Seduta n.159 del 18/03/2016 

CLIX SEDUTA

(POMERIDIANA)

Venerdì 18 marzo 2016

Presidenza del Presidente Gianfranco GANAU

La seduta è aperta alle ore 16 e 27.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 16 marzo 2016 (155), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Gianfranco Congiu, Lorenzo Cozzolino, Attilio Dedoni, Roberto Deriu, Gavino Manca, Giuseppe Meloni, Antonio Solinas, Ignazio Giovanni Battista Tatti e Paolo Zedda hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 18 marzo 2016.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la proposta di legge numero 310.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione per l'anno 2016 e per gli anni 2016-2018 (legge di stabilità 2016) e relativi allegati". (297/S/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 297.

Passiamo all'emendamento numero 783.

Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 784. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione gli emendamenti numero 4 e 263, uguali.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Chiedo la votazione nominale.

PRESIDENTE. Non si può votare con voto elettronico fino alle 16 e 37, abbiamo aperto la seduta alle 16 e 27, se però è richiesto dobbiamo sospendere la seduta.

Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Questa è un po' la risposta anche alla polemica di fine mattinata sulla questione della fiscalità e sulla questione dei tributi. Questa è la vera risposta, cioè abrogare la legge regionale numero 34 del 2015. Questa non solo sgombera il campo, ma fa capire alla società sarda che questa Regione, questa politica non intende aumentare le tasse e intende andare ovviamente in un'altra direzione. Dico anche che, anzi la voglio proprio porre come questione che potrebbe rianimare questo dibattito, e cioè in un sussulto anche, se vogliamo, di autonomismo spinto, valutiamo l'idea di autoridurci di accantonamenti. Noi abbiamo valutato sicuramente che c'è un'azione da parte del Governo nazionale che è sproporzionata nel calcolarci di accantonamenti che abbiamo visto essere oltre 680 milioni, autoriduciamoli, utilizziamoli per le politiche, utilizziamoli per ridimensionare gli sforzi su alcuni settori che forse andrebbero ripuliti, però attraverso queste risorse forse possiamo fare politiche di sviluppo. Se noi ci autolimitiamo nelle nostre facoltà di programmazione e anche, perché no, nella spendita delle nostre risorse, prestando il fianco senza alzare neanche un minimo la voce davanti al Governo nazionale, non facciamo un buon servizio alla Sardegna. Sono risorse dei sardi, dobbiamo assolutamente pretendere che diminuiscano gli accantonamenti e se lo Stato non ce lo consente sono risorse che sono già nella nostra disponibilità, utilizziamole e aspettiamo una mossa da parte del Governo nazionale, vediamo se avrà il coraggio di rivolgersi magari alla Corte costituzionale per impugnare la nostra legge finanziaria.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Presidente, siamo arrivati al fatidico emendamento numero 4, uguale al 263, per fare chiarezza nei confronti del popolo sardo, al quale abbiamo detto con la legge 34: "Guardate che vi abbiamo aumentato l'Irap e l'addizionale" ed è scoppiata una bufera all'interno della maggioranza qui in Consiglio regionale. Si è cercato di dire: "Sì, l'abbiamo dovuto fare perché altrimenti succedeva un problema con la copertura per la sanità, l'abbiamo dovuto fare ma comunque tenete presente che è temporanea, è una clausola di salvaguardia, è una cosa che comunque non inciderà". Abbiamo cercato di convincere imprese e sardi che la cosa sarebbe stata come prendere una piccola magnesia e digerire il nulla. Allora, con il comma 8, del quale discutevamo stamattina, avete detto: "Tranquilli sardi, non si applica, però per quest'anno, ma dall'anno prossimo può essere che la dobbiamo applicare", cioè continuate a essere ambigui rispetto a un argomento importante come l'aumento delle tasse dicendo: "Non le aumentiamo", però intanto vi preordinate la possibilità di farlo. Con questo emendamento vi offriamo l'opportunità, onorevole Desini, di poter fare chiarezza e dire: "Non le vogliamo proprio mettere queste tasse", e quindi votiamo l'emendamento numero 4, uguale al 263, perché abroghiamo la materia del contendere; non c'è più nessuna possibilità né a esercizio chiuso al 31 dicembre 2015, ne quello al 31 dicembre 2016, di poter aumentare Irpef, addizionale, o Irap, perché abbiamo tutti quanti detto ai sardi, in modo chiaro e inequivocabile, che la legge che prevedeva questi aumenti è abrogata. Questa è l'opportunità che avete per fare chiarezza e per dire tranquillamente: "Avete capito? non la vogliamo proprio aumentare questa benedetta addizionale e l'Irap", perché abbiamo proprio fatto abrogare e tolto la legge. Quindi mi aspetto, dopo la discussione di stamattina, che questo emendamento sia approvato all'unanimità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Truzzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Innanzitutto per chiedere ai colleghi del Gruppo dei Riformatori e ai colleghi Carta e Orrù di poter apporre la firma sull'emendamento, perché è un emendamento che fa un po' giustizia rispetto a quello che abbiamo detto stamattina, ma ci aiuta anche a fare luce su questa finanziaria in senso lato. Abbiamo ricevuto penso tutti sui nostri telefonini una nota stampa, che uno degli autorevoli leader della maggioranza di centrosinistra, uno degli Assessori regionali dice che non è una finanziaria di spesa, ma una finanziaria di regolazione. Ora, io ho provato a cercare di interpretare questo termine, perché volevo capire che cosa significasse "regolazione", e do questa lettura. Ho fatto un esercizio oggi di scuola, nel pomeriggio, cercando di spostare l'attenzione che noi troppo spesso abbiamo sulle piccole questioni, su tutte le varie cosette che interessano i singoli consiglieri, e ho cercato invece di sviluppare una visione di insieme, e ho ordinato le voci della finanziaria per ordine di grandezza. La prima, lo sappiamo tutti, è ovviamente la spesa, il finanziamento delle spese correnti delle aziende sanitarie per 2 miliardi 850 milioni. La cosa preoccupante, a mio avviso, è che la seconda voce della finanziaria regionale sarda, quindi dei soldi dei sardi, pari a 681 milioni, sono gli accantonamenti. Allora, noi possiamo accettare che la seconda voce della finanziaria regionale siano gli accantonamenti che ci impone lo Stato, e non possiamo invece decidere che siano, come diceva poc'anzi il collega Locci, qualcosa in meno; forse è questo che dovremmo regolare, questa è la vera regolazione da compiere, e capire che su queste voci noi dobbiamo incidere. Perché se poi noi continuiamo a leggere, prendiamo le prime 10 voci, ci rendiamo conto che sono tutte spese obbligatorie, non c'è una lira di investimento. La prima voce di investimento, che poi è una voce di spesa, cari colleghi sappiatelo, è la 162; a questo siamo ridotti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Questo effettivamente è un emendamento che merita grande attenzione, e leggendolo, e leggendo soprattutto la norma sulla quale vuole incidere, mi viene qualche dubbio sul fatto che nella vostra maggioranza ci siano gli autonomisti, cosiddetti, o comunque coloro che puntano a far emergere dal mar Mediterraneo una Sardegna non dico libera, ma quantomeno fortemente autonoma. Perché dico questo? Dico questo perché questa famosa legge numero 34, nella parte che adesso stiamo censurando, è una legge che costituisce uno schiaffone alla nostra autonomia, perché va a violare, in modo pesantissimo, la nostra Carta costituzionale, che è il nostro Statuto. E anche se qualcuno muove la testa verso sinistra e verso destra, questo concetto non può essere rimosso da uno scuotimento di capo, assolutamente no! Perché? Perché l'articolo 10 della nostra Carta costituzionale è chiarissimo, solo che lo si voglia leggere, se poi c'è qualcuno che non lo vuol leggere, va bene, d'accordo, continuate ad andare avanti, però mi sono accorto che vi siete arrestati, vi siete arrestati e in maggioranza avete avuto anche qualche franco scontro con l'Assessore che invece aveva proposto la violazione della nostra Carta costituzionale, avete fatto un passo indietro perché c'è la campagna elettorale in corso, però lo schiaffo allo Statuto lo avete dato, lo schiaffo al nostro Statuto lo avete dato! E allora io credo che fare gli autonomisti a seconda delle opportunità e delle convenienze non sia una buona pratica; quando si è autonomisti, e non lo siete soltanto voi, quando si è autonomisti, si è autonomisti convintamente sempre, non soltanto in procinto delle campagne elettorali, non soltanto in procinto delle elezioni amministrative, non si può parlare di sospensione, eliminatela questa legge dal nostro ordinamento, inventatevi qualcos'altro per colmare quel buco nella sanità che avete creato. Mettete in moto la vostra fantasia, assessore Paci, metta in moto la sua fantasia!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Intervengo, come ho fatto prima, sempre su questo tema. Adesso il collegate di diceva: "Il buco nella sanità che avete creato"; qua uno può dire quello che vuole, noi lo ascoltiamo, e su questo non intervengo adesso perché non è il tema, i minuti a disposizione li voglio utilizzare per dire che prima garbatamente abbiamo detto ai colleghi del centrodestra di verificare un emendamento sul quale lo stesso collegate Tedde, che adesso è intervenuto, aveva espresso parere favorevole, e significava cassare il comma 8 dell'articolo 1 nel quale noi abbiamo eliminato la possibilità di mettere tasse, non solo adesso, ma anche dopo, perché per qualsiasi provvedimento bisogna farne uno nuovo per mettere tasse, bisogna farne uno nuovo, e c'è scritto. Per cui non capisco di cosa stanno parlando, non capisco di quale suggerimento ci sia bisogno, non capisco quale emendamento bisogna votare per dire che per fare un provvedimento che metta tasse ci vuole una legge. Questo abbiamo detto, quindi noi le tasse non le mettiamo, lo abbiamo detto a chiare lettere, lo abbiamo detto in tutti i modi, lo stiamo ribadendo, abbiamo anche suggerito ai colleghi dell'opposizione di evitare, nella foga di presentazione degli emendamenti che cassano ogni comma, ogni articolo eccetera, e questo si capisce, e quindi si capiva che era una questione tecnica, vi è stato suggerito di togliere quell'emendamento e di votare contro, come hanno fatto giustamente, nonostante il collegate Tedde e nonostante qualche altro collega negli interventi avesse detto che il voto sarebbe stato favorevole per quell'emendamento, che ripristinava le tasse, che metteva le tasse. Quindi è una cosa tecnica, e su questo siamo intervenuti, ma senza polemica, e non la voglio fare neanche adesso, badate, veramente. Per cui la legge è chiara; tasse non ne mettiamo adesso e non ne metteremo neanche dopo. C'è scritto che per qualsiasi provvedimento deve essere fatta una legge, quindi non c'è bisogno di emendamenti, di altri suggerimenti, di lanciare guanti di sfida su una cosa di questo tipo, non c'è, lo abbiamo detto a chiare lettere e lo ribadiamo. Quindi questo emendamento va assolutamente respinto perché è inutile, perché è già contemplato nella legge.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Io voglio seguire l'impostazione del collega Pietro Cocco, e allora perché attardarci sui bizantinismi? Cioè si dice: "Noi le tasse non le vogliamo assolutamente, abbiamo proposto la sospensione, addirittura è necessaria una nuova disposizione di legge per reintrodurle". Mah! Vi chiediamo e vi proponiamo, e questo emendamento ha una semplice ma chiara finalità, che è quella di eliminare dal nostro ordinamento regionale quell'imposizione che voi avete introdotto e che non ha senso sospendere, perché se le tasse non le volete, se non volete gravare sulle tasche dei sardi, bisogna allora eliminare quello che è stato fatto. Perché è una contraddizione in termini! Perché voi state sospendendo l'addizionale Irpef e in questo comma 8 dell'articolo 1 fate la riserva dell'apposita disposizione di legge. Che senso ha? Se deve essere reintrodotta con una disposizione di legge, qui è la contraddizione, ma davvero grande quanto un grattacielo, perché state rimettendo a una previsione normativa la reintroduzione di una legge che oggi sospendete. Cioè avete approvato, la sospendete, però ci riserviamo con un'altra legge di reintrodurla. Ma vi pare che sul piano anche della tecnica legislativa sia coerente, un modo di risolvere un problema? Allora io capisco l'imbarazzo, l'imbarazzo di chi prima tassa, di chi poi dopo la sollevazione a iniziativa delle opposizioni e nella distrazione di qualche organizzazione sindacale che, come per le trivelle, si sta pronunciando addirittura per il no al referendum, quando gli è comodo gridare, solo che non ha oggi la controparte che è un governo di centrodestra, ma allora usciamo da questi equivoci. Noi qui denunciamo questi fatti e continueremo a denunciarli, che ci sia la CGIL o non ci sia, per essere molto chiari, però un sistema di questo genere che state costruendo è davvero mostruoso sul piano della tecnica legislativa. Prima introducete le tasse, ora le sospendete, però rimandate a una nuova previsione legislativa. Ma che senso ha? Allora accogliete la proposta di questo emendamento che elimina quello che voi avete prodotto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Sabatini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SABATINI FRANCESCO (PD). Sì, Presidente, solo per dire che su alcuni argomenti io mi rifiuto di scontrarmi con l'opposizione. Quando ho parlato di disavanzo e ho affrontato il tema del disavanzo sanitario, io me ne guardo bene che si denunci, che si attribuisca una responsabilità al centrosinistra o al centrodestra, ho sempre detto che il disavanzo sanitario è una responsabilità diffusa fra tutte le parti. E quando si parla di accantonamenti, onorevole Truzzu, io ho molto rispetto della sua persona, ma cosa vorrebbe dire? Che gli accantonamenti che sono stati fatti dallo Stato sono attribuibili al centrosinistra?

(Interruzione del consigliere Paolo Truzzu)

Allora, ha scoperto l'acqua calda che ci sono 680 milioni. Io nella mia relazione ho detto che va rimesso in discussione, va aperto un confronto con lo Stato. Quindi di che cosa stiamo parlando? Sulla legge che riguarda le tasse la storia è chiara. A me nessuno può dire che ho mai parlato di imposizione delle tasse perché ho sempre fatto le battaglie, anche quando c'eravate voi ed eravate inizialmente poco convinti di tagliare l'Irap, eppure ci siamo riusciti con un ragionamento che ci ha visto accomunati. Ho fatto una battaglia anche per rivedere quella legge che approvammo a dicembre, ma che abbiamo approvato di fronte a una forte preoccupazione di un disavanzo di proporzioni gigantesche, che ci ha preoccupato in quel momento, e che se quella legge non veniva approvata entro il 31 dicembre non poteva essere più approvata. Quindi noi abbiamo messo le mani avanti e poi abbiamo lavorato, dall'approvazione di quella legge, a trovare le risorse e ad approvare un piano di rientro per mettere sotto controllo la spesa sanitaria storica, che ci siamo ritrovati nel tempo, e abbiamo lavorato, quindi, a un piano di rientro e a trovare le risorse per poter dire: "Non c'è più bisogno di incrementare le tasse, ma abbiamo trovato le risorse nel bilancio". E abbiamo così operato in modo chiaro e i sardi credo che l'abbiano capito. Quella legge però - e io vi inviterei a riflettere - riconosce anche un diritto impositivo che da più autonomia alla nostra Regione. Ad esempio io sono del parere che nella prossima finanziaria l'Irpef così com'è, con una tariffa unica, va ripensata perché non è pensabile che le fasce più deboli paghino una percentuale di Irpef uguale a chi guadagna di più e può pagare di più. Allora quella legge non impugnata riconosce a noi piena autonomia impositiva e quindi di rimodulare non per forza al rialzo, ma anche al ribasso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Desini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DESINI ROBERTO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Presidente, intervengo su questo emendamento anche perché poc'anzi il collega Carta mi invitava a votare favorevolmente a questo emendamento, ma ovviamente non accolgo l'invito del collega Carta e pertanto esprimo il voto contrario, ma soprattutto per ritornare sull'aspetto delle tasse o non tasse. Vorrei di nuovo esplicitare il pensiero che, come diceva poc'anzi il collega Sabatini, entro il 31 dicembre abbiamo dovuto mettere in sicurezza il bilancio della Regione autonoma della Sardegna e che dopo aver messo in sicurezza il bilancio abbiamo adottato tutti i provvedimenti per evitare che i sardi, che giustamente… l'ho detto allora e lo ribadisco tranquillamente, non era giusto che tutti i sardi dovessero pagare delle responsabilità di pochi, nella maniera più assoluta. Ebbene, io penso che sia anche un atto di umiltà rivedere le proprie posizioni e soprattutto cercare di porre rimedio a un provvedimento che sicuramente dal punto di vista morale e sociale era ingiusto, però adesso, ed è una contraddizione anche nel momento in cui voi presentate l'emendamento al comma 8 dell'articolo 1 e dopo votate contro dopo che avete presentato l'emendamento. È palese il gioco delle parti e il gioco della minoranza, e lo capiamo, ma non potete adesso accusarci e dire che noi abbiamo un'azione schizofrenica o che vogliamo mettere le tasse. Sono state congelate e qualora le dovessimo reintrodurre di nuovo l'aumento di quelle aliquote dobbiamo adottare un provvedimento legislativo. Più chiaro di così! Ecco il motivo per il quale il voto è contrario a questo emendamento.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 4 e 263, uguali.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'articolo 1.

Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Presidente, intervengo per dichiarare il voto contrario all'articolo 1 per tutte le ragioni che abbiamo elencato durante il confronto sullo stesso articolo, ma nella discussione generale in particolare. Noi pensiamo che questa finanziaria, così come ancora meglio riscritta e modificata dalla Commissione, con gli emendamenti eccetera, non abbia quella spinta che serve invece alla Regione Sardegna. Qui dentro c'è il cuore di tutta la strategia del governo regionale e non abbiamo potuto ravvisare una strategia certa, in particolare quella necessaria nell'azione di revisione e di rimodulazione della spesa storica, e lo possiamo vedere molto bene nell'elenco delle tabelle A, B, C e D, quindi non c'è un'azione precisa, un indirizzo preciso. Come dice il Presidente ombra, è una manovra finanziaria di regolazione, forse di regolazione di conti all'interno della maggioranza, però siamo sicuri che non dia alla Sardegna quella spinta di cui, invece, si ha necessità. Sarebbe secondo noi importante nel prosieguo di questa discussione valutare, come ha fatto notare il collega Truzzu, che sugli accantonamenti, così come predica anche il relatore di maggioranza, si possa fare un nuovo ragionamento. Si provi davvero a vedere qual è la spinta non autonomistica, ma addirittura quella spinta che qualcuno di voi si spinge a dire indipendentista di questa maggioranza. Non c'è, pensiamo, una volontà non neanche di contrapporsi, ma di confrontarsi sul pari livello con il Governo nazionale, ma non tanto con il presidente Renzi e con il ministro Padoan, quanto con la struttura del ministero…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Presidente, questo articolo sul quale voteremo contro è un articolo che costituisce una delle basi, una delle colonne di questa legge finanziaria, e soprattutto uno degli elementi che piuttosto che essere il fulcro della programmazione finanziaria di questa Giunta è uno dei desiderata. Perché questa programmazione unitaria finanziaria tanto sbandierata ha dimostrato che non c'è a oggi, ha dimostrato di aver fallito, non c'è stata assolutamente la possibilità di capire che c'è la capacità da parte di questo Governo regionale di evitare doppioni, di dare indirizzi inutili, c'è un allegro caos, un'allegra confusione che fa a pugni con i propositi sbandierati con profusione di mezzi. E' la profusione di mezzi in tema di comunicazione che vi è molto cara, perché questo Governo regionale si distingue, si è distinto e penso che purtroppo si distinguerà per la capacità di stimolare l'opinione pubblica attraverso l'uso massiccio dei mass-media e degli addetti stampa che sono bravissimi. Devo riconoscere che avete degli addetti stampa bravissimi, però non potete assolutamente consentire agli addetti stampa di fare gli Assessori. Dico, signori Assessori, mettete in campo qualcosa da assessore piuttosto che notizie da addetti stampa, sicuramente la comunità isolana vi sarà grata. E questo articolo 1 poi contiene quella norma che stamattina definivo "marchettone elettorale", il comma 8, che è la dimostrazione palese che quando c'è l'approssimarsi di elezioni amministrative o politiche certa politica trema, certa politica fa passi indietro, certa politica fa passi avanti, non riesce a tenere il punto. Se voi avevate la convinzione, così come l'assessore Paci aveva la convinzione, è innegabile, che bisognasse in qualche modo aumentare le addizionali avreste dovuto tenere il punto. Il governo regionale avrebbe dovuto tenere il punto, non l'ha fatto, ha fatto un passo indietro, non di lato, e non avanti. Assessore Paci, avete fatto un passo indietro, sotto certi profili indecoroso, perché è stato…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Presidente, ma questo articolo 1 è veramente la regola che conferma che nei principi, nelle azioni più importanti avete ancora fallito. E cito fra tutti il rapporto con lo Stato, la partita delle entrate, ma voglio anche sottolineare, e lo faccio con l'assessore Paci con assoluta onestà intellettuale. Assessore, se veramente non ci si voleva sottoporre al Governo bisognava impugnare quell'articolo 26 della legge di stabilità della finanziaria dello Stato, che di fatto impedisce invece alle Regioni di modificare appunto le proprie posizioni fiscali. Non solo, voi con il comma 8 lasciate intendere, e comunque noi questo lo pensiamo, che appunto vi siete fatti imporre una norma, vi farete imporre una norma, e solo dopo che lo Stato dirà sì, o se vi autorizzerà, o se non la impugnerà, allora deciderete sulla nuova imposizione fiscale. E questa è una sconfitta, una sconfitta della nostra autonomia, della nostra specificità. E assolutamente non ci fa pensare bene per la partita che dovremo trattare in materia di entrate. Ancora, la programmazione unitaria, è dall'anno scorso che lei la rappresenta come la soluzione di tanti problemi e soprattutto uno strumento importante, ad oggi ci auguriamo di poter essere smentiti, però come le abbiamo già detto, non voglio tediare nessuno, abbiamo una programmazione comunitaria ingessata, abbiamo una combinazione con le risorse regionali sulle attività produttive in particolare e sul discorso del lavoro dall'altra assolutamente insufficienti e mal combinate, e aspettiamo di veder i primi risultati. L'ultimo aspetto che ci preoccupa e che, per carità, è sempre stato una delle possibili soluzioni, però mi pare che col mutuo dell'anno scorso abbiate avuto una buona quota d'indebitamento, crediamo anche che nei commi in cui si parla di eventuale sottoscrizione di altri mutui, che sia per ragioni di anticipazione di liquidità del settore sanitario, che sia per ragioni di sanità o altro, comunque fate presagire che non disdegnerete di accendere nuovi mutui. Quindi credo che con questo articolo 1 non abbiate raggiunto degli ottimi risultati, anzi secondo me state rimettendo in discussione quello che avete detto nella finanziaria dell'anno scorso e che purtroppo grandi frutti non ha dato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (FI). Presidente, colleghi, io devo essere onesto trovo ingeneroso l'appellativo di "Presidente ombra" che è stato immeritatamente attribuito all'assessore Paci, e piuttosto… No? E' Maninchedda? Assessore, io ho capito male, mi scuso due volte! Io, scusandomi, le affido invece quello di "Presidente facente funzioni", perché? Perché è in chiave burocratica che l'assessore Paci si è preoccupato di impostare questa norma finanziaria, che troviamo priva di anima, che troviamo priva di programmazione politica, che troviamo scollegata dal consenso che questa maggioranza e il suo Presidente hanno chiesto ai sardi alcuni anni or sono. Hanno tracciato un percorso politico che non s'identifica negli atti che voi state compiendo, troviamo piuttosto un tentativo di fare bene i compiti, di assicurarsi che il lavoro svolto sia di gradimento del Governo centrale, notiamo la preoccupazione di far vedere che l'azione che il Governo centrale vuole svolgere, cioè quella di drenare risorse, quella di togliere risorse economiche alla Sardegna, è un'operazione che può fare con il complice servilismo della Giunta regionale. Ecco perché in questo non possiamo dimenticare che la sottrazione di risorse da parte dello Stato avviene soltanto con l'accantonamento. Quanto Stato in meno c'è in Sardegna? Quanto lo Stato sta abbandonando i territori attraverso i suoi asset? Quanto lo Stato sta facendo mancare la sua presenza? Quanto sarà costretta la Regione, senza le risorse, a soccorrere la Sardegna per lo Stato che non c'è più? Ora di tutto questo, di questa assenza delle istituzioni con la vostra complicità, non vi è traccia di soluzione all'interno di questa norma e il cittadino sardo, la famiglia che ne rappresenta ormai probabilmente l'ultima istituzione funzionante è completamente abbandonato, non vi è traccia di un'iniziativa a favore dell'impresa, non vi è traccia di qualche cosa che vada oltre l'assistenza, vi è però traccia…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oscar Cherchi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (FI). Presidente, per proseguire nel ragionamento del collega Tunis, innanzitutto voterò contro l'articolo 1. Io non credo che ci siano né Presidenti, né assessori ombra, è tutta un'ombra generale e quindi non è che ci sia molto francamente da sottolineare, penso invece che quello dove bisogna pigiare l'acceleratore sarebbe stato quello di un progetto politico che avrebbe dovuto dare una visibilità, una trasparenza a questa legge finanziaria, questa è una legge finanziaria che probabilmente si basa su concetti teorici, anzi più che probabilmente è basata solo ed esclusivamente su concetti teorici e non guardano certamente al futuro politico, o per lo meno allo sviluppo politico di un territorio che deve essere chiaramente salvaguardato. Lo dicevamo prima, è un problema di scelte, quando c'era il governo centrosinistra stranamente si parla di tasse, questo è un luogo comune oramai da tempo, sia che sia così a livello nazionale, sia quello del livello regionale, così come le riforme necessariamente devono essere fatte perché se non si fanno riforme probabilmente non si è soddisfatti del proprio progetto politico che bisogna portare avanti. Allora, da un certo punto di vista tecnicamente possiamo anche capire le giustificazioni all'interno dell'articolo 1, quindi dei vari commi, non ne accettiamo chiaramente la scelta in quanto non ha e non dà certezza al futuro, tra l'altro leggevo adesso nei comunicati che ci manda l'ufficio stampa del Consiglio regionale, un intervento così com'è stato definito "Presidente ombra" che cita e interviene sulla finanziaria da buon Assessore dei lavori pubblici, interviene sulla finanziaria e giustifica un particolare che non è stato ancora considerato durante la discussione generale della finanziaria: che è quello dell'aumento dell'occupazione rispetto alla richiesta di posti di lavoro, io non ho mai sentito e non ho mai visto all'interno di quest'aula fare considerazioni di questo tipo durante l'approvazione e la discussione di una legge finanziaria. Ci sono altri tipi di considerazioni, che vanno viste in altri momenti e in altri settori, ma una finanziaria non può dare e non può chiaramente portare nessuno nuovo posto di lavoro o giustificare eventuali posti di lavoro, quindi credo che quell'intervento sia un intervento fuori luogo, fuori discussione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Crisponi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Grazie. Beh certo, mi dispiace assessore Paci, hanno cercato di attribuirle un ruolo però deve concordare che gliene hanno dato un altro lungo strada, perché la dovremmo chiamare Robin Paci, è un Robin Hood alla rovescia in definitiva, perché quella legge che è nata in capo al suo assessorato era la legge che andava a distruggere letteralmente le poche chance di equità nei confronti delle famiglie, dei cittadini, e soprattutto delle imprese, quindi in quello stesso momento in cui voi avete immaginato quella mefitica iniziativa legislativa, avete praticamente mandato ko le aspirazioni da un lato delle imprese sui lavoratori, poi le occupazioni delle famiglie, poi c'è stato un passo indietro ugualmente affrettato rispetto al momento in cui avete immaginato che si dovesse procedere con una tassazione e un incremento delle aliquote Irpef e con l'introduzione dopo che il governo di centrodestra aveva eliminato proprio quella dell'Irap. Quindi inevitabilmente tutto questo che oggi ritroviamo in questo articolo 1 non può che vederci contrari ed esprimere sicuramente un voto sicuramente negativo, ma ancor di più perché riappare ed emergere di nuovo dalle nebbie della vostra finanziaria questo mefitico e mi pare che possa concentrarsi davvero su tutto l'articolo 1 del comma 8 che fa veramente paura, perché evidentemente quella malsana idea che è venuta disastrosamente alla vostra mente di poter tassare a suo tempo, fatti passi indietro, rintuzzati dalle proteste dei cittadini, dei sindacati e soprattutto di coloro i quali avevano sensibilità per proteggere se stessi, la propria famiglia, il proprio capitale d'impresa, voi le fate fare nuovamente capolino. Non è un bel segnale, questo naturalmente va detto e spiegato ecco perché mi pare davvero appropriato questo che si possa chiamare il Robin Hood alla rovescia, quindi il vostro intento purtroppo ferirà ancora le ambizioni e le aspirazioni di tutti quelli che hanno a cuore le sorti della nostra terra e della nostra gente e, naturalmente e inevitabilmente, almeno in questo contesto il nostro sarà un voto negativo, fermo, all'approvazione dell'articolo 1.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Grazie Presidente, è da parecchie ore che non sentiamo altro che parlare dell'assessore Paci, mi dispiace per l'assenza del Presidente della Regione, è la prima volta in 40 anni che un Presidente della Regione non si fa vedere quando si discute un documento come quello della finanziaria e del bilancio, non so se sia l'anticamera di un terremoto politico, e non so se Pigliaru finirà questa legislatura, ho i miei dubbi, ma volevo ricordare ai colleghi che l'assessore Paci, che forse sarebbe stato meglio dov'era prima, forse lui stesso avrebbe svolto meglio il proprio lavoro, è lì perché noi l'abbiamo voluto e la disistima che noi abbiamo nei confronti di noi stessi perché la politica non c'è più, la politica come arte non c'è più, il discorso che si sente è un rifiuto, è un vergognarsi di se stessi, è un richiamo al polo civico, alla gente civica, al fatto che i governi non sono più quelli eletti dal popolo, ma sono quelli inventati. Io ne ho qualcuno qua: Governo a termine, di specie, Governo tecnico, Governo del presidente, Governo di scopo, Governo dei saggi e chi vince le elezioni qui fa i governi tenendo presente queste peculiarità, chi vince, io lo dicevo anche quando c'era anche quell'altro mio amico Presidente, crede di essere stato eletto per virtù soprannaturali e si sceglie la Giunta che vuole, i partiti non c'entrano niente, e quando io sento, furbescamente, che qualcuno annuncia il proprio voto favorevole a proposito della Giunta, Assessore, non ci creda, non ci creda perché non è così, perché non è lei, non sono i singoli assessori presi singolarmente, è la legge elettorale, è la politica che noi abbiamo messo in movimento che rifiuta che lì, al posto dei tecnici e dei professori ci siano i politici che si sono esposti con i loro programmi elettorali e sono andati in giro a dire che avrebbero fatto gli assessori e che adesso sono qui ad osannare, ad osannare che cosa? Noi stiamo rifiutando noi stessi, affinché la politica e i partiti politici si ha vergogna di presentare il simbolo del proprio partito politico, ma lo ritenete una cosa giusta? Ma andiamo a casa!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Sabatini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SABATINI FRANCESCO (PD). Intanto per dire che condivido il ragionamento che faceva poc'anzi il Presidente Floris, la politica deve tornare al centro dell'attività che si svolge in questo Consiglio regionale come in tutte le istituzioni, intervengo per ribattere a quanto affermato dall'onorevole Oscar Cherchi che non condivido, anzi rimango così un po' sgomento su queste affermazioni, le politiche del lavoro non riguardano la manovra finanziaria, le politiche del lavoro e i dati sull'occupazione sono al centro di una manovra finanziaria, questa manovra finanziaria pone molta attenzione sulle politiche del lavoro, guai se non fosse così, addirittura nella mia relazione ho affrontato il contrario, ho detto che questa manovra finanziaria pone al centro la ripresa e deve sostenere la crescita, è la cartina tornasole per verificare se questa crescita c'è è la creazione di nuovi posti di lavoro, ho letto anch'io l'agenzia dell'assessore Maninchedda e la trovo molto opportuna e dà atto di un risultato e di un lavoro che c'è stato e che è inconfutabile, dove c'è un aumento di posti di lavoro e non c'è una diminuzione di chi cerca lavoro, perché spesso quel dato maschera il dato positivo che invece questa volta c'è.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Il problema se lo liquidate così è un problema vostro di responsabilità di questa maggioranza, io eviterei davvero, sul fronte delle politiche del lavoro, di fare una valutazione più seria e ponderata. Intanto la Sardegna ha un tasso di disoccupazione che dello 18,2 percento, non è del 16 come avete detto, Assessore. Questi sono i dati certificati non dall'agenzia Fitch, ma dati Istat, dati ripresi dalla Banca d'Italia e anche dall'agenzia Crenos. L'aumento dell'occupazione e della disoccupazione, anche quei dati vanno letti, io ve l'ho detto anche la volta scorsa, voi non vi state ponendo il problema che nell'ultimo esercizio il settore del commercio e delle attività alberghiere segna meno 16 mila occupati; il settore delle costruzioni segna meno 6 mila occupati; l'industria segna meno 5 mila occupati. Che sono i settori nevralgici quelli che costituiscono la base dello sviluppo produttivo, economico della nostra isola. Se vuoi non analizzate bene il dato rischiate, e lo dico proprio perché penso che debba essere una preoccupazione comune, quella di mettere in campo, non misure ordinarie presidente Sabatini, perché con l'ordinarietà noi non possiamo assolutamente affrontare un dramma come quello della disoccupazione in Sardegna. Ci vogliono purtroppo misure straordinarie ancora nella nostra isola e non abbiamo colto, in questa finanziaria, politica vere attive del lavoro, non lo diciamo da soli, lo dice la Cisl, lo dicono altre associazioni di categoria, che sono gravemente preoccupate, preoccupatevi del comparto artigianale, preoccupatevi delle piccole e medie imprese perché lo sviluppo passa attraverso il sostegno di questi comparti. Allora, ecco perché non leggere attentamente i dati e dare i numeri, poi qualche Assessore che sia presente in quest'aula ci farebbe anche piacere perché abbiamo solo l'assessore Paci, si partecipa al dibattito attraverso comunicati stampa.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio approva).

Metto ora in votazione l'emendamento numero 734.

Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Questo è uno di quegli argomenti che riguardano la occupazione e non vorremmo che facesse aumentare per così com'è scritta invece la disoccupazione, sarebbe forse necessario su questo testo che ci fosse un'interpretazione autentica ex ante di questo articolo, perché leggendo l'ultimo periodo non si capisce nemmeno qual è l'obiettivo che intende raggiungere. Veramente vi invito a leggerlo ed eventualmente correggerlo, se può essere utile, perché così veramente non si capisce nemmeno che cosa significa, cioè sono quattro righe prive di significato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Truzzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Per prima cosa per associarmi ai dubbi del collega Locci, la seconda per far presente che il sottoscritto ha presentato un emendamento, esattamente il numero 329 all'articolo 3, che aveva proprio la funzione di istituire l'area di crisi dell'Oristanese e del Medio Campidano. Siccome l'argomento è sostanzialmente lo stesso e anche il senso dell'emendamento chiederei di unirli in qualche modo, in modo da rendere gli emendamenti un emendamento unico.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Sabatini. Ne ha facoltà.

SABATINI FRANCESCO (PD). Presidente, potremmo spostarlo all'articolo 3 e fare un emendamento di sintesi. Non ci sono problemi.

PRESIDENTE. Allora, visto che sono la stessa cosa spostiamo l'emendamento numero 734 all'articolo 3 per unificarlo con l'emendamento numero 329.

Metto ora in votazione l'emendamento numero 788, emendamento all'emendamento numero 419.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Lotto. Ne ha facoltà.

LOTTO LUIGI (PD). Vorrei chiedere se fosse possibile inserire, nell'emendamento 419, un emendamento orale tecnico perché alla quart'ultima riga, dove si dice "interamente al correlato bilancio", andrebbero inserite le parole "capitolo del". Perché è più corretto dal punto di vista dell'identificazione.

PRESIDENTE. Chiedo se ci sono obiezioni all'emendamento orale. L'emendamento orale viene accolto.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 788.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento all'emendamento numero 789.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 419, con l'emendamento orale accolto dal Consiglio.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio approva).

Metto ora in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 652.

Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Con questo emendamento ci rifacciamo esattamente a una delibera di Giunta del novembre 2014 che ha istituito l'elenco regionale e quindi il bacino regionale dei lavoratori socialmente utili, così come arrivavano già dalla legge del 1997.

I meccanismi che sono previsti in questa norma richiamano la legge nazionale numero 125 del 2013 che consente i percorsi di assunzione dei lavoratori socialmente utili ancora presenti nei bacini regionali. Questa norma consente di non computare il costo del personale sulla spesa corrente, e, siccome sono indicati gli enti territoriali quali enti sui quali sarebbe possibile procedere all'assunzione, chiediamo alla Giunta - questa è una norma programmatica che tiene conto di una copertura finanziaria peraltro già prevista per questo capitolo per questa funzione - di prevedere un piano triennale per portare a esaurimento questo elenco.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 652.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio non approva).

Metto ora in votazione l'emendamento numero 735.

Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Demontis. Ne ha facoltà.

DEMONTIS SALVATORE (PD). Se è possibile vorrei proporre un emendamento orale, Presidente. Dopo la frase "ai Consorzi industriali provinciali" andrebbe aggiunto ", alle ZIR", per poi proseguire "ed ai Consorzi di bonifica".

PRESIDENTE. Chiedo se c'è accordo sull'emendamento orale proposto.

L'emendamento orale e acquisito. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Come ho già avuto modo di dire in Commissione, la Giunta ritiene illegittimo questo emendamento perché non fa parte delle prerogative della Regione l'ordinamento privatistico, che è attribuito alla competenza esclusiva allo Stato. Dopodiché, se vogliono darsi segnali politici, noi ci rimettiamo all'Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). In considerazione delle dichiarazioni della Giunta, io non sono d'accordo sull'emendamento orale.

PRESIDENTE. L'emendamento orale non è acquisito perché non c'è accordo, mettiamo quindi in votazione il testo dell'emendamento così com'è stato presentato.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 735.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 1 bis. All'articolo 1 bis sono stati presentati gli emendamenti: soppressivo totale numero 16, soppressi totali numero 17, 18, 19, 20, 21, 22 e 23, nonché l'emendamento aggiuntivo numero 485.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1 bis:

Articolo 1 bis

Organismo strumentale
per gli interventi europei della Regione

1. Al fine di favorire la gestione finanziaria, il controllo e la rendicontazione e facilitare l'attuazione degli interventi finanziati dalle risorse europee, è istituito, in conformità alla legislazione statale, l'Organismo strumentale per gli interventi europei della Regione avente a oggetto esclusivo la gestione degli interventi europei, dotato di autonomia gestionale e contabile e privo di personalità giuridica, senza oneri aggiuntivi sul bilancio regionale.

2. Con la presente legge è autorizzata, ai sensi dell'articolo 1, comma 2, lettera b), del decreto legislativo n. 118 del 2011, la gestione fuori bilancio dell'organismo di cui al comma 1 e sono disposti i trasferimenti allo stesso di tutti i crediti regionali riguardanti le risorse europee e di cofinanziamento nazionale e di tutti i debiti regionali agli aventi diritto, riguardanti gli interventi europei, risultanti da obbligazioni giuridicamente perfezionate.

3. Con successiva deliberazione della Giunta regionale, adottata su proposta dell'Assessore competente in materia di programmazione, si provvede alle variazioni di bilancio conseguenti all'attuazione dell'articolo 1, commi 793 e 794, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 (legge di stabilità 2016), relativi alla registrazione nelle scritture patrimoniali e finanziarie del trasferimento dei crediti e dei debiti all'organismo.

4. Nelle more dell'effettiva operatività dell'organismo di cui al comma 1, la Regione assicura, per conto del medesimo organismo, gli adempimenti connessi alla gestione finanziaria degli interventi europei; tale gestione è a tutti gli effetti imputata all'organismo al momento della sua istituzione.

5. Per lo svolgimento della propria attività, l'organismo si avvale dei beni e del personale della Regione anche ai fini dell'equilibrio finanziario, economico e patrimoniale dell'organismo medesimo per gli interventi europei.

6. Per la gestione dell'organismo strumentale di cui al comma 1 è istituito un apposito conto di tesoreria intestato allo stesso organismo.

7. La Giunta regionale, sentita la Commissione consiliare competente, con deliberazione provvede alla definizione dei criteri e delle modalità di funzionamento dell'organismo di cui al comma 1, nonché alla relativa disciplina del funzionamento e individua le misure organizzative necessarie ad assicurare l'attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo.).

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Sabatini, relatore di maggioranza.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Il parere è contrario su tutti gli emendamenti.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Apro la discussione sull'articolo 1 bis e sui relativi emendamenti.

Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione l'emendamento soppressivo totale numero 16.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Sull'ordine dei lavori, Presidente, perché l'emendamento che è stato appena approvato dà la dimensione… io solidarizzo con l'assessore Paci, avete approvato un emendamento illegittimo, che travalica la competenza di questa Regione, e se non date retta all'assessore Paci figuriamoci se date retta ai nostri emendamenti. Su questo articolo, in segno di protesta, noi ritiriamo i nostri emendamenti.

PRESIDENTE. Sono stati ritirati gli emendamenti numero 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22 e 23.

Dobbiamo quindi mettere in votazione il testo dell'articolo e poi l'emendamento aggiuntivo numero 485.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del testo dell'articolo 1 bis.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 485 aggiuntivo.

Ha domandato di parlare il consigliere Emilio Usula. Ne ha facoltà.

USULA EMILIO (Soberania e Indipendentzia). Grazie Presidente, quando abbiamo preparato e abbiamo messo appunto questo emendamento abbiamo pensato naturalmente alla gravissima povertà, l'ho detto ieri, lo ripeto oggi di risorse da mettere a bilancio. E quindi ci siamo sforzati, abbiamo fatto uno sforzo proprio per trovare più risorse. Noi abbiamo individuato in risorse allocate e non utilizzate, abbiamo ipotizzato, ma abbiamo anche contezza del fatto che ci siano delle risorse in SFIRS, a proposito di questo abbiamo fatto e abbiamo chiesto un'audizione dei responsabili della direzione della SFIRS nella terza Commissione, in quell'occasione chiesi una documentazione scritta, una relazione in merito a tutta una serie di richieste che poi ho anche esplicitato ancora di più con una comunicazione PEC al Presidente della Commissione, a tutt'oggi, passato un mese, non abbiamo ancora ricevuto nessuna risposta a queste richieste. A me sembra, e a noi sembra, assolutamente un atteggiamento inaccettabile, irriguardoso soprattutto per il ruolo di questo Consiglio regionale. Abbiamo chiesto a un organo, che poi è un organo della Regione come la SFIRS, di darci risposte su questi punti, sussistenza e consistenza e provenienza dei fondi regionali e comunitari in SFIRS, tipologia, utilizzo dei singoli fondi, previsione realistica di utilizzo nell'annualità 2016, ipotesi di un'iscrizione di tali fondi nel bilancio 2016 almeno di una parte eccedente i 60 milioni. In caso di esito negativo delle ipotesi di cui, appunto, al punto 4 quali vincoli determinerebbero l'impossibilità dell'acquisizione di tali fondi. Abbiamo fatto queste richieste, è passato un mese, non abbiamo avuto nessuna risposta. A noi sembra anche offensivo per il ruolo dell'Assemblea regionale che è la massima espressione del popolo sardo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Solo per dire che questo è stato un tema devo dire della possibile disponibilità di fondi non solo presso la SFIRS ma anche presso altri enti, agenzie controllate dalla Regione, si è parlato di AREA, si è parlato di invItalia, insomma di una serie di altre agenzie. Nella giusta ricerca anche di fondi aggiuntivi che potessero servire per rispondere alle tante emergenze che affliggono la nostra Regione. In particolare sulla SFIRS è stata fatta un'audizione dell'autorità di gestione di controllo Gian Luca Cadeddu e del Presidente della SFIRS dottor Tilocca. Hanno spiegato come la SFIRS ha per la quasi totalità fondi che derivano dalla programmazione comunitaria e quindi i fondi del FESR e fondi FSE, che sono tutti vincolati, in particolare i fondi FESR, che sono la buona parte del fondo di garanzia, sono vincolati per tutto 2016 e a metà del 2017, in parte potranno rendersi liberi. Mentre è possibile che ci possa essere qualche disponibilità su fondi FSE che saranno in particolare stavano facendo gli approfondimenti.

Quello che però vorrei dire è che, attenzione, stiamo parlando di una S.p.A. sotto il controllo della Banca d'Italia. Quindi non è che si possa intervenire sui bilanci di una società vigilata dalla Banca d'Italia modificandoli a piacimento. Non c'è ovviamente da parte di nessuno una poca attenzione al Consiglio, sono stati richiesti una mole di informazioni notevole, stanno per ultimare la preparazione del dossier che sarà presentato tra poco. Io quindi chiederei all'onorevole Usula che ha posto e ha fatto delle giuste osservazioni però in particolare questo emendamento chiederei il suo ritiro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SEL-Sardigna Libera). Io mi dichiaro d'accordo sulle dichiarazioni e sull'intervento dell'onorevole Usula. Siccome ho come sempre molta fiducia nell'assessore Paci spero che queste notizie possano arrivare nel più breve tempo possibile perché credo che sia il minimo. Quando l'onorevole Usula parla di atteggiamento quasi irriguardoso se si fa una richiesta anche in termini ufficiali in una Commissione, e quindi in un consesso come questo, credo che quelle risposte doverosamente dovrebbero pervenire. Io, ripeto, mi fido molto dell'assessore Paci e quindi credo che possano arrivare, anche perché non mi fido molto delle altre agenzie. Grazie.

PRESIDENTE. Chiedo all'onorevole Usula se intende ritirare l'emendamento.

Ha domandato di parlare il consigliere Emilio Usula. Ne ha facoltà.

USULA EMILIO (Soberania e Indipendentzia). Se ci sono le rassicurazioni che davvero avremo una risposta, a questo punto in tempi rapidissimi, io posso, ma con il consenso degli altri nove firmatari ritirare anche questo. Altrimenti possiamo anche votarlo… Lo ritiro.

PRESIDENTE. Grazie… Sarà difficile… Abbiamo concluso con l'articolo 1 bis. C'era una richiesta perché c'è un impegno politico di sospendere all'approvazione dell'articolo 1 bis la seduta. Quindi la seduta è tolta, il Consiglio è convocato martedì alle ore 15 mentre è la terza Commissione è convocata martedì alle ore 9 e 30.

La seduta è tolta alle ore 17 e 41.