Seduta n.129 del 09/12/2015 

CXXIX Seduta

Mercoledì 9 dicembre 2015

Presidenza del Presidente Gianfranco Ganau

indi del Vicepresidente Eugenio Lai

indi del Presidente Gianfranco Ganau

La seduta è aperta alle ore 17 e 30.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta del 25 novembre 2015 (125), che è approvato.

Congedo

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Piero Comandini ha chiesto congedo per la seduta del 9 dicembre 2015.

Poiché non vi sono opposizioni, il congedo si intende accordato.

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti proposte di legge:

Numero 289-290.

Risposta scritta a interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:

Numero 201-266-275-288-437-491-504-520.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria:

Numero 590-591-592-593-594-595.

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELE, Segretaria:

Numero 181-182-183-184.

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria:

Numero 208-209.

Discussione del disegno di legge: "Riordino del sistema delle autonomie locali della Sardegna" (176/A).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 176/A.

Ha facoltà di parlare il consigliere Roberto Deriu, relatore di maggioranza.

Questione sospensiva

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Io so che si è riunita la Conferenza dei Capigruppo e che lei ha espresso anche una sua personale opinione, opinione che comunque è l'opinione del Presidente dell'Assemblea. Riterrei opportuno che lei riflettesse e ci ripensasse, perché quello che sta avvenendo non è un fatto secondario, è un fatto che attiene ai rapporti politici tra le forze politiche, tra la maggioranza e l'opposizione, è un fatto che riguarda le future generazioni. Non stiamo discutendo di una cosa qualunque, stiamo discutendo della nuova geografia politica della Regione Sardegna, che abbia o non abbia questi poteri. Presidente, non è colpa nostra se la maggioranza giunge a questo appuntamento fuori tempo massimo. Lei sa benissimo che aveva un anno di tempo, poi sono passati altri 6 mesi, un anno e mezzo di tempo, improvvisamente, come la bella addormentata si è svegliata (…) e ritiene di imporre alla minoranza un ritmo che non è congeniale ai lavori di serietà di un'Assemblea legislativa, quale è appunto la nostra. Quello che io le sto chiedendo è un diritto, non è una cortesia. Non è possibile che noi discutiamo, come abbiamo fatto anche su altri comparti e su altre leggi: la legge sulla sanità presentata dalla Giunta regionale, o la legge urbanistica presentata dalla Giunta regionale, portata in Commissione, approvata dalla Commissione, modificata dalla Commissione, si arriva in aula, si presentano gli emendamenti e si ripropone la legge che era stata presentata precedentemente dalla giunta regionale; questo non è un modo di fare le cose seriamente. Io ho il diritto, come consigliere regionale, di sapere di che cosa sto parlando. Non è possibile fare una relazione di maggioranza su un testo di legge che non è quello che abbiamo tenuto a battesimo nella Commissione autonomia, non è possibile fare la relazione di minoranza, io ho necessità di leggere… d'altra parte non sono io che lo dico, proprio pochi minuti fa il Presidente dell'Anci ha detto che prima di tutto vuole conoscere il testo della legge; se lo vuole conoscere il Presidente dell'Anci, figuriamoci chi ha lavorato qui per tanti anni e ha diritto ad avere questa conoscenza, per sapere come presentare gli emendamenti, per sapere come coordinarli, per sapere come approvarli sulla base di quello che viene scritto dalla legge nazionale e così via. Io comprendo che forse tutti i consiglieri di maggioranza che alzano la mano conoscano… ma è una materia difficile, è una materia complessa; Presidente, è impossibile che lei costringa l'Aula a trattare un argomento che non è quello che è all'ordine del giorno, che è tutt'altra cosa. Abbiamo avuto 4 testi di legge: il primo presentato dalla Giunta; il secondo fatto dalla Commissione; il terzo è pervenuto per vie traverse da parte dell'Assessore competente in materia al Presidente che lo ha fatto proprio; il quarto è quello fatto dai sindaci, ma, insomma, vogliamo scherzare? Questa è un'Assemblea legislativa seria, io non credo! Per cui le chiedo di sospendere e di rinviare il provvedimento in Commissione, perché faccio parte della Commissione autonomia e desidero esprimere la mia opinione prima che la esprima l'Aula; l'Aula esprimerà l'opinione definitiva. E' inutile che ci rivolgiamo ai funzionari, Presidente, io sto ponendo un problema politico abbastanza serio, se ha bisogno di consultarsi, finisco. Credo che la mia proposta sia precisa, sto chiedendo di rimandare in Commissione il nuovo testo di legge, se poi lei mi dice che non c'è un nuovo testo di legge, che non deve essere mandato in Commissione perché il testo è quello che abbiamo approvato, nessuno è più contento di me.

PRESIDENTE. Sì, è chiarissimo, a parte alcuni passaggi che mi sfuggono. Io non ho altri testi di legge al di fuori di quello che è depositato e regolarmente esitato dalla Commissione, per cui non so di che testo di legge lei stia parlando. Io mi attengo al regolamento, ho un testo che è quello esitato dalla Commissione che è iscritto all'ordine del giorno di questo Consiglio, quindi non so se ci sono altri testi di legge, io non li conosco. Il Consiglio quindi procedere secondo le regole che ha da sempre, che sono quelle scritte nel regolamento che prevedono che quando un testo è esitato dalla Commissione arrivi in consiglio, e quindi stiamo procedendo. La relazione di maggioranza è prevista, come è prevista la relazione di minoranza su quel testo. L'unica proposta che ho fatto, non per contingentare tempi o per accelerare oltre i limiti la discussione, anzi, ho proposto un tempo congruo proprio per la predisposizione degli emendamenti, tanto che ho detto che al di là della chiusura della discussione generale proponevo la data di martedì prossimo per la presentazione degli emendamenti, che mi pare un tempo congruo iniziando mercoledì una discussione generale. Dopodiché lei ha fatto una proposta che è chiarissima, è quella del rinvio in Commissione dell'atto, in questo caso come sapete è possibile intervenire per ciascun Gruppo sulla proposta, dopodiché il Consiglio è sovrano e decide in merito alla proposta. Chiedo quindi se qualcuno vuole intervenire nel merito.

E' iscritto a parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Presidente, io credo invece di aver capito molto bene la proposta dell'onorevole Floris, tanto bene che mi pare strano che una persona come lei, che oltre che intelligente è saggia, (…) bene quello che è il termine che ha posto l'onorevole Floris, anche perché è presente in tutti gli organi di stampa, in tutti i mass media, ed è una cosa palese, è palese anche a lei, peraltro, perché ci siamo trovati come Capigruppo, presente il Presidente dell'Anci, del CAL e diversi sindaci della Sardegna, che hanno chiesto una serie di modifiche di quello che è l'oggetto di questa proposta di legge, che ci ha detto tra l'altro il presidente Floris ha subito notevoli variazioni in viaggio, in Commissione e non, che si sono riuniti a più riprese gli organi dell'Anci, che si sono riuniti l'Assessore insieme al Capogruppo di maggioranza, o chi lo rappresentava, al relatore di maggioranza e ad altri esponenti di maggioranza, insieme ai sindaci per trovare soluzioni ben diverse da quelle che sono proposte in questo disegno di legge. Ora io mi chiedo: se è una proposta suscettibile di rimodificazione, così come è iscritto, se è vero che verrà modificato in itinere, se sostanzialmente viene modificata questa proposta di legge, come si può… io penso che il relatore di maggioranza farà qualche giro diverso, perché conosce meglio la materia avendo partecipato a questi incontri, ma avrà delle difficoltà comunque a dire che cosa è che deve dire, se deve seguire questo testo o altri testi di altra circostanza. Se lo stesso Presidente dell'Anci ha detto e scritto che ha bisogno di conoscere esattamente qual è il testo di legge definitivo che andrà in Aula, mi dica lei qual è il testo: quello che abbiamo, o quello che verrà? O quello che, per meglio dire, stanno ancora studiando i tecnici per poterlo aggiornare a quelli che sono gli accordi intrinseci che sono emersi da questi incontri. Ma vogliamo prenderci in giro? Io credo di no! Vogliamo ancora una volta staccare la politica e le istituzioni da quello che è il paese reale? Vogliamo far sì che questa che dovrebbe essere la nobile Istituzione di rappresentanza del popolo sardo possa essere presa ancora una volta in giro, solo perché ci sono interessi di maggioranza o frette? E ricordo che la fretta è quasi sempre il nemico dell'ottimo. Non credo che sia questo. Allora, se siamo tutti bravi e facciamo una riflessione seria, di saggezza, diciamo che probabilmente ci prendiamo qualche giorno, si organizzi effettivamente la proposta di legge così come deve essere definitiva in aula e discutiamo di questo. Non è un fatto di contingentare e dire: "Preparo e organizzo e faccio nei tempi che decido io"; fatelo! Ma state facendo delle cose contro quelle che sono le rappresentanze vere delle istituzioni, state facendo cose contro anche gli stessi sindaci che avete incontrato, non si può prendere in giro la gente, e attraverso i sindaci le popolazioni. Su queste cose bisogna che ci meditiamo un po'; non è morale e non è etico, perché la politica è morale ed etica se risponde a certi canoni e se si rispettano le istituzioni. Questo è l'Organo che fa le leggi, e deve discutere di cose serie oggi per domani; se queste cose non facciamo, stiamo tradendo la fiducia di chi ci ha mandato qui.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (SEL). L'unico testo in mano nostra è quello esitato dalla Commissione è portato in Aula oggi. È un testo la cui responsabilità è ora saldamente nelle mani di quest'Aula. C'è un momento per l'ascolto, per la condivisione, per il confronto aperto. È un momento che è stato ampio, che non è iniziato soltanto quando i sindaci hanno iniziato giustamente a portare le loro istanze e le loro recriminazioni, ma è un momento che ha accompagnato tutto il percorso di questo testo sin dalla presentazione in Giunta e in diversi momenti pubblici organizzati dall'assessore Erriu e dal Consiglio. È stato discusso in Commissione anche in sedute aperte che hanno coinvolto diverse parti sociali. Ora, dopo il confronto e dopo l'apertura, è arrivato il momento della responsabilità, saldamente nelle mani del legislatore, ed è in quest'Aula che verrà appunto migliorato dopo il dibattito e dopo gli emendamenti che le forze di maggioranza e di opposizione decideranno di presentare per rendere questo testo in grado di fronteggiare i gravissimi problemi in cui versa il sistema degli enti locali sardi. Per questo motivo, avendo come unico interesse appunto gli interessi dei sardi, sono contrario a portare il testo in Commissione e credo sia il caso di iniziare la discussione a partire dalle relazioni.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Christian Solinas. Ne ha facoltà.

(Interruzioni)

Scusate, calma tutti, interviene uno per Gruppo. Ora sta intervenendo l'onorevole Christian Solinas per il Partito Sardo d'Azione. Prego onorevole Solinas.

SOLINAS CHRISTIAN (PSd'Az). Grazie Presidente. In verità la proposta dell'onorevole Floris merita la dovuta attenzione perché è di comune dominio il fatto che vi siano delle interlocuzioni in corso tra la Giunta regionale, la maggioranza e il sistema delle autonomie locali, ed è anche un fatto positivo perché noi per primi avevamo chiesto che vi fosse un confronto maggiormente aperto e più serrato su questi temi. Sappiamo tutti che si arriverà anche a un testo differente rispetto a quello che oggi stiamo discutendo e credo che la proposta dell'onorevole Floris richiami tutti noi anche alla dignità di questo organo, cioè alla dignità del Parlamento dei sardi che rappresenta il luogo deputato a trovare queste sintesi. Il fatto che vi siano riunioni e interlocuzioni al di fuori di quest'Aula è un fatto positivo in termini propedeutici, ma la sede delle decisioni e delle discussioni deve essere questa. Per cui la proposta dell'onorevole Floris di tornare alla Commissione per cercare di trovare una sintesi positiva tra le diverse istanze che sono emerse credo che vada incontro all'esigenza anche di speditezza nell'adottare una norma la più rispondente possibile alle esigenze in campo.

Peraltro, Presidente, vorrei richiamare anche l'attenzione della struttura su un fatto, e cioè chiedere conferma che il testo sul quale il CAL ha espresso il proprio parere obbligatorio sia lo stesso che oggi è in discussione in aula, perché allo scrivente in verità risulta, ed ha lavorato anche il mio Gruppo, sul testo inviato al CAL che prevedeva - per fare un mero esempio - all'articolo 74 abrogazioni fino alla lettera cc); nel testo oggi in distribuzione in aula le abrogazioni si sono ridotte e arrivano fino alla lettera s), per cui sono stati reintrodotti di fatto alcuni argomenti che riguardano principalmente la formazione professionale che non erano stati abrogati, quindi non sono stati oggetto del parere del CAL. Quindi mi chiedo anche se vi sia un problema di procedibilità rispetto a questa differenza di testi.

PRESIDENTE. Sì, do una risposta tecnica. Sono state semplicemente accorpate le abrogazioni nel testo definitivo. Non c'è nessuna omissione o sostituzione, è semplicemente un accorpamento per maggiore leggibilità.

È iscritto a parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Presidente, stasera stiamo scrivendo una brutta pagina nella politica regionale della Sardegna, una brutta pagina perché si vuole non ammettere l'evidenza, cioè mentre 4-5 ore fa l'assessore Erriu qui presente era in riunione con l'ANCI per discutere le varie modifiche da apportare alla legge, stasera qui si vuole far credere all'Aula, ma lo si vuol fare credere alla Sardegna intera, che nulla è cambiato, e qualcuno dice che facciamo gli interessi dei sardi. Ma gli interessi dei sardi sono diversi da quelli a cui voi state pensando! Gli interessi dei sardi sono quelli di trovare le soluzioni, gli interessi dei sardi sono quelli di cercare di capire che fine devono fare i dipendenti delle province, che fine devono fare i lavoratori delle società in house, che fine devono fare i lavoratori in utilizzo. Quelli sono i problemi dei sardi. L'ANCI in realtà - associazione alla quale faccio i miei più grandi complimenti - ha dato lezione politica alla Giunta, ha dato lezione amministrativa all'Assessore e alla sua Giunta perché è riuscita in qualche modo a riscrivere in modo corretto questa porcheria di legge, questa legge che ci darà occasione di trattenerci in aula e di contestarla aspramente, perché non è possibile che i comuni vengano relegati e in qualche modo vengano costretti a subire da parte di unioni dei comuni o da città metropolitane una serie di danni che andrebbero poi a ripercuotersi sui nostri cittadini. Cosa sono state sino ad oggi le unioni dei comuni? Quali benefici economici hanno portato ai nostri cittadini e alla Sardegna? Zero, solo costi aggiuntivi. E oggi vogliamo discutere di una legge, che non è la legge che in qualche modo è stata emendata dall'ANCI. La stessa ANCI in un comunicato stampa dice stasera: "Vogliamo vedere per iscritto quali sono le variazioni che la Giunta apporterà". Noi vogliamo perdere tempo a discutere del nulla, di una legge che è già vecchia, è già superata? E lo sappiamo tutti perché qui sono presenti una serie di sindaci che hanno partecipato agli incontri di stamattina, ma al conclave che si è tenuto i giorni scorsi. Quindi, Presidente, veramente ritengo ridicolo e offensivo, prima di tutto per chi rappresentiamo, perché noi non dimentichiamo che non siamo qui perché abbiamo deciso noi di essere qui, noi rappresentiamo i sardi, rappresentiamo una porzione della Sardegna e non possiamo permetterci di prendere in giro i sardi, non di fare gli interessi dei sardi come qualcuno sostiene.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Paolo Truzzu. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Presidente, io credo che abbia ragione l'onorevole Agus: dobbiamo avere come principale obiettivo l'interesse dei sardi e con questa legge che è entrata oggi in Aula ovviamente andiamo a toccare tante e tali cose che sono di un'importanza fondamentale per la vita futura delle nostre comunità e per la vita delle future generazioni della Sardegna per cui un po' di giudizio e un po' di sangue freddo forse sarebbe utile a tutti e probabilmente dovremmo cercare di tenerlo nel giudizio su quello che sta avvenendo. È vero che oggi noi abbiamo un testo e che è assurdo pensare che sia questo testo che debba rientrare in Commissione, però è anche vero che tutti sappiamo - ed è il segreto di Pulcinella se non ce lo vogliamo raccontare, vogliamo far finta di non tenerlo presente - che c'è già qualcosa di diverso e di differente, frutto delle interlocuzioni con il sistema delle autonomie locali, perché ci sono una serie di agenzie che sono uscite nel pomeriggio che ci dicono giustamente che c'è stata una conversazione con la Giunta, con il relatore di maggioranza, con il Presidente della Commissione per individuare delle soluzioni alle cose che non andavano bene in questa legge e sono stati trovati anche degli accordi, perché io leggo che una delle richieste è lo smantellamento del centralismo regionale che fanno i rappresentanti dell'ANCI e del CAL, uno sviluppo decentrato diffuso, tutela e garanzia dell'autodeterminazione dei comuni, oltre a emendamenti sugli ambiti territoriali strategici. Quindi è chiaro che si è andati su altre cose che non sono contenute in questo testo, e c'è anche una dichiarazione del Presidente dell'ANCI, il quale ci dice che lui però vuole vedere la legge prima di esprimere un giudizio definitivo. Ora, davanti al Presidente dell'ANCI che ci dice che vuole giustamente conoscere la legge sulla quale poi si andrà realmente a decidere il futuro delle nostre comunità, questo Consiglio fa finta di niente, ognuno di noi non deve conoscere, invece, il testo della legge. Andiamo a discutere un testo che è già superato dai fatti. Ecco perché la richiesta dell'onorevole Floris è da accettare, perché faremo prima di tutto un servizio a noi stessi, a quest'Aula, acquisteremo credibilità e smetteremo di essere dipinti come delle persone che vengono qua a passare il tempo mentre le decisioni sono prese altrove.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Roberto Desini. Ne ha facoltà.

DESINI ROBERTO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Presidente, non farò una discussione generale come molti colleghi che mi hanno preceduto hanno fatto entrando nel merito, sui contenuti della legge o meno. Io condivido, presidente Ganau, pienamente quanto lei ha dichiarato e cioè semplicemente abbiamo un testo che è stato esitato dalla Commissione e come tutte le leggi vengono discusse in Aula; dopo la discussione generale e dopo le relazioni di maggioranza e di minoranza si passerà alla votazione per l'articolato, in quell'occasione si presenteranno gli emendamenti. È un iter normale, regolare, come si è sempre fatto. Oltretutto mi duole rimarcare ai colleghi della minoranza che oggi, con il rispetto delle posizioni di ciascuno ovviamente, che ci vengono a dire che stiamo mancando di rispetto a questa Assemblea e che il Consiglio sta perdendo dignità, però gli stessi che fanno queste affermazioni sono coloro i quali non hanno partecipato ai lavori della Commissione numero 1 dove c'è stata la discussione generale, dove si sono votati gli emendamenti, insomma era quella la sede in cui bisognava confrontarsi e bisognava presentare gli emendamenti, insomma, fare tutte le considerazioni.

Poi il fatto che oggi l'assessore Erriu abbia partecipato all'assemblea dell'ANCI io penso che gli faccia onore ed è la dimostrazione lampante e palese che non si vuole assolutamente portare un testo blindato che non vuole avere il contributo anche dell'ANCI e soprattutto è la dimostrazione che questa maggioranza non si vuole arroccare sulle sue posizioni, anzi, tutt'altro. Io dico tranquillamente che forse determinati confronti li avremmo dovuti fare prima, questo è un dato di fatto che... riconosciamo un po' tutti, però da qui a dire che non sappiamo neanche quali sono gli emendamenti, voi non conoscete i nostri, noi non conosciamo i vostri, anche perché mi pare che in Commissione da parte della minoranza non siano stati depositati emendamenti, quindi io non vedo il motivo per il quale si sta ponendo questa pregiudiziale e si sta chiedendo il rinvio. Io dico che ognuno si deve assumere le proprie responsabilità, il nostro Gruppo convintamente dice che bisogna proseguire con la discussione generale anche perché i sindaci - ve lo dice anche un sindaco - devono fare i sindaci, chi ha il dovere, l'onore e l'onere di essere la massima espressione legislativa della Sardegna, cioè il Consiglio regionale, deve assolvere al suo compito e cioè quello di legiferare. Noi siamo deputati a questo e questo dobbiamo fare.

Il nostro Gruppo non è assolutamente d'accordo per il rinvio, ma bensì per iniziare la discussione per i motivi che abbiamo detto.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Presidente, sulle procedure io vorrei sapere che cosa c'è di strano nel presentare in Aula un testo approvato dalla Commissione. Dov'è la stranezza? Mi pare che fino ad oggi tutti i testi arrivati in Aula siano quelli passati in Commissione e approvati dalla Commissione. Quindi, dov'è la stranezza? In che cosa questa maggioranza sta sbagliando nel presentare in Aula un testo approvato dalla Commissione? Commissione, lo dico tra parentesi, senza voler in nessun modo utilizzarlo come elemento neanche di discussione, ma va detto, a cui la minoranza avrebbe potuto fornire un contributo importante se avesse partecipato nella sua interezza durante la presentazione della discussione, durante la presentazione degli emendamenti è così non è stato. La minoranza ovviamente fa le sue scelte e una delle scelte che ha fatto è stata quella di non discutere durante tutta questa fase lunghissima, come diceva il collega Mario Floris, della discussione sul testo sul riordino degli enti locali. Non c'è stato questo. Per cui l'anomalia sarebbe il contrario, sarebbe dire che questo testo viene tolto dopo che la Commissione l'ha approvato e che si deve fare affidamento a quale testo? A un altro, un'altra discussione, mesi di discussione? Chi è autorizzato a dover discutere questo testo? Ovviamente questo Consiglio regionale. O vogliamo dire che questo Consiglio regionale non deve avere un ruolo? Allora sarebbe una cosa differente, state dicendo questo, colleghi? No, io credo che non vogliate dire questo. Credo che sia necessario discutere su questo.

Dov'è l'anomalia? In qualsiasi testo che viene discusso nell'Aula del Consiglio regionale nel caso in cui vengono presentati emendamenti che ne modificano in parte, o in gran parte, o in minima parte il testo che la Commissione ha portato all'approvazione, io credo che non ci sia nessun anomalia, credo che sia la regola abbastanza normale e oggi stiamo confermando una regola, neanche facendo un'eccezione, confermando una regola semplicemente che è quella di aver discusso un testo, approvarlo. Poi durante la discussione ognuno dirà la sua, dirà che cosa pensa in merito alla legge, se è una legge - come diceva il collega Rubiu - che non vale niente, se è una legge che invece vale. Io credo che poche leggi abbiano avuto un iter di discussione così approfondito e così partecipato, con il coinvolgimento (in questo caso di riordino degli enti locali) di tutti i comuni attraverso le sue rappresentanze, siano esse l'ANCI, siano esse il Consiglio delle autonomie locali, che hanno approfondito la discussione. Poi, vivaddio, in mezzo a 377 comuni ci saranno moltissimi che non vedono di buon occhio e vogliono partecipare alla discussione così come hanno fatto attraverso i propri rappresentanti per dire che alcune modifiche possono essere presentate, io credo che qualche modifica, anche più di una, forse, la potremo accogliere e la discuteremo durante questo iter di discussione normativa che stiamo portando all'attenzione oggi. Però il testo è questo. L'anomalia sarebbe presentare un testo differente, perché io direi: "Per quale ragione dobbiamo discutere una cosa diversa"? Quindi non capisco tutta questa discussione sulle procedure.

Poi, sulla sostanza del testo ognuno dirà giustamente la sua, la minoranza avrebbe potuto farlo anche in Commissione, ha scelto di non farlo, probabilmente concentra i suoi sforzi durante la discussione sul testo in quest'Aula e noi saremo qua a difenderlo e a proporre degli emendamenti che riterremo opportuno portare all'attenzione dell'Aula, così come saremo capaci, se li riterremo giusti, di accogliere emendamenti che ci sono stati sollecitati dai rappresentanti dei comuni o di altri organismi che hanno titolo per dare il proprio parere.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Io senza entrare nel merito del testo, penso che le questioni di natura procedimentale che ha posto il Presidente del Consiglio e che hanno richiamato anche i colleghi dell'opposizione avrebbero un senso nella misura in cui oggetto della discussione fosse un ordinario provvedimento di legge. Qui state perdendo di vista l'obiettivo vero. Oggetto della discussione è una riforma costituente. Voi state trattando al pari di un ordine del giorno la legge di riforma degli enti locali ed è un problema che probabilmente vi sfugge o probabilmente siete troppo distratti. Qui noi stiamo ponendo non un problema formale come volete sostenere voi con argomentazioni che, ve lo riconosciamo, neanche la migliore scolastica potrebbe offrire per dare contezza del tutto e del contrario di tutto, qui stiamo ragionando della riforma degli enti locali. Se voi volete fermarvi all'atto formale avete ragione. Andiamo avanti. Se invece vi ponete il problema serio che di riforma costituente si tratta e se vi ponete il problema che qualcosa è successo in queste ultime settimane proprio come reazione indignata del sistema delle autonomie locali, ad iniziare dai sindaci, beh, allora io penso che questa fretta, la fretta che lo stesso presidente dell'ANCI in una conferenza stampa - come ha ricordato l'onorevole Floris - mette bene in evidenza, nel senso che ancora non si ha un testo scritto, però abbiamo avuto notizie dirette dall'Assessore degli enti locali nel corso della Conferenza dei Capigruppo che qualcosa di profondamente nuovo c'è in questa legge che noi dovremo discutere. Allora se è un problema della maggioranza e ve la volete approvare, discutere, cantare, suonare e ballare, voi fatelo, vi assumete la responsabilità. Se ritenete invece come noi riteniamo, che la discussione e che l'esame e l'approvazione debba passare attraverso un confronto serio che probabilmente non è ancora concluso col sistema delle autonomie locali e con una parte di questo Consiglio regionale che vi ricordiamo rappresenta la maggioranza dei sardi, l'insieme delle forze politiche rappresenta la maggioranza dei sardi stando all'ultimo dato elettorale delle regionali, se vi ponete almeno il problema che la metà dei sardi probabilmente non la pensano come voi, non hanno un'idea neocentralista che volete reintrodurre o comunque rafforzare nel sistema e nel rapporto con il sistema degli enti locali, probabilmente un confronto un pochino più serio e soprattutto che tenga conto di una dinamica che vi sfugge, che è il ruolo e la funzione dei comuni che da voi non è assolutamente preso in considerazione perché trattate di tutto ma non del ruolo e della funzione dei comuni che passa in secondo piano. E allora sono queste le questioni, la questione delle aree metropolitane, la questione di un centro nord Sardegna che in questa legge è completamente ignorato e assente. Sono questioni di poco conto? Le ritenete tali? Ecco perché noi sosteniamo la proposta dell'onorevole Floris che la legge possa e debba tornare in Commissione per un migliore approfondimento. Questo sì che consentirebbe a quest'aula di poter affrontare un argomento, una riforma costituente e non è stata da me coniata l'espressione, ma da un autorevole rappresentante del centrosinistra che ancora stamattina vi invita a fermarvi ed è l'onorevole Parisi, non è un quisque de populo, è qualcuno che probabilmente ha capito l'errore nel quale il centrosinistra vuol far precipitare questa...

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pietro Zanchetta. Ne ha facoltà.

ZANCHETTA PIETRO (Cristiano Popolari Socialisti). Io credo che si debba procedere e invece mi pare che l'onorevole Pittalis abbia iniziato la relazione anziché chiedere la sospensione, è entrato già nel merito e quindi questo mi sembra un aspetto propositivo per poter affrontare immediatamente la legge di riordino, e credo che sia già un aspetto che ci fa evitare di andare a perder tempo. Per quanto riguarda invece la reazione indignata, mi permetta onorevole Pittalis, c'è stata una reazione partecipata non indignata, la partecipazione dei sindaci che in quanto sindaci non hanno rappresentanza, non hanno casacche, rappresentano i territori, lo hanno fatto in maniera anche determinata, ma stamattina che era la conclusione dell'intervento della due giorni, della tre giorni degli incontri precedenti, ha rappresentato un momento di partecipazione e non di indignazione dal quale io personalmente ho tratto anche indicazioni che mi permetterò poi di rappresentare all'aula.

Presidente, concludo chiedendo che si proceda.

PRESIDENTE. Metto in votazione la proposta di rinvio in Commissione del disegno di legge numero 176/A. Chi la approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non la approva alzi la mano.

(Non è approvata)

Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Sull'ordine dei lavori. Io colgo le posizioni, pensavo che ci fosse un attimo di saggezza che si capisce che c'è... io capisco il sindaco Desini che a Sennori... andremo a informare la popolazione di Sennori... io credevo di poter recuperare un attimo di serenità, cosa che non mi pare e ancora una volta si vuole procedere a testa bassa...

PRESIDENTE. Lei sta chiedendo di intervenire sull'ordine dei lavori, la prego di formulare...

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Io la sto articolando, ho la necessità di articolare, arrivo alla proposta che è quella che arriverà, nel senso che io pensavo che se in troppi non si ha la saggezza necessaria...

PRESIDENTE. Onorevole Dedoni, mi deve dire in merito a che cosa sta intervenendo!

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Se lei mi lascia finire, arriviamo al dunque.

PRESIDENTE. Lei deve intervenire sull'ordine dei lavori, non fare interventi di altro genere e valutazioni di altro genere!

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Io stavo per proporre una riunione di Capigruppo di modo che si esaminasse la situazione.

PRESIDENTE. Onorevole Dedoni, l'abbiamo appena fatta! Onorevole Deriu può andare avanti.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Presidente, siccome noi riteniamo che l'oggetto della discussione sia davvero serio e non vorremmo che tutto finisse come sempre a tarallucci e vino, l'opposizione proprio per senso di responsabilità in queste condizioni non vuole essere corresponsabile di una situazione che si sta determinando, se ne assuma la responsabilità la maggioranza, e non partecipa ai lavori per quanto riguarda la questione ed è un fatto gravissimo, vi assumete la responsabilità, saremo qua con una valanga di emendamenti beninteso perché non vi lasceremo sosta costasse anche di lavorare il giorno di Natale, ma non vi daremo sosta e tregua perché è una vergogna che un dibattito si svolga sul piano dei formalismi e dei bizantinismi. Noi abbandoniamo l'aula.

Discussione del disegno di legge: "Riordino del sistema delle autonomie locali della Sardegna" (176/A).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 176/A.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Roberto Deriu, relatore di maggioranza.

DERIU ROBERTO (PD), relatore di maggioranza. È senz'altro la causa della proclamazione...

PRESIDENTE. Attendiamo che la minoranza abbandoni l'aula, un attimo di pazienza.

DERIU ROBERTO (PD), relatore di maggioranza. Io ritengo che la proclamazione dell'Anno Santo intitolato alla misericordia abbia spinto l'opposizione a cercare di evitarmi la fatica di questa relazione sicuramente al di sopra delle mie forze. Comunque nonostante la loro benevolenza purtroppo è arrivato il momento di pronunciarla, però non essendo io dotato della stessa memoria storica del presidente Floris dovrò parlare di cose d'attualità. Per cui ricordo sommessamente a me stesso, signor Presidente, un suo predecessore convocò e presiedette il 7 gennaio 1421 il Parlamento generale dei Sardi, forse la stessa istituzione alla quale prima ci ha equiparato, anche qui con misericordia, il presidente Dedoni, e in quella sede, onorevoli colleghe, colleghi e signor Presidente, si discusse tra le altre cose, tra le altre doglianze, si discusse delle prerogative della città di Iglesias, quindi come si vede il dibattito è ben più lungo di quell'anno e mezzo che ci ha ammesso Commissione I a portare all'Aula questa proposta. La Commissione ha voluto lavorare, è infatti riportato primo tra i principi della legge, sulla previsione costituzionale limpida, elegante norma dell'articolo 5: "La Repubblica, una e indivisibile, riconosce promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell'autonomia e del decentramento". Il riconoscimento e la promozione delle autonomie locali. Per l'appunto l'autonomia e il decentramento sono i comandi che la Costituzione formula nei confronti dei legislatori statali e regionali. Noi legislatore regionale speciale diamo oggi attuazione ad una norma di grande riforma della Repubblica, alla quale dobbiamo però accostarci ricordandoci di dover attuare uno Statuto speciale.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE EUGENIO LAI

(Segue ROBERTO DERIU.) La nostra autonomia ci assegna infatti la possibilità di una importante modifica, di un importante intervento a beneficio della nostra specialità, della peculiarità della Sardegna. Siamo cioè in grado di svolgere con pienezza di poteri il disposto dell'articolo 5: il riconoscimento delle autonomie.

Noi non dobbiamo inventarci l'autonomia in Sardegna, noi dobbiamo riconoscere le forme con le quali l'autonomia può in Sardegna svilupparsi, può in Sardegna ritrovare un armonico disegno. Per questo motivo nessuno all'interno del Consiglio regionale del sistema politico, o nel dibattito culturale sardo potrebbe essere stato tanto ingenuo da ritenere che un riordino dell'assetto dei poteri locali in Sardegna potesse realizzarsi, e prima ancora concepirsi, a passo di carica e a suon delle fanfare. Una trasformazione radicale e profonda del sistema amministrativo, una ridefinizione dell'apparato simbolico costituito dalla tradizionale ripartizione in ambiti territoriali politici della Sardegna che risale ai giudicati, la riscrittura del patto istituzionale sostanziale tra i sardi, consacrato da quasi settant'anni dello Statuto, in nessun caso e da nessuno potevano essere considerati eventi da realizzarsi frettolosamente e senza discussioni e verifiche, anche molto impegnative, in tempi congrui. La Commissione I, guidata con competenza, saggezza e ammirevole tenacia dal suo Presidente, e animata da un fecondo e costruttivo spirito di collaborazione tra tutti i suoi componenti, preoccupati di offrire il loro contributo ad un così arduo cimento, ha costituito il luogo di confronto e di elaborazione sulla materia coinvolgendo decine di soggetti altamente rappresentativi del mondo degli enti locali, delle istituzioni e della cultura dell'Isola.

La Commissione ha inteso il proprio compito non già come quello di un pedissequo istruttore tecnico di una pratica burocratica, ma come organo specializzato dell'Assemblea legislativa, attivo nell'elaborazione di un testo che offrisse al Consiglio regionale un orizzonte di decisioni sui grandi principi ispiratori della legge, nonché un apparato di soluzioni a problemi tecnico - amministrativi e giuridico - costituzionali di grandissimo momento come quelli attualmente in parola. Un testo che è stato offerto appena disponibile, lo hanno detto bene i Capigruppo della maggioranza, al dibattito pubblico e ad un intenso negoziato coi rappresentanti del Consiglio delle autonomie locali e del coordinamento delle associazioni.

Credo signor Presidente che le proteste e le rimostranze che abbiamo avuto da parte dell'opposizione a questo proposito non siano giustificate. Quando ci si è chiesto di non essere tetragoni, di non essere chiusi al dibattito, noi abbiamo realizzato un confronto nel momento in cui il testo era riuscito ad assumere una connotazione precisa, e poter essere valutato, noi abbiamo aperto un confronto e ci siamo aperti anche a delle intense modifiche del testo. E oggi noi discutiamo principalmente allora di tre argomenti. Discutiamo della introduzione della città metropolitana, discutiamo della permanenza delle Province così come definite nei limiti e nella ridefinizione che ne opera la legge Delrio, e discutiamo di come i Comuni diventano l'ente protagonista dell'autonomia locale. La città metropolitana dovrà convivere con le province in un regime nel quale queste categorie di enti sono entrambe costituzionalizzate. Nella Costituzione si parla di città metropolitana, nella Costituzione e nello Statuto si parla di Province, finché questi enti non usciranno dalla previsione costituzionale non sarà possibile arrivare ad un nuovo ordinamento che preveda un governo di area vasta impostato, così come lo imposta la proposta oggi all'esame, in ambiti strategici. La pagina degli ambiti strategici è da scrivere, noi pensiamo che debba essere scritta con la partecipazione popolare, con il protagonismo dei Comuni, con un vasto dibattito culturale e politico. Pensiamo ad un secondo tempo di questa fase riformatrice che in questo momento, come giustamente ha sempre affermato l'assessore Erriu, consiste in questo momento in un riordino, cioè nella riorganizzazione delle forze disponibili, nella cura come ho detto prima di un apparato, nell'apprestamento di un apparato complesso e adeguato per consentire la transizione da un nuovo sistema che prevede le Province alleggerite, ad uno che appunto prevede invece il protagonismo dei Comuni, senza che l'amministrazione sia indebolita, senza che il patrimonio sia disperso, senza che soprattutto il personale abbia a soffrirne.

Naturalmente noi agiamo in questo ambito, in questa grande fase di riforme, avendo presente un insegnamento essenziale della dottrina sorta nel dopoguerra in epoca repubblicana, cioè quella di un diritto pubblico che non è più concentrato sui poteri e sul rapporto tra il potere e il cittadino, ma è teso a sviluppare la libertà della società nella fornitura di servizi pubblici. Questo è lo scopo, questo è il sottofondo di questa grande legge che noi, così come è stata presentata è disponibile a delle anche consistenti modifiche, invitiamo il Consiglio ad approvare. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Deriu, poiché non è presente in Aula il relatore di minoranza, lo stesso decade. Do quindi la parola all'onorevole Daniela Forma, che rinucia. Non essendoci quindi altri interventi do la parola all'assessore Erriu.

Ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Ne ha facoltà.

ERRIU CRISTIANO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Direi che rimandiamo la discussione ad un altro contesto insomma, più che ad un intervento di commento dell'intervento del Relatore di maggioranza.

PRESIDENTE. Grazie Assessore. Non ci sono altri iscritti a parlare…

COCCO PIETRO (PD). Possiamo fare una sospensione di cinque minuti?

PRESIDENTE. Si, sospendo la seduta per cinque minuti.

(La seduta, sospesa alle ore18 e 28, viene ripresa alle ore 18 e 31.)

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE GANAU

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta, se non ci sono altri interventi dichiaro chiusa la discussione generale.

E' possibile intervenire per dichiarazione di voto.

Poiché nessuno domanda di parlare per dichiarazioni di voto, metto in votazione il passaggio agli articoli ricordando che avevamo concordato che il termine per la presentazione degli emendamenti, al di là della votazione del passaggio agli articoli, sarebbe stato fissato il martedì alle ore 10. Quindi entro martedì alle ore 10 devono essere presentati gli emendamenti.

Metto quindi in votazione il passaggio all'esame degli articoli.

Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Il Consiglio è convocato per martedì pomeriggio alle ore 16, la Commissione si riunirà il a fine mattinata, primo pomeriggio.

La seduta è tolta alle ore 18 e 33.



Allegati seduta