Seduta n.151 del 02/02/2016 

CLI Seduta

Martedì 2 febbraio 2016

Presidenza del Presidente Gianfranco GANAU

La seduta è aperta alle ore 11 e 30.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 21 gennaio 2016 (147), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Augusto Cherchi, Roberto Deriu, Luca Pizzuto, Ignazio Giovanni Battista Tatti e Alessandro Unali hanno chiesto congedo per la seduta del 2 febbraio 2016.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti proposte di legge:

Numero 302, 303.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria:

Numero 635, 637.

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria:

Numero 193, 194, 195.

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria:

Numero 224, 225.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Sull'ordine dei lavori. Vorrei parteciparle che la Commissione terza è stata convocata, si è tenuta senza la minoranza, per noi è invalida perché il Presidente…

COCCO PIETRO (PD). Non è vero.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Così mi è stato riferito, a me è stato riferito da tutti i componenti che erano lì e sono andati via.

COCCO PIETRO (PD). Presente l'onorevole Oppi, presente l'onorevole Truzzu.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Ed erano presenti? A me è stato detto che non erano presenti. Comunque sia, Presidente, non aveva l'avvallo dei Capigruppo perché si riunisse in un giorno di Consiglio. La prego di tenere ferme queste considerazioni. Peraltro lei, prima della chiusura del Consiglio, ieri ha detto che tutte le Commissioni erano sconvocate.

PRESIDENTE. La Commissione si è tenuta per dare il parere sulle norme di attuazione di ieri, sulle norme intruse della finanziaria, ed era regolarmente convocata. Mi dispiace che ci sia stato questo equivoco. Quella Commissione era l'unica che abbiamo detto che andasse avanti proprio perché era funzionale all'avvio del percorso della finanziaria, mi spiace che ci sia stato un equivoco.

Discussione, ai sensi dell'articolo 102 del Regolamento del documento Cocco Pietro - Pittalis - Rubiu - Zanchetta - Usula - Carta - Cocco Daniele "Modifiche al regolamento di attuazione della legge regionale 23 dicembre 2005, n. 23 (Sistema integrato dei servizi alla persona). Trasformazione delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza, approvato con decreto del Presidente della Regione n. 3 del 2008". (Reg. n. 4/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della proposta del Regolamento n. 4, "Modifiche al regolamento di attuazione della legge regionale 23 dicembre 2005, numero 23 (Sistema integrato dei servizi alla persona). Trasformazione delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza, approvato con decreto del Presidente della Regione numero 3 del 2008", ai sensi dell'articolo 102 del Regolamento.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Randazzo. Ne ha facoltà.

RANDAZZO ALBERTO (FI). Presidente, prima di iniziare la discussione, gradirei che ci fosse almeno la maggioranza a garantire il numero legale, perché ci sono quindici persone presenti, mi sembra che manchi il numero legale, non so se possa procedere quest'Aula.

PRESIDENTE. Si può procedere.

È iscritto a parlare il consigliere Luigi Lotto. Ne ha facoltà.

LOTTO LUIGI (PD). Presidente, solo per dire con due parole quali sono le questioni inerenti la proposta di modifica di regolamento. È stata approvata una legge nello scorso dicembre, per poterne dare attuazione e mettere in condizioni la struttura a cui questa legge di dicembre fa riferimento era necessario adeguare il regolamento della legge numero 23 del 2005 a questa nuova norma che abbiamo approvato nel mese di dicembre. Per cui si è ritenuto, data la situazione anche particolare di difficoltà in cui versa la situazione dei lavoratori di quella struttura, depositare delle proposte di legge. C'erano la proposta di regolamento della minoranza e una proposta di regolamento della maggioranza pressoché identiche, perché poi alla fine si trattava di adeguare il regolamento a una legge già approvata a dicembre. Siccome stiamo entrando in regime di finanziaria se non la si approva oggi, cioè prima di avviare il regime di finanziaria, noi la dobbiamo spostare di due mesi e mezzo ed è un tempo troppo lungo, data la situazione particolare in cui versa quella struttura, una situazione che abbiamo paura che non regga. Ecco perché abbiamo chiesto, diversi consiglieri, che se ne potesse far carico il Consiglio oggi nel suo complesso con l'avallo di tutti i Capigruppo a cui abbiamo chiesto di tenere conto di questa situazione.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Signor Presidente, avevo temuto sinceramente per le sorti di questa modifica regolamentare quando ieri è mancato il numero legale, anche se non è stato certificato. Io credo di poter condividere in tutto e per tutto le dichiarazioni dell'onorevole Lotto. C'è da correre perché inizia la sessione finanziaria e non è più possibile discutere questi temi per una serie indefinita di settimane, e c'è l'urgenza di dare attuazione a una legge, la legge numero 32. È una legge della Regione, è una legge che è stata votata da questo Consiglio regionale e quindi è una legge che esprime la volontà del popolo sardo, ed è una legge che va a sanare una situazione che è incancrenita ormai, da vero guinness dei primati. 25 milioni stanziati nella finanziaria 2012, circa 100 mila euro di deficit mensile, 200 lavoratori che attendono risposte, tanti lavoratori dell'indotto che anch'essi attendono risposte, e tante altre considerazioni che ci portano a ritenere che questa fondazione San Giovanni Battista debba essere salvata nei servizi, nelle prestazioni e ovviamente bisogna salvare tutti i collaboratori. Non ci sono assolutamente strade alternative. Non è possibile pensare altrimenti perché c'è una legge della Regione che secondo il nostro modesto avviso magari non era del tutto indispensabile che venisse disciplinata con un regolamento attuativo, ma è meglio che ci sia un regolamento attuativo perché non vogliamo altri stop.

Abbiamo fatto interpellanze, mozioni, ordini del giorno, proposte di legge, proposte di regolamento e questa proposta di regolamento ricalca la proposta di regolamento fatta dal sottoscritto e dall'onorevole Peru. Abbiamo fatto tutto ciò che era necessario fare. Abbiamo fatto un ordine del giorno unitario che impegnava l'Assessore a corrispondere le retribuzioni entro qualche settimana, cosa che non è accaduta. Questi lavoratori vanno a credito, purtroppo, di sei mensilità. Non è possibile pensare che una famiglia oggi possa non percepire l'unica retribuzione che arriva a casa. Non è possibile pensare che si possa vivere in queste condizioni. Quindi a margine, ma non soltanto a margine, di questa riflessione io chiedo formalmente all'Assessore di mettere in campo tutte le iniziative politiche possibili per cercare di pagare quanto meno un acconto a questi lavoratori.

Io capisco le difficoltà, capisco che non è semplice sopprimere un IPAB, capisco che comunque è difficile arrivare alla soluzione, ma ormai siamo arrivati alla soluzione, però credo che sulla retribuzione ai lavoratori non si debba deflettere. Credo che il nostro Assessore abbia ben chiara la situazione e credo che, magari con qualche stimolo in più, con qualche impegno in più nei confronti della struttura, sia possibile dare ristoro a queste famiglie.

Credo che siamo arrivati alla fine di un percorso tormentato, non dobbiamo deflettere all'ultimo minuto. Dobbiamo dare una soluzione, siamo qui per questo. Dobbiamo attuare una legge che noi stessi abbiamo approvato. Non possiamo passare come i record man del tafazzismo in salsa nuragica.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Luigi Ruggeri. Ne ha facoltà.

RUGGERI LUIGI (PD). Presidente, a differenza dell'onorevole Tedde io credo che invece sia utile riflettere anche quando ci sono delle situazioni che riguardano i lavoratori proprio perché è nell'interesse dei lavoratori costruire soluzioni che reggano nel tempo, producano lavoro buono, sostenibile e che venga svolto nell'interesse della collettività.

La vicenda di questo IPAB risente della natura ibrida di questa istituzione che è stata portata oggi a compimento a seguito di una prospettiva di estinzione che prende atto del fatto che degli IPAB non possono continuare la loro funzione, anche nella forma di aziende di servizi o nella forma di istituti di natura di diritto privato, se la condizione del loro patrimonio non è in grado di adempiere alle funzioni che si sono statutariamente dati. Questa condizione sino a dicembre, quando abbiamo approvato la modifica della legge numero 23 del 2005, produceva il fatto che lo scioglimento di un IPAB caricasse delle ragioni attive e passive del patrimonio e del personale il comune nel territorio del quale venivano svolte la maggior parte delle prestazioni. Noi abbiamo IPAB che rispettavano questa condizione di partenza e abbiamo però IPAB molto più grandi, e il particolare riferimento all'IPAB di Ploaghe, della Fondazione San Giovanni Battista, che invece svolge la gran parte della sua attività orientando le prestazioni sul settore sociosanitario. La modifica che abbiamo introdotto a dicembre del 2005 prevedeva che, previo scorporo delle funzioni tipicamente sociali che continuano a rimanere in capo al comune di appartenenza, chi ha un'attività prevalentemente di tipo sociosanitario cede, nel momento dell'estinzione, la propria attività, le proprie ragioni, direttamente alla ASL. Se andiamo nello specifico ad analizzare la situazione della struttura, l'IPAB più grande che abbiamo e che è maggiormente interessata da questo provvedimento, quella di Ploaghe, vediamo che si tratta di un IPAB che è strutturalmente in disavanzo, che svolge attività di tipo sanitario di fatto corrispondendo ad azioni che le sono richieste dalla ASL e facendo delle cose che sono orientate nel senso della medicina del territorio verso la quale vorremmo spostare gran parte dei volumi di attività sanitaria, tipicamente quelli dei residenti in quella zona. Lo vorremmo fare chiaramente in una condizione di ottimizzazione dei costi e quindi del valore della prestazione, che solo si può avere nel momento in cui, piuttosto che sotto il cappello di una situazione costretta come è quella attuale dell'IPAB, le prestazioni sanitarie vengono dispiegate all'interno di una regia che può essere solo quella della ASL, per cui vengono affiancate, ottimizzate, amplificate ed energizzante dal controllo e dal lavoro con la ASL. Lo potrebbe fare anche forse un soggetto privato, ma in questo momento stiamo parlando di prestazioni che hanno una committenza pubblica e di soggetti che le eseguono che di fatto hanno una natura pubblica. Con quello che facciamo adesso prendiamo atto del fatto che regolamentiamo meglio il passaggio di tutte queste competenze, perché noi stiamo agendo non sulla legge ma sul regolamento, stiamo prendendo atto del fatto che queste competenze vengono inserite e iscritte in un percorso per cui finiscono ad afferire alla ASL e politicamente chiediamo alla ASL e all'Assessorato di gestire questo volume di attività in una maniera tale che non arrivi a produrre quelle difficoltà che sono state tipiche della gestione di questi anni. Lo dico a fronte di un approfondimento che ha fatto l'Assessorato, che è stato sollecitato in quest'Aula prima che arrivasse a compimento il percorso legislativo, e lo dico anche, mi sia permesso, in una maniera che non può essere tacciata di interessi elettorali visto che Ploaghe è molto lontana dal mio territorio di elezione.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Salvatore Demontis. Ne ha facoltà.

DEMONTIS SALVATORE (PD). Presidente, noi siamo tutti convinti che la pubblica amministrazione non debba essere un polmone occupazionale e infatti non è questo il caso. Cosa diceva la legge numero 23 del 2005, prima della modifica intervenuta a dicembre in quest'Aula, per gli IPAB che obbligatoriamente vanno trasformati, non possono essere mantenuti come IPAB? Prevedeva la trasformazione in ASP, quindi in azienda pubblica per servizi alla persona, la trasformazione in soggetti giuridici di diritto privato o ancora l'estinzione. La trasformazione in ASP sappiamo che è critica perché c'è un deficit che ormai è strutturale; anche dopo il ripianamento nel 2012 con i 25 milioni di euro la struttura è ancora in deficit. Per assurdo per riportarla in pareggio occorrerebbe individuare specialità aggiuntive più remunerative, per assurdo occorrerebbe incrementare il personale perché possa essere assicurato l'accreditamento ed ancora investire per adeguare le strutture. Se fino a oggi non ci si è riusciti evidentemente una motivazione ci sarà ed è estremamente difficoltoso trasformarla in ASP. Allora non rimane che l'estinzione evidentemente. La "23" del 2005 diceva che tutto il personale a tempo indeterminato al 31 dicembre 2007 verrebbe assegnato all'amministrazione comunale che subentrerebbe all'IPAB in tutti i rapporti giuridici passivi e attivi. È evidente che un'ipotesi di questo tipo non può essere presa in considerazione perché non si può pensare di trasformare un piccolo comune come quello di Ploaghe in un'azienda sociosanitaria, questo sarebbe se si trasferisse tutto il personale e i rapporti giuridici dell'ex IPAB, evidentemente. Non dimentichiamoci che la competenza sociosanitaria non rientra nella sfera di competenze dell'ente locale, quindi non sarebbe possibile un'ipotesi di questo tipo. La modifica apportata alla "23" del 2005 in dicembre interviene su questo aspetto, prevede che all'ex IPAB subentri non l'amministrazione comunale, bensì la ASL che presta servizi sociosanitari e che quindi sarebbe adeguata, al contrario del comune, a questo subentro. Tutto questo si può fare senza costi a carico della ASL ed è importantissimo questo passaggio per una soluzione che ha trovato l'Assessorato della sanità. L'Assessore della sanità spesso in questa vicenda paradossalmente è considerato responsabile della non soluzione, invece ha trovato la soluzione, una soluzione che è stata prospettata dall'Assessorato e che prevede l'utilizzo di fondi nazionali destinati apposta alla soppressione degli IPAB, fondi nazionali che sommano a 3.600.000 annualmente e che sono già nella disponibilità dell'amministrazione regionale per 16 milioni di euro. Quindi, non si va a caricare la ASL numero 1 evidentemente, perché altrimenti non sarebbe una soluzione, per quello che dicevo perché i costi del personale a tempo indeterminato al 31 dicembre 2007 che sommano a 2.900.000 saranno interamente coperti con i fondi nazionali suggeriti dall'Assessore della sanità. Quindi, ringrazio l'Assessore per questa bella soluzione e mi auguro che davvero finalmente la vertenza San Giovanni Battista trovi una soluzione.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Presidente, onorevoli consiglieri, com'è stato già ripetuto diverse volte si è cercato di trovare una soluzione per l'inveterato problema dell'IPAB di San Giovanni Battista. L'analisi svolta dagli ultimi commissari ha permesso sia di evidenziare delle criticità, sia di evidenziare delle prospettive all'interno di un ragionamento che prevede lo sviluppo delle cure intermedie. Le proposte di legge che la Giunta propone sulla riorganizzazione della rete ospedaliera e sulla riorganizzazione delle cure primarie danno un senso alla proposta che dovrebbe trovare sostegno in questa modifica del regolamento (ricordo, appunto, che qui discutiamo di una modifica del regolamento) e che prevede in caso di estinzione che, com'è stato detto, il personale, secondo la legge 23, sarebbe dovuto transitare obbligatoriamente nel comune dove risiedeva la struttura. È stata proposta la ASL perché prevalentemente si hanno delle prestazioni sociosanitarie e ricordo che nella struttura sono ricoverati pazienti dell'ex ospedale psichiatrico, quindi oltre alla attività di riabilitazione in generale o dell'attività di RSA (residenza sanitaria assistita), insistono in quella struttura pazienti che erano stati ricoverati e risiedevano nell'ospedale psichiatrico.

La proposta è stata fatta valutando attentamente un piano industriale perché l'attività che deve svolgere l'IPAB di San Giovanni Battista, la società che stiamo andando a estinguere, dovrà inserirsi pienamente nelle attività utili per il Nord della Sardegna a piena integrazione con l'attività dell'azienda sanitaria. Ricordo che attualmente i maggiori creditori dell'IPAB San Giovanni Battista sono la ASL 1 e qui mi permetto di sottolineare, onorevole Tedde, che c'è stato un impegno da parte dell'Assessorato che la ASL 1 corrispondesse quello che era dovuto regolarmente; l'altra parte debitoria è a carico dei comuni, le cosidette quote sociali che non dipendono direttamente dall'Assessorato della sanità, però massima è stata la funzione di persuasione nei confronti del commissario per far sì che venisse tutelato, in una situazione di sofferenza, il pagamento degli stipendi che oramai dovrebbe essere arrivata a sei mesi di non corrispondenze.

Noi riteniamo che questa sia una soluzione equilibrata tenendo conto che esiste una norma dello Stato che prevede che ogni anno alla Regione Sardegna per l'estinzione dell'IPAB vengano trasferiti 3.615.198 euro da destinare ai comuni che abbiano provveduto all'assorbimento degli IPAB quale contributo agli oneri per il personale da essi provenienti. Dal 2009 a oggi la Regione avrebbe incassato 16 milioni che in minima parte sono stati utilizzati per gli IPAB. Noi riteniamo questa la soluzione più equilibrata perché ci permette di dare una risposta a un problema ormai cronico, a una situazione che richiede, sì, un piano industriale, ma un diverso modello gestionale; ciò comporta una valutazione dei centri di costo con una attenta valutazione dei costi di produzione delle prestazioni che vengono effettuate, all'interno di un ragionamento che prevede lo sviluppo delle cure intermedie. Ricordo che ancora oggi, in attesa dell'approvazione di riordino della rete ospedaliera, noi vediamo l'uso degli ospedali della Sardegna come DRG che hanno delle caratteristiche di bassa e media complessità e questo perché non è stata sviluppata una rete integrata di cure intermedie, per cui una parte di prestazioni che devono essere offerte attraverso le cosiddette cure intermedie vengono date in maniera inappropriata negli ospedali. Consapevoli di tutte le criticità, crediamo che questa rappresenti in questo momento la soluzione più equilibrata.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli.

Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Chiedo la votazione a scrutinio segreto sul passaggio all'esame degli articoli e su tutto l'articolato.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 1.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1:

Art. 1

Modifiche all'articolo 17 del regolamento di attuazione della legge regionale n. 23 del 2005
(Estinzione)

1. All'articolo 17 del regolamento di attuazione della legge regionale 23 dicembre 2005, n. 23 (Sistema integrato dei servizi alla persona. Abrogazione della legge regionale n. 4 del 1988 (Riordino delle funzioni socio-assistenziali)), sono apportate le seguenti modifiche:

a) dopo il comma 2 sono aggiunti i seguenti:
"2 bis. Le funzioni e il patrimonio mobiliare ed immobiliare delle IPAB estinte che svolgono prevalentemente attività di erogazione di servizi socio-sanitari, previo scorporo dell'attività sociale che segue la disciplina prevista dal comma 2 e dal comma 8 dell'articolo 44 della legge regionale n. 23 del 2005, sono assegnate all'azienda sanitaria locale nel cui ambito territoriale ha sede legate l'IPAB, in conformità a quanto stabilito dall'articolo 44, comma 8 bis della legge regionale n. 23 del 2005 e secondo direttive emanate con deliberazione della Giunta regionale. L'azienda sanitaria locale subentra nei rapporti giuridici attivi e passivi delle IPAB estinte.
2 ter. Il legale rappresentante dell'IPAB predispone con proprio atto lo scorporo dell'attività sociale, individuando le relative funzioni, i rapporti giuridici attivi e passivi, il personale di ruolo, o comunque con rapporto di impiego a tempo indeterminato al 31 dicembre 2007 e il patrimonio mobiliare ed immobiliare. Lo scorporo dell'attività sociale predisposto dal legale rappresentante dell'IPAB è approvato con deliberazione della Giunta regionale.";

b) al comma 3, dopo le parole "i comuni" sono aggiunte le seguenti: "e le aziende sanitarie".)

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'articolo 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 2.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2:

Art. 2

Modifiche all'articolo 18 del regolamento di attuazione della legge regionale n. 23 del 2005 (Personale)

1. All'articolo 18 del regolamento di attuazione della legge regionale n. 23 del 2005 sono apportate le seguenti modifiche:

a) il comma 2 è sostituito dal seguente:
"2. Il personale di ruolo, o comunque con rapporto di impiego a tempo indeterminato al 31 dicembre 2007 presso l'IPAB estinta è assegnato al comune o all'azienda sanitaria cui sono attribuiti i beni e le funzioni dell'IPAB. Il comune o l'azienda sanitaria subentrano nei rapporti di lavoro a tempo determinato e negli altri rapporti di prestazione d'opera. Al personale, fino al momento dell'inquadramento nei ruoli organici, del personale dell'ente di destinazione, continuano ad applicarsi le norme relative allo stato giuridico e al trattamento economico in godimento presso le IPAB di provenienza al momento dell'assegnazione al nuovo ente.";

b) dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:
"2 bis. I contributi statali per il personale assorbito sono trasferiti al comune o all'azienda sanitaria cui è assegnato il personale di ruolo, o comunque con rapporto di impiego a tempo indeterminato al 31 dicembre 2007, delle IPAB estinte.".)

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'articolo 2.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 3.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3:

Articolo 3

Entrata in vigore

1. Il presente regolamento entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna (BURAS).)

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'articolo 3.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo alla votazione finale.

Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). È evidente che la dichiarazione di voto mia e dei miei colleghi che interverranno successivamente non può che essere favorevole. Abbiamo lavorato dall'inizio della legislatura per arrivare a una soluzione finale positiva, c'era un problema irrisolto che doveva essere affrontato con gli strumenti legislativi regolamentari pertinenti, abbiamo messo in campo gli strumenti legislativi regolamentari necessari, abbiamo fatto la proposta di legge, abbiamo fatto la proposta di regolamento, abbiamo anche dialogato, debbo dirlo, con grande serenità e con grande chiarezza con alcuni colleghi della maggioranza che hanno comunque supportato la nostra azione e noi viceversa abbiamo supportato la loro azione. C'è stata una condivisione massima che credo che finalmente dopo qualche anno di sofferenze farà arrivare all'obiettivo la fondazione San Giovanni Battista, farà arrivare all'obiettivo finale una situazione che non era più sostenibile, una situazione che come dicevo prima era da guinness dei primati, una situazione che non poteva assolutamente continuare perché non si può lasciare allo sbando un'istituzione che fornisce 400 prestazioni al giorno, che assiste e tutela centinaia di cittadini che hanno necessità, che dà lavoro a centinaia di persone e che comunque è un presidio del territorio, ecco è un territorio del Nord-Ovest della Sardegna che è purtroppo oggetto di una incipiente desertificazione, perdere anche questa istituzione con le prestazioni erogate dalla fondazione non sarebbe stato accettabile. Anche perché poi tra le altre cose, come ho sottolineato poc'anzi, la volontà di questa Assemblea si è manifestata chiaramente nella direzione della soluzione del problema. Abbiamo fatto una legge, abbiamo proposto un emendamento che è stato approvato nella legge numero 32, l'articolo 4, quindi non si può tornare indietro, il regolamento definisce i dettagli, definisce la disciplina di dettaglio di questa volontà legislativa del Consiglio regionale. Il voto nostro ovviamente è favorevole, auspico una larghissima condivisione, anzi auspico l'unanimità perché la fondazione San Giovanni Battista merita l'unanimità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppino Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PINNA GIUSEPPINO (UDC Sardegna). Giusto per annunciare il voto favorevole a questo provvedimento in discussione che finalmente mette fine all'annoso problema del San Giovanni Battista di Ploaghe che con il prossimo 10 febbraio matura il settimo mese di mancati stipendi che comunque hanno ridotto allo stremo le famiglie dei dipendenti ma anche i tanti creditori che finora hanno permesso il funzionamento della struttura.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Anna Maria Busia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Dichiaro il mio voto contrario a questo pasticcio legislativo che ripercorre un errore che era stato già commesso nel 2008 quando era stato emanato il precedente regolamento a cui fortunatamente non era stato dato seguito. Io vorrei capire dall'Assessore quali sono le cifre, quali sono i dati, i riferimenti di tipo economico-finanziario che riguarderanno quest'operazione che reputo essere assolutamente sbagliata. Vorrei capire quanto del nuovo gettito IRPEF e IRAP che andiamo a chiedere ai cittadini sardi andrà a finire al San Giovanni Battista. Perché al San Giovanni Battista sì e non agli altri lavoratori che si trovano in crisi?

Grande rispetto per i lavoratori del San Giovanni Battista di Ploaghe, ma per loro come per gli altri andava innanzitutto rispettato un percorso che è quello che è stato indicato da leggi nazionali ma anche da leggi regionali e cioè andava studiata la maniera per arrivare a trasformare l'IPAB in ASP e quindi inserire quella sua trasformazione in un percorso e in una riprogrammazione dell'assistenza sanitaria e invece si è voluto scavalcare una procedura ordinaria indicata dalla legge e procedere in maniera assolutamente nefasta. Salvaguarderemo i lavoratori, in che modo? Posto che comunque tutte le disposizioni che riguardano la trasformazione di personale privato e che impedisce la loro trasformazione in dipendenti pubblici e le sentenze che non voglio certamente qui elencare inutilmente annoiando i colleghi, impediscono che venga fatto. Io credo veramente che su questa cosa occorra fare una riflessione ulteriore e invito i colleghi a votare contro questa decisione scellerata e che porterà ulteriori disastri, quei disastri paventati quando mi ero opposta all'aumento delle addizionali, quando avevo detto: "Se aumentiamo le entrate aumenteranno anche le spese." Questa è la prova, prima prova concreta che quel mio timore era assolutamente fondato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Demontis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEMONTIS SALVATORE (PD). Per ribadire, anzi per affermare il voto favorevole e non voglio ripetere il ragionamento già fatto nell'intervento precedente. Continuo invece a complimentarmi con l'Assessore della sanità perché è stato il portatore di questa soluzione, certamente noi consiglieri, in particolare noi consiglieri del territorio evidentemente abbiamo sollecitato e stimolato la soluzione, però il ricorso a finanziamenti nazionali per la soppressione dell'IPAB, perché questo è il punto proposto dell'Assessorato alla sanità rimaneva in campo la trasformazione in ASPEL, oppure il passaggio all'amministrazione comunale, tutte cose che difficilmente si potevano realizzare, compresa la trasformazione in ASPEL di quelle difficoltà di cui tutti siamo a conoscenza per il deficit strutturale della San Giovanni Battista ma certamente non si poteva arrivare al passaggio l'Amministrazione comunale nei rapporti giuridici attivi e passivi. L'unica soluzione a mio avviso è quella che stiamo percorrendo ed è grazie all'ottima intuizione dell'Assessore alla sanità che si arriva finalmente a chiudere una vicenda che davvero è durata per troppo tempo e che ha portato all'esasperazione lavoratori e non solo lavoratori, ma anche gli ospiti di quelle strutture.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonello Peru per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PERU ANTONELLO (FI). Grazie Presidente, questo provvedimento chiude un percorso iniziato da un po' di tempo che ha visto in campo lavoratori, sindacati, la politica è quando la politica è unita dimostra che trova soluzione al problema, ci ha creduto molto l'Assessore e noi lo ringraziamo ma ci ha creduto molto ed è stata protagonista l'opposizione insieme alla maggioranza. Ha creduto in una realtà di un territorio, una fondazione che ha quattrocento prestazioni al giorno in un territorio sofferente dove i lavoratori che hanno un'altissima professionalità e quindi noi siamo favorevoli e votiamo favorevolmente a questa proposta. Chiediamo all'Assessore un ulteriore sforzo per quanto riguarda i lavoratori perché da 6 mesi non percepiscono un euro di stipendio e allora noi come e stato fatto uno sforzo per quanto riguarda la trasformazione del regolamento che vede beni e servizi trasferiti dalle ASL chiediamo un ulteriore sforzo perché i lavoratori possano al più presto possibile avere lo stipendio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Rossella Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PINNA ROSSELLA (PD). Annuncio il mio voto a favore di questo provvedimento e lo annuncio con molta sofferenza, la mia è una scelta molto ponderata, molto sofferta,perché vado a vedere la storia di questo provvedimento, una storia lunga undici anni e che oggi, con coraggio, la Giunta e il Consiglio regionale stanno affrontando con determinazione. È una storia di commissariamenti, è una storia di interventi economici e finanziari importanti, è una storia pasticciata, una storia alla quale in questo momento si sta ponendo rimedio. Ci stiamo facendo carico di una struttura che ha dei debiti, di una struttura che eroga servizi socio sanitari, di una struttura che avremmo dovuto può avrebbero dovuto mettere in sicurezza e si sarebbe dovuta mettere in sicurezza molto tempo fa vista la non percorribilità delle soluzioni che la legge numero 23 prevedeva, appunto la costituzione in ASPEL, non resta che l'estinzione, l'estinzione è sempre una sofferenza, nella dimostrazione l'estinzione della fondazione "Guspini per la vita", che ha visto soccombere lavoratori, creditori, nell'indifferenza generale dalla Giunta precedente e del Consiglio precedente, lasciatemelo dire, quando un soggetto di diritto privato, emanazione però di un ente locale come in questo caso il comune di Guspini e che vanta ancora crediti da parte di alcune ASL e che hanno ricevuto prestazioni sanitarie da parte della fondazione, estinzione che ha portato una sofferenza notevole per il territorio, estinzione che è avvenuta nell'indifferenza completa della Giunta e del Consiglio precedente, ora credo che il mio voto favorevole vada proprio in questa direzione, non voglio che si ripeta la sciagura che è capitata alla fondazione Guspini per la vita e auspico anzi che l'Assessore e la Giunta dopo aver risolto e messo in sicurezza questa problematica della fondazione della ex IPAB San Giovanni Battista di Ploaghe, metta mano in maniera definitiva anche alla riapertura del centro di riabilitazione di Guspini.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Gaia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GAIA ANTONIO (Cristiano Popolari Socialisti). Grazie Presidente, solo per motivare il mio voto di astensione, nel fare il plauso all'Assessore e a coloro i quali si sono adoperati per la risoluzione del problema ritengo però doveroso evidenziare alcuni aspetti che se è vero che c'è un aspetto umano che sicuramente va condiviso che io lo condivido perché 150 dipendenti che non ricevono lo stipendio non sono una bella cosa, né per loro, né per le loro famiglie, né tanto meno per questo Consiglio, però ritengo che problemi vadano risolti secundum legem, o quanto meno non contra legem, io ritengo, ed è un passaggio fondamentale, che con l'approvazione di questo provvedimento stiamo decretando il passaggio dalla pubblica amministrazione senza un pubblico concorso e quindi per rispetto di tutti quei lavoratori che lavorano nella pubblica amministrazione e hanno superato un pubblico concorso, io non mi voglio assumere questa responsabilità ma mi asterrò come ho fatto anche in precedenza, io ritengo che si poteva risolvere diversamente approfondendo la problematica ed evitando soprattutto un precedente che è gravissimo per quanto mi riguarda, ripeto e ribadisco che politicamente si può condividere ma la politica non può e non deve adottare provvedimenti, ripeto e ribadisco, che forzino la legge o cerchino di eluderla.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Desini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DESINI ROBERTO (Sovranità Democrazia e Lavoro). Grazie Presidente, per esprimere a nome del Gruppo il nostro parere su questo provvedimento, è un parere non positivo che, tendo a precisare, noi non siamo contro il merito del provvedimento nella maniera più assoluta, tant'è che esprimiamo la solidarietà ai lavoratori e alle famiglie del San Giovanni Battista e tutte le migliaia di famiglie che purtroppo si trovano nella medesima situazione in Sardegna.

Noi riteniamo che questo provvedimento che stiamo per approvare non sia arrivato e non abbia compiuto l'iter corretto per l'approvazione dello stesso, perché dico questo? Ci sono una serie di cose non chiare, ad iniziare dal fatto che noi non siamo venuti a conoscenza dei numeri chiari di quanto viene a costare l'accorpamento e l'inserimento di queste persone all'interno delle ASL così come noi non ne siamo a conoscenza perché non esiste un Piano Industriale che ci dice qual è la strada che bisogna percorrere, noi eravamo tranquilli, avremmo chiesto un rinvio per approfondire ancora meglio e soprattutto per fare dei ragionamenti compiuti in un provvedimento così importante, soprattutto facciamo una domanda, la pongo a chi è in quest'aula ma anche a tutti sardi ai quali abbiamo chiesto un sacrificio con l'aumento dell'addizionale IRPEF e dell'IRAP, ma l'impegno che abbiamo preso è che nel 2016 i 60 milioni del piano di rientro del deficit sanitario incidono con l'accorpamento del San Giovanni Battista nella ASL numero uno? Non abbiamo elementi che ci dicano il contrario. Ci chiediamo dove sono andati a finire 25 milioni che sono stati dati all'IPAB nel 2012, ci chiediamo se sia normale che un istituto privato automaticamente passi ad un ente pubblico senza un regolare corso. Allora, per tutti questi motivi il gruppo sovranità democrazia e lavoro voterà contro questo provvedimento e soprattutto ribadiamo il concetto che noi siamo con i lavoratori perché io so già e vengo da quel territorio, però mia madre mi ha detto: quando vai in Consiglio regionale comportati da persona seria e io ritengo che il legislatore serio sia colui il quale adotti dei provvedimenti nella consapevolezza di quello che sta facendo, soprattutto cercando di salvaguardare gli interessi generali della collettività che sta rappresentando in questo momento. Noi riteniamo che con questo provvedimento stiamo creando un precedente che ci creerà serissimi problemi. Allora non lo condividiamo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Lotto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOTTO LUIGI (PD). Io voglio fare innanzitutto, giacché siamo al voto finale di questo provvedimento, un ringraziamento ai colleghi della maggioranza, ai colleghi della minoranza, per aver deciso di metterci la faccia su questo provvedimento e consentire che andasse in porto. Faccio altresì il ringraziamento alla Giunta, all'Assessore e agli Uffici che lo hanno assistito a costruire questo percorso. Noi con questa operazione stiamo chiudendo, una volta per tutte, l'era delle Ipab in Sardegna, perché le altre che erano piccoline e non avevano un grande impatto, le abbiamo sistemate da tempo con la legge numero 23. Questa era un po' più problematico e non ci si è riusciti. Io voglio anche dire che assieme ai colleghi del territorio, della maggioranza e della minoranza, siamo andati più volte a dare la nostra solidarietà ai lavoratori di quella realtà e c'è andato anche l'Assessore e noi all'Assessore abbiamo detto, davanti a quei lavoratori: non basta la tua solidarietà devi trovare la soluzione. Oggi noi non siamo chiamati a dare solidarietà, siamo chiamati a fare una scelta, a metterci la faccia consapevoli che stiamo facendo una scelta che è dentro le norme che, non oggi, ma tanti anni fa il Parlamento italiano ha messo in campo per dire la parola fine alla questione delle Ipab. Ecco perché oggi a me fa molto piacere che l'intero Consiglio regionale decida di contribuire in maniera positiva a dare una soluzione a quel problema ed è per questo che, con molta umiltà, mi permetto di fare un ringraziamento a tutti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Per annunciare il voto contrario per questo papocchio che si è realizzato, non tanto perché c'è questione del personale che viene citato il personale come astrazione, non per dare una risposta seria a quelli che sono i bisogni di lavoro o di rioccupazione. Io ricordo bene che quattro anni fa sono stati dati 25 milioni, questi 25 milioni che fine hanno fatto? Nessuno è venuto a giustificarlo di chi amministrava. Non basta, continuiamo ad elargire, siccome siamo ricchi come Regione Sardegna, possiamo sperperare. Però non è corretto e non è corretto neanche nel rispetto degli altri territori, Assessore, perché si era deciso di trovare una soluzione unitaria, ivi compresa il San Giovanni Battista. Le fughe in avanti non agevolano e non aiutano, non fanno politica seria, vera, concreta nel territorio. E vorrei anche ricordare, che se non è un voto contrario, si paga anche in solido, per quelli che sono i consiglieri che voteranno a favore; non basta l'astensione, tanto per essere precisi. Siccome quando si fanno cose non buone, non legittime, non chiare, non di prospettiva si finisce sempre per trovare soluzioni che ingabbiano, che non danno ristoro alla gente, che non danno prospettiva di occupazione, che non danno quella ansietà che oggi vivono le aziende sanitarie locali, quelle per cui voi gestite. Devo correggere la Pinna in un semplice modo: non è solo la Giunta passata è anche questa, perché ci avete provato di entrare in bilancio e non ci siete riusciti, ed è vero che c'era la necessità di porre mano per tutte le aziende interessate, pubbliche e private, e soprattutto quelle private che non hanno mai chiesto danaro alla Regione, che non hanno vissuto alle spalle del pubblico ma hanno dato servizi. E credo che sia ora di finirla perché incomincieremo a leggere la vita di molte persone che qui ritengono di poter fare il bello e il brutto, ad iniziare da quello che è il discorso sul bilancio. È ora di finirla, sia a destra che a manca, di trovare soluzioni che invece di esaltare il ruolo della politica, ancora una volta la dimostrano clientelare, non certamente lineare, e ancor meno fattiva per un futuro di sviluppo e di occupazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fabrizio Anedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ANEDDA FABRIZIO (Gruppo Misto). Io diciamo che tra ieri e oggi sono un po' indeciso sul dove stiamo andando, comunque ieri abbiamo discusso di Alcoa, vertenza Alcoa, e la metterei un po' parallela a questa storia del San Giovanni Battista. C'è un problema sociale, che è il dramma dei lavoratori, che da una parte hanno già perso il lavoro e qui al San Giovanni Battista potrebbero perdere il lavoro, dall'altro è industriale ed economico quello che ci troviamo al San Giovanni battista. Mi sembra che ieri tutti quanti siamo stati d'accordo che, nonostante non ci sia un piano industriale chiaro per il Sulcis, se ci sono le sovvenzioni pubbliche la vertenza Alcoa può continuare. Cioè contiamo sulle sovvenzioni pubbliche per dare lavoro a questi lavoratori. Non so fino a che punto è giusto, però lo stiamo accettando, sperando che la Comunità Europea ci dia questi finanziamenti per almeno 10 anni. San Giovanni Battista, questi operai rischiano di perdere il posto di lavoro, è una situazione che è sempre stata in perdita, voluta e creata in perdita, l'Assessore ci ha confermato che esiste un piano industriale, è vero che ci sono le sovvenzioni dello Stato, a queste sovvenzioni si aggiunge un piano industriale che ci garantisce che questo porterà la situazione del San Giovanni Battista in attivo, non più in perdita. A creare un lavoro che sia veramente attivo come è la nostra politica di coalizione. Ho deciso di votare a favore perché credo che bisogna dare fiducia, in questo caso, all'Assessore che il piano industriale che hanno preparato sia veramente adeguato alla situazione, tenendo presente che il nostro problema oggi è quello di eliminare sprechi e cattiva gestione. Se il San Giovanni Battista è un esempio di cattiva gestione deve smettere di attivare questa politica.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SEL). Io personalmente e il mio Gruppo avevamo dei dubbi su questa ulteriore procedura a supporto, diciamo così, della legge già approvata qualche mese fa e abbiamo chiesto all'Assessore che, con i suoi dirigenti, con i suoi Uffici, ci desse delle spiegazioni rispetto anche alle domande che sono state poste da alcuni consiglieri che sono già intervenuti. Quando si parla di piano di rientro o di risorse che potrebbero modificare quelle cifre che già sono state ipotizzate, gli Uffici e quindi l'Assessore c'hanno detto che assolutamente questo non avverrà. Io credo che noi, rispondo anche al mio amico Roberto Desini, quando veniamo qui e decidiamo di esprimere il nostro voto lo facciamo col massimo della serietà possibile, poi chiaramente si può anche sbagliare, però è giusto che ognuno di noi si assuma le proprie responsabilità, nel rispetto di quelle che sono chiaramente le posizioni di tutti. Ci mancherebbe altro. Il problema che riguarda Ploaghe è un problema atavico che conosciamo tutti e che da anni abbiamo seguito tutti con attenzione e con tensione, anche perché non stiamo parlando di numeri ma stiamo parlando di persone che, dall'oggi al domani, rischiano di ritrovarsi a casa senza uno stipendio e senza una prospettiva di vita. Stiamo parlando di persone che hanno già raggiunto una certa età e che sicuramente si troverebbero improvvisamente a vivere una situazione drammatica. Sappiamo che queste persone sono da mesi che non percepiscono lo stipendio, sappiamo che queste persone sono state incontrate più volte da noi in quella sede, sappiamo che noi rispetto a quello che ci chiedevano abbiamo assunto degli impegni importanti e oggi stiamo andando al punto di caduta, diciamo così, a dare una risposta che probabilmente, almeno per quelle persone… perché dobbiamo essere seri e chiari anche qui: noi stiamo dando delle risposte definitive a quelle persone che sono state assunte a tempo determinato entro il 31 dicembre del 2007, perché è certo ed è sicuro che noi domani avremo sotto la porta delle nostre case e dei nostri uffici tutti quegli operatori che sono a contratto e che sono…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cocco, il tempo a sua disposizione è terminato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Il provvedimento nasce dalla convergenza di due proposte, una che viene dalla maggioranza, dell'onorevole Lotto e dell'onorevole Demontis, e una che viene dai banchi dell'opposizione e che ha come primi firmatari l'onorevole Marco Tedde e l'onorevole Antonello Peru. Si è cercato di fare sintesi, pur ritenendo che le obiezioni, anche da chi ha espresso una valutazione contraria, rispondano anche al buon senso, però c'è un dato, a mio avviso, rispetto al quale ogni questione di natura ragionieristica, ogni questione, per quanto possa essere fondata, si ferma rispetto al dramma di 150 persone, che non possono continuare a vivere con la preoccupazione di non poter vedere la soluzione di un problema che si trascina ormai da anni.

I 25 milioni che sono stati a suo tempo assegnati dalla Giunta Cappellacci avevano una funzione che era quella di sanare il debito contributivo che era maturato, purtroppo non sono andati a risolvere i problemi della struttura, della gestione e del funzionamento, oggi con questo provvedimento si dà un assetto definitivo, e io, lo dico con tutta sincerità, l'unico problema che mi pongo, e che avrebbe visto anche noi in una posizione prudenziale, è se questa struttura San Giovanni Battista di Ploaghe ha un senso che rimanga nel territorio, ha un senso che continui ad operare per la riabilitazione, per la lungodegenza sulle residenze sanitarie assistite, sulla psichiatria, perché se la funzione non ha più senso allora il discorso cambia, ma siccome i dati che abbiamo e le informazioni che abbiamo, le audizioni che abbiamo fatto e tutto il lavoro che è stato fatto e le notizie che ci ha dato anche l'Assessore ci dicono che questa struttura ha un senso che rimanga e che continui ad operare…. Questa è la ragione per la quale noi votiamo "sì", e votiamo convintamente, sapendo di poter fare non una regalìa a qualcuno ma di riconoscere l'importanza e il ruolo strategico di questa struttura e soprattutto, mi sia consentito, anche la salvaguardia dei 150 posti di lavoro.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, passiamo alla votazione finale del testo.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del testo della proposta di regolamento n. 4/A.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

La seduta è tolta. Il Consiglio sarà riconvocato a domicilio. Ricordo che è convocato l'Ufficio di Presidenza alle ore 13.

La seduta è tolta alle ore 12 e 32.



Allegati seduta