Seduta n.93 del 31/03/2015 

XCIII Seduta

(Pomeridiana)

Martedì 31 marzo 2015

Presidenza del Presidente Gianfranco GANAU

indi

del Vicepresidente Eugenio LAI

indi

del Presidente Gianfranco GANAU

La seduta è aperta alle ore 16 e 11.

FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 27 marzo 2015 (89), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Anna Maria Busia, Roberto Desini, Valter Piscedda, Christian Solinas e Alessandro Unali hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 31 marzo 2015.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Norme per il miglioramento del patrimonio edilizio e per la semplificazione e il riordino di disposizioni in materia urbanistica ed edilizia" (130/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 130.

Passiamo all'esame dell'articolo 19. All'articolo 19 sono stati presentati i seguenti emendamenti: i soppressivi parziali numero 538, 537, 529, 520, 523, 524, 522, 527, 528, 554, i sostitutivi parziali numero 545, 571, 536, 535, 572, 573, 591, 553, gli aggiuntivi numero 550, 547 che è uguale al 570, 549 che è uguale al 585, 546. Gli emendamenti dal numero 544 al 530 sono inammissibili perché già presentati come emendamenti all'articolo 19 e incompatibili con il contenuto dell'emendamento numero 125. La proposta emendativa è già l'attenzione dell'Aula con gli emendamenti principali. Ancora gli emendamenti numero 583, 531, 555, 556, 551, 574, 584, 586 che è uguale al 602, il sostitutivo totale numero 125, i soppressivi parziali numero 263, 350, 264, 90, 59 che è uguale al 442, 58 che è uguale al 443, 106 uguale al 449, 265 uguale al 446, 447, 448, 107, 266, 348, 349, 450, 451, 452, i sostitutivi parziali 155, 293, 390, 354, 290, 96, 497, 444, 97, 498, 445, 98, 2, 299, 298, 297, 296, 307, 141, 9, 292, 152, 10, 291, 108, 406, 60, gli aggiuntivi numero 438, 57 che è uguale al 111, 142, 382 e 440, 1 uguale al 441, 383, 388, 384, 385, 386, 387, 389, 391, 31, il 481 che è emendato dal 558, 496, 35, 300, 3, 402, 403, 4, 404, 405, 482 emendato dal 564 e dal 565, 483, 484, 439, 140, 289, 11, 453, 454 e 455.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 19 e dei relativi emendamenti:

Titolo II

Norme per il miglioramento del patrimonio esistente

Capo I

Norme per il miglioramento del patrimonio esistente

Art. 19

Interventi di incremento volumetrico del patrimonio edilizio esistente

1. È consentito, nel rispetto delle condizioni previste dal presente capo, l'incremento volumetrico degli edifici esistenti nelle zone urbanistiche omogenee A, B, C, D e G.

2. Nella zona urbanistica A l'incremento volumetrico può essere realizzato unicamente previa approvazione di un Piano particolareggiato adeguato al Piano paesaggistico regionale ed esteso all'intera zona urbanistica, che, nell'individuare gli interventi assentibili, può derogare in aumento nella misura massima del 20 per cento, all'indice medio di zona.

3. Nelle zone urbanistiche B e C l'incremento volumetrico può essere realizzato, per ciascuna unità immobiliare, nella misura massima:

a) del 20 per cento del volume urbanistico esistente, fino a un massimo di 70 metri cubi, nei comuni inclusi negli ambiti costieri che non hanno adeguato il Piano urbanistico comunale al Piano paesaggistico regionale;

b) del 30 per cento del volume urbanistico esistente, fino a un massimo di 90 metri cubi, nei comuni che hanno adeguato il Piano urbanistico comunale al Piano paesaggistico regionale e nei comuni non inclusi negli ambiti di paesaggio costieri.

4. I parametri del comma 3 sono incrementati del 5 per cento nelle seguenti ipotesi alternative:

a) l'intervento determini l'efficientamento energetico dell'intera unità immobiliare, nel rispetto dei parametri di cui al decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192 (Attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell'edilizia), e successive modifiche ed integrazioni;

b) l'intervento sia realizzato con materiali ecologici per la bioedilizia o prodotti per la bioedilizia oggetto di certificazione da parte di istituti accreditati, per almeno il 50 per cento del computo metrico;

c) l'intervento includa soluzioni finalizzate alla riduzione degli effetti delle "isole di calore", inclusa la realizzazione di tetti verdi e di giardini verticali;

d) l'intervento includa soluzioni per il riutilizzo delle acqua meteoriche e delle acque reflue;

e) se l'intervento è realizzato su edifici tipici dell'architettura locale e prevede l'uso, nel rispetto della tipologia, dei materiali locali tradizionali e delle tecniche costruttive che caratterizzano l'edificio esistente.

5. I parametri del comma 3 sono incrementati del 10 per cento se l'intervento di riqualificazione energetica è esteso all'intera unità immobiliare e determina la realizzazione di un edificio ad energia quasi zero (nzeb) come definito dal decreto legislativo n. 192 del 2005, e successive modifiche ed integrazioni. Gli incrementi di cui al presente comma possono cumularsi con quelli di cui al comma 4, ove siano adottate una o più soluzioni indicate alle lettere b), c), d) ed e).

6. Nella zona urbanistica D con destinazione industriale o artigianale l'incremento volumetrico può essere realizzato esclusivamente se strettamente connesso alle predette destinazioni, con esclusione di qualunque destinazione abitativa, residenziale o commerciale, nella misura massima, per ciascuna unità immobiliare, del 25 per cento del volume urbanistico esistente.

7. Nella zona urbanistica D con destinazione commerciale e nella zona urbanistica G, l'incremento volumetrico può essere realizzato, con esclusione di qualunque destinazione abitativa e residenziale, nella misura massima, per ciascuna unità immobiliare, del 20 per cento del volume urbanistico esistente, fino a un massimo di 400 metri cubi.

8. Nelle zone urbanistiche A, B e C, nonché negli edifici con destinazione residenziale legittimamente realizzati in altre zone urbanistiche, è inoltre consentito l'incremento volumetrico, non cumulabile con quelli previsti dai commi 2, 3, 4 e 5, necessario a garantire la massima fruibilità degli spazi destinati ad abitazione principale dei disabili, nella misura massima per ciascuna unità immobiliare di 120 metri cubi.

Emendamento Soppressivo Totale Peru - Pittalis - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis - Alessandra Zedda

Articolo 19

L'articolo 19 è soppresso. (218)

Emendamento sostitutivo totale Pittalis - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis - Alessandra Zedda

Articolo 19

All'articolo 19

Il titolo è così sostituito:

"Interventi di ampliamento volumetrico da realizzarsi sul patrimonio edilizio esistente nel territorio regionale". (301)

Emendamento sostitutivo totale Giunta regionale

Articolo 19

L'articolo 19 è sostituito dal seguente:

"1. È consentito, nel rispetto delle condizioni previste dal presente capo, l'incremento volumetrico degli edifici esistenti nelle zone urbanistiche omogenee A, B, C, D e G.

2. Nella zona urbanistica A l'incremento volumetrico può essere realizzato unicamente negli edifici che non conservano rilevanti tracce dell'assetto storico e che siano in contrasto con i caratteri architettonici e tipologici del contesto, previa approvazione di un Piano particolareggiato adeguato al Piano paesaggistico regionale ed esteso all'intera zona urbanistica o previa verifica di cui all'articolo 2 della legge regionale n. 13 del 2008 e successive modifiche e integrazioni. Gli interventi sono ispirati al principio dell'armonizzazione delle architetture e delle facciate con il contesto e possono determinare, per ciascuna unità immobiliare, un incremento volumetrico massimo del 20% del volume urbanistico esistente, fino a un massimo di 70 metri cubi.

3. Nelle zone urbanistiche B e C l'incremento volumetrico può essere realizzato, per ciascuna unità immobiliare, nella misura massima:

a) del 20 per cento del volume urbanistico esistente, fino a un massimo di 70 metri cubi, nei comuni inclusi negli ambiti di paesaggio costieri che non hanno adeguato il Piano urbanistico comunale al Piano paesaggistico regionale;

b) del 30 per cento del volume urbanistico esistente, fino a un massimo di 90 metri cubi, nei comuni che hanno adeguato il Piano urbanistico comunale al Piano paesaggistico regionale e nei comuni non inclusi negli ambiti di paesaggio costieri.

4. Nei casi previsti dal comma 3 è concesso un ulteriore incremento volumetrico del 5% del volume urbanistico esistente, con conseguente proporzionale aumento della soglia volumetrica massima, nelle seguenti ipotesi alternative:

a) l'intervento determini l'efficientamento energetico dell'intera unità immobiliare, nel rispetto dei parametri di cui al decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192 (Attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell'edilizia), e successive modifiche ed integrazioni;

b) l'intervento includa soluzioni finalizzate alla riduzione degli effetti delle "isole di calore", inclusa la realizzazione di tetti verdi e di giardini verticali;

c) l'intervento includa soluzioni per il riutilizzo delle acque meteoriche e delle acque reflue.

5. Nella zona urbanistica D con destinazione industriale o artigianale l'incremento volumetrico può essere realizzato esclusivamente se strettamente connesso alle predette destinazioni, con esclusione di qualunque destinazione abitativa, residenziale o commerciale, nella misura massima, per ciascuna unità immobiliare, del 25 per cento del volume urbanistico esistente.

6. Nella zona urbanistica D con destinazione commerciale e nella zona urbanistica G, l'incremento volumetrico può essere realizzato, con esclusione di qualunque destinazione abitativa e residenziale, nella misura massima, per ciascuna unità immobiliare, del 20 per cento del volume urbanistico esistente, fino a un massimo di 400 metri cubi.

7. Nella zona urbanistica A, nonché nelle zone urbanistiche B e C e negli edifici con destinazione residenziale legittimamente realizzati in altre zone urbanistiche, è consentito l'incremento volumetrico, non cumulabile con quelli previsti dai commi 3, 4, 5 e 6, necessario a garantire la massima fruibilità degli spazi destinati ad abitazione principale dei disabili, nella misura massima per ciascuna unità immobiliare dì 120 metri cubi." (125)

Emendamento all'emendamento numero 125 soppressivo parziale Pittalis - Fasolino - Locci - Alessandra Zedda - Oscar Cherchi

Articolo 19

Al comma 3, lettera a), le parole "fino a un massimo di 70 metri cubi" sono soppresse. (538)

Emendamento All'emendamento Numero 125 Soppressivo Parziale Pittalis - Fasolino - Locci - Alessandra Zedda - Oscar Cherchi

Articolo 19

Al comma 3, lettera b), le parole "fino a un massimo di 90 metri cubi" sono soppresse. (537)

Emendamento all'emendamento numero 125 soppressivo parziale Pittalis - Fasolino - Locci - Alessandra Zedda - Oscar Cherchi

Articolo 19

Al comma 5, le parole "con esclusione di qualunque destinazione abitativa, residenziale o commerciale," sono soppresse. (529)

Emendamento all'emendamento numero 125 soppressivo parziale Pittalis - Fasolino - Locci - Alessandra Zedda - Oscar Cherchi

Articolo 19

Al comma 5, la parola "abitativa," è soppressa. (520)

Emendamento all'emendamento numero 125 soppressivo parziale Pittalis - Fasolino - Locci - Alessandra Zedda - Oscar Cherchi

Articolo 19

Al comma 5, la parola "commerciale," è soppressa. (523)

Emendamento all'emendamento numero 125 soppressivo parziale Pittalis - Fasolino - Locci - Alessandra Zedda - Oscar Cherchi

Articolo 19

Al comma 5, la parola "residenziale," è soppressa. (524)

Emendamento all'emendamento numero 125 soppressivo parziale Pittalis - Fasolino - Locci - Alessandra Zedda - Oscar Cherchi

Articolo 19

Al comma 6, le parole "con esclusione di qualunque destinazione abitativa, residenziale'' sono soppresse. (522)

Emendamento all'emendamento numero 125 soppressivo parziale Pittalis - Fasolino - Locci - Alessandra Zedda - Oscar Cherchi

Articolo 19

Al comma 6, la parola "residenziale," è soppressa. (527)

Emendamento all'emendamento numero 125 soppressivo parziale Pittalis - Fasolino - Locci - Alessandra Zedda - Oscar Cherchi

Articolo 19

Al comma 6, la parola "abitativa," è soppressa. (528)

Emendamento all'emendamento numero 125 soppressivo parziale Pittalis - Fasolino - Locci - Alessandra Zedda - Oscar Cherchi.

Articolo 19

Al comma 7, le parole "nella misura massima per ciascuna unità immobiliare di 120 metri cubi" sono soppresse. (554)

Emendamento all'emendamento numero 125 sostitutivo parziale Pittalis - Fasolino - Locci - Alessandra Zedda - Oscar Cherchi

Articolo 19

Il comma 2, è sostituito con il seguente:

2. Nella zona urbanistica A l'incremento volumetrico di cui al comma 1 può essere realizzato esclusivamente per garantire la massima fruibilità degli spazi destinati ad abitazione principale, nella misura massima per ciascuna unità immobiliare di 120 metri cubi. (545)

Emendamento all'emendamento numero 125 sostitutivo parziale Tedde - Pittalis - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tocco - Tunis - Alessandra Zedda

Articolo 19

All'emendamento numero 125 (Interventi di incremento volumetrico del patrimonio edilizio esistente), il comma 2 viene sostituito come segue:

Art. 19 Interventi di incremento volumetrico del patrimonio edilizio esistente.

2. Nella zona urbanistica A l'incremento volumetrico si applica limitatamente agli edifici aventi meno di cinquant'anni in contrasto con i caratteri architettonici e tipologici del contesto ed a condizione che l'intervento comporti un miglioramento della qualità architettonica estesa all'intero edificio e sia armonizzato con il contesto storico e paesaggistico in cui si inserisce. Tali contrasti sono espressamente dichiarati dal competente Dirigente e approvati perentoriamente entro il termine di centoventi giorni dall'entrata in vigore della presente legge. (571)

Emendamento all'emendamento numero 125 sostitutivo parziale Pittalis - Fasolino - Locci - Alessandra Zedda - Oscar Cherchi

Articolo 19

Al comma 3, lettera a), le parole "fìno a un massimo di 70 metri cubi" sono sostituite con "fino a un massimo di 90 metri cubi". (536)

Emendamento all'emendamento numero 125 sostitutivo parziale Pittalis - Fasolino - Locci - Alessandra Zedda - Oscar Cherchi

Articolo 19

Al comma 3, lettera b), le parole "fino a un massimo di 90 metri cubi" sono sostituite con "fino a un massimo di 120 metri cubi" (535)

Emendamento all'emendamento numero 125 sostitutivo parziale Tedde - Pittalis - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tocco - Tunis - Alessandra Zedda

Articolo 19

All'emendamento numero 125 (Interventi di incremento volumetrico del patrimonio edilizio esistente), il comma 5 viene sostituito come segue:

Art. 19 Interventi di incremento volumetrico del patrimonio edilizio esistente.

5. Nella zona urbanistica D con destinazione industriale o artigianale l'incremento volumetrico può essere realizzato esclusivamente se strettamente connesso alle predette destinazioni, con esclusione di qualunque destinazione abitativa, residenziale o commerciale, nella misura massima, per ciascuna unità immobiliare, del 25 per cento del volume urbanistico esistente. Nei fabbricati residenziali esistenti adibiti come prima casa del titolare dell'impresa o del custode sono consentiti gli incrementi volumetrici di cui al comma 3, lett. a e b. (572)

Emendamento all'emendamento numero 125 sostitutivo parziale Tedde - Pittalis - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tocco - Tunis - Alessandra Zedda

Articolo 19

All'emendamento numero 125 (Interventi di incremento volumetrico del patrimonio edilizio esistente), il comma 6 viene sostituito come segue:

Art 19 Interventi di incremento volumetrico del patrimonio edilizio esistente.

6. Nella zona urbanistica D con destinazione commerciale e nella zona urbanistica G, l'incremento volumetrico può essere realizzato, con esclusione di qualunque destinazione abitativa e residenziale, nella misura massima, per ciascuna unità immobiliare, del 20 per cento del volume urbanistico esistente, fino a un massimo di 400 metri cubi. Nei fabbricati residenziali esistenti adibiti come prima casa del titolare dell'impresa o del custode sono consentiti gli incrementi volumetrici di cui al comma 3, lett. a, b, e c. (573)

Emendamento all'emendamento numero 125 sostitutivo parziale Giunta regionale

Articolo 19

L'emendamento n. 125 è così modificato:

Il comma 7 è sostituito da:

"7. Nella zona urbanistica A, nonché nelle zone urbanistiche B e C e negli edifici con destinazione residenziale legittimamente realizzati in altre zone urbanistiche, è inoltre consentito l'incremento volumetrico, non cumulabile con quelli previsti dai commi 2, 3 e 4. necessario a garantire la massima fruibilità degli spazi destinati ad abitazione principale dei disabili, nella misura massima per ciascuna unità immobiliare di 120 metri cubi. " (591)

Emendamento all'emendamento numero 125 sostitutivo parziale Pittalis - Locci - Alessandra Zedda - Oscar Cherchi

Articolo 19

Al comma 7, le parole ''nella misura massima per ciascuna unità immobiliare di 120 metri cubi" sono sostituite con "nella misura massima per ciascuna unità immobiliare di 200 metri cubi". (553)

Emendamento all'emendamento numero 125 aggiuntivo Pittalis - Fasolino - Locci - Alessandra Zedda - Oscar Cherchi

Articolo 19

Al comma 1, dopo la lettera "D" sono aggiunte le lettere "E" ed "F". (550)

Emendamento all'emendamento numero 125 aggiuntivo Pittalis - Fasolino - Locci - Alessandra Zedda - Oscar Cherchi

Articolo 19

Al comma 1, dopo la lettera "D" è aggiunta la lettera "E". (547)

Emendamento all'emendamento numero 125 aggiuntivo Tedde - Pittalis - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tocco - Tunis - Alessandra Zedda

Articolo 19

All'emendamento numero 125 (Interventi di incremento volumetrico del patrimonio edilizio esistente), al comma 1 è aggiunta la lettera "E". (570)

Emendamento all'emendamento numero 125 aggiuntivo Pittalis - Fasolino - Locci - Alessandra Zedda - Oscar Cherchi

Articolo 19

Al comma 1, dopo la lettera "D" è aggiunta la lettera "F". (549)

Emendamento all'emendamento numero 125 aggiuntivo Meloni - Deriu - Piscedda - Comandini - Gavino Manca - Moriconi - Sabatini

Articolo 19

All'articolo 19, comma 1, dopo la lettera "D" è aggiunta la lettera "F". (585)

Emendamento all'emendamento numero 125 aggiuntivo Pittalis - Fasolino - Locci - Alessandra Zedda - Oscar Cherchi

Articolo 19

Al comma 1, dopo il primo periodo è inserito il seguente: "Nelle zone E oltre la fascia di 1000 mt dalla battigia marina è consentito un incremento del 20% dei fabbricati realizzati alla data del 31.12.2014 ed aventi destinazione abitativa o produttiva". (546)

Emendamento all'emendamento numero 125 aggiuntivo Pittalis - Fasolino - Locci - Alessandra Zedda - Oscar Cherchi

Articolo 19

Dopo il comma 1, è inserito il seguente:

1 bis. "È consentito, anche mediante il superamento degli indici massimi di edificabilità previsti dagli strumenti urbanistici ed in deroga alle vigenti disposizioni normative regionali, l'adeguamento e l'incremento volumetrico dei fabbricati ad uso residenziale, di quelli destinati a servizi connessi alla residenza e di quelli relativi ad attività produttive, nella misura massima, per ciascuna unità immobiliare, del 20 per cento della volumetria esistente, nel rispetto delle previsioni di cui al decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192 (Attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell'edilizia) e successive modifiche ed integrazioni. Per volumetria esistente si intende quella realizzata alla data del 31 marzo 2009." (544)

Emendamento all'emendamento numero 125 aggiuntivo Pittalis - Fasolino - Locci - Alessandra Zedda - Oscar Cherchi

Articolo 19

Dopo il comma 1, è inserito il seguente:

1 ter. "Tali adeguamenti e incrementi si inseriscono in modo organico e coerente con i caratteri formali e architettonici del fabbricato esistente e costituiscono strumento per la riqualificazione dello stesso in funzione della tipologia edilizia interessata, senza la necessità, salvo i casi di vincoli paesaggistici, della redazione di ulteriori elaborazioni fotografiche di simulazione nel rispetto delle seguenti prescrizioni:

a) nel caso di tipologie edilizie uni-bifamiliari gli adeguamenti e incrementi possono avvenire mediante la realizzazione di nuovi corpi di fabbrica in ampliamento nei diversi piani, mediante sopraelevazione o mediante realizzazione al solo piano terra di corpi di fabbrica separati dal fabbricato principale, da utilizzare come sue pertinenze;

b) nel caso di tipologie edilizie composte da più unità immobiliari gli incrementi sono consentiti:

1) mediante sopraelevazione di un solo piano in arretramento di almeno metri 1,5 rispetto ai fili delle facciate prospicienti spazi pubblici ovvero mediante la chiusura dei piani pilotis, nel rispetto della sagoma dell'edificio e delle dimensioni minime dei parcheggi, come previste dalle norme legislative vigenti;

2) nei sottotetti a condizione che venga rispettata la sagoma massima delle murature perimetrali dell'edificio e che l'altezza media interna non superi i tre metri;

3) nei singoli piani a condizione che l'intervento si armonizzi con il disegno architettonico complessivo dell'edificio e che non vengano modificati i fili più esterni delle facciate prospicienti spazi pubblici.

Gli incrementi previsti nei punti 1), 2) e 3), possono essere realizzati anche dai singoli proprietari purché venga dimostrato, mediante un progetto complessivo, il coerente inserimento dell'ampliamento nel contesto architettonico dell'edificio e rispettate le distanze tra pareti prospicienti come previste dagli strumenti urbanistici comunali vigenti. Gli incrementi volumetrici così realizzati costituiscono pertinenza inscindibile dell'unità immobiliare principale e non possono essere alienati separatamente ad essa;

c) nel caso di tipologie edilizie a schiera in lotto urbanistico unitario, gli adeguamenti e incrementi possono essere realizzati per tutte le unità e sono ammessi purché venga dimostrato, mediante un progetto esteso all'intero fabbricato, il coerente inserimento dell'ampliamento nel contesto architettonico del complesso edilizio." (548)

Emendamento all'emendamento numero 125 aggiuntivo Pittalis - Fasolino - Locci - Alessandra Zedda - Oscar Cherchi

Articolo 19

Dopo il comma 1, è inserito il seguente:

1 quater. "L'adeguamento e l'incremento volumetrico possono arrivare fino ad un massimo del 30 per cento, nel caso in cui siano previsti interventi di riqualificazione dell'intera unità immobiliare oggetto dell'intervento, tali da determinare una riduzione almeno del 15 per cento del fabbisogno di energia oppure si dimostri che l'unità immobiliare rientra nei parametri di cui al decreto legislativo n. 192 del 2005, e successive modifiche ed integrazioni. Nelle ipotesi di cui alle lettere a), b) e c) del comma 1 ter si consegue anche il miglioramento della qualità architettonica dell'intero edificio, della sicurezza strutturale e dell'accessibilità degli immobili. La presenza di tali requisiti è dichiarata nella documentazione allegata alla denuncia di inizio attività e successivamente attestata dal direttore dei lavori che, in allegato alla comunicazione di fine lavori, produce tutte le certificazioni di conformità e dì regolare esecuzione delle opere con idonea documentazione tecnica e fotografica, nonché la certificazione energetica ai sensi del decreto ministeriale 26 giugno 2009 (Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici) ". (543)

Emendamento all'emendamento numero 125 aggiuntivo Pittalis - Fasolino - Locci - Alessandra Zedda - Oscar Cherchi

Articolo 19

Dopo il comma 1, è inserito il seguente:

1 quinquies. "Per gli edifici ad uso residenziale e per i servizi connessi alla residenza situati in zona F turistica nella fascia compresa tra i 300, o i 150 metri nelle isole minori, e i 2.000 metri dalla linea di battigia, ridotti a 1.000 metri nelle isole minori l'adeguamento e l'incremento volumetrico di cui ai commi 1, 2 e 3 sono ridotti del 30 per cento.". (542)

Emendamento all'emendamento numero 125 aggiuntivo Pittalis - Fasolino - Locci - Alessandra Zedda - Oscar Cherchi

Articolo 19

Dopo il comma 1, è inserito il seguente:

1 sexies. "Per gli edifici ad uso residenziale e per i servizi connessi alla residenza situati in zona F turistica nei 300 metri dalla linea di battigia, ridotta a 150 metri nelle isole minori, sono ammissibili esclusivamente e limitatamente agli edifici di cui al comma 2, lettera a), gli incrementi sino al 10 per cento del volume esistente, senza sopraelevazione, a condizione che siano finalizzati al miglioramento della qualità architettonica dell'intero organismo edilizio e dei valori paesaggistici del contesto in cui è inserito; la proposta di intervento deve ottenere la positiva valutazione della Commissione regionale per la qualità architettonica e paesaggistica di cui all'articolo 7 dellalegge regionale n. 4 del 2009 e ss.mm.ii. ". (541)

Emendamento all'emendamento numero 125 aggiuntivo Pittalis - Fasolino - Locci - Alessandra Zedda - Oscar Cherchi

Articolo 19

Dopo il comma 1, è inserito il seguente:

1 septies. "Le previsioni di cui al presente articolo non si applicano agli edifici compresi nella zona urbanistica omogenea A, come individuata negli strumenti urbanistici comunali, ad eccezione di quelli aventi meno di cinquant'anni in contrasto con i caratteri architettonici e tipologici del contesto ed a condizione che l'intervento comporti un miglioramento della qualità architettonica estesa all'intero edificio e sia armonizzato con il contesto storico e paesaggistico in cui si inserisce". (540)

Emendamento all'emendamento numero 125 aggiuntivo Pittalis - Fasolino - Locci - Alessandra Zedda - Oscar Cherchi

Articolo 19

Dopo il comma 1, è inserito il seguente:

1 octies. "Gli incrementi di cui ai commi 1 bis, 1 ter e 1 quater sono aumentati del 30 per cento qualora si tratti di prima abitazione del proprietario, localizzata nelle zone urbanistiche B o C e purché la superficie dell'immobile non superi quella indicata dalla legge 5 agosto 1978, n. 457 (Norme per l'edilizia residenziale), articolo 16, terzo comma. Tale condizione è riferita alla superficie dell'immobile prima della realizzazione dell'ampliamento. (539)

Emendamento all'emendamento numero 125 aggiuntivo Pittalis - Fasolino - Locci - Alessandra Zedda - Oscar Cherchi

Articolo 19

Dopo il comma 4, è inserito il seguente:

4bis. "Nelle zone omogenee E, così come individuate dagli strumenti urbanistici vigenti, gli incrementi volumetrici sono disciplinati dalle seguenti disposizioni, anche mediante il superamento degli indici massimi di edificabilità previsti dagli strumenti urbanistici ed in deroga alle vigenti disposizioni normative regionali". (534)

Emendamento all'emendamento numero 125 aggiuntivo Pittalis - Fasolino - Locci - Alessandra Zedda - Oscar Cherchi

Articolo 19

Dopo il comma 4, è inserito il seguente:

4 ter. "Per gli immobili destinati ad usi agro-silvo-pastorali e per quelli ad uso residenziale, compresi nella fascia costiera tra i 300 ed i 2.000 metri dalla linea di battigia, ridotti a 150 e 1.000 metri nelle isole minori, è consentito l'incremento della volumetria esistente alla data del 31 marzo 2009, nella misura del 10 per cento per funzioni agro-silvo-pastorali e nella misura del 10 per cento per uso residenziale. Oltre la fascia dei 2.000 metri, ovvero 1.000 metri nelle isole minori, l'incremento volumetrico consentito è del 20 per cento." (533)

Emendamento all'emendamento numero 125 aggiuntivo Pittalis - Fasolino - Locci - Alessandra Zedda - Oscar Cherchi

Articolo 19

Dopo il comma 4, è inserito il seguente:

4 quater. "Nella fascia tra i 300 e i 2.000 metri dalla linea di battigia, ridotti rispettivamente a 150 e 1.000 metri nelle isole minori, è consentito l'adeguamento e l'incremento volumetrico degli immobili destinati ad uso residenziale fino al 20 per cento della volumetria esistente al 31 marzo 2009, a condizione che siano previsti interventi di riqualificazione dell'intera unità immobiliare oggetto dell'intervento e tali da determinare una riduzione di almeno il 15 per cento del fabbisogno di energia primaria oppure si dimostri che l'unità immobiliare rientra nei parametri di cui al decreto legislativo n. 192 del 2005, e successive modifiche e integrazioni. Oltre la fascia dei 2.000 metri, ovvero 1.000 metri nelle isole minori, è consentito, nel rispetto delle condizioni di cui al presente comma, l'adeguamento e l'incremento volumetrico fino al 30 per cento. " (532)

Emendamento all'emendamento numero 125 aggiuntivo Pittalis - Fasolino - Locci - Alessandra Zedda - Oscar Cherchi

Articolo 19

Dopo il comma 4, è inserito il seguente:

4 quinquies. "All'interno della fascia costiera dei 300 metri dalla linea di battigia, ridotta a 150 metri nelle isole minori, per i fabbricati di proprietà dell'imprenditore agricolo destinati ad usi agro-silvo-pastorali è consentito il solo incremento del 10 per cento della volumetria esistente alla data del 31 marzo 2009, a condizione che le nuove volumetrie siano finalizzate agli stessi usi ed al miglioramento della qualità architettonica e del contesto paesaggistico; la proposta di intervento deve ottenere la positiva valutazione della Commissione regionale di cui all'articolo 7 della legge regionale n. 4 del 2009 e ss.mm.ii". (530)

Emendamento all'emendamento numero 125 aggiuntivo Demontis - Pietro Cocco - Antonio Solinas - Collu - Meloni - Piscedda - Ruggeri

Articolo 19

All'emendamento n. 125 dopo il comma 4 è aggiunto il seguente :

4.bis. I parametri del comma 3 sono incrementati del 10% per cento se l'intervento di riqualificazione energetica è esteso all'intera unità immobiliare e determina la realizzazione di un edificio ad energia quasi zero (nzeb) come definito dal decreto legislativo n. 192 del 2005, e successive modifiche ed integrazioni. Gli incrementi di cui al presente comma possono cumularsi con quelli di cui al comma 4, ove siano adottate una o più soluzioni indicate alle lettere a), b), e c).

Copertura finanziaria

Non prevede aumento di spesa. (583)

Emendamento all'emendamento numero 125 aggiuntivo Fasolino - Locci - Alessandra Zedda - Oscar Cherchi

Articolo 19

Al comma 7, dopo la lettera "C" sono aggiunte le lettere "D" e "G". (531)

Emendamento all'emendamento numero 125 aggiuntivo Pittalis - Fasolino - Locci - Alessandra Zedda - Oscar Cherchi

Articolo 19

Al comma 7, dopo la lettera "C" è aggiunta la lettera "G". (555)

Emendamento all'emendamento numero 125 aggiuntivo Pittalis - Fasolino - Locci - Alessandra Zedda - Oscar Cherchi

Articolo 19

Al comma 7, dopo la lettera "C" è aggiunta la lettera "D". (556)

Emendamento all'emendamento numero 125 aggiuntivo Pittalis - Fasolino - Locci - Alessandra Zedda - Oscar Cherchi

Articolo 19

Dopo il comma7 è aggiunto il 7 bis.

7bis. Nelle zone territoriali omogenee C, D, G, qualora intercluse, ovvero contigue ed integrate in termini di infrastrutture, con l'ambito urbano, nei comuni dotati di Piano urbanistico comunale ai sensi della legge regionale n. 45 del 1989, sono consentiti gli incrementi volumetrici di cui ai piani di lottizzazione adottati dal Consiglio Comunale prima della data di entrata in vigore della presente legge." (551)

Emendamento all'emendamento numero 125 aggiuntivo Tedde - Pittalis - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tocco - Tunis - Alessandra Zedda

Articolo 19

All'emendamento numero 125 (Interventi di incremento volumetrico del patrimonio edilizio esistente), dopo il comma 7, viene aggiunto il comma 7 bis come segue:

7-bis. Nella zona urbanistica E con destinazione agricola l'incremento volumetrico può essere realizzato, per ciascuna unità immobiliare, nella misura massima:

a) del 15 per cento del volume urbanistico esistente;

b) del 20 per cento nel caso in cui l'intervento sia esteso all'intera unità immobiliare oggetto di intervento e si dimostri che l'unità immobiliare rientra nei parametri di cui al decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192 smi;

c) qualora si tratti di prima abitazione del proprietario e purché la superficie dell'immobile, prima della realizzazione dell'intervento, non superi quella indicata dalla legge 5 agosto 1978, n. 457, articolo 16, comma 3, la misura massima prevista per le ipotesi di cui a lettere a e b , è rispettivamente del 20 per cento e del 30 per cento. (574)

Emendamento all'emendamento numero 125 aggiuntivo Demontis - Pietro Cocco - Antonio Solinas - Collu - Meloni - Ruggeri - Piscedda

Articolo 19

All'emendamento n. 125 dopo il comma 7 è aggiunto il seguente :

7.bis. Nella zona urbanistica A e all'interno del centro matrice, in assenza di piano particolareggiato adeguato al P.P.R, oltre agli interventi di a) manutenzione ordinaria e straordinaria, b) restauro e risanamento conservativo, c) ristrutturazione edilizia interna, è consentito l'intervento di "ristrutturazione edilizia di tipo conservativo": che mantiene immutati alcuni elementi strutturali qualificanti con possibili integrazioni funzionali e strutturali, senza incrementi di superficie, volume e variazioni della sagoma storicamente esistente. L'intervento è soggetto al Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 Codice dei beni culturali e del paesaggio.

Copertura finanziaria

Non prevede aumento di spesa. (584)

Emendamento all'emendamento numero 125 aggiuntivo Meloni - Deriu - Piscedda - Comandini - Gavino Manca - Moriconi - Sabatini

Articolo 19

All'articolo 19, dopo il comma 7 è inserito il seguente:

"7 bis. Gli incrementi volumetrici di cui ai commi 3, 4 e 7 sono ammessi anche nelle zone urbanistiche F esclusivamente oltre la fascia dei 300 metri dalla linea di battigia marina.". (586)

Emendamento all'emendamento numero 125 aggiuntivo Fasolino - Pittalis - Alessandra Zedda - Cappellacci - Oscar Cherchi - Tedde - Locci - Peru - Randazzo - Tunis - Tocco

Articolo 19

All'emendamento 125, dopo il comma 7 è inserito il seguente:

"7 bis. Gli incrementi volumetrici di cui ai commi 3, 4 e 7 sono ammessi anche nelle zone urbanistiche F esclusivamente oltre la fascia dei 300 metri dalla linea di battigia marina". (602)

Emendamento soppressivo parziale Tedde

Articolo 19

Il comma 2 dell'articolo 19 è soppresso. (263)

Emendamento soppressivo parziale Oscar Cherchi - Pittalis - Cappellacci - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis - Alessandra Zedda

Articolo 19

All'art. 19 comma 2, le parole "unicamente previa approvazione di un Piano Particolareggiato adeguato al Piano Paesaggistico Regionale" sono soppresse. (350)

Emendamento soppressivo parziale Oscar Cherchi - Peru - Pittalis - Cappellacci - Tocco - Randazzo - Fasolino - Alessandra Zedda - Tunis - Locci - Tedde

Articolo 19

Il comma 3 dell'articolo 19 è soppresso. (264)

Emendamento soppressivo parziale Agus - Pizzuto - Daniele Cocco - Lai

Articolo 19

All'art. 19, Comma 3 le parole ": a) del 20 per cento del volume urbanistico esistente, fino a un massimo di 70 metri cubi, nei comuni inclusi negli ambiti costieri che non hanno adeguato il Piano urbanistico comunale al Piano paesaggistico regionale; sono soppresse. (90)

Emendamento soppressivo parziale Rubiu - Oppi - Tatti - Pinna

Articolo 19

Al comma 3 dell'art. 19 "Norme per il miglioramento volumetrico del patrimonio edilizio esistente", alla lettera a) è soppresso il periodo "fino a un massimo di 70 metri cubi". (59)

Emendamento soppressivo parziale Fasolino - Pittalis - Tedde - Alessandra Zedda - Locci - Oscar Cherchi - Peru

Articolo 19

All'articolo 19, comma 3, lettera a), le parole "fino a un massimo di 70 metri cubi" sono soppresse. (442)

Emendamento soppressivo parziale Rubiu - Oppi - Tatti - Pinna

Articolo 19

Al comma 3 dell'art. 19 "Norme per il miglioramento volumetrico del patrimonio edilizio esistente", alla lettera b) è soppresso il periodo "fino a un massimo di 90 metri cubi". (58)

Emendamento soppressivo parziale Fasolino - Pittalis - Tedde - Alessandra Zedda - Locci - Oscar Cherchi - Peru

Articolo 19

All'articolo 19, comma 3, lettera b), le parole "fino a un massimo di 90 metri cubi" sono soppresse. (443)

Emendamento soppressivo parziale Augusto Cherchi - Pier Mario Manca - Unali

Articolo 19

Al comma 6 dell'art. 19 le parole "o commerciale" sono soppresse. (106)

Emendamento soppressivo parziale Fasolino - Pittalis - Tedde - Alessandra Zedda - Locci - Oscar Cherchi - Peru

Articolo 19

All'articolo 19, comma 6, la parola "commerciale" è soppressa. (449)

Emendamento soppressivo parziale Tedde

Articolo 19

Al comma 6 dell'articolo 19 è soppresso quanto segue: "con esclusione di qualunque destinazione abitativa, residenziale o commerciale". (265)

Emendamento soppressivo parziale Fasolino - Pittalis - Tedde - Alessandra Zedda - Locci - Oscar Cherchi - Peru

Articolo 19

All'articolo 19, comma 6, le parole "con esclusione di qualunque destinazione abitativa, residenziale o commerciale,'1'' sono soppresse. (446)

Emendamento soppressivo parziale Fasolino - Pittalis - Tedde - Alessandra Zedda - Locci - Oscar Cherchi - Peru

Articolo 19

All'articolo 19, comma 6, la parola "abitativa," è soppressa. (447)

Emendamento soppressivo parziale Fasolino - Pittalis - Tedde - Alessandra Zedda - Locci - Oscar Cherchi - Peru

Articolo 19

All'articolo 19, comma 6, la parola "residenziale" è soppressa. (448)

Emendamento soppressivo parziale Augusto Cherchi - Pier Mario Manca - Unali

Articolo 19

Al comma 7 dell'art. 19 le parole "con destinazione commerciale" sono soppresse. (107)

Emendamento soppressivo parziale Oscar Cherchi - Peru - Pittalis - Cappellacci - Tocco - Randazzo - Fasolino - Alessandra Zedda - Tunis - Locci - Tedde

Articolo 19

Al comma 7 dell'articolo 19 è soppresso quanto segue: "fino a un massimo di 400 metri cubi".

(266)

Emendamento soppressivo parziale Oscar Cherchi - Pittalis - Cappellacci - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis - Alessandra Zedda

Articolo 19

All'art. 19 comma 7, le parole "fino a un massimo di 400 metri cubi" sono soppresse. (348)

Emendamento soppressivo parziale Peru - Pittalis - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis - Alessandra Zedda

Articolo 19

All'art. 19 comma 7, le parole "con esclusione di qualunque destinazione abitativa o residenziale" sono soppresse. (349)

Emendamento soppressivo parziale Fasolino - Pittalis - Tedde - Alessandra Zedda - Locci - Oscar Cherchi - Peru

Articolo 19

All'articolo 19, comma 7, le parole "con esclusione di qualunque destinazione abitativa, residenziale" sono soppresse. (450)

Emendamento soppressivo parziale Fasolino - Pittalis - Tedde - Alessandra Zedda - Locci - Oscar Cherchi - Peru

Articolo 19

All'articolo 19, comma 7, la parola "abitativa," è soppressa. (451)

Emendamento soppressivo parziale Fasolino - Pittalis - Tedde - Alessandra Zedda - Locci - Oscar Cherchi - Peru

Articolo 19

All'articolo 19, comma 7, la parola "residenziale," è soppressa. (452)

Emendamento soppressivo parziale Fasolino - Pittalis - Tedde - Alessandra Zedda - Locci - Oscar Cherchi - Peru

Articolo 19

All'articolo 19, comma 8, le parole "nella misura massima per ciascuna unità immobiliare di 120 metri cubi" sono soppresse. (456)

Emendamento sostitutivo parziale Tedde - Pittalis - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tocco - Tunis - Alessandra Zedda

Articolo 19

All'Art. 19 (Interventi di incremento volumetrico del patrimonio edilizio esistente), il comma 2 viene sostituito come segue:

2. Nella zona urbanistica A l'incremento volumetrico si applica limitatamente agli edifici aventi meno di cinquant'anni in contrasto con i caratteri architettonici e tipologici del contesto ed a condizione che l'intervento comporti un miglioramento della qualità architettonica estesa all'intero edificio e sia armonizzato con il contesto storico e paesaggistico in cui si inserisce. Tali contrasti sono espressamente dichiarati dal competente Dirigente e approvati perentoriamente entro il termine di centoventi giorni dall'entrata in vigore della presente legge. (155)

Emendamento sostitutivo parziale Oscar Cherchi - Pittalis - Cappellacci - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis - Alessandra Zedda

Articolo 19

All'art. 19 il comma 2 è così sostituito:

"Nella zona urbanistica A è consentito un incremento volumetrico nella misura massima del 20 percento della volumetria esistente per i fabbricati aventi meno di cinquant'anni in contrasto con i caratteri architettonici e tipologici del contesto, a condizione che l'intervento comporti un miglioramento della qualità architettonica estesa all'intero edificio e sia armonizzato con il contesto storico e paesaggistico in cui si inserisce". (293)

Emendamento sostitutivo parziale Fasolino - Pittalis - Tedde - Alessandra Zedda - Locci - Oscar Cherchi - Peru

Articolo 19

L'articolo 19, comma 2, è sostituito con il seguente:

2. Nella zona urbanistica A l'incremento volumetrico di cui al comma 1 può essere realizzato esclusivamente per garantire la massima fruibilità degli spazi destinati ad abitazione principale, nella misura massima per ciascuna unità immobiliare di 120 metri cubi. (390)

Emendamento sostitutivo parziale Tocco - Pittalis - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tunis - Alessandra Zedda

Articolo 19

All'art 19 comma 2, le parole "previa approvazione di un piano particolareggiato adeguato al Piano Paesaggistico Regionale" sono sostituite con le parole "previo avvio delle procedure di adeguamento del piano particolareggiato del centro storico al piano paesaggistico regionale". (354)

Emendamento sostitutivo parziale Peru - Pittalis - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis - Alessandra Zedda

Articolo 19

All'art. 19 il comma 3 è così sostituito:

"Nelle zone urbanistiche B e C l'incremento volumetrico può essere realizzato, per ciascuna unità immobiliare, nella misura del 20 percento della volumetria esistente, che può arrivare fino ad un massimo del 30 percento nei casi in cui:

a) siano previsti interventi di riqualificazione dell'intera unità immobiliare oggetto dell'intervento, tali da determinare una riduzione almeno del 15 percento del fabbisogno di energia e si dimostri che l'unità immobiliare rientra nei parametri di cui al decreto legislativo n. 192 del 2005;

b) si consegua il miglioramento della qualità architettonica dell'intero edificio, della sicurezza strutturale e dell'accessibilità degli immobili;

c) si tratti di prima abitazione del proprietario e purché la superficie dell'immobile non superi quella indicata dalla legge 5 agosto 1978, n. 457 (Norme per l'edilizia residenziale), articolo 16, terzo comma". (290)

Emendamento soppressivo parziale Augusto Cherchi - Pier Mario Manca - Unali

Articolo 19

la lettera a) del comma 3 dell'art. 19 è così sostituita:

''del 25 per cento del volume urbanistico esistente, fino a un massimo di 90 metri cubi, nei comuni inclusi negli ambiti costieri che non hanno adeguato il piano urbanistico comunale al piano paesaggistico regionale;". (96)

Emendamento sostitutivo parziale Desini - Busia

Articolo 19

Al comma 3, lettera a) le parole "70 metri cubi" sono sostituite dalla parole "130 metri cubi". (497)

Emendamento sostitutivo parziale Fasolino - Pittalis - Tedde - Alessandra Zedda - Locci - Oscar Cherchi - Peru

Articolo 19

All'articolo 19, comma 3, lettera a), le parole "fino a un massimo di 70 metri cubi" sono sostituite con "fino a un massimo di 90 metri cubi" . (444)

Emendamento sostitutivo parziale Pier Mario Manca - Augusto Cherchi - Unali

Articolo 19

La lettera b) del comma 3 dell'art. 19 è così sostituita:

"del 35 per cento dei volume urbanistico esistente, fino a un massimo di 105 metri cubi, nei comuni che hanno adeguato il piano urbanistico comunale al piano paesaggistico regionale e nei comuni non inclusi negli ambiti, di paesaggio costieri." (97)

Emendamento sostitutivo parziale Desini - Busia

Articolo 19

Al comma 3, lettera b) le parole "90 metri cubi" sono sostituite dalla parole "150 metri cubi". (498)

Emendamento sostitutivo parziale Fasolino - Pittalis - Tedde - Alessandra Zedda - Locci - Oscar Cherchi - Peru

Articolo 19

All'articolo 19, comma 3, lettera b), le parole "fino a un massimo di 90 metri cubi" sono sostituite con "fino a un massimo di 120 metri cubi". (445)

Emendamento sostitutivo parziale Pier Mario Manca - Augusto Cherchi - Unali

Articolo 19

Al comma 4 dell'art. 19 la frase "I parametri del comma 3 sono incrementati del 5 per cento nelle seguenti ipotesi alternative:" è cosi, sostituita:

"Gli incrementi di cui ai comma 3 sono ammessi solo nelle seguenti ipotesi alternative:". (98)

Emendamento sostitutivo parziale Dedoni - Cossa - Crisponi

Articolo 19

All'articolo 19 comma 4 le parole;

"i parametri del comma 3 sono incrementanti del 5 per cento"

Sono sostituite dalle seguenti:

"i parametri del comma 3 sono incrementati di un ulteriore 5 per cento". (2)

Emendamento sostitutivo parziale Pittalis - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis - Alessandra Zedda

Articolo 19

All'art. 19 comma 4 le parole "del 5 per cento" sono sostituite con le parole "del 10 per cento". (299)

Emendamento sostitutivo parziale Pittalis - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis - Alessandra Zedda

Articolo 19

All'art. 19 comma 4, lettera a) la parola "determini" è sostituita con la parola "preveda " (298)

Emendamento sostitutivo parziale Pittalis - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis - Alessandra Zedda

Articolo 19

All'art. 19 comma 4, lettera b) le parole "sia realizzato con" sono sostituite con le parole "preveda l'uso di". (297)

Emendamento sostitutivo parziale Pittalis - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis - Alessandra Zedda

Articolo 19

All'art. 19 comma 4, lettera c) la parola "includa" è sostituita con la parola "preveda ". (296)

Emendamento sostitutivo parziale Pittalis - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis - Alessandra Zedda

Articolo 19

All'art. 19 comma 4, lettera d) la parola "includa" è sostituita con la parola "preveda". (307)

Emendamento sostitutivo parziale Tedde - Pittalis - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tocco - Tunis - Alessandra Zedda

Articolo 19

All'art. 19 (Interventi di incremento volumetrico del patrimonio edilizio esistente), il comma 6 viene sostituito come segue:

Art. 19 Interventi di incremento volumetrico del patrimonio edilizio esistente.

6. Nella zona urbanistica D con destinazione industriale o artigianale l'incremento volumetrico può essere realizzato esclusivamente se strettamente connesso alle predette destinazioni, con esclusione di qualunque destinazione abitativa, residenziale o commerciale, nella misura massima, per ciascuna unità immobiliare, del 25 per cento del volume urbanistico esistente. Nei fabbricati residenziali esistenti adibiti come prima casa del titolare dell'impresa o del custode sono consentiti gli incrementi volumetrici di cui al comma 3, lett. a e b. (141)

Emendamento sostitutivo parziale Arbau - Azara - Ledda - Perra

Articolo 19

Nell'articolo 19, il comma 6, è così sostituito:

"Nella zona urbanistica D con destinazione industriale o artigianale l'incremento volumetrico può essere realizzato esclusivamente se strettamente connesso alle predette destinazioni, anche con destinazione di residenza e abitazione del titolare dell'attività o di persona ivi esercente servizio di custodia, nella misura massima, per ciascuna unità immobiliare, del 25 per cento del volume urbanistico esistente.". (9)

Emendamento sostitutivo parziale Oscar Cherchi - Pittalis - Cappellacci - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis - Alessandra Zedda

Articolo 19

All'art. 19 il comma 6 è così sostituito:

"Nella zona urbanistica D con destinazione industriale o artigianale l'incremento volumetrico può essere realizzato, per ciascuna unità immobiliare, nella misura massima del 20 percento del volume urbanistico esistente". (292)

Emendamento sostitutivo parziale Tedde - Pittalis - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tocco - Tunis - Alessandra Zedda

Articolo 19

All'art 19 (Interventi di incremento volumetrico del patrimonio edilizio esistente), il comma 7 viene sostituito come segue:

Art. 19 Interventi di incremento volumetrico del patrimonio edilizio esistente.

7. Nella zona urbanistica D con destinazione commerciale e nella zona urbanistica G, l'incremento volumetrico può essere realizzato, con esclusione di qualunque destinazione abitativa e residenziale, nella misura massima, per ciascuna unità immobiliare, del 20 per cento del volume urbanistico esistente, fino a un massimo di 400 metri cubi. Nei fabbricati residenziali esistenti adibiti come prima casa del titolare dell'impresa o del custode sono consentiti gli incrementi volumetrici di cui al comma 3, lett. a, b, e c. (152)

Emendamento sostitutivo parziale Arbau - Azara - Ledda - Perra

Articolo 19

Nell'articolo 19, il comma 7 è così sostituito:

"Nella zona urbanistica D con destinazione commerciale e nella zona urbanistica G, l'incremento volumetrico può essere realizzato, anche con destinazione di residenza e abitazione del titolare dell'attività o di persona ivi esercente servizio di custodia, nella misura massima, per ciascuna unità immobiliare, del 20 per cento del volume urbanistico esistente, fino ad un massimo fino ad un massimo di 400 metri cubi." (10)

Emendamento sostitutivo parziale Oscar Cherchi - Pittalis - Cappellacci - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis - Alessandra Zedda

Articolo 19

All'art. 19 il comma 7 è così sostituito:

"Nella zona urbanistica D con destinazione commerciale e nella zona urbanistica G, l'incremento volumetrico può essere realizzato, per ciascuna unità immobiliare, fino a un massimo del 20 percento del volume urbanistico esistente" (291)

Emendamento sostitutivo parziale Augusto Cherchi - Pier Mario Manca - Unali

Articolo 19

Al comma 7 dell'art. 19 le parole "del 20 per cento" sono sostitute dalle seguenti: "del 25 per cento". (108)

Emendamento sostitutivo parziale Fasolino - Pittalis - Tedde - Alessandra Zedda - Locci - Oscar Cherchi - Peru

Articolo 19

All'articolo 19, comma 8, le parole "nella misura massima per ciascuna unità immobiliare di 120 metri cubi" sono sostituite con "nella misura massima per ciascuna unità immobiliare di 200 metri cubi" (406)

Emendamento sostitutivo parziale Rubiu - Oppi - Tatti - Pinna

Articolo 19

Al comma 8 dell'art. 19 sostituire dopo: degli spazi "destinati ad abitazione principale disabili" con:"da parte dei disabili". (60)

Emendamento aggiuntivo Fasolino - Pittalis - Tedde - Alessandra Zedda - Locci - Oscar Cherchi - Peru

Articolo 19

All'articolo 19, comma 1, dopo la lettera "D" sono aggiunte le lettere "E" ed "F'. (438)

Emendamento aggiuntivo Rubiu - Oppi - Tatti - Pinna

Articolo 19

Al comma 1 dell'art. 19 "Norme per il miglioramento volumetrico del patrimonio edilizio esistente", al periodo "A, B, C, D e G", è aggiunta la lettera E". (57)

Emendamento aggiuntivo Gavino Manca - Comandini - Forma - Sabatini

Articolo 19

a) al comma 1, dopo la lettera "D" è aggiunta la lettera "E". (111)

Emendamento aggiuntivo Tedde - Pittalis - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tocco - Tunis - Alessandra Zedda

Articolo 19

All'art. 19 (Interventi di incremento volumetrico del patrimonio edilizio esistente), il comma l viene modificato come segue:

Art. 19 Interventi di incremento volumetrico del patrimonio edilizio esistente.

1 . È consentito, nel rispetto delle condizioni previste dal presente capo, l'incremento volumetrico degli edifici esistenti nelle zone urbanistiche omogenee A, B, C, D E e G. (142)

Emendamento aggiuntivo Peru - Pittalis - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis - Alessandra Zedda

Articolo 19

All'art. 19 al comma l è aggiunta le seguente lettera:

1 . È consentito, nel rispetto delle condizioni previste dal presente capo, l'incremento volumetrico degli edifici esistenti nelle zone urbanistiche omogenee A, B, C, D, G e E. (382)

Emendamento aggiuntivo Fasolino - Pittalis - Tedde - Alessandra Zedda - Locci - Oscar Cherchi - Peru

Articolo 19

All'articolo 19, comma 1, dopo la lettera "D" è aggiunta la lettera "E". (440)

Emendamento sostitutivo parziale Dedoni - Cossa - Crisponi

Articolo 19

All'articolo 19, comma 1, tra le lettere "D e G" è aggiunta la lettera "F". (1)

Emendamento aggiuntivo Fasolino - Pittalis - Tedde - Alessandra Zedda - Locci - Oscar Cherchi - Peru

Articolo 19

All'articolo 19, comma 1, dopo la lettera "D" è aggiunta la lettera "F". (441)

Emendamento aggiuntivo Fasolino - Pittalis - Tedde - Alessandra Zedda - Locci - Oscar Cherchi - Peru

Articolo 19

All'articolo 19, dopo il comma 1, è inserito il seguente:

1 bis. "L'adeguamento e l'incremento volumetrico possono arrivare fino ad un massimo del 30 per cento, nel caso in cui siano previsti interventi di riqualificazione dell'intera unità immobiliare oggetto dell'intervento, tali da determinare una riduzione almeno del 15 per cento del fabbisogno di energia oppure si dimostri che l'unità immobiliare rientra nei parametri di cui al decreto legislativo n. 192 del 2005, e successive modifiche ed integrazioni. Nelle ipotesi di cui alle lettere a), b) e c) del comma 1 ter si consegue anche il miglioramento della qualità architettonica dell'intero edificio, della sicurezza strutturale e dell'accessibilità degli immobili. La presenza di tali requisiti è dichiarata nella documentazione allegata alla denuncia di inizio attività e successivamente attestata dal direttore dei lavori che, in allegato alla comunicazione di fine lavori, produce tutte le certificazioni di conformità e di regolare esecuzione delle opere con idonea documentazione tecnica e fotografica, nonché la certificazione energetica ai sensi del decreto ministeriale 26 giugno 2009 (Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici)". (383)

Emendamento aggiuntivo Fasolino - Pittalis - Tedde - Alessandra Zedda - Locci - Oscar Cherchi - Peru.

Articolo 19

All'articolo 19, dopo il comma 1, è inserito il seguente:

l bis. "Tali adeguamenti e incrementi si inseriscono in modo organico e coerente con i caratteri formali e architettonici del fabbricato esistente e costituiscono strumento per la riqualificazione dello stesso in funzione della tipologia edilizia interessata, senza la necessità, salvo i casi di vincoli paesaggistici, della redazione di ulteriori elaborazioni fotografiche di simulazione nel rispetto delle seguenti prescrizioni:

a) nel caso di tipologie edilizie uni-bifamiliari gli adeguamenti e incrementi possono avvenire mediante la realizzazione di nuovi corpi di fabbrica in ampliamento nei diversi piani, mediante soprelevazione o mediante realizzazione al solo piano terra di corpi dì fabbrica separati dal fabbricato principale, da utilizzare come sue pertinenze;

b) nel caso di tipologie edilizie composte da più unità immobiliari gli incrementi sono consentiti:

1) mediante sopraelevazione di un solo piano in arretramento di almeno metri 1,5 rispetto ai fili delle facciate prospicienti spazi pubblici ovvero mediante la chiusura dei piani pilotis, nel rispetto della sagoma dell'edificio e delle dimensioni minime dei parcheggi, come previste dalle norme legislative vigenti;

2) nei sottotetti a condizione che venga rispettata la sagoma massima delle murature perimetrali dell'edificio e che l'altezza media interna non superi i tre metri;

3) nei singoli piani a condizione che l'intervento si armonizzi con il disegno architettonico complessivo dell'edificio e che non vengano modificati i fili più esterni delle facciate prospicienti spazi pubblici.

Gli incrementi previsti nei punti 1), 2) e 3), possono essere realizzati anche dai singoli proprietari purché venga dimostrato, mediante un progetto complessivo, il coerente inserimento dell'ampliamento nel contesto architettonico dell'edificio e rispettate le distanze tra pareti prospicienti come previste dagli strumenti urbanistici comunali vigenti. Gli incrementi volumetrici così realizzati costituiscono pertinenza inscindibile dell'unità immobiliare principale e non possono essere alienati separatamente ad essa;

c) nel caso di tipologie edilizie a schiera in lotto urbanistico unitario, gli adeguamenti e incrementi possono essere realizzati per tutte le unità e sono ammessi purché venga dimostrato, mediante un progetto esteso all'intero fabbricato, il coerente inserimento dell'ampliamento nel contesto architettonico del complesso edilizio." (388)

Emendamento aggiuntivo Fasolino - Pittalis - Tedde - Alessandra Zedda - Locci - Oscar Cherchi - Peru

Articolo 19

All'articolo 19, dopo il comma 1, è inserito il seguente:

1 bis. "Per gli edifici ad uso residenziale e per i servizi connessi alla residenza situati in zona F turistica nella fascia compresa tra i 300, o i 150 metri nelle isole minori, e i 2.000 metri dalla linea di battigia, ridotti a 1.000 metri nelle isole minori l'adeguamento e l'incremento volumetrico di cui ai commi 1, 2 e 3 sono ridotti del 30 per cento.". (384)

Emendamento aggiuntivo Fasolino - Pittalis - Tedde - Alessandra Zedda - Locci - Oscar Cherchi - Peru

Articolo 19

All'articolo 19, dopo il comma 1, è inserito il seguente:

1 ter. "Per gli edifici ad uso residenziale e per i servizi connessi alla residenza situati in zona F turistica nei 300 metri dalla linea di battigia, ridotta a 150 metri nelle isole minori, sono ammissibili esclusivamente e limitatamente agli edifici di cui al comma 2, lettera a), gli incrementi sino al 10 per cento del volume esistente, senza sopraelevazione, a condizione che siano finalizzati al miglioramento della qualità architettonica dell'intero organismo edilizio e dei valori paesaggistici del contesto in cui è inserito; la proposta di intervento deve ottenere la positiva valutazione della Commissione regionale per la qualità architettonica e paesaggistica di cui all'articolo 7 della legge regionale n. 4 del 2009 e ss.mm.ii.". (385)

Emendamento aggiuntivo Fasolino - Pittalis - Tedde - Alessandra Zedda - Locci - Oscar Cherchi - Peru

Articolo 19

All'articolo 19, dopo il comma 1, è inserito il seguente:

1 bis. "Le previsioni di cui al presente articolo non si applicano agli edifici compresi nella zona urbanistica omogenea A, come individuata negli strumenti urbanistici comunali, ad eccezione di quelli aventi meno di cinquant'anni in contrasto con i caratteri architettonici e tipologici del contesto ed a condizione che l'intervento comporti un miglioramento della qualità architettonica estesa all'intero edificio e sia armonizzato con il contesto storico e paesaggistico in cui si inserisce". (386)

Emendamento aggiuntivo Fasolino - Pittalis - Tedde - Alessandra Zedda - Locci - Oscar Cherchi - Peru

Articolo 19

All'articolo 19, dopo il comma 1, è inserito il seguente:

1 octies. "Gli incrementi di cui ai commi 1 bis, 1 ter e 1 quater sono aumentati del 30 per cento qualora si tratti di prima abitazione del proprietario, localizzata nelle zone urbanistiche B o C e purché la superficie dell'immobile non superi quella indicata dalla legge 5 agosto 1978, n. 457 (Norme per l'edilizia residenziale), articolo 16, terzo comma. Tale condizione è riferita alla superficie dell'immobile prima della realizzazione dell'ampliamento". (387)

Emendamento aggiuntivo Fasolino - Pittalis - Tedde - Alessandra Zedda - Locci - Oscar Cherchi - Peru

Articolo 19

All'articolo 19, dopo il comma 1, è inserito il seguente:

1 bis. "È consentito, anche mediante il superamento degli indici massimi di edificabilità previsti dagli strumenti urbanistici ed in deroga alle vigenti disposizioni normative regionali, l'adeguamento e l'incremento volumetrico dei fabbricati ad uso residenziale, di quelli destinati a servizi connessi alla residenza e di quelli relativi ad attività produttive, nella misura massima, per ciascuna unità immobiliare, del 20 per cento della volumetria esistente, nel rispetto delle previsioni di cui al decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192 (Attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell'edilizia) e successive modifiche ed integrazioni. Per volumetria esistente si intende quella realizzata alla data del 31 marzo 2009." (389)

Emendamento aggiuntivo Fasolino - Pittalis - Tedde - Alessandra Zedda - Locci - Oscar Cherchi - Peru

Articolo 19

All'articolo 19, comma 1, dopo il primo periodo è inserito il seguente: "Nelle zone E oltre la fascia di 1000 mt dalla battigia marina è consentito un incremento del 20% dei fabbricati realizzati alla data del 31.12.2014 ed aventi destinazione abitativa o produttiva". (391)

Emendamento aggiuntivo Carta

Articolo 19

Nelle zone urbanistiche "A" e nelle zone classificate "centro matrice", che presentino aree libere ed inedificate, pari o superiori a 200 mq., sono assentibili nuove unità immobiliari autonome, nel rispetto degli indici edificatori medi della zona e delle tipologie architettoniche previste dai rispettivi Piani urbanistici comunali. (31)

Emendamento aggiuntivo Demontis - Pietro Cocco - Antonio Solinas - Meloni - Collu

Articolo 19

All'art. 19 dopo il comma 2 è inserito il seguente:

2.bis. all'interno del centro matrice, in assenza di piano particolareggiato adeguato al P.P.R, è consentito l'intervento di "ristrutturazione edilizia di tipo conservativo": che mantiene immutati alcuni elementi strutturali qualificanti con possibili integrazioni funzionali e strutturali, senza incrementi di superficie e volume. Non è consentito l'intervento di "ristrutturazione edilizia di tipo ricostruttivo", neppure nel caso di demolizione e "fedele" ricostruzione. L'intervento è soggetto al Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 Codice dei beni culturali e del paesaggio. (481)

Emendamento all'emendamento numero 481 sostitutivo totale Demontis - Pietro Cocco - Antonio Solinas - Collu - Meloni

Articolo 19

L'Emendamento n. 481 è così sostituito:

All'art. 19 dopo il comma 2 è inserito il seguente:

2.bis. all'interno del centro matrice, in assenza di piano particolareggiato adeguato al P.P.R, oltre agli interventi di a) manutenzione ordinaria e straordinaria, b) restauro e risanamento conservativo, c) ristrutturazione edilizia interna, è consentito l'intervento di "ristrutturazione edilizia di tipo conservativo": che mantiene immutati alcuni elementi strutturali qualificanti con possibili integrazioni funzionali e strutturali, senza incrementi di superficie, volume e variazioni della sagoma storicamente esistente. L'intervento è soggetto al Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 Codice dei beni culturali e del paesaggio.

Copertura finanziaria

Non prevede aumento di spesa. (558)

Emendamento all'emendamento numero 558 sostitutivo parziale Fasolino - Pittalis - Cappellacci -Alessandra Zedda - Oscar Cherchi - Tedde - Locci - Peru - Randazzo - Tunis - Tocco

Articolo 19

Nell'emendamento all'emendamento numero 558, al comma 2 bis, le parole "senza incrementi di superficie, volume e variazioni della sagoma storicamente esistente" sono sostituite dalle parole "con incrementi di superficie e volume sino al massimo del 5 per cento, e senza variazioni della sagoma storicamente esistente". (600)

Emendamento aggiuntivo Desini - Busia

Articolo 19

Dopo il comma 2, è inserito il seguente:

2bis. Per consentire l'adeguamento del Piano particolareggiato al Piano paesaggistico regionale, la Regione garantisce un cofinanziamento pari al 50% delle spese sostenute dal comune. (496)

Emendamento aggiuntivo Crisponi

Articolo 19

Al comma 3 dell'art. 19 dopo la parola "realizzato" sono aggiunte le parole:

"previa predisposizione di una relazione metodologica che giustifichi l'incremento volumetrico e ne dimostri la coerenza con le qualità paesaggistiche del contesto tutelato del centro matrice". (35)

Emendamento sostitutivo parziale Pittalis - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis - Alessandra Zedda

Articolo 19

All'art. 19 comma 3 dopo le parole "nella misura massima" è aggiunta la parola "consentita". (300)

Emendamento aggiuntivo Dedoni - Cossa - Crisponi

Articolo 19

All'articolo 19, comma 4, lett. a), dopo le parole "successive modifiche e integrazioni" sono aggiunte le seguenti "o rientri nei suddetti parametri a seguito di interventi di miglioramento delle prestazioni energetiche da certificare da parte di un tecnico abilitato". (3)

Emendamento aggiuntivo Fasolino - Pittalis - Tedde - Alessandra Zedda - Locci - Oscar Cherchi - Peru

Articolo 19

All'articolo 19, dopo il comma 5, è inserito il seguente:

5 bis. "Nelle zone omogenee E, così come individuate dagli strumenti urbanistici vigenti, gli incrementi volumetrici sono disciplinati dalle seguenti disposizioni, anche mediante il superamento degli indici massimi di edificabilità previsti dagli strumenti urbanistici ed in deroga alle vigenti disposizioni normative regionali". (402)

Emendamento aggiuntivo Fasolino - Pittalis - Tedde - Alessandra Zedda - Locci - Oscar Cherchi - Peru

Articolo 19

All'articolo 19, dopo il comma 5, è inserito il seguente:

5 ter, "Per gli immobili destinati ad usi agro-silvo-pastorali e per quelli ad uso residenziale, compresi nella fascia costiera tra i 300 ed i 2.000 metri dalla linea di battigia, ridotti a 150 e 1.000 metri nelle isole minori, è consentito l'incremento della volumetria esistente alla data del 31 marzo 2009, nella misura del 10 per cento per funzioni agro-silvo-pastorali e nella misura del 10 per cento per uso residenziale. Oltre la fascia dei 2.000 metri, ovvero 1.000 metri nelle isole minori, l'incremento volumetrico consentito è del 20 per cento." (403)

Emendamento aggiuntivo Dedoni - Cossa - Crisponi

Articolo 19

All'articolo 19;dopo il comma 5.è aggiunto il seguente

"5bis. Nella zona urbanistica F, l'incremento volumetrico di cui al comma 1 può essere realizzato purché siano rispettati i parametri ante o post operam di cui al decreto legislativo 192/2005 nella misura massima:

a) del 10 per cento del volume esistente legittimamente autorizzato per gli edifici mono-bifamiliari localizzati nella fascia dei 300 metri dalla battigia;

b) del 15 per cento del volume esistente legittimamente autorizzato per gli edifici mono-bifamiliari localizzati oltre la fascia dei 300 metri dalla battigia." (4)

Emendamento aggiuntivo Fasolino - Pittalis - Tedde - Alessandra Zedda - Locci - Oscar Cherchi - Peru

Articolo 19

All'articolo 19, dopo il comma 5, è inserito il seguente:

5 quater. "Nella fascia tra i 300 e i 2.000 metri dalla linea di battigia, ridotti rispettivamente a 150 e 1.000 metri nelle isole minori, è consentito l'adeguamento e l'incremento volumetrico degli immobili destinati ad uso residenziale fino al 20 per cento della volumetria esistente al 31 marzo 2009, a condizione che siano previsti interventi di riqualificazione dell'intera unità immobiliare oggetto dell'intervento e tali da determinare una riduzione di almeno il 15 per cento del fabbisogno di energia primaria oppure si dimostri che l'unità immobiliare rientra nei parametri di cui al decreto legislativo n. 192 del 2005, e successive modifiche e integrazioni. Oltre la fascia dei 2.000 metri, ovvero 1.000 metri nelle isole minori, è consentito, nel rispetto delle condizioni di cui al presente comma, l'adeguamento e l'incremento volumetrico fino al 30 per cento. " (404)

Emendamento aggiuntivo Fasolino - Pittalis - Tedde - Alessandra Zedda - Locci - Oscar Cherchi - Peru

Articolo 19

All'articolo 19, dopo il comma 5, è inserito il seguente:

5 quinquies. "All'interno della fascia costiera dei 300 metri dalla linea di battigia, ridotta a 150 metri nelle isole minori, per i fabbricati di proprietà dell'imprenditore agricolo destinati ad usi agro-silvo-pastorali è consentito il solo incremento del 10 per cento della volumetria esistente alla data del 31 marzo 2009, a condizione che le nuove volumetrie siano finalizzate agli stessi usi ed al miglioramento della qualità architettonica e del contesto paesaggistico; la proposta di intervento deve ottenere la positiva valutazione della Commissione regionale di cui all'articolo 7 della legge regionale n. 4 del 2009 e ss.mm.ii". (405)

Emendamento aggiuntivo Meloni - Pietro Cocco - Antonio Solinas - Demontis - Collu

Articolo 19

All'art. 19 dopo il comma 5 è inserito il seguente:

5.bis. gli incrementi volumetrici di cui ai commi 3, 4 e 5 si applicano anche alle zone F esclusivamente nel caso di prima abitazione e di residenza da almeno 1 anno a decorrere dall'entrata in vigore della legge.

Copertura finanziaria

Non prevede aumento di spesa (482)

Emendamento all'emendamento numero 482 sostitutivo totale Meloni - Pietro Cocco - Antonio Solinas - Demontis -Collu - Ruggeri - Deriu

Articolo 19

L'emendamento n. 482 è sostituito dal seguente:

"5 bis. Gli incrementi volumetrici di cui ai commi 3, 4 e 5 si applicano anche alle zone urbanistiche F, esclusivamente ove l'unità immobiliare oggetto di intervento costituisca, alla data di presentazione dell'istanza, residenza e prima abitazione del richiedente da almeno un anno. Tali interventi non sono ammessi nella fascia dei 300 metri dalla linea di battigia marina. (564)

Emendamento all'emendamento numero 564 sostitutivo parziale Fasolino - Pittalis - Alessandra Zedda - Cappellacci - Oscar Cherchi - Tedde - Locci - Peru - Randazzo - Tunis - Tocco

Articolo 19

Nell'emendamento all'emendamento numero 564, le parole "da almeno un anno" sono sostituite dalle parole "da almeno nove mesi". (601)

Emendamento all'emendamento numero 482 sostitutivo totale Meloni

Articolo 19

L'emendamento n. 482 è sostituito dal seguente:

"5 bis. Gli incrementi volumetrici di cui ai commi 3 e 4 si applicano anche alle zone urbanistiche F. (565)

Emendamento all'emendamento numero 565 sostitutivo parziale Alessandra Zedda - Pittalis - Cappellacci - Oscar Cherchi - Tedde - Locci - Fasolino - Peru - Randazzo - Tunis - Tocco

Articolo 19

L'emendamento n. 482 è sostituito dal seguente:

"5 bis. Gli incrementi volumetrici di cui ai commi 3 e 4 si applicano nelle zone urbanistiche C e D" (593)

Emendamento all'emendamento numero 565 sostitutivo parziale Pittalis - Alessandra Zedda - Cappellacci - Oscar Cherchi - Tedde - Locci - Fasolino - Peru - Randazzo - Tunis - Tocco

Articolo 19

L'emendamento n. 482 è sostituito dal seguente:

"5 bis. Gli incrementi volumetrici di cui ai commi 3 e 4 si applicano nelle zone B ed F". (594)

Emendamento all'emendamento numero 565 sostitutivo parziale Fasolino - Pittalis - Alessandra Zedda - Cappellacci - Oscar Cherchi - Tedde - Locci - Peru - Randazzo - Tunis - Tocco

Articolo 19

L'emendamento n. 482 è sostituito dal seguente:

"5 bis. Gli incrementi volumetrici di cui ai commi 3 e 4 si applicano nelle zone C, D ed F". (595)

Emendamento all'emendamento numero 565 sostitutivo parziale Pittalis - Alessandra Zedda - Cappellacci - Oscar Cherchi - Tedde - Locci - Fasolino - Peru - Randazzo - Tunis - Tocco

Articolo 19

L'emendamento n. 482 è sostituito dal seguente:

"5 bis. Gli incrementi volumetrici di cui ai commi 3 e 4 si applicano nelle zone C". (596)

Emendamento all'emendamento numero 565 sostitutivo parziale Pittalis - Alessandra Zedda - Cappellacci - Oscar Cherchi - Tedde - Locci - Fasolino - Peru - Randazzo - Tunis - Tocco

Articolo 19

L'emendamento n. 482 è sostituito dal seguente:

"5 bis. Gli incrementi volumetrici di cui ai commi 3 e 4 si applicano nelle zone C ed F". (597)

Emendamento all'emendamento numero 565 sostitutivo parziale Tunis - Pittalis - Alessandra Zedda - Cappellacci - Oscar Cherchi - Tedde - Locci - Fasolino - Peru - Randazzo - Tocco

Articolo 19

L'emendamento n. 482 è sostituito dal seguente:

"5 bis. Gli incrementi volumetrici di cui ai commi 3 e 4 si applicano nelle zone urbanistiche C e G". (598)

Emendamento all'emendamento numero 565 sostitutivo parziale Pittalis - Alessandra Zedda - Cappellacci - Oscar Cherchi - Tedde - Locci - Fasolino - Peru - Randazzo - Tunis - Tocco

Articolo 19

L'emendamento n. 482 è sostituito dal seguente:

"5 bis. Gli incrementi volumetrici di cui ai commi 3 e 4 si applicano nelle zone urbanistiche F e G". (599)

Emendamento aggiuntivo Pietro Cocco - Antonio Solinas - Demontis - Meloni - Collu

Articolo 19

All'art. 19 dopo il comma 6 è inserito il seguente:

6 bis. La richiesta di cui al comma 6 è accompagnata da un piano d'impresa, asseverato da un professionista abilitato, nel quale si dia dimostrazione della funzionalità dell'intervento.

Copertura finanziaria

Non prevede aumento di spesa. (483)

Emendamento aggiuntivo Pietro Cocco - Antonio Solinas - Demontis - Meloni - Collu

Articolo 19

All'art. 19 dopo il comma 7 è inserito il seguente:

7.bis. La richiesta di cui al comma 7 è accompagnata da un piano d'impresa, asseverato da un professionista abilitato, nel quale si dia dimostrazione della funzionalità dell'intervento.

Copertura finanziaria

Non prevede aumento di spesa. (484)

Emendamento aggiuntivo Gavino Manca - Comandini - Forma - Sabatini

Articolo 19

Dopo il comma 7 è aggiunto il seguente:

7 bis. Nella zona urbanistica E l'incremento volumetrico può essere realizzato nel limite del 20 per cento del volume esistente, esclusivamente per i seguenti interventi:

a) la realizzazione di un nuovo impianto di smaltimento dei reflui che sia conforme alle nuove normative vigenti;

- b) la riqualificazione dell'immobile esistente;

- c) per l'efficientamento energetico dell'intera unità immobiliare, nel rispetto dei parametri di cui al decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192 (Attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell'edilizia), e successive modifiche ed integrazioni;

- d) l'installazione di un impianto fotovoltaico e/o pannelli solari.

Relazione

Con"tale ipotesi si eviterebbe l'ulteriore consumo di territorio, si procederebbe ad evitare l'ulteriore inquinamento delle falde acquifere provocato dall'utilizzo delle vecchie fosse biologiche e pozzi neri, si adeguerebbe il patrimonio edilizio esistente e si farebbe uso di energia pulita proveniente dall'utilizzo di rinnovabili. (439)

Emendamento aggiuntivo Tedde - Pittalis - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Peru - Randazzo - Tocco - Tunis - Alessandra Zedda

Articolo 19

All'art. 19 (Interventi di incremento volumetrico del patrimonio edilizio esistente), dopo il comma 8, viene aggiunto il comma 8-bis come segue:

Art. 19 Interventi di incremento volumetrico del patrimonio edilizio esistente.

8-bis. Nella zona urbanistica E con destinazione agricola l'incremento volumetrico può essere realizzato, per ciascuna unità immobiliare, nella misura massima:

a) del 15 per cento del volume urbanistico esistente;

b) del 20 per cento nel caso in cui l'intervento sia esteso all'intera unità immobiliare oggetto di

intervento e si dimostri che l'unità immobiliare rientra nei parametri di cui al decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192 smi;

c) qualora si tratti di prima abitazione del proprietario e purché la superficie dell'immobile, prima della realizzazione dell'intervento, non superi quella indicata dalla legge 5 agosto 1978, n. 457, articolo 16, comma 3, la misura massima prevista per le ipotesi di cui a lettere a e b , è rispettivamente del 20 per cento e del 30 per cento. (140)

Emendamento aggiuntivo Peru - Pittalis - Cappellacci - Oscar Cherchi - Fasolino - Locci - Randazzo - Tedde - Tocco - Tunis - Alessandra Zedda

Articolo 19

All'art 19, dopo il comma 8 è aggiunto il seguente:

8 bis: "Nelle zone omogenee E è consentito un incremento volumetrico in deroga alle vigenti disposizioni normative regionali e mediante il superamento degli indici massimi di edificabilità previsti dagli strumenti urbanistici:

a) nella misura del 10 percento della volumetria esistente per gli immobili destinati ad usi agro-silvo-pastorali compresi nella fascia costiera tra i 300 ed i 2.000 metri dalla linea di battigia, ridotti a 150 e 1.000 metri nelle isole minori;

b) nella misura del 10 percento per gli immobili ad uso residenziale compresi nella fascia costiera di cui alla lettera a) del presente comma;

c) nella misura massima del 20 percento per gli immobili destinati ad usi agro-silvo-pastorali e per quelli ad uso residenziale siti oltre la fascia dei 2.000 metri, ovvero 1.000 metri nelle isole minori". (289)

Emendamento aggiuntivo Arbau - Azara - Ledda - Perra

Articolo 19

Nell'articolo 19, al comma 8, dopo la parola "disabili" è aggiunta la seguente frase: "o di persone ultrassessantacinquenni". (11)

Emendamento sostitutivo parziale Fasolino - Pittalis - Tedde - Alessandra Zedda - Locci - Oscar Cherchi - Peru

Articolo 19

All'articolo 19, comma 8, dopo la lettera "C' sono aggiunte le lettere "D" e "G". (453)

Emendamento sostitutivo parziale Fasolino - Pittalis - Tedde - Alessandra Zedda - Locci - Oscar Cherchi - Peru

Articolo 19

All'articolo 19, comma 8, dopo la lettera "C' è aggiunta la lettera "D". (454)

Emendamento sostitutivo parziale Fasolino - Pittalis - Tedde - Alessandra Zedda - Locci - Oscar Cherchi - Peru

Articolo 19

All'articolo 19, comma 8, dopo la lettera "C' è aggiunta la lettera "G". (455).)

Sull'ordine lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (Area Popolare Sarda). Potrei parlare per motivi vari, ma voglio fare solo una precisazione perché non vorrei essere stato anch'io stamattina inglobato in un'affermazione fatta in quest'Aula. Molti anni fa sono io che ho coniato il termine "marchetta", ma qual era il significato vero? Non è né quello dell'ufficio di collocamento, né tantomeno altri significati. Si faceva in Commissione allorquando dei colleghi presentavano emendamenti che avevano il significato di dimostrare al proprio elettorato e al proprio territorio di aver fatto una proposta e questa proposta poi, che era assurda, veniva bocciata perché non aveva una rilevanza tale da essere approvata con 10 miliardi di allora per fare questo o per fare l'altro. Da qui è nato il termine marchetta. Infatti quando qualche volta la collega Barracciu lo ha utilizzato io la bloccai dicendo: "Beh, l'ho coniato io questo termine". Però da un po' di tempo a questa parte, siccome il significato non è un significato di tipo offensivo, ma il significato è quello di dire: stai facendo una marchetta nel senso che stai proponendo un qualche cosa che poi non ha un riscontro logico, quindi interpretiamolo in questo modo. Però da un po' di tempo a questa parte non c'è nessuno in Parlamento, in televisione, eccetera, che non adoperi questo termine, quindi ormai è un termine in uso con significato diverso rispetto a quello che qualcuno gli voleva attribuire. Quindi creiamo un clima diverso perché credo che in questi termini possa essere anche accettato il termine "marchetta".

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Norme per il miglioramento del patrimonio edilizio e per la semplificazione e il riordino di disposizioni in materia urbanistica ed edilizia" (130/A)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Antonio Solinas, relatore di maggioranza.

SOLINAS ANTONIO (PD), relatore di maggioranza. Invito i colleghi a seguire con un po' di attenzione, cercherò di andare piano perché gli emendamenti agli emendamenti sono parecchi. Il parere è contrario all'emendamento soppressivo totale numero 218, al sostitutivo totale numero 301, il parere è favorevole all'emendamento numero 125. All'emendamento numero 125 sono stati presentati l'emendamento numero 520 con parere contrario, 522 contrario…

Io li ho in ordine di presentazione, cercherò di andare piano. Allora parere contrario agli emendamenti numero 520, 522…

PRESIDENTE. Così non si segue però…

SOLINAS ANTONIO (PD), relatore di maggioranza. Il parere è contrario sugli emendamenti numero 538, 537, 529, 520, 523, 524, 522, 527, 528 e 554. Il parere è contrario sugli emendamenti sostitutivi parziali numero 545, 571, 536, 535, 572 e 573; è favorevole sull'emendamento numero 591 e contrario sull'emendamento numero 553. Il parere è contrario sugli emendamenti aggiuntivi numero 550, 547 uguale al 570; sull'emendamento numero 549 uguale al 585 il parere è favorevole. Sull'emendamento numero 546 il parere è contrario, 544...

PRESIDENTE. Dall'emendamento numero 544 al 530 sono inammissibili. Riprenda dell'emendamento numero 583.

SOLINAS ANTONIO (PD), relatore di maggioranza. Sull'emendamento numero 583 il parere è favorevole...

TUNIS STEFANO (FI). Presidente, può elencare quelli inammissibili?

PRESIDENTE. Sono inammissibili gli emendamenti numero 544, 548, 543, 542, 541, 540, 539, 534, 533, 532 e 530.

SOLINAS ANTONIO (PD), relatore di maggioranza. Possiamo proseguire? Sull'emendamento numero 583 il parere è favorevole. Parere contrario sugli emendamenti numero 531, 555, 556, 551, 574. Sugli emendamenti numero 584 e 586 uguale al 602 il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Il parere sull'emendamento numero 125 che è quello che viene emendato da tutti quelli che ha letto?

SOLINAS ANTONIO (PD), relatore di maggioranza. È favorevole. Parere contrario sugli emendamenti numero 263, 350 e 264. C'è un invito al ritiro per l'emendamento numero 90. Parere contrario sugli emendamenti numero 59 uguale al 442, 58 uguale al 443, 106 uguale al 449, 265 uguale al 446, 447, 448. C'è un invito al ritiro per l'emendamento numero 107. Parere contrario sugli emendamenti numero 266 uguale al 348, 349 uguale al 450, 451, 452 e 456.

Sostitutivi parziali. Il parere è contrario sugli emendamenti numero 155, 293, 390, 354 e 290. C'è un invito al ritiro sugli emendamenti numero 96, 497 e 97. Parere contrario sull'emendamento numero 444, 498 invito al ritiro, 445 contrario, 98 invito al ritiro. È contrario sugli emendamenti numero 2, 299, 298, 297, 296, 307 e 141. Sugli emendamenti numero 9, 10 e 108 c'è un invito al ritiro. È contrario sugli emendamenti numero 292, 152, 291, 406 e 60.

TUNIS STEFANO (FI). Al di là del piacere di sentire il collega Solinas che dà i numeri al lotto, è possibile sapere quali emendamenti vengono travolti eventualmente dall'approvazione del 125?

PRESIDENTE. No, andiamo avanti, onorevole Solinas.

SOLINAS ANTONIO (PD), relatore di maggioranza. Parere contrario sugli emendamenti 438, 57 uguale al 111, al 142, al 382 e al 440, 1 uguale al 441, 383, 388, 384, 385, 386, 387, 389, 391, 31. Parere favorevole sul 481 a cui sono stati presentati gli emendamenti numero 558 con parere favorevole e 600 contrario. Il 496 mi risulta inammissibile per mancanza di copertura finanziaria. Il parere è contrario sugli emendamenti numero 35, 300, 3, 402, 403, 4, 404 e 405. All'emendamento numero 482 con parere favorevole sono stati presentati gli emendamenti agli emendamenti numero 601 contrario, 564 favorevole, 565 invito al ritiro, 593 contrario, 594 contrario, 595 contrario, 596 contrario, 597 contrario, 598 contrario e 592 contrario. Sugli emendamenti numero 483, 484, 439, 11 c'è un invito al ritiro. Sugli emendamenti numero 140, 289, 453, 454 e 455 il parere è negativo.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

ERRIU CRISTIANO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Il parere della Giunta è conforme a quello della Commissione tranne che per tutti gli emendamenti per i quali la Commissione ha invitato al ritiro, in questi casi il parere della Giunta è negativo.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Sull'emendamento numero 586 il parere è favorevole?

PRESIDENTE. Sull'emendamento numero 586 uguale al 602 è favorevole.

Questione sospensiva

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Sull'ordine dei lavori.

Io non ho certamente l'autorevolezza del presidente Floris per chiederla, ma forse è per questo che la chiedo. L'articolo che ora sta per entrare in discussione, il 19, è stato scritto dalla Giunta, è stato portato in Commissione ed è stato modificato. Arrivato in Aula viene emendato dalla Giunta, all'emendamento della Giunta viene presentato un libro di emendamenti all'emendamento. Allora io credo che una sana discussione in Commissione possa essere quella che ci consente di affrontare gli argomenti uno per uno bene, quindi io pongo una questione pregiudiziale per riportare l'articolo 19 in Commissione.

PRESIDENTE. Se lei pone il problema (...) un intervento a favore e un intervento contro.

Ha domandato di parlare a favore il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). L'intervento del Capogruppo del Partito sardo d'azione è pertinente e attuale. E' vero che è stata già sottoposta la questione ma viene reiterata direi opportunamente perché man mano che si va avanti scopriamo che non è tanto il testo esitato dalla Commissione oggetto dell'esame dell'aula, quanto il voluminoso dossier degli emendamenti che la Giunta regionale ha presentato. E per ogni articolo, anche quelli più insignificanti, non è certo il caso dell'articolo 19 e quindi quando assumono anche una valenza importante come quella in esame ci domandiamo e ci chiediamo e vi chiediamo: "Ma cos'è che vi ha fatto buttare idea?" Per quale ragione stravolgete quello che voi stessi avete presentato? Qual è la ragione? Lo chiediamo anche al Presidente della Commissione, lo chiediamo ai componenti della Commissione urbanistica della maggioranza, lo chiediamo a lei Assessore, se tutto questo lavoro che ci state propinando e che a maggior ragione non può passare col bavaglio dell'opposizione, mettetevelo bene in testa colleghi della maggioranza, perché qui noi troviamo emendamenti che stravolgono in certe parti il contenuto del testo così come esitato dalla Commissione, per quanto riguarda altri emendamenti proponete delle modifiche che davvero poi è difficile comprendere. Non si capisce perché dalla Commissione all'aula ci sia la necessità di queste integrazioni, di questo stravolgimento, di queste modifiche, se non per una ragione: che non avete chiara l'idea di un governo del territorio dal punto di vista edilizio ed urbanistico. Questa è la verità perché non si capisce altrimenti, ed ecco perché diventa attuale la proposta dell'onorevole Angelo Carta di riportare questo provvedimento in Commissione dove tutte le questioni, problematiche che state affrontando e cercate di superare all'ultimo momento con gli emendamenti creati ad hoc da parte della Giunta o con il supporto della stessa maggioranza su un tema di questa complessità, di questa delicatezza, non merita una istruttoria come quella che stiamo facendo. Vedete i tempi si allungano perché l'aula sta facendo quello che avrebbe dovuto fare la Commissione di merito, perché noi stiamo facendo qui l'istruttoria, perché noi vi stiamo sottoponendo problematiche e ve ne renderete conto anche per quegli articoli che abbiamo già approvato dell'incongruenza che c'è rispetto alle leggi esistenti e soprattutto delle contraddizioni, ma ve le diremo dopo l'approvazione della legge perché sarebbe troppo comodo farvi anche il regalo di emendare dagli errori che voi state commettendo. Lo facciamo se questa legge torna in Commissione, ci mettiamo a lavorare seriamente perché non si può Presidente procedere in questo modo. Questa è una legge che viene completamente stravolta in Aula, che viene sottoposta per un'attenzione e che chiede un supplemento anche di tempo e chiede logicamente anche tutto quel supporto tecnico perché ci sono questioni che non possono essere affrontate indifferentemente. Cosa significa zona A, zona B, zona C, zona D e in questo emendamento la Giunta aggiunge la zona G? Poi ci sarà qualche emendamento che aggiunge la zona E, qualche altro emendamento che aggiunge la zona F. Ma vedete questo è il sistema che noi non condividiamo, è un sistema provvisorio, rabberciato, un sistema occasionale quando invece richiede attenzione, richiede costanza, richiede soprattutto che sulla pelle di chi poi deve applicare, interpretare o beneficiare anche degli effetti di questa legge non si abbia a imbattersi in quel solito sistema che si dà un potere enorme a chi deve poi applicarla...

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare contro il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Per dire che la Commissione ha già svolto il suo lavoro, che non è assolutamente necessario procedere con il rinvio dell'articolato nuovamente in Commissione, che il voluminoso malloppo di emendamenti non è certamente frutto del lavoro presentato dai colleghi di maggioranza, ma anzi, e neanche dalla Giunta, il malloppo voluminoso è frutto degli emendamenti presentati dai colleghi di centrodestra i quali fanno il loro mestiere che è quello di cercare di ostacolare il provvedimento, di portarlo avanti così come è nelle loro possibilità, anche fare la richiesta di portarlo ancora in Commissione. Ma la Commissione ha già espletato il suo lavoro, adesso gli emendamenti sono all'attenzione dell'aula e io Presidente invito quindi l'aula a procedere regolarmente così come da organizzazione dei lavori.

PRESIDENTE. Metto in votazione la proposta del consigliere Angelo Carta. Chi la approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non la approva alzi la mano.

(Non è approvata)

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Norme per il miglioramento del patrimonio edilizio e per la semplificazione e il riordino di disposizioni in materia urbanistica ed edilizia". (130/A)

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Sardegna). E' di alcuni momenti fa che tutte le televisioni e tutte le agenzie di stampa hanno dato la notizia che nel mese di febbraio la disoccupazione è aumentata dell'1 per cento. E' di pochi minuti fa la notizia secondo la quale la ricchezza delle famiglie è diminuita insieme al valore degli immobili del 30 per cento. E' anche evidente, i colleghi lo sanno quanto me e più di me, che la ricchezza di un popolo non è quella dei BOT e dei CCT ma è quella proveniente dal possesso del bene patrimoniale. Quindi l'Italia è attaccata da questa crisi anche per il valore degli immobili e soprattutto per il valore dei terreni tanto è vero che quando è stato portato avanti il Piano casa, il Piano casa è stato portato avanti tenendo presenti queste problematiche e sapendo che dovevamo rilanciare un settore che andava e faceva da volàno a tutta l'economia italiana. Mentre in Italia Renzi sta cercando di semplificare e di dire che per tutte le cose che noi stiamo dicendo in quest'Aula non è necessario neanche il permesso di costruzione, qui stiamo facendo delle leggi punitive non si capisce a favore di chi e per quale motivo. Guardi, io parlo Presidente perché rimanga agli atti e perché un giorno come capita sempre ci sarà qualcuno che legge i resoconti di questo Consiglio. Qui sta succedendo una cosa veramente abnorme, voi state, signori della maggioranza, distruggendo da soli un patrimonio che abbiamo costruito insieme e questo non è corretto, non è serio. Neanche nei momenti in cui esistevano i partiti tradizionali, il Partito Comunista era talmente ferreo che tutti quanti dovevano rispondere con i riflessi condizionati, alzare e abbassare la mano a seconda di quello che faceva il Capogruppo, queste cose che sta avvenendo oggi non avvenivano neanche allora, perché allora c'è stata la libertà. E, al di là dei Piani paesaggistici regionali, Assessore, lei ride ma è la verità, al di là dei Piani paesaggistici regionali con alterne vicende, da Cogodi a chi vi parla, per quanto riguarda il resto, l'ho detto mille volte, noi abbiamo sempre portato avanti queste problematiche in maniera unitaria. Le alterne vicende riguardano soltanto il Piano paesaggistico, ma tutte le altre leggi strutturali, che sono state l'esempio in Italia sono state portate avanti in maniera unitaria. Qui evidentemente questi emendamenti, Presidente, vengono da lontano, vengono da fuori del Consiglio regionale, perché non è possibile che la Commissione abbia fatto un testo, l'abbia dato ad un sottocomitato, l'abbia ridiscusso in Commissione, abbiamo avuto tutto il tempo per presentare gli emendamenti, alla fine tutto questo viene stravolto da altre norme che niente hanno a che vedere con quelle che erano state approvate dalla Commissione e dal sottocomitato, evidentemente arrivano non più da via Emilia perché non ci sono più, ma da via Roma. Noi lo dobbiamo pensare questo, perché è così. E allora questo non va bene, perché questo è un sistema Renzi. Cosa dice Renzi? Io convoco il mio partito, se la maggioranza decide di portare avanti una determinata iniziativa la minoranza si deve adeguare. I partiti diciamo "a latere" non esistono neppure, perché non vengono manco consultati, ma in questo modo che razza di democrazia è? Ma un partito può davvero assumersi, arrogarsi il diritto di fare le leggi in nome e per conto di un popolo, governando col 20 per cento del popolo italiano? Io credo che questo non sia possibile e che qui questa maggioranza che fa finta di bisticciare, che è comunque sempre minacciata, perché questo è avvenuto anche in questa fase, del Presidente della Regione di turno eletto dal popolo, che dice o è così o te ne vai a casa, e rispetto all'andare a casa i signori che fanno parte di questa maggioranza non se ne vogliono andare a casa e rimangono qui, qualunque cosa passa. Poi sento dire una cosa assurda, ma cosa come è possibile, un consigliere regionale come un deputato è eletto dal popolo, risponde al popolo, non risponde ai partiti, risponde al popolo che lo ha eletto, e quindi come è possibile che uno dica io sono d'accordo con la minoranza, però voto perché la maggioranza non vada disperdersi in mille rivoli? Questo è veramente aberrante ed è un'offesa nei confronti delle istituzioni. Se io sono convinto che quella legge non vada votata e non vada votata per ragioni che sono ragioni intime, personali, quella legge non va votata, e invece si dice io la voto perché ho paura di andare a casa. E andatevene a casa! E' andato via Soru a casa, io credo che andrete anche voi. Però se instauriamo questo discorso, che la maggioranza fa tutto quello che vuole, vince ed una volta che vince colloquio non ce n'è più, non ce n'è più oggi che ci siete voi al governo, non ce ne sarà più quando voi non sarete al governo, perché tanto l'alternanza esiste una parte e dall'altra, ma non è un modo corretto di agire.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Oscar Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (FI). Presidente, siamo praticamente arrivati al punto fondamentale, al titolo II, Capo primo della proposta di legge, cioè il cuore vero del cosiddetto Piano casa, che di Piano casa non ha assolutamente niente, ma com'è volgarmente definito o si è voluto presentare all'interno di quest'aula, come un testo che da e dispone tutti gli incrementi, le premialità volumetriche, per quanto riguarda le varie zone omogenee individuate nella classificazione della pianificazione urbanistica. Mi sembra che già dai primi commi si possa delineare in modo chiaro quella che è la proposta piuttosto restrittiva di una vostra idea di premialità sull'incremento e quindi sull'idea proprio della determinazione dell'incremento volumetrico in senso generale. Lo si evince già dal primo comma, nel momento in cui sono indicate le zone storiche: la zona storica del centro storico, la zona A; le zone omogenee di completamento B e C; le zone dei servizi generali, le G; sono completamente fuori da ogni tipo di discussione e di considerazione le zone agricole, ne abbiamo già discusso prima per quanto riguarda il dimensionamento o l'individuazione meglio del lotto minimo per poter edificare, ma niente è previsto sull'aumento di volumetrie nelle zone agricole; tanto meno si parla di zone F, cioè della parte delle zone turistiche. Quindi questo è già il primo messaggio che la maggioranza manda all'interno di quest'Aula, che manda non solo all'Aula ma a tutta la Sardegna, dimenticandosi e cancellando completamente la grande forza che quel Piano casa, approvato dalla Giunta, o perlomeno dallo scorso Consiglio regionale nel periodo 2009-2014, ha potuto dare in termini di quantità e in termini di qualità, ma soprattutto in termini di sviluppo per quanto riguarda il sistema edilizio regionale. In termini proprio di numeri perché effettivamente nel primo periodo, probabilmente in una fase di rodaggio tra il 2009 e il 2010 i numeri e i dati non erano certamente positivi, o perlomeno quelli che noi ritenevamo che potessero venire fuori dall'approvazione di quel Piano, ma vi posso garantire e ne siete consapevoli che dal 2011 in poi i numeri sono piuttosto importanti e hanno dato sicuramente grande forza e grande determinazione allo sviluppo del sistema agricolo regionale. Io spero di non far dormire nessuno all'interno di quest'Aula, vedo qualche collega che si è assopito durante il mio intervento, proverò a sollevare magari la voce per cercare di tenerlo sveglio e di dargli magari più possibilità di attenzione. Nel proseguire le mie considerazioni e il mio ragionamento arriviamo poi comunque a fare degli esempi pratici, che forse sono quelli che danno possibilità di chiarimento e chiarire esattamente qual è risultato, che poi una volta approvata questa legge potrà dare al sistema edilizio. Già la prima considerazione la si può fare per quanto riguarda le zone matrice, le zone del centro storico, le zone indicate come zone A, dove è assolutamente impossibile, dove non esiste una premialità, dove sono state cancellate completamente se non a quelle che hanno la possibilità di avere approvato il Piano particolareggiato, in adeguamento al Piano paesaggistico, questo fantomatico Piano paesaggistico regionale. Ma se andiamo a vedere nell'elenco delle amministrazioni, dei Comuni degli enti locali che hanno il piano approvato in adeguamento al PPR non ce n'è nemmeno uno praticamente, quindi è la matematica certezza che su 388 comuni non c'è un Piano particolareggiato ancora adeguato al PPR. Quindi mi sembra che tutto il resto non abbia grande significato, cioè non serva assolutamente a niente, e non serve a niente neanche indicare quella eventuale premialità del 20 per cento perché tanto non potrà essere più utilizzata. E allora perché non abbiamo invece reinserito almeno la premialità nelle strutture, o nei fabbricati che avevano almeno compiuto, o perlomeno avevano una data di realizzazione inferiore ai 50 anni? Così come abbiamo provato a fare noi nel cercare di dare possibilità almeno ai fabbricati più recenti di recepire e di avere la possibilità della premialità, legando quindi chiaramente agli altri la loro storicità e quindi sicuramente la conservazione storica del fabbricato stesso. Ma ancora più restrittivo e poi entreremo nel merito emendamento per emendamento, perché sei minuti della discussione generale non ci permettono di certo di entrare nel merito pieno e in modo puntuale e preciso di tutto l'articolato, quelle zone B che hanno la possibilità di un incremento volumetrico pari al 20 per cento, con un massimo però di 70 metri cubi, e qua non si capisce la motivazione perché avete messo un limite massimo. Se si dà la premialità del 20 per cento, ove non è stato e non sono adeguati al Piano paesaggistico, o se sono adeguati al Piano paesaggistico aumenterebbe del 30 per cento, e quindi una grande premialità in più, di 90 metri cubi…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cherchi, il tempo a sua disposizione è terminato.

È iscritto a parlare il consigliere Stefano Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (FI). Devo dire che ho atteso con una certa fiducia, e anche con una certa speranza, che, levandosi dal suo scranno, il collega Cocco facesse quel passo che consentirebbe a questa Assemblea di dare ascolto alla voce dei sardi che ci chiede di andare avanti su numerose cose, e consentisse che questa istituzione utilizzasse le Commissioni e l'Assemblea a seconda delle necessità. Devo constatare che, nonostante la sua personale riconosciuta serietà, non c'è stata la possibilità di accogliere una proposta che però era seria, era sensata, e che avrebbe consentito di razionalizzare al meglio le risorse della più importante assemblea dei sardi. Mi domando a che cosa attribuire questo; molto probabilmente le ragioni vanno ricercate nel fatto che non vi è la dovuta attenzione, la dovuta cura nei confronti delle esigenze che vengono da tutti i settori produttivi.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE EUGENIO LAI

(Segue TUNIS STEFANO.) Quotidianamente leggiamo di categorie che si rivolgono all'Assemblea sarda per vedere affrontati e possibilmente risolti i loro problemi, ieri il settore dell'industria, ieri l'altro il settore dell'edilizia, da tempo immemorabile diversi altri settori produttivi, che però vedono sacrificato sull'altare dell'idea di custodia del paesaggio, che è alla base di questa maggioranza, ogni loro singolo interesse. A questo punto ce la beviamo tutta sino alla fine questa medicina amara, e quindi esamineremo, nel padre di tutti gli articoli, la vostra idea di sviluppo edilizio, che voi avete negato per bocca del vostro Capogruppo, quindi per bocca della fonte più autorevole per la vostra maggioranza, essere una fonte di sviluppo: per voi, e questo articolo lo rende un concetto assai trasparente, l'edilizia non è un'occasione, una fonte di sviluppo, è piuttosto invece un settore da opprimere ulteriormente e da spingere nel novero di quelle attività produttive da archiviare, da dimenticare, e assieme a questa attività tutte le professionalità che ne sono connesse, il patrimonio di aziende, il patrimonio di attrezzature. Perché, badate bene, dietro il fatto di archiviare lo sviluppo economico che passa attraverso il miglioramento della casa in generale, passa anche il fatto di archiviare diversi decenni di maestranze, di professionalità, di competenze, di prospettive, che non passavano soltanto attraverso il valore intrinseco dell'immobile oppure il valore quasi spirituale del paesaggio che si andava in qualche maniera ad alterare, no, c'era ben altro, c'erano uomini, c'erano lavoratori, c'erano famiglie, c'erano speranze, c'erano prospettive di vita, c'erano tutte quelle cose che voi decidete di archiviare. E decidete oltretutto di archiviarle senza la discussione, io ho provato tenerezza nei confronti dei colleghi che hanno vissuto l'attività istruttoria in Commissione, e che hanno visto in due momenti ben distinti messo da parte il loro lavoro a favore di un ragionamento che si è svolto spesso al di fuori di questa istituzione.

Devo dire che non sono deluso, questa mattina me ne sono andato ottimista e torno ottimista, però questo ottimismo sono convinto dovrà passare attraverso un lungo elenco di emendamenti che, nel corso di quello che ci rimane di questa settimana e certamente anche la prossima perché l'articolo 19 da solo vale una legge, soltanto l'articolo 19 è composto forse da centinaia di emendamenti, e, attraverso il passaggio di svariate decine di interventi, consentirà di analizzare punto per punto, mattone per mattone, per utilizzare un termine a voi caro, il tema dell'edilizia in Sardegna.

Ecco, colleghi, siccome non sarà mai tardi, siccome ogni minuto del nostro tempo, oltre che molto ben retribuito, e anche molto importante, occorrerà ricordarci, e noi lo faremo anche per vostro conto, che abbiamo un compito, e questo compito è non essere sordi alle istanze e soprattutto utilizzare le nostre intelligenze per dare un significato profondo. Non credo che abboccheremo ai numerosi tentativi lusinghieri che ci avete rivolto in queste ore di fare ciò che voi non avete il coraggio di fare: se ritenete, fatelo voi, se ritenete che il problema sia qualcosa che non è presente nella bozza della Giunta di questo articolo, noi siamo qui per aspettarvi. Lo so, colleghi è dura e sarà ancora più dura, immaginatevi, sentir parlare per forse dieci giorni esattamente dello stesso argomento, punto per punto, riga per riga, virgola per virgola, e questo solamente per non voler prendere in considerazione la sensata proposta da parte dell'opposizione, che io mi permetto di reiterare finché non la vedrò accolta dalla vostra parte, di analizzare questo testo nel luogo che gli è proprio, cioè la Commissione.

Colleghi, ricordatevi che per la vostra redenzione, in questo caso, non ci sono limiti di tempo e neanche orari, può avvenire in qualunque momento del nostro lavoro.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Ignazio Locci. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Io non sono un giocatore di carte ma questa potrebbe essere definita tranquillamente la vostra PIN nella, se ci fosse da chiudere una mano di carte.

Le motivazioni che avevano spinto a suo tempo la maggioranza a voler assolutamente evitare la proroga della legge n. 4 del 2009fu ovviamente è un calcolo di tornaconto politico, e comunque lo interpretate come una sorta di coerenza, uno scalpo delle politiche edilizie del centrodestra, bene, noi qui siamo davanti a quella famosa legge organica di cui tanto parlavate, perché volevate come sempre nel vostro stile nei vostri programmi risolvere problemi non con delle toppe ma, ci mancherebbe altro, con delle leggi organiche che possano, quelli sì, inserirsi nell'ordinamento regionale è, quelle sì, risolvere problemi dei sardi. Bene, supero subito la questione delle zone omogenee a per andare a vedere gli incrementi del 20 per cento del 30 per cento, ovviamente nei limiti rispettivamente di 70 e 90 metri cubi, che sarebbero consentiti, quelli più favorevoli di 90 metri cubi, laddove il PUC è adeguato al PPR, mentre la misura precedente, meno favorevole, laddove i Comuni non hanno adeguato il loro PUC al PPR. È chiaro che questa è una norma che, messa davanti al cittadino, davanti al tecnico e davanti alla vostra propaganda rispetto ad un'ipotesi di velocizzazione, di semplificazione delle norme che devono portare gli enti locali all'adeguamento definitivo del PUC al PPR, questo non creerà assolutamente l'apertura di un nuovo cantiere, perché nessuno si potrà avventurare a chiedere una concessione edilizia laddove ovviamente i vantaggi sono veramente poca cosa. Sulla questione delle zone A, anche qui utilizziamo delle forme…così, può essere realizzato l'incremento volumetrico può essere realizzato, forse aggiungo io, quando? Quando si devono verificare tutta una serie di condizioni e circostanze che guarda caso sono assolutamente da mettere al vaglio, non sia mai a tempo alternato, a corrente alternata, dai funzionari degli uffici tecnici. E poi, ancora, sul risparmio energetico anche qua un piccolo premio di un cinque percento oggi, come dire, sfido chiunque a non trovare i materiali che abbiano le caratteristiche, che vengono riportate qui nella norma e quindi ogni intervento, ci mancherebbe altro, è improntato all'efficientamento energetico e quindi… mi pare piuttosto che questo sia l'ennesima dimostrazione che si faccia un po' l'annuncio del piano casa e delle opportunità degli incrementi volumetrici, addirittura istituzionalizzati in una norma organica, ma che in realtà non daranno assolutamente i frutti che qualcuno spera perché è evidente che, con norme scritte in questo modo, nessuno vorrà correre ad aprire i cantieri. Quindi, sarà certamente una norma che non darà respiro al settore dell'edilizia, ma sarà una norma che non troverà delle risposte positive nei settori in cui questa dovrebbe creare un minimo di sviluppo. Ci pare veramente che non ci siano gli estremi per farci apprezzare o comunque far giudicare positivamente questo testo, anche perché frutto di una serie di contrattazioni al ribasso fatte tra la Giunta regionale e una sua maggioranza capitanata da un satrapo della politica, che non intende assolutamente, non ha cuore la Sardegna e non intende consentire alle famiglie sarde di realizzarsi quel poco necessario per rendere anche solamente più accoglienti le proprie abitazioni.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Giuseppe Fasolino. Ne ha facoltà.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Siamo arrivati a quella che è la parte più importante, abbiamo detto cerchiamo di parlare di argomenti, e arriviamo in fretta a parlare di quello che è il fulcro di questa legge, così abbiamo detto. E ci siamo arrivati, in effetti forse ci siamo arrivati già parlando dell'articolo 17 e il risultato non è stato quello aspettato, voi ci avete detto…

PRESIDENTE. Scusi onorevole Fasolino, colleghi. Prego.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). … nelle settimane scorse, nei giorni scorsi c'avete detto arriviamo subito agli argomenti più importanti, arriviamo subito a discutere di questa legge nel fulcro della legge, poi vedremo e ci confronteremo. Una delle parti che abbiamo già discusso, che era all'articolo 17, abbiamo visto com'è andata a finire: è rimasto invariato. Adesso vedremo come andrà a finire la discussione e quindi l'approvazione dell'articolo 19, che è secondo me l'articolo cardine di questa nuova legge che non si può, come già detto tante volte anche dai banchi della maggioranza, chiamare sicuramente piano casa. Ma come siamo partiti? Non siamo partiti a novembre annunciando e facendo dei proclami dicendo che a breve si sarebbe approvato e si sarebbe prorogato migliorandolo, addirittura, il piano casa. Questi erano gli annunci che si facevano novembre. A novembre si facevano questi annunci: guardate entro dicembre approveremo un nuovo piano casa. Per poi invece sbattere i pugni sul tavolo, negli ultimi interventi della settimana scorsa, dicendo il piano casa non esiste più, quindi da una parte facciamo gli annunci dicendo presenteremo un nuovo piano casa e dall'altra parte poi invece diciamo qua in Aula che il piano casa non esiste più. È lo stesso atteggiamento che abbiamo avuto quando questa legge l'abbiamo pubblicata chiedendo il contributo di tutte le associazioni, dei professionisti, della gente comune, quando abbiamo fatto questo tipo di lavoro abbiamo detto dateci un contributo, avete detto, che noi lo valutiamo, insieme ci studiamo sopra, insieme cerchiamo di capire come possiamo migliorare questa legge, una legge ripeto e non mi stancherò mai di dire, fatta dall'Assessore che era una legge ragionevole e una legge che faceva capire che realmente il piano casa era un modo per tamponare a un momento delicato dell'economia. Ma aveva una logica quella legge, ecco su quella legge sono intervenuti, hanno fatto una serie di osservazioni. Cosa abbiamo fatto? Perché qua spesso diciamo torniamo in Commissione, riparliamo in Commissione della legge, ma addirittura, caro collega Carta, ma neanche la Commissione è stata informata dalla modifica di questa legge. Perché è arrivata una velina e quando noi abbiamo detto che quella velina arrivava del segretario del Partito Democratico ci hanno accusato, è arrivata una velina anche in Commissione dove noi ci siamo trovati una legge stavolta senza neanche sapere come avevano modificato questa legge. Quindi, non è soltanto il Consiglio, anche la Commissione addirittura! E si è detto che era nata da una Sottocommissione, non è vero! Perché alla sottocommissione è arrivata così come l'abbiamo vista in Aula, quindi tutti questi cambiamenti, queste modifiche sono modifiche che si sono susseguite in questi mesi, in queste settimane, in continuazione! Fino ad arrivare a qualcosa che non capiamo neanche noi, che dobbiamo cercare di fare un puzzle di tutti gli emendamenti e le modifiche che abbiamo, compresi gli emendamenti agli emendamenti apportati dalla Giunta. È questa la situazione che stiamo vivendo. Qual era l'obiettivo di questa legge? L'obiettivo di questa legge era cercare di tamponare a un periodo difficile che l'economia sarda sta vivendo, a una crisi dell'edilizia che dai dati abbiamo visto che c'era negli anni passati. Dando l'opportunità di migliorare il patrimonio edilizio che noi abbiamo nella nostra regione, ma dando anche l'opportunità di fare una casa a chi non aveva questa possibilità, dando l'opportunità di attirare dei capitali che potevano essere interessanti per investimenti di qualità e che potevano servire per creare occupazione. Questi erano gli obiettivi. Come si poteva arrivare a questi obiettivi? Incentivando. Incentivando quella possibilità di incremento volumetrico. Chi accontentava? Accontentava tutti, accontentava tutta l'isola perché ci sono delle zone la Sardegna dove ci sono magari più zone F, perché ci sono altre zone dove c'è l'economia sulle zone agricole, delle zone della Sardegna dove magari ci sono più zone C. Quindi, accontentava un po' tutta la nostra isola. Chi faceva turismo veniva accontentato, chi faceva agricoltura veniva accontentato, era una legge oggettivamente positiva. Questo era! Allora se noi a questa legge gli andiamo a levare e andiamo a togliere gli incentivi, andiamo ad avere un approccio ideologico e non a vedere come questa una possibilità di sviluppo economico è normale che…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Marco Tedde. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Vorrei intervenire brevemente sull'ordine dei lavori. Mi pare che non sia stato discusso il Titolo II. Se si vuole consultare con i funzionari dell'Aula… non è stato posto in discussione e non è stato votato.

PRESIDENTE. Sì, onorevole Tedde, i titoli a cui si riferisce verranno tutti posti in votazione al termine della discussione sulla legge.

TEDDE MARCO (FI). Questa è una novità. Cioè il titolo si pone in discussione alla fine della discussione della legge? Il titolo che precede, che è il cappello della norma… Non è che ci mettiamo le mutande sulla testa…

PRESIDENTE. No certo perché, onorevole Tedde, è una decisione presa dalla Presidenza perché ancora non si sapeva quali sarebbero stati gli articoli che si sarebbero votati quindi si è deciso di votare i titoli…

TEDDE MARCO (FI). Presidente, ci stiamo arrampicando sugli specchi. Ci stiamo rampicando sugli specchi, la prego di assumere una determinazione in piena autonomia, cerchi di riflettere anche perché tra le altre cose il titolo di questa norma, di questa serie di norme è identico al capo primo, e questo glielo faccio notare, questo non è possibile.

PRESIDENTE. Prego, onorevole Tedde, finisca…

TEDDE MARCO (FI). Finito, sull'ordine dei lavori ho finito, certo. Le faccio notare che il titolo è identico al capo, la rubrica del titolo è identica alla rubrica del capo.

PRESIDENTE. Onorevole Tedde, ha finito il suo intervento?

TEDDE MARCO (FI). Ho detto che questo era sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. L'ho capito, ho già dato una risposta, se ha già finito il suo intervento la ringrazio. Ha chiesto la parola l'onorevole Zedda.

TEDDE MARCO (FI). Mi scusi, io sono intervenuto, Presidente, sull'ordine dei lavori…

PRESIDENTE. Onorevole Tedde, è intervenuto sull'ordine dei lavori, le ho risposto, prego onorevole Zedda.

TEDDE MARCO (FI). No guardi, Presidente, io devo intervenire anche sulla discussione non solo sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ho chiesto esplicitamente se era finito il suo intervento e lei mi ha risposto di sì.

TEDDE MARCO (FI). Ho precisato che si trattasse sull'ordine lavori.

PRESIDENTE. Allora completi il suo intervento.

TEDDE MARCO (FI). Allora devo io riniziare però, devono riniziare sull'ordine dei lavori io finito, ora sto aspettando il responso e devo intervenire nella discussione generale.

PRESIDENTE. Prego colleghi, fattelo intervenire. Prego.

TEDDE MARCO (FI). Quindi confermo che abbiamo fatto un salto avanti dimenticandoci che c'è un titolo da esaminare, la rubrica del titolo che peraltro è identica il capo, capo primo norme per il miglioramento del patrimonio esistente, titolo norme per il miglioramento del patrimonio esistente, siccome il titolo secondo è formato da vari capi non può avere la stessa rubrica del capo primo. Presidente, ci rifletta su questo, guardi che dopo ci rideranno dietro. Comunque a parte il disorientamento che è provocato da questa conduzione dei lavori a dir poco bizzarra, a dir poco bizzarra, io credo che il disorientamento derivi anche dal fatto che stiamo facendo un grande pasticcio, la tecnica che stiamo mettendo in campo è una tecnica del tutto contraddittoria, circense anzi dai, è una tecnica circense, caleidoscopica, variopinta…

(Interruzioni.)

PRESIDENTE. Scusate, colleghi, fate terminare…

TEDDE MARCO (FI). No fate iniziare, la Giunta propone, io vorrei che parlasse il Presidente, dottoressa, che non ha bisogno di angeli custodi. La Giunta propone… La Commissione modifica, oggi noi discutiamo non la proposta originaria della Giunta, non discutiamo…

(Interruzioni.)

PRESIDENTE. Scusate, colleghi… Prego, onorevole Tedde, però completi l'intervento.

TEDDE MARCO (FI). Se me lo fanno completare però, Presidente, lei deve rimbrottare chi mi impedisce di parlare. La Giunta propone, dicevo, la Commissione stravolge, la Giunta… E sì un altro Presidente… La Giunta nuovamente modifica il responso della Commissione. Noi di fatto stiamo discutendo in teoria dell'articolo 19 anche se avremmo dovuto discutere il titolo secondo, ci faremmo due risate, ci faremo anzi due risate con una emme sola, e invece di discutere l'articolo 19 discutiamo dell'emendamento che è il vero articolo 19, questo è un pasticcio epocale oserei dire non credo che si possa lavorare bene in questo modo, ma questi ostacoli al lavoro dell'Aula non sono soltanto ostacoli per l'opposizione, sono soprattutto ostacoli per la maggioranza che ormai non riesce più a seguire i lavori che ride, ridacchia ma non sa perché sta ridacchiando, è un riso amaro, che non è un riso agro che è quello che abbiamo discusso prima…

PRESIDENTE. Però, onorevole Tedde, tenga rispetto per tutte le istituzioni presenti nell'aula, se deve intervenire sull'articolo intervenga sull'articolo mantenga il rispetto…

TEDDE MARCO (FI). Non sto offendendo nessuno, lei deve imparare a gestire l'Aula! La tecnica è simpaticissima… Dopo potrai intervenire

(Interruzioni.)

PRESIDENTE. Scusate, colleghi, fate terminare l'intervento dell'onorevole Tedde.

TEDDE MARCO (FI). Ma perché vi agitate, vedo uno col pizzetto lì che gestiscola…

PRESIDENTE. Onorevole Tedde, però la richiamo per la seconda volta se deve completare l'intervento lo completi.

TEDDE MARCO (FI). Presidente, ho necessità di continuare.

PRESIDENTE. Scusate, colleghi, scusate colleghi…

TEDDE MARCO (FI). La tecnica è caratterizzata da appesantimenti istruttori che vanno ad appesantire ulteriori appesantimenti istruttori, non siamo in grado di lavorare o quanto meno non siamo in grado di lavorare in modo dignitoso e mi pare che questa sia una tecnica o un modo di lavorare e di gestire processi normativi del tutto obsolescente, vecchio, molto vecchio, troppo vecchio. Troppo vecchio perché l'Aula ha perso la sua autonomia, perché la maggioranza ha perso la propria autonomia, perché di fatto è eterodiretta, non riesce a gestire processi di produzione normativa in modo autonomo e questo comporta il caos totale. Tanto è vero che noi andremo a discutere il titolo secondo, la rubrica del titolo secondo alla fine della discussione di questa norma, non riesco a capire come si possa fare comunque il Presidente così ha decretato. Ecco, e qui ritorniamo sempre indietro nel tempo a quando noi vi proponevamo sommessamente di prorogare dall'alto della vostra autorevolezza e dall'alto della forza dei vostri numeri di prorogare in tutta fretta la legge numero 4 in modo da dare la possibilità alla nostra economia…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Luigi Crisponi. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, per fortuna che è intervenuto sul banco della Giunta regionale, cosa c'è?

PRESIDENTE. Chiedo scusa onorevole Crisponi, onorevole Zedda sull'ordine dei lavori?

(Interruzione della consigliera Zedda Alessandra.)

PRESIDENTE. Si è cancellata, scusi, onorevole Zedda.

Ha ragione, onorevole Zedda. Prego continui onorevole Crisponi.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Posso continuare? Bene, fate un po' di silenzio, facciamo un po' di silenzio per cortesia. Stavo appena dando il benvenuto all'assessore Arru, per fortuna c'è l'Assessore alla salute e alla sanità che interviene in questa contesa che ancora non ha raggiunto dei toni così importanti…

PRESIDENTE. Onorevole Crisponi, per cortesia intervenga sull'articolo.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Sto intervenendo, se non si può nemmeno parlare, adesso Presidente,… Per cortesia. Però volevo dire che l'assessore Arru non sarà sufficiente, l'Assessore è un bravo Assessore alla sanità, non sarà sufficiente a frenare quelle emorragie di posti di lavoro, di difficoltà organizzativa, occupazionale di cui andremo a soffrire nei prossimi mesi anche perché i dati li conoscete benissimo. Nel 2004, in occasione dell'approvazione della nota legge salva coste, si calcolarono la perdita di 17.000 posti di lavoro quasi tutti riferiti al comparto dell'edilizia, a un comparto artigiano che è un autentico pilastro ancora oggi per mantenere in piedi la già sofferente e più che mai in difficoltà economia regionale. Oggi si segnalano sempre dei dati di assoluta difficoltà, sono stati poc'anzi ricordati dal presidente Floris, e che naturalmente non seguono quell'andamento positivo che come è stato più volte dichiarato dagli attenti osservatori delle organizzazioni di categoria, quegli oltre 4 mila posti di lavoro vennero recuperati solo ed esclusivamente grazie alla legge del Piano casa del 2009. Oggi ci ritroviamo davvero in tutta la difficoltà ancora di più perché è entrata in aula in questo momento, in queste ore, alla riapertura dei lavori la legge attualmente in discussione mostra tutte le sue criticità. Perché questa legge canaglia di cui oggi dibattiamo inizia proprio all'articolo 19 i suoi valori più importanti, che devono essere qui chiamati, discussi con tutta l'autorevolezza che serve da parte dei colleghi presenti in aula, ma che incredibilmente hanno fatto un autentico minestrone, un mosaico completamente distrutto, rispetto a ciò che era stato portato in Aula, a ciò che era stato messo a disposizione nelle discussioni di chi venne chiamato a suo tempo in Commissione, e che oggi viene completamente disatteso. Un autentico malloppo di emendamenti è stato oggi consegnato all'attenzione del Consiglio ed è un autentico malloppo che stravolge completamente tutto l'impianto legislativo. Ed è anche preoccupante perché di fatto vengono ulteriormente disattese non solo le audizioni che sono state fatte degli operatori, degli osservatori, delle organizzazioni di categoria e quindi della pubblica opinione quando è stato steso il primo testo della Giunta regionale, ma è stato stravolto al secondo passaggio, quindi non solo in Commissione, ma anche con tutta una serie di emendamenti che adesso sono stati portati all'attenzione del Consiglio, è uno stravolgimento complessivo. Ma pensate davvero poi, dov'è il presidente della Commissione Solinas, ma pensate davvero di avere solamente voi il dono della conoscenza e il dono dei rapporti con la pubblica opinione? Ma pensate davvero che gli emendamenti che sono stati portati, scritti e presentati dalla minoranza siano stati inventati di sana pianta durante la notte, scritti e buttati lì all'attenzione di voi altri della maggioranza? No, sono frutto di continue valutazioni, approfondimenti e riflessioni che sono stati fatti proprio con la pubblica opinione, con i cittadini, con chi lavora nel comparto dell'edilizia, con le stesse organizzazioni di categoria, dove si è voluto puntualizzare quelle che potevano essere storture che andavano raddrizzate. È possibile che voi conosciate solamente il diritto e abbiate solamente la conoscenza con le persone che vi hanno chiesto ascolto dalla parte giusta? È pensabile che tutto ciò che noi abbiamo voluto rappresentare con ogni emendamento sia stato sonoramente bocciato? È pensabile tutto questo? Eppure correttivi in Aula mi pare ne abbiamo portato in abbondanza, di buon senso, e che avevano solo una previsione, che era quella di dare e dotare la Regione Sardegna di una legge funzionale non alle esigenze dell'aula, ma alle esigenze del territorio, e questo lo abbiamo fatto con dovizia di attenzione e di particolari che sono stati poi trascritti in emendamenti incredibilmente da buttare nel cestino dei rifiuti. Questo non è modo di agire. L'arroganza che dimostra la maggioranza in questo momento fa naturalmente virare dalla parte di chi reclama maggiore democrazia, com'è stato più volte reclamato in quest'aula, e se non si ascoltano i suggerimenti della minoranza mi sapete dire voi, caro Solinas, dove sta anche la democrazia, dove sta la partecipazione del Consiglio regionale alla scrittura di una legge che sia funzionale all'esigenza della Sardegna? Mi sapete dire da che parte voi volete andare con un riepilogo di tutta una serie di emendamenti che sono stati inventati, sottoscritti e rappresentati addirittura con il consenso di un presidente di una Commissione che non ha riunito la Commissione. Questo non è accettabile, non si può continuare ad andare avanti così, anche perché l'articolo 19 rappresenta uno dei pilastri di questa legge. Finora mi pare che abbiamo giocato, che abbiamo palleggiato, che abbiamo fatto un po' di ping pong, ma qui entriamo veramente nella materia importante che pur nelle mille dimenticanze della Presidenza, quindi dei titoli, dei capi, si parla di incrementi volumetrici, e di qui non è dovuta la parola…

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Alessandra Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). In sostanza questo articolo 19 è una legge nella legge, o meglio disposizioni legislative. È di fatto il vostro Piano casa, perché comunque sostanzialmente avete in maniera maldestra provato a concedere qualcosa, molto poco. Tra l'altro stamattina ho voluto evidenziare dei fatti. I fatti in relazione al nostro Piano casa dicono che quella legge ha consentito, quello strumento, perché non è una vera e propria legge, ha consentito ai sardi di avere un miglioramento per quanto riguarda la situazione dell'edilizia in Sardegna, o meglio, come abbiamo più volte osservato, ha fatto sì che non ci fosse la morte totale del settore dell'edilizia, e che soprattutto in questo momento di grande crisi, proprio quello strumento ha consentito in tutti i settori, civile abitazione, industriale, agricolo, di poter veramente mantenere in piedi il settore appunto dell'edilizia che ha sempre rappresentato in Sardegna un'industria importantissima e un settore che dava un deciso contributo al nostro PIL. Ancora, tra le altre cose, ha consentito di riqualificare e migliorare quindi sia la qualità che la quantità delle nostre strutture, e soprattutto questo è avvenuto contro le vostre accuse che erano quelle di un consumo del territorio, che invece poi in sostanza non c'è mai stato, ma c'è stato semplicemente un miglioramento dell'utilizzo del territorio, e come ho detto prima alcune strutture sono state notevolmente portate avanti proprio con i tempi e con quanto richiedono oggi gli interventi proprio nell'edilizia, comprese le parti che hanno riguardato l'efficientamento energetico, il miglioramento da questo punto di vista, come pure tutte le forme di ristrutturazione rispettando i termini richiesti proprio dall'ambiente. Allora dico perché non voler quantomeno provare a migliorarlo, noi abbiamo sperato che quando l'Assessore ha detto che ci sarebbe stato il nuovo Piano casa ci potessero essere anche degli ulteriori miglioramenti, in base alle vostre capacità e conoscenze abbiamo sperato che poteste dare qualcosa di più e di migliorativo, ma invece dobbiamo ricrederci perché stiamo andando al ribasso, notevolmente al ribasso, e questo lo possiamo anche vincere dal comma 3 dell'articolo 19, dove in ogni caso, proprio con termini assolutamente restrittivi, imponete fino al punto a) fino ad un massimo di 70 metri cubi, e al punto b) fino ad un massimo di 90 metri cubi. Traducendolo in termini comprensibili, di fatto più di 23 metri quadri nel primo caso, 27 nel secondo caso, cioè quando i comuni hanno adeguato i PUC non concediamo, anzi non concedete. Quindi sostanzialmente anche qui si ripercorre la logica di interventi di serie A e interventi di serie B, comuni di serie A e comuni di serie B, come se la difficoltà di approvare il PUC nasca esclusivamente dall'incapacità delle amministrazioni comunali, non invece da un Piano paesaggistico con ulteriori difficoltà soprattutto nelle procedure, e quindi difficoltà ad adeguare i PUC delle nostre amministrazioni. Io credo che veramente al di là di tutto si abbia paura di non so cosa, perché comunque i fatti che ho citato parlano dell'esatto contrario, però vi dico tra le altre cose che questo sarà un boomerang per voi, perché quando i cittadini che dovranno applicare o in altri casi sottostare a questa norma capiranno che cosa contiene realmente, forse per voi le urla che avete sentito in questo periodo da tutti, dalle associazioni di categoria, dai sindacati, da noi in quest'aula che vi abbiamo anche tediato abbastanza pur di portarvi ad un confronto chiaro e a farvi ravvedere, allora sì che veramente avrete da fare il vostro mea culpa. Così pure, e concludo, un'ultimissima concessione che potevate fare anche per migliorare la situazione nelle zone industriali, avete anche qui pensato a mettere sono limiti, ma conoscete la situazione di alcune grosse aziende di carattere industriale in Sardegna, dove magari realizzare anche un piccolo punto di ristoro, quindi la classica casa del custode potrebbe essere un elemento determinante, importante, anche ai fini di un controllo del territorio. No, neanche in questo caso vi siete posti il piccolissimo problema, basta andare avanti con i vostri divieti, i vostri no, e allora vi dico sinceramente che non solo non siamo d'accordo sul resto, ma figuriamoci se possiamo accettare questo vostro ipotetico Piano casa. Noi assolutamente siamo distanti anni luce da queste vostre posizioni, che non hanno ovviamente una visione neanche delle più palesi realtà della Sardegna.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (FI). Avrà anche apprezzato sicuramente il fair play con cui non ho cercato di farmi valere, visto e considerato che ha ignorato la mia richiesta per ben due interventi. Ho più o meno capito, di carambola tra quello che diceva la Presidenza e il labiale della Dottoressa, che in sede di coordinamento è stato deciso di posticipare a un secondo momento l'esame del titolo. Volevo sapere, visto e considerato che questa è stata una decisione che nella sua autonomia ha presso la Presidenza, se la Presidenza ha da comunicare altre decisioni di questa tipologia, visto e considerato che si possono evitare momenti come quello che abbiamo vissuto prima.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Tunis, in questo momento non ci sono altre comunicazioni da dare.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Norme per il miglioramento del patrimonio edilizio e per la semplificazione e il riordino di disposizioni in materia urbanistica ed edilizia". (130/A)

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Antonello Peru. Ne ha facoltà.

PERU ANTONELLO (FI). Siamo arrivati all'articolo 19, l'articolo che disciplina gli ampliamenti. L'articolo che avete scritto è che un articolo che interviene per migliorare il patrimonio esistente. Questo articolo non migliora assolutamente il patrimonio esistente, non riqualifichi il patrimonio esistente, perché questo articolo è un altro articolo che punisce, è un altro articolo che punisce i cittadini sardi, e noi ci stiamo interrogando e vorremmo anche capire… è sempre il Capogruppo di maggioranza che disturba… un articolo che punisce perché già dal primo comma noi leggiamo che è consentito l'incremento volumetrico nelle zone omogenee, cioè quelle zone che determinano una pianificazione di un territorio, che sono il contenitore in un territorio, parla delle zone A, B, C, D, e G. Allora, noi vorremmo capire perché anche in questo articolo volete punire le campagna, voi volete punire le zone E. Anche qui sono escluse le zone E, che non hanno assolutamente diritto di incremento volumetrico, anche qui sono punite le zone F e le attività ricettive, quelle che producono in una Sardegna con vocazione turistica, anche qui c'è una pianificazione a macchia di leopardo e non organica. È per questo che diciamo che questa è una legge che punisce, e non è assolutamente una legge che spinge l'economia, che riqualifica, che riordina, quello che avete sempre sostenuto. Allora noi diciamo che almeno questo articolo potevate scopiazzarlo da quello che era l'articolo 2 della legge numero 4, che ha dato dei risultati, e su questo non possiamo assolutamente sottrarci, cioè ha dato dei risultati, almeno questo articolo era possibile copiarlo ed era possibile ripeterlo, perché non ha distrutto il territorio, perché ha riqualificato, ha riordinato, ha dato possibilità del rilancio economico in un settore, che è quello dell'edilizia. Quindi avete escluso le zone E, avete escluso le zone F da quello che è un ampliamento, anche se pur timido, anche se è un ampliamento che non ha assolutamente nessun senso di esistere, perché questo ampliamento di 20 metri cubi, 20 per cento, che equivale a un limite di 70 metri cubi e 30 per cento che equivale a 90 metri cubi, nei comuni in cui non hanno approvato il Piano urbanistico, noi siamo convinti, e questo lo vedremo nel proseguo, che non da assolutamente nessun risultato, non ha nessun interesse nessun cittadino di mettere a repentaglio quella che è la riqualificazione della propria casa, perché noi abbiamo sempre detto che aveva almeno 2, 3 direttrici la legge numero 4, aveva quella di riqualificare attraverso questo incentivo volumetrico di premialità, ma poteva utilizzare quello che era l'incentivo anche della ristrutturazione sulla detrazione del 50 per cento della legge nazionale e il 65 sull'efficientamento energetico. Questa sinergia veramente stimolava il cittadino sardo a riqualificare e a rivedere la propria casa. Con 23 metri quadri nessuno ha l'interesse, anche perché nell'allora Piano casa la riqualificazione alla fine rivedeva tutto l'intero edificio, e sono questi i risultati delle 40.000 concessioni edilizie e di quel miliardo di indotto che ha portato la legge 4. Quindi questo articolo 19 noi siamo convinti che non darà nessun risultato, e non lo darà anche perché, ad iniziare dalle zone A, avete scritto che la misura del 20 per cento è necessario un Piano particolareggiato dove i territori e i comuni non hanno le risorse per mettere in piedi un piano di attuazione come il Piano particolareggiato, perché alla fine l'indice è quello medio di zona, e allora va in contrasto con quello che era anche l'indirizzo della zona A, quella della realizzazione di un patrimonio importante che c'è in Sardegna sugli alberghi diffusi. Come facciamo a far decollare gli alberghi diffusi quando non abbiamo assolutamente strumenti di incentivo sulle zone A, quel patrimonio che era anche sottoposto alla misura ambientale, sottoposto agli organi della soprintendenza e degli uffici tutela, quindi non c'era assolutamente la distruzione, e abbiamo anche degli esempi, perché la legge numero 4 non ha distrutto assolutamente le zone A, anzi, le ha riqualificate dove è intervenuta, e quindi questo è successo. E allora questo articolo non ha nessun senso già ad iniziare dalle zone A nei centri storici. Poi abbiamo le zone B e C, le zone di completamento e le zone di espansione, cioè le vecchie zone B che…

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Giorgio Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (Area Popolare Sarda). Grazie. Questo articolo è un altro sintomo di una malattia difficile da estirpare: l'ideologia applicata all'urbanistica; non c'è altro da dire quando in una norma che riguarda il miglioramento del patrimonio edilizio esistente, si escludono, per valutazioni esclusivamente di matrice ideologica, le zone agricole e quelle turistiche. Ci sarebbe da immaginarsi che queste zone siano dei paradisi perfetti nella loro realizzazione, impeccabili, per forme architettoniche, per consumo energetico, all'avanguardia nell'utilizzo di materiale e tecniche costruttive, ineguagliabili per funzionalità. Dovrebbe proprio essere così, dovrebbe essere questa l'unica ragione per escludere il patrimonio edilizio esistente in queste zone urbanistiche da norme volte al proprio miglioramento. Ma siccome viviamo e conosciamo la nostra Terra, sappiamo che così non è, anzi, siamo consapevoli di quale sia la reale condizione del patrimonio edilizio delle zone turistiche e, ancor di più, delle zone agricole. Ci sembra quindi scellerato escludere a priori tale patrimonio dalle norme volte al suo miglioramento, scellerato, cieco e irragionevole. Siamo contrari a questa visione dello sviluppo del territorio. Così come siamo contrari a discriminare quei cittadini che vivono in comuni inerti che non approvano gli strumenti urbanistici, così come siamo contrari a limitare l'applicazione degli incentivi a pezzetti e coriandoli. Faccio un esempio. Se un cittadino ha una proprietà di 300 metri quadri e potrebbe realizzare con gli indici previsti anche in questa legge altri 60 metri quadri, accorpati sempre a quelli esistenti, perché mai dovremmo limitare questa sua capacità al massimo alla realizzazione di 24 metri quadri? Per quel cittadino questo sarebbe un incentivo sufficiente per investire i propri risparmi e mettere in circolo virtuosamente economia a favore delle imprese edili? O non sarà invece disincentivato da un limite assurdo, che non ha niente a che vedere con il consumo del suolo, con un indiscriminato incremento della cubatura, che sarebbe sempre al massimo del 20 per cento, insomma qual è il senso del limite dei 70 e dei 90 metri cubi proposti in questo articolo? Punire chi può investire e sostenere con i propri denari un settore in profonda crisi?

Infine, riguardo al comma 8, pare fuori luogo che i portatori di disabilità siano anche portatori di cubatura. Legare l'incremento volumetrico alla presenza nell'unità immobiliare di un portatore di disabilità credo sia solo un incentivo al mercato dei cambi di residenza per ottenere benefici urbanistici. Il concetto di visitabilità, così come quello di funzionalità, previsto in tutte le norme a favore dei portatori di handicap, non ha niente a che vedere con premi di cubatura ad hoc. Infatti lo spirito delle norme in questo settore è quello di rendere tutte le unità abitative fruibili per i portatori di disabilità, siano essi ivi residenti o meno. E a questo riguardo va detto che siccome tanto voi parlate, a vanvera ovviamente, di grandi incentivi, di sensibilità nei confronti di coloro i quali sono disabili, probabilmente avete fatto un'altra toppa anche in questa circostanza.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Paolo Truzzu. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Sardegna). Presidente, anch'io come tanti colleghi sono alla prima esperienza in quest'Aula e contrariamente ad altri colleghi non ho avuto nemmeno la fortuna di avere il battesimo del fuoco in un consiglio comunale che consentisse di fare palestra e acquisire esperienza, però, come penso tutti i colleghi, ho grande rispetto per quest'Aula, e ritornando alle parole di stamattina e agli articoli che abbiamo esaminato, il 17, il 19 adesso e il 20 successivo, ho l'impressione che se dobbiamo parlare di attività circense questi articoli ci dicano chi è il vero domatore e, ahinoi, questo domatore purtroppo non frequenta quest'Aula in questo momento. Quindi vi invito - ve l'ha già rivolto l'onorevole Floris e anche qualche altro collega - a riflettere su questo aspetto.

C'è stata un'altra affermazione che stamattina mi ha un po' colpito, ovvero che chi pensa male vive male. Questo è vero, però devo dire anche che la cultura del sospetto non appartiene sicuramente al centrodestra, anzi, e io aggiungo al "chi pensa male vive male" anche un'altra affermazione, che chi rinvia le decisioni vive altrettanto male, e ve lo dico perché il male di rimandare è un male diffuso. È un male che ha colpito tante persone, è un qualcosa anche di psicologico, e mi sono ricordato alcune cose che avevo letto tempo fa, che sono andato recuperare nell'intervallo del pranzo e che mi sono segnato per cercare di ricordarle al meglio. Dice: "Rinviare per alcuni è un vizio momentaneo, mentre per altri è un problema cronico. I risultati però, nell'un caso e nell'altro, sono sempre gli stessi: tempo sprecato, opportunità non colte, performance deludenti, commiserazione, ansia e senso di colpa. Spesso si è convinti che si rimandi e si rinvii semplicemente per pigrizia, ma il vero motivo non è questo. La "psicologia del ritardo" contempla aspetti del carattere più radicati, tra cui il perfezionismo - non mi muovo finché non sono sicuro al cento per cento - e il timore del fallimento". Queste cose mi sembrano abbastanza attuali poi con il dibattito che stiamo facendo in questi giorni e continuo. "Se noi rimandiamo sempre otteniamo due effetti negativi. Il primo è che viviamo nel futuro, cioè non siamo mai concentrati sul tempo presente". È vero che lo slogan che avete utilizzato in campagna elettorale era "comincia il domani", quindi questo mi fa pensare che in qualche modo la cosa vi appartenga. "Il secondo aspetto è che riempiamo la vita di azioni inutili, cioè di cose insapori con cui giriamo attorno all'azione che preferiamo rimandare. Così il presente diventa il tempo della frustrazione e della noia. E più siamo annoiati, più rimandiamo, in un circolo vizioso". Ed esempi ne abbiamo avuti. Abbiamo avuto il Piano casa, lo hanno detto stamattina autorevoli colleghi: si è rinviato in attesa di una legge e oggi alcune norme le rinviamo in attesa di una prossima legge. Abbiamo avuto alcuni aspetti nella finanziaria: alcuni problemi non sono stati risolti, ma si è preferito rinviarli. Abbiamo avuto alcuni aspetti della sanità: sono stati nominati i commissari per fare le riforme, sono quasi scaduti i primi quattro mesi e ancora si rinvia per altri quattro mesi. Ma ne abbiamo avuto un esempio anche nei giorni scorsi, con la delibera su Tossilo, con cui si rinvia un problema per affrontarlo un domani. Ecco, penso che sia un fatto ormai cronico. E allora qual è la soluzione? "La soluzione è ritrovare il piacere dell'azione fatta qui e ora". E anche qui casualmente è uno slogan utilizzato in campagna elettorale dal presidente Cappellacci. "Ogni azione, anche la più semplice, può riservare un piacere se la facciamo perdendoci in lei, senza pensare ai risultati, al contesto, ma semplicemente gustando ogni singolo atto in se stesso. Quando devi fare una cosa, falla in quel momento, agisci subito, anche se avresti più tempo! Solo così sarai davvero nel presente, senza occupare il cervello con nuovi rimandi, magari accompagnati da sensi di colpa. Rimandare è spesso una comoda scorciatoia per non mettersi in gioco, senza nemmeno assumersi la responsabilità di aver dato una risposta negativa o di aver espresso un'opinione definitiva. Chi rimanda sempre vive sulla difensiva e, così facendo, si trincera dietro un'inconcludenza che, alla lunga, potrebbe farlo diventare pavido". Ora, siccome io penso che i colleghi della maggioranza non siano dei pavidi o persone poco coraggiose, ma siano persone dotate anche di una profonda autonomia e capacità di critica e spirito di osservazione e di capacità di ragionamento sulle singole cose, per una volta ulteriore vi rivolgo sempre lo stesso invito: liberatevi del domatore.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Attilio Dedoni. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Presidente, prima quando il collega Crisponi citava l'Assessore del lavoro non è che lo citasse per niente, è che probabilmente gli veniva alla mente che c'è stato un periodo in cui si diceva che la riforma sanitaria sarebbe stata a breve, a brevissimo tempo, che questa cosa che si era approvata era una cosa transitoria, lo sapevamo tutti che era per nominare i commissari, ma oggi ce lo ricordano la CGIL, la CISL e la UIL, con richiesta ai Capigruppo, quindi l'hanno ricevuta anche quelli di maggioranza, con cui dicono che probabilmente è tempo di parlare di riforma sanitaria seria e di adeguamento degli ospedali a quelli che sono i canoni stabiliti. E poi, se si fa il raffronto, c'è quello che abbiamo in discussione adesso, che per voi è una cosa transitoria, tra qualche mese si risolveranno i problemi con la riforma vera, cioè con la presentazione del discorso dell'urbanistica con il PPR da vedere, da allargare, da decidere, da stravolgere, da rendere più degno per i sardi, chi dice qualche mese, chi dice ottobre, che dice novembre, chi dice l'anno prossimo. Ecco dove c'è il parallelo tra il discorso della sanità e quello dell'urbanistica. Questa doveva essere una cosa transitoria, l'avete dichiarata mille e una volta. Anche stamattina ci è stato ricordato che i 3 ettari di terreno sono una cosa transitoria, poi si vedrà. Qualcuno si è azzardato, uscendo fuori dal seminato, a parlare di 2 ettari, con esclamazioni di qualche ideologo che veniva toccato nella sua essenza, e adesso abbiamo questo benedetto articolo 19, che recita quello che vuole, perché è una cosa modificata in corso d'opera, non è quella presentata dall'Assessore, ma in una segretissima stanza della Commissione, anzi da una sottocommissione - era tanto sotto che era nascosta -, e parla di zone urbanistiche omogenee A, B, C, D e G. E la E e la F dove sono? E la E e la F non vanno normate? Vanno lasciate a piede libero? Perché così qualcuno possa intervenire ancora o un avvocato di turno si levi a chiosare su cose che non dovrebbe chiosare? E poi andiamo ad analizzare quello che... povero Assessore competente che deve subire tutte queste cose, ma non è colpa nostra, purtroppo è una legge podalica, come l'ho definita, non è una brutta parola, questo perché qualche esegeta possa interpretare male. Il consigliere Tedde quando è intervenuto non aveva ragione a parlare che bisognava approvare Titoli e Capi prima, tanto è una legge podalica, peggio di come è nata, peggio non poteva morire. Avremo tanta voglia, vi dico assolutamente, di lasciarvela approvare come volete, tanto il giudice vero sarà colui il quale entrando nella cabina dove si vota sceglierà veramente. Mi dispiace magari che faccia scelte scellerate per le vostre scelte scellerate, perché non sappiamo mai come vanno le elezioni, non è che mi riferisco ai 5 Stelle che oggi non c'è e domani potrebbe esserci, attenzione a qualcuno, ma è anche una burletta e io sto cercando anche di entrare nel merito. Parlare di 70 metri cubi o 90 metri cubi che ridotti a metri quadri sono 23 e 27 qualunque sia la cubatura esistente o meglio preesistente e tutta la graduazione che poteva esserci su quelli che sono bonus o meno sulle tipologie e sull'insistenza della zona, è parlare proprio a chi non vuole ascoltare. Credo che ci saranno momenti di ascolto diversi e più riflettenti, nel senso che saranno da riflettere, per quelli che qualcuno pensa di scherzare molto con una materia che è abbastanza impegnativa.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Angelo Carta. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Presidente, io avevo chiesto di poter tornare in Commissione perché è vero che la mole di emendamenti non è tutta figlia della maggioranza, però credo che sia figlia dell'emendamento 125 che è un sostitutivo totale dal quale poi ne discende tutta un'altra serie di emendamenti che sono la discussione che doveva farsi in Commissione che viene trasferita negli emendamenti agli emendamenti. Quindi, non era sbagliato, resto convinto che un rinvio in Commissione di una discussione su questa legge bene avrebbe fatto alla legge stessa.

Legge che in effetti è in qualche maniera passata per essere anche altro. Stamattina qualcuno l'ha voluta scambiare come una legge sulla spending review perché praticamente parlando dei 3 ettari, quindi della diminuzione della capacità edificatoria, questo avrebbe significato meno costi ai comuni per gli scuolabus, per i rifiuti, per le fognature e quant'altro discende dal fatto di avere una casa fuori dal perimetro urbano. Credo che questa sia una cosa sbagliata.

Oggi l'intervento dell'onorevole Usula mi ha fatto ricordare il tempo mio da pendolare, quando ha ricordato che da giovane diceva: "La terra è di chi la lavora". Io le voglio ricordare la canzone intera che è: "La casa è di chi la abita, è vile chi lo ignora, il tempo è dei filosofi e la terra di chi la lavora". È una canzone che cantavamo nel pullman nel viaggio da Dorgali a Nuoro e credo che fosse diffusa un po' dappertutto. Quindi se la vogliamo usare perché è una bella canzone, credo che vada usata non solo per la terra, ma anche per la casa, perché la casa è di chi la abita e noi stiamo andando e stiamo cercando di normare questa casa, questa edificazione, l'edilizia in una maniera che stamattina negli interventi che si sono susseguiti sull'articolo 17 a me è sembrato di assistere a una seduta psicanalitica dove ognuno cercava di spiegare perché faceva questa scelta, perché era obbligato a fare quel voto, ma comunque cercando una soluzione e dando un obiettivo che vada al di là di quel voto perché, come dire, lo sto votando però stai tranquillo che poi modifichiamo più avanti. Quindi una sorta di frullatore generale da dove abbiamo cercato di fare uscire qualcosa che fosse omogeneizzato. Ed è questa volontà di omogeinizzazione che secondo me è sbagliata perché è giusto conservare la propria originalità, è giusto conservare la propria idea rispetto a un problema, qualunque problema, come in questo caso è questo dell'edilizia.

Vorrei citare una frase dell'onorevole Fassina detta in direzione, quando rivolgendosi a Renzi gli ha detto: "Io non vorrei che in questo nostro Partito Democratico vi fosse un tasso di conformismo superiore al partito comunista nordcoreano". Questa è una frase che ha detto l'onorevole Fassina ieri in direzione che io cito perché se si sente l'esigenza di conservare comunque una propria identità all'interno dello stesso partito, credo che all'interno della maggioranza sia ancor più necessario conservare la propria originalità perché se ne arricchisce la maggioranza, se ne arricchisce il provvedimento che abbiamo in discussione, se ne arricchisce il Consiglio regionale e se ne arricchisce con questo tutta la Sardegna e i sardi.

Quindi l'invito è veramente a non rinunciare a niente di quelle che sono le idee giuste che uno ha, non perché qualcuno stia rinunciando, le mette sul tavolo poi capisco anche le esigenze di una maggioranza nella quale deve trovarsi una sintesi, però la sintesi dovrebbe sempre guardare all'interesse generale e astratto, per usare l'affermazione dell'onorevole Arbau dell'altro giorno. Un'affermazione giusta, un'affermazione che deve invitare tutti ad essere quanto più assolutamente obiettivi nelle nostre scelte.

I comuni chiaramente avranno un bel da fare con questo articolo e con questa legge. I comuni ai quali stamattina, non se n'è parlato, ma L'unione sarda e La Nuova Sardegna ci dicono qual è la situazione nella quale ci troviamo, i tagli ai quali andiamo incontro. Fa specie sentire l'ANCI che in qualche maniera addebita solo al Governo Renzi, mentre nella vostra finanziaria ci siamo dimenticati che i 49 milioni delle ex accise Enel noi le abbiamo ricondotte al bilancio regionale. Quindi ai comuni non stiamo facendo un bel regalo né nella finanziaria né lo stiamo facendo oggi con questa legge che non tornando in Commissione, senza la volontà quindi della maggioranza di ridiscuterla seriamente, bene, nelle sedi opportune per arrivare in Consiglio regionale a confrontarci sulla filosofia complessiva e anche nel dettaglio, ma non in questo modo, credo che non si stia facendo un bel servizio al popolo sardo.

PRESIDENTE. Comunico che è rientrato dal congedo l'onorevole Piscedda.

È iscritto a parlare il consigliere Gianluigi Rubiu. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (Area Popolare Sarda). Presidente, colleghi e colleghe, la legge in discussione con i suoi articoli causerà un grave danno all'Isola e alla sua economia, perché la legge manifesta un'assenza di idee per il futuro, una mancanza di progetto logico, un progetto con una visione chiara degli obiettivi. Anche l'articolo 19 manifesta evidenti contraddizioni prive di ogni buon senso contro i cittadini e in tantissimi casi contro le amministrazioni locali che ripetutamente hanno già denunciato tramite la loro associazione ANCI. Questo strumento normativo che stiamo discutendo è privo di anima, è privo di cuore, ma aggiungerei è privo di cervello, dove nessuno sforzo è stato fatto per trovare soluzioni razionali, funzionali per i nostri concittadini. Questa è una legge orribile, illogica, irrazionale, che aggraverà i problemi dei sardi, delle imprese e dei lavoratori.

Arriviamo ad alcuni aspetti dell'articolo 19: la premialità volumetrica, mi riferisco soprattutto al comma 4. Quando parliamo di 5 per cento di premialità per l'efficientamento energetico, ritengo sia un dato insignificante e quasi scoraggiante, quasi stiamo invitando i nostri concittadini, non beneficiate di questo incentivo perché è meglio assolutamente non mettere a regime sotto l'aspetto dell'efficientamento energetico i nostri appartamenti. Ed è anche un'offesa alle stesse persone perché quando parliamo del 5 per cento stiamo parlando del nulla. Come si può pensare di incentivare i sardi all'utilizzo dei materiali ecologici e al rispetto della biodiversità peraltro costosissimi con la premialità ridicola del 5 per cento? Addirittura con una semplificazione che anche questo dovrebbe essere il filo conduttore di tutta la legge dove ci richiama alla certificazione da parte di istituti accreditati. Ma anche qui l'avete letta? Perché se una persona di buon senso legge un obbrobrio di questo genere probabilmente cerca di modificarli, cerca in qualche modo di venire incontro alle esigenze dei cittadini perché andare a recuperare una certificazione costerà molto di più del beneficio che si otterrà con questo modestissimo 5 per cento. O addirittura qua siamo al ridicolo, siamo al grottesco, suggerite la realizzazione di tetti verdi e di giardini verticali che poi sarebbero i giardini pensili. Anche qui, ma quali sono i benefici? Ma dovremo poi richiedere una concessione edilizia probabilmente per fare un giardino verticale. O ancora più ridicolo è il recupero e il riutilizzo delle acque meteoriche. Beh qua vi siete superati, qua possiamo dire che il tendone è con tutti i suoi artisti, siamo arrivati veramente alla parte più simpatica perché il recupero delle acque meteoriche, quindi parliamo del recupero delle acque reflue, delle acque bianche, però dobbiamo continuare a pagare ad Abbanoa tutti i costi per lo smaltimento di queste acque reflue. Quindi dov'è il beneficio?

Dobbiamo cercare di agganciarci anche a questi risparmi economici perché altrimenti non ha proprio senso perché i cittadini in qualche modo debbano essere spinti a modificare anche questo stato di cose. Al comma 5 inoltre questa maggioranza ha pensato anche perché ci volete bene perché il tendone funziona, perché il tendone deve continuare con lo spettacolo, passiamo al 10 per cento della premialità, ma mi sembra più da piazzisti nelle strade, nei mercatini, quindi non ve lo diamo per 5 ma ve lo diamo per 10 dove l'intervento di riqualificazione energetica è estesa all'intera unità immobiliare. Ma dov'è la novità? Lo ha detto Renzi, leggete Renzi, leggete quello che ha detto Renzi nella legge mille proroghe, l'ha già detto Renzi, state ridicendo una cosa scontata, una cosa banale, stiamo continuando a discutere di una legge vecchia, di una legge che non porterà nessun beneficio ai sardi. Cosa dire poi dei vari commi, l'articolo 1, il comma 1 quando avete escluso le zone agricole. Che paura avete di far star bene le persone che lavorano, che danni possono creare all'economia o alla diseconomia del suolo, dare la possibilità a chi lavora di aumentare le proprie abitazioni? Ma cosa dire poi dell'aspetto, tralasciamo massimo 70 metri cubi o 90 metri cubi?

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE GIANFRANCO GANAU

(Segue RUBIU GIANLUIGI.) Quindi mettete un massimo, se io ho una casa di 300 metri quadri devo arrivare al 20 per cento e il massimo 70 metri cubi? Ma di cosa stiamo parlando? Dov'è il facilitare la vita delle persone, la vita ai cittadini? Ma cosa dire delle zone industriali, delle zone artigianali dove anche qui ponete dei vincoli all'abitazione di chi risiede in azienda, poi ci lamentiamo quando spopoliamo le campagne, spopoliamo le zone industriali, le zone artigianali, dove capitano i furti, capitano in qualche modo anche azioni violente che in nessun modo possiamo contrastare, però non facciamo niente per favorire diciamo così la residenza abitativa nei luoghi di lavoro perché questo dobbiamo fare, cercare di semplificare la vita ai cittadini. Questo dilettantismo della classe politica sarda al governo dimostra la vostra incapacità...

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (SEL). Siamo degli incapaci, è una legge grottesca, siamo dei dilettanti, non va bene niente. Tutto è legittimo, ognuno è libero di interpretare questa legge come meglio crede, però credo che non possiamo continuare ad accettare alcune parole che sono provenute da quella parte anche qualche minuto fa. Abbiamo già capito, questa è una legge che a voi non piace, ce l'avete detto in mille modi, purtroppo i numeri dimostrano e hanno dimostrato anche con l'articolo 17 che questa maggioranza pur discutendo alla grande, molto democraticamente al suo interno ha raggiunto una sintesi che è quella sintesi asettica che poi dovrà dare risposte a quelle che sono le esigenze dei cittadini. Però dei paradossi ce ne sono anche al vostro interno, avete fatto dei numeri da circo dicevate, lo dico io adesso per quanto riguardava il San Raffaele o il Mater Ecclesiae, chiamiamoli come vogliamo. E sappiamo benissimo che da quella parte c'erano pezzi di quella minoranza che assolutamente volevano che quell'emendamento passasse perché c'erano evidentemente non interessi di parte ma interessi che sono di tutti. Perché noi abbiamo visto con i nostri occhi che alcuni dei consiglieri della minoranza non hanno votato contro quell'emendamento, ma per non votare a favore sono usciti dall'aula. Per cui mettiamoci un attimino d'accordo perché altrimenti sembrerebbe davvero che da questa parte ci sono coloro i quali vogliono ridurre in povertà i cittadini sardi, vogliono dare uno stop a quell'economia che ancora a dire la verità non l'abbiamo visto, visto che gli ultimi indicatori non possono essere sicuramente addebitati a questa maggioranza che non è da molto che governa questa Regione. Per cui se vogliamo essere seri, se davvero vogliamo anche all'esterno di quest'Aula far vedere che siamo qui per lavorare seriamente, approviamo subito questa legge anziché continuare, tanto abbiamo capito quali sono le differenze di pensiero sulla stessa, anziché continuare a stare qui a parlarci addosso visto e considerato che non si riescono a trovare punti d'incontro che portino a farvi fare qualche sorriso anche a voi, chiudiamola stasera stessa, approviamola per quella che è, non sarà una buona legge per voi, per noi è una buona legge, abbiamo degli impegni che sono stati assunti in Aula dall'Assessore sulla possibilità che noi crediamo certa che la legge sull'urbanistica possa essere approvata entro sei mesi se non saranno sei saranno sette, ma noi ci crediamo perché è un impegno che è stato assunto, e quindi ragazzi se vogliamo essere seri sino in fondo licenziamo subito questa legge e passiamo a discutere sia in Commissione che in Aula altre che sono importantissime, mi riferisco alla legge sulla riforma degli enti locali, sappiamo che in questo momento ci sono tensioni, fibrillazioni e grosse criticità per cui noi abbiamo il dovere oltre che politico anche morale, ci sono richieste di incontri da parte dei dipendenti delle province che hanno terrore, hanno paura perché vedono la realtà che li circonda in questo momento che sicuramente non è favorevole a loro e noi abbiamo il dovere di dare delle risposte positive anche in questo senso. Noi possiamo stare altri 20 giorni a discutere questa legge, le posizioni mi sa proprio che non si potranno incontrare. Mi saluta l'onorevole Tedde al quale chiedo sinché si scherza va bene, però poiché tutte le volte che ci sia la staffetta del Presidente si faccia un po' di gazzarra per creare problemi oppure per creare tensioni, io credo che ognuno di noi si deve assumere la propria responsabilità anche per la dignità del ruolo che si ricopre. Credo che questo faccia bene a tutti noi perché credo che comunque a parte i sorrisini, a parte gli applausi, a parte queste cose, credo che d'ora in poi dovremo stare più attenti anche all'immagine che alla fine diventa anche sostanza che esce fuori da alcuni tipi di atteggiamenti. Lo dico anche per noi, non lo sto dicendo solo per voi, però il mio invito è questo.

Siamo in grado di incontrarci ancora un attimino per rendere perfettibile quello che rimane da approvare di questa legge? Se siamo in grado noi siamo disponibili, se non siamo in grado faremo tutti una bella figura ad approvare subito la legge e passare ad altro.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Non esistono margini per nessun tipo di accordo, questo diciamolo chiaramente perché vogliamo che la responsabilità di quello che produrrà questa legge ricada interamente su di voi. Noi abbiamo provato a darvi qualche suggerimento, a proporre delle modifiche, delle correzioni, vi abbiamo proposto ragioniamo sul contenuto intanto prorogando il Piano casa che ha funzionato, voi siete stati sordi ad ogni ipotesi che vi ha proposto l'opposizione e allora, onorevole Daniele Cocco, guardi ci state facendo da questo punto di vista forse un regalo inaspettato, che noi non avremmo voluto nell'interesse dei sardi, perché state facendo un danno ai sardi, state facendo politicamente un grande regalo perché di questo i sardi veramente e sicuramente si pentiranno per la fiducia che vi hanno accordato. Perché voi state facendo un qualcosa che è davvero singolare, una proposta che è nata male e che finisce con la sua approvazione peggio. E finisce peggio non tanto perché c'è qualche aggiustamento del vecchio Piano casa, no finisce peggio perché c'è uno stravolgimento complessivo di tutto ciò che le associazioni di categoria, l'ANCI, l'ANCE e i cittadini hanno sempre valutato positivamente per quello che di positivo il vecchio Piano casa ha prodotto. E allora come si può convenire su questa legge e fare finta che nulla stia succedendo, quando avete ridotto a tipico modello residuale la dimensione economica dell'attività agricola, con quello che avete fatto nella giornata di oggi? Anzi avete sancito e condannato senza appello il settore agropastorale ad una dimensione senza quel dovuto riconoscimento sul piano economico e anche produttivo ad attività assolutamente residuale e marginale. Avete mortificato l'autonomia dei Comuni, avete sottratto ai Comuni ogni possibilità di concorso nella programmazione e nel governo del territorio. Avete aggravato, altro che semplificato, le procedure per ottenere quelle autorizzazioni, quei permessi che in una realtà anche moderna, evoluta, e che tutta la legislazione europea e anche quella nazionale ci portano in questo senso, qui voi le state aggravando. Limitate addirittura in questo modo anche la possibilità di migliorare l'esistente, perché nessuno sarà incentivato ad intervenire per il recupero anche del patrimonio esistente. Nessuno sarà incentivato ad utilizzare strumenti che in concreto non prevedono alcuna possibilità di miglioramento dell'esistente. Cos'è il miglioramento? Quel 5 per cento, che i sardi devono sapere equivale a poco più di un metro. Ma voi pensate che ci sia gente così cretina, che pensi veramente di trarre vantaggio da un provvedimento di questa natura? Ma di cosa state parlando, di cosa stiamo parlando? Questo perché la legge nasce sicuramente con il contributo dell'ala degli dei costitutori all'interno del PD, poi è stata in qualche modo modificata dall'ala più intransigente, e ora ci sono gli equilibristi che cercano un attimino di vedere se si può salvare capra e cavoli, ma è un atteggiamento contraddittorio, è un atteggiamento liquidatorio, altro che perequazione territoriale, altro che rigenerazione urbana, resiste in voi una visione burocratica e centralistica del governo del territorio. E noi continueremo ad ostacolarla, continueremo ad avversarla con tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione.

PRESIDENTE. Grazie non ho altri iscritti a parlare sulla discussione generale.

Passiamo all'emendamento soppressivo totale numero 218.

Ha domandato di parlare il consigliere Michele Cossa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Grazie Presidente. Onorevole Cocco, la settimana di Pasqua ha spinto forse questa sua mozione degli affetti, beh io essendo la settimana di Pasqua le dico: "Dovete bere fino all'ultimo questo calice", perché state facendo una legge che, al di là dei punti sensibili, al di là dei punti sensibili quelli più discussi, parlo dell'agro, parlo dell'argomento in discussione in questo momento gli incrementi volumetrici, al di là delle problematiche relative alle zone, 300 metri, voi state facendo una legge che non soltanto non risolve nessuno dei problemi legati all'attività edilizia in Sardegna, ma li aggrava tutti, e queste cose sono state evidenziate fino ad adesso e continueranno ad essere evidenziate punto per punto. Voi state ulteriormente burocratizzando l'attività edilizia, state scoraggiando l'attività edilizia, state complicando anche gli interventi più semplici, state mettendo la gente nella condizione di affrontare con terrore qualsiasi tipo di attività, comprese le ristrutturazioni. Devo dire che mi ha fatto un po' di tenerezza l'appello dell'altro giorno dell'associazione degli artigiani, che individuava nelle ristrutturazioni e nella riqualificazione del patrimonio edilizio una possibile via di ripresa del settore, bene tutto questo con questa legge lo state cancellando. E anche questo articolo, Presidente, noi voteremo a favore di questo emendamento, anche in questo articolo voi state introducendo delle norme contraddittorie e lo vedremo comma per comma, inapplicabili e inappropriate anche dal punto di vista del lessico. Ve lo dimostreremo ancora. Grazie Presidente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Sardegna). Presidente, i temi della libertà, i temi del lavoro, i temi dello sviluppo, perché partiamo da una posizione per quanto riguarda l'uso di … pubblico che guarda molto al sostegno dell'economia e non vuole proporre privilegi. ma è chiaro presidente Soru che il centrosinistra deve fare un aggiornamento programmatico, importante, stante la situazione nella quale operiamo; è chiaro che c'è stato un aggiornamento della domanda politica in Sardegna e in Italia, che impone a noi un aggiornamento delle nostre indicazioni per quanto riguarda il governo della Regione. E nessuno si potrà dissociare dall'esigenza di dibattere questo tema, in particolare lo dico per la legge urbanistica, per i nostri paesi, quelli che si stanno spopolando. Ho letto sull'Unità ieri che la maggioranza di centrosinistra ha bocciato la legge urbanistica, noi lo dicevamo prima, ma guardate quello è il giornale della verità, quello è il giornale dei lavoratori, il giornale che non sbaglia e che dà le indicazioni. Non sono parole mie, sono parole di un democratico del Partito comunista in occasione delle dimissioni di Soru.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oscar Cherchi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (FI). Io vorrei aggiungere anche qualche altra definizione per rendere ancora più chiaro che cosa stiamo discutendo all'interno di quest'aula e che legge è questa. Questa è una legge truffaldina, questa è una legge trappola. Questi altri due elementi che voluto aggiungere sono sicuramente in ricordo di un collega che ha militato all'interno di quest'aula, che molto spesso ma soprattutto proprio nel periodo della XIII legislatura, non credo soriano, usava spesso ricordare che la legge che stava portando in Aula, prima quella cosiddetta "Salvacoste" e poi soprattutto durante il dibattito della legge urbanistica, era una legge truffaldina, una legge e non faceva altro che prendere in giro i sardi, essere approvata in un modo per poter invece avere come contenuto un altro. Sulla legge trappola io preferisco evitaredi entrare nel merito, anche perché non è una citazione interno di quest'Aula, per quanto riguarda invece il contenuto reale poi del ragionamento che noi stiamo portando avanti, l'emendamento 218 avrà sicuramente il mio voto favorevole, perché credo che sia davvero necessario dire "no", non solo all'articolo 19 ma a tutta la legge.

Lo vedremo poi successivamente, quando entreremo nel merito della proposta di emendamento sostitutivo totale, dove alcune parti del testo rimangono in piedi e altre stranamente vengono, nella proposta, cancellate. Questo per dimostrare che probabilmente c'è, oltre un briciolo di malafede forse anche molta confusione nel cercare di capire che cosa si vuole portare avanti. E allora, in modo semplice e chiaro, se voi avete intenzione di portare avanti il cosiddetto piano casa, quindi dare la possibilità degli incrementi volumetrici, prescindere dalla zona edificatori quindi su tutto il territorio regionale, dovette in qualche modo capire una cosa, che questo non dice assolutamente niente non è un piano casa, quello che invece si è fermato novembre era un vero progetto, era una vera legge che dà la possibilità di edificare e di dare risposte alla Sardegna. Con questo non fate altro, per le sua volta, che chiudervi dietro una barricata che non merita di certo di riuscire a trovare consenso fuori da quest'Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Fasolino per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). In queste settimane, quando abbiamo iniziato discutere di questa legge, più volte venuto dai banchi della maggioranza un grido rivolto a noi dicendo che avevamo le verità in tasca, che eravamo presuntuosi, adesso, arrivati all'articolo 19, dove non avete ascoltato nessuno dei suggerimenti che vi abbiamo cercato di dare, arrivati a questo punto, dove le associazioni di una dato dei suggerimenti che non avete ascoltato, i professionisti, dato dei suggerimenti che avete ignorato, probabilmente queste accuse bisognerebbe farla voi, forse siete voi che vi state vestendo con una presunzione con arroganza, è accusato gli altri di essere così. Siete voi che probabilmente pensate di avere la verità in tasca, che non modificate questa legge per nessun motivo, perché solo voi sapete qual è la verità, oppure siete obbligati a portare avanti una linea anche se non siete convinti. La settimana scorsa ho fatto una domanda, e non mi avete risposto logicamente,ho chiesto perché non avete ascoltato nessuno dei suggerimenti arrivati dai tecnici nei mesi in cui avete pubblicato questa legge, probabilmente continuerete a non rispondermi, oppure magari mi risponderete che direte a quei tecnici di aspettare la legge urbanistica, oppure di aspettare l'approvazione dei PUC. Onorevole Demontis, che cosa rispondete quei tecnici? Cosa rispondete al fatto che non avete ascoltato un suggerimento da parte dei professionisti? Che i suggerimenti da parte dei professionisti erano fatti in maniera demagogica, che tutti professionisti magari sono tifosi del centrodestra? Che cosa rispondete quei professionisti? Io aspetto una risposta. Dichiaro il voto favorevole all'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Paolo Truzzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TRUZZU PAOLO (Sardegna). Per esprimere il mio voto favorevole all'emendamento soppressivo e per dire che non è che io sia convinto che tutto sia da buttare, però anche questo articolo 19 dimostra in qualche modo la protervia e l'ostinazione che vi caratterizza, perché poi alla fine se andiamo ad analizzarlo ci sono delle proposte per gli aumenti volumetrici che sostanzialmente sono contro la logica. Cioè penso che nessuno di noi possa pensare che qualcuno, soprattutto chi ha dei beni immobili di una certa entità, si metta a fare un intervento per aumentare la propria disponibilità di 20 o 30 metri quadri: non ci crede nessuno. E per dire anche ai colleghi della maggioranza che non è che, siccome la legge non ci piace e siccome voi la volete portare avanti, noi, come ha detto qualcuno, dobbiamo calarci i pantaloni e darvi la possibilità di andare avanti come volete, no, ognuno fa onestamente il suo lavoro, cerca di portare le proprie ragioni, cerca di contestare anche quelli che sono gli elementi di questa legge, che, tra l'altro - non vedo adesso il collega Cocco - non è il centrodestra che dice che una legge che porta danni all'economia, che non risolve niente, che peggiora le situazioni, a dirlo sono quelle persone che voi avete udito in Commissione. Io non faccio parte della Commissione urbanistica ma chi ne fa parte avrà sentito, nel momento in cui avete discusso la proposta della Giunta, il parere favorevole delle varie associazioni di categoria, dei sindacati e dei rappresentanti degli enti locali, e poi successivamente una volta che avete portato questo obbrobrio in Aula (lo dico perché lo hanno detto loro, quindi cito affermazioni delle associazioni categoria), ovviamente c'è stato il fuoco di fila di tutte le associazioni. Quindi, ancora una volta l'invito che vi rivolgiamo è a fare attenzione, ad avere un atteggiamento di ascolto nei confronti di chi sta fuori dal Palazzo, perché non siamo solo noi che vi diciamo certe cose.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonello Peru per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PERU ANTONELLO (FI). Il collega Daniele Cocco diceva che questa legge non piace alla minoranza; noi siamo qui per tradurre la voce dei sardi, in realtà non piace ai sardi, non piace ai cittadini sardi che hanno votato sia noi che voi, ve lo hanno detto in tutti i modi a voi non avete sentito. Quindi, noi siamo cercando di farvi capire che questa legge non piace ai sardi, a chi poi la subisce, quindi non siamo noi che possiamo giudicare, noi siamo qui per tradurre quella che è la voce dei sardi.

E allora dichiaro il voto favorevole alla soppressione dell'articolo 19 perché questo articolo, come dicevo prima, non incrementa, non rilancia l'economia, non dà la possibilità ai sardi di riordinare di riordinare la propria struttura abitativa, perché vengono esclusi i cittadini che vivono nella campagna, vengono iscritti esclusi da questo articolo i cittadini che hanno strutture nell'attività ricettive alberghiere, vengono limitati i cittadini delle zone omogenee A, B, C, G e D. Nell'intervento delle dichiarazioni generali dicevo quello che era il problema nelle zone A, ma questo lo possiamo anche ripercuotere nelle zone B e C, nelle zone di completamento e di espansione, dove noi ribadiamo che non c'è assolutamente stimolo, che scoraggia il cittadino sardo a mettere le mani in tasca per incrementare, per riqualificare la propria casa. Ma la stessa cosa nelle zone G, di servizi generali, dove vengono ubicati i campus universitari, le attività sportive, dove c'è un limite volumetrico di 400 metri cubi. Noi diciamo che senso ha limitare, anche nelle zone G, 400 metri cubi, che equivalgono a 50, 60 metri quadri con un'altezza di cinque, sei metri in una struttura dove non c'è assolutamente speculazione, in una struttura dove vige l'attività produttiva o dove vigono i servizi. Quindi che senso ha anche lì?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Intanto per annunciare il voto favorevole all'emendamento, ma anche per voler inserire un nuovo elemento di riflessione: io capisco che questo, onorevole Arbau, sia frutto un po' della logica punitiva delle zone agricole, almeno secondo il nostro punto di vista, mentre voi dite che nell'agro per gli imprenditori agricoli ci deve essere la libertà, anzi i volumi devono essere giustamente al servizio, come anche previsto dalle direttive originarie, dell'imprenditorialità agricola. Allora, io non capisco, collega Arbau ma lo dico anche i colleghi tutti, mi rivolgo al collega Arbau perché conosco la sua sensibilità rispetto al tema delle campagne e allo sviluppo dell'agricoltura e di tutto il settore connesso, dico che differenza c'è tra le zone D, G, che sono comunque produttive ovviamente qui ci dobbiamo riferire magari ai PIP o nella zone dove ci sono comunque insediamenti produttivi nei paesi. Che differenza c'è tra quelle imprese è invece l'impresa agricola, dove giustamente insediata nelle zone urbanistiche omogenee, dove quella vocazione li richiama. Perché queste devono subire invece l'onta di non dover avere la premialità data da questa, quanto limitata secondo noi, norma. Ecco io credo quanto meno se di logica parliamo, si sarebbe dovuto prevedere il medesimo meccanismo previsto per le altre tipologie di attività produttive, almeno per salvare la faccia, in modo tale che questa norma potesse avere almeno il vestito dell'uguaglianza tra le attività produttive. Cosa che francamente non solo noi rileviamo nel testo non ci sia, ma francamente nemmeno negli emendamenti. Quindi, io credo che quando con serenità ci avviciniamo a una norma o comunque ne proponiamo una, io dico sempre in buona fede, ciascuno nel proprio ruolo abbiamo almeno la buona creanza di tenere in equilibrio le prerogative di tutti, in questo caso quelle delle attività produttive. Io credo che visto che i volumi in agro devono essere per la produttività si sarebbe dovuto premiarli almeno con le stesse misure o nella stessa misura con cui si stanno premiando nelle zone D e nelle zone G. Quindi anche per questo io confermo il mio voto negativo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (FI). Questo emendamento importante è uno di quei momenti in cui la storia ci consente probabilmente di fare il punto e di vedere se si può effettivamente porre rimedio agli errori del passato, non è detto che venga sfruttato, non è detto che venga sfruttato questo. Però io credo che ci starebbe tutta una riflessione, soprattutto da parte vostra, rispetto a un tema, voi rappresentate la sinistra, rappresentate una gloriosa esperienza politica che dovrebbe essere quella vicino agli ultimi, dovrebbe essere quella vicino ai lavoratori, dovrebbe essere quella vicina alle esigenze di chi ripone nell'azione della politica nell'amministrazione pubblica di un futuro migliore, tutto questo non si ravvisa. Mi rincresce dirlo, non credo di essere originale, ormai è la sinistra, è il PD più che la sinistra, ad avere occupato i tradizionali territori della destra storica, però cioè immaginare che la tradizione di lotta, la tradizione lavoristica della sinistra sarda sia diventata una sinistra in doppiopetto che si occupa dei problemi e delle questioni dei grandi interessi, piuttosto che di quello degli artigiani, degli ultimi, di chi cerca una prospettiva, questo francamente lo trovo un impoverimento della nostra politica. Ho ascoltato il collega Cocco quando prima sembrava si fosse alzato, abbia preso la parola, per dare un'apertura di riflessione, di prospettiva rispetto al proseguo di questi lavori, invece si è arroccato in una difesa anche poco convincente delle posizioni fino a questo momento tenute. Mi riferivo al minore dei due Cocco, minore dal punto di vista dell'importanza del Gruppo, naturalmente, niente mette in discussione l'altezza del pensiero del collega. Ecco, io è qua che non mi ritrovo più, che mi perdo, perché onestamente proprio nel momento in cui speravo che dalla parte più estrema della sinistra qui nel Consiglio regionale venisse un grido perché si riequilibri la condizione sociale, che questa norma tende a sbilanciare completamente, invece trovo una strenua difesa di ciò che si è fatto fino adesso. Fermatevi a pensare e usate tutto il tempo che abbiamo, ed è tanto, per portare dei miglioramenti sensibili a questa norma alla quale è francamente imbarazzante non riuscire neanche…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Per dire che voto contro l'emendamento soppressivo in discussione e per dire questo, rapidamente nei tre minuti che fanno parte di questa dichiarazione. Sull'articolo 19 noi abbiamo scritto delle cose molto chiare, precise su cui naturalmente l'opposizione dice quello che vuole, a cominciare dalla voce dei sardi che è rappresentato dal collega Peru, in quest'Aula, la voce dei sardi. L'onorevole Peru ha l'ambizione di voler rappresentare la voce dei sardi, noi non abbiamo capito un tubo e quindi mi rivolgo al collega Peru che è la voce dei sardi. Noi abbiamo detto che sulle zone B e C incrementi volumetrici, dal 20 al 30 percento, abbiamo anche detto che sono ammessi incrementi volumetrici per un miglioramento energetico del 5 percento. Quindi siamo dal 30 al 35 percento. A questo abbiamo detto che ci sono ulteriori incrementi volumetrici aumentabili, quindi cumulabili, sommabili con quelli del comma 3 per altri 10 percento e siamo al 45 percento. Insomma, mi pare di poter dire che neanche il piano casa prevedesse cose di questo tipo. Io non so che lettura che vogliono dare i colleghi del centrodestra, perché uno può dire quello che vuole, forzare fin dove vuole, ma la realtà descritta qua, è scritto nell'articolo di legge e negli emendamenti che noi abbiamo presentato, a cominciare da quello presentato dalla Giunta, dagli ulteriori emendamenti sugli emendamenti che noi abbiamo presentato. Io capisco la difficoltà dei colleghi di stare a vedere un po' tutte le questioni, e di dover ragionare per gradi tutte le volte che si arriva a discutere di ogni singolo emendamento, lo si voglia fare strumentalmente o lo si voglia fare per esigenze comodità di riepilogo delle cose, ma la storia di questo emendamento, di questo articolo 19 è questo: aumenti volumetrici del 20 percento, del 30 percento aumentati del 5 per cento cumulabile ancora del 10 per cento con un miglioramento energetico per tutta l'abitazione, per cui di che cosa stiamo parlando. Il tema poi è fare in modo che anche nelle zone agricole e nelle zone turistiche ci possono essere incrementi volumetrici, nessuna chiusura alla discussione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Angelo Carta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CARTA ANGELO (PSd'Az). Grazie Presidente, allora chi è passato in comune anche solo come assessore, non dico come sindaco, sa che l'urbanistica nei nostri comuni è la madre di tutte le liti, è la madre di tutte le incomprensioni che possono verificarsi tra vicini, tra cittadini e il comune, all'interno del Comune quindi la necessità di scrivere norme le più chiare possibili e le più semplici possibili credo che sia un'esigenza indifferibile, un'esigenza che tutti sentiamo. L'emendamento numero 125 in effetti ha quelle caratteristiche che diceva l'onorevole Cocco, quello che non mi è chiaro per esempio è se gli incrementi volumetrici del comma 4 sono possibili solo quando concorrono tutte e tre le ipotesi la A, la B, la C oppure solo una. Il discorso… Bisogna scriverlo, va bene. Nella zona urbanistica D con destinazione industriale e artigianale l'incremento volumetrico può essere realizzato esclusivamente se strettamente connesso alle predette destinazioni con esclusione comunque massimo del 25 per cento. Allora in tutti i piani PIP, piani industriali degli insediamenti produttivi in effetti è necessario per qualunque aumento volumetrico che sia allegata una relazione nella quale si giustifica. Ora se noi mettiamo un tetto, faccio un esempio di un laboratorio che lavora marmi che decide di cambiare le attrezzature deve mettere i carri ponte, il 25 per cento è un tetto insormontabile perché noi stiamo mettendo un tetto al quale non si può derogare. Allora stiamo attenti perché ci sono dei casi nei quali mettere dei limiti insormontabili possono giustificare un diniego da parte del consiglio comunale che comunque è sempre chiamato ad esprimersi per deroga ai volumi e questi sono solo due esempi per i quali credo che con un ragionamento, una lettura attenta dell'articolo 19 sia necessaria; ed è per questo che voteremo a favore dell'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (Area Popolare Sarda). Grazie Presidente, innanzitutto per esprimere il nostro voto favorevole all'emendamento numero 218 per la soppressione dell'articolo 19 e poi per fare alcuni commenti sulle dichiarazioni dei Cocco e Cocco iniziando da Daniele, perché la ritengo in questa serata la dichiarazione più interessata, quella in qualche modo con molta umiltà ha tentato anche se in modo così approssimativo di chiedere una resa della minoranza per cercare di chiudere velocemente la legge. Ritengo anche se provocatoria ma più interessante la proposta di Pietro Cocco perché mi sembra di capire che non c'è nessuna chiusura sulla discussione, se ho colto bene il significato di questa frase significa che la discussione è ancora aperta parlando dell'agro, parlando delle zone turistiche e così via. Ma se c'è questa apertura, scusate, fermiamoci cinque minuti, fermiamoci mezzora cerchiamo di capire dove possiamo correggere, dove possiamo modificare perché questa è un'occasione importante non stiamo, al di là delle appartenenze politiche di minoranze e maggioranze, qua veramente siamo al ridicolo e non immaginate con quale fatica anche io mi ritrovo in questa parte di minoranza dove devo a tutti i costi di far passare quelle che sono le nostre idee come le migliori per carità non abbiamo questa pretesa però di fronte ad una legge che ahimè, questo è sotto gli occhi di tutti, che è fatta a pezzettini con tanti rattoppi che in qualche modo non soddisfa noi e permettetemi quella parte piccola parte dei sardi che rappresentiamo almeno per quanto mi riguarda, ritengo che dobbiamo metterci mano. L'obbrobrio del comma 1 dove mancano le zone F, ma soprattutto l'obbrobrio e qui Assessore veramente squallida come vicenda perché tocca le categorie più deboli del comma 8 dove noi incentiviamo e diamo questa premialità solo ai disabili che risiedono a casa loro. Ma scusate, se io voglio ospitare a casa mia un disabile io non posso rientrare nella categoria di persone che possono ottenere questo aumento volumetrico, se io ho necessità di fare uno scivolo e ho già esaurito le mie dotazioni in termini di premialità beh, mi viene vietato perché non posso ospitare un disabile, non va bene, a questo dobbiamo porre rimedio, stiamo parlando di cose di buon senso, non stiamo parlando di fare gli interessi di chi vuole speculare nell'agro o chi vuole speculare nelle zone turistiche, qui si tratta di trovare e ve lo dico con molta serenità, Pietro, senza…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Crisponi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, solo per dichiarare il voto favorevole per l'emendamento soppressivo il numero 218. Un emendamento della legge che non ci piace, ha detto Pietro Cocco, e Daniele Cocco. E certo che non ci piace, come fa piacere una legge che stiamo contestando dal primo giorno che è entrata in aula e che continuiamo a contestare e che continueremo a contestare fino all'ultimo giorno in cui questa sarà in aula perché sarà una legge che non rispetta le regole complessivo le quali la gente attende all'esterno da questo palazzo. E non c'è solamente la gente che diceva Daniele Cocco quel mondo dei dipendenti delle province che attende di essere ascoltato, perché accadono questioni riferibili certamente ad una maldestra azione del Governo nazionale e così vi aggiungo anche un altro problema, vi do una notizia a Daniele Cocco, al vostro Gruppo e magari anche al Gruppo del PD, è stato appena in questi minuti esitato un altro bel disegno di legge con il quale avete, il Governo nazionale ha portato un altro scempio sul territorio regionale e così è stata decretata la fine delle Camere di commercio della Sardegna, quindi è passato quell'emendamento che prevedeva l'accorpamento delle Camere di commercio e quindi ti dovrai preoccupare non so se tu da solo anche dei dipendenti delle camere di commercio della Sardegna e quindi anche quel pilastro che rappresentava l'aggregazione delle imprese, delle associazioni di categoria viene definitivamente a saltare, salta tutto in Sardegna così come salteranno quelle migliaia e migliaia di imprese artigiane che dalla legge casa attendevano quelle risposte che finora non siete stati capaci di offrire loro e non offrite nemmeno un futuro, uno scenario, un orizzonte appena appena più limpido rispetto a quello che in questo momento stanno subendo. E questa è la strada che voi evidentemente sognavate di disegnare per loro, avete ostinatamente, vi siete racchiusi ostinatamente attraverso non nelle vostre convinzioni, avete agito non conseguentemente al pensiero ma avete agito, ed è la cosa più sgradevole, avete agito in ossequio al pensiero altrui. L'avete fatto vostro, l'avete dimostrato con il voto che si è susseguito uno dietro l'altro in quest'aula e andrete avanti in questo modo fino a che noi continueremo naturalmente a contestarlo, fino all'ultimo articolo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Grazie signor Presidente, chiedo scusa se qualcuno si è risentito per il mio intervento di pochi minuti fa, ma non era mia intenzione assolutamente affondare qualcuno né il Vicepresidente, sono rimasto veramente sgomento però che ci sia proposto o che si sia deciso, non so chi l'abbia deciso di discutere il titolo di testa come se fosse un titolo di coda, va bene che è una legge che subisce un parto podalico comunque non va bene lo stesso. Detto questo… Che non ha né testa né coda mi suggerisce Fasolino… Una legge che pone degli incrementi peraltro che sono del tutto asfittici, incrementi che non possono provocare quello shock all'economia che provocò invece la legge numero 4. Basti pensare che questo incremento del comma 5, quello che prevede un aumento del 20 per cento va a incidere in modo residuale, perché va a incidere sui parametri e non sull'incremento volumetrico, e tra le altre cose, così come abbiamo sostenuto in altra sede, la legge numero 4 ha provocato lo shock dell'economia, 35 mila progetti, oltre 1 miliardo di investimenti, perché aveva un termine, un termine che ha costretto tante famiglie, tanti piccoli imprenditori, tanti artigiani a correre verso gli uffici comunali e a presentare progetti e investire. Questa norma invece non ha termini, termine non può essere definito il fatto che se dovesse intervenire una norma successiva abrogatrice questa norma non avrebbe più giuridica esistenza. Quello non è un termine, quello è un termine lapalissiano, certo, se arriva una norma che la sostituisce o che l'abroga questa norma non esiste più, ma questo però non è il termine che costringe tutti a rincorrere gli uffici tecnici comunali. Ora, chi ha da fare o da chiedere qualche incremento volumetrico aspetta, aspetta perché magari arriverà un'altra norma che incrementerà ulteriormente questo incremento. Ma quello che mi preoccupa è che siete rimasti sordi, spero di non aver offeso nessuno, spero di non aver offeso nessuno, siete rimasti sordi e ciechi alle lamentele, alle dichiarazioni forti e alle censure fatte da tutte le associazioni, associazioni che voi avete sentito in Commissione quando è stato proposto il disegno di legge, avete raccolto tante interessanti osservazioni, salvo poi calpestarle o, spero che non si sia offeso nessuno, saltarle a piè pari e proporre…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Io non credo di essere nec tardus nec timidus, perché l'onorevole Pietro Cocco ci ha fatto una sommatoria di dati che sembrerebbe che uno possa costruire una casa nuova. Udite udite, poi uno…

COCCO PIETRO (PD). Poi se vuoi te lo rispiego.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Ne ho bisogno, ne ho bisogno, ti aspetto, ne ho bisogno. Ma, a prova contraria, c'è un aumento del 20 per cento all'indice medio di zona, il che equivale a 70 metri cubi che non si possono superare, che equivale a 23 metri quadri. Quando ti va bene, nel punto 3, lettera b), puoi fare massimo 90 metri cubi, pari a 27 metri quadri. Ora, io capisco tutto, ma che si voglia imbrogliare l'intelligenza della gente no, ribadisco che non mi sento tale quale mi sono definito prima. Almeno voglio essere all'altezza dell'onorevole Soru, che quando aveva letto quello che ha citato prima Mariolino Floris, cioè de L'Unità, è andato se l'è comprata per non sbagliare, perché allora L'Unità non era sua, poi lo è diventata. Cari amici del centrosinistra, state attenti a quello che fate, non prendete in giro la gente, anche se si fanno sommatorie per fare dichiarazioni poi alla fine anche il contadino sa fare uno più due, più tre, e così via, non fa Fibonacci magari, ma sicuramente sino a dieci conta, e gli imbecilli non sono lì dall'altra parte fuori dal Consiglio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). L'intervento da ultimo del collega Dedoni mette sicuramente la maggioranza in difficoltà, io non sarei intervenuto per dichiarazione di voto, lo dico francamente, però ha stimolato l'intervento quello che ha riferito l'onorevole Pietro Cocco, perché se è vero quello che ha detto l'onorevole Pietro Cocco allora fermiamoci perché c'è una grande novità. Io per la verità e nessuno da questi banchi ha letto però le norme come le ha lette l'onorevole Pietro Cocco, perché, onorevole Cocco, una lettura attenta pone dei limiti che sono chiarissimi. La lettera a) del terzo comma pone il limite dei 70 metri cubi, la lettera b), per quei comuni che si sono dotati di piani urbanistici comunali, pone il limite massimo di 90 metri cubi. Perché ipotizzare quello che ha detto l'onorevole Pietro Cocco, se così fosse, allora scrivetelo in altro modo, perché non è come lei ha detto che si somma il 20, il 30, il 5 e il 10. Se così fosse, saremmo in un'altra dimensione, ma purtroppo così non è, perché quando si parla del 5 per cento dei parametri del comma 3 si riferisce non a un 5 per cento che va sommato al 20, ma il 5 per cento di quel 20, così come quando si parla del punto 5… se non è così allora, fermatevi e scrivetelo bene, perché così come è scritto non ci sono tanti modi… se voi oggi vi state ricredendo su quello avete scritto e avete scritto male, allora fermatevi e scrivetelo bene, perché così com'è stiamo parlando di complessivi 25 metri quadri, qualunque sia la dimensione e la superficie del fabbricato. Di cosa stiamo ragionando, di cosa stiamo parlando? Se così non è, allora riscrivetelo, fermate, chiedete una sospensione, e allora se è vero quello che dice l'onorevole Cocco perché lo abbiamo ascoltato e sentito tutti, che si può arrivare fino al 45 per cento, scrivete in maniera chiara, come è scritto in maniera chiara l'ultimo comma di questo articolo 19.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare per dichiarazione di voto, metto in votazione l'emendamento soppressivo totale numero 218 con votazione elettronica.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 218.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Pittalis e Tocco si sono astenuti.

Risponde sì il consigliere: Randazzo.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Arbau - Azara - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Cozzolino - Demontis - Deriu - Forma - Lai - Ledda - Lotto - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Solinas Antonio - Tendas.

Si sono astenuti: il Presidente Ganau - Pittalis - Tocco.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 29

votanti 26

astenuti 3

maggioranza 14

favorevoli 1

contrari 25

(Il Consiglio non approva).

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento soppressivo parziale all'emendamento numero 125, il numero 538. Parere contrario della Commissione.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Presidente, normalmente appare sul tabellone… abbiamo visto tutti che non c'era un voto verde, erano tutti quanti rossi. Allora, se il tabellone non rileva il voto verde, io non è per mettere in dubbio lei e la sua… Presidente, fuori da me ogni ipotesi di… siccome però se il consigliere Randazzo dice di non aver votato, e non risulta nel tabellone e non appare il verde, beh, qualche problema c'è, e sicuramente può esserci il problema anche di un cortocircuito, non lo so, su questo è che noi vorremmo si prestasse attenzione, e logicamente l'assenza dell'opposizione, a nome di tutta l'opposizione, è dettata dal voto politico di non presenza al voto. Però, Presidente, perché non si verifichino incidenti di questo genere, abbiamo visto tutti il tabellone, erano 27…

PRESIDENTE. Dalla regia mi dicono che l'unica possibilità è che chi ha votato favorevolmente abbia votate e poi abbia tolto immediatamente il voto, però è stato registrato come votazione valida a tutti gli effetti, perché è stato registrato dal computer.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Randazzo. Ne ha facoltà.

RANDAZZO ALBERTO (FI). Presidente, non è la prima volta che voto in quest'Aula, questa volta, siccome ho tolto la scheda, ho annullato e ho cambiato postazione, è impossibile che sia stata registrata la presenza, ma non per cattiveria, perché a meno che non ci siano miracoli da cabine diverse… e poi, nella schermata che appare sopra e dietro le mie spalle, a prescindere da tutto, quando il voto positivo, se non c'è qualche miracolo nel sistema elettronico non è possibile che venga registrato. Conosciamo come si vota, non è la prima volta che voto, sono alla quarta legislatura, Presidente, mi sembra strano che la mia scheda, essendo fuori dalla postazione… non era neanche inserita! Fosse stata inserita, le avrei detto che forse ho sbagliato io tecnicamente, ma non era neanche nella postazione, era fuori, perché sono arrivate disposizioni di non votare, quindi mi sembra assai strano. Poi, ripeto, di errori ce ne possono essere, ma non era neanche inserita la scheda, non è che è stata tolta, votata e tolta. Poi può sempre succedere, l'importante è che succeda una volte e che non succeda spesso.

PRESIDENTE. Se può aiutare, comunque è rilevante dal punto di vista del numero legale, quindi non avrebbe cambiato niente, non è questo il problema, ma io mi devo tenere all'atto ufficiale che mi viene trasmesso dalla Segreteria dove risultava questo voto. È il computer che ce lo dà, non c'è nessuno che manualmente interviene su questi dati.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Norme per il miglioramento del patrimonio edilizio e per la semplificazione e il riordino di disposizioni in materia urbanistica ed edilizia". (130/A)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Sardegna). Chi si occupa di fare il conteggio sono i Segretari, non bisogna mettere il Presidente del Consiglio in queste condizioni. Colleghi della maggioranza e signor Presidente, scusate se per l'ultima volta vi dico che queste norme che state approvando sono al centro di un grande movimento di opinione dei singoli cittadini, del sistema delle piccole e medie imprese, delle organizzazioni professionali di categoria, degli enti locali, e ve lo dico non perché sto cercando voti, quelli li cerca Forza Italia, io mi adeguo per poca roba. Senza rendervene conto, forse anche con meditata scelta politica, con queste norme, più di dettaglio che di carattere generale, state creando un vero e proprio mostriciattolo tecnico, prima ancora che giuridico. Nel corso degli anni, onorevole Demontis, dagli anni 70, quando sono stati approvati i primi piani di fabbricazione, sono state messe in campo un'infinità di norme delle quali è difficile, se non impossibile, districarsi. Avevamo allora due punti di riferimento: la legge numero 1150 dello Stato e la legge di tutela dei beni culturali e architettonici, alle quali aveva fatto riferimento nella prima fase di attuazione delle norme edilizio urbanistiche regionali nell'esercizio delle proprie competenze. Da allora ad oggi il cammino fino al Piano paesaggistico regionale, e con la legge che state approvando, si è costruito, signor Assessore… vede che cos'è il problema, il problema è anche non ascoltarsi… è un paradosso che noi dobbiamo difendere i cittadini ricorrendo alle norme che noi stessi abbiamo fatto. Abbiamo un sistema politico e burocratico che non consente più interventi, signor Presidente della Giunta, dei tempi fisiologici per l'intreccio che c'è, tra le norme di vari livelli e interferenze politiche e burocrazia. Abbiamo: norme di carattere comunitario, statali, ambientali, paesaggistiche, identitarie, testi unici dei beni culturali e architettonici, testi unici dell'edilizia, Codice civile, leggi regionali, Piano paesaggistico regionale, direttive sui centri storici e delle zone industriali, delle zone agricole, circolari; ma cosa ne facciamo di questa roba che stiamo facendo! Non ne facciamo nulla! Serve a creare ulteriore confusione. Ma è possibile che non si capisca questo? Non saremo qua a discutere e a tenere la maggioranza inchiodata su questa roba qui se non ci fossero questi interessi da difendere. Non siamo mica sciocchi che stiamo qui a perdere tempo. Il problema è quello che stiamo dicendo. Voi cercate di togliervi dalla mente… se possiamo trovare un incontro, troviamo un incontro, schematizzando il tutto, facendo 4, 5 articoli, non 52 articoli di una legge che non dice nulla, e quando lo dice, lo dice mirando, e non lo dice guardando in alto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oscar Cherchi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (FI). Nel proseguire nelle considerazioni generali e nel ragionamento, credo davvero che probabilmente si sia rimasti un po' sordi nell'ascoltare le voci all'esterno di questo Parlamento regionale. Le voci che sono di allarme per l'approvazione di una norma che non porterà assolutamente da nessuna parte, per l'approvazione di una norma che non riesce a dare le risposte pratiche che noi realmente avremmo voluto invece dare nel proseguo dell'attività, che era già nata dal 2009 ed è proseguita fino al 2014. Probabilmente noi avremmo voluto lavorare sicuramente al vostro fianco per migliorare quel testo, per migliorare la legge numero 4, sicuramente per dare più forza a quel testo che aveva e ha dato sviluppo al sistema dell'edilizia in Sardegna, non avremmo voluto e non saremmo voluti essere qua a discutere invece un testo che di sviluppo e di rilancio del sistema edilizio non dice assolutamente niente, anzi, è sicuramente un testo molto restrittivo che nasce dalla necessità di non poter dire un no secco e totale a quel Piano casa che ha dato tanto negli anni precedenti, bensì nel tentativo di dare una vostra idea, una vostra linea, una vostra parvenza di programmazione e di pianificazione che in realtà, da questo punto di vista, non dà assolutamente niente. Se non si cancella la parte della limitazione legata al massimo dei 70 metri cubi o dei 90 metri cubi, così definiti, per chi è in adeguamento al Piano paesaggistico regionale, non ci si può neanche fermare per ragionare. Non è assolutamente possibile portare avanti un testo di questo tipo, non è assolutamente possibile accettare l'approvazione di una norma come questa. Noi proseguiamo, andiamo avanti, cercando di farvi capire che questa è una norma che limita e non è certamente una norma che può dare e darà sviluppo alla Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Fasolino per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Presidente, questo emendamento può aiutare in quella direzione che diceva l'onorevole Pietro Cocco, perché altrimenti queste limitazioni non danno l'opportunità di fare quello che lui diceva, perché se prendiamo il vecchio articolo, quindi l'articolo 19 non emendato con l'emendamento numero 125, dice: "i parametri del comma 3", quindi i parametri, quindi non vanno sommate alle percentuali precedenti, "i parametri del comma 3 sono incrementati del 5 per cento". Vuol dire che vengono incrementati i parametri. Cioè se abbiamo il 20 per cento, quindi ipotizziamo 10 metri cubi, viene incrementato del 5 per cento i 10 metri cubi, non il totale, quindi i parametri. Se prendiamo, invece, il nuovo testo, l'emendamento numero 125, non parla di parametri, ma oltre il 5 per cento non ci sono ampliamenti, quindi in ogni caso la gravità sono i limiti, i 70 metri cubi e i 90 metri cubi. Oltretutto l'altra cosa assurda è che il premio aggiuntivo dei 90 metri cubi, cioè il 30 per cento che ci dà l'opportunità di arrivare a 90 metri cubi, lo diamo ai comuni dotati di PUC. Quando io ho chiesto perché avete fatto questa valutazione, mi è stato risposto perché questo può essere un incentivo per i comuni per approvare il piano urbanistico. Ma voi sapete bene che l'incentivo non va messo ai comuni. Voi sapete bene che il problema dell'approvazione dei piani urbanistici non è all'interno dei comuni, come l'iter si rallenta non nell'approvazione o nell'adozione da parte dei comuni, ma è negli altri enti, e poi ci arriveremo più avanti. Ma se questa non è una legge definitiva, ma è un qualcosa che deve tamponare e deve creare sviluppo, e se è pronta la legge urbanistica entro l'estate, cosa pensate, che da qua a quest'estate i 377 comuni della Sardegna approvino tutti i PUC? Non ha logica. Allora questo emendamento, per il quale dichiaro il voto favorevole, vi dà l'opportunità di abbattere quel limite dei 70 metri cubi, cioè di 25 metri quadrati, neanche. Vuol dire che se uno ha una casa di 130 metri quadri non può fare neanche quel 20 per cento e se addirittura è all'interno di un comune dotato…

PRESIDENTE. Onorevole Fasolino, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Presidente, l'onorevole Fasolino mi ha rubato gli argomenti, ma una piccola aggiunta la posso fare, sperando di non offendere nessuno. Ovviamente il voto sarà favorevole a questo emendamento, però voglio evidenziare, in modo che i colleghi poi ci riflettano su, che il comma 5 dell'articolo 19 laddove parla di incremento del 10 per cento si riferisce non all'incremento volumetrico, ma ai parametri, quindi il massimo che possiamo avere è il 22 per cento per la fattispecie a), 77 metri cubi per la fattispecie a); fattispecie b) 33 per cento e 99 metri cubi. Badate bene, parametri e non incremento volumetrico, quindi state bene attenti perché state per approvare una norma che non volete. Voi l'avete descritta in un altro mondo, avete rappresentato una situazione reale che è diversa dalla situazione che avete messo sulla carta, quindi quell'attimo di riflessione che l'onorevole Floris e tanti altri, più di una volta, vi hanno raccomandato, credo che sia opportuno farlo, magari con una sospensione, magari con un emendamento verbale dell'onorevole Solinas, che nel campo degli emendamenti verbali è sicuramente bravissimo, però rifletteteci un attimo e proponete una modifica.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Ovviamente annuncio il voto favorevole all'emendamento, ma mi pare che anche nel prosieguo poi dell'esame dell'articolo e degli emendamenti da questa parte si esprime la volontà assoluta di voler partecipare attivamente e nel merito alla modifica di questa proposta di legge che noi riteniamo carente. Lo strumento che abbiamo, colleghi, è stabilito dai regolamenti consiliari, sono gli emendamenti, le proposte che possiamo fare a voi maggioranza e al governo della Regione per tentare in maniera democratica di rappresentare un altro punto di vista rispetto alle politiche edilizie e un altro punto di vista che vogliamo provare a condividere con voi. Voi percepite questa nostra attività come un'attività ostruzionistica, che non trova assolutamente riscontro nei fatti, perché qui noi, davanti a una obiezione che vi facciamo rispetto al limite dei 70 metri cubi raccordati al 20 per cento, vi chiediamo concretamente con una proposta di eliminare il limite perché pensiamo che quando si dice che in una norma si propone una premialità questa premialità in qualche modo non possa subire il limite di una logica politica che è improntata esclusivamente al divieto o comunque alla limitazione. Mentre possiamo tranquillamente percepire l'attenzione da parte del governo rispetto alle nostre proposte, non possiamo dire altrettanto di questa maggioranza che invece snobba, fa un po' come fanno gli struzzi, mettono la testa sotto la sabbia per non guardare, però qui ci sono delle proposte serie che vengono portate alla vostra attenzione. Voi non le volete nemmeno prendere in considerazione, pensate di avere la verità in tasca e tenete, anche con questo atteggiamento, ostaggio il vostro governo e il vostro governatore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (FI). Questo sembra un po' il comma del vorrei ma non posso. Vorrei dare delle premialità, vorrei incentivare, metto dei numeri anche interessanti dal punto di vista delle percentuali, però metto una specie di limitatore, una sordina alla questione mettendo dei limiti che obiettivamente sono restrittivi rispetto all'ampiezza che si vorrebbe attribuire alla misura. Adesso io non so se questo è stato fatto in via interlocutoria, se è stato fatto per tenersi nei limiti del buon senso un margine di ragionamento all'interno dei lavori dell'Assemblea, ci potrebbe anche stare, ma credo che, dopo il periodo che abbiamo trascorso qua dentro, dopo che vi è stato puntato il dito contro per l'incapacità di questo testo di produrre volano economico e occupazionale, sarebbe anche il caso di dirlo. Quindi perché 70 e 90? Sono numeri che sono sospettati di essere dei numeri tattici, perché non numeri invece significativamente più alti? Perché non 150 e 110? Perché non delle cifre che possano veramente attribuire un valore economico corrispondente all'impegno? Perché soltanto sul piano progettuale un investimento di questo tipo costa svariate migliaia di euro. Non facciamo quelli che cadono dal pero. Fare una cosa di questo tipo, stando sulle metodologie del piano casa, alla fine dei conti non fa altro che dare sicuramente un pochettino di respiro al sistema della progettazione e dell'edilizia di livello artigianale, però allo stesso tempo rappresenta un costo per le famiglie a cui va ricondotto anche un beneficio di benessere che non si trova in queste quantità onestamente risicate, 22, 23 metri quadri non sembra possano rispondere alle esigenze che sarebbero sottese a un investimento che in migliaia di euro raggiunge cifre considerevoli.

Quindi, colleghi, questo è il momento di dirlo, questo è il momento di proporlo. Se ci sono delle soluzioni che poi possono avere un valore è il momento di tirarle fuori. Noi vi facciamo una proposta, ve la facciamo concreta: raddoppiamo questi limiti, diamogli un significato non soltanto simbolico come quello che sarebbe dato da quest'articolo, ma un significato economicamente rilevante e soprattutto adatto a migliorare il benessere di chi vive queste zone residenziali.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Attilio Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI ATTILIO (Riformatori Sardi). Presidente, probabilmente qualcuno non aveva colto chi era Fibonacci, è quello di 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34 e così via. Per dire che siamo tra il 500 e il 600 in cui anche il Papa doveva negare l'eliocentrismo, doveva negarlo anche se capiva che l'eliocentrismo ormai da Copernico, Keplero, Galileo dovette genuflettersi, ma tanti altri soprattutto gesuiti, anzi dalle università papali, anche il Papa negava l'evidenza, ma era evidente che il sole era al centro. Allora, anche il nostro Pietro Cocco, che è il Papa del PD, non può negare l'evidenza, non può negare l'evidenza. 1 più 2 fa 3, 2 più 3 fa 5 e così via. Perché dico questo? Non può andare a dire in giro che il 20 più il 20 più il 5 più il 10, che sembrerebbe una cosa infinita, realizza addirittura una casa in più. Non è così! Il Papa torni ad essere Papa realista, magari faccia il Re Papa o il Papa Re e sia più realista del Re. Ma non è corretto e non è giusto perché la gente fuori non può pensare che qui si recita un rosario differente da quello che si recita altrove, perché la matematica è matematica e non c'è questione di discussione. Quando si parla che piazza San Pietro ha un'ellittica e in mezzo c'è un obelisco, è il sole che viene messo al centro. Che poi sia il sole del Cristo redentore, vivaddio, a me va più che bene, va anche bene, ma non andava bene ai Papi! Allora, Pietro Cocco, vedi di guardarti meglio la teologia, di leggertela con attenzione, vai e riverificare e vedrai che i numeri ti tornano come la serie Fibonacci.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Molto brevemente... se posso parlare ai banchi della Giunta perché altrimenti rischio...

PRESIDENTE. Onorevole Demontis, onorevole Lotto, grazie.

PITTALIS PIETRO (FI). Sicuramente è più convincente quello che l'onorevole Demontis e l'onorevole Lotto rivolgevano all'Assessore e al Presidente, ne sono assolutamente certo, ma almeno perché rimangano agli atti le poche cose che noi riteniamo anche di buon senso stiamo sottoponendo all'attenzione di quest'Aula. Ed è una questione di buon senso, perché è una regola di esperienza, che intanto una legge e gli strumenti previsti in una legge hanno la possibilità di successo nella misura in cui sono realmente strumenti fruibili dai destinatari. In questo caso voi state introducendo un sistema che davvero mi chiedo chi, in quali contesti, con quale incentivo, per quale obiettivo uno dovrebbe ricorrere sia che abbia una residenza in zona A, un manufatto in zona B o in zona C o in zona D o in zona G come voi prevedete, qual è l'incentivo se ponete come limite massimo i 70 metri cubi che corrispondono a circa neanche 25 metri, mi dicono esattamente sui 23 metri. Ma vi chiedete e vi siete chiesti e vi siete dati anche la risposta, qual è l'incentivo per i cittadini di ricorrere a questo strumento? Qual è... Presidente, mamma mia, sospendiamo, non c'è problema per me, se può essere utile sospendiamo anche. Noi vi stiamo ponendo un problema, qual è il vantaggio, cosa vi incentiva, cosa incentiva un cittadino per chiedere e proporre un intervento di questa natura se ponete un limite massimo anche con il 5 per cento, il 10 per cento che alla fine saranno sempre 70 metri cubi. Vi siete chiesti e vi siete dati la risposta? Io logicamente...

PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO PIETRO (PD). Sull'ordine dei lavori, Presidente, per chiederle possibilmente cinque minuti di sospensione in aula.

PRESIDENTE. Se non ci sono opposizioni sospendiamo per cinque minuti cinque.

(La seduta, sospesa alle ore 19 e 27, viene ripresa alle ore 20 e 15)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Ricordo che siamo in fase di votazione dell'emendamento soppressivo parziale del numero 125, l'emendamento all'emendamento numero 538 con il parere contrario della Commissione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 538.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Deriu ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Deriu - Fasolino - Fenu - Floris - Locci - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Tatti - Tedde - Tocco - Tunis - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Arbau - Azara - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Cozzolino - Demontis - Desini - Forma - Lai - Ledda - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Moriconi - Perra - Pigliaru - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Solinas Antonio - Tendas - Zedda Paolo.

Si è astenuto il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 50

votanti 49

astenuti 1

maggioranza 25

favorevoli 20

contrari 29

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento all'emendamento numero 537.

Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Fasolino per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FASOLINO GIUSEPPE (FI). Io vorrei dire una cosa, facciamo una riflessione, abbiamo cercato di farne tante fino adesso, se realmente si volesse migliorare la legge bisognerebbe approvare, ormai quello che abbiamo messo in votazione prima non si può più fare, però possiamo migliorare questa legge approvando questo emendamento. Questo è il vero coraggio e dare un'opportunità, togliamo il limite, togliamo il limite di 90 metri cubi e dei 70 metri cubi, lasciamo la percentuale, questa è l'opportunità per fare una legge perfetta, questa è l'opportunità. Questa, non quella che stiamo cercando di portare avanti, leviamo il tetto massimo se realmente vogliamo approvare una buona legge, altrimenti sarà sempre una legge con un mezzo limite e quasi un punto d'incontro ma non è una buona legge, non stiamo incentivando, continuiamo a non incentivare perché quella percentuale è una percentuale, i 90 metri cubi sono una percentuale per chi ha una casa di un certo numero di metri quadrati ma non per chi li supera. Quindi per qualcuno non è un incentivo, rimane sempre un vincolo.

Quindi se realmente vogliamo approvare una legge come si deve dobbiamo approvare l'emendamento numero 537 che leva il vincolo dei metri cubi massimi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oscar Cherchi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (FI). In prosecuzione delle considerazioni e del ragionamento dell'onorevole Fasolino che ha centrato in pieno l'oggetto della discussione, cioè se noi non approviamo questi emendamenti non riusciamo e non si riesce a migliorare la legge. Significa che è necessario sia nell'emendamento precedente che era il numero 538 e anche in questo il numero 537 che avrà e ha il mio voto favorevole, nel numero 537 dobbiamo cancellare nella parte legata alla realizzazione massima dei 90 metri cubi su aree o zone o comuni che hanno adeguato il PUC al PPR chiaramente, non possiamo come dicevo prima non migliorare la legge. Abbiamo bisogno di cancellare per evitare che ci sia un limite massimo e per dare la possibilità eventualmente di o sollevare questo limite o addirittura lasciarlo libero nella sua posizione, nella sua percentuale di partenza 20-30 così com'è stato indicato nella proposta di legge e verificare se poi effettivamente questo si può eventualmente modificare nuovamente con un ulteriore incremento di percentuale o di limite massimo meglio, oppure se invece si vuole lasciare completamente libero. Quindi è per questa ragione che noi vi chiediamo come posizione politica di accettare l'emendamento numero 537, di votare l'emendamento numero 537 che porterà sicuramente a dare un miglioramento alla norma.

Anche perché poi così com'è stato visto e considerato nell'interlocuzione durante la sospensione dei lavori, la possibilità poi di dare ancora maggiore incremento volumetrico senza intaccare la parte legata ai due aspetti principali cioè quello del 20 e quello del 30 per cento, aggiungere ancora un 5 per cento per chi fa parte del fabbricato in adeguamento alle norme vigenti di efficientamento energetico, lo stesso vale per poi incrementare eventualmente di un ulteriore 10 per cento se ove il fabbricato e tutto, quindi si fa tutto l'efficientamento dell'intero fabbricato. Ecco questa eventualmente sarebbe una bella risposta, questa sarebbe un modo per aprire al dialogo e per poter dare in qualche modo risposte importanti e migliorare la legge stessa che è in discussione. Per questa ragione come già detto prima confermo il mio voto favorevole all'emendamento numero 537.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Stefano Tunis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (FI). Ho registrato negli occhi di alcuni colleghi la volontà di avvicinarsi a una soluzione e la voglio considerare assolutamente un elemento positivo e di novità. Certo ancora non è interiorizzata, magari ancora in questo momento è una qualche cosa che assomiglia al pagamento di un riscatto per avere indietro non so quale tipo di libertà personale. Non è questo il tema, noi siamo qui insieme a voi e condividiamo questo momento ancora a lungo proprio perché desideriamo non solamente che voi veniate incontro alle proposte legittime che noi vi facciamo, ma che troviate quella parte di vostra coscienza in cui queste si possono radicare per diventare convincimento profondo. Perché solamente così avremo lavorato bene, voi siete ancora in quella fase in cui subite una cosa di questo tipo e di conseguenza nel comportamento tendete a viverla come un sopruso. Allora significa che occorre ancora del tempo perché solamente quando sarà diventata parte di voi, parte della vostra volontà di agire, solamente quando sarete intimamente convinti e sarete in grado di motivare anche all'esterno queste decisioni per quanto profondamente in discontinuità rispetto a quello che avete proposto in questo momento, devo dire che ci sarà allora la possibilità da parte di tutti noi di trovarci su quello che non è un freddo numero, perché non dobbiamo pensare al freddo numero di aumento di cubatura, di premialità, dobbiamo capire che siccome è quello che ci chiedono i sardi noi dobbiamo essere in un unico pensiero con loro, convinti del fatto che questa è la scelta giusta. Lo vedremo più tardi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ignazio Locci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LOCCI IGNAZIO (FI). Ma la soppressione del limite dei 90 metri cubi a noi sembra assolutamente ragionevole, perché in un certo qual modo va esattamente nella direzione di garantire la premialità del 30 per cento da applicare in maniera proporzionale a tutti i proprietari di immobili, così come richiamati dalle classificazioni urbanistiche precedenti, ma nel massimo della misura da voi prevista con una particolarità, questa premialità è a esclusivo vantaggio di quei cittadini residenti nei comuni che hanno approvato il PUC, adeguandolo al Piano paesaggistico regionale. Ci sembra questa proprio esattamente la misura di quello che voi chiedete politicamente ai Comuni, chiedete di uscire dalla logica del governo dell'edilizia e dell'urbanistica in assenza di un quadro normativo certo e quindi dite: "Dovete assolutamente adeguare i PUC al PPR. Bene allora mi chiedo come mai sia stato necessario prevedere la specificazione del limite della volumetria assentibile nel limite di 90 metri cubi, quando ci troviamo davanti ad un'eventualità in cui lo sfruttamento di questa opportunità sarebbe esclusivamente a vantaggio di quei cittadini residenti in Comuni che considereremo virtuosi dal punto di vista della pianificazione urbanistica ed edilizia. È per questo che invitiamo tutta l'Aula a sostenere l'emendamento soppressivo parziale presentato dal nostro gruppo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Antonello Peru per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PERU ANTONELLO (FI). Presidente, ma non possiamo che essere d'accordo su questo emendamento che sopprime un limite, per noi i limiti sono limiti, quindi forse i colleghi della maggioranza si stanno rendendo conto che non aveva senso assolutamente il limite. Io spero che riflettano su questo, ma perché abbiamo anche una ragione di fondo. Per stimolare, per incoraggiare ad utilizzare questo strumento è normale che tu non possa mettere dei limiti, perché per dare la possibilità di una distribuzione di volumi più equa, perché le pochissime percentuali scoraggiano i cittadini ad utilizzare questo strumento qua, quindi noi siamo convinti che nelle zone B e C c'è necessità di un riordino dell'immobile, del manufatto, e allora solo escludendo i 90 metri cubi, ma anche i 70 metri cubi del precedente diamo la possibilità ai cittadini di utilizzarlo. E abbiamo anche una ragione di fondo, avevamo una legge 4 che era collaudata, che ci dava la possibilità di essere come esempio che quella legge non antropizzato, quella legge non ha distrutto, che quella legge ha riqualificato, e allora per questo motivo noi siamo convinti e pensiamo che voi dovete veramente fare una riflessione su questo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tedde per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TEDDE MARCO (FI). Presidente, ma noi non avevamo dubbi che comunque qualche riflessione in maggioranza sarebbe stata avviata, sarebbe stata aperta, anche se nostro malgrado dobbiamo notare che un emendamento che andava nella direzione auspicata dalla maggioranza, cioè il 538, un emendamento dell'opposizione non è stato approvato. Io credo che la maggioranza deve andare fino in fondo nel perseguire questo impegno di apertura. Noi siamo con voi, se voi siete con noi. Noi abbiamo fatto delle proposte chiare, abbiamo fatto degli emendamenti che vanno nella direzione che voi adesso auspicate, insomma cerchiamo di trovare un punto di incontro, noi siamo disponibili, disponibilissimi ad avere i vostri voti, noi siamo disponibilissimi a darvi una mano nel darci i vostri voti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Alessandra Zedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ZEDDA ALESSANDRA (FI). Presidente, ma a dire il vero sarebbe stato molto più produttivo approvare l'emendamento precedente, perché vede nel momento in cui si fanno delle disparità di trattamento io sinceramente ci sto un po' meno. Nonostante questo v'invito a non voler bruciare un altro match point per dirlo in termini sportivi, come avete fatto precedentemente, e invito veramente a voler quantomeno porre un piccolo rimedio per questa seconda ipotesi che riguarda i 90 metri cubi. E ve lo dico convintamente, perché avete dimostrato così proprio in questa parte finale di voler aprire a qualche modifica, che non fa altro che dare un piccolo senso a questa legge che fino ad adesso ci pare davvero di poco conto. E allora l'invito è quello di voler recepire i nostri emendamenti, anche perché credo che molti di voi ci abbiano riflettuto e li stiano anche trovando non di certo fuori luogo, come ci avete accusato e li avete ritenuti solo simbolo di ostruzionismo. Noi le proposte ve le stiamo facendo dal primo giorno, su alcune siamo molto più convinti e crediamo che possano fare il bene dei sardi e migliorare questa legge. Ecco, questa è un'altra opportunità, sta a voi coglierla o rifiutarla. Noi certamente voteremo favore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianluigi Rubiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RUBIU GIANLUIGI (Area Popolare Sarda). Presidente, per dichiarare il voto favorevole sull'emendamento numero 537, però vorrei capire dagli uffici perché non viene richiamato nell'emendamento dell'emendamento numero 537 anche il numero 58, che era un emendamento che noi abbiamo presentato uguale al all'emendamento numero 443. Ce lo spieghi qualcuno. Ma in ogni caso, al di là di questo aspetto che poi gli uffici saranno in grado di… sono identici gli emendamenti… sì, ma avrebbe dovuto scriverlo sull'emendamento all'emendamento…

PRESIDENTE. Allora l'emendamento numero 58 che è uguale all'emendamento numero 443, è un soppressivo parziale che viene dopo, adesso stiamo parlando degli emendamenti all'emendamento sostitutivo totale numero 125.

RUBIU GIANLUIGI (Area Popolare Sarda). L'emendamento numero 537 è un soppressivo parziale, Presidente.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 537 sì, ma è un soppressivo l'emendamento numero 125, è un emendamento all'emendamento. Noi stiamo vedendo gli emendamenti agli emendamenti dell'emendamento numero 125.

RUBIU GIANLUIGI (Area Popolare Sarda). Va bene, ma al di là di questo aspetto, in ogni caso il fatto che la maggioranza si ostini a questo punto a non voler accogliere la proposta della minoranza, e questo ci tengo ad evidenziarlo ma soprattutto ci tengo affinché, anche le agenzie giornalistiche… diciamo così sia chiaro un po' a tutti, è che non c'è nessun tipo di accordo con la minoranza. Qui noi stiamo presentando un emendamento per portare alla soppressione del periodo "fino ad un massimo di 90 metri cubi", questo emendamento è nostro, la maggioranza in qualche modo ha lasciato intendere, anche se quello che si dice negli anditi non ha nessun valore, che poteva essere anche d'accordo a votarlo, mi sembra di capire, così come è accaduto nel precedente emendamento, che questo accordo è venuto meno. Ma soprattutto quello che mi preme eviddenziare è che voi non state facendo un dispetto alla minoranza, voi state facendo un dispetto ai sardi, ai vostri elettori, ai vostri concittadini, voi state creando un danno economico alla Sardegna. Questo dobbiamo far presente, questo dobbiamo denunciare pubblicamente. Continuando con questo atteggiamento procuriamo solo una cosa: il danno ai sardi. Questo è il grande risultato che porterà questa legge, al di là di tutte le chiacchiere e di tutte le questioni che sono state fatte, al di là di chi fa la gara a lanciare il messaggino alle agenzie per fare questo o quel risultato, il risultato finale è che questo emendamento non sarà votato dalla maggioranza e non passerà.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Luigi Crisponi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). È evidente che approvare, dare quindi il consenso mio personale all'emendamento numero 537 è una naturale conseguenza di quello che lo ha appena preceduto e che ha visto l'Aula, nella sua maggioranza, non assicurarne il passaggio, così come richiesto a voce alta dalla minoranza in più occasioni. Ben prima di questo momento. Perché questo significa che la minoranza ha ben lavorato, il lavoro che è stato fatto per portare alla vostra attenzione tutta quella sequenza di emendamenti, poi portati al plotone di esecuzione della Commissione che li ha voluti abbattere uno dietro l'altro, dimostra, anche nelle vostre offerte e quindi i vostri ambasciatori che si sono mossi con rapidità ultimamente, guarda caso, in quest'ultima mezz'ora, raccontano, rappresentano e certificano che il nostro è un lavoro di valore. Tra l'altro, è un lavoro limpido e schietto. Perché segue quelli che sono i perimetri offerti dal Consiglio regionale della Sardegna. Ovvero la possibilità di scrivere emendamenti correttivi e migliorativi di una legge che non ci soddisfa. Abbiamo scritto e sottoscritto tutta una serie di emendamenti che hanno trovato, seppure in una differenza valutazione verbale le stesse cose che voi ci stavate proponendo pochi minuti fa, ma che invece al momento dell'atto pratico, e quindi del voto finale, avete dimostrato di non voler accettare. C'è un ulteriore segnale di arroganza da parte vostra, e noi con molta serenità ma anche con molta chiarezza e limpidezza continueremo nel nostro percorso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pietro Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS PIETRO (FI). Con questo emendamento proponiamo la soppressione dell'inciso "fino a un massimo di 90 metri cubi" perché avrebbero allora un senso le percentuali che prevedete, perché altrimenti è davvero una lettura sbagliata quella che si fa di ritenere che sono ammissibili aumenti addirittura di incrementi sino al 45 percento in più. Non è così. Perché finché permangono e rimangono i tetti massimi del 70 e del 90 metri cubi l'unica novità è costituita dall'incremento volumetrico del 5 percento, che come avete riformulato all'emendamento numero 125, ma anche qui deve essere chiarito un aspetto, cosa significa con conseguente proporzionale aumento della soglia volumetrica massima? Allora vedete se ci sono aspetti che sono di dubbia interpretazione anzi di oscura interpretazione e, in ogni caso, il limite del testo prefissate e quello del 70 del 90, noi abbiamo presentato due emendamenti, vi preannunciamo, ma sicuramente li conoscete molto bene, dove l'opposizione presenta una modifica agli incisi 70 metri cubi e 90 metri cubi per portarli a 90 e rispettivamente a 120. Allora, se da parte vostra c'è l'intenzione, come preannunciato da qualcuno della maggioranza, votate i nostri emendamenti. C'è una proposta chiara, alla luce del sole, votate così come vi chiediamo di votare anche per le zone F, perché noi abbiamo previsto sia per le zone E che per le zone F, allora siccome qui si tratta di fare una cosa per bene, non una cosa raffazzonata, o una cosa limitata, o tanto per dare il contentino qualcuno, no è un aspetto sul quale noi della opposizione continueremo la nostra battaglia, se volete prendere atto di suggerimenti, e in questo caso dei buoni suggerimenti, fatene tesoro. Gli emendamenti l'opposizione li ha presentati, dimostrate nel voto la coerenza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Modesto Fenu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FENU MODESTO (Sardegna). Proverò un ultimo tentativo, forse non tutto è perduto. Questi due emendamenti in sostanza ricalcano quelle che erano le posizioni che ci sono state espresse anche dal capogruppo del PD e da altri della maggioranza, relativamente alla richiesta di interruzione, c'era la volontà di addivenire ad un sostanziale accordo su questi punti. Addirittura qualcuno della maggioranza diceva: bene aggiungiamo le nostre firme agli emendamenti, facciamo questi emendamenti di tutta l'Aula - al di là delle diverse posizioni, sull'impostazione generale della legge - e almeno salviamo su questo punto il salvabile, nel doveroso tentativo di tutelare gli interessi dei sardi. Sembrava che ci fosse la volontà. Gli emendamenti ci sono, non si capisce per quale motivo adesso non li si voglia votare. Allora siccome nella sostanza non c'è differenza su questi due punti tra le nostre posizioni e le vostre, l'invito è quello di votarli e risolviamo il problema nell'interesse dei sardi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Sardegna). Per dire che in coerenza, con tutte le cose che ho detto in questi giorni, non mi presterò a questo gioco firmate i vostri che firmiamo i nostri, le argomentazioni chi io ho addotto sono di altra natura, per cui non voterò questo emendamento, mi asterrò.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare metto in votazione l'emendamento numero 537.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 537.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Dedoni - Fasolino - Fenu - Locci - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Rubiu - Tatti - Tedde - Tocco - Tunis - Zedda Alessandra.

Rispondono no i consiglieri: Anedda - Arbau - Azara - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Cozzolino - Demontis - Deriu - Desini - Forma - Lai - Ledda - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Moriconi - Perra - Pigliaru - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Solinas Antonio - Tendas - Usula.

Si sono astenuti: il Presidente Ganau - Floris.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 48

votanti 46

astenuti 2

maggioranza 24

favorevoli 17

contrari 29

(Il Consiglio non approva).

PRESIDENTE. Metto ora in votazione l'emendamento numero 529.

Ha domandato di parlare il consigliere Oscar Cherchi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (FI). Sull'emendamento numero 529 proseguiamo nelle considerazioni e credo che così come già annunciato anche precedentemente dal collega Tunis nei vostri occhi si legge questa volontà, questa voglia di trovare un accordo e quindi di capire come uscire da questa impasse per questo caos che sta creando soprattutto l'articolo 19 e quindi la legge che abbiamo noi in discussione. Nell'emendamento che si vuole proporre, così come nei due precedenti, credo che la loro e la sua approvazione possa permettere di dare e non solo di dare ma dà sicuramente un aspetto migliorativo al testo vero e proprio della legge. Sul comma 5, siamo al comma 5, dove praticamente è inserito l'incremento legato al 10 percento, nell'emendamento numero 125 della Giunta non c'è più, sparisce, cioè si cancella come comma. Questo chiaramente lascia un po' tutti perplessi, ci crea qualche piccola difficoltà, non ci fa capire esattamente qual è l'obiettivo reale, che alla fine sia la parte della Giunta, che poi la stessa maggioranza vuol arrivare davanti a questa legge che si sta proponendo. Ma non è solo il comma 5 perché comunque noi ne proponiamo con esclusione di qualunque destinazione abitativa, residenziale e commerciale ma questo si vede si evince anche negli altri commi.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 529.

(Segue la votazione)

Risponde sì il consigliere: Tocco.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Arbau - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cozzolino - Demontis - Forma - Ledda - Perra - Pigliaru - Pizzuto - Ruggeri - Tendas - Usula.

Si è astenuto il Presidente Ganau.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 17

votanti 16

astenuti 1

maggioranza 9

favorevoli 1

contrari 15

Non è presente il numero legale, la seduta è tolta. Il Consiglio è convocato domani alle ore 10.

La seduta è tolta alle ore 20 e 45.