Seduta n.160 del 22/03/2016 

CLX SEDUTA

Martedì 22 marzo 2016

Presidenza del Presidente Gianfranco GANAU

Indi

Del Vicepresidente Eugenio LAI

La seduta è aperta alle ore 15

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 17 marzo 2016 (156), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Anna Maria Busia, Roberto Deriu, Roberto Desini, Pier Mario Manca, Valter Piscedda, e Emilio Usula hanno chiesto congedo per la seduta del 22 marzo 2016.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria:

"Interrogazione Truzzu - Lampis - Randazzo, con richiesta urgente di risposta scritta, sull'incremento delle tariffe per i biglietti e abbonamenti relativi alla tratta Dolianova-Monserrato (tratta 2), aumentando virtualmente la stessa di 15 Km". (692)

"Interrogazione Tunis, con richiesta di risposta scritta, in relazione al declassamento dell'ospedale San Marcellino di Muravera a presidio ospedaliero di zona disagiata". (694)

"Interrogazione Unali, con richiesta di risposta scritta, sul ritardato pagamento dei sussidi per il sostegno all'attività degli allevatori e agricoltori sardi". (695)

"Interrogazione Peru - Pittalis - Cappellacci - Cherchi Oscar - Locci - Zedda Alessandra - Tedde - Randazzo - Tunis - Fasolino - Tocco, con richiesta di risposta scritta, sulle dichiarazioni a mezzo stampa dell'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale Elisabetta Falchi in merito alla grave situazione dell'Agenzia Agris Sardegna". (696)

"Interrogazione Truzzu, con richiesta di risposta scritta, sulla manifestazione di interesse per la nomina a commissario straordinario della fusione dei Consorzi di bonifica della Sardegna meridionale, del Basso Sulcis e del Cixerri e dei componenti del collegio dei revisori dei conti, con il conseguente blocco dell'attività consortile". (697)

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria:

"Interpellanza Rubiu sulla mancata assegnazione di 36 alloggi AREA ad Iglesias". (217)

"Interpellanza Cherchi Oscar - Pittalis - Cappellacci - Locci - Zedda Alessandra - Tedde - Randazzo - Tunis - Fasolino - Peru - Tocco, sull'aumento delle tariffe di Trenitalia". (218)

Commemorazione delle vittime degli attentati di Bruxelles e delle studentesse italiane ERASMUS vittime di un incidente stradale in Spagna

PRESIDENTE. Gentile Vicepresidente, onorevoli colleghi, quanto è accaduto a Bruxelles questa mattina sconcerta e addolora, purtroppo ancora una volta.

Gli attentati all'aeroporto internazionale e alla metropolitana della capitale belga, rivendicati neanche qualche ora fa dall'Isis, ci lasciano basiti e increduli.

Ancora un attacco all'Europa, dopo quello di Parigi, nel cuore delle sue istituzioni che lascia un triste e terribile bilancio, purtroppo in evoluzione, si parla al momento di 34 morti e decine di feriti.

Gli attentati kamikaze compiuti da parte del terrorismo fondamentalista islamico, spaventano e lasciano senza parole, la pericolosità di quanto accaduto impone uno sforzo ulteriore per garantire la sicurezza dei cittadini e la loro incolumità.

Ma la paura non può e non deve vincere, perché è l'unico vero obiettivo dei terroristi che con i loro attacchi feroci e mirati vogliono distruggere quei valori di civiltà, democrazia, libertà e pace, così duramente conquistati dall'Europa. Come ha giustamente sottolineato qualche giorno fa in una conferenza a Sassari l'avvocato tunisino Assid Abdelaziz del Quartetto del Dialogo nazionale tunisino, premio Nobel per la pace nel 2015, l'unico argine al terrorismo che continua inesorabilmente a dilagare, sono il dialogo, la politica e la diplomazia, per favorire in quei paesi del nord dell'Africa a pochi kilometri dalle nostre coste, il sostegno alle democrazie, come quella tunisina e l'appoggio, ad esempio, per la formazione di un esecutivo di unità nazionale in Libia.

Contro ogni forma di estremismo occorrono unità, determinazione e impegno, perché la soluzione non può certo essere la guerra, perché è questo il vero pericolo che si rischia di correre: un vortice di violenza e terrore che porterà ancora morte e distruzione.

Alle vittime di Bruxelles e alle loro famiglie va oggi il nostro pensiero e il cordoglio di tutta l'Assemblea sarda: al Belgio e al suo popolo questa Assemblea esprime tutta la propria vicinanza.

È consentitemi di rivolgere la nostra vicinanza anche alle famiglie delle studentesse Erasmus, morte nel tragico incidente nella Catalogna.

Invito tutti gli onorevoli colleghi ad osservare un minuto di silenzio.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Per ricordare che da ieri tre sindacalisti dell'ALCOA di Portovesme sono asserragliati sul tetto di un silos, pertanto ritengo che nonostante abbiamo appena parlato di eventi luttuosi, è bene ricordare anche gli eventi di casa nostra, per quanto ovviamente non così gravi. Chiederei di posticipare l'inizio dei lavori della giornata di domani di un'ora per consentire ai consiglieri regionali che lo desiderassero di potersi recare presso lo stabilimento ALCOA di Portovesme per esprimere la solidarietà ai sindacalisti e ai lavoratori che sono da ieri asserragliati. Grazie.

PRESIDENTE. Poiché non ci sono proposte alternative, la seduta pomeridiana di domani è posticipata alle ore 16 e 30.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione per l'anno 2016 e per gli anni 2016-2018 (legge di stabilità 2016) e relativi allegati" (297/S/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 297/S/A.

Passiamo all'esame dell'articolo 2. All'articolo 2 sono stati presentati gli emendamenti numero 24, 424 e 436, uguali; i soppressivi parziali numero 25, 484 e 487, uguali, mentre l'emendamento numero 695 è stato ritirato; 26 e 488, uguali, mentre l'emendamento numero 696 è stato ritirato; 27, 425 e 489, uguali, l'emendamento numero 697 è stato ritirato; 28 e 426, uguali, l'emendamento numero 698 è stato ritirato; 29 e 427, uguali, l'emendamento numero 699 è stato ritirato; 30 e 428, uguali; 31 e 429, uguali; 32, 430 e 490, uguali; 491; 33, 431 e 492, uguali, 34 e 432, uguali; i sostitutivi parziali numero 35, 36, 37, 38, 39 e 294, uguali, 493, 40, 41, 42, 43, 44, 45, 46, 47, 48, 295, 49, 50, 51, 52, 495, 53 e 296, uguali, 494, 54, 55, 56, 57, 58 e 297, uguali, 264, 496 e 497. Infine gli aggiuntivi numero 498, 499 che è inammissibile, 713, 1 che è inammissibile, 298, 299, 500 al quale è stato presentato l'emendamento all'emendamento numero 790, 736 al quale è stato presentato l'emendamento all'emendamento numero 791, 265, 300, 2 che è inammissibile, 3 che è inammissibile, 243 al quale è stato presentato l'emendamento all'emendamento numero 796, 244, 245, 246, 247, 248, 416 che è inammissibile, 417 che è inammissibile, 418 che è inammissibile, 501, 502, 503, 504, 505, 506, 507, 653, 654, 655, 737 al quale sono stati presentati gli emendamenti all'emendamento numero 792 e 575, quest'ultimo proveniente dall'articolo 7 bis in quanto avendo lo stesso contenuto è stato unificato; infine l'emendamento numero 714.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2:

Art. 2

Interventi per lo sviluppo e il sostegno dei sistemi produttivi regionali

1. È autorizzata, per ciascuno degli anni 2016 e 2017, la spesa di euro 500.000 a favore di comuni che, attraverso l'acquisto di porzioni di rete di distribuzione elettrica in BT/MT e la completa gestione del servizio di distribuzione di energia elettrica, adottino un nuovo modello energetico basato sulla sperimentazione e lo sviluppo delle reti intelligenti e di sistemi di accumulo di energia (missione 14 - programma 05 - cap. SC04.5103).

2. A integrazione della sovvenzione per l'infrastrutturazione dell'area PIP concessa nell'anno 2012, è autorizzata per l'anno 2016 la spesa di euro 164.000 in favore del Comune di Barrali a copertura degli ulteriori oneri derivanti dalla opere prescritte dagli enti competenti al rilascio delle autorizzazioni necessarie per la realizzazione dello svincolo di accesso alla zona industriale sulla strada statale n. 128 (a valere sulle risorse della missione 14 - programma 01 - cap. SC06.0612).

3. La Regione promuove il potenziamento della filiera cerealicola mediante il sostegno economico di azioni promosse da soggetti aggregati; per tale finalità è autorizzata, nell'anno 2016, la spesa di euro 150.000 (missione 16 - programma 01 - cap. SC06.0016).

4. È autorizzata la spesa di euro 200.000 per l'anno 2016 per la reingegnerizzazione dell'applicativo web based Carburanti agricoli integrato nel Sistema informativo agricolo regionale (SIAR) (missione 16 - programma 01 - cap. SC02.1297).

5. Le eventuali economie a valere sullo scorrimento delle graduatorie di cui al Fondo speciale per il ristoro dei danni subiti dagli imprenditori agricoli a causa degli eventi alluvionali del novembre 2013, di cui all'articolo 5, comma 11, della legge regionale 21 gennaio 2014, n. 7 (legge finanziaria 2014), sono destinate a indennizzi per i danni causati al settore agricolo da calamità naturali o da avversità atmosferiche assimilabili a calamità naturali, o all'integrazione delle somme già disposte dalla Giunta regionale per le medesime finalità.

6. I soggetti già beneficiari dei contributi di cui alla legge regionale 7 giugno 1984, n. 28 (Provvedimenti urgenti per favorire l'occupazione), e successive modifiche ed integrazioni, il cui programma di investimento ammesso a finanziamento non è più realizzabile sotto il profilo economico-finanziario alla luce delle intervenute variazioni del mercato, possono inoltrare richiesta per mutare la tipologia degli interventi finanziati e riconvertire le opere, già realizzate o in corso di realizzazione, purché ricadenti nell'ambito dei programmi di investimento previsti dalla stessa legge.

7. Dopo il comma 3 dell'articolo 8 della legge regionale 24 gennaio 2002, n. 1 (Imprenditoria giovanile: provvedimenti urgenti per favorire l'occupazione), è aggiunto il seguente:
"3 bis. Gli investimenti agevolati relativi a beni immobili e a beni mobili registrati restano vincolati alla loro destinazione nel territorio della Sardegna per un periodo non inferiore a dieci anni a far data dal provvedimento di concessione definitiva delle agevolazioni o dalla data di erogazione a saldo del finanziamento. I beni agevolati sono vincolati all'esercizio dell'impresa beneficiaria per un periodo non inferiore a dieci anni dalla data di emissione del provvedimento di concessione definitiva delle agevolazioni".
La Giunta regionale adegua le direttive di attuazione previste dall'articolo 10 della legge regionale n. 1 del 2002 al contenuto del presente comma.

8. La Regione e gli enti locali promuovono, ciascuno per propria competenza, l'accesso dei giovani agricoltori alla terra, anche con l'obiettivo di fornire occasioni occupative stabili e di contenere il consumo di suoli agricoli, attraverso la cessione in affitto di terreni, regionali o comunali, con la stipula di contratti a canoni agevolati o gratuiti destinati ai giovani di età inferiore ai quarant'anni, aventi la qualifica di coltivatore diretto o di imprenditore agricolo a titolo principale o che acquisiscano tali qualifiche entro ventiquattro mesi dalla stipula del contratto di affitto, purché la durata del contratto stesso non sia inferiore a cinque anni. Le relative direttive di attuazione sono approvate con deliberazione della Giunta regionale su proposta dell'Assessore regionale competente per materia.

9. Al fine del miglior coordinamento tra attività antropiche e coesistenza delle specie marine e per la creazione di occasioni di reddito accessorio agli operatori della pesca che subiscano danneggiamenti materiali dalle specie acquatiche autoctone, nell'ambito degli ordinari stanziamenti di bilancio, è istituito un progetto sperimentale comprendente le attività di pescaturismo, fish-watching e visite turistiche nelle zone colpite dai danni da delfini. La Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente, delibera gli elementi costituitivi e autorizzativi di dettaglio.

10. L'ultimo capoverso dell'articolo 6 della legge regionale 14 maggio 1984, n. 22 (Norme per la classificazione delle aziende ricettive), e successive modifiche ed integrazioni, è sostituito dal seguente: "Nei campeggi e nelle strutture ricettive all'aperto in genere, per la sosta e il soggiorno dei turisti, è consentita la presenza di tende o caravan o altri manufatti in muratura e non, installati a cura della gestione quali mezzi sussidiari di pernottamento, nel limite di una capacità ricettiva non superiore al 40 per cento di quella complessiva dell'esercizio.".)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Sabatini, relatore di maggioranza.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Presidente, però non abbiamo fatto in tempo a segnare gli emendamenti inammissibili.

PRESIDENTE. Glielo ricordo io man mano che ci arriviamo.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Sull'articolo 2 il parere è contrario a tutti gli emendamenti soppressivi totali e parziali. Sugli emendamenti aggiuntivi il parere è contrario al numero 498…

PRESIDENTE. L'emendamento numero 499 è inammissibile.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Il parere è favorevole all'emendamento numero 713.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 1 è inammissibile.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Il parere è contrario agli emendamenti numero 298 e 299. Il parere è favorevole all'emendamento numero 500, ma è stato presentato l'emendamento all'emendamento numero 790 al quale il parere è contrario; il parere è favorevole all'emendamento numero 736, mentre è contrario all'emendamento all'emendamento numero 791. Ancora parere contrario per gli emendamenti numero 265 e 300.

PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 2 e 3 sono inammissibili.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Il parere è contrario all'emendamento numero 243, mentre è favorevole all'emendamento all'emendamento numero 796 (riguarda il DASS, 600 mila euro di finanziamento). Ancora il parere contrario è agli emendamenti numero 244, 245, 246, 247 e 248.

PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 416, 417 e 418 sono inammissibili.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Il parere è contrario agli emendamenti numero 501, 503, 504, 505, 506, 507, 653 e 655, mentre è favorevole agli emendamenti numero 502 e 654. Il parere è favorevole all'emendamento numero 737, al quale è stato presentato l'emendamento all'emendamento numero 792, al quale invece si esprime parere contrario. Per l'emendamento numero 575, che proviene dall'articolo 7 bis, si esprime parere favorevole e poi eventualmente per un emendamento di sintesi. Infine si esprime un invito al ritiro per l'emendamento numero 714.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere è conforme a quello della Commissione.

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 2, metto in votazione gli emendamenti numero 24, 424 e 486, uguali.

Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Presidente, in tre minuti proviamo a dire per ogni dichiarazione di voto quello che avevamo intenzione di dire. Noi abbiamo proposto di cassare l'articolo 2 perché lo riteniamo veramente povero, e povero è un eufemismo perché se noi dobbiamo pensare che l'attività di valutazione, di programmazione, di pianificazione e di sostegno, come c'è scritto nel titolo dell'articolo 2, della nostra Regione a favore del sistema economico, credo che veramente ci dovrebbe far riflettere. Avete inserito una serie di piccolissime attività, di cifre irrisorie, lo cito perché tra l'altro ha anche una situazione particolare, parliamo del PIP di Barrali, così come parliamo della filiera cerealicola alla quale dedichiamo 150 mila euro, se li andiamo ad indicare uno per uno questi interventi veramente sono mortificanti. In Commissione ho fatto notare all'Assessore che sinceramente mi sarei non dico vergognato, perché forse è un termine forte, perché lui ci ha fatto notare che alcuni di questi interventi dovevano per forza avere una legge di supporto, però è davvero mortificante. Almeno avreste dovuto avere il coraggio di confermare come linea strategica quello che avete riportato nel documento di pianificazione, in quel libro dei sogni che avete scritto e che si compone di tante pagine, almeno per l'anno 2016 dovevate provare a mettere insieme quello che tanto annunciate con la programmazione unitaria, con le linee di attività, seppur ricordando sempre che le attività produttive sono legate solo i fondi comunitari, ma almeno ci avreste dato un'indicazione di quale idea avevate per il rilancio, il sostegno alla nostra economia. Invece qui vi limitate ad indicare quattro voci, quattro articoletti messi in croce che veramente sono mortificanti e per quanto mi riguarda non sono certo da documento finanziario di pianificazione e di programmazione di una Regione che deve affrontare ancora una crisi e soprattutto pensare a come rilanciare settori strategici della nostra economia. Qui non si parla di agricoltura, non si parla di turismo, non si parla di industria, non si parla di nessuna delle attività che dovrebbero invece riguardare proprio il settore economico della nostra terra. Allora, ecco perché proponiamo di cassare questo articolo 2 che, per quanto ci riguarda, ovviamente, non è solo una questione di riscrittura, ma sarebbe proprio da ripensare. Il voto è favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Truzzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Presidente, non mi discosto molto da quello che ha detto la collega Zedda perché se io fossi un imprenditore di un'altra regione italiana oppure se fossi un imprenditore che viene dall'estero e volessi farmi un'idea su quelle che sono le linee di investimento sulle quali lavorare, le iniziative in campo produttivo, industriale, artigianale, del commercio volesse realizzare la Regione Sardegna ovviamente troverei una risposta a questo articolo 2, affascinato dal suo titolo: "Interventi per lo sviluppo e il sostegno dei sistemi produttivi regionali". Andando poi a leggere il contenuto dell'articolo invece mi renderei conto che con questo provvedimento siamo al sistema delle mancette, le mancette per gli amici e gli amici degli amici, perché non si capisce effettivamente se con questo sistema, con questi provvedimenti che sono inseriti all'interno dell'articolo 2 si vuole realmente orientare lo sviluppo economico dell'Isola, quindi garantire il successo dell'impresa e di conseguenza garantire anche l'occupazione, perché qua abbiamo interventi che sommati tutti assieme fanno circa 1 milione di euro, quindi penso un millesimo della finanziaria regionale, qualcosa del genere, e abbiamo provvedimenti che nulla hanno a che fare con lo sviluppo dei sistemi produttivi, perché nel momento in cui stanziamo 500 mila euro per l'acquisto di porzioni di rete di distribuzione elettrica in bassa e media tensione a favore dei comuni è chiaro che non stiamo facendo sviluppo, ma stiamo pensando che forse qualche comune fortunato può cominciare a fare, forse, delle attività di reti intelligenti in campo elettrico. Questo, ma niente di più, ma qualche comune fortunato.

Se poi proseguiamo e leggiamo tutti i vari commi ci rendiamo conto che non c'è veramente una parola che possa garantire l'industria, che possa garantire l'artigianato, che possa garantire il commercio, che possa garantire il turismo. Su che cosa questi soggetti che dovrebbero portare ricchezza e investimenti e favorire la crescita della Sardegna si devono misurare? Noi lo vorremmo sapere da voi, lo vorremmo sapere da questa maggioranza, dall'Assessore e da questa Giunta perché leggendo la programmazione a parole che fate è molto bella, però leggendo gli atti scritti e concreti ci rendiamo conto che in realtà non c'è nulla.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Crisponi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Presidente, con tutto il rispetto per gli estensori di questo articolo e anche per i suoi raffinati ispiratori, io credo che questa sembri davvero una barzelletta, una presa per i fondelli autentica. Come si fa a parlare di sviluppo e sostegno ai sistemi produttivi regionali con 850 mila euro? Io avrei immaginato un progetto, una riflessione seria, un approfondimento di come strutturalmente si affrontano i problemi dei sistemi e delle filiere produttive regionali. Oggi invece lo affrontiamo nel sistema peggiore, un sistema che peraltro spacchetta questi banalissimi interventi davvero con quattro denari che non servono a niente e a nessuno. Sono interventi questi che vi paiono risolutivi dei sistemi produttivi, del sistema del commercio, del sistema dell'artigianato, dell'agricoltura, del turismo? Mi pare che tutti questi sistemi messi insieme rappresentino la spina dorsale sulla quale si può poggiare lo sviluppo e l'offerta di lavoro. Ma vi pare che ci si possa presentare al cospetto dei sistemi produttivi e quindi dei lavoratori, degli imprenditori, dei nostri cittadini, dei nostri giovani con una mancia da 850 mila euro che, tra l'altro, fa una miscellanea inutile a qualsiasi settore produttivo? Ne fosse stato individuato uno, ci fosse stato un settore sul quale poter fare una riflessione seria e approfondita, ci fosse stato un pezzo di comparto produttivo che avrebbe potuto beneficiare di questo, ma adesso, con tutto il rispetto per tutti, con tutto il rispetto anche per il comune di Barrali, con tutto il sistema delle porzioni di bassa e media tensione che possono essere messi a disposizione delle amministrazioni comunali, ma in questo caso stiamo veramente parlando di sviluppo delle filiere produttive, sfiancate come non mai da una crisi che sembra non avere ragione di andare via? Voi invece vi ripresentate con questo articolo 2 che andrebbe cassato immediatamente. Non aveva nemmeno il senso di poter essere inserito nella finanziaria, che dovrebbe dare risposte alla nostra terra e alla nostra gente. A me sembra veramente un errore madornale questo, e invece voi avete insistito, avete insistito peraltro con l'inserimento di una serie di commi - sui quali ritorneremo successivamente - che invece fanno un autentico minestrone senza sapore e senza valore. Non è questo il sistema per affrontare le criticità dei sistemi della nostra regione che producono, assicurano capitale, rafforzano il territorio e soprattutto diventano la prospettiva sulla quale poter mettere a disposizione dei nostri giovani, dei nostri futuri imprenditori le emergenze di questo territorio, per poter dare loro un contributo, per poter affiancare gli stessi uomini di impresa che stanno soffrendo da oltre un decennio rispetto agli eventi nazionali ed internazionali.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Signor Presidente, io credo che non si possa non votare favorevolmente a tutti gli emendamenti soppressivi di questo articolo 2, perché questo articolo, questa norma, questa proposta di norma è l'esempio lampante di ciò che non si deve fare quando si fa una legge, soprattutto la legge stabilità. Abbiamo una serie di norme cosiddette intruse, ma io potrei anche definirle in altro modo, norme mancetta, norme marchetta, comunque norme che non hanno assolutamente la possibilità di trovare ingresso nella legge di stabilità, è una cosa veramente ignominiosa, non è possibile inserire all'interno della legge finanziaria, della legge di stabilità, norme che prevedono l'accesso dei giovani agricoltori alla terra. D'accordo, siamo tutti per l'accesso dei giovani agricoltori alla terra, ma con norme organiche e non inserite in questa legge di stabilità. Cosa c'entra? Che cosa c'entra l'accesso dei giovani agricoltori alla terra? Ci sono delle norme statali e delle norme regionali che disciplinano in modo puntuale il contenuto della legge di stabilità e tutte queste norme dicono in modo chiaro che non si presta a equivoci interpretativi che queste cose, queste marchettone, queste mancette non possono entrare, non possono avere ingresso, non possono trovare asilo nella legge di stabilità. Abbiamo il famoso decreto legislativo del 2011 che ci dice che la norma di stabilità, la legge di stabilità deve contenere esclusivamente norme tese a realizzare effetti finanziari con decorrenza dal primo anno considerato il bilancio di previsione. Ebbene Assessore quali sono gli effetti finanziari dell'accesso dei giovani agricoltori alla terra anche con l'obiettivo di fornire occasioni occupative stabili? Bene avrebbe fatto il governo regionale a predisporre un progetto di legge organico al fine di consentire agli agricoltori di avere occupazione, ma io capisco a cosa serve questa norma, capisco molto bene dove si vuole andare a parare e saremo molto vigili e poi i pescatori, i pescatori che vengono inseriti in legge di stabilità senza che vengano dotati di risorse. Ma cosa c'entrano? E poi ancora i campeggi con la possibilità per i campeggi di avere tende o caravan quindi le tende e i caravan sono oggetto di legge finanziaria. Signor Vicepresidente, professor Paci, io credo che lei una riflessione su questa finanziaria, su questi aspetti non intrusi ma profughi la debba pure fare, debba fare delle riflessioni serie e approfondite. Io non credo che lei abbia accettato supinamente l'inserimento di queste norme intruse in finanziaria, io credo che lei non abbia avuto invece il coraggio e la forza di opporsi...

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Edoardo Tocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TOCCO EDOARDO (FI). Continua a sorprendere il fatto che nella prima parte di quest'articolo si finanziano i comuni, si vogliono finanziare i comuni mediante l'acquisto di porzioni di rete per la distribuzione elettrica. Io credo che siano risorse un po' mal gestite a mio avviso e molto discutibili anche perché sappiamo che i comuni fanno una fatica enorme a pagare gli enti che erogano l'illuminazione e questo poi viene a discapito di tutti i cittadini che devono pagare la TASI, quindi ancora una volta mettiamo le mani in tasca ai cittadini. Quindi io credo che sia importante anche incentivare, Assessore, secondo me quella che è l'alternativa cioè il fotovoltaico, sostituzioni di generatori di calore in modo che le imposte, queste disgraziate imposte come la TASI possano essere finalmente azzerate perché incidono mortalmente sempre sulla cittadinanza. Ancora. Dopo quando si parla poi di incentivazione al sostegno del comparto produttivo, mi sembra che quello che si vede chiaramente è la chiusura di tante aziende continuamente, licenziamenti di posti di lavoro nell'artigianato e nel commercio, stiamo rincorrendo ancora una volta l'emergenza, e quindi io credo che le difficoltà si vedano già dall'inizio, ecco perché noi chiaramente voteremo favorevolmente alla soppressione di questo articolo perché io credo che questo sia ancora una volta indice di carenza di una politica futura.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oscar Cherchi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (FI). Io credo che così come hanno già annunciato i colleghi che mi hanno preceduto, questo articolo 2 risulti un po' onestamente, dico solo un po' francamente piuttosto pesante, una sorta di presa in giro anzitutto nel titolo che gli interventi per lo sviluppo e il sostegno dei sistemi produttivi regionali lo si porta all'attenzione dell'aula con dei provvedimenti che sono realmente legati allo sviluppo dei sistemi produttivi regionali. In realtà in questo articolo 2 non abbiamo fatto altro, e l'ho detto anche nella relazione generale, quindi nella discussione generale ma soprattutto durante l'articolo 1 e l'articolo 2, dimostra la totale miopia o strabismo come meglio preferite di una maggioranza che non sapendo esattamente quale sia il vero progetto di sviluppo in senso generale, ha provato e sta provando ad inserire piccoli commi che possono aiutare qui e là qualche Assessore per risolvere qualche piccolo problema senza però, probabilmente è suggerito dagli Uffici stessi, avere chiaro esattamente qual è il progetto generale del proprio Assessorato o perlomeno dell'argomento che si sta discutendo. Un esempio per tutti e così a caso anche oggi prendo l'agricoltura, un esempio per tutti sono il proseguo di alcune attività che erano iniziate nella passata legislatura, e quindi capiamo che probabilmente era necessario un provvedimento legislativo per confermare i finanziamenti soprattutto sul comparto cerealicolo e su quello del problema legato ai carburanti, ma lascia comunque perplessi il fatto che non esista, ed è per questa ragione che io ho chiesto al presidente Pigliaru di rivedere anche le deleghe della Giunta, ma non per ragioni personali perché non credo che abbia nessun tipo di significato, ma solo ed esclusivamente per verificare e per avere una linea e un progetto generale che possa portare realmente sviluppo a questo settore. Per questa ragione voterò a favore dell'emendamento che sopprime l'articolo 2.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Qui siamo agli strumenti che la Giunta mette in campo, la maggioranza mette in campo per sostenere la ripresa come da titolo della finanziaria. Credo che i primi cinque articoli con il milione e 14 mila euro di mancette... mi dicono che c'è troppo brusio, io mi sento ma probabilmente gli altri non sentono del che probabilmente non gliene frega nulla, però probabilmente è meglio se facciamo un po' di silenzio. Quindi diciamo che sono gli strumenti a disposizione per la Giunta e i primi cinque articoli che sono la stesura originaria col milione e 14 mila euro la dicono lunga su quello che in effetti (...) di fare. Io vorrei però sottolineare un attimino il problema che c'è per il comma 8 di quest'articolo 2 laddove parliamo degli imprenditori in agricoltura e i giovani nel primo insediamento. Allora il problema che hanno molti comuni è relativo alla possibilità di concedere i fondi, i terreni per i giovani che vogliono fare questo primo insediamento, in quanto trattandosi di terreni soggetti ad uso civico questi vengono dati col ruolo pascolo, col fide pascolo che dir si voglia. Il fide pascolo può essere dato per un anno mentre il vincolo per poter essere ammessi anche solo a valutare la domanda è di cinque anni, quindi c'è l'impossibilità per i comuni di poter dare questi terreni ai giovani che vogliono fare la domanda per il primo insediamento per cinque anni così come è previsto in questo comma 8. Quindi è necessario che si ponga mano tutti insieme a questo problema per cercare di risolverlo, altrimenti i giovani che vogliono fare il primo insediamento non lo potranno fare appunto perché i comuni essendo soprattutto e per la maggior parte terreni soggetti a uso civico non possono concederli se non per un anno con il ruolo pascolo. Quindi io sto portando all'attenzione dell'aula questo problema perché dobbiamo affrontarlo e cercare di mettere in condizione i comuni di dare il titolo per cinque anni così come previsto qui e come previsto per poter essere ammessi anche solo alla valutazione della domanda di finanziamento da parte dei giovani sotto i quarant'anni per il primo insediamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marcello Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRU' MARCELLO (PSd'Az). Voterò a favore degli emendamenti che sono collegati all'articolo 2 anche perché ritengo che questo sia l'articolo più importante di questo documento finanziario. E lo dico con tutta onestà e credo di non sbagliarmi perché il titolo dell'articolo parla di "Interventi per lo sviluppo e il sostegno di sistemi produttivi regionali". Un titolo fantastico che fa ben sperare, ma ahimé purtroppo non è così perché l'articolo sarebbe dovuto essere pieno e ricco di contenuti che sarebbero dovuti andare a favore e al sostegno delle imprese, dei cittadini e degli artigiani, invece, se voi andate a rileggerlo, nell'articolo si parla di delfini, di tende da campeggio, di roulotte e di balli in maschera. Ma, Assessore, davvero io credo che lei non si sia reso conto in quali condizioni versa la nostra isola, perché se veramente se ne fosse reso conto non avrebbe portato in Aula un documento vuoto come questo che parla di nulla, e francamente non riesco a capire e comprendere l'ottimismo nel presentare questa manovra sinistra che tassa le imprese, e taglia i servizi essenziali e crea nuovi disoccupati. Credetemi, il vostro entusiasmo dico che a mio modo di vedere è un entusiasmo che non va bene sinceramente, perché le condizioni in cui versa la Sardegna non sono giuste. Rimango perplesso quando parlate di finanziaria della rinascita. Assessore, ma lei lo sa che da quando vi siete insediati ad oggi hanno chiuso i battenti oltre 10 mila aziende, e oltre 12 mila giovani hanno fatto le valigie e sono fuggiti all'estero per trovare lavoro, perché qui non ci sono opportunità? Lo sa, Assessore, che ci sono migliaia di lavoratori che sopravvivano grazie agli ammortizzatori sociali, peraltro pagati con mesi e mesi di ritardo, e che gli imprenditori sono totalmente lasciati soli? E ancora, lo sa che solo a Nuoro nel 2015 sono stati persi quasi due 2500 posti di lavoro, e in questi ultimi due mesi, sempre a Nuoro, hanno chiuso 60 aziende? Per non parlare poi del sassarese, il territorio che a me sta più a cuore, dove ogni giorno aumentano i disoccupati. Altro che delfini e tende da campeggio, in questo articolo non c'è niente di concreto, non c'è niente che possa far sperare ad un miglioramento per la nostra terra, c'è solo il titolo che è ingannevole. Veramente con questo documento state, a mio modo di vedere, condannando la Sardegna all'arretratezza, così come avete condannato all'arretratezza il centro e il nord Sardegna attraverso l'approvazione della legge sulla riforma degli enti locali che è stata votata da poco dalla maggioranza di quest'Aula. Anche lì è stato assurdo…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Presidente, se ci fosse l'onorevole Desini, approfitterei dell'occasione, sì non lo vedo, prendo atto, mi sarebbe piaciuto fargli capire che cosa vuol dire "senz'anima", poi gliel'ho anche detto in greco: "pneuma", ma da quello che vedo e quello che rappresentano gli Assessori mi sembra più da "zombie", proprio privi d'anima. Questo articolo 2, voi mi dovete dire, così pomposamente iscritto come "Interventi per lo sviluppo e il sostegno dei sistemi produttivi regionali", cosa ha a che fare con i sistemi produttivi! Me lo dovete dire, perché sarò ignorante, non saprò leggere, ma capisco e vedo che c'è di tutto eccetto quello che serve per proiettare la Sardegna verso lo sviluppo e verso l'occupazione. Manca sicuramente, anzi certamente, un'anima che guidi questa voglia di protagonismo che la Giunta si dà ogni tanto, e che vuole andare a significare, e ne basterebbe per la circostanza solo il fatidico assessore Deiana, che adesso si sta facendo il giro, non in treno, ma seguendo la ferrovia per fatti suoi, fermandosi dai Sindaci per esempio dell'Oristanese a dire che tanto farà una fermata ad Abbasanta, e la prossima la farà ad Oristano. Queste sono sciagure! Non sto parlando di questa roba perché sono solo all'emendamento, riprenderò con l'emendamento successivo, che tanto taglia bene quello che non c'è scritto, non c'è nell'anima, non c'è nella volontà e non c'è nei desideri di questa Giunta, di questa maggioranza, di dare risposte in positivo a quelle che sono le esigenze della Sardegna e del suo popolo, dai trasporti all'agricoltura, dal turismo al commercio, dal commercio all'artigianato. È un sistema improduttivo che voi state portando a compimento, state distruggendo quel poco che è già rimasto da una crisi che fatidicamente sta toccando fortemente in maniera incisiva e…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Sabatini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SABATINI FRANCESCO (PD). Presidente, intervengo brevemente per esprimere il mio voto contrario all'emendamento numero 24 e per, non credo per spiegare, non credo di dover spiegare a tre ex assessori, Crisponi, Zedda e Oscar Cherchi, che una manovra finanziaria non si legge dal testo della legge finanziaria, che la legge finanziaria è una parte della manovra finanziaria, e che gli stanziamenti per lo sviluppo, per la crescita, per il lavoro sono ben altri, e che l'anima di una manovra finanziaria non sono contenuti dentro la legge finanziaria. E che nella legge finanziaria sono contenuti piuttosto, o possono essere contenuti interventi che non è possibile attuare con leggi di settore, per cui è necessaria una norma sostanziale. Ma la manovra finanziaria si esplica attraverso i documenti, il bilancio, il documento di economia e finanza regionale, dentro tutte le descrizioni e le relazioni che articolano la manovra finanziaria. E se le leggiamo con attenzione, capiamo che per il lavoro ci sono 212 milioni, che per la competitività del sistema produttivo ce ne sono altri 512, che per l'infrastrutture e agenda digitale ce ne sono 512, e che negli emendamenti, nei soli emendamenti che sono stati presentati in Aula a questo testo della finanziaria sono contenuti ulteriori 15 milioni per le politiche del lavoro. Quindi questo vorrei far notare ed è per questo che voterò contrario a questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Cossa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Presidente, ma al di là di quello che ha detto l'onorevole Sabatini, a me piace pensare, per la stima che ho per lui, che l'assessore Paci si vergogni della rubrica dell'articolo 2, nel senso che l'abbia subito, non nel senso scortese del termine. Perché veramente gabellare per "interventi per lo sviluppo e il sostegno dei sistemi produttivi regionali" i 10 commi dell'articolo 2, mi sembra francamente una cosa che è al limite della beffa. Perché qui stiamo parlando un po' di interventi che hanno veramente il carattere della episodicità, il mio collega Crisponi dice "marchetta", ma è una parola che io non mi sogno nemmeno di pronunciare; e un po' è fatto di norme intruse, così palesemente intruse che veramente c'è da stupirsi che siano qui dentro. Perché io vorrei che qualcuno mi spiegasse cosa c'entra il comma 10, che riguarda i campeggi e le strutture ricettive all'aperto in genere, dove tra l'altro non ce la parvenza di uno stanziamento, non c'è una parvenza di nulla, è palesemente la modifica di un'altra legge. Ma, siccome ne abbiamo viste tante, non è che ci si scandalizza nemmeno per questo. No, probabilmente è stata inserita in Commissione. No, per carità di Dio, conoscendo la correttezza e lo scrupolo del Presidente Ganau mi immagino che questa norma sia stata inserita in Commissione, non in Aula, però quello che io volevo sottolineare è che veramente c'è da restare stupefatti di come si possa titolare così un articolo di una legge finanziaria con norme siffatte con interventi così eterogenei e scollegati tra loro rispetto ad un intervento che rispetta una filosofia che invece dovrebbe essere quella che noi cerchiamo di denunciare fin dall'inizio dall'apertura di questa legge finanziaria, un intervento della Regione che interviene sui presupposti per il rilancio dello sviluppo della Sardegna, non su mille piccole cose che non portano poi in concreto da nessuna parte, men che meno ad un'ipotesi di sviluppo della Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (FI). Presidente, non so se sia possibile però onestamente credo che articoli di questo tipo non possano essere coperti dall'anonimato, perché sono talmente particolari e talmente identificabili probabilmente gli interessi che vi sono sottesi che è inammissibile che non ci sia indicato a fianco il nome del consigliere che sostiene il comma che si va eventualmente a valutare, mi domando se questa sia l'idea organica di attività produttive che ha la Giunta regionale, mi domando cosa ci sia di sistemico, mi domando cosa ci sia di visione dello sviluppo della Sardegna, cosa lega l'autorizzazione alla spesa di 200 mila euro per la reingegnerizzazione dell'applicativa web based dei carburanti agricoli, da un lato, con il fatto di poter sviluppare, possiamo chiamarlo il piano campeggio o piano camper? Perché il Piano casa dava, con lo stesso meccanismo, la possibilità di aumentare i volumi delle abitazioni, qua possiamo chiamarlo "Piano camper", se volete, oppure "Piano tenda", perché poi si sposta largamente nell'ambito dell'edilizia turistica nel momento in cui si dice che la cosa vale anche per i manufatti in muratura, sono convinto che qua troviamo anche tutta l'esigenza di tutela della costa che è alla base della vostra azione sul Piano casa, sono convinto che su questo si trova anche tutta quanta la "pippona" che ci avete fatto per dei mesi sui materiali di pregio che devono caratterizzare… io dico ma quando l'avete pensato, come siete riusciti a mettere tutte queste cose assieme? Cosa porta ad un titolo? Cosa vi ha suggerito di mettere tutte queste cose sotto il cappello di interventi per lo sviluppo e sostegno di sistemi produttivi regionali? Qua richiede una visione altissima per riuscire a mettere tutto questo sotto questo cappello, la tentazione andando avanti è quella di continuare a sottolineare che voi purtroppo, e ci rincresce sottolinearlo, non avete neppure un'idea di Sardegna! Probabilmente non avete neppure coscienza di cosa state amministrando! Questo è preoccupante perché mentre questo succede le aziende chiudono, mentre voi fate questo i lavoratori vanno a casa, perché mentre voi fate questo si sta diffondendo una coscienza comune di questa regione è senza guida!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Noi abbiamo proposto una serie di emendamenti soppressivi per restituire davvero a verità quello che è il contenuto di un articolo che, assessore Paci, da bravo economista qual è, io vorrei che lei ci indicasse nel contesto di questo articolo quali sono esattamente gli interventi per lo sviluppo e il sostegno per i sistemi produttivi regionali, a meno che non sia cambiata anche in economia, come cambia nella politica, l'idea stessa di sviluppo. Ci volete spiegare cosa c'è per l'artigianato? Ci volete spiegare cosa c'è per l'industria? Ci volete spiegare cosa c'è in quest'articolo per il comparto agro pastorale? Ci volete spiegare cosa c'è per il commercio? Ci volete spiegare cosa c'è per il mondo della cooperazione? Ci volete spiegare cosa c'è per il turismo? Allora, chiamatelo con il giusto nome, quest'articolo contiene in realtà delle prebende, avreste potuto chiamarlo "prebende varie da distribuire ai più fortunati consiglieri regionali del centrosinistra, questo è il senso di questo articolo, ma non solo, Presidente, noi torneremo su ogni comma perché vi dimostriamo con me questo articolo davvero contiene delle previsioni che sono inquietanti, qui "ve la leggiamo noi la vita" - per usare una traduzione sardo maccheronica -quando voi affrontate in questo articolo addirittura il problema delle cubature del 40 per cento! Poi venite a fare voi lezioni a noi, di cementificatori, venite a fare a noi la lezione della coscienza edilizia ed urbanistica, ma di cosa stiamo parlando? Qui sotto sta protestando il comparto dell'ente foreste i precari di vari settori e, onorevole Sabatini, dice che ci sono 212 milioni per le politiche del lavoro e non troviamo 3 milioni per il contratto dell'Ente foreste? Ma di cosa stiamo parlando? Poi parliamo qui di sviluppo di che cosa? Fatemi davvero il piacere, è qualcosa davvero di preoccupante, se le politiche dello sviluppo sono queste che state ponendo in essere significa che è fallimentare, siccome viviamo in questo contesto io non voglio che la Sardegna sia destinata e condannata al fallimento per questa sorta di attività.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Congiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Grazie Presidente, trovo francamente che si travalichi il ruolo e il gioco delle parti in una competizione che ha del grottesco, là dove mi pare di capire che l'unica censura che viene espressa nei confronti dell'articolo numero 2 sulla questione che riguarda il nomen iuris sia una questione che riguarda l'intitolazione perché nel merito è stato detto, perché anziché chiamarlo intervento per lo sviluppo dei sistemi produttivi regionali fosse stato chiamato intervento di chiusura, intervento di completamento, interventi non altrimenti finanziabili. Io vedo 252 milioni sull'istruzione, io vedo 212 milioni sulle politiche dei lavori, io vedo 512 milioni sulla competitività del sistema produttivo, io vedo 454 milioni sulla posizione dell'ambiente, e così è via dicendo, io vedo anche e non sono di Barrali, io vedo un completamento finanziario di un'arteria stradale che immette in un PIP, questo io ho letto dall'articolo numero 2, è il completamento di un'infrastrutturazione viaria che comporta, che favorisce la connessione ad un agro industriale, allora? Nessuno è intervenuto nel merito nei singoli commi, ci si è dedicati semplicemente ad un'attività di schiaffeggio pubblico nei confronti dell'estensore per il vizio o il peccato originale di una intitolazione non coerente? Il nostro gruppo vota sicuramente per il rigetto dell'emendamento.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 24, uguale al numero 424, uguale al 486.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento soppressivo parziale numero 25,uguale al 484, uguale al 487, uguale al 695.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gaetano Ledda. Ne ha facoltà.

LEDDA GAETANO (Gruppo Misto). Sull'ordine dei lavori Presidente, ho appreso a inizio Consiglio dell'inammissibilità degli emendamenti presentati dal sottoscritto, il primo emendamento è quello che riguardava l'ente pagatore AGEA e il secondo era la stabilizzazione dei cosiddetti precari ARAS. Noto un'anomalia visto che gli emendamenti hanno fatto l'iter burocratico, sono andati in Commissione, hanno fatto il vario percorso e qui scopro, in questa sede, a inizio Consiglio, la dichiarazione di inammissibilità. La vedo una cosa abbastanza strana col fatto che siano stati dichiarati inammissibili. Volevo chiarimenti in merito.

PRESIDENTE. Sì, molto semplicemente, si tratta di emendamenti che sono presentati qui e quindi per cui la Presidenza deve esprimere il parere e sono assolutamente inammissibili perché modificano leggi di settore e intervengono sul personale, che sono due motivi di norme intruse e quindi l'inammissibilità degli emendamenti della finanziaria. Per questo sono stati dichiarati inammissibili.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Mi permetto però di osservare Presidente che sono emendamenti che in qualche modo incidono nel senso della ottimale razionalizzazione della spesa e delle procedure di spesa. Quindi, il mio invito è, poi valuti la Presidenza nella sua sovrana e libera decisione, se mai di sospendere il giudizio perché penso che abbia questa finalità l'emendamento proposto anche dall'onorevole Ledda, in quest'ottica mi pare che possa essere un contributo utile per la disciplina del settore che l'onorevole Ledda richiamava.

PRESIDENTE. Io sono assolutamente d'accordo con lei che tutti gli emendamenti presentati, anche quelli dichiarati inammissibili, abbiano come finalità quella di migliorare le leggi, però il decreto legislativo numero 118 e la legge di contabilità prescrivono che siano dichiarate norme intruse tutte quelle che modificano le leggi di settore o che riguardano il personale. E a questo io mi attengo.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 25, 484 e 487, uguali.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 26 e 488, uguali.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio non approva).

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Volevo solo precisare che la nostra assenza è per un voto politico, per tutti.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 27, 425 e 489, uguali.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 28 e 426, uguali.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 29 e 427, uguali.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio non approva).

Metto ora in votazione gli emendamenti numero 30 e 428, uguali.

Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Noi abbiamo proposto di cassare questo comma 6, ma lo stesso ragionamento doveva essere fatto per quanto riguarda il comma precedente, intanto perché crediamo che riguardino e abbiano riguardato sostanzialmente, due situazioni, prima gli eventi alluvionali e poi questi che sono destinati ai beneficiari della legge 28, cioè provvedimenti urgenti per favorire l'occupazione. Ecco noi sinceramente ci saremmo aspettati che anche su questi aspetti, in particolare abbiamo fatto notare come non esista una visione, un'idea qualcuno ha detto un'anima su questo articolo 2, ma io mi soffermerei sull'aspetto dell'occupazione e quindi del lavoro. Mi sarei aspettata, di questi tempi, invece che continuare a sostenere proclami di vittorie per minime percentuali di miglioramento sui dati occupazionali, tra l'altro destinati esclusivamente a reinserire dei lavoratori espulsi, mi sarei aspettata sinceramente che ci potesse essere una attenzione diversa e quindi ci stiamo chiedendo a che cosa siano realmente destinate le economie del capitolo di riferimento. Crediamo quindi che per quanto riguarda le valutazioni sulle variazioni del mercato, e quindi investire e riconvertire opere già realizzate o in corso di realizzazione, noi veramente crediamo su questo che sia molto riduttivo prendere in considerazione esclusivamente questa parte, che ha riguardato la legge numero 28. Quindi vi invitiamo veramente anche qui a voler reintervenire e a fare un programma organico che faccia davvero investire in quei settori che tutti stanno aspettando, che possano essere quelli trainanti della nuova economia, anche al fine di valorizzare poi quelle che sono le professionalità formate con questi fittizi corsi di formazione che spesso e volentieri sono fuori mercato.

Quindi noi siamo convinti che assolutamente questo comma 6 sia veramente quasi da non prendere in considerazione, perché non risolve alcun problema, forse neanche quello tecnico finanziario del recupero delle somme.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Signor Presidente, le chiedo la cortesia di andare un po' più lento perché non riusciamo a recuperare gli emendamenti.

Io credo che i nostri padri costituenti si stiano rivoltando nella tomba. I nostri padri costituenti si stanno rivoltando nella tomba perché la maggioranza di centrosinistra nella scorsa seduta è stata capace di approvare una norma che va a modificare il Codice di procedura civile - una cosa bizzarra, simpatica se vogliamo, ma in un altro contesto non in un'Assemblea legislativa -; avete modificato una norma del Codice di procedura civile, quella che determina l'impignorabilità di alcuni crediti. Non credo che il Governo stia silente, non credo che il Governo faccia finta di non vedere, credo che stiamo rischiando una bruttissima figura. L'altro l'impignorabilità, oggi, con questo articolo 2, comma 6, state inventando una sorta di condono: in buona sostanza dite che chi ha sbagliato, perché probabilmente chi ha sbagliato è amico nostro, può anche rideterminatasi e fare altre scelte, può scegliere altre strade. Non mi pare che sia giusto, chi ha sbagliato deve pagare, chi ha sbagliato deve lasciare il passo a coloro che invece hanno lavorato per fare le cose in modo corretto. E invece no, si calpesta il Codice di procedura civile, si calpesta il Codice civile, si calpesta, signor Presidente, il decreto legislativo 118, e il Presidente, involontariamente e in modo indiretto, è costretto a fare figli e figliastri, perché arrivano dalla Commissione delle proposte, degli emendamenti, delle norme inserite all'interno dell'articolato che non possono trovare ingresso in quest'aula e nella legge di stabilità, mentre invece qui in aula il povero collega Ledda giustamente si vede respingere quegli emendamenti, giustamente, ma io mi chiedo: perché Ledda no e gli altri sì? Ledda è più uguale degli altri? No, Ledda è un consigliere regionale identico agli altri, che ha la necessità di rapportarsi con il territorio, sentire le esigenze del territorio e proporre gli emendamenti che vanno a favore delle esigenze del territorio, però non gli è consentito perché in Aula, correttamente, il Presidente applica le norme. In Commissione le norme non si applicano, si modifica il Codice civile, si modifica il Codice di procedura civile, si modifica al nostro ordinamento: speriamo che non si risveglino i nostri padri costituenti. Voto a favore di questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Voi sapete chi è il padre della legge 28 del 1984, io penso che si sarà veramente rivoltando nella tomba. Una legge che purtroppo nella sua applicazione si è dimostrata fallimentare, la classica legge che ha drenato risorse per migliaia di miliardi di vecchie lire che non hanno assolutamente raggiunto l'obiettivo che, ritengo in termini seri e nobili, si prefiggeva l'autore. Ma qui si sta proponendo un'operazione… su questo noi, Assessore, andremo fino in fondo, perché io vorrei sapere intanto chi sono coloro che hanno presentato l'emendamento, per curiosità. Perché, forse in buona fede, cara collega Pinna, qui stiamo rischiando di dare accesso a chi, con i fondi della 28, ha costruito un mega residence, una struttura ricettiva turistico-alberghiera, o a chi ha costruito una struttura per un impianto produttivo, noi stiamo consentendo, con questa norma, di trasformare quella struttura ricettiva in struttura residenziale, stiamo consentendo, scritta così la norma, di poter trasformare quelle strutture produttive in strutture residenziali, stiamo cioè aprendo le porte ad una operazione che forse non è quella voluta dalla proponente però, guardate, così com'è scritta, è davvero qualcosa che determina un effetto devastante! Io vi invito a riflettere, a sospendere, ad approfondire; se la finalità non è questa, può essere scritta meglio, può essere anche valutato meglio l'impatto che una scrittura così come è nel comma sesto può determinare. Guardate che davvero si sta introducendo una sorta di sanatoria, e anche qualcosa di più, perché state facendo diventare oro quello che è fallimentare sul piano della iniziativa produttiva che si prefiggeva. Qui hanno ricevuto contributi non per fare edilizia residenziale, non per fare speculazione edilizia, li hanno ricevuti per attività produttive. Se poi la finalità è altra, fermatevi, riflettete, ma state incidendo veramente, qui sì, Presidente, su di una legge di una rilevanza…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pittalis. Il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Crisponi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Io questo comma 6 lo vedrei collegato inevitabilmente al comma 7, e c'è un bel gioco a nascondino qua dentro, un'altra di quelle cose che, insieme al famoso comma 10 sul quale ritorneremo dopo, si nascondono delle pericolosissime azioni che, non solo sconfessano quello che la legge voleva fare e attivare, ma lo sconfessano al punto tale che coloro i quali fino ad oggi hanno dovuto rimettere nelle mani della Regione o degli stessi istituti di credito, si vedono fregati letteralmente da una iniziativa di questo genere che andrebbe a modificare, problema numero uno, la destinazione d'uso, il vincolo decennale che si va a modificare è pericolosissimo. Perché quando la Regione interviene, il vincolo di destinarsi d'uso per un decennio non lo mette mai, perché significherebbe sconfessare il suo stesso progetto legislativo, perché vuol dire che quella prospettiva che guarda oltre, verso i 20 o 25 anni, è una barzelletta, che è stata messa esclusivamente per distribuire denari a pioggia ma senza un progetto che avesse fondamenta reali. In questo modo, con questi due commi, che vi invito a leggere insieme perché il trabocchetto è insito all'interno dei due commi così come sono stati scritti, praticamente si vuole declassare quella destinazione d'uso, che normalmente era riferibile a settori produttivi, ed ecco perché probabilmente voi lo avete titolato in questo modo, ma che guarda caso potrebbero trasformarsi rapidamente verso, azzardo, residente sociosanitarie? Sto facendo un azzardo? Lo possiamo dire a voce alta perché la capacità di lettura fino in fondo, dentro le pieghe di questo comma, sono davvero pericolose, però sono anche una sonora fregatura, perché dietro queste iniziativa legislativa approvata a suo tempo, c'era anche un'iniziativa che voleva dare ai giovani la possibilità di potersi innervare con i tessuti produttivi regionali, e naturalmente quel tessuto al quale si faceva riferimento era di carattere turistico, e invece in questo caso si va a smentire e si salta la sponda opposta. E, come vedremo anche al comma 10, vi dimostrerò come si prendono le leggi, le si vuole modificare, in barba a tutte le regole di buon senso, ma soprattutto anche in barba alla serietà di chi fino ad oggi quelle regole le ha rispettate e ha utilizzato quella legge con serietà e con rigore. È anche vero che poi alla fine si trova una manina che interviene in modo maldestro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Rossella Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PINNA ROSSELLA (PD). Grazie Presidente, io intervengo cogliendo tutta la preoccupazione espressa in maniera particolare dal collega Pittalis, ed è una preoccupazione che condivido e condividerei se effettivamente il testo del comma 6 non contenesse le ultime due righe che fanno esplicito riferimento ai programmi di investimento che sono previsti dalla stessa legge. Io credo che sia questo l'elemento che deve mettere tranquilli sia il collega Pittalis ma anche tutti gli altri consiglieri perché noi stiamo andando con una norma, con una modifica che è esclusivamente una modifica di buon senso, a consentire a chi ancora non ha completato gli interventi o che li sta completando insomma in fase di completamento, stiamo consentendo di entrare nel mercato con una proposta nuova ma che è una proposta che comunque rientra all'interno e nell'ambito della stessa legge. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Grazie, mi ero iscritto prima della dottoressa Pinna, ma vorrei dirle che non viene meno la preoccupazione, se fossi in lei continuerei a mantenere tutta la preoccupazione. Perché non significa niente nelle ultime due righe parlare di "stesse opere previste nella medesima legge". Perché si sta comunque compiendo una modificazione sostanziale di quello che è stato il procedimento di finanziarizzazione. Cioè noi stiamo comunque sia ledendo le parti che hanno dovuto soggiacere a norme in cui il bando proponeva determinate cose. Per cui il finanziamento avveniva solo per quelle specifiche, solo per quelle specifiche.

Ma io sono intervenuto così perché meglio ricordarci le cose come stanno, ma l'intervento mio era piuttosto legato ai ragionamenti di prima e all'intervento del Presidente della Commissione in difesa, giustappunto, di quelle che sono le scelte della maggioranza. Mi è venuto in testa Italo Svevo che con la "Coscienza di Zeno", che vorrei che qualcuno andasse a rivedere, ripropone con attenzione quello che è il tormento che viene posto dall'autore, essendo il medico curante, uno psichiatra, uno psicoanalista che seguiva, a dire il vero ci sono due ipotesi uno fa riferimento a Edoardo Weiss e l'altro fa riferimento Charles Bolden, però in tutte due si pubblicano quelle che erano le attività che non poneva in essere il malato a seguire quello che era il percorso indicato dal medico, non a curarsi. Allora se qualcuno di noi vuole fare esternazioni anche in proprio cercando di salvare il salvabile pensando di salvarsi la coscienza non mi pare che ci siano i termini, avete compiuto degli errori gravi a caricare di vitalità eccezionale questo articolato e in più non è di nessuna soddisfazione per le cose che intendevate proporre se non per mediocrità finalizzata a soddisfare o una o l'altra esigenza. Vanno male queste cose…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fabrizio Anedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ANEDDA FABRIZIO (Gruppo Misto). Grazie Presidente, qui si sta parlando della legge numero 28 e della legge numero 1; due leggi che agevolano tutte e due l'occupazione giovanile. Quello che non capisco sono i due commi, non sono specificati molto bene, vorrei capire se uno ha pagato, ha finito di pagare i mutui che tali leggi prevedono e ha completato l'investimento penso che sia suo diritto dopo che ha pagato farne quello che vuole, perché è un qualcosa che l'impresa ha acquisito. Non è chiaro cosa prevede il comma 7, dice se l'investimento non è stato completato, se l'investimento non è stato completato è in itinere, non si può cambiare, mi sembra ovvio che non si possa cambiare, però se è stato completato, finito di pagare i mutui penso che sia diritto dell'imprenditore realizzare quello che vuole quello che può sui suoi beni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Truzzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Grazie Presidente, devo dire che io invece ho un opinione un po' diversa rispetto a quella del collega Anedda non perché chi ha finito l'investimento ovviamente ha realizzato l'attività è legittimo proprietario ovviamente può di quell'attività poi fare quello che crede, però ci sono altri due ragionamenti e due concetti che dovremo tenere presenti e capisco anche la collega Pinna che sicuramente ovviamente ha fatto l'emendamento e la proposta di emendamento e di comma con l'obiettivo di venire incontro ad esigenze particolari. Però vorrei ricordare che chi utilizza dei contributi regionali se non anche europei, se non realizza l'investimento, l'opera prevista li deve rendere. E se io fossi uno di quegli imprenditori che invece ha realizzato l'investimento lottando contro la burocrazia ed è andato avanti ed è riuscito a portarlo a compimento mi sentirei gabbato due volte se c'è qualcuno che poi a babbo morto può rientrare dalla finestra visto che non entra dalla porta. L'altra considerazione che vorrei fare è che mi risulta anche che l'ultimo anno in cui è stata finanziata la legge numero 28 corrisponda a qualche decennio fa. Allora mi chiedo come sia possibile parlare nel 2016 di investimento non più realizzabile sotto il profilo economico finanziario alla luce delle intervenute variazioni di mercato, dopo 17 anni noi ci poniamo il problema di risolvere le questioni di chi non è riuscito a fare una valutazione sul mercato di non essere riuscito a valutare che tipo di mercato c'era che tipo di investimento doveva fare. Bene questi soggetti nella vita normale falliscono.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 30 numero 428 soppressivi parziali uguali.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo agli emendamenti numero 31 e numero 429, uguali.

Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Grazie Presidente, anche qui parliamo di una legge importante che mi sembra di dover fare tra l'altro le stesse considerazioni del collega Truzzu, cioè dopo 17 anni ci rendiamo conto di dover cambiare le regole del gioco. Ma io dico almeno ce ne fossero di investimenti in questi settori e ci sarebbe, appunto, soprattutto imprenditori incentivati a fare questo tipo di investimenti. Crediamo sinceramente che si stia perdendo un po' di vista la realtà quindi noi crediamo che quando si danno delle indicazioni bisogno soprattutto valutare lo stato in cui si sta vivendo, lo stato dell'economia, la situazione ovviamente del mondo imprenditoriale in particolare proprio quella imprenditoria giovanile che purtroppo nella nostra Regione se fosse andata diversamente, anche per cause certamente di carattere generale dovute alle crisi, però se avessimo fatto gli opportuni investimenti forse oggi avremo un'occupazione giovanile ben diversa. Quindi noi crediamo che questo non possa essere sufficiente, ci stiamo limitando a rattoppare una legge, appunto, che come abbiamo osservato è una finanziaria di 17 anni fa e che invece strutture e interventi ben diversi avremmo dovuto mettere in campo. Noi voteremo ovviamente a favore della soppressione del comma.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Molto brevemente. Io non so se ci rendiamo conto di cosa stiamo votando. Poco fa noi abbiamo, in deroga alla stessa legge numero 28, che come ricordava l'onorevole Truzzu è stata chiusa nel 99-2000, una partita delicatissima tra l'altro di una legge neppure notificata all'Unione europea, che rischia di riaprire problemi, ma rischia, veramente, e qui ci sarà qualcuno che si assumerà anche il problema di eventuale danno erariale. Guardate, voi state consentendo a chi avrebbe dovuto restituire il contributo, perché non ha realizzato l'intervento produttivo finalizzato all'occupazione, lo state premiando consentendogli anche la trasformazione in una sorta di sanatoria. Assessore Paci, lei sa benissimo qual è il peso della sofferenza che grava sulla Regione a valere proprio su alcune leggi di settore, e in particolare sulla legge numero 28, crediti, tra l'altro, di cui non so se la Regione si sta occupando per esigerli o se li lascia dormienti e quindi, come a me risulta, oramai molti addirittura estinti per prescrizione, ma state aggravando una situazione di cui si deve fare carico qualcuno, badate, perché qui non è che ci si è preoccupati di chiedere la restituzione del contributo, no! Si sta premiando chi non ha realizzato… e alla collega Pinna dico semplicemente che lei ricorderà che con la legge numero 28 la tipologia degli interventi era a maglie non larghe, larghissime, si poteva ottenere il contributo per la realizzazione di una discoteca, per la realizzazione di un opificio, di una residenza sanitaria, di una struttura ricettiva alberghiera, per fare cioè qualunque cosa, e qui si sta introducendo un precedente, perché i vincoli che sono posti dalle leggi di settore per il commercio, l'artigianato, il turismo, beh, non ce lo dimentichiamo, perché non esistono operatori che sono di serie B, quindi se associazioni di categoria chiederanno lo stesso intervento, vediamo quale sarà il risultato pratico di questa applicazione, sempre che un governo attento non entri nel merito e, Dio non voglia, che non ci metta mani l'Unione europea.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Crisponi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Assessore Paci io mi rivolgo a lei, che avrà già letto sicuramente il corpus delle due leggi, la invito anche a leggere le direttive di attuazione. Per memoria sua e anche dei colleghi dell'Aula, le ricordo anche che il vincolo previsto in quelle direttive di attuazione, mi riferisco alla legge numero 1, piaccia o non piaccia all'Aula è di vent'anni. Il vincolo si applica naturalmente ai beni immobili e ai beni mobili registrati, e quindi attenzione all'intervento che state facendo. Il vincolo successivo, che recita il corpus delle direttive di attuazione, invece dice che si interviene alla sua liberazione passati i 10 anni non dalla costruzione, ma dall'inizio dell'attività; tenete bene a mente quello che vi sto dicendo! I 10 anni dall'inizio dell'attività, o dall'estinzione del mutuo. Questo cosa significa? Che gente generosa, seria, che ha saputo profittare adeguatamente del dettato della legge, lo ha utilizzato e ha avviato un'attività. Delle due l'una: o è in piena attività, e sono passati 10 anni, ma la norma così come l'avete scritta è un orrore, che crea naturalmente dei problemini, perché se c'è qualche signore che è inciampato strada facendo poco prima dell'avvio dell'attività, questa cosa merita una bella segnalazione. Anche perché, così completiamo il quadro, le direttive di attuazione adottate dalla Regione Sardegna fanno espressamente riferimento ai vincoli comunitari, che guarda caso sono l'esatta fotocopia di questa situazione. Quindi se bellamente state intervenendo su una situazione così, a vostro garbo e piacimento, state prendendo una sonora cantonata, che peraltro ha rischi non da poco. Io non vorrei che succedesse quello che è successo a quei signori del comparto turistico ricettivo, dove una legge della Regione Sardegna li ha condannati al fallimento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Voterò a favore di questo emendamento soppressivo, per i motivi che i miei colleghi hanno elencato e illustrato, e anche per qualche altro motivo che cercherò di rappresentare. Oggi sulla pagina economica de La Nuova Sardegna leggiamo un bellissimo titolo: "Irap: nell'Isola costa meno. Mille euro e spiccioli, è questo il peso medio dell'Irap in Sardegna". Un importo molto basso se confrontato con la media nazionale, talmente basso che vale per la Sardegna l'ultimo posto nella classifica guidata dal Lazio. L'unico problema quale? L'unico problema è che questa classifica si riferisce al 2013, quando c'era la giunta Cappellacci, quando governava centrodestra che ha ridotto l'Irap, ma il ragionamento che io faccio sull'Irap è soltanto un elemento di una struttura molto più articolata che vedeva il Governo di centrodestra stare al fianco delle imprese, con provvedimenti organici, con disegni a lunga gittata, con progetti e programmi che puntavano a dare alle imprese quell'ossigeno che oggi alle imprese manca, perché questa Giunta è completamente distratta rispetto al grande tema, quello dello sviluppo economico, quello del lavoro, imprese che producono lavoro ma producono anche reddito, e producono quindi anche il gettito tributario, e producono risorse per dare servizi ai cittadini; ecco quello che manca nelle vostre idee, ecco quello che manca in questa legge di stabilità che è fatta di pezze e di pezzuole, di panniccelli caldi, di rattoppi. Non si può assolutamente pensare che una legge di stabilità fatta di rattoppi e di pannicelli caldi possa incidere sulla realtà economica di quest'Isola, che è una realtà economica che tutti noi sappiamo essere molto debole. Avete fallito, avete fallito nonostante i proclami, avete fallito con la prima finanziaria che non era la vostra, dicevate, avete fallito doppiamente con questa finanziaria che è indubitabilmente la vostra, che se è possibile è ancor peggio di quella precedente. Io credo che vi dobbiate sedere tutti attorno a un tavolo, guardarvi negli occhi e capire veramente quali sono i progetti per la Sardegna. Ad oggi non ne abbiamo visto uno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Per ricordare al Consiglio regionale, in particolare all'onorevole Sabatini, che sulla legge numero 28 c'era stato un grande dibattito politico, e devo dire che la legge numero 28 è l'unica legge che ha determinato realmente posti di lavoro in Sardegna, circa 40.000 posti di lavoro. Se oggi noi andiamo in giro per la Sardegna e guardiamo tutti i ristorantini che ci sono, in qualunque paese, sono tutti stati finanziati con la legge numero 28. Io ho sempre chiesto il rifinanziamento della legge numero 28, perché è uno strumento veramente utile che noi abbiamo avuto modo di sperimentare, e non dimentichiamo che abbiamo vinto la grande vertenza nei confronti dell'Unione europea; mentre la Sicilia ha perso questa vertenza, noi l'abbiamo vinta, e io stesso, attraverso la Giunta di cui faceva parte anche l'onorevole Pittalis, avevamo finanziato la legge numero 28 con 1000 miliardi, e sono andati tutti in porto. Ora, correggere la legge numero 28 con un articolo della finanziaria, anziché rivederla nella sua … secondo me è un errore, fermiamoci un attimo, a meno che non fosse il rifinanziamento della legge numero 28, ma toccarla così penso che abbia un risultato negativo. Per cui siccome è importante, siccome per la prima volta è stata richiamata, siccome si va avanti con questa volontà, io credo che noi ci dobbiamo fermare un attimo per vedere che cosa fare. L'abbiamo corretta tante volte la legge 28. Non siamo andati avanti con la prima legge 28, l'ha l'abbiamo corretta in itinere per proprio perché capivamo che, oltre ai fondi, ci voleva anche da parte della Regione un interesse maggiore.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare su questi emendamenti, li metto in votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 31 e 429, uguali.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione gli emendamenti numero 32, 430 e 490, uguali.

Ha domandato di parlare il consigliere Oscar Cherchi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (FI). Presidente, il comma 8 prevede - visto che abbiamo anche l'Assessore presente, probabilmente ci spiegherà quali possono essere le reali prospettive di attuazione di questo comma presente all'interno dell'articolo 2 -, stiamo parlando di giovani agricoltori, la possibilità di cedere o perlomeno di dare in affitto dei terreni per almeno cinque anni di proprietà della Regione o eventualmente di amministrazioni comunali, con dei vincoli; innanzitutto i quarant'anni, che mi sembra forse un attimo esagerato, ma questo non credo che entri nel ragionamento che voglio portare avanti io, bensì il fatto che dia la possibilità a giovani imprenditori agricoli che non sono imprenditori agricoli, ma possono diventare imprenditori agricoli nell'arco dei 24 mesi, quindi un po' d'incentivazione gliela diamo, ma vorrei capire se e quanto questo comma possa entrare in contrasto con le agevolazioni del PSR legate proprio all'inserimento dei giovani in agricoltura, e quindi le possibilità che le misure del PSR (piano di sviluppo rurale) danno ai giovani imprenditori di entrare nel mondo agricolo e quindi di subentrare o ad aziende o eventualmente ad altre situazioni particolari. Ma quello che mi interessa non è la contrarietà totale di questo articolo, vorrei capire poi le direttive vengono chiaramente impartite dall'Assessorato regionale dell'agricoltura che le propone alla Giunta; volevo capire quali sono e quali possono essere almeno i cosiddetti paletti per capire se questo comma che sta all'interno di questo articolo possa avere eventuali indirizzi, invece, che il Consiglio regionale può eventualmente non condividere. Quindi vorrei se possibile avere degli ulteriori chiarimenti nel ragionamento, altrimenti il mio voto sarà comunque favorevole all'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Presidente, io credo che l'Assessore dell'agricoltura oggi presente non possa essere contenta dello spazio che la finanziaria ha lasciato al suo Assessorato che, invece, noi reputiamo di assoluta importanza e tantomeno, quindi, possa essere contenta di questo comma che, non so se è stata coinvolta sulla stesura di questo comma, però certamente, Assessore, glielo diciamo noi, per quanto ci riguarda ci sembra proprio una attività residuale, minimale, perché soprattutto se si parla di giovani agricoltori, soprattutto se si deve parlare di un settore, quello di cui lei si sta occupando, che deve essere, invece, un cuore pulsante della nostra economia e dovrebbe essere valorizzato, riattivato, potenziato, attenzionato con risorse che invece in questa finanziaria non vediamo, perché quando si parla di agricoltura ci si riferisce, come per carità in compagnia anche di altri settori, solamente ai fondi comunitari, quindi dovremmo fare tutto con delle risorse dell'Unione europea, però io credo che uno sforzo in più andasse fatto. Questo comma, tra l'altro - al riguardo stavamo chiacchierando anche con i colleghi - credo che abbia anche delle questioni di illegittimità perché vorrei capire come si può legare l'attività dell'ente locale in tema di agricoltura sotto questi profili, e così pure come terreni della Regione, ma vorremmo anche capire almeno, perché questa ci pare una norma di puro principio, come un ordine del giorno non si nega nessuno e inseriamo altre due frasi, però sinceramente con quali risorse andiamo avanti, assessore Paci? Qui non c'è un'indicazione di nulla. Non solo. Ci chiediamo ancora, direttive che poi saranno da approvare con deliberazione di Giunta; magari poi ci rendiamo conto che la stessa Giunta non può procedere perché la norma è viziata e sottintende altre finalità rispetto a quelle che, invece, magari avete ipotizzato. Le faccio un esempio fra tutti, la legge sugli investimenti per gli enti locali, che siamo dovuti andare a correggere perché poi, invece, si parlava di investimenti solo per opere della Regione e di proprietà della Regione, quindi anche lì gli enti locali li abbiamo abbondantemente raggirati, magari in senso buono, però hanno pensato di poter fare chissà che cosa. E anche qui magari i giovani imprenditori in agricoltura pensano di poter avere da domani i terreni della Regione piuttosto che del loro ente locale, di poter diventare coltivatori diretti in poco tempo. Chi li fa i corsi? Come? Cioè è proprio veramente una enunciazione di principio. Poi si parla anche di consumo del territorio, ma su questo credo che l'onorevole Pittalis voglia fare delle osservazioni più appropriate anche delle mie.

Per queste ragioni noi chiediamo di votare a favore della soppressione del comma.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Presidente, io l'ho detto nel primo intervento: in effetti questo comma 8 dovrebbe essere raccordato bene con il PSR e soprattutto con il bando del primo insediamento, bando che si riferisce a giovani che non abbiano ancora compiuto i quarant'anni, divisi poi in fascia A, fascia B e fascia C, i quali devono, fra le altre cose, avere la disponibilità del terreno per cinque anni. La formula utilizzata dai comuni fino a oggi è quella del fine al pascolo, che qui non è previsto. Ora, parlavo con l'Assessore prima, quindi poniamo che il fine pascolo sia una questione risolvibile nei comuni con la modifica al regolamento, però qui non viene citato, non viene prevista questa possibilità che, invece, è importante ed è quella che usano soprattutto i comuni, e fino ad oggi hanno utilizzato i comuni, per terre soggette ad uso civico. L'alternativa qual è? La richiesta di riserva di esercizio con una procedura che, come lei sa, Assessore, è un po' lunga perché prevede la domanda da parte del giovane, la delibera del consiglio comunale, la trasmissione ad Argea, Argea delibera l'accettazione della sospensione dell'uso civico per un periodo poniamo di dieci anni e poi si provvede con la stipula del contratto. Il fine pascolo è più veloce. È una formula comunque corretta, è comunque una formula che garantisce che il possesso del titolo esiste comunque, per cui un comma di questo genere, che è importante perché stiamo parlando di giovani che devono essere inseriti in agricoltura, credo che debba essere in qualche maniera modificato, raccordato bene con il PSR e soprattutto con quelle che sono le possibilità che oggi hanno i comuni di poter dare risposte alle domande che stanno arrivando numerose per quanto riguarda la disponibilità di questi terreni. Quindi chiederei, appunto, che questo comma 8 venisse rivisto in maniera tale da consentire questa procedura anche ai comuni. Diversamente è chiaro che il voto sarà favorevole per l'emendamento soppressivo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Signor Presidente, è singolare questa norma sulla quale cerchiamo di incidere con questo emendamento, sul quale ovviamente io voterò favorevolmente. Io credo che questo comma 8 possa definirsi una disposizione bucolica, non finanziaria, una disposizione bucolica che con la legge di stabilità ha ben poco da spartire, ha ben poco a che vedere. E questa caratteristica bucolica è ancor più accentuata laddove si cerca di inserire, all'interno di una norma che disciplina l'utilizzo di terreni agricoli, una locuzione che è classica del mondo ambientalista ed è contenere il consumo dei suoli agricoli. Stiamo inventando all'interno del comparto dell'agricoltura un settore che si caratterizza per la capacità di non consumare il suolo, cioè l'agricoltura che non utilizza il suolo! Non ho capito io che cosa volete dire con questa norma. È possibile che ci sia un'agricoltura che non consuma il suolo agricolo? Io sono esterrefatto. Sono veramente esterrefatto anche perché tra le altre cose si rimanda a direttive di attuazione della Giunta con un evidente spoliazione di competenze del Consiglio regionale e questi sono i primi, gli agricoltori, gli agricoltori che però non debbono consumare il suolo. Io mi chiedo perché non prevedere anche delle norme mancetta a favore dei concessionari balneari, perché non prevedere delle norme mancetta a favore degli artigiani che lavorano nel settore o meglio ancora nella filiera dell'edilizia? È evidente che ci sono delle esigenze forti da parte di gruppi di persone, di cooperative giovanili che sono non lontane da qualche area del centrosinistra, esigenze che debbono essere rappresentate, confortate perché tra le altre cose tra qualche giorno ci saranno le elezioni amministrative ed è giusto che ognuno abbia non il suo, quello degli altri, perché la legge di stabilità non è di queste congreghe che comunque vi supportano in campagna elettorale ed è veramente una cosa scandalosa. È uno scandalo che in questa legge di stabilità, che è il momento più alto della programmazione finanziaria e non solo di un assise regionale, è veramente uno scandalo che in questa legge di stabilità ci siano queste mancette astute.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Crisponi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). In linea di massima è un comma che potrebbe essere condiviso, non vi è dubbio, perché ha una finalità su tutte che è quella di mettere a disposizione dei terreni soprattutto in favore di giovani o ex giovani, visto che arriva fino ai quarant'anni. Però è talmente generico che poi alla fin fine crea confusione e le confusioni sono di vario genere anche perché se il Consiglio regionale non è chiamato ad intervenire con chiarezza su che cosa stiamo andando a normare viene lasciata alla discrezionalità di queste famose direttive di attuazione che vengono valutate esclusivamente in sede assessoriale e poi successivamente in sede di Giunta regionale. Adesso qui sarebbe stato interessante capire se questa promozione è effettivamente orientata verso la stipula di contratti che debbono essere... va chiarito in legge immediatamente o dati in affitto o a canoni particolarmente agevolati, perché altrimenti è tutto nelle mani dell'Assessore che deciderà cosa fare. Il riferimento alle direttive di attuazione è un escamotage. Perché un escamotage? Perché l'Aula non ha nessuna possibilità di incidere con le sue giuste e dovute correzioni e le direttive di attuazione vengono scritte, fra l'altro, anche non tenendo conto di specificità dei vari territori che soprattutto in sede di assemblea vengono rappresentate. Ciò significa che anche usi e consuetudini locali possono essere richiamate abbondantemente negli interventi dei singoli consiglieri che rappresentano proprio quegli usi e quelle consuetudini sui rustici, sui terreni che sono naturalmente facenti capo a quelle aree dalle quali il singolo consigliere proviene. Quindi in questo caso viene a mancare chiaramente la parte solida e importante, non solo di intervento del consigliere regionale e quindi di tutta l'Aula. Insomma, è un bel pasticcio, la genericità pur affiancata ad una buona idea mi pare che meriti la sua soppressione perché così com'è questo genere di comma inevitabilmente, così come quelli che abbiamo appena visto passare all'approvazione, potranno solo ed esclusivamente portare noie, problemi e soprattutto reclami da tutti quelli che potranno essere esclusi da quelle famose direttive di attuazione che saranno emanate successivamente dall'Assessore competente per materia.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SEL). Presidente, mi stupiscono molto gli interventi degli amici dell'opposizione perché questo comma è nato da un emendamento approvato all'unanimità in Commissione che, tra l'altro, abbiamo discusso anche a lungo e credo che ci sia da parte della maggioranza, da parte dell'Assessore e da parte della Giunta la più ampia disponibilità a volerlo modificare nelle parti che possono renderlo esecutivo immediatamente. Però da qui ad attaccare il comma che veramente è dirimente rispetto a una serie di situazioni che riguardano il mondo dell'agricoltura ce ne passa perché noi stiamo mettendo a disposizione veramente in maniera concreta di giovani che vogliono iniziare una nuova attività e sappiamo bene anche con tutte le modalità del ... le difficoltà che ci sono, perché se un giovane volesse iniziare un'attività e non ha la disponibilità neanche di un ettaro di terreno è chiaro, può avere tutta la passione, la voglia di voler mettersi ad iniziare una nuova attività, però non ha la materia prima, chiamiamola così, per poter iniziare.

L'amico Marco Tedde sa benissimo cosa si intende per consumo del suolo, io adesso ho cercato di entrare su Wikipedia per leggerlo e lo sa anche lui benissimo cosa vuol dire perché se io vado a zapparmi l'orticello per piantarmi un paio di carotine non credo che stia consumando il suolo, lo sto utilizzando per altre finalità.

Io credo, se la maggioranza è d'accordo, c'era il collega Angelo Carta che ha proposto la possibilità di un emendamento orale per poter rendere attuabile il comma di un emendamento orale proprio per l'utilizzo tramite la procedura della "fida pascolo" che è quella che viene utilizzata dai comuni e anche degli enti strumentali, tipo l'ente foreste, e in questo momento quando concede o affida i terreni ad allevatori o agricoltori lo fa con la procedura della "fida pascolo" che è quella sicuramente più semplice.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). (Microfono non funzionante).

PRESIDENTE. Scusi, onorevole Pittalis, non sta funzionando il microfono.

PITTALIS PIETRO (FI). Dicevo che sul problema di rendere possibile l'accesso dei giovani e di rendere possibile l'accesso effettivo al bene primario che è la terra siamo tutti d'accordo. Anche qui però forse la fretta ha portato a congegnare una norma che rischia di non consentire quella che poi è la vera finalità, perché intanto non si individuano quali sono le procedure. Non è che sia sufficiente una direttiva dell'Assessore o della Giunta perché poi mi si deve dire come viene scelto il contraente, il giovane che deve essere destinatario, che deve sottoscrivere il contratto d'affitto rispetto ad altri concorrenti. Quali sono le procedure? È una scelta rimessa all'arbitrio piuttosto che ad una valutazione ponderata dell'Assessore di turno o di un organismo che si viene a creare? Allora, io direi che - come richiamava collega Daniele Cocco - le procedure, almeno per alcune tipologie, esistono già, le conoscono bene i sindaci. Alludeva al sistema del cosiddetto "fida pascolo", allora perché non ipotizzare una riscrittura della norma che elimini quanto di inutile c'è perché davvero non vuol dire niente contenere il consumo di suoli agricoli perché è una contraddizione veramente, non siamo nel campo dell'edilizia e quindi riscrivere una norma che consenta effettivamente la possibilità a chi fa domanda non di attendere cinque anni nelle pastoie burocratiche e di ottenere poi l'accesso, ma nel volgere di pochissimo tempo rimettendo se mai ai comuni, ai sindaci, agli amministratori locali tutto quello che è necessario fare con riferimento soprattutto alle terre anche di proprietà della regione che ricadono negli ambiti dei comuni. Quindi ecco perché su questo comma noi chiediamo una sospensione per una seria riformulazione, però approfittando anche della presenza dell'Assessore, Assessore i problemi dell'agricoltura sono ben altri, il collega Ledda vi proponeva di rendere AGEA soggetto pagatore sardo perché il pagamento del premio unico...

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Io intervengo solo per una richiesta all'aula. Siccome stiamo parlando di un argomento molto importante che tra l'altro si lega con il bando che sta per uscire, immagino l'Assessore ci confermerà, per il primo insediamento, io porto ad esempio il comune di Dorgali ma vale per tutti i comuni. Molti giovani stanno venendo a chiedere la possibilità di avere la disponibilità di terreni per poter poi fare la domanda, la disponibilità dei terreni, il comune di Dorgali la formula più veloce che ha, come tutti i comuni, è quella del fide pascolo quindi col fide pascolo sostanzialmente loro hanno il titolo di possesso di quei terreni per poter poi presentare la domanda.

Nel comma 8 non è previsto, quindi se l'aula è d'accordo io proporrei un emendamento orale dove dopo "contratto di affitto" aggiungere "o in fide pascolo" in modo che i comuni possano anche avere l'opzione fra il contratto di affitto laddove è possibile o il fide pascolo che consente di evitare per esempio ai giovani di dover presentare una richiesta di riserva di esercizio che dovrebbe essere corredata da una relazione o da un progetto di un agronomo o di un perito agrario e poi tutto l'iter che ho descritto prima di approvazione in Consiglio comunale, l'intervento di AGEA e poi successivamente il contratto di affitto. Col fide pascolo sarebbe una soluzione veloce, una soluzione sicuramente idonea per avere comunque il titolo di possesso di quei terreni e consentire ai giovani di poter agevolmente inoltrare la domanda per quanto riguarda appunto il primo insediamento in agricoltura. Quindi ripeto, l'emendamento orale è semplicemente dopo le parole "cessione in affitto o in fide pascolo". Naturalmente il consumo del territorio è un po' improprio usarlo in questo comma perché non è che si consuma, ci pascolano sopra e poi ricresce l'erba non è che si consuma il territorio.

PRESIDENTE. C'è il parere favorevole della Giunta. Chiedo il parere dell'aula sull'emendamento orale.

Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Intervengo sia per dire che mi va bene la proposta presentata dal collega Carta, ma vorrei far osservare che la proposta di Pietro Pittalis di sospendere un attimo e rivederla non guasta. Non guasta perché basterebbe per i giovani l'utilizzo in comodato d'uso cioè io porrei che basta qualunque sia la formulazione consentita per adire a questo inserimento in agricoltura per i giovani. Siccome ci sono diverse possibilità di contratti che lo ammettono, anche questo, ma dico anche un'altra cosa all'Assessore che ieri era ad Oristano e ha convocato un tavolo per consentire la valutazione sul latte ovino quale sia il prezzo che spunterà alla fine di questa annata che sembrerebbe eccezionale, credo che sia importante anche che riceva degli indirizzi, meglio, che riceva da parte del Consiglio alcuni spunti per gli indirizzi relativi a quelli che saranno gli orientamenti che determineranno le eventuali domande. Se non mi sono spiegato bene, posso ricapitolare più avanti per accentuare quelle che sono le necessità che emergono dalla rappresentanza complessiva di quello che è il Consiglio regionale che non sono due di maggioranza o uno di opposizione. E colgo ancora l'occasione per dire che probabilmente è bene che ci si guardi bene all'interno delle agenzie e piuttosto dentro le agenzie che qui non sono toccate, fuori neanche, le toccheremo perché ci sono delle cose molto gravi a cui non risparmieremo neanche un'indagine della magistratura.

PRESIDENTE. Abbiamo due proposte che riassumo. La prima è quella di sospensione della votazione di quest'articolo, di sospensione quindi della decisione dell'aula su quest'articolo per una rivisitazione e la seconda invece è un emendamento orale che stato proposto dall'onorevole Carta che sostanzialmente propone di aggiungere dopo "la stipula del contratto di affitto o in fide pascolo".

Metto in votazione la proposta di sospensione di votazione dell'articolo. Chi la approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non la approva alzi la mano.

(Non è approvata)

Chiedo se ci sono opposizioni alla proposta di accoglimento dell'emendamento orale con l'aggiunta della dicitura "o in fide pascolo". Poiché non ci sono osservazioni, diamo per acquisito l'emendamento orale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 32, 430, 490 uguali.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 491.

Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). In realtà intervengo solo perché abbiamo presentato noi quest'emendamento, ma è stato in qualche modo già discusso. Riteniamo inutile parlare di consumo dei suoli, è quello che si vuole in realtà, l'utilizzo dei suoli non si può parlare di consumo dei suoli, quindi la soppressione parziale del termine "e di contenere il consumo dei suoli" la riteniamo inutile, dannosa oltre che in alcuni casi anche ridicola perché lavorare la terra non significa consumare i suoli, e quello che esattamente chiediamo di fare ai nostri giovani è quello che stiamo cercando in qualche modo anche con le leggi di settore di portare. Quindi io abrogherei questa parte "e di contenere il consumo dei suoli" perché la ritengo veramente inutile.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 491.

C'è una richiesta di sospensione?

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io sono d'accordo con la richiesta dell'onorevole Rubiu!

PRESIDENTE. Sospendiamo un attimino? L'emendamento è il numero 491.

Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SEL). …oggi non esista una definizione univoca, in generale può essere definito come quel processo antropogenetico che prevede la progressiva trasformazione di superfici naturali o agricole mediante la realizzazione di costruzioni e infrastrutture. Quindi stiamo dicendo che noi vogliamo tenerlo per l'agricoltura, lo capiamo o non lo capiamo? C'entra sì!

SABATINI (P.D.). Presidente, sospendiamo due minuti?

PRESIDENTE. Sospendiamo la seduta in Aula per qualche minuto!

(Breve sospensione in Aula)

Riprendiamo la Seduta. Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC). Sì, Presidente, visto il clamore e l'incomprensione di questo emendamento, ritiro l'emendamento, perché non sia mai! Ritengo che sia anche una cosa, permettetemi, in alcuni casi ridicola parlare di agricoltura e contestare il consumo del suolo, l'utilizzo del suolo. Veramente parliamo lingue diverse! Grazie.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 491 è stato ritirato.

Passiamo agli emendamenti numero 33, 431 e 492, uguali.

Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Presidente, devo dire che dopo i giovani agricoltori avete deciso di prendere di mira anche coloro che si occupano di pesca, e in particolare pensate di poter creare anche addirittura un reddito accessorio agli operatori della pesca che subiscono danneggiamenti materiali dalle specie acquatiche autoctone. Va bene, vi siete chiesti se magari invece riescono ad avere un reddito ultimamente, e non un ulteriore reddito? E soprattutto, davvero, adesso al di là delle battute, crediamo che se avessimo trovato degli incentivi, delle soluzioni, dei supporti consoni allo sviluppo di un'attività, anche questa basilare, fondamentale per il rilancio, il sostegno al nostro PIL, forse avremmo fatto un passo indietro sull'intervenire per questioni veramente così minimali. Ma davvero non riusciamo a mettere mano ad una situazione organica in materia di pesca, e noi non facciamo altro che aggiungere parti minimali con questo comma, che veramente non è di nessuna utilità. Ma perché? Sarebbe il caso di averlo nel momento in cui potessimo parlare di un settore organizzato, strutturato, di un settore che produce dei redditi importanti, ma qui ci limitiamo in questa finanziaria invece che indicare un piano importante per la pesca in generale, ci limitiamo a parlare di parti minimali, come se avessimo davvero tanta di quella ricchezza per cui doverci occupare delle cose minori. Ecco, noi da questo punto di vista sostanzialmente non siamo contro, ma avremmo gradito una posizione completamente diversa su questa materia, e soprattutto crediamo che norme di questa consistenza debbano andare in altri provvedimenti e non in una finanziaria regionale, perché anche qui vi faccio osservare che, sempre su proposta della Giunta regionale, addirittura si dà indicazione sugli elementi costitutivi autorizzativi di dettaglio. Ma abbiamo idea di che cosa siamo andati a scrivere? E mai possibile che veramente una cosa così pleonastica la si debba lasciare in una finanziaria regionale, in una legge che dovrebbe intervenire con strumenti, risorse finanziarie, strategia, programmazione e pianificazione in un settore veramente così importante e strategico per la nostra terra? Io veramente sono alquanto allibita di questa posizione minima che dedichiamo ad un settore produttivo…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC - Sardegna). Presidente, diciamo che con il comma 9 vi siete superati con dei termini e con delle invenzioni che veramente sono difficili da comprendere. "È istituito un progetto sperimentale comprendente le attività di pesca - turismo, fish watching (fish watching tradotto dall'inglese significa "guardare ai pesci") e visite turistiche nelle zone colpite dai danni da delfini". Io vorrei che qualcuno o l'Assessore mi spieghi che cosa significa "visite turistiche nelle zone colpite dai danni da delfini". Io ritengo che o questo articolo è un errore, non copia incolla, non lo so, non è sicuramente una competenza del bilancio della Regione sarda, ma soprattutto è una di quelle cose che lascia intendere come spesso si scrivano e non rileggono, o sono frutto probabilmente della fantasia di qualcuno che vuole portare i turisti anche nelle zone colpite dai danni da delfini. Forse si intendeva dire cormorani, non si intendeva dire delfini, o tartarughe, non ho capito, però questo è il motivo per cui chiediamo ovviamente di abrogare il comma 9 perché è inutile oltreché ridicolo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Crisponi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Presidente, ho visto l'Assessore all'agricoltura che si nascondeva un pochino, perché indubbiamente la capisco, si vergogna di questo modo di scrivere norme. Ma siccome il testo dell'intero articolo fa riferimento al sostegno di sistemi produttivi regionali, qua dentro non si capisce se per operatori della pesca ci stiamo riferendo a degli imprenditori ittici, perché gli imprenditori ittici, nell'eventualità che qualcuno lo avesse dimenticato, vero collega Lotto, fanno parte di quella seria categoria d'imprenditori che abbiamo voluto normare con la legge 11 nel maggio del 2015, che è la legge che istituisce la pesca-turismo e l'itti-turismo nella Regione Sardegna. Adesso con un intervento davvero scomposto, con una scrittura maldestra, dove letteralmente non si capisce qual è il senso di questo comma, si parla di operatori della pesca. Io, che orgogliosamente provengo da zone rurali agropastorali dell'interno della Sardegna, vorrei capire se gli operatori invece della caccia li possiamo inserire qui perché fanno attività di bird watching, dove intervengono e colpiscono al volo gli avvoltoi, le volpi, che succede? Dobbiamo fare un pasticcio sui pasticci? È una vergogna aver scritto un comma di questo genere, non è chiaro assolutamente di che cosa si sta parlando. Rileggetevi l'articolo 11 della legge numero 11 e troverete tutte le spiegazioni su che cosa significa e che cosa si può fare con le attività di pesca-turismo e itti-turismo, è già scritto. Quindi si va ad individuare un pasticcio lessicale, dove letteralmente non è chiaro qual è l'obiettivo che si voleva raggiungere. Quindi ha ragione l'assessore Falchi a nascondersi un pochino, perché si vergogna di che cosa è stato portato all'attenzione dell'aula, e addirittura, ma guarda un po', voi sarete obbligati anche a votare favore. Io v'inviterei tutti quanti a rileggerlo, o se avete un minimo di buonsenso a fare in modo che venga eliminato e soppresso, magari con il semplice voto a favore di questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Presidente, ma ormai il solco credo che sia tracciato, abbiamo tutta una serie di norme intruse inserite dalla Commissione che, nella sua capacità di cambiare le carte in tavola, ha radicalmente modificato questo disegno di legge. Io sono veramente curioso, sarei curioso di sapere chi è l'autore di questo comma che può sembrare una goliardata, può sembrare una cosa bizzarra, invece è un comma, un pezzo di norma, che è caratterizzata dalla voglia di dare risposte a parole ad una determinata categoria in vista delle prossime elezioni amministrative. Sono curioso di sapere chi è l'autore, anche perché, se andiamo a leggerci, consigliere Lotto, Presidente Lotto, il decreto legislativo numero 118 del 2011, vediamo che questo decreto legislativo non prevede di questi progettini, non prevede di questi progettini, prevede variazioni di aliquote, il finanziamento di legge di spesa regionali, riduzioni di autorizzazioni, spese pluriennali, autorizzazioni di spese eccetera, non parla assolutamente di progettini che potevano essere fatti direttamente dalla Giunta, ma è vero che anche i pescatori, o coloro che fanno pesca turismo piangono a volte, è vero che anche pescatori e coloro che fanno pesca turismo piangano, ma votano pure, ecco allora che ci si inventa un "commino" messo lì per poi chiamare il capo della cooperativa X o della società Y, fatto di giovani e meno giovani per dire che abbiamo messo in legge una norma che va incontro alle vostre esigenze. Vi voglio vedere attuarla, come le attuate? Dov'è il progetto? Chi lo fa il progetto? Dove sono le risorse? Ordinari stanziamenti di bilancio, ma dove sono le risorse in questa legge finanziaria per fare questo progetto? Non ci sono risorse! Non ci sono, collega Sabatini, che io ascolto sempre con grande attenzione perché gli riconosco una immensa autorevolezza, non ci sono le risorse per fare queste, se ci fosse la collega Busia direi marchette, dico invece mancette.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oscar Cherchi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (FI).I colleghi che mi hanno preceduto sono entrati realmente nel merito del comma che si vuole proporre, per fortuna nel leggere l'articolato che è uscito dalla Giunta quel comma non c'era, quindi è nato sicuramente in una fase successiva durante i lavori della Commissionesono anche certo e convinto che, così com'è stato appena detto, qualcuno lo avrà suggerito e qualche proposta è arrivata per soddisfare determinati tipi di esigenze, lo capiamo, capiamo perfettamente che il problema dei delfini è un problema immenso, è un problema grandissimo che debba essere necessariamente affrontato per quanto riguarda il sistema della pesca regionale, però non può essere affrontato con un progetto di questo genere, di questa portata, anche perché non capiamo che tipo di progetto realmente sia. Non riusciamo a capire, non riesco a capire, pur sforzandomi nel migliore dei modi, non riesco a capire come possa essere attuato questo progetto, per ragioni di copertura finanziaria? Può essere che non siano necessarie, lo fanno automaticamente con i loro mezzi e serve per recuperare gli eventuali danni che hanno creato, ma io credo che da questo punto di vista un problema di attuazione della norma stessa, e quindi, su questo aspetto, credo che questo emendamento, che stiamo discutendo debba cassare questo comma, così come ho detto prima, per ripristinare un percorso differente rispetto a quello che si sta proponendo, magari discutendone in modo più appropriato, più approfondito all'interno della Commissione, e cercando di capire quale può essere la strategia, quale può essere il percorso per risolvere questo aspetto e questo problema. Da questo punto di vista non posso che dire che se all'assessore ho dato un voto negativo per quanto riguarda la parte dell'agricoltura, sulla pesca, Assessore, devo dare un non classificato a meno che non dichiari apertamente che questo non è della Giunta e che è contro questo comma.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luca Pizzuto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIZZUTO LUCA (SEL). Svelo il mistero colleghi, sono io ad aver scritto l'emendamento e rivendico con orgoglio questo emendamento perché, come sempre, il mio partito si schiera, o cerca di schierarsi, dalla parte dei più deboli, degli emarginati, di coloro i quali vivono le situazioni di difficoltà, e non riescono ad avere le risposte da noi. Questo certo non è la panacea, adesso vado ad argomentare i problemi della pesca ma vuole essere una risposta e per chiarezza non mi risulta che a Carbonia ci siano problemi da danno da delfino. Quindi, nonostante ci siano le elezioni, abbiamo altri problemi ma non abbiamo problemi da delfino. Il problema è questo: noi abbiamo raccolto un'istanza forte che arriva dai piccoli pescatori della pesca artigianale nelle nostre coste, che vivono con grande difficoltà i danni da delfino, perché i delfini sono animali straordinari e altamente intelligenti che vanno ad intaccare la pesca e hanno il loro pescatori di fiducia: i pescatori ci raccontano che all'uscita dal porto hanno i delfini che li aspettano perché sanno che dove vanno a mettere le reti…questo sta creando anche situazioni brutte e drammatiche perché non bastano dissuasori, perché il delfino si adatta al suono del dissuasore, quindi non consente di poter allontanare il delfino, per cui qual è il senso di questo tanto criticato emendamento? È quello di provare a costruire insieme a loro un progetto che possa trasformare e quindi in questo senso anche stare nella finanziaria visto che la finanziaria è lo strumento di sviluppo delle varie categorie produttive della regione, un progetto che consenta di trasformare il delfino in una risorsa, non in un problema, cioè consentire il watching che è stato così tanto criticato, e utilizzare come strumento turistico l'andare a vedere il delfino, l'andare a visitare il delfino, portare i bambini e le famiglie a veder i delfini e le cose che fanno, quindi far sì che la figura del pescatore non sia una figura che è in contrasto, che è in contrapposizione al delfino, ma il fatto che questa figura possa essere una figura di valorizzazione, quella che noi crediamo debba essere per il futuro, di custode del mare, quindi il senso è esclusivamente questo, provare a dare una risposta sperimentale che non ha in questo senso precedenti e che possa mettere nelle condizioni il pescatore di avere anche un'attività integrativa che in questo senso possa dare una risposta anche in termini di reddito.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Presidente, io mi rivolgo al Presidente della Commissione agricoltura, che conosco essere persona seria, se lui mi convince che questo emendamento è di qualche utilità pratica, vi assicuro che lo voto, però deve essere lui, perché gli riconosco serietà, ma lo dicono perché quello che ha detto l'onorevole Pizzuto mi convince ancora di più a mantenere l'emendamento soppressivo. Caro collega, che necessità c'è intanto di una norma, quando nell'ambito di poteri che sono riconosciuti all'Assessore dell'agricoltura, anche in materia di pesca, si può ipotizzare di proporre alla Giunta un progetto sperimentale quale quello che lei ipotizzava. Quindi non c'è necessità di una norma, la norma, qui è il punto debole del suo intervento che non mi ha convinto, perché lei pone un problema serio, pone il problema dei danni ai pescatori, a quei poveri pescatori artigianali che svolgono con strumenti ai quali va tutta la nostra vicinanza e attenzione, ma non c'è assolutamente la previsione di un centesimo di risorse che siano finalizzate a ristorare e a indennizzare quei pescatori, mi sarei posto questo di problema in una finanziaria, non l'ipotesi di un progetto che ben può essere assunto con le indicazioni che vengono dagli interessati, con il lavoro sicuramente di studio e di analisi che può aver fatto lei o tanti altri, ma non mi pare che sia la sedes materiae per impegnare nella finanziaria un problema che è giusto, ma stiamo dando l'idea che si possa risolvere il problema in questo modo. Questo crea una falsa aspettativa ed è la ragione per la quale direi che rimangono tutte le perplessità e le ragioni del nostro emendamento soppressivo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). In effetti sono un po' più vecchio dell'onorevole Pizzuto e la mia infanzia era scandita dalla "tv dei ragazzi" e correvamo a vedere Flipper che c'ha fatto innamorare dei delfini, non so se l'avete mai visto, Flipper era questo delfino che faceva delle cose bellissime. Quindi da qui a riconoscerlo come dannoso, diciamo che dovrei rivedere un punto della mia infanzia, pur consapevole che fanno dei danni. Però io voglio dar voce qui a una audizione che abbiamo fatto in Commissione il 2 marzo del 2016, al compendio ittico di Cabras e di Marceddì. Allora, lì ci hanno spiegato una cosa che, quello sì che è un danno, 15 mila cormorani che mangiano 300 grammi di pesce al giorno e sono 4.500.000 grammi, 45 tonnellate al giorno che vengono sottratti ai pescatori. Quello è un danno. Quello è un problema. Quella è una cosa seria. Perché non riescono a combattere 15 mila cormorani, perché i piani di dissuasione, che furono fatti di concerto con la forestale, in effetti erano efficaci perché comunque gli sparavano, ma oggi hanno due barche che sono sempre in movimento, consumano 200 litri di gasolio al giorno e i cormorani hanno capito che le barche non gli fanno niente. Quindi quando arriva la barca si spostano, vanno a mangiare da un'altra parte, quando la barca si sposta dove sono andati loro tornano da dove sono partiti e continuano a consumare e a distruggere, a mangiare pesce. Quindi quello sarebbe un problema che andrebbe affrontato, quello avrebbe avuto rango di entrare in finanziaria, ma onestamente parlare di zone colpite dai danni dai delfini, mi sembra un pochino esagerato. Oppure, se non è esagerato, allora cerchiamo di dare voce non solo a chi ha i danni dei delfini, ma anche a chi, con dati alla mano, parla di quattro milioni di euro di perdita che sono sicuramente una grande perdita, senza considerare l'indotto. Quello è un problema serio del quale la Commissione si è fatta carico e credo che davanti ai delfini si debba parlare anche dei cormorani.

PRESIDENTE. Comunico al Consiglio che rientrato dal congedo l'onorevole Piscedda.

Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). L'onorevole Pizzuto ha chiarito qual era la sua intenzione e sotto questo profilo potremmo anche condividere l'idea, non sicuramente quella di riportare in una legge finanziaria un articolo di questo genere. Continuo anch'io a chiedere la soppressione di questo articolo perché è veramente scritto male ed estremamente inutile. Rileggo: è istituito un progetto sperimentale comprendente le attività di pesca-turismo - e questo mi dovete spiegare cosa c'entra con i delfini - fish watching, tradotto dall'inglese significa guardare i pesci e immersioni sub, e visite turistiche nelle zone colpite dai danni dei delfini. Cioè i turisti cosa devono vedere? Quali sono le cose colpite dai delfini? Le reti strappate? Quindi è indubbiamente interessante l'argomento, perché il danno dei delfini ai nostri pescatori è un danno per crea dei problemi all'economia, però non può essere il comma 9 a risolvere questi problemi. Collega Pizzuto le suggerisco di ritiralo lei, in quinta Commissione presenteremo tutti insieme una proposta di legge specifica sul danno dei delfini, questo sì, creato alle reti dei pescatori, ma non parlare di visite turistiche nelle zone colpite dai delfini, detto così è inutile e ridicolo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Lotto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOTTO LUIGI (PD). Inizio dicendo che apprezzo l'obiettivo di fondo che il collega Pizzuto vuole conseguire con questa iniziativa. Nel senso che sono d'accordo che lui voglia venire incontro agli operatori della pesca. Però, io lo vorrei rassicurare del fatto che noi avendo approvato la legge 11 del 2015, sull'agriturismo e pesca-turismo, c'è l'articolo 12, comma 2, che dice: per pesca-turismo si intende l'attività esercitata dagli imprenditori ittici in possesso di autorizzazione di cui ecc. consistente nell'imbarco di persone non facenti parte dell'equipaggio su navi da pesca nella disponibilità dell'impresa a scopo turistico e ricreativo. Ci rientra perfettamente, cioè oggi volendo secondo me quello che bisogna fare invece io trasformo il mio intervento in un appello all'Assessore all'agricoltura e all'Assessorato, perché promuova tra i pescatori che sono in difficoltà questo genere di attività. C'è già la norma di legge che lo consente, se serve un maggiore impegno dell'Assessorato per stimolare in questa direzione, lo può fare e secondo me è un rafforzativo questo articolo di legge. Però già adesso senza questo si può già fare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pierfranco Zanchetta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZANCHETTA PIERFRANCO (Cristiano Popolari Socialisti). Bisogna avere il piede marino quando si affrontano certi argomenti, entrare nel merito di un ragionamento che può sembrare banale o che si rischia di banalizzare presume però conoscenza, io ho interpretato con spirito isolano quello che diceva il mio collega, altrettanto isolano, Pizzuto. Cioè i delfini non sono soltanto Flipper addestrati a Miami, i delfini sono un elemento straordinario della vita del nostro mare, e là dove ci sono i danni da delfini c'è maggiore densità di presenza di delfini. Ecco cosa vuol dire quello che è nel comma 9 si può rappresentare come un elemento contraddittorio, ma l'attività di conoscenza di quelle aree molto frequentate dai delfini, che arrecano danni ai pescatori dei quali, apro una parentesi, bisogna ricordare che i nostri per pescatori che subiscono danni da delfini sono pescatori che fanno una pesca non invasiva, una pesca selettiva, quindi una pesca che merita attenzione e i danni, a maggior ragione, meritano riconoscimento; perché quella è una pesca selettiva e non invasiva, non a strascico, non è paranza; è pesca selettiva fatta dalla maggior parte dei pescatori sardi, che danno poi quella qualità del prodotto sul mercato. Incrementare un tipo di attività che possa essere complementare all'attività di pesca, così come è già normata, peraltro, così come la pesca-turismo della conoscenza di ambiti territoriali marini, dove c'è un'alta presenza di delfini. Ad esempio io delfini ne conosco e gli do anche nel nome, nel senso che i pescatori li conoscono perché si frequentano e hanno attività comuni, ed è un po' come il famoso cartone animato del cane da guardia con il gregge quando si smonta c'era la guerra poi finiva, timbravano il cartellino, e in qualche modo si riappacifica la giornata di lavoro dove uno controllava l'altro. Così accade anche per l'attività di pesca. Quindi voglio dire in questo comma 9 non ci sono elementi che vanno in contraddizione con altre norme, anzi implementano con un atteggiamento anche culturale diverso nei confronti del rapporto che noi dobbiamo avere, sia della tutela dei pescatori che della tutela del mare. Io credo che, con tutti gli accorgimenti del caso, in particolar modo richiamandosi anche ai cormorani…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Io volevo cogliere questa occasione, Presidente mi rivolgo a lei in particolare, perché è arrivato il momento che in Sardegna si faccia chiarezza sulla tecnica legislativa. Noi non abbiamo una tecnica legislativa degna di questo nome, per cui nessuno, neanche chi ha quattro lauree, può fare una cosa che deve essere fatta attraverso programmazione e attraverso il rispetto che viene dato da tutte le assemblee legislative; noi abbiamo diverse circolari che sono arrivate anche qui da parte della Camera dei deputati del Senato della Repubblica. La tecnica legislativa si chiama drafting, ed è una tecnica precisa che porta a non improvvisare, ad essere precisi; nessuna norma è neutra, e siccome non è neutra deve essere fatto riferimento a qual è la norma principale, la norma secondaria, eccetera. Noi approviamo queste leggi, scritte da noi stessi, dai consiglieri regionali, che non hanno niente a che vedere con questa tecnica che invece deve essere rispettata, come viene rispettata da tutte le altre Regioni italiane. Si tratta dell'insieme dei principi e dei metodi puntuali per la formazione degli atti normativi, se manca questo manca tutto, quindi noi possiamo leggere negli articoli che stiamo approvando e negli emendamenti quello che ciascuno di noi ci legge, invece ci si deve leggere la precisione, la sistematicità; bisogna che noi ci specializzano come Consiglio regionale della Sardegna e come Giunta regionale, che facciamo i corsi ai nostri dipendenti perché seguano questa tecnica, che deve essere precisa, mentre qui mi pare che ognuno di noi alza la mano e abbassa la mano sulla base di quello che capisce e sulla base di quello che c'è scritto, che dice e non dice.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Fasolino per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). È un argomento che mi tocca da vicino, provenendo io da una famiglia non di delfini ma di pescatori, e quando il collega Angelo Carta ricordava gli episodi di Flipper, che guardavo anch'io, quando in quelle occasioni capitava che fosse presente mio nonno non posso ripetere le parolacce che pronunciava mio nonno quando vedeva Flipper, e mio nonno era pescatore. Quindi capisco bene quello che l'onorevole Pizzuto voleva probabilmente… quale poteva essere l'obiettivo di questo progetto, ma sicuramente non è questo il modo, perché questo non va a risolvere il vero problema dei pescatori. Il vero problema dei pescatori è che i delfini realmente gli distruggono le reti, gli fanno perdere le giornate di lavoro, ma il pescatore, il vero pescatore, quello che non fa il pescatore per fare l'imprenditore, non lo convincete a modificare quello che è il suo mestiere. Bisognerebbe invece affrontare in maniera seria, come diceva giustamente il nostro Capogruppo Pittalis, sarebbe giusto che l'Assessore all'agricoltura, che ha anche la delega alla pesca, affrontasse bene questo argomento, cercasse di capire come si può intervenire per dare una mano a quei pescatori che ormai sono rimasti veramente in pochi, che sono in via di estinzione più di delfini, come si può dare a questi pescatori un contributo e una mano per valorizzare un mestiere che è fondamentale, ma non soltanto sotto l'aspetto della cultura della nostra Isola ma anche fondamentale per la catena alimentare. Perché più stiamo andando avanti e meno pesce sano si trova nei banchi, che si sta sostituendo con il pesce di acquacoltura. Allora, se realmente vogliamo dare un contributo ai pescatori e a questo settore, occorre pensare ad un progetto serio e metterci anche le risorse, perché questo non vuol dire niente, questo vuol dire che c'è il problema, che bisogna affrontarlo ma non dice come bisogna affrontarlo. Io sarei d'accordissimo, avrei anche votato diversamente dalla mia parte politica, se effettivamente questo provvedimento avesse aiutato realmente il settore della pesca, ma questo purtroppo non lo fa. Quindi, pensiamo seriamente come poterlo aiutare, come poter dare un contributo a uno dei settori più importanti della nostra economia.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fabrizio Anedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ANEDDA FABRIZIO (Gruppo Misto). Non più di venti giorni fa sono stato coinvolto in un convegno al quale hanno partecipato dei pescatori, alcuni facevano parte di cooperative e consorzi che operano negli stagni di Marceddì e di Cabras, ed hanno giustamente il problema dei cormorani che mangiano parte del pesce che dovrebberoro pescare loro. In effetti ci sono 15 mila cormorani, come diceva prima il mio collega, che fanno sì che il pescatore porti sempre meno prodotto a casa; pescatori che in questo momento sono anche abbastanza organizzati nella commercializzazione del prodotto. L'altro dramma, uscendo dallo stagno di Cabras e di Marceddì, sono i delfini. I pescatori che escono in mare hanno il dramma dei delfini che li seguono nella posa delle reti, e, quando tornano a ritirare le reti, non trovano i pesci perché se li sono mangiati i delfini, e le reti sono rovinate.

Risolvere il problema con un semplice emendamento a me sembra troppo semplice, penso che ci sia bisogno di studiare il problema e di trovare dei provvedimenti che vadano incontro a questi lavoratori che vivono del pescato e sono rovinati, da una parte del delfini e dall'altra dei cormorani.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Io spero e mi auguro che questo comma sia espunto dall'articolato, ma non perché c'è avversione su quello che ha recitato qui il consigliere Pizzuto, che ha voluto porci davanti ad una sua considerazione, tutt'altro che accettata anche dal Presidente della Commissione se ha fatto rilevare che c'è una legge al cui articolo 12 sono previste le cose che vengono riportate in questo comma.

Il problema è e resta il fatto che questa complessa norma finanziaria non ha anima, non ha carattere, non ha indirizzo, è piuttosto un affastellato di considerazioni personali su cui ciascuno ha puntato una scommessa pensando di poter risolvere un problemino. Non è la finanziaria, la finanziaria è un insieme armonico di norme, qui faccio mie le parole di Mariolino Floris, e guarderei con minore sufficienza chi dice che si deve frequentare un corso, perché non si finisce di imparare mai, anche chi pensa di aver acquisito professionalità non finisce mai di imparare! E allora farebbe molto bene qualcuno, che con sufficienza non coglie, che ci sia un'attenzione particolare sul modo in cui si mettono insieme le norme di una legge, perché qui ce n'è che cozzano l'una contro l'altra. Basterebbe ricordare il fatto che si sia inseriti nel piano casa, e anche con l'altro piano che non voglio neanche citare, e comprendiamo benissimo che è un'accozzaglia di norme per fare una legge finanziaria che non ha un costrutto, che non ha un punto d'arrivo, ancorché abbia un punto di partenza, cosa di cui comincio a dubitare seriamente, perché la partenza dovrebbe essere una coralità di persone, e quando parlo di coralità vuol dire cantare insieme, non in maniera distorta e diafana. Allora, se non è così, possiamo anche stare tranquilli, approvatevi questa finanziaria, siate contenti…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dedoni. Il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Sabatini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SABATINI FRANCESCO (PD). Grazie Presidente, sono state dette tante cose, molto brevemente per aggiungere che intanto stanziamo 1.300.000 euro sul problema dei cormorani, inizialmente c'era 1 milione ne stiamo aggiungendo ulteriori 300.000 e stiamo stanziando 100.000 euro per il problema legato ai delfini. Io condivido la ratio dell'emendamento che ha proposto in sede di lavori di Commissione il collega Pizzuto. Ma c'è un tema che viene ancor prima, il comparto della pesca dalla nostra Regione è sottovalutato spesso dimenticato, perché se pensiamo che abbiamo restituito nello scorso settennio nella programmazione dei fondi europei quasi tutti i fondi destinati alla pesca questo la dice tutta; e se pensiamo che nella storia della gestione dei fondi sulla pesca ogni Assessorato ha tentato di liberarsi da questo settore che prima era in capo all'ambiente poi in capo all'agricoltura che mal lo digerisce, io credo che questo comparto addirittura meriterebbe l'istituzione di una direzione generale. Perché la pescicoltura può davvero in Sardegna che è un'isola che quindi è attorniata dal mare diventare un comparto produttivo che potrebbe produrre molti più posti di lavoro. Questo è il vero problema. Poi io condivido quanto detto dal presidente Floris sulla tecnica legislativa e devo dare anche atto che i nostri funzionari nonostante non abbiano il tempo di fare troppi corsi però ci danno una forte mano ma purtroppo sono ridotti, ad esempio manca ormai l'attività di studio, di un centro studi che metta a disposizione dei consiglieri dei supporti tecnici, amministrativi, di tecnica legislativa che aiutino il legislatore invece spesso siamo costretti ad arrangiarci. Il limite poi è quello di intervenire in Aula con emendamenti agli emendamenti approvati all'ultimo momento rischiando di fare pasticci. Però, ahimè questo non è un tema che riguarda il solo Consiglio regionale della Sardegna ma credo che sia tutta la legislazione italiana che sia da mettere in discussione sotto questo aspetto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianmario Tendas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TENDAS GIANMARIO (PD). Grazie Presidente, anche io solo per evidenziare un aspetto relativo al comma 9 dell'articolo 2, che reputo molto limitato, nel senso che è tratta solo una parte molto modesta di un problema più complesso e più articolato. Lo diceva bene prima il collega Angelo Carta prendendo ad esempio tutta una serie di difficoltà legate sempre al mondo ittico che sono stati in più occasioni sollevati dal mondo della pesca, soprattutto di quella lagunare con danni veramente consistenti. Però credo che adesso, al di là dell'entità dei danni, loro ce li hanno anche quantificati in oltre 4 milioni di euro, io adesso non sono in condizione di dire se sia una cifra congrua o meno, però è vero che il problema esiste. Esiste però va affrontato anche in un contesto più ampio perché in ogni caso stiamo continuando a parlare di danni derivanti dalla fauna selvatica e in quest'ambito ci rientrano tutta una serie di altri problemi. Il Presidente della Commissione bilancio faceva riferimento al milione più i 300.000 che sono oggetto di emendamento, però credo che valga la pena evidenziare che in questo contesto ci rientrano tutti i danni derivanti dalla fauna selvatica quindi dobbiamo tenere conto che ci rientra tutto il settore dei cinghiali, ci rientra i daini e quant'altro. Quindi è un problema particolarmente complesso.

Dalle riflessioni fatte anche all'interno della Commissione ci si è resi conto che il problema purtroppo sta crescendo in maniera continua ad esponenziale, non è un caso che i cormorani adesso siano 18.000-18.500 sulla base dei censimenti che sono stati fare nell'area (…) dell'oristanese mentre invece sulla base degli stessi dati delle analisi che sono state svolte risultavano 13-14.000 quattro-cinque anni fa, è ovvio che la crescita è continua e consistente. E credo che tutto passi per un abbattimento controllato che può essere, diciamo così, programmato, pianificato nel momento in cui avremo la capacità di adottare un piano faunistico regionale, cosa che al momento non abbiamo, e sul quale sicuramente dovremmo puntare maggiore attenzione e interesse, perché diversamente il problema è destinato a continuare a crescere. Se vogliamo fare, così come stanno facendo altre Regioni, cito una a caso il Veneto, sempre sui cormorani, è proprio quella di avere un piano faunistico regionale approvato all'interno del quale prevedere il contenimento attraverso l'abbattimento controllato. Diversamente problemi di questa natura saremo chiamati a confrontarci e a misurarci anno dopo l'anno ben sapendo che è un problema…

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 33, numero 431, numero 492.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Per chiedere il voto segreto sul comma 10.

PRESIDENTE. C'è una richiesta di voto segreto sugli emendamenti numero 34 e numero 432. Non è possibile intervenire per dichiarazione di voto.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Per chiedere un minuto di sospensione in aula.

PRESIDENTE. Un minuto di sospensione.

(La seduta, sospesa alle ore 18 e 26, viene ripresa alle ore 18 e 29.)

PRESIDENTE. Possiamo riprendere la seduta.

Metto in votazione gli emendamenti numero 34 e numero 432, uguali.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 34 numero 432.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo gli emendamenti sostitutivi parziali. Mettiamo in votazione l'emendamento numero 35, e siccome sono emendamenti a scalare, votiamo l'emendamento più alto e poi votiamo il più basso. Stiamo votando quindi l'emendamento numero 35 a pagina 71, poi votiamo il numero 39 che è uguale al numero 294. Il primo in votazione è l'emendamento numero 35, con parere contrario della Commissione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 35.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 39, uguale a 294.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 493.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 40.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 45.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 49.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 50.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo agli emendamenti sostitutivi parziali

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 53, uguale al 296.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 494.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 54.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 58, uguale al 297.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 264.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 496.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 497.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'articolo 2.

Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppino Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PINNA GIUSEPPINO (UDC Sardegna). Presidente, Assessore, colleghe e colleghi, come direbbe qualche collega che sa di calcio dico che in questo campionato sono un esordiente. Sono rimasto disciplinatamente in panchina e adesso il mio allenatore è un po' incavolato, mi chiede di giocare qualche minuto e io cercherò di dare il mio modesto contributo alla squadra.

Per la verità sono rimasto sorpreso ma anche deluso dall'assessore Paci e dall'onorevole Sabatini - e non me ne voglia l'onorevole Sabatini, persona stimatissima e di grande equilibrio - nell'apprendere della bocciatura dell'emendamento numero 498 a pagina 105. Si dà il caso che all'articolo 2, comma 2, il Comune di Barrali beneficerebbe di euro 164 mila per il completamento del PIP. Facendo parte di quel territorio, cioè di Ossi, la stessa cosa dovrebbe essere riconosciuta al Comune di Ossi, che chiede 100 mila euro per lo stesso motivo, dopo aver speso 800 mila euro che rappresenterebbero una delle tante opere incompiute.

Mi appello, quindi, a tutti i colleghi perché venga rivisto bene questo emendamento. Diversamente andremo a partorire - se poi si tratta di un parto o di un aborto lo chiederemo all'assessore Arru - una vera e propria ingiustizia. Non sarebbe onesto usare due pesi e due misure. Quindi annuncio il mio voto favorevole a quest'emendamento.

PRESIDENTE. Adesso però prima dell'emendamento dobbiamo votare il testo dell'articolo.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 2.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione adesso l'emendamento numero 498, su cui è già intervenuto l'onorevole Pinna.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Intervengo solo per rispondere alla sollecitazione dell'onorevole Pinna, nel senso che abbiamo esaminato questo emendamento e, come peraltro è stato fatto per altri interventi di carattere infrastrutturale, la cosa più opportuna è rimandarlo all'interno dalla programmazione territoriale, in questo caso dell'area vasta di Sassari, all'interno della quale io penso che un intervento di questo genere potrà trovare certamente la sua copertura.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppino Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA GIUSEPPINO (UDC Sardegna). Alla luce di questo specifico impegno da parte dell'Assessore ritiro l'emendamento.

PRESIDENTE. Dunque l'emendamento numero 498 è ritirato.

Metto in votazione l'emendamento numero 713, con parere favorevole della Commissione e della Giunta.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Sarei voluto intervenire sul precedente emendamento a sostegno dell'onorevole Pinna e avrei sollecitato anche un ordine del giorno per rafforzare l'impegno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Presidente, per chiedere di apporre anche la mia firma su questo emendamento.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 713.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 298, con parere contrario della Giunta e della Commissione.

Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Truzzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Presidente, ho presentato questo emendamento per sollevare un po' l'attenzione su quello che succede in Sardegna. Nei giorni scorsi c'è stato un dibattito che ha investito, fra l'altro, alcuni autorevoli rappresentanti anche di enti importanti, parlo della Fondazione del Banco di Sardegna, che ha visto partecipare il Presidente della Fondazione e lo stesso Paolo Savona, ex Ministro ed economista di fama credo mondiale, ed è stato detto che quello che sta succedendo in Sardegna è che si continua a investire su alcuni settori che si sa non portano da nessuna parte, che sono un binario morto, su iniziative che non hanno niente di produttivo e servono esclusivamente, a fini assistenziali, a garantire l'esistente, e non c'è, invece, la capacità di intercettare nuove traiettorie di sviluppo, non c'è la capacità di investire su un modello di sviluppo alternativo, perché quel modello di sviluppo che ci siamo dati negli anni 70 o che ci hanno dato negli anni 70, cioè quello dell'industria pesante e della chimica, è miseramente fallito. Oggi noi non investiamo un euro su quelle che sono, invece, le nuove traiettorie dello sviluppo. Poi l'Assessore ci dirà sicuramente che ci sono importanti risorse con i fondi europei e che sta facendo qualcosa in tal senso anche con gli incubatori d'azienda, non solo con quelli pubblici ma anche con quelli privati, però c'è un nuovo mondo che si sta affacciando, sul quale in Sardegna fra l'altro c'è una forte sensibilità, una forte capacità e una forte competenza, che è quello delle nuove forme di economia condivisa, sul quale questa Regione non investe nemmeno un euro. È uscita circa sei mesi fa una ricerca di un importante istituto di ricerca americano che diceva che quella dell'economia condivisa non è una moda passeggera, non è un momento che si affermerà solo per qualche tempo, per qualche mese o per qualche anno, ma sarà la forma di economia del futuro. Allora la proposta che io faccio a questa Aula, alla Giunta e all'Assessore, è di investire 3 milioni, una cifra minima, in progetti che vadano in questa direzione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 298.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 299.

Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Truzzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Presidente, questo è un altro emendamento importante, visto anche le polemiche di questi giorni. Nell'articolo 2 siamo riusciti a finanziare con circa 150 mila euro la filiera cerealicola. Ora noi non chiediamo niente di straordinario, ma di investire altri 150 mila euro per la tutela della filiera che fa riferimento all'olio. Abbiamo visto quello che è successo in questi giorni in merito alle vicende dell'olio, abbiamo visto che c'è una disponibilità da parte della Comunità europea per far sì che il mercato italiano e anche quello sardo venga, non dico invaso, ma comunque si trovi ad affrontare la presenza di olio che viene dalla Tunisia, fra l'altro di infima qualità che è certificato che viene prodotto utilizzando tutta una serie di prodotti chimici e fitochimici che poi si riverseranno sulle nostre tavole e noi invece come Regione Sardegna non abbiamo la capacità di investire 150 mila euro per tutelare una delle produzioni caratteristiche e tipiche della nostra isola. Ovviamente anche su questo emendamento sarete sordi perché preferite difendere le vostre indicazioni di scuderia, però noi vi mettiamo davanti al fatto compiuto, vi sfidiamo su questo punto nella speranza che ci sia un sussulto di dignità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Crisponi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Per concordare col collega Truzzu nel presentare questi emendamenti e sollecitare anche l'Aula a un'attenzione specifica con un intervento davvero modesto, esiguo, ma significativo sotto il profilo del gesto. Assessore all'agricoltura le ricordo che è di oggi la notizia che l'"Ercole olivario", prestigioso appuntamento nazionale e internazionale al quale partecipavano oltre 250 produttori, è stato assegnato ancora una volta a un'azienda sarda, un'azienda di Oliena che orgogliosamente ha portato a casa il frutto e la fatica del proprio lavoro. A quell'azienda (oltre ai ringraziamenti che lei, naturalmente, sono sicuro vorrà estendere) io credo che a tante altre iniziative importanti di rilievo proprio nel campo della filiera olivicola ci sia da fare una riflessione e predisporre un'attenzione in termini anche economici e quindi credo che sia doveroso sostenere questo emendamento anche nel pensiero alla fatica e all'impegno quotidiano sui campi della nostra terra.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fabrizio Anedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ANEDDA FABRIZIO (Gruppo Misto). Il collega di Gruppo Truzzu ha rammentato le osservazioni di un illustre economista sul tessuto imprenditoriale ed economico della Sardegna, però si è dimenticato di portarlo fino in fondo questo ragionamento. Uno dei ragionamenti era questo: non si va avanti (soprattutto non con piccoli finanziamenti di 150 mila euro) senza un progetto industriale che riguardi l'agricoltura, quello segnava quest'economista. Bisogna fare un serio discorso imprenditoriale con un progetto industriale. Ricordo anche sempre al mio compagno... collega di Gruppo, non compagno, collega di Gruppo che i progetti e le consulenze sono quelli che hanno consumato le risorse destinate alle imprese in questi anni, risorse ingenti destinate alle imprese sono state esaurite da progetti e da consulenze. Quindi, non è un buon sistema quello di continuare a finanziare progetti e consulenze.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Onorevole Anedda, il collega Truzzu ha già chiesto di parlare per fatto personale perché averlo chiamato compagno... si vede che proprio ormai le barriere dei fronti destra e sinistra, anche nel linguaggio, è davvero incredibile. A parte le battute, io approfitto della presenza dell'Assessore per sapere se la Giunta regionale intende assumere qualche iniziativa a tutela di questo comparto, soprattutto dei produttori. L'onorevole Soru, con il Partito Democratico, in campo europeo si è fatto paladino dell'iniziativa di aprire per i prossimi due anni al riversamento in Italia, quindi anche sul nostro mercato sardo, dell'olio tunisino. La cosa sta passando sotto traccia, sarà perché il presidente Pigliaru pare fosse in Tunisia e mi auguro che su questo argomento abbia difeso le produzioni nostre locali a dispetto anche di quelle tunisine.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE EUGENIO LAI

(Segue PITTALIS PIETRO.) La situazione è davvero grave da questo punto di vista perché non ho sentito da parte del Governo regionale una parola che possa mettere quantomeno, non dico in sicurezza, ma tranquillizzare gli operatori del settore che, le assicuro, Assessore sono molto preoccupati. Sono l'eccellenza in campo nazionale e internazionale per la qualità, vengono premiati e tutti ce li invidiano, ma poi quando si tratta di assumere iniziative per almeno la tutela, perché non stanno neanche chiedendo mari e monti, mi pare che questo silenzio assordante da parte della Giunta regionale sia davvero preoccupante. Quindi io vorrei capire qual è su questo specifico punto anche la posizione dell'Assessore e della Giunta regionale perché altrimenti, davvero, iniziamo a ragionare e qui non c'entra niente la cooperazione con i Paesi transfrontalieri, qui si tratta di tutelare i nostri produttori come sta facendo la Tunisia dal canto suo e si tratta anzi di individuare misure a sostegno, proprio perché la qualità che è già eccellenza possa anche diventare il fiore all'occhiello delle nostre produzioni in campo agricolo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Ne ha facoltà.

FALCHI ELISABETTA, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Colgo lo spunto dell'intervento dell'onorevole Pittalis per rassicurare sul fatto che il settore olivicolo, come molti altri che sono importanti e strategici per la nostra agricoltura, sono assolutamente all'attenzione dell'Assessorato. A breve, subito dopo Pasqua, inizieremo la convocazione dei tavoli di filiera proprio sul settore olivicolo e orticolo, saranno i primi tavoli che convocheremo proprio per ragionare sulle politiche da mettere in atto grazie ai bandi di prossima emanazione sullo sviluppo rurale, bandi che consentiranno per la prima volta di affrontare veri progetti di filiera. Quindi ritengo che ci saranno grandi opportunità per i nostri olivicoltori, soprattutto opportunità che puntano a valorizzare la qualità del nostro prodotto. Sono certa che con queste politiche, un comparto che ha sofferto in tutti questi anni per una mancanza di programmazione, sicuramente avrà la possibilità finalmente di vedere progetti seri in cui i singoli soggetti della filiera potranno lavorare in maniera collegata con, io ritengo, grandi risultati nei prossimi anni.

Colgo l'occasione per agganciarmi ai discorsi che sono stati fatti precedentemente sugli emendamenti e sugli articoli sulle terre. In particolare rispondo all'onorevole Zedda, la possibilità di mettere a disposizione dei nostri giovani agricoltori le terre comuni sono sicuramente opportunità importanti che vanno colte. In tal senso l'articolo, anche se non prevede risorse dà grandi possibilità, soprattutto collegate al fatto che a breve partiranno i bandi del primo insediamento e quindi avere la possibilità di avere terre a disposizione per potersi insediare sono sicuramente elementi che potranno spingere più giovani a insediarsi facilmente. Con l'emendamento orale peraltro approvato sicuramente sarà anche più facile stabilire le modalità di concessione di queste terre e dare ai nostri giovani la possibilità di usufruire dei bandi e delle risorse del programma del gruppo rurale nella maniera più corretta.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 299.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

All'emendamento numero 500 è stato presentato l'emendamento all'emendamento numero 790. Metto prima in votazione l'emendamento numero 790, poi l'emendamento numero 500.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento all'emendamento numero 790.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 500.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

All'emendamento numero 736 è stato presentato un emendamento all'emendamento, il numero 791. Metto prima in votazione l'emendamento all'emendamento numero 791.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento all'emendamento numero 791.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 736.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 265.

Ha domandato di parlare il consigliere Alessandro Unali. Ne ha facoltà.

UNALI ALESSANDRO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Non lo ritiro e vorrei motivare perché non viene ritirato. "Gli istituti di ricerca CNR inizialmente sparsi nel territorio di Sassari e ospitati presso le sedi universitarie o altre associazioni e organizzazioni di ricerca, oggi trovano la loro sede definitiva presso la nuova struttura di Sassari situata nella frazione di Li Punti. Lo scopo istituzionale dell'area regionale della ricerca del CNR con una propria infrastruttura di ricerca di punta, è quello di fornire assistenza logistica, servizi e facilitare l'aggregazione e la valorizzazione della ricerca svolta e inoltre si propone come centro di formazione per ricercatori scientifici post laurea della Sardegna, come polo scientifico e come centro per la rieducazione scientifica al territorio.

Il CNR nella recente riorganizzazione è organizzato in dipartimenti e attualmente è suddiviso nei seguenti dipartimenti: agroalimentare, progettazione molecolare, scienza della vita, terra e ambiente. I ricercatori del CNR hanno sviluppato metodologie specifiche applicate nei diversi ambiti tra cui la diagnosi di tumori della pelle e della mammella, analisi territoriale per la prevenzione degli incendi e per lo studio dei processi di desertificazione, sistemi di frigo conservazione dei prodotti agroalimentari, identificazione dell'origine e della qualità dell'olio d'oliva e dello zafferano. Gli stessi sono impegnati in diverse attività di ricerca con enti, imprese e istituzioni nazionali ed internazionali e partecipano a progetti nazionali ed europei. L'area della ricerca del CNR pur essendo una realtà attiva all'interno della ricerca in Sardegna, continua ad operare con le strumentazioni acquisite nell'anno 2000, anno di costituzione senza avere mai ricevuto finanziamenti specifici per l'aggiornamento tecnologico da parte della regione." Il finanziamento risulta necessario per la prosecuzione e lo sviluppo dell'attività.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Volevo dare rassicurazioni all'onorevole Unali che il tema della ricerca e quindi delle strutture del CNR, che come sappiamo non sono solo quella di Sassari, ce ne sono varie altre, devo dire che ahimè tutte versano in una situazione di sofferenza, in quanto come sappiamo lo Stato sta tagliando fortemente il finanziamento di questi centri che sono totalmente e pienamente statali, quindi non hanno mai usufruito di finanziamento diretto da parte della regione. Però io penso che ci siano le opportunità attraverso la legge numero 7 della ricerca per la quale proprio in questi giorni c'è un emendamento che aumenta la dotazione di 1 milione e attraverso i bandi dell'Asse 1 del FESR che sono rivolti in modo specifico all'acquisizione di macchinari e attrezzature da parte delle strutture scientifiche, ritengo che ci possa essere l'opportunità anche per queste importanti strutture di ricerca di trovare delle opportunità di finanziamento.

PRESIDENTE. Onorevole Unali lo ritira?

UNALI ALESSANDRO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Grazie per l'impostazione data dall'Assessore, pertanto ritiro l'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marcello Orrù. Ne ha facoltà.

ORRU' MARCELLO (PSd'Az). L'emendamento lo faccio mio, preferisco che venga votato.

PRESIDENTE. Onorevole Orrù deve essere un Capogruppo.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Confermo.

PRESIDENTE. L'emendamento è fatto proprio dall'onorevole Carta.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 265.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 300.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

All'emendamento numero 243 è stato presentato l'emendamento sostitutivo totale numero 796. Come in precedenza metto quindi prima in votazione l'emendamento sostitutivo totale numero 796.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 796.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Essendo stato approvato l'emendamento sostitutivo totale numero 796, l'emendamento numero 243 decade.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 244.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 245.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 246.

Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Crisponi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Sì, una dichiarazione di voto necessaria, perché qui stiamo votando con grande rapidità, eppure il tema è questo sconosciuto, il commercio. Io non so in quale piega di tutta la finanziaria regionale si parli di commercio. Abbiamo parlato della piccola pesca, rispettabilissima e certamente da sostenere, che si parli del piccolo commercio mi sembra legittimo, che ci sia un minimo di attenzione, un dollaro, una piccola risorsa, e invece questo pare che davvero non muova gli interessi né della Giunta e né dei colleghi della maggioranza del Consiglio regionale della Sardegna, che del piccolo commercio, del medio commercio, del commercio di vicinato, della somministrazione di alimenti e bevande è trattato alla stregua come materia di cui non si merita la discussione, non si avvia nemmeno il perché siano negate le pur minime risorse ad un comparto così in difficoltà, soffrono quanto soffrono tutti gli altri comparti produttivi, ai quali naturalmente viene oscurata la possibilità di crescita, di sviluppo, di potersi riposizionare a seguito delle sventole della crisi. E davanti a tutto questo, in modo ineffabile, anzi direi in modo davvero inascoltabile, inguardabile per la vostra disattenzione, negate un micro intervento economico, lo negate come lo avete negato per l'artigianato, lo negherete per il turismo, lo negherete all'industria e alla piccola industria, è la negazione assoluta. È veramente una finanziaria da lacrime e sangue, per quello che vi pare e che vi piace però, a chi avete voluto avete concesso i vostri interventi. Allora voto a favore di questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Presidente, è evidente che voterò a favore di questo emendamento, che è un emendamento che va nella direzione che noi abbiamo sempre auspicato, cioè quella che va incontro ad un commercio sempre più dimenticato, ad un comparto che è basilare, fondamentale per l'economia di questa Regione, ma che è stato relegato in un cantuccio. Non so per quale motivo, perché è giusto che l'agricoltura riceva tutte le attenzioni di questo mondo, è giusto che la pesca riceva grandi attenzioni, è giusto che tutti i comparti economici ricevano le dovute attenzioni, ma è altrettanto giusto che il commercio venga focalizzato così come effettivamente pesa, per le sue potenzialità, per le sue tradizioni, per la capacità che ha il commercio di produrre reddito, di produrre quindi gettito tributario, di produrre posti di lavoro. Un piccolo commerciante, e sono tantissimi, ha la capacità di generare pochi posti di lavoro è vero, però i commercianti sardi sono tantissimi, e moltiplicando questi posti di lavoro, pochi, per il numero dei commercianti abbiamo una marea di occupati, o di potenziali occupati se questo settore, questo comparto fosse sorretto, che potrebbero comunque contribuire a sostenere le famiglie che oggi stanno affrontando un momento di grandissima difficoltà. Anche perché non c'è assolutamente in questa finanziaria, e non solo, la capacità, la voglia, l'intenzione e l'obiettivo di aiutare le famiglie, che sono peraltro il primo ammortizzatore sociale. Quindi voteremo a favore di questo emendamento, riteniamo che questi sono gli emendamenti, e queste sono le norme da inserire nella legge di stabilità, non le norme sui caravan, non le norme sul consumo del suolo agricolo, non le norme sui delfini. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Sì, Presidente, io ho saltato gli interventi precedenti perché volevo capire sin dove si arrivava con la cocciutaggine di una maggioranza che non riesce a ritrovare in sé stessa neanche la dignità di poter dire faccio ammenda di qualcosa, per cui mi proietto nella positività del domani. C'erano degli emendamenti legati all'artigianato, e menomale che siete affiancati dalla CNA in particolare, c'erano degli interventi relativi al commercio, ma per voi non esistono questi settori produttivi, e sono importantissimi. Non si dice una parola per il crescere in maniera disordinata di grandi supermercati che distruggono anche quei tessuti che vivono nel centro della città, non si incentiva assolutamente un commercio che riavvicini la gente e faccia rifrequentare il centro cittadino, non si aiuta l'artigianato, soprattutto quello artistico, che è di supporto, efficace ed efficiente per il turismo, non guardate con attenzione a nessun settore produttivo. Cosa uno può aspettarsi da voi, essere amministrati in maniera seria, propositiva, in maniera intelligente per offrire delle opportunità ai tanti disoccupati della Sardegna? Oppure ci accontenteremo di dire: "ah bene, abbiamo messo qualche milione in più per il lavoro". Ma quale lavoro? Forse non avete visto bene, passerà anche quel tempo in cui i sindacati saranno disponibili ancora una volta solo perché vi dichiarate di sinistra che le cose vadano bene, non avete capito che la gente è stufa! Non avete fatto una politica seria, attiva, che incentivi, che dia possibilità, per lo meno di speranza per il domani, soprattutto per i giovani, siete stati incapaci anche di scrivere bene per un insediamento lavorativo dei giovani in agricoltura, non siete all'altezza di essere questa maggioranza che disgraziatamente la Sardegna ha in questo mentre!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fabrizio Anedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ANEDDA FABRIZIO (Gruppo Misto). Stavo riflettendo sull'attenzione dell'onorevole Crisponi per le attività artigianali ed esercizi commerciali, ricordo che fino a due anni fa l'assessore Crisponi in cinque anni non l'ho mai sentito parlare di attività commerciali artigianali, ha fatto provvedimenti, ha parlato esclusivamente delle attività turistiche, ignorando completamente le attività artigianali e commerciali, meglio tardi che mai.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Fasolino per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Il mio collega Tedde ha detto che è giusto che ci sia attenzione per l'agricoltura, è giusto che ci sia attenzione per la pesca, io veramente tutta questa attenzione per la pesca non l'ho vista, io visto la stessa attenzione per la pesca che sto vedendo adesso per gli esercizi commerciali, non può essere attenzione per la pesca i 100 mila euro che abbiamo messo per il comma 9, quindi non mi sembra questa attenzione. Tornando invece a questo emendamento è un emendamento importante perché andiamo a cercare di analizzare come funzione e com'è organizzata l'economia della nostra regione, l'economia della nostra regione si basa proprio sui piccoli esercizi pubblici di somministrazione di alimenti e bevande, la nostra economia è fatta prevalentemente di questi esercizi, quindi sono questi gli esercizi che vanno incentivati. Onorevole Pizzuto, visto che lei mi dice di appartenere ad un partito che cerca di dare sostegno a chi ha bisogno, in questo momento di grossa difficoltà, in questo momento di vera crisi, questi sono i settori che hanno bisogno di contributo e che hanno la possibilità di creare economia e ricchezza per la nostra Regione, quindi sarebbe un'opportunità di dare un contributo senza fare assistenzialismo, queste sono le scelte coraggiose, queste sono scelte che dovrebbe fare un'Amministrazione pubblica lungimirante, ma purtroppo non le fa.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Truzzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). È vero che oggi porto una cravatta rossa e quindi per questo motivo potrei in qualche modo avvicinarmi al mio Capogruppo l'onorevole Anedda, però io, già più di una volta, vi ho ricordato un fatto e ci tengo ricordarvelo anche oggi: voi avete vinto le elezioni perché sostenevate di essere migliori di noi e di poter governare meglio di noi. Quindi, ogni volta, molto dice qualcuno, cercate di darne dimostrazione, perché poi le parole hanno un peso, i fatti ne hanno uno maggiore. Dicevo, di conseguenza ogni volta, ricordare quello che non è stato fatto nella precedente consiliatura, guardate, fa più danno a voi che a noi, perché voi dovreste fare molto meglio, dovreste citare quello che fate, invece ogni volta ricordare quello che non è stato fatto non porta da nessuna parte, principalmente voi, perché anche i vostri lettori vi si ritorceranno contro, ragionavo anche sull'insieme degli emendamenti che hanno presentato il colleghi dei riformatori e pensavo a questo: da un paio d'anni l'Unione europea ha cambiato impostazione, per una ventina d'anni l'idea era che l'Unione europea potesse agevolare soprattutto le grandi aziende, perché erano le grandi aziende i grandi investimenti, le grandi scelte che potevano creare occupazione. Da due anni a questa parte l'Unione europea ha invece realizzato che quando una grande azienda lascia un territorio creando un grande settore in crisi, quando grandi investimenti non producono gli effetti sperati, la disoccupazione che si crea è massiccia perché i dipendenti e i lavoratori che vengono licenziati sono a migliaia, invece ci sono dei posti di lavoro che rimangono nel tempo, sono quelli creati dalle piccole e medie imprese, quali sono le piccole e medie imprese che sono il tessuto e il nervo produttivo dell'Italia e della Sardegna? Quelle dell'artigianato, del commercio, del turismo, che voi state cancellando, state dicendo: "non ci mettiamo nemmeno una lira!". Non potete dirci, come ogni volta, che sono solo i fondi europei, perché con i fondi europei possiamo riuscire a fare qualche piccola operazione, qualche piccolo investimento, ma non siamo in grado di dare le risposte che questi settori aspettano, che poi sono risposte per tutti, perché sono quei settori in grado di creare quell'occupazione duratura.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il tema è importante ed è giusto anche dare le informazioni piene, in Commissione ne abbiamo parlato tanto però è giusto darle anche qui in Aula. Voglio darle dicendo che cosa stiamo facendo, e quando dico "stiamo", permettetemi di dire, lo stiamo facendo come Governo complessivo, come classe dirigente, per la prima volta il commercio è inserito nella possibilità di avere accesso ai fondi europei, non era mai successo prima, non era successo nella precedente programmazione, è la prima volta che avviene, c'è un enorme interesse da parte di tutte le associazioni dei commercianti che hanno plaudito con forza la scelta che la Giunta ha fatto, non era mai successo, adesso i commercianti possono accedere agli interventi " a catalogo", quindi senza dover fare burocrazia e niente, possono accedere agli interventi "a sportello", a partire dai 15 mila euro, per esempio per fare il rinnovamento del negozio, per acquistare delle attrezzature del negozio, non era mai successo prima. I bandi stanno uscendo, abbiamo approvato le direttive qualche giorno fa, allora guardiamo quello che si sta facendo, ripeto, è veramente importante quello che sta avvenendo per la prima volta per tutto il settore del commercio.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 246.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 247.

Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Crisponi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Presidente, per riprendere il discorso che è stato blandamente e maldestramente accennato dal collega Anedda. Il collega Anedda, evidentemente, è distratto sulle attività della Giunta precedente ecco perché presentiamo oggi questo emendamento, perché un'ottima e fortunata iniziativa, così celebrata dalle associazioni di categoria del mondo del commercio, aveva previsto questa bella pratica di mettere a disposizione delle risorse per quelle strutture commerciali esistenti da oltre 50 anni sul territorio regionale. Ma non perché erano bravi, perché avevano resistito rispetto ai colpi della crisi e anche per parlare di attualità. Quest'oggi l'attuale Assessore ha presentato un'altra iniziativa, della Giunta regionale precedente, che è un'iniziativa modesta ma di grande pregio, di grande valore, spirituale e culturale, ed è quella del turismo religioso. Oggi, è stato presentato, e ne sono davvero lieto, una bella iniziativa di un percorso francescano, io spero, caro collega Anedda, che una volta tanto si svesta di quel drappo rosso e vada umilmente in quel percorso e spero tanto che lei, in quel pellegrinaggio, sia davvero il primo pellegrino a percorrerlo.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 247.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 248.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 501.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 502.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio approva).

Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Ritiro gli emendamenti dal numero 503 al numero 507.

PRESIDENTE. Sono quindi ritirati gli emendamenti numero: 503, 504, 505, 506 e 507.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 653.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio non approva).

Metto quindi in votazione l'emendamento numero 654.

Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Truzzu. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Chiedo di apporre la mia firma sull'emendamento.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 654.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 655.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 792.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio non approva).

Metto ora in votazione l'emendamento numero 575. Questo emendamento era stato presentato originariamente all'articolo 7 bis e per argomento è stato portato l'articolo 2, pagina 676. A firma di Rubiu, Oppi, Pinna, Tatti.

Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC-Sardegna). L'emendamento è ritirato.

PRESIDENTE. L'emendamento è ritirato, metto dunque in votazione l'emendamento numero 737.

Ha domandato di parlare il consigliere Gaetano Ledda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LEDDA GAETANO (Gruppo Misto). Mi pareva doveroso intervenire su questo emendamento, e la dichiarazione di voto favorevole. Volevo pubblicamente ringraziare il collega Franco Sabatini e tutti i Capigruppo della maggioranza per la sostanza di questo emendamento; un emendamento collegato a un percorso progettato dalla vecchia finanziaria in cui c'è stato il rilancio del settore ippico in particolare e anche equestre, questa è un'aggiunta a quello che è stato fatto finora. Questo emendamento è finalizzato a dare una rinfrescata, un'aggiustata alle strutture portanti del settore che sono gestite da società in house dei Comuni. Con questo emendamento non si risolve tutto il problema però si dà una bella mossa importante, una procedura molto importante con dei soldi freschi affinché la stagione che inizia adesso ad aprile e finisce a dicembre sia molto migliore delle precedenti. Voglio ringraziare anche in modo particolare l'assessore Paci per quello che ha fatto al settore e quello che in futuro dovremo fare tutti insieme al settore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Crisponi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Vorrei riportare leggermente indietro le lancette dell'orologio alle quali faceva riferimento il collega Ledda, che, giustamente, fa dei richiami alla finanziaria precedente. C'è un piccolo problema, questa vicenda che riguarda il sostegno, giusto e da condividere, agli ippodromi della Sardegna, nasce con la Giunta Cappellacci e il collega Ledda, di questo lo ringrazio, lo ha ricordato più di una volta in sede privata e pubblica, l'ha detto anche in sede di Commissione. Quindi Il rilancio giusto e meritorio delle attività degli ippodromi importanti della nostra terra va ascritta a quel rilancio che è stato operato nella legislatura precedente, oggi, dove ci si vanta di avere chissà quali risorse a disposizione, però vedo che si mettono a disposizione solo ed esclusivamente gli spiccioli. Con ciò però voglio anche dire che personalmente per quanto mi riguarda voterò a favore di questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Lotto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOTTO LUIGI (PD). Io avrei preferito non intervenire però mi è dispiaciuto molto quando, alla fine della scorsa legislatura, si annunciò un intervento di 3 milioni di euro a favore del settore e poi alla fine ci siamo trovati a non poterli utilizzare. A me è dispiaciuto molto, però così è successo, poi alcune iniziative spot sugli ippodromi, come è anche un po' questa, di piccola dimensione, è stata iniziata allora e si sta proseguendo adesso. Probabilmente l'intero settore ha bisogno di un intervento un po' più corposo, non solo sugli ippodromi ma sull'intero allevamento equino, per cui se ne riparlerà e credo che con il contributo di tutti riusciremo a fare qualcosa di serio per rilanciare davvero il settore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Condivido molto quanto ha detto adesso l'onorevole Lotto, tenendo a mente che comunque sia che la scorsa Giunta ha iniziato, con poco però i denari sono stati dati. Il problema è la continuazione, ma per la continuazione c'è la necessità di avere un programma definito di cosa si vuol fare settore per settore, perché è inutile che io oggi metta la virgoletta se poi non proseguo. Ci sono tante e tali iniziative che c'è necessità bene di fermarsi, faccio un esempio: a Laconi c'è un sistema legato alla produzione del cavallo del Sarcidano, dove c'è anche un ippodromo possibile e consentibile e un sistema che potrebbe veramente essere gestito bene. Voglio dire che se uno si mette, fa una progettualità e se c'è l'Assessore competente e capace a farlo, anziché andare a fare dichiarazioni a volte inutili girando per il mondo, forse si riesce a fare qualcosa di positivo, ma non bisogna lasciare altri sulla sedia a scrivere e a decidere, magari con la vecchia politica e con la testa rivolta al passato, persino al passato remoto! Sarebbe opportuno che guardassimo al futuro e veramente con attenzione a quello che si vorrebbe fare in determinati settori. Devo ringraziare veramente Ledda perché su quel che riguarda il cavallo si è mosso, ci siamo mossi magari assieme per altri aspetti, perchè è una cosa importante, una filiera che deve essere proseguita perché ha una grande possibilità di espansione, non solo nel sistema della produzione, quindi agricoltura, ma anche della gestione e anche dell'utilizzo di cavalli da corsa. E avere per esempio il sangue anglo arabo sardo, o perlomeno quello del Sarcidano, che addirittura sono come sangue prima di quelli che qualcuno immagina in America o altrove, ci sarebbe da farci la storia, probabilmente capiremmo che abbiamo potenzialità in Sardegna da poter esprimere in molti settori e con capacità, se siamo caparbi nel portare avanti le politiche che invece si annusano soltanto, se si è capaci ad avere un buon olfatto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Fasolino per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Rinuncio.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, passiamo alla votazione dell'emendamento numero 737.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 737.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

È stato presentato l'emendamento numero 714 su cui c'è un invito al ritiro.

L'emendamento è ritirato.

Il Consiglio è convocato domani mattina alle ore 10. La seduta è tolta.

La seduta è tolta alle ore 19 e 47.



Allegati seduta

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