Seduta n.154 del 16/03/2016 

CLIV Seduta

Mercoledì 16 marzo 2016

Presidenza del Presidente Gianfranco GANAU

La seduta è aperta alle ore 10 e 29.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta del 27 gennaio 2016 (149), che è approvato.

Risposta scritta a interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:

Interrogazione Cossa sulla gestione provvisoria della Provincia di Carbonia-Iglesias da parte dell'amministratore straordinario. (517)

(Risposta scritta in data 8 marzo 2016.)

Interrogazione Truzzu - Lampis sul trasferimento della sede dell'Assessorato regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. (549)

(Risposta scritta in data 8 marzo 2016.)

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria:

"Interrogazione Ledda, con richiesta di risposta scritta, sull'inserimento del comparto forestale nel sistema regione". (668)

"Interrogazione Crisponi, con richiesta di risposta scritta, sul mancato trasferimento dei fondi regionali per il completamento del nuovo commissariato della Polizia di Stato a Siniscola". (669)

"Interrogazione Comandini - Cocco Daniele Secondo, con richiesta di risposta scritta, in merito all'affidamento dei servizi di vigilanza armata, portierato, custodia, manutenzione impianti di sicurezza presso gli immobili della Regione autonoma della Sardegna". (670)

"Interrogazione Crisponi - Dedoni - Cossa, con richiesta di risposta scritta, sul grave disagio ai pazienti affetti da stomie a seguito della distribuzione degli ausili per il tramite delle ASL locali". (671)

"Interrogazione Cappellacci - Pittalis - Cherchi Oscar - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis - Zedda Alessandra, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata pubblicazione del bando per l'affidamento del "servizio di pianificazione e acquisto di spazi pubblicitari finalizzati alla destagionalizzazione dei flussi turistici incoming in Sardegna"". (672)

"Interrogazione Zanchetta - Gaia - Perra, con richiesta di risposta scritta, per ottenere chiarimenti sulla sede nella quale saranno sostenuti gli esami dei concorsi per il reclutamento del personale docente della scuola". (673)

"Interrogazione Pittalis - Cappellacci - Zedda Alessandra - Tedde - Locci - Cherchi Oscar - Fasolino - Peru - Randazzo - Tocco - Tunis, con richiesta di risposta scritta, sui disservizi causati dall'ASL n. 3 di Nuoro a danno di una paziente affetta da anoressia". (674)

"Interrogazione Tedde - Pittalis - Cappellacci - Cherchi Oscar - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tocco - Tunis - Zedda Alessandra, con richiesta di risposta scritta, sulla violazione del divieto di sostituzione del personale cessato attraverso la pubblicazione da parte della ASL di Nuoro di un bando per la selezione ed il conferimento dell'incarico di direttore di struttura complessa di Direzione delle professioni sanitarie". (675)

"Interrogazione Lampis - Truzzu, con richiesta di risposta scritta, sul mancato accreditamento della Risonanza magnetica nucleare (RMN) presente nel presidio ospedaliero di San Gavino Monreale (ASL n.6 Sanluri)". (676)

"Interrogazione Tatti - Truzzu, con richiesta di risposta scritta, sull'improvvisa chiusura delle due sale operatorie dell'Ospedale San Giuseppe di Isili". (677)

"Interrogazione Zanchetta - Gaia, con richiesta di risposta scritta, sulla selezione indetta dall'ASL di Nuoro con deliberazione n. 1049 del 10 agosto 2015, per il conferimento di incarico di direttore di struttura complessa di Direzione delle professioni sanitarie, in contrasto con la deliberazione della Giunta regionale n. 43/9 del 1° settembre 2015 contenente "Disposizioni alle Aziende sanitarie in materia di contenimento della spesa per il personale. Blocco del turnover"". (678)

"Interrogazione Ledda, con richiesta di risposta scritta, sulla grave e perdurante mancanza di un rappresentante legale dell'Agenzia Agris Sardegna, correlata all'inerzia del competente assessorato nella conclusione della procedura di nomina del suo direttore generale". (680)

"Interrogazione Orrù, con richiesta di risposta scritta, sulla manifestazione "Le lesbiche si raccontano" dell'anno 2016". (682)

"Interrogazione Cappellacci - Pittalis - Cherchi Oscar - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis - Zedda Alessandra, con richiesta di risposta scritta, sui ritardi nella distribuzione degli ausili ai pazienti stomizzati tramite le ASL". (683)

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria:

"Interpellanza Crisponi sull'acquisizione al patrimonio della Regione della raccolta di etnomusicologia isolana depositato presso il Centro nazionale per lo studio della musica popolare". (212/C-2.)

"Interpellanza Rubiu sui ritardi relativi all'erogazione dei premi comunitari spettanti alle aziende agricole sarde". (213)

"Interpellanza Crisponi, sulla mancata nomina della Commissione regionale per l'endometriosi di cui alla legge regionale 4 dicembre 2014, n. 26". (214/C-6.)

"Interpellanza Rubiu sulla grave crisi dell'artigianato sardo derivante dalla diminuzione del credito in Sardegna in favore delle piccole e medie imprese e dalla mancanza di risorse economiche per il rilancio del settore". (215)

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria:

"Mozione Pittalis - Truzzu - Carta - Dedoni - Rubiu - Cappellacci - Cherchi Oscar - Fasolino - Lampis - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis - Zedda Alessandra - Cossa - Crisponi - Oppi sulla necessità di contrastare la ratifica dell'accordo di Caen del 2015, con cui la Repubblica italiana si è impegnata a cedere un'area di acque territoriali a nord della Sardegna". (227)

"Mozione Rubiu sulla vertenza ancora irrisolta del caso Ila, sita nel polo industriale di Portovesme nel Sulcis Iglesiente, e sull'imminente blocco dei pagamenti della cassa integrazione di molti lavoratori". (228)

"Mozione Truzzu - Lampis - Pittalis - Rubiu - Dedoni - Carta - Cappellacci - Tedde - Zedda Alessandra - Locci - Cherchi Oscar - Fasolino - Peru - Randazzo - Tunis - Cossa - Crisponi - Solinas Christian - Orrù - Tocco - Floris - Oppi - Tatti - Pinna Giuseppino sul decreto legge in discussione alla Camera dei deputati relativo alla direttiva sul credito ipotecario". (229)

Discussione e approvazione del testo unificato: "Disposizioni in materia di tutela della panificazione e delle tipologie da forno tipiche della Sardegna" (93-290/A) delle proposte di legge Forma - Comandini - Cozzolino - Lotto - Manca Gavino - Meloni - Piscedda - Sabatini - Solinas Antonio - Tendas - Cocco Pietro - Pinna Rossella - Collu - Moriconi: "Disposizioni in materia di tutela della panificazione e dei pani tipici della Sardegna" (93) e Crisponi - Dedoni - Cossa: "Disciplina dell'attività di panificazione e norme per la tutela dei pani tipici della Sardegna" (290)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del testo unificato numero 93-290. Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare la consigliera Daniela Forma, relatrice di maggioranza.

FORMA DANIELA (PD), relatrice di maggioranza. Grazie Presidente. Il pane il componente per eccellenza del nutrimento nella tradizione occidentale ed è uno degli alimenti più ricchi di significati, funzioni e valenze culturali, andando oltre l'impasto scopriamo subito che il pane non sfama semplicemente il corpo ma porta con sé memorie valori simbolici, riti e tradizioni, questa è la sua peculiarità, essere al tempo stesso cibo e segno, nella civiltà contadina il pane è il simbolo per eccellenza dei cibi stagionali, veicolo di riscatto da quel senso di insicurezza e precarietà su cui si basava il vivere quotidiano. Conoscere il pane significa conoscere la terra, i metodi di coltivazione del grano, dalla raccolta delle messi alla lavorazione della farina, le tecniche dei saperi necessari alla sua produzione, al suo consumo e alle reti di relazioni sociali e significati culturali che caratterizzano le tante forme che assume, il pane nel suo viaggio storico geografico cambierà ingredienti, forme e usi, contribuendo a creare quell'identità culinaria mediterranea che ci permetterà di riconoscerci in un codice, non solo alimentare, ma anche antropologico. Ma in questi ultimi anni assistiamo ad una grande evoluzione sia nel consumo che nella produzione del pane, i mutamenti negli stili di vita e le trasformazioni tecnologiche hanno modificato le modalità di produzione e di vendita del pane, il consumatore può scegliere fra pane fresco, pane confezionato e presurgelato e altri prodotti da forno simili, ma in realtà, ad oggi, il consumatore non ha gli strumenti giuridici ed informativi per riconoscere il pane fresco di giornata rispetto a quello conservato, precotto o presurgelato: distinzioni estremamente importanti sia per i panificatori che per i consumatori in quanto le differenze sono sostanziali non solo sui tempi e modalità di preparazione, ma soprattutto sul livello nutrizionale. Nasce da qui l'esigenza di una proposta legislativa che aggiorni la normativa del settore della panificazione che in Sardegna è composto da circa 1050 imprese con oltre 4 mila addetti e con 350 milioni di euro di fatturato totale annuo, quindi un sistema di imprese, artigiane ed industriali che crea un indotto importante e che se tutelata e valorizzata la filiera deve creare un importante apporto al sistema agricolo incentivando la produzione di grano coltivato nell'isola, un settore vitale quindi che porta con sé un sistema di competenze e tradizioni che oggi sono in grado di soddisfare una domanda che va dal pane comune ai pani tipici, come il carasau, sino ai pani rituali, quindi più vicini alla tradizione. Attraverso il Testo unificato approvato nella Quinta commissione, si stabilisce finalmente un sistema di regole che vanno a valorizzare la panificazione quotidiana e a togliere ogni ambiguità commerciale tra la vendita di pane fresco e degli altri tipi di pane: conservato, precotto, presurgelato o prelievitato. In sintesi la legge tutela in primis il consumatore che con chiarezza è in grado di comprendere che tipo di pane stia acquistando, definisce i criteri di accesso alla professione, partendo dalla considerazione che i panificatori non ci si improvvisa, ma ci si diventa con la formazione, il tirocinio e con l'esperienza continua. Valorizza ancora le imprese della panificazione con un apposito contrassegno regionale, ancora getta le basi affinché si ragioni in termini di filiera, dal sistema agricolo al consumatore finale, infine costruisce un percorso per il riconoscimento delle specialità da forno tipiche della tradizione della Sardegna. Nello specifico il Testo unificato si compone di 15 articoli: nell'articolo 1 sono indicati i principi ispiratori della proposta di legge, in particolare la tutela del consumatore, la regolamentazione dell'attività di panificazione, la valorizzazione dei prodotti da forno tipici della tradizione della Sardegna. l'articolo 2 rimanda alle definizioni contenute nella normativa nazionale del settore, mentre il terzo articolo individua l'iter amministrativo attraverso il quale avviare o trasferire l'attività di panificazione. All'articolo 4 abbiamo l'introduzione e la disciplina della figura del responsabile dell'attività produttiva, prevedendo che il medesimo sia sottoposto alo svolgimento di uno specifico corso di formazione con prevalenza di tirocinio. L'articolo 5 disciplina le modalità di vendita del pane, stabilendo in particolare che il pane fresco debba essere venduto entro la giornata in cui si è concluso il processo produttivo, e che le altre tipologie di pane siano poste in vendita in scaffali distinti e separati dal pane fresco e siano chiaramente riportate le informazioni atte a differenziarle dal pane fresco che è stato prodotto quotidianamente. All'articolo 6 abbiamo l'istituzione di un contrassegno regionale attestante la vendita di pane fresco e prevede che gli utilizzatori del contrassegno forniscano al pubblico delle precise indicazioni sulle modalità di realizzazione del prodotto e anche sulle materie prime utilizzate. L'articolo 7 istituisce il registro regionale delle tipologie da forno tipiche della tradizione della Sardegna e prevede un percorso di accompagnamento regionale diretto ad assistere i produttori nelle procedure finalizzate all'accesso al regime delle denominazioni di origine protetta, delle indicazioni geografiche protette e delle specialità tradizionali garantite. L'articolo 8 prevede la via di azioni finalizzate al contrasto dell'abusivismo del settore, uno dei problemi più incalzanti per i panificatori. L'articolo 9 rimanda alla Giunta regionale il compito di definire con propria direttiva taluni elementi di dettaglio della legge; il decimo invece individua negli accordi di filiera lo strumento prioritario da mettere in campo per valorizzare l'intera filiera produttiva del settore. L'articolo 11 disciplina la vigilanza sull'applicazione della legge; mentre l'articolo 12 introduce specifiche sanzioni pecuniarie; l'articolo 13 contiene una disposizione transitoria finalizzata a ricorre l'obbligo di formazione a carico dei responsabili dell'attività produttiva dall'effettiva attivazione dei corsi. L'articolo 14 abrogazione e l'articolo 15 chiarisce appunto che dall'attuazione della disposizione della presente legge derivano nuovi o maggiori oneri a carico della finanza regionale ed è il motivo per il quale non riusciamo a trattare questo Testo unificato prima dell'ingresso della finanziaria in aula. Concludendo, Presidente, io vorrei rappresentare come questa sia una legge molto attesa dagli artigiani della panificazione, quindi vorrei ringraziare, in realtà dovevano essere qua presenti, non so dove si sono smarriti, la loro presenza oggi testimonia comunque l'importanza che per la categoria, per il mondo dell'artigianato produttivo, questa legge riveste. Quindi vorrei ringraziare tutti i componenti della Quinta commissione, in particolare il Presidente Luigi lotto per la grande disponibilità e la grande sensibilità che hanno avuto nel portare avanti con determinazione e con grande coscienza questa legge nell'iter che oggi ci consente di poterla discutere e approvare in aula.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Luigi Crisponi, relatore di minoranza.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi), relatore di minoranza. Grazie signor Presidente, come spesso accade la legislazione corrente lascia tutta una serie di vuoti normativi che talvolta generano delle problematiche nei vari settori e nei vari ambiti in modo particolare ne ha generato uno non da poco che ci accompagna nella sua quotidianità che è quello della lavorazione, della vendita, della disponibilità dell'utenza, quindi dei consumatori di un prodotto per noi davvero importante che è quello del pane, quindi il Testo unificato così com'è stato elaborato dalla Quinta commissione è andato a disciplinare in maniera organica tutta l'attività della panificazione in modo tale da tutelare, da un lato le capacità professionali degli imprenditori e dall'altroinvece assicurare l'elemento oggi irrinunciabile per il consumatore, la trasparenza sui banchi di vendita. Quindi questo iter legislativo in realtà ha potuto godere proprio dell'ispirazione delle associazioni di categoria della panificazione, e proprio per questo intendo sentitamente ringraziare la componente della Confcommercio e l'Associazione regionale dei panificatori, che hanno assicurato non solo l'ispirazione ma anche ampio sostegno, condivisione, e hanno prestato davvero grande attenzione nell'iter legislativo che si è svolto con tutta una serie di audizioni delle categorie, in modo particolare di quelle artigiane, e, non per ultimi, abbiamo goduto anche della presenza e dell'assistenza delle varie istituzioni che sono state chiamate al tavolo della discussione e della riflessione in seno alla quinta Commissione.

Il punto più ampio di condivisione in realtà si è trovato proprio sull' adozione uno strumento che facesse chiarezza sulla riconoscibilità del pane fresco, quindi mettendo davvero un punto fermo rispetto delle autentiche mistificazioni commerciali, in cui sovente viene messo in vendita pane a fermentazione o lievitazione arrestata rispetto al pane fresco, che con questa proposta di legge andiamo effettivamente proteggere; all'articolo 5 si arriva addirittura all'obbligatorietà che chi pone in vendita il prodotto proceda attraverso una distinzione netta negli scaffali tra il pane fresco e gli altri generi di pane, con indicazioni ed etichettatura che possano chiarire esattamente le modalità di preparazione e anche di conservazione.

Insomma, a mio giudizio un bel passo in avanti ai fini della corretta informazione del consumatore, in modo particolare sulla sicurezza igienico-sanitaria delle produzioni e in modo particolare sulla qualità degli ingredienti che vanno a comporre questo prodotto dell'arte bianca. L'aspetto più significativo a mio giudizio, nonché decisivo per garantire efficacia all'azione legislativa, è quello di assicurare sviluppo e modernizzazione alle attività di impresa della panificazione, in funzione naturalmente di un complesso miglioramento qualitativo e del loro aggiornamento professionale, che in questo caso può davvero contare proprio sul protagonismo delle associazioni datoriali che sono chiamate, insieme alla Regione alle sue agenzie, a delineare tutto un processo di valorizzazione della filiera sarda, che parte dagli agricoltori, passando per i produttori, i molitori, i panificatori, i rivenditori, fino naturalmente al consumatore finale. Insomma, riteniamo veramente che questa sia una norma doverosa, probabilmente arriva in ritardo ma debbo dire anche che il buon lavoro svolto in seno alla Commissione, nella disponibilità di tutti i colleghi commissari, ha permesso di arrivare all'approvazione definitiva di questo testo che oggi poniamo alla vostra attenzione, senza dimenticare che l'istituzione di alcune iniziative, per esempio quella del registro regionale delle specialità da forno tipiche della Sardegna, significa che con la successiva approvazione dei rispettivi disciplinari si avvia un'azione che definirei propedeutica per assicurare alle nostre celeberrime e diffusissime produzioni tipiche - cito per tutte il pane carasau - le protezioni DOP, IGP e infine SGT, cioè Specialità Tradizionale Garantita. Insomma, ancora una volta davvero un bel passo in avanti, a vantaggio della filiera, a vantaggio dei buoni produttori, a vantaggio dell'intero territorio e soprattutto a vantaggio del consumatore.

In conclusione, una volta approvata in questa sede la norma e passata la finanziaria regionale, ritengo sia doveroso individuare, spero e auspico nel breve termine, anche specifiche risorse economiche che possano essere incisive per un'evoluzione progettuale che la legge in realtà si prefigge.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Gianmario Tendas. Ne ha facoltà.

Ricordo ai colleghi che intendono intervenire che devono iscriversi a parlare prima della fine dell'intervento dell'onorevole Tendas.

TENDAS GIANMARIO (PD). Per aggiungere e integrare alcune considerazioni e alcune riflessioni che sono già state ben esposte dai due primi firmatari, l'onorevole Forma e l'onorevole Crisponi, rispetto alle proposte di legge numero 93 e 290.

La prima cosa che mi sento di fare è ovviamente ringraziare i due primi firmatari ma anche la Commissione nella sua interezza, perché, pur nella diversità di opinione in merito ad alcune tematiche, si è riusciti a mio avviso a portare avanti un lavoro di sintesi che consente di colmare una grossa lacuna che era presente a livello normativo.

Credo che per la Sardegna, che rispetto ad altre Regioni non disponeva di una norma in grado di tutelare e regolamentare un settore così importante e così strategico, fosse un atto di estrema importanza, non è un caso che la stessa impalcatura della norma riprende alcune leggi che sono già in vigore in altre Regioni, in modo particolare in Lombardia, dove però non c'è la tradizione che abbiamo noi nella nostra Isola, quindi c'è stato un lavoro certosino finalizzato ad adeguare per rendere il più possibile efficace e funzionale questa disposizione normativa.

Io credo che i punti che qualificano questa norma siano fondamentalmente cinque. Il primo è quello di tutelare il consumatore, lo diceva bene in premessa l'onorevole Forma, attraverso distinzioni chiare, nette e precise rispetto ad alcune denominazioni che vengono utilizzate in maniera quasi indistinta, mentre invece è importantissimo per un consumo consapevole avere chiarezza su che cosa si intende per pane conservato, precotto o congelato, rispetto invece al pane fresco di uso giornaliero. Altra cosa importante è che questa norma consente di migliorare molto gli aspetti di carattere igienico-sanitario, aspetto certamente non trascurabile, e cura in modo particolare tutto il discorso legato agli aspetti formativi, prevedendo l'obbligo di un'attività di formazione anche per i panificatori, in modo particolare per coloro che intendono aprire per la prima volta un'attività di questo tipo, ma anche con attività di aggiornamento continuo che consentano quindi di rapportarsi all'evoluzione normativa alla quale un settore così delicato è soggetto. Altro aspetto, che a me interessa in modo particolare, è quello relativo al discorso di filiera, che è il tema che, l' abbiamo visto anche con le audizioni, interessa in modo particolare alle organizzazioni di categoria e che può consentire di dare rilancio e respiro ad un settore che, è inutile nasconderlo, attraversa una situazione di crisi oggettiva. Dico questo perché, anche dalle audizioni che noi abbiamo avuto, in modo particolare con le organizzazioni di categoria - Coldiretti, Confagricoltura, Cia e via discorrendo -, è emerso che uno degli elementi sui quali credo sia necessario portare avanti anche una riflessione attenta e più profonda è che, rispetto al passato, la produzione della materia prima, del frumento, sta subendo un crollo drastico, nel senso che agli inizi degli anni Duemila c'erano circa 90 mila ettari che erano coltivati a frumento (la Sardegna era vista un po' come il granaio d'Italia), nel 2005 questa estensione si è drasticamente ridotta e secondo i dati Istat era di circa 45 mila ettari, per arrivare al periodo attuale dove l'estensione dedicata alla produzione di frumento, di frumento duro in modo particolare, è di circa 33 mila ettari. Questo significa che sostanzialmente l'entità delle materie prime che vengono utilizzate per la produzione corrisponde a circa il 20 per cento di frumento locale mentre per il resto siamo deficitari e dobbiamo ricorrere a frumento proveniente dal Canada, dalla Francia, dall'Inghilterra o dall'Ucraina.

Credo che il discorso legato alla creazione di una filiera consenta non solo di riorganizzare, diciamo così, un settore che merita di essere supportato e sostenuto, ma consente contemporaneamente di ridare nuovamente ossigeno anche al settore agricolo che pure nel passato era preso anche a modello di riferimento in altre realtà territoriali. Credo che la legge sotto questo punto di vista…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Giampietro Comandini. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Chiedo scusa Presidente, io devo dire che intervengo a favore di questa legge per quanto riguarda la materia della panificazione in maniera molto convinta ed entusiasta. Anche perché questa legge che entra in Aula prima della finanziaria, che come tutti sappiamo è la legge principale per quanto riguarda il Consiglio regionale e le attività che dalla finanziaria in qualche modo ne derivano, arrivare prima della finanziaria con una legge sulla panificazione significa dare dignità e importanza a un settore come il settore agroalimentare sul quale questo Consiglio regionale si è già espresso con altri due importanti provvedimenti legislativi uno sull'agricoltura e l'altro sull'apicoltura.

Questo a significare che il settore dell'agroalimentare riguarda un settore estremamente importante anche per un modello di sviluppo economico che all'interno della nostra Regione vogliamo dare; e questa della panificazione che va a colmare un vuoto legislativo che da troppi anni manca in qualche modo va proprio in questa direzione intervenire in un momento di grande crisi industriale a valorizzare uno dei settori strategici per il Paese Italia e per la Sardegna che è il settore agro-industriale.

Noi l'abbiamo già visto Expo 2015 alle porte quanto è forte l'interesse nei confronti dell'agroalimentare, quanto è forte l'interesse del Made in Italy e quanto è importante difendere le tradizioni agro-alimentari del nostro Paese. Per cui la legge della panificazione che questo Consiglio regionale si accinge oggi ad approvare va a coprire quel tassello fondamentale che anche la Regione sarda vuole giocare a difesa delle tradizioni più identitarie a tutela della panificazione e a tutela di un settore che sempre di più deve diventare il settore strategico della nostra Isola.

Noi lo vediamo in Commissione quinta, in Commissione attività produttive quanto è forte, quanto è presente in vari settori l'attenzione nei confronti dei settori agroindustriali, lo abbiamo visto per quanto riguarda il fresco, lo abbiamo visto per quanto riguarda i formaggi, lo abbiamo visto per quanto riguarda i vini. Per cui sarà sempre più importante che leggi di settore in qualche modo vadano a disciplinare, tutelare e valorizzare queste produzioni.

Il pane, il pane credo che con questa legge in qualche modo noi diamo sicuramente una tutela di filiera che riguarda anche i consumatori, che sempre di più in qualche modo sono disorientati da una pubblicità ingannevole, che in qualche modo non garantisce la qualità e la tutela del consumatore, sono ingannati in qualche modo, non sapere, non conoscere perché quando arriva nello scaffale la differenza fra pane fresco e pane congelato, quindi una legge di tutela dei consumatori che attraverso anche un marchio di qualità garantisce sia la filiera ma anche il consumatore finale nella garanzia di poter mangiare effettivamente un pane fresco. È chiaro che il discorso di qualità è un discorso fondamentale che attraverso il marchio, attraverso quello che può rappresentare anche l'albo degli artigiani della panificazione va inserito proprio nella ricerca della tutela del consumatore. Ma soprattutto è importantissimo la tutela e in qualche modo la garanzia per gli artigiani. Prima diceva la collega Forma i numeri, i numeri sono estremamente impressionanti, sono estremamente positivi oltre 1050 imprese, 4000 addetti, 350 milioni di fatturato ma soprattutto parliamo del 90 per cento di imprese artigiane, stiamo parlando quindi di un settore di artigianato puro importante presente in tutti i paesi della Sardegna. Quindi anche la tutela culturale dei territori della Sardegna.

Quindi questa legge va a colmare questo vuoto, questa legge quindi è importante, garantisce una sicurezza alimentare, garantisce una sicurezza nei confronti di una professione come quella artigianale della panificazione che ha sicuramente maggiori forze e necessità di un sostegno ma soprattutto anche permettere in futuro di avere all'interno di una strategia di sviluppo che questa Regione si sta dando attraverso l'approvazione del settore di guardare con attenzione sempre maggiore nei confronti del settore agroalimentare che può e deve rappresentare quel settore cardine, trainante per la nostra economia.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Luigi Lotto. Ne ha facoltà.

LOTTO LUIGI (PD). Grazie Presidente, io come Presidente della Commissione quinta mi sento di ringraziare innanzitutto proprio la Presidenza di quest'Aula e la Conferenza dei Capigruppo che ha di fatto dato il via libera che in piena sessione di finanziaria in quest'aula sia affrontasse un tema diverso dalla legge finanziaria. È un gesto di grandissima valenza politica di cui va dato atto a tutte le forze politiche presenti in aula.

E ovviamente vanno ringraziati innanzitutto i due principali protagonisti di questa proposta di legge la collega Daniela Forma che è firmataria della proposta di legge numero 93, il collega Luigi Crisponi che è il firmatario della proposta di legge numero 290. E però debbo anche dire che tutta la Commissione ha dedicato più di un mese di lavoro a questo argomento sentendo tutti coloro che su questo tema potevano darci un contributo dalle organizzazioni di categoria, dai commercianti, dagli artigiani, degli agricoltori ma anche abbiamo voluto ascoltare coloro che per anni si sono impegnati su questo tema cercando di dare una prospettiva all'economia del pane in Sardegna, una prospettiva che purtroppo non è stata ancora conseguita e a cui dobbiamo lavorare noi, abbiamo quindi chiamato ricercatori dell'Università di Sassari, dell'Università di Cagliari, tecnici delle agenzie agricole che ci hanno dato conto di un lavoro che è durato anni e che purtroppo ancora non ha avuto il necessario riconoscimento, il necessario approdo normativo.

La produzione di pane lo sappiamo tutti, ne siamo tutti consapevoli è la produzione agroalimentare per eccellenza. Il grano è la coltura principe, la prima coltura addomesticata dall'uomo, il pane è l'alimento principale suo derivato particolarmente presente nella tavola degli italiani e dei sardi. Quindi importantissimo per storia, cultura, per abitudini alimentari ma anche per l'incidenza che il pane a seconda se è di un tipo piuttosto che di un altro ha sulla salute dell'uomo. Tre erano gli obiettivi di fondo che ci siamo posti quando abbiamo pensato di affrontare questo tema; innanzitutto come sempre la difesa dei consumatori perché stiamo producendo cibo, cioè non stiamo producendo una penna che può scrivere male o bene ma non casca il mondo, stiamo producendo beni che vanno utilizzati per la nostra alimentazioni e incidono particolarmente in maniera pesante sulla nostra salute. Quindi però anche l'obiettivo di cogliere quanto c'è di possibile promozione dell'economia in questo tema. L'economia degli artigiani, sono tantissimi gli artigiani che si dedicano a questo lavoro, sono tanti gli agricoltori che si dedicano a produrre grani, oggi meno di ieri e però oggi di nuovo in crescita.

La parte principale era anche l'anima delle proposte originali che sono arrivate in Commissione che poi abbiamo anche contribuito ad arricchire, la parte principale dal punto di vista economico di questa legge è la questione che riguarda l'obbligo di definire pane fresco solo ciò che pane fresco lo è davvero e quindi creare una demarcazione ben definita tra pane fresco prodotto in giornata nei nostri laboratori artigiani dal pane surgelato, importato e sfornato in giornata come se fosse pane fresco all'insaputa dei consumatori. Con questa legge si crea una condizione di assoluta chiarezza, e si mettono in condizione i consumatori di essere informati e di comprare il pane sapendo cosa stanno comprando. E quindi il divieto di utilizzare la dicitura "pane fresco" per quello che fresco non è, è la cosa, dal punto di vista economico, più importante di questa legge. Però all'articolo 6 noi parliamo del contrassegno regionale, ed è un contrassegno che la Regione Sardegna da la possibilità di utilizzare soltanto a coloro che decidono di informare i consumatori sull'origine delle materie prime, sul tipo di lievito che è stato utilizzato, sulla tecnica di lavorazione, sul tipo di forno che si ha in laboratorio. Sembrerebbero delle cose secondarie, eppure sempre di più oggi la gente vuole sapere che cosa sta consumando. E consumare pane che è stato fatto con lievito di birra, o pane fatto con lievito madre non è indifferente, proprio sulla salute dei cittadini. E ci sono delle ricerche che danno di fatto conto di come il pane, a seconda del tipo di farina che viene usata o del tipo di lievito che viene usato, può incidere in maniera pesantissima sul decorso del diabete mellito, che sapete essere una delle malattie più presenti nella nostra Isola.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Molto brevemente, Presidente, per confermare anche il nostro voto favorevole per questa proposta di legge che è la sintesi di due proposte che, lo voglio sottolineare, e forse non è un caso, provengono da due consiglieri regionali del nuorese. Non per ragioni di campanilismo, ma debbo dire che nel nuorese la tradizione della panificazione è davvero una realtà e attività di eccellenza, non fosse altro perché è stata esercitata sempre tenendo conto della tutela innanzitutto del consumatore da un lato, e della necessità di soddisfare le esigenze e le istanze, e per contrastare anche quei fenomeni di abusivismo, perché ne sono piene le cronache, e allora ecco perché coloro che già da anni, da decenni esercitano professionalmente, lo dico nel senso più nobile, sia pure mantenendo anche il senso artigianale nell'impiego dei materiali di qualità, e quindi nella produzione del prodotto di qualità, hanno sempre assicurato un grande servizio alla collettività. Ecco perché questa legge noi la sosteniamo, ringraziando anche i presentatori, l'onorevole Forma e l'onorevole Crisponi, perché colmano sicuramente un vuoto, questa legge colma un vuoto nel panorama legislativo, e ci dà anche però l'occasione, e qui c'è l'Assessore della programmazione, è andata via l'Assessore dell'agricoltura, per capire se questa legge da sola può essere sufficiente. È un grande passo avanti, probabilmente ci vuole ancora molta attenzione, e ancora qualche sostegno in più ad una categoria che conosce anche i momenti di crisi, che sono dovuti a fattori certo non solo del consumo, ma anche relativi all'approvvigionamento della materia prima. In ogni caso questo è già un passo utile per mettere un punto fermo, nella convinzione che si fa una legge a tutela degli operatori che già nel nostro territorio da decenni svolgono la funzione di panificatore, e la svolgono professionalmente con senso di responsabilità, ed è una legge utile a tutela anche del consumatore. Ragione per la quale, appunto, la sosteniamo con assoluta convinzione.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Intervengo a nome della Giunta per esprimere il pieno appoggio a questa importante legge, ringraziando quindi i due relatori, l'onorevole Forma e l'onorevole Crisponi, e direi tutta la quinta Commissione per l'ottimo lavoro che ha fatto. Una legge importante, com'è stato messo in evidenza da chi è intervenuto in precedenza, perché razionalità un settore, dà delle direttive, cerca di far emergere la qualità di questo settore che in Sardegna ha una grande tradizione, e punta a dare maggiore efficienza e maggiore tutela ai consumatori ad individuare degli interventi di filiera in un settore, quale quello agroalimentare, che certamente rappresenta uno dei punti di forza della nostra Regione. Tengo qui a ricordare, non entro nel merito della legge perché non ne ho le competenze, altri l'hanno fatto meglio di me e lo si farà nel corso dell'analisi dell'articolato, però tengo a ricordare come l'agroalimentare, e in particolare tutta la filiera del pane a partire dalla produzione del grano, per continuare poi con i nostri pani tipici, rientra nella strategia di specializzazione intelligente della Regione Sardegna, nella S3, e pensiamo proprio che possa rappresentare uno dei punti di forza, perché mette insieme le nostre competenze, il nostro saper fare, i nostri vantaggi produttivi, di cui la Regione può godere. Rappresenta un emblema della qualità della vita che si trova in Sardegna, e per ciò stesso può rappresentare un attrattore importante anche per i flussi turistici, o l'esportazione di questi prodotti. Quindi è importante puntare fortemente sulla visione proprio di filiera del settore. Giustamente veniva ricordato che non basta scrivere delle buone leggi, poi ci vogliono anche degli strumenti operativi perché vengano sostenute, la strategia S3 certamente è il fulcro di quello che noi possiamo fare come Regione a favore dei produttori e quindi anche per un'espansione di questo settore. Proprio due giorni fa, in terza Commissione, c'è stato il parere favorevole sulle direttive degli aiuti alle imprese, che prevedono propri interventi mirati per le micro imprese, per gli incentivi alle micro imprese, alle imprese artigianali, con pezzature piccole di investimento, dai 15 mila euro in su, proprio con una forte attenzione, procedure che vedranno interventi a sportello molto semplificati, quindi senza dover aspettare anni prima di avere le risposte, e aggiungo anche un'altra tipologia di intervento che è quella a catalogo, ancora più semplice, se c'è bisogno da parte dei produttori di un intervento sull'innovazione tecnologica, su marketing, su esportazioni, ecco che possono acquistare i Vaucher, o sull'apprendistato, sui Vaucher assunzionali, quindi interventi estremamente rapidi che possano dare risposte concrete, certe e immediate ai nostri produttori. Quindi questo diciamo che è un pezzo, e ancora una volta ringrazio il Consiglio per il lavoro fatto, è un pezzo che va all'interno di una strategia complessiva, che quest'Aula condivide, di puntare fortemente sull'agroalimentare, aprirlo, rendere più efficienti i nostri produttori e, in questo modo, riuscire a far rilanciare sia il settore, sia l'occupazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Congiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONGIU GIANFRANCO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Presidente, anticipo il voto favorevole del Gruppo perché il Gruppo ritiene di intravedere nel passaggio in Aula a ridosso della legge finanziaria un valore politico della legge che travalica, auspichiamo che travalichi, il senso letterale dei termini utilizzati. Auspichiamo che lo travalichi nella misura in cui, come qualche relatore ha già accennato, questo sia un messaggio forte per un atto di indirizzo politico delle politiche complessive agricole della Regione Sardegna. Una legge di tutela di una parte della filiera nobilissima non può esaurire la sua spinta politica se non richiamare tutta quella attività di pianificazione strategica del comparto dell'agricoltura che vede nella politica cerealicola uno dei cavalli di battaglia fondanti il nostro sviluppo futuro. La risorsa pane, la tutela della catena finale della panificazione, il marchio di qualità, la consapevolezza del consumatore, la tutela delle nostre produzioni deve necessariamente trovare una piattaforma politica anche nel piano di sviluppo rurale, anche nelle politiche cerealicole, anche nel dire apertamente ai giovani agricoltori che investiamo, vogliamo investire nel grano, vogliamo riprendere ad avere un ruolo importante e vogliamo uscire dal giogo delle multinazionali che importano e caricano il territorio regionale con tanti prodotti sfarinati che non vengono prodotti in Sardegna. Questo è il valore politico che noi, come Gruppo, abbiamo intravisto in una legge che viene discussa a ridosso di una legge finanziaria ed è un valore politico alto e importante. Mi spiace solo che l'Assessore dell'agricoltura abbia lasciato l'Aula. Questo è un messaggio che vorrei lanciare, a nome di tutto il Gruppo, alla politica programmatoria regionale: si abbia un'attenzione ancora più forte, ancora crescente verso il rilancio del settore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Gaia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GAIA ANTONIO (Cristiano Popolari Socialisti). Presidente, intervengo per annunciare il mio voto è favorevole, ma non mi esimo dall'esprimere qualche mia perplessità, o meglio ritengo che, contrariamente a quanto ha sostenuto l'onorevole Pittalis, questa legge non sia completa, merita, secondo me, ancora non un approfondimento, ma un tassello aggiuntivo che ho già rappresentato in sede di Commissione, che ho rappresentato all'Assessore, proprio perché una legge elaborata da un legislatore deve pensare chiaramente a 360 gradi. Pensare a 360 gradi vuol dire che, a mio avviso, questa legge sarebbe completa nell'ipotesi in cui al marchio di qualità che verrà istituito si aggiungano i singoli marchi DECO di ogni singolo paese della Sardegna. Sarebbe un atto dovuto nei confronti di tutte le singole comunità da cui noi deriviamo e proveniamo, per salvaguardare usi, costumi e tradizioni di un criterio di panificazione che è tipico di ogni singola comunità. E allora al legislatore sardo non costa assolutamente nulla elaborare e normare anche l'esistenza del marchio DECO, che garantirebbe i produttori di ogni singola comunità e garantirebbe tutti i consumatori. Il marchio DECO sarebbe, a mio avviso, veramente la garanzia dell'origine e della qualità del prodotto e quindi, ripeto, garantirebbe anche soprattutto il consumatore, sempre sotto l'ombrello del marchio regionale. Questo intendevo ribadirlo anche in questa sede. L'appello lo faccio anche al Vicepresidente, atteso anche che non è presente l'Assessore dell'agricoltura, ma, ripeto, una norma di questo tipo di salvaguarderebbe - ripeto e ribadisco - cultura e tradizione di tutta la Sardegna a 360 gradi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Signor Presidente, non si dice a caso "buono come il pane". È evidente che questo prodotto fa parte delle nostre tradizioni più positive, fa parte della nostra cultura, fa parte delle nostre radici, ma in modo positivo, cioè tutto ciò che è legato al pane ha sicuramente una caratterizzazione positiva, una caratterizzazione felice, rappresenta la famiglia, rappresenta il desco, rappresenta tutto ciò che c'è di buono nell'immagine della famiglia del mondo occidentale. Ecco per quale motivo con il consenso dell'opposizione questa proposta di legge è stata portata in Aula, nonostante ci troviamo in sessione finanziaria. Perché riteniamo che sia una legge che ha dei requisiti di universalità, una legge che, non soltanto perché viene proposta anche da colleghi dell'opposizione, è caratterizzata soltanto per i suoi obiettivi buoni, e sottolineo il termine buoni. Peraltro è una proposta di legge che è stata predisposta con l'ausilio importante delle associazioni dei panificatori che hanno dato importanti contributi, che ha degli esempi di grande rilievo che sono stati tratti da altre leggi buone di altre regioni, e che ha innanzitutto lo scopo di tutelare il consumatore, consumatore che oggi è confuso, per utilizzare per un eufemismo, da tanti pani che vengono posti in vendita nei grossi centri commerciali che non si capisce che natura abbiano. È un modo, quindi, quello che oggi viene utilizzato nella vendita del pane, che sotto certi profili possiamo definire ingannevole perché non si capisce più se il pane è di forno, è fresco, è cotto, è surgelato o precotto. Io per primo non riesco a comprendere qual è il pane vero delle nostre tradizioni, mentre invece in applicazione di questa legge c'è la possibilità di avere un pane certificato, un pane garantito.

Il secondo obiettivo è quello di tutelare l'attività dei panificatori, che sono una categoria di straordinaria importanza, una categoria che comunque, oltre a rappresentare un aspetto culturale della nostra isola, rappresenta anche una fetta economica molto significativa e molto spesso trascurata. Oggi con questa legge iniziamo a pensare anche ai panificatori che tanto danno alla nostra terra. Quindi da parte nostra, da parte mia, il voto è positivo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SEL). Una vecchia pubblicità che ricordo diceva che il pane è alla base del cibo quotidiano, non si vive di solo pane, quindi pane di qualità e in quantità. Questa legge è nata ed è stata avviata sotto i migliori auspici; il fatto stesso che sia stata costruita con il contributo importante degli addetti ai lavori, chiamiamoli così, sta a significare che una volta tanto il legislatore propone e fa le leggi che devono servire, e quando gli addetti ai lavori ci danno le indicazioni su come la stessa legge va costruita e il legislatore, apprezzando il contributo, lo utilizza poi per metterlo dentro il contenuto legislativo, credo che sia un buon esempio da seguire anche nel prossimo futuro, perché credo che si abbia bisogno di questo tipo di atteggiamento per poter veramente essere utili a quelli che sono i bisogni delle collettività. Parlavamo di 4 mila addetti e di 350 milioni di fatturato. Oggi, per utilizzare un passaggio, direi che abbiamo pianificato la panificazione perché finalmente con questa legge mettiamo in sicurezza, perché con i concetti e i principi che stiamo stabilendo e sancendo con questa legge stiamo dicendo che questi 4 mila addetti potrebbero diventare anche di più perché stiamo mettendo in sicurezza una parte importante della nostra economia.

Diceva bene l'amico Marco Tedde, il pane forse è uno dei collanti più importanti all'interno della quotidianità di una famiglia. Ringrazio i proponenti di questa legge, Daniela Forma e l'amico Crisponi, perché c'è la necessità di attualizzare delle norme che erano super datate. Concludo dichiarando il voto favorevole del Gruppo SEL.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fabrizio Anedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ANEDDA FABRIZIO (Gruppo Misto). Presidente, nel complimentarmi con la Commissione per il lavoro svolto, trovo interessante il riconoscimento di filiera quale strumento di sostegno e rilancio dell'economia dell'Isola. L'organizzazione di filiera che coinvolge il produttore della materia prima, le imprese della trasformazione e quelle della commercializzazione è un modello indispensabile per la produzione ed esportazione dei nostri prodotti. I prodotti dell'agroalimentare che godono delle nostre caratteristiche climatiche e territoriali possono essere organizzate in un modello di filiera, vero volano economico.

Per quanto riguarda il grano, la peculiarità della nostra produzione è quella di tipo Cappelli. Ci sono tante imprese organizzate in consorzi che incentivano la produzione di questo tipo di grano, ma serve un marchio che salvaguardi la produzione e la trasformazione e di conseguenza avere un mercato internazionale sempre più alla ricerca di prodotti di qualità. Il mio voto sarà favorevole al disegno di legge.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Presidente, prima di tutto per confermare il nostro voto favorevole alla proposta di legge e per chiedere al Presidente e ai proponenti di poter apporre anche la mia firma in questa proposta di legge, una proposta di legge che è stata condivisa dall'intera Commissione. Lo dimostra il fatto che non ci sono praticamente emendamenti in quanto abbiamo, in Commissione, fatto un lavoro anche di sintesi con la collaborazione di tutti. Una legge scritta a quattro mani con la collaborazione degli addetti ai lavori, dei panificatori, con la collaborazione dell'intera filiera, perché di filiera dobbiamo parlare. Quindi il pane, che rappresenta in realtà il primo alimento per l'essere umano, in realtà non rappresenta solo questo, ma rappresenta la cultura, rappresenta la tradizione, rappresenta la tipicità della nostra isola, quindi qui ci siamo ritrovati. Non nascondo anch'io che il merito di tutto questo è dell'intera Commissione, ma in modo particolare del Presidente che ancora una volta è riuscito a far convergere anche la minoranza all'approvazione di questa legge. Pertanto, come già preannunciato, il nostro voto è favorevole alla stessa.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 1.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1:

Art. 1

Finalità

1. La presente legge disciplina l'attività di produzione e vendita del pane sostenendo e valorizzando:

a) la tutela del consumatore, con particolare riguardo all'informazione;

b) l'efficienza, la modernizzazione e lo sviluppo dell'attività di panificazione, nonché l'evoluzione tecnologica dei processi produttivi in funzione del miglioramento qualitativo;

c) le tipologie da forno tipiche della tradizione della Sardegna, anche mediante l'adesione al marchio collettivo di qualità agro-alimentare garantito dalla Regione o ad accordi intercategoriali di filiera finalizzati alla tracciabilità del prodotto;

d) le imprese di panificazione ubicate sul territorio della Regione.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 1, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 2.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2:

Art. 2

Definizioni

1. Ai fini della presente legge si applicano le definizioni di "panificio", "pane fresco" e "pane conservato" di cui all'articolo 4 del decreto legge 4 luglio 2006, n. 223 (Disposizioni per il rilancio economico e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, nonché interventi in materia di entrate e di contrasto all'evasione fiscale), e delle sue disposizioni di attuazione.

2. Per "impresa di panificazione" si intende l'azienda, organizzata dall'imprenditore, nel complesso di beni e servizi per la produzione di pane, impasti di pane, prodotti da forno dolci e salati e prodotti assimilati o affini.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 2.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 3.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3:

Art. 3

Esercizio dell'attività di panificazione

1. L'apertura di un nuovo panificio, il trasferimento e la trasformazione di panifici già esistenti sono soggetti alla dichiarazione autocertificativa unica (DUAAP) di cui all'articolo 1, comma 21, della legge regionale 5 marzo 2008, n. 3 (legge finanziaria 2008), da inoltrarsi all'ufficio competente per territorio tramite lo Sportello unico per le attività produttive (SUAP).

2. L'attività di panificazione è esercitata nel rispetto delle vigenti norme in materia igienico-sanitaria, edilizia, ambientale e di sicurezza nei luoghi di lavoro.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 3.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 4. All'articolo 4 è stato presentato l'emendamento aggiuntivo numero 1.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 4:

Art. 4

Responsabile dell'attività produttiva

1. Il responsabile dell'attività produttiva è il titolare, ovvero un collaboratore familiare, socio o lavoratore dell'impresa di panificazione, appositamente designato dal legale rappresentante dell'impresa stessa all'atto della presentazione della DUAAP.

2. Al responsabile dell'attività produttiva è affidato il compito di garantire il rispetto delle regole di buona pratica professionale, l'utilizzo di materie prime in conformità alle norme vigenti, l'osservanza delle norme igienico-sanitarie e di sicurezza nei luoghi di lavoro, nonché la qualità del prodotto finito.

3. Il responsabile dell'attività produttiva è individuato per ogni panificio e per ogni impianto di produzione ove è presente il laboratorio di panificazione.

4. Il medesimo responsabile dell'attività produttiva può essere nominato per più impianti di produzione.

5. Il responsabile dell'attività produttiva è tenuto alla frequenza di un corso di formazione accreditato dalla Regione e erogato dalle associazioni di categoria maggiormente rappresentative del settore della panificazione, anche attraverso l'ausilio delle agenzie regionali. I contenuti e la durata del corso sono definiti dalla Giunta regionale con propria deliberazione; almeno il 60 per cento della durata del corso di formazione consiste nello svolgimento di attività di tirocinio presso un panificio.

6. È esonerato dall'attività formativa di cui al comma 5 il responsabile dell'attività produttiva che risulti in possesso di uno dei seguenti requisiti:

a) avere prestato la propria opera per almeno tre anni presso un'impresa di panificazione con la qualifica di operaio panettiere o una qualifica superiore secondo la disciplina dei vigenti contratti;

b) aver esercitato per almeno tre anni l'attività di panificazione in qualità di titolare, collaboratore familiare o socio prestatore d'opera con mansioni di carattere produttivo;

c) essere in possesso di diploma di qualifica di istruzione professionale in materie attinenti l'attività di panificazione conseguito nel sistema di istruzione professionale e ricompreso in un apposito elenco individuato dalla Giunta regionale con la medesima deliberazione di cui al comma 5, unitamente a un periodo di attività lavorativa di panificazione di almeno un anno presso imprese del settore, oppure di due anni qualora il diploma sia ottenuto prima del compimento della maggiore età.)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare la consigliera Daniela Forma, relatrice di maggioranza.

FORMA DANIELA (PD), relatrice di maggioranza. Chiedo cortesemente il ritiro perché è stato già oggetto di discussione in Commissione.

PRESIDENTE. C'è una richiesta di ritiro.

Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Crisponi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Io non vorrei ritirare questo emendamento che ritengo davvero importante. Ricordo ai colleghi che tanto tempo fa la Regione Sardegna, in preda alle sue follie, ha deciso (semplificando chissà su che cosa), l'eliminazione del tesserino sanitario. Questo tesserino sanitario ha creato tutta una serie di problematiche. Ricordo anche che le ASL, a tutt'oggi, in modo particolare i servizi SIAN, intervengono con grande dispiacere nel sanzionare le attività di impresa, sanzionano i lavoratori e gli stessi professionisti. Perché li sanzionano? Perché non c'è un aggiornamento professionale obbligatorio. L'evoluzione della materia è davvero tanta, soprattutto è una materia molto delicata quella di carattere igienico-sanitario. Allora io propongo questo tipo di emendamento che chiede semplicemente l'introduzione di un piccolo emendamento che dice che sono previsti degli aggiornamenti formativi da frequentare periodicamente. Io non credo che questo possa sconvolgere la vita di alcuno, in modo particolare delle imprese che in questo modo potrebbero invece ritrovarsi a essere proficuamente aggiornate nella difficoltà quotidiana, ma soprattutto sulle tante iniziative legislative che avvengono non in questa sede, non in quella nazionale, ma soprattutto di carattere europeo. Abbiamo visto che ci sono anche delle questioni che riguardano un miglioramento professionale, ricordo quali sono le tante implicazioni soprattutto sulla salute delle persone e allora io ritengo che questo richiamo non sia follia, ritengo che sia doveroso invece richiedere, fra l'altro condiviso anche con le stesse associazioni datoriali, un emendamento di questo genere che andrebbe ad assicurare ancora una volta qualità e trasparenza al consumatore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianmario Tendas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TENDAS GIANMARIO (PD). Presidente, solo per chiarire alcuni aspetti che sono stati tirati in ballo dal collega Crisponi. Io credo che gli aspetti legati all'attività formativa costituiscono degli aspetti normativi cogenti che sono dettati dalla normativa nazionale. Nella fattispecie, giusto per restare in tema, il libretto sanitario è stato eliminato nel momento in cui si è passati alla gestione dell'autocontrollo, il famoso HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points), faccio riferimento in primis alla legge 155 del 1997 che poi è stata rivista e modificata col decreto legislativo 193 del 2007, dove sostanzialmente vengono recepiti tutti i regolamenti comunitari che si chiamano 852, 853 e 854 che agli operatori sono ben noti come "pacchetto igiene", dove fondamentalmente esiste un obbligo formativo iniziale e un aggiornamento periodico. Quindi gli operatori del settore sanno già in partenza che devono sottostare a questi regolamenti comunitari che, ripeto, sono stati recepiti con decreti legislativi e che prevedono che periodicamente chi manipola prodotti alimentari deve sottostare a questi corsi di aggiornamento. Quindi credo che sia un qualcosa di aggiuntivo che appesantisce una disposizione di legge che, di fatto, vincola a sostenere queste attività formative tutti gli operatori.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Daniela Forma per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FORMA DANIELA (PD), relatrice di maggioranza. Presidente, per ribadire che il motivo per il quale abbiamo introdotto l'obbligo formativo con preponderanza di tirocinio per l'ottenimento della qualifica per l'apertura di un'attività di panificazione, l'abbiamo fatto proprio per elevare la qualità di chi si inserisce nel settore. Detto questo però come ogni settore artigiano poi aldilà del corso di formazione, aldilà del tirocinio nei panifici è chiaro che poi è l'esperienza che viene maturata negli anni che fa sì che quella qualità, quella professionalità del panificatore venga elevata e venga riconosciuta. Quindi per quanto riguarda, l'ha spiegato molto bene il collega Tendas, gli aspetti igienico sanitari richiamati dal collega Crisponi gli aggiornamenti sono già obbligatori per legge, peraltro non solo nel settore della panificazione ma in tutti i settori dell'agroalimentare visto che per ogni cosa sull'agroalimentare si innesta subito il penale data la sensibilità del settore. Quindi ritengo assolutamente non opportuno inserire in legge l'obbligo di frequentare aggiornamenti periodici, prima di tutto perché appunto quelli in materia di sicurezza alimentare già sono previsti per legge, gli altri, ribadisco, una volta che viene acquisito quel minimo che consente di poter aprire un'attività, è l'esperienza col tempo che dà risposte su questo fronte, quindi il parere sull'emendamento è contrario.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Lotto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOTTO LUIGI (PD). Io voglio solo manifestare la comprensione per la logica che spinge il collega Crisponi a proporre questo emendamento, ne abbiamo discusso a lungo anche in Commissione e non siamo arrivati a dire di no senza discuterne, ne abbiamo discusso perché al fondo del suo ragionamento c'è un ragionamento serio, non è una cosa campata in aria, però c'è un problema assolutamente altrettanto serio che è quello di non creare tra categorie e nell'ambito ancor più della stessa categoria, situazioni di trattamento diverso. Siccome questo emendamento così come è formulato porta a questa situazione non riteniamo che possiamo approvarlo. Ecco perché chiedevamo di ritirarlo sapendo che poi comunque, questo ce lo possiamo dire tutti, chi vuol fare l'artigiano panificatore bene e meglio, è bene che si aggiorni e chi vuol fare l'artigiano bene e meglio, è bene che gli si diano le possibilità di aggiornarsi. Questo è un interesse di tutti noi, non riteniamo di obbligare per legge la gente ad essere brava, noi per legge gli diamo gli strumenti per poterlo diventare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Io non l'ho mai sentito, comunque sia mi sento anche svincolato e libero da tutti. Siccome ho capito che non si vuole introdurre qualcosa che certifica, che dia garanzia, ma si vuole lasciare nel limbo del buonismo qualunque cosa possa capitare, io non ho capito perché non si voglia sancire con legge che l'igiene e sanità è una cosa importante per garantire il consumatore. Io inviterei chi è contrario ad andarsi a fare un'analisi presso le ASL per vedere quanti panificatori hanno partecipato ai corsi, siccome non sono obbligatori non hanno partecipato. Allora se lasciamo liberi così, vuol dire che lasciamo nella libertà assoluta e la legge non ha ragion d'essere, la legge ha ragion d'essere perché certifica, perché dà orientamenti, perché è ordinatoria, perché prevede che ci siano alcuni comportamenti che la legge sancisce. Se si vuole lasciare così perché è una cosa antipatica o perché si ha paura anche di introdurla in altri settori, io me ne guardo bene dal far parte di una simile assemblea che lascia agli altri interpretazioni che non sono di altri e la legge non va lasciata all'interpretazione degli altri per quanto è possibile, e non è vero che il rimando alla legge nazionale è un rimando sic et simpliciter e tranquillo perché la regione Emilia-Romagna la reintrodotto. Allora io mi chiedo: "Perché questo sbarramento assoluto?" A meno che non ci siano vizi nascosti da parte di qualcuno che non vuole riconoscere certe cose, a meno che non ci sia una volontà diversa e nascosta di quello che si dice in legge. Dobbiamo essere chiari, precisi, puntuali, io credo che la certificazione sia una cosa importante, che la formazione continua lo sia altrettanto, che ci sia la necessità e l'opportunità di poter andare in una direzione dove si certifica all'opinione pubblica, agli utenti che è giusto avere un modo di conoscere quali sono i comportamenti adeguati di chi deve vendere agli altri che deve essere certificato per dire: vendo perché è garanzia e l'assolutezza che non ci siano delle porcherie dietro. Credo che queste cose dovrebbero far riflettere anziché calare un muro solo perché sono maggioranza o sono uno che decide che così sia e basta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Onestamente non pensavo che ci dividessimo sul pane perché in Commissione è stata una discussione pacifica e quindi mi sembrava che fosse normale, ma forse un po' di pepe anche nel pane non guasta magari. Allora io spiego perché siamo contrari a questo emendamento e vorrei che fosse chiaro l'articolo 12 della legge che dice al comma 1: "Fatte salve le ulteriori sanzioni previste dalla normativa nazionale per le violazioni delle disposizioni della presente legge, si applicano le seguenti sanzioni amministrative: lettera a) da 1000 euro a 4000 euro ove il responsabile dell'attività produttiva non ottemperi ad un obbligo formativo di cui all'articolo 4 comma 5." Ora l'articolo 4 comma 5 praticamente prevede che frequenti un corso erogato da un ente accreditato. Se noi aggiungiamo "e agli aggiornamenti formativi" mettiamo che questo salti perché è raffreddato o perché ha una fornitura importante per un matrimonio o una festa paesana, non possa andare al corso, gli applichiamo la sanzione da 1000 a 4000 euro perché non è andato a un corso di aggiornamento dove gli devono dire come si fa il pane a uno che ha già fatto il corso fondamentale e che fa pane da tutta la vita? Allora stiamo attenti, va bene essere realisti, va bene essere garantisti perché stiamo parlando di pane che entra nella bocca di tutti e deve essere garantito, ma mi sembra che la legge dia garanzie assolute che stiamo facendo il meglio possibile affinché il pane che va nelle case, nelle tavole delle persone, delle famiglie, sia un pane fatto da persone che sanno di cosa stanno parlando e cosa stanno mescolando. Per cui credo che l'appesantimento dell'emendamento sia onestamente da non accogliere e l'invito al ritiro all'onorevole Crisponi lo faccio con tutto il cuore perché mi dispiacerebbe che su una cosa di questo genere arrivasse una divisione che onestamente sarebbe poco giustificata.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Mi sembra corretto che la Giunta dia parere conforme a quello della Commissione anche auspicando che effettivamente dato il clima che c'è stato, si possa arrivare ad una composizione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 4.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento aggiuntivo numero 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 5.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 5:

Art. 5

Modalità di vendita

1. Il pane fresco è venduto entro e non oltre la giornata in cui è stato concluso il processo produttivo.

2. Il pane ottenuto dal prodotto intermedio di panificazione è posto in vendita in scaffali distinti e separati dal pane fresco, recanti le indicazioni previste dalla normativa comunitaria e nazionale vigente in materia di etichettatura nonché la dicitura "pane ottenuto da cottura di impasti" e l'indicazione del metodo di conservazione utilizzato.

3. Il pane conservato è posto in vendita in comparti separati dal pane fresco, previo confezionamento ed etichettatura riportanti le indicazioni previste dalla normativa comunitaria e nazionale vigente.

4. È vietato utilizzare la denominazione di "pane fresco" o di "pane conservato", anche se accompagnata da integrazioni e specificazioni, per identificare prodotti che si differenziano in modo sostanziale, per modalità di composizione o per procedura di fabbricazione, da quelli indicati all'articolo 2, comma 1.

5. È fatto obbligo al venditore di pane precotto o congelato di esporre l'etichetta contenente la dicitura relativa all'indicazione del luogo di provenienza del prodotto e la ragione o la denominazione sociale del relativo produttore.

6. È consentita la vendita di pane sfuso in aree pubbliche, nelle costruzioni stabili e nei negozi mobili, nel rispetto della normativa comunitaria e nazionale in materia igienico-sanitaria e dei requisiti previsti dell'ordinanza del Ministero della salute del 3 aprile 2002, e successive modificazioni.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 5.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 6.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 6:

Art. 6

Contrassegno regionale

1. La Regione, riconoscendo l'importanza che un prodotto di qualità riveste per il miglioramento dell'offerta rivolta al consumatore nonché per il rilancio dell'economia di settore, istituisce un apposito contrassegno regionale che attesti la vendita del pane fresco.

2. I soggetti autorizzati all'utilizzo del contrassegno regionale di cui al comma 1 espongono al pubblico le indicazioni previste dalla normativa comunitaria e nazionale vigente in materia di etichettatura nonché l'indicazione delle modalità di cottura (forno a legna o forno elettrico), del luogo di origine della materia prima e della tipologia di farina e di lievito utilizzati.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 6.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 7.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 7:

Art. 7

Registro regionale delle specialità da forno tipiche
della tradizione della Sardegna

1. È istituito, presso l'Assessorato regionale competente in materia di artigianato, il Registro regionale delle specialità da forno tipiche della tradizione della Sardegna.

2. Sono inserite nel registro:

a) le specialità da forno tipiche identificate dalla Regione ai sensi dell'articolo 8 del decreto legislativo 30 aprile 1998, n. 173 (Disposizioni in materia di contenimento dei costi di produzione e per il rafforzamento strutturale delle imprese agricole, a norma dell'articolo 55, commi 14 e 15, della legge 27 dicembre 1997, n. 449), e del decreto ministeriale 8 settembre 1999, n. 350 (Regolamento recante norme per l'individuazione dei prodotti tradizionali di cui all'articolo 8, comma 1, del decreto legislativo 30 aprile 1998, n. 173), riportate nell'elenco regionale e inserite nell'elenco nazionale istituito dal citato regolamento;

b) le specialità da forno tipiche della Sardegna riconosciute ai sensi della normativa dell'Unione europea in materia di denominazione di origine protetta, di indicazione geografica protetta e di specialità tradizionale garantita.

3. La Regione, ai sensi delle disposizioni di cui al capo II della legge regionale 7 agosto 2014, n. 16 (Norme in materia di agricoltura e sviluppo rurale: agro-biodiversità, marchio collettivo e distretti), approva i disciplinari di produzione delle specialità da forno di cui al comma 1, lettera a), ai fini dell'accesso all'utilizzo del marchio collettivo di qualità di cui all'articolo 16 della medesima legge regionale n. 16 del 2014.

4. La Giunta regionale, con propria deliberazione, istituisce, presso l'Assessorato regionale competente in materia di artigianato, un apposito tavolo tecnico composto da dipendenti degli assessorati e delle agenzie regionali e da esperti del settore designati dalle associazioni di categoria maggiormente rappresentative del settore della panificazione con il compito di elaborare apposite strategie di intervento dirette a agevolare, assistere ed incentivare i produttori locali nell'avvio e nell'espletamento delle procedure finalizzate all'accesso al regime delle denominazioni di origine protetta, delle indicazioni geografiche protette e delle specialità tradizionali garantite di cui al regolamento (CE) n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 novembre 2012, sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari, per le specialità da forno tipiche della tradizione della Sardegna.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Lotto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOTTO IGNAZIO (PD). Io chiedo scusa all'aula ma voglio fare due considerazioni su questo articolo 7, perché nell'impianto generale della legge è uno dei passaggi meno eclatanti ma, a mio parere, tra i più importanti in assoluto della legge. Perché, dicevo all'inizio, siamo dieci anni o anche venti che in Sardegna sono impegnate le istituzioni di ricerca e tecnica della Regione nel cercare di approdare ad un obiettivo, che era quello di individuare alcuni marchi di qualità per i nostri pani tipici: carasau, moddizzosu, pistoccu ed altri, non si è conseguito nessun risultato perché è difficile, ed è stato difficile che le categorie interessate facessero sistema ed entrassero davvero in quest'ottica. Però noi oggi stiamo rischiando di perdere alcuni possibili marchi di qualità dei nostri pani, prima di tutto il carasau, ma anche degli altri. C'è gente che lo produce fuori dall'Italia da diversi anni, un giorno o l'altro ci ritroviamo nella impossibilità di utilizzare noi quel nome, non possiamo permettercelo. Ecco perché nell'articolo 7 chiediamo alla Giunta regionale, e chiedo al vicepresidente di seguire questo ragionamento, chiediamo alla Giunta regionale di dar seguito a questo articolo, di mettere in piedi un gruppo di lavoro che nell'arco di un anno, massimo due, ci porti ad avere, con il consenso delle categorie, alcuni marchi di origine di Igp, o di origine protetta, registrati. Ne va della produzione di materie prime in Sardegna che possono essere destinate a pani di qualità, ne va della difesa di quella che è una delle principali tradizioni della nostra cultura artigianale. Noi abbiamo un panificio in ogni Comune, assieme alla Chiesa e alla caserma dei Carabinieri e al Municipio, il panificio è la quarta istituzione dei nostri Comuni. Dobbiamo fare in modo che il pane sardo di qualità possa essere di nostra proprietà esclusiva e lo si possa portare fuori dall'isola, cosa che in questo momento lo si fa ma con grandissima difficoltà. Ecco perché ritengo che sia utile mettere in evidenza l'importanza di questo articolo, e l'appello alla Giunta perché si faccia carico con l'Assessore dell'agricoltura, con l'Assessore dell'artigianato di portarlo a compimento. È un impegno che gli sta ponendo davanti il Consiglio, io mi auguro che riescano a metterci tutto l'impegno necessario perché si consegua il risultato da tanto tempo inseguito, e però mai conseguito.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Crisponi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Sì, molto in breve. Quando poc'anzi in premessa dicevo che spesso ci sono dei vuoti normativi, forse sarebbe stato il caso di aggiungere anche dei vuoti operativi. Il richiamo che faceva il collega Lotto ad alcune nostre celeberrime produzioni, è evidente, va proprio in quella direzione. Corriamo il rischio di perdere un'occasione se non si andrà a porre mano alla protezione, alla tutela a un qualcosa che di suo è già un brand riconosciuto a questa terra. E cito appunto il pane carasau, ma voi sapete bene che nelle centinaia di pani tipici tradizionali detenuti, conservati, custoditi e tramandati solo oralmente, o attraverso quella straordinaria manualità delle nostre donne e dei nostri uomini, abbiamo invece un poderoso strumento che ha anche una chiave economica. Quell'elemento straordinario io credo che meriti un'attenzione superiore, un'attenzione particolare, e credo che con uno sforzo importante da parte degli Assessorati, e quindi della Giunta, quelli coinvolti in modo particolare su questa delicatissima materia della quale non si discute molto, però l'intrusione di tutta una serie di produzioni che non sono più fatte in casa nostra, che sono oltretutto fatte male, e sono introdotte maldestramente, quindi sfiorando tra l'altro anche il profilo della frode alimentare e anche della frode in commercio verso quella che invece dovrebbe essere uno dei capi saldi nel garantire all'utente chiarezza e trasparenza, invece corre il rischio di mancare con la modernizzazione corrente. Invece, credo che a partire proprio da questa legge sia il proprio vero punto di partenza, sulla quale fare ulteriori riflessioni, e quindi anch'io alla Giunta regionale, in questo caso al vicepresidente della Giunta mi appello, perché presto venga istituito un tavolo operativo di lavoro, nel quale vengano coinvolti gli uomini che quotidianamente fanno questo delicato lavoro, ma che restituiscono alla nostra tavola e alla nostra salute un prodotto di straordinaria delicatezza ed importanza. E quindi io credo in questo auspicio, che vede probabilmente l'Aula in modo corale condividere queste parole, si possa addivenire al più presto alla istituzione di un tavolo, di un comitato tecnico che abbia cura di questa delicatissima materia.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Intervengo certamente perché concordo con quanto Lotto ha proposto, e di seguito Luigi Crisponi ha continuato ad affermare, la necessità della difesa dei nostri prodotti tradizionali. Invero abbiamo esempi, ad iniziare da quello più famoso della pizza, che riguarda tutta l'Italia, che non era più considerata un prodotto nazionale ma viene utilizzato con marchi diversi e fatto in ogni modo, ma non certamente con quello tradizionale con cui poi è stato sancito in via definitiva. E quel che è grave è che quando abbiamo davanti dei prodotti tradizionali non solo del pane, ma in Sardegna che certamente siamo ricchi di tradizione e ci portano indietro anche di millenni e ci fanno considerare di quanto sia ampia la portata della nostra civiltà, mi pare una cosa indegna non essere puntualmente presenti a far riconoscere quelle che sono le bontà dell'enogastronomia sarda. E a proposito, non per vena polemica puramente, ma l'Assessore all'agricoltura è già defilata dall'assemblea, le piace di più essere presente in altre assemblee, probabilmente la fotogenia le consente di essere presente in tante altre opportunità. Ma io ritengo e chiedo, come si può… La giustifichi, mi raccomando Assessore Paci, come l'altro in missione speciale all'estero! Allora volevo dire che quando si crea la volontà, e il Presidente di una Commissione di maggioranza auspica che la Giunta lo faccia, io ho paura e terrore di una maggioranza simile che non riesce a governare quelli che sono i processi di Giunta. Ma e c'è bisogno di chiedere che una Giunta faccia quello che è il proprio dovere? Io mi chiedo se opportunamente non debba esserci veramente il tavolo di lavoro non solo per questo ma anche per altro, dove si è deficitari non si è capaci di difendere gli interessi, quelli che sono gli interessi reali della Sardegna. Poi, assessore Paci lei pur di difendere un'altra importantissima incombenza, questa è la massima istituzione della Regione sarda, questo è il momento di confronto fra Giunta e maggioranza ed opposizione, questo è il momento in cui si calibra o si dovrebbero calibrare le leggi per poter servire al meglio quelle che sono gli interessi del popolo sardo, se noi vogliamo dire che tutto va bene siamo nella posizione migliore per poterlo fare però è ora di finirla perché ognuno si assuma le proprie responsabilità, mi sia consentito che a fronte di milioni e miliardi di lire a non si sono affrontate norme solo perché c'è la schizzinosità di qualche persona che possa avere interessi, io chiedo che si vada a vedere una volta per tutte quelle che sono le necessità di controllare sbarchi e aeroporti perché non portino virus e quant'altra porcheria che infettano il vivere civile in un'isola che ha anche maggiori difficoltà e si fermi lì perché non si è capaci di dare risposte con un'altra proposta da parte della maggioranza per poter fare le sintesi. Altro tema vergognoso che la stampa dovrebbe significativamente sottolineare, non si va avanti se non c'è anche una proposta di legge della maggioranza come non basta iniziare a discutere purché ci sia una proposta di legge in commissione, se non c'è questa non si va avanti ed è anni, anzi la seconda se non la terza legislatura che non si affronta il problema, per esempio sempre dell'agricoltura, non solo ma anche di altri settori quale quello della raccolta dei funghi e dei funghi ipogei, allora è ora di finirla! Allora dico che la Giunta faccia il proprio dovere, se vuole presenti i disegni di legge, se non c'è una maggioranza che è sufficientemente attenta ai problemi della Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Onorevole Dedoni, che l'assessore Falqui sia presente o meno mi pare che non cambi molto la sostanza perché noi ne avvertiamo l'assenza delle politiche in campo di materia agricola, quindi lo dicono i fatti anche di questi giorni, tutto quello che sta succedendo in alcuni importanti enti agricoli, lo denunciano le associazioni di categoria, quindi forse è meglio anche che il dibattito, almeno sulla legge condivisa, si svolga alla presenza di un Assessore che critichiamo ma gli riconosciamo anche presenza e comunque attenzione al dibattito che si svolge in quest'aula. Intervengo solo per dire che, a nome del gruppo, condivido integralmente l'intervento del Presidente Lotto, lei ha detto cose sagge nel suo intervento e le condivido. Parto proprio dal suo intervento e le condivido. Proprio dal suo intervento, Presidente, dell'importante Commissione che si occupa dei problemi agricoli per invitarla con urgenza a portare in Commissione la questione che ha attinenza con la materia, sia pure di un altro settore merceologico quale quello della tutela dell'olio sardo. Lo dico preoccupato per la presa di posizione che il vostro Segretario regionale, l'onorevole Renato Soru, ha assunto in Europa, scandaloso, vergognoso perché questo rappresenta davvero aprire senza regole ad una invasione di prodotto, senza controllo dell'origine e senza il controllo della qualità. E siccome stiamo parlando dell'agroalimentare questo è un settore merceologico ugualmente importante, per questa ragione la invito Presidente Lotto, a farsene carico perché anche questo settore non può assolutamente passare nel silenzio delle cronache locali ma nel grido d'allarme e di dolore che proviene dai produttori che davvero rischiano di essere messi in gravissima crisi. Allora, agevolare, assistere e incentivare i produttori locali nell'avvio e nell'espletamento delle procedure finalizzate all'accesso al regime delle denominazioni d'origine protetta, questo è il senso nobile di quest'articolo che stiamo per approvare che vorremmo anche recuperare con riferimento anche ad un settore delicato come quello della produzione e nel settore olivicolo.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Scusate, molto brevemente e senza alcuna vena polemica mi sembra corretto dire che l'assessore Morandi che ha la competenza, questo è un intervento sul settore dell'artigianato, quindi la legge è stata seguita in Commissione dall'assessore Morandi seguire la promozione turistica, quindi per svolgere i compiti che istituzionalmente vi sono richiesti, l'assessore Falqui come avete visto è venuta, dopo di che aveva degli altri impegni istituzionali, su questioni proprio di filiere agroalimentari, si è scusata ed è andata via. Penso di rappresentare degnamente la Giunta, questo è il Testo unico di due proposte di legge di emanazione consiliare, che sono assolutamente le benvenute, io ho detto a nome della Giunta, che siamo del tutto favorevoli, anzi ringraziamo per questa iniziativa che sembra davvero fare polemica sull'assenza degli altri sia davvero fuori luogo, in ogni caso c'è la presenza del Vicepresidente che dà piena dignità all'Aula sulla presenza della Giunta.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 7.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 8.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 8:

Art. 8

Norme contro l'abusivismo
nel settore dell'attività di panificazione

1. La Giunta regionale, in accordo con le associazioni di categoria della panificazione maggiormente rappresentative e in collaborazione con gli organi preposti ai controlli, sottoscrive appositi protocolli per il contrasto al fenomeno dell'abusivismo e della concorrenza sleale.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo, lo metto in votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 8.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 9.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 9:

Art. 9

Direttiva regionale

1. La Giunta regionale, con propria deliberazione, su proposta degli assessorati regionali competenti, sentite le associazioni di categoria maggiormente rappresentative del settore della panificazione, entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, definisce:

a) le caratteristiche del contrassegno regionale di cui all'articolo 6 e le modalità di rilascio e revoca;

b) le modalità di tenuta del registro regionale di cui all'articolo 7.

2. Il contrassegno regionale di cui all'articolo 6 è rilasciato in collaborazione con le camere di commercio competenti per territorio.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SEL). Per sospendere il voto elettronico, se siamo d'accordo.

PRESIDENTE. Se siete d'accordo lo metto in votazione.

Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

È stata richiesta nuovamente la votazione elettronica dal consigliere Oppi.

Passiamo all'esame dell'articolo 10.

È stato presentato l'emendamento aggiuntivo numero 2.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 10:

Art. 10

Valorizzazione della filiera sarda

1. La Regione, riconoscendo l'importanza di sostenere e rilanciare l'economia del settore e di migliorare l'offerta al consumatore, valorizza la filiera delle tipologie da forno tipiche della tradizione della Sardegna attraverso accordi o programmi di filiera attuati dai soggetti interessati.

2. Gli accordi e i programmi di filiera prevedono la partecipazione di tutti i soggetti coinvolti, tra i quali agricoltori, produttori, panificatori, molitori, rivenditori e consumatori finali.

3. La Giunta regionale, sentite le associazioni di categoria, definisce gli indirizzi generali relativi alle caratteristiche degli accordi e dei programmi di filiera, con particolare riguardo ai principi di trasparenza, sicurezza alimentare e sostenibilità ambientale.)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare la consigliera Daniela Forma, relatrice di maggioranza.

FORMA DANIELA (PD), relatrice di maggioranza. Su questo il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Per il esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Parere conforme.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Lotto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOTTO LUIGI (PD). L'intervento che ha fatto poc'anzi il collega Pittalis non può essere lasciato cadere nel vuoto, l'argomento che ha toccato non è un argomento di secondaria importanza, però io vorrei ricordare a lui e all'intera Aula che, contrariamente a ciò che noi abbiamo per quanto riguarda il pane e tante altre produzioni, per quanto riguarda il settore dell'olivo noi abbiamo conseguito un risultato, noi abbiamo l'olio DOP, come abbiamo il formaggio, il vino e in altre produzioni, il problema non è che possiamo pensare che noi non facciamo arrivare vino cileno in Sardegna perché se non il fermentino sardo non viene consumato, noi dobbiamo valorizzare il nostro vermentino sardo che ha delle caratteristiche definite che si produce in Sardegna con uve sarde. L'olio d'oliva, la Bosana, che è uno delle olive migliori in assoluto, ha delle caratteristiche nutraceutiche che vengono certificate come tra le migliori del mondo, dobbiamo avere la capacità di dimostrare che l'olio tunisino non vale niente in confronto al nostro olio sardo. E non abbiamo leggi da fare in materia, abbiamo solo da costruire una consapevolezza, prima di tutto in Sardegna, e poi fuori in Italia, che il nostro olio è davvero riconosciuto a livello scientifico uno dei migliori al mondo. Non serve fare una legge per proteggerlo, hanno già un marchio, abbiamo già la possibilità di venderlo in maniera esclusiva e con caratteristiche definite e con situazioni di coltivazione ben definite. Quindi io non mi preoccupo più di tanto del fatto che per due anni entri o non entri olio tunisino, mi preoccupo se noi l'olio che produciamo riusciamo a venderlo soltanto a tre euro al litro, comunque che ci siano non ci sia l'olio tunisino. E non riusciamo invece, anche come regione, a promuovere una campagna di consapevolezza delle sue caratteristiche per consumarlo prima di tutto in Sardegna, e ne importiamo tanto, e poi per farlo consumare fuori; ma per poterlo vendere non a cinque euro al litro, ma per poterlo vendere a 20, 30 o 40 euro al litro. Per fare questo serve un impegno molto maggiore, anche da parte nostra, della regione, dell'Assessorato, delle agenzie, e dei coltivatori e di chi rappresenta i coltivatori. Perché l'obiettivo non deve essere quello di chiudere le frontiere ma quello di aprirle per vendere bene le nostre produzioni, perché a chiuderle non ci riusciremo perché ci sono anche motivazioni di carattere politico e internazionale, che non sempre la nostra debolezza ci consente di superarle, ma abbiamo una forza su cui dobbiamo puntare noi e ne siamo consapevoli tutti. Abbiamo la forza della qualità dei nostri prodotti, dobbiamo saperla spendere bene.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Crisponi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Certo che questo è un argomento davvero di rilievo, qua si parla della filiera agroalimentare tutta, però viene anche difficile collega Lotto che non possiamo opporci quando l'Unione Europea, ricordo ai colleghi, che è quella stessa che ha introdotto la possibilità di portare sulle tavole e addirittura nella ristorazione schifezze varie, lombrichi, vermi, e altre cose improponibili. È la stessa Unione Europea che permette, combattendo quindi il saper fare formaggio in casa nostra, di fare da altre parti, e quindi quasi invoglia anche sul territorio, la possibilità di utilizzare il latte in polvere per fare il formaggio. Insomma tutte queste aberrazioni certamente vanno combattute in ogni luogo e in ogni momento. Però per ritornare al nostro pane quotidiano, l'emendamento, di cui sono primo firmatario sottoscrittore, agisce proprio in quella funzione di una campagna di consapevolezza per dire al consumatore che si deve preferire e scegliere il pane buono, pane fresco, il pane di qualità. Quindi mi sono permesso di introdurre, viste le ristrettezze di bilancio, di fare un richiamo anche alle future opportunità in cui, utilizzando però gli ordinari stanziamenti di bilancio in possesso dell'Assessorato competente all'artigianato, all'agricoltura, così come alle agenzie e quindi utilizzare quei fondi proprio perché, insieme alle associazioni di categoria, si attivino iniziative dirette finalizzate a promuovere l'informazione e la sensibilizzazione verso un uso e un consumo serio e consapevole del pane. Ma voglio ricordare, così come diceva il collega Lotto, che non dobbiamo esimerci a proclamare la nostra qualità, a fare in modo che sia riconosciuto un brand e il potere di un prodotto che è nostro, il pane carasau accompagna la storia del difficile lavoro dei nostri avi, dei nostri nonni, dei genitori, che sono andati in campagna accompagnati dal pane carasau. Il pane carasau, se ne faccia carico l'Aula, deve diventare riconosciuto come patrimonio mondiale e quindi quest'Aula deve individuare un percorso agile, agevole, insieme naturalmente a tutte le filiere produttive, per arrivare al riconoscimento presso l'Unesco del valore della qualità, non dell'ordinarietà, ma del raffinato orgoglio della nostra buona produzione. Quindi che il pane carasau diventi, una volta per tutte, patrimonio mondiale dell'umanità. Naturalmente, a questo emendamento, chiedo voto corale perché venga espresso il voto favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Deriu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (PD). Io non sono tra i firmatari né dell'una, né dell'altra proposta che formano il testo oggi unificato, però sono rimasto sedotto dagli argomenti di tutti i proponenti e di tutti coloro che sono potuti intervenire fino adesso. Io direi questo che visto che si registra una vasta unanimità e poi che sia l'Assessore vice-presidente sia il Presidente della Commissione hanno detto pane al pane sull'argomento, direi che potremmo avviarci a una rapida approvazione dando gli argomenti per visti, anziché puntualizzare su ogni punto quello che ormai mi pare sia una cosa che potremmo definire il nostro pane quotidiano.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Non è che voglia aggiungere pane al pane o vino al vino, ma credo che bisogna anche puntualizzare un attimino quelle cose che sono emerse. Io, contrariamente a molti amici, non sono contro Renato Soru perché ha espresso quel voto, vi parrà strano, ma è così. Perché reputo anche una cosa intelligente quella che ha fatto. Perché vorrei ricordare a tutti che la Sardegna è in mezzo al Mar Mediterraneo, che ha un momento di raffronto tra le sponde del Mar Mediterraneo e la Tunisia vive un momento particolare che noi conosciamo. Io ho più paura di quello che non ha fatto Soru quando era Presidente della Giunta e di quello che non fa e che non ha fatto neanche il centrodestra e non fa neanche oggi il centro-sinistra: di creare un'ipotesi di lavoro che seriamente privilegi la produzione isolana. Che si creino veramente le filiere non nominali per prendere, assessore Paci, quella panacea dei finanziamenti europei che lei va in giro a spandere tutti i giorni. Io credo che sia più importante qualificare la nostra produzione ed emergere su questo, sono perfettamente d'accordo con l'onorevole Lotto, e io sono convinto che parte del PD non sia contro Soru, esclusivamente per la storia dell'olio, come qualcuno vorrebbe far emergere, piuttosto per il controllo delle banche e del sistema finanziario, che probabilmente qualcosa tocca il sistema. E io questo lo lascio a tutte le vostre discussioni interne. Ma il problema è che ci sono cose più serie da affrontare che sono quelle di far riemergere la Sardegna da un momento di crisi quale quello che stiamo vivendo, sotto tutti i punti di vista, e lavorare in comune affinché ci siano punti fermi su cui mirare e operare. Su questo credo che ci confronteremo da stasera per tutti i giorni necessari sulla finanziaria per poter capire esattamente qual è la direttrice e qual è il punto d'arrivo, che ci vuole da parte di questa Assemblea che dovrebbe nobilitarsi nel cercare risorse interne per essere veramente guida del popolo sardo nel riscatto nei confronti di uno Stato che e negletto nei confronti della Sardegna e di un'Europa che è lontana! Sotto questi aspetti andremo a verificare tutto quello che è il discorso politico che anche in questa circostanza si è fatto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Sì, onorevole Deriu, è vero che questa probabilmente è una legge che, proprio per usare un detto, non è pane per i suoi denti, ma ciò non di meno su aspetti problematici è assolutamente necessario che ci si soffermi. Il problema che io ho posto, è l'ho posto anche in termini garbati al presidente Lotto, e chiedo, approfitto dell'occasione perché stiamo parlando di un settore merceologico importante e rilevante, quello agroalimentare, le chiedo, presidente Lotto, che l'argomento venga portato all'attenzione, perché non possiamo, su direttive europee, lasciare un settore merceologico come quello dell'olio… non è argomento all'ordine del giorno ma ne ho approfittato proprio nell'ottica di una tutela che noi dobbiamo prestare soprattutto per le produzioni di qualità. Questo era il senso dell'intervento, sul quale però io vorrei che almeno in Commissione si tornasse, proprio per esaminare e mettere a punto anche, perché no, una strategia a riguardo da portare al tavolo nazionale e a quello europeo.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 10.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

Indico ora la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento aggiuntivo numero 2.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 11.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 11:

Articolo 11

Vigilanza

1. La vigilanza sull'applicazione della presente legge è esercitata dalle aziende sanitarie locali (ASL) e dai comuni, cui spettano i proventi delle sanzioni amministrative previste dall'articolo 12.).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 11.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 12.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 12:

Articolo 12

Sanzioni

1. Fatte salve le ulteriori sanzioni previste dalla normativa nazionale, per le violazioni delle disposizioni della presente legge si applicano le seguenti sanzioni amministrative:

a) da euro 1.000 a euro 4.000, ove il responsabile dell'attività produttiva non ottemperi all'obbligo formativo di cui all'articolo 4, comma 5, o non soddisfi alcuno dei requisiti previsti dall'articolo 4, comma 6;

b) da euro 1.000 a euro 4.000, per il mancato rispetto di ogni singolo obbligo di cui all'articolo 5;

c) da euro 250 a euro 1.000 per il mancato rispetto degli obblighi di cui all'articolo 6, comma 2.

2. In caso di recidiva il sindaco può disporre la sospensione temporanea dell'attività fino a un massimo di tre giorni.).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 12.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 13.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 13:

Articolo 13

Disposizioni transitorie

1. I panifici attivi alla data di entrata in vigore della presente legge comunicano al SUAP, entro centottanta giorni dalla stessa data, il nominativo del responsabile dell'attività produttiva.

2. In sede di prima applicazione della presente legge, i responsabili dell'attività produttiva, a eccezione dei soggetti di cui all'articolo 4, comma 6, sono tenuti alla formazione di cui all'articolo 4, comma 5, entro il termine massimo di dodici mesi dall'attivazione dei corsi.).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 13.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 14.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 14:

Articolo 14

Disposizioni transitorie

Abrogazioni

1. Sono abrogate le seguenti leggi:

a) legge regionale 20 giugno 1979, n. 50 (Norme per la produzione del pane "carasau");

b) legge regionale 6 giugno 1986, n. 31 (Estensione delle provvidenze previste dalla L.R. 20 giugno 1979, n. 50 contenente norme per la produzione del pane "carasau");

c) legge regionale 6 giugno 1986, n. 31 (Norme integrative alla L.R. 20 giugno 1979, n. 50 per la produzione del pane locale di Tonara, della spianata di Ozieri e della spianata di Bonorva);

d) legge regionale 19 agosto 1986, n. 54 (Norme sulla produzione del pane di Sanluri "civraxu").).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 14.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 15.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 15:

Articolo 15

Norma finanziaria

1. Dall'attuazione delle disposizioni di cui alla presente legge non derivano nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica e alla loro attuazione si provvede nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.).

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Daniela Forma. Ne ha facoltà.

FORMA DANIELA (PD). Propongo all'Aula un emendamento orale aggiuntivo per l'introduzione dell'articolo 15 bis, entrata in vigore: "La presente legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione sul Buras",

PRESIDENTE. Essendoci una proposta di emendamento orale, chiedo se ci sono osservazioni.

Poiché non ci sono osservazioni, l'emendamento è acquisito.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 15.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento orale all'articolo 15.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo alla votazione finale del testo.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del testo unificato numero 93-290.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Il Consiglio è convocato per questo pomeriggio alle ore 16. Ricordo ai componenti dell'Ufficio di Presidenza che l'Ufficio stesso è convocato adesso al sesto piano. La seduta è tolta.

La seduta è tolta alle ore 12 e 25.



Allegati seduta