Seduta n.105 del 13/05/2015 

CV Seduta

Mercoledì 13 maggio 2015

Presidenza del Presidente Gianfranco GANAU

indi

del Vicepresidente Antonello PERU

indi

del Presidente Gianfranco GANAU

La seduta è aperta alle ore 15 e 26.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta del 28 aprile 2015 (101), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Roberto Deriu e Pietro Pittalis hanno chiesto congedo per la seduta del 13 maggio 2015.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che in data 7 maggio 2015 è pervenuta a questa Presidenza la deliberazione numero 19/23 adottata dalla Giunta regionale il 28 aprile 2015 relativa a: "Modalità e tempi di attuazione dell'armonizzazione dei sistemi contabili degli enti e delle agenzie regionali".

La deliberazione è stata trasmessa a tutti i consiglieri regionali via mail e posta certificata.

Comunico, inoltre, che in data 8 maggio 2015 è pervenuta a questa Presidenza la deliberazione numero 21/16 adottata dalla Giunta regionale il 6 maggio 2015 relativa a: "Bilancio 2015/2017 elaborato sulla base dello schema di bilancio prescritto dal decreto legislativo numero 118 del 2011, legge regionale 9 marzo 2015, numero 5, articolo 2".

Il bilancio, su supporto informatico, viene distribuito nel corso della seduta a tutti i consiglieri.

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti proposte di legge:

Peru - Pittalis - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Randazzo - Tedde - Tunis - Tocco - Alessandra Zedda: "Gestione associata di servizi e funzioni di interesse generale svolti da società a totale partecipazione degli enti pubblici locali". (212)

(Pervenuta il 6 maggio 2015 e assegnata alla prima Commissione.)

Pittalis - Alessandra Zedda - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis: "Disciplina delle procedure concorsuali riservate all'assunzione di personale precario, LSU, LPU, lavoratori impiegati in servizi di pubblica utilità o assimilabili in servizio nel comparto pubblico in Sardegna". (213)

(Pervenuta il 7 maggio 2015 e assegnata alla seconda Commissione.)

Anedda - Unali: "Modifica della normativa in materia di circoscrizioni comunali: istituzione della circoscrizione comunale di Flumini di Quartu". (214)

(Pervenuta il 7 maggio 2015 e assegnata alla seconda Commissione.)

Annunzio di presentazione di disegni di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni di legge:

"Modifiche urgenti alla legge regionale 4 febbraio 2015, n. 4 (Istituzione dell'Ente di governo dell'ambito della Sardegna e modifiche ed integrazioni alla legge regionale n. 19 del 2006), e altre disposizioni in materia di acque meteoriche". (215)

(Pervenuto il 7 maggio 2015 e assegnato alla quarta Commissione.)

"Misure urgenti in materia di disciplina dei servizi e delle politiche per il lavoro. Modifiche alla legge regionale 5 dicembre 2005, n. 20 (Norme in materia di promozione dell'occupazione, sicurezza e qualità del lavoro. Disciplina dei servizi e delle politiche per il lavoro. Abrogazione della legge regionale 14 luglio 2003, n. 9, in materia di lavoro e servizi all'impiego)". (216)

(Pervenuto il 7 maggio 2015 e assegnato alla seconda Commissione.)

Risposta scritta a interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:

"Interrogazione Solinas Christian sulla concessione in locazione di un'area di proprietà dell'Amministrazione regionale, sita nel Comune di Cagliari, senza alcuna procedura di evidenza pubblica". (147)

(Risposta scritta in data 11 maggio 2015.)

"Interrogazione Rubiu in merito al progetto europeo denominato "Garanzia giovani" e alle difficoltà nell'accedere alle misure previste". (211)

(Risposta scritta in data 11 maggio 2015.)

"Interrogazione Ledda - Cocco Daniele Secondo - Unali - Manca Pier Mario - Arbau - Azara - Perra sulla necessità di procedere alla revoca o modifica del decreto n. 22 del 10 settembre 2014. (294)

(Risposta scritta in data 11 maggio 2015.)

"Interrogazione Rubiu in merito alla discriminazione alimentare ai danni della Sardegna, con il divieto di esportazione delle carni suine e impedimento alla degustazione del tradizionale maialetto sardo, in occasione di Expo 2015". (322)

(Risposta scritta in data 11 maggio 2015.)

"Interrogazione Crisponi sui continui disservizi nell'erogazione dell'acqua potabile nella zona industriale di Siniscola". (330)

(Risposta scritta in data 11 maggio 2015.)

"Interrogazione Tedde - Pittalis - Cappellacci - Cherchi Oscar - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tocco - Tunis - Zedda Alessandra sulla mancata riproposizione del bando finalizzato all'esercizio di azioni sistema e supporto ai processi d'internazionalizzazione delle piccole e medie imprese da parte dell'Assessorato regionale dell'industria". (338)

(Risposta scritta in data 11 maggio 2015.)

"Interrogazione Crisponi sulla situazione venutasi a creare in seno agli organi di indirizzo politico-amministrativo della Camera di commercio di Cagliari". (347)

(Risposta scritta in data 11 maggio 2015.)

Annunzio di interpellanza

PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interpellanza pervenuta alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria:

"Interpellanza Meloni sul mancato ripristino della viabilità sulla strada provinciale n. 38 Olbia-Tempio, danneggiata a seguito degli eventi alluvionali del novembre 2013". (129/C-4.)

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria:

"Interrogazione Ledda - Arbau - Azara - Perra, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di procedere con urgenza alla proroga del rapporto per venti lavoratori dell'Istituto zooprofilattico assunti con contratti a tempo determinato scaduti il 31 marzo 2015 e di avviare al contempo le procedure di stabilizzazione del personale precario". (373)

"Interrogazione Zedda Alessandra - Pittalis - Cappellacci - Cherchi Oscar - Tedde - Locci - Fasolino - Peru - Randazzo - Tocco - Tunis, con richiesta di risposta scritta, sull'armonizzazione dei sistemi contabili, ai sensi dell'articolo 2 della legge regionale 9 marzo 2015, n. 5". (374)

"Interrogazione Cherchi Oscar - Pittalis - Cappellacci - Zedda Alessandra - Randazzo - Tedde - Peru - Locci - Tocco - Fasolino - Tunis, con richiesta di risposta scritta, in ordine ai disservizi causati dalla RFI a seguito della soppressione di alcune tratte ferroviarie, ai continui ritardi, alla chiusura delle sale d'attesa e dei servizi igienici di diverse stazioni ferroviarie della Sardegna e sull'intero sistema infrastrutturale della rete ferroviaria sarda". (375)

"Interrogazione Rubiu, con richiesta di risposta scritta, in merito al mancato aggiornamento del sistema informativo agricolo regionale per la concessione del carburante agricolo a prezzo agevolato agli agricoltori sardi". (376)

"Interrogazione Cappellacci - Tunis - Pittalis - Cherchi Oscar - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Zedda Alessandra sui ritardi nella corresponsione dei compensi relativi al progetto europeo denominato "Garanzia giovani"". (377)

"Interrogazione Arbau - Azara - Ledda - Perra, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata applicazione del principio di territorialità della pena, in particolare riguardo alla vicenda del detenuto Mario Trudu". (378)

"Interrogazione Desini - Busia - Agus - Cocco Daniele Secondo - Lai - Pizzuto - Cherchi Augusto - Manca Pier Mario, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata revoca di incarichi dirigenziali conferiti dalla ASL di Sassari ex articolo 15 septies del decreto legislativo n. 502 del 1992 e successive modifiche ed integrazioni e cessati alla scadenza del termine di trenta giorni dalla cessazione del dott. Marcello Giannico dalla carica di direttore generale". (379)

"Interrogazione Tatti, con richiesta di risposta scritta, sull'impossibilità degli studenti del corso regionale per l'ottenimento della qualifica di operatore socio-sanitario, rivolto a persone disoccupate, svolto dall'associazione per la formazione professionale Enap Sardegna presso la sede di Ghilarza". (380)

"Interrogazione Cherchi Oscar, con richiesta di risposta scritta, sull'utilizzo degli animali negli spettacoli circensi che si tengono in Sardegna, sui pericoli derivanti dalla loro fuga e sulle condizioni di custodia degli stessi". (381)

"Interrogazione FASOLINO, con richiesta di risposta scritta, sul ripristino della strada provinciale n. 38 Olbia-Tempio". (382)

"Interrogazione Cappellacci - Pittalis - Cherchi Oscar - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis - Zedda Alessandra, con richiesta di risposta scritta, sulla continuità territoriale aerea relativa alle cosiddette "rotte minori"". (383)

"Interrogazione Tedde - Pittalis - Cappellacci - Cherchi Oscar - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tocco - Tunis - Zedda Alessandra, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata stabilizzazione del personale precario dell'Ente foreste della Sardegna, prevista dall'articolo 4 della legge regionale 21 gennaio 2014, n. 7, e il contestuale taglio delle relative risorse". (384)

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

FORMA DANIELA, Segretaria:

"Mozione Dedoni - Cossa - Crisponi sul trasferimento delle strade statali alla Regione". (144)

"Mozione Cappellacci - Pittalis - Cherchi Oscar - Tedde - Locci - Fasolino - Peru - Randazzo - Tunis - Tocco - Zedda Alessandra sull'emergenza migranti in Sardegna". (145)

PRESIDENTE. Ne approfitto per salutare i docenti, gli accompagnatori e gli studenti dell'istituto di Macomer che sono nostri ospiti oggi qui in Consiglio regionale. Buona permanenza.

Comunico al Consiglio che la Conferenza dei Capigruppo si è riservata di decidere se iscrivere all'ordine del giorno la legge numero 215 esitata dalla Commissione. Di questo daremo comunicazione dopo l'introduzione del Consiglio.

Discussione della mozione Crisponi - Cossa - Dedoni - Pittalis - Carta - Solinas Christian - Rubiu - Oppi - Tocco - Truzzu - Orrù - Pinna Giuseppino - Fasolino - Tunis - Floris - Cappellacci - Tedde - Peru - Randazzo - Fenu - Tatti - Cherchi Oscar - Zedda Alessandra, in merito agli intendimenti della Giunta regionale sull'attività di gestione dei rifiuti presso il sito di Tossilo e sul potenziamento delle linee di incenerimento, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della mozione numero 126.

(Si riporta di seguito il testo della mozione:

Mozione Crisponi - Cossa - Dedoni - Pittalis - Carta - Solinas Christian - Rubiu - Oppi - Tocco - Truzzu - Orrù - Pinna Giuseppino - Fasolino - Tunis - Floris - Cappellacci - Tedde - Peru - Randazzo - Fenu - Tatti - Cherchi Oscar - Zedda Alessandra, in merito agli intendimenti della Giunta regionale sull'attività di gestione dei rifiuti presso il sito di Tossilo e sul potenziamento delle linee di incenerimento, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento.

IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che è stata inserita all'attenzione della Giunta regionale la deliberazione dell'Assessore della difesa dell'ambiente, conseguente al nullaosta rilasciato dal competente servizio Savi a conclusione dell'iter di valutazione di impatto ambientale sul cosiddetto progetto "Revamping-Tossilo";

RILEVATO che da più parti sono state sollevate perplessità sulla realizzazione di una nuova linea di incenerimento che, pur a fronte della necessità del raggiungimento di importanti obiettivi nella gestione dei rifiuti, prevede altissimi costi di costruzione e di esercizio, che mal si conciliano con la contrarietà al progetto deliberata da varie amministrazioni locali e con i timori espressi, soprattutto in relazione alla salute pubblica, da cittadini e movimenti d'opinione;

VERIFICATO che la nuova linea di incenerimento porterebbe la potenzialità di trattamento ad almeno 60.000 tonnellate annue di rifiuti indifferenziati, ben oltre le attuali capacità delle due linee di termovalorizzazione esistenti, con quantitativi necessari per portare a reddito l'esercizio della nuova linea di termodistruzione, non più raggiungibili, andando sicuramente a discapito dell'impatto tariffario a cui sarebbero obbligate le comunità che conferiscono nell'impianto di Tossilo;

CONSTATATO che viene registrato, da anni, il calo della produzione di rifiuti "secco-indifferenziato" e che, al contempo, il bacino del Nuorese, dell'Ogliastra e di Oristano, che conferiscono a Tossilo, registrano una raccolta differenziata di circa il 60 per cento, con una previsione di conferimento inferiore a 48.000 tonnellate all'anno, che non giustificherebbero una nuova linea di incenerimento - peraltro in netto contrasto con le direttive dell'Unione europea e con le disposizioni vigenti in materia di raccolta differenziata - il recupero e il riciclo dei materiali post-consumo;

CONSIDERATO che anche vari amministratori locali ed esperti di sanità sono intervenuti nell'acceso dibattito di queste settimane, richiamando l'assenza di rigore metodologico sui dati relativi alla salute pubblica, nonché sulla preoccupazione che gli inquinanti atmosferici e del suolo, quali diossine, ossidi di azoto e zolfo e polveri sottili, possano, con il potenziamento delle linee di incenerimento, contaminare aree, pascoli e allevamenti e, quindi, l' intera filiera alimentare e produttiva del territorio;

ATTESO che il sovradimensionamento dell'impianto di Tossilo, valutate le mutate condizioni rispetto al 2008, anno di elaborazione del vigente Piano regionale dei rifiuti e dei successivi conseguenti atti deliberativi e amministrativi via via adottati dalla Regione, parrebbe, oggi, porsi in antitesi con i buoni risultati raggiunti con la raccolta differenziata e con le possibilità offerte dalla direttiva quadro n. 2008/98/CE,

impegna il Presidente della Regione e la Giunta regionale

1) a portare all'attenzione e alla discussione in Consiglio regionale un così delicato provvedimento;

2) a coinvolgere l'Assessorato regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per l'avvio di un'indagine rigorosa sul territorio del Marghine sui dati relativi alla salute pubblica;

3) ad avviare lo studio per individuare concrete soluzioni alternative alla termodistruzione;

4) ad assicurare la tutela e salvaguardia delle figure professionali attualmente impegnate. (126).)

Dichiaro aperta la discussione. Uno dei presentatori della mozione ha facoltà di illustrarla.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Siamo finalmente arrivati alla discussione della tribolata vicenda del progetto Tossilo, siamo di fatto agli atti conclusivi di una vicenda che prevedrebbe la realizzazione di una nuova linea di termovalorizzazione da 30 megawatt per il sistema di trattamento dei rifiuti nell'area del Margine. A giorni, a seguito dalla Conferenza dei servizi presso la Provincia di Nuoro, potrà arrivare anche il rilascio dell'AIA, l'autorizzazione di impatto ambientale, cioè il definitivo via libera alla costruzione di tale impianto. Di fatto noi abbiamo richiesto con intensità, con insistenza, a gran voce, che questa mozione approdasse in Aula ben prima delle sette settimane che ormai sono trascorse, insomma prima del rilascio delle autorizzazioni da parte del servizio Savi e prima anche dell'adozione della travagliata delibera di Giunta che si è dimostrata di fatto essere il vero e autentico trampolino di lancio per la definizione di quel contestato progetto. Dicevamo che l'abbiamo chiesto per tanti motivi, seri e concreti ordini di motivi, innanzitutto per rispetto dovuto a chi in quei territori vi abita, dove lavora, studia, produce e stimola la tutela al superiore interesse dei cittadini alla loro salute. Poi per la volontà di fare chiarezza, chiarezza in merito alla destinazione di importanti, ingenti risorse pubbliche verso un progetto che nasce vecchio, un progetto che è stato scritto nel settembre del 2011, pensato ancora anni prima e generato all'interno dell'ormai obsoleto Progetto piano regionale dei rifiuti, che fa riferimento a ben due legislature fa ben prima del 2008. Infine, l'esigenza di avere risposte ai tanti perché sono stati lasciati in sospeso dalla Giunta regionale anche in funzione dei contrasti e di tutto quel nervosismo che ha preceduto l'adozione della famosa delibera. Dicevamo, tanti interrogativi, tanti perché, sono i perché che vorremmo portare oggi all'attenzione dei colleghi consiglieri e dell'Assessore all'ambiente, che ha adottato quella delibera. Sono davvero tanti perché. Perché sulla questione così delicata non è stata accettata, dal Presidente della Giunta regionale, una discussione preventiva all'adozione di quell'atto di Giunta. Perché è stata resa consultabile la delibera solo recentemente. Perché i progettisti del consorzio industriale di Macomer invocano la non pubblicazione, perché c'è un segreto industriale e commerciale di consistente parte di quella documentazione che è stata depositata presso il servizio Savi. E perché quell'istruttoria del Savi avrebbe aver goduto in termini temporali, secondo alcune associazioni, di una corsia preferenziale per il suo iter autorizzativo. Poi vorremmo sapere perché il commissario liquidatore esercita delle funzioni che sembrerebbero esorbitanti rispetto dei poteri di ordinaria amministrazione, in luogo di quelli avviati a carattere strategico, industriale e finanziario dello stesso consorzio. E perché vorremmo sapere non è stato coinvolto fin dalle prime battute l'Assessorato alla sanità. Perché quell'Assessorato ha chiamato degli esperti a caratura europea per le vicende che hanno riguardato la lotta alla peste suina, però non è stato chiamato alcun esperto europeo terzo per fare le sue rigorose valutazioni per vicende che riguardano la salute dell'uomo. Perché quindi non fare chiarezza una volta per tutte, attraverso l'intervento di autorevoli esponenti di terzi, se la pericolosità di quelle lavorazioni se le emissioni atmosferiche e del suolo che possono contaminare pascoli, allevamenti e quindi tutta l'intera filiera produttiva del territorio del Marghine. Perché non avviare finalmente un'indagine accurata sulla salute dei cittadini, in particolare sulle patologie tumorali che tanta preoccupazione destano proprio in quelle aree. Insomma, per tutti questi motivi, uniti come dicevo prima anche al rispetto dovuto ai tanti cittadini, agli amministratori di quel territorio, al Consiglio provinciale che ebbe modo di esprimersi negativamente verso l'attuazione della terza linea, a quelle associazioni, quei comitati, a quei movimenti, quelle persone che si occupano di sanità pubblica che da tempo sollecitano rigorosi interventi a tutela e salvaguardia dell'ambiente e del territorio, ma soprattutto dei cittadini. Insomma, questo vorremmo sapere, cara assessore Spano, per capire come si deve dare seguito alla realizzazione di questa fastidiosa, nebulosa realizzazione della terza linea di termovalorizzazione nell'area di Tossilo. Vorremmo anche sapere perché non si apra finalmente un contraddittorio sereno con gli esperti di questa materia che possa approdare anch'esso alla discussione davanti alla pubblica opinione. Infine, vogliamo sapere se il suo Assessorato, se la Regione è disposta ad avviare una volta per tutte uno studio per individuare concrete soluzioni alternative alla termodistruzione, per esempio con l'introduzione di sistemi e processi virtuosi per l'uso del riciclo, guarda caso tutti previsti dentro la direttiva quadro 98/2008 della Commissione europea che indica come obiettivo strategico la creazione di una società europea del riciclo e fissa target ambiziosi al 2020. Assessore Spano, il 2020 è dietro l'angolo non vorremmo che per qualunque motivo, men che meno quello relativo a misteriosi spesso richiamati cerchi magici, si dovesse fermare il calendario a 2008.

PRESIDENTE. Ricordo che i consiglieri che intendono intervenire devono iscriversi a parlare non oltre la conclusione del primo intervento.

E' iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Io devo premettere che noi avremmo gradito la presenza in Aula del presidente Pigliaru, che sicuramente sarà impegnato in attività molto, molto più importanti, ma un tema di questa rilevanza, di questa straordinaria rilevanza avrebbe magari avuto la necessità della presenza del Presidente, che degnamente è sostituito da due Assessori, ma il Presidente rappresenta il Governo regionale. Noi su questa vicenda abbiamo una posizione non strumentale, una posizione laica, vorremmo far di tutto, vorremmo dare un nostro contributo se venisse accettato per armonizzare il diritto alla salute dei cittadini sardi, e soprattutto di coloro che risiedono in quel bacino, lo vorremmo armonizzare con le esigenze dell'economia e della produzione. Ecco questo è il quadro all'interno del quale noi ci poniamo e ci mettiamo. Non possiamo far finta di non aver notato che ci sono posizioni divaricate e differenziate all'interno della Giunta e tra la Giunta e alcuni partiti della maggioranza, e all'interno stesso di alcuni partiti della maggioranza ci sono delle posizioni articolate. Io credo che questo sia l'effetto delle conquiste democratiche: siamo in democrazia e quindi è giusto e corretto che ci siano anche queste differenziazioni all'interno della maggioranza e all'interno dei partiti; è la democrazia, non ci scandalizziamo per questo. C'è anche un dibattito vivace e forte all'esterno di quest'Aula e dello scenario politico inteso in senso stretto; ci sono interessi in gioco strategici e quindi anche questo è giustificato, il dibattito forte, intenso, a volte (…) su questa questione Tossilo è ampiamente giustificato. Poi abbiamo dei dati, che sicuramente avete anche voi, e sono i dati che emergono dagli atti di questo procedimento, che ci dicono che questa nuova linea di incenerimento ha una potenzialità di circa 60 mila tonnellate di trattamento di rifiuti indifferenziati, ma sappiamo anche che in questi anni è aumentata per fortuna in Sardegna, e anche in quel bacino, la quantità di raccolta differenziata, e soprattutto in quel bacino conferitore (Nuorese, Ogliastra e Oristanese) c'è una differenziata molto importante e molto significativa, del 60 per cento, e quindi tutto ciò induce a ritenere che il conferimento di questo bacino all'impianto sarebbe ridotto, sarebbe un conferimento di circa 45-47 mila tonnellate, quindi inferiore rispetto alla potenzialità dell'impianto, con un impatto negativo sui costi di gestione.

Abbiamo rilevato che l'opinione pubblica è molto sensibile, molto attenta, (…) protesta; abbiamo rilevato che esperti in materia sanitaria puntano il dito contro alcuni passaggi di questa procedura sotto il profilo tecnico-scientifico; abbiamo rilevato che c'è stata una vera e propria sollevazione di amministratori locali, e tutti protestano per l'assenza del rigore metodologico sui dati della salute pubblica, e tutti temono la possibilità che vi possa essere una contaminazione, un inquinamento di quelle aree che sono interessate dall'attività dell'inceneritore, con gravissimo pregiudizio per la filiera agro-alimentare e per lo stato di salute di quelle aree, di quei terreni. Siamo anche coscienti che dal 2008, l'anno dell'elaborazione del Piano regionale dei rifiuti, molte cose sono cambiate; così come dicevo poc'anzi la differenziata ha raggiunto dalle vette probabilmente inimmaginabili nel 2008, e quindi si pone l'esigenza di avviare una riflessione più approfondita, ma che non sia burocratica, una riflessione che metta da parte la strumentalità che molte volte viene dalle forze politiche messa in campo in queste vicende, una riflessione che possa dimostrare grande attenzione verso il coinvolgimento di tutte le sensibilità in qualche modo coinvolte. Dobbiamo capire se vi siano soluzioni alternative, quali possono essere, quali costi possono avere e se veramente da questo inceneritore ci possono essere dei seri riflessi sulla salute pubblica. Questo lo diciamo anche perché noi, ogni volta che c'è un argomento importante, andiamo a vederci la Bibbia di quest'Aula, che è il programma del presidente Pigliaru, e un capitolo del programma del presidente Pigliaru parla di "Obiettivo rifiuti zero", parla di azzerare il conferimento in discarica, portando al 100 per cento le politiche per il riciclo dei rifiuti solidi urbani. Quindi, questo punto focale del programma credo che ci debba guidare e che debba guidare soprattutto…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Tedde, il tempo a sua disposizione è terminato.

E' iscritto a parlare il consigliere Lorenzo Cozzolino. Ne ha facoltà.

COZZOLINO LORENZO (PD). La mozione odierna si pone in un quadro di discussione tra favorevoli e contrari che sempre caratterizza il confronto su materie delicate e fondamentali che toccano i temi dello sviluppo compatibile, della salute pubblica e delle politiche di valorizzazione e tutela ambientale. Nel caso specifico i dubbi e le perplessità sollevate dalla mozione in oggetto sollecitano un attento esame sulle ricadute sulla salute pubblica, richiedendo una rigorosa indagine nel territorio del Marghine dove si trova l'impianto di Tossilo. Un tema sul quale nessuno di noi può permettersi di abbassare il livello di guardia o, peggio, accettare compromessi, quindi si tratta di una preoccupazione del tutto condivisibile; un tema sul quale però, a fugare ogni dubbio in proposito, la Giunta regionale in carica, non da oggi, ha sempre mostrato grande attenzione e sensibilità, e sono certo che anche in questa occasione sono state e verranno adottati rigidi criteri di correttezza e trasparenza in tutte le procedure.

Ciò detto, il punto sul quale mi voglio soffermare riguarda le perplessità sollevate rispetto all'economicità dell'intervento che mira al potenziamento delle linee di incenerimento dell'impianto preesistente di Tossilo, (…) che a detta dei presentatori appare (…) e che viene fortemente osteggiata dagli stessi amministratori locali interessati, preoccupati per le ricadute negative che deriverebbero dal potenziamento di Tossilo, a riprova vengono citati dei dati che testimoniano il calo della produzione di "secco indifferenziato", laddove il bacino del comprensorio del Nuorese, dell'Ogliastra e di Oristano, più direttamente interessato al conferimento dei rifiuti prodotti a Tossilo, prevedono quote pari a 40 mila tonnellate, nettamente inferiori alle 70 mila previste, tali cioè da non giustificare l'intervento di potenziamento del sito. Ebbene, vista con questa lente di lettura, (…) riguarda una concezione miope della gestione dei rifiuti in Sardegna, infatti la valutazione delle politiche ricadenti all'interno del Piano regionale dei rifiuti non può essere limitata ad una visione territoriale basata su parametri localistici e parziali, deve essere considerata nell'insieme del territorio regionale, visto come un unicum non divisibile, una visione (…) dove non possono prevalere gli interessi di parte o localistici che si basano sulla logica dell'acronimo inglese NIMBY, che tradotto significa "non nel mio cortile". Ciascun territorio (…) delle politiche regionali, di osservanza ai precetti nazionali ed europei che impongono determinati parametri e prefissati obiettivi da raggiungere per ogni componente territoriale regionale; gli stessi precetti che impongono di non creare nuovi inceneritori senza prima aver potenziato quelli esistenti. In quest'ottica rientrano anche gli obiettivi del cosiddetto pacchetto europeo 20-20-20, che impone la riduzione del 20 per cento delle emissioni di anidride carbonica e l'incremento del 20 per cento delle energie rinnovabili entro il 2020. La gestione dei rifiuti se rivolta a questi obiettivi virtuosi può conferire un importante contributo in termini di produzione di materiali da riciclare, soprattutto (…) energia (…) calore, una filosofia nella quale rientra benissimo l'intervento che la Giunta regionale intende realizzare a Tossilo, per il quale bisogna ricordare non si può avere solo potenziamento ma anche i necessari lavori di adeguamento, vista la vetustà dell'impianto. Nel contempo dobbiamo anche mutare il nostro approccio sulla gestione dei rifiuti, non considerandoli solo ed esclusivamente come un onere per le amministrazioni locali e per i cittadini sardi, si tratta di trasformare buona parte dei rifiuti da elemento di scarto per lo smaltimento definitivo, con costi sensibili che ricadono sulla comunità, in un prodotto economico che comporta ricadute positive per la nostra regione. Penso per esempio al riciclo dei materiali (…) per la produzione di energia elettrica per illuminare strade ed edifici pubblici, un cammino che altre realtà hanno già percorso con risultati e ricadute positive e dove non si registrano ripercussioni in ordine alla salute dei cittadini. In Italia abbiamo l'esempio di Brescia, considerato il miglior impianto al mondo, per non parlare della Germania che continua ad acquistare rifiuti anche dall'Italia per i propri impianti. Dobbiamo altresì prendere atto che l'unica alternativa agli inceneritori sono le discariche, sulla presenza delle quali (…) un intervento della stessa Unione europea; discariche che oltre ad un invasivo consumo del territorio rappresentano pericoli per la salute pubblica e per l'ambiente di gran lunga superiori e ben più gravi rispetto a quelli rappresentati dagli inceneritori, o termovalorizzatori, da questo non si sfugge.

In conclusione, la mozione odierna ci offre lo spunto per valutare ulteriori possibilità che la scienza e la tecnologia moderna ci pongono a disposizione, sia in ordine alla tutela della salute, che non può essere il prezzo che dobbiamo pagare per lo sviluppo, sia per la trasformazione dei rifiuti in termini (…) a fini economici.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Augusto Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI AUGUSTO (Soberania e Indipendentzia). Il problema della gestione dei rifiuti ha assunto nella nostra società un significato gestionale prevalente che tocca settori sensibili come la salute e la sua tutela, l'economia e l'ambiente. I valori di gestione integrata dei rifiuti hanno come obiettivo non solo il limite dell'impatto ambientale, ma coinvolgono anche il sistema uomo-ambiente sia per un uso più sostenibile delle risorse sia per la tutela della salute … pianeta in generale. È scontato che il risultato cui tendere sia in assoluto quello che incoraggia il riciclo e il recupero dei rifiuti con il riuso delle materie. In quest'aula su un punto siamo tutti d'accordo, la soluzione migliore alla gestione dei rifiuti è la loro riduzione, la raccolta differenziata, spinta col compostaggio, il riuso e il riciclo dei materiali. Dobbiamo essere tutti d'accordo anche nel constatare che abbiamo perso tempo, dovevamo raggiungere secondo il piano regionale dei rifiuti del 2008 il 65 per cento di differenziata entro il 2012, e invece nel 2015 siamo a meno del 51 per cento. La domanda che mi sono posto nell'affrontare questo problema è: è realistico supporre questo scenario virtuoso nella nostra isola in tempi ragionevolmente stretti, che ci permettano di prendere in considerazione forme alternative allo smaltimento e alla termovalorizzazione? Nell'attesa anche di diventare virtuosi, fermo restando la fiducia e la speranza, ma anche consapevoli delle direttive comunitarie che vedono l'Italia sul banco degli imputati alla Corte di giustizia a lottare con quattro procedure di infrazione per il mancato rispetto della normativa sulla gestione dei rifiuti e delle discariche, fermo restando, dicevo, questi presupposti, rimane il problema di cosa fare adesso e in un orizzonte temporale a medio termine. Cosa fanno le nazioni virtuose? Quelle nazioni cosiddette verdi, conformi comunque alle direttive comunitarie? Rimandano in discarica innanzitutto, e poi inceneriscono. Sono portato a pensare che intraprendere un percorso virtuoso può voler dire che in un determinato numero di anni più o meno ampio devo incenerire. Io cosa devo fare? Devo cercare di farlo il meglio possibile, quindi il rischio è possibile per le persone e per l'ambiente, con le migliori garanzie possibili. Il nuovo impianto, da dati comunicati dall'Assessorato, permetterà di abbattere le percentuali di polveri del 45 per cento, degli idrocarburi aromatici del 93 per cento, delle diossine e dei furani del 78 per cento, e dell'ossido di azoto del 78 per cento. Ma intendo … tutto quello che ci permette di avere una valutazione sanitaria ambientale che verifichi la sostenibilità dell'impatto, mantenendo fermo il concetto che è necessario avviare procedure che permettano di ridurre al massimo la forza non recuperabile e la percentuale di incenerimento, procedure che tendano a promuovere la riduzione dei rifiuti, incrementare il riciclo e il riuso dei materiali. Per ultimo una riflessione sul sistema che attualmente è presente in Sardegna per constatare che quanto finora detto vale per tutto il territorio regionale, e la tutela ambientale sanitaria va allo stesso modo a Tossilo, a Cagliari, a Sassari, perché la tutela della salute dell'individuo e dell'ambiente in cui viviamo ha lo stesso valore dappertutto, e senza perdere di vista l'emissione degli altri impianti industriali presenti della nostra Isola che sono altrettanto, se non più, inquinanti. Occorre affrontare il problema con un nuovo Piano regionale dei rifiuti, nuovo, contestualizzato e rigoroso dal punto di vista scientifico, ambientale e sociosanitario, ma soprattutto calato nelle realtà consapevoli che non abbiamo soluzioni definitive, immediate, ma la consapevolezza che i problemi vanno risolti affrontando la realtà, e non cadendo nel facile populismo e negli slogan che lasciano irrisolto il problema. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Salvatore Demontis. Ne ha facoltà.

DEMONTIS SALVATORE (PD). Intanto non ha senso parlare di Tossilo se non si parla della gestione integrata dei rifiuti su tutta la Sardegna, sono perfettamente d'accordo col collega Cozzolino, così come sono perfettamente d'accordo che occorre seguire le direttive dell'Unione europea riportate dal presentatore della mozione. Quali sono le direttive dell'Unione europea? La prima, lo sappiamo tutti, la riduzione dei rifiuti a monte, riduzione dei rifiuti a monte che c'è stata, c'è stata nell'ordine del 20 per cento, e ridurla ancora significa riuscire a cambiare il modello culturale, cioè passare da un sistema basato sull'usa e getta a un sistema di beni durevoli, di imballaggi diversi, non è una cosa semplice, va fatta, va fatta negli anni. C'è poi un secondo punto ordine gerarchico che è la raccolta differenziata, la raccolta differenziata ha raggiunto obiettivi non così scontati, siamo al 50 per cento in Sardegna, non è una percentuale bassa, quindi si deve spingere a alla raccolta differenziata, non c'è dubbio. Il terzo punto è il riutilizzo, ma non il riutilizzo delle sole frazioni merceologiche raccolte con la raccolta differenziata, no, è il riutilizzo di materiali che residuano dalla raccolta differenziata, quindi un ulteriore intervento spesso di natura meccanica che può portare al riciclo di materiali se non vengono più considerati i rifiuti, e anche su questo occorre andare avanti, non c'è dubbio. Sono aspetti sui quali stanno facendo grandi progressi in Sardegna. Il quarto punto è anche questo un recupero, il recupero di energia, è la termovalorizzazione, significa che quella parte di rifiuto con elevato potere calorifico che residua dai primi tre punti non può che essere termovalorizzato, perché l'alternativa sarebbe come sappiamo la discarica. La discarica è l'ultimo punto, ma perché è l'ultimo punto? Non è a caso l'ultimo punto, la discarica è più pericolosa di un termovalorizzatore, anche le discariche di ultima generazione, le discariche aerobiche, le discariche semiaerobiche producono comunque biogas, producono percolato, e quindi sono clima alteranti, sono inquinanti per le falde nel sottosuolo, occorrono trent'anni dopo il post mortem, cioè dopo l'esaurimento della discarica a trent'anni perché non sia più pericolosa, quindi l'alternativa non è la discarica. Su Tossilo, l'alternativa a Tossilo non è a oggi la tesi "rifiuti zero", a "rifiuti zero" dobbiamo tendere con i punti che dicevo, ma ci arriveremo probabilmente fra quindici, vent'anni, non ci siamo adesso. L'alternativa a Tossilo non è per me la "rifiuti zero", è un altro termovalorizzatore, perché comunque non abbiamo possibilità di smaltimento diverso di quella frazione della quale stavamo parlando. Piuttosto io su Tossilo ho delle perplessità, perplessità che non riguardano la Giunta in carica, perché la Giunta in carica ha ereditato questo progetto, è un progetto che nasce nella precedente amministrazione, non nasce mica con questa, altrimenti non riusciamo a capirci. Le mie perplessità sono queste, un impianto di termovalorizzazione va realizzato in finanza di progetto e non con denari pubblici, perché è un'opera calda, è un'opera che consente un rientro economico, consente quindi all'investitore privato di rientrare nell'investimento e di fare utili, dappertutto si realizzano in questo modo, quindi questa è la prima perplessità. I 42 milioni di euro li avrei usati non per il termovalorizzatore, ma magari come compenso ambientale per la zona nella quale si sceglie di realizzare il termovalorizzatore, magari bonificando quelle aree piuttosto che spenderli in un'opera che può essere realizzata con fondi privati. Però, ripeto, questa è una scelta della precedente amministrazione, la stiamo trovando, possiamo ancora intervenire, evidentemente, io mi auguro che si possa fare. Un altro aspetto centrale è che io non riesco a capire come in Sardegna i termovalorizzatori, o inceneritori, chiamateli come volete, si realizzano con fondi pubblici e la tariffa di conferimento costa più di quella che servirebbe a un privato per ammortizzare i costi degli impianti. Un impianto di termovalorizzazione un privato lo realizza con tariffe che vanno intorno ai 100 euro a tonnellata, non riesco a capire come in Sardegna si arrivi invece a una gestione che porta 240 euro a tonnellata, o 200 euro a tonnellata, c'è qualcosa che non torna, non è semplicemente una questione di efficienza gestionale, e quindi questo è l'altro, l'altro punto sul quale mi sento, ma non c'è necessità, di stimolare la Giunta è questo aspetto della gestione dei termovalorizzatori, perché così non può funzionare. C'è un'altra perplessità, che è quella che in emergenza, perché siamo in emergenza, si scelga di fatto per l'emergenza uno degli scenari del Piano regionale dei rifiuti, e non invece si possa fare, come io mi auguro, una valutazione attenta dei 5 scenari, cioè andare a scegliere lo scenario che si ritiene ottimale, e sulla base di quello scenario poi decidere quale sarà il termovalorizzatore; se lo scenario prevede Tossilo, sarà Tossilo, può anche darsi che però lo scenario ottimale non preveda Tossilo. Io ho dei dubbi che in uno schema a 2 di impianti di termovalorizzazione, perché 2 saranno, per 3 non c'è spazio in Sardegna, lo si diceva prima, saranno 2 e non saranno 3, io ho dubbi che il secondo impianto, tolto quello del CASIC venga realizzato nella Sardegna centrale, per questioni oggettive, e mi farebbe anche comodo non sollevarlo questo aspetto, però è chiaro che la distanza media ponderale è molto diversa…

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Stefano Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (FI). Ero francamente incuriosito, e lo sono ancora, attendo di sentire quale sarà la posizione della Giunta rispetto ad un comportamento inusuale da parte di quest'ultima, e dichiarazioni francamente appaiono già dai primi interventi contraddittorie da parte dei colleghi della maggioranza. È vero che questa è una decisione complessa, è vero che si incardina in un tema che andrebbe approfondito, e già qua stupisce forse un decisionismo inusuale, se mi viene consentito, da parte della Giunta, solitamente prudente e solitamente incline ad approfondimenti di ordine scientifico molto profondi, solitamente capace di collocare l'asticella in un punto alto, in modo da poter prendere delle decisioni sì ponderate, ma evidentemente molto serie. Ecco, qua questo non appare, contrariamente a questo questa volta la Giunta invece imprimerebbe un'accelerazione che trova facilmente la sua giustificazione nel fatto che risulterebbero già assunti impegni economici di una certa rilevanza, risulterebbe, rispetto al finanziamento, già piuttosto avanzata la fase di progettazione e esecuzione di queste attività. Ecco, io credo, e in questo non hanno sbagliato nelle loro imbarazzate osservazioni alcuni colleghi della maggioranza, che occorra in questo momento certamente salvaguardare gli investimenti già programmati, sicuramente salvaguardare la capacità di innovare tecnologicamente quel territorio e quel sito, ma anche inserirlo in un ragionamento più ampio, perché come diceva il collega Cherchi è vero che nuove tecnologie sono in grado di garantire un più efficace funzionamento e una maggiore capacità di controllare le emissioni, ma è anche vero che questo avviene nel momento in cui si tiene in temperatura il forno, il forno deve stare alla sua temperatura di esercizio per poter garantire quel livello di performance, viceversa si ottiene il risultato esattamente opposto. Questo che cosa implica? Che a fronte di un investimento consistente potrebbero essere necessari, fino a quando non si dovesse raggiungere il punto di equilibrio dal punto di vista del conferimento, dei costi di gestione notevolmente aumentati dal fatto che il suo utilizzo dovrebbe essere integrato da gasolio, da olio combustibile, cioè da quei carburanti che consentono a quell'impianto di funzionare nel suo livello di performance maggiore. Ora, se è vero che è il Sud della Sardegna quello che maggiormente è in grado di fornire la materia prima, perché non scordiamolo, qui parliamo di una materia prima che si chiama rifiuto, è anche vero che sarebbe poco opportuno che un asset di questo tipo fagocitasse la capacità di produzione dei rifiuti del Sud della Sardegna, che in questo momento è garantita e coperta da un impianto che necessita di investimenti altrettanto importanti e che andrebbero comunque tenuti nella giusta considerazione. Io credo che oggi il Consiglio regionale, lo percepisco, dirà alla Giunta di fermarsi, dirà alla Giunta di attendere rispetto al decisionismo che sembrava… all'impulso che sembrava avere impresso a questa decisione, e lo farà con educazione, ma questo sostanzialmente farà, perché nell'istante in cui si dice alla Giunta regionale: "Attendi che sia fatta un'indagine epidemiologica adeguata agli impatti di carattere ambientale della salute; attendi che si sia costruito complessivamente il Piano dei rifiuti", in termini integrati, e soprattutto in chiave e con dimensionamento regionale, credo che con educazione oggi la maggioranza che sostiene questa Giunta, vi dirà "abbiate pazienza, fermatevi e attendiate che i territori, i vasti interessi che sottendono a queste cose si mettano in un giusto equilibrio, e poi vi faremo sapere. Allora, siccome ci attendiamo molto di più da questa Giunta, in qualunque momento questa dovesse poi modificarsi naturalmente ne trarremo le conclusioni, però ci attendiamo che ci sia una risposta seria, perché non può essere taciuto, qualunque sia la decisione che si assume, quali sono le conseguenze che la nostra Regione e i nostri cittadini dovranno affrontare, e non soltanto in tema di salute, ma in termini di ricaduta economica, di organizzazione di sistema e, soprattutto, dal punto di vista della gestione territoriale dei rifiuti.

PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Daniela Forma. Ne ha facoltà.

FORMA DANIELA (PD). Grazie, Presidente. Ora, sulla situazione impiantistica del sistema di trattamento dei rifiuti di Tossilo si è parlato molto nell'ultimo periodo, ed era auspicabile che si iniziasse ragionare e a confrontarsi anche nella più autorevole Sede istituzionale regionale. È chiaro che l'impianto di Tossilo non può, come diceva anche il collega Demontis, non può e non deve essere analizzato come un corpo a se stante, ma deve necessariamente rientrare in un ragionamento complessivo, che prevede inevitabilmente e preordinatamente un aggiornamento del Piano regionale di gestione dei rifiuti, e in particolare la parte relativa agli scenari evolutivi impiantistici. Perché sostengo questo? Perché della necessità di intervenire sull'impianto di Tossilo se ne discute ormai da più di un decennio. Io ne ho trovato traccia nel Piano provinciale dei rifiuti, che è datato settembre del 2003, e proprio in forza dello stesso Piano, che è risultato coerente con le previsioni impiantistiche del Piano regionale dei rifiuti del 2008, anche la stessa provincia di Nuoro si era attivata a richiedere un finanziamento alla Regione per la realizzazione del revamping dell'impianto, e in questo affiancandosi alle richieste del Consorzio industriale di Tossilo, che è il maggiore azionista della Società Tossilo Tecnoservice, che è la Società che gestisce l'impianto, e che dobbiamo ricordarci risulta commissariata dal 2008, da ben 7 anni. Però questa risulta storia d'altri tempi se rapportata alla repentina evoluzione dello scenario regionale relativo, prima di tutto, ai quantitativi di rifiuti solidi urbani prodotti, e poi all'aumento delle percentuali di raccolta differenziata. Nel 2013 a livello regionale si è superato il 50 per cento, siamo arrivati a 50, 9 per cento. E allora anche il progetto di revamping dell'impianto di Tossilo necessita, a mio avviso, di più attente riflessioni, sia tecniche che politiche. Ora, gli enti locali interessati e la Regione hanno sempre convenuto che non ci sarebbe stato e che non ci sarà un allargamento del bacino di conferimento, che è finalizzato, appunto, poiché l'impianto è finalizzato a smaltire i rifiuti tal quali, quindi il secco indifferenziato prodotto nella Sardegna centrale. E allora, nell'anno 2005, quando sono stata eletta consigliera comunale di Borore, venivano conferite all'impianto di Tossilo 85.000 tonnellate di rifiuti e di queste ne venivano avviate alla termovalorizzazione 35.000 tonnellate. Nel 2006, solo l'anno dopo, ne vengono conferite 76.400 tonnellate e ne vengono avviate alla termovalorizzazione 27.170. Continuo: nel 2007 vengono conferite all'impianto 75.000 tonnellate di rifiuti. Salto qualche anno, arrivo al 2009, dove iniziano con l'aumento della percentuale di raccolta differenziata nel territorio delle province di Nuoro e di Ogliastra e arriviamo a 58.800 tonnellate di rifiuti conferiti. Arrivo ancora all'anno 2012 - tenendo conto del fatto che dal 1° gennaio 2012 conferiscono all'impianto di Tossilo solo i comuni delle province di Nuoro e dell'Ogliastra, dato che i comuni dell'Oristanese conferiscono all'impianto di Arborea - quando arrivano all'impianto di Tossilo 32.900 tonnellate di rifiuti. Praticamente dal 2005 al 2013, nell'arco di nove anni, i rifiuti conferiti all'impianto di Tossilo passano da 85.000 tonnellate a 30.000 e i rifiuti avviati alla termovalorizzazione da 35.000 a 17.000. Abbiamo una diminuzione del 60 per cento dei rifiuti conferiti e sono praticamente dimezzati i rifiuti avviati alla termovalorizzazione. Perché mi soffermo su questi dati, e arrivo al 2014, quando vengono conferite 27.000 tonnellate di rifiuti all'impianto di Tossilo? Per dimostrare che questa opera, questa nuova linea di incenerimento, è chiaramente e oggettivamente sovradimensionata per quello che dovrebbe essere il bacino di conferimento, perché se vogliamo fare ragionamenti diversi allora li dobbiamo fare in questa sede e oggi.

Un'ultima considerazione. Negli ultimi anni non solo sono diminuiti i rifiuti solidi urbani prodotti e sono aumentate le percentuali di raccolta differenziata, ma sono anche migliorate esponenzialmente le tecnologie per il riuso e per il riciclo dei rifiuti. Io domenica scorsa ho partecipato a Macomer a un interessantissimo convegno, dove è stata lanciata una proposta di gestione dei rifiuti conferiti all'impianto di Tossilo studiata dalla dottoressa Margherita Bologna, con la quale avrò il piacere anche, se l'Assessore dell'ambiente lo gradirà, di organizzare un incontro. E appunto partendo dalle tipologie di rifiuti destinati allo smaltimento e dall'analisi degli indifferenziati la proposta prevede per l'impianto di Tossilo, se la vorremo accogliere, la costituzione di nuovi impianti di selezione per avviare il riciclo e il riutilizzo dei rifiuti, che consentiranno non solo di dismettere l'impianto di incenerimento e non realizzare una nuova linea, ma anche di consentire al Marghine di potersi concentrare e di estrinsecare tutte le sue potenzialità nei settori sostenibili, primo fra tutti l'agroalimentare, piuttosto che l'incenerimento.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Luigi Lotto. Ne ha facoltà.

LOTTO LUIGI (PD). Io confesso che ho un certo imbarazzo a intervenire su questo argomento perché, essendo uno dei pochi di quest'Aula che hanno avuto la fortuna o sfortuna di essere presenti qui anche nello scorso mandato, non capisco perché, come consigliere regionale, mi trovo a discutere di questo tema oggi e non sei anni fa. Perché io capisco benissimo le osservazioni che ha fatto nella sua introduzione il collega Crisponi: quando si mette in piedi un impianto di quella natura è bene creare, mettere in piedi un percorso di coinvolgimento. Bisogna coinvolgere il mondo delle imprese, le scuole, gli ospedali, i sindaci, le amministrazioni, tutti, chi più ne ha più ne metta, bisogna che tutti siano consapevoli di quello che si sta facendo, posto che comunque da qualche parte bisognerà farlo, se si ritiene di dover fare termovalorizzatori, però sul dove lo si deve fare va costruito un percorso che porti alla condivisione. Io su questo sono assolutamente d'accordo. Sono meno d'accordo sul fatto che il progetto, si dice, è vecchio e che il piano è obsoleto. Mi verrebbe da dire: ma il piano è del 2008, il progetto - poi leggerò le date - ha iniziato il suo iter nel 2010, il tempo che si è utilizzato si è utilizzato per motivi tecnici. Non si può partire con un progetto oggi e averlo appaltato avantieri! Se inizi oggi un progetto l'avrai appaltato tra tre o quattro anni, è ovvio. Ma la cosa che mi preoccupa però è che oggi chiamiamo l'Assessore a venirci a dare spiegazioni del perché sta andando avanti un progetto di questo tipo. Ma non esiste! Non esiste che glielo andiamo a chiedere oggi. Lo avremmo dovuto fare prima e lo avrebbe dovuto fare chi aveva la possibilità di condizionare anche i lavori del Consiglio quando nel 2010 sono stati stanziati i primi 20 milioni, nel 2011 i secondi 22 milioni e poi, a cascata, nel 2012 approvazione del progetto preliminare, bando di gara nel 2012 a giugno e nel 2013 aggiudicazione definitiva. Signori, o c'è un motivo valido, e se c'è bisogna tirarlo fuori, assumersi la responsabilità di dirlo e dire all'Assessore e alla Giunta: "Bloccate tutto perché questa è la motivazione che ci porta a dire non si fa più niente", ma non si fa un dibattito politico su questo tema a babbo morto, perché stiamo giocando con una cosa molto delicata. Ecco perché quando io ho letto questa mozione ho detto: "Se ne vuole parlare in Consiglio? Io non ho difficoltà." Non avendo responsabilità allora, né oggi, uno, quando non ha fatto atti lui, può dire tutto quello che gli pare, e io avrei molto da dire se è opportuno farlo a Tossilo o a Sassari, se è opportuno un polo qua a Cagliari e un polo al Nord Sardegna o altro. So che qualunque cosa dico oggi non serve e noi stiamo discutendo inutilmente. A me dispiace questo fatto. Mi dispiace perché rischiamo di dare la sensazione alla gente che abita in quei posti che li abbiamo fregati consapevolmente e che vogliamo continuare a fregarli, e non è così. Io non credo che la Giunta della volta scorsa li abbia voluti fregare, non ci credo. Ha fatto una scelta, che era contenuta in un piano, si poteva fare anche diversamente. Io sostenevo allora, come diceva Demontis, l'altra tesi e la sostenevo in un posto dove non veniva condiviso quello che dicevo io, ma che aveva più logica, però è inutile parlarne oggi. Oggi se non ci sono motivazioni davvero cogenti, davvero importanti, davvero degne di essere prese in considerazione bisogna dire alla Giunta: "Fai tutto quello che devi fare affinché l'intervento venga fatto nel migliore dei modi possibile, portalo a compimento prima possibile ed eventualmente fai in modo" - alla fine questo è il problema di fondo, che io voglio mettere in evidenza in questo dibattito - "che la tariffa dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani in Sardegna sia identica a Buddusò, come nel Sulcis, come a Olbia, come a Cagliari". Non può essere che un impianto che lavora meglio o peggio fa pagare di più a me cittadino lo smaltimento qua o là. Costruiamo un percorso organico, chiediamo alla Giunta di impegnarsi su questo fronte, se non si è fatto fino ad oggi o fino all'anno scorso lo si faccia da ora in poi, e si costruisca un qualcosa di credibile, ma non discutiamo temi così delicati, dove il problema di fare gli investimenti per discariche o termovalorizzatori o altri è sempre un tema delicato nel rapporto con la gente e non ci possiamo costruire le campagne elettorali, perchè rendono poco e fanno molto danno.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Roberto Desini. Ne ha facoltà.

DESINI ROBERTO (Centro Democratico). Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, signor Assessore, di certo la vertenza Tossilo comunque ha un merito, e cioè di aver riportato al centro del dibattito politico regionale un tema così importante e così delicato che coinvolge tutti i nostri cittadini e io ritengo che sia corretto e giusto affrontare il tema dei rifiuti, lo dico prima di tutto a me stesso, in maniera laica, lasciando da parte un po' le appartenenze politiche, le proprie ideologie e soprattutto cercando di fare dei ragionamenti nell'interesse collettivo. Perché dico questo? Un po' mi riallaccio a quello che diceva il collega Lotto, con tutto il rispetto noi abbiamo un piano regionale dei rifiuti approvato nel 2008 dall'allora Giunta Soru ma che poi nei fatti, da un punto di vista pratico, non è mai stato messo in atto. Allora, noi, la politica tutta, si deve chiedere perché non sono state date gambe a quel piano regionale dei rifiuti, anche perché è pieno di contraddizioni il fatto che noi non possiamo parlare del termovalorizzatore di Tossilo come una cosa a sé stante, non stiamo parlando e non riguarda soltanto la provincia di Nuoro, non riguarda soltanto le comunità che vivono in quelle zone, nella maniera più assoluta, è un problema di carattere regionale e come tale bisogna affrontarlo. Anche perché non possiamo nasconderci dalla realtà e cioè che noi abbiamo le discariche attualmente presenti nella nostra isola che sono quasi colme, abbiamo un'autonomia di due anni e mezzo, tre al massimo. Allora mi chiedo: ma il giorno dopo che noi abbiamo esaurito le discariche dove andremo a mettere i nostri rifiuti? Qui cito, non per presunzione, i dati del mio comune dove abbiamo la sfortuna di avere una discarica dismessa da oltre 15 anni che a tutt'oggi sistematicamente, a seguito dei fenomeni che avvengono sotto terra, prende fuoco e bisogna intervenire, ci sono dei danni di carattere ambientale sulle falde acquifere che sono inestimabili e poi dall'altra parte - me l'ha comunicato proprio ieri i mio assessore all'ambiente - siamo arrivati all'85 per cento della raccolta differenziata. Allora, io pongo un altro quesito che è questo, noi stiamo discriminando i cittadini della nostra isola perché nel momento in cui ci sono dei cittadini virtuosi che fanno il loro dovere, che hanno una differenziata spinta, addirittura con questi numeri di oltre l'80 per cento, abbiamo parti dell'isola dove abbiamo delle percentuali di differenziata bassissima, pensiamo alla sola città di Cagliari che è sotto il 50 per cento, parliamo di 32 per cento, se non erro, correggetemi se sbaglio, ma allora io dico perché (con tutto il rispetto dei cittadini cagliaritani) il cittadino della Marmilla, del sassarese o della Gallura deve pagare gli stessi prezzi, anzi superiori a quelli del cittadino cagliaritano che ha una percentuale così bassa? Allora io mi chiedo perché la politica invece non si interroga sul fatto che con un termovalorizzatore pubblico noi stiamo pagando 240 euro a tonnellata quando invece con i privati si ha un costo medio di 100 euro? Ecco dove sono gli interrogativi che noi ci dobbiamo porre, ecco dove la politica ha il dovere morale e istituzionale di affrontare i problemi. Questi sono gli annosi problemi e io mi auguro, lo dico con molta serenità, al di là degli schieramenti maggioranza e minoranza, questo Consiglio secondo me deve prendere spunto da questa discussione e una volta per tutte affrontare il problema della tariffa unica dei rifiuti in Sardegna. Questo dobbiamo fare e soprattutto dobbiamo fare dei ragionamenti salvaguardando quella che è la salute dei nostri amministrati, dei nostri cittadini. In questa direzione ci trovate d'accordo, così come adesso stiamo chiedendo alla Giunta perché state facendo questo? Ma la Giunta non sta facendo altro che proseguire un percorso che era già stato avviato nel 2011, nel 2012, adesso abbiamo il nullaosta del SAVI, non stiamo facendo altro che proseguire quel percorso. Poi, allo stesso tempo, colleghi, poniamoci il problema dei 45 lavoratori che attualmente sono in forza e soprattutto consideriamo anche quello che sarà l'indotto con il potenziamento del nuovo inceneritore. Insomma, io quello che mi auguro è che questa Assemblea abbia la capacità e la maturità politica di fare un ragionamento nell'interesse collettivo, ma non soltanto dei cittadini di Tossilo e dei dintorni della provincia di Nuoro, ma di tutti i sardi.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Giorgio Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (Area Popolare Sarda). Presidente, colleghi, colleghe, intervengo durante la discussione di questa mozione per chiarire alcuni aspetti della vicenda in quanto nella passata legislatura sono stato Assessore dell'ambiente per circa due anni. Corre l'obbligo nella ricostruzione dei fatti ricordare che il revamping dell'impianto di Tossilo fu voluto dal Piano regionale di gestione dei rifiuti elaborato nella legislatura 2004-2009. Infatti, alla luce dell'entrata in vigore, a partire dal 1° gennaio 2012, del divieto di conferimento in discarica di rifiuti ad alto potere calorifico, la frazione secca residua deve essere direttamente sottoposta a recupero energetico mediante il termovalorizzatore. Per garantire il territorio regionale di far fronte a tale obbligo il Piano regionale di gestione dei rifiuti, scritto e approvato a suo tempo, definisce uno schema impiantistico caratterizzato da due centri di termovalorizzazione, non facciamo confusione, di cui uno già esistente e da adeguare, quello di Macchiareddu, con una potenzialità di circa 150 mila tonnellate e uno da ubicare nell'area del Nord Sardegna, di potenzialità pari a 100 mila tonnellate, quest'ultimo a tutt'oggi non ancora individuato, anche se sembrava che potesse essere in una struttura privata (...). Lo stesso piano prevede inoltre l'adeguamento e il revamping dell'impianto insistente a Macomer per una potenzialità di circa 60 mila tonnellate. Questo è scritto nella delibera del 2008 per dare garanzia e ovviamente la funzione, ne ebbi modo di parlarne con il presidente Ganau in una riunione fatta con i rappresentanti del Nord Sardegna e di Sassari, dove si trattava di transitorietà di questo impianto per arrivare a quello del Nord Sardegna. Inoltre ricordo anche che nella legislatura Soru, quando si pensava di costruire un termovalorizzatore ad Ottana ci fu una sollevazione popolare per cui fu abbandonata l'ipotesi Ottana e le province di Nuoro e anche di Oristano proprio in Macomer individuarono la sede più idonea. Anche questo va detto, all'unanimità. Quando subentrò la Giunta di centrodestra si presentò il problema di trovare i fondi per attuare il piano di gestione dei rifiuti, ivi compresa dunque la ristrutturazione dei due forni oramai obsoleti di Tossilo.

Veniamo a parlare di Tossilo. La deliberazione 1222 del 25.03.2010, non c'ero io, c'era un mio predecessore, ha attribuito al consorzio industriale di Macomer un finanziamento di 20 milioni e rotti a valere sulla linea di attività dei fondi POR per un intervento di revamping delle linee di termovalorizzazione esistenti. Veniamo al 2011. Nel 2011 con la deliberazione 1219 del 10.03.2011 la Giunta regionale, soprattutto l'Assessore della programmazione La Spisa, prese atto del rapporto annuale degli obiettivi di servizio RAOS 2010 e destinò 47 milioni circa al revamping dei termovalorizzatori esistenti su tutto il territorio regionale. Per quanto concerneva Tossilo l'importo stimato a coprire le spese di progettazione fu quotato intorno ai 40 milioni, trasmesso al consorzio industriale di Macomer all'Assessorato dell'ambiente con nota 1503 del 28.07.2011. Sulla base del predetto studio di fattibilità vennero destinati dal sottoscritto, allora Assessore dell'ambiente, ulteriori 22 milioni in un piano triennale (7 più 15) e assieme a questo va detto subito però che si ritenne, perché c'era una situazione di profonda crisi, si dovesse dare... non funzionavano, mi ricordo che il presidente Ganau in questo incontro che facemmo con il presidente di Ozieri chiese che Sassari potesse portare i rifiuti a Ozieri e attraverso mille difficoltà si riuscì a fare questo. È evidente che in questo piano si dettero 2 milioni di euro al consorzio industriale provinciale di Oristano, circa 2 milioni e mezzo al comune di Carbonia perché chiuse con una colmata il suo impianto e si formò un terzo (...) che era quello di Iglesias, al consorzio per la zona di sviluppo di Chilivani e Ozieri 2.700.000, 1 milione e mezzo Villacidro e così via. Questo perché l'ho voluto precisare? Perché, vedete, a suo tempo ci furono mille difficoltà e queste difficoltà sono responsabilità chiare che è la lentezza, ma perché perdere otto anni per realizzare un impianto a Sassari? Gli impianti devono essere due non devono essere tre, e questo aveva la caratteristica di essere soltanto transitorio e c'era anche l'aspetto che ha citato poco fa Desini che anche a causa di pubblica utilità perché l'impianto, ha detto bene alcune date anche la Forma, ma siccome andava a fasi alterne ogni tanto c'erano anche degli intoppi, siccome è un impianto che preserva anche le cause di pubblica utilità, c'erano anche i lavoratori che venivano a protestare perché volevano la garanzia del posto di lavoro e quindi tutte queste cose sono state fatte.

La fase successiva non l'ho seguita personalmente, oggi però ci sono alcune cose che vanno viste con molta attenzione. Innanzitutto è evidente, è stato detto da più riprese, c'è anche in questo comunicato che è fatto bene, la verità, che bisogna lo stato dell'arte a che punto è? Perché è vero che l'Assessore in questo comunicato che ha fatto oggi è un po' impreciso, scusi, io non voglio insegnare il mestiere a nessuno ma lei quando parla, ma anche probabilmente ammodernare anche il termovalorizzatore del consorzio industriale di Cagliari, non io, ma lei dovrebbe sapere che c'è già un decreto di 40 milioni quindi probabilmente...

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Gavino Sale. Ne ha facoltà.

SALE GAVINO (Gruppo Misto). E' una questione che stiamo affrontando già da un po' di tempo e sta creando non pochi problemi su molti punti di vista. Da poco sono stato a L'Avana e ho chiesto: "Come mai avete un servizio sanitario così eccellente, superiore in tutto il Sudamerica e addirittura a volte nel mondo?". La risposta è stata: "Porque tenemos un pueblo sano". I dati confermano che noi non siamo un pueblo sano, noi siamo uno dei popoli più malati d'Europa e il Sulcis ne sa qualcosa, dove migliaia e migliaia di ettari di terreno non sono più praticabili per nessun tipo di produzione in quanto intossicati, avvelenati, distrutti. Ora esistono delle logiche, delle filosofie, delle scelte che noi dobbiamo attuare e adottare e siamo qui nell'epicentro del problema che sta creando veramente seri dubbi. Abbiamo molti esempi sia in Europa che in Italia che quel tipo di soluzione ormai è sorpassato, è una soluzione medievale, le decisioni del mondo intero stanno cercando di bloccare tutto al di sotto del riscaldamento di 2 gradi perché se riscaldiamo di 2 gradi sarà un'ecatombe per tutti. E siamo lì vicini, bruciando non faremo altro che avvicinarci e contribuire a spingere quest'Isola verso il baratro, a una situazione irreversibile. Io non voglio essere complice di questo crimine.

Per i nostri ragazzi che sono qui, qui dietro ad ascoltarci, per i nostri comitati e sono decine e decine che pulsano, che danno traiettorie, che ci invitano all'ascolto affinché si prenda un'altra strada che non è quella di bruciare, no esistidi. E' vero che in altre nazioni bruciano ma semplicemente perché hanno deciso di smantellare centrali nucleari che noi non abbiamo, no amos cussu tipu di problema, potremo con questi soldi invece invertire la rotta, ma se tutti ci neghiamo l'impossibilità di portare la differenziata oltre il limite che abbiamo raggiunto, il 50 per cento, nois e tottus non lu negamus cioè noi affermiamo che siamo incapaci di portare come hanno fatto in altri comuni, a Treviso l'hanno spinta l'hanno spinta al 97 per cento, confessiamo che noi classe dirigente siamo incapaci, inferiori a cussos de Treviso? Ma si bi l'an fatta in Treviso, poitte non si bi la deppimus fagher nois? Ce la neghiamo in partenza, c'è qualcosa chi inoghe non quadrada. Ogni 100 mila tonnellate bruciate con le tecnologie moderne nasceranno 15 posti di lavoro. In cussu bruciatore di Tossilo non parliamo per carità di lavoro, la discarica ne produce 45, la raccolta differenziata spinta e il riutilizzo con le logiche moderne del rispetto ambientale ne produce ogni 100 mila, 400 posti di lavoro, moltiplicate per 800 a bidere cantu dada. Di che cosa stiamo parlando e di che cosa stiamo andando a decidere oe? E si può prendere decisioni senza logica e senza senso se noi non abbiamo fatto prima un piano di rifiuti regionale? E' come approvare una centrale di qualsiasi entità sapendo che in Sardegna non abbiamo un piano energetico regionale. Quindi chiedo che quei soldi e prima de cussa dezisione si approfondisca ancora il dibattito, si prenda tempo, si rinvii quella decisione rispettando le pulsioni che vengono dall'esterno, io devo per forza portare doverosamente quella voce e devo dire anche che quel mostro sputafuoco che ci ucciderà ancora non è facile realizzarlo, passeranno cinque anni, e in questi cinque anni itte faghimoso? Aspettiamo l'inceneritore, aspettiamo Godot o iniziamo a mettere mano seriamente a forme alternative di sopravvivenza civile...

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Antonio Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS ANTONIO (PD). Non c'è dubbio che negli ultimi anni sia le politiche regionali che le politiche nazionali ed europee si sono indirizzate nell'obiettivo di raggiungere il cosiddetto rifiuti zero. Credo che anche noi in questa legislatura l'obiettivo deve essere questo, cercare il più possibile di non utilizzare la termovalorizzazione. E' un tema molto delicato, il problema dei rifiuti l'abbiamo vissuto nel passato, credo che ancora per qualche anno molto probabilmente sarà uno degli argomenti più importanti e più delicati nella vita dei cittadini e del mondo. E quindi credo che non possa essere portato come un argomento localistico, ma credo che sia un argomento da trattare regionalmente e non possiamo non partire dal Piano regionale dei rifiuti come diceva il collega Giorgio Oppi, dal Piano regionale dei rifiuti che la Giunta di centrosinistra ha approvato nel 2008 che prevedeva esattamente ciò che diceva l'onorevole Oppi. Il CASIC che arriva alla potenza massima annuale di 140 mila tonnellate, ma sappiamo tutti che anche il CASIC sta iniziando ad avere la sua età e quindi con il fermo impianti massimo riesce a smaltire 120 tonnellate annue. Il piano prevede anche la costruzione di un termovalorizzatore nel centro Sardegna, non voglio fare polemiche ma, onorevole Oppi, lei che ha avuto la responsabilità diretta personalmente, ma anche politica per cinque anni di quell' Assessorato, capisco le difficoltà, ma per cinque anni non si è dato avvio neanche ad uno studio di fattibilità di un eventuale termovalorizzatore a Portotorres nel Nord Sardegna. Era previsto ed è previsto il revamping per il termovalorizzatore di Macomer, diciamocelo molto chiaramente, credo che tenere in piedi un impianto come quello oggi sia dannoso e quindi sarebbe preferibile chiuderlo che non lasciarlo così com'è. Questi tra l'altro sono argomenti che si prestano molto alla demagogica, al populismo, ed io voglio innanzitutto ringraziare l'onorevole Crisponi che ci ha concesso e permesso con una sua mozione che è stata firmata da molti consiglieri della minoranza di portare in discussione un argomento come questo, però non possiamo neanche su questi argomenti così delicati cambiare posizione a seconda del ruolo che rivestiamo, onorevole Crisponi, perché le delibere che c'ha citato l'onorevole Oppi, esattamente la 12/22 del 25 marzo del 2010, lei era presente in Giunta, e in quella Giunta lei diceva che restava da programmare le risorse necessarie per realizzare gli impianti che garantiscono il trattamento della frazione secca residua, la frazione secca, e uno da ubicare nell'aria Nord Sardegna, 100 mila tonnellate, e lo stesso prevede anche l'adeguamento di Tossilo; dicendo poi nella delibera successiva che non solo Tossilo è da rivisitare, ma aumentate le risorse a 45 milioni di euro, e la Giunta regionale della passata legislatura dice anche che si ritiene prioritario sottoporre all'attenzione la necessità di programmare le risorse necessarie al finanziamento degli interventi di revamping nel termovalorizzatore di Macomer. Allora io credo che su queste cose bisogna tenere sempre la barra dritta, perché come ho detto prima non sono argomenti locali, ma sono argomenti che riguardano la salute e la vita di tutti cittadini. Perché noi dobbiamo partire da un proposto, dalla situazione attuale, che la Sardegna produce 300-320 mila tonnellate annue di rifiuti da portare al termovalorizzatore, con una differenziata, anche questo da capire, che nel Piano regionale dei rifiuti era previsto si raggiungesse al termine dell'applicazione del piano il 65 per cento, invece oggi a distanza di 7 anni abbiamo raggiunto solo il 51 per cento di percentuale. E in una proiezione abbastanza larga nei prossimi 15-20 anni molto probabilmente ci resteranno, incentivando al massimo quella che può essere la differenziata, ci resteranno da portare in discarica sulle 240 mila tonnellate. Se facciamo il conto, Tossilo 60, Casic 140, sono 200 mila tonnellate, ne restano da portare all'inceneritore 40 mila. Sta finendo il tempo e quindi io credo che questo è il problema che dobbiamo affrontare. Se noi non costruiamo il termovalorizzatore del Nord Sardegna, se non facciamo la rivisitazione di Macomer, non solo avremo 40 mila tonnellate in più all'anno da smaltire, ma saranno 100 mila tonnellate. E quindi io credo che, Assessore, mettere mano quanto prima al Piano regionale dei rifiuti ed aggiornarlo prevedendo la tariffa unica, ma soprattutto incentivando quella che era la politica della differenziata, aumentando possibilmente la premialità e aumentando anche le penalità che devo dire…

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Angelo Carta. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Presidente, discutere di un argomento come questo credo che sia giusto e faccia bene il Consiglio a farlo, tenendo presente che oggi non si è alla ricerca di chi ha la colpa di qualcosa, perché sembra che vi sia una excusatio non petita da parte della maggioranza quando dice: "Ma in effetti è un procedimento che si è avviato nella scorsa legislatura, la Giunta attuale sta semplicemente attuando quanto è stato deliberato nella scorsa legislatura". Io credo che una Giunta che in quattro e quattr'otto ha revocato un procedimento complesso come il Piano paesistico dei sardi, senza porsi alcun problema su tutto il lavoro che era stato fatto, su tutto l'impegno che era stato posto sia dalla Giunta, sia dell'Assessorato, sia dai Comuni, credo che si cerchi di deviare l'argomento da quello che è. Oggi l'inceneritore a Tossilo ha ragione di esistere? E' giusto farlo? E' giusto potenziarlo? Oppure non è arrivato magari un momento a sei anni di distanza di valutare se ciò è giusto o è sbagliato? L'argomento è questo, non è chi ha deliberato prima di oggi, se noi ci fermiamo a vedere chi ha deliberato prima di oggi credo che stiamo sbagliando completamente l'indirizzo, stiamo completamente sbagliando la direzione. Quindi guardare all'inceneritore di Tossilo e capire se 45 milioni da spendere a Tossilo sono un investimento che la Regione fa nell'interesse dei cittadini sia giusto e non sbagliato farlo. Dal mio punto di vista credo che a distanza di tanto tempo, considerando una materia in evoluzione come questa, investire 40 o 45 milioni in un potenziamento di un inceneritore in un territorio dove si producono 32.900 tonnellate credo che sia sbagliato, si pensi che l'inceneritore di Torino, che è quello portato ad esempio, ne brucia 420 mila all'anno. Allora cosa succede? Se noi costruiamo un inceneritore che potrebbe bruciare 60 mila tonnellate o 70-80 mila tonnellate, cosa facciamo, ci appelliamo l'articolo 35 del Salva Italia? Il quale ha comunque superato il limite territoriale delle province e da qualunque parte d'Italia si possono portare rifiuti all'inceneritore più vicino, o a quello più conveniente. Ci appelliamo all'articolo 35, dove il calcolo non viene fatto più su quante tonnellate di rifiuti vengono bruciate, ma sulla quantità di calorie che vengono prodotte. Allora io credo che si debba parlare oggi se un intervento di questa portata rientra nella gestione corretta dei rifiuti, rientra in una filosofia giusta come quella di andare verso la differenziazione della raccolta dei rifiuti, e non sia quindi un intervento che va contro l'interesse dei sardi, e soprattutto di quei Comuni della Provincia di Nuoro che pagano 245 euro a tonnellata di indifferenziata portata a Tossilo, e non sia invece il caso di decidere che anche su questo intervento la Giunta regionale sospende o revoca, io non dico revoca, ma sospende quanto meno in attesa di verificare qual è il tipo di impostazione della gestione dei rifiuti che si vuol dare, non prescindendo dalla necessità e dall'esigenza di arrivare ad una tariffa unica che consenta ai comuni della Sardegna centrale, che forniscono anche l'acqua a Cagliari, e Cagliari si paga la tariffa uguale a quella che si paga nei Comuni dove c'è l'acqua, e credo che si debba arrivare ad una tariffa unica dove anche i rifiuti a Cagliari si pagano come a Nuoro, come nei Comuni dove oggi i Comuni non riescono più a far quadrare il conto del bilancio semplicemente perché la raccolta dei rifiuti, l'indifferenziato obbligatoriamente da portare a Tossilo è un salasso che non si riesce più a superare. E non sarà con il potenziamento dell'inceneritore di Tossilo che questo potrà essere risolto. Quindi non è chi ha deciso cosa, ma è cosa decidiamo oggi rispetto a questa cosa. E quali sono gli enti interessati? Quali sono gli enti ai quali dobbiamo anche porre orecchio? La Provincia di Nuoro a novembre del 2014 ha deliberato di sospendere. La ASL di Nuoro nel 2010 aveva deliberato di fare uno studio per capire qual era l'incidenza, questo studio non è mai stato fatto, facciamolo. I Comuni della Provincia di Nuoro, del Marghine hanno necessità di essere ascoltati, allora credo sia fondamentale capire qual è l'alternativa all'incenerimento. L'alternativa non può che passare attraverso la differenziazione, il trattamento a freddo, che non è un'invenzione così, è una pratica che consente di poter diminuire di gran lunga la frazione residua che potrà eventualmente essere incenerita, ma non a Tossilo, non in un inceneritore dove a 45 milioni si crea un mostro che non si reggerà mai, è chiaramente un'alternativa, vale per l'ambiente, vale per gli operai che lavorano a Tossilo, quindi non stiamo parlando di dimenticarci di chi lavora, stiamo parlando di come questi possano essere riutilizzati.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Emilio Usula. Ne ha facoltà.

USULA EMILIO (Soberania e Indipendentzia). Presidente, è incontestabile la grande criticità che interessa tutta la Sardegna in merito allo smaltimento dei rifiuti, una criticità derivata principalmente dall'assenza di un Piano regionale nuovo, omogeneo, adeguato, moderno, sostenibile e credibile. Un Piano capace di coniugare efficienza e adeguatezza dei servizi, sostenibilità ed equità dei costi che non incida negativamente sui livelli di salubrità ambientale e che garantisca e non metta a repentaglio un futuro produttivo e le tante eccellenti aziende agricole e ai tanti allevamenti di quel territorio, che metta tra le sue priorità inderogabili la tutela della salute dei cittadini. Un Piano regionale che sia rispettoso delle attuali indicazioni provenienti dall'Europa e dalle regioni italiane più virtuose che indicano nel futuro la strada della raccolta differenziata spinta, del recupero di materia, del riciclo e del riuso. Questa è la strada e gli obiettivi da perseguire, riducendo al minimo possibile il bruciamento, queste è la direzione indicata nella Strategia Europa 2020, con questo impegno e con questa consapevolezza spero si vada in tempi brevi a discutere di un nuovo Piano regionale di trattamento dei rifiuti, un Piano regionale che partendo da un'imprescindibile criterio di equità deve essere uno strumento capace di portare a soluzione l'ingiustificabile ormai datata disparità e diseguaglianza anche di costi che i cittadini di diversi territori devono sostenere direttamente e integralmente con la famigerata TARI. Valga, non solo a titolo di esempio, la differenza di costi a carico del nuorese e dell'Ogliastra rispetto al sassarese e allo stesso territorio della provincia di Cagliari. Dell'attuale situazione non più sostenibile e incancrenita si deve dare la giusta responsabilità a chi fino ad ora ha avuto la responsabilità di Governo e poco o nulla ha fatto per governare adeguatamente il tema rifiuti. Detto questo credo che la fretta e la necessità di trovare una soluzione valida non possa essere oggi nel 2015 un ribadire, un riesumare, un Piano rifiuti risalente al 2008, peraltro mai pienamente realizzato che risentirebbe obbligatoriamente di un ritardo culturale di conoscenze, di sensibilità e che ne determinerebbe immediatamente e chiaramente l'arretratezza e l'inadeguatezza all'atto stesso della riproposizione oggi. Era considerato centrale in quel momento, quasi fuori discussione, il ruolo dei bruciatori, osteggiato solo da ricercatori e scienziati a mio parere in quel momento sicuramente tra i più illuminati. Certo è corretto affermare che la gerarchia nel trattamento dei rifiuti pone il termovalorizzatore prima della discarica, chi lo può negare? Ma se si vuol dire tutta la verità bisogna anche sottolineare che questo sistema, il bruciamento, risulta al penultimo posto delle opzioni laddove al primo posto c'è comunque la riduzione e prevenzione nella produzione, al secondo la preparazione per il riutilizzo, al terzo posto il riciclo e solo al quarto il recupero preferibilmente poi di materia ancor prima del recupero energetico. E infine la discarica, pertanto è giusto e corretto andare contro la discarica, quel che non si dice e che invece bisogna sottolineare è che l'inceneritore necessita comunque di discariche per le ceneri prodotte dai forni ed emesse dai camini, ceneri che se provenienti da rifiuti non sottoposti a separazione e preparazione, come appunto saranno i rifiuti da conferire a Tossilo, oltre alla quantità elevata saranno ceneri pericolose e tossiche, siccome stiamo parlando di un impianto con capacità di bruciamento doppia rispetto all'attuale, stiamo creando anche le condizioni per il raddoppio di produzione di queste ceneri pericolose da conferire in discariche speciali, dove non lo sappiamo. Dove sta la visione moderna? Non esistono, lo sappiamo, gli inceneritori sicuri, c'è anche da contestare la valutazione della bontà dell'inceneritore dal punto di vista economico, perché il progetto di Tossilo prevede un inceneritore di 6 megawatt di potenza con una resa energetica del 25 per cento, questo significa che 75 per cento di energia prodotta verrebbe comunque persa, anche da questo punto di vista non sembra proprio un grande affare. Presidente, ho troppo poco tempo a disposizione ma non posso dimenticare che la necessità di grandi quantità di combustibile, cioè di rifiuti da conferire per tenere a regime il bruciatore creerebbe, secondo studi e proiezioni, un indebolimento dell'impegno dei cittadini e dei comuni verso la differenziazione accurata.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Io debbo ringraziare Crisponi che ha posto in discussione un argomento che non è finalizzato Tossilo, è legato a tutto quello che è il sistema della raccolta dei rifiuti solidi urbani e della loro trasformazione. È un argomento che mi fa pensare che qualunque ditta venga in Sardegna arriva povera e va via ricca fuori dalla Sardegna, mi fa pensare a quei cittadini che pagano senza che si faccia quello che poi si aspettano, cioè che ci sia una premialità o una penalità. Mi fa pensare al fatto che in questa Regione è ormai quasi un trentennio che si continua a riportare avanti un qualche "imbelletta mento", un piano di rifiuti che non può più andare avanti così. Ha messo in campo una discussione in cui etica e morale della politica hanno necessità che riprenda il fiato, è un discorso per cui in se il bruciatore brucia e crea tutto quello che sappiamo crea attorno a sé. Il problema è, per esempio, che Cagliari con tutta la penalità, deve circa 5 milioni al fondo comune, non ha versato mai una lira e quindi i comuni che sono cosiddetti "ricicloni" non potranno avere la premialità, qui bisogna che ci pensiamo un attimino, i termovalorizzatori, i bruciatori comunque, è scritto nel Piano, devono avere, che sia stata fatta o meno la differenziata, hanno bisogno del 40 per cento circa per potersi alimentare, comunque sia, riciclato o meno, deve andare al termovalorizzatore il 40 per cento del raccolto! È vero o è una bugia questa? Ve lo siete letti? Allora mi dai la dimostrazione! Bisogna stare attenti perché non si può giocare su questi aspetti, il fatto che si pongano milioni di lire all'interno di questo sistema, non controllando come vengono utilizzati e quali sono i risultati effettivi fa dire per esempio che a Cuba si sta bene perché non si ricicla, è vero ma io mi ricordo anche dei cartoneros di Buenos Aires che la sera vanno e raccolgono tutti i cartoni buttati e l'indomani le strade sono libere e pulite e vivono di quello. Certo questo non è un sistema ma è vero che potremmo comunque alleggerire i sistemi di trasformazione e dare opportunità di lavoro a chi ne ha bisogno. Ma bisogna fare una certa operazione che è difficile perché scardinare tutto quello che c'è di brutto, di nascosto, di sistema non certamente puro che è attorno ai rifiuti attorno ai rifiuti solidi urbani, al di là della schifezza che in sé e in altri termini, fa arricchire. È ora di finirla ecco perché chiedo moralità ed etica. Un Consiglio regionale non può nascondersi e non può nascondere ai cittadini quali sono i problemi reali di avere un termovalorizzatore che può essere utile o meno, ma che resta nell'impianto complessivo vecchio, tradizionale e che non ci porta quei risultati che dovremmo avere. Dobbiamo ampliare la differenziata, ma dovremmo obbligare a trovare soluzioni nel sistema industriale che ci porti più da riciclare, e meno da dare in pasto a questi mostri che bruciano. Vi rendete conto che la Lavazza, faccio un esempio, ha le cialde, sapete quante cialde si consumano? Quello era non riciclabile, era un residuo cioè le cose che dobbiamo evitare, la Lavazza ha presentato una cialda che si scioglie. Allora voglio dire se si vuole si riesce, bisogna incentivare questo modo di fare il riciclo, bisogna incentivare politiche pulite non politiche sporche che prendono i denari, non quelle politiche che ci hanno visto imbarcare in Sardegna anche rifiuti della Campania, in certe circostanze, pur di dar da mangiare a quei termovalorizzatori che sono presenti. Bisogna essere onesti con noi stessi, e capire che è ora di finirla e questa Giunta deve iniziare un percorso serio di riforma, di riaprire i termini e di dire basta a un sistema ormai quasi trentennale che viene solo pulito e rappresentato a ogni legislatura. Bisogna sradicarlo, cambiare ed essere pronti alle sfide di quello che è un futuro diverso per la nostra isola.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SEL). Più decibel meno rifiuti, sarebbe questo l'ideale. Purtroppo così non può essere. La proposta di legge numero 186 presentata il 19 febbraio del 2015 che vede me come primo firmatario, con altri colleghi di diversi gruppi della maggioranza, poneva già allora il problema che oggi stiamo affrontando, io ringrazio il collega Crisponi, primo firmatario della mozione oggi in discussione, però noi da qualche tempo sentivamo forte il problema e avremmo voluto discuterlo. Oggi si arriva a questa discussione, purtroppo io non posso entrare troppo nel merito perché non c'è tempo per entrare nel merito, non abbiamo avuto prima, non abbiamo ora, non avremo in futuro un approccio ideologico al problema dei rifiuti, non possiamo averlo perché sicuramente bisogna ripartire. Io non voglio fare dietrologie o fare polemiche rispetto a quello che poteva essere e non è stato, però chiaramente non si accettano da questa parte lezioni o critiche di tipo etico o morale per quello che oggi potremmo andare a proporre. Il compito del Consiglio è un compito importante, il fatto stesso che oggi …Presidente, credo che le regole prevedono che gli Assessori siano lasciati in pace quando devono ascoltare i consiglieri che parlano… Io mi sento di ringraziare l'Assessore che ha dimostrato grande sensibilità rispetto alle rimostranze che questo gruppo di consiglieri, buona parte della maggioranza e buona parte del consiglio ha posto in essere rispetto a quello che può essere il revamping, così viene chiamato, dell'inceneritore di Tossilo. Io sono contento perché a fronte di dati certi di numeri, e di idee che possono essere diversa da questa parte c'è la volontà da parte dell'Esecutivo, del Presidente e dell'Assessore di avere un confronto serio, sui numeri e su quello che dovrà essere. Noi oggi siamo ancora convinti, rispetto al 19 febbraio 2015, quando dicevamo delle cose che sono all'attenzione di tutti perché questa legge è depositata, io non faccio in tempo a leggere la relazione perché altrimenti oggi questa potrebbe dirimere molti aspetti. Però sono contento che la Giunta regionale oggi ci dica: siamo disponibili a confrontarci, ad ascoltare le vostre ragioni, poi noi vi proporremo le nostre. Perché è vero che la verità assoluta non vede noi i depositari, ma sicuramente non vede sicuramente neanche loro. Io credo che sia dirimente oggi, credo che l'abbiamo detto tutti, ripartire dalla attualizzazione del piano regionale dei rifiuti, che è un piano datato, diceva alcune cose nel 2008, che non possono essere le cose di oggi, perché quando si parla di percentuali di differenziate, che oggi dovrebbe arrivare oggi al 65 percento e sappiamo che così non è, stiamo parlando di cose e di numeri diversi rispetto ad allora. Se allora era stato previsto un impianto a Tossilo o da altre parti, perché la nostra proposta di legge e anche la mozione che vede primo firmatario il collega Arbau parla di moratoria su tutti gli impianti di termovalorizzazione per cinque anni in tutta la Sardegna, riguarda, come dicevate giustamente voi che mi avete preceduto, tutto il sistema di riciclaggio dei rifiuti in tutta la Sardegna. Dico, quando noi ponevamo il problema della moratoria significava che non eravamo sicuramente d'accordo che si ripartisse dalla termovalorizzazione. Perché? Perché noi partiamo dalle tendenze operative sui rifiuti che sono dettate in maniera chiara, certa, perentoria dall'Unione europea che sono le tre R: riduzione della quantità, riutilizzo dei prodotti, riciclo dei materiali. Se noi ci basassimo esclusivamente su questi aspetti chiaro che non possiamo in nessun modo pensare ai termovalorizzatori, o agli inceneritori, o chiamiamoli come vogliamo, o ai revamping. Se noi ci basiamo su questo, se noi ci basiamo su tutti gli altri numeri che abbiamo presentato nella nostra proposta di legge altrettanto dobbiamo parlare di altro, però siccome ci sono delle correnti di pensiero laico, che la pensano in maniera diversa da noi, io credo che sia oggi indispensabile e dirimente il confronto, il confronto non può partire da un'immediata discussione per la rivalutazione del piano regionale dei rifiuti, da questo dovremmo partire e io credo che questo prima che questo possa avvenire non si possa fare nulla in riferimento alle procedure di attivazione, qualsiasi tipo di attivazione, del termovalorizzatore di Tossilo, o di Prato sardo, o di Ottana, o di Bottida, o di Lorai. Noi questo chiederemo in un ordine del giorno alla Giunta regionale e chiederemo anche che venga fatta un'analisi epidemiologica seria, non perché non ci fidiamo di quelle precedentemente fatte, ma abbiamo necessità, come diceva bene il collega Crisponi…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Efisio Arbau. Ne ha facoltà.

ARBAU EFISIO (Sardegna Vera). Per riportare la posizione del Gruppo di Sardegna vera, nella mozione numero 87 di cui sono primo firmatario. La nostra è una posizione molto chiara, per noi è necessario approvare la legge che prevede la moratoria di cinque anni per le attività di termovalorizzazione e termodistruzione e questa legge ci metterebbe peraltro ai ripari da possibile ricorsi, su procedimenti in corso, procedere immediatamente al riavvio regionale sui rifiuti perché se c'è discussione in quest'isola, se c'è discussione in questi in questo consiglio lo si deve fare attraverso i piani di programmazione e non attraverso interlocuzioni tra i Gruppi

consiliari, e naturalmente non procedere ad autorizzazioni e costruzione di impianti di distruzione. Tutto questo lavorando e mettendo un punto saldo che è quello di garantire gli operai e le persone che lavorano nell'attuale impianto.

La nostra è una posizione molto chiara, che non è in discussione, che non può essere mediata al ribasso perché per noi il punto principale è il Piano regionale sui rifiuti, senza quel Piano per noi è inaccettabile che ci siano delle fughe in avanti che, sì, saranno dettate da programmazioni precedenti ma, per poco o molto che siamo stati votati, siamo stati votati per provare a cambiare le cose, e le cose cambiano programmandole. Per questo il nostro Gruppo consiliare è naturalmente a disposizione per ragionare su un ordine del giorno congiunto, utilizzando lo strumento della mozione presentata dall'onorevole Crisponi, che pone al centro dell'attenzione più che altro solo ed esclusivamente la questione di Tossilo e la procedura in essere, mentre, riprendendo la mozione da noi depositata l'11 novembre 2014, per noi alla base c'è la programmazione, perché assumere decisioni senza programmare è un suicidio politico, culturale e soprattutto economico.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (Area Popolare Sarda). L'adozione della mozione 126 in discussione è un atto doveroso e responsabile che questo Consiglio deve adottare nei confronti dei cittadini sardi che si sono appellati a noi per ottenere un ascolto attivo ed azioni efficaci per la tutela della loro salute, per la tutela dei loro risparmi, per una garanzia per il loro futuro. Nell'era dell'Europa 20-20-20, che pone obiettivi di efficientamento energetico, obiettivi di riciclaggio dei rifiuti solidi urbani che dovrà essere nel 2020 pari al 70 per cento, e strumenti di sviluppo ecosostenibili, non è concesso pensare che lo smaltimento dei rifiuti possa avvenire solo attraverso l'incenerimento, perché oggi bruciare gli scarti significa letteralmente bruciare risorse, bruciare denaro, bruciare materia prima. I nostri rifiuti sono infatti in gran parte trasformabili e riutilizzabili, ed è questo l'indirizzo che la classe politica regionale deve seguire, perché ciò implica il bisogno di aziende che impegnino risorse umane per produrre nuovi manufatti ottenuti da quello che oggi viene chiamato scarto, viene chiamato rifiuto. Questa mattina nel porto di Cagliari c'era una città galleggiante di 5000 persone, ma secondo voi, secondo noi, questa città galleggiante come vive il sistema rifiuti, come vive il riutilizzo degli scarti e come vive l'autoalimentarsi? Sto parlando delle navi da crociera. Chi è stato nelle navi da crociera ha avuto modo di sperimentare che le navi da crociera riciclano totalmente, al 100 per cento, tutti i rifiuti, bene, noi sardi dovremmo prendere esempio almeno dalle navi da crociera, perché l'acqua calda delle docce, l'acqua calda delle piscine, i frigobar e l'alimentazione delle navi avviene con il riutilizzo dei rifiuti, mentre la plastica, il vetro e l'alluminio vengono scaricati a terra e venduti, perché stiamo parlando di ricchezza, non siamo parlando di qualcosa che viene buttato via. Ma se riescono a fare questo le navi da crociera, che sono state le prime tra l'altro ad avere anche il riconoscimento dei premi nazionali per gli standard tecnologici relativi al tema dei rifiuti, perché non dobbiamo riuscirci noi sardi? Soprattutto pensando al riutilizzo del bene rifiuto, non di qualcosa di cui noi dobbiamo liberarci o dobbiamo a tutti così bruciare. Il rifiuto va in qualche modo gestito, certo sono consapevole e mi rendo conto che nell'immediato non possiamo organizzare le nostre città e i nostri paesi pensando solo al riciclo e solo al recupero, pertanto il progetto del termovalorizzatore, ahimè, dovrà essere realizzato, soprattutto perché è una di quelle cose già finanziate, già programmate dal Piano di rifiuti del 2008, con investimenti fatti nel 2010 e nel 2011, ma non è quella la strada, la strada è il recupero e il riutilizzo dei rifiuti.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE ANTONELLO PERU

(Segue RUBIU GIANLUIGI.) Mi riferisco all'enorme opportunità che la Sardegna e l'Italia intera non riescono a cogliere per produrre energia, reddito, impresa e sviluppo. Dobbiamo pensare in sostanza a sostenere l'apertura di nuove aziende pubbliche o private che si occupino della raccolta dei rifiuti differenziati a costo zero; dovremmo ragionare anche degli appalti pubblici, quando dovremo affidare alle imprese la raccolta presso le nostre città presso i nostri paesi, perché chi l'ha detto che devono ricevere denaro? Potrebbero ricevere come contropartita solo un rifiuto, perché non è un rifiuto ma è una materia prima riutilizzabile. Quindi questa è la logica, ed è una di quelle logiche che noi dovremmo breve discutere anche nel nuovo Piano regionale dei rifiuti; mi auguro che lo stimo di questa mozione serva anche per accelerare quel processo di incontro e di ragionamenti tra le parti per avviare sono un percorso.

Quindi il riciclaggio è qualcosa di utile per produrre utile, questo è il semplice principio che dobbiamo seguire; un sistema efficace che produce lavoro sicuro, certo e duraturo (dato che i rifiuti verranno sempre comunque prodotti) senza creare minaccia per la salute pubblica o per l'ambiente, e soprattutto con un forte abbattimento dei costi per i cittadini derivanti dalla gestione dei rifiuti. Solo grazie a ciò, che possiamo definire riciclaggio industriale, si può garantire efficienza amministrativa, minori costi e soprattutto un futuro verde e sicuro.

Questo è il miglior modo per trasformare il rifiuto in reddito per tante famiglie, questo è il modo per trasformare uno scarto nel futuro di tanti giovani sardi. Non bruciamo il futuro dei sardi, non bruciamo il futuro di Macomer.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Se questa riunione serviva per schiarire le idee, le ha rese invece un po' più confuse, perché ho sentito un sacco di interventi, l'uno in contraddizione rispetto all'altro, e tutti con una piccola verità in tasca. In realtà questo è un tema complesso sul quale occorrerebbe da parte di noi tutti, me per primo, un po' di modestia, perché naturalmente è un tema assai complicato, ma su alcuni aspetti meno complicato di quel che appare.

Le questioni sono queste. Io credo che noi abbiamo un Piano regionale dei rifiuti che va adeguato, questi sono i fatti di cui tutti hanno detto, un Piano dei rifiuti del 2008 che è vecchio, che va aggiornato, che va adeguato. Sto cercando di prendere gli spunti che hanno accomunato un po' tutti gli interventi e mi pare che non si possa prescindere dalla necessità di aggiornarlo questo Piano dei rifiuti; aggiornarlo rispetto ai nuovi dati, che devono essere assolutamente messi in piedi. Quel piano parlava di tre bruciatori in tutta la Sardegna, cosa alla quale ovviamente non si può arrivare perché i dati approssimativi che abbiamo ci spingono a dire che tre bruciatori in Sardegna non ci devono assolutamente essere.

L'altro tema di cui si è detto è quello dei costi, è questo è il tema centrale che riguarda le comunità dal punto di vista economico. Ci sono costi eccessivi, è assurdo che la Regione Sardegna investa parecchi milioni di fondi pubblici, in questo caso 40 milioni di euro, ma così tanti ne sono stati spesi anche in altre occasioni, e non si riesce ad avere una tariffa decente, non dico unica, a quella ci arriveremo e credo che questa Amministrazione regionale debba avere l'ambizione di raggiungere l'obiettivo della tariffa unica regionale, perché credo che sia assurdo dire che in un luogo si paga 10 e in un altro luogo si paga 20, 30 e anche 40. Ricordo che diversi anni fa si pagava molto meno di quanto si paghi adesso e ovviamente durante tutti questi anni ci sono stati dei percorsi che sono stati sbagliati da cui bisogna imparare, e gli uomini dalla storia e dagli errori devono poter imparare e devono evitare di ricommettere degli errori.

C'è una direttiva europea, anche su questo c'è poco da discutere, che parla della riduzione dei rifiuti in una percentuale elevata; c'è un dato della raccolta differenziata a cui siamo arrivati adesso che è quello del 50 per cento; c'è il riutilizzo della differenziata. Qua ci sono coloro che spingono per dire "rifiuti zero" cioè si spinge come se si potesse arrivare in tempi rapidissimi ad una soluzione di quel tipo, io credo che l'obiettivo degli uomini deve essere ambizioso e deve essere quello per forza, però credo che non si possa raggiungere in due giorni l'obiettivo di "rifiuti zero", è un percorso a cui noi tutti ci dobbiamo avvicinare, perché se andiamo a vedere in Sardegna ci sono comuni che hanno fatto la differenziata anche spinta, raggiungendo risultati eccezionali, altri che stanno appena iniziando e altri che non hanno neanche iniziato francamente. Pertanto occorre fare una campagna educativa, una campagna spinta soprattutto perché si arrivi ad una soluzione di quel tipo. Io credo che nessuno potrà mai dire: "Io sono contrario ad una soluzione di quel tipo". Per cui bisogna essere onesti intellettualmente e dire, al di là degli slogan, che la strada deve essere quella. Cosa fare da qui ad allora, che cosa fare? Il tema è: Tossilo sì, Tossilo no. Io credo che oggi il tema non sia questo, lo ha detto Dedoni, Capogruppo dei Riformatori, da cui scaturisce questa mozione di stasera che stiamo discutendo, e per stare sempre con i piedi per terra e discutere delle cose alle quali siamo chiamati a discutere questa è una mozione presentata da Crisponi, il quale dice che non è un problema di Tossilo, è un problema generale, della Sardegna e dobbiamo predisporre un Piano regionale, un adeguamento. Per cui io credo che alla fine dei conti questo Consiglio regionale di questa sera, potremmo predisporre un ordine del giorno di sospensione rispetto alla discussione di stasera attraverso il quale dire, chiedere alla Giunta regionale, io, Assessore, mi permetto di dire che io credo sia assolutamente necessario, credo sia emerso dalla discussione di tutti, al di là delle posizioni di ognuno, che sia necessario rallentare un po' le cose e fare un lavoro teso a fare un aggiornamento del Piano regionale dei rifiuti. Così come l'altra questione importante di cui si è detto è il tema della salute, in questo caso, sì, specifico per le aree eventualmente interessate dall'adeguamento del termovalorizzatore nel Marghine, quindi a Macomer. Questi due punti credo che possano essere oggetto di un ordine del giorno io auspico condiviso, e possano consentire di mettere a fuoco le questioni. Io per primo, ma noi tutti, io per primo, prima di procedere, ho bisogno di avere i dati sottomano più profondi di quelli che ho attualmente.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore della difesa dell'ambiente.

SPANO DONATELLA, Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Vorrei citare alcune questioni che sono state già trattate ma che è bene sintetizzare, nel merito dello specifico intervento di cui si parla e che è oggetto della mozione. Intanto è stato detto che l'intervento specifico è stato finanziato al Consorzio Zir di Macomer nell'ambito delle azioni del POR-FESR 2007-2013, Asse quattro, Obiettivo specifico 4.1 sia sui fondi regionali attraverso due deliberazioni della precedente Giunta regionale, quella del 2010 appunto citata e del 2011. A seguito di questi finanziamenti il Consorzio per la zona industriale di Macomer ha predisposto un progetto preliminare, è andato in gara con appalto integrato per la predisposizione del progetto definitivo, esecutivo e lo studio di impatto ambientale e la realizzazione dell'intervento. In conseguenza della gara espletata, la società vincitrice dell'appalto ha provveduto alla predisposizione al progetto definitivo e del relativo studio di impatto ambientale. Il servizio SAVI dell'Assessorato della difesa dell'ambiente ha valutato con conferenze di servizio e quindi con atti pubblici e apertura alle istituzioni e a tutti coloro che potevano e dovevano intervenire in materia, ha aperto il dibattito, raccolto le osservazioni e ha formulato il giudizio di sintesi. Quindi, questa Giunta ha approvato, con deliberazione del 27 marzo 2015, la valutazione di via di impatto ambientale che è stata portata a termine dal servizio SAVI. Nessuna particolare accelerazione, se non quella in essere per tutti gli interventi che riguardano le azioni del POR-FESR. Va detto questo, mi preme sottolineare alcuni aspetti che riguardano l'impianto, e che trovano giustificazione nell'esigenza di ammodernare un impianto che è tuttora funzionante e che però è ormai obsoleto, e quindi dannoso per l'ambiente, e soprattutto trova giustificazione nell'esigenza di ridurre i rifiuti da conferire in discarica, come previsto dagli indirizzi comunitari che sono stati più volte qua richiamati e che prediligono il recupero energetico rispetto allo smaltimento in discarica. La volumetria residua delle discariche della Sardegna, e ricordo che esiste un'infrazione europea, una procedura europea per l'Italia, e anche la Sardegna è coinvolta in questo, dicevo la volumetria residua delle discariche attualmente in esercizio in Sardegna è ormai prossima all'esaurimento. Fino al 2013 si registrava in Sardegna una disponibilità di 870 mila metri cubi a fronte di un'esigenza pari a 200 mila metri cubi all'anno, i conti sono rapidi per capire quando le discariche si esauriranno.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE GIANFRANCO GANAU

(Segue SPANO DONATELLA.) La Giunta si è soffermata sul dimensionamento dell'intervento, l'intervento proposto è stato dimensionato tenendo conto delle esigenze attuali e del prossimo futuro del territorio di riferimento, costituito dalle Province di Nuoro, Ogliastra e Oristano, infatti oggi la capacità di termovalorizzazione dell'attuale impianto a causa di continui fermi di impianto è appena di 15 mila tonnellate, ed è ancora notevole la percentuale di conferimento in discarica del territorio di riferimento. Sempre in merito al dimensionamento, si precisa che l'ultimo rapporto regionale relativo al 2013 sottolinea il raggiungimento di quasi il 51 per cento di raccolta differenziata ed evidenzia un calo quantitativo totale dei rifiuti raccolti sul territorio regionale, e in particolare una diminuzione dei rifiuti destinati allo smaltimento. Nonostante la diminuzione della quantità dei rifiuti conferiti in discarica senza pretrattamento, permane l'esigenza di diminuire ulteriormente la quantità dei rifiuti portati in discarica. Inoltre, a livello nazionale, il confronto con le regioni italiane colloca la Sardegna al di sopra delle medie delle regioni del sud e del centro, attestandosi su livelli alti all'ottavo posto dopo alcune regioni del nord Italia. E anche considerando scenari in cui si raggiunge il 65 per cento di raccolta differenziata e i comportamenti virtuosi di istituzioni di aziende e di cittadini come sono stati più volte evocati anche in quest'aula, e una riduzione pari al 20 per cento dei rifiuti prodotti rispetto ai dati del 2000, i dati dimostrano che comunque la termovalorizzazione, questo impianto, non perderebbe la sua ragione di essere, infatti si produrrebbero 46 mila tonnellate l'anno di secco residuo e ingombranti provenienti dalle tre province, e 10 mila tonnellate di scarti di lavorazione del materiale proveniente dalla raccolta differenziata, mantenendo un margine di sicurezza di 4 mila tonnellate all'anno per il saturamento della potenzialità complessiva di 60.000 tonnellate l'anno. Importante, tuttavia, far rilevare che il livello di raccolta differenziata previsto per legge, pari al 65 per cento, viene appena sfiorato dalle Regioni italiane più virtuose, che hanno iniziato il percorso verso la raccolta differenziata negli anni 90. L'ulteriore miglioramento nelle percentuali di raccolta differenziata in Sardegna, non si prevede possa essere raggiunto in un lasso di tempo breve, infatti basta considerare il tasso di crescita annuo dal 2004 al 2009, che è stato del 10 per cento annuo. Nei successivi periodi si è registrato invece un tasso annuo del 2 per cento. Inquadrando la realizzazione dell'impianto nel panorama europeo e analizzando le migliori pratiche adottate, emerge che gli Stati più virtuosi vantano sistemi integrati di raccolta dei rifiuti con basse percentuali di conferimento in discarica, sistemi di riciclaggio e recupero sia in materia che di energia ben sviluppati, e una capacità di trattamento sufficiente. È importante evidenziare che l'Europa impone un approccio al tema dei rifiuti basato sulla gestione industriale, strutturale e integrata, finalizzata al recupero di materie e di energia. Riduzione della produzione dei rifiuti, riciclaggio e recupero energetico sono elementi tra loro complementari, al fine di raggiungere l'efficacia organizzativa del ciclo in cui il ricorso alla discarica deve risultare minimo. I termovalorizzatori, accanto agli impianti di compostaggio e di valorizzazione e imballaggi, sono rilevanti per il potenziale di recupero energetico. Le buone pratiche impongono di abbandonare il ricorso alla discarica, che utilizza il territorio in maniera improduttiva e insostenibile dal punto di vista ambientale, oltre ad essere in contraddizione rispetto ai principi europei e alla gerarchia comunitaria. Occorre precisare che le buone pratiche a livello europeo prevedono la presenza di alcuni termovalorizzatori più moderni, e sono, anche per i livelli di raccolta differenziata raggiunti, a significare che il ricorso a questo tipo di tecnologia non scoraggia il recupero e il riciclo dei rifiuti, ma anzi, concorre ad una maggiore consapevolezza e virtuosità sulla gestione dei rifiuti. Nelle migliori previsioni di raccolta differenziata, tenendo conto dei progressi della tecnologia e della conformità ai comportamenti più virtuosi, c'è da aspettarsi che almeno nel breve e nel medio periodo una percentuale regionale di rifiuti intorno al 35 per cento non possa essere riciclata. La sola possibilità di gestione di tali rifiuti non può essere la discarica. Lo ripetiamo, la discarica è una scelta non più perseguibile, per esaurimento della capacità e per la difficoltà e impossibilità di creare nuove discariche. Il termovalorizzatore, quindi, ha effetti in generale meno nocivi rispetto alle discariche, e consente il recupero, perché non è solo l'incenerimento, ma consente il recupero, la produzione di energia elettrica in linea con gli orientamenti europei e le best practice nazionali e internazionali. È giusto, e mi preme, e la Giunta ha avuto un'attenzione molto forte per quanto riguarda ambiente e salute. In riferimento alle preoccupazioni circa gli effetti sull'ambiente e la salute, va precisato che i termovalorizzatori di ultima generazione, e il Savi è stato in questo senso attentissimo, sono dotati delle migliori tecnologie disponibili, le Bat e le Best Available technologies che consentono abbondantemente di rispettare i limiti di immissione previsti dalle normative di settore a tutela della qualità della matrice aria, della matrice … e della salute della popolazione. Il progetto valutato dal Savi, che sostituisce due linee di combustione ormai obsolete, impiega queste tecnologie, attraverso l'adozione del sistema griglia mobile che risulta, secondo le Bat, la tecnologia più consolidata per la combustione dei rifiuti urbani. A tutela della salute dei cittadini sono previsti in ogni caso monitoraggi su indicatori biologici e sull'evoluzione dello stato di salute degli abitanti. Si prevede, inoltre, un sistema di monitoraggio in continuo al camino delle emissioni in atmosfera, che verrà integrato dall'interno del Sistema formativo regionale ambientale. Pur aumentando la quantità di rifiuti trattati, l'impianto consente una drastica riduzione di tutte le emissioni, secondo le seguenti percentuali: polveri, meno il 45 per cento; monossido di carbonio meno il 30 per cento; anidride solforosa meno il 39 per cento; ossido di azoto meno il 60 per cento; idrocarburi meno il 93 percento; diossina e furani meno 78 per cento. Nella deliberazione della Giunta regionale, che ha reso il giudizio positivo di compatibilità ambientale dell'intervento al fine di tutelare l'ambiente e la salute delle popolazioni interessate, sono state previste importanti prescrizioni, tra le quali un sistema di monitoraggio delle emissioni in continuo, connesso in tempo reale con il Sira, Sistema informativo regionale ambientale, e l'implementazione del sistema di monitoraggio della salute della popolazione e dell'ambiente, da condurre da parte delle ASL, dell'Arpas, dell'Istituto Zooprofilatico. Importante anche l'altro punto, quello dell'impatto tariffario. Nella valutazione del Savi è stata controllata anche la sostenibilità economica e l'impatto tariffario. Si ricorda che oggi la tariffa di conferimento a Tossilo è di 199 euro a tonnellata, al netto dell'Iva al 10 per cento, a causa in particolare dei costi continui di intervento di manutenzione e delle conseguenti fermate dei forni. Il progetto del nuovo impianto prevede una riduzione della tariffa a 120 euro a tonnellata, con un effetto positivo sulle tariffe a carico delle popolazioni. Voglio precisare, perché è stato da molti sollevato, il punto sull'aggiornamento del Piano dei rifiuti, e allora in generale, in merito alla complessa materia della gestione dei rifiuti, appare importantissimo sottolineare che nel Piano regionale di sviluppo questa tematica ha trovato ampio spazio con previsioni puntuali e rilevanti per la Giunta regionale. Si prevede di procedere, e già stiamo lavorando in tal senso, all'adeguamento del Piano di gestione dei rifiuti, a favorire le azioni di razionalizzazione e di equalizzazione tariffaria, nonché di regolamentazione complessiva della materia, definendo soprattutto finalmente il sistema di governo dei rifiuti. Si persegue pertanto l'obiettivo di razionalizzare ulteriormente la gestione dei rifiuti nel territorio regionale, al fine di ridurre e rendere equi i costi gravanti sui cittadini, sia mediante l'istituzione della tariffa puntuale a carico dei cittadini, proporzionale alla quantità di rifiuti prodotti, sia mediante un'azione di ulteriore incentivazione, e questo è stato richiesto da vari, della percentuale di raccolta differenziata e di tutti gli altri comportamenti ambientali più sostenibili. In particolare tre azioni: predisposizione del disegno di legge sulla gestione integrata dei rifiuti urbani; revisione del Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani; perequazione tariffaria; ottimizzazione impiantistica. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di replicare il consigliere Luigi Crisponi. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Emergono certamente due sentimenti dopo questa discussione, dopo aver sentito l'intervento da parte della Giunta. Innanzitutto, alle tante persone che hanno inteso ringraziare il sottoscritto per aver presentato la mozione dico semplicemente che sono io a ringraziare i cittadini, i movimenti, le associazioni e gli amministratori del territorio del Marghine che hanno sollevato costantemente una tematica di questo rilievo, e bene abbiamo fatto a presentare questa mozione e a sollecitarne, dopo un'attesa di sette settimane, la discussione in Aula. Quanto meno è servita a far emergere le tante contraddizioni e soprattutto le tante positive valutazioni che sono emerse a favore della mozione contro le decisioni della Giunta regionale. Se si dovesse adottare un termine calcistico il Consiglio regionale ha battuto tre a zero l'assessore Spano e la sua Giunta. Non sono state date, assessore Spano, risposte sufficienti né al sottoscritto, né all'Aula, né ai cittadini. La pubblica opinione attendeva altro genere di risposte da parte sua. E proprio questa Giunta, che aveva fatto dello studio e dell'approfondimento la sua cifra fin dal momento del suo insediamento, ha mancato clamorosamente perché manca una previsione di intervento, come è stato richiamato anche da altri autorevoli consiglieri, una visione che preveda l'intervento di terze parti, con esperti europei che vengano effettivamente, oltre il giudizio di un servizio amministrativo della Regione, a verificare se ci sono le condizioni per procedere verso la dilazione della terza linea di termovalorizzazione nel territorio del Marghine. E lì dobbiamo approdare, altrimenti non si spiegherebbe per quale motivo sono stati chiamati quegli esperti a favore di questioni che hanno riguardato la sanità animale, e noi vogliamo individuare a favore della sanità umana e dobbiamo anche verificare che ci sono condizioni nelle quali probabilmente anche, dato il suo intervento, assessore Spano, è stato sbagliato il timing dell'intervento da parte della Giunta nell'approvare le individuazioni di carattere amministrativo fatte dal servizio SAVI. Perché se è vero, com'è vero, quello che dice il capogruppo Cocco, che chiede di rallentare le cose, allora noi siamo costretti a chiedere in questa sede che la Giunta in autotutela sospenda gli effetti di quella delibera che voi avete approvato e riporti a un'attenta discussione e a un approfondimento il suo contenuto e soprattutto i suoi effetti nei confronti della cittadinanza del Marghine che questo naturalmente attende.

Per concludere, il conto economico decisamente non torna e certamente non è nella sua conoscenza e nella sua preparazione specifica, assessore Spano, poter verificare se effettivamente ci sono le condizioni di carattere produttivo ed economico perché si tenga in piedi un'attività di quel genere a fronte di 45 milioni di euro di spesa. Non tornano le condizioni che sono state sollecitate e richiamate in termini della salute dei cittadini, non tornano proprio, e probabilmente a fianco a lei avremmo voluto vedere anche l'Assessore della sanità Arru. Non tornano molte cose e probabilmente c'è stata anche una superficiale valutazione da parte della Giunta che ha inteso correre troppo velocemente per approvare quella mefitica e autolesionistica delibera. Io credo che si è trattato di una Giunta che ha avuto al suo interno una maggioranza di osservatori, che ha voluto scegliere una determinata via, una determinata strada volontariamente, evitando che si facesse parola e si potesse portare all'attenta, libera, profonda discussione in seno a quest'Aula, che è il luogo deputato per poter prendere le decisioni più importanti, soprattutto quelle che hanno l'interesse specifico delle nostre popolazioni, cosa che con la sua delibera e con l'atteggiamento positivo da parte di tutta la Giunta è stata clamorosamente disattesa e ha segnato un autogol sulle sue azioni.

In proposito e nel favorevole auspicio fatto ancora una volta dall'onorevole Cocco per quanto riguarda un ordine del giorno che ha iniziato a circolare nei banchi dell'aula ben prima che si arrivasse alla discussione, io chiedo al presidente Ganau che si possa sospendere per qualche minuto la discussione in Aula per verificare se esistano le condizioni a che, con le dovute integrazioni, si possa arrivare a un ordine del giorno congiunto.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Anche se è già stata formulata la richiesta, intervengo per chiedere qualche minuto di sospensione in aula.

PRESIDENTE. Sospendo la seduta e convoco una Conferenza dei Capigruppo al sesto piano.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 49, viene ripresa alle ore 19 e 28.)

PRESIDENTE. Comunico che è pervenuto un ordine del giorno a firma Cocco Pietro, Anedda, Arbau, Cocco Daniele, Desini, Sale, Usula.

(Si riporta di seguito il testo dell'ordine del giorno numero 1:

Ordine del giorno Cocco Pietro - Anedda - Arbau - Cocco Daniele Secondo - Desini - Sale - Usula in merito alla realizzazione di una linea di termovalorizzazione presso il sistema dei rifiuti di Macomer-Tossilo.

IL CONSIGLIO REGIONALE

a conclusione della discussione della mozione n. 126 relativa all'attività di gestione dei rifiuti presso il sito di Tossilo,

PREMESSO che l'intervento è stato finanziato sia nell'ambito del POR FERS 2007-2013, Asse IV, Obiettivo specifico 4.1, sia a valere sui fondi regionali attraverso le deliberazioni della Giunta regionale n. 12/22 del 25 marzo 2010 e n. 39/32 del 23 settembre 2011;

VISTO il Piano regionale dei rifiuti urbani, approvato dalla Giunta regionale con delibera n. 73/7 del 20 dicembre 2008, che prevede il suddetto intervento;

CONSIDERATO che è stata espletata la procedura di Valutazione di impatto ambientale (VIA) relativa al progetto di "Realizzazione di una nuova linea di termovalorizzazione da 30 MWt presso il sistema di trattamento dei rifiuti di Macomer-Tossilo" e che la Giunta regionale ha espresso un giudizio positivo di compatibilità ambientale dell'intervento;

TENUTO CONTO che nel Programma regionale di sviluppo (PRS) è previsto che la complessa materia dei rifiuti venga regolamentata con apposito disegno di legge e che l'Assessorato regionale della difesa dell'ambiente sta provvedendo a termini di legge all'aggiornamento del piano regionale in materia di gestione dei rifiuti;

CONSIDERATE le preoccupazioni del territorio in merito ai possibili effetti sull'ambiente e la salute legati alla realizzazione dell'intervento,

impegna la Giunta regionale

affinché, prima di intervenire in materia di gestione dei rifiuti, compresi i procedimenti su Tossilo:

1) ponga in essere tutti gli adempimenti per l'effettuazione di campagne di monitoraggio sullo stato di salute della popolazione nell'area del Marghine nonché su opportuni indicatori biologici, come peraltro previsto nella deliberazione della Giunta regionale n. 12/39 del 27 marzo 2015;

2) dia corso in maniera celere all'aggiornamento del piano regionale in materia di gestione dei rifiuti nonché a porre in essere in tempi rapidi il disegno di legge sul sistema di governo dei rifiuti.(1).)

Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Crisponi. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Presidente, io chiedo - prima dell'eventuale votazione dell'ordine del giorno presentato dalla maggioranza - che si metta in votazione la mozione presentata dall'opposizione.

PRESIDENTE. Per prassi consolidata va votata prima la mozione e poi l'ordine del giorno.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della mozione numero 126.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Busia e Usula hanno votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: Cappellacci - Carta - Cherchi Oscar - Crisponi - Dedoni - Fasolino - Floris - Locci - Oppi - Orru' - Peru - Pinna Giuseppino - Randazzo - Rubiu - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Arbau - Azara - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Cozzolino - Demontis - Desini - Forma - Lai - Ledda - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Sale - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zedda Paolo.

Si è astenuto il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

Il PRESIDENTE proclama il risultato della votazione:

presenti 53

votanti 52

astenuti 1

maggioranza 27

favorevoli 20

contrari 32

(Il Consiglio non approva).

Passiamo ora alla votazione dell'ordine del giorno.

Ha domandato di parlare il consigliere Augusto Cherchi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CHERCHI AUGUSTO (Soberania e Indipendentzia). Ho ricevuto adesso l'ordine del giorno, io chiedo se un atto come questo possa avere caratteri giuridici rilevanti, nel senso che di fatto potrebbe interrompere un'azione amministrativa già regolarmente avviata.

PRESIDENTE. Evidentemente no, è un impegno politico, poi le procedure di tipo gestionale non sono di competenza del Consiglio.

Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Per dichiarare che l'intera minoranza non parteciperà al voto perché ovviamente noi non condividiamo assolutamente l'ordine del giorno e quindi riteniamo che il nostro non voto sia politico.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Perché rimanga agli atti, per chiosare ed evidenziare l'atteggiamento dell'opposizione. Noi oggi abbiamo discusso su una mozione presentata dall'opposizione, siamo venuti a discutere in Consiglio regionale esclusivamente sulla mozione loro. Abbiamo espresso pareri, siamo intervenuti in gran parte e in larga parte sono intervenuti i consiglieri di maggioranza su una mozione della minoranza. Abbiamo espresso pareri e opinioni anche diverse all'interno della stessa maggioranza, abbiamo detto quali sono le nostre posizioni, i nostri pareri, li abbiamo chiusi in un ordine del giorno che stiamo sottoponendo all'Aula. Abbiamo votato sulla mozione del centrodestra e abbiamo votato contrario perché non ne condividiamo lo spirito e l'atteggiamento. Abbiamo fatto un ordine del giorno che vogliamo mettere in votazione in quest'Aula e l'opposizione se ne va, è una cosa inaccettabile, naturalmente sono liberi di fare quello che vogliono!

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Noi abbiamo rispetto di tutti, ma non è accettabile dire che è venuto qui l'onorevole Cocco, insieme agli altri, per discutere una cosa che era richiesta, prevista dallo Statuto, prevista dai regolamenti e che quindi non è niente gratuito, niente gratuito. Per cui, siccome ha espresso un voto la maggioranza lasci all'opposizione quello che è un dato politico, cioè il non riconoscere un ordine del giorno che non ha neanche apparenza di ordine del giorno, lo ha scritto la Giunta, se lo voti la Giunta e la maggioranza.

PRESIDENTE. Comunico che al termine della seduta è convocata una Conferenza dei Capigruppo.

Ha domandato di parlare il consigliere Efisio Arbau per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ARBAU EFISIO (Sardegna Vera). Per ribadire, se fosse mai necessario, quello che ha detto il capogruppo del PD e per esprimere il disappunto del nostro Gruppo perché con i Capigruppo, neanche venti minuti fa, di minoranza abbiamo concordato l'ordine del giorno. Siete usciti dall'aula, ci avete chiesto dieci minuti e noi abbiamo trovato una posizione unitaria e voi ci avete detto che eravate d'accordo sull'ordine del giorno. Adesso non partecipate neanche alla votazione, è una cosa gravissima. Gravissima!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Per fare un po' di calma e per giustificare l'onorevole Augusto Cherchi che ha abbandonato l'aula, credo che sia un problema della maggioranza, non della minoranza, perché anche dalla maggioranza qualcuno è uscito. Non è che abbiamo concordato l'ordine del giorno, abbiamo proposto delle modifiche all'ordine del giorno, abbiamo anche detto che poteva andar bene quest'ordine del giorno se prendevamo un impegno politico di altro genere che non è stato accettato, pertanto non partecipare al voto è una scelta libera, democratica, al pari dell'onorevole Cherchi che ha deciso di non partecipare al voto, a meno che non torni adesso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Desini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DESINI ROBERTO (Centro Democratico). Presidente, per ricordare all'Aula e anche ai colleghi della minoranza che noi oggi siamo qui a discutere questa mozione perché abbiamo preso un accordo di carattere politico...

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). C'era nell'ordine del giorno precedente!

DESINI ROBERTO (Centro Democratico). Un accordo di carattere politico.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Ma cosa ti inventi?

PRESIDENTE. Onorevole Dedoni!

DESINI ROBERTO (Centro Democratico). Presidente, lei mi ha espulso la settimana scorsa perché...

PRESIDENTE. Onorevole Desini, completi l'intervento.

DESINI ROBERTO (Centro Democratico). Giusto perché la minoranza, Presidente, sta intervenendo fuori dal microfono. Io sono abituato calcisticamente a qualche espulsione, detto questo vorrei ricordare che in Conferenza di Capigruppo è stato trovato l'accordo sull'ordine del giorno, dopo è cambiata la posizione, ne prendiamo atto, però riteniamo che non sia un atteggiamento corretto - ed è giusto stigmatizzarlo - che la minoranza abbandoni l'aula perché siamo venuti in quest'aula per degli accordi. Ne prendiamo atto.

PRESIDENTE. Va bene, fermo restando che è legittimo che la minoranza scelga quello che devo fare sui singoli punti all'ordine del giorno, quindi non è questo in discussione.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'ordine del giorno ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.

SPANO DONATELLA, Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. La Giunta ritiene che non sia prerogativa né del Consiglio né della Giunta intervenire sulla disciplina dei procedimenti amministrativi in corso, pertanto si rimette all'Aula.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'ordine del giorno numero 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

E' convocata la Conferenza dei Capigruppo. La seduta è tolta.

La seduta è tolta alle ore 19 e 40.



Allegati seduta

Risposte scritta a interrogazioni

Risposta scritta dell'Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica all'interrogazione Solinas Christian sulla concessione in locazione di un'area di proprietà dell'Amministrazione regionale, sita nel Comune di Cagliari, senza alcuna procedura di evidenza pubblica. (147)

In merito all'interrogazione in oggetto, si fornisce la seguente risposta:

nell'interrogazione si chiede di conoscere se l'area di circa mq. 9600 ubicata nel Comune di Cagliari e distinta in catasto al foglio 10, particelle 1256 (parte) e 637, sulla quale insiste un impianto sportivo polivalente, sia stata concessa, attraverso la stipula di un contratto di locazione della durata di tre anni prorogabili, in favore dell'Associazione dilettantistica Johannes senza alcuna procedura di gara, soprattutto in presenza di altre richieste da parte di omologhe associazioni senza scopo di lucro,

È bene premettere che il bene immobile in argomento fa parte di un più ampio compendio denominato ex caserma funzionale di Is Mirrionis, costituito dalle aree utilizzate fin dal 1967 dalla allora "Nuova Johannes", denominata poi "Joannes Cagliari", oltre a quelle assegnate all'omonimo ospedale, alla parrocchia di SS. Pietro e Paolo, al Comune di Cagliari per essere destinate a cantiere di deposito dei mezzi della nettezza urbana ed alla scuola materna "I Pulcini". La concessione dell'areale in argomento fu perfezionata in origine dall'ex Sezione staccata della Direzione Compartimentale del Territorio per la Sardegna prima e dall'Agenzia del Demanio poi a favore del Comune di Cagliari per destinarla all'esercizio di attività sportive dilettantistiche, nell'ambito del perseguimento dei propri fini istituzionali volti a conseguire la rimozione delle gravi condizioni di degrado sociale presenti nel rione, permettendo l'affidamento della gestione del complesso a Società sportive senza fine di lucro.

L'intero compendio è transitato, nello stato di fatto e di diritto in cui si trovava, dallo Stato alla Regione Autonoma della Sardegna, ai sensi dell'articolo 39 del Decreto del Presidente della Repubblica del 19 maggio 1949, n. 250, con l'elenco n. 47 dei beni immobili patrimoniali dello Stato, convalidato dal Ministero in data 1 aprile 2008.

La formale consegna del compendio immobiliare da parte dell'Agenzia del Demanio è avvenuta in data 27 maggio 2008 con verbale prot. n. 7296/08 ed il bene in questione è stato inserito, nel conto del patrimonio immobiliare dell'Amministrazione regionale, tra i beni disponibili. Nel 2010 il Comune di Cagliari con nota prot. n. 56353/10 del 12.03.2010 ha espresso il proprio nulla osta al subentro del sodalizio sportivo suindicato nella locazione delle aree in argomento. La porzione del bene immobile, utilizzata dall'associazione dilettantistica Johannes, è stata oggetto, nel corso del tempo, di richieste di utilizzo ed acquisto formulate da diversi soggetti giuridici, tra i quali: l'ASL di Cagliari; che intenderebbe realizzare un progetto di espansione della struttura ospedaliera Santissima Trinità di Cagliari e che la ritiene indispensabile per sviluppare lo studio e la definizione dei servizi a supporto dell'utenza che accederà al predetto ospedale, ed il Comune di Cagliari per il quale riveste un ruolo fondamentale e strategico sia per la comunità locale che per le esigenze dell'Amministrazione stessa.

In considerazione di quanto esposto, nelle more del trasferimento e/o concessione delle aree in favore della Azienda Ospedaliere di Cagliari, la Giunta regionale, con deliberazione dell'11 febbraio 2014, n. 5/59, ha disposto di stipulare con l'Associazione dilettantistica "A.D.S. Johannes" (già "Johannes Cagliari") un contratto di locazione della durata di tre anni prorogabili. Infatti, pur trovandosi in presenza di un'ulteriore istanza presentata da un'associazione sportiva costituitasi di recente, come specificato nell'atto di indirizzo della Giunta, l'l'Amministrazione ha voluto, pur transitoriamente, dare continuità al servizio di gestione dell'area, nella quale sono ubicati gli impianti sportivi polivalenti, per garantire il percorso educativo già intrapreso da parecchi anni dall'Associazione "A.D.S. Johannes", tenuto conto delle finalità socio culturali e sportive perseguite, senza scopo di lucro, a favore della città di Cagliari e mirate al recupero dei giovani, tra le quali le attività del campionato F.I.G.C. di calcio che si svolgono sia in ambito regionale che nazionale.

Conseguéntemente il Servizio Centrale Demanio e Patrimonio ha stipulato in data 14 luglio 2014, a canone agevolato ai sensi dell'art.11 del D.P.R..13 settembre 2005 n,296, il contratto di locazione con la succitata Associazione finalizzato all'occupazione dell'area in argomento per destinarla a propagandare, promuovere, praticare e incrementare l'attività sportiva in tutte le sue espressioni, per la durata di anni 3 prorogabili, salvo eventuale risoluzione anticipata per esigenze di questa Amministrazione.

Le strutture, gli impianti, le innovazioni, i miglioramenti, riparazioni, addizioni e gli allacciamenti di forniture riguardanti l'immobile e quant'altro effettuato dall'Associazione Joannes resteranno acquisite "ab origine" al patrimonio della Regione a titolo gratuito senza che la parte conduttrice possa pretendere per essi indennità, compensi, rimborsi o risarcimenti anche parziali.

Tutte le opere di manutenzione ordinaria e straordinaria dovranno comunque essere assunte senza alcun onere per l'Amministrazione regionale.

Risposta scritta dell'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale all'interrogazione Rubiu in merito al progetto europeo denominato "Garanzia giovani" e alle difficoltà nell'accedere alle misure previste. (211)

In relazione all'interrogazione in oggetto, con la quale si chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale del Lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale per valutare la possibilità di un allargamento della fascia d'età per l'accesso agli interventi, o comunque sia, l'eventuale predisposizione di una misura destinata anche agli, over 30, per sapere se esistano altri progetti regionali che si intendano attuare per favorire l'ingresso nel mondo del lavoro dei giovani disoccupati; per garantire l'adesione al progetto anche alle aziende che non possiedono dipendenti a proprio carico, ma che intendano formare un tirocinante presso la propria attività; per la previsione di una proroga riguardante la possibilità di accedere ai diversi programmi, con l'aumento delle risorse economiche destinate al progetto, per verificare la possibilità di favorire l'incontro tra domanda e offerta di lavoro tramite uno snellimento delle procedure previste dall'iter, per esaminare la corretta e celere risoluzione dei problemi telematici dal sito Sardegna tirocini e prevedere una proroga dei tempi utili (scadenza 1 Dicembre 2014) per i giovani per cui non viene riconosciuto attivo il proprio profilo tirocinante, malgrado abbiano già preso contatti con aziende rientranti nei parametri stabiliti nelle linee .guida, si comunica quanto segue:

In relazione al punto 1, il Programma Nazionale Iniziativa Occupazione Giovani prevedeva originariamente, come indicato dalla Raccomandazione europea del 22/04/2013, come target di destinatari degli interventi, i giovani NEET (Not in Empioyment, Education or Training) di età compresa fra i 15 e i 24 anni. Già in sede di predisposizione di Piano Operativo Nazionale l'età è stata poi aumentata fino ai 29 (trenta non compiuti). Pertanto, la definizione dei target del Programma Garanzia Giovani è indicato nel documento di programmazione e non è nella potestà delle singole regioni e dei loro Piani Attuativi modificarlo.

In relazione ai punti 2 e 4, per quanto riguarda il Programma Garanzia Giovani in Sardegna, l'articolazione delle misure è entrata a far parte della programmazione del Fondo Sociale Europeo POR 2014-2020, approvato da parte della Commissione Europea. Pertanto l'impostazione del Programma e le misure in esso incardinate godranno di uno sviluppo strutturale negli investimenti sul capitale umano previsto nel Piano operativo regionale. Persiste inoltre la volontà dell'Assessore scrivente di garantire un'idonea copertura finanziaria finalizzata all'erogazione di microcredito per i giovani che intendano creare impresa.

In relazione al punto 3, le linee guida regionali prevedono che anche le aziende prive di dipendenti possano attivare un tirocinio. Tale possibilità è stata estesa, in costanza di bando.

In relazione ai punti 5 e 3, si comunica che i medesimi sono superati dalla conclusione della fase di prenotazione dei voucher (01/12/2014). Peraltro la criticità sollevata nell'interrogazione (cioè la necessità per l'azienda di andare fisicamente presso il CSL per la prenotazione del voucher) è affrontata nelle linee guida dei tirocini presenti nei portale SardegnaTirocini e nelle linee guida per gli operatori, nelle quali si chiarisce che i rappresentanti aziendali devono entrare in contatto con il CSL.

Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione Ledda - Cocco Daniele Secondo - Unali - Manca Pier Mario - Arbau - Azara - Perra sulla necessità di procedere alla revoca o modifica del decreto n. 22 del 10 settembre 2014. (294)

In relazione all'interrogazione di cui sopra si richiama l'attenzione su quella che è stata la situazione sanitaria nella nostra Regione in mancanza di un Piano di profilassi vaccinale contro la blue tongue che coinvolgesse l'intero patrimonio ovino e bovino.

Nel 2013, infatti, il dispositivo allora vigente rendeva obbligatorie le vaccinazioni solo per una parte del patrimonio ovino, oltre agli animali da movimentare (ovini e bovini) venivano vaccinate solo le quote di rimonta e gli ovini delle Province di Cagliari, Carbonia-Iglesias e dell'Ogliastra, escludendo quindi dalla profilassi vaccinale gran parte degli ovini e tutti i bovini che rappresentano un serbatoi virale importante, in quanto in grado di infettare gli insetti vettori per lunghi periodi. A tal proposito si precisa che i bovini rimangono viremici per circa 2 mesi, ciò consente al virus di superare la stagione invernale perpetuandosi nel ciclo Culicoides -bovino infetto e quindi consentendo l'endemizzazione della malattia.

Le conseguenze di quella strategia vaccinale per gli allevamenti Sardi sono state pesantissime. Si ricordano alcune cifre.

Nella nostra Regione nel 2013 a causa del sierotipo 1 della blue tongue abbiamo avuto 5777 focolai sugli ovini con un numero di capi coinvolti pari a 1.733.827 e un numero morti pari a 113.769 capi. La regione al fine di consentire agli allevatori la ricostituzione del patrimonio zootecnico perduto a causa della malattia ed a compensare la riduzione del reddito aziendale ha stanziato 28 milioni di euro.

La diversa strategia d'azione avviata nel 2014, con la quale si è estesa la profilassi vaccinale a tutto il patrimonio ovino e bovino ha consentito nell'immediato la protezione del patrimonio zootecnico, riducendo notevolmente l'impatto in termini di mortalità e di danni alla produzione.

Anche questo risultato può essere descritto ponendo in evidenza il numero dei focolai di malattia e la mortalità nelle specie recettive. Nel corso del 2014 sono stati confermati solo 21 focolai di blue tongue e n. 13 capi ovini morti, il raffronto tra i due anni esaminati rende evidente l'efficienza della strategia di profilassi adottata.

Per quanto attiene all'obbligatorietà dell'intervento vaccinale, il DAIS 10 settembre 2014, n. 22, evidenziando l'obbligatorietà della vaccinazione non fa altro che richiamare quanto già previsto da norme comunitarie e nazionali, ad es. dal Regolamento di Polizia Veterinaria, Queste norme Comunitarie, Nazionali e Regionali si sostanziano sia nel diritto degli allevatori di avere il giusto sostegno delle autorità sanitarie per proteggere i loro animali dalle epidemie, ma anche nel dovere di evitare che queste epidemie si propaghino coinvolgendo altri allevamenti.

In relazione ai paventati effetti collaterali si ricorda che si tratta di vaccino contenente il sierotipo 1 inattivato del virus della blue tongue. Come si rileva dagli studi riportati dall'European Medicines Agency questo presidio sanitario è sicuro per gli ovini ed i bovini, riduce i segni della malattia e previene la viremia in animali infetti del sierotipo 1 del virus della blue tongue, gli stessi studi hanno anche dimostrato che può essere usato durante la gravidanza.

La Commissione Europea ne ha autorizzato, dal 2010, l'immissione in commercio in tutta l'Unione Europea.

Si ritiene che l'utilizzo dei migliori strumenti che la scienza mette a disposizione, che come evidenziato in premessa si sono dimostrati efficaci, sia il modo corretto di difendere il mondo agropastorale e con esso il nostro patrimonio zootecnico.

Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione Rubiu in merito alla discriminazione alimentare ai danni della Sardegna, con il divieto di esportazione delle carni suine e impedimento alla degustazione del tradizionale maialetto sardo, in occasione di Expo 2015. (322)

In merito all'interrogazione in oggetto, si fa presente che la Giunta, sia collegialmente che per il tramite dei suoi Assessori più coinvolti nella problematica, a partire dall'Assessore dell'Igiene e Sanità, per quanto di specifica competenza, si è tempestivamente attivata per addivenire ad una soluzione condivisa e non ingiustificatamente penalizzante la Sardegna relativamente alla deroga sul divieto, in generale, di esportazione delle carni suine, con effetto l'impedimento alla degustazione del tradizionale maialetto sardo in occasione dell'EXPO 2015.

Il via libera al "maialetto sardo" specificamente destinato alla degustazione in occasione dell'evento EXPO Milano 2015 è arrivato in data 14 aprile u.s. con la firma di un protocollo d'intesa tra il Ministero della salute, nella persona del Direttore Generale della sanità animale e dei farmaci veterinari, e la Regione Sardegna, nella persona del responsabile dell'unità di progetto per l'eradicazione della Peste Suina Africana.

Pertanto, grazie all'avvenuta formalizzazione del predetto protocollo, uno tra i prodotti più tipici della tradizione gastronomica sarda (e già ampiamente conosciuto nello scenario italiano) non resterà escluso, ma potrà essere degustato ad EXPO nella modalità "termizzata". Un soluzione non scontata e costruita attraverso la collaborazione e l'unità di intenti tra il Ministero della salute e le Autorità regionali sarde che si sono impegnate ad intraprendere, innanzitutto ed in linea con le indicazioni della Commissione europea, una rigorosa campagna di lotta alla Peste suina africana e, nello specifico, fornendo contestualmente (come concordato in sede di Unità di progetto con il Ministero) da parte dell'Assessorato dell'Igiene e Sanità tutti gli ulteriori elementi richiesti dal Governo a garanzia della sicurezza dei suini rispetto alla loro provenienza (dunque controllo serrato e certificazione degli allevamenti) e, in particolare, dando evidenza e certificando tutti i dettagli sul processo di termizzazione cui vengono sottoposte le carni di maialetto, effettuate nel pieno e totale rispetto delle regole imposte dall'Unione Europea, come attestato dagli specialisti dell'Università di Sassari, dei dipartimenti sia di Medicina Veterinaria che di Agraria, che nelle settimane precedenti la firma del protocollo d'intesa, unitamente con personale tecnico delle ASL e dell'Assessorato regionale dell'Igiene e Sanità, hanno effettuato numerosi controlli e sopralluoghi. A tale proposito, sono risultate di particolare rilevanza le relazioni tecniche sulla termizzazione del "porcetto" presso gli stabilimenti de "la Genuina" di Ploaghe, con numero di riconoscimento IT H6B8P CE (e con prove di certificazione del processo di termizzazione svolte il 19 marzo u.s.) e "Vega Alimentare" di Villacidro, con numero di riconoscimento IT 9-3388L CE (e con prove di certificazione dei processo di termizzazione svolte il successivo 25 marzo u.s.).

La Peste Suina Africana, pur non essendo contagiosa per l'uomo, rappresenta infatti un serio pericolo per il patrimonio suinicolo nazionale e internazionale. Per tale motivo, il protocollo è stato trasmesso anche alla Commissione Europea (prevedendo misure rigide di controllo in tutte le fasi di preparazione e il rispetto di specifiche procedure di spedizione), dando nel contempo garanzie che i lotti eventualmente non consumati all'interno del perimetro della manifestazione EXPO 2015 verranno smaltiti in loco (o rispediti in Sardegna) secondo procedure stabilite.

A seguito dei buon esito della vertenza, l'Assessore dell'Igiene e Sanità, Luigi Arru, ha quindi dichiarato che "Abbiamo dato ulteriori garanzie al Ministero della salute sulla sicurezza degli alimenti che potranno essere inviati ad EXPO per tutte le fasi della filiera produttiva. Ora finalmente un prodotto tipico, sicuro e di grande qualità potrà essere apprezzato dai tanti visitatori che giungeranno a Milano per questo importantissimo appuntamento".

Risposta scritta dell'Assessore dell'industria all'interrogazione Crisponi sui continui disservizi nell'erogazione dell'acqua potabile nella zona industriale di Siniscola. (330)

Il Consorzio per la Zona Industriale di Interesse Regionale di Siniscola, in fase di liquidazione a seguito della sua soppressione ad opera della L.R. 3/2008 art. 7, versa in una situazione economica e finanziaria particolarmente complessa, attualmente in corso di attenta valutazione da parte di questo Assessorato.

Quanto sopra condiziona pesantemente anche l'attività ordinaria dell'Ente, compresa l'erogazione di servizi di base alle imprese insediate.

A ciò si aggiunge la mancata definizione della presa in carico della rete idrico potabile della ZIR da parte della società Abbanoa SpA a seguito del protrarsi dell'iter di perimetrazione da parte del'Ente di Governo dell'Ambito.

La problematica segnalata è stata oggetto di particolare attenzione, in considerazione dell'obiettiva situazione di rischio venutasi a creare a seguito dell'interruzione della fornitura di acqua potabile al locale distaccamento dei Vigili del Fuoco e, più in generale, del forte disagio evidenziato dalle aziende interessate dal disservizio.

Questo Assessorato, sensibilizzato in merito anche dalla Prefettura di Nuoro, ha convocato le parti interessate ovvero la società Abbanoa SpA, l'Ente di Governo dell'Ambito della Sardegna, la Direzione regionale ed il Comando provinciale dei VV.FF., oltre all'Assessore dei Lavori Pubblici della RAS per un incontro tenutosi presso gli uffici il. 20 aprile u.s.

In tale occasione, l'Assessore, rimarcata la indifferibilità della soluzione del problema suesposto, ha preso atto della disponibilità espressa dall'Ente di Governo dell'Ambito a ricercare nelle more della definizione del passaggio della rete, idonee forme di garanzia che consentano alla società Abbanoa SpA di riprendere prontamente le forniture all'area dei Consorzio.

Contestualmente, l'Assessorato ha già disposto la convocazione per il 27 aprile p.v, di un tavolo urgente con il Consorzio per la Zona Industriale di Interesse Regionale di Siniscola ed Abbanoa SpA finalizzato ad un definitivo chiarimento della situazione debitoria/creditoria aperta tra i due Enti.

L'Assessorato continuerà ad assicurare un costante monitoraggio della situazione, intervenendo presso le Istituzioni e gli Enti competenti per sollecitare gli atti necessari alla positiva soluzione della vicenda anche nella prospettiva di una più ampia riforma dei Consorzi industriali.

Risposta scritta dell'Assessore dell'industria all'interrogazione Tedde - Pittalis - Cappellacci - Cherchi Oscar - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tocco - Tunis - Zedda Alessandra sulla mancata riproposizione del bando finalizzato all'esercizio di azioni sistema e supporto ai processi d'internazionalizzazione delle piccole e medie imprese da parte dell'Assessorato regionale dell'industria. (338)

L'internazionalizzazione del sistema economico e delle imprese sarde è stata inserita come progetto specifico nella strategia 2 dei Programma Regionale di Sviluppo (2014-2019) finalizzata a "creare opportunità di lavoro" e costituisce uno degli obiettivi strategici della Regione.

In tale prospettiva, la Regione già nell'ambito della partecipazione a Expo Milano 2015 e con l'obiettivo di avviare un percorso di avvicinamento del sistema Sardegna ai mercati dei paesi del sudovest asiatico (in particolare degli Emirati Arabi Uniti) in vista della partecipazione a Expo 2020, ha emanato un primo bando di agevolazione a favore delle piccole e medie imprese in forma singola/aggregata finanziato con risorse Po Fesr Sardegna 2007-2013 - Linea di Attività 6.3.l.a "Azioni di sistema e supporto all'internazionalizzazione delle imprese".

Due ulteriori linee di intervento specificatamente rivolte a sostenere la partecipazione delle MPMI sarde ad Expo 2015 verranno emanate rispettivamente dall'Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio e dell'Assessorato dell'Agricoltura.

Ma l'internazionalizzazione del sistema economico e delle imprese sarde, ancorché inquadrata nel Progetto Expo, non può rappresentare un momento episodico, ma deve costituire una precisa policy rivolta a sostenere la crescita e la diversificazione del sistema produttivo regionale e in grado di attrarre gli investimenti esterni.

A tal fine è già stato predisposto nelle sue linee fondamentali un Programma regionale triennale per l'internazionalizzazione che individua i settori di riferimento, le aree e i paesi obiettivo verso i quali, in coerenza con la strategia definita, verranno indirizzate le azioni ed i vari strumenti di sostegno destinati alle imprese.

Nelle prossime settimane il Programma sarà presentato all'analisi ed al contributo di idee e di proposte delle imprese e delle loro organizzazioni rappresentative per essere successivamente sottoposto alla Giunta regionale per l'approvazione.

Il Programma partirà dall'esperienza del passato ciclo di programmazione, in cui la Regione Sardegna ha favorito i processi di internazionalizzazione delle micro, piccole e medie imprese sarde attraverso la concessione di contributi per l'internazionalizzazione nell'ambito della linea di attività 6.3.l.a "Azioni dì sistema e supporto all'internazionalizzazione delle imprese" del POR FESR Sardegna 2007-2013 Asse VI Competitivita.

In particolare, gli interventi cofinanziati dal Programma operativo e gestiti dall'Assessorato Industria hanno riguardato:

- Voucher per la promozione delle PMI nei mercati esteri

- Azioni di supporto all'internazionalizzazione delle PMI in forma singola

- Azioni di supporto all'internazionalizzazione delle PMI in forma aggregata

Con la programmazione 2014-2020, l'internazionalizzazione assume un ruolo centrale, come stabilito dall'articolo 5 del Regolamento (UE) n. 1301/2013, che definisce le priorità d'investimento per gli obiettivi tematici indicati all'art 9 del Regolamento (UE) n. 1303/2013.

L'internazionalizzazione delle piccole e medie imprese è ricompresa nell'obiettivo tematico 3 "Promuovere la competitività delle PMI, il settore agricolo e il settore della pesca e dell'acquacoltura", viene individuata all'interno dell'Allegato I alla proposta di Accordo di Partenariato nel risultato atteso 3.4 "Incremento del livello di internazionalizzazione dei sistemi produttivi".

Per tale ragione gli interventi finalizzati alla promozione e all'internazionalizzazione delle micro, piccole e medie imprese regionali verranno prevalentemente finanziati con le risorse di origine comunitaria destinate alla promozione della competitività delle imprese.

In particolare, per quanto attiene il POR FESR Sardegna 2014-2020, all'interno dell'asse prioritario III della proposta di programma operativo trasmessa alla Commissione europea, per il conseguimento del risultato atteso 3.4 è stata prevista l'implementazione di:

- Azioni finalizzate alla promozione dell'export attraverso le quali impattare in maniera significativa sulla frammentazione del sistema produttivo regionale attraverso interventi virtuosi di supporto all'aggregazione delle realtà aziendali nell'ottica del superamento dei limiti territoriali all'accesso nei nuovi mercati.

- Incentivi all'acquisto di servizi di supporto all'internazionalizzazione delle PMI anche attraverso il rafforzamento delle capacità di penetrazione delle imprese sarde nei mercati esteri tramite incentivi per l'acquisto di servizi di supporto mirati a favorirne i processi di internazionalizzazione.

Inoltre, nel quadro dei POR FSE Sardegna 2014-2020, a supporto delle azioni finanziate sia con il FESR che con il FEASR, si prevede di realizzare interventi formativi finalizzati all'accrescimento delle competenze manageriali, tecniche, giuridiche, commerciali, linguistiche e culturali dei soggetti che, in particolare all'interno delle piccole e medie imprese operano o potrebbero potenzialmente operare nei mercati internazionali.

infine, con riferimento al PON Imprese e competitività 2014-2020; all'interno della proposta di programma operativo nazionale, per il conseguimento del risultato atteso 3.4, sono state dettagliate:

- Azioni di sistema per la promozione dell'export finalizzate a trasformare aziende potenzialmente esportatrici in esportatori abituali e a incrementare la quota di esportazioni, sul totale nazionale, ascrivibile alle regioni del Mezzogiorno.

- Voucher per il supporto all'internazionalizzazione delle PMI finalizzati alla creazione e all'ampliamento di capacità avanzate per lo sviluppo di prodotti e servizi.

Ulteriori strumenti di supporto verranno reperiti nell'ambito dell'obiettivo cooperazione territoriale europea e della politica di vicinato nonché dei programmi a diretta gestione comunitaria.

Sulla base di quanto sopra enunciato saranno quindi resi disponibili:

• finanziamenti e aiuti a favore di MPMI in forma singola o aggregata per la realizzazione di piani per l'internazionalizzazione volti a sostenere percorsi di penetrazione o consolidamento sui mercati esteri;

• programmi finalizzati all'assistenza alle imprese nelle prime fasi dell'internazionalizzazione.

• percorsi di formazione e alta formazione finalizzati all'accrescimento delle competenze manageriali

L'attivazione delle linee di attività, con la pubblicazione dei relativi bandi è prevista entro il secondo semestre del 2015.

La Regione sarà inoltre promotrice, anche attraverso un rinnovato rapporto di collaborazione con l'Agenzia ICE, di missioni outgoing e incoming per la promozione delle MPMI nei mercati internazionali.

Risposta scritta del Presidente della Regione all'interrogazione Crisponi sulla situazione venutasi a creare in seno agli organi di indirizzo politico-amministrativo della Camera di commercio di Cagliari. (347)

Con riferimento all'interrogazione in oggetto, trasmetto la nota prot. n.2458 del 13 aprile u.s. inviata alla Camera di Commercio di Cagliari, dalla quale possono essere desunti gli elementi richiesti.

Oggetto: Camere di commercio industria artigianale e agricoltura- Vigilanza sul sistema camerale di cui alla Legge n. 580/1993 del 29/12/1993, artt. 4 e 5. - Comunicazione, ai sensi della Legge n.241/1990 e s.m.i. e della L.R. n. 40/1990 e s.m.i. di avvio del procedimento per lo scioglimento del Consiglio Camerale di cui all'articolo 5, comma 2, lettera a) della Legge n. 580 del 29/12/1993.

Con nota prot. 5897 del 7 aprile 2015 il Vice Segretario Generale della Camera di Commercio di Cagliari, dottoressa Simonetto Oddo Casano, auspicava un intervento dell'Amministrazione Regionale, per quanto di competenza, in ordine al corretto funzionamento degli organi camerali della Camera di Commercio di Cagliari "in riferimento agli atti da ultimo emanati dal Presidente Deidda (convocazione del Consiglio camerale per il giorno 23 aprile) e dal Vice presidente Tizzano, (convocazione del Consiglio camerale per il giorno 8 aprile)".

Il Vice Segretario allega in copia alla nota sopracitata: 1) la Richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio Camerale di Cagliari per la presentazione e l'approvazione della mozione di sfiducia (ex articolo 30 dello statuto camerale) al presidente della C.C.I.A. A. di Cagliari dott. Giancarlo Deidda; 2) la Bozza del Verbale n.2 del Consiglio Camerale riunito in data 31 marzo 2015 alle ore 11,20, da cui risulta che il Presidente ha dichiarato chiusa la seduta alle ore 11,32, dopo aver rinviato la riunione ad una data compresa tra il 16 e il 20 aprile 2015 (in quanto non sarebbero stati presentati alcuni atti ). 3) il verbale manoscritto della "Prosecuzione della seduta del Consiglio Camerale del 31/03/2015 ore 11" a firma del Vice presidente Tizzano e del Consigliere Atzori, Segretario verbalizzante in quanto consigliere più giovane, durante la quale si è proceduto alla votazione della mozione di sfiducia 4) Esiti manoscritti (allegato A) da cui risulta essere stata approvata dai 21 consiglieri presenti e votanti la mozione di sfiducia al presidente della C.C.I.A. A. di Cagliari dott. Giancarlo Deidda . 5) Ulteriori allegati (B e C) relativi alla votazione per la nomina del Presidente tenutasi nel corso della medesima assemblea di cui al punto 3). 5) Convocazione del Consiglio per il giorno 8 aprile 2015, a firma del Vice Presidente Tizzano, ai sensi dell'articolo 30 dello statuto, con all'o.d.g. "elezione del Presidente della Camera di commercio e adempimenti conseguenti". 6) Nota motivata di diniego del Vice Segretario Generale in risposta alla richiesta di convocazione di cui al punto 5). Infine 7) la convocazione a firma del Presidente Deidda della convocazione del Consiglio per il giorno 23 aprile 2015 con all'o.d.g. "Discussione e votazione sulla mozione di sfiducia al Presidente".

È altresì pervenuto, tramite PEC di Coldiretti, il verbale di una seduta del Consiglio Camerale in data 8 aprile 2015, da cui risulta eletto un nuovo Presidente nella persona del Signor Vitangelo Tizzano già Vice Presidente, e la nota del MISE, prot. n. 49419 dell'8 aprile 2015, avente ad oggetto "Segnalazione del Presidente della Camera di Commercio dott. Giancarlo Deidda".

La situazione che emerge dalla lettura degli atti sopra citati attesta una grave incertezza sulla garanzia di un normale funzionamento degli organi camerali e degli atti di competenza.

Nell'esercizio dei poteri di vigilanza di cui all'articolo 4 della Legge n. 580/1993, infine, si comunica, che ai sensi della Legge n. 241/1990 e s.m.i. e della L.R. n.40/1990 e s.m.i., è avviato il procedimento per lo scioglimento del Consiglio Camerale, costituito con Decreto presidenziale n. 10 del 24 gennaio 2011, quale previsto dall'articolo 5, comma 2, lettera a) della Legge 29/12/1993 n. 580/1993.

Entro il 24 aprile prossimo codesta Camera di Commercio dovrà garantire il ripristino del normale funzionamento degli organi camerali al fine di consentire il normale e legittimo svolgimento dei compiti a questi assegnati, in mancanza di specifiche osservazioni o comunicazioni in merito, senza ulteriore preavviso, si procederà secondo quanto previsto dal soprarichiamato articolo 5 della Legge n. 580/1993.

L'ufficio competente è la Direzione Generale della Presidenza della Regione.

Il responsabile del procedimento è il Direttore Generale della Direzione Generale della Presidenza Alessandro De Martini (indirizzo Viale Trento 69 09123 Cagliari; tel. 070/6062200; mail pres.dirgen@regione.sardegna.it: pec: presidenza.dirgen@pec.regione.sardegna.it.)

Testo delle interrogazioni, interpellanze e mozioni annunziate in apertura di seduta

Interrogazione Ledda - Arbau - Azara - Perra, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di procedere con urgenza alla proroga del rapporto per venti lavoratori dell'Istituto zooprofilattico assunti con contratti a tempo determinato scaduti il 31 marzo 2015 e di avviare al contempo le procedure di stabilizzazione del personale precario.

I sottoscritti,

premesso che:

- l'Istituto zooprofilattico della Sardegna (IZS), nello svolgimento delle proprie funzioni e per consentire il raggiungimento degli obiettivi istituzionali, si è costantemente avvalso e si avvale di rapporti di lavoro a tempo determinato con diverse figure professionali tra cui veterinari, biologi, tecnici faunistici, ambientali e di laboratorio, operatori tecnici e personale amministrativo la cui opera è essenziale per il regolare funzionamento dell'Istituto;

- il 31 marzo 2015 sono giunti a scadenza i contratti di venti lavoratori a tempo determinato che dal 1° aprile non prestano più servizio in quanto i loro contratti non sono stati prorogati;

considerato che:

- la mancata proroga del personale precario, oltre a rappresentare un gravissimo danno per i lavoratori e le loro famiglie, comporta grave pregiudizio per lo stesso ente in quanto pone a repentaglio l'attività di routine, la gestione delle emergenze e la prosecuzione di progetti e accreditamenti, con prevedibili perdite in termini di risorse e di credibilità, tanto più gravi vista la crescente rete di rapporti e collaborazioni nazionali ed internazionali che interessano le molteplici attività e le riconosciute eccellenze dell'IZS;

- il mantenimento dell'accreditamento vigente ed i necessari futuri accreditamenti, oltre che per gli aspetti strutturali organizzativi dell'istituto, vengono garantiti soprattutto in base alle professionalità e capacità del personale, preposto ai singoli adempimenti, che rappresenta una risorsa strettamente connessa alla dotazione strumentale tecnica e scientifica;

- i lavoratori interessati, oltre alle personali qualifiche e professionalità richieste per l'avvio del rapporto, hanno successivamente partecipato ad ulteriori percorsi formativi, specifici e onerosi a carico dei bilanci dell'ente;

rilevato che:

- per alcune categorie di lavoratori a termine, il direttore generale ha proceduto alla proroga dei contratti senza soluzione di continuità (determina del direttore generale dell'IZS n. 213 del 27 marzo 2015), mentre per il personale in oggetto il direttore medesimo ha comunicato che le proroghe sarebbero impedite dalla mancata copertura finanziaria e relative autorizzazioni da parte del competente Assessorato regionale;

- per alcuni servizi territoriali, i dirigenti responsabili segnalano che le mancate proroghe del personale a tempo determinato hanno comportato il blocco quasi totale delle attività correlate;

evidenziato che:

- la struttura complessa di Cagliari non riesce più a gestire adeguatamente i campioni in ingresso che vengono testati nella sede centrale, con l'aggravio del servizio di ricevimento di Sassari;

- la struttura complessa di Nuoro si trova senza i veterinari dirigenti abilitati alla gestione degli esami per la trichinellosi ecc. e, nel caso dei servizi della sede centrale analoghe segnalazioni pervengono per l'attività dei laboratori di malattie esotiche e virologia che gestiscono problematiche di rilievo assoluto per la Regione come la peste suina africana, la blue tongue e la west nile disease;

- particolarmente esemplificativo risulta il caso dell'Osservatorio fauna selvatica di Sassari in cui, a seguito della mancata proroga al personale, dal 1° aprile scorso presta servizio il solo dirigente responsabile, con evidente impossibilità di prosecuzione delle attività di competenza che sono correlate alla realizzazione dei piani istituzionali nazionali ed europei e di importanti progetti anche di rilevanza internazionale, avviati in collaborazione con altri paesi europei, la cui interruzione comporta il mancato raggiungimento degli obiettivi con la vanificazione dell'intero percorso già realizzato;

- in generale pervengono lamentele da parte dei servizi delle ASL relativamente a numerose disfunzioni e ritardi da parte delle comunicazioni dell'IZS quali ad esempio il potenziale ritardo nella gestione di focolai di malattie infettive (es. peste suina africana), e complessivamente si ripetono segnalazioni e lagnanze da parte dell'utenza dell'IZS,

chiedono di interrogare l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere se:

1) sia a conoscenza della situazione esposta, gravemente pregiudizievole tanto per i lavoratori che per il funzionamento e la stessa immagine dell'IZS e, soprattutto per la qualità del servizio pubblico reso dall'ente;

2) non ritenga necessario, avviare un immediato confronto con la dirigenza dell'ente al fine di chiarire le reciproche posizioni ed eventuali responsabilità della mancata proroga dei contratti dei venti lavoratori;

3) non ritenga altresì opportuno porre in essere i provvedimenti necessari al fine di garantire la proroga dei contratti del personale precario dell'IZS sino al 31 dicembre 2018, ed avviare, ove sussistano i requisiti, i relativi procedimenti di stabilizzazione in attuazione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 6 marzo 2015, sulla base delle reali esigenze dell'istituto, tenendo conto dell'incremento di competenze a seguito delle aumentate richieste della Regione, delle ASL e del Ministero della salute in materia di controlli sanitari, garantendo al contempo il diritto e le legittime aspettative dei lavoratori precari ad un rapporto professionale stabile e duraturo. (373)

Interrogazione Zedda Alessandra - Pittalis - Cappellacci - Cherchi Oscar - Tedde - Locci - Fasolino - Peru - Randazzo - Tocco - Tunis, con richiesta di risposta scritta, sull'armonizzazione dei sistemi contabili, ai sensi dell'articolo 2 della legge regionale 9 marzo 2015, n. 5.

I sottoscritti,

premesso che:

- ai sensi dell'articolo 2 (Adeguamento al decreto legislativo n. 118 del 2011) della legge regionale 9 marzo 2015, n. 5, la Regione deve procedere all'armonizzazione dei sistemi contabili;

- a decorrere dal 1° gennaio 2015, nelle more del riordino della normativa regionale in materia di programmazione, bilancio e contabilità, le disposizioni di cui al decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 (Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42) e successive modifiche e integrazioni, si applicano al bilancio regionale in via esclusiva, in sostituzione di quelle previste dalla legge regionale n. 11 del 2006, le cui disposizioni si applicano per quanto compatibili;

- a tal fine, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge finanziaria di cui sopra, il bilancio di previsione per gli anni 2015-2017, elaborato sulla base dello schema di bilancio prescritto dal decreto legislativo n. 118 del 2011 e successive modifiche e integrazioni, sarebbe dovuto essere trasmesso al Consiglio regionale;

dato atto che:

- con propria deliberazione, n. 16/7 del 14 aprile 2015, la Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente in materia di bilancio, ha approvato le direttive di applicazione alla gestione contabile dell'esercizio finanziario 2015, dei principi di cui al titolo I del decreto legislativo n. 118 del 2011 e successive modifiche e integrazioni;

- tali direttive devono essere trasmesse, per conoscenza, al Consiglio regionale;

considerato che:

- a oggi, non risulta ancora rispettato l'adempimento previsto al comma 2 della legge regionale n. 5 del 2015;

- il portale di reportistica direzionale del Consiglio regionale, sistema di business intelligence per l'Amministrazione regionale e per il cittadino, che, da un lato, consente di effettuare un'analisi approfondita delle informazioni raccolte sul sistema SIBAR dal 2007 e, dall'altro, estende le potenzialità dell'analisi su tutti gli altri sistemi utilizzati dalla Regione autonoma della Sardegna per la gestione di informazioni eterogenee di vario carattere, sociali, anagrafiche, demografiche, ecc., a oggi, è fermo all'annualità 2014,

chiedono di interrogare l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per sapere:

1) se sia a conoscenza della situazione di grave disagio in ordine al funzionamento del sistema informatico, rilevato che non è possibile acquisire alcun dato finanziario in ordine all'annualità 2015;

2) quali atti, ai sensi dell'applicazione della legge regionale n. 5 del 2015, la Giunta regionale ha definito;

3) entro quali tempi sarà possibile avere i dati del bilancio 2015 armonizzato, o almeno sarà attivata la consultazione della situazione finanziaria, al fine di poter rilevare lo stato dell'entrata e della spesa relativi all'annualità 2015 sia in termini di accertamenti, impegni, riscossioni e pagamenti. (374)

Interrogazione Cherchi Oscar - Pittalis - Cappellacci - Zedda Alessandra - Randazzo - Tedde - Peru - Locci - Tocco - Fasolino - Tunis, con richiesta di risposta scritta, in ordine ai disservizi causati da RFI a seguito della soppressione di alcune tratte ferroviarie, ai continui ritardi, alla chiusura delle sale d'attesa e dei servizi igienici di diverse stazioni ferroviarie della Sardegna e sull'intero sistema infrastrutturale della rete ferroviaria sarda.

I sottoscritti,

premesso che il buon funzionamento del sistema di trasporto pubblico su rotaie va incontro all'esigenza di mobilità avvertita da diverse categorie di viaggiatori quali i lavoratori pendolari, gli studenti, i turisti, ma anche i cosiddetti "pendolari della sanità" ossia i malati costretti a viaggiare per potersi sottoporre alle terapie necessarie per curare la propria patologia;

tenuto conto che un sistema ferroviario efficiente garantisce una convenienza economico-sociale per la collettività in quanto permette di ridurre l'inquinamento prodotto dal trasporto su gomma, limita gli incidenti stradali e i costi sanitari e sociali che derivano dagli stessi e costituisce una forma di trasporto che garantisce la mobilità anche per le categorie sociali meno abbienti;

rilevate le continue rimostranze che l'utenza presenta, anche a mezzo stampa, nei confronti della Trenitalia Spa per i disservizi che quotidianamente i viaggiatori sono costretti a subire: ritardi, malfunzionamento di condizionatori, scarsa pulizia delle carrozze, assenza di posti a sedere per tutti i passeggeri ecc.;

considerato che già in passato numerosi consiglieri regionali hanno sollecitato l'intervento della Giunta regionale con interrogazioni, lettere, articoli, note sulla stampa ecc., denunciando l'insopportabile e critica condizione in cui opera il sistema ferroviario sardo;

constatato che la Sardegna è tra le poche regioni italiane che non dispone di una rete ferroviaria elettrificata e che presenta un tracciato della fine dell'ottocento non in grado di garantire un livello di performance di esercizio all'altezza di quelle presenti nelle altre regioni italiane;

richiamato il contratto di programma 2012-2016 tra Governo e RFI che, a fronte di una previsione di interventi pari a 1,457 miliardi di euro, assegna alla Sardegna una cifra definita dallo stesso Assessore Deiana "ridicola";

ricordato che la Giunta regionale ha più volte annunciato che si sarebbero concluse entro maggio 2015 le operazioni di collaudo degli otto ATR365, i nuovi treni veloci, che dovranno prestare servizio nella tratta Cagliari - Sassari permettendo di percorrere il tracciato ferroviario alla velocità massima di 180 chilometri orari con il sistema attrezzato, con tutti gli scompartimenti climatizzati e garantendo 1.750 nuovi posti che vanno ad aggiungersi a quelli della flotta già esistente,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dei trasporti per sapere quali iniziative intenda assumere la Regione per garantire livelli di efficienza del sistema ferroviario sardo e in particolare per migliorare le condizioni di viaggio e il rispetto degli orari. (375)

Interrogazione Rubiu, con richiesta di risposta scritta, in merito al mancato aggiornamento del Sistema informativo agricolo regionale per la concessione del carburante agricolo a prezzo agevolato agli agricoltori sardi.

Il sottoscritto,

premesso che l'applicativo carburanti agricoli agevolati è stato integrato all'interno del Sistema informativo agricolo regionale (SIAR), al fine di gestire l'agevolazione fiscale per gli oli minerali impiegati nei lavori agricoli, secondo le modalità definite dal decreto ministeriale n. 454 del 14 dicembre 2001;

accertato che, attraverso il suddetto servizio, sono gestite le domande che le aziende agricole presentano in formato cartaceo agli uffici Centri assistenza agricola (CAA) e agli uffici ARGEA, al fine di richiedere l'assegnazione di carburante agricolo ad accisa agevolata, riducendo i tempi burocratici, nonché i costi legati alla raccolta dei dati e ai controlli;

rilevato che:

- già dal mese di marzo, l'Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea) ha cambiato i codici dell'uso del suolo, comunemente chiamati "triplette";

- in seguito alla modifica, con un lavoro in un sistema tutto informatizzato, il rilascio dei libretti Uma (Utenti motori agricoli), è stato bloccato perché la Regione non ha provveduto ad adeguare il Siar, con un aggiornamento del sistema informatico;

- per questo motivo i Centri di assistenza agricola, pur avendo modificato il fascicolo aziendale, non possono procedere per il rilascio del libretto in quanto il sistema regionale li blocca;

valutato che le associazioni di categoria del settore, sin dallo scorso marzo, hanno ripetutamente sollecitato e invitato gli organi preposti, attraverso l'Assessorato regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale, ad aggiornare e adeguare il sistema informatico del Siar; sembra evidente che si tratti di mere questioni burocratiche che, però, costano caro, in termini economici, alle tasche dei produttori che, a seguito del blocco dei libretti Uma, si vedono costretti ad acquistare il gasolio a prezzo pieno. Un'ulteriore batosta per l'esercito di agricoltori e allevatori isolani; è chiaro che questa situazione rappresenta un peso aggiuntivo per le tasche di quanti operano nel comparto rurale, con un esborso di risorse che potrebbe essere evitato con lo sblocco immediato delle assegnazioni di carburante. Il comparto non è in grado di sostenere l'incapacità e le negligenze di nessuno;

annotato, peraltro, che:

- il Siar, con l'utilizzo del sistema informatico, è fermo ai codici del 2014, senza che ci sia stata una rivisitazione di tali regole;

- le associazioni di categoria, quindi, visti i ritardi e le lungaggini nell'adeguamento dei codici, hanno proposto una soluzione provvisoria, suggerendo una proposta elementare, ma funzionale, in grado di venire incontro alle esigenze del mondo delle campagne è stato, infatti, richiesto all'Assessorato regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale di dare il via libera per il calcolo con i codici del 2014, per poi adeguarlo, successivamente, per il saldo; una richiesta inutile e, considerato che si allungano i tempi per l'aggiornamento, non si comprende perché gli agricoltori e gli allevatori che devono, comunque, lavorare la terra, siano costretti a rifornire i loro mezzi nei distributori, pagando di tasca propria i costi aggiuntivi, senza che possano godere dei benefici garantiti dalla legge;

dato atto che appare, dunque, insostenibile e inconcepibile il blocco del rilascio dei libretti Uma che, di fatto, penalizza gli agricoltori e gli allevatori costringendoli a un esborso di denaro aggiuntivo per il pagamento del carburante;

appreso che, secondo quanto affermato dall'Assessore dell'agricoltura, il problema riguarderebbe una cerchia ristretta di operatori delle campagne, secondo quanto accertato dalle associazioni di categoria, mentre, invece, la gran parte delle aziende isolane sarebbe colpita dall'aumento indiscriminato del prezzo del gasolio senza le agevolazioni previste dalle normative;

constatato che:

- le dichiarazioni dell'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale rigettano le responsabilità sull'Agea, che avrebbe modificato i codici di utilizzo del suolo senza nessun preavviso;

- questo fatto non toglie nulla ai gravi ritardi degli enti preposti, che non hanno adeguato il sistema informatico, impedendo così lo scarico dei libretti Uma;

osservato che, quindi, con la modifica delle "triplette" (i codici dell'uso del suolo), chi ha usufruito dell'anticipo non può, adesso, richiedere il saldo perché anche il proprio fascicolo aziendale non è aggiornato alle nuove disposizione di Agea;

sottolineato che sarebbe, dunque, opportuno, mentre la Regione provvede ad adeguare il Siar, concedere una deroga che permetta lo scarico dei libretti Uma con i codici del 2014, per non penalizzare ulteriormente gli operatori agricoli,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale:

1) per sapere i motivi per cui non si è provveduto, nonostante i ripetuti solleciti, ad aggiornare e adeguare il sistema informatico del Siar, a seguito della revisione dei codici di utilizzo del suolo, con il conseguente blocco dei libretti Uma;

2) per sapere se non ritengano opportuno valutare la possibilità di una deroga che permetta l'utilizzo dei codici relativi al 2014 per, poi, adeguarli agli attuali con il pagamento del saldo;

3) per verificare la possibilità di scongiurare ulteriori penalizzazioni al mondo delle campagne, concedendo l'assegnazione del carburante a prezzo agevolato con l'aggiornamento immediato del Siar in base alle nuove regole;

4) per esaminare la possibilità di ulteriori benefici al mondo delle campagne, che derivino dalla modernizzazione della macchina amministrativa regionale. (376)

Interrogazione Cappellacci - Tunis - Pittalis - Cherchi Oscar - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Zedda Alessandra sui ritardi nella corresponsione dei compensi relativi al progetto europeo denominato "Garanzia giovani".

I sottoscritti,

premesso che il programma "Garanzia Giovani" è stato proposto come politica attiva del lavoro al fine di promuovere l'inserimento occupazionale delle nuove generazioni;

rilevato che:

- da diversi mesi numerosi giovani della Sardegna hanno iniziato il loro percorso attraverso bonus, tirocini formativi e altri strumenti offerti dal programma;

- la Giunta regionale ha destinato le economie di spesa da parte dell'Agenzia regionale per il lavoro per la realizzazione delle attività propedeutiche al progetto "Garanzia giovani";

- tali risorse si sommano a quelle già stanziate a livello nazionale;

considerato che:

- numerosi giovani segnalano gravi ritardi nel pagamento dei compensi;

- tale situazione rischia di penalizzare ingiustamente coloro i quali non solo in questi mesi hanno effettuato la loro prestazione lavorative ed in particolare i giovani che hanno sostenuto delle spese per poter cogliere l'opportunità offerta dal programma "Garanzia Giovani",

chiedono di interrogare il Presidente dalla Regione per sapere:

1) se sia a conoscenza della situazione sopra illustrata;

2) quali iniziative intenda porre in essere per rimediare ai ritardi nei pagamenti e per scongiurare l'ipotesi che possano ripetersi in futuro. (377)

Interrogazione Arbau - Azara - Ledda - Perra, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata applicazione del principio di territorialità della pena, in particolare riguardo alla vicenda del detenuto Mario Trudu.

I sottoscritti,

premesso che:

- nel 1979, Mario Trudu, pastore, veniva arrestato nel territorio di Sinnai, con l'accusa di sequestro di persona a scopo di estorsione, reato per cui gli è stata inflitta una prima condanna, ma per cui si è sempre dichiarato innocente;

- durante una breve latitanza, si rendeva colpevole di un sequestro e dell'omicidio non volontario del sequestrato, delitto per cui è stato condannato all'ergastolo ostativo, la forma più dura di detenzione (fine pena mai effettivo), per cui ha già trascorso in carcere più di 35 anni;

- a Spoleto, si diplomava all'Istituto d'arte e, attualmente, è recluso nel carcere di San Gimignano (Siena), nel quale sta scontando il 36esimo anno della pena;

considerato che:

- la lunghissima detenzione, che ha già interessato molto più della metà della vita di Mario Trudu, è stata scontata in penitenziari lontani dalla Sardegna e, quindi, dalla famiglia e dagli affetti del recluso, svilendo e, di fatto, rendendo pressoché infruibile il diritto, riconosciuto come principio fondante della funzione riabilitativa della detenzione, al regolare svolgimento dei colloqui con i suoi familiari;

- i parenti più prossimi del signor Trudu sono, ormai, avanti negli anni e impossibilitati, per motivi economici e di salute, ad affrontare oneri e disagi del viaggio per raggiungerlo nel carcere in Toscana;

- la mancata rimozione delle circostanze che, in sostanza, rendono impossibile l'esercizio di un diritto equivale alla negazione del diritto stesso;

evidenziato che:

- il principio di territorializzazione della pena discende direttamente dai principi costituzionali sanciti dall'articolo 27, laddove è affermato che "le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato", dall'articolo 24, comma secondo, "la difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento" e dai principi universali di uguaglianza e tutela della dignità umana;

- il criterio di favorire l'assegnazione dei detenuti in istituiti prossimi alla residenza delle famiglie è espressamente previsto dall'articolo 42 della legge n. 354 del 1975, recante "Norme sull'ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e limitative della liberta";

- l'obiettivo di realizzare il principio di territorializzazione della pena, favorendo il rientro in istituti penali della Sardegna dei detenuti di origine isolana, al fine di consentire ai detenuti stessi di poter meglio esercitare il proprio diritto alla difesa, di intrattenere i rapporti affettivi con il proprio nucleo familiare, di mantenere i contatti con la realtà socio-economica del luogo di provenienza e di avere un più efficace e proficuo recupero sociale, è espressamente previsto nel Protocollo d'intesa del 17 febbraio 2006, siglato dal Ministero della giustizia e dalla Regione autonoma della Sardegna;

rilevato che:

- il mancato accoglimento, da parte delle amministrazioni penitenziarie competenti susseguitesi nel tempo, delle reiterate istanze avanzate per richiedere il trasferimento del detenuto Mario Trudu in un'adeguata struttura isolana, comporta l'ingiustificato persistere di trattamenti contrastanti con i fondamentali e inderogabili principi che mirano alla rieducazione del condannato;

- a fronte dei 35 armi trascorsi lontano dalla terra d'origine, appare, quantomeno, pretestuoso paventare i rischi che potrebbero derivare dal ricollegamento di Trudu con la realtà di provenienza, sia per l'età ormai avanzata dello stesso, che per la lunghissima assenza dall'isola, per la condotta esemplare tenuta durante la detenzione e per la comprovata impossibilità di avere contatti con le persone conosciute prima dell'arresto;

richiamato l'ordine del giorno n. 99, approvato dal Consiglio regionale il 5 giugno 2013, sulla "necessità che venga reso effettivo il principio di territorializzazione della pena, sia per i detenuti sardi, che per quelli stranieri, sull'adeguatezza della pianta organica e il diritto alla mobilità degli agenti penitenziari",

chiedono di interrogare il Presidente della Regione per sapere:

1) se non ritenga opportuno farsi promotore, presso il Ministero competente, delle legittime istanze avanzate a favore del detenuto Mario Trudu, al fine di garantire il suo diritto a proseguire lo sconto della pena nella regione di provenienza, consentendogli di esercitare al meglio il proprio diritto alla difesa, di intrattenere i rapporti affettivi con il proprio nucleo familiare, possibilità che, finora, è stata in larga misura negata, non solo alla sua persona, ma anche ai parenti aventi diritto;

2) se non ritenga, altresì, opportuno avviare tutte le iniziative volte a favorire il trasferimento nell'Isola dei detenuti sardi che stanno scontando la pena lontano dalla terra d'origine, al fine di garantire le legittime aspettative dei cittadini che vivono in condizioni di privazione della libertà all'effettiva applicazione del principio di territorializzazione della pena. (378)

Interrogazione Desini - Busia - Agus - Cocco Daniele Secondo - Lai - Pizzuto - Cherchi Augusto - Manca Pier Mario, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata revoca di incarichi dirigenziali conferiti dalla ASL di Sassari ex articolo 15 septies del decreto legislativo n. 502 del 1992 e successive modifiche ed integrazioni e cessati alla scadenza del termine di trenta giorni dalla cessazione del dott. Marcello Giannico dalla carica di direttore generale.

I sottoscritti,

premesso che:

- il dott. Marcello Giannico ha conferito, in qualità di direttore generale dell'Azienda sanitaria locale di Sassari nominato con deliberazione della Giunta regionale n. 17/3 del 31 marzo 2011 con decorrenza dal 1° aprile 2011, alcuni incarichi dirigenziali ai sensi dell'articolo 15 septies del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 (Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell'articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421), che detta una disciplina derogatoria rispetto al principio dell'accesso agli impieghi nella pubblica amministrazione mediante concorso pubblico;

- in particolare, a norma dell'articolo 15 septies del decreto legislativo n. 502 del 1992 (Contratti a tempo determinato), i direttori generali possono conferire incarichi per l'espletamento di funzioni di particolare rilevanza e di interesse strategico mediante la stipula di contratti a tempo determinato e con rapporto di lavoro esclusivo, rispettivamente entro i limiti del due per cento della dotazione organica della dirigenza sanitaria e del due per cento della dotazione organica complessiva degli altri ruoli della dirigenza, a laureati di particolare e comprovata qualificazione professionale che abbiano svolto attività in organismi ed enti pubblici o privati o aziende pubbliche o private con esperienza acquisita per almeno un quinquennio in funzioni dirigenziali apicali o che abbiano conseguito una particolare specializzazione professionale, culturale e scientifica desumibile dalla formazione universitaria e post-universitaria, da pubblicazioni scientifiche o da concrete esperienze di lavoro e che non godano del trattamento di quiescenza;

- l'articolo 7, comma 2, del "Regolamento per il conferimento di incarichi a tempo determinato ai sensi dell'art. 15 septies D.Lgs. n. 502/1992 e s.m.i." approvato con la deliberazione del direttore generale n. 347 del 30 aprile 2011 precisa che "la durata dell'incarico è limitata all'espletamento delle funzioni attribuite e in ogni caso lo stesso non può prolungarsi oltre 30 giorni dalla conclusione del contratto del direttore generale che lo ha conferito";

- tra gli incarichi affidati dal dott. Marcello Giannico, ai sensi dell'articolo 15 septies, rientrano anche quello di responsabile del Servizio organizzazione strategica, qualità e gestione del rischio clinico, conferito al dott. Flavio Sensi con la deliberazione n. 452 del 25 maggio 2012 e quello di responsabile del Servizio programmazione e controllo, conferito al dott. Giovanni Michele Cappai con la deliberazione n. 600 del 9 settembre 2011, entrambe strutture complesse in staff alla Direzione generale;

- tanto la deliberazione n. 452 del 2012 quanto la deliberazione n. 600 del 2011 contengono, in applicazione del succitato articolo 7, comma 2, del regolamento aziendale, l'esplicita precisazione secondo cui l'incarico conferito decorre dalla stipula del relativo contratto individuale di lavoro e in ogni caso non può prolungarsi oltre trenta giorni dalla conclusione del contratto del direttore generale che lo ha conferito;

- il dott. Marcello Giannico è cessato dall'incarico di direttore generale a decorrere dal 17 novembre 2014 a seguito dell'accettazione formale, da parte della Presidenza della Regione, delle dimissioni volontarie da lui presentate;

considerato che:

- parrebbero essersi determinate le condizioni per l'applicazione dell'articolo 7, comma 2, del regolamento aziendale, sicché, decorso il termine di trenta giorni dalla cessazione del dott. Marcello Giannico dall'incarico di direttore generale, dovrebbero intendersi cessati anche gli incarichi dirigenziali dal medesimo conferiti ex articolo 15 septies;

- ciononostante, a distanza di oltre cinque mesi dalla cessazione dalla carica del dott. Giannico, il dott. Flavio Sensi e il dott. Giovanni Michele Cappai risultano ancora in servizio in qualità, rispettivamente, di responsabile del Servizio organizzazione strategica, qualità e gestione del rischio clinico e di responsabile del Servizio programmazione e controllo;

- non risulta che il commissario straordinario dott. Agostino Sussarellu, nominato con la deliberazione della Giunta regionale n. 51/2 del 20 dicembre 2014, abbia, a tutt'oggi, preso atto dell'intervenuta cessazione del dott. Sensi e del dott. Cappai dagli incarichi, con il conseguente rischio di inficiare la legittimità degli atti adottati dai servizi ai quali i medesimi sono preposti;

- in proposito, il Consiglio di Stato (cfr. Commissione speciale pubblico impiego, parere 27 febbraio 2003, n. 514/2003) ha stabilito che l'accesso di esterni alla dirigenza pubblica, inserendosi in un ambito permeato e retto dai principi costituzionali sanciti, in particolare, dall'articolo 97 "se non contenuto entro limiti circoscritti e circondati da adeguate cautele potrebbe costituire un ostacolo al buon funzionamento della pubblica amministrazione e alla sua necessaria imparzialità"; il principio generale è, infatti, quello sancito dall'articolo 19, commi 4 e 5, del decreto legislativo n. 165 del 2001, secondo cui tutti gli incarichi dirigenziali sono conferiti a soggetti già incardinati, con qualifica di dirigente, nell'ente di appartenenza;

- pertanto, l'uso indiscriminato dello strumento di conferimento diretto degli incarichi fiduciari ex articolo 15 septies pare suscettibile di minare il principio di separazione ed indipendenza fra la funzione di indirizzo politico ed organizzatorio (propria della direzione aziendale) e quella gestionale (propria della dirigenza),

chiedono di interrogare la Giunta regionale, ed in particolare l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, sulle ragioni della mancata revoca degli incarichi conferiti al dott. Gian Michele Cappai e al dott. Flavio Sensi ex articolo 15 septies del decreto legislativo n. 502 del 1992, dovendo tali incarichi intendersi cessati alla scadenza del termine di trenta giorni dalla cessazione del dott. Marcello Giannico dalla carica di direttore generale ai sensi dell'articolo 7, comma 2, del regolamento aziendale in materia, nonché sugli atti che intende adottare in caso di accertata cessazione dei suddetti dirigenti dai rispettivi incarichi. (379)

Interrogazione Tatti, con richiesta di risposta scritta, sull'impossibilità degli studenti del corso regionale per l'ottenimento della qualifica di operatore socio-sanitario, rivolto a persone disoccupate, svolto dall'associazione per la formazione professionale Enap Sardegna presso la sede di Ghilarza.

Il sottoscritto,

premesso che l'associazione Enap Sardegna:

- si occupa di formazione professionale;

- ha avviato, nell'ottobre 2013, nella sede di Ghilarza, un corso regionale per l'ottenimento della qualifica di operatore socio-sanitario rivolto a persone disoccupate;

appreso che i dipendenti dell'ente e i docenti non sono stati pagati, mentre gli studenti non ricevono gli importi dovuti da dicembre 2014;

considerato che gli studenti, pur avendo ultimato il corso e avendo tutti i requisiti per sostenere l'esame di abilitazione, non ricevono alcuna notizia dall'ente,

chiede di interrogare il Presidente della Regione, l'Assessore regionale del lavoro, formazione professionale e cooperazione e sicurezza sociale e l'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere:

1) se siano a conoscenza di quanto esposto in premessa;

2) quali iniziative intendano intraprendere per tutelare i diritti degli studenti che hanno ultimato il corso senza poter sostenere l'esame di abilitazione per operatore socio-sanitario. (380)

Interrogazione Cherchi Oscar, con richiesta di risposta scritta, sull'utilizzo degli animali negli spettacoli circensi che si tengono in Sardegna, sui pericoli derivanti dalla loro fuga e sulle condizioni di custodia degli stessi.

Il sottoscritto,

premesso che le carovane circensi che fanno tappa in Sardegna utilizzano per i propri spettacoli animali appartenenti a diverse specie, tra cui alcune a rischio estinzione e da considerarsi protette, e che lo spettacolo itinerante si avvale di rilevanti introiti derivanti da fondi pubblici senza i quali lo spettacolo circense con animali non potrebbe sopravvivere; all'erogazione di tali notevoli cifre non corrisponde un'efficace azione di controllo da parte degli organismi competenti, dato che sono sempre più numerosi i casi di maltrattamento, cattiva custodia e/o di acquisizione e impiego di animali appartenenti a specie protette ed esotiche;

tenuto conto dell'aumentata sensibilità dei cittadini italiani e sardi nei confronti delle problematiche inerenti il maltrattamento degli animali tanto che secondo un recente sondaggio Eurispes il 61,2 per cento degli italiani ha dichiarato di non approvare per nulla l'utilizzo degli animali negli spettacoli circensi, mentre un ulteriore 25 per cento li apprezza poco;

ricordato che in numerosi comuni italiani, tra i quali Bologna, Modena, Ferrara, Torino, Alessandria, sono state approvate ordinanze o regolamenti che concedono l'attendamento solo ai circhi che non detengono animali la cui natura sia incompatibile con la vita in una struttura mobile e che in Europa e in tutto il mondo sempre più paesi stanno portando avanti questa scelta bandendo gli animali da circo; sono 18 i paesi che hanno vietato o fortemente ridotto gli animali nei circhi: Grecia, Bolivia, Croazia, Bosnia-Herzegovina, Austria, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Ungheria, Polonia, Perù, Portogallo, Svezia, Singapore, Costa Rica, India e Israele;

apprese le perplessità espresse dagli psicologi e dagli educatori circa le conseguenze sul piano pedagogico, formativo, psicologico della frequentazione di circhi in cui vengono impiegati animali, da parte dei bambini, culminato in un documento promosso, sostenuto e sottoscritto da oltre 600 psicologi sulle valenze antipedagogiche dell'uso degli animali nei circhi;

valutato che la maggior parte degli animali presenti nei circhi viene catturata nel loro ambiente naturale e strappata ai loro branchi con metodi cruenti ai quali segue lo stress dovuto al trasporto che, anche a causa dei soventi maltrattamenti, può determinare la loro morte;

considerati i rischi, sia per l'incolumità dei cittadini che per quella degli animali, che possono essere causati dalla fuga di alcuni esemplari dai luoghi di custodia (si segnalano i recenti casi che hanno visto protagonisti un elefante e un lama in quel di Capoterra),

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport per sapere:

1) quali controlli siano attivi nella nostra Isola per verificare che sia garantito un buon trattamento agli animali e un'adeguata custodia per evitare fughe che possono mettere a repentaglio la vita dei cittadini e degli animali stessi;

2) se la Giunta regionale intenda adottare provvedimenti per limitare l'utilizzo di esemplari esotici o di specie protette negli spettacoli itineranti ovvero intenda concedere incentivi alle compagnie circensi che propongono spettacoli senza che siano coinvolti animali. (381)

Interrogazione Fasolino, con richiesta di risposta scritta, sul ripristino della strada provinciale n. 38 Olbia-Tempio.

Il sottoscritto,

premesso che, a seguito dell'alluvione del 18 novembre 2013 è crollato un terrapieno in località Monte Pinu, che ha causato una voragine in cui persero la vita 3 persone e determinato l'interruzione della strada provinciale n. 38 Olbia-Tempio;

rilevato che la competenza per il ripristino, considerata anche la prossima chiusura della Provincia, fu assegnata all'ANAS che, ad agosto 2014, bandì una gara d'appalto per il ripristino della strada provinciale n. 38;

considerato che, sul sito dell'ANAS, non compare più il bando per la gara d'appalto e non si ha nessuna notizia sulle eventuali azioni di ripristino e messa in sicurezza della strada che risultano attualmente in atto;

rilevato che, a distanza di diciotto mesi, la strada provinciale n. 38 è tuttora interrotta, determinando gravi disagi ai cittadini,

chiede di interrogare l'Assessore regionale dei trasporti e l'Assessore regionale dei lavori pubblici per sapere:

1) se siano a conoscenza dei motivi che hanno determinato la cancellazione, dal sito dell'ANAS, del bando finalizzato alla sistemazione della strada provinciale n. 38 Olbia-Tempio;

2) in quale fase sia il progetto di sistemazione e ripristino della strada provinciale n. 38;

3) quali iniziative vogliano porre in essere, con estrema urgenza, al fine di ripristinare la percorribilità e la sicurezza della strada provinciale n. 38 Olbia-Tempio. (382)

Interrogazione Cappellacci - Pittalis - Cherchi Oscar - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis - Zedda Alessandra, con richiesta di risposta scritta, sulla continuità territoriale aerea relativa alle cosiddette "rotte minori".

I sottoscritti,

premesso che nell'ottobre del 2013 è stata avviata la nuova continuità territoriale aerea 1 (CT1), quella relativa alle rotte tra gli aeroporti sardi e le destinazioni di Roma e Milano, con il sistema della tariffa unica;

evidenziato che tale scelta, oltre a mettere al riparo le tariffe per i sardi dall'arbitrio delle compagnie, ha consentito di estendere i vantaggi anche agli emigrati e ai non residenti con il fine di aumentare i flussi di visitatori e allungare la stagione turistica;

rilevato che i dati divulgati dalle società che gestiscono gli aeroporti dimostrano l'efficacia delle scelte adottate nella precedente legislatura e certificano un aumento dei passeggeri nel primo anno di funzionamento del nuovo modello;

considerato che:

- il 22 gennaio 2014 la Giunta Cappellacci ha adottato la delibera n. 2/20, avente ad oggetto: "Legge n. 144/1999, art. 36 e Regolamento CE n. 1008. Individuazione dei nuovi oneri di servizio pubblico per la continuità territoriale minore (CT2)";

- altresì, a seguito di tale atto, il 14 marzo 2014 il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha emanato il decreto relativo all'imposizione degli oneri di servizio pubblico sui servizi aerei di linea sulle rotte Alghero e Bologna e viceversa, Alghero-Torino e viceversa, Cagliari-Napoli e viceversa, Cagliari-Torino e viceversa, Cagliari-Verona e viceversa, Olbia-Bologna e viceversa e Olbia-Verona e viceversa;

sottolineato che con nota n. 9588 del 6 ottobre 2014 la Giunta Pigliaru ha richiesto l'abrogazione degli oneri di servizio pubblico sulle rotte sopra citate, annunciando l'intendimento di elaborare un nuovo regime di oneri di servizio pubblico sulle rotte minori sarde;

rilevato che, prendendo atto della volontà espressa dalla Giunta, il 22 ottobre 2014 il Ministero dei trasporti ha abrogato il precedente decreto n. 83 del 14 marzo 2014;

sottolineato che nella dichiarazioni programmatiche pronunciate in Consiglio il 2 aprile del 2014 il Presidente Pigliaru ha detto: "Per quanto riguarda la continuità aerea con gli scali minori (CT2), ci riserviamo di aprire immediatamente un confronto con le realtà locali, gli aeroporti, gli operatori turistici, le compagnie aeree per verificare l'esigenza di modificare o integrare il sistema di CT2 ipotizzato, rendendolo coerente con i nuovi scenari del traffico aereo ed in particolare del traffico low cost";

evidenziato che dopo oltre un anno da tale impegno e dopo sette mesi dall'abrogazione del decreto sugli oneri di servizio programmati dalla precedente Giunta ancora non è stato elaborato un nuovo regime di servizio pubblico sulle rotte minori e neppure è stato aperto il confronto annunciato dai Presidente della Regione;

rilevato che il varo della continuità territoriale 2 rappresenta uno strumento fondamentale sia per garantire il diritto alla mobilità dei sardi sia per consentire l'apertura delle nostre imprese al mercato extraregionale,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione per sapere quale:

1) sia l'indirizzo politico della Giunta regionale in materia di continuità territoriale aerea per le rotte minori;

2) iter si intenda seguire, con quali tempi e con quali risorse per attuare tale indirizzo politico ed assicurare alla Sardegna la continuità territoriale 2. (383)

Interrogazione Tedde - Pittalis - Cappellacci - Cherchi Oscar - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tocco - Tunis - Zedda Alessandra, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata stabilizzazione del personale precario dell'Ente foreste della Sardegna, prevista dall'articolo 4 della legge regionale 21 gennaio 2014, n. 7, e il contestuale taglio delle relative risorse.

I sottoscritti,

premesso che il Consiglio regionale, nella finanziaria relativa all'esercizio 2014, approvata con la legge regionale 21 gennaio 2014, n. 7, ha previsto, all'articolo 4, l'attivazione delle procedure di stabilizzazione del personale precario in forza all'Ente foreste della Sardegna, stanziando a tale scopo le relative risorse per un importo pari a 6.000.000 di euro a valere sull'UPB SO4.08.007;

premesso, altresì, che la finalità della norma in argomento è finalizzata alla stabilizzazione di un numero massimo di 500 unità lavorative il cui rapporto di lavoro, a seguito della stabilizzazione, sarebbe diventato sul base annuale, in luogo dell'attuale durata semestrale;

dato atto che la stabilizzazione dei lavoratori precari dell'Ente foreste della Sardegna, oltre a svolgere un'importante funzione sociale e di tutela del diritto al lavoro costituzionalmente garantito, consentirebbe all'ente medesimo di poter disporre stabilmente e continuativamente del personale necessario e indispensabile a far fronte agli innumerevoli compiti e incombenze che per legge gravano sull'ente strumentale della Regione;

osservato che, a seguito dei ritardi nell'attuazione della norma di stabilizzazione del personale precario dell'Ente foreste della Sardegna, contenuta nella legge finanziaria per il 2014, il Consiglio regionale impegnava la Giunta a dare piena e immediata attuazione all'articolo 4 della legge regionale 21 gennaio 2014, n. 7, ribadendo che l'applicazione delle disposizioni contenute nella norma finanziaria costituivano la naturale prosecuzione di un percorso avviato già nel 2007 dalla Giunta di centro-sinistra di Soru con l'approvazione della legge regionale n. 2 del 2007;

rilevato che, con la legge regionale n. 19 del 24 ottobre 2014 (assestamento di bilancio 2014), è stata disposta una riduzione di 8.000.000 di euro del contributo di funzionamento dell'Ente foreste della Sardegna per l'anno 2014, motivandola col loro mancato impegno, cancellando, di fatto, le risorse che erano state destinate, dall'articolo 4 della legge regionale n. 7 del 21 gennaio 2014, all'espletamento delle procedure di stabilizzazione del personale precario del suddetto ente, atto, quest'ultimo, di esclusiva competenza della Regione, i cui negativi effetti, pertanto, non possono essere fatti ricadere sull'Ente foreste e sui lavoratori precari che, da tempo, attendono la stabilizzazione della propria posizione lavorativa;

rilevato, altresì, che le risorse previste con la finanziaria 2014 sono state trattate alla stregua di quelle che non hanno una utilità futura e per le quali sono venute meno le motivazioni che hanno sotteso all'allocazione in bilancio, cancellandole con incredibile rapidità, tenuto conto che il loro stanziamento risale al gennaio 2014 e il successivo taglio all'ottobre dello stesso anno;

dato atto che, alla luce del disposto della legge regionale n. 19 del 24 ottobre 2014, l'Ente foreste della Sardegna, con la deliberazione commissariale n. 12 del 27 novembre 2014, ha dovuto portare in diminuzione dal proprio bilancio la somma di 6.000.000 di euro, precedentemente destinata alle stabilizzazioni del personale precario dalla finanziaria 2014;

osservato che l'Amministrazione regionale, in sede di approvazione della legge finanziaria 2015, non ha ritenuto di rifinanziare i 6.000.000 di euro previsti nel 2014 per la stabilizzazione del personale precario dell'Ente foreste della Sardegna e successivamente tagliati, mostrando al riguardo una linea politica contraria e "ostile" al processo di deprecarizzazione;

osservato, altresì, che è stata confermata al contrario per l'esercizio finanziario 2015 la riduzione del contributo di funzionamento dell'Ente foreste della Sardegna per 8.000.000 di euro e l'abrogazione della riduzione del 70 per cento dell'aliquota Irap, con un ulteriore aggravio di 7.000.000 di euro per il bilancio dell'ente strumentale regionale;

evidenziato che le inspiegabili e insensate decisioni assunte al riguardo dall'Amministrazione regionale delineano un quadro caratterizzato da un drastico ridimensionamento del piano di stabilizzazione che prevedeva complessivamente la deprecarizzazione di 1.500 unità lavorative nell'arco del triennio 2014/2016,

chiede di interrogare il Presidente della Regione per conoscere:

1) quali siano gli intendimenti dell'Amministrazione regionale in ordine alla stabilizzazione del personale precario dell'Ente foreste della Sardegna;

2) quali siano le ragioni che hanno indotto l'esecutivo regionale a procedere in modo frettoloso e superficiale al taglio dei 6.000.000 di euro che la finanziaria 2014, di cui alla legge regionale 21 gennaio 2014, n. 7, aveva destinato alla stabilizzazione di circa 500 unità lavorative con rapporto di lavoro precario in forza all'Ente foreste della Sardegna;

3) quali siano, nell'immediato futuro, le iniziative che la Giunta regionale intende intraprendere al fine di salvaguardare il diritto al lavoro dei dipendenti precari dell'ente strumentale regionale e allo scopo di fornire stabilmente all'Ente foreste della Sardegna il personale di cui necessita. (384)

Interpellanza Meloni sul mancato ripristino della viabilità sulla strada provinciale n. 38 Olbia-Tempio, danneggiata a seguito degli eventi alluvionali del novembre 2013.

Il sottoscritto,

premesso che:

- com'è noto, durante l'alluvione del novembre 2013, la strada provinciale n. 38, che collega Olbia con Tempio, è stata gravemente danneggiata, in particolare, nella località di Monte Pinu, dove, a causa del cedimento dei rilevati, sono, purtroppo, state registrate anche tre vittime;

- a causa di tale evento, le città di Olbia e di Tempio, le principali della Gallura, sono collegate, da ben 18 mesi, da una viabilità provvisoria che bypassa il tratto interrotto, molto più lunga in termini di chilometri e tempi di percorrenza e nota per la sua tortuosità e oggettiva pericolosità;

- il ripristino della viabilità, anche relativamente alla citata strada provinciale n. 38, è stato affidato all'ANAS, quale soggetto attuatore, e l'Amministratore delegato pro tempore, l'ing. Pietro Ciucci, è stato nominato commissario delegato con poteri derogatori finalizzati alla contrazione dei tempi di realizzazione dei ripristini;

- per la realizzazione degli interventi sulla strada provinciale n. 38, sono stati stanziati circa 10,5 milioni di euro e, nel mese di agosto del 2014, è stata bandita la gara d'appalto;

- tuttavia, a seguito di più approfonditi rilievi tecnici, sia l'Amministrazione provinciale di Olbia-Tempio, sia l'Amministrazione regionale, hanno ritenuto necessario procedere a una rivisitazione più generale, in termini di sicurezza, dell'intera strada, prevedendo interventi di manutenzione straordinaria anche in alcuni tratti apparentemente non danneggiati dall'alluvione, ma che presenterebbero evidenti indizi di pericolosità;

- ciò ha, evidentemente, comportato la rideterminazione dei costi previsti e, nelle more del reperimento dell'ulteriore finanziamento necessario, stimato in 15-17 milioni di euro, è stata sospesa la procedura di affidamento già avviata dal commissario;

Considerato che l'impossibilità di poter utilizzare la strada costringe a percorrere i lunghi e tortuosi percorsi alternativi di cui in premessa, creando grave disagio agli utenti, ivi compresi coloro, giudici, avvocati, personale dipendente e cittadini interessati che, quotidianamente, debbono raggiungere il tribunale di Tempio Pausania, nonché determinando danni rilevanti alle attività economiche che sopravvivono proprio grazie al passaggio attraverso la località Monte Pinu,

chiede di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dei lavori pubblici per sapere:

1) quali azioni abbiano intrapreso o intendano intraprendere al fine di reperire il finanziamento integrativo necessario;

2) se, reperito il finanziamento integrativo, abbiano valutato l'opportunità e verificato la possibilità di attuare l'intera opera attraverso il commissario delegato che, avvalendosi dei propri poteri straordinari, peraltro di prossima scadenza, possa porre in essere le procedure acceleratorie necessarie per giungere in tempi rapidi e accettabili alla sistemazione completa della strada. (129/C-4)

Mozione Dedoni - Cossa - Crisponi sul trasferimento delle strade statali alla Regione.

IL CONSIGLIO REGIONALE

RICHIAMATA la legge 15 marzo 1997, n. 59, recante "Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni e agli enti locali, per la riforma della pubblica amministrazione e per la semplificazione amministrativa";

RICHIAMATO, ancora, il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, recante "Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge n. 59 del 1997";

VISTI:

- in particolare, gli articoli 10, 99 e 101 del decreto legislativo n. 112 del 1998;

- il decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 461, recante "Individuazione della rete autostradale e stradale nazionale, a norma dell'articolo 98, comma 2, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112";

- il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 21 febbraio 2000, con il quale è stata individuata la rete stradale regionale e, in particolare, l'articolo 10;

CONSIDERATO l'accordo quadro generale sancito, ai sensi dell'articolo 9, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e dell'articolo 7 del decreto legislativo n. 112 del 1998, dalla Conferenza unificata il 22 aprile 1999, come successivamente modificato e integrato;

ATTESO che l'articolo 117 della Costituzione ha ricondotto le grandi reti di trasporto e di navigazione tra le materie la cui potestà legislativa è esercitata tra lo Stato e le regioni;

VISTI l'articolo 56 dello Statuto della Regione autonoma della Sardegna e il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 7 ottobre 2014;

ATTESO che la Regione non ha ancora dato seguito alle disposizioni previste dal decreto legislativo n. 112 del 1998 e dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 21 febbraio 2000,

impegna il Presidente della Regione e la Giunta regionale

1) attraverso i propri rappresentati eletti in seno alla Commissione paritetica Stato-Regione di cui all'articolo 56 dello Statuto della Sardegna, a sensibilizzare la stessa Commissione affinché individui il patrimonio viario e ogni bene accessorio connesso e costituito dall'attuale rete viaria nazionale, dalla rete viaria regionale, la cui proprietà e gestione non è mai stata trasferita alla Regione autonoma della Sardegna, in attuazione del decreto legislativo n. 112 del 1998 e del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 461, risultanti ancora di proprietà dello Stato e affidata alla competenza gestionale dell'ANAS.

2) a stabilire, in sede di stipula dell'accordo Stato-Regione, i criteri di assegnazione del patrimonio viario e le adeguate risorse finanziarie, umane, strumentali e organizzative necessarie e connesse all'effettivo esercizio delle funzioni e competenze da parte della Regione. (144)

Mozione Cappellacci - Pittalis - Cherchi Oscar - Tedde - Locci - Fasolino - Peru - Randazzo - Tunis - Tocco - Zedda Alessandra sull'emergenza migranti in Sardegna.

IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:

- il 7 maggio 2015 al porto canale di Cagliari sono sbarcati oltre 200 migranti a bordo di una nave carica di propano;

- l'evento ha determinato una situazione di allarme e di emergenza tale che è stata decisa anche la chiusura della strada statale n. 195 in tutte le direzioni;

- la Sardegna risulta essere sempre più interessata dal fenomeno degli sbarchi di migranti;

- il 10 luglio 2014, in seno alla Conferenza unificata, la Sardegna ha prestato il suo assenso all'intesa tra il Governo, le regioni e gli enti locali sul piano nazionale "per fronteggiare il flusso straordinario di cittadini extracomunitari, adulti, famiglie e minori stranieri non accompagnati";

- a quasi un anno di distanza dalla stipula di tale atto, la situazione appare notevolmente peggiorata, anche e soprattutto a causa della chiusura degli altri paesi europei alla ricerca di soluzioni condivise per fronteggiare l'emergenza;

- in questo quadro i territori già piagati dalla crisi economica e quelli di frontiera, come la Sardegna, vengono lasciati soli a fronteggiare un fenomeno di proporzioni straordinarie;

- ciò determina uno stato di emergenza permanente che non solo non rappresenta una risposta alla disperazione dei migranti, ma lascia sole le popolazione interessate dal fenomeno;

- le forze dell'ordine, i sindaci e i volontari sono chiamati a fronteggiare una situazione senza avere a disposizione risorse e mezzi adeguati,

impegna il presidente della Regione

1) a chiedere l'immediata convocazione di un vertice urgente con il Governo;

2) a proporre la revisione degli accordi precedentemente sottoscritti al fine di rivendicare mezzi e risorse per affrontare l'emergenza;

3) a chiedere l'intervento del Governo al fine di un'equa distribuzione dello sforzo sostenuto da ciascuna Regione per assolvere ai doveri di accoglienza e scongiurare l'ipotesi che la Sardegna diventi in maniera tacita una sorta di grande centro di accoglienza nazionale.(145)