Seduta n.124 del 19/11/2015 

CXXIV Seduta

Giovedì 19 novembre 2015

Presidenza del Presidente Gianfranco GANAU

La seduta è aperta alle ore 10 e 39.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta del 22 settembre 2015 (119), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Marcello Orrù e Gaetano Ledda hanno chiesto congedo per la seduta del 19 novembre 2015.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Risposta scritta a interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:

235-345-419-434-439-448-452-461-472-481-502-529-541-554

(risposta scritta in data 10 novembre 2015)

481

(risposta scritta in data 16 novembre 2015)

Annunzio di presentazione di disegni di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni di legge:

273-277-281-283

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti proposte di legge:

274-275-276-278-279-280-282

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria:

557-558-559-560-561-562-563-564-565-566-567-568-569-570-571-572-573-574-575-576

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELE, Segretario:

167-168-169-170-171-172-174-175

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria:

192-193-194-196-197-198-199-200

Annunzio di petizione

Comunico che in data 6 novembre 2015 è pervenuta a questa Presidenza una petizione: "sulla tutela delle scuole pubbliche presenti in Villasalto".

Ricordo che, a norma dell'articolo 103 del Regolamento interno, il fascicolo relativo a detta petizione è a disposizione dei consiglieri presso la seconda Commissione.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che la Giunta delle elezioni ha fatto pervenire, in data odierna, a questa Presidenza la seguente nota: "Comunico alla S.V. onorevole che la Giunta delle elezioni, nella seduta del 17 novembre 2015, ha preso atto della sentenza del TAR Sardegna numero 1104/2015 e di quanto disposto dal Consiglio di Stato con decreto numero 5116/2015 con il quale è stata accolta l'istanza cautelare presentata dal signor Gianni Lampis sospendendo gli effetti della stessa sentenza del TAR Sardegna. Eugenio Lai".

PRESIDENTE. Ciò che è accaduto a Parigi lo scorso venerdì sconcerta e addolora tutti. I drammatici e sanguinosi attentati compiuti dai miliziani dello Stato islamico che hanno sconvolto Parigi e con essa l'Europa e l'intero Occidente lasciano un triste e quanto terribile bilancio: 132 morti, oltre 350 feriti. Un attacco senza precedenti da parte del terrorismo fondamentalista islamico, feroce e mirato a distruggere quei valori di civiltà, democrazia, libertà e pace così duramente conquistati. Servono unità, determinazione, impegno costante contro ogni forma di estremismo perché la pace fra i popoli è un percorso lungo, difficile, ma obiettivo primario da raggiungere e alimentare costantemente. Prima la tragedia del 7 gennaio con la strage alla redazione del giornale satirico Charlie Hebdo, ed ora gli attacchi del 13 novembre. L'assalto all'Europa continua e la repressione messa in atto finora non è riuscita ad intimorire le cellule dell'ISIS. Il califfato è attrattivo e affascina, ma soprattutto continua a reclutare. La violenza e la pericolosità di quanto è accaduto impone uno sforzo ulteriore per garantire la sicurezza dei cittadini e la loro incolumità. Estirpare la capacità di attrazione del terrorismo, ha dichiarato ieri il ministro Gentiloni alla Camera, riferendo in aula dopo la strage di Parigi, deve essere l'obiettivo dell'Europa unita. Li combatteremo non dichiarando guerra all'Islam, ha detto ancora il Ministro degli affari esteri, un principio che mi sento di condividere appieno perché questo è il vero pericolo che si rischia di correre, un vortice di violenza e terrore che porterà ancora morte e distruzione. Credo che la morte di questi ultimi giorni imponga a noi tutti una seria riflessione su quali siano le strategie da attuare. Ricordiamo che l'ISIS colpisce anche le centinaia di migliaia di persone in fuga dalla Siria e dall'Iraq, non terroristi ma vittime, ricordiamo Beirut, appena un giorno prima della strage di Parigi, dove hanno perso la vita 43 persone e 239 sono rimaste ferite. E consentitemi un pensiero speciale ad una delle vittime della strage parigina, la giovane dottoranda veneziana morta nel corso degli attentati al Bataclan, Valeria Solesin, ai suoi genitori, alla loro dignità e compostezza, nel terribile dolore per la morte di una figlia, a loro esprimiamo tutto il nostro cordoglio, alla Francia e al suo popolo quest'assemblea esprime tutta la propria vicinanza. Invito tutti a un minuto di raccoglimento e colgo l'occasione, visto che ieri era l'anniversario delle vittime che sono morte dopo il ciclone Cleopatra, per unire anche a questo ricordo questo altro evento luttuoso che ci ha colpito recentemente. Un minuto di silenzio.

(Un minuto di silenzio in Aula)

Discussione, ai sensi dell'articolo 102 del Regolamento, e approvazione della proposta di legge Cocco Pietro - Pittalis - Desini - Rubiu - Anedda - Zanchetta - Usula - Carta - Dedoni - Cocco Daniele Secondo: "Differimento del termine di entrata in vigore della centrale unica di committenza". (279)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della proposta di legge numero 279 ai sensi dell'articolo 102 del Regolamento.

Dichiaro aperta la discussione generale.

E' iscritto a parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Molto rapidamente, Presidente, per dire che questo è un provvedimento concordato nella Conferenza dei Capigruppo, quindi firmato da tutti i responsabili dei Gruppi, e il problema è il differimento del termine di entrata in vigore della Centrale unica di committenza. Va detto che ci troviamo in questo momento in un problema normativo che sta causando danni serissimi alle amministrazioni pubbliche, soprattutto a quelle che non sono capoluoghi di provincia, perché è tutto bloccato. Noi avevamo fatto tempo fa un emendamento in base al quale avevamo prorogato i termini di adeguamento alla legge dal primo settembre al primo novembre, e allora c'eravamo agganciati alla legge Delrio, per cui anche a livello nazionale è accaduto il fatto che le proroghe fossero state fatte. In questo momento, invece, novembre e dicembre, in attesa della legge di stabilità che partirà dal prossimo anno, i comuni che non sono capoluoghi di provincia hanno tutto bloccato, non possono fare gare d'appalto perché il cosiddetto CIG non viene concesso per consentire di poter espletare le gare, non possono essere fatti i concorsi, non possono essere fatte assunzioni a qualsiasi titolo, comprese quelle per eventuali cantieri, e tutte le spese sono assolutamente ferme, considerando il fatto che i termini di intervento sono anche molto ridotti in virtù del fatto che a dicembre, a metà di dicembre, tutti i comuni devono chiudere con le ragionerie delle banche con le quali lavorano i propri conti, e gli assestamenti di bilancio entro il 30 novembre vanno assolutamente effettuati. Pertanto questa è una cosa assolutamente urgente, chiediamo di fatto di spostare al 31 gennaio dal primo di novembre il termine che disciplina l'entrata in vigore delle Centrali uniche di committenza, che devono essere fatte fra comuni associati attraverso le Unioni, o altra maniera che consenta di avere questa possibilità. E'inutile dire che il testo è urgente, va reso immediatamente esecutivo, bisogna fare in modo che venga pubblicato rapidamente e che i comuni in questa maniera possano essere in grado di produrre e di poter lavorare in totale normalità. Dal prossimo anno pare che la legge di stabilità sia consentita… la norma possa essere messa in piedi anche per i comuni di cui stiamo parlando adesso, con un tetto di intervento sotto i 40 mila euro; anche su questo bisogna che la Regione Sardegna ragioni, rifletta sull'idea che dobbiamo mettere, siamo in un momento nel quale stiamo anche intervenendo sulla riforma degli enti locali, e sono questioni che non possono essere trascurate perché le riforme vanno fatte, soprattutto tenendo conto dell'esigenza reale delle pubbliche amministrazioni, che devono intervenire e poter lavorare in una maniera abbastanza normale. Comunque il testo di questa legge è semplicemente questo: la proroga dal primo di novembre al 31 gennaio 2016 dell'entrata in vigore della disciplina sulle Centrali uniche di committenza.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Gianmario Tendas. Ne ha facoltà.

TENDAS GIANMARIO (PD). Io volevo evidenziare, a scanso di equivoci, che mi accodo in tutto e per tutto al contenuto dell'intervento fatto dal Capogruppo del Partito Democratico. Volevo però evidenziare un aspetto che, a mio avviso, non è di secondo ordine, ovverosia che noi con l'articolo 7 della legge regionale numero 22 del 5 agosto, che avevamo approvato poco prima del periodo delle vacanze estive, chiamiamolo così, ci siamo dati dei limiti temporali e avevamo posto come limite temporale quello dell'entrata in vigore delle Centrali uniche di committenza proprio il primo novembre, e in questo senso stiamo giustamente intervenendo, anche per evitare che i fondi comunitari strutturali vengano utilizzati, e mi riferisco in modo particolare, ed è questo il problema che interessa in modo più diretto i comuni, che anche le risorse finalizzate ai progetti Iscola siano utilizzate quanto prima entro la fine dell'anno. Però volevo evidenziare un aspetto che, a mio avviso, non è di secondo ordine, ovverosia, noi ci siamo posti e imposti dei limiti temporali sull'applicazione delle centrali uniche di committenza, ma questi limiti e questa tempistica non era un atto obbligatorio a cui noi dovevamo necessariamente ottemperare. Lo dico perché di recente anche l'Autorità nazionale anticorruzione è intervenuta, è intervenuta su un quesito che è stato posto da un'altra Regione a Statuto speciale, ovverosia del Friuli Venezia Giulia, e sostanzialmente nella sentenza si dice: "Alla luce del combinato disposto dell'articolo 4 comma 5, e dell'articolo 33 del decreto legislativo numero 163 del 2006", quindi quella a cui stiamo facendo riferimento, "deve escludersi l'applicabilità di quest'ultima norma alle regioni a statuto speciale", e poi sostanzialmente c'è anche il rimando alla parte della sentenza, che è esattamente il punto (…). Quindi voglio dire che a me va bene, è importantissimo, e bene hanno fatto i Capigruppo… io del resto avevo fatto un'interrogazione su questa problematica prima ancora che uscisse l'Anci, visto che l'Anci ha richiesto lunedì questo intervento, però la scorsa settimana avevo fatto un'interrogazione proprio su questo aspetto, con l'obiettivo di evidenziare un adempimento che non era dovuto, noi, in quanto Regione a Statuto speciale, avremmo potuto riallacciare anche l'entrata in vigore della Centrale unica di committenza al processo di riordino che è tuttora in discussione in Commissione in questo Consiglio regionale. Ben venga quindi la proroga, ma credo che sia importante evidenziare che non è un adempimento a cui siamo tenuti. Siccome si parlava anche di CIG, io invito chiunque a provare… se voi andate a chiedere un CIG, il Codice di identificazione di gara, e digitate sulla fermata dove c'è "Sardegna Regione a Statuto speciale", è possibile accedere anche al CIG, quindi anche il Ministero, sostanzialmente, riconosce che questo aspetto alle regioni a statuto speciale va riconosciuto. Comunque ben venga la possibilità di una proroga, perché consente comunque l'utilizzo quanto prima delle risorse a cui i comuni hanno necessità ovviamente di far ricorso con la spendita entro la fine di quest'anno.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Michele Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Presidente, se si scopre che noi non siamo tenuti ad applicare la Centrale unica di committenza, vorrei sapere di cosa stiamo parlando stamattina. Ma, in tutti i casi, Presidente, io premetto che voterò a favore della legge perché è un problema reale, però volevo porre alla Giunta e ai colleghi questo problema, che non è che tutti i comuni siano nelle medesime condizioni. Che c'era questo adempimento è un qualcosa di ampiamente noto, ci sono dei comuni che si sono preoccupati di procedere, di provvedere, e ci sono dei comuni che invece o non hanno tenuto in adeguata considerazione l'esistenza di questo termine, oppure non erano organizzati adeguatamente per procedere, in entrambi i casi io credo che qualche problema ce lo dovremmo porre, perché utilizzare i poteri speciali per assumere posizioni di retroguardia, mi sembra umiliante per questa Regione. Per cui probabilmente bisognerà studiare un meccanismo anche che tenga conto dei comuni che sono più solleciti nell'adempiere a quelle che sono le prescrizioni normative, e magari prevedere anche qualche meccanismo premiale, perché se non noi entriamo in un vortice di adozione di termini che sembrano degli ultimatum, che in realtà sono dei "penultimatum", e alla fine della fiera c'è la scarsa credibilità della legislazione, non soltanto a livello nazionale, ma anche a livello regionale. Volevo sottoporre ai colleghi questi spunti di riflessione perché credo che stiamo parlando, al di là del caso contingente, di un problema che noi comunque ci dovremmo porre.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Presidente, io credo che comunque, al di là delle affermazioni tecnicamente ineccepibili di Tendas, ma che debbono essere interpretate, oggi è bene che si discuta questo provvedimento.

L'ANCI ha chiesto in modo veemente la settimana scorsa al Governo la proroga da inserire nei decreti che sono stati discussi nei giorni scorsi, il Governo è rimasto sordo. Ora buona parte dei comuni che non hanno attivato le procedure previste, in attesa della riforma del sistema degli enti locali, che è in ritardo non per responsabilità nostra, è in ritardo perché evidentemente il percorso non è stato attivato nei dovuti modi, ecco, in attesa di questa riforma gli enti locali sono rimasti al palo. Ecco che si rischia il blocco di tutte le procedure di appalto, di affidamento di lavori, di servizi, di acquisizioni di beni, è a rischio la spendita dei fondi europei e queste cose non le diciamo noi dell'opposizione, ma le dice l'ANCI. Quindi credo che probabilmente qualche riflessione su questi termini e sull'ostacolo indicato dall'ANCI a definire procedure bisognasse farlo qualche settimana fa piuttosto che una volta scaduto il termine, perché quando si assumono le determinazioni necessarie solo una volta che i buoi sono scappati dalla stalla diventa difficile recuperare e nel frattempo molte volte i danni sono stati creati, e i danni in questa fattispecie potrebbero essere veramente rilevanti.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Rinuncio.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DEMURO GIANMARIO, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. La Giunta esprime parere positivo.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 1. All'articolo 1 sono stati presentati gli emendamenti aggiuntivi numero 1 e 2.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1 e dei relativi emendamenti:

Art. 1

Differimento del termine di entrata in vigore della centrale unica di committenza

1. Il termine di cui all'articolo 7 della legge regionale 7 agosto 2015, n. 22 (Variazioni urgenti al bilancio della Regione per l'anno 2015, proroga di termini e disposizioni varie), relativo all'applicazione delle disposizioni di cui all'articolo 33, comma 3 bis, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 (Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE), già prorogato in attuazione, da ultimo, dell'articolo 1, comma 169, della legge 13 luglio 2015, n. 107 (Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti), è ulteriormente differito al 31 gennaio 2016.

EMENDAMENTI.)

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Valter Piscedda. Ne ha facoltà.

PISCEDDA VALTER (Cristiano Popolari Socialisti). Presidente, colleghi, ne approfitto subito per dire che posso tranquillamente ritirare questi due emendamenti, ma mi premeva dire questo. Intanto che il comune che io amministro non ha costituito la centrale unica di committenza, quindi non era la presentazione di emendamenti finalizzati a trarre vantaggio da una posizione individuale, ma semplicemente per dire a voce alta un principio, che non può essere che ogni volta che comuni sono in ritardo bisogna fare una norma per risolvere quel ritardo. Bisogna che anche i comuni, compreso il mio, si mettano in testa che le norme vanno rispettate, noi dobbiamo essere i primi a rispettarle. Costituire la centrale unica di committenza era un obbligo di legge, sapevamo tutti qual era la scadenza. Poi se ci sono difficoltà specifiche si affrontano, ma l'obiettivo, come diceva il collega Cossa, era solo dare un segnale, cioè l'un per cento in termini di elasticità di patto di stabilità è niente, ma, ripeto, serviva solo per dare un segnale, e questo ho voluto scrivere, poiché la discussione in Commissione è stata troppo stringata non mi ha consentito di farlo, ci tenevo a che anche voi colleghi poteste riflettere su questo fatto.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Fabrizio Anedda. Ne ha facoltà.

ANEDDA FABRIZIO (Gruppo Misto). Rinuncio.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Non ho capito se l'onorevole Piscedda abbia ritirato gli emendamenti… sì, perché evidentemente erano emendamenti che difficilmente avrebbero potuto trovare ingresso all'interno di questo corpo, perché obiettivamente infliggere sanzioni o attribuire premialità a comuni che non hanno potuto gioco forza fare ciò che avrebbero dovuto fare per i motivi che ha sottolineato l'ANCI, cioè la riforma degli enti locali che è al palo, sarebbe stato veramente poco entusiasmante per il Consiglio regionale, non sarebbe stato un atto che sarebbe andato nell'interesse del sistema degli enti locali. Non dico che sarebbe stato un atto di belligeranza nei confronti dei comuni, che non hanno responsabilità, ma comunque sarebbe stato un atto negativo che avrebbe avuto conseguenze difficilmente immaginabili.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Angelo Carta. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Visto che gli emendamenti sono stati ritirati posso anche rinunciare se non fosse che quando noi provocatoriamente presentiamo un emendamento del genere appariamo come quelli che… la Regione sa cosa deve fare, mentre i comuni a volte non sanno quello che devono fare, ma credo che l'intervento che abbiamo sentito dall'onorevole Tendas ponga dei dubbi anche sul fatto che la Regione sappia esattamente cosa deve fare sempre. Quindi direi che questo richiamo dell'onorevole Piscedda, che io colgo perché Dorgali è convenzionata per la centrale di committenza, quindi sarei anche beneficiario, credo che debba essere rivolto anche alla Regione affinché anche la Regione sappia bene cosa deve fare, perché se la Regione saprà bene cosa deve fare e indicherà la via precisa ai comuni i comuni saranno nelle condizioni di rispettare i termini, di rispettare le scadenze e di organizzarsi al meglio per svolgere le loro funzioni.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Presidente, rubo un minuto proprio anche in considerazione delle osservazioni e dei contributi dei colleghi. Credo che il termine del 31 gennaio, pur condividendo le ragioni che tutti si devono adeguare quando una legge è in vigore e bisogna appunto non trovare delle scuse, però io, invece, la difficoltà di comuni l'ho letta tutta e a questo proposito voglio aggiungere semplicemente che il mese di gennaio per la Regione Sardegna e anche per i comuni, e aggiungiamo anche il mese di dicembre, sono dei mesi molto particolari per quanto riguarda gli aspetti finanziari e contabili. Credo, quindi, che nel mese di gennaio ci possa essere veramente poco da fare e allora propongo di dare fino al 28 febbraio il termine utile, ovviamente come termine definitivo, però guardate che veramente tra dicembre e gennaio ci sono delle situazioni particolarissime e di difficoltà e le abbiamo noi stessi in Regione, anche alla luce di tutte le modifiche e le innovazioni finanziarie che stiamo vivendo in questi ultimi due mesi.

PRESIDENTE. È stato presentato un emendamento orale, dopo lo mettiamo in votazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Fasolino per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Presidente, mi fa piacere che il collega Piscedda abbia ritirato l'emendamento. Probabilmente la dichiarazione fatta dall'onorevole Piscedda poteva andar bene in altri casi, ma non sicuramente in questo e la cosa che più mi stupisce è che una dichiarazione di questo tipo e in questa circostanza venga fatta da un sindaco. Questa è la cosa che mi ha stupito di più perché tutti i sindaci hanno vissuto lo stato confusionale che esiste con la riforma degli enti locali, non sappiamo, da sindaco, che cosa dobbiamo fare fra un mese e quindi nessun sindaco si è portato avanti o pochi sindaci si sono portati avanti per questo motivo perché c'è uno stato confusionale incredibile. Quindi che venga fatta una dichiarazione del genere dove un sindaco, consigliere regionale, cerca di dare una percentuale anche se minore di premialità a chi riesce ma di penalità a chi è stato un attimino attento in questa confusione a non fare qualcosa di più dannoso per il proprio ente, mi sembra veramente strano. Bene ha fatto l'onorevole Piscedda a ritirare questo emendamento e secondo me la provocazione poteva andar bene in qualche altra situazione, ma non sicuramente in questo contesto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Tatti per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TATTI IGNAZIO (Area Popolare Sarda). Presidente, io sinceramente da sindaco un po' mi sento offeso anche perché i Comuni della Sardegna stanno aspettando una parola definitiva su quanto devono fare una volta che verrà approvata la riforma degli enti locali. Poi per quanto riguarda qualcuno che è intervenuto prima ritengo che, sto parlando dell'onorevole Tendas, ha ragione che viene dato il codice identificativo di gara, ma solo per l'acquisto, non per i lavori e per le altre cose, solo per l'acquisto sino a 40.000 euro sia da parte del MePA che da Sardegna CAT. Quindi questo è, ma non per le altre cose, se c'è un lavoro da mandare in gara oggi i Comuni non possono mandare nessun lavoro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Reintervengo, Presidente, per dire questo, al di là degli emendamenti che Piscedda ha ritirato, e va bene. La questione che noi poniamo oggi è quella della proroga dei termini. Basta. Potremmo dire fino al 31 dicembre 2015 perché di questo stiamo parlando, dal 1° di gennaio, con la legge di stabilità, le cose saranno normate per tutto il territorio nazionale però per gli importi sotto i 40.000 euro. Il problema che non ci poniamo come Regione Sardegna oggi, perché nell'intervento di Tendas, al di là delle questioni che riguardano il CIG che si può rilevare o avere, in realtà non è così, lo spiegava adesso anche il collega Tatti, sotto i 40.000 euro, il problema è che noi dobbiamo utilizzare questo mese e mezzo che manca da qui al 31 dicembre. Quindi non c'è un problema complicatissimo da affrontare, dovremo prorogare solo i termini per consentire ai Comuni di operare. Poi è vero che i Comuni si devono adeguare, si devono consorziare, devono fare in modo che le unioni dei comuni possano mettere insieme la centrale unica di committenza per fare gli acquisti, però adesso noi dobbiamo prorogare i termini soltanto e non serve, collega Alessandra Zedda, prorogare al 28 febbraio, non serve a nulla, potremmo semplicemente dire 31 dicembre. Per sicurezza diciamo 31 gennaio. È questa la questione.

Io credo invece, Presidente, approfitto anche della presenza dell'Assessore delle riforme, perché la riforma degli enti locali che noi stiamo per portare in Aula ci dovrà consentire di dire che in Sardegna si deve mettere mano finalmente anche su una vicenda come questa e che possiamo normare nella legge una vicenda come questa perché il Friuli Venezia Giulia l'ha fatto, c'è una sentenza che è stata letta dal collega Tendas che dice che le Regioni autonome possono avere prevalenza di intervento su materie come questa e siccome adesso è controversa e va chiarito di chi è la competenza? Delle Regioni o dello Stato? Noi diciamo che la Sardegna può e deve normare autonomamente la materia, su questo problema bisogna intervenire e l'occasione di riforma degli enti locali è il momento propizio per fare un intervento di questa natura. Quindi inviterei anche l'Assessore a prendere spunto da questo dibattito di stamattina per approfondire la materia e consentirci di intervenire meglio in maniera più appropriata anche normativamente sul tema che dobbiamo affrontare anche alla luce delle sentenze che sono state testé lette dal collega Tendas. Oggi si tratta soltanto di prorogare per cui nessuna confusione né questione Regione né Comuni, dobbiamo soltanto prorogare i termini per consentire alle amministrazioni pubbliche di poter fare le gare d'appalto e fare le assunzioni.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento orale che è stato presentato dall'onorevole Alessandra Zedda che mi permetto di correggere al 29 di febbraio perché l'hanno prossimo è bisestile, quindi alla scadenza del mese, che prevede uno spostamento del termine dal "31 gennaio 2016" come previsto nel testo al "29 febbraio". Chiedo se ci sono opposizioni.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Ero convinto che la collega ritirasse il provvedimento di rinvio perché noi abbiamo concordato una data in Capigruppo che è il 31 di gennaio, se ci mettiamo a fare emendamenti li facciamo per ogni cosa. Io credo che sia il caso di ritirare l'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Lo ritiro.

PRESIDENTE. Quindi la data rimane quella nel testo.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

votanti 54

favorevoli 54

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 2.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2:

Art. 2

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna (BURAS).)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, nell'articolo 2.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

votanti 55

favorevoli 55

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di legge numero 279.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

votanti 55

favorevoli 55

(Il Consiglio approva).

Discussione e approvazione della proposta di legge Comandini - Tatti - Cocco Pietro - Cocco Daniele Secondo - Carta - Pittalis - Dedoni - Cherchi Oscar - Lotto - Sabatini - Deriu - Busia - Zedda Paolo Flavio - Usula - Anedda - Rubiu - Pinna Giuseppino - Truzzu - Collu - Cozzolino - Demontis - Forma - Meloni - Moriconi - Ruggeri - Solinas Christian - Tendas - Agus - Pizzuto - Pinna Rossella - Lai: "Disposizioni in tema di anticipazioni finanziarie a favore dei Gruppi di azione locale". (275/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della proposta di legge numero 275.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Giampietro Comandini, relatore.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD), relatore. Presidente, ringrazio tutti i colleghi e anche i Capigruppo di tutti gli schieramenti politici per aver voluto firmare questa proposta di legge che in qualche modo rende possibile l'applicazione dell'articolo 9 della finanziaria 2015, laddove si prevedeva la concessione di anticipazioni finanziarie a favore dei gruppi di azione locale (GAL) che erano necessarie per superare la criticità del rallentamento delle spese degli stessi organismi. In quell'occasione il Consiglio regionale decise di attribuire come anticipazioni 2 milioni di euro. Voglio ricordare che i GAL avrebbero dovuto utilizzare questi 2 milioni di euro per l'attuazione di progetti finanziati a valere sulle misure immateriali, soprattutto per quanto riguarda i rimborsi per le spese di gestione a valere sulla misura 431. Però questa norma si è resa estremamente difficile proprio a causa dell'impossibilità di ottenere anticipazioni per l'attuazione dei progetti finanziati oltre che per la mancanza di risorse proprie dei GAL. Le anticipazioni ai GAL previste dall'articolo 9 della finanziaria non sono stati infatti erogate in quanto i GAL sono soggetti beneficiari delle anticipazioni finanziarie e avrebbero dovuto rilasciare una procura irrevocabile per l'accesso da parte della SFIRS del contributo spettante. AGEA infatti ha da subito segnalato l'impossibilità per i GAL di rilasciare procura irrevocabile all'incasso a favore della SFIRS. Si è reso quindi necessario applicare una norma diversa come il testo di questa proposta di legge per dare possibilità ai GAL di procedere nella loro attività di soggetti attuatori delle misure sul PSR. La norma infatti con l'inserimento dell'articolato prevede che sia una delibera della Giunta regionale che disciplina le modalità concessionarie e la restituzione delle somme anticipate che renda attivabile lo strumento delle anticipazioni ai GAL da parte della SFIRS. La proposta di legge non comporta maggiori oneri a carico della Regione ed è stata deliberata dalla quinta Commissione nella seduta del 12 novembre 2015.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Io credo che le motivazioni che ci spingono a discutere questa legge non possano suscitare perplessità perché se è vero che su queste misure immateriali ai sensi del regolamento della Commissione europea del 2006 non è possibile fare anticipazioni ma soltanto rimborsi per spese di gestione, è anche vero che la SFIRS è titolare di una procura irrevocabile e allora se questa procura è irrevocabile, se la SFIRS è solo ed esclusivamente procuratrice non riesco a capire come AGEA possa parlare di benefici diretti e indiretti a favore di SFIRS. Se la SFIRS ha un mandato con rappresentanza i benefici vanno a favore non del rappresentante ma del rappresentato cioè del GAL. Io quindi non riesco a capire per quale motivo la Giunta si inchini a queste decisioni di AGEA. Io credo che la burocrazia non debba prevalere sulla politica, bene avrebbe fatto il presidente Pigliaru a farsi sentire a meno che il presidente Pigliaru non condivida le ragioni di AGEA e allora io mi chiedo per quale motivo è stato proposto l'articolo 9 della finanziaria che prevede la procura irrevocabile a favore di AGEA? Cioè AGEA oggi ci sta costringendo ad approvare una legge per motivi burocratici speciosi che credo che abbiano anche poco collegamento con il nostro ordinamento. Queste perplessità mi sentivo di rappresentare all'aula e credo che qualche riflessione su questo atteggiamento di AGEA bisogna pur farlo, non va bene.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Piermario Manca. Ne ha facoltà.

MANCA PIERMARIO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). È la seconda volta che parliamo di questo argomento dei GAL già in finanziaria, adesso nuovamente e come giustamente devo riconoscere, l'ha detto l'onorevole Marco Tedde, sicuramente ci sono delle cose che vanno riviste però vanno riviste alla radice. Io ringrazio Comandini perché questo è un atto doveroso, ma è solamente un atto che va a tamponare a una situazione. In realtà anche siamo secondo me al limite, siamo in zona Cesarini, io spero che questo meccanismo possa essere anche sfruttato nell'aumentare i livelli di spesa. Credo che bisogna andare però indietro, all'origine di questi problemi anche perché io già a suo tempo, un anno fa anche in varie interrogazioni avevo chiesto all'Assessore dell'agricoltura in particolare di intervenire, intervenire ricostituendo in Sardegna l'organismo pagatore. La maggior parte delle regioni italiane, quindi ne approfitto con questo articolo, hanno l'organismo pagatore, non si capisce in Sardegna che abbiamo competenze e professionalità, basterebbero 50 persone, lo dico io prese dalle agenzie che già esistono per fare l'organismo pagatore. Cosa sta a significare fare l'organismo pagatore? Che non siamo più soggetti a Roma, risolleviamo la schiena, siamo noi che abbiamo l'interlocuzione diretta e possiamo anche accelerare i pagamenti. Quindi aldilà di tutto ben venga, ringrazio Comandini, voto favorevolmente questa legge ma credo che quest'Assemblea deve prendere delle decisioni, particolarmente la Giunta per portare dentro delle proposte per istituire l'organismo pagatore in Sardegna. Senza questo questi problemi continueranno ad esistere e persistere.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Emilio Usula. Ne ha facoltà.

USULA EMILIO (Soberania e Indipendentzia). La costituzione del fondo di 2 milioni di euro al fine di garantire l'erogazione di anticipazioni ai GAL è di fatto lo strumento operativo per attuare i progetti relativi alle misure sulla cooperazione e le azioni di sistema, le cosiddette misure immateriali.

Superare in concreto il problema delle anticipazioni ai GAL evitando la triangolazione AGEA-SFIRS-GAL per i problemi esposti in relazione e delegando quindi la SFIRS ad effettuare direttamente le anticipazioni per conto della Regione, è la condizione idonea per evitare il rallentamento se non addirittura il blocco delle attività relative appunto allo sviluppo locale da parte dei GAL. Sembra logico e coerente ipotizzare che tale fondo diventi stabilmente un fondo di rotazione che si ripristini automaticamente e che le procedure previste con questa proposta possano essere utilizzate anche con la nuova programmazione in modo che questi importanti strumenti di sviluppo locale siano dotati di ogni strumento e condizione per attivare processi di sviluppo nei territori sardi al fine di consentire un recupero sociale ed economico delle nostre popolazioni.

Esprimo pertanto il mio voto favorevole e il voto del gruppo "Soberania e Indipendentzia" a sostegno della proposta.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SEL). Per esprimere a nome personale e del gruppo il voto favorevole alla proposta di legge e per invitare il collega Piermario Manca che in materia è molto esperto e competente a presentare immediatamente una proposta di legge sull'ente unico pagatore perché effettivamente è un problema annoso, datato, e io proporrei a questo punto se la proposta di legge c'è già, di portarla in Consiglio con un "102" perché è veramente un problema...

(Interruzioni)

Esiste la legge, la legge non è applicata, allora presentiamo onorevole Manca una proposta affinché questa legge possa essere applicata e portiamola in aula col "102".

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DEMURO GIANMARIO, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 1.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1:

Art. 1

Modifiche all'articolo 9 della legge regionale n. 5 del 2015 (Concessione di anticipazioni ai Gruppi di azione locale)

1. All'articolo 9 della legge regionale 9 marzo 2015, n. 5 (legge finanziaria 2015) sono apportate le seguenti modificazioni:

a) il comma 2 è abrogato;

b) il comma 3 è sostituito dal seguente:
"3. Le anticipazioni sono effettuate dalla SFIRS per conto della Regione. Con deliberazione della Giunta regionale, adottata su proposta dell'Assessore competente in materia di agricoltura, sono disciplinate le modalità di concessione e di restituzione delle somme anticipate.".)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 2.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2:

Art. 2

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna (BURAS).)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione il testo della legge.

Ha domandato di parlare il consigliere Oscar Cherchi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (FI). Una brevissima dichiarazione perché credo che sia un argomento davvero importante. Mi dispiace che non sia presente l'Assessore competente, va bene l'Assessore del personale che comunque gode di un'ottima stima da parte di tutto il Consiglio regionale, probabilmente l'Assessore competente però avrebbe dato una risposta su quelle che sono le considerazioni fatte precedentemente. Voterò sicuramente a favore di questa norma perché condivido e con l'onorevole Comandini ne abbiamo discusso a fondo, la necessità comunque di chiudere un percorso, abbiamo però bisogno di ragionare su quello nuovo. Per quanto riguarda l'organismo pagatore è inserito nella legge che istituisce le agenzie, nell'istituzione dell'agenzia AGEA si dà l'incarico all'agenzia AGEA come organo, organismo meglio, pagatore della Regione Sardegna, si tratta solo da parte dell'esecutivo di procedere in questa direzione. Già nella passata legislatura il Consiglio regionale si espresse comunque nuovamente su questo aspetto, ma la decisione fu che era necessario attendere la nuova programmazione per attivare l'organismo pagatore che è tanto richiesto e tanto utile per risolvere i problemi dell'agricoltura sarda. Quindi probabilmente l'Assessore ci avrebbe risposto se fosse stata presente che sicuramente ci sta lavorando, ma lo sapremo nella prossima puntata, tanto saremo qui in aula sicuramente per discutere dell'operato fino ad oggi qui portato avanti dall'Assessore competente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Sì, Presidente, non ho parlato prima nell'altra proposta di legge perché si parlava di premialità o altro, perché ne avrei da dire, molte non poche, per esempio dei 5 milioni di euro che il Comune di Cagliari deve ancora per i rifiuti solidi urbani, perché è uno di quei Comuni che non paga e quindi non fa neanche guadagnare quelli che sono i cosiddetti ricicloni. Ma questo è a parte. Esiste questa proposta di legge, non è una proposta, esiste la legge, però io vorrei capire perché si tarda ancora a far sì che ci sia una riforma degli enti, perché così come sono posti non danno risposte all'agricoltura, e vorrei capire perché l'Assessore all'agricoltura sino ad oggi da parte di tutti i gruppi, mi risulta, ha una sollecitazione di almeno otto mesi per porre in campo questo argomento. Perché siamo ancora a questo punto in ritardo? Lo chiedo a lei affinché lo chieda al Presidente della Giunta che se ne occupi in prima persona con serietà. Quando si parla di fare riforme e ci si presenta alle elezioni presso il popolo sardo per avere i voti e fare una rivoluzione la si fa, non si chiacchiera!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giampietro Comandini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD). Chiaramente per esprimere il voto favorevole mio e dell'intero gruppo del Partito Democratico e per in qualche modo riconoscere che con questo progetto di legge si chiude un periodo, quello della precedente programmazione sul piano di sviluppo regionale, che ha visto i GAL come soggetti principali per l'attuazione di importanti misure che sono andate anche a beneficio non soltanto degli agricoltori, ma anche degli enti locali. Voglio ricordare che molte di queste misure hanno anche permesso di riqualificare i centri storici, la viabilità all'interno delle zone rurali. Vi è un tema più generale che riguarda il nuovo ruolo che i GAL devono avere nella futura programmazione sullo sviluppo rurale, sulla quale questo Consiglio regionale, la Commissione è già intervenuta, individuando misure che sono sicuramente più efficienti e garantiscono una maggiore partecipazione al sistema degli enti locali, che sicuramente è il modo di controllare meglio quella che è la spesa pubblica. Il voto è favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS ANTONIO (PD). Sì Presidente, per confermare il voto favorevole alla proposta di legge e per fare qualche puntualizzazione, perché l'intervento dell'onorevole Dedoni mi ha fatto ricordare il dibattito che quest'Aula ha fatto nel 2011 quando con un articolo sulla finanziaria si decise di dare la competenza ad Argea come ente pagatore. Poi possiamo parlare di tutto per non parlare del problema, ma la verità fu che oltre a quella legge ci furono anche ordini del giorno del Consiglio dove si invitava l'allora Assessore, ma soprattutto l'allora agenzia Argea a mettere in campo le azioni necessarie, soprattutto l'organizzazione necessaria per far sì che la Sardegna si dotasse di un ente pagatore autonomo. E fu proprio Argea a non voler acquisire questa competenza, tant'è…

Attilio, ascolta! Ti hanno ascoltato con molto sacrificio!

Ci sono dichiarazioni dell'allora direttore generale di Argea, in convegni pubblici, dove dichiarava che Argea non era assolutamente d'accordo per svolgere l'attività di ente pagatore. Quindi credo che non c'è oggi l'Assessore all'agricoltura, ma c'è l'Assessore agli affari generali che credo che sia la persona anche competente in questa materia per dare un'organizzazione anche dal punto di vista del personale necessario a svolgere questo tipo di attività, ci sono professionalità in Regione, parlo di quelli che provengono per esempio dal centro di elaborazione dati che possono essere utilizzati per un'attività del genere, e quindi l'invito mio, ma credo di poterlo fare a nome di tutto il gruppo, credo che sia quello di accelerare sul dare le competenze ad Argea come ente pagatore. Grazie.

PRESIDENTE. Non ho altri interventi per dichiarazione di voto.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del PL 275/A.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Discussione congiunta dei documenti "Richiesta di parere sul disegno di legge costituzionale n. 1895 relativo a "Modifica degli articoli 18 e 43 dello Statuto speciale per la Sardegna, di cui alla legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3, in materia elettorale e di ordinamento degli enti locali""(DOC.10/A) e "Richiesta di parere sulla proposta di legge costituzionale n. 3212 recante "Modifiche alla legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3 (Statuto speciale per la Sardegna)"" (DOC.13/A) e rinvio in commissione ex articolo 86 del Regolamento.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione congiunta dei documenti n. 10/XV/A, Richiesta di parere sul disegno di legge costituzionale n. 1895 relativo a "Modifica degli articoli 18 e 43 dello Statuto speciale per la Sardegna, di cui alla legge costituzionale del 26 febbraio 1948, n. 3, in materia elettorale e di ordinamento degli enti locali" e 13/XV/A, Richiesta di parere sulla proposta di legge costituzionale n. 3212 recante "Modifiche alla legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3 (Statuto speciale per la Sardegna)".

(Si riportano di seguito i testi dei documenti:

Inserire Doc.N.10/XV/10

RELAZIONE DELLA PRIMA COMMISSIONE PERMANENTE AUTONOMIA, ORDINAMENTO REGIONALE, RAPPORTI CON LO STATO, RIFORMA DELLO STATO, ENTI LOCALI, ORGANIZZAZIONE REGIONALE DEGLI ENTI E DEL PERSONALE, POLIZIA LOCALE E RURALE, PARTECIPAZIONE POPOLARE

composta dai Consiglieri

AGUS, Presidente e relatore - TUNIS, Vice presidente - MELONI, Segretario - BUSIA - CHERCHI Oscar - COSSA - DEMONTIS - DERIU - FLORIS

pervenuta il 17 novembre 2015

Col presente documento il Consiglio regionale è chiamato ad esprimere un parere su una proposta di modifica dello Statuto speciale di iniziativa parlamentare; l'articolo 54 dello Statuto prevede infatti che ogni progetto di modifica di iniziativa parlamentare o governativa sia trasmesso al Consiglio che può esprimere un parere entro due mesi.

Il documento n. 13 riguarda la proposta di legge costituzionale A.C. n. 3212, presentata alla Camera dei deputati su iniziativa del Deputato Francesco Sanna e altri (Modifiche alla legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3 - Statuto speciale per la Sardegna), pervenuta al Consiglio il 26 ottobre 2015.

La Commissione ha iniziato l'esame nella seduta del 4 novembre 2015. Nella successiva seduta del 10 novembre 2015 ha stabilito di proporre all'Aula le considerazioni che seguono e ha nominato relatore il Presidente.

La proposta di legge costituzionale prevede la modifica degli articoli 27, 28, 43, 44 e 45 dello Statuto speciale (non relativi soltanto agli enti locali) e riguarda differenti aspetti dell'ordinamento regionale.

Secondo la Commissione la proposta contiene temi che potrebbero essere più opportunamente disciplinati con legge statutaria e temi che, invece, troverebbero una più adatta collocazione in legge regionale ordinaria nell'ambito degli indirizzi di politica regionale sugli enti locali. Altri temi ancora, dovrebbero essere coordinati in un più ampio disegno di revisione dello Statuto, senza il quale appaiono poco efficaci o non pienamente condivisibili.

A tal proposito si fa presente che nel mese di giugno 2014 la Commissione, all'unanimità, ha approvato una risoluzione (n. 3 "Sul percorso delle riforme"), successivamente presentata e approvata in Aula (il 23 luglio 2014), con la quale si è stabilito di avviare un organico percorso di riforme che prevede, tra gli altri aspetti, anche un confronto e un coordinamento tra Consiglio, Giunta e parlamentari sardi o eletti in Sardegna, ai fini della revisione dello Statuto speciale.

Sulla base di tali premesse la Commissione, ribadendo quanto espresso nella risoluzione n. 3, ritiene che i contenuti della proposta A.C. n. 3212 debbano essere discussi in un più ampio e organico percorso di riforma dello Statuto speciale che coinvolga in modo più adeguato le forze politiche presenti in Consiglio, gli organi di governo regionali e i rappresentanti in Parlamento.

La Commissione ricorda ancora che la proposta A.C. n. 3212 è attualmente abbinata alla proposta di iniziativa del Consiglio regionale della Sardegna, adottata nel corso della XIV legislatura regionale e trasmessa alla Camera dei deputati il 2 ottobre 2013 (dove è classificata A.C. n. 1651 Cost.). Ritiene che tale ultima proposta meglio risponda alle esigenze attuali della Regione e che il testo da essa previsto debba essere preferito a quello su cui è ora richiesto il parere.

In proposito fa presente che il testo della proposta n. 1651 (di iniziativa regionale), per la parte relativa alla modifica dell'articolo 43 dello Statuto, eliminando gli espliciti riferimenti alle province che attualmente vincolano la legislazione regionale, consente di esercitare con maggiore autonomia la potestà legislativa primaria in materia di ordinamento degli enti locali ed è dunque attuale ed urgente. Per la parte relativa alla modifica dell'articolo 18 dello Statuto, con cui si prevede l'eventuale ampliamento fino a sei mesi della durata della legislatura regionale, è invece da ritenere non più attuale.

Pertanto raccomanda all'Aula di fare proprie le valutazioni prospettate: esprimendo parere contrario sulla proposta A.C. n. 3212; indicando nel testo della proposta A.C. n. 1651 il testo da approvare con le modifiche indicate. Contestualmente, ribadisce la necessità che il percorso delle riforme si svolga mediante un confronto ampio e approfondito tra tutte le forze politiche presenti in Consiglio; che le singole iniziative si muovano all'interno di una cornice unitaria anche attraverso il coordinamento delle attività del Consiglio e della Giunta e in sinergia con i parlamentari sardi o eletti in Sardegna per i temi di loro competenza (Doc.N.13/XV/A).)

PRESIDENTE. Per illustrare i documenti ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Agus, relatore di maggioranza.

AGUS FRANCESCO (SEL), relatore di maggioranza. Presidente, la discussione sui due documenti è avvenuta in Commissione in contemporanea alla discussione sul D.L. 176 di riforma degli enti locali, vista anche la coerenza dell'argomento appunto delle due leggi di revisione costituzionale con quello appunto della trattazione della legge di riforma degli enti locali che marginalmente riguarda anche parte delle riforme statutarie presentate alla Camera e al Senato e appunto contenute nei documenti numero 10 e 13 all'oggetto di questa discussione. In ragione della disponibilità dei presentatori dell'atto della camera 3212, che nella nostra archiviazione è il documento N.13, credo sia importante sfruttare la possibilità di avere un supplemento di discussione anche con i relatori del testo e riportare quindi entrambe le proposte all'attenzione della Commissione I, che in seduta allargata potrà entrare nel merito delle proposte, anche coerentemente con quanto deciso dalla Commissione stessa nella risoluzione presentata l'anno scorso e votata anche da questo Consiglio regionale. Chiedo pertanto di riportare in Commissione i due testi e di attivare il prima possibile le procedure per la possibilità di audire i presentatori dei testi parlamentari. Grazie.

PRESIDENTE. Sì, quindi viene formulata una richiesta di rinvio in Commissione dei due documenti che diventa pregiudiziale. Allora chiedo al Consiglio di esprimersi su questo. E' possibile intervenire con un componente per ciascun gruppo sull'argomento.

Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Intervengo per il mio Gruppo, su delega del mio Capogruppo. Presidente, sono perplesso per questa richiesta di rinvio, vuoi per motivi di metodo, che per motivi di merito. Innanzitutto, non ho seguito, mi scusi Presidente, il rinvio è per tutt'e due i pareri o per uno solo? Per tutt'e due! Quindi c'è la richiesta di rinvio per un parere per il quale la Commissione propone il voto positivo e un parere per il quale la Commissione prevede invece un voto negativo. Io non riesco a capire per quale motivo si debbano rinviare questi pareri, perché comunque ci sono dei tempi che devono essere osservati, per quanto riguarda un parere siamo già in ritardo, per quanto riguarda un altro parere siamo ancora nei termini, però se si procrastina la discussione di questi pareri si va fuori termine, non mi sembra il massimo. Perché, comunque, non vedo nel merito una motivazione. Per il primo parere si propone il voto positivo, si cerca di modificare, o meglio si ha il parere favorevole per modificare l'articolo 43 che blocca di fatto le riforme, quantomeno secondo gli intendimenti della Commissione, blocca le riforme perché la legislazione esclusiva in materia di enti locali viene paralizzata dall'articolo 43 che prevede espressamente la presenza delle province di Cagliari, Sassari e Nuoro, dimenticando, tra le altre cose, che nonostante questo blocco dell'articolo 43 si sta proponendo una riforma degli enti locali che di quest'articolo 43 se ne fa un baffo, perché fa finta che l'articolo 43 non esista, quindi non capisco per quale motivo, questo per quanto riguarda il primo parere. Per quanto riguarda il secondo parere invece mi pare che nel metodo abbia già detto quali sono le conseguenze cui andiamo incontro, cioè di ritardi inammissibili e contro la legge, in relazione invece ai contenuti concreti di questo parere credo che si possano discutere serenamente, vanno nella direzione di migliorare il nostro Statuto, che comunque è uno Statuto che deve essere in qualche modo aggiornato ai tempi, alle intemperie politiche e culturali che stiamo vivendo, e propone anche delle modifiche se vogliamo di buon senso. Quindi io credo che bene avrebbero fatto i proponenti dei due disegni di legge costituzionali e tutti i loro amici a confrontarsi prima con la Giunta, a confrontarsi prima con il Consiglio regionale, piuttosto che far lavorare inutilmente i funzionari del Senato, far lavorare inutilmente le Commissioni del Senato e di questo Consiglio regionale, di far lavorare inutilmente i dirigenti di questo Consiglio regionale, bene avrebbero fatto a confrontarsi prima, a parlarsi e a cercare di trovare delle soluzioni condivise, perché non è assolutamente giusto e corretto che oggi questi pareri che hanno attraversato tutto l'iter procedimentale debbano essere rinviati, non c'è una motivazione una, né sotto il profilo procedurale né sotto il profilo dei contenuti. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Presidente, colleghi, per dire che trovo abbastanza singolare la proposta fatta dal Presidente della Commissione dopo aver espletato tutto l'iter delle pratiche, dopo aver discusso in commissione, dopo aver discusso in commissione anche dell'esigenza di chiamare i proponenti e aver respinto questo tipo di impostazione con la fretta, io credo che sia necessario, utile e doveroso da parte nostra aprire la discussione su questi argomenti che sono di fondamentale importanza, capisco che non sono il "102", che non sono le dichiarazioni di voto, capisco che rispetto a questi problemi che riguardano al futuro della Sardegna ci sia poco interesse, ma arrivare al punto di essere contraddittori e di dire che questi provvedimenti si intersecano e hanno a che vedere con la legge numero 176 sugli enti locali che stiamo discutendo dove c'è una confusione enorme e non fare una discussione in Consiglio regionale, proprio per dare un indirizzo alla Commissione che mi pare non abbia, perché penso che il Presidente sappia che questa prima Commissione si stia riunendo senza la minoranza, che si riuniscono in quattro o cinque, presentano gli emendamenti e gli approvano con uno stile e con un garbo istituzionale di rara fattezza. Io credo che sia utile discutere di questo argomento proprio perché è direttamente collegato ad altri argomenti che dovremmo discutere poi ed è direttamente collegato anche al giudizio che noi vogliamo esprimere in questa sede nei confronti del popolo sardo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Presidente proprio perché condivido l'intervento del collega Floris sul fatto che bisogna discutere nel merito delle questioni, io credo che sia opportuno accogliere l'invito formulato dal Presidente della Commissione di rinviare i due testi all'esame della Commissione, uno perché audiamo un sacco gente e non è comprensibile per quale ragione non dobbiamo audire ai parlamentari che si stanno occupando di incardinare i procedimenti sia in Camera che in Senato. Due perché anche tecnicamente i procedimenti che arrivano sono arrivati prima alla Camera e poi al Senato e il testo del Senato sarà compattato a quello della Camera per prassi parlamentare. E' stato prima presentato lì, il relatore è stato nominato dalla Camera, il Senato non avrà un relatore per cui l'uno è legato all'altro per forza, inevitabilmente, siccome è una questione delicata sulla quale è bene discutere in maniera approfondita e fare in modo che anche la minoranza partecipi, dato che non sta partecipando alle riunioni di Commissione, certamente non per colpa della maggioranza che mai dirà alla minoranza di andare via, ma al di là di questo, non c'entra niente, questa è solo una parentesi, siccome una questione delicatissima, arrivare in Commissione e poi arrivare in Aula con un parere che è in qualche modo più tecnico che di sostanza sul merito delle cose credo che non vada bene, per cui lo stesso Presidente propone di ritornare in Commissione, io sono dell'avviso che vada accolta la proposta del Presidente di rimandare i testi in commissione, audire i parlamentari che hanno garbatamente mandato una lettera perché possano essere ascoltati rispetto alle cose che stanno sostenendo, un testo, vorrei ricordare di uno dei due è identico a quello che noi abbiamo provato in questo Consiglio regionale nella XIV legislatura, per cui vogliamo ascoltarli per vedere se davvero fanno gli interessi che noi vogliamo siano portati avanti oppure no, quindi semplicemente un rinvio che io sono dell'avviso vada assolutamente accolto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Il problema non è di poca entità, noi dobbiamo esprimere un parere su quello che sarà il risultato della modificazione dello Statuto della regione sarda, tocca intimamente l'autonomia, tocca intimamente le istituzioni regionalistiche, se noi andiamo avanti senza avere cognizione e anche arrogantemente al di là delle posizioni della minoranza si va avanti con i lavori della Commissione interpretando un ruolo non proprio io credo che ci sia la necessità di fare un passo indietro e ragionare con attenzione su questi argomenti. Oggi io avrei approfittato di questa circostanza affinché il Parlamento del popolo sardo, questo Consiglio regionale, potesse esprimere nelle sue articolazioni quali sono le necessità, le aspettative, le speranze perché un'istituzione autonomistica funzioni nel migliore dei modi, ma vi ricordo una cosa, giace qui in Consiglio regionale da più legislature la necessità che si dibatta di una legge costituzionale sarda e noi dobbiamo accettare passivamente che il Parlamento centrale ci faccia un abito su misura? Qual è la dignità del popolo sardo e la salvaguardia che vogliamo dare? Dov'è che noi rappresentiamo con attenzione quelle che sono le aspettative del popolo sardo? Ci tengono chiusi all'interno di un'isola senza trasporti e poi ci illudiamo che 30 milioni risolvano i problemi? Bene, io conservo con piacere una lettera dell'onorevole Sanna del 1983, la conservo gelosamente quando militavamo nello stesso partito, bene ho grande stima, ma prima di chiedere di bloccare i lavori di una commissione o di un dibattito all'interno del Consiglio regionale perché non si confronta qualche volta con il Consiglio regionale prima di presentare la proposta di legge a livello nazionale? Lui è un sardo che dovrebbe rappresentare la Sardegna all'interno di quel consesso, quali sono gli indirizzi che ha avuto da questa Assemblea? Quali sono gli indirizzi che ha raccolto dal popolo sardo? Io su queste cose chiedo che ciascuno di noi interpelli la propria coscienza, per vedere se è giusto quello che si fa, se abbiamo la dignità di dover rappresentare un popolo o no, o ci presentiamo ancora una volta divisi tra maggioranza e opposizione solo perché non sappiamo dove andare a perché dobbiamo accontentare un parlamentare qualunque, va benissimo scegliamo questa strada, c'è una maggioranza la decida. Ma qui c'è in discussione l'autonomia di essere noi protagonisti di una riforma statutaria, su questo io chiedo semplicemente che ciascuno faccia coscienza a se stesso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Grazie signor Presidente io mi sono sorpreso leggendo i pareri, perché lo stesso giorno la Commissione sulla modifica dell'articolo 43 esprime un parere positivo e auspica che l'approvazione della modifica avvenga in tempi rapidi. Lo stesso giorno invece dichiara che è da ritenere non più attuale. Quindi credo che la Commissione si debba mettere d'accordo, se lo vuole approvato in fretta o ritenerlo non più attuale. Prima annotazione. Seconda annotazione, questo Statuto dimostra di essere figlio di nessuno perché il primo che si alza la mattina propone una modifica, la propone a Roma o la propone altrove però nessuno ne sa niente. Credo quindi che la seconda annotazione faccia in qualche maniera sorgere l'esigenza che di questo Statuto questo Consiglio regionale se ne occupi e si discuta una volta per tutte anche la proposta di istituire l'Assemblea costituente, perché questo Statuto ha bisogno di essere rivisto, aggiornato e attualizzato ed è necessario, per fare questo, che sia coinvolto il popolo sardo e l'assemblea costituente è l'unica strada anche per evitare incidenti di questo genere che rappresentano la dimostrazione che la Regione, come dicevo prima, e i suoi parlamentari, non sanno a volte quale direzione esatta prendere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (SEL). Solo per precisare anche quanto detto dall'onorevole Carta che a non essere più attuale non è la modifica dell'articolo 43, quanto la seconda parte di quel testo di legge che di fatto ricopia pedissequamente quanto votato a suo tempo dal Consiglio regionale e che prevede la possibilità di traslare la data delle elezioni regionale in ragione dell'accorpamento con le elezioni politiche o europee. La Commissione si è espressa in entrambi i casi ritenendo non più attuale quella parte, che a suo tempo era legata a vicende che non hanno più connessione con le esigenze che questo Consiglio regionale pone. Riguardo la modifica dell'articolo 43 il parere era positivo e non penso, per rifarmi a quanto richiesto dall'onorevole Floris, che il rimando in Commissione sia una frustrazione degli interessi del Consiglio e una chiusura del dibattito. Anzi noi abbiamo la possibilità di ampliare il dibattito, di audire in Commissione i presentatori del testo e riportare in Aula lo stesso tema con cognizione di causa e con una visione ancora più ampia.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Emilio Usula. Ne ha facoltà.

USULA EMILIO (Soberania e Indipendentzia). Noi come partito ci siamo preparati alla discussione di questi due documenti in Aula, le argomentazioni portate dal presidente Agus mi convincono assolutamente della necessità di un ulteriore allargamento del dibattito e sentire tutte le forze politiche, anche eventualmente quelle non rappresentate in quest'Aula perché si sta parlando di mettere mano alla riforma statutaria e quindi io credo che non ci sia assolutamente da scandalizzarsi anzi, assolutamente condivisibile la necessità di rinviare per poter discutere e portare argomenti argomentazioni più forti a queste proposte di avvio di riforma del nostro Statuto.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione la proposta di rinvio in Commissione dei documenti 10 e 13.

Chi la approva alzi la mano. Chi non la approva alzi la mano.

(E' approvata)

Questione sospensiva

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Zanchetta. Ne ha facoltà.

ZANCHETTA PIETRO (Cristiano Popolari Socialisti). Onorevoli colleghi e onorevole colleghe, con tutto il rispetto per l'assessore Demuro che peraltro è per affinità elettive vicino al territorio di cui dovremmo trattare, ma in considerazione del fatto che, considerato l'argomento, io vorrei invece caro Capogruppo avere rispetto per il Presidente della Regione che so impegnato, per motivi istituzionali, fuori sede discutere invece questa mozione alla sua presenza. So che è irrituale quanto chiedo signor presidente, perché il Presidente della Regione non ha l'obbligo di presenziare in Aula, ma ritengo che in considerazione dell'importanza che riveste anche dal punto di vista politico, oltre che le considerazioni di carattere morale, risarcitorio, di riscatto per l'incredibile vicenda del G8 2009 consumatesi sul territorio, in maniera nefasta, dell'isola di La Maddalena, ma con riflessi negativi su tutta la Sardegna, io credo che l'argomento meriti di essere trattato anche alla presenza del Presidente della Regione. In considerazione del fatto che la mozione sottoscritta dall'Assemblea attraverso la partecipazione di tutti i Capigruppo è un elemento che rafforza l'iniziativa del Governo regionale su quello nazionale per richiedere che tempestivamente il G7 del 2017 venga fatto a La Maddalena e, quindi, con una tempestiva determinazione del Governo nazionale che deve decidere a breve. Io credo che chiedere all'Aula di rinviare alla prossima seduta la discussione di questa mozione sia, ribadisco, un segno di rispetto nei confronti del Presidente della Regione in considerazione della vastità che l'argomento rappresenta per gli effetti che ha di natura politica, economica e sociale sul nostro territorio. Grazie.

PRESIDENTE. Onorevole Zanchetta io vorrei dirle che la richiesta è abbastanza irrituale tra l'altro costituirebbe un precedente perché qualsiasi presentatore di mozione potrebbe chiedere la presenza del Presidente della Giunta che, evidentemente, non sempre può essere presente. Quindi, lei fa una richiesta precisa e io devo sottoporla al Consiglio. Però, ripeto mi pare che stiamo costituendo un precedente che diventa un po' delicato, perché se chiunque presenta una mozione e al momento della discussione non è presente il Presidente della Giunta chiede questo rischiamo anche un ingolfamento dal punto di vista dell'organizzazione dei lavori del Consiglio. Comunque io devo chiedere al Consiglio di esprimersi su questa proposta di rinvio ad altra data. Quindi chiedo il parere del Consiglio. Va bene, non ci sono opposizioni quindi la mozione è rinviata ad altra data, concorderemo con il Presidente della Regione una data.

All'ordine del giorno abbiamo la nomina di tre componenti dell'Ersu di Cagliari per cui dovremmo procedere alla votazione, sempre che ci siano le condizioni, ricordo che oggi è l'ultima data utile per la votazione in Consiglio e che lunedì è l'ultimo giorno per l'esercizio dei poteri sostitutivi, quindi se ci sono le condizioni si può procedere alla votazione.

Sospendo la seduta e attendo indicazioni.

(La seduta, sospesa alle ore 12 e 08, viene ripresa alle ore 12 e 19.)

Il Consiglio è convocato per mercoledì alle ore 10.

La seduta è tolta alle ore 12 e 19.



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