Seduta n.118 del 08/09/2015 

CXVIII Seduta

Martedì 8 settembre 2015

Presidenza del Presidente Gianfranco GANAU

La seduta è aperta alle ore 16 e 29.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 22 luglio 2015 (114), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Roberto Deriu, Roberto Desini, Giuseppe Meloni, Antonello Peru, Luigi Ruggeri, Ignazio Giovanni Tatti ed Edoardo Tocco hanno chiesto congedo per la seduta dell'8 settembre 2015.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Annunzio di presentazione di disegni di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni di legge:

252, 253, 254

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti proposte di legge:

248, 249, 250, 251

Annunzio di presentazione di proposte di legge nazionale

PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti proposte di legge nazionale:

7, 8, 9

Risposta scritta a interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:

349, 353, 360, 376, 410, 438

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria:

dalla 472 alla 490

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria:

146, 147, 148, 149

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria:

dalla 167 alla 174

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che il 28 agosto 2015 è pervenuta copia dell'ordinanza cautelare numero 3756 del 27 agosto 2015, emessa dalla Sezione V - in sede giurisdizionale - del Consiglio di Stato sul ricorso elettorale numero 9889/2014, con la quale sono state respinte le istanze cautelari avanzate sulla sentenza numero 3612 del 21 luglio 2015, comunicata, per la presa d'atto, all'Assemblea consiliare nella seduta numero 114 del 22 luglio 2015.

Comunico che la Giunta delle elezioni, nella seduta antimeridiana del 1° settembre 2015, ha nominato l'onorevole Paolo Truzzu Vicepresidente della Giunta stessa.

Proclamazione e giuramento di consiglieri

PRESIDENTE. In virtù della presa d'atto e della sentenza citata, constatato che i signori Gianfranco Congiu, Antonio Gaia e Pierfranco Zanchetta sono presenti, li invito a entrare in aula e a prestare il giuramento prescritto ai sensi dell'articolo 23 dello Statuto speciale e dell'articolo 3 del DPR numero 250 del 19 maggio 1949. Li invito a presentarsi davanti al banco della Presidenza.

(I consiglieri invitati si avvicinano al banco della Presidenza.)

Do lettura della formula del giuramento, dopodiché i consiglieri Congiu, Gaia e Zanchetta risponderanno "Giuro": "Giuro di essere fedele alla Repubblica, di esercitare il mio ufficio al solo scopo del bene inseparabile dello Stato e della Regione".

CONGIU GIANFRANCO. Giuro.

GAIA ANTONIO. Giuro.

ZANCHETTA PIERFRANCO. Giuro.

Discussione della proposta della Giunta delle elezioni di proclamazione di consigliere

PRESIDENTE. Comunico che dalla Giunta delle elezioni è pervenuta a questa Presidenza la seguente nota:

"Con la presente comunico alla S.V. On.le che la Giunta delle elezioni, nella seduta pomeridiana del 1 settembre 2015, ha assunto la seguente deliberazione:

La Giunta delle elezioni

- prende atto dell'intervenuta ordinanza del Consiglio di Stato del 26 agosto 2015, n. 3756, con cui sono state respinte le istanze cautelari avanzate sulla sentenza n. 3612 del 21 luglio 2015;

- richiama la sua precedente deliberazione del 29 luglio 2015;

- conferma la presa d'atto della sentenza del Consiglio di Stato del 21 luglio 2015, n. 3612, che dispone la sostituzione dei consiglieri Arbau, Azara, Sale e Fenu con i consiglieri Gaia, Zanchetta e Congiu;

- propone all'Aula di sostituire il consigliere Modesto Fenu con il sig. Gianni Lampis, con le motivazioni già espresse nella deliberazione del 29 luglio 2015 cui fa riferimento anche la citata ordinanza del Consiglio di Stato n. 3756 del 26 agosto 2015.

Comunico inoltre che, nella medesima seduta, la Giunta ha nominato relatore per l'Aula l'onorevole Busia".

Do la parola all'onorevole Busia che ha dieci minuti di tempo per la relazione. Comunico al Consiglio che, per decisione della Conferenza dei Presidenti di Gruppo, sarà possibile intervenire sull'argomento con un unico intervento per ciascun Gruppo della durata non superiore ai cinque minuti.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Io non ho capito sinceramente. Formulo una proposta che so non verrà accolta, perché ormai quest'Aula viene ermeticamente condotta da poche persone, per cui non contano i Capigruppo, immaginiamoci un singolo consigliere regionale! Però, stiamo trattando di un problema che ha avuto un impatto mediatico straordinario. Stiamo parlando di un problema che non finisce oggi ma che inizia su altre sponde e su altre cose, non ho capito perché contingentare i tempi. Stiamo parlando della composizione del Consiglio regionale, stiamo parlando della legittimazione del Consiglio regionale, stiamo parlando delle prerogative del Consiglio regionale, abbiamo anche, signor Presidente, dei precedenti che sono avvenuti in quest'aula dove si è data la possibilità a ogni consigliere regionale di esprimere la propria opinione. Mi chiamate qui, ci chiamate qui per ratificare, ebbene, prima di votare vogliamo parlarne o vogliamo nascondere la testa sotto la sabbia e dire vogliamoci bene, fare una "sveltina" e andarcene tutti a casa?

Io desidero parlare, se il Presidente mi dice che non posso parlare, non parlo, però sia chiaro che questo è un divieto alle prerogative del consigliere regionale, il contingentamento dei tempi avviene quando ci sono subbugli in aula, quando c'è l'occupazione dell'aula, ma non per una cosa del genere! Io dico: stiamo scherzando? Veramente vogliamo ridurre questo Consiglio regionale a un passacarte qualunque? Non dare la possibilità ai consiglieri regionali che hanno seguito queste cose e che vorrebbero dare consigli anche per sapere quali sono i riflessi che ogni singolo componente di questo Consiglio regionale avrà se vota questa risoluzione? Ne vogliamo parlare o non ne vogliamo parlare?

PRESIDENTE. Credo che lei conosca meglio di me il Regolamento, per cui c'è una proposta dei Presidenti di Gruppo che oggi viene messa in discussione da un consigliere, per cui l'Aula è sovrana e dovrà decidere se si procederà secondo la proposta dei Presidenti di Gruppo o secondo la proposta del consigliere.

Metto in votazione la proposta dei Presidenti di Gruppo che contingenta il tempo degli interventi a cinque minuti per ciascun Gruppo. Chi la approva alzi la mano.

(E' approvata)

Continuazione della discussione della proposta della Giunta delle elezioni di proclamazione di consigliere

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare la consigliera Anna Maria Busia per la relazione sulla proposta della Giunta delle elezioni.

BUSIA ANNA MARIA (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Presidente, onorevoli colleghi, benvenuti ai nuovi insediati, le sentenze vanno rispettate anche quando non sono gradite perché ritenute ingiuste o non corrette in ogni loro passaggio motivazionale. Il rispetto è per legge, ancora di più è per coloro i quali non solo rappresentano l'istituzione ma ne sono l'essenza. La vicenda oggi alla nostra attenzione imponeva un determinato percorso, percorso che non lasciava margini alla discrezionalità né dell'Assemblea regionale né al suo organo istruttorio, la Giunta delle elezioni. Ragionare diversamente avrebbe significato porre in dubbio la piena facoltà del giudice che, ricordiamo, è stato chiamato a intervenire non per propria iniziativa ma su sollecitazione di coloro i quali ritengono e hanno ritenuto di avere un diritto. Dicevo, ragionare diversamente avrebbe significato porre in dubbio la facoltà per il giudice di interagire sull'esito della procedura elettorale correggendo il risultato e di sostituire, ai candidati illegittimamente proclamati, coloro che hanno diritto di esserlo. Pertanto si imponeva un risultato e cioè la concreta attuazione del decisum giudiziale che la pubblica amministrazione avrebbe dovuto e deve raggiungere con i mezzi ritenuti in concreto più idonei.

Questo era il mandato della Giunta delle elezioni e questo è ciò che la Giunta ha fatto, nel rispetto delle varie persone coinvolte, a vario titolo, dei colleghi consiglieri regionali dichiarati decaduti, dei consiglieri in attesa della procedura di insediamento, degli elettori tutti. I componenti della Giunta delle elezioni hanno posto in essere tutti i necessari approfondimenti motivando nel dettaglio le scelte operate in relazione a ogni singola questione determinata e derivata dalle pronunce dell'organo giurisdizionale. Tutto ciò consentendo agli interessati il diritto alla tutela dei propri diritti soggettivi nel rispetto della legge, delle procedure consolidate, dei precedenti che hanno riguardato il Consiglio regionale della Sardegna in materia elettorale.

Sul punto, voglio ricordare un importante precedente, una pronuncia delle Sezioni unite civili della Corte di cassazione che, con sentenza numero 5323 del 16 marzo 2004, si erano espresse ricordando all'organo elettivo della Sardegna che non poteva porsi… leggo testualmente la parte che ci riguarda: "Non poteva porsi un problema di esecutività della pronuncia giudiziale nei confronti del Consiglio regionale perché la decisione del giudice non richiede alcuna forma di ottemperanza da parte dell'organo elettivo il quale non deve adottare alcun ulteriore provvedimento ma solo limitarsi a prendere atto che la carica di consigliere spetta al candidato che è risultato vittorioso in giudizio". Principio questo di valenza generale e non revocabile in dubbio, nessuna rilevanza poteva assumere il fatto che diversamente da altri casi in questa precisa vicenda il Consiglio di Stato avesse omesso di indicare il quarto consigliere subentrante, tale omissione era comunque inidonea a privare di effetti l'intervenuta decadenza giudiziale; né conferente appare essere l'argomento ulteriore secondo il quale il criterio, individuato dal Consiglio di Stato per l'individuazione dei soggetti subentranti, vizi il provvedimento in maniera tale da imporre a quest'Aula e alla Giunta delle elezioni di intervenire in modo tale da modificare il risultato elettorale, potere che, com'è noto, spetta solo ed esclusivamente alla giurisdizione amministrativa. Lo pseudo dilemma dell'ottemperanza risulta quindi superato; il Consiglio regionale non solo poteva ma doveva prendere atto delle determinazioni del giudice amministrativo in tutte le sue parti, sia dove dichiarava la decadenza sia dove indicava i subentranti. La questione ulteriore vista la carenza del dictum del Consiglio di Stato era se nelle more della composizione del plenum il Consiglio regionale fosse legittimato a riunirsi ed esercitare le sue funzioni. Su questo punto, al di là delle considerazioni tecnico-giuridiche che consentivano di superare l'impasse (i Consigli regionali, lo ricordiamo, non possono essere considerati dei collegi perfetti che richiedono per poter funzionare la presenza di tutti i componenti), si poneva il problema politico della giusta composizione dell'Aula nella sua espressione di maggioranza e di opposizione. Da qui la necessità che la Giunta delle elezioni (senza impossessarsi di una potestà non riconosciutale e che spetta ancora una volta, lo ricordo, per legge solo al giudice amministrativo) indicasse come quarto consigliere subentrante colui il quale veniva indicato nel verbale dell'Ufficio centrale regionale come il ventiquattresimo consigliere eletto tra le liste a sostegno del candidato presidente non eletto individuato in questo caso nella persona del signor Gianni Lampis. La decisione, presa all'unanimità dalla Giunta delle elezioni viene proposta all'Aula.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente e colleghi, la vicenda alla nostra attenzione non sarebbe importante se non fossero in gioco non tanto gli interessi pure legittimi di questo o di quel consigliere regionale o di un subentrante ma la credibilità stessa delle istituzioni regionali, il ruolo e la funzione. Dal momento in cui c'è stata la sentenza del Consiglio di Stato, la decadenza di quattro consiglieri regionali e contestuale subentro dei soli tre appellanti, si è assistito a un fenomeno che ha assunto proporzioni inimmaginabili e trasformazioni dei consiglieri regionali in operatori del diritto. Il Consiglio regionale si è praticamente incartato e continua ad avvicendarsi in se stesso spendendosi nell'interpretazione dell'interpretazione data dai giudici; questa situazione trova innegabile conferma nella sequenza degli eventi, colleghi, che vanno dalla sentenza del Consiglio di Stato alla frettolosa lettura in aula della decadenza di quattro consiglieri esclusi, dal conferimento dell'incarico al professor Luciani, alla sospensione della sentenza a opera dello stesso Consiglio di Stato, all'attività della Giunta delle elezioni per individuare il quarto consigliere, nella convocazione nella seduta del 4 agosto per il giuramento dei quattro consiglieri subentranti, dai ricorsi proposti avanti il Consiglio di Stato e in Cassazione, dall'ordinanza dello stesso Consiglio di Stato che non conferma la sospensione della sentenza, dagli innumerevoli ricorsi e diffide pervenute, alla data odierna, ai diversi organi e uffici del Consiglio regionale, al quale si chiede di pronunciarsi sulla scelta della Giunta delle elezioni. Secondo una consolidata giurisprudenza della Corte dei Conti, ed è questo che mi preme sottolineare, la responsabilità, e quindi la consapevolezza degli organi politici, che hanno adottato provvedimenti ritenuti forieri di danno, non raggiunge la gravità perseguibile soltanto per quanto gli stessi abbiano assunto le contestate decisioni sulla base del parere di un organo tecnico; questo principio risponde ai criteri di separazione tra l'attività di indirizzo e di controllo e quella di gestione presente nell'ordinamento comunitario. Non è possibile che l'organo politico possa arrecare danni alla collettività senza che ne venga accertata la responsabilità. Non c'è impunità assoluta, anche per danni finanziari arrecati alla collettività, senza tener conto degli strumenti di verifica e di controllo ai quali l'esercizio della funzione politica può accedere, come nel caso dei giudizi tecnici.

Non condivido le iniziative e le azioni del Consiglio regionale che si sono discostate dai pareri richiesti e resi dal professor Luciani, che consentivano all'Assemblea di continuare a operare in piena legittimità, in attesa della definitiva sentenza di Cassazione cui veniva rimesso il ricorso per la rievocazione della decisione del Consiglio di Stato. Quindi dichiaro che voterò contro, non voglio e non posso votare su un argomento che non compete a quest'Aula, che sappiamo tutti che non compete a quest'Aula, dove c'è colpa grave e dolo, dove sappiamo che stiamo facendo una cosa che non possiamo fare, concorrerei anch'io, nel caso votassi, agli errori che sino a oggi sono stati compiuti. Gli errori dei giudici devono essere corretti dai giudici, non dalla politica.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Angelo Carta. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Presidente, intervengo solo per dire che ho ascoltato con attenzione la relazione dell'onorevole Busia e nutrivo già alcuni dubbi relativamente a quanto la Giunta delle elezioni aveva prodotto, ma non voglio entrare nel merito di una decisione importante come quella che oggi il Consiglio deve assumere. Condivido le perplessità sul fatto che un Consiglio eletto dal popolo possa esso stesso decidere chi ne fa parte o chi non ne fa parte. Quindi annuncio sin da ora, parlo a titolo personale trattandosi di una scelta abbastanza personale, che non parteciperò alla votazione.

PRESIDENTE. Metto in votazione la proposta della Giunta delle elezioni.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Presidente, se mi è consentita, faccio una brevissima dichiarazione di voto. Per fugare ogni dubbio in ordine a un aspetto: il Consiglio regionale, quest'Aula, non è un'aula di tribunale e non deve decidere quest'Aula le sorti di nessuno, quest'Aula però deve essere rispettosa delle decisioni degli organi giurisdizionali. Lo ha chiarito molto bene la collega Busia nella sua relazione, alla quale mi riporto integralmente e non c'è, mi pare, bisogno di chiarire null'altro, perché qui non stiamo interpretando nulla che non sia appunto un deliberato dei giudici e un prendere atto di quello che l'Ufficio centrale elettorale, presso la Corte d'appello di Cagliari, ha scritto, chiarito, evidenziato senza lasciare ombra di dubbio. Il ventiquattresimo che ha diritto di occupare il seggio in Consiglio regionale si chiama Lampis Gianni, al quale era subentrato, perché così prevede la legge, il Presidente candidato della coalizione che non ha vinto le elezioni, cioè Ugo Cappellacci. Questo è stato fatto e questo è stato recepito. Siccome l'ha chiarito molto bene nella sua relazione la collega Busia, non penso che vi sia altro da aggiungere per sgombrare il campo da ogni possibile illazione in ordine a situazioni che qualcuno paventa di illiceità o illegittimità che mi pare davvero non sussistano, se ancora, viva Dio, operiamo in uno stato di diritto e in un ordine democratico.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Emilio Usula per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

USULA EMILIO (Soberania e Indipendentzia). Presidente,intanto voglio fare una premessa: nessuno, neanche i Rosso Mori, vuole mettere in discussione, o vuole entrare in contraddizione o negare l'autorità giudiziaria in nessun campo, però oggi davvero sento un sentimento di "stranimento" perché è strano il ruolo di questo Consiglio regionale della Regione Autonoma della Sardegna. In materia elettorale questa Regione ha piena autonomia legislativa, può mettere su una legge elettorale capace di escludere oltre cento mila elettori da una rappresentanza in questo Consiglio, eppure dopo diciotto mesi dalle elezioni deve subire, e dico subire, le decisioni dello Stato che, con un suo organo, stravolge il risultato di quelle elezioni, dando interpretazione della nostra legge elettorale. Dove è il nostro ruolo autonomo e sovrano in materia elettorale? Dove è l'esercizio e la tutela di questa sovranità negli organi di governo di questa Regione? Per questo motivo, pur adeguandomi e rispettando questa presa d'atto, questo momento di presa d'atto, voglio sottolineare ancora una volta che questa decisione sicuramente darà spazio ad altri momenti di grande confusione istituzionale. Rosso Mori ritiene questa sentenza non rispettosa, pur da rispettare, del risultato elettorale e della volontà espressa dagli elettori. Tutto ciò senza nessuna preclusione nei confronti di nessuno e in particolare dei nuovi colleghi chiamati in quest'Aula. Voglio approfittare di questa occasione anche per salutare e esprimere un profondo dispiacere per l'esclusione da quest'Assemblea di colleghi e amici con i quali abbiamo in questi mesi lavorato in modo assolutamente corretto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Presidente, noi partecipiamo al voto per un motivo di garanzia istituzionale, perché riconosciamo nel lavoro della Giunta per le elezioni un lavoro che è all'interno delle istituzioni consiliari regionali. Non entriamo nel merito perché, se dovessimo entrare nel merito, ci porterebbe molto più lontano. Sappiamo anche che il voto di oggi o le prese d'atto di oggi, per meglio dire, non sanano una situazione grave che una legge regionale elettorale ha posto in campo e che noi, come Riformatori, non abbiamo votato, denunciando subito che aveva delle carenze forti. Su questo bisogna intenderci con assoluta correttezza da parte di tutti.

È antipatico entrare nel salutare l'uno o nell'arrivederci all'altro, credo che sia importante ancora una volta cercare nella dignità delle istituzioni regionali il motivo per cui rappresentiamo il popolo sardo. Sarebbe grave se qualcuno volesse speculare in qualsiasi modo su posizioni che non sono corrette che si portino a compimento in questi giorni, può anche essere di titoli grossi nel giornale, ma quello che a me interessa, quello che ai Riformatori interessa, è la legalità di un'istituzione, il fatto che un'istituzione viva, che sia rappresentativa vera e reale degli interessi della Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Confermo che noi non siamo né giudici né giuristi, siamo esclusivamente un'Assemblea legislativa con il ruolo di verifica e di controllo di quello che avviene attorno a noi. Chiedo, visto che qualcuno vuole prendere per i fondelli, perché a luglio la Giunta delle elezioni ha deciso da sola senza chiedere l'avallo dell'Assemblea? Perché oggi vuol far carico al Consiglio regionale di questa responsabilità? Cos'è cambiato da allora a oggi? Nulla! È rimasto fermo perfino il nome. Perché non si è voluto fare il dibattito in quest'Aula? Perché si vuole andare così precipitosamente? Non è successo nulla. L'unica cosa che è successa e che tutti i giuristi, compreso il professor Luciani, hanno detto, è che la Giunta delle elezioni e il Consiglio regionale non hanno a riguardo nessun potere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SEL). Presidente, anch'io esprimo il mio più profondo dispiacere a nome mio e a nome del Gruppo per i colleghi che da questo momento non siederanno più in quest'Aula, do il benvenuto comunque ai subentranti. Anche io sono per il rispetto delle sentenze e della sentenza, mi rifaccio a quello che, in maniera esaustiva e chiara, ha rappresentato la collega Busia. Devo ricordare all'onorevole Floris che precedentemente non si è arrivati alla decisione in Consiglio esclusivamente perché arrivò la sospensiva del Consiglio di Stato, quindi non ci fu data l'opportunità di arrivare a fare quello che oggi stiamo facendo.

Credo che tutti possano chiedere che vengano rispettati i propri diritti, potrebbe farlo anche il mio partito, ma queste sono cose che niente hanno a che vedere con le funzioni e le competenze di quest'Aula, dove io mi riconosco e credo che tutti, nel momento stesso in cui siamo qui e stiamo partecipando a questo voto, ci stiamo riconoscendo. Credo che sia un atto dovuto la nostra presenza in questo momento, pur nella libertà di coscienza e di voto di tutti i consiglieri, questo vale anche per il mio Gruppo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Truzzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Gruppo Misto). Presidente, esprimo ovviamente il voto favorevole, perché le parole della collega Busia e del collega Pittalis sono state sicuramente chiare ed esaustive. Credo che non ci sia nessuno che possa e si voglia sostituire agli organi giurisdizionali; penso che la Giunta delle elezioni abbia fatto un ottimo lavoro, con pazienza, analizzando benissimo la situazione, ancorandosi all'unica certezza che questo Consiglio, questa istituzione aveva, e cioè il già citato verbale dell'Ufficio elettorale centrale che riconosceva nel signor Gianni Lampis il ventiquattresimo consigliere del centrodestra. Quindi non credo che ci siano motivi per nessuno di temere alcunché. Penso che sia un momento importante, nel dare l'augurio ai nuovi che arrivano e nell'esprimere, anche personalmente, dispiacere per gli altri che ci hanno lasciato, perché finalmente con questa decisione, probabilmente, dal punto di vista istituzionale di quest'Aula, di questo Consiglio, poniamo fine a questa questione e la lasceremo ad altri eventuali organi giurisdizionali che se ne dovranno occupare, così smetteremo di occuparci di noi e forse incominceremo a occuparci meglio dei problemi dei sardi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Presidente, oggi siamo chiamati a prendere atto di una sentenza del Consiglio di Stato che reitera, di fatto, quanto già sentenziato qualche mese fa in merito alla decadenza di quattro consiglieri regionali, ai quali personalmente non manco di far arrivare la mia stima personale, la mia solidarietà per il lavoro proficuo svolto in questi mesi che ci hanno visti assieme, per la stretta collaborazione, cose che umanamente sono comprensibili per ciò che sta accadendo. Quindi la mia stima è forte e la mia solidarietà è assolutamente nei loro confronti. Siamo però persone che appartengono alle istituzioni, siamo persone che fanno politica, e noi alle istituzioni dobbiamo rispondere. Credo che non si possa fare cosa diversa che prendere atto di una sentenza del Consiglio di Stato, che ci dice che tre dei consiglieri regionali che hanno fatto ricorso devono subentrare ai quattro che sono stati dichiarati decaduti, quindi non si tratta di dire che la Giunta delle elezioni fa un'attività che non le compete, non si fa altro che prender atto della sentenza, cosa che d'altro canto ha fatto questo Consiglio regionale quando il Presidente del Consiglio ha letto la sentenza che era stata emessa già qualche mese fa e che è stata reiterata dal Consiglio di Stato.

Non si fa altro che prendere atto di una sentenza: vogliamo mettere in discussione questo? Allora sì che noi entriamo in merito a decisioni che i giudici hanno preso. Poi, coloro che ritengono di essere, come dire, toccati, di essere titolari di diritti messi in discussione rispetto alla sentenza del Consiglio di Stato, hanno il diritto e probabilmente il dovere di ricorrere rispetto a questo, ma non lo dobbiamo fare noi, non è una nostra competenza, in quel caso sì che faremmo un'attività che non ci compete. Noi non facciamo altro che prendere atto di una sentenza che è stata emessa. Naturalmente esprimo gli auguri a coloro che subentrano in quest'Aula, perché a quest'Aula noi dobbiamo rispondere, al Consiglio regionale della Sardegna che è espressione di coloro che hanno votato per rappresentare gli interessi della Sardegna. Ed è questo lo spirito che ci deve vedere lavorare tutti, al di là delle questioni personali di ognuno di noi, che sono certamente importanti ma subordinate agli interessi generali, noi a quelli dobbiamo guardare; e per noi tutti che qua dentro operiamo credo che il punto di riferimento che abbiamo davanti sia questo, non cose diverse.

La relazione della consigliera Busia ha riportato molto bene come sono accaduti i fatti, qual è lo spirito che ci ha condotto a una decisione di questo tipo, quali sono le ragioni che ci spingono a sostenere una cosa di questo tipo, pur sapendo che lo stesso Consiglio di Stato ha messo in discussione l'esito elettorale, ma sono questioni sulle quali noi non vogliamo entrare perché tre consiglieri subentrano sulla base di una sentenza emessa dal Consiglio di Stato, un consigliere subentra sulla base di un verbale della Corte d'appello di Cagliari che ha dichiarato eletto come ventiquattresimo consigliere della Regione Sarda, Gianni Lampis, che ha ceduto il posto a Cappellacci in quanto primo dei candidati presidenti sconfitti che hanno diritto al ventiquattresimo posto: questa è la legge elettorale, così come è scritta e così come viene applicata, se ci saranno cose diverse che dovranno essere prese in considerazione non…

PRESIDENTE. Onorevole Cocco, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SEL). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta della Giunta delle elezioni di proclamazione di consigliere.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Cossa, Cozzolino, Gaia e Zanchetta hanno votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Agus - Anedda - Busia - Cherchi Augusto - Cherchi Oscar - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Congiu - Cossa - Cozzolino - Crisponi - Dedoni - Demontis - Fasolino - Forma - Gaia - Lai - Locci - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Moriconi - Orrù - Perra - Pigliaru - Pinna Rossella - Piscedda - Pittalis - Sabatini - Solinas Antonio - Tedde - Tendas - Truzzu - Tunis - Unali - Usula - Zanchetta - Zedda Alessandra.

Risponde no il consigliere: Floris.

Si è astenuto il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 42

votanti 41

astenuti 1

maggioranza 21

favorevoli 40

contrari 1

(Il Consiglio approva).

Proclamazione e giuramento di consigliere

PRESIDENTE. Procediamo ora al giuramento del nuovo consigliere regionale, Gianni Lampis. Constatato che il signor Gianni Lampis è presente, lo invito a entrare in aula e a prestare il giuramento prescritto ai sensi dell'articolo 23 dello Statuto speciale e dell'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica numero 250 del 19 maggio 1949. Lo invito a presentarsi davanti al banco della Presidenza.

(Il consigliere Lampis si avvicina al banco della Presidenza.)

Do lettura della formula del giuramento, dopodiché il consigliere Lampis risponderà "Giuro": "Giuro di essere fedele alla Repubblica e di esercitare il mio ufficio al solo scopo del bene inseparabile dello Stato e della Regione".

LAMPIS GIANNI. Giuro.

PRESIDENTE. Buon lavoro. Sospendo la seduta per cinque minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 15, viene ripresa alle ore 17 e 17.)

PRESIDENTE. Invito i colleghi a prendere posto. Consentitemi, prima di procedere con l'ordine del giorno, di formulare i migliori auguri di buon lavoro per i nuovi colleghi e di rinnovare i ringraziamenti per il lavoro svolto dai consiglieri che sono stati dichiarati decaduti dalle sentenze.

Discussione del disegno di legge Approvazione del Rendiconto generale della Regione per l'esercizio finanziario 2014. (245/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 245/A.

Ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Sabatini, relatore.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore. La terza Commissione permanente, nella seduta dell'8 settembre 2015, ha approvato, nel testo del proponente, a maggioranza e con l'astensione dei gruppi di opposizione, il disegno di legge numero 245, che porta come titolo "Approvazione del rendiconto generale della Regione per l'esercizio finanziario 2014".

Il rendiconto generale della Regione per l'esercizio finanziario 2014 è stato parificato dalla Corte dei conti, sezioni riunite, in data 10 luglio 2015 con decisione numero 1 del 2015. Il rendiconto è stato elaborato per l'ultimo anno ai sensi degli articoli 62 e seguenti della legge regionale di contabilità numero 11 del 2006. A decorrere dal 2015, infatti, il consuntivo sarà redatto ai sensi dell'articolo 63 e seguenti del decreto legislativo numero 118 del 2011, e successive modificazioni e integrazioni, e sarà quindi composto dal conto del bilancio relativo alla gestione finanziaria, dai relativi riepiloghi, dai prospetti riguardanti il quadro generale riassuntivo e la verifica degli equilibri, dal conto economico e dallo stato patrimoniale, secondo lo schema di cui all'allegato numero 10 del citato decreto. Detto provvedimento legislativo consente di rinviare all'esercizio 2016 l'adozione da parte della Regione dei principi applicati concernenti la contabilità economico-patrimoniale e l'attuazione del bilancio consolidato con i propri enti ed organismi strumentali, aziende, società controllate e partecipate.

Il rendiconto 2014 evidenzia un disavanzo al 31 dicembre 2014 di euro 504.971.572,63, determinatosi per effetto dell'accantonamento di una quota del risultato di amministrazione di euro 530 milioni per la copertura della reiscrizione dei residui perenti in conto capitale in applicazione dell'articolo 60, comma 3, del decreto legislativo numero 118 del 2011.

In questa sede appare doveroso far presente che, in considerazione delle risultanze del riaccertamento straordinario dei residui attivi e passivi di cui all'articolo 3 del decreto legislativo numero 118, approvate con deliberazione della Giunta regionale in data 5 agosto numero 15, delibera numero 39/12, detto risultato è stato rideterminato al 1° gennaio 2015 in euro 1.005.625.656,65, al netto del debito autorizzato e non contratto pari a euro 504.971.572,63.

Considerato che il prescritto termine del 31 luglio per l'approvazione del rendiconto è già scaduto e stante gli importanti adempimenti connessi all'approvazione legislativa del provvedimento in esame, se ne raccomanda una rapida approvazione da parte dell'Aula. Grazie.

PRESIDENTE. È aperta la discussione generale.

Poiché nessuno è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è favorevole, non ho molto da aggiungere rispetto alla relazione del Presidente della Commissione, tengo solo a sottolineare che il fondo di accantonamento per la reiscrizione dei residui perenti, che adesso è permessa dall'applicazione del bilancio armonizzato, consentirà nel corso degli anni un riassorbimento di queste partite con un chiaro sollievo per tutti quegli enti, in particolare gli enti locali, che hanno nei confronti della Regione questo problema delle somme perenti. Grazie.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 1.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:

Art. 1

Rendiconto

1. Il rendiconto generale della Regione per l'esercizio finanziario 2014 è approvato secondo le risultanze di cui ai successivi articoli e come da tabelle A e B, allegate alla presente legge, che riassumono l'andamento della gestione dell'esercizio 2014 per titoli.).

Poiché nessuno è iscritto a parlare, metto in votazione l'articolo 1.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 2.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2:

Art. 2

Entrate di competenza

1. Le entrate tributarie, extratributarie, per alienazione di beni patrimoniali, per riscossione di crediti, per accensione di prestiti e per partite di giro, accertate in conto competenza nell'esercizio finanziario 2014, sono stabilite in euro 6.950.920.385,29 di cui:

Versate euro 5.627.960.229,25

Rimaste da riscuotere euro 1.322.960.156,04

Rimaste da versare euro 0,00

2. I residui attivi della gestione di competenza, relativi alle somme rimaste da riscuotere, al 31 dicembre 2014, sono stabiliti in euro 1.322.960.156,04.)

Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo, lo metto in votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 2.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 3.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3:

Art. 3

Spese di competenza

1. Le spese correnti, in conto capitale e per rimborso di prestiti, impegnate nell'esercizio finanziario 2014 per la competenza propria dell'esercizio, sono stabilite in euro 7.020.319.284,32 di cui:

Pagate euro 5.048.293.882,66

Rimaste da pagare euro 1.972.025.401,66

Rimaste da impegnare euro 0,00

2. I residui passivi scaturiti dalla gestione di competenza, relativi alle somme rimaste da pagare al 31 dicembre 2014, ammontano complessivamente a euro 1.972.025.401,66.)

Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo, lo metto in votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 3.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 4.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 4:

Art. 4

Gestione finanziaria

1. La gestione finanziaria per l'anno 2014 si chiude con un avanzo di esercizio pari a euro 255.496.046,05 che, sommato al disavanzo finanziario di euro 216.138.608,71, accertato al 31 dicembre 2013, determina un avanzo finanziario complessivo che a chiusura dell'esercizio finanziario 2014 ammonta a euro 39.357.437,34

2. Al risultato di cui al comma 1, evidenziando singolarmente la gestione di competenza e quella dei residui, si perviene nel seguente modo:

GESTIONE DELLA COMPETENZA

Totale entrate accertate

6.950.920.385,29

Totale spese impegnate

7.190.200.368,17

Risultato gestione di competenza

- 239.279.982,88

GESTIONE DEI RESIDUI

Residui Attivi

Residui al 1° gennaio 2014

3.987.632.713,76

Riaccertati al 31 dicembre 2014

3.536.882.623,67

Minori accertamenti

450.750.090,09

Residui Passivi

Residui al 1° gennaio 2014

5.060.816.685,69

Riaccertati al 31 dicembre 2014

4.115.290.566,67

Minori accertamenti

945.526.119,02

Risultato differenziale gestione dei residui

494.776.028,93

Risultato di gestione (avanzo di esercizio 2014)

255.496.046,05

Risultanze complessive:

Differenza + -Gestione di competenza

- 239.279.982,88

Differenza + -Gestione dei residui

494.776.028,93

Avanzo di esercizio 2014

255.496.046,05

Disavanzo 2013

- 216.138.608,71

Avanzo complessivo al 31 dicembre 2014 (risultato di amministrazione)

39.357.437,34

3. I risultati dell'esercizio finanziario 2014 esaminati dalla gestione di cassa pervengono al seguente medesimo risultato di amministrazione:

Situazione di cassa:

Fondo cassa al 31 dicembre 2013

857.045.363,22

Versamenti

6.324.842.844,32

Pagamenti

6.767.255.446,94

Differenza versamenti/pagamenti

- 442.412.602,62

Fondo cassa al 31 dicembre 2014

414.632.760,60

Residui attivi al 31 dicembre 2014

4.162.960.164,64

Residui passivi al 31 dicembre 2014

4.538.235.487,90

Differenza tra residui attivi e passivi

- 375.275.323,26

Avanzo complessivo

39.357.437,34.)

Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo, lo metto in votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 4.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 5.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 5:

Art. 5

Risultato di amministrazione rideterminato

1. Quota parte dell'avanzo determinatosi alla chiusura dell'esercizio finanziario 2014, pari a euro 14.329.009,97, scaturisce da economie di spese correnti, accertate per garantire il rispetto del patto di stabilità 2014, di cui all'articolo 42, comma 12, del decreto legge n. 133 del 2014, convertito in legge 11 novembre 2014, n. 164 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, recante misure urgenti per l'apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l'emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive), correlate ad entrate riscosse. La quota dell'avanzo di cui al primo periodo costituisce un vincolo sul medesimo avanzo.

2. In applicazione dell'articolo 60, comma 3 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 (Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42), e successive modifiche ed integrazioni, è accantonata una quota del risultato di amministrazione pari a euro 530.000.000, al fine di garantire la copertura della reiscrizione dei residui perenti.

3. Il risultato di amministrazione al 31 dicembre 2014 è pertanto così rideterminato:

Avanzo di amministrazione al 31.12.2014 39.357.437,34
Di cui: Quota vincolata derivante da leggi e principi contabili 14.329.009,97

Fondo accantonamento reiscrizione residui perenti conto capitale 530.000.000,00

Risultato di amministrazione rideterminato -504.971.572,63

4. La copertura del disavanzo, pari a euro 504.971.572,63, determinatosi per effetto dell'accantonamento al Fondo perenti per spese in c/capitale, è finanziabile mediante ricorso al debito, eventualmente da contrarre solo per effettive esigenze di cassa, ai sensi dell'articolo 42 del decreto legislativo n. 118 del 2011 e del principio applicato 9.2 di cui all'allegato 4/2 del decreto legislativo n. 118 del 2011. Il principio prevede l'istituzione in bilancio di una voce distinta rispetto all'ordinario disavanzo da recuperare, da iscriversi prima di tutte le spese, denominata "Disavanzo determinato da debito autorizzato e non contratto" con autorizzazione alla contrazione di indebitamento a copertura della stessa.)

Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo, lo metto in votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 5.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 6.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 6:

Art. 6

Risultati generali della gestione patrimoniale

1. La situazione patrimoniale della Regione al 31 dicembre 2014 resta stabilita come segue:

ATTIVITÀ E PASSIVITÀ

Attività finanziarie:

Consistenza al 1° gennaio 2014

4.844.678.076,98

Consistenza al 31 dicembre 2014

4.577.592.925,24

Diminuzione consistenza

-267.085.151,74

Passività finanziarie:

Consistenza al 1° gennaio 2014

5.060.816.685,69

Consistenza al 31 dicembre 2014

4.538.235.487,90

Diminuzione consistenza

522.581.197,79

A) Miglioramento situazione finanziaria

255.496.046,05

Crediti

Consistenza al 1° gennaio 2014

280.577.015,08

Consistenza al 31 dicembre 2014

158.369.192,55

Diminuzione consistenza

-122.207.822,53

Passività patrimoniali

Consistenza al 1° gennaio 2014

3.859.904.304,86

Consistenza al 31 dicembre 2014

3.518.724.455,04

Diminuzione consistenza

341.179.849,82

B) Miglioramento situazione finanziaria

218.972.027,29

Beni patrimoniali

Consistenza al 1° gennaio 2014

1.112.493.584,88

Consistenza al 31 dicembre 2014

1.242.015.468,57

Aumento consistenza beni patrimoniali

129.521.883,69

Miglioramento situazione patrimoniale al 31 dicembre 2014

603.989.957,03.)

Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo, lo metto in votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 6.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'allegato A.

(Segue lettura)

Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo allegato, lo metto in votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'allegato A.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'allegato B.

(Segue lettura)

Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo allegato, lo metto in votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'allegato B.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

È stato presentato un ordine del giorno.

(Si riporta di seguito il testo dell'ordine del giorno numero 1:

inserire odg.)

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'ordine del giorno ha facoltà di illustrarlo.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Presidente, intanto voglio fare una premessa sulla ratio che ha spinto, di fatto, tutti i consiglieri di minoranza presenti in aula a sottoscrivere quest'ordine del giorno e soprattutto a proporlo alla maggioranza. Stiamo vivendo, per quanto riguarda la materia della scuola in Italia, ma in particolare nella nostra regione, un momento di grandissima difficoltà. Crediamo di vivere (e non di certo a detta di chi è in quest'aula, ma certamente da parte di tutti gli insegnanti, gli alunni e soprattutto tutti i coinvolti nelle istituzioni scolastiche) un periodo veramente tra i più difficili nella storia della scuola. Soprattutto invitiamo il presidente Pigliaru a volersi far carico di alcuni contenuti di quest'ordine del giorno, in particolare ci riferiamo soprattutto al mettere in evidenza che la legge 107 del 2015 è lesiva, lesiva delle parti più importanti delle nostre leggi, in particolar modo della Costituzione, quella Costituzione che lo dice apertamente in particolar modo all'articolo 127 e soprattutto 117, che ci sono delle parti non rispettose contenute nella legge 107 proprio della nostra Costituzione. Quello che è ancora più grave e particolare è che il nostro Statuto, all'articolo 5, viene completamente disatteso se non mettiamo in campo davvero ciò che riguarda in particolar modo l'autonomia e la specificità della scuola sarda. Noi rispetto anche ad altre regioni che stanno vivendo le stesse difficoltà, le viviamo in maniera ancora più pressante, è ancora più difficile perché noi non abbiamo tra le altre cose nessuna continuità con altre regioni d'Italia. Abbiamo il mare che ci rende insulari in questo caso al massimo e quindi possiamo lavorare solo con i numeri della nostra regione.

Presidente, non è accettabile che da parti autorevoli quali i rappresentanti dell'ufficio regionale scolastico possano venire affermazione sul fatto che non rispettiamo alcuni parametri quali, ne cito uno, quello sul tasso di natalità. A nostro avviso crediamo che questo stesso parametro non può essere rispettato da tantissime altre regioni d'Italia, figuriamoci la nostra regione. Per di più abbiamo una situazione morfologica e territoriale che mal si presta a poter fare certe riduzioni e/o accorpamenti. Non solo, da anni assistiamo - e in quest'ordine del giorno si vuole raggiungere anche questo come obiettivo - all'esistenza di situazioni di fatto, quindi di cattedre di fatto che a nostro avviso forse, dopo tanti anni, dovrebbero essere trasformate in cattedre di diritto. Non solo, vorremmo anche che ci fosse un'attenzione particolare soprattutto da parte degli uffici regionali scolastici in ordine alle compensazioni territoriali. Avete letto tutti quanti le esternazioni fatte da alcuni docenti che si ritrovano a dover andare nelle parti più periferiche della nostra Italia, rispetto ovviamente alla Sardegna, e non è pensabile che non si possa intervenire con un cambio o con un accordo con gli altri uffici regionali italiani per i quali almeno su queste cose si possa intervenire tempestivamente. Per di più crediamo che proprio ai sensi dell'articolo 5 del nostro Statuto ci possano essere le condizioni per le quali la Regione abbia la facoltà di adattare le sue particolari esigenze proprio alle disposizioni contenute in alcuni leggi della Repubblica, in questo caso della 107. Noi non abbiamo visto, Presidente, in questo periodo un grande attivismo. Forse siamo stati distratti dato il mese particolare, quello di agosto, anche come Consiglio regionale, noi abbiamo voluto semplicemente portare all'attenzione di quest'Aula, dei colleghi, una materia così importante che veramente può assolutamente prevaricare tanti diritti di alunni e di docenti in particolare e di fatto rendere ancora più difficile la situazione della scuola in Sardegna.

Quindi chiediamo veramente con un ordine del giorno che può essere unitario, noi qui chiediamo fortemente di impugnare la legge 107, ma siccome vogliamo risolvere alcune difficoltà siamo disposti a trovare una mediazione, un accordo tutti insieme per fare in modo che ci possa essere una risposta a livello governativo sulle tematiche principali che di fatto stanno penalizzando proprio la Sardegna e la scuola sarda. Quindi, la proposta che noi facciamo va in questa direzione, ci auguriamo che ci possa essere una risposta su questo tema perché non c'è più tempo anche perché scadono i termini per poter impugnare la legge esattamente il 12, ma ricordo una cosa ben più importante: entro l'11 i docenti sardi dovranno dare le risposte e accettare o meno cattedre che magari potrebbero avere a disposizione nella nostra regione e invece si ritrovano a dover accettare per forza (con tutto quello che ne consegue soprattutto per le famiglie dei docenti interessati) lontane sedi di lavoro. Questo è accettabile nel momento in cui non esistono alternative, perché per il lavoro oggi mi pare che non ci sia nulla da aggiungere, però crediamo che ove fosse possibile trovare dei correttivi e delle deroghe, e crediamo che questa Regione ne abbia tutti i diritti, allora chiediamo veramente uno sforzo straordinario proprio sotto questo profilo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Anna Maria Busia. Ne ha facoltà.

BUSIA ANNA MARIA (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Vorrei chiedere una breve sospensione, se fosse possibile, proprio su quest'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Sospendo il Consiglio per qualche minuto.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 43, viene ripresa alle ore 17 e 53.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori.

Per esprimere il parere della Giunta sull'ordine del giorno ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.

PIGLIARU FRANCESCO (PD), Presidente della Regione. Io credo che la scuola sia uno degli argomenti, come ho sempre pensato e detto con la mia maggioranza, uno degli argomenti fondamentali intorno a cui ruotano le speranze di questa Regione, se avrò attenzione sarà anche più facile parlare, io credo che la scuola sia davvero uno dei temi essenziali sui quali dobbiamo ragionare.

La nostra Giunta ha un progetto che si chiama iscol@ finanziato con 190 milioni di euro, vi ricordo soltanto per testimoniare la serietà con la quale noi riteniamo di dover affrontare il problema.

L'argomento è molto importante e trovarmi adesso di fronte ad un ordine del giorno che affronta un argomento così serio, crea naturalmente qualche difficoltà, non c'è l'Assessore dell'istruzione, posso certamente parlare molto a lungo della scuola, ma credo che il tema sia davvero così serio da indurmi a prendere il senso più che il dettato specifico dell'ordine del giorno, il senso di quest'ordine del giorno credo che sia condivisibile almeno da questo punto di vista. Parliamo di scuola, c'è un'emergenza che riguarda una parte della legge nazionale che riguarda naturalmente l'emigrazione possibile di alcuni docenti sardi di tutta l'Italia verso altre regioni, c'è un senso che dice parliamo a più docenti, parliamo di scuola perché questo è un argomento importante e questo è condivisibile. Quello che trovo meno condivisibile è che cerchiamo di affrontare un argomento così importante in modo che inevitabilmente oggi non potrebbe che essere frettoloso e che creerebbe facilmente prevedibili contrapposizioni di schieramento, mentre credo che ci sia bisogno di ragionare apertamente sul tema della scuola. Faccio solo un esempio: io credo che i parametri con cui lo Stato italiano calcola gli organici debbano essere rivisti perché sono parametri per quanto mi risulta lineari, uguali per tutti ma la situazione della scuola non è uguale per tutti in Italia, lo stiamo denunciando da tanto tempo, un ragazzo del sud a 15 anni ha già perso un anno e mezzo o due di competenze rispetto a un ragazzo o a una ragazza del centro-nord e queste non sono pari opportunità. L'abbiamo detto in tutti i modi, io credo che questo punto sia essenziale per poter ragionare su come fare proposte serie, riformiste al governo italiano nel calcolo degli organici. Ci sono tante cose che possiamo dirci, magari basate su numeri, su dati di fatto, quanti sono per esempio i docenti che rischiano di andare fuori dalla Sardegna, è un numero molto importante da conoscere, come potrebbe essere modificato il calcolo degli organici se invece di calcolare semplicemente quanti studenti ci sono in una certa regione si dicesse quanti studenti ci sono e quanti di questi sono in difficoltà rispetto ad un'altra regione e quindi avessimo interventi aggiuntivi. Sono cose che ripeto qui, ma le ho già dette in varie sedi nazionali in questi giorni e le ha dette anche il mio Assessore, il nostro Assessore al ministro Giannini, quindi sono temi che noi saremmo ben disposti di poter condividere con voi per avere ulteriore confronto e idee su proposte che possano migliorare lo stato della nostra scuola. Credo che il tema sia così importante da meritare una sede, un tempo più ampio, un tempo di riflessione più ampio. Quindi mi permetto di chiedere il ritiro dell'ordine del giorno per poter poi definire una giornata nella quale fare un approfondito dibattito su un tema così importante.

PRESIDENTE. C'è una richiesta da parte della Giunta di ritiro dell'ordine del giorno.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Prendiamo atto delle dichiarazioni del Presidente e delle interlocuzioni che ci sono in atto, non le nascondiamo Presidente che avremmo voluto che da parte sua ci fosse però una presa di posizione netta e decisa per quelle parti della legge che in qualche modo sacrificano legittimi diritti ed interessi soprattutto dei docenti sardi. E' su questo aspetto che noi insistiamo e vorremmo che ci fosse una maggiore attenzione, perché non abbiamo capito quali possano essere le soluzioni alternative rispetto a quella che l'opposizione oggi propone. Siccome è un ordine del giorno di tutta l'opposizione, e quindi non può essere oggetto di una valutazione per quanto mi riguarda, perché ne colgo anche la finalità in senso costruttivo della proposta da lei avanzata, Presidente, chiederei proprio un minuto di sospensione restando in Aula per poter anche conferire con i colleghi dell'opposizione.

PRESIDENTE. La seduta è sospesa.

(La seduta, sospesa alle ore 18, viene ripresa alle ore 18 e 17.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Io ho colto con estremo favore la disponibilità del Presidente Pigliaru, e so che l'ha fatto in maniera aperta, e la sua disponibilità significava anche conoscere quelli che sono i reali problemi della scuola. Problemi che non sfuggono a nessuno e che in particolare alla minoranza non sono sfuggiti, avendo presentato due mozioni urgenti in Consiglio, ove si è discusso di questi problemi. Certo che questo è un fatto eccezionale. Non è che si debba parlare solo della scuola. Vorrei ricordare anche agli aficionados del Presidente Renzi, che non si tratta esclusivamente della buona scuola, perché le assunzioni sono una cosa derivata da una sanzione che l'Italia ha avuto da parte dell'Europa, quindi è una cosa ben distante da quello che è il ragionamento legato alla buona scuola, di cui per alcuni aspetti notiamo anche l'importanza, l'interesse e la possibilità di aderire ad alcune cose innovative. Ma vorrei che si capisse anche che non è corretto che si svolga fuori dall'Aula consiliare un ragionamento a tutto tondo su quelli che sono gli interessi di cittadini sardi che spesso sono costretti, per motivi di trasporti in particolare, ad andare fuori e non hanno la possibilità di essere vicino alle famiglie. Comprendiamo tanti aspetti e possiamo inserirci in questo argomento, ma colgo ancora di più il significato della proposta del Presidente, e proporrei che per martedì prossimo ci sia la discussione aperta in Consiglio delle tematiche sulla scuola, ove si arrivi con un ordine del giorno unitario per poter affrontare anche questo. Tenendo a mente, tutto il Consiglio però, che l'11 scade la possibilità di impugnativa della norma nazionale per cui la maggioranza ha detto che non vuole intervenire. Questo resti chiaro!

PRESIDENTE. Quindi provo a riassumere. C'è una proposta che è quella evidentemente del ritiro dell'ordine del giorno, perché altrimenti non sarebbe possibile, e di una convocazione del Consiglio martedì con all'ordine del giorno il tema della scuola, con possibilità di produzione di un ordine del giorno, o di una mozione unitaria, su cui evidentemente si lavorerà presso la Capigruppo a partire da domani. Questa è la proposta. Allora io chiedo intanto se c'è accordo su questa proposta.

C'è un intervento a favore e un intervento contro la convocazione del Consiglio.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Sull'ordine dei lavori. Non ho sentito molto bene che cosa ha detto l'onorevole Dedoni in chiusura, veramente, mi è sembrato di capire "che la maggioranza non vuole discutere del tema". Non è assolutamente vero se ha detto così!

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Non ho detto così!

COCCO PIETRO (PD). Ah, va bene allora! No, noi vogliamo intervenire e vogliamo intervenire a tal punto che chiediamo che quest'ordine del giorno venga ritirato per dedicare una giornata alla discussione del tema della scuola, perché è un tema importante, lo ha già detto il Presidente nel suo intervento, io condivido tutto ciò che ha detto per cui non lo riprendo e non sto io adesso a fare l'intervento, tenuto conto che ho chiesto la parola per intervenire proprio sull'ordine dei lavori. Vorrei proporre però, piuttosto che martedì questo, martedì l'altro, per questioni oggettive nostre, non per sfuggire alla cosa, per questioni oggettive nostre di organizzazione dei lavori, delle commissioni e di alcune altre cose che abbiamo già messo in calendario. Per cui la proposta è non questo martedì, ma martedì l'altro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Insomma abbiamo capito ed era questo che volevamo, soprattutto come opposizione, cercare di, ma in una logica anche di confronto democratico, avere qualche notizia precisa sulla volontà della Giunta di impugnare o meno quelle disposizioni che noi riteniamo lesive per i diritti dei docenti precari della Sardegna. Abbiamo capito che su questo versante c'è una posizione chiara della Giunta regionale di non impugnazione, quindi mi pare che la questione che noi ponevamo con quest'ordine del giorno sostanzialmente non può trovare risposta sul piano appunto politico da parte della Giunta regionale. E allora la subordinata è quella di parlare della scuola, di parlare della situazione, per la verità è un una magra consolazione. Mi auguro Presidente, perché lei sa dalle nostre origini orunesi non mi portano che a confermare sul piano personale stima e considerazione, fidandomi questa volta sulla capacità che avrà lei di stupirci indicando quali sono le soluzioni alternative che proponete che ad oggi noi non abbiamo colto anche dalle interlocuzioni del suo Assessore con il Governo nazionale. Se questo dibattito servirà per fare chiarezza su questi aspetti ben venga, non abbiamo niente in contrario, non sarà una settimana in più o una settimana in meno a creare il problema della discussione, andiamo pure a martedì della settimana ventura se questo rientra proprio nelle necessità richieste dal capogruppo del partito democratico, siamo stati sempre rispettosi anche degli impegni che i gruppi assumono, quindi su questa ipotesi Presidente siamo d'accordo, ma ribadisco, Presidente, mi auguro veramente che ci siano notizie interessanti, utili che possano davvero dare un segnale che la Sardegna c'è nello scenario nazionale.

PRESIDENTE. Se posso riassumere mi pare che ci sia il ritiro dell'ordine del giorno e il consenso per la convocazione del Consiglio tra due martedì sul tema scuola con un ordine del giorno o con una mozione possibilmente condivisa. Quindi possiamo procedere con la votazione finale della legge.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del testo del disegno di legge n. 245.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Discussione della proposta di legge Tendas - Cherchi Oscar - Lotto - Crisponi - Ledda - Carta - Comandini - Floris - Manca Pier Mario - Moriconi - Rubiu - Unali: "Modifiche e integrazioni alla legge regionale 2 marzo 1956, n. 39 (Norme per l'abolizione dei diritti esclusivi perpetui di pesca e per disciplinare l'esercizio della pesca nelle acque interne e lagunari della Sardegna). (239/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca ora l'esame della proposta di legge n. 239.

Ha facoltà di parlare il consigliere GianmarioTendas, relatore.

TENDAS GIANMARIO (PD), relatore. Presidente, prima di illustrare l'obiettivo e la finalità di questa proposta di legge credo che sia doveroso ringraziare la Quinta commissione consiliare, in particolare i componenti della minoranza per la sensibilità e la disponibilità che hanno manifestato nella gestione di questa proposta di legge. Mi preme evidenziare che l'intera Commissione, ma nello specifico ancor di più alcuni componenti tra i quali il collega e l'ex Assessore all'agricoltura e alla pesca Oscar Cherchi hanno dato un'importante fondamentale contributo anche alla stesura di questo importante provvedimento, credo quindi che da parte mia fosse doveroso evidenziare questo clima di collaborazione e di disponibilità che ha permesso alla Commissione nella sua interezza di esitare poi all'unanimità questo provvedimento. Fatta questa opportuna premessa evidenzio che la proposta di legge ha il compito di modificare, ma soprattutto aggiornare una vecchia legge regionale, la numero 39 che è datata 2 marzo 1956 che sostanzialmente si occupa tra le altre cose dell'esercizio della pesca nelle acque interne e lagunari della Sardegna. Nello specifico la proposta di legge numero 239 ha l'obiettivo di definire un quadro normativo più chiaro capace non solo di riaffermare la legittima titolarità sui beni oggetto di concessione, di cui peraltro questo Consiglio regionale si era occupato non molto tempo fa e l'esclusività dell'attività di pesca e acquacoltura ma che definisca tra le altre cose anche misure di salvaguardia a tutela dei compendi e misure di repressione delle pratiche illegali che purtroppo continuano ad essere particolarmente diffuse. In molti compendi del territorio isolano infatti gli sforzi dei gestori, ma non solo dei gestori delle concessioni ma anche delle forze dell'ordine spesso sono vanificati dalla mancata applicazione di un deterrente efficace verso chi viene colto per trasportare le specie ittiche dagli spazi affidati in concessione. Questa situazione non scoraggia pratiche illegali che stanno invece peraltro alimentando preoccupanti tensioni di cui spesso si occupa anche la stampa e che hanno creato denunce contro denunce in vari compendi ittici e mi riferisco in modo particolare per quel che riguarda la zona delle oristanese, alla realtà di Cabras ma che interessa inevitabilmente anche altre parti del territorio regionale, Santa Gilla, i compendi di Marceddì e via discorrendo, quindi diciamo che è una situazione di difficoltà oggettiva presente in molte realtà del nostro territorio e che purtroppo risulta difficile da gestire, difficile da gestire perché stando alla norma a cui facevo riferimento, la norma numero 39 del '56, anche qualora i trasgressori vengano colti in flagrante vanno incontro nella peggiore delle ipotesi a delle sanzioni amministrative che vengono quantificate in 30 euro o poco più, è ovvio che questa situazione è di fatto pone anche il trasgressore in una situazione di relativa serenità perché se asporta quintali di pesce poi deve pagare 30 euro di sanzione dice che il rischio vale la candela per cui questo tipo di attività illegale continua ad imperversare determinando spesso tra i concessionari e chi svolge questa pratica illegale delle vere e proprie baruffe e che in alcuni casi sono sfociate in denuncia e quant'altro, insomma una situazione è molto molto caotica e peraltro molto diffusa. C'è da dire tra le altre cose che non solo la sanzione amministrativa è molto modesta perché parliamo di 30 euro, ma tra le altre cose non è neanche prevista la confisca degli attrezzi perché cui continuano, pagano la multa e il giorno dopo sono messi nella condizione di continuare nelle pratiche illegali. Credo valga la pena anche evidenziare che di questo argomento sia la Quinta commissione, ma credo che ci siano delle lettere che sono giunte alla Quinta commissione ma che sono rivolte all'assessorato e all'intero Consiglio regionale si sono occupati peraltro anche a più riprese le associazioni di categoria del settore pesca, anche di recente abbiamo avuto dei solleciti in tal senso, da Lega Pesca, a Federcoopesca, dall'UNCI Pesca, che chiedevano proprio a questo Consiglio regionale di adottare una normativa più chiara, più precisa che fosse in grado di disciplinare di regolamentare soprattutto il regime sanzionatorio rispetto questa attività illegale.

Devo dire che sulla base di tutto questo scenario sostanzialmente si è ripresa in mano quella che è la vecchia legge regionale, la legge numero 39 del '56, e grazie anche al contributo, lo ripeto perché credo che in questi casi valga la pena evidenziarlo, anche grazie al contributo importante del collega Cherchi abbiamo predisposto questa legge numero 289 che è stata assegnata la Quinta Commissione in data 16 luglio. La Quinta Commissione ha esaminato, nella seduta del 2 settembre dapprima attraverso quelli che erano gli obiettivi, attraverso una discussione generale ma discussione che si è poi conclusa attraverso l'approvazione di due articoli che compongono questo provvedimento normativo, apportando al testo alcune modifiche di carattere prevalentemente formale e di coordinamento con il quadro normativo nazionale ed individuando l'Assessorato regionale all'agricoltura il soggetto competente alla concreta irrogazione delle sanzioni amministrative previste dalla proposta di legge. Nello specifico questi aspetti, questi emendamenti verranno discussi e affrontati in un emendamento che riguarda il primo dei due articoli, dove rispetto alla stesura originaria, dove c'era una sanzione che partiva da un minimo di mille euro ad un massimo di tre mila euro si è pensato che per ragioni di opportunità fosse meglio ripartire per quantitativi di pescato illegale. Quindi diciamo che si è deciso di adottare tre scaglioni, che ovviamente prevedono delle sanzioni amministrative crescenti a seconda del quantitativo di pescato preso illegalmente. Credo che dal punto di vista dell'esposizione e della considerazione generale ci sia ben poco altro da aggiungere, perché ripeto l'impianto normativo rimane tale e quale, si tratta soltanto di rivedere gli aspetti sanzionatori creando situazioni che mettano in condizione soprattutto chi è preposto a fare attività di verifica, di controllo e di repressione di aver elementi di riferimento normativo certi e quindi di poter adottare sanzioni che siano chiare e definite in tutto il territorio regionale.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Antonio Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS ANTONIO (PD). Credo che bene abbia fatto la Quinta Commissione a portare all'attenzione di quest'Aula un provvedimento come questo, da anni si aspettava un provvedimento come questo, chi conosce un po' le marinerie della Sardegna, sa qual è la situazione che oggi viviamo in Sardegna. Si vive nella quasi totale illegalità e purtroppo, anche spesso, è sfociato in disordini e qualche volta ha anche generato qualche morto. Oggi la situazione dei compendi è che essendo di proprietà della Regione sono dati in gestione a consorzi di cooperative o a singole cooperative che si sono viste fino ad oggi impossibilitati a poter intervenire per poter mettere fine un fenomeno come quello delle ruberie. E se non si interviene quanto prima si corre il rischio che questo possa assumere davvero dei fenomeni incontrollabili. Quindi il provvedimento credo che interviene chiaramente e speriamo che finalmente si possa ragionare in termini completamente diversi. Detto questo, però va anche detto che i compendi ittici, in particolare le lagune della Sardegna, l'abbiamo detto più volte in quest'Aula vanno in qualche modo rivisti, va rivista la gestione, vanno sicuramente rivalutati anche dal punto di vista ambientale, perché io sono convinto che il settore pesca in Sardegna possa dare molto di più di quello che da sino ad oggi, non solo in termini occupazionali ma anche in termini di redditi. Per questo chiedo alla Giunta, all'Assessore in modo particolare, che nella rivisitazione un po' della gestione si eviti quello che purtroppo spesso succede che in pochi vogliano gestirsi un bene, che è un bene pubblico e come tale deve essere garantita la partecipazione di tutti. Quindi chi rispetta le regole, chi rispetta i regolamenti di un utilizzo di un bene pubblico, come quello degli stagni deve avere la possibilità di poterci lavorare. Naturalmente nel limite di quello che può essere lo sfruttamento che un compendio ittico può avere, ma io è anni che dico che i nostri compendi ittici, mi riferisco soprattutto a quelli dell'oristanese che magari conosco di più, dal punto di vista ambientale da anni ormai si è nell'impossibilità di intervenire son convinto che una politica ambientale diversa per rivalutare quello che è il bene della acque interne possa dare una boccata di ossigeno all'economia e all'occupazione della Sardegna. Per questo il mio voto sarà sicuramente favorevole.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

FALCHI ELISABETTA, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Ora il microfono funziona mi sentite tranquillamente. Dicevo che la proposta in discussione stasera è una proposta utile per mettere ordine e riportare la legalità in molti compendi ittici e io, che come il consigliere Tendas sono dell'oristanese, so quali problemi si generano nei territori per il fatto che la pesca illegale è considerata la normalità. Come d'altronde però veniva riportato anche dal consigliere Solinas è vero che essendo i compendi ittici, e questo in particolare è una richiesta che più volte il presidente Pigliaru ha rivolto a me e all'Assessorato, un bene dei territori come tali devono essere utilizzati per generare il massimo numero possibile di posti di lavoro, chi ci lavora deve imparare a lavorare nel rispetto delle regole e soprattutto a garantire la sostenibilità del lavoro che viene svolto negli stagni. Per questo con questa norma mettiamo in questo momento ordine, diamo la sensazione di voler portare ordine, ma soprattutto lavoreremo in futuro, a breve saremo riconvocati a Roma per discutere del prossimo FEAMP il programma per la pesca a per il 2014-2020, in maniera tale che gli interventi che si metteranno in atto garantiranno uno sfruttamento della risorsa nella maniera migliore possibile, sfruttamento che però deve essere portato avanti nell'ottica della garanzia, del mantenimento della sostenibilità degli equilibri delle lacune. Quindi do un parere assolutamente favorevole.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 1. All'articolo 1 è stato presentato un emendamento sostitutivo totale.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1 e del relativo emendamento:

Articolo 1

Vigilanza e sanzioni

1. Dopo l'articolo 7 della legge regionale 2 marzo 1956, n. 39 (Norme per l'abolizione dei diritti esclusivi perpetui di pesca e per disciplinare l'esercizio della pesca nelle acque interne e lagunari della Sardegna), è aggiunto il seguente:
"Art. 7 bis (Vigilanza e sanzioni)
1. Fatte salve le sanzioni penali previste dalla normativa statale, chiunque peschi in acque concesse per l'esercizio della pesca riservata senza il consenso del concessionario è soggetto al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 1.000 a euro 3.000 e all'applicazione delle seguenti sanzioni amministrative accessorie:
a) confisca dei mezzi e delle attrezzature utilizzate per l'attività di pesca;
b) confisca del pescato, salvo che sia richiesto dal legittimo titolare della concessione di pesca.
2. Il pescato sequestrato e ancora vitale al momento dell'accertamento della violazione di cui al comma 1 è prontamente reimmesso in acqua all'interno dello specchio acqueo dal quale è stato prelevato.
3. All'irrogazione delle sanzioni amministrative di cui al comma 1 provvede l'Assessorato regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
4. La competenza all'espletamento delle funzioni di vigilanza, prevenzione e accertamento della violazione di cui al comma 1 è attribuita al Corpo forestale e di vigilanza ambientale della Regione, ai corpi di polizia delle province e dei comuni competenti per territorio, alle guardie giurate nominate ai sensi dell'articolo 31 del regio decreto 8 ottobre 1931, n. 1604 (Approvazione del testo unico delle leggi sulla pesca) e agli altri ufficiali e agenti di polizia giudiziaria.
5. Alla violazione di cui al presente articolo si applicano le disposizioni del capo I della legge 24 novembre 1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale).".

EMENDAMENTO.)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Gianmario Tendas, relatore.

TENDAS GIANMARIO (PD), relatore. Parere favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento, ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

FALCHI ELISABETTA, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Parere favorevole.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Michele Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Io volevo semplicemente far osservare che al comma 3 dell'emendamento sostitutivo totale i colleghi che lo hanno elaborato hanno certamente voluto introdurre una norma di buon senso, dove si dice che "il pescato sequestrato e ancora vitale al momento dell'accertamento della violazione di cui al comma primo è prontamente reimmesso in acqua", è su questo credo che ci sia poco da discutere, sennonché subito dopo si dice "all'interno dello specchio acqueo dal quale è stato prelevato". Ora, conoscendo l'approccio che spesso si ha, soprattutto da parte di alcuni organi di vigilanza, rispetto a questo tipo di problemi, io temo che in certi casi quest'ultimo inciso possa rappresentare la morte definitiva del pescato, perché, ammettendo che il sequestro avvenga a qualche chilometro dallo specchio acqueo dal quale è stato prelevato il pescato, questo possa determinare, a seconda della guardia forestale che esegue il sequestro, o la cottura precoce del pescato o comunque la distruzione del pescato medesimo. Quindi io mi chiedevo se il Presidente della Commissione e il relatore possono trovare una formula che eviti inconvenienti di questo genere; può sembrare una sciocchezza però, visto che i colleghi hanno voluto introdurre una norma di buon senso, io credo che bisognerebbe cercare di evitare gli effetti perversi che a volte anche norme ispirate al buon senso possono indurre.

PRESIDENTE. Mi pare di capire che è stato proposto l'emendamento orale che prevede che il pescato deve essere prontamente reimmesso in acqua, escludendo "all'interno dello specchio acqueo dal quale è stato prelevato", è questo il senso?

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Sì.

PRESIDENTE. Ci sono osservazioni, onorevole Tendas?

TENDAS GIAN MARIO (PD). No, credo che non ci sia difficoltà alcuna a recepire questa osservazione. L'obiettivo che ci siamo posti è che, laddove il pescato sequestrato sia ancora vitale, fosse messo in salvo, ben venga quindi evitare di entrare in maniera così dettagliata e accogliamo in toto l'osservazione fatta dal collega Cossa, non c'è nessun problema.

PRESIDENTE. Visto che non ci sono osservazioni all'emendamento orale così com'è stato formulato, lo possiamo considerare accolto e passare alla votazione dell'emendamento.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento sostitutivo numero 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 2.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2:

Articolo 2

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione nel bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna (BURAS). ).

Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 2, lo metto in votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 2.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo adesso alla votazione del testo della proposta di legge n. 239.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del testo della proposta di legge n. 239.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Discussione del disegno di legge: "Modifiche all'articolo 16 della legge regionale 14 novembre 2000, n. 21 (Adeguamento delle provvidenze regionali a favore dell'agricoltura agli orientamenti comunitari in materia di aiuti di Stato nel settore agricolo e interventi a favore delle infrastrutture rurali e della silvicoltura). (253/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca ora l'esame del disegno di legge n. 253.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Luigi Lotto, relatore.

LOTTO LUIGI (PD), relatore. La Giunta ha presentato un disegno di legge con estrema puntualità e tempestività per modificare i termini di scadenza della legge approvata da questo Consiglio regionale nel 2013, legge numero 40, con cui i tempi di gestione dei finanziamenti di cui alla legge n. 21 del 2000 venivano in quell'occasione prorogati al dicembre 2015. Quella legge l'approvammo a dicembre del 2013, per tutta la prima parte del 2014 abbiamo avuto seri problemi a pagare gli stipendi ai lavoratori e ai tecnici dell'Aras perché la legge l'abbiamo dovuta inviare a Bruxelles ed è tornata con i tempi che queste pratiche prevedono, quindi abbiamo, nostro malgrado, creato delle serie difficoltà agli operatori del settore, all'Aras, all'Apa, eccetera. Quest'anno, molto opportunamente, l'Assessore ha presentato un disegno di legge con quattro mesi di anticipo, è per questo motivo che la Commissione l'ha preso immediatamente in considerazione perché riteniamo che debbano essere dati all'Assessorato i tempi per poterla trasmettere all'Unione europea per tempo, e affinché, alla scadenza del dicembre 2015, si sia già in condizioni di avere i successivi danari per poter continuare regolarmente l'attività. La proposta che la Giunta fa è di prorogare fino al 2021, di fatto lo si lega un po' alla stagione 2013-2021 del nuovo PSR, e quindi credo che bene abbia fatto la Commissione a sposare questa tesi. Abbiamo anche presentato un piccolo emendamento alla legge che prevede la soppressione del comma 1 dell'articolo 1, per rendere questo disegno di legge il più asciutto possibile, e siccome va comunicata all'Unione europea, evitare qualsiasi possibile disguido, diciamo così, burocratico o politico-burocratico. Credo che sia doveroso che il Consiglio lo approvi quanto prima, e tutto quanto in attesa di riuscire a dare una risposta definitiva a quel settore di cui questo Consiglio regionale ormai da dieci anni a più riprese ha deliberato in materia, ma non si è riusciti a dare soluzione concreta a questo problema. Oggi non è all'ordine del giorno questo obiettivo, ma è all'ordine del giorno l'obiettivo di dare a questa gente cinque anni di tranquillità senza dover tornare tutti gli anni in Consiglio regionale a dover chiedere l'elemosina per poter fare il proprio lavoro e per poter dare alla zootecnia sarda quella assistenza che soltanto l'ARAS sta riuscendo a dare in questi ultimi trent'anni.

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

FALCHI ELISABETTA, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Ringrazio il lavoro della Commissione perché ha analizzato rapidamente il disegno di legge proposto dalla Giunta, e il Consiglio per averlo portato rapidamente all'ordine del giorno in discussione, perché, come è stato detto molto bene dall'onorevole Lotto, è fondamentale accelerare il più possibile con l'approvazione di questo disegno di legge che ci dà la possibilità poi di procedere con la notifica del regime di aiuti alla Commissione europea. Quindi provvederemo, non appena il disegno di legge verrà approvato, con tale notifica e costruzione del regime di aiuti, proprio per dare continuità al lavoro ed evitare inconvenienti che si erano verificati purtroppo nel 2014 quando, per tempistiche un po' ritardate, si è potuto operare soltanto dal mese di aprile con la nuova norma. Quindi ringrazio ancora il lavoro della Commissione.

PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 1. All'articolo 1 è stato presentato un emendamento soppressivo parziale che elimina tutto il comma 1 dell'articolo 1.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1 e del relativo emendamento:

Art. 1

Modifiche all'articolo 16 della legge regionale n. 21 del 2000 (Aiuti alle associazioni degli allevatori e proroga applicazione)

1. Il comma 1 dell'articolo 16 della legge regionale 14 novembre 2000, n. 21 (Adeguamento delle provvidenze regionali a favore dell'agricoltura agli orientamenti comunitari in materia di aiuti di Stato nel settore agricolo e interventi a favore delle infrastrutture rurali e della silvicoltura), è così sostituito:
"1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere aiuti a sostegno del settore zootecnico per le attività e nelle misure di seguito elencate:
a) contributi a favore delle associazioni provinciali allevatori, aderenti alla Associazione italiana allevatori, per le spese da queste sostenute per i costi amministrativi inerenti la costituzione e la tenuta dei libri genealogici e dei registri anagrafici delle varie specie animali;
b) contributi per i costi sostenuti per test di determinazione della qualità genetica o della resa del bestiame;
c) contributi a favore delle associazioni provinciali allevatori e della Associazione regionale allevatori della Sardegna per le spese sostenute per l'attuazione di programmi di attività connesse alla selezione e al miglioramento del bestiame e alla valorizzazione del patrimonio zootecnico e delle produzioni animali;
d) contributi a favore della Associazione regionale allevatori per la realizzazione di servizi di assistenza tecnica, consulenza in zootecnia, prestati a favore di tutti gli allevatori della Sardegna e che ne facciano esplicita richiesta;
e) contributi a favore dell'Associazione regionale allevatori della Sardegna nella misura del 90 per cento delle spese da questa sostenute per il coordinamento della attività delle associazioni provinciali allevatori di cui alle lettere a), b) e c).".

2. L'articolo 16 della legge regionale n. 21 del 2000, continua ad applicarsi sino alla data del 31 gennaio 2021. Alla gestione e all'erogazione degli aiuti previsti in tale articolo provvede l'Agenzia LAORE Sardegna sulla base delle risorse previste nel proprio bilancio.

3. Gli aiuti di cui al comma 2 sono concessi nel rispetto degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea.

4. La Giunta regionale, con propria deliberazione assunta su proposta dell'Assessore competente in materia di agricoltura, definisce le direttive di attuazione, i criteri e le modalità di erogazione degli aiuti.

Emendamento.)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Sabatini, relatore.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore. Parere favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

FALCHI ELISABETTA, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Parere favorevole.

PRESIDENTE. È aperta la discussione sull'articolo e sull'emendamento numero 1.

È iscritto a parlare il consigliere Fabrizio Anedda. Ne ha facoltà.

ANEDDA FABRIZIO (Gruppo Misto). In effetti, nel giro di qualche mese che siamo qui, è già la seconda volta che viene tirata in ballo l'associazione regionale degli allevatori, e mi sembra che i compiti dell'associazione regionale dei lavoratori siano gli stessi di Laore, e non capisco la necessità di finanziare delle società private con risorse destinate all'agricoltura, per delle mansioni di competenza dell'agenzia regionale Laore, già destinataria di congrue risorse finanziarie.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, metto in votazione l'emendamento numero 1.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 1 così emendato.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 2.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2:

Art. 2

Norma finanziaria

1. L'Amministrazione regionale attua la presente legge senza far derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza regionale, mediante l'impiego delle risorse già destinate agli interventi di cui all'articolo 16 della legge regionale n. 21 del 2000, e successive modifiche ed integrazioni, iscritte nel bilancio della Regione per gli anni 2015-2017 e su quelle corrispondenti dei bilanci per gli anni successivi.)

Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 2, lo metto in votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 2.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Metto in votazione il testo del disegno di legge.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 253/A.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

La seduta è tolta, il Consiglio sarà convocato a domicilio.

La seduta è tolta alle ore 19 e 03.



Allegati seduta