Seduta n.138 del 12/01/2016 

CXXXVIII Seduta

Martedì 12 gennaio 2016

Presidenza del Presidente Gianfranco GANAU

La seduta è aperta alle ore 16 e 40.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 22 dicembre 2015 (134), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Anna Maria Busia e Roberto Desini hanno chiesto congedo per la seduta del 12 gennaio 2016.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Annunzio di presentazione di disegno di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni di legge:

"Disposizioni per la formazione del bilancio di previsione per l'anno 2016 e per gli anni 2016-2018 (legge di stabilità 2016) e relativi allegati". (297/P)

(Pervenuto l'11 gennaio 2016 e assegnato alla terza Commissione.)

"Bilancio di previsione triennale 2016-2018 e relativi allegati". (298)

(Pervenuto l'11 gennaio 2016 e assegnato alla terza Commissione.)

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria:

"Interrogazione Pizzuto, con richiesta di risposta scritta, sui disservizi derivanti dall'introduzione del nuovo treno veloce Cagliari-Sassari per la viabilità ferroviaria da e per il Sulcis-Iglesiente". (614)

"Interrogazione Tatti, con richiesta di risposta scritta, sui criteri utilizzati nella predisposizione del programma di ripartizione dei contributi per l'attivazione dei cantieri verdi che hanno portato all'esclusione di tutti i comuni della Provincia di Oristano". (615)

"Interrogazione Tendas, con richiesta di risposta scritta, sulla soppressione della fermata del servizio ferroviario delle ore 18.40 presso la stazione di Marrubiu-Terralba-Arborea". (616)

"Interrogazione Zanchetta - Gaia - Perra, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità che l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente proceda con urgenza alla ridefinizione della graduatoria dei comuni beneficiari di contributi per interventi di aumento, manutenzione e valorizzazione del patrimonio boschivo (cantieri verdi), e a reperire le risorse necessarie per finanziare gli interventi in tutti i comuni la cui richiesta è stata istruita favorevolmente". (617)

"Interrogazione Zanchetta, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di ottenere garanzie dall'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale rispetto al mantenimento del punto nascita di La Maddalena, a seguito della diffusione della notizia stampa riguardo la sua soppressione". (618)

"Interrogazione Crisponi, con richiesta di risposta scritta, sull'istituzione e composizione del Gruppo tecnico regionale per la realizzazione del Servizio di elisoccorso regionale definito con decreto dell'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale". (619)

Annunzio di mozione

PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria:

"Mozione Pizzuto - Cocco Daniele Secondo - Agus - Lai sulla situazione dei consorzi delle Zone industriali di interesse regionale (ZIR)". (215)

Discussione, ai sensi dell'articolo 102 del Regolamento, e approvazione del disegno di legge: "Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2016". (296)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 296.

Dichiaro aperta la discussione generale.

E' iscritta a parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Presidente, posto che abbiamo, perlomeno personalmente sono entrata in possesso ora del disegno di legge presentato dalla Giunta, però volevo osservare che al di là delle esigenze su cui si poggia il nuovo schema di bilancio a seguito dell'introduzione del bilancio armonizzato, quindi ovviamente anche l'esercizio provvisorio ha le sue conseguenze, mi chiedevo, siccome abbiamo appena approvato una norma, quella che vede coinvolta la parte fiscale e quindi l'addizionale Irpef e l'azzeramento dello sconto Irap, mi chiedo se, siccome noi, è risaputo ai più, la riteniamo illegittima, mi chiedo in che misura possa anche inficiare l'approvazione dell'esercizio provvisorio, questo ovviamente non vuol dire che non capiamo la necessità e anche l'urgenza di dover approvare l'esercizio provvisorio, però sinceramente ho qualche perplessità, perché poi sui contenuti mi sembra un'applicazione dello schema obbligatorio, quindi su quello non vogliamo entrare nel merito, ma da un punto di vista normativo noi manifestiamo questa perplessità e siccome ancora nessuna risposta a c'è stata data sotto quel profilo, credo che però ci potesse essere un approfondimento da questo punto di vista e per noi sarebbe importante.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Marcello Orrù. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARCELLO (PSd'Az). Presidente, Assessori, onorevoli colleghi, oggi al primo punto all'ordine del giorno c'è la richiesta da parte della Giunta di far votare a questo Consiglio l'autorizzazione all'esercizio provvisorio del Bilancio della Regione per l'anno 2016. Mi creda Presidente, io non sono contrario che una Giunta chieda all'Aula di votare per l'esercizio provvisorio, evidentemente ci sono delle necessità, però sinceramente la Giunta, la situazione che stiamo vivendo è abbastanza preoccupante, basta farsi un giro per l'isola per rendersi conto dell'evidenza che i sardi siano totalmente insoddisfatti delle politiche dell'attuale Giunta. Mi creda, Presidente, io rimango un po' confuso dall'atteggiamento e dal comportamento, dal modo di far politica sia della Giunta che di tutta la maggioranza, dico questo perché qualche anno fa, nella Giunta precedente quando era presidente l'onorevole Cappellacci, che a mio modo quella Giunta aveva lavorato anche bene per il bene dei sardi, aveva necessità di qualche giorno di tempo per migliorare la finanziaria, per portare più risorse verso i sardi e era arrivata qui in Aula, io non ero presente, non frequentavo quest'Aula, frequentavo qualche aula politica meno importante di questa, però da parte dell'opposizione, dell'allora opposizione che adesso è la stessa coalizione che governa la Regione, si erano sollevati degli scudi, si gridava allo scandalo, si diceva che se una Giunta chiedeva all'Aula l'esercizio provvisorio significava che la Giunta era una Giunta che era arrivata alla frutta, una Giunta che non stava lavorando per il bene dei sardi, era una Giunta che era preferibile che andasse a casa. Perché sono confuso? Perché ora è la stessa coalizione di centro sinistra, che allora era all'opposizione, ci sta chiedendo a noi di votare a favore dell'esercizio provvisorio. Ma non sono rimango confuso per questo, rimango confuso anche per l'atteggiamento, per il comportamento e per il modo di far politica della maggioranza. In tutti questi anni che siete al Governo della Regione ho sempre sentito dai banchi della maggioranza: noi non vogliamo passare per quelli, ad esempio, che chiudono le scuole, però nel piano di ridimensionamento scolastico ci troviamo la chiusura delle scuole; ho sempre sentito noi non siamo quelli che aumentiamo le tasse, però non solo avete ammantato le tasse dell'acqua con Abbanoa, ma avete aumentato qualche giorno fa anche l'Irpef e l'Irap; avete sempre detto noi non vogliamo passare per quelli che creano disoccupazione poi togliete le risorse ai Comuni che le utilizzano per i cantieri verdi, e son costretti appunto a licenziare gli operai creando disoccupazione. Ma ancora avete sempre detto noi non siamo quelli che tagliamo i servizi sanitari invece non solo state chiudendo reparti e tagliando servizi essenziali per la sanità, ma non ultimo state chiudendo anche il punto nascita di Ozieri, del mio territorio, e di altri punti importanti della Sardegna. Vedete ora si può dire che io sono all'opposizione quindi che sto criticando la Giunta, però anche qualche giorno fa, se andate a leggere La Nuova Sardegna di qualche giorno fa, l'onorevole Capelli, che è noto personaggio del centro-sinistra che fa parte della vostra stessa coalizione, sia al Governo centrale che al Governo locale, ha detto che questa Giunta sta scrivendo la pagina peggiore della sanità nuorese. Quindi io non solo gli do ragione ma aggiungo che sta anche scrivendo la pagina peggiore della sanità sassarese, con tutti i tagli che ci sono stati. Per non parlare poi dei trasporti, dove è una situazione gravissima sotto questo punto di vista, siete riusciti a far scappare Ryanair da Alghero e da Cagliari con gravissime ripercussioni sull'economia, costringendo gli imprenditori ad una misera colletta. Detto questo presidente io… tra un po' arriverà… se devo star zitto, sto zitto Presidente, vedo che c'è… posso continuare? Chiedevo siccome c'è la discussione se c'è la discussione o non c'è la discussione… posso continuare? Grazie. Ora dicevo che tra un po' arriverà anche la finanziaria qui in Aula e io spero che non sia una finanziaria come quella dell'anno scorso che era priva di contenuti, mi auguro che ci siano dei contenuti importanti dove poterli condividere anche con tutti noi dell'opposizione per il bene dei cittadini. Quindi Presidente mi creda io non sono mai stato contrario per l'esercizio provvisorio, anzi, alcune volte può essere anche persino positivo, ma questo accade soltanto quando si hanno governi e amministratori con le idee chiare, con una visione comprensibile e sostenibile. Ma oggi i sardi hanno una Giunta diciamo confusionaria, pasticciona e lenta quasi come il treno che collega Sassari e Cagliari che sta facendo oltretutto danni in ogni settore, perché si pretende di portare avanti delle idee che sono lontanissime dalla realtà e dai problemi concreti delle imprese, delle famiglie e dei disoccupati sardi. Per cui io annuncio, non prenderò la parola dopo dichiarazione di voto, fin da ora il mio voto contrario a questo genere di legge. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà. Tutti gli altri si sono iscritti fuori tempo quindi possono intervenire solo i Capigruppo.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Ho sentito prima l'onorevole Zedda che proponeva un argomento di non poco interesse, e riguarda la veridicità del bilancio. Quindi la possibilità che, approvando questa proposta di legge si possa andare a spendere sui dodicesimi, credo che ce l'abbia detto in tutti i modi e abbia brigato col Governo mica tanto, per avere la possibilità di un utilizzo del bilancio cosiddetto armonico o di pareggio per cui tanto entra e tanto esce. Mi pare che sia stato costruito il bilancio anche sui fattori impositivi legati all'Irpef e all'Irap, probabilmente anche sbagliando i conti, dico probabilmente, ma quasi sicuramente i conti sono errati. Allora, io mi chiedo qual è la veridicità del bilancio qual è la possibilità che io possa dare un parere positivo o quanto meno astenermi, dal dire che questo intervento, che oggi ci viene proposto, sia legittimo. Ho seri dubbi, ci sono oggettive e verificabili posizioni, e non credo che si possa procedere. Mi limito a dire questo perché cosa dovrei dire di più? Quando dico che non c'è legittimità? Quando affermo che ci sono entrate non veritiere né autorizzate, né certificate e, tra l'altro, poste in una condizione tale che potrebbero seriamente inficiare tutti gli altri presupposti che dal bilancio, che viene depositato, possa essere attivato anche per qualcosa che io riterrei di proporre per il bene di quest'isola. Per cui ci mancano queste certificazioni, non mi pare che si possa procedere e direi che sarebbe opportuno avere un parere anche degli Uffici nel merito. Poi, la maggioranza può essere tranquilla e serena, perché lo saremmo tutti, e vedremo alla fine quello che avverrà come risultato finale e quelle che sono le conquiste che ci verranno opportunamente elargite da questa attività indefessa di una maggioranza, e di una Giunta, che testimonia quello che è l'incapacità a realizzare seriamente riforme e seriamente dare prospettive per un futuro diverso alla popolazione sarda.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). L'esercizio provvisorio si dice che è un atto tecnico, ma non vorremmo che passasse sotto silenzio un fatto politico ben più rilevante e cioè il fatto che la manovra finanziaria approda in Consiglio regionale l'11 gennaio del 2016. Questo nonostante le rassicurazioni, i proclami, le prese di posizione, gli annunci, le lunghe interviste della Giunta regionale secondo cui dall'inizio di questa nuova fase di governo si sarebbero rispettati i termini e vediamo invece che i termini non sono stati rispettati nello scorso esercizio e men che meno in quello corrente. Questo è il primo dato, dunque, e non ci si dica che la questione è soltanto tecnica, non è tecnica; la questione è di una incapacità che noi stiamo da due anni denunciando di questa Giunta regionale nel non avere chiaro l'orizzonte, come affrontare i problemi, come affrontare le gravi emergenze ma non siete neanche in grado di affrontare la ordinarietà se è vero come è vero che questioni che avrebbero potuto trovare soluzione sono ancora tutte lì in attesa di una risposta da parte della maggioranza e della Giunta regionale.

E allora ecco la ragione per la quale vorrei che non si confondesse la disponibilità data dall'opposizione ad un 102, ai sensi del Regolamento, con invece tutta la opposizione che manifestiamo per l'azione di governo. E mi dispiace che non sia presente il presidente Pigliaru al quale, assessore Paci, deve anche consigliare perché queste forme anche di comunicazione esterna che invita al Consiglio regionale a fare in fretta e ad essere rapidi come se ci sia una Giunta che guida una Ferrari, mettetevi in testa che il Consiglio regionale non è un notaio, che il Consiglio regionale non è il passa carte di nessuno, perché i provvedimenti se arrivano in ritardo è responsabilità vostra e deve rimanere in capolavori, in capo alla Giunta e alla maggioranza questa responsabilità. Non cercate di scaricare sul Consiglio regionale responsabilità che non ci appartengono. Noi ci prenderemo tutto il tempo necessario per esaminare quel documento. Non penserete che è approdato oggi e che nel corso di qualche giorno, di qualche settimana venga esitata, avete fretta per approvare la maggioranza, noi una proposta all'Assessore la facciamo: sospendete l'esame di questo aborto di disegno di legge sulla riforma degli enti locali, abbiate il coraggio di sospenderla se ritenete prioritario e urgente la finanziaria, il bilancio sospendete oggi e iniziamo domani l'esame della finanziaria e di bilancio e mi pare una proposta seria che non è fatta per senso goliardico, no! Se il presidente Pigliaru si appella alla rapidità, prego, li invito da parte dell'opposizione per quanto ci riguarda, e questo lo diciamo, assessore Paci, perché se la manovra fosse stata presentata a settembre, come prescrive la legge, forse oggi non ci saremo posti né il problema dell'esercizio provvisorio né il problema e quegli altri problemi che sono sottesi ad una manovra che com'è stato ricordato rispetto alla quale noi ci poniamo un problema pregiudiziale che questo lo dovrà dirimere questo Consiglio regionale ma prima ancora la Commissione bilancio. La questione non è di scarsa rilevanza, qui c'è un problema, un problema che sottoporremo non solo la attenzione dei cittadini ma all'attenzione anche del Governo nazionale perché è inammissibile che questo disegno di legge preveda tra le entrate quelle maggiori entrate che deriverebbero dall'aumento dell'addizionale Irpef e dall'aumento dell'Irap e dall'eliminazione di quei benefici che erano previsti per l'Irap. E voi state inaugurando una stagione di lacrime e sangue, questo sì e ve ne assumete tutta la responsabilità, ma noi non possiamo consentire nel silenzio assordante veramente di un sistema nel quale sembra che tutto vada bene, solo perché si registra qualche stabilizzazione di rapporto di lavoro per effetto di qualche norma che consente l'abbattimento degli oneri contributivi si inneggia come se il problema della disoccupazione non esista, come se i problemi del disagio sociale non esistano, come se l'aumento della povertà, che è una costante in Sardegna, sia qualcosa frutto dell'immaginazione di qualche esponente dell'opposizione.

Allora se non sentite la nostra voce almeno sentite quella di qualche sindacato che ancora fortunatamente si può chiamare sindacato perché fa ancora sindacato, almeno di quelle forze sociali e che di quelle organizzazioni di categoria che vi dicono: fermatevi perché state sbagliando. Fermatevi perché state sbagliando. Non è questo il modo per dare prospettiva alla nostra Isola, non è questo il modo per dare prospettiva di benessere e di sviluppo, voi finora avete vissuto e convissuto con le cose realizzate, impostate da altri della scorsa legislatura pronti a valorizzare, enfatizzare e a farvi propri i risultati che sono di altri ma se qualcosa va male come al solito siete sempre pronti a puntare il dito.

Il disavanzo nella sanità questi due anni non contano, come se al governo ci sia ancora Cappellacci, questi due anni di gestione nella sanità sembrano che siano il frutto di chi, sono il frutto delle responsabilità vostre, lo volete una volta per tutte ammettere? Se è l'aumento della spesa sanitaria nel 2015 è lievitato, ed è lievitato enormemente, non è perché c'era qualcuno del centro destra al governo della Regione. Se ci sono problemi che sono strutturali abbiate allora il coraggio di dire che sono problemi strutturali senza puntare il dito contro qualcuno come siete soliti fare e assumetevi la responsabilità. Al governo ci siete voi, noi non vogliamo commistioni da questo punto di vista, a quei lavoratori precari che sono sotto il palazzo chiedono sì risposta alla politica ma ben sapendo che c'è chi ha i numeri e chi invece deve fare il ruolo di controllo e di opposizione. Noi su questo vi incalzeremo perché non indietreggiamo neanche di un millimetro, sia bene inteso, però sia chiaro che la responsabilità dell'esercizio della funzione di governo è tutta vostra, voi ne dovete rispondere, Assessore, confido veramente anche nel buon senso della sua replica non evitateci quello che abbiamo sentito nelle conferenze stampa di questi giorni, perché la Sardegna è la diciottesima regione, purtroppo, per spendita dei fondi europei e non venite a dirci che voi in questi due anni avete fatto il miracolo, perché i dati parlano chiaro di quanto era stato speso…

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Abbiamo avuto un po' un assaggio di quello che sarà il dibattito animato come è giusto che sia in sede di finanziaria, oggi non mi pare opportuno entrare nel merito delle questioni importanti che hanno toccato i consiglieri intervenuti, e mi limito a dire che stiamo chiedendo l'esercizio provvisorio, perché oggettivamente abbiamo presentato la manovra l'8 gennaio, quindi è necessario avere due mesi di esercizio provvisorio dal punto di vista della legittimità. Ovviamente, non ci sono problemi perché andiamo ad impegnare solamente i dodicesimi, e quindi nel caso ci fossero questioni da cambiare nella finanziaria le norme prevedono che ci sia tutta l'opportunità di farlo. Quindi, è un provvedimento tecnico che, ovviamente, si richiede, perché se avessimo presentato in settembre la manovra non l'avremmo chiesto, quindi questo mi sembra lapalissiano, che se lo chiediamo è perché non abbiamo presentato in settembre la manovra. Questo è avvenuto mi pare qualche altra volta anche in passato, non è la prima volta, probabilmente non sarà l'ultima, forse ci si dovrebbe domandare se ha senso pensare a una manovra regionale presentata in settembre, quando non si ha la più pallida idea della manovra nazionale, che poi incide fortemente, però potrà essere parte anche di un dibattito che potremmo fare. L'esercizio provvisorio serve, come è noto a tutti, per portare avanti la normale amministrazione dell'amministrazione regionale, quindi ovviamente ringrazio innanzitutto per la sensibilità mostrata da tutti i gruppi nell'accettare il "102".

PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 1.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1:

Art. 1

Esercizio provvisorio

1. Ai sensi e per gli effetti dell'articolo 29 della legge regionale 2 agosto 2006, n. 11 (Norme in materia di programmazione, di bilancio e di contabilità della Regione autonoma della Sardegna. Abrogazione della legge regionale 7 luglio 1975, n. 27, della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11 e della legge regionale 9 giugno 1999, n. 23), e dell'articolo 43 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 (Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42), è autorizzato l'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2016 per il periodo di due mesi dal 1° gennaio al 29 febbraio 2016, secondo lo schema di bilancio approvato dalla Giunta regionale in data 29 dicembre 2015 e trasmesso al Consiglio regionale ai fini dell'approvazione.

2. La Giunta regionale non può superare due dodicesimi dello stanziamento previsto per ciascun Programma dello stato di previsione della spesa sia per le autorizzazioni di impegno sia per quelle di pagamento, al netto delle quote reimputate a seguito di riaccertamento straordinario e ordinario e degli impegni già assunti sul pluriennale da esercizi precedenti.

3. Il limite di cui al comma 2 non si applica ove si tratti di spese obbligatorie e tassativamente regolate dalla legge e non suscettibili di impegno o di pagamento frazionate in dodicesimi; tale deroga è da intendersi riferita a tutti i casi in cui le norme vigenti dispongono in ordine all'entità e alla scadenza delle erogazioni.

4. Il limite di cui al comma 2 non si applica alle spese da effettuare mediante l'utilizzo del fondo a garanzia della reiscrizione dei residui perenti e del fondo a garanzia delle obbligazioni persistenti in capo all'Amministrazione regionale derivanti dalla soppressione dei fondi di garanzia in favore delle imprese, di cui all'articolo 2 della legge regionale 3 dicembre 2015, n. 31 (Adeguamento del bilancio per l'esercizio finanziario 2015 e del bilancio pluriennale 2015-2017 alle disposizioni del decreto legislativo n. 118 del 2011, e successive modifiche ed integrazioni, e disposizioni varie), nonché alle spese da effettuare mediante utilizzo del fondo per spese legali delle quali sia intervenuta maturazione. Nei pagamenti di spesa la Giunta regionale è autorizzata al pagamento dell'intero ammontare dei residui nonché degli impegni di spesa assunti in conto competenza ai termini dei commi 2 e 3 nonché di quelli assunti a seguito dell'utilizzo dei fondi di cui al presente comma.

5. Gli stanziamenti di spesa correlati ad entrate a destinazione vincolata possono essere utilizzati sino all'importo dell'accertamento dell'entrata medesima.)

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Michele Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Io sarei voluto intervenire nella discussione generale anche per dare modo all'Assessore di replicare, perché l'Assessore ha annunciato - casomai potrà farlo, se ritiene, in conclusione della discussione generale sull'articolo 1 - questa legge finanziaria come una legge di sviluppo e di rilancio dell'economia. A noi pare che la legge finanziaria che attendiamo di leggere con attenzione con la manovra tributaria che è stata fatta dalla Giunta regionale sia esattamente il contrario, cioè una legge con una mazzata molto pesante per l'economia, perché, a fronte di sconti infinitesimi nei confronti dei redditi più bassi, si incrementano enormemente le tasse, l'IRPEF, nei confronti dei redditi medi, e viene aumentato ulteriormente pure l'IRAP. A noi pare che oltre al danno ci sia anche la beffa, cioè dei calcoli sbagliati che producono risultati, a parte tutte le altre osservazioni che sono state svolte naturalmente dalla collega Zedda e dal collega Dedoni circa l'ammissibilità di questo tipo di intervento, però a noi pare che oltre al danno ci sia pure la beffa, cioè a fronte di introiti ulteriori dichiarati di oltre 100 milioni di euro poi in realtà quello che viene fuori è un importo molto inferiore, attorno ai 19 milioni di euro. Ecco l'osservazione che noi volevamo fare, Assessore, già dalla legge di adozione dell'esercizio provvisorio perché non è un assaggio della discussione sulla finanziaria, Assessore, casomai è un assaggino, perché poi nella legge finanziaria andremo veramente a sviscerare quella che è la vostra politica di bilancio e anche i risultati che in questi due anni questa Giunta regionale, dal nostro punto di vista, è ben lungi dal dimostrare.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Noi sinceramente non possiamo fare a meno di sottolineare che in questi giorni abbiamo udito una vulgata pigliariana o paciana, ma poco paciosa, secondo la quale la Sardegna ha un Consiglio negligente o comunque lento, tipo lumaca, tipo tartaruga, e una Giunta invece particolarmente rapida ed efficiente. Una vulgata che dispiace, dispiace per l'opposizione, ma soprattutto per la maggioranza, che non merita assolutamente accuse di questo tipo. Una vulgata, come dicevo poc'anzi, che è del tutto strumentale, non veritiera, ma di una trasparenza inusitata quanto la sua strumentalità, quanto la sua infondatezza. Io credo che, queste dichiarazioni, la Giunta debba evitare di farle per rispetto nei confronti di tutto il Consiglio, per rispetto nei confronti di tutti i consiglieri che sono stati espressi dal popolo, a fronte di una Giunta che invece è stata soltanto nominata. Ebbene, per dimostrare che questa vulgata è del tutto infondata, io devo necessariamente sottolineare che stiamo discutendo di un esercizio provvisorio, di un bilancio o di una proposta di bilancio che noi non abbiamo, io personalmente non ho. Il disegno di legge della finanziaria del 2016 non è assolutamente rinvenibile nel portale del Consiglio regionale. Quindi stiamo discutendo di un esercizio provvisorio di una legge finanziaria o di un disegno di legge finanziaria che non conosciamo, se non negli angusti limiti che abbiamo avuto modo di apprendere dalla stampa, negli angusti limiti che abbiamo avuto modo di apprendere dalla stampa, e che i sindacati, per esempio, hanno criticato aspramente, in modo molto, ma molto pesante. I sindacati esprimono perplessità sul fatto che le uniche risorse per gli investimenti, per le politiche attive e interventi sul sociale siano quelle dei programmi operativi dei diversi settori, il fondo di sviluppo e coesione oltre al mutuo autorizzato dalla scorsa finanziaria. Quindi, stiamo parlando di una finanziaria che non mette in campo assolutamente strumenti per uscire da questa crisi, dalla quale voi fate finta di essere usciti o di aver portato la Sardegna verso un percorso in cui c'è un orizzonte più chiaro, più solare, più positivo. Tutto questo non sta accadendo, stiamo parlando di esercizio provvisorio e di disegno di legge e di finanziaria che non conosciamo, che si pone all'interno di una cornice invece molto asfittica, una cornice nella quale sono state aumentate delle tasse importanti, delle imposte e dei tributi importanti, l'IRAP, che la Giunta Cappellacci aveva ridotto, l'IRPEF, abbiamo fatto una discussione anche molto approfondita sull'aumento dell'IRPEF, tasse che andranno a gravare sulle famiglie e sulle imprese e andranno, o sono già andate, a deprimere quel tentativo timido di crescita che comunque si era notato, per fattori però esogeni, non endogeni, per fattori che derivano e arrivano dal continente, che non sono stati prodotti in Sardegna. Quindi, nell'ammirare, nell'esprimere un giudizio positivo per il senso di responsabilità dei Capigruppo di maggioranza, che nonostante questi problemi, nonostante non ci sia un disegno di legge della finanziaria 2016, hanno concesso la procedura di urgenza, non possiamo non stigmatizzare le dichiarazioni della Giunta che hanno preceduto questo atto legislativo e non possiamo non stigmatizzare il contesto all'interno del quale si pone questo disegno di legge finanziaria ed esercizio provvisorio, un contesto completamente grigio, un contesto che non ci dà la possibilità di vedere un barlume di luce, un contesto nel quale purtroppo la comunità isolana non potrà avere la speranza di raccogliere frutti positivi, non lo diciamo noi, lo dicono i sindacati, lo dicono le rappresentanze delle categorie imprenditoriali. Lo dicono tutti coloro che tutti i giorni devono produrre, che sono obbligati a rischiare del proprio, tutti coloro che devono necessariamente cercare di mantenere rapporti di lavoro con i loro dipendenti, ecco, lo dice chi produce, lo dice chi soffre, lo dicono le famiglie, non lo dice l'opposizione. Assessore Paci, io spero vivamente che queste dichiarazioni in libertà che mirano a disegnare un Consiglio regionale negligente e una giunta molto rapida e efficiente…

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Paolo Truzzu. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Inizio con un'osservazione di metodo, che si ricollega a quello che ha appena detto il collega Tedde. Noi oggi stiamo andando ad esaminare un provvedimento che prevede l'esercizio provvisorio per l'anno 2016 senza aver sostanzialmente in mano una proposta di legge finanziaria, perché abbiamo appreso appena entrati in aula che è arrivata la proposta in Consiglio, però nessun consigliere la ha a sua disposizione, e mi chiedo se questi foglietti che erano disponibili sul banco delle firme relativi al bilancio di previsione, alle entrate, alle spese e a tutto il resto siano l'elemento che ci permetta di esprimere un giudizio sull'esercizio provvisorio ad una legge finanziaria. Credo che sia un sistema che ancora una volta non segue le normali regole della dialettica parlamentare e della correttezza istituzionale, che ci permetta di svolgere al meglio il nostro lavoro, ma ci fa sempre lavorare in emergenza e soprattutto in maniera poco chiara e corretta, e forse con qualche dubbio di legittimità, come sollevavano prima alcuni dei colleghi di opposizione. Se poi entriamo nello specifico del provvedimento, beh, che dire, abbiamo assistito in questi giorni alle dichiarazioni dell'assessore Paci e del presidente Pigliaru che non si discostavano tanto da quelle che sono state presentate un anno fa: "una finanziaria di rigore e di sviluppo". Ancora una volta sono questi i 2 termini che questa Giunta sceglie per cercare di definire quello che è il suo programma di indirizzo in materia finanziaria, ma sono termini a cui ormai nessuno crede, perché già nel corso dell'anno passato siete stati smentiti nei fatti e mi sembra che qualche dubbio incomincia ad aleggiare anche all'interno della stessa maggioranza, perché dalle dichiarazioni che sono emerse sui giornali di questa mattina, devo dire che la stessa maggioranza ha mostrato dei dubbi, o comunque una scarsa conoscenza di questa finanziaria, e soprattutto non ha capito dove sono i fondi che permettono effettivamente questa ripresa e questo sviluppo della Sardegna, perché ancora una volta il refrain è sempre lo stesso: ci sono i fondi della programmazione unitaria e i fondi comunitari che possono consentire lo sviluppo. Sappiamo benissimo invece com'è andata nel corso dell'anno 2015, dove gran parte di questi fondi non sono stati spesi e non c'è stato nessuno sviluppo, e così si continuerà quest'anno. E non si può nemmeno pensare che ci sia, come dice il governatore Pigliaru, una ripresa certificata dai dati dell'occupazione, perché sappiamo tutti benissimo che i dati dell'occupazione anche in Sardegna sono assolutamente drogati dai provvedimenti del Governo Renzi, che consentivano lo sgravio dei contributi per 3 anni, per cui nel corso del 2015 abbiamo avuto una corsa alle assunzioni da parte di tutte le aziende che avevano un minimo di possibilità e di volontà di andare avanti, perché sapevano benissimo che nel 2016, nel 2017 e nel 2018 non avrebbero pagato i contributi ai propri dipendenti. E sappiamo anche benissimo che il Governo, avendolo modificato quest'anno, nel corso del 2016 avremo dei dati molto diversi che certificheranno invece che questa grande ripresa economica e questa grande possibilità di occupazione per i nostri giovani e per i nostri meno giovani effettivamente non c'è e non ci sarà. E c'è un altro aspetto che volevo segnalare, Assessore. Io ricordo com'è andata un po' l'anno scorso, e se non ricordo male la finanziaria è stata presentata ai primi di dicembre, intorno al 10 o al 12, si è iniziato in qualche modo… Assessore, è stata presentata tra il 10 e il 12 dicembre, non le so dire la data giusta, possiamo arrivare massimo al 15, però diciamo che a dicembre avevamo già in mano una proposta di finanziaria, abbiamo incominciato a lavorare in Commissione intorno ai primi di gennaio, e poi con tutta la valutazione che è stata fatta, tutto il lavori in Commissione e il lavoro in Aula, siamo arrivati all'approvazione ai primi di marzo. Ora, considerando che siamo impegnati nell'esame di un provvedimento importante come quello degli enti locali, che sicuramente porterà via un po' di tempo all'Aula, io credo che all'articolo 1, laddove si chiede l'esercizio provvisorio sino al 29 febbraio 2016, ci sia un po' di imprudenza, perché credo che, conoscendo i tempi di quest'Aula e come abbiamo lavorato in questi anni, sia molto difficile poter chiudere la finanziaria entro febbraio 2016. A meno che non ci sia la volontà, che è emersa anche dalle parole del Governatore, di fare il blitz, per cui si vuol far credere che quest'Aula non lavori e non abbia voglia di lavorare, e ci sia solo una Giunta che lavori. La realtà è invece esattamente il contrario, non siete in grado di rispettare i tempi, di poter fare le cose per tempo, e permettere a tutti noi di fare nel migliore dei modi il nostro lavoro.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Mi pare che sull'esercizio provvisorio, ne abbiamo parlato dai tempi dell'autonomia ad oggi tante volte, non sempre le situazioni sono uguali, ovviamente ci sono esercizi provvisori che vengono presentati per esigenze probanti, come quello del rapporto con lo Stato, perché magari ci sono delle vertenze in atto, altri che invece vengono presentati per noncuranza da parte degli Organi preposti. Io ricordo da Presidente che avevo abolito l'esercizio provvisorio, avevo presentato sempre i bilanci nei termini utili, perché sappiamo che comunque è un grave danno per l'economia presentare l'esercizio provvisorio. Questa però è la prima volta che un esercito provvisorio viene presentato con il "102", questo mi ha meravigliato un po', perché se c'è l'accordo per iscrivere all'ordine del giorno il provvedimento, si è anche d'accordo nell'approvare l'esercizio provvisorio. È vero che sono cambiati i tempi, Presidente, quando i rapporti tra maggioranza e minoranza erano differenti, perché io ricordo che quando l'assessore Paci faceva i bilanci, i bilanci prevedevano ovviamente una strategia complessiva, degli obiettivi, dei punti di riferimento che erano intoccabili, per i sindacati come per il Consiglio regionale, e c'erano dei punti invece che riguardavano la presenza della minoranza in quest'Aula. Ricordo che una somma abbastanza rilevante veniva lasciata alla facoltà dell'opposizione, quindi della minoranza, per vedere come spendere questi soldi, riconoscendo alla minoranza la rappresentanza politica che deve avere in quest'Aula. Però io ho preso la parola perché mi sono posto un problema, e ho detto: "Mah, come è possibile, con le dichiarazioni che ho sentito, approvare l'esercizio provvisorio soltanto per due mesi?"; o c'è un accordo già prestabilito, o non c'è un accordo prestabilito. Se non c'è un accordo prestabilito, io non conosco, Presidente, cosa si discuta durante le Conferenze dei Capigruppo, ma se l'ordine del giorno deve rimanere tale e quale, dobbiamo approvare la legge sugli enti locali e poi dobbiamo affrontare il bilancio della Regione, credo che due mesi siano assolutamente sufficienti; ne abbiamo 12! È vero che è l'anno bisestile, è vero che abbiamo un giorno in più a febbraio, ma non credo che sia questo che sana la situazione, quindi volevo far riflettere la Giunta per vedere se non fosse il caso di allargare l'esercito provvisorio da 2 a 3 mesi.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 1.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Deriu e Zanchetta hanno votato a favore, che il consigliere Lampis ha votato contro e che il consigliere Tedde si è astenuto.

Rispondono sì i consiglieri:Agus - Anedda - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Lotto - Manca Pier Mario - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Paolo.

Rispondono no i consiglieri:Floris - Lampis - Orru' - Pinna Giuseppino - Rubiu - Tatti - Truzzu.

Si sono astenuti: il Presidente Ganau - Cappellacci - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Locci - Peru - Pittalis - Randazzo - Solinas Christian - Tedde - Tocco.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 49

votanti 36

astenuti 13

maggioranza 19

favorevoli 29

contrari 7

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 2.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2:

Art. 2

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna (BURAS), con effetti giuridici dal 1° gennaio 2016.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Volevo capire se l'articolo 102 dà solo la facoltà di iscrizione nell'ordine del giorno del Consiglio. È così, però ci sono passaggi formali da fare in Commissione e non sarebbe male riportarla in Commissione per alcune opportune verifiche.

PRESIDENTE. Sì, ma come sa con l'articolo 102 si salta il passaggio in Commissione, è la caratteristica dell'articolo.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 2.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Zanchetta ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Agus - Anedda - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Lotto - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Paolo.

Rispondono no i consiglieri: Cappellacci - Cossa - Crisponi - Dedoni - Floris - Lampis - Orru' - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Zedda Alessandra.

Si sono astenuti: il Presidente Ganau - Cherchi Oscar - Locci - Peru - Solinas Christian.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 52

votanti 47

astenuti 5

maggioranza 24

favorevoli 31

contrari 16

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 296.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Ledda ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri:Agus - Anedda - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Lotto - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Paolo.

Rispondono no i consiglieri:Cappellacci - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Floris - Lampis - Locci - Orru' - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Zedda Alessandra.

Si sono astenuti: il Presidente Ganau - Solinas Christian.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 52

votanti 50

astenuti 2

maggioranza 26

favorevoli 31

contrari 19

(Il Consiglio approva).

Discussione e approvazione della deliberazione di autorizzazione all'esercizio provvisorio del Bilancio interno del Consiglio regionale per l'anno 2016

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della deliberazione di autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio interno del Consiglio regionale per l'anno 2016; relatori i Questori Pier Mario Manca, Giorgio Oppi e Alessandro Unali.

Invito consiglieri Questori a prendere posto nei banchi della Giunta.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Pier Mario Manca, Questore.

MANCA PIER MARIO (Sovranità, Democrazia e Lavoro), Questore. Abbiamo approvato adesso l'autorizzazione al bilancio provvisorio della Regione. È evidente, quindi, che ne discende che anche il nostro bilancio interno, quello del Consiglio, dovrà procedere per dodicesimi.

Devo dire poche cose, ma credo che siano importanti. Si tratta di un bilancio molto stringato, senza orpelli, che rispetto al bilancio 2015 non presenta grandi variazioni. Mi piace solamente mettere in evidenza uno o due punti di alcuni capitoli che sono in aumento, in particolare il capitolo per l'espletamento dei concorsi, visto che stiamo andando a prendere delle importanti decisioni per razionalizzare la pianta organica, con un più 300 mila euro, e il fondo per ottimizzare gli uffici, in quanto abbiamo previsto altri 400 mila euro che andranno naturalmente alla Manifattura Tabacchi in quanto abbiamo previsto che la Biblioteca dovrà passare alla Manifattura Tabacchi. Si tratta, quindi, di razionare gli spazi del palazzo e fare in modo che ci sia più spazio per le attività tipiche del Consiglio. Segnalo inoltre che l'avanzo di amministrazione per quest'anno passerà da 5 milioni a 2 milioni e 300 mila euro. Non credo che ci siano altre cose, almeno perché si tratta di un bilancio che dovrà andare in dodicesimi, in questa sede da mettere in evidenza.

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, dichiaro chiusa la discussione generale.

Passiamo all'esame dell'articolo unico.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, procediamo alla votazione della deliberazione, essendo composta da un unico articolo.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della deliberazione di autorizzazione all'esercizio provvisorio del Bilancio interno del Consiglio regionale per l'anno 2016.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Manca Pier Mario e Unali hanno votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri:Agus - Anedda - Cappellacci - Cherchi Augusto - Cherchi Oscar - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cossa - Cozzolino - Crisponi - Dedoni - Demontis - Deriu - Floris - Forma - Gaia - Lai - Lampis - Ledda - Locci - Lotto - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Orru' - Perra - Peru - Pinna Giuseppino - Pinna Rossella - Piscedda - Pittalis - Pizzuto - Randazzo - Rubiu - Ruggeri - Sabatini - Solinas Antonio - Solinas Christian - Tedde - Tendas - Tocco - Truzzu - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Alessandra - Zedda Paolo.

Si sono astenuti: il Presidente Ganau - Tatti.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 52

votanti 50

astenuti 2

maggioranza 26

favorevoli 50

(Il Consiglio approva).

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Riordino del sistema delle autonomie locali della Sardegna" (176/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 176/A.

Ricordo che siamo all'articolo 1, in particolare eravamo arrivati alla discussione e votazione dell'emendamento numero 2300; si tratta di un emendamento all'emendamento numero 1947, presentatori gli onorevoli Lampis e Truzzu.

Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Stiamo riprendendo la legge sugli enti locali, se non sbaglio. Io sono fermo al giudizio che il Consiglio regionale ha dato nell'ultima seduta dove si trattava questo argomento e dava mandato alla Commissione consiliare competente per trovare eventualmente un'intesa per diminuire il numero degli emendamenti presentati. Da quel momento io non ho più saputo nulla. Abbiamo fatto delle riunioni di Commissione, non è stata fatta nessuna relazione, io credo che sia opportuno che chi ha avuto il mandato relazioni al Consiglio regionale e dica cos'è successo nel frattempo, a che punto siamo, se gli accordi sono stati raggiunti, se non sono stati raggiunti, se permangono le stesse differenziazioni di prima, perché riprendere così non significa niente. Noi abbiamo sospeso rinviando in Commissione il provvedimento, che cosa ha fatto la Commissione io che sono membro della Commissione non lo so e vorrei saperlo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (SEL). Il testo è stato riesaminato dalla Commissione in merito agli emendamenti presentati, ed era questo l'intento della Conferenza dei Capigruppo riunita circa un mese fa perché c'era l'esigenza di fare chiarezza in merito ai sostitutivi totali presentati dalle forze di maggioranza. Attorno ai sostituti totali - anche grazie all'ausilio dei documenti di sintesi messi a punto dagli uffici - è stata intavolata la discussione nella Commissione che ovviamente su alcuni punti non ha potuto far altro che constatare una divergenza, una differenza di vedute tra le forze politiche che c'era un mese fa e c'è anche oggi, che c'era sul testo esitato dalla Commissione e c'è, ragionevolmente, vista la differenza di vedute, anche sul testo che scaturirebbe dalla votazione degli emendamenti sostitutivi totali. Questo è il mandato che era stata dato alla Commissione, ovviamente non era nel potere della Commissione e non era nelle cose il fatto che si potesse addivenire a una sintesi unitaria in questo Consiglio, l'avremmo auspicato noi come forze di maggioranza, ma sapevamo perfettamente la difficoltà che questo poteva avere stante le differenze tra le forze politiche presenti in Consiglio. Rimane ferma la volontà della maggioranza di collaborare e di addivenire a una riforma ancora più condivisa, anche con la presentazione di eventuali emendamenti agli emendamenti che possono ancora essere presentati, però il lavoro della Commissione non poteva applicare un ennesimo stravolgimento al testo in oggetto che, ora come ora, è rappresentativo delle forze che lo sostengono e che l'hanno presentato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2300, emendamento all'emendamento numero 1947.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Cozzolino, Usula E Zanchetta hanno votato contro.

Rispondono sì i consiglieri:Cappellacci - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Lampis - Locci - Orrù - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Sabatini - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri:Agus - Anedda - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Floris - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Paolo.

Si è astenuto il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 53

votanti 52

astenuti 1

maggioranza 27

favorevoli 20

contrari 32

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 2347.

Ha domandato di parlare il consigliere Christian Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS CHRISTIAN (PSd'Az). Sull'ordine dei lavori, Presidente, perché rispetto all'ultimo emendamento che l'Aula ha bocciato, prima del 2347 ce ne sono una serie che volevo capire se siano stati ritirati o sono decaduti. Dal 2346, per esempio, che viene immediatamente prima, al 2345, 44, perché nel volumetto che è stato distribuito sono messi in ordine errato.

PRESIDENTE. Io li sto chiamando in ordine di votazione, voi avete un ordine cronologico di presentazione, quindi non c'è corrispondenza per questo.

Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Presidente, intanto per annunciare il voto favorevole all'emendamento e per mettere ancora l'accento su ciò che è stato fatto in Commissione rispetto alla posizione che i Gruppi di opposizione hanno manifestato. Noi siamo partiti dal presupposto che si dovesse eliminare da questo testo di legge la dizione contenuta nell'articolo 1, cioè che questa sia una grande riforma o che contenga, questa proposta, principi di grande riforma economica e sociale contenuti nella legislazione statale. Questo non è assolutamente vero e questo è il cavallo di Troia delle norme nazionali che non consentono a quest'Aula e a questa istituzione di esercitare le proprie potestà primarie. Noi con questa norma ci stiamo uniformando totalmente tra l'altro anche con un anno di anticipo rispetto a quanto determinato anche nel "mille proroghe", da una parte la proroga che c'è stata sull'applicazione del D.L. 78 del 2010 e cioè sulle gestioni associate dei servizi in capo agli enti locali, questa è la prima questione; la seconda questione è che stiamo rinunciando in partenza a disegnare un modello di organizzazione degli enti locali tenendo conto delle nostre facoltà e della nostra potestà primaria. Stiamo tra l'altro facendo riferimento (almeno questa è la giustificazione della maggioranza e dell'Assessore in Commissione) a delle pronunce della Corte costituzionale che si sono basate sulle impugnative alla legge Delrio avanzate da Regioni a Statuto ordinario. Questa è una norma che sostanzialmente non porta al suo interno nessun principio di grande riforma economica e sociale, ed è un semplice appiattimento di questa maggioranza sulle posizioni del Governo nazionale, anzi oserei dire che si tratta in buona sostanza della risposta ad un ordine preciso del Presidente Renzi, che non ha voluto sentire nulla e nessuna possibilità di trattativa rispetto all'applicazione delle nostre potestà primarie. Ecco, senza la caduta di questo presupposto, e cioè di questa dizione al comma 2 non è possibile certamente intavolare un confronto serio su questa riforma, in particolare per i temi che a noi interessano, prima di tutto la seconda città metropolitana del Nord…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Cossa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Presidente, ma noi voteremo a favore dell'emendamento presentato dai colleghi Pittalis e più, per un semplice motivo, che vorremmo capire, magari se l'Assessore ce lo spiega sarebbe anche cosa gradita, il senso di questo riconoscimento da parte della Regione del diritto alle comunità locali all'autonomia, all'autodeterminazione, all'associazionismo e alla partecipazione democratica. Ora si capisce che si tratta di una norma di principio, ma siccome noi siamo anche dell'avviso che le leggi debbano essere, in particolar modo le leggi regionali, l'esercizio dell'Autonomia regionale, nel momento in cui le Regioni sono nell'occhio del ciclone perché anziché cercare di porsi un passo più avanti dello Stato anche nella produzione normativa, spesso adottano norme che sono anche più barocche di quelle statali, allora dal nostro punto di vista, come dire, asciugare anche un provvedimento di questo genere, anche rispetto a dichiarazioni di principio di questo genere, secondo noi sarebbe auspicabile. Allora vorremmo capire meglio da dove nasce questa norma, se è proprio una norma indispensabile, perché mi pare che non ci sia bisogno di nessuna norma per un riconoscimento di questo genere nei confronti delle comunità locali.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Per chiarire, signor Presidente e onorevoli colleghi, che il mio voto contrario a tutti gli emendamenti è un voto contrario alla legge, non è un voto contrario ad un emendamento anziché ad un altro, perché la mia è una posizione che ha una valenza politica. Io credo sbagliato… come ho invitato la Giunta a ritirare il provvedimento, questo confortato da tutto quello che sta avvenendo ad horas, in questi giorni, dallo spostamento delle date, dal fatto che io ho parlato con qualcuno dello Stato che dice che la riforma del titolo V avverrà a giorni. Quindi noi stiamo legiferando su una materia che dovrà essere ripresa totalmente. E poi perché è stata offesa la dignità di questo Consiglio regionale, perché come ho detto tante volte noi abbiamo in questo Consiglio regionale avuto un grande dibattito politico, forse il più alto dibattito politico che ci sia stato nella storia dell'autonomia, su come affrontare le riforme, quali riforme e su come affrontarle. Stiamo cominciando, come ho detto tante altre volte, dalla coda e non dall'inizio. Quindi questa legge è inemendabile, per quello io non sono d'accordo con i banchi della minoranza. Queste è una questione di principio. Sembrerebbe che presentare un emendamento possa correggere le storture di una legge che porterà gravi danni alla nostra economia. Noi dobbiamo iniziare da noi stessi, dobbiamo diminuire il numero degli assessori in Giunta, dobbiamo rivedere il modello di Regione, dobbiamo vedere noi prima. Quando ci metteremo ad affrontare la legge di riforma della Regione ci accorgeremo che molti di questi punti riguardano questa legge, quindi è un tutt'uno, staccarlo così ed incominciare dalla coda non ha senso. Io so che c'è stato anche qualche diverbio all'interno della Giunta su questa scelta, ma è una scelta sbagliata. Ed ecco perché i problemi di principio non possono essere presi e addomesticati, sono tali e tali devono rimanere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Presidente, annuncio il voto favorevole a questo emendamento soppressivo per un motivo molto semplice, perché questa norma e questo comma 4 non si capisce che cosa disciplini, qual è la fattispecie concreta che va a normare, che va a regolamentare. Io credo che questo comma 4 al posto del punto alla fine del periodo, meriterebbe un bel punto interrogativo, o due punti interrogativi, perché non riusciamo a capire veramente che cosa intenda disciplinare. La legge deve disciplinare fattispecie astratte per poi calarle su fatti concreti, ebbene quando noi leggiamo questa norma non riusciamo a capire su quali situazioni concrete noi possiamo calare questa fattispecie astratta che non esiste, più che fattispecie astratta è una fattispecie evanescente, eterea, parla di elementi del tutto soggettivi: "la memoria storica e culturale dei territori", la memoria storica e culturale dei territori dove andiamo a rinvenirla? Dove la rinveniamo la memoria storica e culturale? Non lo so! Perché la memoria storica e culturale per il collega Tocco potrebbe essere nera, per il collega Locci potrebbe essere invece caleidoscopica sotto il profilo cromatico. Quindi io credo che una norma di questo tipo non possa trovare ingresso in quest'Aula, e se trova ingresso debba essere cassata con questo emendamento che credo che faccia giustizia di un modo, di una tecnica legislativa che non può produrre assolutamente buoni frutti. Non c'è una fattispecie astratta, non è questa fattispecie astratta, che non c'è perché evanescente, calabile nella realtà quotidiana. Memoria culturale e memoria storica, inseriamoci anche memoria giuridica, tanto una memoria non si nega a nessuno in questo comma e così abbiamo chiuso questa opera di legislatori che ovviamente non porta a niente di buono.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Presidente, per annunciare ovviamente il mio voto favorevole all'emendamento ma anche per approfondire un altro aspetto. Io capisco e comprendo benissimo l'onorevole Floris e tutto il suo imbarazzo, però dico anche all'onorevole Floris che dai banchi di questa minoranza si mette in evidenza un unico strumento, che è quello appunto degli emendamenti, per portare la maggioranza ad un confronto che ha negato da subito, e soprattutto per evidenziare un metodo che è quello appunto di legiferare, che lo so a lei è sconosciuto, ma è sconosciuto anche noi, perché è un metodo veramente schizofrenico, dove ogni proposta di legge della Giunta viene completamente stravolta in quest'Aula. Ma qui aggiungiamo che c'è anche una forte preoccupazione, che è quella di dover esaminare un articolo 1 che parla di oggetto e finalità, che nulla ha a che vedere né con l'oggetto e né con le finalità, che contravviene totalmente alla nostra autonomia, perché l'unica cosa che è stata citata è la Costituzione, il nostro Statuto è questo sconosciuto. Ma non solo, vi sfido veramente a trovare un senso a tutti i commi che avete indicato in questo articolo 1. Ma quando mai ancora oggi dobbiamo parlare di diritto delle comunità locali all'autonomia, all'autodeterminazione, all'associazionismo, ma chi lo deve negare o chi lo deve affermare ancora oggi? Ma di che cosa stiamo parlando colleghi? Poi avete ristravolto con l'emendamento numero 1947, pensando di fare una grande correzione del testo assolutamente inutile che è stato prodotto per primo, e riportate invece solamente un cambio di commi e vi preoccupate solo di precisare, cosa di cui vi eravate dimenticati, che le cariche degli organi dell'unione dei comuni, delle province e delle città metropolitane eccetera sono gratuite. Ma voglio dire, se queste sono le vostre priorità, accomodatevi pure, approvatela!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Vedete, un modo per semplificare anche i lavori di quest'Aula sarebbe stato, ed è un suggerimento che propongo alla maggioranza, eliminare articoli come questo in discussione perché è assolutamente inutile, è un articolo inutile, risponde forse più ad una funzione, mi si passi, retorica anche, ma non riusciamo davvero a comprenderne la ratio, tanto più che, per rimanere in termini, il comma 4 sembra esaltare il ruolo autonomistico, l'autodeterminazione, l'associazionismo, la partecipazione democratica dei comuni. Lo si fa, guardate e notate la tecnica legislativa utilizzata, quando al comma 3 si dice in maniera molto chiara e, se mi consentite, in maniera prepotente che la Regione esercita le sue funzioni tramite gli enti locali, questo è il vero senso della riforma che state cercando di annacquare con formulette che sono poi sconfessate anche sul piano logico, perché la verità è che le funzioni rimangono tutte in capo alla Regione. Cioè in questo disegno di legge e in questo emendamento modificativo che proponete, non vi siete posti il problema semmai di avviare il vero decentramento, di avviare il vero trasferimento di funzioni al sistema dei comuni, no qui state invece proponendo e riaffermando il ruolo centralistico della Regione, la Regione esercita i suoi poteri tramite gli enti locali, dov'è dunque l'autonomia? Dov'è dunque l'autodeterminazione? Per cortesia, evitiamo davvero questi esercizi retorici che nulla aggiungono, anzi qualcosa tolgono, alla dignità di quei primi cittadini che lottano ogni giorno e sanno che i problemi non sono le formulette che scrivete qui e che sono prive di contenuto. Allora ecco la ragione per la quale noi abbiamo proposto un emendamento soppressivo perché è una presa in giro sonora al sistema delle autonomie locali e dei sindaci in particolare.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2347.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Cossa - Crisponi - Dedoni - Lampis - Locci - Orru' - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Floris - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Lotto - Manca Gavino - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zanchetta.

Si è astenuto il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 49

votanti 48

astenuti 1

maggioranza 25

favorevoli 18

contrari 30

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 2349.

Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Presidente, ovviamente il voto sarà favorevole all'emendamento, ma rispetto a quello che ho detto prima, cioè rispetto al fatto che l'influenza che le leggi di grande riforma economico e sociale hanno sulle regioni a statuto speciale, io ritengo che non sia sufficiente auto qualificare questa norma come portatrice di principi di grande riforma, questa deve anche sostanzialmente avere al suo interno principi di grande riforma per potersi confrontare sullo stesso livello gerarchico della potestà regionale in questo caso primaria e derivante direttamente dal nostro Statuto che ha rango costituzionale. La maggioranza di centro sinistra rinuncia totalmente ad andare oltre alla cornice posta dalla Riforma Delrio. Come può il Presidente della Prima commissione, come può il relatore di maggioranza caricare la croce alle opposizioni dopo che si è fatto finta di aprire un confronto che in realtà non era altro che una presa di tempo, un time out che era necessario esclusivamente a questa maggioranza per trovare la quadra in una proposta di legge che non accontenta nessuno. Io non so come sia possibile fare i conti con la coscienza indipendentista di certi gruppi politici che di giorno non fanno altro che richiamare addirittura a nuovi modelli di dipendenza, guardando anche a regioni europee a noi vicine, ma di notte e poi nelle segrete stanze invece abbassano la testa, chinano il capo davanti alle imposizioni romane della legge Delrio. Si rinuncia proprio alla discussione, si rinuncia e non si tiene conto per nulla nemmeno delle peculiarità solamente orografica del territorio regionale, anche della nostra situazione di densità, No! Si utilizzano i modelli nazionali, i modelli di Milano, di Roma, i modelli imposti dal Governo nazionale, si utilizza addirittura la recente giurisprudenza costituzionale che ha coinvolto le regioni, esclusivamente le regioni a statuto ordinario, per giustificare l'applicazione tout court della Delrio e poi addirittura anticipando di un anno le norme del D.L. numero 78 del 2010, ecco questa è una rinuncia…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Cossa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Presidente, noi voteremo a favore dell'emendamento non fosse altro che per un omaggio alla lingua italiana. A parte le considerazioni che sono state fatte dai colleghi che hanno comunque il loro valore, questo emendamento è emblematico, ci troviamo davanti ad un testo che, a parte tutti gli altri problemi che ha e che ha stigmatizzato in particolare il Presidente Floris, è anche scritto in maniera frettolosa. Quindi io invito veramente i colleghi, nel caso specifico probabilmente ci sono delle cose che si possono correggere in sede di revisione finale del testo, ma ci sono altre cose, altri elementi che sono frutto evidentemente di distrazione e di scarso coordinamento, che io credo andrebbero veramente verificate, nel caso specifico suggerisco di abolire e di sopprimere questo comma anche perché parlare di tutela e valorizzazione di città e paesi, mi chiedo veramente che significato abbia, stiamo parlando di comuni, poi si parla di città medie, di reti metropolitane, di tante cose, però dire che si vogliono valorizzare le città e i paesi sembra quanto di più provinciale si possa dire, mi pare che stiamo facendo una specie di miscuglio di tante cose perdendo di vista l'obiettivo che dovrebbe aver una legge di questo genere, rischiando anzi di fare un danno serio l'assetto complessivo del sistema pubblico della Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Giovanni Battista Tatti per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TATTI IGNAZIO GIOVANNI BATTISTA (UDC Sardegna). Annuncio il mio voto favorevole a questo emendamento soprattutto perché questo comma, il quinto comma dell'articolo 1 è un po' offensivo nei confronti di buona parte della Regione Sardegna. E' assurdo dichiarare che si sta andando nel semplificare le relazioni fra Enti, è assurdo che stiamo scrivendo in legge con questo comma l'uniformità dei livelli essenziali delle prestazioni sull'intero territorio regionale e la parità di accesso ai servizi da parte di cittadini, questa è una cosa gravissima, è una cosa che dovrebbe far balzare in piedi tutti quanti coloro che si sentono esclusi oggi portando avanti questo disegno di legge dal vedere i propri concittadini che non hanno sicuramente i servizi uguali in tutte le parti della Sardegna. Io ritengo che sia davvero offensivo questo comma e sia indispensabile che questo Consiglio faccia un passo indietro sulle scelte che sta facendo. Non so se conoscete l'interno della Sardegna, non so se conoscete la provincia di Nuoro, non so se conoscete la provincia di Oristano. Signori cari qui stiamo continuando ad accentuare e a far sì che la Sardegna viva in dei popoli, nel polo cagliaritano, forse con un contentino anche nel polo sassarese, e si continui a spopolare la Sardegna centrale. Ritengo che sia davvero offensivo, io ritengo che i consiglieri, sia di centrodestra che di centrosinistra, debbano dire basta a questa presa in giro per le popolazioni soprattutto delle zone interne.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Annuncio il voto favorevole a questo emendamento all'emendamento numero 1947 perché credo che un emendamento come il 1947 sia uno di quegli emendamenti che possono essere definiti contraddittori, del tutto contraddittori perché a leggerlo bene ci si avvede che prevede un esercizio a titolo gratuito di alcune funzioni salvo poi prevedere, con circonvoluzioni dialettiche molto interessanti, per lo svolgimento di queste funzioni "con disciplina e onore". Si evoca l'onore prevede di fatto un rimborso spese, che non definisce un rimborso spese ma lo definisce un elemento che serve per garantire il diritto di accesso a tutti i cittadini alle cariche elettive, in condizione di eguaglianza, e nello svolgimento delle stesse con disciplina e onore, come dicevo prima. Ma io credo che sarebbe stato meglio prevedere invece un rimborso spese semplice, senza stare a evocare l'onore e la gloria di questi poveri eletti che devono svolgere queste funzioni. Diamo ad ogni cosa il proprio nome. Lasciamo perdere queste circonvoluzioni dialettiche, che in una norma non fanno altro che creare confusione. Perché diventa incomprensibile. È un rimborso spese? Scriviamolo a chiare lettere! Non spetta un'indennità a coloro che ma aspetta un rimborso delle spese sostenute, lasciamo perdere l'onore, lasciamo perdere il decoro, lasciamo perdere la disciplina, che non riesco a capire che cosa c'entri, lo svolgimento delle cariche elettive con disciplina ma cosa vuol dire? Con disciplina di che cosa?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Per annunciare il voto favorevole all'emendamento 1947 di questo articolo 1 al comma cinque ancora una volta rappresenta degnamente questa legge archeologica, perché questa legge sugli enti locali ormai è preistorica, una legge che è vecchia e una legge che è imbarazzante ed'è offensiva per i sardi, per la Sardegna, ma soprattutto per i Comuni. Quando si dice in questo comma 5: la Regione tutela e valorizza. Ma cosa tutela e cosa valorizza? La Regione controlla, la Regione impone, la Regione obbliga i Comuni perché quello che poi troveremo nell'articolo 16, quando parleremo all'obbligo delle gestioni, quella è la valorizzazione che intendete? E forse quella la valorizzazione del territorio regionale e le politiche delle pari opportunità? Ma di quali pari opportunità stiamo parlando? Qui stiamo parlando delle pari opportunità che la Regione, da buon accentratore, decide per i sardi, decide per la Sardegna e decide per i comuni? È chiaro che è difficile fare un emendamento per il comma 5, è difficile perché come diceva correttamente l'onorevole Floris non è possibile emendare una legge che è una mostruosità e non è possibile emendare un comma ed emendare un articolo, andrebbe emendata completamente la legge, pertanto per questi motivi, il voto è favorevole all'emendamento 1947.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Io non ho avuto, mi rivolgo all'Assessore competente, una risposta che ho posto anche in Commissione, perché nei tavoli strategici metropolitani e nel monitoraggio, che è stato fatto a livello nazionale, per quanto riguarda la Sardegna si fa riferimento a un disegno di legge regionale approvato dalla giunta il 29 dicembre del 2014. Che traccia quelli che sono i principi di sussidiarietà e di differenziazione e poi è stato istituito, con decreto regionale 52/33 del 23 dicembre 2014 l'osservatorio regionale per il riordino delle funzioni delle autonomie locali affiancato da un gruppo di lavoro tecnico eccetera eccetera si può sapere da chi è formato questo?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Christian Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS CHRISTIAN (PSd'Az). Il collega Floris ha già posto delle questioni di principio sia nel precedente intervento che in quelli successivi, io mi ero sommessamente permesso di proporre, con l'emendamento all'emendamento numero 2298, un tentativo di formulazione più asciutta, sintetica del testo dell'articolo 1 che stava a significare un'esigenza che mi pare sia emersa poi da più parti, che è quella probabilmente di affrontare l'esigenza di approvare comunque una legge con un approccio leggermente più contenuto. Cioè, non con un testo che cerca di disciplinare, in lungo e in largo, tutti i singoli aspetti con espressioni anche ridondanti, ma semplicemente una norma che ci consenta di adempiere a degli obblighi che abbiamo, senza pregiudicare un disegno di riassetto complessivo che invece va inquadrato nel più ampio processo di riforma, che vede coinvolta la stessa Amministrazione regionale. Voterò per questo a favore dell'emendamento, confermando che l'impostazione deve essere questa. Facciamo oggi un testo di legge che adempia esclusivamente alle esigenze di questo particolare momento storico, che è un momento di congiuntura piuttosto mutevole, e lasciamo al momento di ridefinizione complessiva dell'intero assetto istituzionale della Regione e dei suoi Enti locali una riforma dissenso maggiormente ampio e compiuto.

Peraltro, vorrei richiamare Presidente anche l'attenzione sull'articolo 34 comma 3 bis del nostro Regolamento interno. Avendo avuto contezza più che altro dalla stampa e dai mass-media, non da comunicazioni ufficiali, che la Giunta ha approvato il disegno di legge finanziaria e d'altro canto l'approvazione dell'esercizio provvisorio ne ha dato conferma, in verità dovrebbe essersi aperta, con la trasmissione al Consiglio di questo disegno di legge, la sessione di bilancio e durante la sessione di bilancio dovrebbe essere sospeso, da parte dell'Aula, l'esame di tutti i disegni di legge. Salvo che il disegno di legge recante la finanziaria non sia stato ancora trasmesso, ma in quel caso dubito che due mesi di esercizio provvisorio siano sufficienti.

PRESIDENTE. Le rispondo che la sessione di bilancio inizia col carico in Commissione e non con la trasmissione degli atti in Presidenza.

Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Crisponi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Per annunciare il mio voto a favore di questo emendamento soppressivo del comma, ma è tutto l'articolo 1 che andrebbe soppresso come si è già cercato di fare con gli emendamenti presentati nelle scorse occasioni e anche nella giornata odierna. È un'articolazione che davvero racconta di una distanza abissale fra le verità che troviamo nel nostro territorio e quello che la legge, con fare presuntuoso e anche arrogante, si propone. Quando si parla di semplificazione delle relazioni tra gli inchini e di coesione tra i territori, noi sappiamo bene quanto distacco ci sia tra alcune parti, che sono state letteralmente emarginate dalle dimenticanze di una politica così lontana dalle esigenze dei nostri cittadini. Così come avviene quando si parla di uniformità dei livelli essenziali delle prestazioni erogate. Anche se si utilizza, in questo caso, una terminologia che ha vagamente il sapore di qualcosa di sanitario, evidentemente un cittadino di questa Regione pensa che si paghi tutta una serie di prestazioni, di servizi efficienti che vengono erogati in pari in modo su qualunque parte, su qualunque comune, su qualunque ambito del territorio regionale. Allora quando si parla di questo è evidente che il primo gradino di impostazione del testo legislativo racconta delle bugie. È una sonora bocciatura quella che viene data ad un'iniziativa di questo genere; perché quando io vado a cercare uno stesso servizio che riguarda un territorio della nostra Regione che ancora non è toccato da una ferrovia normale che invece viaggia a scartamento ridotto ed è una ferrovia del 1800, ne converrà l'Assessore dei trasporti, che stiamo affermando il falso quando diciamo che ci vogliono servizi e prestazioni uniformi sull'intero territorio regionale. Quando si parla di attività che invece prevedono anche lo sviluppo di quegli stessi territori mi rendo conto che stiamo parlando di luoghi e ancora una volta di ambiti che non sono assolutamente serviti nello stesso identico modo anzi in questo momento assistiamo ad interventi che vanno ulteriormente a penalizzare. Allora come si può pensare che ci sia uniformità di servizi tra territori che sono lontani dal capoluogo, che sono lontani dalle vie di comunicazione, che non dispongono né di porti e né di aeroporti e mi si parla ancora una volta di servizi essenziali e di prestazioni uniformi, che ne sono a favore dei territori, sono a favore dei cittadini di questa terra, sono a favore dei cittadini che reclamano da 100 anni che si possa disporre, si possa utilizzare in modo…

Sul Regolamento

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Christian Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS CHRISTIAN (PSd'Az). Presidente, giusto per una questione di correttezza, anche di chiarimento rispetto alla lettura del testo della norma, non sto ribattendo la sua definizione ma evidentemente a chi ha dato lettura del Regolamento. Il Regolamento da parte di una lettura testuale dell'articolo 34 non afferma assolutamente che la sessione di bilancio si apra con l'assegnazione alla Commissione ma semplicemente a decorrere dalla distribuzione dei testi dei disegni di legge. Siccome i testi sono in circolazione, sono stati oggetto addirittura di conferenze stampa io se mi si fa notare dove è scritto che decorre dall'assegnazione alla Commissione mi rassegnerò a questa affermazione. Però francamente: dov'è scritto?

PRESIDENTE. Poi le darò tutti i ragguagli. Però i testi non sono in circolazione nel senso che il testo è depositato presso la Presidenza del Consiglio, non è stato distribuito né in Commissione e né a nessun consigliere. Quindi in questa fase bisogna verificare, certo che è arrivato al Consiglio, ma non è in carico alle Commissioni né sono state ancora esaminate le norme da eliminare, come sapete le norme intruse, e poi successivamente c'è un parere della Commissione su queste e successivamente viene dato incarico alla Commissione con i termini che sono previsti dal Regolamento dove è specificata anche la sequenza.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Riordino del sistema delle autonomie locali della Sardegna". (176/A)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Anche perché è una norma interessante questa, perché rappresenta davvero l'enfatizzazione ulteriore del nulla. La Regione tutela e valorizza città e paesi. Ma tutela che cosa? Avreste avuto anche l'occasione per scrivere in sardo visto che è una lingua dimenticata da parte del centrosinistra, chiamatele "Biddas", almeno c'è qualcosa di originale, di nuovo, di innovativo. Perché l'espressione che utilizzate, come ha ricordato l'onorevole Cossa, è davvero pietosa e nessuno si azzardi a chiedere la modifica, perché noi non consentiremo emendamenti verbali su questo, sia chiaro. Rimanga, così rimanga agli studenti, a chi si occuperà. Povero professor Demuro, sarà una fatica per lei dover spiegare ai suoi allievi che anche lei ha contribuito ed è corresponsabile delle cose scritte qui. Professor Demuro, e lo dico sapendo e conoscendo la levatura e lo dico davvero seriamente della sua preparazione professionale e anche professorale. Però è qualcosa davvero, sembra scritta con i piedi, consentitemelo, non con la testa. Ma poi cosa significa, a parte che non si dice come tutela la Regione, perché si specifichi la Regione tutela in questo modo. Ma addirittura - udite, udite - ai quali riconosce la funzione di presidio del territorio. E qui manco Cesare è arrivato a tanto nel De bello gallico a ipotizzare presidii, immagino che cosa penseranno i desulesi quando leggono una norma di questa portata. Cioè vi state forse precostituendo una forza di polizia in salsa sarda, autonomistica, indipendentistica, non c'è neanche Gavino Sale per chiedere se lui è l'ispiratore ma certo è, guardate, che davvero io penso a chi si occuperà poi concretamente di leggere il testo soprattutto agli studenti, non dico ai sindaci che tanto capiranno che il significato è zero né agli addetti ai lavori, né ai cittadini rispetto ai quali queste norme davvero non hanno nessun beneficio. Quindi torniamo alla proposta originaria: siete ancora in tempo per riportare la legge in Commissione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2349.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Cappellacci e Dedoni hanno votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Lampis - Locci - Orru' - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zanchetta.

Si è astenuto il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 51

votanti 50

astenuti 1

maggioranza 26

favorevoli 20

contrari 30

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 2477.

Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (Psd'Az). Grazie signor Presidente, mi devo barcamenare su queste montagne ed è un po'… ecco…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Sull'ordine dei lavori. Grazie Presidente, solo per far rilevare, sono distrazioni che poi incidono anche sul modo di procedere, che l'emendamento numero 1947 contiene due commi cinque. È evidente che uno è il comma 5 e l'altro è il comma 6, però il fatto che non siano stati presentati emendamenti soppressivi, visto lo svolgimento dei lavori del comma 6, ha impedito anche di discutere di questo piccolo particolare, ha fatto riferimento prima il collega Tedde, però volevo fare osservare come anche questo poi incide nella dinamica dei nostri lavori.

PRESIDENTE. Grazie, era già stato notato che c'era la ripetizione del comma 5 che evidentemente sarà rinumerato automaticamente come comma 6. Prego, onorevole Carta.

CARTA ANGELO (Psd'Az). Allora con questo emendamento si intende emendare, appunto, il comma 1 dell'articolo 1 introducendo all'interno del comma anche l'articolo 10 comma 1 lettera a) e 12 del nostro Statuto. Questa previsione che non rappresenta un vulnus rispetto al testo della legge che la maggioranza ha presentato comunque rappresenta una possibilità che viene data a questa legge di poter poi successivamente operare anche secondo le previsioni della lettera a) del comma 10 che, ricordo, il comma a) dell'articolo 10 prevede agevolazioni fiscali, esenzioni e detrazioni di imposta, deduzione dalla base imponibile e può concedere con onere a carico del bilancio regionale contributi da utilizzare in compensazione ai sensi della legislazione statale. È quindi uno strumento legislativo a disposizione della Regione che io propongo che venga inserito nel comma 1 dell'articolo 1 per consentire poi di manovrare, all'interno di quelli che saranno i successivi provvedimenti, le successive azioni anche che la Giunta e il Consiglio intenderà adoperarsi a fare verso gli enti locali, per consentire nella previsione normativa di questa legge di riordino degli enti locali questo strumento a disposizione della Giunta regionale. In effetti, sono state previste zone a burocrazia zero, sono state introdotte alcune cose importanti, valide, perché la burocrazia zero è sicuramente una cosa importante, ma prevedere all'interno anche la possibilità di concedere agevolazioni fiscali, credo che sia una cosa importante e uno strumento che può aiutare per rendere più efficaci le politiche, soprattutto io penso alle zone interne che potranno poi essere fatte da parte della Giunta regionale. Quindi, è un emendamento che non rappresenta una distorsione, non rappresenta un aumento di spesa, se non la semplice possibilità di introdurre eventuali agevolazioni fiscali o concedere le agevolazioni che poi sono previste nella lettera a) dell'articolo 10 che ho citato prima, ed è uno strumento legislativo a disposizione della Giunta e del Consiglio regionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Io credo che il collega Carta abbia fatto una proposta assolutamente importante, una proposta che va nella direzione che ha proprio esaminato e anche enunciato nel suo intervento, e io credo che proprio rispecchi interamente ciò che fu la ratio che portò quest'aula nella passata legislatura, con un'unanimità, proprio ad approvare la modifica dell'articolo 10 dello Statuto, e crediamo che proprio perché questa norma che ci state proponendo né è invece totalmente carente, possa essere un punto qualificante che potrebbe addirittura dare un valore aggiunto importante per i prossimi provvedimenti normativi che tra l'altro sono in linea anche con quanto sta avvenendo nella normativa nazionale in materia proprio di fiscalità. Credo quindi che probabilmente possiamo anche capire che voi non siate d'accordo visto l'utilizzo che avete fatto dell'articolo 10 solo per aumentare le imposte, ma vi chiediamo di avere un momento di riflessione importante, e poter invece favorire l'introduzione di questo testo che siamo certi potrà solo qualificare i nostri prossimi provvedimenti sia di carattere normativo, ma anche di carattere amministrativo.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2477.

(Segue la votazione)

Prendo atto che la consigliera Forma ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Lampis - Locci - Orru' - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Floris - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Zanchetta.

Si sono astenuti: il Presidente Ganau - Usula.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 50

votanti 48

astenuti 2

maggioranza 25

favorevoli 18

contrari 30

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 2354.

Ha domandato di parlare il consigliere Augusto Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI AUGUSTO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Per ritirare l'emendamento.

PRESIDENTE. L'emendamento è ritirato, passiamo alla discussione dell'emendamento numero…

PITTALIS PIETRO (FI). Lo facciamo nostro.

PRESIDENTE. Il Capogruppo dichiara che fa proprio l'emendamento numero 2354.

Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Io non capisco i motivi della bocciatura dell'emendamento che ho illustrato prima, tant'è che non c'era neanche il parere della Commissione, quindi se non c'è il parere della Commissione si boccia motu proprio a quanto pare. Io credo che abbia fatto bene il Capogruppo Pietro Pittalis a fare proprio questo emendamento, perché la Regione riconosce il diritto delle comunità locali all'autonomia, all'associazionismo e alla partecipazione a qualsiasi forma democratica prevista dalla presente legge con l'autodeterminazione. Il ritiro di questo emendamento con la bocciatura del precedente credo che rappresenti una manifestazione da parte dalla maggioranza di indifferenza rispetto a qualunque ipotesi che possa provenire dalla maggioranza o dalla minoranza, in questo caso dalla maggioranza, al quale non gli sta bene nulla, neanche che si proponga qualcosa da suo interno, perché questo è stato ritirato per chissà quale ragione, qual è il difetto di questo emendamento io non riesco a capirlo. Per cui io voterò a favore sicuramente e convintamente di un emendamento che rappresenta e parla di cardini della democrazia.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Rinuncio.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2354.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Cherchi Augusto, Ledda e Ruggeri hanno votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Locci - Orru' - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Floris - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zanchetta.

Si sono astenuti: il Presidente Ganau - Lampis - Truzzu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 51

votanti 48

astenuti 3

maggioranza 25

favorevoli 17

contrari 31

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione gli emendamenti all'emendamento numero 1947, numero 2345 e 2350, uguali.

Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Ci è parso che mentre da un punto di vista sostanziale questa norma ricalchi la legge Delrio, nei suoi oggetti e finalità e in tutti i richiami non si è badato a richiamare, come avete sempre fatto voi, la norma a cui vi siete ispirati. Nell'annunciare il voto favorevole a questo emendamento, voglio anche richiamare la maggioranza in qualche modo a essere precisa nell'enunciazione dell'oggetto e delle finalità. Questa, nelle vostre intenzioni, è esclusivamente una norma che vi deve portare non a riorganizzare il sistema degli enti locali, ma semmai vi sta portando ad azzopparlo definitivamente, e lo state facendo facendo finta che state facendo un'opera rivoluzionaria, addirittura di superamento della legge Delrio, cosa che evidentemente non è, lo abbiamo detto, avete fatto solo finta, avete fatto queste enunciazioni, anzi addirittura ci volevate proprio convincere con le vostre trombe e i vostri violini che questa era addirittura un passo in avanti rispetto alla legislazione nazionale. Non è così, e lo dovete richiamare precisamente nell'oggetto, nelle finalità, anche nelle definizioni che avete voluto dare a questa norma, e invece fate finta di niente, e noi con questo emendamento vi abbiamo voluto riportare sulla terra e anche aiutarvi a ben definire quello che state facendo, cioè … della potestà legislativa primaria della Regione Sardegna, e la state regalando invece a una logica del vostro partito e alle logiche interne esclusive alla vostra maggioranza di Governo, senza condividere questa riforma né con gli enti locali, né tantomeno con le opposizioni di questo Consiglio, che non possono far altro che praticare una contrapposizione politica nella speranza che da qui alla fine di questa discussione si riesca…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Per annunciare il voto favorevole a questo emendamento, che mira a completare, o integrare, o comunque a correggere questa norma che è monca. E' una norma che parla di fonti, e laddove avrebbe dovuto indicare in modo preciso la legge Delrio, non lo fa, ma si rifà soltanto ai principi di grande riforma economica e sociale contenuti nella legislazione statale. La legge Delrio, che è la principale fonte di questa norma che noi andiamo ad approvare, della legge regionale che andremo sicuramente ad approvare, non so come verrà approvata, però non viene menzionata, vengono menzionati dei principi di grande riforma economico-sociale con una grande vis comica, perché fra questi principi di grande riforma economica e sociale c'è anche il principio secondo il quale la città metropolitana deve avere il medesimo ambito territoriale delle province, in questa legge invece c'è tutt'altro, c'è una città metropolitana di Cagliari di ambito ristretto, che va a cozzare contro questo grande principio di grande riforma economica e sociale contenuto nella legislazione statale, nella legge Delrio. Quindi il nostro contributo con questo emendamento mira a integrarlo, a correggerlo e a mettere in evidenza questa contraddizione; si evocano questi grandi principi, che poi invece vengono calpestati neanche in silenzio, ma con grande clamore, perché nel momento cui si prevede questa città metropolitana cagliaritana che non rispetta il confine territoriale previsto dal grande principio economico e sociale, si contraddice la norma che costituisce la fonte.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Io credo che bene faccia l'opposizione, perlomeno per un po', a puntualizzare anche con forza e radicalità tutti questi argomenti che sono stati oggetto di emendamento. Vedete, il problema si pone, e si pone in questi termini. Siamo di fronte a uno Stato cosiddetto nazionale che è in procinto di porre in essere delle riforme che sono ancora in itinere, e grosse riforme che incidono e incideranno su quello che è il tessuto legislativo di cui noi oggi ci apprestiamo a porre in campo nella nostra Isola. Io dico che c'è una volontà non destinata al bene, e mi farebbe ripensare alla patristica e ad alcuni aspetti importanti sulla funzione della volontà, volontà volente e volontà voluta; ????µa f?s????, ????µa ???µ????. Allora, se c'è una volontà voluta per fare del bene ha un significato, se invece c'è una volontà come quella che perseverate nell'errore, portando a compimento una pratica che è quella di non creare cose buone per il popolo sardo, voi ve ne addossate tutta la responsabilità. Bastavano 4 articoli ben fatti, leggibili e portati a compimento, anziché una serie di sconclusionate superfetazioni che non hanno significato in questo testo che stiamo vedendo. Poi l'Assessore ai trasporti vorrà correre più velocemente verso Sassari e tornare a Cagliari, perché magari di volontà voluta e di volontà tout court forse non coglie esattamente quelli che sono gli aspetti più importanti.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 2345 e 2350, uguali.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Pinna Giuseppino ha votato a favore e che il consigliere Floris ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Lampis - Locci - Orrù - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Floris - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Lotto - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zanchetta.

Si è astenuto il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 50

votanti 49

astenuti 1

maggioranza 25

favorevoli 19

contrari 30

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 2346.

Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Presidente, volevo richiamare l'attenzione della Giunta, perché il testo non si presta ad una lettura organica sul contenuto dell'articolo 30 della legge Delrio, che dice: "Tutela e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici, ambiente ed ecosistema, ordinamento sportivo, disposizioni generali ai comuni sulle attività culturali e sul turismo". È chiaro che questo è un emendamento nuovo da parte del Governo che incide sul rapporto con le competenze regionali. Che incida è dato dal fatto che nel ricorso fatto dal Governo nei confronti della Regione siciliana si dice: "Come più volte messo in luce dalla giurisprudenza costituzionale, la Regione siciliana non ha competenza legislativa in materia di tutela dell'ambiente e dell'ecosistema. Secondo il giudice delle leggi, infatti, non trova fondamento la tesi della Regione siciliana circa una competenza legislativa in materia di ambiente che servirebbe a specifiche disposizioni dello Statuto di autonomia"; e continua. Quanto alla Regione siciliana in materia di ecosistema, è uguale alla Sardegna, quindi o noi ci apprestiamo a fare una battaglia nei confronti dello Stato prima, se no devo dire che chi è andato lì si è fatto trafugare una norma che è precisa, identica, uguale, quindi ci stanno portando via… è chiaro che se noi mandiamo i piani paesaggistici al Governo, il Governo entra nei piani paesaggistici, è normale, questo è un furto bello e buono, ce ne vogliamo occupare?... Oppure no?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Per annunciare il voto favorevole a questo emendamento, che mira a conferire ai Comuni della Sardegna quella libertà che all'interno di questa legge non è rinvenibile, per consentire ai Comuni della Sardegna di autodeterminarsi e uscire da quegli schemi rigidi e molto soggettivi della memoria storica, della memoria culturale, che si prestano a varie e disparate interpretazioni. Allora se vogliamo veramente consentire ai comuni di autodeterminarsi diamogli anche la possibilità di aggregarsi attorno a concetti tematici e non soltanto a concetti astratti come memoria storica e memoria culturale. Diciamo che questo emendamento viene visto in senso evolutivo. Si va oltre la semplice memoria che soggettivamente è molto discutibile e si va, invece, a toccare temi concreti che possono fungere da anello di congiunzione fra varie comunità territoriali.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2346.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Lampis - Locci - Orrù - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Floris - Forma - Lai - Ledda - Lotto - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula.

Si è astenuto il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 48

votanti 47

astenuti 1

maggioranza 24

favorevoli 19

contrari 28

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 2352.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). In questo emendamento, che sta passando nel silenzio generale, si aggiunge espressamente "e la città metropolitana", quindi siamo già d'accordo perché non c'è una formulazione al plurale, non c'è una formulazione che lascia aperta la possibilità anche di altre città metropolitane. Si dice "la città metropolitana", cioè voi state già definendo qua che in Sardegna ci debba essere la città metropolitana. Perché, guardate, si dice "i comuni singoli o associati", avreste dovuto dire "e le città metropolitane", state dicendo "e la città metropolitana", quindi questo emendamento caratterizza e connota già in maniera molto chiara. Quindi cari sassaresi, cari galluresi, ma dico anche oristanesi, nuoresi, che avevamo ancora l'aspettativa che alla città metropolitana legittimamente, e che noi sosteniamo, di Cagliari si potesse non contrapporre, badate bene, ma affiancare altra città metropolitana, quella del centro nord, che vedesse Sassari come altro polo e punto di riferimento, bene, con questo emendamento voi state vanificando la possibilità di questa ipotesi.

Quindi io l'invito che vi formulo è di ritirare quest'emendamento perché così come è davvero state creando le premesse perché questa legge vanifichi le aspettative anche di quei sindaci presenti in quest'Aula e seduti nei banchi del centrosinistra che nei territori hanno detto qualcosa e che vorremmo vedere se a Cagliari ne fanno un'altra, perché non è davvero ammissibile. Vorrei vedere cosa ne pensano il sindaco di Sassari, il sindaco di Olbia e gli altri sindaci che hanno fatto una grande battaglia, anche di principio, su questi temi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Faccio mie le considerazioni e le riflessioni del mio Capogruppo. Siamo sgomenti perché è evidente che la maggioranza non intende tenere conto delle aspettative di coloro che governano gli enti territoriali, di coloro che tutti i giorni mettono la faccia nel rappresentare le istanze della gente comune. Questa scelta così chiara, anche se inserita in modo un po' singolare, denota evidentemente una mancanza di rispetto nei confronti di tutti coloro che avevate detto che avreste voluto sentire, nei confronti di tutti coloro che avete detto che avrebbero dovuto condividere un percorso legislativo che potesse andare incontro alle esigenze dei territori. Questa città metropolitana, buttata lì con questo emendamentino, la dice lunga sulle intenzioni della maggioranza e della Giunta di contraddire tutte le istanze che provenivano dal basso, dai territori, di contraddire tutte le decisioni che sono state prese da assemblee molto partecipate, di contraddire tutte le istanze fatte dai sindaci e certificate in documenti ufficiali. Vi state assumendo una grande responsabilità. Il Nord Sardegna e il centro Sardegna evidentemente non potranno tollerare uno schiaffo di questo tipo senza reagire. Non credo che il sindaco di Nuoro, che ha organizzato degli incontri molto partecipati, non credo che il sindaco di Sassari, molto attento su queste vicende, non reagiranno e con loro reagiranno ovviamente le comunità rappresentate. È un errore, è un errore che state facendo sapendo di farlo, perché comunque le argomentazioni che voi portate per individuare all'interno di questa norma una sola città metropolitana non sono assolutamente nella legge nazionale. La Sicilia prevede tre città metropolitane; non si può dire assolutamente che le città metropolitane debbano essere legate al numero di abitanti o a densità abitativa come qualcuno ha cercato di contrabbandare. Le città metropolitane sono degli strumenti di sviluppo e così come ha diritto il Sud Sardegna di crescere e di svilupparsi, cosa che sta facendo, anche perché soltanto l'aspettativa della città metropolitana ha portato nel Sud Sardegna decine e decine di milioni di euro, così come ha diritto il Sud Sardegna ha diritto il centro Sardegna e ha diritto il Nord Sardegna. Noi non ci stiamo, ma credo che non ci staranno…

PRESIDENTE. Onorevole Tedde, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Marcello Orrù per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORRÙ MARCELLO (PSd'Az). Presidente, solo per dire che io voterò contro questo emendamento e voglio invitare molto brevemente, senza polemica, tutti coloro che siedono qui in Consiglio regionale e che sono stati eletti nel mio stesso collegio di Sassari a votare contro, perché qui è evidente che qualcheduno si è messo d'accordo con Renzi solo per far diventare Cagliari città metropolitana escludendo tutto il Nord Sardegna. È evidente che si vuole far diventare Cagliari l'unico potere politico della Sardegna. Non è che io sia contrario affinché a Cagliari venga riconosciuto lo status di città metropolitana, però vorrei che anche Sassari avesse lo stesso status di città metropolitana così come Cagliari.

Vedete, io non mi ricordo chi dell'opposizione, qualche mio collega, aveva lanciato una proposta che io condivido molto, dove diceva: due città metropolitane e il centro della Sardegna zona franca. Questa sarebbe stata un'ottima soluzione che avrebbe accontentato tutti i territori della Sardegna. Però, così si sta lavorando per far diventare solo Cagliari città metropolitana. Ripeto, non è che io sia contrario, però stiamo trascurando il Nord Sardegna che tanto ha dato alla politica regionale sarda. Per cui invito tutti coloro che sono stati eletti nel mio stesso collegio a votare contro questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Presidente, si è riaperta un po' la discussione che si è tentato di aprire in Commissione, ma su cui evidentemente la maggioranza ha voluto fare orecchie da mercante e cioè da una parte si diceva: "Voi non accettate il dialogo, non accettate l'opportunità del confronto sulle cose e nel merito della proposta, non avete avanzato nessun tipo di proposta e quindi per questo noi andiamo avanti". In realtà alla nostra ipotesi di aprire a delle interlocuzioni proprio sulla opportunità di istituire la seconda città metropolitana nel Nord Sardegna, proprio allo scopo di riequilibrare queste differenze territoriali, c'è stato proprio negato ogni tipo di dialogo, ogni tipo di confronto di merito. È evidente che il Governatore ha ricevuto una trivellata dal Presidente del Consiglio che gli ha detto: "Parlami di tutto, ma non parlarmi della seconda città metropolitana". Quindi avete ritenuto di inventare la rete metropolitana che ancora non è chiaro di cosa si tratti, ma vi siete inventati questa definizione forse per convincere che tanto il tema è esclusivamente quello di attrarre e di poter partecipare ai bandi comunitari, di far parte della programmazione comunitaria, ma in realtà state definitivamente segnando un solco Nord-Sud della Sardegna. Quei sentimenti che ancora si conservano e ci portiamo dietro da ormai secoli, che fanno parte della nostra genetica di sardi, noi li stiamo addirittura prevedendo in questa proposta di legge. Voi volete che il Nord Sardegna non sia e noi invece avremmo avuto la volontà di discutere e di poter, anche attraverso l'istituzione della seconda città metropolitana, individuandola nel Nord Sardegna, riequilibrare le funzioni ma soprattutto dare un'equità di considerazione ai due territori più importanti della Sardegna. Voi su questo proprio non avete voluto accettare nessun tipo di ragionamento, avete voluto abbandonare anche ogni possibilità di confronto col Governo, ma avete anche voluto già da prima prevenire...

PRESIDENTE. Onorevole Locci, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Presidente, per annunciare il voto contrario all'emendamento numero 2352 per i concetti già in qualche modo espressi dai colleghi e per rimarcare che l'unica città metropolitana della Sardegna è per i sardi un danno che porterebbe all'isolamento i comuni e i nostri paesi. Potremmo ragionare e potremmo modificare l'emendamento se dovessimo parlare di una città metropolitana della Sardegna, non di Cagliari. Quindi una città metropolitana della Regione sarda, così come ha fatto in Italia già la Regione Friuli (peraltro molto vicina agli amici della maggioranza, la Serracchiani, vicepresidente del PD), quindi un atteggiamento di questo genere potrebbe far intendere un'apertura da parte almeno del nostro Gruppo per un ragionamento diverso. Ma il pensiero che vogliamo dividere in due la Sardegna lasciando alla zona di Cagliari e a questi 17 comuni che in qualche modo rappresenterebbe la città metropolitana, ci induce a pensare che è improponibile, che è un'ingiustizia per la Sardegna, un'ingiustizia per i sardi e creerebbe quelle linee di confine tra quei centri, quei territori, soprattutto pensando alle ex province del Medio Capitano, del Sulcis Iglesiente o dell'Ogliastra che verrebbero marginalizzati. Quindi un danno economico incredibile per la Sardegna intera e pertanto per questo motivo, che poi richiameremo sicuramente meglio nell'articolo 2 quando andremo a parlare del tema specifico delle città metropolitane, in quel caso vedremo di esprimerci ulteriormente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Qui sembra che un articolo plurale o singolare ci conduca chissà dove. In effetti stiamo discutendo se è un "la" o un "le", ma in effetti se è un "la" e non un "le" c'è un motivo, perché non è che la maggioranza si confonde e mette il singolare dove deve esserci il plurale o viceversa. Probabilmente questo articolo la dice lunga su quello che stiamo a fare in quest'Aula, la maggioranza ha sicuramente trovato la quadra di questa legge, c'è sicuramente un testo che la maggioranza ha condiviso, allora si abbia il coraggio di tirarlo fuori e di dire al Consiglio: "Il testo che la maggioranza ha condiviso è questo e su questo è inutile che voi stiate ancora a barcamenarvi perché le decisioni che noi abbiamo assunto sono queste". Credo che sia un atto dovuto e un atto di chiarezza perché non è pensabile che già dall'articolo 1 si pongano dei paletti così chiari, così fermi, così rigidi rispetto a un argomento importante che per mesi ha tenuto banco sui giornali e in tutti gli incontri che si sono fatti dal capo di sopra fino a Oristano. Quindi, credo che sia giusto, corretto e doveroso che ci si dica chiaro e tondo che il testo che stiamo discutendo è un testo superato, è un testo che ha trovato una sintesi diversa, ce lo si dia e cerchiamo di capire su cosa dobbiamo discutere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Presidente, io non vorrei che i miei ripetuti interventi possano essere giudicati come ostruzionistici. Mi sto rivolgendo ai consiglieri regionali della maggioranza per tentare perché dicono che non ci sono proposte, le proposte le abbiamo fatte in Commissione. Ricordo che la proposta che abbiamo fatto era quella di stralciare la numero 9 e di stralciare la numero 12 e di rendere immediatamente... mi è stato detto che si trattava di una cosa minimale che bisognava pensare prima.

Mi hanno chiesto proprio due minuti fa che cos'è la città metropolitana, signor Presidente del Consiglio, e io non ho saputo rispondere. L'ho detto in Giunta e mi si è detto che era retorica, può darsi, ma lo voglio ripetere in quest'Aula: comuni, città medie, città metropolitane, unioni di comuni, ambito territoriale ottimale, rete urbana, rete metropolitana, ambiti territoriali strategici, zone omogenee; aggiungiamo le province, i commissari; senza tener conto dell'organizzazione del sistema sanitario e di quello delle agenzie, degli enti, stiamo facendo un mostro e non sappiamo chi deve svolgere queste funzioni e come le deve svolgere. Noi abbiamo bisogno di chiarezza, abbiamo necessità di sapere esattamente dove finiscono le funzioni di un ente e dove iniziano quelle dell'altro. Questa è veramente una cosa che non sta né in cielo né in terra. Stiamo veramente facendo una cosa che mi sembra eccessiva. C'è da ammirare la fantasia, questo sì. Do atto a chi l'ha fatto che non gli manca.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2352.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Tocco ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Agus - Anedda - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Forma - Lai - Ledda - Lotto - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula.

Rispondono no i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Dedoni - Floris - Lampis - Locci - Orru' - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Zedda Alessandra.

Si sono astenuti: il Presidente Ganau - Crisponi.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 48

votanti 46

astenuti 2

maggioranza 24

favorevoli 27

contrari 19

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 2353.

Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Presidente, ma qui ci pare che si voglia proprio mettere per iscritto, o comunque provare a mettere una toppa con una frase rispetto invece al fatto che qui si verificherà esattamente il contrario. Cioè questa è una norma che assolutamente e senza dubbio acuirà disparità tra territori, su questo non ci piove, perché avete dimenticato, e state anche… Io credo che non vi è servito nemmeno come riflessione il fatto che col mille proroghe il Governo abbia deciso per esempio di rinviare di un anno l'applicazione del DL 78 del 2010, in particolare quello che attiene alla gestione associata dei servizi, una norma che evidentemente punta in maniera totalmente falsa ad ottenere dei risparmi sui conti pubblici, quando invece questa sarà una norma che non farà altro che spostare dal controllo dei piccoli comuni ogni possibilità di verifica e di controllo dei servizi, e questi si allontaneranno sempre di più dai cittadini, si allontaneranno sempre di più dai rappresentanti dei cittadini. Questo meccanismo ovviamente, che va esattamente in controtendenza e nella direzione opposta rispetto al rispetto dei principi di sussidiarietà, non farà altro che non solo creare delle disparità tra territori, ma aumentare la conflittualità tra i cittadini. Aumentare, ritengo io, anche fenomeni cosiddetti associativi ma che in realtà hanno al loro interno esclusivamente l'unica funzione di esercizio dell'antipolitica, e questo lo facciamo noi con coscienza proprio pilotando questi meccanismi attraverso una norma di legge. Per cui non vale a nulla scrivere in un comma dell'oggetto dell'articolo che porta al suo interno "oggetto e finalità della legge", quando poi in realtà noi abbiamo costruito un meccanismo mostruoso che non farà altro invece che portarci nella direzione opposta. Questo credo che…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Presidente, ma questo emendamento mi dà lo spunto per cercare di analizzare questo comma 5. Questo comma parla di una Regione che tutela e valorizza città e paesi. Il paese nell'accezione comune è un'entità geografica che equivale ad uno Stato, ad una Nazione, "paese" così come viene individuato in questa norma non è il piccolo comune, questo non è un termine giuridico, è un termine che non può trovare ingresso in questo comma. Perché "la Regione tutela e valorizza città e paesi" vuol dire che la Regione tutela e valorizza città e Nazioni, e Stati. Quindi io proporrei di eliminare questo termine "paesi" prima ancora di discutere dell'emendamento.

E arriviamo all'emendamento. Emendamento che cerca di rafforzare la pari opportunità all'accesso dei servizi di tutti i comuni, di tutti i territori, e integra questa norma aggiungendo la locuzione "evitando la disparità tra i territori". Così facendo non fa che creare altra confusione, a parte la confusione del paese che è una Nazione sotto il profilo geografico, o uno Stato, adesso introduce la confusione in relazione all'individuazione delle disparità. Che tipo di disparità è? Che tipo di disparità mira a combattere? Disparità sulla superficie? sul reddito? sull'economia? Qual è questa disparità tra i territori che si cerca di evitare? Io credo che non si possa assolutamente fare una norma di questo tipo, incomprensibile e che viene tra le altre cose integrata con un emendamento che è ancora più incomprensibile, che la pasticcia ancora di più laddove possibile. Non era possibile pasticciarla, però ci siete riusciti!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Presidente, mi sono già espresso sul comma 5 dell'articolo 1, però l'emendamento numero 2353 presentato da Congiu e più mi dà lo spunto per un'ulteriore riflessione. Questo è un emendamento che tra l'altro è sottoscritto da persone che io stimo e che ritengo anche molto serie, e lo dimostra anche il linguaggio che hanno utilizzato, quindi aggiungono, dopo la parola "ai servizi", "evitando la disparità fra i territori". Ma queste sono parole di un padre di famiglia, sono parole di buonsenso, sono parole così come tutta la legge dell'ovvio, perché questa legge continua in alcuni articoli a parlare dell'ovvio. Cosa vuol dire evitando la disparità fra i territori? Ma c'è bisogno di scriverlo in una legge? Ma "evitando la disparità fra i territori" è una promessa? è un impegno? e una conferma? Cioè non vuol dire nulla! Io credo che questi buoni propositi, dettati sicuramente dalla serietà dei firmatari, però sono dei buoni propositi da inserire magari in un'associazione cinofila, hobbistica, non in una legge di riforma degli enti locali, in una legge di riforma degli enti locali vanno scritte cose precise, cose concrete, cose certe che in qualche modo possano essere anche utili alla comunità, utili ai sardi, utili alla politica. Ma i buoni propositi ritengo che rimangano tali, verranno sicuramente fraintesi, inutilizzati e sono impraticabili. Pertanto il mio voto contrario a questo emendamento e suggerisco agli amici Congiu e più il ritiro dell'emendamento stesso. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Beh, io ne colgo sicuramente le finalità nobili, però si pone in evidente contrasto con quanto avete proposto e quest'Aula ha già approvato. Perché voi con l'emendamento che avete proposto prima, introducendo la città metropolitana, prevedendola testualmente, avete già creato una disparità evidente tra i territori, avete creato una disparità che non è necessaria una formula tipo questa generica, evanescente, ad evitare il disequilibrio che già si è creato per effetto di quella previsione. E allora che senso ha? A parte che semmai avreste dovuto scriverla in positivo, perché non è il compito della Regione evitare, ma è in positivo fare. E questo è l'effetto che si verifica, per appunto iniziative come quella appena approvata, determina, perché in disequilibrio. E' inutile poi cercare di creare le compensazioni o altro quando voi avete posto un paletto a questa legge e avete di fatto condannato il sassarese, la Gallura, il nuorese, l'oristanese ad essere territori residuali. In questa legge c'è già una sperequazione, l'emendamento che abbiamo approvato neanche pochi minuti fa ha già determinato questo, è inutile inserire una norma di questa natura che già complica il pasticcio sul piano linguistico, terminologico che già rappresenta il comma in discussione. Davvero, guardate, è qualcosa di cui mi vergogno di essere legislatore di questa regione perché un domani si dirà:"Il legislatore regionale". No! E' la legislazione del centro sinistra, sia chiaro che non è roba che ci appartiene! Perché questa è davvero una vergogna!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Parlavo prima di volontà attribuibile a ciascun essere umano, anzi, a tutti gli esseri, anche con l'istinto di sopravvivenza, la volontà di vivere. Poi c'è la volontà che è quella voluta che impone una linea che vuole essere una linea decisa. Siccome non conosco chi è effettivamente l'estensore, e certamente non è un Calamandrei che si pone a legiferare, io mi chiedo come si faccia a non capire che c'è una discrasia effettiva in quelli che sono i risultati. Come si fa a non capire che c'è una disparità di trattamento fra territori, come si fa a non capire che c'è una volontà voluta, decisa di ottenere un determinato risultato, come si fa a non capire che (…) l'errore grave cioè lo stesso comportamento che si pone in maniera arbitraria all'interno di una legge che diversifica i territori di questa isola, di questa regione. Come si fa ad ostinarsi nel proporre cose negative verso territori, verso persone, verso quel centro Sardegna, verso le zone svantaggiate ancora una volta, aggregando soltanto chi è già forte economicamente e socialmente, come si fa a non capire che stiamo facendo ancora una volta dei (…) di un patrimonio che chiaramente non ha una risorsa e che si trova ancora una volta tagliato all'interno di un sistema istituzionale. Ha detto giusto Pittalis che resti a futura memoria che chi viene a fare ricerca capisca con forza e si sdegni se ancora c'è qualcuno che sente lo sdegno verso quelli che sono comportamenti non solo di inettitudine ma di incapacità di gestire la cosa pubblica in senso buono e doveroso. Fate realmente bene, come ha detto Rubiu se ritirate questi emendamenti perché ancora una volta mortificano la società sarda, ancora una volta dividono territori, ancora una volta danno una negligente risposta a quelli che sono le aspettative, le attese, i desideri di sviluppo di tutta la nostra isola.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2353.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Agus - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Zanchetta.

Rispondono no i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Floris - Lampis - Locci - Orru' - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Tatti - Tedde - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.

Si è astenuto il presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 50

votanti 49

astenuti 1

maggioranza 25

favorevoli 29

contrari 20

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 2301.

Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Truzzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Ritornando su questo comma che è stato oggetto di discussione, oggi ci sembrava ragionevole cercare di specificare meglio perché laddove si dice che la Regione tutela e valorizza le città e i paesi ai quali riconosce funzioni di presidio e valorizzazione del territorio regionale, e promuovere politiche di pari opportunità nell'accesso ai servizi, ci sembrava opportuno poterlo lasciare così generico e specificare quali fossero poi le finalità, cioè quelle di garantire lo sviluppo e l'equilibrio economico delle comunità locali. Anche in una chiave di parità tra le varie comunità di cui più volte si è parlato nell'arco della discussione su questa legge e considerando tutte le varie realtà, dalle più grandi alle i più piccole, cercando di superare quelle che sono spesso le logiche campanilistiche che si inseriscono quando si parla di provvedimenti di questo tipo, purtroppo, e soprattutto anche nell'interesse di andare a tutelare quelle che sono le comunità più piccole, quindi le comunità montane che devono avere gli stessi diritti, e soprattutto i cittadini devono avere le stesse opportunità di poter conseguire nel corso della loro vita uno sviluppo pari a quello delle realtà economiche maggiori, delle realtà anche delle cittadine maggiori, tenendo presente che ovviamente tutto ciò fosse raggiunto attraverso lo sviluppo dei servizi sul territorio.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dall'emendamento numero 2301.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Tunis ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Agus - Cappellacci - Carta - Cherchi Augusto - Cherchi Oscar - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cossa - Cozzolino - Crisponi - Demontis - Deriu - Forma - Gaia - Lai - Lampis - Ledda - Locci - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Orru' - Perra - Peru - Pinna Giuseppino - Pinna Rossella - Piscedda - Pittalis - Pizzuto - Randazzo - Rubiu - Ruggeri - Sabatini - Solinas Antonio - Tatti - Tedde - Tendas - Truzzu - Tunis - Unali - Zanchetta - Zedda Alessandra.

Risponde no il consigliere: Floris.

Si è astenuto il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 49

votanti 48

astenuti 1

maggioranza 25

favorevoli 47

contrari 1

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 2302.

Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Noi pensiamo che veramente con questa proposta di legge vi stiate davvero dimenticando delle piccole comunità, non solo, non c'è nessun tipo di azione, né qui ma tanto meno nella norma finanziaria che è già stata distribuita e già consegnata Consiglio regionale, rispetto a politiche che possano invertire la tendenza dello spopolamento dei piccoli comuni. I sindaci dei comuni importanti che siedono in questo Consiglio regionale stanno molto bene qual è la tendenza ormai nei loro territori, cioè quella dello spopolamento e della fuga in particolare dei giovani, ci sono sindaci che grazie alle loro politiche stanno vedendo anche la curva della demografia salire al di là e al di sopra dei livelli nazionali. Comunque noi, sarebbe importante dare la possibilità a questa norma di esprimere questo concetto per poi anche riempire di contenuti lungo le strategie anche di politica economica finanziaria che questa maggioranza sta mettendo in campo nel prossimo futuro, quindi anche per questo che noi pensiamo che non si possa solamente fare l'enunciazione che le zone interne verranno ripopolate grazie alla grande possibilità e opportunità che viene dai flussi migratori, vorrei sperare che la nomina della dottoressa Quaquero a responsabile di queste politiche non sia in funzione di inventare qualche meccanismo di implementazione demografica e di aumento delle popolazioni nelle comunità periferiche del centro Sardegna, magari sfruttando questa opportunità che ci viene dai flussi migratori. Noi invece pensiamo che lo si debba fare incentivando anche i nostri giovani a non scappare e a non rifuggire dalle opportunità che può ancora dare questa terra e quindi è un'opportunità anche la proposta degli onorevoli Lampis e Truzzu in questo senso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianni Lampis. Ne ha facoltà.

LAMPIS GIANNI (Gruppo Misto). Ritengo opportuno, anche come primo firmatario di questo emendamento, intervenire perché voglio sgombrare il campo da qualsiasi probabile equivoco. Per i firmatari di questo emendamento evitare lo spopolamento delle zone interne e dei piccoli comuni non equivale sicuramente a quello che tempo fa abbiamo letto sui giornali e cioè che le zone interne della Sardegna devono essere popolate da questi flussi migratori provenienti dall'Africa settentrionale. Non pensiamo che il futuro della Sardegna possa essere rappresentato da questo tipo di politica. Assolutamente. Noi pensiamo che le zone interne e i piccoli comuni della Sardegna si tutelano, e debbano essere tutelati come presìdi identità della nostra isola, soprattutto favorendo politiche di sviluppo, politiche in cui l'occupazione rappresenta lo strumento migliore per garantire la presenza degli uomini e delle donne sarde in questi territori. Un giovane che decide di costruirsi famiglia in un piccolo comune della Sardegna è sicuramente un giovane coraggioso, quindi in questo senso riteniamo che inserire in questa norma di legge… mi scusi Presidente ma c'è un brusio che di fatto mi impedisce… Dicevo, che oggi devono essere le nuove generazioni l'obiettivo da incentivare all'interno delle politiche di quest'Aula. Ecco, le nuove generazioni e chi coraggiosamente decide di restare all'interno delle zone interne deve trovare all'interno dell'azione politica regionale dei presìdi e i presìdi sono i servizi, sono la capacità di ottenere risposte degli uffici pubblici dislocati all'interno di questi piccoli comuni. Noi riteniamo che un voto favorevole a questo emendamento sia un voto favorevole dato alla prospettiva di riscatto e di sviluppo dell'intera Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Io vorrei leggere questo emendamento per capire di che cosa parliamo perché nella distrazione generale probabilmente si sottovaluta l'importanza di alcuni argomenti. La Regione promuove gli interventi necessari a contrastare i fenomeni di spopolamento e a favorire la crescita demografica e il popolamento delle aree interne e dei piccoli comuni. Ora mi volete spiegare, e lo chiedo ai colleghi consiglieri del centrosinistra, ma è possibile anche un accenno di motivazione sul perché siete contrari a questo emendamento, perché la proposto l'onorevole Lampis, perché viene dai banchi dell'opposizione? C'è o non c'è un problema vero che riguarda, come ha riportato qualche quotidiano qualche tempo fa, che si parla addirittura entro il 2050 di 166 piccoli comuni che rischiano di scomparire è questa la politica che volete incentivare? Cioè, sopprimere le autonomie locali, sopprimere i piccoli comuni? Ditelo. Se questa è la politica e il vostro disegno allora fate bene a votare contro questo emendamento. Ma il termine zone interne a qualcuno forse crea disturbo, ma anche soltanto pronunciarlo vi viene difficile, visto che in questa legge non c'è il riferimento alle zone interne in nessun articolo. È scandaloso. Non c'è alcun riferimento alle zone interne e l'unico emendamento che l'opposizione vi propone, almeno per recuperare al testo la dignità che una qualche attenzione anche verso i territori delle zone interne la state riservando. E così non è. Allora, noi non comprendiamo davvero, avete approvato, su questo Presidente io sono certo del lavoro minuzioso anche dei funzionari, quello che abbiamo approvato venga trascritto letteralmente e testualmente, perché non accetteremo diversivi, o accomodamenti, o aggiustamenti su quello che abbiamo fatto, perché è stato approvato un minestrone e quel minestrone vorremmo che costituisca il testo che dovrà entrare in vigore e di cui vi assumerete la responsabilità. Noi vi stiamo proponendo emendamenti correttivi, emendamenti di sostanza…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Io vorrei proseguire nel ragionamento legato al fatto che ci sono due sardegne: una isolata, povera, che ha difficoltà ad inserirsi, che da sempre per il sistema orografico, per la viabilità, non parlo di trasporti per non disturbare la mente dell'Assessore che è qui presente stasera altrimenti gli creo mal di testa. Ma vorrei dire che è bene che ciascuno percepisca il dato che non c'è equilibrio territoriale, che non c'è un equilibrio sociale. Io vivo, credo, quanto voi quelli che sono i dati drammatici della situazione di disoccupazione in Sardegna. Tocca tutti i territori ma ci sono territori che hanno già degli insediamenti anche se in difficoltà, dove c'è la cassa integrazione, dove sta arrivando un altro tipo di desertificazione, io credo che però vada un attimo a vedere se quel concetto che ho espresso tanto tempo fa in quest'Aula, e poi felicemente ripreso da un ex sindaco dirigente tra l'altro delle Pci di allora, e trascritto in un libro in cui si parlava della Sardegna come sviluppo a ciambella. Cioè, una Sardegna che vive nelle sue coste la ricchezza, o la possibilità di ricchezza e di sviluppo, e la parte centrale, quella più dura, quella più difficile da vivere, vuota, cancellata, e oggi cancellata anche dalle istituzioni. Dalle istituzioni sarde che dovrebbero darle respiro. Noi abbiamo invocato e continuiamo ad invocare che sia un amaretto e non una ciambella a disegnare la Sardegna come dolce che dia significato anche a quella parte centrale della Sardegna che ha difficoltà a vivere. Un amaretto soffice che dà risposta alla gente e che certamente non ha l'osso duro e la difficoltà di vita quale oggi vive. Ma chi dice che nei territori dove ci sono abbondantemente distanze tra paesi, distanze culturali, distanze e difficoltà di rapporti, lontananza da porti e aeroporti, lontananza da quelle che sono…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Per annunciare il voto favorevole a questo emendamento che introduce in questo disegno di legge un principio rivoluzionario, è un principio rivoluzionario. Introduce il tema delle zone interne che non vengono assolutamente e minimamente contemplate all'interno di questo articolato. Quindi un tema rivoluzionario che dovrebbe essere invece normale, la norma ma così non è. E votiamo favorevolmente perché l'attenzione verso la crescita sociale, economica, demografica dei piccoli comuni non dei paesi, dei piccoli comuni delle zone interne contribuisce sicuramente alla crescita equilibrata di tutta la Sardegna. Non si può assolutamente concepire una Sardegna popolata soltanto nei confini, nelle coste, non serve a nessuno, non serve a niente e a nessuno. È un'ipotesi del tutto dannosa, perché se non vengono conservate le zone interne, non vengono tutelate le zone interne, non vengono favorite nelle loro crescite le zone interne si rischia di perdere culture millenarie, si rischia di perdere le radici storiche forti, si rischia di perdere parte della Sardegna. Quindi bene hanno fatto i colleghi a proporre questo emendamento che noi votiamo con grande convinzione.

La Sardegna deve essere una, una sola e deve pensare a tutte le comunità non soltanto a quelle più ricche, non soltanto a quelle più favorite dalla loro allocazione geografica. Le zone interne devono trovare all'interno di questa legge un'attenzione particolare, magari anche più pressante, più forte rispetto all'attenzione che si dà alle altre zone, le zone costiere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Mi chiedevo se qualcuno della maggioranza decidesse di intervenire che cosa potrebbe dirci rispetto a questo emendamento e ho immaginato che potrebbero dirci, ma vi rendete conto che state parlando di due argomenti fondamentali, stiamo parlando di due argomenti importanti, due argomenti che riguardano la vita, lo sviluppo, riguardano la sopravvivenza stessa di molti comuni della nostra terra, della nostra Isola. Come possiamo ricondurre il tutto ad un emendamento, come possiamo pensare di risolvere i problemi con un emendamento. L'obiezione a questa pur legittima ed eventuale osservazione è che se non se ne parla ora nel mentre che approviamo una legge di riordino degli enti locali quando ne vogliamo parlare, quand'è che vogliamo prendere un impegno per fare qualcosa di serio e di concreto, quand'è che vogliamo mettere un paletto invalicabile dal quale partire per fare qualcosa per combattere lo spopolamento e favorire la crescita demografica e lo sviluppo dei comuni che stanno morendo. Credo quindi che l'occasione sia propizia, l'occasione sia importante, che sia necessario all'interno di questa legge questi argomenti vengano introdotti. Perché se non li introduciamo all'interno della legge che parla degli enti locali, di tutti gli enti locali, di tutti i 377 comuni della Sardegna non ho capito quando se ne potrebbe parlare. Quindi il voto sicuramente favorevole a questo emendamento serve a dimostrare e a dire che questi sono argomenti importanti e che sicuramente il testo di legge che si vada a discutere e che stiamo discutendo e da si andrà ad approvare è lo strumento indicato perché questi argomenti vengano inseriti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere per Luigi Crisponi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Presidente, per annunciare il voto a favore dell'emendamento proposto dai colleghi Lampis e Truzzu e fa anche specie che un emendamento di questo genere venga presentato come primo firmatario dal più giovane dei colleghi in questa aula del Consiglio regionale dimostrando una dose di saggezza che sembra davvero non appartenere invece ai colleghi ben più anziani anche e soprattutto della maggioranza del Consiglio regionale. Parla di questioni mica da poco, non è lana caprina questa sua proposta, da noi ampiamente condivisa, naturalmente sottoscritta. Parla semplicemente di uno dei problemi anzi del problema della Sardegna, è un problema che vuol guardare e con vigore e con attenzione ad una riforma che sta facendo passi indietro, facendo fare passi indietro al nostro territorio. È chiaro oltre a tutte le indagini che hanno raccontato, celebrato amaramente di una Sardegna che arretra soprattutto in termini di spopolamento e di una Sardegna che soprattutto negli ultimi cinquant'anni ha visto oltre il 60 per cento dei suoi comuni perdere i suoi abitanti. La sola Provincia di Nuoro vi ricordo che ha perso negli ultimi vent'anni un numero di abitanti pari alla eliminazione totale di ben 20 comuni da 1000 abitanti o se preferite due cittadine da 10.000 abitanti. Un numero pauroso, e quindi ecco perché il collega giustamente propone qualcosa che veda e impegni non solo il Consiglio ma soprattutto i proponenti di questa norma che si vada soprattutto a debellare, contrastare, a verificare quali sono le condizioni per evitare la piaga peggiore che possa subire la nostra gente e il territorio della Sardegna, il suo spopolamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Presidente, per annunciare il mio voto favorevole all'emendamento Lampis-Truzzu e per fare alcune considerazioni, questo emendamento mi dà spunto per fare un ragionamento su quella che è la legge che stiamo andando a discutere, riordino delle autonomie locali. Bene sui 377 comuni della Sardegna il 90 per cento sono piccoli comuni; questo significa che quanto espresso nell'emendamento richiama in realtà quasi il 90 per cento dei comuni della Sardegna. La sardità, la storia, la cultura, le tradizioni, il valore della Sardegna sono in realtà nelle zone interne, il concetto di zone interne, che è totalmente assente in questa legge, che dovrebbe riordinare gli enti locali. Ma quale riordino se non abbiamo minimamente idea di cosa stiamo parlando. Forse le autonomie locali sono le città metropolitane? Forse l'interesse di questa maggioranza a discutere solo delle città metropolitane è probabilmente legato a far crescere dal punto di vista economico solo una parte marginale ma importante, per carità, della Sardegna così come quella del cagliaritano? Esattamente è qui l'errore. È qui l'errore, perché quest'emendamento rappresenta il cuore della legge o meglio dovrebbe rappresentare il cuore della legge perché lo spopolamento delle zone interne è quello che rappresenta la vera Sardegna, la vera Sardegna identitaria, questo termine che spesso viene abusato e richiamato da chi ritiene di avere oggi la verità in tasca sull'autonomia della Sardegna, sulla sua identità e sul suo indipendentismo. Questo emendamento richiama questi valori e soprattutto ci dà la possibilità, questa è una grande possibilità, che maggioranza e minoranza tutti insieme trovino un punto di incontro e possano approvare un emendamento che in qualche modo colma quel vuoto che questa legge ha lasciato. Grazie.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2302.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Crisponi - Dedoni - Lampis - Ledda - Locci - Orrù - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Rubiu - Solinas Antonio - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Floris - Forma - Gaia - Lai - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Tendas - Unali - Usula - Zanchetta.

Si è astenuto il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 51

votanti 50

astenuti 1

maggioranza 26

favorevoli 20

contrari 30

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 2299, c'era un invito al ritiro della Commissione.

Ha domandato di parlare il consigliere Gianni Lampis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAMPIS GIANNI (Gruppo Misto). Poc'anzi, in sede di discussione, l'onorevole Mario Floris ha ricordato la serie di organi o di enti che questa riforma di fatto crea, e sembrava quasi di leggere, di sentir leggere i vari ingredienti che compongono di fatto quella che si sta delineando come un'indigesta frittata. Si parla di tante cose in questa legge, si parla di tante cose, però manca un concetto secondo noi essenziale, e cioè qual è il ruolo dei veri destinatari di quello che noi oggi decidiamo, e cioè i cittadini. Quali sono, che tipo di servizi noi vogliamo garantire all'utenza, che tipo di servizi noi vogliamo garantire ai cittadini. Ecco, quando si parla di efficacia e di efficienza nella pubblica amministrazione non si parla di sinonimi, ma si parla di due concetti ben distinti, perché l'efficacia rappresenta il successo nel raggiungere un obiettivo, quindi la capacità di raggiungere un obiettivo prefissato, mentre l'efficienza rappresenta la modalità con cui questo successo può essere raggiunto. Quindi, minori sono le risorse utilizzate, maggiore sarà per l'appunto l'efficienza. Noi vorremmo garantire ai nostri cittadini, ai sardi servizi di efficienza e servizi di efficacia, è per questo che con questo emendamento riteniamo doveroso individuare la strada per raggiungere questo obiettivo, e cioè puntare sulla formazione dei dipendenti pubblici. Oggi la Regione, se veramente con questa riforma vuole perseguire queste grandi ambizioni di solidarietà all'interno della nostra Isola, deve dare un ruolo ai funzionari delle pubbliche amministrazioni, quindi ai funzionari della Regione, ai funzionari delle unioni dei comuni, ai funzionari dei comuni. E oggi più che mai serve capire, serve prendere, acquisire la consapevolezza necessaria per dire che la formazione rappresenta lo strumento per raggiungere questi parametri. Noi oggi decidiamo di non ritirarlo questo emendamento perché non ci possiamo nascondere dietro quella che riteniamo essere la strada giusta per correggere almeno in parte le disfunzioni che in questo testo normativo ci sono. Quindi…

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2299.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Lampis - Locci - Orrù - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Rubiu - Sabatini - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Floris - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zanchetta.

Si è astenuto il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 50

votanti 49

astenuti 1

maggioranza 25

favorevoli 19

contrari 30

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 1947.

Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Questo articolo e la modifica di questo articolo, in particolare quando a dicembre si è deciso, prima di Natale, di tornare in Commissione per valutare le opportunità di dialogo tra gli schieramenti politici, era esattamente quello che doveva essere modificato per consentire questo dialogo. Voi avete detto che questa riforma o questa proposta si sarebbe basata ovviamente sul recupero delle province attraverso le norme transitorie, l'unione dei comuni e la città metropolitana. Bene, ci avete chiamato a responsabilità, al confronto, al dialogo su questi tre temi, noi in Commissione prima abbiamo chiesto in varie occasioni di poter partire col confronto dalla cancellazione come presupposto dell'enunciazione che questa legge portasse al suo interno principi di grande riforma economica e sociale e contenuti di legislazione statale. Per noi era assolutamente prioritario partire dall'eliminazione di questa porzione finale del comma 2 dell'articolo 1 perché ci avrebbe consentito di confrontarci a viso aperto sul resto della proposta di legge, cioè sull'opportunità di superare limiti imposti dalla legge Delrio e dal DL 78/2010, e cioè poter discutere della seconda città metropolitana, e quello, sì, sarebbe stato un'ipotesi di confronto fuori dai binari della legge Delrio e valorizzando le nostre potestà primarie, abbiamo chiesto anche alla fine del confronto in Commissione di tener conto della legge mille proroghe, questo per consentire al nostro sistema dei comuni di iniziare a provare a rodarsi anche sul sistema di gestione associata dei servizi, senza indurli e senza obbligarli come si fa con questa legge. Ultimo tema di confronto, la questione delle norme transitorie, il recupero delle province e le elezioni provinciali. Ecco, abbiamo fatto delle proposte anche su questo, voi ritenete che…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Oggi, sia l'onorevole Floris che l'onorevole Pittalis hanno evidenziato da un lato il metodo veramente poco usuale di legiferare in quest'aula, e dall'altra anche i contenuti veramente schizofrenici e a volte insignificanti e inutili proprio della norma che ci state proponendo, e crediamo che proprio questo emendamento sia assolutamente eclatante da questo punto di vista, perché io credo che avete peggiorato una proposta che era contenuta nell'articolo 1, come fuoriuscito dalla Commissione, con un testo che veramente io vorrei invitarvi, colleghi, a rileggere esattamente quello che avete scritto, e ci dovete spiegare che cosa vuol dire "i comuni singoli o associati sono i soggetti deputati allo svolgimento delle funzioni amministrative secondo i principi di sussidiarietà, di adeguatezza, differenziazione, la Regione esercita le sue funzioni tramite gli enti locali". Ma c'è bisogno di scrivere norme di questo tipo? Non solo, la Regione ancora oggi deve riconoscere ai comuni il diritto alle comunità locali, all'autonomia, all'autodeterminazione, all'associazionismo, veramente stiamo rasentando il ridicolo. In questo emendamento c'è un'unica volontà, un'unica differenza, che è quella che ho citato in un mio intervento precedente, cioè state cambiando il riconoscimento gratuito alle cariche che faranno parte dei nuovi enti e nuove istituzioni, prima lo addossavate al fondo unico, forse ci avete riflettuto e avete deciso che deve essere a titolo gratuito. Ma si può veramente perdere tanto di questo tempo, e soprattutto provare a scrivere norme di questo contenuto? Noi non possiamo assolutamente sostenere emendamenti di questo tipo. Ma ditelo dall'inizio! Noi in questo non possiamo che leggere, ancora una volta, che trasformate, cambiate, modificate ogni volta le proposte, i disegni di legge che vengono dalla Giunta in ragione di che cosa? Veramente ancora questo vostro atteggiamento non l'abbiamo capito, se non che c'è una profonda discrasia tra il vostro modo di vedere le cose e quello della Giunta. Ma allora fate una cosa, mettetevi d'accordo prima ed evitate queste figuracce in aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Cossa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Questo emendamento, che fa uno sforzo per riscrivere la vetrina di questa legge, in realtà, anche con alcuni emendamenti che sono stati approvati in Aula, che pure erano animati dallo sforzo anche nobile di migliorare il testo, in realtà ha fatto emergere come siamo arrivati alla legge che stiamo discutendo, al testo che stiamo discutendo in Aula, attraverso una serie di approssimazioni successive, di mediazioni, che non hanno portato ad un miglioramento del testo, hanno portato ad una serie di compromessi, ad una serie di foglie di fico anche che sono state approvate stasera, alcuni emendamenti che sono stati approvati stasera, che hanno caratterizzato il carattere di questo provvedimento come un provvedimento che in alcuni pezzi è una specie di patchwork. Io credo che poi avremo seri problemi anche di coordinamento interno, di coordinamento con la normativa generale, avremo problemi probabilmente di sistema, e vedremo più avanti come poi alcuni modi non sono stati nemmeno aggrediti, perché quello che rilevavano nei giorni scorsi le associazioni di categoria, che per esempio in materia turistica si è voluto fare, così come anche in altri settori, ma li vedremo pezzettino per pezzettino, una traslazione dalle province alle unioni di comuni, creando un pasticcio per esempio in materia di politiche turistiche, che in questo momento avrebbero bisogno non di parcellizzazione, ma di centralizzazione e di maggiore coordinamento, tutto questo porta ad un provvedimento che rischia di essere veramente disastroso, non soltanto per le comunità locali, ma anche per il sistema generale; vedremo poi cos'avete previsto in materia di ambiente, vedremo cosa avete previsto in alcune delle residue competenze delle province che erano più di facciata che altro, che però trasferite in questo modo alle unioni dei comuni, alle reti metropolitane, tutte le cose che sono state inventate in questo provvedimento, rischiano veramente di far deflagrare e di rendere ingestibile il sistema. Voteremo contro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Io credo che questo emendamento, che è il sintomo, l'indice di un modo pasticciato di legiferare, perché serve come tagliola per eliminare dalla discussione tanti emendamenti importanti che l'opposizione ha proposto, io credo che questo emendamento sia il paradigma del pasticcio che è questa legge. Questo emendamento è un grande pasticcio, un immenso pasticcio. È un emendamento che dovrebbe porre e cristallizzare le fonti del disegno di legge, e dimentica la fonte più importante, dimentica la legge Delrio, la legge numero 56, menziona i principi di grande riforma economico-sociale contenuti nella legislazione statale, quindi la legge Delrio, ovviamente, che pone questi principi in questa materia, e poi si dimentica che fra questi principi della legge Delrio c'è il principio della città metropolitana intesa come territorio della vecchia Provincia. E ancora. Nonostante non menzioni fra le fonti la legge Delrio, scopiazza in modo indegno altri principi della legge Delrio, che sono quei principi di sussidiarietà, adeguatezza e differenziazione che la legge Delrio sottolinea, mentre invece voi vi vergognate di menzionare la legge Delrio, parlate di legislazione statale che pone principi di grande riforma economica e sociale. Non so perché vi vergognate, non ho capito perché vi vergognate della legge Delrio, considerato che è anche un importante Sottosegretario, o Ministro, che è a voi vicino politicamente. E ancora. Al comma 4, laddove si fa riferimento ai principi dell'autodeterminazione, associazionismo, partecipazione democratica, ci manca l'Associazione dei partigiani! Avete menzionato tutto, mancano le Associazioni dei partigiani, che nella scorsa finanziaria furono anche finanziati; vi siete dimenticati dell'Associazione dei partigiani. E ancora. Si parla, come rilevavo prima, in modo improprio, in modo atecnico di comuni, o meglio, di città e paesi; devo per l'ennesima volta dire che questo termine "paese" viene utilizzato in modo improprio, perché nella locuzione tecnica il paese è ben altra cosa. Voi magari avreste voluto scrivere "piccoli comuni", mentre invece avete scritto "paese", non so per quale motivo, forse in dialetto il paese è un piccolo comune, non lo so, però il Paese è una Nazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Io non voterò a favore di questo emendamento, perché la riscrittura del testo dell'articolo 1, così come viene proposta, non modifica di una virgola quelli che sono secondo me le lacune che questo articolo 1 già conteneva, e mi riferisco praticamente al comma 1, dove in effetti vengono individuati gli strumenti normativi, la cornice, il perimetro all'interno del quale il disegno di legge dovrebbe muoversi, ma che indica anche quali sono gli strumenti che il Consiglio regionale si intende dare, e che intende dare alla Giunta per poter poi efficacemente agire per le cose che il presidente Pigliaru ci ha detto nel suo intervento il giorno dell'inizio, quando parlò di un'idea di paese, quando parlò del ruolo della Sardegna, quando parlò di obiettivi, con ruoli, funzioni, costi e coperture dei costi con le risorse appropriate. Quali strumenti stiamo prevedendo? Non stiamo prevedendo nessuno strumento, perché l'articolo 3 dello Statuto che viene citato null'altro fa se non indicare competenze poco utilizzate da questa maggioranza, e all'articolo 44 dice qualcosa che in effetti anche questa viene disattesa, quando dice che la Regione esercita normalmente le sue funzioni amministrative delegandole agli enti locali o avvalendosi dei loro uffici. Mancano quegli strumenti che avrebbero consentito invece di intervenire, perché noi a voglia di parlare di sviluppo, a voglia di parlare di zone interne, il tavolo del parternariato istituzionale di Nuoro del 17 dicembre ha concluso con la sua prima bozza di lavoro, fra le cose che vengono individuate come strumenti e come iniziative che possono essere utili per salvare questa zona della Sardegna che sta morendo, viene individuata anche la fiscalità di vantaggio. Ora, non prevedere all'interno di questa legge l'articolo 10 e l'articolo 12 dello Statuto, perché di questo parlano, credo che sia una contraddizione totale di quelli che sono gli intendimenti di questa maggioranza e di questa Giunta, quindi un articolo 1 che di per se stesso nulla dice rispetto a quello che effettivamente dovrebbe poi servire per il rilancio per salvare la Sardegna. Quindi il mio voto sarà certamente contrario.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Giovanni Battista Tatti per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TATTI IGNAZIO GIOVANNI BATTISTA (UDC Sardegna). Per annunciare il mio voto contrario a questo emendamento per diversi motivi, il primo dei quali è questo: al comma 3 dell'articolo 1 si dice che la Regione esercita le funzioni tramite gli enti locali. Io mi auguro che non sia come la legge numero 9, che con il trasferimento delle funzioni le risorse ai comuni non sono mai arrivate o arrivavano in misura inferiore rispetto al fabbisogno delle stesse. Al comma 4 dice: "La Regione riconosce il diritto delle comunità locali all'autonomia, all'autodeterminazione, all'associazionismo e alla partecipazione democratica". Mi sembra che questo non sia. Mi sembra che l'intenzione di questa maggioranza sia quella di imporre ai comuni l'associazionismo. E poi non abbiamo toccato il comma 6; prima ne ha parlato la consigliera Zedda, la quale ha detto che la Giunta aveva deciso una cosa, di far utilizzare il fondo unico per le spese per il funzionamento delle unioni dei comuni, delle città metropolitane e quant'altro, ma non è proprio così. È la stessa Commissione che ha aggiunto il comma 6 e oggi il Consiglio, quindi gli stessi consiglieri che erano in Commissione dicono di fare in forma differente. Questa è una cosa obbrobriosa anche perché dicono al sindaco di Baradili, il comune più piccolo della Sardegna, di partecipare in egual misura a un sindaco di un comune di 2 mila o 3 mila abitanti, stiamo parlando di un comunello di 80 abitanti. Ritengo che non siano applicabili queste cose.

E poi è facile, colleghi consiglieri, dire che le cose si devono fare in forma gratuita; almeno il diritto di opzione agli amministratori degli enti locali lo dovreste lasciare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Edoardo Tocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TOCCO EDOARDO (FI). Chiaramente io non sono favorevole a questo emendamento, ma volevo soffermarmi un attimo sul principio di sussidiarietà di cui si parla tanto. Questo principio regola per antonomasia questo, cioè quando un ente inferiore è capace di svolgere bene il suo compito, e non lo dico io, lo dicono i padri costituenti, l'ente superiore non deve intervenire, bensì deve sostenerne l'azione. Ecco, allora, si parla tanto di sussidiarietà, ci si lava la bocca con la sussidiarietà, ma io credo che questo progetto sia totalmente il contrario del concetto di sussidiarietà. E perché questo? Perché, anche per una questione di identità, di morfologia geografica, molti piccoli comuni se non fossero attenti alle esigenze dei loro cittadini si perderebbe anche quel piccolo principio di democrazia. Qui ci sono anche sindaci, in quest'Aula, che sono sindaci di piccoli paesi - l'ho detto anche prima di Natale - e non ho sentito parlare nessuno di loro. Possibile che nessuno di voi abbia detto due parole a tutela del proprio comune che potrà perdere la propria identità? Io credo che un attimino sia il caso anche di osservarle certe cose. Io non dico che l'opposizione debba andare contro tutto, ma io credo che anche la maggioranza possa un atttimino rivedere alcune cose, forse siamo ancora in tempo. Io credo che sia il momento anche di salvaguardare quelle piccole storie identitarie di piccola autonomia ed evitare anche di snaturare veramente questi piccoli centri. Io credo che sia il caso di rivedere almeno queste piccole cose.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Abbiamo cercato di spiegarvi le ragioni della nostra contrarietà a un testo quale quello rappresentato dall'emendamento in esame, che le modifiche apportate addirittura rendono ancora peggiore di quanto già lo fosse nella scrittura che è stata sottoposta alla nostra attenzione.

Caro presidente Pigliaru, visto che lei è presente, avete fatto un bel capolavoro oggi con l'approvazione di questo emendamento, lei ne porta tutta la responsabilità politica. Lei porta tutta la responsabilità politica di un articolo che davvero rappresenta quanto di peggio possa produrre un legislatore, questo sul piano della tecnica legislativa. Sul piano dei contenuti è davvero vergognoso. Sul piano sostanziale è stata eliminata qualunque riferibilità alle zone interne, al problema dello spopolamento, al problema dei piccoli comuni, ma avete salvaguardato, questo sì, una norma che vi fa onore, guardate, perché non se n'è parlato nel corso della discussione. È l'ultimo comma di quest'emendamento, dove vi preoccupate di ricordare che "per garantire il diritto di accesso a tutti i cittadini alle cariche elettive in condizione di eguaglianza" - e qui vi chiedo: dove sono le pari opportunità, visto che tanto le sbandierate? Vi siete vergognati di inserirle in questo contesto? - "e lo svolgimento delle stesse con disciplina e onore". Cosa vuol dire? Disciplina? Ma neanche Benito Mussolini le ha scritte queste cose! Ma vi state rendendo conto di quello che state scrivendo, di quello che state facendo? Qual è l'onore? L'aver ricevuto un avviso di garanzia, l'avere ricevuto una richiesta di rinvio a giudizio o avere ricevuto una sentenza di condanna all'ergastolo? Ma vi rendete conto di cosa avete scritto? È qualcosa di vergognoso! State riaprendo le pratiche, quelle che abbiamo conosciuto in alcune province anche. Leggete bene quell'emendamento! Quali sono le eccezioni che introducete dopo aver pomposamente detto che tutto è titolo gratuito, salvo però…

E allora, guardate, è un testo, questo, che grida veramente non vendetta, vergogna! Ve ne assumete davvero la responsabilità perché non si possono scrivere in legge le cose che sono scritte qui.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 1947.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Agus - Anedda - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Forma - Gaia - Lai - Ledda - Lotto - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Solinas Antonio - Tendas - Usula - Zanchetta.

Rispondono no i consiglieri: Carta - Cherchi Oscar - Crisponi - Dedoni - Lampis - Locci - Orrù - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.

Si è astenuto il presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 46

votanti 45

astenuti 1

maggioranza 23

favorevoli 29

contrari 16

(Il Consiglio approva).

A seguito dell'approvazione di questo emendamento decadono tutti gli emendamenti all'articolo 1. Il Consiglio è convocato domani alle ore 10.

La seduta è tolta alle ore 20 e 15.