Seduta n.99 del 14/04/2015 

XCIX Seduta

Martedì 14 Aprile 2015

Presidenza del Presidente Gianfranco GANAU

La seduta è aperta alle ore 16 e 28.

TOCCO EDOARDO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 1° aprile 2015 (95), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Anna Maria Busia, Giampietro Comandini, Salvatore Demontis, Daniela Forma e Ignazio Tatti hanno chiesto congedo per la seduta del 14 aprile 2015.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Annunzio di presentazione di proposta di legge

PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente proposta di legge:

Numero 196.

Risposta scritta a interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:

Numero 69/A-75/A-77/A-231/A-258/A-261/A-264/A-265/A-299/A-304/A-312/A.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

TOCCO EDOARDO, Segretario:

Numero 344-345-347.

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

TOCCO EDOARDO, Segretario:

Numero 118-119-120-121.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Norme per il miglioramento del patrimonio edilizio e per la semplificazione e il riordino di disposizioni in materia urbanistica ed edilizia" (130/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 130/A.

Passiamo all'esame dell'articolo 27. All'articolo 27 sono stati presentati i seguenti emendamenti: soppressivo totale numero 226; gli emendamenti soppressivi parziali numero 335, 323, 322, 321, 320, 319, 334, 333, 84, 332, 331, 330, 329, 328, 327, 318, 356, 326, 325, che è uguale al numero 357, 324; l'emendamento sostitutivo parziale numero 144 emendato dal numero 578; sostitutivo totale numero 144, 83, 147, 148; l'aggiuntivo numero 82, con un emendamento, il numero 622, dichiarato inammissibile, e l'emendamento aggiuntivo numero 134.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 27 e dei relativi emendamenti:

Capo II

Disposizioni urbanistiche per il trasferimento e il rinnovamento del patrimonio edilizio

Art. 27

Interventi di trasferimento volumetrico per la riqualificazione ambientale e paesaggistica

1. La Regione promuove, al fine di conseguire la riqualificazione del contesto, il miglioramento della qualità dell'abitare e la messa in sicurezza del territorio, il trasferimento del patrimonio edilizio esistente mediante interventi di demolizione e ricostruzione con differente localizzazione, degli edifici ricadenti:

a) in aree di particolare valore paesaggistico;

b) in aree necessarie per garantire spazi pubblici finalizzati all'incremento della qualità dell'abitare, come spazi a verde, spazi a parcheggio e centri di aggregazione sociale;

c) in aree dichiarate ad elevata o molto elevata pericolosità idrogeologica;

d) in prossimità di emergenze ambientali, architettoniche, archeologiche o storico-artistiche;

e) all'interno di aree di rispetto inedificabili.

2. Per il conseguimento delle finalità di cui al comma 1, è consentita la concessione di un credito volumetrico massimo pari al volume dell'edificio demolito maggiorato del 40 per cento, da determinarsi con apposita deliberazione del consiglio comunale.

3. L'amministrazione comunale, in sede di redazione dello strumento urbanistico generale o di una sua variante, anche su proposta del privato interessato, individua gli edifici che si trovano nelle condizioni previste dal comma 1, determina il credito volumetrico di cui al comma 2 e individua, nel rispetto dei parametri urbanistici ed edilizi previsti dalle disposizioni regionali, una idonea localizzazione per il trasferimento dei volumi.

4. Le aree di localizzazione per il trasferimento dei volumi possono essere sia pubbliche che private, sono individuate al di fuori delle aree di cui al comma 1 e, comunque, oltre la fascia dei 300 metri dalla linea di battigia marina, ridotta a 150 metri per le isole minori.

5. Qualora le aree in cui deve avvenire la ricostruzione dei volumi siano già classificate dallo strumento urbanistico comunale come trasformabili e dotate di propria capacità edificatoria, il credito volumetrico di cui al comma 2 può sommarsi alle ordinarie capacità edificatorie del lotto fino al raggiungimento dei limiti massimi stabiliti dalla normativa regionale.

6. Le disposizioni del presente articolo si applicano agli edifici legittimamente realizzati entro la data di entrata in vigore della presente legge, nonché nei casi di edifici successivamente legittimati a seguito di positiva conclusione del procedimento di condono o di accertamento di conformità e, ove necessario, dell'accertamento di compatibilità paesaggistica.

7. Ai fini della determinazione del volume urbanistico cui parametrare il credito volumetrico si applicano le disposizioni previste dal decreto assessoriale 20 dicembre 1983, n. 2266/U. Nel caso di demolizione di edifici con altezze funzionali a originari cicli produttivi e ricostruzione con mutamento di destinazione d'uso, la determinazione del volume è effettuata ragguagliando l'altezza al valore di 3.00 metri per ogni livello fuori terra esistente.

8. L'intervento di trasferimento volumetrico prevede necessariamente l'integrale demolizione degli edifici esistenti nell'area originaria, la sistemazione dell'area a cura e spese del privato e, infine, la cessione dell'area originaria all'amministrazione comunale per destinarla a finalità pubbliche.

9. L'edificio da costruire:

a) è ad energia quasi zero (nzeb) come definito dal decreto legislativo n. 192 del 2005, e successive modifiche ed integrazioni;

b) è dotato di idonei sistemi per il riutilizzo delle acque piovane e delle acque reflue;

c) è dotato di un idoneo impianto di elevazione per il trasporto verticale delle persone, qualora pluri immobiliare con almeno due livelli fuori terra;

d) è realizzato con materiali ecologici per la bioedilizia o prodotti per la bioedilizia oggetto di certificazione da parte di istituti accreditati, per almeno il 50 per cento del computo metrico.

10. Per il conseguimento delle finalità di cui al presente articolo, l'Amministrazione comunale può prevedere forme di incentivazione quali il trasferimento di aree comunali, anche a titolo gratuito, la riduzione degli oneri concessori e delle imposte comunali e ogni altra forma di agevolazione ritenuta utile nel rispetto delle disposizioni vigenti.

11. La proposta del privato interessato è costituita da elaborati tecnico-grafici di livello pari allo studio di fattibilità di un'opera pubblica, evidenzia le soluzioni planivolumetriche e architettoniche adottate per il conseguimento delle finalità di cui al comma 1, e deve ottenere, prima della delibera del consiglio comunale di assegnazione del credito, la positiva valutazione tecnico/economica dell'ufficio comunale competente in materia di urbanistica ed edilizia privata.

12. Ove la demolizione riguardi edifici inclusi nel centro di antica e prima formazione, l'intervento è realizzabile se localizzato nella zona urbanistica A unicamente previa approvazione di un piano particolareggiato adeguato al Piano paesaggistico regionale ed esteso all'intera zona urbanistica. Se l'intervento è localizzato in zone urbanistiche omogenee diverse dalla zona A, l'intervento è realizzabile unicamente nel caso in cui, con la stessa deliberazione di cui al comma 2, il consiglio comunale riconosca che l'edificio è in contrasto con i caratteri architettonici e tipologici del contesto, esplicitando i criteri seguiti nell'analisi. Tale deliberazione è soggetta ad approvazione ai sensi dell'articolo 9 della legge regionale n. 28 del 1998, e successive modifiche ed integrazioni. Analogamente si procede ove la localizzazione dell'intervento di ricostruzione ricada nel centro di antica e prima formazione.

Emendamenti.)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Antonio Solinas, relatore di maggioranza.

SOLINAS ANTONIO (PD), relatore di maggioranza. Presidente, all'articolo 27 per quanto riguarda i soppressivi totali, il parere è contrario sull'emendamento numero 226. Soppressivi parziali: il parere è contrario sugli emendamenti numero 335, 323, 322, 321, 320, 319, 334, 333. L'emendamento numero 84 è stato ritirato. Contrario sugli emendamenti numero 332, 331, 330, 329, 328, 327, 318, 356, 326, 325, che è uguale al 357, 324. Sostitutivi parziali: sul numero 144, al quale è stato presentato un emendamento all'emendamento numero 578, il parere è contrario. L'emendamento numero 83 è stato ritirato. Il parere è contrario sugli emendamenti numero 147 e 148. Aggiuntivi: l'emendamento numero 82 che è stato ritirato e al quale è stato presentato un emendamento all'emendamento numero 622, è inammissibile, e sul numero 134 il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

ERRIU CRISTIANO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Il parere è Conforme a quello della Commissione.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Sardegna). Io volevo chiedere all'Assessore e alla maggioranza se tentiamo di dare un significato a questa legge, significato che oggi è improprio, non si ha. E vorrei vedere se è possibile introdurre due cose che, secondo me, sono importanti e fondamentali, che possono dare a questo disegno di legge un afflato un po' più preciso. E parlo del condono edilizio, questo sconosciuto. Noi sappiamo che i rilievi aerofotogrammetrici verificano puntualmente tutto quello che avviene nel nostro territorio. Presidente Solinas, sappiamo che con questi mezzi noi abbiamo le fotografie mensili di quello che avviene in tutto il territorio della Sardegna, e non soltanto in quelle zone depresse, ma anche nelle zone che hanno vincoli totali, anche nel Piano paesaggistico portato avanti dall'onorevole Soru, dove andiamo a vedere ci sono i cantieri, c'è il cemento, ci sono le costruzioni. Quindi la domanda che mi pongo è: ma perché facciamo queste leggi, quando queste leggi non vanno rispettate? Perché non possiamo far rispettare e fare le leggi soltanto quando queste possono essere applicate? Ora, per quale motivo non vengono applicate? Non vengono applicate perché i comuni non hanno i mezzi sufficienti per poter fare questa opera di demolizione di queste case e di questi insediamenti abusivi, che sono tanti e che se non li fermiamo adesso non so quando li dobbiamo fermare, perché se si rimandava tutto alla legge organica urbanistica va bene, ma uno degli elementi che dobbiamo immediatamente porre in essere e questo dell'eliminazione dell'abusivismo edilizio. Noi l'avevamo già fatto negli anni 80, non so se qualcuno di voi ha letto Il Sole 24 Ore 4 o 5 mesi fa, e vedere la città di Quartu come terza città abusiva in tutto il territorio nazionale dà fastidio, dà fastidio perché non si riesce ad intervenire, e non si riesce ad intervenire per i motivi che abbiamo interrotto un'azione che stavamo portando avanti ed eravamo i primi in Italia e i primi in Europa a portare le ruspe, ruspe che adesso rimangono nei garage ferme, proprio perché i comuni non hanno la possibilità di intervenire. E allora che cosa diciamo? Noi diciamo che bisogna intervenire e mettere un comma nella legge che preveda gli interventi sostitutivi regionali, cioè in caso di abusi edilizi insanabili i comuni possono richiedere, ove impossibilitati a intervenire, l'intervento sostitutivo regionale per la demolizione dei manufatti abusivi e per il ripristino del territorio. Soprattutto per il ripristino del territorio, perché oggi le ruspe le mandano soltanto i Magistrati, e i Magistrati demoliscono ma non ripristinano il territorio, quindi io credo che questo sia fondamentale, anziché bisticciare su chi è cementificatore o meno, cominciamo a pulire il territorio da tutte quelle opere che non ci stanno fare niente e che devono essere buttate via. Abbiamo preso dalla numero 23, abbiamo preso dalla numero 45, abbiamo preso dal decreto Floris, prendiamo questo che, secondo me, è uno degli elementi più significativi. Poi, Assessore, io volevo fare la seconda proposta, che è questa. Noi ci accingiamo ad approvare questa legge, sulla base della legislazione vigente, sia a livello statale che a livello regionale, tutte le disposizioni che si stanno approvando devono essere recepite dai regolamenti edilizi e dalle norme tecniche di attuazione di tutti gli strumenti urbanistici vigenti, mediante apposita deliberazione dei consigli comunali. Ora, prendere queste norme e portarle negli statuti comunali non è una cosa semplice, è una cosa complicata, ed è una cosa che costa, e che costa molto, e molti comuni non hanno i fondi per fare una cosa di questo genere. Quindi io volevo proporre di sopperire a questa esigenza con un comma che dica che queste norme vengono recepite direttamente negli strumenti urbanistici dei comuni della Sardegna, con una deliberazione apposita del consiglio comunale, entro 30 giorni dall'entrata in vigore della presente legge, dando la possibilità a quelli che non hanno gli uffici tecnici per poter preparare le norme nuove che stiamo approvando, di farlo attraverso l'aiuto della Regione, o attraverso altri mezzi che la Giunta regionale verificherà.

PRESIDENTE. Grazie. È stato quindi presentato un emendamento orale, poi chiederò, alla fine della discussione, all'Assemblea di esprimersi. Comunico all'Assemblea che è rientrata dal congedo l'onorevole Anna Maria Busia.

È iscritto a parlare il consigliere Oscar Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (FI). L'articolo 27 ha una considerazione del trasferimento volumetrico, e quindi della riqualificazione ambientale e paesaggistica, divisa in due parti. La prima dà una grande possibilità, della relativa demolizione e della possibilità della ricostruzione con una premialità volumetrica molto importante, cioè pari a quella del 40 per cento, quindi mi sembra che il rapporto e la necessità di individuare, di incentivare la riqualificazione in aree particolarmente importanti sotto il profilo e il valore in sé paesaggistico, in aree che sono magari di destinazione pubblica, o quelle che magari hanno elevata pericolosità di tipo idrogeologico, e così via, insomma, aree interne di rispetto che sono edificabili, e quindi danno questa grande apertura e questa grande possibilità. Però, già dal comma 3, che rimane complesso e probabilmente è da ritenere sicuramente inopportuno, e quindi da cancellare all'interno di questo articolo, il comma 4 lascia aperte completamente le considerazioni relative a quel 50 per cento di cui stavo facendo riferimento all'inizio del mio intervento. Cioè, al comma 4 cancelliamo completamente la faccia dei 300 metri e non diamo assolutamente possibilità di demolire ed eventualmente ricostruire oltre la fascia dei 300 metri. Perché lo dice in modo chiaro: "Le aree di localizzazione per il trasferimento dei volumi possono essere sia pubbliche che private, sono individuate al di fuori delle aree di cui ai 300 metri e quindi ai 150 metri relativamente alle Isole minori". E allora io vorrei capire chi ha questa grande possibilità di demolire grandi, importanti volumetrie, che possono essere sia di tipo ricettivo, ma anche di tipo residenziale, per poi spostarsi oltre la fascia dei 300 metri. Credo che saranno davvero pochi gli interventi di pura e di vera e diretta riqualificazione del patrimonio edilizio, che quindi aiuterebbe a demolire a far sparire dalle nostre coste determinati obbrobri che magari sono lì ormai da più di vent'anni, trent'anni e oltre, che chiaramente rendono il paesaggio deturpato e senza grande possibilità di miglioramento. Questo perché è anche normale che piccoli interventi, di piccola entità residenziale, parliamo comunque di fabbricati che sono all'interno della fascia dei trecento metri, magari di tipo residenziale, non avranno la possibilità di demolire ed eventualmente ricostruire su quella fascia con quel tipo di premialità, perché ci si deve spostare oltre i trecento metri. Al comma 7 invece in termini tecnici rimango realmente perplesso, in quanto il comma 7 ha un valore sicuramente importante però quello che lascia perplessi, e quindi rimane realmente restrittivo, è il calcolo della volumetria, perché su edifici che non sono certamente di tipo residenziale, quindi le altezze interne sono sicuramente superiori ai 3 metri, la determinazione del volume è comunque equiparata ad un'altezza massima pari a 3 metri, e questo non è corretto in quanto, se io sono possessore di una volumetria piuttosto importante, con altezze interne che superano i 3 metri e 50, o i 4 metri, non capisco per quale motivo nella determinazione del volume globale poi non si debba tener conto di altezze che sono superiori, cioè l'altezza massima rimarrebbe comunque 3 metri, e avrei quindi volumetrie inferiori rispetto a quelle che avevo prima e che devo necessariamente demolire. Questo onestamente lascia davvero molto perplessi e credo che probabilmente su questo dovremo fare una riflessione un po' più profonda, tutti insieme, perché è vero che è legato solo ed esclusivamente al cambio di destinazione d'uso, questo è pacifico ed è chiaro, però anche se io cambio la destinazione d'uso non significa che se avevo un vecchio opificio di tot metri cubi non debba poterlo trasformare in residenza degli stessi metri cubi, perché devo demolire e poi spostarlo, realizzare tutte le opere di urbanizzazione, sistemare gli spazi, eccetera, con un costo e con un intervento economico piuttosto importante, quindi non capisco perché non si debba utilizzare lo stesso tipo di volumetria. Ecco, magari su questo io rifletterei un attimo, perché davvero credo che sia piuttosto importante nel momento in cui vado a determinare il valore dell'intervento e quindi la possibilità del valore…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cherchi, il tempo a sua disposizione è terminato.

È iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Credo di dover condividere integralmente le considerazioni di dettaglio tecnico fatte in modo molto puntuale dal collega Oscar Cherchi. Io farò qualche riflessione sulla struttura di questa proposta di articolo che noi andiamo a discutere e approvare. Trattasi dell'ex articolo 8 del testo del disegno di legge originario; un articolo che non differisce molto da questo 27, infatti non si comprende perché c'è stata questa rivoluzione. Non differisce molto ma è, anche questo, la dimostrazione plastica della bizzarria della tecnica normativa seguita per questo disegno di legge: viene proposto un articolo, viene modificato l'articolo dalla Commissione e viene portato in Aula un altro articolo, viene modificato ulteriormente da tanti emendamenti, i quali a loro volta vengono modificati da emendamenti e da subemendamenti. È evidente che non è semplicissimo lavorare in questo modo, già la legge di per sé è molto articolata, molto complicata, probabilmente eccessivamente complicata visto che dovrebbe contenere norme tese alla semplificazione, norme di urbanistica, norme di edilizia e quant'altro: un contenitore con una varietà di prodotti che difficilmente sono assemblabili. E questo appesantimento del percorso si riflette anche sul contenuto vero, o meglio fa il paio con il contenuto vero di questo articolo; in questo articolo più volte troviamo dei passaggi nei quali è richiesto l'intervento del consiglio comunale, esattamente nel comma 2, nel comma 11 e nel comma 12. Io non credo che questo sia un modo per semplificare il lavoro di coloro che debbono dare esecuzione e attuare questa legge, perché tutti noi sappiamo che il consiglio comunale è un organo di non facilissima gestione, e laddove ci sono impellenze, laddove ci sono urgenze, laddove ci sono necessità economiche, pratiche o di altro tipo, il consiglio comunale non aiuta nel correre sotto il profilo procedimentale, tutt'altro, il consiglio comunale, dove si scaricano molte volte varie tensioni soprattutto dalla maggioranza, non è l'organo più veloce pel poter attuare queste norme. Quindi, la proposta che noi abbiamo fatto in vari emendamenti, e che probabilmente era anche una forzatura, era ed è quella di sostituire l'organo consiglio comunale con un organo più agile, più leggero, e non parliamo di dirigenti, lasciamo perdere i dirigenti, ma che cosa avrebbe ostato a che questi compiti che vengono posti in capo al consiglio comunale potessero essere invece esercitati dalla giunta comunale? Io credo che non ci siano ostacoli per arrivare a questa conclusione; la giunta comunale ha la capacità di intervenire in modo molto celere, molto rapido, quasi in tempo reale, dove il consiglio comunale ha necessità di mesi, mesi e mesi per assumere una decisione di questo tipo. Quindi, credo che una riflessione anche su questo punto debba essere fatta, anche perché la norma parla di semplificazione e questa non è semplificazione ma un esempio classico, scolastico, di aggravamento di un iter procedurale, e nel 2015, anno in cui noi operiamo e viviamo, questi aggravamenti procedimentali credo che non debbano trovare ingresso. Credo quindi che quei passaggi che prevedano l'intervento non rapido del consiglio comunale debbano essere sostituiti e surrogati da interventi rapidi della giunta comunale, quanto meno.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Michele Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Io non esprimo un giudizio negativo su questo articolo, io penso che vada nella direzione che sarebbe stata auspicabile per tutta la legge, cioè quella di creare le condizioni per una reale riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, eliminando quelle brutture che ci sono nel territorio, soprattutto in aree di un certo tipo. Quindi, dare un incentivo così consistente per chi si imbarca in una operazione di questo genere, io trovo che sia congruo e che vada nella direzione giusta, poi naturalmente rimane il peccato originale di questa legge, che cioè anche interventi di questo genere, che vanno oggettivamente a migliorare il territorio perché creano le condizioni perché vengano liberate aree urbanistiche di valore o comunque vincolato o pericolose, incontreranno le mille difficoltà che questa legge contribuisce a introdurre. Penso che sia un articolo anche però sotto certi aspetti poco coraggioso perché ritengo che il comma 6, dove si stabilisce in maniera molto netta che deve trattarsi di edifici legittimamente realizzati entro l'entrata in vigore della presente legge, nonché successivamente legittimati eccetera, poteva spingersi un po' più avanti, perché noi abbiamo non soltanto l'esigenza, in questo caso, di spostare edifici legittimamente realizzati sia pure in zone successivamente diventate sottoposte a vincolo o in ordine alle quali è stata riconosciuta la pericolosità dal punto di vista idrogeologico, ma anche quella di fare in modo che edifici che sono abusivi, e magari sono nella situazione di essere sanabili, anche questi vengano comunque spostati. Io credo che, studiando bene e in maniera adeguata una norma, si sarebbe potuti intervenire per risolvere tutta una serie di situazioni di edifici che magari sono sub iudice e che rappresentano obiettivamente nel territorio delle situazioni che andrebbero eliminate. Quindi io penso che questa norma, stabilendo una data non all'entrata in vigore della legge, ma magari una data a cinque anni fa o a dieci anni fa, avrebbe potuto prevedere anche una possibilità per edifici che sono in una situazione che potremmo definire di parziale illegittimità o comunque di non conclamato abusivismo, e incoraggiare i proprietari a liberare il posto e a trasferire, con un po' di volumetria in più, l'edificio da un'altra parte. Detto questo mi pare che grosso modo la norma funzioni e, ripeto, sarebbe stato auspicabile che questa legge fosse stata infarcita di norme che vanno proprio nella direzione reale del miglioramento architettonico e urbanistico dei centri abitati.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). In sequela, bene. Capisco che c'è poca attenzione. Io prendo solo poco tempo perché è vero, come diceva l'onorevole Cossa, che poteva essere un articolo più generoso, però il trasferimento di queste disposizioni urbanistiche ha anche un altro rilievo e a me piace arrivare a un ragionamento particolare, che forse non piace al Presidente, ma solo perché le ricordo una diatriba che abbiamo avuto l'ultimo giorno che avevamo Consiglio: il paesaggio. Io penso che il paesaggio non sia una cartolina, una foto immobile, anzi il paesaggio è qualcosa di più, è qualcosa di mobile. Io ricordo le colline attorno alla Trexenta che erano piene di vitigni e all'interno c'erano anche delle case appoggio. Se io oggi vado e percorro la stessa strada, che è famosa per molti incidenti, quella che porta, se non sbaglio, dal bivio di Monastir a Guasila, penso che non trovo più vitigni, quindi c'è una modificazione sostanziale del paesaggio, con delle costruzioni che sono allocate in questo paesaggio ormai non più verde o rosso, in determinati periodi, perché arriva il periodo autunnale ed è altrettanto bello vedere questi colori alternarsi nell'ambiente, e non ci sono più. Poi si sono ricostruiti questi vitigni. La stessa cosa, e il Presidente di questo è più conscio di me, su questi aspetti, avviene nel Sassarese, quando tu affronti le salite e vedi questa immensità di ulivi che caratterizzano quel paesaggio, che poi siano vicino agli orti o in quelli che sono gli spazi più larghi andando verso Alghero o proseguendo verso Li Punti poco importa, ma è un paesaggio. Questi paesaggi, con tutto quello che hanno di caratteristico, rischiano di sparire. Ma perché? Perché c'è un abuso edilizio in più o perché non facciamo il nostro dovere come Consiglio regionale? Stamattina parlando di Xylella si è affrontato un tema per cui dovremmo avere il coraggio di dire basta alle influenze esterne che modificano sostanzialmente il paesaggio e lo modificano in termini parassitari veramente, non quelli che costruiscono una casa e magari fanno un metro cubo in più di abitazione, su cui ci si accanisce, su cui siamo pronti a sparare a zero che anziché un ettaro devono essere per forza tre ettari, ma questa Xylella aggredisce gli ulivi e abbiamo visto da tutti i servizi cosa succede in Puglia per gli ulivi, ma non solo. Aggredisce i vitigni, i ciliegi! Pensate ai ciliegi di Bonnanaro, i cui frutti hanno una meraviglia di sapore, o quelli di Burcei. È paesaggio, ma ci curiamo del paesaggio, dopo che ci riempiamo la bocca di paesaggio intoccabile perché bisogna costruire un metro cubo in meno? Stiamo attenti a quello che si verifica intorno a noi? Siamo capaci di prendere decisioni che certamente possono essere importanti per quello che è il futuro della Sardegna e del suo approvvigionarsi? Ma è lecito che noi utilizziamo i centenari per dire che si mangia bene e si beve meglio in Sardegna all'Expo e poi pensare che stiamo per distruggere quello che è il patrimonio su cui basiamo anche questa impronta diversa della nostra isola? Chiedo scusa al Presidente se ho allargato il concetto, ma voglio significare che spesso e volentieri si fanno battaglie forti ma inutili contro un metro cubo di coperto piuttosto che a danni che uccidono, ammazzano quella che è la possibilità economica della Sardegna e di sviluppo e occupazione per la stessa.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Vedo molta agitazione nei banchi del centrosinistra. È probabile che sia il frutto di questi vertici separati, come ha riferito la stampa; forse quello dell'onorevole Soru che riunisce una parte della maggioranza, l'altro quello del presidente Pigliaru, insomma speriamo almeno che quello che ieri trasversalmente potete aver discusso non si ripercuota ancora con effetti negativi su questo provvedimento che stiamo esaminando e che voi vi state approvando e ve ne assumete tutta la responsabilità. "Avevamo già esposto pubblicamente le nostre perplessità rispetto alla legge casa che, invece di invertire decisamente la rotta caratterizzata dal cemento dei piani casa, si poneva fondamentalmente in linea con essi. Abbiamo denunciato, infatti, l'assenza di una visione strategica di territorio, di politiche per la casa e di approcci orientati verso l'efficientamento energetico e la riqualificazione dell'esistente". Non sono dichiarazioni di un esponente dell'opposizione, sono dichiarazioni di un esponente, lascio gli aggettivi perché autorevole o meno questo lo decidono sempre gli elettori con l'espressione di gradimento che al momento delle elezioni danno, ma un esponente importante comunque della maggioranza che esprime un giudizio completamente negativo, critico su questo provvedimento. Un giudizio al quale non segue (come dovrebbe e la coerenza anche impone) una presa di posizione in Aula votando contro questo provvedimento e votando anche contro questo articolo perché in questo articolo si pone proprio il problema del trasferimento volumetrico per la riqualificazione ambientale e paesaggistica, cioè dove la norma consente ai comuni di determinare con un'apposita deliberazione del consiglio comunale la concessione di un credito volumetrico del 40 per cento. Allora, dove sono questi esponenti della maggioranza che ancora nel silenzio tuonano sui mezzi di informazione, fanno gazzosa, cercano di blandire l'opinione pubblica per dire: "Badate, noi stiamo protestando contro le decisioni che prende il Partito Democratico, sì, è vero, siamo in questa maggioranza, non ne possiamo fare a meno, però la battaglia la facciamo"? Qui in Aula fanno invece il contrario di quello che predicano fuori, razzolando male all'interno di quest'Aula.

Detto questo, mi premeva, Assessore, porre in evidenza un aspetto perché non si è avuta invece quella determinazione che sarebbe stata, sì questa, valutata positivamente anche dai banchi dell'opposizione, l'ipotesi di riprodurre... chiedo scusa all'onorevole Desini perché è una cosa importante, ora esco dalle valutazioni politiche, ma è una questione che riguarda proprio la norma, solo un secondo, onorevole Desini...

Allora, il D.L. 133 del 2014, come lei sa, ha introdotto una normativa con cui si dispone la riduzione del contributo di costruzione in misura non inferiore al 20 per cento. Questo è per agevolare proprio gli interventi di densificazione, di ristrutturazione, di recupero e riuso degli immobili dismessi o in via di dismissione e non si capisce perché al comma 10 di questa disposizione abbiate solo previsto la eventualità, la possibilità che l'amministrazione comunale possa prevedere forme di incentivazione quale la riduzione degli oneri concessori, quando invece sulla falsariga di quello che è già stato fatto con la legislazione nazionale, forse qui uno sforzo in più per dare qualche strumento di agevolazione in più, stabilendo anche con regole certe in che misura il contributo e l'agevolazione poteva essere concessa. Questo è l'aspetto che riteniamo di dover segnalare, fermo restando che per tutto il resto, al di là di qualche aggiustamento che è stato introdotto grazie al contributo dell'opposizione, rimane fermamente il giudizio negativo sull'intero impianto della legge.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 226.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 226.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 335.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 323.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 322.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Comunico al Consiglio che è rientrato dal congedo l'onorevole Comandini.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 321.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 320.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 319.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 334.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 333.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 332.

Ha domandato di parlare il consigliere Oscar Cherchi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (FI). L'emendamento numero 332 prevede la soppressione del comma 4.

Come ho provato a spiegare durante la discussione generale, la possibilità di demolire e quindi di spostare la nuova realizzazione del fabbricato in altra zona non prevede chi demolisce dentro la fascia dei 300 metri e può ricostruire dentro comunque la fascia dei 300 metri. Quindi credo che questo vada normato anche perché mi sembra riduttivo nell'articolo 27, mentre nell'articolo 28 si dà la possibilità comunque di demolire e ricostruire nella stessa posizione. Quindi non capisco perché nel "27" non lo possiamo mettere cioè che comunque io posso demolire dentro i 300 metri ed eventualmente ricollocarlo entro sempre i 300 metri perché serve magari per riqualificare o per migliorare l'assetto del paesaggio o comunque dell'ambiente che è circostante in situazioni che sono... ho esempi che se ne possono fare tantissimi, quindi io credo che da questo punto di vista se la Giunta può eventualmente, o il Presidente della Commissione, valutare anche questo aspetto cioè mantenere comunque quelli che stanno dentro i 300 metri. Ripeto, proprio perché poi nell'articolo 28, il successivo, lo si prevede con una riduzione del 15 per cento di volumetria però la si prevede la demolizione e la ricostruzione, quindi non si capisce perché nel 27 non possiamo inserire questa... altrimenti lo cancelliamo definitivamente così come propone l'emendamento e si lascia libero senza nessuna limitazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Sardegna). Soltanto per confermare il rischio reale che c'è della bocciatura da parte del Governo di queste modifiche che stiamo introducendo, perché le modifiche che stiamo introducendo comprese quelli degli standard urbanistici discendono direttamente dalla normativa statale generale e sia dall'impianto di strumentazione urbanistica ed edilizia nel nostro Paese e quindi noi non è che stiamo modificando le nostre norme, stiamo modificando con questa legge le norme di carattere statale. Quindi questo rischio è reale e ormai appartiene a una cosa ormai codificata e quindi volevamo ribadire questo concetto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonello Peru per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PERU ANTONELLO (FI). Per ribadire quello che ha già sostenuto in maniera molto chiara chi mi ha preceduto, cioè il collega Cherchi, che evidenzia in maniera molto seria e che nell'articolo 27 al comma 4 non possono essere trasferiti quei volumi all'interno dei 300 qualora anche ci siano strutture degradate, strutture degradate dove hanno necessità dell'efficientamento energetico, non diamo questa possibilità mentre nell'articolo 28 quando si parla di demolizione e ricostruzione diamo la possibilità anche se col meno 15 ma so che c'è anche un'intenzione di eliminare il meno 15 per cento, quindi la demolizione e la ricostruzione dentro i 300 metri non capiamo perché c'è questa incongruenza e questo conflitto tra l'articolo 27 e il 28. Quindi vorremmo se è possibile sentire l'Assessore per chiarirci questo aspetto.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

ERRIU CRISTIANO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Io ricordo che su questo tema ci fu anche un dibattito in occasione dell'approvazione della legge numero 4 che abbiamo ripreso pari perché la logica è quella di procedere ad un intervento che è di demolizione e di ricostruzione per fini di riqualificazione paesaggistica. L'intervento a cui si fa riferimento è contenuto nell'articolo 28 quindi al limite si può ragionare, vediamo, non l'abbiamo fatto ma su questo direi che non ci sono le condizioni per poter intervenire in aderenza con quanto richiesto.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 332.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 331.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 330.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 329.

Ha domandato di parlare il consigliere Oscar Cherchi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (FI). Anche sull'emendamento numero 329 comma 7, ribadisco ciò che ho sottolineato durante il dibattito della discussione generale. Mi sembra eccessivamente restrittivo cioè mi sembra che ragguagliare l'altezza di un fabbricato che non abbia chiara destinazione residenziale, ma di qualsiasi tipo di attività produttiva, debba essere presa in considerazione solo l'altezza dei 3 metri anche se sono a più livelli comunque mantengo sempre 3 metri e poi 3 metri nel livello successivo. Allora, fino a quando sono più livelli può darsi che tutto sommato alla fine nel ragionamento globale della valutazione dell'investimento e quindi dell'economicità dell'investimento ci potrebbe anche stare, nel momento in cui però il fabbricato ha soltanto un unico piano e quindi con un'unica falda orizzontale o comunque inclinata e quindi con altezze interne che possono essere differenti, significa però che perderei e si perde davvero tanta volumetria. Quindi io da questo punto di vista come proposta o non lo inserirei proprio come comma cioè lo casserei proprio completamente, quindi non segnerei questo quindi il volume è quello assegnato a quel fabbricato e si trasforma automaticamente anche perché poi ripeto come dicevo prima nell'investimento non esiste solo la demolizione di quel fabbricato e la ricostruzione di un fabbricato magari di tipo residenziale, perché questa è poi alla fine per il suo cambio di destinazione, ma bensì anche tutto il resto dell'investimento che va fatto, cioè nel ripristino dell'area iniziale ed in quella della realizzazione della nuova area. Quindi da questo punto di vista io credo che almeno se non per approvare l'emendamento numero 329 fosse opportuno magari sollevare quell'altezza, anziché di 3 metri, portarla a 3 metri e mezzo, come minima considerazione, poi il resto lo vedrà chiaramente l'Aula e la maggioranza è sovrana.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 329.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 328.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 327.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 318.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 356.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 326.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 325, uguale all'emendamento numero 357.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 324.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 578, che è un emendamento sostitutivo totale, con parere contrario della Commissione, che emenda l'emendamento numero 144.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 578.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 144.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 147.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 148.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo al testo dell'articolo 27.

Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS ANTONIO (PD), relatore di maggioranza. Presidente, se l'Aula fosse d'accordo, alla fine dell'articolo 27, aggiungerei un emendamento orale. Stiamo dicendo che consentiamo per il trasferimento delle costruzioni che si trovano in zona a rischio idrogeologico, o comunque di pregio ambientale, la proposta è che possano essere salvate anche quelle concessioni edilizie che sono state regolarmente presentate e regolarmente approvate, e tra l'inizio della costruzione e il rilascio della concessione edilizia è stata dichiarata nel frattempo a rischio idrogeologico in quel terreno dove doveva essere costruito l'immobile, se l'Aula fosse d'accordo l'emendamento potrebbe essere scritto in questo modo: "Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche in caso di edifici in corso di realizzazione o realizzabili in virtù di titolo abilitativo legittimo ed efficace arredato di presentazione dell'istanza da parte del privato o alla data di adozione della deliberazione del Consiglio comunale di cui al comma 3". Possiamo sostenere due minuti?

PRESIDENTE. Sospendo la seduta per qualche minuto.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 35, viene ripresa alle ore 17 e 49.)

Riprendiamo la seduta.

Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS ANTONIO (PD), relatore di maggioranza. Presidente, c'è da fare anche un'ulteriore correzione, al comma 5 aggiungere la parola "residue", dopo "la propria capacità edificatoria", quindi il comma 5 dell'articolo 27 viene riscritto in questo modo: "Qualora le aree in cui deve avvenire la ricostruzione dei volumi siano già classificate dallo strumento urbanistico comunale come trasformabili e dotate di propria capacità edificatoria residue, il credito volumetrico di cui al comma 2 può sommarsi alle ordinarie capacità edificatorie eccetera…" mentre, alla fine dell'articolo 27, mi è sembrato di capire che il Consiglio è d'accordo per l'emendamento orale di cui ho dato lettura prima. Ne ridò lettura Presidente?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica.

ERRIU CRISTIANO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. La parola "residue" va dopo la parola "edificatorie" quindi: "può sommarsi alle ordinarie capacità edificatorie residue del lotto, fino al raggiungimento dei limiti massimi stabiliti dalla normativa regionale". Ripeto: "il credito volumetrico di cui al comma 2 può sommarsi alle ordinarie capacità edificatorie residue del lotto" significa che non si conteggia ciò che è stato edificato ma la parte residua.

PRESIDENTE. All' articolo 27 il comma 5 dice: "Qualora le aree in cui deve avvenire la ricostruzione dei volumi siano già classificate dallo strumento urbanistico comunale come trasformabili e dotate di propria capacità edificatoria, il credito volumetrico di cui al comma 2 può sommarsi alle ordinarie capacità edificatorie residue del lotto fino al raggiungimento dei limiti massimi stabiliti dalla normativa regionale", quindi la Giunta mette la parola "residue" dopo "capacità edificatorie". Questo è uno, l'altro va almeno riletto. Prego.

SOLINAS ANTONIO (PD), relatore di maggioranza. Lo leggo piano: "Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche in caso di edifici in corso di realizzazione o realizzabili in virtù di titolo abilitativo legittimo ed efficace alla data di presentazione dell'istanza da parte del privato o alla data di adozione della delibera del Consiglio comunale di cui al comma 3".

PRESIDENTE. Chiedo al Consiglio se ci sono osservazioni su questi emendamenti orali presentati. Non ho osservazioni, quindi diamo per acquisiti gli emendamenti orali così come sono stati esposti in aula. Metto in votazione il testo dell'articolo 27.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 27.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

L'approvazione del testo dell'articolo fa decadere l'emendamento numero 79, presentato sull'articolo 28.

C'era un emendamento all'82, però era stato ritirato, chiedo conferma. Sì, è stato ritirato. Quindi metto in votazione l'emendamento numero 134.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 134.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 28 e dei relativi emendamenti.

Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Volevo chiedere le motivazioni dell'emendamento numero 622 di inammissibilità.

PRESIDENTE. Perché non è strettamente connesso con l'emendamento numero 82, quello che emendava.

Ricordo che l'emendamento numero 79 è decaduto in base all'approvazione del testo dell'articolo 27, gli emendamenti numero 617 e 625 sono inammissibili. Anche l'emendamento numero 29 non è ammissibile perché non c'è copertura finanziaria.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 28 e dei relativi emendamenti:

Art. 28

Rinnovo del patrimonio edilizio con interventi di demolizione e ricostruzione

1. La Regione promuove il rinnovamento del patrimonio edilizio esistente mediante interventi di integrale demolizione e successiva ricostruzione degli edifici esistenti che necessitino di essere adeguati in relazione ai requisiti qualitativi, architettonici, energetici, tecnologici, di sicurezza strutturale e per il superamento e l'eliminazione delle barriere architettoniche.

2. Nel caso di edifici che insistono su lotti urbanistici non superiori a 500 metri quadri o che hanno un volume non superiore a 2.000 metri cubi, su istanza del privato interessato è consentita, in alternativa a quanto previsto al comma 3, la demolizione con successiva ricostruzione nel medesimo lotto urbanistico con la concessione di un bonus volumetrico pari al 15 per cento dell'edificio demolito e il superamento dei parametri volumetrici e dell'altezza previsti dalle vigenti disposizioni comunali e regionali. Nelle zone E ed H non è ammessa deroga alle vigenti disposizioni regionali.

3. Per il conseguimento delle finalità di cui al comma 1, nel caso di edifici che insistono su lotti urbanistici superiori a 500 metri quadrati o che hanno un volume superiore a 2.000 metri cubi, su proposta del privato interessato, è consentita la concessione di un credito volumetrico massimo pari al volume dell'edificio demolito maggiorato del 30 per cento, da determinarsi con apposita deliberazione del consiglio comunale.

4. Nelle ipotesi di cui al comma 3, ove l'intervento preveda la ricostruzione nel medesimo lotto urbanistico, il Consiglio comunale, con la stessa deliberazione di cui al comma 3, stabilisce i parametri urbanistico-edilizi dell'intervento nel rispetto delle vigenti disposizioni, con eventuale superamento dei soli indici volumetrici previsti dalle vigenti disposizioni comunali e regionali. Nelle zone E ed H non è ammessa deroga alle vigenti disposizioni regionali.

5. Nelle ipotesi di cui al comma 3, ove l'intervento preveda la ricostruzione in diverso lotto urbanistico, il consiglio comunale, con la stessa deliberazione di cui al comma 3, adotta la variante allo strumento urbanistico, individuando l'area di trasferimento delle volumetrie determinando i parametri urbanistico-edilizi dell'intervento nel rispetto delle vigenti disposizioni. La nuova localizzazione delle volumetrie non è individuabile nella zona urbanistica H e nelle aree classificate dallo strumento urbanistico zona E non contigue al centro urbano.

6. Le disposizioni del presente articolo si applicano agli edifici legittimamente realizzati entro la data di entrata in vigore della presente legge, nonché nei casi di edifici successivamente legittimati a seguito di positiva conclusione del procedimento di condono o di accertamento di conformità e, ove necessario, dell'accertamento di compatibilità paesaggistica.

7. Ai fini della determinazione del volume urbanistico cui parametrare il credito volumetrico si applicano le disposizioni previste dal decreto assessoriale 20 dicembre 1983, n. 2266/U. Nel caso di demolizione di edifici con altezze funzionali a originari cicli produttivi e ricostruzione con mutamento di destinazione d'uso, la determinazione del volume è effettuata ragguagliando l'altezza al valore di 3 metri per ogni livello fuori terra esistente.

8. Nelle ipotesi di demolizione con ricostruzione nel medesimo lotto l'intervento prevede la sistemazione degli eventuali ulteriori manufatti presenti, secondo le indicazioni impartite dall'Amministrazione comunale.

9. Nelle ipotesi di demolizione con ricostruzione in diverso lotto, il soggetto interessato garantisce, a propria cura e spese, la sistemazione dell'area originaria, secondo le indicazioni impartite dall'Amministrazione comunale.

10. L'edificio da costruire:

a) è ad energia quasi zero (nzeb) come definito dal decreto legislativo n. 192 del 2005, e successive modifiche ed integrazioni;

b) è dotato di idonei sistemi per il riutilizzo delle acque piovane e delle acque reflue;

c) è dotato di un idoneo impianto di elevazione per il trasporto verticale delle persone, qualora plurimmobiliare con almeno due livelli fuori terra;

d) è realizzato con materiali ecologici per la bioedilizia o prodotti per la bioedilizia oggetto di certificazione da parte di istituti accreditati, per almeno il 50 per cento del computo metrico.

11. Qualora le aree in cui avviene la ricostru-zione dei volumi siano già classificate dallo strumento urbanistico comunale come trasformabili e dotate di propria capacità edificatoria, il credito volumetrico di cui ai commi 2 e 4, può sommarsi alle ordinarie capacità edificatorie del lotto fino al raggiungimento dei limiti massimi stabiliti dalla normativa regionale.

12. La proposta del privato interessato è costituita da elaborati tecnico-grafici di livello pari allo studio di fattibilità di un'opera pubblica, evidenzia le soluzioni planivolumetriche e architettoniche adottate per il conseguimento delle finalità di cui al comma 1, e deve ottenere, prima della delibera del Consiglio comunale di assegnazione del credito, la positiva valutazione tecnico-economica dell'ufficio comunale competente in materia di urbanistica ed edilizia privata.

13. Le disposizioni del presente articolo non si applicano agli edifici:

a) che successivamente all'entrata in vigore della presente legge sono stati oggetto di opere che ne abbiamo mutato i caratteri strutturali, architettonici e tipologici in forza di interventi radicali di nuova costruzione, ovvero di ristrutturazione edilizia, ai sensi delle lettere d) ed e) del decreto del Presidente della Repubblica del 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico delle disposizioni legislative e regola-mentari in materia edilizia (Testo A)), e successive modifiche ed integrazioni;

b) che hanno già usufruito dell'articolo 5 della legge regionale n. 4 del 2009, e successive modifiche ed integrazioni;

c) per i quali il consiglio comunale con apposita deliberazione ha previsto la limitazione o l'esclusione, in ragione di particolari qualità storiche, architettoniche o urbanistiche da salvaguardare;

d) che ricadono nella fascia dei 300 metri dalla linea di battigia marina, con esclusione di quelli ubicati nelle zone omogenee A, B, C e D, nonché nelle zone G contermini all'abitato;

e) che ricadono nelle aree di cui all'articolo 27, comma 1.

14. Ove la demolizione riguardi edifici inclusi nel centro di antica e prima formazione, l'intervento è realizzabile se localizzato nella zona urbanistica A, unicamente previa approvazione di un piano particolareggiato adeguato al Piano paesaggistico regionale ed esteso all'intera zona urbanistica. Se l'intervento è localizzato in zone urbanistiche omogenee diverse dalla zona A, l'intervento è realizzabile unicamente nel caso in cui, con la stessa deliberazione di cui al comma 3, il consiglio comunale riconosca che l'edificio è in contrasto con i caratteri architettonici e tipologici del contesto, esplicitando i criteri seguiti nell'analisi. Tale deliberazione è soggetta ad approvazione ai sensi dell'articolo 9 della legge regionale n. 28 del 1998, e successive modifiche ed integrazioni. Analogamente si procede ove la localizzazione dell'intervento di ricostruzione ricada nel centro di antica e prima formazione.

15. Sono consentiti la demolizione degli edifici esistenti nella fascia dei 300 metri dalla linea di battigia marina e ricadenti nelle zone E, F, G non contermini all'abitato, e H, purché la ricostruzione comporti la realizzazione di un volume inferiore di almeno il 15 per cento rispetto a quello esistente. La ricostruzione dell'intera volumetria è assentibile unicamente ove il nuovo fabbricato determini un minore impatto paesaggistico secondo le indicazioni impartite dall'Amministrazione regionale con apposite linee guida da adottarsi entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

EMENDAMENTI.)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Antonio Solinas, relatore di maggioranza.

SOLINAS ANTONIO (PD), relatore di maggioranza. Il parere è negativo sugli emendamenti numero: 227, 308, 309, 426, 310, 423, 311, 422, 421, 312, 78 che è uguale al 313, 314, 315, 316, 317, 358, 359, 360, 361, 362, 363, 364, 365, 503, 504, 505, 506, 507, 170, 579, 580, 581, 280, 395, 472, 432, 431, 430, 429, 428, 427, 149, 397, 154, 150, 425, 398, 424, 153, 151, 394, 433, 396, 278, 279, 281, 68 e 592.

Il parere è favorevole sugli emendamenti numero: 473, 512, 135, 15, 136 e 529.

Sono ritirati gli emendamenti numero: 109, 110, 77, 74, 81, 79, 80 e 75.

Sugli emendamenti numero 14, 73 e 617 c'è un invito al ritiro.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

ERRIU CRISTIANO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Parere conforme alla Commissione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Per capire, l'emendamento numero 592 sembrerebbe un emendamento aggiuntivo, anche se poi vedo che è indicato come sostitutivo totale, solo per capire se è un sostitutivo totale o è propriamente un aggiuntivo.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 592 è aggiuntivo. È un sostitutivo totale dell'emendamento numero 136, pagina 471, che è un aggiuntivo al testo. L'emendamento numero 592 è un sostitutivo totale dell'emendamento aggiuntivo numero 136, che sostituisce e quindi, in caso di approvazione, diventa un aggiuntivo.

Ha domandato di parlare il consigliere Efisio Arbau. Ne ha facoltà.

ARBAU EFISIO (Sardegna Vera). Per annunciare il ritiro dell'emendamento numero 14 a pagina 468.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Oscar Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (FI). Grazie Presidente, una valanga di emendamenti che rischiano anche di confondere poi alla fine quello che è poi il risultato della proposta di modifiche all'articolo 28. Articolo 28, che ha sempre come titolo il rinnovo del patrimonio edilizio, però con interventi diretti di demolizione e di ricostruzione. Su questo abbiamo già discusso all'interno dell'articolo 27 che prevede premialità per la demolizione ma la ricostruzione non in loco, cioè nello stesso sito ma bensì in posizione differente. In questo caso invece tratta di fabbricati che devono essere demoliti e ricostruiti in sito praticamente.

Quello che lascia a prima battuta nella lettura dell'articolo un po' perplessi è il fatto che esista un differente peso di premialità relativamente ai lotti che hanno una dimensione inferiore ai 500 metri quadri o comunque fabbricati che hanno un volume inferiore ai 2000 metri cubi. La premialità è prevista per il 15 per cento. Nei lotti invece con dimensione superiore ai 500 metri quadri, o comunque con volumetrie superiori ai 2000 metri cubi, la premialità diventa del 30 per cento. Io a questo punto vorrei capire la motivazione cioè perché sono meno incentivato se ho un fabbricato più piccolo di dimensione inferiore e di dimensione del lotto inferiore e invece quando si tratta di un lotto superiore con una volumetria superiore sono incentivato con una percentuale superiore, non so, non capisco la ratio. Questo va bene, certo se è prevista la delibera del consiglio comunale. Però lo prevede in modo chiaro attenzione, in modo chiaro come dimensione del lotto quindi è chiaro che la dimensione del lotto e quindi la volumetria determina la premialità comunque cioè come premialità percentuale di premialità. Cioè come percentuale di premialità quindi questo già mi sembra il primo punto dove possiamo sicuramente approfondire ed eventualmente discutere.

L'altro aspetto è legato alle zone E agricole, nel momento in cui negli articoli precedenti abbiamo deciso come Consiglio regionale, il Consiglio regionale nella sua autorevolezza e autonomia di gestione ha deciso che le zone E debbano rientrare nella premialità, nelle premialità anche volumetriche per dove si può inserire cioè con il lotto sicuramente superiore ai 3000 metri Ma con premialità volumetrica prevista qui invece non si capisce perché se devo demolire e ricostruire non lo posso fare. Cioè si escludono le zone E, le zone agricole anche qua senza una ratio e senza una logica. Noi abbiamo proposto sicuramente degli emendamenti quindi magari durante la discussione degli emendamenti stessi potremmo valutare il caso di inserire e lasciare le zone agricole.

Capisco perfettamente invece quando indica ed evidenzia le fasce di rispetto, le zone H così definite nella simbologia urbanistica che sono sì zone di salvaguardia che possono essere parzialmente o totalmente inedificabili. Qui posso anche capire che da questo punto di vista si possa ragionare in modo differente ma sulle zone agricole credo che non abbia francamente nessun tipo di significato.

Per quanto riguarda invece l'ultima considerazione vado direttamente al comma 15 cioè quello legato alle zone all'interno di insediamento nei trecento metri o dei 150 metri, che qui non prevede e non indica per quanto riguarda le isole minori, e quindi in questo caso bisognerebbe comunque inserirlo, che prevede sì la demolizione ed eventuale ricostruzione ma con una riduzione della volumetria anziché una premialità, una riduzione di volumetria che è pari al 15 per cento. Quindi su questo noi proponiamo che chiaramente venga in modo almeno riportarlo alla stessa volumetria, cioè che non ci debba essere un decremento ma bensì che sia riportata alla stessa dimensione o perlomeno allo stesso volume del fabbricato già esistente che deve essere demolito e ricostruito. Su questo credo che probabilmente avremo modo di approfondirlo anche durante il dibattito legato all'approvazione dei singoli emendamenti e su questo eventualmente e singolarmente ci riserveremo poi successivamente di reintervenire.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Giuseppe Fasolino. Ne ha facoltà.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Grazie Presidente, come bene ha già fatto il mio collega Cherchi in questo articolo ci sono delle contraddizioni, delle contraddizioni evidenti. Mi sembra veramente assurdo che nel caso di un edificio o un lotto inferiore io do una premialità più bassa rispetto al caso in cui invece ho un lotto superiore e quindi do una premialità maggiore.

L'altra cosa veramente incredibile all'interno di questo articolo è il fatto che bisogna farlo passare in Consiglio comunale cioè che l'eventuale incremento volumetrico debba essere deciso dal Consiglio comunale. Io penso che sia, mi sembra che uno degli obiettivi della legge era quello di velocizzare, era quello di dare l'opportunità di fare il più velocemente possibile un qualcosa e un incremento. Quindi invece in questo caso mi sembra che stiamo appesantendo e non di poco l'iter burocratico ma soprattutto lo stiamo aggravando per quelli che hanno dei lotti più piccoli che invece dovrebbero essere quelli che hanno l'esigenza maggiore e dovrebbero essere quelli sul quale concentrare l'aiuto.

E poi il comma 15, il comma 15 di questo articolo dove non prevediamo nessuna premialità ma non soltanto nessuna premialità addirittura un decremento del 15 per cento rispetto alla volumetria precedente nei casi di demolizione e ricostruzione all'interno della fascia dei 300 metri dal mare. Quindi chi volesse demolire e ricostruire all'interno dei trecento metri dal mare lo potrà fare solo se diminuirà l'edificio del 15 per cento. Manca qualcosa, potevamo anche punirlo, visto che gli togliamo la volumetria del 15 per cento, puniamolo anche per poter demolire e ricostruire il proprio edificio. Io penso che quanto meno se l'obiettivo di questa legge è quello realmente di migliorare anche l'aspetto architettonico delle strutture, di ammodernarle, minimo dovremo lasciare la volumetria uguale a quella precedente e non ridurla perché altrimenti non ci sarebbe nessun incentivo, non c'è nessun incentivo, noi sappiamo che senza nessun incentivo già in un momento così difficile, in un momento così delicato è difficile ristrutturare, è difficile migliorare i propri edifici per la crisi economica anche con eventuali incrementi, immaginiamoci quanto diventa complicato e difficile se invece diminuiamo la volumetria. Quindi io penso che la proposta fatta dal collega Cherchi possa essere quella più giusta cioè quanto meno teniamo la volumetria esistente ma non chiediamo a chi dovrà demolire e per ricostruire di diminuire la volumetria del 15 per cento. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Ignazio Locci. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Grazie Presidente, questa norma che nella sua intenzione, soprattutto nella sua rubrica sembrerebbe in un certo qual modo provare a specificare meglio concetti che sono già presenti nelle norme nazionali e in particolare ovviamente nel testo unico dell'edilizia, ma più sentitamente nelle norme che riguardano la regolamentazione delle ristrutturazioni edilizie, questo sembrerebbe certamente un intervento meritorio perché volto comunque a un tentativo di miglioramento della qualità degli interventi edilizi, e attraverso il rinnovo di questo patrimonio con ricostruzione, demolizioni e utilizzo ovviamente sempre richiamato di nuovi materiali, sembra improntato comunque a uno spirito di libertà e soprattutto a favorire l'iniziativa privata in questi termini. Ovviamente poi troviamo che in qualche modo questo principio è annacquato con tutta una serie di limitazioni che vengono poste a chi già per esempio ha usufruito o ha già praticato altri interventi utilizzando altre norme. Dico questo perché lo trovo veramente un limite di questa possibilità. Se oggi questa norma consente al patrimonio edilizio esistente in qualche modo di riqualificarsi attraverso la demolizione e la ricostruzione, non vedo motivo per cui questa possibilità debba essere negata a chi anche recentemente ha eventualmente praticato di questi interventi, ma che magari manifesta la volontà di volerli, mi riferisco in particolare al comma 13 di questo articolo dove vengono poste una serie di limitazioni.

Ancora, credo che questo tipo di intervento si debba in qualche modo chiarire come si coniuga con quanto abbiamo già stabilito si possa fare nelle zone A e nei centri di antica formazione, perché mentre negli articoli precedenti abbiamo ovviamente limitato la possibilità di intervento, in importante mi riferisco agli aumenti volumetrici nelle zone A e nei centri matrice, questo anche a prescindere dalla destinazione urbanistica degli immobili stessi, qui invece consentiamo, previo piano particolareggiato, la possibilità di demolizione e ricostruzione. Ecco, mi pare che si vada in qualche modo forse in contraddizione con quanto abbiamo già deciso, anche perché lo spirito di azione di questo legislatore era comunque di conservazione, mantenimento e miglioramento di quel patrimonio edilizio. Se noi oggi possiamo prendere atto del fatto che c'eravamo sbagliati prima, in realtà questa maggioranza vuole consentire anche demolizioni e ricostruzioni di edifici che si trovano magari all'interno dei centri di antica formazione, quindi nelle zone urbanistiche A. Credo che sia da chiarire l'ipotesi di contraddizione, ma non tanto per noi, quanto per gli uffici tecnici comunali che dovranno mettere in applicazione questa norma. Credo che prima di procedere con precisione all'approvazione dell'articolo, sia il caso di fare chiarezza su questo aspetto. Un'altra questione invece molto importante riguarda il poco significato che può essere attribuito alla diminuzione volumetrica nella fascia dei 300 metri dove questi interventi sono nelle zone F, nelle zone G e nelle zone E. Ecco, mi pare che sia un segnale veramente di poco conto quello di voler dire: "Va bene consentiamo l'intervento anche a voi, ma contrariamente a quello che consentiamo nelle zone B, C, quindi quelle della lettera d) del comma 13, a voi facciamo diminuire del 14 per cento le volumetrie". Mi pare veramente un tipo di iniziativa legislativa poco caratterizzata. Che cosa significa? Vuol dire che si potrà fare un bagno in meno, che si potrà fare una veranda in meno? Veramente, non è comprensibile un simile modo di scrivere la norma.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Michele Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Questo articolo va ovviamente nella stessa direzione di quello precedente, quindi andrebbe nella direzione giusta se anche qui non venissero in evidenza tutta una serie di elementi che, come sempre, tendono a complicare la procedura. Uno l'ha detto il collega Fasolino. Ma, se è previsto questo beneficio, che senso ha una delibera di consiglio comunale? C'è una legge regionale, ci sarà un piano urbanistico comunale, è abbastanza chiaro chi ha la titolarità a chiedere il beneficio, prevediamo al massimo la delibera della Giunta comunale, che si riunisce come sappiamo più facilmente, non è soggetta a cavilli o a dinamiche politiche che naturalmente riguardano il consiglio comunale, e si velocizza un attimino di più la cosa. Quindi, sinceramente io questo lo trovo un appesantimento che non mi sembra sia giustificato. Volevo segnalare al collega Solinas che è saltato il verbo nell'ultima riga del comma 4 del suo emendamento, il verbo essere, forse è meglio aggiungerlo. E volevo anche rilevare che è curioso anche il linguaggio legislativo che viene utilizzato per esempio nel comma 10, che è speculare rispetto al comma dell'articolo precedente, dove si dice che l'edificio da costruire è ad energia quasi zero. "È dotato" normalmente in un testo legislativo si scrive "deve essere dotato" di questo, di quell'altro, quindi trovo curioso questo modo di scrivere le leggi. Sul comma 12, a proposito di appesantimenti, si dice che la proposta del privato interessato è costituita da - anche qui il verbo essere è usato secondo me in maniera impropria - elaborati tecnico- grafici di livelli pari allo studio di fattibilità di un'opera pubblica. Ma c'è il tanto di scrivere una cosa del genere? Facciamogli presentare un Piano volumetrico o un computo metrico dove il tecnico scrive il tipo di materiale che usa, una relazione in cui scriverà quali sono i miglioramenti energetici delle acque piovane, del riutilizzo delle acque piovane reflue, mi pare che sia più che sufficiente, ma mettere una cosa di livello pari a un'opera pubblica, io mi immagino solo come i 378 uffici tecnici o sportelli unici per l'edilizia interpreteranno questa norma, ognuno la interpreterà a modo suo, chi l'interpreterà in modo più restrittiva, chi invece chiederà quintali di elaborati grafici soltanto per assomigliare ad uno studio di fattibilità di un'opera pubblica, e quindi mi pare che anche questo sia francamente eccessivo.

Una considerazione particolare mi pare che meriti il comma 15, che riguarda gli interventi, la demolizione e ricostruzione degli edifici dentro la fascia dei 300 metri. Premesso che stiamo parlando di edifici regolarmente concessionati, quindi legittimi, quelli che vogliono demolire quelle brutture anni '60 e anni '70 che si affacciano direttamente sul mare non andrebbero analizzati col 15 per cento della volumetria, cioè mi sembra il modo di dire alla gente: "Io ti permetto di demolire e ricostruire, però ti sto penalizzando". A me pare che andrebbero incoraggiati a demolire e ricostruire, poi è chiaro che gli chiederemmo di ridurre l'impatto ambientale, gli chiederemmo di utilizzare i colori della terra, inevitabilmente ci vorrà il nullaosta paesaggistico, ma penalizzare del 15 per cento semplicemente perché si fanno carico di spendere qualche centinaio di migliaia di euro per demolire e ricostruire delle porcherie in blocchetti di cui è costellata la nostra costa mi pare francamente un accanimento, imputargli e caricargli una penalizzazione del 15 per cento di volumetria mi sembra francamente un accanimento assolutamente giustificato. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Antonello Peru. Ne ha facoltà. Interviene come Presidente del Gruppo.

PERU ANTONELLO (FI). Siamo arrivati all'articolo 28, chi mi ha preceduto l'ha evidenziato, è un articolo importante, un articolo dove voi scrivete addirittura: "Rinnovo patrimonio". Lo strumento quindi delle demolizioni e delle ricostruzioni noi siamo convinti che interviene nel momento in cui quella struttura non è assolutamente adeguata, una struttura quindi non bella, una struttura non funzionale alle esigenze delle famiglie, una struttura in stato di degrado. E perché dico questo? Perché una struttura che non ha questi elementi e queste caratteristiche sicuramente nessuno è cretino per poterla demolire e ricostruire, quindi spendere risorse, quindi questo è l'elemento che fa sì che uno ristrutturi, demolisca e ricostruisca un manufatto che ha quelle caratteristiche. E allora noi diciamo: per quale motivo, anche in questo articolo, discriminiamo? Anche in questo articolo noi vediamo che non si possono fare le demolizioni e le ricostruzioni con quegli elementi, cioè con quelle brutture in tutte le zone omogenee, perché non si possono fare nelle zone E, perché anche nelle zone E noi siamo convinti che ci sono esigenze, perché anche nelle zone E ci sono strutture degradate, strutture che vanno riqualificate, strutture che hanno necessità di efficientamento energetico, quindi quel cittadino che vive nelle zone O, ma che ha struttura nella zona E non può assolutamente riqualificarla. Quindi, anche in questo articolo, noi abbiamo delle discriminazioni, come abbiamo evidenziato prima nell'articolo 27, cioè non aveva senso, perché noi non abbiamo chiesto la premialità sullo spostamento volumetrico, sulla bruttura in riva al mare, non abbiamo assolutamente detto che era necessaria una premialità volumetrica, ma abbiamo detto che era possibile trasferirla al limite dei 300 metri per riqualificarla, per renderla più funzionale, anche sotto l'aspetto architettonico, e quindi non avete sentito neanche questo, e anche quella è una forma di grande discriminazione. Quindi una legge un po' pasticciata, una legge che su determinate cose è stata anche corretta con degli obiettivi, in maniera molto efficiente, con il contributo importante dell'opposizione, però anche qui noi diciamo: perché utilizzate, e perché dite e determinate quello che effettivamente doveva essere una attuazione, un elemento, uno strumento organico, uno strumento che poteva omogeneizzare tutte le destinazioni e tutte le zone omogenee che intervengono nella nostra Isola. Una considerazione l'ha fatta anche chi mi ha preceduto… nei 300 metri, perché penalizziamo, perché il meno 15? Io vorrei chiedere all'Assessore, perché vedendo la numero 380, che dà una definizione di ristrutturazione edilizia, recepita dalla numero 130, quindi recepito l'articolo 3 della 380, modificata addirittura nel comma 1 lettera c) dal decreto del Fare, per quanto riguarda lo spostamento di sagoma disciplina che la ristrutturazione edilizia contempla la demolizione e la ricostruzione, lo disciplina la numero 380, quindi chiunque, cittadino italiano e anche sardo, adottando e attuando la numero 380 potrebbe tranquillamente, anche nei 300 metri, a questo punto, demolire e ricostruire tutte le parti che sono interessate per raggiungere quell'obiettivo di riqualificazione, di efficientamento energetico, di funzionalità alla struttura senza il meno 15 per cento, lì lo potrebbe fare tranquillamente! E allora non capisco perché esiste il meno 15 per cento, cioè perché esiste: "Sì, tu hai una bruttura, ti consento di demolirla e ricostruirla, però ti punisco sotto l'aspetto volumetrico", perché questo è stato scritto qua. Non capiamo assolutamente questo, pensiamo e speriamo che il contributo dell'opposizione possa far riflettere la maggioranza per dare una correzione a questo articolo, a questo comma, al 15, perché anche questo è stato disciplinato con un emendamento della maggioranza nei centri storici, dove è stata inserita la ristrutturazione edilizia sulla numero 380, perché anche nei centri storici, nelle zone A possiamo adottare la numero 380, quindi non capisco perché avete adottato il meno 15 per cento nella demolizione e ricostruzione dei 300 metri, dove anche nei 300 metri esistono quelle strutture che dicevo prima, costruite con tecniche sicuramente non all'avanguardia, con tecniche…

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

ERRIU CRISTIANO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Vorrei intervenire su tre punti emersi in occasione del dibattito, sul comma 2 e 3, e cioè sulla distinzione e sulla presenza del consiglio comunale che interviene in questo caso essendovi delle scelte di tipo pianificatorio che rendono quindi la competenza del consiglio e non della giunta. Il fatto che nel comma 2 non si preveda la deliberazione del consiglio comunale, è perché si tratta di lotti minimi e quindi la logica è quella di favorire i proprietari di questi lotti una sorta di corsia preferenziale, ma anche con una volumetria aggiuntiva inferiore rispetto a quella ordinaria che è prevista nell'articolo 3, quindi la deroga sta nel comma 2, non nel comma 3. Per quanto riguarda invece l'agro, e mi riferisco all'onorevole Cherchi, nelle zone E e H noi abbiamo una norma di salvaguardia, e quindi vogliamo evitare le deroghe rispetto a quanto l'articolo 4 delle direttive per le zone agricole, il decreto numero 228 del 94 che introduce la possibilità della demolizione e della ricostruzione, facendo riferimento proprio a inderogabili motivi di staticità o di tutela della pubblica incolumità, il problema è la deroga rispetto allo strumento urbanistico e quindi alle volumetrie assentibili, quindi non è che non sia possibile, onorevole Peru, fare l'intervento di demolizione e ricostruzione in agro, è perfettamente possibile e legittimo, quello che non è possibile è derogare rispetto alle regole e alle disposizioni urbanistiche vigenti. Per quanto riguarda invece l'altro tema, quello sugli elaborati grafici, nel momento in cui noi introduciamo l'elemento pianificatorio e quindi il passaggio in consiglio comunale, il consiglio comunale deve essere messo nelle condizioni di valutare anche gli elaborati grafici, ed ecco il motivo per cui è stato inserito un livello di fattibilità e di descrizione degli elaborati tecnico-grafici equiparabili all'opera pubblica, per consentire una valutazione da parte del consiglio comunale esattamente come succede per le opere pubbliche; non è un aggravio, ma è un elemento di conoscenza aggiuntiva, che serve per poter fare la valutazione di competenza e quindi per poter deliberare. Sul comma 15 e quindi la parte che riguarda la ricostruzione con un decremento volumetrico, credo che su questo vi sarà una proposta di emendamento orale, per eliminare la parte che prevede questa riduzione del 15 per cento rispetto alla volumetria esistente, quindi su questo concordo con le valutazioni fatte.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS ANTONIO (PD). Mi ha anticipato l'Assessore. Per preannunciare, credo che sia stata già distribuita copia, all'articolo 28, comma 11, un emendamento orale per cancellare "di cui ai commi 3 e 5" e anche qui aggiungere "le capacità edificatorie residue", mentre invece al comma 15, come ha già annunciato l'Assessore, cancellare la diminuzione delle volumetrie del 15 per cento. Comunque credo che ogni consigliere abbia avuto copia degli emendamenti.

PRESIDENTE. Gli emendamenti orali vanno fatti quando stiamo discutendo di quell'articolo e di quell'emendamento, altrimenti non si capisce nulla ed è difficile anche seguire così.

Ha domandato di parlare il consigliere Michele Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Presidente, anch'io sull'ordine dei lavori per sollevare un problema analogo a quello che ha appena sottolineato lei. Perché io ho fatto un intervento, non l'ho evidenziato nel discorso, ma per comodità di ragionamento ragionando sul testo e sull'emendamento sostitutivo di tre commi presentato dal relatore. L'Assessore mi ha risposto tenendo conto del testo in discussione senza gli emendamenti. Quindi questo modo di procedere, Presidente, crea effettivamente dei problemi perché qui alla fine non si sa di cosa stiamo discutendo e questo purtroppo si sta verificando sistematicamente in tutti gli articoli, perché è un modo di procedere che non ci consente di capire che testo noi stiamo costruendo, Presidente. Questa è una cosa che ritengo molto rischiosa.

PRESIDENTE. Sì, credo di condividere le sue osservazioni perché effettivamente è difficile seguire…

(Interruzione del consigliere Michele Cossa)

Proviamo a procedere secondo le regole.

La discussione generale sull'articolo è chiusa.

Metto in votazione l'emendamento soppressivo totale numero 227, con parere contrario della Commissione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 227.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 308.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 309.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 426.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 310.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 423.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 311.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 422.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 421.

Ha domandato di parlare il consigliere Oscar Cherchi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (FI). Sì, Presidente, sull'emendamento numero 421 sicuramente il voto è favorevole. Assessore, il 228 chiaramente prevede demolizione e ricostruzione nelle zone agricole con le sue relative prescrizioni. Qui noi stiamo dicendo un'altra cosa. È vero che voi non volete dare nessuna deroga in più, però è proprio questo il significato delle zone agricole, cioè dare la possibilità della premialità nelle zone agricole, altrimenti comunque posso demolire e ricostruire sempre, su questo non si discute, ma senza premialità potrebbe non avere la relativa convenienza. Ecco perché la nostra proposta è inseriamo anche le zone agricole nello stesso modo in cui le abbiamo inserite con la premialità volumetrica legata agli ampliamenti. Tutto qua, solo per questa ragione. Quindi dare la possibilità anche della premialità, inteso in quel senso. Poi è chiaro che così come il 228, ma anche il 380, per quanto riguarda poi il resto delle zone urbanistiche, permettono le demolizioni e le ricostruzioni, questo è chiaro, quando sono necessarie.

PRESIDENTE. Comunico al Consiglio che è rientrata dal congedo l'onorevole Daniela Forma.

Poiché nessun altro domanda di parlare su questo emendamento lo metto in votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 421.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 312.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 78 e 313, uguali.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 314.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 315.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 316.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Chiedo se dobbiamo proseguire col voto elettronico o se possiamo passare alla votazione palese.

PITTALIS PIETRO (FI). Va bene.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 317. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 358. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 359. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 360. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 361. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 362.

Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SEL). Per chiedere un paio di voti elettronici palesi.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 362.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 363.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 364.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 365.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 503.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 504.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 505.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 506.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 507.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 170.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 579.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 580.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 581.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 473.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Decadono pertanto gli emendamenti numero 280, 395, 472, 432, 431, 430, 429, 109 e 428, 427, il 110 era ritirato, 149, 397, 154, 150, 425 compresi gli aggiuntivi numero 80 e 281.

Quindi ripartiamo dall'emendamento numero 398 con il parere contrario della Commissione.

Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SEL). Chiedo la votazione nominale.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 398. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 424. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 512 con il parere favorevole della Commissione.

Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS ANTONIO (PD), relatore di maggioranza. Come concordato al comma 11 dell'articolo 28 è stato presentato un emendamento orale, quello che ho preannunciato prima è stato distribuito a tutti i consiglieri. Se ne devo dare lettura ne do lettura. La modifica è solo la cancellazione "di cui ai commi 3 e 5 è aggiunta la parola residue". Quindi lo leggo per intero: "qualora le aree in cui avviene la ricostruzione dei volumi siano già classificate dallo strumento urbanistico comunale come trasformabili e dotate di propria capacità edificatoria, il credito volumetrico può sommarsi alle ordinarie capacità edificatorie residue del lotto fino al raggiungimento dei limiti massimi stabiliti dalla normativa regionale".

PRESIDENTE. Grazie. Chiedo all'Aula se è acquisito l'emendamento orale. Poiché non vi sono osservazioni è acquisito l'emendamento orale. Con la soppressione dei commi 2 e 4 viene a decadere l'emendamento numero 512 che interveniva su quei due commi.

Passiamo all'emendamento numero 153 con il parere contrario della Commissione.

Metto in votazione l'emendamento numero 153. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 151. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 394.

Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS ANTONIO (PD), relatore di maggioranza. Sul comma 15 le osservazioni che sono state fatte da alcuni consiglieri, ma che era stato anche oggetto di approfondimento, la proposta dell'emendamento orale che è stato distribuito è quello di cancellare dopo la lettera h: "purché la ricostruzione comporti la realizzazione di un volume inferiore di almeno il 15 per cento rispetto a quello esistente". Quindi cancelliamo "la riduzione del 15 per cento". Ne do lettura per intero. "Al comma 15 sono consentiti la demolizione degli edifici esistenti nella fascia dei 300 metri dalla linea di battigia marina e ricadenti nelle zone E, F, G non contermini all'abitato ed H. La ricostruzione dell'intera volumetria è assentibile unicamente ove il nuovo fabbricato determini un minor impatto paesaggistico secondo le indicazioni impartite dall'amministrazione regionale con apposite linee guida da adottarsi entro 120 giorni dalla entrata in vigore della presente legge".

PRESIDENTE. Se non ci sono osservazioni all'emendamento orale, lo diamo per acquisito.

Metto in votazione l'emendamento numero 394.

Ha domandato di parlare il consigliere Emilio Usula. Ne ha facoltà.

USULA EMILIO (Soberania e Indipendentzia). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 394.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 433. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione il testo dell'articolo 28 con le integrazioni orali. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Con l'approvazione dell'articolo vengono a decadere gli emendamenti numero 396, 278, 279, 68 e 281.

Metto in votazione l'emendamento numero 135. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'emendamento sostitutivo numero 592, che è un emendamento sostitutivo all'emendamento numero 136, è un emendamento sostitutivo totale della Giunta.

Metto in votazione l'emendamento numero 592. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Con l'approvazione dell'emendamento numero 592 decadono gli emendamenti numero 73, 14, 15 e il 136; e l'emendamento numero 29 è inammissibile perché non c'è copertura finanziaria.

Ha domandato di parlare il consigliere Efisio Arbau. Ne ha facoltà.

ARBAU EFISIO (Sardegna Vera). Può confermarmi che decade anche l'emendamento numero 15? Perché non mi risulta, è aggiuntivo l'emendamento numero 15, non decade!

PRESIDENTE. Sì, è assolutamente integrato e lo comprende l'emendamento già acquisito.

ARBAU EFISIO (Sardegna Vera). No, non lo comprende, Presidente.

PRESIDENTE. Cioè, è diverso, ma quello lì è stato approvato.

ARBAU EFISIO (Sardegna Vera). Possiamo sospendere 5 minuti per un chiarimento?

PRESIDENTE. Certo che sì.

(La seduta, sospesa alle ore 19 e 08, viene ripresa alle ore 19 e 14.)

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta. Quindi abbiamo valutato l'emendamento numero 15, che effettivamente presenta una diversità rispetto alla regolamentazione all'impianto dell'emendamento numero 592 che è stato approvato. Quindi può essere ammesso nella parte che inizia da "La Regione e il sistema degli enti locali promuovono nelle zone urbanistiche A e B il recupero e la valorizzazione di immobili non utilizzati o sottoutilizzati devoluti a prezzo simbolico dai proprietari al soggetto attuatore individuato dal programma. Entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge la Giunta regionale provvede ad emanare le direttive attuative relative ai programmi integrati con il comma 1. Quindi in fase di coordinamento sarà poi integrata a quanto già votato. Effettivamente la seconda parte non è integrata nel testo che abbiamo già votato, quindi può essere ammesso in questa parte qui.

Metto in votazione l'emendamento numero 15. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Apriamo la discussione sull'articolo 29.

Ha domandato di parlare il consigliere Antonio Solinas. Ne ha facoltà.

SOLINAS ANTONIO (PD). Si, Presidente, c'era un accordo tra i gruppi del Consiglio regionale che con l'approvazione dell'articolo 28 stasera avremmo sospeso i lavori per riprenderli domani mattina.

PRESIDENTE. La seduta è tolta. Il Consiglio è convocato domani alle ore 10.

La seduta è tolta alle ore 19 e 16.