacanti al Brotzu non si sono attivate le stesse procedure trovate per i posti vacanti all'Oncologico, e questo sappiamo perché. Si tenga conto - io credo che sia necessario - della competenza e si evitino interessi di parte. Questo evidentemente lei capisce a chi mi riferisco.

Morale: si sono ridotti i trapianti. Come sapete due reni sono volati a Torino, quindi con anche una perdita di circa 900 mila euro. I servizi ospedalieri sono stati ridotti e il malcontento tra gli operatori è più che palpabile giorno per giorno. Il 1° settembre 2015 è stata emanata una nota di indirizzo che prevedeva il blocco del turnover del personale - ne avete fatto anche un'altra a gennaio - richiedendo che si utilizzassero le graduatorie esistenti per fisiologici rimpiazzi, invece si è verificato il contrario. All'interpellanza presentata in Consiglio regionale dalla stessa maggioranza - parlo della graduatoria degli psicologi collegati fra San Gavino e Carbonia - sono state fornite risposte non veritiere, infatti chiederemo l'accesso agli atti per dimostrare che i 30 giorni non ci sono stati e c'è una sua risposta in questi giorni che si rivolge alla …. Quando è comodo si continuano a bandire concorsi per coprire esigenze di personale specializzato, quando non è comodo non si fa nulla. Al riguardo lei sa che sono arrivate due lettere, di cui una è il ricorso alla Procura della Corte dei conti, mandata anche alla Finanza, mandata agli Assessori e ai Capigruppo dell'opposizione.

Un discorso a parte merita l'annosa questione della spesa farmaceutica. Lo voglio dire in due parole per dare atto che nei primi due mesi di quest'anno si è avuto un miglioramento di oltre 2 milioni per quanto riguarda la farmaceutica convenzionata, ma al tempo stesso si è avuto un calo; praticamente da terza regione, dopo la Toscana e la Puglia, siamo diventati secondi, abbiamo superato la Puglia, passando dal 5,1 al 5,9. E quindi anche qui guadagniamo 2 milioni e mezzo e ne perdiamo 2 da quest'altra parte.

Vogliamo nuovamente parlare del Mater Olbia? Ogni giorno siamo costretti a confrontarci con date diverse. Si apre entro gennaio, poi entro l'estate, poi entro fine anno. Secondo quanto dichiarato in una recente intervista due giorni fa al manager della Qatar Foundation, Lucio Rispo, non sono state ancora presentate le domande per l'accreditamento - domanda che ho fatto alla sua persona, e così come da noi preannunciato, infatti non sono state presentate - e che sono prematuri i tempi per qualsiasi assunzione. Si prevede che possa aprire a fine del 2017. Una sola cosa le voglio dire. Ricordo ai colleghi che il 1° gennaio del 2018 le risorse finanziarie previste per il Mater Olbia confluiranno con quelle previste per l'ospedalità privata. Lei capisce che a questo punto succederà un cataclisma perché si dovranno chiudere alcune strutture private per dare spazio o viceversa, comunque ci sarà una compensazione, poi ci sarà necessariamente…

PRESIDENTE. Ha ancora un minuto.

OPPI GIORGIO (UDC-Sardegna). Ci sono poi delle patologie particolari, come la sclerosi multipla che porta nei protocolli a spese vertiginose. Quello che voglio dire però è questo. Noi non possiamo, Assessore, accettare i 2 miliardi e 800 mila euro che ci vengono dati, come dato, dallo Stato, dal Ministero competente, perché - non lo è stato prima, non lo sarà mai - non ci possiamo rientrare con il capitario. La cifra che serve è 3 milioni e 200 mila, 3 milioni e 300 mila, anche perché noi abbiamo delle patologie particolari che hanno dei costi altissimi. Posso citare soltanto un esempio: il costo del chelante per quanto riguarda … è passato da 20 euro a 500 euro. E poi soprattutto dobbiamo ricontrattare con lo Stato il fatto di avere delle patologie che sono del 30 per cento superiori ad altre regioni e quindi rivendichiamo delle cifre che ci consentano di modificare questo valore.

Volevo concludere dicendo che anche io avrei parlato di questa ciliegina, cioè che il 16 marzo è stato nominato un 15 septies, mi sembra proveniente dalla Toscana - la peculiarità dei 15 septies è quella di Gumirato, che ne ha fatto decine e decine - quale responsabile del coordinamento dei trapianti. La Sardegna è sempre stata additata per essere una regione che nel settore dei trapianti aveva una grande valenza; il fatto che si cerchi gente esterna ha portato… e poi proprio oggi c'è una nota dell'Assessore degli affari generali che contiene in una cifra intorno ai 400 mila euro eventuali consulenze esterne. Quindi se continuiamo su questa riga anche qua si crea un caos generalizzato.

Io credo che serva, Assessore, un impegno diverso. Serve una strategia politica, condivisa da tutta l'Aula, che porti il sistema a migliorare e a non incontrarsi con uno schema inutile. Poi per quanto riguarda il fatto…

PRESIDENTE. Onorevole Oppi, il tempo a sua disposizione è terminato.

È iscritto a parlare il consigliere Raimondo Perra. Ne ha facoltà.

PERRA RAIMONDO (Cristiano Popolari Socialisti). Presidente, io eviterei di entrare in argomenti di dettaglio. Oggi siamo arrivati al cuore, davvero, di quella che è la legge finanziaria. Eviterei di entrare anche in questioni di dettaglio, ma anche di attribuire responsabilità ad altri, insomma io credo che non sia questo il compito che noi abbiamo se abbiamo a cuore davvero quello che è l'obiettivo che la sanità si deve prefiggere. Preferirei parlare della spesa sanitaria e perché cresce la spesa sanitaria. E allora qui davvero invito davvero tutti quanti in questa Aula a vedere perché l'invecchiamento della popolazione cresce, perché evidentemente stiamo a nascita zero e quindi è inevitabile che il costo della sanità per chi è più anziano e per chi ha più bisogno di maggiori attenzioni debba essere più elevato rispetto a una situazione normale. Non dimentichiamoci che raggiungiamo le classifiche per essere quelli che utilizzano gli ospedali inappropriatamente, quindi anche questo comporta una maggiore spesa perché è inevitabile che un ricovero in ospedale costa molto di più di un intervento nel territorio, e a questo la riforma che questo Consiglio regionale ha approvato deve portare una volta che sarà pianificata del tutto. Si parla della spesa farmaceutica. Anche qui, badate, la spesa farmaceutica si è arrestata per un momento, ma dobbiamo tenere conto anche di aspetti che attengono a patologie che sono altamente invalidanti - le ha citate adesso l'onorevole Oppi -, che sono l'epatite C, la sclerosi multipla, che comportano una spesa farmaceutica impetuosa, della quale non possiamo non tenere conto.

C'è stato un disavanzo, c'è un disavanzo spaventoso che ha costretto questo Consiglio regionale, in particolare la maggioranza a cercare di porre rimedio. Fortunatamente, onorevole Truzzu, non abbiamo messo le mani in tasca ai cittadini come inizialmente invece ci si stava orientando, ma siamo riusciti anche lì, grazie all'intervento di tutti quanti, della Commissione anzitutto, quindi di tutto il Consiglio regionale, a tamponare anche questa che io chiamo un qualcosa di inguardabile perché in un momento di crisi spaventosa come questa non avrebbero potuto sicuramente mettere le mani nelle tasche dei cittadini. Va tutto bene? Io dico di no, non va tutto bene. In Commissione sanità per prima sono venute fuori tutta una serie di criticità, ed è bene dircele anche queste cose. In primo luogo quella che è stata l'inadeguatezza della posta messa in bilancio per quella che è la parte corrente della sanità, addirittura è stata sottostimata rispetto a quello che il finanziamento CIPE prevede, fortunatamente anche lì siamo riusciti a pareggiare ma, come diceva l'onorevole Ruggeri col quale sono d'accordo, probabilmente mancano ancora dei danari e sono dei danari che ammontano a oltre 100 milioni di euro. Qui non ho nessun dubbio per pensare diversamente da quanto l'assessore Paci ci dice che nel corso dell'anno si rivedranno queste cose, quindi si vedrà nuovamente di colmare eventualmente se ci sono delle esigenze.

Delle criticità in Commissione sono venute fuori anche per la parte relativa alle non autosufficienza, per le leggi di settore in modo particolare. A questo punto e a questo proposito io chiederei, assessore Arru, se magari vorrà riferirci dopo, è di questi giorni un rincorrersi di problematiche che stanno venendo fuori da diversi comuni che si troverebbe nell'impossibilità di anticipare quelle che sono le spettanze relative alla legge 20. So che è necessario mettere mano alle leggi di settore, ma vorremmo capire meglio in che modo ci si sta adeguando per cercare di arrivare a questa soluzione. A questo proposito, proprio sul comma 14 dell'articolo 4, che stanzia 8 milioni per l'inclusione lavorativa dei soggetti con disturbo mentale, voglio iniziare a preannunciare un emendamento orale, se non è possibile farlo scritto, di destinare di questi 8 milioni almeno 2 milioni per le leggi di settore relativamente alla legge 20. Questo aspetto è venuto fuori in Commissione, io annuncio adesso nella discussione generale un emendamento orale che possa prevedere lo stanziamento di 2 milioni di quegli 8 destinati esclusivamente alla legge 20.

Accogliamo con favore invece lo stanziamento di quasi 34 milioni di euro per le estreme povertà. Anche qui un grosso sacrificio che si sta facendo per cercare di venire incontro a quelle famiglie che davvero hanno forti necessità e quindi anche queste politiche sono politiche che dobbiamo guardare con attenzione. Io credo che non sia facile governare la sanità in Sardegna perché credo che non sia necessario ripartire sempre da quelli che sono i bilanci, ma davvero guardare in faccia quello che è il bisogno di sanità che noi abbiamo. Io credo che sia necessario quanto prima avere un registro dei tumori in Sardegna...

PRESIDENTE. Onorevole Perra, il tempo a sua disposizione è terminato.

E' iscritto a parlare il consigliere Ignazio Giovanni Battista Tatti. Ne ha facoltà.

TATTI IGNAZIO GIOVANNI BATTISTA (UDC-Sardegna). Presidente, oggi si parla di questo argomento che tutti quanti stanno affrontando, secondo me, senza tener presente che davanti a noi, alle scelte che facciamo c'è la persona, il paziente. Quando sento parlare di tagli, di riduzione di spesa della sanità, mi fa piacere, però io ritengo che la riduzione della spesa sanitaria debba avvenire tagliando gli sprechi e non tagliando i servizi. A me fa piacere che l'Assessore meno di un mese fa abbia dichiarato che la Sardegna ha bisogno di un piano - possibilmente derogabile dalle norme nazionali - specifico. L'ha dichiarato il giorno che si è recato a Seulo per un incontro dove si parlava di centenari e mi ha fatto davvero molto piacere sentire l'Assessore dire che la Sardegna deve avere un piano seriamente calato nella realtà. Non si può avere un piano che risponda a delle iniziative ragionieristiche che si fanno. Non si può scrivere in finanziaria che si deve affrontare il problema della sanità in base al numero degli abitanti, non si può dire che un cittadino del centro Sardegna non debba avere gli stessi servizi che ha un cittadino dei due poli Cagliari e Sassari. Sono un po' deluso da alcune cose che sono scritte in finanziaria e da alcune cose che stanno già succedendo. A questo punto dico anche che il Consiglio conta ben poco mi sembra, per esempio sul piano di riordino della rete ospedaliera. Mi sembra che si stiano già attuando degli interventi che portano verso una direzione, però se il Consiglio non ha ancora deciso, per esempio qui al comma 9 c'è un intervento sul presidio del San Michele in vista della chiusura dell'ospedale del presidio ospedaliero Marino. Quindi tutte queste cose mi portano a pensare che davvero le cose sono già decise. Io mi auguro che quest'Aula prenda coscienza di che cosa vuol dire applicare in toto così com'è il piano di riordino presentato dalla Giunta. È vero, l'Assessore ha detto: "Sentiamo le esigenze dei territori, vediamo che cosa si può cambiare per migliorare la sanità in Sardegna", io lo ringrazio per questo, quindi invito quest'Aula nel momento che ci sarà il piano di riorganizzazione della rete ospedaliera e dei servizi che davvero questo Consiglio debba prendere coscienza di che cosa è la Sardegna. Non più tardi di avantieri abbiamo presentato un'interrogazione con il collega Truzzu perché abbiamo saputo che ci sarà la chiusura di diverse guardie mediche nei territori della Sardegna, in certi piani aziendali c'è scritto questo. Abbiamo presentato un'interrogazione... se così non è mi fa piacere. Per esempio per la chiusura della guardia medica di Usellus e di Baressa, due piccoli comuni del centro Sardegna inseriti nello SNAI (Strategia nazionale area interna) dove come cose prioritarie ci sono trasporti, scuola e sanità. Se però andiamo a tagliare già queste cose, questi piccoli grandi servizi che abbiamo, sicuramente non stiamo andando incontro alle popolazioni delle zone interne. Da poco ci sono state chiusure di reparti, di sale operatorie e quant'altro dicendo che non abbiamo medici a disposizione e allo stesso tempo un commissario di una ASL ha comunicato che non può fare un concorso perché l'Assessorato non nomina un componente di una commissione. Penso che sia una cosa gravissima anche perché se questo è vero, ritengo che sia davvero grave anche perché oggi dobbiamo rispettare la "161" e sappiamo cosa vuol dire per i problemi che sta creando.

PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Intanto una premessa, mi pare che oggi parliamo del 60 per cento più o meno del bilancio della nostra regione, quindi credo che sia un argomento che dobbiamo assolutamente guardare con estrema attenzione. Io non farò elenco di numeri o analisi, ma proprio vorrei stare in maniera molto semplice su alcuni fatti che sono quelli legati alla sanità, sicuramente voglio parlare del periodo che voi appunto state amministrando. E voglio iniziare con alcune delle ultime dichiarazioni fatte proprio dall'assessore Arru e cioè che ritiene ovviamente che la riforma e la riorganizzazione della rete ospedaliera è parte fondamentale del piano sanitario regionale ed è stata inserita tra le azioni del piano di rientro ed è uno dei tre tasselli cardine della riqualificazione del sistema sanitario regionale. Ovviamente insieme alla rete delle cure territoriali, all'AREUS che ricordo a me per prima è l'azienda regionale dell'emergenza urgenza e che permetterà un risparmio di 134 milioni in tre anni e il trasferimento di 250 milioni da parte dello Stato per l'edilizia ospedaliera.

Allora, io credo che partendo da queste ultime dichiarazioni si possa tornare un po' indietro ed analizzare tutto ciò che avete messo sul campo oltre tutti i proclami. Partiamo dalla riforma o meglio da un principio di riforma che ci avete rappresentato come un elemento di grandissima novità votato alla spending review e alla riorganizzazione della sanità in Sardegna, passando per un miglioramento di quei servizi che è tanto caro ma soprattutto tanto importante per i nostri cittadini. La riforma. La riforma di fatto ad oggi ha creato una confusione assoluta tra AREUS, distretti sociosanitari, Case della salute, ospedali di comunità, l'accorpamento degli ospedali, cito tra tutti anche da cagliaritana Brotzu, oncologico, microcitemico, se ci provate a dire lo stato di attuazione quali benefici ha portato fino ad oggi, veramente vi ringraziamo, perché purtroppo noi ma soprattutto i nostri malati non hanno visto alcunché. Non solo, andiamo avanti ancora con la parte degli investimenti, ha citato l'onorevole Oppi il San Raffaele, smettiamola anche di creare false illusioni con questo San Raffaele, i 23 mila curricula che giacciono nelle casse, nei cassetti oserei dire delle società interinali, smettiamola di dire ai poveri ragazzi che sono in cerca di prima occupazione che ci sarà un posto disponibile per loro, non parliamo ancora né di soldi stanziati in bilancio ma l'assessore Paci rassicura che nel momento in cui si è pronti a partire i soldi si trovano, ma allora parliamo di autorizzazione, di accreditamento, niente di tutto ciò, eppure assessore Arru lei lo sa come funziona l'apertura di una nuova struttura ospedaliera. Smettiamola veramente di creare, mi viene anche da pensar male, in questo periodo di pre-amministrative di creare false illusioni soprattutto di un ospedale, di una struttura che dovrebbe rappresentare un'eccellenza ma di cui non c'è ancora neanche l'ombra, anzi forse c'è qualche ripensamento. Ditelo anche al vostro leader nazionale di evitare di venire a prendere in giro la Sardegna, non ne abbiamo bisogno, siamo già abbondantemente sacrificati grazie anche alle manovre dello Stato centrale. Ancora. Vorrei prendere in esame sinceramente le nuove consulenze e la nuova formula che state utilizzando con accorpamenti di posizioni di primariato e moltiplicazione di dipartimenti. State attenti perché veramente la sanità non può continuare ad avere degli incrementi, noi oggi abbiamo avuto un unico dato certo, il commissariamento dei manager, sono ancora lì, bravi bravi, tranquilli tranquilli, ai quali Assessore avevate dato degli indirizzi ben precisi ma purtroppo ovviamente ad oggi noi non abbiamo avuto alcun beneficio, non è stata ridotta di un euro la spesa sanitaria. Io voglio capire veramente quali indirizzi... Sono indisciplinati? Ma allora prendiamo provvedimenti, interveniamo, mandiamoli a casa perché così non si può continuare. Ancora. Vorrei fare un inciso sul discorso della sanità privata, stiamo ammazzando la sanità privata, cito tra tutti le politiche astruse che state mettendo in campo sui lavoratori, faccio un esempio, quelli di analisi. Ma sapete chi le fa queste prestazioni? Non le fanno presso gli ospedali, non vanno in sanità pubblica e invece sono costretti a rimandare a casa dei poveri anziani spesso e volentieri perché sono fuori budget. Ma allora io credo veramente e le dico che ci stiamo riferendo all'1 per cento del bilancio della sanità, quindi Assessore stiamo mortificando le cose che funzionano invece per dare spazio a quello che non funziona perché sono magari amici degli amici. Le cito una cosa su tutte che grida vendetta, venti posti letto nell'ASL 6, la nuova struttura della cardiologia...

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Sicuramente siamo entrati nel cuore della finanziaria, siamo entrati in quella parte di finanziaria che rappresenta il 50 per cento e oltre di questo bilancio regionale. È difficile, è difficile gestire la sanità, Assessore è difficile, la comprendiamo, però dobbiamo anche dire che all'interno di questa difficoltà non abbiamo visto volontà e capacità di invertire una tendenza che voi avete detto che avreste invertito, che avreste migliorato una sanità che sotto vari aspetti è evidentemente malata. In oltre due anni, o i due anni di governo del centrosinistra abbiamo sentito solo ed esclusivamente proclami, solo ed esclusivamente proclami disattesi fragorosamente dallo stesso governo regionale e disattesi purtroppo da coloro che avrebbero dovuto essere gli strumenti sui territori e sul campo del governo regionale cioè dagli amministratori, dai commissari straordinari che ormai non sono più commissari straordinari, hanno più poteri o quantomeno esercitano più poteri degli Assessori, dell'Assessore, del governatore, sono diventati governatori delle ASL, non sono più commissari straordinari e neanche direttori generali, governatori, senza controllo, senza controllo Assessore. E continuate col torcicollo delle responsabilità del buco quando poi un vostro autorevolissimo rappresentante, l'onorevole Deriu ha detto che in 12 mesi di governo della sanità del centrosinistra è stato provocato un buco di 250 milioni di euro, 250 milioni di euro in 12 mesi.

Guardate davanti a voi, guardate davanti a voi e lasciate perdere il passato, cercate di farci capire che cosa sapete e che cosa volete fare, cosa volete fare perché le uniche cose che avete fatto per cercare di colmare il buco della sanità, di creare una sanità migliore al servizio dei cittadini, con servizi non dico d'eccellenza ma quanto meno efficienti, tutte le cose che avete fatto sono fallite partendo dal famoso aumento dell'IRPEF e dell'IRAP che vi siete rimangiati nel giro di qualche ora nel momento in cui noi abbiamo annunciato la richiesta al governo dell'intervento presso la Corte costituzionale per arrivare alla delibera con la quale avete bloccato il turn-over, il turn-over non è stato bloccato, è stato bloccato soltanto nelle intenzioni dell'Assessore evidentemente, ma i governatori delle ASL il turn-over non lo hanno bloccato, tutt'altro. E anche nel campo della sanità state riuscendo a consumare quella distinzione fra figli e figliastri che avete fatto nella riforma del sistema degli enti locali: nord completamente bistrattato, sud che è focalizzato con più attenzione, deroghe a favore di alcuni territori ingiustificate ovviamente, strutture ospedaliere nuove a favore di San Gavino e non di Alghero, 68.400.000 euro destinati a San Gavino, primi livello assegnati a strutture, a territori che hanno meno diritti di Alghero e Ozieri, e così via. Di queste perle né potremmo citare a decine perché in questi mesi abbiamo avuto modo di approfondire e di assistere a ciò che sta accadendo nella sanità. E tutte le cose che stanno accadendo nella sanità sono negative, Assessore. E se dei consiglieri di centrosinistra, con una interrogazione, chiedono le dimissioni dell'Assessore ci sarà qualche motivo. Il motivo non è relativo alle capacità dell'assessore, ma il motivo è relativo al fatto che il centrosinistra è del tutto scontento dell'operato dell'Assessore, o comunque non c'è assolutamente armonia fra il centrosinistra e l'Assessore. E di questo deve tenere conto, Assessore, non ce lo dimentichiamo, non se lo dimentichi! Quindi i governatori delle ASL fanno il bello e il cattivo tempo. A Nuoro nominano nuovi direttori di struttura complessa, nonostante il direttore ci sia già, altro che spending review; vengono nel sassarese eliminate strutture complesse e ne viene creata un'altra, viene duplicata una struttura complessa a Sassari, non si conosce il motivo; vengono nominati consulenti siciliani con spendita non di risorse incommensurabili, ma di risorse significative che sono un indice della vostra incapacità di rallentare la spesa, o di frenare la spesa…

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Giuseppino Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA GIUSEPPINO (UDC-Sardegna). Presidente, Assessori e colleghi, sarà un breve intervento anche perché molto è stato già detto. Apro con la sanità, che come ho già detto assorbe oltre la metà del bilancio di questa finanziaria. Voglio associarmi al grido di dolore sollevato da tutte le zone della Sardegna su possibili chiusure, tagli, ridimensionamenti dei vari presidi sanitari partendo da Sassari, Alghero, Ozieri, Tempio, Oristano, Bosa, Lanusei e via via un po' dappertutto. Spero tanto e auspico che l'efficentamento dell'AREUS possa metterci una pezza, come si suol dire, diversamente saranno dolori. Voglio ancora una volta spezzare una lancia per le zone interne della Sardegna, in questa finanziaria scarsamente considerate ma oltremodo bistrattate. Sappiamo benissimo che le zone interne rappresentano il cuore pulsante dell'isola, quindi se il cuore non funziona bene, signori, nel resto del corpo il sangue non arriva con regolarità, creando di conseguenza effetti devastanti. Esorto quindi questa assemblea a non abbandonare le zone interne ad un destino tragico, partendo dall'ambiente, che creerà ulteriore spopolamento per finire, fra le tante criticità, con le infrastrutture che, se non si interviene con urgenza, non potranno produrre nessuna opportunità di crescita né tantomeno di sviluppo, senza dimenticare il sociale ovviamente. Riapriamo, e con questo concludo, la vertenza entrate con lo stato, diversamente fra un po' di tempo saremo costretti noi sardi a salire sui barconi e ad andare fuori dalla Sardegna in cerca di qualcosa che la nostra terra non ci ha potuto offrire. Grazie.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE EUGENIO LAI

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Emilio Usula. Ne ha facoltà.

USULA EMILIO (Soberania e Indipendentzia). Presidente, ma intanto devo dire che ho letto attentamente il documento e l'articolo che oggi ci troviamo ad esaminare, e devo dire che alcune parole, alcuni concetti e alcuni settori, secondo me, trovano poca evidenza nel documento che andiamo a leggere. Parlo in particolare delle tematiche della prevenzione delle patologie neoplastiche e quindi degli screening oncologici. Ho un documento, che è del giugno 2007, della Regione Sardegna in cui la Regione adotta appunto la campagna nazionale promossa dal Ministero della salute con la LILT e attiva i programmi di screening che consistono nell'invito a determinate categorie di cittadini per eseguire controlli periodici, con l'intento di prevenire soprattutto tre patologie: il cancro della mammella, il cancro della cervice uterina e il cancro delle colon retto. Per questi tre tumori in pratica previsti completamente gratuiti, c'era all'impegno, c'è l'impegno e c'è stato l'impegno negli anni per eseguire mammografie, pap test, ricerca di sangue occulto nelle feci, per una popolazione di riferimento che va oltre le 500 mila donne per quanto riguarda il carcinoma della cervice uterina, 210 mila donne per il cancro della mammella, oltre 410 mila persone, uomini e donne compresi, per il cancro del colon retto. Oggi sappiamo che per quanto riguarda le adesioni alle campagne di screening queste adesioni sono in netto calo. Di fatto viene denunciato, e non in modo aneddotico, ma abbastanza puntuale e abbastanza diffuso, un non accesso gratuito a queste prestazioni, abbiamo tempi lunghi d'attesa, soprattutto mi riferisco al cancro del colon retto, abbiamo distanze improponibili certe volte, dove un paziente di una provincia deve fare un esame a centinaia e centinaia di kilometri di distanza. E per chissà che cosa significa andare a fare una colonscopia, con la preparazione che deve precedere la colonscopia, si capisce anche qual è il disagio di dover fare l'esame a centinaia di kilometri dalla propria abitazione, non sto qui ad entrare nel particolare. Io dico che questo Assessore e questo Assessorato stanno facendo tantissimo e si sta spendendo, e so anche della competenza e della sensibilità dell'Assessore per quanto riguarda questi temi. Quello che voglio sottolineare con il mio intervento è semplicemente un aspetto, forse ci sono troppe poche risorse dedicate. Io sono sicuro, e questo intervento lo faccio per sottolineare anche l'impegno dell'Assessore a cercare di trovare più risorse per questi temi. Andare a prevenire, o a fare una diagnosi precoce, di un tumore qualsiasi esso sia significa ridare la vita e la speranza di una vita normale ad una persona, significa riportare quella persona ai propri affetti, alla propria attività, ma significa anche parlando di economia sanitaria spendere senz'altro molto meno. Andare a dover fare un intervento chirurgico, laddove è possibile con intervento in endoscopia asportare un tumore maligno del colon, significa permettere ad una persona di riprendere a lavorare il giorno dopo l'intervento, senza menomazioni temporanee, o senza menomazioni anche per tutta la vita, ma soprattutto significa ridare sicurezza e speranza di vita. Assessore, dobbiamo vigilare di più a che i finanziamenti siano adeguati, e a che, anche laddove le risorse vengono stanziate, vengano utilizzate al meglio. Dobbiamo assicurare la gratuità, è troppo frequente il ricorso all'attività in intramoenia per eseguire esami colonscopici in regime di screening, semplicemente perché tempi si allungano. Su questi temi io dico che è necessario che tutti diano un pochino più di attenzione, in primis la Commissione di cui faccio parte, la Sesta commissione, sarà compito nostro affrontare questi temi per poter dare anche più strumenti all'assessore per affrontare al meglio questi problemi.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Assessore, mi permetta di dirle che il mio intervento, non ha niente di personale, né vuole rivolgersi ad un aspetto che riguarda la sua persona che oggi amministra il settore della sanità, è presente davanti a tutti noi, maggioranza ed opposizione, che la Sanità deborda oltre il 50 per cento della finanziaria regionale. È una cosa che disturba tutte le manovre che potrebbero essere indirizzate verso quelle politiche di sviluppo e di occupazione che in un momento di crisi, come quella che viviamo, dovrebbe avere un certo respiro e l'apertura delle casse regionali. Questa conduzione viene da lontano, io credo, e meno guardo bene, dal fare distinzioni tra centrodestra o centrosinistra nel senso che, e vorrei che si capisse che esco fuori da una posizione che non vuole essere riconosciuta come tale, da Presidente della Commissione speciale, perché quella è un'altra storia e si occupa di un decennio dove vede le due posizioni contrapposte ad aver amministrato la Regione, ma permangono delle condizioni di gravità che se mi passate la cacofonia aggravano ulteriormente quelli che sono i costi della sanità. Non c'è stata ancora una seria riforma del sistema sanitario, non esiste una seria riforma, per lo meno è contestata dalla destra e dalla sinistra, da sindaci e da popolazioni sul sistema ospedaliero, mi pare, e non si può scappare, che anziché cercare condizioni virtuose per poter ridurre quelli che sono gli sprechi per rendere efficiente ed efficace l'azione amministrativa, soprattutto di somministrazione di servizi, come quelli della sanità, mi sono azzardato più di una volta riconoscere che il malato non ha partito e non ha colore, ma ha necessità di essere curato nel migliore dei modi, mentre spesso si assiste a condizioni che non consentono questa situazione data di offrire al meglio la prestazione dovuta. Esiste quindi un malessere all'interno del Sistema sanitario e questo malessere tocca fortemente quelli che sono gli interessi dei singoli e di intere popolazioni, sia per la sua strutturazione ed articolazione, ma soprattutto perché uno non si sente dignitosamente riconosciuto come uomo che ha sofferenza all'interno dell'ospedale o all'interno di quelle che sono le altre prestazioni ambulatoriali, ma quali sono le azioni che debbono essere poste in campo? Vede Assessore, il 31 di marzo è dopodomani, dopodomani debbono essere rinominati nuovamente i commissari, non so se manteniate questi, li cambiate o facciate quello che volete, ma è significativo anche questo, stiamo andando a regime commissariale, cioè delle persone che rispondono esclusivamente, peraltro questo avveniva anche per i direttori generali, avveniva nello stesso modo in cui si ha il padrone della circostanza che ordina e l'altro che esegue in maniera clientelare, a nessuno sfugge tutto quello che avviene con bandi che vogliono ulteriormente derogare a quelle che sono le indicazioni espresse dal Consiglio sulle assunzioni anche temporanee, per dire che si travalica, anche con il compiacimento di qualche dirigente dell'assessorato a far sì che si realizzino dei concorsi o delle selezioni saltando quello che è il blocco del turn-over ,e mi pare che sia una cosa normale, poi si trovano gli escamotage, cioè un sistema denunciato dalle organizzazioni sindacali dei medici che grida vendetta per alcune ASL e non solo per alcune ASL. C'è il sistema di Nuoro che coinvolge ulteriormente altre fatidiche movimentazioni all'interno di quella che è la gestione attuale. C'è un sistema di accorpamento che non chiarisce quelli che sono i rapporti all'interno degli ospedali di Cagliari.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Luca Pizzuto. Ne ha facoltà.

PIZZUTO LUCA (SEL). Per iniziare devo dire che quando diciamo che siamo arrivati al cuore della finanziaria, lo diciamo non solo nel senso della consistenza numerica di ciò che stiamo trattando in termini di euro, ma anche dal punto di vista del significato simbolico che il cuore rappresenta nella cultura nostra contemporanea, cioè il luogo dei sentimenti, dell'umanità, dell'amore, e trovo che sia molto importante che la discussione su questo punto sia approfondita e articolata, devo dire che mi dispiace un po' che non sia presente in aula l'assessore Paci, perché è un tema che riguarda non solo la sanità nella sua complessità, ma riguarda anche tutta l'articolazione del bilancio, perché come abbiamo detto il perno su cui si muove tutto quanto il nostro bilancio è determinato dalla spesa sociale e dalla spesa sanitaria. Sulla sanità si è detto molto, io trovo che l'approccio del nostro assessore sia semplicemente eroico, nel cercare di governare un sistema di grovigli e di interessi di vario genere che è fuori controllo da moltissimo tempo, probabilmente anche da più tempo rispetto anche alla precedente legislatura. Un luogo in cui c'è una commistione fra vizi privati e pubbliche virtù, che diventa difficile e complicato da governare perché comunque anche l'aver messo dei commissari non consente di avere più la gestione diretta delle spese e delle azioni che le varie aziende sanitarie articolano nella loro quotidianità, perché è un lavoro complesso, articolato, e l'aspetto politico fondamentale è che noi cerchiamo di mantenere le somme per garantire a tutti il diritto alla salute e alla sanità, cosa non scontata per quello che viene considerato, mi riferisco al sistema italiano, uno dei più importanti sistemi sanitari di tutela della vita delle persone più funzionali nonostante i difetti. Detto questo però mi va di parlare del cuore, che io ritengo sia la spesa sociale, perché io penso che il livello di civiltà di un governo politico, di un popolo, di una nazione si determini nel modo in cui ci si approccio agli ultimi, per esempio Enrico VIII nel 1500 aveva un modo ben preciso di approcciarsi ai poveri e agli ultimi, siccome gli davano fastidio gli accattoni in strada, promulgò l'editto che prevedeva l'impiccagione per chi affollava le strade a chiedere la carità e per chi rubava generi di prima necessità. Sparì la povertà dalle strade, fu una grande riforma sociale, i poveri non esistevano più agli occhi dei ricchi che stavano a Londra e nelle grosse città. In realtà poi si ammassarono nelle periferie, si crearono dei ghetti e in realtà in tutta la durata del regno furono impiccate 72 mila persone povere. Quello è un approccio, tra l'altro Enrico VIII viene ricordato anche come colui che ha dato genesi a quello che poi sarebbe diventato il sistema capitalistico contemporaneo ed è un sistema di welfare, quello di Enrico VIII, che oggi si vorrebbe riportare in auge, in molti paesi europei e forse anche nel nostro. L'esistenza delle forze della sinistra è dovuto al fatto che qualcuno, quando i poveri vengono attaccati, cerca di lavorare perché i poveri si organizzino per l'emancipazione e la lotta contro chi detiene il potere e contro chi detiene la ricchezza. Credo che il livello di civiltà oggi si misuri nella capacità di un governo regionale di individuare quelle che sono le strade, non per fare in modo che le persone con problemi di povertà abbiano un piatto di minestra, che comunque è già una grande cosa, ma si misuri dalla capacità di creare politiche attive in grado di far uscire le persone dal sistema di povertà. Ecco io penso che questa manovra abbia degli aspetti che sono positivi, come il mantenimento della spesa, sociale e sanitaria su cui dirò dopo, ma penso che abbia un approccio che in questo senso deve evolversi e deve migliorare, in questo senso ci sono delle proposte che noi facciamo, perché il tema deve essere l'uscita dalla povertà delle persone, non il continuare a mantenerle dentro quell'aspetto e dentro quell'ottica. Io penso che la serietà di un governo si dimostri dalla capacità di saper riorganizzare in questo senso le risorse che ha, mettendo però al centro la persona e l'essere umano e non il taglio delle risorse. Non il taglio dei fondi come priorità all'azione di governo. Quindi, questo articolato è importante e fondamentale, declina degli aspetti che sono centrali e che discuteremo e su cui poi ritornerò, perché intendo intervenire più o meno su tutti gli emendamenti che sono stati proposti, e dove però si deve marcare ancora di più una prospettiva di sinistra sulla gestione della spesa sociale e della spesa sanitaria, perché noi non possiamo vedere...

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Angelo Carta. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Intervenire sulla sanità significa intervenire sul 41 percento della finanziaria, sostanzialmente i 3 miliardi e 423 milioni sulla sanità sono una cifra enorme che sostanzialmente obbliga la Giunta, ma anche il Consiglio, in qualche maniera a prendere atto di una spesa che è in groppa ai sardi e che naturalmente non consente di fare granché di altro. Stavo facendo la considerazione di quanto significa questa cifra per ogni sardo e significa che ogni anno per ogni sardo prendiamo 2139 euro, significa praticamente che ogni mese per ogni sardo spendiamo 178 euro per la sanità. Davanti a cifre di questo genere uno si aspetterebbe di avere anche un sistema sanitario dal quale è esclusa la povertà, dal quale o per gestire il quale non è necessario l'eroe, perché beato il popolo che non ha bisogno di errori, perché avere un Assessore alla sanità che viene definito eroe vuol dire che abbiamo un popolo che ha un grande problema sulla sanità e senza un eroe non si riesce a uscirne. Io credo che su questo punto si debba, l'ho già detto l'assessore Arru, in un incontro che abbiamo avuto a Nuoro prima anche del piano che è stato varato dalla Giunta, cioè non si può immaginare di modificare la sanità retrocedendo rispetto ai servizi che noi abbiamo, qualunque cosa, in qualunque famiglia si faccia per migliorare non si può partire dal tornare indietro dai risultati acquisiti. Quindi il presidio e i presidi territoriali che garantiscono alla gente di poter capire quei 178 euro al mese, e i 2140 euro all'anno che vengono spesi per ognuno di noi, quali sono i servizi che vengono offerti. Quindi partendo dai servizi che noi abbiamo vediamo di migliorarli, di efficientarli, ma non di chiuderli, ma non di retrocedere rispetto al servizio capillare nel quale si è arrivati. Invece c'è una retrocessione di ospedali, c'è una retrocessione di guardie mediche, c'è una libertà di poter procedere in maniera assolutamente uguale a quella che ricordava l'onorevole Pizzuto, Enrico VIII. Perché Enrico VIII voleva e noi vediamo che la Giunta fa esattamente quello che vuole, anche retrocedendo rispetto i servizi che noi abbiamo. Naturalmente una Giunta di centrosinistra, una maggioranza di centrosinistra ci si aspetta esattamente che faccia quello per cui la sinistra è nata come ci ha ricordato prima chi mi ha preceduto: la sinistra in difesa dei poveri. E infatti abbiamo tutto quello che serve per tradurre in atti questo assunto dell'esistenza della sinistra, abbiamo il job act che difende i poveri che dà stabilità, che dà certezza di non essere licenziati dopo i tre anni nei quali c'è l'incentivo; abbiamo il salvataggio delle banche, a dispetto a scapito dei piccoli risparmiatori, credo che non fossero poveri quei piccoli risparmiatori e che invece le banche avessero bisogno di questo sacrificio, perché le banche sono state portate al posto dei poveri; abbiamo la difesa delle compagnie petrolifere col silenzio sulle referendum sulle trivelle; abbiamo gli operai dall'Alcoa, che ieri siamo andati a visitare, totalmente abbandonati, a dispetto delle promesse che sono state fatte secondo le quali a settembre nel 2015 il problema sarebbe stato risolto. Io credo che quindi non si possa, nessuno, proporre o dire che sta difendendo i poveri. Qui non si stanno difendendo i poveri, qui si sta cercando di fare qualcosa di diverso dal difendere i poveri, qualcosa di diverso da difendere i presidi che sono stati assolutamente fondamentali. Tra questi presidi io credo che quello che ha ricordato l'onorevole Orrù sia un presidio fondamentale: la famiglia. La famiglia credo che sia un presidio al quale bisogna prestare la massima attenzione, perché 2140 euro all'anno per ciascuno dei sardi devono poter consentire alle famiglie di vivere bene e di vivere in salute, di poter avere servizi efficienti, di poter avere in casa anche i loro ammalati e i loro assistiti ma anche di poter, là dove non è possibile, avere il sostegno perché questi siano ben assistiti e siano non abbandonati a se stessi. La famiglia quindi come unità fondamentale per il sostegno a questa società di sardi, a questo popolo di sardi, dove la metà della finanziaria che va in questa direzione deve poter garantire servizi efficienti, capillari affinché ognuno sia tranquillo e sicuro che dalla sanità può avere quello che si aspetta: la possibilità di essere salvati laddove ci sia un problema, anche di vita o di morte, la possibilità di essere assistiti, la possibilità di non aspettare mesi, e in alcuni casi anni, per avere una visita. L'efficientamento di questi servizi deve essere l'obiettivo, non ridurli e non tagliarli.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC-Sardegna). Io parto nel mio intervento riportando quanto dice L'unione sarda di qualche giorno fa: la sanità è nel caos totale, organici ridotti all'osso, blocco delle assunzioni, orari insostenibili, liste d'attesa infinite e strana gestione della intramoenia. Questa è la sintesi dell'intervento. Assessore io ho molta stima nei suoi confronti, lei è un bravissimo medico, una persona squisita però come Assessore in realtà è, per tutti noi, una delusione, mi rendo conto che le cause non sono attribuibili a lei, questo va detto anche ad onor del vero, ed è difficile la gestione dell'Assessorato più importante della Regione sarda, il più costoso, i colleghi hanno più volte segnalato che si tratta di oltre il 50 per cento della spesa della sanità. In questa finanziaria non ci saremmo aspettati uno scatto di orgoglio perché era in qualche modo l'occasione per rimediare agli errori dello scorso anno, di due anni fa, una sensibilità diversa verso il settore più importante, il più sensibile, il più difficile, quello che riguarda i malati, i familiari, i lavoratori, quindi i medici, i professionali, e in particolar modo i malati con patologie gravi.

In questo articolo noi andiamo a trattare anche l'altro argomento delle politiche sociali, ma cari colleghi di quali politiche sociali stiamo parlando se, invece di trovare soluzioni, abbiamo ridotto e tagliato anche qui quegli interventi, come diceva il collega Carta prima, legati alla famiglia, che dovrebbe essere il nucleo della società sarda? Invece da questa Giunta nessuno scatto di orgoglio, ma soprattutto non si è recepito il grido d'allarme e di dolore dei territori della Sardegna intera, da Cagliari a Sassari, dal Sulcis-Iglesiente al Medio Campidano, all'Ogliastra e così, urlo che proviene da uomini e donne che in molti casi sono stati vostri elettori, ma difficilmente ricommetteranno lo stesso errore, che con manifestazioni di protesta hanno espresso in totale disappunto sul vostro operato. Ci saremmo aspettati un cambio di rotta, una maggiore consapevolezza sugli errori e storture della famigerata riforma della sanità sarda; questa riforma a oggi ha prodotto un grandissimo risultato, un indebitamento di centinaia di milioni di euro per le casse della Regione, la Sardegna intera è indignata e avete distrutto definitivamente la qualità dei servizi della sanità sarda. Questo è il risultato che avete ottenuto: i disservizi. I tempi di attesa per le visite specialistiche sono raddoppiati, i posti letto sono diminuiti a vantaggio delle cliniche private e siete riusciti a inventare una nuova stranezza, un servizio bellissimo: il servizio sanitario in ambulanza. Questo perché spesso i nostri pazienti vengono traghettati da un ospedale all'altro e depositati da un andito all'altro, perché in alcuni casi arrivano negli ospedali, non c'è spazio libero nelle camere e vengono in qualche modo ammucchiati negli anditi.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE GANAU

(Segue RUBIU.) Merita un appunto particolare il tema dei fondi per la non autosufficienza che sono in qualche modo offensivi e umilianti per i pazienti, con l'aggravante che anche in questa finanziaria non si è fatto nulla per modificare l'accesso per i beneficiari legato soprattutto all'indicatore economico ISEE, anche qui sareste potuti intervenire modificando l'indicatore economico o trovando nuovi strumenti per l'accesso ai servizi.

Poi, Assessore, provenendo dal territorio della A.S.L. 7, non posso non evidenziare il grande problema in cui versa quella ASL oggi. Il trasferimento dei reparti, o presunto tale, da Iglesias a Carbonia, poi da Carbonia a Iglesias: sono pronte le strutture, no ancora bisogna attendere, non è possibile il trasferimento, se ne inizia una parte e poi si interrompe… l'oculistica, l'oncologia, il punto nascite, beh, sta diventando ovviamente una barzelletta. Non ultimo il problema, ho presentato proprio ieri una mozione, il problema annoso, che lei conosce bene, delle fasce: ancora una volta è rimane irrisolto il problema; la maggioranza, una volta tanto mi trova d'accordo, lo scorso anno nella finanziaria ha presentato un emendamento per risolvere questo annoso problema delle fasce, però, nonostante questo emendamento sia stato approvato, ancora oggi le fasce sono bloccate e non si riesce a trovare una soluzione nonostante sia stato nel frattempo però impedito il prelievo dalla busta paga dei lavoratori delle A.S.L.. Io vorrei una volta tanto conoscere il suo pensiero, Assessore, anche se in privato lei si è espresso ripetutamente e condivido peraltro il percorso dalle impostato, però i professionali, i dipendenti della ASL 7 non possono attendere ulteriori emergenze.

PRESIDENTE. Comunico che è rientrato dal congedo l'onorevole Comandini.

È iscritto a parlare il consigliere Roberto Desini. Ne ha facoltà.

DESINI ROBERTO (Sovranità Democrazia e Lavoro). Arriviamo all'articolo 4 della finanziaria dove parliamo di sanità, e, come tutti sappiamo, gli addetti ai lavori e non solo, la spesa sanitaria occupa una fetta importante, oltre la metà del bilancio regionale.

Io vorrei riprendere un po' l'intervento che ha fatto in Commissione di inchiesta, anche perché ieri abbiamo ricevuto il verbale di quella seduta e purtroppo è riportata soltanto una riga dell'intervento effettuato dal sottoscritto. Al di là di entrare nel dettaglio di quelli che sono gli aspetti del comma di questo articolo, io, con molta sofferenza e con molto rammarico, devo ricordare le cose che non vanno nel mondo della sanità, e anch'io dico con estrema chiarezza, tranquillità e serenità all'assessore Arru che sta affrontando un'impresa titanica, insieme alla Giunta. Però, per essere chiari, io non voglio assolutamente partecipare ed essere corresponsabile di questa cappa di ipocrisia che avvolge tutta la politica, e intendo dire tutta la politica, perché la condizione in cui si trova adesso la sanità e il suo bilancio è dovuta al fatto che c'è stata negli anni, al di là del fatto che i governi fossero di centrodestra o di centrosinistra, una gestione alquanto scorretta del sistema sanitario. Dico questo perché è palese ed è sotto gli occhi di tutti che c'è un'ingerenza da parte della politica sul sistema sanitario nella quale c'è un connubio e una connivenza, ripeto un connubio e una connivenza tra l'apparato politico, tra la politica e il sistema sanitario, sia che esso sia l'apparato amministrativo, sia esso sia quello medico-sanitario. Dico questo perché si sono verificati e si verificano - a me quello che meraviglia è che tutti lo sappiamo ma nessuno ha il coraggio di denunciarlo - si verificano dei fenomeni elettorali, e in alcuni collegi elettorali ci sono dei risultati talmente eclatanti, incredibili, che non hanno una spiegazione e una giustificazione, e l'opinione pubblica e tutti gli addetti ai lavori fanno finta di niente! Ma è come se in un campionato di calcio la Juventus vincesse il campionato con 200 punti di vantaggio rispetto alle altre squadre. C'è qualcosa che non va, c'è qualcosa di anomalo! E allora, quello che voglio mettere in evidenza ancora una volta è che non voglio partecipare ed essere corresponsabile, anche soltanto con il mio silenzio, a questa schifezza, perché c'è del marcio nella sanità, perché ci sono degli interessi, perché ci sono delle cose che vanno assolutamente fuori dalle regole e fuori dalle leggi! Perché mi dovete dire come è concepibile che alla A.S.L. di Sassari ci siano 120 amministrativi in più del fabbisogno scritto nella pianta organica, e poi non abbiamo i tecnici di radiologia, non abbiamo i tecnici di laboratorio. Ma stiamo parlando di sanità, di servizi ospedalieri, e abbiamo più amministrativi che personale medico-sanitario.

Allora io denuncio queste cose, le denuncio nella sede preposta che è quella del Consiglio regionale, dove noi non riusciamo a dare le risposte ai cittadini perché metà del bilancio regionale è destinato alla sanità! E soprattutto non ci sto. Lei l'altro giorno, Assessore, ha detto in Commissione di inchiesta "allora denuncio le raccomandazioni e le richieste che ho avuto dalla politica": lo faccia, lo faccia perché così non si può andare davanti, nella maniera più assoluta! Perché questo, se noi non diamo un freno, un'inversione di rotta seria la sanità noi andremo allo sfacelo. Soprattutto non stiamo facendo il nostro dovere, soprattutto non stiamo garantendo i cittadini pazienti. E allora, lo so che vengo etichettato come il rompiscatole della sanità, lo so che qualcuno mi ha detto che cosa vuoi: non voglio niente! Voglio che certe schifezze non si ripetano e voglio che il mio governo di centro sinistra di cui faccio parte, e mi onoro di fare parte, abbia un atteggiamento diametralmente opposto e che metta in campo tutte le azioni politiche possibili in modo che questo schifo venga cancellato per sempre. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Grazie Presidente, se c'è una cosa che io credo che debba essere fatta quando si discute in generale di tutti gli argomenti ma in particolare quello sulla sanità è cercare un po' tutti di fare un'analisi, nel limite del possibile, partendo ovviamente dal sottoscritto, abbastanza equilibrata perché credo che sia interesse di tutti, di tutti quanti trovare il modo per uscire da una situazione complicata nella quale ci troviamo. Per dire la verità, la situazione complicata nella quale ci troviamo non è per caso e se qualche volta si svolge lo sguardo al passato, perché io ho sentito anche gli interventi dei colleghi non è che ci siano, come dire, gestioni che sono fuori da responsabilità, credo che sia evidentemente sotto gli occhi di tutti. E allora, cerchiamo di essere tutti quanti seri cercando di evitare di fare l'intervento che serve soltanto per lanciare accuse qua o là tutte le volte senza però dare nessuno di noi, lo dico soprattutto a me stesso, un contributo per tentare di migliorare le cose.

Che la sanità sia arrivata a livelli di spesa assolutamente fuori controllo e che incidono sul bilancio della nostra Regione per una cifra assolutamente esorbitante è evidentemente sotto gli occhi di tutti. Che sia necessario intervenire per dare soluzioni e trovare nuove formule per garantire nuovi servizi, migliorare quelli esistenti, fare in modo che la spesa farmaceutica possa diminuire, a proposito la spesa farmaceutico ad esempio ha un dato significativo che rispetto al 2014, nel 2015 è scesa di oltre 6 milioni di euro e credo che sia importante. Considerando pure che si stanno pagando e si sta mettendo in bilancio anche adesso 25 milioni di euro per i farmaci cosiddetti innovativi per l'HCV e per le neoplasie. Per cui ci sono denari nuovi che vengono iniettati nella sanità per fronteggiare malattie che lo Stato ha quantificato per distribuire alle Regioni, e quelle a cui lo Stato partecipa nella distribuzione dei denari per 500 milioni di euro. Noi non partecipiamo a questo. E, Assessore, credo che valga la pena fare la battaglia da questo punto di vista perché almeno su temi come questi, sulle malattie che hanno bisogno di farmaci innovativi noi facciamo la nostra parte chiedendo di derogare al fatto che lo Stato non partecipi e non contribuisca neanche su questi temi per la Sardegna. Che cosa abbiamo fatto fino ad oggi, per stare nei minuti che abbiamo a disposizione, noi abbiamo cercato di fare una prima riforma che è quella nella quale abbiamo istituito alcuni servizi nella riforma, le case della salute, gli ospedali di comunità, la centrale unica di acquisti, l'agenzia regionale delle emergenze-urgenza e quella del 118. Tutte cose che devono essere definite, migliorate perché adesso sono in mano ai commissari.

E anche questo va detto chiaramente che il periodo del commissariamento deve essere superato e dobbiamo fare in modo che la riforma entri immediatamente dopo la finanziaria perché si possa andare a riorganizzare la rete delle aziende sanitarie territoriali perché la si possa, come dire, dobbiamo fare un'azienda unica soltanto, va bene, possono essere due, tre, quattro, cinque quelle che sono ma certamente abbiamo detto in legge che le aziende sanitarie territoriali dovranno essere diminuite. Riteniamo che debbano essere riorganizzate e questo però va fatto rapidamente perché i commissariamenti è chiaro che devono essere superati.

Nel frattempo cosa altro abbiamo fatto, abbiamo dopo oltre vent'anni, possiamo dire che la Sardegna ha un piano regionale dei servizi sanitari attraverso un documento che cerca di mettere mano alle cose, dopo vent'anni un documento che riorganizza le cose.

Sui posti letto, anche qua, per stare schematicamente sui temi, 5901 posti attuali di cui 5527 per acuti, 374 post acuti. Bene non bisogna intervenire su questo disequilibrio esistente, chiaro che bisogna intervenire nel piano di riorganizzazione effettuato si dice 5790 posti complessivi, 4800 per acuti, 989 post acuti. Altra questione nella redistribuzione della rete ospedaliera sono previsti la realizzazione di cinque nuovi ospedali compreso il cosiddetto Mater Olbia, vengono riorganizzate attraverso due HUB Cagliari e Sassari due idea di primo livello con sette ospedali, i presidii di base con cinque strutture sanitarie, gli ospedali minori, gli ospedali di comunità. Questo per dire che è necessario riorganizzare, ed è necessario farlo tenendo conto della situazione in cui si trova la Sardegna e considerando il fatto che tutti i cittadini sono cittadini di serie A e non esistono cittadini di serie A e cittadini di serie B per cui ogni luogo e territorio della Sardegna deve essere raggiunto da un presidio ospedaliero. Ma naturalmente questo deve essere raggiunto non nelle condizioni uguali dappertutto, perché esistono luoghi nei quali noi dobbiamo garantire la sanità nella maniera in cui la sanità deve essere garantita non semplici presidii. Dobbiamo dire siccome il collega che è intervenuto prima ha parlato della sanità del Sulcis, nel Sulcis la sanità così come è organizzata non va bene. Non va bene avere tra Carbonia e Iglesias delle volte i doppioni, è chiaro che non funziona. Due primari che si occupano uno a Carbonia nell'altro ad Iglesias della stessa cosa è assolutamente inaccettabile, non si può non intervenire per fronteggiare cose di questo tipo. Io dico che il Sulcis-Iglesiente, lo prendo come esempio, per paragonarlo tutti gli altri territori della Sardegna, devono avere tutti i servizi, tutte le garanzie, tutti i luoghi nei quali la sanità possa intervenire per dare ai cittadini migliori servizi che sia a Carbonia e sia a Iglesias questo deve essere fatto considerandolo come unica azienda territoriale che funziona da garanzia nei servizi migliori per i cittadini. Per cui questo è.

Concludo, perché il tempo sta terminando, sul sociale, non è come ho sentito dire da alcuni colleghi dell'opposizione, sul sociale noi garantiamo tutti i servizi, siamo un esempio… Sul sociale parlerò dopo.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Assessore, lei avrà notato che dai banchi soprattutto dell'opposizione sono state segnalate come è dovere, compito dell'opposizione, situazioni di politica sanitaria in generale che a nostro avviso non vanno nella direzione giusta e sono stati portati anche esempi concreti di quello che ancora non funziona in alcuni ambiti locali. Quindi avrà soprattutto apprezzato, e noi non lo abbiamo fatto e non lo facciamo perché grazie a Dio le peggiori e le pesanti critiche a lei vengono dai banchi stessi della maggioranza, questo non è un segreto, perché noi non ci siamo mai permessi di definirla: come colui che sta portando la sanità allo sfascio. Non ci siamo mai permessi di dire: che la proposta di razionalizzazione ospedaliera portata avanti dall'assessore Arru è machiavellica e bipolare. Sono esponenti della sua maggioranza che dicono questo ma perché vogliono affrontare l'argomento cercando di ergersi a grandi moralizzatori quando probabilmente qualcuno dovrebbe guardarsi, leggere bene il suo curriculum, ricordarsi cosa ha fatto nell'esercizio dell'attività politica e probabilmente anche qualche effetto che noi scontiamo oggi della spesa sanitaria è il frutto di qualche primariato, inutile, creato ad hoc o di un ricorso incredibile alle cosiddette società interinali, che per la verità non sono qualcosa solo di 10 o più anni fa, ma addirittura con l'intenzione di introdurle nuovamente nel giro del mercato del lavoro e tutto questo per la verità è documentato e quindi direi che su questo la Commissione d'inchiesta dovrà occuparsene e approfondire anche questi aspetti per le disfunzioni che questa situazione determina negli ambiti locali. Perché è vero che partiti dello zero virgola qualcosa per cento cioè che non raggiungevano neanche il prefisso della città di Milano, si sono trovati, anche in occasioni di ultime tornate elettorali, comunali e quant'altro, ad avere cifre a doppio numero. Perché? Ma perché è vero, perché c'è un'invadenza della politica, questo sì, perché le ASL, lei Assessore, mi dispiace dirlo, lei non ha il governo del sistema delle Aziende sanitarie, perché il governo è nelle mani, com'è stato denunciato da chi mi ha preceduto, di ben noti esponenti politici. Le direttive ai commissari non le sta dando lei, perché se avessero adempiuto alle sue direttive, non sarebbero nate strutture complesse in questi ultimi mesi, non si sarebbe continuato ad attingere dai contratti interinali o dai contratti a tempo indeterminato quando esistono graduatorie nelle Aziende sanitarie, e anziché far scorrere quelle graduatorie, si sta ricorrendo ad assunzioni esterne, non si sarebbe fatto tutto quello che noi, in maniera serena, abbiamo sottoposto alla sua attenzione, ma non perché lei non è responsabile, Assessore, lei è responsabile, ma abbiamo l'impressione che stiano accadendo cose che passano sulla sua testa. E allora l'invito che le formula l'opposizione è: prenda in mano il governo della sanità, perché altrimenti tutto quello che può essere antico vizio del passato, e oggi è stato denunciato e ricordato, è veramente qualcosa di ingombrante, per il presente, ma soprattutto per la prospettiva futura. E non è un caso allora che la spesa farmaceutica, Assessore, e qui forse il vizo della politica è anche non tenere conto delle relazioni annuali della Corte dei conti, soprattutto dei suggerimenti, delle valutazioni che vengono, forse dovremmo farcene carico di esaminarle attentamente, perché forse si capirebbero meglio alcune dinamiche, quindi lei non può non convenire che l'anno precedente era al 19,1 per cento, parlo del dato complessivo territoriale ospedaliero, quest'anno è lievitata al 21 per cento, a fronte della media nazionale del 14. C'è qualcosa quindi che nel sistema non funziona, forse è il momento delle scelte, forse manca questo, me lo suggeriva in una chiacchierata informale la collega Rossella Pinna, che apprezzo perché è un suggerimento intelligente da questo punto di vista, ma allora il problema ecco che assume una complessità notevole, che non può essere ridotta, Assessore, come avete fatto in questi due anni, a puntare il dito contro gli altri.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Presidente, onorevoli consiglieri, per un attimo stamattina ho avuto l'incubo di essere ritornato alla facoltà di medicina; l'argomento che state trattando è norme. Io mi sono assunto le responsabilità, onorevole Pittalis, e penso tutta la Giunta, non mi sono mai permesso di dire: "La colpa è di…"; ho portato dati oggettivi, dati portati da una parte terza, che è il Ministero dell'economia, anche perché io non ho mai detto: "Si è speso molto", ma di fronte alle vostre affermazioni in cui, e lo dico con profondo rispetto per la stampa, mi si utilizza un articolo di giornale per dire che la sanità è un caos, permettetemi di dissentire, perché allora mi chiedo cosa bisogna dire di fronte a un documento bipartisan del Senato in cui scompare la Sardegna per gli adempimenti LEA, per cinque anni; documento bipartisan del Senato! Perché è stata fatta una scelta politica legittima, in cui si è usciti fuori dal Piano degli adempimenti del LEA. A me interessano i fatti, a me interessano i fatti del Piano nazionale esiti, che mi dicono che in moltissimi reparti della Sardegna fin quando siamo arrivati noi le soglie di qualità e di sicurezza erano al di sotto di tavoli scientifici, non di tavoli di ragioneria. Allora io penso che dobbiamo dare un'immagine. Il problema della sanità è un problema di tutto il mondo occidentale, io non vorrei che lo riducessimo a un problema di un incarico, 15 septies, al nuovo coordinatore del Centro trapianti, scelto in nome di politiche innovative sui trapianti in un momento di crisi, come ha detto l'onorevole Oppi, perché certamente non può essere ascritto a questa Giunta o al sottoscritto il fatto che ci sia stato un aumento dei dinieghi alla donazione; è un fenomeno molto più complesso che dobbiamo superare non imputandolo a delle beghe, a un deficit organizzativo. È un momento molto complesso per tutto l'Occidente, è un momento complesso per l'Italia, è un momento complesso per la Sardegna. Avete citato tutti il decreto 161, che è intervenuto limitando l'orario di lavoro, e ci ha posto serissimi problemi di fronte a una nostra necessità di bloccare il turn-over, per avere un quadro chiaro finalmente, perché tutti i dati del MEF ci dicono che il numero dei medici in Sardegna è superiore alla media italiana, superiore quanto quello della Toscana e della Calabria. Allora noi ci stiamo mettendo un problema di sapere dove sono questi medici, dove sono questi infermieri, e lo stiamo facendo utilizzando delle risorse a disposizione del nostro sistema gestionale. Stiamo togliendo il diritto alla salute? Settimane fa l'onorevole Cherchi ha fatto una conferenza stampa sollevando un problema fondamentale, e cioè l'applicazione della legge numero 38, e anche qui io mi vorrei attenere agli atti presenti al Ministero della salute in cui risultava che in Sardegna il numero di hospice e il numero di centri per il dolore fosse all'avanguardia a livello nazionale. Noi abbiamo fatto un lavoro molto semplice e banale, siamo andati a vedere ASL per ASL cosa succedeva, e mi dispiace dire che non c'erano questi posti di hospice, non c'erano questi ospiti per il controllo del dolore. Oppure vogliamo parlare della rete della sclerosi multipla? Per la prima volta questa Giunta può dare, e lo faremo entro marzo, tutti i dati incrociati sul numero reale dei pazienti sardi che pongono la Sardegna al primo posto in Europa come prevalenza, con oltre trecento cittadini per 100 mila abitanti, e ci pongono, a questo punto, onorevole Tatti, il problema di come noi dobbiamo avere un rapporto con lo Stato in relazione a una peculiarità epidemiologica, che solleva dei problemi molto rilevanti, sia per costi indiretti farmacologici, farmaci innovativi, sia su costi indiretti, perché sono persone giovani, che perdono il lavoro, che non riescono a lavorare e richiedono un'assistenza sociale innovativa. E qui ritorno al welfare. Le leggi di settore sono nate con una filosofia ben precisa, e hanno tutelato alcune categorie di malati, ma in questo momento chi meriterebbe di essere tutelato sono i 6000 cittadini con la sclerosi multipla. Paradossalmente le leggi di settore creano diseguaglianze superiori alle uguaglianze che vogliono compensare. Allora vogliamo parlare dell'autismo? Vogliamo parlare del Alzheimer? Ma è possibile che un quotidiano, autorevole quotidiano dica che non c'è la rete del diabete mellito quando, dopo il 2009, per la prima volta sono stati convocati i coordinamenti e le consulte delle diabetologia in Sardegna e delle associazioni di cittadini? Per parlare di problemi reali, certo! Dobbiamo correggere tantissime cose in due anni. Spesa farmaceutica. Per quanto riguarda la spesa farmaceutica abbiamo intrapreso delle misure di controllo che portano, per la prima volta, ho qui i dati a disposizione fatti da una terza parte, almeno 13 per cento nella territoriale. Nella ospedaliera possiamo dirlo con orgoglio che abbiamo dato i farmaci anti epatite C a 1100 cittadini sardi e abbiamo speso 50 milioni? Certo, pone dei problemi di finanziamento, ma trasformiamo in positivo; è un orgoglio per la Sardegna, per la Giunta e per questo Consiglio aver permesso a 1000 sardi di avere farmaci innovativi. Certo, il problema della spesa c'è in Sardegna. Noi abbiamo fatto delle proposte che dovranno essere attuative, non mi si può dire… la rete ospedaliera deve passare attraverso la discussione in Consiglio. Ma non vi stiamo facendo un discorso di tutela, aumentando la qualità, perché se vogliamo tutelare i trapianti, portare a un aumento di trapianti, abbiamo bisogno di specialisti che facciano i trapianti. Non può essere fare tutto dappertutto con bassi volumi, perché quello non è un indice di qualità e di sicurezza. Non è un problema economico, vogliamo tutelare i cittadini, così come vogliamo tutelare le donne sarde, perché non è un calcolo ragionieristico…

PRESIDENTE. Assessore Arru, il tempo a sua disposizione è terminato.

Metto in votazione gli emendamenti numero 169, 456 e 528, uguali. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione l'emendamento numero 584. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione gli emendamenti numero 170 e 457, uguali. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione gli emendamenti numero 171 e 458, uguali. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione gli emendamenti numero 188 e 460, uguali. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione gli emendamenti numero 189 e 461, uguali. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione gli emendamenti numero 194 e 465, uguali. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione gli emendamenti numero 172 e 459, uguali. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione gli emendamenti numero 190 e 462, uguali. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione gli emendamenti numero 191 e 463, uguali. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione gli emendamenti numero 192 e 464, uguali. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Metto in votazione l'emendamento numero 193.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Presidente, le cose che avevamo da dire all'Assessore, e soprattutto anche alla maggioranza, le abbiamo dette. Ci riserviamo di tornare sugli emendamenti aggiuntivi. Questi soppressivi avevano per noi la funzione di catalizzare l'attenzione sugli argomenti che sono di maggiore interesse, ma riteniamo che per economia dei lavori torneremo sugli aggiuntivi, per cui ritiriamo tutti gli emendamenti soppressivi parziali, salvo gli emendamenti numero 186 e 602, uguali.

PRESIDENTE. Quindi sono ritirati tutti gli emendamenti soppressivi parziali ad esclusione degli emendamenti numero 186 e 602, uguali.

PITTALIS PIETRO (FI). Sui quali, Presidente, chiediamo il voto segreto.

PRESIDENTE. Quindi passiamo alla votazione con scrutinio segreto degli emendamenti numero 186 e 602, uguali.

Ha domandato di parlare la consigliera Rossella Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA ROSSELLA (PD). Presidente, c'è un emendamento orale sul comma 17.

PRESIDENTE. Prima votiamo l'emendamento soppressivo, poi facciamo gli emendamenti orali.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 186 e 602, uguali.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo agli emendamenti sostitutivi parziali.

Metto in votazione l'emendamento numero 332, con parere contrario della Commissione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 529, con parere favorevole della Commissione e della Giunta. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 390, con parere favorevole della Commissione e della Giunta. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 391, su cui la Commissione si rimette all'Aula.

Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Truzzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Presidente, per illustrare l'emendamento che cerca di venire incontro a un problema che è stato posto in evidenza anche dall'amministratore unico di Abbanoa. Ogni anno molti utenti di Abbanoa hanno difficoltà a pagare le fatture per evidenti limiti di reddito e incapacità reddituale e di conseguenza ci sono degli slacci. È un problema sociale forte, denunciato dallo stesso amministratore; ha detto lui stesso che sta mettendo in crisi Abbanoa perché molto spesso davanti a questi slacci ci sono ricorsi da parte delle amministrazioni comunali, perché parliamo di soggetti che sono già assistiti dai servizi sociali. Quindi la logica dell'emendamento e la ratio è quella di costituire un fondo, utilizzando fra l'altro le risorse che sono all'interno del capitolo "le estreme povertà", per fare sì che si possa venire incontro a queste esigenze particolari. Niente di più. C'è solo una semplice rideterminazione del fondo senza alcun aggravio di spesa.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare sull'emendamento numero 391, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 333. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 334. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 392. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 335. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 530, sul quale c'è un invito al ritiro.

Ha domandato di parlare il consigliere Valter Piscedda. Ne ha facoltà.

PISCEDDA VALTER (Cristiano Popolari Socialisti). Ritiro l'emendamento.

PRESIDENTE. Dunque l'emendamento numero 530 è ritirato.

L'onorevole Pinna voleva illustrare un emendamento orale.

Ha domandato di parlare la consigliera Rossella Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA ROSSELLA (PD). Ho la necessità di fare un passo indietro per dire che apprezzo molto il tentativo e lo sforzo del collega Pizzuto, che è l'autore del comma 17 di questo articolo, per riconoscere e potenziare la presenza delle associazioni dei familiari quali innanzitutto sentinelle all'interno dei servizi con il diritto di essere partecipi del percorso di cura dei propri familiari. La questione però si intreccia anche con la figura del caregiver, con la sua valorizzazione e si intreccia anche con tutta una serie di questioni che sono state sollevate già nel 2012 in una lettera aperta indirizzata al movimento di Trento "Le parole ritrovate" che è promotore della proposta di legge nazionale 181, nella quale si esprimono in maniera ferma le ragioni della totale contrarietà alla istituzionalizzazione per legge degli UFE, cioè degli utenti dei familiari esperti, da parte delle associazioni federate. A questo punto credo che l'emendamento che stiamo proponendo vada incontro alla necessità da un lato di prevedere l'introduzione di una sperimentazione della figura degli utenti dei familiari, dall'altro invece riportare nell'alveo naturale che è quello del piano sanitario e del piano in maniera particolare della salute mentale, tutte quelle questioni che riguardano anche gli UFE.

PRESIDENTE. Chiedo al Consiglio se ci sono opposizioni all'emendamento orale. L'emendamento orale può essere accolto.

Ha domandato di parlare il consigliere Raimondo Perra per esporre un altro emendamento orale. Ne ha facoltà.

PERRA RAIMONDO (Cristiano Popolari Socialisti). Presidente, come ho annunciato nell'intervento della discussione generale, al comma 14 si presenta quest'emendamento orale, sono gli 8 milioni destinati all'occupabilità e all'inclusione lavorativa dei soggetti svantaggiati, in particolar modo quelli malati psichiatrici; di questi 8 milioni, 2 milioni sono da riservare alla legge 20. Quindi l'emendamento orale é questo: dopo la parola "occupabilità" sono inserite le parole "gli interventi socio riabilitativi"; alla fine di quel periodo "almeno 2 milioni dello stanziamento in questione sono assegnati per le sopracitate finalità ai dipartimenti di salute mentale delle ASL".

PRESIDENTE. Poiché non ci sono opposizioni a questo emendamento, è dato per acquisito.

Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione il testo dell'articolo 4 con i due emendamenti orali. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 785. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 741, con gli emendamenti numero 358 e 687 provenienti dall'articolo 6.

Metto in votazione l'emendamento numero 687. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 358. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 741.

Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Desini. Ne ha facoltà.

DESINI ROBERTO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Presidente, per presentare su questo emendamento, se l'Aula è d'accordo, un emendamento orale che nella terza riga, dove si fa riferimento alle associazioni sportive dilettantistiche con sede nel territorio regionale, venga aggiunta la dicitura "iscritti all'albo regionale delle società sportive di cui all'articolo 9 della legge regionale n. 17 del 1999".

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Nonostante sia giusto l'emendamento che propone il consigliere Desini, c'è anche una difficoltà perché molte società sportive, che pure lavorano e operano, hanno avuto difficoltà a iscriversi nell'elenco che lui dice. Quindi, secondo me, sarebbe una discriminazione rispetto a società che già operano e che per una semplice iscrizione verrebbero escluse dalla possibilità di ottenere i contributi. Quindi io sono contrario all'emendamento orale.

PRESIDENTE. L'emendamento orale non è accolto.

Metto in votazione l'emendamento numero 741. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 742. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 531. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 532. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 336. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'emendamento numero 337.

Ha domandato di parlare il consigliere Luca Pizzuto. Ne ha facoltà.

PIZZUTO LUCA (SEL). Io sentivo l'esigenza di esprimere la mia posizione in merito all'emendamento, ma in particolare anche in merito al comma 12, mi ero iscritto precedentemente ed è saltata la comunicazione. Per dire questo, una delle cose che personalmente non mi ha entusiasmato nella discussione nelle varie sedi che abbiamo approntato di questo articolato, è il fatto che la copertura a salvaguardia sia di 10 milioni di euro e non sia a copertura di tutta la quota di fondi europei che stiamo utilizzando per le risorse sul sociale. Quindi io ci tenevo a chiarire questo aspetto e questa posizione perché la ritengo politicamente rilevante anche soprattutto per gli sviluppi futuri.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Truzzu. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Sull'emendamento numero 337 c'era un emendamento orale per trasformare il termine "60 giorni" in "90 giorni".

PRESIDENTE. Poiché non ci sono opposizioni all'accoglimento dell'emendamento orale, il termine è di 90 giorni.

Metto in votazione l'emendamento numero 337 modificato. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 393. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 533, a cui è stato presentato l'emendamento all'emendamento numero 811. L'emendamento numero 811 è passato come emendamento orale, quindi è decaduto. C'è un invito al ritiro sull'emendamento numero 533.

Ha domandato di parlare il consigliere Luca Pizzuto. Ne ha facoltà.

PIZZUTO LUCA (SEL). Io qui richiamo un po' alle discussioni precedenti perché questo emendamento, che ha una funzione politica e che non ritirerò, serve ad aprire e identificare prospettive future rispetto alla gestione del fenomeno della povertà. È un emendamento di natura politica che consente di poter individuare anche come risorse future le risorse sulla povertà per la sperimentazione sul reddito di inclusione sociale di cui abbiamo anche parlato in precedenza ed è un emendamento che politicamente ha una valenza fondamentale perché stiamo predisponendo il bilancio affinché possano essere utilizzati altri strumenti di riforma per il futuro che possano consentire l'uscita dalla povertà delle persone. Quindi questo emendamento ha una valenza politica molto importante, non lo ritiriamo, invito tutti i colleghi che pensano che la finanziaria debba avere anche una valenza di questa natura e che le risorse debbano servire a migliorare le condizioni di vita della gente e non solo a dare i soldi per qualche bolletta, a votare a favore di quest'emendamento.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Solo per dire che il tema del reddito di inclusione sociale è certamente nell'agenda della Giunta e della maggioranza, inserire questa precisazione dove comunque c'è scritto "finalizzati anche" non sta precludendo quella possibilità e non sta vincolando, quindi a mio avviso è un segnale che può essere recepito anche in presenza di tanti giovani che hanno condizioni di oggettiva difficoltà.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Io credo che bisogna far chiarezza un attimino perché le spese sociali non sono legate alla sanità, se c'è effettivamente un danno economico e finanziario nel governo della Repubblica è proprio la confusione che si è fatta tra assistenza, beneficenza e tante altre cose. La sanità, io credo, mi auguro, spero che questo Governo regionale proponga una riforma complessiva anche negli Assessorati, non deve essere gravato assolutamente da spese che non hanno niente a che vedere con la sanità o derivati dalla sanità perché stiamo facendo una confusione grave che già impoverisce ulteriormente il bilancio della Regione. La povertà non si sana dando degli oboli o l'elemosina, è carità pelosa! E allora si facciano le cose serie, si dia la possibilità attraverso soluzioni che sono quelle di trovare sviluppo e quindi l'occupazione e quindi togliere eventualmente la gente dalla difficoltà, ma non si confondano le questioni sociali con le questioni sanitarie e ancor di più devo dire con quella carità pelosa che non serve a nessuno. (...) sostanzialmente occupazione, non altro, occupazione perché vuol dire dare offerte di lavoro e togliere dalla povertà la gente. Vuol dire dare anche una spinta a migliorarsi ma non certamente a degradarsi ulteriormente. È ora di finirla con certi tipi di politica, poi riprenderemo in un'altra circostanza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Emilio Usula per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

USULA EMILIO (Soberania e Indipendentzia). Solo per sottolineare il fatto che sono tra i presentatori di questo emendamento ma non risulta, anche se poi ho visto che c'è la mia firma sotto e che appongo anche dell'onorevole Zanchetta, lo dico a nome suo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Congiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Sovranità Democrazia e Lavoro). Io mi rendo conto di andare un po' controtendenza in questo momento però sto al dibattito che abbiamo portato avanti in Commissione dove abbiamo detto: "Manteniamo aperte le porte per una discussione in linea politica".

L'invito al ritiro aveva quel significato ed io in questo momento non mi sento di uniformarmi ad una posizione pietistica o simil solidaristica quando invece il tema del reddito di cittadinanza va affrontato seriamente nelle sedi opportune e non penso che questo sia il momento più opportuno per affrontare un tema di questo tipo, soprattutto quando viene accompagnato da locuzioni come ad esempio "tanto non nuoce". No, io invece voglio incidere su quel tipo di politiche, ma lo voglio fare in un dibattito politico serio, nelle sedi preposte e con l'excursus normativo legislativo che ci deve essere, Presidente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Solo per dire che in effetti la felicità non si raggiunge raccontando balle alla gente perché è se come è vero che il pocket money viene garantito a tutti gli immigrati che vengono alloggiati, credo che un reddito di inclusione sociale debba essere garantito ai giovani che non hanno la possibilità di avere un lavoro e che quindi devono sicuramente vivere meglio, quindi la problematica è sicuramente importante. L'emendamento non è altro che un emendamento di propaganda puro e semplice, non ha nient'altra funzione che dire: "Ragazzi, vi abbiamo pensato, abbiamo pensato a voi che siete nel nostro cuore, purtroppo nel portafoglio non abbiamo i soldi per darveli questi soldi." Quindi credo che l'intervento dell'onorevole Congiu sia emblematico di come non si deve fare. Perché ha ragione l'onorevole Congiu, è un argomento serio che va affrontato bene e non va infilato perché tanto non ci sono soldi e male non fa in un emendamento così posticcio in una finanziaria che non ha soldi perché giustamente come avete dichiarato voi è una finanziaria che manca delle fondamentali risorse per poter incidere, quindi giusto per non apparire come quelli che non vogliamo pensare ai giovani e come quelli che non li hanno nel nostro cuore, io voterò a favore di quest'emendamento pur sapendo che stiamo raccontando una bugia.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Noi non vogliamo partecipare al dibattito interno alla maggioranza, tutto interno alla maggioranza, è evidente che ci sono delle discrepanze fra volontà di una parte della maggioranza e l'altra parte della maggioranza. C'è una parte della maggioranza che ha l'esigenza di fare un po' di propaganda politica, di far capire ai propri elettori che in Aula è stato ottenuto un risultato epocale perché sono questi i termini che vengono utilizzati: "Abbiamo fatto la storia, abbiamo inventato il reddito di inclusione sociale!" Non avete inventato un bel niente perché l'assessore Paci ha detto chiaro e tondo che non si nega a nessuno un "anche", non si nega a nessuno un ordine del giorno. Però questo emendamento nell'ipotesi in cui venisse approvato non porterà assolutamente nulla tranne che cinque minuti di felicità a una parte politica, cinque minuti di gassosa priva di gas.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SEL). Mi dispiace deludervi ma non è così, mi risulta che la proposta sia stata licenziata dalla Commissione sesta e quest'emendamento ci serve per poter accedere alla norma finanziaria che ancora non c'è. Siccome tra i punti programmatici di questa maggioranza sostenuta e sostenuti dal nostro Gruppo e dal nostro partito c'era proprio il reddito di inclusione sociale, ne stiamo parlando da tempo e credo che sia arrivato il momento di attuare quella parte del programma. Quindi questa non è gassosa, non è calpestio di suolo pubblico, non c'è né gassosa né gas, ma c'è un emendamento che è dirimente rispetto alla norma finanziaria che deve essere allegata alla proposta che è stata già licenziata dalla sesta Commissione. Quindi invito il Consiglio a tenerne conto e a votarlo e tra l'altro la natura politica dell'emendamento mi sembra che sia molto, molto importante.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Augusto Cherchi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CHERCHI AUGUSTO (Sovranità Democrazia e Lavoro). Intervengo per correggere in parte o per specificare meglio quello che diceva l'onorevole Cocco Daniele. È vero che la legge sul reddito di inclusione sociale è stata licenziata dalla sesta Commissione, ma è anche vero che io faccio parte della sesta Commissione, facevo parte della sottocommissione e convintamente ho firmato quella legge per dargli la dignità che merita. Non credo che il reddito di inclusione sociale debba passare per un emendamento da infilare all'interno della finanziaria, quando poi l'emendamento ha una caratteristica che non lo caratterizza. Quindi mi associo alle conclusioni che ha poc'anzi espresso l'onorevole Congiu per dichiarare il voto contrario a questo emendamento.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 533.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 533.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 659, su cui c'è un invito al ritiro della Commissione.

Onorevole Alessandra Zedda, lo ritira? Non c'è il ritiro dell'emendamento.

Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Presidente, io questo emendamento non lo ritiro, perché io l'ho ripresentato, tra l'altro credo che sia stato un problema anche di sensibilità che è stato sollevato e credo noto a tutte le forze politiche in questa Aula. E quindi credo che veramente adesso far finta di niente su una richiesta che in tanti abbiamo condiviso, mi sembra anche una questione di coerenza e di risposte che ci siamo impegnati a dare. Quindi per quanto mi riguarda, il problema tra l'altro c'è stato sottoposto anche da un esponente autorevole come l'onorevole Farigu, proprio per sensibilizzarci su una tematica che è conosciuta ai più, e quindi Presidente io sinceramente, anche per questioni di correttezza, non lo ritiro ma anche perché credo che bisogna dare un segnale, perché stiamo parlando di disabilità sensoriale, fisica, intellettiva, credo che un po' di sensibilità ci voglia sotto questo profilo.

PRESIDENTE. Sospendo un attimo la seduta.

(La seduta, sospesa alle ore 13 e 07, viene ripresa alle ore 13 e 08.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Per rispondere alle giuste sollecitazioni dell'onorevole Zedda. C'è un emendamento firmato dal Presidente della Commissione per la cifra che in questo momento è possibile mettere a disposizione, cioè 150 mila euro che però è meglio rispetto allo zero che c'era negli anni scorsi, e l'emendamento è in Tabella A perché non c'è bisogno di norma. Quindi c'è un emendamento specifico, era per quello che c'era un invito al ritiro, nel senso che c'è assoluta attenzione al tema con la disponibilità di risorse che in questo momento è possibile.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Va bene, Presidente, io prendo atto, mi sembra che le risorse non siano congrue, tuttavia in questa fase evidentemente si deve apprezzare quello che si è potuto fare, quindi ritiro l'emendamento.

PRESIDENTE. Grazie. Metto in votazione l'emendamento numero 249. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 658, su cui la Commissione e la Giunta si rimettono all'Aula.

Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Presidente, questo è un emendamento che è stato presentato, faceva parte anche dalla legge finanziaria dell'anno precedente del 2015. Preciso che è un indirizzo di risorse, l'anno scorso è stato concordato anche con l'assessore Arru, e soprattutto poi è stato portato avanti dall'Assessorato tra le variazioni delle politiche sulle disabilità, non è un aumento di spesa, ma è un indirizzo di risorse di strategia all'interno del fondo appunto per un programma di sport-terapia e per le persone con disabilità.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Parere favorevole.

PRESIDENTE. C'è un parere favorevole della Giunta.

Metto in votazione l'emendamento numero 658. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione emendamento numero 660. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 338.

Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Truzzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Presidente, per illustrare l'emendamento numero 338, e per ovviamente fare la mia dichiarazione di voto che è ovviamente favorevole anche perché io sono il presentatore dell'emendamento. L'emendamento mira ad istituire, a restituire, i 3 milioni di euro per le borse per gli specializzandi di Medicina. Vi ricordo che l'anno scorso non siamo riusciti a creare una borsa in più, nonostante noi abbiamo approvato di corsa una legge che riservava le borse istituite dalla Sardegna ai sardi, ma non l'abbiamo potuto applicare. Non l'abbiamo potuta applicare perché si è scelto di non mettere le risorse necessarie. Oggi in bilancio ci sono 6.900.000 euro, questi sono sufficienti a garantire le borse già avviate, quindi non garantiscono nessuna borsa in più. In Finanziaria l'Assessore ha posto un fondo di altri 800 mila euro che permette e garantisce altre 24 borse, alcune di Medicina, altre per le professioni sanitarie, altre per veterinaria che l'anno scorso non ha avuto nemmeno una borsa, queste 24 borse però non sono assolutamente sufficienti perché il fabbisogno di quest'anno in Sardegna è di 300 medici, il Governo probabilmente bandirà posti per circa 200 persone, quindi noi abbiamo uno sbilancio di circa 76 giovani. Ricordo che non sono soldi che noi sprechiamo, ma è un investimento perché queste persone una volta che finiscono la scuola di specializzazione trovano sicuramente occupazione, e se non fanno la specializzazione non possono nemmeno trovare occupazione. Quindi l'invito che vi faccio è quello di prestare attenzione a questo emendamento e di evitare di ripetere la pantomima dell'anno scorso, perché non si dica che non lo si sapeva.

PITTALIS PIETRO (FI). Chiedo la votazione nominale, Presidente!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Deriu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (PD). Presidente, non vorremmo che ci fosse confusione rispetto al voto di diniego che noi daremo a questo emendamento. Abbiamo previsto una serie di misure a favore dell'università, anche riguardo a questa materia, concordandola con gli atenei, sentendo gli studenti, poi è chiaro che ognuno di noi ha i suoi desideri e vorrebbe magari il massimo per una istituzione di questo tipo, e l'onorevole Truzzu ha tutto il nostro plauso per aver esposto questo desiderio. Però tutti i provvedimenti di riforma devono poggiare su dati di fatto e possibilità reali, quindi dentro questa manovra ci sono le possibilità reali di un forte intervento sulle università, noi siamo contrari a questo emendamento proprio perché l'abbiamo predisposto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Molto brevemente, solo per evidenziare che la posta era di 11 milioni, è stata ridotta a 7 milioni, qui probabilmente si pone il problema di consentire ai laureati in medicina in Sardegna di avere accesso al lavoro, di potersi specializzare, mi pare che questa questione sia sottovalutata, è stata rappresentata prima che dall'opposizione da categorie interessate, quindi il nostro è un suggerimento a rivedere la questione, non è il calderone dei fondi dell'Università indistintamente inteso, è la finalizzazione di questi 3 milioni per andare ad integrare un fondo che l'assessore Arru, più di ogni altro, anche perché è medico e lo sa benissimo, sa che sono assolutamente insufficienti, così come sono, questo è un problema, voi vi assumete la responsabilità, siete voi al governo, da parte nostra c'è il dovere di segnalare questa incongruenza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC-Sardegna). Solo per dire che normalmente le borse erano abbastanza numerose, poi si sono aggiunte anche specialità di non medici, e anche queste hanno gravato certamente sul fondo, ha detto però subito che ci sono alcune patologie, siccome si tratta di modificare gli statuti, Assessore, per esempio in questo momento c'è una crisi del settore degli anestesisti, l'anestesista è una figura che praticamente una volta che ha finito la specializzazione trova il posto, quindi non è creare disoccupati, è creare occupati, quindi se la cifra non è poi così ampia e se vogliamo ritornare a cifre che venivano costantemente date alle Università, sentiti i due presidi di facoltà di medicina, normalmente si faceva così, valutato con attenzione perché si tratta anche di un fatto che è collegato all'anno scorso, l'anno scorso abbiamo avuto poche borse, e ridurre anche quest'anno rispetto al passato mi sembrerebbe non certamente vantaggioso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). In effetti mi sembrerebbe di capire che l'impostazione mentale della maggioranza è: quello che proviene dalla maggioranza, è serio, corretto, rispondente a esigenze reali della società, che sia università, che siano i giovani che devono avere il reddito di inclusione sociale, quello che proviene dalla minoranza e un pio desiderio soprattutto di chi lo presenta, che non corrisponde ad una questione seria, diciamo che nel giro di pochi minuti vediamo il passaggio da un'enunciazione di principio del tipo: "vogliamo dare il reddito di inclusione sociale" a qualcosa di concreto: "ai giovani ci badiamo davvero!". Quindi, con questo emendamento si dà la possibilità, alla maggioranza, di trasformare in cose concrete l'enunciazione di principio, perché si è bravi ad enunciare i principi nel momento in cui non costano niente, nel momento in cui non disturbano il manovratore, quando poi si entra nel concreto, soprattutto quando è proposto dalla minoranza, sembrerebbe che il tutto invece appartenga al discorso dei desiderio e delle nuvole, invece questa è molto concreto, è molto serio e riguarda i giovani.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 338.

PITTALIS PIETRO (FI). Chiedo la votazione elettronica.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 338.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 718. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 280. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 281.

Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Si tratta di un emendamento che punta ad inserire un 17 bis all'articolo 4, per dare sostegno a tutti quei lavoratori delle società in house che stanno rischiando il posto di lavoro.

Centinaia di famiglie che rischiano veramente di perdere l'unico reddito e, peraltro, servizi importanti che vengono a mancare agli enti locali.

Nell'ipotesi in cui queste strutture in house dovessero crollare, cosa che sta per accadere, non mancherebbero soltanto i redditi di queste famiglie ma mancherebbero o verrebbero a mancare i servizi ai cittadini, servizi che gli enti locali non potrebbero assolutamente soddisfare in altro modo, ecco perché ritengo che una riflessione positiva e in tempo reale debba essere fatta per dare sostegno alle società in house, per dare sostegno ai servizi che devono essere svolti nelle in house, per dare sostegno comunque ai redditi di questi lavoratori e alle loro famiglie.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 281. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 281. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 282. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 250. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 266, invito al ritiro con parere contrario della Commissione.

Ha domandato di parlare il consigliere Alessandro Unali per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

UNALI ALESSANDRO (Sovranità Democrazia e Lavoro). Grazie Presidente, non lo ritiro. Nel 2015 le morti sul lavoro sono state 678 in Italia, di queste si riscontano 12 morti in Sardegna, con le morti sulle strade si superano i 1400 morti, rispetto al 2014 si riscontra un aumento del 2,6 per cento, dall'inizio dell'anno 2016 gli ultimi dati riportano un triste aumento della tragedia degli infortuni sul lavoro: sono 106 i morti per infortunio sul luogo di lavoro in Italia di cui 5 morti in Sardegna. Con le morti sulle strade si superano già le 200 morti complessivi, è da notare che in agricoltura circa il 20 per cento di tutte le morti per infortunio sono provocate dall'uso di veicoli agricoli. Lo stanziamento che propone l'emendamento è finalizzata a realizzare una campagna di informazioni in tema di sicurezza sui luoghi di lavoro ed è particolarmente importante per rendere più efficace la prevenzione degli incidenti. Tale campagna risulta necessaria per affrontare una nuova cultura della sicurezza sui luoghi di lavoro e consente al Consiglio regionale di manifestare la giusta sensibilità al fenomeno, purtroppo in crescita nonostante l'aumento della disoccupazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Crisponi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Semplicemente per esprimere fin d'ora il voto contrario a questo emendamento, non per la sua finalità ma semplicemente perché con una azione incredibile per le giuste finalità richiamate dal collega Unali a favore di questo emendamento si andrebbero a sottrarre i fondi della libera università nuorese: 100 mila euro. Quindi oltre ai morti che si vorrebbero proteggere, giustamente, si vuole creare invece la mortificazione di un territorio, le piccole risorse che quell'orgogliosa università è riuscita a mantenere sino ad oggi, dovrebbero servire poi per una finalità che dovrebbe trovare altri percorsi di individuazione della risorsa stessa, collega Unali, quindi sicuramente il voto contrario visto che lei non lo ritira.

Metto in votazione l'emendamento numero 266. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 339. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 340. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 394. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 395. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 396. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Per gli emendamenti numero 534, 535 e 541 c'è un invito al ritiro.

PISCEDDA VALTER (PD). Li ritiro, Presidente.

PRESIDENTE. Quindi sono tutti ritirati.

All'emendamento numero 744 c'è un emendamento di sintesi, il numero 818, questo è un emendamento di sintesi tra gli emendamenti numero 794 e 817.

Metto ora in votazione l'emendamento numero 818.

Ha domandato di parlare la consigliera Anna Maria Busia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Sovranità Democrazia e Lavoro). L'emendamento che andiamo a votare è un emendamento che mira a garantire un supporto stabile alle comunità di accoglienza operanti nel territorio sardo e che consentono, nei casi previsti dalla legge ai condannati in esecuzione penale e agli imputati, di poter usufruire concretamente delle misure alternative alla detenzione e alla messa alla prova in una logica coerente con il dettato costituzionale, quindi con l'articolo 27 della Costituzione, quindi il diritto alla rieducazione della pena. Il sostegno pubblico fino ad ora si è limitato a degli interventi collegati a singoli progetti e non era in grado di garantire la continuità, nel percorso educativo, dei destinatari delle misure e operava secondo logiche non sempre chiare ed eque. Di recente, grande passo avanti è stato fatto perché le comunità hanno costituito il coordinamento regionale della Sardegna delle comunità per l'accoglienza, rivolte al mondo della detenzione e che riunisce tutte le associazioni che sono operanti nel settore. Il coordinamento lamenta le condizioni di precarietà in cui versano le strutture, le quali sono riuscite a garantire i servizi richiesti dallo stesso Ministero della giustizia soltanto grazie agli interventi a supporto del volontariato della chiesa e dei tanti donatori privati. Ora, si ritiene invece di dover intervenire dando un carattere di stabilità al contributo regionale in modo che si possa consentire un miglior funzionamento e soprattutto una migliore programmazione dell'attività, consentendo inoltre una maggiore efficacia dei singoli programmi educativi.

Le ricadute positive di questo intervento sono sostanzialmente di due tipi, una di natura economica, c'è un grandissimo risparmio perché la detenzione costa 150 euro al giorno e di questi soltanto 15 sono destinati alla parte educativa, mentre in comunità ciascuna persona detenuta costa 55 euro al giorno e la gran parte invece è spesa per la parte educativa. È poi di natura sociale perché la sistemazione di queste, persone in queste strutture di accoglienza, abbatte notevolmente quella che è la recidiva, con un abbattimento importante dei costi sociali. Ecco perché riteniamo e io dichiaro ovviamente il voto favorevole a questo emendamento di sintesi che raccoglie tutte queste esigenze e propone questo stanziamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luca Pizzuto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIZZUTO LUCA (SEL). Per dire che io ritengo che questo emendamento di sintesi sia straordinariamente importante, io parlavo di cuore all'inizio del dibattito su questo articolo e ritengo che sviluppare un sistema di aiuto ai cittadini, nostri tutti, che sbagliano e che commettono dei crimini, per cercare di sviluppare forme di detenzione alternativa, sia straordinariamente importante e vada nella direzione di aiutare e di migliorare la qualità sociale della Sardegna. Oltretutto, è anche un sistema importante di risparmio economico che viene realizzato. Perché sappiamo che l'ospitalità in comunità di accoglienza è decisamente più economica rispetto alla detenzione in strutture, e funziona anche di più. Quindi per esprimere, a nome mio e del Gruppo, il parere favorevole convintamente a questo emendamento che riteniamo sia un elemento di novità importante per la Regione Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Sabatini. Ne ha facoltà.

SABATINI FRANCESCO (PD). Solo per fare una precisazione, sull'emendamento di sintesi manca la copertura finanziaria, quindi è chiaro che dobbiamo riprendere la copertura che era stata data all'emendamento numero 744.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Io per il cuore sono completamente d'accordo, manca solo un principio, io sono il legislatore sardo e mi sto occupando del bilancio della Regione Sardegna, lo Stato spende 150 euro per tenerlo in galera, se io gli offro, per il cuore, un alloggio per 50 lo Stato li mette o li mette la Regione, dove lo Stato ne risparmia 150? Io sono per trovare una formulazione in cui lo Stato italiano, già non ci da quello che ci deve dare, ma che spendesse in Sardegna quello che noi… e non pretendesse dalla Regione di spendere quello che dovrebbe spendere lo Stato italiano. Io sono d'accordo, sono d'accordissimo, però c'è un problema serio per cui è già troppo che abbiamo fatto, anche in altre circostanze, quello che paghiamo come Regione, lo Stato scappavia e non ci riconosce neanche quello che ci deve riconoscere per le altre partite.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Ha ragione il collega Dedoni, però io devo anche osservare che se noi attendiamo sempre l'intervento dello Stato, che sarebbe doveroso, perché il sistema carcerario e delle misure alternative è di competenza e dovrebbe essere, con particolare attenzione, gestito direttamente con interventi adeguati di competenza statale, ciò nondimeno io reputo questo emendamento utile, soprattutto in questo momento. Lo dico nella ragione per la quale io non ho nessuna difficoltà ritenendolo che colga nel segno, perché c'è un sistema che probabilmente, forse la collega Busia e qualche altro collega addetto ai lavori, come noi che facciamo gli avvocati, conosciamo e che davvero necessità di un'attenzione. Che lo faccia la Regione pur nella ristrettezza, però devo dire che è un tema sensibile sul quale, per quanto mi riguarda, io lo dicono anche a titolo personale esprimo una valutazione positiva. Lo dico proprio perché conosco e non voglio attardarmi sull'argomento ritenendo valide e buone le argomentazioni che vengono da diversi colleghi, perplessità e dubbi che giustamente si pongono, ma mi pare che questo sia un segnale forte e di solidarietà vera e mi pare che facciamo davano una cosa utile e meritoria.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Desini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà

DESINI ROBERTO (Sovranità Democrazia e Lavoro). Per condividere pienamente lo spirito di questo emendamento e di cogliere favorevolmente anche la condivisione dei colleghi anche della minoranza, nella testimonianza e nella dimostrazione che è un emendamento che non ha appartenenze politiche ma che soprattutto è rivolto a chi ha avuto meno fortuna di noi nella vita, e al di là che gli addetti ai lavori conoscono più di noi, come i colleghi che l'hanno presentato in qualche modo alla collega Busia ma anche lo stesso onorevole Pittalis adesso ha citato, è un atto di generosità e di sensibilità da parte del Consiglio regionale verso una parte della società che è meno fortunata di noi. E, come diceva il collega Pizzuto, anche nell'azione legislativa ci vuole un po' di cuore, quindi non me ne voglia il collega Dedoni, capisco quello che vuole dire lei però è anche giusto che non dobbiamo scaricare sempre sugli altri la responsabilità e anche noi ci dobbiamo assumere delle responsabilità e penso che questa sia un'azione meritoria.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pierfranco Zanchetta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZANCHETTA PIERFRANCO (Cristiano Popolari Socialisti). Lo consumo io, rapidamente, il tempo dell'onorevole Dedoni. Solo per esprimere il nostro apprezzamento e naturalmente il voto favorevole a questo emendamento, ma con un richiamo a quanto detto anche precedentemente sulla negazione di alcuni emendamenti, perché qua si getta il cuore oltre l'ostacolo ma si deve fare anche politica, e la politica della sanità non esclude quella sociale. E quindi - onorevole Dedoni, mi riferisco a lei che ha del rigore anglosassone - quando parliamo di sanità non possiamo parlare soltanto di aspetti legati alla salute dei cittadini, molto importante, ma anche ad altre sofferenze che implicano l'impegno di un Assessorato come quello della sanità, che assieme all'istruzione sono i due pilastri del welfare, e io credo che lo stato sociale in quest'Aula debba essere un richiamo forte e fondamentale della nostra azione di governo.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro ha domandato di parlare sull'emendamento di sintesi numero 818, che unifica gli emendamenti numero 744 e 270, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 817, emendamento all'emendamento numero 744. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 794, emendamento all'emendamento numero 744. Chi lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 542. Chi lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 543. Chi lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 662. Chi lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 663. Chi lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 719, sul quale c'è un invito al ritiro.

Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Se non ricordo male, ci dovrebbe essere un altro emendamento, se così fosse questo lo ritiro ma sottolineo che ci deve essere stata anche una svista perché era stato previsto il triennale, quindi probabilmente l'assessore Paci può confermarci che è stato recuperato con altro emendamento, e allora lo ritiro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Per confermare che c'è un emendamento esattamente per lo stesso valore, 200 mila euro. Chiediamo il ritiro unicamente per avere la copertura corretta, però è esattamente lo stesso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Li uniamo, e comunque in ogni caso io chiedo di aggiungere la firma degli stessi firmatari, quindi di tutto il Gruppo.

PRESIDENTE. Qual è l'emendamento.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Può darsi che sia in tabella e allora non c'è bisogno di norma.

PRESIDENTE. Dovrebbe essere in tabella, perfetto. Quindi l'emendamento numero 719 è ritirato.

Metto in votazione l'emendamento numero 743. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 745. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'emendamento numero 251.

Ha domandato di parlare il consigliere Emilio Usula. Ne ha facoltà.

USULA EMILIO (Soberania e Indipendentzia). Presidente, forse a quest'ora voler aggiungere qualche minuto prima di pranzo dà anche un po' fastidio ma volevo capire che fine ha fatto l'emendamento numero 540, che io ritengo comunque importante.

PRESIDENTE. È stato dichiarato inammissibile per mancanza di copertura finanziaria.

Metto in votazione l'emendamento numero 251. Chi lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

L'emendamento numero 270 è superato perché e rientrato nella sintesi dell'emendamento 818.

Metto in votazione l'emendamento numero 483.

Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Truzzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Da più parti stamattina è stato detto che in questa finanziaria non c'è un provvedimento sulla famiglia e questo emendamento è un tentativo invece di pensare a una serie di politiche sulla famiglia, una serie di proposte che possono aiutarci ad invertire un po' la tendenza; ad invertire la tendenza allo spopolamento e alla denatalità di cui tanto si parla, a venire incontro anche alle giuste vostre osservazioni, alle osservazioni della maggioranza. Perché, vedete, in questi giorni avete approvato e volete approvare una serie di emendamenti che fanno sì che ci siano più soldi per l'Università e per gli studenti universitari, giustamente, avete approvato una serie di emendamenti che prevedono, giustamente, che ci sia la possibilità di fornire le terre ai giovani disoccupati che le vogliono coltivare, oppure che vogliono dedicarsi alla professione dell'allevatore, avete fatto tutta una serie di emendamenti che cercano di proporre delle soluzioni per venire incontro alla povertà, alla disoccupazione e anche per venire incontro a quelle situazioni di denatalità e di spopolamento che ci sono in Sardegna. I dati sono tragici, se continuiamo di questo passo nel giro di trent'anni perderemo circa 500 mila sardi; la sfida che vi facciamo è molto semplice: creare una serie di detrazioni per le famiglie numerose, quindi dal terzo figlio in su, e cominciare a pensare un provvedimento di sistema, a partire da quest'anno, che ci permetta di dire alle nuove generazioni di sardi che è possibile scommettere sulla famiglia, perché la famiglia non è solo un ammortizzatore sociale ma è il primo nucleo ed è alla base della società in cui tutti noi viviamo. Allora la proposta che facciamo a tutta l'Aula è quella di individuare mille euro per ogni bambino nato a partire dal primo gennaio 2016 sino ai cinque anni di età. Perché lo facciamo? Perché negli ultimi dieci anni i bambini che nascono sono diminuiti del 15 per cento, se non mettiamo un freno e non invertiamo la tendenza noi tra un po' potremmo pensare a tutte le risorse che vorremmo per l'Università, per la terra, per l'edilizia, per tutto quello che volete, il problema è che non avremo più i sardi.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 483.

PITTALIS (FI). Chiedo il voto elettronico palese.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 483.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 664.

Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Questo emendamento 664 di fatto contiene un tema che riguarda i lavoratori disabili, in particolar modo il progetto "Lavorabile", perché vogliamo denunciare, adesso non c'è l'Assessore del lavoro, che ad oggi non abbiamo avuto ancora certezza che ci sia stata l'applicazione della legge dell'anno precedente. Sono state una serie di azioni veramente a dir poco schizofreniche, non ne abbiamo capito il senso, bisognava semplicemente applicare la legge. E quindi è per questo che quest'anno lo stiamo riproponendo perché ad oggi, ci fosse l'Assessore glielo avremmo potuto chiedere, ma ad oggi noi non abbiamo avuto certezza se sia stata applicata ancora la norma. Quindi rimane nella responsabilità eventualmente di ognuno di noi di, intanto, appunto, non rispettare una legge della Regione Sardegna ma in particolar modo di chi la doveva applicare per primo. Ecco perché io questo emendamento credo che vada votato perché deve essere chiara la responsabilità di chi contravviene a quanto viene deciso in questa Aula. Chiedo la votazione nominale.

PRESIDENTE. Conferma?

PITTALIS PIETRO (FI). Confermo.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 664.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 665, parere contrario della Commissione.

Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

La seduta è tolta. Il Consiglio è convocato questo pomeriggio alle ore 16.

La seduta è tolta alle ore 13 e 46.