Seduta n.162 del 23/03/2016 

CLXII SEDUTA

(POMERIDIANA)

Mercoledì 23 marzo 2016

Presidenza del Presidente Gianfranco GANAU

La seduta è aperta alle ore 17 e 02.

FORMA DANIELA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 18 marzo 2016 (158), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Pier Mario Manca ha chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 23 marzo 2016.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Annunzio di mozione

PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretario:

"Mozione Rubiu - Pittalis - Dedoni - Carta - Pinna Giuseppino - Tatti - Floris - Cappellacci - Peru - Cossa - Crisponi - Zedda Alessandra - Tunis - Tedde - Tocco - Truzzu - Orrù - Cherchi Oscar in merito alla decurtazione dallo stipendio, con prelievo mensile in busta paga, malgrado l'approvazione di un emendamento alla legge regionale 9 marzo 2015, n. 5 (legge finanziaria), degli emolumenti riguardanti le progressioni economiche dei dipendenti dell'ASL n. 7, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento." (230)

PRESIDENTE. Grazie. Abbiamo un problemino tecnico col computer che si sta risolvendo, per cui sospendo un attimo la seduta.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 03, viene ripresa alle ore 17 e 05.)

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta. Allora, eravamo arrivati alla votazione degli emendamenti sull'articolo 3 della finanziaria.

Sull'incontro con i lavoratori dell'ALCOA

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Presidente, mi sembra doveroso comunicare all'Aula, tenuto conto che abbiamo sospeso i lavori un'ora prima e li abbiamo ripresi mezz'ora dopo rispetto ai tempi previsti, comunicare l'esito dell'incontro che abbiamo svolto con i lavoratori Alcoa, la delegazione di questo Consiglio regionale composta dal sottoscritto, dai colleghi Pizzuto, Carta, Tocco e Rubiu. Come sappiamo alcuni rappresentanti dei lavoratori Alcoa hanno occupato un silos a sessanta metri di altezza e siamo andati lì per esprimere la solidarietà del Consiglio regionale e, ovviamente, non solo la solidarietà ma anche l'impegno forte che questo Consiglio regionale può mettere in merito ad una vertenza ormai vecchia nel tempo e sulla quale occorre imprimere un'accelerazione per dare una soluzione. Abbiamo detto che è una vicenda complicata, che affonda il problema nei tempi, è un problema legato a diversi attori e diversi fattori, tra i quali ovviamente la Regione Sardegna, e io personalmente ho comunicato, perché ne sono a conoscenza, l'impegno profuso da parte del Presidente della Regione su questo tema, compresa la riunione che si è svolta ieri con i rappresentanti del Governo. Abbiamo detto che è una vicenda che ovviamente non può rimanere chiusa così, che bisogna imprimere un'accelerazione, e questa accelerazione può essere impressa soltanto dal Presidente del Consiglio dei Ministri, ovvero Matteo Renzi, il quale naturalmente deve essere con forza sollecitato a prendere in mano il tema, cosa che si sta cercando di fare fino in fondo. Il problema è sempre legato al costo dell'energia e alla messa sul mercato di un prodotto come quello dell'alluminio che vive le sue stagioni, per cui il Governo ha il dovere di intervenire con forza, regolare ed accelerare la vertenza sul tema dell'energia perché le aziende possano essere competitive nel mercato mondiale. Noi abbiamo espresso tutto il nostro impegno, la nostra forza di lavorare in maniera comune, maggioranza e opposizione, e ognuno dei rappresentanti dei gruppi consiliari di questo Consiglio regionale faccia la sua parte con gli omologhi nel Parlamento nazionale. Questo è l'impegno che abbiamo preso e vedremo nei prossimi giorni, incontrandoci fra noi, come tradurre concretamente questo nostro impegno. Ci tenevo a dire insomma che abbiamo portato la solidarietà di tutto il Consiglio regionale e l'impegno a lavorare in modo forte in tal senso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC-Sardegna). Sì, grazie, per integrare le considerazioni già fatte dal collega Cocco. In realtà la situazione che abbiamo appreso stasera è molto più grave di quella che si poteva immaginare, soprattutto perché i tre sindacalisti, che sono a sessanta metri asserragliati sopra il silos, non hanno nessuna intenzione di scendere dal presidio senza risposte concrete da parte del Governo. Comprendiamo bene che la partita è complicata, è una partita difficile, è una partita che vede impegnato sia il presidente Pigliaru, sia il governatore Renzi, però è indispensabile che il Consiglio regionale si faccia carico di questi lavoratori, si faccia carico di questo problema e, per quanto possibile, occorre mettere in piedi degli interventi verso il Governo nazionale affinché si sensibilizzi ulteriormente il Presidente del Consiglio dei Ministri Renzi. Quindi, approvo anche io e chiedo ai colleghi dell'Aula di sottoscrivere un documento che possibilmente in giornata i Capigruppo cercheranno di mettere in piedi per chiedere poi la condivisione dell'intero Consiglio.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione per l'anno 2016 e per gli anni 2016-2018 (legge di stabilità 2016) e relativi allegati". (297/S/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione per l'anno 2016 e per gli anni 2016-2018 (legge di stabilità 2016) e relativi allegati" (297/S/A).

Possiamo procedere con gli emendamenti.

Metto in votazione l'emendamento numero 67 uguale al 441, parere contrario della Commissione e della Giunta.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 68, uguale al 442 e al 512.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 69, uguale al 443.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 70, uguale al 444.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 71, uguale al 445.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 72, uguale al 446.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 73, uguale al 447.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 74, uguale al 448.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 75, uguale al 449.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 76, uguale al 450.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 77, uguale al 451.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 78, uguale al 452.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 79, uguale al 453.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 80, uguale al 454.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 513.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 81, uguale al 455.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento sostitutivo parziale numero 386, parere contrario della Commissione e della Giunta.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 85.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 514.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 302.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 89.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

All'emendamento numero 738 è stato presentato l'emendamento numero 793, sostitutivo parziale.

C'è un parere favorevole sull'emendamento numero 738, e un parere contrario, della Commissione e della Giunta, sul sostitutivo parziale numero 793.

Metto in votazione l'emendamento all'emendamento numero 793.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 738.

Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Emendamento numero 92, uguale al 304.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 95.

Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Emendamento numero 305. Parere contrario sull'emendamento e parere favorevole sull'emendamento all'emendamento numero 800.

Metto in votazione l'emendamento all'emendamento numero 800.

Ha domandato di parlare il consigliere Gianmario Tendas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TENDAS GIANMARIO (PD). Vorrei prospettare la possibilità che all'articolo 3, comma 4, ci fosse un emendamento orale, nel senso che qui si è provveduto sostanzialmente ad incrementare quella che era la somma disponibile, da 1 milione e 200 ad 1 milione e 400, rispetto al testo originale, però sostanzialmente c'è un'esigenza diffusa che è quella di fare in modo che gli stanziamenti non siano strettamente legati solo ed esclusivamente all'attività di bonifica, ma che comprendano, eventualmente, anche la possibilità per gli enti che provvedono a fare questo tipo di operazione, quindi di smaltimento e di bonifica, di poter intervenire, anche con la sostituzione di altro materiale, che sia ovviamente compatibile con l'ambiente, e che consenta di ricoprire le superfici che vengono sprovviste dalla copertura in amianto. Per essere chiaro, ho provveduto a predisporre un emendamento orale che recita in questo modo: "Gli stanziamenti, di cui al comma 4, si estendono agli interventi in strutture di edifici pubblici, storico e industriali utilizzati per scopi di interesse culturale, sociale e comunitario anche finalizzati alla sostituzione del materiale contenente amianto con altri materiali compatibili con l'ambiente". Nella sostanza non cambia l'importo disponibile, però diciamo che costituisce una possibilità aggiuntiva anche per molte amministrazioni comunali, così come provinciali, o le stesse ASL, là dove si deve intervenire, anche per avere la possibilità di poter provvedere alla copertura di eventuali tetti eccetera da cui viene sottratto l'amianto, che sappiamo essere nocivo con degli altri materiali che invece risultano compatibili con l'ambiente e che quindi consentono di portare avanti anche l'intervento, spesso questa situazione e questa difficoltà ha precluso a molte amministrazioni la possibilità di intervenire, quindi diciamo che è una esigenza particolarmente sentita che però non pregiudica assolutamente il senso e il contenuto del comma 4 dell'articolo 3.

PRESIDENTE. Si tratta di un emendamento orale, non di un emendamento all'emendamento, che deve essere messo in discussione primo della votazione del testo dell'articolo, quindi rinviamo la presentazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Così sgombriamo il campo dagli equivoci, io sono d'accordo con il collega Tendas a condizione però, perché altrimenti la lotta per smantellare l'amianto penso che si riveli fallimentare se noi lasciamo queste risorse o se queste risorse sono adeguate anche l'intervento che propone il collega, qui ce ne vogliono altri 10 di milioni di euro, quindi se l'Assessore rivede la posta finanziaria noi siamo d'accordo, si tratta semplicemente di aumentare le risorse per quell'intervento specifico che prevede l'onorevole Tendas. Altrimenti sarebbe davvero inutile l'intervento che noi penso, la Giunta in primo luogo, si propone che è quello di affrontare le situazioni di emergenza la dove esiste l'amianto di smantellarlo e di creare condizioni di sicurezza. Perché se noi ci poniamo il problema anche di sostituire questo materiale significa fare un intervento su tutte le strutture e qui ci vuole davvero forse un'altra finanziaria. Allora ho capito male io.

PRESIDENTE. Allora lo discutiamo e lo ripresenta quando arriviamo al testo dell'articolo. Altrimenti non seguiamo con la logica.

Metto in votazione l'emendamento all'emendamento 305, il numero 800 che è sostitutivo. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 330. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 306. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 307. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 97. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 101. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 308. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 105. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 111. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 310. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 116. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 119. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 309, uguale al numero 516. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 124. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 127. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 311. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 135. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 137. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 312. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 130. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 132. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 313. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 142. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 315. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 316. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 331. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 318. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 319. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 148. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 152. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 153, uguale al numero 321. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 158. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 322. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 159, uguale al numero 323. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 163. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 164. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 389. Chi lo approva alzi la mano. Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'emendamento numero 518. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto ora in votazione il testo dell'articolo. C'era prima un emendamento orale che invito l'onorevole…

Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Deriu. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (PD). Un emendamento aggiuntivo al comma 22, non so se preceda l'altro.

PRESIDENTE. Andiamo in ordine, c'è prima un emendamento dell'onorevole Tendas, che è quello che stavamo vedendo prima, invito l'onorevole Tendas a ripresentarlo e così lo chiariamo.

DERIU ROBERTO (PD). Nel senso che questa è una riga al comma 22.

PRESIDENTE. Va bene, ci arriviamo subito dopo.

Ha domandato di parlare il consigliere Gianmario Tendas.

TENDAS GIANMARIO (PD). Capisco e per alcuni versi condivido le perplessità e alcune considerazioni che sono state fatte dall'onorevole Pittalis, nel senso che credo di non dire nulla di nuovo se evidenzio che c'erano altrettanti emendamenti che ovviamente per questioni di carattere finanziario non sono stati presi nella debita considerazione, io stesso avevo proposto che il milione e 200 mila euro stanziato per l'esercizio finanziario in corso fosse incrementato, però è altrettanto vero che negli anni successivi la somma a disposizione è di 9 milioni e 400 mila euro, sia per il 2017 che per 2018.

Perché ho fatto questa osservazione, onorevole Pittalis, lei che sicuramente conosce anche meglio di me l'argomento? Il problema di fondo è che spesso anche su edifici di tipo pubblico, non dico che si debba rifare la copertura utilizzando coperture costose, ma i semplici pannelli sandwich che vengono utilizzati per evitare che piova dentro una struttura, che sono pannelli che hanno dei costi tutto sommato anche abbastanza modesti, rispetto all'esigenza di smantellare e bonificare talvolta risultano fondamentali, ed hanno dei costi molto, molto, molto modesti.

Attraverso anche un'interlocuzione che c'è stata nei confronti dell'Assessorato dell'ambiente, purtroppo questa esigenza non era contemplata nella legge numero 22 del 16 dicembre 2005, eppure è un'esigenza che invece è particolarmente avvertita. Tenuto conto che dal punto di vista economico questo emendamento orale non creava ovviamente difficoltà, mi sottopongo così all'aula e soprattutto ovviamente ai colleghi della minoranza per capire se questa esigenza possa essere condivisa. Solo questo.

Vi rileggo il testo: "Gli stanziamenti di cui al comma 4" - quindi 1 milione e 200 mila euro più 9 milioni e 400 mila euro più 9 milioni e 400 mila euro per i due anni successivi - "si estendono agli interventi in strutture ed edifici pubblici storico-industriali utilizzati per scopi di interesse culturale, sociale e comunitario, anche finalizzati alla sostituzione del materiale contenente amianto con materiali compatibili con l'ambiente". Quindi sostanzialmente stiamo andando a dire laddove è possibile di includere anche questo aspetto gestionale, che è fondamentale.

PRESIDENTE. Non ci sono osservazioni, quindi mi pare che l'emendamento possa dirsi accolto dall'Aula.

Chiedo a questo punto all'onorevole Deriu di esporre il suo l'emendamento orale.

DERIU ROBERTO (PD). Come è emerso dal dibattito, al comma 22 vi è una particolare disposizione che risolve alcuni problemi per terreni siti in agro di Irgoli, ma è stato anche accennato, negli interventi che mi hanno preceduto, che nel comune confinante di Orosei esistono problemi di carattere assolutamente analogo, per cui, per evitare una disparità di trattamento, ferma restando naturalmente la necessità del riconoscimento della perdita della destinazione funzionale originaria di terreni boschivi o pascolativi, con verbale dell'Argea, si propone l'estensione dell'applicazione della stessa disposizione. Consegno alla Presidenza un testo scritto.

PRESIDENTE. Chiedo se ci siano osservazioni all'ammissione dell'emendamento orale presentato.

Non ci sono osservazioni quindi lo diamo per acquisito e lo metteremo in votazione alla fine dell'articolo.

Passiamo alla votazione del testo dell'articolo, con l'emendamento orale presentato dall'onorevole Tendas. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo alla votazione degli emendamenti aggiuntivi.

Metto in votazione l'emendamento numero 694. Chi lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 763. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo ora all'emendamento numero 520, al quale sono stati presentati due emendamenti modificativi, il numero 805 e il numero 806. Il parere favorevole è stato espresso sull'emendamento numero 520 e sull'emendamento all'emendamento numero 806, mentre il parere è contrario sull'emendamento numero 805, con un invito al ritiro. Chiedo al presentatore, l'onorevole Zedda, se intende ritirarlo, ma non è presente in aula.

Metto dunque in votazione l'emendamento numero 806. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 520. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo ora all'emendamento numero 279.

Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Stiamo andando così veloci che non riusciamo nemmeno a vederci. Le chiedo per cortesia di andare un po' più lentamente adesso, perché ci sono gli aggiuntivi.

Questo emendamento punta a ristabilire delle situazioni di normalità in un'area di grande pregio ambientale, quella della pineta Mugoni, nell'area di Porto Conte. Come voi sapete, c'è stato un incendio che nel settembre 2015 ha distrutto una parte significativa della pineta, dove c'erano tra le altre cose dei campeggi abusivi; dall'incendio sono derivati danni all'ambiente notevoli, perché comunque questi campeggi abusivi erano fatti di camper, di capanne e di altre strutture costruite con materiale che si è in qualche modo trasformato in elementi fortemente contaminati. Stiamo rischiando la contaminazione della falda acquifera, stiamo rischiando veramente un disastro ambientale senza precedenti in un'area che dire di grande pregio ambientale è dire poco.

Credo che sia indispensabile su quest'area un intervento particolarmente significativo della Giunta e particolarmente coraggioso, perché una volta che quest'area sarà definitivamente persa non si possa dire "ci avessimo pensato prima…".

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.

SPANO DONATELLA, Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Volevo intervenire sull'emendamento presentato. È molto chiaro alla Giunta il valore del sistema della pineta Mugoni: siamo intervenuti con molta rapidità quando c'è stato l'incendio, stiamo coordinando tutta una serie di interventi anche di messa in sicurezza rispetto all'ambiente e con il Comune di Alghero e quindi avendo ben presente questa problematica, che tra l'altro tutta l'area fa anche parte dell'area più vasta del parco e della riserva marina, siamo ben consapevoli e in questo senso interverremo proprio per cercare quelle risorse che negli interventi di bonifica, che non riguardano soltanto la parte di Alghero ma anche altre zone in particolare del Nord Sardegna, saranno soggette senz'altro a nostra attenzione.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 279 a pagina 325.

PITTALIS PIETRO (FI). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 279.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 420, c'è un invito al ritiro.

Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Lotto. Ne ha facoltà.

LOTTO LUIGI (PD). Io i due emendamenti numero 420 e numero 421, poi eventualmente parlerò dell'emendamento numero 422, li ritiro sulla base del ragionamento che ha fatto anche adesso l'Assessore rispondendo al collega Tedde. Il problema è chiaro a tutti, c'è una zona particolarmente sensibile dove c'è stato un incendio che ha creato una situazione di inquinamento ambientale non sopportabile per quel territorio, per quell'area eccetera. È un'area parco, credo che quanto ha dichiarato l'Assessore possa incoraggiarci e incoraggiare quell'amministrazione affinché su quel punto si interverrà anche se non vengono approvati oggi questi emendamenti. Ci interessa che la Giunta abbia presente il problema e ci metta mano. Quindi li ritiro, l'emendamento numero 420 e numero 421.

PRESIDENTE. Sono ritirati gli emendamenti numero 420 e numero 421.

Passiamo all'emendamento numero 422 con un invito al ritiro sempre dell'onorevole Lotto.

Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Lotto. Ne ha facoltà.

LOTTO LUIGI (PD). Sull'emendamento numero 422 io vorrei che venisse tenuto presente dall'assessore Paci, se ci fosse lo direi anche l'assessore Maninchedda anche se non riguarda solo opere legate all'Assessorato dei lavori pubblici, quindi dall'assessore Paci io vorrei che venisse l'impegno a tener conto di questa situazione.

L'emendamento riguarda principalmente delle amministrazioni comunali che hanno realizzato opere alle quali con la finanziaria del 2015 avevamo posto una scadenza ben precisa: 90 giorni dopo l'approvazione della legge. C'è qualche amministrazione che anche per motivi legati alle elezioni che erano in corso in quel periodo là non hanno potuto presentare pur avendo finito le opere la rendicontazione, io ho provato a capire dall'Assessorato dei lavori pubblici e da altri qual è la somma complessiva che serve, non è stato possibile arrivarci. Io chiedo all'assessore Paci, non penso che abbia difficoltà a prendere questo impegno, che almeno per quei comuni che hanno a quel tempo chiuso i lavori e non hanno solo presentato la rendicontazione si prenda l'impegno di fare un bilancio della situazione e alla prossima occasione in Consiglio mettiamo a disposizione i fondi per far sì che i sindaci che hanno finito le opere nei tempi che erano previsti dalla nostra finanziaria se li debbano pagare con soldi propri e non è assolutamente non accettabile comunque non sostenibile per queste amministrazioni. Io chiedo che l'assessore Paci su questo si pronunci e non ho difficoltà a ritirare l'emendamento.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La situazione è nota. Io penso che sia innanzitutto un dovere di tutti quando fissiamo le regole e le fissiamo qui in questa aula che poi vengano rispettate, esattamente come succede a livello di governo che dicono dovete raggiungere l'obbligazione giuridicamente vincolante altrimenti le opere vengono definanziate e noi ovviamente ci diamo da fare per farlo. Dopo di che succedono degli inconvenienti, come probabilmente nel caso cui l'onorevole Lotto fa riferimento, sindaci che ho anche incontrato personalmente, allora è importante che si mantenga la regola, perché tornare indietro apre dei buchi che non siamo in grado di quantificare, oltretutto fa saltare delle regole che ci siamo dati, dopodiché c'è il massimo impegno da parte dell'amministrazione nel prendersi cura di questi temi, affrontarli anche con la collaborazione dei sindaci. Però è importante che noi manteniamo, come stiamo facendo, le regole perché se no, ripeto, apre una voragine nei conti pubblici difficilmente quantificabile. Quindi il mio impegno, e l'impegno poi degli assessori competenti non sono solo i lavori pubblici ma possono essere anche altri Assessori, è di accompagnare, seguire le amministrazioni comunali cercando delle soluzioni che non siano penalizzanti per loro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Daniela Forma. Ne ha facoltà.

FORMA DANIELA (PD). Grazie Presidente, per rappresentare che su questo argomento ho presentato personalmente un emendamento all'articolo 5 che è quello, appunto, che detta disposizioni in materia di enti locali, qua siamo all'articolo 3 e ci stiamo occupando dell'ambiente. Per rappresentare che su questo argomento che il collega Lotto ha centrato perfettamente l'impellenza per moltissimi comuni in particolare i più piccoli rispetto alle problematiche che il non riavere indietro dalla Regione la parte di risorse che hanno anticipato, appunto, per opere delegate, è molto impellente perché noi abbiamo dato tempo nella finanziaria del 2015, tempo tre mesi per chiudere con le comunicazioni dovute nei confronti degli Uffici regionali e i comuni hanno avuto notizia di questa disposizione contenuta nella precedente finanziaria praticamente da parte dell'Anci nel mese di maggio o forse 15-20 giorni prima della scadenza. Quindi effettivamente su questo punto avevamo anche richiesto un "102" nel mese di novembre dell'anno scorso con l'accordo di tutti i Capigruppo, perché facendo quest'operazione nell'arco dell'anno, appunto, del 2015 non saremo incorsi nei problemi che ritroviamo ora nel momento in cui ci troviamo, appunto, a manovrare la finanziaria del 2016. Peraltro una nota in più, tanti comuni hanno raccolto, le firme e hanno chiesto nel mese di novembre che ci attivassimo per dare risposta a questa problematica, hanno chiesto anche un appoggio concreto dell'Anci, perché il Consiglio regionale era stato già sensibilizzato, perché anche la Giunta fosse sensibile a questa esigenza. Purtroppo però forse è mancata un'azione incisiva dell'Anci su questo punto, tanto che nelle audizioni in Commissione bilancio l'Anci questo problema, che sta a cuore a moltissimi comuni, non l'ha sollevato. Peraltro noi avevamo l'esigenza di avere un prospetto che quantificasse gli importi, questo prospetto si vociferava che effettivamente i diversi comuni avevano comunicato le somme all'Anci, però noi non abbiamo avuto modo di prendere in mano questo prospetto, e quindi di fare quella quantificazione che l'Assessore oggi ritiene di non essere in grado di poter fare. Quindi su questo un appunto, mi dispiace in negativo, sul mancato sostegno dell'Anci.

PRESIDENTE. L'emendamento è materia dell'articolo 5 in realtà, quindi chiedo al presentatore se lo vuole spostare su quell'articolo e facciamo la discussione in quella sede, perché ci sono altri simili.

LOTTO LUIGI (PD). Va bene.

PRESIDENTE. Quindi l'emendamento numero 422 viene spostato all'articolo 5, all'emendamento numero 551 a pagina 533; è lo stesso tema. Procediamo con l'emendamento numero 656, parere contrario della Commissione e della Giunta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonello Peru per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PERU ANTONELLO (FI). Mi dispiace dire che questo emendamento certifica veramente la non idea di questa finanziaria di Sardegna, una finanziaria senza anima. Dico questo perché questo emendamento, che prevede la realizzazione dell'albergo diffuso, un emendamento che è stato bocciato dalla Commissione, ma soprattutto un emendamento che è stato condiviso nella precedente finanziaria dalla maggioranza, un emendamento che aveva visto 2 milioni di euro finanziati nella precedente, che non sono stati spesi perché l'Assessore al turismo non è stato in grado di programmare uno strumento che prevede il rianimare i centri storici, uno strumento che prevede la riqualificazione dei centri storici, uno strumento che prevede il rilancio del turismo all'interno delle nostre zone interne. Quindi tutto quello che voi quotidianamente gridate, cioè un turismo legato all'ambiente, un turismo che limita lo spopolamento dei territori, un turismo che consente il non consumo del territorio, quindi uno strumento che rilancia veramente anche le economie edilizie in fase di realizzazione nel momento in cui si riqualificano le strutture, gli immobili dei centri storici, quindi immobili esistenti, e poi, alla fine, ci vediamo bocciare in Commissione, io spero invece, e faccio un appello ai consiglieri di maggioranza affinché possano riflettere su questo emendamento, uno strumento veramente importante per rilanciare e per avere un'idea di Sardegna. È uno strumento condiviso da tutta la maggioranza, non capisco per quale motivo è stato bocciato in Commissione, e veramente spero nella consapevolezza e nella riflessione della maggioranza, e per questo chiediamo il voto favorevole a questo emendamento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Credo che il collega Peru sia stato abbastanza chiaro. Io devo anche denunciare una inapplicazione della legge, e cioè esattamente la finanziaria dello scorso anno, perché credo che si sia contravvenuti sostanzialmente ad uno strumento, una strategia, che è considerata la scarsa vostra vocazione a intervenire in una materia importante come quella del turismo. Poteva veramente essere una delle opportunità. L'anno scorso, lo stesso assessore Paci e l'assessore Morandi hanno condiviso questa linea strategica, perché di fatto va ad un recupero di immobili che sono in disuso, di ruderi, ma non solo, avrebbe rilanciato un'attività produttiva sulla quale voi non fate altro che ripetere che destinate delle risorse comunitarie, che non ci sono, che tra l'altro potevano essere assolutamente rese complementari, proprio con i 2 milioni stanziati l'anno precedente, per fare dei progetti integrati tra le risorse comunitarie e i fondi regionali stanziati nella finanziaria 2015. Quest'anno noi ve lo stiamo riproponendo, ma ci crediamo fortemente, e vi invitiamo veramente a voler riflettere su un'attività di questo tipo, perché sul turismo proprio non avete quasi messo un euro. Allora mi dico: ma ci credete? Non ci credete? Di cosa pensate debba vivere la nostra Regione tra le attività principali? Io veramente non riesco a capire, se non la vostra politica del gambero, perché questa è la dimostrazione che fatte due passi avanti e tre indietro, ma sinceramente ci sembra veramente assurdo che non abbiate colto l'invito a voler intervenire per una riqualificazione anche delle parti più interne dei nostri comuni, e sinceramente questo dispiace, anche perché non dimostriamo di essere veramente ciechi per non riuscire a destinare appena 2 milioni, da combinare, ripeto, con risorse comunitarie che hanno tra le altre cose delle linee strategiche di intervento proprio in questo settore. Ci dispiace davvero, preghiamo ancora che possiate avere un'attenzione, un sussulto e votare a favore di questo emendamento, che forse potrebbe far fare veramente a questa finanziaria un piccolo passettino in avanti verso l'attenzione alle attività produttive principali della nostra Terra.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Crisponi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Per esprimere il voto a favore dell'emendamento presentato dal collega Peru, però in realtà mi stupisce, perché non stiamo parlando di un intervento di carattere turistico, questa è materia proprio dell'assessore Paci, qua stiamo parlando di un intervento di economia sociale, stiamo parlando dell'opportunità che si vuole dare e assicurare a quei luoghi colpiti dall'effetto ciambella, anzi, potevamo già dargli un nome a questo emendamento: "contro l'effetto ciambella". Questo serve semplicemente ad intervenire nella restituzione di pari opportunità di sviluppo e anche di mercato a quei luoghi altrimenti destinati, purtroppo, ahinoi, all'abbandono, e quindi al recupero dei centri storici, al recupero di manufatti magari storici, al recupero della presenza di quella luce che oramai è stata spenta dagli eventi che hanno allontanato la nostra gente dalle loro case, e le hanno portate, guarda caso, forse tutte quante in questa super benedetta area del Sud Sardegna, o forse in quelle delle aree costiere certamente più fortunate. Quindi l'intervento ha davvero il valore di protezione di quei luoghi che altrimenti non hanno davvero più ragione di esistere; qua si continua con un meccanismo di spopolamento, e dobbiamo attivare qualunque cosa utile, perché possa frenare e drenare la fuga della nostra gente. Allora questo era un emendamento di buon senso, è un emendamento che ha proprio la protezione di quei territori altrimenti destinati davvero a morire e a non vedere più al loro interno quella integrità sociale alla quale facevo riferimento poc'anzi. A questo punto mi pare che non venga davvero garantito né l'intervento di carattere economico, né lo sviluppo turistico, e nemmeno la giustizia sociale.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 656.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 656.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 657.

Ha domandato di parlare il consigliere Antonello Peru per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PERU ANTONELLO (FI). Presidente, nella discussione generale dell'articolo 3 stamattina un consigliere autorevole ha evidenziato l'azione politica sull'ambiente di questa maggioranza. Io ho presentato questo emendamento ritenendo che c'è una forte preoccupazione in Sardegna per quanto riguarda l'erosione costiera e all'interno della finanziaria non vediamo assolutamente un euro per quanto riguarda la protezione delle coste. Parliamo di rilancio legato all'economia del territorio, parliamo di rilancio legato al turismo, ma non ci stiamo rendendo conto che l'erosione avanza e che può essere una grande preoccupazione per l'intero territorio isolano. Alcuni dati: in Sardegna sono stati perduti 107 chilometri di costa interessati dall'erosione, perduti oltre 321 mila chilometri quadri di spiaggia negli ultimi quarant'anni. È l'equivalente di 321 mila chilometri quadri. Se si considera che un metro di spiaggia - questa è un'analisi fatta dall'Università di Sassari - equivale a 4-5 mila euro al metro quadro, la Sardegna ha perduto oltre 1 miliardo e 200 mila euro. Appare ancora più grave la situazione proiettata nel futuro: nel 2030 si perderanno ancora 4-5 metri di profondità delle spiagge, quindi equivalenti ad altri 2 miliardi di euro. Quindi è una forte preoccupazione.

Noi stiamo chiedendo, con quest'emendamento, 2 milioni di euro per studiare il problema erosivo, azione che si sta adottando in tutte le regioni costiere italiane e non lo vediamo in Sardegna. Quindi vi è una forte preoccupazione, e anche per questo faccio appello ai consiglieri di maggioranza e dichiaro il voto favorevole per questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere l'Assessore della difesa dell'ambiente.

SPANO DONATELLA, Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Intervengo semplicemente per rassicurare. L'ho detto stamattina, certamente la Giunta non può ignorare un problema come quello dell'erosione costiera, dell'aumento del livello del mare dovuto ai cambiamenti climatici, e siccome non lo può ignorare non lo ha ignorato, e tanto non lo ha ignorato che sono stati previsti 14 milioni proprio sui fondi europei per azioni relative all'erosione costiera, e questo sia per la parte rocciosa, sia per le spiagge. In aggiunta stiamo anche finanziando l'acquisto della rete ondametrica che serve proprio per controllare il livello e l'effetto dell'onda sull'impatto rispetto alle coste, che possono causare erosione costiera.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Fasolino per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Presidente, bene ha fatto il collega Peru a presentare questo emendamento. Come dicevo stamattina questo è uno dei seri problemi che la Regione deve affrontare perché lo dico anche da sindaco, non soltanto da consigliere regionale, ma da sindaco di un comune costiero che vede pian piano sparire le proprie spiagge. Noi abbiamo una tipologia di spiaggia che vengono definite pocket beach, sono delle spiagge piccole, soprattutto nel Nord Sardegna, che piano piano stanno sparendo. Il problema non è soltanto economico però, Assessore, perché nei mesi scorsi io ho cercato con le economie del mio Comune di trovare una soluzione. Il problema è anche burocratico perché cercare di salvare una spiaggia sta diventando quasi impossibile. I tempi si allungano e non si riesce a trovare la strada giusta per poter dare delle risposte celeri. Quindi il problema è sì economico, ma non soltanto.

Assessore, le dicevo, mentre lei interloquiva un attimo con l'assessore Paci, che il problema non è soltanto economico, è anche burocratico perché non vi è una strada chiara per poter lavorare sulle spiagge. Abbiamo grosse difficoltà con gli uffici. Io dicevo che nei mesi scorsi ho avuto una serie di interlocuzioni con gli uffici dell'Assessorato dell'ambiente e non c'è una strada chiara per poter intervenire. Quindi le chiedo, oltre all'impegno economico, anche l'impegno nell'iter in maniera tale che ci possano essere dei tempi certi per poter lavorare sulle spiagge. Mi creda, l'Assessorato dell'ambiente è un Assessorato molto importante perché ha grosse responsabilità e poi tratta un argomento veramente fondamentale per la nostra regione; all'interno di questo ci sono le spiagge. Noi siamo un'isola, viviamo di turismo. Il 90 per cento delle persone che viene in Sardegna viene per le nostre spiagge. Poi riscopre tutte le altre bellezze della Sardegna, ma viene per le spiagge. Se continuiamo a perdere le spiagge perdiamo una gran parte del turismo, quindi l'impegno veramente deve essere fondamentale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC-Sardegna). Io non è che non sia d'accordo sull'emendamento, ma ha detto bene l'Assessore. In effetti si tratta soltanto di una sollecitazione all'Assessore perché, stabilendo anche delle priorità, sui fondi che arrivano dal Ministero possano essere inseriti altri comuni. Perché per esempio il sottoscritto ricorda di aver dato un finanziamento cospicuo per l'erosione a Valledoria, a Stintino, a Dorgali (2 milioni e 800 mila euro, se non sbaglio), quindi è chiaro che la cifra è abbastanza consistente, non si potrà dare a tutti. Quindi l'Assessore, sulla base dei fondi che perverranno, farà non so se un bando oppure una graduatoria e attivamente proporrà a una serie di comuni di avere il finanziamento. La cifra deve essere certamente una cifra cospicua perché credo che per poter operare sulla erosione delle coste ci serva una cifra abbastanza consistente. Quindi bastava soltanto sollecitare l'Assessore perché predisponga in tempi certi una graduatoria che consenta di poter accontentare una serie di comuni nell'ambito dei fondi che sono a disposizione.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 657.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 325.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Ritiriamo la richiesta di votazione nominale.

PRESIDENTE. Possiamo procedere allora con votazione palese.

Metto in votazione l'emendamento numero 325. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 326. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 327. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 328. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

All'emendamento numero 715 sono stati presentati un emendamento all'emendamento, il numero 795, e un emendamento sostitutivo totale, il numero 801. C'è un parere favorevole all'emendamento sostitutivo totale numero 801 e un invito al ritiro per l'emendamento numero 795. Chiedo al presentatore dell'emendamento numero 795 se intende ritirarlo.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Sabatini. Ne ha facoltà.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Ritiro l'emendamento numero 795.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 795 è stato ritirato.

Metto in votazione l'emendamento sostitutivo totale numero 801.

Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SEL). Per proporre un emendamento orale che consisterebbe solamente nella soppressione del termine "prioritariamente" dopo le parole "da destinarsi", se l'Aula è d'accordo.

PRESIDENTE. Mi sembra che il senso sia quello. Il testo dice: "La restante somma a favore dei comuni che hanno subito una rilevante diminuzione degli occupati nel settore della forestazione, avuto riguardo all'estensione delle aree del territorio comunale, pubbliche o private, già concesse all'ente foreste o agli ispettorati ripartimentali, da destinarsi per lo scorrimento della graduatoria dell'avvio 2015". Praticamente destina esclusivamente agli enti in graduatoria la destinazione dei fondi.

Poiché non ci sono osservazioni, l'emendamento orale è acquisito.

Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Giovanni Battista Tatti per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TATTI IGNAZIO GIOVANNI BATTISTA (UDC-Sardegna). Presidente, io sono intervenuto anche stamattina su questa problematica. Ho invitato l'assessore Paci a fare come ha fatto la Giunta precedente, cioè di cercare di finanziare (anche riducendo gli stanziamenti per chi è primo in graduatoria) tutti i comuni della Sardegna, anche perché sono successe delle cose poco simpatiche nel formare questa graduatoria. So che diversi comuni hanno fatto ricorso, sono stati accolti dei ricorsi, molti comuni non hanno fatto ricorso perché le comunicazioni che sono arrivate all'Assessorato non corrispondono sempre al vero. Ho incontrato un sindaco anche prima di entrare in quest'aula questo pomeriggio, mi ha detto che il suo ricorso è stato accolto e sinceramente invito ad annullare quella graduatoria del 2015, oppure di scorrere tutta la graduatoria, non solo quelli che sono inclusi idonei ma tutti quanti, sino alla fine perché ci sono molti comuni che sono stati esclusi solo ed esclusivamente perché le comunicazioni tra i vari enti strumentali della Regione, senza fare nomi, sono arrivate non conformi a quella che è la verità.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il tema dei cantieri verdi è delicato e ne abbiamo discusso a lungo in Commissione. Con questo emendamento non solo si aggiungono le risorse, le risorse vengono aggiunte in realtà quando si arriva alla tabella, quindi non vengono messe qui, però, lo dico, sono 1 milione e mezzo che si aggiunge ai 5 milioni già esistenti, quindi complessivamente 6 milioni e mezzo che servono per dare garanzia di pieno accoglimento di tutta la graduatoria, compresi quelli che hanno fatto ricorso e l'hanno ovviamente vinto. È chiaro che se ci sono dei comuni che dal punto di vista della procedura amministrativa che, onorevole Tatti, come sa, non dipende da noi, sono inidonei non è che possiamo entrare e dire: "Gli dovete dare i soldi", però è evidente che le risorse sono disponibili anche per quei comuni che dimostreranno che c'era un errore nella procedura, le risorse sono pronte anche per loro. Quindi da questo punto di vista finalmente riusciamo a dare una risposta a tutti e l'impegno dovrà essere di tutta l'Aula nel trovare anche in futuro risorse sufficienti per continuare a portare avanti una politica che mi sembra abbia dato dei buoni risultati.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare sull'emendamento numero 801, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

L'emendamento numero 739 decade.

Metto in votazione l'emendamento numero 277. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 278.

Ha domandato di parlare il consigliere Emilio Usula per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

USULA EMILIO (Soberania e Indipendentzia). Intanto per fare una dichiarazione di voto su questo emendamento, una dichiarazione di voto contraria in attesa di conoscere il famoso piano dei rifiuti regionale. Quindi in questo caso senz'altro il parere è contrario. Ne voglio profittare semplicemente perché ho saputo e ho sentito, forse non ero presente, forse ero distratto, che c'è stata l'inammissibilità dell'emendamento numero 524, quello dove noi chiediamo maggiori risorse provenienti magari dalle riserve erariali. Volevo chiedere il perché di questa inammissibilità, se è possibile saperlo, se non è possibile sollecitare in questo senso perché le riserve erariali sono riserve che nella fase iniziale della discussione di questa finanziaria si è parlato e si è detto sono riserve spettanti alla Sardegna per lavori pubblici e per lavori di efficientamento energetico, così come abbiamo sottolineato anche nell'emendamento.

Ne approfitto, visto che ho il microfono acceso, per ricordare ancora una volta che è siamo in attesa della relazione scritta di SFIRS che ancora non abbiamo avuto. A questo punto chiedo a lei, Presidente, se deve intervenire lei o se è compito del Presidente della Commissione che anche lui si dice basito del fatto che ancora non c'è la risposta di SFIRS come richiesto ormai da più di un mese.

PRESIDENTE. Specifico i motivi di inammissibilità. Si tratta di un emendamento che ha carattere organizzatorio e provoca uno squilibrio di bilancio, quindi non è ammissibile.

Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Presidente, questo emendamento trae origine dalla situazione di estrema confusione che vige per quanto attiene la raccolta dei rifiuti solidi urbani nella infrastruttura portuale di Alghero. C'è stato e c'è un rimpallo antipatico di responsabilità e di competenze fra la Regione e l'amministrazione comunale, un rimpallo di competenze che ha fatto sì che quest'estate il porto fosse veramente un ammasso di rifiuti. Non era un bel biglietto da visita, non era una cartolina da presentare ai turisti però, purtroppo, abbiamo dovuto patire questo per l'incapacità della Regione di individuare un responsabile o di assumersi la responsabilità di questo porto che poi di sicuro non è un porto dell'amministrazione comunale. Ecco per quale motivo io chiedo che venga stanziato un minimo per provvedere alle operazioni di raccolta dei rifiuti solidi urbani nel porto di Alghero, per non dover assistere nuovamente a quello scempio ambientale urbano, perché il porto è inserito nel contesto urbano, a cui abbiamo dovuto assistere lo scorso anno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Sabatini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Solo per dare una risposta all'onorevole Usula che ha perfettamente ragione. Io ho formulato richiesta formale, come eravamo rimasti d'accordo in Commissione, al presidente della SFIRS che però ho sentito per le vie brevi e mi ha assicurato che nei prossimi giorni ci invierà la relazione. Hanno avuto alcuni ritardi perché va scritta d'intesa, per le informazioni che sono state chieste, col direttore del centro di programmazione, stanno ultimando e spero che domani, massimo dopodomani mattina, abbiamo la relazione.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare sull'emendamento numero 278, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 525 con l'emendamento sostitutivo parziale numero 807.

Metto in votazione l'emendamento numero 807. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 525. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'emendamento numero 526. C'è un emendamento orale.

Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Mi hanno fatto presente giustamente gli Uffici che nel pluriennale, nel 2018 la posta messa in bilancio attualmente è di 25 milioni, quindi va corretta la prima cifra perché se no non avrebbe piena copertura, quindi per il 2017, 26 e 200, per il 2018, 25.

PRESIDENTE. Per il 2017 rimangono 26 e 200, mentre per il 2018 sono 25 milioni.

Ha domandato di parlare la consigliera Anna Maria Busia. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Su questa questione vorrei che ci si soffermasse un attimo, Presidente, perché venisse l'emendamento discusso insieme al numero 269, era stato detto anche all'inizio della discussione dell'articolo 3 che le due questioni andassero discusse congiuntamente perché riguardano la stessa questione, cioè il Parco geominerario e la questione relativa alla vicenda meglio nota come ATI-IFRAS.

PRESIDENTE. No guardi, è l'emendamento numero 527 che deve essere discusso insieme al numero 269, non questo.

(Interruzione)

BUSIA ANNA MARIA (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Grazie, Presidente della Commissione.

PRESIDENTE. Chiarisco. Stiamo discutendo l'emendamento numero 526 a cui è stato presentato un emendamento orale, dopo abbiamo l'emendamento numero 527 che è da discutere insieme al numero 269 perché trattano lo stesso argomento. Adesso stiamo ancora discutendo l'emendamento numero 526. Quindi è dato per acquisito l'emendamento orale presentato dall'Assessore.

Ha domandato di parlare la consigliera Anna Maria Busia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Sovranità, Democrazia e Lavoro). La questione è meglio nota come la vicenda legata alla commessa ATI-IFRAS ed è una questione che era nata nel 2001 e precisamente era stato dato all'associazione temporanea di imprese ATI-IFRAS costituita nel 3 ottobre del 2001, venne costituita per consentire la partecipazione ad un appalto avente ad oggetto la predisposizione e realizzazione di un piano pluriennale finalizzato alla stabilizzazione occupazionale di soggetti impegnati in attività socialmente utili. Questa vicenda per la quale venne stanziata la somma complessiva di 96 miliardi di lire, doveva coprire i costi dal 2001 al 2003 ed era finalizzata alla stabilizzazione di lavoratori socialmente utili. Venne individuato in questa convinzione che vedeva protagonista la Regione e lo Stato un soggetto privato cui affidare questa convenzione, l'esecuzione dei lavori. La società era appunto l'associazione temporanea di imprese di cui faceva parte l'ATI-IFRAS e la Intini, continuerò dopo. Bene, questa vicenda continuò con alterne vicende fino al 2012, data molto importante di cui parleremo in seguito, ma ricordiamo che nel 2002 vennero a questa vicenda aggiunte le consortili Geoparco, Geosar e Geosulcis che contribuiranno, e spiegherò meglio dopo a incancrenire...

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 526. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo agli emendamenti numero 527 e numero 269.

Ha domandato di parlare la consigliera Anna Maria Busia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Proseguo. A seguito di queste vicende in data 27 gennaio 2010 veniva sottoscritto un secondo atto aggiuntivo alla convenzione quadro tra la committente e la ATI-IFRAS con il quale l'associazione temporanea di imprese accettava la prosecuzione delle attività in convenzione, quindi viene stabilita una prosecuzione senza nessuna gara, senza nessuna evidenza pubblica. È da lì che parte lo stanziamento di 25 milioni di euro che noi ancora adesso mettiamo in bilancio per sostanzialmente mantenere al lavoro 500 lavoratori. Ricordo che i lavoratori inizialmente occupati in quella vicenda erano circa 300-320, aumentarono fino a 500, esattamente con tutta l'operazione che ebbe luogo con la creazione delle tre società Geoparco, Geosar e Geosulcis. Questa situazione prosegue a tutt'oggi, io vorrei soltanto indicare delle cifre che impongono un ragionamento sul fatto che nonostante si sia detto che va modificata l'assegnazione alle società che devono gestire o alla società che dovrà gestire questo tipo di lavori, si stabilisce fin d'ora che la somma a disposizione sarà, abbiamo visto a seguito dell'emendamento orale, circa 26 milioni per il 2017 e dovrà rimanere di 25 milioni di euro per gli anni a seguire. Io ricordo che ogni unità di questa convenzione viene a costare tra i 38 mila euro l'anno e i 47 mila euro l'anno. È aumentata più precisamente dal 2013 da 38 mila euro al 2016 a 47 mila euro cioè alla Sardegna e ai lavoratori disoccupati noi dobbiamo spiegare che questi lavoratori socialmente utili che fanno parte del Parco geominerario, che non hanno svolto nessuna delle attività per le quali era stata inizialmente stabilita la convenzione o quantomeno non abbiamo contezza visto che chiediamo e sollecitiamo un monitoraggio e una rendicontazione della situazione, ognuno di questi lavoratori socialmente utili viene a costare quanto sostanzialmente un funzionario o un dirigente della pubblica amministrazione. Mantenere questa situazione e continuare a stanziare dei denari che evidentemente risentono di un mancato controllo da parte delle amministrazioni precedenti...

PRESIDENTE. C'è un emendamento orale dell'assessore Paci.

Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Era sbagliata la copertura in diminuzione del capitolo, quello corretto è SC 080045. Se posso approfittare, l'argomento della ATI-IFRAS è un argomento che penso che il Consiglio abbia trattato tante volte, è un argomento di grande rilevanza dove effettivamente ci sono una serie di complessità anche procedurali. Questo è l'ultimo anno di vigore della convenzione, scade a fine anno, e l'emendamento che abbiamo già approvato prima dà appunto una serie di regole di trasparenza e di corretta amministrazione, prevedendo un bando anche internazionale, dopodiché quindi nel pluriennale non è detto che la cifra sarà di 25, 26, 27 milioni, dipenderà da come sarà scritto il nuovo bando e la nuova procedura. Certamente c'è un impegno da parte della Giunta, penso condiviso da tutta l'Aula, per cercare di garantire due cose insieme: primo i lavoratori, perché è importante dare una garanzia ad oltre 500 lavoratori che stanno comunque svolgendo le opere; e allo stesso tempo di trasparenza e di competizione all'interno di comunque una procedura che sta mettendo in gioco molti soldi, sono soldi pubblici, sono soldi dei sardi e quindi dobbiamo anche garantire che vengano spesi bene. Quindi, c'è tutta l'attenzione da parte della Giunta anche rispetto alle questioni sollevate dall'onorevole Busia.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Desini. Ne ha facoltà.

DESINI ROBERTO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Presidente, per chiedere il voto elettronico su questo emendamento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC-Sardegna). No, è una precisazione la mia, perché dati non sono esatti. Nel 2001 furono presi 498 LSU, e poi integrati da altri lavoratori della Rockwool eccetera, fino a numero di 550. Quindi questo va precisato che sono 550, non sono mai stati 300, e questo a seguito di una grossa battaglia fatta da questi lavoratori LSU, e che poi alla fine hanno dovuto fare i lavori nei Comuni, e qui ci sono anche molti sindaci, e in funzione di questo, rigore massimo e controlli massimi, ma i dati devono essere obiettivi.

PRESIDENTE. Allora, l'emendamento che stiamo votando adesso è l'emendamento numero 527, c'è l'emendamento orale su questo, che è una variazione della copertura che è stata corretta.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 527, così come modificato dall'emendamento orale.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'emendamento numero 269, su cui c'è un invito al ritiro della Commissione.

Ha domandato di parlare la consigliera Anna Maria Busia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Non lo ritiro. Sempre su ATI-IFRAS. Ringrazio intanto l'Assessore per la risposta che ha dato in riferimento al precedente emendamento. Io ho sempre a mente, caro Assessore, le parole che disse Papa Francesco quando venne a Cagliari, in una delle sue prime visite, e disse che ognuno di noi deve avere il diritto di guadagnare i denari per portare il pane a casa. Quindi innanzitutto, col nostro emendamento, abbiamo inteso sottolineare e salvaguardare le posizioni di lavoro che sono veramente intoccabili, perché è diritto di ognuno di noi poter guadagnare il denaro per poter mantenere le famiglie, quindi grande rispetto a loro. Però questa vicenda, sul serio, pretende una posizione netta da parte della Giunta, perché intanto va sottolineato il fatto che le precedenti Commissioni, quelle che sono state istituite nel corso della Giunta precedente, non hanno portato risultati, non hanno portato a niente, tant'è vero che oggi capita di poter dire su una vicenda come questa, di sostenere da parte mia che i lavoratori erano 350 in partenza e che adesso sono poco più di 500, e di far dire al collega onorevole Oppi i numeri non sono questi. Quindi noi stiamo stanziando dei denari e non conosciamo neanche con precisione l'entità delle unità che sono addette a questi lavori. Io trovo questa situazione una situazione grave che impone assolutamente il vaglio della Giunta e una presa di posizione sul serio decisa. Pertanto la ringrazio, ma io questo emendamento intendo tenerlo perché intendo chiarire un punto, e cioè che non si possono stanziare dei denari ancora per questa commessa, di questa entità, proprio perché manca il dato preciso di riferimento, il dato che ad oggi è a disposizione ci fa dire che a ognuno di questi lavoratori socialmente utili è come se andassero 38.000 euro, così non è, perché sono lavoratori socialmente utili che guadagnano tra gli 800 e i 1100 euro al mese, lordo arriveranno a circa 22.000 euro l'anno, gli altri soldi, gli altri denari che fine hanno fatto e che fine faranno? Questo è il senso di questo emendamento, e quindi garantire sicuramente l'evidenza pubblica per il futuro, che la Commissione lavori, che monitori la situazione, che stabilisca cosa è stato fatto finora. Non ho fatto nessun riferimento, colleghi, alla vicenda giudiziaria e non intendo farla, perché vengo spesso accusata di essere una che solleva queste questioni, non intendo farlo, io vi sollecito soltanto a soffermarvi sui numeri.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 269.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 693, con parere contrario della Commissione e della Giunta.

Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Su questo emendamento io stamattina avevo, se non ho capito male, assessore Spano, stamattina lei ha dichiarato che è pronto un disegno di legge nel quale verrà individuato l'ambito unico e si sta procedendo alla tariffa unica, giusto? Ho capito bene. Credo che questo significhi che posso ritirare l'emendamento, quindi prendere atto di questo impegno che mi sembra dia ragione alla necessità di avere la tariffa unica, e faccia giustizia di alcuni che ritengono che non sia una cosa giusta e necessaria. Quindi ritiro l'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Deriu. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (PD). Io non ritengo che sia giusta una tariffa unica in generale, perché ci sono situazioni differenziate che magari impongono una differenziazione. Sul caso specifico ho sufficiente fiducia nell'assessore Spano e quindi penso che andrà bene. Il mio voto è conforme a quello del mio gruppo.

PRESIDENTE. L'emendamento è ritirato, quindi non c'è nessuna votazione.

L'emendamento numero 693 è stato ritirato.

Passiamo all'emendamento numero 814, che è un emendamento di sintesi degli emendamenti numero 329 e 734.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Rossella Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PINNA ROSSELLA (PD). Questo emendamento di sintesi, che è il risultato del lavoro di sintesi tra l'emendamento presentato dal consigliere Truzzu e a quello presentato da Sabatini Cocco e più, trae origine dalla necessità di soccorrere due realtà territoriali della Sardegna fortemente colpite dalla crisi economica e alle quali dobbiamo indirizzare interventi strutturali tesi a riequilibrare le disuguaglianze rispetto ad altre aree. La situazione è nota a tutti, si tratta di due territori che sono tra i più poveri dell'Italia, che hanno un tasso di disoccupazione altissimo, che hanno un indice di invecchiamento molto elevato, che vivono una situazione di costante spopolamento e hanno anche un indice di deprivazione multipla tra i più elevati. L'emendamento prevede che entro 90 giorni la Giunta regionale possa verificare la sussistenza dei requisiti per il riconoscimento delle aree di crisi industriale e di crisi industriale complessa e che, al di là di questo, venga istituita l'area di crisi del territorio della provincia del Medio Campidano e della provincia di Oristano nell'ambito della programmazione territoriale alla Strategia a 5.8 del Programma regionale di sviluppo. Questo per creare condizioni di maggiore equilibrio territoriale, per favorire la crescita economica, produttiva ed occupazionale. Non si tratta di una concessione, ma si tratta semplicemente di una consapevolezza che l'intero Consiglio comunale ha assunto e che vuole trasferire in termini di attenzione a due territori in grande sofferenza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Truzzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Per associarmi alle parole della collega Pinna e per dire anche da cagliaritano che sono soluzioni come questa che magari ci possono aiutare ad intervenire per risolvere i problemi di due zone che sono tra le più povere in Italia, diceva la collega, e di evitare quell'effetto ciambella di cui parlava prima l'onorevole Crisponi, e devo anche dire che praticamente io ho pensato l'emendamento ma la mente, colui che l'ha scritto in realtà è il collega, l'onorevole Lampis e quindi rendo atto anche questo fatto e aggiungo anche che per mero errore materiale l'emendamento è stato sottoscritto anche dall'onorevole Dedoni, qua non leggo il suo nome, probabilmente c'è stato un piccolo errore, chiedo eventualmente la correzione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Gaia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GAIA ANTONIO (Cristiano Popolari Socialisti). Per anticipare il mio voto favorevole, ma voglio dare un suggerimento, sotto l'aspetto giuridico ritengo opportuno che al secondo comma, così come è stato inserito al primo comma correttamente "ambito territoriale del medio Campidano", sarebbe opportuno sopprimere la parola "provincia", teso che il termine stesso, o meglio la provincia stessa non esiste più per legge regionale. Quindi ritengo che da questo punto di vista anche quest'Aula ne possa prendere atto, è più opportuno ambito territoriale e non provincia, e politicamente perché altrimenti davvero all'esterno di quest'aula ci dicono che le province non sono stati ancora soppresse.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianmario Tendas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TENDAS GIANMARIO (PD). Rinuncio.

PRESIDENTE. Metto quindi in votazione l'emendamento di sintesi numero 814.

Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Rimane da votare l'emendamento orale presentato dall'onorevole Deriu.

All'articolo 3, dopo il comma 22 è aggiunto il comma 22 bis: "La stessa disposizione si applica ai terreni del comune di Orosei gravati da uso civico".

Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Abbiamo concluso con l'articolo 3. La seduta è tolta, il Consiglio è convocato domani alle ore 10.

La seduta è tolta alle ore 18 e 44.



Allegati seduta

esto della mozione annunziata in apertura di seduta

Mozione Rubiu - Pittalis - Dedoni - Carta - Pinna Giuseppino - Tatti - Floris - Cappellacci - Peru - Cossa - Crisponi - Zedda Alessandra - Tunis - Tedde - Tocco - Truzzu - Orrù - Cherchi Oscar in merito alla decurtazione dallo stipendio, con prelievo mensile in busta paga, malgrado l'approvazione di un emendamento alla legge regionale 9 marzo 2015, n. 5 (legge finanziaria), degli emolumenti riguardanti le progressioni economiche dei dipendenti dell'ASL n. 7, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento.

IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che, con deliberazione n. 1503 del 2001, la Direzione generale dell'ASL n. 7 di Carbonia ha de-terminato, per l'anno 2001, il fondo consolidato per il finanziamento delle fasce retributive dell'area di comparto tenendo conto, tra l'altro, dello spostamento di risorse dal fondo per la produttività collettiva e individuale di cui all'articolo 38 del CCNL Sanità 1998-2001, comparto del personale servizio sanitario nazionale I e II biennio del 7 aprile 1999, nella misura del 15 per cento;

ACCERTATO che con la deliberazione del direttore generale n. 1280 del 2005 è stato recepito l'accordo decentrato siglato con la delegazione sindacale in data 17 maggio 2005, con cui si stabiliva, al fine di consentire la progressione di fascia retributiva a una platea più estesa dei dipendenti del comparto, di procedere a un incremento ulteriore del fondo per il finanziamento delle fasce;

RILEVATO che, con deliberazione n. 1140/c del 3 settembre 2010, si è deciso di sospendere la corresponsione delle fasce retributive adottando nuovi criteri di attribuzione, anche in seguito alle decisioni approvate con deliberazione n. 920 del 2009 che rendeva nulle le deliberazioni precedentemente adottate;

VALUTATO che sulla questione è poi intervenuta la Corte dei conti che, con sentenza n. 2 del 2015, ha ritenuto illegittimi gli accordi per la progressione economica siglati nel 2005, obbligando di fatto i lavoratori a una decurtazione dello stipendio, con un prelievo dalla busta paga;

ANNOTATO che, con legge regionale n. 5 del 2015 (legge finanziaria 2015) e con legge regionale n. 6 del 2015 (legge di bilancio), è stato approvato un emendamento salva fasce che, di fatto, garantiva ai dipendenti di evitare il prelievo in busta paga;

DATO ATTO che la manovra finanziaria è stata approvata e pubblicata, senza che però nulla sia cambiato; dunque, un migliaio di lavoratori dell'ASL continuano a vedersi decurtato parte dello stipendio, anche a seguito della sentenza della Corte dei conti che ha ritenuto illegittime le progressioni economiche;

APPRESO che appare opportuno tutelare i dipendenti dell'ASL, evitando che ricada sulla platea dei lavoratori la responsabilità di atti ritenuti illegittimi e restituendo al personale dell'azienda quanto sottratto;

RIMARCATO che si considera, peraltro, fondamentale salvaguardare le posizioni economiche individuali e i diritti già acquisiti dal personale sanitario, che non deve subire penalizzazioni ingiuste per i lavoratori, che non vantano responsabilità circa il trattamento accessorio erroneamente assegnato,

impegna il Presidente della Regione

e l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale

1) a conoscere i motivi che impediscono l'applicazione dell'emendamento approvato in occasione della legge finanziaria 2015, con il blocco del prelievo mensile e la restituzione delle risorse sottratte in busta paga ai dipendenti nell'ambito della vicenda sul caso fasce;

2) a valutare la possibilità di salvaguardare i diritti acquisiti dai lavoratori mediante la progressione economica orizzontale;

3) a conoscere l'ammontare delle somme che dovrebbero essere riconosciute ai dipendenti dell'ASL. (230)