Seduta n.107 del 16/06/2015 

CVII Seduta

(ANTIMERIDIANA)

Martedì 16 giugno 2015

Presidenza del Presidente Gianfranco GANAU

La seduta è aperta alle ore 11 e 11.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 6 maggio 2015 (103), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Augusto Cherchi, Giorgio Oppi e Gavino Sale hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 16 giugno 2015.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico di aver integrato la composizione della Commissione d'inchiesta sull'efficienza del sistema sanitario regionale e sull'adeguatezza dei suoi costi nominando componenti della Commissione stessa l'onorevole Modesto Fenu e l'onorevole Roberto Deriu.

Comunico che la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha trasmesso in data 15 maggio 2015 lo schema di decreto legislativo concernente: "Norme di attuazione dello Statuto speciale della Regione Sardegna per il trasferimento delle funzioni in materia di tutela della lingua e della cultura delle minoranze linguistiche storiche nella Regione". Il provvedimento è stato assegnato alla prima Commissione permanente.

Annunzio di presentazione di disegno di legge

PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il seguente disegno di legge:

n. 218

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti proposte di legge:

dalla 219 alla 224

Risposta scritta a interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:

n. 19-37-48-60-140-181-204-218-231-251-254-260-267-285-302-323-324-335-340-314-221-245-271-298-310-315-384

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria:

dalla 395 alla 422

Titolo

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 199/A.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Sabatini, relatore.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore. La terza Commissione il 3 giugno 2015 ha approvato all'unanimità il disegno di legge che oggi è alla nostra attenzione, il disegno di legge numero 199 che riguarda il tema degli interventi in materia di consorzi di garanzia fidi. Prima ancora di approvare il disegno di legge in una seduta precedente, in una seduta congiunta alla quinta Commissione, le due Commissioni hanno audito sia l'assessore Paci che ha esposto il disegno di legge sia tutti i consorzi di garanzia o la maggior parte dei consorzi di garanzia che operano nel nostro territorio e ha potuto verificare il buon percorso messo in campo dall'Assessore e quindi la condivisione da parte dei consorzi del disegno di legge che noi oggi andiamo ad approvare. E quindi il percorso di approvazione è stato condiviso anche in Commissione e la legge è stata immediatamente approvata in un'unica seduta, appunto la seduta del 3 giugno. La legge alla nostra attenzione è una legge che mira a rafforzare il sistema di garanzie partendo da una semplificazione, la semplificazione che avviene da parte della Regione con la costituzione di un unico fondo di garanzia sotto il controllo dell'Assessorato della programmazione che sarà l'Assessorato anche che andrà ad approvare le direttive attraverso una delibera. Ma la semplificazione dovrà avvenire, infatti la legge mira a semplificare il sistema dei consorzi fidi diminuendone il numero, rafforzandoli in modo da poter essere maggiormente utili al sistema delle imprese rafforzando quindi le garanzie che è possibile dare. La legge mette insieme anche la SFIRS che è titolare di un fondo di garanzia costituendo un osservatorio, ritengo che la costituzione di un osservatorio sia molto importante, infatti siamo di fronte a un sistema del credito in continua evoluzione e l'osservatorio ha proprio il compito di monitorare sia la funzione svolta dai consorzi ma anche le esigenze che si evolvono da parte delle imprese nella collaborazione che deve avvenire tra i consorzi, le imprese e il sistema bancario.

Certamente la Regione non può sostituirsi al sistema dei consorzi fidi ma attraverso le direttive che la Giunta approverà, incentiverà il rafforzamento attraverso l'aggregazione dei sistemi di consorzi fidi che rimangono ancora un numero troppo elevato nella nostra Regione. Quindi attraverso il presente disegno di legge si tenta di superare l'annoso tema dell'accesso al credito. Anche dall'ultimo rapporto pubblicato pochi giorni fa dalla Banca d'Italia sull'economia in Sardegna si evince la difficoltà delle imprese ad accedere al sistema del credito, credo che questa legge darà un buon contributo a superare queste difficoltà. Rimane il problema più generale delle condizioni che il sistema bancario sardo offre alle nostre imprese, che rimangono sempre e ancora una volta penalizzate per i maggiori oneri che le imprese sarde devono sopportare se messe a confronto con il sistema bancario, ad esempio delle regioni più avanzate del nostro Stato. L'Osservatorio anche qui potrà fare molto, soprattutto in termini di denuncia, di osservazione di queste discrepanze d'arresto del sistema. Un'ultima annotazione che vorrei fare, che è stata segnalata anche dai consorzi in sede di audizione, è l'insufficienza del fondo, però vorrei rimarcare che i 5 milioni che sono stanziati intanto avvengono ad anno inoltrato, con un impegno anche ad erogare tutti i residui che sono stati maturati nei precedenti anni da parte dei consorzi e che la Regione si è impegnata ad erogare in questo esercizio finanziario. I 5 milioni quindi servono come start up per far partire il disegno di legge che prevede anche, non solo di utilizzare in modo organico il fondo di garanzia che è depositato presso la SFIRS, ma di costituire o di prevedere la possibilità di costituire un fondo di stabilizzazione a maggiore garanzia dei consorzi e delle imprese.

PRESIDENTE. Ricordo che i consiglieri che intendono prendere la parola devono iscriversi non oltre la conclusione del primo intervento.

Ha domandato di parlare il consigliere Fabrizio Anedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ANEDDA FABRIZIO (Gruppo Misto). Ringrazio l'assessore Paci e il Presidente Sabatini per l'attenzione a questa legge di riordino dei Confidi che ci dà l'opportunità di parlare un attimino di Confidi. Ricordo che i Confidi sono dei Consorzi fidi nati dall'intelligenza delle piccole imprese con l'aiuto delle istituzioni per avere la stessa possibilità di accesso alle piccole imprese come ce l'avevano le grosse imprese. Con l'andare del tempo i Confidi sono diventati dei veri e proprio potentati politici e finanziari. Nei CDA dei Confidi gli artigiani e gli imprenditori sono stati sostituiti con persone di partiti politici, quindi hanno avuto un grandissimo ruolo, sempre finanziato dalle istituzioni e, nel caso nostro, dalla Regione Sardegna. Ricordiamo che oltre ai contributi come quello che si propone oggi di dare, i 5 milioni, i Confidi hanno un aggio, per quello che la Regione dà, di 5 punti percentuali per abbattere gli interessi. Un contributo del 5 per cento. Di questo contributo del 5 per cento, l'1,5 per cento circa va ai Confidi e l'altro va alle banche, quindi c'è sempre stato un aiuto delle istituzioni. Le istituzioni però per anni, e in questo caso anche la Regione Sardegna non si è preoccupata minimamente di osservare l'andamento dei Consorzi fidi, li lasciava andare, non si è accorta neanche dell'andamento dei Consorzi fidi. Non so se ricordate, 12-13 anni fa lo scandalo Fideuram, ci fu un'indagine della Magistratura, qualcuno finì anche in galera, perché era successo che i Confidi invece di prestare per loro natura i soldi alle imprese o favorire le imprese i soldi li davano alle banche, cioè li investivano in banca, quindi invece di prestarli alle imprese li davano alle banche. La Regione non si è accorta di intervenire neanche in un'altra situazione, ricordo che non più di due anni fa c'è stato il commissariamento da parte della Banca d'Italia di un grosso Confidi in Sardegna, era stato commissariato perché l'80 per cento dei finanziamenti delle fideiussioni che davano ai confidi era riservato solamente ad una decina di imprese, l'altro 20 per cento andava per gli altri 4000 circa associati e la Banca d'Italia in questo caso è intervenuta, mentre la Regione ancora non è intervenuta. La Regione non è intervenuta neanche a monitorare l'andamento dei Confidi quando i Confidi sono stati chiamati ad aiutare le imprese a prestare fideiussione quando si trattava di utilizzare i fondi europei. I fondi europei in questi anni scorsi non sono stati utilizzati, molti di questi perché le imprese quando facevano i progetti e si presentavano a chiedere i mutui in banca la banca chiedeva: "Hai soldi? Non li hai? Allora i soldi non te li posso dare!". Cercavano di intervenire i Confidi ma non avevano voce in capitolo, infatti in questi anni non sono intervenuti e le imprese non hanno potuto fare i finanziamenti, questo è l'andamento dei Confidi in questi anni sul quale noi non abbiamo controllato. Controlliamo adesso, per modo di dire, facciamo questa legge perché sono stati gli stessi Confidi che ci hanno chiesto aiuto, hanno chiesto: "aiutateci perché non ce la facciamo più!". Io ho chiesto anche all'Assessore i bilanci di quest'azienda per capire quali fossero le criticità di queste aziende, non ci sono stati forniti questi bilanci però posso intuire dagli affidamenti che hanno queste aziende, questi Confidi, che il personale che oggi è all'interno dei Confidi saranno 400-500 persone. Quindi, nonostante l'aggio dell'1,5 per cento che si prendono sugli affidamenti e dai documenti che ci ha dato l'Assessore forse hanno 2 miliardi di affidamenti quindi posso presumere che ai Confidi vada un qualcosa tipo 20-30 milioni l'anno, in più i nostri contributi, comunque sia non ce la faranno più! Ora noi siamo chiamati ad aiutare queste imprese, queste imprese non hanno comunque niente a che fare con i Confidi di una volta che aiutavano l'accesso al credito alle imprese, non l'aiutano più, siamo chiamati ad intervenire per evitare il licenziamento di queste 400-500 persone, è sempre la solita storia, dobbiamo intervenire per mantenere uno status che si sono costituiti queste aziende e lo dobbiamo continuare a mantenere noi, al pari di altri interventi che abbiamo fatto in questa legislatura, sempre per mantenere le società in house magari utilizzando i soldi destinati al lavoro e li abbiamo utilizzati per mantenere sempre queste società, lo stesso stiamo facendo oggi, i soldi destinati alle imprese li stiamo utilizzando per mantenere questo sistema di organizzazione dei Confidi. Allora però dobbiamo fare chiarezza, questo non è politica attiva del lavoro, assessore Paci, questo è assistenzialismo! Perché non produce assolutamente niente per le imprese, le imprese e che dovremmo aiutare oggi per portare sviluppo, lo sappiamo benissimo, se non aiutiamo le imprese lo sviluppo non c'è però i Confidi non hanno nessun ruolo, si auto mantengono e basta. Detto questo, serve sicuramente una riforma dei Confidi, non si può continuare così. Vedo bene anche quello di inserire i Confidi in un controllo della SFIRS, che sia un organismo della SFIRS forse non servono 400-500 per analizzare se serve aiuto alle imprese, forse bastano 30-40 persone, 400-500 forse è il caso che i Confidi le utilizzino per fare altre cose. Io però in questo caso darei anche un nuovo ruolo ai Confidi, sappiamo tutti che oggi il credito non è l'urgenza dell'impresa, non ha bisogno di credito per fare sviluppo, oggi l'impresa è ferma. I ruoli invece che poteva avere i Confidi lo dovrebbero avere con il vero grosso problema che hanno le imprese che è quello del debito, far intervenire i Confidi per ristrutturare i debiti delle imprese, se le imprese ristrutturano i debiti può darsi che riescano a rimuovere l'economia, può darsi che con il DURC in regola possano anche accedere a forme di credito quando gli serve, per ripartire dallo sviluppo per cui io vedrei il ruolo dei Confidi, ristrutturati, rivisti e riorganizzati per analizzare il problema del debito, è intervenuto l'altra volta parlando della bad bank che aveva proposto Visco, anche Visco aveva visto un intervento per le imprese non tanto per il credito ma per i debiti, addirittura Visco aveva proposto di analizzare i debiti, vedere i debiti che le imprese avevano nei confronti della banca, i famosi incagli che ci sono nelle imprese, ristrutturandoli per far ripartire l'economia delle imprese. Questo è quanto, per cui questa legge, io direi una cosa: non chiamiamola aiuto alle imprese, perché è un'offesa per le imprese. È un aiuto alle imprese confidi e basta.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Intanto dobbiamo dire da subito che non so se condividere totalmente la posizione dell'onorevole Anedda, perché credo che comunque si ha la necessità oggi di chiarire un mondo, quello chiamiamolo dell'accesso al credito, chiamiamolo della garanzia alle imprese, chiamiamolo delle forme consortili verso le quali dobbiamo portare i consorzi a consorziarsi, a rivedere le posizioni sia dei consorzi 107 e 106, sottoposti quindi o non sottoposti a vigilanza, però ecco uno strumento è necessario. È arrivata questa norma sulla quale possiamo condividerne l'impostazione ma ha delle lacune, degli aspetti sui quali la nostra posizione ha comunque delle perplessità. Lo dico da subito, intanto mentre da un lato apprezziamo la unificazione finanziaria attraverso un unico fondo, ma soprattutto io credo attraverso un unico interlocutore, che è appunto l'Assessorato che rappresenta il credito, quindi è una posizione che abbiamo sostenuto da sempre, l'abbiamo fatto informalmente ma con una norma ovviamente questo potrà essere un punto più chiaro, però peraltro dobbiamo criticare da subito la dotazione finanziaria, pensate che attualmente abbiamo cinque milioni, ma che erano i cinque milioni che solo il settore commercio, faccio un esempio, aveva a disposizione negli anni precedenti. Poi voglio dire da subito che noi ci auguriamo che la norma e il regolamento di attuazione, con le direttive, possano veramente colmare la necessità del forte bisogno di credito che hanno le nostre imprese, possa di fatto coprire le carenze che fino ad oggi hanno imperversato nel sistema "normativo" che parte dall'Unione Europea e arriva alle norme nazionali, quel sistema che di fatto purtroppo ha incancrenito il sistema regionale sardo da questo punto di vista perché le risorse stanziate, con le varie finanziarie nel corso soprattutto negli ultimi tre anni, sono state di fatto bloccate dal sistema amministrativo, perché privo di strumento chiaro che non andasse verso un falsare la concorrenza e quindi un chiaro aiuto di Stato. Io credo che dovremmo poi veramente dare a questa norma il supporto proprio con il regolamento. Allora, la carenza di fondi, Assessore, credo che nel momento in cui i meccanismi dovranno essere poi perfezionati veramente si trovi la possibilità, nel caso in cui vada tutto a buon fine, di trovare altre risorse perché ricordo che a fronte di un euro dato ai consorzi fidi, 90 da subito è la parte moltiplicativa. Quindi, sono soldi ben spesi e questo viene rilevato proprio dal sistema autonomo di verifica che è presente oggi nel sistema consortile. Devo anche dire che molti dubbi li abbiamo in ordine ai criteri di ammissibilità e premialità, in quanto non sono chiariti molto bene nel disegno di legge, ci sono enunciazioni di principio, diciamo da subito, ci auguriamo che su questa legge non si debba ritornare a breve, come su tutte le altre sulle quali siamo intervenuti e abbiamo approvato in questo Consiglio regionale. Massima attenzione per quanto riguarda il discorso dell'ammissibilità e della premialità, poi la parte che riguarda il percorso per arrivare a consorziare i consorzi fidi perché dico questo? Perché da sempre, ma ancora oggi, seppur con tutte le difficoltà i consorzi fidi rappresentato la cellula di riferimento anche delle più piccole attività, mi riferisco in particolar modo al mondo artigiano, al mondo del commercio, senza sottovalutare il mondo industriale, ma in un momento in cui chiudono edicole, tabacchini e vengono meno i principali riferimenti nei nostri piccoli comuni credo che veramente bisogna prestare la massima attenzione a questo sistema. Credo anche, ma sono dei dubbi importanti che sono venuti anche ai rappresentanti che devo dire hanno apprezzato l'impostazione ma soprattutto sono anche loro hanno fiducia e sperano che raramente si possa arrivare ad avere di nuovo un ruolo importante da parte dei consorzi fidi per il sistema del credito. Quindi, un problema fondamentale oggi ovviamente è quello di accordare la nostra visione di legislatori con tutte le rappresentanze che esistono per quanto riguarda il sistema collettivo di garanzia, credo che sia veramente importante riportare, con un'azione forte di politica economica, il ruolo di garanzia nell'accesso al credito, perché purtroppo, lo dobbiamo sottolineare, anche le banche che pur stanno cercando di arrivare alle piccole comunità produttive del nostro territorio, comunque spesso e volentieri falliscono, perché c'è anche la difficoltà da parte delle aziende di rivolgersi al credito. Ed ecco perché è importante partire col piede giusto. Noi crediamo comunque che ci siano delle difficoltà di applicazione della norma soprattutto anche per quanto riguarda la parte dei criteri di cui parlavo prima. All'articolo 2 si fa una panoramica che concede ai consorzi fidi contributi, vengono aperte le possibilità per i liberi professionisti, anche per le imprese agricole, grazie anche alla nostra sensibilità e al nostro contributo, però io credo che questo meccanismo non è ripetuto nella norma, ci auguriamo che queste lacune possano essere soddisfatte nelle linee direttive. Poi particolar modo crediamo che ciò che viene detto rimane solo in linea di principio, all'articolo 2, per quanto riguarda il fondo unico e quindi criteri i criteri, i settori prioritari, le modalità, i meccanismi, credo che su questo dovremmo riuscire ad entrare. Credo anche che, lo dico l'assessore Paci, dovremo avere un rapporto chiaro da subito, con Bruxelles, per quanto riguarda il discorso del regime di aiuto, perché, come ho avuto modo di precisare nel mio intervento, i maggiori problemi non sono stati assolutamente di una volontà politica, perché le finanziarie dimostrano che c'è stata sempre una volontà di carattere finanziario di grande attenzione nei confronti dei consorzi fidi, che ricordo la penultima manovra e anche l'ultima sono arrivati a dei valori molto importanti, che vanno a tre o, in alcuni casi, quattro volte il fondo da cinque milioni che si sta facendo adesso, ma c'è stata veramente una grande difficoltà di erogazione delle somme e sono state le stesse strutture regionali ad avere dei dubbi sui procedimenti da mettere in campo. Quindi, lo dico, noi guardiamo con attenzione a questa norma, crediamo che sia il momento di metterla in campo, le lacune che ho evidenziato non ci consentono di sostenere la totalmente però il nostro, lo anticipo, che sarà un voto di astensione è un'astensione di fiducia al sistema. Quindi, crediamo che veramente molto diranno regolamento e le linee direttive sulle quali credo ci si debba impegnare da subito, ma credo anche che l'attenzione che hanno dimostrato i principali interventi delle associazioni di categoria e del sistema, credo che ci possano anche quelli aiutare a fare le cose veramente per dare un segnale di novità ma soprattutto operativo, che porti quindi a due aspetti fondamentali: all'unificazione maggiore dei consorzi fidi, in modo tale che anche da parte loro ci sia più chiarezza e ci siano interlocutori che siano veramente in grado di…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Zedda, il tempo a sua disposizione è terminato.

E' iscritto a parlare il consigliere Luigi Crisponi. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Da oltre un anno, quindi dall'inizio della legislatura, non sono state tante le occasioni nelle quali si è potuto affrontare uno dei temi a mio giudizio centrali della nostra economia, il tema delle imprese; quindi parlare di consorzi fidi quest'oggi significa accendere il faro su una delle tematiche centrali, uno dei pilastri economici della situazione regionale. Parlare oggi di consorzi fidi significa inevitabilmente parlare di impresa, soprattutto di impresa minore, quindi micro, piccole e medie imprese; nelle altre occasioni nelle quali quest'Aula si è confrontata si è parlato di impresa in modo, come dire, emergenziale, si è intervenuti spesso nelle discussioni dove si attribuivano le risorse per esempio della cassa integrazione, quindi momenti di salvataggio per grandi industrie che in questo momento soffrono o boccheggiano sul panorama regionale. Quindi, poter discutere oggi adeguatamente di una proposta di legge che va nella direzione di affiancamento verso la filiera produttiva io credo che sia davvero importante, e le questioni però che riguardano i consorzi fidi non possono certamente essere liquidate con una semplice discussione, ci vogliono degli approfondimenti, e sono convinto, perché la legge nel suo impianto ha dei principi molto importanti, che significa spianare una strada per restituire quella necessità alla quale ha attinto in questo periodo di grave crisi il mondo delle imprese.

I consorzi fidi sono stati in quest'ultimo periodo, e non mi riferisco al triennio nel quale si è zoppicato per una sorta di difficoltà di carattere burocratico e amministrativo, ma nell'ultimo decennio sono stati probabilmente l'unico elemento di vicinanza alle attività di impresa, sono stati praticamente un polmone al quale poter attingere in contrasto con le difficoltà che sono state frapposte spesso dal sistema del credito e quindi da quel meccanismo dell'attività bancaria che spesso si è dimostrata non un polmone di riferimento per l'ossigeno alla categoria imprenditoriale ma spesso sono stati invece un autentico ostacolo, quindi la filiale del credito spesso si è frapposta creando delle assurde difficoltà. E quindi oggi riteniamo che queste forme chiamiamole associative, di interesse e di vicinanza ai comparti produttivi debbano essere semmai potenziate e semmai individuate come un riferimento importante che sia di intermediazione fra la politica e il mondo che opera direttamente sui territori. E poi queste attività sono state anche magari il luogo dove la consulenza è stata portata agli imprenditori, a quel mondo che ha davvero sofferto negli ultimissimi periodi. Quindi questo mondo dei consorzi di garanzia è un luogo dove la vera informazione, la vera attività di produzione di tutta una serie, chiamiamole pure così, di tutele sono naturalmente da ringraziare per quelle attività che hanno svolto, però è anche vero che ci debbono essere dei correttivi, forse qualcosa è stata richiamata negli interventi che mi hanno appena preceduto però è evidente che i correttivi sono in questo momento nelle mani in parte dell'Aula ma soprattutto nelle mani della Giunta regionale che si è, con l'articolo 2, individuata, usiamo questa parola, come riferimento autentico, nella figura soprattutto dell'assessore Paci, o meglio della sua struttura, del suo Assessorato, per essere quella finestra alla quale potersi riferire per individuare un percorso che possa restituire serenità, affiancamento, indirizzo, politiche diciamo economiche.

La legge nel suo complesso è quindi una legge che sopperisce a tutta una serie di vicissitudini che hanno accompagnato l'erogazione e la vicinanza del credito, soprattutto del merito creditizio, al comparto produttivo, ma che lascia aperte tutta una serie di problematiche e di criticità, è stata richiamata quella che su tutte purtroppo prevale ed è quella della scarsa risorsa che viene messa a disposizione: solamente 5 milioni di euro in prima battuta non mi sembrano rappresentare la soluzione delle soluzioni, anche perché il mondo bancario in questo momento non è, al di là degli annunci, assolutamente pronto ad erogare quelle risorse, quelle linee di credito che in questo momento sono attese. Insomma, la filiera del credito il sostegno lo sta ancora dando, è inutile girarci intorno, quindi il comparto dei consorzi di garanzia è un comparto in questo momento assolutamente necessario, quindi il potenziamento di quel tipo di risorse a mio giudizio va decisamente modificato, si dovranno trovare nuove risorse anche per consentire un'attenzione ai vari settori e ai vari comparti, e qui nasce uno degli altri problemi che io ho individuato: una genericità, con un fondo unico su tutti i comparti produttivi, senza individuare le priority, le scalette, le linee di intervento a mio giudizio non va decisamente bene, anche perché ogni comparto soffre i suoi tempi e i suoi ritmi, ogni comparto soffre le sue criticità, ogni comparto deve poter contare sulla certezza di trovare la risorsa a disposizione, sapendo di poter attingere non al pozzo di San Patrizio ma ad un pozzo dove ci sono delle risorse che ad esso appartengono, che ai cittadini appartengono e quindi alla stessa filiera produttiva, perché sono naturalmente messe a disposizione dalla più alta istituzione regionale sul territorio. Quindi bisognerebbe, in una scansione temporale, in un calendario ad esso dedicato, poter ritrovare tutta una serie di risorse che individuino con esattezza non solo quelle che sono dedicate ai singoli comparti ma che sappiano anche distinguere quali criticità, quali pestilenze si sono abbattute sui singoli comparti.

Poi nasce anche un altro pensiero: perché non è stata individuata direttamente la Sfirs quale gestore diretto della risorsa, anziché attribuirla con ulteriore appesantimento delle già tante incombenze all'Assessorato? Io credo che la Sfirs abbia ben operato in questo periodo, e che quindi la Sfirs potrebbe essere destinataria direttamente della risorsa ed essere essa stessa gestore delle attività di erogazione, di verifica, di controllo, di merito del credito, anche perché la Sfirs ha gestito tali e tanti bandi in quest'ultimo periodo che ha anche una prontezza di riflessi nel saper individuare quali possono essere le criticità non solo del comparto ma addirittura della conoscenza nel merito della singola attività di impresa o del singolo comparto.

Poi mi stupisce anche un'altra questione, perché di fatto non vengono fissati una serie di obiettivi in legge. Obiettivi significa anche avere chiarezza, con una legge, che secondo me se non lo prevediamo nella norma oggi potrebbe lasciare, non solo la discrezionalità dell'Assessore o dall'Assessorato, ma potrebbe lasciare dei termini aperti su alcune criticità che sono state sollevate prima dal collega Anedda. C'è qualcosa che evidentemente non ha funzionato, allora si interviene con puntualità in legge, perché potrebbero essere individuati anche i sistemi di eventuale restituzione al sistema Regione delle risorse non utilizzate, quindi c'è un controllo specifico e diretto mentre a tutt'oggi si andava solo ed esclusivamente con la rendicontazione. Quindi, probabilmente, se si individuasse un sistema in cui incombe quella preoccupazione che hanno le imprese nel restituire la propria linea di credito, potrebbe essere che anche agli stessi consorzi venga indicata una strada che ha una fase importantissima che è quella temporale: il periodo nel quale quelle risorse devono essere immesse nel circuito produttivo, nel mondo delle filiere produttive per poter essere restituite per tempo.

Per concludere c'è anche una questione che riguarda poi le tipologie che secondo me dovrebbero essere identificate con la norma attualmente, quindi bisognerebbe anche fare la distinzione: quali risorse sono a sostegno delle linee a breve termine per esempio che non viene assolutamente identificata e si rimanda anch'essa alla deliberazione della Giunta regionale così come consegna la differenza e le tipologie delle operazioni di finanziamento. E per esempio non si parla minimamente del credito ipotecario che sono una delle questioni che spesso vengono messe all'attenzione dei consorzi fidi dei loro dirigenti o addirittura delle stesse associazioni di categoria. Proprio davvero per concludere ricordo anche che non è assolutamente vero come dice la relazione introduttiva alla legge che c'è stata ampia soddisfazione da parte delle associazioni perché talune, come riportato ampiamente dagli organi di stampa, si sono espresse in termini abbastanza duri e abbastanza negativi quasi…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Grazie signor Presidente, sicuramente questo momento molto difficile per l'economia sarda sta proseguendo e questo nonostante i trionfalismi di qualche amministratore regionale che invece vede il bicchiere non mezzo pieno ma quasi del tutto pieno, sbagliando ovviamente. L'economia continua ad affrontare un momento tragico sotto moltissimi profili, le imprese sono allo stremo, molte non riescono a pagare tasse, tributi, abbiamo tutti giorni notizie di imprese che cascano ormai decotte per questa intemperie economica veramente difficile.

Dobbiamo nostro malgrado rilevare che dopo 16 mesi-17 mesi il governo regionale non è ancora riuscito a disegnare un orizzonte di prosperità per il sistema economico sardo. È vero, sì, ha cercato di tracciare molti percorsi molto tortuosi che comunque non sono coerenti con l'obiettivo generale e non sappiamo dove questi percorsi molto asfittici ci porteranno. Io penso che ci sia una incoerenza di fondo tra gli enunciati del Governo Pigliaru e gli atti politici concreti e ogni volta ci dobbiamo rifare giocoforza alle dichiarazioni programmatiche o al programma di Governo di Pigliaru, ebbene dichiarazioni programmatiche individuavano un terzo pilastro per affrontare la crisi, una crisi epocale ed era quello di creare un ambiente favorevole per investimenti delle imprese e questo era il terzo pilastro delle dichiarazioni programmatiche. Quindi ci saremmo aspettati una grande attenzione nei confronti del mondo delle imprese in finanziaria, nell'assestamento di bilancio e quindi semplificazione burocratica… forse sto disturbando un po' di colleghi mi dispiace… Dicevo semplificazione burocratica, ci saremo aspettati un'azione per favorire l'accesso al credito ma realmente, un accesso reale al credito, semplificazione del sistema degli incentivi, un sostegno vero per le piccole e medie imprese e invece nulla di tutto ciò è accaduto, anzi io credo che si sia evidenziata una scarsa attenzione nei confronti del mondo delle imprese la legge edilizia o meglio la mancata proroga della legge numero 4 è stato un esempio forte; la legge sull'edilizia che abbiamo approvato in questa aula è un esempio ancora più forte perché è una legge confusa, pasticciata, piena di assunti che si contraddicono l'uno con l'altro. Ma non possiamo dimenticare sempre in questo contesto di scarsa attenzione per il mondo delle imprese l'aumento dell'Irap che il Presidente e la Giunta Cappellacci avevano ridotto e invece voi avete nuovamente riportatelo a livelli più alti. È vero, avete previsto per cinque anni l'esenzione dall'Irap per le nuove imprese ma è difficile che le nuove imprese nascano in questo clima sfavorevole soprattutto che nascano vive e vitali, è molto difficile.

Quindi a tutto questo si aggiunge poi una inadeguatezza di investimenti nei settori produttivi che hanno una quota preponderante che è finalizzata al funzionamento, sovvenzionare il funzionamento degli enti, delle agenzie, degli enti strumentali in genere. Oggi trattiamo un disegno di legge che cerca di andare nella direzione di sostenere il mondo delle imprese ma è un pannicello caldo che tra le altre cose è caratterizzato da un fondo asfittico di 5 milioni di euro che sono veramente insufficienti. Un pannicello caldo che è piccolo, stramato, pieno di buchi anche se vogliamo, è una sorta di fionda che noi cerchiamo di utilizzare contro la crisi economica che equivale a un F104. Ebbene da tempo e livello nazionale c'è una discussione forte sui consorzi fidi e sui confidi e in tutte le assemblee, gli incontri, gli eventi, le elucubrazioni speculazioni dottrinarie si parla di riorganizzazione vera del mondo confidi che oggi è disaggregato, presenta una enorme pluralità di soggetti, di attori, a volte ritenuti, come anche ha fatto notare più volte l'Assessore, non affidabili da sistema bancario. E il rapporto di Bankitalia così come ha fatto notare il collega Presidente della Commissione è chiaro, il prestito nel settore produttivo sono diminuiti del 3 per cento spesso con questa motivazione da parte delle banche: è aumentato il rischio degli insoluti. Ecco che quindi i consorzi fidi devono interpretare un ruolo molto importante in questo settore.

Non abbiamo visto però in questa legge percorsi di fusione, costituzioni di reti, ipotesi di costituzione di reti, forme di aggregazione nei confronti dei consorzi fidi e anzi abbiamo visto delle contraddizioni molto forti perché l'articolo 1 di questa legge per esempio pare andare verso la direzione della omogeneizzazione e dell'aggregazione. L'articolo 1 recita: "La Regione favorisce l'accesso al credito e finanzia le micro e piccole medie imprese attraverso la razionalizzazione e la concentrazione del sistema dei consorzi fidi", ecco questa razionalizzazione e questa concentrazione del sistema dei consorzi fidi è un enunciato che rimane fisso, cristallizzato nel primo articolo. Nel secondo, terzo, quarto e quinto articolo non si parla assolutamente di concentrazione e di razionalizzazione dei consorzi, del sistema dei consorzi fidi, si parla di altre cose. Ecco perché noi pur preannunciando, così come ha fatto la collega Zedda, un voto non negativo, un voto che è un voto di fiducia nei confronti di una norma che deve essere sicuramente migliorata ma soprattutto di un mondo che ha necessità di sostegno, noi vogliamo con il nostro intervento fattivo in Aula dare la dimostrazione che il centrodestra è al fianco delle imprese anche se non condivide questo modo di stare a fianco delle imprese di questa Giunta. Lo abbiamo detto più volte, lo abbiamo detto in fase di assestamento, lo abbiamo detto più volte in fase di finanziaria non è sufficiente quello che voi state proponendo, state facendo per il mondo delle imprese. C'è una distrazione strana anche perché nelle vostre dichiarazioni programmatiche, nelle dichiarazioni programmatiche del presidente Pigliaru e in tutte le enunciazioni teoriche fatta da questa Giunta il mondo dell'impresa avrebbe dovuto per un altro ruolo. Così non è. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Michele Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, la legge è una legge necessaria, è stato sottolineato oggi praticamente in tutti gli interventi e soprattutto la sua necessarietà emerge dalle discussioni che tutte le volte noi quando affrontiamo la legge finanziaria ci soffermiamo sul discorso dei confidi, perché tutte le volte c'è questo tiramolla che determina inevitabilmente una situazione di incertezza. Se c'è un aspetto positivo in questa norma, assessore Paci, è che finalmente introduce degli elementi di certezza che erano assolutamente necessari, quindi nessun dubbio che questa legge sia non solo opportuna ma anche necessaria per un sistema che è incancrenito, che presenta molte difficoltà eppure stiamo parlando di uno strumento che oggi è essenziale per il lavoro e per la sopravvivenza delle piccole medie imprese e di tutti quei soggetti che se ne potranno giovare. Positivo è anche il ruolo che viene attribuito alla SFIRS e positivo è anche l'altro aspetto, che finalmente si va ad una regia unitaria, cioè un unico Assessorato si occupa dei confidi, abbiamo un punto di riferimento univoco, certo, per cui anche da questo punto di vista si realizza per così dire un'economia di energie nell'affrontare questa materia, sia da parte degli operatori sia da parte della Regione. Temiamo, Assessore, che questa buona volontà che lei ha manifestato e che si esplicita nel provvedimento che noi stiamo esaminando possa trovare una serie di difficoltà. La prima difficoltà è sicuramente quella della modesta dotazione finanziaria, lo ha detto l'onorevole Zedda, lo ha ribadito l'onorevole Crisponi, 5 milioni di euro rispetto ad una richiesta che è molto superiore, gli operatori parlano almeno di 20 milioni di euro, rischia di rendere questa legge quasi inefficace, o con un impatto modesto rispetto a quello che l'economia sarda oggi richiederebbe. Noi pensiamo che, lo abbiamo detto in tutte le occasioni in cui è stato possibile dirlo, le leve sulle quali la Regione può intervenire siano questa di cui stiamo parlando oggi e la leva fiscale, non destinare risorse in quantità sufficiente a dare ossigeno, sollievo, possibilità di lavorare alle imprese rischia di determinare un provvedimento che potrebbe avere un impatto molto maggiore rispetto a quello che invece probabilmente avrà. L'altra criticità, Assessore, premesso che io ovviamente condivido la scelta di fare il rinvio a una serie di provvedimenti attuativi che va nel senso da una parte della snellezza della tecnica normativa, dall'altra anche di una chiara distinzione di ruoli tra la funzione legislativa e la funzione esecutiva, rischia di diventare anch'esso un elemento di freno. Quindi credo che l'assessore Paci, che spero ce li abbia già pronti questi regolamenti, dia il massimo della sollecitudine nell'approvazione e poi nella loro attuazione. C'è poi l'altro problema, Assessore, anche esso può rivelarsi una criticità, che è quello dell'attuazione concreta dei provvedimenti, cioè il momento in cui si passa dalla fase politica alla fase attuativa, dalla fase della competenza dell'organo politico, in questo caso della Giunta regionale, alla competenza dell'apparato burocratico, dove si avverte la necessità di una precisa indicazione di priorità di scelte e di indirizzi da parte della Giunta regionale. Sappiamo bene che spesso la sottovalutazione di questo aspetto è in grado di vanificare anche le migliori intenzioni. Se posso infine permettermi, lo dico subito così poi non ci torno dopo, è una segnalazione che faccio anche al Presidente del Consiglio, il comma 1 dell'articolo 7, dove si dice che le deliberazioni sono presentate alla Commissione consiliare competente per materia che esprime il parere entro dieci giorni, decorsi i quali se ne prescinde, mi sembra proprio scritto male, mi sembra non riguardoso nei confronti del Consiglio e della Commissione. Esistono tempi, termini perentori, scriviamo che il termine di dieci giorni è perentorio, mi sembra che esprimiamo anche meglio il concetto che questa norma vuole esprimere. Credo che noi ci orienteremo verso una benevola astensione nei confronti di questo provvedimento che, ripeto, non valutiamo negativamente anche se vogliamo evidenziare le criticità che sono state illustrate dai miei colleghi e che ho richiamato io in questo intervento. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Angelo Carta. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Il panorama confidi che abbiamo in Sardegna credo che abbia obbligato la Giunta a intervenire perché le novità che questo disegno di legge porta col fondo unico, col fondo di stabilizzazione e con l'osservatorio, credo che contribuiscano a migliorare il rapporto dei confidi con la Regione, fino a oggi frammentato in diversi Assessorati e che con il riferimento a un unico Assessorato credo che dia maggior chiarezza. Il fondo di stabilizzazione che è comunque un fondo importante che si alimenta con i contributi volontari dei confidi credo che sia una bella trovata, perché forse è anche il modo attraverso il quale la Regione manda un messaggio ai confidi per cercare di riunirsi, di smettere questa polverizzazione che in effetti confonde molto anche chi poi ai confidi si deve riferire. Quindi, sicuramente è una cosa importante. La sfida sta nel comma 4, in questi diciotto mesi che ci stiamo dando entro i quali i confidi possono o non possono aderire, superati i quali, la copertura, la garanzia della Regione verrà data solo a chi aderisce. Quindi trattandosi di un'adesione su base volontaria, sono curioso di vedere cosa accadrà da qui a diciotto mesi, e credo che quella sia la cosa più importante probabilmente che si sta facendo perché è la chiave di volta di un passaggio anche dei confidi da una sorta di frammentazione o di attesa che qualcosa accada a diventare anche protagonisti di quella che poi deve diventare la loro dotazione finanziaria. Quindi, nel complesso, io considero il disegno di legge un disegno di legge buono, un disegno di legge che dà dei messaggi positivi al mondo delle imprese, rappresentanti, sono associazioni datoriali, i confidi non sono altro che il mondo delle imprese che si organizza per combattere quanto è stato anche detto prima, cioè la difficoltà di accesso al credito, la difficoltà di essere riconosciuti come interlocutori con un merito di credito che attraverso i confidi cercano sicuramente di migliorare. Per cui, il parere mio è che questo sia un disegno di legge che va nella direzione giusta. Il limite della dotazione finanziaria credo che sia sotto gli occhi di tutti, è stato anche rilevato anche nell'audizione che si è fatta in Commissione per quanto riguarda i confidi, che generalmente comunque hanno espresso un parere favorevole rispetto a questo disegno di legge, pur con i distinguo, pur con le sottolineature che sono normali, che sono ovvie, che fanno parte credo di quello che ognuno ha in testa, di quello che si aspetta che il disegno di legge gli dia e magari non lo trova subito. Per cui credo che anche la gestione del fondo, il discorso della prevenzione che si legge nell'articolo 4, lettere a), b) e c), credo che vada nella direzione veramente di svolgere i confidi un ruolo diverso per il futuro. Rimane il pregresso, credo che il pregresso rappresenti comunque un altro problema da risolvere, credo che sia una questione, come l'Assessore ha detto in Commissione, della quale si sta occupando, e ci auguriamo che anche attraverso questo strumento si possa in qualche maniera aiutare le imprese. Quindi nel complesso è un parere positivo in attesa di vedere poi l'efficacia reale del provvedimento.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ringrazio il relatore, il Presidente della Commissione, e tramite lui tutti i commissari, innanzitutto per aver discusso con una forte partecipazione a questo disegno di legge in Commissione, e tutti i consiglieri che sono intervenuti oggi portando certamente un contributo positivo anche critico, ma certamente propositivo all'analisi. Io penso che sia un momento importante, una legge di riforma attesa da decenni che faceva parte di tutte le dichiarazioni programmatiche di vari presidenti che si sono succeduti, e oggi mi auguro che possa vedere la luce in quest'aula. Una riforma molto semplice, un articolato semplice proprio perché la tecnica legislativa ci suggerisce di non mettere troppi regolamenti all'interno di una legge, altrimenti dovremmo tornare continuamente in Aula, però che riconosce giustamente il ruolo del Consiglio, per cui i regolamenti che la Giunta dovrà predisporre saranno portati alla valutazione della Commissione consiliare. Un disegno di legge che ha visto la luce in un anno di lavoro, in decine e decine di incontri con le associazioni, con i Confidi, che infatti hanno espresso, come veniva ricordato anche prima, un parere in generale favorevole. Alcune, e qui ci tengo a dirlo, alcune associazioni, qualche mese fa, erano più contrarie, ma il disegno di legge che poi abbiamo presentato tiene appunto conto anche delle osservazioni che sono state fatte e che quindi hanno portato poi a una generale condivisione. Quali sono i punti cardine? Sono tre: la realizzazione del Fondo unico, quindi evitare la frammentazione e anche la disparità di funzionamento della burocrazia, che l'onorevole Cossa prima richiamava, frammentazione in tre Assessorati, e adesso viene portato con regolamento unitario, quindi i Confidi potranno avere le stesse possibilità di accesso al contributo pubblico presso l'Assessore al credito. La legge, l'articolo 2 individua i criteri generali di ammissibilità e i meccanismi di premialità, perché questa è una legge che vuol favorire i comportamenti efficienti da parte dei Confidi, e vengono individuati in legge. Quindi l'idea di razionalizzare il sistema non è un'idea che parte dalla legge e che dice: "Dobbiamo avere 5 Confidi, 7 Confidi"; no! Ovviamente è una legge che sta attenta ai meccanismi del mercato, ai meccanismi di autorganizzazione del sistema dei confidi. Noi come operatore pubblico daremo delle regole, diremo quali sono le regole, saranno poi gli operatori che vogliono far parte di questo meccanismo a assumere dei comportamenti virtuosi, comportamenti che vadano a favorire le imprese, perché è stato ricordato da diversi intervenuti che il nostro interesse, e quando dico "noi" è di legislatori, di operatori, non è quello di favorire i Confidi, ma è favorire le imprese attraverso un sistema dei Confidi che sia efficiente, che sia funzionante nel modo adeguato. Quindi il Fondo unico. Il secondo è il Fondo di stabilizzazione. Sappiamo che il sistema dei Confidi è un sistema strettamente interrelato, il rischio di disagio sistemico è alto, il rischio che se cade un Confidi poi questo possa provocare dei danni a catena, bene, attraverso il Fondo di stabilizzazione, che è una grande innovazione che stiamo suggerendo all'interno del disegno di legge, ci possano essere dei meccanismi di prevenzione, non di salvataggio, ma di prevenzione dell'epidemia del disagio, e questo attraverso la partecipazione volontaristica e mutualistica; nessuno è obbligato chiaramente a farne parte, e come avete visto nell'articolato sono poi introdotti anche dei meccanismi di salvaguardia. Infine, il terzo elemento è l'Osservatorio dei Confidi. Ne sappiamo troppo poco, non conosciamo i bilanci, non conosciamo le strutture di queste organizzazioni, attraverso l'Osservatorio che prevede la partecipazione dello stesso Confidi, ecco che cerchiamo di organizzare un luogo di incontro dove queste tematiche possano essere definite. Quindi complessivamente mi sembra, com'è stato riconosciuto, una legge che cerca di dare un ulteriore contributo, certo non si risolve il problema del credito e non si risolvono i problemi delle imprese con questa norma, però si va nella direzione a mio avviso giusta. Rimane il tema che giustamente è stato toccato del finanziamento, 5 milioni sono scarsi, avrei avuto piacere come Assessore competente anche al bilancio di metterne di più, in questo momento non era possibile, però tengo a precisare che stiamo pagando gran parte dei residui passivi. Sono stati accumulati negli anni precedenti addirittura 22 milioni di finanziamenti promessi e mai erogati; bene, questa Giunta in questi mesi mi ha già erogato 16 milioni, e i rimanenti 6 sono in fase di erogazione, perché abbiamo dovuto risolvere, come molti di voi sanno, anche dei problemi burocratici di attuazione del Regolamento, proprio perché l'eccessiva frammentazione creava anche disparità di interpretazione da parte dei dirigenti responsabili. Bene, ci lasciamo alle spalle questo sistema, iniziamo con questa legge a individuare delle regole nuove, avremo modo con il Consiglio di discutere i regolamenti, in particolare i regolamenti… ci stiamo già lavorando da mesi e quindi spero davvero di poterli portare nel giro di qualche settimana, non di più, proprio perché è importante che soprattutto il regolamento sul fondo unico possa essere immediatamente operativo, proprio per poter iniziare anche l'effettiva erogazione dei fondi. Quindi ringrazio di nuovo per la partecipazione da parte dei consiglieri e mi auguro che anche il passaggio agli articoli possa trovare un'approvazione da parte dell'Aula.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Ha domandato di parlare il consigliere Fabrizio Anedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ANEDDA FABRIZIO (Gruppo Misto). Intanto per dichiarazione di voto, penso di non dare un voto favorevole. Comunque non capisco la sicurezza, o perlomeno, proprio la sicurezza dei miei colleghi e anche dell'Assessore nel dire che 5 milioni possono essere troppi o pochi. Io non ho elementi per dire che 5 milioni di finanziamento siano troppi o pochi, lo potrei dire qualora avessi visto i bilanci, visto le criticità delle aziende, allora potrei dire che sono pochi, oppure potrei dire che sono molti. Veramente, non riesco a capire questa sicurezza dei miei colleghi che dicono che sono pochi. Io so solo una cosa per certo, che oggi i Confidi non sono scelti dalle imprese, sono scelti dalle banche, vale a dire che i clienti più garantiti, quelli che danno garanzie alla Banca, la Banca li manda ai Confidi, e dice: "Fate anche un … con i Confidi, perché tanto sono 5 punti di contributi che la Regione da, e se li dividono Confidi e banche".

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Intanto credo che l'intervento più critico in quest'aula l'abbia fatto l'onorevole Anedda oggi, però abbiamo visto che vota a favore. Tuttavia un mio piccolo contributo lo voglio dare all'onorevole Anedda, ma anche chiarire perché abbiamo ritenuto che la somma sia insufficiente. Onorevole Anedda, semplicemente perché intanto i fatti del passato hanno detto che le risorse venivano stanziate sulla base di stime, di valutazioni che venivano fatte nel momento in cui c'era anche il confronto sulla stesura della finanziaria, ma al di là di questo, proprio quando abbiamo fatto notare… a voi sono tanto cari, o perlomeno alla vostra Giunta è tanto caro il sistema del moltiplicatore, e semplicemente per questo sistema, perché a fronte di un contributo ai Consorzi Fidi si ha modo di moltiplicare la risorsa in termini di accesso al credito. Semplicemente questo, onorevole Anedda, noi comunque Presidente l'abbiamo anticipato, vogliamo vedere il percorso alla luce di questa norma, ci auguriamo che quello che ha detto l'assessore Paci possa davvero tradursi in atti concreti, e il nostro sarà un voto di astensione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Crisponi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Le criticità emerse nella discussione sono quelle che naturalmente accompagnano, a nostro giudizio, il percorso di questa legge. Ribadiamo il concetto: il mondo e le attività delle imprese hanno necessità dei Consorzi Fidi, i Consorzi Fidi, dal canto loro, sono soggetti da marcare stretti, nel senso che si devono dare degli obiettivi certi e non vanno lasciati naturalmente ad un'attività che rappresenti se stessi e non, invece, il mondo produttivo. Ai consorzi fidi, però, debbono essere messe a disposizione naturalmente non solo delle tappe da raggiungere, ma delle risorse robuste e consistenti, e questo è il dovere della Giunta regionale, che però, va anche detto, bene ha fatto se è riuscita a sbrogliare una intricatissima matassa come spesso accade in questa regione che è fatta di un mix di burocrazia, di amministrazione, di un eccesso di tutta una serie di step che spesso vanificano anche l'impegno di un pur bravo Assessore. Quindi se è stato fatto questo passaggio che ha recuperato ancora una volta non ai consorzi fidi, ma al mondo delle imprese, 22 milioni di euro, 16 più 6, credo che questo sia un passaggio importante e forse lascia aperto quello spazio alle nostre critiche, mettendo in discussione i soli 5 milioni che vengono approvati con questa norma oggi in discussione. Però naturalmente rimangono quelle difficoltà, quelle criticità, quei tre elementi sui quali noi riteniamo ci siano da fare degli ulteriori approfondimenti, e quindi è per questo che io annuncio la mia astensione.

PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 1.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1:

Art. 1

Finalità e ambito di applicazione

1. La Regione favorisce l'accesso al credito e alla finanza delle micro, piccole e medie imprese come definite dalla raccomandazione della Commissione europea 2003/361/CE del 6 maggio 2003, e dei liberi professionisti, aventi sede operativa in Sardegna, attraverso la razionalizzazione e la concentrazione del sistema dei consorzi fidi e il supporto alla rete di garanzia costituita dai confidi e dal Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese operanti in Sardegna di cui all'articolo 4, comma 4, della legge regionale 14 maggio 2009, n. 1, (legge finanziaria 2009), il rafforzamento di meccanismi virtuosi di impiego delle risorse pubbliche e la standardizzazione delle modalità di erogazione dei contributi pubblici a favore del sistema dei confidi.

2. Per le finalità di cui al comma 1, l'Amministrazione regionale, conformemente alla normativa dell'Unione europea sugli aiuti di Stato:

a) concede ai consorzi fidi contributi per l'integrazione del fondo rischi destinati alla prestazione di garanzie per l'accesso al credito delle imprese e dei liberi professionisti soci;

b) promuove la creazione di meccanismi di stabilizzazione finanziaria e sostegno mutualistico tra i consorzi fidi allo scopo di prevenire e contenere effetti sistemici negativi a livello regionale sulle micro, piccole e medie imprese e sui liberi professionisti associati al sistema dei confidi.

3. Ai fini della presente legge, per confidi si intendono i soggetti di cui all'articolo 13 del decreto legge 30 settembre 2003, n. 269 (Disposizioni urgenti per favorire lo sviluppo e per la correzione dell'andamento dei conti pubblici), convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, che hanno sede operativa in Sardegna e prestano la propria attività in favore dei soggetti di cui al comma 1.

4. Dall'applicazione della presente legge sono esclusi gli aiuti concessi ai confidi del settore agricolo di cui alla legge regionale 31 gennaio 2002, n. 4 (Interventi a favore di forme collettive di garanzia fidi nel settore agricolo).)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo, lo metto in votazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 2. All'articolo 2 è stato presentato l'emendamento aggiuntivo numero 1.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2 e del relativo emendamento:

Art. 2

Fondo unico destinato all'integrazione dei fondi rischi dei confidi

1. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 19 della legge regionale 9 marzo 2015, n. 5 (legge finanziaria 2015), con una dotazione annua di euro 5.000.000 (UPB S06.03.031), persegue le finalità di cui all'articolo 1, comma 2, lettera a), mediante l'istituzione di un apposito fondo unico.

2. Il fondo di cui al comma 1, destinato all'integrazione dei fondi rischi dei consorzi fidi, è gestito dall'Assessorato della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

3. La Giunta regionale con propria deliberazione determina:

a) i criteri di ammissibilità e i meccanismi di premialità, che tengono conto almeno dei seguenti elementi dei consorzi fidi: la dimensione, lo sviluppo e la qualità delle garanzie, l'adeguatezza patrimoniale, l'economicità, l'efficienza della gestione;

b) i settori prioritari di intervento nella concessione dei contributi;

c) le modalità procedurali di assegnazione delle risorse, conformemente alla normativa dell'Unione europea in materia di aiuti di Stato, di rendicontazione e di segnalazione di dati e informazioni sui confidi, sullo sviluppo e le qualità del portfolio delle garanzie;

d) i meccanismi sanzionatori in caso di mancato o irregolare utilizzo dei contributi, nonché degli obblighi dei confidi in caso di scioglimento e liquidazione;

e) i criteri e le modalità uniformi nella concessione delle garanzie nel rispetto della normativa dell'Unione europea in materia di aiuti di Stato.

4. La concessione dei contributi ai confidi è subordinata alla previa istituzione dei meccanismi di stabilizzazione di cui all'articolo 4 e all'adesione ai medesimi meccanismi da parte dei confidi che ne posseggano i requisiti, fatto salvo quanto disposto all'articolo 7, comma 2.

EMENDAMENTO.)

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Signor Presidente, questo emendamento va nella direzione di cercare di facilitare i compiti alle imprese, non ai confidi. Sappiamo che le piccole e medie imprese che non hanno un rating ottimo hanno una difficoltà molto grossa di accedere al credito. I più importanti istituti di credito, come noi sappiamo, hanno molta liquidità in questo momento, ma mettono a disposizione questi flussi esclusivamente alle imprese più importanti, quelle che possono comunque garantire la restituzione e il rimborso. Quando ci sono dei rating inferiori le banche cercano di attivare la controgaranzia del fondo centrale, quello previsto dalla legge numero 666 del 1992, e questo ovviamente comporta che i confidi vengono disintermediati, quindi non si utilizzano i confidi. Questa controgaranzia è dell'80 per cento, quindi è favorevole sotto certi profili quantitativi; trattandosi di garanzia statale poi ha una ponderazione zero e quindi gli istituti di credito non debbono accantonare somme, soltanto che c'è un piccolo problema. Il problema è relativo al fatto che comunque questo fondo centrale deve intervenire e può intervenire soltanto mettendo in campo o meglio analizzando dei criteri molto rigorosi, molto ragionieristici, diversi da quelli che utilizzano i consorzi fidi che hanno davanti l'imprenditore, l'esperienza, la competenza, la capacità comunque di investire, non badano soltanto ai bilanci, non badano soltanto alla forma, non badano soltanto ai freddi numeri. Ecco, c'è una norma statale che dà la possibilità alle regioni di limitare l'intervento del fondo centrale a somme superiori a un determinato limite per consentire comunque ai consorzi fidi di intervenire, che ne so, fino a 100 mila, fino a 150 mila euro, dando quindi ossigeno al sistema, non ai consorzi fidi, ma dando ossigeno al sistema delle piccole e medie imprese che hanno più facilità ad accedere alla controgaranzia. Alcune regioni lo stanno facendo, lo ha fatto l'Abruzzo, lo ha fatto la Toscana, lo sta facendo il Lazio, stando limitando l'intervento del fondo centrale e io penso che lo possa e lo debba fare anche la Sardegna. Poc'anzi, in un'interlocuzione preventiva con l'Assessore, l'Assessore ha rappresentato il fatto che comunque c'è in Sardegna la SFIRS che interviene in luogo e in sostituzione del consorzio centrale, però noi sappiamo che la controgaranzia della SFIRS non ha funzionato bene. Ci sono delle relazioni anche della Regione che vanno in questa direzione, quindi noi crediamo che bisogna aiutare i consorzi fidi a prestare le controgaranzie riducendo l'intervento del fondo centrale, ma questo non per aiutare i consorzi fidi, non per sostenere i consorzi fidi, ma per sostenere le piccole e le medie imprese che hanno più possibilità di accedere alla controgaranzia perché i consorzi fidi, rispetto al fondo centrale, guardano gli uomini e l'impresa e guardano meno i freddi documenti contabili che l'impresa propone. Ecco, quindi, qual è il senso di questo emendamento.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Francesco Sabatini, relatore.

SABATINI FRANCESCO (PD), relatore. Esprimo parere contrario, Presidente.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Presidente, se permette al posto di dire una sola parola faccio trenta secondi di intervento, proprio perché l'emendamento proposto è un emendamento non buttato lì per perdere dieci minuti di tempo, ma è un emendamento serio che cerca di affrontare un problema e quindi mi sembra giusto esprimere tecnicamente qual è la mia posizione. A me sembra che, al di là della buona volontà di chi lo ha proposto, in realtà questo è un emendamento che crea una situazione di protezionismo per i consorzi fidi e quindi, limitando la possibilità di utilizzo del fondo nazionale, sfavorisce le imprese. Tutti sappiamo che la competizione aiuta le imprese; se ci sono più soggetti che possono intervenire per fare co-garanzia è evidente che l'impresa potrà rivolgersi a quell'istituzione che ha i costi migliori e che quindi dà le condizioni migliori. Allora capisco il senso dell'emendamento proposto, però io ritengo che avere più soggetti che possono operare, che siano gli stessi consorzi fidi che diano la co-garanzia, che sia la SFIRS, che sia il fondo nazionale, permette di avere una maggiore scelta e quindi sicuramente condizioni migliori per le imprese. Per queste motivazioni, quindi, pur ringraziando per il contributo proposto, esprimo parere negativo.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 2.

Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Presidente, intervengo sull'emendamento. Io credo che l'emendamento invece vada nella direzione opposta a quello che diceva l'Assessore perché chi sceglie il garante non è l'impresa, chi sceglie il garante è la banca, quindi la banca si rifiuta a volte e costringe le imprese a rivolgersi oltre Tirreno. Questo emendamento non è protezionistico, diciamo così, in qualche maniera però costringe gli istituti di credito ad accogliere e accettare le garanzie offerte in terra sarda. Quindi io credo che la molteplicità dei consorzi fidi, la possibilità che solo oltre 100 mila euro si possa andare, crei un'opportunità per le imprese di avere quel rapporto più diretto che esiste fra un consorzio fidi sardo piuttosto che una garanzia proveniente oltre Tirreno. Quindi il voto è favorevole per l'emendamento.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 2.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 3.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3:

Art. 3

Regime di aiuto

1. La Giunta regionale, con la delibera di cui all'articolo 2, comma 3, definisce, in relazione alla lettera e) del medesimo articolo, le modalità e i criteri per la concessione di garanzie da parte dei confidi alle piccole e medie imprese, secondo uno o più dei seguenti atti normativi sotto richiamati, o dei successivi che dovessero sopraggiungere in loro sostituzione:

a) aiuti de minimis ai sensi del regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013, relativo all'applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea agli aiuti "de minimis";

b) aiuti di Stato esenti dall'obbligo di notifica ai sensi del regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014, che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato interno in applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato;

c) aiuti di Stato ai sensi della comunicazione della Commissione orientamenti sugli aiuti di Stato destinati a promuovere gli investimenti per il finanziamento del rischio (2014/C 19/04);

d) aiuti di Stato soggetti all'obbligo di notifica ai sensi dell'articolo 108 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea.).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 3.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 4.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 4:

Art. 4

Fondo di stabilizzazione

1. Per le finalità di cui all'articolo 1, comma 2, lettera b), conformemente alla normativa dell'Unione europea in materia di aiuti di Stato, la Regione promuove l'istituzione di un fondo di stabilizzazione finanziaria alimentato da contribuzioni periodiche dei confidi che aderiscono al fondo su base volontaria, fatto salvo quanto disposto dall'articolo 2, comma 4. Il fondo può essere inoltre destinatario di contribuzione pubblica.

2. Il fondo è ispirato ai seguenti principi generali:

a) gestione condivisa e congiunta con il sistema dei confidi secondo approccio mutualistico e volontaristico;

b) modalità di intervento del fondo in presenza di piani di ristrutturazione e di gestione delle criticità dei confidi oggetto dell'intervento;

c) monitoraggio periodico della rischiosità dei confidi e dello sviluppo delle garanzie.

3. La Giunta regionale, previa concertazione con i confidi che intendono aderire al fondo di stabilizzazione, con propria deliberazione determina i criteri, le modalità di gestione e di intervento del fondo, nonché l'entità dei conferimenti iniziali e delle contribuzioni periodiche da parte dei confidi aderenti.).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 4.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 5.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 5:

Art. 5

Osservatorio dei confidi

1. Senza oneri aggiuntivi per l'Amministrazione regionale, la Giunta regionale, con propria deliberazione, istituisce l'osservatorio dei confidi composto da tre dirigenti dell'Amministrazione regionale esperti in materia, un rappresentante di SFIRS Spa e un rappresentante designato dai consorzi fidi.

2. L'osservatorio dei confidi cura il monitoraggio periodico del sistema dei confidi operanti in Sardegna, con particolare riferimento all'efficacia dell'intervento pubblico.

3. Con la deliberazione di cui al comma 1, la Giunta regionale determina altresì i criteri per l'individuazione e la nomina dei componenti dell'osservatorio appartenenti all'Amministrazione regionale nonché le modalità di funzionamento.).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 5.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 6.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 6:

Art. 6

Abrogazione

1. Fatto salvo il disposto di cui al comma 2, sono abrogati i commi 47 e 48 dell'articolo 7 della legge regionale 5 marzo 2008, n. 3 (legge finanziaria 2008).

2. Sono liquidate e pagate a favore dei confidi le somme che alla data di entrata in vigore della presente legge risultano già impegnate a favore dei medesimi in forza dei commi 47 e 48 dell'articolo 7 della legge regionale n. 3 del 2008 e delle direttive di attuazione.).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 6.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 7.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 7:

Art. 7

Disposizioni transitorie e finali

1. Le deliberazioni della Giunta regionale di cui all'articolo 2, comma 3, all'articolo 4, comma 3, e all'articolo 5 sono presentate alla Commissione consiliare competente per materia che esprime il parere entro dieci giorni, decorsi i quali se ne prescinde.

2. La disposizione dell'articolo 2, comma 4, non si applica nei primi diciotto mesi dall'entrata in vigore della presente legge o entro il minor termine nel quale siano istituiti e resi pienamente operativi i meccanismi di stabilizzazione ivi previsti.).

PRESIDENTE. All'articolo 7 mi pare ci sia stato un emendamento orale dell'onorevole Cossa che credo possa essere tradotto nell'eliminazione delle ultime parole dell'articolo "decorsi i quali se ne prescinde", cioè il parere deve essere espresso entro 10 giorni.

Ha domandato di parlare il consigliere Michele Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Presidente, volendo si può aggiungere la parola "perentorio" se si vuole rafforzare il concetto, ma questo lo decida lei, Presidente.

PRESIDENTE. Per chiarire, tecnicamente se noi eliminassimo soltanto "decorsi i quali se ne prescinde" sarebbe ordinatorio e quindi non ci sarebbe in realtà una scadenza. Inserendo "perentorio" o lasciando questa dicitura il termine è quello dei 10 giorni fisso. Quindi non c'è differenza tra dire "perentorio entro 10 giorni" o dire "decorsi i quali se ne prescinde"...

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Presidente, la differenza c'è perché se noi non mettiamo nulla il termine è ordinatorio, se noi mettiamo "esprime il parere entro il termine perentorio di 10 giorni" la differenza c'è. Però, voglio dire, non so che cosa intendeva dire la Giunta, chiedo scusa, è chiaro cosa intendeva dire la Giunta, non so il valore che intende dare la Giunta a questo particolare aspetto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ovviamente mi rimetto su questo all'Aula, ci mancherebbe altro. Il senso era che semplicemente veniva richiamato "non perdiamo tempo", tutto qui, ci mancherebbe altro. Se poi non sono i 10 giorni o i 15 giorni vuol dire che c'è un'assunzione collettiva di responsabilità, noi facciamo i regolamenti, vanno in Commissione entro 10 giorni in modo tale da poter andare avanti, però su questo davvero nessun tipo di problema.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Presidente, è evidente che c'è un elemento politico in questo, Assessore, cioè il convincimento del Consiglio prescinde. Però, detto questo, mi pare che la proposta del presidente Ganau risolva il problema quindi sopprimiamo le ultime parole e si risolve il problema, intendendo il termine come termine ordinatorio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Crisponi. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Io volevo invece far notare proprio sul coinvolgimento del Consiglio, quindi in particolare delle Commissioni, ricordo che c'è stato un balletto di assegnazioni della competenza, inizialmente alla quinta è stato richiamato, è stato attribuito alla terza e poi è stata richiesto successivamente il parere anche alla quinta. Viene delegata alla Giunta regionale, proprio all'articolo 2 e al comma 3, in modo particolare la lettera b), l'intervento della Giunta sui settori prioritari di intervento nella concessione di contributi. In questo caso se viene attribuita solo ed esclusivamente alla terza Commissione viene defraudata la quinta Commissione di un intervento molto, molto importante perché la legge interviene sui comparti produttivi che sono assegnati alle attività produttive quindi industria, turismo, commercio, energia, bisogna fare molta attenzione nella definizione di chi è questa Commissione competente, o si utilizza semplicemente la parola commissioni competenti perché sono evidentemente due ad essere coinvolte, altrimenti si corre il rischio di mandare avanti una norma che prevede il solo ed esclusivo intervento della Commissione bilancio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Lotto. Ne ha facoltà.

LOTTO LUIGI (PD). Io credo che il tema sollevato dal collega Crisponi sia un tema reale, è stata fatta un'operazione giustissima in questa occasione a mettere in piedi una legge che guarda il comparto dei consorzi fidi nel suo complesso, tutti i settori gestiti in maniera unitaria e va benissimo, ed è per questo che la legge è stata istruita dalla Commissione terza. E' vero quello che dice il collega Crisponi che la Commissione che faceva capo alle attività produttive, oggi chiamata attività produttive, ieri era la sesta, artigianato, industria, eccetera, è stata sempre quella coinvolta in questo genere di ragionamenti. A mio parere non succede nulla di grave se si chiede il parere alla terza e alla quinta perché si crea un momento di partecipazione alle decisioni della Giunta più allargata che male non fa se gestito con intelligenza, quindi io sarei d'accordo con la proposta.

PRESIDENTE. Chiedo in ordine se si è acquisito l'emendamento orale che modifica "alla Commissione consiliare competente", "alle Commissioni consiliari competenti". Se non ci sono obiezioni è acquisito. Invece sulla seconda parte la variazione è sostanziale nel senso che qua è espresso un termine perentorio che può essere esplicitato con la formula "decorsi i quali se ne prescinde" o quella che più abitualmente si utilizza "decorsi i quali si intende acquisito", ed è un termine perentorio. Eliminando l'ultima frase il termine diventa ordinatorio cioè non c'è più una scadenza, quindi la scelta è sostanziale non è una questione di pura estetica legislativa. Quindi la richiesta è se la proposta che ha formulato originariamente l'onorevole Cossa volesse esprimere un parere di tipo sostanzialmente perentorio oppure di tipo ordinatorio questo qui è il problema perché cambia completamente, entro i 10 giorni se non è espresso la Giunta può procedere e quindi a seconda di come lo modifichiamo stiamo dicendo una cosa e l'altra. Mi pareva di capire che volesse esprimere il termine perentorio comunque modificando la dicitura. Se non è così per cortesia lo specifichi perché non è chiaro.

Ha domandato di parlare il consigliere Michele Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Presidente guardi, il problema come ho detto è politico, a me pareva che la Giunta intendesse con questa dicitura introdurre un termine perentorio. Io ritengo personalmente che abbia più senso concordando peraltro con quello che ha detto l'assessore Paci che per questa particolare materia abbia più senso un termine ordinatorio nel senso che diventa difficile attaccarsi a un giorno... quindi la mia proposta sarebbe di chiarire che è un termine ordinatorio o comunque di usare un'espressione che implica un termine ordinatorio. Quindi mi pare che la sua proposta in questo senso vada bene.

PRESIDENTE. Perfetto. Allora l'emendamento che prevede la trasformazione del termine attualmente perentorio così come espresso in un termine di tipo ordinatorio, quindi prevede l'eliminazione delle ultime parole "decorsi i quali se ne prescinde". Questa è la proposta di emendamento orale. Poiché non ci sono obiezioni l'emendamento è accolto. Quindi diventa un termine ordinatorio, va via nell'articolo "decorsi i quali se ne prescinde".

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 7 modificato.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 8.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 8:

Art. 8

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione autonoma della Sardegna (BURAS).)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 8.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 199/A.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Il successivo punto all'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 198/A.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Michele Azara, relatore di maggioranza.

AZARA MICHELE (Sardegna Vera), relatore di maggioranza. La quarta Commissione consiliare permanente ha approvato nella seduta del 12 maggio 2015 il disegno di legge numero 198/A recante disposizioni concernenti la continuità territoriale marittima tra la Sardegna e le isole minori, autorizzazione all'individuazione di un soggetto idoneo allo svolgimento delle attività di supporto tecnico, economico finanziario e legale alla correlata procedura di gara con il voto favorevole dei componenti dei Gruppi di maggioranza e l'astensione dei rappresentanti dei Gruppi di minoranza. La Commissione dopo aver acquisito il prescritto parere favorevole della terza Commissione consiliare relativamente alla spesa prevista quantificata nella misura massima di euro 150 mila ha pienamente condiviso le finalità e gli obiettivi che la Giunta regionale intende perseguire con le norme proposte. In sostanza si tratta di utilizzare la figura dell'advisor economico finanziario e legale originariamente prevista per l'avvio ed il completamento delle complesse operazioni finalizzate alla privatizzazione della società di trasporti marittimi Saremar per l'indizione e gestione della procedura ad evidenza pubblica di gara per l'affidamento dei collegamenti marittimi tra la Sardegna e le isole minori e la Corsica. In considerazione dell'importanza e delicatezza delle questioni affrontate nel testo proposto soprattutto per le popolazioni delle isole minori più direttamente coinvolte se ne auspica una rapida discussione e l'approvazione da parte dell'Assemblea consiliare.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Giuseppe Fasolino, relatore di minoranza.

FASOLINO GIUSEPPE (FI), relatore di minoranza. La quarta Commissione consiliare permanente ha approvato nella seduta del 12 maggio del 2015 il disegno di legge numero 198, recante disposizioni concernenti la continuità territoriale marittima tra la Sardegna e le isole minori, autorizzazione all'individuazione di un soggetto idoneo allo svolgimento delle attività di supporto tecnico, economico finanziario e legale alla correlata procedura di gara con il voto favorevole dei componenti dei Gruppi di maggioranza e l'astensione dei rappresentanti dei Gruppi di minoranza. Le motivazioni che stanno alla base della decisione dei Gruppi di opposizione di formulare un giudizio di astensione sono individuabili nella valutazione degli effetti che tale normativa una volta approvata avrà sul delicatissimo problema della mobilità marittima da e per le isole minori e con la Corsica, le norme proposte dalla Giunta regionale infatti non sono in alcun modo suscettibili di segnare una significativa inversione di tendenza della situazione attuale, che cioè da un lato consenta una più razionale gestione del settore e, dall'altro, dia risposte adeguate ai timori esistenti, soprattutto sul versante occupazionale, puntualmente emersi anche nel corso della recente discussione nell'aula consiliare della mozione numero 113. Se si rafforzano pertanto le considerazioni emerse in quella seduta provenienti da tutti i gruppi consiliari delle norme contenute nel disegno di legge numero 198, pare evidente il notevole distacco delle prime rispetto alle seconde. Tale situazione, avvalorata dalle stesse motivazioni addotte dalla Giunta regionale nella relazione illustrativa, che dopo aver sintetizzato il percorso legato alla vicenda societaria della Saremar conclude proponendo di modificare l'oggetto della Chrysler economico finanziario dalla privatizzazione della società di cabotaggio alla predisposizione delle procedure di gara ad evidenza pubblica per l'affidamento del servizio. Inoltre è opportuno evidenziare come la norma proposta avrebbe avuto una ragione in relazione alle finalità originarie di supporto alla procedura di privatizzazione della Saremar certamente complessa ed articolata, soprattutto nella corretta individuazione degli asset societari, assume tutt'altra valenza nelle attuali finalità, infatti rappresenta un forse inconsapevole giudizio di sfiducia nei confronti della struttura tecnica dell'assessorato regionale competente, evidentemente considerato non adeguato per gestire tale gara ad evidenza pubblica. Tale constatazione non costituisce certamente un buon viatico per il testo prodotto.

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.

Non ci sono iscritti a parlare.

Per il esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PACI RAFFAELE, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Parere favorevole conforme alla relazione della maggioranza…

(Interruzione)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Per chiedere cinque minuti di sospensione prima di passare al passaggio agli articoli.

PRESIDENTE. Sospendiamo la seduta.

(La seduta, sospesa alle ore 13 e 28, viene ripresa alle ore 13 e 35.)

Possiamo riprendere la seduta.

Poiché non ho nessun inscritto metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli.

È stata richiesta la votazione elettronica.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 1.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:

Art. 1

Supporto tecnico, economico-finanziario
e legale nei servizi di continuità territoriale marittima isole minori

1. Per le operazioni poste in capo all'Amministrazione regionale, conseguenti all'apertura della procedura di concordato preventivo della Saremar - Sardegna regionale marittima Spa, dichiarata dal Tribunale civile di Cagliari in data 15 gennaio 2015, nonché per l'affidamento del servizio di cabotaggio marittimo, è autorizzata l'individuazione di un soggetto specialistico idoneo allo svolgimento delle attività di supporto tecnico, economico-finanziario e legale alla correlata procedura di gara.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare metto in votazione l'articolo 1.

Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 2.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:

Art. 2

Norma finanziaria

1. Agli oneri derivanti dall'applicazione dell'articolo 1 della presente legge, valutati per l'anno 2015, in un importo non superiore a euro 150.000, si fa fronte mediante utilizzo di pari quota delle risorse già destinate agli interventi di cui all'autorizzazione di spesa disposta dall'articolo 5, comma 32, della legge regionale 21 gennaio 2014, n. 7 (legge finanziaria 2014), così come modificato dall'articolo 1 della legge regionale 13 giugno 2014, n. 11 (Copertura degli oneri per la continuità territoriale delle isole minori) e dall'articolo 1 della legge regionale 11 dicembre 2014, n. 25 (Mantenimento dei livelli essenziali di servizio pubblico di trasporto marittimo con le isole minori. Modifiche all'articolo 5, comma 32, della legge regionale n. 7 del 2014), e iscritte in conto dell'UPB S07.06.001 (cap. SC07.0611) del bilancio di previsione della Regione per lo stesso anno.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 2.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 3.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:

Art. 3

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna (BURAS).)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 3.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 198/A.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Il Consiglio è convocato per questo pomeriggio alle ore 16. Ricordo che è convocata immediatamente la Commissione d'inchiesta sulla sanità, che si riunisce adesso nell'aula qui a fianco, quella della Conferenza dei Capigruppo.

La seduta è tolta alle ore 13 e 35.