Seduta n.111 del 15/07/2015 

CXI Seduta

Mercoledì 15 luglio 2015

Presidenza del Vicepresidente Eugenio LAI

La seduta è aperta alle ore 16 e 22.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta del 16 giugno 2015 (107), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Marcello Orrù, Giuseppino Pinna, Ignazio Giovanni Tatti e Alessandro Unali hanno chiesto congedo per la seduta del 15 luglio 2015.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Anna Maria Busia, Augusto Cherchi, Roberto Desini, Piermario Manca e Alessandro Unali, in data 2 luglio 2015, hanno comunicato di costituito un nuovo Gruppo consiliare denominato "Sovranità, Democrazia e Lavoro" nominando presidente l'onorevole Roberto Desini e Vicepresidente l'onorevole Augusto Cherchi.

Comunico, inoltre, che gli onorevoli Eugenio Lai e Gavino Sale, in pari data, hanno dichiarato di aderire al Gruppo consiliare "Soberania e Indipendentzia" mentre l'onorevole Gavino Manca, con nota del 3 luglio 2015, ha dichiarato di aderire al Gruppo consiliare "Partito Democratico".

Comunico di aver nominato componente della Commissione d'inchiesta sull'efficienza del sistema sanitario regionale e sull'adeguatezza dei suoi costi l'onorevole Giuseppino Pinna in sostituzione dell'onorevole Gianluigi Rubiu.

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti proposte di legge:

proposte di legge numero 236, 237

Annunzio di presentazione di disegno di legge

PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il seguente disegno di legge:

disegno di legge numero 238

Risposte scritte a interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che sono state date risposte scritte alle seguenti interrogazioni:

Interrogazioni numero 92, 125, 197, 230 (pervenute il 25 maggio 2015);

Interrogazioni numero 145, 152, 263, 313, 327, 337, 380, 394, 406 (pervenute il 6 luglio 2015);

Interrogazione numero 414 (pervenuta il 10 luglio).

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria:

434, 435, 436, 437, 438, 439, 440, 441, 442, 443, 444, 445, 446, 447, 448, 449.

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria:

136, 137, 138, 139.

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria:

160, 161, 162, 163 e 164.

PRESIDENTE. Comunico che per accordi presi dai Gruppi, si intendono rinviate ad altra data il testo unificato numero 45-61/A, disposizioni in materia di apicoltura, e il disegno di legge numero 202/A, trasformazione in agenzia del consorzio per l'assistenza alle piccole e medie imprese " Sardegna Ricerche".

Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Desini. Ne ha facoltà.

DESINI ROBERTO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Sull'ordine dei lavori, una precisazione. Ho sentito che lei ha comunicato che quei punti di all'ordine del giorno, i due disegni di legge sono stati rinviati come concordato dalla Conferenza dei Capigruppo, se mi dice quando grazie.

PRESIDENTE. Allora, il testo unificato numero 45-61/A, disposizioni in materia di apicoltura, è stato rinviato perché è assente l'Assessore competente, il disegno di legge numero 202/A della Giunta regionale sulla trasformazione del consorzio per l'assistenza delle piccole e medie imprese "Sardegna Ricerche" è stato rinviato su richiesta specifica di alcuni Gruppi del Consiglio regionale per impegni presi nella giornata di domani.

DESINI ROBERTO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Grazie per la precisazione. Anche perché non c'è stata la riunione dei Capigruppo e la Conferenza si terrà dopo il consiglio. È giusto per capire chi aveva assunto queste decisioni. Grazie.

Discussione del documento Giunta regionale POR FSE 2014-2020 e istituzione del Comitato di sorveglianza (7/XV/A) e approvazione di ordine del giorno

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del documento numero 7, Giunta regionale. POR FSE 2014-2020 e istituzione del comitato di sorveglianza.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Sabatini, relatore.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore. Il documento che è all'attenzione questo pomeriggio dell'Aula è un documento di cui dobbiamo solo ed esclusivamente prendere atto, in quanto è stato sottoposto a negoziato con l'Unione Europea… Presidente…

PRESIDENTE. Scusate colleghi.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore. …in quanto è stato sottoposto a negoziato con l'Unione Europea dopo che è stato esaminato dal centro di programmazione, dalla Giunta regionale, assumendo anche molte delle indicazioni che avevamo dato con la risoluzione sulla spendita e l'utilizzo dei fondi comunitari. Quindi, oggi si tratta di una presa d'atto, una presa d'atto che è stata già assunta dalla terza Commissione in data 3 giugno 2015. Quindi non mi soffermerò sul documento, ma l'occasione è ghiotta per fare alcune considerazioni. La prima considerazione che mi viene da fare sta nel fatto che oramai le uniche risorse che sono a nostra disposizione, per avviare politiche di crescita e di sviluppo, stanno dentro i piani operativi regionali. Perché il nostro bilancio è in una situazione in cui le macro-voci assorbono completamente le risorse disponibili. Se solo pensiamo che la spesa sanitaria impegna per ormai oltre il 50 percento le risorse disponibili che ci vengono assegnate dallo Stato, che ci vengono trasferite dallo Stato. Se poi pensiamo che c'è stata una riduzione del gettito fiscale e automaticamente una riduzione delle compartecipazioni, quindi un calo anche qui delle risorse disponibili. A questo si aggiungano gli accantonamenti imposti dallo Stato che negli ultimi quattro anni sono andati via via aumentando, le risorse a nostra disposizione sono praticamente ridotte al lumicino. E qui c'è certamente da riportare al centro la vertenza entrate, ce lo ripetiamo in continuazione, ma vorrei fare anche un appello alle forze del centrosinistra perché dobbiamo anche capire come la vertenza entrate va affrontata. Perché o decidiamo qual è la nostra strategia, oppure continuiamo a cadere in errore: il centrosinistra continua a issare il totem della revisione dell'articolo 8 come una verità assoluta, come un dio inattaccabile, come un qualcosa che non si può discutere. Io credo che bisogna incominciare a discutere e che, invece che guardarci alle spalle, guardarci all'indietro, noi dobbiamo fare nuovi ragionamenti e guardare in avanti nella ricontrattazione delle entrate. Tra l'altro, voglio far notare che l'applicazione dell'articolo 8 non ha mai trovato compimento, non ha trovato compimento quando era al governo la giunta Soru, non ha trovato pieno compimento e attuazione quando era al governo la giunta Cappellacci, non trova compimento in questo primo scorcio di legislatura. Infatti, non c'è mai identificazione tra le somme accertate e le somme effettivamente trasferite alla Regione. Mai. Siamo sempre in una differenza che si aggira attorno a un miliardo. Ma voglio fare anche un'altra considerazione: è possibile che oggi, a otto anni da quella approvazione, io vorrei che tutti prendessimo atto di che cosa fanno le altre Regioni autonome, guardiamo cosa fa il Trentino, cosa fa la Valle d'Aosta, cosa fa il Friuli Venezia Giulia in questi anni sotto la presidenza della presidente Serrachiani puntualmente ogni anno riscrivono quella parte del loro Statuto che si occupa delle entrate, ogni anno, massimo ogni due anni. Quindi c'è un iperattivismo nella ricontrattazione con lo Stato della questione entrate; noi siamo fermi e continuiamo a calcolare le entrate ad un accordo che otto anni fa è cambiato il mondo, sono cambiate le condizioni economiche, sono cambiate le disposizioni europee, si sono susseguite tutta una serie di leggi di stabilità, decreti ministeriali che hanno stravolto le norme e le regole, e pensate ancora che noi oggi possiamo sostenere il fatto che il costo della continuità territoriale che decreta il principio del diritto alla mobilità che spetta a ogni sardo quel principio noi possiamo accettare che quelle somme quelle risorse siano addebitate al bilancio regionale, che cosa possiamo andare a contrattare se quelle risorse sono addebitate al nostro bilancio. Noi dobbiamo liberarci da quell'imposizione e dobbiamo chiedere allo Stato che ci trasferisca le risorse perché ci riconosca il diritto alla mobilità. Un tempo poteva essere valido, oggi dobbiamo rimetterlo credo in discussione.

Allora io davvero credo che tutti noi il centrosinistra ma anche le forze di centro destra, le forze sociali insieme ai parlamentari dobbiamo più che guardarci alle spalle cominciare a ragionare insieme perché la vertenza entrate non ha un colore politico, non è di centrodestra, non è di centrosinistra è di tutti noi. I colleghi più anziani mi sono testimoni che io ho sempre sostenuto questo principio. Questa è una battaglia da portare avanti insieme ed è necessario ed urgente che noi la portiamo avanti con la massima unità e determinazione. Quest'anno c'è stato un grande risultato, i 300 milioni che ci sono stati riconosciuti di residui attivi cioè di risorse che lo Stato deve a questa Regione; è stato un risultato che è passato in secondo piano, è invece un risultato importantissimo mai avevamo avuto 300 milioni si qualcuno mi può dire ma quando avevamo scritto, quando avevamo approvato la riscrittura dell'articolo 8 era stato riconosciuto 500 milioni sull'IVA, ma voglio ricordare che quei 500 milioni ci sono stati trasferiti in quote annuali di 25 milioni per anno e ancora non è stato estinto quel credito da parte dello Stato nei confronti della nostra Regione. Quindi 300 milioni sono un grande risultato, sono grande risultato è sufficiente, ma io credo non sia sufficiente. Allora per guardare avanti voglio fare una proposta. Assessore, noi ci siamo in accordo con lo Stato assoggettati al rispetto dell'equilibrio di bilancio ma questo principio ha una condicio sine qua non può essere attuato se abbiamo la certificazione esatta delle entrate che lo Stato ad'oggi non c'ha comunicato. Cioè per rispettare l'equilibrio di bilancio io devo sapere quanto mi trasferisci perché alle entrate devono corrispondere i capitoli di spesa. Non solo devo chiedere allo Stato che non mi può imporre durante l'anno ulteriori accantonamenti perché io devo avere, appunto, le entrate certificate. Allora se questo impegno non è stato mantenuto dallo Stato, io non inviterei la Giunta e questo Consiglio a non rispettare gli equilibri di bilancio, piuttosto chiederei alla Giunta di riflettere sull'opportunità di liberarci dal vincolo del utilizzare i 400 milioni di fondo cassa a valere al 31 dicembre 2014 per l'abbattimento dei residui passivi, mentre invece oggi siamo vincolati, proprio per le norme sui bilanci armonizzati a utilizzare quella cifra solo d'esclusivamente per l'abbattimento dell'indebitamento. Io credo che questa sia la prima battaglia da fare che noi possiamo portare avanti, perché aggiungere ai 300 milioni che ci sono stati riconosciuti dallo Stato come somme dovute i 400 milioni di fondo cassa che abbiamo vincolati in questo nelle casse della nostra Regione significa liberarci di una montagna di residui e ridurla complessivamente di 700 milioni di euro, è un fatto importante.

Il Presidente mi può richiamare, forse sono andato fuori tema, ma io credo che questo sia un tema importante perché credo che il nostro bilancio debba ritornare a diventare lo strumento, insieme ai programmi operativi regionali, iniziamo ai fondi di sviluppo e coesione debba tornare a essere uno strumento che attiva, che mette in campo politiche di crescita e di sviluppo; allora io richiamo tutti alla massima unità su questo tema perché questo Consiglio possa ritornare ad avere un'unica voce su una vertenza entrate che, ripeto, non ha colori e non ha appartenenze politiche.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Grazie Presidente, due parole proprio anche sollecitata dall'intervento dell'onorevole Sabatini che non è la prima volta che condividiamo una sua impostazione e oggi la condividiamo tutta la sua impostazione in materia di entrate. Onorevole Sabatini, noi abbiamo sempre dato la nostra disponibilità ma addirittura il nostro sostegno costruttivo in una partita così importante perché crediamo che da lì si debba ripartire. Abbiamo però più volte osservato come purtroppo non possiamo condividere né il metodo né i risultati ottenuti nella trattativa che ha riguardato l'accordo di luglio dello scorso anno né tanto meno quello che ci ha imposto proprio nell'anno 2015 l'armonizzazione dei bilanci quando abbiamo fatto una corsa per riaccertare i residui che, per carità cosa saggia e giusta, ma non nei tempi. Quest'anno doveva essere un anno nel quale dovevamo avere il respiro intanto dire avviare la trattativa vera, concreta in materia di entrate e ottenere quello che ci spetta e non accontentarci, come lei ha detto, facendolo passare anche per un grande risultato questo dei 300 milioni. Colleghi, ricordiamoci che i 300 milioni sono soldi della Regione Sardegna, sono stati semplicemente trasferiti ma erano già iscritti in bilancio quindi di che cosa stiamo parlando, non è una nuova finanza, così pure come il movimento che riguarda i residui attivi e passivi, ma mi riferisco in particolare ai passivi, genera una piaga nella competenza dell'anno 2015 perché stiamo andando semplicemente a coprire residui passivi e voi lo sapete bene, già non abbiamo più soldi e mi fermo qui perché circostanzieremo quello che stiamo dicendo sindacando proprio il metodo e i tempi relativi proprio agli accertamenti dei residui passivi. Noi dobbiamo avere ancora dallo Stato tanto e se mi dite che dobbiamo ripartire e azzerare tutto con nuovi criteri noi siamo pronti ma non è di certo ritirando i ricorsi che vi abbiamo anche denunciato non più tardi di ieri che altre Regioni hanno già vinto, quindi significa che quella strada quella dei ricorsi non era un puntiglio della Giunta Cappellacci, non era essere scontrosi o fare barricate contro il Governo italiano o ancora di più la politica che abbiamo dovuto mangiare per anni. Noi abbiamo dovuto attivare i ricorsi perché dall'altra parte c'è gente sorda, gente che non vuole riconoscere quelli che sono i soldi quindi le entrate della Sardegna e che ogni piè sospinto ha ben pensato di dare con la mano destra e levare con la mano sinistra perché l'assessore Paci non può negare che cosa stiamo subendo in termini di accantonamenti, di riserve e ancora di prelevamenti per il servizio del debito pubblico. Allora io dico vogliamo ripartire con la materia delle entrate ecco che si riveda anche in alcune parti quel patto che è stato firmato l'anno scorso perché veramente è penalizzante per la nostra Regione ed è un vincolo anche a riparlare di entrate.

Tra l'altro voglio anche dire che qualsiasi attività viene inficiata proprio dal fatto che noi oggi, ad oggi e credo che l'assessore Paci non mi possa mentire, non sappiamo, come lei ha affermato, onorevole Sabatini, quali siano realmente le entrate certificate. Abbiamo detto da subito che il pareggio di bilancio è conveniente nel momento in cui però siamo in grado di avere una definizione precisa di quanto entra, e allora, solo allora, potremo decidere e adeguarci con la nostra spesa, tra l'altro in un anno in cui, non di certo per colpa di nessuno, ma per il sistema di crisi che stiamo vivendo, abbiamo proprio una diminuzione sostanziale di entrate proprie. Quindi, da questo punto di vista, credo che sia davvero necessario fermare tutto e riparlare della partita delle entrate, perché, guardate, è prioritaria ed è anche pregiudiziale rispetto a tutto quello che portiamo avanti. Ciò non significa che il fatto di avere accettato da subito l'armonizzazione, noi questo lo dimostreremo, crea veramente una grave difficoltà, e noi lo sosteniamo adesso, ma lo diremo più avanti con dati certi, noi stiamo andando a spendere molto di meno da quando eravamo gravati col Patto di stabilità. Quindi, colleghi, probabilmente vale davvero la pena di fermarci un attimo, unire le forze e riniziare veramente quella battaglia sulle entrate che è determinante, ma determinante anche nei confronti di qualsiasi atto che andiamo ad approvare, perché, per carità, adesso questo blocco che abbiamo ricevuto contiene sostanzialmente la politica del fondo sociale europeo, e dobbiamo sottolinearlo, perché nessuno si vuole vantare dei risultati ottenuti, ma va dato atto che sulla spesa del fondo sociale europeo la Regione Sardegna ha sempre prodotto degli ottimi risultati anche a livello nazionale. Noi ci auguriamo che gli stessi potranno conseguirsi anche per quanto riguarda gli altri fondi europei perché sono fondamentali, ma se non abbiamo la sostanza per le compartecipazioni sappiamo che qualsiasi programma diventa vano. Così pure come, Assessore, ci auguriamo che adesso, entro questo mese, arrivino le approvazioni delle nostre linee di indirizzo per il POR-FESR, così possiamo anche mandare avanti, anche se avete dichiarato che c'è stata la condivisione del nostro programma sostanzialmente, non più tardi di ieri, però ecco io credo che veramente bisogna fermarci un attimo e fare una valutazione congrua di qual è lo stato dell'entrata e lo stato della spesa. Tra l'altro, lo dico anche formalmente, noi abbiamo come gruppo di Forza Italia provveduto a richiedere una serie di dati, e glieli sollecito, Assessore, perché è stata inviata al suo direttore generale una serie proprio di, abbiamo fatto una richiesta di accesso agli atti, proprio perché crediamo che gli stessi siano importanti al fine di poter dare anche un contributo costruttivo proprio nella materia della vertenza entrate che noi ci auguriamo possa essere riaperta al più presto.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Efisio Arbau. Ne ha facoltà.

ARBAU EFISIO (Sardegna Vera). Molto brevemente per dire due cose. Intanto l'accordo di luglio è un accordo che per una maggioranza che si era appena insediata è un risultato importante, un accordo che ha portato delle conseguenze importanti, che deve essere sperimentato e che, come dice l'onorevole Zedda, tutti vogliamo capire com'è questa sperimentazione. Questo è un accordo che dal nostro punto di vista deve essere ampliato, e ampliato nel senso di inserire all'interno di questo sistema dell'accordo di luglio gli enti locali, è una proposta che facciamo spesso, continuamente, però dal nostro punto di vista far sì che i comuni e gli enti locali diventino a completa finanza regionale ci consentirebbe di fare dei ragionamenti molto importanti, e di trovare magari anche quel meccanismo per intervenire sugli accantonamenti. Giustamente sia il presidente Pigliaru che anche l'assessore Paci, siccome si fidano del Governo, forse meno di noi, sottolineano che questo tipo di modifica va fatto con una norma di rango costituzionale, per evitare di scaricare sul Governo regionale la finanza dei comuni, 300 milioni di euro, per poi ritrovarsi il giorno dopo a doverli pagare dalla finanza regionale senza avere nessuna compensazione statale. Tuttavia, tutti questi accordi che si sono susseguiti in questo lasso di tempo medio-lungo che va da Soru ad oggi, e sono sempre di questa parte politica questi accordi guarda caso, hanno a monte un problema che è fondamentale, e cioè che noi dobbiamo costruirci un nostro sistema fiscale, un sistema fiscale federale, perché altrimenti non ne usciremo mai vivi. Il primo passo verso questa sperimentazione di un sistema fiscale sardo è l'approvazione del disegno di legge da parte della Giunta sull'agenzia delle entrate, quello è l'argomento, l'argomento principale, l'argomento che deve portare quest'assemblea, e anche fuori da quest'assemblea, la discussione anche sui dettagli, perché quelle è la sfida politica che questo mandato elettorale deve assumersi.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Su questo documento ci sarebbe molto da dire, non fosse altro che per la verità sulla scia di quello che è stato fatto nel passato più o meno recente, documenti di questa portata raccolgono tutto e il contrario di tutto, si soffermano su un'analisi scontata per ricordarci gli indici della disoccupazione, della povertà, gli indici del disagio sociale, però al di là di formulazioni generiche, quanto anche agli strumenti da utilizzare per conseguire gli obiettivi di crescita e di superamento di questa situazione, siamo sempre nel campo dell'assoluta genericità. Salvo però poi in qualche passo di questo documento, in maniera davvero singolare, prendere atto che in Sardegna ci sono aree svantaggiate, aree di crisi, e guarda caso si individuano e si localizzano tra Cagliari e Sassari, comprendendo anche Olbia, e a noi ci sta benissimo, guarda caso si esclude tutta la Sardegna centrale, si esclude Oristano, si esclude il nuorese, come se non ricadessero nell'ambito delle zone svantaggiate dei territori svantaggiati, e non mi si dica che si tratta di misura destinata a quella tipologia di area urbana perché Oristano e Nuoro non hanno requisiti inferiori o non c'è qualcosa di meno rispetto alle altre città, non fosse altro perché sono anch'esse città capoluogo. E anche se ci fossero problemi, spetterebbe alla politica e spetterebbe alla Giunta regionale farsene carico, o quantomeno prevedere una misura alternativa per quei territori, per quelle città, per quelle aree urbane che non era possibile inserire in quell'asse. Allora, è inutile che veniate a Nuoro a dire che c'è un'attenzione per le aree interne, è inutile che andiate ad Oristano o nel medio Campidano per parlare di problematiche legate alla particolare situazione di quelle aree, è che non c'è da questo punto di vista coerenza, ed è la ragione per la quale davvero nutriamo più di una seria perplessità. Approfitto anche perché finora, sul fronte delle politiche del lavoro, politiche attive del lavoro, Assessore, neanche da questo documento si capisce quale sia l'azione vostra, perché in questo anno e mezzo non c'è stata un'azione positiva di politiche attive del lavoro. Voi sapete qual è il risultato di quello strumento garanzia giovani che avete messo in atto, e glielo dico perché, al di là di qualche dato che si può pomposamente evidenziare, il risultato è fallimentare perché non ha creato e non crea occupazione stabile e non ne sta creando, e a proposito dell'occupazione stabile neppure vi siete posti il problema - e questa sarebbe stata l'occasione - e lei, onorevole Arbau, ha voglia di fare interrogazioni perché i precari dell'ARAS o quelli dell'Ente foreste o altri precari che aspettano risposte non vengono neppure minimamente, ma neanche di straforo, citati in questo documento casomai ci fosse un'azione che possa almeno riguardarli. Ecco perché riteniamo che questo documento, utile per l'analisi, utile anche per qualche spunto positivo di riflessione, può senz'altro essere annoverato fra quei tanti documenti che possono benissimo trovare il loro posto in qualche angolo dell'archivio, però mi pare che da questo punto di vista abbiamo perso forse tutti, prima di tutto voi però che avete la responsabilità del governo, una occasione quantomeno per affrontare anche con una sorta di maggior aderenza e una maggiore attenzione a quelle che sono le problematiche che la gente vive fuori da questo palazzo. C'è ancora molta teoria, c'è ancora molta dottrina, non ci sono azioni concrete sulle quali appunto poter dare qualche segnale di speranza e rispetto anche a noi, per quanto ci riguarda, per poter dire che siamo d'accordo su questo documento. Questa è la ragione quindi per la quale, e me ne dispiace, assumiamo anche una posizione critica da questo punto di vista, perché avremmo voluto anche noi su documenti di questa portata poter anche dare il nostro positivo contributo, ma riteniamo che non ci siano le condizioni.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Presidente, io penso che l'argomento è una presa d'atto di un programma operativo approvato dalla Commissione europea già da diversi mesi, però è giusto che il dibattito abbia preso anche un carattere più generale perché sono, secondo me, sempre utili le occasioni nelle quali possiamo confrontarci qui, nell'Aula massima di rappresentanza dell'autonomia regionale, con i partiti e la coalizione di maggioranza, con l'opposizione e con la Giunta oggi da me rappresentata.

Quindi il tema specifico è la presa d'atto del FSE. È un documento, ahimè, molto burocratico, questo è ciò che Bruxelles ci costringe a fare, questi immensi documenti con indicatori, con le cose più incredibili, però c'è anche la politica attiva dentro. Sono d'accordo, le politiche concrete non le leggiamo qui, ahimè, però queste sono le regole del gioco e cerchiamo di farle al meglio. Se ce lo avessero bocciato giustamente avremmo qui soprattutto l'opposizione scandalizzata perché non eravamo riusciti a scrivere in corretto brussellese. Ci siamo riusciti, l'Assessorato del lavoro ci è riuscito e siamo qui per questo. Approfitto per dire che anche il FESR è stato formalmente approvato ieri, quindi un altro esame superato, in questo caso gli attori principali sono l'Assessorato della programmazione e il CRP, e quindi un altro programma portato a compimento. Ciò significa che nei prossimi giorni la Giunta formalmente ne prenderà atto e lo trasmetterà, come di dovere, al Consiglio regionale. Ho anche piacere di dire che oggi viene terminato il caricamento del programma di sviluppo rurale nel sistema, e quindi formalmente oggi trasmesso a Bruxelles, dove ci auguriamo che possa essere anche il terzo programma approvato e ci si aspetta verso settembre, perché stanno andando a scaglioni.

Come dicevo è difficile vedere qui le politiche, però se vogliamo vedere le politiche attive sul lavoro invito l'onorevole Pittalis, ma ovviamente tutti quanti, ad andare a vedere la delibera di un mesetto fa - scusate, ma adesso a memoria non mi ricordo - sulla priorità lavoro che all'interno della programmazione unitaria, che devo dire tutti hanno apprezzato in quest'Aula, compresa l'opposizione, noi stiamo mettendo ormai in atto. Non facciamo più documenti di questo genere che, ripeto, non scegliamo noi, siamo obbligati a farlo, ma cerchiamo di far capire le politiche che a fronte del FSE, del FESR, del FEASR, dei fondi regionali, dei fondi strutturali nazionali, mettiamo in atto. Allora lì - vado a memoria - nel 2015 mettiamo in gioco sulla priorità lavoro 380 milioni che sono in parte di politiche tradizionali; quando diamo 28 milioni al Parco geominerario, all'ATI, ATI-IFRAS per non avere dubbi, è una politica tradizionale che abbiamo ereditato e che stiamo continuando ad assolvere, però insieme a quello ci sono tutte le politiche attive sul lavoro, interventi importanti di flexicurity, eccetera, che poi chiaramente adesso vengono messi in attuazione e noi confidiamo che possano dare dei risultati importanti. Qualche risultato in termini di occupazione lo abbiamo visto dall'Istat esserci già. La priorità lavoro era la seconda strategia; abbiamo già iniziato con quella "scuola e università" ed entro luglio finiremo anche quella per le imprese, che io penso fondamentale, di competitività, e ancora una volta vedrete come da questi documenti burocratici cerchiamo di illustrare in modo molto chiaro le nostre politiche di intervento. Quindi invito chi è interessato a capire cosa stiamo facendo e ad andare a vedere quel tipo di cose.

Giustamente anche l'onorevole Pittalis faceva riferimento a un discorso territoriale. Noi dalla programmazione unitaria poi cerchiamo di portare nei territori, di declinare nei territori, ma lui dice: "Come è possibile solamente aree urbane identificate, Cagliari, Sassari, Olbia?". Sinceramente me lo sono domandato anche io, ma dovrebbe chiederlo, onorevole Pittalis, a chi mi ha preceduto alla guida dell'Assessorato della programmazione perché quella è una scelta metodologica che ho trovato, nel senso che c'erano certi indicatori, una scelta fatta nel 2013 e quindi noi l'abbiamo trovata. Poi io personalmente la condivido anche dal punto di vista degli indicatori, ma è una cosa che non abbiamo fatto noi, l'abbiamo trovata. Proprio perché consapevoli che il territorio non è fatto solamente di quelle tre aree urbane, ma è fatto di una ricchezza, di una varietà, abbiamo delle politiche specifiche sugli altri centri urbani che non potevano rientrare per indicatori ancora una volta brussellesi, europei, nelle tre aree urbane che ho indicato, quindi abbiamo delle politiche specifiche per le altre aree urbane e poi delle politiche importanti per le aree interne, quindi le risposte stiamo cercando di darle.

Giustamente il dibattito ha toccato anche temi più generali sul bilancio perché, lo abbiamo detto, programmazione unitaria vuol dire prendere questi pezzi dei fondi e inserirli in una visione più complessiva del bilancio. Allora qua mi sembra anche importante riprendere alcuni spunti, e lo ringrazio per averli portati dal presidente Sabatini. Innanzitutto un discorso di vertenza entrate. Si sente sempre parlare di questa vertenza entrate. Cos'è la vertenza entrate? Lo vogliamo dire una volta per tutte? È dare piena attuazione all'articolo 8 dello Statuto che ha innovato su quello. Ovviamente vertenza entrate vuol dire: "Caro Governo, devi dare piena attuazione". C'è un modo principale di ottenere quello ed è fare le norme di attuazione. Questa è una cosa importante, è un impegno che abbiamo preso, siamo ripartiti da un accordo, una bozza che c'era dal 2012 - ovviamente innovandola con tutto quello che è avvenuto da allora - sono quasi pronte, io penso che nel giro di una o due settimane saranno messe al pubblico dibattito. Contemporaneamente le due cose sono strettamente legate all'Agenzia sarda delle entrate, approvata in preadozione dalla Giunta, messa da ieri nel sito ufficiale della Regione per il dibattito pubblico e quindi è pronta lì per avere tutte le osservazioni che possono arrivare. Poi ci sarà il passaggio finale in Giunta e poi un disegno di legge quindi piena discussione in Commissione e poi in Aula. Lo dico, lo ripeto, è un disegno di legge aperto, nel senso che davvero se ci sono miglioramenti, idee collettive condivise per migliorarlo c'è la massima disponibilità. È un passaggio importante, come ricordava l'onorevole Arbau, perché ci dà anche quell'autonomia in più che serve per condurre la vertenza entrate. Però, ripeto, la vertenza entrate, questo io l'ho detto con molta chiarezza anche quando abbiamo presentato qui l'accordo di luglio, noi non l'abbiamo mai dichiarata chiusa nel senso che è aperta, siamo riusciti ad avere un anticipo di 300 milioni, ma non basta, ma più in generale - sono molto d'accordo con Sabatini - il tema è un altro: noi riusciremo ad avere il 100 per cento di ciò che ci spetta da Statuto? Con l'accordo di tutti ci riusciremo. Con la crisi economica che la Sardegna ha subito questo 100 per cento non basta, date le competenze che abbiamo preso con costi crescenti, gli stipendi della pubblica amministrazione (spese fisse obbligatorie) sono crescenti, il fondo agli enti locali che noi stiamo garantendo, altre Regioni tipo la Sicilia quest'anno hanno detto: "Non riusciamo più a darli 600 milioni, li colleghiamo alle entrate". Ahimè, le entrate di devoluzione sono in riduzione, ma sono in riduzione non perché RGS sta facendo il gioco dei tarocchi, perché l'Irpef quando c'è la crisi economica in una regione come la Sardegna va a capofitto, l'IRES, gli utili delle imprese vanno a capofitto. Questa è la realtà. Chi vive di devoluzioni, di compartecipazioni fiscali in una situazione di crisi (e la Sardegna è una delle regioni che ha subito la maggiore crisi) vede le sue entrate diminuire drasticamente e questo, ripeto, dato per scontato che riusciamo ad avere il 100 per cento di ciò che ci devono. Questo è il tema politico da affrontare.

Pareggio di bilancio. Il pareggio di bilancio è scritto in Costituzione, è scritto nella nostra legge contabile, non è che siccome non c'è un accordo noi possiamo prendere e andare in disavanzo quando vogliamo, questo lo sappiamo tutti quanti. Allora, il tema politico che stiamo ponendo, che abbiamo posto al Governo, che poniamo in quest'Aula è molto chiaro: una regione che tra quelle che ha maggiormente subìto la crisi economica e che vive di devoluzioni di imposte che sono in riduzione per motivi economici è evidente che deve avere un qualcosa di più, deve avere un riconoscimento in più perché non possiamo essere trattati come altre regioni. Questa è la vertenza. La vogliamo chiamare vertenza entrate? Chiamiamola vertenza entrate, chiamiamola anche vertenza delle funzioni che noi dobbiamo avere. Ci stiamo mantenendo una sanità che ha costi crescenti con entrate decrescenti. Ci stiamo tenendo un trasporto pubblico locale che ha costi crescenti con entrate decrescenti. Sino a quando riusciamo a fare questo? Sono temi che riguardano tutti quanti, che dobbiamo affrontare, li dobbiamo affrontare chiaramente con la dialettica che giustamente c'è, ma cercando di capire che non siamo in presenza di un Governo che bara o non bara, siamo in presenza di una situazione di crisi economica grave, che tutti quanti ovviamente conosciamo, non la stiamo scoprendo adesso, a fronte di questa è necessario dare risposte che siano coerenti e siano all'altezza di questa sfida.

PRESIDENTE. È stato presentato un ordine del giorno.

(Si riporta di seguito il testo dell'ordine del giorno numero 1:

INSERIRE ODG

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Sull'ordine dei lavori, Presidente, per chiedere cinque minuti di sospensione in aula prima di mettere in votazione l'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Se non ci sono obiezioni la seduta è sospesa per cinque minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 16, viene ripresa alle ore 17 e 25.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori.

Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Sardegna). Io sono d'accordo con quanto osservato dall'Assessore della programmazione e da quest'atto che è un atto dovuto, abbiamo fatto bene ad allargare il discorso e a parlare del problema relativo alle entrate della Regione. Problema di cui stiamo parlando da diversi anni, ricordo per chi non lo ricordasse più che noi abbiamo nel nostro Statuto il Piano di rinascita, abbiamo fatto il primo Piano di rinascita, il secondo Piano di rinascita e siamo in attesa del terzo Piano di rinascita che non è mai arrivato ed è chiaro che io sono d'accordo anche con l'onorevole Soru quando l'onorevole Soru dice che bisogna ripartire dalla entrate e bisogna ripartire delle entrate senza trionfalismi e senza nessun motivo di contendere con lo Stato. Non ci può essere autonomia politica senza l'autonomia finanziaria, è inutile che ci regalino pomposamente questi discorsi di autonomia, di indipendentismo e quant'altro, di regionalismo, quando le entrate non sono sufficienti. Perché le entrate siano sufficienti noi abbiamo detto una cosa che ribadiamo costantemente, nel terzo, quarto millennio non è possibile che la Sicilia abbia i 10 decimi di tutto e la Sardegna continui ad avere parcellizzate le proprie risorse e abbia 7, 6, 4, 7 decimi di quello che percepisce la Sicilia. E dobbiamo ripartire da quegli accordi che abbiamo fatto e che non vanno più, non possono, non potevano andare neanche prima, noi non ci possiamo caricare, siamo l'unica regione al mondo che si è caricata la sanità sul bilancio della Regione e si è caricata i trasporti, questa partita va ricontrattata con lo Stato quindi c'è assoluta disponibilità da parte di tutti. Quante volte io ho detto al Presidente: "Presidente prenda, incominci a camminare, noi le andiamo dietro perché è fondamentale per la Sardegna rivedere la partita finanziaria dello Stato". Ecco che con grande rammarico questo documento che potrebbe essere votato, io non lo voto.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'ordine del giorno numero 1.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'ordine del giorno numero 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Discussione della risoluzione sui trasporti marittimi da e per la Sardegna gestiti dalla società CIN-Tirrenia Spa (N. 4)

PRESIDENTE. Il successivo punto all'ordine del giorno reca la discussione della risoluzione numero 4.

(Si riporta di seguito il testo della risoluzione:

inserire testo risoluzione numero 4.)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Antonio Solinas, relatore.

SOLINAS ANTONIO (PD), relatore. Illustrare o discutere di una risoluzione adottata dalla quarta Commissione il 23 luglio del 2014, discuterla dopo un anno non è una cosa molto significativa, soprattutto alla luce di quello che è successo in questo arco di tempo soprattutto nelle ultime settimane. Per correttezza istituzionale dico, comunico al Consiglio ma credo che tutti quanti ne siamo a conoscenza, che quei quattro punti che la Commissione il 23 luglio del 2014 chiedeva al Consiglio di fare propri sono stati quasi tutti completamente accolti. In modo particolare il punto a) dove si chiedeva alla Tirrenia di trasferire la sede legale della CIN-Tirrenia SpA in Sardegna è stato fatto soprattutto alla luce anche dell'accordo sottoscritto il 31 luglio del 2014 tra l'Assessorato dei trasporti e la Tirrenia. Gli altri punti erano assicurare tariffe agevolate per il trasporto delle merci, non abbiamo ottenuto tantissimo, però un risultato di riduzione dei costi è stato ottenuto così come le tariffe agevolate per i residenti e per i nativi in Sardegna. Sul quarto punto assicurare tariffe promozionali ai non residenti per incentivare il turismo è stato ottenuto, ma credo che sia un punto sul quale insistere perché se andiamo a leggere la lettera h) dell'accordo del 31 luglio si diceva che la Tirrenia si impegnava ad applicare la tariffa promozionale 123 e cioè 123 euro per due passeggeri più auto più cabina più cena, andata e ritorno ai non residenti in partenza dal continente verso la Sardegna in occasione di eventi particolari di bassa e media stagione. Io credo che l'obiettivo che dobbiamo porci è che questa attività promozionale 123 debba essere applicata tutto l'anno perché consideriamo l'evento venire in Sardegna soprattutto l'evento che i sardi possano andare verso il continente a tariffe ridotte. Perché c'è un problema di mobilità ma c'è soprattutto il problema di incentivare il settore portante della nostra economia che è quello del turismo. Tra l'altro ne approfitto perché ieri ho sentito che il Crenos regionale dell'Università di Cagliari ha concluso uno studio sul costo che la Sardegna ha relativamente all'insularità, se l'Assessore del bilancio e della programmazione trasmettesse questo studio alla Commissione sarebbe cosa gradita. Io credo però che oggi noi non possiamo non parlare delle cose che sono successe in questi ultimi giorni. Noi coll'ordine del giorno numero 8 di qualche mese fa avevamo chiesto ed espresso soprattutto preoccupazione su quello che poteva succedere nel mondo del trasporto marittimo, dei collegamenti Sardegna - continente. In queste ultime settimane la Giunta regionale si è rivolta all'antitrust sollevando il problema del monopolio. Io non sono culturalmente contrario al monopolio di questo tipo, per un monopolio marittimo, però credo che quello che dobbiamo verificare e controllare soprattutto sia quello di avere intanto dei servizi di qualità, e soprattutto a prezzi che mettano in condizioni i sardi, ma non sono i sardi, anche quelli che voglio venire in Sardegna a prezzi accessibili. Ma non solo le persone, credo che anche il costo che i nostri imprenditori sostengono per portare le merci dalla Sardegna verso il continente abbiano un costo maggiore, che non agevola di certo la nostra economia. Io credo che questo Consiglio regionale oggi debba adeguare quella che è la risoluzione della Commissione, magari con un ordine del giorno, finalizzata soprattutto ad avere garanzie per i cittadini sardi relativamente al monopolio che si prospetta nel settore dei trasporti marittimi da e per la Sardegna. Ripeto, non per un problema di avversità nei confronti degli operatori privati, ma credo che il nostro ruolo, il ruolo di questo Consiglio regionale sia quello di dare garanzia di efficienza e di qualità di un servizio fondamentale come quello del trasporto marittimo. Grazie.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Ma alla luce anche delle cose dette dal relatore noi riteniamo che un dibattito serio sulla questione, ma sulla questione dei trasporti, non su quello che riportano i giornali dei litigi tra l'assessore Deiana e il segretario del PD che non ci interessa, ci interessa la questione di merito perché è questo che interessa i sardi, io penso che debba costituire oggetto di una riflessione, di un dibattito a tutto campo che non può partire da una risoluzione che, come giustamente lei onorevole Solinas ha messo in evidenza, è datata, è superata, perché risale al 23 luglio del 2014, quindi l'invito è a ritirare questa risoluzione, perché non ha assolutamente senso che si svolga un dibattito su queste premesse. Perché è un dibattito che non penso si possa concludere con un voto che non può che essere, anzi se lei ritiene votatevelo voi, perché non ha più senso votare un documento di questa natura alla luce di tutto quello che è successo in quest'anno e che meriterebbe una sessione, e l'opposizione chiederà questo formalmente anche signor Presidente del Consiglio, perché si abbia modo di affrontare le questioni che attengono all'argomento di cui alla risoluzione, ma con un dibattito serio che non sia circoscritto a punti che sono ormai datati e superati.

Discussione della risoluzione sui trasporti marittimi da e per la Sardegna gestiti dalla società CIN-Tirrenia Spa (N. 4)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Presidente, per sostenere la proposta che ha fatto testè il collega Pittalis. Io credo che noi stiamo vivendo un momento che definire difficile forse è un eufemismo sul fronte trasporti, a cui si è aggiunta anche la questione del monopolio Tirrenia, una situazione dalla quale in qualche maniera io credo dovremo uscire, perché basta andare a vedere i dati dei passeggeri del Porto di Cagliari e ci rendiamo conto di quale realmente sia la situazione. E quindi io concordo molto con quello che diceva il collega Pittalis, non perdiamo tempo in questa risoluzione, dedichiamo tempo veramente al problema nel suo complesso, affrontiamolo in tutti i suoi aspetti perché credo che sarebbe tempo ben speso e consentirebbe al Consiglio regionale forse anche di maturare posizioni su un tema che se affrontato in maniera fumosa, così come si rischia di fare, rischia anche di essere controproducente.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Luigi Crisponi. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Sì, Presidente, certo è imbarazzante dover andare a discutere fuori tempo massimo di una risoluzione che è stato ricordato è davvero datata e, mentre rimaneva impolverata negli archivi del Consiglio regionale, il 30 giugno scorso, in tempo utile per poter discutere di trasporti seriamente, ma anche alla luce di ciò di cui si stava dibattendo soprattutto ai fini di un paventato monopolio, veniva presentata e depositata dall'opposizione, da tutto la minoranza consiliare, anche una mozione urgente con la quale si chiedeva all'Assessore e al Presidente della Regione che si potesse sì dibattere di trasporti, ma lo facevamo anche con la consapevolezza che forse anche quello era un termine superato abbondantemente, perché di trasporti è vero se ne può discutere sempre e comunque, ma di trasporti se hanno una prospettiva anche in chiave non solo sociale, ma anche in chiave economica, se ne deve discutere naturalmente fuori stagione, quindi in preparazione a quelli che sono gli eventi che stanno per sopraggiungere appunto fortemente legati e connessi alla mobilità non più solo dei cittadini sardi, ma anche dei tanti turisti che scelgono di venire per le loro vacanze nella nostra isola. E anche in quel caso il Consiglio regionale, qua censuriamo davvero la possibilità che c'è stata negata alla fin fine per poterne dibattere e discutere prima ancora che accadesse ciò che di fatto è accaduto. Addirittura due mozioni, una dietro l'altra, una sul trasporto aereo e una sul trasporto marittimo, avrebbero meritato sicuramente quantomeno un intervento, l'accensione della luce rispetto a qualcosa che si stava muovendo sottobanco, in modalità davvero bizzarra, quindi dove il Consiglio regionale ne è stato sicuramente reso poco partecipe, così come la stessa Giunta, lo stesso Assessore non è stato certamente informato dal momento che si tratta di operatori privati che fanno gli operatori, gli imprenditori, e quindi agiscono nei confini che sono permessi ad un imprenditore privato. Adesso diventa davvero difficile poter dibattere, poter discutere, quando al termine dei lavori di quest'Aula, o addirittura alla sospensione dei lavori estivi, ci ritroveremo praticamente nel mese di settembre a dover riprendere in mano tutta la materia, e naturalmente sono andate via non solo quelle che sono le opzioni e le opportunità per l'Aula di poter intervenire, ma soprattutto sono tornati a casa tutti i cittadini che hanno scelto questa bella isola per le loro vacanze. Saranno tornati a casa e allora sarà già passato ancora un altro anno. Noi ci domandiamo se davvero si vuole proseguire seriamente in un dibattito verso il trasporto, non è certamente sulla base di una risoluzione che oramai oltre alla polvere credo che ci sia anche un po' di muffa, visto il tempo che è passato collega Solinas. Quindi credo che vada decisamente ritirata e ci si proietti semmai sul momento in cui seriamente lo si possa affrontare, ma lasciatelo dire, caro Assessore, sicuramente questa sarà materia da affrontare certamente nel prossimo mese di settembre. Nel frattempo ci prendiamo gli sberleffi, perché ci sono alcune questioni dei giornali, come diceva il collega Pittalis, che poco ci interessano, ce ne sono altre dove c'è un'attenzione e un'attività di indagine effettuata da alcune testate locali, dove veniamo un pochino presi a sberle da quello che accade nell'isola cugina, dove gli interventi dello Stato in quel caso sono sì poderosi, sì di grande interesse per quei cittadini, sì di grande interesse anche per tutti coloro i quali la scelgono come destinazione per le loro vacanze. E allora se si dovesse fare, vedete che rientra davvero tutto in una discussione in cui dall'altra parte beffardamente c'è non solo un imprenditore privato che si è mangiato praticamente il monopolio delle rotte di trasporto e della mobilità dei sardi e dei turisti, ma anche uno Stato che vuole fare davvero poco o nulla per quest'isola, che comunque ha sempre rappresentato per quegli operatori, che si sono portati a casa le rotte e il monopolio, almeno l'80 per cento del loro fatturato, e guardate che cosa la Sardegna è capace di proporre e di produrre. Quindi di questo naturalmente ce ne dogliamo, e vorremmo davvero che si potesse programmare un'ampia discussione, un dibattito alto e serio, dove poter finalmente programmare quello che è il futuro della nostra isola in termini di mobilità e soprattutto in termini di qualità economica per i turisti, ma anche per il sofferente comparto del mondo degli imprenditori di tutta la filiera produttiva che in quell'ambito operano da tempo e, purtroppo, senza avere grandissimo ascolto.

Questione sospensiva

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Presidente, sull'ordine dei lavori, per dire che siamo assolutamente favorevoli a considerare la risoluzione una risoluzione datata. Siamo assolutamente disponibili a rinviare questa mozione alla Commissione perché non possiamo, noi come Aula, ritirare la risoluzione, quindi va rinviata alla Commissione competente che l'ha proposta affinché la possa ritirare, glielo chiediamo naturalmente. Siamo inoltre assolutamente disponibili e vogliosi di discutere di continuità territoriale, aerea, marittima, insomma su quello che serve sui trasporti e a farlo anche rapidamente, magari la prossima settimana, noi siamo assolutamente convinti che sia necessario farlo, che quest'Aula debba e possa discutere di continuità territoriale. Per cui la proposta, senza entrare oggi negli argomenti, perché non lo voglio fare e non lo farò, stando alla richiesta di intervento sull'ordine dei lavori, perché la risoluzione sia rimessa alla Commissione perché la possa ritirare.

PRESIDENTE. Proporrei la sospensione della risoluzione numero 4 sui trasporti marittimi da e per la Sardegna gestiti dalla società CIN Tirrenia S.p.a. e il rinvio alla relativa Commissione.

Se non ci sono obiezioni metto in votazione la questione sospensiva.

Chi la approva alzi la mano. Chi non la approva alzi la mano.

(E' approvata)

Discussione e approvazione della risoluzione sulla situazione dei lavoratori addetti al servizio di vigilanza armata, portierato, custodia, manutenzione impianti di sicurezza presso gli immobili della Regione autonoma della Sardegna e lavaggio autoveicoli (N. 7)

PRESIDENTE. Il successivo punto all'ordine del giorno reca la discussione della risoluzione numero 7.

(Si riporta di seguito il testo della risoluzione numero 7:

RISOLUZIONE

sulla situazione dei lavoratori addetti al servizio di vigilanza armata, portierato, custodia, manutenzione impianti di sicurezza presso gli immobili della Regione autonoma della Sardegna e lavaggio autoveicoli

Le Commissioni permanenti Prima e Seconda del Consiglio regionale,

VISTA la determinazione n. 1419 del 25 giugno 2014 - con la quale è stata indetta una procedura aperta, suddivisa in tre lotti, finalizzata all'affidamento dei servizi di vigilanza armata, portierato, custodia, manutenzione impianti di sicurezza presso gli immobili della Regione autonoma della Sardegna e lavaggio autoveicoli, da aggiudicarsi con il criterio del prezzo più basso - e la determinazione n. 1419 del 23 ottobre 2014 con la quale sono stati aggiudicati i tre lotti alla Società Coopservice, pur essendo ancora sospesa l'assegnazione del terzo lotto;

VISTO il decreto legge n. 66 del 2014 (convertito in legge 23 giugno 2014, n. 89) che all'articolo 8, comma 4, impone alle regioni di ridurre la spesa in ogni settore per acquisti di beni e servizi nella misura prevista dall'articolo 46 dello stesso decreto;

CONSIDERATO che tale disposizione, comportando dei tagli nei trasferimenti alle regioni, ha reso necessari importanti interventi di razionalizzazione e di efficientamento della spesa anche da parte della Regione sarda;

VALUTATO che rientra in tale prospettiva la decisione della Giunta regionale di rivedere il contenuto e i termini del servizio di vigilanza armata, portierato, custodia, manutenzione impianti di sicurezza presso gli immobili della Regione autonoma della Sardegna al fine di conseguire dei risparmi nella spesa per acquisto di beni e servizi;

VERIFICATO che il principale elemento di tale revisione ha riguardato la sostituzione del servizio di vigilanza armata con quello di portierato e custodia negli immobili non considerati "sensibili" dal punto di vista della sicurezza;

PRESO ATTO che la Regione nel disciplinare di gara ha inserito la cosiddetta clausola sociale finalizzata a "tutelare e salvaguardare i livelli occupazionali conformemente alle disposizioni previste dalla contrattazione collettiva in materia di riassorbimento del personale" e ha previsto l'obbligo dell'impresa aggiudicataria "ad effettuare la procedura di cambio d'appalto nel rispetto delle disposizioni dello schema di contratto";

VALUTATO che l'inserimento di tale clausola ha consentito il mantenimento dei livelli occupazionali esistenti in quanto tutti i lavoratori precedentemente impiegati come Guardie particolari giurate (GPG) e i lavoratori addetti alla custodia dei parcheggi e lavaggio degli autoveicoli sono stati riassunti dall'impresa aggiudicataria;

CONSIDERATO che:

- la ridefinizione del servizio, pur con il mantenimento di tutti i dipendenti, ha comportato ripercussioni sulla tipologia del personale necessario in quanto una parte dei lavoratori, che nel precedente appalto erano inquadrati come Guardie particolari giurate (GPG), vengono impiegati come portieri/custodi con una modifica delle mansioni e del trattamento economico (che implica una riduzione di circa il 30 per cento) imputabile all'applicazione del meno vantaggioso contratto relativo ai servizi fiduciari invece di quello per i servizi di vigilanza armata;

- nelle more dell'espletamento della gara per il complessivo affidamento dei servizi di vigilanza, portierato/custodia e lavaggio autoveicoli, con la delibera n. 37/2 del 2 luglio 2008 la Giunta regionale ha affidato alla ditta Park Auto Sarda Srl i servizi di custodia dei parcheggi e lavaggio degli autoveicoli nella misura strettamente indispensabile a garantire il fabbisogno dell'Amministrazione regionale;

RILEVATO che il suddetto servizio è stato ricompreso nel servizio generale di vigilanza e che i 47 lavoratori addetti alla custodia dei parcheggi e lavaggio degli autoveicoli attraverso la procedura del cambio di appalto sono stati riassorbiti dalla ditta aggiudicataria per lo svolgimento delle medesime mansioni; che ciò ha determinato per questi lavoratori l'applicazione di un differente CCNL - con passaggio dal contratto Multi servizi al contratto CCNL per dipendenti da istituti e imprese di vigilanza privata e servizi fiduciari - che presenta livelli retributivi decisamente inferiori rispetto a quelli precedentemente goduti;

DATO ATTO che il mancato inserimento di una clausola a garanzia del livello retributivo ha legittimamente consentito all'impresa di introdurre variazioni dell'inquadramento giuridico e del trattamento economico per molti lavoratori, ma ha determinato una netta diminuzione della retribuzione di parte del personale coinvolto che rasenta e talvolta supera la cosiddetta soglia di povertà;

VALUTATO che l'inserimento della clausola del mantenimento del livello retributivo avrebbe costituito una garanzia di fondamentale importanza per assicurare al personale coinvolto almeno il tenore di vita fino ad allora sperimentato; considerato inoltre che, sulla base della retribuzione percepita, sono stati sicuramente assunti gli impegni economici necessari a far fronte alle più basilari spese familiari e che una riduzione del livello retributivo riconducibile a importi così esigui mette certamente in crisi l'assolvimento di tali impegni;

CONSIDERATO che la stessa Costituzione, all'articolo 36, sancisce il diritto del lavoratore a una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa e che di fatto gli importi stipendiali in questione risultano certamente lesivi di tale diritto, impedendo al lavoratore di disporre degli strumenti economici sufficienti;

RITENUTO necessario intervenire con ogni utile iniziativa a sostegno dei lavoratori per ristabilire condizioni di maggiore equità, anche attraverso la rimodulazione o l'integrazione delle prestazioni con ulteriori servizi, nei limiti previsti dalla normativa vigente;

RICHIAMATA la necessità di adottare dei criteri uniformi per l'individuazione degli immobili e del personale da destinare alla vigilanza armata;

APPRESO, nel corso delle audizioni dei rappresentanti sindacali effettuate dalle Commissioni Prima e Seconda in seduta congiunta, che sarebbe stata disattesa la clausola contrattuale prevista dall'articolo 7, punto 4, dello schema di contratto, in base alla quale l'accordo raggiunto tra il fornitore e le associazioni sindacali deve costituire parte integrante del contratto di appalto, mentre la firma del contratto sarebbe stata apposta prima del raggiungimento dell'accordo sindacale vanificando di fatto qualunque intervento dei sindacati a tutela dei lavoratori;

PREOCCUPATE:

- dei livelli retributivi eccessivamente bassi previsti nei CCNL per queste categorie di lavoratori, che appaiono non adeguati alle prestazioni e non garantiscono compensi equi;

- inoltre, che il sistema delle gare bandite dalla Regione con il criterio del prezzo più basso possa di fatto estendere esiti così pesanti anche per lavoratori di altri settori con un pericoloso effetto a catena,

impegnano la Giunta regionale

1) a utilizzare gli strumenti e gli spazi di flessibilità previsti dalla normativa vigente in materia di appalti per apportare variazioni al fine adeguare il servizio, ove necessario, alle caratteristiche e alle esigenze dei diversi siti;

2) ad adottare criteri omogenei per l'individuazione dei siti regionali ai quali assegnare la vigilanza armata al fine di conseguire uniformità su tutto il territorio regionale;

3) a porre in essere ogni utile tentativo di aprire un dialogo con l'impresa vincitrice per:

a) individuare soluzioni, come ad esempio la turnazione nel servizio di vigilanza armata, per evitare un'eccessiva penalizzazione a carico di alcuni lavoratori;

b) verificare nel CCNL di categoria ogni possibile opportunità di incremento della retribuzione al fine di mantenere e consolidare il livello stipendiale finora raggiunto;

c) riconsiderare la collocazione dei lavoratori addetti ai servizi fiduciari in altre fasce retributive tenendo conto della pregressa esperienza maturata in mansioni superiori;

4) a vigilare affinché nelle fasi di predisposizione dei futuri bandi di gara vengano attentamente vagliate le possibili conseguenze e gli impatti sull'occupazione al fine di conseguire non solo la salvaguardia dei livelli occupazionali, ma altresì quella dei livelli retributivi,

dispongono

la trasmissione della presente all'Assemblea, ai sensi dell'articolo 51, comma 1, del Regolamento.)

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Giampietro Comandini, relatore.

COMANDINI GIAMPIETRO (PD), relatore. La risoluzione che sottopongo all'attenzione dell'Aula riguarda, come lei diceva, la questione relativamente all'affidamento dei servizi relativi alla vigilanza armata, portierato, custodia, manutenzione di impianti e sicurezza presso gli immobili di proprietà regionale. E'una risoluzione che è stata oggetto di una discussione sia in Prima che in Seconda commissione, e ringrazio entrambi i presidenti e i colleghi delle due commissioni che hanno permesso di arrivare ad una risoluzione che pur conoscendo quello che è il perimetro delle competenze tra noi, la Giunta e gli organi burocratici, perché noi sappiamo benissimo che la nostra competenza legislativa esula da quella che è una competenza di pura gestione di atti che competono agli organi burocratici come sono le gare. Però non si vuole in questa risoluzione discutere quella che è la gara, la legittimità della gara, così come la gara è stata portata avanti, l'affidamento e alcune scelte, quello non è in discussione e non può essere in discussione. C'è un'altra vicenda che però riguarda la politica e sulla quale, a mio avviso, questo Consiglio regionale deve in qualche modo entrare nel merito e dare delle indicazioni, la politica deve riconoscere quello che può essere cambiato, quello che può essere migliorato, soprattutto quando le gare riguardano poi la vita delle persone, non soltanto i servizi che vanno affidati ma anche i lavoratori che non sono un soggetto secondario di una gara, ma che sono, a nostro avviso, l'oggetto principale di una gara. Questa gara che è stata ridiscussa per il clamore che ha avuto sugli organi di informazione, sui sindacati, tra gli stessi lavoratori, sull'applicazione anche del criterio del prezzo più basso nell'affidamento di questa gara sulla quale io credo che sia necessario discutere anche se siamo d'accordo che nell'affidamento di servizi si voglia applicare quello che deve essere il criterio più basso nell'affidamento del servizio. Io voglio in qualche modo portare all'attenzione dell'Aula, come abbiamo fatto in Commissione, un aspetto: siamo sicuri che l'affidamento in una gara, di un servizio attraverso il criterio più basso rappresenti l'efficienza di quel servizio? Rappresenti la qualità di quell'opera? Io credo di no, non sempre l'affidamento al prezzo più basso rappresenta qualità, efficienza, garanzie e tutela dei lavoratori, anzi, molte volte rappresenta il contrario. Devo dire che se ne è accorto prima di noi, Assessore, l'Europa, perché proprio nel giugno del 2013 c'è stata una risoluzione del Consiglio europeo con la quale si è messo fine alla pratica del massimo ribasso, introducendo degli elementi nell'affidamento delle gare che danno più centralità ai criteri quali la qualità, gli aspetti sociali, l'innovazione e le considerazioni ambientali. Aspetti sociali e umani, come a voler dire, ed è ciò che in qualche modo anche la nostra risoluzione vuole dire, che ci può essere anche una eticità delle gare, è il granello che può fermare un ingranaggio che macina sempre i più deboli, quindi i lavoratori che sono poi costretti a svolgere quel servizio, può essere fermato se la politica vuole fermarlo. La risoluzione in qualche modo considera gli aspetti negativi che hanno anche responsabilità, che non sono soltanto della Regione sarda ma sono anche di un susseguirsi di contratti collettivi nazionali che hanno visto i sindacati a livello nazionale poco attenti nel garantire e nel rivisitare quelli che sono in qualche modo i vari accordi sindacali e che anche questi contratti nazionali, dove non si è tenuto conto cosa significhi una società che perde un servizio e un'altra che subentra, perché molte volte e in questo subentro e passaggio di servizi fra società e società quelli che ci rimettono poi sono i lavoratori che vengono riassunti con contratti e inquadramenti che sono nettamente penalizzanti per il lavoratore. Questa pratica dovrebbe essere completamente rigettata, noi possiamo frenarla, non soltanto per quella che è la direttiva europea, ma anche per quello che stanno facendo molti comuni in Italia: Bologna ultimamente ha approvato un ordine del giorno in cui pone la verifica e la possibilità di intervenire, sia per forniture che per servizi pubblici, attraverso quello che dicono un modo più efficace nell'affidamento delle gare. In questo momento io vorrei ricordare perché la Prima alla Seconda commissione, i colleghi, il sindacato in qualche modo si sono occupati di questa vicenda, è un po' una vicenda simbolo, perché cosa ha portato in effetti l'affidamento di questa gara e in qualche modo l'inquadramento dei dipendenti, ripeto, le guardie giurate, coloro che fanno portierato, che fanno custodia, tutte quelle persone che ogni giorno vediamo all'ingresso degli uffici regionali, perché questo è un elemento non secondario, siamo noi quelli che hanno fatto la gara, è l'ente pubblico, è la Regione sarda che ha fatto la gara! Queste persone, molti di loro, si trovano con il nuovo inquadramento ad avere uno stipendio mensile al di sotto della soglia di povertà. Questo elemento ci deve sorprendere, proprio oggi sulle pagine di tutti i giornali viene riportato il nuovo stipendio da considerare al di sotto della soglia di povertà che è di 869,25 euro a famiglia. Bene, molti di questi lavoratori prendono molto, molto di meno! Allora noi, come Regione sarda, che nella discussione che abbiamo avuto prima poniamo il tema del lavoro come uno degli elementi principali, possiamo essere coloro che quando fanno una gara non stanno attenti a quelle che devono essere le retribuzioni di quei lavoratori che, anche se attraverso società esterne poi vengono ad aprire gli uffici, a salvaguardare gli uffici e a mantenere in qualche modo l'ordine e la sicurezza dei nostri uffici? Io credo che questo non sia eticamente accettabile. Noi chiediamo, con la risoluzione che è all'interno di quella che è la salvaguardia del mantenimento dei livelli occupazionali, possa anche essere garantita la salvaguardia delle retribuzioni che avevano. Questo ci sembra il minimo che si possa chiedere attraverso questa gara, ma soprattutto si possa essere, anche attraverso la discussione e l'approvazione della risoluzione anche un indirizzo ben preciso che pone al centro non solo il servizio, sia un servizio per quanto riguarda i rapporti all'interno, di vigilanza, sia all'interno di quella che è in qualche modo anche il portierato e la custodia, ma anche per i lavori pubblici un livello di rispetto dei lavoratori che vanno a seguire quei lavori, che vanno a eseguire quei servizi, che si ponga al centro il lavoratore e non soltanto un numero freddo e matematico che permette di assegnare le gare. Io credo che questo diventi etico, diventi importante, diventi una scelta che questo Consiglio regionale può fare nel limite di quelle che sono le proprie competenze che in qualche modo rappresenti un salto in avanti di dignità e di riconoscimento del lavoro. Allora nella risoluzione, anche nel rispetto di quello che dice la Costituzione all'articolo 36, che sancisce il diritto del lavoratore ad una retribuzione proporzionata alla qualità e quantità del suo lavoro, ci sia la motivazione per cui ritengo che debba essere approvata la risoluzione. E' necessario intervenire, possiamo intervenire. Non è in discussione la gara, il lavoro che hanno fatto i suoi uffici, i dirigenti che l'hanno seguita, però nell'indirizzo riteniamo che si possono utilizzare tutti gli strumenti della gara che in qualche modo ha assegnato i servizi per trovare delle soluzioni più flessibili che garantiscono a questi lavoratori una retribuzione degna di un lavoratore, che sia al di sopra di quelle che sono le soglie di povertà. Che si possano adottare anche criteri omogenei per l'individuazione dei siti regionali e quale assegnare alla vigilanza e, soprattutto, si inizi anche una politica di applicazione dei contratti collettivi nazionali che in qualche modo garantiscano l'equità e l'incremento di retribuzione di questi lavoratori, molti dei quali vanno a lavorare per sei o settecento euro mensili. Allora, questo lo dicevo, può essere un granello, un granello che di fatto può bloccare l'ingranaggio, che può anche far fermare la macchina regionale nell'attribuzione di appalti e servizi di questo genere, che può anche mettere in discussione in sede di autotutela, un autotutela che vede non il servizio ma vede la persona umana, però se questo granello può in qualche modo bloccare e ridare dignità a questi lavori, io credo che quest'Aula debba dimostrare di poter essere questo granello.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (SEL). Poche parole per ringraziare i colleghi della prima e della seconda Commissione che in tre differenti sedute hanno lavorato alacremente per eviscerare e per entrare nel merito di un problema che ha colto di sorpresa molti di noi. Io ricordo durante i lavori di quella Commissione, le reazioni di molti colleghi che non erano a conoscenza dell'esistenza di contratti di lavoro così svantaggiosi per i lavoratori. Soprattutto non pensavano che gli enti pubblici potessero applicare contratti di questo tipo. In questo caso, ha detto bene il relatore della risoluzione, il problema non ha natura burocratica, non può essere affrontato come un problema burocratico, i dirigenti che hanno applicato le leggi, che hanno applicato D.L. 66 e che hanno dato vita ai bandi e hanno proseguito gli iter di questi, hanno agito nel pieno rispetto della legalità, e su questo non ci sono dubbi. In questo caso il problema è politico. Il D.L. 66 del 2014 ha obbligato le Regioni a tagliare spese per acquisto di beni e servizi di circa 700 milioni, nel quadro di un taglio complessivo al sistema pubblico di 2 miliardi e 100 milioni. Questi tagli a monte hanno provocato catastrofi a valle. Il problema è politico e la riflessione che questo Consiglio deve fare è attorno all'opportunità di evitare che cose di questo tipo avvengono in futuro all'interno degli appalti dell'Amministrazione regionale. Il problema è di giustizia sociale. In questo caso il demansionamento, di chi fino al precedente appalto svolgere un servizio di guardia armata e col nuovo appalto è stato del menzionato a guardia non armata, ha comportato riduzioni dello stipendio di circa il 50 percento. In altro caso, quello dei lavoratori che già nello scorso appalto svolgevano servizi di guardiania non armata ha comportato comunque la variazione di contratto applicato, si è passato dal contratto multi-servizi che permetteva di avere retribuzioni nette attorno ai 1200 o 1300 euro, al contratto servizi fiduciari che ha un livello retributivo lordo annuo di circa 13.000 euro. L'ha detto bene l'onorevole Comandini, cifra al di sotto della soglia di povertà. Non possiamo far sì che nella nostra Regione, in cui disoccupazione e povertà sono il primo problema di qualunque agenda politica, vengano acuite dal superamento della dicotomia tra lavoro e povertà. Soprattutto quando si parla di lavoro pubblico. Oggi sappiamo, se nel settore privato ormai è quasi la regola purtroppo, che esistano lavoratori poveri. Lavoratori che percepiscono stipendi che li collocano al di sotto della soglia di povertà. È però inaccettabile che questi stipendi siano erogati da enti pubblici. In alcuni casi poi che eludono, attraverso cooperative, che in alcuni casi sembrano eludere anche i principi basilari di giustizia sociale. Le cose che sono avvenute oggi in Sardegna, casi anali analoghi, sono già avvenute in altre Regioni, gli attori molto spesso sono gli stessi, credo che questo Consiglio e questa Giunta devono fare la loro parte per evitare di creare un pericolosissimo precedente che potrebbe allargarsi a macchia d'olio, anche con i prossimi appalti delle ASL e di tutte le altre pubbliche amministrazioni. È poi, e chiudo, un pessimo segnale il fatto che in un momento in cui la nostra Regione e le istituzioni della nostra Regione sono impegnate a convincere i datori di lavoro privati ad applicare trattamenti più vantaggiosi possibili per i dipendenti, in questo momento di grave crisi, l'amministrazione pubblica non solo non sia virtuosa in questo campo, ma compia degli errori come questo. Si faccia il possibile per sanare il problema e si abbia pieno rispetto dei lavoratori e dei servizi a loro assegnati.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Michele Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Io credo che il Consiglio regionale faccia bene, io ringrazio l'onorevole Comandini e tutti i colleghi che hanno partecipato ai lavori delle due Commissioni in ordine a questo punto, credo che abbiamo fatto bene a investire l'intera Assemblea di questo tema perché ci troviamo davanti ad una degenerazione della spending review. È vero che ci sono stati dei tagli, tutti quanti ogni giorno facciamo i conti con questo, è altrettanto vero però che la Regione si è comportata in questo caso come spesso fanno i privati, uso questa espressione in senso negativo, io personalmente, ma tutto il mio gruppo, è per il mercato e noi siamo convinti che il mercato regoli determinate dinamiche e siamo altrettanto convinti che la pubblica amministrazione e i servizi pubblici non rappresentino la risposta vera, duratura e stabile al dramma della disoccupazione. Però può la regione comportarsi come quel privato che, speculando sul bisogno sul fatto che se rifiuta, se c'è uno che rifiuta il lavoro, ce ne sono altri 100 che per un fatto di bisogno sono disponibili ad accettare anche il lavoro più umiliante, a comportarsi così? Colpendo la dignità umana e professionale delle persone? Io credo di no. Io non so se la regione si è mossa legittimamente o illegittimamente, io voglio pensare, spero che siamo nell'ambito della legittimità, però è evidente, hanno detto bene il collega Comandini e il collega Agus quando hanno messo l'accento, colleghi dai quali mi divide una visione del mondo diversa, però hanno fatto bene a mettere l'accento sull'elemento etico. Perché credo che noi di questo oggi stiamo parlando. Se noi oggi siamo parlo di questo ne stiamo parlando perché stiamo evidenziando un precedente pericolosissimo che la Regione ha posto in essere, perché se dovesse dilagare questo modo di comportarsi in tutta la pubblica amministrazione io mi chiedo: cosa ci dobbiamo aspettare dai privati? Ecco colleghi io penso che il valore della discussione di oggi sia questo ed è questo per cui noi voteremo sicuramente a favore di questa risoluzione.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Antonio Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS ANTONIO (PD). Anche io ringrazio i componenti della prima e della seconda Commissione, in modo particolare collega Comandini per l'illustrazione molto puntuale della risoluzione. Credo che dobbiamo dirci chiaramente che anche le cose che vengono proposte nella risoluzione non sono cose semplici da attuare, ricordiamoci che c'è una gara pubblica espletata, una gara pubblica espletata legittimamente, e da questo punto di vista non ci deve essere nessun dubbio, che ha comportato l'individuazione di un vincitore della gara e l'esclusione di altri e che quindi se noi andassimo a modificare i criteri previsti nel bando di gara, soprattutto nell'atto di aggiudicazione probabilmente rischiamo di incunearci in una serie di ricorsi che spesso portano all'immobilismo totale.

Credo però che la Regione essendo un ente pubblico non si può permettere, come già è stato detto, di consentire che gli stipendi dei lavoratori dipendenti siano sotto la soglia della povertà. Si tratta di centinaia di lavoratori, quindi di centinaia di famiglie che oltre alle spese quotidiane hanno magari contratto il mutuo per la propria casa e che spesso molti di questi purtroppo hanno dovuto rinunciare anche a sottoscrivere il nuovo contratto di lavoro con la nuova società perché lo stipendio sotto la soglia di povertà che gli veniva dato non gli consentiva neppure di raggiungere il posto di lavoro con le spese di trasporto. E allora che cosa fare oggi, io sono convinto che l'Assessore, l'Assessorato ha già verificato e sta verificando che cosa sia possibile fare, io chiedo che quello che è possibile fare venga fatto possibilmente il prima possibile ma soprattutto mi preme rimarcare che fatti come questi non possano ripetersi e quindi evitare per il futuro che possa succedere una cosa del genere e quindi stare molto attenti e lo dico in modo particolare anche alla luce della delibera che la Giunta regionale ha adottato qualche settimana fa nella centralizzazione dell'appalto di vigilanza ad un'unica ASL su tutte le ASL della Sardegna, mi auguro che i criteri del bando che verranno adottati in quell'occasione non consentano assolutamente il ripetersi di situazioni come quella che si è verificato nell'appalto della vigilanza degli uffici regionali. Perché la spending rewiew va bene, va bene il risparmio ma il risparmio non si può fare solo d'esclusivamente sulle spalle dei lavoratori dipendenti. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SEL). Grazie Presidente, ringrazio i colleghi che mi hanno preceduto in particolare il collega Comandini per la passione e puntualità con cui ha rappresentato questa risoluzione. Si diceva la politica è la vita delle persone, spesso siamo abituati purtroppo confondere le persone con i numeri e considerare, appunto, le persone numeri. Così non è, qua ci sono progetti di vita che da un giorno all'altro vengono schiantati sotto il tabù, chiamiamolo così, della spending rewiew. Ma se spending rewiew vuol dire veramente incrementare i numeri delle povertà estreme già numerosissime nella nostra Isola credo che davvero dovremmo e dobbiamo fermarci un attimino a riflettere e a fare tutto quello tramite gli strumenti che abbiamo e che sono nelle nostre possibilità.

Perché assolutamente è un dovere morale oltre che politico cercare soluzione a questo problema che è già drammatico, perché noi parliamo di persone che sino a qualche mese fa ricevevano un salario di 1500-1600 euro e oggi si trova a ricevere un salario di 600- 700 euro. Persone tra l'altro che non abitano neanche nei luoghi dove svolgono il proprio lavoro ma devono viaggiare per poterci arrivare. Credo che questo sia un problema assolutamente serio. Facendo mie tutte quelle considerazioni che ha fatto colui che ha illustrato la risoluzione noi crediamo e ci auguriamo che la Giunta ponga in essere tutti gli strumenti che, appunto, possono essere utilizzati per dare risposte serie e concrete a questo che non è un problema di non poco conto. Dicevano i colleghi che mi hanno preceduto che questo tra l'altro sarebbe un precedente pericolosissimo per tutte le gare che ancora dovranno essere fatte per l'affidamento di servizi.

Io credo che il nostro compito non sia quello di cui ho già parlato di incrementare il numero delle famiglie che vivono sotto la soglia di povertà ma cercare di fare altro perché questo non avvenga e perché le situazioni vengano migliorate. Dobbiamo assolutamente al più presto porre rimedio a un problema che ripeto è drammatico.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Angelo Carta. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (Psd'Az). Grazie Presidente, io non ringrazio l'onorevole Comandini ma gli faccio i complimenti, perché ha espresso credo dei concetti totalmente condivisibili. E la risoluzione ci dà l'occasione per parlare del massimo ribasso, l'ultima invenzione che da quando è stato imposto sia nei progetti, nelle gare di progettazioni, sia nelle gare d'appalto per le opere pubbliche non ha dato i risultati che ci aspettavamo. Forse si è risparmiato qualcosa in fase di assegnazione ma sicuramente si è perso in termini di servizio, in termini di qualità delle opere che si sono realizzate. Ha penalizzato poi le parti più deboli nelle gare di progettazione al massimo ribasso le parti più deboli chi sono, sono i giovani professionisti che non hanno un background, che non hanno alle loro spalle un know how che gli consente di poter competere con studi che con il copia e incolla trasferiscono progetti da una parte all'altra con ribassi del 70 e dell'80 per cento. Nelle imprese che si aggiudicano gli appalti, che siano opere pubbliche o servizi come in questo caso la parte debole chi è? Sono i lavoratori dipendenti quindi è chiaro che nei momenti in cui abbassano o aumentano la percentuale di ribasso hanno già in mente dove andare a tagliare se trattasi di opere pubbliche taglieranno nella qualità dei materiali impiegati, taglieranno soprattutto nelle buste paga, taglieranno quindi nei diritti dei lavoratori. Se trattasi di servizi come questo hanno giocato sul demansionamento sul mantenimento si fatto per 100 il numero dei dipendenti 100 erano 100 ne mantengo ma se non si pone il problema del mantenimento del livello retributivo è chiaro che il servizio viene modificato, il numero dei dipendenti rimane uguali e gli stipendi dei lavoratori sono naturalmente diminuiti.

Quindi sono d'accordo voteremo sicuramente a favore per questa risoluzione e più che una raccomandazione alla Giunta credo che sia una raccomandazione anche noi stessi che come organo legislativo di questa Regione possa intervenire per capire quali sono i margini che abbiamo per poter impedire questa discriminazione e impedire questa vessazione nei confronti delle parti deboli che sono come sempre coloro che cerchiamo di tutelare, coloro che diciamo di tutelare, coloro che col primo punto all'ordine del giorno abbiamo detto di voler tutelare ma che poi puntualmente con la spending rewiew, che sarà pure una bella cosa e con il sacro fuoco del risparmio ci dimentichiamo che le parti deboli rimangono senza tutela.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Roberto Desini. Ne ha facoltà.

DESINI ROBERTO (Sovranità, Democrazia e Lavoro). Grazie Presidente, io non faccio i complimenti al collega Comandini anche perché conoscendolo da qualche anno sono a conoscenza della sua sensibilità politica e umana che lo contraddistingue, ma vorrei unirmi al coro degli altri ovviamente per questa iniziativa e nel condividere pienamente lo spirito di questa risoluzione purtroppo mio malgrado avrei non voluto affrontare questa discussione perché questo problema che stiamo affrontando che è un problema che ci deve far riflettere molto. E vi devo dire che nel dispiacere di dover affrontare questo argomento comunque contestualmente sono soddisfatto del fatto che l'Assemblea legislativa si occupa di problemi reali della gente; perché spesso, è inutile che ce lo nascondiamo, noi facciamo dei ragionamenti e comunque adottiamo dei provvedimenti di carattere legislativo che hanno delle ripercussioni sulla vita dei nostri amministrati che a volte non ci rendiamo conto anche di quelli che sono gli effetti degli stessi. E penso che il fatto che il Consiglio regionale affronti questo problema di una ingiustizia sociale, perché questa è un'ingiustizia sociale, perché ancora una volta questa società nella quale viviamo, una società senz'anima, una società individualista, una società che pensa soltanto al proprio ego. Bene il fatto di fermarci e cercare di mettere una pezza a questo problema penso che dia lustro a questo Consiglio. Io realisticamente sono molto scettico e mi auguro che questo scetticismo che ho in questo momento possa essere smentito dai fatti, e che la Giunta e l'Assessore possano trovare delle soluzioni, se non completamente risolutive, quantomeno parzialmente. Però questo aspetto ci deve far riflettere, ci deve far riflettere nel senso che, se noi continuiamo a macinare e comunque a calpestare quelli che sono i diritti e soprattutto le sensibilità delle persone, noi stiamo contribuendo a costituire e a formare una società sempre più incentrata sul capitalismo e sul consumismo sfrenato, ma non su quelli che sono i veri valori. Già il fatto di vivere oggi in una condizione di monoreddito è un'impresa titanica. Pensiamo anche spesso quando arriviamo soprattutto negli enti locali, ci sono per esempio le povertà estreme che ne possono beneficiare, coloro i quali hanno un ISEE che non supera i 4 mila e 500 euro, pensate che chi ha un ISEE di 4 mila e 700 euro non può beneficiare delle povertà estreme. Ci rendiamo conto che noi precludiamo la possibilità di avere un minimo di ristoro, che non possiamo dare un minimo di dignità a quella persona, a quel nucleo familiare per 200 euro, perché si superano determinate soglie. Quindi, bene ha fatto il collega Comandini, bene ha fatto la Commissione numero 1 e la Commissione numero 2 a sottoporre questo problema, a metterlo nell'agenda di questo Consiglio regionale. Io mi auguro con tutto il cuore, oltre che come amministratore, ma soprattutto come padre di famiglia, che si possano trovare le soluzioni per ovviare a questa grave ingiustizia sociale. E ovviamente a nome del gruppo Sovranità, Democrazie e Lavoro esprimo il voto favorevole. Grazie.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

ERRIU CRISTIANO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Già in sede di commissione la Giunta aveva avuto modo di approfondire i temi e le perplessità legate alla gestione di questa gara d'appalto che è stata fatta ovviamente nel rispetto delle norme proprie del codice degli appalti e nel rispetto delle normative di cui al DL numero 66 dell'aprile 2014 che, come è stato detto, ha imposto alle Regioni un taglio consistente, di 700 milioni di euro complessivamente per le spese intermedie. Qui noi abbiamo una gara assai rilevante, complessivamente sono 37 milioni e 600 mila euro iva esclusa di corrispettivo posto a base di gara suddiviso in tre lotti, due dei quali sono stati assegnati, sul testo c'è stato un ricorso che è arrivato al Consiglio di Stato, proprio questo lunedì è arrivata la sentenza che consente di sbloccare anche il lotto di Sassari e Olbia-Tempio. Ora, va da sé che sulla base di ciò che il DL numero 66 impone, cioè di una drastica riduzione delle spese intermedie, l'amministrazione regionale si trovava di fronte alla scelta di decidere se operare una conversione di una parte del personale impegnato in attività di vigilanza, e in modo particolare nella cosiddetta GPG, cioè le guardie particolari giurate, le guardie armate, convertendo una parte di queste in attività di portierato, in modo tale da assicurare il mantenimento del posto di lavoro per tutti, perché altrimenti l'alternativa secca sarebbe stata quella di licenziare un certo numero degli occupati. Del resto, su questa linea si era attestata anche la precedente Giunta con una deliberazione del luglio 2008, nella quale si ravvisava l'inopportunità che il servizio continuasse ad essere gestito, eseguito pressoché quasi esclusivamente tramite guardie giurate. Per questo motivo è stata fatta allora una scelta di individuare le locazioni dei siti, dei luoghi per i quali si riteneva di dover convertire, derubricare la vigilanza armata in semplice attività di portierato o di custodia. Questo ha portato alla pubblicazione di una gara che ovviamente imponeva in sede di capitolato il rispetto di alcuni principi base naturalmente, che sono stati ovviamente rispettati, cioè il rispetto dei contratti collettivi nazionali di lavoro per tutti coloro che possedevano i requisiti e venivano impegnati all'interno delle varie mansioni e delle varie attività. I requisiti si riferiscono evidentemente alla disponibilità delle autorizzazioni, delle licenze prefettizie per svolgere l'attività di GPG, e il capitolato prevedeva l'obbligo di applicare nei confronti dei dipendenti le condizioni normative retributive non inferiori a quelle risultanti dai contratti collettivi integrativi di lavoro. Fatto sta che uno di questi contratti, quello riguardante appunto le attività di custodia e portierato, è in modo abnorme inferiore a quella soglia minima a cui si faceva riferimento, e quindi pur rispettando il contratto formalmente, ricordiamo che siamo in presenza di una gara nella quale ben oltre il 90 per cento va a pagare stipendi, poi c'è il ribasso d'asta e c'è una pressoché totale destinazione dell'importo a pagare gli stipendi. Parliamo di una situazione precedente all'avvio del nuovo servizio limitatamente ai lotti uno e due, ripeto, quindi Cagliari, Oristano e Nuoro, di 128 guardie particolari giurate e di 47 addetti ai parcheggi con contratti multi servizi, l'ex park auto per intenderci, quindi 128 più 47. La situazione attuale ad oggi è un totale di GPG, di guardie particolari giurate assorbite di 108, di 18 guardie particolari giurate assorbite con contratto di servizi fiduciari così come da contratto, 47 persone ex park auto assorbite con contratto di servizi fiduciari, più 26 nuovi assunti per attività di portierato. Ora è evidente che anche a seguito dell'audizione del lavoro che è stato fatto in sede di commissione, consapevoli della criticità che si è venuta a creare, la Giunta ha lavorato per individuare quegli spazi di flessibilità, quegli strumenti, a partire dal quinto dell'importo contrattuale che consente di dotare l'amministrazione, aumentando quindi entro i limiti consentiti dalla legge, la disponibilità di risorse, quindi individuando criteri omogenei per l'individuazione appunto dei siti in cui assicurare una vigilanza armata, il che consente di applicare a parte del personale la retribuzione non di portierato ma di vigilanza armata e di GPG. Questi criteri che sono stati individuati riguardano la criticità del sito, quindi situazioni particolari di pericolo come per esempio la Corte dei conti, che è un ente costituzionale in cui era stato previsto inizialmente un semplice servizio di portierato, e anche su richiesta della Corte è stato portato a guardia armata. Oppure in via Caravaggio, l'ex Cisapi, data l'ampiezza e la stessa presidenza, la biblioteca, dove ci sono anche beni di valore da tutelare e proteggere, o l'Assessorato delle politiche sociali, in ragione della particolarità del servizio erogato, oppure gli ispettorati forestali per il servizio notturno, o via Posada, dove è istituito il CED, e quindi è necessario presidiare la vigilanza di impianti di video sorveglianza anche con la presenza di un GPG. Tutto questo naturalmente è stato fatto e ha consentito di mitigare gli effetti negativi a cui si è fatto riferimento e che, ripeto, sono motivati all'origine dagli obblighi imposti dal DL numero 66 che aveva consentito, ricordo, di risparmiare 2 milioni e 500 all'anno, iva inclusa, rispetto al capitolato precedente, al contratto precedente. Quindi gli obiettivi del DL numero 66 sono stati raggiunti, l'effetto collaterale è quello che è stato assolutamente segnalato. Il discrimine, quello del rispetto delle norme contrattuali e del codice degli appalti, e quindi la possibilità di agire all'interno della legittimità, e la verifica della impossibilità di realizzare alcuni obiettivi come quello segnalato nella risoluzione, cioè verificare l'incremento della retribuzione considerata l'esperienza maturata anche a prescindere dalla localizzazione, è un problema purtroppo irrisolvibile perché abbiamo verificato anche con la prefettura e con le ditte che hanno poi vinto la gara che vi sono proprio problemi di graduatoria, di scatti di anzianità e problemi di volturazione delle licenze prefettizie che vengono assegnate dal prefetto per quel tipo di appalto e non possono essere volturate o assegnate anche ad altri dipendenti. Qui ci sono tutta una serie di aspetti di carattere tecnico che rendono difficoltosa e difficile la soluzione del problema per il complesso, per il 100 per cento degli operatori coinvolti. Siamo arrivati quasi al totale, ci rimangono una ventina di lavoratori per i quali ci sono delle criticità e per i quali in ogni caso una soluzione non è possibile se non quella, pure segnalata, suggerita dalla risoluzione, di attivare forme di relazione, di sollecitazione alla ditta appaltatrice, alla quale si chiede di valutare la possibilità di elevare il livello contrattuale assegnato, nel rispetto della legge, nel rispetto della gara vinta, appunto la remunerazione, la retribuzione. Naturalmente su questo non c'è nessun tipo di obbligo perché la Costituzione all'articolo 41 sancisce il principio della libertà di impresa e non ci possono essere clausole sociali che limitano la libertà di impresa e quindi in qualche misura limitino l'autogoverno dei fattori di produzione, dell'autonomia di gestione che è propria dell'archetipo del contratto di appalto, quindi non possiamo obbligare una ditta che ha vinto e che si è organizzata i fattori della produzione a variarli in funzione del problema che si è creato. Qui ci sono tutte le condizioni perché in ogni caso per il futuro si trovino le soluzioni. Il varco è molto stretto perché tra norma sugli appalti, D.L. 66 e rispetto di tutte le norme complesse di natura contrattuale non è sempre facile, ma gli indirizzi dati agli uffici andranno in questa direzione, condividendo tutte le segnalazioni preoccupate che dal dibattito consiliare sono emerse circa i risvolti di natura etica in azioni amministrative importanti come questa.

PRESIDENTE. Metto in votazione la risoluzione numero 7.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Chiedo la votazione nominale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Premetto che è una posizione del tutto personale, ma il mio voto sarà contrario. Ovviamente non è un voto contrario alla tutela dei lavoratori, ma credo che su questa vicenda ci sono dei percorsi e delle situazioni a me non chiari, che non mi consentono di esprimere un voto né di approvazione, né tantomeno di astensione. Quindi voglio motivare la mia contrarietà al fatto che non condivido le procedure e ho dei dubbi su alcuni aspetti sia del capitolato che poi degli eventi successivi. Mi devo riservare di valutare poi quale sarà la definizione finale e se veramente la stessa andrà a sostegno dei soli lavoratori, quindi non mi sento coscientemente di poter dare un voto diverso dalla mia contrarietà.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gavino Manca per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

(Interruzioni)

La votazione è stata annullata, perché naturalmente l'onorevole Zedda aveva chiesto la parola per dichiarazione di voto. Prego onorevole Manca.

MANCA GAVINO (PD). Guardi, onorevole Tunis, farò perdere pochissimo tempo. Io anzi stavo pensando di rinunciare, poi il fatto che l'onorevole Zedda abbia dato l'opportunità di dire due parole mi obbliga a dire una cosa. Io, Assessore, l'ho ascoltata e ho ascoltato i colleghi che hanno messo in evidenza molto brillantemente, a iniziare dall'onorevole Comandini, i temi che riguardano questa risoluzione, però mi consenta di dire questo. Io lo dico parlando in maniera molto trasparente e aperta: nessuno mette in dubbio il fatto che uno abbia predisposto una gara di appalto, che sia legittima, questo poi tra l'altro lo vedremo, c'è un ricorso al Tar, bisognerà capire se la gara è illegittima, io questo non lo so, lo vedremo e non devo essere io a giudicarlo visto che c'è una conseguenza rispetto a questa gara d'appalto così come la norma prevede. Quello su cui mi viene da riflettere, a me personalmente, anche per il futuro, anzi specialmente per il futuro, è questo, che quando qualcuno si siede a predisporre una gara d'appalto si deve porre sempre come obiettivo quali sono le conseguenze di questa gara d'appalto. In questo caso era necessario un risparmio, come prevedeva il famoso D.L. 66, ma sarebbe stato opportuno valutare anche che in questa ricerca del risultato finale, quello del risparmio, che ormai giustamente la spending review ci impone, certe volte trascurando e passando tendenzialmente sulla vita delle persone, si potesse valutare alcuni aspetti tecnici di predisposizione della gara che erano esattamente cose già consentite e già messe in pratica in altre gare, ovvero la salvaguardia dei livelli retributivi. Questa semplice formulazione avrebbe consentito probabilmente di partire da un trattamento economico, da un livello di fascia F che prevede… Io penso che se uno ha predisposto la gara di appalto, il famoso ufficio tanto attento si rende conto che se la retribuzione di lavoro del livello F è 797,14 euro si può immaginare quale sarà la retribuzione alla fine di questo percorso, e quindi probabilmente anche, pur perseguendo quello che è l'obiettivo del risparmio, avrebbe dovuto porsi il problema di capire le persone che svolgevano quell'attività quanto sarebbero andate effettivamente a guadagnare a fine mese. Questo probabilmente avrebbe dovuto fare in maniera molto normale, legittima anche, assolutamente lecita, chi si mette a scrivere le gare di appalto e chi poi interagisce con la politica. Io capisco il ruolo dell'Assessore, capisco la difesa di quello che è stato fatto, capisco anche le difficoltà che si vivono in questo momento, però siccome alcune difficoltà si possono evitare precedentemente, non penso che i dipendenti pubblici non abbiano l'onore e l'onere, svolgendo quel ruolo, di verificare cosa succede quando loro compiono degli atti, perché il loro stipendio a fine mese è sempre quello, continua ad essere sempre quello e nessuno lo mette mai in discussione fino a questo momento. Per altri aspetti questo non accade, accade una cosa assolutamente diversa.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della risoluzione numero 7.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Non ci sono altri punti all'ordine del giorno, quindi dichiaro chiusa la seduta.

Il Consiglio verrà convocato a domicilio. Comunico ai Capigruppo che la Conferenza, già convocata per le ore 19, è anticipata nella saletta del Consiglio.

La seduta è tolta alle ore 18 e 33.