Seduta n.141 del 14/01/2016 

CXLI Seduta

(ANTIMERIDIANA)

Giovedì 14 gennaio 2016

Presidenza del Presidente Gianfranco GANAU

La seduta è aperta alle ore 10 e 28.

FORMA DANIELA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 7 gennaio 2016 (137), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Anna Maria Busia e Giorgio Oppi hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 14 gennaio 2016.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Annunzio di interrogazione

PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interrogazione pervenuta alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria:

"Interrogazione Crisponi, con richiesta di risposta scritta, sullo stato di attuazione dei lavori per il recupero funzionale dell'ex mulino Guiso Gallisai, in Nuoro". (620)

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria:

"Mozione Deriu - Comandini - Cozzolino - Forma - Meloni - Piscedda - Sabatini sugli interventi urgenti in materia di diritto allo studio e in merito alle modalità d'accesso alla fruizione dei benefici erogati dagli enti regionali per il diritto allo studio universitario". (216)

"Mozione Rubiu - Oppi - Tatti - Pinna Giuseppino - Truzzu - Cossa - Pittalis - Cappellacci - Locci - Tedde - Lampis - Zedda Alessandra - Peru - Dedoni - Carta - Randazzo - Tunis in merito alla necessità di predisporre delle misure normative che regolino il settore turistico e la figura delle guide turistiche regionali". (217)

"Mozione Peru - Pittalis - Cappellacci - Cherchi Oscar - Fasolino - Locci - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis - Zedda Alessandra - Orrù - Floris - Cossa - Crisponi - Truzzu - Lampis - Dedoni - Rubiu - Pinna Giuseppino - Tatti sull'ipotesi, formulata di recente, per l'utilizzo delle strutture dell'isola dell'Asinara come penitenziario per i terroristi di matrice jihadista". (218)

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Riordino del sistema delle autonomie locali della Sardegna" (176/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 176/A.

Siamo arrivati alla discussione dell'emendamento numero 2507, con parere favorevole della Commissione e della Giunta. Si tratta di un emendamento all'emendamento numero 1948, firmatari gli onorevoli Deriu e Agus; è una modifica alla lettera d).

Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Cerco di rompere il ghiaccio perché vedo che stiamo un po' tutti cercando l'emendamento e cercando di collegarlo all'emendamento che vuole emendare. Il mio voto sarà contrario a questo emendamento, ma non per l'emendamento in sé, ma perché è un emendamento che contribuisce ad aggiungere confusione a confusione. Ieri abbiamo fatto lunghe dissertazioni sul concetto di rete urbana, che è uno dei tanti innumerevoli concetti che costituiscono gli elementi cardine di questo minestrone, di questo pastone indigesto. Rete urbana: una rete urbana che è sicuramente mancante di molte maglie, una rete urbana che serve per catturare tutti i voti della maggioranza, ma che però manca di maglie concettuali, manca di maglie di contenuti. È una rete singolare anche perché, anche sulla base di questo emendamento, questa rete potrebbe essere costituita soltanto da un comune con più di 30 mila abitanti e un comune contermine. Allora, se c'è un collegamento fra due comuni sicuramente non si può parlare di rete, la rete è ben altra cosa. La rete è formata di tante maglie, di tanti collegamenti, di tante connessioni, di tante coerenze. Questa, invece, è soltanto una probabile coerenza fra due comuni, quindi nessuna rete urbana, è inappropriato il termine che viene utilizzato, è soltanto un'ipotesi di coerenza fra due comuni.

E allora se questo è vero questi concetti mi danno il destro per rimarcare il problema dei problemi: questo non è un disegno di legge che parte da un obiettivo strategico, traccia il quadro di fattispecie astratte che poi dovranno essere calate su fattispecie concrete. No, è tutto il contrario. È un insieme di fattispecie concrete che vengono normate ad hoc, ad personam per cercare di carpire o di captare la benevolenza dei consiglieri di maggioranza che, nonostante siano stati minacciati dal Presidente di essere mandati tutti a casa, evidentemente sono ancora riottosi, giustamente riottosi, perché questa legge non convince nessuno. Non convince l'opinione pubblica, non convince i sindaci, non convince l'opposizione, ma ciò che più è grave è che non convince la stessa maggioranza. Ebbene, nonostante tutto, con tutta una serie di argomentazioni speciose, a volte bizzarre, Pigliaru e la Giunta cercano di intimare alla maggioranza di votare a favore. Io credo che alla fine non riusciranno…

PRESIDENTE. Onorevole Tedde, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2507.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Collu, Manca Pier Mario, Pizzuto, Solinas Antonio e Tendas hanno votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Anedda - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Desini - Forma - Lai - Ledda - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Solinas Antonio - Tendas - Usula - Zanchetta - Zedda Paolo.

Rispondono no i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cossa - Dedoni - Floris - Lampis - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Tatti - Tedde - Truzzu - Tunis.

Si è astenuto il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 44

votanti 43

astenuti 1

maggioranza 22

favorevoli 28

contrari 15

(Il Consiglio approva).

A seguito dell'approvazione di questo emendamento decadono gli emendamenti numero 2307 e 2475.

Metto in votazione l'emendamento numero 2474. C'era un invito al ritiro della Commissione.

Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Meloni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MELONI GIUSEPPE (PD). Io sono stato invitato a ritirare questo emendamento ma non comprendendo e non condividendo a quel punto i motivi per i quali è stato chiesto il ritiro, non lo ritiro. Penso che questo emendamento rappresenti invece un momento importante rispetto a quell'idea di perequazione, qualcuno ne ha parlato anche ieri, che ci deve essere in questa legge rispetto a tutti i territori. Con questo emendamento viene riproposto essenzialmente l'articolo 8 del testo così come potrebbe essere emendato a seguito del sostitutivo totale presentato da una parte della Commissione, il quale prevede le unioni dei comuni di area metropolitana che erano, mi permetto di dirlo, per quanto mi riguarda, una di quelle parti buone di questo disegno di legge, una di quelle parti assolutamente da conservare e da non modificare perché consentivano al Nord Sardegna tutto, non una parte del Nord Sardegna, di poter in qualche maniera alleviare le sofferenze dovute al riconoscimento dell'unica città metropolitana. Questo non avverrebbe a seguito del sostitutivo totale della Giunta e per questo motivo io, insieme agli altri colleghi firmatari, ho cercato di porre rimedio a questa situazione, a questa condizione attraverso quest'emendamento all'emendamento.

Si parla tanto e spesso, forse anche troppo a parole, di tre aree urbane in Sardegna attorno alle quali si dovrebbe creare lo sviluppo accompagnato a quello delle zone interne. Queste tre aree urbane in questo modo non vengono riconosciute se non per quanto riguarda il Sud Sardegna e il Nord-Ovest. Il porto e l'aeroporto esistono anche nel Nord-Est, addirittura l'unico comune in Sardegna che ha un porto e un aeroporto è Olbia, l'unico comune in Sardegna che ha un porto e un aeroporto, io non vedo alcun motivo per il quale non si debba riconoscere anche alla zona di Olbia e alla Gallura il titolo di rete metropolitana. Faccio un appello all'Aula affinché tutti i consiglieri, al di là delle appartenenze territoriali e politiche, riconoscano la bontà di questa iniziativa parlamentare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (FI). Presidente, è stato importante verificare con questa dichiarazione di voto che il collega consigliere Meloni ha voluto sottrarre alla modalità dello scrutinio segreto un tema sul quale è necessario pronunciarsi, perché è molto importante, ancora di più che modificare un articolo che non ha nessun tipo di valore giuridico, come abbiamo detto ieri, ancor più importante che intervenire sulla nomenclatura esattamente come fa questo articolo, parlare di questioni di sostanza. Ieri, tra il serio e il faceto, siamo entrati nella questione delle dimensioni perché sembra sia l'unico faro che ha guidato l'azione di questa maggioranza e di questa Giunta. Nella realtà dei fatti le argomentazioni del collega Meloni introducono l'elemento che è stato totalmente trascurato, quindi quegli elementi sostanziali che definiscono gli asset, ciò che determinano gli elementi che devono essere alla base di un documento organizzativo. Nessuno di noi ha pensato che fosse strettamente necessario avere più di una città metropolitana, molti di noi, la maggior parte di noi, hanno suggerito che ci fosse un'unica città metropolitana con i confini della Regione Sardegna, ma le ragioni erano da individuare nel migliore assetto che questo avrebbe procurato per il sistema degli enti locali e per il fatto che il fatto di introdurne una sola attorno alla città di Cagliari avrebbe di fatto creato un disequilibrio tra il sistema degli enti locali di tutta quanta la Sardegna. Disequilibrio che lavorando soltanto sulle definizioni e sulla nomenclatura, questa maggioranza si è guardata bene dal risolvere perché non è entrata nel merito di nulla, è entrata soltanto nel merito di dare il contentino al rappresentante dell'ANCI, dare il contentino a un sacco di voci esterne al Consiglio regionale, dare il contentino a dei territori che hanno potuto portare a casa un pezzo di carta che non vale nulla sul piano organizzativo, ma senza entrare nel merito di come occorre organizzare i servizi nel sistema degli enti locali e l'intervento del consigliere Meloni più ancora dell'emendamento stesso vale a rammentare a voi stessi che su questo siete stati profondamente negligenti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pier Franco Zanchetta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZANCHETTA PIERFRANCO (Cristiano Popolari Socialisti). Presidente, un intervento che non è soltanto ad adiuvandum del collega Meloni, col quale ho firmato l'emendamento, ma che vuole rappresentare in qualche modo il riconoscimento ad un territorio, ad una città che non può essere soltanto morale, perché quando si dice che Olbia è la città più in crescita anche sull'andamento e sul trend nazionale, quella che ha rappresentato uno sviluppo dinamico più di ogni altro territorio in Sardegna e non soltanto, il riconoscimento non può essere soltanto morale, che era quello di Dorando Pietri a Londra quando crollò sul traguardo. Io credo che il riconoscimento debba essere sancito in norma, in legge, poiché quel territorio merita questo riconoscimento nella norma che noi stiamo andando ad approvare. Non può essere negato perché così per evitare di ripetermi sugli aspetti che hanno già rappresentato i colleghi che mi hanno preceduto, soprattutto Giuseppe Meloni, quando ricordava il porto, l'aeroporto, ma soltanto la capacità attrattiva che ha quel territorio, di attrarre flussi, di attrarre anche capitali ed investimenti che ricadono poi su tutta la Sardegna. Io credo che questo debba essere riconosciuto e sancito poiché non possiamo soltanto affidarci, come ho già detto, al riconoscimento morale dicendo che c'è una città in Sardegna che merita l'attenzione di tutti perché è quella che cammina più veloce e che dà anche il passo e segna come un metronomo il ritmo anche dell'economia in Sardegna.

Allora, io credo che noi dobbiamo fare dei ragionamenti che ci interessano e che non si limitano soltanto a considerare il territorio dal punto di vista della terra sulla quale noi camminiamo, che ha un'importanza e una valenza fondamentale. Ad esempio, dimentichiamo del valore che ha il mare in quanto rappresenta quel territorio della Gallura, il mare come elemento che unisce la Sardegna al continente, ma che unisce la Sardegna all'Europa. Europa e Italia che devono riconoscere in un ragionamento complessivo, in un ragionamento a tutto tondo la nostra insularità. Allora noi saremmo usciti anche dalle secche che molte volte ci vedono ragionare in maniera arzigogolata su norme che diventano lacci e laccioli che dividono anziché unire. L'unicum che noi vogliamo rappresentare...

PRESIDENTE. Onorevole Zanchetta, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Presidente, io intervengo volentieri per sostenere questo emendamento perché il combinato disposto fra la bocciatura dell'emendamento …, laddove si è mantenuto il termine "contermine", quindi di fatto obbligando per esempio la rete urbana di essere costituita assolutamente da comuni contermini, città medie contermini, credo che con questo emendamento si cerchi di dare una risposta ad un territorio importante, come questo della Gallura in questo caso, all'interno del quale ci sono delle situazioni che sono importanti per tutta la Sardegna del nord e del centro. L'aeroporto di Olbia per la Provincia di Nuoro è una cosa fondamentale, il porto lo è altrettanto, mortificare questo territorio, e non dare a questo territorio la possibilità di avere e di essere titolare di diritti e di doveri, come altre parti del territorio della Sardegna, credo che significhi che questa maggioranza sta continuando a mortificare parti della Sardegna a vantaggio di altre. Non è pensabile che si continui con la niccata. Sapete cos'è la niccata? È l'inchino che durante le processioni nei paesi mafiosi fanno davanti al boss. Qui si sta sempre facendo la niccata a Cagliari, è ora di smetterla, è ora di guardare al di là dell'ombelico di Cagliari, bisogna guardare tutta la Sardegna. E gli emendamenti che stiamo presentando, e che in questo caso l'onorevole Meloni mantiene giustamente e correttamente, impongono a tutta la maggioranza di fare e di avere uno scatto di orgoglio, di responsabilità, per consentire a tutta la Sardegna di avere delle opportunità. Bocciando quest'emendamento una parte importante della Sardegna continuerà ad essere mortificata, continuerà ad essere discriminata rispetto a Cagliari. E non è una battaglia contro Cagliari quella che io o altri stiamo facendo, è la battaglia per tutta la Sardegna, perché Cagliari capitale del nulla è una cosa che non va bene neanche per Cagliari e per i cagliaritani.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Presidente, vede noi non valutiamo gli emendamenti in relazione al soggetto o ai soggetti che li hanno proposti e che li hanno prodotti, noi li valutiamo sulla base dei contenuti. E crediamo che qualche contenuto significativo all'interno di questo emendamento ci sia, anche se io personalmente lo ritengo un pannicello caldo, perché questa rete metropolitana comunque, così come è delineata dalla volontà della Giunta e della maggioranza, è una rete metropolitana che costituisce una sorta di pacca sulle spalle, di buffetto amichevole nei confronti di consiglieri scontenti per il trattamento deteriore del loro territorio. Questa rete metropolitana è un buffetto, però meglio un buffetto di niente. Anche perché obiettivamente i numeri che presenta Olbia, che presenta il territorio della Gallura, sono numeri di grandissima rilevanza. Abbiamo un aeroporto importantissimo Olbia - Costa Smeralda; abbiamo due porti su quattro, Olbia e Golfo Aranci; gli unici due distretti industriali sono in Gallura, quello del sughero e quello del granito; abbiamo un parco nazionale importantissimo, quello del La Maddalena. Quindi i numeri ci sono tutti, anche se ripeto, ribadisco, sottolineo ed evidenzio che comunque è solo un buffetto, però il tentativo fatto con questo emendamento è un tentativo di rammendare una rete che è veramente obbrobriosa, una rete stramata, una rete priva di maglie, una rete che non raggiungerà mai l'obiettivo che si prefigge perché è una rete nominale, serve soltanto per tacitare alcuni riottosi che hanno necessità di simulare di aver avuto un contentino, in modo da ritornare nei propri territori e dire sì, è vero, non abbiamo avuto ciò che meritavamo però abbiamo avuto un piccolo riconoscimento, abbiamo la speranza che qualcosa un giorno accada. Ebbene, cari colleghi, non accadrà mai niente, perché se i riconoscimenti, se le compensazioni, se i corrispettivi non verranno inseriti in legge così come non verranno inseriti in legge rimarrete gabbati, rimarrete con un pugno di mosche in mano.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Sì, ma ho letto attentamente questo emendamento dell'onorevole Meloni, devo dire che in realtà va proprio in direzione opposta rispetto alle mie convinzioni, nel senso che questa è comunque un'accettazione dell'impianto complessivo della norma e tende a proporre Olbia, o meglio la Gallura, in un gradino superiore, sullo stesso livello magari della città di Sassari. Noi come sapete nei nostri emendamenti abbiamo pensato che invece ci sarebbero dovute essere due città metropolitane in Sardegna, due aree metropolitane, proprio al fine di andare incontro a tutti quegli elementi che ha espresso l'onorevole Meloni, che le ha confermate oggi, e le ha confermate ancora con coraggio in quest'Aula e all'interno di una coalizione che invece non accetta i suoi ragionamenti, lo facciamo anche consapevoli che forse qualcuno la incenserà per questo coraggio che lei porta. Ma in realtà questo emendamento che noi accettiamo come logica, perché noi accettiamo che la Gallura sia in questo momento un territorio che viaggia ad una velocità differente, nonostante tutto ciò che è accaduto nel 2013 e anche nel 2015, quindi solamente per questo quel territorio meriterebbe un'attenzione molto maggiore. E quindi siamo convinti certamente che la città di Olbia debba avere un ruolo riconosciuto non solo nella sostanza in cui già si trova a guidare quel territorio ma anche con la legge regionale. Io non cambio idea rispetto al fatto che ci sarebbe voluta una seconda città metropolitana, però posso anche aderire all'idea dell'onorevole Meloni rispetto al fatto che se noi ci modifichiamo gli aspetti dimensionali, i caratteri dimensionali, probabilmente rendiamo giustizia ad Olbia, alla Gallura, perché in questo contesto dopo tutto ciò che è accaduto e le lentezze di questo Governo regionale che sta tenendo, come dire, con la testa china, quasi non voglia assolutamente che quel territorio continui esprimere ciò che riesce ad esprimere se non viene da qualche parte limitato con spinte politiche avverse. Quindi per questo noi aderiamo alla logica di questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC). Presidente, innanzitutto per complimentarmi con i colleghi della maggioranza Meloni, Zanchetta e Perra, perché dimostrano con questo gesto che esistono anche in maggioranza persone che non hanno nessun guinzaglio, che vanno avanti con la schiena dritta e ragionano con la loro testa. La proposta sull'unione dei comuni, che abbia al suo interno città medie e una popolazione superiore agli 80.000 abitanti ovviamente, è intuibile, è riservata a quell'area di Olbia che, è innegabile, merita questo riconoscimento. Olbia e il suo territorio, la Gallura, rappresenta in questo momento il motore trainante dell'economia, soprattutto turistica, della Sardegna e questo Consiglio regionale non si può permettere il lusso di trascurare un territorio così importante. I due porti e i due aeroporti di interesse nazionale sono per noi, per la Sardegna intera, motivo di orgoglio e pertanto tutti quanti dobbiamo cercare di essere sensibili, spogliarci delle divise, liberarci dalle catene, dai guinzagli e ragionare in un'ottica di Sardegna, di interesse comune di interesse, di interesse dei lavoratori. È chiaro che quando parliamo di Sardegna a due, a tre, a zero velocità, perché non dimentichiamo che la Sardegna è fatta di Olbia, di Sassari ma è fatta anche del Sulcis Iglesiente o del Medio Campidano, dove la velocità è zero, non c'è crescita, non c'è occupazione, non c'è sviluppo, questo non vuol dire che il nostro interesse, come sardi ma soprattutto in questo momento come legislatori non debba essere quello di trovare le giuste soluzioni per quel territorio che in qualche modo può rappresentare il motore trainante dell'economia della Sardegna dove sicuramente tutti, se la Sardegna intera andrà a beneficiare di questo risultato. Pertanto cari colleghi, soprattutto dalla maggioranza, liberiamoci da certi pregiudizi, cerchiamo di mettere in campo la politica del dialogo e la politica della mediazione. Presidente io propongo, se serve, di sospendere i lavori per cinque minuti per trovare un punto d'incontro, un momento con il quale si può anche comunicare per evitare di andare ad un voto , ad un voto in qualche modo del dispetto che non aiuta il Consiglio regionale e non aiuta la politica sarda.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Io sono convinto che quando uno ha dei valori o dei riferimenti vada apprezzato perché mantiene la barra dritta e va avanti nel proprio percorso, questo non vuol dire adulare Tizio, Caio, Sempronio, o questo consigliere e dire che va bene ciò che viene fatto perché viene uno dalla maggioranza e quindi mi va bene e scardina la maggioranza. Non mi interessa! A me interessa il fatto invece che è una delle tante indicazioni che vengono di sofferenza da parte dei territori, e se uno è sensibile e coglie la sofferenza dei territori vuol dire che vuole migliorare questa legge e se questa legge resta così come scoppieranno nei territori, si aggraverà la situazione di insufficienza delle istituzioni che devono amministrare per il meglio quei territori e quelle genti di quei territori, qui non si tratta di dire va bene questo emendamento perché viene a scardinare una certa logica, certo va bene anche quello perché è il senso di marcia che non va bene, quando si vuole semplicemente pensare che a Cagliari e nei dintorni si finisca quello che è l'importante per l'intera Sardegna non va bene e io non faccio neanche il campanilismo per Sassari, ma se proprio si deve arrivare si arrivi a due città metropolitane che recuperano tutta la Sardegna, vogliamo capire che è sofferenza per gli altri? Voi pensate che ci sarà generosità da parte degli amministratori della prossima città metropolitana che siano di destra o che siano di sinistra nei confronti dei territori meno vocati ad uno sviluppo, più allontanati da quelle che sono le dichiarazioni di dare piena occupazione, dal Sulcis che forse vi avvicina a questa città ma certamente non ne avrà i benefici e così al profondo centro tra Oristano e Nuoro e per finire nella zona poi che aveva qualche sviluppo ma che rischia di perdere anche quella presenza. Aallora è un invito forse pressante che viene dal consigliere Meloni da riverificare e dire non tanto trattiamo sull'argomento come dice Rubiu, oggi e vediamo come si può fare per avere un voto non freddo. Si tratta di trovare una soluzione condivisa che dia respiro all'intera Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Lotto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOTTO LUIGI (PD). Io non sarei intervenuto come non l'ho fatto fino ad ora perché penso che abbiano fatto bene sia io che i colleghi a fare quello che stiamo facendo, però dico la verità non ho gradito alcune affermazioni del collega che mi ha appena preceduto perché noi stiamo cercando di approvare una legge con uno sforzo da parte della maggioranza di fare davvero un qualcosa che serva a questa Regione. Io ho assistito in due mesi di confronto anche serrato ad un'analisi reale e concreta di quello che serviva ai vari territori per organizzare al meglio l'istituzione al servizio dello sviluppo e non ho visto in questa maggioranza nessuno che si sentisse al guinzaglio di qualcuno e io ho già sentito echeggiare questo termine, dico la verità mi ha infastidito. Lo so Dedoni non l'hai detto tu, non mi hai preceduto solo tu! Non l'ho gradito e ho preferito intervenire sull'emendamento che per noi della maggioranza è più controverso presentato da un consigliere che ritiene in questo modo di rappresentare meglio gli interessi del suo territorio io lo capisco, lo comprendo perché ho vissuto questo stesso problema con il mio territorio, non condivido la scelta che ha fatto di portarlo comunque in votazione e voterò contro pur comprendendone lo spirito e l'impegno che ha voluto mettere in questo, eppure io votando contro sono solo al guinzaglio del mio modo di pensare, nessuno di noi, sia quelli che votano contro sia quelli che votano a favore accetta che il confronto scada a questo livello. Poi faccia ciascuno la sua parte, la faccia con l'onestà intellettuale che gli è propria e però il rispetto personale va mantenuto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Crisponi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Presidente, il percorso democratico che ci porta al confronto anche serrato, soprattutto verbale, dentro quest'aula non può esimerci dal censurare atteggiamenti della maggioranza, non può esimerci dal dire che le motivazioni per le quali il collega Meloni insieme ad altri tre coraggiosi del centro sinistra sottoscrivano e firmano questo tipo di emendamento significa che non hanno alcuna intenzione di rompere il proprio patto di lealtà con il rispettivo territorio che li esprime, e l'unica motivazione, non par valutazioni personali, è l'unica motivazione che li coinvolge nel tentativo di riportare alla ragione, al buon senso e alla praticità delle cose con un emendamento che ha proprio questo valore, gli effetti sappiamo già che saranno esattamente differenti, diversi, ma noi per questo non rinunciamo affatto a sostenere un emendamento di questo genere così come centinaia se non migliaia di altri emendamenti scritti con buonsenso, primo per riportare alla luce le strutture perché nel momento stesso in cui un collega afferma che lui non vota a favore di questo emendamento pur riconoscendogli valore, significa che vuole rompere il patto che quest'aula deve stringere con tutto il territorio regionale. Qui emergono le distinzioni e le contraddizioni del vostro atteggiamento, fa piacere sentir ogni tanto qualcuno che si alza dai banchi della maggioranza per intervenire sui temi che oggi abbiamo in discussione, ma fa ancora più piacere quando il collega Zanchetta sostiene le ragioni di un territorio, che innegabilmente ha una marcia in più, ha un territorio che richiama attorno a sé tutta una serie di opzioni che valgono non solo per la Gallura, ma come è stato ampiamente detto, servono anche per raccordarci coi territori dei quali ci si sta dimenticando, Nuoro e tutte le zone interne hanno necessità di trovare sfogo e spinta sul territorio gallurese. Quell'aeroporto è troppo vicino per poter essere dimenticato dai territori delle zone interne e da Nuoro capoluogo di Provincia. Noi non possiamo certamente dimenticare che quel territorio ha una spinta e una dinamica maggiore rispetto ad altri che volete mantenere dentro una corte nella quale dovremmo continuare a guardarci in faccia ed evitare e negare ai nostri cittadini il nostro sviluppo. Ecco perché noi siamo a favore di questo emendamento, ecco perché lo vogliamo sostenere convintamente, ecco perché vogliamo smascherare il vostro atteggiamento di diniego anche delle cose più lampanti e più evidenti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Una cosa è certa, io sono certo che l'onorevole Lotto domani conquisterà le prime pagine dei giornali, perché oggi lei ha fatto notizia, finalmente qualcuno della maggioranza ha detto qualcosa. Visto che tutto ciò che viene dall'opposizione, vede onorevole Lotto, lei ha fatto bene perché questo non è un canile, non c'è nessuno che abbia il guinzaglio o che debba mettere il guinzaglio, però è anche vero che non si pensi di mettere la museruola all'opposizione. I tentativi spesso ci sono e quindi nel rispetto, e nella corretta dialettica, penso che questo dibattito dia contezza di quello che stiamo cercando di fare, anche con questioni che vengono rappresentate da esponenti della maggioranza, come l'emendamento in esame, sottoscritto anche dall'onorevole Fasolino che purtroppo per ragioni che conoscete non è presente in Aula e che anzi mi ha invitato, e lo faccio anche a suo nome questo intervento e questo accorato appello, perché si rifletta sul contenuto. Qui si tratta, Assessore, ed è una delle critiche che noi abbiamo rivolto, cioè nella filosofia, nella ratio di questa vostra riforma, non c'è la valutazione che nel corso di questi decenni ci sono aree, come quella gallurese, che hanno avuto una evoluzione, che è anacronistico pensare di fare una riforma ancorati ad una situazione quale era 50 o 60 anni fa, non tenere conto di questo e lo dice un nuorese badate, lo dice un nuorese, con i problemi che ha il nuorese e il centro Sardegna. Ma bendarsi gli occhi di fronte a una realtà, come quella gallurese, e un'istanza giusta e giustificata, come quella rappresentata dai colleghi Meloni, Zanchetta e Fasolino, non è un problema solo di quel territorio è dare una risposta coerente ad un'area che rappresenta la porta ed è il fiore all'occhiello delle politiche turistiche, non solo nel Mediterraneo ma in tutto il mondo. Quindi, noi lo sosteniamo convintamente, riteniamo che su questo davvero la maggioranza possa fare un supplemento, come giustamente ha chiesto il collega Rubiu, di approfondimento, se ritiene, non liquidate le questioni così in maniera superficiale e apolitica, perché…

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2474.

(Segue la votazione)

Prendo atto che la consigliera Zedda Alessandra ha votato a favore e che i consiglieri Deriu e Pizzuto hanno votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cossa - Crisponi - Dedoni - Lampis - Locci - Meloni - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Tunis - Zanchetta - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Desini - Forma - Lai - Ledda - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Moriconi - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zedda Paolo.

Si è astenuto il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 50

votanti 49

astenuti 1

maggioranza 25

favorevoli 20

contrari 29

(Il Consiglio non approva).

Metto ora in votazione l'emendamento numero 2363.

Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Ovviamente il mio voto sarà favorevole a questo emendamento che tende a integrare questa norma monca e tende a mettere in evidenza anche la necessità che nelle reti metropolitane ci siano anche altri servizi, anche altri elementi e mi riferisco ai centri di ricerca e istruzione universitaria che invece nell'emendamento e nella norma non c'erano. Questo mi consente anche di sottolineare, per l'ennesima volta, però repetita iuvant, che la nostra richiesta di istituzione della città metropolitana del Nord e del centro Sardegna è basata proprio sul fatto che nel Nord e nel centro Sardegna ci sono più servizi di quanti ve ne siano nel Sud Sardegna. Ci sono più attività economiche, ci sono più punti di attrazione, ci sono più punti focali, che sotto il profilo della crescita economica, consentono di caratterizzare un territorio. Ebbene di questo non ha voluto tener conto la maggioranza, non ha voluto tener conto la Giunta, c'è stato un atteggiamento unidirezionale favorevole al Sud e completamente sfavorevole al Nord. È stato un errore, non serve a niente, non servirà a niente, così come non serviranno a niente i pannicelli caldi e i buffetti che la Giunta, e qualche esponente autorevole della maggioranza, cercano di dare con qualche emendamento, che poi sono emendamenti privi di contenuti veri, sono non emendamenti nominalistici che servono soltanto per tacitare qualche coscienza. Di sicuro non verranno tacitate le nostre coscienze, così come qualcuno sta cercando di fare in quest'Aula, qualche consigliere di maggioranza che punta il dito contro qualche consigliere di opposizione e che cerca magari, anche maldestramente, di fare il suo dovere perché a questo c'hanno delegato o ci hanno relegati i nostri elettori. Noi continuiamo a fare il nostro dovere, non ci facciamo intimorire, non ci facciamo assolutamente spaventare da dichiarazioni che, sotto un certo profilo, possono essere anche roboanti, ma che lasciano il tempo che trovano. Sono dichiarazioni che non servono assolutamente a farci retrocedere, noi continueremo in questi giorni a fare opposizione, a puntare il dito contro delle norme che riteniamo inadeguate, contro delle norme che riteniamo dannose ma non dannose per il centro e il Nord Sardegna, dannose per tutta la Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Fa molto bene il collega Tedde a ribadire questi concetti che sono esattamente quelli che noi abbiamo provato ad affermare in Commissione, anche se in realtà dall'altra parte non abbiamo avuto l'opportunità, caro Marco, di poter confrontarci con la maggioranza sul merito delle proposte. Perché quando una parte politica che professa il dialogo e il confronto democratico, poi nei fatti invece rifugge da questi principi e si preoccupa invece esclusivamente di far tornare dei conti aritmetici che presto o tardi si riveleranno invece non tornare, perché fatti con la calcolatrice sbagliata. Non consentono assolutamente di vedere dentro questo testo che avete proposto una completezza del trattamento, delle peculiarità e particolarità dei territori. Questo della rete metropolitana è l'esempio cioè il fatto di non aver voluto nemmeno provare ad istituire la seconda città metropolitana ha obbligato all'invenzione di una definizione peraltro costruita senza neanche tanta convinzione e poi lasciata anche monca rispetto a tutte quelle istituzioni, servizi fondamentali che sono presenti nel Nord Sardegna in particolare nella città di Sassari che sarà poi questa famosa rete metropolitana, diventerà la famosa rete metropolitana. Ed è poi lo stesso ragionamento che deve essere esteso ad Olbia e alla Gallura che invece rimarrà solamente una rete urbana. Ecco quindi senza il confronto sulle cose cioè sulla sostanza, sul duopolio delle città metropolitane Sassari e Cagliari e nord e sud non può essere considerato chiuso un dibattito che poi entra anche nel merito di una costruzione che francamente non ha fatto altro che creare una polverizzazione di questioni. I veri frutti di questa legge li vedremo una volta approvata dopo il primo febbraio del 2015 quando lì in quel momento e nel momento in cui dovranno essere gestite effettivamente le politiche da parte degli enti locali lì potremo questo punto apprezzare veramente l'impatto che questa avrà. Sempre questo…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere per Luigi Crisponi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, è inevitabile assicurare il voto favorevole a questo emendamento con la certezza che con l'intervento dell'onorevole Tedde quale primo firmatario si vuole in qualche modo incidere su quella specie di piramide che è stata disegnata beffardamente dagli estensori del testo di legge oggi in discussione. E si vuole incidere in una maniera limpida non sotterranea non certamente per questioni di lana caprina o per puro campanile. Lo si vuol fare con motivazioni certe anzi a valenza scientifica, perché quando si chiede che in quell'ambito delle reti metropolitane si possano inserire al suo interno per la sua riconoscibilità centri di ricerca o di istruzione universitaria abbiamo dato voce e fiato alle possibilità e a tutte le potenzialità di sviluppo di quei territori. Quindi se esistono in quell'area dei luoghi dove si ragiona per la preparazione dei giovani, per la loro formazione affinché essi stessi possano diventare paladini di quel territorio, ritengo che sia assolutamente corretto e giusto che l'emendamento numero 2363 ne preveda il suo inserimento all'interno senza escludere alcuno, senza individuare in questo modo nessun territorio, è semplicemente un sistema, un metodo questo che è stato individuato per dire che sì quei territori hanno le ambizioni corrette ma anche le carte in tavola per poter sfidare il futuro. È un futuro sempre più gramo perché a sentire gli interventi, pochi per carità, interventi della maggioranza o nell'ascoltare anche quel sottile diniego che vuol riconoscere quell'evidenza alla quale tutti noi dell'opposizione facciamo riferimento disturba non poco e invece il nostro è semplicemente un tentativo di abbattere quelle barriere fastidiose che avete voluto ergere a difesa di un territorio ben determinato.

È un'operazione questa davvero insulsa perché va a negare impedire le possibilità le potenzialità di sviluppo di altri territori che hanno uguale diritto quale possibilità di uguali potenzialità e non è davvero comprensibile il motivo per il quale si vorrebbe che costoro che questi territori, che i suoi cittadini ma soprattutto quei giovani che frequentano quei poli di eccellenza universitaria per l'altro richiamati spesso anche in classifiche importante a livello nazionale che sono stati più di una volta premiati per essere degli autentici fari dello sviluppo, fari del territorio per quanto riguarda l'istruzione superiore e voi tutto questo naturalmente continuate beffardamente a negarlo e non avere alcuna attenzione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Volevo soltanto porre un'accentuazione, siccome mi pare che si confonda il termine fedeltà con il termine lealtà. La fedeltà è un obbligo personale o un obbligo di gruppo che volontariamente quindi per propria virtù uno dà nei confronti dell'altro ed effettivamente un discorso che riguarda per la maggior parte il coniugio o comunque sia gli effetti matrimoniali. Sì perché quando la lezione serve per identificare quelli che sono i comportamenti degli altri bisogna stare attenti. E altra cosa è la lealtà, la lealtà in politica, anche perché capita purtroppo che ci siano delle condizioni più fluide di quelle che lo stesso Bauman aveva citato, me lo ricordo che lo avevo citato qualche anno fa qui. La fluidità delle idee a volte passa veloce e io do la lealtà cioè è un percorso politico che continua, non è la fedeltà. La fedeltà è al tuo legame intimo e morale per cui uno si sente legato a valori, principi, a moralità che distingue il proprio essere. E non vorrei che qualcuno confondesse, non lo faccio per esaltare il ruolo di Meloni o di confliggere con altre condizioni che sono state espresse ma vorrei che si capisse con attenzione che quando si serve il bene pubblico bisogna essere fedeli al bene pubblico anche se bisogna stare attenti al fatto che bisogna prestare attenzione a quella che è la condizione politica su cui vai a misurarti. Allora se queste cose vanno bene intese c'è sempre tempo a riverificare il modo di essere, di comportarsi e di adeguarsi a quelli che sono i valori più alti e quindi alla virtù.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2363.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Cossa - Crisponi - Dedoni - Lampis - Locci - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tedde - Tocco - Truzzu - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Desini - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Tendas - Unali - Usula - Zedda Paolo.

Si sono astenuti: il Presidente Ganau - Tatti.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 49

votanti 47

astenuti 2

maggioranza 24

favorevoli 16

contrari 31

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 2308 dei consiglieri Truzzu e Lampis.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2308.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Tedde ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cossa - Crisponi - Lampis - Locci - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Desini - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Tendas - Unali - Usula - Zedda Alessandra - Zedda Paolo.

Si è astenuto il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 49

votanti 48

astenuti 1

maggioranza 25

favorevoli 16

contrari 32

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 2313 con parere favorevole della Commissione e della Giunta.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2313.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Agus - Anedda - Carta - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cossa - Cozzolino - Crisponi - Demontis - Deriu - Desini - Forma - Gaia - Lai - Lampis - Ledda - Locci - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Peru - Pinna Rossella - Piscedda - Pittalis - Pizzuto - Randazzo - Rubiu - Ruggeri - Sabatini - Solinas Christian - Tedde - Tendas - Tocco - Truzzu - Unali - Usula - Zedda Alessandra - Zedda Paolo.

Rispondono no i consiglieri: Cappellacci - Perra - Pinna Giuseppino - Tatti.

Si è astenuto il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 49

votanti 48

astenuti 1

maggioranza 25

favorevoli 44

contrari 4

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 2484, parere favorevole della Commissione e della Giunta. Dichiaro aperta la votazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). È un emendamento che investe e che riguarda la legge elettorale probabilmente, o che riguarda aspetti della legge elettorale, o sto capendo male? Le parole "circoscrizioni elettorali delle province" sono sostituite con "circoscrizioni per le elezioni dei consigli provinciali". Se il presentatore su questo ci potesse spiegare, perché non ho colto bene il senso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Deriu. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (PD). Il senso è proprio quello di chiarire e fugare ogni dubbio sul fatto che noi stiamo parlando delle elezioni dei consigli provinciali e non delle elezioni del Consiglio regionale, per cui la circoscrizione di cui si parla è la circoscrizione per l'elezione del Consiglio provinciale.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 2484.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2484.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Agus - Anedda - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Desini - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Tendas - Unali - Usula - Zedda Paolo.

Rispondono no i consiglieri: Cappellacci - Cossa - Crisponi - Lampis - Locci - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Zedda Alessandra.

Si sono astenuti: il Presidente Ganau - Carta - Solinas Christian.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 49

votanti 46

astenuti 3

maggioranza 24

favorevoli 31

contrari 15

(Il Consiglio approva).

Decade conseguentemente l'emendamento numero 2364.

Metto in votazione l'emendamento numero 2315, che è uguale al numero 2365. Primo firmatario Truzzu sul "2315" e Tedde sul "2365".

Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). È evidente che voteremo a favore di questo emendamento che va a chiarire quali sono le province soppresse, inserendo quindi tutte le province, comprese quelle che sono ancora nel nostro Statuto. Crediamo che sotto il profilo della soppressione delle province sarebbe stato necessario all'interno di questo articolato uno sforzo di elaborazione maggiore, perché comunque i problemi ci sono, sono problemi legati al referendum, al referendum abrogativo e a quello consultivo, sono problemi legati al nostro Statuto, sono problemi legati al procedimento di revisione costituzionale in corso. Vedo che invece tutti questi elementi di disturbo o comunque elementi che avrebbero avuto necessità di approfondimento non sono stati assolutamente esaminati, e questo è uno dei motivi per cui questo articolato, questo disegno di legge si presenta così confuso, raccogliticcio, e andrà sicuramente ad essere esitato in una forma e con contenuti non coerenti con le esigenze della Sardegna. Questo Consiglio regionale probabilmente, oggi, sta sottovalutando i rischi che stiamo correndo, sta sottovalutando i danni che questa norma potrà causare, ma danni non soltanto sotto il profilo economico, ma anche sotto il profilo sociale, perché ci saranno tutta una serie di conseguenze che andranno a desertificare una parte importante del territorio della Sardegna. Quando una parte del territorio della Sardegna importante come quella di cui stiamo parlando corre il rischio della desertificazione istituzionale e non solo, sicuramente i danni riverberano a carico e a danno di tutta la Sardegna. Tutto ciò non è stato assolutamente considerato, speriamo vivamente che il Governo invece, sotto altri angoli visuali, consideri i problemi di questo articolato e lo impugni puntando il dito contro quelle parti che sono comunque contrarie ai principi del nostro ordinamento, che sono contrarie a quei grandi principi di riforma economica e sociale che vengono richiamati in modo mascherato pur senza individuare la fonte, cioè la legge Delrio. Vi vergognate della legge Delrio, sembra che la legge Delrio non ci sia, però richiamate i principi, ma li richiamate non applicandoli. Ecco da cosa deriva il pastrocchio, deriva dall'incapacità di mettere in campo la necessaria chiarezza, la necessaria forza, il necessario coraggio per approvare una legge che avrebbe avuto necessità di essere meditata meglio, condivisa…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianni Lampis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAMPIS GIANNI (Gruppo Misto). Questo emendamento ripresenta la posizione della minoranza ampiamente discussa nel corso di questo dibattito. Noi riteniamo che il futuro degli enti locali della nostra isola non possa essere rappresentato da questa frammentazione di livelli di sottogoverno che la maggioranza sta determinando, ma avremmo preferito come sapete un'unica area metropolitana per l'intera isola o, in difetto, due aree metropolitane, una del nord e uno del sud. Siamo convinti che non ci possa essere futuro per quei territori che ancora una volta torneranno ad essere periferia dei grandi centri, dei grandi territori urbanizzati. Quale futuro spetta all'Ogliastra, quale futuro spetta al Sulcis-Iglesiente, quale futuro attende il Medio Campidano, quale futuro per la Gallura. Oggi voi questo non ce lo volete dire perché classificate questa legge come una legge che vuole solo disciplinare l'ordinamento degli enti locali, non volete parlare di sviluppo, non volete parlare di economia, ma di fatto la presenza dello Stato, la presenza della Regione in ogni angolo di Sardegna rappresenta un elemento imprescindibile per lo sviluppo di questa terra. Ecco perché noi riteniamo che, anche a seguito di quel referendum del 2012, non ci possano essere province che continuano a volare e altre province a cui invece le ali vengono spezzate. Anche i questi consultivi hanno ampiamente dimostrato che la volontà del popolo sardo era quella di chiudere un capitolo e di intraprendere un nuovo cammino, questo nuovo cammino non può essere quello di ripresentare le province storiche, non può essere quello di una città metropolitana autoreferenziale, rappresentativa solo dell'hinterland cagliaritano, ed è per questo motivo che noi per province soppresse, con il collega Truzzu oggi, intendiamo indicare sia quelle storiche di Cagliari, Sassari, Nuoro, Oristano, così come quelle di Carbonia - Iglesias, Medio Campidano, Ogliastra e Olbia-Tempio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Christian Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS CHRISTIAN (PSd'Az). Le ragioni delle posizioni sono state più volte espresse, e io intervengo in verità per chiedere ai colleghi, sotto un profilo squisitamente tecnico, invece, il ritiro di questo emendamento, non fosse altro perché, per quanto le argomentazioni più volte espresse siano ampiamente oggetto di discussione, in realtà i referendum regionali non avevano la possibilità di abrogare una norma di rango costituzionale come lo Statuto per quanto riguarda la previsione delle Province di Cagliari, Sassari e Nuoro, e nemmeno una norma di rango ordinario, e cioè la legge istitutiva della Provincia di Oristano, per cui credo che sia tecnicamente addirittura quasi inammissibile e chiederei ai colleghi per questo il ritiro, condividendo però le argomentazioni di altra natura che hanno espresso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Crisponi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Intervengo per assicurare il mio voto favorevole all'emendamento in discussione. È un emendamento che fa anche luce e chiarezza sulle tante storture delle norme che si vorrebbe infilare all'interno del testo di legge in discussione. Le province soppresse inevitabilmente sono quelle province alle quali si è fatto riferimento e si sono chiamati i sardi alla loro decisione finale, ultima, che nel maggio del 2012 ha determinato l'abolizione definitiva delle ultime quattro province e successivamente delle quattro province storiche. In quell'occasione ricorderanno tutti quanti i colleghi che aderirono 120 sindaci della Sardegna, oltre al convinto sostegno ovviamente, cosa nettamente più importante, dei nostri cittadini, e in quella occasione nel momento dello spoglio ci fu anche un ritardo a seguito dell'enorme e convinta partecipazione popolare.

Vi ricordo che quel quesito referendario relativo all'abolizione delle ultime quattro province, scelte e decise dieci anni prima, vide il sì con oltre il 90 per cento delle adesioni favorevoli dei nostri cittadini, quindi quegli stessi cittadini che avevano detto che le province andavano abolite. Così come oggi con questo emendamento vogliamo fare chiarezza su quali sono le province soppresse, ovvero le quattro province storiche che sembrano intoccabili, racchiuse dentro una sacra ampolla di cristallo dalla quale alcuno vorrebbe si mettesse mano, così come le quattro province che, invece, hanno subito un altro tipo di destino.

Ma per quale motivo noi votiamo questo emendamento? Perché semplicemente è l'emendamento che potrei definire nella chiarezza, perché riporta le cose al modo giusto e nel punto giusto, e soprattutto nella comprensibilità a quegli stessi cittadini che hanno assicurato un voto favorevole nello stesso momento in cui sono stati chiamati alle urne per quel famoso referendum. E quindi è inevitabile che noialtri si vada a dare il consenso e il voto favorevole all'emendamento numero 2315.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Meloni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MELONI GIUSEPPE (PD). Io ho avuto più volte modo di dirlo e di ribadirlo: sono per il superamento di tutte le province subito. Questo è uno dei motivi per i quali voterò a favore di questo emendamento, coerentemente con quanto detto pubblicamente e detto e fatto anche in occasione delle votazioni in Commissione. È stato già detto: i sardi si sono pronunciati chiaramente rispetto al futuro delle province; i quesiti dei referendum sono stati proposti artificiosamente, in modo che si potessero cancellare solo una parte delle province e non altre; è stato generato il caos. Ora noi a questo caos potremmo porre rimedio con una soppressione immediata di tutte le province. Io ci credo in questo. Ho avuto modo di discuterne per tanti mesi con lealtà e con franchezza. Mi è stato sempre risposto che le province cosidette costituzionali non le avremmo potute abrogare con questa legge. Io dico che, invece, è possibile farlo perché credo che il Governo non si possa permettere di impugnare una legge che supera le province nel momento in cui il Governo stesso sta superando le province in Costituzione. Questo ritengo che non sia un rischio e ritengo che gli stessi tempi tecnici per un'eventuale impugnativa non coinciderebbero, appunto, con il momento nel quale poi il Governo procederà di sua iniziativa a superare le province. Facciamolo subito, facciamolo ora.

Peraltro, per essere chiari anche davanti ai sardi, le province costituzionali eventualmente da salvaguardare sono solo due: una è superata con la città metropolitana e le altre sono quelle di Nuoro e di Sassari, perché quella di Oristano non è una provincia prevista nello Statuto.

Quindi su questo io, debbo dirlo, mi trovo d'accordo con i proponenti. È un emendamento che non ho ripresentato sotto forma di emendamento all'emendamento, ma avevo già presentato sotto forma di emendamento al disegno di legge e quindi, coerentemente con questo, voterò a favore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pierfranco Zanchetta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZANCHETTA PIERFRANCO (Cristiano Popolari Socialisti). Presidente, intervengo molto rapidamente, anche per ribadire un dato, non per avere rigurgiti nostalgici, ma il dato dalla Gallura sul referendum era il più basso di tutta la Sardegna, non vorrei sbagliare ma direi il 22 per cento, quindi era una dimostrazione netta che quel territorio riteneva in quella forma di governo il riconoscimento che oggi, ritornando all'intervento precedente, non stiamo dando a quel territorio e soprattutto a città importanti di quel territorio. Condivido quanto ha detto l'onorevole Meloni perché noi ci aspettiamo che comunque non arrivi un Caronte a traghettare anche la vecchia provincia, ma ci sia, come dire, un rappresentante del territorio che possa mettere anche ordine a quella situazione confusa che oggi ci vede in difficoltà e soprattutto garantire quelle risorse che sono rimaste e che rappresentano un tesoretto per il territorio, che non vengano scippate da altri territori.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Presidente, le posizioni dell'onorevole Meloni sono esattamente quelle che abbiamo espresso in Commissione e che abbiamo anche espresso ieri durante il dibattito. Noi siamo convinti esattamente di questo, cioè che il superamento delle province da subito non potrà certamente subire reprimende da parte del Governo, anzi proprio per il fatto che ormai abbiamo superato la quarta lettura, che andiamo incontro al referendum abrogativo, ci pare che questa possa essere la sede per superarle definitivamente e mettere ordine. Peraltro mi pare che non manchino neanche gli strumenti indicati in questa norma dai proponenti sul futuro della gestione dei servizi di area vasta. Mi pare che di strumenti ne siano indicati addirittura fin troppi.

Ecco, questa era una di quelle nostre proposte che non ha trovato, invece, apertura nei ragionamenti, se non un timido inizio il 28 dicembre, o meglio alla fine della riunione del 28 dicembre quando si è detto: "Sì, forse sarebbe possibile abbozzare un ragionamento e una discussione". In realtà poi era anche quella una finta perché c'è chi crede fermamente che il resuscitare le province in una norma transitoria che poi preveda appunto l'elezione di secondo livello, e quindi presidenti, consiglieri, eccetera, distogliendo, se mai ce ne fosse bisogno, ancora di più i sindaci dal loro dovere di primo cittadino a casa loro. Quindi ci pare assolutamente sensata la proposta di questo emendamento, ma ci apparirebbe ancora più sensata un'azione di sintesi delle parti politiche sul superamento effettivo delle province perché questo emendamento è proprio il presupposto per espungere dal testo di legge le norme transitorie che resuscitano non solo le funzioni, ma proprio il governo degli enti intermedi, e cioè delle province. Anche questo ci sembra che fosse un giusto elemento di riflessione, però si ha la necessità di essere in due a discutere e non invece avere sempre controparti sorde a ogni tipo di sollecitazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Cossa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Presidente, vorrei ricordare, collega Meloni, quello che fu lo sviluppo dei referendum, i quali per motivi di carattere strettamente costituzionale erano divisi in due tranches: referendum abrogativi delle province istituite con leggi regionali e referendum consultivi (perché non potevano essere abrogativi) sulle province istituite con legge costituzionale o la provincia di Oristano con legge statale. Naturalmente l'obiettivo - come lei stesso ha sottolineato - era uno, era quello di eliminare un livello istituzionale superato. I referendum non volevano in alcun modo, l'ho ribadito più volte in quest'Aula, essere strumento di fustigazione dei territori perché, come ho ricordato anche ieri, territori come la Gallura e l'Ogliastra videro nella istituzione delle province un momento di riscatto, di affrancamento da una sudditanza economica, culturale e sociale rispetto alla provincia di Sassari da una parte, rispetto alla provincia di Nuoro dall'altra. Ecco perché io sostengo con forza le motivazioni di fondo del suo intervento. Le province vanno abolite tutte. Il collega Locci ha fatto una considerazione giusta, il Consiglio regionale, così come si sta dicendo in tutta questa discussione deve fare un salto in avanti, prefigurare quello che è l'assetto definitivo del sistema degli enti locali in Sardegna con l'abrogazione delle province attuando una fixio iuris in relazione alle vecchie province, evitando di mettere in piedi il circo di elezioni (sia pure di secondo grado) di cui alla legge Delrio perché soltanto questo prefigura una stabilità che noi definiamo instabile, transitoria ma che in realtà così non è. Ecco che cosa bisogna assolutamente evitare, per evitare di aggiungere confusione a confusione, di creare un sistema barocco che poi non si riesce più a smantellare, per di più dando l'impressione di voler punire determinati territori. Ecco a cosa noi ci ribelliamo. Chiediamo alla maggioranza di ragionare su questo, se si è disponibili a ragionare su questo noi siamo disponibili a trovare una soluzione che eviti al Consiglio regionale e alla Regione tutta di fare una figuraccia, anche rispetto allo Stato che mostra di essere più avanti di quanto non siamo noi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Sabatini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SABATINI FRANCESCO (PD). Per esprimere il pieno consenso a quanto affermato poc'anzi dall'onorevole Cossa. Noi dobbiamo fare un salto in avanti. Il cuore della legge sta tutto nel Titolo II, articoli 4, 5 e seguenti, dove si prefigura un nuovo assetto del sistema organizzativo e amministrativo del nostro territorio e della nostra Regione. Quindi noi dobbiamo prefigurare e dobbiamo lavorare a costruire un processo che ci accompagni nel più breve tempo possibile a un nuovo assetto amministrativo della nostra Regione. Le fasi intermedie vanno ridotte al minimo. Ora noi abbiamo province storiche e province che sono state costituite con legge regionale, nominiamo dei commissari liquidatori, avviamo la fase di conclusione dell'esistenza delle province e costruiamo il nuovo assetto. Le fasi intermedie, sono d'accordo, creano solo e assolutamente prefigurano fasi confusionali che non aiutano un processo che ci fa fare un salto di qualità, un salto in avanti e che determini davvero un processo innovativo nel sistema democratico e amministrativo della nostra Regione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Nella confusione di una legge che non riusciamo neanche a spiegare - forse non l'abbiamo neanche capita ancora noi per poterla spiegare ai nostri concittadini - la domanda ricorrente è: che fine fanno le province? Le province ci sono ancora? Cosa si farà dopo che le province non ci saranno più e quand'è che non ci saranno più? La risposta è: stiamo aspettando la riforma per la Costituzione in quanto il Governo stesso ha deciso di abolirle e le nostre province storiche essendo istituite con legge costituzionale non possono essere cassate con una legge ordinaria o una legge regionale come quella in discussione. Quindi le considerazioni del collega Solinas sono tutte corrette da un punto di vista giuridico e normativo. Sull'ammissibilità dell'emendamento è una cosa degli Uffici, da un punto di vista politico credo che debba farsi chiarezza e che questo emendamento lo faccia, quest'emendamento ci consente di uscire da quest'aula e dire: abbiamo approvato un emendamento nel quale dichiariamo che le province in Sardegna non esistono più. Quindi le province non esistono più e il disegno che noi abbiamo della gestione del territorio è quello di cui agli articoli 4, 5 e seguenti del D.L. 176. Quindi credo che l'emendamento, da un punto di vista politico ma anche da un punto di vista di chiarezza nei confronti dei cittadini e nei confronti del prosieguo della legge e della sua applicazione credo che abbia una sua fondatezza e che meriti di essere comunque approvato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Presidente, io vorrei riproporre per l'ultima volta all'Aula le preoccupazioni che ho manifestato fin dall'inizio di questa discussione. Capisco che la Giunta regionale sia silenziosa, ma non capisco se sia silenziosa o si infastidisca quando si tratta di problemi di carattere generale ovverosia la cornice entro la quale noi stiamo discutendo questa legge. Significativo è il documento conclusivo dell'indagine conoscitiva sulle problematiche concernenti l'attuazione degli Statuti delle Regioni ad autonomia speciale che richiama la nostra attenzione sulle modifiche in corso della Costituzione e in maniera significativa sulla riforma del Titolo V. Documento approvato, colleghi del Consiglio, dalla Commissione parlamentare per le questioni regionali il 4 novembre 2015 alla quale hanno partecipato attivamente l'onorevole Ganau e l'onorevole Pigliaru. Questo documento precisa che alcune disposizioni contenute nella legge costituzionale di riforma non si possono applicare alle Regioni a Statuto speciale fino all'adeguamento dei rispettivi Statuti sulla base di intese tra Stato e Regione. Si stabilisce in particolare che sino alla revisione degli Statuti speciali resta ferma la disciplina vigente prevista dagli stessi Statuti e dalle relative norme di attuazione. La domanda che ci siamo posti e che riproponiamo è che tutto quello che stiamo facendo non porta ad una complessiva rivalutazione della specialità autonomistica, ma causerà un ulteriore appiattimento delle autonomie speciali. Dico questo avendo a mente sia la riforma in atto della Costituzione, sia i disegni di legge costituzionali il cui esame è sospeso in questo Consiglio che entrano l'una e gli altri in aperto contrasto con la riforma che noi stiamo facendo degli enti locali e che stiamo discutendo, in aperto contrasto. Vogliamo chiarirlo questo aspetto? Non lo vogliamo chiarire? Lo lasciamo così? Possiamo anche parlare degli emendamenti, di tutte queste robe qui, ma rientrano tutte in questa cornice, perché se la riforma fosse stata fatta in tempi utili, cioè tre anni fa, avrebbe avuto un significato. Oggi abbiamo ulteriori elementi di valutazione che dobbiamo valutare. Cosa stiamo facendo?

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 2315 e 2365.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Carta e Dedoni hanno votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Lampis - Locci - Meloni - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Tedde - Tocco - Truzzu - Zanchetta - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Desini - Floris - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zedda Paolo.

Si sono astenuti: il Presidente Ganau - Solinas Christian - Tunis.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 53

votanti 50

astenuti 3

maggioranza 26

favorevoli 19

contrari 31

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2303.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Dedoni e Solinas Christian hanno votato a favore e che il consigliere Meloni si è astenuto.

Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Lampis - Locci - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tedde - Tocco - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Desini - Floris - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Paolo.

Si sono astenuti: il Presidente Ganau - Meloni.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 53

votanti 51

astenuti 2

maggioranza 26

favorevoli 19

contrari 32

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 2485.

Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Presidente, quest'emendamento fa il paio con l'altro emendamento che andava a focalizzare l'attenzione sulla città metropolitana di Cagliari e sui comuni che dovrebbero far parte della città metropolitana di Cagliari. Perché come più volte sostenuto da questi banchi, ma non solo, è necessario osservare i principi di grande riforma economica e sociale della Delrio e quindi la città metropolitana deve essere coerente sotto il profilo territoriale con le vecchie Province. Questo emendamento numero 2485 ovviamente focalizza l'attenzione sulla città metropolitana di Sassari che noi sosteniamo, e quindi nella città metropolitana di Sassari devono essere a nostro giudizio ricompresi tutti i comuni delle Province di Sassari, Olbia-Tempio, Nuoro e Ogliastra. Questo per tentare di arrivare a quella forma di perequazione tanto agognata da noi, tanto sostenuta, che invece non viene assolutamente non accolta, ma neanche ascoltata dai banchi della maggioranza. Tutto ciò è preoccupante perché una riforma di questa portata avrebbe avuto la necessità di un approfondimento e di una condivisione diversa, cosa che non è stata, a nulla sono servite le assemblee dei sindaci, a nulla sono serviti gli incontri dei consiglieri regionali del Nord Sardegna, a nulla sono servite le lamentele delle rappresentanze di categoria, dei sindacati, e quindi noi stiamo andando ad esitare una legge che è probabilmente in ordine di importanza la seconda dopo il nostro Statuto, che è una legge costituzionale, stiamo andando ad esitarla senza aver meditato bene e sui contenuti e sulle conseguenze che l'applicazione di questa legge potrà avere sul territorio della Sardegna, e soprattutto potrà avere sul popolo sardo. Come dicevo poc'anzi non si tratta solo di una questione economica, prettamente economica, ci sono problemi sociali seri che si porranno, perché dalla desertificazione del territorio del Nord ricadranno sicuramente conseguenze nefaste, non soltanto sul territorio che in qualche modo viene depresso dalla desertificazione, ma su tutta la Sardegna. Noi non ci stiamo, voi vi assumerete questa responsabilità, noi cercheremo di rappresentarle al popolo sardo, voi dovrete necessariamente…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonello Peru per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PERU ANTONELLO (FI). Presidente, ma è stato ribadito un po' da tutti ieri e oggi che, se non si approva questo emendamento sulla seconda città metropolitana, l'unico risultato che ha causato e che causa questo provvedimento è veramente la divisione della Sardegna, la divisione a pezzi della Sardegna sotto l'aspetto economico e sociale. L'opposizione l'ha detto a più voci, non l'ha detto solo per far gioco di parte, ma l'ha detto per convincere, per fare un appello ai consiglieri regionali, in particolare quelli del Nord Sardegna, in particolare a quelli del territorio del sassarese. È un'occasione questa ed è necessario veramente uno scatto di orgoglio per il territorio della Città di Sassari. È stato ribadito che la sola città metropolitana di Cagliari assolutamente non può creare economia a tutta la Sardegna, e noi abbiamo detto che vorremmo una Sardegna bicilindrica, una Sardegna che veramente spinga da sopra e da sotto un sistema economico. Perché lo strumento della città metropolitana non è altro che uno strumento economico d'attrazione per quanto riguarda i servizi. Questo provvedimento viola l'articolo 56 che determina i confini delle vecchie Province, e questo non è stato assolutamente determinato. La città metropolitana, l'area di Sassari ha tutte le caratteristiche, l'hanno ribadito i miei colleghi, due aeroporti, due porti in considerazione del territorio di Olbia. L'unica cosa che c'è stata detta dal presidente Pigliaru e dall'assessore Erriu è che noi siamo un territorio a vocazione agricola. Noi siamo fieri di essere un territorio a vocazione agricola e siamo fieri di zappare la terra, e per questo motivo noi chiediamo lo strumento della città metropolitana perché incrementi questo sistema economico della vocazione agricola del nostro territorio. E proprio per questo convintamente noi votiamo questo emendamento e facciamo appello ai consiglieri, ai colleghi del territorio di Sassari, che accolgano e che anche loro possano veramente trovare l'occasione e votare l'emendamento per la realizzazione della città metropolitana…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Presidente, ma qui più volte soprattutto su questo tema ci si è sempre rifugiati nel fatto che questa in buona sostanza è una riforma che è stata discussa con i sindaci, con i rappresentanti dell'ANCI, di tutte le confederazioni in rappresentanza degli enti locali. Io credo che in realtà invece le cose siano andate in maniera molto diversa, e cioè si è discusso solo con certi rappresentanti e con certe associazioni, mentre si è ignorato totalmente il dibattito che è stato animato nel Nord Sardegna rispetto all'equilibrio e all'armonizzazione di questi due sistemi. Allora io non capisco quale dramma avesse potuto creare la creazione di una seconda città metropolitana nel Nord Sardegna con il superamento totale delle Province, quelle storiche e quelle nuove. Quale turbamento avrebbe potuto creare nel Governo di questa Regione e nel Governo nazionale un'ipotesi di questo genere. Un'architettura credo molto più snella e anche molto più avanti rispetto all'azione riformatrice, presunta riformatrice, che sta portando avanti il Governo Renzi, mentre qui in Sardegna si fanno battaglie di retroguardia, si fanno si fanno gli orticelli e i campetti dove disegnare il raggio di azione di qualche cacicco sudista ma in realtà non si armonizza proprio un bel nulla, allora è chiaro che voi con questo sistema non state facendo molto che creare il vero cimitero degli enti locali, questo è il campo santo degli enti locali sardi, questa non è una riforma, non sarà certo tra quelle che il Presidente Ganau potranno varare fra quelle fatte nel 2016 perché definirla tale sarà veramente un grande volo pindarico quindi credo che sia assolutamente corretta la posizione dei proponenti di questo emendamento, in particolare perché disegnerebbe l'opportunità di avere la seconda città metropolitana in Sardegna e dà un contributo di chiarificazione e semplificazione a questo sistema che invece con questa proposta si sta massacrando e si sta definitivamente rinchiudendo all'interno del cimitero di enti locali.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2485.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Dedoni ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Lampis - Locci - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Rubiu - Solinas Christian - Tedde - Tocco - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Deriu - Floris - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zedda Paolo.

Si è astenuto il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 47

votanti 46

astenuti 1

maggioranza 24

favorevoli 17

contrari 29

(Il Consiglio non approva).

Sul Regolamento

PRESIDENTE. In relazione alla questione posta dall'onorevole Pittalis riguardo all'emendamento numero 1948 questa presidenza ritiene che sia correttamente classificato come emendamento sostitutivo totale pur contenendo in un elenco un punto non modificato rispetto al testo emendato che rappresenta un mero riferimento legislativo, si ritiene comunque di dover ammettere al voto gli emendamenti presentati come soppressivi al punto in questione, si tratta degli emendamenti soppressivi del punto F, numero 1145 che è uguale al 1463, pagina 92 e la presente decisione non costituisce un precedente, quindi metto in votazione gli emendamenti numero 1145 che è uguale al 1463, primo firmatario l'onorevole Pittalis.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Riordino del sistema delle autonomie locali della

Sardegna". (176/A)

PRESIDENTE. Metto in votazione gli emendamenti numero 1145 che è uguale al 1463, primo firmatario l'onorevole Pittalis.

Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Insisto nel dire che sarebbe corretto ripulire e semplificare il quadro delle definizioni anche alla luce di quanto abbiamo detto e stiamo provando a mettere su questa discussione e cioè la seconda città metropolitana del nord Sardegna, cioè il superamento delle province ci induce in qualche modo a ripulire ulteriormente il quadro delle definizioni e di quello che voi intendete per la gestione associata, o meglio ancora per la gestione di servizi di area vasta in Sardegna, cioè i territori che poi erano in qualche modo riconducibili alle vecchie e alle nuove province. Se uno dei quadri di riferimento è l'unione di comuni come istituto da tenere a riferimento, come riferimento di organizzazioni degli enti locali noi nella logica di superamento totale delle province, quelle nuove e quelle vecchie, pensiamo che allora lì sì che possono essere gestite le funzioni sia di area vasta, dando allora a quel punto una vera importanza e centralità agli enti locali, ma lo diciamo anche perché quello deve essere poi il livello in cui devono essere poi gestiti a caduta tutti i servizi, gestiti, programmati, pensati e anche dove governare poi la gestione di questi servizi di area vasta. Io dico ai colleghi del centro sinistra di stare attenti oggi è 14 gennaio e fra due settimane scadranno le proroghe per la deroga al testo unico degli appalti, noi dobbiamo anche pensare a questo come quadro di riferimento, il primo febbraio tutti gli enti locali dovranno organizzarsi con le stazioni appaltanti, anzi con le centrali uniche di committenza…

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, l'emendamento numero 1145, uguale all'emendamento numero 1463.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Lampis - Locci - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Rubiu - Solinas Christian - Tedde - Tocco - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Floris - Forma - Lai - Ledda - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zedda Paolo.

Si è astenuto il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 48

votanti 47

astenuti 1

maggioranza 24

favorevoli 17

contrari 30

(Il Consiglio non approva).

Emendamento sostitutivo totale numero 1948, con parere favorevole della commissione e della Giunta.

Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Questa è la prova della mediazione di questa maggioranza, pensavamo ad un sistema semplice, armonico, che non creasse divisioni e soprattutto incomprensioni nel sistema degli enti locali e delle sue rappresentanze e invece l'emendamento sostitutivo che probabilmente nell'intenzione di qualcuno era forse più convintamente uno strumento, un escamotage regolamentare per far decadere le nostre proposte e soprattutto la nostra proposta di dialogo e di confronto invece poi si è rivelato una polverizzazione di termini e definizioni che, ad una visione non solo distratta appare ed è veramente un elemento di grandissima confusione. Oggi c'è chiaro che questo disegno di legge crea e classifica una serie di territori e regioni storiche della Sardegna non più in una semplice categoria di comuni ma li obbliga a stare dentro una definizione di varie reti a seconda delle digressioni e non farà altro che creare nel sistema degli enti locali non solo una percezione ma adesso anche una disparità effettiva nella gestione dei rapporti tra Regione e questi ultimi. Per questo annuncio il voto contrario all'emendamento numero 1948.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Crisponi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Siamo arrivati al dunque, quindi se potessimo azzerare il timer che ha determinato questa legge, probabilmente la soluzione migliore sarebbe stata davvero quella di tenerci le tante bistrattate Province, oggi quel meccanismo davvero semplice di ordinamento istituzionale, che voleva venire ancora più semplificato dall'eliminazione delle province, per appoggiare tutte le pratiche istituzionale di riferimento dei territori alle amministrazioni comunali, quindi creando soltanto due punti di riferimento determinati dalla Regione e dalle Amministrazioni comunali, oggi genera un mostro. Questo mostro ha una forma piramidale e la conseguenza del dissennato sistema di scrivere questo testo di legge è soprattutto di proporre da questo momento in poi otto punti di riferimento dell'ordinamento geo-istituzionale, una roba incredibile. Tutto questo avverrà ammorbato, il testo di legge con una serie illeggibile di luoghi e di riferimenti, chiamiamoli, istituzionali diventano davvero una rogna sulla quale i cittadini avranno da ridire. Dagli ambiti territoriali ottimali, alle città metropolitane, alle città medie, alle reti metropolitane, agli ambiti territoriali strategici, alle zone omogenee. Tutto questo naturalmente determina, in questa specie di piramide, l'inutilità di un testo di legge di questo genere che complica la vita agli stessi amministratori che, badate bene, dovranno addirittura partecipare a queste operazioni senza nemmeno sapere in quale ambito stanno operando, io credo che ci vorrà davvero una sorta di mappa, ci vorrà il GPS istituzionale, andrà inventato per permettere a un sindaco di sapere in quale ambito istituzionale è finito, una cosa veramente da matti. Ma sembra che abbia dato una mano a scrivere questa legge Roberto Benigni per scherzarci sopra, per prendere in giro gli estensori di questo testo di legge che è veramente una barzelletta. Una piramide incredibile, che naturalmente prevede alla sua punta solo ed esclusivamente una manina inadeguata che ha scritto un testo che andrà veramente ad eliminare quella semplicità, o anche quella semplificazione, che è sempre richiesta non solo da chi opera a livello istituzionale, ma anche e soprattutto dai cittadini che non sapranno più a chi rivolgersi per qualunque tipo di attività di carattere amministrativo, organizzativo, burocratico. Orrore. Quindi tutto quello che avete detto anche in campagna elettorale, cari colleghi della maggioranza…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Siamo arrivati al voto dell'emendamento che sostituisce integralmente l'articolo 2, un emendamento che pone come abbiamo più volte sottolineato una norma barocca, estrosa, estroversa, pasticciata, pasticciona. Però mi consenta di aprire una parentesi, mi dispiace aver notato che in relazione agli emendamenti che attendevano a inserire nell'articolato la città metropolitana di Sassari ci sono stati i consiglieri, in quest'Aula, della provincia di Sassari che dopo aver dichiarato con toni roboanti, durante assemblee molto partecipate, che avrebbero votato a favore della provincia di Sassari, poi sono magicamente scomparsi da quest'Aula, nonostante abbiano raccolto titoloni sulla stampa. Ecco, io ritenevo opportuno segnalarlo e lo segnaleremo anche in altri contesti e in altre sedi, però non credo che sia questo il modo di fare politica. Riprendo sul tema, è una norma pasticciata, è una norma che cerca di accontentare un po' tutti, inserendo tante definizioni, anche cervellotiche, definizioni che non hanno assolutamente aderenza al contesto normativo nel quale ci muoviamo, peraltro è una norma che ha un grossissimo difetto: è una norma che non definisce quel concetto di paese che invece viene inserito nell'articolo 1. Quindi, quando andremo a leggere questa legge, quando andremo ad applicare questa legge, non sapremmo che fine farà quel paese che dovrà essere mandato a quel paese, evidentemente, perché è un concetto vuoto, un concetto fumoso, che non ha assolutamente aderenza né al contesto giuridico né alla realtà fattuale. Città medie, città medie che non sappiamo se superano i 10 o i 30 mila abitanti, che servono per accontentare qualche consigliere che può andare nel territorio poi a dire: ho spuntato la città media. Una città media non si nega a nessuno. Una città di media, in quest'Aula, non si nega a nessuno. La rete urbana, la rete urbana che non è una rete, perché può essere costituita solo da due comuni, ma probabilmente non ci rendiamo conto, la rete è ben altra cosa, la rete è una connessione di entità, fatta da più di due elementi, non è una rete questa. È una rete stramata, è una rete priva di alcune maglie che qualcuno ha cercato di rammendare purtroppo non è riuscito. Ambiti territoriali strategici…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Cossa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Noi voteremo contro questo subemendamento perché, lungi dal rendere più digeribile questa legge, la rende assai più indigeribile. Perché introduce questa assurda gerarchia tra comuni, prima in Italia c'era la Capitale d'Italia, poi c'erano i capoluoghi delle regioni, i capoluoghi anche delle province, con una certa importanza, adesso abbiamo la città metropolitana, abbiamo le città medie e abbiamo i comuni mortali, i "comuni" Comuni. Ed è una cosa che mi pare vada contro tanti anni di lotta per l'autonomia comunale, per l'affermazione della dignità dei comuni come trincea avanzata dalle istituzioni, adesso abbiamo comuni di serie A, comuni di serie B e comuni di serie C e comunelli che probabilmente saranno destinati anche ad estinguersi. In più, come se questo non bastasse, si introduce una gerarchia anche delle forme ad associative. L'ombrello delle unioni dei comuni viene declinato in maniera diversa a seconda della fotografia che si vuol fare delle diverse zone e con ciò non scongiurando, ma alimentando quella atavica maledizione dei sardi al conflitto permanente, ricordate "Il giorno del giudizio" di Satta dove si dice che ogni sardo ha la sua causa da coltivare e la coltiva come una piantina, la innaffia tutti i giorni, la trasmette alle generazioni future, anche le comunità locali hanno questa atavica maledizione. E noi la stiamo perpetuando perché stiamo introducendo elementi che, tra l'altro con ricadute pratiche assai modeste, alimentano i localismi, alimentano l'idea che ci siano delle posizioni da salvaguardare, delle prese di posizioni che invece in considerazione di ciò vengono pregiudicate. A noi sembra che tutta la negatività di questa legge sia riassunta in questo articolo di definizioni, che poi viene declinato nel corso di un articolato che esamineremo nel dettaglio e che è pieno di pecche e di contraddizioni, di superfetazioni che sarebbe invece meglio eliminare se si vuole andare veramente verso un sistema che sia più leggero sia per il cittadino utente e, soprattutto, per il cittadino contribuente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Rubiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC). In campagna elettorale, ma soprattutto con il programma che ha presentato il presidente Pigliaru, erano ricorrenti termini efficacia ed efficienza. Efficacia ed efficienza che sono in perfetto contrasto con la legge che stiamo discutendo ma soprattutto con l'articolo 2. Perché la creazione di nuovi otto enti, perché di enti si tratta, non fa altro che completare quella confusione e soprattutto non fa altro che innescare nuovi meccanismi di spesa per i sardi. Più che una legge, più che un articolo è un labirinto, un ginepraio dove non si capisce dove inizia e non si capisce dove finisce. Ci sono sicuramente delle lacune, avete dimenticato i villaggi nuragici, le frazioni, le reti medie delle frazioni, ci manca ancora qualcosa potevate sbizzarrirvi anche con un po' di fantasia, creare ulteriori enti perché non si sa male che non si riesca a soddisfare i vice sindaci non solo i sindaci e probabilmente anche i consiglieri comunali. Ma tutto questo a svantaggio di chi, a svantaggio dei cittadini perché andremo a creare e polverizzare i servizi, quei servizi che dovevano essere al primo punto. Perché il nostro vero obiettivo era soddisfare le esigenze dei nostri concittadini non era quello di complicare la vita ai nostri concittadini. Mi fa sorridere pensare al sindaco, come ho già detto ieri, che io dovrò eleggere che non sarà più il mio sindaco, che sarà impegnato in due, tre, quattro enti diversi e se magari la fortuna vuole sarà anche il presidente di questi, tutto questo a vantaggio del cittadino della mia città? No, sicuramente no questo va a vantaggio solo di una politica, di una politica miope che non guarda lontano di una politica che in qualche modo vuole soddisfare esigenze che nulla hanno a che vedere con lo sviluppo, nulla hanno a che vedere con l'efficienza, nulla hanno a che vedere con l'efficacia. Hanno semmai a che vedere con quelle logiche che sono abbastanza spicciole di chi vuole distribuire il potere nel territorio. Amici della maggioranza mi dispiace perché poteva essere questa per noi, per voi, per la politica, per l'intero Consiglio regionale un momento anche per cercare di migliorare la vita nella nostra Isola, invece con questa legge non facciamo che complicare e soprattutto non facciamo che ulteriormente disinnamorare i nostri concittadini dalla politica.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Grazie Presidente, l'emendamento numero 1948 credo che sia proprio il figlio, il metodo sbagliato che avete scelto oramai da due anni di approcciare, appunto, alle norme in questa aula. Noi continuiamo a dirvelo assolutamente non crediamo che tale schizofrenia possa produrre provvedimenti di legge che siano importanti, generali ed utili per tutti. E sopratutto lo diciamo con dei fatti perché vorremmo oggi che poteste fare davvero un'analisi seria sulle norme che avete approvato e ve ne cito appena due, senza voler essere troppo cattivi, andatevi a vedere la norma che avete approvato sulle indicazioni urbanistiche, chiedetevi che risultanze ha dato per i nostri comuni, per i nostri cittadini, fatelo pure con la preriforma che avete inventato per ridurre la confusione in materia sanitaria e forse vi potrete incominciare a dare qualche risposta. Vi chiedo davvero di andare negli uffici urbanistici dei comuni della nostra Sardegna e chiedere quante pratiche sono state presentate, quante ne sono state evase e soprattutto andatevi a vedere, ma questo è nei fatti di oggi già un dato certo, di quanto è aumentata, appunto, la spesa sanitaria. Vi ricordo che invece che appena quelle due norme le avevate sbandierate come una soluzione alla spending rewiew, uno strumento per lo sviluppo della nostra Sardegna e soprattutto per semplificare una situazione esistente che poco era edificante per tutte le esigenze di questa terra. Ecco allora con questa legge state continuando quel percorso, un percorso che purtroppo per logiche di spartizione, perché quando si arriva veramente a coniare otto, nove termini per definire enti istituzionali di governo della Sardegna credo che abbiate quanto meno così qualche problema con voi stessi. Se non, appunto, per logiche di spartizione e di ipotetico potere che però non farà altro veramente che indebolire certamente i nostri comuni, i nostri sindaci che ancora oggi si trovano a dover affrontare battaglie in trincea, ne cito uno tra tutti la politica dei migranti scellerata che viene portata avanti, certo non direttamente da voi ma prima di tutto dal nostro Governo, ma soprattutto credo che una simile ripartizione territoriale e con un ordinamento di questo tipo…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Edoardo Tocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TOCCO EDOARDO (FI). Grazie Presidente, ovviamente il nostro voto è contrario, questo emendamento continua a svilire i principi base propri di quello che è la democrazia dei piccoli comuni. So che vi siete riuniti, strariuniti in Commissione, maggioranza, io credo che alcuni di voi sappiano, chi ha fatto strategia di azienda, un po' di economia che cosa è il brainstorming, il brainstorming è la cosiddetta tempesta di cervelli, ecco a questa tempesta di cervelli che è quella che chiaramente si forma durante le grandi riunioni solitamente fuoriesce il problem solving che è la soluzione al problema cioè quello che voi avreste dovuto fare. Questo però non è accaduto perché soluzione al problema non c'è stata, cioè c'è stata soltanto la tempesta di cervelli cioè il brainstorming. Quello che però mi viene strano da capire è che di questa tempesta di cervelli c'è stata solo la tempesta perché i cervelli sono rimasti probabilmente bloccati, questo è il problema. Perché la soluzione ancora a questo problema non è arrivato.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 1948.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Piscedda ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Agus - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Desini - Forma - Lai - Lampis - Ledda - Lotto - Manca Gavino - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Paolo.

Rispondono no i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Floris - Manca Pier Mario - Meloni - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.

Si è astenuto il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 51

votanti 50

astenuti 1

maggioranza 26

favorevoli 30

contrari 20

(Il Consiglio approva).

Con l'approvazione dell'emendamento decadono tutti gli emendamenti presentati sull'articolo 2

Passiamo all'esame dell'articolo 3. All'articolo 3 sono stati presentati gli emendamenti soppressivi totali numero 118 uguale al numero 1058 e 1446, il sostitutivo totale numero 1949, cui sono stati presentati gli emendamenti sostitutivi 2366, 2369, 2370, 2317, 2371, 2372, 2373, 2318, 2374, 2368 che è uguale al 2376, 2316, 2377, 2320, 2321, 2518, 2367, 2378, 2319, 2502. A seguire gli emendamenti soppressivi parziali numero 119, uguale al numero 1146 e al 1467, 120, 121, 122, 123 uguale al 1147 e 1468, 1148, 124, 125, 126, 1149 uguale al 1470, 127, 128, 129, 1150 uguale al 1471,130, 1151 uguale al 1472, 6, 131, 132, 2114, 133, 1469, 1473, 53. Emendamenti aggiuntivi numero 1474, 2045 uguale al 2079, 2226 uguale al 2274.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3 e dei relativi emendamenti:

Art. 3

Politiche regionali

1. La Regione indirizza le proprie politiche in favore della gestione associata delle funzioni e dei servizi, in coerenza con le indicazioni del Piano di riordino territoriale e con particolare riguardo alle aree con maggiore disagio socio-economico.

2. La Regione attraverso gli atti generali e settoriali di programmazione:

a) assicura benefici economico-finanziari, in via prioritaria a favore delle unioni di comuni, per le gestioni realizzate in forma associata;

b) prevede azioni e specifiche misure di sostegno, anche di carattere finanziario, in favore dei territori che presentano indici di svantaggio socio-economico, come definiti all'articolo 20;

c) incentiva la diffusione dei servizi di prossimità di cui all'articolo 23.

d) organizza e coordina le strutture territoriali del sistema dell'amministrazione pubblica della Sardegna ai sensi dell'articolo 1, comma 2 ter, della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31 (Disciplina del personale regionale e dell'organizzazione degli uffici della Regione), sulla base degli ambiti territoriali strategici e delle zone omogenee, individuando tra essi quello ottimale per ciascuna funzione e preferendo le soluzioni che comportano la semplificazione delle relazioni tra gli enti e la maggior coesione tra i territori con conseguente riduzione della spesa.

Emendamento soppressivo totale Christian Solinas. (118)

Emendamento soppressivo totale Tunis - Pittalis - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Alessandra Zedda. (1058)

Emendamento soppressivo totale Truzzu - Lampis. (1466)

Emendamento all'emendamento numero 1949 soppressivo totale Pittalis - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis - Alessandra Zedda. (2366)

Emendamento all'emendamento numero 2274 soppressivo parziale Pittalis - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis - Alessandra Zedda. (2375)

Emendamento all'emendamento numero 1949 soppressivo totale Pittalis - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis - Alessandra Zedda. (2369)

Emendamento all'emendamento numero 1949 soppressivo parziale Pittalis - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis - Alessandra Zedda. (2370)

Emendamento all'emendamento numero 1949 soppressivo parziale Truzzu - Lampis. (2317)

Emendamento all'emendamento numero 1949 soppressivo parziale Pittalis - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis - Alessandra Zedda. (2371)

Emendamento all'emendamento numero 1949 soppressivo parziale Pittalis - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis - Alessandra Zedda. (2372)

Emendamento all'emendamento numero 1949 soppressivo parziale Pittalis - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis - Alessandra Zedda. (2373)

Emendamento all'emendamento numero 1949 soppressivo parziale Truzzu - Lampis. (2318)

Emendamento all'emendamento numero 1949 soppressivo parziale Pittalis - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis - Alessandra Zedda. (2374)

Emendamento all'emendamento numero 1949 sostitutivo totale Dedoni - Cossa - Crisponi. (2368)

Emendamento all'emendamento numero 1949 soppressivo parziale Pittalis - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis - Alessandra Zedda. (2376)

Emendamento all'emendamento numero 1949 aggiuntivo Truzzu - Lampis. (2316)

Emendamento all'emendamento numero 1949 aggiuntivo Paolo Zedda - Usula - Lai. (2377)

Emendamento all'emendamento numero 1949 aggiuntivo Truzzu - Lampis. (2320)

Emendamento all'emendamento numero 1949 aggiuntivo Truzzu - Lampis. (2321)

Emendamento all'emendamento numero 1949 aggiuntivo Congiu - Augusto Cherchi - Pier Mario Manca. (2518)

Emendamento all'emendamento numero 1949 aggiuntivo Congiu - Augusto Cherchi - Pier Mario Manca - Desini - Unali - Busia. (2367)

Emendamento all'emendamento numero 1949 sostitutivo parziale Carta. (2378)

Emendamento all'emendamento numero 1949 aggiuntivo Truzzu - Lampis. (2319)

Emendamento all'emendamento numero 1949 sostitutivo parziale Roberto Deriu - Agus. (2502)

Emendamento sostitutivo totale Deriu - Agus. (1949)

Emendamento soppressivo parziale Christian Solinas. (119)

Emendamento soppressivo parziale Pittalis - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis - Alessandra Zedda. (1146)

Emendamento soppressivo parziale Truzzu - Lampis. (1467)

Emendamento soppressivo parziale Christian Solinas. (120)

Emendamento soppressivo parziale Christian Solinas. (121)

Emendamento soppressivo parziale Christian Solinas. (122)

Emendamento soppressivo parziale Christian Solinas. (123)

Emendamento soppressivo parziale Pittalis - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis - Alessandra Zedda. (1147)

Emendamento soppressivo parziale Truzzu - Lampis. (1468)

Emendamento soppressivo parziale Pittalis - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis - Alessandra Zedda. (1148)

Emendamento soppressivo parziale Christian Solinas. (124)

Emendamento soppressivo parziale Christian Solinas. (125)

Emendamento soppressivo parziale Christian Solinas. (126)

Emendamento soppressivo parziale Pittalis - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis - Alessandra Zedda. (1149)

Emendamento soppressivo parziale Truzzu - Lampis. (1470)

Emendamento soppressivo parziale Christian Solinas. (127)

Emendamento soppressivo parziale Christian Solinas. (128)

Emendamento soppressivo parziale Christian Solinas. (129)

Emendamento soppressivo parziale Pittalis - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis - Alessandra Zedda. (1150)

Emendamento soppressivo parziale Truzzu - Lampis. (1471)

Emendamento soppressivo parziale Christian Solinas. (130)

Emendamento soppressivo parziale Pittalis - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis - Alessandra Zedda. (1151)

Emendamento soppressivo parziale Truzzu - Lampis. (1472)

Emendamento soppressivo parziale Carta. (6)

Emendamento soppressivo parziale Christian Solinas. (131)

Emendamento soppressivo parziale Christian Solinas. (132)

Emendamento soppressivo parziale Cossa - Dedoni - Crisponi. (2114)

Emendamento soppressivo parziale Christian Solinas. (133)

Emendamento soppressivo parziale Truzzu - Lampis. (1469)

Emendamento sostitutivo parziale Lampis - Truzzu. (1473)

Emendamento sostitutivo parziale Carta - Orrù. (53)

Emendamento aggiuntivo Lampis - Truzzu. (1474)

Emendamento aggiuntivo Pittalis - Zedda A - Cappellacci - Cherchi Oscar - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis. (2045)

Emendamento aggiuntivo Tedde - Pittalis - Cappellacci - Cherchi Oscar - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tocco - Tunis - Zedda Alessandra (2079)

Emendamento aggiuntivo Congiu - Cherchi A - Manca Piermario - Desini - Busia - Unali. (2226)

Emendamento aggiuntivo Zedda Paolo - Usula - Lai. (2274).)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Roberto Deriu, relatore di maggioranza.

DERIU ROBERTO (PD), relatore di maggioranza. Parere agli emendamenti sull'articolo 3. Il parere è contrario sull'emendamento numero 118, uguale al 1058 e al 1466, favorevole sull'emendamento numero 1469 a pagina 111…

PRESIDENTE. Prima vediamo gli emendamenti presentati all'emendamento numero 1949.

DERIU ROBERTO (PD), relatore di maggioranza. Parere contrario sugli emendamenti numero 2366, 2369, 2370, 2317, 2371, 2372, 2373, 2318, 2374, 2368 uguale al 2376, 2316, parere favorevole sull'emendamento numero 2377, parere contrario sull'emendamento numero 2320, sull'emendamento numero 2321 c'è un invito al ritiro o una proposta di rimodulazione di emendamento di sintesi, parere favorevole sull'emendamento numero 2518, l'emendamento numero 2367 mi pare incompatibile col precedente, comunque c'è un invito al ritiro, parere contrario sugli emendamenti numero 2378, 2319, parere favorevole sull'emendamento numero 2502. A pagina 112, credo signor Presidente, parere contrario sull'emendamento numero 119 uguale al 1146 e al 1467. Su tutti i soppressivi parziali, fino all'emendamento numero 1469, il parere è contrario. Li do uno per uno perché altrimenti non è comprensibile. Parere contrario sugli emendamenti numero 1467, 1473, 120, 121, 122, 123 uguale al 1147 e al 1468, 1148, 124, 125, 126, 1149 uguale al 1470, 127, 128, 129, 1150 uguale al 1471, 130, 1151 uguale al 1472, 6, 131, 132, 2114, 133, 1469, 53, 1474, 2045 uguale al 2079. A pagina 146, sull'emendamento numero 2226 c'è un invito al ritiro, sull'emendamento numero 2274 c'è un invito al ritiro. Termina l'articolo 3 con il 2274.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

ERRIU CRISTIANO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Parere conforme a quello dell'onorevole Deriu.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Sull'ordine dei lavori, Presidente. Con riferimento all'emendamento numero 2377, non è fra quelli per i quali è indicata la pagina, a firma Zedda, Usula e Lai. Ieri è stato bocciato l'emendamento numero 2302, sia pure questo contenga la finalità in più rispetto all'emendamento, a nostro avviso si pone un problema di ammissibilità, essendo stato già votato.

PRESIDENTE. Sì, infatti, è dichiarato decaduto l'emendamento.

PITTALIS PIETRO (FI). Siccome ha dato il parere favorevole, tra l'altro.

PRESIDENTE. È dichiarato decaduto dalla Presidenza.

È aperta la discussione sull'articolo 3 e sugli emendamenti.

È iscritto a parlare il consigliere Giuseppino Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA GIUSEPPINO (UDC). Presidente, ormai dopo l'approvazione dell'articolo 2, ahinoi, il danno irreparabile è servito, ma fra i tanti effetti negativi e nefasti che produrrà questa legge di riforma degli enti locali vorrei rimarcare quello dello spopolamento, soprattutto quello delle zone interne. In altre occasioni abbiamo denunciato il fatto che fra una trentina di anni la metà dei comuni sardi scomparirà. Io ritengo che approvando questo provvedimento si accentuerà molto più velocemente questa emorragia. Basti pensare che, oltre alla chiusura degli uffici e dei servizi periferici a cui faceva cenno l'onorevole Rubiu, assisteremo alla perdita delle tradizioni culturali facenti parte di particolari territori e località della Sardegna. Provate solo a immaginare gli effetti devastanti del dissesto idrogeologico e la tanto osannata tutela dell'ambiente quando per via dello spopolamento i famosi guardiani delle campagne non ci saranno più, per non parlare del fatto identitario. Da una parte si parla della salvaguardia della lingua, ma stiamo parlando solo del campidanese perché credo che il gallurese, il sassarese, il logudorese, l'ogliastrino e gli altri verranno sepolti. I siti archeologici può darsi che serviranno come rifugio per gli animali e così via.

Cosa diciamo poi dell'agricoltura e della pastorizia? È vero che la vita ci insegna che il ciclo storico della stessa si ripete e allora, colleghi, prepariamoci a rivivere, come in altri tempi, problemi come l'abigeato, gli incendi e chi più ne ha più ne metta. Stiamo preparando la nostra isola a una nuova catastrofe ambientale predisponendo i nostri territori alla desertificazione.

Cari colleghi di maggioranza soprattutto, cercate di correggere questa legge, consentite a tutti i sardi di scegliere la propria dimora liberamente nel territorio a loro più congeniale, di conservare le proprie tradizioni culturali e identitarie senza costringerli a emigrare nuovamente, anche se questa volta al Sud della Sardegna.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC). Presidente, l'articolo 3 che ci accingiamo a discutere, è rubricato come "Politiche regionali". Già dal titolo si evince una certa confusione della maggioranza proponente, perché in questo disegno di legge tutto c'è meno che quello della politica regionale. Io lo avrei intitolato: "Scusate cittadini, ma vogliamo creare disordine e confusione in Regione".

Il comma 1 recita: "La Regione promuove, attraverso le proprie politiche, le unioni dei comuni con particolare riguardo alle aree con maggiore disagio socio-economico e ai piccoli comuni". Dopo tre giorni di discussione in quest'Aula avete dimostrato con arroganza di volere bocciare tutte le nostre proposte e tutti i nostri emendamenti in modo categorico, partitico e prepotente, e ciò basta per rendere il comma 1 totalmente inapplicabile perché va in contraddizione con le vostre politiche regionali, che preferite favorire i grandi centri, ignorando in toto le piccole realtà e quelle in difficoltà socio-economica. Ricordiamo ancora una volta che i piccoli comuni della Sardegna sono il 90 per cento della nostra realtà.

Leggere oggi il comma 2 è offensivo perché citate concetti quali politiche di sviluppo ispirate ai valori della coesione e della diffusione equilibrata e della crescita economica e sociale. Della coesione equilibrata? Ma se all'articolo 2 abbiamo parlato di creare quei mostri, quelle città metropolitane, quelle città medie, quelle città vaste, chi più ne ha più ne metta, e poi qui, invece, all'improvviso vi siete ricordati che esistono anche i comuni. È evidente che chi ha scritto l'articolo 2 non ha collaborato con chi ha scritto l'articolo 3, ed è evidente che sono scritti da due mani diverse, ed è evidente che l'articolo 3 è scritto da persone che hanno interessi diversi, che magari rappresentano finalmente i piccoli centri, anche se i buoni propositi dell'articolo 3 vanno a cozzare completamente con quanto già fatto e detto nell'articolo 2. In realtà il danno è già fatto. Voi volete applicare questo comma ignorando le proposte della minoranza sulle città metropolitane? Voi volete mantenere questo comma con reti urbane, città medie, città poco poco piccole e appena poco grandi che coincidono con le unioni dei comuni che hanno al loro interno un ambito territoriale ottimale? Ma è questo veramente il vostro obiettivo? Ma abbiamo chiaro esattamente cosa si intende per ambito territoriale ottimale? Credo che da quanto è scritto qui non sia proprio così. State approvando una legge pasticcio che contiene da sola articoli che ne sopprimono altri. Il terzo comma continua in maniera ridicola, patetica e imbarazzante a stabilire come la Regione agirebbe o vorrebbe agire nei confronti dei territori sardi.

La realtà ora è chiara davanti a tutti: avete copiato integralmente un testo da altre regioni, più serie sicuramente di questa, e non avete tenuto conto del collegato disordinato che ci avete costruito sopra. L'articolo 3 andrebbe integralmente soppresso perché se c'è un elemento che manca in questo tristissimo minestrone sono proprio le politiche regionali.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Edoardo Tocco. Ne ha facoltà.

TOCCO EDOARDO (FI). Dunque questo articolo 3 credo sia proprio la certificazione dello svilimento del ruolo dei comuni, chiaramente di quelli piccoli, poiché viene stravolto, credo completamente ormai, quel principio che era alla base dell'interlocuzione con i cittadini, quelli più vicini chiaramente al piccolo comune, quindi al contatto territoriale, quel principio di sussidiarietà di cui si è tanto parlato e che avete sbandierato più volte, questo proprio a discapito di questi piccoli comuni e a favore chiaramente di una gestione associata ben più grande. Saranno quindi scelte, come vediamo, le unioni dei comuni come ambito ottimale, quindi dovranno ovviamente essere loro a gestire quello che oggi gestiscono ancora i piccoli comuni e, quello che ho detto più volte, qui ci sono sindaci di piccoli comuni; possibile che quando vanno nel loro territorio la gente non dica niente a Daniele Cocco, a Desini? Non capisco come mai, con tutto rispetto, per carità, non sentono il dovere di dire qualcosa in questo momento. Probabilmente c'è un ordine di scuderia e bisogna stare zitti.

(Interruzione del consigliere Daniele Cocco)

TOCCO EDOARDO (FI). Eh sì, c'è la tempesta, Daniele e la tempesta arriva, occhio che arriva la tempesta. Il problema è che non c'è quiete dopo!

Quindi ci sarà il dominio dei centri più importanti a discapito delle piccole realtà, come dicevo prima. Si favorirà, e questo credo l'abbia detto anche Peppino Pinna prima, e si continuerà a favorire di questo passo lo spopolamento totale dei piccoli comuni che ovviamente si vedranno privati dei piccoli servizi, delle cose essenziali e dovranno andare a cercare altrove quello che non troveranno chiaramente più come prima. Questo credo che sarà ancora una volta e definitivamente la decapitazione di quella poca e piccola democrazia che ancora rimane nei piccoli comuni, soprattutto parlo dei piccoli. Io penso a quei piccoli comuni del centro della Sardegna, del Sarcidano, della Barbagia di Seulo; io non so come la penseranno, però credo, cari colleghi, che qualche problema arriverà e qualche problema probabilmente dovrete mettervelo.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Oscar Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (FI). Presidente, il mio silenzio di questi due giorni aveva probabilmente un significato piuttosto importante, perlomeno dal mio punto di vista: l'attesa nel cercare di capire se, da parte di questa maggioranza, ci fosse un momento di riflessione che potesse portare ad una revisione o a un ripensamento del testo proposto in Aula. L'ultima votazione dell'articolo 2, il famoso emendamento sostitutivo delle cosiddette definizioni, ha dato certezza che invece questo è il percorso che si vuole portare avanti, questo è l'obiettivo che voi volete portare avanti, cioè approvare una norma che non farà altro che dei danni e dei disastri all'interno di tutto il territorio regionale legato chiaramente al sistema degli enti locali.

Uno dei problemi fondamentali però nel ragionamento che noi dobbiamo approfondire è proprio un aspetto che è stato già citato da un importante collega che conosce la storia di questo Consiglio regionale, che ha ricoperto incarichi importantissimi, cioè quell'atto di indirizzo del novembre del 2014 quando una Commissione parlamentare dice in modo chiaro: attenzione perché la norma nazionale è legata solo alle Regioni a Statuto ordinario, quelle invece che hanno gli Statuti speciali devono adeguare con un percorso completamente differente. Questo è il dubbio che noi ci siamo posti sin dal primo giorno all'interno della Commissione e però un dubbio che fino ad oggi non è stato ancora sciolto. Il fatto è che non si può applicare la norma nazionale, quindi noi non possiamo fare riferimento alla norma nazionale e quindi fare una riforma di tipo regionale, se non prima che venga applicata la revisione del nostro Statuto speciale. Questo chiaramente in accordo fra Stato e Regione. Perché questo? Questo significa che la nostra autonomia risulterebbe a rischio. È un problema che è stato sollevato, però qui c'è il silenzio totale o meglio il silenzio totale non c'è perché durante gli interventi dei colleghi ognuno di voi chiacchiera e si distrae, così come avviene oramai da sempre all'interno di questo Parlamento regionale, però in realtà quel silenzio che io voglio sottolineare è un silenzio anomalo, perché tecnicamente è necessario dare una risposta in quanto la stessa norma, una volta approvata da questo Consiglio regionale è in palese contrasto con le norme nazionali e di conseguenza può essere sicuramente impugnata dal Governo e poi sarà la Corte costituzionale a decidere. L'altro aspetto di tipo fondamentale è l'attesa dei primi due articoli, l'articolo 1 e l'articolo 2 che sono stati appena approvati in questi giorni, articoli generici che è vero che delineano l'andamento della norma e che quindi pongono dei principi in senso generale, ma inutili in quanto comunque all'interno dell'articolato stesso poi si può modificare e si può entrare in determinate modifiche che non prendono in considerazione sia l'articolo 1, ciò oggetti e finalità sia le definizioni dell'articolo 2. Cosa significa questo? Significa che è facilissimo comunque in un accordo eventuale all'interno della maggioranza e ben disposti a ragionare su questo aspetto, anche la seconda città metropolitana può essere inserita comunque strada facendo all'interno della norma stessa, individuandola e considerandola come elemento fondamentale per lo sviluppo del territorio regionale.

Quindi l'aspetto più importante del ragionamento è proprio questo: capire qual è l'accordo o perlomeno questo silenzio che da parte della maggioranza continua all'interno dell'Aula, qual è l'accordo che al vostro interno avete raggiunto per capire quale può essere l'eventuale compensazione di cui si è parlato nei giorni scorsi e di cui si è tentato di capire anche all'interno della prima Commissione. Lo dico questo perché in forma molto generica alcuni colleghi hanno toccato due aspetti: uno è quello dello spopolamento e uno è quello del lavoro. Lo spopolamento territoriale che è legato a uno smembramento del territorio che attraverso questa norma e quindi attraverso la ricerca delle unioni dei comuni o perlomeno dell'aggregazione porterà ancora di più a evidenziare questo aspetto, nello stesso modo in cui tutti questi anni si è lavorato, per esempio, all'interno del sistema agricolo. Quel problema legato alla frammentazione dei territori e quindi delle aree agricole stesse che ha portato poi alla polverizzazione delle terre. È un problema di cultura del popolo sardo, è un problema di cultura del nostro popolo, quindi entrare nel merito per capire realmente qual è l'obiettivo finale perché questo che si sta presentando porterà solo al disastro totale della gestione amministrativa del territorio regionale e credo un argomento importante e fondamentale che deve un attimino far riflettere e molto probabilmente ci deve far capire che è il caso nuovamente di fermarci ed entrare nel merito di questi aspetti...

PRESIDENTE. Onorevole Cherchi, il tempo a sua disposizione è terminato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Deriu. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (PD). Chiedo scusa, solo per correggere un errore precedente e anche facilitare i lavori. Sull'emendamento all'emendamento numero 2045, uguale al 2079, prima firma Pittalis, ho espresso un parere contrario ma c'era una richiesta alla formulazione di un ordine del giorno, nel senso che non c'è una contrarietà al merito dell'emendamento.

Poi volevo comunicare, per evitare anche le discussioni che ci sono state ieri, che l'emendamento numero 2367, prima firma Congiu, viene ritirato insieme all'emendamento numero 2502 di Deriu e Agus.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gianni Lampis. Ne ha facoltà.

LAMPIS GIANNI (Gruppo Misto). Presidente, l'articolo 3 inserisce ancora una volta nel dibattito la funzione o meglio ciò che dovrebbe essere la funzionalità delle unioni dei comuni. Un'unione dei comuni che diventa non facoltativa, ma obbligatoria e che di fatto sminuisce e svilisce il ruolo primario che i comuni stessi svolgono all'interno del territorio. Noi oggi stiamo obbligando quei comuni che sono in grado di garantire servizi efficienti, stiamo obbligando questi comuni a mettere i loro servizi in unione, magari inquinandoli con disservizi presenti in altre realtà. Questo è il passaggio più dolente di questo articolo, l'obbligatorietà in un territorio in cui i comuni per potersi unire sono distanti tra loro, soprattutto nelle zone interne. Tantissimi piccoli comuni distantissimi tra loro. Oggi potremo avere cittadini che dovranno percorrere kilometri, strade tortuose per un certificato di destinazione urbanistica, per parlare con il comandante della polizia locale, per recarsi ai servizi sociali, dell'assistente sociale. Questa è la Sardegna che quest'Aula oggi sta disegnando, una Sardegna in cui i disagi non solo vengono eliminati, si cerca di contenerli, ma i disagi vengono ulteriormente potenziati, estremizzati. Questo articolo e gli articoli successivi che si riferiscono alle unioni dei comuni di fatto stabiliscono la morte della democrazia dei Consigli comunali, perché le minoranze consiliari dei Comuni non avranno più alcun ruolo rappresentativo. Le unioni dei comuni saranno gestite da sindaci a cui aggiungiamo altro da fare, sindaci però che non rappresentano le intere comunità nel concetto più genuino di democrazia. E anche questo è un passo che dobbiamo approfondire, perché è impensabile che la prima istituzione nata nella nostra nazione, e quindi i Comuni, oggi venga di fatto destinata alla inefficienza ma soprattutto ad essere inutile. Il comma b) dell'articolo 3 dice: "La Regione sostiene con specifiche misure anche finanziarie i territori che presentano indici di svantaggio socio-economico come definiti della presente legge". Permettetemi già da questo momento di fare un riferimento agli emendamenti presentati da alcuni consiglieri regionali di maggioranza e di opposizione circa la situazione in cui versa il territorio del Medio - Campidano. Due classifiche ci mettono all'ultimo posto in una in riferimento agli stipendi e nel penultimo posto all'altra, a livello nazionale, in riferimento alla qualità della vita, al benessere. Quindi non è più rinviabile, non è più prorogabile un'assunzione di responsabilità da parte di quest'Aula. Dalle parole di questo comma, di questa lettera, occorre passare ai fatti. Quindi all'articolo 20 quest'Aula sarà chiamata con senso di responsabilità… ad un'assunzione di responsabilità.

Sì, qualcuno mi fa notare che l'Aula è distratta e che in pochi ascoltano, però forse questa è la dimostrazione tangibile di come il poco interesse non sia solo per gli interventi dell'opposizione, ma il poco interesse a questo punto sia veramente per le sorti dell'intera Sardegna.

Ancora, la lettera c) dice: "La Regione organizza e coordina le strutture territoriali del sistema dell'amministrazione pubblica della Sardegna". In quest'Aula all'unanimità è stato approvato un ordine del giorno contro la paventata chiusura della Prefettura di Oristano, e abbiamo denunciato quel fatto come assenza da parte dello Stato in quel determinato territorio della Sardegna, ma siamo sicuri che oggi questa Giunta regionale voglia davvero assicurare la presenza della Regione nei territori? Io faccio l'esempio e anche in questo caso devo citare il mio…

Presidente, io con questo brusio non parlo più, perché qui ognuno si fa i cavoli propri!

PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Cossa, che rinuncia.

È iscritto a parlare l'onorevole Dedoni, che rinuncia.

È iscritto a parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Ma a me non interessa che sia l'Aula da ascoltarmi, l'ho detto anche ieri che sono i sardi che ci ascoltano, perché ci seguono, e quindi senza mancare di rispetto a nessuno mi rivolgo ai sardi che ci ascoltano, per dire che anche questo articolo 3 è il frutto della fantasia nella elaborazione di un testo che leggendo il titolo "politiche regionali" uno pensa, ma forse qui è intervenuto anche l'assessore Paci per dare una mano, perché si tratteggiano le politiche regionali in favore del sistema degli enti locali. Poi si legge addirittura l'emendamento che sostituisce integralmente l'articolo 3 che davvero è un capolavoro di retorica, un capolavoro di un'elaborazione anche sul piano grammaticale e della sintassi che lascia a desiderare, ma che enuncia principi che sono da un lato ovvi e dall'altro non solo scontati ma persino banali. Ma cosa vuol dire: "la Regione promuove attraverso le proprie politiche"? E che cosa vuol dire, che promuove attraverso le politiche dello Stato? attraverso le politiche delle Nazioni Unite? Cosa vuol dire? E: "le unioni dei comuni con particolare riguardo alle aree con maggiore disagio socio-economico e ai piccoli comuni". Il disagio socio-economico, ma sulla base di quali parametri di valutazione? Ma volete fare le leggi che siano intellegibili, che possano essere capite? che possano essere lette e capite? Cioè a chi vi state rivolgendo? Qual è il parametro per dire che un territorio ha più o meno maggiore disagio socio-economico? Ma è possibile invitarvi alla chiarezza e alla precisione? E anche qui dire al secondo comma: "Gli strumenti della programmazione e le politiche di sviluppo sono ispirate ai valori della coesione e della diffusione equilibrata della crescita economica e sociale, con particolare riguardo alle aree svantaggiate, ai territori più deboli e marginali". Ma anche qui, che senso ha dire questo se non è accompagnato da una specificazione, da una precisazione, da strumenti di natura operativa che diano il senso che c'è davvero un'attenzione della Regione verso i territori in difficoltà, verso aree marginalizzate! Vi riferite alle aree deindustrializzate? Vi riferite alle aree dove è grave il peso della crisi del settore agropastorale? Vi riferite alle aree che hanno necessità di essere bonificate? Vi riferite a chi e a che cosa? Ma è possibile che arriviamo al terzo articolo e ancora siamo a livello delle proposizioni di carattere generico, alle proposizioni che nulla dicono in concreto su quello che la Regione dovrebbe fare. Ecco, l'unica cosa che si segnala in maniera chiara è la lettera a), che dice: "La Regione finanzia le gestioni realizzate in forma associata". E qui si pone un problema, e spero che gli uffici l'abbiano valutato, e la Presidenza, perché nel momento in cui si dice che finanzia ci deve far capire l'Assessore qual è il costo di questo finanziamento, cioè qual è il capitolo poi a chiusura di questa legge della parte finanziaria che ci dice qual è l'onere economico e finanziario della Regione. Da dove prendete queste risorse? Finanziate le associazioni sulla base del Fondo unico, o sulla base di quale altro fondo? Cioè, vedete, qui si sta facendo una legge, non l'abbiamo già denunciato ieri che non tiene conto assolutamente del raddoppio, forse anche della triplicazione dei costi che state in maniera incredibile determinando con queste norme. Le scrivete giusto per accontentare qualche istanza campanilistica, per accontentare o far finta di dare un segnale all'ANCI che qualcosa la state facendo in favore dei Comuni, però tradendo quella che poi è la vera aspettativa, capire come, con quali risorse e soprattutto capire noi da quali capitoli di bilancio attingere le risorse necessarie. Ecco allora che, così formulato, anche questo articolo 3 trova tutta la nostra disapprovazione e non è possibile neppure…

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, per l'emendamento numero 118, 1058, 1466 uguali.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Locci e Randazzo hanno votato a favore e che i consiglieri Piscedda e Ruggeri hanno votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Lampis - Locci - Pittalis - Randazzo - Solinas Christian - Tedde - Tocco - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Desini - Floris - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Tendas - Usula - Zanchetta - Zedda Paolo.

Si è astenuto il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 46

votanti 45

astenuti 1

maggioranza 23

favorevoli 16

contrari 29

(Il Consiglio non approva).

Passiamo agli emendamenti all'emendamento numero 1949. Il primo è il numero 2366.

Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Questo emendamento, primo firmatario l'onorevole Pittalis, mira a sopprimere l'intero articolo 3 che viene introdotto dal 1949, per un motivo molto semplice, seppur l'articolo 3 nella stesura originaria era del tutto inadeguato questo emendamento che va a sostituirlo e che serve evidentemente per fungere da tagliola per saltare, funge da canguro rispetto ai nostri emendamenti, questo emendamento è ancora peggiore della norma che si propone di emendare, molto molto peggiore, è sicuramente un emendamento che va ad incrementare quel pasticciaccio brutto che più volte abbiamo evidenziato, quel pasticciaccio brutto di via nerulana che mi ricordava un mio collega, un pasticciaccio brutto che è basato soprattutto su una esigenza che questa maggioranza, evidentemente ritiene indefettibile, che è quella di dare un buffetto ciascun territorio, la pacca sulle spalle a ciascun territorio in modo da consentire ad alcuni consiglieri di poter tornare a casa e dire: "qualcosa l'abbiamo spuntata, è vero non abbiamo avuto la possibilità di avere la città metropolitana di Sassari però abbiamo avuto qualcos'altro, ci saranno delle ricadute economiche, ci saranno dei corrispettivi, ci saranno dei riconoscimenti". Invece non ci sono! Perché se dei corrispettivi, dei riconoscimenti, delle compensazioni ci fossero state le avremmo dovute leggere con chiarezza, mentre la Giunta non è stata in grado di rappresentare con esattezza quali sono le compensazioni che servono per garantire territori bistrattati da questo articolato delle ricadute che non possono essere e non potranno mai essere pari alle ricadute che arriveranno a Cagliari e al sud Sardegna dall'istituzione della città metropolitana, però avrebbero potuto dare un attimo di ristoro per frenare la desertificazione, per frenare il declino che è evidentissimo nel nord Sardegna e che alcuni consiglieri evidentemente non riescono a percepire, questo è profondamente sbagliato, credo che il declino del nord Sardegna avremmo dovuto analizzarlo meglio, inserirlo all'interno di questo articolato e prevedendo ovviamente delle norme che potessero riuscire a…

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento all'emendamento numero 2366.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Sabatini e Unali hanno votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Lampis - Locci - Pittalis - Randazzo - Solinas Christian - Tedde - Truzzu - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Desini - Floris - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Lotto - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Tendas - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Paolo.

Si è astenuto il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 46

votanti 45

astenuti 1

maggioranza 23

favorevoli 14

contrari 31

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento all'emendamento numero 2369.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Cappellacci e Locci hanno votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Dedoni - Demontis - Deriu - Lampis - Locci - Pittalis - Randazzo - Solinas Christian - Tedde - Truzzu - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Comandini - Congiu - Cozzolino - Crisponi - Desini - Floris - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Lotto - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Tendas - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Paolo.

Si è astenuto il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 46

votanti 45

astenuti 1

maggioranza 23

favorevoli 15

contrari 30

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento all'emendamento numero 2370.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Lampis - Locci - Pittalis - Randazzo - Solinas Christian - Tedde - Truzzu - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Desini - Floris - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Lotto - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Tendas - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Paolo.

Si è astenuto il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 46

votanti 45

astenuti 1

maggioranza 23

favorevoli 14

contrari 31

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento all'emendamento numero 2317.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Dedoni ha votato a favore e che il consigliere Pizzuto ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Lampis - Locci - Peru - Pittalis - Randazzo - Solinas Christian - Tedde - Truzzu - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Floris - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Lotto - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Tendas - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Paolo.

Si è astenuto il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 46

votanti 45

astenuti 1

maggioranza 23

favorevoli 15

contrari 30

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento all'emendamento numero 2371.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Lampis - Locci - Peru - Pittalis - Randazzo - Solinas Christian - Tedde - Truzzu - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Desini - Floris - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Lotto - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Tendas - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Paolo.

Si è astenuto il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 47

votanti 46

astenuti 1

maggioranza 24

favorevoli 15

contrari 31

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento all'emendamento numero 2372.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Lampis - Locci - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Truzzu - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Desini - Floris - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Tendas - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Paolo.

Si è astenuto il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 49

votanti 48

astenuti 1

maggioranza 25

favorevoli 18

contrari 30

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento all'emendamento numero 2373.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Demontis ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Lampis - Locci - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Truzzu - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Desini - Floris - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Lotto - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Tendas - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Paolo.

Si è astenuto il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 50

votanti 49

astenuti 1

maggioranza 25

favorevoli 18

contrari 31

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2318.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Desini e Zanchetta hanno votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Lampis - Locci - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Truzzu - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Desini - Floris - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Lotto - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Tendas - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Paolo.

Si è astenuto il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 50

votanti 49

astenuti 1

maggioranza 25

favorevoli 18

contrari 31

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2374.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Locci e Peru hanno votato a favore e che i consiglieri Desini e Manca Pier Mario hanno votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Lampis - Locci - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Truzzu - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Desini - Floris - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Tendas - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Paolo.

Si è astenuto il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 51

votanti 50

astenuti 1

maggioranza 26

favorevoli 18

contrari 32

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2368, 2376 uguali.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Locci e Zedda Alessandra hanno votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Lampis - Locci - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Truzzu - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Desini - Floris - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Tendas - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Paolo.

Si è astenuto il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 51

votanti 50

astenuti 1

maggioranza 26

favorevoli 18

contrari 32

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2316.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Locci ha votato a favore e che i consiglieri Cozzolino, desini e Manca Gavino hanno votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Lampis - Locci - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Truzzu - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Desini - Floris - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Tendas - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Paolo.

Si è astenuto il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 51

votanti 50

astenuti 1

maggioranza 26

favorevoli 18

contrari 32

(Il Consiglio non approva).

L'emendamento numero 2377 è decaduto.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2320.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Lampis - Locci - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Truzzu - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Desini - Floris - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Tendas - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Paolo.

Si è astenuto il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 51

votanti 50

astenuti 1

maggioranza 26

favorevoli 18

contrari 32

(Il Consiglio non approva).

L'emendamento numero 2321 è decaduto. Ritirati gli emendamenti numero 2367 e numero 2502.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2518.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Agus - Anedda - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cossa - Cozzolino - Dedoni - Demontis - Deriu - Desini - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Tendas - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Paolo.

Rispondono no i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Crisponi - Floris - Lampis - Locci - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tedde - Truzzu - Zedda Alessandra.

Si sono astenuti: il Presidente Ganau - Tatti.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 52

votanti 50

astenuti 2

maggioranza 26

favorevoli 34

contrari 16

(Il Consiglio approva).

L'emendamento numero 2367 è decaduto, era stato ritirato.

Metto ora in votazione l'emendamento numero 2378.

Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Per rilevare che tutte le attività dell'uomo prima o poi o si attenuano o finiscono, quindi anche la minoranza sta riprendendo fiato. Quindi le cose stanno andando più velocemente. Però volevo soffermarmi su questo emendamento in quanto, una volta ancora, nella stesura proposta dai proponenti l'emendamento una volta ancora sono gli enti locali che non vengono in qualche maniera presi in considerazione. Infatti, il comma 3 lettera c) dice che la Regione organizza le strutture territoriali… sulla base degli ambiti territoriali strategici e delle zone omogenee individuando tra essi - quindi la Regione individuando tra essi - quella ottimale. Io ho proposto di aggiungere "individuando tra essi di concerto con gli enti locali interessati quella ottimale". Si tratta quindi di interpellare e di dare un ruolo agli enti locali anche nell'individuazione di quelli che possono essere gli ambiti territoriali strategici e le zone omogenee più ottimali. Quindi non qualcosa che modifica la struttura dell'emendamento, così com'è stato proposto, ma semplicemente una volta ancora la Regione che dimostra o che effettivamente con gli enti locali vuol dialogare, oppure che gli enti locali devono semplicemente subire.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Giovanni Battista Tatti per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TATTI IGNAZIO GIOVANNI BATTISTA (UDC). Per annunciare il voto favorevole a questo emendamento, anche perché mi sembra che con il comma 3 dell'articolo 3, questa Amministrazione voglia commissariare tutti i comuni della Sardegna. In poche parole vuole sostituirsi ai sindaci, ai consiglieri comunali e agli assessori comunali, io ritengo che questo emendamento debba passare veramente perché non è possibile dire che si deve concertare con Amministratori comunali e invece oggi, di imperio, si cerca di imporre queste cose.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2378.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Locci ha votato a favore e che il consigliere Usula ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Lampis - Locci - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Truzzu - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Desini - Floris - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Tendas - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Paolo.

Si è astenuto il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 52

votanti 51

astenuti 1

maggioranza 26

favorevoli 18

contrari 33

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2319.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Lampis - Locci - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Truzzu - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Desini - Floris - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Tendas - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Paolo.

Si è astenuto il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 52

votanti 51

astenuti 1

maggioranza 26

favorevoli 18

contrari 33

(Il Consiglio non approva).

L'emendamento numero 2502 è stato ritirato.

Passiamo all'emendamento numero 1949 parere favorevole della Commissione e della Giunta.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 1949.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Agus - Anedda - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Desini - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Lotto - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Tendas - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Paolo.

Rispondono no i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Floris - Lampis - Locci - Manca Gavino - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Sabatini - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Truzzu - Zedda Alessandra.

Si è astenuto il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 52

votanti 51

astenuti 1

maggioranza 26

favorevoli 30

contrari 21

(Il Consiglio approva).

A seguito dell'approvazione decadono tutti gli emendamenti presentati all'articolo 3.

Passiamo all'esame dell'articolo 5. All'articolo 5 sono stati presentati gli emendamenti soppressivi totali, chiedo il parere della Commissione e della Giunta, numero 7 uguale al 134 che è uguale al 1059 che è uguale al 1475: il sostitutivo totale numero 1950, i soppressivi parziali… Dobbiamo prendere in considerazione gli emendamenti all'emendamento numero 1950, i consiglieri però non hanno ancora gli emendamenti agli emendamenti facciamo una breve sospensione… Andiamo avanti? Allora sospendiamo la seduta, no…

La seduta è tolta.

Il Consiglio è convocato questo pomeriggio alle 15 e 30.

La seduta è tolta alle ore 13 e 38.



Allegati seduta

Testo dell'interrogazione e mozione annunziata in apertura di seduta

Interrogazione Crisponi, con richiesta di risposta scritta, sullo stato di attuazione dei lavori per il recupero funzionale dell'ex mulino Guiso Gallisai, in Nuoro.

Il sottoscritto,

PREMESSO che, con la deliberazione di Giunta regionale n. 36/5 del 26 luglio 2005, venne autorizzato l'acquisto per la somma di 2 milioni 700 mila euro, dell'ex mulino Guiso Gallisai di Nuoro quale prestigioso simbolo di archeologia industriale da destinare, secondo il Piano di razionalizzazione e sviluppo sul Sistema regionale dei musei, a ospitare il "Museo e i laboratori dell'identità";

CONSIDERATO che, per la realizzazione del "Museo e laboratori dell'identità" presso l'ex mulino, venne siglato, in data 30 giugno 2005, un apposito accordo di programma-quadro in materia di beni culturali tra la Regione, il Ministero per i beni e le attività culturali e il Ministero dell'economia e delle finanze;

VALUTATO che l'intervento è stato finanziato sia con le risorse stanziate a valere sul POR FESR 2007-2013, Asse IV, linea di attività 4.2.3.a per l'importo di euro 10.440.000, di cui alla deliberazione della Giunta regionale n. 42/39 del 16 ottobre 2013, e Asse I, linea di attività 1.2.3.a per l'importo di euro 280.000, di cui alla deliberazione della Giunta regionale n. 1/27 del 17 gennaio 2014, sia con le risorse stanziate con l'accordo di programma quadro in materia di beni culturali, siglato tra la Regione, il Ministero per i beni e le attività culturali e il Ministero dell'economia e delle finanze per l'importo di euro 3.780.000 di cui euro 2.750.000 sui fondi di cui alla deliberazione CIPE n. 20/2004 ed euro 1.030.000 sui fondi di cui alla deliberazione CIPE n. 35/2005, con un importo, complessivamente stanziato di euro 14.500.000;

VISTA la deliberazione della Giunta regionale n. 67/34 del 29 dicembre 2015 che ha previsto la riprogrammazione dei fondi sull'Accordo di programma quadro in materia di beni culturali tra la Regione e il Ministero dell'economia e dei beni e attività culturali, destinando 5,850 milioni di euro per il completamento del museo e laboratori dell'identità presso l'ex mulino Gallisai;

DATO ATTO che l'attuazione dell'intervento rientrava nella responsabilità dell'Assessorato regionale della pubblica istruzione - Direzione generale dei beni culturali, informazione, spettacolo e sport, in data 25 giugno 2006, la Direzione del Servizio beni culturali nominava il responsabile unico del procedimento;

RILEVATO che, in data 10 agosto 2009, veniva avviato il bando di gara per l'affidamento dei servizi di verifica della progettazione e di supporto tecnico-amministrativo al responsabile unico del procedimento per la realizzazione del "Museo e laboratori dell'identità" per un corrispettivo massimo di euro 131.339,66;

ATTESO che, in data 15 maggio 2009, è stato stipulato il contratto per l'affidamento dell'incarico di progettazione preliminare e definitiva e di coordinamento della sicurezza in fase di progettazione, con riserva di affidare, con successivo atto, la direzione lavori, misura e contabilità e il coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione, in favore dell'RTI costituito da capogruppo 3TI Progetti Italia - Ingegneria Integrata Spa e mandanti VPS Srl;

RILEVATO che, in data 23 febbraio 2011, veniva approvato il progetto preliminare dei lavori per il recupero funzionale compresi gli allestimenti dell'ex mulino Guiso Gallisai, per l'importo complessivo di euro 14.500.000;

VISTA, la determinazione del 23 aprile 2013 di approvazione del progetto definitivo per i lavori di recupero funzionale dell'importo complessivo di euro 12.896.399,90;

DATO ATTO che, in data 23 aprile 2013, veniva presentato l'avviso inerente la "Procedura aperta per appalto di progettazione esecutiva e realizzazione dei lavori dell'ex Mulino" per l'importo complessivo dell'appalto di euro 7.284.328,37, secondo i criteri dell'offerta economicamente più vantaggiosa, ai sensi degli articoli 55 e 83 del decreto legislativo n. 163 del 2006 e successive modifiche e integrazioni, e dell'articolo 18, comma 1, lettera c), della legge regionale n. 5 del 2007 e successive modifiche e integrazioni, e in base ai criteri indicati all'articolo 6;

RICHIAMATA la determinazione del 24 aprile 2013 con cui si approvava il bando di gara, il disciplinare, il capitolato speciale d'appalto, lo schema di contratto e la modulistica per l'affidamento della progettazione esecutiva e dell'esecuzione dei lavori per l'intervento di recupero;

TENUTO CONTO che, il 25 luglio 2014, la Regione ha aggiudicato in via definitiva la gara per la progettazione esecutiva e l'esecuzione dei lavori per il recupero funzionale dell'ex mulino Guiso Gallisai, all'RTI Paolo Beltrami Spa (capogruppo) per l'importo complessivo di euro 5.205.801,17 e per un tempo di esecuzione dell'appalto di giorni 330 naturali e consecutivi, determinati in base al ribasso offerto del 40 per cento sul tempo di esecuzione del contratto posto a base di gara (550 giorni naturali e consecutivi);

CONSIDERATO che, in data 12 novembre 2014, veniva stipulato il contratto tra Regione e la RTI Paolo Beltrami Spa e Consorzio stabile Sardegna per l'affidamento dei servizi di progettazione esecutiva e dell'esecuzione dei lavori di recupero funzionale; in particolare, costituivano oggetto di affidamento le prestazioni di progettazione esecutiva di tutto l'intervento e l'esecuzione dei lavori relativi al primo e al secondo stralcio funzionale, così come indicato nel progetto definitivo posto a base di gara;

RILEVATA la sequenza di atti fra la Regione e la RTI Paolo Beltrami Spa a partire dal 3 dicembre 2014, data in cui l'Amministrazione regionale ha provveduto alla consegna dei lavori per la fornitura degli esecutivi, via via aggiornati secondo una lunga serie di correzioni, adeguamenti e prescrizioni richieste dalla stessa Regione;

PRESO ATTO che, alla data attuale, il progetto esecutivo non è stato ancora approvato e che in queste settimane il Servizio beni culturali e sistema museale dell'Assessorato della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport ha comunicato all' RTI Paolo Beltrami Spa l'avvio della risoluzione contrattuale per "gravi inadempienze",

CONSIDERATO che, dalla data di prima deliberazione della Giunta regionale del 26 luglio 2005 a oggi, sono trascorsi oramai 10 anni e 5 mesi, ovvero dal momento in cui è stato espresso un preciso indirizzo politico accompagnato, peraltro, dalle risorse necessarie per la sua attuazione, son trascorsi oltre due lustri senza alcun avvio dei lavori e chissà quanto tempo ancora bisognerà attendere per il taglio del nastro;

VALUTATO che il tenore dello scambio epistolare fra l'Amministrazione regionale e l'appaltatore potrebbe seriamente concretizzarsi in una (non amichevole) rescissione contrattuale, facendo emergere, oltre all'inevitabile contenzioso, un pressoché certo slittamento dell'avvio dei lavori, con l'inevitabile classificazione dell'intervento quale "nuova incompiuta",

PRESO ATTO che i dieci anni sono in pratica trascorsi all'interno "dell'apparato regionale", dove le complicazioni burocratiche sono all'ordine del giorno, con la produzione di una vera e propria giungla di adempimenti che ostacolano e rallentano la definizione di importanti iniziative, gravando quale costo occulto sulle spalle oltre che di imprese e lavoratori sull'intera collettività;

VISTE le recenti valutazioni avanzate dal Comune di Nuoro di destinare l'ex mulino a Campus universitario,

chiede di interrogare l'Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport affinché riferisca:

1) se è a conoscenza di quanto esposto;

2) a cosa è dovuto lo stallo burocratico e se è stato avviato un monitoraggio per controllare l'effetto degli interventi dell'apparato amministrativo sulle deliberazioni della Giunta regionale in merito alla vicenda;

3) qual è la posizione ufficiale della Regione, sulla richiesta avanzata dal Comune di Nuoro del cambio di destinazione dell'ex mulino Gallisai. (620)

Mozione Deriu - Comandini - Cozzolino - Forma - Meloni - Piscedda - Sabatini sugli interventi urgenti in materia di diritto allo studio e in merito alle modalità d'accesso alla fruizione dei benefici erogati dagli enti regionali per il diritto allo studio universitario.

IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:

- per DSU si intende un documento che contiene le informazioni di carattere anagrafico, reddituale e patrimoniale necessarie a descrivere la situazione economica del nucleo familiare per la richiesta di prestazioni sociali agevolate;

- l'indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) viene calcolato sulla base dei dati dichiarati in DSU e di altri dati rilevati direttamente negli archivi dell'Agenzia delle entrate e dell'INPS;

- in base al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 159 del 2013, dal 1° gennaio 2015, l'indicatore della situazione reddituale (ISR) sarà calcolato con regole del tutto nuove, tenendo conto del reddito complessivo ai fini IRPEF, dei proventi derivanti da attività agricole, degli assegni per il mantenimento dei figli, dei trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari, dei redditi fondiari relativi ai beni non locati soggetti alla disciplina dell'IMU;

- in base al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 159 del 2013, dal 1° gennaio 2015 l'indicatore situazione patrimoniale (ISP) sarà calcolato tenendo conto del patrimonio mobiliare e immobiliare tra cui fabbricati, terreni edificabili e terreni agricoli;

CONSIDERATO che:

- utilizzando questi nuovi parametri si è avuta, a livello nazionale, una consistente riduzione della platea degli idonei alla fruizione dei benefici erogati dagli enti regionali per il diritto allo studio universitario (servizio alloggio, servizio ristorazione, borse di studio) che, nell' anno accademico 2015/2016, ha fatto registrare anche in Sardegna numeri vicini al 100 per cento di idonei beneficiari;

- gli immobili sfitti e i terreni agricoli, soprattutto in Sardegna, non possono essere considerati dei parametri attendibili nello stabilire la ricchezza di una famiglia, vista l'inconsistenza, se non l'inesistenza, dei proventi da essi derivati;

- in base al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 159 del 2013, le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano, fermo restando il rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni sociali agevolate e dei criteri unificati per la valutazione della situazione economica di coloro che richiedono di accedervi, attuano le disposizioni di cui al presente decreto nelle forme stabilite dai rispettivi statuti di autonomia e dalle relative norme di attuazione;

RILEVATO che non esiste a oggi alcun contributo in denaro, su base prettamente meritocratica, atto a premiare e valorizzare le eccellenze dei nostri atenei,

impegna il Presidente della Regione e la Giunta regionale

1) ad abrogare, nei limiti di quanto stabilito nello statuto e nel decreto ministeriale n. 159 del 2013, il limite ISPE ai fini dell'accesso ai benefici, quali servizio alloggi, borse di studio e servizio ristorazione, erogati dagli enti regionali per il diritto allo studio universitario e, contemporaneamente, a innalzare la soglia ISEE (attualmente stabilita a 17.472 euro) ai fini dell'accesso ai benefici suddetti;

2) a innalzare, nel caso in cui non fosse possibile l'applicazione del punto 1, le soglie ISEE e ISPE, attualmente stabilite rispettivamente a 17.472 e 27.561 euro, ai fini dell'accesso ai benefici di cui al punto 1;

3) l'istituzione di contributi in denaro, basati su parametri prettamente meritocratici, atti a valorizzare e incentivare le eccellenze degli atenei sardi. (216)

Mozione Rubiu - Oppi - Tatti - Pinna Giuseppino - Truzzu - Cossa - Pittalis - Cappellacci - Locci - Tedde - Lampis - Zedda Alessandra - Peru - Dedoni - Carta - Randazzo - Tunis in merito alla necessità di predisporre delle misure normative che regolino il settore turistico e la figura delle guide turistiche regionali.

IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che il settore turistico in Sardegna rappresenta una delle più importanti opportunità di crescita per il futuro, considerate le grandi sintonie con le vocazioni e le caratteristiche naturalistiche, storiche, paesaggistiche e culturali della nostra Isola;

ACCERTATO che il settore turistico attualmente non occupa una porzione del prodotto interno lordo regionale tale da garantire un sostegno all'intero sistema economico regionale, e ciò è dovuto ad una grave disorganizzazione nel territorio e ad una totale inefficacia delle normative vigenti, mostrando in modo chiaro l'urgente necessità di revisionare i dispositivi normativi in essere;

RILEVATO che attualmente risulta impossibile predisporre proposte di legge di carattere regionale in quanto manca ancora, a livello nazionale, la legge quadro di riferimento, su cui modellare la norma che possa avere valenza territoriale e che possa quindi essere efficace per il nostro sistema economico, trasformando il turismo in quel settore che guida l'economia sarda verso nuove opportunità occupazionali, verso nuovi livelli di prodotto interno lordo e verso nuovi orizzonti di sviluppo e di servizi offerti;

VALUTATO che il vero protagonista dell'attuale sistema turistico regionale è rappresentato dall'abusivismo degli attori che si spacciano per professionisti; si tratta di un esercito cospicuo di persone che senza alcun titolo, senza alcuna capacità e soprattutto senza alcun criterio, si fa carico di presentare le bellezze della nostra Regione ai visitatori; la promozione sarda è quindi attualmente affidata a individui che operano senza preoccuparsi di distribuire reddito e ricchezza nel sistema economico regionale e, di fatto, il principale effetto del turismo risulta essere un cattivo utilizzo del territorio, una comunicazione sviata, errata e fuorviante e la continua assenza di servizi; in altre parole oggi la comunicazione turistica sarda si basa sui concetti di inefficienza, inefficacia, diseconomia, diseguaglianza e disorganizzazione;

ANNOTATO che gli operatori turistici, le aree protette e le associazioni di categoria, prima fra tutte l'Associazione regionale delle guide turistiche sarde (ARGTS) sono le prime figure che denunciano la grande necessità di una legge regionale che sia volta a rendere reddituale, organizzato e soprattutto legale un settore, tale da renderlo il vero trattore dello sviluppo economico sardo e che possa potenzialmente rappresentare una valida alternativa ai settori industriali, alle servitù militari e a tutte quelle realtà che oggi mostrano un futuro incerto, preoccupando per il futuro decine di migliaia di famiglie sarde;

SOTTOLINEATO che l'importanza di definire gli strumenti normativi regionali si basa sulla concezione di un turismo che sia ecosostenibile, capace cioè di valorizzare il territorio costiero e interno dell'Isola, lasciando il più possibile inalterate le qualità ambientali e naturalistiche, consentendo allo stesso tempo, la pratica delle attività sportive e ludiche che sono di grande attrazione per i potenziali turisti;

RICORDATO che una norma di questo genere darebbe alla nostra Regione la possibilità di ambire alla tanto auspicata destagionalizzazione; questo fondamentale obiettivo può essere raggiunto grazie ad una vasta promozione delle aree interne e montane condotta mediante il coinvolgimento degli attori locali, capaci di valorizzare le più importanti vocazioni e peculiarità della Sardegna e che possono inoltre trovare occupazione grazie al conseguimento dei titoli stabiliti dalla legge;

CONSTATATO che in Sardegna sono state già approvate più leggi regionali che tentano di regolare il settore delle guide turistiche (Riordino delle professioni turistiche di accompagnamento e dei servizi, legge regionale 18 dicembre 2006, n. 20, e legge regionale n. 9 del 1999 per le attività subacquee), ma malgrado la loro promulgazione, le criticità tipiche del settore turistico rimangono vigenti; questo è causato anche da una grande incertezza degli enti locali preposti al controllo e al rilascio dei titoli che consentano lo svolgimento delle professioni;

EMERSO quindi che la Sardegna si esprime in maniera autonoma, libera e volontaria, per attuare un percorso di sviluppo del settore turistico voluto dai cittadini e dagli operatori, tale da permettere di plasmare le esigenze istituzionali, organizzative e normative, al fine di esportare un'immagine degna e reale della Sardegna,

impegna il Presidente della Regione e l'Assessore regionale del turismo, artigianato e commercio

1) ad attuare tutte le azioni possibili per conoscere lo stato di avanzamento della legge quadro nazionale in materia di turismo;

2) a sollecitare il Governo nazionale e il Ministero di riferimento affinché venga approvata in tempi certi la legge quadro su cui fondare la legge regionale;

3) ad aprire un tavolo di confronto con le forze politiche per una rapida approvazione della legge nazionale.(217)

Mozione Peru - Pittalis - Cappellacci - Cherchi Oscar - Fasolino - Locci - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis - Zedda Alessandra - Orrú - Floris - Cossa - Crisponi - Truzzu - Lampis - Dedoni - Rubiu - Pinna Giuseppino - Tatti sull'ipotesi, formulata di recente, per l'utilizzo delle strutture dell'isola dell'Asinara come penitenziario per i terroristi di matrice jihadista.

IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:

- con le disposizioni contenute nel decreto legge 23 ottobre 1996, n. 553, nell'Isola dell'Asinara, dal 1998 sono state dismesse tutte le strutture carcerarie e si è dato corso alla realizzazione del parco nazionale così come stabilito dalla legge n. 394 del 1991;

- a distanza di 18 anni dalla realizzazione del parco nazionale dell'Asinara, alcuni edifici che insistono sull'isola sono ancora di competenza dei vari ministeri, destinati a cosiddetti "usi governativi", gli stessi che per decenni hanno operato senza alcun raccordo con la Regione, né d'intesa con le amministrazioni locali interessate e che, non di rado, hanno usufruito di antistorici privilegi nell'utilizzo di immobili e patrimonio;

- la legge nazionale che regola il funzionamento dell'Ente parco riserva al Ministero dell'ambiente i più ampi poteri di gestione e l'Ente parco dell'Asinara ha registrato, nel corso degli anni, una serie di gestioni commissariali;

- le varie gestioni dell'Ente parco non hanno, in ogni caso, soddisfatto le attese del territorio in ordine allo sviluppo economico e sociale del nord Sardegna e, in più occasioni, i comportamenti e gli atteggiamenti governativi e ministeriali sono apparsi funzionali più a una ipotetica riapertura delle strutture penitenziarie sull'isola dell'Asinara, piuttosto che finalizzati a garantire il pieno decollo delle attività connesse al parco nazionale;

- ciclicamente si è assistito da parte di ministri, sottosegretari, parlamentari e politici italiani, a vario titolo operanti, alla riproposizione dell'Asinara come Cayenna e da ultimo, il sindacato della polizia penitenziaria con il conforto dell'ex ministro Roberto Calderoli, ha proposto l'isola dell'Asinara come sito adatto per la reclusione dei terroristi di matrice jihadista;

RIBADITO che la bellezza e la rilevanza naturalistica dell'isola dell'Asinara, unitamente alla sua area marina protetta, rappresenta una straordinaria opportunità di crescita e sviluppo per l'intera Sardegna e, in particolare, per tutti i territori del nord ovest;

RIBADITO altresì che è necessario garantire il pieno coinvolgimento delle amministrazioni locali che si affacciano sul Golfo dell'Asinara nelle attività di programmazione e gestione del Parco e a questo proposito sono da censurare le iniziative personalistiche assunte di recente dal sindaco del Comune di Porto Torres e tendenti all'introduzione della tassa di sbarco sull'isola parco;

DICHIARANDO la ferma contrarietà della Regione verso qualunque ipotesi tendente alla riapertura delle strutture carcerarie dell'isola dell'Asinara e, più in generale, verso qualunque ipotesi di utilizzo del territorio e del mare dell'Asinara diverso da quelli propri e connessi al parco naturale;

DICHIARANDO altresì di rigettare con fermezza anche l'ipotesi formulata di recente dal sindacato della polizia penitenziaria e dal senatore Calderoli, per l'utilizzo delle strutture dell'Asinara come penitenziario per i terroristi di matrice jihadista,

impegna la Giunta regionale

a valutare l'ipotesi di un accordo con lo Stato perché, fatte salve la salvaguardia e la tutela ambientale dell'isola dell'Asinara e dell'area marina protetta, si proceda a una modifica della legge istitutiva del Parco nazionale, tale da garantire alla Regione e alle comunità locali, competenze e funzioni in ordine alla programmazione e alla gestione delle attività del parco dell'Asinara, al fine di assicurarne la sua piena realizzazione.(218)