Seduta n.116 del 04/08/2015 

CXVI Seduta

(POMERIDIANA)

Martedì 4 agosto 2015

Presidenza del Presidente Gianfranco GANAU

La seduta è aperta alle ore 16 e 45.

AZARA MICHELE, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 21 luglio 2015 (112), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Gaetano Ledda e Giuseppe Meloni hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 3 agosto 2015.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere Alessandro Collu ha dichiarato, con nota del 23 luglio 2015, di aver aderito al Gruppo "Soberania e Indipendentzia".

Comunico che il consigliere Edoardo Tocco ha dichiarato, con nota del 31 luglio 2015, di aver aderito al Gruppo "Forza Italia Sardegna".

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

AZARA MICHELE, Segretario:

Interrogazioni numero 455, 456, 457, 458, 458, 459, 460, 461, 463, 464, 465, 466, 467, 468, 469, 470, 471.

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

AZARA MICHELE, Segretario:

Interpellanze numero 141,142, 143, 144, 145.

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

AZARA MICHELE, Segretario:

Interpellanze numero 165, 166.

Discussione dello schema di: Norme di attuazione dello Statuto speciale della Regione Sardegna per il trasferimento delle funzioni in materia di tutela della lingua e della cultura delle minoranze linguistiche storiche nella Regione. (3/XV/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca "Schema di norme di attuazione numero 3 e norme di attuazione dello Statuto speciale della Regione Sardegna per il trasferimento delle funzioni in materia di tutela della lingua e della cultura delle minoranze linguistiche e storiche della Regione".

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Roberto Deriu, relatore di maggioranza.

DERIU ROBERTO (PD), relatore di maggioranza. La prima Commissione consiliare ha preso in esame lo schema di norme di attuazione in materia di tutela della lingua e della cultura delle minoranze linguistiche storiche della Regione nella seduta del 15 luglio 2015. Nella medesima seduta ha stabilito di richiedere il parere della seconda Commissione. La seconda Commissione permanente nella seduta del 4 agosto 2015 ha espresso parere favorevole sul testo, in seguito a ciò, prendendo atto del parere, la prima Commissione, ritenendo che il decreto debba essere approvato in tempi rapidi, nella seduta del 4 agosto 2015 ha deliberato di proporre al Consiglio di esprimere parere favorevole. Signor Presidente, la relazione potrebbe anche concludersi qua, se non fosse che il provvedimento in oggetto, o meglio, il parere che poi darà luogo all'ordine del giorno unitario non raccolga le indicazioni scaturenti dalla Commissione paritetica per l'attuazione delle norme statutarie in materia di tutela della lingua e della cultura delle minoranze linguistiche e storiche della Sardegna. Quindi un tema assolutamente centrale nella politica sarda il dibattito culturale annoso, è oggi ad una svolta, probabilmente ad una svolta soprattutto per quanto concerne l'articolo 4 dello schema di decreto che autorizza, che libera il legislatore regionale da ogni vincolo nel disciplinare l'esercizio delle funzioni amministrative connesse all'attuazione dell'articolo 3, cioè, per esempio, l'uso della lingua negli uffici e presso il giudice di pace il riparto dell'erogazione delle risorse, e, cosa nuova, nell'esercizio delle funzioni di coordinamento dei compiti attribuiti alle istituzioni scolastiche ai sensi dell'articolo 4 della legge numero 482 del 1999. La disciplina rientra nell'ambito della competenza ripartita o concorrente in materia di istruzione, dunque la competenza legislativa nella quale la Regione detta norme nei limiti dei principi fondamentali stabiliti con legge statale. Tali funzioni di coordinamento riguardano l'uso della lingua della minoranza nella scuola dell'infanzia e l'insegnamento della lingua della minoranza nelle scuole primarie e secondarie di primo grado.

Vorrei dire, signor Presidente, che questo è un giorno felice per l'autonomia, felice per coloro che, come il sottoscritto, ma come molti in questa Aula, suppongo, pensano che la Sardegna debba attuare compiutamente il suo Statuto e soprattutto in una materia delicata come le nostre lingue e nella nostra scuola.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Signor Presidente, è un giorno felice diceva il collega. Io direi che è solo parzialmente felice perché comunque la tutela, la valorizzazione, la promozione della lingua sarda e del catalano di Alghero, che è equiparato alla lingua sarda dalla legislazione nazionale e da quella regionale, sicuramente in questo periodo hanno arretrato. È vero, abbiamo approvato una mozione in Consiglio regionale nel marzo di quest'anno, c'è questo decreto legislativo, c'è il parere sul decreto legislativo sulle disposizioni di attuazione dello Statuto della Sardegna, a breve ci sarà la discussione sulla modifica della proposta della legge regionale numero 26/97, però dobbiamo prendere atto che negli ultimi dieci anni è stato fatto un grande lavoro che oggi non viene finalizzato, un grande lavoro di promozione della lingua sarda e di quella catalana di Alghero, oltre che del tabarchino, del sassarese e del gallurese. L'ufficio linguistico regionale ha lavorato molto bene con l'insegnamento curricolare, con la comunicazione istituzionale, con gli uffici linguistici nei comuni e con tanti altri strumenti, però purtroppo, nonostante il presidente Pigliaru nel suo programma abbia brandito la centralità dell'identità e della lingua sarda, ipotizzando anche di utilizzarla per prospettive di sviluppo nel campo della scuola, del lavoro, della rappresentanza politica, nonostante tutto questo c'è stato un brutto arretramento, un paradossale arretramento. Tutte le azioni progettuali che il presidente Pigliaru aveva in animo di mettere in campo sono state completamente dimenticate, quindi una pericolosa inversione di rotta, e a queste considerazioni dobbiamo aggiungere anche il fattaccio di questi giorni, cioè la mancata approvazione dell'emendamento numero 5352, che nel quadro della riforma della Rai prevedeva la possibilità di inserire la lingua sarda nelle trasmissioni radiotelevisive dell'isola, e non lo dobbiamo dimenticare. Così come non dobbiamo dimenticare che, tra le altre cose, Radio Sardegna tanti anni fa annunciò al mondo la liberazione dell'Europa dall'occupazione neofascista facendo l'annuncio, oltre che in italiano e in catalano, anche nelle altre lingue minoritarie. Così come non dobbiamo dimenticare che l'ordinamento nazionale, regionale e anche quello europeo - anche se ancora il trattato dell'Unione europea sulle lingue minoritarie non è stato ratificato integralmente dall'Italia - dicevo dobbiamo ricordare che l'ordinamento nazionale, regionale ed europeo in tema di radiocomunicazioni pone delle regole molto precise e sottolinea ed evidenzia queste regole. Anche nelle trasmissioni radiofoniche, nelle trasmissioni televisive, ci deve essere la lingua minoritaria. È un dovere, è un obbligo dello Stato, e quando parlo di lingua minoritaria parlo del sardo innanzitutto per ovvi motivi, ma parlo anche del catalano di Alghero, che al sardo è equiparato. E proprio in relazione a questa equiparazione, per evitare comunque dei rischi di confusione, noi avremmo preferito che sia nell'articolo 3, che prevede il trasferimento di funzioni amministrative, che nell'articolo 5, che prevede la riserva sulle assegnazioni finanziarie, quindi sulle risorse finanziarie, ci fosse una differenziazione fra la lingua che deve essere insegnata e promossa nella città di Alghero per ovvi motivi e la distinzione dei finanziamenti fra il sardo e quelli per la lingua catalana. Sarebbe stato preferibile avere queste integrazioni che mi rendo conto che oggi non sono possibili, e non sono possibili anche perché nelle audizioni davanti alla Commissione bicamerale purtroppo non ha avuto modo di partecipare una rappresentanza delle associazioni culturali che promuovono e valorizzano la lingua catalana di Alghero. Si è presentato un anziano signore, un politico sardo, al cospetto di questa Commissione come rappresentante delle associazioni culturali e si è dimenticato di porre queste questioni e di indicare quelle soluzioni che avrebbero sicuramente evitato di fare confusione fra promozione, valorizzazione e finanziamento dell'una e dell'altra lingua, della lingua sarda e della lingua catalana.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Paolo Zedda. Ne ha facoltà.

(Segue la traduzione in lingua italiana dell'intervento del consigliere svolto in lingua sarda)

ZEDDA PAOLO (Soberania e Indipendentzia). Presidente, oggi è un giorno in cui questo Consiglio può permettere alla Sardegna e alla sua cultura di fare un passo avanti, piccolo ma importante e necessario. Credo che sia nostro dovere oggi votare a favore di questo schema di norme di attuazione dello Statuto perché per uno sbaglio di chi ha scritto il nostro Statuto la lingua non viene menzionata e noi dobbiamo ora fare i salti mortali per arrivare a godere di un diritto che doveva esserci riconosciuto in partenza, senza bisogno di aggiustamenti e tappi.

Lo schema di norme di attuazione è chiaro: al punto 1) dice qual è l'oggetto che si vuole normare; al punto 2) indica qual è l'ambito di applicazione, quindi la tutela e la difesa della lingua sarda; al punto 3) trasferisce le funzioni statali definite dalla legge numero 482 del 1999 dello Stato, trasferisce funzioni in capo alla Regione, dunque fa in modo che la nostra Regione abbia una potestà, una dignità e un potere più ampio per scrivere in materia leggi e per poterle gestire; al punto 4) autorizza la disciplina dell'esercizio degli articoli 9 e 15 della legge numero 482/99, cioè quelli che obbligano gli uffici pubblici e gli enti locali ad avere personale che sia in grado di parlare, scrivere e rispondere nella nostra lingua. Nel comma 2 dell'articolo 4 autorizza, invece, il passaggio della potestà legislativa alla Regione, in particolare si fa in modo che la potestà legislativa della Regione Sardegna passi da integrativa e di attuazione a una potestà legislativa concorrente, e nella legge si stabilisce che le forme di coordinamento attraverso le quali la nostra lingua sarà insegnata nelle scuole siano concordate tra la Regione sarda e il Governo nazionale, dunque è un passo avanti.

Noi con l'approvazione di queste norme diventiamo più forti e capaci di scrivere norme che difendano e definiscano le forme di confronto della nostra lingua e cultura. Sicuramente per questo è una norma che dobbiamo approvare subito e possiamo averne un risultato positivo.

In merito alle osservazioni fatte riguardo alle dotazioni finanziarie che non sono state previste, devo dire che anche fino ad oggi l'insegnamento del sardo nelle scuole è stato definito dalla legge numero 26, dunque con fondi regionali, dalla legge numero 3 del 2009 per il sardo veicolare, quindi con fondi regionali, e dalla legge numero 482 che prevede che i docenti insegnino ai bambini e agli studenti la lingua sarda, ma in assenza di fondi aggiuntivi. Dunque lo Stato permette che l'insegnamento sia svolto, ma senza che debba spendere denari di tasca propria. Dunque sicuramente è un atto da approvare, il voto a favore è d'obbligo. Devo dire due cose però: il percorso della difesa e della tutela della nostra lingua è un percorso che ha una via davanti ancora lunga. Intanto abbiamo appena assistito a un inciampo perché qualche giorno fa un emendamento che permetteva... alle trasmissioni della RAI trasmesse in Sardegna ... un luogo o un fatto potevano essere trasmesse nella lingua nostra come è stato permesso col francese in Val d'Aosta o col tedesco nella provincia di Bolzano, con lo sloveno, con il ladino, quello che è stato permesso a loro non è stato regalato a noi e questo è un fatto grave, gravissimo, pure alla luce della volontà che questo Consiglio ha espresso con l'approvazione dell'ordine del giorno-voto al Parlamento di qualche mese fa, una volontà grave, gravissima che non è stata considerata in nessun modo. I passi che dobbiamo ancora compiere sono tanti, intanto questo emendamento deve passare ancora all'altro ramo della Camera ed è necessario che i partiti grandi trovino un accordo con la componente nazionale affinché questo emendamento che non è passato nel primo esame passi ad un secondo esame. Secondariamente c'è una legge da approvare in questo Consiglio ed è giusto che venga approvata al più presto, che venga condivisa da tutti e non sia una legge di una parte. Per ultimo, ma forse il più importante, è in Commissione del Senato l'analisi della legge di ratifica della Carta europea delle lingue. Quello è davvero un gradino che può cambiare la strada della lingua e della nostra cultura. Lì si vedrà quale sarà il livello di difesa e di tutela della lingua sarda ... e lì si deciderà che il livello di questa tutela sarà il più basso dei quattro, che sono previsti nella "482", oppure di tre, di due o del primo. Se non ragioniamo nel portare il livello di tutela dall'ultimo, quello che abbiamo adesso, almeno al penultimo, che è quello del ladino attualmente, io penso che la nostra lingua avrà poco da sperare nel futuro e che ci dovremo regolare noi, ma i nostri figli no.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Angelo Carta. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Signor Presidente, io parlerò in italiano per evitare che qualcuno non capisca che, ben lungi dall'essere felice di quello che è accaduto in questi giorni, credo che tutti ci dobbiamo più che altro preoccupare perché la bocciatura ricevuta in Senato all'emendamento dell'onorevole Uras credo che rappresenti plasticamente il livello di attenzione riservato alla regione Sardegna, al popolo sardo, alla sua cultura e alla sua identità. È una bocciatura totale delle nostre istanze e delle nostre richieste, anche le più elementari come sono quelle di poter parlare con la lingua dei nostri padri, con la lingua della nostra identità che rappresenta la nostra cultura. Altre, ladino in testa (io sono contento per il privilegio che avranno e che hanno avuto in Senato), sono state premiate; la nostra no, la nostra lingua è stata bocciata. L'atto dovuto di approvare lo schema di norme di attuazione credo che sia una cosa doverosa farla per evitare che noi veniamo anche tacciati di non approvare queste norme, ma da qui a dire che siamo felici e che è un giorno felice per la Sardegna credo che ne passi molto.

L'ordine del giorno che è stato definito unitario intanto non è unitario perché qui c'è Agus, Busia, Cherchi, Cossa, Demontis, Deriu, manca qualche altro qui. Un ordine del giorno per poter essere unitario credo debba essere implementato, debba esprimersi il rammarico per quello che è accaduto in Parlamento, per quello che è accaduto in Senato, credo che si debba rivendicare con forza quelli che sono i nostri diritti come quello del Presidente della Regione di esserci nel momento in cui si discutono cose importanti come queste e che invece non c'era o se c'era non è stato ascoltato e se non c'era è forse perché non è stato neanche chiamato. Credo che il presidente Pigliaru debba protestare, debba farsi sentire con Renzi, debba farsi sentire e portare le nostre ragioni perché la lingua è una cosa importante, è una cosa fondante, è una cosa imprescindibile e questo Consiglio regionale sbatacchiato dal Consiglio di Stato e da quant'altro sulla legge elettorale credo che almeno su questo debba raddrizzare la schiena e presentarsi forte e dire che non va bene.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.

FIRINO CLAUDIA, Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Presidente, onorevoli consiglieri e consigliere, Presidente della Regione, colleghi Assessori, io condivido la considerazione di questo come di un giorno felice. Un giorno felice non solo perché c'è stato un riconoscimento importante con l'approvazione di questo schema di decreto di attuazione delle norme del nostro Statuto, ma perché questo risultato è un risultato che - alcuni onorevoli consiglieri lo ricorderanno - è stato ricercato e perseguito da tanti anni e adesso arriva a compimento perché c'è stata da parte nostra, da parte di questa Giunta, da parte del Consiglio regionale (che così rapidamente ha dato seguito, ha portato in Aula questa discussione), c'è stato un impegno forte, un impegno importante per ottenere questo risultato.

Io penso che ci siano due modi per tutelare la nostra lingua e la nostra cultura: c'è un modo spot che porta come risultati l'approvazione di progetti che magari un anno ci sono, l'anno dopo non ci sono più e c'è invece un modo di tutela strutturale della nostra lingua in tutte le sue varianti della nostra cultura che è quello di creare le condizioni normative e poi progettuali perché questa tutela sia costante e sia sempre più forte, assuma un rango sia giuridico che politico sempre più alto. Questo è uno dei giorni in cui questo tipo di provvedimento, questo tipo di tutela arriva a compimento e arriva in una forma che avrà delle conseguenze importanti, lo vedremo nei prossimi mesi, ma lo vedremo soprattutto nei prossimi anni. Per la prima volta la Regione Sardegna può disciplinare autonomamente i progetti di tutela della propria lingua e della propria cultura, non quindi sottostando a delle indicazioni nazionali, ma gestendo autonomamente la propria politica linguistica, la propria politica di tutela della nostra cultura. Lo fa in alcuni ambiti prioritari, a me piace citare la scuola perché quello che ci consente di fare questo schema di attuazione è il vero lavoro di politica linguistica nei confronti delle nuove generazioni che noi abbiamo cominciato a portare avanti già in questi mesi con i provvedimenti che hanno dedicato alle scuole la più alta cifra finora dedicata all'insegnamento della lingua sarda nelle nostre scuole. Per lingua sarda, lo dico per rassicurare gli onorevoli, in particolare l'onorevole Tedde, io intendo lingua sarda in tutte le sue varianti quindi il campidanese, il logudorese, il gallurese, il sassarese, il catalano e il tabarchino, tutte le varianti riconosciute dalla legge 26 e tutte le varianti che sono state portate all'attenzione della Commissione parlamentare che se n'è occupata, non solo da parte di autorevoli esponenti e studiosi della politica linguistica in Sardegna ma anche da me, dallo stesso Assessore che nella Commissione ha ricordato le peculiarità e la particolare articolazione territoriale della lingua sarda nella nostra regione. Quindi, io penso che tutela e impegno ci sia stato e io penso che questa nuova attenzione verso la lingua sarda si esprimerà anche attraverso le rivendicazioni che riguardano provvedimenti nazionali. E' stato segnalato in occasione della bocciatura dell'emendamento di Luciano Uras al Senato con l'intervento forte, mio e del Presidente della Regione per denunciare una situazione di discriminazione a una situazione in cui sicuramente ci sarà da parte nostra un intervento forte in modo che tutte le varianti, tutte le lingue minoritarie dell'Italia che sono riconosciute dalla "482" e che sono riconosciute dalla Carta europea delle lingue regionali minoritarie che spero il governo nazionale approvi al più presto, siano tutelate allo stesso modo. Io penso che la politica e gli atti concreti portati avanti finora dimostrino quanta attenzione non nelle parole ma nell'impegno quotidiano ci sia verso la tutela e la difesa della nostra lingua e della nostra cultura e penso che oggi possiamo essere tutti quanti uniti nel riconoscere e nel celebrare questo grande riconoscimento che avrà come dicevo delle conseguenze importanti nella tutela e nella conoscenza soprattutto da parte delle nuove generazioni, della nostra lingua, delle nostre lingue e della nostra cultura.

PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato un ordine del giorno.

(Si riporta di seguito il testo dell'ordine del giorno numero 1:

odg 1

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'ordine del giorno ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.

FIRINO CLAUDIA, Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Christian Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS CHRISTIAN (PSd'Az). In verità era una questione di procedura perché il collega Carta poc'anzi aveva proposto una questione, cioè l'opportunità che un ordine del giorno che è stato definito unitario sia sottoscritto soltanto da una parte dell'aula. Nella risposta dell'Assessore non mi è sembrato di cogliere una risposta in questo senso e quindi chiederei qual è l'intendimento, se è di procedere in questo modo cioè con una sottoscrizione parziale dell'ordine del giorno o se consentire almeno un minimo di interlocuzione tra maggioranza e minoranza per vedere se si trova un testo condiviso.

PRESIDENTE. Se si tratta di integrare l'ordine del giorno può essere presentato un emendamento all'ordine del giorno, se poi si sta chiedendo una sospensione per verificare un'integrazione concordata dell'ordine del giorno è un altro discorso, io non ho inteso questo.

Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Siccome l'argomento non è così acqua fresca, io credo che l'ordine del giorno sia stato presentato in maniera non consona a quello che avrebbe dovuto essere e quindi chiedo cinque minuti di sospensione per capire se è possibile integrare l'ordine del giorno, far sì che l'ordine del giorno sia unitario e sia condiviso, così non è condivisibile.

PRESIDENTE. Se non ci sono opposizioni, sospendo la seduta per cinque minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 19, viene ripresa alle ore 17 e 47.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori.

Comunico che è stato presentato un secondo ordine del giorno.

(Si riporta di seguito il testo dell'ordine del giorno numero 2:

odg 2)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'ordine del giorno ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.

FIRINO CLAUDIA, Assessore tecnico della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'ordine del giorno numero 1.

Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Una brevissima dichiarazione di voto. Io annuncio il mio voto di astensione nei confronti dell'ordine del giorno che abbiamo visto perché comunque c'è, all'interno di questo provvedimento in relazione al quale ci viene chiesto il parere, c'è una lacuna, una lacuna che a mio avviso deriva dal fatto che la Commissione bicamerale non abbia potuto apprendere dalla viva voce dei soggetti interessati quali sono le dinamiche della lingua catalana algherese e sono, debbo anche sottolineare, piuttosto sorpreso del fatto che l'Assessore abbia omogeneizzato lingua sarda e lingua catalana che sono due lingue diverse, ma perché lo dice anche la legge regionale, non lo dico io. Sono due lingue che hanno la stessa dignità. Sicuramente il sardo è parlato da più soggetti rispetto al catalano di Alghero, però sono due righe diverse, sono due culture diverse che hanno necessità di valorizzazione e promozioni differenti, anche se entrambi hanno questa necessità. Probabilmente proprio nel decreto legislativo si pone questo problema dell'omogenizzazione forzata, laddove all'articolo 1 parla di "tutela, promozione e valorizzazione della lingua e della cultura sarda e catalana", credo che sotto il profilo lessicale meglio sarebbe stato parlare di "promozione e valorizzazione delle lingue e delle culture sarda e catalana" in modo da differenziare. Quest'omogenizzazione credo che non possa trovare assolutamente spazio in questo decreto legislativo. Quindi confermo ciò che ho detto poc'anzi, è sicuramente una giornata parzialmente positiva, ma il bicchiere è mezzo vuoto, o mezzo pieno, io lo vedo mezzo vuoto e sono molto preoccupato per le dichiarazioni dell'assessore Firino che parla di lingua sarda che contiene al suo interno la lingua catalana, così non è.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro ha domandato di parlare, metto in votazione l'ordine del giorno numero 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'ordine del giorno numero 2.

PITTALIS PIETRO (FI). Voto elettronico, Presidente!

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'ordine del giorno numero 2.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Discussione e approvazione della proposta di legge Desini - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Pinna Giuseppino - Zedda Alessandra - Cocco Daniele Secondo - Truzzu - Comandini - Tunis - Azara - Pittalis - Cappellacci - Cherchi Oscar - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Forma: "Realizzazione di campagne pubblicitarie degli attrattori e dei prodotti della Sardegna". (237/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della proposta di legge numero 237.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Roberto Desini, relatore di maggioranza.

DESINI ROBRTO (Sovranità, Democrazia e Lavoro), relatore di maggioranza. Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, signori Assessori, il PL 237 che ha come titolo: "Realizzazione di campagne pubblicitarie degli attrattori e dei prodotti della Sardegna", con questa legge praticamente si vuole fare un po' di chiarezza da un punto di vista normativo per quanto riguarda questa sfera abbastanza labile che c'è fra la pubblicità e le sponsorizzazioni delle società sportive professionistiche. Abbiamo visto anche nel recente passato che ci sono stati non pochi problemi con alcune società professionistiche della nostra isola, e soprattutto non possiamo dimenticare quelle che sono state alcune sentenze che sono state prodotte della Corte dei Conti per quanto riguarda anche quello che si è verificato con l'erogazione delle sponsorizzazioni da parte di Sardegna Promozione. Lo scopo e la finalità di questa legge è appunto quella di far rientrare il tutto in una cornice normativa dove non si dia adito a interpretazioni, e soprattutto che si esca da questa situazione di ambiguità, anche perché non dobbiamo dimenticare che nello scorso anno erano stati adottati dei provvedimenti anche da parte della Giunta regionale che poi sono stati revocati e annullati. E allora lo scopo e la finalità di questa proposta di legge è appunto quella di poter fare la promozione attraverso delle campagne, ribadisco questo concetto delle campagne pubblicitarie, e non sponsorizzazioni, attraverso le società sportive professionistiche. Perché questo? Perché così com'è stato dimostrato ampiamente le società professionistiche sportive sono un ottimo veicolo di comunicazione, sono un ottimo veicolo pubblicitario per la nostra isola, che badate bene, questa è anche una delle finalità della proposta di legge, non si deve limitare esclusivamente ad un brand, ad una scritta sulle maglie di gioco, anzi tutt'altro, ma a delle vere e proprie attività di campagne pubblicitarie sia della nostra immagine, sia del territorio della Sardegna, sia dei prodotti enogastronomici della stessa. Quindi questa proposta di legge che ha trovato la condivisione da parte di molti gruppi consiliari di maggioranza e di minoranza serve soprattutto anche a fare chiarezza e, qualora ce ne fosse bisogno, ma visto quello che è accaduto in quest'ultimo anno evidentemente ce n'è bisogno, che come sappiamo tutti a decorrere dal 2011 le amministrazioni pubbliche non possono più effettuare delle sponsorizzazioni. La legge è molto semplice, molto snella, è articolata in soli tre articoli. Nell'articolo numero 1, dove vengono esplicitate quelle che sono le campagne pubblicitarie tramite le società sportive, e dove si demanda alla Giunta stabilire dei criteri, e un po' a gestire in prima persona e direttamente quelle che sono le campagne pubblicitarie. Per quanto riguarda l'intervento economico anch'esso è abbastanza contenuto ed è possibile che si racchiuda in 2.100.000 di euro, di cui un milione ricordo era stato destinato inizialmente l'America's Cup che purtroppo non si è tenuta, quindi questi soldi sono stati recuperati e messi a disposizione. Così come è stato accordato, c'è stata una unanimità di intenti anche in seno alla V Commissione, che sia poi entro il 31 marzo di ogni anno che la Giunta regionale stabilisca gli obiettivi, le azioni e i mezzi di diffusione della campagna pubblicitaria. Perché abbiamo stabilito il 31 marzo? Perché così andando in linea con quelli che sono gli indirizzi di solito, le scadenze della legge regionale 17 dello sport dilettantistico, per uniformare i tempi. Grazie Presidente.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Sardegna). Signor Presidente della Giunta, signor Presidente del Consiglio e colleghi, questa proposta di legge guarda ai comparti e ai soggetti che dovrebbero avere la capacità di attrarre flussi turistici in Sardegna, e più in particolare ai soggetti sportivi che muovono le masse non sono nell'isola, ma nel paese e nel mondo. È un provvedimento nel contesto necessario, però un provvedimento tappabuchi per porre riparo ad una situazione che è stata lasciata andare e che invece doveva essere affrontata in maniera radicale attraverso analisi approfondite e proposte coerenti con l'obiettivo primario, ovvero il turismo in Sardegna. Signor Presidente della Giunta, se questo è il tema, gli attrattori ai quali guardare non sono solo lo sport, ma le produzioni agroalimentari. Non guardo pertanto ai contenuti di questa proposta di legge, è evidente che questa è limitata e contingente. Auspico che l'Europa non ci metta il becco com'è capitato tante volte, ma avverto l'esigenza di svolgere e di approfittare della sua presenza un ragionamento più ampio in una visione strategica. Anche questa legge pone in buona sostanza un principio non sempre condiviso, quello di affermare la destagionalizzazione dell'offerta turistica in Sardegna. Tenuto conto che la destagionalizzazione riguarda, nell'accezione più ampia, la stagione estiva, ovvero mare e sole particolarmente nei mesi di luglio ed agosto, certamente quelli più affollati e remunerativi per la nostra economia turistica e agroalimentare, a me sembra sia necessario abbandonare questi termini utilizzati in esclusiva. È un termine perdente per la Sardegna del futuro, la Sardegna e i sardi non dovrebbero destagionalizzare nulla, ogni stagione deve avere la propria immagine, la propria promozione, il turismo tutto l'anno, la Sardegna cioè come unico comparto attrattore. La Sardegna non ha solo la tradizione nelle quattro stagioni, ma all'interno di ciascuna di esse ci sono ulteriori attrattori specifici di natura, di arte, di tradizioni, di cultura, di produzione, di offerte uniche al mondo. Addentrarci nel campo delle sponsorizzazioni delle pubblicità, l'ho detto in Commissione, è un vero e proprio campo minato, legati come sono questi termini da un filo sottile di interpretazioni giuridiche, economiche, filologiche, lessicali in un contesto nel quale non mi addentro anche perché mi sembra più un Azzeccagarbugli che ragionamenti concreti e coerenti con l'obiettivo che ci dobbiamo proporre. Un altro tema che domina la scena, un argomento che possiamo definire il convitato di pietra, cioè la capacità della Regione Sardegna di essere se stessa, con la sua interezza, per attrarre flussi turistici e dell'economia che muovono sotto questo aspetto. Da qualche tempo a questa parte la Regione sarda ha perso smalto e la capacità di intercettare i canali più avanzati della promozione nel suo complesso, abbiamo rinunciato da anni ad avere una propria vera e propria organizzazione turistica e non abbiamo più soggetti di programmazione, di indagine, di studio, di confronto. Avevamo l'Esit, non ce l'abbiamo più, l'ente sardo industria. Avevamo Isola, non ce l'abbiamo più. Avevamo l'artigianato, non ce l'abbiamo più. Avevamo l'ente provinciale del turismo, non ce l'abbiamo più. Avevamo le aziende di soggiorno e turismo, non ce le abbiamo più. Una scellerata politica di riforme, se così vogliamo definirle, tra il 2004 e il 2009, che ha cancellato tutti i soggetti di promozione turistica, è rimasto solo l'Assessorato al turismo. La nuova creatura, voluta da quella Giunta regionale e approvata dall'allora Consiglio, aveva creato Sardegna Promozione, agenzia governativa regionale, è stata spazzata via senza una seria e approfondita valutazione e riflessione. L'ente agricolo regionale, l'Etfas, l'Ersat, valido braccio operativo per la promozione delle produzioni agro-zootecniche di qualità, attrattori reali e concreti, per il mercato esterno e per quello interno, fondamentali per l'offerta turistica di medio e alto livello. L'ente agricolo unico è stato smembrato in tre parti, indebolendolo nella sua missione creando problemi e confusioni nei rapporti interni e nei confronti dei partner tradizionali e dei settori complementari. Cancellata con un colpo di spugna Sardegna Promozione è rimasto in piedi l'Assessorato al turismo le cui ambizioni e pretese di voler governare questo settore trainante dell'economia della Sardegna è quantomeno velleitario. Non me ne voglia l'Assessore al turismo, ma questa è la realtà nella quale si trova ad operare privo com'è questo comparto delle professionalità e degli strumenti di cui andrebbe dotato. I risultati sono evidenti anche al di là di quello che si dice in gergo "tira nonostante la difficoltà" e il caro tariffe dei trasporti aerei e marittimi. Queste vicende sarebbe bene affrontarle e fare un ragionamento un po' più penetrante. Entrando brevemente nel merito della proposta, onorevole Desini, pur avendo l'obiettivo di dare risposte a un settore di intervento importante, è evidente che si tratta di uno strumento del tutto insufficiente perché non affronta le esigenze che possono catalizzare direttamente o indirettamente l'attenzione verso la Sardegna. Non c'è settore della vita sociale ed economica di una terra, di una regione, di un continente come la Sardegna e il suo popolo, che non sia in grado di proporsi all'attenzione al mondo, senza correre il rischio di incorrere nel taglione di norme esterne come quelle statali ed europee. Fatte solo ed esclusivamente per combattere fenomeni di altra natura, in particolare gli abusi e le illegalità in campo economico. In Sardegna, sotto questo profilo, siamo stati e siamo singolari. Abbiamo dilapidato questo patrimonio, tutti i protagonisti sui quali poggiavano iniziative di promozione turistica non ci sono più e vediamo che all'articolo 1, più precisamente al comma 4, poniamo al comando un solo organismo, l'Assessorato al turismo e con esso un solo uomo l'Assessore al turismo, mentre il comma 3 pone limiti e freni all'azione della stessa Giunta regionale. È urgente allora, come avevamo detto in Commissione, porre mano a una legge specifica di settore, dare corpo e gambe ad uno dei comparti vitali della nostra economia, il turismo, in tutte le sue componenti e sfaccettature, attraverso un organismo snello e plurifunzionale dotato di competenze e professionalità adeguate, capace di guidare al meglio il maggior fattore di sviluppo della Sardegna.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Ignazio Locci. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Cercherò di restringere il campo dell'intervento all'oggetto principale di questo disegno di legge, e vorrei ricordare che anche il nostro Gruppo ha sottoscritto, unendo le firme a quella dell'onorevole Desini. Noi pensiamo che il cuore di questa proposta, mi pare e pare a tutti, sia la possibilità di promuovere campagne pubblicitarie tramite le società sportive professionistiche, quindi è serio dire, in questa sede, che questo disegno di legge consentirà, attraverso campagne pubblicitarie, di sostenere quanto meno il Cagliari calcio, la Dinamo basket e non so se la Torres calcio sia professionistica. Ma queste sono le due società che più si gioverebbero da questa iniziativa legislativa. La copertura finanziaria è stata trovata utilizzando un milione di euro che era destinato alle iniziative della coppa America, di Prada, e sappiamo tutti com'è andata a finire. In finanziaria avevamo previsto un milione di euro ma non potranno essere utilizzati perché gli americani, di fatto, attraverso la modifica delle regole di ingaggio, hanno messo nelle condizioni Prada di non partecipare. Il restante milione e 100 dalla famosa legge del 1955. Noi pensiamo che sia assolutamente una iniziativa meritoria, tuttavia abbiamo voluto proporre a quest'Aula due emendamenti, perché è vero che se lo vogliamo più politico, e lo facciamo per richiamare l'attenzione della Giunta rispetto al resto del mondo dello sport, doveva essere in qualche modo sostenuto dalla famosa legge 17 richiamata dal collega Desini, ma che di fatto non ha trovato le giuste coperture, o la giusta completezza dell'iter burocratico. Sta di fatto che le società sportive non hanno ricevuto il becco di un quattrino. Poi ci sarebbe da aprire una grande questione rispetto agli impegni presi dalla Regione con quello che fu Sardegna Promozione, che forse anche in quelle intenzioni c'era la volontà di sostenere le società sportive attraverso campagne di promozione pubblicitaria. Credo che sia altrettanto giusto non solo sostenere le società sportive professionistiche ma anche gli atleti professionistici, gli atleti sardi, residenti in Sardegna, che sono professionisti, faccio solo un riferimento, ma è più facile perché è sulla stampa ormai tutti i giorni, ed è quello dell'iniziativa del velista sardo Andrea Mura, che se noi potessimo prevedere l'opportunità di finanziare non solo le società professionistiche ma anche gli atleti professionisti, probabilmente potremmo aprire l'opportunità a sostenere anche questa grande iniziativa sportiva che è anche una grande vetrina di pubblicità per i nostri attrattori e per i nostri prodotti. Vorrei ricordare che solamente una delle regate, la Vandee globe, cioè la circumnavigazione in solitario, prevede solo alla partenza qualcosa come 2 milioni di persone, 300 milioni di pagine visitate dal sito della regata, 800 ore di copertura televisiva, 200 milioni di euro di movimento di pubblicità solo intorno a questa unica regata; ecco, io credo che noi, attraverso le proposte di emendamento, andiamo incontro anche a queste iniziative, che sono esclusivamente di esigenze pubblicitarie per i nostri attrattori, per i nostri prodotti e per il nostro marchio, ma allo stesso tempo possiamo anche aprire l'opportunità di vedere anche sostenute iniziative sportive che qualche volta davvero da sole rappresentano quell'ostinazione, quella pervicacia, quella forza, quelle particolarità che hanno solamente gli uomini di questa terra di Sardegna, che talvolta, quando si confrontano a livello mondiale, sono capaci non solo di veicolare il nome ma anche di imporre le loro performance sportive. Per questo noi chiediamo che siano accolte dall'Aula queste modifiche che consentano anche la possibilità di sostenere atleti professionisti residenti in Sardegna, e di prevedere eventualmente anche, attraverso le campagne pubblicitarie di questa Regione, di sostenerne gli sforzi sportivi.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Luigi Crisponi. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Sì, questa proposta di legge ha un nobilissimo intento, che è quello di dare una mano non tanto alla Sardegna sotto il profilo della comunicazione ma sicuramente alle attività sportive, alle società professionistiche che magari possono essere un importante veicolo per comunicare, per dimostrare quanto può essere bella sotto il profilo turistico la nostra bellissima Isola, però è anche vero che questa legge non va a centrare esattamente l'obiettivo. In definitiva si sta usando uno strumento legislativo con lo stesso modo in cui si sono volute fare delle campagne di comarketing con le compagnie aeree, utilizzando gli stessi sistemi della legge n. 10 che a suo tempo sosteneva le "low cost", quindi creando una sorta di confusione su tutta la piattaforma comunicativa. Nello specifico, questo tipo di proposta però già coglie nel segno, ed è un segno alla rovescia, una sorta di autogol a mio giudizio, una sorta di penalty visto che siamo in ambito sportivo. Intanto la prima cosa che salta all'occhio è che si va ad incidere e toccare le risorse autentiche verso il sistema turistico, che sono quelle della legge n. 7. La legge n. 7 è stata praticamente defraudata, scippata di oltre 1 milione di euro per far sì che potesse andare nei capitoli di bilancio della proposta di legge numero 237/A, e questo è già un tema delicatissimo perché il turismo non ha avuto grandi fortune in questi ultimi periodi, è stato letteralmente abbandonato a se stesso, pochi sono stati i fondi messi a disposizione per i bandi di riferimento, non è stato finanziato un bando importantissimo che era stato sollecitato a suo tempo alle stesse associazioni di categoria, che è quello della lunga estate, non sono state fatte le attività che possono essere riconducibili esattamente al mondo pratico con cui l'Assessorato del turismo normalmente agisce e opera, invece in questo caso si è voluto dare all'Assessorato del turismo quello che normalmente è sempre stato fatto dall'Assessorato della pubblica istruzione e dello sport. In definitiva oggi l'Assessorato del turismo non si occupa più di attività verso il turismo, di attività alberghiere, della ristorazione, dei bar, dei servizi e delle attività balneari, ma si deve occupare di ciò di cui si è sempre occupato l'assessore Firino, che mi dispiace sia andata via in questo momento dall'aula, quindi un Assessorato, che era quello legittimato ad avere come relazione diretta quella con le società sportive. E poi c'è il sistema con il quale si vorrebbe creare attrazione: bada, caro Desini, il sistema dell'attrattività e una questione che se ci dovessimo mettere tutti quanti insieme a fare riferimento e forza non basterebbero certo 2 milioni e 100 mila euro, così come non basterebbero le società sportive, perché allora avremmo individuato davvero un autentico attrattore, ma non può essere certamente questo, per poter attrarre flussi. Perché nello stesso momento stiamo dicendo che le società sportive sono un ottimo strumento per fare attrattività turistica e addirittura gli stiamo anche chiedendo di attrarre flussi di utenti e di vacanzieri in periodi non meglio identificati. Noi abbiamo bisogno di fare un'attrazione turistica, che è davvero una materia fortemente complessa, con mille criticità non ultima quella proprio di non avere risorse a sufficienza per poter esercitare quella funzione utile e necessaria per poter dare dignità alla piattaforma regionale del turismo, e invece noi risolviamo la questione con una leggina che di fatto ha un nobilissimo intento ma sta pensando esattamente ad altro. Così come si vorrebbe addirittura assegnare alle società sportive la funzione di attrarre i mercati turistici stranieri: se è vero com'è vero che l'assessore Morandi, dal primo momento dell'inizio della stagione, giustamente ha pensato che probabilmente si potevano portare flussi turistici riferendoci ai mercati stranieri, a questo punto però viene sconfessata anche la linea dall'Assessore perché di fatto si sta immaginando che possano essere le società sportive ad operare in questa direzione.

Quindi, come vedete c'è davvero tanta confusione, e non si capisce nemmeno per quale motivo il comma 3 dell'articolo 1 prevede che ci sia un messaggio legato agli eventi e non all'abbinamento alla società, e quindi non si va a considerare quale tipo di società potrebbe operare in campo nazionale e soprattutto internazionale, dando così anche seguito a quelle che sono le giustissime e condivisibili idee che sono state riportate all'interno della legge.

E infine, se davvero vogliamo parlare di economia per questa terra è impensabile che lo si faccia senza prevedere le adeguate dotazioni per l'unico comparto che sta dimostrando proprio quest'anno brillantezza, vivacità, flussi turistici, quelli sì concreti che stanno in questa fase importante della stagione turistica distribuendosi su tutto il territorio regionale, e lo saranno sicuramente anche nei prossimi mesi di agosto e settembre, auspichiamo che possa essere così anche ad ottobre, però mi dispiace, cari colleghi, ancora una volta vorremmo fare le nozze coi fichi secchi: per fare veramente attività economica, e se questa attività economica si riconduce al mondo del turismo, abbiamo necessità anche di risorse e di fondi adeguati, non andare maldestramente ad incidere sui fondi della legge n. 7, che sono stati depredati in questo caso. Abbiamo anche la difficoltà di mettere in croce tutte quelle Amministrazioni comunali, quelle associazioni, quelle società, quegli enti, tutti coloro i quali intervengono a poter prendere le risorse della legge n. 7 e che in questo momento di fatto vengono letteralmente spogliati di una risorsa pari ad 1 milione di euro che va a finire nella proposta di legge numero 237. Non è questo un sistema organico, non è questo un sistema che possa restituire serenità ai tanti operatori che nel mondo del turismo stanno con grande difficoltà da tempo immemore aspettando che arrivi finalmente il sorgere di un bagliore, di un minimo di luce che possa far superare quei terribili anni che sono stati segnati dal monopolio privato nel mondo marittimo e anche da quello beffardo che in questo periodo sta tenendo in scacco i tanti vacanzieri che intendono scegliere quest'isola come destinazione privilegiata per le loro vacanze.

Vedete che tutto questo entra in perfetta contraddizione, quindi non sarà certamente una legge di questo genere a poter restituire e garantire che quest'Isola davvero possa affermarsi una volta per tutte come destinazione privilegiata nel Mediterraneo per il nostro turismo.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Luigi Ruggeri. Ne ha facoltà.

RUGGERI LUIGI (PD). Io, lo dico con rispetto dei firmatari e dei colleghi, sono contrario a questa legge, per diverse argomentazioni, la principale delle quali mi pare sia la inutilità sostanziale di un provvedimento che tende a disciplinare degli interventi di pubblicità che sono già nella possibilità attuale dell'Assessorato del turismo, e in forza dei quali sono stati condotti degli interventi, anche recentemente abbiamo visto un abbinamento pubblicitario, un'azione pubblicitaria che ha usato come testimonial una squadra professionistica, sono solo due e quindi evidentemente è tra quelle citate dal testo a quelle dobbiamo rifarci. Parlo della Dinamo Sassari e l'abbinamento sulle manifestazione sui giganti di Monte Prama che è stato proposto anche in assenza di una legge specifica che lo rendesse possibile. Quindi la trovo sostanzialmente inutile perché se si tratta di veicolare specifiche campagne, specifici interventi pubblicitari è bene non irrigidire questa possibilità di intervento e lasciare all'Assessore, all'Assessorato, lasciare ai bandi, agli strumenti che l'attuale legge prevede, gli attuali strumenti normativi prevedono è bene lasciare la possibilità di intervenire nello specifico nella conduzione di singoli obiettivi come è proprio dell'iniziativa pubblicitaria che tale si voglia qualificare a differenza delle iniziative di sponsorizzazione.

È stato detto, appunto, che si vuole rispondere ad un'osservazione che riguarda la distinzione tra sponsorizzazione e pubblicità. A me pare un'operazione che tende in qualche misura ad alleviare forse la responsabilità di certi dirigenti quando devono assumere determinati atti, però badate che non è una legge regionale che qualifica diversamente le attività di sponsorizzazione dalle attività di pubblicità che sono definite nei fatti, fattivamente e non è che se un atto dirigenziale rifatto ad una determinata disposizione legislativa per quello si qualifica diversamente nella sua natura se, appunto, di atto a sostegno di una iniziativa pubblicitaria o atto a sostegno di una iniziativa di sponsorizzazione. Perché iniziative che tendono a legare l'immagine dell'iniziativa e a veicolare un'immagine usando un soggetto veicolo sono per definizione iniziative di sponsorizzazione e quindi questa legge così come definita credo che non farà altro che aumentare l'equivoco e il grado di difficoltà di discernere del sistema che ha già prodotto degli atti che sono stati annullati da un soggetto, il commissario, che è dovuto intervenire su una situazione molto intricata qual è quella che si era realizzata su questi sistemi da Sardegna Promozione. Dico quindi che è una cosa sostanzialmente inutile ma dico anche che è una condizione anche sbagliata, dico che è sbagliata perché è sbagliato sostenere con soldi pubblici le squadre professionistiche, perché questo alla fine nel momento in cui togliamo il senso di un'iniziativa pubblicitaria alla capacità dell'Assessorato di disporre delle spese e le traduciamo in spese obbligate dietro alle società professionistiche stiamo di fatto sostenendo irrigidendo la spesa e sostenendo quelle società e facendo delle cose che non sono tanto in linea con quello che dovrebbe essere l'intervento pubblico, stiamo sostenendo delle società professionistiche che hanno obiettivi e strumentalità che sono ben diversi da quelle che dovrebbe avere l'ente pubblico. L'ente pubblico può usarle nel momento in cui ne avesse bisogno, momento in cui pensa che possano essere funzionali ai propri obiettivi, ma il proprio obiettivo non può essere sostenere la "budgetizzazione" annuale di una società professionistica sia che sia il Cagliari Calcio, sia che sia la Dinamo Sassari di cui tutti siamo tifosi, di cui tutti abbiamo piacere, di cui tutti riconosciamo anche la funzione utile nell'associare un'immagine positiva della Sardegna che può essere sfruttata per alcuni specifici aspetti ma che non possono intercettare risorse pubbliche che devono essere destinate a fini di iniziativa pubblica e non a sostenere gli stipendi dei professionisti. Per quello esistono gli introiti televisivi, esiste il business, esistono ingaggi milionari, su quel terreno non è nemmeno etico che si possano spendere dei fondi pubblici. Allora sul terreno della utilità all'ente regione è bene che ci siano degli interventi, è bene che le strategie di marketing siano affinate dall'Assessorato, se devono essere veicolate anche attraverso i sistemi che prevedono il coinvolgimento di queste realtà sportive professionistiche esistenti nella nostra terra si facciano perché c'è una convenienza, ma non c'è nessun bisogno di una legge specifica, non c'è nessun bisogno di bloccare importi di spesa di questo tipo, ci sono tutti gli strumenti a disposizione si prendano le responsabilità i dirigenti di fare le cose, se lo pigli l'Assessore, se lo pigli l'Assessorato di assumere delle iniziative orientate alla promozione della Sardegna anche usando quegli strumenti, non c'è bisogno secondo me di una copertura legislativa di questo tipo.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Grazie Presidente, è evidente che noi oggi non parliamo dello sport o delle società sportive viste nella loro accezione dinamica di servizio sociale, di attività che comunque migliorano la qualità della vita dei cittadini e contribuiscono anche a creare buoni cittadini, stiamo parlando d'altro, non stiamo parlando dello sport che nobilita l'uomo, che nobilita i nostri ragazzi, stiamo parlando di sport che nobilita l'immagine della Sardegna. Credo che questo sia vero e che sia inconfutabile, abbiamo ben presente il divieto posto dalla legge numero 122 che dal 2011 vieta alle amministrazioni le sponsorizzazioni, abbiamo anche ben presente la differenza tra sponsorizzazione e pubblicità, non stiamo qui a ripetere questi concetti che ormai sono triti e ritriti e che comunque hanno appassionato tanti magistrati contabili. Oggi siamo qua per individuare dei soggetti che possano promuovere per valorizzare l'immagine della Sardegna con le sue valenze ambientali, siamo qui per parlare di soggetti che svolgono attività sportive che sono in grado di calamitare l'attenzione dell'Europa o comunque del mondo nei confronti di quest'Isola che ha una grande necessità di essere promossa. Non moltissimi in questo globo conoscono la Sardegna, moltissimi conoscono Porto Cervo, la Costa Smeralda, evidentemente c'è qualche problema, c'è qualche problema nella promozione di quest'Isola e allora se questo è vero, se noi dobbiamo andare a individuare i soggetti che svolgono sport ad alti livelli, cosa che consente di promuovere l'immagine di questa benedetta Isola io credo che non ci possiamo dimenticare di quei soggetti che fanno, svolgono campionati professionistici o comunque svolgono campionati e partecipano a campionati nazionali di massima serie come per esempio che ne so l'Amsicora, la Torres femminile calcio, il Cus Cagliari che porta il nome della Sardegna in giro per l'Italia, che promuovono il nome della Sardegna in giro per l'Italia, non possiamo dimenticarci di questi soggetti, credo che non sia equo, non sia giusto. Anche perché comunque non utilizziamo una parte importante di questi soggetti che svolgono attività sportive e massimi livelli che potrebbero promuovere e che promuovono l'Isola nel continente quantomeno. Ecco perché io credo che anche l'emendamento, lo faccio ovviamente col pieno consenso del collega Locci, anche l'emendamento del collega Locci che è sottoscritto da tutti noi, debba in qualche modo essere integrato con l'aggiunta delle società sportive che partecipano a campionati nazionali di massima serie questo per non lasciare fuori dal novero dei soggetti che possono promuovere quest'Isola svolgendo attività sportive ai massimi livelli, per non lasciare fuori da questo range altri soggetti che sono altrettanto importanti perché hanno una capacità di calamitare l'attenzione dell'opinione pubblica, una capacità di promuovere positivamente l'Isola e quindi hanno una capacità di avere riverberi o di provocare riverberi positivi su questa nostra terra.

Quindi io se fosse possibile proporrei un emendamento verbale emendante l'emendamento che già è stato proposto dal collega Locci, un emendamento che inserisce anche la società sportive che partecipano ai campionati nazionali di massima serie. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Christian Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS CHRISTIAN (PS d'Az). Grazie Presidente, molto rapidamente anche perché i colleghi che mi hanno preceduto hanno sviluppato abbondantemente il tema. Io questa mattina ho votato contro sulla copertura finanziaria per questo disegno di legge perché ritengo, e credo sia anche il caso di metterlo in evidenza, che davanti alla straordinaria dimensione dei problemi che stanno fuori da quest'aula noi ultimamente stiamo intrattenendo i nostri lavori in argomenti assolutamente importanti, ma qualcuno li ha definiti piccoli argomenti, alle volte argomenti tampone, e non stiamo affrontando in maniera organica e decisiva i nodi della crisi, mentre fuori ci sono i problemi che conosciamo rispetto alla povertà che aumenta, alla disoccupazione, ai trasporti, alla stessa partita finanziaria. Qui non si sta parlando, noi andiamo a disporre di 2 milioni e 100 e non sappiamo quale sia la situazione della cassa della Regione. Come arriveremo a settembre? In un tempo in cui molto verosimilmente avremo ristrettezza di risorse, noi abbiamo necessità di qualificare la spesa, di orientarla. Credo che dovremmo dare copertura finanziaria a disegni di legge che abbiano degli obiettivi organici importanti, che poi raggiungano anche gli stessi soggetti, ma in una maniera diversa, non attraverso provvedimenti che sono in effetti pannicelli caldi rispetto a esigenze che conosciamo piuttosto contingenti. Mi sento in questo senso di sottoscrivere anche le parole del collega Ruggeri. Io credo che si debba ritornare ad affrontare le tematiche più stringenti non continuando ad annunciare avvii di riforme, ad adottare provvedimenti che sono marginali, e soprattutto poniamoci il tema fondamentale. Qui è inutile che facciamo finta di nulla, pare che sul versante sanità abbiamo accumulato oramai un deficit che sfiora i 350 milioni, sulla cassa pare che a settembre avremo difficoltà a gestire le spese ordinarie, e intratteniamo il Consiglio regionale per parlare di 2 milioni e 100 di promozione, sponsorizzazione, campagna pubblicitaria. Io credo che le urgenze siano ben altre, e bene faremmo non a non occuparci anche di queste vicende, ma preferibilmente andare a discutere degli argomenti che rivestono dimensione, importanza. Oggi siamo al 4 di agosto, il consuntivo che dovevamo discutere e approvare entro il 30 luglio è arrivato solo da qualche giorno, forse bene avremmo fatto ad impegnare il tempo nella Commissione per esaminare quel testo; forse bene avremmo fatto a prendere cognizione, ad avere contezza di quali siano le risorse sulle quali possiamo provare a delineare un programma, un'idea complessiva di sviluppo per l'isola. Io non credo che siano questi i temi, con tutto il rispetto, che debbano intrattenere quest'aula, soprattutto a fronte della, ripeto, smisurata dimensione dei problemi che stanno fuori da quest'aula, diversamente credo che saremo incomprensibili soprattutto per chi, tra i nostri conterranei, soffre quotidianamente ben altri problemi.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Angelo Carta. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Intanto faccio mio e sottoscrivo quanto detto dal collega Solinas. Il mio intervento sarà molto veloce perché mi chiedevo, leggendo il disegno di legge numero 237, cosa pensiamo che sia il turismo in Sardegna e a cosa pensiamo che serva l'Assessorato del turismo in Sardegna. Il turismo in Sardegna, io parlo di una realtà che grazie a Dio e per fortuna vive anche di turismo, ci consente di svernare, ci consente di non subire effetti troppo negativi di una crisi veramente epocale. Naturalmente l'Assessorato del turismo è un supporto, è un supporto col quale stiamo lavorando per realizzare l'unica fiera internazionale della Regione Sardegna, la Bitas, è un supporto quindi necessario a questa industria. Però credo che col disegno di legge che oggi viene sottoposto, il "237", non basti parlare come al solito si fa di attrattori ambientali, culturali e turistici dei prodotti artigianali della Sardegna per nascondere che stiamo in qualche maniera utilizzando l'Assessorato del turismo come un minus habens, perché gli mettiamo 2 milioni e 100 e gli diciamo: "Devi fare questo con i 2 milioni e 100". Se poi è vero come è vero che nel disegno di legge numero 238 a quello stesso obiettivo di propaganda, promozione del settore del turismo, artigianato e commercio, gli tagliamo 3 milioni e 700 mila euro, si propone di togliere 3 milioni e 700 mila euro dalla promozione e propaganda del settore del turismo e artigianato, li trasferiamo nel trasporto pubblico locale. Che cosa è l'Assessorato del turismo per questa maggioranza? Che cosa è il turismo per questa maggioranza? Io credo che un disegno di legge come questo vada cassato, tolto dalla discussione del Consiglio regionale, quei soldi vadano lasciati dove sono o reinvestiti in cose diverse, ma certamente non si può ipotizzare un disegno di legge dove nascondendoci dietro le foglie di fico parliamo di società professionistiche, parliamo quindi di destinatari precisi dei 2 milioni e 100 mila euro, diciamo cosa deve fare, gli poniamo i limiti, e non riusciamo neanche a spiegare qual è la differenza fra la pubblicità, la sponsorizzazione e la propaganda, e lasciamo irrisolto il problema che poi, come ricorda la relazione dei proponenti, il decreto legge aveva poi risolto con il divieto delle sponsorizzazioni per le amministrazioni pubbliche. In un'epoca di spending review dove i comuni sono tartassati, come ha detto la Corte dei conti, i sindaci sono stati costretti ad aumentare le tasse per i tagli dello Stato, a noi è costato, alla Regione Sardegna, 37 milioni il famoso bonus, venuti meno alle casse della Regione. È titolato sui giornali di oggi, così il turismo si ammazza, certamente non per responsabilità di questo Assessore né di questa Giunta, ma certamente sono problemi che vanno visti, affrontati e risolti. Oggi, con un disegno di legge come questo, stiamo dimostrando superficialità e non contezza di quelli che sono i problemi reali.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (Area Popolare Sarda). Inizio il mio intervento dichiarando che voterò contro questa proposta di legge, ma non per partito preso, ma per le considerazioni che alcuni colleghi che mi hanno preceduto hanno già fatto. Quindi mi ritrovo per la prima volta anche d'accordo con il collega Ruggeri, ma ha richiamato anche il collega Solinas alcuni argomenti interessanti. Noi in questa proposta di legge stiamo snaturando, snaturando quello che è il ruolo dell'Assessorato del turismo. Nonostante la legge abbia degli ottimi e dei nobili intendimenti, con questo tipo di proposta noi vorremmo dare denaro a chi ha già il denaro, quindi alle società professionistiche. Non mi vergognerei assolutamente di indicare addirittura i nomi delle tre società professionistiche sarde, li mettiamo, così evitiamo anche di far finta di non aver capito. Ma in realtà è questo il problema, e questo è quello che dobbiamo cercare anche in questo momento di risolvere. Mi ricordava il mio segretario regionale, il collega Oppi, che tre, quattro anni fa, si ricorreva a dei finanziamenti regionali per le visite mediche delle squadre, per le visite mediche dei nostri ragazzi, dei nostri figli, e noi vogliamo buttare dalla finestra 2 milioni e 100 mila euro per regalare alle società professionistiche? Come ha già detto qualcuno prima di me, abbiamo messo il naso fuori da queste finestre? Ci siamo resi conto della crisi che attanaglia la nostra Regione? Questo non vuol dire che non dobbiamo sostenere lo sport, è chiaro che lo sport va sostenuto, e va sostenuto anche con queste risorse, ma non pensare solo alle società professionistiche. Questo termine come minimo va cassato e cancellato da questa proposta di legge. Ci sono una serie di atleti, di squadre, di scuole, di sport, dal rally di Sardegna, ad Andrea Mura, al pugilato, a una serie di altre figure, non l'hockey, non professionistiche, che hanno necessità di denaro. O vogliamo parlare di cosa costa una trasferta ad una piccola società sportiva? Perché qui entra in campo anche il discorso dei trasporti, dove solo per spostarsi da Cagliari a Oristano o da Oristano a Sassari ci sono difficoltà, ma difficoltà oggettive, economiche di piccole società che in qualche modo richiamano il nome della Sardegna e il nome dei prodotti sardi, che vivono grazie all'autofinanziamento delle famiglie, all'autofinanziamento dei sostenitori che, mettendo la mano al proprio portafoglio, con grande sacrificio fanno andare avanti queste società. Bene, di fronte a tutto questo noi con molta superficialità, seguendo il principio del turismo, di in qualche modo richiamare quelle che sono le attività turistiche, le sponsorizzazioni della Sardegna, regaliamo 2 milioni e 100 mila euro a chi ha già uno stipendio? Onestamente non mi sembra un atteggiamento molto corretto, ma soprattutto rispettoso per tutti quei ragazzi, per tutti quegli sportivi che spesso in qualche modo portano il nome della Sardegna in Italia e in Europa. Quindi questo provvedimento va cassato sulla parola "professionistiche" e deve essere integrato all'articolo 1, comma 1, dopo "ampio e diversificato" con la parola " internazionale", perché ci sono società sportive dilettantistiche, così come ci sono atleti sardi che sono conosciuti nel mondo e che partecipano a competizioni mondiali. Quindi sotto questo profilo noi dobbiamo cercare di migliorare questo testo, anche se condivido il suggerimento che dava prima il collega Carta, di bloccarci un attimo, rivedere quelle che sono le competenze di questa legge, rivedere quelle che sono le competenze dell'Assessorato del turismo e cercare di riscrivere tutti insieme una norma che in qualche modo renda più agevole in Sardegna lo sport e tutte le attività ad esso connesse.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.

MORANDI FRANCESCO, Assessore tecnico del turismo, artigianato e commercio. Signor Presidente, onorevoli consigliere e consiglieri, la proposta di legge che discutiamo oggi mi sembra che sia una proposta interessante e abbastanza definita nei suoi contenuti. È definita in maniera molto chiara. Il tema chiave della proposta è, lo dice bene il titolo, "realizzazione di campagne pubblicitarie degli attrattori e dei prodotti regionali". Mi sembra che nel titolo siano identificati con grande chiarezza gli obiettivi del testo della legge ed è identificato anche con grande chiarezza il significato della proposta. La proposta di fatto identifica e cristallizza un canale di promozione che la Regione sta già utilizzando come canale di comunicazione pubblicitaria al pari di quanto fanno altre regioni italiane che si sono dotate di strumenti corrispondenti. Ci sono altre realtà regionali che, in parallelo a quanto sta già facendo la Regione, utilizzano alcuni canali privilegiati per rivolgersi a mercati e per promuovere prodotti in maniera molto trasparente e molto chiara. La proposta nell'articolo 1 è definita anche nei suoi contenuti in maniera molto trasparente, l'oggetto è chiarissimo: non si promuove l'immagine della Sardegna, né lo stemma regionale, né l'immagine unitaria, ma si promuovono attrattori ambientali, culturali e turistici e i prodotti dell'artigianato e dell'enogastronomia, quindi mi sembra che sia focalizzata molto bene la proposta. C'è un altro filtro molto importante che riguarda lo strumento, nel comma 2 dell'articolo 1, gli obiettivi, le azioni, i mezzi di diffusione, la durata e le procedure sono definiti in anticipo, e c'è un terzo filtro che riguarda la qualità dei soggetti che, devo dire, è forse la parte più qualificante della proposta. Si tratta di identificare come canale di pubblicità, quindi niente a che fare con il sostegno alle società sportive, niente a che fare con i contributi di scopo, niente a che fare con lo sport, ma si parla veramente di pubblicità e di promozione, si fa riferimento ai canali di comunicazione dotati di notevole efficacia con un'elevata potenzialità di diffusione del messaggio promozionale in grado di raggiungere un pubblico particolarmente ampio e diversificato. A me pare molto chiaro che la proposta sia una proposta che nei suoi contenuti, nei modi in cui è formulata, cristallizza, identifica le società sportive professionistiche, al pari di altri canali di promozione e di pubblicità, come un canale efficace attraverso cui veicolare la promozione di attrattori e prodotti della Sardegna. Mi pare che sia una proposta nella sostanza condivisibile e identifica le risorse finanziarie senza privare l'Assessorato del turismo della necessaria flessibilità nel definire le politiche pubbliche e nel definire le altre azioni di promozione. I capitoli dell'Assessorato che riguardano la promozione sono capienti da questo punto di vista. Questo è uno strumento che beneficerà di una cristallizzazione, di una identificazione specifica, che si affianca agli altri strumenti che già stiamo utilizzando per fare promozione dei prodotti e degli attrattori regionali. Mi sembra che non abbia nulla a che fare con l'idea della sponsorizzazione, ma che sia molto chiaro che si tratta semplicemente di dotare l'Assessorato del turismo in maniera formale di uno strumento in più per fare promozione e per fare valorizzazione del territorio regionale, dei prodotti e degli attrattori su alcuni mercati, con alcuni target che sono sicuramente strumenti interessanti.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (Area Popolare Sarda). Posso chiedere la votazione a scrutinio segreto?

PRESIDENTE. Sì, si può chiedere. A scrutinio segreto per il passaggio all'esame degli articoli?

RUBIU GIANLUIGI (Area Popolare Sarda). No, aspetti, solo per la votazione finale della legge.

PRESIDENTE. Adesso stiamo votando semplicemente il passaggio all'esame degli articoli, quindi non si sta chiedendo ora la votazione a scrutinio segreto.

RUBIU GIANLUIGI (Area Popolare Sarda). La chiederemo alla fine. Grazie.

PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 1. All'articolo 1 sono stati presentati l'emendamento sostitutivo parziale numero 2 e l'emendamento aggiuntivo numero 1.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1 e dei relativi emendamenti:

Art. 1

Campagne pubblicitarie tramite le società sportive

1. L'Amministrazione regionale è autorizzata ad effettuare le spese necessarie per la realizzazione e la veicolazione di campagne pubblicitarie degli attrattori ambientali, culturali e turistici e dei prodotti artigianali ed enogastronomici della Sardegna per il tramite delle società sportive professionistiche aventi sede nel territorio regionale, che dispongono di canali e strategie di comunicazione dotati di notevole efficacia, con un'elevata potenzialità di diffusione del messaggio promozionale, in grado di raggiungere un pubblico particolarmente ampio e diversificato.

2. A far fronte dall'anno 2016, gli obiettivi, le azioni, i mezzi di diffusione e la durata della campagna pubblicitaria, la procedura per l'affidamento delle relative prestazioni nel rispetto dei principi comunitari e delle norme di legge in materia e i criteri di ripartizione delle risorse finanziarie sono definiti con deliberazione adottata dalla Giunta regionale entro il 31 marzo di ogni anno, su proposta dell'Assessore regionale del turismo, artigianato e commercio.

3. Le azioni da realizzare attraverso la campagna promozionale non prevedono, in ogni caso, uno specifico abbinamento tra il messaggio pubblicitario e i singoli eventi sportivi, che restano legati da un mero rapporto di occasionalità.

4. La gestione delle risorse finanziarie di cui al presente articolo è attribuita all'Assessorato regionale del turismo, artigianato e commercio.

EMENDAMENTI.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). L'emendamento numero 2 è ritirato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento numero 1 ha facoltà di parlare il consigliere Roberto Desini, relatore.

DESINI ROBERTO (Sovranità, Democrazia e Lavoro), relatore. Non conforme.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.

MORANDI FRANCESCO, Assessore tecnico del turismo, artigianato e commercio. Signor Presidente, soltanto per chiarire la posizione mia personale rispetto questo emendamento. La questione è molto chiara e molto semplice. L'articolo 1 fa riferimento a "canali e strategie di comunicazione di notevole efficacia, con un'elevata potenzialità di diffusione del messaggio promozionale, in grado di raggiungere un pubblico particolarmente ampio e diversificato". Allora io vorrei evitare che si annacquasse il rigore della norma e quindi esprimo parere non favorevole.

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 1, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 1. Chi lo approva alzi la mano.

Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Presidente, io approfitto esattamente delle parole dell'Assessore che si è richiamato rigidamente allo spirito del legislatore e dei proponenti evidentemente, a meno che l'origine dei proponenti non sia diversa. Noi pensiamo che atleti che partecipano a manifestazioni internazionali, con i numeri che ho elencato durante la discussione generale, se mi consente, Assessore, forse questi attrattori giovano anche di più di qualche campagna fatta per il tramite delle società professionistiche. Quindi è per questo che insisto nella proposta dell'emendamento e si prenda la responsabilità l'Aula, quindi, di dire che per esempio atleti del calibro di Andrea Mura, che partecipano a manifestazioni veliche internazionali, non hanno le caratteristiche che magari invece hanno il Cagliari Calcio e la Dinamo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Edoardo Tocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TOCCO EDOARDO (FI). Presidente, non era mia intenzione intervenire, però - ovviamente sto intervenendo sull'emendamento - il problema è semplice. Io trovo che sia una proposta di legge a suo modo anche interessante, però si tratta di valutare anche quelle società professionistiche che hanno dei canali pubblicitari differenti da quelli della Regione, cioè sono società che hanno dei grossi sponsor, che hanno delle grosse possibilità, chiaramente sappiamo di cosa stiamo parlando. Quello che noi vogliamo cercare di portare avanti con l'emendamento è inserire anche all'interno di questa proposta di legge quelle società che non sono professionistiche squisitamente e in senso stretto, ma sono società che hanno avuto un rilievo nei campionati federali nazionali, che hanno a loro modo un veicolo pubblicitario per la Sardegna, società che spendono tanti soldi, che non hanno possibilità differenti probabilmente perché non professionistiche (e non elenco neanche i nomi perché sappiamo quali sono), non sono neanche tantissimi quelli che fanno i campionati massimi. Si tratta semplicemente di trovare la formula giusta per poter far entrare anche in questo discorso questo tipo di società che hanno un mare di giovani, di ragazzini che vengono veicolati dall'immagine di queste grosse società e sono società che hanno dei rilievi mediatici non indifferenti, televisivi, giornalistici.

Io credo che questo emendamento sia anche in buona fede, onestamente. Sarei dell'avviso di far sì che si trovassero anche delle soluzioni alternative a questa proposta di legge o, come sostiene il consigliere Rubiu, la blocchiamo un attimo e valutiamo un attimo se è possibile rivederla, diversamente dovremmo anche fare delle valutazioni attente sulla votazione di questa legge. Mi dispiace perché io sono dell'avviso (sono firmatario di questa proposta di legge) e sono molto convinto e molto contento che questa proposta vada a buon fine per le società professionistiche però, ripeto, ci sono delle società che non sono professionistiche, lo ripeto ancora una volta, in senso stretto ma che hanno un'immagine sicuramente all'altezza di queste altre.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). L'emendamento, se approvato, probabilmente mitigherebbe molto il vincolo di questa legge perché aggiungere anche gli atleti fra i soggetti che possono essere beneficiari di questa legge credo che sia il minimo che il Consiglio deve fare. Il Consiglio deve fare, secondo me, una legge che non sia a destinazione specifica ma che abbia un ventaglio di possibilità e che chi legge questa legge possa ritrovare all'interno di questa legge delle possibilità che non sono con nome, cognome, indirizzo e numero civico, ma sia una legge veramente per tutti coloro che hanno questa potenzialità, che non sono solo le società professionistiche ma, com'è stato detto, anche gli atleti. Non cito i nomi ma ci sono atleti che da soli hanno una grande capacità di promozione e che da soli fanno sacrifici enormi per fare e praticare uno sport che a volte è poco conosciuto da noi, ma che sicuramente fuori rappresenta un valore aggiunto, rappresenta quel veicolo di promozione che tanto si sta sbandierando per questa legge.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Crisponi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Il collega Carta non voleva fare nomi, lo faccio io allora un nome: in tanti parlano di Andrea Mura, io cito Gaetano Mura, velista anche lui, che ha eletto l'Atlantico come casa propria, che da decenni viaggia con il nome orgogliosamente stampato sulla sua maglia, sulla sua barca, sulla sua vela; o Alessandro Goddi, pugile pluripremiato, nuorese anche lui, dove nel suo territorio diventa semmai un istruttore che quotidianamente racconta la sua fatica, la sua dedizione, la sua voglia, la sua volontà di parlare di sport e al tempo stesso di fare e regalare una bella immagine alla nostra Isola. A questa gente noi non dobbiamo fare una gentile concessione, a questa gente, a questi atleti orgogliosi noi dobbiamo dare l'affiancamento della Regione Sardegna alle loro fatiche e alla loro capacità di essere attuativi con il nome che portano stampato e con le attività di comunicazione, di relazione, di pubblica comunicazione. A questa gente noi dobbiamo trovare un sistema con un semplice sì ad un emendamento serio, garbato, che a mio giudizio potrebbe trovare tranquillamente accoglimento da parte dei colleghi della maggioranza che si ostina invece a procedere spedita nella direzione di marcia che a noi non sembra corretta.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 1.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Per ritirare la mia firma dalla proposta di legge.

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 2.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2:

Art. 2

Norma finanziaria

1. Agli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge, determinati per l'anno 2015 in euro 2.100.000, si fa fronte rispettivamente:

a) quanto ad euro 1.000.000 per l'anno 2015 mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 33, comma 7, della legge regionale 9 marzo 2015, n. 5 (legge finanziaria 2015) iscritta in conto dell'UPB S06.02.002 del bilancio di previsione della Regione per lo stesso anno; conseguentemente, il comma 7 dell'articolo 33 della citata legge regionale n. 5 del 2015 è abrogato;

b) quanto ad ulteriori euro 1.100.000 per l'anno 2015 mediante utilizzo di quota parte delle risorse già destinate agli interventi di cui alla legge regionale 21 aprile 1955, n. 7 (Provvedimenti per manifestazioni, propaganda e opere turistiche) e successive modifiche ed integrazioni, iscritte in conto dell'UPB S06.02.002 del bilancio di previsione della Regione per lo stesso anno.

2. Gli oneri derivanti dall'attuazione della presente legge gravano per l'anno 2015 sulla succitata UPB S06.02.002 del bilancio di previsione della Regione per l'anno 2015; a decorrere dall'anno 2016, ai relativi oneri si fa fronte nei limiti degli stanziamenti di bilancio annualmente a ciò destinati.)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (Area Popolare Sarda). Chiedo la votazione a scrutinio segreto dell'articolo 2.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'articolo 2.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: )

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 3.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3:

Art. 3

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna (BURAS).)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 3, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo alla votazione finale della legge così come modificata e approvata.

Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (Area Popolare Sarda). Chiedo la votazione a scrutinio segreto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Desini. Ne ha facoltà.

DESINI ROBERTO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Non può fare dichiarazione di voto, soltanto in caso di astensione perché è stato chiesto il voto segreto. Non è possibile dichiarare il voto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, della proposta di legge numero 237.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

(Il Consiglio approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: )

PRESIDENTE. Sospendo il Consiglio e convoco la Conferenza dei Capigruppo.

(La seduta, sospesa alle ore 18 e 58, viene ripresa alle ore 19 e 20.)

PRESIDENTE. Il Consiglio è convocato per domani mattina alle ore 10 e 30. La seduta è tolta.

La seduta è tolta alle ore 19 e 21.