Seduta n.127 del 01/12/2015 

CXXVII Seduta

Martedì 1 dicembre 2015

Presidenza del Presidente Gianfranco GANAU

La seduta è aperta alle ore 16 e 57.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta del 7 ottobre 2015 (122), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Fabrizio Anedda e Paolo Flavio Zedda hanno chiesto congedo per la seduta del 1 dicembre 2015.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti proposte di legge:

N.284-287-288

Annunzio di presentazione di proposta di legge statutaria

PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente proposta di legge statutaria:

N.3

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria:

N. 585-586-587-588-589

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELE, Segretaria:

N. 178-179

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria:

N. 206-207

Discussione e approvazione del disegno di legge: "Adeguamento del bilancio per l'esercizio finanziario 2015 e del bilancio pluriennale 2015-2017 alle disposizioni del decreto legislativo n. 118 del 2011, e successive modifiche ed integrazioni, e disposizioni varie" (273/A).

PRESIDENTE. Comunico che la Commissione terza è convocata domani alle 9 e 30, e la quarta Commissione alle ore 10.

L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 273: "Adeguamento del bilancio per l'esercizio finanziario 2015 e del bilancio pluriennale 2015-2017 alle disposizioni del decreto legislativo numero 118 del 2011, e successive modifiche ed integrazioni, e disposizioni varie".

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Sabatini, relatore di maggioranza…

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Io sono venuto qui alle 16 perché pensavo che il Consiglio regionale fosse convocato per le ore 16, e molti mi hanno confermato perché tanti colleghi erano qui presenti. Sono le 17, vorremmo sapere che cosa ha fatto o che cosa non ha fatto la Conferenza dei Capigruppo, e avere esattamente l'ordine dei lavori di questa tornata e delle prossime tornate.

PRESIDENTE. Ha perfettamente ragione. La Conferenza dei Capigruppo ha definito quanto segue, lo do in aggiunta all'ordine del giorno, ha deciso di inserire all'ordine del giorno il disegno di legge numero 177, che è quello che riguarda le spese urgenti per la sanità, il decreto legge numero 282, che riguarda la continuità territoriale delle isole minori, che deve essere perfezionato domani mattina dalle 2 Commissioni previste, e ha dato un "102" per i fondi sugli alluvionati, il trasferimento dei fondi residui del Consiglio a quelli dei Gruppi per una cifra di 1 milione 600 mila euro, che vanno ad aggiungersi al milione che era già stato definito nella legge numero 26 approvata a novembre, ovviamente con le stesse finalità. Quindi adesso stiamo procedendo con il disegno di legge numero 273, poi proseguiamo con le mozioni e domani mattina riprenderemo con i decreti di legge che sono stati inseriti. Grazie.

Ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Sabatini, relatore di maggioranza.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Grazie, Presidente. Il provvedimento che è all'esame oggi di questo Consiglio è prettamente di ordine tecnico, lo si evince anche dal titolo del provvedimento, cioè: "Adeguamento del bilancio per l'esercizio finanziario 2015 e del bilancio pluriennale 2015-2017 alle disposizioni del decreto legislativo numero 118 del 2011, e successive modifiche e integrazioni, e disposizioni varie". Il tutto deriva, lo sappiamo, dall'accordo sottoscritto dalla Regione Sardegna con il Governo nazionale con cui si decide di sottoporsi ad accettare le regole imposte dal decreto legislativo numero 118 riguardante il bilancio armonizzato e in cambio liberarci dai vincoli del patto di stabilità. A quell'accordo sono seguiti due importanti provvedimenti in ordine temporale: innanzitutto la deliberazione numero 39/12 del 5.08.2015 e a seguire la legge regionale numero 23 del 14 settembre 2015, appunto, l'approvazione del rendiconto generale della Regione per l'esercizio finanziario 2014 e la delibera che riguardava il riaccertamento straordinario dei residui attivi formulato così come è previsto dall'articolo 3, comma 7, del decreto legislativo numero 118. Siamo di fronte a un provvedimento tecnico che adegua il nostro bilancio alle regole che sono imposte appunto dal decreto legislativo numero 118, quindi vi è stata la necessità di adeguare le nostre scritture contabili a quanto previsto dalla normativa che è posta in campo dalle norme sui bilanci armonizzati. Le modifiche sono, quindi, di ordine tecnico, si tratta di un'operazione molto complessa che ha impegnato gli uffici dell'Assessorato del bilancio per lunghi mesi, operazione che non è stata possibile fare al momento dell'esame del bilancio di previsione, e quindi in quella sede avevamo previsto appunto un successivo adeguamento. L'anno prossimo saranno poste all'attenzione della Commissione e poi del Consiglio le scritture contabili così come previste dal decreto legislativo numero 118. Rimane quindi il tema politico in campo e devo dire che è stato dato un giudizio sull'assoggettamento al decreto legislativo numero 118 a volte molto parziale, se posso, senza mancare di rispetto a nessuno, anche superficiale, perché per anni abbiamo criticato le modalità con cui abbiamo approvato il bilancio della Regione così come si sono approvati negli anni precedenti, un bilancio che abbiamo detto privo di veridicità, in cui regnava la politica dello stanziamento, in cui ogni anno si facevano tantissime promesse, si stanziavano imponenti risorse per i vari interventi che poi puntualmente non venivano perlopiù realizzati, vuoi per i vincoli del patto di stabilità, vuoi per la mancata allocazione dello stanziamento nell'anno di spesa, cioè si tendeva a non utilizzare il bilancio pluriennale, ma a stanziare la risorsa interamente nel bilancio in corso che era all'esame del Consiglio e poi puntualmente non si riusciva a spendere quelle risorse nell'anno. Per anni abbiamo quindi fatto questa critica, anche per l'imponente presenza di una mole di residui importante, che a volte ha superato la stessa quota della manovra finanziaria dell'anno, quindi mancato rispetto della veridicità, politica dello stanziamento, mancato uso del bilancio pluriennale.

Oggi il principio cardine del bilancio armonizzato previsto dal decreto legislativo numero 118 è quello della competenza finanziaria potenziata. Con la competenza finanziaria potenziata la Regione è obbligata a imputare sulle scritture contabili dei valori sia per quanto riguarda le entrate, sia per quanto riguarda le uscite, sulle entrate ciò che effettivamente è possibile accertare nell'anno e sui capitoli di spesa ciò che è possibile spendere nell'anno in corso in cui stiamo imputando appunto quelle cifre. Quindi è un bilancio più rigoroso, più trasparente, a disposizione degli organi politici per una valutazione questa volta più attenta, uscendo da quella critica che sempre si faceva, in cui veniva ripetuto che se si voleva guardare ai conti della Regione non si doveva guardare ai nostri libri contabili perché solitamente non corrispondevano alla realtà della nostra situazione contabile.

Chiaramente c'è poi qui un tema che rimane in campo e che è legato alla certificazione delle entrate, cioè lo Stato ci chiede il rispetto del pareggio di bilancio, ma allo stesso tempo non ci certifica il livello delle entrate. Questo rende difficile, anzi impossibile, l'attuazione della parità di bilancio. Noi abbiamo una vertenza aperta con lo Stato per quanto riguarda le entrate della nostra Regione, ma certo dobbiamo esigere dallo Stato che se la Regione è chiamata al rispetto della parità di bilancio, lo Stato è tenuto a certificare il livello delle entrate e quindi un valore che ci dia la possibilità di costruire un bilancio che si concluda, appunto, con il rispetto della parità di bilancio.

L'altra domanda ricorrente, questa che ci stiamo ponendo in questi mesi, maggioranza e opposizione, che si è tenuta anche in quest'Aula, è questa: ma esserci assoggettati al decreto legislativo numero 118, e quindi al rispetto della parità di bilancio, ed esserci liberati dal patto di stabilità ha portato vantaggi alla Regione o ha, invece, solo incartato questa Regione e reso più difficile il processo di spesa? Guardate, io ho fatto una verifica utilizzando i dati che ci sono forniti dal nostro servizio informatico e a oggi, paragonando la situazione della spesa al 20.11.2014 la Regione era riuscita a pagare 5 miliardi e 629 e rotti; ad oggi, 20.11.2015, la Regione è riuscita a pagare - poi pagare che sia parte di competenza o parte di residui non importa, ma sono risorse che abbiamo messo in circolo nell'economia, sono risorse che abbiamo trasferito agli enti locali, al sistema delle imprese, alle agenzie, alla sanità - ecco, al 20.11.2015 abbiamo speso 6 miliardi e 604, quindi c'è un dato positivo che si attesta a un + 975 milioni di euro che noi abbiamo speso. Questo è stato reso possibile dallo svincolo dal patto di stabilità del nostro bilancio regionale. Questo fatto è per noi alquanto positivo. Quindi è vero - e oggi il provvedimento lo rende evidente - che ci siamo caricati di una complessità contabile soprattutto in fase di avvio molto difficile e che altre regioni hanno, invece, usufruito di uno slittamento delle regole contabili, però dobbiamo prendere atto di un aspetto positivo, cioè della possibilità che abbiamo avuto di mettere in circolo più risorse, che si aggirano ormai a quasi 1 miliardo.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Ignazio Locci, relatore di minoranza.

LOCCI IGNAZIO (FI), relatore di minoranza. Presidente, colleghi, ovviamente noi pensiamo che questo disegno di legge abbia un altissimo contenuto politico, anzi pensiamo che sia esclusivamente politico. Proverò in questa relazione anche a spiegare che i dati che ha riportato alla fine della relazione l'onorevole Sabatini non sono del tutto coerenti, ma soprattutto non sono precisi perché ci dovrebbe spiegare l'onorevole Sabatini, ma ce lo spiegherà magari anche l'Assessore, questi pagamenti in più rispetto a cosa, rispetto a quando eccetera, eccetera.

Prima di entrare nel merito dell'articolato, per ragioni di maggiore chiarezza del quadro di riferimento normativo, credo appaia quanto mai necessario ripercorrere le tappe che ci hanno portato fino a qui, partendo dall'accordo tra il Ministero dell'economia e delle finanze e la Regione Sardegna in materia di finanza pubblica sottoscritto il 21 luglio del 2014. Accordo con cui la Sardegna - si affermava trionfalmente - avrebbe finalmente superato l'odioso vincolo dei limiti alla spesa imposti unilateralmente dallo Stato attraverso il patto di stabilità interno e, inoltre, adeguato la propria capacità di spesa alle maggiori entrate spettanti alla Regione in forza del nuovo regime finanziario approvato con legge finanziaria del 2007 (296 del 2006).

Così, nella seduta del 24 luglio, il presidente Pigliaru nell'illustrare all'Assemblea sarda i contenuti dell'accordo non esitava a parlare di risoluzione strutturale di questo odioso aspetto e di ottenimento per la nostra Isola di un grande risultato il cui punto essenziale era essere la prima Regione a spendere tutte le proprie entrate impegnandosi a garantire il pareggio di bilancio. In definitiva, a detta del presidente Pigliaru, il cuore dell'accordo si traduceva nel riconoscimento alla Regione di una maggiore responsabilità nella gestione delle proprie risorse a fronte, tuttavia, dell'ottenimento di maggiori spazi finanziari e quindi anche di maggiori entrate.

Il Presidente, sempre nella stessa seduta, affermava: "Il pareggio di bilancio 2015 porta ad un risultato in termini di spazi finanziari che si colloca nella zona delle nostre massime aspirazioni: abbiamo sempre parlato di 1 miliardo, 1 miliardo e 200 milioni come obiettivo; e dai nostri calcoli - spiegava il presidente Pigliaru - siamo esattamente in quell'area di aumento dello spazio finanziario. Il che significa aver raggiunto il risultato massimo in tempi più rapidi del previsto".

Qualche giorno più tardi, nel prosieguo della discussione sul famoso accordo del 21 luglio 2014, l'assessore Paci si spingeva molto oltre e, dopo aver difeso i maggiori spazi finanziari concessi per l'anno 2014 (i famosi 300 milioni) giungeva ad affermare: "Alla Sardegna non si applica il limite di spesa del patto di stabilità. Questo è il risultato. Cioè siamo riusciti ad ottenere, lo dico qui con molta chiarezza, più di quello che ci saremmo aspettati, cioè abbiamo ottenuto di poter spendere, a partire dal 2015 e per sempre, tutte le nostre entrate. Io penso - diceva l'assessore Paci - che una cosa del genere, un aumento che possiamo quantificare (aumento che è chiaramente variabile perché dipende dalla variazione delle entrate, cosa da tenere bene a mente) in 1 miliardo e 200, 1 miliardo e 400 milioni dal 2015, credo che sia un risultato che anche zia Peppina di Sennori capisce. Anche zia Peppina lo capisce (sottolineava l'Assessore alzando il tono della voce). Io spero che quest'Aula la smetta di fare mistificazioni e accetti questo risultato", concludeva l'Assessore, non prendendo, evidentemente, nella dovuta considerazione la circostanza che con il succitato accordo lo Stato imponeva alla Regione, in luogo dei vincoli del patto di stabilità interno, quelli parimenti stringenti dell'equilibrio di bilancio di cui all'articolo 9 della legge numero 243 del 2012. Di più, l'Assessore affermava che per il tramite dell'accordo, a decorrere dal 2015, tutte le risorse che prima venivano impropriamente indirizzate per finanziare la sanità nella considerazione che altrimenti non si sarebbero potute spendere alla luce dei limiti del patto di stabilità interno, finalmente sarebbero state allocate in bilancio per finanziare investimenti e rilanciare l'economia.

Oggi, a distanza di oltre un anno dalla stipulazione dell'accordo che rappresenta il presupposto fondamentale dell'emanazione del disegno di legge all'esame di quest'Aula, non si può evidentemente prescindere dal muovere alcune doverose considerazioni.

Innanzitutto, con specifico riferimento al patto di stabilità interno, il Consiglio regionale non può certamente ignorare che la legge di stabilità per il 2015 ha disposto la cessazione di tutte le norme concernenti la disciplina del patto di stabilità interno anche nei confronti delle Regioni a Statuto ordinario, assoggettando le stesse all'obbligo del conseguimento del pareggio di bilancio, come abbiamo detto all'articolo 9 della legge numero 243 del 2012, sebbene in termini molto più favorevoli, Assessore, rispetto a quanto abbiamo invece convenzionato noi con l'accordo del 2014.

Inoltre, dobbiamo anche far presente che Friuli Venezia Giulia, Valle d'Aosta e Province autonome hanno deciso di posticipare al 2016 il recepimento delle disposizioni sull'armonizzazione anche e soprattutto nella considerazione di definire con lo Stato le modalità di accertamento delle entrate da compartecipazione ai tributi erariali riferibili al loro territorio.

Oggi, quindi, ci troviamo ad esaminare un disegno di legge di adeguamento alle disposizioni del decreto legislativo numero 118 del 2011 che evidenzia un disavanzo di amministrazione, conseguente alla prescritta attività di riaccertamento dei residui attivi e passivi, pari a oltre 1 miliardo e mezzo di euro. Voglio far notare che non vale qui riportare i dati dei pagamenti effettuati ad oggi, perché non certificano nel modo più assoluto maggiori spazi finanziari come se le aspettava la Sardegna (che sono poi alla fine circa 400 milioni, contando anche i 300 dell'accordo, ma comunque molto di meno di quelli che ci attendevamo), dimostrano semmai che questo è l'effetto esclusivo della reimputazione amministrativa del disavanzo nell'anno finanziario di competenza, quindi al 2015. Stiamo parlando di quei famosi 900 milioni, stiamo parlando di circa 350 milioni di reimputazione amministrativa a quest'anno finanziario.

Ma vi è di più. La Regione non si è ancora accordata con lo Stato in merito alle modalità di accertamento delle entrate compartecipate, al netto dei 300 milioni trasferiti a inizio anno e della rinuncia della Regione ai ricorsi giurisdizionali promossi dinanzi alla Corte costituzionale. Non ha ancora ricevuto il pregresso di oltre 1 miliardo di euro che le spetta per gli anni 2010-2014. La Regione, inoltre, non conoscendo ovviamente il quadro di riferimento delle entrate in termini sufficientemente attendibili, si trova nella situazione di incertezza che non le consente quasi di rispettare l'equilibrio di bilancio così come disposto e ben specificato dall'articolo 9 della legge numero 243 del 2012 cui, secondo noi, si è assoggettata in maniera troppo superficiale e avrebbe, secondo il nostro punto di vista, potuto fare come hanno fatto le altre Regioni e Province autonome.

Infine, la spesa sanitaria - lo voglio citare per flash anche se poi lo vedremo meglio nel D.L. 277 - che nei proclami della Giunta si era dato conto che avremmo avuto ingenti risparmi di spesa da indirizzare a politiche di investimento, ha invece evidenziato un disavanzo di euro 217 milioni di euro per il 2014 e di circa 400 milioni per il 2015. Disavanzo, cui nel disegno di legge numero 277 si prevede di tamponare provvisoriamente attingendo a risorse del fondo perenzioni, secondo noi impropriamente, del cofinanziamento regionale dei programmi europei e a quelle del fondo unico degli enti locali ma siamo certi che, a breve, dopo quella norma, dovremmo ricorrere a un nuovo indebitamento con la contrazione di un nuovo mutuo anche per la sanità.

Quindi colleghi, questo aumento di spazi finanziari e attesa maggiore entrata non si è assolutamente realizzata.

Voglio ribadire che l'accordo del 21 luglio del 2014 aveva un po' seminato l'aspettativa di nuovi spazi finanziari è comunque maggiori di questi, è qui voglio ripetere ancora che non dobbiamo confondere i maggiori pagamenti... dovremmo fare molto più seriamente un confronto anche con gli anni finanziari precedenti, io direi che sarebbe obbligatorio fare un bel confronto con quelli del 2013. Resta aperta quindi secondo il nostro punto di vista la questione del confronto con lo Stato che deve evidentemente superare i limiti della leale collaborazione perché lo Stato con noi non si è comportato certamente con lealtà. Credo che sia chiaro a tutti che non è in discussione il rapporto politico tra Pigliaru-Paci e Renzi-Padoan, ma la cosa è semmai il rapporto tra due amministrazioni dello Stato, la Regione e il Ministero che hanno visioni ed esigenze totalmente diverse. Noi non vorremmo più assistere a contrazione qualitativa dei diritti e servizi dei sardi, in definitiva l'armonizzazione del bilancio regionale e l'assoggettamento alla disciplina dell'equilibrio di bilancio che nelle intenzioni...

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). C'è un antico adagio che narra che tutti i nodi vengono al pettine e oggi iniziano ad arrivare al pettine i nodi del famoso accordo Pigliaru-Padoan del luglio del 2014, quello di cui ha parlato in modo molto esauriente e dettagliato il collega Locci, quell'accordo che ci consente di superare i vincoli, gli ingrati vincoli del patto di stabilità, ci consente di adeguare le spese in proporzione in relazione alle entrate, ma ci costringe a rinunciare ai famosissimi ricorsi giurisdizionali sulla vertenza entrate. Ebbene abbiamo sentito in quest'aula qualche mese fa toni trionfalistici, abbiamo sentito rulli di tamburi, come ha ricordato il collega Locci abbiamo sentito evocare una tale zia Peppina che aveva capito in modo chiaro in cosa consistesse questo accordo, evidentemente noi non lo avevamo capito. "Grande risultato, grande risultato", ci dicevano, la Sardegna è la prima regione che può spendere tutte le entrate e veniva sottolineato ed evidenziato questo assunto. Ovviamente ci vuole maggiore responsabilità nella gestione delle risorse, il contraltare è o meglio la ricaduta benefica e positiva è maggiori spazi finanziari, un aumento di spazi finanziari di oltre 1 miliardo, cioè oltre 1000 milioni di euro. Purtroppo zia Peppina continua a non capire, continua a non capire nonostante queste dichiarazioni trionfalistiche dell'Assessore, i nodi stanno arrivando al pettine, in forza della legge di stabilità del 2015 anche le regioni ordinarie sono soggette all'obbligo del pareggio di bilancio, ma in termini diversi e migliorativi riteniamo rispetto al patto con la Sardegna. Tra le altre cose il Friuli, la Valle d'Aosta, le province autonome di Trento e Bolzano hanno anche posticipato il recepimento delle norme sull'armonizzazione per definire con lo Stato un accertamento delle entrate da compartecipazione ai tributi prodotti nel loro territorio. Oggi parliamo di un disavanzo di 1 miliardo e mezzo, un disavanzo conseguente ad un'attività di riaccertamento dei residui, la Regione non si è accordata con lo Stato sull'accertamento delle entrate compartecipate, abbiamo avuto soltanto 300 milioni, però abbiamo rinunciato ai ricorsi giurisdizionali. Non abbiamo avuto il miliardo di euro che c'era dovuto, che c'è dovuto per gli anni 2010 e 2014 e oggi non siamo in grado di rispettare l'equilibrio di bilancio perché non conosciamo ancora un quadro corretto delle nostre entrate. E poi domani parleremo del pesante disavanzo della sanità, 400 milioni nel 2015, disavanzo che ci si propone di tamponare con delle misure per certi versi singolari, ma discuteremo domani di questo. Quindi i nodi sono arrivati al pettine, non c'è un aumento di spazi finanziari ma quel che ci preoccupa di più è che né zia Peppina di cui parlava l'assessore Paci né zia Gavina di cui parlava allora un collega consigliere regionale di Desini, né zia Peppina, né zia Gavina hanno capito niente di tutto ciò che ci è stato propinato e soprattutto la zia Gavina di Sennori nonostante le fosse stato garantito che avrebbe avuto più denari nella borsa, la zia Gavina si trova ancora con la borsa vuota.

PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Io credo che i colleghi si siano già soffermati sui punti rilevanti di questo adeguamento per l'armonizzazione del bilancio. Noi in tempi non sospetti, quindi sin dall'inizio della sottoscrizione dell'accordo del luglio 2014, vi dicemmo che quell'accordo non era di certo un buon presentimento per la nostra Regione e che assolutamente avremmo avuto modo nel proseguo del tempo di valutare che in quell'accordo chi andava a perdere era solo la Sardegna. E questo oggi è facilmente dimostrabile perché credo che l'onorevole Locci l'abbia fatto esattamente, ma io voglio ancora di più far presente che quando si fanno degli adeguamenti tecnici e questo lo dico al caro amico il collega Sabatini, ci sono sempre dei risvolti politici e non solo, i dati tra l'altro quando vengono accorpati possono essere letti in vario modo. Ma c'è un dato ineluttabile che è proprio quello che riguarda il discorso delle entrate. E allora io voglio far presente che nell'anno 2013 alla fine se dobbiamo fare il paragone con una cassa odierna, avevamo 7 miliardi 532.182, nel 2014 assemblando i dati di competenze e residui arriviamo a 6 miliardi 324.843.844. Quindi vediamo bene che non si può parlare di spesa ma dobbiamo prima di tutto fare una valutazione sulle entrate, su quanto realmente riscosso perché quanto contenuto all'interno dell'accordo metteva proprio in evidenza la capacità di poter spendere ciò che realmente entra nelle casse della Regione. E purtroppo, e lo sottolineo, questo dato viene ineluttabilmente trasferito dalla ragioneria generale dello Stato e devo dire anche che, sono notizie degli ultimi giorni, in questo senso anche l'assessore Paci incomincia a preoccuparsi e a far presente che alcuni movimenti proprio che vengono dal governo centrale fanno preoccupare, infatti sono sue le dichiarazioni secondo le quali si va ad impugnare gli atti successivi. Caro Assessore, forse se non avessimo rinunciato ai ricorsi già in atto che ci davano già ragione con sentenza della Corte costituzionale appunto presenti, oggi forse parleremo di altro.

Noi continuiamo a dirvi che in quell'accordo tra l'altro siamo stati più realisti del re perché neanche lo Stato centrale ha deciso di armonizzare il proprio bilancio e noi, una regione in difficoltà con tutti i problemi, abbiamo voluto fare i primi della classe. Ma i primi di che cosa? I primi a perdere reali entrate perché prendiamo in considerazione anche tutti gli scippi avvenuti per le varie leggi nazionali. Io credo che la prossima legge di stabilità, ma non lo dico io, lo dice anche un autorevole senatore che qui fa parte della maggioranza, ma non a Roma, non contiene nulla di buono per le Regioni a Statuto speciale, ed in particolar modo per le Regioni del Sud. Quindi io credo che veramente, è vero, abbiamo dovuto armonizzare questo bilancio, l'avete sottoscritto purtroppo, però ecco in tutta questa manovra anche il riaccertamento dei residui può essere letto in maniera differente, non è altro che rispalmare dei debiti, oppure dei crediti che vantavamo negli anni precedenti, rispalmarli negli anni successivi. E questo si evince anche, e qui lo devo sottolineare, purtroppo a questi Consiglieri non è neanche consentito avere dei dati diciamo aggiornati, perché il nostro sistema spesso e volentieri fa i capricci, e quindi non siamo neanche in grado di poter poi dare dei dati reali, ma credo che con tutte le variazioni che ci sono state anche l'Assessorato al bilancio ha avuto delle difficoltà, però il dato che abbiamo rilevato, così pure come quelli rilevati dall'onorevole Locci, sono quelli della parifica della Corte dei Conti. Quindi, Assessore, potremmo parlare di altro, ma in realtà noi abbiamo incassato circa 900 milioni in meno con la manovrina appunto dell'accordo. Poi voglio ritornare, ma non per essere monotona, ma per dire che sostanzialmente si stava meglio quando si stava peggio, e cioè quando c'era l'imposizione del patto di stabilità che sembrava chissà quale vincolo. E lo esplicito meglio. Noi abbiamo potuto applicare la legge appunto del 2013, quella legge che lo Stato vi ha chiesto di cassare, e ad oggi fortunatamente ancora non è avvenuto tutto ciò, però ecco quella legge ci aveva concesso di usufruire di circa 450 milioni del fondo unico, anche quelli sono spazi finanziari, spazi di cui si deve tenere conto, che oggi invece abbiamo rimesso in un unico calderone. Così pure come vorrei anche sottolineare un altro aspetto importante di quest'accordo, che appunto è legato proprio alla rinuncia ai ricorsi. Tutto ciò ha fatto sì che abbiamo fatto maggiori investimenti? Purtroppo no. Allora nell'anno in cui avete sottoscritto e contratto un mutuo che indebita i sardi e il bilancio regionale per i prossimi trent'anni, credo che non abbiate fatto proprio nessun tipo di investimento, anzi aggiungo le spese che avete effettuato sono state spese che sono andate esclusivamente in conto residui, e questo certo l'ha favorito l'armonizzazione del bilancio, però certamente se ragioniamo con le logiche dello sviluppo e dell'investimento questa Regione nell'anno 2015 non ha investito, ha investito pochissime centinaia di euro. Allora dico con la copertura ancora del disavanzo, come appena citato, della sanità, con una situazione di grande difficoltà come riusciamo ad evidenziare anche con questa armonizzazione, dove vogliamo andare, Assessore? Io le dico, state gestendo la partita delle entrate assolutamente a senso unico, non ne sappiamo niente, lei ogni tanto ci accenna a qualche bel risultato che deve arrivare, però ancora noi non abbiamo avuto ancora assolutamente nessun miglioramento. E con un piccolo conto della spesa diciamo che abbiamo incassato quasi 300 milioni in più, che sono quelli già iscritti in bilancio. Cioè, allora, o la partita delle entrate veramente viene giocata in quest'Aula, con gli indirizzi e soprattutto con un attenzione particolare, sennò voi rischiate di andare a sottoscrivere nuovamente accordi patacca come quelli che avete sottoscritto a luglio del 2014. Allora i sardi non possono più permettersi errori di questo tipo e le chiediamo espressamente che la partita delle entrate possa veramente avere un'informazione per questo Consiglio in tempi brevissimi, se è vero com'è vero, credo, perché lei non credo che lei dica assolutamente cose a vanvera, che la trattativa sta andando avanti e che si è in dirittura d'arrivo. Le ricordo, tra l'altro, che sembrerebbe che ci sia anche una necessità di contrarre un altro mutuo per il pagamento del buco, chiamiamolo così, della sanità, mi chiedo veramente che cosa dobbiamo continuare a sopportare da questo punto di vista.

Io guardi, Assessore, a breve credo che andremo a confrontarci sulla nuova finanziaria, non so quali saranno i tempi, e quando lo Stato vi consentirà di poter parlare delle nuove entrate e di capire esattamente quale manovra può riguardare l'anno 2016, ma ho paura che veramente ci siano delle grandissime difficoltà a realizzare la prossima finanziaria. Quindi acceleriamo sul discorso delle entrate, che probabilmente è utile per tutti.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Edoardo Tocco. Ne ha facoltà.

TOCCO EDOARDO (FI). Bene, giusto una breve considerazione. Colleghi, siamo chiamati ad approvare il disegno di legge sull'adeguamento del bilancio dell'esercizio finanziario 2015 e del bilancio pluriennale, un atto meramente tecnico ma con delle scelte politiche discutibili. Come già esposto da alcuni colleghi della minoranza il documento sul tavolo della discussione rappresenta l'adeguamento finanziario alle nuove disposizioni calate, ahimè, ancora una volta dall'alto, dalla politica nazionale sempre sul nostro territorio. Un documento finanziario che per la prima volta raggiunge i criteri del pareggio di bilancio per superare i vincoli del patto di stabilità. Nonostante si promuova il cosiddetto addio allo spauracchio del patto di stabilità, riteniamo svantaggioso per la Sardegna l'abbandono della vertenza entrate in favore di un sistema contabile che non cambierà di fatto le sorti della nostra Isola, e non invertirà all'andamento di questa crisi economica e sociale purtroppo sempre più oppressiva nei confronti dei cittadini sardi. In questo quadro economico piuttosto triste i Comuni, come ampiamente ribadito dall'ultima assemblea nazionale dell'ANCI che si è svolta a Torino, sono stati più virtuosi in tema di spesa di denaro pubblico e di rispetto delle norme finanziarie e contabili. Dietro queste sterili tabelle numeriche, allegate al DL in discussione, è nascosto il futuro prossimo dei nostri cittadini, e mia auguro che non sia un futuro ancora fatto di tagli e di ritardi nell'erogazione dei finanziamenti, giustificati dall'ennesimo cavillo burocratico targato "pareggio di bilancio". L'auspicio mio e spero anche di tutti è che questo nuovo sistema contabile non sia ancora una mannaia per le amministrazioni locali, che sono quelle più vicine alla popolazione e le principali erogatrici di servizi per i cittadini.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Stefano Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (FI). Presidente, tutti hanno ricordato la discussione attraverso la quale ci veniva reso noto l'importante risultato conseguito da questa nuova Giunta regionale, il primo importante ponte verso il futuro tracciato da questa Giunta. E mi piace ricordare chi addirittura, ricorrendo al mito degli eroi greci, paragonò il Presidente della Regione Pigliaru a Teseo, nientemeno, che si era incaricato di uccidere il Minotauro del patto di stabilità. Ricordo che quest'assemblea individuò proprio in voi, assessore Paci, Arianna, capace di donare quel filo che portò indietro, ahimè, il buon Teseo dalla sua vittoriosa battaglia. E devo dire che ma individuazione fu più precisa, visto e considerato che Teseo, come nel mito greco, abbandona Arianna su un'isola deserta ad ascoltare gli strali che l'opposizione è costretta a rivolgerli nel momento in cui ci rendiamo conto che i risultati, ahinoi, prodotti da questa importante iniziativa sono largamente al di sotto delle aspettative, credo per l'onestà intellettuale che li contraddistingue anche, come sentiremo, da parte degli esponenti della Giunta regionale. Cosa ci corre l'obbligo di fare in questo momento, se non di riscrivere la storia! Abbiamo ipotizzato che foste degli eroi del mito, probabilmente siete delle più comuni persone che cercano di dare il meglio per risolvere dei problemi correnti, apprezzeremmo, se l'atteggiamento da cattedratico diventasse questo. Non siamo quelli che vi chiederanno conto del fatto che siete venuti qui dicendo: "sappiamo esattamente cosa fare e lo faremo", non siamo qui per mettere il dito nella piaga, siamo qui come sempre per aiutare a risolvere i problemi. Mi domando, se le altre regioni a Statuto speciale non lo hanno fatto, se le altre regioni comunque non gongolano per l'equilibrio di bilancio, che cosa ha spinto noi e cosa ci spinge oggi a rivedere le nostre posizioni e a correggere le nostre posizioni. Viviamo davanti ad uno Stato che ha vessato i cittadini, ha versato i comuni, ha annichilito il ruolo degli enti intermedi, oggi non fa altro che drenare risorse, dalla capacità operativa delle regioni, per risanare se stesso. Allo stesso tempo continua ad indebitarsi, mi pare lo stesso schema che questa Giunta regionale vuole proporre ai cittadini sardi e al sistema degli enti locali continuando a cercare di risanare sulle tasche degli altri e indebitando se stessa. Questo debito credo debba essere fortemente messo in discussione. Abbiamo trascorso un anno a vedere realizzata nessuna riforma strutturale in grado di creare risparmio di spesa. Abbiamo trascorso un anno a fare provvedimenti legislativi idonei, solamente a occupare spazi di potere, abbiamo trascorso un anno ad ascoltare cifre, perché voi ci avete detto che tutto sarebbe stato misurabile, tutte quante utilizzando numeri relativi, le uniche cifre positive che abbiamo potuto sentire a caldo nell'estate sono stati i poveri dati sul quadrimestre dei dati occupazionali che però erano talmente drogati dal job act di Renzi che veniva persino male commentarli, non esiste una sola misura tra quelle che avete proposto che possa essere definita per lo meno negativa, sono tutte quante sul target del disastro, vi siete abbattuti su questa Regione come una calamità naturale, ci attendiamo perlomeno, da questo momento, preso atto che la parte più importante della vostra iniziativa politica è stata molto al di sotto anche delle vostre aspettative, che reiteriate completamente la vostra azione di governo. Mi appello ai rappresentanti della Giunta regionale che portino la nostra voce a Teseo e lo informino sul fatto che qui non ci attendiamo più chi vive la propria vita nella fase eroica degli adolescenti, ma molto di più la persona matura, il lavoratore che venga qui a dirci: "Noi siamo pronti prima di voi a rimboccarci le maniche, fino ad oggi abbiamo sbagliato tutto - perché avete sbagliato tutto - e siamo pronti, assieme a voi, a cercare delle soluzioni".

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Paolo Truzzu. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Grazie Presidente, non mi avventurerò in una ricostruzioni etica, come ha appena fatto il collega Tunis, ma cercherò invece di rimanere sul tema, sull'adeguamento di bilancio che è stato presentato oggi come un fatto meramente tecnico, dal collega Sabatini, ma c'è stato ricordato anche nelle discussioni in questi giorni che abbiamo fatto in Commissione dallo stesso Assessore, tanto che lo stesso Assessore un po' bonariamente ci ha anche detto che era talmente tecnico che non ci ha capito quasi nulla di rivolgersi al funzionario e al dirigente del bilancio per avere le dovute spiegazioni. Ovviamente capiamo benissimo che era una sorta di provocazione da parte dell'Assessore, perché la domanda che ci dobbiamo porre tutti noi oggi è se il bilancio sia un fatto meramente tecnico o se non sia invece un fatto politico. Se ci poniamo questa domanda io credo che le risposte le ritroviamo tutte nella storia che è andata avanti quest'anno e nel modo in cui la questione, la vertenza entrate, agli accordi con il Governo, la decisione di arrivare all'equilibrio di bilancio, di rinunciare al patto di stabilità ed arrivare al bilancio armonizzato sono state fatte da questa maggioranza, dalla maggioranza di centro sinistra, perché io credo che voi a suo tempo abbiate fatto una scelta politica condivisa dalla Giunta, una scelta condivisa da tutta la maggioranza, la scelta appunto di rinunciare al patto di stabilità, che era considerata la tagliola che non consentiva agli enti locali, alla Regione di dare le risposte ai cittadini, ai servizi che richiedevano e di accettare l'accordo del pareggio di bilancio con il Governo e con lo Stato perché avremmo dovuto spendere tutte le risorse che avevamo in cassa. Questo è un fatto politico che ci ricordava anche qualche settimana fa in questa stessa aula il professor Luciani il quale ci diceva che il bilancio è sostanzialmente la legge politica per eccellenza, perché è con il bilancio che si declinano tutti i diritti dei cittadini, all'interno della legge di bilancio, all'interno quindi anche di questo adeguamento, che noi possiamo dare risposte a chi sta fuori da quest'aula. I diritti però sono figli di principi, Assessore, se vogliamo arrivare a declinare i diritti io dico sempre che dobbiamo prima di tutto difendere dei principi, il principio sarebbe stato allora magari non fare quella accordo, sfortunato, a mio parere, e un po' capestro con lo Stato, cioè rinunciare ai ricorsi e adeguarci al pareggio di bilancio che ci ha consentito di superare il patto di stabilità perché, come ricordava il collega Locci nella relazione iniziale, avremmo potuto spendere le nostre risorse, io mi ricordo che l'Assessore diceva che non solo avremmo potuto spendere le risorse del 2015 ma avremmo addirittura potuto azzerare tutti i residui degli anni passati, allora se andiamo a vedere la spesa che è stata effettuata sino ad oggi, la spesa che ci ricordava anche il collega Sabatini, io credo che dovremmo analizzarla non solo dal punto di vista quantitativo ma anche dal punto di vista qualitativo, perché se io vado a prendere il report che ci mette a disposizione il Sistema informatico regionale, vedo che la capacità di pagamento della Regione oggi innanzitutto stiamo sotto i 6 miliardi di euro a fronte di 10 miliardi di entrate e che la capacità di pagamento è particolarmente performante, cioè con percentuali sopra il 70 per cento in alcuni settori, in alcune voci di spesa importanti, quale quelle istituzionali, cioè il funzionamento della macchina regionale, quelli dei servizi alla persona dove c'è la spesa alla sanità, quindi parliamo sempre di stipendi e quelle delle somme non attribuibili, quindi mutui, altri oneri che abbiamo da leggi precedenti, ma se andiamo a fare un'analisi qualitativa, andiamo cioè a vedere quelle che sono le voci degli investimenti che avrebbero dovuto rilanciare l'economia e il lavoro in questa Regione, ahimè qua scindiamo a percentuali tristemente sotto il 50 per cento, in alcuni casi addirittura al 4 per cento, abbiamo il 22 per cento delle politiche a favore dell'istruzione, abbiamo il 14 per cento della difesa del suolo e della prevenzione, abbiamo l'11 per cento delle spese sui rifiuti. Ancora, abbiamo il 4 per cento all'attrazione degli investimenti, è paradossale che una Giunta di professori, di professori economisti che dovrebbero essere esperti in materia di investimenti ci porti poi a risultati così miseri, abbiamo il 28 per cento delle politiche per l'industria, artigianato, commercio e in servizi. Tutto questo ragionamento perché lo faccio? Lo faccio perché ci permette di capire che in realtà quelle spese di investimento non ci sono state perché noi non abbiamo poi quelle risorse che ci servono, anche la scelta del mutuo che ci doveva portare a rilanciare l'economia soprattutto degli enti locali, alcune realtà soprattutto quest'anno non è stata una scelta vincente perché i 40 milioni per le opere di interesse comunale che avevate programmato con una delibera anche questa molto discutibile le avete trasformate in opere di ristrutturazione per immobili di proprietà regionale. E' chiaro che con questo non si può fare sviluppo, il problema fondamentale sono le entrate, quelle entrate che non siamo in grado di accertare, come hanno detto diversi colleghi, che abbiamo in cassa virtualmente ma che non abbiamo poi nella sostanza perché siamo ovviamente inseriti in un bilancio armonizzato all'interno del bilancio dello Stato e quindi ogni volta dobbiamo accettare quelle che sono le decisioni alle scelte della ragioneria dello Stato. Se facciamo questo ragionamento, Assessore, le dico che dal punto di vista tecnico e politico, se dobbiamo far stare sul piano del giudizio politico, avete toppato, come diceva il collega Tunis poc'anzi, avete toppato di brutto. Perché avete scelto la strada di un accordo al buio che non c'ha portato niente di buono anzi, ci ha messo ancora di più in difficoltà, e questa è una situazione che al di fuori di quest'Aula capisce chiunque, capisce Arianna, capisce Gavina e capisce anche zia Peppina.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Io stavo riflettendo e ipotizzavo di non intervenire più, probabilmente così affatico meno le orecchie agli altri, ma sinceramente vedendo il comportamento dei consiglieri e della stessa Giunta capisco che è come non intervenire. Anche perché tutti i colleghi si saranno accorti che quando si parlava di bilancio, il battibecco tra me e lei, sia all'interno dell'Aula che nella stampa, era quasi quotidiano, dovrei andare a ribadire tutto quello che ho avuto modo di dirle, cioè che era una cosa sciagurata il punto 5 dell'accordo formulato con Padoan, dicevo anche scherzosamente un accordo PP, Pace Padoan, ma sostanzialmente il fatto di aver voluto, con caparbietà e al di là e al di fuori di ogni considerazione, un accordo che prevedeva sicuramente l'entrata in vigore subito del cosiddetto bilancio armonico o di pareggio, tanto mi entra e tanto mi nasce, credo che sia stato fatto con avventatezza, quantomeno. Io capisco forse quella che era la motivazione che smuoveva l'Assessore in tale direzione: innovazione, primi della classe in questa attività. Avremmo risolto i problemi della Sardegna se i flussi finanziari fossero in entrata quantomeno quelli che arrivavano. Poi ci si è accorti, strada facendo: primo che il governo ha il naso lungo, alla Pinocchio, di qualunque razza sia il governo, che promette poi si ritrae perché le condizioni di crisi economica, di quello che attraversiamo come Europa, dei controlli, delle condizioni più gravose, di tutto quello che si vuole dire, portano al fatto che bisogna non dare più danaro alle Regioni, anzi, se possibile, cercare di accentrare a Roma tutto quello che è possibile accentrare. E quando poi si rinuncia anche a quello che è un contenzioso con il Governo a livello di Corte costituzionale, o di Consiglio di Stato, pur di fare un bell'inchino al Governo centrale di Roma, poi ci accorgiamo che le entrate non sono più quelle e mi pare che lo stesse ricordando Alessandra Zedda poc'anzi, diceva, anzi, guardate che tra le altre cose forse che accorgerete che saranno ancor meno le entrate nel momento in cui verrà approvata la legge di stabilità, per me sono circa 72 milioni, anche da poco, che sono andati via, che non vengono qui in Sardegna. Bilancio armonico, che armonizziamo? Se non ci sono entrate, non ci sono uscite. L'unica salvezza è che siamo riusciti a spendere i danari magari introitati col vecchio Governo della Regione. Per cui siamo riusciti a fare, caro onorevole Franco, Presidente della Commissione che forse è attento ad altro, a farsi non che sia un miliardo in più, da 5 a 6 miliardi nella spesa, erano quelle spese che poi domani non ci saranno più consentite, perché erano danari che avevamo ma non danari nuovi e freschi che danno l'opportunità. Vorrei ricordare a tutti noi che danari liberi, tolti sanità, trasporti, spese fisse, Consiglio, agenzie, e quant'altro, mi pare che avanzassero 300 milioni, con cui ci si fa la birra, non l'investimento per programmare il futuro dell'isola della Sardegna. Bisogna che ci mettiamo d'accordo, bisogna capire cosa vogliamo fare, a parte il fatto che certamente non ho visto, da nessuna parte, qual è l'indirizzo vero, quali sono i settori produttivi su cui puntare, per poter modificare sostanzialmente un andazzo che non è neanche paragonabile a quello che è il movimento che si vede nel centro-nord. Siamo isola, continueremo a essere isola in maniera più totale globale, ci costa la continuità territoriale interna ed esterna, abbiamo visto che un vettore fa le bizze e se ne va, abbiamo visto stamattina che non si è capaci di fare neanche rete fra gli aeroporti funzionanti e non, quelli che non abbiamo voluto far funzionare per far progredire l'Ogliastra o l'oristanese. Ci si è rifiutati anche in maniera intelligente di aprire altre strade per il turismo, che grazie a Dio è venuto perché l'ISIS minacciava di tagliar teste ulteriori, dalla Tunisia all'Egitto e così via. Ma non possiamo vivere pensando che l'ISIS comandi il turismo, dobbiamo quantomeno pensare di tenerci quelli che hanno scelto la Sardegna. Per venire Sardegna dobbiamo consentire che vengano senza spendere l'ira di Dio, come ci si chiede. Allora io dico che faccio bene, come primo firmatario, a chiedere le dimissioni dall'Assessore ai trasporti e non lo faccio perché ha fatto qualcosa di moralmente illecito da parte sua, lo dico perché ha manifestato l'incapacità di gestire i trasporti, quindi un nodo vitale di quello che è la possibilità di sviluppo della nostra isola. Rientra tutto qui. Gli ingressi di danaro sono quelli se non ce ne sono altri che ci dà lo Stato centrale. Non siamo capaci di battere un attimino sulla sedia di qualcuno per dire che si scomodi nel governo nazionale. Ci pieghiamo in due, ci facciamo tappeto e zerbino di quella che è la nostra dignità. Bene io credo di aver concluso, non ho altro da dire, basta questo e avanza per chi ha intelligenza e capire.

PRESIDENTE. Poiché non ho altri iscritti a parlare in discussione generale.

Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Non vi nascondo che sono indeciso se tenere le questioni su un piano puramente tecnico, oppure fare anche alcune considerazioni politiche. Ovviamente sono d'accordo, bilancio è un fatto politico ci mancherebbe altro, fortemente politico, infatti non mi sono certamente tirato indietro, rispetto a un dibattito politico, nel momento in cui abbiamo presentato il nostro bilancio e ovviamente lo rifaremo pienamente quando andremo a presentare e a discutere bilancio del 2016. Allo stesso tempo ho detto che avrei tenuto questo provvedimento sul piano puramente tecnico, perché essendo un provvedimento estremamente complesso non avrei trovato corretto, nei confronti dell'Aula, della Commissione prima e dell'Aula adesso, mischiare il provvedimento stesso con altri emendamenti o questioni di carattere, diciamo, più di intervento politico. Allora separo le due cose e dico: consiglieri, questo è un provvedimento puramente tecnico e su questo avete tutta la mia assicurazione. E questo è importante perché poi passeremo all'esame degli articoli e come vedrete sono articoli complessi; è un provvedimento che tipicamente in un'Aula non si discute e non si approva in poco tempo, a meno che non ci siano le garanzie che stiamo semplicemente prendendo il bilancio di previsione del 2015, che era fatto secondo le regole precedenti, e lo stiamo adeguando al bilancio armonizzato, cioè stiamo creando tutti quei fondi, come il fondo pluriennale vincolato, che caratterizzano il bilancio armonizzato. Seconda cosa, obbligatoria, introduciamo nel bilancio 2015 le risultanze del rendiconto 2014, parificato dalla Corte dei conti è approvato da quest'Aula. Il bilancio 2014 prevede una serie di risultati, in termini riaccertamento straordinario dei residui, in termini di costituzione del fondo per le perenzioni, e ovviamente, obbligatoriamente, dobbiamo includere nel bilancio 2015 quelle risultanze. Questo è ciò che viene fatto con questo provvedimento, quindi un provvedimento assolutamente tecnico che dà però un'opportunità, e su questo vorrei richiamare l'attenzione dell'Aula, l'opportunità che, siccome nel rendiconto del 2014 è stato inserito, in modo devo dire interessante, il fondo di 530 milioni per i residui perenti, ecco che, una volta che viene approvato questo provvedimento, immediatamente noi possiamo portare a pagamento circa 120 milioni di residui perenti, e vi assicuro che ci sono tanti Comuni a tante imprese che li stanno aspettando con ansia, perché è un'ulteriore possibilità di mandare avanti dei pagamenti.

Con questo finisce la mia parte di presentazione del provvedimento che è in discussione oggi. Ho messo un punto perché ci tengo a tenerli separati, proprio per il rapporto di lealtà che sin dall'inizio ha contraddistinto il mio rapporto con il Consiglio, dopodiché ci sono per carità le considerazioni politiche che sono state fatte dagli esponenti della minoranza, assolutamente legittime, che ragionano sull'opportunità dell'accordo del luglio 2014, sull'opportunità del pareggio di bilancio, sull'opportunità del bilancio armonizzato, e così via, su quanti investimenti abbiamo fatto, su quanta spesa abbiamo fatto, eccetera, eccetera. Io trovo pienamente legittimo che, in occasione della discussione di un provvedimento finanziario, l'opposizione porti questi temi alla ribalta. Io non penso di aver mai usato toni trionfalistici in Aula, non penso che appartengano al mio stile, ho detto, e l'onorevole Locci lo ricordava della sua relazione, esattamente le parole che mi sentirei di ripetere ancora oggi, e cioè che il pareggio di bilancio ci dà l'opportunità di spendere tutte le nostre entrate, e poi ricordavo che, attenzione, le nostre entrate possono variare, ci possono essere incidenti di percorso - i 95 milioni di euro di ulteriori accantonamenti che ci erano stati messi, e poi come sapete ridotti di 50 milioni a valere sulle riserve erariali, non sono certo stati un intervento che ha suscitato la nostra contentezza - ci sono incidenti di percorso però quella caratteristica del pareggio di bilancio l'abbiamo confermata: noi stiamo spendendo tutte le nostre risorse, stiamo spendendo tutti gli arretrati, anche di competenza 2014 che lo Stato ci ha riconosciuto, stiamo spendendo senza limiti il cofinanziamento ai Fondi europei di parte statale, che altrimenti sarebbe stato all'interno dei vincoli di Patto, insomma siamo spendendo molto di più. Quanto? L'onorevole Sabatini citava dei dati che sono estratti dal Sibar: 900 milioni? Lo vedremo in sede di consuntivo, il consuntivo serve esattamente a questo, si chiudono i conti, si porta all'esame della Corte dei conti e all'approvazione del Consiglio, li avremo dati certi, però confermo che siamo intorno a quelle cifre, quindi stiamo spendendo molto di più rispetto a quanto avremmo potuto fare in presenza del vincolo del Patto di stabilità. Stiamo spendendo molto di più per investimenti, anche perché dovendo completare la programmazione 2007-2013 come sapete lì dentro ci sono in gran parte risorse di fondi di investimento; abbiamo fatto partire il mutuo, che non è una cosa semplice perché bisogna fare tutte le convenzioni e quindi un lavoro di preparazione notevole, ma comunque 60 milioni di mutuo li spendiamo già quest'anno. Insomma, io penso, e i dati del consuntivo lo dimostreranno, che ci sono stati dei miglioramenti. Va tutto bene? No, sarebbe un'illusione e io sarei uno sciocco se dicessi che va tutto bene. Il confronto con lo Stato continua, se ci fosse la notizia che abbiamo chiuso definitivamente la vertenza entrate e le norme di attuazione lo direi, anzi ci sarebbe qui il Presidente a chiedere al Presidente del Consiglio lo spazio per fare le sue comunicazioni all'Aula, se non lo stiamo facendo vuol dire che siamo ancora in quella lunga e faticosa fase di trattative che c'è, che sapete esserci, lo abbiamo sempre detto e lo ribadisco qua. Quando avremo notizie certe… mi ricordo che c'era stata una mozione dell'Aula che noi abbiamo condiviso e che ci esortava ad andare e chiudere la vertenza entrate per il bene della Sardegna, stiamo andando avanti con quelle azioni ovvie che una Giunta regionale deve fare di lavoro in preparazione di quello, e sono convinto che entro l'anno chiuderemo anche quella partita nel modo migliore per gli interessi della Sardegna.

Quindi, chiudo dicendo: aspettiamo la presentazione del rendiconto 2015 e del bilancio 2016 per riaprire il giusto confronto politico e dialettico che ci deve essere, e manteniamo questo provvedimento all'interno dei confini strettamente tecnici così come l'ho presentato. Grazie.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale e poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 1.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1:

Articolo 1

Esiti del riaccertamento straordinario dei residui al 1° gennaio 2015

1. Per effetto del riaccertamento straordinario dei residui al 1° gennaio 2015, approvato con deliberazione della Giunta regionale n. 39/12 del 5 agosto 2015, sono attuate in via amministrativa le reimputazioni delle entrate e delle spese sia di parte corrente e sia di parte capitale (allegati A1, A2, B1, B2), recepite con la presente legge.

2. Le reimputazioni di parte corrente hanno generato:

a) per l'anno 2015 entrate pari a euro 339.898.102,57 e spese pari a euro 325.387.652,32; la differenza ha prodotto, per l'anno 2015, un avanzo tecnico da destinare pari a euro 14.510.450,25;

b) per l'anno 2016 entrate pari a euro 42.928.486,47 e spese pari a euro 44.284.095,26; la differenza ha prodotto, per l'anno 2016, un disavanzo tecnico da ripianare pari a euro 1.355.608,79;

c) per l'anno 2017 entrate pari a euro 295.983.643,97 e spese pari a euro 2.133.774,23; la differenza ha prodotto, per l'anno 2017, un avanzo tecnico da destinare pari a euro 293.849.869,74;

d) per gli anni successivi entrate pari a euro 308.969734,52 e spese pari a euro 525.454,54; la differenza ha prodotto, per gli anni successivi, un avanzo tecnico da destinare pari a euro 308.444.279,98.

3. Le reimputazioni di parte capitale hanno generato entrate complessive pari a euro 1.755.895.844,65 e spese complessive pari a euro 2.249.827.979,70. La differenza ha formato il Fondo pluriennale vincolato (FPV) di parte capitale da iscriversi in entrata e pari a euro 493.932.135,05 per il 2015 e, nelle annualità successive, come da allegati C1 e C2 (UPB E430.001).

4. Le variazioni al cronoprogramma degli accertamenti ed impegni reimputati, di cui agli allegati C1, C2, D1 e D2, sono effettuati mediante provvedimenti a firma dei dirigenti di servizio competenti, previo parere vincolante del dirigente del servizio bilancio della Direzione generale dei servizi finanziari.

5. Le variazioni al cronoprogramma degli accertamenti ed impegni reimputati che non hanno generato FPV, di cui agli allegati A1, A2, B1 e B2, e le variazioni di cui all'articolo 51, comma 2, del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 (Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42), sono autorizzate dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente per materia e di concerto con l'Assessore competente in materia di bilancio. L'eventuale copertura finanziaria è prioritariamente individuata mediante variazione compensativa nell'ambito della medesima UPB, sino al 31 dicembre 2015, e all'interno dello stesso programma a partire dal 1° gennaio 2016; tenuto conto della tipologia di spesa, la copertura finanziaria può inoltre essere individuata mediante variazione dal capitolo SC08.0001 "Fondo di riserva per le spese obbligatorie e d'ordine" (UPB S08.01.001).).

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (F.I.). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 2.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:

Articolo 2

Parte accantonata e parte vincolata del risultato di amministrazione

1. Ai sensi dell'articolo 42, commi 1 e 3, del decreto legislativo n. 118 del 2011, e successive modifiche ed integrazioni, la parte accantonata del risultato di amministrazione di cui all'articolo 4, è rappresentata dal Fondo crediti di dubbia esigibilità, dal Fondo a garanzia della reiscrizione dei residui perenti e dal Fondo per l'assolvimento delle obbligazioni persistenti in capo all'Amministrazione regionale derivanti dalla soppressione dei fondi di garanzia a favore delle imprese, che ammontano, rispettivamente, ad euro 18.844.697,24, euro 530.000.000,00 ed euro 26.543.224,10. Tali importi sono stati determinati in sede di rendiconto 2014, approvato con legge regionale 14 settembre 2015, n. 23 (Approvazione del Rendiconto generale della Regione per l'esercizio finanziario 2014), ed in sede di riaccertamento straordinario dei residui, e sono appostati in bilancio (UPB S08.01.006) con le variazioni di cui all'articolo 12.

2. Ai sensi dell'articolo 42, commi 1 e 5, del decreto legislativo n. 118 del 2011, e successive modifiche ed integrazioni, la parte vincolata del risultato di amministrazione derivante da leggi e principi contabili e da trasferimenti, così come determinata in sede di riaccertamento straordinario dei residui ammonta, rispettivamente, a euro 240.243.993,25 e euro 82.727.347,97 ed è appostata in bilancio (UPB S08.01.006) con le variazioni di cui all'articolo 12.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 2.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 3.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:

Art. 3

Istituzione Fondo crediti dubbia esigibilità

1. Ai sensi dell'articolo 46 del decreto legislativo n. 118 del 2011, e successive modifiche ed integrazioni, è stanziato un accantonamento (UPB S08.01.010) al Fondo crediti di dubbia esigibilità determinato, secondo le modalità di cui al punto 3.3 del principio della contabilità finanziaria, in euro 15.020.301,52 per l'anno 2015 e, rispettivamente, euro 1.331.933,00, ed euro 1.271.517,91 per gli anni 2016 e 2017, come da relazione illustrativa (All. N). Alla copertura si provvede con le variazioni di bilancio di cui agli articoli 8, commi 2 e 6, e 12.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 3.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 4.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:

Art. 4

Rideterminazione risultato di amministrazione

1. Il risultato di amministrazione al 31 dicembre 2014, approvato con legge regionale n. 23 del 2015 e pari ad euro -504.971.572,63 per effetto di debito autorizzato e non contratto, è rideterminato al 1° gennaio 2015 in euro
-1.510.597.229,28, a seguito del riaccertamento straordinario dei residui e dei vincoli ed accantonamenti al risultato di amministrazione di cui all'articolo 2 (All. E2).

2. Il maggior disavanzo comprendente le quote vincolate ed accantonate da riaccertamento straordinario al 1° gennaio 2015, rispetto alle risultanze del rendiconto 2014, è determinato in euro 1.005.625.656,65 ai sensi dell'articolo 3, comma 7, del decreto legislativo n. 118 del 2011, e successive modifiche ed integrazioni, e secondo i correlati principi contabili.

3. Quota parte dei vincoli da legge e principi contabili di cui all'articolo 2, pari ad euro 36.951.240,97, è cancellata per effetto delle variazioni compensative effettuate in via amministrativa, nelle more dell'approvazione della presente legge, sugli stanziamenti dei pertinenti capitoli del bilancio 2015 per consentire il sostenimento della correlata spesa, come segue:

a) per euro 17.981.340,30 mediante variazione in diminuzione di pari importo dell'UPB S08.01.001 (capitolo SC08.0001 "Fondo di riserva per le spese obbligatorie e d'ordine") e in aumento dei capitoli e per gli importi di cui all'allegato F2;

b) per euro 18.969.900,67 mediante variazione in diminuzione di pari importo dell'UPB S01.03.010 (Spese per interventi di programmazione negoziata e per l'attuazione del PRS) e in aumento dei capitoli e per gli importi di cui all'allegato F2.

4. Per effetto del comma 3 il maggior disavanzo di cui al comma 2, è rideterminato in euro 968.674.415,68 (All. F1).)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 4.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 5.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:

Art. 5

Copertura del disavanzo determinatosi in sede di rendiconto 2014

1. L'Amministrazione regionale provvede alla copertura del disavanzo di amministrazione per debito autorizzato e non contratto risultante dal rendiconto 2014, approvato con la legge regionale n. 23 del 2015, pari a euro 504.971.572,63 e determinatosi per effetto dell'accantonamento al Fondo a garanzia della reiscrizione residui perenti per spese in c/capitale, mediante ricorso all'indebitamento, da contrarre solo per effettive esigenze di cassa.

2. A tal fine è autorizzato, per l'anno 2015, il ricorso a uno o più mutui o in alternativa a prestiti obbligazionari, dall'Amministrazione regionale esclusivamente garantiti, per un importo complessivo di euro 504.971.572,63 e per una durata non superiore a trenta anni e ad un tasso di interesse non superiore a quello applicato dalla Cassa depositi e prestiti; i relativi oneri sono valutati in euro 35.731.514,58 per l'anno 2016 e in euro 25.645.917,96 per ciascuno degli anni dall'anno 2017 al 2045 (UPB S08.01.005 e UPB S08.01.006).)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 5.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 6. All'articolo 6 è stato presentato l'emendamento sostitutivo parziale numero 1.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo e del relativo emendamento:

Art. 6

Copertura del disavanzo determinatosi in sede di riaccertamento straordinario dei residui al 1° gennaio 2015

1. Il disavanzo di amministrazione pari a euro 968.674.415,68 (All. F1), è ripianato, ai sensi dell'articolo 3, comma 16, del decreto legislativo n. 118 del 2011, come modificato dall'articolo 1, comma 538, lettera b), punto 1), della legge 23 dicembre 2014, n. 190 (legge di stabilità 2015) e dell'articolo 2 del decreto del Ministero delle finanze, di concerto con il Ministero dell'interno, del 2 aprile 2015, nelle more dell'emanazione del decreto di cui dall'articolo 3, comma 15, del citato decreto legislativo n. 118 del 2011, in n. 30 esercizi a quote annuali costanti di euro 32.289.147,19 per ciascuno degli anni dal 2015 al 2045 (UPB S08.02.005).

2. Per l'anno 2015 l'onere di euro 32.289.147,19 è ripianato per euro 14.510.450,25 mediante l'utilizzo delle risorse di cui all'articolo 1, comma 2, lettera a), attraverso la reimputazione di maggiori entrate rispetto alle spese di parte corrente come all'articolo 1, comma 2, lettera a) (All. E1) e per la restante parte pari a euro 17.604.171,34 (UPB E121.001) attraverso lo stanziamento di maggiore entrata di cui all'articolo 8, comma 1.

3. La copertura finanziaria delle quote annuali di ripiano del disavanzo di cui al comma 2, per l'annualità 2016 è data dalle variazioni in diminuzione di spesa di cui all'articolo 7, comma 4, e per la restante parte attraverso le variazioni in diminuzione dello stanziamento del Fondo perenzioni (UPB S08.01.004) per euro 16.237.203,57 e del Fondo spese obbligatorie (UPB S08.01.001) per euro 10.000.000; per l'annualità 2017 è data dalle variazioni in diminuzione di spesa di cui all'articolo 7, comma 4, come elencate nell'articolo 12.

Emendamento 1.)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Sabatini, relatore di maggioranza.

SABATINI (PD), relatore di maggioranza. Favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Favorevole.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento sostitutivo parziale numero 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 6.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 7.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:

Art. 7

Variazioni estinzione anticipata indebitamento

1. A seguito di approvazione del rendiconto 2014 e del risultato di amministrazione a chiusura dell'esercizio medesimo, è cancellato lo stanziamento pari a euro 50.000.000 sull'UPB E000.002 (Utilizzo del saldo positivo di cassa destinato all'abbattimento del debito, ex art. 9, L. 243/2012) ed è ridotta di pari importo la quota di estinzione anticipata dell'indebitamento a valere sul bilancio 2015 (UPB S08.01.006).

2. Per ciascuno degli anni 2016 e 2017 lo stanziamento dell'UPB S08.01.006 destinato all'estinzione anticipata dell'indebitamento è ridotto di euro 50.000.000, fermo restando il rispetto della destinazione delle riserve erariali di cui all'articolo 1, comma 508, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 (legge di stabilità 2014), e successive modifiche ed integrazioni.

3. Per effetto della minore estinzione anticipata di cui ai commi 1 e 2 e delle variazioni dei tassi è autorizzato per l'anno 2015 un maggior stanziamento in spesa per euro 5.889.775,00 (UPB S08.01.006) e un minore stanziamento per euro 1.832.745,25 (UPB S08.01.005); la differenza è coperta attraverso lo stanziamento di cui all'articolo 8, comma 1 (UPB E121.001).

4. Le complessive riduzioni di spesa tra quota capitale e quota interessi (UPB S08.01.005 UPB S08.01.006) che, per effetto della presente legge, si manifestano sul bilancio 2016 e 2017, sono utilizzate a copertura del disavanzo di cui all'articolo 6, comma 3 da ripianare nelle medesime annualità.

5. Le variazioni di bilancio sul pluriennale che danno copertura al presente articolo sono elencate nell'articolo 12.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 7.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 8. All'articolo 8 è stato presentato l'emendamento sostitutivo parziale numero 2.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo e del relativo emendamento:

Art. 8

Variazioni dotazioni finanziarie e disposizioni varie

1. Per effetto del riconoscimento di un maggior gettito IRPEF a valere sull'annualità 2014 è stanziata nel bilancio 2015 una maggiore entrata per pari a euro 47.419.739,36 (UPB E121.001).

2. Lo stanziamento di cui al comma 1 dà copertura al ripiano residuo della quota di disavanzo da riaccertamento di cui all'articolo 6, comma 3, pari a euro 17.604.171,34, ai maggiori oneri residui per mutui contratti come da articolo 7, comma 3, pari a euro 4.057.029,75, all'accantonamento al Fondo crediti di dubbia esigibilità come da articolo 3, comma 1, pari a euro 14.859.486,92, e per la differenza pari a euro 10.899.051,35 è destinato al Fondo spese obbligatorie (UPB S08.01.001) come da variazioni di bilancio di cui all'articolo 12.

3. Nell'anno 2015 è ridotto lo stanziamento pari a euro 5.501.000,00 sull'UPB S05.01.003 (capitolo SC05.0051) con corrispondente riduzione di pari importo dello stanziamento in entrata, UPB E421.006.

4. Le variazioni di spesa in diminuzione di cui all'articolo 7, comma 4, che per l'anno 2016 ammontano a euro 8.739.485,42 sono utilizzate a copertura parziale della quota annuale del disavanzo da riaccertamento per euro 6.051.943,62, dell'accantonamento al Fondo crediti di dubbia esigibilità per euro 1.331.933,01 e per euro 1.355.608,79 per il disavanzo corrente che si genera per effetto delle reimputazioni come da articolo 1, comma 2, lettera b).

5. Le variazioni di spesa in diminuzione di cui all'articolo 7, comma 4, che per l'anno 2017 ammontano a euro 56.184.951,04, sono utilizzate a copertura della quota annuale del disavanzo da riaccertamento di cui all'articolo 6, comma 2, pari a euro 32.114.621,59, dell'accantonamento al Fondo crediti di dubbia esigibilità per euro 1.271.517,91 e la restante parte, pari a euro 22.798.811,54, è portata ad incremento dello stanziamento del Fondo spese obbligatorie del medesimo anno, come da variazioni di bilancio di cui all'articolo 12. L'articolo 1, comma 2, lettera c), evidenzia per l'anno 2017 un avanzo tecnico da destinare pari a euro 293.849.869,74 che è portato ad incremento del Fondo spese obbligatorie (UPB S08.01.001), come da variazioni di cui all'articolo 12.

6. Il comma 37 dell'articolo 29 della legge regionale 9 marzo 2015, n. 5 (legge finanziaria 2015), è soppresso.

Emendamento 2.)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Sabatini, relatore di maggioranza.

SABATINI (PD), relatore di maggioranza. Favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Favorevole.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento sostitutivo parziale numero 2.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 8.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 9.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 9:

Art. 9

Modifiche all'articolo 1 della legge regionale 7 agosto 2015, n. 22

  1. Il comma 2 dell'articolo 1 della legge regionale 7 agosto 2015, n. 22 (Variazioni urgenti al bilancio della Regione per l'anno 2015, proroga di termini e disposizioni varie), è sostituito dal seguente:
    "2. Limitatamente all'anno 2015, in sede di prima applicazione del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 (Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42), ai fini della reiscrizione di somme la cui correlativa entrata risulti riscossa o versata, anche a chiusura dell'esercizio 2014, per gli usi e con le modalità previsti nell'articolo 19 della legge regionale 2 agosto 2006, n. 11 (Norme in materia di programmazione, di bilancio e di contabilità della Regione autonoma della Sardegna. Abrogazione della legge regionale 7 luglio 1975, n. 27, della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11 e della legge regionale 9 giugno 1999, n. 23), e dall'articolo 8, comma 3, della legge regionale 9 marzo 2015, n. 6 (Bilancio di previsione per l'anno 2015 e bilancio pluriennale per gli anni 2015-2017), è autorizzato lo stanziamento di euro 16.658.000 in conto dell'UPB S08.01.001.".)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione l'articolo 9.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 9.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 10.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 10 e dei relativi emendamenti:

Art. 10

Pagamento dei debiti certi, liquidi ed esigibili diversi da quelli finanziari e sanitari maturati al 31 dicembre 2014 - anticipazione di liquidità di cui all'articolo 8 del decreto-legge n. 78 del 2015

1. Al fine di provvedere alla contabilizzazione dell'anticipazione di liquidità di cui all'articolo 8 del decreto-legge 19 giugno 2015, n. 78 (Disposizioni urgenti in materia di enti territoriali) sono istituiti nel bilancio regionale dell'esercizio finanziario 2015 e pluriennale 2015-2017, il Fondo speciale per la restituzione della anticipazione concessa ai sensi dell'articolo 8 del decreto-legge n. 78/2015 (UPB S08.01.013), e il capitolo di entrata denominato "Entrata da anticipazione di liquidità di cui all'articolo 8 del decreto-legge n. 78/2015 per pagamento dei debiti certi, liquidi ed esigibili diversi da quelli finanziari e sanitari maturati al 31 dicembre 2014" (UPB E510.002), con una dotazione finanziaria, in termini di competenza e cassa, di euro 215.657.793,36.

2. Il Fondo di cui al comma 1 non è soggetto ad impegno e genera un'economia di bilancio che confluisce nel risultato di amministrazione come quota accantonata, per l'importo della anticipazione erogata al netto della quota capitale già pagata. La quota accantonata al Fondo di cui al comma 1 è applicata parzialmente al bilancio dell'esercizio successivo per il finanziamento della quota capitale di rimborso dell'anticipazione erogata.

3. Il rimborso annuale dell'anticipazione di liquidità di cui al comma 1 è fissato in un periodo pari a trenta anni, a rate costanti con pagamento della prima rata nell'esercizio 2016. Il rimborso annuale, per quota capitale e interessi, è quantificato in euro 11.339.000,00 per l'esercizio 2016 ed in euro 8.643.000,00 per ciascun esercizio finanziario successivo all'anno 2016, nell'ambito delle UPB S08.01.006 e UPB S08.01.005.

4. La copertura degli oneri di cui al comma 2 è individuata, a decorrere dall'esercizio finanziario 2016, con le variazioni di bilancio di cui all'articolo 12.

5. Nel caso in cui la rata costante del piano di ammortamento di cui al comma 2 risulti differente rispetto all'importo stanziato nei capitoli di bilancio per il pagamento della stessa, la Giunta regionale è autorizzata a effettuare la rimodulazione degli importi iscritti nei commi 1 e 2.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione l'articolo 10.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 10.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 11. All'articolo 11 è stato presentato l'emendamento aggiuntivo numero 5.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 11 e del relativo emendamento:

Art. 11

Sostituzione della tabella E allegata alla legge regionale 8 maggio 2015 n. 10 e alla legge regionale n. 5 del 2015 (elenco opere infrastrutturali di interesse regionale)

1. Al fine di consentire la corretta imputazione contabile del mutuo autorizzato con l'articolo 4 della legge regionale n. 5 del 2015, secondo le regole dei principi contabili di cui al decreto legislativo n. 118 del 2011 e successive modifiche ed integrazioni, la tabella E allegata alla legge regionale 8 maggio 2015, n. 10 (Sostituzione della tabella E allegata alla legge regionale 9 marzo 2015, n. 5 - legge finanziaria 2015), è sostituita dalla tabella di cui all'allegato Q. È autorizzata la copertura finanziaria degli interventi anche per gli anni non compresi nel bilancio previsionale.

2. Sono conseguentemente rimodulati gli stanziamenti in entrata e spesa attraverso le variazioni di bilancio come previsto nell'articolo 12.

Emendamento n. 5)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Sabatini, relatore di maggioranza.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Presidente, un invito al ritiro, con l'impegno ad esaminarlo ed eventualmente inserirlo nel "102" che è all'esame dei Capigruppo.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Parere contrario all'emendamento.

PRESIDENTE. È aperta la discussione sull'articolo e sull'emendamento.

È iscritto a parlare il consigliere Gianni Lampis. Ne ha facoltà.

LAMPIS GIANNI (Gruppo Misto). Per ringraziare da una parte il collega Sabatini per l'apertura e per esprimere rammarico invece per un parere contrario arrivato dalla Giunta. L'emendamento che abbiamo ritenuto opportuno portare all'attenzione di questa Assise riguarda una problematica che il Consiglio ben conosce, e che dal mese di luglio è stata oltretutto oggetto di discussione in sede di Conferenza dei Capigruppo, stiamo parlando della situazione di precariato in cui versano i lavoratori ex in utilizzo, stiamo parlando di tutte quelle persone che dal 1° settembre 2014 purtroppo hanno visto cessare quel rapporto di collaborazione con le ASL e con gli enti locali. In questo momento ci troviamo in un regime di proroga dei cosiddetti progetti dei cantieri verdi. Con questo emendamento noi vogliamo consentire a questi precari, a questi lavoratori di aumentare da qui al 31 dicembre quelle poche ore che di fatto svolgono nei comuni in cui questi cantieri, questi progetti di cantieri verdi sono stati attuati. Naturalmente questo vuole essere un piccolo passo per continuare però quel ragionamento che quest'Aula deve portare avanti. Esiste una proposta di legge di cui il primo firmatario è l'onorevole Pittalis, che se non sbaglio è la proposta numero 213, che prevede per questi lavoratori un percorso di stabilizzazione che ad oggi purtroppo non risulta essere oggetto di importanza, diciamo così, e mi è particolarmente dispiaciuto non trovare i lavoratori ex in utilizzo tra i cosiddetti precari inseriti nella relazione della Giunta e portata all'attenzione della seconda Commissione.

Concludo dicendo che siamo disponibili a ritirare questo emendamento nel momento in cui la maggioranza conferma la possibilità di inserire questo tipo di sostegno a questi lavoratori all'interno del disegno omnibus.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Per dire che questo è un tema sul quale più volte ci siamo impegnati un po' tutti, e che la questione dei lavoratori in utilizzo è un tema che abbiamo seguito da molto vicino da un sacco di tempo, io personalmente avevo presentato un emendamento che valeva 3 milioni di euro nella finanziaria del 2015, e sempre abbiamo presentato un altro provvedimento di 1 milione e 500 di euro che da continuità lavorativa e copertura finanziaria fino al 31 dicembre 2015. Per cui si tratta di fare un ragionamento complessivo, che è quello della verifica di stabilizzazione possibile di questi lavoratori. Un inciso al consigliere Lampis, questi non sono lavoratori precari, perché al precariato ci devono ancora arrivare, è una situazione differente, c'è una situazione nel mondo del lavoro che va dal precariato, ai lavoratori in utilizzo, eccetera, che è variegata, tanto è vero che la seconda Commissione ha preso in carico il tema e il Presidente della Commissione si sta facendo carico di sostenerlo fino in fondo insieme a tutti i commissari, ai Capigruppo che hanno a cuore il tema, tanto è vero che abbiamo fatto una riunione dei Capigruppo specifica per affrontare il problema del precariato, il problema del mondo del lavoro nel suo insieme, partendo da un testo se necessario, mettendone assieme degli altri se la cosa è assolutamente utile. In sintesi, per dire che questo problema va affrontato, non si può affrontare ancora semplicemente con gli emendamenti, per i quali io stesso sono stato promotore e continuo a sostenerli, ma certamente va affrontato in una maniera differente, qui viene l'invito formulato dal presidente della terza Commissione sul parere su questo emendamento, dicendo che facciamo slittare la discussione su questa materia ad una discussione più approfondita, più precisa, che possa guardare anche più avanti rispetto al vivere alla giornata. Il parere della Giunta, se mi permette Assessore di poter dire, riguarda il parere negativo espresso su questo provvedimento per il quale ha detto che su questo provvedimento non c'è spazio per includere 1 milione di euro. Ma non ha detto che è contrario a trovare una strada che è stata prospettata dal presidente della Commissione, per cui l'invito al ritiro è soltanto questo, vederci tutti quanti con le cose già concordate in maniera tale che si possa discutere di questo tema dei lavoratori in utilizzo, così come di tutti gli altri precari del mondo del lavoro che aspettano risposte che questo Consiglio regionale ha il dovere di dare.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Io non sarei intervenuto se non avessi udito il parere dell'Assessore tranchant, parere contrario. Assessore, dopo il parere del presidente della Commissione bilancio, che ha argomentato in maniera utile perché non può essere liquidata la questione con un parere semplicemente contrario, perché dietro questo emendamento ci sono decine e decine di padri, di madri e di famiglie che attendono risposte. L'intervento del collega Cocco, se questa è la posizione della Giunta e la sua posizione, come ha dichiarato il Capogruppo del partito di maggioranza, ci trova perfettamente d'accordo, perché su questo non vogliamo farne una bandiera, lo ha detto molto bene il collega Gianni Lampis, promotore di questa iniziativa. Il problema però, Assessore, e ne approfitto, riguarda in generale la problematica del lavoro e del precariato, anche se questi sono lavoratori, come è stato ricordato, in utilizzo, per sollecitare un intervento deciso della Giunta regionale e del Presidente Pigliaru presso il Governo nazionale, perché stiamo assistendo ad una situazione che ha davvero dell'incredibile; se fosse fondata la notizia, così come annunciata non da uno qualunque, ma dal Sottosegretario del Ministero della Pubblica istruzione, un rappresentante della Regione siciliana che ha detto ai 4 venti di aver avuto dal Presidente Renzi l'assicurazione che sarebbero stati stabilizzati 22.000 precari della pubblica amministrazione siciliana. E allora qui si pone un problema che non è di poco conto, cioè capire se la Sardegna ha qualcosa di meno rispetto alla Sicilia, se il problema in Sardegna non esiste, anzi, lo conoscono bene al Governo nazionale perché i Ministri per gli affari regionali quante volte hanno impugnato provvedimenti approvati da questo Consiglio regionale che risolvevano situazioni di precariato, non si capisce perché… però non capisco neanche il perché di un silenzio della Giunta regionale. Io la invito, assessore Paci, a farsi promotore lei, il presidente Pigliaru, presso il Governo nazionale, perché questo problema venga posto all'attenzione dell'agenda politica anche nazionale, e mi aspetterei, e mi aspetto, soprattutto dai parlamentari sardi, che su questioni di questa natura - la questione del lavoro, la questione del precariato -, si possa fare fronte comune. Vedo che la questione, però, sta passando nel silenzio assoluto, non vedo atti che possano far sperare che in questa partita possa anche essere inserita la nostra Sardegna. E allora ecco perché sotto il Consiglio anche oggi ci sono lavoratori precari della pubblica amministrazione; noi non possiamo metterci la benda negli occhi, quella ce la dovremmo mettere per ricordare che esiste una "Sardegna Roma", non che esiste Roma soltanto e chi pare a Roma, e qui un sussulto anche da parte di quelle forze di questa Regione, che siedono in questi banchi, espressione dell'indipendentismo, del sovranismo, dell'identitarismo e di quant'altro, perché c'è un silenzio che è vergognoso! Che fa vergogna a tutta la politica sarda. Ecco perché su questi aspetti noi, Presidente del Consiglio, compatibilmente anche con i lavori di quest'Aula già programmati, chiederemo una sessione straordinaria, perché non possiamo rimanere soltanto come spettatori rispetto a quello che invece il Governo nazionale ha in animo di fare per altre regioni e non per la nostra.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). In realtà l'intervento del collega Pittalis ha in qualche modo anticipato le considerazioni che avrei voluto fare anch'io, perché la norma studiata ad hoc dal Governo per 22 mila precari della Sicilia, beh, ahimè, suona come in qualche modo una sconfitta per i 480 precari dei lavoratori in utilizzo della Sardegna, quindi il pensiero che l'Assessore Paci abbia voluto respingere, anche se si tratta dell'emendamento specifico e non dell'idea, ovviamente ci ha lasciato un po' tutti senza parole, perché riteniamo che il problema del precariato dei lavoratori della Sardegna vada in qualche modo affrontato e risolto. In realtà questo milione di euro non creava sicuramente nessuno scompenso all'interno di questo assestamento di bilancio, anche se così volgarmente chiamato, quindi ritengo che a breve la richiesta che ho presentato di una mozione, la mozione numero 201 del 19 novembre, Presidente, sono ormai scaduti 10 giorni, chiedo quindi che venga messa urgentemente in discussione in Aula per affrontare degnamente questo problema. Come già preannunciato oggi, anche i lavoratori della pubblica amministrazione sono qua sotto in via Roma, ma i lavoratori precari, i lavoratori in utilizzo del Comune di Carbonia oggi sono sul tetto del Municipio, e questa è una vergogna che non possiamo permettere in nessun modo di accettare e dobbiamo cercare di fare in modo che si ponga fine a questa scandalosa situazione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Truzzu. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Volevo semplicemente dichiarare che siccome nessuno di noi ha intenzione di portare avanti una bandierina o mettersi una medaglietta, ma ha l'interesse, come gran parte, anzi, come tutti i consiglieri di quest'Aula, e come tutti i Capigruppo, e so benissimo anche che la questione è stata più volte affrontata e presa in considerazione dalla stessa Commissione, dal Presidente della Commissione, che ha fatto un egregio lavoro, noi siamo disponibili a ritirare l'emendamento e lo ritiriamo, e anche per dire che ho capito benissimo lo spirito del l'Assessore Paci, non posso sicuramente essere considerato un difensore dell'Assessore, ma ho capito che il suo negare il consenso all'emendamento era nel senso che in questo provvedimento non era disponibile, ma c'era l'attenzione, come c'è stata altre volte, da parte anche della Giunta per affrontare la questione, anche nella logica che ha appena esposto più che bene, anzi direi magnificamente, l'onorevole Pittalis. L'emendamento è ritirato.

PRESIDENTE. Mettiamo in votazione l'articolo 11.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 11.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 12.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 12:

Art. 12

Variazioni di bilancio

1. Nello stato di previsione delle entrate 2015 e pluriennale 2015-2017 sono introdotte le variazioni di cui agli allegati G1 e G2.

2. Per effetto delle variazioni apportate, l'ammontare dello stato di previsione delle entrate del bilancio, redatto in termini di UPB e, a fini conoscitivi, in termini di titoli, tipologie e categorie, risulta aumentato per il 2015 di euro 2.663.810.187,62 per la competenza e di euro 2.172.458.313,21 per la cassa, e per la competenza 2016 e il 2017 rispettivamente di euro 1.283.355.164,40 ed euro 1.062.918.910,43.

3. Nello stato di previsione delle spese 2015 e pluriennale 2015-2017 sono introdotte le variazioni di cui agli allegati H1 e H2.

4. Per effetto delle variazioni apportate, l'ammontare dello stato di previsione delle spese del bilancio, redatto in termini di UPB e, a fini conoscitivi, in termini di missioni e programmi, risulta aumentato per il 2015 di euro 2.663.810.187,62 per la competenza e di euro 2.155.639.391,28 per la cassa, e per la competenza 2016 e il 2017 rispettivamente di euro 1.283.355.164,40 ed euro 1.049.752.860,22.

5. Sono inoltre approvati:

a) il prospetto concernente la composizione, per UPB e per titoli, tipologie e categorie, del fondo pluriennale vincolato c/capitale in entrata per ciascun anno del triennio 2015-2017 (All. C1 e C2);

b) il prospetto concernente la composizione, per UPB e per missioni, programmi e titoli, del fondo pluriennale vincolato c/capitale in spesa per ciascun anno del triennio 2015-2017 (All. D1 e D2);

c) la relazione tecnica e il prospetto concernente la composizione del fondo crediti di dubbia esigibilità del triennio 2015-2017 (All. N);

d) il prospetto dimostrativo del rispetto degli equilibri di bilancio (All. O);

e) il prospetto dimostrativo del rispetto dei vincoli di indebitamento (All. P);

f) la tabella E (Elenco opere infrastrutturali di interesse regionale) (All. Q).)

PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliere Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). L'articolo 12 è il cuore di questa manovra di armonizzazione, anche perché sia l'articolo 12 che le tabelle di cui accennava l'onorevole Locci, che verranno poi da noi commentate, fanno capire esattamente che questo non è un semplice adeguamento tecnico, è l'adeguamento tecnico il metodo di riscrittura del bilancio, ma i contenuti sono assolutamente un adeguamento di carattere politico, e come. E proprio dall'articolo 12, con le varie coperture finanziarie di cui dopo ci riserviamo di elencarne pregi e difetti, possiamo vedere come c'è proprio una manovra chiamiamola di assestamento, alla vecchia maniera, ma certamente vengono effettuate delle scelte, scelte che portano a fare delle azioni nel 2015 molto poche, piuttosto che nel 2016, che nel 2017. Tra l'altro precisiamo anche che è proprio una manovra sostanziale, perché se andate a rivedervi, faccio un esempio, il mutuo che è riportato e declinato all'articolo 4 della nostra manovra finanziaria, nel nostro bilancio, vediamo che proprio, al di là della cifra, cioè i 700 milioni, tutto il resto non è stato rispettato - ecco, mettiamola in questi termini per non essere molto fiscali -, e infatti la quota annua di 150 milioni in termini di investimento viene ridotta, per esempio, per l'anno 2015 ai 62 milioni. Quindi capite che non è una scelta da prendere così con superficialità e vi invito, colleghi, veramente, se volete rendervi conto di quanto è stata la manovra complessiva di questo adeguamento armonizzato, andatevi a vedere le tabelle, la tabella H e la tabella Q, che sono allegati proprio nei prossimi emendamenti, e capite le variazioni, però io avrò anche la premura e l'attenzione di leggervi a breve, nei prossimi interventi, ciò a cui abbiamo rinunciato e ciò invece in cui siamo andati a investire.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 12.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 13.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 13:

Art. 13

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna (BURAS).)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 13.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'allegato A1.

(Segue lettura)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'allegato A1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Procediamo con votazioni per alzata di mano.

Passiamo all'esame dell'allegato A2.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Metto in votazione l'allegato A2. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'allegato B1.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Metto in votazione l'allegato B1. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'allegato B2.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Metto in votazione l'allegato B2. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'allegato C1.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Metto in votazione l'allegato C1. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'allegato C2.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Metto in votazione l'allegato C2. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'allegato D1.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Metto in votazione l'allegato D1. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'allegato D2.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Metto in votazione l'allegato D2. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'allegato E1.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Metto in votazione l'allegato E1. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'allegato E2.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Metto in votazione l'allegato E2. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'allegato F1.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Metto in votazione l'allegato F1. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'allegato F2.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Metto in votazione l'allegato F2. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'allegato G1.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Metto in votazione l'allegato G1. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'allegato G2.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Metto in votazione l'allegato G2. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'allegato H1.

(Segue lettura)

All'allegato H1 è stato presentato l'emendamento sostitutivo numero 3.

(Si riporta di seguito il testo dell'emendamento:

EMENDAMENTO 3.)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Sabatini, relatore di maggioranza.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Esprimo parere favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Esprimo parere favorevole.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Spero di non annoiare i colleghi, ma capisco anche che la materia del bilancio e un po' complessa, però per fare loro cosa gradita credo sia utile far capire esattamente che cosa ha comportato questa manovra, dove sono stati gli interventi. Intanto nel 2015 dobbiamo registrare che la copertura del disavanzo, più il fondo di riserva delle spese impreviste di revisione dei prezzi sostanzialmente, più la restituzione del fondo per le anticipazioni di liquidità sono stati coperti esattamente con una diminuzione degli interventi per la realizzazione, ristrutturazione e ammodernamento delle strutture sanitarie; abbiamo ancora una riduzione per la programmazione negoziata, perché abbiamo un'isola che proprio sprizza sviluppo da tutte le parti. Ancora la vostra tanto cara istruzione, vediamo che a cuor leggero riducete di 37 milioni e 300 mila euro gli interventi in favore dell'istruzione, dell'infanzia, dell'obbligo e superiore; anche per la formazione universitaria il settore investimenti vi interessa poco, tanto, va beh, non dovevate investire quest'anno, altri 9 milioni; così pure come sulla difesa del suolo andate intervenire con una diminuzione di investimenti pari a 66 milioni e 129. Mi sembrava che in quest'Aula ci fosse grande interesse per questi interventi, invece a cuor leggero ce ne liberiamo. Così pure come per i consorzi di bonifica, che possono rinunciare a 9 milioni, così come le opere di interesse regionale e locale, 446 milioni e 486 stanno a significare che praticamente il mutuo lo destiniamo agli anni successivi, gli investimenti con gli enti locali, con le opere importanti, di interesse regionale, li facciamo gli anni successivi. Non importa, perché comunque noi dovevamo purtroppo coprire ovviamente questa situazione di disavanzo. Tra l'altro devo anche dire un disavanzo, badate bene, per il quale si contrae un ulteriore mutuo che ci costa tra i 37 e i 39 milioni annui, per poi andare ad incidere ancora in aumento parrebbe nel 2016 e nel 2017, quindi tutto rinviato come vostro uso e consumo, come spesso fate, fate annunci, vi beate di quello che ancora rimane sempre e solo sulla carta, potete andare a vedervi la riforma sanitaria piuttosto che le altre riforme di cui avete parlato, ma tutto rimane sostanzialmente al palo. Così come nel 2015 il settore degli investimenti e il tanto sviluppo che avevate decantato nella manovra finanziaria.

Allora, colleghi, sono pronta a scommettere che addirittura tutta questa rielaborazione che è stata fatta per gli anni 2016-2017 verrà ancora rivista e ci saranno ancora degli altri interventi che verranno procrastinati. Andatevi a vedere le tabelle perché il bilancio, è vero, è una materia ostica, particolare, però questo c'è scritto ed è comprensibile ai più. Andate a vedervi gli aumenti e le diminuzioni e soprattutto come verranno poi, con la tabella successiva, rimandate le opere su cui avete impostato tutta la vostra legislatura con un mutuo che pesa come indebitamento non solo sul bilancio regionale ma sulla pelle di tutti i sardi.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare sull'emendamento sostitutivo totale numero 3, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Decadono l'allegato H1 e H2 che vengono sostituiti dall'emendamento approvato.

Passiamo all'esame dell'allegato N.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Metto in votazione l'allegato N. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'allegato O.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Metto in votazione l'allegato O. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'allegato P.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Metto in votazione l'allegato P. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'allegato Q.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. All'allegato Q è stato presentato l'emendamento sostitutivo totale numero 4.

(Si riporta di seguito il testo dell'emendamento numero 4:

EMENDAMENTO 4.)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Sabatini, relatore di maggioranza.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere è favorevole.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Ignazio Locci. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Presidente, semplicemente per rinfrescare la memoria ai colleghi che qui siamo esattamente in quella parte di legge finanziaria che era caratterizzata da una ispirazione, da una corrente filosofica di un certo tipo, cioè a Keynes sugli investimenti sulla spesa pubblica per generare nuova occupazione, nuovo sviluppo eccetera eccetera. Quindi, io credo che da queste tabelle in qualche modo viene ridimensionato un po' il quadro di riferimento perché se noi rapportiamo all'anno di competenza in cui le quote di questo mutuo verranno poi effettivamente spese siamo certi, cari colleghi, che queste non avranno un impatto enorme sull'economia sarda, per cui mi pare che un altro dei morti per strada di questa gestione finanziaria sia proprio Keynes che vede in qualche modo frantumate tutte quelle concezioni filosofiche e finanziarie che dovevano creare sviluppo.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare sull'emendamento numero 4, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Quindi l'allegato Q è sostituito con l'emendamento numero 4 approvato.

Passiamo alla votazione finale della legge.

Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Presidente, per tirare la somma di questo assestamento che comunque ci dà una proiezione abbastanza realistica della chiusura dell'anno finanziario di competenza, Assessore, io mi richiamo a quello che lei ha detto rispetto agli spazi finanziari e agli obiettivi che saranno secondo i vostri programmi raggiunti e quindi saranno dei risultati positivi. Io vorrei ricordare a tutti che nel 2013 la Regione Sardegna ha pagato per cassa 7 miliardi e 400 circa, nel 2014 6 miliardi e 800 circa e, per quanto mi consta, in quest'anno finanziario c'è ancora una differenza di circa 500 milioni. Quindi, noi speriamo che voi abbiate ragione, che la faccia che avete messo in quest'accordo in qualche modo poi sia anche portatrice di ragioni effettive di entrate da una parte ma anche di spesa aumentata nell'interesse ovviamente di missioni di spesa, programmi di spesa che avranno una ricaduta speriamo positiva sui sardi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Presidente, per dire da subito che il nostro voto è ovviamente contrario ma anche per fare alcune considerazioni. Noi, Assessore, non abbiamo voluto dire no all'accordo per principio preso, ma perché l'abbiamo valutato in maniera proprio approfondito. Guardi, sarebbe stato veramente per noi un anno importante questo 2015 e forse anche il 2016 se non avessimo dovuto adeguarci all'armonizzazione dei bilanci perché il riaccertamento dei residui si sarebbe potuto fare comunque senza dei vincoli di imposizione rigida come è avvenuto con l'armonizzazione e soprattutto avremo potuto contemperare degli investimenti e non arrivare, visto che lei ha citato la veridicità del bilancio, allora le dico che anche gli altri bilanci assolutamente rispondevano al principio di veridicità e anche a tutti gli altri principi. Però si trova a fare delle manovre, gliene cito una, andate a toccare l'anticipo delle spese obbligatorie che la prossima manovra per il buco della sanità, non solo, avete dovuto rinunciare a trasferire 50 milioni agli enti locali proprio a fine anno. Quindi, come vede, se tutto questo avesse avuto invece un approccio un po' più tranquillo in termini finanziari avremmo comunque ottemperato in parte al riaccertamento dei residui, ma non avremmo avuto quelle imposizioni. Ecco, questa sarebbe stata veramente la vera sfida con il Governo italiano e avremmo potuto recuperare due anni di contabilità sana dove avremmo potuto ottemperare alle tante richieste che ci sono state comunque fatte, ma senza partire per primi con un laccio così stretto. Questo ci avrebbe consentito veramente di non avere da un lato più il patto di stabilità, ma abbiamo dimostrato anche che non era così molto più grave di quello che invece c'è stato imposto con il rispetto del pareggio di bilancio strettamente legato ovviamente alle entrate riscosse.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Sabatini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore di maggioranza. Presidente, io capisco che l'opposizione debba contestare questo provvedimento, però io ribadisco che alla lettura attenta del provvedimento si tratta di un provvedimento solo ed esclusivamente di natura tecnica. Insisto su questo punto. I cambiamenti che sono stati fatti sono stati fatti sul pluriennale, non sull'anno corrente. Ora, viene contestata la tabella Q, veramente, non si prende atto che qui c'è il cronoprogramma della spendita della contrazione del mutuo di 700 milioni sui lavori pubblici e si riesce a spendere nell'anno corrente 61 milioni. Cosa dovevamo dire noi quando avete parlato di opere immediatamente cantierabili che non si sono mai cantierate? Allora, qui c'è un cronoprogramma sulle annualità ed è definita la spesa delle opere previste dal mutuo. Alcuni mesi fa voi avete dichiarato che non avremmo mai contratto il mutuo, che non saremmo mai riusciti a spendere una lira.

Io sulla spendita vi ho portato un dato, voi non potete contestare il Sibar, questi sono dati, sono mandati di pagamento, sono fondi erogati e noi abbiamo speso, se paragonati alla stessa data del 2014, 975 milioni in più. Vi può piacere, non vi può piacere, queste è un dato. Io vi sto portando un dato inconfutabile, sono dati contabili quindi non sono discutibili.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Truzzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Per dichiarare il mio voto contrario a questo provvedimento che ha sì un carattere tecnico, come ci ha ricordato poc'anzi l'onorevole Sabatini e prima anche l'Assessore ma per fare anche una valutazione politica, o cercare di farla come dicevo prima. Vede, onorevole Sabatini, io già in sede di finanziaria dissi che non ero contrario al mutuo, che ritenevo potesse essere una scelta attraverso la quale rilanciare gli investimenti. Poi mi dispiace constatare che nel corso di quest'anno forse questi soldi li avremmo potuti utilizzare meglio e con le finalità che avevamo previsto e non cambiando in corso d'opera. Perché poi è un problema non solo di quantità della spesa ma anche di qualità perché noi ci dobbiamo porre non solo il problema di spendere tutto ma anche di spendere bene per realizzare dei risultati, per avere un impatto economico che permetta di creare sviluppo e di creare occupazione. E allora sulla qualità della spesa io continuo a dire che ho dei forti dubbi, ci avete detto che avremmo speso tutto, che il pareggio di bilancio ci avrebbe consentito di spendere tutto quello che avevamo, di spendere tutti i residui, ricordo anche le parole dell'Assessore che ci aveva detto: "Spero addirittura di avere un assestamento in positivo".

Perché di questo si parlava a marzo-aprile e noi invece oggi ci troviamo a fare un provvedimento tecnico che però registra una situazione sicuramente non positiva. E se io prendo i dati, non so se siano quelli del SIBAR, però nel sistema di reportistica regionale leggo che per la strategia 1 la capacità di pagamento è al 79 per cento, badate bene non dello stanziato ma dell'impegnato, per l'educazione la capacità di pagamento è al 32 per cento, per il patrimonio culturale, strategia 3, è al 46 per cento, per l'ambiente e il territorio è al 38 per cento, per i servizi alla persona e la spesa sanitaria è all'89 per cento, per l'economia e il lavoro come intrapresa è al 26 per cento, per la crescita delle reti infrastrutturali è al 37 per cento, ripeto, non dello stanziato ma dell'impegnato. Ecco in questi dati c'è il giudizio politico sull'operato di questa Giunta.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 273/A.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Discussione e approvazione della mozione Cossa - Dedoni - Crisponi - Anedda - Carta - Cocco Pietro - Cocco Daniele Secondo - Rubiu - Desini - Zanchetta - Pizzuto - Usula - Agus - Cherchi Augusto - Cherchi Oscar - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Forma - Fasolino - Floris - Gaia - Lai - Ledda - Locci - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Oppi - Perra - Peru - Pinna Giuseppino - Pinna Rossella - Piscedda - Randazzo - Sabatini - Solinas Christian - Solinas Antonio - Tatti - Tedde - Tendas - Tocco - Truzzu - Tunis - Unali - Zedda Alessandra - Zedda Paolo Flavio sul passaggio in Sardegna del Giro d'Italia edizione 2017, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento (203).

Il successivo punto all'ordine del giorno reca la discussione della mozione numero 203. C'è un impegno con l'Assessore che mi chiede di anticipare la mozione sul Giro d'Italia, se non ci sono opposizioni anticiperei la mozione numero 203 con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi del comma 2 dell'articolo 54 del Regolamento. Comunico che la quinta Commissione è convocata giovedì alle ore 11 e 30.

(Si riporta di seguito il testo della mozione:

Mozione Cossa - Dedoni - Crisponi - Anedda - Carta - Cocco Pietro - Cocco Daniele Secondo - Rubiu - Desini - Zanchetta - Pizzuto - Usula - Agus - Cherchi Augusto - Cherchi Oscar - Collu - Comandini - Congiu - Cozzolino - Demontis - Deriu - Forma - Fasolino - Floris - Gaia - Lai - Ledda - Locci - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Oppi - Perra - Peru - Pinna Giuseppino - Pinna Rossella - Piscedda - Randazzo - Sabatini - Solinas Christian - Solinas Antonio - Tatti - Tedde - Tendas - Tocco - Truzzu - Tunis - Unali - Zedda Alessandra - Zedda Paolo Flavio sul passaggio in Sardegna del Giro d'Italia edizione 2017, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento.

IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che dal 2007 in poi il tracciato della competizione ciclistica Giro d'Italia ha attraversato i confini nazionali andando in Danimarca, Olanda, Austria, Irlanda, ma non ha più toccato la Sardegna;

CONSTATATO che nei mesi scorsi è stato presentato un progetto che ipotizzava lo svolgimento nell'Isola di tre tappe, progetto che purtroppo non ha avuto seguito;

VALUTATO che lo svolgimento della manifestazione sportiva rappresenterebbe un'opportunità per valorizzare e potenziare i percorsi cicloturistici presenti nell'Isola e promuovere eventi per la sensibilizzazione dell'uso della bicicletta come mezzo di trasporto per una mobilità ecosostenibile;

SOTTOLINEATO che il Giro d'Italia è una straordinaria occasione di promozione turistico-culturale internazionale ed un'opportunità di crescita economica con ricadute positive su un'adeguata infrastruttura stradale;

EVIDENZIATO che l'edizione 2015 del Giro è stata seguita da più di 160 paesi del mondo;

RILEVATO che in un secolo il Giro d'Italia è passato in Sardegna solo tre volte e che pertanto l'Isola può vantare un notevole "credito" nei confronti degli organizzatori;

TENUTO CONTO che troppo spesso le richieste per ospitare il Giro sono avanzate da privati e non dalle istituzioni locali, che invece devono dimostrare di saper promuovere un'iniziativa ad alto impatto economico attraverso una solida e concreta collaborazione tra privati e amministrazioni pubbliche,

impegna

il Presidente della Regione e l'Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport affinché si attivino concretamente presso la Gazzetta dello Sport e le altre competenti sedi per riportare l'importante manifestazione sportiva internazionale in Sardegna - isola che ha dimostrato grande interesse per il ciclismo tifando compatta per Fabio Aru, ultimo vincitore della Vuelta spagnola - essendo il passaggio della manifestazione non solo un'importante possibilità di promozione sportiva e turistico-culturale internazionale, ma anche una concreta opportunità di crescita economica con ricadute di enorme portata. (203).)

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione. Uno dei presentatori della mozione ha facoltà di illustrarla.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Io per prima cosa devo ringraziare tutti i colleghi che hanno firmato la mozione, che sono praticamente quasi tutti i colleghi consiglieri regionali, a dimostrazione di come l'iniziativa sia ampiamente condivisa in questo Consiglio regionale. Di cosa si tratta? Si tratta del passaggio del Giro d'Italia. Che cos'è il Giro d'Italia io credo che lo sappiamo tutti, forse non tutti conoscono nel dettaglio i dati di quello che ruota attorno al Giro d'Italia che è una grande manifestazione sportiva, assieme al Tour de France sono le due manifestazioni ciclistiche più importanti del mondo, che genera anche economia perché il turismo sportivo nel suo complesso in Italia genera un impatto economico di circa 5 miliardi di euro, il Giro d'Italia da solo nei 20 giorni in cui si tiene produce un impatto economico di circa 110 milioni di euro. Quindi una cosa rilevantissima, tant'è vero che tutte le volte si scatena una vera e propria corsa all'oro da parte dei territori.

Perché? Perché l'aspirazione, quella di essere attraversati dal Giro, è quella di ospitare la partenza o meglio ancora l'arrivo di una tappa perché attorno al Giro d'Italia si muove una macchina organizzativa di circa 1500 persone, molte delle quali arrivano in situ qualche giorno prima per problemi organizzativi, nei giorni proprio direttamente interessate tutte queste risiedono e mangiano, si prendono una bibita nei luoghi del Giro d'Italia, e si stima che le città che ospitano il Giro come partenza o come sede di tappa mediamente fruiscano di un impatto economico di circa 600 mila euro.

Quindi stiamo parlando tra tutti naturalmente, considerato anche i turisti. In più si tratta di una manifestazione che veicola l'immagine della Sardegna in giro per le regioni interessate, naturalmente noi in questo momento parliamo della Sardegna che è la cosa che ci interessa di più, veicola l'immagine del territorio in tutto il mondo, perché stiamo parlando di una platea di circa 700 milioni di sportivi e appassionati di ciclismo che per due ore, tanto dura la diretta, il collegamento televisivo, vedono paesaggi meravigliosi dei territori interessati perché ad accompagnare il Giro ci sono circa 2000 giornalisti interessati, non tutti vengono naturalmente, ma tutti sono collegati e lo seguono anche grazie a Internet, quindi circa 2000 giornalisti accreditati, 170 Paesi quindi praticamente tutto il mondo e dicevo per veicolare l'immagine della Sardegna, ripeto, con una proiezione mondiale. Che cosa voglio dire? Voglio dire che per ottenere il medesimo impatto comunicativo occorrerebbe spendere risorse che sono enormemente superiori rispetto a quelle che verrebbero investite per il Giro.

Di quanto stiamo parlando? Quelli che se ne intendono più di me mi parlano di una cifra compresa tra il milione mezzo e i 2 milioni di euro, io questo non lo so non è un compito mio accertarlo, credo che questo spetti all'Assessore, però stiamo parlando di un investimento di quest'ordine di cifre. Ecco perché assieme a tanti colleghi abbiamo voluto portare all'attenzione dell'Aula prima di tutto e della Giunta questo problema attraverso questa mozione. Naturalmente, come sempre capita, l'investimento può esaurirsi nell'arco di tre, quattro giorni quelli che saranno interessati dal Giro, oppure se la Sardegna, e i Comuni che verranno interessati, saprà giocarsi bene questa carta possono esserci effetti che sono anche a medio - lungo termine, questo dipende tutto dalla capacità di chi amministra di pianificare adeguatamente l'evento e di programmare anche per il futuro delle iniziative in preparazione al Giro, durante il Giro e in proiezione futura tutte le iniziative collegate che si possono fare. La Liguria per esempio nel 2014 ha indetto l'Anno della bicicletta, si possono fare miriade di iniziative, l'unico limite è quello della creatività che uno riesce ad esprimere in queste cose, ripeto con la prospettiva di una ricaduta in termini concreti rispetto all'economia della nostra Regione enormemente maggiore rispetto a quella di altre iniziative simili. E poi c'è la ciliegina sulla torta: nel 2017 cade il centenario del Giro d'Italia. Quindi quale migliore occasione per unire anche la Sardegna a questo grande circuito di campanili, come qualcuno l'ha voluto definire? Ma la ciliegina della torta si chiama Aru, questo straordinario sportivo che ha portato risultati così importanti alla Sardegna, che ha dato lustro alla Sardegna come ormai non accadeva da tantissimo tempo, che ha vinto La Vuelta ed è candidato, noi glielo auguriamo con tutto il cuore, a noi e a lui, anche ad altre vittorie altrettanto importanti, e che oggi è uno dei maggiori testimonial sportivi dell'Italia in tutto il mondo. Sarebbe veramente triste che la Sardegna non cogliesse quest'occasione. Ecco perché, ripeto, abbiamo voluto proporre questa mozione e ci auspichiamo naturalmente non soltanto che l'Aula la accolga, ma che la Giunta poi sia conseguente nell'accogliere gli indirizzi che il Consiglio offre. Grazie Presidente.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Giuseppe Fasolino. Ne ha facoltà.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Grazie Presidente, questa è una mozione sicuramente importante perché il Giro d'Italia è addirittura il terzo evento mondiale più seguito, quindi è sicuramente un evento che potrebbe dare lustro alla Sardegna. Io in effetti, e l'Assessore ne è testimone, ho incontrato gli organizzatori del Giro d'Italia quest'anno ad agosto e gli ho messi subito in contatto con l'Assessore che li ha incontrati. Devo dire per dare qualche chiarimento che l'investimento è sicuramente maggiore. Le richieste che l'organizzazione ha fatto per portare il Giro d'Italia in Sardegna sono molto superiori a quelle che ha appena detto il collega, però anche i ritorni, il ritorno economico, il ritorno di immagine è anche quello superiore rispetto ai numeri che abbiamo appena sentito. Comunque dicevo, io ho incontrato gli organizzatori del Giro d'Italia, gli ho incontrati a Golfo Aranci, io subito messi in contatto con l'Assessore che li ha visti e poi da lì doveva cercare di trovare un punto d'incontro. Oltretutto adesso non so se effettivamente siamo ancora in tempo a portare il Giro d'Italia nel 2017. Loro erano in una fase importante, dove stavano proprio valutando. Vorrebbero fare il Giro d'Italia in Sardegna, e mi hanno contattato per questo motivo, perché loro pensano che dopo La Vuelta Aru possa essere il vincitore del prossimo Giro d'Italia e quindi arrivare in Sardegna da vincitore del Giro d'Italia. Ecco, questa è una delle motivazioni che darebbe ancora più interesse per gli organizzatori sul Giro d'Italia nel 2017, in quanto come diceva il collega si festeggia anche il centenario del Giro d'Italia. L'impegno dovrà essere superiore, però è una grande opportunità, anche perché Assessore, come abbiamo avuto occasione di parlare con lei, potrebbe essere un evento che interesserebbe tutta la Sardegna, non interesserebbe solo una zona, ma potrebbe interessare e coprire l'intero territorio. Già in passato è capitato, già in passato abbiamo avuto l'opportunità del Giro d'Italia, è stato un riscontro molto positivo, bisognerebbe fare qualche sacrificio in più perché quest'evento è sicuramente un evento che potrebbe portare lustro a tutta la Sardegna e potrebbe essere un veicolo importante anche come marketing per il nostro turismo. Consideri che tanti sono gli eventi collaterali che si svolgono prima del Giro d'Italia e dopo il Giro d'Italia, e sono eventi che vengono realizzati non da professionisti, che non hanno nessun costo per la nostra Isola, ma che vengono utilizzati per l'organizzazione per provare i circuiti del Giro d'Italia. Quindi è una grande opportunità, bisognerebbe coinvolgere anche i Comuni, magari i più importanti, ma non soltanto, i Comuni che si rendono disponibili a partecipare con la Regione anche dal punto di vista economico, perché è un investimento che si può fare, è un investimento che potrebbe portare dei risultati importanti per la nostra Isola. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pierfranco Zanchetta. Ne ha facoltà.

ZANCHETTA PIERFRANCO (Cristiano Popolari Socialisti). Presidente, ma per dire e ricordare che il Giro è arrivato in Sardegna tre volte: nel 61 in occasione del centenario dell'Unità, vinse Magni a Cagliari la tappa; poi nel 91 con un percorso che ha attraversato tutta la Sardegna, partendo da Olbia, per Sassari, poi la classica Sassari - Cagliari; e nel 2007 in occasione del bicentenario della nascita di Garibaldi, con con la cronometro di Caprera e poi arrivò a Sassari, e poi ci fu la Barumini - Cagliari che concluse quelle tre tappe in Sardegna che rappresentarono dal 61 ad oggi, a parte il vecchio Giro di Sardegna che animava la preparazione dei ciclisti, e quindi con presenze dei migliori ciclisti di allora, il Giro d'Italia, e comunque il pedale è un elemento, com'è stato ricordato dall'onorevole Cossa che richiama attenzione dei media, richiama una moltitudine di appassionati e non soltanto, ma muove anche un volume d'affari interessante. Io credo che questa sia un'iniziativa da sostenere. L'assessore non è romagnolo, è emiliano, perché la tradizione del pedale ce l'ha più la Romagna, basta ricordare Baldini o Adorni, ma giusto per citare alcuni dei grandi, però voglio dire credo che questa sia un'iniziativa da sostenere e fortemente anche, poiché è un veicolo promozionale straordinario, ma ci lega soprattutto oggi un rinnovato entusiasmo per il ciclismo, proprio perché abbiamo un grandissimo campione a casa, e non possiamo certamente dimenticarci che anche il ciclismo dilettantistico, quello amatoriale, rappresenta per la Sardegna un mercato turistico straordinario. Noi abbiamo in alcune stagioni, periodi dell'anno, quelli che aprono la stagione, ad esempio maggio, numerosissimi, migliaia di appassionati, di amatori, che pedalano lungo le nostre strade e che vengono in vacanza qui in Sardegna da tutte le parti d'Europa. Abbiamo quindi una vocazione anche per territorio, per panoramicità delle strade, per impegno se volete per i professionisti, proprio perché il nostro percorso impegna velocisti, (…), li impegna in maniera formidabile. Però abbiamo anche una vocazione di territorio al ciclismo. Credo che noi dobbiamo sostenere, assessore Morandi, questa iniziativa così come è stato fatto nel passato e ha prodotto quei giri d'Italia che ricordavo sono quelli del 2007, 1991 e 1961, che hanno permesso di catalizzare l'interesse di quei tre giorni in cui la carovana si è fermata in Sardegna, l'interesse non soltanto degli appassionati di ciclismo ma dell'intero paese, dell'intera Europa perché non dimentichiamoci che i grandi paesi di tradizione ciclistica sono la Francia, l'Olanda, oltre che l'Italia certamente, così come la Danimarca, piuttosto che altri paesi europei quindi è un veicolo che ritengo possa rappresentare un elemento di promozione molto importante. Sosteniamo questa iniziativa e lo dico anche da modesto cronista che ha fatto qualche " 2 giri d'Italia" non pedalando ma seguendo gli eventi della carovana dei Girini. Grazie.

PRESIDENTE. E'iscritto a parlare il consigliere Luigi Crisponi. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Molto brevemente, grazie presidente. Ringrazio il collega Cossa per aver presentato questa mozione trasversale e anche il collega Zanchetta che ci ha riportato indietro con i pensieri, quindi c'è qualcosa che evidentemente ci collega a quel grande telecronista televisivo. Questa, Assessore, è inutile spiegarcelo, è una grande bella occasione per attraversare non solo con la passione ma anche con lo spot che ne deriva, dalla presenza, e questo è uno dei dati importanti della televisione che segue con attenzione valli, montagne, mari blu, cascate, territori, fiumi, piccoli borghi e cittadini, quindi attraversa in lungo e in largo la nostra Sardegna. Ho bisogno per concludere di porre una brevissima domanda, approfitto dell'occasione della presenza dell'assessore Morandi, recentemente con una delibera, nel marzo del 2015, successivamente poi con le vicende che sono note a tutti, nel giugno dello stesso anno, quindi all'inizio della stagione turistica, è andata via un'altra carovana, era quella della vela, c'è rimasto 1 milione appeso su quell'evento, quindi vorrei chiedere all'Assessore che fine ha fatto quel milione sperando che non sia stato dato in risorse al gruppo che faceva capo e riferimento a luna rossa e quindi propongo qui in aula che quei denari che spero non siano rimasti nelle grinfie del gruppone che poi è andato via, anche se per vicende che l'America's Cup ha comunque prodotto, potrebbe già essere dedicato per poter iniziare a sventolarlo, esattamente come bandiera ma anche come formaggino da far vedere agli amici organizzatori del Giro d'Italia per poterli già convincere che qua c'è già una risorsa consistente ed importante pari ad 1 milione di euro per poter essere messa a loro disposizione e riportare, come giustamente richiede questa mozione, il giro d'Italia in Sardegna.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Gianni Lampis. Ne ha facoltà.

GIANNI LAMPIS (Gruppo Misto). Grazie Presidente, voglio ringraziare in primis il collega Cossa per l'opportunità che oggi dà a quest'Assemblea di discutere di un argomento così importante. Ho ritenuto opportuno portare il mio contributo perché non più tardi di qualche anno fa la Sardegna ha ospitato qualche tappa del giro d'Italia, ricordo bene che una di queste ha interessato anche il mio territorio di provenienza. Ricordo molto favorevolmente questa occasione perché, così come i colleghi hanno ricordato, le nostre strutture ricettive fecero il pienone, quindi è veramente un'occasione da non perdere, è un'occasione da non farci scappare perché può essere e può consentire ai nostri imprenditori, ma all'interno sistema economico della Sardegna di poter giovare di un indotto, di una vetrina pubblicitaria altamente positiva per l'intero contesto turistico della nostra Regione quindi il fatto che le firme apposte in questa mozione siano trasversali dimostra come sia a cuore, da parte dell'intero Consiglio regionale, che questo tipo di risultato venga conseguito, quindi ci appelliamo al lavoro della Giunta regionale e dell'Assessore affinché veramente si possa contare su quest'opportunità perché abbiamo bisogno di poter essere protagonisti nello scenario turistico nazionale.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Questa mozione è sicuramente condivisa da tutti e condivisibile, ma i contenuti sono i un'importanza straordinaria perché nell'ipotesi in cui si riuscisse veramente a raggiungere l'obiettivo del giro d'Italia in Sardegna avremmo l'occasione per essere inseriti in una vetrina globale, planetaria, 150-160 paesi, 200 paesi che hanno voglia di vedere queste gare, questo Giro d'Italia. Una vetrina promozionale quindi per la Sardegna unica con ricadute in termini di ristoro dell'investimento di grandissima e straordinaria rilevanza, si investe uno per recuperare e per ricavare 100, credo che l'investimento sia nell'ordine dei 4 milioni, 4 milioni e mezzo, 4 milioni all'incirca, ma poi le ricadute sono moltiplicate in maniera esponenziale. Tra altre cose, oltre all'approvazione del nostro ambiente, della nostra cultura, della nostra storia, del nostro paesaggio, nel nostro clima, dei nostri borghi, della nostra Isola, c'è anche un'altra considerazione che si può fare, il giro di Sardegna in Italia è un modo per promuovere in modo efficace anche quel turismo attivo che si svolge sulla bici, ma anche per promuovere quella mobilità, non la definisco sostenibile perché non mi piace definirla sostenibile, però quella mobilità attuale, moderna, proiettata verso il futuro, quella mobilità che è basata sull'utilizzo della bicicletta e che impone di utilizzare i mezzi pubblici in seconda battuta, in terza battuta, di utilizzare l'auto soltanto quando è necessario. Anche questo è uno strumento di promozione di questo tipo di mobilità, una mobilità che fa bene alla salute, ma fa bene anche alla tasca e fa bene anche ovviamente all'ambiente. Ecco io credo che il presidente Pigliaru debba assumersi tutte le responsabilità di un'azione politica forte nei confronti della gazzetta degli organizzatori alla quale deve arrivare utilizzando anche i canali governativi, occorre fare un'opera di sensibilizzazione, di convinzione degli organizzatori e credo che la Sardegna abbia tutte le carte perché il giro passi anche in Sardegna e credo che la Sardegna abbia tra le altre cose quello interiore che risponde al nome di Fabio Aru, che probabilmente vincerà o non vincerà, comunque è un campione di livello mondiale che sicuramente riuscirà a coinvolgere ancor di più tutti coloro, tutti gli appassionati del ciclismo. Quindi il Presidente penso che debba assommare su di sé tutte le responsabilità di questa impresa perché di impresa si tratta, non è semplice, non è facile, però c'è la possibilità di portare a casa il risultato, solo che il Presidente lo voglia, il Consiglio regionale lo vuole, quest'Assemblea lo vuole, lo deve volere anche il Presidente, la Giunta tutta.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico del turismo, artigianato e commercio.

MORANDI FRANCESCO, Assessore tecnico del turismo, artigianato e commercio. Grazie Presidente, onorevoli consigliere e consiglieri, la Giunta regionale ha fatto un investimento importante sul turismo attivo e sportivo, come sapete ha programmato una serie di risorse molto significative per completare la rete ciclabile della Sardegna, 8 milioni di euro di opere pubbliche, ha fatto tramite l'Assessorato al turismo, artigianato e commercio un intervento sugli operatori del settore con particolare riferimento al cicloturismo programmando dei fondi regionali della vecchia programmazione comunitaria e mettendo in circolazione 1 milione di euro di risorse per favorire la creazione di un club di prodotto destinate fondamentalmente agli operatori del ricettivo e dei servizi che ruotano intorno al sistema del cicloturismo. L'investimento è chiaro, la direzione politica ancora più chiara, l'obiettivo è quello di investire sul turismo attivo e sportivo in maniera concreta per ottenere risultati che si apprezza in termini di visibilità per la destinazione, destagionalizzazione dei flussi, creazione di nuove motivazioni di viaggio e per lavorare su un tema coerente con la strategia regionale legata alla qualità della vita che sta orientando le scelte dell'Assessorato del turismo artigianato e commercio.

Detto questo il Giro d'Italia è sicuramente un'opportunità straordinaria da cogliere per quanto riguarda la Sardegna, per richiamare grande attenzione e sulla destinazione perché il Giro d'Italia di per sé è un grandissimo evento mediatico ed è stato ricordato con grande efficacia prima però può diventare non soltanto un'occasione per ospitare un evento spot ma è invece un (…) Per lo sviluppo coerente con le linee di programmazione e di intervento che l'Assessorato si è dato.

Con riferimento specifico alla questione Giro l'onorevole Fasolino ha ricordato come si sono svolti i fatti, però i fatti sono iniziati, forse questo lo ricorda meno, il 17 giugno e quindi il primo contatto è stato creato prima dell'estate. Abbiamo iniziato a lavorare in maniera molto serrata con gli organizzatori del Giro; la vicenda sta proseguendo in maniera molto serena. Gli organizzatori però hanno posto come condizione, a parte le questioni economiche di cui non vi dico nulla in questa sede, ma che poi potremo affrontare più avanti, ha posto come condizione una clausola di riservatezza, perché ci sono altri territori interessati ad ospitare il Giro nel 2017 e perché ci sono ragioni di comune prudenza che finché gli accordi non sono conclusi ci inducono a tenere un profilo tranquillo rispetto alla questione Giro 2017. Io rispettando l'impegno che ho preso con gli organizzatori vi chiederei la stessa cortesia di tenere un profilo prudente, io accolgo molto volentieri, con grande consonanza di intenti la mozione che è stata proposta pensando che tutti lavoriamo insieme per un obiettivo che potremmo ragionevolmente conseguire e il cui risultato non sembra così distante. Però, ripeto, c'è una questione di prudenza e riservatezza; è un patto che ho preso personalmente con gli organizzatori e quindi vi chiederei di rispettare.

Rassicuro però il Consiglio che si sta facendo tutto quanto è opportuno e necessario perché sia garantito lo svolgimento dell'evento in Sardegna e a suo tempo quando si concorderanno le modalità, i tempi, i modi, i budget e anche le forme di comunicazione saremo in grado di dare informazioni dettagliate sullo svolgimento dell'iniziativa e sulla concreta possibilità che l'iniziativa possa essere espletata in Regione.

Per quanto riguarda la parte finanziaria ricordo che il milione di euro di Luna Rossa è stato programmato dal Consiglio, è stato utilizzato per la pubblicità attraverso il canale delle società sportive professionistiche pensando ad un'operazione in qualche modo coerente con il tema sport, pubblicità e turismo. Sarà necessario individuare opportune risorse sul bilancio regionale nel prossimo anno, anche se l'evento è programmato per il 2017, perché in realtà poi c'è una fase preparatoria molto anticipata e su questo visto che il Consiglio mi auguro voterà unanime la mozione immagino che le consigliere e i consiglieri daranno pieno appoggio all'Assessore del bilancio sulla proposta che verrà fatta dall'Assessorato del turismo.

L'unica cortesia che chiedo dal punto di vista formale è di correggere il testo della mozione la dove fa riferimento all'Assessorato dello sport, perché di fatto d'accordo con l'assessore Firino e con il Presidente, la questione in capo, trattandosi di un evento sportivo ma di grande interesse turistico è in capo all'Assessorato del turismo, artigianato e commercio e quindi vi pregherei nel votare la mozione di correggere soltanto questo piccolo dettaglio. Per quanto riguarda l'evento in sé sarebbe davvero una grande opportunità, io vi ringrazio per aver richiamato l'attenzione della Giunta sulla questione, vi ringrazio per l'appoggio che vorrete dare all'implementazione della procedura e anche per garantire che effettivamente una volta concluso le trattative l'evento si possa svolgere in Sardegna e vi ringrazio anche per il tono riservato e confidenziale, per quanto possa essere in un'Aula pubblica di Consiglio regionale, che vorrete dare al prosieguo felice, ci auguriamo, di svolgimento delle trattative. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di replicare il consigliere Michele Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, brevemente solo per ringraziare i colleghi che sono intervenuti è naturalmente l'Assessore per aver, come dire, più che accolto la raccomandazione contenuta nella mozione e naturalmente chiedo al Presidente di voler correggere direttamente il testo della mozione nel senso che ha detto l'Assessore.

Per quanto riguarda il profilo della riservatezza credo che sia difficile da applicare a questo dibattito. Quindi casomai, Assessore, da questo momento in poi la vicenda passa totalmente nelle sue mani quindi noi, come dire, credo di poter parlare a nome di tutti i colleghi, confidiamo che giunga a buon fine e mi pare che il dibattito di oggi, ripeto, prima ancora del dibattito la sottoscrizione della mozione testimoni come da parte del Consiglio ci sia massima attenzione e massimo supporto verso questa iniziativa. Grazie.

PITTALIS PIETRO (FI). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della mozione numero 203.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Discussione della mozione Locci - Zedda Alessandra - Pittalis - Cappellacci - Cherchi Oscar - Fasolino - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis sulla penalizzazione degli studenti universitari e delle loro famiglie, vittime di una grave situazione di disagio economico e sociale venutasi a creare a causa dell'introduzione dei nuovi parametri ISEE, e sulla conseguente necessità di ridefinire i criteri generali per i bandi relativi all'anno accademico 2015/2016 (199) abbinata alle interpellanze RUBIU, sulle ricadute negative all'accesso alle agevolazioni universitarie isolane in seguito al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159 inerente al regolamento sulla revisione delle modalità di determinazione e dei campi di applicazione dell'indicatore della situazione economica equivalente (Isee) (158/A) e Cozzolino - Cocco Pietro - Pittalis - Comandini - Forma - Moriconi sui criteri generali per i bandi relativi all'anno accademico 2016/2017 per borse di studio a favore di studenti disabili e studenti privi di mezzi capaci e meritevoli (175/A).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione congiunta della mozione numero 199 e delle interpellanze numero 158 e numero 175.

L'ordine del giorno reca la discussione della mozione numero 199.

(Si riporta di seguito il testo della mozione:

Mozione Locci - Zedda Alessandra - Pittalis - Cappellacci - Cherchi Oscar - Fasolino - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis sulla penalizzazione degli studenti universitari e delle loro famiglie, vittime di una grave situazione di disagio economico e sociale venutasi a creare a causa dell'introduzione dei nuovi parametri ISEE, e sulla conseguente necessità di ridefinire i criteri generali per i bandi relativi all'anno accademico 2015/2016.

IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:

- a partire dal 1° gennaio 2015 sono entrate in vigore le modalità di calcolo dell'ISEE per le prestazioni erogate nell'ambito del diritto allo studio universitario, come definite dall'articolo 8 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159, relativo al "Regolamento concernente la revisione delle modalità di determinazione e i campi di applicazione dell'Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE)";

- la Giunta regionale, con la deliberazione n. 33/23 del 30 giugno 2015, ha definito i criteri generali per i bandi relativi all'anno accademico 2015/2016 per l'assegnazione di benefici messi a concorso agli studenti, capaci e meritevoli e privi di mezzi, iscritti presso le università, alle istituzioni dell'alta formazione artistica e musicale, alle scuole superiori per mediatori linguistici, alla Pontificia facoltà teologica e agli istituti superiori di scienze religiose abilitati a rilasciare titoli universitari, aventi sede legale nella Regione;

- nel dettaglio, la Giunta regionale, con la deliberazione n. 33/23 del 30 giugno 2015, ha aggiornato per l'anno accademico 2015/2016 gli importi delle borse di studio e dei limiti ISEE/ISPE in relazione alle intervenute variazioni del costo della vita, di cui all'indice dei prezzi al consumo per le famiglie e gli operai ed impiegati, per l'anno 2015, pari a +0,2 per cento;

- nello specifico, il limite dell'Indicatore per la situazione economica equivalente per le prestazioni erogate nell'ambito del diritto allo studio universitario, aggiornato per effetto della variazione dell'indice generale ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie e gli operai ed impiegati, corrispondente al valore del +0,2, è stato stabilito in euro 17.472;

CONSIDERATO che:

- con il nuovo meccanismo di conteggio entrato in vigore a partire dal gennaio 2015 per valutare la ricchezza delle famiglie italiane, l'ISEE di molte persone assume un valore più alto rispetto a quello dell'anno precedente; la conseguenza è che la ricchezza formale risultante è di gran lunga superiore a quella reale, con un evidente effetto concreto e causando l'esclusione dalle prestazioni sociali, anche senza aver guadagnato di più;

- i dati relativi alle graduatorie definitive del bando ''borse di studio e alloggi", pubblicate il 1° ottobre 2015 dall'ERSU di Cagliari, mostrano nel dettaglio quanto grave sia la situazione generatasi in seguito alla riforma del calcolo ISEE;

- nell'anno accademico 2014/2015 sono state presentante 6.170 domande, nel 2015/2016 5.219, pari al -15,41 per cento di domande rispetto all'anno precedente;

- gli studenti risultati idonei nel 2014/2015 sono stati 5.131, nel 2015/2016 invece 4.018, pari al
-21,69 per cento di idonei rispetto all'anno precedente;

- tale situazione non rappresenta solo un grave attacco al diritto allo studio di tutti i sardi, ma limita anche la capacità degli atenei sardi di adempiere al ruolo di presidio della formazione di alto livello, erogatore di cultura e facilitatore di sviluppo;

DATO ATTO che:

- la Giunta regionale non ha mostrato una chiara volontà di intervenire e prendere atto dell'importante numero di studenti e potenziali studenti che si sono visti negare la possibilità di accedere a quegli strumenti che garantiscono di intraprendere il percorso universitario indipendentemente dalle condizioni socio-economiche di provenienza;

- la Giunta regionale non ha saputo rispondere alla crescente necessità delle famiglie di essere sostenute nei costi per accedere all'istruzione universitaria e non sta adeguatamente investendo sul futuro della Sardegna motivando e incentivando i giovani studenti sardi alla formazione universitaria;

- il mancato diritto allo studio in Sardegna rappresenta una reale emergenza sociale, culturale ed economica nel presente, ipotecando di fatto anche il futuro delle nostre generazioni,

impegna la Giunta regionale

1) a ridefinire i criteri generali per i bandi relativi all'anno accademico 2015/2016 ed elevare il limite dell'Indicatore per la situazione economica equivalente per le prestazioni erogate nell'ambito del diritto allo studio universitario affinché un più elevato numero di studenti sardi possa permettersi di accedere agli studi universitari;

2) ad adoperarsi concretamente affinché il diritto allo studio diventi realisticamente un diritto di tutti i giovani sardi. (199).)

Dichiaro aperta la discussione. Uno dei presentatori della mozione ha facoltà di illustrarla.

LOCCI IGNAZIO (FI). Sì Presidente, se l'Aula è d'accordo io darei per letta la mozione.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interpellanze.

Per prima viene svolta l'interpellanza numero 158.

(Si riporta di seguito il testo dell'interpellanza:

Interpellanza Rubiu, sulle ricadute negative all'accesso alle agevolazioni universitarie isolane in seguito al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159 inerente il regolamento sulla revisione delle modalità di determinazione e dei campi di applicazione dell'indicatore della situazione economica equivalente (Isee).

Il sottoscritto,

premesso che il decreto Presidente Consiglio dei ministri del 5 dicembre 2013, n. 159 sul regolamento delle modalità di determinazione e dei campi di applicazione dell'indicatore della situazione economica equivalente (Isee) ha modificato i criteri per l'accesso al bando per le borse di studio e per gli alloggi degli studenti universitari iscritti agli atenei isolani e che le revisioni si riflettono in modo negativo sull'esercito dei laureandi, togliendo di fatto dei diritti essenziali agli studenti;

rilevato che l'attuale sistema prevede solo che, ai fini dell'accertamento dei requisiti per il mantenimento della borsa di studio (articolo 4, comma 5, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 159 del 2013), gli enti per il diritto allo studio hanno l'obbligo specifico di sottrarre l'ammontare della borsa percepita nell'anno precedente al valore Isee; ne consegue che il calcolo della borsa percepita non peserà ai fini dell'ottenimento della stessa negli anni successivi, ma avrà sicuramente effetto ai fini del pagamento delle tasse universitarie nell'ipotesi in cui la borsa sia stata persa per l'assenza di requisiti diversi dall'Isee. Per queste ultime, la scelta di escludere la borsa di studio nell'attribuzione della fascia relativa alla tasse universitarie compete solo ed esclusivamente all'Ateneo e non potrà essere gestita con l'indicatore Iseeu nazionale. Tale atto appare di una gravità assoluta, visto che si tratta di uno svantaggio per i tanti studenti che hanno beneficiato di un servizio in seguito al loro percorso virtuoso. Quindi bisogna intervenire presso gli Atenei per far sì che inseriscano nei propri regolamenti un'apposita clausola di esclusione della borsa di studio nell'assegnazione della fascia di tassazione. L'ente erogatore, essendo la prestazione la medesima, ha l'obbligo di scorporare l'importo della borsa percepita l'anno precedente anche nel caso in cui a erogarla sia stato altro ente;

acclarato che, alla luce della nuova disciplina Isee, la condizione economica dello studente è individuata in applicazione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 159 del 2013 e del decreto 7 novembre 2014. Pertanto, i redditi e i patrimoni dei fratelli e delle sorelle concorrono alla formazione dell'indicatore per prestazioni per il diritto allo studio universitario nella misura del 100 per cento. Con riferimento alla determinazione del patrimonio posseduto all'estero, anche nell'ambito di prestazioni per il diritto allo studio universitario, il patrimonio è determinato nel rispetto dell'articolo 5 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 159 del 2013 e, quindi, tenendo conto del valore individuato per il calcolo dell'imposta sul valore degli immobili situati all'Estero (IVIE);

evidenziato che, con le modifiche delle modalità di calcolo dei parametri Isee e Ispe, tantissimi studenti sardi si sono ritrovati a essere più "ricchi", pur non avendo modificato la loro situazione economica rispetto all'anno precedente. Si materializza, pertanto, una particolare condizione in cui emerge che la categoria idonei non beneficiari viene sostituita con quella di studenti non inseriti in alcuna graduatoria, che non potranno neanche avere delle agevolazioni previste per coloro che, pur non avendo i mezzi, meritano di vedersi garantito il diritto a proseguire il percorso universitario;

appreso che l'indicatore della situazione economica equivalente per l'università rischia di penalizzare proprio i più deboli nell'accesso alle borse di studio e che il nuovo strumento messo a punto dal Governo per rendere più trasparente la situazione reddituale dei cittadini ha provocato, già nei mesi scorsi, le lamentele di molti studenti, proprio perché il nuovo principio che prevede di inserire dentro l'Isee tutti i redditi disponibili, compresi quelli soggetti a imposta sostitutiva o a ritenuta a titolo di imposta e quelli esenti da Irpef, tra cui rientrerebbero le borse di studio, rischiava di penalizzare soprattutto le fasce più deboli. Si tenga tra l'altro presente che la borsa di studio sarà presa in considerazione per accedere a tutti gli altri servizi universitari e anche per pagare le tasse;

sottolineato che a livello regionale sono state evidenziate già da tempo le lacune di questo provvedimento, sollecitando un intervento urgente da parte della Regione, al fine di non aggravare ulteriormente la fascia degli studenti meritevoli nell'accesso ai servizi universitari;

osservato che, i giorni scorsi, il mondo universitario ha ribadito la sua contrarietà al nuovo sistema di calcolo, con una manifestazione degli studenti di UniCa 2.0 sotto il palazzo della Giunta regionale, finalizzata a denunciare e attirare l'attenzione dei cittadini sul tema del diritto allo studio;

appurato che appare chiara una forte sottovalutazione della problematica da parte dell'esecutivo regionale;

visto che è stata segnalata la ricaduta negativa sugli atenei isolani della modifica dei suddetti parametri;

tenuto conto che gli indicatori regionali per il diritto allo studio rivelano una condizione impietosa e implacabile, che gli importi delle borse di studio sono tra i più bassi in Italia e che le soglie Isee d'accesso ai bandi Ersu sono tra le più basse della Penisola, con sempre meno studenti iscritti nei due atenei sardi, con sempre più studenti che scelgono di emigrare per intraprendere il percorso universitario, con sempre meno posti alloggio nelle città universitarie e con sempre meno finanziamenti per garantire il diritto allo studio;

constatato che sarebbe, dunque, opportuna una posizione forte e decisa da parte della Giunta regionale per modificare i parametri penalizzanti dal nuovo sistema di calcolo Isee e Ispe per gli studenti universitari, in modo tale da ampliare la platea degli studenti beneficiari meritevoli di accedere ai servizi accademici e che sarebbe, inoltre, auspicabile un impegno fermo e determinato dell'esecutivo per incrementare i fondi destinati agli studenti universitari isolani, sempre più in difficoltà in seguito al taglio delle risorse e dei servizi attuato dalla Regione,

chiede di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport per sapere:

1) quali urgenti iniziative intendano assumere al fine di scongiurare delle ricadute negative in seguito al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 159 del 2013 sul mondo universitario isolano, con l'innalzamento dei criteri per accedere ai servizi universitari degli atenei sardi;

2) se non appaia opportuno un intervento forte e deciso da parte della Giunta regionale per sostenere il diritto allo studio degli studenti meritevoli, di fatto penalizzati nell'accesso ai servizi degli atenei sardi;

3) se sono stati avviati dei confronti con il Governo tesi a incrementare le risorse per garantire il percorso di studi negli atenei isolani, con il potenziamento dei servizi a disposizione degli studenti. (158).)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Gian Luigi Rubiu per illustrare la sua interpellanza.

RUBIU GIANLUIGI (Area Popolare Sarda). Grazie Presidente, colleghi, colleghe e Assessore, vorrei iniziare il mio intervento facendo i complimenti al Assessore per la tempistica con la quale risponde alle interrogazioni e alle interpellanze e alle mozioni presentate. Assessore, ho presentato la prima interrogazione il 12 di febbraio 2015, mai avuto risposta. Lei probabilmente non è nuovo a questo tipo di atteggiamenti perché è da tre mesi che chiedo un incontro personale non ho mai avuto risposta neanche per quest'incontro. Ritengo che i problemi dell'ISEE siano problemi che sono dovuti al radicale cambiamento che c'è stato da parte del Governo dal 1° gennaio 2015. L'impianto della norma ha come scopo quello di restringere i parametri relativi alla situazione economica e patrimoniale degli studenti e delle loro famiglie, necessari per decretare l'accesso a determinati servizi, quali mensa, trasporto scolastico, assistenza per i portatori di disabilità, accesso agli alloggi universitari e per godere inoltre di riduzioni o esenzioni delle tasse universitarie.

Uno degli aspetti scellerati della legge riguarda senza dubbio il fatto che sono totalmente ignorate le categorie disagiate e che non è inoltre previsto un adeguato fondo per la non autosufficienza, come sancito dalla legge regionale n. 2 del 2007. Sul piano regionale gli effetti denunciati dalla mozione in esame ma anche dalla mia interpellanza riguardano l'evidenza che per l'anno accademico 2015-2016 vi è un segno meno di circa 1000 studenti che perderanno una parte del diritto allo studio, lo scorso anno sono stati 5131, quest'anno 4018, e ciò è causato dalla grave stortura del nuovo Indicatore della situazione economica equivalente che tiene conto dei redditi dei figli non conviventi o dei genitori non coniugati tra loro, oppure, nel caso degli anziani, dei figli che magari risiedono in una Regione diversa. Un sistema folle, architettato per penalizzare ed escludere migliaia di beneficiari, con l'unico obiettivo di ridurre la spesa pubblica; gli effetti si ripercuotono su migliaia di studenti universitari che si vedranno privati delle borse di studio, degli alloggi e dei servizi fondamentali per affrontare un percorso formativo. La legge in esame di certo impedisce quanto sopra e inoltre viola i principi fondamentali della moderna società civile, ovvero il diritto alla formazione e la garanzia di pari opportunità. Tutte quelle infatti famiglie che non potranno farsi carico dei servizi, che ripeto sono essenziali per il successo universitario dei giovani sardi, si troveranno costrette a far interrompere questo percorso, precludendo così la possibilità di raggiungere uno dei traguardi più importanti della vita di un giovane: la possibilità di competere nel sempre più duro mondo del lavoro e di poter ambire alla costruzione del proprio futuro. Ritengo pertanto necessario ridefinire i criteri dei bandi per l'anno accademico 2015-2016, anche perché non possiamo dimenticarci che i ragazzi sardi rappresentano il futuro di questo Paese e della Sardegna in modo particolare, loro sono il capitale umano, la conoscenza, la tecnica, il sapere su cui si baseranno le sorti economiche, politiche e sociali della Sardegna e dell'Italia. Per queste ragioni gli interventi che i governi regionale e nazionale devono mettere in campo sono urgenti, imprescindibili ed irrinunciabili.

I numeri dell'istruzione in Sardegna sono ancora drammatici e questo rappresenta un gravissimo freno per il nostro sviluppo, se pensiamo inoltre che i giovani qualificati sono costretti ad esportare il proprio bagaglio conoscitivo altrove perché qua non vi è un sistema produttivo ed economico che li possa accogliere ed impiegare è facile capire perché la Sardegna sente il forte peso della crisi economica e fatica a risollevarsi. La chiave per la ripresa si chiama capitale umano locale: poterlo formare, poterlo istruire e saperlo poi impiegare nel sistema produttivo è l'unico modo per costruire un futuro innovativo, sostenibile ed efficace per questa terra e per i suoi abitanti. Difendiamo il diritto lo studio.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Lorenzo Cozzolino per illustrare l'interpellanza n. 175.

COZZOLINO LORENZO (PD). L'interpellanza intende far luce sugli intendimenti della Giunta regionale per quanto attiene i criteri generali per i bandi relativi all'anno scolastico 2016-2017 per borse di studio a favore di studenti disabili e studenti privi di mezzi capaci e meritevoli. Oltre alle ragioni espresse nell'interpellanza stessa, di cui ricordo solo che il Ministro dell'istruzione, Università e ricerca, in data 14 luglio 2015, ha emanato il decreto con il quale sono stati ulteriormente aggiornati per l'anno accademico 2015-2016 i limiti massimi per l'ISEE e per l'ISPE, nonché gli importi minimi del borse di studio. Tale decreto, intervenendo successivamente, ha superato la deliberazione n. 33/23 del 30 giugno 2015 con la quale, su proposta del competente Assessore della pubblica istruzione, la Giunta ha modificato i limiti ISEE e ISPE stabiliti con la delibera regionale n. 15/49 del 29 maggio 2003 e ha adottato i nuovi criteri generali per le borse di studio e azioni a sostegno degli studenti con disabilità e per quelli capaci e meritevoli ma privi di mezzi. Il decreto del Ministro dell'istruzione, Università e ricerca rende quindi superati i criteri di cui alla delibera del giugno scorso.

Ciò detto, vorrei sottolineare alcuni aspetti a supporto di quanto contenuto nell'interpellanza stessa. Colleghi, è un dato di fatto che con la pubblicazione delle graduatorie definitive per l'accesso alle borse di studio e ai posti alloggio per l'anno accademico 2015-2016 all'Ersu di Cagliari rispetto allo scorso anno si è avuto circa il 10 per cento in più di esclusi dalle graduatorie, a causa del reddito che superava il limite consentito. Per tali motivi 1113 studenti cagliaritani non prenderanno la borsa di studio rispetto all'anno scorso, cioè il 22 per cento rispetto all'anno precedente, così come circa 500 studenti dell'ateneo sassarese. E' inoltre sparita la categoria degli idonei non beneficiari ma si è allargata ulteriormente la categoria degli esclusi da borsa di studio o posto alloggio, esonero tasse e pasti mensa; ricordiamo che negli ultimi due anni accademici circa 500 studenti risultati idonei non beneficiari non hanno completato l'immatricolazione all'Università.

Voglio infine sottolineare che una sana politica di investimento sul diritto allo studio è essenziale per la sopravvivenza dei due atenei sardi, perché avere meno iscritti significa meno finanziamenti statali, e meno finanziamenti statali comportano una riduzione dell'offerta formativa, e questo è un danno perché un'offerta formativa ridotta rende gli atenei sardi meno competitivi rispetto a quelli presenti nella penisola. Il dato di fatto è che con l'applicazione del decreto 159, cioè il nuovo calcolo ISEE, circa un migliaio di studenti universitari non potranno accedere al bando borse di studio e alloggi, questo perché con la modifica delle modalità di calcolo e dei parametri ISEE e ISPE tantissimi studenti si sono ritrovati ad essere considerati più ricchi pur non avendo modificato la loro situazione economica rispetto all'anno precedente. Si crea pertanto una particolare condizione in cui il problema della categoria idonei non beneficiari viene sostituita con quella di studenti non inseriti in alcuna graduatoria, che non potranno neanche avere accesso alle agevolazioni previste per coloro che, pur non avendo i mezzi, meritano di vedersi garantito il diritto di intraprendere o proseguire il percorso universitario.

Gli indicatori regionali del diritto allo studio rivelano una condizione impietosa: importi delle borse di studio più bassi d'Italia; soglie ISEE di accesso ai bandi Ersu tra le più basse d'Italia; sempre meno studenti universitari iscritti nei due atenei sardi; sempre più studenti che scelgono di emigrare per poter studiare; sempre meno posti alloggio nelle città universitarie; sempre meno fondi per garantire il diritto allo studio. Ecco allora che si rende necessario un ragionevole innalzamento delle soglie ISEE, attualmente le più basse d'Italia, per garantire ad un numero sempre più ampio di studenti di vedersi riconosciuti i diritti sanciti dalla Costituzione.

L'interpellanza si chiede se la Giunta non ravvisi la necessità di intervenire adottando, fra le azioni da intraprendere, un innalzamento delle soglie ISEE.

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione unificata sulla mozione e sulle interpellanze presentate.

È iscritto a parlare il consigliere Salvatore Demontis. Ne ha facoltà.

DEMONTIS SALVATORE (PD). Certamente la questione sollevata dai colleghi sulle nuove modalità di calcolo dell'ISEE sono importanti e centrali, però penso che l'aspetto sia più complesso perché non è solamente un questione di soglia di partecipazione, ma è anche una questione di risorse economiche. Il consigliere Cozzolino faceva riferimento agli idonei non beneficiari, sono quelli studenti che pur avendo i requisiti per usufruire della borsa di studio non ne usufruiscono per mancanza di risorse economiche. Allora sappiamo che i governi nazionali hanno diminuito negli anni gli stanziamenti per le borse di studio, sappiamo che la Regione, in questo mandato, ha invece incrementato gli stanziamenti rispetto al mandato precedente, facendo ricorso a risorse europee, ci sono però altri due proventi che vanno a coprire il fondo unico per il diritto allo studio, abbiamo detto fondi nazionali, fondi regionali, c'è la stessa tassa che gli studenti pagano, e poi c'è ancora la tassa per l'esercizio e l'abilitazione delle professioni. Sulla tassa che gli studenti pagano, ad oggi non è in funzione delle fasce di reddito, tutti gli studenti universitari pagano 140 euro indipendentemente dal reddito, quindi anche dal modello ISEE. Credo che questa cosa non sia equa, e che aveva invece modificata per fasce di reddito, evidentemente, chi ha di meno paga di meno, chi invece ha di più deve pagare di più. Non so se questo poi possa portare a risorse aggiuntive per coprire i costi del diritto allo studio, quindi delle borse di studio, però è un aspetto di equità. C'è un'altra questione che invece mi lascia perplesso, la tassa per l'abilitazione all'esercizio della professione è ferma agli anni 50, stiamo parlando di 5,25 euro che arrivano all'Ersu e vengono tutti utilizzati per le borse di studio, però considerate che andare a riscuotere 5,25 euro probabilmente è anche antieconomico, cioè costa molto di più la macchina amministrativa per andare a riscuoterli piuttosto che i proventi. Quindi, faccio una proposta all'Assessore di incrementare questi 5,25 euro al costo alla tassa che pagano gli studenti universitari, cioè 140 euro, e magari si riuscirà in questo modo ad avere maggiori risorse per andare a erogare borse di studio a tutti gli aventi diritto. Questo dovrebbe essere l'obiettivo della nostra azione, quello di coprire tutti gli idonei. Cioè di andare ad erogare tutte le borse di studio e non invece di consentire che ci siano idonei non beneficiari. Allora, è certamente importantissimo, io sono molto d'accordo alla proposta dei colleghi di utilizzare nella misura massima consentita alla Regione la soglia di innalzamento dei limiti ISEE per l'accesso alle borse di studio, proprio in relazione al fatto che è cambiato il modo di calcolo dell'indice di valutazione equivalente, è cambiato però non per andare a sfavorire gli studenti o i disabili, perché si è utilizzato, è stato utilizzato dal Governo un metodo di calcolo più puntuale, quindi non è in discussione, secondo me, il metodo di calcolo, quanto il fatto che dobbiamo innalzare le soglie di partecipazione. Quindi ripeto l'aspetto della copertura finanziaria secondo me è davvero centrale, non è solamente una questione di fascia ISEE e su questo volevo richiamare l'attenzione dell'Assessore posto che i colleghi l'hanno già molto ben fatto sul calcolo dell'ISEE.

PRESIDENTE. Poiché non ho altri iscritti a parlare dichiaro chiusa la discussione generale.

Ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.

FIRINO CLAUDIA, Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Sicuramente il tema posto da queste interpellanze e della mozione è un tema che ha impegnato la Giunta e l'Assessorato in questi mesi coinvolgendoli in un'emergenza che si è creata dal combinato disposto da una serie di eventi riassumibili anzitutto in una situazione temporanea molto particolare, noi abbiamo dei termini precisi per poter permettere all'ERSU di elaborare i bandi per le borse di studio, quindi abbiamo regolarmente seguiti questi termini, emanando il 30 giugno la deliberazione 33/23 che fissava i limiti ISEE rivalutandoli secondo gli indici Istat, perché un'ulteriore modifica con quella situazione legislativa, si sarebbe potuta fare con un riferimento preciso al costo della vita della nostra regione. Successivamente, è stato approvato il decreto nel luglio del 2015 che ha stabilito i nuovi criteri di ISEE e ISPE introducendo in particolare il parametro dell'ISPE, che chiaramente ha determinato la situazione che ben è stata descritta dalle vostre esposizioni. Cioè un complessivo numero di 1500 studenti, degli atenei di Cagliari e di Sassari, che l'anno scorso erano in una condizione economica tale da poter essere ritenuti idonei di ricevere la borsa di studio, invece quest'anno, con le nuove soglie, non lo sono. Ovviamente, subito ci siamo messi nella condizione di capire come far fronte a questa situazione, sia per quanto riguarda l'emergenza, un'azione compensativa, sia per quanto riguarda l'anno prossimo su due versanti. Innanzitutto, con la modifica dei valori ISEE e ISPE più favorevoli possibili, a questo proposito ricordo che la nostra non è la soglia più bassa ma una soglia media rispetto al range indicato dal decreto ministeriale, sia con un'azione politica nei confronti all'interno della Commissione nove, la Commissione istruzione, e della conferenza Stato regioni in collaborazione con altre regioni, perché si possa modificare questo stato di cose. Informo inoltre l'Aula che in queste settimane si stanno svolgendo, proprio all'interno della Commissione, delle interlocuzioni sia tra le altre Regioni che con il Governo, per aprire un tavolo tecnico e un punto all'ordine del giorno della prossima Commissione, per aprire un tavolo tecnico fra la Commissione e il Ministero, proprio per discutere in generale delle tematiche del diritto allo studio in generale, ma anche la discussione su queste soglie e sulla prospettiva dei finanziamenti al diritto allo studio in ambito universitario. Ricordo, inoltre, agli onorevoli consiglieri che per quanto riguarda il diritto allo studio, rispetto allo scorso esercizio finanziario, abbiamo aumentato con una dotazione aggiuntiva di 6 milioni l'importo della contribuzione della Regione Sardegna al finanziamento delle borse di studio, situazione che ha anche leggermente aumentato la contribuzione del Governo alle nostre borse di studio, perché ricordo la contribuzione ministeriale è proporzionale all'impegno di ciascuna Regione. Sicuramente per l'anno prossimo l'intenzione di questo Assessorato e di questa Giunta è rivedere i parametri ISEE e ISPE sfruttando tutti gli spazi che le previsioni normative nazionali consentiranno per favorire il più possibile il diritto allo studio, così come la dotazione finanziaria verrà confermata sicuramente, e dove è possibile incrementata, utilizzando, come è stato fatto per la prima volta da questa Giunta, sia i fondi regionali che i fondi POR vincolati per la prima volta alle borse di studio e quindi al diritto allo studio. Informo inoltre l'Aula, per quanto riguarda questo bando, proprio la modifica di questi criteri ha determinato una situazione che rende evidente il fatto che non fosse certo insufficiente la nostra dotazione finanziaria con un avanzo di una cifra per quanto riguarda la copertura delle borse di studio, cifra che stiamo ipotizzando in collaborazione con gli enti per il diritto allo studio di Cagliari e di Sassari di utilizzare per un bando straordinario che vada perlomeno a garantire l'esenzione delle tasse per i ragazzi e per gli studenti idonei secondo le vecchie previsioni, secondo i vecchi parametri. Per quanto riguarda inoltre il tema posto dall'onorevole Demontis relativo alla tassa ERSU, è stato presentato da me direi diverse settimane fa, forse anche prima, un disegno di legge che sarà approvato dalla Giunta per permettere la differenziazione della tassa a seconda delle fasce di reddito, provvedimento che è all'analisi, che è all'attenzione del nostro ufficio legale, che aveva ravvisato, aveva sollevato alcuni rilievi, stiamo chiudendo ovviamente questa situazione e immediatamente quel disegno sarà approvato dalla Giunta e poi portato all'attenzione del Consiglio. Io ritengo quindi che sia positiva l'attenzione che anche in questo dibattito del Consiglio regionale si sia posta sul tema del diritto allo studio universitario con il caso del rinnovo dei parametri ISEE da parte del Governo, e penso che sia importante una consapevolezza e probabilmente un'azione congiunta che sicuramente può essere ancora più forte se anche il Consiglio viene interessato da questo tema presso il Ministero perché ci sia una riconsiderazione dei parametri appena approvati qualche mese fa, e invece sul cambio dei parametri regionali assicuro fin da ora la modifica per quanto riguarda l'anno accademico 2016-2017. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di replicare il consigliere Ignazio Locci. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Noi prendiamo atto delle novità adesso introdotte dall'Assessore, dell'impegno preso a reperire nuove risorse e riaprire i bandi per far sì che si creino le condizioni affinché più studenti possono accedere alla borsa di studio. Per quanto ci riguarda, per quanto non possiamo essere totalmente soddisfatti, capiamo che le competenze non sono in capo alla Regione, quindi io direi che noi ritiriamo la mozione perché siamo parzialmente soddisfatti della risposta dell'Assessore. Ci auguriamo che il tutto avvenga in termini il più celeri possibili.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu per dichiarare se è soddisfatto.

RUBIU GIANLUIGI (UDC Sardegna). Rinuncio.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Lorenzo Cozzolino per dichiarare se è soddisfatto.

COZZOLINO LORENZO (PD). Io mi ritengo soddisfatto per le dichiarazioni e chiedo solamente, Assessore, si ricordi degli studenti. Io ritiro la mia interpellanza.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento dell'interpellanza numero 150/A.

(Si riporta di seguito il testo dell'interpellanza:

Interpellanza Lai - Agus - Cocco Daniele Secondo - Pizzuto, sul piano di riordino e riorganizzazione di alcune sedi territoriali dell'INPS.

I sottoscritti,

PREMESSO che:

- l'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) è il principale ente previdenziale del sistema pensionistico pubblico italiano, sottoposto alla vigilanza del Ministero del lavoro e delle politiche sociali;

- lo stesso nasce e svolge la sua attività con lo scopo precipuo di tutelare fasce deboli della popolazione, tramite l'erogazione di pensioni e altre prestazioni previdenziali;

- tale funzione fa sì che l'utenza sia in maggioranza compresa tra le fasce più anziane della popolazione o altre categorie sociali che necessitano dell'intervento previdenziale per compensare carenze di tipo economico;

CONSIDERATO che:

- sulla base delle politiche di "spending review" è programmato il ridimensionamento di alcune agenzie della Provincia di Cagliari;

- tale scelta è giustificata con l'esigenza di contenere i costi di gestione delle strutture;

- le agenzie esposte sono quelle di Sant'Elia, Mulinu Becciu, Pirri, Giba, Isili e Senorbì;

- la finalità dichiarata è in sé meritoria e degna di attenzione, ma allo stesso tempo non risulta suffragata da elementi che ne giustifichino la economicità e sostenibilità complessiva;

PRESO ATTO che:

- le conseguenze negative della chiusura comporterebbe la perdita di un importante servizio sociale a danno di tantissimi cittadini che, per usufruire delle prestazioni INPS, dovrebbero recarsi in sedi più distanti e disagiate, con un aumento di costi e disagi a danno degli stessi, per lo più appartenenti alle fasce più deboli per età e condizione economico-sociale;

- la chiusura ricadrebbe negativamente su territori già provati sia per la dislocazione geografica che per la condizione di precarietà economica generale, privando alcuni di loro di uno dei pochi presidi pubblici e rendendo ancor più difficile la fruizione dei servizi considerata la precarietà dei collegamenti stradali e ferroviari;

- tale atto avrebbe inoltre un impatto negativo sul livello occupazionale;

CONSIDERATO, altresì, che, a fronte di tanti disagi e diseconomie complessive, non risultano aspetti positivi per i territori citati,

chiedono di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale per sapere:

1) se sia a conoscenza dei piani di riordino e riorganizzazione dell'INPS per quanto riguarda la provincia di Cagliari;

2) come intende impegnarsi presso il Governo e l'INPS regionale per la rivalutazione del piano di ridimensionamento/chiusura delle Agenzie di Sant'Elia, Mulinu Becciu, Pirri, Giba, Isili e Senorbì, che comporterebbe gravi disagi per le popolazioni dei territori già colpite da forti difficoltà. (150)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Eugenio Lai per illustrare la sua interpellanza.

LAI EUGENIO (Soberania e Indipendentzia). L'interpellanza in questione pone in rilievo uno dei tanti aspetti che in quest'epoca i territori più isolati e in difficoltà stanno subendo. Da un lato assistiamo, come denunciato più volte dal Gruppo SEL, alla chiusura degli uffici postali, almeno 14 oltre ad alcuni uffici di Cagliari, degli sportelli bancari, 38 sedi, e i servizi essenziali come caserme e uffici dei giudici di pace. Dall'altro abbiamo assistito nel corso degli anni a un ridimensionamento di importanti servizi sanitari. Questo proprio mentre si discute una riforma degli enti locali che ci auguriamo porti compensazioni importanti e non ulteriori disagi per le zone depresse. Da diverso tempo articoli di stampa, oltre a diverse notizie che si diffondono con sempre maggiore frequenza, ci dicono che l'INPS stia programmando il ridimensionamento delle sue agenzie, trasformate in punti INPS, con la giustificazione della spending review e la riduzione dei costi. In particolare stiamo parlando solo per il distretto di Cagliari delle agenzie di Isili, Senorbì, Sant'Elia, Mulinu Becciu, Pirri, Giba nel Sulcis e Gavoi a Nuoro. Per chi come il sottoscritto viene da un territorio disagiato e troppe volte dimenticato dalle istituzioni il dubbio che dietro i ridimensionamenti si celino dei tagli che non rappresentino altro che diminuzioni dei servizi pare più un dato rispondente al vero che un infondato timore. La scelta di giustificare l'esigenza di contenere i costi di gestione delle strutture non vorremmo che si trasformasse in un altro pellegrinaggio di molti utenti nel capoluogo, per ottenere dei servizi essenziali e fondamentali per molte fasce d'età. In particolare l'INPS, come lei ben sa, rivolge i suoi i servizi a specifiche categorie di persone che spesso rappresentano le fasce più deboli per età e condizione economica e sociale. Sono queste le persone anziane, i pensionati, i disoccupati e tutti i cittadini che necessitano in svariati modi dell'intervento pubblico in ambito assistenziale e previdenziale. Tra l'altro la chiusura o il forte ridimensionamento ricadrebbe sui territori già provati sia per la dislocazione geografica che per la condizione di precarietà economica e generale, privando alcuni di questi di uno dei pochi presidi rimasti e rendendo quindi ancora più difficile la fruizione dei servizi e l'esistenza stessa di determinati territori. L'accentramento solitamente, per esperienze ormai consolidate, porta non risparmi, ma maggiori costi, soprattutto nel medio e nel lungo periodo, senza considerare che si continua a decretare la morte di molte regioni storiche della nostra isola. Altro effetto negativo di tale ridimensionamento si avrebbe in ambito occupazionale, tale scelta avrebbe infatti in impatto negativo sul livello occupazionale e sulla stessa economia dei luoghi. Inoltre, a fronte di una riduzione dei costi pubblici, insisterebbe l'aumento dei costi per le famiglie derivanti dai maggiori oneri per sostenere le trasferte e verso i comuni ove insistono i presidi INPS, soprattutto considerato che si tratta di zone a bassa densità demografica dove i comuni distano notevolmente l'uno dall'altro. Un caso emblematico per descrivere concretamente la situazione esposta può essere considerato quello dell'agenzia INPS di Isili, l'agenzia INPS di Isili è stata istituita nel mese di gennaio del 1986, quindi sta per compiere il suo trentennale, come sede staccata della sede provinciale di Nuoro. Il territorio di competenza dell'agenzia è il Sarcidano Barbagia di Seulo che riguarda 13 comuni, ai quali si aggiungono i Comuni di Laconi e Genoni, pur avendo come sede Oristano che però dista oltre 50 chilometri. Il bacino di utenza dell'agenzia è di circa 20 mila abitanti, che nel periodo estivo aumenta sensibilmente, in quanto i numerosi immigrati si rivolgono alla struttura. Attualmente il personale è costituito da un responsabile e tre funzionari, che devono far fronte alla lavorazione delle pratiche riguardanti i settori assicurato e pensionato e prestazioni a sostegno del reddito e svolge servizio di informazione all'utenza e di supporto ai vari enti di patronato e istituzioni, primo fra tutti il centro servizi per il lavoro di Isili. L'attività dell'agenzia verte soprattutto a dare risposte concrete a quella fascia della popolazione cosiddetta debole, ossia anziani e persone che hanno poca dimestichezza con gli strumenti informatici. Mi chiedo cosa ci sia da ridimensionare quando i tagli devono essere fatti in questa sede che ha a disposizione locali gratuiti tramite convenzione con i comuni e che occupano quattro figure che rispondono ad un'utenza di più di 20 mila abitanti con sempre maggiori esigenze. Ma questo è solo uno degli esempi di agenzia che sta tentando di ridimensionare. Mentre si riesce a comprendere l'accorpamento delle agenzie di Mulinu Becciu con Pirri, vista la distanza chilometrica esigua, più difficile risulta capire le altre scelte, come la chiusura del ridimensionamento di Sant'Elia o quelle di Giba in un territorio, quello del Sulcis, dove risultano tanti cassintegrati in mobilità, o ancora quelle citate in precedenza della Trexenta e del Sarcidano Barbagia di Seulo. Capiamo la competenza (…) non sono frutto di politiche regionali, tanto meno dell'Assessorato al lavoro e dell'assessore Mura, crediamo però che la Regione come istituzione abbia l'autorevolezza e la forza per porre al Governo centrale e ai vertici Inps tale questione, per addivenire a una soluzione che risponda prioritariamente alle esigenze dei cittadini e delle zone interne della Sardegna, che risulterebbero ulteriormente svantaggiate.

PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale.

MURA VIRGINIA, Assessore tecnico del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Rispetto a questa interpellanza io devo rispondere che ho sentito per le vie brevi più volte sia il Direttore regionale dell'Inps che quello provinciale, perché le sedi alle quali si fa riferimento e per le quali si teme una chiusura o un ridimensionamento sono alcune agenzie urbane di Cagliari e altre agenzie ubicate nel territorio della vecchia e della nuova provincia di Cagliari, quindi Giba, Isili eccetera. Io ho avuto già assicurazioni in merito all'inesistenza della possibilità di chiusura per queste sedi, c'è un momento a livello nazionale di rivisitazione dell'organizzazione dell'istituto che non riguarda solo la nostra Terra, però io direi, se non è stato già fatto, che sarebbe importante per la Commissione competente, la Commissione seconda, sentire sia il dirigente regionale dell'Inps, che è quello che è competente in materia di risorse umane e di logistica, quello provinciale ma, soprattutto, i presidenti dei comitati provinciali regionali Inps. Anche perché per mia esperienza vi voglio dire che per molti anni ho fatto parte, in rappresentanza del Ministero del lavoro, di questo organismo sia a livello provinciale che regionale, e anche in altre situazioni nelle quali c'erano delle direttive nazionali per il ridimensionamento e la chiusura di alcune agenzie, soprattutto delle zone interne, siamo sempre riusciti, comitato e tecnostruttura, a dimostrare la peculiarità della nostra situazione e a ottenere in qualche caso non solo un mancato ridimensionamento, ma addirittura il rafforzamento di alcune sedi, tenuto conto della situazione di difficoltà e anche dei collegamenti e del fatto che l'Inps serve delle fasce deboli; ci sono anche non solo gli anziani che hanno difficoltà a lavorare con l'informatica, ma anche molte persone giovani che hanno necessità di avere un front office disponibile. Però io voglio fare anche un'altra considerazione; il rischio più grande che in questo momento corrono le sedi, tutte le sedi Inps d'Italia, quindi in particolare quelle del nostro territorio, sono legate alle spinte sulle procedure informatiche, sulla spinta all'informatizzazione e al progressivo ritirarsi delle attività di front office, e soprattutto in un momento in cui, da quello che sappiamo dalla legge di stabilità nazionale, c'è anche un taglio molto pesante per i patronati, i quali in questo momento stanno operando in attività di supplenza rispetto a certe attività che l'Inps non può portare avanti. Comunque al momento l'unica cosa certa è un ordine del giorno del comitato regionale Inps, che ha previsto per il 15 dicembre l'esame della situazione esistente. Non c'è nessuna volontà di chiusura, c'è un altro discorso che può riguardare credo questo Consiglio, il fatto che l'Inps ha perso recentemente molto personale, non c'è stato il turn-over, e quindi probabilmente ci sarà anche la necessità che tutti insieme, Giunta e Consiglio, ci diamo una mano per evitare che ci siano anche degli esuberi per quanto riguarda il personale degli enti locali, quando la legge verrà approvata, e si possa anche, e questo lo valuterà il Consiglio nella sua autonomia, valutare la possibilità di integrare gli organici dell'Inps.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Eugenio Lai per dichiarare se è soddisfatto.

LAI EUGENIO (Soberania e Indipendentzia). Mi reputo soddisfatto della risposta, e colgo anche l'invito che l'Assessore ha fatto anche al Presidente della seconda Commissione di convocare immediatamente le parti in causa e esaminare l'ordine del giorno che anche i comitati che si sono costituiti hanno preparato, e naturalmente mi permetta di dire che dobbiamo pensare, come ha detto anche lei, a rimpinguare quel personale e a non pensare di spostarlo da un ufficio periferico al centro, perché così si rischia di spolpare sia l'uno che l'altro. Grazie.

PRESIDENTE. Ricordo che la Commissione terza è convocata domani mattina alle 9 30, la quarta è convocata alle ore 10, il Consiglio, invece, è convocato domani mattina alle ore 10 e 30. Dopo il primo punto all'ordine del giorno faremo una breve sospensione per l'organizzazione dei lavori con la Conferenza dei Capigruppo, e ricordo ancora ai Capigruppo che alle ore 15 e 30 è previsto l'incontro con i lavoratori in rappresentanza dell'Alcoa a cui è invitata anche la Giunta. La seduta è tolta.

La seduta è tolta alle ore 20 e 20.