Seduta n.158 del 18/03/2016 

CLVIII SEDUTA

(ANTIMERIDIANA)

Venerdì 18 marzo 2016

Presidenza del Presidente Gianfranco GANAU

La seduta è aperta alle ore 11 e 44.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 16 marzo 2016 (154), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Gianfranco Congiu, Lorenzo Cozzolino, Attilio Dedoni, Eugenio Lai, Gavino Manca, Giuseppe Meloni, Ignazio Giovanni Battista Tatti e Paolo Zedda hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 18 marzo 2016.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione per l'anno 2016 e per gli anni 2016-2018 (legge di stabilità 2016) e relativi allegati" (297/S/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione dell'articolato del disegno di legge numero 297/S/A.

Passiamo all'esame dell'articolo 1. All'articolo 1 sono stati presentati gli emendamenti numero 5, 774, 6, 775, 7, 776, 8, 777, 9, 778, 10, 779, 11, 780, 12, 781, 13, 782, 14, 15, 783, 784, 734, 4, 263, 419, 788, 789, 652 e 735.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1:

Art. 1

Disposizioni in materia di programmazione unitaria e finanziaria

1. La Regione informa la sua azione sul principio della programmazione unitaria. I programmi di spesa, compresi quelli attinenti la programmazione comunitaria, devono garantire il perseguimento degli obiettivi previsti dal Programma regionale di sviluppo. Il Presidente della Regione o il suo delegato per la programmazione unitaria adotta in tal senso idonee direttive che garantiscano l'unitarietà della programmazione regionale, l'integrazione tra i diversi fondi, in particolare per gli strumenti diretti allo sviluppo territoriale, e la concentrazione delle risorse.

2. Al fine del recepimento dei programmi finanziati con il concorso dell'Unione europea, sono stanziate in conto della missione 01 - programma 12, le somme da ripartire, con decreto dell'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, tra le linee di intervento di cui alla programmazione comunitaria 2014/2020 secondo il cronoprogramma della spesa valutata dalla Regione.

3. Le autorizzazioni legislative di spesa per le quali si dispone un rifinanziamento, una riduzione o una rimodulazione, ai sensi delle lettere b), c) e d) del paragrafo 7 del principio contabile applicato concernente la programmazione di bilancio (Allegato n. 4/1 al decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 (Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42)), sono determinate, per gli anni 2016-2018, nella misura indicata nelle allegate e corrispondenti tabelle A, B e C.

4. Per gli anni 2016-2018 sono autorizzate le spese di cui all'allegata tabella D, relative a interventi previsti da leggi di spesa regionali, ai sensi dell'articolo 4, comma 1, lettera e) della legge regionale 2 agosto 2006, n. 11 (Norme in materia di programmazione, di bilancio e di contabilità della Regione autonoma della Sardegna. Abrogazione della legge regionale 7 luglio 1975, n. 27, della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11 e della legge regionale 9 giugno 1999, n. 23), e della lettera b) del paragrafo 7 del principio contabile applicato concernente la programmazione di bilancio (Allegato n. 4/1 al decreto legislativo n. 118 del 2011).

5. Ai sensi dell'articolo 39, comma 10, del decreto legislativo n. 118 del 2011, e successive modifiche ed integrazioni, le autorizzazioni di spesa per le quali le disposizioni vigenti rimandano alla legge di bilancio la loro valutazione sono determinate, per gli anni 2016-2018, nella misura indicata nel correlato capitolo di spesa riportato nel bilancio finanziario gestionale.

6. Il risultato di amministrazione presunto alla chiusura dell'esercizio finanziario 2015 è determinato in euro -1.247.464.373,63 così come dimostrato nel Prospetto esplicativo del risultato presunto di amministrazione allegato alla presente legge. Al netto del disavanzo da debito autorizzato di cui al comma 7, il risultato di amministrazione presunto ammonta a euro -742.492.801,00.

7. L'ammontare del presunto disavanzo di amministrazione per debito autorizzato e non contratto, originariamente effetto dell'accantonamento al Fondo a garanzia della reiscrizione dei residui perenti per spese in c/capitale risultante dal rendiconto 2014 approvato con legge regionale 14 settembre 2015, n. 23 (Approvazione del Rendiconto generale della Regione per l'esercizio finanziario 2014), è rideterminato alla chiusura dell'esercizio 2015 in euro 504.971.752,63, al netto degli utilizzi del Fondo effettuati nel 2015. L'Amministrazione regionale provvede alla copertura del presunto disavanzo di amministrazione per debito autorizzato e non contratto di cui al presente comma mediante ricorso all'indebitamento, da contrarre solo per effettive esigenze di cassa. A tal fine è autorizzato, per l'anno 2016, il ricorso a uno o più mutui o in alternativa a prestiti obbligazionari, dall'Amministrazione regionale esclusivamente garantiti e per una durata non superiore a trenta anni, a un tasso di interesse non superiore a quello applicato dalla Cassa depositi e prestiti; i relativi oneri sono valutati nella missione 50 - programmi 01 e 02.

8. L'articolo 1 della legge regionale 23 dicembre 2015, n. 34 (Disposizioni urgenti in materia fiscale), è così modificato:

a) nel comma 1 le parole "per l'anno d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2015" sono sostituite dalle seguenti: "a decorrere dall'anno d'imposta successivo al 31 dicembre 2016, con apposita disposizione di legge";

b) nel comma 3 le parole "a decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2015" sono sostituite dalle seguenti: "a decorrere dal periodo d'imposta successivo al 31 dicembre 2016, con apposita disposizione di legge".

9. Al fine di provvedere alla contabilizzazione dell'anticipazione di liquidità di cui all'articolo 8 del decreto legge 19 giugno 2015, n. 78 (Disposizioni urgenti in materia di enti territoriali), sono istituiti nel bilancio regionale dell'esercizio finanziario 2016 e pluriennale 2016-2018, il "Fondo speciale per la restituzione della anticipazione concessa ai sensi dell'articolo 8 del decreto legge n. 78 del 2015", missione 20 - programma 02, e il capitolo di entrata denominato "Entrata da anticipazione di liquidità di cui all'articolo 8 del decreto legge n. 78 del 2015 per pagamento dei debiti certi, liquidi ed esigibili diversi da quelli finanziari e sanitari maturati al 31 dicembre 2014", categoria 6030100, con una dotazione finanziaria, in termini di competenza e cassa, rispettivamente di euro 215.657.793,36.

10. Il Fondo di cui al comma 9 non è soggetto a impegno e genera un'economia di bilancio che confluisce nel risultato di amministrazione come quota accantonata, per l'importo della anticipazione erogata al netto della quota capitale già pagata. La quota accantonata al medesimo Fondo è applicata parzialmente al bilancio dell'esercizio successivo per il finanziamento della quota capitale di rimborso dell'anticipazione erogata. La copertura degli oneri per il rimborso dell'anticipazione di liquidità è individuata, a decorrere dall'esercizio finanziario 2017, nella missione 50 - programmi 01 e 02. Nel caso in cui la rata costante del piano di ammortamento risulti differente rispetto all'importo stanziato nei capitoli di bilancio per il pagamento della stessa, la Giunta regionale è autorizzata a effettuare le relative variazioni.)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Sabatini, relatore di maggioranza.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Il parere è negativo per gli emendamenti numero 5, 774, 6, 775, 7, 776, 8, 777, 4, 778, 10, 779, 11, 780, 12, 781, 13, 782, 14, 15, 783, 784, 263, 652, 788, 789.

Il parere è favorevole per gli emendamenti numero 734 e 419.

La Commissione si rimette all'Aula per l'emendamento numero 735.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Parere conforme alla Commissione.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Sull'ordine dei lavori. Abbiamo la necessità, anche per fare un lavoro in Commissione molto più attento, di poter capire come verranno discussi gli articoli e i relativi emendamenti, perché negli anni passati si avevano tutti gli emendamenti a disposizione e si lavorava in Commissione anche per blocchi, ma gli emendamenti erano nella disponibilità dei consiglieri anche al fine di poter presentare degli emendamenti agli emendamenti. Stamattina, in condizioni assolutamente atipiche, abbiamo potuto presentare degli emendamenti agli emendamenti. Quindi le chiedo, al fine di poter valutare poi come dobbiamo proseguire, qual è il tempo in cui possiamo presentare gli emendamenti agli emendamenti. Perché, sottolineo, che se andiamo in Commissione articolo per articolo e poi inizia l'Aula non abbiamo poi materialmente il tempo di rispettare l'ora di deposito degli emendamenti agli emendamenti.

PRESIDENTE. Sì, infatti stamane in deroga al Regolamento sono stati giustamente accettati, anche se non c'era l'ora canonica, gli emendamenti all'articolo 1. Però questo problema non sussiste più, nel senso che abbiamo già gli emendamenti dall'articolo 1 all'articolo 3, che verosimilmente iniziamo la discussione dell'articolo 1 oggi, e che questo pomeriggio alle ore 15 si può riunire la Commissione e andare avanti nella valutazione degli emendamenti, e che alle 15 dovrebbero essere pronti tutti gli emendamenti a disposizione della Commissione. Quindi stasera andremo, faccio un'ipotesi, all'1 bis su cui abbiamo già e c'è la possibilità di presentare degli emendamenti che sono stati già presentati degli emendamenti che sono stati visti dalla Commissione con parere e possono essere emendati, e da stasera in poi non c'è più il problema perché avremmo tutti gli emendamenti disponibili e possiamo o può anche organizzarsi la Commissione per blocchi, perché credo che non riusciremo a fare 20 articoli in una giornata insomma, voglio essere realistico.

Discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione per l'anno 2016 e per gli anni 2016-2018 (legge di stabilità 2016) e relativi allegati" (297/S/A)

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Ignazio Locci. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Nell'articolo 1 è un po' racchiusa tutta la sostanza di questa manovra di bilancio e in particolare l'indicazione precisa delle tabelle allegate alla legge di bilancio stessa e cioè le tabelle A, B, C e D del bilancio. Noi abbiamo già, in sede di Commissione e anche di discussione generale, posto l'accento sulla secondo noi mancata occasione di revisione della spesa, cioè un aggiustamento rispetto alle poste che storicamente questa Regione spende e investe in tutti i settori e segmenti, sia dell'Amministrazione regionale, le sue partecipate e la società sarda. Noi pensiamo che proprio l'occasione data dalle norme sul bilancio armonizzato, fosse anche un'occasione data alla politica per poter incidere sulla riorganizzazione e revisione di questa spesa. Quindi, non ravvisiamo in questo articolo e in questa legge finanziaria l'occasione che c'è stata posta come occasione di modifica del modus operandi di questa Aula, ma di questa politica in questo momento. Vengo alla questione degli emendamenti che sono stati giudicati con un parere positivo dalla Commissione, in particolare mi riferisco all'emendamento numero 419 che è un emendamento, Presidente, che in qualche modo, a pagina 26, a nostro modesto parere è quasi un incoraggiamento rivolto ai nostri enti locali al fine di attivare tutte quelle misure previste dal DL 203 del 2005 di polizia tributaria. In un momento in cui lo Stato non garantisce, neanche con questa norma, la rimessione delle risorse che potenzialmente possono essere recuperate dalla lotta all'evasione a cui partecipano gli enti locali sardi, non garantisce senza una norma di attuazione un rapporto tra la Regione Sardegna e il Governo nazionale, questa norma non garantisce il meccanismo di diretta contribuzione alla finanza degli enti locali, così come prevista da questa norma, per questo noi proponiamo anche l'emendamento all'emendamento, perché riconosciamo un principio generale valido ma proponiamo con l'emendamento all'emendamento di posticipare l'applicazione al 2019 come anno finanziario, proprio per poterci garantire in questo lasso di tempo l'opportunità di convenzionare con lo Stato, anche eventualmente in sede di nuovi accordi sulle entrate, anche questa partita.

Un altro emendamento all'emendamento che noi abbiamo presentato, che non ha il sapore provocatorio ma semplicemente ci sostituiamo come visione della redistribuzione delle risorse, noi pensiamo che, nell'eventualità che questo articolo dovesse vedere la sua reale applicazione, ma esclusivamente nei tempi che abbiamo detto con l'emendamento, ci sia un intervento ulteriore a favore dei Comuni alluvionati il 18 novembre 2013.

Quindi, diciamo come impostazione di metodo rispetto all'applicazione di questa norma, che non condividiamo perché siamo certi che i Comuni non sono ancora in grado di gestire la partita delle entrate e quindi di contribuire eventualmente al lavoro dell'Agenzia delle entrate, e con questa norma non ci garantiamo comunque che lo Stato ce le diversi, a questo punto dico: prendiamoci il tempo, convenzionano con lo Stato questo meccanismo e utilizziamo l'eventuale introito, quando va a regime questo meccanismo, per finanziare e aiutare quei Comuni che sono stati colpiti dall'alluvione del 2013. Potrebbe essere anche un sistema valido per diminuire lo sforzo che viene richiesto le casse regionali nell'intervento dovuto a queste comunità colpite dall'alluvione.

Questione sospensiva

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Presidente, mi si chiede da più parti di porre una questione pregiudiziale. L'esame della finanziaria non può aver luogo se non attraverso una visione completa e una conoscenza completa degli emendamenti, quindi la questione che io pongo è quella di sospendere i lavori dell'esame dell'articolato finché non sono presenti in aula tutti gli emendamenti. Quindi, le chiedo di sottoporre al voto dell'Aula questa pregiudiziale, Presidente.

PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, io metto ovviamente in votazione la questione pregiudiziale, non potrei esimermi da questo, però ci tengo a precisare che è prassi anche nelle altre finanziarie che abbiamo sempre lavorato utilizzando i pareri sugli emendamenti agli articoli che erano passati in Commissione procedendo progressivamente. Però, siccome c'è una pregiudiziale che chiede la sospensione, io devo chiedere all'Aula di esprimersi su questo.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Ad integrazione, Presidente. Chiedo che con la votazione si verifichi il numero legale.

PRESIDENTE. Non può chiedere la verifica del numero legale. La pregiudiziale va votata per alzata di mano, e siccome non c'è una votazione in questo momento non si può chiedere, per Regolamento, la verifica del numero legale.

(Interruzione del consigliere Pietro Pittalis)

PRESIDENTE. No, questa è una votazione per alzata di mano perché riguarda una questione pregiudiziale, per alzata di mano non verifichiamo il numero legale e la richiesta di verifica del numero legale non può essere fatta se non in presenza di una votazione.

Metto in votazione la richiesta di sospendere la discussione in attesa del parere su tutti gli emendamenti. Chi la approva alzi la mano.

(Non è approvata)

Discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione per l'anno 2016 e per gli anni 2016-2018 (legge di stabilità 2016) e relativi allegati" (297/S/A)

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Paolo Truzzu. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Questo articolo 1 ci dà la possibilità di riprendere un po' le cose che abbiamo detto ieri nella discussione generale, perché ovviamente fa riferimento ad uno dei principi cardine ai quali si è ispirata la Giunta in questa finanziaria, cioè la programmazione unitaria, ma ci permette anche di parlare di altre questioni per noi importanti, quale l'armonizzazione dei bilanci e l'indebitamento.

Sarebbe interessante capire, per esempio, come nel corso dell'anno appena passato, il 2015, sono stati spesi i soldi che arrivavano dalla Comunità europea, quindi i fondi comunitari, perché uno dei principi importanti sulla base del quale avete organizzato la vostra azione amministrativa e politica era giustamente che tutti i fondi dovessero essere accorpati per dare un indirizzo unitario, e che soprattutto fosse importante, lo diceva l'Assessore, che si spendessero prima i fondi comunitari, perché quello che succedeva negli anni passati è che, per facilità di spesa e per comodità, si andasse a lavorare principalmente sui fondi regionali e sui fondi statali, e poi ci trovavamo alla fine dell'anno, e degli anni della programmazione europea, a dover fare una corsa per spendere tutte le cifre. Io non credo che nel corso dell'anno appena passato siano stati fatti tanti progressi, e quindi questo principio che avete sancito e che volete ribadire è stato scarsamente, se non addirittura per niente, rispettato.

Sull'altro aspetto, che riguarda invece l'armonizzazione dei bilanci, anche su questo noi abbiamo perso un'occasione perché siamo l'unica Regione a statuto speciale che si voluta inserire per prima, è anche prima dei tempi, in questo ginepraio, e oggi vediamo quali sono le conseguenze, perché la speranza di avere risorse in più da spendere si è invece rivelata fallace e quello che risulta è che abbiamo sempre meno denari, e addirittura siamo costretti a ricorrere all'indebitamento, perché proprio nell'articolo uno, seppure con extrema ratio, si 5dispone che si possa, per esigenze di cassa, ricorrere al mutuo. Ancora una volta noi siamo costretti a indebitarci avendo in cassa dei soldi, quindi torniamo anche qui alla questione degli accantonamenti e della battaglia che va fatta per chiedere allo Stato, al governo di poter spendere le risorse dei sardi. Ma è utile, anche per rispondere ad alcuni colleghi che ieri sera ci hanno dato degli sfascisti, dei menagrami e ci hanno additato come avvoltoi che aspettano che le cose vadano tutte male: non c'è questa propensione da parte nostra perché sappiamo benissimo che in gioco c'è tutta la Sardegna e ci sono i sardi. Non è una questione di parte ma è una diversa lettura della situazione reale, che oggi viene anche confermata dai giornali, perché la terza pagina di un importante quotidiano locale ci dice che quella occupazione che secondo la Giunta è cresciuta e che anche secondo la maggioranza sta crescendo continuamente in realtà è un fuocherello, un fuoco di paglia, e ci dice anche che sostanzialmente la crescita dell'occupazione avviene più per motivi esogeni che per motivi endogeni, cioè non siamo noi con le nostre politiche a determinarla ma sono le scelte del Governo nazionale, e che è tutta legata agli incentivi del Governo Renzi che hanno permesso nel corso 2015 di realizzare una straordinaria crescita della trasformazione dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato perché c'erano degli incentivi molto forti. Ma già nel gennaio di quest'anno c'è un meno 35 per cento, questi sono i dati reali che dovrebbe entrare nella discussione sulla finanziaria e non quelli che invece voi portate nelle vostre tesi.

PRESIDENTE. Non ho altri iscritti a parlare. Passiamo alla votazione degli emendamenti.

Metto in votazione gli emendamenti numero 5 e 774, uguali, con parere contrario della Commissione e della Giunta.

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Chiedo la votazione nominale.

PRESIDENTE. Manca un segretario… Onorevole Tunis, ci serve il segretario. Allora metto in votazione l'emendamento numero 5 che è uguale al numero 774.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 5 e 774, uguali.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Presidente, qual è il numero legale? Mi scusi…

PRESIDENTE. Il numero legale è di 27 consiglieri.

PITTALIS PIETRO (FI). Perché ci sono sei congedi, io non ho sentito sei congedi. Può darsi che non li abbia sentiti, io voglio capire quanti sono i congedi…

PRESIDENTE. Sono in congedo i seguenti consiglieri Congiu, Cozzolino, Dedoni, Lai, Manca, Tatti, Zedda…

PITTALIS PIETRO (FI). Zedda? Zedda è qua…

PRESIDENTE. Zedda Paolo…

PITTALIS PIETRO (FI). Zedda Paolo, ecco perché. Presidente, poi questa regola che ci debba essere un segretario dell'opposizione quando il voto è politico, cioè l'assenza non è così. Mi si consenta perché questa è una prassi introdotta in questa legislatura, non sta scritto in nessun Regolamento. Noi usciremo dall'aula la prossima volta e resterà soltanto uno e voglio vedere se si bloccano le votazioni o se si va avanti. Per essere chiari, io invito tutta l'opposizione il prossimo voto ad uscire dall'aula compresi i segretari. Vediamo un po', rimango io, va bene? I trucchetti li sappiamo e li conosciamo anche noi, o si applica rigorosamente il Regolamento così come è, o altrimenti così veramente è qualcosa di incredibile che io non so chi glielo suggerisca perché non è mai successo.

PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, il segretario della minoranza dovrebbe essere sempre seduto senza che sia richiesta la presenza. Ho capito che è un atto politico ma la verifica della votazione è un interesse anche della minoranza. Per cui la presenza del segretario anche sulla votazione politica è un atto dovuto.

Passiamo quindi alla votazione degli emendamenti numero 6 e 775 soppressivi parziali, uguali. Non ho iscritti.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Chiedo la votazione nominale.

(I consiglieri della minoranza abbandonano l'Aula.)

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la votazione… Sospendo la votazione perché non è presente il segretario della minoranza…

PITTALIS PIETRO (FI). Vengo io a fare il segretario.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 6 e 775, uguali.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Allora proclamo l'esito della votazione: presenti 26, votanti 24, favorevoli nessuno, astenuti 2; il Consiglio non approva perché non ha il numero legale. Quindi la seduta è sospesa per trenta minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 11, viene ripresa alle ore 12 e 46.)

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta. Comunico che per errore nella votazione precedente è stata dichiarata la mancanza di numero legale. Invece è stata fatta una verifica, il numero legale era presente, comunque la votazione evidentemente è annullata e quindi dobbiamo ripetere la votazione sugli emendamenti numero 6 e 775, soppressivi parziali, uguali.

Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Deriu. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (PD). Non intervengo per dichiarazione di voto ma sul Regolamento. Come richiamo al Regolamento, Presidente, se è ammesso questo intervento, poi per dichiarazione di voto mi riservo un intervento. Vorrei intervenire per richiamo al Regolamento. Vorremmo una spiegazione su ciò che è avvenuto precedentemente perché è veramente irrituale, lo consideriamo anche grave, che essendo presente il numero legale i lavori siano stati interrotti, vogliamo una spiegazione e che sia approfondita e anche convincente, aggiungo, signor Presidente, nessuno deve prendersela a male, però interrompere i lavori del Consiglio regionale essendo il numero legale presente per una questione di calcoli errati e far perdere mezz'ora al Consiglio lo consideriamo un fatto piuttosto grave.

Per cui vorremmo che ci venisse data una spiegazione, che prendesse la parola il Presidente oppure chi decide il Presidente, però vorremmo capire come sia possibile che non si riesca a fare il calcolo del numero legale. Questo io lo chiedo, credo, a nome del Partito Democratico ma penso a nome di tutti. Non possiamo tollerare che errori di calcolo di questo tipo compromettano lavori che sono fondamentali. Grazie.

PRESIDENTE. Concordo con lei. Purtroppo siamo legati a un software che è vetusto e che ingenera errori e che richiede controlli anche manuali. Questa volta è successo semplicemente che abbiamo avuto la stampata con cui vengono certificate le votazioni in cui risultava che votavano 26 persone. Immediatamente dopo che ho fatto la proclamazione è venuta fuori una seconda stampata che invece correttamente prevedeva la presenza di tutti quelli che erano in aula e che avevano votato che erano 27. Il problema del superamento di questo software e di tutta l'organizzazione interna dell'aula è già stato preso in considerazione. Credo, anzi spero, che in breve tempo potremo avere delle soluzioni che siano più garantiste anche dei lavori dell'Aula perché, come lei ha detto, non è piacevole sospendere i lavori per mezz'ora per un semplice errore tecnico quando era presente il numero legale.

Discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione per l'anno 2016 e per gli anni 2016-2018 (legge di stabilità 2016) e relativi allegati" (297/S/A)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Intervengo sull'articolo 1 della manovra finanziaria, in quanto ritengo che questo articolo…

PRESIDENTE. Onorevole Comandini, sull'emendamento numero 775.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Sì, all'articolo 1, quindi in questo modo spiegando anche perché intervengo sull'emendamento, perché riguarda uno degli articoli che ritengo più importanti perché parliamo di programmazione unitaria, che di fatto è un po' il cuore portante della manovra finanziaria, e in questo caso l'emendamento che mira alla soppressione credo che sia un emendamento inaccettabile. In effetti l'idea della programmazione unitaria, quindi della spesa dei fondi europei, regionali e statali, significa in qualche modo portare a un'unica cabina di regia quella che deve essere in qualche modo la spesa dei fondi pubblici regionali, cabina di regia che va indirizzata a creare efficienza e efficacia della spesa, per raggiungere quegli obiettivi che in passato non potevano essere raggiunti, là dove più di una volta c'era in qualche modo più spesa da diversa programmazione europea statale e comunitaria, e per non raggiungere gli obiettivi. Quindi credo che l'emendamento non vada accolto, vada bocciato, nel rispetto di quella che deve essere in qualche modo la finalità di questo articolo, che è una programmazione unitaria per raggiungere i programmi e gli obiettivi che si prefigge questo Governo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Mah, aiutiamo la maggioranza a ricomporsi e interveniamo… poi dite che l'opposizione non collabora, voi sapete bene che la discussione sull'emendamento era già terminata, avremmo dovuto votare, però va bene un ulteriore approfondimento. Con questo emendamento noi chiediamo la soppressione totale dell'articolo 1, e ci rendiamo conto che ha una valenza eminentemente politica, perché siamo assolutamente d'accordo che lo strumento della programmazione unitaria e finanziaria, come ci ricordava il collega Piero Comandini, ha una valenza strategica, quindi non siamo contrari alla programmazione unitaria, siamo però del parere che la programmazione unitaria regionale, anche attraverso l'integrazione tra i diversi fondi, possa rappresentare non solo uno strumento in astratto programmatorio, ma debba rappresentare anche l'occasione, ed è quello che manca, che noi abbiamo sollecitato all'Assessore della programmazione, perché dia conto esattamente degli effetti che finora ha prodotto. Perché, Assessore, noi davvero tardiamo a capire, soprattutto se ci rapportiamo alle diverse realtà, che cosa stanno producendo in termini di aumento di Pil, che cosa stanno producendo in termini di aumento dell'occupazione, oggi ci sono i dati che dà un quotidiano sardo che smentisce tutte quelle enfasi che ieri si sono manifestate e che ha torto anche, e bene ha fatto l'Assessore a dire prudenza, perché non è il momento dei trionfalismi, perché gli effetti di alcune leggi nazionali come il Jobs Act, o come la Garanzia giovani, stanno determinando soltanto la creazione, il protrarsi di rapporti in una situazione di instabilità e di precariato. Quindi non è quella, noi riteniamo, che sia la finalità della programmazione unitaria. Avremmo voluto che ci venisse spiegato nel dettaglio quali sono gli effetti…

PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Noi abbiamo proposto la soppressione di questo comma perché sostanzialmente, pur condividendo, come ha appena detto l'onorevole Pittalis, l'impostazione di una programmazione unitaria, che è una strategia rilevante in termini di pianificazione, però ad oggi abbiamo assistito, e in particolare mi riferisco ai discorsi legati alle risorse comunitarie, abbiamo assistito semplicemente ad un cambio di copertina, o meglio, ciò che è stato fatto in tema di programmazione dall'Assessorato è stato un lavoro ereditato, ma che in alcuni casi già finito, e mi riferisco per esempio all'accordo del Parteolla, Assessore, un accordo che doveva andare avanti senza stop, e che invece voi avete scelto, così come state facendo per tanti altri accordi ai quali avete tolto le risorse e avete detto poi che non vi erano, ma era anche questa una scelta politica, avete semplicemente cambiato la copertina. I contenuti sono i medesimi, avete semplicemente speso altri due anni, quasi come se non ci rendessimo conto invece della necessità di operare velocemente, e avete deciso per conto vostro, facendolo passare per un nuovo progetto di programmazione territoriale. Ecco, se il metodo è questo, è chiaro che noi non possiamo condividerlo. Così pure come quando vi facciamo osservare che anche la nuova programmazione sta partendo, per carità, siamo obiettivi anche in questo, e diciamo non per cause totalmente ascrivibili alla Regione, ovviamente, ma la stessa Unione europea da i pareri di conformità con assoluto ritardo. Però certo è che noi siamo nel 2016, oramai quasi a metà anno in termini di programmazione, e non abbiamo ancora iniziato la programmazione 2014-2020, quando invece c'era l'invito a voler, visto che siete stati bravissimi, così come ricordava ieri l'onorevole Cocco, a chiudere velocemente la programmazione 2007-2013, c'era l'invito a utilizzare i progetti pronti per partire con la programmazione 2014-2020, quindi se l'impostazione è questa, considerato poi anche ciò che è avvenuto per la parte delle risorse che avete stanziato per la parte regionale delle risorse complementari ai POR, credo che veramente la strada non sia questa. Quindi, da questo banco viene una richiesta, che è quella di accelerare, magari di fare poca melina sul passato e partire con i nuovi progetti, perché comunque il 2020 non è tanto distante, poi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Intanto annuncio il voto favorevole all'emendamento, ma riteniamo che una semplice enunciazione di principio, così come prevista in questo articolo, e soprattutto al comma primo e secondo dell'articolo 1 sulla programmazione unitaria, non possa essere sufficiente a improntare tutta l'impostazione politica di questa manovra finanziaria. Lo diciamo perché non è ancora data notizia neanche sull'avvio di procedure che debbano immettere le risorse comunitarie della programmazione unitaria nella nostra società, e creare tutti quei meccanismi virtuosi che si propone la programmazione stessa. Cioè, resta sempre aperta la questione della semplificazione che deve essere legata a questo tema, e di cui invece non c'è traccia nella manovra finanziaria, e anche perché a questo tema si lega la questione della tempistica, della velocità delle procedure, quindi dalla programmazione fino alla messa in campo effettiva delle risorse. Noi a oggi non abbiamo neanche l'approvazione definitiva delle linee guida di questi strumenti, perché in realtà, la gente e le aziende in particolare, si aspettano da questi principi dei bandi, si aspettano risorse nelle varie strategie. Quindi non possiamo accontentarci politicamente di un'enunciazione di principio, ed è per questo che noi abbiamo proposto anche l'abrogazione dell'articolo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (FI). Questo avrebbe meritato di essere chiamato l'articolo sulla "complicazione unitaria". Sono anni che millantate il tentativo di armonizzare tutto, di coordinare un'attività con l'altra, una voce di bilancio con l'altra. Coordinando coordinando capita di ricordare - e mi piace farlo all'onorevole Lotto, che ieri ha ricordato che quasi tutti i soldi si spendono durante gli ultimi due anni nel N+2 del periodo di programmazione - che a oggi, trascorsi due anni, coordinando coordinando, non avete speso un euro. Siete talmente indietro sulla programmazione 2014-2020 che sul tema dovreste tacere. Io non so con quale faccia vi presenterete ai prossimi comitati di sorveglianza.

Cari colleghi, io ho ancora fresco nella mente, quando parlammo della riforma della Regione, il momento in cui approvaste la leggendaria assemblea di coordinamento dei direttori generali. È possibile avere notizia di cosa ha prodotto questo stupefacente soggetto, questo luogo giuridico in cui elementi avrebbero dovuto coordinare la spesa, coordinare le idee, arrivare a dare a questa Regione una spinta che non aveva da anni? Vi siete al più messi la medaglietta di lavori non fatti da voi, perché i migliori risultati sul fondo sociale europeo sono interamente ascrivibili alla scorsa legislatura. Siete riusciti a bandire forse mezzo bando Master and back dopo due anni! Colleghi, prima di utilizzare locuzioni altisonanti - la programmazione unitaria, la volontà di arrivare a gestire questa Regione come uno strumento innovativo, che funziona - imparate, come vi è stato suggerito all'inizio, a fare le cose semplici, quelle essenziali, quelle che vi garantiscono la sufficienza, perché al momento dalla sufficienza siete assai lontani.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione gli emendamenti numero 6 e 775, uguali.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 6 e 775, uguali.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 7 e 776, uguali.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Intervengo solo perché si registri che l'assenza al voto da parte degli esponenti dell'opposizione è solo dettata da ragioni politiche, sia per questa che per le altre votazioni che sono state fatte nel corso della mattinata.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 8 e 777, uguali.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione gli emendamenti numero 9 e 778, uguali.

Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Presidente, sulla questione dei principi di armonizzazione del bilancio è chiaro che va posta una questione alla Giunta. Lo dico un po' a vantaggio di tutta l'azione politica di questo Consiglio. Come sapete il nuovo sistema di contabilità prevede che si spendano le risorse per cassa e per competenza, quindi per l'anno finanziario, quindi è necessario che i programmi di spesa che vengono approvati da questo Consiglio, poi abbiano le gambe necessarie per avere corso, e quindi delibere di Giunta e i provvedimenti necessari. È già capitato nel passato esercizio finanziario che tutta una serie di programmi di spesa e risorse programmate, stanziate e approvate da questo Consiglio poi in realtà non abbiano avuto gambe durante l'anno finanziario, anche con cose molto importanti, su principi sui quali si era speso anche il Governo regionale, che poi non hanno avuto seguito, che quest'anno noi abbiamo provato anche a riproporre, ma su cui ci sono i pareri negativi della maggioranza e della Giunta regionale, e su questo sarebbe anche curioso capire che cosa è cambiato da un anno all'altro su questi principi. Cito per tutti l'esempio famoso dei contributi per la lotta al punteruolo rosso che doveva andare per le aziende florovivaistiche; nel 2015 non si è assolutamente compiuto quel programma di spesa e quelle risorse evidentemente sono andate perse per quel comparto. Ecco, mi riferisco esattamente a queste cose perché se applichiamo il principio deve essere anche evidente che la Giunta, il Governo e tutta l'amministrazione regionale devono essere coerenti nella loro azione rispetto alle norme approvate da questo Consiglio.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione gli emendamenti numero 9 e 778, uguali.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 9 e 778, uguali.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione gli emendamenti numero 10 e 779, uguali.

Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Presidente, noi ovviamente siamo favorevoli all'emendamento presentato dal Gruppo di Forza Italia perché dobbiamo riprendere il ragionamento sul bilancio armonizzato. Noi in tutto questo anno passato abbiamo potuto assistere alla sperimentazione che si è avviata in Sardegna nel passaggio tra una contabilità e l'altra e quest'anno la portiamo a regime. Per la prima volta, quindi, abbiamo avuto l'opportunità, rispetto all'anno scorso, di discutere anche il documento di economia e finanza che voi avete approvato ieri, ma siamo fortemente preoccupati rispetto alla coerenza che deve esistere tra tutti questi atti e l'effettiva realizzazione, o meglio tra l'indirizzo politico che si esplicita nella norma finanziaria e poi l'attività di governo. Abbiamo paura che si nasconda, o meglio, si utilizzino i meccanismi dati dalle norme sul bilancio armonizzato per, in qualche modo, tenere sempre sull'elastico la parte politica o meglio quest'Aula per, da una parte tacitarla e quindi anche talvolta utilizzare lo strumento del bilancio e della contabilità per paventare azioni importanti di politica e di interventi nei vari settori che vengono proposti dalle forze politiche, dopodiché col gioco dell'elastico e dei meccanismi del bilancio armonizzato, renderle vane ma soprattutto creando non poche delusioni nei settori su cui quelle spese magari erano state programmate. Quindi è importante che ci sia un rapporto serio tra i due poteri, cioè quello esecutivo e il potere legislativo, perché diversamente questo rapporto mette in discussione anche la tenuta e il buon andamento dei lavori.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oscar Cherchi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (FI). Presidente, voterò sicuramente a favore dell'emendamento numero 10 - e anche a quello numero 779 del collega Truzzu - per una ragione molto semplice: gli emendamenti soppressivi hanno un valore politico importante, non sono emendamenti che si fanno solo ed esclusivamente per cancellare l'articolo o eventualmente il comma. Invece nel caso specifico del comma 4 ha un significato importante. Infatti il comma 4 prevede l'utilizzo e quindi il recupero di somme già destinate in precedenti finanziarie e lo si fa per il triennio 2016-2017-2018. Io capisco per il 2016 che ci può stare, nel senso che è in chiusura delle attività degli anni precedenti, ma siccome stiamo parlando, state parlando, oramai sembra quasi che l'abbiate fatto voi e che voi abbiate inventato questo nuovo bilancio armonizzato, quando invece è un'imposizione nazionale dello Stato italiano, porterebbe a non regolarizzare, quindi a non dare armonia negli anni successivi. Quindi io credo che è più che giustificato il fatto del nostro emendamento che chiede di non approvare questo comma, ma che ha una ragione ancora più importante e ancora più politica che vi vede ancora una volta in questa circostanza confusi e senza una linea e un'idea chiara di quello che deve essere il nuovo bilancio e come deve essere organizzato il nuovo bilancio della Regione. Ritorniamo comunque al passato garantendo ciò che era stato già programmato e non speso negli anni precedenti, che possa essere speso invece nel triennio 2016-2018. Per questa ragione confermo il mio voto favorevole all'emendamento numero 10 e riconfermo anche il voto favorevole all'emendamento numero 79 dell'onorevole Truzzu.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Esprimeremo un voto favorevole agli emendamenti numero 10 e 779 anche per un qualcosa a cui siamo legati e cioè i consigli che abbiamo dato in occasione, se torniamo un po' indietro, della scelta del bilancio armonizzato nei tempi. Avete voluto fare, in quell'occasione, i primi della classe però sinceramente questo ha comportato sostanzialmente che quanto avevate pensato di poter fare, le risorse che pensavate di avere a disposizione per risolvere gran parte dei problemi non solo non sono arrivate ma sono state anche ingessate. Ne è la prova ciò che state facendo continuamente, cioè le continue modifiche sul triennale di bilancio delle cifre che di fatto non riuscite né ad impegnare né a spendere. Anche l'anno scorso, anno nel quale vi siete vantati di aver risolto tutti i problemi, sostanzialmente abbiamo registrato che ci sono state delle grosse difficoltà nell'impegno della spesa e che soprattutto c'è stata una grande difficoltà a spendere le risorse. Potremmo elencarvele tutte le difficoltà, ma sinceramente credo che le conosciate molto meglio di noi e quindi avete messo in difficoltà anche perché c'è stato ovviamente il blocco delle risorse anche in quelle comunitarie, mi riferisco in particolar modo a quei settori nei quali vi rimandate continuamente all'utilizzo dei fondi comunitari, come la parte dell'agricoltura, il lavoro, il turismo, l'artigianato, settori che non riescono a godere di risorse regionali perché ovviamente sono fortemente legate alla programmazione comunitaria.

Quindi, Assessore, valeva davvero la pena soprassedere almeno un altro anno come vi avevamo suggerito e provare invece a partire al pari delle altre Regioni italiane con un anno in cui ci sarebbe davvero potuto essere un riequilibrio, posto che non siamo mai stati contro la politica del riaccertamento dei residui attivi e passivi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Molto brevemente perché io comprendo le questioni tecniche, ma mi riesce difficile giustificare come nell'arco probabilmente di una settimana, dieci giorni, siano potute intervenire delle variazioni rispetto al testo del proponente in Commissione per quanto riguarda l'allegato 9/7 al bilancio di previsione. Perché vedo e leggo nel testo della Commissione la certificazione di un risultato di amministrazione presunto al 31 dicembre 2015 di meno 366.494.737,75 rispetto al testo del proponente che quantificava in meno 150.968.105,38. Come mai questa evidente e neanche leggera nei numeri diversificazione? È possibile che siano state accertate nell'arco di dieci giorni, a consuntivo, è stata fatta una ricognizione, vi siete sbagliati, gli uffici non sono dotati degli strumenti tecnici utili? Questo mi preoccupa perché il testo del proponente indica le entrate accertate nell'esercizio 2015 in 8.801.689.742,08, nel testo della Commissione subiscono una variazione in diminuzione di circa 200 milioni. E così per quanto riguarda le uscite già impegnate nell'esercizio 2015 che subiscono una variazione di oltre 300 milioni e via discorrendo. Quindi io vorrei capire dall'Assessore della programmazione come mai ci sia questa evidente discrasia tra il testo del proponente e il testo della Commissione perché non possono essere solo aggiustamenti di natura tecnica, tenuto conto anche della entità degli importi. Non vorrei che si stesse andando nella programmazione e nei numeri a vista, cosa che davvero mi preoccupa e mi preoccupa proprio per l'entità delle somme che in aumento e in diminuzione vengono riportate e sono nettamente distinte e differenti. Solo il dato del...

PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, il tempo a sua disposizione è terminato.

Non ho altri interventi per dichiarazione di voto.

Metto in votazione l'emendamento…

PITTALIS PIETRO (FI). No, Presidente, ci dica almeno che l'Assessore non interviene!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì, basta dirlo! No siccome non avevo capito, siccome sono emendamenti soppressivi e invece il suo intervento, onorevole Pittalis, e su tutt'altro argomento, pensavo che fosse la giusta e legittima opportunità che l'opposizione ha di utilizzare i tre minuti a ciascun consigliere per fare le dichiarazioni di voto su emendamenti soppressivi, e invece le stesse legittimamente utilizzando per far passare i tre minuti. Se invece voleva una risposta ovviamente sono qui per darla. No, era un emendamento soppressivo, non era sull'argomento.

PRESIDENTE. Scusate però, se serve un chiarimento l'assessore Paci lo dà!

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sto dicendo, Presidente, che non stavamo discutendo della tabella alla quale ha fatto riferimento l'onorevole Pittalis. Perfetto, allora sto dicendo, il testo della Giunta non è stato presentato una settimana prima rispetto a quando abbiamo discusso, il testo della Giunta è stato approvato a dicembre, non mi ricordo esattamente la data, verso fine dicembre, dopodiché si è discusso in Commissione due mesi e mezzo dopo. Nel frattempo, come ho avuto modo di dire in Commissione, è stato approvato il preconsuntivo, come per legge deve essere approvato entro fine gennaio, e il preconsuntivo serve esattamente per specificare i risultati. E quindi quelli che poi sono stati portati opportunamente portati in Commissione sono i risultati di gestione che derivano dal preconsuntivo e che dico già, con estrema probabilità, saranno modificati dal consuntivo finale che sarà poi portato alla parifica della Corte dei conti e all'approvazione del Consiglio. È il normale modo di gestione, si inizia dalle ipotesi che si fanno in dicembre, si fa il preconsuntivo, si fa il consuntivo nella piena trasparenza.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 10 e 779, uguali.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 11 e 780, uguali.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 12 e 781, uguali.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo agli emendamenti numero 13 e 782, uguali.

Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Presidente, ma io credo che questo comma 8 sia, al di là di qualche considerazione che qualcuno può ritenere tecnica, io credo invece che sia una parte di cuore di questa finanziaria, e le perplessità che vi abbiamo manifestato sin dall'inizio sia sulla legge che avete approvato e quindi quella riportata proprio in questo comma 8, sia soprattutto su tutta la politica che riguarda la materia delle entrate a cui è strettamente legata anche la quantità di imposizione fiscale che stavate pensando di far gravare sulle spalle dei sardi. Noi continuiamo a sostenere la stessa tesi, e cioè che la norma è illegittima, ma soprattutto se andiamo ai contenuti crediamo che la vostra scelta scellerata di aumentare le imposte non debba assolutamente essere fatta né in quest'anno ovviamente, né nell'idea che avete probabilmente, visto che ve l'abbiamo già fatto osservare, non avete di certo abrogato la norma del 2015, e quindi crediamo che ci sia ancora tutta la vostra volontà di rincominciare con il leitmotiv nel 2017. Noi non eravamo d'accordo prima, non lo siamo adesso e probabilmente non lo saremo in futuro, perché crediamo che prima di andare a prelevare dalle tasche dei sardi dobbiamo avere assolutamente la responsabilità di lottare fino in fondo nei confronti del Governo, dello Stato italiano, per riscrivere completamente, questa non è solo una nostra posizione, ma credo che anche nelle persone della maggioranza ormai sia palese la necessità di riscrivere un nuovo accordo che riconosca alla Sardegna i veri diritti in materia di entrate. Quindi chiediamo in questa occasione anche di poter accelerare questo percorso e soprattutto di essere più coinvolti come Consiglio regionale rispetto a quello che è avvenuto fino adesso, anche perché ciò magari vi potrebbe sicuramente evitare di fare delle sonore figuracce, oppure di sottoscrivere accordi come, vi ricordiamo, quello del 2014 di cui ancora ne paghiamo le conseguenze.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Presidente, ma la questione della fiscalità regionale, in particolare la norma che è stata approvata alla fine dell'anno scorso sull'aumento delle aliquote Irpef, e anche poi evidentemente l'aumento della tassazione sulle imprese, è figlia di quella mancata conclusione e definizione dell'accordo sulle entrate con lo Stato. Questa rimarrà la spada di Damocle sui sardi, fintanto che non sarà posta la parola fine sulla questione degli accantonamenti, e fintanto che non verranno definiti in maniera cristallina tutti i meccanismi di trasferimento delle risorse dei sardi dallo Stato alla Regione. Quindi sarebbe stato, secondo noi, molto più utile intanto capire se c'è questa volontà richiamata nel dibattito sulla discussione generale sia dal Relatore di maggioranza, ma anche dai colleghi degli altri gruppi, in particolare di quelle formazioni indipendentiste, se veramente la regione Sardegna è intenzionata ad aprire questo fronte; e se veramente lo fosse a questo punto è necessario cancellare definitivamente la legge regionale 34 del 2015, perché ci dobbiamo togliere anche quell'ombra, o quella possibilità, che seppure deve essere rivista evidentemente per l'applicazione sugli anni d'imposta in questo Consiglio regionale con una norma, ma questo è mi pare normale, per quanto attiene alla decorrenza, avremmo dovuto assolutamente disintegrare quella previsione normativa dai libri della Regione Sardegna. Non è assolutamente possibile. Quindi assolutamente riaprire o tenere aperta la questione sulle entrate, risolverla ed eliminare ogni possibilità di aumento della pressione tributaria in capo ai sardi, la nostra società sarda non sarebbe in grado di sostenere un'ulteriore pressione che va, come sapete, ad aggiungersi già ad una situazione e di pressione tributaria che è ormai insostenibile per le famiglie. Lo Stato sta diventando la cosa più antipatica per le famiglie sarde e anche italiane. È unita a tutti i meccanismi di riscossione che poi anche con invenzioni e salsa regionale che qualcuno vuole mettere in campo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Annuncio il voto favorevole, convintamente favorevole a questo emendamento che va a incidere su una norma che qualcuno cerca di far passare sotto traccia, invece è una norma che costituisce uno degli assi portanti della manovra, lo dico in modo chiaro, questa norma che noi andiamo ad eliminare è un "marchettone" elettorale, mi perdoni la collega, però il termine marchetta non è quello che intende lei, marchetta è un contributo previdenziale, in termini politici ed elettoralistici la marchetta è un'altra cosa, non ha niente di triviale. Quindi questo è un marchettone elettorale che voi mettete in campo molto timorosi che quell'aumento del carico tributario che avete deciso con la legge numero 8 vi potesse dare in testa in questa tornata elettorale amministrativa, quindi marchettone elettorale. Voi sapete molto bene, perché comunque riconosco una preparazione, quanto meno a molti di voi, di grande livello, voi siete consapevoli del fatto che quelle norme erano del tutto assunte in violazione del nostro Statuto, precisamente dell'articolo 10, che consente l'aumento delle addizionali soltanto per scopi, per obiettivi e per fini di crescita economica della Sardegna. Così non è, perché questo invece è un caso completamente diverso, dovete colmare il buco della sanità, buco della sanità che non potete ascrivere a precedenti legislature come ci insegna l'onorevole Deriu perché il buco della sanità è sì antico ma è stato incrementato in modo esponenziale da voi, dal vostro governo, dai vostri amministratori straordinari che continuano a fare i direttori generali: inventare primariati, le strutture complesse, fanno arrivare i consulenti siciliani e fanno tante altre cose e cosette che probabilmente non dovrebbero interessare soltanto quest'aula, probabilmente non hanno soltanto rilievo politico, hanno rilievo di ben altro ordine e tipo e io credo che qualche atto di questi che noi stiamo cercando di mettere in evidenza, perché sono atti sconsiderati, troverà l'interesse è di ben altra istituzione. È gravissimo che il Governo regionale, è gravissimo che l'Assessore alla sanità si disinteressi totalmente di questi atti amministrativi dei vostri amministratori straordinari che vanno a violare le regole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Presidente, non era mia intenzione intervenire, non mia intenzione polemizzare, però colleghi, badate bene, voi avete presentato un emendamento il numero 13 di cui stiamo parlando per il quale io do parere ovviamente contrario, perché voi state dicendo che volete cancellare il comma 8 dell'articolo 1, state dicendo che volete ripristinare le tasse, noi le tasse le vogliamo cancellare. L'emendamento è questo, è molto semplice, non abbiamo bisogno di spiegazioni, l'emendamento è questo! Noi abbiamo detto che le tasse le togliamo di mezzo, che non ci devono essere, che non ci sono aumenti di aliquota, voi state dicendo: "No! Noi le vogliamo!" Perché questo è l'emendamento, l'emendamento dice questo per cui se dovesse passare questa vostro emendamento noi saremmo costretti a mettere le tasse, badate bene, perché è così o non è così? È così! Evidentemente è così! Allora, nella foga di presentare emendamenti che, non voglio fare polemiche, però fate attenzione, perché delle volte possono succedere delle cose strane, questo è emendamento vostro che dice "mettete delle tasse", noi non sono le vogliamo mettere, ma le abbiamo completamente tolte dopo che abbiamo fatto quella operazione, per cui fate attenzione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Desini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DESINI ROBERTO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Presidente, intervengo per esprimere ovviamente il voto contrario all'emendamento presentato dal Gruppo di Forza Italia, senza voler polemizzare, ma stamane quando sono uscito a correre con il collega Lotto alle sei e mezza c'era un po' di nebbia che mi pare che anche i colleghi della minoranza, nonostante la giornata così aperta stanno dimostrando, perché con questo articolo vogliono reintrodurre…

(Interruzioni)

Presidente, io non interrompo quando parla il collega Pittalis, nessuno l'ha interrotto. Io parlo quando lo ritengo opportuno, onorevole Pittalis.

PRESIDENTE. Onorevole Desini, prosegua, non polemizzi, grazie.

DESINI ROBERTO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Lei deve chiedere al consigliere Pittalis …

PRESIDENTE. Onorevole Desini, ora il consigliere Pittalis non sta parlando.

DESINI ROBERTO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Io intervengo in democrazia ed esprimo il mio pensiero tranquillamente, per dire che con questo emendamento voglio reintrodurre le tasse che noi non abbiamo applicato, ricordo anche che il Governo non si è espresso, e non ha detto che era illegittimo quel provvedimento che è stato adottato, quindi forse c'è una leggera contraddizione a questa che state mettendo in campo, ecco il motivo per il quale noi esprimiamo il voto contrario su questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Sì, non c'è davvero neanche il senso del pudore, veramente etico, istituzionale. Quando si assumono certi atteggiamenti si sa che l'opposizione è presente per poter discutere dell'argomento perché l'onorevole Desini, che tanto fa la parte del difensore del cittadino del suo paese e qui vota i provvedimenti in aumento delle tasse, perché lui l'ha votato, noi stiamo contrastando questa pratica, di toccare le tasche dei sardi, questa è la verità! Oggi viene a farci la morale e ad insegnarci e a dirci che cosa? Ma stia zitto l'onorevole Desini, non ha nulla da insegnare, ha gabellato dei sardi perché hanno fatto. Ti dico di stare zitto! In democrazia come hai detto tu, hai parlato tu, ho il diritto-dovere di dire quando dici dico quello che mi pare hai capito?

PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, anche per lei, eviti di polemizzare!

PITTALIS PIETRO (FI). Presidente, non si ammettono le strumentalizzazioni, pensare che l'opposizione voglia introdurre le tasse, le tasse le ha introdotte l'onorevole Desini e la sua maggioranza, questa è la verità, noi volevamo con l'emendamento portare all'attenzione di questo Consiglio regionale proprio la cosa incredibile che si vuole, soltanto attraverso l'imposizione fiscale, cercare di risolvere i problemi della spesa regionale.

Una cosa che io voglio capire, Assessore, qual è la ragione di quell'inciso che avete introdotto con apposita disposizione di legge? È forse quella sorta di minaccia che vi è venuta dal Governo nazionale dell'impugnativa se non introducete questa postilla per dire che noi avevamo e abbiamo ragione nel dire che quell'imposizione e quell'addizionale Irpef che avete introdotto, quell'aumento è illegittimo e mi fa specie perché è venuto dai banchi del collega Desini, del suo gruppo, dall'onorevole Busia una presa di posizione netta, legittima, che noi abbiamo sostenuto, dove ha denunciato l'illegittimità. Allora mi fa specie che su una materia di questo genere si strumentalizzi e si voglia rovesciare la patata bollente su questa opposizione che non ha assolutamente nessuna responsabilità sull'argomento, sull'aumento delle tasse. Allora ecco perché noi oggi abbiamo voluto porre all'attenzione la questione, è chiaro che questo emendamento dopo la discussione lo ritiriamo, ma non siamo mica pazzi, noi avremmo voluto l'abolizione di questa norma, cioè della norma che aumenta l'imposizione delle tasse, non certo una sospensione che è soltanto un palliativo per l'esercizio in corso. Allora, signori del centrosinistra, intervenite, convinceteci del contrario.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Se l'onorevole Pittalis ritira questo emendamento, lo faccio mio perché voglio che si voti, anche perché la volontà di togliere le tasse della maggioranza si misurerà anche con l'emendamento numero 4 proposto da me, dove non propongo un meccanismo di spostamento, propongo l'abrogazione della "34". Quindi è una questione molto chiara, anziché girarci intorno, come ci state girando intorno con questo comma 8, togliamola, onorevole Desini a una votazione dell'emendamento 4 voglio vedere come voterà, perché stiamo abrogando la legge, non ci sono equivoci. Le tasse le avete aumentate voi e state giocando con le date per dire non lo facciamo ora, la facciamo dopo. All'emendamento 4 vi diremo togliamola e lì si vedrà chi è che vuole aumentare le tasse: la maggioranza o la minoranza. Mi sembra molto chiaro. Che poi tecnicamente se passa l'emendamento soppressivo in discussione rimanga la legge che c'è non c'è dubbio, ma rimane fino ad arrivare all'emendamento 4, fino a pagina 24, da pagina 17 a pagina 24, sei siamo tutti d'accordo, la legge non esiste più. Quindi voterò a favore dell'emendamento soppressivo e chiedo all'onorevole Pittalis di lasciarlo per votarlo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Lotto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOTTO LUIGI (PD). Capisco che sia dispiaciuto l'onorevole Pittalis che questa maggioranza, fatte le debite considerazioni, ha deciso di introdurre questo comma 8 che prevede un determinato percorso. Comprendo anche che per voi sarebbe stato molto meglio se non l'avessimo fatto, avremmo discusso due giorni in questo Consiglio di aumento delle tasse da parte di questa maggioranza. Io mi permetto, in tutta tranquillità, di dirvi che forse sarebbe stato meglio se, posto che tutti gli emendamenti sono legittimi a tutti i commi, se questo non lo aveste presentato avreste fatto un favore a voi stessi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Truzzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Intervengo anche perché ero stato quasi sollevato dalla responsabilità, vorrei dire che anche io ho presentato un emendamento simile e quindi chiedere colleghi della maggioranza di essere associato ai colleghi di Forza Italia. Volevo dire anche che se è vero che c'è qualcuno che qualche volta cammina e corre nella nebbia, c'è anche chi brancola nel buio. Perché se noi dobbiamo ricostruire tutta la vicenda, a onor del vero e con dati oggettivi e reali, la situazione penso che sia chiara a tutti in quest'Aula ma soprattutto a tutti fuori da quest'Aula. Perché ci sono stati per settimane, titoli di giornali, perché ci sono state discussioni in ogni angolo di questa terra per settimane, in cui il centrosinistra, con il voto contrario del centrodestra, ha approvato una legge che prevedeva l'aumento dell'Irpef e dell'Irap per cercare di recuperare questo buco nella sanità che sembra irrecuperabile. Questo è un dato di fatto ed è oggettivo, è successo, dopo di che avete giustamente ragionato pressati dal popolo, pressati dall'opposizione, pressati da tutti avete capito che era un provvedimento assurdo perché quella ripresa che non c'è, di cui voi parlate, l'avreste sotterrata per sempre, avreste portato tutti in una condizione nettamente peggiore. Allora questo è il dato di fatto e di questo noi vogliamo discutere e vi chiediamo, come ha detto giustamente il collega Carta, di cancellarlo per sempre perché non ci sia il dubbio che qualcuno, l'anno prossimo o nei prossimi anni, possa fare un'operazione del genere. Perché se non riuscirete a recuperare il buco della sanità, come non riuscirete, non potete scaricarlo sui sardi, dovete assumervi la responsabilità perché amministrate da due anni e dovete dare risposte e non scaricarle sugli altri.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oscar Cherchi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (FI). Dopo tanti anni non vedevo tanta apatia da parte di una maggioranza che si è piegata totalmente alla volontà di una Giunta, io lo so, ne sono certo, che voi non siete d'accordo. Assolutamente. E so che per voi è difficile quando poi andrete sui territori, su tutto il territorio regionale a dover spiegare… onorevole Desini, è dura a Sennori spiegare che bisogna pagare le tasse, sarà durissima comunque. Quindi noi lo capiamo benissimo ed è per questa ragione che noi abbiamo presentato questo emendamento, proprio per poter discutere, per smantellare il vostro sistema, il vostro metodo che state utilizzando in questa finanziaria in totale silenzio appiattiti nei confronti del professor Pigliaru e del professor Paci che non mi deve esaminare. Badate che non dovete dare nessun esame, potete mandarlo a casa tranquillamente soprattutto il professor Paci, perché l'altro magari rischiate di andare a casa tutti, a noi andrebbe benissimo eh per noi sarebbe la soluzione di tutti i mali, per voi magari un po' pettinò meno. Ma il professor Paci lo potete mandare a casa domani mattina. Tirate fuori il coraggio di dire che questa Giunta ha fallito, lo dovete dire modo chiaro e diretto, non abbiate paura, fatelo voi, mettetevi d'accordo. Vogliamo una Giunta politica, siamo stanchi di chi viene qui ad insegnarci come bisogna fare solo dall'alto della loro professionalità, perché hanno dimostrato di essere… il professor Paci è un bravissimo professore, lo so, ma è un pessimo Assessore. Cambi mestiere, si dimetta e faccia altro nella vita, continui a fare il professore universitario, continui ad insegnare. Perché è veramente un disastro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Crisponi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Certo che diventa davvero imbarazzante quando si vuole negare l'evidenza ed è un'evidenza che naturalmente stata già richiamata dai colleghi ma è nella storia di questa vicenda che ha accompagnato una legge nefasta, che ha assolutamente oscurato qualunque possibilità e qualunque idea di ripresa, sia per le famiglie sia per il mondo imprenditoriale. Nell'occasione in cui quella legge venne votata, il giornale titolò: missione compiuta, la maggioranza di centrosinistra è riuscita a raddrizzare la mancata. Quindi ci sono tutti gli elementi in cui è evidente che quella attività legislativa nascondeva un randello che oggi voi avete praticamente appeso come un'autentica spada di Damocle sulla testa delle famiglie dei cittadini e delle stesse imprese, perché di fatto se non si abolisce questa legge portiamo appresso un pericolosissimo bastone. Portiamo appresso un elemento che può, da un momento all'altro, quando vi ritroverete per una volta, per l'ennesima volta, con il dissesto sanitario ad individuare l'unico meccanismo che conoscete, per trovare le adeguate risorse, che è chiuso dentro quell'articolo di legge umiliante per la Sardegna. Quella legge, se non viene nemmeno abrogata con l'emendamento numero 4 proposto dal collega Carta, vuol dire che la volete nascondere per tenerla pronta ad ogni evenienza. Evidentemente, non siete davvero capaci di individuare altri percorsi se non quelli di mettere le mani in tasca ai cittadini sardi, oppure sconquassare l'esistenza della filiera produttiva isolana. Questo evidentemente è il vostro compito e a questo non vi saprete, naturalmente, mai sottrarre.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Per dichiarare il voto contrario all'emendamento proposto dalla minoranza relativamente al comma 8. È stato detto dai colleghi della maggioranza che sono intervenuti che, di fatto, questo è stato anche il corpo di una discussione che si è sviluppata da dicembre in poi, io l'ho detto durante l'intervento già sulla manovra finanziaria di carattere generale, noi abbiamo raggiunto un obiettivo importantissimo e avrei preferito, dalla minoranza, anche un riconoscimento nei confronti di un obiettivo che era quello di non aumentare le tasse, né per le famiglie e né per le imprese. Questo obiettivo è stato raggiunto ed è estremamente positivo, ed inviterei, soprattutto in termini di eleganza politica se così si può definire, soprattutto da parte di ex Assessori della passata legislatura, che sicuramente non hanno brillato e se hanno seminato hanno raccolto anche molta gramigna, inviterei ad evitare giudizi negativi nei confronti degli attuali Assessori, che per quanto possano essere tecnici, hanno raggiunto e stanno raggiungendo obiettivi estremamente importanti.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare su questi emendamenti, li metto in votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 13 e 782, uguali.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 14.

Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Io credo che prima o poi tutti i nodi vengano al pettine e sinceramente, lo dico con estremo affetto all'onorevole Comandini, se esultare perché non avete aumentato le tasse veramente arriviamo al paradosso: prima una persona la ammazzate, poi la volete riportare in vita e poi dovete anche esultare per questo gesto. Siamo seri. Il discorso vero è che siete dovuti intervenire, anche addirittura come ha detto prima il mio Capogruppo con la dicitura riguardante la legge, perché di fatto il MEF, gli Uffici l'hanno dichiarato illegittimo, e il provvedimento sarebbe stato impugnato. vi siete ancora una volta sottoposti a voler centrale di uno stato ci dichiarate patrigno per tanti versi ma poi sostanzialmente non fate altro che sottoporvi alla volontà statale; se eravate davvero convinti del percorso che avevate intrapreso, avreste dovuto impugnare la finanziaria statale, allora si sareste stati convinti in tutto per tutto quindi oggi, forse, l'unico gesto, così vi evito anche di reintervenire, lo avete approvando l'emendamento del collega Carta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Questo ragionamento sulla pressione fiscale e sulla fiscalità regionale non può chiudersi con uno scambio di battute tra maggioranza e opposizione, bisogna mettersi in testa che non si può trascinare i documenti finanziari nell'attesa che la contingenza del momento poi obblighi il Governo di turno ad aumentare le tasse per continuare a nutrire il mostro della spesa che aumenta continuamente. O ci si mette in testa che questo mostro va aggredito, e quindi io mi rifaccio ai ragionamenti già fatti precedentemente sul riordino e sul ridimensionamento della spesa, in particolare quella che riguarda le spese fisse e la spesa sanitaria, e lo vedremo anche nel comma successivo sulla famosa questione dei crediti sterilizzati,… non può essere affrontata la questione della fiscalità libera dal ragionamento del ridimensionamento della spesa, perché non può evidentemente verificarsi la condizione che continuiamo a programmare, l'abbiamo visto nei commi precedenti, una spesa un po' sovradimensionata rispetto a quello che effettivamente siamo capaci di produrre in termini di entrate, di gettito e di spazi finanziari.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Io sinceramente non riesco a comprendere l'intervento del collega Comandini, che di solito è molto equilibrato e molto pertinente. Il collega Cherchi si è limitato a fare delle valutazioni politiche e ha puntato il dito contro un atteggiamento accademico di alcuni elementi della Giunta Pigliaru, ma non ha assolutamente offeso il vicepresidente Paci, e io ritengo che le valutazioni di Cherchi siano più che pertinenti, più che fondate, anzi credo che l'onorevole Cherchi sia stato anche eccessivamente garbato, perché, cari colleghi, quando l'assessore Paci ha proposto l'aumento dell'Irpef e dell'Irap nel centrosinistra c'è stata una rivoluzione, c'è stata una sollevazione, non ce ne siamo dimenticati, evidentemente anche voi condividevate il giudizio del collega Oscar Cherchi, poi subito dopo aver sentito l'iniziativa di Forza Italia siete andati in televisione a dire "no, la sospendiamo, Paci voleva dire altre cose, si è confuso, si è contraddetto", quindi i primi a puntare il dito contro l'assessore Paci siete voi, non è Oscar Cherchi. Ecco perché noi abbiamo contrastato questa norma, ecco perché abbiamo focalizzato e contribuito a far focalizzare alla Sardegna questo modo di procedere che è fatto di aumenti di tasse e di scarsa attenzione invece verso l'impresa, che poi invece nel vostro programma elettorale era vista come la panacea di tutti i mali: qualcuno di voi, innanzitutto il presidente Pigliaru, diceva che dando sostegno all'impresa, contribuendo alla crescita della produzione dell'impresa, si sarebbe aumentato il gettito fiscale e quindi c'era la possibilità di avere più risorse, c'era la possibilità di aumentare la capacità di spendita, c'era la possibilità di dare più servizi ai cittadini, ebbene, di tutti questi buoni propositi non ne avete messo in campo uno! Vi siete mossi per cercare di colmare il buco della sanità e avete provocato altri buchi. I commissari straordinari fanno i (…) nell'indifferenza purtroppo del Governo regionale: evidentemente alla base di questa connivenza ci sono motivazioni serie, motivazioni valide, e voi, colleghi del centrosinistra, sapete molto bene a cosa mi riferisco.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 14.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 15.

Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Per annunciare il voto contrario a questo emendamento e per riprendere la questione della fiscalità regionale.

Nella bussola del centrosinistra, che evidentemente manca di magnete e di ago, non abbiamo ancora capito esattamente quale direzione intendiate prendere rispetto alla questione delle entrate e quindi a tutti i ragionamenti connessi alla fiscalità e poi, evidentemente, alla razionalizzazione della spesa, alla riduzione entro i parametri del CIPE, tanto sbandierata da voi sulla questione delle spese sanitarie, sono tutti temi che non possono che essere alla base di qualsiasi altro ragionamento in materia di bilancio e di finanza regionale. Non si può pensare di affrontare una sessione di bilancio senza avere chiari questi presupposti, questi principi. Abbiamo l'impressione che ci sia da una parte l'assessore Paci che deve anche sopperire talvolta alla mancanza del Governatore una volta e degli altri colleghi della sua Giunta per tentare di tenere un po' in equilibrio tutta la macchina. Ecco noi non possiamo accettare una Regione che si basa su questo principio cardine cioè quello dell'Assessore del bilancio da solo che deve tenere i fili di tutto quanto.

Quindi su questo, questi sono temi che il Governo regionale non può affrontare da solo, non può affrontare alla giornata, li deve affrontare qui dentro perché sono temi di vitale importanza che coinvolgono la politica intera di questa Regione e hanno a che fare con lo sviluppo, hanno che fare con ciò che questa politica vuole creare per i sardi e per la Sardegna. E allora noi potremmo anche continuare a dibattere sulle opportunità di votare verde o rosso all'emendamento soppressivo di turno. Però dentro questi scarni emendamenti ci sono ragionamenti di politica che noi non vogliamo affrontare, che questa aula non vuole mettersi in testa di affrontare, li vuole lasciare appaltati a chi la politica…

PRESIDENTE. Onorevole Locci, il tempo a sua disposizione è terminato.

Poiché nessun altro domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 15.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Il Consiglio è convocato questo pomeriggio alle ore 16.

La seduta è tolta alle ore 14 e 02.